Il progetto più ambizioso dell'antichità, costruire una torre così alta e imponente tale da raggiungere Dio in cielo, fallì miseramente. L'insuccesso della monumentale opera non fu decretato dalla mancanza di risorse umane, di mezzi finanziari, di capacità costruttive o di un'efficiente organizzazione del lavoro. Si interruppe per un solo motivo: gli uomini che la dovevano erigere non parlavano lo stesso linguaggio
Un'adeguata comunicazione tra le componenti di uno stesso progetto è infatti un elemento imprescindibile per il successo di qualsiasi iniziativa. Se manca questo aspetto basilare è perfino inutile cominciare a costruire qualcosa.
Oggi il principale problema del vending sembra essere proprio questo, troppe componenti del sistema non parlano lo stesso linguaggio. Quale comunicazione ci può essere tra chi innalza la bandiera della certificazione di qualità di gruppo (TQS) e chi parla solo di ristorno? Come possono intendersi quelli che investono in strumenti informatici per il controllo di gestione e quelli che tirano fuori dal cassetto un po' di nero per mettere a posto i conti? C'è chi non è contento del caffé a 0,50 euro e chi va sotto allo 0,25. Ci sono quelli che mettono di tutto sotto la linea dell'EBITDA e quelli che fanno i bilanci pensando al futuro dell'azienda e all'equilibrio dei conti nel lungo periodo. C'è chi pensa al consumatore finale e alla qualità della miscela e chi con il cacciavite in mano stringe la dose di caffé sotto i 6 grammi per risparmiare qualche centesimo. C'è chi presenta le offerte con competenza e professionalità consegnando in busta chiusa un progetto qualitativamente ineccepibile e chi consegna una busta aperta con dentro qualcos'altro.
Come è possibile "fare sistema" se c'è così tanta distanza tra gli estremi e perfino il buonsenso non sembra essere un terreno di dialogo comune?
L'unico modo è fare un passo indietro, ripartire dai fondamentali e costruire attraverso la comunicazione un linguaggio comune in cui tutti si possano in qualche modo riconoscere. Diffondere una cultura del vending condivisa che funzioni da collante tra i vari operatori. Tutti sono chiamati a collaborare: i media, l'Associazione e il complesso universo delle tante aziende della filiera.
Con un auspicio però: chi si rifiuta di parlare per l'ennesima volta il linguaggio comune deve essere isolato dal sistema e combattuto con ogni mezzo. Di fronte alla difficile situazione odierna, ogni forma di buonismo sembra non essere più un'opzione percorribile.
NUMERO 57 GIUGNO 2011
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Editoriale
La torre di Babele 3
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Sommario
Speciale Vending Cruise 2011
> 1° Giorno di crociera: Savona / Inaugurazione Vending Cruise > 2° Giorno di crociera: Barcellona / Comunichiamo il nostro valore / Del RESTO è… Comestero / PEP BOU e la magia delle bolle di sapone > 3° Giorno di crociera: Ajaccio / Il futuro del vending / Covim Time / Digisoft-Honeywell-Zebra: L’avanguardia tecnologica del vending / Il valore secondo N&W / Una serata all’insegna del divertimento con Vendomat
> 4° Giorno di crociera: Savona / Vending Cruise… le conclusioni
Il Mercato del Vending - Produttori
> Melinda: un modo giovane, veloce e pratico di gustare la frutta nel vending
> Chini - Il trasformista della mela
Diritto al Lavoro
53
Diversamente abili: una preziosa risorsa aziendale
Speciale Economia
Nuovi rapporti tra banca e impresa dopo Basilea 3
Speciale Associazione
EVMMA, il nuovo comitato dei costruttori di macchine di EVA
Novità del Vending
> Lunga pausa pranzo addio… nuovi spazi per il vending! 64
> Coca-Cola HBC Italia > Novità assoluta per il vending italiano: il nuovo formato PET da 33 cl di Coca-Cola
> Conserve Italia > Yoga “Spicchi d’ananas Fruitesse” per una pausa fresca e leggera
> Daint > Protagonista di Melaverde
> Flo > … arriva ovunque…
> Pepsico Italia > Acqua EVA, l’acqua più alta d’Europa
> San Benedetto > Nuova struttura organizzativa dell’area commerciale
> Vicenzi > Mr. Day, solo Semplici Bontà
Caffe’ Toscano rispetta l ‘ ambiente
non richiedono trattamenti speciali e non contengono metalli pesanti biodegradano completamente in tutte le situazioni di smaltimento mantengono le stesse caratteristiche tecniche senza nessuna alterazione meccanica, dimensionale o visiva lo stesso risultato nei test di utilizzo la stessa scadenza in normali condizioni di conservazione
1 ° Giorno di Crociera: Savona
Lo spirito di gruppo del settore, che si è voluto alimentare con la Vending Cruise, ha avuto la prima manifestazione già al momento dell’imbarco nel porto di Savona, quando, dal fiume di macchine in coda in attesa di essere parcheggiate e di far scaricare i bagagli, prima della salita a bordo si udivano i saluti e le risate di chi in poche auto più avanti aveva scorto un collega o un cliente oppure un fornitore, magari con la famiglia e non voleva perdere l’occasione per iniziare a conversare su ciò che li avrebbe attesi, ma anche distinguersi dagli altri, da quelli che seppur in nave non appartenevano al vending.
Benvenuti a bordo… parte la Vending Cruise!
Per gli ospiti della Vending Cruise ha preso così il via un’iniziativa unica nella storia della distribuzione automatica mondiale. Tutti i partecipanti hanno vissuto con grande entusiasmo le giornate di crociera, cogliendo le molteplici opportunità di incontro, di crescita e di condivisione che hanno voluto essere le basi dell’evento. L’obiettivo di CONFIDA e Venditalia, organizzatori del-
la manifestazione, è far nascere, da quel meraviglioso contesto, un modo nuovo di fare mercato e di fare sistema, rispettoso dei valori del servizio che la distribuzione automatica offre e delle esigenze dei consumatori.
Il programma della Vending Cruise è stato molto impegnativo e ha visto tutti gli ospiti del vending occupati per molte ore durante le giornate di crociera, ma la comunione d’intenti e il clima confacente ad una vacanza lontana dalle preoccupazioni hanno alleggerito la fatica e l’impegno di un così fitto calendario di incontri.
1° Gi o r n o di Cr o c
Inaugurazione Vending Cruise
Il primo appuntamento vissuto tutti insieme, per iniziare o approfondire la conoscenza e condividere le diverse esperienze, è stato il primo incontro presentato da CONFIDA e Venditalia, con cui gli organizzatori hanno voluto salutare, ringraziare gli ospiti per aver deciso di essere protagonisti della prima edizione di questo evento e dare il via all’avventura della Vending Cruise.
Lucio Pinetti, presidente di CONFIDA, oltre allo staff organizzativo, ha presentato al pubblico i numerosi invitati nazionali e internazionali, i rappresentanti dell’Associazione Europea, delle Associazioni Nazionali del Vending e della stampa, i relatori dei convegni e i consulenti e i professionisti di CONFIDA.
Inoltre ha comunicato che per gli ospiti della Vending Cruise sono state messe a disposizione due suite dedicate ad incontri bilaterali riservati tra operatori del settore
2 ° Giorno di Crociera: Barcellona
Il secondo giorno della Vending Cruise si è aperto con il primo convegno Confida organizzato a bordo per far entrare tutti i passeggeri del vending nel vivo dello spirito dell’iniziativa: fare sistema per creare valore .
Comunichiamo il nostro valore
Il presidente di CONFIDA, Lucio Pinetti, ha illustrato il teorema del valore, ovvero la strategia messa a punto per affrontare le sfide presenti e dei prossimi anni che ha come obiettivo l’attestazione del valore. Di seguito riportiamo ai lettori l’intervento e le sue parole:
“La strategia si articola in quattro principi fondamentali, che si riassumono in accreditamento, qualità, consumatore e sistema. Con accreditamento abbiamo inteso trovare nuove occasioni di confronto e dialogo con le istituzioni su temi importanti per tutta la comunità. Fondamentale è stato in tal senso il convegno organizzato lo scorso febbraio presso la Camera dei Deputati, in occasione del quale abbiamo avuto modo di interagire con personalità politiche e con i nostri prin-
cipali referenti istituzionali (Ministero della Salute, Nas, Asl, unità ospedaliere, dietisti, ecc.). L’impegno dell’Associazione va nella direzione della tutela e salvaguardia della salute, soprattutto dei più giovani. Per questo sono significativi i progetti, come ‘… e vai con la frutta’, che, in sinergia con il Ministero della Salute ed alcune Regioni, vogliono introdurre e rafforzare sempre di più nel settore del vending i concetti di nutrizione equilibrata e alimentazione consapevole”.
Il secondo principio è quello della qualità . Negli ultimi mesi la Carta dei Servizi Confida, già strumento importante per la qualificazione del settore, si è evoluta in un nuovo e innovativo progetto: la certificazione TQS vending . Dal sistema di autocontrollo su cui è stata fondata la Carta dei Servizi, si è giunti oggi a un sistema di certificazione rilasciata da un ente terzo, all’impronta della più ampia trasparenza e imparzialità, con parametri oggettivi e misurabili.
“L’iniziativa ha riscosso un grande successo. Oltre centocinquanta aziende hanno aderito con entusiasmo al programma di formazione per l’ottenimento della certificazione”.
Il marchio TQS Vending (acronimo di Top Quality Standard) rappresenta un grande passo in avanti verso l’attestazione del valore: “Abbiamo voluto creare un marchio nuovo che trasmettesse il concetto di ‘valore’: oggi abbiamo un
logo significativo per identificare le aziende virtuose del nostro settore”. Attraverso il Top Quality Standard, dunque, CONFIDA si propone di coinvolgere gli associati in un percorso concreto finalizzato a “dare valore”. Sette i requisiti predisposti da CSQA Certificazioni; tra questi l’affidabilità e la regolarità del servizio, l’assistenza tecnica tempestiva, la garanzia di pulizia e igiene, la facilità di utilizzo per i consumatori, l’efficienza dei sistemi di pagamento
> Lucio Pinetti
Per quanto riguarda le iniziative direttamente rivolte al consumatore finale , “stiamo approntando un’importante campagna pubblicitaria , che partirà in autunno. L’Associazione ha deciso di stanziare per questa operazione strategica circa un milione di euro. Si tratta prevalentemente di una campagna tv, supportata da azioni su web e carta stampata” ha spiegato Pinetti.
In occasione della Vending Cruise sono stati presentati gli spot che andranno in onda in te-
levisione il prossimo ottobre . Attraverso questi messaggi verranno posti in evidenza i plus del nostro settore e le caratteristiche premianti del vending come moderno canale distributivo.
L’ultimo elemento di importanza strategica evidenziato dal presidente Pinetti è fare sistema
“È proprio la necessità di fare sistema, ovvero di cercare una piena sintonia tra gli operatori del comparto circa la condivisione
delle strategie associative, che ci ha dato lo spunto per realizzare questo grande evento coraggioso e innovativo: la Vending Cruise. Fatta eccezione per le fiere di settore, la Vending Cruise rappresenta probabilmente l’iniziativa più importante mai realizzata in Europa nel settore della distribuzione automatica in termini di numero di partecipanti, tutti professionisti del vending, presenti contemporaneamente e per più tempo consecutivo a una stessa iniziativa”.
Comesterogroup
Del Resto è... Comestero
Subito dopo il convegno Confida e prima di sbarcare a Barcellona per dedicare il tempo libero alla visita della città, Comesterogroup ha invitato gli operatori del settore presenti in nave ad un brillante meeting con cocktail party e ha omaggiato i partecipanti di un’originale guida con itinerari di Barcellona studiati appositamente nel rispetto dei tempi di sbarco e delle varie esigenze degli ospiti.
L’evento
Per il lancio ufficiale della nuova rendiresto RR6 HD a bordo della Vending Cruise, Comesterogroup ha pensato a un coinvolgente botta e risposta tra Andrea Beretta, partner Newton Management Innovation e il suo direttore vendite area vending, Marco Carazzato. Nel corso dell’evento, Carazzato non si è sottratto nemmeno alle domande più indiscrete, così da rendere completamente trasparente la complessità del progetto di industrializzazione della nuova rendiresto RR6 HD e il suo vero valore per il mercato.
A partire da una domanda molto diretta, che non mette a proprio agio, per iniziare…
Benvenuti anche a voi alla buon’ora con la vostra rendiresto. Cosa avete fatto in tutti questi anni? Siete andati in crociera? Il motivo per cui siamo arrivati, diciamo “tardi” rispetto ad altri, con la nostra RR6 HD è perché abbiamo maturato a fondo questa scelta. Abbiamo deciso di studiare un prodotto in grado di soddisfare le esigenze di tutti i mercati in
Marco Carazzato
cui operiamo e in questo modo abbiamo maturato un know out che sarà sicuramente strategico nel mediolungo periodo per lo stesso mercato del vending. Anche CONFIDA si sta muovendo in questa direzione, quella di esplorare anche nuovi mercati, molto vicini a quello del vending.
Non siete quindi un’azienda lenta? Direi proprio di no, anzi. Operiamo ogni giorno su tre mercati molto eterogenei: vending, intrattenimento e industriale e per essere in grado di soddisfare pienamente tutte le
loro esigenze, dobbiamo essere estremamente dinamici e flessibili.
Negli anni siamo stati inoltre apprezzati più di tutti per la capacità di personalizzare i nostri prodotti, rispondendo con tempestività a tutte le richieste.
