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Il perchè di quest’Adunata

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a storia degli Alpini è la storia dei loro Battaglioni e dei loro Gruppi immolati sugli altipiani o sui ghiacciai nella prima guerra mondiale. E’ la storia delle loro divisioni sterminate nelle steppe russe con 40 gradi sotto zero, è la storia delle grandi opere di volontariato nella ricostruzione dopo il terremoto del Friuli, dell’Irpinia o del recente Abruzzo. E’ la storia di tutti gli interventi di Protezione civile durante le alluvioni o situazioni di emergenza che hanno colpito il nostro Paese negli ultimi anni. E’ la storia di tutte quelle piccole e grandi opere di solidarietà. Ma la storia degli Alpini è anche la storia della comunità dove vivono, del territorio dove sono nati e cresciuti prima come uomini e poi come Alpini. Vedere la chiesetta della Messedaglia ridotta ad un cumolo di macerie era per gli Alpini una fitta al cuore, era come gettare in rovina un pezzo della loro storia. E’ così che lo spirito ha guidato le mani nel restauro di quest’opera, che può con merito collocarsi tra le grandi opere degli Alpini di Lugagnano nel loro paese, assieme alla splendida Baita, al Parco Don Gnocchi e alla Fontana sul fianco della Chiesa. Con il recupero della Chiesa della Madonna del Carmine e San Rocco torna a rivivere una parte

di storia di Lugagnano, del suo territorio e della sua comunità e si arricchisce di un altro prezioso elemento la storia del Gruppo Alpini locale. Mario Rigoni Stern celebre scrittore

nonchè penna nera reduce di Russia ricordava nei suoi libri l’attaccamento degli Alpini ai loro paesi: “Sergent, ghe tornerem a baita?”. Con il loro lavoro nella chiesetta della Messedaglia gli Alpini hanno dimostrato una volta di più l’attaccamento ai loro paesi e alle loro case. L’adunata è il giusto modo per festeggiare tutti assieme questo pezzo di storia della comunità di Lugagnano ritrovato. gdv

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Il saluto del Capogruppo e Capozona Mincio

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arissimi alpini ed amici, e’ con sentimento misto di orgoglio, felicita’ e commozione che a nome dell’intero gruppo do il benvenuto a tutti gli alpini che parteciperanno a Lugagnano all’Adunata di zona in occasione dell’inaugurazione della chiesetta della Madonna del Carmine in localita’ Messedaglia. Saranno tre giorni intensi, ricchi di iniziative e manifestazioni, che vogliono coinvolgere, con l’entusiasmo che e’ tipico delle penne nere, tutta la cittadinanza. Il locale gruppo alpini ancora una volta ha dato prova di grande maturita’, impegnandosi in un’opera di Il Capogruppo Fausto Mazzi all’alzabandiera in Baita restauro che sicuramente passera’ alla storia della comunita’. Possiamo dire con orgoglio di essere riusciti in un impresa che all’inizio sembrava di difficile attuazione, ma che grazie alla caparbietà, allo spirito di abnegazione che è nel nostro dna, siamo giunti al traguardo dopo due anni di lavoro. Ringrazio in modo particolare tutti coloro e sono veramente tanti che hanno contribuito sia economicamente che fattivamente alla realizzazione del restauro. Un caloroso ringraziamento alle famiglie Adamoli Dino e Michele che hanno sostenuto, appoggiato e “creduto” nel progetto degli Alpini; sara’ nostro impegno mantenere negli anni la manutenzione della chiesetta. Termino con una frase di Madre Teresa di Calcutta che dice “ quello che noi facciamo e’ solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno“. A tutti un caloroso e fraterno saluto alpino e un arrivederci al 13 giugno. Fausto Mazzi

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Il saluto del Presidente della Sezione di Verona

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a ristrutturazione della chiesolina della Madonna del Carmine e San Rocco in località Messedaglia a Lugagnano è un’iniziativa che assomma una varietà di aspetti di grande valore: il recupero della struttura, restituendola ai suoi lineamenti originali, gli conferisce il giusto decoro e salva dallo stato di abbandono un luogo che nel passato ha raccolto le invocazioni e le preghiere degli abitanti del circondario. San Rocco, personaggio la cui venerazione era tra le più diffuse, è stato l’immagine vivente della carità, per la sua dedizione e cura agli appestati, rimanendone lui stesso contagiato. Il Santo potrebbe essere ancora supplicato per dare conforto e sollievo nelle patologie moderne, diffuse maggiormente nello spirito più che nel fisico. Un forte plauso va attribuito al Gruppo Alpini, a quanti hanno contribuito e voluto riportare a nuova dignità la chiesetta, nel segno dell’impegno verso la propria comunità e nella ricerca del ripristino delle

vecchie tradizioni. L’augurio migliore è certamente che, assieme all’ottimo lavoro di recupero, possa instaurarsi un’altrettanta volontà di difendere, nel profondo della propria intimità, la nostra millenaria civiltà cristiana, da difendere con le armi della fede e della solidarietà. Ilario Peraro

La tradizionale Marronata alpina nello spazio antistante la Baita

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Il saluto dei Parroci di Lugagnano

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on il restauro dell’oratorio dedicato alla “Madonna del Carmine” in località Messedaglia, una testimonianza di fede, di pietà popolare e di arte è stata riconsegnata alla comunità cristiana e alla popolazione. Siamo contenti che sia stato portato a termine un lavoro impegnativo che ha coinvolto molte persone; lavoro che contribuisce a restituire alla storia un bene del nostro territorio. Meta di chi deciderà di fare una passeggiata e lì sostare un po’, punto di richiamo a chi viaggerà nelle vicinanze sul treno in corsa, luogo in cui elevare lo spirito e starsene ritirati per una riflessione: la cappella concorrerà ad elevare l’animo umano e ad elevare il pensiero e la fede così da sentire più vicino il Signore, che di noi si prende cura donandoci luoghi di pace e di sollievo che lasciano trasparire il mistero della sua presenza. Esprimiamo un vivo ringraziamento a tutti coloro che hanno profuso il loro ingegno e la loro disponibilità a vario titolo per portare a termine un’opera cara alla nostra memoria di lugagnanesi. don Antonio Sona e don Roberto Tortella

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Il saluto del Sindaco di Sona

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ono lieto di poter salutare tutti gli Alpini di questa adunata presso la

chiesetta della Messedaglia nella frazione di Lugagnano, Comune di Sona. Una chiesetta del 1700 che grazie agli amici Alpini, e a tanti altri di buona volontà e di senso civico sta ritrovando una seconda giovinezza. Un beneficio non solo ai proprietari della stessa e agli abitanti della corte Messedaglia, che ringrazio per la loro disponibilità ma, di tutta la collettività. Queste sono occasioni magnifiche per stare assieme e per riscoprire valori importanti della nostra vita quali l'amicizia.

