L'agricoltore Cuneese - Giugno 2022

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POSTE ITALIANE S.P.A. - SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, NO/CN - ANNO XX - N. 04•2022 - GIUGNO 2022 - CONTIENE I.P.

04/2022

I frutti ci sono ma la burocrazia blocca i lavoratori

PESTE SUINA AFRICANA Perchè in Piemonte non si abbattono i cinghiali?

EMERGENZA IDRICA Il ruolo dei Consorzi irrigui contro i periodi di siccità

NOCCIOLO Innovazione e ricerca per contrastare il clima che cambia

ASSEMBLEA 2022 Appuntamento il 7 luglio a Caramagna Piemonte



I NUMERI DI QUESTO NUMERO

Giovedì 7 luglio l’assemblea di Confagricoltura Cuneo a Caramagna Piemonte

In collaborazione con:

ASSEMBLEA

ORDINARIA DEI SOCI 2022 Ristorante “Lago dei Salici” - Caramagna Piemonte ASSEMBLEA PRIVATA

Giovedì 7 luglio 2022

Prima convocazione: ore 6.00

Seconda convocazione: ore 17.00

SUINI

AGRITURISMI

Aziende di suini in Piemonte Il 65% è nel Cuneese

calo del fatturato 2020 per gli agriturismi cuneesi

PIEMONTE

IN DIFFICOLTÀ

CONSUMO

RISORSE

1.400

-70%

10%

2,547

% di consumo di nocciole su tutta la frutta in guscio

milioni di euro per il 2022 destinati dalla SFN al Piemonte

NOCCIOLE

FORESTE

ORDINE DEL GIORNO 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7.

Comunicazione del Presidente Approvazione rendiconto economico finanziario e relazione Collegio sindacale Determinazione contributi associativi annuali Elezione componenti Consiglio Direttivo Elezioni probiviri Elezioni revisori dei conti e determinazione emolumenti Varie ed eventuali

ASSEMBLEA PUBBLICA - ore 18.00 MATERIE PRIME E CAMBIAMENTI CLIMATICI: L’AGRICOLTURA E LA PROVINCIA DI CUNEO VERSO LA TRANSIZIONE Enrico Allasia - Presidente Confagricoltura Cuneo & Piemonte Silvio Allamandi - Executive Director gruppo Etea Vittorio Viora - Vicepresidente nazionale ANBI Presidente ANBI Piemonte Giovanni Quaglia - Presidente Fondazione CRT

CONCLUSIONI Massimiliano Giansanti - Presidente Confagricoltura

Aziende innovative Aperte le candidature ad “Agricoltura100” PAG. 19

NUMERO 331.4915518 331.4915516 339.5634561 339.5401060 339.5401054 339.5635193 339.5401004 339.5966337 339.5634650 339.5634563 339.5401670 366 4059712

UFFICIO CAA FISCALE PAGHE CAA FISCALE CAA FISCALE FISCALE PAGHE CAA FISCALE PAGHE

ZONA ALBA ALBA ALBA CUNEO CUNEO MONDOVI MONDOVI SALUZZO SALUZZO SAL.- SAV. SAVIGLIANO SAVIGLIANO

PRESENTAZIONE PRODOTTI CASCINE PIEMONTESI CONSEGNA ONOREFICENZE “ARATRO D’ORO“ Seguiranno aperitivo, cena e serata danzante I partecipanti sono pregati di dare adesione presso gli uffici di zona entro lunedì 4 luglio

Segreteria organizzativa: eventi@confagricuneo.it - Tel: 0171 692143

CONTATTI

UFFICIO PROVINCIALE DI CUNEO Tel: 0171/692143 – 0171/344494 Fax: 0171/698629 E-mail: cuneo@confagricoltura.it

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IN PRIMO PIANO

SUINI

Peste suina africana: “Bisogna abbattere subito i cinghiali”

Aziende di suini in Piemonte. Il 65% di queste si trova nel Cuneese

NETTA POSIZIONE DI CONFAGRICOLTURA CUNEO E PIEMONTE. ALLASIA: “POCHI RISULTATI, CHIEDIAMO UN CONSIGLIO REGIONALE APERTO”

1.400 ALLEVAMENTI

di Gilberto Manfrin

L’

obiettivo dev’essere uno e uno solo: attivare tutte le procedure necessarie per un rapido contenimento dei cinghiali sul territorio piemontese. Il messaggio, forte e chiaro, è stato nuovamente ribadito nei giorni scorsi, a più riprese, dalla Confagricoltura Cuneo sempre più impegnata a far sentire la propria voce per contrastare il rischio contagio da peste suina.

Affrontare il problema “Apprezziamo l’impegno delle istituzioni, ma al tempo stesso evidenziamo che occorre osservare tutte le procedure previste per la gestione dell’emergenza da peste suina africana: sono passati 150 giorni dal ritrovamento del primo animale infetto e risultati tangibili sul fronte degli abbattimenti dei cinghiali, purtroppo, non ne vediamo”. Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, intervenendo sull’avvio dei lavori per la sistemazione della recinzione per limitare i movimenti dei cinghiali e, di conseguenza, il propagarsi della peste suina africana, sottolinea come “il problema debba esLe prime reti contenitive posizionate nell’Alessandrino

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sere affrontato in modo più incisivo: la scoperta di un nuovo focolaio in provincia di Roma non può essere messo in connessione allo spostamento di cinghiali dalla zona infetta di Piemonte e Liguria, per cui occorre intensificare la vigilanza e capire come mai la malattia si stia estendendo in questo modo”. Lo stesso Allasia, anche a fine maggio, in un incontro convocato dalla Regione proprio per fare il punto sulla malattia, aveva fatto presente come il depopolamento dei cinghiali sin lì portato avanti fosse insufficiente, stante i soli 2mila capi abbattuti da gennaio. “L’obiettivo che si è dato la Regione Piemonte precisa Allasia - è di arrivare, entro fine anno, a 38mila capi abbattuti con la caccia di selezione. Se poi si aggiungono la caccia di controllo e quella programmata, i numeri salgono a oltre 50mila, ma di questo passo sarà pressoché impossibile raggiungere il risultato”.

Posate le prime reti La posa delle prime reti di contenimento ha preso avvio a inizio giugno dalla località Abasse di Ponzone (Alessandria). Avranno il compito di limitare i movimenti dei cinghiali e di conseguenza di impedire il propagarsi della Psa. I primi metri di recinzione sono stati posati, tra gli altri, alla presenza del Sottosegretario alla Salute Andrea Costa e del Commissario straordinario Angelo Ferrari. Il primo lotto della recinzione si snoda per 10 chilometri nei territori di Ponzone, Cassinelle e Molare, secondo un percorso definito da Regione, Società di committenza regionale, Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Comuni e progettisti come il migliore possibile in

funzione della topografia e delle peculiarità della zona. Successivamente si procederà, in contemporanea, su più lotti, per circa 130 chilometri.

Chiesto un Consiglio regionale aperto Recinzioni o meno, Confagricoltura continua però a ribadire l’assoluta necessità di attivare tutte le procedure necessarie per un rapido incremento dell’azione di contenimento dei cinghiali in tutto il territorio piemontese, non solo per il rischio del dilagare della malattia, ma anche per gli ingentissimi danni che questi ungulati arrecano alle coltivazioni durante tutto l’anno. Il rischio infatti è che un patrimonio di straordinario valore produttivo e commerciale possa andare distrutto nella malaugurata ipotesi in cui l’epidemia di peste suina dovesse allargarsi e diventare endemica. Allasia rincara: “Non capiamo perché non si abbattono i cinghiali. Abbiamo chiesto un Consiglio regionale aperto sull’argomento, ma al momento dalle forze politiche non abbiamo ottenuto risposte. Ribadiamo che occorre un piano straordinario di interventi urgenti, per non compromettere una filiera che interessa 1.400 allevamenti in Piemonte, per un valore totale a livello nazionale di oltre 8 miliardi di euro. Già oggi, anche nostre imprese continuano ad essere in forte difficoltà a trovare acquirenti disponibili ad approvvigionarsi di suini provenienti dal Piemonte; è perciò necessario intervenire al più presto con ogni iniziativa utile per contrastare la diffusione dell’epidemia e l’eradicazione dei cinghiali”. Intanto, ultima ora, desta preoccupazione la notizia del rinvenimento di due maiali infetti nel Lazio, primi casi in Italia.


“È fondamentale la biosicurezza in stalla” SAPINO COMMISSARIO DELL’ALESSANDRINO “OGNI AZIENDA HA UNA PRASSI DA SEGUIRE” GIORGIO

SAPINO Commissario per l’emergenza Psa in provincia di Alessandria

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inque mesi dopo il ritrovamento del primo cinghiale infetto, la Peste suina africana continua a preoccupare - e non poco - allevatori e mondo produttivo. A spaventare, in particolare, è la possibile diffusione a macchia d’olio della malattia, soprattutto nelle zone ad alta densità di allevamento di capi suini. Per dare dei numeri, in Piemonte sono attive circa 1.400 aziende (il 65% di queste nel Cuneese) che allevano 1,4 milioni di capi suini (circa 1 milione sono in provincia di Cuneo, pari a oltre il 70% del totale) e a livello nazionale la produzione piemontese rappresenta il 9% del totale. Giorgio Sapino commissario per l’emergenza della Peste suina africana nel territorio della provincia di Alessandria, già responsabile dei Servizi Veterinari e direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Cn1, si sta occupando della corretta applicazione delle misure di controllo e prevenzione disposte dal Ministero della Salute per la zona infetta.

Dottor Sapino, com’è ad oggi, la situazione? C’è un reale rischio che la malattia si allarghi? Ci fa un aggiornamento? “Si è registrata una leggera espansione della malattia in zona infetta ma fortunatamente i casi sono lì confinati. La Psa è una malattia subdola, difficile da contenere. Dal punto di vista sanitario stiamo facendo davvero tanto, seguendo le disposizioni impartite dall’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Icardi, sempre molto attento e vigile sulla problematica. Abbiamo iniziato il giro di tutti gli allevamenti dell’Alessandrino cominciando dalla zona di protezione per vedere che le misure di biosicurezza trovino reale applicazione e siano osservate al massimo livello”.

Confagricoltura Piemonte e Cuneo hanno ribadito l’assoluta necessità di attivare al più presto tutte le procedure necessarie per un rapido contenimento dei cinghiali sul territorio piemontese: finora ne sono stati abbattuti solo alcune migliaia sui 50.000 previsti. Un po’ pochi non crede?

“In previsione degli abbattimenti, a seguito dell’attività dell’Asl di Alessandria, sono stati portati a termine 12 corsi di formazione ai cacciatori e formate in tutto circa 800 persone. Sono state sistemate celle frigorifere per stoccare le carcasse in attesa delle analisi. Abbiamo approntato contenitori per gli scarti di macellazione. Insomma, tutto quello che andava fatto è stato fatto, ora aspettiamo che anche altri facciano la loro parte. E che tutto ciò che è seguente all’intervento sanitario proceda nel più breve tempo possibile”.

Dichiarare lo stato di emergenza avrebbe potuto velocizzare gli abbattimenti? “Sarebbe stata la cosa più giusta da fare. Probabilmente avrebbe risolto in partenza tanti problemi”.

