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mensile gratuito anno 2 numerootto aprile 2012


Wedding portrait 2


Vento di primavera

Musica

Fashion

9 Street, Anno 2, Numero 8 Free Magazine Mensile Realizzazione e progettazione: Areté Comunicazione srl via Carlo Marx 95/a Carpi Registrazione presso il Tribunale di Modena n. 2001 del 5 maggio 2010 Editore: Areté Comunicazione srl

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Bike & C

Via Carlo Marx 95/a Carpi +39 335 1293666 Diego Zanotti +39 334 2317264 Lidia Bonavolta info@aretecomunicazione.com Direttore responsabile: Diego Zanotti Coordinatore editoriale: Lidia Bonavolta In redazione: Gloria Galiotto, Annalisa Malavolta, Francesco Righi, Fabio Bolognesi, Maria Silvia Cabri, Melissa Salvarani, Valentina Pacitti, Michela Sferrazza Progetto grafico e impaginazione: Barbara Sentimenti Servizi fotografici sezione moda: Marzia Lodi Stampa: Ingraph Srl – Seregno (MB)

Prossimo numero Maggio 2012 Avvertenze – Garanzie per i lettori: I contenuti della presente rivista sono redatti nel rispetto di ogni disposizione normativa; ad ogni modo, gli autori declinano ogni responsabilità, diretta e/o indiretta, derivante da eventuali imprecisioni, errori od omissioni, anche qualora tali circostanze siano fonte di danno, reale o presunto, nei confronti di terzi, ivi compresi gli inserzionisti. In particolare, per ciò che concerne gli articoli inerenti la salute, la prevenzione, la cura della persona e argomenti affini, si invitano i lettori a consultare i propri specialisti di fiducia e ad attenersi ai precetti impartiti dai professionisti iscritti agli ordini di competenza. 9 Street diffida chiunque dal ripubblicare, copiare, riprodurre e utilizzare in qualunque altro modo i testi, le immagini grafiche e fotografiche se non previa autorizzazione rilasciata per iscritto. Foto di copertina: Barbara Sentimenti, Modena Simona Redeghieri, Rio Saliceto

Design

NineStreet Carpi

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Bisogna sempre avere una spalla sulla quale potersi appoggiare, un aiuto sul quale poter contare 24 ore su 24:

ASSISTENZA 3+

Una Cooperativa nata per dare a tutti un aiuto concreto, dall’assistenza domiciliare e ospedaliera sia diurna che notturna, alla cura della persona. Assistenza 3+ è la soluzione ottimale per anziani, malati e disabili che non sono autosufficienti o che hanno semplicemente bisogno di compagnia. Tra il personale vi è un’infermiera, professionista e qualificata, sempre a disposizione per ogni eventualità. I servizi sono personalizzati in base alle esigenze della famiglia, anche solo per poche ore, inoltre tutte le collaboratrici sono coperte da polizza RC a tutela dei clienti e le spese sono detraibili fiscalmente. Le operatrici sono estremamente competenti, hanno a cuore la serenità degli assistiti e dei loro cari, ecco perché Assistenza 3+ metterà a disposizione il nuovo servizio di TELESOCCORSO. Tutti sappiamo che la maggior parte degli anziani, purtroppo, vive in condizioni di solitudine e per questo corre sempre il rischio di non trovare nessuno disponibile ad aiutarli nell’immediato. Nasce quindi la necessità di avere un servizio di assistenza rapido, comodo ed efficace: il Telesoccorso, rivolto a tutte le persone che possono necessitare di qualsiasi tipologia di aiuto nell’arco delle 24 ore. Assistenza 3+ attiverà questo servizio dal 1° Aprile, dedicato a persone autosufficienti e non, a Carpi e nelle zone limitrofe. Un servizio in grado di dare sicurezza ai familiari, poiché chiunque è in grado di utilizzarlo. Consiste nell’installazione di un apparecchio telefonico con tasti grandi e ben visibili, collegato

ad un dispositivo portatile munito di un unico pulsante. Non appena viene premuto il pulsante, il segnale viene inviato al telefono che automaticamente attiva una chiamata verso il numero di emergenza predisposto. A rispondere alla chiamata sarà, in qualsiasi momento, il personale di Assistenza 3+ sempre pronto ad accorrere in aiuto ed accertarsi che la situazione sia sotto controllo. Un’altra novità è il progetto di un reportage fotografico sulla cooperativa Assistenza 3+, che intende mettere in luce l’importanza del lavoro assistenziale svolto dalle operatrici della cooperativa. Grazie infatti al lavoro di queste donne, italiane e straniere, gli assistiti possono continuare a vivere nelle loro case e ricevere quelle cure e quell’affetto che gli sarebbe precluso se dovessero essere allontanati dal loro domicilio. L’importanza di questa relazione è fondamentale per permettere la nascita e la costruzione di un rapporto basato sulla fiducia, il rispetto e l’amore della persona. Il reportage fotografico sarà quindi impostato su ritratti di assistente e assistito, che mettano in luce il rapporto e la relazione che nel corso del tempo si è instaurata. Per completare il lavoro saranno inserite nel progetto alcune immagini di luoghi, oggetti e piccoli gesti quotidiani che saranno la cornice ideale per la realizzazione di questa piccola ma importante storia fotografica. Il lavoro sarà realizzato dalla fotografa professionista Valeria Sacchetti in collaborazione con la cooperativa Assistenza 3+.

La persona a te cara in mani fidate. Contatti: via Ciro Menotti, 7 Carpi - Tel. +39 39 30 87 55 24 - assistenzatrepiu@libero.it reperibilità 24 ore su 24


La creatività per combattere la crisi

In questi mesi i media non fanno altro che parlare di crisi sottolineandone sempre e solo gli aspetti negativi. Questa grande risonanza ha un effetto diretto sulla crisi stessa in quanto va ad alimentare quel clima di incertezza nel quale, anche coloro che non hanno problemi economici, sono portati a ridurre le spese, con effetti recessivi sull’economia reale. Un chiaro esempio di questo effetto “media” si è manifestato l’estate scorsa. In concomitanza dell’acuirsi della “crisi greca” e della prima manovra economica c’è stato un improvviso rallentamento delle vendite anche per i beni di largo consumo venduti nella grande distribuzione, consumi che si stavano lentamente riprendendo dopo la fase di stasi degli anni precedenti. Noi non vogliamo sottrarci a questo tema ma per parlare di crisi abbiamo deciso di partire dalla parola cinese Wej-ji. In Cina la parola crisi nasce infatti dalla combinazione di due concetti: pericolo e opportunità. Ed è proprio su questo secondo aspetto che vogliamo concentrarci. Oggi, anche grazie allo sviluppo di nuovi media, le possibilità di fare business partendo con poche risorse si sono letteralmente moltiplicate rispetto al passato. Social network, gruppi di acquisto on line, free press, offrono opportunità incredibili di crescita anche per le piccole attività tradizionali che necessitano di nuovo slancio. Ma si tratta solo di alcuni esempi, quello che conta è saper stimolare la curiosità dei potenziali clienti in modo da rendere appetibili nuove esperienze di consumo. Per poter cogliere al meglio le opportunità che si aprono anche in tempo di crisi è però necessario avere nella propria “cassetta degli attrezzi” tre importanti caratteristiche: propensione al cambiamento, creatività e preparazione. La propensione al cambiamento è una caratteristica molto rara nelle società dove il benessere è diffuso. Nonostante questo, avere la consapevolezza che quello che ci ha portato fino a qui non sarà per forza quello che ci farà andare avanti è fondamentale per poter affrontare le nuove sfide. Mettere in discussione i comportamenti consolidati e le idee preconcette è anche fondamentale per stimolare la creatività. Le idee nuove, quelle dalle quali può nascere un’iniziativa di successo, germogliano più facilmente in contesti dinamici. Cambiamento e creatività rischiano però di non essere realmente efficaci in assenza di metodo e di preparazione. Non è più il tempo degli apprendisti allo sbaraglio e per cogliere al meglio le opportunità offerte da questo caotico e promettente periodo è necessario avere competenze specifiche e conoscere bene il terreno sul quale si vuole giocare la partita. A ben vedere queste tre caratteristiche fanno da sempre parte del nostro DNA, e sono le stesse che hanno dato linfa a quello spirito imprenditoriale che ha permesso alla nostra città di crescere e di diventare quel piccolo gioiello che è oggi. La sfida che abbiamo ora davanti è quella di reinterpretarle al meglio e di trasmetterle alle nuove generazioni.

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Fashion

Ella

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Make-up primavera 2012

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Veronica B.

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il risveglio della natura

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Mamaquevo

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Arte

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Occhiali di Maura

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I classici al femminile

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Modena City Ramblers

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Wellness

Mamani

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Sesso, psiche e medicina tradizionale cinese

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Angels

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Tiki Sun

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Le proposte di Farmacia Soliani

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Il coniglio... è un'erbivoro!

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Bike & Car

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3esse ricambi

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Luca Pini e la superbike

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BMW M5

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Home

navigator

Zannoni, la tecnologia incontra il design

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Design: Le trasformazioni di Castiglioni

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Non solo libreria

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Pignatti, la tua casa semplicemente unica

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La ricerca e la cura

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Kontesta

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Immagine di: Melissa Sa

lvarani – Carpi

Tecnica: collage e acrilico

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ELLA

Via Ciro Menotti, 15 Tel. +39 059 652555 Carpi Chiuso lunedì e il giovedì pomeriggio

É continua ricerca quella che caratterizza, ad ogni cambio di stagione, la collezione di Ella. Lasciandoti alle spalle il Teatro Comunale, basta girare l’angolo di via Ciro Menotti e al civico 15 si apre questa piccola boutique dove nulla è lasciato al caso. Si respira aria parigina entrando nel negozio di Stefania: qualche pezzo di modernariato di qualità, un enorme lampadario a gocce, una valigia di un lontano tempo passato, si abbinano a un arredo sobrio dalle linee pulite, il tutto per far emergere i capi d’abbigliamento che la boutique propone alle sue clienti. Le proposte per la P/E 2012 declinano i colori delle terre, con qualche tocco vivace di azzurro e di rosso acceso. Gli accessori sono rigorosamente vintage. In tutte le foto da sinistra: Alessia Pierobon e Erika Gianasi

In alto, Alessia: T-shirt e shorts Ottod’Ame, sciarpa Dept e zoccolo Ovyé Erika: abito Ottod’Ame, sciarpina Nice Things, borsa vintage in midollino, cappello AJM. Al centro, Alessia: abito Ottod’Ame, collana e bracciale Nice Things, foulard vintage, zoccolo Ovyé Erika: abito Ottod’Ame scialle vintage. In basso Alessia: T-shirt Nenette, shorts e giubbino Dept, tronchetti Ovyé e foulard Sinequanone Erika: golfino, abito e sottoveste Nice Things, scarpe Ovyé e pochette vintage in rettile, collana La Tilde.

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Primavera 2012 riconquistiamo luce e colori a cura di Valentina Pacitti

L'inverno è finito. Immergiamoci subito nell'euforica atmosfera della primavera Il momento è perfetto per intercettare i nuovi trend che la faranno da padrone nei prossimi mesi, e allora cominciamo a vedere cosa ci aspetta sul fronte make up per questa primavera 2012. I grandi marchi sembrano tutti concordi nel proclamare il ritorno della donna iper femminile, sensuale, romantica, ma soprattutto radiosa come una dea. I colori pastello saranno come sempre il simbolo della stagione, ma quest'anno, più che giocare con i colori, si punterà sulle texture che, mixate, conferiranno al viso e allo sguardo effetti mai visti prima. Via libera quindi agli highlights che illuminano e danno profondità al viso e ai prodotti in crema che conferiscono un look "fluido". Da bandire invece ombretti in polvere, che appiattiscono lo sguardo, e la cipria, alla quale preferire polveri illuminanti. Un chiaro esempio di questa tendenza è la collezione “Luce” di Armani, che propone ombretti, fard e gloss in colori delicati ma ultra brillanti. Alla sua classica palette in toni pastello sono stati infatti aggiunti un ombretto dorato e uno dalla tonalità metallica, perfetti per dare profondità allo sguardo. Con “Beauty Tourmaline Pink Blush”, il viso sarà invece illuminato da una consistenza impalpabile, arricchita da microparticelle riflettenti, capaci di evidenziare i lineamenti e conferire un aspetto radioso all’incarnato. Chanel lancia la collezione "Harmonie de Printemps", un omaggio alle tonalità delicate dell'alba e del tramonto: arancio, pesca e rosa. Ne fanno parte "Harizon de Chanel", un blush in 5 luminose nuance, "Ombre Essentielle”, ombretti nei colori Rose de Mai (rosa pastello) e Tigerlily (pesca dorato), e la palette di ombretti "Les Quatres Ombres Eclosion", in cui ritroviamo i colori pesca, oro, greige e prugna.

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Shiseido con la linea “Mix and Match” propone gli ombretti “Shimmering Cream Eye”: tre palette sui toni delicati e brillanti del rosa, dell'arancio e del celeste ghiaccio, che donano un effetto liquido allo sguardo, capace di resistere inalterato per 16 ore, grazie alla speciale texture e al principio super idratante della sua formula. I colori disponibili sono Pale Shell, Magnolia, Ice e Mist.