A nome di tutta l'amministrazione di Sona un caloroso benvenuto a tutti i partecipanti. Gualtiero Mazzi

Mercatini natalizi 2009 dove si offre cioccolata calda e vin brulè sulla piazza della Chiesa

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75 anni di storia senza fermarsi mai

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l Gruppo Alpini di Lugagnano nacque nel 1925 per iniziativa di alcuni reduci della Grande Guerra. Questi, con negli occhi le tremende esperienze di guerra, decisero di aderire in sodalizio all’Associazione Nazionale Alpini, per non perdere quell’esperienza di fratellanza maturata nei lunghi anni in trincea sugli altipiani tra l’Ortigara e il Pasubio, tra i ghiacciai dell’Adamello o tra le creste impervie delle Dolomiti e per mantenere vivo nell’animo lo struggente ricordo dei compagni caduti o dispersi. Con questi obiettivi nacque 85 anni fa il Gruppo Alpini Lugagnano, che, pertanto, è nel contesto della Sezione di Verona uno dei più vecchi. Primo Capogruppo fu il Capitano Giacinto Zampieri. Il Gruppo che raccoglieva una ventina di soci, cessò forzatamente l’attività nel 1943, e dopo tale data si perse purtroppo traccia del primo Gagliardetto. Dopo il secondo conflitto mondiale, che con le sue tragiche battaglie in Grecia o la ritirata di Russia portò molti lutti anche a Lugagnano, alcuni Alpini decisero di dare nuovo impulso al

Gruppo riorganizzandone le fila. Tra i promotori ritroviamo il Capitano Zampieri che assunse la carica di Capogruppo, coadiuvato tra gli altri dai soci Giovanni Zamperini, Giuseppe Bampa, Mario Briggi ed Ernesto Zanetti. Correva l’anno 1958 e Madrina del Gruppo fu la signora Angelica Canteri che tenne a battesimo il II° Gagliardetto. Passarono le primavere, ed anche gli Alpini invecchiarono… Ai “veci” che, per cause anagrafiche, furono costretti a mollare, subentrarono le nuove leve e con esse nuovo entusiasmo. Nei primi anni ’60 la famiglia alpina di Lugagnano raggiunse gli ottanta iscritti. Al Capogruppo Zampieri subentrano nell’ordine Ottorino Caliari, Giuseppe Bampa, Giovanni Zamperini e Mario Briggi.

Nel 1971 subentrò Arnoldo Cristini che, di riconferma in riconferma, rimase in carica per oltre 30 anni. Ma qui siamo già nella storia di ieri, con tutte le importanti attività solidali che coinvolsero il Gruppo in quegli anni. Ricordiamo tra tutte l’aiuto offerto ai fradis furlan nell’ormai lontano 1976, quando molti Alpini di Lugagnano accorsero a dar man forte prima nel soccorso e poi nella ricostruzione del Friuli sconvolto dal terremoto. Di quelle settimane rimane viva testimonianza il gemellaggio e l’amicizia che lega gli


Alpini di Lugagnano con quelli di Buja. Ma anche nel loro paese gli Alpini lasciarono in quegli anni esempi concreti della laboriosità e generosità. La realizzazione e gestione del parco pubblico dedicato a Don Gnocchi, per anni l’area verde più bella del paese, la realizzazione della fontana degli Alpini, sul fianco della chiesa, opere entrambe importanti poi donate alla comunità. Nei primi anni ’90 il Gruppo è stato coinvolto nella sua opera più importante che è stata la realizzazione della Baita “Monte Baldo”, opera che ha coinvolto oltre agli Alpini tutti con il loro lavoro gratuito, anche la comunità di Lugagnano per oltre 3 anni. In piena coerenza col passato anche quest’opera, orgoglio e vanto del Gruppo, oltre che sede degli Alpini volle costituire per Lugagnano sin dalla sua inaugurazione un permanente punto di incontro tra la gente all’insegna della fratellanza e dell’amicizia. Tuttora in Baita vengono ospitati vari eventi culturali ed associativi e vengono ospitate altre associazioni importanti del paese, quali l’Avis, il Gruppo Micologico, la Protezione Civile e il SOS di Sona. La storia recente vede dal 2001 Capogruppo Fausto Mazzi. Attualmente il Gruppo conta 220 soci Alpini e 50 amici. Ma, al di là dei numeri, è forse più utile sottolinare l’essenza e lo spirito che caratterizzano il Gruppo, ed il suo di modo di “essere” nella comunità di Lugagnano. Lungi dal coltivare i tratti “circolo chiuso” il Gruppo Alpini ha scelto infatti di essere aperto alla società, e lo dimostra in maniera tangibile,

con la partecipazione attiva ad ogni evento pubblico del paese, con attività benefiche di vario titolo, con iniziative di solidarietà ad ogni livelloi, con manifestazioni sportive quali il torneo di calcio, le gare podistiche o di arrampichino, con attività culturali quali dibattiti storici ed eventi teatrali, tanto che è difficile trovare un fine settimana dove il Gruppo non sia impegnato in qualche particolare attività. A queste aggiungiamo la ricostruzione completa della Fontana degli Alpini caduta in disuso dopo la cessione al Comune di trent’anni fà e terminata da soli 3 anni, e la ristrutturazione della Chiesa della Messedaglia della quale celebriamo la conclusione dei lavori.

Foto di gruppo davanti alla vecchia Baita in centro paese

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La Baita Montebaldo: l’orgoglio del Gruppo

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a storia della Baita ha inizio in Friuli, nei tremendi mesi del dopo terremoto. Era l’agosto del 1976 e gli Alpini di Lugagnano, come molti altri, corsero a Buja, per dare il loro contributo alla ricostruzione di quel martoriato paese. La ferrea volontà friulana e la solidarietà alpina fecero il miracolo: in 4 anni Buja venne ricostruita, e la gente potè finalmente abbandonare i prefabbricati

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dell’emergenza terremoto per trasferirsi nelle nuove abitazioni. Agli Alpini di Lugagnano, che ne avevano fatto richiesta, il Comune di Buja donò riconoscente, nel 1987, un prefabbricato in legno che, nelle intenzioni di allora, doveva divenire la sede del Gruppo. Nel frattempo il Gruppo Alpini di Lugagnano chiese ed ottenne dal Comune di Sona la disponibilità di un area per istallarvi il prefabbricato.


ospitare tutti gli eventi civici importanti per la la comunità di Lugagnano, fornendo degli spazi coperti e scoperti, tra i migliori e ben tenuti, presenti nel paese.

