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La Cleta Fix Station Smart public solution


UniversitĂ degli Studi di Firenze DIDA

Corso di Laurea in Disegno Industriale Anno Accademico 2017/18

TESI DI LAUREA La Cleta Fix Station Cabina per riparazioni biciclette

Relatore Candidato

Prof. Francesco Armato

Aldo Matteo Pavia


Alla mia bici


INDICE Introduzione Caratteristiche del Design e Architettura nel mondo e le bici

1. Tecnologie attuali 2. Le biciclette

4. La Cleta fix Station 10

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- Elenco delle tipologie di biciclette.

- Schema delle componenti della bici

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- Principali problemi meccanici (parti)

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3. Tipi di utenti

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- Chi è in grado di riparare la propria bici?

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- Top ten paesi al mondo ad usare la bici

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- Manutenzione e sicurezza

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- Principali motivi per incidenti stradali

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- PerchĂŠ La Cleta Fix Station

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- Dimensioni

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- Planimetria

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- Esploso

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- Elementi all’interno ed esterno della fix Station

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- Struttura/Materiali

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Renderings

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Bibliografia e sitografia

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Ringraziamenti

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Introduzione

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Uno studente chiese una volta a Klaus AE. Mogensen, un futurista del Copenhagen Institute quale sarebbe stato “il futuro del trasporto”, ed egli rispose: “la bicicletta” Il design fondamentale di uno dei più popolari veicoli - la bici - ha cambiato il mondo sin dalla sua concezione, e tutt’ora continiuamo a misurare e valutarne i benefici e disvantaggi contro la dinamica automotiva e le grande industrie dei trasporti pubblici. Non c’è verso, la bicicletta vince in ogni punto rispetto a qualsiasi trasporto, è un sistema di trasporto geniale, all’avanguardia e di massa. Ha potenziali a livelli culturali e salutari, possiamo paragonare la bicicletta contro qualsiasi altro mezzo terrestre e sempre avrà un vantaggio sul piano ecologico e fisico nella società odierna. Klaus, come tanti altri futuristi e famosi speculatori, credono che sia una delle scelte più razionali per il

comune significativo alla fine di questo secolo, e che indirizzerà ad un numero maggiore di aspetti sociali, economici e ambientali. Architetti e Urban Designers sono alla continua ricerca delle possibili alternative nelle città attuali nello scenario delle possibilità di coinvolgere a nuovi re-design dei tipici modelli architettonici per accomododare o adattare l’uso della bicicletta in un modo quasi esclusivo. Steven Fleming, architetto e urban designer, ha speculato sul fatto di come come le città potrebbero sembrare se fossero appositamente costruite per le biciclette. Attraverso la ricerca di progetti di design, Fleming e i suoi collaboratori hanno identificato alcune prospettive architettoniche che potrebbero includere tramite altre proposte più radicali un modo di incoraggiare l’uso della bicicletta.

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L’architettura e il design devono essere scienze che porgono non soltanto un passo avanti ma in tanti allo stesso tempo, la cura a livello di connettività delle città ed a livello tecnico progettuale della stessa bici e il mondo che gira intorno ad essa. Se guardiamo la mappa dell’europa, purtroppo sono sempre (o quasi) i paesi nordici i quali hanno un incessabile progresso a livello progettuale nell’ambito del design, architettura e conettività nella ricerca di una migliore qualità di vita che gira intorno alla bicicletta. Il piano sul quale poggiano le basi della progettazione nel campo del design, architettura in paesi quali come Olanda, Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia ad esempio, è fondamentale una chiave sin da un inizio alla risoluzione dei problemi in modo pratico e conciso pensato e puntando verso il futuro, cioè equivale a dire che le soluzioni saranno sempre risolte in modo che la progettazione iniziale sia quella definitiva nei confronti dei futuri

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cambiamenti delle città. Ciò comporta al costo iniziale e tempi di progettazione alti, ma con la consapevolezza che poi, non succede ciò che accade ad esempio sulle strade italiane: smantellamento di una strada sulla quale devono mettere tubi dell’acqua, si rimpiazzano le tubature vecchie, si chiude il cantiere, si asfalta e poi magari accade che c’era il problema delle tubature del gas che anch’esse dovrebbero essere state cambiate, ma per questioni di organizzazione, non riescono a coinvolgersi allo stesso tempo l’azienda del gas con quella dell’acqua, e quindi il cantiere mesi dopo, si riapre, si rompe l’asfalto appena fatto e si deve fare tutto da capo, essendo che entrambi enti potrebbero aver lavorato allo stesso tempo e usando la stessa mano d’opera per lo stesso scopo, ed è quindi per quello che i paesi che si conducono a grande rasghi di sviluppo, investono inizialmente in ciò che poi potrebbe diventare un incubo progettuale.


La Cleta fix station è una cabina specializzata e progettata con il fine di migliorare la qualità e il rapporto tra il design e la praticità delle persone nella società odierna e ovviamente puntando verso un futuro basato sul comfort e i rapporti sociali, in questo progetto di tesi, mi focalizzerò ad analizzare, innovare e progettare una bike fix station con un modo di poter includere e collegare luoghi e persone mediante un modo molto semplice. In fondo, la proposta di questa tesi è uno studio in step progressivi i quali ad esempio sono i tipi di biciclette, a livello city e a livello professionale, l’esperienza di utenti in grado di sistemare le bici per conto proprio oppure chi non è in grado ma vuole provare ad imparare (ovviamente per tutto ciò che riguarda l’imparare, è

un investimento di tempo e mozione, il risultato è un insieme di esperienze nel processo di apprendimento) e che quindi può risolvere problemi a livello tecnico di base ad uso proprio personale. Il boom culturale che la bicicletta ha generato nell’uso quotidiano, l’includere e creare cultura ad usare la bici ed imparare ad usare gli attrezzi offerti a livello pubblico, i luoghi dove possono essere predisposte le Bike Station, e finalmente nel progetto di fondo: attrezzi necessari per la produzione, materiali ad impiegare, tecnologie applicabili quale come un dispenser di prime necessità per la bici (un tipo di First Aid for bike), le rispettive tavole tecniche, modello CAD e rendering.

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Tecnologie attuali


Dentro delle tecnologie attuali nel mercato, esiste una ditta, la quale ha preso molto sul serio l’idea di creare e condividere il modo di riparare la bicicletta in modo personale fatto a misura per tutti. Attualmente esistono diversi modelli di bike station i quali cambiano soltanto di design, ma non nella prestazione dell’utilizzo degli attrezzi. Alcune hanno i cavi che tengono gli attrezzi in modo libero, mentre altri quelli più recenti, hanno una bobina retrattile per il cavo di sostegno degli attrezzi. Bike Fixation by Saris è una azienda degli Stati Uniti, situtata in Madison, Wisconsin, che produce questi totem dove uno può utilizzare gli attrezzi necessari per riparare

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la bicicletta in maniera gratuita ovunque sia esso localizzato: piazze, strade, boschi, negozi di biciclette, parcheggi e tanti altri luoghi dove si può accedere a questo sistema. Un sistema molto semplice il quale ha come principale funzionalità di disporre degli attrezzi elementari per riparare le diverse componenti della bicicletta tipo freni, cambio, ruote, manopole, sella, ecc. Gli attrezzi che sono predisposti nel totem, sono le tipiche chiavi a brugola in multitool, cacciavite a croce, piatto e torx, chiave inglese regolabile, chiavi per i pedali con inclusa la chiave per la serie sterzo, smontatori, chiave a 9 e 10mm, e finalmente una chiave a brugola di 5mm a forma di T.