Collistar ci porta invece indietro nel tempo con la collezione “Capri”, che esalta il colore nelle sue tonalità più intense, facendo rivivere la magia degli anni Sessanta. Il mascara si tinge di blu marino, l'eyeliner scopre il verde maldiviano e l'azzurro mare. Le labbra vengono esaltate da colori in trasparenza: amarena, granatina, mandarino e nude. Il viso è illuminato e conformato da terre in polvere multicolor, che regalano effetti iridescenti. Il look primaverile della maison Dior punta invece sui colori della natura, presentando una linea dal nome decisamente evocativo: “Garden Party”. Vi troviamo “Dior Garden Clutch”, una palette di tre ombretti pastello e due gloss labbra nelle versioni Milly e Granville; e la mini trousse “5 Couleurs Garden Party”, nelle sfumature del verde e del lilla. A completare la linea, “Diorskin”, un blush esclusivo nella tonalità petalo di rosa. Tom Pecheux, direttore creativo di Estee Lauder, per questa primavera punta tutto su volume e lucentezze metalliche. La linea “Pure Color” propone un ombretto in 3 diverse consistenze: crema, gel e polvere, da mixare sia da asciutto, per un effetto luminoso e levigato, che da bagnato per uno sguardo intenso e un effetto metallico. Ma il vero pezzo forte è il nuovissimo mascara “Sumptuous extreme lash multiplying volume” che promette ciglia lunghe e folte grazie ad un’innovativa formula a base di 3 diverse fibre di volume. La presenza di perle prismatiche nella colorazione garantisce poi occhi più grandi, luminosi e seducenti. Nella linea “Topaz” spiccano i lipgloss super volumizzanti, il cui segreto sta in 2 principi fondamentali: una speciale texture elastica che riempie i microspazi labiali, aumentando il volume complessivo delle labbra, e particolari elementi ottici che, uniti ai pigmenti di colore, creano l’illusione della multidimensionalità. Dimentichiamoci quindi dei toni cupi e forti di questo lungo inverno e apriamo il nostro beauty alle splendenti novità primaverili, che ci faranno finalmente riconquistare la luce del sole e i colori della natura.

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UN' EMOZIONE ANTICA E SEMPRE NUOVA: IL RISVEGLIO DELLA NATURA A cura di Maria Silvia Cabri

LA PRIMAVERA APRE LE PORTE AL SOLE: È UN LUOGO COMUNE UN PÒ SFRUTTATO, CHE CI PIACE RIPETERE ANCHE SE NON SEMPRE È COSÌ. FORSE APRILE CI PORTERÀ PIOGGE E FOSCHIE MATTUTINE E MAGGIO AVRÀ GIORNI UN PÒ FREDDI; MA NOI VOGLIAMO IMMAGINARLA COSÌ, LA PRIMAVERA, COME UN ACQUERELLO DAI COLORI MORBIDI E DECISI, ILLUMINATI DAL SOLE, FIORI OVUNQUE, CIELI SFUMATI, TRAMONTI ROSEI E SENSAZIONI DI PROFUMI NUOVI. Anche l'inverno ci ha regalato momenti di sole, giornate limpide e luminose, nitidi profili di monti lontani e tramonti rossi e aranciati. Poi sono venute le nevicate, con i fiocchi danzanti e il freddo pungente, i tetti imbiancati, immagini da cartolina, qualche piccola magia sotto il sole e odore di neve e di pulito nel soffio frizzante del vento invernale. L'aria della primavera è tutta un'altra cosa: c'è un sentore di terra fresca e umida, di erba profumata appena spuntata, c'è un respiro più profondo nell'atmosfera e un gioco di nuvole bianche e trasparenze leggere nel cielo. Anche chiudendo gli occhi, sappiamo che è arrivata la nuova stagione e la assaporiamo a fondo, con un piacere antico e sempre nuovo e sorprendente. I luoghi della cultura, la pittura, la musica e la letteratura sono pieni di reminiscenze, immagini e melodie che riportano a questo periodo bello e incantato. Se si amano i classici, ecco la Primavera di Debussy o le Stagioni di Vivaldi, da godere in relax su un divano, vicino ad un balcone socchiuso. I nostri nonni e bisnonni ascoltavano i melodici del tempo cantare con voce piena una romanza alla moda "Aprite le finestre al nuovo sole! É primavera..." oppure le note un pò zuccherose di Mattinata fiorentina: "É primavera, svegliatevi bambine..". Certo erano canzoni un pò retrò ma il quadro era giusto. Ai nostri giorni, ci lasciamo emozionare dalla

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bellissima melodia di Battisti che canta "I giardini di marzo". Nella pittura, simbolo della nuova bella stagione è il capolavoro di Botticelli, dalle tenui sfumature morbide e luminose; con uno stile certamente più attuale e stilizzato ecco Van Gogh e le sue bellissime primavere o Monet, che nelle ninfee ha rappresentato la suggestione magica ed evanescente di questo momento dell'anno. Nella letteratura, i poeti inneggiano al risveglio della natura; Giacomo Leopardi lo vive con particolare emozione quando, ne "Il Passero Solitario" recita:

"Primaver dintorno / Brilla nell'aria e per li campi esulta, Sì ch'a mirarla intenerisce il core". Dei versi bellissimi. Condividiamo questo sentimento.

Era il 1830 e nulla è mutato. Come allora, si sfumano i panorami e scompaiono in lontananza dietro scenari di verde. Le dita rigide e nude degli alberi si ricoprono velocemente di germogli, di boccioli, di foglie, di rami frondosi. Il colore scuro e severo delle piante invernali, dei pini, delle siepi di bosso, dei prati intristiti dal gelo lasciano il posto al fulgore di aprile e di maggio. Nulla è cambiato. Ma qualcosa manca. Una volta c'erano le rondini: tornavano dal loro lungo volo migratorio e si impossessavano dei vecchi nidi, per riempirli di vita. Faceva allegria vederle sfrecciare nel cielo della sera, garrule, eleganti, felici. Oggi, guidate da un istinto a noi sconosciuto, sono scomparse. Ci piacerebbe riavere le rondini e i loro piccoli. Ma il ciclo del cosmo e la sua forza misteriosa non appartengono all'uomo: la primavera è una resurrezione della natura che si ripete da secoli, miracolosamente, e i tentativi dell'ingegneria genetica di forzare le cose, di modificare o creare nuovi organismi e di adeguarli alle nostre esigenze, secondo modelli anonimi e uniformi, di cambiare il ritmo del morire e del nascere della natura, non hanno sempre successo. La ricchezza dell'ambiente, dei boschi, dei campi di grano, dei fiori e dei frutti è proprio nella loro varietà e assoluta spontaneità. I rami contorti del salice si ricoprono di foglie argentee, i ruscelli si riempiono di acqua limpida perchè è tempo di disgelo; i tulipani e i giacinti, che abbiamo piantato in dicembre, sono rigogliosi e profumati e i semi del cotone, messi a dimora nella terra scura e umida, sono lì con i loro fiori pronti a trasformarsi in candidi fiocchi; le viole e le piccole margherite selvatiche, che nessuno ha piantato e innaffiato, tappezzano con grandi macchie profumate i prati rustici e nuovi. É il miracolo della natura. É la primavera del mondo, non dell'uomo ma per l'uomo.

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a cura di Maria Silvia Cabri

Abbiamo incontrato Davide Nicolini nel suo moderno ufficio di via Lama 50/B a Carpi, dove ha sede l'azienda Joy's Group, creata nel 2007,di cui è amministratore unico. L'ufficio, ampio e accogliente, è curato nei particolari con gusto e raffinatezza, quasi a voler comunicare lo spirito della nuova filosofia, che anima il marchio Mamaquevo all'interno dell'azienda: uno slancio verso la modernità, l'aderenza al presente e ai canoni di vita attuale, una proposta di dinamismo senza comunque rinunciare ad un tocco di romanticismo e di preziosità. La licenza del marchio "Hello Spank", di proprietà della Joy's Group per la creazione di abbigliamento, è stata ceduta in royalty a varie aziende per l'immissione sul mercato di altri diversi prodotti . Ciò ha permesso di concentrare attenzione e risorse per lo sviluppo del marchio Mamaquevo, che da un anno propone il suo nuovo stile di moda, in un percorso più ricercato e creativo rispetto al precedente. Davide Nicolini ci ha accolto con gentilezza e cordialità e ha risposto di buon grado alle nostre domande. Come è nato e cosa vuole evocare il nome "Mamaquevo" ? Il nome Mamaquevo è stato scelto perché è una parola dalla sonorità rotonda, esotica e musicale. Ci è sembrata adatta ad una attività, che mira ad ampliare i confini del gusto italiano in uno scenario più vasto, da estendere a tutto il Mediterraneo. Qual è la nuova filosofia del vostro marchio? Joy's Group è nata in un territorio, Carpi, caratterizzato fin dagli anni Settanta da un forte impulso creativo, con uno scopo ben preciso: produrre tessile e maglieria di altissima qualità. Noi abbiamo ereditato questo patrimonio di esperienze, di maestria e di stile. Personalmente lavoro in questo campo da venticinque anni e sono intenzionato a portare avanti questo percorso stilistico; è una questione di orgoglio e di sfida personale: creare una linea innovativa, con molta cura per il dettaglio, da proporre ad una nuova clientela.


Come volete essere identificati? Scopo della nostra produzione è di offrire una collezione caratterizzata da femminilità, originalità e ricercatezza, nell'ambito di proposte raffinate, non eccessive ma sostanziose, eventualmente impreziosite da applicazioni, che diventano elementi di identità del marchio. Qual è la vostra donna ideale? I nostri capi sono pensati per una clientela trasversale, dalle ragazze alle giovani signore, che trovano possibilità di scelta secondo le tendenze personali e le esigenze di un abbigliamento in linea con i tempi, sempre curato e mai esagerato. La produzione è rivolta non solo a soddisfare il gusto italiano ma tende a conquistare anche il Fashion System internazionale. Come nasce un vostro capo? I capi di maglieria nascono dall'utilizzo del tricot e del jersey, ai quali accostiamo tessuti scelti secondo il calendario di produzione, viscosa, cotone, seta. I capi talvolta sono stampati, arricchiti da applicazioni, velluti o finiture in pelliccia. Il vostro punto forte? Fare cose belle, di qualità, portabili nel tempo, imporre un'immagine carismatica, tenendo conto che il mercato dell'abbigliamento cambia velocemente. Quali sono i colori della collezione Primavera/Estate ? I colori sono panna, rosa e corallo; per la collezione Autunno/Inverno, invece, proponiamo il mattone, il tortora e il grigio. Ringraziamo Davide Nicolini e lasciamo il suo ufficio, portando con noi i cataloghi della sua produzione, per sfogliarli con calma e ammirare abiti, maglie, golf e T-shirt indossati dalla sua modella, nei caldi colori rosa aranciati e beige, pronti per l'estate, che speriamo arrivi presto.

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Modena LA COLLEZIONE DELLA GALLERIA CIVICA Un immenso patrimonio fotografico è quello che la Galleria Civica di Modena presenta al pubblico secondo il progetto che prevede l'esposizione della collezione permanente nelle sale del museo. Ritratti di grandi artisti immortalati da importanti fotografi italiani e stranieri ma anche istantanee di vita quotidiana e "ricordi" delle grandi personalità che passarono dalla Galleria. Tra questi ricordiamo Peter Phillips, Peter Blake, Allen Jones ma anche Alighiero Boetti, Salvador Dalì, Max Ernst, Franco Fontana, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Pablo Picasso, Andy Warhol, fotografati da autori come Robert Doisneau, Annie Leibovitz e August Sander. Nelle sale superiori si fa invece spazio alla raccolta di opere su carta della prima metà del Novecento di alcuni protagonisti della scena artistica italiana come Filippo De Pisis, Renato Guttuso, Enrico Prampolini e Mario Sironi.

Titolo:

La collezione della Galleria CIvica

Dove:

Galleria Civica, Corso Canalgrande 103, Modena

Quando:

fino al 10 giugno, orari: mercoledi - venerdì 10:30-13 16-19:30 sabato, domenica e festivi 10:30-19:30

Info:

tel. 059 2032911/2032940
 www.galleriacivicadimodena.it

Bologna ARTE POVERA 1968. All'interno dell'ampio progetto espositivo organizzato da Celant nel corso del 2011 per riproporre i temi e le opere protagonisti della famosa mostra Arte Povera del 1968, il Museo d'Arte Moderna di Bologna ne approfondisce ulteriormente alcuni aspetti. Il movimento nasce nella seconda metà degli anni Sessanta e simultaneamente ingloba e frammenta le tematiche del tempo spaziando su più tecniche artistiche e percorrendo sia il mondo metafisico che quello sensoriale. La mostra propone alcune delle opere maggiormente esemplificative di questo movimento insieme alla documentazione (cataloghi, depliant, manifesti etc) che venne prodotta in quegli anni grazie al dibattito linguistico e artistico che la mostra generò.

Titolo:

Arte Povera 1968

Dove:

MAMBO Museo d'arte moderna di Bologna, Via Don G. Minzoni 4, Bologna

Quando:

fino al 26 dicembre, orari: martedì, mercoledì e venerdì 12-18 giovedì, sabato, domenica e festivi 12-20 (si consiglia di chiamare)

Info:

tel. 0516496611 mail info@mambo-bologna.org

Ferrara SOROLLA. GIARDINI DI LUCE Una mostra importante quella di Palazzo dei Diamanti che porta per la prima volta in Italia le opere del pittore spagnolo Joaquìn Sorolla (1863 – 1923) e approfondisce il complesso periodo artistico a cavallo tra Ottocento e Novecento dove si mescolano correnti impressioniste e simboliste. Il percorso del pittore si dirama su più fronti (la ritrattistica, il paesaggio) ma la mostra si concentra sugli anni della maturità dove convivono sia gli incarichi ufficiali sia la produzione “privata” fatta di riflessioni sull'introspezione psicologica e l'essenzialità del tocco pittorico. E sono proprio i patii e i giardini dell'Andalusia, dai quali viene bandita completamente la figura umana, sui quali sperimenta una nuova pittura che possa catturare il calore e i profumi di queste terre.

Titolo:

Sorolla. Giardini di luce

Dove:

Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d'Este 21, Ferrara

Quando:

dal 17 marzo al 17 giugno, orari: lunedì-domenica 9-19

Info:

tel. 0532244949 mail diamanti@comune.fe.it


A cura di Annalisa Malavolta

Rimini DA VERMEER A KANDINSKY. CAPOLAVORI DAI MUSEI DEL MONDO A RIMINI È una grande mostra quella proposta da Linea d'ombra per festeggiare i 15 anni di attività e che vedrà l'esposizione di opere provenienti da ogni parte del mondo. In una sorta di lungo viaggio che parte dal Cinquecento e arriva al Novecento, l'esposizione conduce dall'Italia alla Spagna e dall'Inghilterra alla Francia in un meraviglio excursus all'interno della storia dell'arte. I capolavori in mostra sono molteplici: la pittura veneta (Tiziano, Tintoretto), quella spagnola (Velazquez) e olandese (Vermeer, Van Dyck) del XVI secolo, il classicismo seicentesco (Carracci, Guercino) per arrivare al vedutismo veneziano settecentesco (Canaletto, Guardi). Particolare attenzione viene data anche ai grandi capolavori romantici inglesi tra Sette e Ottocento (Hogarth, Turner) e all'impressionismo da Manet a Van Gogh per concludere questo viaggio con alcune delle opere più importanti del XX secolo europeo (Matisse, Picasso, Mondrian, Bacon e Kandinskij).