Veniamo quindi alla vostra rendiresto. Quali sono oggi tre buoni motivi per cui un cliente dovrebbe scegliere RR6 HD? Innanzitutto la nostra RR6 HD permette di soddisfare tutte le esigenze attuali del settore del vending: è disponibile sia in versione MDB che Executive, così da essere installata su qualsiasi tipo di macchina e permette di pilotare un lettore di banconote in parallelo. Grazie alla cassetta a 6 tubi componibile - con ciascun tubo in grado di accettare monete con diametro fino a 2 € - RR6 HD è la gettoniera dalla capacità monete superiore, in grado di soddisfare le esigenze più eterogenee in termine di erogazione del resto. Offre inoltre grande flessibilità nella raccolta dei dati contabili sia alle piccole che alle grandi gestioni grazie alla SD-card e all’interfaccia IRDA per palmari. Riprende per il gruppo di accettazione e quello di separazione la tecnologia già utilizzata
su altri prodotti di successo ed è quindi a tutti gli effetti un prodotto Comestero!
Una domanda secca: RR6 HD è competitiva? RR6 HD è qualitativamente competitiva. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di portare la nostra rendiresto ad un livello qualitativo molto alto. Abbiamo sicuramente dovuto affrontare alcune criticità, legate al fatto che si deve interfacciare con diversi tipi di macchine e di sistemi di pagamento. Ma i primi riscontri del mercato sono positivi. Non dirò mai che è un prodotto perfetto, perché non esistono sul mercato prodotti perfetti. Forse nemmeno la Ferrari lo è.
Chi è Comesterogroup? Quali sono i fattori distintivi di questa azienda? Nonostante la forte crescita, il nostro grande punto di forza è quello di essere rimasti un’azienda dinamica e flessibile: lo dimostriamo quotidianamente andando incontro alle esigenze di clienti che operano su mercati molto diversi tra loro. Siamo inoltre un gruppo finanziariamente solido, che ha una lunga esperienza nello sviluppo di sistemi di pagamento sicuri.
La condivisione dei valori della Vending Cruise
“La Vending Cruise si è rivelata una scommessa vincente per tutta l’industria del vending: abbiamo avuto la possibilità di incontrarci in un contesto piacevole e informale e di confrontarci sulle esigenze e sulle criticità del settore. Si tratta sicuramente di un’esperienza da ripetere”.
Così Marco Carazzato ha commentato a caldo la sua partecipazione alla prima edizione della crociera del vending. Tutti e tre i giorni sono stati scanditi da eventi professionali e meeting, alternati a momenti di confronto più conviviali e distesi, che hanno favorito la nascita di nuove amicizie e collaborazioni e che hanno stimolato il confronto sul modo di produrre valore per il mercato, vero tema centrale di questo evento. Un plauso va quindi a Lucio Pinetti, presidente di CONFIDA, che ha fortemente voluto questa iniziativa.
> Elena Bulgarelli e Dario
Boselli
“Ci tengo a ringraziare, aggiunge Elena Bulgarelli , responsabile marketing Comesterogroup, anche tutto lo staff di CONFIDA, per il grande impegno dimostrato nell’organizzazione della crociera”.
“L’obiettivo, pienamente raggiunto, era quello di fare sistema ha proseguito Carazzato condividere i valori del nostro settore e fronteggiare insieme le criticità, ad esempio quelle legate all’aumento considerevole delle materie prime, che è stato registrato quest’anno e non è ancora stato pienamente ammortizzato.
Adesso, al termine della Vending Cruise, diventa fondamentale sfruttare il clima di ottimismo che si è creato e tradurre in azioni concrete gli obiettivi che abbiamo condiviso. Si tratta ad esempio di impegnarci per innalzare i livelli qualitativi di tutta la filiera del vending e di renderne immediatamente percepibile il valore. Per il nostro Gruppo produrre valore per il mercato del vending, significa prima di tutto continuare a ricercare la massima qualità per i nostri prodotti e per il tipo di servizio che offriamo quotidianamente ai nostri clienti”.
“Creare valore oggigiorno” gli fa eco Elena Bulgarelli “dev’essere oggi l’obiettivo primario di qualsiasi azienda, sia essa un fabbricante o una società di gestione. In questa direzione si sta già muovendo CONFIDA con la campagna di comunicazione macchinetta amore mio e il marchio TQS (garanzia per il consumatore finale, impegno per la qualità, certificazione di un sistema virtuoso), presentati in occasione della
Vending Cruise.
VISIONS OF VENDING
Noi di Comestero, ad esempio, riteniamo di fondamentale importanza il capitale umano e la qualità, attraverso l’educazione all’eccellenza.
Ogni volta che realizziamo un prodotto, una pubblicità, un comunicato, ogni volta che intratteniamo una relazione con un cliente o con un fornitore, contribuiamo a creare un’immagine della nostra azienda e, di riflesso, di ognuno di noi.
Ecco perché ogni nostro gesto quotidiano deve essere guidato da un approccio alla qualità, nella duplice consapevolezza che il nostro lavoro rappresenta anche il nostro biglietto da visita.
La qualità è ciò che ci permette di raggiungere e mantenere quel vantaggio competitivo che costituisce l’obiettivo principale di ogni impresa, anche della nostra”.
Il tema del valore è stato affrontato anche durante l’evento organizzato da Comesterogroup.
L’occasione? Comunicare al mercato che è iniziata ufficialmente la commercializzazione della nuova gettoniera rendiresto RR6 HD.
La formula adottata? Un meeting con il ritmo brioso e sostenuto del talk show, che è stato accompagnato da un piacevole aperitivo e che si è rivelato perfettamente in linea con il clima conviviale della Vending Cruise.
Dopo l’incontro con Comesterogroup
alcuni operatori italiani sono scesi dalla nave per visitare la splendida città spagnola, mentre altri hanno accolto gli operatori del vending spagnolo a bordo. Mentre la nave stava salpando per dirigersi verso le coste corse, i passeggeri sono stati accolti da uno spettacolo magico, senza volto e senza tempo, che ha emozionato i presenti di ogni età.
Flo e Rhea Vendors sono stati gli organizzatori di questo suggestivo evento, sicuramente inaspettato, che ha voluto regalare tanta fantasia, ingrediente indispensabile per realizzare anche ciò che sembra impossibile.
Pep Bou e la Magia delle Bolle di Sapone
Amebe, ectoplasmi, pianeti pronti a svanire nel nulla come dal nulla sono apparsi: tutto magicamente evocato con delle semplici bolle di sapone.
Il comunissimo liquido per piatti diventa sul palcoscenico una fiaba meravigliosa grazie all’artista catalano Pep Bou, il “Buster Keaton del biodegradabile”, come lo chiamano in Francia.
Attivo fin dalla fine degli anni sessanta come attore e mimo, la sua formazione di architetto, di appassionato di arti visive, di sperimentazione degli spazi effimeri e delle forme duttili lo spinge a tentare un’avventura unica, quella di fare teatro con le bolle di sapone, che in pochi anni lo renderà famoso in tutto il mondo, da Londra a Mosca, dalla Finlandia alla Nuova Zelanda.
I suoi spettacoli sono basati sulla creazione di bolle di sapone che, drammaturgicamente parlando, sembrano avere un carattere e dei sentimenti come dei veri e propri personaggi. Ma condotta imprevedibile di queste particolarissime attrici rende differente ogni rappresentazione e moltiplica le opzioni espressive.
3 ° Giorno di Crociera: Ajaccio
La nave ammiraglia della Costa il terzo giorno di navigazione ha fatto rotta verso il porto di Ajaccio.
Il futuro del vending
La giornata del 9 maggio si è aperta con il secondo convegno CONFIDA sul tema: Il futuro del vending che ha visto protagonisti rappresentanti del vending internazionale ed esperti di materie economiche e sociali.
È stato poi presentato lo studio com-
missionato ad Accenture relativo ai dati del settore del 2010, strumento importante per valutare lo stato dell’intera filiera e per delineare la traiettoria futura.
I relatori hanno fornito alla platea dati aggiornati sull’andamento del mercato e offerto spunti di riflessione per il futuro del vending italiano ed europeo.
Ad introdurre i relatori di Piero A. Lazzari , direttore generale Venditalia Servizi e direttore generale CONFIDA , che ha brevemente presentato l’Associazione, ricordandone composizione, compiti ed obiettivi.
Citando il politico tedesco Adenauer, Lazzari ha così esordito: “Viviamo tutti sotto lo stesso cielo ma non tutti abbiamo lo stesso orizzonte” e ha ricordato “l’importanza di creare strumenti comuni per dare valore
> Piero Lazzari
al nostro settore ; nel corso di questa giornata cercheremo di capire come utilizzarli e come realizzare concretamente i nostri obiettivi: assumere consapevolezza, conoscere il mercato per anticipare i nuovi scenari , perché dopo la crisi i consumi forse cambieranno”.
CONFIDA oggi offre agli associati e al settore gli strumenti necessari a portare avanti in modo costruttivo i rapporti con le istituzioni,
ma anche norme autodisciplinanti come la certificazione TQS e il nuovo Capitolato d’appalto per garantire qualità e trasparenza.
Il direttore di CONFIDA ha concluso il suo intervento rimarcando che “valore, qualità, redditività, innovazione e scelte coraggiose sono alla base della crescita” ed ha esortato: “Dobbiamo analizzare il presente e guardare al futuro del vending con coraggio e facendo sistema”.
IL VENDING IN EUROPA
L’intervento di Lazzari è stato seguito dalle parole di Arnaud van Amerongen, presidente di EVA, che dopo essersi complimentato per l’idea di organizzare Vending Cruise ne ha lodato la grafica, che associa l’idea di “un commercio in movimento (il vending si rivolge spesso a chi si muove per lavoro) all’immagine di una tazzina da caffè” e si è congratulato per la scelta di realizzare spot per
>
Arnaud Van Amerongen
promuovere l’Associazione.
“L’idea di CONFIDA è eccellente, farà conoscere meglio il settore al di fuori e ne migliorerà l’immagine” ha affermato.
Van Amerongen ha poi illustrato brevemente l’andamento del vending su scala europea, basandosi sui dati di una ricerca commissionata da EVA lo scorso anno. “In Europa il vending è una realtà consolidata. 295 milioni di persone (41% della popolazione adulta del continente) usano la macchinetta almeno una volta a settimana e 161 milioni (22%) ne fanno uso ogni giorno. 167 milioni di persone (23%), al contrario, non utilizzano il vending perché non hanno distributori comodi da raggiungere o sono diffidenti verso il funzionamento dei sistemi di pagamento: per voi tutti un mercato da conquistare, quindi, e una nuova sfida da raccogliere”.
Il presidente di EVA ha poi riportato altri interessanti dati: “Nel 2009 il vending ha prodotto un giro d’affari da 12 milioni di euro, con 9.800 aziende dedicate per un totale di 85.500 posti di lavoro e 3,8 milioni di macchine installate, l’81% delle quali situate presso i luoghi di lavoro. Dai dati di vendita risulta inoltre che la parte del leone la fanno le macchine del freddo e del caldo. Crescono le vendite dell’espresso rispetto all’istantaneo così come le vendite di free standing, che ha eroso l’andamento delle vendite di table top degli anni precedenti. Il settore nel 2010 è cresciuto in tutti i segmenti, anche se in modo differente a seconda dei paesi: grande crescita in Italia (25% delle vendite totali europee) Francia, Germania, Gran Bretagna, Europa dell’Est, buon incremento nei paesi scandinavi e, infine, dati negativi dalla Spagna, dove la recessione economica ha drasticamente inciso sui consumi”. La presentazione è terminata con un’ironica carrellata di immagini relative alle diverse “idee di crociera” basata sui luoghi comuni più diffusi riguardo le diverse popolazioni europee, che ha strappato qualche risata al pubblico in sala.
STUDIO SUL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA
Intervento di grande interesse quello di Paolo Andrigo , Accenture Manager – responsabile canale vending , che ha illustrato ai partecipanti i primi risultati della ricerca condotta da Accenture per CONFIDA.
Risultati ottenuti grazie alla disponibilità e all'impegno degli attori della filiera che hanno partecipato alla richiesta.
“CONFIDA ha iniziato quest’anno uno studio analitico del settore vending in Italia che durerà tre anni. La stessa ricerca verrà dunque ripetuta nei prossimi due anni per avere un monitoraggio dell’andamento del mercato. Per realizzare questo studio Accenture si avvale della collaborazione di GFK Eurisko e Digisoft” ha dichiarato Andrigo, che ha proseguito spiegando in che modo sono stati raccolti e trattati i dati riguardanti il settore. “La raccolta dei dati attraverso questionari ha interessato tutti gli attori
della filiera, per ottenere un livello di analisi più dettagliato rispetto agli anni precedenti. Le informazioni sono state raccolte in forma anonima, lo stesso presidente potrà accedere solo a dati aggregati per garantire riservatezza agli operatori interessati. Dopo una prima fase di identificazione dell’universo vending, della struttura del mercato e degli attori coinvolti (gestori, rivendite, produttori) e dei cluster al loro interno, sono stati definiti i diversi questionari, uno per ogni tipologia di attore e scelto il campione su cui testare il questionario stesso”. Una seconda fase ha visto la realizzazione di “interviste dirette ai principali operatori del settore delle tre categorie ed interviste telefoniche alle altre aziende, collaterali all’estrazione di dati dal sistema ERP ove autorizzato. Infine, l’elaborazione dei dati e la stesura di report a cui è seguita l’analisi del campione, una fase di ponderazione per rendere il campione stesso rappresentativo dell’intero universo e la stesura del report finale”.