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Un’altra azienda nel campo è IBombo, di origine Polacca, è simile a Bike Fixation, con differenze nel design dei loro prodotti. La qualità dei prodotti è ottima. Ciò che hanno implementato nei loro prodotti sono elementi già esistenti nel mercato in un involucro durevole alle condizioni meteorologiche e di uso degli utenti. Inoltre al totem con gli attrezzi, offrono diversi prodotti i quali rastrelliere e totem portabili per eventi

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La bicicletta e le sue diverse tipologie


Basta fare due passi nel centro di qualsiasi città, sia di montagna, pianura o sul mare e troveremo sempre negozi di biciclette, tutto questo perché la domanda è più alta della produzione in alcuni casi. Esistono biciclette di qualsiasi tipo, fatte su misura o come normalmente si vede, anche di massa: la bicicletta, un oggetto che ha rivoluzionato il nostro concetto di trasporto in questo ultimo decennio, e non solo! tutte le speculazioni puntano verso la bicicletta come un modo di trasporto sicuro e all’avanguardia per il nostro futuro. I tipi di taget che il mercato può trovare nei clienti è molto vasto: c’è a chi piace il triathlon, la strada, la pista, il mountain bike, mountain bike elettriche a pedalata assitita, il trial, il bmx, insomma, un mondo pieno di scelte per tutti i gusti che desiderano introdursi oppure svilupparsi nel ciclismo. Ovviamente il concetto che tutti conosciamo di bicicletta è

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quello di città, dove anche lì esiste un altro sub mondo di scelte molto vaste: biciclette da uomo e da donna, elettriche a pedalata assistita, elettriche a spinta, pieghevoli, pieghevoli elettriche, bici a spinta a forma di tappeto e sinceramente se poi continuiamo ad andare più in fondo, ci potremmo facilmente perdere in altri tipi che in questo momento non tratteremo, perché ovviamente troppo sono speciali e non fanno al caso di in questo momento prenderle come un uso massivo ma un uso esclusivo per utenti con gusti particolari. Di seguito troviamo un elenco con tutte le biciclette attualmente esistenti in mercato con una piccola didascalia che ci spiega in quale campo sono esse classificate e la composizione meccanica o di guida. Ovviamente non andando troppo nello specifico sarò preciso e conciso con le tipologie basiche.


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Corsa Bici pensata per andare forte, per le competizioni o semplicemente per piacere, ma comunque forte. La forma del telaio (spesso in fibra di carbonio) della bici da corsa è la classica a diamante, la posizione di guida molto sbilanciata verso il manubrio, la piega da corsa dalla classica forma ricurva all’indietro (che consente di tenere le mani in tre posizioni diverse) ricoperta dal nastro, rapporti lunghi, ruote da 28� con coperture lisce e strette, con sezioni da 23 o 25mm. I freni sono i classici calibri a infulcro con i pattini che lavorano sulla posta del cerchio.

Cinelli Supercorsa Acciaio Columbus SLX Campagnolo C-Record

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Colnago C40 Lampre 1995 Fibra di carbonio e acciaio Campagnolo Record 8v

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De Rosa 35th anniversary Acciaio Columbus SLX Campagnolo 50th anniversary

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Sono probabilmente le più diffuse al mondo. Pensate per un uso urbano, consentono una posizione di guida comoda, spesso montano una componentistica modesta e non sono dotate nemmeno del cambio, anche per questo sono le più economiche sul mercato. Le city bike montano quasi sempre ruote 26” o 28” con coperture intermedie, né troppo lisce come per le bici da corsa né tassellate come per le mountain bike.

Biciclette parcheggiate Piazza della Calza Firenze

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City bike

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Rastrelliere Via Cavour Firenze

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Bicicletta da donna parcheggiata Via Bolognese Firenze

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Mountain Bike Pensate per terreni più o meno sterrati/ accidentati. Hanno geometrie più compatte per questioni di praticità e maneggevolezza del mezzo (d’altra parte anche una posizione di guida meno eretta), ruote 26” (da un po’ sono comparse anche le 29“ o le 27,5” che stanno lentamente sostituendo il vecchio standard) con coperture tassellate, cambio con rapporti corti per affrontare anche le salite più dure, sospensioni e freni a disco idraulici. Le mountain bike si dividono in due grandi categorie: le front suspended, ovvero con solo la forcella ammortizzata e full suspended, equipaggiata anche con ammortizzatore posteriore.

Troy Brosnan Specialized Demo 8 Coppa del Mondo Trentino 2016

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Aaron Gwin Downhill Coppa del Mondo Trentino 2016

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Loic Bruni Downhill Coppa del Mondo Trentino 2016

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La bici a scatto fisso ha la particolarità di avere un solo rapporto e non presentare il sistema della ruota libera, con il mozzo della ruota posteriore che gira in modo solidale alla ruota. Ciò si traduce nell’impossibilità di pedalare a vuoto all’indietro e nel dover far forza sulle gambe interrompendo la pedalata per frenare. Pensate per un uso principalmente su pista, nell’ultimo decennio le bici a scatto sono divenute una vera e propria tendenza, in particolare dopo esser state scelte per le consegne a pedali dei primi bike messenger di New York. Composta da ruote di 28” è come una bicicletta da corsa ma senza freni e molto minimalista nello stile, idealizzata per pesare poco ed essere usata soltanto nel velodromo.

Bianchi Mercatone Uno pista Campagnolo C-Record Pista Fabiano Fontanelli

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Pista

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Ibrida In genere si intende per ibrida una bici a mezza strada tra quella da corsa, di cui conserva la forma del telaio, e quella da mountainbike, da cui eredita le coperture intermedie ed una posizione di guida più rilassata. Tuttavia il nome “ibrido” può indicare diversi tipi di mescolamenti tra tipologie di bici.

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Cicloturismo

Deve essere in grado di percorrere lunghe distanze spesso trasportando una discreta quantità di borse e bagagli. Ci sono essenzialmente due tipologie di bici da cicloturismo: una più adatta per i percorsi su strada e “figlia” della bici da corsa, con ruote 28”, e l’altra pensata per percorsi anche sterrati e salite impervie, con telaio più compatto, ruote 26” e coperture più robuste . In una bici da cicloturismo è molto importante la scelta della sella essendo il componente sul quale si sta seduti gran parte della giornata. Accessori per una bici da viaggio sono un portapacchi robusto per le borse (eventualmente anche anteriore), manubrio a farfalla (per fissarci contachilometri, gps e altri strumenti e per cambiare posizione di guida), parafanghi e almeno due portaborracce.