Foto Mario Pachera

Per una scelta frutto di molteplici valutazioni, il Direttivo del Gruppo maturò nel frattempo il convincimento che la sede doveva essere in muratura. A suggerire questa scelta, tra l’altro, intervennero due riflessioni: l’una che la sede del Gruppo Alpini doveva essere aperta alla comunità, e quindi bisognevole di grandi spazi; l’altra che in quell’area assegnata dal Comune, in quel particolare contesto urbano, un prefabbricato in legno avrebbe legato poco con il contesto. Fu così che la Baita di Buja, salvaguardandone il decoro, dopo due anni di parcheggio a Lugagnano venne ceduta agli Alpini di Fane. Il 4 novembre 1989 ebbero inizio i lavori della Baita, e grazie al lavoro volontario e disinteressato di decine di Alpini è stato possibile inaugurare il 13 settembre 1992 la Baita Monte Baldo. Ora la Baita oltrechè fungere da ritrovo per gli Alpini, è aperta ai soci, grazie al lavoro dei volontari, tutti i giorni dalle 18 alle 20, funge da sede per il Gruppo Micologico e per la Protezione Civile locale e si presta ad

I nostri indirizzi:

GRUPPO ALPINI LUGAGNANO via Caduti del Lavoro, 4 Lugagnano di Sona 37060 VERONA tel.045 8680638 http://www.analugagnanovr.it info@analugagnanovr.it

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La fontana degli Alpini

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ra il 1980 quando venne inaugurata la fontana degli Alpini, nuovo frutto della laboriosità del Gruppo, su progetto dell’ing. Walter Tomezzoli. La fontana venne in quell’anno donata a tutta la comunità nella figura dell’allora Sindaco del Comune di Sona e da allora veglia tranquilla, vorremmo dire, con il suo interminabile scroscio di chiare e limpide acque. E invece dopo troppo breve tempo, con evidente disappunto degli Alpini, la fontana venne abbandonata al suo destino, senza che nessuno si prendesse cura della sua manutenzione, l’acqua fu chiusa, i fari furono rotti e le strette pareti divennero un ricettacolo di sporcizia se non peggio. Per questo che, nel 2005, gli Alpini hanno deciso di recuperare questo monumento che non è soltanto degli Alpini ma di tutto il paese. L’otto dicembre 2005 alla presenza delle autorità cittadine è stata inaugurata la nuova Fontana degli Alpini. Una targa commemorativa posta in prossimità della fontana cita: “...la

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fontana rappresenta le vette delle montagne, le alte guglie dolomitiche,

Foto Mario Pachera

sulle quali nasce l’acqua, nasce la vita, che scorre impetuosa tra le strette gole, sulle ripide cascate per sfociare nella tranquillità dei laghi a valle.” Delle parole che, oltre ad evidenziare il significato dell’opera, rappresentano


l’ideale ciclo della vita. La volontà del Gruppo Alpini è stata quindi di non tradire l’idea originale di chi nel 1979 ideò l’opera, quindi, ecco che, senza stravolgere il monumento, è stata inserita una vasca terminale piena d’acqua che abbraccia idealmente tutte le vette ed impedisce a chiunque di avvicinarsi troppo alle lastre in pietra per compiere atti vandalici. Quindi il torrentello che nasce in alta quota, attraverso le varie cascatelle termina il suo corso nel placido lago posto alla base delle montagne. In breve tempo i lavori sono stati conclusi brillantemente, restituendo un’opera bella e ricca di significati. Alcuni numeri: le cinque pareti della fontana sono in marmo “biancone” della Lessinia, hanno un’altezza che supera abbondantemente i 3 metri e un peso medio di 900 kg l’una. Le tre vasche sono state scavate in un unico blocco di marmo e hanno un peso ciascuna di quasi 300 kg. Un sistema di pompe e di filtri garantisce un continuo ricircolo e pulizia dell’acqua. Dei fari immersi nella vasca a terra illuminano le pareti di pietra al calar delle tenebre creando un piacevole gioco di

luci ed ombre, arricchendo con un angolo suggestivo la piazza della Chiesa Una suggestiva parrocchiale. immagine della fontana

dell’ultimo inverno. Nella pagina precedente, la fontana come si presentava nel 1979.

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IL Parco Don Gnocchi

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ugagnano era un paese di frontiera, diviso sino a poco più di trent’anni fa tra quattro Comuni, Verona, Bussolengo, Sommacampagna e Sona. Come tale nessuno si è mai preoccupato del suo sviluppo urbanistico e del suo decoro urbano. Dopo la riunificazione sotto Sona con il referendum del 1976, il paese doveva essere ricostruito anche nel suo arredo

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Foto Mario Pachera

L’inaugurazione del Parco don Gnocchi

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urbano e gli Alpini, che uscivano dalla grande dimostrazione di capacità lavorativa ed organizzativa del terremoto nel Friuli, si dimostrarono subito in prima fila nelle iniziative e nel proporsi. L’energico capogruppo Arnoldo Cristini si fece portavoce dell’iniziativa del Direttivo di recuperare quell’appezzamento di campagna ai margini del centro del paese, della quale rimanevano come ultima testimonianza del duro lavoro dei campi solo due alti gelsi dove i ragazzini del tempo si arrampicavano per mangiar le more. Dopo l’edificazione degli alti palazzi di via Magellano quel campetto si trovava rinchiuso tra le case ma soprattutto abbandonato a se stesso. Grazie all’iniziativa e all’opera degli Alpini quel terreno venne recuperato e dopo l’inaugurazione del 25 aprile 1982 divenne il più bel Parco di Lugagnano.


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Gli Alpini di Buja

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aggio 1976. La terra sussulta violentemente. Il sisma è percepito forte anche a Lugagnano. La zona più colpita è il Friuli, in particolare l’epicentro è tra Gemona e Buja, terra di Alpini. Le vittime sono tante, i danni ingentissimi. Inizia subito la corsa degli aiuti. In prima fila ci sono gli Alpini che corrono in aiuto ai fradis furlan. Anche un manipolo di Alpini di Lugagnano parte, armato di tutto il necessario per dare i primi aiuti nella ricostruzione. Con un camioncino stipato di attrezzature, tra le quali anche una piccola betoniera, e con varie macchine, 16 lugagnanesi Alpini partono alla volta di quelle terre disastrate. Con due turni successivi di 15 giorni costruiscono 2 case per dare un primo tetto ai malcapitati friulani che in quel terremoto persero tutto. Lo spirito Alpino come si sa è di

solidarietà ed amicizia, e così è normale che nascano amicizie con i friulani con i quali si lavora a stretto contatto di gomito. Uno di questi è un Alpino che successivamente diventerà il capogruppo di Buja. Da qui nasce l'idea di un gemellaggio tra Alpini, concretizzato dieci anni dopo, nel 1986 con una Adunata Provinciale memorabile. Fulcro dell'iniziativa furono i capigruppo Sergio Burigotto per Buja e

I primi mattoni nella ricostruzione delle case di Buja posati dagli Alpini di Lugagnano

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Arnoldo Cristini per Lugagnano. Nell'occasione fu intitolata la piazza dell'ex monumento ai caduti a Lugagnano, al Battaglione Alpini Verona. Quello fu soltanto l’atto ufficiale di un’amicizia che dura tutt’ora dopo 35 anni, con costanti scambi di visite e di iniziative tra gli Alpini dei due Gruppi.

L’atto ufficiale del gemellaggio nel 1986 a Lugagnano

Alcuni degli Alpini impegnati nella ricostruzione di Buja.

