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mensile gratuito anno 2 numeronove maggio 2012

Kerry Ellis & Killer Queen official italian queen performers moda accessori e scarpe primavera trendy Steve Jobs e gli oggetti del desiderio Soggiorno lo spazio da personalizzare Light+Building 2012 illuminazione e domotica Curare l’insonnia anche grazie ai sogni La Grotta di Sale dalle molteplici proprietà curative Ducati Streetfighter 848: combattente gentile PorSche Boxter S passione coerenza e tradizione Cuba isola magica Amici a 4 zampe: il colpo di calore Enzo Ferrari il museo casa natale


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9 Street, Anno 2, Numero 9 Free Magazine Periodico Realizzazione e progettazione: Areté Comunicazione srl via Carlo Marx 95/a Carpi Registrazione presso il Tribunale di Modena n. 2001 del 5 maggio 2010 Editore: Areté Comunicazione srl Via Carlo Marx 95/a Carpi +39 335 1293666 Diego Zanotti +39 334 2317264 Lidia Bonavolta info@aretecomunicazione.com Direttore responsabile: Diego Zanotti Coordinatore editoriale: Lidia Bonavolta In redazione: Gloria Galiotto, Annalisa Malavolta, Francesco Righi, Fabio Bolognesi, Maria Silvia Cabri, Melissa Salvarani, Valentina Pacitti, Giorgia Rossato, Marcello Setti, Eleonora Turci, Andrea Lolli Progetto grafico e impaginazione: Barbara Sentimenti Servizi fotografici sezione moda: Marzia Lodi Stampa: Arbegrafiche - Modena

Prossimo numero Maggio 2012 Avvertenze – Garanzie per i lettori: I contenuti della presente rivista sono redatti nel rispetto di ogni disposizione normativa; ad ogni modo, gli autori declinano ogni responsabilità, diretta e/o indiretta, derivante da eventuali imprecisioni, errori od omissioni, anche qualora tali circostanze siano fonte di danno, reale o presunto, nei confronti di terzi, ivi compresi gli inserzionisti. In particolare, per ciò che concerne gli articoli inerenti la salute, la prevenzione, la cura della persona e argomenti affini, si invitano i lettori a consultare i propri specialisti di fiducia e ad attenersi ai precetti impartiti dai professionisti iscritti agli ordini di competenza. 9 Street diffida chiunque dal ripubblicare, copiare, riprodurre e utilizzare in qualunque altro modo i testi, le immagini grafiche e fotografiche se non previa autorizzazione rilasciata per iscritto. In copertina: Kerry Ellis

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GIANLUCA VERRINI ARTISTA della FOTOGRAFIA CREATORE della VISIONE

Il fotografo Gianluca Verrini vanta 25 anni di esperienza nel settore dell’immagine, della moda e dell’arte. La sua grande attività gli ha permesso di lavorare con indossatrici di fama internazionale e l’obiettivo della sua reflex è entrato nelle maison delle grandi griffe. Una indiscussa carriera che lo ha portato a partecipare a prestigiose sfilate fashion e, i suoi scatti d’autore, a diventare vere e proprie opere esposte all’interno di importanti gallerie d’arte. Come per i grandi vini, la sua visione creativa e la sua tecnica particolare sono il bland originale che produce immagini visionarie di assoluta bellezza, tra onirico e reale. Le sue affascinanti rappresentazioni sono come quadri che racchiudono in sé la tecnica di un professionista dell’immagine e la genialità del pennello di un artista che, unendosi, diventano un’opera completa e unica nel suo genere. La sua modernità sta nella sua inventiva e nella continua ricerca che, unite alla sua esperienza, ne delineano il vero talento. In diretto collegamento con Milano, arriva a Carpi “ART STREET”, la sua sala di posa ideata in vero stile americano ed ispirata direttamente alle famose sale di NEW YORK, tra diversi scenari dall’avvolgente atmosfera. Nata nel quartiere industriale di Carpi, al civico 7 di Via Siemens, ART STREET è una struttura all’avanguardia che si estende su una superficie di 350 metri quadrati, ben illuminata e dotata di un limbo ad angolo di dieci metri quadrati che ben si presta per shooting fotografici, sfilate di moda, still life e meeting. L’ampio soppalco, arredato con divani antichi, si affaccia sullo studio e, oltre ad offrire una diversa prospettiva per le riprese, funge da zona relax o di lavoro. AI piano terra, infine, trovano un’ideale collocazione diverse location ben attrezzate per rendere l’immagine fotografica sempre più innovativa. Via Siemens, 7 - Carpi +39 059 654953 www.artstreet.it 4


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Con il TELESOCCORSO la tranquillità è a portata di mano Il nuovo servizio di Assistenza 3+ che ti permette di vivere sereno, poiché hai sempre la certezza di poter contare su un aiuto concreto e immediato Le operatrici di Assistenza 3+ sono estremamente competenti, in continua formazione, cercano sempre i modi più efficaci per dare un servizio di qualità e all’avanguardia. Avendo a cuore la serenità degli assistiti e dei loro cari, hanno attivato il nuovo servizio di TELESOCCORSO dedicato a persone autosufficienti e non, di Carpi e delle zone limitrofe. Tutti sappiamo che la maggior parte degli anziani, purtroppo, vive in condizioni di solitudine e per questo corre sempre il rischio di non trovare nessuno disponibile ad aiutarli nell’immediato. Nasce quindi la necessità di avere un servizio di assistenza rapido, comodo ed efficace: il TELESOCCORSO, rivolto a tutte le persone che possono necessitare di qualsiasi tipologia di aiuto nell’arco delle 24 ore. Un servizio in grado di dare sicurezza ai familiari, poiché chiunque è in grado di utilizzarlo. Consiste nell’installazione di un apparecchio telefonico con tasti grandi e ben visibili, collegato ad un dispositivo portatile munito di un unico pulsante. Non appena viene premuto il pulsante, il segnale viene inviato al telefono che automaticamente attiva una chiamata verso il numero di emergenza predisposto. A rispondere alla chiamata sarà, in qualsiasi momento, il personale di Assistenza 3+ sempre pronto ad accorrere in aiuto e ad accertarsi che la situazione sia sotto controllo. Il TELESOCCORSO è attivabile, a seconda delle esigenze, per brevi o lunghi periodi ed il costo è di 30 euro al mese (iva compresa).

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Un servizio alla portata di tutti, un servizio che vi garantisce la serenità di avere un aiuto in qualsiasi momento.

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Assistenza 3+ è una Cooperativa nata per dare a tutti un aiuto concreto, dall’assistenza domiciliare e ospedaliera sia diurna che notturna, alla cura della persona. Assistenza 3+ è la soluzione ottimale per anziani, malati e disabili che non sono autosufficienti o che hanno semplicemente bisogno di compagnia. Tra il personale vi è un’infermiera, professionista e qualificata, sempre a disposizione per ogni eventualità. I servizi sono personalizzati in base alle esigenze della famiglia, anche solo per poche ore, inoltre tutte le collaboratrici sono coperte da polizza RC a tutela dei clienti e le spese sono detraibili fiscalmente.

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“Occhiali per vedere ed essere visti” resta sempre la filosofia con cui si identifica “Gli Occhiali di Maura”. Tra le proposte per la Primavera/Estate 2012 spiccano le forme retrò, attualizzate da materiali innovativi la cui fusione, spesso artigianale, fa nascere nuance uniche e originali. Gli occhiali sono diventati oggi un vero e proprio must, non solo con lenti per correzione visiva, ma anche neutre come accessorio da indossare per essere notati. Corso Alberto Pio, 43 - Carpi Tel. +39 059 6228197 www.gliocchialidimaura.com


p u e k a M a cura di Valentina Pacitti

trucco intenso ed essenze inebrianti: e si esprim ted” n a h c n a “E nella line rimo rdo è in p cchi a u g s e lo o e tt le lla pa piano: ne viola, marrone, no si abbina rio e oro, in un vo a , o z n bro ssenza ublima l’e s ile mix che ia femmin ell’energ stessa d

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“Couleur Eye Gloss” di

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Nuove tonalità smalti

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“Summertime de Chanel Collection” il rossetto in crema idratante “Rouge Coco Shine” si presenta nelle tonalità eleganti e luminose Culte, Avant-garde e Magnolia “Burberry Brit”di Burberry è una fragranza orientale a base di tè verde giapponese con note di limone italiano, mandorla, pera e pepe verde.

Ralph Lauren propone una fragranza fruttata e molto delicata: “Romance Summer Blossom”, che coniuga la freschezza del mandarino con la morbidezza del gelsomino e della vaniglia John Galliano

ha creato l’eau du parfume romantica che gioca sul connubio tra l’essenza di rosa bianca, gelsomino e muschio bianco, per una fragranza iperfemminile e avvolgente: “Parlez moi d’amour Eau Fraiche”.

Nella borsa c’è tutta la tua vita...

Braccialini in questa stagione ci stupisce con creazioni che danno vita alla natura: dai fiori agli animali. In vista delle vacanze al mare, ci sono anche le borse a forma di cabina da spiaggia!

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raffinata cintura in pelle impreziosita da strass e pietre da indossare come elegante gioiello


Shoes

Follie d’estate: la natura è ai nostri piedi

Jimmy Choo

Ispirazione dagli intramontabili anni Settanta, sandalo con zeppa nella classica fantasia psichedelica

Manolo Blahnik scarpe

impreziosite da ghiande, foglie e fiori

Jimmy Choo

Christian Louboutin

Inserti floreali e le fantasie animalier che rievocano il mondo selvaggio della savana

“Torero”, décolleté tacco 15 in crepe satin con ricami e applicazioni floreali.

In pieno indian style è “Bollywoody” per toccare il cielo con un dito grazie all’altezza estrema del suo stiletto

Gianmarco Lorenzi

puro talento italiano. La sua linea estiva è un tripudio di colori, resi più intensi dalla lucidità della verniciatura

Gianmarco Lorenzi

Tema floreale nelle linee morbide con audaci inserti a maxifiore che decorano la punta.

René Caovilla

ci fa sognare con creazioni che sembrano uscire da una fiaba

“Black Label” è un’edizione di extralusso, numerata, a tiratura limitata e realizzata su misura. I cristalli Swaroski sono applicati a mano da esperti artigiani

s e i r o s s e c c A Borsalino: gioca sui contrasti cromatici e di materiali

All’insegna del gold power è la linea di bijoux Blumarine: bracciale rigido con lavorazioni a sbalzo e ad intaglio, pietre e strass

Dolce & Gabbana: cavalca il trend sempre attuale dei cappelli a tesa larga

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A cura di Salvatore Bellomo

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Volumi morbidi, vintage e tanti tanti colori per lo Street Style di questo ventunesimo secolo che caratterizza sempre di più la moda giovane e di tendenza. Una mescolanza tra diversi mondi, tra stili provenienti da paesi diversi, un mix perfetto tra oriente ed occidente, un viaggio intorno al mondo per uno stile di vita completo, graffiante. Le collezioni dei principali brands che caratterizzano questo lifestyle propongono intriganti collezioni di sneakers, sia per l’uomo che per la donna, immancabili t-shirt, felpe originali e abiti in jersey. Rivestono un ruolo importante anche la scelta dei materiali e la cura dei dettagli nella produzione. Lo stile techno-chic rivisita in chiave futuristica il mood vintage per diventare un must nelle tendenze della stagione in corso: una risposta per chi trasforma la vita in stile. L’innovazione è senza dubbio l’obiettivo principale delle griffe che propongono lo Street Style ed ecco allora affacciarsi sulle passerelle il concetto di Smart Wardrobe. É la contaminazione di mondi che nel corso degli anni hanno lasciato un segno indelebile nella cultura delle persone, dal college al militare, dall’outdoor al beach, il tutto reinterpretato in chiave moderna soprattutto in termini di vestibilità, colori e dettagli. L’utilizzo del colore come forma di comunicazione rappresenta un punto chiave all’interno del processo creativo. I protagonisti della Spring-Summer 2012 saranno quindi i colori: il mood predominante e ineludibile sono gli abbinamenti a contrasto, sia che siano colori sgargianti o pastello. Il tessuto principe di queste collezioni resta sempre l’intramontabile denim in ogni sua forma, sia per lui che per lei: dal jeans, alle camicie e agli abiti o pantaloni a “carrotta”, larghi sopra e stretti sotto. Restano sulle passerelle anche tessuti leggeri, morbidi e composti da texture naturali. Rispetto allo scorso anno le principali

differenze le fanno i volumi: t-shirt larghe e morbide con effetto vintage, magari corte davanti e lunghe dietro! I colori si mescolano tra loro in nuance che si declinano principalmente in verde menta, rosa pesca, giallo limone, rosso fragola: tutti rigorosamente Fluo! Dal passato si recuperano per lui i pantaloni, anche i modelli militari, da indossare con i fondi risvoltati. Mentre per lei i pizzi, da abbinare al denim o al jersey, per uno stile ricercato ma disinvolto.