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Pieghevole

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Si contraddistingue il più delle volte per le ruote di taglia 16”, 20” o 24” e per la possibilità di essere ripiegata grazie ad un meccanismo sul tubo obliquo. Pensate principalmente per un uso urbano, con o senza cambio, hanno il grande vantaggio di combinarsi con i mezzi pubblici potendo viaggiare, da piegate, su autobus, metro e treni gratuitamente.


Le bici elettriche a pedalata assistita sono dotate di un piccolo motore elettrico che rende la pedalata piÚ leggera, soprattutto in salita e nelle partenze. Secondo i requisiti di legge, il motore deve avere una potenza nominale massima continua di 250W, la velocità massima non deve superare i 25 km/h, e l’assistenza può essere attiva solo se contemporaneamente si pedala. Come accade per le bici normali, esistono tantissimi tipi di bici elettriche: da città, da trekking, cargo, pieghevoli, mountain bike e altro ancora.

Elettriche

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Cargo

Molto diffuse nei Paesi Bassi e Danimarca, le cargo bike sono biciclette utilizzate principalmente per le consegne (prima foto) o pacchi e oggetti ingombranti, adibite al trasporto di persone o cose (seconda foto).

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Schema sulle componenti di una normale bicicletta (in questo caso da corsa) che ci permetterĂ di capire piĂš avanti certi aspetti delle caratteristiche degli elementi per un corretto uso quotidiano applicando le minime richieste di sicurezza per la guida.

Stem Sella

Leve freno / Cambio

Reggisella

Manubrio / Nastro manubrio Telaio

Copertone / Tubolare

Deragliatore anteriore

Raggi

Forcella

Mozzo Cerchio

Deragliatore posteriore

Guarnitura Corona Catena


Principali problemi meccanici Sella

Accessori

Sospensioni

Ruote

Freni

Trasmissione


Tipi di utenti


Chi è in grado di riparare la bicicletta? Sebbene esistono biciclette fatte per tutti i tipi di persone, non tutti i tipi di persone sono fatte per le bici. Nel modo in cui affrontiamo il primo giro in bici, sia da piccoli che da grandi, è sempre un impiego di tempo affinché quella persona riesca a pedalare per conto proprio e senza paura, in seguito la realtà diventa un’altra, una sensazione di libertà al non essere dipendente da un mezzo, una energia che sia prodotta per muoversi, la bicicletta può raggiungere qualsiasi luogo, spesso luoghi che neanche in un veicolo terreste si riesce a raggiungere. Boschi, città, campi, salite, discese, pianure, salti, piste, insomma quasi tutti i luoghi possono essere raggiunti con questo incredibile mezzo che ha quasi più di due secoli insieme all’uomo. La natura stessa dell’umano ci fa sempre andare oltre a confini: alcune persone che riescono a girare il mondo in bici per il solo piacere di essere liberi. Ciò

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che mi sorprende è che magari non hanno nemmeno avuto il problema di cambiare una camera d’aria in 70 mila chilometri oppure basta uscire di casa, svoltare l’angolo e bucare la ruota senza motivo, è veramente noioso, oppure il freno non è registrato, la sella si muove, lo sterzo non è stretto... Sappiamo molto bene cosa può succedere con la bicicletta: di tutto! ma se avessimo tutti la possibilità di utilizzare gli attrezzi per poter sistemarla, saremmo in grado di farlo? Come suddetto la bici fa per tutti ma non tutti per la bici, sarebbe ottimo che tutti fossimo sufficientemente pazienti di poter imparare a ripararla, la bicicletta è semplice, è logica, non ha niente di speciale, tutto ha una conseguenza nelle viti e dadi. Posso scommettere che se avessimo gli attrezzi a portata di mano non tutti ma almeno una gran parte, proverebbe sistemarla personalmente.


Top ten al mondo ad usare la bici Attualmente non possiamo affermare la fascia esatta di utenti in base all’età, ma possiamo dire che approssimativamente la media di persone che fanno uso delle bici è intorno dai 3 agli 80 anni, ovviamente quella fascia non può essere intesa proprio come la principale a poter usufruirne di questo progetto. Possiamo avvicinarci ad una fascia tra i 18 anni e i 60 anni come potenziale utente, per una serie di motivi fisici oppure di esperienza nel uso degli attrezzi. Ciò che possiamo prendere come una panoramica generale sul uso della bici sono i 10 paesi con maggiore uso di essa: Cina Popolazione: 1,342,700,000 Biciclette: >500,000,000 Ciclisti: >37.2% Il 60% degli abitanti di Shanghai (la città più popolosa della Cina) usa la bici ogni giorno per andare a lavorare. Nella città ci sono di 9.430.000 milioni di biciclette e di 19.213.200 abitanti.

Belgio Popolazione: 10,827,519 Biciclette: 5,200,000 Ciclisti: 48% In Belgio l’8% di tutti gli spostamenti avviene in bicicletta. La distanza media percorsa giornalmente in bici da ogni abitante è di 0,9 km. Il ciclismo è anche uno sport nazionale molto seguito tra i belgi, che generalmente sono anche coloro che spendono di più per la cura e la manutenzione del mezzo. Svizzera Popolazione: 7,782,900 Biciclette: 3,800,000 Ciclisti: 48.8% In Svizzera il 5% degli spostamenti totali e il 10% di quelli per lavoro avviene in bicicletta. E la Svizzera non è propriamente un paese per la bici, quindi più che nella quotidianità è usata per escursioni e passeggiate nella natura.

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Giappone Popolazione: 127,370,000 Biciclette: 72,540,000 Ciclisti: 56.9% In Giappone il 15% degli spostamenti per lavoro avviene in bicicletta. Nell’ultimo decennio sono state vendute più di 10 milioni di biciclette all’anno. L’uso della bici è in costante crescita soprattutto in ambito urbano dove il traffico automobilistico la fa ancora da padrone.

Norvegia Popolazione: 4,943,000 Biciclette: 3,000,000 Ciclisti: 60.7% In Norvegia il 4% degli spostamenti avviene in bicicletta. In Norvegia è molto diffusa la piaga dei furti di bici, che i ladri più esperti ormai riescono a prendersi in meno di 20 secondi. Circa il 10% delle biciclette rubate sono esportate in Russia e nell’est Europa.

Finlandia Popolazione: 5,380,200 Biciclette: 3,250,000 Ciclisti: 60.4% In Finlandia il 9% degli spostamenti avviene in bicicletta. La distanza media in bici percorsa da ogni abitante ogni giorno è di 0.7 km. Anche se la stagione ciclistica in questo paese inizia tradizionalmente in primavera o in estate, alcuni appassionati non temono né pioggia né vento. L’amore dei finlandesi per la bicicletta può essere paragonato a quello per i cani, la pesca, o la sauna.