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orse non tutti lo sanno, ma esiste un paese, o meglio un Comune, immerso nel verde delle colline emiliane di Piacenza che porta lo stesso nome del nostro: Lugagnano Val d'Arda. Sorpresi lo sono stati almeno alcuni nostri compaesani Alpini, che, durante la sfilata dell'Adunata di Genova nel 2003, si sono ritrovati altri Alpini che portavano sui gagliardetti lo stesso nome. Da li è nata un’amicizia che, dopo alcuni incontri è sfociata nella proposta di gemellaggio tra i due Gruppi. Così, domenica 8 giugno 2003, è stato solennizzato questo momento alla presenza delle autorità, tanto del

Comune di Lugagnano Val d'Arda, con un Sindaco che ricopriva la sua carica da ben 17 anni, che di Sona. Gemellaggio tra Alpini che ha portato parecchi veronesi, Alpini e non, tra le verdissime vallate del torrente Arda, alla scoperta del bellissimo borgo medievale di Castell’Arquato e ad assaggiare gli squisiti prosciutti locali accompagnati da abbondanti bevute di Gotturnio. E parecchi emiliani a visitar Verona. Ma sarebbe assai limitato circoscrivere il tutto a pantagrueliche mangiate e bevute. Sono nate delle collaborazioni nell’organizzare eventi ed iniziative, ma soprattutto sono nate delle amicizie in pieno spirito Alpino, che continuano tutt’ora.

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Gli Alpini di Lugagnano Val d’Arda

Nelle foto due momenti del gemellaggio, prima a Piacenza e poi a Verona

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Il Direttivo del Gruppo

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Il Direttivo del Gruppo eletto per il triennio 2008-2010 è composto da 32 membri che ricordiamo qui di seguito: MAZZI Fausto Capogruppo DALLA VALENTINA Gianfranco ViceCapogruppo ADAMOLI Massimo

BENDINELLI Giorgio BONESOLI Luigi BOTTURA Angelo BRAZIOLI Bruno CHIESARA Giorgio CHIESARA Roberto CICALA Giordano CRISTINI Roberto

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Fausto Mazzi

FACCINCANI Aleardo FALSAROLO Andrea FAVARI Lucio GIARDINI Simone GOZZI Aldo LONARDI Osvaldo MASOTTO Marco OLIOSO Severino PACHERA Giuseppe PAVESI Giorgio PIAZZA Calogero

Massimo Adamoli


RIGHETTI Mauro SCANDOLA Cristian

SPADA Gianluca SPADA Giuseppe TOMELLERI Luca TURATA Albino VACCHINI Piergiorgio VAROTTI Bruno ZAMBONI Renzo ZANIN Tiziano Non figurano nel Direttivo ma la loro presenza è costante e sempre preziosa e il loro consiglio sempre Angelo Bottura

ascoltato gli alpini e amici MASCALZONI Albino, BERGAMIN Giuseppe, GUGLIELMI Attilio, PERINA Arnaldo, l’alfiere del Gruppo, FEDRIGO Vittorio, e l’inossidabile “vecio” Capogruppo CRIGianfranco Dalla Valentina STINI Arnoldo. Preziosissimo è stato infine negli ultimi due anni l’aiuto dell’inesauribile Guerrino FASOLI e di Giuseppe ZANDONA’, Giovanni MALIZIA, Giuseppe DALLA VALENTINA, Romeo MAZZI e Giuseppe MAIOLI. A tutti questi Calogero Piazza bisogna aggiungere la preziosa presenza e l’aiuto di tutte quelle mogli e morose che costantemente aiutano,

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pretesa di riconoscimenti speciali. Attraverso periodiche riunioni del Direttivo vengono pianificate tutte le attività del Gruppo, che in certi periodi

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ma soprattutto sopportano le assenze dei loro uomini, che, per parafrasare una di queste mogli, “i loro mariti non hanno sposato loro, ma il Gruppo Alpini”. A tutte queste va il doveroso ringraziamento del direttivo. Le persone sopra citate rappresentano la vera anima del Gruppo. Volutamente non vengono riportati altri nomi negli altri articoli perchè lo spirito degli Alpini è quello di una famiglia, dove tutti partecipano sempre con il massimo delle loro possibilità, senza la

Albino Mascalzoni

Giuseppe Spada

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dell’anno occupano ogni fine settimana queste persone che credono fermamente nei valori alpini. Ricordiamo tra le più sentite le collaborazioni con i gruppi di solidarietà, tra i quali il Gruppo Primavera che riunisce i diversamente abili del paese di Lugagnano, e il Gruppo dell’ammalato che fornisce assistenza ai malati gravi e cronici del paese. In collaborazione con questi gruppi è oramai consolidata


rispettivamente la tradizione del pranzo in Baita con i diversamente abili e gli auguri natalizi che il Gruppo porta nelle case di tutti gli ammalati. La solidarietà è probabilmente la linea guida di questo Direttivo. Per questo che gran parte delle attività hanno questa finalità, siano esse legate più specificatamente alle attività sezionali alpine, quali le collette alimentari o il banco farmaceutico come pure quelle legate alla realtà

Giuseppe Bergamin

locale. E’ diventato un appuntamento fisso la partecipazione ai mercatini natalizi, dove, accanto a Scout e gruppi parrocchiali, gli Alpini preparano vin brulè, cioccolato caldo e pandoro fuori dalla chiesa, raccogliendo offerte per le realtà missionarie di Lugagnano; ugualmente accade oramai da anni alla notte della vigilia di Natale fuori dalla chiesa parrocchiale, dove gli Alpini, incuranti del freddo, porgono gli auguri a tutta la cittadinanza di Lugagnano. Ricordiamo le collaborazioni con le altre associazioni del paese, quali la Magnalonga che riunisce oltre venti gruppi di Lugagnano per quella che è una camminata enoga-

Aldo Gozzi

Albino Turata

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stronomica per le vie del paese di rinomanza provinciale ed è partecipata ogni anno da almeno 1500 persone provenienti anche da fuori Verona e dove la splendida cornice della Baita fornisce il più delle volte il brillante epilogo della manifestazione. Oppure la Marronata che nella domenica più prossima al giorno di San Martino vede gli Alpini di Lugagnano cuocere diversi quintali di “maroni” da offrire alla cittadinanza di Lugagnano, riunitasi presso la Baita. Vivere la solidarietà alpina significa vivere la comunità, renderla partecipe delle iniziative del GrupRoberto Cristini

po, ricostruire quel tessuto sociale di rapporti umani che esisteva nei nostri paesi qualche decennio fa e che ora è quasi del tutto scomparso sotto la spinta del progresso che ci ha resi frenetici in ogni nostra azione ed incapaci di instaurare rapporti solidali e sociali. Quindi per gli Alpini di Lugagnano condividere le loro iniziative e i loro momenti con la comunità diventa presupposto basilare.

Giordano Cicala

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Ricordiamo gli appuntamenti culturali che negli anni, soprattutto in occasione della Veglia Verde, hanno visto serate teatrali con la Compagnia Teatrale La


Polvere Magica a rappresentare commedie in dialetto veronese, con il teatro evocativo di Paiusco a rappresentare la tragedia delle battaglie sull’Ortigara, rassegne canore con importanti cori del veronese, oppure serate musicali con ispirati musicisti e complessi locali, tra i quali ricordiamo Andrea Gasparato e il concerto “I sengali”. Serate culturali che hanno portato qualche settimana fa in baita la scrittrice Luciana Rosà a raccontare la tragedia della prima Guerra Mondiale vista dall’altra parte della barricata, ovvero da chi, trentino di nascita dovette combattere a servizio delAleardo Faccincani

l’Impero Asburgico. Altre serate che, grazie alla preziosa collaborazione del Baco da Seta hanno visto presenziare in Baita scrittori di importanza nazionale quali Alfio Caruso, il quale in due serate successive ha presentato i suoi best sellers “Tutti i vivi all’assalto” sull’epica ritirata di Russia e “Noi moriamo a Stalingrado” entrambe ambientate nella Seconda Guerra Mondiale.