Titolo:

Da Vermeer a Kandinsky. Capolavori dai musei del mondo a Rimini

Dove:

Castel Sismondo, Piazza Malatesta, Rimini

Quando:

fino al 3 giugno, orari: lunedì-venerdì 9-13:30 14:30-18

Info:

tel. 0422429999 mail biglietto@lineadombra.it

Ravenna MISERIA E SPLENDORE DELLA CARNE È una mostra incentrata sulla poliedrica figura di un grande studioso della storia dell'arte quella che propone il MAR di Ravenna. Pittore, drammaturgo, giornalista, storico e critico d'arte, Giovanni Testori (1923-1993) fu uno dei primi a scostarsi dalle strade maestre della critica per scoprire e portare all'attenzione del grande pubblico artisti e opere spesso considerate “minori”. Uno dei suoi più grandi interessi fu la pittura di verità, quella che nella sua spietata evidenza metteva davanti al pubblico tutta la miseria e lo splendore della vita. La mostra si propone come percorso degli studi del critico milanese che da un iniziale interesse per la pittura di realtà lombarda cinque e seicentesca arriverà ad analizzare i manieristi lombardi e Caravaggio (sua grande passione) per spaziare, più tardi, con lo studio di gruppi quali la Nuova Oggettività e i Nuovi Selvaggi ma anche i grandi rappresentanti del XX secolo quali Bacon, Giacometti, Guttuso e Paladino.

Titolo:

Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon, miseria e splendore della carne. Testori e la grande pittura europea.

Dove:

MAR Muse d'Arte della città di Ravenna, via di roma 13, Ravenna

Quando:

fino al 17 giugno, orari: martedì – venerdì 9-18 sabato – domenica 9-19

Info:

tel. 0544482477/482356
 mail
info@museocitta.ra.it

Forlí WILDT. L'ANIMA E LE FORME TRA MICHELANGELO E KLIMT Adolfo Wildt (1868-1931) è rimasto per molto tempo ai margini della grande storia dell'arte e con questa mostra si vuole portare la sua arte al grande pubblico essendo stato uno dei più grandi scultori del Novecento italiano. Nel culmine del suo sviluppo artistico rimane fuori dalle trame delle avanguardie e porta avanti una poetica personalissima che fonde il classico e l'anticlassico, la decadenza e il modernismo. Se nelle sue opere si riconoscono le influenze di artisti antichi (Fidia, Dürer, Bramante, Michelangelo, Bernini, Canova) ma anche di suoi contemporanei (Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi), c'è comunque una ricerca continua da parte dell'artista, in particolar modo nei ritratti, di cogliere sia l'essenzialità dei tratti che la personalità del soggetto in una continua armonia tra linea e forma.

Titolo:

Wildt. L'anima e le forme tra Michelangelo e Klimt

Dove:

Musei San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro, Forlì

Quando:

fino al 17 giugno, orari: martedì - venerdì 9:30-19 sabato - domenica 9:30-20

Info:

tel. 199757515
 mail servizi@civita.it


Foto di: Barbara Sentimenti - Modena


GLI OCCHIALI DI MAURA OTTICA

“Occhiali per vedere ed essere visti” resta sempre la filosofia con cui si identifica “Gli Occhiali di Maura”. Tra le proposte per la Primavera/Estate 2012 spiccano le forme retrò, attualizzate da materiali innovativi la cui fusione, spesso artigianale, fa nascere nuance uniche e originali. Gli occhiali sono diventati oggi un vero e proprio must, non solo con lenti per correzione visiva, ma anche neutre come accessorio da indossare per essere notati. Corso Alberto Pio, 43 - Carpi Tel. +39 059 6228197 www.gliocchialidimaura.com

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Dal Romanzo al film:

i classici al femminile A cura di Maria Silvia Cabri

Moltissimi romanzi, soprattutto di successo, hanno avuto trasposizioni cinematografiche, che sono diventate dei veri capolavori e che spesso hanno dato nuova vita al romanzo stesso, mettendo in evidenza momenti o sfumature psicologiche, che potrebbero essere sfuggite al lettore frettoloso o un po’ distratto. Impossibile ricordarle tutte. Queste che vi proponiamo sono ritratti di donne, che hanno attraversato la letteratura nel XIX e XX secolo e che hanno dato risalto a personaggi forti, romantici, tragici o vuoti di valori, per rappresentare un'epoca e uno scrittore e la sua sensibilità, e che restano comunque in sintonia con l'apprezzamento dello spettatore. JANE EYRE (2011)

(Dal romanzo di Charlotte Bronte Jane Eyre") Dopo un'infanzia passata in orfanotrofio, Jane Eyre trova lavoro a Thornfield House, la dimora del ricco Edward Rochester, come governante della sua pupilla, Adèle. Rochester, uomo ombroso e apparentemente freddo, si innamora della giovane Jane e le chiede di sposarlo. Jane ricambia i suoi sentimenti e accetta. Ma un terribile segreto grava sulla vita di Rochester e impedisce il matrimonio. Jane fugge e trascorre lunghi mesi presso alcuni amici, cercando di cancellare quel passato. Il sentimento per Rochester la spinge a ritornare a Thornfield, per scoprire il mistero e ritrovare quell'amore mai dimenticato. Toni romantici e atmosfere ottocentesche con un bel personaggio femminile, forte e moderno nell'affermazione della sua indipendenza. REGIA: Cary Fukunaga ATTORI: Mia Wasikowska, Michael Fassbender, Judi Dench

RITRATTO DI SIGNORA (1996)

(Dal romanzo di Henry James "The Portrait of a Lady") La giovane aristocratica americana Isabel Archer, rimasta orfana, vive nella sontuosa dimora inglese dello zio e del cugino Ralph, sensibile e intelligente. Isabel è interessata contemporaneamente a tre pretendenti, che chiedono la sua mano. La giovane rifiuta di scegliere, finché un'amica, Madame Merle, con sapienti raggiri e insistenti motivazioni, riesce a convincerla a sposare il presuntuoso Gilbert Osmond, un artista dilettante. Sarà la scelta sbagliata, che la condannerà ad uno stato di infelicità, da lei passivamente accettata. L'atmosfera un pò decadente dei primi del 900 fa da sfondo alla vita di questa donna bellissima, che consuma la sua infelicità in ambienti lussuosi e fastosi, in una penombra ambigua e inquietante

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REGIA: Jane Campion ATTORI: Nicole Kidman, John Malkovich, Barbara Hershey, Mary-Louise Christian Bale, Viggo Mortensen, Valentina Cervi

ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

(2005) (Dal romanzo di Jane Austen "Pride and Prejudice")

Mr. Bingley, giovane e ricco scapolo, va ad abitare in una antica ed elegante dimora vicino al villaggio di Longbourn; è con lui l'amico Mr. Darcy, bello, ricco e altezzoso. I due gentiluomini suscitano l'interesse e le speranze di molte famiglie di Longbourn, soprattutto di Mrs. Bennett, le cui cinque figlie Jane, Elizabeth, Mary, Kitty e Lydia sono tutte da marito. Tra le storie d'amore, che si intrecciano nel piccolo villaggio, emerge quella tra Elisabeth e Darcy che, dopo molti pregiudizi e sentimenti d'orgoglio, scopriranno l'amore e il matrimonio, nel tipico lieto fine di tutti i romanzi di Jane Austen. Deliziosa commedia ambientata nell'Inghilterra campestre dei primi dell'800, con romantici sentimenti coinvolgenti e personaggi indimenticabili, tratteggiati con grande abilità, garbo e profondo senso dell'umorismo. REGIA: Joe Wright ATTORI: Keira Knightley, Matthew Macfadyen, Rosamund Pike, Donald Sutherland, Judi Dench

MADAME BOVARY (1991)

(Dal romanzo di Gustave Flaubert "Madame Bovary") Emma, giovane ed irrequieta figlia di un agricoltore francese, sposa il dottor Charles Bovary. Malgrado la bontà e l'amore del marito e la nascita di una bambina, Emma diventa insofferente della vita familiare e comincia a collezionare amanti. Affascinata dal lusso e dai begli abiti, contrae debiti che la conducono al disastro. I beni del dottore, ignaro del comportamento della moglie e sempre innamorato di lei, vanno sotto sequestro. Incapace di ottenere prestiti dai suoi amanti che la respingono, assillata dagli eventi, ad Emma non resta che il suicidio, davanti al marito incredulo che ancora l'ama teneramente. In questo impietoso ritratto della vita di provincia, satira di un mondo superficiale e corroto, la figura di Emma non ha niente di romantico


o di eroico ed è pretesto per un'analisi psicologica tragica e anticonvenzionale. REGIA: Claude Chabrol ATTORI: Henri Attal, Lucas Belvaux, Isabelle Huppert,

ANNA KARENINA (1997)

(Dal romanzo di Lev Nikolaevic Tolstoj "Anna Karenina") Russia, 1880. Alla stazione di Mosca il giovane ufficiale Vronsky incrocia Anna, sorella dell'amico Stiva. Anna è moglie di Karenin, alto ufficiale dello Stato, ed ha un figlio piccolo.Vronsky fa una corte serrata a Anna, la segue a San Pietroburgo e la conquista. La loro relazione non passa inosservata. Karenin minaccia di divorziare e di togliere alla moglie la custodia del figlio. Vronsky lo supplica di avere pietà. Karenin lo perdona ma lo invita ad andarsene. I due però fuggono in Italia; ritornati, la pressione a cui sono sottoposti deteriora la relazione. Vronsky parte per la campagna, Anna decide di raggiungerlo, ma alla stazione rivede tutta la propria vita, e quando arriva il treno, si lascia cadere sulle rotaie. Alla passione colpevole e tragica di Anna si contrappone l'amore puro e sereno di Kitty e Levin. REGIA: Bernard Rose ATTORI: Sophie Marceau, Sean Bean, Alfred Molina,

MRS. DALLOWAY (1997)

(Dal romanzo di Virginia Woolf "Mrs. Dalloway") In una giornata di metà giugno, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa che darà quella sera. Mentre cammina, torna agli eventi di un'estate trascorsa in campagna molti anni prima, quando era giovane e molto corteggiata, Intanto, nelle strade di Londra, il giovane Septimus si aggira disperato insieme alla moglie. Traumatizzato dall'esperienza della guerra, Septimus ha perso il controllo di se stesso, ha visioni continue e il medico ne ordina il ricovero in ospedale psichiatrico. Ma Septimus non resiste e si butta dal balcone. L'eco dell'incidente giunge a Clarissa, che comprende come la vita debba essere vissuta nonostante tutto, va in cerca del marito e porta avanti la sua festa. Grande affresco della vita londinese dove si intrecciano il dramma psicologico e concreto di Septimus e della giovane moglie e la malinconia e frustrazione della signora Dalloway, stanca e delusa dalla vita. REGIA: Marleen Gorris ATTORI: Vanessa Redgrave, Natascha McElhone, Michael Kitchen.

Jane Eyre di Charlotte Brontë € 14,00, 2008, XXXIII-560 p, Einaudi

Orgoglio e pregiudizio. di Jane Austen edizione integrale € 6,00, 2010, 256 p., Newton Compton

Jane, una povera orfana che ha trascorso la fanciullezza nel triste collegio di Lowood, dopo anni di stenti e di solitudine, viene assunta come governante in casa Rochester. Il cinico padrone finisce per innamorarsi di lei ma quando si sta per celebrare il matrimonio, una scoperta viene a sconvolgere la vita della giovane donna: la moglie di Rochester, creduta morta, è ancora in vita, prigioniera della pazzia. Jane rifiuta il compromesso proposto da Rochester e lascia la casa. Dopo una serie di vicissitudini, ritorna dall'uomo amato, che ora può sposare, nella piena libertà della sua scelta e della sua felicità.

Certamente un vero e proprio "long-seller". Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, e il ritratto ironico e caricaturale di madri ansiose di trovare marito alle figlie, emerge la love story di Elisabeth e Darcy, protagonisti assoluti del romanzo. I contrasti e i pregiudizi saranno alla fine coronati da un felice matrimonio. Fanno da cornice le vicende delle altre sorelle e gli eventi, i pettegolezzi e le gelosie del villaggio, un microcosmo popolato da personaggi indimenticabili anche quando sono tratteggiati con pochi tocchi e grande maestria dall'ironia e dalla sensibilità artistica dell'autrice.

Ritratto di signora di Henry James € 14,50, 2006, Einaudi Isabel, donna disinvolta e curiosa di conoscere il mondo, bella e affascinante, eredita una considerevole ricchezza e decide di viaggiare e di andare a Roma, per cogliere il meglio dalla vita. Il denaro offre ad Isabel svariate possibilità tra le quali lei sceglie, in totale libertà, quella che sembra avvicinarsi di più alle sue aspettative. Ma il suo spirito alato la rende indifesa, e lei non è in grado di immaginare la malvagità umana. E così la luce che Isabel irradia finisce con l'opacizzarsi e condensarsi in una oscura scelta di vita, una prigione dei sentimenti che non è poi così diversa dall'annullamento di se stessa.

Madame Bovary di Gustave Flaubert € 13,00 2011, 453 p., Mondadori Emma Bovary, donna di provincia, che dalla vita si aspettava tanto, insoddisfatta della famiglia e del suo modesto marito che pure la ricopre d'amore, sente il bisogno di evadere e di trovare al di fuori dello squallore quotidiano gli ideali e i sogni tante volte accarezzati. Inizia così una relazione clandestina che dopo l'esaltazione iniziale, si rivela per quello che è realmente. La consapevolezza del disinganno, della fantasia romantica ridotta a storia mediocre e banale porta Emma ad un tragico epilogo. Ma l'affetto, l'ironia, la pietà e il sentimento finale restituiscono ai sogni grandezza e poesia, innalzandoli al di sopra del piccolo e meschino mondo circostante.