Sono state posate nell’Alessandrino le prime recinzioni per contenere la diffusione della malattia, ma occorre proteggere anche quelle aree, come per esempio il Fossanese, in cui sono allevati decine di migliaia di suini facendo di tutto per non far entrare capi infetti. Lei come la pensa? “La posizione delle reti, che vanno piazzate a sei chilometri di distanza dall’ultimo capo infetto ritrovato, è proprio in direzione Ovest, verso il Cuneese. Ma l’unica cosa che si può fare per proteggere al 100% gli allevamenti della provincia di

Cuneo, ma mi viene da dire tutti gli allevamenti, è di attuare in modo preciso e puntuale le misure di biosicurezza. Se si attuano, sono convinto che si eliminerà quasi totalmente il rischio di diffusione da parte dei cinghiali”.

Quanto è importante l’aspetto della biosicurezza in azienda? “La mia esperienza mi porta a dire una cosa: non è tanto il cinghiale infetto che fa paura e preoccupa, ma lo è chi non rispetta le regole. Quando si è in allevamento, soprattutto se si esce da esso, bisogna rispettare scrupolosamente le norme di disinfezione. Ogni azienda ha una prassi da seguire e sotto questo punto di vista mi sento tranquillo perché devo dire che c’è un rispetto puntualissimo delle norme da parte degli allevatori”.

Allo stato attuale, qual è secondo Lei il percorso per consentire al mondo agricolo piemontese di superare l’emergenza? “Innanzitutto occorre favorire il depopolamento dei cinghiali diminuendo il numero dei capi. Ce ne sono davvero troppi. Ma sono le misure di biosicurezza che fanno la differenza e che rappresentano il miglior ‘antidoto’ per debellare il rischio che la malattia si diffonda. Tra l’altro sono allo studio possibili ristori per le aziende che porteranno ai massimi livelli le procedure di biosicurezza”.

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IN PRIMO PIANO

È nel Nord-Ovest il 70% dei lupi presenti sulle Alpi italiane CONFAGRICOLTURA CUNEO DA SEMPRE DENUNCIA LA SITUAZIONE ORA I NUMERI SULLA CONSISTENZA DEL PREDATORE SON ALLARMANTI di Anna Pellegrino

“I

dati dimostrano in modo inequivocabile che il lupo sta diventando sempre più un pericolo per gli allevamenti, non più soltanto nelle aree montane. È necessario che le autorità prendano atto della situazione e agiscano con misure di contenimento efficaci”, dichiara Enrico Allasia, presidente di Confa-

gricoltura Piemonte e Cuneo, preoccupato per l’aumento del numero di lupi sulle Alpi, raddoppiati di numero in soli tre anni, come dimostra la Relazione tecnica dell’Attività di monitoraggio nazionale nell’ambito del Piano di Azione del lupo dal titolo “La popolazione di lupo nelle regioni alpine Italiane 2020-2021”, recentemente pubblicata. La raccolta di dati di presenza del lupo, realiz-

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zata a scala nazionale per la prima volta nell’inverno 2020-2021, ha restituito una stima diretta di distribuzione e consistenza della specie a scala italiana. Il campionamento ha coinvolto un network di operatori presenti in modo capillare e costante sul territorio nazionale. Il coordinamento delle regioni alpine è stato concretizzato con la creazione di un gruppo tecnico di referenti regionali, che hanno lavorato per la realizzazione del campionamento sistematico. I risultati di questa relazione dimostrano quanto più volte reso noto da Confagricoltura Piemonte che, da diverso tempo, denuncia come i danni prodotti dai grandi predatori nelle campagne e negli alpeggi scoraggino l’avvio di nuove attività e chiede alle autorità di prendere sul serio la situazione di pericolo per gli allevamenti.


Nel 2020 accertati 478 capi morti in Piemonte per predazione “Secondo i dati ufficiali della Regione - chiarisce Confagricoltura Piemonte - nel corso del 2020 i servizi veterinari hanno registrato sul sistema informativo regionale ARVET 183 accertamenti per predazione al bestiame domestico, per un totale di 478 capi morti e 46 feriti”. Secondo la relazione dell’ISPRA la distribuzione del lupo, considerando il range minimo di presenza nelle regioni alpine nel 2020-2021 e l’anno biologico della specie (1° maggio 202030 aprile 2021), è stata stimata di 41.600 km2, che corrisponde al 36,8% del totale del territorio delle regioni alpine. Il territorio montano delle regioni occidentali è quasi completamente occupato e i segni di presenza certi sono ormai con-

fermati e frequenti anche in aree collinari e di pianura, dove la specie si è insediata stabilmente. Nel range alpino si documenta in tre anni, dal 2017-2018 al 2020-2021, un raddoppio delle “celle” con accertata presenza della specie. Nel 2020-2021 sono stati documentati, nelle regioni alpine, un totale minimo di 124 unità riproduttive, costituite da 102 branchi e 22 coppie, la maggior parte dei quali presenti nella porzione occidentale (91), con 9 unità riproduttive in Valle d’Aosta, 80 in Piemonte (67 branchi e 13 coppie) e due in Lombardia. Relativamente alle unità produttive delle Alpi, escludendo l’Appennino ligure e piemontese, in tre anni (dall’ultima stima minima del 2017-2018 a quella del 2020-2021) sono raddoppiate, passando da 51 a 103. L’abbondanza dei lupi nelle regioni

italiane alpine, durante l’inverno 2020-2021, è stata stimata di 946 individui, di cui 680 nella parte centro-occidentale e 266 nella parte centro-orientale. La maggior presenza dei branchi e delle coppie di lupi è dunque nelle regioni alpine occidentali e, in particolare, in Piemonte. Nulla di nuovo, purtroppo, per Confagricoltura Cuneo che da tempo è in prima linea nel denunciare la situazione e le cui aziende devono fare i conti regolarmente con la presenza di lupi che minacciano la zootecnia e gli allevamenti che ancora popolano le montagne. “La richiesta è quella di prendere coscienza del problema, con un dibattito sul tema che porti ad una decisione risolutiva, in linea con altri Paesi europei che hanno già trovato soluzioni reali per la convivenza con il lupo”, conclude il presidente Allasia.

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EVENTI ESTIVI

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iovedì 7 luglio, alle 17, presso il ristorante “Lago dei Salici” di Caramagna Piemonte tornerà a svolgersi in presenza dopo il periodo pandemico l’assemblea di Confagricoltura Cuneo. Un’occasione di confronto e di amicizia per i tanti associati sparsi in tutta la provincia. Quest’anno, dopo l’approvazione del bilancio, si passerà alla nomina del nuovo Consiglio direttivo che guiderà la Confagricoltura provinciale per il prossimo triennio. Oltre ai soci dell’organizzazione, è prevista la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni del territorio. Il programma proseguirà alle 18 con un momento di dibattito pubblico a cui interverranno il neo-eletto presidente di Confa-

Assemblea dei soci a Caramagna Piemonte GIOVEDÌ 7 LUGLIO AL “LAGO DEI SALICI” RINNOVO CARICHE, ARATRI D’ORO E CENA SOCIALE gricoltura Cuneo, Silvio Allamandi executive director del gruppo ETEA (Sedamyl), Vittorio Viora, vice presidente nazionale di ANBI e presidente di ANBI Piemonte, e Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione CRT. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Prima di concludere il pomeriggio con l’aperitivo e la cena sociale, si procederà alla consegna degli “Aratri d’Oro” ad alcuni imprenditori

associati in onore dei risultati raggiunti nella propria attività e della fedeltà associativa. “La giornata sarà occasione non solo per fare il punto sull’attività svolta da Confagricoltura Cuneo nel corso dell’ultimo anno, ma anche sul momento vissuto dall’agricoltura nazionale e provinciale alla luce del delicato contesto internazionale - dichiara il presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia -. Attualmente sono numerose le sfide che gli imprenditori

La genetica del futuro nel progetto Prospect

disabilitare 4 geni di suscettibilità, già identificati e privi di effetti collaterali, al fine di rendere la patata, il pomodoro e il peperone meno suscettibili a peronospora e/o oidio.

LUNEDÌ 27 GIUGNO LA PRESENTAZIONE A CUNEO Il programma PRESSO LO SPAZIO INCONTRI DELLA FONDAZIONE CRC

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unedì 27 giugno alle ore 14.30, presso lo Spazio Incontri della Fondazione CRC di Cuneo, si terrà la presentazione del Progetto Prospect dal titolo “Tecniche di evoluzione assistita per il miglioramento genetico delle piante agrarie”, organizzato da Confagricoltura Cuneo con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università

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di Torino, Fondazione Agrion e il Department of Plant Sciences (Wul, Olanda). Il progetto, di durata triennale, è nato con l’obiettivo di ricercare e sperimentare nuove tecniche di miglioramento genetico per la produzione di genotipi resistenti a patogeni di interesse commerciale per il settore orticolo piemontese. In particolare, si propone di applicare la tecnologia CRISPR/Cas9 per

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Dopo i saluti e una breve introduzione di Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte, sulle problematiche più attuali nell’ottica della sostenibilità in agricoltura, Sergio Lanteri del Disafa dell’Università di Torino illustrerà il “Gene Editing”, una tecnica innovativa per il miglioramento genetico delle piante agrarie, mentre Deborah Piovan, imprenditrice agricola e divulgatrice di Confagri-

agricoli si trovano a dover affrontare e le questioni con cui si devono quotidianamente confrontare, a partire dalle dinamiche globali che stanno interessando i prodotti agricoli e che mettono in forte difficoltà le aziende italiane, per poi passare agli effetti dei cambiamenti climatici, primo fra tutti l’emergenza idrica che interessa anche il nostro territorio subalpino. Di fronte a questo scenario, grazie all’intervento di illustri relatori proveremo a capire in che modo la provincia di Cuneo, terra di eccellenze enogastronomiche, di tradizioni secolari in ambito agricolo e dall’elevato potenziale produttivo, può affrontare questi importanti cambiamenti in atto”. Per maggiori informazioni rivolgersi agli uffici di zona di Confagricoltura Cuneo. coltura, spiegherà come le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) in Italia siano una grande opportunità per l’agricoltura. La presentazione del progetto sarà avviata da Alberto Acquadro del Disafa, seguito dal collega Andrea Moglia, che tratterà il tema del gene editing in pomodoro per l’ottenimento di piante tolleranti a peronospora. A seguire Simone Monge, tecnico di Confagricoltura Cuneo esporrà un contronto fra parcelle trattate e non, nell’ambito di un approccio sostenibile e, infine, Cristiano Carli di Agrion si concentrerà sulle emergenze fitosanitarie locali e sul miglioramento genetico. Per info: eventi@confagricuneo.it o 0171/692143.


A Savigliano nuovi uffici e festa dell’ANGA GIOVEDÌ 23 GIUGNO ALLE 17 SI INAUGURANO I LOCALI DI ZONA, POI ASSEMBLEA DEL GRUPPO GIOVANI

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iovedì 23 giugno, alle ore 17, verranno inaugurati ufficialmente i nuovi uffici di zona di Savigliano di Confagricoltura Cuneo, in via Togliatti 16/A. Al taglio del nastro, a cui seguiranno la benedizione da parte di Don Paolo Perolini e la visita della sede, saranno presenti Enrico Allasia,

C O

presidente di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo e Marco Bruna, segretario di zona di Saluzzo e Savigliano. Al termine dell’inaugurazione ci si sposterà nei locali dell’Oasi Giovani (ex GIP) di via Torre de Cavalli 5, per l’Assemblea dell’Anga Cuneo, che inizierà alle

CONTERNO OCCELLI

ROTORE FORESTALE CON MAZZE A SCOMPARSA PER FORESTAZIONE

ore 19 e avrà per protagonisti i giovani agricoltori della Granda. “Siamo felici di poter inaugurare i nuovi uffici di zona di Savigliano, rinnovati e ampliati grazie all’acquisizione dello spazio adiacente alla sede storica – commenta Marco Bruna -. Si tratta di migliorie oggi rese possibili grazie agli sforzi compiuti da presidenza e direzione. Avendo una base associativa importante sul territorio saviglianese, era divenuto ormai indispensabile offrire alle aziende spazi più comodi e più consoni ai servizi erogati. Ringraziamo tutti i soci, che negli ultimi mesi hanno pazientato per i

lavori in corso, e ci auguriamo che la loro attesa sia ora ripagata dal comfort e dalla gradevolezza dei nuovi locali”.