Svezia Popolazione: 9,418,732 Biciclette: 6,000,000 Ciclisti: 63.7% In Svezia il 9% degli spostamenti avviene in bicicletta. La distanza media percorsa per abitante ogni giorno è di 0.7 km. La bicicletta in una famiglia svedese è presente come o più del televisore.


Germania Popolazione: 81,802,000 Biciclette: 62,000,000 Ciclisti: 75.8% In Germania il 9% degli spostamenti avviene in bicicletta. La distanza media percorsa per abitante ogni giorno è di 0,9 km. La bicicletta fa parte in maniera radicata della cultura tedesca ed è raro che un bambino non sia cresciuto fin da piccolo accanto ad una bici, magari incoraggiato dalla famiglia. Questo fa si che anche in strada ci sia un forte rispetto verso chi circola in bicicletta. Danimarca Popolazione: 5,560,628 Biciclette: 4,500,000 Ciclisti: 80.1% In Danimarca il 18% degli spostamenti avviene in bicicletta.La distanza media percorsa per abitante ogni giorno è di 1,6 km. La bicicletta è ovunque percepita come un mezzo sano, economico e rispettoso dell’ambiente, e spesso anche più veloce per spostarsi in città rispetto alle auto o ai mezzi pubblici. A Copenhagen il 37% degli abitanti usano la bici almeno una volta al giorno.

Olanda Popolazione: 16,652,800 Biciclette: 16,500,000 Ciclisti: 99.1% In Olanda il 27% degli spostamenti totali e il 25% di quelli per per lavoro avviene in bicicletta. La distanza media percorsa per abitante ogni giorno è di 2,5 km. Nonostante la recessione del mercato, per le bici gli olandesi spendono ancora un sacco di soldi, si stima almeno 1 miliardo di euro all’anno. Circa 1,3 milioni di biciclette sono state vendute in Olanda solo nel 2009, ad un prezzo medio di 713 euro (1.008 dollari) ciascuno. Amsterdam ha 400 km di piste ciclabili e quasi il 40% di tutti i pendolari che raggiungono Amsterdam lo fanno in bicicletta. La maggior parte i ciclisti non indossare il casco. I furti restano purtroppo un grosso problema, con una media di una bicicletta su cinque rubata ogni anno.

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Secondo questa classifica mondiale sull’uso della bicicletta, si può evidenziare in alcuni Paesi come ad esempio nel nord Europa, la realtà è tristemente diversa rispetto ai Paesi come l’Italia, la Spagna, Francia, o il Sudamerica. Il modo in cui possiamo vedere come scorre la vita nella città di Firenze in confronto ai paesi del nord d’Europa, è totalmente una guerra in contro alle poche rastrelliere, posizionate tra l’altro a volte in luoghi dove veramente è innecessario, oppure troppo piccole perché la zona dove c’è una rastrelliera per 10 bici, ci abitano almeno un migliaio di persone, dei quali almeno tra 10% e il 40% ne ha una bicicletta parcheggiata fuori casa all’intemperie, e con un tasso di furti a livelli altissimi; è anche per questo motivo che in generale in Italia, gli utenti delle biciclette, non hanno voglia di acquistare una bicicletta di marchio di pregio. Ad esempio, in Danimarca, le

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biciclette possono essere anche slegate e possono rimanere nel posto dove è stata parcheggiata per mesi, ovviamente finché non passa l’addetto al rimosso delle bici, oppure il ladro professionale che si dedica a quello come di mestiere. A Firenze, c’è un importante giro di biciclette che non è scontato, e come suddetto, il rischio ad avere un problema meccanico o ad avere la bicicletta derubata è proprio da pensarci su un attimo. Quasi un traffico di biciclette, e ovviamente essendo biciclette di qualsiasi genere e di qualità base, genera anche un comportamento nella gente di disinteresse per acquistarne una buona. Non la vogliamo troppo bella perché: 1  .- Può essere potenzialmente appetitosa per i ladri 2.- Intanto la bicicletta si rompe quindi perché ne dovrei prendere una buona. 3.- I parcheggi e le catene sono talmente scarse che di solito si graffia facilmente.

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Manutenzione e sicurezza La manutenzione e la sicurezza nelle nostre bici è un fattore fondamentale per il quale facciamo la scelta della bicicletta adatta a noi in base al luogo dove viviamo, ovviamente in base al budget che desideriamo spendere e in base al nostro stile di vita. Generalmente la gente nel nord d’Europa, ha un tipo di bicicletta di qualità molto elevata ed è per due motivi importanti: migliore è la qualità e migliore sarà la performance della bicicletta, il secondo invece è per una questione di gusto e di stile personale (motivo estetico). Quando si tratta di poter girare in bicicletta in maniera piacevole è molto importante avere certe conoscenze sulle componenti che sono nella bicicletta da acquistare. Ovviamente non è facile poter riconoscere quali componenti sono migliori rispetto ad altri, ma di solito abbiamo un concetto base sui

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marchi più diffusi nel mondo, quali come Campagnolo (marchio italiano molto famoso per la sua cura nei dettagli e per i prezzi alti), Shimano (marchio giapponese che è stato uno dei grandi competitor di Campagnolo al suo tempo e tutt’ora, ha una buona performance e prezzi molto accessibili), Sram (marchio americano di Chicago, che ha rivoluzionato il mercato con il suo design e prestazioni). Nel insieme, tra marchi, qualità e design, è uno dei concetti che ci permette di avere una idea generale sul campo nel quale vogliamo utilizzare il nostro mezzo. Tutto sommato, però non ci toglie una cosa, anzi ci aggiunge un’altra, ed è la manutenzione sulle nostre biciclette, le quali devono essere una quantità (più o meno determinata) esprese in ore di uso, per poi realizzare i rispettivi “tagliandi” nei componenti che possono subire degli usuramenti costanti, per diversi motivi di condizioni climatiche, tipo di uso, luogo, ecc.