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Davide Tangerini Tu che della n otte sei la dea incontrastata, tu che arrivi se mpre sul finir della giornata Compari quan . do tutti se ne vanno, vieni da me, s olo a far dann o. Stelle e pecore ho finito di co ntare, ma tu sei qui e non te ne vu oi andare. Nel tuo mestie re sei molto a bile, sembra impos sibile tu sia into ccabile. Insonnia, catt iva consigliera . Insonnia, subd ola megera.

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a cura di Maria Silvia Cabri

La storia delle erbe aromatiche, spesso associate nell’antichità alla religione, alla magia e alla medicina, si perde lontano nel tempo. Dagli antichi giardini persiani ai piccoli spazi coltivati dai monaci medievali presso i monasteri, dalle corti rinascimentali a tutto l’ottocento, la loro conoscenza e il loro impiego sono stati tramandati fino ai giorni nostri: con i loro preziosi principi attivi, queste erbe hanno consentito di curare particolari malattie nel passato; oggi, ci permettono di conservare i cibi e di profumarli con i loro freschi aromi, a volte delicati, a volte più piccanti e decisi.

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L’amore per le piante aromatiche nasce molto spesso da un’esigenza pratica: avere sempre a disposizione le erbe fresche per cucinare, per esaltare un sapore, per rendere più gustosa una pietanza. Di solito, si comincia dalle aromatiche più comuni e da quelle più usate per arricchire un arrosto o un piatto di pasta: basilico, rosmarino, salvia, maggiorana, un rametto di alloro. Poi cresce l’orgoglio per le proprie piccole coltivazioni; in un angolo del giardino, in terrazzo, sul davanzale della finestra, su un mobile di cucina, crescono rigogliose e fedeli e hanno bisogno di poco: un ritaglio di tempo, luce, acqua, un po’ di nutrimento e un’occhiata di controllo, per il piacere di vederle prosperare. Sistemate su una mensola in cucina, se c’è appena un po’ di spazio, le piantine rallegrano l’ambiente e danno un’aria di freschezza, di antiche abitudini e anche di una certa professionalità da parte della cuoca. Fuori, sul terrazzo o in giardino, sono utili, pratiche, con una notevole valenza ornamentale. Le erbe aromatiche sono davvero tante e belle: i fiori del rosmarino e del basilico sono profumati e delicati, l’origano crea un cespuglio di foglioline leggere e copiosissime, come un ricamo, il peperoncino dà un tocco di colore allegro e vivace, le fioriture dell’erba cipollina, del dragoncello, della cedrina e della lavanda sono incantevoli, la menta presenta le sue bianche infiorescenze, che spiccano sulle foglie verde scuro. Belle in giardino e buone in cucina, per esaltare il sapore dei cibi, le aromatiche sono facili da coltivare ma richiedono alcuni accorgimenti, necessari al loro buon sviluppo. Anzitutto luce e sole: molte appartengono alla macchia mediterranea e richiedono un ambiente soleggiato; è importante accostare piante con le stesse esigenze di coltivazione: il basilico e il prezzemolo necessitano di frequenti annaffiature e non vanno messe a dimora vicino al rosmarino e alla lavanda, che attecchiscono bene in un terreno più asciutto. Ci sono poi le piante invadenti, come la menta, l’origano e la maggiorana, che tendono a colonizzare tutto lo spazio e rubano terreno alle altre piante.


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iSERIES di Argo

il sistema integrato multifunzionale La ditta Zannoni, rivenditore e installatore dei sistemi di climatizzazione Argoclima, propone il sistema iSERIES. Questo sistema, completamente progettato in Italia, è un insieme di componenti che consente la realizzazione di sistemi mono e multisplit. Inoltre è possibile abbinare questo sistema a uno scambiatore a piastre (Hydrokit) che consente di produrre acqua calda per il riscaldamento. Il sistema “iSeries” propone una soluzione tecnologica inedita fino ad ora, in cui lo stesso modello di unità esterna può soddisfare un sistema monosplit o multisplit, cioè può essere collegata ad una sola unità interna oppure a più di una, fino ad arrivare alla sua massima capacità di raffrescamento o riscaldamento. Ogni unità interna è intelligente e capace di autoconfigurarsi in modo da adattarsi al meglio alle dimensioni del locale in cui viene installata ed al carico termico da bilanciare. iSERIES è un sistema totalmente basato su energie rinnovabili, pensato per funzionare anche in climi molto rigidi, in grado di riscaldare anche con temperature esterne di 30 gradi sotto zero, raffreddare in condizioni di altissime temperature esterne con tecnologie che lavorano oltre i 50 gradi, multifunzionale e caratterizzato dai più elevati livelli di efficienza nell’uso dell’energia.

La grande flessibilità nella combinazione di unità interne di diverso tipo e categoria, consente di realizzare molteplici applicazioni che fino ad ora, richiedevano l’utilizzo di sistemi diversi tra loro e difficilmente integrabili. Il sistema iSERIES offre diverse possibilità applicative a seconda del tipo di ambienti che si devono climatizzare:

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Monosplit aria/aria: dal tipico split residenziale di alto livello qualitativo, fino alle soluzioni per uffici, sale di ristoranti e bar. Monosplit aria/acqua: soluzione comunemente

nota per il riscaldamento e raffrescamento con impianti a pavimento, ma anche per radiatori a bassa temperatura o convettori ventilati. Multisplit aria/aria: classica soluzione per la climatizzazione estiva di villette ed appartamenti ma anche per il riscaldamento e raffrescamento di uffici, negozi, bar e ristoranti. Multisplit aria/acqua misto con aria/aria: soluzione inedita che offre uno spettro di applicazioni amplissimo; possiamo realizzare un impianto a pavimento a due zone e contemporaneamente climatizzare taverna e mansarda con l’unità aria/aria più adeguata all’ambiente: a parete, a pavimento con flusso a due vie o magari anche del tipo canalizzabile. iSERIES si propone come sistema primario ed integrato per il riscaldamento, la climatizzazione, il trattamento dell’aria e la produzione di acqua calda ad uso sanitario, il tutto basato sulla sofisticata tecnica delle pompe di calore inverter ad alta efficienza, energia rinnovabile combinabile con solare termico e fotovoltaico.


TECNOLOGIE DEL CLIMA

Quando la tecnologia incontra il design

CLIMATIZZAZIONE - Residenziale - Commerciale - Sistemi VRF - Manutenzione programmata - Assistenza tecnica

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REFRIGERAZIONE - Impianti frigoriferi - Banchi e vetrine refrigerati - Abbattitori di temperatura - Celle frigorifere

Argo A8 il climatizzatore FULL DC Inverter che arreda

A8 di Argo è un eccellente climatizzatore FULL DC Inverter concepito per essere un vero e proprio complemento d’arredo. É realizzato utilizzando materiali plastici innovativi di elevata qualità e apprezzabile aspetto estetico, con un tocco di raffinatezza nella scelta dei colori e nella cura dei dettagli. A8 è un climatizzatore discreto che c’è e si lascia guardare senza essere invadente, adattandosi al meglio ai più svariati contesti, non solo residenziali.

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“Dio piantò nel giardino dell’Eden oltre all’albero della vita, l’albero del bene e del male, ed impedì ad Adamo ed Eva di mangiarne i suoi frutti.” da La Sacra Bibbia, tratto dal primo Libro della Genesi

Nella religione cristiana è usuale l’utilizzo della simbologia e fu scelta la “mela” per identificare il frutto della conoscenza. Oggi la simbologia mondiale della mela ha assunto un nuovo significato: al 2° posto in Google, digitando Primo logo Apple questa parola di due sillabe, utilizzato dal 1977 compare la “mela morsicata” al 1998 di Apple. Il primo logo fu creato nel 1977 da Rob Janoff, un grafico amico di Steve Jobs, che dopo aver comprato un sacchetto di mele al supermercato le dispose su un tavolo ed iniziò ad osservarle....forse pensò al potere della conoscenza, a Newton, alle tentazioni o forse ebbe una visione, ma il disegno che creò di una mela con un morso a strisce colorate, gli apparve semplice ed efficace. La storia della Apple Computer fu segnata fin dal principio da un mix di incontri casuali e sogni comuni tra i suoi creatori. Tutto ebbe inizio nel 1975 in un garage di Cupertino, nella Silicon Valley in California, quando l’hacker Steve Wozniak progettò un linguaggio di programmazione Prototipo assemblato a mano, “basic” per un nuovo conservato allo processore. L’anno dopo Smithsonian Institution accaddero due eventi importanti: primo che la MOS Technologies commercializzò un chip economico a 25 dollari che permise a Wozniak di realizzare il suo prototipo, secondo fu l’incontro casuale con l’amico Steve Jobs che si mostrò molto interessato alle future applicazioni della sua macchina.

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L’unione del genio ingegneristico di Wozniak con la propensione al marketing di Jobs diedero vita all’era della “mela morsicata”. Insieme completarono il prototipo e vendettero i primi 50 esemplari, assemblati da loro a mano, ad un negozio di computer della zona. La macchina si chiamava Apple I: semplice da utilizzare e capace di collegarsi ad un televisore in un periodo in cui gli altri computer non avevano nemmeno un dispositivo video. Il 1° aprile del 1976 insieme all’investitore

Mike Markkula, fiducioso nel progetto, fondarono la Apple Computer e ad aprile del 1977 presentarono al pubblico l’Apple II un computer avveniristico capace di visualizzare anche la grafica oltre al semplice testo. Con Apple vengono introdotti i colori a video, create le icone grafiche e nasce l’era del personal computer. Advertising Apple II_anno 1977 Ho ripercorso velocemente le umili origini della Apple, un’azienda tecnologica con alla base una filosofia rivoluzionaria in molti campi di cui un esempio ne è il design. Steve Jobs ha saputo fondere la tecnologia all’estetica, creando dei veri oggetti del desiderio! Vent’anni fa ci si accontentava di “scatoloni” funzionanti e non importava che fossero anche belli, la Apple invece introdusse sul mercato interfacce grafiche e linee morbide che conquistarono fin dal principio le nicchie di utenti più sofisticate tra cui grafici, pubblicitari, fotografi, giornalisti, musicisti... poichè la costante di Apple sta nel creare degli status-symbol capaci di diventare moda.

Dall’alto: iMac_anno 1999 iBook_anno 2000 iMac Flat Panel_anno 2003


a cura di di Melissa Salvarani Fashion Designer melissasalvarani@yahoo.it

I prodotti Apple appaiono nei film, nelle serie tv, nei servizi di moda, sui cataloghi a premi... chiedete ad una persona compresa tra i 14 e i 45 anni cosa desidera regalarsi (se già non lo possiede) e ti risponderà “un iPhone naturalmente!” Il design minimalista, la purezza del colore bianco, l’argento satinato, le superfici lisce, gli angoli arrotondati sono i tratti inconfondibili di ogni prodotto Apple. Che si tratti di un computer, di un iPod, di un iPhone o di un iPad, il design Apple è sempre sofisticato, elegante ed unico. Se negli anni ‘80 le tendenze erano dettate dai marchi della moda, oggi il trend è possedere almeno un prodotto tecnologico marchiato Apple! In seguito alla morte di Steve Jobs, stroncato da un tumore al pancreas nell’ottobre del 2011, si è ampiamente parlato dei trionfi di questo personaggio visionario e innovativo. Le nuove generazioni forse non comprenderanno cosa ha realmente fatto: non solo ha creato lettori, tablet e sistemi operativi... Jobs ha reso libera la nostra generazione iniziando il vero cambiamento digitale. Ha inventato un nuovo modello

ascoltare ovunque la musica e di crearsi la propria playlist. Una vera rivoluzione in campo musicale ed un negozio in internet, iTunes, che permette di acquistare a 99 cent una canzone e di poterla salvare su tutti i dispositivi digitali Apple. Nel 2007 inizia l’era dell’iPhone la sintesi tra un telefono cellulare, un iPod ed un computer palmare e la Apple segna un nuovo record di vendite! Te c n o l o g i a touch implementata su un prodotto dal design assolutamente equilibrato dove la maggior parte della superficie è occupata dal display. Disponibile in bianco o nero con profili satinati argento, esteticamente perfetto! Ultimo nato del 2010 è l’iPad il primo tablet firmato Apple, che come gli altri dispositivi mantiene le stesse linee di design riadattate ad una forma leggermente

iPod_anno 2002 - iPod evolution_2002-2012

di business semplice che ci ha permesso di capire che i prodotti digitali esistono e rappresentano una vera economia globale: anche chi non lo comprende ha comprato i suoi prodotti ed ha imparato ad usarli! L’iPod che compie 11 anni, dal 2001 ha cambiato continuamente aspetto, peso, colore, dimensioni e prezzo, permettendo ad oltre 20 milioni di persone di

Dall’alto: Mini Mac_anno 2005 Mac Pro_anno 2006 MacBook Pro_anno 2007

quadrata. A marzo 2012 viene annunciata la terza generazione di iPad con il formidabile display Retina. Apple è stata l’azienda di marketing e di design del decennio e chissà quali altri dispositivi saprà creare per rendere sempre più interattiva la nostra vita.