Festa dell’Anga Dopo il rinfresco inaugurale, sarà la volta dell’appuntamento annuale con l’assemblea dell’Anga (Associazione Nazionale Giovani Agricoltori) di Confagricoltura Cuneo, che vedrà l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo e la presentazione di attivita, progetti e prodotti di Cascine Piemontesi. A seguire, apericena, open bar e dj set concluderanno l’evento Per info: savigliano@confagricuneo.it o 0172/712372. Testate_Trincianti_2

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FRUTTICOLTURA

Flussi bloccati, mancano lavoratori per l’agricoltura LA BUROCRAZIA E DISSERVIZI INFORMATICI OSTACOLANO L’INGRESSO DI 1.450 STRANIERI EXTRA-UE NELLA GRANDA di Paolo Ragazzo

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ontinua a non trovare una soluzione il blocco degli ingressi in Italia dei lavoratori extracomunitari previsti dal decreto Flussi 2021. Parliamo per la Granda di 1.450 persone, pari alla quota stabilita per il nostro territorio. “Siamo sempre più pre-

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E SOCIALE COMPORTANO MOLTI COSTI AGGIUNTIVI

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artedì 31 maggio, a Lisbona, si è tenuta la riunione plenaria del Comitato Misto Ortofrutta di Italia, Spagna, Francia e Portogallo che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti dei

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occupati e amareggiati; le operazioni colturali e la raccolta della frutta e degli ortaggi in provincia di Cuneo sono entrate nel vivo, ma ad oggi sono ancora bloccate le pratiche che consentono l’arrivo nel nostro Paese di manodopera straniera fidelizzata e formata. La man-

canza di questi lavoratori mette in forte difficoltà le imprese che si trovano a dover reperire in poco tempo altri lavoratori, non sempre disponibili, mettendo così a repentaglio interi raccolti”. Così il presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia, interviene nuovamente

sui ritardi burocratici che rischiano di compromettere le lavorazioni proprio nel periodo in cui sono già iniziate le campagne di raccolta. “A questo si aggiunge il tema, irrisolto, dell’elevata pressione contributiva e fiscale sul costo del lavoro, in particolare per le aziende di quelle aree che non usufruiscono delle agevolazioni per zone montane e svantaggiate e si trovano a sostenere per gli oneri sociali costi addirittura superiori agli altri settori produttivi”, aggiunge Michele Ponso presidente nazionale FNP

A Lisbona il punto sui problemi dell’ortofrutta CONFAGRICOLTURA HA PRESO PARTE ALLA PLENARIA CON RAPPRESENTANTI DI ITALIA, SPAGNA, FRANCIA E PORTOGALLO di Anna Pellegrino

Ministeri dell’Agricoltura dei quattro Paesi, di oltre 60 rappresentanti di varie istituzioni pubbliche, delle associazioni di settore, delle organizzazioni professionali e del movimento cooperativo e la presenza, per l’Italia, del

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Dr. Luigi Polizzi Direttore Generale delle Politiche Internazionali e dell’Unione Europea. Per Confagricoltura hanno partecipato Michele Ponso, della Federazione nazionale di prodotto della Frutticoltura, e Marco Ciofo dell’A-

rea economica. La riunione è stata aperta con la presentazione dei report dei lavori degli ultimi Comitati di Prodotto (pere e mele, uva da tavola, pomodoro, agrumi, aglio, fragola, pesche e nettarine) presentati dai

Frutticoltura dopo un fitto e costante confronto con le altre regioni italiane. Sul tema Confagricoltura continua ad essere in prima linea e sollecita un rapido intervento, come sottolineato dal direttore provinciale Roberto Abellonio: “Le difficoltà burocratiche, la lentezza italiana nel rilascio dei permessi di soggiorno, la gestione complessiva dell’immigrazione nel nostro Paese stanno diventando un ostacolo per l’arrivo dei lavoratori necessari alle nostre aziende, che preferiscono approdare in altri Paesi, responsabili dei comitati dei singoli Paesi che hanno fornito uno spaccato dei singoli comparti attraverso l’illustrazione delle dinamiche produttive delle ultime campagne, l’informativa sull’andamento della campagna corrente, la puntuale esposizione delle principali criticità delle diverse produzioni per completare con l’illustrazione delle azioni che, i vari Comitati, ritengono prioritario mettere in campo per dare una risposta alla problematiche evidenziate.


dove il sistema e la macchina statali sono più efficienti. Anche alla luce della recente evoluzione del mercato del lavoro, completamente cambiato negli ultimi anni, chiediamo alla politica di essere maggiormente attenta alle evoluzioni in atto, attraverso procedimenti normativi che tengano conto delle esigenze delle imprese e dei lavoratori”. “Ad oggi a pagare il conto sono le aziende agricole che, soprattutto, con l’inizio delle prime raccolte, si trovano prive della necessaria manodopera. Questo nonostante le domande

siano state pre-caricate sulla piattaforma già nel febbraio scorso, con documenti che, a distanza di mesi, sono ormai in scadenza e andrebbero ripresentati da parte delle imprese. Serve un meccanismo più snello per gestire le esigenze delle aziende agricole che nella programmazione delle loro diverse attività non possono scontrarsi ogni volta con una burocrazia inadeguata, ma devono tenere conto, anzitutto, dei tempi dettati dalla natura e dalla stagionalità delle varie operazioni”, conclude Allasia.

“La situazione per le imprese agricole – incalza Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – è diventata paradossale oltre che insostenibile. Non sono state ancora definite, ad un anno di distanza, le procedure relative al Decreto flussi 2021, che aveva fissato in 42.000 le quote di lavoratori extracomunitari da ammettere in Italia per motivi di lavoro stagionale nel settore agricolo e turistico-alberghiero. Occorre agire subito per rimuovere questo blocco, programmando un nuovo decreto”.

È stata quindi avviata la discussione fra i partecipanti da cui sono emersi spunti di riflessione analizzati insieme ai rappresentanti dei quattro Ministeri, focalizzando l’attenzione su alcune tematiche trasversali comuni.

Confagricoltura ha dichiarato che, il venire meno della disponibilità di molti principi attivi, lascia letteralmente le aziende ortofrutticole prive di efficaci strumenti di difesa di fronte al crescente impatto di parassiti e patogeni delle colture. “La protezione delle coltivazioni deve essere una priorità ed è importante che su questo aspetto anche la Commissione Europea abbia un atteggiamento ben determinato quantomeno nei controlli alle frontiere” dichiara Michele Ponso.

Altra tematica trasversale ampiamente dibattuta è risultata la questione dei costi di produzione che, a causa anche della instabilità del quadro geopolitico internazionale, ha fatto registrare un forte incremento dei costi di tutti i fattori di produzione. Si è parlato anche del reperimento di manodopera stagionale, sia locale come anche straniera, che interessa tutti i Paesi produttori. È infine emersa la necessità che, a livello di Unione, siano resi operativi dei sistemi informativi

Le tematiche affrontate Prima fra tutti la questione fitosanitaria che si interseca fortemente con un altro tema cruciale, vale a dire quello della “reciprocità” delle regole nei rapporti commerciali con i Paesi Terzi.

RISTORI GELATE

La situazione si sta risolvendo

“Dopo un 2021 senza raccolto a causa degli avversi eventi atmosferici, gli agricoltori quest’anno si trovano a dover fronteggiare le spese di una nuova campagna tra avvio delle attività, manodopera e caro bollette - racconta Michele Ponso, presidente della Federazione nazionale di prodotto della Frutticoltura di Confagricoltura -. Per questo motivo siamo lieti che, finalmente, dopo le nostre costanti richieste, si stia per concludere la procedura per il risarcimento danni in relazione alle gelate del 7 e 8 aprile, che gli agricoltori locali hanno presentato ad ottobre 2021”. È notizia di qualche settimana che oltre ai 160 milioni di euro stanziati sugli 500 milioni di euro di danni stimati, il Ministero dell’Agricoltura integrerà una parte dei danni con ulteriori 83 milioni di euro: “Precedentemente era prevista la copertura del 23% dei danni effettivi ai coltivatori mentre, con questa integrazione, potremmo arrivare ad un 30% che non è certo risolutivo ma può essere d’aiuto, soprattutto se questi ristori saranno erogati in breve tempo, come ci aspettiamo” spiega Ponso.

in grado di fornire dati attendibili sul potenziale di produzione nei Paesi membri in quanto, ad oggi, le statistiche risultano frammentarie e non attendibili.

Produttori dell’Ue svantaggiati Confagricoltura durante il suo intervento ha denunciato il mancato allineamento degli standard di produzione di cui godono i produttori extra UE con un indubbio vantaggio competitivo che si traduce chiaramente anche in effetti distorsivi della

concorrenza all’interno del mercato comune. “Gli elevati standard sempre più rigorosi sotto il profilo della sostenibilità ambientale e sociale sono chiaramente requisiti condivisibili, ma comportano anche dei costi aggiuntivi di produzione e, visto che hanno delle finalità ‘globali’ come il contrastare gli effetti del cambiamento climatico, pensiamo che debbano essere posti a carico di tutti i produttori e non soltanto di quelli europei” conclude Ponso.

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EMERGENZA IDRICA

Consorzi irrigui cruciali per affrontare periodi di siccità VITTORIO VIORA SOTTOLINEA LA NECESSITÀ DI REALIZZARE BACINI PLURIFUNZIONALI E LE PECULIARITÀ DEL SISTEMA PIEMONTESE di Paolo Ragazzo

M

ai come in questi mesi la quasi totale assenza di precipitazioni nevose sulle montagne cuneesi e, più in generale, lo scarso apporto pluviometrico su tutta la provincia Granda sta mettendo a nudo le difficoltà che potrebbe incontrare il nostro territorio di fronte a periodi di intensa siccità. Ne parliamo con Vittorio Viora, già presidente di Confagricoltura Piemonte, vicepresidente nazionale dell’ANBI - Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue e presidente di ANBI Piemonte.

Presidente Viora, anche il Piemonte si è scoperto direttamente coinvolto nella preoccupante emergenza idrica che sta interessando il Nord-Italia. Quali prospettive intravede per i prossimi mesi? “Il Piemonte per certi versi è sempre stato fortunato perché avendo le Alpi a Nord, a Ovest e, in parte, anche a Sud di acqua ne ha sempre avuta, con qualche periodo di siccità, ma mai come quest’anno. E infatti non ci si è mai posti il problema più di tanto; ci sono in tutta la regione molti bacini e dighe, ma di carattere agricolo ce ne sono solamente due. Negli ultimi anni, però, la situazione è radicalmente cambiata: nevica molto meno, i nevai sono ridotti e la provincia di Cuneo non ha più ghiacciai. Con questo scenario il settore agri-

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colo dovrà fare i conti e le difficoltà purtroppo non mancheranno. Ecco perché ci preoccupa molto anche tutta la normativa del Deflusso Ecologico che impone vincoli eccessivi per il rilascio nei fiumi di un certo quantitativo d’acqua. Quanto studiato dall’Europa, infatti, può adattarsi bene al contesto del Nord Europa, ma non alle nazioni del Sud”.