I dati raccolti illustrano l’andamento del vending in Italia nell’anno 2010, comparati con lo Studio CONFIDA del 2009. L’elaborazione dello studio di settore è ancora in corso e si concluderà a fine maggio. “Tuttavia” dichiara Andrigo, “possiamo fare delle prime considerazioni. L’attività industriale nel 2010 ha avuto una ripresa del +5,3% rispetto all’anno precedente e questo andamento si riflette anche sulla diminuzione sensibile delle ore di cassa integrazione (-3%) della quale il vending beneficia, data la forte presenza di macchine sui luoghi di lavoro. Ancora, “l’andamento del fatturato dichiarato dalle società di gestione (>2,5ml) e dalle loro controllate è stabile rispetto all’anno precedente, in linea con l’andamento del mercato italiano (l’aumento del fatturato di alcuni gruppi/gestioni è compensato da diminuzioni di fatturato di altri). Evidenziamo però, come rispetto ai dati dello scorso anno, ci sia una crescita del fatturato delle gestioni vending pari al +7,19%. In aumento anche consumazioni (+7,68) e acquisti per incremento del parco macchine (+6,73)”. Andrigo ha poi concluso dichiarando: “Questa crescita a livello totale delle gestioni trova spiegazione nel fatto che è stato considerato come universo un insieme di gestioni (2.580) più ampio rispetto all’anno precedente; la realizzazione di un modello statistico parametrizzato con le principali variabili del settore ed un buon campione di interviste raccolte, ha portato ad individuare una crescita del fatturato del seg-
> Paolo Andrigo
mento del caldo. Infine, si evidenzia uno spostamento dei consumi dalle macchine vending del freddo (unico dato in calo) alle macchine snack rispetto ai dati 2009. Quindi nel complesso il mercato è stabile; la crescita è in linea con l'andamento dell'economia”.
IL VENDING SOTTO LA LENTE analisi di bilancio di settore
Il quarto relatore della mattinata, Franco Bompani , presidente EIDOS Consulting , ha esposto i risultati della ricerca riguardante i dati di bilancio (fonte: Camera di Commercio anno 2009) di 39 società del vending Di seguito un estratto del suo intervento.
Bompani ha introdotto la presentazione dei dati relativi all’indagine condotta da EIDOS premettendo che “le imprese selezionate fanno riferimento a cinque differenti classi di
fatturato e che, dal punto di vista della distribuzione geografica, la ricerca ha adottato i parametri stabiliti da Nielsen (con l’eccezione della Sardegna). In sintesi: 11 società appartengono all’Area Nielsen 1 (Nord Ovest) che comprende Valle D'Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia; 9 società fanno parte dell’Area Nielsen 2 (Nord Est) che comprende Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli, Emilia Romagna; 11 società sono dell’Area Nielsen 3 (Centro) che comprende Toscana, Umbria, Marche, Lazio; 8 società dell’Area Nielsen 4 (Sud e Isole) che comprende le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna”.
La ricerca è stata condotta con l’obiettivo di “offrire una chiave di lettura dell’andamento economico-finanziario del settore per stimolare il confronto tra imprese e creare le premesse per una gestione più consapevole dei costi e dei margini ovvero per incentivare il controllo di gestione”.
La ricerca ha rilevato che il ROE, cioè la redditività sull’investimento dei soci, ha conosciuto una riduzione, passando dal 6,4% del 2008 al 6,2% del 2009; le S.R.L. hanno un ROE del 7,3% nel 2008 e le S.p.A., maggiormente patrimonializzate, del 3,1%. Il ROI, ovvero il ritorno dell’investimento, passa dall’8,1% al 6,2%, con una riduzione dell’1,9%; la diminuzione è particolarmente marcata nell’area Nord Ovest (-3,6%) e nel Centro (-3,6%) e interessa soprattutto le classi di fatturato comprese tra 2 a 5 milioni. Le S.R.L. hanno un ROI del 9,6% e le S.p.A. del 5,6% per effetto della maggiore rilevanza del capitale investito netto.
Ancora, il ROS, cioè il margine sulle vendite, passa dal 4,7% al 4,6%, con una riduzione particolarmente accentuata nel Nord Ovest, mentre Il margine operativo sulle vendite è del 4,5% per le S.R.L. e del 4,8% per le S.p.A.
Bompani ha tratto le sue conclusioni lasciando agli operatori del vending alcune utili indicazioni per il futuro: “La redditività è fortemente diminuita, dunque è necessario innovare il modello di business: è difficile intraprendere strade nuove quando, in passato, la strategia perseguita è stata di successo, ma ora è inevitabile. Occorre infine agire sui prezzi di vendita e mettere in piedi e utilizzare un efficace sistema di controllo di gestione”.
ORA E SEMPRE RESILIENZA!
COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO DEL VENDING
La giornata di lavori è terminata con la relazione di Vincenzo Perrone , Professore presso il Dipartimento di Managment dell’Università Bocconi di Milano , il quale ha analizzato i trend dell’economia e ha suggerito alcune possibili strategie da intraprendere per uscire vincenti dalla crisi e crescere.
“L’Italia sembra avere perso la capacità di crescere (tasso di crescita medio inferiore all’1% negli ultimi 20 anni). Facciamo sempre più fatica a mantenere un ruolo sul mercato internazionale con le nostre esportazioni, mentre altri paesi sembrano reagire meglio di noi alla crisi. Non è andata meglio per i lavoratori italiani, che a fronte di un costo del lavoro che non è aumentato negli ultimi anni hanno visto un peggioramento della qualità del lavoro e un incremento del debito pubbli-
> Vincenzo Perrone
> Franco Bompani
co” ha premesso Perrone, che ha poi proseguito ”Il baricentro del mondo si sta spostando e l’Italia rischia di essere spinta ai margini del mercato globale”. Per sopravvivere, quindi “occorre cercare nuove opportunità di crescita dove esistono e costruirle dove non ci sono, innovando. Se il mercato non cresce saranno le capacità distintive delle aziende a fare la differenza. La sfida è questa: siamo pronti ad alzare lo sguardo per guardare lontano?”
Perrone ha esortato i rappresentanti della filiera ad agire affermando che “per prosperare occorre distinguersi. Nei mercati a concorrenza perfetta, il cliente è in una condizione di indifferenza rispetto ai vari fornitori; tendenzialmente tutti finiscono per offrire la stessa cosa allo stesso prezzo” , abbattendo così il tasso di profitto. Del resto, ha proseguito Perrone, “i profitti sono il sovrapprezzo che un cliente è disposto a pagare per una differenza percepita di valore e non c’è modo di conseguire un vantaggio competitivo sostenibile facendo esattamente quello che tutti gli altri fanno, nello stesso modo”. Dopo aver analizzato il problema, Vincenzo Perrone ha illustrato una serie di possibili soluzioni, spiegando quanto sia “sbagliato continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto, anche quando le condizioni intorno a
noi cambiano” e introducendo il concetto di “resilienza, ossia un processo di adattamento positivo , misurato dal successo che si riesce ad ottenere in diversi ambiti della propria vita, pur nel contesto di avversità significative, passate o presenti ” . Per aumentare la resilienza, favorire il lavoro di gruppo, aumentare la produttività e la soddisfazione delle persone ha continuato Perrone occorre “creare e sfruttare occasioni di successo; aiutare noi stessi e gli altri a comprendere le situazioni (sense making); riconoscere i buoni risultati raggiunti e muovere critiche per correggere e migliorare; accettare gli errori, se nascono dalla voglia di sperimentare nuove soluzioni e portano ad apprendere cose utili a non sbagliare più in futuro; trattare con rispetto ed empatia le persone che collaborano con noi, avendo a cuore la loro crescita sia professionale che personale”.
La sfida che gli imprenditori italiani e in particolare gli operatori del vending oggi si trovano ad affrontare è il cambiamento Utilizzando citazioni di personaggi storici e di leader carismatici di diverse epoche, Perrone ha concluso il suo intervento esprimendo un concetto fondamentale: per migliorare davvero la situazione, è necessario avere il coraggio di cambiare
Tutta la qualità di un caffè che nasce da 50 anni di esperienza.
Da oggi, solo con Bianchi Vending, erogato da un distributore automatico prodotto in una filiera certificata HACCP.
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Gi o r n o di Cr o c i e r a
Covim Time
Prima di scendere a terra per rilassarsi sulle splendide spiagge della Corsica o visitare Ajaccio, città natale di Napoleone Bonaparte, tutti gli operatori del vending presenti a bordo sono stati invitati ad un cordiale aperitivo con i rappresentanti di Covim. Dopo un breve saluto di benvenuto da parte del presidente della nota torrefazione genovese, Claudio Picci , per tutti la possibilità di degustare i caffè Covim, di apprezzare la qualità delle miscele offerte e la professionalità dell’azienda che ha ospitato l’evento.
> Claudio Picci
3° Gi o r n o di Cr o c i e r a
Digisoft d
L’Avanguardia Tecnologica del Vending
Digisoft SpA presenta, in collaborazione con i propri partner storici, le novità che la tecnologia mette a disposizione del settore. Nuove funzionalità di Vega, l’ERP più utilizzato dai gestori italiani: la Business Intelligence, che consente la creazione custom di analisi statistiche, l’integrazione con Outlook che consente l’utilizzo dinamico dell’agenda con sincronizzazione delle attività in specifiche maschere della procedura, il modulo di invio automatico di mail, la geolocalizzazione tramite Google Maps, il modulo di archiviazione dei documenti. In anteprima europea, il nuovo Device Honeywell e gli applicativi Digisoft a bordo palmare. Infine, le innovative stampanti portatili Zebra.
Digisoft / Honeywell / Zebra
Cecilia D’Aguanno, responsabile consulting e coordinamento commerciale Digisoft, ci ha raccontato: “L'evento durante la Vending Cruise si è inserito all'interno di un progetto di comunicazione e di incontri di più ampio respiro, il Road Show Digisoft 2011, che ci sta portando, in varie tappe, a visitare il territorio nazionale con la finalità di incontrare gli attori del settore per presentare la nostra azienda e i nostri servizi. Una presentazione durante Vending Cruise non poteva mancare: aver l'opportunità di in-
contrare in un contesto così esclusivo e originale tante persone potenzialmente interessate alle nostre offerte era un'occasione che non potevamo perdere.
Quest'anno uno dei nostri obiettivi più strategici è la comunicazione: vogliamo fare sapere al mercato quello che stiamo realizzando per il vending, vogliamo raggiungere operatori che ancora non ci conoscono e vogliamo portare strumenti raffinati di gestione in un settore che è oggi più che mai pronto
ed esigente in tal senso.
Siamo molto soddisfatti dei risultati. La partecipazione all'evento è stata assolutamente superiore a ogni aspettativa, sia in termini di numero degli ospiti, sia a livello di partecipazione e interesse manifestato.
Abbiamo raccolto pareri entusiasti e ne siamo stati molto lieti. Inoltre occasioni come questa rappresentano momenti di condivisione di obiettivi e strategie di impagabile validità." Cecilia D’Aguanno ha poi concluso
> Guido
Panigada
commentando "La crociera è stata un successo, a nostro parere. Contesto piacevole, incontri ben strutturati e organizzati, opportunità di fare business in uno scenario rilassante eppure estremamente finalizzato. Mi auguro di cuore che quello che quest'anno è stato un esperimento ottimamente riuscito, diventi un imprescindibile appuntamento del settore, come ormai è Venditalia, e che questo spirito innovativo riesca a contagiare tutti gli operatori, anche oltre i confini nazionali”.
> Marco Maffina
> Roberto Pellegrini
> Cecilia d'Aguanno
Il Valore Secondo N&W
Al rientro in nave N&W ha riunito gli operatori del settore della distribuzione automatica ad un cocktail in cui, attraverso la presentazione della propria filosofia aziendale, ha identificato il contributo dei produttori nel processo di valorizzazione dell’intera filiera del vending.
N&W Global Vending non poteva di certo mancare alla prima edizione della Vending Cruise: l’azienda di Valbrembo ha chiuso il ciclo di eventi aziendali proponendo, nel tardo pomeriggio di lunedì 9 maggio, un incontro dal titolo “Il valore secondo N&W”. Sulla scia del tema principe della crociera, quello del valore appunto, N&W ha esposto il punto di vi-
sta di un’azienda leader nella produzione di distributori automatici.
N&W Global Vending è leader mondiale nel mercato dei distributori automatici per bevande e snack e riveste un ruolo di primaria importanza nei mercati Ho.Re.Ca. e OCS. Combinando una diffusa presenza globale con un servizio locale di alto livello, N&W può contare su 7 siti produttivi, 15 filiali nel mondo, 1.700 dipendenti e una presenza dei propri prodotti in oltre 100 paesi.
I successi del gruppo N&W si fondano su una base clienti solida e duratura, frutto di profonde e proficue relazioni sviluppate nel tempo. Fondamentale per la definizione delle strategie aziendali è il feedback diretto e costante che l’azienda riceve dai propri clienti, vero e proprio indicatore per le attività di Ricerca e Sviluppo. L’orientamento all’innovazione fa parte del DNA aziendale. Per questo, ogni anno N&W investe risorse economiche rilevanti nella Ricerca e Sviluppo, con oltre 100 persone impegnate nel suo reparto R&D. Il grande
impegno profuso dal Gruppo in questo settore è ben visibile dal suo portafoglio di oltre 100 brevetti. In un mercato in cui la richiesta dei clienti è fortemente stimolata dall’introduzione di nuovi modelli e nuove funzioni, è naturale che per N&W lo sviluppo di prodotti innovativi abbia un’importanza chiave.
Forte di queste solide basi, di fronte ad una platea numerosa e attenta, durante la sua presentazione N&W ha messo in luce gli aspetti più rilevanti del processo produttivo, nonché le caratteristiche più utili dei prodot-
ti Necta, volti a dare un vantaggio sia ai gestori che agli utenti finali.
“Massima efficienza produttiva, attenzione all’ambiente, innovazione tecnologica, design accattivante, accorgimenti tecnici all’avanguardia, studi accurati in fase di progettazione e sviluppo per ottimizzare le prestazioni: queste sono solo alcune delle carte vincenti alla base delle strategie aziendali. Il contributo di N&W alla creazione del valore nel settore passa quindi attraverso un’ac-
curatezza durante tutte le fasi di produzione e si realizza nell’offerta di distributori altamente performanti, affidabili e esteticamente accattivanti” ha spiegato il direttore vendite Italia Francesco Frova
“In questo modo vengono realizzate le migliori condizioni sia per il gestore, che otterrà maggiori guadagni e investirà minor tempo in operazioni di caricamento, manutenzione e pulizia, sia per il consumatore, che avrà la garanzia di un indiscussa qualità del prodotto erogato, di una scelta
sempre più ampia di prodotti e di una maggiore facilità di utilizzo del distributore”.
