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ABITARE SOLIDALE


un’aia solidale

al Parco Lambro

relatore professor Gennaro Postiglione correlatore professor Salvatore Porcaro tesi di laurea di Andrea Pezzoli e Giulia Urciuoli


INDICE 1.0 Idea : I Municipi dell’Abitare 1.1 Il disagio abitativo a Milano 1.2 Proposta dei Municipi dell’Abitare: cosa sono? perchè e dove? 1.3 La Cascina San Gregorio : il programma LA RICHIESTA : Incontro con Maria Grazia Guida e Don Virginio Colmegna 2.0

CeAS Centro Ambrosiano di Solidarietà 2.0 Organigramma 2.1. La Storia 2.2. La struttura 2.3 Il villaggio solidale

3.0

L’intorno 3.1. I quartieri 3.2. Parco Lambro: La Storia 3.3. Gli Elementi 3.4. Le Attività

4.1 Le Cascine del Parco Lambro: Il sistema San Gregorio 5.0

Le esperienze nel territorio Milanese 4.1. La Cascina Baraggia 4.2. La Cordata

4.1 Casi studio 6.0

Il Mulino San Gregorio 6.1 Lo stato attuale

PROGRAMMA Obiettivi Occasioni + Implementazioni +Innovazioni 7.0 Progetto 7.1 Masterplan generale 7.2 Il progetto nel Mulino San Gregorio 7.3 Scenari


I MUNICIPI DELL’ABITARE


Il modello: I Municipi dell’abitare


[...]“Il disagio abitativo a Milano ha diversi gradi di emergenza e riguarda diverse popolazioni. Tra di esse la componente immigrata ha sicuramente una parte importante. La politica degli sgomberi degli edifici occupati abusivamente e delle baraccopoli, senza l’offerta di una sistemazione alternativa per i loro abitanti, ha reso ancora più drammatiche le loro condizioni di vita. Boeri-Bregani-Porcaro Multiplicity.Lab

E’ importante sottolinearare, che il problema dell’abitazione non interessa solamente i migranti di recente arrivo, ma tocca le fasce deboli della popolazione, italiani e non. Naga Medicina di Strada

Sono soprattutto le associazioni del terzo settore, laiche e – per la maggior parte - religiose, che si fanno carico dei bisogni che tale emergenza esprime, lavorando sul territorio in contatto diretto con i nuovi poveri, stranieri e italiani, e con le fasce più emarginate della popolazione. Boeri-Bregani-Porcaro Multiplicity.Lab

“Milano è città di soste temporanee e di continui spostamenti; temporaneità è sempre meno scelta consapevole ma è il risultato dell’impossibilità di incontro col mercato delle case” Boeri-Bregani-Porcaro Multiplicity.Lab

Milano è sempre stata una spugna, oggi le barriere dell’inclusione si sono fatte più alte,[...] è il ceto medio che vive direttamente il problema della relazione con lo straniero Aldo Bonomi

[...]dagli anni ‘70 si inizia a ritenere che più case non sia la soluzione almeno per i poveri [...] l’edilizia sociale non ha mai avuto come popolazione di riferimeto i più poveri o i più bisognosi di case, ma i lavoratori[...]

Antonio Tosi Case,quartieri, abitanti politiche


Boeri-Bregani-Porcaro Multiplicity.Lab

Boeri-Bregani-Porcaro Multiplicity.Lab

Nel 2006 in Lombardia sono state presentate circa 44 mila domande di alloggi di edilizia regionale pubblica, 16mila delle quali da stranieri. E le proiezioni parlano di un incremento fino a 45.700 domande nel 2009. Caritas Ambrosiana

SUNIA nel 2003 : affitti sono aumentati del 17%, l’affitto medio di un appartamento avrebbe ormai raggiunto la parità con lo stipendio percepito dalla maggiornaza dei lavoratori dipendenti. Il SICET, Sindacato Inquilini, ha calcolato che a Milano tra il 35% e il 50% del reddito annuo di una famiglia milanese di medio/basso reddito è usato per l’affitto.. Antonio Tosi

Il disagio abitativo a Milano

Nelle strutture pubbliche e nelle strutture private convenzionate col Comune, non vengono accettati ospiti non in regola col permesso di soggiorno, mentre l’emergenza abitativa riguarda in buona parte immigrati extracomunitari senza permesso di soggiorno: stranieri appena arrivati in città, la mancanza del permesso di soggiorno costringe gli immigrati a vivere in un circolo

La maggior parte delle strutture di accoglienza, inoltre, sono pensate per dare ospitalità a singoli individui – maschi e femmine separati - e non a famiglie, mentre negli ultimi anni l’emergenza abitativa più grave è quella vissuta da moltissime famiglie con bambini. La condizione più drammatica e visibile oggi a Milano è quella delle famiglie degli immigrati dell”Europa dell’est di etnia rom che abitano nelle baraccopoli e negli edifici occupati abusivamente soggetti agli sgomberi spesso senza che sia offerta un’alternativa residenziale d’emergenza in grado di accogliere l’intera famiglia.


Norway Estonia

Sweden

COTLAND Latvia

Denmark

Lithuania

+ 16%

ENGLAND

India

Netherlands

LES

Poland Germany

+ 3%

filippini e cinesi Czechoslovakia Austria

Switzerland

France

Hungary Romania

*Milano

+ 91%

Yugoslavia + 16% Macedonia

+ 25% Moldava

Italia

+ 28%

Bulgaria

+5%

pain

Albania Greece

Malta

Algeria

8%

orocco

Tunisia Libya

+ 8%


Antonio Tosi Case,quartieri, abitanti politiche

Antonio Tosi Paesi stranieri

150.000 persone giungono ogni anno con un permesso di soggirono per lavoro e di questi 80.000 hanno permessi di lavoro temporanei di sei mesi. L’immigrazione è un fenomeno relativemente recente che riguarda gli ultimi 20 anni. Don Virginio Colmegna Casa della Carità

Istanze presentate Permessi rilasciati

1 Romania 2 Ucraina 3 Albania 4 Marocco 5 Ecuador 6 Cina Popolare 7 Polonia 8 Moldavia 9 Perù 10 Egitto

141.674 105.669 54.683 53.997 35.901 35.321 32.988 30.658 17.005 15.979

133.607 100.727 47.388 47.406 34.072 33.178 29.350 29.350 16.116 15.015

ISMU Iniziative e studi sulla multietnicità

IlIl disagio modello: abitativo I Municipi a Milano: dell’abitare i numeri

_Nel 2004, secondo dati Caritas vi erano in Italia 2,6 milioni di immigrati regolari, un mezzo europei, Romania primo paese di provenienza, segue l’Africa. Risiede al nord circa il 60% degli immigrati, nel centro il 30%. La Lombardia da sola accoglie quasi un quarto del totale, dalle migrazioni per lavoro, ai processi di ricongiungimento familiare, al movimento postindustriale.

_1998 1.495.000 famiglie in situazione di disagio per onerosità del comune d’affitto; 950.000 situazioni di disagio per sovraffollamento dell’abitazione. _2001 le famiglie che incontrano difficoltà a tenersi in regola sono il 40%; i senza dimora tra i 50.000 e le 80.000 persone. In Italia le famiglie che abitano in proprietà superano, secondo il censimento del 2001, il 71%. L’edilizia sociale nell’ultimo decennio ha coperto il 5/6% delle famiglie, 3,5 volte meno della media europea. I dati mostrano che l’area critica dal punto di vista sociale è quella dell’affitto.


A Milano una rilevazione del Servizio Problemi del Territorio della polizia locale ha censito 162 insediamenti abusivi: 124 di immigrati stranieri, 3.000 persone e 25 da zingari, 1250 persone nelle “aree autorizzate”, la maggiorparte degli abitanti sono preda del circolo vizioso della non regolarità. Questi insediamenti denunciano falle delle politiche: dell’immigrazione, delle politiche abitative e di quelle sociali.

Antonio Tosi Case,quartieri, abitanti politiche

[...]gli zingari sono considerati in blocco come “quelli che vivono nei campi” e sono identificati come nomadi, incapaci di fissa dimora, diversi, pericolosi. Una visione che considera i ROM un problema da lasciare alle forze dell’ordine e al volontariato, invece che una questione politica nazionale e internazionale [...] Nomade e Nomadismo sono termini ottocenteschi, di ambito positivista, nati per discrimanare i ROM come una delle “razze inferiori”, vagabondi per natura, per discriminarla dalla razza superiore del non zingaro “amante della patria “.

Piero Calacicchi Discriminazioni, Urbanistica del disprezzo


Santino Spinelli Zingari e non zingari stranieri, Urbanistica del disprezzo

2 sono i motivi per cui i rom vengono sgomberati: _Uno è sicuramente la concentrazione numerica, insieme alla “visibilità” degli insediamenti abusivi. I cittadini si allarmano, e chiedono l’intervento delle forze dell’ordine se vedono un numero elevato di zingari e se gli stessi occupano un sito “disdicevole”. _L’altro motivo è collegato a problemi di igiene. Ma con gli sgomberi le medesime situazioni si ricreano costantemente a pochi metri o chilometri di distanza, nonostante le forze dell’ordine accompagnino i rom fino all’imbocco delle autostrade che si dipartono da Milano. [...]un altro tasto dolente sono i rapporti con i cittadini che, soprattutto nei quartieri che vedono una più alta concentrazione di rom, spesso sono difficili.

Giovanna Lodolo e Paola Trevisan Zingari a Milano, Urbanistica del disprezzo

Gli “slums” di Milano

Le misure attuate contro gli zingari sono ormai legalizzate e comunemente accettate e sembrano giuste e opportune, in realtà rappresentano una repressione disumana e vergognosa indegna di una società moderna. Gli zingari a questa repressione rispondono con l’autoesclusione, essi prendono le distanze da tutti gli estranei alla propria famiglia, da qui l’atteggiamento di ostilità e rivalsa manifestato da tutti i gruppi e le comunità zingare.


°

via Montebisbino

s.n.c. (ex Yugoslavia)

via Stephenson

****

via Triboniano

via Cascia

via Triboniano

n.212 Area 1(Rumeni)

° **

(ex Yugoslavia)

via Barzaghi via Triboniano n.16(Rumeni)

via Anghileri

via Novara

n.523(Macedoni)

n.81(Rumeni-Ucraini)

(ex Yugoslavia)

n.210(Bosniaci)

via Silla

via Adriano

via Tremiti/Cherso

n.212 Area 3(Rumeni)

via Porretta

*

via Negrotto n.23

via Ziegler

via Bovisasca (Rumeni)

*

via Idro

via De Notaris

n.62

via Paradisi

via Lucini

n.7

n.15

via Novara

n.523(Kossovari)

via Caio Mario

(Marocchini-Algerini)

via Bonfadini n.38

Via degli Ulivi

via Cusago n.275

*

via Martirano n.71

via Bonfadini

via Muggiano

s.n.c.(ex Yugoslavia)

via Bonfadini n.38

n.38

via Kuliscioff

via Bonfadini

(Ucraini-Moldavi-Bulgari)

n.39(ex Yugoslavia)

via Muggiano

via Martirano

n.39

Cascina Guascona (ex Yuogoslavia)

via Dudovich

via S.Dionigi via Novara n.523(Macedoni) (Rumeni) via Virgilio via S.Dionigi Ferrari (Rumeni)

(Rumeni)

via Campazzino (Rumeni)

°

via Vaiano Valle n.41(ex Yugoslavia)

via Salvanesco

n.57(ex Yugoslavia)

* °

CAMPI NOMADI NON AUTORIZZATI MA CONSOLIDATI GIOSTRAI INSEDIAMENTI NOMADI IN AREA PRIVATA/PUBBLICA BARACCOPOLI

n.38

via Bonfadini

strada campestre n.29

CAMPI NOMADI AUTORIZZATI

°* *

via Bonfadini

*

via S.Dionigi n.78(Rumeni)

via Impastato n.7

via Vaiano Valle n.41(Rumeni)

via Chiesa Rossa n.351

via S.Arialdo (Rumeni)


Don Virginio Colmegna Casa della Carità

“Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute ed il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari,e ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia...”

Dichiarazione dei diritti umani, 1948

Casa della Carità, oltre ad occuparsi dell’accoglienza di uomini e donne, italiani e stranieri a rischio di emarginazione sociale, si è mossa sul territorio milanese per andare verso i suoi confini, ad incontrare coloro che abitano i non luoghi sorti alle periferie della nostra città. Attraverso il progetto “Instradiamoci” percorsi di rete e integrazione su tre livelli: quello legale, quello socio-sanitario e quello educativo. Dopo lo sgmobero si è trovata una sistemazione abitativa per tutto il gruppo: casette prefabbricate costruite sui terreni del centro Ce.A.S. (Parco Lambro) e quattro appartamenti di via Varanini. Si è avviato così un progetto che, restituendo ai rom accolti dignità abitativa, intendeva investire, sostenere, rafforzare le capacitazioni (capability) di base di tutte le persone accolte (Sen, 1992), con lo scopo di sostenerle nel loro percorso di inserimento sociale.

Donatella DeVito Casa della Carità

Gli “slums” di Milano: chi se n’è occupato

La Casa della Carità si è trovata a dover dare una risposta ai gruppi di cittadini rom rumeni sgomberati dalle aree di via Capo Rizzuto,Via Ripamonti e via San Dionigi a Milano.


