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Poste Italiane S.p.A. Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/04 n.46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma.

Anno XL n. 3 Marzo 2018 Euro 2.50 - I.P.

ATTUALITÀ

SOCIETÀ

ESTERO

TURISMO

Biotestamento, la legge che non c’era

Talenti senza età: le over 50 e il lavoro

La macchia birmana e il silenzio internazionale

Piccolo è bello, anzi meraviglioso

D’ora in poi prevale la volontà del malato

Bisogni, difficoltà e speranze in rosa

La fuga senza fine del popolo Rohingya

I Borghi e il fascino di un’Italia nascosta


IN QUESTO NUMERO 5. Editoriale 6. Periscopio 8. Zoom 76. Dentro la rete 90. Vivere in armonia 92. Bacheca 94. Giochi 95. Stuzzica cervello 96. Oroscopo 96. Soluzioni 97. Lettere

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società i

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44. Il segreto della felicità? Non cercarla ossessivamente di Giovanna Dall’Ongaro

12.

Il Terzo Tempo La fase migliore della vita di Lidia Ravera

16. Fermiamo gli sprechi Troppo cibo nella spazzatura di Lavinia Viti

anteprime

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INDICE

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MARZO 2018

22

__SOCIETÀ__ Biotestamento: la legge che non c’era Entrata in vigore lo scorso gennaio, salda l’alleanza medico-paziente di Romina Vinci

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__le INTERVISTE__ Lina Sastri, protagonista tra cinema, teatro e musica Con il suo nuovo spettacolo in giro per tutta l’Italia di Giada Valdannini

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__SOCIETÀ__ Donne e lavoro: “Talenti senza età” Una ricerca sull’attuale situazione lavorativa delle over 50 di Anna Maria Melloni

17.

Niente robot, prego L’umanoide licenziato di Valerio Maria Urru

18. Beautiful minds Ada Lovelace Byron di Sadìa Maccari

40. Stranieri in patria Il dramma dei Rohingya di Leonardo Guzzo

43. Città europee in gara Migliorare l’accessibilità di Rachele Randon

59. Il cohousing di Ecosol Abitare insieme è meglio di Carlotta Poselli

62. Giardino o balcone? Idee tra sole e relax di Giulia Rachele Deli

66. Sposarsi dopo i 50 Tra amore, tendenze e stile di Barbara Di Sarno MARZO 2018 I 3


viaggio

cultura

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51. Libri 52. Arte 53. Teatro 54. Musica 55. Cinema

56. La riscossa dei Borghi Viaggio tra i più belli d’Italia di Loris Porcheri

Art Director Elisa Rossi @ elisa.rossi@50epiu.it

70. Protesi dell’anca

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72. In forma anche fuori città Complice la primavera, facciamo movimento in mezzo alla natura di Barbara Chakra

parliamo di... i

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Interventi mini invasivi e tempi di recupero rapidi di Alessandro Mascia

77. Spazio50 Incontri, eventi, tempo libero, cultura e tanto altro nel mondo di 50&Più a cura di Luisella Berti

86. Previdenza

eventi

di Gianni Tel

36. Olimpiadi invernali

89. Fisco

50&Più, seconda edizione Nella cornice di Andalo trionfano Belluno, Lucca e Venezia di Luisella Berti

di Alessandra De Feo

98. Bazar a cura del Centro Studi 50&Più

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Credit foto: Agf, Claudio Amato, Antonio Barella, Dino Borrelli, Contrasto, Peter Delaney, Foto Ecosol, Marka, Masterfile, Shutterstock, Sintesi, Gilda Valenza, Shutterstock: RB-Photo, 360b, Helioscribe, Djohan Shahrin, Balakate, Sandra Mori, Elena Dijour, chasdesign, Imfoto, Mi.Ti., s74, SergeyKlopotov. Foto di copertina: Foto C. Bellincampi - Illustrazioni: Enrico Riposati.

ANNO XL - n. 3 marzo 2018 Per posta: Largo Arenula, 34 - 00186 Roma Per telefono: 06.68134552 - Per fax: 06.68130280 m@il: redazione@50epiu.it Anno XL n. 3 Marzo 2018 Euro 2.50 - I.P.

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ABBONAMENTI Italia: annuale (11 numeri) euro 22,00 sostenitore euro 40,00 copia singola euro 2,50 copia arretrata euro 4,50 Estero: annualeeuro 41,50 Tel. 06.68134552 Fax 06.68130280 SOCIETÀ

Direttore Editoriale Maria Laura Rondini @ l.rondini@50epiu.it Direttore Responsabile Giovanna Vecchiotti @ g.vecchiotti@50epiu.it

scienze

ATTUALITÀ

Mensile di attualità e cultura di 50&Più Sistema Associativo e di Servizi

ESTERO

Per il pagamento effettuare i versamenti sul c/c postale n. 98767007 intestato a 50&Più Srl - Roma. L’abbonamento andrà in corso dal primo numero raggiungibile e può avere inizio in qualunque momento dell’anno, ma avrà comunque validità annuale.

Editoriale 50&Più Srl Amministratori Casu Sebastiano (Presidente) Bonini Franco Dolci Alberto Fanucchi Antonio Pigozzi Maria Antonia Procuratore Gabriele Sampaolo Amministrazione Editoriale 50&Più Srl 00186 Roma - Via del Melangolo, 26 Telefono 06.688831 - Fax 06.6872597 mail: editoriale@50epiu.it Direzione e Redazione 00186 Roma - Largo Arenula, 34 Telefono 06.68134552 www.50epiueditoriale.it Stampa e Spedizione Spadamedia Srl 00198 Roma - Via Panama, 88 Registrazione Tribunale di Roma n. 17653 del 12/04/79 Iscrizione al R.O.C. n. 6158 del 10/12/2001 Spedizione Poste Italiane SpA Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 - D.C.B. - Roma Manoscritti e fotografie Anche se non pubblicati, non verranno restituiti. © Editoriale 50&Più Srl Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione totale o parziale della pubblicazione senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. Tutela dati Si garantisce la riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione scrivendo all’Editore. Le informazioni custodite nell’archivio dell’Editoriale 50&Più Srl verranno utilizzate al solo scopo di inviare agli abbonati la rivista e gli allegati, anche pubblicitari (D. Leg.vo 196/2003 tutela dati personali).

TURISMO

Biotestamento, la legge che non c’era

Talenti senza età: le over 50 e il lavoro

La macchia birmana e il silenzio internazionale

Piccolo è bello, anzi meraviglioso

D’ora in poi prevale la volontà del malato

Bisogni, difficoltà e speranze in rosa

La fuga senza fine del popolo Rohingya

I Borghi e il fascino di un’Italia nascosta

Aderente a: Finito di stampare: 22 febbraio 2018

4 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

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NUMERO CERTIFICATO 8332 DEL 21/12/2017

ASSOCIATO ALL’USPI UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA


SOLITUDINI

di Maria Laura Rondini Direttore Editoriale 50&Più

EDITORIALE

editoriale MARZO 2018

CHE I BRITANNICI siano un popolo snob, originale e quindi anche sorprendente è uno stereotipo consolidato quasi quanto quello che vede gli italiani mammoni, furbi e gesticolatori. Quindi l’accoglienza della notizia riguardante l’iniziativa della premier Theresa May di dare vita a un Ministero per la solitudine ha suscitato qualche sorriso interrogativo e la semplicistica conferma che gli inglesi sono proprio “originali”. D’altra parte, se pensiamo alle UN’INIZIATIVA DELLA battaglie per ridurre il numero dei miniPREMIER THERESA MAY: steri e dei sottosegretariati nel nostro PaeDARE VITA se, dove spesso la politica punta a dare A UN MINISTERO PER idea di sobrietà e serietà proprio facendo LA SOLITUDINE leva su numeri contenuti, non possiamo non notare che l’attuale Governo, ad esempio, conta solo diciotto ministeri di cui cinque senza portafoglio. Quindi, che un paese come la Gran Bretagna possa nominare un ministro alla solitudine è sembrata un’idea bizzarra, salvo poi conoscere il perché della decisione. È successo che il Ministero della salute inglese abbia dato i numeri: 9 milioni di persone vivono isolate, 1,2 milioni soffrono di solitudine cronica e oltre 200mila anziani per intere settimane non incontrano nessuno. La solitudine è un’emergenza nazionale, è una condizione che favorisce l’insorgere o l’aggravarsi di varie malattie, ad iniziare dalla depressione. Quindi, istituire un ministero per combattere la solitudine è la presa d’atto politica di una realtà umana e sociale che impone contromisure non procrastinabili. Da qui l’iniziativa per dare risposte al fenomeno. Ma a questo punto veniamo a casa nostra, dove un ministero così vedrà (crediamo) difficilmente la luce. La solitudine non è forse un’emergenza anche in Italia? È sufficiente considerare che le famiglie cosiddette unipersonali, (composte cioè da una solo unità) sfiorano gli 8 milioni e di queste più del 48% sono rappresentate da anziani con più 65 anni. E ancora, secondo i dati Istat, nel nostro Paese vive da solo il 52,2% delle persone con 85 anni e più e per le donne questa è una condizione comune per oltre il 60% delle ultrasessantacinquenni. Non intendiamo con questo dire che tutte queste persone soffrano di solitudine cronica o che non abbiano familiari e amici ANCHE IN ITALIA MOLTI come punti di riferimento, aiuto e soANZIANI SOFFRONO stegno, ma certo - e sarebbe interesPER LA MANCANZA sante che a livello nazionale si desse DI RAPPORTI FAMILIARI, vita ad un monitoraggio costante SOCIALI, DI VICINANZA moltissimi anziani soffrono esattamente di questa mancanza di rapporti familiari, sociali, di vicinanza e di solidarietà. Un tema che per le associazioni di anziani dovrebbe essere all’ordine del giorno, per le amministrazioni comunali o regionali motivo di iniziative anche innovative di welfare e per l’azione di governo un monito chiarissimo sui costi umani, sanitari e sociali di una politica che prevede tagli alla spesa sociale e all’assistenza. MARZO 2018 I 5


IN AGENDA DAL MONDO

03

ARTE E PSICHE

marzo

La mostra Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni per la prima volta indaga la poetica degli stati d’animo secondo l’arte italiana di fine ’800. Fino al 10 giugno. www.palazzodiamanti.it

FERRARA

08

CENTINAIA DI TULIPANI

marzo

Riapre il Parco Giardino Sigurtà, un’istituzione nella zona dal lontano ’400. Mette in mostra Tulipanomania, la fioritura contemporanea di un milione di bulbi di tulipano: 150 le varietà. www.sigurta.it

VERONA

16

DEGUSTAZIONE DI BIRRA

marzo

Fino al 18 c’è il Festival della Birra, con oltre 300 tipi di birre da degustare. Uno analogo si tiene a luglio, a Fira del Poblenou, nell’omonimo parco, vicino alla spiaggia di Bogotà. www.facebook.com/BcnBeerFest

BARCELLONA

A PROPOSITO DI...

OBBLIGO VACCINALE

LAVORO

Over 50 precari Secondo gli ultimi dati Eurostat la precarietà lavorativa, dal 1991 al 2016, è andata triplicandosi anche tra gli over 50, passando da 107.200 contratti a termine agli attuali 363.600. ec.europa.eu/eurostat

FAVOREVOLI SÌ - L’uso dei vaccini vuole

garantire alti tassi di immunizzazione: è un dovere sociale del singolo nei confronti della comunità.

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SOCIETÀ

Dipendenza da cellulare Il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni controlla lo smartphone 75 volte al giorno. È il dato del recente sondaggio online dell’associazione Di.Te., che si occupa di dipendenze tecnologiche e di cyberbullismo. www.repubblica.it

CONTRARI NO - Per gli antivaccinisti, invece, i danni provocati dai vaccini costituiscono un grave problema per la salute pubblica.

CHIMICA

Al posto del mercurio Il gallio è il trentunesimo elemento nella tavola periodica. È solido a temperatura ambiente, ma basta tenerlo in mano perché si sciolga. Tra i suoi usi, quello nei termometri al posto del mercurio. www.today.it

i CURIOSITÀ

L’ambra color di miele I globuli di resina fossile sono in genere chiamati ambra: un materiale frutto della vetrificazione della resina naturale degli alberi. Un processo lungo, che può durare centinaia di migliaia di anni. www.wikipedia.it

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NEUROSCIENZE

Humor e QI alto

IN NUMERI

AUMENTANO LE DISUGUAGLIANZE IN ITALIA

FONTE: OXFAM

Negli ultimi 5 anni, in Italia, sono cresciute le disuguaglianze: è la percezione del 61% dei cittadini, rilevata da un’indagine dell’Istituto Demopolis. Poco più di un terzo pensa siano rimaste uguali, appena il 4% ritiene siano diminuite.

DISUGUAGLIANZE DIMINUITE

DISUGUAGLIANZE INVARIATE

DISUGUAGLIANZE AUMENTATE

4%

35%

61%

6 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

Le persone dotate di senso dell’umorismo sono più intelligenti. Lo afferma uno studio diffuso sulla rivista Cognitive Processing: per capire battute e barzellette serve un’agilità “mentale” in più. espresso.huffinghtonpost.it

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PERISCOPIO

RENOIR SEDUCE IL PRESIDENTE a cura di Samuela Gangi


17

TORNEO DI RUGBY

marzo

Si conclude il Sei Nazioni, il più importante torneo continentale di rugby. Si gioca sin dal lontano 1883: uno dei più antichi eventi sportivi al mondo. www.sixnationsrugby.com

ROMA

24

PER VERI INTENDITORI

marzo

Vale la pena visitare il Festival di Jenever Schiedam, fino al 25. Con una ricca storia di produzione di Genever e Gin, Schiedam è la città ideale per gli amanti del genere. www.jeneverfestival.nl

PAESI BASSI

VERDE IN MOSTRA 24 ILNOVARA marzo

Fino al 25 è di scena Fiorissimo, mostra di piante e fiori, dai più classici fino a quelli più rari ed esotici. Conferenze, lezioni e dimostrazioni a tema ambientale. www.trafioriepiante.it

SPAZIO

Su Marte in tre giorni? La propulsione fotonica, figlia degli studi del professor Philip Lubin, ordinario di Fisica all’università della California, potrebbe consentire se ben sviluppata di raggiungere Marte in soli tre giorni. www.focus.it

i ATTUALITÀ

Scimmie clonate Per la prima volta sono state clonate due scimmie. È avvenuto in Cina col cosiddetto trasferimento nucleare di cellule somatiche. Ne sono nate Zhong Zhong e Hua Hua: identiche nel loro corredo genetico. www.corriere.it

i SONDAGGI

Menti in palestra IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, Donald Trump, va molto fiero di un quadro di sua proprietà che potrebbe però essere un falso. Sarebbe convinto di possedere l’originale del celebre Le due sorelle sulla terrazza di Pierre-Auguste Renoir, pittore impressionista, quando la tela - a detta di Amanda Hicks, responsabile dell’Art Institute di Chicago - sarebbe invece nelle sale del museo. «Siamo lieti di confermare - ha infatti detto la donna - che l’opera è nella nostra collezione. Visibile

al milione e mezzo di visitatori che ci raggiungono ogni anno». A parlare del Renoir del Presidente è stato lo stesso Tim O’Brien, biografo del magnate, nel suo celebre libro TrumpNation: The Art of Being the Donald: «Fu un colpo - ha raccontato O’Brien in un’intervista alla rivista Hive -; sono cresciuto a Chicago, quello non è un originale». Ma i commenti sono valsi a poco: pare che, nonostante ciò, Trump sia rimasto assolutamente convinto dell’autenticità dell’opera.

Secondo un’indagine di Swg per Novartis, solo il 37% degli italiani allena in modo costante la propria mente. Si tratta soprattutto di over 55, in misura maggiore persone in età pensionabile. www.brainzone.it

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MARZO 2018 I 7


Z POLIZZE DA RISVEGLIARE

8 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

ZOOM APPUNTI SUL PRESENTE

ARRIVA DAL MONDO DELLE ASSICURAZIONI una notizia che potrebbe rivelarsi una vera manna per tanti ignari cittadini eredi inconsapevoli. L’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni, incrociando banche dati in possesso di assicurazioni e Agenzia delle Entrate, è riuscita a rintracciare i legittimi beneficiari di oltre 11.000 polizze “dormienti” con il risultato di riconoscere, ai legittimi destinatari, premi maturati per circa un miliardo e mezzo di euro. L’iniziativa dell’Autorità ha portato alla luce la realtà delle polizze sottoscritte senza l’indicazione di eventuali eredi o beneficiari, di cui spesso i familiari non sono a conoscenza con la conseguenza, ad esempio in caso di decesso del sottoscrittore, di non richiedere le somme spettanti. Considerando i vari tipi di polizze accese, il totale di quelle individuate come dormienti o potenzialmente dormienti, sono oltre 4 milioni per un valore che sfiora i 200 miliardi.

L’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni è riuscita a rintracciare i beneficiari di oltre 11.000 polizze “dormienti”, con il risultato di riconoscere, ai legittimi destinatari, premi maturati per circa un miliardo e mezzo di euro


ASSOMIGLIAMO ALLA NATURA E LA NATURA CI ASSOMIGLIA


+ Uno scimpanzé immerso nei suoi pensieri: è “Contemplation” di Peter Delaney, tra le foto del Wildlife Photographer of the Year, maggiore riconoscimento alla fotografia naturalistica. Sino al 10 giugno al Forte di Bard, in Valle d’Aosta

Contemplation © Peter Delaney - Wildlife Photographer of the Year

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______IL TERZO TEMPO______

NELLA FASE MIGLIORE DELLA VITA di Lidia Ravera

QUALCHE DATO CHE CI RIGUARDA, cari compagni di viaggio: oggi un quinto della popolazione dell’occidente è costituito da pensionati. Nel 2016 il rapporto dell’Istat segnala che gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, cioè il 22% degli italiani. Nel mondo sono 850 milioni, pari all’11,5% della popolazione del pianeta. Tra dieci anni, si prevede che supereranno il miliardo. Come ci si sente ad essere maggioranza? Bene, grazie. Ci si sente, cioè, “importanti”, esattamente quello che gli “anziani” non si sono sentiti mai. Così importanti che gli studiosi del fenomeno (invecchiamento progressivo della popolazione) hanno pensato di riformulare le età della vita. Cito da un bel libro, Invecchiano solo gli altri di Marco Aime e Luca Borzani (Einaudi, Saggi), che, a loro volta, citano Peter Laslett, storico inglese fondatore delle prime Università della Ter12 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018


za età: quattro sarebbero, oggi, le fasi della vita: «Per prima viene una fase di dipendenza, di socializzazione, di immaturità e di educazione. A questa fase fa seguito un periodo di indipendenza, di maturità e di responsabilità, in cui l’individuo ha la possibilità di guadagnare e di risparmiare. È quindi la volta di una terza fase di “realizzazione personale”. E, infine, di una quarta fase segnata dalla dipendenza finale, dalla decadenza fisica e dalla morte». Secondo questa nuova mappa, che sposta ai margini tutto il malinconico della vecchiaia, noi del “Terzo Tempo”, saremmo nella più attraente delle età della vita. Quella della realizzazione come persone. Fuori dagli obblighi più cogenti, liberi di pensare, approfondire, capire quello che abbiamo fatto e quello che ci resta da fare, di fare la conoscenza dei nostri limiti, di trovare le energie per superare quelli superabili e l’intelligenza per accettare quelli insuperabili. Liberi, finalmente. E se fosse proprio questo, questa parola abusata e bellissima, libertà, a farci paura? Ti alzi al mattino e si stende

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PARLIAMONE... CHI VOLESSE SCRIVERE A LIDIA RAVERA PUÒ FARLO: PER POSTA LARGO ARENULA 34 00186 ROMA PER FAX 0668130280 PER MAIL REDAZIONE@50EPIU.IT

davanti a te una giornata intonsa. Non devi “timbrare il cartellino”. Non ci sono “riunioni”, quei rituali (talvolta inutili) che punteggiano e frazionano il tempo di chi lavora nelle aziende, negli uffici, nel pubblico impiego, nella scuola, nella politica. La sveglia del telefonino non la devi caricare, posticipare (dormo ancora sette minuti, arriverò in ritardo di 85 secondi), ricaricare. Non hai da patteggiare, contrattare, non sei costretto a sognare il weekend, ad arrampicarti sui “ponti”, a sperare che Natale cada di lunedì... per poter essere in contatto profondo con te stes-

so, con te stessa, almeno tre giorni di fila, per imparare nuovi linguaggi, per viaggiare, leggere, intrecciare nuove amicizie, curare quelle che ti porti dietro da una vita e che hai sempre dovuto sacrificare, perché mica si può perdere tempo ad ascoltare un essere umano, interessante in quanto essere umano, nell’era dei tornelli e delle riunioni. Bisogna aspettare il “Terzo Tempo”, per essere umani, generosi di sé, allegri? Forse no, ma certo quando non vieni più derubato del tuo tempo è più facile. Perciò: via quel sorrisino mesto da over sixty e festeggiamo!

Noi del “Terzo Tempo”, saremmo nella più attraente delle età della vita. Quella della realizzazione come persone. Fuori dagli obblighi più cogenti, liberi di pensare, approfondire...

MARZO 2018 I 13


__SOCIETÀ ATTUALITÀ__ SENSIBILIZZARE MEGLIO E DI PIÙ

Promuovere comportamenti corretti significa educare i consumatori alle buone pratiche per la prevenzione degli sprechi.

Ogni anno, nel nostro Paese, vengono gettati via 85 chilogrammi di cibo a famiglia

SCARTI ALIMENTARI, CIBO PREZIOSO GETTATO NELLA SPAZZATURA di Lavinia Viti

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LA LISTA DELLA SPESA

Per non sprecare, basta seguire alcuni piccoli accorgimenti, che ci aiuteranno a risparmiare IMPORTANTI LE BUONE ABITUDINI

Assicurare, innanzitutto, una buona rotazione degli alimenti e fare solo gli acquisti necessari. È consigliabile sempre fare una lista della spesa in modo da acquistare elementi mirati, contrastando la loro deperibilità. Controllare quotidianamente il frigo e settimanalmente la dispensa, e segnare le date di scadenza oppure organizzare e impilare tutto secondo la deperibilità. Conservare bene gli avanzi, oppure congelarli. Si può riutilizzare tutto quello che si ha in frigo, preparando gustose ricette. Per finire, è importante raccogliere in differenziata l’umido che si produce, con piccole quantità di scarti.

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SECONDO I DATI della Fao, ogni anno nel mondo si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa 1/3 della produzione totale destinata agli uomini. In Europa, invece, si gettano tra i rifiuti in media 180 kg di cibo pro-capite all’anno. Nel vecchio Continente, il Paese con maggiore spreco per ogni persona è l’Olanda con 579 kg all’anno; quello che spreca meno è la Grecia (44 kg a testa all’anno). In Italia, secondo i dati di una recente ricerca dell’Università di Bologna - con il progetto “Reduce”, promosso dal Ministero dell’ambiente -, in ciascuna famiglia vengono buttati via quasi 85 kg all’anno di cibo buono, circa 36 chili per ogni componente. Meno degli anni precedenti, ma pur sempre un’enormità, soprattutto se si punta

all’obiettivo di “spreco zero” che si vorrebbe raggiungere nel più breve tempo possibile. Ma come possiamo agire, anche nel nostro piccolo, per ridurre quegli 85 kg di spreco di troppo? Analizziamo quali sono gli alimenti che in media finiscono presto nella spazzatura. Le verdure sono le prime che vengono cestinate, quasi il 26% dello spreco totale giornaliero. Seguono i latticini, con un bel 18%, poi frutta e prodotti da forno. Quali sono le cause? Spesso perché non vengono consumati entro la data di scadenza riportata sulla confezione, oppure perché sono stati acquistati prodotti che non si conoscevano e che non si è gradito. E dal frigo all’immondizia il passo è breve.


__ATTUALITÀ__

NIENTE ROBOT, PER FAVORE!

SIAMO SCOZZESI

I robot ci ruberanno il lavoro? Per il momento no. UNO È GIÀ STATO LICENZIATO, perché lavorare con le persone sembrava non fare per lui: è accaduto in un supermercato di Edimburgo, in Scozia. In Giappone e Stati Uniti, invece, è alto l’interesse per i nuovi “impiegati”, così come nel settore ospedaliero sembrano essere molto apprezzati

NOME DEL DIPENDENTE: Fabio; nato, poi isolato in fondo al supermermansione: commesso; stato attuale: licato. Infine, visto che i clienti evitavano cenziato. Sembra una siproprio quella parte di tuazione come tante, in negozio, è stato sollevato NEL 2016, IL ROBOT un mondo del lavoro che PEPPER HA LAVORATO NEI dal suo incarico una setnon risparmia nessuno, “B8TA STORES” DI PALO ALTO timana prima del previE SANTA MONICA (USA). sto. La Scozia non sarà se non fosse che Fabio è DAL 2017, È IN un modello di robot il Giappone, ma la manSPERIMENTAZIONE umanoide, famoso in AL REPARTO PEDIATRIA sione di Fabio ha pesato DELL’OSPEDALE DI PADOVA sull’esito dell’esperiGiappone come “Pepdi Valerio Maria Urru mento. Nel 2016, in Belper”. A Edimburgo lavorava - dispensando abgio, un modello simile è bracci e battute - in un supermercato, stato impiegato per l’accoglienza nel ma tra rumori di fondo per cui non careparto maternità di un ospedale. Il piva subito le domande e risposte evariscontro? Molto positivo, soprattutto sive ai clienti, è stato prima demansiofra i più piccoli.