L’evento N&W si è concluso con un piacevole brindisi ad accompagnare commenti favorevoli e positivi su quanto relazionato.
Lo stesso Frova si è dichiarato soddisfatto dell’iniziativa promossa da Venditalia Servizi e CONFIDA. “La Vending Cruise ha rappresentato un forte momento di aggregazione e di confronto fra imprese protagoniste del settore. N&W ha voluto essere presente
con l’intera rete di vendita, coinvolgendo tutti gli agenti e concessionari Italia, nonché i responsabili di alcune importanti filiali estere, proprio per sfruttare al meglio quest’occasione di incontro. Il messaggio di ‘fare sistema’ e di ‘navigare’ (quale migliore metafora?) verso l’obiettivo comune di costruire un settore sempre più trasparente, pulito e sano è stato trasmesso con chiarezza e passione e sicuramente è stato recepito da tutti i partecipanti. Ogni protagonista della filiera si è
reso conto di quanto sia fondamentale il suo ruolo e ha potuto percepire l’importanza del proprio contributo nel processo di creazione del valore. Condivido l’entusiasmo espresso dal presidente di Venditalia e CONFIDA, Lucio Pinetti, e da tutti i partecipanti a proposito di questa iniziativa e confido nel successo di una futura edizione”, ha commentato Francesco Frova, il cui giudizio lusinghiero sull’iniziativa va ad aggiungersi alle tante impressioni positive raccolte sia dall’Italia che dall’estero.
> Francesco Frova
Una Serata all’Insegna del Divertimento
Una cena con menu italiano è stata servita ai passeggeri del vending che, come ogni sera, si sono riuniti per trascorrere insieme questo momento conviviale. Canzoni delle tradizioni regionali sono state cantate dallo staff degli animatori che hanno coinvolto gli ospiti in sala in un'atmosfera allegra e giocosa.
> Enrico Bertolino
ociera
Vendomat lo Spettacolo di Bertolino
La nota rivendita milanese ha offerto un esclusivo spettacolo comico con protagonista il vending a tutti i partecipanti, invitando un intrattenitore di primo livello: Enrico Bertolino
> Luigi Galli
La mattina di martedì 10 maggio la nave è approdata a Savona e sono iniziate le procedure di sbarco. Prima di scendere a terra e tornare a casa o al lavoro era importante ricordarsi di salutare tutti, soprattutto quelli che risiedendo più lontano, non sarebbe stato facile rivedere a breve. L’atmosfera era allegra, serena ma anche malinconica, proprio come quando un gruppo di amici si saluta dopo le vacanze e si dà appuntamento a presto. In molti sulla strada del rientro, alla guida della propria macchina, hanno sentito da subito nostalgia della Vending Cruise; una scommessa che molti davano come persa in partenza ma che ha conquistato il cuore di tutti. Un successo di condivisione di lavoro e di valori che non può competere con nessun’altra manifestazione fieristica.
4 ° Giorno di Crociera: Savona
Vending Cruise… le conclusioni
È stata un successo per la distribuzione automatica italiana la prima edizione della Vending Cruise, che ha portato lustro al settore a livello nazionale e internazionale.
1020 i partecipanti , di ben 27 nazionalità , 308 le aziende accreditate a bordo della Costa Deliziosa: numeri importanti che sanciscono l’ottimo risultato di questa prima edizione dell’iniziativa, momento di business e confronto fortemente voluta dal presidente di Venditalia e Confida Lucio Pinetti , nella prospettiva di “fare sistema” per rafforzare il settore.
“A bordo della ammiraglia Costa abbiamo avuto l’occasione di analizzare e studiare i nuovi scenari del vending ha dichiarato Pinetti ogni impresa ha ora il compito di mettere in pratica le scelte strategiche in grado di rivitalizzare il mercato penalizzato dalla complessa situazione economica. L’obiettivo che ci siamo posti è stato quello di raggiungere un momento di condivisione politica e strategica e di
> Barcellona
> Ajaccio
> Savona
forte comunicazione, per far sì che il settore possa rendersi protagonista del cambiamento che ridarà al vending italiano, e non solo, lo stato di benessere che il nostro settore merita per quanto è in grado di offrire”.
Le giornate della Vending Cruise sono state arricchite dai convegni organizzati da CONFIDA , dagli eventi proposti dalle aziende sponsor , dagli incontri con le delegazioni di operatori spagnoli e francesi e dagli spettacoli che hanno reso questo evento un momento di incontro nella logica del business in un contesto di condivisione più ampio.
“Sono particolarmente fiero della riuscita di questa iniziativa innovativa e coraggiosa: si tratta di un successo per l’ampio livello di condivisione raggiunto. Tutto ciò è stato possibile grazie alla capacità degli operato-
ri di fare sistema e alla convinzione che sia necessario agire insieme per costruire un settore sempre più trasparente, sano, pulito, in cui valga la pena lavorare. Abbiamo avuto il coraggio di dimostrare la nostra forza, anche in un momento economico
estremamente difficile e siamo stati premiati” - ha concluso Lucio Pinetti Il prossimo appuntamento con tutti gli operatori del settore è per l’edizione di Venditalia 2012 e la Vending Cruise tornerà nel 2013 per un evento ancora più grande ed esclusivo…
Produttori
Melinda: un modo Giovane, Veloce e Pratico di gustare la Frutta nel Vending> 43 Chini – Il Trasformista della Mela entra nel Vending> 49
Melinda : un modo Giovane, Veloce e Pratico di gustare la Frutta nel vending
Da oltre 20 anni Melinda è sinonimo di mele di qualità. Nel 1989 sedici cooperative produttrici di mele operanti nelle Valli di Non e di Sole hanno formato il Consorzio Melinda che oggi conta circa 5.200 produttori frutticoli. La filosofia del Consorzio è molto semplice: lavorare e curare la terra in modo naturale per avere frutti di elevata qualità. Rispettando le regole e i tempi di Madre Natura, al momento della raccolta tutti gli sforzi sono puntualmente premiati: l'unicità di Melinda è riconoscibile al primo morso
ed è già da sola garanzia della qualità delle sue mele. I prodotti a base mela del Consorzio sono da tempo disponibili anche nel vending, un canale che è visto con sempre maggior interesse dal management Melinda. La redazione di D.A. Italia si è perciò recata a Cles, in Val di Non, dove ha incontrato e intervistato Luca Granata, direttore generale del Consorzio Melinda e presso l'azienda Chini, che produce i trasformati a base di mela a marchio Melinda distribuiti nel canale vending.
Intervista con Luca Granata
La produzione delle mele del Consorzio segue un particolare disciplinare di coltivazione? La nostra produzione si svolge nel pieno rispetto delle disposizioni previste dal Disciplinare di Produzione Integrata , certificato da un ente esterno per conto della Provincia autonoma di Trento, secondo cui la produzione di mele deve avvenire con il minor impatto ambientale possibile . I parametri che stabiliscono quali siano i prodotti e i metodi più innovativi dal punto di vista della distribuzione, della produzione, della concimazione vengono aggiornati ogni anno al fine di garantire la salubrità del prodotto e dell’ambiente. Questa normativa europea, che sancisce le norme sanitarie per i prodotti alimentari freschi, è una delle leggi per la food safety tra le più stringenti del pianeta ed è estremamente garantista. Oltre al Disciplinare di produzione Integrata, seguiamo scrupolosamente il Disciplinare D.O.P. , nel quale è richiesto che ogni fase del ciclo produttivo, dalla moltiplicazione delle piante alla produzione, avvenga nello stesso territorio; il Disciplinare
del marchio (per essere venduto con marchio Melinda il prodotto deve avere caratteristiche chimico-fisiche ed estetiche ben precise) e, infine, il Disciplinare Global Gap , lo standard di certificazione del prodotto riconosciuto a livello internazionale, presupposto necessario in alcuni casi per trattare con i fornitori.
Si sono mai verificati casi di non conformità? In tutta la nostra storia non si è mai verificato un solo caso, mai che qualcuno abbia trovato una mela Melinda non conforme alle disposizioni di legge. Questo è straordinario, anche perché a livello nazionale il marchio è molto noto e le nostre mele sono probabilmente le più controllate. Eseguiamo 160.000 analisi alla raccolta , a cui seguono una quantità enorme di controlli da parte di chi acquista. Il mondo intero ci guarda, quindi avremmo troppo da perdere a non rispettare le regole. Oltre all’aspetto etico, che per noi viene al primo posto, c’è anche l’aspetto economico di cui tenere conto. Un errore ci costerebbe sicuramente qualche perdita e chissà quanto tempo ci vorrebbe per recuperare posizioni. Molto meglio prevenire che curare e
Produrre mele nella Val di Non costa più che altrove, ergo siamo condannati alla qualità.
Ogni anno Melinda produce e vende 300.000 tonnellate, ossia 1,5 miliardi di mele.
Per conservare il frutto sono necessarie tre cose: il buio, il freddo e il respiro stesso delle mele, ovvero l’anidride carbonica.
esso t olli tto , t pen iva
allo stesso tempo dare garanzia a chi consuma di mangiare un prodotto sano e controllato.
Ci sono controlli diretti nei confronti dei soci produttori appartenenti al Consorzio Melinda? Sì, tutti i soci sono controllati regolarmente. Sono previste penali e sanzioni fino all’esclusione dalla cooperativa per chi non si conforma al disciplinare.
guere tra m z no o Con reg é
Perché è importante distinguere tra marchio D.O.P. e marchio I.G.P.? Perché si tratta di due concetti molto diversi. La sola mela italiana ad avere il bollino D.O.P. è la mela della Val di Non , qualcun’altra ha il marchio I.G.P. Quando si parla di un prodotto a marchio I.G.P. bisogna tener presente che solo alcune fasi della sua produzione sono avvenute in una determinata zona geografica. Per noi la certificazione D.O.P. ha un grande valore, perché nel caso del prodotto fresco è ancora più importante garantire l’origine della materia prima, in quanto il prodotto raccolto non subisce processi di lavorazione che lo migliorino, può solo deperire e peggiorare e quindi la sua qualità è strettamente legata al territorio dal quale proviene.
Quanto è importante il legame con la Val di Non? Il legame con questo territorio è la condizione fondamentale perché Melinda stessa continui ad esistere. L’intero ciclo produttivo Melinda ha luogo in Val di Non. Non delocalizziamo, perché non esiste un signor Melinda, ma ci sono 5.000 piccoli soci che hanno il loro terreno, contadini che sperano che i loro figli facciano il loro stesso lavoro. Le nostre fabbriche sono le piante e sono letteralmente radicate al territorio. Produrre mele qui costa più che altrove, ergo siamo condannati alla qualità. L’alternativa è l’espulsione dal mercato. Sappiamo di avere un bel vantaggio, il territorio di origine su cui possiamo contare è un asset strategico, che nessun mercato estero riuscirà a copiare: sarebbe difficile riprodurre la Val di Non con la sua combinazione unica di condizioni climatiche, altitudine, proprietà del suolo e distribuzione della pioggia.
La forza dell’azienda è la zona D.O.P.: in che modo riuscire a fare azienda mantenendo il territorio? Cerchiamo di mantenere la nostra produzione in un ambiente sostenibile. Il tema della sostenibilità è sulla bocca di tutti e spes-
so molti la identificano con il concetto di green Sicuramente l’aspetto ecologico è centrale per la sostenibilità, ma non è l’unico. Quando si parla di sostenibilità e si parla solo di verde, si vede solo un terzo del problema, si dimenticano le persone e la qualità della loro vita. Qui fra i frutteti, abitiamo letteralmente da generazioni e possibilmente per generazioni, siamo molto interessati a difendere l’ambiente in cui viviamo. A mio parere, però, per essere sostenibile un ambiente non deve essere solo verde, deve essere un ambiente che rimane inalterato negli anni, devono esserci le persone e deve esserci la possibilità di uno sviluppo economico. Bisogna trovare il giusto mix per mantenere tutto in equilibrio. Detto questo, l’uomo vive il territorio e ogni suo gesto ha un determinato impatto sull’ambiente. Sostenibilità significa anche impiego di fitofarmaci, perché non è possibile mantenere sana la popolazione di 25 milioni di piante, così come una popolazione di 25 milioni di persone senza usare medicinali. Naturalmente vanno usati nella maniera più corretta possibile. Questo ha sicuramente un impatto sull’ambiente, ma l’alternativa è smettere di fare agricoltura o industria. La nascita del Consorzio ha reso possibile coordinare l’attività
di 5.000 agricoltori che da soli non sarebbero sopravvissuti sul mercato, permettendo loro di guadagnarsi una vita dignitosa senza essere costretti a lasciare il loro territorio, come è accaduto ad intere generazioni di Nonesi. Per me questa è sostenibilità.
Quali sono le iniziative concrete del Consorzio per difendere il territorio in cui opera? Abbiamo installato pannelli fotovoltaici, ma con criterio, senza deturpare il paesaggio, scegliendo di posizionarli solo sui tetti dei nostri stabilimenti. I pannelli producono 4,5 milioni di kw/h ogni anno, che si traducono in una riduzione di circa 2.000 tonnellate di CO2 immessa nell’atmosfera. I pannelli ci permettono di produrre il 10% dell’energia che ci serve e ha dei costi superiori rispetto alle fonti di energia tradizionali, quindi da solo non basta.
Perché farlo, allora? Per il motivo per cui lo hanno fatto tutti. Non ci sono effetti negativi nell’utilizzare questa tecnologia, i consumatori sono sempre più sensibili al tema dell’ambiente e inoltre abbiamo ritenuto sensato beneficiare degli incentivi statali concessi a chi installa pannelli solari.
