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N. 4 - ottobre 2007 - Bollettino interno dell’Associazione Culturale Amici del Golfo - Salò

Progetti, proposte, idee di una comunita lacuale

Salò

Dall’alto della Corna Una passeggiata lunga otto anni Speciale passeggiata Idee & progetti

2007


LA FORZA DELLE IDEE Dopo la realizzazione della passeggiata delle Antiche Rive il nostro compito non si esaurisce, anzi trova nuovo slancio verso altri ambiziosi progetti.

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Carissimi Amici del Golfo, credo che l’apertura di questo notiziario debba essere giustamente dedicata a tutti voi. Ora che la nostra passeggiata è stata finalmente completata ed è possibile percorrere tutto il golfo, lungo la riva del lago, un doveroso riconoscimento va a tutti coloro che in questi anni hanno creduto, sostenuto e reso possibile questo fantastico sogno. Non è stato tutto facile, spesso le difficoltà e i momenti di sconforto sono apparsi insormontabili e lo scetticismo di tanti è sembrato prevalere sul buon esito dell’opera; ma tutto questo è ormai solo un ricordo del passato, ora è tempo di gioia e di meraviglie. Salò, questo luogo incantevole che la natura tanto benevolmente ci ha consegnato, potrà d’ora in poi vantarsi d’avere in una delle zone più belle del Garda, una delle passeggiate a lago più belle d’Italia. Il nostro compito però non si esaurisce qui; le proposte e le idee della nostra Associazione devono proseguire e cercare terreno fertile affinché possano germogliare e crescere nella coscienza cittadina. Come non pensare infatti, in un prossimo futuro, alla naturale prosecuzione della passeggiata verso Portese, da un lato e verso Barbarano e Gardone dall’altro. Come non immaginare una nuova e moderna porta di ingresso per la nostra città con la costruzione dell’avveniristico maxi autosilo dei Colli, funzionale alla vita della nostra Salò ed alla rivalutazione,in tema di turismo verde, dello splendido Parco naturale di San Bartolomeo. Come Amici del Golfo dobbiamo continuare ad essere una fucina di idee, un laboratorio di proposte e suggerimenti, di stimoli e fantasia. Con il nostro entusiasmo dobbiamo proporci come una parte vitale della città, perché solo pensando in grande contribuiremo a costruire una grande Salò. Il Presidente Aurelio Nastuzzo


Un belvedere su Salò e il suo territorio ci offre lo spunto per alcune considerazioni sul futuro della nostra città.

Dall’alto della Corna C

apita a volte, camminando lungo i sentieri del monte San Bartolomeo, di raggiungere la Corna. Da questo belvedere naturale di roccia si gode un ampio panorama sul Baldo e una vista superba su tutto il basso Garda e le colline moreniche che lo circondano. Ma cosa ancora più straordinaria, è possibile ammirare dall’alto di questa punta la nostra città, in tutta la sua peculiarità. L’assetto urbanistico, le strade, i flussi di traffico, le aree verdi, le coste del lago appaiono immediatamente in grande evidenza. Punto ideale per una sosta, il luogo invita a ragionare e a considerare l’evoluzione urbanistica di Salò. Ci si chiede ad esempio come mai, una città tanto importante nei secoli, capitale della Magnifica Patria, si sia lasciata schiacciare dai comuni limitrofi, dentro confini così limitati. Oltre il cimitero

infat ti inizia immediatamente il comune di San Felice, Puegnago stringe da vicino Cunettone e Villa e subito sopra viale Brescia già comincia, con le sue colate di cemento, il comune di Roè. Verso est poi ci allunghiamo con la sottile striscia di Barbarano, ma sembra più Gardone che Salò. A una prima osservazione, appare subito positivo che la strada statale Gardesana, che scende dai Tormini, passi a monte, esterna all’abitato. Se negli anni ‘30, quando venne tracciata la strada non avessero adottato questa soluzione, oggi probabilmente vedremmo ancora passare l’intenso traffico della Gardesana all’interno del centro Segue a pag. 4


Dall’alto della Corna - Segue da pag. 3 della città come succede nei comuni di Gardone e Toscolano Maderno. Lo stesso non si può dire per il traffico veicolare che proviene da Desenzano e dalla Valtenesi che transita ancora pesantemente per via Rive e via Brunati, in attesa di soluzioni alternative. Al di là dei villaggi, creati con le lottizzazioni degli anni ’60, senza strade d’accesso adeguate e parcheggi e spazi verdi comuni, la cosa che appare dall’alto nella sua maggiore gravità, proprio perché ormai irrimediabile, è la destinazione data alla grande area ex Pedrazzi. Con una più lungimirante visione avrebbe potuto diventare il polmone verde della città, il nostro Central Park. Baricentrica come è nella sua collocazione tra il centro storico e le frazioni, avrebbe potuto essere piantumata e resa fruibile a tutti i cittadini, dai bambini agli anziani, come il vero grande parco-giardino della città. È stata invece completamente riempita di discutibili edifici e funzioni: bocciodromo, piscina, Casa di Riposo, campo sportivo, che avrebbero potuto trovare collocazioni diverse, e resta per il nostro paese un’occasione irrimediabilmente persa. D’altronde chi si sognerebbe oggi di costruire un campo sportivo nel centro della città? Dall’alto della Corna appare in tutta la sua devastante mostruosità l’imponente struttura del nuovo Liceo che si staglia sulla col-

lina, ormai in gran parte cementata. Come dicevamo, lo spazio a disposizione nel nostro Comune è sempre stato piuttosto limitato e le aree non edificate si stanno sempre più riducendo. Mentre edifici sempre più grandi e imponenti prendono forma e si favoleggia di altre mega strutture, bisognerebbe forse chiedersi a chi servono e perché vengono costruite, ma soprattutto se effettivamente sono funzionali al bene del paese. Prima di decidere il sacrificio di nuove aree verdi si dovrebbe valutare attentamente l’impatto che creano. Crediamo inoltre che sia giunto il momento di dire basta alla costruzione di effimere seconde case che non portano nessun reale beneficio alla nostra città. Salò per tradizione è sempre stato attento alla difesa e alla salvaguardia della sua terra e guardiamo con orrore comuni a noi vicini che hanno in questi anni irrimediabilmente distrutto il loro territorio, in una corsa edificatoria sfrenata e sgangherata. Non possiamo assecondare le pressioni di chi, unicamente per professione e per lucro, chiede solo di continuare a costruire, incurante della devastazione di spazi preziosi e vitali. Dall’alto della Corna continuiamo ad osservare con grande apprensione le pendici e gli ampi pianori del San Bartolomeo e pensiamo che sarebbe un vero delitto consentire al cemento d’invadere anche questi spazi per ora ancora non aggrediti.

Le vecchie foto di Salò sono riprodotte dalla s

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Uno sguardo indietro nel tempo

serie degli “Album di Salò novecento”, per gentile concessione di Pierangelo Del Mancino e del Comune di Salò.

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Una passeggiata lunga otto anni Ripercorrendo la breve, suppur lunga storia della nostra Associazione, non possiamo che essere orgogliosi della strada percorsa insieme, anno dopo anno, con tanti nuovi Amici che si sono impegnati per raggiungere i nostri ambiziosi obbiettivi.