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__BEAUTIFUL MINDS__

L’INCANTO DEI NUMERI SONO I PRIMI dell’Ottocento e Londra è la città più grande d’Europa. La Rivoluzione industriale le sta cambiando i connotati, coprendola di fumi e attirando a sé migliaia di braccianti che presto saranno operai. Ma Londra è anche la culla della nobiltà, il ritrovo dei ricchi. E nelle stanze sfarzose della città opulenta, viene alla luce Ada Augusta King, futura contessa di Lovelace, figlia di George Gordon Byron - meglio noto come Lord Byron e Anne Isabella Milbanke. La famiglia Ada è l’erede del celebre poeta romantico inglese, ma i numeri e la scienza saranno

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ADA LOVELACE

dei Byron». La piccola cresce dunque con la madre, seguendo un’istruzione avanguardistica. Isabella, la mamma, infatti, non era stata da meno, di Sadìa Maccari coltivando studi sofisticati in ambito scientifico sotto la guiUna mente brillante, da di un insegnante di Cambridge e che una passione per le erano valsi il titolo - datole da Byron le scienze e la logica di “Principessa dei parallelogrammi”. Ada Ada viene istruita allo stesso modo, dimola sua strada. Quando nasce, nel 1815, i strando la stessa brillante intelligenza della suoi hanno già da tempo una relazione madre e una uguale passione per le scienze, tumultuosa, che infatti si interrompe menla logica e la matematica. A frenarla, giusto tre la piccola è ancora neonata. Con la una salute particolarmente cagionevole mamma che, portandola via con sé, si alche le comporta continue cefalee e una lontana dal marito per sottrarla alle «dantemporanea immobilità causata da un nose e potenzialmente distruttive influenze


morbillo particolarmente aggressivo. Una volta ripresi gli studi - la madre mai avrebbe sopportato che la figlia si dedicasse alla poesia, come il padre -, inizia a frequentare le classi di matematica di Mary Somerville. Il mentore Nel 1833, fa ingresso in società e, a una festa, incontra l’uomo che le cambierà la vita. Non un amore, né il futuro marito - William King-Noel, conte di Lovelace -, piuttosto il suo mentore. Si tratta di Charles Babbage, un antesignano delle moderne tecnologie, una sorta di proto-informatico. Ha 42 anni, un caratteraccio e una passione smodata per la scienza. Trattandosi di un matematico, sta lavorando a un nuovo, strano marchingegno dal nome difference engine, una macchina rudimentale in grado di fare calcoli automa1 ticamente: basta mettere numeri da una parte, girare degli ingranaggi per ottenere il risultato. Un sistema complesso che, per la prima volta, è in grado di calcolare in automatico somme e sottrazioni. La collaborazione L’incontro si trasforma dunque presto in una collaborazione tra i due. Bobbage dice che se la madre Isabella era la “Principessa dei parallelogrammi”, Ada era per certo “un’incantatrice di numeri”. Così, dopo aver mostrato alla giovane il funzionamento di quel congegno, iniziano ad ampliarlo assieme, viaggiando in lungo e in largo per l’Europa pur di far conoscere questo antesignano tassello della tecnologia ad altri studiosi, presentandolo a possibili investitori. L’intuizione Però, la macchina differenziale - questo

il nome -, seppur concettualmente valida, è troppo complicata e costosa per essere costruita, tant’è che né Babbage né Ada la vedranno mai realizzata. Il governo britannico, infatti, che ne finanzia il progetto, smetterà di farlo nel 1842. Allora Ada ha un’intuizione: permettere alla macchina che sa fare solo calcoli - di manipolare numeri che rappresentano simboli. Simboli

che poi non sono altro che lettere, note musicali e, quindi, anche informazioni. Così, grazie alla nuova programmazione di Ada, la macchina analitica di Babbage si trasforma in un computatore: uno strumento in grado di manipolare simboli seguendo regole ben precise. Una macchina programmabile. A tutti gli effetti, quindi, la progenitrice dei moderni computer.

ADA LOVELACE DAY

Le donne e la scienza Ada Lovelace Byron muore il 27 novembre del 1852, all’età di trentasei anni. La uccide un cancro uterino e da allora riposa all’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena di Hucknall, nella regione del Nottinghamshire, in Inghilterra, a fianco della tomba del padre. Il suo pionieristico contributo all’informatica è però stato molto a lungo sottovalutato. Ci vorranno infatti almeno cento anni prima che il primo vero computer venga realizzato e non accadrà prima della Seconda Guerra Mondiale. Dal 2009, ogni secondo martedì di ottobre, si festeggia l’Ada Lovelace Day per promuovere la partecipazione delle donne «nel mondo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica»

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+ 1 - Ada Lovelace in un ritratto di Margaret Carpenter del 1836 2 - La tenuta di famiglia di Ockham Park 3 George Gordon Byron - in arte Lord Byron -, padre di Ada Augusta 4 - Un ritratto di Charles Babbage (incisione su legno del 1871) 5 - La “difference engine”, la macchina calcolatrice inventata da Charles Babbage.

MARZO 2018 I 19


Dal consenso informato alle nuove disposizioni sull’accanimento terapeutico, idratazione artificiale e nutrizione: ecco cosa prevede la legge approvata in Senato il 14 dicembre 2017, ed entrata in vigore il 31 gennaio 2018. Il biotestamento vuole saldare l’alleanza tra medico e paziente, portando chiarezza sul da farsi quando le chance di guarigione sono finite

__SOCIETÀ ATTUALITÀ__

BIOTESTAMENTO: LA LEGGE CHE NON C’ERA +

180 VOTI FAVOREVOLI, 71 CONTRARI E 6 ASTENUTI: ALLA FINE, LA LEGGE SUL BIOTESTAMENTO HA VISSUTO UN ITER MOLTO SOFFERTO, COSTELLATO SOPRATTUTTO DI POLEMICHE INTENSE

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A

di Romina Vinci

A PARTIRE DAL 31 GENNAIO 2018 è entrata in vigore la legge sul testamento biologico, che era stata approvata nello scorso dicembre dopo un lungo iter parlamentare complesso e colmo di polemiche. L’applicazione della norma prevede la creazione di registri comunali dove ogni persona può depositare la dichiarazione sulle terapie sanitarie che, intende o non intende ricevere nel caso non sia più in grado di prendere decisioni o esprimere chiaramente la propria opinione. A dieci anni di distanza dalla morte di Piergiorgio Welby, otto dalla scomparsa di Eluana Englaro e a pochi mesi da quella di Dj Fabo, entra in vigore la legge sul fine vita. Una norma che di fatto cambierà il rapporto tra paziente e medico, e che introduce importanti novità su temi cruciali


quali l’accanimento terapeutico e il consenso informato alle cure.

ratori sanitari saranno meno soli in situazioni drammatiche».

LE RELAZIONI

LE DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

La legge sul Biotestamento è stata approvata il 14 dicembre 2017 in Senato con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti. Ci sono stati momenti di commozione da parte di chi ha inseguito per tanto tempo questa norma, punto d’arrivo di una battaglia durata dieci anni. In Parlamento era presente l’Associazione Luca Coscioni, il cui presidente, Marco Cappato, è imputato per aver aiutato Dj Fabo a raggiungere la Svizzera per ottenere il suicidio assistito. Sulle tribune c’era anche Mina Welby, presidente dell’associazione e moglie di Piergiorgio, oltre ai genitori di Luca Coscioni, Rodolfo e Anna Cristina, e la figlia di Carlo Lizzani, Flaminia. Con loro anche Generosa Spaccatore, moglie di Luigi Brunori, e Maddalena Soro, moglie di Giovanni Nuvoli. Contemporaneamente, fuori dal Senato, un applauso accoglieva la notizia. «L’approvazione definitiva della legge sul biotestamento è un importante e positivo atto di responsabilità del Parlamento», ha twittato la presidente della Camera, Laura Boldrini. «D’ora in poi i malati, le loro famiglie, gli ope-

Il cuore della legge sono le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), con le quali è possibile dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o respingere in casi in cui ci si trovasse in condizioni di incoscienza. La legge infatti tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e soprattutto all’autodeterminazione della persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario possa essere iniziato e proseguito senza il consenso libero e informato del malato. La norma prevede, inoltre, che ogni maggiorenne indichi le preferenze sanitarie e possa nominare un fiduciario che parli e lo rappresenti col medico quando non potrà o non vorrà farlo. COSA SI PUÒ ACCETTARE O RIFIUTARE

Nelle “Disposizioni” la persona può accettare di sottoporsi in futuro a qualsiasi cura, chiedere di essere assistita a oltranza oppure rifiutare qualsiasi accertamento o terapia. L’elenco può comprendere, ad esempio, una morte naturale, la più pacifica possibile, escludendo totalmente l’accani- » MARZO 2018 I 23


SOCIETÀ ATTUALITÀ mento terapeutico. Ma anche casi concreti: in caso di arresto cardio-respiratorio, ad esempio, si può scrivere che non si intende esser sottoposti ad alcuna manovra di rianimazione di qualsiasi genere essa sia, o che non vengano praticati interventi invasivi atti a prolungare l’esistenza, come la respirazione assistita o la rianimazione cardio-polmonare. Oppure si può dare il consenso alla somministrazione di tutti i farmaci e cure per eliminare efficacemente il dolore e le sofferenze fisiche, emotive, mentali e spirituali. O altrimenti, senza entrare nello specifico, si può esprimere la volontà di non essere rianimato. PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE

Nella relazione tra medico e paziente, rispetto all’evolversi delle conseguenze di una patologia cronica e invalidante, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa tra il paziente e il medico, alla quale quest’ultimo è tenuto ad attenersi. La pianificazione delle cure può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia su richiesta del paziente o su suggerimento del medico. COME SI FA UN TESTAMENTO BIOLOGICO

Il modulo della dichiarazione anticipata di trattamento è disponibile sul Web e scaricabile da diversi siti, anche di comuni che hanno creato un apposito

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IN NUMERI

1 mln

di anziani è affetto da Alzheimer e malattie che portano alla perdita delle facoltà cognitive

registro all’iniziativa. In alcuni casi può essere modificato a seconda delle proprie esigenze o, in alternativa, è possibile scriverlo manualmente, di proprio pugno. Se invece le condizioni fisiche non permettono di usare queste forme, il biotestamento può essere fatto attraverso una videoregistrazione, o mediante dispositivi tecnologici che consentano alle persone con disabilità di comu-

OPINIONI A CONFRONTO

2050

Fra quarant’anni saranno 3 milioni le persone incapaci di decidere sul proprio fine vita

160

I comuni che hanno già deliberato l’istituzione di un registro del testamento biologico

nicare. Le disposizioni possono essere rinnovate, modificate o revocate in ogni momento. DOVE DEPOSITARE LE DAT

Non vanno pagati bolli o tasse sul documento. Le disposizioni devono essere autenticate: si possono presentare a un funzionario pubblico designato o a un qualsiasi pubblico ufficiale, co-

APERTURA AL DIALOGO

Il biotestamento ha scatenato una spaccatura tra i medici cattolici. Ne abbiamo parlato con il dottor Alberto Cozzi, presidente della sezione di Milano dei Medici Cattolici Italiani IL MONDO CATTOLICO si è diviso sul tema del biotestamento. Mentre infatti l’Associazione nazionale dei Medici Cattolici Italiani (Amci), in sintonia con la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha manifestato rammarico e contrarietà per la nuova legge, la sezione di Milano ha giudicato in maniera positiva la nuova norma, sostenendo che si tratta di “un onorevole compromesso che rispetta i dettami della Costituzione, l’autonomia decisionale del malato e al contempo l’autonomia professionale e responsabilità del medico”. Abbiamo approfondito la tematica con il dottor Cozzi, presidente della sezione milanese dell’Amci.

Dottor Cozzi, la Legge sul Biotestamento ha scatenato una spaccatura anche all’interno dei Medici Cattolici Italiani. Perché? Sicuramente c’è stato un divario di vedute, ci sono persone che si sono arroccate in un “no a tutti i costi”, perché hanno avuto la paura estrema che questo sia il primo passo verso l’eutanasia, i suicidi assistiti etc. Ma la legge non contempla affatto l’argomento del farla finita, ed è estremamente riduttivo questo accostamento. Non si può mostrare dunque una mancata apertura al dialogo che oggi il mondo, laico e cattolico, richiede. Il colloquio deve essere aperto, senza fare


me un notaio, oppure si può procedere con una “scrittura privata autenticata”, facendo autenticare la firma. Bisogna conservare una copia per se stessi e l’altra invece va consegnata all’ufficio dello stato civile del comune di residenza che provvede all’annotazione in un apposito registro, se istituito. Oppure nelle strutture sanitarie, qualora la Regione di residenza ne regolamenti la raccolta o, in ultima alternativa, da una persona di fiducia. »

I medici cattolici temono una forte obiezione dopo l’approvazione della legge sul biotestamento, ma quelli di Milano plaudono alla norma.

nessuno sconto sulla dignità della vita. La vita umana ha valore sempre, e questo i medici cattolici lo devono ribadire. La nostra realtà milanese ha voluto sottolineare la bontà che questa legge apra ad un dialogo di onestà e chiarezza estrema, mettendo in risalto i principi evangelici del vivere, perché il dolore, la sofferenza per i cristiani sono una sconfitta, qualcosa da combattere. La missione fondamentale della medicina è quella di curare sempre, e di guarire se è possibile: rimarrà tale anche dopo questa legge? Lo è ancora di più, perché la legge mette in risalto la missione, quello che noi medici cattolici chiamiamo la vocazione, ovvero la responsabilità del medico di fronte a questi casi. Il “no” all’accanimento terapeutico era stato ribadito anche prima della legge, e aveva avuto anche il consenso del Papa; il principio di autodeterminazione del

paziente è già previsto dall’art. 32 della Costituzione, eppure tanti medici prevedono che, a seguito di questa legge, ci sarà un aumento degli obiettori di coscienza. Perché? Io credo che si sia scatenato uno scalpore inutile, perché già nella legge è previsto che il medico possa obiettare, quando il trattamento è contrario alla buona pratica. Bisogna stare attenti, però, più che all’accanimento terapeutico, al favorire il non abbandono terapeutico: io medico ho il dovere di curare fino in fondo e di non staccare mai, non solo la spina, ma la cura. Cos’è il consenso informato? È un diritto da rispettare ed implica la possibilità reale che il cittadino sia informato sulla gravità della malattia, sul confine dal punto di vista scientifico, quali le cure disponibili e cosa potrebbero scaturire. Cosa pensa in merito alle cure con idratazione e nutrizione? È possibile metterle in discussione? In alcuni casi, queste cure diventano l’oggetto di una terapia medica fatta con soluzioni di acqua e sale, le più naturali possibili dunque, ma somministrate attraverso dei sondini. Il confine con qualcosa di tecnico c’è. Bisogna valutare le singole situazioni, e tener conto della volontà del malato, se è disposto ad arrivare

a punti estremi, o vuole fermarsi prima. A chi appartiene il diritto alla vita: allo Stato, alla religione, qualunque essa sia, o all’individuo che deve gestire la vita in questione? Il diritto alla vita è umano, però non mi posso autodeterminare, la creazione non me la do da solo. Il diritto a decidere della mia vita non è una conquista sociale e nemmeno umana, ha a che fare con uno scenario ben più ampio che ha il confine con il trascendente. Dottor Cozzi, lo stato vegetativo può essere considerata Vita? Sì, è una vita a tutti gli effetti. Gli sviluppi scientifici e tecnologici della medicina ci dicono che nello stato vegetativo c’è uno spegnimento di alcune facoltà che vediamo, ma non c’è l’annullamento della coscienza, tanto è vero che se ne può uscire. Prima l’ultima parola sulle cure spettava al medico, il caso di Eluana Englaro del resto lo dimostra… Adesso, grazie a questa legge, spetterà al paziente? No. L’ultima parola spetta al paziente insieme al medico. La medicina non è mai un fai da te, non spetta a una singola persona, è una relazione di cura, la più fiduciosa, la più aperta possibile, tra medico e paziente appunto.

MARZO 2018 I 25


SOCIETÀ ATTUALITÀ

OPINIONI A CONFRONTO

Parla Beppino Englaro, l’uomo che per 17 anni ha lottato affinché venisse rispettata la volontà di sua figlia di dire no alle terapie e di lasciarsi morire

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ELUANA È RIMASTA IN STATO VEGETATIVO 6.233 GIORNI. I SUOI GENITORI NON HANNO MAI SMESSO DI LOTTARE PER RIVENDICARE IL SUO DIRITTO A SCEGLIERE

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LA SCELTA DI ELUANA ENGLARO QUANDO PARLA usa sempre il “noi”, per ribadire la forza di quel nucleo familiare di cui oggi lui rimane l’unico membro. Del resto è stata la sua famiglia a dare un significato alla sua vita, e alla sua lotta: una battaglia di civiltà che ha cambiato il volto dell’Italia. Beppino Englaro si è battuto per 17 anni per far sì che venisse rispettato il volere di sua figlia Eluana a lasciarsi morire ed oggi, venticinque anni dopo, è arrivato finalmente il Disegno di Legge sul testamento biologico. Beppino Englaro, finalmente il testamento biologico è legge. Cosa rappresenta per voi questo documento? È una legge giusta, perché la Costituzione italiana non discrimina le persone per la loro condizione. La vicenda Eluana ha trovato il deserto, per quanto concerne questo diritto fondamentale, ma i cambiamenti culturali hanno i loro tempi. Adesso, grazie a queste disposizioni, le persone non possono dire di non sapere quello a cui

UN’ALTRA VICENDA

Il caso di Dj Fabo

«In Italia l’eutanasia è ancora un reato, l’autodeterminazione un diritto costituzionale inalienabile», così si è espresso Beppino Englaro in merito alla vicenda di Dj Fabo, andato a morire in Svizzera.

PER SAPERNE DI PIÙ

Beppino Englaro è il Presidente dell’Associazione “Per Eluana, liberi di scegliere”. Anche sul sito www.pereluana.it è possibile reperire e scaricare il modulo per la dichiarazione anticipata di trattamento sanitario.

vanno incontro, e possono mettere nero su bianco la volontà di accettare o meno determinate cure e terapie. Al tempo di Eluana, purtroppo, non si concepiva l’idea stessa di disposizioni sul tema. Signor Englaro, è di qualche mese fa la sentenza con cui il Consiglio di Stato ha dato ragione alla sua famiglia, confermando un risarcimento di 133mila euro perché la Regione Lombardia non si fece carico del ricovero di sua figlia in una struttura adeguata per la sospensione dell’alimentazione. Cosa ha provato davanti a questa notizia? Il comportamento dell’allora presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è stato assurdo, illegale, è per questo che sono andato fino in fondo. La forza della vicenda Eluana, del resto, è nella sua semplicità: la ragazza aveva diritto all’autodeterminazione, era un suo diritto costituzionale inalienabile. Cos’è l’autodeterminazione? La facoltà di un semplice sì o no a qualsiasi tipo di terapia, dalla più banale alla salvavita; il consenso o il dissenso informato per quanto concerne la mia salute e di conseguenza la mia vita. 6.233: cosa le ricorda questo numero? I giorni che ci son voluti per portare a termine la vicenda di mia figlia Eluana.


Più volte lei ha ripetuto che Eluana è morta il giorno dell’incidente, nel gennaio 1992, e non il 9 febbraio 2009, perché? Per il semplice motivo che da quel giorno noi non abbiamo potuto metterci in contatto con lei. E, se fosse dipeso da mia figlia, per la gravità della situazione nella quale si era venuta a trovare dopo l’incidente, avrebbe detto da subito un semplice: “No grazie, a tutte le terapie; lasciate che la morte accada”. Ma la società a quel tempo non era disposta ad accettare la scelta che avrebbe fatto Eluana. Come fa ad essere sicuro che Eluana avrebbe rifiutato le cure? Ne avevamo parlato, era stata Eluana stessa ad introdurre l’argomento. Un anno prima il suo amico Alessandro aveva avuto un incidente in motocicletta, era stato curato ed ebbe come sbocco finale uno stato di coscienza minima. Ebbene Alessandro era rimasto in una condizione di vita che per Eluana non era concepibile. C’era una posizione univoca in famiglia, non avevamo il tabù della morte, ma il tabù della profanazione del nostro corpo in mani altrui. È follia pura. La vita non ce la diamo noi, ma l’esistenza sì. Cosa suscita in lei il ricordo della frase: “Non possiamo non curare e non abbiamo bisogno di nessun

consenso”? Una violenza inaudita, che non ci saremmo mai sognati di dover vivere. Mai avremmo pensato che altri potessero disporre della salute di Eluana, di decidere le conseguenze della sua vita, senza il suo consenso, e senza avere un colloquio con le persone che rappresentavano Eluana. La cosa più drammatica è stata constatare che la medicina era a servizio della non morte di Eluana e non della persona Eluana nella sua complessità e interesse. Cosa significa assistere una figlia in stato vegetativo? Lo stato vegetativo permanente non esiste in natura, lo crea la medicina in quanto nostra figlia in quella condizione non era né una morta cerebrale, né una malata terminale. Il problema è che lei è stata condannata a vivere in condizioni estranee al modo di concepire l’esistenza. Un fatto di una violenza inaudita. Sua madre non si è mai staccata da lei. Cosa ha rappresentato la vicenda di Eluana per l’Italia? È un grande caso costituzionale, è una sentenza storica che farà parte della storia della giurisdizione italiana. Nessuno, prima della vicenda Eluana, aveva sollevato l’autodeterminazione anche nella condizione non più capace di intendere e di volere.

LA SITUAZIONE A LIVELLO NAZIONALE

Alcuni comuni hanno istituito il registro del testamento biologico. Ce ne sono già 160 in tutta Italia, oltre alla Provincia di Cagliari e alla Regione del Friuli Venezia Giulia: un sistema che risulta operativo per più di 12 milioni di italiani a livello locale. Sul sito dell’Associazione Coscioni è disponibile l’elenco aggiornato. Da quando c’è stata l’approvazione della norma, sono stati scaricati tremila moduli solo da questo sito, ed un migliaio di persone hanno contattato la onlus per chiedere informazioni sul biotestamento. In totale sono stati 14mila i testamenti redatti e depositati con il modulo dell’Associazione.

La Legge sul Biotestamento chiude una lunga vicenda della storia recente italiana, iniziata con le battaglie quasi solitarie di Mina Welby e Beppino Englaro

IN ATTESA DI UN REGISTRO UNICO

I registri comunali, allo stato attuale, hanno la sola funzione di conservare le disposizioni anticipate di trattamento (Dat) e sono disciplinati da provvedimenti adottati da ciascun comune. Spetta a parenti o fiduciari del paziente segnalare l’esistenza delle Dat. La Legge 219, inoltre, prevede solo l’istituzione di registri regionali. Per questo la Legge di Bilancio per il 2018 ha stanziato 2 milioni di euro per la creazione di un registro nazionale. MARZO 2018 I 27


__SOCIETÀ ATTUALITÀ__

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IL QUADRO CHE EMERGE NON È CONFORTANTE: SOLO 1/3 DELLE DONNE LAVORATRICI OVER INTERVISTATE HA UN ALTO LIVELLO DI POTENZIALE LAVORATIVO, È BEN REALIZZATO E MOLTO ATTIVO IN AZIENDA

DONNE OVER,

TALENTI SENZA ETÀ Il trend demografico, l’aumento dell’occupazione femminile, l’invecchiamento della popolazione, l’innalzamento dell’età pensionabile... Sono tutti elementi che fanno sì che ci siano sempre più persone ultracinquantenni nel mercato del lavoro. In maniera particolare, donne. Soddisfatte? Non tanto

di Anna Maria Melloni Centro Studi 50&Più

CHI SONO OGGI in Italia le lavoratrici over 50? Quali condizioni di vita le caratterizzano? Quali sono i loro bisogni e le loro richieste? La riforma Fornero ha portato ad un aumento del 50% delle donne lavoratrici tra i 55 e i 64 anni (Istat, 2017). Valore D, in collaborazione con il Centro di Ateneo di Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica di Milano, ha realizzato la ricerca Talenti senza età per fotografare le caratteristiche e le esigenze delle donne ultracinquantenni al lavoro. La ricerca è stata svolta presso 18 aziende e ha coinvolto 4.962 lavoratrici di età compresa tra i 50 e i 69 anni, donne residenti in diverse zone d’Italia, per la maggior parte diplomate, il 68%, e coniugate, il 61% (campione rappresentativo sulla base dei dati Istat 2016). Il 19,8% di queste donne è già nonna di almeno un nipote, mentre il 35% dichiara di avere familiari disabili o non autosufficienti

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da accudire. Il 27,5% appartiene alla cosiddetta “generazione sandwich”, ovvero quella impegnata contemporaneamente nell’accudimento di figli o nipoti e di anziani familiari non autosufficienti. Emerge un quadro di sostanziale stabilità: la maggior parte delle intervistate ha un lavoro a tempo indeterminato e full time, lavora in media da 33,5 anni ed è nell’azienda attuale da 28,9 anni. Per quanto riguarda l’inquadramento il 53,3% è dato da impiegate, il 39,5% da quadri, il 3,6% da dirigenti, il 3,4% da operaie e il restante 0,2% è dato da membri di Consigli di Amministrazione. La capacità di conciliare la vita personale e quella professionale è strettamente legata proprio al livello di inquadramento: consiglieri in CdA e dirigenti riscontrano pochi problemi, mentre le donne più in difficoltà sono soprattutto impiegate, quasi sempre con figli conviventi o congiunti da assistere. Il 70% delle intervistate ha dichiarato che “negli ultimi anni un evento ha modificato in modo radicale la sua vita”, peggiorandola. Tra gli eventi più frequenti troviamo separazioni, divorzi, la perdita di una persona cara, la malattia propria o di un familiare, i cambiamenti lavorativi. Il supporto organizzativo delle aziende, ovvero l’interesse e la cura messe in atto per il benessere dei dipendenti, risulta particolarmente problematico. Le partecipanti alla ricerca non ritengono infatti soddisfacenti le azioni finalizzate a promuovere il benessere » MARZO 2018 I 29


SOCIETÀ ATTUALITÀ dei dipendenti. Ed è interessante notare come nelle aziende in cui la percentuale di donne e uomini è simile, le lavoratrici percepiscano un clima favorevole; al contrario viene percepito un clima negativo negli ambienti organizzativi in cui le donne sono in netta minoranza o maggioranza. La ricerca ha voluto indagare in che misura le donne over 50 si sentano discriminate nel loro ambiente lavorativo in base al genere (la percezione di essere trattate in maniera sfavorevole dai colleghi e dall’azienda in quanto donne) e in base all’età (il sentirsi trattati in maniera svantaggiata dai colleghi e dall’azienda perché over 50). È emerso che, in generale, vengono percepiti livelli di discriminazione bassi per il genere, più alti per l’età, in particolare per impiegate e quadri. Il dato viene ricondotto al cosiddetto effetto “soffitto di cristallo”, ovvero quell’invisibile barriera che tiene le donne lontane dai vertici organizzativi a causa di sottili meccanismi di discriminazione. In altre parole, molte impiegate e quadri al di sopra dei 50 anni che hanno faticato ad andare avanti nella carriera in quanto donne, una volta diventate senior, sentono che l’avanzamento di carriera diventa pressoché impossibile a causa dell’età. Gli obiettivi delle over 50 al lavoro sono diversificati: carriera, possibilità di crescita professionale, entrata economica, avere tempo per sé, per la famiglia e per la comunità. A partire da questi sono state individuate donne:

IN CRESCITA COSTANTE

VALORE D LAVORATRICI OVER 55 Italia Nord Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno L’ASSOCIAZIONE

Insieme per promuovere la forza lavoro delle donne

Valore D, che ha promosso la ricerca “Talenti senza età”, è un’associazione di imprese che promuove la diversità, il talento e la leadership femminile per la crescita delle aziende e del Paese. È nata nel 2009 dallo sforzo comune di 12 aziende (AstraZeneca, Enel, GE Oil&Gas, Johnson&Johnson, Ikea, Intesa Sanpaolo, Luxottica, McKinsey & Company, Microsoft, Standard&Poor’s, UniCredit e Vodafone) e oggi conta più di 150 aziende associate.