“Siate affamati, siate folli” (Steve Jobs)

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L’ARCHITETTO CONSIGLIA... di Marcello Setti - marcello.sett@yahoo.it

La personalizzazione della zona living. É sotto gli occhi di tutti ormai che da qualche anno a questa parte le dimensioni degli appartamenti si stanno via via riducendo, vuoi per la necessità di sfruttare tutti gli spazi rimasti inabitati nelle zone centrali, vuoi per l’aumento dei costi di costruzione.

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Anche le altezze interne hanno subito la stessa sorte e si è passati da uno standard di 300 cm (anni ’60) ad uno ormai ben noto di 270 cm. Per legge, vengono stabilite superfici minime da rispettare per la progettazione di camere da letto mentre per le altre funzioni “vitali” (bagni, cucine e soggiorni) vengono regolamentati solamente i rapporti aria/luce per superficie (per fortuna, dico io!); se da un lato viene lasciata più libertà compositiva ai progettisti, dall’altro si permette appunto la realizzazione di spazi sempre minori per le attività di soggiorno-pranzo. Fino agli anni ‘60, cucina e soggiorno erano separati perché dovevano svolgere due funzioni differenti: la prima era il focolare della casa, luogo entro il quale radunare la famiglia per rinnovare un legame e la seconda più di rappresentanza, dove si ricevevano ospiti, amici e dove molto spesso gli uomini si accomodavano dopo aver finito di mangiare per fumare. Col passare del tempo le due funzioni si sono mischiate sempre più fino a scambiarsi i ruoli ed infine a fondersi. Questo ambiente è quindi oggi il fulcro della casa, il primo luogo che si vede entrando, quello che “parla” per chi ci abita, quello che probabilmente colpirà maggiormente il visitatore! Arredare questo spazio non è per niente facile, tra le tipologie di arredamenti si possono distinguere diversi tipi di soggiorno con angolo cottura: _ il tipo LOFT, modellato sul salotto della serie Friends (quello che tutti vorremmo avere!) con soffitti alti e travi in acciaio a vista, muri non intonacati completamente e scrostati ad hoc con una perfezione da certosino per vedere i mattoni sottostanti; _ il tipo CASA DELLE BAMBOLE, con colori pastello e tonalità rosa confetto, tende vaporose e nessun angolo o metro quadro di parete lasciato vuoto; _ il tipo IKEA, con tutti i gadget dai nomi impronunciabili, per un perfetto sfruttamento dello spazio in verticale (appendendo il televisore dentro un armadio scorrevole, piegato a libro dentro il divano letto, che funge a sua volta da tavolo per 12 persone!); _ il tipo CONTENITIVO, con mobili contenitore molto capienti per sopperire alla mancanza di un ripostiglio in cui mettere le cose più voluminose; _ il tipo RECUPERANDIA… che si spiega da solo; Non importa in che modo si arredi lo spazio a

disposizione, non sono qui per giudicare ma per porre l’attenzione su alcuni punti fondamentali, prima tra tutti la circolazione interna: è importante potersi muovere liberamente all’interno del proprio spazio, il che vuol dire che devo poter riuscire ad alzarmi dal divano ed arrivare ai fornelli senza schivare la libreria di Cassina e il tavolo, passando sotto la bellissima lampada Arco che mi ha regalato il nonno! Se proprio abbiamo un pezzo al quale non vogliamo rinunciare per nessun motivo, organizziamo l’ambiente in funzione di quell’oggetto ma non pretendiamo che calzi alla perfezione in uno spazio non pensato per quell’oggetto. VERSATILITÀ e CONCRETEZZA sono le parole d’ordine: rompere le barriere ed aprire gli spazi, meno divisioni (anche se solo visive) e più armonia, soprattutto in un’ambiente di dimensioni contenute. Evitare ad esempio le composizioni con il divano che dà le spalle alla porta d’ingresso solo perché il nuovo televisore 3D 54 pollici occupa tutta l’unica parete libera (le dimensioni non contano, conta come ci si muove!). Tralasciando il galateo, non è comodo dover aggirare un ostacolo ogni volta che si entra o esce dall’abitazione ed in secondo luogo perché il retro di un mobile non è mai curato come il fronte. A proposito di tv, la sua collocazione deve essere pensata accuratamente, non bisogna abbattersi solo perché le prese dedicate solo già state pensate e posizionate da qualcun altro: a volte è meglio fare un piccolo intervento (non necessariamente si deve spaccare la parete per spostare una presa, si possono utilizzare battiscopa “intelligenti” o altri “trucchi”) che passare davanti continuamente a chi la guarda. Con i ritmi della vita odierna e il poco tempo a disposizione per cucinare, il tavolo per sei persone può essere sostituito con uno snack a parete o a gamba fissa su ruota, in modo da lasciare più spazio per altre attività. In secondo luogo bisogna dare allo spazio un tocco personale, qualcosa che trasmetta chi siamo; quella sensazione di tranquillità e di protezione che dà solamente l’ingresso in casa PROPRIA si ottiene solamente se si comunica qualcosa di proprio. Non si deve avere timore di mostrare come si immagina il proprio nido. La differenza la fanno sempre i dettagli: un motivo particolare dello schienale della sedia, il tipo di cornice delle foto. Se però non si vuole esagerare, si può giocare con una parete decisa, con un motivo particolare, una carta da parati o una tinta forte e lasciare le altre di una tonalità più sobria. L’ambiente dirà di voi che avete una personalità equilibrata ma che sapete al momento giusto dire la vostra!


L’ESPERTO CHE ILLUMINA di Giorgia Rossato*

Light+Building 2012: LED, luce del presente e del futuro! Quest’anno il tema principale di Light+Building 2012 a Francoforte è stato l’efficienza energetica, con particolare attenzione alla digitalizzazione della luce e alla creazione di edifici energeticamente autonomi: una apoteosi di soluzioni “green”! Parliamo della più importante Fiera biennale internazionale del settore dell’illuminazione, dell’elettrotecnica e dell’automazione della casa e degli edifici.

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ono state presentate soluzioni tecnologicamente avanzate che riducono il consumo energetico degli edifici aumentandone il comfort domestico. Light+Building è paragonabile ad un immenso laboratorio di ricerca e sperimentazione dove si cimentano artisti, designer illuminotecnici e tecnici del settore. Per risparmiare energia basta semplicemente intervenire sul modo in cui si illuminano gli edifici. Grazie quindi alla tecnologia a Led si può ottenere una illuminazione adeguata, funzionale e confortevole in ogni contesto, traendone anche una soddisfazione estetica ed emozionale. In questa edizione della fiera trovare corpi illuminanti con lampade tradizionali è stato quasi impossibile, a conferma che il futuro è il LED in quanto ora davvero è quasi indistinguibile dalle sorgenti classiche.

Tra le innovazioni tecnologiche compaiono anche gli OLED (Organic Light Emitting Diode), ovvero diodo organico ad emissione di luce. Gli OLED sono nuove sorgenti luminose trasparenti, diffondenti o riflettenti e molto speciali. Permettono di realizzare applicazioni spettacolari, che rendono unico ogni ambiente. Tra i Brands che hanno proposto prodotti interessanti, a parte i noti mostri sacri del settore, posso segnalarvi LED LUCE E DINTORNI, brand emergente produttore di corpi illuminanti a LED per illuminazione da interno, esterno e piscine. Le soluzioni proposte sono il frutto di un attento studio della luce, intesa come elemento integrante nella definizione dello spazio. La novità è l’importante Collezione che coniuga la tecnologia a Led al prezioso materiale in vetro, rendendo l’applicazione inusuale ed estremamente versatile per ogni qualsivoglia applicazione da interni.

Un’altra azienda da tenere in considerazione è INVERLIGHT, produttrice di corpi illuminanti da esterno in acciaio inox, che ha proposto sistemi di illuminazione per ambienti esterni contemporanei ad alto contenuto: corpi illuminanti motorizzati che scompaiono o compaiono dal suolo a seconda dell’esigenze. Interessantissima la serie Bambù, in varie declinazioni, che riproduce il fusto di una canna di bambù alla cui sommità vi è la sorgente luminosa. NIMBUS, invece, è un brand che crea corpi illuminanti da interno con tecnologia a LED. Ne produce una vasta gamma di corpi illuminanti da applicare in ambito residenziale, pubblico, privato che si contraddistinguono per un design minimalista. OLIGO infine è un importante brand che produce sistemi di illuminazione per interni, modulari e componibili. Conosciuta per sistemi su cavi e binari dal design elegante e raffinato. Massima attenzione al design e alla costante ricerca di materiali e soluzioni tecnologiche. E ora non ci rimane che attendere la prossima edizione, nell’aprile 2014, per vedere se i LED saranno opportunamente soppiantati dagli OLED. Per chi avesse intenzione di visitare Light+Building 2014 consiglio di munirsi di scarpe comode e di un paio di occhiali da sole utili per non stancare gli occhi dalle innumerevoli luci. Ultimo consiglio: prenotate volo e albergo al massimo a gennaio per trovare soluzioni a prezzi accessibili. Ci vediamo a Francoforte tra due anni, vi aspetto! *Technical & Sales Lighting Consultant Socia fondatrice Agenzia PROLUX

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KILLER QUEEN Official Italian Queen Performers

Il prossimo 18 maggio all’Obihall (ex Saschall) di Firenze, si terrà un concerto unico nel suo genere. I fiorentini Killer Queen, tribute band ufficiale dei Queen nel nostro paese, attivi dal 1995 con un curriculum di tutto rispetto fatto di oltre 500 esibizioni live nei migliori teatri italiani ed europei, si esibiranno su quel prestigioso palco accompagnati dalla stella londinese del musical Kerry Ellis. La Ellis, nota ai fans italiani dei Queen sopratutto per essere stata per anni la protagonista femminile nel cast inglese del musical ‘We Will Rock You’, torna a cavalcare l’onda del successo grazie alla sua splendida performance sanremese al fianco di Brian May, leggendario chitarrista dei Queen. La collaborazione tra Brian May e Kerry Ellis dura oramai da anni, tanto che lo stesso May ha scritto, suonato e prodotto il primo album della Ellis ‘Anthems’, uscito nella seconda metà del 2010 e portato dai due artisti in tour in Inghilterra lo scorso anno. La serata fiorentina, sarà quindi l’occasione per vedere in azione e conoscere meglio questa talentuosa e brillante artista inglese il cui nuovo anno è iniziato sotto i migliori auspici, essendo stata recentemente premiata a Londra ai ‘What’s On Stage Awards 2012’ nella categoria ‘Best Solo Performance’. La Ellis verrà affiancata dai Killer Queen nell’esecuzione live di alcuni grandi classici della storica band inglese, oltre all’esecuzione delle canzoni del suo album ‘Anthems’. Ci sarà poi ampio spazio anche per alcuni duetti che renderanno la serata ancora più emozionante. L’origine di questa collaborazione nasce dalla volontà di entrambi gli artisti, che più volte, hanno dichiarato la propria reciproca stima, tanto che è stata proprio l’occasione sanremese che ha consentito ad entrambi di incontrarsi e sedersi ad un tavolino per dare un concreto seguito all’idea. Tra l’altro, i Killer Queen non sono certo nuovi a questo tipo di eventi. Molti hanno ancora vivo negli occhi il ricordo dello splendido concerto tenuto dalla band fiorentina poco più di un anno fa sempre sullo stesso palco. In quella occasione il gruppo, accompagnato sul palco da un’orchestra sinfonica, celebra il ventesimo anniversario dell’album ‘Innuendo’ riscuotendo un clamoroso successo di pubblico e critica, tanto che da quella serata è tratto anche il loro primo DVD ‘Live with Orchestra’. A Firenze sono attesi per l’occasione migliaia di fans, che verranno a salutare e dare il loro benvenuto a Kerry Ellis nel suo primo vero concerto italiano, oltre che a festeggiare per l’ennesima volta con i Killer Queen, la loro sconfinata passione per i propri beniamini.