Come affrontare le criticità? “L’unica soluzione al problema della siccità è quella di pensare di realizzare più bacini e lo dobbiamo fare oggi per l’avvenire. Anche perché per realizzare un serbatoio idoneo ci vogliono almeno 10 anni tra la progettazione, l’approvazione, l’iter burocratico e la sensibilizzazione verso questo tipo di opere delle aree coinvolte. Nel Cuneese abbiamo l’esempio virtuoso di Serra degli Ulivi, che tuttavia dopo Il 2022 è stato avaro di precipitazioni in Piemonte

VITTORIO

VIORA

Presidente ANBI Piemonte e vicepresidente nazionale ANBI

I CONSORZIO HANNO IL RUOLO FONDAMENTALE DI DIFESA DEL TERRITORIO. SERVONO RISORSE PER PROGETTARE NUOVI INVASI molti anni non è ancora stato realizzato, nonostante il parere favorevole del territorio. Questi interventi devono poi essere multifunzionali, andando a contemplare oltre agli usi irrigui anche le necessità idropotabili e gli aspetti più ludici. Il vero problema di fondo resta però la progettazione di queste iniziative, perché per un intervento medio occorre mettere a bilancio almeno qualche centinaio di migliaia di euro, solo per il progetto”.

In questa situazione, che ruolo possono avere i Consorzi irrigui? “I corsi d’acqua piemontesi hanno attualmente una portata che è il 20% rispetto alla norma, l’azione che stiamo portando avanti con la Regione è di sensibilizzare alla realizzazione di nuovi invasi, anche medio piccoli, per trattenere l’acqua e laminarla, ovvero immagazzinarla quando piove per rilasciarla poi quando ce n’è più bisogno. Sarebbero importanti anche per la produzione di energia elettrica al fine di essere più indipendenti possibile. È fondamentale però avere a monte una regia pubblica che coinvolga l’Università e la Regione Piemonte. I consorzi hanno un ruolo fondamentale nell’amministrare l’acqua, anche in ottica di difesa del territorio; il sistema di irrigazione piemontese è virtuoso perché alimenta le falde”.


Sul nostro territorio, a differenza di altre zone d’Italia, i Consorzi attivi sono di irrigazione e non di bonifica e sono amministrati da agricoltori. Queste peculiarità possono rivelarsi un valore aggiunto per il settore primario? “I consorzi irrigui sono circa 700 in tutto il Piemonte e, togliendo le zone di Vercelli, Novara e Biella, il resto del territorio ha realtà più piccole e frammentate. È in atto un ragionamento per il riordino irriguo che la Regione ha avviato da tempo. Il dibattito è se i comprensori irrigui, che dovrebbero essere dei consorzi un po’ più grandi, debbano diventare consorzi di bonifica o meno. I nostri consorzi di miglioramento fondiario sono amministrati direttamente dagli agricoltori e questo permette di avere un filo

diretto con l’utente e l’agricoltore sa quanto è importante l’acqua. Il consorzio di miglioramento fondiario è come un ente privato che esercita una funzione e un interesse pubblici. Il consorzio di bonifica è, invece, un ente pubblico a tutti gli effetti. Non sono contrario a quest’ultima forma, ma a seconda delle situazioni territoriali può aver senso oppure no applicarla. Nel caso del Piemonte un cambio di rotta sarebbe uno snaturamento di quello che sono stati i consorzi fino ad oggi”.

I fondi del PNRR possono rappresentare una reale opportunità per ammodernare e potenziare il sistema irriguo regionale?

“Assolutamente sì. Ma, considerati i tempi ristretti entro cui andranno presentati i progetti, occorre farsi trovare preparati ed avere già un’idea pronta da realizzare. La Regione ha da poco aperto un nuovo bando che finanzia proprio le progettazioni di infrastrutture irrigue e di bonifica, mettendo a budget 2,45 milioni di euro. È una buona iniziativa, in quanto a parte i tre grandi consorzi piemontesi, le altre realtà medio-piccole sono gestite da volontari e non hanno disponibilità economiche tali da poter progettare interventi di una certa portata. È fondamentale, quindi, aiutarli prevedendo anche qualche bando di carattere nazionale per dare la possibilità di cogliere le opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

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CORILICOLTURA

“I

cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e noi agricoltori ne dobbiamo inevitabilmente tenere conto; in ambito corilicolo, purtroppo, sono tra i fattori dell’insorgenza di nuove emergenze provocate da insetti che arrivano da oltre Europa e, non trovando qui antagonisti naturali, proliferano creando seri danni alle produzioni. Inoltre anche il nocciolo, specie in alcune aree della nostra provincia, patisce sempre più lo stress idrico dei frequenti e prolungati periodi di siccità. Come fare allora a difendere l’eccellente produzione corilicola cuneese e piemontese? Occorre anzitutto investire in ricerca e innovazione, oltre a progettare strategie di gestione della risorsa irrigua che contemplino la realizzazione di invasi. Le risorse nei prossimi anni non mancheranno, ma occorre lavorare a progetti che vadano nella direzione della sostenibilità e della valorizzazione della qualità e del territorio”. Con queste parole Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo e di Cascine Piemontesi, ha aperto sabato 28 maggio a Cherasco il convegno “Il nocciolo e gli

Il nocciolo fa i conti con il clima che cambia A CHERASCO IL CONVEGNO DI CONFAGRICOLTURA CUNEO E CASCINE PIEMONTESI. L’INNOVAZIONE È CENTRALE PER DIFENDERSI DA CLIMA E NUOVI INSETTI

effetti dei cambiamenti climatici” organizzato da Confagricoltura Cuneo e Cascine Piemontesi, in collaborazione con Ascopiemonte e Piemonte Asprocor. L’appuntamento, tornato a svolgersi in presenza al PalaExpo dopo le restrizioni del periodo pandemico, è stato seguito anche in diretta streaming sul sito di Confagricoltura Cuneo da numerosi utenti collegati non solo dal Piemonte, ma da tutta Italia. Seduti in sala, oltre a centinaia di imprenditori agricoli, anche alcuni operatori corilicoli provenienti da Serbia, Ungheria e Germania. Dopo l’intervento introduttivo di Allasia, ha portato un saluto ai partecipanti Marco Protopa-

L’intervento di Enrico Allasia che ha aperto il convegno di Cherasco

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pa, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, che ha sottolineato il come la Regione sia impegnata in prima linea nell’affrontare le problematiche della corilicoltura e nella valorizzazione del prodotto di eccellenza, attraverso iniziative concrete messe in campo insieme ad una pluralità di attori (ne è un esempio il progetto Nocciolo di Qualità). A seguire, Claudio Bogetti, vicesindaco di Cherasco, e il senatore Mino Taricco hanno preso la parola, prima di lasciare spazio agli interventi dei relatori in programma moderati da Ercole Zuccaro. Alessandro Annibali, Amministratore Delegato New Factor e Ambasciatore per l’Italia dell’INC (International Nut and Dried Fruit Council) in video-collegamento ha presentato una dettagliata analisi sul comparto. Nell’ultimo decennio, la produzione mondiale di frutta a guscio ha seguito una traiettoria ascendente fino a raggiungere gli oltre 5,1 milioni di tonnellate nella stagione 2021/2022, con un aumento del 50% rispetto a dieci anni fa. Le mandorle e le noci sono

CONSUMO

10%

% di consumo di nocciole su tutta la frutta in guscio

NOCCIOLE state la frutta a guscio più consumata a livello mondiale nel 2020 (32% e 19% della quota mondiale). Pistacchi, anacardi e nocciole si sono classificati al secondo, terzo e quarto posto, rispettivamente con il 17%, 16% e 10% della quota. L’Europa è primo consumatore mondiale (30%), seguono Nord America e Asia. Nel 2020/21, il raccolto globale delle nocciole (sgusciate) ha superato le 544.000 tonnellate, di cui il 72% prodotto dalla Turchia; l’Italia con 21.500 tonnellate di nocciole ha fatto registrare un’annata decisamente sotto la media, mentre negli ultimi dieci anni, sia i raccolti americani che cileni sono aumentati significativamente. La Turchia continua ad essere al primo posto anche in termini di export, arrivando a coprire il 75% del totale. L’Italia si conferma invece al primo posto per consumo di nocciole: 2,6 chili pro capite all’anno. Sempre Annibali ha evidenziato come tra febbraio e aprile di quest’anno ci sia stato un ribaltamento dei principali costi che incidono sulla redditività aziendale, alla luce degli effetti del conflitto in Ucraina: al primo posto c’è l’energia, seguita dall’inflazione e


dal cambio dollaro/euro, al terzo i trasporti, al quarto il costo del lavoro, al quinto le materie prime, lo stoccaggio e il confezionamento e al sesto l’irrigazione. È toccato poi a Federico Spanna del Settore Fitosanitario e Servizi tecnico Scientifici della Regione Piemonte illustrare gli effetti del cambiamento climatico sulle aree corilicole piemontesi. In Alta Langa, nel periodo dal 1981 al 2020 sono cresciute sia la temperatura media che le minime medie. In calo generalizzato, negli ultimi due decenni, anche i giorni di gelo, mentre sono in crescita le notti “calde” a discapito di quelle fredde. Questi cambiamenti climatici provocano nel medio e breve periodo anomalie e fenomeni di senso opposto, irregolarità nella distribuzione delle precipitazioni, sempre più intense, con squilibri nei processi vegetativi e riproduttivi delle piante e il mutamento dell’equilibrio pianta patogeno con irregolarità nello sviluppo fenologico. Davanti a questo scenario occorre orientare la gestione colturale ad un utilizzo più PATROCINIO DELLA PATROCINIO DELLA

razionalizzato delle risorse, servendosi delle innovazioni tecnologiche e della ricerca. Come affrontare il cambiamento? Con attività di previsione, di prevenzione del rischio e di gestione dell’emergenza. Alberto Alma del DISAFA Università degli Studi di Torino, ha trattato invece dei danni causati dalla Popillia japonica nei noccioleti. L’insetto, la cui prima segnalazione risale al 2014 in provincia di Milano da adulto causa intense defogliazioni localizzate nella parte alta della chioma delle piante. È stata ribadita l’importanza di una lotta integrata a questa nuova minaccia, contro cui tutti possono fare la propria parte. Monica Mezzalama di Agroinnova Università di Torino, ha illustrato le attuali conoscenze sul nuovo mal bianco del nocciolo, “oidio turco”, che può provocare seri danni alla coltivazione e contro cui è necessario: approfondire lo studio della biologia e epidemiologia del patogeno, utilizzare materiale vivaistico sano, oltre ad antagonisti e induttori di resistenza.