PER SAPERNE DI PIÙ

VALORE D Via Calabiana 6 20139 Milano Tel. 3451209321 Tel. 3400978547 segreteria@valored.it http://valored.it

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2010 990,2 468,2 272,4 195,9 243,6 287,4

2012 1.194,8 593,8 334,8 259,0 279,2 321,8

2014 1.431,7 714,3 416,0 298,2 349,1 368,3

2016 1.558,9 789,8 451,6 338,1 377,0 422,1

Fonte: Istat, 2017 (*migliaia)

• con la “testa sul lavoro” e sulla vita: lavoratrici che danno grande importanza a tutti gli obiettivi presentati; • con la “testa solo sul lavoro”: lavoratrici che prediligono gli obiettivi lavorativi (carriera, formazione, entrata economica); • con la “testa altrove”: lavoratrici che pongono estrema importanza agli obiettivi connessi alla vita extra-lavorativa e poca rilevanza agli obiettivi legati al lavoro. Circa un terzo delle intervistate non ha obiettivi legati alla realizzazione professionale. In molti casi si tratta di persone che “avevano la testa sul lavoro”, ma che nel tempo hanno perso interesse per la realizzazione lavorativa e sono ormai rivolte verso altro. Lo studio ha consentito di identificare tre tipologie di donne over 50 presenti nel mondo del lavoro: le lavoratrici attive e soddisfatte (36,9%), le lavoratrici attive ma in difficoltà (36,1%) e le lavoratrici smarrite (27%). • Le lavoratrici attive (36,9%) hanno un alto livello di potenziale lavorativo, sono ben realizzate da un punto di vista personale e sono ancora molto attive nel dare il loro contributo lavorativo in azienda. • Le lavoratrici attive ma in difficoltà (36,1%) danno molto

sul lavoro, ma non hanno una prospettiva a lungo termine sulla loro permanenza nel mondo del lavoro e sono caratterizzate da un basso livello di benessere psicologico. • Le lavoratrici smarrite (27%) hanno il più basso livello di impegno nel lavoro e di orientamento al futuro lavorativo. Le donne over 50 affrontano una fase della vita nella quale grandi cambiamenti modificano gli equilibri precedenti: malattie dei genitori o del coniuge, lutti, nascita di nipoti. L’invisibilità di questi cambiamenti, sebbene comportino carichi talvolta più importanti rispetto a quelli legati alla maternità, rende difficile la conciliazione tra vita privata e lavorativa. Le donne che possono contare su una vasta rete sociale, che vivono in contesti organizzativi caratterizzati da un clima positivo, non discriminante e con frequenti scambi intergenerazionali, restano attive sul lavoro. Al contrario, quelle che affrontano da sole il difficile compito di trovare un equilibrio tra casa e lavoro, in un ambiente professionale percepito come ostile, povero dal punto di vista relazionale, poco attento ai bisogni di conciliazione, si “smarriscono”, non riescono a rimanere risorse attive nelle organizzazioni.


Le aziende devono investire su quella maggioranza di lavoratrici attive che ha ancora la “testa sul lavoro” (87,7%), donne che vanno sostenute nella loro motivazione, e il cui potenziale va valorizzato. Donne che, ad esempio, vanno sostenute nel sentirsi nonne-lavoratrici: il recente innalzamento dell’età pensionistica non consente ancora a questa generazione di avere modelli di riferimento, il ruolo va dunque pensato in modo del tutto nuovo. Per far questo occorre rendere visibili le transizioni, cogliere i bisogni di conciliazione e favorire un clima organizzativo positivo, contrastando le diverse forme di discriminazione. Le aziende devono chiedersi quali sono i talenti smarriti con la testa ancora sul lavoro, intervenendo per far sì che queste donne ristabiliscano un buon equilibrio tra vita privata e lavorativa, tornando ad essere a pieno titolo risorse attive per le organizzazioni. Al contrario, conclude la ricerca, le lavoratrici smarrite “con la testa altrove” dovrebbero essere aiutate a passare il testimone, offrendo scivoli o piani personalizzati per favorire il passaggio di consegne ai lavoratori più giovani. Come Centro Studi 50&Più si è voluto dare spazio a questa ricerca che spicca in un quadro di sostanziale disattenzione rispetto alla condizione delle donne che lavorano, e in particolare delle donne over 50. Se nel breve periodo le azioni suggerite nelle conclusioni del report sembrano le più facilmente e utilmente praticabili, nel medio e lungo periodo è necessario sviluppare politiche di welfare che preven-

gano l’insorgere di situazioni come quelle emerse dalla ricerca. A partire dalla discriminazione per genere, che viene percepita bassa, nonostante in Italia il divario salariale tra uomini e donne sia consistente. Il 27% delle donne che lavo-

rano rientra, poi, tra coloro che nella ricerca vengono definite “lavoratrici smarrite”, tra queste la metà non ha più interesse ad investire in ambito lavorativo. Per queste donne, per quelle che rinunciano a monte ad investire nel lavoro, per quelle

che danno per assodati i mancati avanzamenti di carriera e i divari salariali rispetto ai colleghi, per la società nel suo insieme occorre studiare formule concrete che trasformino il lavoro femminile da sfida improba a reale opportunità.

LAVORATRICI ATTIVE Cosa caratterizza le lavoratrici attive con alto livello di impegno nel lavoro e alto benessere psicologico? PROFILO SOCIO-DEMOGRAFICO: sono donne in prevalenza con un profilo lavorativo alto (54,7% sono quadri e dirigenti) e che riportano di avere poche difficoltà economiche. Hanno più scambi con giovani al di sotto dei 30 anni sia in famiglia che nel sociale extra-lavorativo. PROFILO DELL’INVECCHIAMENTO: si sentono molto più giovani della loro età al lavoro. PROFILO DEL CAPITALE SOCIALE E DELLA CONCILIAZIONE: le donne di questo cluster riportano livelli alti di CSFamiliare e CSLavorativo. Hanno quindi accesso non solo a delle reti ampie ma anche caratterizzate da fiducia, cooperazione e reciprocità sia al lavoro sia in ambiti extra-lavorativi. Non hanno difficoltà di conciliazione. PROFILO AZIENDALE: riportano livelli molto bassi di discriminazione di genere e di età, vivono in un clima organizzativo positivo ed hanno più scambi con i colleghi junior. Le appartenenti a questo cluster provengono con maggiore frequenza del previsto da aziende di media ampiezza e da aziende in cui la percentuale di donne impiegate è simile a quella degli uomini. LAVORATRICI ATTIVE IN DIFFICOLTÀ Cosa caratterizza le lavoratrici attive in difficoltà? PROFILO SOCIO-DEMOGRAFICO: hanno un inquadramento tendenzialmente più basso. Hanno meno scambi intergenerazionali in famiglia e nel sociale extralavorativo. PROFILO DEL CAPITALE SOCIALE E DELLA CONCILIAZIONE: riportano livelli bassi di CSFamiliare e più alti di CSLavorativo. Hanno quindi accesso a una ricca rete di relazioni in ambito lavorativo mentre le relazioni extra-lavorative risultano essere più povere, questo probabilmente perché hanno investito meno nelle relazioni familiari ed extra-lavorative rispetto a quelle professionali. PROFILO AZIENDALE: percepiscono livelli leggermente più alti di discriminazione per il genere e più alti per l’età; lavorano in aziende dove le donne sono in minoranza e percepiscono più frequentemente un clima negativo. Hanno inoltre meno scambi con i colleghi junior. Le lavoratrici attive in difficoltà rispetto alle lavoratrici attive sono donne che sembrano soffrire per una mancata o incompleta realizzazione extra-lavorativa. LAVORATRICI SMARRITE Cosa caratterizza le lavoratrici smarrite? PROFILO SOCIO-DEMOGRAFICO: sono soprattutto impiegate e operaie, più frequentemente del previsto single e meno frequentemente sono conviventi con figli e/o genitori. PROFILO DELLA PERCEZIONE DELL’INVECCHIAMENTO: hanno vissuto transizioni importanti che hanno modificato in modo radicale la loro vita. Si sentono più anziane della loro età anagrafica ma solo al lavoro. PROFILO DEL CAPITALE SOCIALE E DELLA CONCILIAZIONE: percepiscono un basso CSLavorativo e hanno difficoltà di conciliazione in entrambi gli ambiti, soprattutto sul lavoro. PROFILO AZIENDALE: provengono da aziende di grande ampiezza in cui è presente una maggiore percentuale di senior e in cui le donne sono in minoranza. Riportano un’alta discriminazione di genere e di età, un clima organizzativo negativo e hanno pochi scambi con i colleghi junior. CS = Capitale Sociale Fonte: Talenti senza età. Le donne over 50 e il lavoro - Valore D, 2018 MARZO 2018 I 31


intervista di Giada Valdannini

UNA VITA VISSUTA ALL’INSEGNA DELL’ARTE, SOTTO LA GUIDA DI GRANDI MAESTRI 32 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018


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__le INTERVISTE di 50&Più__

LINA SASTRI «AMO IL TEATRO ché dà a chiunque - e dunque anche alle donne la possibilità di calarsi in ruoli complessi. Il cinema - cui pure devo molto - è un’altra cosa: ha un altro metro di misura. Dopo che hai superato una certa età, o ti rifai o ti fanno fare le nonne. Ho cominciato a interpretare la vecchia molto prima di quanto mi spettasse tant’è che, poi, chi mi vede da vicino si meraviglia: «Ma io mi aspettavo una persona anziana!». Non ci gira intorno, Lina Sastri, napoletana, grande interprete del teatro di prosa, grazie al quale si è affermata, dopo i primi passi negli Anni ’70 con Masaniello, di Armando Pugliese, e Natale in casa Cupiello, di Eduardo De Filippo. Solo dopo è arrivato il cinema - e tre David di Donatello; quindi, la televisione e il teatro, quello musicale. Ed è proprio in una pausa di uno spettacolo - Appunti di viaggio, col quale sta

+ Un viaggio tra teatro, musica e cinema. Quello che percorre l’attrice nel suo spettacolo Appunti di viaggio col quale ha girato l’Italia. L’occasione, per noi di 50&Più, per conoscere più da vicino un’artista che è stata anche madrina della cultura italiana nel mondo

+ girando l’Italia -, che la l’attrice che noi oggi raggiungiamo. conosciamo. «Sono in scena con sei Tutti tasselli che commusicisti straordinari pongono quella che lei che mi seguono nel mio chiama “testimonianpercorso musicale - che za” e che fa da canovacè parallelo a quello d’atcio al suo ultimo spettrice, di prosa, di cinetacolo: «Non avevo urma - da tanti anni. Apgenza di raccontare me punti di viaggio è uno stessa, ma di testimospettacolo molto libero niare ciò che era l’arte perché il testo - sebbene o il teatro che ho fatto esista la drammaturgia in tempo a conoscere - è aperto. Lo modulo ogni sera, in base anche al rap«QUANDO TI INCONTRI porto che si crea CON UN PERSONAGGIO, QUALCOSA DI TUO VA AL SOGGETTO col pubblico. Un CHE INTERPRETI E QUALCOSA po’ come fosse uno DI ESSO TI RESTA ADDOSSO, spettacolo jazz». FACENDOTI SCOPRIRE UNA PARTE DI TE» E la libertà sembra essere la cifra più intima della sua natura con la quale coi grandi maestri. Una deve essersi misurata testimonianza della sin da ragazzina quangrande cultura e bellezdo, adolescente, ha laza di una città - Napoli sciato casa per seguire - che ha un patrimonio la via dello spettacolo. straordinario, che non «Sono stati anni duri, è soltanto quello delcambiando di continuo la musica». compagnia; senza una Così, nel suo racconto lira e agognando un per tappe, in Appunti panino». Poi l’arte ha di viaggio, ci sono i preso il sopravvento e grandi - Eduardo, Angli incontri, nonché na Magnani, Pino Daforse una certa caparniele -, i comprimari, bietà, ne hanno fatto le comparse. Ma anche

gli anni Settanta, l’idea «che il mondo potesse cambiare davvero»; poi gli anni Ottanta, «la Milano da bere e una certa omologazione». La musica, il mare. Napoli, naturalmente, e il pubblico internazionale presso il quale è stata madrina della nostra cultura. Però, c’è anche l’amore e quel senso di riconoscenza verso una madre che - dice - «è stata una donna straordinaria, meravigliosa, bella, piena di grazia». Che cosa ammirava in lei? È stata il mio punto di riferimento assoluto. E lo è tuttora, anche se non c’è più perché è morta di Alzheimer. A lei ho dedicato un piccolo libretto, che scrissi qualche anno dopo la sua scomparsa, che si chiama La casa di Ninetta, che poi diventò un monologo che ho portato in teatro. Lei è stata una donna straordinaria, meravigliosa, bella, piena di grazia. Che ha molto » MARZO 2018 I 33


LINA SASTRI sofferto, ma che aveva un sorriso oltre ogni parola. Quanto sente di somigliarle? Poco, perché vorrei la sua leggerezza, che invece non mi appartiene, purtroppo. Attribuisce, quindi, alla “leggerezza” un valore? Sì, ed è un valore meraviglioso. La leggerezza è anche Napoli: con questi colori acquarello, questo odore di confetto nell’aria. Quest’aria leggera, anche nella sua musica. La leggerezza è anche un tipo di donna. Un’espressione di femminile che non appartiene a me che sono forse un po’ più siciliana - mio padre veniva da lì -. Di lei si percepisce infatti piuttosto la fermezza… Non ci posso fare niente. Quando sono tra persone che mi vogliono bene, credo di essere anche fin troppo ingenua, innocente. Sicuramente, non la donna forte e volitiva che sembro: piuttosto, un cavalluccio impaurito. Chi mi conosce bene lo sa; chi non mi conosce si ferma alla corazza. Ma d’altronde, chi è forte sa anche essere dolce: e io non lo sono. A proposito di donne, ci sono ruoli femminili che l’abbiano arricchita umanamente? Tutti, perché, volente o nolente, quando ti incontri con un personaggio, qualcosa di tuo va al soggetto che interpreti e qualcosa di esso ti resta addosso, facendoti scoprire una parte di te. Filumena Marturano, ad esempio, mi ha arricchita ma perché sono riuscita a coglierne sfumature differenti da quelle più classiche. Contrariamente a quello che «NON C’È NIENTE DI PIÙ si pensa - la grande eroina, IMPORTANTE - SE VUOI FARE L’ARTISTA - DI AVERE QUALCOSA la grande madre coraggio DI SINCERO E DI LIBERO quando la vai a interpretare, CHE TI PASSA ATTRAVERSO scopri che forse così grande IL CUORE, DA RACCONTARE» madre coraggio non è. Se la leggi bene, se la vuoi incontrare veramente, per come è scritta, è una donna che ottiene il suo risultato, quel cognome, con tristezza, quasi rassegnazione. È un personaggio che, nelle sue pieghe, nasconde qualcosa di maschile. Una qualche ven-

+

Roma, agosto 2011: Lina Sastri e Roberto Benigni sul set del film di Woody Allen “To Rome with Love”, a Campo de’ Fiori.

detta. Ha l’animo di Medea quando dice ai figli che sono figli di una prostituta; quando se ne va dalla casa di un uomo amato - e odiato - e sulla porta gli dice: «Uno di quei tre è figlio a te». Il cinema offre ruoli meno stimolanti, per una donna, rispetto al teatro? Il cinema è luce. Pretende il fascino - proprio quello fisico - della giovinezza. Se non sei più giovane, devi fare la zia o la nonna o la bisnonna. Ma questo avviene in Italia, dove la fascia che va dai quaranta ai sessant’anni - donna

quindi non più giovane -, non c’è nelle storie. È difficile incontrarne, contrariamente a ciò che avviene in Francia o nel Regno Unito. Una responsabilità che attribuisce alla scarsa fantasia di chi scrive i soggetti o a un cliché sulla donna? A chi decide di far le storie che si raccontano nei film e pensa che al cinema ci vada solo un certo tipo di pubblico. Fanno un prodotto che non tiene conto delle ampie possibilità che ci sono di raccontare le donne.

BIOGRAFIA

1974

Con N. Moretti in “Ecce bombo” 1978

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GLI ESORDI Nata a Napoli, ha iniziato a recitare giovanissima. Ha fatto il suo debutto professionale che era poco più che adolescente. Ha lavorato con grandi dello spettacolo del calibro di Eduardo De Filippo, Giuseppe Patroni Griffi.

1984

RICONOSCIMENTI L’attrice ha vinto tre David di Donatello come migliore attrice protagonista, per Mi manda Picone (1984) e per Segreti segreti (1985), e un David di Donatello come migliore attrice non protagonista, per L'inchiesta (1987).


LA CARRIERA

«Non riesco ad immaginare il mio futuro perché, per fortuna, non ho il senso del tempo. La vita mi ha insegnato a non fare programmi» L’attrice con Eduardo De Filippo in una scena di “Natale in casa Cupiello” (1977).

Cosa pensa del movimento Mee Too, delle donne che, da un capo all’altro del mondo, stanno dicendo basta agli abusi degli uomini? Da sempre il potere, maschile o femminile, ha usato le persone. Da sempre, le ha usate e violentate. Perché gli esseri umani si possono violentare anche mancando di rispetto con le parole. Però è vero anche che l’altro essere può dire no o può dire sì. Può dire sì per necessità; perché non sa dire no, oppure per vanità, perché at-

2002

tratto da quello che il potere può dare. E tutto questo non è condannabile. Per contro, può dire no: perché non attratto da ciò che il potere promette; perché ha la forza necessaria ad andarsene o perché non sta nella necessità di dover dire sì. E sarà sempre così. In Italia, 120 artiste, intellettuali, hanno firmato il documento Dissenso comune che muove dal caso Weinstein, il produttore accusato da molte attrici di molestie e aggressioni sessuali.

MUSICA Ha tenuto un concerto a Yokohama, in Giappone, da cui è nato l’album Live in Japan, con un brano interpretato in giapponese. Con l’album Concerto Napoletano ha invece riunito le più prestigiose canzoni partenopee.

2011

DAL TEATRO ALLA MUSICA

Attrice, cantante, autrice, regista. In teatro ha lavorato con Eduardo De Filippo, Giuseppe Patroni Griffi, Armando Pugliese, Francesco Rosi, Piero Maccarinelli e molti altri. Al cinema ha lavorato con Nanni Loy, Nanni Moretti, Carlo Lizzani, Giuseppe Bertolucci, Pasquale Squitieri, Giuseppe Tornatore, Woody Allen, John Turturro, Fabrizio Bentivoglio, Pupi Avati. Vince tre David di Donatello e due Nastri d’Argento. In televisione è stata protagonista di varie fiction. In musica ha scelto di cantare la sua terra, Napoli, con spettacoli musicali che raccontano il sud del mondo e ha portato la musica sul palcoscenico, tra parole, recitazione e danza. Ha pubblicato, con Marsilio Editore, un breve romanzo dedicato alla madre, La casa di Ninetta, dal quale ha tratto un monologo.

Lei lo avrebbe firmato? No. Da una parte, sono contenta che se ne parli, anche se non è una novità. Non mi piace l’abuso che si sta facendo di questa storia. Sono vicende che andrebbero risolte andando a denunciare, come è giusto che sia, se qualcuno abusa di te. Lei ha mai subito molestie sul lavoro? Nessuno ha mai abusato di me, nel senso che ho avuto offerte di un certo tipo che io ho rifiutato. Se oggi un giovane volesse avvicinarsi allo spettacolo da professionista, da cosa gli suggerirebbe di partire? Da se stesso, sempre. Dal forgiare la conoscenza. I giovani, oggi più che mai, sono alla ricerca di punti di riferimento, di emozioni, perché non gliele dà nessuno. E non c’è niente di più importante - se vuoi fare l’artista - di avere qualcosa di sincero e di libero che ti passa attraverso il cuore, da raccontare. Il suo futuro come se lo immagina? Non lo so perché, per mia fortuna, non ho il senso del tempo. Anche se nel mio spettacolo, Appunti di viaggio, attingo al passato. La vita mi ha insegnato a non fare programmi.

TITOLO AL MERITO È stata insignita del titolo di Commendatore al merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «Sono piacevolmente sorpresa. È un riconoscimento gradito, ma che non ti aspetti». MARZO 2018 I 35


__EVENTI__

+ CERIMONIA DI APERTURA IL BRACIERE OLIMPICO È STATO ACCESO DA MARIA TERESA BIANCHI E GIULIO CONSTANTINI, VINCITORI DELLA PRECEDENTE EDIZIONE

BELLUNO VINCE IL TROFEO

OLIMPIADI INVERNALI DI 50&PIÙ

Secondo posto per Lucca e terzo per Venezia, che vince la classifica Assoluti Uomini. Belluno sui gradini più alti anche nella Assoluti Donne. Veneto primo nella classifica regionale di Luisella Berti «SIAMO MOLTO FELICI di aver conquistato per il secondo anno consecutivo il Trofeo delle Olimpiadi invernali 50&Più, dichiara soddisfatto il vice presidente della 50&Più provinciale, Alberto Constantini, capogruppo dei 12 atleti che, con un punteggio di 353 punti, sono arrivati in vetta alla classifica provinciale a squadre. Siamo un gruppo molto unito e affiatato e spero che per le prossime competizioni si aggiungano altri componenti, a partire dalle olimpiadi estive dove siamo decisi a dare battaglia». Sono stati tre giorni di gare, di impegno, di voglia di stare insieme e di condividere la bellezza della montagna, quella delle Dolomiti del Brenta, ad Andalo (Tn), presso le piste della Paganella Ski Area. Sci di fondo classico e pattinato, camminata di regolarità e la doppia manche di slalom, le quattro discipline che hanno impegnato gli “spericolati” over 50 dello sci per i quali l’età anagrafica è una risorsa, non un limite. Per questo non è un caso che a vincere la classifica Assoluti Uomini con 73 punti sia stato Paolo Bressan, 82 anni, di Venezia, alla sua prima Olimpiade invernale, ma con ben 5 par-

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tecipazioni a quelle estive, si è cimentato in tutte e quattro le discipline. «Vado sugli sci un giorno sì e un giorno no, per due o tre ore consecutive negli impianti della Val di Sole. Se ci fosse stata una quinta disciplina in cui poter gareggiare, non mi sarei tirato indietro!», afferma. C’è poi chi lo slalom lo pratica anche a 88 anni come Fausto Romano De Martin, l’atleta più longevo di questa edizione. Originario di Vigo di Cadore, in provincia di Belluno, racconta: «A casa ho più di 300 coppe, vado a fare gare anche all’estero. Mi alleno tre volte alla settimana per tre ore, a volte anche di più. Faccio 20-25 km in discesa, è faticoso. Ma ce la metto tutta!». Con Paolo Bressan sul podio della classifica assoluta, al secondo posto c’è Giulio Constantini, di Belluno, con 71 punti (primo nella precedente edizione) e Piero Bertolani, di Lucca, al terzo posto con 60 punti. E le donne come se la sono cavata? Due bellunesi guadagnano il primo e il secondo posto: in vetta Maria Teresa Bianchi con 62,50 punti (prima anche nella precedente edizione) seguita da Marisa Zambelli con 40 punti, e Silvia Paola Chiaratti di Roma (34 punti). Per la classifica provinciale, dopo il primo posto di Belluno, con 127 punti la squadra di Lucca guadagna un secondo posto migliorando la prestazione di un anno fa quando arrivò terza, mentre Venezia conquista il terzo posto con 89,50 punti. Il successo delle squadre di Belluno e Venezia ha dato al Veneto la cop- »


EVENTI pa per il miglior risultato regionale con ben 501 punti, seguono la Toscana (164,5 punti) e terzo posto per l’Emilia Romagna (125 punti). La manifestazione sportiva, che ha ricevuto il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento, quest’anno ha registrato un incremento di iscrizioni e affluenza alle gare. Renato Borghi, presidente nazionale 50&Più, e Gabriele Sampaolo, segretario generale 50&Più, si congratulano con tutti i partecipanti che, con il loro entusiasmo, il desiderio di mettersi in gioco e la capacità di fare squadra, hanno dimostrato un forte spirito di aggregazione, condividendo e trasmettendo l’amore per lo sport. Il Sindaco di Andalo, Alberto Perli, presente alla cerimonia di premiazione, ha ringraziato 50&Più per avere dato alla città di Andalo la possibilità di ospitare anche quest’anno le Olimpiadi invernali: «Lo spirito di gruppo, gareggiare e vivere assieme come avete fatto in questi giorni, è il modo migliore per tenere unite le persone, attraverso la socialità e il divertimento». Salutata la II edizione delle Olimpiadi invernali, il prossimo appuntamento è con la XXV edizione delle Olimpiadi estive di 50&Più.

