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...sin dall’inizio la mia scelta era caduta sulla montagna. Avevo voglia di vedere facce diverse, piÚ vitali, meno spente, magari in cuor mio sapevo che non potevo aspettarmi chissà quali confidenze o gentilezze, ma sinceramente mi andava benissimo cosÏ. Avanti ragazzo - mi son detto - quello che viene viene e sicuramente mi lasceranno ai miei pensieri.


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...sin dall’iinzio la mia scelta era caduta sulla montagna. Avevo voglia di vedere facce diverse, piÚ vitali, meno spente, magari in cuor mio sapevo che non potevo aspettarmi chissà quali confidenze o gentilezze, ma sinceramente mi andava benissimo cosÏ. Avanti ragazzo - mi son detto - quello che viene viene e sicuramente mi lasceranno ai miei pensieri.


Nessuno mi chiederà se stò bene, se la mia compagna pensa ancora di cambiare città o se Claudio, mio fratello, ha accettato quel posto al liceo di Ferrara o se continua a girare da un continente all’altro credendo che per vivere, in fondo, basta poco. Anche qui basta poco, ma credo sia diverso, molto diverso. L’aria, ad esempio, non riempie solo


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i polmoni, senti che ti accende gli occhi, nutre l’anima e cancella come un colpo di spugna quell’indifferenza mista ad acredine, che negli ultimi mesi possiede il mio spirito malconcio. Sarà che anche per gli occhi è una festa e... tutto concorre - mi son detto -. Sono appena sceso dalla macchina ed anche se il cielo non è pulito come le tovaglie buone che mia


madre rispolvera nelle occasioni importanti, sono felice come un bambino davanti all’albero di Natale. Non ne conosco il motivo, o almeno lo potevo appena appena immaginare scorgendo in lontananza le inconfondibili guglie delle Pale di San Martino, ma sentivo che nei giorni a venire avrei puntato sulla qualità , sulla mia personalissima qualità.


E non è poco - mi son detto guardando il vento... ...vedo che l’aria cambia tonalità, assume l’aspetto di una trama, di un disegno, mi porta con gli occhi a sfiorare i prati intorno dove il verde e il colore dei fiori sostituiscono nella mia mente altri “non luoghi“ lontani da qui, dove vivo,


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che quotidianamente mi derubano di punti di riferimento sensati, plausibili per i miei desideri, le mie aspettative, per la mia sensibilità . Ora vorrei liberarmi di ogni cosa che mi ricorda chi sono, la mia automobile, il cellulare, il portatile, il colore dei miei vestiti o i miei vestiti stessi, persino i libri - l’�Ulysse� di Joice - a cui veramente tengo da


matti e che mi porto dietro da una vita leggendolo e rileggendolo. Lo riapro - ...ho come la sensazione che le lettere compongano le parole con difficoltà e che addirittura, con un sorriso beffardo, oltrepassino il limite della pagina e si disperdano tra fiori e fili d’erba e inventino con loro come un’intreccio. Si, è vero, le parole prima di saltare


sull’erba ridono. Non sono passati tanti minuti, ho appena finito un caffè, ...buono, amaro come piace a me e guardo oltre i vetri della finestra, osservando con piacere che certe cose sono rimaste come ai tempi in cui venivo da queste parti con i miei genitori, poche cose per la verità , ma credo importanti, per una storia che forse


mi sono narrato solo io, nel tempo. Non importa, va bene cosÏ - mi sono detto - sono qui per godermi un po’ del mio tempo, non per stigmatizzare l’evoluzione delle cose. Sarebbe bello potersi trattenere fino al prossimo inverno e dedicarmi al semplice senso della vista con le sensazioni che scatena. Quel grande albero - ad esempio -


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perderĂ le foglie dopo che si saranno caricate di colori incredibili, ...imperdibili lo garantisco, rimarranno rami scuri che la neve scalderĂ  col suo bianco e la sua vista addolcirebbe il mio cuore.


...tra queste montagne


La Val di Fiemme ha il cuore in alto, la luce che la lambisce infonde sicurezza e un forte senso di libertà, odore di nuova partenza, sicurezza dell’approdo. Il sole che la colora, tocca la pelle, la tinge con delicatezza e la fa risvegliare. Come in una giornata limpida il tempo increspa l’aria irrorando con riflessi multicolori luoghi fatti di pietra, siti di erba, di terra scura, di neve e cristalli di ghiaccio e di vegetali che espatriano in un cielo terso, anche se capriccioso, un cielo forte. Ogni giorno e ogni notte sappiamo che è l’inizio di una storia. Territori crudi, ma amabili e seducenti, dolci e profumati come una regina amata dai suoi sudditi, capace di sedurre col suo fascino regale ma proiettato tre le stelle, languidamente pronta all’accoglienza. Non basta guardare le cose per capirle, bisogna saperle ascoltare.