Piergiorgio Vacchini

Ricordiamo soprattutto con piacere e con un briciolo di commozione gli incontri avvenuti con Vittorio Bozzini, che con la sua verve e la sua umanità ha coinvolto la Baita, per l’occasione colma di persone anche in giardino, nel suo

Luca Tomelleri

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racconto sulla prigionia in Russia ispirato al suo libro “Neve rossa”. E nello stesso filone ricordiamo le serate con il reduce di Russia e scrittore fiulano Venturini e con la moglie dello scrittore alpino Giulio Bedeschi, o i sempre interessanti appuntamenti culturali organizzati in collaborazione con il circolo Balestrieri della Sezione di Verona.

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Ricordiamo le attività legate all’ambiente, quale la giornata ecologica dove il Gruppo si impegnava a pulire un’area particolarmente degradata del paese, oppure l’attuale manutenzione delle aree verdi sul

fianco della Chiesa e vicino all’edificio delle poste. Arnoldo Cristini

Ricordiamo gli avvenimenti organizzati in Baita per coinvolgere anche chi Alpino non è. Biciclettate organizzate per coinvolgere famiglie, pomeriggi in baita per bambini con clown e prestigiatori, per far conoscere la baita e gli Alpini anche a chi non c’era mai entrato prima. E ora è in procinto di iniziare una, speriamo proficua, collaborazione con le scuole del paese. Legato agli eventi dell’Adunata, c’è stato qualche settimana fa un incontro in Severino Olioso

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Baita con le classi terze medie di Lugagnano, dove è stata raccontata la storia degli Alpini dalla viva voce di chi la storia l’ha fatta e vissuta, ovvero i reduci di Grecia o Russia e si è anche spiegato le attività attuali dei Gruppi Alpini, in modo particolare gli interventi di Protezione Civile. Anche attraverso le attività sportive il Direttivo cerca di coinvolgere soprattutto i giovani nella realtà del Gruppo.

Giorgio Pavesi

Lo è stato per molti anni con la squadra di calcio, ora lo è fortemente con la gara di arrampichino e la gara podistica. Ma non manca lo spirito di corpo e l’attaccamento alle proprie bandiere e tradizioni. Se scontata è la partecipazione all’Adunata Nazionale, il gagliardetto del Gruppo non manca mai all’Adunata del Triveneto, all’Anniversario di fondazione delle Truppe Alpine, all’Adunata Sezionale e della Zona Mincio. Ma un folto gruppo di Alpini di Lugagnano partecipa con costanza anche ai pellegrinaggi sui luoghi simbolo degli Alpini, quali il Pasubio e l’Ortigara, Costabella e le Fittanze, il rifugio Contrin e lo Scalorbi. Ci piace terminare pen-

Giorgio Bendinelli

Gianluca Spada

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sando a quanto importante e radicata è la realtà degli Alpini nel paese di Lugagnano, dove la presenza di uomini con il cappello e penna in testa è sinonimo di solidarietà, di garanzia e sicurezza. Dove c’è bisogno di una mano ci sono gli Alpini. Questo perché nel passato e nel presente degli uomini hanno saputo portare avanti i valori degli Alpini avendoli prima nel cuore e nell’animo e non solo per il cappello che indossano.

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Guerrino Fasoli

Bruno Brazioli

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Bruno Varotti


Andrea Falsarolo

Marco Masotto

Osvaldo Lonardi

Vittorio Fedrigo

Attilio Guglielmi

Giorgio Chiesara

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Foto Mario Pachera

Il Gruppo


o Alpini Lugagnano


Torna a rivivere la Chiesa della Messedaglia C H I E S A

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La Storia

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ino a 300 anni Lugagnano era un crocicchio di casupole contadine ai margini dei pascoli e boschi che circondavano la città di Verona e nessun nobile del tempo ha mai pensato di costruirsi quelle ville padronali che invece costellano le colline della Valpolicella. Quindi ben pochi sono gli edifici con una certa importanza storica. Senz’altro il più importante era la chiesa, pregevole costruzione neoclassica della fine del 1700, che fu però demolita negli anni ’60, poi la vecchia canonica dalla parte opposta della strada, a due passi nella contrà il palazzo Bentegodi in via di ristrutturazione e poi null’altro.

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Molto più importanti da un punto di vista storico sono le corti rurali limitrofe che oramai fanno parte integrante del paese, quali le Beccarie e la Messedaglia, quest’ultima risalente al XV secolo. Sul pozzo della corte,

ora purtroppo distrutto era incisa una data: sembra 1484. I conti Bevilacqua che avevano a quel tempo la titolarità tra l’altro del Vicariato di Cà di Capri e


Mancalacqua, ebbero la conduzione della “Mazadagia” a più riprese nel Cinquecento. La famiglia Graziani, che risiedeva nella casa dominicale conosciuta come el castel, fu l’ultima proprietaria unitaria nei primi anni del secolo scorso, prima della frammentazione tra tante proprietà. Prima ancora la corte era stata possedimento, fra gli altri, dei Bonesoli ed ancor prima dei Pellizzari, per risalire nel Settecento alla facoltosa famiglia Personi. Gli edifici che compongono queste corti sono quindi importanti sia storicamente, ma spesso anche architettonicamente. Tra questi c’è la chiesolina, annessa alla corte, edificata nei primi anni del Settecento, come testimonia una lapide cementata sul pavimento della chiesetta. La dedicazione originale è a Santa Maria del Carmine, come viene indicata nella visita pastorale compiuta dal Vescovo nel 1725 “chiesa campestre ossia oratorio costruita di recente”. Tuttavia, nel corso del tempo la denominazione varia spesso: circa un secolo dopo, nel 1817, al momento della visita del vescovo Liruti, si attesta ”l’Oratorio della Beata vergine Maria detto il Tittolo del Carmello”. Sono anni difficili per gli edifici religiosi

a causa delle imposizioni giacobine di Napoleone tanto che nella visita pastorale di monsignor Grasser nel 1837, parlano di un “oratorio così detto di San Rocco e Maria Vergine sotto il titolo del Carmine... privo di dote e mancante dei Vasi Sacri”. E’ proprio di quegli anni che la chiesolina comincia ad essere conosciuta come San Rocco, protettore invocatissimo in caso di pestilenze e, più in generale, di epidemie. Difatti solo un anno prima, nell’estate del 1836, era giunto anche nelle nostre terre il temutissimo colera che aveva mietuto un gran numero di vittime anche a Lugagnano ed in tutto il circondario. La visita pastorale seguente, compiuta da monsignor

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Mutti nel 1845 riporta come l’Oratorio della Messedaglia risulta jus patronato della signora Teresa Pellizari ed è intitolato solo a San Rocco. La dedica a San Rocco fu senz’altro rafforzata a seguito dell’elevazione dello stesso a patrono della parrocchia di Lugagnano nel 1855. Meta immancabile per le rogazioni, le celebrazioni religiose legate alla coltivazione della terra, punto di riferimento poi per le celebrazioni mariane del mese di maggio e di ogni altro momento religioso della corte, San Rocchetto, questa è la denominazione popolare della chiesa, è stata poco utilizzata e poi definitivamente abbandonata nei primi anni ’70. Nel corso degli ultimi anni versava in pessime condizioni, con il tetto totalmente crollato assieme a parte delle murature perimetrali, mentre la restante parte risultava infestata dalle piante rampicanti. Si pensi che al suo interno prima del

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crollo giocavano a pallone i ragazzini del circondario e successivamente al crollo è nato e cresceva rigogliosa una pianta di fico.

