Issuu on Google+

Referendum costituzionale 2016

La riforma della Costituzione ANTONIO MISIANI Deputato PD


Un assetto con molti limiti (1) l L’assetto istituzionale definito dalla Costituzione del 1948 è stato fortemente influenzato dall’avvento della Guerra fredda … l …e ha prodotto, insieme alla legge elettorale proporzionale sia per la Camera che per il Senato, un sistema fondato sulla “non decisione”: Ø Bicameralismo paritario (Camera e Senato con funzioni analoghe, doppia fiducia) Ø Governo debole (il PdCM dirige e non determina la politica generale del governo; non può nominare o revocare i ministri) Ø Primato della rappresentanza sulla decisione (regolamenti parlamentari con ampi poteri di interdizione per le minoranze) Ø Centralità dei partiti (la “Repubblica dei partiti” di cui parlava Pietro Scoppola)


Un assetto con molti limiti (2) l Nella cd. “Prima Repubblica” il sistema ha retto, grazie a: Ø Assenza di alternanza (“bipartitismo imperfetto”) Ø Patto repubblicano (il cd. “arco costituzionale”) Ø Forte sviluppo economico e sociale Ø Instabilità dei governi (45 governi tra il 1948 e il 1992: durata media=358 giorni)… Ø ...ma forte stabilità dei partiti al governo e dei ministri (dal 1948: 7 governi Fanfani e Andreotti, 5 governi Moro e Rumor, 4 governi De Gasperi, ecc.) l Dopo l’assassinio di Moro (1978) è iniziata la crisi del sistema politico, l Negli anni Ottanta la spesa sociale e il debito pubblico sono stati utilizzati per fronteggiare la crisi di consenso dei partiti di governo l Il sistema è crollato tra il 1989 (caduta del Muro di Berlino) e il 1992 (Tangentopoli e uscita dallo SME)


Un assetto con molti limiti (3) l Durante la cd. “Seconda Repubblica”: Ø nuove leggi elettorali per enti locali (1993), Parlamento (1993: “Mattarellum”) e Regioni: “bipolarismo” Ø Fallimento dei tentativi di riforma del bicameralismo e della forma di governo Ø Nel 1999 elezione diretta dei presidenti di regione, nel 2000 riforma del Titolo V Ø Nel 2005 nuova legge elettorale (“Porcellum”) l Il sistema è rimasto “in mezzo al guado” (14 governi tra il 1992 e il 2014: durata media=565 giorni ma con alternanza di coalizioni ogni legislatura tra il 1994 e il 2013) l La riforma del Titolo V e il “Porcellum” hanno aggravato le disfunzioni del sistema politico e istituzionale


Perché la riforma? l I principi fondamentali (artt. 1-12) e la prima parte della Costituzione (artt. 13-54) mantengono intatto il loro valore. L’ordinamento della Repubblica va invece reso più semplice, efficiente e in grado di rispondere alle grandi sfide europee e globali l Tra i 28 Paesi dell’Unione europea (15 monocamerali e 13 bicamerali) solo l’Italia ha un sistema bicamerale paritario. Criticato da molti costituenti, è stato messo in discussione da tutte le proposte di riforma avanzate dal 1983 ad oggi l Con il bicameralismo perfetto il governo deve avere la fiducia di entrambi i rami del Parlamento. L’introduzione del sistema elettorale maggioritario ha prodotto una maggioranza certa alla Camera ma non al Senato nel 1994, 2006 e 2013. Con un sistema politico tripolare diventa sempre più improbabile avere maggioranze omogenee sia alla Camera che al Senato l Il procedimento bicamerale di formazione delle leggi penalizza le leggi di iniziativa parlamentare e favorisce l’abuso dei decreti legge e dei voti di fiducia l La ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni definita dalla riforma del Titolo V del 2001 ha aumentato enormemente i conflitti di competenze tra Stato e Regioni (1.715 ricorsi presentati alla Corte costituzionale tra il 2002 e l’ottobre 2016) l Gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini (referendum, disegni di legge di iniziativa popolare) vanno razionalizzati e rilanciati


Un sistema istituzionale poco efficace

Fonte: World Bank, Worldwide Governance Indicators


Il bicameralismo paritario: nella UE un’anomalia italiana Sistemi monocamerali (15)

Sistemi bicamerali (13) Differenziato (12) Elezione indiretta (8)

Bulgaria Cipro Croazia Danimarca Estonia Finlandia Grecia Lettonia Lituania Lussemburgo Malta Portogallo Slovacchia Svezia Ungheria Fonte: cise.luiss.it