Quante mele vendete ogni anno? Ogni anno Melinda produce e vende 300.000 tonnellate, ossia 1,5 miliardi di mele. Mettendo idealmente in fila un miliardo e mezzo di mele, considerando che ogni mela ha un diametro di 7,5 cm, potremmo coprire una lunghezza di 112.500 km, circa tre volte il giro della Terra.
Melinda è un marchio conosciuto e associato alla qualità: come siete riusciti ad unire questi due aspetti? La qualità delle mele della Val di Non è nata molto prima della comunicazione e di qualsiasi pubblicità, queste mele si vendevano anche senza marketing. Una volta però non esisteva il bollino D.O.P., quindi l’unica cosa che “difendesse” l’origine di queste mele era un marchio registrato; per questa ragione è nato il marchio registrato Melinda. Forse qualche prodotto viene venduto più grazie alla comunicazione che alla sua qualità effettiva, ma dubito che il consumatore continui a sceglierlo nel tempo. Anche se un bollino può condizionare il cliente, la pubblicità non basta, perché il consumatore sa riconoscere un prodotto valido. Per un prodotto come la mela poi, è ancora più difficile: in questo caso a fare la differenza sono il territo-
rio e la capacità di conservare il raccolto
A livello tecnico come avviene la conservazione delle mele raccolte? Per conservare il frutto sono necessarie tre cose: il buio, il freddo e il respiro stesso delle mele, ovvero l’anidride carbonica. La buccia delle mele, proprio come la nostra pelle, è ricoperta di microrganismi che le consentono di vivere e la maggior parte dei processi microbiologici viene interrotto dal buio. Quindi il buio aiuta a rallentare l’attività dei microrganismi e la marcescenza del frutto. Un altro elemento che riduce l’attività microbiologica è la bassa temperatura, che tuttavia non può essere ridotta più di tanto, perché una mela è composta all’85% da acqua; una temperatura troppo bassa rallenterebbe ogni forma biotica, ma l’acqua congelerebbe aumentando di volume, spaccherebbe la membrana cellulare della polpa che, riportato il frutto a temperatura ambiente, non avrebbe più nessuna croccantezza. La temperatura nelle celle di conservazione è abbastanza uniforme, ma dato l’elevato quantitativo di prodotto contenuto, circa 900 tonnellate, per essere certi che nessuna mela congeli bisogna che nei punti di rilievo non si scenda sotto i 1,5 °C. Infine, l’anidride car-
: le m o m d ra m uan o ; sic s bbastanza lun o po di ra uind elle, l
bonica: le mele vengono raccolte al mattino e al pomeriggio e gli agricoltori le portano nei nostri centri di stoccaggio, che sono 19, dislocati nel raggio di circa 3-4 km da ogni luogo di raccolta, dove la temperatura media è di 18-20 °C, quindi vanno raffreddate quanto prima. Una volta nelle celle, le mele continuano a respirare, assorbono ossigeno e rilasciano anidride carbonica; siccome la cella è chiusa, a lungo andare le mele respirano il proprio stesso respiro. Questo processo respiratorio naturalmente avverrebbe in tempi abbastanza lunghi, circa 30-40 giorni e nel frattempo le mele maturerebbero. Noi le aiutiamo a fare più in fretta: una volta che la cella è chiusa, cominciamo a modificare l’atmosfera, sottraendo ossigeno e immettendo anidride carbonica, fino al punto in cui la pressione del gas presente nelle celle e la pressione delle cellule che compongono la polpa si equivalgono e la mela smette di respirare.
Quali sono le caratteristiche di queste celle di conservazione? Le celle di conservazione che noi utilizziamo vengono definite ad atmosfera controllata (CA), ora diventata dynamic controlled atmosphere (DCA), perché la pressione dell’anidride carbonica viene variata nel tempo, nel senso
che viene controllato il rapporto tra ossigeno e anidride carbonica. La composizione dell’aria nelle celle diventa quella presente normalmente a 9.000 metri di altitudine e per accedervi si usano respiratori appositi. Non per una questione di pressione, ma perché è semplicemente più basso il livello di ossigeno all’interno.
Qual è la vita di una mela conservata secondo questi criteri? Una mela conservata nelle celle ad atmosfera controllata dinamica dura 12 mesi, quando si tira fuori ha ancora le foglie verdi.
Vengono effettuati test per stabilire la qualità di una mela? Certamente. Uno su tutti, il test della fluorescenza. La mela reagisce diversamente alla luce fluorescente a seconda della sua composizione. In particolare, se si riduce l’ossigeno oltre il livello ordinario, la mela fermenta e produce alcool etilico, che ha pro e contro: la mela ha meno apporto calorico e dà maggiore sensazione di fresco, ma di contro, se c’è troppo alcool la mela ha un cattivo odore. Se il livello dell’alcool supera i 300 ppm bisogna riassorbirlo aumentando l’ossigeno nella cella di conservazione e consentire alle mele la respirazione necessaria. Naturalmente ogni tipo
na la fluorescenza
ce c la mela ferme
orto sensa alcoo
Se il livello dell’a assorbirlo aumen ervazione consent essaria. Naturalmente o
di mela ha una composizione differente, quindi anche l’atmosfera va regolata di conseguenza. Non è influente il calibro del frutto, ma è determinante la composizione della polpa.
Perché le mele non dovrebbero mancare all’interno di un’alimentazione corretta? La mela è un concentrato di antiossidanti. I più violenti ossidanti del nostro corpo sono i radicali liberi, che hanno l’effetto di danneggiare in particolare alcune zone sensibili del corpo come le pareti dell’intestino e i vasi sanguigni e che accelerano l’invecchiamento della pelle o della retina. Per prevenire e rallentare questo processo è bene quindi contrastare l’azione dei radicali liberi e assumere regolarmente antiossidanti. Frutta e verdura in genere sono apportatori di grandi quantità di antiossidanti, quindi non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola e sono consigliate da ogni nutrizionista. Le mele in particolare sono una fonte di antiossidanti a bassissimo costo. Non a caso la tradizione popolare ci ha tramandato il detto “una mela al giorno leva il medico di torno”. Ovviamente non basta mangiare una mela, ma se si mangia correttamente e si svolge un’attività fisica regolare sicuramente si invecchia meglio.
Seguiamo il Disciplinare di Produzione Integrata secondo cui la produzione di mele deve avvenire con il minor impatto ambientale possibile.
In tutta la nostra storia non si è mai verificato un solo caso, mai una mela Melinda non conforme alle disposizioni di legge.
Produttori
Chini > Il Trasformista della Mela entra nel Vending
Chini Srl è un'azienda a conduzione familiare con sede a Cles (TN) che produce trasformati a base di mela con un proprio brand e che dal 2004 realizza prodotti a marchio Melinda. L’azienda da oltre vent’anni svolge l’attività di trasformazione della materia prima e si è evoluta nel tempo fino a proporre un'ampia gamma di prodotti presenti anche all’interno dei distributori automatici. Chini srl, certificata ISO 22000:2005, si propone di soddisfare le esigenze di clienti e consumatori finali attraverso la ricerca di prodotti innovativi e gustosi.
La nostra redazione, per conoscere meglio questa dinamica realtà del nostro settore, ha intervistato presso lo stabilimento produttivo di Cles
Danilo Chini, presidente dell’azienda.
Intervista con Danilo Chini
Quando è nata la vostra azienda e quando avete pensato ad un monoporzionato per il vending? L’azienda è nata nell’88 e fin da subito sono stati realizzati prodotti per il consumatore finale, trasformati della mela, partendo dal frutto essiccato. Il nostro territorio è la Val di Non, famosa per le mele e questo prodotto, principe della zona è alla base dei nostri trasfor-
mati. Siamo partiti confezionando mele essiccate in pack da 100 e 125 grammi per poi passare, dopo qualche anno, alla produzione delle mousse. I monoporzionati sono stati pensati fin dagli inizi, ma le confezioni in alluminio che venivano utilizzate creavano alcune difficoltà all’interno delle macchine vending: una volta selezionato, il prodotto cadeva nel vano di prelevamento, ammaccandosi. A metà dell’anno scorso siamo quindi passati dall’alluminio al vasetto in plastica, risolvendo questa criticità.
Quali sono i prodotti Chini presenti nel vending? Abbiamo puntato sul prodotto essiccato in bustina, bastoncini di mela e rondelle di mela nei formati ridotti da 25 e 30 grammi. Negli ultimi due anni inoltre, siamo presenti anche con le barrette, nelle varianti barretta 100% frutta e barretta frutti e cereali , entrambe realizzate senza l’aggiunta di zuccheri e conservanti. Infine la mousse , introdotta recentemente con la nuova confezione. Abbiamo ottimizzato in generale la grammatura dei nostri
> Danilo
Chini
prodotti, non solo per la macchinabilità delle confezioni, ma perché chi sceglie uno dei nostri snack a base di mela deve essere invogliato ad acquistarne un altro.
Qual è la shelf life delle barrette a base di frutta? Il prodotto ha una durata compresa tra i 12 e i 15 mesi e, se non esposto a temperature elevate, mantiene inalterate le sue caratteristiche. Questo è il nostro punto di forza: un prodotto naturale, che dura nel tempo senza impiego di conservanti.
Com’è possibile ottenere una scadenza così lunga per un prodotto naturale? Investiamo molto sull'innovazione degli impianti. Utilizziamo tecnologie di alto livello, brevettate e questa spinta verso la ricerca è un tratto distintivo della nostra azienda. Un esempio concreto: le nostre barrette restano integre grazie ad una tecnologia applicata frutto di due anni di ricerca. Non è stato semplice, abbiamo scelto di non utilizzare miele o glucosio e abbiamo trattato un prodotto morbido, ma alla fine abbiamo raggiunto un risultato soddisfacente.
Nei vostri progetti ci sono prodotti realizzati unicamente con altri frutti? No, al momento no. La mela è alla base di quasi tutti i nostri prodotti e inoltre questa scelta ci caratterizza, ci identifica con il nostro territorio.
Nonostante l’impiego di pochi ingredienti la vostra gamma di prodotti è piuttosto ampia: come ci riuscite? Il nostro valore aggiunto è la dinamicità. La capacità di innovare. Non ci fermiamo, continuiamo a studiare prodotti nuovi e migliorie tecnologiche da utilizzare per sviluppare le linee esistenti. Le rondelle di mela ondulate , ad esempio, sono una versione successiva delle rondelle “classiche” e uniscono la croccantezza che noi riusciamo ad ottenere al gusto. Il prodotto ondulato, inoltre, a livello psicologico, convince i consumatori, che forse le associano ad alcune patatine in sacchetto e sta conoscendo una crescita a livello di vendite.
Essere dinamici è un vantaggio, ma ampliare troppo la gamma non è un rischio in termini di investimento? Certo, ma per essere competitivi bisogna continuare ad innovare e a migliorarsi. Prima di immettere un prodotto
nuovo sul mercato facciamo tutti i test del caso; comunque una gamma ampia è necessaria per offrire un prodotto che sia adatto ai vari target di consumatori. La mousse alla mela e la mousse mela e banana sono più adatte ai bambini, mentre quelle alla prugna o ai mirtilli sono preferite dalle persone anziane o dalle donne: ogni categoria può trovare il suo prodotto.
Il vending si sta sempre più avvicinando al mondo della frutta. Avete registrato una crescita nel settore? Anche se il vending non rappresenta il nostro core business, ci siamo accorti di una crescente attenzione da parte degli operatori del settore verso i nostri prodotti. In particolare stiamo crescendo sulle mousse in vasetto e abbiamo consolidato i risultati di vendita dei prodotti a base di mela essiccata.
Come è nata la vostra importantissima sinergia con il Consorzio Melinda? Nel 2004 abbiamo avuto licenza del marchio Melinda, perché noi stessi utilizziamo mele Melinda per realizzare i nostri prodotti. Per la nostra azienda si tratta di un indubbio vantaggio competitivo e in questo modo anche Melinda
può differenziarsi offrendo al consumatore non solo mele, ma anche i trasformati.
Quali sono i “numeri” della vostra struttura? Il nostro stabilimento principale di Cles comprende due depositi esterni, uno per la logistica, uno per gli imballaggi dei prodotti semilavorati. Stiamo realizzando un nuovo capannone a 2 km da qui, all’interno dei quali saranno trasferiti logistica e stoccaggio e una parte della produzione, perché nella nostra struttura non abbiamo più lo spazio necessario per realizzare i prodotti che abbiamo in mente.
La crisi economica di questi anni ha rallentato la vostra crescita? In questo momento di crisi abbiamo avuto sicuramente un rallentamento anche noi, ma siamo comunque in espansione, non ci possiamo lamentare.
Quanto investite in ricerca e sviluppo?
Stiamo puntando molto su questo e abbiamo sia dei laboratori interni che dei collaboratori esterni. Investiamo un buon 15-20% del nostro fatturato in ricerca e sviluppo. Puntiamo molto sulle novità, senza però trascurare la
nostra linea di prodotti naturali, genuini, buoni.
Una barretta ha un valore di 75 kcal, praticamente come una mela… Esatto. Non aggiungendo zuccheri o agglomeranti a base zucchero, come il glucosio, non andiamo ad incidere sull’aumento di calorie del prodotto. Una barretta può essere quindi una delle cinque razioni quotidiane di frutta e verdura raccomandate dall’OMS.
Quali novità per il settore saranno lanciate a breve? Al momento stiamo lavorando ad un nuovo prodotto, caramelle a base di succo di frutta, in cui lo zucchero è presente solo nella copertura esterna, che saranno commercializzate con il marchio Melinda. Gli impianti per questo prodotto sono a nostra disposizione da poco tempo, stiamo quindi testando e perfezionando le ricette su scala industriale, su impianti di grandi dimensioni, perché prima ne venivano prodotti quantitativi ridotti, in laboratorio.