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I VINCITORI

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1 Belluno premiata con il Trofeo 50&Più. 2 Assoluti Donne: 1° Maria Teresa Bianchi, 2° Marisa Zambelli, 3° Silvia Paola Chiaratti. 3 Assoluti Uomini: 1° Paolo Bressan, 2° Giulio Constantini, premiati dal sindaco di Andalo, Alberto Perli. 4 Classifica regionale: 1° Veneto, 2° Toscana, 3° Emilia Romagna.

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+

A DESTRA, FAUSTO ROMANO DE MARTIN, 88 ANNI, DI BELLUNO, PREMIATO QUALE ATLETA PIÙ LONGEVO DELLE OLIMPIADI INVERNALI 50&PIÙ DA MAURO INVERNIZZI, DG DELLA SOC. DORO, SPONSOR DI QUESTA EDIZIONE OLIMPICA 4

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__REPORTAGE BIRMANIA__ mani. La via di scampo è irta di ostacoli - fiumi inIL POPOLO PIÙ DISCRIMINATO DEL MONDO. sidiosi, paludi infide - i viaggi sono spesso tragici e Questo triste primato vantano i Rohingya, da secoli la ricompensa consiste in una nuova discriminazione stanziati nella regione del Rakhine (o Arakan), sul dentro fatiscenti campi profughi. Tutto sembra coconfine occidentale della Birmania, e da decenni spirare contro i Rohingya, a favore del piano di elioggetto di una persecuzione a lungo ignorata dalminazione ordito dal governo birmano. l’opinione pubblica mondiale. «Un caso di pulizia «Il Myanmar - spiega Francesco Montessoro, proetnica da manuale», l’ha definito Zeid Ra’ad Al Husfessore di Storia dell’Asia all’Università degli Studi sein, capo dell’Alto Commissariato per i Diritti Umadi Milano - affronta una peculiare questione etnica. ni delle Nazioni Unite. Stupri, omicidi, case bruciate, La sua popolazione si divide in ben 135 etnie, di cui terre confiscate scandiscono la violenza inaudita quella Bamar, o propriamente birmana, raccoglie contro un popolo che si vuole cancellare dalla faccia il 68% degli abitanti. Questa composizione si riflette della Birmania. Che ha una consistenza incerta (è sull’organizzazione dello Stato, con sette Divisioni stato escluso dall’ultimo censimento del 2014) e o regioni a base etnica Bamar e sette regioni in uno status giuridico precario. Considerati “stranieri ognuna delle quali è insediata, in misura prevalente, residenti”, i Rohingya subiscono limitazioni del diuna delle etnie minoritto di proprietà, delritarie. Esistono dunla libertà di circolaque uno Stato Shan, zione, del regime mauno Stato Kachin e trimoniale e della poi quelli Mon, Chin, possibilità di mettere Kayah, Karen e Raal mondo figli. Dopo khine. In quest’ultila svolta democratica mo, popolato per due in Myanmar (nome terzi dalla minoranza assunto dalla BirmaRakhine, di religione nia nel 1989), con le buddista come i Balibere elezioni che mar, sono stanziati hanno portato alla anche i Rohingya, nascita di un goverche costituiscono un no presieduto da un terzo della popolaziocivile, la situazione ne. Musulmani, privi è paradossalmente di Leonardo Guzzo della cittadinanza, i peggiorata. Le azioni membri di questa etcontro gli “indesidenia sono perseguitati non per motivi religiosi, ma rati” hanno subìto un’escalation: tra agosto e setper questioni squisitamente nazionalistiche. Fin tembre del 2017 circa trecento villaggi sono stati dagli anni Trenta gli indipendentisti birmani, guidati distrutti e oltre 7.000 persone uccise, in un vortice dal generale Aung San, svilupparono una concezione di violenza che non accenna a placarsi. I militari, dello Stato come entità fondata sulle etnie indigene, nascosti dietro il governo civile, accusano i Rohingya i Bamar e gli altri popoli stanziati da secoli sul terdi inscenare i massacri e attribuiscono alle formaritorio dell’odierna Birmania. L’avversione dei nazioni autonomiste (e talvolta jihadiste) la responzionalisti verso gli stranieri ha radici nel periodo sabilità degli scontri. Il premio Nobel per la Pace coloniale: nell’odiosa dominazione dei bianchi inAung San Suu Kyi, simbolo della lotta per la demoglesi, sparuti e prepotenti, sulla massa degli indigeni crazia e oggi ministro degli Esteri, supporta la vere nella vasta presenza come ceto medio di “alieni sione ufficiale delle autorità birmane. Ai perseguitati di origine asiatica” - commercianti cinesi, indiani non resta che la fuga. Dalla fine degli anni Quaranta, della regione del Bengala passati nel Rakhine atstremati dalle discriminazioni, centinaia di migliaia traverso gli incerti confini dell’epoca - invisi ai birdi Rohingya hanno lasciato il Myanmar per rifugiarsi mani autoctoni per via dei loro privilegi. I Rohingya prevalentemente in Bangladesh, nell’illusione di inrientrano in questa categoria: di origine incerta, » tegrarsi con più facilità tra i correligionari musul-

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LA MACCHIA BIRMANA

Stranieri in patria e vittime di una violenza efferata: sono i Rohingya. In un Paese, la Birmania, che conosce l’orrore del sopruso, pagano la colpa assurda del nome e del sangue

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DOSSIER ROHINGYA

Il silenzio incomprensibile di un Premio Nobel Figlia del generale Aung San (capo della fazione nazionalista del partito comunista della Birmania) e di Khin Kyi (una delle figure politiche di maggiore rilievo dopo la morte del marito nel 1947), Aung San Suu Kyi (72 anni), è leader dal 1988 della Lega Nazionale per la Democrazia. Premio Nobel per la Pace nel 1991, ha vissuto in regime di semilibertà tra il 1990 e il 2010. Nel 2012 è entrata nel parlamento birmano, nel 2015 ha vinto le elezioni. Oggi è segretario di Stato e ministro degli Esteri del governo presieduto da Htin Kyaw. Vista proprio la travagliata storia personale e la lotta condotta in nome dei diritti umani contro il regime militare nel suo Paese, la sua posizione “assente” nei confronti dei Rohingya ha generato polemiche nell’opinione pubblica mondiale, se non vere e proprie accuse di legittimarne il genocidio.


__REPORTAGE BIRMANIA__

IN 60 ANNI sono considerati discendenti dei mercanti bengalesi emigrati nel Paese durante il periodo coloniale». La questione del “popolo dimenticato” assume contorni ancora più tortuosi. «All’interno dello stesso Stato Rakhine - precisa il professore - i Rohingya, che aspirano non tanto all’indipendenza quanto alla creazione di un territorio protetto loro destinato, sono discriminati anche dalla maggioranza buddista, che teme di perdere terre e vantaggi. Il governo birmano, a dispetto della parziale transizione democratica iniziata nel 2008, attua la tradizionale politica persecutoria dei nazionalisti, di cui i militari sono una variante in divisa e nel cui solco si inserisce la stessa Suu Kyi, figlia di quel generale Aung San che nel secondo dopoguerra fissò i caratteri dello Stato birmano indipendente. Suu Kyi è peraltro pesantemente condizionata dai militari, che conservano un ruolo importante e “tutelare” (di fatto un illimitato potere di intervento in caso di crisi) sulla nuova, e ibrida, democrazia birmana». A novembre la visita di papa Francesco, il suo appello alla tolleranza e alla riconciliazione hanno acceso i riflettori sulle violenze in Myanmar. Il professor Montessoro riassume con chiarezza le posizioni dei vari attori sulla scena: «La causa dei Rohingya, di recente saltata all’occhio dell’opinione pubblica occidentale, è da tempo sostenuta dai Paesi del Golfo Persico e dalla Turchia, per ragioni politico-religiose, con l’evidente scopo di accreditarsi

NESSUN ALIBI 1948

La Birmania diventa repubblica indipendente. Nel 1962 i militari hanno preso il potere con un colpo di Stato. Il Paese è stato ribattezzato Myanmar nel 1989.

2008

Il Myanmar ha una nuova Costituzione, che riserva ai militari il 25% dei seggi in parlamento e i ministeri dell’Interno, della Difesa e degli Affari di confine.

Le immagini del New York Times sono inequivocabili: quello dei Rohingya è un vero e proprio genocidio NELL’ERA DEL TRIONFO DEI MEDIA non è ammessa ignoranza sul genocidio dei Rohingya. I racconti dei sopravvissuti, raccolti da una manciata di avventurosi e coraggiosi reporter, descrivono l’inenarrabile: esecuzioni di massa, bambini sgozzati, donne violentate, misere capanne date alle fiamme coi corpi senza vita degli occupanti. L’orrore e la vergogna delle donne fotografate dal New York Times nei campi profughi in Bangladesh non lascia spazio ad alibi. Gli occhi bassi, il viso gonfio, le profonde cicatrici dei colpi di machete, solo per pura combinazione non andati a segno, parlano di una tragedia immane e disumana, che si può difficilmente ridurre a una questione di opportunità politica. Un recente rapporto di Medici Senza Frontiere riporta numeri allarmanti. Nel primo mese di persecuzione - tra agosto e settembre dello scorso anno - sono state assassinate circa 7.000 persone - tra cui 730 bambini al di sotto dei cinque anni - per mezzo di armi da fuoco (69% adulti e 59% bambini), incendi (9% adulti e 15% bambini), percosse violente (5% adulti e 7% bambini) ed esplosione di mine (2% bambini). I superstiti poi, sembrano non avere speranza, nemmeno quella di fuggire nei vicini Paesi: le vie d’uscita, oltre ad essere piene di insidie naturali (fiumi impervi, paludi ecc.), sembrano essere state anche minate. Insomma, quelli perpetrati contro i Rohingya son veri e propri atti di ferocia imperdonabile che, oltre a decimare un popolo, segneranno per sempre milioni di vite.

in seno al movimento islamico mondiale. La Cina (che intrattiene stretti rapporti economici col Myanmar) e l’India sembrano insensibili al problema, come la gran parte dei membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (Asean), mentre la Malaysia, l’Indonesia e soprattutto il Bangladesh sono preoccupati principalmente dell’afflusso di profughi. Il recente viaggio di papa Francesco ha un forte valore simbolico: ha attirato gli occhi

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del mondo sui Rohingya, pronunciandone il nome (addirittura bandito in Myanmar) di fronte ai vertici politici di Dacca, accreditandoli come interlocutori, richiamando i colpevoli dei massacri alle loro responsabilità. Tuttavia, gli interessi politici ed economici degli Stati coinvolti e delle potenze regionali, le motivazioni profonde della pulizia etnica non lasciano presagire una svolta di moderazione». Non resta che sperare nella

forza drammatica dell’evidenza. Soli, sommersi in mezzo al fango e alle correnti, come ne La terra desolata di T. S. Eliot, i Rohingya affrontano la morte per acqua, per sfuggire a un odio irrazionale e finire tutt’al più in un ghetto. Un metro più sopra, in superficie, luccica un’alba di democrazia che loro forse non vedranno, condannati da un destino con le sembianze di un nome vano e di un lontanissimo retaggio storico.


__SOCIETÀ ESTERO__

LA VOSTR SALUTE È A AFFAR NOSTRO!

Nell’Unione Europea, al vaglio le strategie necessarie all’inclusione sociale di anziani e disabili

ACCESSIBILITÀ URBANA, OBIETTIVO PRIMARIO IN AMBITO EUROPEO di Rachele Randon CREARE UN’EUROPA senza barriere architettoniche è ciò che si propongono molte amministrazioni comunali del Vecchio Continente. Un obiettivo volto a superare i troppi ostacoli che si frappongono alla piena vivibilità delle città da parte degli anziani e delle persone con disabilità, limitando così la loro libertà. Per questo, l’accessibilità alla vita urbana costituisce uno degli elementi portanti delle strategie dell’Unione Europea nell’ambito delle disabilità; strategie che, secondo le direttive Ue, dovrebbero essere sviluppate in quattro punti chiave: ambiente costruito e spazi pubblici; trasporti e infrastrutture; informazione e comunicazione; strutture e servizi pubblici. Tra le città europee che si so-

no impegnate “a fare dell’inclusione sociale una priorità”, spicca Lione, in Francia, insignita quest’anno dell’Access City Award. La città ha infatti inserito tra i dipendenti pubblici un alto numero di persone con disabilità (7,8%) - soglia sopra la quota minima richiesta dalla legge francese (6%) -; inoltre, i mezzi pubblici sono accessibili ad ogni cittadino, così come le biblioteche, provviste di tecnologie per non vedenti e ipovedenti.

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PREMIO ALL’IMPEGNO

IN AMBITO UE, OGNI ANNO VIENE ASSEGNATO IL RICONOSCIMENTO ”ACCESS CITY AWARD”, CHE PREMIA LE CITTÀ IMPEGNATE A MIGLIORARE L’ACCESSIBILITÀ URBANA DI DISABILI E ANZIANI

UNA U NA PRIMAVERA PRIMAV P R I MA AV VE ERA RA D DII A AVV AV AVVOLGENTE V VO OLGE LGEN NTE TE B BENESSERE ENESSERE TERMALE NEL CUORE DEI COLLI EUGANEI Speciali settimane del fango • • • • • • • • • • •

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7 notti con trattamento di pensione completa (bevande escluse) Sistemazione in camera doppia Classic Visita medica con stesura del protocollo di cura Integratore di sali minerali ed estratti vegetali alcalinizzante e antiossidante 6 applicazioni di fango 6 bagni termali all’ozono 6 trattamenti personalizzati (25 minuti) a scelta tra massaggi terapeutici o rilassanti Spa kit con accappatoio e telo piscina per l’intera durata del soggiorno Acquagym di gruppo in piscina Ginnastica di gruppo in palestra Tutti i servizi inclusi Atlantic Natural Spa: utilizzo sauna finlandese e bagno turco, area relax con lettini interna e all’aperto, area fitness Technogym®, accesso al centro benessere con piscine termali (canale di collegamento interno ed esterno) dotate di idromassaggi, lettini, cascata d’acqua per massaggi cervicali e percorso Kneipp Serata con cena di gala e intrattenimento musicale I servizi inclusi Atlantic Free Time: parcheggio auto e noleggio city bike A partire da € 647,00 a persona con impegnativa ASL (quota ticket esclusa)

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__SOCIETÀ ATTUALITÀ__

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CERCARLA, MA NON TROVARLA. INSEGUIRLA, MA SENZA RAGGIUNGERLA. LA SUA CONTINUA RICERCA RISCHIA ESSA STESSA DI DIVENTARE LA CAUSA SCATENANTE DI MOLTE INSODDISFAZIONI

LA FELICITÀ?

NON HA SEGRETI I soldi non bastano, le fortune della vita neanche. Sembra funzionare meglio il tempo libero: chi lo conquista si sente più soddisfatto. Ma felici si diventa anche imparando a non esserlo, accettando gli alti e i bassi del momento, le preoccupazioni. Soprattutto, smettendo di cercare la felicità in modo ossessivo

di Giovanna Dall’Ongaro

FARE O AVERE? È il dilemma di chi insegue la felicità: dà più soddisfazione una passeggiata in montagna oppure tenere in mano le chiavi di una macchina nuova? Secondo una recente indagine condotta tra 6mila cittadini di Usa, Canada, Danimarca e Paesi Bassi, pubblicata sulla rivista Pnas, “comprare” tempo libero renderebbe più felici che acquistare oggetti. Insomma, ben vengano i soldi dati a una babysitter per regalarsi una serata fuori casa oppure a una colf per liberarsi delle incombenze domestiche e sfruttare le ore guadagnate per fare sport, andare a una mostra, a un concerto o al cinema. Ma siamo sicuri che basti un po’ di “tempo per noi” a renderci felici? Charlie Brown avrebbe qualche dubbio. Il celebre protagonista dei Peanuts, dall’alto della sua saggezza di bambino di nove anni e mezzo, sa bene che il segreto della felicità è “accarezzare un cucciolo caldo caldo e stare a letto

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mentre fuori piove”, ma è anche “possedere una decappottabile e un lago”. Come la mettiamo? Fare o avere? Tempo libero o auto dei sogni? E perché non tutte e due le cose? Troppi punti interrogativi in così poche righe… È il momento di dare qualche risposta e per questo abbiamo chiesto a Gennaro Romagnoli, psicologo e psicoterapeuta, autore di PsiNel, il più ascoltato podcast italiano di psicologia. Dottor Romagnoli, quando parliamo di felicità sappiamo di cosa stiamo parlando? La felicità è una condizione dettata da tanti fattori. Non dobbiamo confonderla con piacevoli emozioni passeggere, ma dobbiamo pensare a un benessere psicologico che rende soddisfacente la nostra vita. Esiste la formula della felicità? Lo psicologo americano Martin Seligman ne ha proposta una riassunta nell’acronimo “PERMA”. “P” sta per positive emotion (emozione positiva), “E” per engagement (coinvolgimento), “R” per relationship (relazioni sociali), “M” per meaning (significato), “A” per accomplishment (realizzazione). Riassumendo possiamo dire che una persona felice è una persona che prova emozioni positive, è coinvolta in quello che fa, ha una rete di relazioni soddisfacente, pensa che la sua vita abbia un senso ed è consapevole di aver raggiunto un traguardo, di aver portato a termine un progetto. Come si raggiunge la felicità? È accessibile a tutti? Non voglio fare il guastafeste, ma esiste una componente » MARZO 2018 I 45


L’ESPERIMENTO genetica della felicità che rende ogni individuo diverso dall’altro. Ognuno di noi possiede un set point di felicità, un range di soddisfazione ereditato che condiziona fortemente le nostre emozioni. Significa che se vinciamo alla lotteria, saremo molto felici per un determinato periodo di tempo, ma poi torneremo al nostro abituale livello di felicità ricevuto in eredità, che è più alto per qualcuno, più basso per altri. Indipendentemente dagli eventi della vita, la nostra felicità tornerà al livello di base precedente. Ma non si può fare nulla per migliorare il grado di felicità congenito? La genetica ha di certo un ruolo importante, ma possiamo comunque lavorare su questo aspetto, sempre tenendo a mente che esiste un set point difficile da innalzare ma non impossibile. Applicare il modello PERMA alle cose che facciamo è già una buona strategia. Inoltre, la meditazione mindfulness è in grado di innalzare il set point rendendoci capaci di accettare le nostre emozioni e i nostri pensieri. A proposito di vincite alla lotteria. Che ci dice sui soldi? Danno o

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OCCHIO AI FALSI MITI LA FELICITÀ RESTA UN OBIETTIVO DIFFICILE DA RAGGIUNGERE, SIA PER I CONDIZIONAMENTI GENETICI SIA PER I FALSI MITI CHE CIRCOLANO INTORNO ALLA SUA RICERCA

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FARE O AVERE?

La felicità non è un rossetto nuovo Cosa ci rende più felici? Possedere ciò che ci piace o fare ciò che ci piace? Per scoprirlo, il gruppo di ricercatori che ha firmato un recente studio su Pnas è ricorso a un esperimento: un gruppo di persone ha ricevuto 40 dollari da spendere in due week-end successivi, nel primo acquistando un prodotto concreto, nel secondo del tempo libero. Pensiamo, per esempio, a una donna che la prima volta ha acquistato un rossetto e la seconda volta ha pagato una babysitter per avere una serata libera. In quali casi si è sentita più felice? Dall’indagine emerge che quando i soldi sono spesi per “acquistare” tempo libero il livello di felicità sale.

no la felicità? È stato dimostrato in diversi studi che i soldi possono aumentare il grado di soddisfazione tra chi ne ha pochi. Superata una certa soglia di ricchezza, i nuovi guadagni non portano più alla felicità. E questo è facilmente spiegabile con la metafora del “tapis roulant edonistico”. Le persone hanno la tendenza ad abituarsi alle novità positive, per cui c’è il rischio di continuare a inseguire obiettivi sempre più alti restando incastrati in una corsa senza meta come quella di un tapis roulant. Insomma, ci sembra di capire che la felicità sia un obiettivo difficile da raggiungere, vuoi per il condizionamento genetico, vuoi per la tendenza ad abituarci alle fortune della vita… È così? Ebbene sì: è arrivato il momento di sfatare alcuni miti sulla felicità. Cominciamo con i quattro proposti dallo psicolo-

go Russ Harris nel suo libro La trappola della felicità. Il primo dice che la felicità è una condizione naturale di tutti gli esseri umani e che tutti dobbiamo essere felici. È un mito dannoso perché spinge le persone infelici a pensare di essere diverse dalle altre. Il secondo dice che se non sei felice c’è qualcosa che non va. Non è così: la vita è piena di ostacoli e difficoltà per cui, al contrario, è normale avere delle preoccupazioni. Il terzo afferma che per essere felici bisogna eliminare i pensieri negativi. Non è vero: con i pensieri negativi si deve imparare a convivere. Evitandoli si peggiorano le cose e ci si ritrova in difficoltà quando si devono gestire situazioni difficili. I pensieri negativi, invece, devono essere accettati perché fanno parte del nostro bagaglio emotivo tanto quanto quelli positivi. L’ultimo mito sostiene che bisogna essere capaci di controllare ciò che si pensa e ciò che si prova. Invece è risaputo che non possiamo controllare i pensieri, ma solamente le azioni. Abbiamo potere su ciò che facciamo, ma non su ciò che proviamo. Forse ora sappiamo qual è il segreto della felicità: smettere di cercarla… Sì, è così.


Senza e l’ormon a in n o t mela


VERSO NUOVI ORIZZONTI CON IL CONCORSO 50&PIÙ

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UNA NUOVA TAPPA PER NUOVE ESPERIENZE, scenari e panorami diversi, sempre e comunque di grande ispirazione per gli artisti over 50 che hanno già inviato o stanno per farlo la scheda di partecipazione alla XXXVI edizione del Concorso di Prosa, Poesia, Pittura e Fotografia di 50&Più. Dopo il magico Baveno, sul Lago Maggiore, la fase finale del Concorso quest’anno si terrà a Salsomaggiore Terme (Pr) in una delle primarie strutture ricettive dove sarà possibile partecipare ai consueti workshop e laboratori dedicati alle quattro arti in gara condotti da noti professionisti. Non mancherà l’opportunità di scoprire i gioielli artistici e paesaggistici del territorio grazie alle escursioni che saranno proposte. Bellezza, eleganza, raffinatezza, benessere per il corpo e per la mente, è tutto quello che offre Salsomaggiore Terme. L’appuntamento è dall’8 al 13 luglio 2018. Intanto, però, la prima cosa da fare è inviare entro il 6 aprile 2018 la scheda di partecipazione al Concorso pubblicata nella pagina accanto. Il tempo vola, meglio non pensarci troppo e cogliere questa occasione.

CONCORSO 50&PIÙ PROSA, POESIA, PITTURA E FOTOGRAFIA

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SCHEDA DI PARTECIPAZIONE 50&Più Servizio Eventi Associativi Via del Melangolo, 26 00186 Roma mail: infoeventi@50epiu.it fax: 06.6872597

Leggi il regolamento (sul sito www.50epiu.it o su 50&Più di febbraio 2018), compila la scheda di partecipazione che trovi in questa pagina con i tuoi dati, e invia tutto a mezzo posta, mail o fax entro e non oltre il 6 aprile 2018 ad uno degli indirizzi indicati

Il sottoscritto: Cognome

Nome

Nato/a

il

Via/P.zza

Residente a n.

Cell.

Cap

Prov.

Tel.

E-mail PER I PARTECIPANTI AL PREMIO LIBELLULA

Vincitore della «Farfalla d’Oro» nel

nella Sezione

chiede di partecipare alla XXXVI edizione del Concorso Prosa, Poesia, Pittura e Fotografia con: un’opera di Prosa dal titolo: (allegare 3 copie cartacee come da regolamento - non più di 3 cartelle)

un’opera di Poesia dal titolo: (allegare 3 copie cartacee come da regolamento - non più di 35 versi)

un’opera di Pittura dal titolo: (allegare 2 foto opera - non quadro - come da regolamento - quadro max cm 60x80)

un’opera di Fotografia dal titolo: (allegare 2 copie della foto come da regolamento - cm 18x24 - 20x25 - 20x30)

A tal fine provvede al versamento di 30,00 euro per ognuno dei lavori presentati in Concorso, mediante: assegno bancario/circolare N.T. intestato a 50&Più - Banca

n.

versamento c/c postale n. 19898006 intestato a 50&Più (allegare ricevuta) bonifico bancario intestato a 50&Più - codice IBAN IT33H0832703247000000047010 causale: Partecipazione Concorso ed. 2018 (allegare ricevuta) contanti euro

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altro

Curriculum:

Come previsto dal regolamento del Concorso il sottoscritto dichiara di non essere un professionista, di non aver mai tratto profitto dall’attività letteraria, pittorica o fotografica e di essere l’autore delle opere presentate. Firma I dati personali contenuti nella presente scheda, dei quali consento il trattamento, verranno utilizzati esclusivamente ai soli fini e scopi dell’evento anche per quanto concerne la pubblicazione sulla rivista 50&Più e su internet di immagini e video relativi al predetto Concorso (art. 96 Legge 633/41). Tali dati potranno, su mia richiesta, essere aggiornati o eliminati in qualsiasi momento, come previsto dal Decreto Legislativo 30.06.2003, n. 196. Firma


cultura LIBRI ARTE TEATRO MUSICA CINEMA

__LIBRI CULTURA__ C’È STATO UN TEMPO in cui le persone inviavano per posta lettere ad altre persone. Le lettere non erano solo ponti che legavano, ma soprattutto ponti aperti, varchi, raccoglimenti che ci permettevano di capire meglio soppesando con profondità emozioni e idee. Erano una delle forme espressive più coinvolgenti, intense, veritiere a disposizione, uno strumento il cui fascino era ed è sopravvissuto a una dozzina di rivoluzioni tecnologiche. Prendiamo il caso di Edgar Allan Poe, il cui epistolario per la prima volta è pubblicato integro in Italia, a cura di Barbara Lanati. Leggerlo è come leggere un grande romanzo pieno di sorprese, terrore, speranze. Lo scrittore americano cerca aiuto in ogni momento, richiede attenzione, domanda prestiti, vuole spazi per i suoi libri, è assillato dalla mancanza di lavoro. E tutto rimanda a quel retroterra di tormenti e incubi, dove si annidano i fantasmi della sua

LE LETTERE + DI POE, UN ROMANZO INEDITO

narrativa, da cui emergeranno Il pozzo e il pendolo, Il crollo della Casa Usher o Le avventure di Gordon Pym. Per Poe la lettera è un documento privato, scottante, un oggetto che scatena la curiosità morbosa di chi l’attende. Nelle missive d’amore tende al massimo la corda, impreca, sogna impossibili spazi di serenità, si lamenta, si confessa e si riconfessa, vede fantasmi persecutori da ogni parte. «L’ombra del “Male” mi ossessiona», scrive alla donna amata annunziando una devozione che non ha paura dell’età di lei e promette «l’amore dello spirito di cui il mondo parla così spesso e così a vuoto, la più vera e la più assoluta delle realtà».