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ravamo veramente 4 amici al bar, come dice la canzone di Gino Paoli, ma non pretendevamo di “cambiare il mondo” volevamo semplicemente denunciare lo stato di degrado e di incuria in cui si trovava un’ampia porzione di costa del nostro comune. Non potevamo rassegnarci all’idea che il golfo di Salò, uno dei luoghi più incantevoli del Garda, fosse lasciato, per buona parte, nel più completo abbandono. Di questo discutevamo, Enrico, Giovanni, Pierpaolo ed io, una sera di gennaio del 1999 al bar “Zelini” di Salò. In città si percepiva già un certo fermento per le elezioni amministrative di giugno e cominciavano a riunirsi i Comitati elettorali dei vari schieramenti. Noi avevamo elaborato una proposta con quattro punti principali: • Realizzazione di un percorso pedonale a lago dalla Canottieri al Mulino; • Progettazione di nuove spiagge e sistemazione delle esistenti; • Riqualificazione delle aree demaniali a lago; • Salvaguardia e tutela delle acque del golfo. Una proposta estremamente semplice ma efficace, diffusa in tutto il paese con centinaia di volantini, che venne accolta subito con in-

credibile entusiasmo. Nell’arco di un paio di mesi riuscimmo a raccogliere più di 2.500 firme (che conserviamo ancora gelosamente) in favore della nostra iniziativa. Qualcuno arrivò perfino ad ipotizzare che il nostro obiettivo fosse quello di candidarci alle imminenti amministrative, senza capire che proprio il fatto di avanzare una proposta trasversale agli schieramenti, senza fini politici personali, rappresentava la nostra vera forza. Nell’aprile del 1999, nel corso di un’affollata assemblea al centro sociale, dopo la proiezione di una serie di diapositive che raffrontavano lo stato di conservazione delle nostre rive con le coste dei principali comuni gardesani, decidemmo di dar vita all’Associazione degli “Amici del Golfo”. L’idea della nostra passeggiata era talmente trasversale che fu organizzato da noi, nel salone del Consiglio Comunale, l’incontro pubblico fra i cinque candidati che si presentavano alle elezioni. Una volta eletto Sindaco Giampiero Cipani e confermata la sua disponibilità a perseguire il nostro obiettivo, cominciammo subito a tracciare la cartografia del golfo, evidenziando i mappali demaniali su cui poter intervenire. Grazie alla cartografia aggiornata fu lanciato un concorso di idee fra tutti i professionisti operanti nella zona, dal quale scaturì una grande mostra promossa dall’allora Assessore alla cultura Pino Mongiello, con l’esposizione dei progetti di un’ipotetica passeggiata a lago. In seguito, tutti i progettisti partecipanti al concorso, dopo lunghe laboriose riunioni, riuscirono ad elaborare un progetto unitario che venne consegnato all’Amministrazione Comunale. L’architetto Anna Gatti e i geometri Angelo Del Miglio e Barbara Ghizzi dell’Ufficio Tecni-


La posa della prima pietra firmata da soci e simpatizzanti, all’inizio dei lavori del primo lotto della passeggiata.

co, coadiuvati dagli Ing. Mensi e Zubani e dal Geom. Enrico Corradi, dopo ulteriori elaborazioni ricavarono il progetto definitivo della passeggiata. Passato però l’entusiasmo iniziale, ci rendevamo conto, nonostante il consistente numero di associati raggiunto, che la difficoltà principale era mantenere viva e unita la nostra Associazione, in attesa di eventi tangibili e concreti. Ecco quindi la necessità di organizzare una serie di iniziative, puntigliosamente programmate nel corso dei tradizionali incontri del primo martedì del mese, in casa Pelizzari alla Sirena diventata, grazie alla sua generosa ospitalità, la sede ufficiale degli Amici del golfo. Le conferenze storiche e naturalistiche dell’”Obiettivo Golfo”, le operazioni “Spazzagraffiti” con la ripulitura delle facciate delle case, la scoperta dei vecchi sentieri del parco, le cene conviviali, il lancio di nuove idee, servirono egregiamente a rendere più coeso e visibile il gruppo. Ma finalmente nel marzo 2003 le cose cambiarono e si passò dalla fase teorica alla fase pratica, con la “Posa della prima pietra” per l’inizio dei lavori del primo lotto della Passeggiata, dal Mulino alla Vela e la successiva inaugurazione del 9 novembre dello stesso anno. La primavera del 2004 vide poi la realizzazione di un altro tratto importantissimo e strategico della Passeggiata, piazza Serenissima, Canottieri, Sirena che consentì di poter pensare concretamente alla realizzazione dell’ultimo lotto Sirena, Rio Brezzo, la Vela. Il terremoto che colpì Salò nel novembre 2004 costrinse l’Amministrazione e l’Ufficio Tecnico ad affrontare problemi ben più improcrastinabili e si arrivò solo nel 2006 a progettare l’ultimo tratto di passeggiata. Ma

ormai si tratta di storia recente. I lavori, cominciati nell’ottobre del 2006, grazie a condizioni meterelogiche eccezionali ed alle ottime maestranze, si sono conclusi nell’aprile 2007. La solenne inaugurazione del 5 maggio ha degnamente concluso otto anni di storia salodiana che hanno visto radicalmente cambiare l’assetto urbanistico di una parte importante della città affacciata sul lago. Mentre scrivo queste parole mi rendo conto che ci vorrebbe un romanzo per raccontare questi otto anni di sogni, delusioni e speranze. Storie di amici, di incontri, di piccoli e grandi gesti, ma lo spazio ridotto di queste pagine non lo consente. Niente però andrà dimenticato, i nomi delle centinaia e centinaia di associati che ci hanno accompagnato in questa esaltante esperienza resteranno ben riposti nella storia della nostra Associazione. A questo punto dobbiamo ricordare e rivolgere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno messo la loro opera a disposizione di questo grande progetto: i tecnici, l’Assessore ai Lavori Pubblici Bernardo Berardinelli, il Pre- sidente della Comunità Montana Bruno Faustini, ma il merito di questa fantastica passeggiata va per la maggior parte attribuito all’Amico del Golfo Gianpiero Cipani, sindaco di questa città, che più di ogni altro l’ha voluta e resa possibile. Grazie Giampiero a nome di tutti coloro che amano Salò e il suo lago..


Un traguardo raggiunto, un sogno realizzato che ci spinge a sognare ancora.

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Il taglio del nastro durante l’inaugurazione ufficiale della Passeggiata delle Antiche Rive. Da destra, Bernardo Berardinelli, Alfredo Mantica, Giampiero Cimani, Bruno Faustini e la nostra segretaria Daniela Silvestri.

Inaugurato il Lungolago delle Antiche Rive


speciale

passeggiata

Sabato 5 ottobre 2007

La Banda Cittadina di Salò e un folto pubblico partecipano all’inaugurazione.

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Il sindaco di Salò, Giampietro Cipani, porge il benvenuto alle autorità e alla cittadinanza.

Sopra, veduta aerea di un tratto della nuova passeggiata. Sopra a destra, il senatore Alfredo Mantica prende la parola durante l’inauguarazione. A destra, i salodiani assistono ai discorsi ufficiali delle autorità.