Anna Karenina di Lev Tolstoj € 12,90, 2010, 948 p., Dalai Editore Centro della vicenda è la fatale passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice,destinato ad un avere un tragico e inevitabile epilogo, è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. In Anna Karenina è rappresentata, come scrive Natalia Ginzburg, la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità,per cui questa tormentata eroina riassume i tratti romantici e passionali,ma anche umani, non ancora presenti nella letteratura occidentale dell'epoca. Mrs Dalloway di Virginia Woolf Ediz. Integrale € 6,00, 192 p., Newton Compton Il romanzo racconta la giornata di Clarissa Dalloway, esponente dell'alta borghesia londinese, impegnata a organizzare un ricevimento nella propria casa. Uscita per comprare dei fiori,intravede le esistenze di tanti sconosciuti, tra i quali lo sfortunato Septimus Warren. La serata ha pieno successo,ma nel corso del ricevimento si apprende del suicidio di Septimus. L'incrociarsi di destini paralleli, e il contrappunto drammatico della storia di Septimus spinge Mrs Dalloway, grazie alla consapevolezza della fugacità e dell'incompletezza della nostra esistenza, a trasformare la certezza della fine in esaltazione della vita.

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I MODENA CITY RAMBLERS TRA STORIA, PRESENTE E PROGETTI a cura di Gloria Galliotto

OLTRE ALLA BREVE STORIA DEL GRUPPO MODENESE PER ECCELLENZA, L’INTERVISTA A MASSIMO GHIACCI, STORICO COMPONENTE DELLA BAND.

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I Modena City Ramblers nascono nel 1991 come gruppo di folk irlandese, innamorato della musica e delle tradizioni dell’isola di Smeraldo. La loro carriera discografica inizia nel 1994 con il primo album, “Riportando tutto a casa”, a cui segue, due anni dopo, “La grande famiglia”. Dopo appena un anno, nel 1997, arriva il terzo album, “Terra e libertà”, fortemente influenzato dai viaggi nel continente latino-americano, dalla lettura e dalla frequentazione di molti scrittori di quelle terre. Il combat folk si arricchisce di suggestioni letterarie e suoni più elettrici. Con collaborazioni di prestigio, prima con Bob Geldof poi con Paolo Rossi, Paco Taibo II e Luis Sepulveda, la band si attesta come un’importante realtà artistica nel panorama musicale italiano, ma è grazie soprattutto alle sue infuocate esibizioni live che si costruisce un solido consenso di pubblico. Nel 1998, dopo tre dischi e cinquecento concerti, i Ramblers realizzano “Raccolti”, un album dal vivo registrato all’interno del Sisten Irish pub di Novellara, completamente acustico e con un pubblico composto da pochi amici. Dopo un prestigioso tour nei teatri, il gruppo si reca in Irlanda per la pre-produzione del nuovo album in studio, “Fuori campo”, ultimato come i precedenti all’Esagono di Rubiera e inciso nel 1999. Nelle canzoni convivono l’amore per l’Irlanda e i suoni del folk irlandese degli esordi, le suggestioni africane e balcaniche, il recupero della tradizione popolare italiana e la nuova ricerca espressiva più “contaminata”. Poco dopo viene pubblicata la prima vera biografia dei Ramblers, “COMBAT FOLK: L’ITALIA AI TEMPI DEI MODENA CITY RAMBLERS”, scritta da Paolo Ferrari e Paolo Verri. La band si conferma nella sua vocazione live: dalle piazze italiane ai piccoli club delle Asturie e della Catalogna, dai campi Saharawi nel deserto con esibizioni solidali, alla Bolivia e al Sudafrica nell’ambito d’importanti festival. I Modena City Ramblers macinano chilometri e impegni, proponendosi come fenomeno non solo italiano, tanto che “Fuori campo” viene pubblicato anche in Giappone! Divergenze artistiche e scelte personali portano due componenti storici della band, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, all’abbandono. I rimanenti membri integrano nella formazione Kaba Cavazzuti, da sempre dietro alla consolle nei dischi del gruppo in qualità di produttore. Dopo un’importante e da tempo desiderata tournée “resistente” realizzata assieme ai Gang col nome di “Gang City Ramblers” e un’intensa serie di concerti estivi, i MCR approdano a Napoli per intraprendere le registrazioni del nuovo album. Per la prima volta, la regia è affidata a un produttore esterno: Enzo “Soulfingers” Rizzo, scelto per i lavori fatti, tra gli altri, con i Mano Negra e Les Negresses Vertes. “Radio rebelde” esce nel febbraio 2002, nelle sue tracce il punk, l’elettronica, il dub, il reggae, i ritmi africani,


latini e balcanici s’innestano nell’originaria componente folk e popolare in maniera personale ed innovativa. Il gruppo inaugura poi una propria etichetta di produzione discografica: la “Modena City Records". La tournée di “RADIO REBELDE” dura un anno e mezzo: i Ramblers si confermano senza dubbio come una delle più importanti realtà live italiane. Il tour invernale, che precede il viaggio in Chiapas e Guatemala all’inizio 2003, vede l’ingresso nella formazione di Luca Giacometti soprannominato, per le sue origini genovesi, “Gabibbo”, esperto di plettri e cultura irlandese. Nel giugno 2003 viene pubblicato il mini-cd “Modena City Remix”, un progetto per i dancefloor con remix di artisti e dj particolarmente apprezzati per il loro stile, come ad esempio i britannici Transglobal Underground e i Feel Good Productions. Sul finire dell’anno comincia anche la collaborazione tra i Modena City Ramblers e Coop Estense, che li sceglie quali testimonial per la sua campagna di solidarietà internazionale “Acqua per la Pace”. In esclusiva per i supermercati della catena emiliana, nel dicembre 2003 viene pubblicato il mini-cd “Gocce”, i cui proventi vanno a finanziare i progetti sostenuti dalla campagna. Il nuovo album “iViva la vida, muera la muerte!” arriva nel gennaio 2004. I temi e le sonorità trovano qui ulteriore sviluppo e maturazione, grazie all’attenta produzione di Max Casacci (Subsonica), in cabina di regia durante le registrazioni del disco, protrattasi per tutto l’autunno 2003 tra Rubiera (un ritorno allo studio Esagono) e Città di Castello. I Ramblers riprendono quindi i concerti con il nuovo tour che vede la band esibirsi in oltre cento date in Italia e proporsi in prestigiosi club e festival europei. Nel 2004 viene anche pubblicato il primo DVD ufficiale della band: “CLAN BANLIEUE: 1992-2004, la Grande Famiglia in Movimento” che sale ai primi posti nelle vendite italiane di questo tipo di supporto. A tour appena concluso, i Ramblers si rimettono all’opera su un nuovo progetto discografico: l’idea è quella di lavorare a un “corpus” di canzoni, tra alcune del repertorio della band e altre appartenenti ad autori diversi, accomunate dall’essere legate o ispirate al periodo della Seconda Guerra Mondiale e della Lotta di Resistenza. La produzione del disco, seguita direttamente dai Ramblers, si svolge nei primi mesi del 2005 e vede, tra le tantissime collaborazioni di prestigio, la partecipazione di Francesco Guccini, Moni Ovadia, Piero Pelù, Goran Bregovic e la sua band, oltre al britannico Billy Bragg. Durante due pause delle sessioni di registrazione, i Ramblers trovano il tempo per un importante viaggio in Palestina, dove la collaborazione come testimonial di “Acqua per la Pace” permette al gruppo di inaugurare una cisterna d’acqua presso un villaggio palestinese, realizzata grazie all’intero ricavato delle vendite di “Gocce”, nonché di una parte di “¡Viva la vida!” e del tour seguente. Mentre quest’ultimo cd diventa disco d’oro, superando le quarantamila copie vendute, “Appunti partigiani” vede la luce nell’aprile 2005, in coincidenza con il sessantesimo anniversario della Liberazione e si accompagna ad un ennesimo tour che porta la band in giro per l’Italia. Nel frattempo, la canzone “Ebano” vince il prestigioso premio “Amnesty – Voci per la libertà”, come esempio di brano impegnato nell’ambito delle tematiche dei diritti umani. Nel novembre 2005, in un momento di pausa nell’attività del gruppo, arriva l’abbandono del cantante Stefano “Cisco” Bellotti. Dopo quattordici anni di concerti, dischi, viaggi e incredibili soddisfazioni, Cisco compie una scelta che, come in precedenza per altri (Alberto Morselli, cantante assieme a Cisco nel primo album, Luciano Gaetani e Marco Michelini, musicisti nei primi due dischi della band), è figlia soprattutto di esigenze personali ed è compiuta con grande serenità e senza dissapori. Il gruppo decide di mettersi subito al lavoro per tornare al più presto a suonare dal vivo e per cominciare a preparare un nuovo disco. Per il ruolo canoro si decide di tornare, dopo tanti anni, all’originale formazione con doppio vocalist. I nuovi elementi provengono dalla cerchia di amici e compagni di strada dei Ramblers: Davide “Dudu” Morandi, fin dagli esordi dei Ramblers amico e ospite alla voce in varie occasioni e, prima presenza femminile stabile nel gruppo, la cantante e attrice Betty Vezzani, già impegnata sia in varie collaborazioni musicali di matrice folk e rock che, sul set con Guido Chiesa, nel film-documentario “Partigiani”. A marzo 2006, i Ramblers si presentano con la nuova formazione dal vivo, dapprima nei club, poi nelle piazze italiane. Tra gli eventi più prestigiosi, l’ennesima apparizione sul palco del “concertone” romano del 1° Maggio, dove eseguono “Contessa” di Paolo Pietrangeli modificandone alcune strofe. La risposta del pubblico a questo nuovo tour è come sempre calorosa ed entusiasta e, convinti che nonostante l’abbandono di una figura importante come quella del frontman il gruppo conservi inalterato il legame coi propri fans, i Ramblers iniziano a lavorare a un nuovo disco. La produzione avviene a Rubiera nel maggio 2006: i Ramblers scelgono di lavorare su un consistente numero di canzoni scritte in gran parte tra la conclusione del tour di “Appunti partigiani” e l’ultimo mese. A estate conclusa e disco finito, la band rimane in studio con Terry Woods per iniziare le registrazioni di un futuro progetto “internazionale”. Co-prodotto dal musicista irlandese, il lavoro prevede riletture di classici del repertorio MCR, alcuni dei quali trasposti in inglese, che andranno a comporre un disco pensato e proposto per il mercato estero. Le sessioni di registrazione si prolungano per due settimane allo studio Bunker di Rubiera, altro classico luogo di “frequentazione” della band. “Dopo il lungo inverno” esce nel novembre 2006 ed entra immediatamente in classifica all’undicesimo posto. In dicembre, il gruppo parte con il nuovo tour che lo riporta nei club e nelle piazze d’Italia, con la sola pausa in febbraio, dedicata al ritorno in studio con Terry Woods per concludere le registrazioni del disco “internazionale”. Il tour di “Dopo il lungo inverno” prosegue per tutta la primavera e l’estate del 2007, con quasi cento tappe e una stima di oltre duecentomila presenze. In un momento di crisi del settore, i Ramblers appaiono sempre più come una realtà particolare e felice, nel panorama musicale italiano. A tour appena concluso, il 6 ottobre giunge inaspettata e crudele la tragica notizia della scomparsa, in seguito ad un incidente stradale, di Luca “Gabibbo” Giacometti, mandolinista e bouzoukista nella band dal 2002. I Ramblers e Cisco lo piangono assieme a migliaia di fans giunti da tutta Italia nella cerimonia funebre che si tiene a Correggio, dove “Gaby” aveva vissuto i suoi anni emiliani. Col nuovo anno viene varato “Bella ciao”, che in copertina riporta una dicitura che vuole essere un simpatico manifesto d’intenti, nonché una presentazione della musica dei Ramblers: “Combat Folk for the Masses”. Viene pubblicato in un primo tempo in Italia, successivamente anche in Germania, Olanda e Svizzera. I Ramblers per tutto l’inverno, la primavera e l’estate del 2008 girano con un tour di presentazione del disco che li vede particolarmente impegnati all’estero, con concerti in club e festival. Di proposito la band sceglie di non sostituire sul palco il compianto Luca Giacometti. Nel novembre 2008, Massimo “Ice” Ghiacci, storico bassista della band, pubblica il suo cd d’esordio solista “Come un mantra luminoso”, nello stesso periodo i MCR tornano tra le mura amiche dello studio Esagono. Le registrazioni impegnano il gruppo fino agli inizi di gennaio 2009. La produzione viene curata direttamente dai Ramblers che scrivono e arrangiano tutte le dodici canzoni del disco, molte delle quali sono legate al concetto di libertà, in tutte le sue diverse declinazioni personali e sociali. “Onda libera” è l’undicesimo album nei sedici anni di attività discografica della band e viene pubblicato nell’aprile 2009, preceduto da una serie di concerti nei principali club della penisola. A un mese dalla pubblicazione del disco, Ramblers e LIBERA, l’associazione di cooperative creata da Don Luigi Ciotti, portano in giro per l’Italia “Onda Libera in Libera Terra”, un tour particolare che vede la band, assieme