I riferimenti storici sono ripresi dal libro: FREGOLE DE STORIA di Massimo Gasparato in collaborazione con Gianluigi Mazzi, ai quali va il nostro ringraziamento per la disponibilità concessa.


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Il progetto

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’edificio è situato nell’angolo sudest della corte Messedaglia. La pianta dell’edificio è rettangolare ed è pari a mt. 9.15x6.75. Sul lato opposto all’ingresso è posta una piccola sacrestia direttamente comunicante con l’interno della chiesa. Il progetto di restauro è stato presentato nel 2008 e poi, a partire dal maggio di quell’anno, un gruppo di Alpini e altri volontari legati al Gruppo ha svolto tutti i lavori portando a compimento l’opera in due anni. La volontà del restauro è stata quella di preservare totalmente le caratteristiche architettoniche della chiesolina. La copertura che era totalmente crollata, è stata rifatta in legno, ponendo centralmente una capriata rompitratta che sorregge il trave di colmo, sul quale si innestano poi tutti gli arcarecci in legno. Al di sopra un tavolato, e a seguire strato isolante, camera di ventilazione, guaina

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impemeabilizzante e manto di copertura, riutilizzando i vecchi coppi fatti a mano raccolti tra le macerie e altri provenienti da vecchi edifici. Il cornicione della gronda è stato rifatto con sagoma curvilinea, in tufo,

come tutti i contorni esistenti alle finestre e alla porta abilmente recuperati. Sono stati eliminati quegli accessori agricoli che negli anni erano stati addossati alla parte retrostante della chiesa, e ora sia per chi proviene dall’interno della corte come pure per chi arriva dall’esterno, la chiesa da bella


mostra di sè con le sue pareti in sasso facciavista e il suo intonaco di calce naturale che ben si armonizza con gli altri elementi della facciata. Sul lato posteriore è stata totalmente ricostruita la sacrestia della quale rimanevano solo alcune tracce delle murature originarie. Essendola la quota del pavimento della chiesa impostata sul piano di campagna originario, si trova in questo modo ribassata rispetto alla strada che nel corso degli anni è stata più volte sopraelevata. Per raccordare strada e marciapedi realizzato in pietra bianca di Prun, è stato realizzato un selciato in ciottolo di fiume. Internamente per la pavimentazione

sono state riutilizzate tutte le vecchie e originali tavelle in cotto fatto a mano, di dimensioni assai irregolari come si addiceva al prodotto manuale del tempo, posate però su un pavimento areato, in modo da impedire la risalita dell’umidità dal terreno. Gli intonaci interni, sono a base di calci naturali ed idrofughe in modo da garantire sia un prodotto naturale con finitura volutamente tradizionale ma anche un prodotto che possa garantire una muratura sana e duratura anche per il futuro. La volontà del progetto è stata quella di restituire un prodotto che sia quanto più possibile fedele ricostruzione di quella che era la chiesolina del 1700. arch. Gianfranco Dalla Valentina

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UN GRUPPO SEMPRE DI CORSA

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o sport è da sempre una delle voci più importanti del Direttivo Alpini di Lugagnano. Le proposte, le iniziative sono sempre molte, di notevole impegno, ma sempre intraprese con grande volontà e collaborazione tra i soci. Molte sono le discipline che il Gruppo, con qualche suo iscritto, ha intrapreso. L’ultima in ordine cronologico è una formazione per il tiro a segno di precisione in costituzione in queste settimane. Storicamente però l’attività sportiva per eccellenza è stata quella calcistica, le cui prime manifestazioni a livello sezionale, alle quali Lugagnano non è mai mancato, risalgono ai primi anni ‘90, e dove sin da subito si è

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recitato la parte dei protagonisti. Poi con qualche giocatore che anagraficamente avanzava con gli anni, lo scarso ricambio generazionale comune a tutti i Gruppi, la volontà del Direttivo di giocare esclusivamente con Alpini e non con amici tesserati per

l’occasione che magari ben poco avevano a che vedere con l’ANA, ha fatto sì che la squadra calcistica per-


desse qualcosa in competitività, ma ha senz’altro primeggiato sempre in alpinità e spirito di Gruppo. A questa squadra si devono moltissimi trofei che tutt’ora campeggiano in bella mostra in Baita. Parallelamente all’attività calcistica è nata anche l’attività podistica, con un nutrito gruppo di podisti che non perde l’occasione di portare il gagliardetto del Gruppo nelle varie corse podistiche non competitive organizzate dai Gruppi Alpini della Provincia. Una di queste è proprio organizzata a Lugagnano, la seconda domenica di ottobre, con un percorso che partendo dalla Baita percorre le zone più interessanti del paese da un punto di vista storico e ambientale. La proverbiale accoglienza alpina fanno sì che la gara sia apprezzata anche da podisti estranei alle organizzazioni alpine. Nel passato si è più volte partecipato, e pure organizzato a Lugagnano, un torneo di tennis per Alpini, dove si

può contare su ottimi tennisti. Ricche di soddisfazioni sono pure le gare di bocce alle quali il Gruppo par-

tecipa con alcuni autentici campioni. Ma grandi soddisfazioni a livello sportivo il Gruppo le sta raccogliendo dalla gara di mountain bike organizzata in collaborazione con i Gruppi di Sona, San Giorgio e Palazzolo, ma nata da un’idea di Lugagnano. Con quest’anno si è giunti alla 13 edizione di questa che oramai è divenuta una classica del panorama ciclo amatoriale pro-

La squadra di calcio degli alpini con “veci” e “bocia” al gran completo

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S P O R T L O

La gara di mountain-bike del 2010 in partenza davanti alla Baita

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vinciale. Basti pensare che la prima gara nel 1997 contava soltanto 17 partecipanti; quest’anno, nonostante le pessime condizioni atmosferiche, con 444 partecipanti si è quasi eguagliato il numero di presenze dello scorso anno, quindi una gara che sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo è alla pari di corse ben più blasonate; questo grazie all'accoglienza ormai nota che contraddistingue i gruppi alpini, il percorso di gara immerso tra vigneti e le colline del Comune di Sona, il ricavato donato in beneficenza, che rendono questo evento unico nel suo genere. Negli ultimi due anni la gara è stata organizzata in collaborazione con

l’associazione cicloamatoriale VeronaBike che la inserisce nelle gare di specialità più rinomate della Provincia. Come nella precedente edizione è stata assegnata la maglia di Campione Sezionale Ana, per gli alpini tesserati. Inoltre al gruppo più numeroso è andato il trofeo “GF Alpini Come di Sona”. Ma al di là dei numeri, la soddisfazione maggiore rimane quella di vedere giovani che praticano lo sport avvicinarsi ad un’associazione come quella degli Alpini, scoprirla nelle sue molteplici attività e finalità ed entrarci, aggiungendo nuova linfa vitale, idee ed entusiasmo al Gruppo.