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speciale

passeggiata

Alcune note tecniche I

lavori di realizzazione del completamento della passeggiata a lago 2° e 3° lotto sono finalmente conclusi, con estrema soddisfazione sia dei promotori, “Amici del Golfo” e Amministrazione comunale, sia dei cittadini, che ormai numerosi percorrono l’opera forse più significativa e caratterizzante del profilo costiero del nostro comune. Grazie ad una stagione invernale tra le più miti, l’impresa appaltatrice dei F.lli Ziliani di Iseo ha lavorato con celerità e senza interruzioni, considerate anche le notevoli difficoltà tecnicooperative della realizzazione e l’alto numero dei soggetti privati che direttamente o indirettamente risultavano coinvolti lungo il suo tracciato. Credo comunque che anche quelli che ostinatamente, e per interessi privati, si sono pervicacemente opposti alla realizzazione della passeggiata (erano rimasti in due o tre) avranno nel tempo la possibilità di ricredersi, soprattutto per la semplice ragione che i loro immobili subiranno una rivalutazione commerciale grazie proprio alla nuova identificazione ambientale del percorso pedonale-ciclabile che costituirà una alternativa strategica alla viabilità ordinaria, utile a renderlo praticabile tutto l’anno sia dal salodiano che dal turista. L’opera di questo ultimo tratto, dal porto Sirena alla pizzeria ristorante La Vela, permette di unire la località San Rocco (cimitero del Vantini) con la porta est della città (piazza Carmine) e tutta la via Cure del Lino, con occhio rivolto ai comuni limitrofi di Gardone Riviera e di San Felice del Benaco. Mentre quest’ultimo comune si è già attivato, approvando un progetto parzialmente finanziato, che dalla località San Rocco prolunga la passeggiata sino al porto di Portese, la nuova sfida sarà rivolta verso il comune di Gardone Riviera, mediante la proposta di un nuovo tracciato che, dal fondo di via Cure (vicolo Bertazzi) snodandosi su un percorso mozzafiato, è previsto approderà alla spiaggetta delle Rive Grandi per un percoso di circa 800 metri completamente sull’acqua. Con questo ultimo tratto delle Antiche Rive tutti i cittadini ed i turisti avranno a disposizione un percorso pedonale a lago della lunghezza complessiva di 2.870 metri circa, che permetterà la visione a 360° dello stupendo golfo e dell’tentroterra collinare dell nostra cittadina. Per gli amanti dei numeri, inerenti quest’ultimo intervento, sono state realizzate piazze pavimentate in pietra Sant’Anna per una superficie di 1.250 mq, piazzette e vicoli di accesso in porfido pari a 200 mq.I due ponti in struttura metallica, il primo sul Rio Magri di luce pari a 17 metri (lungheza totale 29 m), ed il secondo sull’accesso del porto “Arcangeli” di luce pari a 18 metri (lunghezza totale 33 m), sono stati realizzati utilizzando profilati metallici per un peso di Kg 12.000 e Kg 18.000, complessivamente 30.000 Kg. La porzione rimanente su passerelle in acqua, per uno sviluppo di circa 100 metri ha comportato l’utilizzo di strutture metalliche per complessivi 43.000 Kg.Le pavimentazioni in legno sulla passeggiata “a terra” hanno richiesto 700 mq di doghe in larice, mentre quelle su acqua (molo rive, ponti e passerelle) 670 mq. Sono state create e ripristinate scogliere frangiflutto a protezione dei manufatti per circa 1.200 mc di massi ciclopici. Infine le spiagge recuperate, e sistemate con nuovo letto di ghiaia, all’uso pubblico ammontano a ben nuovi 1.000 metri quadrati. (Enrico Corradi)

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Piazzetta degli Amici del Golfo U

n piacevole momento, nel contesto dell’inaugurazione ufficiale della passeggiata a lago del Antiche Rive, è stato senza dubbio iquello della titolazione dello spazio antistante casa Rebusco. L’Amministrazione comunale di Salò ha voluto, infatti, chiamare questo luogo incantevole “Piazzetta degli Amici del Golfo”, per dedicarlo a tutti coloro, salodiani e no, che vogliono bene a questa parte del lago: un pensiero che ci ha fatto molto piacere e che premia la nostra costanza. Un pensiero che ci collega idealmente a tutti coloro che nel tempo impareranno a riconoscersi in questo tratto di costa salodiana. Un abbraccio ideale con la natura, pieno di nuove emozioni, che difficilmente lascia indifferente chiunque si trovi a percorrere il nostro golfo.

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passeggiata

Una sorpresa è

stato un vero piacere, venerdi 30 marzo, percorrere il lungolago dall’ospedale verso il cimitero e, raggiunta la spiaggia della Sirena, non essere costretti a tornare sulla via Rive ma poter finalmente costeggiare il lago su un percorso che si dimostrava, passo dopo passo, colmo di piacevoli sorprese. Come non entusiasmarsi, infatti, alla vista del Belvedere e della piazzetta Amici del Golfo o dei panorami che da questi posti si possono ammirare. E’ capitato più volte durante i lavori, (chi non l’ha mai fatto?) di spostare le transenne che delimitavano la zona cantiere per poter verificare a che punto era la posa di pali, marmi e legni; ma avere la possibilità di percorrere senza interruzioni tutta la passeggiata è stato sicuramente gratificante. Purtroppo ancora la prima sera, sul legno nuovo nuovo, il segno del passaggio di un cane e la relativa dimostrazione dell’inciviltà dell’accompagnatore, (non credo si tratti di cani randagi) facevano perdere punti alla piacevolezza delle sensazioni fino a quel momento evocate dal luogo. Vorrei quindi, con questo articolo, invitare i proprietari dei cani ad uscire “armati” di paletta, carta e sacchetto per la raccolta dei bisogni, ed esortare tutti coloro che assistono a tali episodi a gentilmente suggerire loro di non lasciare “ricordi” né sul nostro bel lungolago né altrove.

In alto a sinistra, il 30 marzo scorso Giampietro Cipani e Angelo del Miglio brindano sotto la pioggia per l’apertura ufficiosa della nuova passeggiata. A sinistra, anche un gruppo di “Amiche” brindano...

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Le Rive, com’erano...

Alcune vedute della costa delle Rive prima della realizzazione della nuova passeggiata.

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n salodiano generoso e innamorato del suo lago, camminando ammirato lungo la passeggiata delle Antiche Rive, ha pensato di donare alla città una scultura che esprimesse e interpretasse lo spirito e la tradizione di questo tratto di costa. Ecco nascere la “Donna del lago”, opera scaturita dalle mani dello scultore salodiano Angiolino Aime. Una donna che in compagnia della sua bambina scruta dalla riva l’orizzonte del lago, nella speranza forse di veder apparire la barca del marito. Volutamente non è stata pensata la realizzazione di una forma monumentale, ma è prevalsa l’idea di collocare questa figura muliebre sulla spiaggia lambita davlle onde.. Dopo aver realizzato il modello in creta, si sta procedendo ora alla fusione in bronzo la scultura, che dovrebbe essere collocata in loco nella primavera del 2008. Come Amici del Golfo stiamo pensando ad un concorso per un racconto breve che si ispiri, tra storia e leggenda, alla scultura.