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ad una serie di numerosi ospiti (fra i quali Dario Fo, Marco Paolini, Ned Ludd, A67, Casa del Vento), a esibirsi presso i beni confiscati alle mafie sui quali operano le cooperative di LIBERA. Da questa bellissima e originale esperienza, Libera, in collaborazione col gruppo Abele, realizza un Dvd, edito da Giunti, dal titolo “Onda Libera” che ben documenta i giorni della carovana. Dopo un’intensa estate di concerti, come di consueto caratterizzati da un ottimo riscontro di pubblico, arriva la notizia dell’abbandono della band da parte di Kaba Cavazzuti e di Betty Vezzani. Per entrambi la decisione è dettata da scelte di vita strettamente personali. Nel mese di novembre, a 15 anni dall’esordio discografico, prende il via il tour celebrativo di “Riportando Tutto a Casa“, che vede la band riproporre fedelmente il live set del 1994. Per l’occasione, fa il suo ingresso nella formazione il chitarrista Luca Serio Bertolini, cantautore e tecnico al seguito della band da diversi anni, mentre nel ruolo di suonatore di bouzouki, banjo e altri strumenti tradizionali ritorna per l’ennesima volta Luciano Gaetani. Con questa formazione, i Modena City Ramblers nel 2010 proseguono nell’intensa attività live che li porta ad essere protagonisti prima in Europa, con un intenso tour che li vede “rimbalzare” da una capitale europea all’altra riempiendo ogni volta i club ospitanti, poi con un’ennesima estate di concerti su e giù per la penisola. Terminata la lunga serie di live, l’autunno li vede concentrarsi nella realizzazione e presentazione di uno spettacolo teatrale che da tempo era nel cassetto: “SALA D’ASPETTO – Storie e musiche di viaggiatori di terza classe”, prodotto assieme all’attore Bruno Cappagli e alla compagnia bolognese La Baracca. Lo spettacolo ripercorre gli ultimi sessant’anni di storia del nostro Paese, attraverso le musiche dei MCR. Tra novembre e dicembre la band si chiude tra le consuete mura dello studio Esagono di Rubiera per la registrazione del nuovo disco. “Sul tetto del mondo” è stato pubblicato il 15 Marzo 2011 anticipato dal singolo “Dieci Volte”. É questo il dodicesimo capitolo della vicenda artistica della band, nata esattamente vent’anni prima. Tredici sono le canzoni del CD; tutte scritte, arrangiate e prodotte dai MCR stessi. Tra i pochi amici musicisti ospiti nelle canzoni, spicca il nome di Tony Esposito, storico percussionista napoletano. In contemporanea con la pubblicazione dell’album, è partito il “Sul Tetto Del Mondo Tour” che sta portando i Ramblers in ogni dove, sia che si parli d’Italia che d’Europa. Dopo aver ripercorso in poche righe, ben 20 anni di carriera, vi propongo quindi un’interessante intervista a Massimo Ghiacci, componente storico della band. Spero di riuscire a far trasparire tutta l’energia e l’enfasi che lui stesso ha trasmesso a me nel momento del nostro colloquio. Un’intervista per capire, per conoscere e per emozionare. Da cosa è nata l'intenzione di trattare temi socio-culturali così importanti nei vostri testi? Domandona… Beh si deve fare un salto indietro nel tempo intorno al '92-'93. Prima, però, occorre spiegare che negli anni ’80 sembrava che l’unico modo per fare rock in Italia dovesse passare attraverso l’esprimersi in inglese; ciò contribuiva a portarti un po’ lontano da certi temi legati all’attenzione per la realtà, per il sociale e per un certo tipo di militanza. I primi anni '90 rappresentano “un primo periodo” in cui chi faceva musica in Italia iniziava nuovamente a confrontarsi con la lingua italiana e, di conseguenza, credo diventa naturale per molte band, non solo per noi, tornare a trattare temi legati alla propria attualità. Quelli sono anche tempi di grandi cambiamenti, sia dal punto di vista politico - si pensi ad esempio a tangentopoli - che dal punto di vista sociale: sono gli anni in cui l’immigrazione in Italia comincia a crescere, portando con sé inevitabili problemi di convivenza, e la Lega Nord si fa interprete di questo fenomeno esasperandone soltanto gli aspetti negativi. Poi ancora, riferendomi alla mafia, penso a Falcone e Borsellino, penso agli attentati... sembra di parlare di tanto tempo fa... e in effetti sono passati quasi 20 anni, ma sono temi - non so se dire per sfortuna - che rimangono tuttora di attualità. È anche per questo che continuiamo a scrivere canzoni, senza perdere di vista la nostra passione e il nostro obiettivo: fare musica. Prima di tutto la musica deve essere qualcosa che si condivide e che colora positivamente la vita di ognuno di noi. Poi è giusto che ci sia anche l’aspetto dell’impegno sociale. Insomma, sempre militanza carica, ma con un atteggiamento positivo, non scordando mai che la vita va vissuta.

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Con i testi delle vostre canzoni a quali tipologie di persone vorreste rivolgervi e perché? Noi ci rivolgiamo, innanzi tutto, a noi stessi, nel senso che per un gruppo come noi, è necessario essere davvero molto sinceri in ciò che si fa. Poi, nello scrivere i nostri testi, pensiamo anche a ciò che ci piace ascoltare e suonare. Infine penso anche che non si debba rincorrere l’ascoltatore o immaginare quello che vorrebbe sentire da noi. Molto meglio fare le cose che ci danno soddisfazione e che ci fanno sentire noi stessi. Credo che chi ci ascolta, percepisce tutto questo. Un tempo, sostanzialmente, suonavamo per un pubblico che più o meno aveva la nostra stessa età, quindi viveva lo stesso tempo e non c’era la preoccupazione di farsi comprendere, perché si parlava la stessa lingua. Oggi ci sono molti giovani che ci ascoltano e che hanno 20 anni in meno di noi, se non di più: la sincerità quindi credo che sia la chiave per farsi comprendere da tutti, senza fraintendimenti e senza dare nulla per scontato.


I MODENA CITY RAMBLERS TRA STORIA, PRESENTE E PROGETTI Questi argomenti quindi, non vi hanno portato in passato ad aver difficoltà nei vostri primi anni di carriera o anche nella scelta delle città per i vostri tour? No, onestamente non abbiamo mai avuto alcun tipo di limitazione o problema, grazie anche al fatto che noi siamo stati da sempre considerati un gruppo militante, un gruppo “politicizzato”; tuttavia noi riteniamo che il nostro progetto e la nostra proposta non siano una proposta “politica”, ma di “musica” che in qualche maniera si confronta con tematiche proprie anche della politica. Noi non abbiamo mai spalleggiato un partito politico in particolare, ma ci siamo sempre considerati un gruppo di sinistra senza sventolare la bandiera di questo o quel partito. Detto ciò, è chiaro che questo ci ha pregiudicato un certo tipo di contesto, magari in televisione, in certi momenti (penso soprattutto all’inizio di questo millennio, nei primi anni del 2000), ma lungi da me, e da noi, voler piangerci addosso. Crediamo che sia anche la conseguenza del nostro percorso che ci ha portato a confrontarci con un certo tipo di impegno, anche nell’ascolto: quindi è giusto che, quando il contesto richiede musica più leggera, si privilegino altre proposte musicali. È vero anche che tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto con grande libertà, sia dal punto di vista di chi ha lavorato con noi (ad esempio, le case discografiche non ci hanno mai condizionato e mai imposto nulla), sia da un punto di vista dei media. Alla fine noi siamo un gruppo che non è mai stato “di moda”. Forse lo siamo stati un poco nel periodo iniziale, per il fatto che eravamo in un momento in cui l’Irlanda (per la sua immagine come meta di viaggi e per la sua cultura) iniziava ad andare per la maggiore, e di questo ne abbiamo beneficiato nei primi anni 90. Aldilà di questo non ci sentiamo “penalizzati” e ci sta per il tipo di musica che facciamo, alla fine va bene così. Come vivete il cantare, in nazioni diverse e in città d’Italia differenti, canzoni simbolicamente importanti come “Bella ciao” o “Contessa”? Per fortuna ci capita di suonare in piazze del sud Italia, piuttosto che in Olanda: quindi in realtà, geograficamente parlando, molto diverse dalla realtà dell’Emilia. Cerco sempre di non perdere e di stamparmi in testa l’emozione che provo nel vedere gente che pur essendo siciliana, canta in dialetto modenese un pezzo legato alla memoria della figura di un comandante partigiano di Correggio: al Dievèl. Allo stesso modo, quando abbiamo suonato “Bella ciao” in realtà diverse dall’Italia, come Olanda o Germania, e la gente inizia a cantare con noi, ho provato emozioni indescrivibili, che da un lato sono delle grandi gratificazioni, ma dall’altro dimostrano come il potere della musica, e non dei Modena City Ramblers, vada al di là dei confini, delle mode e di tutte quelle barriere legate al marketing musicale. Quali emozioni vi suscita vedere ragazzi giovanissimi che grazie ai vostri testi si interessano, appassionandosi, alla Resistenza e ai Partigiani? Non ci siamo mai atteggiati e non vorremmo neanche venir definiti “maestri”, ma sicuramente amiamo il creare curiosità e lo spingere i giovani ad approfondire attraverso mezzi diversi dalla musica, come i libri, lo studio della storia, ad appassionarsi e interessarsi a questo periodo, quello della Resistenza. Questo rappresenta per noi il periodo con il quale ci si deve confrontare per essere e sentirsi cittadini della Repubblica Italiana. È una grande soddisfazione, per noi, quando la musica riesce ad essere non solo intrattenimento, ma diventa veicolo per creare curiosità e spingere la gente a farsi un proprio percorso culturale. Da dove è nata e quando, l’idea di collaborare con le Mondine di Novi di Modena e cosa ne pensi di questa esperienza? È una collaborazione che nasce negli anni ’90, attraverso una conoscenza diretta. Cisco, il nostro primo cantante, è di Carpi e le mondine sono di Novi di Modena, quindi la conoscenza diretta ha creato varie occasioni nelle quali ci siamo incontrati per suonare assieme. Non ricordo nemmeno esattamente come è accaduto il primo incontro perché si va indietro alla notte dei tempi! Ricordo anche che insieme alle Mondine di Correggio, in quello stesso periodo, hanno collaborato gli AFA di Fabrizio Tavernelli. Insomma c’era un movimento legato anche a questa realtà, che fa parte sia della nostra tradizione, che ad un insieme di elementi della storia. Le Mondine di Novi parteciparono anche al nostro secondo disco in un paio di canzoni; da lì c’è stata una frequentazione che è continuata, anche dopo la scomparsa del loro direttore e che tutt’ora va avanti. Abbiamo suonato insieme anche quest’estate e le stesse mondine hanno collaborato insieme ad altri ex Ramblers e altri musicisti, per cui tutto ciò ci riempie di gioia. Se non sbaglio, hanno fatto anche una Tournè in America con i Fiamma Fumana ed è uscito anche un bel documentario. Penso sia una bella realtà che credo possa sopravviverà “alle persone” che compongono il coro: una sorta di patrimonio che viene tramandato di generazione in generazione. Dopo 20 anni di carriera, quali sono le vostre prospettive per il futuro? Non ci poniamo prospettive, ma abbiamo progetti. Il 26 marzo è uscito il disco legato a un avvenimento accaduto negli ultimi mesi della guerra di Liberazione. Si tratta di un attacco da parte di un insieme di forze alleate, nelle quali c’erano Partigiani, paracadutisti inglesi, disertori tedeschi e un battaglione di russi che erano prigionieri di guerra scappati dai tedeschi; tutti questi “strani personaggi” assaltarono il comando delle SS che governava la linea gotica nel marzo ’45; un comando era ad Albinea di Reggio Emilia: venne distrutto. Quest’impresa bellica, molto particolare, diede la possibilità di fare crollare il fronte di lì a poco. Noi vorremmo quindi celebrarla in musica: abbiamo pubblicato un doppio album insieme ad altre realtà musicali a noi vicine e con cui collaboriamo a questo disco che si chiama “Battaglione Alleato”. Sembra molto interessante perché, al di là della retorica, al di là del voler celebrare, anche giustamente, la memoria della Resistenza, credo che per i giovani siano molto importanti gli esempi e la storia a cui appassionarsi. Attraverso di essi, in qualche modo, è possibile fare proprio quel periodo storico. Inoltre questa vicenda ha dei forti connotati che potrebbero farla diventare anche un film. Noi non possiamo fare film, ma possiamo fare un’ipotetica colonna sonora! Il doppio cd è uscito quindi in occasione della ricorrenza di quest’attacco, individuata attorno al 25- 26 marzo del ’45. Noi viviamo per questi progetti. Non abbiamo nulla e tutto da I MODENA CITY RAMBLERS SONO: chiedere al nostro futuro: nel Luca Serio Bertolini: chitarra acustica, cori senso che abbiamo ancora tanta Franco D'Aniello: tin whistle, flauto, sax, tromba, cori voglia di fare. Luciano Gaetani: banjo, bouzouki, mandolino Credo che continueremo a fare Massimo “Ice” Ghiacci: basso, chitarra, cori musica e a suonarla fino a quando proveremo stimoli e motivazioni per Francesco “Fry” Moneti: chitarra elettrica, violino, plettri vari, cori scrivere canzoni che siano legate alla Davide “Dudu” Morandi: voce Resistenza e alla nostra attualità, o al Leonardo Sgavetti: fisarmonica e tastiere piacere di viaggiare e di conoscere Roberto Zeno: batteria, percussioni, cori altre culture ed altre realtà. www.ramblers.it - www.myspace/modenacityramblers http://www.youtube.com/user/ModenaCityRamblersTV

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Foto di: Davide Dodo Righ

i - Carpi

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s s e n ell


Il Segreto

- Naturopatia - Fiori di Bach - Numerologia medicale - Metamorfica

Rigenesi

- Riflessologia plantare

Mamani, abbraccio materno

Il palmo di una mano che abbraccia un corpo stilizzato, quasi a fungere da grembo materno che protegge il nascituro. É questo il logo di Mamani, lo studio olistico di Riflessologia plantare e Naturopatia aperto da qualche mese a Carpi in via Giorgio La Pira, al civico 2. Appena varcata la soglia dello studio, ci si sente subito a proprio agio, in un’atmosfera rilassante, accogliente e protettiva, al riparo dalla frenesia della vita quotidiana. Ed è proprio questo il primo risultato che Rita e Giancarla offrono ai loro clienti. Mamani racchiude in sé diverse tecniche di massaggi, dalla Riflessologia plantare, alla Naturopatia, all’utilizzo dei Fiori di Bach, alla Numerologia medicale fino alla Metamorfica. Tutte discipline che non vogliono sostituirsi alla medicina tradizionale, né tantomeno fornire diagnosi. Semplicemente essere un’alternativa e un supporto alle terapie convenzionali.

Rigenesi

Il Segreto

Il Segreto è invece la parola con cui Mamani identifica le discipline della Metamorfica, una vera e propria trasformazione da quello che sono a quello che diventerò, e della Numerologia medicale. La Tecnica Metamorfica, utilizzata da Giancarla, genera un movimento di liberazione da blocchi di antica data, sia fisici che psicologici. É un movimento di evoluzione e di crescita attraverso lo sfioramento sul riflesso della colonna vertebrale, sui piedi, sulle mani e sulla testa, al fine di liberare la Forza Vitale che ognuno di noi possiede e che ha radici ancora prima del nostro concepimento. É utile a tutti ma in particolare alle donne durante la gravidanza. La Numerologia medicale, invece, attraverso il linguaggio simbolico dei numeri, aiuta a interpretare in modo analogico la nostra data di nascita. Già durante i nove mesi di gestazione in sé sono racchiuse le memorie cellulari e comportamentali dei nostri avi, sotto forma di angosce, paure, frustrazioni, tristezza, rabbia e zone d’ombra. La numerologia riporta in superficie questi conflitti, a volte molto profondi, per poterli poi vivere nella quotidianità e superarli in maniera consapevole. L’applicazione dei Fiori di Bach, invece, si può riassumere in un pensiero dello stesso Edward Bach: “un grande amore, un grande interesse, un obiettivo chiaro hanno sviluppato forze di guarigione”.