21 Cascine potrebbero tornare a nuova vita 1. boa rifugio di emmergenza gratuito il grado zero dell’abitare 2. diversi modelli di residenza temporanea (ostelli,residence, appartamenti per famiglie) 3. erogatori di servizi assistenza sociale, legale, orientamento al lavoro: la messa in rete di servizi già esistenti sul territorio mettere 4. agenzia per la casa 5. spazi pubblici ( giardini, sport, biblioteche, sale prova musica)

Cascina San Gregorio

1. sono nate come una struttura insediativa 2. sono ubicate all’interno della città consolidata 3. sono contigue con aree densamente abitate 4. vicine alle principali infrastrutture

perchè?

cosa conterrebbero Il progetto Municipi dell’abitare è rivolto al Comune di Milano, proprietario delle cascine, che è invitato a lanciare un bando pubblico per la gestione e il finanziamento di ciascun “municipio”; dovrebbe rivolgersi da un lato alle istituzioni e ai soggetti milanesi che si occupano dell’assistenza e del sostegno ai cittadini in difficoltà (associazioni del terzo settore, volontariato cattolico e laico) che dovrebbero gestire in regime di concessione le cascine-municipi, e dall’altro alle istituzioni e ai soggetti che potrebbero adottarle, trovando le risorse o finanziandole direttamente.

Multiplicity.Lab


Il modello: I Municipi dell’abitare


IL CeAS: Centro Ambrosiano di SolidarietĂ


Il CeAS


“C’è bisogno di appartementi per famiglie che, dopo la seconda accoglienza, devono ancora essere seguite dagli operatori del CeAS, ma possano cominciare ad incontrare la dimensione dell normalità e a cercare un lavoro.” [...]

Direttore della Casa della Carità

Mariagrazia Guida

Don Virginio Colmegna

“Noi vorremmo che la cascina Mulino San Gregorio, che si trova vicino al CeAS, diventasse la sede della normalità, con attività per il parco, spazi di fruibilità per i giovani”

Presidente del CeAS, Centro Ambrosiano di Solidarietà


Mulino San Gregorio

La richiesta: il CeAS

CeAS


Incontro con Don Virginio Colmegna Maria Grazia Guida CeAS, Martedì 25 novembre 2008 Parlando in generale del Parco Lambro: “La proposta dei municipi dell’abitare è un sogno dell’abitare socialmente” “Noi abbiamo avuto l’esperienza del villaggio solidale, che è un’esperienza di mix abitativo che è stata fatta in una situazione di emergenza” “Il Parco Lambro è un polmone verde all’interno della città, che collega due quartieri storici periferici della città” “All’interno del parco coesistono differenti realtà, da quella sportiva (abbondanza di centri sportivi: Shuster,..), a quella sociale, a quella agricola...” “Ma la cultura del verde è sottostimata: il Lambro è straripato parecchie volte travolgendo alberi, rovinando edifici e producendo continue devastazioni” “Ora è diventato un luogo sicuro, la polizia effettua controlli per spaccio e prostituzione” “Il parco è tagliato a metà dalla tangenziale est (ovest, quartiere feltre degli anni ‘50 e crescenzago-palmanova; est, cimitero di Lambrate e zona San raffaele), la popolazione che vive attorno sta un po’ invecchiando e questo è considerato il parco di nessuno (hanno cercato di colonizzare il parco con esperienze di tipo consumistico)” “Le cascine sono in comodato dal comune” Parlando del campo davanti al CeAS: “Quando c’è stata l’emergenza di Opera (sgombero del campo rom) il prefetto ha effettuato l’esproprio al contadino del campo davanti al CeAS, il campo è stato distrutto e non è più agricolo (terreno riempito di pietre per trasformarla area di residenze leggere), però c’è stata una rivolta cittadina ed ora questo terreno è inutilizzabile” “Idea di collegarlo con un ponte sulla tangenziale alla parte est del parco e attrezzarlo per lo sport per far sì che non venga letto come luogo dell’abbandono” “Potrebbe disporre di infrastrutture leggere come mininoleggio di biciclette con chiosco all’aperto per coinvolgere tutte le persone che passano, bocce”


La richiesta: il CeAS

“I problemi sono: che è uno poco frequentato ai margini, che c’è solo un baracchino come punto di ristoro” “Il parco dispone di risorse di eccellenza per l’integrazione: percorso VITA, spazio per pic-nic (utilizzato alla domenica dai sudamericani)” “Noi vorremmo che la cascina Mulino San Gregorio, che sta all’ingresso del parco diventasse la sede della normalità, con attività per il parco, spazi di fruibilità per i giovani, una ludoteca, che raggruppa donne con bambini (le donne sono più per l’integrazione, le donne sono più indipendenti, lavorano e hanno in mente un processo di integrazione); attività solidali per gli anziani (integrazione tra anziani –bambini –donne –uomini), rendere lo spazio un incrocio tra abitanti, rianimarlo(MITO). Il parco Lambro è già un polo sportivo, un polo sociale, quello che servirebbe sono appartamenti per famiglie di seconda accoglienza, più autonoma, piccolo presidio di socialità e una situazione di normalità: studentato, che ridia benessere all’area. Dove a fianco di situazioni difficili ci siano situazioni normali e che in condivisione ci siano degli spazi. Sistemi di partecipazione attiva per chi vive nella cascina, coinvolgendo tutte le generazioni” “Esempi: Cascina Baraggia, può accogliere due persone in difficoltà” “Milano è una città difficile, avere un periodo di accoglienza in una famiglia normale può aiutare ad andare avanti”


Il Ceas è un’organizzazione non lucrativa del privato sociale che dal 1986 si occupa di accogliere, accompagnare nella crescita, orientare e reintegrare nella società persone con esperienze di disagio individuale, familiare e sociale, aiutandole a raggiungere il maggior grado possibile di benessere e autonomia.

Le finalità principali del Ceas sono la promozione della solidarietà, la prevenzione, la cura e la riabilitazione di persone dipendenti, affette da disagio psichiatrico e/o psicosociale, nonché adolescenti e giovani italiani o stranieri a rischio di emarginazione. Il Ceas esplica i propri compiti attraverso una collaborazione multidisciplinare che privilegia la pedagogia come sintesi dei diversi saperi. L’organizzazione mira a costruire un sistema dinamico, capace di valorizzare al proprio interno esperienze, stili e professionalità diverse: il risultato che vogliamo ottenere è quello di offrire ai singoli operatori ed ospiti l’opportunità di mettersi in gioco, di sperimentare il nuovo, di esprimere le proprie doti e la propria creatività, di esser propositivi ma anche critici in un’ottica costruttiva.


Donatella de Vito

RESPONSABILE AREA MINORI

Claudia Polli

MEDIATORE CULTUREALE AL CeAS

RESPONSABILE AREA PSICHIATRICA Comunità San gregorio

Linda Donini

Benedetta Castelli

Cristina Vasile

vita casavola

Presidente CeAS

RESPONSABILE AMMINISTRAZIONE RESPONSABILE E RISORSE UMANE AREA DIPENDENZE

Don Massimo Mapelli

RESPONSABILE AREA DONNE

Coordinatore Linea Verde Droga

Il CeAS: l’organigramma

Mariagrazia Guida

Don Virginio Colmegna

Presidente della CASA DELLA CARITA’


La Cassinetta San Gregorio fa parte del sistema di cascine che operavano nella zona dell’attuale Parco Lambro. Il sistema più grande è appunto quello della San Gregorio il vecchio. Queste Cascine sono tracce importanti del passato rurale che l’area del parco aveva e che ancora lo caratterizza.

Villa Padronale

capp

fienile

Cassinetta S Gregorio

Nel 1999 il CeAS è intervenuto su questa cascina, di proprietà del Comune di Milano

CeAS

Linea Verde Comunità San Gregorio Alisei

1999

2000

Campo da C


CeAS: la storia

pella

San

Calcio

2002

2005

Villaggio solidale

2007

2008


Nel 2000 il CeAS trasforma le stalle nei suoi uffici, con spazi organizzativi e di assemblea: il piano terra ospita infatti il servizio linea verde droga, gli uffici amministrativi e la logistica, mentre al piano primo si pensa già a uno spazio di residenza leggera. La Cassinetta vera e propria diventa uno spazio residenziale convenzionato con ASL, per la Comunità San Gregorio, che ospita persone con disturbo psichico. Nella villetta padronale trova spazio la comunità Alisei,per individui maschi, affetti da doppia diagnosi, di disturbo mentale e tossicodipendenza. La cappella diventa invece uno spazio per diverse attività ricreative, delle varie comunità presenti.

Comuni

Uffici CeAS + spazi di residenza leggera

CeAS

Linea Verde Comunità San Gregorio Alisei

1999

campo d

2000

Campo da C


CeAS: la storia

itĂ Alisei spazio momenti ricreativi

da calcio

Calcio

ComunitĂ San Gregorio

2002

2005

Villaggio solidale

2007

2008


Nel novembre del 2002 una violenta alluvione provoca l’uscita del Lambro dagli argini, tutto il parco e le strutture presenti sono investite dall’acqua. I piani terra si sono tutti quanti allagati. Il campo da calcetto risulta deteriorato e per un po’ verrà accantonato il suo utilizzo. La comunità San Gergorio cambia forma e responsabile, da quest’anno è Vita Casavola. Mentre la responsabile di linea verde droga è invece Claudia Polli.

CeAS

Linea Verde Comunità San Gregorio Alisei

1999

2000

Campo da C


Calcio

CeAS: la storia 2002

2005

Villaggio solidale

2007

2008


Il campetto da calcio viene sistemato e completato, e dotato di spogliatoi per chi lo volesse affittare. Diventa non solo un piccolo introito per il CeAS ma anche un mezzo per aprire il cortile all’esterno. Il 25 Giugno 2005 la polizia sgombera il campo di via Capo Rizzuto: 71 persone ROM si trovano senza casa e vengono accolte momentaneamente presso l’auditorium della Casa della Carità.

U spaz

CeAS

Linea Verde Comunità San Gregorio Alisei

1999

2000

Campo da C


spazio momenti ricreativi

Uffici CeAS + zi di residenza leggera

Calcio

CeAS: la storia

ComunitĂ Alisei

campo da calcetto con atrezzature e spogliaoi ComunitĂ San Gregorio

2002

2005

Villaggio solidale

2007

2008


Nel Settembre 2006, 15 famiglie Rom vanno ad abitare nelle casette dietro la villetta e dietro il campo da calcio al CeAS di via Marotta. La cappella viene riconvertita in una cucina per i Rom e uno degli spazi delle vecchie stalle diventa una lavanderia. Nel cortile vengono montati dei giochi per i bambini, la vita del cortile inizialmente più tranquilla viene vivacizzata da questa presenza. Quasi subito si comuincia il progetto “Osopitare l’infanzia” per inseriere nelle scuole i ragazzi rom ospiti del CeAS.

CeAS

Linea Verde Comunità San Gregorio Alisei

1999

2000

Campo da C


Calcio

CeAS: la storia

prime casette Rom

ComunitĂ Alisei cucina dei Rom

Uffici CeAS + spazi di residenza leggera

campo da calcetto con atrezzature e spogliaoi ComunitĂ San Gregorio

2002

2005

Villaggio solidale

2007

2008


Dal 2006 al 2008 nasce e si sviluppa il “villaggio solidale”. Gli operatori delle altre comunità del CeAS inizialmente perplessi e dubbiosi sulla effettiva possibilità di coesistenza di tutte queste diversità, apprezzano la nuova vita che il cortile ha oggi, anche alla sera, le famiglie rom che si sono rifugiate qui vivono in tutto e per tutto una dimensione di “normalità” domestica che mancava al CeAS.

CeAS

Linea Verde Comunità San Gregorio Alisei

1999

2000

Campo da C


il villagio solidale

Calcio

ComunitĂ Alisei

CeAS: la storia

casette Rom

cucina dei Rom Uffici CeAS + spazi di residenza leggera

campo da calcetto con atrezzature e spogliaoi ComunitĂ San Gregorio

2002

2005

Villaggio solidale

2007

2008


edificio Villetta San Gregorio:

Ospita la comunitĂ Alisei

edificio Ex stalla: Ospita gli uffici veri e propri del CeAS

d

a


c

del villaggio solidale.

b

edificio Cassinetta San Gregorio: Ospita la comunitĂ psichiatrica San Gregorio

CeAS: la struttura

edificio Ex cappella: Ora adibita a cucina per i rom


Claudia Polli

Intervista a Claudia Polli responsabile area dipendenze. D: Che cos’è Alisei?

CP: E’ una comunità residenziale di trattamento specialistico per tossicosipendenti in comorbilità psichiatrica. D: Chi sono gli ospiti della comunità Aliei? CP: Persone tossicodipendenti in comorbilità psichiatrica provenienti o non provenienti dall’ambito carcerario. Sono stati presi in carico e accompagnati in un processo di inserimento in comunità circa 90 giovani a fronte di quasi il doppio di richieste e segnalazioni. D: Qual’ è lo scopo della comunità Alisei? CP: Lo scopo principale della permanenza al Centro è l’osservazione residenziale, intesa sia dal punto di vista più strettamente clinico sia da quello terapeutico ed educativo. Vi è, inoltre, un’attenzione specifica all’aspetto psichiatrico (doppia diagnosi), alla valutazione psicodiagnostica e alla progettazione pedagogica. Il nostro obiettivo è quello di favorire un miglioramento della qualità della vita della persona, partendo talvolta dagli aspetti più semplici. Sono molto importanti l’osservazione, il contenimento e il lavoro sulla motivazione. D: Chi sono gli operatori di Alisei? CP: Ci sono un responsabile , 4 educatori, 3 psicologi, 1 medico, 1 infermiere e un arteterapeuta.


camera da letto

Edificio A: Villetta San Gregorio: Ospita la comunità Alisei. E’ l’unico edificio del CeAS che deve avere un operatore anche di notte quindi funziona per 24 h al giorno. Gli ospiti sono pazienti affetti da doppia diagnosi e non hanno libero accesso al cortile o al parco.

camera da letto

M2 operatori

342 m2 : pt 132 m2 + pI 132 m2 + PII 78 m2

1 responsabile, 4 educatori, 3 24 h con psicologi, 1 medico, 1 infermiere, 1 libertà di arteterapeuta uscire Alcuni di loro devono restare anche per il turno di notte.

ospiti

9 ospiti affetti da doppia diagnosi (psicosi e tossicodipendenza)sesso machile. Non possono lasciare le strutture o usciere autonomamente dalla struttura.

infermieria+sala operatore

cucina comune

p o s t i letto

accesso

sala psicanalisi

orario

24 h

10 : 9 ospiti + 1 operatore notte

controllato

attrezzature

+ spazi psicomotricità

--------------------

--------------------

CeAS: la struttura

a

laboratorio arte-terapia


D: Che cos’è “la Villetta San Gregorio”?

vita casavola

Intervista del 05/12/2008 a Vita Casavola Responsabile Villetta San Gregorio.