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La donna del lago


speciale

passeggiata

Una passeggiata salutare P

untualmente, prima dell’estate del 2007, è stata completata e aperta al pubblico il tratto di passeggiata a lago che ancora restava da realizzare, quello dal porto Sirena al ristorante “La Vela”. Salò si presenta così ai suoi visitatori con una passeggiata lungolago tra le più belle, non solo del lago di Garda, lungo la quale si può godere il panorama del golfo nell’intera sua bellezza. Sui pregi paesaggistici è già stato scritto e non lo ripeterò; valuterò invece in questo breve spazio, i pregi sotto il profilo della salute. Una così bella passeggiata indurrà certamente molti, anche i più pigri, a percorrerla. Ha una lunghezza ideale; l’andata e ritorno dal Carmine al Cimitero sono sei km, la distanza consigliata dai medici da percorrere per non essere definiti “sedentari”. L’intera passeggiata lungolago è una palestra ideale: bella, adatta a tutti e …senza costi! Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato che la pratica quotidiana di una passeggiata di almeno 5 km ha benefiche azioni sul nostro organismo, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Sotto il profilo fisico sicuramente ne beneficiano l’apparato locomotore (muscoli, ossa, articolazioni) e l’apparato cardiorespiratorio; effetti favorevoli ci sono anche sotto il profilo metabolico, in particolare degli zuccheri e dei grassi. I diabetici che praticano attività fisica, riescono a mantenere più bassi i livelli di glicemia; l’esercizio fisico è l’unica misura finora conosciuta, in grado di elevare i livelli

di colesterolo “buono” nel sangue. Una passeggiata in piano, senza importanti dislivelli è raccomandabile anche a chi ha problemi di deambulazione o non è più giovane. Recenti ricerche hanno dimostrato che una passeggiata quotidiana nelle persone anziane riduce il rischio di ammalarsi di una qualche forma di demenza senile, anche del temuto morbo di Alzheimer. Il beneficio viene attribuito ad una maggiore ossigenazione del cervello ma anche alla attività fisica che, mantenendo “in buona salute” le arterie, preserva anche la mente. Dal punto di vista psicologico, tutti abbiamo provato che una bella passeggiata, specialmente quando si è stressati, ha un’azione benefica sul tono dell’umore. E’ ampiamente dimostrato che la sedentarietà nuoce alla salute mentre un sano movimento, come il camminare, specialmente se regolare e quotidianamente praticato migliora non solo lo stato di salute ma anche la qualità di vita. Una sana attività fisica è la prima misura dello stile di vita da adottare che viene consigliato dai medici per prevenire le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, il diabete, il soprappeso. Si potrebbe parafrasare “una passeggiata al giorno toglie il medico di torno”. Ricordiamoci però che l’elisir di lunga vita si conquista giorno dopo giorno; se per conquistarselo fosse sufficiente fare una bella camminata... i salodiani sono proprio fortunati! (Franco Pesciatini)

Una stellina ogni 500 metri

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di 2.870 metri la lunghezza della passeggiata a lago di Salò che, partendo dalla punta del Carmine, arriva fino ai cipressi del Cimitero. Per evidenziare meglio le misure del percorso, abbiamo pensato di dipingere sul bordo del lungolago una stellina azzurra ogni 500 metri. Considerato quindi come punto zero di riferimento il pilastro del cancello a lago di villa Amadei, armati di ruota metrica, abbiamo individuato e segnato tutti i punti inerenti le varie distanze. La stella dei primi 500 metri è collocata, sul lungolago Zanardelli, davanti al Baretto e quella dei 1.000 metri sul lungolago Falcone-Borsellino, tra la ex casa di riposo e l’ospedale. La stella dei 1.500 metri si trova sulla Passeggiata delle Antiche Rive, all’altezza dell’Hotel Splendid, quella dei 2.000 metri sul pontile di casa Cambi e quella dei 2.500 metri sulla Passeggiata dei Cipressi, davanti al chiosco Paradiso del Bellini. L’ultimo cipresso del Cimitero, verso Portese, chiude il percorso a lago con la misura di 2.870 metri. Le altre misure utili che abbiamo individuato sono: 910 m - Fine pontile del Tip Tap; 1.150 m - Ingresso Canottieri; 1.300 m - Ingresso Sirena; 1.420 m - Pontile piazzetta degli Amici del Golfo; 1.600 m - Ponte Rio Brezzo; 1.680 m - Punta Arcangeli; 1.705 m - Ponte della Darsena; 1.870 m - Piazzetta della Vela; 2.080 m - Chiosco Conca d’Oro; 2.280 m - Mulino fine dell’assito; 2.380 m - 1° cipresso; 2.700 m - Ingresso Lazzaretto; 2.800 m - Ingresso principale del Cimitero; 2.870 m - Ultimo cipresso. Pensiamo che sia interessante, durante le nostre passeggiate quotidiane, avere la percezione effettiva di quanto percorso.

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Autosilo dei Colli Una nuova uando, nell’estate del 2002, cominciammo a proporre l’ipotesi porta d’ingresso di un grande autosilo sulla via dei Colli, fummo presi, come sempre, per i soliti per Salò? inguaribili sognatori. In realtà l’idea sulla quale avevamo iniziato a ragionare, non ci sembrava é stata firmata poi così peregrina. La nostra città ha il grande vantaggio di vedere passare la statale 45 la convenzione bis, che collega Brescia alla Riviera, esterna e a monte del centro abitato, anche se molto tra Comune vicina allo stesso, meno di 100 metri in linea d’aria dal Palazzo comunale e con un dislivello e Provincia di circa 30 metri. Per anni si è ragionato a Salò di una possibile che prevede strada d’arrocco, che fosse capace di collegare la Gardesana con l’autosilo del Civico, senla stesura za riuscire mai a trovare una soluzione realizzabile, vuoi per i costi altissimi dell’opera, del piano vuoi per la difficoltà d’innesto sulla statale. Nel momento in cui, in linea con i tempi, si di fattibilità. prevede di pedonalizzare tutto il centro sto-

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rico, dalla porta dell’Orologio alla porta del Carmine, è necessario aumentare la facilità di entrata delle persone e l’accessibilità allo stesso. È per questo che abbiamo immaginato un grande autosilo, collocato a monte della via dei Colli, nel maggior rispetto possibile dell’ambiente che lo circonda, collegato al centro storico con un sistema meccanico di scale mobili o altro. Dall’autosilo in pochi minuti si potrebbe arrivare in piazza Sant’Antonio, alle spalle del Municipio e a pochi metri dell’attracco della Navigarda. Le migliaia di utenti che transitano lungo la

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la Gardesana potrebbero trovare, senza doversi immettere con le auto nella viabilità cittadina, un facile e stimolante parcheggio, a brevissima distanza dal centro storico. Una piazzetta panoramica sulla sommità dell’autosilo, dotata di servizi, agenzia turistica, bar, ristorante, potrebbe offrire uno splendido e accattivante balcone sul golfo e la città. In tema di turismo verde, il nostro autosilo, capace di ospitare anche pulman, potrebbe rappresentare il punto di partenza della rete di sentieri che percorre il grande Parco Naturale del San Bartolomeo, alle spalle di Salò. L’Amministrazione Provinciale e soprattutto l’Assessore ai Trasporti Valerio Prignacchi hanno creduto nella nostra proposta e hanno individuato la città di Salò come sede del Centro d’Interscambio nel sistema urbano sovraccomunale Garda bresciano, 27 comuni per 125 mila abitanti. Tanto è vero che dopo aver firmato un protocollo d’intesa tra Provincia e Comune, si darà il via alla fase di studio del progetto. È importantissimo perché sia usato dagli utenti, che la partenza e l’arrivo del sistema meccanico di trasporto sia vicino al centro (noi diciamo nel centro del centro), come insegna l’esperienza pluriennale di moltissime città che l’hanno adottato: Orvieto, Todi, Perugia, Arezzo, Belluno. Quello che sembrava solo un sogno avveniristico potrebbe in breve tempo trovare una realizzazione concreta, capace di dotare la nostra città di una struttura all’avanguardia nel panorama gardesano.


idee & progetti

A piedi anche verso Barbarano e Portese? A

abbiamo sempre più fame di parcheggi, ma anche di zone tranquille lontane dalle macchine, in completo contatto con la natura: questa é palesemente una contraddizione insita nel nostro modo di viveve d’oggi. Nonostante questa evidenza possiamo comunque tentare di dare una risposta alle istanze avvertite ormai diffusamente, sopratuttto in una zona turistica come la nostra caratterizzata da un elevato pregio ambientale e paesaggistico. Una timida risposta po-

trebbe essere la continuazione di un agevole percorso pedonale nelle due direzioni di uscita da Salò, vale a dire verso Barbarano e verso Portese. Non è la prima volta che se ne parla, ma ora i tempi potrebbero essere maturi per una seria riflessione in proposito. Intanto il Comune di San Felice si è mosso per approntare un progetto di marciapiede, dal nostro cimitero fini al porto di Portese, e attende contributi dalla regione. Speriamo che qualcosa si muova!

