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Il “piccolo” Barrett Il Barrett mod. 98 B è un fucile sniper di ultima generazione di Gianfranco basato sul progetto Peletti di Eugene Stoner dell’Armalite AR 15: assomma tecnologia, novità e precisione assoluta. Lo abbiamo testato a quasi 700 metri

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irca trent’anni fa (precisamente nel 1982) apparve nel mercato delle armi un nuovo nome, Barrett, destinato a diventare in breve tempo uno dei più conosciuti nel campo delle armi lunghe militari e raggiungere il primo posto tra quelle individuali portatili, le cosiddette “antimateria”.

Fabrizio Pesce ripreso mentre sta traguardando il bersaglio a 680 metri di distanza

BARRETT MOD. 98 B CAL. 338 LAPUA MAGNUM


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Il Barrett 98 B sul campo, pronto per l’uso

Ronnie Barrett, nato a Nashville (Tennessee) nel 1954, iniziò la sua carriera nel 1972 come fotografo professionista aprendo uno studio fotografico. La sua “folgorazione” nel mondo delle armi

avvenne il 1° gennaio 1982, mentre stava fotografando una pattuglia cannoniera fluviale che stava facendo addestramento e vide sul ponte due mitragliatrici Browning cal. 50 BMG (12,7 × 99 millimetri Nato). La sua immaginazione inL’impressiotuì il potenziale di nante volata del un’arma individuaBarrett

le portatile in grado di utilizzare questo tipo di munizione per colpire a grande distanza con la massima potenza. Si mise al lavoro, progettando ogni singola parte dell’arma - che alla fine battezzò M82 e, investendo i suoi capitali, iniziò una produzione commerciale che rimase inizialmente molto limitata, in quanto i suoi clienti principali erano militanti dell’I-

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104 Trent’anni… e non sentirli! RA che li utilizzavano per fare cecchinaggio contro le Forze armate britanniche nel nord dell’Irlanda. Nel 1986 sviluppò tutta una serie di miglioramenti, che portarono anche a una nuova denominazione dell’arma (l’M82 A1). Questa versione è stata acquistata da oltre 40 organizzazioni militari in tutto il mondo, grazie alla sua fama acquisita durante la prima guerra del Golfo in Iraq, dove riusciva a fermare i mezzi blindati iracheni a un miglio di distanza. In seguito è stato utilizzato durante la guerra di Bosnia dall’esercito bosniaco contro le forze serbe a Srebrenica, e adesso è in dotazione in quasi tutti i reparti di Forze speciali del pianeta. Un bolt action in .338 LM Dopo questa breve introduzione sul marchio, veniamo al fucile oggetto della nostra prova, il modello 98 B (in gergo militare 98 Bravo), che è stato presentato nell’ottobre del 2008 e, a differenza del modello 82 A1 che ha il ciclo di funzionamento semiautomatico, è un “bolt action” (otturatore girevole scorrevole) in cal. .338 Lapua Magnum. Si tratta di un modello inconsueto e avveniristico per questo calibro, ispirato alla filosofia di Eugene Stoner dell’AR 15, con un upper e un lower. Anche qui Barrett ha visto lontano, quando il corpo dei Marines degli Stati Uniti annunciò il suo interesse per l’acquisizione di un nuovo fucile a lungo raggio in calibro .338 LM. Tra le caratteristiche desiderate vi erano modularità, leggerezza, robustezza, durata facilità di montaggio di dispositivi di visione notturna e congegni di puntamento ottico. Al progetto di questo fucile ha contribuito come capo progettista Chris Barrett, figlio del fondatore della società, che ha sviluppato l’idea di quest’arma innovativa, scomponibile e con largo impiego di leghe di alluminio e plastica, con componenti di acciaio per la canna, l’otturatore e poche altre parti meccaniche. L’upper che ha una forma squadrata è in estrusione di allumiIl receiver nio del gruppo 7000, dell’upper con leghe di zinco e mail caricatore in gnesio conosciute antecnopolimero, che come Ergal, molto che si integra utilizzate in campo perfettamente aerospaziale e nelle applicazioni struttu-

Il calibro .338 Lapua Magnum è attualmente il più utilizzato nel tiro a lunga distanza militare, nonostante i suoi trent’anni. È stato commercializzato nel 1983 come munizione intermedia tra il .308 e il .50 BMG, per essere utilizzato su armi di precisione “bolt action”, in grado di sfruttare al massimo le sue caratteristiche balistiche. La cartuccia monta di serie una palla da 250 gr ed ha una velocità di circa 900 m/sec, che mantiene fino a quasi raggiungere la portata massima, con una precisione inferiore al MOA oltre i 1000 m, mantenendo a tale distanza un’energia cinetica di 1500 kilogrammetri per centimetro quadrato! Con questa cartuccia è stato realizzato il record mondiale (se così si può chiamare) di tiro militare, da un tiratore scelto. Il caporale della cavalleria britannica, Graig Harrison, nel novem-

bre 2009 a Helmand (Afghanistan) ha avuto due uccisioni confermate alla distanza di 2475 metri, battendo il record precedente ottenuto da un caporale canadese, R. Furlong, che però aveva raggiunto tali distanze con un MacMillan TAC in calibro .50 BMG, ben più pesante e potente. Questo fatto, tra l’altro, dimostra che non sempre il calibro più grosso e più performante alle lunghe distanze è anche più preciso. Per gli appassionati può essere interessante sapere che il calibro .50 BMG è antimateria e nelle missioni Onu è vietato l’utilizzo su bersagli umani, conseguentemente esiste un munizionamento anche di tipo incendiario, esplodente o perforante. Il .338 LM è un calibro che potremmo definire “anti persona”, e per questo viene utilizzato dai tiratori scelti per l’abbattimento di soggetti umani.