VC: E’ una comunità residenziale di trattamento specialistico per tossicosipendenti in comorbilità psichiatrica. D: Chi sono gli ospiti della comunità San Gregorio? VC: L’utenza della comunità presenta una sintomatologia riconducibile, nella quasi totalità dei casi, all’ambito delle psicosi: gli ospiti necessitano di interventi articolati sul piano sociale, psicoterapeutico e farmacologico. La Villetta San Gregorio può ospitare complessivamente 13 utenti maggiorenni di sesso maschile e femminile . D: Qual’ è lo scopo della comunità San Gregorio? VC: La comunità, a partire da una concezione bio-psico-sociale della salute mentale, promuove percorsi di cura per utenti che necessitano di un intervento riabilitativo basato sull’ acquisizione di strategie e di competenze finalizzate al percorso di autonomia personale e reinserimento sociale. L’obiettivo è quindi quello di accompagnare gli utenti verso scelte e condizioni di vita che possono prevedere la permanenza presso un’abitazione autonoma oppure il rientro in famiglia, se questa rappresenta la soluzione adeguata ai bisogni dell’utente. Si propongono interventi terapeutici-riabilitativi integrati e multicontestuali, infatti l’attenzione è rivolta all’individuo ma anche al suo contesto familiare, al gruppo della comunità intesa come grande risorsa terapeutica, al territorio e alle istituzioni. La Villetta S. Gregorio nel tempo ha sperimentato un proprio modello di lavoro. Il focus, fatta salva la necessaria attenzione agli aspetti clinici, diagnostici e farmacologici, è posto soprattutto sul gruppo degli abitanti nella comunità. Importante è come gli ospiti tengono la propria camera perchè rappresenta il loro interno. Il primo obiettivo è la cura di se e del proprio spazio. Senza intromettersi troppo nel loro spazio. Vivere e pensare insieme crea un clima che stimola le capacità e le risorse di ciascun utente, favorisce la rielaborazione individuale e collettiva della propria storia, la capacità di gestire il proprio disagio e lo sviluppo di dinamiche di cambiamento che aiutano a vivere relazioni più adeguate con gli altri, con la famiglia e nella società. D: Chi sono gli operatori San Gregorio? VC: Ci sono un responsabile , 4 educatori, 3 psicologi, 1 medico, 1 infermiere e un arteterapeuta


Edificio B: Cassinetta San Gregorio: Ospita la comunitĂ psichiatrica San Gregorio, di media protezione . Gli operatori lavorano nella struttura dalle 08.00 alle 21.00. I pazienti sono affetti da malattia mentale, possono accedere al cortile e al parco, e possono lasciare le strutture quando vogliono. M2 operatori

ospiti

p o s t i letto

accesso

902 m2 : 380 pint + 272 pt + 250 pI Coordinatore-PsichiatraDirettore Sanitario-Educatore Professionale-Tecnico della Riabilitazione-Infermiere Professionale Ausiliario -addetto alle pulizie e guardaroba-Referente-Logistico Volontari 12 pesone con disturbo mentale prevalentemente psicosi di sesso machile e femminile. Restano per un periodo di max 3 anni, soggiornano al CeAS come inquilini, ma svolgono altre attivitĂ al di fuori.

orario

24 h con libertĂ d i uscire

8.00 21.00

12 : 1 doppia pt + 1 quadrupla + 1 da 3 + 1 doppia + 1 singola

controllato

attrezzature

+

spazi

-laboratorio ceramica -cortile -giardino

di

-aula computer Pint -area caladaia( problema tecnico -piaccionaia

CeAS: la struttura

b


Cristina Vasile

01 Aprile 2009 Intervista a Cristina Vasile, mediatrice culturale

“Il numero di figli per ogni famiglia rom è di 3-4 per le famiglie di vecchia generazione e 1-2 per le famiglie più giovani vissute in Italia; anche l’età in cui i rom si sposano varia se hanno vissuto l’infanzia in Italia o no, se hanno vissuto in Italia si sposano a 25-26 anni altrimenti a 16-18 anni, le romene a 24-25 invece. Un rito per loro è lavare e stendere i tappeti, nel progetto sarebbe bello ricavare una piccola area per la pulizia dei tappeti. Il termine Rom vuol dire dal sanscrito uomo libero ed è stato usato da loro per denominarsi, in un convegno nel 1971 dato che il termine zingaro era diventato dispregiativo. La maggior parte dei Rom proviene dall’area dei Balcani e l’influenza è da romeni dal ‘700. Nel progetto sarebbe importante creare spazi di relazione anche per gli adolescenti dai 16-21 anni che non fanno parte di nessun programma e sono un po’ abbandonati a loro stessi, però amano molto la tecnologia e un internet point come luogo d’incontro può fungere sia da spazio per la socializzazione sia spazio per l’apprendimento. Lo spazio esterno progettato a verde dovrebbe avere forma circolare, infatti il cerchio per le popolazioni del medio oriente (che rappresenta la maggior parte degli immigrati in Italia) è la figura perfetta dell’armonia, della pace e quindi per gli spazi comuni andrebbe bene. Altri arredi a loro cari sono le panche, apribili e salva spazio, la possibilità di stendere i propri tappeti e mangiare per terra con i cuscini per sedersi e tavolini bassi, antenne paraboliche per prendere la tv del loro paese. Nell’osteria/ristorante possilità di organizzare feste a tema con cibo e musica e infine che ci sia un piccolo luogo di preghiera (l’oasi del silenzio a metà tra la tenda e la casa, neve shalom villaggio che c’è in Israele Latrun, creato da un frate, no commistione, ognuno prega la sua religione), altri luoghi di socializzazione adolescenziale sono una sala musica bene isolata per ascoltare musica alta e per fare le prove se qualcuno suona uno strumento.”


c

M2 operatori

ospiti

orario 69 m2

1 mediatore culturale

i rom del villaggio solidale

p o s t i letto

-----------

accesso

libero agli uteti del cortile

attrezzature

s p a z i o +\--

--------------------

09.00-21.00

CeAS: la struttura

Edificio C: Ex cappella. Poi spazio per attivitĂ ricrative delle comunitĂ  del CeAS Attualmente adibita a cucina per i rom del villaggio solidale.


Don Massimo Mapelli

Benedetta Castelli

Claudia Polli

Linda Donini

Mariagrazia Guida

Don Virginio Colmegna

Intervista del 04/11/2008 a Linda Donini, Responsabile Organizzazione e Sviluppo Le due figure chiave per il CeAS sono Don Virginio Colmegna e Maria Grazie Guida, entrambi già impegnati prima nella Caritas Ambrosiana, e poi nella Fondazione Casa delle Carità “Angelo Abriani” di Milano, attiva sulle tematiche delle emergenze sociali e dell’immigrazione. Già dagli anni ottanta si era costituita un’associazione di assistenza per tossicodipendenti, sotto l’ala della Curia. In seguito si chiama il CeAS nella Cassinetta San Gregorio, nel Parco Lambro, accoglie tra le atre “Alisei” che ospita uomini adulti tossicodipendenti e “Linea Verde Droga”, in collaborazione con il SERT. Questa struttura di assistenza per persone con problemi di tossicodipendenza e psichiatrici continua ad esistere nella comunità ALISEI. Il CeAS di via Marotta fornisce servizio di II accoglienza, e cioè per persone che hanno già fatto un percorso e hanno raggiunto ormai una discreta autonomia. In accordo con il Comune di Milano, con i servizi sociali, è stato costituito un “VILLAGGIO SOLIDALE” con la Casa della Carità, per trovare alloggio ai Rom sfollati del campo di Capo Rizzuto,alloggiati temporaneamente presso l’auditorium della Casa della Carità. Alcuni di questi Rom Rumeni sono ora alloggiati in container nel terreno della Cassinetta San Gregorio. Il CeAS ha ora bisogno di nuovi spazi per dare a queste famiglie di Rom una sistemazione più appropriata, e per creare altri spazi di II accoglienza quindi decide di informarsi su un’altra cascina molto vicina a quella che occupa, che attualmente ospita le Guardie Ecologiche Volontarie, ma che non sembra essere molto sfruttata. L’idea che è poi la linea guida del villaggio di Lambrate, espressa da Don Colmegna, è quella di promuovere l’integrazione, con una situazione residenziale mista, in cui sia possibile pensare anche a un ostello/pensionato per studenti, o a un “bed and breakfast”, favorendo comunque il carattere di cortile come punto di incontro. Già dal CeAS è inoltre molto sentita l’importanza di includere la risorsa del Parco Lambro, e di tutte le attività che lo costellano, come la squadra di calcio femminile del Milan, o il centro sportivo Shuster, sempre in vista di una buona integrazione e inclusione dei diversi gruppi di utenti. -Nel primo piano del Ceas attualmente si trova una struttura di accoglienza residenziale leggera, ma dovrebbe essere convertita nel prossimo futuro in uno spazio di accoglienza per donne maltrattate. Linea Verde Droga è un servizio di ascolto telefonico gratuito che offre consulenza, informazione ed orientamento a tutti coloro che vivono in prima persona un problema di dipendenza o che si trovano a dover aiutare chi sperimenta questa condizione di disagio. Il servizio è in rete con i servizi sociosanitari del territorio e favorisce l’avvio di percorsi di cura e riabilitazione.


Edificio D: Ex stalla: Ospita gli uffici veri e propri del CeAS, la parte amministrativa, la logistica e gli uffici delle attività del centro. Qui c’è linea verde droga, ufficio sportivo ( e affitto per il campo da calcetto ).Al piano terra c’è la sala conferenze anche sala delle assemblee e la lavanderia per i rom. M2

operatori

872 m2 : Pt 490 m2 + PI 382 m2

orario

Operatori del CeAS: sono educatori, psichiatri, sociologi, antropologi e 9-00:21.00 volontari che partecipano alla vita dei vari progetti del centro.

ospiti

8.00 21.00 2 ospiti del progetto di residenza leggera per donne maltrattate

posti letto

accesso

18

aperto al pubblico

attrezzature

+

spazi

-laboratorio ceramica -cortile -giardino

di

-aula computer Pint -area caladaia( problema tecnico -piaccionaia

CeAS: la struttura

d


Progetto Rom e villaggio solidale Dopo i recenti sgomberi forzati di alcuni campi nomadi non autorizzati, il Ceas ha seguito fin dall’inizio la situazione dell’insediamento, accompagnando alcune persone che vi risiedevano in percorsi di affermazione dei propri diritti e di inserimento lavorativo, scolastico e sociale. Obiettivo principale Il Progetto è nato in seguito all’emergenza ROM avutasi nella città di Milano nell’anno 2005. E’ nato grazie ai finanziamenti del Comune di Milano in gestione alla Casa della Carità. Il progetto operativo a Milano, all’interno del Parco Lambro prevede siti (casette mobili) di accoglienza. Parallelamente a questa prima fase è sorto un gruppo di Associazioni, guidate dalla Casa della carità, e comprendente il Ceas che si sta adoperando per la costruzione e la futura gestione di un villaggio della solidarietà in area/e milanese/i. Destinatari 60 Rom tra singoli e famiglie.

Donatella de Vito

Intervista a Donatella De Vito Dopo lo sgombero del campo nomadi di via Capo Rizzuto, attraverso il progetto Instradiamoci, le 120 persone del campo rimaste senza casa sono state portate alla Casa della Carità. Nel primo mese ci è occupati dell’emergenza, dopo si sono preparate delle soluzioni: 4/5 famiglie al CeAS, 8/9 famiglie alla Casa della Carità. La prima parte del lavoro ha riguardato i bisogni primari legali e l’istruzione dei bambini rom, con un programma di reinserimento nel doposcuola. Il modello di intervento è l’osservazione ed è creato sulla base della partecipazione. All’inizio si facevano 2 assemblee a settimana per decidere un progetto adeguato per ognuno. Nel settembre 2006 sono state costruite le prime casette al CeAS, 9 famiglie vivevano qui. L’equipe multidisciplinare che se n’è occupata è composta da: Don Massimo Mapelli, leader, una sociologa(Donatella), la mediatrice culturale e un antropologa. Il secondo anno si è incominciato anche un lavoro con le donne, ogni settimana c’è l’incontro con il gruppo donne, per parlare delle loro esigenze: marito, casa e figli; per speigare loro i servizi sociosanitari, anche perchè molte donne non parlano l’italiano e sono analfabete, perciò è svolto un corso di italiano da una volontaria romena. Le donne trovano più difficilmente lavoro degli uomini, per questo devono essere accompagnate nell’inserimento lavorativo con analisi del mercato del lavoro, spedizione di curriculum e primi colloqui. Con il progetto borsa lavoro si prendono accordi con il datore di lavoro e con 6-8 ore di lavoro al giorno si prendono 600 euro al mese. Sul fronte maschile invece si fanno corsi per manovali, magazzinieri e patenti professionalizzanti.