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La manutenzione è sicurezza perché la bicicletta deve essere sempre in buone condizioni di uso, ciò è dovuto al fatto che essendo un mezzo che comunque ci permette di avere spostamenti brevi/ lunghi a velocità più o meno elevate, può esporre la nostra vita e quella degli altri ad avere importanti lesioni se la meccanica della bicicletta non si trova nelle condizioni di minima sicurezza: - Freni - Manubrio/sterzo - Sella - Portapacchi - Ruote - Luci/catarifrangenti - Guarnitura - Cambio - Telaio Tutte queste componenti devono sempre essere revisionate, al meglio ogni volta

che si vuole far uso della bicicletta. Quelle componenti che devono per forza essere nelle migliori delle condizioni sono assolutamente i freni: uno degli elementi più importanti della bicicletta, che come nelle macchine, dipendendo dal tipo di bicicletta (se corsa, da città, ecc) può essere molto importante per diminuire la velocità degli spostamenti. Lo sterzo: deve essere sempre libero, senza giochi, il manubrio deve essere ben stretto alla pipa. Il cambio: sembra molto banale parlare del cambio, ma è anch’esso uno degli elementi che dovrebbero essere revisionati molto spesso, giacché l’uso e lo sfioramento della catena in ogni ingranaggio può generare un importante e notevole deterioramento nelle parti, ad esempio, facendo una salita in bicicletta ed esercitando una forza non minore sulla trasmissione, nel caso che la catena o le corone siano sgastate, possono occorrere importanti salti del cambio, o addirittura

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anche la rottura della stessa catena, Danimarca ci spiega un po’ il concetto in facendo così al ciclista di fare una pedalata base alla quantità di chilometri percorsi a vuoto e rischiare anche la possibilità rispetto alla quantità di ciclisti deceduti di avere lesioni molto importanti. Per per chilometri di estensione. cui, le condizioni in cui manteniamo la Si presuppone che maggiore è la quantità bicicletta è fondamentale al momento di ciclisti e minore è la possibilità di essere di avere una vita salutare e longeva sia vittime di un incidente mortale. per noi che per la stessa bici. Inoltre Uno dei paesi con minori morti e maggiore ci sono altri accessori che sebbene in quantità di ciclisti è l’Olanda, mentre Italia non siamo ben quello con maggiore abituati ad usare, sono quantità di morti e In italia un ciclista minore quantità di le luci o catarifrangenti, elementi basici e muore ogni 35 ore! ciclisti sono gli Stati primordiali per la guida Uniti, i quali hanno un sicura, evitando rischi alto tasso di incidenti come incidenti oppure tamponamenti per i differenti scenari del paese stesso, il per una visibilità limitata. quale si traduce innanzitutto in strutture Le possibilità ad avere una guida sicura adatte alla guida sicura in bicicletta, inoltre in bicicletta si riducono se le condizioni al fatto che le distanze in America in meccaniche di essa sono inappropriate. genere sono molto più lunghe rispetto al Una stima sulla quantità di incidenti continente europeo che ha anche delle secondo uno studio riportato su Facebook strutture ciclabili molto più sviluppate, dall’ambasciata per la ciclabilità della ma non ancora sicure!

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PiĂš ciclisti in un paese signiďŹ ca minore quantitĂ di incidenti fatali Spostamenti in bicicletta per abitanti per anno. (km)

Ciclisti deceduti per miliardi di chilometri di spostamenti in bicicletta.

864

513 368 261

267 88

196 267

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Non esiste una ricerca specifica nella quale si sappia con precisione il modo o motivi per i quali gli incidenti succedano. Nello specifico di questi non ci concetreremo sui motivi personali di guida in bicicletta per i quali si producono gli incidenti, ma ci introdurremo ai motivi meccanici per i quali succedono gli incidenti. E’ certo che la maggior parte degli errori sono umani e non di natura meccanica della bicicletta, come ad esempio guardare con precauzione quando si è alla guida. Lì fuori, la strada è peggio di una giungla, dove milioni di persone si spostano in diversi modi, i pedoni sono sempre quelli meno attenti a quello che succede intorno a loro. Per non dire com’è la realtà in una città simile a Firenze, la quale è quasi sempre in tutte le stagioni

piena di turisti senza precauzione alcuna nel guardarsi intorno. Un ciclista può raggiungere velocità piuttosto elevate, avendo una alta possibilità a produrre o avere importanti danni. Certamente come suddetto, i problemi meccanici della bicicletta possono anch’essi comportare gravi problemi dovuto alle condizioni non adeguate di manutenzione, ed è evidente soltanto se si guida la bicicletta oppure con una semplice revisione nelle diverse componenti nello stato in cui si trovano. La miglior maniera di poter avere una guida sicura e piacevole è sempre di realizzare eventuali revisioni sul mezzo prima di essere utilizzato per evitare eventuali infortuni.

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E’ per quello che il progetto di creare un box dove non solo permette di riparare e sistemare la bicicletta in un modo comodo, ma anche ad avere a portata di mano elementi essenziali che sono tipici come: - Camere d’aria - Luci o catarifrangenti - Manopole - Tacchette del freno - Kit di olio per catena - Toppe - Campanello - Multitool - Cavi - Pedali - Connessione Wifi grauita per gli utenti - Dispenser per la ricarica delle borracce/ bottiglie d’acqua. - Pompa d’aria per le ruote

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La realtà nella società attuale, ha un continuo ed incessante progresso nel creare e riparare da sé, incrementando giorno dopo giorno, magari per la curiosità ad imparare, oppure per diversi motivi anche di livello personale nell’esperienza dell’utente le quali danno la possibilità ad avere un modo diverso di gestire per conto proprio le condizioni della bicicletta. La principale mozione per la quale il progetto di La Cleta fix station ha come base la qualità di vita nella società che oggigiorno si comporta in modo ancora più indipendente nel comune della gente che vuole riparare i propri mezzi per conto proprio con il fine di imparare nuovi metodi.


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Una delle importanti ragioni per la quale sono stato spinto a realizzare un progetto del genere, è semplicemente per il fatto di creare cultura ed emancipare la coscienza di utilizzare un mezzo così bello come lo è la bicicletta in ogni sua parte. La maniera in cui l’uomo oggigiorno sviluppa e spinge verso oltre, è da considerare come un risultato dovuto alle esigenze che l’uomo si è posto come soluzione geniale ai suoi problemi di spostamenti e collegamenti, che permette di coinvolgere anche altri campi legati ad esso. Se vediamo la scena a livello europeo, la situazione e massificazione della cultura nell’uso della bici è un grande boom culturale dove la salute, benessere e stili di vita si fondo per realizzare grandi cambiamenti nelle nuove generazioni di spostamenti in bici. Uno dei grandi esempi che possiamo vedere è come in Olanda la quantità di biciclette è quasi più del doppio della quantità di popolazione nell’intero paese. Tutto ruota in base alle biciclette, tanto che le regole sulla

viabilità sono cambiate di parecchio. La possibilità ad avere inoltre delle combinazioni di trasporto è un modo geniale e non minore quando si punta verso un futuro migliore e sistemato per la comodità di tutti gli utenti nelle città. In Olanda, Germania e i paesi scandinavi hanno introdotto già da un po’ queste combinazioni di trasporto ad altre prestazioni: almeno una di tutte le carrozze dei treni è adibito al trasporto di biciclette. Ancora più sorprendente è l’uso dei taxi nel caso che il ciclista sia con livelli superiori di alcool a quelli permessi dalla legge per la guida dei velocipedi, il quale dotato da un portabicicletta nella parte posteriore del taxi. Alcune delle linee di autobus addirittura hanno implentato il sistema di trasporto delle bici per comodità sia per persone adulte di età, che per persone con mobilità ridotta che non possono percorrere grandi distanze ma devono raggiungere luoghi dove i trasporti pubblici non arrivano.