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www.killerqueen.it - www.killerqueen.eu www.facebook.com/killerqueenofficial


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Sarah H

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STAR BENE IN FORMA Eleonora Turci dietista

Tutti in linea per la prova costume!

Ormai ci siamo! L’estate sta arrivando, e con lei anche la tanto temuta prova costume!

Oggi, a quanto pare, l’attenzione alla linea pare diventato il tormentone anche del sesso forte. Tornare ad essere in forma a volte non è cosa semplice, soprattutto se si esce da un lungo periodo di stress lavorativo e maltempo, in cui si è mangiato sicuramente di più e in modo sregolato. L’inverno, è risaputo, è la stagione che invita a stare a tavola e in più quest’anno, le abbondanti nevicate di febbraio, non hanno fatto altro che aumentare in tutti noi il piacere di godersi il calore domestico e la compagnia di amici e familiari intorno a una tavola imbandita. Adesso però i primi raggi solari della primavera ci fanno già pensare alle ferie o a qualche week end in riviera, ma il verdetto del nostro specchio è impietoso! E allora, quali sono le regole d’oro per raggiungere un peso forma ideale e arrivare attivi e snelli in spiaggia? La parola d’ordine è varietà, soprattutto per verdura, frutta e cereali, in maniera da assicurarci un apporto ottimale di tutti i sali minerali e le vitamine necessari al nostro organismo e un introito adeguato di fibra, che non solo ha un effetto benefico a livello intestinale, ma limita anche l’assorbimento di grassi. Tra frutta e verdura è consigliabile un apporto quotidiano di 5 porzioni, preferendo gli alimenti di stagione e limitando la frutta più ricca in zuccheri, come la banana, l’uva, i fichi e i cachi. È molto importante inoltre abbinare un’attività fisica regolare a un’alimentazione sana, cercando di mantenere uno stile di vita attivo: anche una semplice passeggiata

giornaliera di mezz’ora è l’ideale! È bene ricordarsi di suddividere il cibo in tre pasti giornalieri e due spuntini, uno a metà mattina e uno a metà pomeriggio, così da non arrivare troppo affamati al pasto successivo, evitando di saltare i pasti principali, specialmente la colazione. Per dare più gusto alle pietanze, aggiungete spezie ed erbe aromatiche, privilegiando come condimento l’olio extravergine d’oliva ai grassi di origine animale, come panna o burro. Soprattutto in questa stagione calda, è consigliabile bere molta acqua, anche lontano dai pasti, abolendo gli alcolici, i superalcolici e le bibite zuccherine, come aranciata o coca-cola. Nella scelta dei secondi piatti aumentate il consumo di pesce e carne bianca, preferendo le cotture alla griglia o al vapore e limitando l’utilizzo di oli e grassi da cottura. Tra i formaggi è bene prediligere quelli più leggeri non stagionati, da cons umare al massimo una volta alla settimana, mentre tra gli affettati scegliere bresaola e p ro s c i u t t o e r i co rd a rs i d i togliere il grasso visibile prima di consumarli. L’ideale sarebbe che un’alimentazione corretta e un’attività fisica costante non siano solo finalizzate alla prova costume, ma diventino un po’ uno stile di vita per stare bene e sentirsi in forma tutto il tempo dell’anno.

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Il colpo di calore... A cura di Medici Veterinari Dottor Marcello Iotti Dottoressa Simona Baraldi

Ambulatorio via Bonaccini,32 Campogalliano Orari Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.30–10–30 e 18.00–20.00 Mercoledì e Sabato ore 9.30–12.30 Giovedì ore 8.30–12.30 e 18.00–20.00 Telefono +39 059 52 83 33 Reperibilità 24 ore al giorno +39 347 44 80 164

Il nemico estivo di cane e gatto L’estate porta con sè un grosso rischio per i nostri animali: il colpo di calore per ipertermia. Esso consiste in un aumento incontrollato della temperatura corporea a causa del caldo e/o di condizioni di umidità elevate dell’ambiente. I nostri amici non sono in grado di sudare (se non in scarsa misura dai polpastrelli): ecco dunque che non possono mettere in atto uno dei più importanti mezzi che la natura ha messo a disposizione dell’uomo per regolare la propria temperatura corporea: l’evaporazione dell’acqua (il sudore) dalla superficie corporea che dissipa il calore in eccesso… Cane e gatto sono dunque costretti ad “ansimare” (polipnea termica) e sfruttano la bocca come una caldaia, ventilando forzatamente per disperdere calore. Se le condizioni ambientali sono eccessivamente calde e umide, anche questo sistema di termoregolazione funziona poco, con conseguente aumento della temperatura corporea. La temperatura normale del cane e del gatto è di 38,5°-39°C ed ogni volta che supera i 40,5°C si tratta di una vera e propria emergenza. Inizialmente l’animale appare agitato, irrequieto e ansima eccessivamente. Quando l’ipertermia sale ulteriormente perde grandi quantità di bava dal naso e/o dalla bocca, inizia a barcollare e ad avere chiari segni di instabilità e perdita di equilibrio. Successivamente le mucose appaiono cianotiche, a causa della scarsa ossigenazione e infine compare perdita di coscienza, convulsione, coma e morte. É fondamentale il rapido raffreddamento dell’animale possibilmente con acqua corrente e non con ghiaccio o acqua gelata (che causerebbe vasocostrizione periferica e shock termico con rallentamento del raffreddamento degli organi interni) o con un ventilatore (che sfrutta la dissipazione del calore mediante l’evaporazione e la conduzione). É necessario inoltre somministrare acqua da bere a temperatura ambiente solo se l’animale beve da solo (non fare bere forzatamente l’animale!)… Portalelo poi il prima possibile da un veterinario che cercherà di limitare i danni dell’ipertermia, a volte irreversibili. Dunque: 1) Non lasciate l’animale in macchina al caldo anche se all’ombra (la temperatura all’interno dell’abitacolo può raggiungere facilmente i 50°-60°C in breve tempo anche con i finestrini leggermente abbassati). 2)Mettete a disposizione sempre acqua fresca. 3)Nelle giornate calde limitate l’esercizio fisico e le corse. 4)Bagnate l’animale con acqua fredda. 5)Non utilizzate museruole che impediscono all’animale di ansimare e di tirare fuori la lingua.

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adotta un amico a 4 zampe Essendo stato per un lungo periodo in affido da una volontaria (Marisa, appunto) si è deciso di commemorarla dando il suo nome anche al micio...certo se fosse stata femmina era meglio, ma non ci formalizziamo! É un micione un pò timido, che si avvicina con circospezione, ma se prende fiducia si lascia volentieri fare qualche coccola... sempre con la dovuta calma, però! Riconoscibile per il suo caratteristico labbro inferiore leggermente sceso rispetto a quello superiore, caratteristica che ha dalla nascita.

Kelly Bellissima pastorina tedesca, sana e allegra! è in canile già da qualche tempo ma sarebbe perfetta in una famiglia che possa dedicarle tempo per farle riacquistare la fiducia nell’uomo..

Mariso

É una bellissima meticcia di taglia media, incrocio pastore australiano.. è molto timida e riservata e avrebbe bisogno di una famiglia capace di ridarle tranquillità.

L’unica micia che vede ad occhi chiusi! Questa gattina, infatti, tiene spesso gli occhietti socchiusi che le conferiscono un aspetto sognante...è molto buona, affettuosa e chiacchierona. Ama accompagnare i volontari durante la distribuzione del cibo, in attesa di una coccola...o di un bocconcino. Ultima di tre sorelle, le altre due purtroppo non ci sono più e lei ha sofferto la loro mancanza, ma per fortuna all’interno dell’oasi dove si trova ci sono tanti altri a-mici con i quali condividere il tempo a venire.

Sax Questo meticcetto di taglia media è un concentrato di energia e di voglia di correre! è un peccato che non abbia mai avuto la possibilità di vivere con persone che sappiano amarlo.. gli basterebbe qualche bella corsa e un po’ di affetto per essere felice!

Jackson

Regina

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É un bello spinoncino di taglia media che però soffre molto la vita in canile.. è molto tranquillo e timido.. aspetta una persona paziente che sappia dargli coraggio!

Spino

Gruppo Zoofilo Carpigiano via Bertuzza 6/b · San Marino di Carpi Aperti da Lunedì a Sabato dalle 15 alle 19 +39 059 68 70 69 www.gruppozoofilocarpigiano.com

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Gattile di Carpi via Bertuzza 6 · San Marino di Carpi +39 360 42 54 03 +39 320 46 20 803 Orario al Pubblico: Sabato pomeriggio dalle ore 15 alle 19 Dal Lunedì al Venerdì solo previo contatto telefonico dalle ore 19 alle 20 www.gattiledicarpi.it gattile@carpidiem.it

Foto di Erica Lugli per A.P.A.C

Maine Coon di razza pura, proviene da una difficile situazione di maltrattamento e per definirla c’è solo una parola: bellissima. Elegante e imponente con la sua mole, dovuta anche al pelo lungo e folto, è una dama d’altri tempi. Un po’ altezzosa e restìa al contatto, rimane comunque sempre vicino ai volontari, un po’ per curiosità, un p0’ per “comodità”... il cibo è garantito!

Duchessa

É la compagna di Box di Jackson! più tranquilla e pacata, questa cagnolona vive da tempo in canile e, come Jackson, meriterebbe un’occasione per essere felice in una bella casa!

E se non puoi adottarci.. ..portaci a passeggio

Gianna

La sua espressione è tutto un programma! Entrato in oasi da solo, evidentemente attirato dagli altri gatti e dal cibo, era molto magro, non castrato e per questo sempre molto aggressivo nei confronti degli altri mici. Portato dal veterinario per i controlli di routine e l’intervento di sterilizzazione è stato poi reinserito in oasi dove ha trovato un equilibrio e ha scoperto di amare moltissimo i massaggi sotto la pancia! Per uno sarebbe disposto a cedere la sua razione di croccantini!

Pandoro

Beh... questo micione è un vero protagonista! Buonissimo ma un pò invadente... ama saltare sulle spalle dei “malcapitati” che involontariamente si mettono alla portata dei suoi balzi... ecco da dove proviene il suo nome! Grosso e vanitoso, per una fotografia si mette in posa come un consumato attore e aspetta paziente lo scatto perfetto. Carattere volitivo, da capobranco, senza però essere mai aggressivo verso gli altri mici...isomma un vero leader!

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Spallino


? CURARE L’INSONNIA… anche grazie ai sogni! A cura di Dottoressa Maria Cristina Iannacci

www.iannacci.it

Medico Chirurgo tel. +39 059 64 01 85 cell. +39 335 63 41 890 Specialista in Ginecologia e Ostetricia Diploma di Sessuologia Clinica, Corso quadriennale di Perfezionamento in Sessuologia Clinica, C.I.S. Centro Italiano di Sessuologia, Università di Bologna Diploma in "Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese" Scuola Matteo Ricci, Bologna Master Universitario di II livello in "Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese" Università degli Studi di Firenze Membro F.I.S.A.

