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Nicholas Grimshaw Case sulle macchine, case sugli alberi e altri mondi

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olto tempo prima di diventare Sir Nicholas Grimshaw, Nicholas Grimshaw era semplicemente il rampollo di una stimata famiglia dell’East Sussex, che vantava tra i suoi esponenti il responsabile del sistema idrico di Dublino e un costruttore di dighe in Egitto. Il piccolo Nick, riferiscono le agiografie, mostra ben presto un precoce talento per l’ingegneria, cimentandosi in ardite costruzioni di case sugli alberi, sulle macchine, e perfino sulle barche. Da decenni affermato professionista, fra i più conosciuti e stimati di tutto il Commonwealth (o almeno di quel che ne è rimasto), oggi Sir Nicholas Grimshaw è titolare di uno studio associato d’architettura con sedi in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e (due) in Australia. Arrivando a Londra in aereo o in treno probabilmente il primo edificio da incontrare sarà un’opera di Grimshaw Architects, studio di progettazione che ha firmato in pochi anni quattro dei cinque terminal dell’aeroporto di Heathrow e la principale stazione ferroviaria della città: l’International Waterloo Station. La stessa cosa può capitare in molte altre città del mondo, da Zurigo a Kuala Lumpur, da Miami a San Pietroburgo, da Amsterdam a Melbourne: la quantità e la varietà di nodi infrastrutturali realizzati da Grimshaw nel corso degli anni ne fa uno dei principali esperti del mondo di questo settore. All’efficienza operativa aggiunge una poliedricità del tutto contemporanea, che durante la carriera lo porta a disegnare oggetti e spazi di ogni genere: dalle residenze ai ponti strallati, dai sistemi domotici ai giunti strutturali. La leggera ripetitività che accomuna molti sui lavori forse non gli consente di raggiungere vette assolute nella storia dell’architettura, o semplicemente, nell’apprezzamento della critica architettonica internazionale. Eppure, più forse di ogni altro architetto britannico della sua generazione, Grimshaw possiede la costanza nel mantenersi a cavallo tra professionismo e visionarietà, nel dosare tecnologia e utopia, nel realizzare opere tanto efficaci quanto fantasiose. Ogni suo progetto contiene sempre una seppur minima quota di “altro”: altro spazio, altra funzione, altro futuro. Nicholas Grimshaw, meglio, Sir Nicholas Grimshaw è anche un po’ il ragazzo cresciuto Nicholas, che ama costruire case sugli alberi, sulle macchine, e perfino sulle barche.

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Case sulle macchine Rayner Banham definisce “Seconda Età della Macchina” il periodo avviato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, quando la Modernità conosce un cambio di passo e, secondo alcuni, l’inizio di una seconda stagione. Tra i molti “Post” che segnano questo passaggio (“Post-moderno” o

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Millennium - Incontri con l'architettura  

Il libro MILLENNIUM INCONTRI CON L’ARCHITETTURA, a cura di Stefano Casciani e pubblicato dalle edizioni arcVision, vuole essere il racconto...

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