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Secondo una statistica realizzata in base ad utenti nella città di Firenze, almeno il 90% delle persone non fa una revisione adeguata alla sua bicicletta, dei quali il 50% ha problemi meccanici senza ancora essere risolti. Il 30% di ciclisti non ha i freni in condizioni da poter essere utilizzati in maniera efficace. Il 15% ha problemi alle ruote. L’8% ha problemi alla sella e sterzo. Mentre dall’1 al 2% ha problemi impossibili da risolvere nel telaio (crepe o fessure). Le possibilità a subire incidenti in queste condizioni sono altissime, dovuto al fatto che a Firenze il problema è che la gente non vuole spendere su una bicicletta di buon pregio, visto che di conseguenza se fossero parcheggiate fuori alle rastrelliere verrebbero derubate in un attimo, quindi la persona pro medio preferisce non avere una bicicletta buona, ma una di bassa qualità che sinceramente a volte è soltanto un pericolo pubblico acquistarle, per la qualità e durabilità dei materiali.

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Da un altro canto, la situazione è un’altra, la quale apre le porte al mercato del rubato, facendo promozione a rubare più biciclette per l’altissima domanda di biciclette arrangiando alle persone di non acquistare biciclette in negozi ma dai delincuenti. E’ molto triste che questo succeda non soltanto a Firenze, ma in tutta l’Italia. Possiamo vedere anche gli atti di vandalismo anche nei sistemi di bike sharing tali come Mobike, che in un certo momento hanno pensato anche di ritirare le biciclette dal mercato italiano per una questione di perdite nel sistema dovute agli utenti (e non) che distruggevano in maniera continua oppure lanciavano le biciclette nei fiumi, oltre al fatto che a volte vengono parcheggiate in luoghi assurdi come montagne, dentro ai palazzi, in mezzo alle strade, dentro alle fontane d’acqua e tanti altri posti che sono impossibili da pensare dove siano andate a finire.


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La Cleta fix Station


Perché La Cleta Fix Station? La Cleta, non è nient’altro che l’abbreviazione di Bici - Cleta detto in spagnolo. Viene utilizzato molto spesso nel vocabolario dei ciclisti nei paesi di lingua spagnola. Un modo che certamente è abbastanza colloquiale nell’esprimersi. Per me semplicemente è il modo che ho sempre utilizzato (o quasi) per nominare la bicicletta. Certamente il nome da solo deve sempre essere accompagnato da qualcosa che avesse a che fare con la funzionalità, ed è venuto fuori come risultato La Cleta Fix Station da una semplice traduzione all’inglese. Essendo un “oggetto della città” è anche un’opportunità per creare dei rapporti sociali che permetta di incrementare i legami tra le persone, che crei una sorta di cultura intorno ad essa. La mia idea è che questo progetto sia anche in un futuro nominato da quasi tutti gli utenti che fanno uso di una bicicletta, sia in città che in qualsiasi luogo dove esso si trovi. Vorrei tanto che gli utenti possano dire

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frasi quali: - Oggi vado a La Cleta a cambiare la camera d’aria - oppure Vado a provare a come si usa La Cleta L’idea di questo progetto nasce anche dal mio amore e legame che ho stabilito sin da piccolo con la bicicletta, il mio mezzo di tutti i giorni, non ha importanza se piove, se fa caldo, se ho un braccio rotto o qualche ferita, la uso sempre, e di solito quando viaggio e vado in un altro paese, è molto triste che non possa avere la mia bicicletta personale con me per poter girare l’intera città. Dunque, l’idea di questa tesi nasce dal fatto di poter includere a più persone ad imparare il “fai da te”, in modo che ci permetta di avere conoscenze necessarie a capire il semplice funzionamento di una bicicletta normale, senza grandi dettagli come freni idraulici oppure copertoni tubolari con liquido antiforatura, assolutamente non mi concentrerò a biciclette che possano avere meccanismi o elementi complessi. Pensata per persone senza grandi conoscenze di meccanica ma con una grande voglia di imparare.


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In particolare la mozione che mi porta a sviluppare un progetto del genere, è come suddetto nell’introduzione di questa tesi, un modo migliore per facilitare la qualità della vita nella società piena di trasporti e mezzi che inquinano in un modo smisurato e che hanno lo stesso risultato come la bicicletta nel senso di trasporto. Certo, è ovvio che con la bicicletta ci stanchiamo di più e i chilometri che possiamo percorrere non sono gli stessi di quelli che si possono fare con una macchina. Mi sento molto felice a sapere che giorno dopo giorno la bici prende ancora più campo e senza fermarsi incrementa a livelli esponenziali il suo uso quotidiano tra le persone. In questa tesi a differenza di molti progetti che sono pensati per le città, questo sia non esclusivamente pensato per essa ma per tanti altri luoghi che nel mondo ha bisogno di un’innovazione del genere. Ad esempio l’azienda IBombo, ha pensato di portare gli attrezzi dove veramente sono necessari: l’Himalaya, Marocco, India,

ecc., luoghi dove anche la possibilità economica delle persone è veramente ridotta. Se pensiamo anche a quel tipo di utente, di paesi con un tasso di sviluppo economico basso, possiamo vedere e soffermarci a contemplare il panorama giornaliero di ogni singolo spostamento, è ovvio che molta gente si muove a piedi, ma con la bicicletta molti hanno un passo avanti - si, perché riduce i costi e riduce i tempi di viaggio rispetto a camminare; è semplicemente uno dei mezzi al mondo che più ricerca ha nel campo del design e l’architettura; tutto perché è un oggetto versatile che può essere utilizzato da quasi tutti. La differenza che ha La Cleta Fix Station rispetto al resto dei totem che sono gratuiti delle aziende che ho esposto in un inizio, è che innanzitutto gli attrezzi sono ad uso libero senza un filo che garantisce il furto o lo smarrimento di essi, più che altro per un fattore di ergonomia quando si ripara la bicicletta, giacché avere i fili in acciaio che sono legati ad

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una base, risulta molto scomodo quando si tenta di passare da un lato all’altro intorno alla bici mentre l’utente ne fa uso. Personalmente, come ciclista, credo sia molto importante di avere attrezzi di qualità e che siano ergonomici soprattutto al momento di sistemare un meccanismo. La manutenzione è costosa in una bicicletta ed è preferibile sempre controllare per conto proprio se il lavoro svolto da un biciclettaio è corretto o meno. In genere, l’idea di La Cleta è che anche gli utenti incrementino le capacità di manualità e di controllo dei tagliandi sul proprio mezzo, generando una base culturale sulla meccanica di essa, unificando e armonizzando l’esperienza degli utenti. Troveremo certe difficoltà, certamente, in un inizio, a realizzare il modo in cui gli attrezzi vengono impiegati, cosa che è assolutamente normale in qualsiasi ambito in cui si sia ad apprendere sin da un inizio. Dunque, l’idea di fare una cabina vetrata è che anche questo permetta di generare una connessione con l’intorno,