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Il termine insonnia racchiude diversi problemi legati al sonno che hanno come elemento comune la sensazione di alzarsi la mattina non riposati. Che la causa sia una difficoltà di addormentamento, risvegli precoci e/o ripetuti, sonno agitato, sogni disturbanti o risveglio precoce… in ultima analisi è la soggettiva sofferenza al mattino a determinare il quadro clinico dell’insonnia. La durata del sonno in sé non è elemento principe per definire la patologia dal momento che la necessità di ore di sonno è molto variabile da persona a persona e nelle diverse età della vita. E’ esperienza comune notare che i lattanti e i bambini dormano oltre le dodici quindici ore al giorno mentre l’uomo maturo o anziano può sentirsi ristorato anche solo da alcune ore di sonno nell’arco delle ventiquattr’ore. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese un buon ritmo sonno-veglia richiama l’armonico fluire di energie opposte, yin e yang, buio e luce, freddo e caldo… Dormire bene permette di svolgere tutte le attività della giornata con la giusta energia, volontà e gioia come una vita senza eccessi e comportamenti estremi consenta un ripetuto e soddisfacente riposo notturno. La posizione migliore per dormire è quella sul fianco destro, con le gambe

leggermente piegate, il braccio destro piegato, posato di fronte al cuscino e il braccio sinistro posato sulla coscia sinistra. In questo modo il cuore è in alto e il sangue può circolare liberamente, il fegato è in basso e il sangue vi si può accogliere per radicare lo Hun, anima eterea, per favorire il sonno. In questa posizione anche lo stomaco è situato in basso, posizione che facilita il movimento del cibo verso il basso, verso l’intestino. In questa descrizione sono presenti gli elementi indispensabili per un fisiologico riposo notturno, secondo la visione orientale: nel cuore e nel fegato deve esserci sangue sufficiente in libera circolazione pronto ad accogliere di notte la mente e l’anima e lo stomaco deve potersi svuotare prima dell’addormentamento. Difficoltà a prendere sonno sono espressione di una carenza di “sangue”, cioè di debo-


lezza alimentare o costituzionale, di anemia, mentre la tendenza a svegliarsi più volte di notte è suggestivo di carenza di quella forma di energia dell’organismo, lo Yin, che in genere predomina nella fase notturna. Il progressivo decremento dello Yin che accompagna il passaggio dell’età è responsabile del sonno leggero ed interrotto dell’anziano. Quando però compaiono sogni, il quadro si complica. Tutti facciamo sogni, più o meno piacevoli. L’attività onirica diventa eccessiva se determina il risveglio o un sonno non riposante. Per la Medicina Tradizionale Cinese i sogni eccessivi sono determinati dal vagare notturno della mente e dell’anima eterea non ancorati da un sangue e yin troppo deboli e deficitari. Se si accompagna calore in eccesso, per emozioni intense, abbondanti libagioni o semplice calore ambientale i sogni si tramutano in incubi. Curioso come la Medicina Tradizionale Cinese dia importanza anche al contenuto dei sogni. Sognare di nuotare dopo un naufragio, tuffarsi nell’acqua spaventati riporta a patologie riguardanti il sistema Rene; sognare di volare o di veder volare oggetti di ferro orienta la diagnosi verso disturbi del sistema Polmoni; vedere in sogno fuoco, montagne, eruzioni vulcaniche può indicare problemi al sistema Cuore; essere molto generosi, donare, fare regali nei sogni indirizza il terapeuta verso un quadro di eccesso, di pieno di energia disturbante; arrabbiarsi è legato al fegato, aver fame, costruire una casa e cantare ci orienta verso il sistema digerente; lottare, studiare intensamente, tentare il suicidio è espressione di deficit di vescichetta biliare ecc… Una volta arrivati alla diagnosi secondo la metodologia propria della medicina alternativa tradizionale cinese, che si avvale curiosamente anche dell’osservazione della lingua e del rilievo delle caratteristiche del polso, la

terapia include un percorso pedagogico che indichi le correte abitudini comportamentali e soprattutto dietetiche per favorire un sonno ristoratore. Consumare un pasto non troppo caldo e che non impegni eccessivamente lo stomaco prima di coricarsi è lapalissiano. Meno immediato è come associare la natura e il sapore dei cibi per aumentare la quota di sangue e yin, senza i quali dormire bene è pressoché impossibile. In caso di franca sofferenza di uno o più sistemi che garantiscono un buon equilibrio energetico dell’organismo con conseguente alterazione di una delle funzioni fisiologiche tra cui il sonno, intervengono l’Agopuntura e la Farmacologia Tradizionale Cinese, basata quest’ultima su combinazioni di erbe studiate in Cina ma prodotte ormai in tutto il mondo. Si tratta di metodiche scientificamente pro-

vate che in associazione tonificano l’organismo per la produzione del “mancante” e mitigano gli eccessi che disturbano, come per es. il calore. Se seguite con costanza, le due metodiche garantiscono un netto miglioramento della qualità di vita promuovendo o direttamente un sonno qualitativamente più riposante o agendo sulla capacità del soggetto di “tollerare” un sonno obiettivamente non ristoratore. L’insonnia rappresenta a tutt’oggi uno dei campi di maggiore applicazione della Medicina tradizionale Cinese. Buonanotte!

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Una Grotta di Sale

a Correggio dalle molteplici proprieta' curative, compresa l'insonnia! salute “di ferro” era dovuta al microclima che si ricreava in queste cave/miniere: gli oligoelementi del sale, anche se inspirati involontariamente, venivano anche assorbiti dalla pelle, contrastando i disturbi e migliorando lo stato di salute, in particolare delle vie respiratorie, della pelle e dell’umore. La “terapia del sale” in chiave moderna, riproduce lo stesso microclima e l’aria pura che si respira nelle cave di sale naturali. Nelle Grotte di sale in città, infatti, il sale viene micronizzato. Lo stesso microclima lo si può trovare anche al mare, quando c’è burrasca, ma nessuno lo specifica mai. Le particelle d’aria buona si respirano quando il mare è mosso, meglio se in prossimità degli scogli, dove le onde si infrangono creando quel vapore e quelle particelle benefiche di cui parlo. A chi si rivolge e quali benefici apporta? L’haloterapia è rivolta a tutti, senza limiti di età, dal bambino all’anziano. I benefici sono molteplici, Il grande potere della natura attraverso il sale, come l’hai scoperto? Come tutte le migliori scoperte è stato un po’ casuale... ma si sa, spesso il caso è chiamato anche destino! Sono un’ appassionata del “natural style”, in tutte le sue sfaccettature, chi o cosa è più potente della natura? Dal 2010, ho seguito vari corsi e letto svariati argomenti sulle terapie naturali e un bel giorno cercando un sito di salute naturale inglese, ho trovato un articolo che mi ha cambiato la vita… Parlava proprio dei benefici della Grotta di sale. In questi due anni ho studiato molto e la Grotta me la sognavo anche di notte! L’ho visualizzata talmente tanto bene che sapevo che il sogno, prima o poi, si sarebbe realizzato! La più grande soddisfazione è per me lavorare per donare una salute migliore alle persone. Questo mi rende davvero felice ed è una soddisfazione che non si può spiegare solo con le parole. I pochi scettici che avevo intorno a me, ora sono i sostenitori più accaniti della Grotta di sale. Non è stato facile, ho studiato e lavorato molto, facendo terapie sia su me stessa che sui componenti della mia famiglia (gli scettici, appunto). Grazie al risultato e alle prove tangibili, amici stretti e parenti hanno abbandonato i dubbi lasciando posto alla realtà dei fatti: l’Haloterapia è efficace.

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Quindi questa cura ha un nome specifico che si chiama Haloterapia, che significa? La storia del sale viene da tempi remoti. Si dice che già gli antichi romani ne utilizzassero le proprietà, la parola deriva dal greco halos che significa sale. La svolta però avviene tra la metà e la fine del XIX secolo, quando il dr. Felix Boczkowski, medico polacco, fece svariati studi che lo portarono ad intuire, e in seguito a concludere, che i minatori delle cave di sale godevano di migliore salute, rispetto alla media del resto della popolazione. Gli studi portarono quindi alla scoperta che questa

per praticità li divido in 3 categorie principali: benefici all’intero apparato respiratorio, benefici ad alcuni disturbi dermatologici e benefici all’umore e alla qualità di vita. Il sale ha effetto mucolitico, antinfiammatorio, antibatteriologico, immunomodulatorio e iposensibilizzante. La grotta ha già di per sé ha un microclima dieci volte più puro di quello che ogni giorno respiriamo; è tutta ricoperta di cristalli di sale sulle pareti e sul pavimento, che le conferiscono le proprietà antibatteriologiche e ipoallergeniche, l’umidità è costante tra il 40 e il 55% e la temperatura varia dai 18 ai 24 gradi. La quantità di cristalli sul pavimento permette ai bambini di giocare con paletta e secchiello. All’interno della grotta, un micronizzatore immette il sale “sbriciolato” in piccolissime particelle altamente respirabili e la riempie di oligoelementi naturali indispensabili al benessere fisico e psicologico (come ad esempio, zinco, calcio, magnesio, manganese, litio). In questo modo il sale detossifica nel vero senso della parola: il corpo e le vie respiratorie vengono disinfettate in profondità e il sollievo è piuttosto duraturo. Pneumococchi e stafilococchi non hanno vita facile qui e i benefici per le vie respiratorie comprendono sinusiti, otiti, faringiti, riniti, laringiti, bronchiti e


bronchioliti. La Grotta di sale inoltre è di forte aiuto nel trattamento dell’asma, di allergie di varia natura, della tosse del fumatore, di quella secca persistente, dei raffreddori frequenti di origine allergica e non e della fibrosi cistica facilitando l’espettorazione. Questo trattamento aumenta altresì la capacità polmonare, disinfettando tutto il tratto respiratorio e facendoci sentire meglio in generale. Si riducono le tendenze ad ammalarsi di frequente, in quanto migliorano le difese immunitarie. Per la pelle invece è necessario un ciclo più “insistente” perché il trattamento abbia efficacia e i disturbi dermatologici che trovano beneficio con l’Haloterapia sono le dermatiti, gli eczemi e la psoriasi. Il sale penetra nel derma, risanando le cellule colpite e disinfettando la cute in profondità, lasciando poco spazio a germi e batteri. L’insieme di tutti gli agenti positivi sopra menzionati, inoltre, porta sollievo a chi soffre di nausea, cefalee, scarsa concentrazione, stress, umore basso e insonnia, con risultati sorprendenti! Ma come si presenta e come ci si accomoda nella “Grotta di città”? La grotta è grande, si sviluppa su nove metri quadrati di superficie, con comode sedute in legno naturale, sia per gli adulti che per i più piccoli. Come accennato, i bambini possono giocare con il sale posto sul pavimento. Per preservare la purezza e il candore del sale, si entra con un semplice copri scarpe, da noi fornito, oppure con calze di ricambio di cotone bianco pulite, che il

cliente si può portare da casa, per infilarle per l’ingresso in grotta. All’interno inoltre è possibile guardare la televisione: dai cartoni animati per bambini a documentari naturali per adulti, oppure si può semplicemente ascoltare musica rilassante in sottofondo mentre ci si fa cullare dall’ambiente ovattato e rilassante e dalla cromoterapia a pavimento che illumina la grotta di tutti i colori. Perchè è abbinata anche la cromoterapia? A che serve? La cromoterapia non è solo una “piacevole cornice”! Oltre a rilassare corpo e mente, infatti, ogni singolo colore ha effetti benefici su di noi ed è molto utile a chi soffre di insonnia, ansia, stress e disturbi dell’umore. Senza volerne fare un uso terapeutico, ad esempio, l’arancione da forza e vitalità, il rosso è associato alla forza, il giallo stimola la parte sinistra del cervello e il lato intellettuale ed è associato a creatività e felicità ed è generatore di buon umore (anche quando indossato!), il verde è il colore dell’armonia, dell’equilibrio, della pace e favorisce la riflessione, mentre il blu ha un effetto rilassante, calmante e rinfrescante, in grado di alleggerire lo stress causato dai problemi di ogni giorno. Così, mentre si respira aria purissima, ricca di elementi

rigeneranti e detossinanti, inconsciamente, si trae giovamento anche dai colori che si alternano. Per avere i primi risultati quante sedute è consigliato fare? Sicuramente il miglior ciclo consigliato è quello delle dieci/dodici sedute (gli abbonamenti permettono di risparmiare e godere di alcuni vantaggi), anche se io propongo abbonamenti che partono dalle 6 sedute per arrivare alle 20 nei casi di disturbi persistenti o particolarmente gravi, come l’asma, la psoriasi e le bronchioliti. Non tutti siamo uguali, e durante il ciclo, si vedranno i risultati di questo “Oro Bianco” che è il sale, si potrà valutare se le sedute hanno dato un beneficio sufficiente o se è necessario prolungare il trattamento. O ancor meglio, se chi ha fatto un abbonamento di 20 sedute rileva che il suo disturbo è scomparso, può tenere l’abbonamento a disposizione per un ciclo da ripetere a distanza di quattro/cinque mesi. I cicli annuali consigliati infatti, sono di solito due o tre. Le sei sedute nascono proprio come ciclo di prevenzione o di “richiamo” da effettuare nei periodi più critici che ognuno di noi sa riconoscere. I cicli e il numero di sedute, comunque, vengono decisi insieme al cliente, sulla base del disturbo e senza nessun obbligo. La Grotta di sale deve essere e rimanere un “nido” di benessere, che ha risultati davvero sorprendenti e troppo spesso sottovalutati. I clienti, dopo avere provato i trattamenti di Haloterapia in grotta, mi chiamano per dirmi che stanno meglio e che

sono rimasti colpiti dagli effetti benefici del sale: questa è la risposta migliore che posso dare a chi mi chiede dell’efficacia di questo trattamento naturale! Per concludere vorrei sottolineare che l’Haloterapia è da considerarsi un trattamento naturale al cento per cento e che non vuole sostituirsi in nessun caso alla medicina tradizionale, la quale, anzi, può essere di supporto. Concordo con le normative che la escludono dal campo medico, in quanto l’haloterapia non si avvale di alcun farmaco o agente chimico, si utilizza solo sale di miniera puro al 100%! Più naturale di cosi! La grotta di Sale si trova in via Tondelli 2/U (zona espansione Sud, nel Piazzale Aldo Moro) a Correggio. Siamo aperti da Martedì a Sabato dalle 10 alle 20 con orario continuato. Riposiamo Domenica e Lunedì. Telefono 0522.085330

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dal sottobosco... la ricetta per un antipasto e un primo a base di funghi! CROSTINI DI FINFERLI E GROVIERA Ingredienti: _ Aglio _ 1 spicchio _ Funghi _ Finferli 150 gr. _ Groviera grattuggiato, 8 cucchiai _ Olio extravergine di oliva, 3 cucchiai _ Pane 8 fettine _ Pepe nero, macinato a piacere _ Prezzemolo 1 ciuffo _ Sale quanto basta Lavate e pulite i funghi. Tagliate le fette di pane e disponetele su una placca da forno accendete il grill e fatele tostare e: a operazione avvenuta estraetele, adagiate su ognuna di esse un cucchiaino di Groviera grattugiato ed infornatele nuovamente fino a quando non vedrete sopra uno strato dorato. Tagliate a piccoli pezzettini i finferli e metteteli in una padella con l’olio e uno spicchio di aglio schiacciato, che avrete fatto dorare. Fate cuocere i funghi a fuoco dolce, finchè saranno cotti, poi salateli, pepateli, aggiungete il prezzemolo tritato e spegnete il fuoco. Estraete i crostini dal forno e ponete su ognuno di essi il preparato di finferli. Ecco l’antipasto pronto per essere servito!