Con questo termine Mamani vuole identificare la disciplina della Riflessologia plantare. Questa tecnica di massaggio applicata principalmente sui piedi si basa sul principio che sui piedi si trovino riflessi tutti gli organi, le ghiandole, e le parti del corpo. Applicando il massaggio riflessogeno si ha quindi un effetto e si influisce sull’organo corrispondente al riflesso stimolato. Con il movimento sapiente e accurato della mano del massaggiatore professionista, attraverso la conoscenza del linguaggio corporeo, andando a sfiorare la colonna vertebrale e la testa, si offre quell’angolo di pace e di benessere psicofisico che tanto ardentemente desideriamo al fine di un meritato senso di serenità. Il lavoro di Rita è fatto solo con le mani e inizia con l’interpretazione di ciò che il corpo suggerisce ai nostri occhi, prosegue con un’analisi delle cause che hanno provocato uno specifico squilibrio, si completa con le manualità più appropriate per sciogliere Via Giorgio La Pira, 2 - Carpi le specifiche tensioni che sono l’espressione fisica di una sofferenza più interna. Tutta la professionalità di Rita la si Rita +39 348 2223297 Giancarla +39 338 2173920 deve al metodo Lucia Torri Cianci.


? Sesso, psiche e medicina tradizionale cinese A cura di Dottoressa Maria Cristina Iannacci

Se ci si reca in un sexy-shop in Cina ciò che colpisce è l’attenzione verso la sessualità maschile, soprattutto intesa come buona performance erettiva e durata soddisfacente, mentre la sessualità e il piacere femminili sono pressoché ignorati. Solo l’arte del sex-tao, cioè delle ginnastiche cinesi come il qigong, applicate al rapporto sessuale, sembra considerare il piacere femminile importante e degno di essere coltivato.

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Medico Chirurgo tel. +39 059 64 01 85 cell. +39 335 63 41 890 Specialista in Ginecologia e Ostetricia Diploma di Sessuologia Clinica, Corso quadriennale di Perfezionamento in Sessuologia Clinica, C.I.S. Centro Italiano di Sessuologia, Università di Bologna Diploma in "Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese" Scuola Matteo Ricci, Bologna Master Universitario di II livello in "Agopuntura e Medicina Tradizionale Cinese" Università degli Studi di Firenze Membro F.I.S.A.

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Tuttavia, la cura che i vecchi saggi cinesi riservavano alla sessualità maschile rappresenta un esempio mirabile di come gli aspetti o i disagi psichici nella relazione sessuale possono essere studiati e migliorati anche soltanto con le tecniche proprie della medicina tradizionale cinese (MTC). Una volta escluse motivazioni organiche alla base del disturbo sessuale del paziente, la sessuologia occidentale offre percorsi di terapia mansionale integrata, di psicoterapie a diverso orientamento, di psicoanalisi o trattamenti farmacologici, con ansiolitici ed antidepressivi, inevitabilmente accompagnati da effetti collaterali. Anche la MTC prende molto sul serio la componente psicologica che accompagna o causa il disturbo sessuale e ne fa il perno su cui ruota l’impostazione della terapia sessuale.

Vediamone la reale applicazione nella pratica clinica sessuologica occidentale. Il genitale maschile è considerato in MTC uno stelo che manifesta tutta la sua “fierezza” se nutrito e riempito dal sangue; il sangue deve essere prodotto in quantità sufficiente, scaldato e inviato al distretto genitale con una certa energia. Gli organi deputati alla produzione, stoccaggio e dinamizzazione del sangue e quelli coinvolti nella fornitura di energia possono essere fortemente influenzati da stati psichici alterati fino a compromettere il nutrimento dello stelo, con conseguente deficit dell’erezione. Anche l’eiaculazione precoce trova una chiave di lettura eziopatogenetica nel mancato equilibrio, su base psicologica, tra forze che trattengono e forze che rilasciano.


Semplificando, ecco i quadri più frequenti che ho incontrato nella mia pratica clinica. Disturbo sessuale con rabbia. Uomo tendenzialmente giovane, appetito brillante, sbalzi di umore ed irritabilità. Cefalea frequente, per lo più temporo-frontale, a volte senso di nodo in gola. Eiaculazione precoce, qualche volta deficit dell’erezione, con conseguente rabbia e momenti di depressione. Sospiri. Per la MTC si tratta di un classico quadro di rallentamento della circolazione delle energie vitali con stasi, ristagno delle stesse in alcuni distretti tipici come la testa, ecco il perché della cefalea, il torace, da cui sospiri e nodo in gola. Lo stress e le preoccupazioni economico-lavorative, affettivo-sessuali, ecc.., una dieta scorretta da un punto di vista qualitativo e quantitativo contribuiscono a rallentare la funzione del sistema “fegato” deputato allo stoccaggio e mobilizzazione di sangue ed energia. In questa tipologia di paziente si applica l’agopuntura associata alla farmacologia tradizionale cinese per smuovere i ristagni ma il principale input terapeutico per l’aspetto fisico e psichico della sindrome saranno i consigli sul cambiamento di stile di vita, con attività fisica regolare ed armonica e soprattutto una educazione alimentare adeguata. La prima medicina è sempre la dietetica!! Disturbo sessuale con ansia e demotivazione. Giovane uomo che lamenta deficit dell’erezione saltuario, a volte mancato controllo eiaculatorio, desiderio sessuale non eccelso, tono dell’umore basso. Al colloquio emerge un uomo incerto sulle scelte di vita, quasi insicuro perfino se la ragazza che frequenta veramente gli piaccia. Ciò che succede a letto è uno specchio di ciò che accade a questo paziente nella vita di tutti i giorni. Il trattamento secondo i principi della MTC prevede la tonificazione del sistema che controlla la capacità di prendere decisioni, al fine di offrire al paziente la forza e le motivazioni per operare il cambiamento, per acquisire il coraggio di intraprendere iniziative nuove nella vita e nelle relazioni amorose. Per i giovani pazienti con questa sindrome

acquista grande valore una buona relazione medico-paziente! Disturbo sessuale con ansia e insonnia. Uomo di mezza età ed oltre, stanco, esaurito per il troppo lavoro o al contrario, per il timore di perderlo, sensazione di palpitazione di notte, sonno disturbato, capogiri e sensazione di calore interno che accompagna anche l’incontro amoroso, rendendolo incerto, a volte davvero insoddisfacente e

ansia. Per la MTC la paura e le palpitazioni sono connesse al sistema funzionale “cuore” che non è bilanciato adeguatamente dal sistema “rene”: manca l’equilibrio fuocoacqua che permette alla passione amorosa di divampare o che sa mitigare il calore in eccesso. Il trattamento per riportare l’armonia delle due forze offre un ritrovato equilibrio e il paziente, nella tonificazione generale, sperimenterà un miglioramento della qualità di vita che va oltre la dimensione sessuale. I tre esempi riportati testimoniano che molte disfunzioni sessuali in soggetti sani con sintomi psicologici accompagnatori possono essere trattate con successo utilizzando le tecniche di MTC, cioè agopuntura, farmacologia tradizionale (combinazioni di erbe) e dietetica cinese (corretta alimentazione secondo principi orientali) senza la necessità di somministrare farmaci. Fa eccezione il paziente che richiede un aiuto immediato, urgente per una disfunzione situazionale, cioè proprio con quella partner e proprio per quella sera…. lì la MTC non arriva, lì ci vuole la pillola azzurra!

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associano al trattamento un massaggio specifico per ogni tipo di problema. Il massaggio olistico, per la sua capacità di eliminare la tensione muscolare causata dallo stress, è il mezzo più efficace per ritrovare l’equilibrio psicofisico favorendo il rilassamento. Angels pensa anche alla cura del capello e, grazie a EKS Reconstruct, vi offre il trattamento di ricostruzione professionale della fibra che unisce la tecnologia più avanzata ai rituali SPA.

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La decottopia è un procedimento esclusivo di Balestra&Mech, che prevede l’impiego di almeno 10 piante officinali per ottenere, grazie ad una sapiente modulazione di interventi dolci, un preparato straordinariamente puro. L’assenza di conservanti, alcool, zuccheri e glutine rende questi prodotti dei puri e semplici concentrati di virtù naturali, più facilmente assimilabili e indicati a qualunque età.

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Il Coniglio.... è un'erbivoro! A cura di Medici Veterinari Dottor Marcello Iotti Dottoressa Simona Baraldi

Ambulatorio via Bonaccini,32 Campogalliano Orari Lunedì, Martedì e Venerdì ore 8.30–10–30 e 18.00–20.00 Mercoledì e Sabato ore 9.30–12.30 Giovedì ore 8.30–12.30 e 18.00–20.00 Telefono +39 059 52 83 33 Reperibilità 24 ore al giorno +39 347 44 80 164

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Tenete a mente che il coniglio è un erbivoro stretto! In natura si nutre infatti di erba, foglie, fieno, germogli, fiori e alimenti vegetali vari che trova sul territorio in cui vive. Possiede un apparato gastro-enterico che necessita di una grande quantità di fibra alimentare per poter “funzionare” nel modo migliore. Se immaginiamo l’alimentazione del coniglio come una piramide, all’apice troviamo i pellets (che devono comunque essere di buona qualità, costituiti unicamente di erba,fieno e vegetali), in seguito la frutta (deve essere somministrata 1-2 volte la settimana perché ricca di zuccheri e può favorire l’obesità… N.B: la frutta secca, come noci, nocciole, mandorle, pinoli, è da somministrare sempre con molta moderazione perché molto ricca di proteine) a scendere verso il basso la verdura mista e l’erba (l’erba mista di campo, insieme al fieno, sono il cibo ottimale; contengono infatti sali minerali, calcio e fibra per la giusta motilità intestinale. É fondamentale che l’erba sia fresca, non fermentata e non trattata con fertilizzanti e/o antiparassitari. Le verdure miste sono importantissime perché ricche di acqua, vitamine e Sali minerali; somministrare preferibilmente quelle più fibrose, lavate e asciugate, mai fredde di frigo e mai cotte) e infine il fieno, che è fondamentale e deve essere verde, profumato e privo di polveri e muffe, preferibilmente (per i conigli adulti) povero di erba medica. Somministratelo a volontà!!! Buttando via ogni giorno quello vecchio, calpestato e sporco. Sono da evitare assolutamente pane,pasta e biscotti,cioccolato(tossic o),legumi (fagioli, piselli…), patate (anche i germogli), aglio, cipolla, dolciumi, yogurth e in generale prodotti di origine animale! Se volete premiare il vostro coniglietto potete dargli 2-3 uvette (uva passa), ma senza esagerare perché è molto zuccherina. Lasciate inoltre sempre a disposizione legnetti da rosicchiare(malva,nocciolo, olivo, olmo, tiglio, faggio) in modo da favorire il naturale consumo dei denti che sono a crescita continua. …e ricordatevi che se acquistate un coniglio abituato a mangiare solo mangime,correggete la sua alimentazione gradatamente, onde evitare diarree e blocchi intestinali. Se vi capita di vedere (soprattutto durante la notte) che il vostro coniglio ingerisce le proprie feci direttamente dall’ano, non preoccupatevi, è assolutamente naturale, è la doppia digestione in cui assimila enzimi e nutrienti necessari per il suo benessere.


adotta un amico a 4 zampe

Questa micetta molto vivace e fotogenica è stata trovata incidentata con i suoi due fratellini. Uno, più fortunato, è stato adottato, mentre l'altro purtroppo non c'è più. Adesso tocca a lei trovare una famiglia, finalmente. Di conseguenza all'incidente subìto ha avuto problemi alla vescica, ma ora è completamente guarita ed autonoma, Buona e amante della compagnia, fotografarla è una vera impresa: sempre in movimento e con tanta voglia di giocare!

Matilda

Biagio Un vero gigante buono... in canile da tanto tempo, non ha perso la sua voglia di correre e ama fare delle belle passeggiate anche se il freddo dell'inverno gli fa sentire qualche acciacco.

Il suo pelo sembra velluto e il suo musetto sempre un pò stupito ispira tanta tenerezza. Piccolina e ancora un pò spaventata, questa gattina tutta rotonda è stata trovata con il femore di una zampina posteriore fratturato. Portata dal veterinario,è stata debitamente curata ed ora la sua zampina "funziona" perfettamente! Adesso è il turno di una famgilai che la adotti e le dia tanto amore, dopo tutta la paura subìta è quello che ci vuole...

Una vera peste! Sempre allegro e vivace, questo simpaticissimo segugio cerca casa da tanto tempo.. vi aspetta!

Alì

Rex Questa simpatica cagnolona è davvero un concentrato di allegria! quando va nel parco ama farsi rincorrere dai volontari che cercano di acchiapparla!

In posa per questa foto che potrebbe assicurarle una famiglia! Lilia è stata trovata abbandonata e sola nonostante sia una micetta dal carattere dolce. Ama molto le coccole, lo dimostra buttandosi a pancia all'aria e facendo fusa rumorose! Ha un grande appetito e una grande voglia di famiglia...  

Laila

La sua timidezza non lo ha certo aiutato a farsi notare, ma è un cane dolcissimo che merita sicuramente una famiglia della quale fidarsi!