LETTERE IL SAGGIATORE 754 PAGINE 48,00 EURO Giudizio di 50&Più:

La vita, le paure, i sentimenti e le speranze di Edgar Allan Poe trovano vita in un documento senza filtri: le sue lettere

di Renato Minore

L’ORDINE DEL TEMPO Carlo Rovelli Adelphi - 150 pagine 12,00 euro Giudizio di 50&Più:

Vola in un attimo oppure non passa mai. Parlando del tempo, Carlo Rovelli spiega che il suo scorrere è un mistero sul quale i fisici non hanno una risposta definitiva. Traspare lo stupore per la grandezza delle conquiste scientifiche e l’onestà nell’ammetterne i limiti. La scienza comporta grandi sacrifici da artigiano che impara i ferri del mestiere, ma il premio collima con l’immarcescibile conquista della bellezza. Dallo scienziato delle fortunatissime Sette lezioni di fisica, ecco un altro saggio/racconto nato con l’intento di “condurci per mano sul bordo di ciò che sappiamo a guardare come scintille il mare di ciò che non sappiamo”. L’ordine del tempo non è un libro che parla da dentro una disciplina scientifica. È un messaggio “dal fronte”. Uno scienziato sta provando a capire, e prova a offrire, a chi voglia ascoltare, i suoi sforzi per comprendere.

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__ARTE CULTURA__ INFORMAZIONI SULLA MOSTRA

L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio Forlì - Musei di San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro, 12 Orari: dal martedì al venerdì 9,30/19,00; sabato, domenica e festivi 9,30/20,00; lunedì chiuso Biglietto €12; ridotto €10 (gruppi, over 65, fino a 18 anni, studenti universitari, convenzioni); scuole €5; gratuito fino a 6 anni, disabili, giornalisti, guide e accompagnatori di gruppi, di studenti e di disabili info: 199151134

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DA NON PERDERE

VENEZIA

L’arte precolombiana L’imprenditore-paleontologo Giancarlo Ligabue, scomparso tre anni fa, organizzò oltre 130 spedizioni, partecipò a scavi, esplorazioni e ritrovamenti e realizzò un’importante collezione di oggetti di molte culture. 150 meraviglie di Centro e Sudamerica sono esposte ne Il mondo che non c’era. Fino al 30 giugno a Palazzo Loredan NAPOLI

Grandi pittori da Napoli a Parigi Si intitola Da De Nittis a Gemito - I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo la bella mostra aperta nella città campana: dal pugliese-partenopeo al grande Antonio Mancini, da Palizzi a Toma, da Campriani allo scultore-ritrattista. Fino all’8 aprile alle Gallerie d’Italia

Ai Musei di San Domenico di Forlì, fino al 17 giugno, una grande rassegna rivaluta il post-Rinascimento

COME ERA RAFFINATA LA “BELLA MANIERA” IL MOMENTO PIÙ ALTO dell’arte italiana, si sa, fu il Rinascimento. Il secondo periodo di grande influenza della nostra pittura al di fuori dei patri confini avvenne durante il XVII secolo, quando il caravaggismo si diffuse a macchia d’olio (si veda al proposito la bella esposizione L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri alle Gallerie d’Italia di Milano, fino all’8 aprile). Nel mezzo in molti videro un periodo di crisi e decadenza, di esasperazione e innaturalezza, il Manierismo. Nella cittadina romagnola una bella mostra che, per la prima volta, utilizza come sede espositiva la Chiesa conventuale

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MOSTRE di Ersilia Rozza

di San Giacomo Apostolo, a conclusione del suo integrale recupero, ci mostra come anche nel Cinquecento l’arte di Pontormo e Vasari, Parmigianino e Barocci, i Carracci e Tiziano, fosse spesso innovativa e soprattutto tesa e drammatica, sempre volta a “incantare” lo spettatore. L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio documenta gli anni che intercorrono tra il Giudizio universale del primo (1541) e la morte dell’altro (1610), mentre il rigore della Riforma protestante e del Concilio di Trento, insieme alle scoperte galileiane e gli albori della scienza, stavano cambiando l’Europa e

avviando la modernità. Tra rinnovamento stilistico e gli ancoraggi al passato della “bella maniera” voluta dall’ortodossia cattolica, tra ricerca della costruzione espressivamente drammatica e nuovi segni e virtuosismi pittorici, spesso dimenticando prospettiva e anatomia, giganti come Rosso Fiorentino e Lorenzo Lotto, Correggio e Bronzino, Beccafumi e Veronese, El Greco e Vasari, Rubens e Guido Reni, dipingono la “maraviglia” e la raffinatezza come nessuno.


FOTO TOMMASO LE PERA

__TEATRO CULTURA__

IN SCENA CAPOLAVORI DI PSICOLOGIA

CONCERTI COL RINOMATO FLAUTISTA MAURICE STEGER, GRANDE MOSTRA CON OLTRE 200 VARIETÀ DI CAMELIE ALLA RASSEGNA “CAMELIE LOCARNO” DAL 21 AL 25. INFO: +41 (0) 848091091

Viaggio fra i grandi classici in lingua all’Ambra Jovinelli di Roma e concerti fra le camelie di Locarno

TEATRO TESTI INTERESSANTI e attori di grande talento al Teatro Carignano di Torino questo mese. Fino all’11 è in scena Gabriele Lavia col dramma più famoso di Strindberg, Il Padre, di cui cura anche la regia. «Un capolavoro di dura psicologia», lo definì Nietzsche perché partendo dai

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conflitti di coppia arriva a mettere in discussione il matrimonio e la stessa società borghese. Una tragedia che racconta il crollo del potere dell’uomo, il suo precipitare nel buio dell’incertezza lasciandosi sopraffare dall’impietosa, crudele certezza della donna.

ROMA

Boccaccio, Ariosto e Basile in scena FOTO CHICO DE LUIGI

Sette anni fa al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, Marco Baliani, Stefano Accorsi e il direttore artistico e organizzativo Marco Balsamo, hanno messo a punto il progetto Grandi Italiani. Una vera sfida portare in scena le opere in lingua di Boccaccio, Ariosto e Basile. Un viaggio nella letteratura attraverso tre grandi classici. Il successo non era scontato ma gli spettatori hanno gradito incoraggiando l’affiatato terzetto a raccontare altre storie. Nascono così, liberamente tratte da Lo cunto de li cunti di Basile, Favola del principe che non sapeva amare (1-11); dall’Orlando Furioso di Ariosto, Giocando con Orlando (13-15); dal Decamerone di Boccaccio, Decamerone vizi, virtù, passioni (16-18). Adattamenti teatrali e regie di Marco Baliani, interprete dei versi dell’Ariosto con Stefano Accorsi, protagonista con altri attori delle fiabe e delle sette novelle. Info: 0683082620

di Mila Sarti

Gabriele Lavia e Toni Servillo fra Strindberg e Louis Jouvet. Al Carignano di Torino in scena due spettacoli che scuotono le nostre coscienze «L’intreccio del Padre è semplicissimo - commenta Lavia -. Un marito sospetta che la moglie lo abbia tradito e che la figlia sia di un altro. Marito, moglie, figlia e... l’altro. Un intreccio, diciamolo pure, banale, che nelle mani di Strindberg diventa un “abisso”. O, meglio, il precipitare nell’abisso della perdita di ogni “certezza ontologica” dello statuto virile della paternità e l’avvento della condizione di “incertezza dell’essere” dell’uomo che, dunque, deve fare i conti con la cultura, la storia e addirit-

tura col mito». Segue, dal 13 al 25, Elvira di Brigitte Jacques da Elvire Jouvet 40. Elogio al teatro, al mestiere dell’attore e alla sua missione civile attraverso le riflessioni di una delle figure più importanti del teatro francese, Louis Jouvet, interpretato da Toni Servillo, anche regista. «Le parole di Jouvet - dichiara l’attore napoletano - hanno una forza dirompente, una dignità tale da fissarsi nella mente di chi le ascolta, lasciando meravigliati e commossi». Info: 0115169555 MARZO 2018 I 53


__MUSICA CULTURA__ CURIOSITÀ

Festeggiato nel 2016 il decennale, i Ministri sono spariti dalle scene e dai Social. Stavano preparando il loro sesto cd, Fidatevi. Rock forte, tirato, attento al sociale, con uno sguardo positivo. Ad aprile il tour.

Il nuovo album della grande cantante sarda apre il cuore e la mente alla speranza e alla bellezza

LE PICCOLE, GRANDI LUCI DI ELENA LEDDA

MUSICA di Raffaello Carabini

+ L’ENFANT PRODIGE

DEL JAZZ

Il sassofonista Cafisio si ispira a New Orleans, la città del jazz IN MEMORIA

«Suoniamo per le mance (ovvero We Play For Tips, titolo del suo nuovo cd, ndr) era la scritta che a New Orleans molti musicisti di strada portavano sul cappello», ricorda Francesco Cafiso. Un’immagine rimasta impressa nell’appena adolescente enfant prodige del sax. Da allora alcuni anni sono trascorsi, la sua fama si è ormai consolidata in mezzo mondo e oggi il siciliano apre l’etichetta discografica E Flat con un album in nonetto, pieno di vita, effervescente e ispirato da due grandi musicisti della città del delta, Wynton Marsalis e Louis Armstrong.

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SE FOSSIMO IN GIAPPONE, sarebbe considerata un “tesoro nazionale vivente” per l’eccezionale contributo che ha offerto negli anni alla tutela e alla diffusione del patrimonio tradizionale della Sardegna. Elena Ledda è, dopo la scomparsa di Maria Carta (avvenuta nel 1994), la più importante interprete di musica popolare dell’isola, che spesso contamina e innova, grazie anche a illustri collaborazioni: con esponenti del jazz come Don Cherry e Lester Bowie, Enrico Rava e Richard Galliano, del pop come Fabrizio De Andrè e Raiz, della world come Noa e Moni Ovadia, Savina Yannatou e Maria del Mar Bonet, della new age come Andreas Vollenweider. È da poco uscito il suo nuovo, bellissimo cd, titolato Làntias, ovvero “piccoli lumi”, che vo-

gliono indicare le speranze che ancora albergano nel cuore di ognuno contro l’ingiustizia, il malaffare, l’inciviltà del vivere contemporaneo. Intense canzoni in dialetto, che parlano di guerre nel mondo e di migrazioni, di violenza contro le donne e di saggezza contadina, di padri maestri e mai padroni e d’amore (con l’omaggio a Bianca D’Aponte, la cantautrice aversana scomparsa a soli 22 anni, la Serenada del galiziano Antonio Placer e il celebre canto popolare andino Ojos Azules). La magnifica voce di Ledda e il sound prezioso, coordinato dal solito eccellente Mauro Palmas, fanno di Làntias un disco che fa capire quanto i valori della tradizione, artistici e culturali, siano importanti in un presente sempre pronto a dimenticarli.


__CINEMA CULTURA __

Tra dramma e farsa, ecco il film tratto da “interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia con Tonya Harding”

di Alessandra Miccinesi

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FILM IN USCITA

I, TONYA L’ASCESA E LA CADUTA

DRAMMATICO

MARIA MADDALENA REGIA di Garth Davis con: R. Mara e J Phoenix Giudizio di 50&Più:

La storia di una donna che la Storia non ha scordato. Ce la racconta il regista di Lion, la strada verso casa, per illustrare l’esperienza della Maddalena nota ai più solo per l’episodio della lapidazione. Il cinema alza il velo sulla figura umana e spirituale di una donna tra le più enigmatiche e incomprese. Maria (R. Mara) è una giovane in cerca di una nuova vita. Forzata dalla società del suo tempo, sfida la famiglia per unirsi al movimento guidato da Gesù di Nazareth (Joaquin Phoenix), Maria trova un posto per sé nel cuore di un viaggio che la porterà, tra malumori e dissensi con gli apostoli, fino a Gerusalemme.

COMMEDIA

BASTA CREDERE (IO C’E’) REGIA di Alessandro Aronadio con: M. Buy, E. Leo e G. Battiston Giudizio di 50&Più:

L’io al posto di Dio? In questi tempi di culti fai-da-te, può essere una soluzione alla crisi. Così, il gestore di un bed and breakfast in rovina (E. Leo) decide di far rifiorire la sua attività trasformando il vecchio B&B “Miracolo italiano” in una sorta di convento laico, in cui gli ospiti possano soggiornare in cambio di una donazione, ovviamente esentasse. L’idea è perfetta, ma prima bisogna inventarsi un credo.

CINEMA

UNA PATTINATRICE (Tonya Harding) cresciuta dalla madre a ceffoni e training durissimi, e una Nazione (gli Stati Uniti) col culto del perbenismo di facciata. Ribelle e violenta la prima; ipocrita e moralista la seconda. Tonya e l’America sono le protagoniste del bel film di Gillespie, applaudito all’ultima Festa del Cinema. Una commedia nera dai ritmi serrati, fabbricata come un falso documentario che racconta l’ascesa e la caduta di Tonya Harding (una magnifica Margot Robbie). La pattinatrice fu accusata di aver orchestrato il ferimento della rivale Nancy Kerrigan, a Detroit durante un allenamento, per volare ai Giochi Olimpici di Lillehammer al suo posto. Nonostante l’indiscutibile talento e gli allenamenti serrati, la Harding (prima americana nel 1991 a eseguire il triplo “Axel” in campionato) non godette mai delle simpatie dei

giudici che penalizzavano il suo carattere eversivo e la sua personalità eccentrica lesinando i punti. Quarta nel ’92 ai Giochi di Albertville, trucco pesante, costumi appariscenti e una madre scurrile da cui ereditare i modi, Tonya rifiutò di piegarsi alle regole dello “sport system”, ma cercò di guadagnarsi da sola il podio con le armi della tecnica e della resistenza. Il film si apre con le presunte confessioni dei protagonisti del reato: Tonya, il suo ex marito Jeff Gillooly (l’ottimo Sebastian Stan) e sua madre LaVona (un’immensa Allison Janney). Il ferimento della Kerrigan, gesto impossibile da perdonare per la giustizia sportiva, e non solo, nel ’94 fu uno degli scandali sportivi più grossi degli Stati Uniti. Regia: Graig Gillespie Genere: biopic Giudizio di 50&Più:

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__in VIAGGIO__

PICCOLE MERAVIGLIE DA SCOPRIRE Sono le Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano, comuni con meno di 15mila abitanti, sinonimo di sostenibilità ambientale, tutela del territorio e del patrimonio artistico-culturale, e qualità dell’accoglienza. Nell’elenco 227 borghi, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Tra le regioni più premiate, la Toscana, il Piemonte e le Marche

S

di Loris Porcheri SONO PICCOLI, contano meno di 15mila abitanti, ma sono custodi di un patrimonio artistico-culturale di grande pregio. Sono, per così dire, a misura d’uomo, e anche se i loro nomi non risuonano familiari come altre città e non compaiono sulle grandi guide internazionali, offrono ai visitatori un’accoglienza senza pari, fatta di autenticità, genuinità, freschezza, semplicità. Sono i borghi designati con la Bandiera Arancione, “marchio di qualità turistico-ambientale” del Touring Club Italiano, comuni composti talvolta da una manciata di case, ma che hanno assunto come impegno primario quello di preservare la bellezza dei luoghi che li compongono e tramandare le tradizioni che li hanno modellati. Ma quanti sono questi capisaldi della bellezza italica “nascosta” e dove sono dislocati? La simbolica bandiera arancione, nel corso degli anni, è stata consegnata a ben 227 comuni, sparsi su tutto il territorio nazionale. Qualche regione ne vanta di più - come la Toscana, con 38 bandiere, il Piemonte con 28 e le Marche con 21 -, altre di meno, ma in ogni angolo del nostro Belpaese (è proprio il caso di dirlo) ci sono questi gioielli che aspettano solo di essere scoperti e visitati. Quest’anno sono stati insigniti del vessillo »


IN VIAGGIO AGLIÈ (TORINO)

ORIOLO (COSENZA)

GRESSONEY (AOSTA)

Si trova nel Canavese ed è un antico borgo medievale, dominato dai Savoia fin dal ’300. Le stradine silenziose e i caratteristici portici fanno da corona alla bellezza del Castello ducale, residenza reale, costruito nel 1141.

In prossimità del Parco nazionale del Pollino, Oriolo dista 20 chilometri dalla costa calabrese che si affaccia sullo Jonio. Eretta come città-fortezza per difendersi dagli assalti dei Saraceni, vanta un maestoso castello.

Gressoney Saint Jean, ai piedi del Monte Rosa, è nota per il turismo invernale (con piste da sci) ed estivo (passeggiate ed escursioni). Da non perdere Castel Savoia, dimora estiva della regina Margherita di Savoia.

FRONTINO arancio altre diciannove realtà - Gressoney Saint Jean (Aosta), Agliè (Torino), Chiusa di Pesio (Cuneo), Gavi (Alessandria), Ozzano Monferrato (Alessandria), Almenno San Bartolomeo (Bergamo), Bellano (Lecco), Pizzighettone (Cremona), Maniago (Pordenone), San Vito al Tagliamento (Pordenone), Santa Fiora (Grosseto), Frontino (Pesaro Urbino), Serra San Quirico (Ancona), Fara San Martino (Chieti), Lama dei Peligni (Chieti), Opi (L’Aquila), Aliano (Matera), Oriolo (Cosenza), Taverna (Catanzaro) -, ognuna con una peculiarità ma tutte unite dal distintivo di comune virtuoso. Tanti sono borghi medievali arroccati in angoli di montagne, esse stesse orgoglio di madre natura. Come Opi, un pugno di abitanti (poco più di 400), adagiato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, tra i Monti Marsicani, do-

NEL MONTEFELTRO

Il borgo più piccolo

Conta appena 300 abitanti ed è il comune più piccolo della provincia di Pesaro e Urbino. Antico baluardo del confine longobardo, Frontino vanta uno splendido Castello, circondato da alte mura sorvegliate dalla Torre civica ed il Torrione. Il mulino di Ponte Vecchio, oggi restaurato, ospita il Museo del pane. Nel suo territorio, circondato dalla natura, il convento francescano di Montefiorentino, tra i più grandi delle Marche.

Una panoramica di Bellano (Lecco), affacciato sul lago di Como.

58 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

Uno scorcio di Opi (L’Aquila). Nella foto d’apertura, il borgo di Santa Fiora (Grosseto).

ve la neve è di casa. Passeggiare per il centro storico di Opi è come fare un balzo nel tempo, quando la vita scorreva lenta e a misura d’uomo. Una semplicità ricordata dai prodotti tipici del luogo, fatti di miele e latte di pecora. Maniago è conosciuta come “la città dei coltelli”, che qui si iniziarono a produrre dal 1453. Il Museo dell’arte fabbrile e delle coltellerie ne racconta la storia,

così come fanno piazza Italia la più grande del Friuli - il Duomo e il Castello, a cui si arriva percorrendo una strada immersa nel verde. Profumano di vino, invece, le strade di Gavi, paese nel quale si produce il bianco Docg Cortese di Gavi, e dove le specialità gastronomiche contendono alle bellezze dei monumenti, il favore dei visitatori; tra i luoghi da visitare, il Forte, risalente alla fine del ’500. I vigneti fanno da corona anche ad Ozzano Monferrato, inserito nel sito Unesco “I paesaggi vitivinicoli del Piemonte”. Disteso tra la pianura e le omonime colline, è dominato dal Castello, da cui si gode una vista spettacolare del Monferrato, da percorrere anche in bicicletta ma in cui è facile “perdersi” per la sua bellezza.


__SOCIETÀ ATTUALITÀ__

Inaugurato nel 2015 a Fidenza, vicino Parma, Ecosol è un progetto di insediamento abitativo condiviso con spazi privati e altri a uso sociale

COHOUSING: ABITARE INSIEME È MEGLIO di Carlotta Poselli SIAMO SEMPRE PIÙ COMMUNITY. Ma quanto riusciamo a essere comunità? Se lo saranno chiesto in molti, specie tra coloro che, ormai da anni, guardano con interesse alla tendenza - nuova da queste parti, ma meno altrove - del cohousing. Un fenomeno nato nel Nord Europa alla fine degli anni Sessanta e diffusosi progressivamente soprattutto a quelle latitudini. Un approccio che, in tempi di sharing economy, è in grado di combinare il ritrovato bisogno di condivisione con l’opportunità, anch’essa valida, di fare dell’unione la forza. Lo sanno bene gli abitanti di “Ecosol”, il cohousing di Fidenza, in provincia di Parma, dove si trovano quindici appartamenti, più uno dedicato all’accoglienza: “La casa di Guido” (è dedicata all’accoglienza temporanea di soggetti bisognosi di rapporti di buon vicinato, in collaborazione con gli enti locali). Ma Ecosol, secondo gli stessi ideatori, nonché residenti, non è semplicemente «un cohousing, un edificio, un luogo in » cui vivere; è anche un’associazione. E noi che ne siamo gli inventori,

UN ESEMPIO ITALIANO

Condividere per essere sostenibili Ecosol a Fidenza (Parma) è un esempio di sostenibilità, solidarietà tra persone che condividono lo stesso pianerottolo e di abbattimento dei consumi - e dunque delle spese -, promuovendo socialità. È stato inaugurato il 12 settembre 2015, ma il progetto risale al 2006.

MARZO 2018 I 59


siamo anche i primi fruitori». Perché decidere di condivideLA BANCA DEL TEMPO re la propria quotiGestire i compiti nel cohousing dinanità, visto da Per gestire i compiti all’interno di un cohousing, fuori, non sembra molti abitanti usano la cosiddetta banca del tempo: una sorta di agenda condivisa nella affatto semplice ma, quale si dà disponibilità a occuparsi di qualche a sentir loro, «non incarico, pratico o logistico, in base ai propri è stato che il punto tempi e alle specifiche inclinazioni dei singoli. di partenza». Gli impegni di gestione sono spesso decisi duA dircelo è una delle rante la fase preliminare, come anche le mosue ispiratrici, Andalità di gestione. In ogni caso, essendo un namaria Guareschi, approccio partecipativo, gli impegni vengono che spiega: «È il riridefiniti nel corso dei mesi per andare incontro sultato di un percoralle necessità, eventualmente mutate, degli so iniziato nel 2006, abitanti di questa piccola comunità. Nella quale, quando un gruppo forse, si fa più fatica a sentirsi soli. Tanto più di famiglie e di sinche, quella del cohousing non è una scelta casuale: si decide di vivere insieme. gle, molti provenienti da comuni esperienze nei gruppi di acquisto, nella cooperazione e nell’impegno sociale, decide di cercare assieme un contesto di vita favorevole, il sogno di un vicinato solidale». Una sfida affatto semplice che si scontra innanzitutto con la difficoltà di individuare un luogo idoneo alla sua realizzazione: «In primis, ci IL PERCORSO DI ECOSOL siamo orientati verso la riINIZIA NEL 2006, QUANDO strutturazione di vecchi imUN GRUPPO DI FAMIGLIE mobili; poi, abbiamo capito E DI SINGLE, GIÀ CON QUALCHE ESPERIENZA NELL’IMPEGNO che la soluzione migliore SOCIALE E NELLA COOPERAZIONE, sarebbe stata costruire l’ediDECIDE DI REALIZZARE ficio di sana pianta con criIL SOGNO DI UN VICINATO SOLIDALE teri che fossero compatibili

CONDIVISIONI

+

60 I magazine50epiu.it I MARZO 2018

con l’ambiente e, quanto più possibile, socialmente inclusivi». Una scelta che tiene conto anche di budget non milionari - il costo al metro quadro è di circa 2mila euro: il 10% in più del valore di mercato in zona, cui sottrarre però i consumi quasi azzerati perché Ecosol non solo è attenta a non impattare sull’ambiente: produce più energia di quanta ne consumi. In più, «la lavanderia comune ci permette di condividere lavatrici ed asciugatrici. La dispensa ci mette a disposizione una cella frigo dove si può disporre frutta e verdura che acquistiamo attraverso gruppi di acquisto solidale. E avere il telefono voype - via Internet - cablato nello stabile, ci consente di avere una sola linea, ma numeri privati». Nemmeno a dirlo, ci spiega Luca, con Mauro Serventi, abitante di Ecosol, «tutti gli elettrodomestici sono a risparmio energetico, i fornelli a induzione e i consumi di acqua vengono attentamente monitorati, potendo contare su un impianto che divide acqua potabile, acqua decalcificata per lavatrici e lavastoviglie, acqua

Abitazioni private, ma allo stesso tempo spazi in comune (come quelli della lavanderia, ad esempio): è questa la filosofia di vita del cohousing, che mira alla condivisione.

non potabile per i wc». Un bel progetto, dunque, a tratti apparentemente avveniristico che però ottiene il permesso di essere realizzato solo nel 2011. I cantieri entrano in attività nell’autunno dello stesso anno e i condomini si trasformano in progettisti, forti del contributo di uno di essi che, oltre a essere un futuro residente, è anche architetto. «Ognuno ci racconta ancora Guareschi - ha potuto scegliere il “taglio” e la dimensione della propria casa, in funzione delle proprie necessità, potendo far conto sul fatto che Ecosol, essendo una comunità, mette a disposizione grandi spazi comuni che hanno dunque permesso di risparmiare sulla metratura dei singoli appartamenti». Oggi i condomini vanno dai quattro agli ottantacinque anni, con famiglie numerose, ma anche single, mentre il taglio del nastro è avvenuto il 12


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Preistoriche

IN ITALIA

PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATO!