Simone Bardella di Agrion, Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura piemontese, ha presentato il progetto di ricerca “Nocciola di Qualità” che vede coinvolti anche il Settore Fitosanitario Regionale, DISAFA - Università di Torino e Agroinnova. Il progetto iniziato nel 2021 si svilupperà nel triennio 2022-23-24 ed è suddiviso in 4 sottoprogetti riguardanti: il contrasto alla cimice asiatica; l’avariato e le aflatossine delle nocciole; la cascola preraccolta e il rilascio in campo della Vespa Samurai (antagonista della cimice asiatica). A chiudere il convegno sono stati il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, con una presentazione del consorzio Cascine Piemontesi, e Gianluca Griseri, tra gli organizzatori del convegno, che ha ricordato l’importanza del servizio tecnico e

Il pubblico è tornato al PalaExpo

della consultazione dei bollettini periodici da parte delle aziende. Come consuetudine la giornata è proseguita con il “porte aperte” della ditta Chianchia, specializzata nella produzione di macchine per la raccolta, pulizia ed essicazione delle nocciole, seguita da una prova dimostrativa in un noccioleto della zona.

RIVEDI TUTTO IL CONVEGNO

Inquadrando il QR Code con lo smartphone è possibile rivedere tutti gli interventi dei relatori al convegno di Confagricoltura Cuneo e Cascine Piemontesi svoltosi presso il PalaExpo a Cherasco

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ORARI L’Agricoltore cuneese N.04 • GIUGNO 2022

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TURISMO RURALE

Agriturismi piemontesi in forte difficoltà dopo il Covid I NUMERI, IN MIGLIORAMENTO, SONO PERÒ LONTANI DA QUELLI DEL 2019 VALTER ROATTINO: “PIU PENALIZZATE LE ATTIVITÀ CON RISTORAZIONE” di Fabio Rubero

“D

ue anni massacranti che hanno visto drasticamente ridotto il numero dei turisti e degli avventori nelle proprie strutture ricettive”. È lapidario il commento di Valter Roattino, presidente di Agriturist Cuneo, sull’impatto che la pandemia ha avuto sugli agriturismi della nostra provincia. “I luoghi particolari di cui la Granda dispone – prosegue Roattino - hanno leggermente attenuato i danni nel periodo estivo 2021, ma i numeri generali sono lontanissimi da quelli del 2019. Una distinzione tuttavia occorre farla. La struttura con sola somministrazione di pasti ha subìto un calo vertiginoso perché le famiglie hanno in generale frequentato meno i ristoranti e gli agriturismi non sono stati naturalmente risparmiati, considerando oltretutto che mediamente in provincia di Cuneo parliamo generalmente di strutture medio piccole, e osservare le ristrettezze in vigore è stato sicuramente più difficile. Leggermente diverso il discorso per gli agriturismi con possibilità di pernottamento, che hanno sofferto un pochino meno, ma che rispetto al 2019, soprattutto se frequentati da turisti stranieri, hanno comunque subìto un forte calo di accessi. Il 2021 è stato un anno difficile, ma fortunatamente già nel periodo estivo si sono visti i primi segnali di ripresa”.

Nel 2021 calo tra il 25% e 35% Le parole di Roattino si riflettono inevitabilmente sui numeri che, rispetto al 2019, dicono di un calo del fatturato del comparto nel 2021

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che oscilla tra il 25 e il 35%. Naturalmente meglio del 2020 in cui parliamo di un 70% in meno rispetto all’anno precedente e di strutture che in taluni casi non hanno sostanzialmente nemmeno aperto, considerando che sono rimaste forzatamente rimasti chiuse nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio e poi nuovamente in autunno.

Le parole di Agriturist Piemonte Quella cuneese è una situazione che, inevitabilmente, si riflette su tutta la regione come testimoniano le parole di Lorenzo Morandi, presidente di Agriturist Piemonte, che fanno eco a quelle di Roattino: “Gli agriturismi della nostra regione hanno sofferto durante i due anni della pandemia con numeri che sono lì a testimoniarlo, tuttavia, la grande diversificazione dell’offerta e la possibilità di utilizzare ampi spazi all’aperto hanno consentito, per quanto possibile, di contenere i danni. Ne hanno risentito molto, ad esempio, quelle attività in cui occorre maggiore organizzazione come le fattorie didattiche (in Piemonte nel 2021 erano 276 ndr) per l’impossibilità per molti mesi di programmare attività di questo tipo. Un’attività che tuttavia ora sta avendo un grandissimo ritorno con tante richieste che faticano addirittura ad essere esaudite. La pandemia ha impattato molto ed è un vero peccato perché fino al 2019 i tassi di crescita del settore viaggiavano intorno al 10-15% annuo perché le attività a contatto con la campagna e la natura piacciono sempre più al pubblico e l’attività

CALO

-70%

% di calo del fatturato nel 2020 per le strutture agrituristiche cuneesi

FATTURATO 2020 agrituristica in molti casi consente all’azienda di avere una remunerazione integrativa, soprattutto in quelle aree che spesso non hanno molto da offrire come i borghi e le montagne. Speriamo davvero che il peggio sia alle spalle e si possa presto tornare al trend pre-pandemia, anche se noi oggi abbiamo ancora due grandi problemi: i danni causati dalla fauna selvatica e gli stellari costi energetici”.

Rapporto di Ismea sul comparto Anche il rapporto 2021 “Agriturismo e multifunzionalità” di Ismea parla di resilienza del comparto con gli agriturismi che “anche con la pandemia hanno continuato a riscontrare – e forse aumentare - un indiscusso gradimento da parte dei consumatori, confermandosi una delle componenti più importanti dei sistemi economici e sociali delle aree rurali”. Ma al di là delle belle parole, superata la pandemia, per ripartire davvero con il piede giusto cosa serve? “È necessario conferire un ruolo di centralità ai nostri agriturismi sia per una vacanza, sia per una semplice giornata all’aria aperta. Il Covid ci ha messo in ginocchio, ma l’insegnamento che ne abbiamo tratto può diventare una grande opportunità per noi che possiamo proporre un’esperienza diversa, all’insegna della tranquillità, in ampi spazi all’aria aperta, al riparo dagli assembramenti – conclude Roattino -. Purtroppo, però, la guerra in corso, con il conseguente sconsiderato aumento dei costi che grava sulle aziende agricole, rischia di minare anche questa opportunità”.


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INDENNITÀ DI 200 EURO PER ALCUNE CATEGORIE DI LAVORATORI, ECCO I CASI Il Decreto Aiuti (Decreto-legge n.50 del 17 maggio 2022) prevede, tra le varie misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese, attrazione degli investimenti e politiche sociali, anche una indennità di 200 euro per determinate categorie di lavoratori. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (esclusi colf e badanti), il bonus viene erogato nella busta paga di luglio ai lavoratori dipendenti con reddito annuale inferiore a € 35.000, previa presentazione al datore di lavoro di autocertificazione di possesso dei requisiti, mentre viene stanziato a seguito di domanda presentata all’INPS nei seguenti casi: • operai agricoli percettori di disoccupazione agricola per il 2021; • lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, che nel 2021 abbiano svolto le proprie prestazioni per almeno 50 giornate con un reddito non superiore a € 35.000; • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previden-

ziali obbligatorie, che nel 2021 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali con relativo accredito di almeno un contributo mensile; colf e badanti.

Autocertificazione degli aiuti di Stato Si ricorda la nuova richiesta dell’Agenzia delle Entrate di presentare, entro il 30 giugno 2022, da parte di tutti coloro che hanno usufruito degli aiuti per il Covid-19, un’autocertificazione attestante tutti i benefici ottenuti nel periodo pandemico. I soggetti interessati saranno contattati dagli uffici di Confagricoltura Cuneo per concordare un appuntamento per la firma dell’autocertificazione. Ad oggi non sono previste sanzioni per la mancata presentazione della dichiarazione, tuttavia, essendo essa redatta in regime di autocertificazione, pone in carico al dichiarante la responsabilità di deporre dati esatti e privi di omissioni. Per maggiori informazioni, è possibile rivolgersi agli uffici di Confagricoltura Cuneo scrivendo a cerrato@confagricuneo.it o chiamando il numero 0171/692143.

PAC, VALORE DEI TITOLI TAGLIATO DEL 2,79% Il saldo dell’aiuto della domanda unica 2021 (domanda Pac) sarà soggetto alla riduzione lineare del valore dei titoli e del conseguente adeguamento del loro valore, dell’attribuzione dei titoli dalla riserva nazionale e delle riduzioni lineari del pagamento per il premio giovane agricoltore, per il regime di base e della percentuale fissata concernente il valore del greening. Agea ha informato che l’attribuzione dei titoli della riserva nazionale 2021 ha determinato l’esigenza di eseguire una riduzione lineare del 2,79% del valore dei tutti i titoli presenti nel Registro nazionale titoli 2021, ad eccezione dei titoli da riserva 2021. Verrà ridotto anche il premio previsto per i giovani agricoltori poiché la percentuale massima complessiva del 2% del massimale nazionale annuo a ciò destinata (circa 71,4 milioni di euro) è risultata insufficiente al fabbisogno calcolato in oltre 74,3 milioni di euro. Pertanto, il premio che verrà concesso ai giovani agricoltori subirà una riduzione lineare nel 2021 pari al 3,80 %. Il valore definitivo dell’importo individuale per il pagamento delle pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente (greening), calcolato come percentuale del valore dei titoli attivati dall’agricoltore, per il 2021 è fissato in 0,5259%.

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REGISTRO DICHIARAZIONE TELEMATICO DEI REDDITI DEI CEREALI. 2022: ECCO AVVIO QUALSPERIMENTALE È LA FINO DOCUMENTAZIONE AL 31 DICEMBRE NECESSARIA 2023 IlLaMinistro Dichiarazione delle Politiche dei Redditi va presentata dai Patuanelli contribuenti Agricole Stefano ha obbligati alla trasmissione approvato il decreto che dào da coloro cheavvio intendono portare a concreto al monitoraggio deduzione e a detrazione delle produzioni di cerealiaie fini Irpef sui redditi le spese delle farine presenti sul sostenuterritorio te nell’anno di riferimento della nazionale. Idichiarazione. prodotti cerealicoli interessati Il CAFquelli Confagricoltura èa sono detenuti a Cuneo qualsiasi disposizione per la compilazione titolo dalle aziende agricole, e l’invio dei modelli 730commere UNICO. cooperative e imprese Per tutte le pratiche (anche perei ciali, di prima trasformazione precompilati) il CAF i dati di importazione per verifica quantitativi della dichiarazione dei redditi, impegnandosi a conservare la documentazione per almeno 5 anni e a gestire gli eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Elenco dei documenti da presentare - Atto di acquisto e di stipula del mutuo, parcelle notarili per acquisto dell’abitazione principale anche se relativi ad anni antecedenti il 2021; - Codice fiscale del contribuente,

superiori allee trenta tonnellate. del coniuge dei famigliari a Ilcarico; monitoraggio consiste nella - CU 2022 relativo a somme registrazione telematica sul percepite nell’anno 2021; sistema SIAN degli interventi di - Assegni periodici al carico e scarico deicorrisposti prodotti, da coniuge; entro il ventesimo effettuarsi - Copiadel Mod. 730mese o UNICO anno giorno terzo successivo (se non redatta presso i a2021 queste operazioni. nostri uffici);che effettuano un Le imprese - Atti notarili relativi anon vendite reimpiego aziendale sono e/o acquisti di terreni o fabbricati tenute all’adempimento. Anche 2021; ianno cereali trebbiati e trasportati -direttamente Contratti di affitto per di fabbricati nei centri essiclocati e relativi estremi di registrazione; - Spese mediche datate anno 2021; - Scontrini fiscali farmacie esclusivamente con codice fiscale del contribuente (e famigliari a carico), natura e quantità del farmaco acquistato nel corso del 2021; - Rate mutui su fabbricati pagati nel 2021; - Ricevute di pagamento interessi passivi per mutui agrari 2021;