Sul sentiero dei Grosti

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i pregusta ormai, la meravigliosa passeggiata completata fino alle Tavine e gli Amici del Golfo pensano già ad arrivare al Porto di Portese. Questo comporta il superamento del confine comunale, di percorso agevole e altamente panoramico. giustamente direi, perché il Golfo contempla Se tutto andrà bene, questa importante ope- anche la sponda opposta. ra potrebbe già essere realizzata per la prossi- A questo punto ci fermiamo? ma estate. Non tutti sanno, forse perché poco agevole, che più in là si nasconde un vero “angolo di paradiso” che passando da Punta del Corno, giunge alla Baia del Vento. Gli scorci che si intravedono dall’attuale sentiero, non hanno nulla da invidiare al famoso sentiero delle Cinque Terre. Limpide insenature, rocce e “faraglioni” ci conducono all’improvvisa vista dell’Isola del Garda. Il Comune di San Felice sembra propenso con la collaborazione degli Alpini e degli Amici del Golfo, al suo ripristino, che non comporta, se non in alcuni tratti, molte difficoltà. Questo allungamento darebbe ulteriore pregio (anche se bisogno non ne ha) alla nostra passeggiata e poi ci darebbe la possibilità più avanti di proseguire per. (Angiolino Aime)

La sistemazione del piazzale del Mulino

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u incarico della Amministrazione Comunale di Salò, il nostro Enrico Corradi ha elaborato un’ipotesi di progetto per la sistemazione del piazzale del Mulino. Si tratta di un ulteriore importante tassello che si aggiungerà alla passeggiata salodiana e che consentirà di collegare, in modo funzionale, le Antiche Rive alla passeggiata dei Cipressi. Attualmente il fondo sconnesso del piazzale, polveroso o fangoso a seconda della stagione, rende poco invitante il transito di quanti percorrono a piedi la passegiata.. Le auto poi, non essendoci segnaletica orizzzontale, vengono parcheggiate alla rinfusa, con perdita di numerosi e preziosi posti auto. Una volta che il piazzale sarà pavimentato e illuminato sarà possibile parcheggiare le auto in modo ordinato, mentre la passeggiata, che si prevede correre lungo la spiaggia, consentirà di sommare all’ esistente, un altro tratto

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I vecchi sentieri di Salò A monte del centro abitato di Salò esiste un pezzo natura intatta, con una serie di percorsi che offrono viste mozzafiato. Si tratta di una meraviglia tutta da scoprire e da valorizzare.

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veramente un peccato che i numerosi turisti che frequentano la nostra città, non conoscano la rete di sentieri che consente di raggiungere la sommità del monte S.Bartolomeo. Gli stessi abitanti di Salò spesso ignorano che partendo, ad esempio, dalla piazza del Carmine, possono raggiungere in un’ora di cammino lungo lo splendido sentiero della Pineta, la punta della Corna e da qui godere un ampio e stupendo panorama sul golfo, su tutto il basso lago e le colline moreniche che lo circondano. Da alcuni anni gli Amici del Golfo stanno collaborando con la Comunità Montana e l’Amministrazione Comunale, nella persona dell’Assessore Alberto Colombo, per riaprire e ripristinare i vecchi sentieri che solcano il nostro monte. Salò, alle spalle della città, ha un parco naturale di pregevole bellezza, che si estende dal torrente della Madonna del Rio al torrente Barbarano e che comprende le frazioni di Renzano, S.Bartolomeo, Serniga e Bagnolo. Un tempo, quando i taglialegna, portavano a valle con i loro carri la legna da ardere, una fitta rete di strade e sentieri consentiva di percorrere l’intero territorio montano. Ora purtroppo di molte di tali strade si è smarrito il tracciato, molte sono invase dai rovi, altre ancora sono state sbarrate, nell’indifferenza generale, da cancelli e recinzioni private. Con il prezioso aiuto dell’amico Renato

Zambarda, appassionato cultore e memoria storica della tradizione del monte,stiamo cercando di ricostruire i principali percorsi, cercando anche l’antica toponomastica, per consentire a chiunque di avventurarsi alla scoperta di questo patrimonio di rara bellezza. Il nostro progetto prevede anche la realizzazione di una piccola strada pedemontana, una via a mezza costa, che consenta a tutti di passeggiare nel verde, senza grandi dislivelli, tra pini, olivi e querce vista lago e che partendo da Barbarano raggiunga Renzano e la Madonna del Rio.

Le belle passe I

l maggior numero di sentieri si diparte dalla strada che porta a Renzano, la caratteristica frazione sopra Salò, che si raggiunge da piazza Vittorio Emanuele II salendo la Scala Santa, monumento storico dei primi anni del 1900. I 145 gradini che la caratterizzano consentono di raggiungere in poco tempo la Gardesana, che percorsa a sinistra per un centinaio di metri, porta all’inizio della strada per Renzano. Dopo una breve salita lungo la strada asfaltata, si trova sulla destra una santella, da cui parte la strada che conduce alla località Buonchiodo. Lasciata sulla sinistra la cascina Stella, al bivio successivo un segnale indica l’inizio del sentiero che ripido si alza verso la sommità del monte e arriva in breve


idee & progetti tempo alla Corna. Piazza Vittorio Emanuele – Corna: 1 ora circa. Lo stesso luogo si può facilmente raggiungere partendo dalla località Bisiniga, che incontriamo poco più a monte, lungo la strada per Renzano. Lasciate le poche case del nucleo storico, si percorre la strada di recente costruzione che sale fino a una casetta, collocata su un ampio pianoro con vista lago. Lasciata la stessa a sinistra, inizia il sentiero che con agevole pendenza porta alla Corna. Unica difficoltà il passaggio su un fronte di frana, non ancora perfettamente sistemato. Tempo di percorrenza piazza Vittorio Emanuele – Corna: 1 ora circa. vSempre in un’ora si può raggiungere la Corna partendo da piazza Carmine, lungo il suggestivo sentiero della Pineta. Si percorre la via S.Bartolomeo e seguendo le indicazioni bianche e rosse del CAI si arriva ai piedi della Pineta dove, da una piazzola lungo il fiume, comincia il sentiero vero e proprio; Il luogo è raggiungibile anche in automobile percorrendo via del Seminario. Tutto il percorso è ombreggiato da pini e offre ampi sguardi panoramici sul Golfo. Prima di arrivare alla sommità il sentiero biforca: il 1° a sinistra è più impegnativo e sale passando sotto la Corna, il 2° a destra, con l’indicazione S.Bartolomeo, è più agevole e consente di portarsi in quota con minor fatica.