Francesco Moser all’arrivo in Baita di una gara ciclistica organizzata dagli Alpini.


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Gli Alpini e la filatelia

nche Lugagnano, come in molti altri paesi della Provincia di Verona, nonostante sia un paese di pianura ha dato molti suoi figli a reparti Alpini. Infatti sin dalla prima guerra mondiale anche questo paese ha contribuito ad alimentare i reparti Alpini reclutati appunto in Provincia, tant’è vero che furono costituiti dei battaglioni a nome di località veronesi: Battaglione Verona, Monte Baldo, Monte Lessini, Val d’Adige, battaglioni che hanno fatto parte del 6° Alpini, la cui sede per molti anni è stata Verona. Tale reclutamento è proseguito per tutto il periodo del secondo conflitto mondiale ed oltre, sino alla chiusura della leva obbligatoria qualche anno fa. Sono perciò tantissime le cartoline che riportano

immagini della vita degli Alpini, sia in addestramento in periodo di pace, che in periodo bellico. E ancora di più le “franchigie” con le quali i soldati veronesi al fronte durante la

prima o la seconda guerra mondiale, potevano, quando non censurati, trasmettere alle loro famiglie le loro ansie, i loro timori, le loro speranze, evitando di usare il francobollo. Potevano viaggiare con il timbro postale assegnato

al reparto. Molte, come quella riportata nell’immagine qui a fianco, riguardano i battaglioni e gli Alpini veronesi. Dal punto di vista del collezionismo filatelico, tuttavia, affinchè le cartoline siano veramente complete è necessario che esse siano timbrate con degli annulli postali, concessi dalle Poste Italiane in concomitanza di celebrazioni particolari. In occasione di questa adunata sono state realizzate 3 cartoline ricordo, con annullo postale, che ricordano l’avvenimento e il restauro della chiesetta della Messedaglia. E’ un’altra testimonianza, per il futuro, del grande lavoro svolto dagli Alpini con questo restauro.

I riferimenti storici sono ripresi dal libro:

Alpini in cartolina

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A B R U Z Z O

Quattro settimane di volontariato tra i terremotati.

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a tragedia che ha colpito le terre abruzzesi con il terremoto della scorsa primavera è entrata in tutte le nostre case attraverso giornali e

Alpini di Lugagnano impegnati in Abruzzo

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televisioni. Tutti noi ci siamo sentiti direttamente coinvolti e chi più e chi meno, a seconda delle proprie disponibilità, in molti abbiamo partecipato alla gara di solidarietà

verso questi sfortunati connazionali. Anche noi Alpini di Lugagnano abbiamo partecipato in diverse forme nell’aiuto di queste persone. In 4 turni a partire da giugno sino a settembre, siamo stati presenti al campo volontari di Santa Rufina a pochi chilometri da L’Aquila. Sono stati turni da una settimana ciascuna, dove dopo un estenuante viaggio in pullman di un’intera nottata, siamo stati impegnati da subito, come cuochi nelle cucine dell’accampamento gestito dalla Protezione Civile nazionale. La giornata prevedeva la sveglia alle 5.30 del mattino, alle 6.00 cominciava il primo turno con la colazione. Appena terminata la colazione era già tempo di cominciare a preparare il pranzo all’interno delle tende. Verso le 15.00 ci si concedeva un po’ di riposo nelle brande all’interno delle tende dove si arrivava ben


oltre i 40° C, con le lenzuola che quasi scottavano. Alle 16.30 si riprendeva con la preparazione della cena che prevedeva lo stesso numero di portate del pranzo. Al termine di tutti i lavori di cucina, si era talmente stanchi che non si vedeva l’ora di buttarsi in branda per il meritato riposo. Oltre agli stretti compiti di cucina ci siamo occupati della gestione del magazzino viveri, con il controllo e predisposizione degli ordini da inoltrare alla sede organizzativa, per fare in modo che al campo non mancasse mai nulla del necessario. E così per tutti i giorni della settimana di turno, per far in modo di alleviare quanto più possibile i disagi delle 200/250 persone che quotidianamente affollavano la mensa. C’è stata anche la possibilità di instaurare delle belle e preziose amicizie. Con gli scout di Firenze e di Cagliari, alcuni di loro sono stati anche ospiti in Baita qualche mese fa, che aiutavano nel servizio mensa e con la popolazione locale che veniva coinvolta nelle cucine con le loro ricette locali onde evitare di preparare

esclusivamente “risotto col tastasal” e

“lesso e pearà”. E’ stato un lavoro sicuramente faticoso, ma denso di soddisfazioni, perché, per quanto retorico possa apparire, il sorriso di un bambino con un biscotto in mano, appaga di tutte le fatiche di una giornata.

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La protezione Civile degli Alpini.

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P R O T E Z I O N E

a Protezione Civile ANA Sezione di Verona opera in tutte le situazioni di emergenza che si verificano in Italia e all’estero. Ultimo caso in Italia è rappresentato dal

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Alpini e volontari di Protezione Civile impegnati in Abruzzo

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terremoto in Abruzzo, mentre a livello internazionale l’ultimo intervento è legato al terremoto ad Haiti. All’interno della Sezione opera la squadra di Zona Mincio, costituita da Alpini dei Gruppi che compongono la zona, e ha sede a Villafranca. La squadra negli anni si è specializzata nella gestione degli aspetti logistici riguardanti un accampamento di primo soccorso. In particolare con il lavoro di

