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Guida autonoma

La startup Otto, fondata nel gennaio 2016, dispone attualmente di una flotta di sei camion a guida autonoma.

sistema di software e sensori, mentre l’autista, presente sul veicolo per sovrintendere alle operazioni di carico e scarico, ha preso il volante solo all’interno delle aree urbane, laddove la presenza di variabili quali semafori, pedoni e ciclisti non consente ancora il pieno utilizzo delle tecnologie driverless. SELF-DRIVING A “LIVELLO 4” L’hardware di Otto, che insieme al suo software ha un valore complessivo di oltre 30.000 dollari, funziona su ogni tipo di camion dotato

di sistema di trasmissione automatica. Tre unità di rilevazione laser Lidar (la tecnologia laser che permette di rilevare la distanza da un oggetto, velocemente e con estrema precisione) costellano la cabina e il rimorchio, oltre a bulloni radar per il paraurti e una telecamera ad alta precisione sopra il parabrezza. Una serie di computer trasforma tutti i dati rilevati dai sensori in indicazioni stradali e un ingegnere di Uber verifica in remoto dalla centrale che tutto sia sempre sotto controllo. Otto è così in grado di regolare autonomamente

la sua velocità di marcia, mantenendo le distanze di sicurezza dagli altri veicoli e cambiando corsia quando opportuno. All'interno della motrice, ad ogni modo, due pulsanti rossi, grandi come mezzo dollaro, servono a disattivare il sistema di guida automatica in caso di necessità (uno vicino al volante, l'altro nella cabina). Nella scala di classificazione dei sistemi di guida autonoma fornita dalla National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) i camion di Otto sono dunque considerati in guida autostradale di

“Livello 4”, ovvero ad “alta automazione”, con pieno controllo da parte del sistema di tutti gli aspetti e di tutte le funzioni di guida dinamica, ad un solo passo dal quinto e ultimo livello che rende del tutto superflua la presenza del guidatore. Nonostante l’acquisizione da parte di Uber, il team di Otto ha annunciato che continuerà ad operare in modo indipendente per perfezionare questa tecnologia driverless finalizzata ai mezzi pesanti, in vista della sua commercializzazione. A meno di un anno dalla fondazione, Otto dispone oggi di una flotta di sei camionrobot e gli ingegneri della startup californiana sono costantemente impegnati in modifiche software e aggiornamenti di sistema, concentrati soprattutto sul perfezionamento dei sistemi di accelerazione e di frenata e sul miglioramento del controllo della corsia di marcia. E tra gli obiettivi a lungo termine spicca in primo piano lo sviluppo di una tecnologia che consenta di effettuare percorsi driverless in zone urbane e di affrontare condizioni meteorologiche avverse. E una nuova sperimentazione di Otto è già stata pianificata per il 2017, questa volta in Ohio, su due percorsi diversi di cui, al momento in cui

Il truck Otto lo scorso ottobre ha percorso in autostrada ad un velocità media di 90 km quasi 200 km per effetuare la prima consegna merci "senza pilota".

gennaio-febbraio 2017

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Onda Verde n. 09  

La rivista ACI per la mobilità sostenibile. Numero 9: gennaio - febbraio 2017

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