e vallette, il percorso è ben ombreggiato e non particolarmente impegnativo e si rivela un’ottima passeggiata anche nei periodi più caldi. Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 circa. Da questa strada, all’altezza della seconda posta di caccia che incontriamo, si stacca sulla destra, ripido e impegnativo, il sentiero che porta alla sommità del monte S.Bartolomeo. La stessa sommità del monte, l’Adré, si può raggiungere con un altro sentiero, segnalato in loco, che si stacca, sempre sulla destra, lungo la Strinada, qualche centinaio di metri dopo la biforcazione precedente. Superate le case di Renzano, la strada della Madonna del Rio, percorribile anche in automobile, porta ion breve tempo al suggestivo santuario. Attraversato il fiume sul ponticello di legno, si prende il sentiero alla destra della chiesetta che percorre il lato destro della valle della Madonna del Rio fino a Bagnolo, passando per le località Milord e Milordì. Imponenti i castagni che s’incontrano lungo il cammino. Tempo necessario 1 ora e 30 circa. Alle spalle della chiesetta di Bagnolo, gli alpini di Serniga hanno costruito un attrezzato e funzionale luogo di sosta. Nella prima parte del percorso il sentiero attraversa un’ampia frana che per qualche decina di metri rende difficoltoso il passaggio. Da Bagnolo si può raggiungere facilmente il passo della Stacca, passando sotto il porti-

ggiate del parco naturale Questo sentiero è l’inizio della Bassa Via del Garda, o sentiero Montagnoli che, partendo da Salò attraversa tutto il Parco Alto Garda Bresciano fino a Limone. Dalla Corna si può infatti raggiungere la frazione di S.Bartolomeo percorrendo il sentiero che, prima in piano sotto le rocce, poi in ripida ascesa, porta alla strada che corre sotto la chiesa del borgo. Ma ritorniamo alla strada di Renzano che, superate le case del centro storico, punta diritta verso la Madonna del Rio. Da questa si alza subito a destra la strada denominata “la Stradina”, che percorre il lato sinistro della valle della Madonna del Rio, fino al passo della Stacca. In un continuo susseguirsi di valli

co della chiesa e attraversando la proprietà Gnes, delimitata da cancelli apribili. Il passo. Oltre a offrire un bellissimo panorama del lago, è il punto d’incrocio dei quattro sentieri che provengono da Serniga, S.Bartolomeo, Renzano e Bagnolo. Da qui, prendendo il sentiero di destra, è possibile raggiungere la frazione di S. Bartolomeo con un facile e rapido percorso. Chi volesse compiere l’intero perimetro del Parco, il gran giro da torrente a torrente, può, una volta giunto a Bagnolo, scendere lungo la strada asfaltata, per qualche centinaia di metri; alla prima curva a gomito lascia la carrabile e imbocca, subito a sinistra, il sentiero che porta a Zizzola dove incontra il rudere

di una vecchia casa colonica, con ampia vista sul lago. Lasciata la casa alle spalle si scende lungo la strada a ciotoli che attraversata la strada asfaltata Serniga-S.Michele, prosegue fino al greto del fiume. Da lì in pochi minuti si arriva al centro di S.Michele, presso il ristorante Pierulì. S.Michele è il punto di partenza di numerosi sentieri che portano ai monti Spino e Pizzocolo. Da S.Michele si scende a destra lungo la strada asfaltata che porta a Gardone Riviera, si passa una santella sulla sinistra e, alla prima curva, si lascia l’asfalto per imboccare una scorciatoia che conduce ad una ripida strada sottostante. Al 1° bivio si tiene la strada di destra e superata la località con l’indicazione Banale, si imbocca il sentiero erboso che si incontra subito dopo, sulla destra. Dopo pochi metri, prima di un bel roccolo con vista lago, si scende a destra con un ripido sentiero, che dentro nella valle, arriva fino al fiume. Nelle vicinanze, al di là del ponticello, si trovano i ruderi di una vecchia fucina che meritano una visita. Prima del ponte si scende a sinistra lungo il fiume, ove una serie di passerelle consente di percorrere in modo suggestivo la valle, fino alle prime case di Barbarano. Come ultimo itinerario per salire sul nostro monte, non va dimenticata la strada della Grotta, la vecchia via S.Bartolomeo che partendo da piazza Carmine, tra ASL e Croce Rossa, arriva fino alla piazzola panoramica dell’ex seggiovia. Prima che la strada sbocchi ulla piazzola s’alza a sinistra il suggestivo e panoramico sentiero del Papa che in breve tempo conduce alle case di S.Bartolomeo. Speriamo che la descrizione di questi sentieri principali, pur nella sua semplicità, stimoli e invogli salodiani e turisti a percorrere questo nostro bellissimo parco e ad apprezzare le sue meraviglie, non seconde a quelle di altre rinomate località. Per quanto ci riguarda, continueremo come Amici del Golfo a riscoprire e rivalutare i vecchi sentieri del parco e a difendere questo nostro polmone verde dalle possibili aggressioni.

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Un filo d’oro per Salò N

el corso dei nostri incontri del primo martedì del mese, ragionando sulla bellezza storica di via Cure del lino, ci è capitato più di una volta di chiederci quanto importante fosse la lavorazione del refe per Salò e la sua Riviera. Nonostante abbia rappresentato per circa tre secoli, dal 1500 al 1700, la fonte di enormi proventi per alcune famiglie e di diffusa occupazione per moltissimi abitanti del nostro territorio, la documentazione esistente su questa attività del passato è tutt’altro che esaustiva e non è facile trovare un libro che ne parli in modo specifico e puntuale. Come non pensare quindi a una approfondita ricerca e a coinvolgere in questo progetto il nostro socio Tanino Bellucci, memoria storica del nostro territorio, già autore di due volumi sulla storia salodiana, affinché sviscerasse in modo appassionato l’argomento. L’impegno e lo spirito di Tanino hanno prodotto così un volume di facile lettura, che analizza ed esamina la materia e rende giustizia agli artefici di questa ormai dimenticata attività, di cui oggi non vi è più traccia, che tanto ha contribuito all’economia gardesana e alla ricchezza della nostra città. Da parte di tutti gli Amici del Golfo un sentito grazie a Tanino Bellucci per il suo generoso lavoro e per questo nuovo tassello di storia salodiana.

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na delle vie più lunghe e più antiche di Salò è senza dubbio Via Cure del Lino. Infatti essa costituiva un tratto della strada regia che da Brescia andava fino a Gargnano dopo essersi congiunta nell’attuale Piazza S. Carlo con l’altra strada regia che congiungeva Desenzano con Salò. In tempi assai meno antichi quel tratto venne chiamato semplicemente strada di Riviera come parte di quella che andava dal Carmine a Gardone per una lunghezza di 1826 metri. Più tardi, nel 1895 quando si parlava di sistemare la passeggiata verso Gardone, essa viene indicata come strada comunale delle cure. Nell’elenco delle strade comunali del 1925 viene precisato che essa, fra case e muro è larga da metri 3,5 a 4,5, lunga 640 metri e va “da Piazza del Carmine fino allo sbocco sulla provinciale”. Da quella strada

una volta si dipartivano cinque viottoli che scendevano al lago e consentivano l’accesso alle “Cure del Lino”. Le cure erano dei recinti in cui si trovavano le caldaie sulle quali si facevano bollire con liscivia di cenere le acce (dette anche azze), matasse di lino greggio che poi venivano ripetutamente bagnate nelle acque del lago e fatte asciugare sulla ghiaia della riviera fino a portarle ad un candore che da nessun’altra parte era eguagliabile. Il refe di lino così candido, morbido e lucente portò il nome di Salò in tutto il mondo allora conosciuto. I commercianti di Salò avevano a disposizione dei magazzini a Venezia prima ancora che essa estendesse il suo potere sulla terraferma, e da lì spedivano la merce perfino nelle Indie. Poi, dopo la scoperta dell’America, il mercato del refe salodiano si orientò anche ad occidente raggiungendo

Un panorama attuale della costa delle Cure del lino.

