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Hi-Tech

In Italia il fenomeno del pendolarismo oltrepassa spesso i confini amministrativi dei singoli Comuni o delle singole Province. In questa prospettiva che tipo di servizio può offrire Moovit? “Nei vari Paesi lavoriamo principalmente a livello di area metropolitana, ma in Italia è diverso: le città sono ben collegate tra loro e il pendolarismo coinvolge aree molto vaste e intere Regioni. Gli utenti italiani, di conseguenza, hanno bisogno

Foto: Wikimedia - Arbalete

“Anzitutto perché con un’unica app è possibile disporre di tutti i dati necessari per pianificare i propri spostamenti con il TPL in diverse città, valutando tempi e percorsi con tutti i mezzi disponibili: autobus, treni, tram, metropolitane e così via. Questo, nel caso dell’Italia, risponde in modo efficace a precise esigenze. In Italia, infatti, esistono molte città che rappresentano importanti poli di interesse per attività economiche, studio o turismo, mentre altre città o interi quartieri suburbani, a causa del prezzo di affitti e proprietà immobiliari, vengono scelti come residenza da una parte crescente della popolazione, soprattutto giovani coppie e lavoratori a medio-basso reddito. Di conseguenza, in Italia si registra un forte pendolarismo non solo all’interno delle singole aree urbane ma anche tra città e città, favorito da una rete di collegamenti a lungo raggio

e intercity, su ferro e su gomma, piuttosto articolata. Il problema, una volta arrivati nella città di destinazione, resta quello di pianificare al meglio i propri spostamenti con il TPL. Le app utilizzabili, tuttavia, riguardano quasi sempre solo i servizi forniti da un singolo operatore locale o una sola modalità di trasporto. Ecco dunque che la possibilità di avere insieme tutti i servizi e tutte le modalità in un’unica app diventa un vantaggio fondamentale in un Paese dove ci si muove sempre più spesso e sempre più facilmente tra città diverse”.

Lombardia: grazie a Trenord disponibile su Moovit la rete regionale su ferro.

Foto: S. Pozzilli

L’Italia è attualmente uno dei primi Paesi al mondo per diffusione dell’app Moovit, con oltre 2,5 milioni di utenti e 54 città servite. Come si spiega questo successo?

Pendolari al capolinea del TPL presso la stazione ferroviaria di Perugia.

di pianificare anche un altro genere di collegamenti e necessitano di un’integrazione modale di tipo diverso rispetto ad esempio alla Spagna, all’Inghilterra o agli Stati Uniti. Abbiamo quindi adattato il prodotto Moovit alla realtà italiana. In questo senso è stata molto interessante l’esperienza realizzata in Lombardia, insieme a Trenord, perché proprio sulla base del feedback dei nostri utenti ci siamo resi conto che avevamo bisogno di integrare le diverse modalità di trasporto non solo a livello urbano o provinciale, ma nell’intera Regione, comprendendo perfino una città come Novara, in Piemonte, dove il pendolarismo è per lo più orientato verso la Lombardia. Grazie alla partnership con Trenord siamo riusciti in questo intento e qualcosa di simile è stato varato lo scorso maggio anche nella Regione Campania, con EAV e SITA Sud, e nel Lazio, con Cotral. Il nostro obiettivo, sotto questo profilo, è dunque non solo quello di estendere la nostra app a tutti i Capoluoghi di provincia italiani ma anche di includere veri e propri sistemi di mobilità regionale”.

Guardando alla realtà italiana, quali sinergie sono possibili tra il mondo dell’auto e quello dei mezzi di trasporto collettivi? “Puntando a sistemi integrati di mobilità che coinvolgono aree molto ampie intendiamo interfacciarci non solo con le diverse agenzie locali della mobilità e i diversi operatori del TPL, ma estendere la funzionalità della nostra app anche ad altre modalità, più vicine all’auto privata, come i taxi e il car sharing, che è in rapida diffusione in molte città italiane. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che uno dei nostri investitori è BMW, che ha anche servizi di car sharing. Restando in tema di pendolarismo in area vasta, ad esempio, si potrebbe ipotizzare la presa in carico di un’auto in una determinata città per poi riconsegnarla in un’altra. Lo stesso ricorso al mezzo individuale, inoltre, in alcuni casi può essere necessario per raggiungere i nodi di scambio con il TPL. Le possibilità di creare sinergie sono pertanto infinite e per questo riteniamo che la multimodalità sia basilare: non solo TPL, ma

luglio-agosto 2016

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Onda Verde n. 06  

La rivista ACI per la mobilità sostenibile. Numero 6: luglio - agosto 2015

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