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essere sorvegliati da fuori alla cabina, genera anche una scomodità per chi è più introverso che altri, ma preme anche ad essere veloci ed a spiegare alle altre persone che sono all’esterno a guardare che succede dentro alla cabina. E’ certamente un concetto che permette di creare allo stesso tempo diverse situazioni, le quali sia nell’ambito di meccanica, sia nell’ambito di guardare a come si cambia un componente o elemento della bicicletta. Perché però la cabina deve avere un costo all’ingresso? Giustamente lo scenario dove porrò la Fix Station, non è soltanto uno, ma diversi. In una città del sud d’Europa, è ovvio che la gente non ha la cultura di rispettare ciò che non è suo, cioè farò l’esempio nel quale: se vedo qualcosa che non è mio, ma è libero, senza un segno nel quale si veda che esso abbia un proprietario, allora cosa penserò? Che è mio. Un senso ad appropriarsi a delle cose che non sono sue. Quindi, se il sistema (in una città ad esempio) è a pagamento,


e inoltre ha delle condizioni di uso e di legge che permette alla cabina di: - Fare multe - Sostrarre l’importo di un articolo smarrito o danneggiato - Esporre dei mini tutorial a come fare uso degli attrezzi e cambiare elementi della bicicletta. Tutto ciò, è soltanto un modo per creare e generare una cultura a non “distruggere” (anche se il termine è molto forte, è la realtà di certa gente che si diverte a distruggere anziché emancipare e condividere le novità). Generalmente, nei paesi con sviluppo economico alto hanno un concetto di vita diverso rispetto a quelli con meno sviluppo. Facendo una grande differenza nella durabilità dei progetti pubblici. Il distruggere o generare degli atti vandalici contro la cabina, l’unico che comporterà sarà ad esporre delle sanzioni in contro dei risponsabili degli atti, genera anche perdite economiche, nonché la mancanza di rispetto per il prossimo che può farne uso della cabina.

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Dimensioni

La cabina, è un oggetto sia di arredo che di uso funzionale. Le sue dimensioni non sono troppo ingombranti ma neanche piccole. E’ progettato con il fine di avere uno spazio che sia comodo e adibito alla riparazione di una bicicletta pensata come taglia media (55cm in una bicicletta da strada o da città), cioè: da estremo della ruota posteriore alla ruota anteriore 170cm (lunghezza). Dimensioni massime del manubrio possono essere fino a 80cm (in una bicicletta da mountain bike). Dunque, le dimensioni della cabina saranno: - Lunghezza 350 cm - Larghezza 250 cm - Altezza 250 cm

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All’interno: Il banco di lavoro sarà disposto al lato destro rispetto al ingresso e con dimensioni di: - Altezza 90cm - Lunghezza 200 cm - Larghezza 40cm La seduta sarà disposta al lato sinistro rispetto all’ingresso, e davanti al bancone di lavoro. Alla sinistra della seduta ci sarà il dispenser sia per i prodotti di prima necessità per la bici e sia il dispenser degli attrezzi. La seduta ha dimensioni simili a quelle del bancone ma con una altezza di 45 cm da terra.


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Planimetria

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Esploso

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Elementi all’interno della fix station Gli elementi che saranno all’interno della fix station sono disegnati e modellati in base alla linea della cabina, la quale ha una forma a “C” che rappresenta Ciclismo. Una forma molto minimale, con elementi essenziali senza caricare troppo l’ambiente con arredi o colori e forme che possano interferire nell’esperienza dell’utente. Facendo un elenco degli oggetti che saranno disposti nell cabina abbiamo: - Seduta o panchina - Banco di Lavoro - Pompa d’aria per le ruote - Supporto meccanico - Distributore degli attrezzi - Distributore dei prodotti essenziali per la riparazione della bici - Rilevatore di fumo - Wi Fi Il distributore degli attrezzi è un elemento che permette di avere uno a due attrezzi alla volta quando l’utente deve riparare la bicicletta, in modo che la restituzione degli attrezzi alla macchina, permette di

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utilizzare altri attrezzi dopo dell’utilizzo di essi; se gli attrezzi non vengono restituiti alla macchina, quest’ultima non potra erogare altri attrezzi. Nel caso l’utente si dimentichi di restitutire gli attrezzi la cabina emmetterà un suono tale di ricordare che l’utente non ha ancora restituito gli attrezzi. Se gli attrezzi non vengono sostituiti dopo un tempo di 10 minuti, la cabina che è collegata ad un sistema elettronico, provvederà ad una sanzione stabilita in base al costo dell’attrezzo ma con valore molto più alto per far si che la prossima volta l’utente non sbagli di portare gli attrezzi a casa. Se l’utente non se ne accorge prima dei 10 minuti e vuole restituire l’attrezzo, deve recarsi all’ufficio competente che provvederà a togliere il costo dell’attrezzo ma pagherà comunque una sanzione visto che vieta ad altri utenti di avere la gamma completa di attrezzi. Inoltre, gli attrezzi hanno una scheda (chip) che riconosce l’attrezzo, cioè se capitasse che un utente vuole scambiare


i suoi attrezzi con quelli della cabina, per qualsiasi motivo, il distributore non accetterà l’attrezzo che non sia quello corrispondente e con il sistema di riconoscimento tramite il chip. Dunque gli attrezzi a disposizione saranno: - Multitool con tutte le brugole necessarie (da 2 a 10mm) - Multitool con tutte le chiavi torx necessarie per una bici (da T10 a T25) - Chiave inglese (da 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14mm) - Chiave di pedale/serie sterzo - Chiave brugola a T 5mm - Smaglia catena - Pinze - Chiave inglese regolabile - Smontatori di pneumatici Il distributore di attrezzi sarà fornita da un codice QR il quale contiene manuali

scaricabili da dispositivi, che spiegheranno punto per punto tipi di manutenzioni o riparazioni di tipo elementari. Il distributore di prodotti, invece funziona come qualsiasi distributore normale, il quale può ricevere pagamenti sia in contanti che con la carta di credito/debito. Gli articoli presenti nel distributore saranno: - Camere d’aria in tutte le misure (16 - 20 - 24 - 26 - 26 3/8 - 27,5 - 28 - 29”) - Smontatori - Kit camera d’aria + smontatori - Kit riparazione camere d’aria - Luci - Cavi freno e cambio - Guaine freno e cambio - Catene - Manopole - Pneumatici (solo corsa senza fili metallici) - Pedali

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Elementi all’esterno della fix station Gli elementi che saranno disposti all’esterno della cabina, non saranno a pagamento. Sono soltanto estensioni di utilizzo a tutti coloro che siano in possesso della tessera satinaria:

condizioni climatiche. Un adesivo che copre tutta la base della pompa, ha come informazione codici QR che indicheranno il corretto utilizzo delle diverse tipologie di adattatori.