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L’idrometro, dono del nostro socio Piero Fiaccavento, collocato nel canale a lago presso la Canottieri.

dai porti di Genova e Livorno la Spagna e perfino l’America (Il Mondo Novo, scriveva Bongianni Grattarolo a fine ‘500 nel suo Historia della Riviera di Salò). Questa intensa e vastissima attività commerciale aveva necessità di materia prima ed i salodiani se la procuravano nel Cremasco e nel Cremonese, seguendo la ricerca della migliore qualità, prima ancora che nella pianura mantovana e bresciana, ingaggiando poi un nugolo di filatrici nel trentino, fino alla Val Rendena. Altre filatrici trentine scendevano stagionalmente a Salò dove passavano l’inverno; furono complessivamente fino a diecimila, affermava lo storico Ottavio Rossi all’inizio del ‘600. Con l’attività liniera Salò raggiunse il culmine del benessere dal sec. XV alla metà del sec. XVIII, periodo al quale risalgono le numerose costruzioni signorili e di pregio che ancora caratterizzano la nostra città rispetto a tutti gli altri centri della zona, e senza dubbio la sua fama contribuì a far trasferire qui la rappresentanza della Repubblica Veneta che dall’inizio del dominio veneto si trovava a Maderno. E la capitale della Magnifica Patria aggiunse benessere e splendore a questa città per la quale oggi si spendono le fatiche degli Amici del Golfo per farla ancora più bella e vivibile. A partire dalla seconda metà del ‘700, con l’avvento del cotone, si ebbe un progressivo rapido declino, favorito dall’innovazione tecnologica per cui la lavorazione del lino si ritrasse, pur ridimensionata, nei luoghi di produzione dove ancor oggi perdura. Da allora Salò ha accentuato il suo ruolo nei servizi della pubblica amministrazione e nel terziario, ma non dimentichi un passato del quale può andare orgogliosa e dal quale deriva la sua maturazione sociale e civile di oggi. (Tanino Belluccii)


idee & progetti

Oltre la scala: per l’identità di una città C

apita spesso di entrare in un locale pubblico, bar o ristorante, ma anche in un ufficio, pubblico o privato, e notare immagini del passato di quella città o di quel paese, ecco allora che ci ritornano alla mente cose di cui si era persa la memoria, o meglio, quell’immagine lontana fa riaffiorare ricordi che erano stati archiviati in qualche parte remota del nostro cervello. Possiamo dire che la memoria è ovunque con o senza nostalgia; la macchina d’epoca che ricorda i periodi giovanili, la targa sul portone di un antico palazzo, la vecchia scuola ora abbandonata che ricorda il trascorrere inesorabile del tempo. Ma quanti ricordi può sollecitare una strada, un percorso che da cent’anni è lì a guardarci e a farsi guardare? Ecco, forse questa è la differenza tra l’immagine impressa nella fotografia e quella materica, di pietra che ci guarda; anche noi la guardiamo ma il più delle volte non la vediamo perché è entrata a far parte del paesaggio, della quotidianità. Invece quell’immagine reale, vera, che dignitosamente svolge ancora oggi la sua funzione, quasi espressione sacrale di un’epoca, è li a trasmetterci contemporaneamente storia ed arte, a raccontarci della vita di una città, la nostra. Allora ci si domanda cosa ci sia oltre la Scala Santa, quel percorso di 125

gradini progettato dall’ing. Edoardo Gerosa nel lontano 1909 e realizzato nel 1911, che prevedeva la parte finale di accesso a via dei Colli con due rampe simmetriche, disegno pragmatico di scenografia urbana e allo stesso tempo incontro scenico tra spazio e gente, che richiama la Vittoria alata, tema ricorrente in quel periodo che precedette la grande guerra. Inutile sottolineare che “oltre la scala” c’è una parte della storia della nostra città, c’era la necessità di collegare il lago con il monte, il bisogno quotidiano fatto di pesca e di agricoltura, ma anche di spiritualità, la necessità di raggiungere il Santuario della Madonna del Rio, eretto più o meno nello stesso periodo, per consacrare l’apparizione della Madonna che, secondo la tradizione, avrebbe lasciato l’impronta del piede su una pietra bianca del Rio. E’ bello comunque sapere che ancora oggi la Scala Santa rappresenta un’opportunità di collegamento pedonale con una serie di altri percorsi che consentono, dal centro della città, di raggiungere stupendi punti panoramici del Golfo di Salò. Da quella semplice scala si può raggiungere Renzano e il Santuario della Madonna del Rio, ma anche San Bartolomeo, Serniga, la chiesetta di Bagnolo e, volendo, anche Gazzane e Trobiolo. Un’opportunità da non perdere ma da sfruttare come immagine turistica attraverso un’adeguata informazione, dove il visitatore di Salò può, oltre al Duomo e alle altre opere d’arte spesso dimenticate, ammirare l’incanto della caratteristica insenatura che la contraddistingue, a contatto con la natura lungo percorsi attrezzati e suggestivi. L’idea lontana di collegamento rapido tra lago e monte potrebbe diventare oggi un’opportunità per il turismo, una ricchezza da non perdere in un momento di crisi del settore, esattamente come lo fu allora, un secolo fa. (Giovanni Ciato)

Ditta Savio Domenico escavazione e commercio marmi Cava di botticino classico Località “Trinale” - Botticino Mattina Tel. e fax 030.3774508

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Avifauna del golfo di Salò

A

tutti noi, mentre passeggiamo sul nostro bellissimo lungolago, capita di notare gli uccelli che lo frequentano; li scorgiamo appollaiati su una barca attraccata o nel loro lento e vigile nuotare, sempre alla ricerca di qualcosa da mangiare. Fanno parte dell’immagine del golfo di Salò e completano la bellezza naturale delle sue acque. Pensiamo sia interessante per molti sapere qualcosa in più degli uccelli che vivono e popolano le coste del nostro golfo. Per secoli, fino alla fine degli anni 60, il golfo di Salò è sempre stato un importantissimo luogo di migrazione per l’avifauna, specialmente per quella acquatica e di palude. Molte specie di uccelli trovavano facile rifugio e abbondante alimentazione nei vasti canneti che ricoprivano le rive dal vecchio mulino fino a dopo Portese. Era facile scorgere tra i canneti martin pescatori, gallinelle d’acqua, porciglioni……., così come si potevano ammirare cormorani, aironi cenerini e gazzette tra gli alberi e le rocce dell’isola del Garda, mentre nelle acque del golfo di Salò svernavano gabbiani, germani reali, strolaghe, svassi maggiori e minori, folaghe, tuffetti, marzaiole, alzavole e fischioni turchi. Con l’inizio degli anni 70, la situazione è purtroppo cambiata a causa del notevole innalzamento delle acque del lago e della modifica sostanziale della tipo di costa, con

la conseguente e pressoché totale distruzione della fascia di canneti esistenti . Gli uccelli migratori non hanno più trovato nel golfo l’ habitat che consentisse loro di svernare o riprodursi, ed hanno così abbandonato per anni le nostre rive. Durante gli ultimi 15 anni, il lago di Garda ha cominciato nuovamente ad accogliere uccelli acquatici , molti dei quali hanno perso le caratteristiche migratorie, diventando praticamente uccelli stanziali. Si possono osservare germani reali, folaghe, svassi maggiori e minori, tuffetti, gabbiani, cormorani e bellissimi cigni reali. Germani e cigni riescono a nidificare sulle spiagge del lago , alcuni addirittura sulle barche e non è difficile scorgere, in alcuni periodi dell’anno, germani adulti seguiti da numerosi anatroccoli, serpeggiare tra le barche alla ricerca di cibo. A tal proposito vogliamo ricordare che il pane gettato in acqua è cibo dannoso per le anatre e cigni. Con un successivo articolo, daremo alcune semplici indicazioni che permettano ai lettori un facile riconoscimento delle specie di uccelli acquatici più comuni che popolano il nostro golfo. (Giampaolo Andreatta)

Alla ricerca del cedro perduto

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opo anni di oblio è stato finalmente ritrovato il cedro di Salò, di cui si erano ormai perse le tracce. Il merito va attribuito alla meticolosa e appassionata ricerca di un nostro salodiano, Tiziano Giacomini, titolare della omonima azienda agricola, che coltiva piante di agrumi. Il cedro di Salò, originario della nostra località, veniva coltivato in grande quantità nelle nostre limonaie perché aveva il vantaggio di possedere una buccia molto spessa ed estremamente aromatica, da cui si potevano ricavare essenze e liquori. Prova ne è la grande diffusione sul nostro territorio, in tempi passati, di numerose aziende specializzate nella distilleria e nella produzione di acque di cedro.