51 elementi sono in grado di realizzare un accampamento per 110 persone compreso le cucine e tutti i servizi assistenziali in appena due ore. Questa particolare abilità viene sfruttata anche da corpi speciali dello stato, quali la Polizia che vengono a fare formazione proprio presso la nostra P.C. Ultimamente la squadra si sta inoltre specializzando, tra le prime in Italia, nella costruzione di ponteggi e passaggi di sicurezza su fabbricati colpiti dal terremoto. All’interno della realtà sonese opera anche un altra realtà di P.C. che lavora in stretto connubio con gli Alpini. Sono i volontari S.O.S. di Protezione Civile Sona, i quali non sono solamente soccorritori, ma anche specialisti nel creare la giusta logistica alle squadre sanitarie impegnate in una maxi-emergenza. Nello specifico sono in grado di allestire in pochi minuti una tenda pneumatica con tutte le attrezzature necessarie al pronto soccorso, gestire un campo base e la viabilità del luogo d’intervento in collaborazione con le forze dell’ordine. Periodicamente queste squadre partecipano ad esercitazioni provinciali e anche regionali con lo scopo di formare costantemente nuovi


volontari e di informare la popolazione della preziosa presenza di questa associazione. Tra queste ricordiamo volentieri la tre giorni organizzata nell’autunno del 2004 a Lugagnano, dove il Gruppo Alpini è stato coinvolto per intero nella gestione degli aspetti logistici. In particolare agli Alpini è stato assegnata la gestione delle cucine e del refettorio da campo, dando prova come al solito di una grande volontà e capacità organizzativa, gestendo i pasti per 350/400 persone. Vogliamo concludere ricordando come all’interno delle attività di P.C. gli Alpini hanno contribuito alla pulizia di intere aree di Lugagnano, dimostrando particolare sensibilità all’ambiente e come sempre un forte legame con il paese in cui vivono. IL SALUTO DEL CAPOSQUADRA ZONA MINCIO Siamo orgogliosi di far parte della Protezione civile A.N.A. Zona Mincio. In questa importante occasione, ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato alla ristrutturazione della chiesetta della Madonna del Carmine, impegnando parte del loro tempo libero. Gianfranco Maraia

Volontariato speso per la pulizia del paese

Grazie

Il Gruppo Alpini Lugagnano esprime il proprio ringraziamento verso i volontari del SOS di Sona per il servizio svolto e per la costante presenza nelle situazioni di emergenza ove operano gli Alpini e la

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N O S T R I

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ALPINI GIRAMONDO I nostri ultimi viaggi

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Due momenti della gita in Francia

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on lo scopo di offrire ai membri del Gruppo un’ulteriore occasione per cementare l’amicizia e allo stesso tempo dare una possibilità di coinvolgere anche chi non fa parte del Gruppo ma vive nella stessa comunità, negli ultimi anni sono state promosse delle escursioni molto interessanti principalmente dal punto di vista turistico culturale. Difficile fare una scelta sulla più bella. Sicuramente ricordiamo la gita sul Burchiello, dove sul battello che

scorrendo lungo il fiume Brenta approda in piazza San Marco a Venezia sono saliti un centinaio di Lugagnesi. L'escursione ha rappresentato un alto valore storico, culturale, artistico e ambientale. Lungo il naviglio si sono ammirate oltre cinquanta ville o meglio residenze estive della Nobiltà Veneziana, quali Villa Pisani, Villa Gradenigo e Villa Foscari "Malcontenta". Altrettanto importante per la sua bellezza è stata la gita in Umbria alla scoperta della sua storia e della sua millenaria cultura, ripercorrendo idealmente la vita di San Francesco, in


particolare la visita di Assisi, conosciuta per la straordinaria ricchezza dei suoi monumenti, le testimonianze francescane e la bellezza del suo paesaggio e per ammirare, tra l’altro, i famosi affreschi di Giotto. Bella da un punto di vista ambientale è stata la gita nella zona meridionale della Sardegna, con i suoi paesaggi ancora incontaminati e il suo mare mozzafiato. C’è stata poi la visita in Toscana, tra filari di viti e ulivi, alla scoperta di città d’arte, borghi antichi, abbazie e paesi turriti tra i più importanti al mondo. Ci sono state gite all’estero, quella sui Pirenei, tra Francia e Spagna, alla scoperta di quel paesino che porta lo stesso nome del nostro, ovvero, Lugagnan. La visita dell’Alsazia, lungo il corso del fiume Reno, tra filari di viti alternati a pittoreschi villaggi con le case a graticcio, alla scoperta di città d’arte e della capitale dell’Europa unita: Strasburgo. E molte altre escursioni non meno importanti che hanno visto la partecipazione di molta gente, interessata e divertita.

Lo scopo era e rimane quello anche per le prossime gite che il Gruppo organizzerà, ovvero di vivere alcune giornate assieme, tra Alpini e amici, per riscoprire quel gusto di comunità spesso andato perduto.

Foto di gruppo a Strasburgo

Grazie

Il Gruppo Alpini Lugagnano esprime il proprio ringraziamento verso l’Associazione Culturale Il Baco da Seta, per la proficua collaborazione avuta in questi anni tesa a promuovere e valorizzare la comunità e le associazioni di Lugagnano

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M I N C I O

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P R O G R A M M A

VENERDI 11 GIUGNO - ore 20,30 Rievocazione battaglia di El Alamein, in collaborazione con il Circolo Culturale Balestrieri, presso Baita Alpina

Z O N A

SABATO 12 GIUGNO - ore 10,00 Nell’area antistante la baita simulazione di emergenza con la Protezione Civile della “Zona Mincio” e SOS di Sona - ore 20,30 “A nord di Stalingrado” rappresentazione teatrale evocativa, con il regista attore Stefano Paiusco, presso Centro Parrocchiale

A D U N A T A

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DOMENICA 13 GIUGNO - ore 8,00 / 13,00 Annullo postale presso la Baita - ore 8,30 Ammassamento presso la Corte Messedaglia; prima della sfilata taglio del nastro e benedizione della chiesetta. - ore 10,15 Sfilata dei Gruppi fino al monumento, alzabandiera e onori ai caduti - ore 11,00 Messa solenne nella Chiesa parrocchiale - ore 12,00 Pranzo presso Palatenda

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Il nostro arrivederci!

ttraverso queste pagine abbiamo provato a raccontarvi chi sono gli Alpini di Lugagnano. Abbiamo provato a raccontarvi il loro spirito di Gruppo, il loro attaccamento alla comunità di Lugagnano. Il loro attaccamento ai valori e alle tradizioni e allo stesso tempo il loro essere sempre attuali ed innovativi nelle loro iniziative. Abbiamo provato a trasmettervi il significato di solidarietà esplicata magari a volte in maniera ruvida ed essenziale ma sempre pura e disinteressata. Abbiamo cercato di farvi capire il nostro orgoglio per il risultato ottenuto con il recupero della

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chiesetta della Messedaglia; ma non orgoglio utile soltanto per guardarsi allo specchio, quanto per aver ridato alla comunità

della quale fanno parte un pezzo della storia, della quale noi stessi facciamo parte. Ma per usare una frase piena di retorica, ma che in questo caso retorica non è: gli Alpini non si fermano mai!

Quanto fatto finora non deve e non vuole essere per gli Alpini di Lugagnano un punto di arrivo. Vuole essere uno sprone per proseguire, uno stimolo per chi ci guarda da fuori a collaborare con noi, a vivere con noi questo modo di fare comunità. Una comunità che hanno iniziato a tracciare i nostri nonni morti combattendo nelle trincee dolomitiche o nelle steppe russe e che ora noi cerchiamo di proseguire. Quindi queste pagine scritte, questi due anni spesi nel recupero della chiesetta della Messedaglia, non sono un epilogo, ma soltanto un arrivederci, alla prossima iniziativa magari fatta assieme. gdv

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Monografia stampata a Verona nel maggio 2010 presso: Grafiche Aurora srl via della Scienza, 21 Verona Proprietà: Gruppo Alpini Lugagnano Responsabile della redazione: Gianfranco Dalla Valentina



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