INVOLTINI DI TACCHINO RIPIENI CON FUNGHI CHAMPIGNON Ingredienti: _ Aglio 2 spicchi _ Burro 30 gr. _ Funghi Champignon 400 gr. _ Latte 2-3 cucchiai _ Olio di oliva 5 cucchiai _ Pancetta bacon, 4 fettine sottili _ Pepe quanto basta _ Prezzemolo tritato, 1 ciuffo _ Salsiccia sbriciolata, 200 gr. _ Scamorza (provola) affumicata, 8 fette _ Tacchino Battete le fettine di tacchino in modo da renderle abbastanza sottili; così facendo lo spessore finale dell’involtino non risulterà essere esageratamente grosso. Per il ripieno, prendete della bella salsiccia e sbriciolatela dentro ad una ciotola. Aggiungete il prezzemolo tritato, uno spicchio d’aglio schiacciato ed i due cucchiai di latte, amalgamate tutti gli ingredienti fino a formare un composto spalmabile. Iniziate ora a realizzare i veri e propri involtini: prendete una fettina, spalmateci sopra un cucchiaio colmo di ripieno alla salsiccia. Mettete sopra alla salsiccia una fettina di scamorza e mezza fetta di bacon quindi arrotolate la fettina “a mo’” di involtino e fermatela con uno stuzzicadenti. Fate sciogliere in una padella molto capiente il burro e l’olio, quindi versateci dentro i funghi champignon tagliati a lamelle e lasciate cuocere per almeno due minuti. A questo punto aggiungete nella padella anche gli involtini e fate cuocere per 15 minuti facendo attenzione a girarli per farli cuocere su entrambi i lati: buon appetito!

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Siamo aperti anche a pranzo con

menù a partire da 10 euro

(primo, secondo, contorno, una bevanda e caffè)

Abbiamo tre spazi differenti che potete prenotare per compleanni, cene aziendali, cene di classe… Le capienze delle sale variano dai 30 ai 50 posti. Oltre alle pizze tradizionali, vi proponiamo la pizza integrale Vi faremo gustare la nostra cucina tradizionale, i nostri piatti a base di pesce e la nostra specialità: la carne. da martedì a domenica : 12,30 - 15,00 18,30 - 01,00 Aperto il lunedì solo su prenotazione Via S. Francesco, 2/4 - Carpi Tel. 059. 64 01 10


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DUCATI

STREETFIGHTER 848:

Combattente gentile Una delle novità Ducati presentate al salone di Milano è la Streetfighter 848. Sorella minore della 1098, dalla quale prende la linea, promette di essere una moto più fruibile e alla portata di tutti i piloti, grazie ad una nuova posizione di guida e al motore più docile. Vediamola in dettaglio.

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Fin dalla nascita la Streetfighter 1098, non aveva mancato di attrarre commenti positivi per la sua linea filante ed aggressiva ispirata alla sportiva da superbike, ma per la gioia di pochi, prezzo e prestazioni, la rendevano una moto poco adatta all’uso ibrido che solitamente caratterizza le naked. I tecnici Ducati hanno quindi cercato di renderla più fruibile con diversi aggiustamenti. La principale modifica è il motore: il Testastretta di 850cc utilizzato fin’ora con ottimi risultati sulla 848 EVO, ma con una “cura” già applicata con successo sul modello di 1200cc, cioè la modifica della fasatura per avere un incrocio valvole di 11°. Tradotto in sensazioni, un motore più rotondo, con una migliore coppia ai bassi, pur non disdegnando l’allungo e una migliorata longevità del propulsore, avendone ridotto l’estremizzazione. Nonostante questo addolcimento il motore della Streetfighetr 848 eroga 132 cv a 10000 giri/min. e 9,5 kgm di coppia a 9500 giri/min., valori che non si discostano molto da quelli delle migliori naked giapponesi di 1000cc. Sempre con

l’obbiettivo di rendere la moto più fruibile è stato adottato il controllo di trazione, derivato da quello della sorella maggiore, regolabile su 8 posizioni, e che all’occorrenza può anche essere disinserito. Nel comparto ciclistico è stato fatto tanto per migliorare l’agilità della moto e per trasmettere la maggior facilità di guida possibile al pilota. In quest’ottica troviamo un angolo del cannotto di sterzo ridotto di 1,1° rispetto alla versione di cilindrata maggiore, un manubrio più alto, per evitare un affaticamento eccessivo anche nei tragitti più lunghi, pedane più larghe di un centimetro per ridurre lo sforzo negli inserimenti in curva, e per finire una gomma creata appositamente da Pirelli al posteriore: si tratta di un 180/60 nel modello Diablo Rosso Corsa, il miglior pneumatico sportivo stradale della casa italiana, caratterizzato da un profilo appuntito, che permette fulminei inserimenti in curva in totale sicurezza. Ma vediamo come va su strada. Ruotando la chiave, si viene accolti da un cruscotto


a cura di Francesco Righi

essenziale ma ben disposto, dove troviamo tutte le informazioni principali e scorrendo nel menù anche quelle accessorie, che sono più di quanto ci si possa aspettare (dal cronometro, alla predisposizione per l’acquisizione dati DDA). Inoltre il faro anteriore è dotato sia dell’anabbagliante composto da una lampada normale, che da luci di posizione a led, adottate da Ducati per la prima volta al mondo sul modello di cilindrata maggiore. All’accensione il bicilindrico ruggisce cupo e si fatica a credere che sia di soli 850cc… Una volta in sella, la posizione di guida è raccolta, ma non scomoda, si capisce subito che l’indole è sportiva e il carico del pilota sul manubrio è qui a ricordarcelo. Fin dai primi metri si percepisce che l’obbiettivo dei tecnici di fare una moto facile da guidare è stato centrato, alle basse andature il motore si dimostra docile e corposo, la frenata è potente ma modulabile e ogni possibile sbavatura nell’aprire il gas è tenuta sotto controllo dal DTC che per adesso è impostato sull’intervento massimo. La vera anima guerriera di questa 848 esce però all’aumentare del ritmo. Con il controllo di trazione impostato in modo un po’ più libero e su una strada che lo permette si può vedere come la guida sportiva esalti le doti di questa moto: frenate decise, ingressi puliti in curva, grandi angoli di piega e cambi di direzione fulminei, il tutto assecondato da un motore che non disdegna qualche allungo tra una curva e l’altra se il percorso non permette di salire di marcia. Il terreno giusto per questa fighter sono le strade tortuose e le piste corte, anche perché è nei lunghi rettilinei che vediamo l’unico vero inconveniente: la protezione aerodinamica è davvero scarsa e la quantità d’aria che investe il pilota oltre i 200 km orari, rende piuttosto impegnativo mantenere queste velocità . In questo caso ci viene in aiuto il catalogo accessori Ducati Performance, che propone un piccolo cupolino, che ben si inserisce nella linea della moto e alleggerisce la spinta aerodinamica soprattutto sul casco del pilota. La nostra prova si interrompe a causa di uno scroscio di pioggia che se da una parte può essere utile per saggiare ulteriormente le qualità del controllo di trazione, dall’altra ci impedisce di fare qualche foto in movimento. Tre i colori disponibili: rosso Ducati, black stealth e yellow fighter.

Dodicimilacinquecentonovanta euro è il prezzo da pagare per averne una, ma se il vostro tipo di guida prevede viaggi a medio raggio e le tortuose strade di montagna, la Streetfighter 848 vale fino all’ultimo centesimo. Se siete invece tra quelli che amano esagerare, Ducati mantiene in listino la versione S della 1098cc. con sospensioni Ohlins, cerchi forgiati e tutte le migliori dotazioni per l’uso prettamente sportivo, al prezzo di diciannovemilatrecentonovanta euro.

39 Foto Ducati gialla: bikewalls.com


dream car

BMW M5

PORSCHE BOXTER S OSSERVO LA NUOVA BOXTER S E LA PRIMA PAROLA CHE MI VIENE IN MENTE È: GRAZIE. SÌ, GRAZIE PORSCHE! NON SOLO PER LA MAGNIFICA VETTURA CHE HAI REALIZZATO, PER IL MODO IN CUI HAI SCELTO DI COSTRUIRLA, CIOÈ CON COERENZA, TRADIZIONE E PASSIONE.

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Coerenza perché la filosofia costruttiva Porsche si basa sul migliorare qualcosa di già grandioso rendendolo perfetto, tradizione perché solo rimanendo fedeli a se stessi e alle proprie idee distintive si diventa e si rimane grandi nel tempo, passione perché non sono scesi a compromessi con i tempi che corrono ma hanno innovato e alzato il livello di riferimento. Siamo alla terza generazione della Boxter, una macchina che ha sempre ricevuto lodi e pareri positivi in ogni mercato del mondo, amata da tutti quei piloti a cui piace guidare in modo veloce pulito ed efficace, e che nel corso degli anni ha contribuito a mantenere in positivo i conti della fabbrica grazie ad un numero crescente di clienti che l’hanno scelta per entrare nel mondo Porsche. Molti erano i rumours sulla possibile nascita di una Boxter spinta da un 4 cilindri turbo di derivazione VWAUDI per allinearsi alla tendenza del downsizing dei motori al fine di contenere costi di gestione ed emissioni. I progettisti di Stoccarda invece hanno saputo realizzare una macchina performante ed efficiente al tempo stesso senza dover fare rinunce che avrebbero deluso tutti noi appassionati. Largo spazio alle nuove tecnologie quindi e all’integrazione tra aerodinamica elettronica e meccanica per regalare un’emozione di guida moderna e senza tempo tipica delle roadster, magica come solo una Porsche può essere. A prima vista la nuova Boxter ha davvero un’aria da supercar. Il design dei fari anteriori riporta alla mente le vetture prototipo che hanno dominato le gare negli anni ‘70. La linea della fiancata è valorizzata dal passo lungo della vettura e dai cerchi in lega da 20”. Il design basso e filante del parabrezza, unito alla lavorazione sulla carrozzeria che corre dalla portiera fino alla presa d’aria del motore su entrambi i lati della vettura - di chiara ispirazione Carrera GT - le donano un aspetto dinamico e scattante. Al posteriore troviamo lo spoiler adattivo che fuoriesce automaticamente a 120km/h per ridurre la portanza dell’aria sulla macchina migliorando la stabilità in curva ed a velocità elevate. E’ integrato nel design dei nuovi gruppi ottici a led e, in abbinamento con il doppio terminale di scarico, accentua l’indole racing e moderna di un’auto che fa emozionare già da ferma. Il motore della Boxter S 981 è il classico 6 cilindri boxer da 3400cc ed eroga 315 cv @ 6700giri/min e una coppia di 360Nm @ 4400 giri/min. Numeri non impressionanti siamo d’accordo, ma dotati di un valore aggiunto che si nota solo quando ci si mette al volante: la guidabilità. La posizione bassa e centrale in cui