Gruppo Zoofilo Carpigiano via Bertuzza 6/b · San Marino di Carpi Aperti da Lunedì a Sabato dalle 15 alle 19 +39 059 68 70 69 www.gruppozoofilocarpigiano.com

Gattile di Carpi via Bertuzza 6 · San Marino di Carpi +39 360 42 54 03 +39 320 46 20 803 Orario al Pubblico: Sabato pomeriggio dalle ore 15 alle 19 Dal Lunedì al Venerdì solo previo contatto telefonico dalle ore 19 alle 20 www.gattiledicarpi.it gattile@carpidiem.it Foto di Erica Lugli per A.P.A.C

Lilia

i a ba o u

E se non puoi adottarci.. ..portaci a passeggio

Ecco un bel gattone affettuoso e molto buono! Ancora in cerca di una famiglia che gli restituisca lo stesso amore, probabilmente perchè non più giovane ed affetto da insufficienza renale per la quale necessita di cure ed alimentazione adeguate. Si sa, gli "anziani" non suscitano lo stesso interesse dei cuccioli, ma hanno gli stessi bisogni e sanno dare lo stesso affetto...  quello che ci vuole...

Aperol

Bello e tenebroso... questo bel meticcio può sembrare un po' schivo inizialmente, ma appena prende fiducia si rivela un fantastico compagno di passeggiate!

Spino

Pallina

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La sua espressione spaventata è lo specchio della brutta esperienza che ha vissuto: trovata davanti al cancello del gattile insieme ad altri due mici, una dei quali incinta, dentro ad un trasportino. Ha una buffa codina corta e al momento del ritrovamento mostrava  caratteristiche  di denutrizione,ma per fortuna l'appetito non le manca e speriamo in una ripresa repentina delle forze e della fiducia negli esseri umani... per poterle dare una famiglia  che le faccia dimenticare le sofferenze subite.

Berta

Nessuno sa da dove venga questa bellissima gattina dagli occhi enormi e verdi come gli smeraldi.... passava le sue notti fuori al freddo, dormendo su una panchina senza riparo... con queste temperature così rigide è un miracolo che non si sia ammalata. Adesso è in un box di isolamento, caldo e tranquillo, ma  una casa vera è quello che ci vuole. Buonissima e affettuosa, incanterà chiunque con il suo sguardo languido!

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Victoria


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Dod Foto di: Davide

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Intervista a Luca Pini, un pilota carpigiano al mondiale superbike Gli appassionati che seguono le gare di moto, sanno sicuramente di chi parlo, ma agli altri farà piacere sapere che uno dei migliori piloti a livello nazionale per quanto riguarda le derivate di serie è carpigiano. Sto parlando di Luca Pini, classe 1967, con all’attivo diverse vittorie in campionati nazionali e partecipazioni al campionato mondiale Superbike. In esclusiva per i lettori di Ninestreet, Luca ci racconterà la sua carriera e i progetti per il futuro. Partiamo dai tuoi inizi, quando hai preso la tua prima moto? Ho cominciato subito in grande, nel 1989 sono passato dalla vespa 125 a una Yamaha FZ1000R. La passione per i motori invece ce l’ho da sempre, fin da bambino, quando vedevo mio fratello più grande partire per i giri in moto. E invece la tua prima gara? Nel 1992 con il CBR 600 nella Sport Production, campionato nel quale, superate le selettive mi sono qualificato per le finali. Nella mia terza gara, al trofeo Tordi sono arrivato secondo. Quel risultato mi ha dato la motivazione necessaria per proseguire e cercare di fare sempre meglio. Ho iniziato da solo, auto con il carrello, una tenda che mi prestavano per dormire e un telo che attaccavo ai furgoni di qualcuno che conoscevo o vicino a qualche siepe. Al trofeo Tordi a Misano Adriatico mi ero “accampato” sotto le tribune dei box, di fianco ai bagni.

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del Mondiale Superbike 2004 a Misano adriatico, alla quale ho partecipato come Wild Card e nella quale sono arrivato nono. Le gare del World Superbike Championship sono quelle che mi hanno entusiasmato di più, per il calore del pubblico. Sempre nel 2004 ho anche partecipato ad entrambe le manche di Imola, dove ho preso parte alla qualifica riservata ai migliori piloti, la Superpole. Nelle due manche sono arrivato tra i primi quindici, prendendo anche qui punti validi per la classifica mondiale, che

Qual è stata la tua gara più bella? Ne ricordo tante: probabilmente la più bella, anche per il blasone che ha il campionato, è stata Gara2 La Bimota Tesi con la quale ha vinto nella Supertwin nel 2010


a cura di Francesco Righi

Uno degli sponsor che sosterranno Luca nel campionato Superstock di quest'anno. www.volatilimolesti.com

per un pilota privato è un traguardo importante. E la tua vittoria più bella? Sicuramente quella con la Bimota Tesi nel 2010 nella categoria Supertwin. Mi è piaciuta molto anche la gara del campionato italiano di velocità nel 2007, partecipando nella categoria Superbike dove sono salito sul terzo gradino del podio con la Yamaha, davanti a piloti molto più blasonati di me. Con Lucchiari, ad esempio, ingaggiai una “lotta a coltello” fino all’ultimo giro, tanto che, al muretto dei box, scommettevano sulla mia sconfitta: per me quella è stata come una vittoria! Un’altra vittoria che ricordo con piacere è stata nella gara del 2011 al Mugello: il Ducati Challenge 848, dove ho vinto al fotofinish dopo una corsa tirata dal primo all’ultimo giro. Dalle vittorie alle sconfitte, qual è quella che ti ha “bruciato” di più? Nel 1997, finali sport production 750 a Vallelunga: all’ultimo giro sono andato in testa e poi sono caduto, danneggiando la moto a tal punto da doverla rottamare. In quella situazione sono tornato a casa davvero demoralizzato. Quando accadono queste cose, con danni soltanto alla moto, ci si arrabbia e ci rimprovera per gli errori commessi. A volte, invece, se capita anche l’infortunio, è immediato il pensiero di smettere, poi non appena le condizioni fisiche migliorano risalgo subito in sella, perché la passione per le corse ha sempre la meglio! Che differenze noti fra correre adesso e quando hai iniziato? Il livello oggi è molto più professionale. Oltre alla preparazione tecnica, è cresciuta anche la preparazione fisica. Ciò che invece rimane abbastanza simile al passato è la “vita da paddock”, almeno a livello nazionale; unica differenza la migliore organizzazione delle strutture e dell’immagine dei team, necessari per rendere onore agli investimenti degli sponsor. Quanto conta la preparazione fisica per un pilota e in particolare per te? Come dicevo prima la preparazione fisica è importantissima, anche se io non la vivo proprio benissimo (ride n.d.r.). Tuttavia nel mio piccolo

qualcosa cerco di fare altrimenti, nella gara, come si dice… “son schiaffi a destra e sinistra!” Quello che serve maggiormente ad un pilota è il fiato, in modo da essere più lucido possibile nel momento di massimo affaticamento durante la gara. Io corro e nuoto costantemente durante l’anno, anche nel periodo delle gare, anche se conciliare sempre tutto con il proprio lavoro è complicato. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Quest’anno correrò il Campionato Italiano Superstock con la Ducati 1199 Panigale. Nel 2013 ancora non so ma comunque, correndo o non correndo, vorrei rimanere nell’ambito delle gare perché è e rimane la mia passione. Oggi la carta d’identità non gioca più tanto a mio favore, ma nel mio grafico personale non vedo ancora una parabola discendente. Quando lo diventerà credo che sarà il momento di appendere il casco al chiodo. Cosa consiglieresti ad un ragazzino che vuole iniziare a correre? All’inizio bisogna sempre divertirsi quindi consiglierei di iniziare da trofei. Nei campionati, dove il livello è molto alto, sarebbe subito tagliato fuori. Deve cercare persone fidate, tecnici validi, che abbiano avuto altre esperienze o che magari abbiano già corso in moto e che possano consigliarlo su come comportarsi. In questo ambiente il rischio di mettersi in mani sbagliate è altissimo. Ci sono team che a un pilota promettono mari e monti per poi non essere in grado di mantenere l’impegno. Consiglierei anche un importante allenamento fisico iniziale: questo paga sempre. Cosa ne pensi della Motogp e SBK attuali? La massima espressione dello spettacolo è senza dubbio la SBK. La Moto GP è invece la massima espressione della tecnologia, è giusto che ci sia, ma oggi con una griglia di 15 partenti è uno spettacolo triste. Vedremo se la CRT si dimostrerà una buona alternativa per il futuro, al livello della Moto2 che garantisce sempre un grande spettacolo. Beh che dire, a questo punto non resta che ringraziare Luca per la sua disponibilità e fargli un grande in bocca al lupo per un 2012 a tutto gas e ricco di soddisfazioni!!!

41 Luca alla guida della Ducati 848 .


dream car

BMW M5 QUAL È LA PRIMA DOMANDA CHE VI SALTA IN MENTE ALLA VISTA DI QUEST'AUTO? ALCUNI DI SICURO SI CHIEDERANNO QUANTI CAVALLI HA, A CHE VELOCITÀ ARRIVA. ALTRI VORRANNO SAPERE QUANTO COSTA E QUANTO CONSUMA. IO MI SONO CHIESTO: ”QUALI EMOZIONI PROVERÒ AL VOLANTE DELL'M5?”. UNA DOMANDA SEMPLICE CHE PERÒ VA BEN OLTRE LA PRESTAZIONE PURA, E CHE, NE SONO CONVINTO, SI FARANNO TUTTI COLORO PER I QUALI LA SUPREMAZIA DEI NUMERI È VUOTA E FREDDA SE NON È ACCOMPAGNATA DAL THRILL, DALL'EMOZIONE, DAL GUSTO CHE SI HA NEL GUIDARE UN'AUTO DA OLTRE 500 CV.

Non ho mai provato una M5 prima di oggi, e non so bene cosa aspettarmi da lei. Di sicuro la immagino una berlina veloce, con un motore potente ma forse scorbutica e poco sfruttabile nell'uso quotidiano. Al contrario, appena salito a bordo, mi sento avvolto dagli ampi e confortevoli sedili sportivi M, che si riveleranno perfetti e ben rifiniti sia per passare ore al volante che per divertirsi nella guida sportiva. Piede sul freno e pressione sul pulsante START: il ronzio del motorino d'avviamento lascia ben presto la scena al suono del V8 da 4.400cc che si risveglia con un boato cupo, si schiarisce la voce aumentando un po' i giri e poi si attesta ad un regime minimo decisamente più educato. Decido di prendere confidenza con i comandi dell' auto ma mi accorgo che sono davvero molti, quindi mi dedico a 2 in particolare: M1 ed M2. Sulla razza sinistra del volante trovano posto uno accanto all'altro questi tasti che permettono, con una semplice pressione di richiamare ed attivare 2 diversi settaggi della vettura, predefinibili dal guidatore a suo piacimento sulla base di una scelta infinita di opzioni possibili per la gestione del cambio dell'acceleratore delle sospensioni della posizione del sedile, dei controlli elettronici di stabilità ed altre regolazioni. Il tempo scorre e non mi diverto a restare fermo nel parcheggio per impostare la vettura, anche se è piacevole ascoltare il V8 che si riscalda. Devo fare una scelta, e decido per quella più estrema: poichè la macchina si avvia ogni volta con un setting prestabilito e conservativo, imposto M1 con una taratura da pista senza controlli elettronici ed M2 nello stesso modo ma con il DSC in posizione intermedia. C 'é ancora un po' di neve ai bordi delle strade e voglio tenermi un piccolo margine di sicurezza qualora lei decidesse di mordermi.

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Reimposto la modalità di default, lascio il pedale del freno e parto senza sforzi. L'asfalto è freddo, e per uscire dalla città c'è un po' di traffico. Le prime qualità che riesco ad apprezzare in questa condizione sono l'elasticità del V8 e la dolcezza del cambio. Sto viaggiando in settimana senza essermi reso conto quando siano entrate le altre sei, non un sussulto, non un'incertezza. Sono alla guida di una berlina che pur avendo 560 cv sotto


a cura di Fabio Bolognesi

al cofano,uno scarico sportivo e grandi ruote da 20”, non ha nulla da invidiare per comfort, stile, facilità di guida e sicurezza alla più nota e diffusa 530d. I consumi medi si aggirano sui 10,5 km/l, l'atmosfera è rilassata e potrei guidarla con un solo dito fino in capo al mondo. Finalmente la strada davanti a me si libera, ed è il momento giusto per scatenare i 560cv. Non devo far altro che premere il tasto M1 e...lo faccio. Ora sono al volante di un'auto da corsa e me ne accorgo appena esco dalla prima curva a destra. Seconda marcia e giù tutto il gas: l' M5 fa subito quello di cui è più capace e parte in sovrasterzo. Il mio cuore inizia a battere più forte, i muscoli si tendono, ed il sorriso sulle labbra è proporzionale alla quantità di fumo che esce dalle ruote posteriori. Bisogna essere rapidi nel controsterzare altrimenti la spinta selvaggia dei turbo e la massa dell'auto potrebbero mettervi a dura prova ma avrete sempre un aiuto prezioso fornito dal differenziale autobloccante Active M che ora lavora dallo 0 al 100 per cento in base alle condizioni della strada. Riallineo il volante e metto la terza, il cambio è rapidissimo e secco nella risposta, temo un po' per lo sforzo a cui lo sto sottoponendo ma tengo il gas aperto e metto la quarta prima di infilarmi in un ampio curvone in salita. In fase di inserimento l'anteriore ha una piccola incertezza a causa del peso dell'auto ma non appena il telaio si stabilizza sulle ruote esterne posso aprire il gas a fondo. La pressione di quel tasto ha davvero cambiato l'anima dell'auto. Il cambio M DCT Drivelogic a 7 marce e doppia frizione di cui è dotata la nuova M5, rappresenta lo stato dell'arte ed il nuovo punto di riferimento per tutte le trasmissioni dual clutch. Le doti di guida che più mi stanno impressionando sono di sicuro la progressione del motore e gli innesti delle marce. Avendo volutamente disattivato l'Head-Up display per non avere distrazioni davanti agli occhi, mi devo sforzare per non cambiare ascoltando solo i sensi. Tale e tanta è l'accelerazione e l'aumentare della velocità, che a 5.500 giri/min in qualsiasi marcia sembra di aver già scaricato tutto l'arco del contagiri quando invece mancano ancora 1.500 giri di follia prima della zona rossa che vi daranno quell'extra spinta che non ci si aspetterebbe. É già ora di frenare, porto il piede sinistro sul pedale del freno e spingo con forza rilasciando nello stesso momento il gas. Le pinze anteriori a sei pompanti reagiscono in modo deciso sui dischi da 400mm in materiale composito, rallentando l'auto senza mai scomporla anche nelle frenate violente come questa, e non cedono pur se affaticati dai 2410kg dell'auto. Nel frattempo scalo due marce in rapida sequenza tirando con decisione e senza troppi riguardi il paddle di sinistra. Dallo scarico escono bellissimi scoppi irregolari che rendono l'esperienza ancor più entusiasmante. É passato solo un minuto da quando ho premuto quel tasto magico, e mi sono bastate poche curve per diventare pazzo di questa macchina. Definire la nuova BMW M5 solo come un'auto sportiva credo sia limitante. D'accordo, con un motore V8 biturbo da 560cv @ 7.000 giri/min e 680 Nm di coppia disponibili da 1.500 a 5.750 giri/min non si scherza, ma questa creatura ha una doppia anima che si nasconde proprio nella vastità delle prestazioni che offre. La F10 M è dunque una sport business limousine, in grado di coniugare le altissime prestazioni di cui è capace all'idoneità della guida quotidiana, per essere sfruttata a seconda delle vostre esigenze ogni giorno dell'anno. Se mai avrete modo di guidarne una assicuratevi solo di due cose: di aver spazio libero a sufficienza nelle vene, e i denti bianchi e brillanti. Perché l'adrenalina e il sorriso,ve lo assicuro, saranno i vostri tratti più salienti dal momento in cui metterete il piede fuori dall'abitacolo fino a che i sensi non avranno ritrovato la misura della realtà. Buon divertimento quindi, ma state attenti, l'M5 crea dipendenza!