Avete già in mente altri nuovi prodotti? Stiamo lanciando dei bastoncini di mela essiccata in confezione da 25 grammi ricoperti di cioccolato,
che mantengono il sapore della mela, ma sono resi più golosi da un velo di cioccolato né pesante né eccessivamente dolce. Il prodotto è disponibile in tre varianti: cioccolato fondente , cioccolato bianco alla banana , cioccolato bianco alla fragola . Il cioccolato bianco piace ai bambini e quindi in prospettiva del vending nelle scuole ci proponiamo con una referenza che unisce l’elemento salutare, la frutta, e l’elemento goloso, il cioccolato, senza che questo incida significativamente in termini di apporto calorico.
Diversamente Abili una una Preziosa Risorsa aziendale
“Tutti i ci davanti a di
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito economico l'eguaglian della pers lavoratori
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
(Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 3)
(Costituzi
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
(Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 4)
“Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale”.
(Costituzione della Repubblica Italiana, Art. 38)
“La Repub promuove citta concorra a (Costituzi inabi all'avviam (Costituzi
La Costituzione della Repubblica Italiana ha stabilito precise linee guida per regolare l’impiego professionale dei soggetti diversamente abili, eppure, a distanza di molti decenni dalla redazione del principale testo giuridico del nostro ordinamento, le persone con disabilità occupano ancora un posto a margine della società e rivestono ruoli d’importanza secondaria nel mondo del lavoro.
Successive leggi hanno promosso e normato il diritto alla formazione e l’inserimento nella sfera professionale di tutti coloro che presentano una diversa abilità, ma nonostante gli obblighi di legge e le agevolazioni economiche a favore dei datori di lavoro, solo una minima parte delle persone con disabilità trova nel nostro paese un’occupazione soddisfacente che possa motivarla e renderla economicamente indipendente dalla famiglia d’origine.
Le importanti innovazioni legislative in tema d’inserimento lavorativo (L.68/99, ecc.) e le numerose iniziative attivate anche grazie a progetti e finanziamenti europei, pur apportando numerosi e consistenti miglioramenti, non hanno, impedito il perdurare di una situazione di svantaggio per le persone con disabilità nell’ingresso nel mondo del lavoro, situazione in parte attribuibile ad uno scarso utilizzo degli strumenti disponibili per favorire l’incontro tra doman-
da e offerta, a lacune applicative nelle normative, al perdurare di stereotipi e pregiudizi dei tempi andati. Questa situazione di svantaggio è confermata da un tasso di occupazione dei disabili in Italia abbastanza basso e pari al 21% circa, corrispondente a meno della metà di quello rilevato per i non disabili. Le donne disabili, poi, con un tasso di occupazione dell’11%, risultano notevolmente svantaggiate rispetto agli uomini (29%), fenomeno molto più consistente che per i non disabili.
Il pregiudizio nei confronti delle persone con disabilità, inutile negarlo, è ancora molto forte in tutti i campi della vita sociale. Una ricerca in tal senso ha rilevato che oltre il 34% della popolazione nutre sentimenti negativi o ambivalenti nei loro confronti: viene così evidenziato il ritardo, rispetto ad altri paesi europei, del cambiamento di mentalità nell’accettazione delle persone con disabilità. Sono ancora abbastanza diffusi, infatti, molti pregiudizi e luoghi comuni, quali ad esempio quelli che i disabili abbiano grandi difficoltà di apprendimento o di svolgimento dei compiti assegnati o che qualsiasi soggetto disabile sia incapace di garantire un costante rendimento lavorativo nel tempo. Non c’è nulla di più sbagliato a generalizzare. Ci sono persone con disabilità che hanno spesso capacità non evidenziate, capacità che se stimolate e valorizzate consentono loro di riuscire nella professione come chiunque altro. Tra
queste persone, poi, è molto diffusa una sorprendente voglia di rivincita che li spinge ad impegnarsi per affermare le proprie capacità nel raggiungimento degli obiettivi aziendali. I disabili, perciò, possono diventare una risorsa preziosa, una ricchezza umana e professionale troppo spesso sottovalutata o del tutto ignorata. Essere disabili non significa necessariamente essere inabili al lavoro, ma piuttosto possedere la forza per superare molti più ostacoli degli altri. Aiutare una persona con disabilità ad esprimersi al meglio seguendo le proprie attitudini lavorative è fondamentale e in questo senso il ruolo di associazioni ed enti che promuovono l’inserimento sociale e professionale dei diversamente abili diventa preziosissimo. Tra queste citiamo ANILDA-Onlus, (Associazione Nazionale per l’Inserimento Lavorativo e l’emancipazione di giovani Diversamente Abili), fondata a Milano nel 2008 da un gruppo di persone esercitanti varie professioni e unite dallo stesso spirito di solidarietà sociale nei confronti dei giovani con disabilità.
D.A. Italia ha intervistato Sandro Piras, presidente di ANILDA-Onlus e disabile dall’età di 19 anni, per approfondire la tematica del lavoro per i soggetti diversamente abili, una realtà professionale spesso ignorata o giudicata con superficialità anche a causa di stereotipi e pregiudizi.
Intervista con Sandro Piras >Presidente ANILDA Onlus
Quali sono le finalità che si propone la vostra associazione? ANILDAOnlus ha come finalità principali la tutela dei diritti civili e la difesa dalle discriminazioni nel mondo del lavoro di giovani con disabilità e, nel contempo, l’ideazione e il sostegno di iniziative e progetti per favorire la loro crescita professionale e la loro emancipazione e autonomia.
In che modo perseguite questi obiettivi? In questa prima fase, comunicare e sensibilizzare sono due aspetti fondamentali della nostra attività. Siamo infatti impegnati a diffondere le finalità di ANILDA-Onlus e i suoi progetti sia per ottenere da persone e aziende consenso e partecipazione al nostro lavoro sia per sensibilizzare le aziende stesse ad una maggiore apertura mentale e fiducia nei giovani con disabilità e a dimostrare un maggior rispetto verso i contenuti e lo spirito delle leggi sul collocamento mirato. Per questo, oltre a partecipare assiduamente ad eventi di altri enti e associazioni a carattere sociale, solidale o di settore, organizziamo convegni dal beneaugurante titolo “Disabilità giovanile: un futuro di emancipazione e autonomia” e conferenze su principi di solidarietà sociale e di etica personale. Ma non ci limitiamo a questo. Cerchiamo partner che ci aiutino concretamente, mediante la fornitura di soluzioni hardware e software, a sviluppare progetti di informatica e servizi avanzati alle aziende.
Cosa prevede la normativa in materia di inserimento dei disabili nel mondo del lavoro? La legislazione italiana, in tema d’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, ha avuto un’evoluzione significativa con la legge 68/99: Norme per il diritto al lavoro dei disabili che, al contrario della precedente 482/68 (collocamento obbligatorio e avviamento numerico), prevede servizi di sostegno e di collocamento mirato comprendenti sia la valutazione di capacità residue, competenze acquisite o da acquisire dalla persona disabile, sia la valutazione delle caratteristiche delle mansioni disponibili presso le aziende obbligate, al fine di effettuare l’inserimento più adeguato possibile.
Disabilità Giovanile: un Futuro di Emancipazione e Autonomia
La legge 68/99 stabilisce, tra l’altro, che le persone con una disabilità superiore al 45% (33% INAIL) devono essere inserite nel mondo del lavoro. L’obbligo riguarda le aziende con più di 15 dipendenti. In particolare le aziende che hanno da 15 fino a 35 dipendenti devono assumere un soggetto diversamente abile, da 36 fino a 50 dipendenti ne devono assumere 2, oltre i 50 dipendenti il 7% del totale del personale.
Con la legge 247/07 per il protocollo Welfare, viene introdotto lo strumento della “convenzione” (convenzione di inserimento lavorativo temporaneo), che può essere stipulata tra l’ufficio competente e ogni singolo datore di lavoro interessato. La convenzione implica la sottoscrizione di un accordo per consentire alla persona con disabilità o di acquisire presso l’azienda specifiche competenze professionali (tirocinio formativo) o l’apprendimento della futura mansione prevista in azienda (tirocinio per l’assunzione).
È utile ricordare anche un ulteriore e importante strumento a favore dell’integrazione sociale, scolastica e lavorativa di persone con disabilità, la legge 01/2004 o legge Stanca (Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie 20012006) che, nell’ambito delle “Disposizioni per favorire l’accesso delle persone disabili agli strumenti informatici”, definisce i soggetti che devono garantire l'accessibilità dei propri siti e sistemi informatici anche a tutti coloro
> Sandro Piras
Nuovi Rapporti tra Banca e Impresa dopo Basilea 3 2 ° Forum Banca & Impresa
S p e c i a l
o m ia
Nel momento in cui la crisi economica ha ceduto il passo ad una ripresa lenta e ancora incerta, il sistema bancario assume un ruolo centrale nel supportare il tessuto imprenditoriale italiano,
mentre le piccole e medie imprese restano l’unico motore della risalita, modello di crescita economica trainato dalle esportazioni e simbolo di capacità di innovare nella continuità della tradizione.
Attraverso gli interventi di alcuni tra i massimi esperti di finanza e rappresentanti del mondo bancario e imprenditoriale italiano, il 2°
Forum Banca & Impresa organizzato da Il Sole 24 Ore Formazione,
tenutosi lo scorso 14 aprile a Milano, ha cercato di stabilire in che modo le nuove misure regolamentari in materia di liquidità imposte da Basilea 3 si traducono nel rapporto tra banca e impresa, quali saranno le conseguenze dell’applicazione dei nuovi parametri sulla concessione di credito alle aziende e in che modo le imprese italiane potranno fare sistema e ridefinire i rapporti con le banche territoriali, partner strategiche per un futuro competitivo.
Presente all’evento, la nostra redazione riporta di seguito alcuni interessanti passaggi degli interventi che hanno animato il convegno.
In apertura dei lavori, Gennaro Casale, Partner & Managing Director The Boston Consulting Group, è intervenuto spiegando che “In Italia il picco della crisi è stato avertito in modo meno forte rispetto agli altri paesi, anche in considerazione del fatto che le banche italiane hanno sempre adottato misure di controllo del rischio più efficienti. Per le stesse ragioni le nuove disposizioni di Basilea non hanno sconvolto il nostro sistema creditizio. Gli istituti di credito italiani interagiscono con l’impresa quasi esclusivamente per concedere credito mentre nel resto del mondo l’impresa trova il sostegno
della banca quando investe in ricerca e sviluppo, risk management o mette in atto un ricambio generazionale. Dalle analisi condotte risulta evidente che la banca deve supportare, oggi ancor più che prima della crisi, l’azione dell’impresa”. Casale ha proseguito indicando alcune linee guida individuate: “La banca, per costruire la crescita insieme all’impresa, può percorrere diverse strade ed essere a seconda dei casi consulente; banca dell’internazionalizzazione, quindi supportare gli investimenti in altri mercati; banca territoriale; banca delle filiere, specializzandosi e fornendo strumenti specifici per ogni
Gennaro Casale
settore; infine, applicare i parametri stabiliti da Basilea 3, più definiti e di maggior supporto nella valutazione delle imprese, tra le quali sarà possibile discriminare più facilmente le realtà più o meno meritevoli”.
Il concetto è stato ripreso da Roberto Mazzotta, Presidente Mediocredito Italiano, che ha auspicato “l’idea di una banca al servizio dell’impresa settoriale e delle sue specificità” ma che allo stesso tempo “conceda credito alle aziende esclusivamente in presenza dei requisiti necessari”.
Fiorenzo Dalu, Direttore Generale BPM (Banca Popolare di Milano) ha commentato: “Con la crisi innescata dai mutui USA nel 2008 l’economia reale internazionale ha conosciuto la peggiore recessione degli ultimi decenni, alla quale i governi dei diversi paesi hanno contrapposto importanti misure anti-crisi. Al termine del 2010 sono arrivati i primi segnali di ripresa effettiva, seppure ancora fargile e disomogenea. Nel secondo semestre la ripresa globale ha infatti rallentato a causa dell’elevato tasso di disoccupazione e della fine degli incentivi
fiscali, che hanno frenato la spesa delle famiglie, così come dell’incremento del prezzo delle materie prime”. Dalu ha poi aggiunto: “In Italia possiamo determinare che l’uscita dalla crisi richiederà molto tempo, poiché alcuni fattori strutturali limiteranno la ripresa in Italia più che nel resto dell’Europa: l’alto tasso di disoccupazione strutturale, la pressione fiscale elevata ed il prezzo delle commodity in aumento che comprimono i margini di guadagno aziendali, penalizzano la competitività e riducono la spesa delle famiglie; l’attuale situazione in Medio Oriente (Libia in primis) che potrebbe penalizzare
l’export verso zone strategiche storicamente importanti. Inoltre, anche il cambio euro-dollaro ha portato ad una revisione al ribasso delle stime di crescita economica e secondo le nostre analisi, una ripresa lenta si ripercuoterà negativamente sulla domanda di credito da parte delle imprese”.