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Persa ormai l’importanza economica delle coltivazioni di agrumi nella nostra zona, anche il cedro di Salò venne dimenticato, nonostante sia tuttora citato in tutti i trattati internazionali che parlano di agrumi. Ci auguriamo che nell’arco di un paio di anni, messe a dimora le piante, sia possibile riproporre il nostro cedro come pianta ornamentale, oltre a poter apprezzare nuovamente i suoi gustosi frutti. Per saperne di più potete rivolgervi a all’Azienda Agricola “Giacomini Agrumi” di Salò, tel. e fax 0365.654440.


idee & progetti NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS

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uesto motto che appare sulla facciata del Palazzo Comunale di Salò (palazzo dei Provveditori di Venezia) sicuramente avrà suscitato la curiosità dei molti che l’hanno notato. Che significato ha al di là di quello letterario? Lo stesso motto appare anche sul cornicione del Palazzo Vendramin Calergi (attuale Casinò) sul Canal Grande a Venezia. È naturale chiedersi se esiste un collegamento. Anche a Verona c’è un palazzo con lo stesso motto. Il palazzo dei Provveditori a Salò fu iniziato nel 1400 e terminato nel 1500, sembra su disegno dell’architetto Sansovino. Fu anche rimaneggiato varie volte ma la parte riguardante la loggia è quella più autentica e la scritta è proprio lì sopra. Il Vedramin Calergi a Venezia è dei primi del 1600 su progetto dell’architetto Codussi (piccola curiosità: qui dimorò e morì Wagner il 13 febbraio 1883). Con la collaborazione della direzione del complesso museale Correr di piazza San Marco a Venezia, ho cercato un collegamen-

to tra i due palazzi e quindi un significato veneto al motto, ma, non è stato facile. Di sicuro si sa che i Templari lo usavano per significare che il loro operato veniva svolto non per interesse personale, ma per la maggior gloria di Dio (Domino), salmo 115. L’ordine dei cavalieri templari era stato costituito per la difesa dei territori conquistati durante le crociate che procurò loro ingenti ricchezze, tanto che si favoleggiò di un tesoro dei Templari che non fu mai trovato. L’ordine fu poi abolito nel 1312 da Papa Clemente V dopo aver subito molte persecuzioni. È molto difficile quindi attribuire un significato preciso al motto posto sul nostro palazzo municipale. A meno che il procuratore veneziano che lo fece apporre non avesse avuto o collegamenti di parentela con antiche famiglie templari, o semplicemente ammirazione per l’opera da loro svolta (o che non ne avesse trovato il tesoro?). (Giorgio Schiavon)

Gli Amici del Golfo al via della Bisagoga 2007, sul Lungolago di Salò.

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Un Amico del Golfo ci scrive... Alla cortese attenzione del Presidente Sig. Aurelio Nastuzzo. Sono Armando Mirandi, come altre persone in questi giorni ho percorso il nuovo collegamento della passeggiata a lago, vorrei con questa mia lettera fare alcune osservazioni; voglio innanzitutto segnalare che tutto è molto bello, il percorso, la scelta dei materiali, le soluzioni adottate nelle zone di attraversamento del Rio e del cantiere nautico. Voglio però anche segnalare alcune situazioni veramente deprecabili, che purtroppo restano negli occhi delle persone che hanno percorso questa passeggiata. Mi rivolgo a voi perché siete stati l’anima della realizzazione dell’opera, ritengo sia inutile rivolgersi alle persone preposte del Comune di Salò, primo perché non si riesce mai a sapere a chi bisogna rivolgersi e chi è il responsabile, secondo se davvero ci fosse un responsabile avrebbe già dovuto intervenire perché ne ha l’autorità, anche se ha dimostrato di non avere la competenza e neanche il buonsenso. Ci sono almeno tre situazioni che si possono trovare solo nelle “favelas” di alcune città. Mi riferisco all’angolo molto pittoresco, per usare un’eufemismo, di quella casa di fianco all’ex macello, ora sede di alcuni uffici. A piano terra e sulla terrazza c’è di tutto e di più, una visione degna dei peggiori scorci di Rione Sanità a Napoli. Un’altra zona è quella relativa al fabbricato dell’ex deposito della fabbrica del ghiaccio Pescarini, così quelli della mia età hanno sempre chiamato quel fabbricato. Ci sono in bella vista un’apertura di una finestra con pezzi di serramento di legno con vetri rotti e una tapparella bruciata, oltre ad una situazione generale in condizioni persino difficili da descrivere. Infine quel fabbricato dove in passato c’era un’officina dove venivano attrezzate auto fuoristrada. In bellavista ci sono pezzi di terreno incolto pieno di erba alta e materiali vari, una copertura con molte lastre di eternit rotte a pochi metri dal passaggio della gente. Su Bresciaoggi del 2 aprile 2007, a pagina otto, c’è una fotografia con relativo articolo di denuncia di un lettore per i lavori di smontaggio di lastre di eternit sul tetto al decimo piano dello stabile ex SIP, in zona Brescia due. L’ASL è intervenuta ed a seguito di verifiche ha garantito che le operazioni di rimozione sono corrette per addetti e residenti. La situazione a Salò sopraccitata è molto più grave e pericolosa essendo a pochi metri dalle teste dei passanti, spero non ci sia bisogno di una denuncia oppure di una lettera con fotografia al giornale perché chi di dovere debba intervenire. Il Comune di Salò dovrebbe obbligare i proprietari, e non ho voluto deliberatamente citarne alcuno, a migliorare l’aspetto esteriore dei fabbricati che si affacciano sulla passeggiata e ve lo dice una persona che negli ultimi anni ha ricevuto dal Comune inviti, anhe se a mio parere non era mai stato necessario, a tenere in buone condizioni il suo giardino che c’è alla fine del lungolago, perché secondo il funzionario del Comune la gente che passa deve avere una gradevole impressione della nostra città. Sono certo che avrete già visto le cose che ho evidenziato ed avrete già fatto le segnalazioni a chi di dovere, spero che non sia necessario che ogni cittadino scriva una lettera, magari ai giornali, perché le persone preposte ad intervenire lo facciano con sollecitudine. Ringrazio di aver avuto la pazienza di leggere questa mia lettera e spero che con il Vs. aiuto sia possibile risolvere in tempi rapidi i problemi evidenziati. Cordiali saluti Armando Mirandi Per fare tutto questo abbiamo bisogno del tuo sostegno!

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Per informazioni: c/o Amici del Golfo - Salò, via Fantoni, 37 - Tel. 0365..20840 Questa pubblicazione è stata realizzata da S&B trade promotion - Salò

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N. 4 - ottobre 2007 - Amici del Golfo - Salò  

Progetti, proposte, idee di una comunità lacuale.

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