CeAS: il villaggio solidale


Se si riflette sulle localizzazioni dei campi nomadi, se fosse possibile averle presenti come una sequenza di istantanee, si potrebbero desumere con facilità i parametri adottati. Le localizzazioni riguardano spesso spazi aggregati o grandi infrastrutture viarie, incerte aree di conurbazione, confini tra campagna e periferia, in cui appare difficile anche solo pensare l’insediamento. Per gli zingari l’unica ricchezza era lo spazio, oggi però è sempre più difficile per i rom trovare aree in cui fermarsi e trattenersi. Dal momento in cui si comincia a parlare di “campi nomadi”, lo spazio dei rom si riduce swempre più. Il “campo nomadi” è un habitat estraneo alla storia dei rom, alla loro struttura sociale e familiare. E’ una invenzione del nostro tempo, un esempio paradigmatico di come lo spazio può diventare un elemento di violenza contro l’identità di un popolo. Il campo non è pensato come spazio abitativo dei rom, ma come spazio “comunale”, in cui i rom sono considerati solo ospiti e in quanto tali devono essere assoggettati a regole. Una strategia insediativa fondata sui campi nomadi è destinata non solo a fallire ma ad acuire i problemi sia tra i rom e le popolazioni locali, che nella vita interna della comunità. da “l’ Urbanistica del disprezzo”


CeAS: il villaggio solidale


RIPENSARE LA CITTA’ Una nuova gente urbana popola, insieme a noi, le nostre città, con le sue culture e i suoi problemi d’inserimento, con la richiesta di diritti e di cittadinanza. La presenza di nuove genti e nuove culture può essre un’ occasione per ripensare la città, i suoi modelli abitativi e le sue modalità di trasformazione. La città, anche urbanisticamente, può rendere interpretabili le differenze, assumerle invece che renderle indecifrabili. Se si mette in discussione il meccanismo della formazione dei ghetti come rappresentazione spaziale delle differenze e forma delle contraddizioni urbane, non ci sono soluzioni facili, ma si apre la strada di una cultura urbana più coraggiosa. da “l’ Urbanistica del disprezzo”


CeAS: il villaggio solidale


“Certamente è molto importante l’atteggiamento che scegliamo di fronte al problema. Se lo consideriamo solo un fastidio da cui liberarsi al più presto, non si riuscirà mai a risolvere niente. Se invece ci poniamo di fronte a loro con un atteggiamento, di interesse e di curiosità, se ci mettiamo nello stato d’animo di chi pensa che abbiano delle cose da insegnarci riguardo al rapporto con la natura, col tempo, con la proprietà, forse cambirebbe la prospettiva e i rapporti, non più nevrotici diventerebbero amichevoli e stimoleremmo una risposta più ricca e umana da parte loro.” Dacia Maraini


CeAS: il villaggio solidale


il cortile: come spazio di relazione tra gli abitanti

il villaggio solidale

s a l a assemblee

Residenza per donne Piano Primo: 300 mq 18 posti letto con bagni in comune Scala e ingresso indipendenti


Campo da calcetto: funziona come attrattore e per i momenti di socialitĂ cucina comune

Sala polivalente Piano interrato: 43 mq scala e ingresso indipendenti

CeAS: l’analisi

o


L’INTORNO Dato che il progetto deve contenere spazi pubblici aperti al quartiere, abbiamo svolto un analisi del territorio. Ne abbiamo analizzato le principali attività e i movimenti, per capire cosa potesse essere una risorsa per il progetto di inclusione sociale. Il Mulino san Gregorio si trova nel Parco Lambro in zona 3 appena fuori dalla cerchia ferroviaria a Lambrate, confinante con il quartiere Crescenzago a nord, il quartiere Feltre a sud e Milano 2 a est. E’ attraversato dalla tangenziale est, che lo divide in due parti. Abbiamo mappato le attività pricipali del parco in relazione anche alle strutture, notando che sono molto numerosi i campi da calcio e le attività sportive, mentre mancano le attrezzature per il tempo libero ( bbq, chiosco/bar, punto di riferimento per il quartiere). Abbiamo notato però una grande quantità di cascine quasi tutte sistemate e contenenti come il CeAS, associazioni del terzo settore. Il Parco Lambro anche se ormai è parco urbano presenta ancora numerosi tratti del suo passato agricolo, come le roggie che lo disegnano, la disposizione delle cascine e alcuni campi tuttora ad uso agricolo.


cascina gobba

Milano 2

Rottole

a vi

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Cimiano

CeAS

Parco Lambro

Feltre Â

Lambrate

Cimitero di Lambrate

l’intorno

an

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crescenzago


BANCHE BAR/RISTORANTE RESIDENZE FARMACIA

COOPERATIVE SCUOLA ATTIVITA’ RELIGIOSE UFFICI GIOCHI AGRICOLTURA INFORMAZIONE ATTIVITA’ COMMERCIALI


MM CASCINA GOBBA

Comunità Remar Italia Via Belluno, 33 Comunità alloggio per donne italiane e straniere con o senza bambini.

Orti Urbani

Ospedale San Raffaele Via Olgettina, 60

Nuovi Uffici RCS

MM CRESCENZAGO

i servizi

Vecchi Uffici RCS

Intesa San Paolo Uffici Distribuzione

75

Parrocchia San Gerolamo Emiliani via Pusiano, 52 Centro d’ascolto. Centro Padre Piamarta Centro diurno per disabili. Casa famiglia Centro Assistenza Minori Associazione S.O.S Giovani Via Pusiano, 30 Servizio di bed and breakfast protetto per adolescenti.

Scuola Materna pubblica Ipsia Settembrini

Trattoria del drago Centro Padre Piamarta: Istituto professionale

MM CIMIANO

CE.A.S.

Centro Ambrosiano di Solidarietà Via G. Marotta, 8

Accoglienza, assistenza e orientamento a persone con esperienze di disagio individuale, familiare e sociale.

Bar 3 rose

Gnoccheria

Pizza e...basta

Bar Lucia 75

925

Trattoria

Parrocchia di San Giovanni Crisostomo Via Leonardo Cambini, 10 Centro d’ascolto. Guardaroba.

€ €

Uffici Banca

Cariplo

ENASCO - CIPLA Via Sangro, 15 Patronato con servizio CAAF Centro assistenza finanziaria.

53

Scuola elementare statale e materna comunale Enrico Fermi Via Carnia, 32

Orsoline della Sacra Famiglia Via Monfalcone, 7 Pensionato per studentesse. 450 Euro al mese.

Parrocchia San Leone Magno via Carnia, 12 Centro d’ascolto. Casa d’accoglienza Farmacia per parenti di ammalati.

Tonic Palestra

Unicredit

Parrocchia Sant'Ignazio de Loyola

55 55

55

CURRENT

MM UDINE

NU PURE Asian Cusine

Bruschetteria

Banco Beer's Brescia Friend ESSELUNGA

Benzinaio

Chiosco

Banca Commerciale italiana

55

Farmacia

Scuola media statale Dino Buzzati Via Maniago, 30

Asilo nido e Scuola materna comunale Feltre Via Feltre 68/3

Ludoteca comunale Arcobaleno via Feltre, 68/1 Spazio giochi per bambini. Tessera annuale 53 Euro a famiglia.

Parrocchia Sant'Ignazio de Loyola

Scuola elementare statale Scuola materna comunale Elsa Morante Via Tommaso Pini, 3

53-54

MM LAMBRATE FS

Centro Universitario Fondazione Opere Sociali Cariplo Via Monneret de Villard Accoglienza a studenti universitari.

Cimitero di Lambrate

East End Birreria

55

75

Centro Giovanile Cardinal Schuster Via Feltre, 100 Centro sportivo per giovani.

Galbiati Il Garden a Milano vivavio

l’intorno:

Asilo nido comunale Via Pusiano, 22


* l’intorno


* l’intorno


* l’intorno


*


* l’intorno


L’intorno


IL PARCO LAMBRO

Data di costruzione: 1936 Superficie: 930.000 mq Accessi: via Passo Rolle, via Crescenzago, via Pusiano, via Orbetello, via Feltre, via Turchia, via Folli, via Casoria. Campi gioco: 2 Centri sportivi : 4 Sport alternativi : 1 skatepark Aree cani: 3 Carrabile : ha un percorso carrabile, con limite di 30 km/h Corsi d’acqua : fiume Lambro, e 2 rogge la roggia Isola e la roggia Molina Numero di alberi : 12.234 Principali specie arboree: il Parco Platanus x acerifolia, Tilia americana, Ulmus pumila, Quercus rubra, Robinia pseudoacacia


Parco Lambro : Elementi


“il Parco Lambro costituisce la chiara dimostrazione di come si possa trasformare un luogo di degrado e paura in una realtà di vita”. Don Virginio Colmegna e Don Antonio Mazzi


*


“il Parco Lambro è l’unico che mantiene la testimonianza di un passato agricolo”. Marco Galimberti, Gev zona 3


*


Il parco Lambro ha 2 campi da calcio suoi,le altre attrezzature sportive sono abbastanza distribuite ai margini del parco e servono da collegamento tra questo e i quertieri vicini, sono concentrate in 4 principali centri sportivi che servono il quartiere Feltre e il quartiere di Ciminiano. Sono principalmente campi da calcio, campi da tennis e campi da pallacanestro, nel centro in via Feltre c’è anche una piscina all’aperto. Il centro Schuster in particolare offre una maggior varietà di sport e corsi tra cui atletica, avviamento sportivo, calcio, ginnastica ritmica, pallacanestro, tennis. C’è anche la presenza di sport alternativi nata per volontà degli stessi “locals” del Parco Lambro: lo skate con il suo skatepark il “Lambrooklin”, molto amato e che funzione bene.

Gli edifici presenti nel parco Lambro sono un lascito del suo passato agricolo,esiste infatti un sistema di cascine che in passato regolavano il raccolto e la sua lavorazione attraverso i Mulini che utilizzavano le acque del Lambro e delle roggie da esso provenienti, per produrre energia meccanica . Maggior parte di esse è di proprietà del Comune di Milano. Le cascine oggi ospitano le attività più svaraite, per la maggior parte sono sede di Onlus e di attivitià sociali e hanno perso il loro carattere agricolo, l’unica di esse che si è mantenuta produttiva è la Cascina San Gregorio il vecchio.Il Molino Torrette ospita l’associazione Exodus, la Cassinetta San Gregorio è sede del CeAS, la Cascina Biblioteca ospita l’associazione il Fontanile, il Mulino San Gregorio è attualmente abitato in parte e in parte sede dei GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) della zona 3, mentre la Cascina San Pietro ospita un’ attività di commerci di piante e il locale East End. Gli altri edifici presenti nel parco Lambro sono quelli delle attività sportive, e di alcune scuole verso il quartiere Cimiano.


Parco Lambro : il Costruito


La mobilità all’interno del parco è sia pedonale che carrabile, e naturalmente ciclabile. La presenza delle macchine sembra ben tollerata, dai pedoni e da i numerossimi runners,c’è il divieto di superare i 30 km/h. La zona percorribilie in macchine serve in realtà come accesso alle numerose associazioni presenti nelle cascine e alla manutenzione del parco stesso. Il parco non è uno snodo viario, si entra e si esce in macchina quasi dallo stesso punto. Dal punto di vista viabilistioco e tipologico la caratteristica fondamentale del parco è che tagliato in due dalla tangeziale est che separa completamente la parte a ovest più legata al carattere urbano e sportivo dalla parte a est che contiene anche il cimitero di Lambrate.

La ricchezza di acque di Milano, cosa che tra l’altro gli ha dato il nome, è più evidentie qui nel parco Lambro , che ha mantenuto numerosi tratti del passato agricolo. Il Lambro (che significava chiaro,“fiume dalle acque pulite”), in passato molto inquinato, sembra dagli ultimi studi riacquistare caratteri adatti ad ospitare alcuni tipi di alghe sul fondo, cosa che lascia pensare ce possa ospitare anche altre specie vegetali e animali. Nel parco lambro vi sono due roggie principali : roggia Molina che corre quasi parallela alla tangenziale est e collega i due Mulini presenti nel parco, il Mulino Torrette e il Mulino San Gregorio e la roggia Isola. Inoltre ci sono numerosi fontanili impiegati per l’irrigazione dei campi,tra cui il fontanile nuovo che ha ispirato all’omonima associazione presente nella Cascina Biblioteca.


Parco Lambro : Connessioni


Nonostante le dimensioni relativamenti modeste il Parco Lambro, ospita una grande varietà di essenze diverse, per un totale di circa 12.234 alberi All’ interno del parco vi è la possibiltà di fare un percorso botanico, e di vedere: PLATANO - IPPOCASTANO - NOCE NERO - GINKGO BILOBA - PIOPPO CIPRESSINO - FAGGIO- PIOPPO NERO - ALBERO DEI TULIPANI - LIQUIDAMBAR - BAGOLARO - TIGLIO - QUERCIAROSSA .