Nel scorso del suo esaustivo intervento Antonio Lombardo, co-Location Head Corporate and M&A DLA Piper, ha esordito con una breve premessa circa le novità introdotte dal nuovo sistema di regolamenta-
zione interbancaria, spiegando che “La crisi economica e finanziaria ha mostrato che la dotazione patrimoniale di molte banche e la liquidità disponibile risultava essere insufficiente per far fronte al rischio sopportato sugli impieghi ed è quindi risultata evidente la necessità di rendere il sistema finanziario più stabile. Obiettivo primo di Basilea 3 è quello di stabilire regole e prassi omogenee a livello internazionale per il sistema bancario per garantire una maggiore quantità ed una migliore qualità del capitale. Inoltre, le nuove disposizioni mirano a ridurre la prociclicità del settore finanziario, fissando limiti
> Roberto Mazzotta
> Fiorenzo Dalu
alla leva finanziaria e indicando nuove regole per quanto riguarda la liquidità e la gestione dei rischi”. Lombardo ha proseguito entrando nel merito della stretta relazione tra piccola-media impresa e banca, illustrando i possibili effetti degli accordi di Basilea 3 sulle aziende italiane: “Tra le conseguenze dobbiamo considerare la spersonalizzazione del rapporto banca–impresa, la standardizzazione delle tecniche di valutazione delle informazioni disponibili per stimare correttamente il merito del credito. Inoltre, con gli accordi di Basilea il processo di affidamento si è basato sulla attribuzione di un rating
da parte delle banche che si fonda sull’elaborazione di informazioni di carattere prevalentemente quantitativo (bilanci, previsioni economiche e finanziarie, situazioni infrannuali e budget di cassa) e le imprese si sono viste costrette a sviluppare o migliorare un sistema di pianificazione finanziaria e rendicontazione delle informazioni che sia in grado di fornire informazioni più complete, tempestive e corrette, diventando in definitiva più virtuose. Solo le aziende strutturate in modo adeguato potranno quindi lavorare con il sistema iImprese che hanno un numero ridotto di dipendenti presentano una struttu-
ra finanziaria relativamente più fragile e un’elevata esposizione nei confronti del sistema bancario. Il grado di indebitamento di queste imprese, unito alla sostanziale assenza di canali di finanziamento alternativi al credito rende la dipendenza delle piccole imprese dalle banche più elevata rispetto alla media. Date queste premesse, l’entrata in vigore della nuova regolamentazione potrebbe rendere ancora più difficile l’accesso al credito per le piccole e medie imprese, che tuttavia potranno beneficiare del maggior dinamismo delle banche
> Renato Maino
> Antonio Lombardo
> Donato Masciandaro
italiane di medie e piccole dimensioni, intermediari che rappresentano un interlocutore più radicato nel territorio e più adatto a comprendere le loro necessita. Inoltre, la gradualità con cui le nuove norme entreranno in vigore, consentiranno tempi di adeguamento ragionevoli per l’intero sistema produttivo. Lombardo ha concluso sottolineando che, secondo le stime della Banca d’Italia, “si avranno comunque dei benefici sul medio-lungo periodo grazie alla maggiore solidità del sistema finanziario, che ridurrà la probabilità di crisi e dunque di ricadute negative sulla crescita economica”.
Renato Maino, Supervisory Board CRIF, ha spiegato il ruolo fondamentale rivestito dal rating, dichiarando: “Di fronte alla frattura strutturale che stiamo vivendo, per guidare con efficienza i rapporti tra finanziatori e finanziati, occorre investire sull’analisi delle effettive capacità competitive delle controparti, accentuando il ruolo degli aspetti qualitativi d’impresa. Un sistema di rating adeguato ha connotati di bene pubblico, perché consente alle imprese, tramite le banche, di accedere direttamente al mercato dei capitali e di liberare risorse patrimoniali degli intermediari per sostenere ulteriori
affidamenti ed iniziative imprenditoriali”. Maino ha infine aggiunto: “Il sistema di rating interno è stato uno dei più grandi investimenti in conoscenza, processi e procedure di questi ultimi anni e il suo ruolo si è molto ampliato, toccando molteplici aspetti dell’analisi di un’attività economica. Contestualmente alla riduzione delle dimensioni di un’impresa, la dipendenza dai fattori macroeconomici si attenua a favore degli elementi idiosincratici, legati a ben precisi fattori di competitività (di nicchia, di distretto, di segmento). Occorre quindi orientare il rating in una prospettiva anticipatrice, per guidare le scelte di posizionamento nell’erogazione di credito e servizi. L’attenzione sui fattori di competitività di lungo periodo appare più vantaggiosa se applicata nel senso di una correzione ciclica attraverso previsioni di natura generale, piuttosto che in un’ottica di screening individuale. Tale approccio si rivela ancora più essenziale nei momenti di rottura, perché il passato non ha ancora espresso informazioni sufficienti ad aggiornare i modelli di valutazione”.
parlato di quelle aziende che negli ultimi anni si sono contraddistinte per una crescita dovuta agli investimenti operati al di fuori dei confini nazionali, mettendo in luce le conseguenze positive di questa scelta e rivelandone alcuni aspetti critici: “Lo sviluppo estero si è rivelato un fattore critico di successo per l’impresa. Le aziende che a causa di una flessione della domanda interna si sono affacciate ai nuovi mercati sono cresciute e questo ha portato di conseguenza dell’esportazione e dell’investimento all’estero. In questo caso si può affermare che la crisi ha funzionato come un filtro che ha premiato le aziende, non necessariamente di grandi dimensioni, che hanno saputo trarre vantaggio da una congiuntura economica negativa e che hanno aumentato i propri ricavi invece che limitarsi a ridurre i costi”, ha osservato Masciandaro, concludendo: “La recessione vista come opportunità ha portato per le aziende che hanno saputo affrontare il momento ad un aumento della redditività attesa, ma anche ad una riduzione del proprio patrimonio informativo, oltre che al vincolo rappresentato da una struttura all’estero e al fattore di rischio rappresentato dalle banche non conformi in prospettiva dell’applicazione dei parametri di Basilea 3”.
Donato Masciandaro, Professore Ordinario di Economia Politica Università Bocconi Milano, ha
TANISAN
SISTEMA COMPLETO TRATTAMENTO DELL’ACQUA
Ag> TANICA ARGENTIZZATA
SCELTO DAGLI ESPERTI
ADDOLCITORE ANTIALGA BATTERIOSTATICO
»FINO A 75.000 EROGAZIONI A 10KH » F
5ym> INGRESSO ACQUA MICROFILTRATO
pH7 neutro> RESINE A SCAMBIO IONICO
150ym> FILTRO IN USCITA ATO O
EVMMA > 63 S p e c i a l e Asso c i a z ione
EVMMA, il Nuovo Comitato
dei Costruttori di Macchine di EVA
Nel corso dell'ultima riunione EVMMA (European Vending Machine Manufacturers Association), che ha avuto luogo a Madrid lo scorso aprile, è stata presa l’importante decisione di incorporare EVMMA in EVA (European Vending Association), in qualità di organo rappresentante dei costruttori di macchine all’interno dell’associazione europea del vending.
L’assemblea EVMMA di Madrid è stata teatro di una svolta fondamentale: attraverso una votazione a scrutinio segreto è stato infatti deciso che il futuro dell’associazione sarà strettamente legato a quello di EVA. Molti soci EVMMA sono già membri di EVA e coloro che attualmente non lo sono formalizzeranno prossimamente la loro adesione: come conseguenza naturale di questa situazione, EVMMA formerà il comitato dei costruttori di macchine dell’Associazione Europea del Vending.
Paul R. Ballard, presidente EVMMA ha dichiarato: "L’ingresso di EVMMA in EVA come nuovo comitato è un passo significativo che garantisce una comunicazione più fluida all'interno del settore e una rappresentanza più coerente a livello europeo. EVMMA è attiva da oltre venti anni e si è sempre riunita regolarmente per discutere questioni legislative, ambientali e tecniche riferite alla produzione di distributori automatici. L’integrazione di EVMMA in EVA è stata votata con una larga maggioranza, perché in questo modo i costruttori potranno usufruire appieno degli importanti servizi che l’Associazione Europea del Vending offre ai propri soci”.
Arnaud Van Amerongen, presidente EVA ha così commentato la notizia: "EVA è lieta e orgogliosa di annunciare la decisione di EVMMA di formare il suo comitato ufficiale dei costruttori di macchine. EVA direttamente e indirettamente rappresenta oltre 10.000 aziende del vending in Europa. Una maggiore rappresentanza e copertura dell'industria europea del settore della distribuzione automatica consentirà a EVA di migliorare ulteriormente i servizi offerti ai suoi membri. Con EVMMA arriveremo a raggiungere e rappresentare quasi il 95% dei costruttori di distributori automatici del vending europeo;
inoltre, questa integrazione rafforzerà ulteriormente EVA, dandole maggior potere di negoziazione quando si discuterà di questioni legislative, così come dell’implementazione di nuove tecnologie, di energia e di norme ambientali presso la sede di Bruxelles del Parlamento Europeo". EVA ha fiducia nel fatto che questo cambiamento porterà sicuri vantaggi ad entrambe le parti e si sta già preparando con entusiasmo a compiere i prossimi passi necessari per completare il processo graduale di integrazione tra le due associazioni.
Novità | Novità
Coca-Cola HBC Italia > Novità assoluta per il vending italiano: il nuovo formato PET da 33 cl di Coca-Cola
Coca-Cola HBC Italia , il più grande produttore e distributore sul territorio nazionale dei prodotti della The Coca-Cola Company, dei succhi di frutta Amita e delle acque minerali Fonti del Vulture, continua a investire nel canale vending per dare valore alla filiera, sviluppando formati e soluzioni ad hoc per soddisfare le esigenze dei consumatori che sempre più spesso scelgono la distribuzione automatica.
Novità assoluta per il mercato italiano: la bottiglia PET 33 cl di Coca-Cola Il nuovo formato si affianca, come alternativa, alla lattina da 33 cl. Il vantaggio di poter richiudere la bottiglia, la garanzia di uno standard qualitativo eccellente e l’ottimo rapporto qualità/prezzo, lo rendono il formato ideale per il consumo “on the go”
“Con questa novità intendiamo arricchire la nostra proposta nel
vending, un canale che si conferma essere strategico per l’azienda e che continua ad ottenere la fiducia dei consumatori” - ha ” di chia ra to Danilo Gubitoso , National Account Manager per il Vending di Coca-Cola HBC Italia - “ Coca-Cola e il vasto assortimento di prodotti per il canale sono caratterizzati da sempre da alta qualità e valore aggiunto sia per il consumatore sia i per i nostri clienti”
ma dei succhi di frutta Amita), si aggiunge l’installazione di nuovi distributori Coca-Cola con ascensore , esclusivamente dedicati alle bevande fredde che, grazie a un nuovo layout, valorizzano i prodotti a maggiore valore aggiunto e i formati in vetro , garantendo al contempo la qualità della gasatura delle bevande.
Il vending , che in Italia è significato un fatturato per le bevande fredde stimato in 600 milioni di euro per il 2010 , è un settore nato durante la seconda guerra mondiale grazie a Coca-Cola, che decise di inviare al seguito dei soldati i distributori automatici: un gesto che serviva a far sentire i militari meno lontani da casa e che, di fatto, dava il via ad un nuovo tipo di business anche nel no-
lia per il canale (oltre le bibite
ti p o di bus s t ro p aese
Ai prodotti di Coca-Cola HBC Italia p er il canale (oltre le bibite gassate, l e b evand e p i atte N estea e P owera de, l e ac qu e m inerali Lilia e Sveva e l’intera gamfred milioni di un settore cond a guer r C oca-C ol a, al seg uito d tor i autom a serviv a a f meno lonta dava
A distanza di più di 60 anni, l’impegno dell’azienda su questo fronte è ancora vivo e il vending ad oggi si conferma un canale
A distanza d peg no dell f ronte è anc strategi co
Novità | Novità
Conserve Italia > Yoga “Spicchi d’Ananas Fruitesse” per una Pausa Fresca e Leggera
Dal mese di aprile è disponibile sul mercato del vending Spicchi d’ananas Fruitesse in nettare d’ananas.
La nuova referenza del marchio Yoga è adatta a tutti coloro che nella loro pausa vogliono assaporare un alimento che non faccia rinunciare al gusto e al benessere. Yoga Fruitesse è la linea di snack “mangia e bevi” naturale e alla frutta di Conserve
Italia dedicata al vending.
La nuova proposta è a base di sfiziosi spicchi d’ananas e l’utilizzo del nettare d’ananas completa la ricetta con un tocco di esotica dolcezza ed enfatizza l'aroma e il gusto della frutta.
L'ananas ha tantissime proprietà benefiche e terapeutiche: contiene vitamina A, B e C, è pertanto un buon antiossidante e potenzia le
difese immunitarie; ferro, che migliora l'ossigenazione del sangue; potassio, che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo ed è un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare.
Nonostante sia dolce, Spicchi d’ananas Fruitesse è un alimento poco calorico e quindi ideale nelle diete: 100 grammi di prodotto hanno appena 64 calorie
Semplicemente differente
L’eleganza, la sintesi delle forme e la cura nelle finiture, fanno dei prodotti FAS segni unici e distintivi. Il mondo del Vending, rappresentato in modelli compatti ed essenziali, disponibili nella versione Silver e Black.
Milan Padua Rome Paris Madrid
Novità | Novità
Daint > Protagonista di Melaverde
Attraverso un video che illustra in modo efficace la loro semplicità di utilizzo, i distributori automatici DAINT approdano in tv. Il filmato, mandato in onda lo scorso 25 aprile su Rete 4, in apertura della trasmissione Melaverde, spiega che, in modo semplice e rapido, il distributore DAINT permette di acquistare a qualsiasi ora del giorno e, in questo particolare caso, di fare da collegamento diretto tra produttore e consumatore per il commercio di prodotti freschi nel rispetto della filiera corta. L’attenzione crescente verso un’alimentazione basata sulla genuinità e sulla qualità dei prodotti non è sfuggita a DAINT, che ha saputo cogliere questo nuovo trend e che ha scelto di comunicarlo, non a caso, attraverso il noto programma dedicato all'agricoltura, all’ambiente e alle tradi-
zioni eno-gastronomiche italiane. I distributori DAINT sono un esempio concreto di innovazione e modernità che incontra la tradizione, attraverso il commercio diretto di prodotti alimentari legati al territorio, altrimenti reperibili esclusivamente presso le aziende agricole. Grazie ai chioschi di prodotti caseari, ad esempio, i coltivatori potranno raggiungere ogni giorno un numero sempre maggiore di consumatori anche nei centri urbani.
Protagonista del filmato la conduttrice televisiva Ellen Hidding che, seduta davanti al computer a fine giornata, decide di concedersi una pausa e cerca nel frigorifero del latte fresco. Dal momento che il latte è terminato, esce di casa, attraversa la strada e acquista alcuni prodotti direttamente da un distributore automatico
Freeself a vetrina della linea SELF MAT 24 posto all’interno di un chiosco antivandalico brandizzato. Una volta inserito l’importo da corrispondere, la Hidding seleziona latte e yogurt (in bottiglie e vasetti di vetro) e formaggi a pasta filata (in pratiche vaschette di plastica) che vengono delicatamente prelevati da un ascensore meccanico che li conduce fino al vano prelevamento senza rischi di urti e danni alle confezioni.