Vista ravvicinata del freno di bocca

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Particolare del calcio, con le sue possibili regolazioni

Una bella vista della cartuccia che sta per essere camerata, dove si notano anche i tenoni sulla testa dell’otturatore

tipo armonico. La lunghezza è di 686 millimetri, con la rigatura e a sei righe destrorse, passo 01:10”, che consente una perfetta stabilizzazione della palla del .338 LM, garantendo la massima precisione. Alla sua estremità è posto un freno di bocca a due camere efficacissimo nella riduzione del rinculo e alla rottura dell’onda sonora, riducendo notevolmente il boato dello sparo.

Le cartucce utilizzate per la prova a fuoco

rali di forza, in grado di raggiungere le migliori caratteristiche meccaniche tra tutte le leghe di alluminio. La parte superiore è costituita da una slitta Picatinny lunga 18” (45.72 cm), nella parte anteriore, sui lati vi sono due slitte Picatinny corte per il montaggio di accessori e su quella inferiore un’altra Picatinny dove è montato il bipiede pieghevole

e estensibile della Harris. All’interno è montata la canna, realizzata in acciaio 4150 che contiene cromo e molibdeno che lo rendono robustissimo e adatto a lavori estremamente pesanti, di tipo “fluted” con all’esterno profonde scanalature che servono sia per alleggerire la canna sia per migliorare il raffreddamento e creare una stabilizzazione di

Design lineare La parte posteriore - dove si trova la camera di cartuccia - è di grande spessore, e al suo interno sono fresati i recessi, dove si vanno ad allocare i tenoni dell’otturatore per bloccarlo. Per migliorare lo scorrimento e conseguentemente il funzionamento dell’otturatore, lo stesso che, sovra dimensionato, è messo all’interno di un manicotto in tecnopolimero che è fissato all’interno della struttura. La parte inferiore, il lower, è forgiata in

Viste dell’otturatore carico e scarico

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alluminio 7975 e comprende il calcio interamente regolabile per adattarlo alla struttura del tiratore, realizzato con un design lineare che va dalla volata della canna alla spalla del tiratore, con un rinculo lineare che riduce l’impennamento; un’impugnatura a pistola, il pacchetto di scatto (completamente regolabile) e il ricevitore del caricatore. Il caricatore standard fornito con l’arma è realizzato con un robusto tecnopolimero con costolature di rinforzo sul suo corpo e una capacità di 10 cartucce. L’impugnatura a pistola è apribile nella parte inferiore e può contenere cartucce o qualche piccolo accessorio. La vista dell’arma nel suo insieme è imponente e dà un’idea di grande potenza, lunga più di 126 cm con un peso di 6120 g scarica e, senza accessori, supera gli 8

Il copri otturatore in tecnopolimero con l’otturatore che scorreva al suo interno

kg con il caricatore pieno e l’ottica. Per la prova pratica ci siamo avvalsi dell’amico Fabrizio Pesce, che ha una grande esperienza nel tiro a lunga distanza e ha messo a disposizione una cava ab-

bastanza grande da potere sparare fino a 900 metri di distanza in sicurezza. Insieme a noi hanno partecipato anche Elisabeth Ratti dell’omonima armeria Ratti di Seregno, che ringraziamo per

L’arma, in posizione di semiapertura dopo avere estratto la spina anteriore, ruota e consente l’estrazione dell’otturatore per la manutenzione ordinaria

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Ultima generazione! Il Leupold Mark 4 ER/T 8.5-25x50 mm (30 mm) M1 Front Focal è un’ottica di fascia alta di ultima generazione, dotata di tutte le ultime tecnologie in grado di migliorare le sue prestazioni. Analizziamo qualche caratteristica. Xtended Lens System di Twilight: le lenti hanno un rivestimento particolare, basato su specifiche lunghezze d’onda che consentono di ottimizzare la trasmissione di luce scarsa, migliorando notevolmente la visibilità nella penombra. Diamond Coat: le superfici esterne delle lenti sono trattate con il procedimento Diamond Coat, che garantisce una durata nel tempo della massima qualità ottica. 2nd Generation Argon/Krypton Impermeabilizzazione: all’interno dell’ottica vi è una miscela di gas Argon/Kripton, una tecnologia introdotta da Leupold, che ha principalmente due vantaggi, la quasi completa eliminazione dello shock termico e la completa impermeabilizzazione dovuta al fatto che le molecole di questi gas sono molto più grandi di quelle dell’azoto.