- Ricevute di versamento premi cazione o stoccaggio, privati o assicurazione sulla vitadao registracontro associativi, non sono infortuni 2021;passa diretre, poichéanno l’obbligo - Ricevutea diquesti pagamento dei tamente ultimi soggetti. contributi previdenziali asGrazie all’intervento di ed Confasistenziali, nonché gricoltura, durantei laversamenti fase speridei contributi la previdenza mentale, ossiaper tutto il 2023, non complementare; verranno applicate le sanzioni - Mod. RAD per coloro che posagli inadempienti. siedono azioni l’attività (dividendi) ediche Per avviare non hanno optatoèper la ritenuta registrazione possibile alla fonte; agli uffici CAA rivolgersi - Certificazioni a colladelle Unioni relative Agricoltori. borazioni o gettoni di presenze anno 2021; - Eventuale certificazione I.N.A.I.L. per indennità temporanea (infortunio) o Cassa Edile anno 2021; - Fatture o ricevute per spese funebri, veterinarie, istruzione, attività sportive praticate dai ragazzi e contributi volontari a favore di Istituzioni Religiose o paesi in via di sviluppo, ONLUS, ONG, ecc. sostenute nel 2021; - Attestati di versamento contri-

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INSERTO TECNICO

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AZIENDE INNOVATIVE, APERTE LE CANDIDATURE ALLA TERZA EDIZIONE DI “AGRICOLTURA100” Confagricoltura ha ufficialmente aperto la terza edizione di Agricoltura100, iniziativa realizzata in collaborazione con Reale Mutua Assicurazioni, che premia le aziende agricole più innovative e indaga sulla diffusione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nel settore primario italiano. Nel 2021 il numero di imprese agricole coinvolte era stato di oltre 2.200, rispetto alle 1.850

del 2020, con un trend quindi in continua crescita. L’indagine di Agricoltura100 viene svolta attraverso un questionario, disponibile al link https:// research.innovationteam.eu/index.php/863925?lang=it, basato su rigidi criteri di misurazione per l’analisi e la classificazione sia dell’interesse verso i temi della sostenibilità, sia degli investimenti concretamente avviati dalle aziende del settore.

Confagricoltura ritiene assolutamente importante questo progetto per comunicare le esperienze agricole di successo nel campo dello sviluppo sostenibile, uno strumento fondamentale per guidare l’agricoltura verso il futuro. Gli uffici tecnici delle Unioni agricoltori sono a disposizione per l’eventuale assistenza alla compilazione del questionario.

COLTIVATORI DIRETTI: ESONERO CONTRIBUTIVO UNDER 40 ANCHE PER LE ATTIVITÀ AVVIATE NEL 2022 L’INPS ha reso noto nella circolare n. 59 del 16 maggio 2022 che anche per il 2022 sarà applicabile l’esonero contributivo per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali. Lo sgravio, rivolto agli iscritti alla previdenza agricola di età inferiore a 40 anni, è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, poi modificato nel 2021 ed esteso dalla Legge di Bilancio 2022 anche alle attività avviate quest’anno. Le domande di ammissione all’esonero vanno inviate, esclusivamente in modalità telematica, entro 120 giorni dalla data di comunicazione di inizio attività (30 luglio per quelle avviate il 1 gennaio 2022). Gli uffici della Confagricoltura di Cuneo sono a disposizione per il disbrigo delle pratiche.

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CLASSIFICAZIONE DEL DIGESTATO ESSICCATO COME FERTILIZZANTE Sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 10 maggio 2022 è stato pubblicato il Decreto 1° marzo 2022 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che aggiorna il D.Lgs 29 aprile 2010 n. 75 in materia di fertilizzanti. Il Decreto riporta in allegato tutte le specifiche riguardanti l’utilizzo del digestato essiccato e lo inserisce nell’elenco dei Concimi organici azotati fluidi, dettagliando le modalità

di preparazione, il titolo minimo in elementi fertilizzanti, e le indicazioni per l’identificazione del concime. Il provvedimento è strettamente collegato alle norme previste dalla Legge 27 aprile 2022 n.34 in tema di semplificazioni che, con l’art. 12bis, ha consentito l’impiego come matrici in ingresso negli impianti di biogas e biometano dei sottoprodotti provenienti da attività agricole,

allevamento, gestione del verde e attività forestale, nonché da attività alimentari e agroindustriali, rendendo di fatto possibile utilizzare nei biodigestori per esempio i residui della panificazione, della torrefazione del caffè e della lavorazione della birra. In generale, per il digestato è consentito un uso agronomico diretto (con Comunicazione, PUA, etc., secondo le prescrizioni del Reg. 10/r 2007) oppure, tra-

mite essiccazione, compostaggio, strippaggio o altro, la produzione di fertilizzante commerciale con immissione sul mercato, ai sensi del citato D.lgs 75/2010. Sino a oggi le tipologie di digestato commercializzabili come fertilizzanti, a cui si aggiunge ora quello essiccato, erano le seguenti:

i “concimi organici azotati” ; - ammendante compostato misto, classificato tra gli “ammendanti organici”.

Trattamento della frazione solida

- solfato ammonico ”, classificato tra i “concimi azotati solidi” ; - sali misti azotati. Sfridi azotati ” classificato tra i “concimi azotati solidi”; sospensione di solfato ammonico“ classificato tra i “concimi azotati fluidi”. Per informazioni consultare i tecnici della Confagricoltura di Cuneo.

- digestato vegetale essiccato, classificato tra i “concimi organici NP”; - digestato essiccato in miscela con ceneri di combustione di biomasse vergini, classificato tra i “concimi organici NP” ; - letame essiccato classificato tra

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Boschi, la strategia nazionale porta programmazione e fondi PRIMO DOCUMENTO NEL SUO GENERE IN ITALIA, HA UNA VALIDITÀ VENTENNALE. GIÀ ALLOCATE LE RISORSE ALLE REGIONI di Anna Pellegrino

S

ono stati allocati i fondi regionali della Strategia Forestale Nazionale (SFN), promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in concerto con i Ministeri della Transizione Ecologica, della Cultura, dello Sviluppo Economico e della Conferenza Stato-Regioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel mese di febbraio 2022. “Apprezziamo la Strategia Forestale Nazionale e le sue linee guida che ci permetteranno di lavorare con una programmazione ventennale - spiega Enrico Allasia, presidente nazionale dei produttori di legno di Confagricoltura e di Confagricoltura Cuneo -. I fondi sono stati distribuiti ed allocati velocemente, e questo è un grande successo: non ci sono mai state queste risorse per la filiera forestale, ora ci sono e sono già effettivamente stanziate”. La SFN, primo documento nel suo genere a livello italiano, ha validità ventennale e delinea le politiche forestali nazionali nel contesto di quelle europee e degli accordi internazionali, ma anche come vertice della “piramide” della pianificazione forestale. Il documento

RISORSE

2,547 milioni di euro per il 2022 destinati dalla SFN al Piemonte

FORESTE 22

L’Agricoltore cuneese N.04 • GIUGNO 2022

RICONOSCIUTA LA MULTIFUNZIONALITÀ DELLE FORESTE. CONFAGRICOLTURA APPREZZA IL DOCUMENTO E SCRIVE ALLA REGIONE

dà inoltre attuazione a parte della Strategia europea per la biodiversità 2030 e alla Strategia forestale 2030, come previsto dal TUFF ed integra quella nazionale per la bioeconomia per la parte fondamentale legata al sistema foresta-legno.

liera foresta/legno), sviluppare una conoscenza multidisciplinare e una responsabilità globale nella tutela delle foreste, attraverso attività di ricerca, di assistenza tecnica, di formazione professionale e di promozione dei prodotti forestali.

Gli scopi del documento

La SFN in Piemonte

Il documento vuole riconoscere la multifunzionalità delle foreste e armonizzare a livello nazionale gli obiettivi e le azioni da intraprendere per la sostenibilità della gestione forestale e la tutela del capitale naturale e del paesaggio. La volontà è quindi quella di portare il Paese ad avere foreste estese e resilienti, ricche di biodiversità, capaci di contribuire alle azioni di mitigazione e adattamento alla crisi climatica, offrendo benefici ecologici, sociali ed economici per le comunità rurali e montane, per i cittadini di oggi e per le prossime generazioni. La SFN incentiverà la tutela e l’uso consapevole e responsabile delle risorse naturali, con il coinvolgimento di tutti, in azioni orientate dai criteri della sostenibilità, della collaborazione e dell’unità di azione. La Strategia diventa quindi uno strumento operativo del Testo Unico delle Foreste e delle Filiere Forestali (TUFF) per attuarne i principi in tema di programmazione e pianificazione, con una visione lungimirante, sia in relazione alla durata ventennale, sia agli obiettivi programmatici indicati: valorizzare la gestione forestale sostenibile e il ruolo multifunzionale delle foreste, migliorare l’efficienza nell’impiego delle risorse forestali sostenendo la bioeconomia (fi-

All’attuazione della Strategia ha pensato la legge di stabilità 2022, prevedendo un apposito fondo con uno stanziamento di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2032; finanziamenti ingenti e prolungati nel tempo che saranno assegnati alle Regioni per attuare le azioni operative previste attraverso i singoli Programmi Forestali Regionali. Lo stanziamento è di 2.546.872 euro per l’anno 2022 ed è formato da una quota fissa di poco più di 105.000 euro e dal calcolo proporzionale della superficie del territorio regionale e della superficie boschiva, calcolata in base all’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi forestali di Carbonio (INFC 2015). Il Piemonte, secondo i dati INFC 2015, è terzo a livello nazionale per ettari di superficie boschiva, dopo la Sardegna e la Toscana.

Diverse le proposte di Confagricoltura Piemonte Il direttore di Confagricoltura Piemonte, Ercole Zuccaro, ha scritto una lettera alla Regione definendo la Strategia Forestale Nazionale “un’importante occasione per valorizzare le


aree boschive e la filiera del legno anche nella nostra Regione, che conta su una superficie di quasi un milione di ettari (dati Carta forestale del 2016)”. Confagricoltura ha evidenziato alcune misure, già presenti nella SFN, che andrebbero attuate in modo tempestivo per rendere più competitive le filiere forestali e per garantire un’equa remunerazione e redditività alle aziende. Aumentare le superfici forestali sottoposte a pianificazione è una di quelle azioni operative che Confagricoltura ritiene necessaria e non più procrastinabile, così come l’incentivazione delle politiche di aggregazione delle proprietà forestali, attraverso accordi o patti che favoriscano la costituzione di consorzi e reti di imprese e che possano, nel mentre, sostenere

processi di certificazioni delle filiere. Un’altra misura importante è l’incentivazione del ruolo multifunzionale delle foreste a supporto della mitigazione del cambiamento climatico grazie alla definizione di meccanismi, accordi e incentivi premiali riguardanti le esternalità positive dei servizi ecosistemici forniti dai boschi. L’avvio di piani di sostegno concreti per migliorare l’accessibilità delle aree boschive, snellendo le procedure e le autorizzazioni, è uno tema caro a Confagricoltura, nell’ambito della gestione forestale sostenibile. Così come lo è l’obiettivo strategico di autoapprovvigionamento energetico, grazie alla valorizzazione e alla qualificazione delle filiere produttive delle risorse forestali nazionali. In questa dire-

zione si inserisce anche la progettazione e la realizzazione di impianti a biomassa singoli o associati in forma consortile per il teleriscaldamento. Dev’essere inoltre incentivata la produzione interna di assortimenti di qualità, per rispondere alle esigenze della trasformazione industriale dei settori edilizi e del legno arredo. Infine, Confagricoltura chiede un’azione specifica che privilegi e concretizzi il sostegno delle attività di vivaistica forestale con misure ad hoc per i vivai privati e per la valorizzazione della pioppicoltura tradizionale. “Il sostegno a queste attività dev’essere una delle priorità per raggiungere gli obiettivi di biodiversità che ci sono richiesti anche dall’Europa, ripristinando la filiera della vivaistica forestale” dichiara Enrico Allasia.