Parco Lambro : Uso dei suoli


Le Attività : I quartieri si stanno trasformando da quartieri residenziali/ domrmitorio costruiti negli anni ‘50 in quartieri che ospitano le sedi di attività creative( numerose sedi giornalistiche, come Rcs, Current..) e attività terziarie ( come banche e società di consulenza ). Contemporaneamente si stanno sviluppano attività commerciali, e ricreative ( bar e ristoranti ) che però funzionano solo di giorno, la sera col cessare delle attività d’ufficio il quartiere si svuota Accanto ad alcune aree del Parco che sono rimaste coltivate , l’attività agricola sta ritornando sotto forma degli orti urbani in via Rizzoli, in via Rombon e in via Van Gogh, alcuni in affitto e alcuni abusivi. La popolazione : La popolazione dei quartieri Feltre e Crescenzago sta un po’ invecchiando, mentre i nuovi abitanti sono quasi tutti immigrati con una maggioranza di sud americani Contemporaneamente si stanno sviluppano attività commerciali, e ricreative ( bar e ristoranti ) che però funzionano solo di giorno, la sera col cessare delle attività d’ufficio il quartiere si svuota


Parco Lambro : AttivitĂ


correre / jogging

skiroll

passeggiare

giocare a scacchi

leggere

giocare a boccie

mangiare/bere

navigare in internet

dormire

chiaccherare

fare la doccia

fare compere

cucinare

giocare a carte

griglia/BBQ

portare a spasso il cane

ascoltare la musica

fare rafting

giocare a calcio

nuotare

giocare a tennis

ippoterapia

giocare a pallacanestro

abbeverarsi

fare skateboard

parcheggiare

andare in bicicletta

giocare

fare un pic-nic

coltivare

angolo dell’amore

studiare

pattinare

fare bricolage


Parco Lambro : AttivitĂ


corsa passeggio pattini bicicletta skate macchina autostrada


Parco Lambro :DensitĂ


Dall’analisi emerge che il Parco Lambro: - è molto vitale - non è degradato - è frequentato tutto l’anno - all’interno del parco coesistono differenti realtà ,quella sportiva ,quella sociale, quella agricola - contiene numerose associazono sociali - è una valvola di sfogo per tutte quelle attività che non trovano spazio nei parchi pubblici più centrali (feste, grigliate, biciclettate, rave controllati...etc.) -il controllo della polizia constante risulta moderato e non invadente

Rimangono dei problemi - la risorsa d’acqua del Lambro non è tutelata : c’è bisogno di risanare gli argini mentre l’acqua è già migliorata - manca un punto di ristoro e d’incontro da poter utilizzare anche nella stagione invernale - mancano microattrezzature per il tempo libero ( griglia e tavoli) - manca un punto di assistenza e noleggio di bicilette


Parco Lambro


Mulino Torrette:

Attualmente ospita Exodus, comunità di recupero per tossicodipendenti.

Cassinetta San Gregorio:

Sede del CeAS, centro ambrosiano di solidarietà, parte della Casa della Carità Proprietario : Comune di Milano

Mulino San Gregorio:

Sede dei Gev ( guardie ecologiche volontarie) della Zona 3. Un appartamento abitato in affitto presso il Comune di Milano Proprietario : Comune di Milano

Cascina San Gregorio il vecchio:

Unica Cascina ancora agricola, abitata da due famiglie di agricoltori che si occupano delle marcite presenti nel Parco Lambro. Proprietario : Comune di Milano

Cascina Biblioteca: Sede de

IL FONTANILE Cooperativa Sociale di Solidarietà a r.l. ONLUS.

Attività_ Centro Polivalente Integrato Centro Diurno Disabili Ferraris Residenza Cascina Biblioteca Comunità Alloggio Disabili “LA COMBRICCOLA” Centro Equestre Cascina Biblioteca Tempo Libero in Cascina Proprietario : Comune di Milano

Cascina San Pietro:

Una parte trasformata nel vivaio Galbiati e una altra parte nella birreria “East End”

Cascina Melghera:

Attualmente opsita il Centro Sorriso : un centro ricreativo per anziani e alcuni appartamenti.


Storia di Milano

Crescenzago

Mulino Torrette

Milano 2 Cassinetta San Gregorio

Mulino San Gregorio

Cascine Biblioteca

Cascina San Gregorio

Cascina Melghera

Feltre

Cascina San Prietro

Il sistema delle cascine

Nel 1934, con l’acquisto della cascina San Gregorio Vecchio, dei Mulini delle Torrette e dei relativi terreni da parte del Comune di Milano, nacque il Parco Lambro. Successivamente vennero acquistate cascina Biblioteca e Cassinetta San Gregorio.


La cascina è un insediamento agricolo caratteristico dell’Italia settentrionale, che fino all’inizio del XIX secolo ha rappresentato la principale attività economica del territorio lombardo.

Stella Agostini

All’interno della corte tutto è finalizzato alla massima efficienza, la disposizione dei fabbricati è governata soprattutto dalle stalle, che hanno la posizione migliore per permettere un abbondante e costante produzione di latte: la stalla delle bovine è posta sul lato nord o sud del quadrilatero, il suo orientamento, disposto sull’asse est-ovest è scelto in modo da procurare una ventilazione costante e di evitare il temperature troppo elevate all’interno.

Il complesso cascinale milanese più diffuso aveva come attività prevalenti l’allevamento e la coltivazione di cereali; esso era costituito da una serie di fabbricati disposti attorno ad una corte centrale quadrangolare e scoperta, adibita in gran parte ad aia, di norma era realizzata in leggera pendenza ed era collocata nel punto più soleggiato della corte, in maniera tale che l’ombra di nessun fabbricato si proiettasse mai su di essa. La sua funzione, infatti, era quella di consentire l’essiccazione dei cereali

Cesare Saibene

Stella Agostini

stalla stoccaggio

aia

stoccaggio

abitazioni


Cassinetta San Gregorio -residenza del padrone del podere San Gregorio -stalla e fienili -cappella del podere

Il sistema San Gregorio

Cascina San Gregorio: -residenza del fattore e dei braccianti -aia per la produzione “spicciola� e per la trebbiatura -depositi per lo stoccaggio della farina e dei cereali -stalla delle bovine per la produzione del latte

Mulino San Gregorio: -produzione di energia meccanica per frantumare i cereali e fare la farina. -spazio abitato dal mugnaio -depositi per lo stoccaggio della farina e dei cereali


Cascina Case Nuove Questa Cascina nel quartiere San Siro è stata travolta dall’espansione della città, il suo orientamento ne è la prova.


Il sistema San Gregorio


prima come Cascine

Nascono fuoti dalle mura cittadine, sono un esmepio di architettura rurale spontenea

Sono ormani state inglobate dall’espansionde della città e ne generano un punto di discontinuità

Sono luogo di produzione, tutto è finalizzato alla produzione

Sono erogatrici di servizi

Hanno carattere introverso, nella corte avviene lo stoccaggio e la lavorazione dei prodotti dei campi,a volte presentano postazioni di vedetta e sono fortificate

I prodotti sono destinati ai mercati cittadini e dalla cascine vengono venduti

Hanno carattere estroverso, sono spazio pubblico

I prodotti restano nella cascina, gli utenti dello spazio vengono apposta nelle cascine per usufruire di suoi servizi

Municipi


Mulino San Gregorio: semiabbandono

Cascina San Gregorio il Vecchio: ancora parzialmente produttiva

Il sistema San Gregorio

Cassinetta San Gregorio: Sede del Ceas


Le esperienze nel territorio milanese


Inoltre abbiamo visitato la Cooperativa La Cordata, che si occupa di accoglienza per diversi disagi, e opera col sistema del “mix abitativo e sociale” affiancando a situazioni di diagio situazioni di normalità. (..)Di seguito intervista a Silvia.

Le esperienze

Abbiamo visitato e parlato con gli operatori della Cascina Baraggia, un progetto di cohousing in una cascina recuperata a Sesto San Giovanni, abitata da quattro famiglie che accolgono un ospite ciascuno da sei mesi fino a due anni masimo di permanenza. La struttura della cascina è a corte, ogni famiglia ha un appartamento duplex e alcuni spazi in condivisione con gli abitanti del quartiere. (..)Di seguito intervista a Dora e ad Alfonso.


*La Cascina Baraggia • anno di avvio attività : 1989 • indirizzo : via Petrarca 146, 20099, Sesto San Giovanni, Milano • edificio : ex Cascina Baraggia, recuperata dopo che era stata lasciata al degrado e abitata abusivamente. • Associazioni ospitate: La Cooperativa “La Grande Casa” • Collaborazioni : Casa della Carità, CeAS • Composizione : persone in relazione tra loro, che fanno insieme, che condividono, che si sostengono per il bene comune,non sono semplicemente una “cooperativa dei servizi”. • Spazi : 4 appartementi duplex per 4 familiePT sale polivalenti, laboratori d’artigianato,uffici dell’associazione Oikios onlusPI uffici de La Cooperativa “ La grande Casa”. • Attività : co-housing sociale,Cooperative, affitto di locali per feste o manifestazioni, laboratori di tessitura, di ceramica, di computer. • Mission : costruire opportunità reali per chi è debole, non per farne un “soggetto assistito” su cui intervenire, ma soggetto protagonista di trasformazione positiva dei rapporti sociali • Tipo di accoglienza : II accoglienza gratuita • Atteggiamento verso l’accoglienza : creare accoglienza in ambienti estremamente curati e propositivi di atteggiamenti sereni. • Modalità dell’accoglienza : inserimento in uno dei 4 nuclei familiari che vivono nei 4 appartamenti e che mette a disposizine la “camera per gli ospiti”;l’ospite condivide tutto della vita familiare. • Per chi: persone single ,proposte dalla Casa della Carità • Rapporti con il quartiere : riconsegnare la cascina al quartiere, spazi ad uso del quartiere, come il cortile o le sale polivalenti.

*


Casi studio Le esperienze


4 appartamenti duplex

Associazione Oikos, la Grande Casa spazi comuni

Spazi in affitto al quartiere

centro amministrativo di accoglienza Laboratorio di ceramica e tessile per attività ricreative

casa 1

casa 2

Cooperativa “La Grande Casa”


*il cortile

casa 5 Centro accoglienza + spazi in affitto al quartiere

al casa 4

Le esperienze

cortile è aperto quartoiere

casa 3


Intervista a Dora Responsabile Oikos (Cascina Baraggia): “Prima era una cascina diroccata abitata abusivamente, la cooperativa la Grande Casa l’ha recuperata lasciando una parte di cascina per la sua sede amministrativa e per l’associazione Oikos e quattro appartamenti per famiglie con una stanza per l’ospitalità che è gratuita (si tratta di seconda accoglienza). Gli ospiti sono tutti adulti; si fanno dei programmi di accoglienza che vanno dai 6 mesi fino ad un anno. Ogni appartamento ha la propria autonomia, ci sono spazi comuni: una cucina più grande, una sala da pranzo in comune anche a disposizione del quartiere (feste di compleanno, carnevale,..)e il CORTILE, spazio di scambio, di integrazione e di aiuto, è uno spazio di confronto tra le famiglie che ci abitano. Ciò che è comune è pubblico, aperto al quartiere” Alcuni esempi sono: “La cascina Colombo si trova a Sesto San Giovanni in via Pisa 439, è una vecchia cascina ristrutturata e contiene un appartamento per una famiglia e quattro trilocali per single, in più ha sede la cooperativa Lavoriamo” “La cascina Gatti, casa in comodato, case di ringhiera della parrocchia, ristrutturata e suddivisa in due appartamenti e altri spazi per gli ospiti” “In tutti i casi c’è un’assemblea una volta al mese sulla vita con gli ospiti, la cosa bella di questa esperienza è il mutuo aiuto”


“Bisogna avere in mente una filosofia dell’abitare per fare un buon progetto, prediligere lo spazio proprio più che lo spazio di socializzazione. I luoghi dell’accoglienza sono luoghi di transizione che comunque devono avere la caratterista dello stare anche se sono luoghi di passaggio, cosa deve avere un luogo di questo tipo nel suo DNA? Deve facilitare la vita, quindi semplicità, deve essere veloce l’ambientarsi, facile l’utilizzo. Penetrabilità è una delle caratteristiche che deve avere la casa, qualcosa di comune e qualcosa di riservato. Della proprietà, loro non dispongono. Nell’accoglienza gli ospiti dispongono di qualcosa di proprio per un periodo, sanno che per un po’ è loro, quando raggiungeranno la fine della loro esperienza la passeranno a qualcun altro la loro casa e se avranno capito il senso della proprietà sapranno che proprio vuol dire ordinato e potranno facilitare l’ambientarsi alla nuova famiglia che andrà a viverci.” “Non si possono buttare via i se, condizionano gli aspetti progettuali di ricerca. Si ha bisogno dei momenti di intimità, non deve solo funzionare ma va contestualizzata” “L’oggetto della vostra tesi non va mai tradito, non recuperate gli aspetti di convenienza” “Non si può rinunciare alla casa”

Le esperienze

Intervista ad Alfonso Redaelli Responsabile laboratorio d’arte:


*La Cordata *


Le esperienze

cos’è: è un’”impresa sociale” che ha l’obiettivo di offrire accoglienza e integrazione a diversi soggetti: turisti, studenti, lavoratori, famiglie, stranieri, minori, madri sole con bambini, persone con disabilità. anno di avvio attività : 1989-2000 indirizzo : via via Zumbini 6, 20143 Milano edificio : “villaggio Barona”. Associazioni ospitate: La Cordata, Collaborazioni : Fondazione I Care, Università Bocconi, Università IULM La Grande Casa,Alma Rosè Composizione : diversi soggetti: turisti, studenti, lavoratori, famiglie, stranieri, minori, madri sole con bambini, persone con disabilità. Spazi : appartamenti per familie e per singoli,pensionato per studenti, residenza per donne maltrattate, pensionato sociale-integrato ,uffici de La Cordata, mediateca, spazi per associazioni, Risto-Pub, parco, cortile per manifestazioni. Mission : L’offerta de La Cordata si articola principalmente in due aree fortemente integrate tra loro: * un’offerta educativa rivolta a persone che manifestano bisogni di accompagnamento e sostegno per il raggiungimento di una propria autonomia; * un’offerta prevalentemente abitativa a prezzi contenuti, rivolta a persone che necessitano di un alloggio a Milano per un periodo breve o medio-lungo. Tipo di accoglienza : II accoglienza a prezzi contenuti Atteggiamento verso l’accoglienza : La creazione di “luoghi e spazi di vita”,luoghi di senso che esprimono un’offerta abitativa, relazionale e culturale: motori di coesione e inclusione sociale Modalità dell’accoglienza : diversi a seconda comune è il senso di mix sociale Per chi: --------------------------------------------------------------------Rapporti con il quartiere : totale apertura al quartiere in cerca di ulteriore sinergie, cortile e giardino disponibili gratuitamente al quartiere.


Veranda del Risto-pub in gestione ad altri e che rappresenta l’”affaccio sul quartiere”

Varie ti la filoso L co-abi

Blocco appartementi 1 Varie tipologie di appartamenti la filosofia del “mix sociale” de La Cordata, permette il co-abitare degli abitanti più diversi .