DAINT srl è l’azienda vicentina leader nella produzione di distributori automatici senza spirale, in grado di erogare prodotti di qualsiasi dimensione, che propone soluzioni adatte alle locazioni pubbliche, alle vetrine degli esercizi attive nelle ore notturne (ad esempio le farmacie) e in particolare al vending non tradizionale.
Novità | Novità
Flo > ...arriva ovunque...
Flo, azienda emiliana produttrice di bicchieri in plastica monouso per i distributori automatici di bevande, presenta al settore del vending una campagna pubblicitaria in cui mette in gioco le abilità e le professionalità dei suoi collaboratori per evidenziare come il lato umano, lo spirito di gruppo e il divertimento siano da sempre dei pilastri su cui si fonda il successo dell’azienda.
Erika Simonazzi, responsabile marketing Flo, ci ha raccontato le dinamiche di questa scelta:
Da dove nasce questa idea? Questa volta abbiamo voluto cambiare genere. Negli ultimi anni abbiamo dato sempre rilievo al prodotto, la pubblicità era completamente rivolta a valorizzare il bicchiere, questa volta invece al centro di tutto ci sono le persone che lavorano in azienda, in parti-
colare quelle che sono note nel mondo del vending. Per un giorno i nostri manager e collaboratori si sono trasformati in fotomodelli ed il risultato è una campagna pubblicitaria volutamente ironica e scherzosa, dove noi di Flo ‘ci mettiamo la faccia’ e mostriamo che il lavoro è anche divertimento.
Perché proprio in questo periodo storico? Perché forse questo è il momento giusto, perché da un paio d’anni il nostro settore è in crisi, il clima generale è pesante e allora… buttiamola sul ridere! A parte gli scherzi, abbiamo avvertito il bisogno di rassicurare i nostri clienti, di mostrare che Flo c’è, è in forma ed è ottimista sul futuro del settore. Vogliamo anche mostrare che dietro al nome ci sono persone abituate a fare squadra, professionisti che lavorano
bene insieme, semplicemente.
Qual è lo slogan della campagna? Lo slogan della campagna è arriviamo ovunque e infatti si vedranno i nostri ‘modelli’ che esplorano la giungla, mentre bevono un caffè nel deserto o dopo una scalata su un ghiacciaio. Per finire, tutti insieme compresa la costumista (Sandra, back office GDO) e la sottoscritta, siamo stati ritratti in una foto che svela il perché arriviamo ovunque, perché siamo una squadra. È esattamente lo stesso messaggio trasmesso da CONFIDA durante la Vending Cruise, anzi direi che è il motivo per cui ci siamo trovati ‘tutti sulla stessa barca’. Condivido il messaggio che spiega con semplicità che non esistono tante alternative: o far gruppo per vincere insieme o soccombere singolarmente.
Novità | Novità
Pepsico Italia > Acqua EVA, l'acqua più alta d'Europa
Per completare un portfolio prodotti già ricco, che comprende bibite gassate, succhi di frutta, the freddi e bevande isotoniche e colmare il vuoto nel comparto acqua in prospettiva di una crescita futura, Pepsico Italia ha siglato un accordo con la società Fonti Alta Valle Po di Paesana (CN) per la distribuzione di acqua minerale Eva, che ha appena inaugurato la produzione dalla sorgente all'altezza record di 1820 m, la più alta d'Europa.
è particolarmente indicata per l'alimentazione dei neonati.
soddisfatti di collaborare con un partner come Pepsico, la seconda azienda più grande al mondo nel settore food&beverage, che ha marchi di altissimo valore che condividono con noi la vocazione alla qualità”.
Nel dialetto piemontese, “eva” significa acqua e Fonti Alta Valle Po ha scelto questo nome per il suo marchio, nato nel 2010. Il nuovo prodotto è stato scelto dopo accurate analisi dal management Pepsico per le sue proprietà altamente distintive. Acqua Eva è leggerissima: con un residuo fisso 49mg/l, vanta una delle percentuali di sodio più basse al mondo (0.00003%, 0.32 mg/l) ed
Il progetto Acqua Eva della società Fonti Alta Valle Po nasce da un pool d’imprenditori che ha creduto nella possibilità di imbottigliare l’acqua del Monviso che, con i suoi 3.841 m d’altezza, si presenta come un luogo puro e incontaminato. Grazie all’appoggio degli amministratori locali di Paesana e della Regione Piemonte, per l’imbottigliamento e lo stoccaggio è stata recuperata una vecchia filanda che ancora negli anni ‘70 dava lavoro a oltre mille persone. La potenzialità delle tre sorgenti è di 2 milioni di litri dalla fonte, pari a 200 milioni di bottiglie d’acqua.
“L’accordo - spiega Paolo Nocera, amministratore delegato delle Fonti Alta Valle Po - sancisce la scelta strategica di Acqua Eva di crescere dinamicamente in Italia e in Europa. Siamo molto
Pepsico ha scelto Fonti Alta Valle del Po per misurarsi nel segmento dell’acqua minerale in bottiglia perché le due aziende hanno un dna comune, l’obiettivo di una crescita costante nel tempo nel segno della qualità. “Una svolta storica, con un prodotto di altissimo livello – ha spiegato Massimo Ambrosini, presidente e amministratore delegato di Pepsico Beverages Italia – Il mercato delle acque minerali in Italia è tra i più evoluti a livello europeo ed è anche il più grande, rappresentando circa il 70% del volume totale delle bevande analcoliche ed è molto competitivo. Pertanto, per competere rispetto ai grandi brand avevamo bisogno di un prodotto fortemente differenziante. Abbiamo scelto Acqua Eva perché è il prodotto che cercavamo da tempo, con tutte le carte in regola per conquistare un mercato esigente e sofisticato. L’accordo con la società Fonti Alta Valle Po deve essere concepito come un viaggio a lungo termine, perché con Acqua Eva siamo in fase di start-up e il business va costruito passo dopo passo, insieme al nostro partner”.
Primo obiettivo di questa partnership: raggiungere nei prossimi tre anni quota 100 milioni di litri distribuiti e diventare il terzo marchio nel mercato nazionale del Nord Ovest.
international attraction
Sinonimo di qualità, il marchio italiano Coges è riconosciuto a livello internazionale come espressione di un’azienda leader nel Vending. In qualsiasi Paese europeo è presente una filiale o un rivenditore Coges dove potrete trovare i nostri sistemi di pagamento cashless, le gettoniere rendiresto, i lettori di banconote o gli innovativi sistemi per la telemetria, ricevendo supporto e assistenza. Coges non conosce confini: ha la soluzione ideale per ogni distributore automatico, ovunque si trovi.
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San Benedetto > Nuova struttura organizzativa dell’area commerciale
Il riassetto organizzativo dell’area commerciale ha portato Acqua Minerale San Benedetto SpA , primo Gruppo a capitale interamente italiano del comparto beverage analcolico, ad affidare a Vincenzo Pozzi l’incarico di direttore vendite Italia
Vincenzo Pozzi, 52 anni, lombardo, ha maturato la sua esperienza commerciale nel settore del food&beverage nostrano grazie ai ruoli aziendali ricoperti in realtà industriali prestigiose come Motta Alemagna e Birra Moretti.
La nomina a direttore vendite San Benedetto è il coronamento di un lungo percorso di collaborazione con l’azienda veneta intrapreso nel ’91, durante il quale Pozzi ha assunto incarichi sempre più importanti, fino a raggiungere il ruolo di direttore vendite GDO e la qualifica di direttore vendite Italia.
Il nuovo direttore avrà il compito di coordinare tutta l’attività di vendita per le cinque categorie di prodotto del Gruppo Acqua Minerale San Benedetto (acqua minerale, the, bibite piatte, bi-
bite gassate e sport drink) sia all’interno dei canali tradizionali che all’interno dei canali di distribuzione più moderni.
Nata nel 1956, Acqua Minerale San Benedetto SpA, con un fatturato consolidato di gruppo di 865 milioni di euro, una capacità produttiva in Italia di 17.000.000 pezzi al giorno, è l’azienda italiana più importante nell’intero mercato del beverage analcolico. Attiva commercialmente in oltre 80 paesi nei cinque continenti, l’azienda è leader in Italia nel segmento delle bibite piatte.
> Vincenzo Pozzi
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Vicenzi > Mr.Day, solo Semplici Bontà
Vicenzi presenta il restyling di Mr.Day che si offre al pubblico con un nuovo logo, un pack più accattivante, ma soprattutto con ricette rinnovate per puntare alla semplicità.
Mr.Day è stato da sempre sinonimo di merenda buona e genuina, la giusta alternativa gustosa per chi era stanco della solita pausa. Con il cambio di posizionamento e di logo, ora Mr.Day diventa Mr.Day Semplici Bontà e decide di puntare tutto sulla semplicità con le sue nuove ricette. Tutte le merende Mr.Day sono
state sensibilmente migliorate dal punto di vista qualitativo, diventando decisamente più morbide, più soffici e capaci di garantire una migliore qualità nel tempo. Il gusto nuovo si ottiene solo con ingredienti semplici e selezionati. Con il restyling delle ricette si mostrano sul mercato del vending, della nuova linea Semplici Bontà Mr.Day, le Ciambelle con una goccia di miele. Si tratta di una ricetta semplice, realizzata con ingredienti naturali come il miele. Un prodotto che ammicca alla parte più sensibile del tar-
get: una merenda semplice per le mamme attente alla propria salute e a quella dei propri figli anche all’ora della merenda.
Mr.Day Semplici Bontà ha pensato anche ad un restyling dei pack dell’intera gamma: un nuovo look in linea con la naturalità dei propri ingredienti, per comunicare la genuinità e la semplicità dei prodotti
Si tratta di un rilancio importante per Mr.Day, che si rivolge a un target, sempre più numeroso, molto attento alla genuinità dei prodotti e alla bontà delle cose semplici.
MASTER IN S TRUTTURE, M E RCATI, L INGUAGGI
E I NNOVAZIONI
DEL SETTORE DEL VENDING
Finalità del Master
• Approfondire e affinare le conoscenze sul settore del vending nel contesto socio-economico attuale
• Conoscere e aggiornare le dinamiche del nuovo marketing di settore e le tecniche di comunicazione
• Approfondire la conoscenza delle innovazioni tecnologiche di settore
• Affinare le modalità di gestione delle risorse umane e gestire gli ambiti normativi che regolano il vending
• Approfondire le strategie d’impresa e le capacità manageriali
LE LEZIONI SARANNO TENUTE DA ILLUSTRI PROFESSORI UNIVERSITARI E DA AUTOREVOLI ESPONENTI DELL’INDUSTRIA ITALIANA.
Curiosità > Lunga pausa pranzo addio… nuovi spazi per il vending!
Gli italiani scelgono sempre meno spesso di passare a tavola la pausa pranzo. La notizia, pubblicata sui maggiori quotidiani nazionali, non è che la constatazione di uno stile di vita sempre più diffuso tra i lavoratori.
La pausa pranzo è superata: alcuni ne approfittano per svolgere attività sportive, seguire corsi di cucina o di lingue o semplicemente si regalano un’ora di shopping. In particolare, chi svolge un’attività autonoma, farebbe a meno della pausa pranzo.
Complici i ritmi di vita frenetici e il poco tempo a disposizione per dedicarsi ad attività extralavorative, quell’ora una volta dedicata al pasto è diventata un momento prezioso di gratificazione personale o semplicemente tempo utile per sbrigare dell’altro lavoro.
Del resto, basta guardarsi in giro per rendersi conto che l’offerta è davvero ricca: corsi di yoga, pilates, palestra, nuoto, jogging, ballo. Le palestre delle grandi città all’ora di pranzo sono affollate e c’è chi utilizza questo tempo addirittura per pregare,
per dedicarsi al proprio corpo con trattamenti estetici e chi va a fare la spesa per guadagnare tempo.
Le donne poi, trovano nella pausa pranzo i momento ideale per fare acquisti, approfittando del tempo libero ed evitando la confusione del sabato pomeriggio nelle vie dello shopping. Una curiosità: tra le 14 e le 15 si consuma anche un numero elevato di tradimenti. I fedifraghi della pausa pranzo sono davvero numerosi, secondo una ricerca condotta lo scorso anno dall’associazione dei matrimonialisti italiani, secondo cui il 60% delle volte si tradisce proprio in questo momento della giornata.
Non mancano gli stakanovisti, che potendo abolirebbero l’ora di pausa per continuare a lavorare addentando un panino o consumando velocemente un piatto pronto.
I nutrizionisti suggeriscono di dedicare almeno mezz’ora al pranzo, meglio se leggero, ad esempio un piatto monoporzione
freddo come un'insalata di tonno o pollo con tante verdure e di dedicarsi al movimento per altri 30 minuti, magari optando per una camminata salutare.
Una buona notizia per il mondo del vending! Se infatti il tempo dedicato alla pausa pranzo è sempre più ridotto e il pasto viene considerato una pratica da sbrigare velocemente per dedicarsi ad altro, il settore dovrebbe cavalcare il nuovo trend e aumentare la presenza e l’offerta al consumatore. Piatti pronti e veloci, alimenti sani e leggeri per intercettare la domanda crescente dei consumi fuori casa, ma anche un maggior numero di macchine installate presso palestre, centri benessere, negozi, uffici ed aziende per incontrare le esigenze dei lavoratori di oggi, costretti a rinunciare alla classica pausa pranzo per poter dedicare tempo alle proprie passioni. Uno stimolo, quindi per il mondo della distribuzione automatica, una sfida che gli operatori del settore, siamo certi, sapranno raccogliere e affrontare con successo.
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