Germania Francia Belgio Regno Unito Paesi Bassi Irlanda Austria Slovenia

Elezione Diretta (4) Polonia Romania Spagna (*) Rep. Ceca

(*) Ad elezione parzialmente indiretta

Perfetto (1) Elezione indiretta (0)

Elezione Diretta (1) Italia


Il bicameralismo paritario: nella UE un’anomalia italiana Paese

Camera Alta

Camera Bassa

Totale

Competenze

Elezione

Composizione

Austria

183

62

245

Differenziate

Indiretta

Rappresentanti Lander

Belgio

150

71

221

Differenziate

Mista

40 diretti, 21 comunitĂ , 11 cooptati

Francia

577

348

925

Differenziate

Indiretta

Su base dipartimentale

Germania

620

69

689

Differenziate

Indiretta

Ministri dei Lander

Irlanda

166

60

226

Differenziate

Mista

11 da premier, 6 tra laureati, 43 da categorie

Paesi Bassi

150

75

225

Differenziate

Indiretta

Rappresentanti province

Polonia

460

100

560

Differenziate

Diretta

Regno Unito

650

812

1.462

Differenziate

Nomina

Rep. Ceca

200

81

281

Differenziate

Diretta

Romania

412

176

588

Differenziate

Diretta

Slovenia

90

40

130

Differenziate

Indiretta

22 rappresentanti locali, 18 da categorie

Spagna

350

264

614

Differenziate

Misto

208 diretta, 56 comunitĂ  autonome

ITALIA

630

315

945

Paritarie

Diretta

695 a vita, 91 ereditari, 26 ecclesiastici


Le conseguenze negative della riforma del Titolo V Riforma del Titolo V (2001) PiĂš potere legislativo delle Regioni, competenza legislativa concorrente

Incertezza sulla ripartizione delle competenze tra Stato e Regioni

Sovrapposizioni, duplicazioni, mancanza di coordinamento, sprechi Rallentamento o blocco di importanti progetti infrastrutturali Indebolimento o blocco dell’adozione di politiche nazionali per materie importanti

Enorme aumento del contenzioso Stato-Regioni


Il conflitto Stato-Regioni

Fonte: Regione Emilia-Romagna, Banca dati contenzioso costituzionale


Il conflitto Stato-Regioni Corte costituzionale: il giudizio in via principale in rapporto al totale delle decisioni (2000-2015)

Fonte: Corte Costituzionale, «Giurisprudenza costituzionale dell’anno 2015», 11 aprile 2016


L’abuso di decreti e fiducie XVII Legislatura (al 31 ottobre 2016) Totale leggi approvate di cui: ratifiche di trattati Totale leggi approvare (escluse ratifiche di trattati)

Leggi approvate

% totale

248 99 149

100,0%

101

67,8%

48

32,2%

68

45,6%

Bilancio dello Stato

12

8,1%

altri disegni di legge governativi

21

14,1%

di iniziativa parlamentare

46

30,9%

di iniziativa regionale

1

0,7%

di iniziativa popolare

1

0,7%

42

28,2%

di cui: con 2 letture con più di 2 letture di cui: conversione di decreti-legge

di cui: con voto di fiducia Fonte: Senato, Statistiche sull’attività legislativa


I differenti tempi di approvazione XVII Legislatura (al 31 ottobre 2016)

Leggi approvate

Tempo medio di approvazione (giorni)

248

243

99

263

149

230

68

42

Bilancio dello Stato

12

52

altri disegni di legge governativi

21

309

di iniziativa parlamentare

46

504

di iniziativa regionale

1

547

di iniziativa popolare

1

420

Totale leggi approvate di cui: ratifiche di trattati Totale leggi approvare (escluse ratifiche di trattati) di cui: conversione di decreti-legge

Fonte: Senato, Statistiche sull’attività legislativa


Il declino del referendum


Trent’anni di tentativi di riforma… l Commissione bicamerale Bozzi (1983-1985) l Commissione bicamerale De Mita – Iotti (1992-1994) l Comitato Speroni (1994) l Commissione bicamerale D’Alema (1997-1998) l Comitato Brigandì (2002-2004) l Progetto di riforma bocciato dal referendum del 2006 l Bozza Violante (2007) l Commissione Quagliariello (2013)