Usato dalle m quartiere qua protetto per far g bambini più

pensionato e studentato sociale, residenza per donne maltrattate uffici amministrativi de La Cordata spazi comuni all’aperto: giardino protetto e cortile risto-pub

spazio pubblico: hall-accoglienza, mediateca, spazio polivalente


Giardino mamme del ale luogo giocare i ù piccoli

Mediateca Spazio polivalente usato dalla Cordata per riunioni, momenti ricreativi o affittato ad altre associazioni per incontrarsi o per convegni

Cavea Usato per le rappresentazioni teatrali o affitatta da altre associazioni.

Area Polivalente Affittata ad associazioni per incontrarsi o per convegni

Le esperienze

Blocco appartementi 2 ipologie di appartamenti ofia del “mix sociale” de La Cordata, permette il itare degli abitanti più diversi .

*il cortile


Intervista a Silvia Bartellini Responsabile Cooperativa La Cordata

il 10/03/2009

“la Cordata nasce nell’89 da un gruppo di capi scout, agesci, è la progettazione di uno stabile in via Bungozzo, stabile rivolto a giovani. L’attività riguarda il tema dell’integrazione, guarda i bisogni dei giovani (con esperienze di vita diverse). Include un albergo e pensionato “TANDEM” integrato studentesco con 24 ragazzi e ragazze che dividono la cucina e il soggiorno, inizialmente solo maschile, con ragazzi stranieri e con disagio sociale. Bisogna sempre evitare la ghettizzazione e che possa diventare un luogo d’incontro, comunità disabili e tossicodipendenti. Accompagnare persone di diversi paesi con processi di integrazione. Nel 200 Gabriele Rabaiotti nel villaggio sociale la Barona, quartiere nato negli anni ’70’80 e abitato da famiglie malavitose, in un’area dismessa mal frequentata ha costruito la Fondazione Cassoni con la progettazione partecipata con finanziamenti privati. Il villaggio è costituito da 3 palazzine con 70-90 appartamenti in affitto, si accede agli appartamenti attraverso l’assistente sociale, non solo dal punto di vista economico, è un luogo di transizione con un affitto molto basso. Per l’accesso viene usato il criterio di mix sociale, le assegnazioni sono miste e più difficoltose ma ci sono più risorse per evitare che si concentrino solo i problemi. Nella piazzetta c’è una libreria gestita da persone del posto. Gli abitanti del villaggio sono misti, malati terminali di aids, mamme con figli sole, anziani disabili distribuiti per evitare la concentrazione. Il parco è fruibile a tutti, il progetto occupa quattro lotti, appartamenti, parco, cascine, edificio in cui siamo che è quello delle attività comuni con lo studentato e l’albergo. Dal 1999 al 2009 Bando privato per i giovani, realizzazione che avesse a che fare con loro. Pensionato: 120 posti letto, mezzo piano a 70 posti letto singoli e doppi, per persone che stanno per periodi temporanei, da 1-2 giorni a 5/6 mesi. Accanto al vitto alloggio ci sono spazi comuni: due cucine per piano, che erano inizialmente semplici tisanerie che si sono trasformate in cucine, veri e propri luoghi d’incontro.


Le esperienze

I prezzi dell’albergo sono 50€ per la singola e 70€ per la doppia. In questo edificio ma a piano terra e in una parte più verso il cortile ci sono gli spazi comuni: sala biblioteca ed anfiteatro, sono spazi cuscinetto per tra la comunità e il quartiere, sono spazi aperti a tutti e possono anche essere affittati (sala polivalente al piano interrato affittata ogni lunedì e anche altri giorni per attività e associazioni di diverso tipo, molto flessibile). Il giardino all’esterno ha la stessa funzione è progettato a verde e aperto a tutti, dato che è protetto ha attirato le mamme coi bambini del quartiere che lo utilizzano abitualmente, c’è uno scivolo, non ci sono animali, un’altalena e il verde è curato. Quando ci sono delle risorse bisogna coglierle. Un altro progetto che nascerà a giugno di quest’anno è GIOBOX, creatore di lavori giovanili, sono ospitate in spazi temporanei 8 giovani imprese creative alle quali è offerto accompagnamento, partecipazione economica fino all’indipendenza. La struttura comprende anche un ristorante “Sunrise” a gestione esterna, spazio Aurora pub ad uso bar. L’importante per il funzionamento di un progetto di livello sociale è il MIX abitativo che si crea, deve esserci una relazione dinamica con il resto del mondo. Spazi usufruibili, insieme al villaggio attività aggregative per far sì che altri vengano (es.lettura fiabe ai bambini, festival sulla letteratura marginale, spettacolo e altre attività culturali, siamo un po’ fuori ma al centro, la periferia può offrire delle risorse, la cultura può essere utilizzata come mezzo di unione). Per costruire LUOGHI ABITATIVI DI SENSO bisogna dar senso all’housing sociale, partire dalla necessità dal diritto dell’abitare e che i luoghi abitativi siano circondati da attività da svolgere per vivere bene. Sono processi che vanno guidati perché funzionino. Altro esempio di accoglienza sono due appartamenti in corso Lodi 10 che ospitano minori stranieri non accompagnati, è un’esperienza ragionata insieme al quartiere in cui è inserita, gli ospiti possono entrare in contatto con i cittadini del quartiere in un incontro alla pari. La solitudine se non è scelta è una condanna.” “Altro caso studio utile è la Casa alla Fontana condominio solidale, casa all’interno del quartiere Isola. Piccola casa di tre piani, al piano interrato ci sono i disabili, al secondo due famiglie e al terzo 8 studenti


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Casi Studio

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Guest House for an Antropologist Brentwood, California Air Architecture

Il progetto di François Perrin di Air Architecture è una casa per gli ospiti annessa all’abitazione di un professore esperto di Buddhismo a Brentwood in California. Il progetto è interessante per la soluzione tecnica: sfrutta infatti il “baloon frame” un metodo costruttivo molto diffuso negli USA. Questo progetto inparticolare risolve la deteriorabilità del legno con la protezione mediante un pannello di policarbonato che costituisce tra l’altro un intercapedine d’aria, vantaggiosa per l’isolamento. Interessanti sono anche i sobri interni che sfruttano ancora una volta l’ambiguità del legno come parete o come libreria/contenitori per i numerosi volumi dello studioso.

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Casi Studio


Arch Builds-in Wipkin Viaduct, Svizzera ETH Architekten

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L’elegante e curvilineo viadotto è ormai inglobato nella città, l’intervanto tenta di inserire nello spazio residuale dell’infrastruttura alcuni spazi del loisir come ristoranti, negozi, parrucchieri e alcuni residenziali, posti sotto gli archi. Le strutture sono pendate come prefabbricate in legno massiccio, le casse tentano di ristabile un ritmo alternante in antitesi col ritmo prevedibile degli archi.


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Student Stairwell Dwelling London, UK H2O Architects

Il progetto è un intervento che fa parte di una strategia abitativa a basso consto per studenti, è una architettura degli interni che può adattarsi a varie presistenze spaziali. La distribuzione avviene in maniera non convenzionale gli spazi per abitare si snodano in maniera verticale anzichè orizzontale lungo la scala. La scala si deforma e non solo collga i livelli ma diventa essa stessa parte dello spazio da abitare diventando un disimpegno verticale, connettendo e separando gli spazi tipici dell’abitare. Il progetto è pensato in pannelli di legno d’acero.

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Showroom Ramsen, Germania FNP Architkten

Densità : 162.5 viviendas/ha Superfici Vivienda iniziale: 36 m² Vivienda ampliata: 70 m² Committente : Chile Barrio Elemental House è un intervento di edilizia sociale voluto dal governo Chileno, che nell’ottica di Aravena, nasce già come un “progetto da completare nel tempo”, delegando all’utente finale successive fasi si personalizzazione mediante l’autocostruzione si alcune parti a secondo dell’esigenza e soprattutto della disponibilità economica. L’architetto fornisce una sorta di base/ piattaforma che contine l’indispensabile da cui partire per raddoppiare la casa.

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School Gym 704 Barbera de Valles,Barcelona, Spagna H Architetcs

Le premesse di questo intervento nella periferia di Barcellona sono di costruite una palestra per una scuola elemenrtare nel minor tempo possibile e durante il funzionamento della scuola elementare, il tutto senza “dare fastidio” alle attività della stessa. La ricerca di un sistema industrializzatol leggero ha portato a scegliere il legno come materiale base per la struttura interna e di tamponamento. La soluzione tecnica è stata per il pannello laminato LVL Kerto-type, unito al “baloon frame” dal punto di vista costruttivo. Il pannello è modulare è largo 1,20 mt per un massimo di 10 mt di lunghezza.

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School Gym 704 Barbera de Valles,Barcelona, Spagna H Architetcs

The programme of the building is defined by the Department of Education of the Generalitat de Catalunya in its “gymmultipurpose room� model for primary schools. The building is as narrow and long as possible, within the margins offered by the regulations, in order to fit the gym and the outdoor track inside the esplanade which holds the existing multi-track. Its location avoids any kind of topographical adjustment. Kerto laminated timber panel LVL used as interior enclosure assumes three functions: it steadies the structure, ensures fire protection to the arcades and behaves as thermal insulation.


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EdenBio Paris, Francia Eduard Francois Edenbio ‘è una costruzione di un intero blocco di alloggi parigino, progettata dall architetto francese Edouard François. Il progetto è composto da un centinaio di nuovi appartamenti e sociale atelier per gli artisti, alcune nuove comunità camere rinnovate e di un piccolo ristorante. il blocco è attraversata da vicoli stretti di un paio di metri di larghezza, che sono stati frutto giardini.L’edificio centrale è avvolto con il verde e pali in legno da giardino. lungo la sua lunghezza, la sua altezza è intensificato, al fine di meglio comprendere la pendenza topografia. questa funzione, come pure come il sistema di scale, senza parti comuni, ha portato alla costruzione molto complessa gestione.

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La facciata vegetale è piantato nel terreno. migliaia di wisterias sarà come salire su molti montati verticalmente pali. ogni due metri situato tra le scale e balconi, questo impalcature di legno pezzi saranno delicatamente colonizzata da piante. La pate densa del programma è situata in centro, lungo i vicoli originale dove maisonette e edifici con facciate vegetali faccia l’un l’altro. i materiali utilizzati sono quelli del quartiere dei poveri, fatta di prefabbricati rosso scandole, pilastri in legno, zinco, vasi da fiori, rame, gesso bianco e grossolani concreti.


Atelier Fleuriste Chieri, Italia Elastico Spa

Il progetto, che comprende la ristrutturazione integrale di una casa a cortina ottocentesca e la realizzazione di un nuovo edificio nel giardino interno, nasce dalla volontà di segnare in modo forte la presenza di un luogo non comune, all’interno di un contesto urbano disordinato e diviso tra permanenze della cittadina rurale e interventi di edilizia recente. Il programma funzionale prevede la realizzazione di spazi espositivi, commerciali, abitativi e informali pensati in modo flessibile e adattabile alle diverse esigenze della gaia committenza. Il sistema di raffrescamento della vetrata è realizzato mediante un velo d’acqua corrente che trasforma l’intero fronte dell’edificio in una vera e propria fontana monumentale: la strada diventa così piazza, spazio pubblico di riferimento per l’intero contesto urbano.

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Casa Sacerdotal Plasencia, Spagna Oficina Andres Jaques

POSIZIONE / 349.50m altitudine, latitudine 40 ° 1,45’4’’, longitudine 24,18 ° 2 ‘72’’[nel recinto murato, tra la cattedrale e il monastero-palazzo-stop]. Contesto / Ex Seminario Minore: SXV e XIX del palazzo, il giardino e bene, che occupa un intero isolato. LAVORO / riabilitazione edificio SXV [1628m2], la costruzione di riabilitazione sXIX [896m2], edificio SXXI [1169m2] parcheggio [362m2], giardino [794m2], terrazzati [413m2]. Totale 5262m2. POPOLAZIONE / sacerdoti [alcuni di loro ex-alunni del Seminario Junior] finora legata a diverse parrocchie della diocesi di Plasencia [spostamento massimo di 210 km.]. Parenti, compagni, gli assistenti, i visitatori.

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Casa Sacerdotal Plasencia, Spagna Oficina Andres Jaques

COMPOSIZIONE / 21 appartamenti singoli, doppi 6 appartamenti, 4 bagni comuni, 3 tecnici camere, 2 sale per l’imbarco, 2 camere per le cure mediche, cure particolari 2 camere, 1 soggiorno religiosa, 1 cappella, 1 oratorio, Tanatorio 1, 1 auto, 1 sala da pranzo, 1 cucina, 1 sala, 1 camera, 1 palestra, 1 biblioteca, 1 Gurugu, 1 lavanderia.

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House Bordeaux Bordeaux, Francia Anne Lacaton & Jean Philippe Vassal La casa è in una ex fabbrica di biscotti, che occupa tutta la 50x10 m trama. Il volume interno, quasi senza luce, non aveva alcuna vista di fuori. Parte del tetto è stato rimosso in modo da creare un intramurali giardino che permette di entrare la luce naturale della zona e di creare punti di vista. Nella zona centrale del tetto tegole sono sostituire da fogli in policarbonato trasparente, al fine di creare un giardino d’inverno che, a parte la sua agreeableness, fornisce la luce per le camere, e definisce la distribuzione della casa. Questo giardino è soprattutto il tetto ventilato, pannelli di apertura. La facciata vetrata che si affaccia sul giardino interno ed esterno creare trasparenza, da un capo all’altro del terreno. La casa è una sequenza di contrastanti, generosi spazi. Si entra dalla strada attraversando un enorme garage scuro, quindi una successione di spazi, sia a sinistra come prima oppure riattato.