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a cura di Fabio Bolognesi

è montato, unita alle doti di un telaio in alluminio che potrebbe gestire senza esitazioni almeno altri 130 cv di potenza, producono una sensazione di controllo della macchina tale da non mettere mai in crisi né il pilota né la vettura, garantendo la possibilità di percorrere le curve ad una velocità superiore senza mai essere traditi dall’assetto. La trasmissione della potenza alle ruote posteriori avviene tramite un leggero preciso e coinvolgente cambio manuale a 6 marce oppure, optional, grazie all’efficace sistema automatico a doppia frizione PDK a 7 marce. La posizione della leva del cambio ripropone il concetto già espresso sulla 911 di ultima generazione ed è collocata in alto, vicino al volante, per un miglior feeling di guida nelle situazioni più sportive. Ciò è reso possibile grazie al nuovo design ascendente del tunnel centrale. Il layout del cruscotto della nuova Boxter mantiene gli stilemi classici del design Porsche come il blocchetto d’avviamento posto alla sinistra del volante e la tipica strumentazione a tre elementi che dalla prima serie caratterizza questo modello. Nella 981 però l’elemento di destra contiene un monitor TFT da 4,6 “che riporta le informazioni del computer di bordo. Al centro della plancia troviamo uno schermo da 7” HD touchscreen tramite cui si possono gestire tutti i sistemi informatici della macchina grazie al Porsche Communication Management. La Boxter di terza generazione prende in prestito dalla sorella maggiore 911 molte soluzioni tecnologiche applicate al telaio per rendere l’esperienza di guida entusiasmante ed al tempo stesso sicura. Vengono messi a disposizione del pilota sistemi quali il Porsche Active Suspension Management per la regolazione elettronica degli ammortizzatori a seconda dello stile di guida e del fondo stradale, o il Porsche Vectoring Torque per distribuire in maniera ottimale la coppia motrice alle ruote posteriori tramite un differenziale meccanico, o ancora il Porsche Stability Management che ora è fornito di serie - per tenere sotto controllo eventuali perdite di aderenza in curva o in accelerazione. La nuova Boxter rimane fedele alla soluzione della capote in tela che ,comandata elettricamente da 2 pulsanti posti sul tunnel centrale, si apre o si chiude in soli 9 secondi e vi permette di farlo anche in movimento fino ad una velocità di 50km/h. Una volta richiusa trova posto appena dietro ai sedili senza intaccare l’accessibilità del vano posteriore che, unito a quello anteriore offrono una capacità di carico di 280 litri. Resta solo una cosa da fare ora: procurarsene una e partire senza destinazione, guidare il più a lungo possibile e godersi a fondo l’esperienza. Ne sarete ripagati in ogni istante, ad ogni accelerazione, curva o frenata, e in quegli attimi necessari a compiere la magia di far apparire il cielo sopra la vostra testa capirete che la Boxter è un inno alla vita reale!

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CUBA,

isola magica!

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Siamo partiti per Cuba il 3 Marzo, l’obiettivo del viaggio era prima di tutto culturale con qualche piccola puntatina in spiaggia. Arrivati in aeroporto all’Avana, dopo ben dieci ore di viaggio, cambiamo subito il nostro euro nei loro pesos convertibili, chiamati Cuc. E’ da notare che a Cuba ci sono due tipi di moneta: il Peso cubano (usato principalmente trai cubani) e il Cuc (moneta usata dai turisti). In alcuni casi ci si può confondere, visto che per entrambe viene usato lo stesso simbolo: quello del dollaro. Il Cuc ha un valore economico molto superiore a quello del Peso ed è il modo con cui lo Stato cerca evidentemente di “raccogliere” dai turisti la ricchezza che gli serve per svilupparsi, tentando di superare gli ostacoli collegati all’embargo. Nei primi giorni all’Avana ho letteralmente “pagato” lo scotto della prima volta in questo paese: di fronte a quella che poi ho capito essere probabilmente la richiesta di un peso cubano, ho pagato con un Cuc da un ambulante dei dolcetti simili alle nostre chiacchiere/frappe che chiaramente si è ben guardato dal dirmelo, dal momento che si è trovato a guadagnare 25 volte quello che solitamente chiede per quelle prelibatezze! Col tempo poi si comprende che a seconda della situazione in cui ti trovi “cambia la moneta”: con gli ambulanti, in alcune panetterie e pasticcerie, ad esempio, la moneta richiesta è il Peso, mentre nei supermercati, nei negozi per turisti, nei bar, nelle case particular, vengono richiesti i Cuc. Nell’incertezza, se avete entrambe le monete, prediligete i Pesos cubani: se non vi dicono niente vuol dire che quella era la moneta giusta! Con 20 Cuc (poco più di 15 euro circa) il taxista ci porta al centro città, per andare nella casa particular di Sarita. Le case particular legali hanno un simbolo identificativo ben preciso sulla porta, una specie di ancora all’ingiù di colore blu. Sono pulite e arredate modestamente, ma c’è tutto ciò che serve, anche la televisione! Il loro costo, per notte e camera, va dai 20 ai 30 Cuc (dai 18 ai 28 euro circa). Le loro case sono talmente grandi che in ogni stanza hanno creato il bagno, rendendole


dei miniappartamenti da affittare. Nella loro casa puoi fare colazione, pranzo e cena low cost. Il cibo è buonissimo: dal riso con i loro fagioli neri, alla carne, al pesce e alla frutta! Per ogni evenienza portate con voi i fermenti lattici vivi, Dissenten e Peridon: non si sa mai! Il clima è splendido ed è subito un piacere immenso passare dal maglione indossato in Italia alla t-shirt da portare tutta la giornata. In capitale è assolutamente da visitare l’interno dell’hotel Nacional (anche se non si alloggia lì), dove alla sera c’è il famosissimo spettacolo burlesque unico nel suo genere. In Habana Vieja è da vedere la Cattedrale, la Plaza Vieja oppure passeggiare per le vie, assaporando ricordi di un’epoca ferma agli anni ’50. Assolutamente da vedere Il museo del ruhm con la possibilità di degustazione, la Bodeguita del Medio e il Floridita per un daiquiri o un buon mojito e bere cioccolata al Museo del Chocolate vicino a Piazza San Francisco de Asis, il Capitolio e il Parque Central, dove c’è l’angolo degli appassionati di baseball che discutono animatamente tra loro a qualsiasi ora del giorno; altra meta da non perdere è Plaza de la Rivolución, dove si possono osservare i disegni giganti di Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos e si può salire anche sulla torre, da cui si gode di una vista mozzafiato dall’alto di tutta l’Avana. Per spostarci ci serviamo dell’Habana bus tour, che con 5 Cuc (poco più di 4 Euro) consente di prendere 3 linee di bus a determinate fermate per l’intera giornata. L’Avana non è pericolosa ma è necessario non “andarsela a cercare”: di notte non è consigliabile girare per i vicoletti bui… Ma oggi anche in Italia potrebbe essere pericoloso! La popolazione è molto ospitale e di buon cuore, ma come in tutto il mondo, ci sono ovunque persone pronte ad approfittarsi di qualsiasi situazione. Anche senza un viaggio pianificato dall’Italia è possibile organizzare tutto in loco: noi siamo partiti in bus dall’Avana (linea Viazul fatta apposta per il turista) per raggiungere Vinales. Tre ore di viaggio dalla capitale per ammirare il paesaggio immerso nel verde e la gita a cavallo, dove le briglie erano una semplice corda e la coltivazione di tabacco detto “puro” (utilizzato per i famosi sigari cubani) regala profumi intensi! É quasi ora di cena e camminando tra le viuzze del famoso paesino, notiamo come per loro sia davvero un’abitudine lasciare che la vita di strada sia parte della vita che si svolge all’interno delle loro case. Mi rimane impressa un’immagine: una casa fatiscente all’esterno, le pareti all’interno dipinte di un blu vivace. Dalla porta e dalle finestre spalancate si possono scorgere le tre generazioni che la abitano, sedute su delle sedie a dondolo nella grande stanza, davanti alla tv accesa chiacchierano e ridono. Decidiamo di affrontare dieci ore di viaggio per giungere nella meravigliosa Trinidad. In piena siesta ci buttiamo nell’esplorazione del centro: è stupefacente. Da una parte sembra piccolissimo, tranquillamente visitabile in un intero pomeriggio, mentre dall’altra non basterebbe una settimana per scoprire ogni gioiello che ti riservano la miriade di vicoli e vicoletti di cui la città è così ricca. Rispetto all’Avana si respira subito un’aria diversa: la città ha una nota indolente e sonnacchiosa che alla capitale un po’ manca, forse proprio per il suo status. A soli dodici chilometri c’è il mare, playa Ancon. I cubani si danno da fare per lavorare e rendere unica la tua vacanza: nella spiaggia libera,

ogni dieci minuti passa un indigeno per proporti un cocktail o uno spuntino da mettere sotto ai denti e ritorna dopo soli cinque minuti col tuo ordine! Efficienza e professionalità l’abbiamo riscontrata in tutte le nostre tappe! I viaggi hanno un valore che arricchisce il cuore e la mente e non è sempre spiegabile con le sole parole. Ciò che vi consigliamo è di andare a Cuba, se potete per quindici giorni e non nelle isolette perché la loro vita reale la potrete vedere e forse capire solo dove loro vivono! Dove dormire in Havana Centro: casa particular da Sara Garcia (Sarita) calle San Josè y San Rafael. Visitate il sito www.saritarooms.com, Se sarete simpatici la padrona di casa organizzerà il vostro viaggio itinerante!!

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Liu Jo Volley e Comune di Carpi ancora insieme per il sociale Di Andrea Lolli

Si è conclusa sul campo, ormai da qualche tempo, la stagione della Liu Jo Volley Modena, ma dietro le quinte continua incessante il lavoro del gruppo dirigenti. C’è una nuova squadra da costruire per la stagione a venire, ma c’è tanto da lavorare anche sul fronte del sociale, campo in cui la società bianconera è attivissima e ne ha dato dimostrazione nell’ultima annata.

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La Liu Jo Volley Modena intende mantenere e consolidare i rapporti con la propria città d’origine: Carpi. Proprio sabato 31 marzo, il Presidente Rino Astarita e il Direttore Generale Pierluigi Vigo hanno concluso un importante accordo con l’amministrazione comunale carpigiana che coinvolgerà la squadra modenese per tutta la prossima stagione sportiva 2012 – 2013. Il progetto si chiama CartaGiovani, una carta pensata per tutti i residenti di età compresa tra i 15 e i 29 anni e per tutti coloro che, pur non vivendo qui, studiano negli istituti superiori e nei centri di formazione carpigiani. CartaGiovani oltre a far beneficiare i possessori di particolari sconti e convenzioni, offre inoltre l’opportunità di partecipare ai progetti Volontar’io e Taxi Anch’io. Il primo intende sollecitare ragazzi e ragazze a dedicarsi ad attività di volontariato, dando

valore al tempo donato al servizio degli altri: le ore di volontariato svolte saranno trasformate in punti che consentiranno di ottenere premi ed opportunità messi a disposizione dai vari partner che aderiscono al progetto (fino al 31 dicembre 2012). Il progetto Taxi Anch’io, è invece promosso dall’Assessorato Lavori pubblici - Viabilità e trasporti del Comune, in collaborazione con CoTaMo-Consorzio Taxisti Modenesi, per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici negli spostamenti notturni e garantire una maggiore sicurezza stradale. I possessori della CartaGiovani, avvalendosi anche di un numero telefonico dedicato (348 2882695), potranno usufruire dalle 22 del sabato sera sino alle 4 della domenica mattina di un servizio taxi collettivo sull’intero territorio comunale, comprese le frazioni, a soli 4 euro per corsa, con la


possibilità di prenotare. “L’amministrazione comunale promuove questo progetto con entusiasmo – spiega l’assessore alle Politiche giovanili del Comune Alessia Ferrari - ritenendolo un importante tentativo di unire varie componenti della città: le associazioni di categoria e di volontariato, il tessuto produttivo, l’offerta culturale e ricreativa, i

servizi e i giovani. L’obiettivo è fare in modo che i giovani possano sentirsi “cittadini” a tutti gli effetti, in grado di contribuire a migliorare la realtà che li circonda e poter contare su sempre maggiori opportunità e possibilità per agevolare il loro percorso di crescita ed esprimere la loro intraprendenza e voglia di fare”. La società Universal Volley Modena, partner

del Comune di Carpi, ha offerto gratuitamente n. 30 abbonamenti di gradinata che saranno consegnati ai portatori di CartaGiovani che avranno effettuato un certo numero di ore di attività di volontariato nel rispetto di quanto sarà stabilito dall’amministrazione comunale. Un sentito ringraziamento è dovuto all’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune Alessia Ferrari e al Responsabile delle Politiche Giovanili Alessandro Flisi. CartaGiovani è promossa dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune, con la collaborazione della Fondazione Casa del Volontariato, Appenappena, Arci, Centro Servizi al Volontariato, Effatà, Ekidna, Kalinka, Mattatoyo, Spazio Meme, e ancora Ascom Confcommercio, Cna, Confesercenti e Lapam ed è infine

resa possibile dal sostegno di due sponsor come Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Radio Bruno. CartaGiovani, che avrà validità fino al 31 dicembre 2013, sarà rilasciata gratuitamente agli interessati (assieme ad un depliant informativo) allo Spazio Giovani Mac’è! di viale De Amicis e al Quicittà di via Berengario. Una sezione dedicata all’iniziativa si può già visitare all’indirizzo: www.cartagiovani.carpidiem.it. Una newsletter periodica terrà poi aggiornati i possessori della carta sulle nuove agevolazioni ed opportunità. I negozi e i laboratori aderenti all’iniziativa saranno riconoscibili da una vetrofania applicata sulla porta d’ingresso dell’esercizio.