I punti chiave della riforma Superamento del bicameralismo perfetto (fiducia solo alla Camera) e riforma del Senato (95 membri elettivi, di cui 74 consiglieri regionali e 21 sindaci, e fino a 5 di nomina presidenziale) Nuovo procedimento legislativo (di norma monocamerale; bicamerale per un numero molto limitato di leggi) Revisione del rapporto Stato – Enti territoriali (abolizione competenza concorrente, introduzione clausola di unità nazionale, Senato rappresentativo delle istituzioni territoriali) Riduzione dei costi delle istituzioni (senatori senza indennità), abolizione di province e CNEL, tetto alle indennità dei consiglieri regionali Rafforzamento dei contrappesi istituzionali (elezione del Presidente della Repubblica, statuto dell’opposizione, esame preventivo delle leggi elettorali da parte della Corte costituzionale) Rafforzamento degli istituti di democrazia diretta (quorum + basso per i referendum, introduzione del referendum propositivo, obbligo di voto delle leggi di iniziativa popolare)


Il superamento del bicameralismo paritario


La riforma del Senato


La riforma del Senato


Il nuovo procedimento legislativo


Il nuovo procedimento legislativo


Il nuovo procedimento legislativo


Focus: il procedimento bicamerale


Focus: il procedimento monocamerale


Focus: il procedimento per i decreti legge


Focus: una simulazione di funzionamento del nuovo art. 70 Anno

TOTALE LEGGI APPROVATE

Procedimento bicamerale paritario

Procedimento monocamerale

Partecipato 70, comma 3

70, comma 4

70, comma 5

2013

29

3

22

0

4

2014

66

1

60

1

4

2015

83

1

77

2

3

TOTALE

178

5

159

3

11

% totale

100,0%

2,8%

89,3%

1,7%

6,2%

Fonte: Stefano Ceccanti, «L’articolo 70 e i procedimenti legislativi: i timori infondati», 5 ottobre 2016


Il rapporto Stato – Enti territoriali


Il rapporto Stato – Enti territoriali


Focus: il nuovo art. 117


Focus: la redistribuzione delle competenze Stato-Regioni (1) Costituzione vigente Competenza concorrente

Riforma costituzionale Competenza Stato

Commercio con l’estero

Commercio con l’estero

Professioni

Ordinamento delle professioni

Ordinamento sportivo

Ordinamento sportivo

Ordinamento della comunicazione

Ordinamento della comunicazione

Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia

Produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia

Previdenza complementare e integrativa

Previdenza complementare e integrativa

Tutela e sicurezza del lavoro

Tutela e sicurezza del lavoro

Sostegno all’innovazione per i settori produttivi

Competenza Regioni

Promozione dello sviluppo economico locale; organizzazione regionale dei servizi alle imprese

Ricerca scientifica e tecnologica

Programmazione strategica della ricerca scientifica e tecnologica

Alimentazione

Disposizioni generali e comuni per la sicurezza alimentare

Protezione civile

Sistema nazionale e coordinamento della protezione civile


Focus: la redistribuzione delle competenze Stato-Regioni (2) Costituzione vigente Competenza concorrente

Riforma costituzionale Competenza Stato

Competenza Regioni

Porti e aeroporti civili

Porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale

Grandi reti di trasporto e di navigazione

Grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza

Istruzione

Disposizioni generali e comuni sull’istruzione; ordinamento scolastico e istruzione universitaria; disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale

Servizi scolastici, promozione del diritto allo studio, anche universitario; organizzazione in ambito regionale della formazione professionale

Tutela della salute

Disposizioni generali e comuni per la tutela della salute

Programmazione e organizzazione dei servizi sanitari

Governo del territorio

Disposizioni generali e comuni sul governo del territorio; infrastrutture strategiche

Pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno e dotazione infrastrutturale

Valorizzazione dei beni culturali e ambientali

Tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici

Disciplina, per quanto di interesse regionale, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici

Promozione e organizzazione di attività culturali

Disposizioni generali e comuni sulle attività culturali

Disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attività culturali

Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario

Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario

Regolazione in ambito regionale delle relazioni finanziarie tra enti territoriali ai fini del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica

Nota bene: in base alla clausola generale residuale, spetta alle Regioni ogni materia non espressamente riservata allo Stato


Riduzione dei costi delle istituzioni


Contrappesi e garanzie


Democrazia partecipativa


La nuova legge elettorale (“Italicum”)