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House Karema Karema, Francia Anne Lacaton & Jean Philippe Vassal posizione: Keremma, Francia anno: 2005 Tipo: alloggi status: costruito / réalisé dimensioni: 316 m2 Il terreno si trova dietro una duna di alcune decine di metri dal mare a nord. Non si vede il mare, ma uno è consapevole di questo in modo permanente a causa del suono, il vento, le nuvole. La casa è inserita in parallelo a quelli del nord ed est bordi del terreno, tra una striscia di bosco e di una compensazione. Si compone di tre edifici separati di cui su un arco di cerchio convesso fronte a nord, il maltempo, il vento; concavo fronte a sud, in tal modo una più intima crating, protetto e ben esposti spazio esterno. I tre volumi hanno la stessa dimensione, superficie, forma e altezza, ma differiscono nella loro interno, la natura della loro dotazione, il loro modo di essere chiusa. Quando sono aperti, le persiane scorrevoli chiusura collegare le facciate delle case insieme, la definizione di un diverso rapporto tra dentro e fuori.

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Latapie House Floirac, Francia Anne Lacaton & Jean Philippe Vassal

anno: 1993 Tipo: alloggi dimensioni: 185 m2 costo: 55 275 € netti (val. 1993) La casa poco costosa è il risultato di una commissione per la costruzione, su un basso budget, di una casa per una coppia con due bambini. Situato in una zona residenziale discontinuo, la casa si inserisce in strada profilo. Si tratta di un volume semplice su una base rettangolare che pone due piattaforme aperte. Su un telaio metallico, un mezzo, sulla strada laterale, è coperto con opaco lenzuola in fibra-cemento, e l’altra metà, sul lato giardino, con fogli in policarbonato trasparente, formando un conservatorio. Un volume di legno, fissata nel telaio dietro l’opaco lenzuola, definisce uno isolato e riscaldato d’inverno spazio apertura sul conservatorio e la strada sul lato esterno. Il conservatorio di fronte ad est e riceve la domenica mattina. Si tratta di una parte abitabile della casa, dotata di ampi pannelli di ventilazione per il comfort in estate. La natura mobile del facciate est e ovest consente di passare da casa sua la maggior parte chiusi al suo stato più aperto a seconda delle necessità e il desiderio di luce, la trasparenza, l’intimità, la protezione e la ventilazione. La parte abitabile della casa può variare a seconda delle stagioni, dal più piccolo (soggiorno e camere da letto) per la più grande area, integrando l’intero giardino in alta stagione estiva.

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Hudson River Valley Karema, Francia Teddy Cruz Il progetto di Cruz per il rilancio di questo quartiere lugo l’Hudson River a New York prevede un mix funzionale di attività che riattiverebbero l’”economia sociale” del quartiere fondnendo inseieme spazi pubblici e spazio privati. Cruz fa tesoro dei sui studi sugli “slums” messicani.

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Il club più cool di Berlino, questo intervento a metà tra l’installazione e l’architettura si colloca a pieno titolo tra quei “temporary urban spaces” che sono strategia e sperimentazione della città contemporanea. Il materiale utilizzato è un comune “flubox” di produzione industriale ( circa 100 euro l’uno) che in questo caso compone lo spazio “pubblico” del kubik .

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Kubik Berlino, Germania Modulor Beat


Rifugio di emmergenza creato in un container, con l’existenz minumu per una o massimo due persone. Il container che poco si addice ai climi caldi e che può raggiungere i 50 gradi all’interno e dotato du un tetto che lo mantieni in ombra e delimita lo spazio della casa.

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Casi Studio

Emerrgency Releif Australia Sean Godsel


Shaerbeek Social Housing Brussels, Belgio Mario Garzaniti Presentazione di un violento contrasto con l’edificio tradizionale a fianco, la facciata di questo blocco è costituito da alloggi di alterato acciaio. La sua superficie è composto di una serie di pannelli separati, ciascuno con differenti toni di ruggine, per creare un effetto patchwork. Con la sua estetica industriale da cantiere , la struttura intaglia da un’unica identità visiva.

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Elemental House, Iquique Iquique, Chile Alejandro Aravena

Densità : 162.5 viviendas/ha Superfici Vivienda iniziale: 36 m² Vivienda ampliata: 70 m² Committente : Chile Barrio Elemental House è un intervento di edilizia sociale voluto dal governo Chileno, che nell’ottica di Aravena, nasce già come un “progetto da completare nel tempo”, delegando all’utente finale successive fasi si personalizzazione mediante l’autocostruzione si alcune parti a secondo dell’esigenza e soprattutto della disponibilità economica. L’architetto fornisce una sorta di base/ piattaforma che contine l’indispensabile da cui partire per raddoppiare la casa.

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Casi Studio


Elemental House, Pudhauel Santiago, Chile Alejandro Aravena

Densità : 125 viviendas/ha Superfici Vivienda iniziale: 44.9 m² Vivienda ampliata: 70 m² Committente : Un Techo para Chile Elemental House è un intervento di edilizia sociale voluto dal governo Chileno, che nell’ottica di Aravena, nasce già come un “progetto da completare nel tempo”, delegando all’utente finale successive fasi si personalizzazione mediante l’autocostruzione si alcune parti a secondo dell’esigenza e soprattutto della disponibilità economica. L’architetto fornisce una sorta di base/ piattaforma che contine l’indispensabile da cui partire per raddoppiare la casa.

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Casi Studio


Sand Bag House DESIGN INDABA 08 Mark Dytham

Il lavoro presenta una nuova tipologia di casa monofamilare a basso costo ed altamente sostenibile. Nello specifico, il progetto prende spunto dalla tradizione edilizia locale, basata sull’impiego di materiali di riciclo quali pallet e cassette di plastica per creare l’involuvro di dieci alloggi da posizionare nella shantytown (baraccolpoli) di Cape Town.

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Casi Studio


Chesterfield House DESIGN INDABA 08 Heatherwick Studio UK

Il lavoro presenta una nuova tipologia di casa monofamilare a basso costo ed altamente sostenibile. Nello specifico, il progetto reinvanta la tecnologia del cemento gettato in sacchi pi첫 facilmente reperibili dei casseri e dai risultatri imprevedibili.

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Casi Studio


Sand Bag House DESIGN INDABA 08 David Adjane MMA Architects Il lavoro presenta una nuova tipologia di casa monofamilare a basso costo ed altamente sostenibile. Nello specifico, il progetto prende spunto dalla tradizione edilizia locale, basata sull’impiego di fango e argilla, e prevede la realizzazione di dieci alloggi da posizionare nella shantytown (baraccolpoli) di Cape Town.

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Casi Studio

A rendere innovativo il progetto, la scelta di assemblare sacchi riempiti di sabbia, allocandoli all’interno di una struttura di travi in legno e acciaio, in sostituzione alla classica fondazione in muratura di mattoni. Per questa ragione, i lavori di costruzione delle residenze richiederanno pochissima energia elettrica e, non necessitando di manodopera specializzata, saranno completati entro la fine del 2008 anche grazie al lavoro di volontari e donne della comunità locale. Ogni residenza comporterà un costo pari a 6,900 dollari.


20k House Texas,USA Rural Studio

Student Team. Mackenzie Stagg, Laurienne Uguen, Ryan Coleman

* Matt

Mueller,

Nel progetto 20K casa, la casa Roundwood esamina la fattibilità di utilizzare diradamenti forestali di provenienza locale come materiale da costruzione. Il pino loblolly diradamenti, spesso tagliato e lasciato a marcire nella foresta, sono stati acquisiti per cinquanta centesimi per ogni albero da Talladega National Forest. I quattro membri del team sono stati responsabili per tirare il taglio di diradamento dei boschi e scortecciatura a mano. All’inizio le decisioni di progettazione ha portato alla creazione di un truss, come i log ‘a forza di tensione e compressione. Proteggere i tronchi da muffa e insetti è stata anche una delle principali priorità. Concettualmente, i tronchi prevede,


Casi Studio

i tronchi forniscono la struttura della casa, mentre il legname dimensionale guscio, o cortina, copre e protegge la travatura. Una delle maggiori sfide del progetto è stato quello di utilizzare i registri mentre erano ancora verdi, il che significa che i tronchi sono stati sottoposti a riduzione e torsione nel corso del tempo. Regolabile jonts di circolare e barra filettata tubo di acciaio fornito una soluzione che ha permesso ai registri di torsione che essiccati e creato anche punti nodali da cui appendere la cortina esterna.


Incremental House Netaji Nagar Pilot Project Filipe Balestra and Sara URBANOVEAU

Göransson

Filipe e Sara sono stati invitati in India nel 2008 da Jockin Arputham Patel e Sheela da SPARC, India una delle più grandi ONG che si occupano di abitazioni e infrastrutture, per sviluppare una strategia per l’edilizia abitativa incrementale per centro città baraccopoli. Doveva essere in grado di essere applicate altrove ed essere abbastanza semplice da effettuare da parte della baraccopoli abitanti stessi.

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Casi Studio


Incremental House Netaji Nagar Pilot Project Filipe Balestra and Sara URBANOVEAU

Göransson

Il progetto è in contrasto con precedenti aggiornamenti baraccopoli in tutto il mondo che hanno comportato la demolizione di interi quartieri seguita dalla costruzione di alloggi sociali, blocchi ripetitivi o delocalizzazione delle comunità ai luoghi lontano dalla loro fonte di reddito e gli amici.La proposta è il risultato di un intenso lavoro con la comunità in cui le idee vengono presentate e discusse utilizzando strumenti come casa modelli e disegni.

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Casi Studio

Oltre a concentrarsi sulle singole case, la strategia è un approccio olistico per migliorare il tutto. A tal fine occorre modificare le dimensioni dei cluster esistenti per consentire più spazio aperto e per molto stretti vicoli di essere ampliato per migliorare il flusso. Imparare dalle tipologie esistenti, casa tre prototipi sono stati sviluppati per le famiglie a scegliere. Un importante obiettivo è quello di fornire strutture che possono essere adattati alle esigenze dei singoli pur consentendo l’espansione futura. Durante il periodo di costruzione di persone sarà trasferita in alloggi temporanei. Dopo il completamento del progetto, i beneficiari riceveranno un certificato di occupazione dalla corporazione municipale.


ASA-TALLER CROQUIS, EDIFICIO JARDÍN HOSPEDERO Y NECTARÍFERO PARA MARIPOSAS CALI, Colombia Husos Il progetto è parte di un privato, il cui cliente è uno espansione microimpresa. E ‘anche il primo piano d’azione per contribuire alla conservazione ambientale nella città di Cali, che mira a promuovere una rete di giardinieri ecologicamente responsabile cittadini. L’edificio ospita spazi per l’alloggio, la produzione e le vendite sala visite e workshop per i disegni di progettazione un piccolo negozio nel centro di Cali. E ‘un giardino che attira le farfalle con le piante che li porto e li alimentano. Le farfalle sono in genere uno dei più efficaci bioindicatori della qualità e della biodiversità dell’ecosistema, e sono particolarmente importanti in questa regione che la più alta diversità delle farfalle del mondo.

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Casi Studio

Come una nuova icona del Workshop, il giardino di casa sarà parte l’identità dei prodotti in Cali suo arcipelago delle vendite in tutto il mondo, alla ricerca di globalizzazione che mette in evidenza la differenza che la specifica. Il EJHNMC è in gioco allo stesso tempo una nuova immagine del Workshop Croquis Cali e riscoprire un più urbana e tropicale.


Old market library Noh Bo, Tak, Thailand TYIN Tegnestue Costo Approx. 4.000 USD TYIN tegnestue è una organizzazione non-profit di lavoro umanitario attraverso l’architettura. TYIN è gestito da 5 studenti provenienti da NTNU i cui progetti sono finanziati da più di 60 società norvegesi, così come contributi privati.

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L’alto soffitto nella stanza principale ha introdotto la costruzione di un soppalco che crea una situazione più intima sia sotto e sopra. La biblioteca è divisa in due zone lungo la sua lunghezza, da un lato vi permette di passare attraverso la costruzione lungo il muro di libri, mentre l’altra è per la lettura e altre attività di calma.

Casi Studio

Oltre la sala principale è un piccolo spazio, lo studio. Un vecchio wc in un angolo come un letto per un piccolo albero, che si spera avrà buone fecondazione negli anni a venire. Nel cortile un pergolato è costruita in modo da proteggere contro la sfolgorante domenica. Gelsomino e piante rampicanti sono collocati in alcuni grandi vasi di ceramica.


Soer ker tie house villaggio per bambini/rifugiati Min Buri, Bangkok, Thailand TYIN Tegnestue Costo Approx. 10.000 USD La principale forza trainante dietro il progetto è stato quello di ricreare in qualche modo quello una situazione normale per questi bambini. Abbiamo voluto a tutti i bambini hanno il loro spazio privato, una casa e di vivere in un quartiere dove si poteva interagire e giocare. Queste sei unità letti sono la risposta.

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Casi Studio

A causa della loro apparenze degli edifici sono stati nominati Soe Ker Tie Hias dai lavoratori; The Butterfly Case. La tecnica utilizzata per tessere di bambÚ sul lato posteriore e facciate è lo stesso usato in case e artigianato locali.


Il Mulino San Gregorio


* Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Il Mulino San Gregorio


Mulino: -sede GEV -appartemento abitato

deposito macchine agricole

ex-deposito poi mensa della “Parchi e Giardini� deposito macchine agricole e fienile poi parcheggio per auto

animali da cortile


Maria Grazia Guida Presidente CeAS cortile 1

cortile 2

[..].e il CORTILE, spazio di scambio, di integrazione e di aiuto, è uno spazio di confronto tra le famiglie che ci abitano. Ciò che è comune è pubblico, aperto al quartiere”

Dora Responsabile Oikos alla Cascina Baraggia

cortile 3

Il Mulino San Gregorio

Mancano le occasioni di conoscenza, non bisogna creare un ghetto


RESIDENZA TEMPORANEA

• 8 appartamenti per famiglie senza tetto • ostello

SERVIZI E ASSISTENZA • accoglienza • ciclofficina+noleggio • GEV • orti urbani • ludoteca

SPAZI PUBBLICI

• mercato • cucina comune • area griglie • area giochi • campo da calcio • sala assembleee

AGENZIA PER LA CASA BOA ( rifugio d’emergenza )

18 posti letto + servizi in comune


Il Sistema San Gregorio


Il coinvolgimento è efficacie perchè mobilita risorse e attiva possibilità di appropriazione. Nel caso di popolazioni in situazione di esclusione consente una “ricostruzione della fiducia” a partire dall’elaborazione di un rapporto positivo con l’ambiente, “ricostruisce il legame sociale” e “rompe il processo di esclusione”.