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CONFAGRICOLTURA NEWS

Rinnovato il contratto operai agricoli a Roma IN PIEMONTE LE AZIENDE AGRICOLE CHE ASSUMONO MANODOPERA SONO OLTRE 8.200

N

ella tarda serata lunedì 23 maggio a Palazzo della Valle, nella sede nazionale di Confagricoltura a Roma, è stato sottoscritto l’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale per gli operai agricoli e florovivaisti per il quadriennio 2022-2025. Il contratto interessa quasi 200.000 imprese e 121,5 milioni di giornate di lavoro a livello nazionale. In Piemonte le imprese agricole che assumono manodopera sono oltre 8.200 e occupano complessivamente circa 4,7 milioni di giornate di lavoro annue.

Previsto aumento retributivo del 4,7% L’aumento retributivo previsto è del 4,7% per il biennio 2022/2023, suddiviso in tre tranche. Si tratta di un aumento che richiede uno sforzo da parte dei datori di lavoro agricolo – sottolinea Confagricoltura – ma che è finalizzato a salvaguardare il potere d’acquisto dei lavoratori e a dare certezza alle aziende nella programmazione della propria attività nel medio periodo. Tra le novità più significative si segnala l’introduzione di una maggiore flessibilità nell’orario di lavoro ordinario, straordinario,

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festivo e notturno, oltre che per l’agriturismo, anche per alcune altre importanti attività sempre più diffuse in agricoltura e che richiedono particolari attenzioni in materia di orario, come la vendita diretta, gli eventi e le attività promozionali, le fattorie didattiche e le fattorie sociali.

CONFAGRICOLTURA ALESSANDRIA Paola Sacco è la nuova presidente di Confagricoltura Alessandria. Succede a Luca Brondelli di Brondello, alla guida dell’associazione provinciale per 9 anni e 3 mandati, ora componente della Giunta nazionale confederale. “E’ un’emozione e un onore rappresentare le aziende agricole di Confagricoltura della nostra provincia ed è allo stesso tempo una responsabilità che voglio prendermi” ha commentato Paola Sacco non appena acclamata. La nuova Presidente di Confagricoltura Alessandria, la prima donna ad essere eletta al vertice, ha sempre partecipato attivamente alla vita associativa. Dapprima nell’ANGA, in un secondo tempo tra le socie fondatrici e le dirigenti di Confagricoltura Donna provinciale, regionale e nazionale, per diventare infine tra il 2016 e il 2019 presidente di

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Si è tenuto conto del rialzo dell’inflazione Non sono mancati segnali di attenzione anche nei confronti dei lavoratori che possono trovarsi in situazioni particolari attraverso un ampliamento delle tutele previste dal sistema di welfare contrattuale. “L’aumento retributivo definito dall’accordo rinnovato a Roma è dovuto soprattutto al forte rialzo dell’inflazione e alla riduzione del potere d’acquisto dei salari”, spiega Jessica Cerrato, responsabile Paghe e Fiscale di Confagricoltura Cuneo.

NASCITA

Congratulazioni ai neo genitori Ha visto la luce lo scorso 6 giugno il piccolo Ettore, figlio di Giada Armando e Martino Vivalda, entrambi dipendenti degli uffici di Confagricoltura a Cuneo. Ai neo genitori giungano le felicitazioni di tutta Confagricoltura Cuneo.

Paola Sacco nuovo presidente, succede a Luca Brondelli di Brondello Zona di Tortona. Attualmente è anche presidente di Confagricoltura Donna Piemonte e vice presidente di APSOV. Laureata in Scienze Agrarie a Torino, è sposata con due figli, abita a Tortona e conduce, col marito e la figlia, circa 270 ettari tra Tortona, Pontecurone e Rivanazzano Terme, investiti prevalentemente a colture da seme, mais e pomodoro da industria. Il passaggio di consegne è avvenuto lunedì 30 maggio, al Castello di Piovera di Alluvioni – Piovera. Affiancheranno Paola Sacco come vice presidenti Maurizio Montobbio, Lorenzo Morandi e Giacomo Pedrola. A Paola Sacco e a tutta la sua “squadra” vanno le congratulazioni di Confagricoltura Cuneo e gli auguri di buon lavoro.


LA ‘SQUADRA’ SARÀ CENTRALE “Assumo con orgoglio e determinazione questo incarico. È una grande sfida dare risposte adeguate alle imprese in questo momento delicato, ma sono convinta che insieme potremo farcela”. Punta sul concetto di ‘squadra’ il neo-direttore generale di Confagricoltura, Annamaria Barrile, 47 anni, siciliana, sposata e madre di due bambini, che diventa la prima donna DG della storia confederale. L’insediamento, a Palazzo della Valle, insieme ai direttori territoriali, tra cui Roberto Abellonio (vedi foto),

Annamaria Barrile nominata direttore generale di Confagricoltura e al presidente nazionale Massimiliano Giansanti. Barrile prende il posto di Francesco Postorino, salutato dalla Giunta e dalla stessa platea con grande affetto e gratitudine per la dedizione nel corso della sua lunga carriera maturata all’interno di Confagricoltura. Un ringraziamento particolare è stato trasmesso anche da Confagricoltura Cuneo. Nella cerimonia di insediamento, il presidente Giansanti ha poi ricordato le parole d’ordine che hanno ispirato

l’inizio del suo mandato: competenza, responsabilità, orgoglio, avanguardia, successo, affidando al neo-DG il compito di declinarle in condivisione e circolarità, efficienza e territorio. Nei prossimi mesi Barrile girerà il territorio nazionale, le Federazioni e le Unioni provinciali: “Dopo la pandemia, gli incontri in presenza sono necessari per recuperare il contatto diretto. Facendo squadra - ha concluso il nuovo direttore generale – potremo affrontare meglio le difficoltà e guardare lontano”.

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CASCINE PIEMONTESI

Collaborazione attiva con Shop Piemonte e MEG Market TUTTI I CONSORZIATI A CASCINE PIEMONTESI POSSONO ISCRIVERSI ALLE PIATTAFORME DI E-COMMERCE. MOLTI VANTAGGI di Francesca Braghero

P

rosegue la collaborazione di Cascine Piemontesi con Shop Piemonte e MEG Market, due piattaforme di commercio online del settore agrifood. Il progetto rientra tra le azioni finanziate dalla Regione Piemonte nell’ambito della Misura 3.2.1 del PSR 2014-2020 e prevede, per tutti i consorziati che aderiscono, la possibilità di presentare la propria azienda e di promuovere

IN CONCOMITANZA CON QUINTESSENZA

lorizzazione del consorzio e alla promozione delle produzioni di qualità, tramite azioni di web marketing (pubblicazione di post e stories sui canali social Facebook e Instagram del Consorzio, invio di newsletter dedicate, campagne digital ADV, ecc.). Le aziende che desiderano aderire al progetto possono segnalare il proprio interesse direttamente a Cascine Piemontesi, chiamando il numero 0171/692143 o scrivendo a info@ cascinepiemontesi.it. Il consorzio invierà la modulistica di preadesione da compilare e inoltrerà la richiesta agli uffici competenti dei due portali, che contatteranno direttamente le aziende per l’invio del materiale necessario per intraprendere la collaborazione.

Il vice ministro Centinaio visita l’azienda di Andrea Ingaramo

Lo scorso 15 maggio si è svolta a Savigliano la manifestazione QuintEssenza, dedicata ad erbe, spezie, fiori e alimenti naturali, alla quale Confagricoltura Cuneo ha preso parte con il consorzio Cascine Piemontesi. Per l’intera giornata, le piazze e le vie della città si sono trasformate in una vetrina di esposizione di prodotti di origine naturale e biologica dove le aziende associate a Cascine Piemontesi hanno avuto la possibilità di far conoscere e promuovere le proprie eccellenze enogastronomiche, tra cui vino, nocciole lavorate e semilavorate, ortofrutta e fagioli. QuintEssenza rispecchia, infatti, i valori di territorialità

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i propri prodotti sui due portali e-commerce sopracitati. Diverse aziende associate hanno già completato l’iter di adesione per sperimentare i vantaggi di questo progetto, vedendo già presente e operativa online la propria scheda sui due siti e-commerce, comprensiva dei prodotti selezionati per la vendita. Si tratta di aziende consorziate a Cascine Piemontesi produttrici di eccellenze locali come le nocciole Piemonte Igp, miele biologico, fagiolo di Cuneo Igp, vino, uova da allevamento, gallette, farine e altri prodotti derivati da cereali. Oltre alla possibilità di commercializzare i propri prodotti anche sul web, il valore aggiunto di questa partnership risiede nelle opportunità legate agli investimenti previsti dal PSR in importanti azioni pubblicitarie mirate alla va-

LA POSSIBILITÀ DI PROMUOVERE I PROPRI PRODOTTI ON LINE È SOLO UNA DELLE OPPORTUNITÀ PER CHI SI ASSOCIA AL CONSORZIO

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e sostenibilità di cui il consorzio si fa promotore fin dalla sua nascita, nel 2020, con l’obiettivo di affrontare le nuove sfide del mercato internazionale valorizzando le eccellenze del territorio. In concomitanza con l’evento, il sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Gian Marco Centinaio, in visita istituzionale nella provincia di Cuneo, ha fatto un tour anche in due imprese agricole locali, tra cui l’azienda frutticola e zootecnica “La Gorra” di Andrea Ingaramo, presidente della sezione cereali da foraggio e proteoleaginose di Confagricoltura Cuneo.


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Sopra da sinistra: Dino, Elena con le figlie Lorenza e Giorgia, il marito Sandro Gallesio e Fabio Fogliati (Confagricoltura zona di Alba) nel punto vendita aziendale. A lato: l’insegna che accoglie i visitatori nell’azienda corilicola a Benevello

Passione, creatività e coraggio, a Benevello le nocciole hanno futuro L’AZIENDA DI SANDRO GALLESIO HA CAMBIATO INDIRIZZO E DA ZOOTECNICA È DIVENTATA CORILICOLA. IN PIENA PANDEMIA L’APERTURA DEL NEGOZIO di Paolo Ragazzo

B

enevello, Alta Langa. Una terra dalle mille risorse. Se fino a qualche decennio fa, infatti, era abbastanza usuale imbattersi in realtà agricole che facevano dell’allevamento, di bovini piemontesi in particolare, la loro principale attività, affiancata dall’immancabile coltivazione di qualche appezzamento di nocciole, ora la situazione si è ribaltata a vantaggio della corilicoltura, intesa però come attività imprenditoriale a 360 gradi. Ne è una testimonianza diretta la storia

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dell’azienda di Gallesio Sandro. “Fino a qualche anno fa, grazie al lavoro di mio papà Dino, avevamo circa 120 capi di razza Piemontese – racconta Sandro Gallesio –, poi con il passare del tempo, vuoi anche per un minor appeal del comparto dal punto di vista commerciale, abbiamo deciso di cambiare e di diminuire drasticamente il numero di animali allevati, scesi a circa una trentina. Parallelamente, è cresciuta sempre più invece l’attività legata alla Nocciola Piemonte IGP e, in misura minore, quella della coltivazione di cereali antichi per ricavarne

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farine uniche”. Una svolta aziendale dettata anche e soprattutto da ragioni di prospettiva. “Ho due figlie gemelle di 25 anni che, nonostante abbiano frequentato, da studentesse, città come Torino e Venezia negli anni dell’università, amano questa terra, sono orgogliose delle loro radici agricole e sono pronte a valorizzarle adattandole alle esigenze del presente” prosegue Sandro.