40 REALTÀ DI COHOUSING

Il Nord detiene lo scettro per la diffusione Una prima mappatura sul cohousing in Italia è stata presentata lo scorso giugno nella terza edizione di “Experimentdays Milano 2017”. L’indagine ha preso in esame 40 abitazioni che rispondevano ad almeno due di questI tre requisiti: esistenza di spazi comunitari esterni e interni (sale comuni, area giochi, terrazzi, orti); presenza di servizi e/o attività gestiti dalla comunità di abitanti (lavanderia condominiale, Gruppi di Acquisto Solidale, banca del tempo) e, infine, l’adozione di un processo di progettazione partecipata. Emerge che le 40 abitazioni recensite si trovano prevalentemente nell’Italia settentrionale - in particolare, in Piemonte e Lombardia -, con alcuni esempi anche in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e, quelli più a Sud, in Toscana. In Italia esiste una community sul Web: Cohousing.it.

What a wonderful world

HOTEL TERME

settembre del 2015, quando il cohousing Ecosol è stato, appunto, ufficialmente inaugurato. Da allora, il percorso di mutua assistenza ha sempre più preso forma: «Coltivare il mutuo aiuto ci sembrava un’ottima via per aumentare il livello di benessere». Cosa che sembra aver centrato il bersaglio, anche se con un lavoro di “cura” non indifferente. «Aumentare la confidenza reciproca - ci spiega un altro abitante, Lucio Arcari - non è un gioco da ragazzi. È impossibile vivere senza conflitti, ma l’impegno comune sta nel ricomporli. Il nostro non è un comune condomi-

nio: qui non vige la regola della maggioranza - chi ottiene più voti ha la meglio -; qui vale il consenso. Nel processo decisionale, su ogni scelta che riguarda “Ecosol”, non cerchiamo la maggioranza ma puntiamo a trovare soluzioni tenendo in considerazione tutte le esigenze degli abitanti. Se si ha fiducia negli altri, il cohousing è la migliore forma dell’abitare». La più grande soddisfazione? «Accorgersi quanto sia bello avere fiducia negli altri, considerandosi individui, parte di una comunità dove si può star bene solo se anche chi ti sta accanto sta bene a sua volta».

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con idromassaggi e cascate cervicali

• percorso kneipp, hydrobikes, aquarunner • sauna, bagno turco e doccia emozionale • palestra technogym, attività fitness e campo da tennis all’aperto

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per persona in camera doppia Classic Offerta soggetta a disponibilità, non cumulabile con altre offerte e promozioni e valida fino al 9/12/2018, escluso feste di Pasqua, Ferragosto e periodo di chiusura.

di fangobalneoterapia e in più: 66 sedute bagni termali rigeneranti all’ozono con impegnativa ASL si paga solo il ticket (Struttura convenzionata anche INAIL con centro di fisiokinesiterapia)

TERME PREISTORICHE • Montegrotto Terme (PD) Tel. 049 793477 • Info piscine 049 8914735 www.termepreistoriche.it


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Inaugurato nel 2015 a Fidenza, vicino Parma, Ecosol è un progetto di insediamento abitativo condiviso con spazi privati e altri a uso sociale

COHOUSING: ABITARE INSIEME È MEGLIO di Carlotta Poselli SIAMO SEMPRE PIÙ COMMUNITY. Ma quanto riusciamo a essere comunità? Se lo saranno chiesto in molti, specie tra coloro che, ormai da anni, guardano con interesse alla tendenza - nuova da queste parti, ma meno altrove - del cohousing. Un fenomeno nato nel Nord Europa alla fine degli anni Sessanta e diffusosi progressivamente soprattutto a quelle latitudini. Un approccio che, in tempi di sharing economy, è in grado di combinare il ritrovato bisogno di condivisione con l’opportunità, anch’essa valida, di fare dell’unione la forza. Lo sanno bene gli abitanti di “Ecosol”, il cohousing di Fidenza, in provincia di Parma, dove si trovano quindici appartamenti, più uno dedicato all’accoglienza: “La casa di Guido” (è dedicata all’accoglienza temporanea di soggetti bisognosi di rapporti di buon vicinato, in collaborazione con gli enti locali). Ma Ecosol, secondo gli stessi ideatori, nonché residenti, non è semplicemente «un cohousing, un edificio, un luogo in » cui vivere; è anche un’associazione. E noi che ne siamo gli inventori,

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Condividere per essere sostenibili Ecosol a Fidenza (Parma) è un esempio di sostenibilità, solidarietà tra persone che condividono lo stesso pianerottolo e di abbattimento dei consumi - e dunque delle spese -, promuovendo socialità. È stato inaugurato il 12 settembre 2015, ma il progetto risale al 2006.

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siamo anche i primi fruitori». Perché decidere di condivideLA BANCA DEL TEMPO re la propria quotiGestire i compiti nel cohousing dianità, visto da fuoPer gestire i compiti all’interno di un cohousing, ri, non sembra afmolti abitanti usano la cosiddetta banca del tempo: una sorta di agenda condivisa nella fatto semplice ma, a quale si dà disponibilità a occuparsi di qualche sentir loro, «non è incarico, pratico o logistico, in base ai propri stato che il punto di tempi e alle specifiche inclinazioni dei singoli. partenza». Gli impegni di gestione sono spesso decisi duA dircelo è una delle rante la fase preliminare, come anche le mosue ispiratrici, Andalità di gestione. In ogni caso, essendo un namaria Guareschi, approccio partecipativo, gli impegni vengono che spiega: «È il riridefiniti nel corso dei mesi per andare incontro sultato di un percoralle necessità, eventualmente mutate, degli so iniziato nel 2006, abitanti di questa piccola comunità. Nella quale, quando un gruppo forse, si fa più fatica a sentirsi soli. Tanto più di famiglie e di sinche, quella del cohousing non è una scelta casuale: si decide di vivere insieme. gle, molti provenienti da comuni esperienze nei gruppi di acquisto, nella cooperazione e nell’impegno sociale, decide di cercare assieme un contesto di vita favorevole, il sogno di un vicinato solidale». Una sfida affatto semplice che si scontra innanzitutto con la difficoltà di individuare un luogo idoneo alla sua realizzazione: «In primis, ci IL PERCORSO DI ECOSOL siamo orientati verso la riINIZIA NEL 2006, QUANDO strutturazione di vecchi imUN GRUPPO DI FAMIGLIE mobili; poi, abbiamo capito E DI SINGLE, GIÀ CON QUALCHE ESPERIENZA NELL’IMPEGNO che la soluzione migliore SOCIALE E NELLA COOPERAZIONE, sarebbe stata costruire l’ediDECIDE DI REALIZZARE ficio di sana pianta con criIL SOGNO DI UN VICINATO SOLIDALE teri che fossero compatibili

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__ATTUALITÀ TENDENZE__

IDEE GREEN QUANDO SI ACQUISTA una casa, la prima cosa a cui si pensa è come arredarla. Si scelgono le tinte per le pareti, la cucina, l’arredo del bagno, le tappezzerie e i mobili. Ma nella maggior parte dei casi non si presta la stessa attenzione agli spazi esterni che spesso costituiscono il solo angolo di relax all’aria aperta e non sono quindi da sottovalutare. Che abbiate un giardino immenso o un piccolo balconcino, ecco qui delle idee per valorizzare questi spazi in modo da 62 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

di avere anche un giardino. Il segreto per valorizzarlo è suddividere i suoi spazi. Con la bella stagione, a tutti piace mangiare all’aperto, magari in compagnia, o rilassarsi a colazione prima di affrontare i problemi della quotidianità. Per prima cosa, quindi Giulia Rachele Deli di, è necessario attrezzare il giarfarli diventare vere e proprie oasi di trandino con una zona pranzo. Se avete molto spazio, il consiglio è di suddividere in quillità nella confusione cittadina. COME ARREDARE IL GIARDINO due l’area: da un lato la zona relax/living, Se si abita in città e l’appartamento è al arredandola con un bel tavolino e delle comode poltrone oppure con un divano piano terra, si potrebbe avere la fortuna

TRA SOLE E RELAX


Poter trascorrere qualche ora all’aria aperta a leggere o a bere un aperitivo, soprattutto nella bella stagione, è uno dei piaceri della vita. E se si ha la fortuna di avere uno spazio esterno alla casa, sia esso un giardino o un balcone, è importante renderlo invitante e accogliente. Lo si può fare senza spendere una fortuna: bastano pochi oggetti e tanta fantasia in rattan o in vimini, riempiendo tutto di cuscini. Poco lontano da questa, la zona pranzo vera e propria, nella quale sistemare un bel tavolo in ferro battuto o in legno trattato (che sia adatto a rimanere anche sotto le intemperie della stagione fredda, così da non dover essere smontato in inverno). È possibile completare l’area con un bel barbecue - che può essere anche costruito da voi - da utilizzare soprattutto nella bella stagione. In estate, quando il sole è molto forte, è fondamentale coprire con un ombrellone la zona pranzo e con un gazebo la zona living. Se si ha la possibilità di allestire una zona del giardino con dei mattoni, il gazebo può essere sostituito da una bella pergola, che può essere ricoperta di glicini o altri fiori rampicanti profumati. C’è da tener conto, però, del costo di una simile operazione, che potrebbe arrivare anche a qualche migliaio di euro, solo di materiale. Ma se siete amanti del bricolage, potete abbattere il costo avvalendovi di un negozio per il fai da te e cimentarvi nella costruzione di una copertura. Un gazebo grande, ad esempio, 3 metri per 4 metri, è più che sufficiente a svolgere la funzione »

1

PIANTE AROMATICHE

Portiamo a tavola il profumo del giardino

2

Organizzare il balcone o un angolo del giardino in base al colore dei fiori è una soluzione, ma uno spazio aperto può essere anche decorato seguendo il profumo dei fiori. E cosa c’è di meglio che coltivare le piante aromatiche che, all’occorrenza, possono essere utilizzate in cucina? Rosmarino, origano, menta piperita, ma anche timo, salvia, basilico sono solo alcuni profumatissimi esempi che fanno parte della nostra tradizione culinaria e riempiranno occhi e narici. E se si ha poco spazio, si può creare un giardino aromatico verticale, che potrà coprire anche una parete spoglia. 3

5

4

+

SOLUZIONI PER GIARDINI E TERRAZZI: 1 Zona relax 2 Una vecchia bicicletta

trasformata in fioriera 3 Una pergola ricoperta di fiori 4 Zona pranzo 5 Spazio realizzato

con cassette di legno


__ATTUALITÀ TENDENZE__ di copertura, e può essere montato e smontato facilmente per il periodo invernale. Se, invece, avete solo un piccolo spazio verde, potete sempre arredarlo in modo da godere il più possibile il meritato relax. E, allora, non c’è che l’imbarazzo della scelta: amache, dondoli o lettini da sole sono il “must have” per il godimento del giardino. Per completare il tutto, un po’ di attenzione anche ai complementi d’arredo: vi aiuteranno a personalizzare e abbellire il vostro giardino e, se posizionati nel modo giusto, daranno al vostro spazio verde eleganza e originalità. Potete scegliere vasi e portafiori particolari o colorati, elementi in legno e pietra e sbizzarrirvi con piccoli corsi d’acqua e fontanelle; ne troverete per tutti i gusti. Non dimenticate, poi, l’illuminazione. Il giardino, soprattutto la sera, prende vita grazie a lampadine sospese o fiaccole, faretti o piantane. Immaginate quale atmosfera vi piacerebbe creare e realizzatela.

GIARDINAGGIO, CHE PASSIONE!

PER IL BALCONE E IL TERRAZZO

Si presuppone, che avere un bel giardino porti anche ad avere delle piante e dei fiori. E se non volete delegare ad un esperto, ma preferite fare della vostra area verde un punto di cui essere orgogliosi di voi stessi, il giardinaggio non solo è una pratica divertente ma fa anche bene alla salute. È scientificamente provato, infatti, che occuparsi delle piante allontana lo stress e la depressione, fa fare attività fisica e, se praticato all’aperto, stimola la produzione di vitamina D, necessaria per l’assorbimento del calcio. Quindi, staccate dal tran tran quotidiano e impiegate il vostro tempo libero all’aria aperta. Se non avete mai fatto prima giardinaggio, potete consultare un libro (o frequentare qualche corso specifico) così da imparare la stagionalità delle piante e la loro coltivazione. Riempite, quindi, il giardino di fiori, alberelli e rampicanti, preferendo inizialmente quelli di facile cura passando, via via a quelli che richiedono maggiori attenzioni.

Se non si ha la fortuna di avere un giardino ma si ha un terrazzo o un balcone, in linea generale, tutto quello che è stato proposto in precedenza vale anche per queste aree. L’importante è sempre tenere in considerazione la quantità di spazio a disposizione. Se ne avete la possibilità, suddividete in zone anche il terrazzo seguendo le stesse regole del giardino. Se, invece, parliamo dei classici balconcini dei palazzi di città, le parole d’ordine in questo caso sono essenzialità e creatività. Per guadagnare spazio si possono utilizzare come fioriere, delle pareti verticali in legno o pallet, oppure si possono sovrapporre vecchie cassette in legno a ricreare una sorta di libreria per piante. Si può anche ricoprire il pavimento del balcone, o del terrazzo, con delle classiche mattonelle in legno o con finta erba. Da non dimenticare un bel divanetto in rattan o vimini, pieno di cuscini. In alternativa potreste realizzare voi un divano, utilizzando dei pallet e, nelle zone vuote, creare dei cassetti porta oggetti. Anche su terrazzi e balconi sono importanti l’ombreggiatura e l’illuminazione, quindi posizionate un ombrellone (o delle tende parasole) per il giorno e delle lampade appese o una bella piantana, per la sera. È meglio evitare le fiaccole per via dello spazio ridotto. Un consiglio: prima di fare qualsiasi acquisto, mettete su carta le vostre idee, vi aiuterà a scegliere.

64 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

UP RECYCLING

Idee creative per un giardino originale Sono molte le soluzione economiche e funzionali per dare un tocco in più al vostro giardino: sentieri in vari colori, con ciottoli, in pietra o creati da pallet di recupero. Simpatico anche disseminare gli spazi di piccoli oggetti derivanti dall’up recycling, ovvero il riuso creativo di cose dismesse. E qui non c’è freno alla fantasia: una vecchia teiera può diventare una casetta per uccelli; un lavandino può essere utilizzato come fontana o fioriera; scarpe inutilizzate possono sostituire vasi per i fiori. Possiamo assicurare ad una parete dei vecchi cassetti come porta oggetti o come scaffalatura sospesa; trasformare dei barattoli di latta in lanterne, forandoli e posizionando al loro interno delle candele. Si può riutilizzare anche un vecchio lampadario da interno sostituendo le lampadine con delle candele, per avere uno stile vintage.


Vale, soprattutto, la regola del sentirsi comode ed eleganti, grazie ad un modello confortevole e allo stesso tempo capace di esaltare la personalità della sposa. Meglio, quindi, optare per un taglio d’abito che valorizzi il fisico, piuttosto che qualcosa di stereotipato. Bene i colori chiari come il cipria, l’avorio, il perla.

__SOCIETÀ TENDENZE__

SPOSARSI DOPO I 50: AMORE & STILE +

NON BASTA SCEGLIERE L’ABITO PERFETTO PER LA PROPRIA LINEA, MA ANCHE I TESSUTI, CHE SE ACCOSTATI, LAVORATI, DRAPPEGGIATI, ESALTANO LA FEMMINILITÀ DELLA SPOSA

I

di Barbara Di Sarno

IL MATRIMONIO non sempre è un traguardo che si raggiunge nell’età della giovinezza; oggi, infatti, sempre più donne decidono di convolare a nozze una volta superata la soglia dei 40 o anche dei 50 anni. Ma se a una giovane sposa è concesso tutto (o quasi), le donne più mature hanno spesso il timore di apparire eccessive o di indossare mise poco appropriate. «A volte si pensa che ci si sposi a 50 anni per definire formalmente una coppia di fatto, invece non è così - spiega Paola Stramucci, stilista dell’atelier Glen Spose, situato nel cuore di Roma -. Chi sceglie di sposarsi, anche se in là con gli anni, lo fa con sentimento, con una coscienza enorme di ciò che sta facendo. In caso di seconde nozze, poi, la consapevolezza e la sensibilità sono molto più sviluppate rispetto alla “prima volta” e fanno vivere il secondo matrimonio in un modo


molto più intenso. Diciamo che la maggiore consapevolezza dell’evento guida la sposa a cercare un abito adeguato al proprio ruolo, che la faccia sentire bene con se stessa e allontani quel timore di sottofondo di essere criticata e giudicata “eccessiva”. È per questo che la “sposa over” cerca quel taglio d’abito che la valorizzi rispettando la misura, che la vesta in modo femminile e luminoso. E in questa scelta, un ruolo importante è dato anche dai tessuti utilizzati, da come vengono accostati, lavorati, drappeggiati». Bianco sì, bianco no. Ma qual è il colore più indicato per una sposa over? Il colore è sempre una nuance delicata, che identifichi chiaramente la sposa rispetto agli altri invitati, sia che si tratti di una cerimonia religiosa sia che si opti per un rito civile. La scelta del colore dell’abito è spesso strettamente legata alle paure di cui parlavo: nulla impedisce di fare un secondo matrimonio con un colore chiaro come il cipria, l’avorio, il perla, ma il bianco candido sicuramente è da evitare. L’abito ampio, importante e romantico, è off limits o si può trovare un giusto compromesso di linee e di volumi? È chiaro che la modellistica non può essere ricercata in quella tipica delle spose più giovani. L’abito lungo viene sempre preso in considerazione, ma con dei volumi più lineari e scivolati, tessuti morbidi che non accostino troppo alla figura. Sentirsi belle, ma non costrette, diventa un dik-

tat a una certa età, perché non si sopportano più le scomodità: si vuole essere eleganti e femminili in una situazione di comfort. L’abito deve essere, quindi, confortevole ma estremamente valorizzante e lo stilista ha il compito di studiare la fisicità che si ha a 50 anni e non a 20. Per matrimoni celebrati la sera può essere consigliabile un lungo scivolato realizzato in chiffon, cady, in tessuti morbidi come georgette piuttosto che organze. Per il giorno, se non si va sul più tradizionale abito spezzato o sul tailleur corto da abbinare a un giacchino o a una cappa, si può optare per un completo con pantaloni morbidi di georgette. Si possono prendere in considerazione anche le jumpsuit, abbinate magari ad una giacca, per il giorno; per la sera si può invece creare una cappa di chiffon con qualche tocco di luce per illuminare l’incarnato. La tuta la può indossare chi ha un punto vita disegnato, ma va bene anche per chi ha la linea del fianco più rotonda, perché un pantalone largo e morbido valorizza molto la figura. Consiglio, per coloro che vogliono essere “più vestite”, una tuta con uno scollo omerale e una manica velata. Si può pensare anche ad una tuta con una piccola giacchina in pizzo che crei dei giochi di velature o con una giacca morbida che scenda sui fianchi. Per chi optasse per un tailleur con pantalone o per un vestito con giacca, si può dare luminosità e un tocco di originalità con cristalli » MARZO 2018 I 67


SOCIETÀ TENDENZE di Boemia o materiali tone sur tone, evitando contrasti con l’oro o con l’argento e facendo lavorazioni che seguano la sfumatura e la nuance del vestito stesso. Quanto e come si può osare con le scollature? La mia filosofia è che un abito da sposa non è un abito da sera né una maschera, per cui deve rimanere sempre in un contesto di eleganza. Tanto più si sale con l’età, tanto più le trasparenze devono essere sull’orizzontale, al contrario di quando si è più giovani la cui tendenza è scoprire sul verticale. Per le donne over, è preferibile che spalle o braccia siano velate con pizzo o chiffon, così come la schiena, un punto da ammirare durante la cerimonia. L’importante è non svelare troppo la pelle che naturalmente non è più quella dei 20 anni e dei 30 anni. Un altro accorgimento da seguire riguarda la lingerie da indossare sotto l’abito. Quando la mise prevede un decolletè o una scollatura orizzontale, consiglio di indossare un modellatore o una guepiere che segua le linee del vestito stesso. Per le donne over è consigliabile un body modellante o un corsetto, di linea molto pulita: sono funzionali, estetici, sostengono e rimodellano il seno, consentendo di portare una scollatura omerale senza le spalline. Non è detto che ci si sposi solo in primavera o in estate. Quali consigli per l’abito da sposa nel periodo autunno/inverno? Per l’inverno bisognerà valu68 I 50epiumagazine.it I MARZO

PER LE MAMME DEGLI SPOSI

CONSIGLI DI STILE, SE A SPOSARSI SONO I FIGLI

LE MAMME DEGLI SPOSI hanno un ruolo di primo piano e nella scelta dell’abito non si può non tener conto di alcuni suggerimenti in fatto di stile e di bon ton. «Il tema della “misura” vale anche in questo caso - ci ricorda la stilista Paola Stramucci - per cui la mamma della sposa o dello sposo non deve cercare di primeggiare. Ci deve essere un equilibrio fra l’eleganza, lo stile e le tendenze moda. Bisogna sempre tenere a mente che il matrimonio non è un gran galà. È importante, perciò, essere raffinate senza strafare. I ricami non dovranno mai essere eccessivi, e i toni devono essere legati soprattutto ai colori di chi li indossa, magari anche brillanti ma non squillanti; le linee delle acconciature devono tenere conto dei lineamenti della donna. L’abito deve essere armonizzato perfettamente al corpo, alla mente e alla personalità di chi lo indossa ma deve essere prima di tutto adatto al fisico. Dopo aver scelto il modello, bisogna decidere la tonalità che più lo valorizza, tenendo conto anche dell’incarnato di chi lo indossa e del suo stile. Se il nero va benissimo per gli invitati ad un matrimonio di sera, lo stesso colore è fortemente sconsigliato per i genitori degli sposi. Non dimentichiamo che nella nostra cultura il nero è legato al lutto». Ci sono delle lunghezze da rispettare nella scelta dell’abito?

Superata una certa soglia d’età, se la gamba non è esteticamente perfetta o non asciutta, è meglio non andare al di sopra del ginocchio. Dovremmo rimanere almeno una o due dita sotto anche se si hanno gambe bellissime. Per la cerimonia la calza andrebbe portata sempre, perché una calza che inguaina la gamba crea un filtro, un photoshop al naturale. Ci sono anche calze leggerissime e senza la punta che si portano con i sandali. Stagione fredda o calda, come si sceglie il giusto soprabito? Dipende soprattutto dalla stagionalità. Fino ad aprile/maggio si può fare un soprabito in tessuto, poi è sempre meglio andare su qualcosa di più confortevole. In estate il soprabito si può realizzare con dei giochi di pizzo o ricami in organza che riprendano i tessuti del vestito. D’inverno si può pensare un’interpretazione di un cappotto prezioso con inserti di pizzo, ma tutto dipende dallo stile individuale. Da sottolineare che il soprabito, inteso come cappotto, va con l’abito corto. Se deve essere indossato sopra un abito lungo, deve avere la sua stessa lunghezza, mentre per il longuette deve andare al di sotto dei fianchi, può essere una giacca o un 7/8. Ci sono accessori, dettagli, gioielli che possono dare un tocco di originalità e personalità?