INCLUSIONE SOCIALE attraverso il coinvolgimento APERTURA ANZICHè CHISURA

mettere a confronto culture ed esperienze differenti, facendo della diversità un motivo di ricchezza e di crescita. Spunti di nuova conoscenza, intesa come processo di ricerca di se anche attraverso l’altro. Disponenza all’osservazione, all’ascolto, all’emozione, alla lettura di particolari. Conoscere per riconoscere, ciò che del diverso può essere nostro e metabolizzarlo, rivisitarlo, metterlo in scena secondo ciò che più ci governa. Sperimentare la diversa appartenenza, la curiosità dell’altro e nell’altro. Sperimentare l’errore e persino il pregiudizio.

CONTAMINAZIONE

Il concetto di integrazione sociale è spesso basato sul postulato che la società ospite possiede: Integrarsi vuol dire acquisire i tratti che permettono di comportarsi adeguatamente nella società ospite. La nozione di MULTICULARISMO guida oggi la riflessione sull’inserimanto degli immigrati. L’idea che nella relazione tra nuovi venuti e vecchi residenti vi sia una qualità transazionale, un adattamento reciproco. L’elemento critico del passaggio al paradigma multiculturale è il “riconoscimento” della presenza immigrata, l’idea che le differenze debbano potersi esprimere, l’accento sull’immigrazione come risorsa che significa la valorizzazione degli immigrati, il loro coinvolgimento nelle situazioni che li riguardano, la valorizzazione della presenza immigrata come risorsa per la città. L’ipotesi multiculturale è anche una teoria della città, una interpretazione del suo ristrutturarsi con l’immigrazione, che produce nuove forme sociali e culturali. Il multiculturalismo è l’integrazione che viene colta tra le dinamiche culturali portate dall’immigrazione e le ristrutturazioni in corso, dal punto di vista culturale nelle società di arrivo.

”INTEGRAZIONE”

SUPERAMENTO DELLE BARRIERE GENERAZIONALE


SVILUPPO DELLE RETI SOCIALI

“equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie” (Rapporto Brundtland del 1987).

E’

lo

cambio

tra

gruppi

culturali

SOSTENIBILITA’

differenti

all’interno di una società o di un gruppo. L’interculturalismo, in una sua attestazione popolare, è quella disponibilità ad ammettere una cultura diversa, a partire da cui si renderebbe possibile instaurare un dialogo per conoscere e comprendere l’altro, cercando di incoraggiare la socializzazione tra i cittadini di diversa provenienza.

AUTOSOSTENTAMENTO

Eliminare o ridurre le condizioni di minorità che influiscono sulla vita sociale garantire la qualità della vita, le pari opportunità, la non discriminazione pericolo dell’isolamento di chi a volte non è in grado neppure di esprimere le proprie esigenze primarie.

INCLUSIONE SOCIALE

INTERCULTURALISMO

Se il progetto è di re-inclusione, il ricorso alla nozione di abitante dice che il problema non è solo di risorse in senso economico: ma di “rafforzamento” delle popolazioni escluse. Appare così la centralità della nozione di empowerment come posta del coinvolgimento. il coinvolgimento è condizione per la reinclusione. Il coinvolgimento è condizione per la reinclusione.

EMPOWERMENT

Gli obiettivi

CREAZIONE DI SPAZI DI RELAZIONE


OCCASIONI

IMPLEMENTAZION

1. Manca un’organizzazione generale del parco (fino ad ora tutte le attività sono frutto dell’AUTO-ORGANIZZAZIONE, CHE VA FAVORITA) 2. Unico punto di RISTORO in un baracchino, mal segnalato, mal collegato e mal tenuto.

2. BAR/RISTORANTE come punto parco uno spazio comune di aggr

3. AREE VUOTE PRIVE DI ATTIVITA’ RILEVANTI: -marcita di fronte al Mulino -campo a nord del CeAS. 4. est-ovest del parco scollegati perchè attraversati dalla tangenziale est. 5. PERICOLI: _pericoloso la notte, poco illuminato, e mal frequantato. _non ben collegato bene all’interno per anziani. 6. LAMBRO: -controllare argini per alluvioni -inquinamento -risorsa acqua del Lambro non viene usata. 7. SPAZIO ai MARGINI poco frequentato, pericolosi e poco attrezzati. Parco Lambro collega due quatireri storici della città di Milano Crescanzago/Palmanova e Feltre (quartieti anni 50) la popolazione invecchia. 8. Riqualifacare NORMALITA’

il

parco

restituendo

una

dimensione

di

5. SOLUZIONI AI PERICOLI: _Illuminazione notturna nelle s _eco-autobus(a gas naturale) ch ogni 30 minuti. 6. RISANAMENTO DEL LAMBRO: -PULIRE e SISTEMARE gli argin utilizzati (jogging, bicicletta -purificare l’acqua, che possa es -potenziare l’EDUCAZIONE AMBI mantenere un posto per loro nel 7. Sistemazione dello SPAZIO segnaletica da implementare.

8. OSTELLO NEL MULINO SAN GREGO


INNOVAZIONI

di incontro per restituire al regazione

strade DI PASSAGGIO del parco he colleghi più punti del parco

ni in modo che possano essere a,..) ssere utilizzata come una risorsa IENTALE, coinvolgere i G.E.V. l MULINO ai MARGINI: pavimentazione e

ORIO

3. RIPROPOSIZIONE DELL’AGRICOLTURA : - area di 6 ha dedicata alla viticoltura - area di 1 ha dedicato all’orticoltura. 4. CAVALCAPARK_ uno skatepark sotto il cavalcavia della tangenziale est vicino al centro Shuster favorirebbe il passaggio tra la parte est e ovest del parco e creerebbe un altro luogo di aggregazione anche per gli adolescenti

6. SPORT AQUATICI (CANOA, RAFTING,..) utilizzare la risorsa dell’acqua del Lambro che caratterizza il parco stesso

7. Mettere in RETE i margini con pannelli interattivi con la sede centrale del parco: l’INFOPOINT.

Occasioni-Implementazioni-Innovazioni

NI


Il programma


*


*


*


*


Mulino San Gregorio: il progetto


L’intervento è un progetto di conservazione, cioè quell’attività operativa tesa alla conservazione integrale e integrata di tutte le testimonianze materiali presenti nel manufatto architettonico, ma non alla sua museificazione,in quanto, nel progetto di conservazione, si sottende il progetto di riuso, nel quale il nuovo coesiste e interagisce con il vecchio. Quindi lo sforzo in fase di progettazione è stato indirizzato ad ottenere una progettazione che garantisca la conservazione dello stato della cascina come è arrivata fino a noi , senza impoverire la fabbrica dei suoi significati, ma semmai arricchendola con nuovi manufatti e integrandola di tutti quei requisiti tecnologici (servizi, impianti, ecc) che garantiscono la sua ampia fruibilità. Rispondendo a uno degli obiettivi che è lo sostenibilità, abbiamo cercato di recuperare le logiche costruttive, soprattutto l’elio orientamento, e la specificità del sito. Ad esepio la vicinanza con la roggia molina che alimentava le pale del Mulino. Il progetto ruota intorno alla configurazione di “cortili” o “aie” delimitati dai fabbricati del Mulino che si connotano di diverse funzioni e diventano spazio pubblico a tutti gli effetti. Il perimetro del Mulino infatti è aperto e ritorna a essere Parco Lambro. L’idea è di cogliere l’occasione per creare un modello abitativo e produttivo che si autosostenti sia economicamente che energeticamente. Nei terreni del Mulino abbiamo previsto di riattivare l’agricoltura e la frutticultura e l’allevamento degli animali nell’aia.

Mulino San Gregorio: il progetto

Il progetto cerca di rispondere alle richieste del CeAS secondo la filosofia dei Municipi e tentando di mettere in rete la Cascina col Parco Lambro e con il quartiere.


Bibliografia _Agostini S., Pizzingrilli P., Rausa P., Beni culturali Agricoltura e Territorio, Politecnica Maggioli editore, Milano 2009. _Ambrosini M.,Tosi A., a cura di, Vivere ai margini. Un’indagine sugli insediamenti rom e sinti in Lombardia, - Fondazione Ismu (Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità), Milano 2007. _Bonomi A. e Abruzzese A., La città infinita, Bruno Mondadori, La Triennale di Milano 2004. _Bonomi A., a cura di, la vita nuda, Triennale Electa, Milano 2008. _Brunello P., L’urbanistica del disprezzo. Società italiana e campi rom, Manifestolibri, Roma 1996. _ Cibic A. e Cibic&Partners,Lucia Tozzi, a cura di, Microrealities, A project about places and people, Skira, Milano 2006. _Corbellini G., Ex Libris, Parole chiave dell’architettura contemporanea, 22 PUBLISHING SRL, Milano 2007. _Cossi M., Ravazzini M., a cura di, introduzione di Don Virginio Colmegna, I Rom in una metropoli e noi, Jaca Book, Casa della Carità, Milano 2008. _Fondazione Ismu, Rapporto 2008, Gli immigrati in Lombardia, Fondazione Ismu iniziative e studi sulla multietnicità, Milano 2008. _Garofalo F., a cura di, L’Italia cerca casa, mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, Padiglione Italiano, Electa, Milano 2008. _Guallart V., Sociopolis, Project for a City of the Future, Actar, Barcellona 2003. _Haydn F., Temel R., Temporary urban spaces : concepts for the use of city spaces, Birkhauser, Basel 2006. _Iaac, 1st Advanced Architecture Contest, Self-Sufficient Housing, Actar, Barcellona 2006.


Riviste «La Nuova Città», Rivista fondata da Giovanni Michelucci, n. 11/2006 - la città delle baracche La Nuova Città n. 11-12/VIII, 2006. «I municipi dell’abitare», guida per gli utenti, Multiplicity. lab, Milano 2008. «Verb», architecture boogazine, Actar, Barcellona 2006.

Ringraziamenti

_Long K., Giovani architetti, La nascita di una scuola universale, Logos, Modena 2008. _Multiplicity.lab, a cura di, Milano. Cronache dell’abitare,Bruno Mondadori, Milano 2007. _Orlandi P., Cascine in Lombardia; testi di Franco Presicci, CELIP, Milano 1993. _Paba G. e Perrone C., Cittadinanza Attiva, Il coinvolgimento degli abitanti nella costruzione della città, Alinea editrice, Firenze 2002. _Piasere L., I rom d’Europa. Una storia moderna, Laterza, Bari, Roma. _Revelli M., Fuori luogo. Cronaca da un campo rom, Bollati Boringhieri Torino, 1999. _Rogora A., Architettura e bioclimatica, Sistemi Editoriali, Napoli 2003. _Ronchetta C., Palmucci L., a cura di, Cascine a Torino : la più bella prospettiva d’Europa per l’occhio di un coltivatore, EDIFIR, Firenze 1996. _Tosi A., Abitanti. Le nuove strategie dell’azione abitativa, Il Mulino, Bologna 1994. _Tosi A., Case quartieri abitanti politiche, Clup, Milano 2007. _Tosi A., a cura di, Le politiche locali per l’accoglienza e l’integrazione nel quadro dei programmi regionali per l’immigrazione /  - Milano : Fondazione Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità [Lombardia]   stampa 2004. _Vangelista, La cascina milanese, Vangelista, Milano 1988.


Ringraziamo Gennaro Postiglione, per la sua pazienza, per il tempo dedicato a questo progetto e per l’appoggio costante, Salvatore Porcaro, Maddalena Bregani e il Multiplicity.lab per averci seguito e indirizzato, Don Virginio Colmegna e Maria Grazia Guida per la fiducia che ci hanno dato, Linda Donini per la disponibilità e l’allegria, Claudia Polli per la pazienza dimostrata verso gli architetti, Vita Casavola, per averci accompagnato nella Comunità San Gregorio e per la sincerità, Donatella De Vito per non essere mai stanca del suo lavoro, Cristina Vasile per l’intesa immediata e per gli spunti interessantissimi, Giovanni Maggioni per il suo aiuto al CeAS con le carte tecniche, Diambra Mariani per le foto e per essere sempre un’amica speciale, Dora per averci accolto con affetto alla Baraggia, Alfonso Redaelli per averci parlato col cuore e per i suoi consigli preziosi, il Centro Sorriso che ci accolto con entusiasmo, Marco Galimberti per averci aperto più e più volte il Mulino San Gregorio, Anastasia per essersi confidata con noi, Silvia Bartellini per averci dedicato un pomeriggio a La Cordata, Ugo del Laboratorio di Modellistica per averci parlato delle cascine e per i preziosi consigli, Andrea Vecchi e tutti quelli della Bastard per averci ascoltato e per il progetto del Cavalcapark sotto la tangenziale est, Marco Bonomi per averci levato qualche peso. Buon lavoro ad Alessandra,Claudio, Michela e Rossano. Un grazie speciale, A Daniela e ad Aldo per il loro conforto e il loro amore. A Tiziana e Paolo per la loro pazienza e il loro sostegno. A nonna Alda per aver subito creduto in noi.

Abitare Solidale  

Tesi di Laurea di Andrea Pezzoli e Giulia Urciuoli. Progetto di recupero della Cascina Mulino San Gregorio nel Parco Lambro. Tesi di Lau...

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