S

E

A


S

O

N


benessere wellness

gusto taste

comunicazione communication

cultura culture

natura nature

leggerezza lightness

bellezza beauty

gioia joy

incanto enchantment

cordialitĂ cordiality

sport

strutture facilities


bellavista CAVALESE


...anche i piĂš piccoli condividono il tempo spensierato degli adulti, le storie di queste montagne sono storie per tutti, gioco per tutti, cuori vicini, sentimenti per tutti, spazi da condividere e vivere insieme.


Quello che vale, alla fine, è un nuovo sorriso.


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story ...Straight off, I chose the mountains. I wanted to see different faces, faces with a bit more life in them, faces that weren’t so washed out. Perhaps, deep down, I knew not to expect confidences or kindness, but to be honest, that was fine. “Come on,” I said to myself, “whatever happens, happens, and surely, they’ll leave me alone to think. No one’s going to ask me if I’m ok, if my partner is still thinking of moving, if my brother, Claudio has taken that job in the grammar school in Ferrara, or if he is still going from one continent to the next, because at the end of the day, he doesn’t think you need much to live on. You don’t need much here either, but I think it’s a whole different thing. “The air, for example, does more than just fill your lungs; you can feel it brighten your eyes, feeding your soul and blowing away that mix of indifference and bitterness that has been part of you over the last few months. Even your eyes have something to feast on here... it’s a mix of everything put together,” I told myself. I had just got out of the car and even if the sky was not as bright and clean as the tablecloths my mother gets out on important occasions, I was as happy as a kid at Christmas. I didn’t know why but perhaps I could imagine it, looking at the unmistakable peaks of the Pale di San Martino in the distance, and I could feel that in the coming days, I was going to focus on quality, my own personal brand of quality. “And that’s no mean feat,” I said to myself, looking at the wind... ...I could see the air changing tone, forming patterns and designs, leading my eyes to gaze out on the meadows around me, the green grass and colourful flowers pushing to one side those thoughts of other “non-places,” places far away from here, where I live and which every day, take away any reasonable points of ref-

erence that might be plausible for my desires and expectations, for my understanding. Now, I just want to get rid of everything that reminds me of who I am: my car, my cell phone, my laptop, the colour of my clothes or even my clothes themselves - even my books, ”Ulysses” by Joyce, my all-time favourite, which I have carried about for as long as I can remember, reading and rereading it. I open it up and it is as if, with a little effort and even with a mocking sneer, the letters that form the words leave the confines of the pages to scatter amongst the flowers and the blades of grass, inventing new designs with them. Yes, it’s true, before leaping down into the grass, the words were laughing. A few minutes later, I had not long finished a coffee, …nice and unsweetened, just the way I like it. Looking out through the windows, I was pleased to see that some things had stayed just the same as they were when I used to come here with my parents: not that many really, but important things, at least for the story that perhaps I had been telling by myself all this time. “It doesn’t matter, it’s fine,” I said to myself, “I am here to enjoy some me time, not to complain about progress. It would be nice if I could stay until next winter and just dedicate my time to the simple meaning of life and the sensations that it brings. That big tree, for example, will lose its leaves after they have turned incredible colours… a sight not to be missed; then the snow will fall, leaving a warm white coat on the dark branches that are left and seeing that will warm my heart.

The heart of the Val di Fiemme is up high; the light around it brings a feeling of security and of freedom, the idea of a new departure, the certainty of new arrivals. The sun that colours the area, touches the skin, tints it gently and brings it back to life. Like on a clear day, the weather brings crisp clean air and leaves multicoloured reflections of places in stone, grass, dark earth and snow, ice crystals and plants that grow upwards into a clear, if somewhat unpredictable and strong sky. Every day and every night, we know that this is the start of a story. Rough but pleasant and inviting areas, as sweet and fragrant as a queen, much loved by her subjects, able to seduce you with her regal charm, but up there, amongst the stars, languidly waiting to offer a welcome. It is not enough to look at things to understand them, you need to be able to listen to them too.

...children, too can share in the adults’ carefree leisure time; the stories of these mountains are stories for everyone, fun and experiences for everyone, places to visit and experience together. What matters in the end is a new smile.


ACTIVE

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WE LLN E SS

FAM I LY

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WE CARE THE NA-

progetto e testi: Rosanna Cori _ Renato Ceolan • Area grafica • photo: Albert Ceolan - www.orlerimages.com - archivio Apt Fiemme e Area grafica - stampa: Nuove Arti Grafiche Gardolo


Bienvivre Hotel, catalogo 2010  
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