Lo slancio delle due gemelle Giorgia e Lorenza Le sorelle Giorgia e Lorenza, con il fondamentale apporto della mamma Elena, hanno saputo in-

fatti imprimere alla azienda quello slancio necessario per superare ogni residuo dubbio e puntare convinti alla riconversione aziendale. Ecco, dunque, che dai 15 ettari di terreno destinato alle nocciole, hanno iniziato, anno dopo anno, a nascere preziose e golose novità. Il cambiamento non è stato solo nelle intenzioni, ma ha preso corpo in una vera e propria rivoluzione che ha interessato la principale struttura aziendale: la stalla. Pezzo dopo pezzo, è stata ridimensionata e riadattata alle nuove necessità: là dove si udivano i muggiti di vacche e vitelli, oggi si sente infatti il rumore delle macchine per la lavorazione delle nocciole. “Per anni abbiamo coltivato noccioli e abbiamo venduto il prodotto da sgusciare alle aziende trasformatrici della zona, poi nel 2018 la scelta di iniziare a lavorarle direttamente noi – pre-


LE NOSTRE AZIENDE

cisa Sandro -. Abbiamo dapprima investito in attrezzature per lo stoccaggio, l’essiccazione, la sgusciatura, la calibratura e la cernita e poi nel laboratorio, con macchinari per la lavorazione finale delle nocciole”. Fondamentale in questo percorso l’apporto delle donne di famiglia, per arrivare non solo ad ottenere prodotti eccellenti dal punto di vista organolettico, ma anche per saperli comunicare nel miglior modo possibile.

Vasta gamma di prodotti Sono nate, così, nocciole tostate, nocciole salate (pensate come snack per gli aperitivi) due tipi di creme spalmabili (una con il 53% di nocciola, cacao e zucchero, e una con l’aggiunta di latte), oltre a semilavorati come la farina di nocciole (utile per le torte, piuttosto che per la pasticceria), la

granella e la pasta di nocciola. “Quest’ultima era stata concepita per essere trasformata da pasticcerie, gelaterie, ristoranti, ma ultimamente molti nutrizionisti la stanno consigliando come crema da consumare a colazione, in quanto molto energetica e priva di zuccheri, essendo nocciola al 100%”, spiega Lorenza, una laurea in lingue orientali (cinese) alla Ca’ Foscari di Venezia. “Oltre ad una grafica coordinata di tutti i prodotti, abbiamo scelto di nominarli con espressioni locali piemontesi: Che Piasì, Amurìn, Sachèt, Parlapa’, Spatuss, Beica Tì, Tanti Toc – aggiunge Giorgia, laureata in Design e Comunicazione al Politecnico di Torino – per identificarli ancora di più con il nostro territorio e la nostra storia. La scelta piace e funziona anche a livello comunicativo”.

Al papà Sandro è affidata la gestione agronomica dei corileti e buona parte della lavorazione delle nocciole, mentre a mamma Elena, tutta la parte amministrativa e burocratica dell’azienda coadiuvata dalle figlie. Un lavoro di squadra, dove ognuno da’ il proprio contributo, che ha portato alla nascita nel 2021 del negozio aziendale.

Tour per i turisti in campo e in azienda “Nel pieno della pandemia di Covid-19, con molti nostri clienti chiusi e quindi relative difficoltà, abbiamo comunque deciso di mettere in cantiere quest’ultimo tassello per andare a chiudere il cerchio e permetterci di accogliere così direttamente in azienda i tanti turisti in visita nel nostro territorio, accompagnandoli a co-

noscere come vengono coltivate e lavorate le nocciole, fino a farle degustare”, dichiara Elena. Ora che la pandemia che lentamente sta allentando la presa, anche i turisti stranieri sono tornati ad affacciarsi sulle colline patrimonio Unesco e sono pronti a vivere un’esperienza originale come la degustazione di prodotti a base di Nocciola Piemonte IGP. “Dobbiamo continuare ad investire in comunicazione per valorizzare le qualità delle nostre nocciole, indiscutibilmente migliori rispetto a quelle di altre parti del mondo. Dobbiamo provare a replicare quanto fatto egregiamente dalle aziende del vino - concludono le sorelle Gallesio per nulla pentite della loro scelta di vita –. Siamo pronte a dare il nostro contributo per la valorizzazione della nocciola Piemonte IGP”.

L’azienda negli anni ha investito molto in attrezzature e macchinari per la lavorazione diretta della Nocciola Piemonte Igp

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Innovazione, nuove tecnologie e futuro nell’assemblea di ARPROMA

“S

aldi nelle proprie radici e proiettati verso il futuro”. Così, Luca Crosetto, presidente di ARPROMA – Associazione Revisori Produttori Macchine Agricole (nonché di

L’ANNUALE APPUNTAMENTO CON I SOCI SI È TENUTO QUEST’ANNO A TORINO PRESSO IL DISAFA DELL’UNIVERSITÀ, A SEGUITO DI UNA NASCENTE COLLABORAZIONE Confartigianato Cuneo) ha descritto l’annuale assemblea dei soci, svoltasi, lo scorso 9 aprile, presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino.

La inusuale location è stata scelta a seguito di una nascente collaborazione tra l’ateneo e la compagine di imprenditori volta a individuare e sviluppare nuove soluzioni a vantaggio delle imprese,

soprattutto in tema di reclutamento e inserimento in azienda di tirocinanti, stagisti e lavoratori in generale. A fare gli onori di casa il Prof. Paolo Gay, che ha illustrato alla nutrita platea le opportunità

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offerte dall’Università e le sinergie tra mondo accademico e tessuto economico. L’assise si è conclusa con una visita ai laboratori del Dipartimento, durante la quale i partecipanti hanno potuto conoscere


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nuove tecnologie nel campo dell’agrotecnica e delle scienze applicate al settore agricolo. “Riteniamo significativo – spiega il presidente Crosetto – l’aver voluto organizzare la nostra annuale assemblea in un luogo così marcatamente volto al futuro. Duplice il senso. Da un lato, la spinta a individuare innovazioni di prodotto e processo, confermando la vocazione al rinnovamento delle piccole e medie imprese. Dall’altro, l’attenzione al bene più importante per le aziende, le risorse umane – asset su cui investire, da valorizzare, e su cui da tempo come ARPROMA/ Confartigianato si sviluppano ragionamenti, soprattutto in capo al quanto mai attuale tema della sicurezza sul lavoro”. L’assemblea è stata anche occasione per “celebrare” il trentennale di fondazione di ARPROMA. Alla presenza dei vari presidenti che nel tempo si sono susseguiti alla guida del sodalizio prima di Luca Crosetto – Ezio Bruno (primo presidente, dal 1992 al 1999), Nino Racca (2000-2001) e Giacomino

Fasano (2001-2011) – i soci hanno anche delineato i prossimi obiettivi per l’associazione. “Sempre maggiore attenzione ad apportare “valore” all’impresa – commenta ancora Crosetto – Dallo sviluppo di servizi di assistenza e consulenza moderni e adeguati, al supporto all’export e all’internazionalizzazione, all’accompagnamento verso fiere e manifestazioni di settore”. E proprio la recentemente conclusasi Fiera della Meccanizzazione Agricola di Savigliano – ora ridenominata MAG – è stata occasione di riflessione grazia alla presenze di Andrea Coletti, presidente della Fondazioni Ente Manifestazione di Savigliano. “Rassegne come quella saviglianese – aggiunge ancora Crosetto – dovranno necessariamente “reinventarsi”, per rispondere in modo più puntuale alle esigenze delle imprese e alle aspettative del pubblico di riferimento. Vincente sarà la scelta, come ben fatto a Savigliano, di coniugare sempre più l’evento “in presenza” con le possibilità offerte dalle

ALLA 39A FIERA MECCANIZZAZIONE

I B2B sono diventati “telematici” a Savigliano

Oltre 50 buyer esteri provenienti da tutto il mondo. 16 imprese produttrici di macchine e attrezzature per l’agricoltura. Un comparto, quello della meccanizzazione agricola, che nel solo Piemonte “pesa” per 350 milioni di euro di fatturato annuo e dà lavoro a circa 2.500 addetti. Questi i numeri dei protagonisti di “Metagriveroso. A place to meet”, innovativo incontro B2B telematico organizzato da A.R.PRO.M.A. – Associazione Revisori Produttori Macchine Agricole e Confartigianato Cuneo in collaborazione con la Fondazione Ente Manifestazioni di Savigliano, che si è svolto lo 18 marzo nell’ambito della 39^ edizione della Fiera della Meccanizzazione Agricola. Gli imprenditori italiani, in rappresentanza delle rispettive aziende, sono interventi “di persona”, sul palco dell’Agrimedia e, anche attraverso contributi video, hanno presentato i loro prodotti e le loro soluzioni tecnologiche ai buyer esteri. Il tutto rigorosamente in lingua inglese. Dopo i saluti di Andrea Coletti, presidente della Fondazione Ente Manifestazioni di Savigliano, e Luca Crosetto, presidente

nuove tecnologie digitali, come il B2B telematico “Metagriverso” che ha permesso a 16 costruttori piemontesi di presentare, in video-conferenza (e totalmente in lingua inglese) i propri prodotti e le proprie soluzioni a una cinquantina di buyer provenienti da tutto il mondo”.

A.R.PRO.M.A. e Confartigianato Cuneo, durante il B2B si sono tenuti gli interventi speciali dell’ing. Giorgio Stirano, grande tecnico di corse e F1, profondo conoscitore del mondo dell’automobile e della storia ed evoluzione del design, e il prof. Paolo Gay, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino. «Quello della meccanizzazione agricola – commenta il presidente Luca Crosetto – è un settore che negli ultimi anni ha vissuto un profondo e repentino cambiamento. I mutamenti intercorsi nel mondo dell’agricoltura, le novità tecnologiche, il dinamismo dei mercati, sia quello italiano che quello estero, hanno portato le imprese a interrogarsi su quali siano gli strumenti più adeguati e le soluzioni più efficaci per affrontare le sfide di un’economia locale e globale totalmente differente rispetto a qualche anno fa. In questo momento non facile per l’economia, l’internazionalizzazione e l’export sono sicuramente delle opportunità che anche le nostre piccole e medie imprese intendono sfruttare per resistere, crescere e affrontare il futuro».

L’intervento di Andrea Coletti all’assemblea di ARPROMA

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Direttore responsabile: Paolo Ragazzo

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