I numeri della riforma (1) Data

Camera

Esito votazione

Gruppi a favore

8 agosto 2014

Senato

183 sì, 0 no, 4 ast., 134 assenti

PD, FI-PdL, Ncd, SCpI, PI, Per le autonomie

10 marzo 2015

Camera

357 sì, 125 no, 7 ast., 141 assenti

PD, AP, MistoSvp, Misto-Psi, SCpI

SEL, LN, Fd’I, PICD

FI-PdL e M5S escono

13 ottobre 2015

Senato

178 sì, 17 no, 7 ast., 118 assenti

PD, AP (NcdUdc), AL-A

Misto-SEL, MistoCoR

Ast.: Misto-Fare. GAL, LN, M5S e FI-PdL non partecipano

11 gennaio 2016

Camera

367 sì, 194 no, 5 ast., 64 assenti

PD, AP, SC, AL-A, Dem.sol.CD, Misto-Psi, SCpI

M5S, SEL, LN, FI, Fd’I, CoR

20 gennaio 2016

Senato

180 sì, 112 no, 1 ast., 28 assenti

PD, AP (NcdUdc), AL-A, Misto-Fare

M5S, SEL, LN, FI, CoR

12 aprile 2016

Camera

361 sì, 7 no, 2 ast., 260 assenti

PD, AP (NcdUdc), SCpI, AL-A, Centro, altri

Fonte: Carlo Fusaro, “Le ragioni della riforma costituzionale. Una guida”, 15 maggio 2016

Gruppi contrari

Note LN, M5S, MistoSEL, GAL escono

M5S, SEL, LN, FI, Fd’I, CoR escono


I numeri della riforma (2) Disegno di legge

Camera

Giorni di esame

Votazioni in Aula

Emendamenti approvati

Interventi

S.1429

Senato

122

2.317

71

1.440

C.2613

Camera

214

58

116

2.317

S.1429-B

Senato

217

2

6

337

C.2613-B

Camera

90

1

0

337

S.1429-D

Senato

9

1

0

66

C.2613-D

Camera

83

1

0

67

735

2.380

193

4.564

TOTALE Fonte: elaborazione su dati OpenParlamento


Cosa NON C’E’ nella riforma lI Principi fondamentali e la Prima Parte della Costituzione non vengono toccati lLa forma di governo e i poteri del Presidente del Consiglio non vengono cambiati lLa legge elettorale non è oggetto della riforma costituzionale lIl referendum è sulla riforma costituzionale, non sul governo Renzi


Focus: le conseguenze economiche della riforma lBenefici diretti ➤Risparmi sui costi delle istituzioni lBenefici indiretti ➤Processi decisionali più chiari e più rapidi ➤Realizzazione più rapida di opere pubbliche, politiche pubbliche nazionali più efficaci per materie importanti


Benefici diretti: i risparmi sui costi delle istituzioni Ø 315 indennità in meno = 80 mln/anno Ø Riforma del Senato = 70 mln/anno Ø Eliminazione province = 320 mln/anno Ø Soppressione CNEL = 20 mln/anno TOTALE = 490 mln/anno Fonte: ministro Boschi, question time Camera, 8 giugno 2016


Benefici diretti: il taglio delle indennitĂ  dei consiglieri regionali


Benefici indiretti: l’impatto della riforma sulla crescita economica l OCSE: “in passato, molti progetti validi di riforma non sono stati pienamente attuati, impedendo in tal modo all’economia di beneficiare interamente dei loro effetti” l FMI: “Ci sono elementi importanti all’interno delle riforme costituzionali che sono legati allo snellimento delle responsabilità nei diversi livelli del governo con l’obiettivo di agevolare il processo decisionale, che potrebbero avere benefici” l Commissione UE: “le riforme strutturali in corso e in programma aiuteranno a superare gli ostacoli agli investimenti e eserciteranno col tempo un effetto positivo sulla crescita della produttività e del PIL” l Centro studi Confindustria: “con la vittoria del ‘No’ sarebbe inevitabile una nuova recessione per l’economia italiana”


Politiche sociali l OGGI: competenza esclusiva regionale in via residuale l CON LA RIFORMA: allo Stato la competenza esclusiva relativa alle “disposizioni generali e comuniâ€? in materia di politiche sociali l Dopo la riforma del 2001 i ricorsi delle Regioni (su fondo asili nido, misure abitative per le famiglie, bonus bebĂŠ, fondi per le politiche della famiglia, fondi per disabili e anziani, fondo nazionale per le politiche sociali) hanno costretto lo Stato a cancellare o modificare numerose iniziative nazionali in materia di politiche sociali l La necessitĂ  di passare attraverso intese in Conferenza StatoRegioni e i ritardi e le inadempienze di molte Regioni hanno indebolito o bloccato molte iniziative nazionali in materia di politiche sociali (vedi, per esempio, il Piano straordinario triennale servizi socioeducativi per la prima infanzia del 2007)