Per informazioni: Telefono 059 649919, cartagiovani@carpidiem.it, www.cartagiovani.carpidiem.it

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Simona

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Redegh

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Il Mercante di Luce di Cristina Bulgarelli

Mercante di Luce viveva da molto tempo dei traffici di luce, ma gli abitanti avevano paura sopra la rupe che sovrastava Tenebra. del giudizio del Mercante, quindi decisero di Controllava dall’alto i cittadini e le loro non collaborare tra loro. Chi aveva la luce si case, le distese di erba bianca e i ruscelli tenne la luce e gli altri rimasero nel buio totale. Ma le settimane passarono e nessuno dei servi silenziosi. Molto tempo prima aveva lanciato sulla città un tornò al mercato, così anche i più organizzati maleficio che aveva avvolto tutto in una spessa rimasero senza torce e la cecità calò su Tenebra. coperta di buio. Il sole e le stelle erano oscurati I saggi indissero allora il consiglio cittadino e dai da così tanto tempo che le nuove generazioni margini della città venne fatta chiamare Dalia, l’unica che fosse ancora provvista di vista. Dalia non sapevano nemmeno che forma avessero. Le piante e gli animali si erano abituati all’oscurità giunse diffidente, ma con la volontà di aiutarli. al punto che gli animali notturni passeggiavano L’assemblea era molto più gentile con lei ora nei boschi a qualsiasi ora del giorno. Sempre che che necessitavano dei suoi occhi demoniaci, come loro li avevano più volte definiti in si potesse ancora definirlo giorno. A Tenebra era come se il tempo si fosse passato. I toni melliflui e adulanti erano così intensi nella sala che quasi sovrastavano il buio. fossilizzato in un’eterna notte. Le foglie delle piante erano diventate bianche I saggi la incaricarono di andare dal Mercante e e le uniche luci provenivano dalle fiaccole che pregarlo per riavere la luce. Così Dalia si mise in viaggio verso la dimora del il Mercante di Luce vendeva. Il Mercante di Luce era l’unico che poteva Mercante. vendere le torce. Nei primi anni di buio altri Dopo qualche tempo arrivò in vetta alla rupe, bussò al portone del palazzo e attese. La avevano tentato di fargli concorrenza, ma erano svaniti nel nulla improvvisamente, così porta si aprì e Dalia entrò in un ampia sala. Da come erano spariti le stelle, il sole e la luna. lontano alcuni servi si muovevano a tentoni, Ora nessuno sapeva più come si creasse una avvicinandosi all’ultima flebile fiaccola. Una delle domestiche si avvicinò a Dalia, fiaccola, nessuno aveva più avuto il coraggio di porgendole un foglio. Dalia lesse. Erano le contrastare il Mercante. La gente si era arresa alla sua prepotenza e istruzioni per creare una lanterna di carta e le indicazioni su dove trovare i materiali. ormai la sua tirannia era stata mutata nella volontà di un dio pazzoide e lungimirante. Erano “Il nostro padrone” spiegò la domestica “era stati edificati templi in suo onore ed una volta cieco, i cittadini si facevano beffe di lui e all’anno veniva festeggiata la sua immensa bontà finirono per discriminarlo”. di dispensatore di luce. Era come se nessuno si “Un giorno un mago lo prese con sé e gli insegnò i ricordasse più che la colpa del buio fosse sua. suoi segreti, quando tornò decise di lasciare tutta la città al buio per vendicarsi. In questo modo il Il Mercante era entrato con naturalezza nella quotidianità dei cittadini, diventando una figura padrone aveva messo tutti sullo stesso livello. Ma la vendetta lo rese solo nel suo stesso buio. Provò evanescente, divina e misteriosa. Ma non tutti avevano bisogno di lui per vedere. a fare in modo che i cittadini dipendessero da lui, Come molte creature si erano evolute al buio, ma lo temevano come prima l’aveva discriminato. Qualche mese fa se n’è andato e noi siamo rimasti Dalia era nata con gli occhi da gatto. Lei poteva benissimo vedere nell’oscurità, senza scorte e senza luce. Non avendo altri suoi ordini non abbiamo più fabbricato torce, ma senza bisogno di torce. La ragazza viveva ai margini della città. Preferiva ora siamo avvolti dall’oscurità e ci è impossibile pensare di vivere alle soglie di Tenebra, ma creare altra luce”. Dalia rifletté qualche istante. “Vi procurerò io i sapeva benissimo di essere stata allontanata dai Saggi. Come ben si sa, la diversità spaventa materiali d’ora in poi” disse decisa. Dopotutto non aveva nulla da perdere e se o rende speciali. Gli abitanti di Tenebra erano tutti concordi anche fosse tornata dai cittadini con la luce nell’essere spaventati dai suoi occhi da serpente. sarebbe stata comunque diversa da loro. Aveva la possibilità di fare qualcosa di buono senza Un giorno però successe che i servi del Mercante non si recarono in piazza per vendere torce. La per forza integrarsi con le persone che l’avevano città divenne caotica, quelli più organizzati allontanata per tutto quel tempo. avevano ancora qualche luce, mentre gli altri Strinse la lista con forza e fece un cenno con la testa. rimasero al buio. Qualcuno propose di indire Ora Tenebra aveva un nuovo Mercante di Luce.

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CASA NATALE ENZO FERRARI: IL FUTURO ABBRACCIA LA TRADIZIONE

Con un grande successo di pubblico, lo scorso 10 marzo ha inaugurato il Museo Casa Natale Enzo Ferrari dedicato alla memoria e alle opere del grande capostipite di Casa Ferrari. Il progetto nasce dalla volontà di recuperare gli stabili di inizi Ottocento che furono l’abitazione e l’officina della famiglia Ferrari e di creare accanto un riferimento museale che potesse essere, insieme a Maranello, promotore della commistione tra motori e arte, scienza e tecnologia.

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ENZO FERRARI: UN UOMO, UNA PASSIONE Enzo Ferrari nasce nel 1898 a Modena, il padre ha un’officina di carpenteria metallica ed è un grande appassionato di corse automobilistiche. A 10 anni, Enzo assiste alla sua prima corsa e da quel momento comincia a coltivare la passione per le auto. Dopo la Guerra, nel 1918, trova occupazione a Torino come collaudatore di automobili per poi spostarsi a Milano presso la CMN (Costruzioni Meccaniche Nazionali) dove comincerà la sua carriera di pilota da corsa. É infatti nel 1920 che inizierà il sodalizio con l’Alfa Romeo che lo vedrà collaudatore, pilota, collaboratore commerciale ed infine direttore del reparto AlfaCorse. Le vittorie come pilota si susseguono fino al 1929 quando nasce la Scuderia Ferrari che diventerà la filiale tecnico-agonistica dell’Alfa Romeo fino al 1939 quando Enzo si separerà definitivamente dalla casa del biscione per creare le sue vetture. L’ “Auto Avio Costruzioni”, così il primo nome della ditta, viene fondata in quest’anno e in quello


A cura di Annalisa Malavolta

successivo escono le prime due 815 (1500 cc, 8 cavalli) che parteciperanno alla Mille Miglia. Nel 1943 la ditta si trasferisce da Modena a Maranello per poi essere bombardata l’anno successivo e subito ricostruita. Nel 1945 avviene la progettazione della prima vettura Ferrari usando un motore 12 cilindri a V di appena 1500 cc che permettesse sia l’impiego agonistico sia quello su strada. Nel 1951 la Ferrari vince il primo GP di F1 a Silverstone e i due anni successivi è Campione del mondo. Nel 1969 stipula un accordo col gruppo Fiat e nel 1987 esce la F40, l’ultima macchina sotto la gestione di Enzo Ferrari. Il 14 agosto 1988 il Drake muore nella sua casa di Modena. Negli anni successivi la Ferrari si caratterizza come azienda leader nel mondo delle corse e di quello delle auto di lusso portando avanti la politica del compianto Enzo Ferrari. IL MUSEO E LA CASA NATALE Il progetto della nuova struttura museale viene affidato nel 2004 allo Studio Future System di Jan Kaplický che ipotizza una grande struttura che possa dialogare concretamente con la casa natale preesistente. Nel 2009, a seguito della morte dell’architetto, il progetto viene affidato ad Andrea Morgante fondatore di Shiro Studio che mantiene le linee guida iniziali . Oltre ad un’attenzione particolare alle ultime tecnologie in materia di risparmio energetico (termo-sensori, utilizzo di geotermia, energia foto-voltaica e riciclo delle acque), la struttura si caratterizza come un abbraccio alla casa natale in un sorta di commistione rispettosa tra passato, presente e futuro. La Galleria è caratterizzata esteriormente da una copertura con dieci aperture che rimanda idealmente al cofano di una macchina mentre il colore giallo riporta alla mente i colori ufficiali della scuderia ma anche quelli della città. La facciata interamente vetrata nel suo percorso sinuoso dialoga con il volume ottocentesco della casa natale e lascia vedere al suo interno la sala espositiva. Quest’ultima, si caratterizza come un grande anello circolare fatto di alcuni punti in dislivello e l’impressione di essere all’interno di un circuito, se non per le 17 macchine storiche che vi troneggiano, è anche dato dal rombo delle Ferrari che passa da un altoparlante all’altro ininterrottamente. Sui tre lati, inoltre, una lunghissima bacheca raccoglie documenti storici (fotografie, cartoline, lettere e giornali) della storia di Enzo Ferrari e della sua scuderia. La casa natale ha invece mantenuto la struttura originaria esterna mentre l’interno è stato concepito da Morgante come un open-space caratterizzato da una grande struttura a forma di libro dove, pagina dopo pagina, pannello dopo pannello, illuminazione, proiezioni di filmati e teche espositive si susseguono in ordine cronologico a documentare gli episodi più importanti della vita di Enzo Ferrari. C’è spazio quindi per i ricordi più intimi del Drake: dalle agende nelle quali annotava ogni appuntamento o pensiero ai certificati di nascita e matrimonio oltre che alcuni cimeli storici come la penna con l’inchiostro viola e gli inseparabili occhiali da sole. LO SAPEVATE CHE... − Delle corse che Ferrari vide insieme al padre e al fratello dal 1908 ricordò “Furono queste competizioni a darmi il brivido, la mia adolescenza conobbe tre passioni dominanti, tre grandi sogni: tenore d’operetta, giornalista sportivo, corridore d’automobile. Il primo sfumò per mancanza di voce, il secondo resistette, ma in forma velleitaria, il terzo ebbe il suo corso, la sua evoluzione” − Nel 1923 Ferrari vince il primo Circuito del Savio e conosce la Contessa Baracca dalla quale riceverà una foto con dedica e l’invito ad utilizzare il “Cavallino” come portafortuna sulle sue vetture. − Nel 1924 è uno dei fondatori, a Bologna, del Corriere dello Sport. − Il 30 giugno 1956 il figlio di Enzo, Dino, muore di distrofia muscolare; Ferrari aveva coinvolto fino all’ultimo suo figlio nella decisione di realizzare un nuovo motore 1500 cc, e la scelta finale cade su di un motore di 6 cilindri a V che debutta cinque mesi dopo la morte di Dino; da allora, tutti i motori Ferrari 6 cilindri a V saranno conosciuti come “Dino”. − Nel 1963 viene costruito a Maranello, sotto il suo patrocinio, l’Istituto professionale per l’industria e l’artigianato dedicato ad Alfredo Ferrari che ancora oggi fornisce tecnici specializzati all’azienda. INFORMAZIONI Museo Casa Natale Enzo Ferrari Via Paolo Ferrari n. 85, Modena Aperto tutti i giorni fino al 30/4 orari: 9:30-18 dal 01/05 al 30/09 orari: 9:30-19 Info: www.museocasaenzoferrari.it

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PROSSIMA APERTURA VIA PEZZANA 67 CARPI

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GRAZIE A VOI NON SIAMO SOLO PARRUCCHIERI

9 Street maggio 2012  

Il periodico di moda, tendenze, benessere e casa

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