- Distributore d’acqua per riempire le borracce e le bottiglie d’acqua Per ottimizzare il rendimento del distributore dell’acqua sarà richiesta la tessera sanitaria ai fini di calcolare la quantità di utenti che ne fanno uso, oltre a creare anche una distribuzione dell’acqua in quantità equa ad ogni cittadino al giorno (stimativamente 4 litri al giorno).

La cabina sarà fornita elettricamente tramite pannelli solari, che serviranno a ridurre il consumo di energia fornita dall’esterno, permettendo al sistema di essere autosufficiente in alcuni momenti del giorno.

Inoltre i servizi ad uso gratuito comprende: - Pompa d’aria con i diversi adattatori di valvole per le diverse tipologie di biciclette e anche per i non ciclisti le diverse tipologie di adattatori per palloni da calcio e altri. La pompa sarà fissata ad una base la quale copre la pompa dalle diverse

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La disposizione gratuita di questi elementi sono essenziali per avvicinare più alle persone che siano curiose di sapere a cosa serve e come funziona la cabina.


Struttura/Materiali

La struttura della cabina ha una forma dinamica, fluida, con il fine di essere un’attrazione e che chiami l’attenzione delle persone che passino intorno ad essa. L’idea che abbia una forma tale è per il semplice motivo di creare un ambiente tecnologico intorno ad essa. La storia che può avere una città vecchia come le città italiane, è talmente forte che mi piace creare il contrasto di realtà nel contesto di età tra contesto e oggetto di uso pubblico. Inoltre a come già detto, la cabina non sarà soltanto disposta nelle città ma anche fuori alle città tali come campi e/o montagne dove ci sia una vera necessità per alcune provincie nelle quali non ci sia un’officina meccanica vicina per interventi veloci. E’ una struttura abbastanza semplice che al suo interno (tra la parte interna e la parte esterna, cioè nello “spessore”) sarà realizzata con una struttura reticolare (per intendersi, il reticolare è uguale a come

è fatta la torre Eiffel, ma in un modo ovviamente più moderno in base alle richieste e leggi odierne. I materiali che verrano utilizzati per la produzione della cabina, saranno: - Legno - Acciaio galvanizzato per il reticolare strutturale - Vernici termoplastiche per l’esterno - Vetro temperato - Acciaio Inox per la seduta e il banco di lavoro

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Renderings

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Bibliografia Epic Bike rides of the world - Lonely Planet, agosto 2016 The Geometry of Type - Stephen Coles, Thames & Hudson 2016 Guida infografica al ciclismo Ciclopedia - Robert Dineen, Il Castello 2017 Campagnolo. La storia che ha cambiato la bicicletta - Paolo Facchinetti, Guido P. Rubino, Bolis Edizioni

Sitografia http://www.ichc.biz/ https://issuu.com/jordyrunciman/docs/jordan_runciman_honours_thesis http://cycle-space.com/publications/ https://www.bikeitalia.it/le-tipologie-di-bici/#par1 http://denmark.dk/en/green-living/bicycle-culture/danish-design-and-innovation-for-cyclist https://ig.ft.com/sites/urban-cycling/ http://publications.lib.chalmers.se/records/fulltext/159319.pdf https://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/statistica-biciclette-incidenti-morti http://www.repubblica.it/cronaca/2017/04/22/news/ciclisti_strage_infinita_un_morto_ogni_35_ore-163627361/ https://www.bikefixation.com/post/blog-recap-of-first-annual-placesforbikes-conference http://www.ibombo.eu/product_bike_repair_station_and_bike_racks/ https://bikerumor.com/2011/10/14/friday-roundup-bicycle-bits-and-pieces-36/ https://issuu.com/marcopis/docs/aequa_-_web http://www.ingdemurtas.it/bici/foto-danimarca/


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Ringraziamenti Innanzitutto venire da un paese lontano 12 mila chilometri quando sei in un periodo di crescita, di conoscersi a se stesso e allontanarsi da tutto ciò che avevi a portata di mano, non è affatto semplice. Posso dire che tutto questo processo è stata una bella avventura, nonché l’inizio di un’altra. L’appoggio incondizionale delle persone che mi sono state vicine (e allo stesso tempo lontane fisicamente) è stata la chiave di arrivare al giorno in cui mi laureo in Disegno Industriale nella speciale ed unica città di Firenze. Non mi sarei mai immaginato che il destino mi portasse ad un luogo così lontano e pieno di nuove cose, idee, amori, scoperte, conoscenze, architettura, fotografia, design e biciclette. Devo ringraziare soprattutto a i miei genitori Andrea e Solange, che sono stati sempre presenti chiedendomi e non premendomi a saper come sono stato e come ho fatto i progressi che mi portano ad essere la persona che sono in questo momento. A i miei fratelli Catalina, Piero e Gianfranco che mi hanno sempre fatto sorridere nei momenti belli e brutti che la vita ti regala. Alla mia ragazza Sophia che mi accompagna dappertutto, in tutti i posti nuovi e soprattutto che mi portò con sé in Danimarca a conoscere incredibili luoghi dove il design non ha limiti. Devo ringraziare agli amici che sono venuti a trovarmi da tutte le parti del mondo. A Pedro Castro per introdurmi nell’ambito dell’architettura quando ero appena uscito dalla scuola, a Marco Piscopo che mi diede una mano ad entrare nella facoltà di Design, a Constanza e Joaquín Reichhardt i bei cugini che sempre hanno dato il tutto per me e che sempre ci hanno creduto a quello che facevo. Ringrazio ovviamente a tutti i coinquilini che sono purtroppo sono dovuti stare vicino a me (con il carattere che ho non molti sono stati capaci di sopportarmi). Alle mie bici. Ad SSD Grafiche, Lorenzo, Simone, Silvia, Simonetta, Sandro e Francesca che fecero gran parte di questo processo di apprendimento nelle responsabilità del lavoro e del tirocinio. A i miei colleghi di lavoro con le bici, Simone, Leonardo e Andrea che mi hanno insegnato a conoscere il mondo delle biciclette da corsa d’epoca, tutti i componenti Campagnolo, tutti i dettagli dei telai e telaisti. Infine devo ringraziare assolutamente al Professore Stefano Follesa che mi consigliò di fare la tesi con il Professore Francesco Armato e a Lucetta Petrini la sua Assistente. Ringrazio a i miei colleghi di università con i quali ho condiviso tutto questo tempo e tante avventure, c’è uno in speciale che mi ha aiutato non soltanto con l’università ma anche con cose della vita, al mio caro amico Leonardo Santetti. Grazie tante a tutti che continuano a credere in me.


Aldo Pavia Graduation Thesis Università degli studi di Firenze  
Aldo Pavia Graduation Thesis Università degli studi di Firenze  
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