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Foto e poesia di: Davide Tangerini, Rio

- Saliceto

: a r e v a im r p i d o t n Ve

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o che col suo fuoc ino posto al sole sc la re po cu e Freddo o a danzare, gli uccelli inizin ci dona calore, are. m anura fino al ori dai monti alla pi a nuvola dai col un evapori in i po i cc ia gh a L'acqu i forza  tre l'erba ritrov folgoranti, men e più radianti. ando canta il dai raggi sempr salta il fosso qu i, rr co , di ri a er dona a noi, Primav ora è arrivata, ri a tu  la se o, ss pettiro aggiata. una natura selv

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TECNOLOGIE DEL CLIMA

Quando la tecnologia incontra il design

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“Le cose non vanno semplicemente considerate per quello che sono, ma anche per quello che possono diventare.” “Qualsiasi progetto non lo giudico mai come firmato da un artista, sono sempre convinto che la produzione sia legata a un lavoro di gruppo.” Achille Castiglioni (1918 – 2002)

Dieci anni fa a Milano si spegne il genio creativo di Achille Castiglioni, considerato uno tra i più autorevoli designer ed architetti del secolo. Vincitore di numerosissimi riconoscimenti e premi internazionali, autore di molteplici oggetti presenti nelle varie collezioni dei musei nel mondo, con le sue sedute, lampade, tavoli e complementi progettati per le aziende maggiori nel settore ha segnato la storia di questa disciplina e di chi come me ha intrapreso la strada del design. Il mio personale tributo oggi lo rivolgo ad un uomo eccezionale che dal 1950 alla metà degli anni ’90 dedicò la propria vita, insieme ai fratelli Livio e Pier Giacomo, alla sperimentazione del design industriale, attraverso una continua ricerca di materiali e tecniche innovative. Achille Castiglioni si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1944, durante i bombardamenti della guerra, ottiene la Cattedra presso la facoltà di Architettura a Torino fino al 1980 ed a Milano come professore di Disegno industriale fino al 1993.

La Sella progettata insieme al fratello Pier Giacomo nel 1957, fu realizzata a livello industriale assemblando una sella da bicicletta da corsa in cuoio con un’asta in acciaio ed un basamento basculante in ghisa, pensata come “sgabello da telefono”. L’idea progettuale va colta pensando che negli anni ’50 la maggior parte dei telefoni erano collocati a parete e questo sgabello permetteva di non dover restare in piedi accanto all’apparecchio durante le conversazioni.

Sella, prodotto da Zanotta nel 1957

Altro sgabello iconico è il Mezzadro realizzato partendo da un sedile di trattore agricolo in lamiera verniciata, in cui la seduta appare “come sospesa” ma in equilibrio attraverso la balestra a cui si aggancia, al fine di ridurne le oscillazioni. Dal paesaggio agrario a quello domestico un progetto sperimentale dallo spirito giocoso ,conservato al MoMa di New York.

“Faccio raccolta di oggetti trovati, conservo un po’ di tutto, anche gli oggetti anonimi. Tengo da parte ogni oggetto che abbia un’intelligente componente di progettazione.”

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Progenitore della filosofia del “riutilizzo” Achille Castiglioni sperimentò fin dal principio della sua carriera il recupero di oggetti esistenti al fine di creare nuovi prodotti con nuovi utilizzi; da questo nascono una canna da pesca, un sellino da bicicletta ed un sedile da trattore reinterpretati in una nuova veste assolutamente giocosa!

Mezzadro, creato nel 1957 e prodotto da Zanotta nel 1973


a cura di di Melissa Salvarani_Fashion Designer melissasalvarani@yahoo.it

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MoMa di New York realizzò con le sue opere la più grande retrospettiva mai dedicata ad un designer italiano nella storia! Se vi capita di andarci visitate l’ala dedicata al Design dove potrete ammirare esposti 14 dei suoi oggetti più famosi. Altre sue opere sono presenti al Victoria Albert Museum di Londra ed in altri importanti musei internazionali.

Per la tavola in porcellana accompagnare capolavoro “di da due coni necessità!

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Il pezzo più rappresentativo dell’ingegno di Castiglioni, ma anche il più imitato, è Arco la lampada da terra a luce diretta, con stelo telescopico orientabile e base in marmo di Carrara. Prodotta con successo dalla Flos dal 1962, Arco è l’oggetto indispensabile nei salotti moderni.

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Paro, calice in cristallo prodotto da Danese 1983 Arco lampada da terra, prodotta da Flos 1962 Ironia e minimalismo traspaiono anche in Snoopy la divertente lampada da tavolo, tributo al celebre cane personaggio dei fumetti. Apparentemente dal volume non equilibrato ha una base molto stabile, la corretta distribuzione dei pesi la rendono perfetta sul tavolo dello studio.

Concludo con un vero “smoke in style” Spirale il ricercato posacenere in acciaio lucido con molla a spirale interna che permette di appoggiare facilmente la sigaretta accesa, caratterizzato da un’intramontabile eleganza. Spirale, posacenere in acciaio inossidabile prodotto da Bacci, Alessi 1984

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47 Snoopy, lampada da tavolo, prodotta da Flos 1967


Non solo

Libreria

a cura di Maria Silvia Cabri

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In salotto, in soggiorno, in una cameretta, anche in cucina, le librerie a giorno stanno bene ovunque, specialmente per chi ama i libri e ne ha così tanti da non sapere dove metterli. Le librerie accolgono e sistemano tutto: non solo i libri ma anche le cose che ci piace guardare e mostrare, ricordi di viaggio, fotografie, oggetti preziosi, curiosità della nostra casa. Questi oggetti d'arredo non devono essere necessariamente nello stesso stile del resto della stanza. Possono essere pezzi a parte, purché in sintonia con la configurazione generale dell'ambiente: basta sceglierli bene e abbinarli con buon gusto e fantasia. Spesso l'accostamento di stili diversi dà all'ambiente un tocco di personalità, che nulla toglie all'armonia e alla funzionalità. In questa prospettiva, è molto importante la scelta del materiale, metallo, a volte vetro ma soprattutto legno, laccato o naturale, massello o impiallacciato, nelle essenze del ciliegio, dell'acero, della noce, dell'ebano, del padouk e del rovere. Un fattore determinante nella scelta della libreria è rappresentato dalle dimensioni del locale: mobili già fatti si adattano perfettamente a stanze ampie e spaziose ma per ottenere effetti scenografici e funzionali al tempo stesso, per scelte e utilizzi speciali, per arredare una piccola parete, per creare una separazione, per sfruttare uno spazio ridotto o una superficie particolare, l'ideale è utilizzare le librerie modulari, moderne, pratiche, duttili, posizionabili ovunque. A questo ha pensato Molteni nel proporre la linea FORTEPIANO, ideata da Rodolfo Dordoni, definita in modo suggestivo "design da comporre come musica". Nella scrittura musicale, "forte" e "piano" sono le due intensità sonore fondamentali, modulando le quali è possibile ottenere composizioni espressive e stimolanti. Allo stesso modo, FORTEPIANO è un sistema versatile dal vantaggioso rapporto qualità/prezzo che, grazie ad una concezione progettuale basata su una modularità rigorosa, permette a ciascuno di comporre soluzioni differenti e personali per vivere intensamente il piacere della casa, utilizzando configurazioni dalla spiccata vocazione multifunzionale. Tre componenti base, contenitori di due tipi, moduli di 28 cm, mensole componibili e piani da appoggio di forte spessore sono i semplici ingredienti che fanno di Fortepiano un sistema di arredi per interni al massimo della flessibilità. La possibilità di utilizzare in modo totalmente libero contenitori e mensole facili da assemblare, fissandole a muro in qualsiasi posizione desiderata, verticale e orizzontale, permette a chi si cimenta nella progettazione di creare librerie, mobili living o arredi per tutti gli ambienti della casa, dando nel contempo spazio alla fantasia e al rigore funzionale tipico di questi sistemi. Il design è basato sul contrasto tra spessori marcati e sottili, tra linee e superfici, tra tonalità neutre e accenti di colore, sempre misurati, per creare progetti d’interni sorprendenti e pieni di inventiva, per arredare spazi di qualsiasi dimensione e per vivere la quotidianità in tutti i suoi momenti.


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La ricerca e la cura

La società carpigiana è nata nel 1980 come spin-off universitario

Michela Sferrazza

IGEA SPA: PALLAVOLO DIETRO LE QUINTE!!

Continua la collaborazione del volley in rosa, Liu Jo Volley, con Igea Spa ed Igea Medical. Fondamentale in questo caso la collaborazione tra le atlete, il medico sportivo, il massaggiatore ed una struttura quale è Igea per il sostegno durante tutta la stagione sportiva.

Siamo andati dal responsabile di comunicazione in azienda e abbiamo colto l’occasione per porgere alcune per noi importanti domande. Il nostro intervistato si è dimostrato molto disponibile e ci dice che per loro sono molto importanti la qualità del servizio offerto, gli aspetti legati alla qualità di vita del paziente soprattutto in campo oncologico, uno dei settori di interesse IGEA, insieme all'ortopedia. IGEA nasce nel 1980 per dare respiro commerciale ad una serie di intuizioni sulla applicazione degli stimoli fisici ai sistemi biologici applicati alla medicina ed in particolare in campo ortopedico. La missione di IGEA, già ben chiara nelle intenzioni del suo fondatore, allora ricercatore all'Università di Modena, è quella di fornire al medico soluzioni diagnostiche e terapeutiche da utilizzare nella pratica clinica. Tale aspetto ben si sposa con le soluzione che di frequente le nostre pallavoliste cercano negli infortuni che purtroppo si trovano a dovere affrontare e risolvere in tempi decisamente brevi. 50

IGEA ha 2 sedi in Italia, 1 in Germania ed 1 in Gran Bretagna, 70 collaboratori e 13 agenti di commercio in Italia e 6 dipendenti all'estero. 9,5 milioni di euro il fatturato del 2011 in


crescita del 30% rispetto al 2010. 12% del fatturato investito in ricerca e 35% la quota export. Insomma numeri parlano da soli: l’azienda continua a crescere nel suo settore, investe all’estero ma soprattutto in ricerca. Tutte caratteristiche questa che fanno di questa realtà carpigiana una vera “forza” in tutto il territorio nazionale e non. Ma veniamo anche a parlare di sport ed in particolare gli chiediamo: ”Perché avete deciso di sponsorizzare il volley in rosa e in particolare la Liu Jo Volley? Crede nello sport come impegno sociale? Ed infine partecipate alle partite in casa?“. Il nostro protagonista ci risponde senza esitare: “Ci piacciono le sfide. Abbiamo appena lanciato una piattaforma tecnologica che offrirà opportunità di cura e ricerca in campo oncologico ed una serie di innovative terapie in campo ortopedico. Sfide non facili, come immagino sia quella della Liu Jo Volley in Serie A. In ambito sportivo abbiamo attivato altre operazioni di partnership con la pallavolo e il mondo del calcio. Devo anche dire che ci siamo fatti contagiare dall'entusiasmo delle tante tifose della Liu Jo Volley in IGEA che partecipano puntualmente alle partite disputate in casa”. Il nostro contatto ci fornisce spunti per parlare con

lui in modo diffuso e si nota la passione che mette nel suo lavoro. Ci racconta ancora: ”IGEA nel settore ortopedico sviluppa dispositivi medici per la stimolazione biofisica del riparo del tessuto osseo dopo frattura e per la cura delle patologie articolari favorendo il recupero funzionale e proteggendo la cartilagine articolare. Le soluzioni terapeutiche proposte da IGEA aiutano lo sportivo amatoriale e anche solo chi ama una vita sana a "continuare a fare ciò che gli piace". Gli chiediamo qual è una delle terapie più diffuse nel suo settore e lui: “I-ONE terapia il nostro prodotto di punta. Si rivolge allo sportivo di tutte le età che per problemi alle articolazioni sta rinunciando al piacere di muoversi. I-ONE terapia è supportato da studi di ricerca e sviluppo solidi e riconosciuti a livello internazionale. Tutti i dispositivi medici IGEA sono stati realizzati e validati in collaborazione con Università e Ospedali italiani nell'ambito di studi clinici rigorosi”. E non siamo solo noi ad avere interesse per questa fiorente realtà anche altre pubblicazioni nazionali riconosciute hanno mostrato quantomeno curiosità per l’azienda e hanno dato spazio alla visibilità di questa struttura. Possiamo tranquillamente affermare che le tigri bianconere della Liu Jo Volley sono davvero in buone, esperte e continuamente aggiornate “mani”. Ma chiunque di noi si può affidare a questa azienda che annovera professionisti seri sia professionalmente che eticamente.

IGEA SPA Via Parmenide, 10 41012 Carpi Tel. 059 699600 51


Dalla testa ai piedi ... a breve

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9 Street Aprile 2012