Politiche attive del lavoro l OGGI: “tutela e sicurezza del lavoro” materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: “tutela e sicurezza del lavoro” e “politiche attive del lavoro” materia di competenza esclusiva dello Stato l Oggi le politiche passive sono gestite dall’INPS, mentre le politiche attive sono affidate alle Regioni. Il sistema funziona male, perché manca coordinamento e impegno delle Regioni per attivare al lavoro i beneficiari dei sussidi. l Tutti i Paesi europei hanno una Agenzia nazionale che eroga i sussidi e gestisce i servizi per il lavoro, con rilevanti risparmi nella spesa per gli ammortizzatori sociali l L’attribuzione allo Stato della competenza esclusiva pone le basi per un’importante ristrutturazione delle nostre politiche del lavoro


Commercio estero l OGGI: il commercio estero è materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: il commercio estero diventa materia di competenza esclusiva dello Stato l Fino ad oggi le iniziative di promozione e supporto promozionale al commercio estero facevano riferimento anche alle Regioni, frammentando e indebolendo le iniziative l Riportare allo Stato questa funzione permette una politica promozionale nazionale unitaria, dando maggiore coerenza sistemica a tutte le attività di politica estera e rapporti internazionali, maggiore massa critica nelle iniziative all’estero, miglior coordinamento con le altre attività di politica estera, politiche settoriali più efficaci, meno costi e più efficacia degli interventi l Le Regioni potranno promuovere iniziative proprie ma all’interno di iniziative statali condivise e in un quadro di coordinamento nazionale


Processi e piattaforme informatiche l OGGI: “pesi, misure e determinazione del tempo”, “coordinamento informativo statistico e informatico dei dati” e “opere di ingegno” sono competenze esclusive statali l CON LA RIFORMA: il coordinamento ”dei processi e delle relative infrastrutture e piattaforme informatiche dell’amministrazione statale, regionale e locale” diventa competenza esclusiva dello Stato l Negli anni è aumentata la frammentazione dei sistemi informativi, con enormi problemi di coordinamento, interoperabilità, costi, efficienza dei servizi offerti (vedi: bollo auto, fascicolo sanitario elettronico, sistema informativo del lavoro, ecc.) l Secondo l’Agid con la razionalizzazione delle piattaforme informatiche e la riduzione dei data center si risparmierebbero 800 mln in 3 anni l L’affidamento allo Stato del coordinamento migliorerà anche la sicurezza dei sistemi informatici


Cultura e turismo l OGGI: la valorizzazione dei beni culturali è materia di competenza concorrente; il turismo è competenza esclusiva delle Regioni l CON LA RIFORMA: la valorizzazione dei beni culturali e le disposizioni generali e comuni in materia di turismo diventano competenze esclusive statali, insieme alla tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici l La riforma semplifica il riparto di competenze legislative, consolidando la giurisprudenza costituzionale e insistendo sulla materia “beni culturali e paesaggistici”, salvaguardando comunque le attuali competenze regionali in materia di valorizzazione l Il riconoscimento di una funzione di programmazione strategica statale per il turismo consente si superare l’attuale frammentazione regionale del quadro disciplinare (definizione delle strutture ricettive, classificazione degli alberghi, disciplina delle guide turistiche, ecc.)


Energia l OGGI: la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia sono materie di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia diventano competenza esclusiva statale l Il potere di veto di Regioni ed enti locali ha ritardato o impedito progetti fondamentali per la sicurezza energetica del Paese, con particolare riferimento alle reti di trasporti dell’energia (vedi: collegamento elettrico Sicilia-Calabria; linea Matera-Santa Sofia; gasdotto TAP; rigassificatore di Monfalcone, ecc.) l L’incertezza normativa e la conflittualità grava i promotori di rilevanti oneri per la gestione delle autorizzazioni e del contenzioso giudiziario-amministrativo l Chiarire le competenze statali in materia è un deciso passo in avanti