Gli accessori sono una parte fondamentale del capo. La scelta di un eventuale abito da cerimonia, in caso di un matrimonio serale, rende fondamentale la scelta delle scarpe e della borsa. Se il matrimonio è di mattina si può valutare la possibilità di un copricapo piccolo con un’acconciatura che segua la linea dell’abito. Per la sera si può realizzare una pochette con gli stessi ricami dell’abito, da abbinare alle scarpe che devono completare la mise. La scelta degli accessori per l’hair style può ricadere su degli spilloni che riprendano un eventuale ricamo dell’abito e che creino dei punti luce a completamento dell’acconciatura. Importantissima è la scelta dei gioielli. Le perle bianche sono un gioiello da mattina: se unite a pietre preziose possono essere indossate anche di sera. Se il matrimonio è di pomeriggio, si può pensare a un cambio abito e alla scelta degli accessori ad esso coordinati. Quindi i dettagli sono importanti. Come orientarsi tra borse, guanti e cappellini? Per la cerimonia difficilmente è consigliata la tracolla che comunica uno stile un po’ troppo sportivo. Il matrimonio presuppone un capo elegante e quindi si tende a scegliere una pochette. Si può giocare sulle proporzioni: una donna più alta o più formosa può portare una pochette un pochino più grande. Se si è minute o piccoline non bisogna scegliere una pochette dalle proporzioni eccessivamente smisurate. Per quanto riguarda guanti corti e cappelli sono da considerare per un matrimonio di mattina. Il guanto lungo è un accessorio da gran

sera che peraltro presuppone un decolletè o un braccio scoperto che, a 50 anni e oltre, difficilmente viene scoperto Paola Stramucci, del tutto, anche stilista dell’atelier Glen Spose, a Roma. se il braccio è tonico. Quando si prevede un decolletè, c’è comunque sempre sul braccio un ramage, una pioggia di cristalli, un tessuto velato. Il cappello è da indossare solo di mattina e le misure sono legate allo stile dell’abito. Un tailleur può essere stupendo se accompagnato da un cappello a falda larga. Scarpe: come si può optare per la comodità senza rinunciare però all’eleganza? La scarpa confortevole non deve superare una certa altezza di tacco, non si deve quindi andare oltre gli 8 o i 9 centimetri. Ad oggi la moda ci aiuta perché sono in voga i plateu che ci sostengono con un piccolo supporto sotto la scarpa. Il tacco non deve essere troppo stretto e le forme non devono essere troppo a punta. Per la stagione calda vanno benissimo i sandali se il piede lo consente e, sempre con l’aiuto della tendenza moda, si può scegliere un modello open toe che aiuta anche coloro che non hanno piedi perfetti. Se si opta per la scarpa e la pochette non in composè, una delle due - la scarpa o la pochette deve essere adattata al colore del vestito. Altrimenti si possono creare pochette e scarpe, che vengano abbinate al vestito con un rimando al tessuto o ad un suo ricamo.

tare l’importanza di fare un sopra che rivesta, rimanendo sempre in un contesto armonico con l’abito. Per quanto riguarda i materiali, nei mesi più freddi non si punterà sullo chiffon o sulla georgette, che sono tessuti tipicamente primaverili ed estivi, ma andremo su dei drap, dei crepe; si possono anche fare delle rifiniture con bordi di pelliccia ecologica. Ma anche se i tessuti cambiano, non è lo stesso per le linee, dal momento che un capo scivolato può essere realizzato con uno chiffon come con un cady. Come si sceglie il design del bouquet? Di solito si pensa a disegnare insieme alla sposa un bouquet che per composizione e per forma si adatti all’abito stesso; a ogni abito, infatti, corrisponde un tipo di bouquet. Un abito corto richiede un bouquet tondo, l’abito lungo scivolato vuole un bouquet a goccia o a tralcio, sul tailleur ugualmente va il bouquet tondo e, se il tailleur prevede una gonna lunga, il bouquet potrà avere una forma più allungata. Dato che è un accessorio e, come tale è un sostituto della clatch o della pochette, il bouquet deve essere proporzionato all’altezza della sposa. Non deve nascondere la persona e nemmeno il vestito e deve avere un colore neutro, intonato all’abito. Il buon gusto non va mai dimenticato e bisognerebbe evitare la scelta di un bouquet che sia un arcobaleno di colori. MARZO 2018 I 69


scienze STAR BENE BENESSERE TECNOLOGIA

Alla fine del XIX Secolo inizia la lunga storia delle protesi dell’anca. Una ricerca costante che ha portato a tecniche operatorie altamente specializzate, mini invasive e con tempi di recupero rapidi __STAR BENE__

ARTROPROTESI DELL’ANCA: IERI E OGGI di Alessandro Mascia SEMPRE PIÙ frequentemente, dalla seconda metà del ’900 ad oggi, si è sentito parlare di interventi chirurgici di protesi d’anca. L’anca è l’articolazione tra la porzione laterale del bacino (chiamata acetabolo) e la parte alta del femore (chiamata testa). Sono numerose le persone che fino ad oggi sono ricorse agli ortopedici per la necessità di riconquistare la propria autonomia. La patologia dell’anca determina problemi e dolore nella esecuzione di diverse attività. È causa di difficoltà nel camminare, nel guidare o anche nell’alzarsi dopo essere stati seduti a lungo, oppure nell’indossare un paio di calze o nel lavarsi i piedi.

Queste sono soltanto alcune delle attività di vita quotidiana particolarmente difficili se affetti da una grave artrosi dell’articolazione dell’anca. La necessità chirurgica riguarda gli anziani, ma anche (e sempre più spesso) i soggetti più giovani. Esistono infatti malformazioni congenite dell’acetabolo o della testa del femore che accelerano il processo involutivo di questa importante articolazione. Sia la vita sedentaria che il sovrappeso possono essere complici dell’insorgenza di un disturbo articolare. Anche alcune fratture del femore (della testa o del collo femorale) obbligano il chirurgo ad optare

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per l’intervento di impianto di protesi d’anca. Le fratture possono essere nell’anziano l’effetto di una grave osteoporosi, ma anche nel giovane la conseguenza di un trauma. In Francia nel 1880, in Germania nel 1890 ed in Inghilterra nel 1895 furono progettate ed impiantate le prime protesi d’anca utilizzando materiali come l’oro e l’avorio. Ma il problema principale di fronte al quale

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LA TECNOLOGIA DELLE PROTESI ED IL PERFEZIONAMENTO DELLE TECNICHE CHIRURGICHE PERMETTONO DI PRATICARE LO SPORT. DA PRIVILEGIARE ATTIVITÀ CHE NON PREVEDANO SALTI O CARICHI ECCESSIVI


Tempi sempre più ridotti

Dopo l’intervento di artroprotesi d’anca, fino a qualche decennio fa, era necessario un allettamento di almeno 1 mese ed un recupero motorio di 6-12 mesi. Oggi il paziente può alzarsi il giorno dopo l’intervento. Si inizia con il deambulatore, per passare alle stampelle in pochi giorni. È possibile quindi camminare, fare le scale e guidare la macchina in breve tempo, anche se per riprendere in pieno tutte le attività sono necessari alcuni mesi.

si trovarono i chirurghi dell’epoca fu la biocompatibilità e la resistenza dei materiali adottati. Le protesi venivano rigettate dall’organismo e si rompevano con troppa facilità. Dopo la sperimentazione di diversi materiali furono chirurghi come Moore, Judet, Mueller e McKee a progettare, tra gli Anni ’40 e ’50, delle protesi costruite utilizzando delle leghe (composte, ad esempio, da materiali come il cromo, il cobalto ed il molibdeno) che diedero una vera e propria svolta al successo di questi impianti. La vera svolta è stata negli Anni ’60 grazie alla progettazione di protesi con la testa e l’acetabolo costruite entrambe in metallo. Oltre alle protesi totali appena descritte ne furono progettate altre dette “di rivestimento” che, applicate direttamente sulla testa del femore, salvano la quasi totalità dell’osso. Un tempo però venivano utilizzati materiali il cui attrito produceva dei detriti che favorivano la degenerazione della parte ossea dell’articolazione. Negli anni successivi si sono susseguiti tantissimi modelli di protesi utilizzando leghe che cercava-

IL RECUPERO MOTORIO

L’ACCESSO CHIRURGICO

La riabilitazione è indispensabile e permette il completo recupero funzionale dell’anca operata. È fondamentale eliminare i compensi e reintegrare i corretti schemi motori.

Inizialmente il chirurgo doveva praticare lunghe incisioni e recidere muscoli. Oggi sono sufficienti 5-7 cm per realizzare l’intervento tutelando sia i muscoli che i nervi.

no di risolvere i problemi della biocompatibilità e dell’attrito. Sono state ideate delle protesi “cementate” con lo scopo di solidarizzare il metallo all’osso attraverso un collante speciale. Esistono anche quelle non cementate, che presentano una particolare rugosità su cui si deve solidarizzare la trama dell’osso che si rigenera dopo l’intervento chirurgico. Il design delle protesi di oggi ha sostanzialmente risolto il problema della distribuzione dei carichi evitando che la stessa protesi possa determinare delle lesioni ossee. L’attenzione è ormai particolarmente dedicata alla scelta dell’accoppiamento dei metalli. La scelta varia tra metallo-metallo, metallo-ceramica e ceramica-ceramica. Ad oggi si contano in tutto il mondo più di 700 modelli di protesi d’anca, ma la differenza la fanno i modelli che vantano una durata in grado di aggirarsi intorno ai 20 anni prima che debbano essere eventualmente sostituiti. La necessità di ricorrere ad un reimpianto dipende prevalentemente da fattori come l’usura, ossia da quanto sia stata sottoposta a carichi (come avviene per chi pratica sport) e dalla compattezza dell’osso del paziente (osteoporosi). MARZO 2018 I 71


__SCIENZE BENESSERE__

In ogni ambiente naturale si può trovare il modo per mantenere attivo il proprio corpo. In origine, infatti, l’alimentarsi comportava muoversi per cacciare, coltivare o portare acqua

È PRIMAVERA: MANTENERSI IN FORMA ANCHE FUORI CITTÀ di Barbara Chakra

CON L’ARRIVO DELLA PRIMAVERA e la Pasqua alle porte, pensare a una mèta per un viaggio immersi nella natura è un piacere che amiamo concederci. Il clima mite e le giornate più lunghe invitano a stare all’aria aperta e ad organizzare vacanze, week-end e gite all’insegna dello svago e del relax. E allora cosa si può fare per rendere queste fughe dalla città anche un’occasione per prendersi cura del proprio benessere fisico? Lo abbiamo chiesto al dottor Marco Mischi, specialista in Scienza e Tecnica dello Sport. «Generalmente chi parte, per esempio, per una vacanza in montagna ha già fatto una scelta mirata al benessere. Da qui, trasformare la vacanza in un pe-

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dalla rarefazione dell’aria che, di riodo positivo oltre che per la base, aumenta i battiti del cuore mente anche per il corpo, il passo al minuto già a riposo. Se poi si è breve. Le passeggiate sono il vuole, si possono svolgere in sipunto di partenza. Camminare curezza numerose attività più o su pendii che variano continuameno intense che possono variamente la pendenza stimola molto re dall’equitazione al trekking alil sistema cardiocircolatorio e lo sci per chi è nei pressi di un proprio questa variazione di penghiacciaio, per gli amanti più denza stimola il metabolismo che estremi, arrampicate, rafting, primordialmente tende ad ottimountain bike. L’unica accortezmizzare i consumi. Queste conza sulla quale è d’obbligo fare attinue variazioni, infatti, non gli tenzione è l’alimentazione. In consentono di minimizzare il dimontagna vi è la cultura di un’alispendio e viene quindi indotto mentazione ricca di grassi e molun incremento del metabolismo to gustosa e l’appetito, per via basale. Il lavoro muscolare è abdelle stesse motivabastanza intenso zioni che inducono per via dei pendii e i benefici descritti la muscolatura laCALORIE Una persona prima, inevitabilvora alternativadi 60 kg, in 60 minuti, mente aumenta. È mente in concenpuò bruciare fondamentale satrico ed eccentrico camminando ziarsi mangiando dalle 189 in corrispondenza alle 315 kcal piano e distribuendi salite e discese. do i vari assaggi per Il tutto è potenziato


RISVEGLIO MUSCOLARE

la durata della vacanza, e non assaggiare tutto insieme e mangiare col pensiero che non ricapiti l’occasione!». E per chi volesse scegliere delle vacanze in qualche location bagnata dal mare o dall’oceano? Sono molti gli esercizi che si possono fare al mare per sfruttare al meglio l’ambiente. Uno dei maggiori benefici naturali riguarda la respirazione, in quanto l’ambiente offre un aerosol naturale, ancor più quando lievemente agitato e spumeggiante. Ampie e profonde respirazioni con l’ausilio di movimenti che ampliano la profondità della respirazione per riempire il più possibile i lobi bassi dei polmoni - sono un punto di partenza che influisce anche sulla regolarizzazione delle secrezioni endocrine per via dello iodio. Inoltre, al ma-

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Il risveglio muscolare consiste in una serie di esercizi volti a riattivare la circolazione, aumentare l’afflusso di sangue alla muscolatura e, di conseguenza, l’apporto di nutrimento ai tessuti e alle articolazioni. Questi esercizi si possono svolgere in generale al mattino attraverso lo stretching.

OSSIGENAZIONE

I molleggi e le tenute, sempre combinati a respirazioni profonde, riescono ad ossigenare maggiormente la muscolatura che si è allungata. Successivamente possono essere integrati con qualche altro esercizio più attivo e dinamico che richieda un afflusso maggiore di sangue e una produzione moderata di acido lattico e, quindi, un’attivazione endocrina.

IN PALESTRA NELLA NATURA MARE, MONTAGNA, CAMPAGNA O LAGO: I VARI AMBIENTI NATURALI OFFRONO DIVERSI MODI DI LAVORARE SULLA MUSCOLATURA, COINVOLGENDO IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE SECONDO LIVELLI DI SFORZO VARIABILI

re si possono fare passeggiate per migliorare la circolazione, sfruttando al meglio la pompa cardiaca indotta dalla spinta di piedi e polpacci per via della sabbia che costringe ad una spinta maggiore. Si può anche variare il terreno e quindi intensificare e addolcire la spinta semplicemente passando dal bagnasciuga alla sabbia asciutta al mare. Proprio il mare, offrendo una maggiore resistenza all’avanzamento, permette di coinvolgere maggiormente anche i muscoli delle cosce. Infine, per

ottimizzare ancor più gli effetti sulla circolazione, si può alternare la camminata in acqua a quella fuori, in modo da stimolare al meglio anche il microcircolo capillare con variazioni di temperatura ed intensità di spinta. Qualora si volesse completare il lavoro coinvolgendo anche addome ed arti superiori entrando in acqua, si possono fare tutta una serie di esercizi che - alleggerendo il peso del corpo in quanto immerso - non ne diminuiscono l’intensità e i benefici sfruttando la resistenza dell’acqua stessa. In generale, quanto aiuta il nostro benessere fisico allontanarsi dalla città? In ogni ambiente naturale si può trovare il modo per mantenere attivo il proprio corpo poiché deriviamo in origine dal vivere in ambienti naturali in cui » MARZO 2018 I 73


__SCIENZE BENESSERE__

ALLENARSI A CASA

Esercizi e qualche consiglio Chi ritorna dalle vacanze appesantito - suggerisce il dottor Marco Mischi - può fare esercizi che coinvolgano grossi gruppi muscolari come le gambe, il dorso e l’addome, alternandoli al lavoro su gruppi muscolari più piccoli in modo da stimolare maggiormente il metabolismo. Anche in casa si può fare un breve riscaldamento per aumentare la circolazione con circonduzioni delle braccia, elevazioni in punta dei piedi, oscillazioni delle braccia, torsioni e flessioni del busto e poi iniziare a fare ripetizioni per gli arti inferiori, come slanci delle gambe, accosciate, affondi alternati a spinte delle braccia, slanci e circonduzioni del busto. Il tutto è da ripetere variando gli esercizi con sequenze da una quindicina di ripetizioni per tre o quattro volte completando con una buona dose di esercizi per gli addominali, sempre variandone la tipologia per stimolare maggiormente la funzionalità ed il metabolismo. Può bastare una mezz’ora al giorno purché fatta con costanza o tre quarti d’ora anche a giorni alterni. Rientrando alla vita quotidiana, non bisogna dimenticare mai gli addominali per non incorrere inesorabilmente nel mal di schiena! Per chi invece ha approfittato della vacanza per rimettersi un po’ in sesto, è fondamentale sfruttare i benefici raggiunti per non perdere lo stimolo. Sin dai primi giorni sarà importante ritagliarsi anche quei venti minuti per un po’ di esercizi: un giorno una camminata forzata; un giorno esercizi per arti superiori e inferiori; un giorno esercizi per il busto; un giorno esercizi funzionali; un giorno dedicato allo stretching e alla respirazione.

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l’alimentarsi comportava il dovere necessariamente muoversi per cacciare, coltivare o portare acqua. Trovarsi in un qualunque ambiente extracittadino agevola di per sé molto la stimolazione del corpo. Al mare, come abbiamo detto, si possono fare passeggiate alternate in acqua e fuori, esercizi in acqua o nuoto, ma anche una passeggiata in pedalò o una bella remata con un pattino o una canoa, così come al lago si possono fare anche attività come il windsurf o la vela, che stimolano molto l’equilibrio e la propriocezione, o in montagna con le varie attività già descritte prima. In ogni caso, è importante non pretendere troppo e tutto insieme da un corpo magari trascurato per un anno intero, poiché un’eccessiva attività fi-

sica potrebbe essere addirittura deleteria per muscoli e articolazioni che potrebbero non sopportare carichi eccessivi, finendo per scaricare tutto sull’apparato osteoarticolare con il rischio di danni anche gravi come infiammazioni articolari o strappi muscolari. Una progressione corretta è la migliore soluzione.

Al mare si può beneficiare di una sorta di aerosol naturale, grazie alla maggiore presenza di iodio


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DENTRO LA RETE

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AVVISO AI NAVIGANTI

a cura di Paolo Negrini

IMMAGINI

Un motore di ricerca specializzato

LibreStock è un motore di ricerca specializzato nel trovare foto distribuite sotto licenza “Creative Commons Zero” ovvero immagini liberamente utilizzabili e modificabili anche per fini commerciali. Veramente straordinari i risultati. Purtroppo vengono elaborate solo chiavi di ricerca in inglese. Ma questo più che un problema potrebbe essere l’occasione per fare un ripasso della lingua.

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Da quest’anno, parlare con la Pubblica Amministrazione potrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere facile

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NUMISMATICA

Monete in catalogo

Che siate appassionati di numismatica o semplicemente, rovistando in un cassetto, vi siate imbattuti in una vecchia moneta di cui volete conoscere il valore e la sua storia, UCoin è il luogo adatto dove trovare risposte adeguate. Il sito non è una piattaforma di commercio ma un servizio rivolto a tutti gli utenti che desiderano gestire e creare con facilità la propria collezione di monete.

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SECOND-HAND

Liberiamo gli armadi

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LO SAPEVATE CHE? Per gli attuali smartphone, il 2018 sarà l’inizio del “viale del tramonto”. I nuovi modelli avranno batterie con una maggiore autonomia, schermi con rapporto d’aspetto 18:9 ed intelligenza artificiale.

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TECNOLOGIA

La cassetta postale va in pensione

DOMICILIO DIGITALE LA CEC-PAC (posta elettronica certificata gratuita per le comunicazioni tra cittadini e PA) è stato il primo tentativo di creare un canale di comunicazione veloce e sicuro tra Istituzioni Statali e cittadini. Il progetto miseramente fallito, viene ora riproposto con il nome di “Domicilio digitale”. Si tratta di un indirizzo di posta elettronica sicuro, dove l’utente potrà ricevere e inviare le raccomandate, comunicare con l’amministrazione e, ahimé, ricevere anche multe e bollette. Il servizio partirà in questo 2018 ma andrà a regime nel 2019. La realizzazione del progetto, oltre a determinare un notevole risparmio per lo Stato, rappresenta un ulteriore passo nel progetto di costruzione dell’identità digitale dei cittadini. www.agid.gov.it/cad/domicilio-digitale-del-cittadino


spazio INCONTRI EVENTI TEMPO LIBERO CULTURA

INCONTRO CON L’AUTORE

ROMA

Proseguono gli incontri letterari della 50&Più provinciale di Roma presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Il Palazzo Mattei di Paganica ha aperto le porte al giornalista e scrittore Paolo Di Paolo per presentare il suo ultimo romanzo, Una storia quasi solo d’amore (Feltrinelli). Nell’introdurre l’incontro il presidente della 50&Più provinciale, Angelo De Amicis, ha evidenziato i traguardi dello scrittore che, pur all’età di 34 anni, ha già pubblicato «quattro romanzi di successo, saggi di critica letteraria e testi teatrali, tanto che una sua opera sarà rappresentata a maggio al Teatro Argentina». Nel suo ultimo romanzo Paolo Di Paolo racconta la storia d’amore tra Nino e Teresa. Con i due protagonisti anche un gruppo di anziani, ai quali Nino in-

segna teatro, e Grazia, la zia di Teresa, che tiene il filo della narrazione in cui si mescolano la giovinezza e la vecchiaia, le ansie e i desideri di ogni età. Al centro c’è il tema dell’amore che non ha confini anagrafici. La vitalità della differenza di età è concepita come una dinamica di confronti, interrogativi, domande. «Il romanzo - ha sottolineato Sandro Dell’Orco, scrittore e critico letterario - mantiene un filo rosso con l’attualità del reale. Una presa diretta tra i fatti della quotidianità. In queste pagine l’autore ingaggia una lotta con la realtà sociale intesa come cronaca e fatto culturale». Al termine della presentazione Paolo Di Paolo ha annunciato che il libro sarà presto tradotto in francese, lingua di molti suoi estimatori. info: 0668891796

PIACENZA

Gesti di solidarietà Progettare iniziative di solidarietà attraverso gesti di generosità per chi è nel bisogno e necessita di aiuto. Questo l’impegno, ormai consolidato, della 50&Più provinciale di Piacenza verso alcune realtà del territorio. «Grazie ai nostri soci - ha affermato il presidente Franco Bonini - nel corso del pranzo di Natale abbiamo raccolto una consistente somma da utilizzare a scopo benefico. Come consuetudine, con la preziosa collaborazione della ditta Padial S.p.A., sono state donate derrate alimentari alla Mensa dei bisognosi gestita dai Frati di Santa Maria di Campagna». Non solo: «Inoltre - ha continuato il presidente Bonini - è stata effettuata una donazione all’Associazione Nefrologica Piacentina onlus, che fa riferimento all’U.O. Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Piacenza. Ci tengo poi a evidenziare - prosegue - che in qualità di presidente del Cupla (Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) di Piacenza, in occasione delle festività natalizie sono stati raccolti 1.300,00 euro tramite donazioni delle sigle sindacali che partecipano al Comitato. I beneficiari sono stati l’Associazione di Volontariato per Invalidi ed Anziani, l’Associazione Nuova Vita Libera dal Dolore onlus e per finire l’Hospice di Borgonovo V.T.». «Sono piccoli gesti - ha concluso il presidente Franco Bonini - ma importanti per sostenere i fabbisogni di chi è in condizioni disagiate e aiutare associazioni volontaristiche che coprono vuoti che lo Stato non è in grado di riempire». info: 0523461831 - www.50epiu.it/piacenza


__SPAZIO50 IN CALENDARIO__

21 marzo

FIRENZE Gita a Grizzana Morandi e Sasso Marconi: le case sull’Appennino di Guglielmo Marconi e Giorgio Morandi. Il 24, Pranzo di Pasqua a Camaldoli. È necessario prenotarsi. info: 0553289924 www.50epiu.it/firenze

UNIVERSITÀ LUCCA

22 marzo

GENOVA Alle ore 15.00, presso il Circolo Unificato dell’Esercito (via San Vincenzo, 68), insieme ad alcuni esperti si tiene l’incontro sul tema Sos Pronto soccorso. info: 010543042 www.50epiu.it/genova

10 aprile

NAPOLI Proseguono gli incontri con il Salotto Striano (Via Toledo, 156). L’appuntamento è con Versi d’amore di ieri e di oggi, con Liliana Palermo, Nazario Bruno e Gianfranco Cervone. info: 0815518187 www.50epiu.it/napoli

UNIVERSITÀ LECCE

Corsi e conferenze

Attivi con 50&Più

Sono passati pochi mesi dall’inaugurazione del nuovo Anno accademico. Quello che è stato presentato e auspicato dal presidente della 50&Più provinciale, Antonio Fanucchi, e dalla coordinatrice dell’Università lucchese, Rosa Conte, si è concretizzato in un calendario ricco di eventi. Ai corsi in programmazione avviati, è stato affiancato un ampio ciclo di conferenze. Tra le molte proposte culturali, i tre incontri tenuti dal dottor Guido Della Lena Guidiccioni dal titolo Siria: archeologia e storia, un luogo di passaggio e incontro nel contesto mediorientale. Sempre sulla scia degli studi archeologici, l’incontro con la dottoressa Cristiana Barandoni che, presentando il suo ultimo libro L’incredibile storia dei Faraoni, ha permesso di rivivere in prima persona la vita quotidiana nell’antico Egitto, dal punto di vista del più umile dei contadini fino al più acclamato dei re. Attesissimo l’incontro con Angelo Merlino, technical engineer al Cern di Ginevra, che ha affascinato i presenti svelando i misteri della fisica, in Dal microcosmo della materia fino al Big Bang. 50&Più Università di Lucca, facendo un breve bilancio a metà del suo cammino annuale, può annoverare un grande apprezzamento da parte dei soci che, con passione e amore per la cultura, partecipano attivamente ai molti eventi in programma; un “microcosmo” in continuo divenire da scoprire e vivere a tuttotondo. info: 0583473170 - www.50epiu-unilucca.it

Un nuovo Anno accademico dell’Università 50&Più ha preso ufficialmente il via con una speciale lectio magistralis tenuta da Nadio Delai, sociologo ed esperto di studi economici e sociali, che ha illustrato i dati del rapporto di ricerca La responsabilità di diventare un anziano attivo, realizzato per conto di 50&Più. L’inaugurazione, che si è svolta presso il Museo Provinciale di Lecce “Sigismondo Castromediano”, è stata un importante momento di condivisione delle principali tematiche che riguardano gli over 50. Partendo dall’analisi delle aspettative sul futuro, prossimo e a medio termine, ma soprattutto dalla consapevolezza sia del prolungamento dell’aspettativa di vita che delle potenzialità degli anziani, Delai ha sottolineato la necessaria possibilità e al contempo responsabilità di “essere un anziano attivo”. «L’identità e il ruolo delle persone anziane - ha affermato - si sono gradualmente trasformati negli ultimi vent’anni anche in Italia. Lo stereotipo dell’anziano come soggetto fragile e da assistere sta gradualmente lasciando il posto a una categoria che invece si presenta ancora ricca di vitalità, autonomia, iniziativa e voglia di mantenersi attiva». L’invecchiamento della popolazione e il progressivo venir meno delle risorse rende pertanto ineludibile la necessità di declinare il fattore “prevenzione” nei vari ambiti della vita. È fondamentale, dunque, individuare strategie e strumenti operativi per favorire un invecchiamento attivo nel lavoro, nella formazione, nel volontariato, nell’assistenza personale, così come nella libera espressione delle potenzialità degli anziani». «Un anno ricco di incontri, seminari, conferenze e attività culturali è pronto a partire - ha affermato il presidente Antonio Martino -. La 50&Più cresce proprio grazie all’entusiasmo e all’intraprendenza degli stessi soci che mettono a disposizione il loro sapere, la loro professionalità e maturità intellettuali, nell’intento di condividere momenti di vita culturale, ma soprattutto nella consapevolezza che solo stando insieme si può crescere come anziani attivi». Nel corso della serata è stato presentato il ricco calendario di appuntamenti previsti per il 2018, con i corsi di tipo pratico di disegno, inglese, informatica, i seminari e le conferenze del mercoledì pomeriggio, che avranno come tema conduttore quello del Novecento, gli incontri che tratteranno argomenti di arte, storia, letteratura. Non mancheranno anche quest’anno le occasioni per fare numerose gite fuori porta, e poi i laboratori di teatro, canto corale e comunicazione non verbale. info: 0832343923 (Ref. Giorgio Monittola) - www.50epiu.it/lecce