Un ampio oculare che rende molto veloce e precisa l’acquisizione dei bersagli, che consente al tiratore la massima precisione. Il cannocchiale ha al suo interno un’illuminazione del reticolo di terza generazione e, grazie alle sue torrette, permette regolazioni con la precisione di 1/4 MOA. Inoltre il reticolo ingrandisce automaticamente con la variazione della focale, consentendo una correzione automatica della stima per colpire il bersaglio, elementi che lo collocano tra le migliori ottiche per la caccia. L’importatore italiano di Leupold è Paganini (www.paganini.it).

averci messo a disposizione il Barrett e 50 cartucce .338 Lapua Magnum, Ivan Suardi del poligono Orobico e Luca Laconi, appassionato e esperto oplologo. Il Barrett è venduto in una bellissima valigia in tecno polimero della Pelican e al suo interno vi sono anche due caricatori, il manuale d’istruzioni e il bipiede della Harris; su quello che abbiamo utilizzato vi era montata un’ottica Leupold Mark 4 ER/T 8.5-25x50mm (30 mm) M1 Front Focal (vedi riquadro dedicato). Il nostro test La prova è iniziata alle 10 del mattino, in una giornata limpida e soleggiata ma piuttosto ventosa, con conseguenti problemi di deriva balistica alla distanza di 600 m. Dopo esserci posizionati su un rialzo ghiaioso, è stato eseguito un controllo della taratura dell’ottica sparando 10 colpi su un bersaglio posizionato a 150 metri di distanza (per misurare le distanza abbiamo utilizzato un telemetro della Leica). La prima impressione è stata immediatamente positiva, perché l’arma si è dimostrata facilmente controllabile, con un rinculo rettilineo e un rilevamento minimo, che consente di tornare rapidissimamente sul bersaglio nel tempo di azionamento dell’otturatore, per cambiare la cartuccia successiva. Subito dopo

L’esploso dell’arma, che evidenzia le sue caratteristiche e i componenti

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ci siamo spostati a 300 metri e abbiamo L’arma aperta continuato la prova, uconsente di tilizzando un software veder il pacbalistico caricato sul chetto di scatcellulare di Elisabeth to con il cane Ratti per le modifiche esterno della taratura dell’ottica in base alla distanza. A causa del vento - che cambiava spesso intensità - a questa distanza, nonostante il calibro sostenuto, avevamo modo di verificare degli spostamenti sul bersaglio, anche se molto contenuti. Per completare la prova ci siamo spostati dall’altra parte della cava, a una distanza di 680 metri dal bersaglio, sempre in posizione sopraelevata rispetto lo stesso, continuando a sparare in posizione sdraiata utilizzando l’appoggio del bipiede. Nel frattempo era passata più di un’ora e mezza dall’inizio della prova e, oltre al problema del vento, ci siamo trovati anche ad Vista dell’upper avere un problema di che consente abbagliamento causadi vedere la to dal sole molto forte realizzazione che si avvicinava allo dello stesso in zenit. La rosata miglioun unico pezre, nonostante questi zo, ottenuto Il Barrett con il bersaglio della migliore rosata di cinque colpi

mediante procedimento di estrusione

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Barrett mod. 98 B cal. 338 Lapua Magnum

Il momento che precede la partenza del colpo evidenzia l’apnea del tiratore

Produttore: Barrett Headquarters, www.barrett.net Importatori: Armeria Ratti, tel. 0362 235074, www.armiratti.it; Wild & Wild srl, tel. 030 6189232, www. wildandwild.it Modello: 98 B Calibro: .338 Lapua Magnum Otturatore: girevole e scorrevole con manetta di armamento Caricatore: serbatoio estraibile con capacità massima 10 cartucce Scatto: di tipo regolabile nella precorsa, peso e fine corsa Lunghezza canna: 27” (68,58 cm) Lunghezza totale: 49,75” (126,36 cm) Peso: 6,12 kg Passo di rigatura: 1-10” destrorso Sicura: manuale, reversibile posizionata altezza pollice Slitta: Picatinny sull’upper, lunghezza 48 cm

La culatta in acciaio sovradimensionata in cui vanno a bloccarsi i tenoni dell’otturatore

problemi, è di cinque colpi in un diametro di 15,3 cm che dimostra la bontà dell’arma, della cartuccia, dell’ottica e non ultimo del tiratore, che in questo caso è stato Fabrizio.

Tiriamo le somme Concludendo, il Barrett 98 B ci è piaciuto molto e abbiamo apprezzato in particolare la modularità che consente di scomporlo in due pezzi per un La testa dell’ottutrasporto più ageratore evidenzia i vole, consentendo sei tenoni di chiuinoltre un facile sura, l’estrattore accesso a tutte le e l’espulsore che sue componenti, sono tipici dei mocon possibilità di delli M16 personalizzazione che lo rendono adattabile e utilizzabile in tutti tipi di missioni, grazie anche a un trattamento particolare che rende le superfici antigraffio e antiruggine. Il prezzo di questo gioiellino non è certo alla portata di tutti, ma è certamente adeguato a quest’arma. LM ARMI LUNGHE

Il piccolo barret  
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