Coordinamento della finanza pubblica l OGGI: le grandi reti di trasporto e di navigazione sono materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: le “infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza, porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale” diventano di competenza esclusiva dello Stato l Il governo e il parlamento potranno modificare nel senso della rapidità, efficienza ed efficacia le disposizioni in materia di pianificazione e realizzazione di infrastrutture, evitando un sovraccarico di atti intesa con le Regioni, definendo più liberamente i sistemi portuali e aeroportuali, promuovendo più agevolmente interventi di riforma anche in relazione a servizi locali (vedi TPL) l La potestà legislativa delle Regioni rimarrà in materia di pianificazione del territorio regionale e mobilità al suo interno e della dotazione infrastrutturale


Infrastrutture e grandi reti di trasporto l OGGI: le grandi reti di trasporto e di navigazione sono materia di competenza concorrente l CON LA RIFORMA: le “infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e relative norme di sicurezza, porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale” diventano di competenza esclusiva dello Stato l Il governo e il parlamento potranno modificare nel senso della rapidità, efficienza ed efficacia le disposizioni in materia di pianificazione e realizzazione di infrastrutture, evitando un sovraccarico di atti intesa con le Regioni, definendo più liberamente i sistemi portuali e aeroportuali, promuovendo più agevolmente interventi di riforma anche in relazione a servizi locali (vedi TPL) l La competenza regionale rimarrà per la pianificazione del territorio regionale e della mobilità al suo interno e della dotazione infrastrutturale


Obiezioni…e risposte (1) La riforma è illegittima perché votata da un Parlamento eletto con una legge incostituzionale

La sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il “Porcellum” ha ribadito che questo Parlamento mantiene le sue prerogative

La riforma non doveva essere proposta dal governo

La legittimità dell’iniziativa governativa non è mai stata messa in dubbio. In passato numerose riforme costituzionali sono state di proposta governativa

La riforma è stata approvata in modo affrettato

La riforma è stata discussa per 2 anni (735 giorni), con 6 letture parlamentari, 4.564 interventi, 2.380 votazioni e 193 emendamenti approvati

La riforma è stata votata solo dalla maggioranza

Il testo iniziale è stato condiviso e votato in prima lettura Senato anche da Forza Italia, che si è sfilata per ragioni di natura diversa (elezione di Mattarella)

Se vincerà il No, sarà possibile approvare una nuova riforma in tempi brevi

Se vincerà il No, le cose rimarranno come oggi. Passeranno molti anni prima che il Parlamento trovi un accordo per una nuova riforma


Obiezioni…e risposte (2) Era meglio abolire del tutto il Senato

Tutti i grandi Paesi europei hanno un sistema bicamerale. In ogni caso, non c’era una maggioranza per l’abolizione del Senato.

Sindaci e consiglieri regionali non avranno tempo per fare anche i senatori

I lavori del Senato saranno organizzati come avviene in altri Paesi (in Germania il Bundesrat si riunisce una volta al mese)

Un solo partito da solo potrà eleggere il Presidente e i giudici costituzionali

Per eleggere il Presidente sarà necessaria (dal 7° scrutinio) una maggioranza di 3/5 dei votanti. Tre giudici saranno eletti dalla Camera, due dal Senato

Le Regioni avranno meno poteri

Le Regioni potranno partecipare alle scelte politiche nazionali. Le Regioni con i conti in ordine potranno chiedere competenza su ulteriori materie

I procedimenti legislativi previsti sono troppi e troppo complicati

L’art. 74 della Legge fondamentale tedesca è formato da 505 parole, 67 in più del nuovo art. 70. Il nuovo meccanismo andrà messo alla prova


Obiezioni…e risposte (3) La clausola di supremazia svilisce l’autonomia regionale

Tutti i sistemi regionali/federali prevedono direttamente o per via giurisprudenziale una clausola di supremazia del Parlamento nazionale

Non sono state riformate le regioni a statuto speciale

E’ vero, ma la questione è di grande delicatezza (per le regioni/province di confine incrocia anche trattati internazionali)

I senatori saranno dei nominati

La riforma permette l’elezione diretta da parte dei cittadini dei senatori (vedi la proposta di legge Fornaro-Chiti)

La riforma rafforza eccessivamente i poteri del premier

La riforma non tocca la forma di governo e i poteri del presidente del consiglio. L’unico elemento di stabilizzazione è la fiducia alla sola Camera

La riforma comporterà una deriva autoritaria

La riforma rafforza le garanzie (quorum elezione presidente, vaglio preventivo leggi elettorali, statuto opposizione) e gli strumenti di democrazia diretta


In conclusione…


Riforma costituzionale - Presentazione