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GENOVA

LECCO MAESTRI ED ECCELLENZE

Riconoscimenti all’impegno di una vita La sala conferenze di Palazzo del Commercio ha ospitato la cerimonia di consegna dell’onorificenza di Maestro del Commercio. Il riconoscimento della 50&Più è stato conferito a 28 imprenditori del terziario della provincia di Lecco. «I traguardi di 25, 40 e 50 anni “dietro a un banco” o gestendo un’attività nel turismo e nei servizi meritano di essere adeguatamente festeggiati, poiché ciascuno ci arriva carico di storie fatte di intraprendenza, tenacia, di difficoltà e di successi, tipiche di un mestiere che più di altri si fonde totalmente con la vita di chi lo sceglie - ha evidenziato nella sua relazione il presidente provinciale 50&Più di Lecco, Eugenio Milani -. A queste persone vanno stima e riconoscenza per il lavoro svolto, un lavoro fatto con tanta passione e sacrificio, al servizio della comunità. In molti casi, poi, si è riusciti a trasferire alle nuove generazioni la passione a continuare l’attività di famiglia. Occorre dare il giusto valore all’esperienza, per unirla alla forza innovativa dei giovani». Alla manifestazione sono intervenuti il presidente Confcommercio Lecco, Antonio Peccati, il prefetto Liliana Baccari, il sindaco di Lecco, Virginio Brivio, il presidente della Provincia di Lecco, Flavio Polano. Sono stati premiati con l’Aquila d’Argento (25 anni di attività): Giovanni Magurno, Francesco Pirrone, Paola Colombo, Maria Carla Colombo e Aldo Perego; con l’Aquila d’Oro (40 anni di attività): Arturo Longhi, Osvaldo Magni, Francesco Viola, Pierdomenico Canè, Rosa Riva, Virginia Marenzi, Teresita Tami, Giulia Dell’Oro, Gioacchino Riva, Oriella Combi, Carolina Ravasio, Rosina Pan-

zeri e Luigi Sottocornola; con l’Aquila di Diamante (50 anni di attività): Rinaldo Riva, Elio Longoni, Rosa Maria Cazzavacca, Jolanda Biffi, Giuseppina Zerbini, Gian Battista Valseschini, Giuseppe Secomandi, Maria Carla Rusconi, Dorina Sangiorgio e Angelo Ravasio. Al termine della consegna delle Aquile, avvenuta alla presenza della quasi totalità dei rispettivi sindaci, è stata la volta dei Premi di Eccellenza. Il Premio Una Rosa per una Donna è stato consegnato a Diana Mac William, presidente onorario dell’Associazione Fabio Sassi che sostiene l’Hospice Il Nespolo di Airuno per “avere contribuito con spirito di abnegazione, coraggio e tenacia alla nascita di una realtà come Il Nespolo che ha dato risposte concrete sul territorio, sensibilizzando lo stesso anche sul fronte della diffusione delle cure palliative”. La Chiave del Successo è stata assegnata invece a Franco Rocchi, amministratore delegato del Gruppo R Collection, che comprende diverse prestigiose strutture ricettive tra cui l’Hotel Royal Victoria e Villa Cipressi a Varenna “per l’intuito e la visione che hanno portato lui e la sua famiglia a contribuire al cambiamento dell’immagine del turismo sul Lago di Como, con scelte strategiche e all’avanguardia portatrici di respiro internazionale”. Infine, il Premio I Maestri Più è andato alla azienda Camp di Premana, leader nel settore della attrezzatura outdoor per “la capacità di crescere e affermarsi nel settore delle attrezzature per l’alpinismo, conquistando il mondo della montagna grazie a un lavoro frutto di passione e competenza, capace di coniugare famiglia, tradizione e innovazione”; a ritirarlo l’amministratore delegato, Eddy Codega. info: 0341287279 - www.50epiu.it/lecco

I SEMINI DELLA VITA

“Acqua in Angola”

Il 19 marzo, in collaborazione con Unicef ed Amiu, la 50&Più distribuirà i semini delle piante aromatiche liguri a tutti i bambini delle scuole primarie di Genova. L’iniziativa, che nasce sotto il “cappello” Festa dei Nonni e dei Bambini, ha l’obiettivo di insegnare ai bambini a creare l’orto, curarlo e farlo crescere all’interno di un importante progetto di solidarietà a favore di altri bambini. A fine maggio, infatti, le piantine cresciute saranno vendute ed il ricavato andrà a finanziare il progetto “Acqua potabile in Angola”. info: 010543042 www.50epiu.it/genova

Errata corrige Con riferimento alla notizia dedicata ai Maestri del Commercio di Imperia, pubblicata sul numero di gennaio 2018, la premiazione è avvenuta alla presenza del presidente della 50&Più provinciale Germano Cervini, allora in carica.

SPAZIO AUGURI PER I LORO 50 ANNI DI MATRIMONIO TANTI AUGURI A:

Giovanna Tinelli e Cosimo Albanese Carmela Lanzo e Ciccio Casasanta


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LE SEDI 50&PIÙ NEL MONDO Argentina Buenos Aires La Plata 1555 Australia Melbourne Perth Belgio Bruxelles Brasile Florianopolis San Paolo Porto Alegre Canada Burnaby Hamilton Woodbridge Montreal Riv. des Prairies Montreal S. Leonard Montreal Ville Lasalle Ottawa St. Catharines Toronto Germania Mettmann Monaco di Baviera Moldavia Chisinau Svizzera Ginevra Uruguay Montevideo USA Fort Lauderdale

Telefono 0054 1143831736 0054 2214242331 Telefono 0061 394862259 0061 864680197 Telefono 0032 25341527 Telefono 0055 4832222513 0055 1132591806 0055 5130222720 Telefono 001 6042942023 001 9053184488 001 9052661866 001 5144946902 001 5142525041 001 5146675592 001 6135674532 001 9056466555 001 4166523759 Telefono 0049 21045089160 0049 8974640814 Telefono 00373 22855600 Telefono 0041 223214535 Telefono 0059 825076416 Telefono 001 9546300086

SALERNO INCONTRO

Conoscere Totò Una serata dedicata al “Pianeta Totò” per celebrare i cinquant’anni dalla morte del “principe della risata”, avvenuta il 15 aprile 1967, con racconti e aneddoti narrati da un esperto del cinema come Adolfo Gravagnuolo. L’incontro, che si è tenuto presso il Circolo Canottieri Irno di Salerno, alla presenza del vicesindaco Eva Avossa, è stato organizzato dalla professoressa Rosa Volpe, responsabile del Comitato Donne di 50&Più provincia di Salerno, presieduta da Giovanni Marrandino. Durante la serata, dopo un’attenta e dettagliata analisi di alcuni particolari dei film di Totò, sono state proiettate da Romano Zega alcune scene dei film I Due Marescialli e Totò e Marcellino, mentre alcuni brani sono stati cantati dal Generale Angelo Chirico. info: 089227600 - www.50epiu.it/salerno

80 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

RAVENNA PREMIAZIONI

Maestri del Commercio e Aquila di Ferro Sono stati 35 gli imprenditori del terziario che hanno ricevuto la prestigiosa onorificenza di Maestro del Commercio. La cerimonia è avvenuta presso la Sala Cavalcoli della Camera di Commercio di Ravenna. Il premio che ha cadenza biennale viene conferito dalla 50&Più quale riconoscimento all’attività svolta e al contributo dato al benessere sociale del territorio. Erano presenti il presidente provinciale 50&Più, Ottavio Righini, il sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, il presidente CCIAA, Natalino Gigante, il presidente provinciale Confcommercio, Paolo Caroli, il presidente Confcommercio Ravenna, Mauro Mambelli, il direttore Confcommercio, Giorgio Guberti, e quello di Faenza, Francesco Carugati. Nell’occasione è stato conferito il Premio Speciale Aquila di Ferro a una personalità ravennate che si è distinta nella propria attività a favore dell’intera comunità. Il premio è stato dato a Gabriele Albonetti, presidente della Provincia di Ravenna dal 1993 al 2001 e deputato fino al 2013. «Lo sentiamo uno di noi e come tale oggi lo vogliamo premiare per ringraziarlo per quanto ha fatto», ha sottolineato il presidente Righini, leggendo la motivazione. Nel suo saluto Albonetti ha sottolineato: «Il commercio garantisce la qualità della vita della città, senza attività commerciali e artigianali, il sistema di piccole e medie imprese, le città muoiono». Sono stati premiati con l’Aquila d’Argento (25 anni di attività): Fiorella Benini, Guerrino Guiduzzi, Rosa Losapio, Romano Montanari, Paola Novaga, Giuseppe Ridolfi; con l’Aquila d’Oro (40 anni di attività): Sergio Baroncini, Gian Paolo Campacci, Renzo Del Re, Laura Galli, Giuseppe Gatti, Giuliana Gieri, Marina Medri, Giuseppe Melandri, Alba Tina Piccinini, Ares Saiani, Bruno Tagliavini, Stella Toni, Arturo Trani, Francesco Zaccarini; con l’Aquila di Diamante (50 anni di attività): Giorgio Cellarosi, Adelmo Cornacchia, Stelvio De Stefani, Walter Ghiselli, Giuseppe Graziani, Italo Guidi, Loris Lusa, Bruno Mordenti, Romeo Mordenti, Otello Ortelli, Angelo Ponzi, Franco Sangiorgi, Franco Sedioli, Osvaldo Serasini, Guido Toni. info: 0544515707


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21 luglio/28 luglio: AMBURGO, COPENAGHEN E MALMO 7 notti/8 giorni - Quote a partire da € 1.520 29 luglio/5 agosto: PARIGI, NORMANDIA, BRETAGNA E LOIRA 7 notti/8 giorni - Quote a partire da € 1.500 21 settembre/3 ottobre: IRAN 12 notti/13 giorni - Quote in definizione

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INCONTRI 50&Più 2018 “Incontri 50&Più” è una grande festa di inizio estate dove i soci 50&Più si ritrovano per condividere il piacere di una vacanza all’insegna del bel mare, del relax, del divertimento e della scoperta di luoghi nuovi. La personalizzazione del soggiorno arricchito con attività culturali, gli incontri dedicati, i corsi danza con la “gara di ballo”, i tornei di burraco e altri giochi, oltre all’assistenza in loco dello staff 50&Più e 50&Più Turismo, sono la chiave del grande successo di partecipazione a questo Evento 50&Più.

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SERENUSA VILLAGE È un moderno Villaggio turistico, di categoria 4 stelle, ubicato direttamente sulla costa di Licata (Agrigento), che si estende su una panoramica terrazza naturale direttamente sulla spiaggia sabbiosa. Dista 40 km dalla suggestiva Valle dei Templi, in una terra dal patrimonio storico e naturalistico tra i più ricchi al mondo. Servizi e dotazioni: grande piscina d’acqua dolce con acquascivoli e idromassaggio - Piscina d’acqua dolce per il nuoto - Parco bimbi - 2 sale ristorante climatizzate Cucina mamme - Bar, boutique, negozi, emporio e rivendita giornali, tabacchi, bancomat - Wi-Fi gratuita nelle aree comuni - Medico a disposizione H24 nel villaggio. CAMERE Sono disponibili camere doppie, triple e quadruple, tutte dotate di aria condizionata con regolazione individuale, telefono, Tv, mini frigo, cassaforte, bagno con doccia e asciugacapelli. Le camere al piano terra dispongono di giardino, quelle al primo piano di balcone. RISTORANTE Il Serenusa Village offre una ristorazione ricca,

varia e di qualità, con servizio a buffet, e garantisce almeno 25 portate tra antipasti caldi e freddi, primi e secondi, numerosi contorni, grigliate di carne e pesce, dolce, frutta fresca e varia, vino alla spina ed acqua microfiltrata compresi durante i pasti. Per gli ospiti intolleranti al glutine, al lattosio e alle uova, Bluserena riserva particolari attenzione. È importante che le intolleranze vengano segnalate al momento della prenotazione. BAR PRINCIPALE e BAR SPIAGGIA Formula EXTRA ALL INCLUSIVE (consumazioni illimitate): tutta la caffetteria, correzioni, crema caffè, the e infusi, bibite alla spina ( 20 cl.), succhi di frutta, sciroppi, granite, birra alla spina (20 cl.), vino bianco e rosso, prosecco, amari e liquori, aperitivi e vermouth, grappe. Sono esclusi cocktail, champagne e tutti gli alcolici (grappe, liquori e spumanti) definiti speciali sul listino bar. BAR DEL RISTORANTE: caffè espresso e cappuccino, anche decaffeinato e d’orzo. A pranzo e cena una bevanda alla spina e birra (40 cl.). SPIAGGIA L’ampia spiaggia sabbiosa, a circa 200 metri dalla struttura, è raggiungibile con una scalinata o con un percorso pavimentato. È attrezzata con om-


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Camera Doppia 3°/4° doppia uso singola letto adulti 1° Turno (dall’1 al 10 giugno - 9 notti/10 giorni) € 620 € 755 € 510 2° Turno (dal 3 al 10 giugno - 7 notti/8 giorni) € 480 € 585 € 400 3° Turno (dal 10 al 17 giugno - 7 notti/8 giorni) € 570 € 680 € 465 3° letto bambino (da 0 a 8 anni non compiuti) in camera con 2 adulti: gratuito 3° letto bambino (da 8 a 12 anni non compiuti) in camera con 2 adulti: riduzione 60% 4° letto bambino (da 3 a 8 anni non compiuti) in camera con 2 adulti: riduzione 70% 4° letto bambino (da 8 a 12 anni non compiuti) in camera con 2 adulti: riduzione 50% Quota d’iscrizione per i non soci 50&Più: € 45 La quota comprende: Soggiorno presso il Serenusa Village con trattamento di pensione completa a buffet dalla cena del giorno di arrivo al pranzo del giorno di partenza - Bevande ai pasti - Formula Extra All Inclusive - Servizi balneari in spiaggia - Animazione diurna e serale con spettacoli, piano bar, giochi e tornei - Partecipazione ad attività culturali - Assistenza di personale medico 24 ore su 24 - Assistenza di personale 50&Più e 50&Più Turismo - Assicurazione bagaglio/sanitaria e annullamento. La quota non comprende: Trasporti da e per il Serenusa Village - Escursioni da prenotare e pagare in loco Imposta di soggiorno comunale da regolare in loco - Extra in genere e tutto quanto non sopra specificato.

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VIAGGIO NEGLI STATI UNITI DA LOS ANGELES A SAN FRANCISCO ATTRAVERSO I GRANDI PARCHI DEL WEST Un incredibile susseguirsi di enormi metropoli americane in contrasto con l’immensa bellezza dei grandi Parchi dell’Ovest dalle caratteristiche morfologiche, naturalistiche e paesaggistiche uniche al mondo. Un inarrestabile crescendo di emozioni e meraviglia che alimentano lo spirito di libertà e avventura del viaggiatore che vuole scoprire la bellezza del nostro pianeta 1° giorno: Partenza per Los Angeles Arrivo e trasferimento in Hotel. 2° giorno: Los Angeles Visita di Beverly Hills, del quartiere di Hollywood e degli Universal Studios. 3° giorno: Los Angeles Phoenix Partenza per Phoenix dalla California all’Arizona. Arrivo e visita della città. 4° giorno: Phoenix Grand Canyon - Williams Proseguimento per il Castello di Montezuma e l’Oak Creek Canyon, fino al Grand Canyon. 5° giorno: Monument Valley Page - Lake Powell Si percorre la mitica vallata dove si ergono i monoliti nel deserto dell’Arizona, abitato da tribù di indiani Navajo. 6° giorno: Horseshoe Bend Bryce Canyon

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Passaggio all’Horseshoe Bend e partenza per il Bryce Canyon. 7° giorno: Bryce Canyon National Park - Las Vegas Escursione nelle gigantesche architetture di pietra e formazioni geologiche e partenza per Las Vegas. Attività facoltative: il tour “Luci e Suoni” e lo spettacolo del Cirque du Soleil. 8° giorno: Las Vegas - Death Valley - Mammouth Lake Si attraversa la “Valle della Morte” fino ai margini orientali dello Yosemite Park. 9° giorno: Parco Nazionale Yosemite Uno spettacolo di vette, boschi di sequoia, foreste di pini, prati alpini, laghi e ruscelli. 10° giorno: Carmel San Francisco Raggiunta la Costa del Pacifico,

a Carmel, si prosegue fino a San Francisco. 11° e 12° giorno: San Francisco La più elegante città d’America: il Golden Gate Bridge, il Fisherman’s Wharf, Ghirardelli Square, il Civic Center, l’Opera House, il Cable Car Barn sono alcune delle

visite della città. 13° giorno: San Francisco Rientro in Italia Trasferimento all’aeroporto e volo di rientro in Italia. 14° giorno: Arrivo in Italia.

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LE SEDI 50&PIÙ PROVINCIALI IN ITALIA Abruzzo Telefono L’Aquila - Viale Corrado IV, 40/F 0862204226 Chieti - Via Giovanni Antonio Santarelli, 219 087164657 Pescara - Via Aldo Moro, 1/3 0854313623 Teramo - Via Guglielmo Oberdan, 47 0861252057 Basilicata Telefono Matera - Via Don Luigi Sturzo, 16/2 0835385714 Potenza - Via Centomani, 11 097122201 Calabria Telefono Cosenza - Viale degli Alimena, 5 098422041 Catanzaro - Via Milano, 9 0961721246 Crotone - Via Regina Margherita, 28 096221794 Reggio Calabria - Via Tenente Panella, 20 0965891543 Vibo Valentia - Via Spogliatore snc 096343485 Campania Telefono Avellino - Via Salvatore De Renzi, 28 082538549 Benevento - Via delle Puglie, 28 0824313555 Caserta - Via Roma, 90 0823326453 Napoli - Piazza Carità, 32 0812514037 Salerno - Corso Garibaldi, 23 089227600 Emilia Romagna Telefono Bologna - Strada Maggiore, 23 0516487530 Forlì - Piazzale della Vittoria, 23 054324118 Ferrara - Via Girolamo Baruffaldi, 14/18 0532234211 Modena - Via Begarelli, 31 0597364211 Piacenza - Strada Bobbiese, 2 - c/o Unione Comm.ti 0523461831 Parma - Via Abbeveratoia, 63/A 0521944278 Ravenna - Via di Roma, 102 0544515707 Reggio Emilia - Viale Timavo, 43 0522708552 Rimini - Viale Italia, 9/11 0541743202 Friuli Venezia Giulia Telefono Gorizia - Via Vittorio Locchi, 22 048132325 Pordenone - Piazzale dei Mutilati, 6 0434549462 Trieste - Via Mazzini, 22 0407707340 Udine - Viale Duodo,5 0432538707/05/06/74 Lazio Telefono Frosinone - Via Moro, 481 0775855273 Latina - Via dei Volsini, 60 0773611108 Rieti - Largo Cairoli, 4 0746483612 Roma - Via Cola di Rienzo, 240 0668891796 Viterbo - Via Belluno, 39/G 0761341718 Liguria Telefono Genova - Via XX Settembre, 40/5 010543042 Imperia - Via Gian Francesco De Marchi, 81 0183275334 La Spezia - Via del Torretto, 57/1 0187731142 Savona - Corso A. Ricci - Torre Vespucci, 14 019853582 Lombardia Telefono Bergamo - Via Borgo Palazzo, 154 0354120126 Brescia - Via Giuseppe Bertolotti, 1 0303771785 Como - Via Bellini, 14 031265361 Cremona - Via Alessandro Manzoni, 2 037225745 Lecco - Piazza Giuseppe Garibaldi, 4 0341287279 Lodi - Via Giovanni Haussmann, 1 0371432575 Mantova - Via Valsesia, 46 0376288505 Milano - Corso Venezia, 47 0276013399 Pavia - Corso Cavour, 30 038228411 Sondrio - Via del Vecchio Macello, 4/C 0342533311 Varese - Via Valle Venosta, 4 0332342280 Marche Telefono Ancona - Piazza Repubblica, 1 0712075009 Ascoli Piceno - Viale Vittorio Emanuele Orlando, 16 0736051102 Macerata - Via Maffeo Pantaleoni, 48/48a 0733261393

Pesaro - Strada delle Marche, 58 Molise Campobasso - Via Giuseppe Garibaldi, 48 Isernia - Via XXIV Maggio, 331 Piemonte Alba - Piazza S. Paolo, 3 Alessandria - Via Trotti, 46 Asti - Corso Felice Cavallotti, 37 Biella - Via Torino, 18 Cuneo - Via Avogadro, 32 Novara - Via Giovanni Battista Paletta, 1 Torino - Via Andrea Massena, 18 Verbania - Via Roma, 29 Vercelli - Via Duchessa Jolanda, 26 Puglia Bari - Piazza Aldo Moro, 33 Brindisi - Via Grazia Balsamo, 2/B Foggia - Via Luigi Miranda, 8 Lecce - Via Cicolella, 3 Taranto - Via Giacomo Lacaita, 5 Sardegna Cagliari - Via Santa Gilla, 6 Nuoro - Galleria Emanuela Loi, 8 Oristano - Via Sebastiano Mele, 7/G Sassari - Via Giovanni Pascoli, 59 Sicilia Agrigento - Via Imera, 223/C Caltanissetta - Via Messina, 84 Catania - Via Mandrà, 8 Enna - Via Vulturo, 34 Messina - Via Santa Maria Alemanna, 5 Palermo - Via Emerico Amari, 11 Ragusa - Viale del Fante, 10 Siracusa - Via Eschilo, 11 Trapani - Via Marino Torre, 117 Toscana Arezzo - Via XXV Aprile, 12 Carrara - Piazza 2 Giugno, 11 Firenze - Via Costantino Nigra, 23-25 Grosseto - Via Tevere, 5/7/9 Livorno - Via Serristori, 15 Lucca - Via Fillungo, 121 - c/o Confcommercio Pisa - Via Chiassatello, 67 Prato - Via San Jacopo, 20-22-24 Pistoia - Viale Adua, 128 Siena - Via del Giglio, 10-12-14 Trentino Alto Adige Bolzano - Mitterweg - Via di Mezzo ai Piani, 5 Trento - Via Solteri, 78 Umbria Perugia - Via Settevalli, 320 Terni - Via Aristide Gabelli, 14/16/18 Valle d’Aosta Aosta - Piazza Arco d’Augusto, 10 Veneto Belluno - Piazza Martiri, 16 Padova - Via degli Zabarella, 40/42 Rovigo - Viale del Lavoro, 4 Treviso - Via Sebastiano Venier, 55 Venezia Mestre - Viale Ancona, 9 Vicenza - Via Luigi Faccio, 38 Verona - Via Sommacampagna, 63/H - Sc. B

0721698224/5 Telefono 0874483194 0865411713 Telefono 0173226611 0131260380 0141353494 01530789 0171437261 032130232 011533806 032352350 0161250045 Telefono 0805240342 0831524187 0881723151 0832343923 0997796444 Telefono 070282040 0784232804 078373287 079243652 Telefono 0922595682 0934575798 095239495 093524983 090673914 091332447 0932246958 093165059 0923547829 Telefono 0575354292 058570973 055664795 0564410703 0586898276 0583473170 05025196-0507846635/30 057423896 0573991500 0577283914 Telefono 0471978032 0461880408 Telefono 0755067178 0744390152 Telefono 016545981 Telefono 0437215264 049655130 0425404267 042256481 0415316355 0444964300 045953502

MARZO 2018 I 85


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__PREVIDENZA__

GIÀ CON LA LEGGE N. 122 DEL 2010, sono cambiati i parametri con cui i pensionati ottengono le prestazioni legate al reddito. Anche quest’anno è confermata la seguente applicazione: a) in caso di concessione per la prima volta della prestazione, i redditi da utilizzare sono quelli presenti nell’anno in corso, così anche i limiti di reddito da prendere a base; b) in caso di una prestazione già concessa, i redditi da sottoporre a verifica sono quelli riferiti all’anno in corso e all’anno precedente, mentre i limiti di reddito sono quelli dell’anno in corso. Nel 2018, per esempio, per i già pensionati sul modello Red, che gli stessi debbono inoltrare tramite il Caf entro fine marzo (salvo proroghe), va riportato il reddito del 2017 (redditi diversi) e il presunto 2018 su cui viene confermato, ridotto o aumentato, l’importo di pensione spettante. » IL CALCOLO DELLA PENSIONE MINIMA

PENSIONI MINIME E MAGGIORAZIONI 2018 Anche quest’anno ci vuole attenzione ai redditi, sia personali che di coppia, oltre che al tasso annuale di inflazione

a cura di Gianni Tel

+

SIA PER LA PENSIONE MINIMA CHE PER CONCEDERE LA MAGGIORAZIONE SOCIALE, L’INPS CONSIDERA TUTTI I REDDITI DI QUALSIASI NATURA, COMPRESI QUELLI ESENTI O TASSATI ALLA FONTE

L’Inps calcola la pensione sulla base dei versamenti effettuati e se l’importo è inferiore al minimo di legge (507,42 € al mese nel 2018), aggiunge un’integrazione a carico dello Stato. Ma questa oggi è legata ai redditi personali, per chi vive da solo e a quelli della coppia, per chi è coniugato. La legge fissa determinati limiti di reddito aggiornati di anno in anno in base al tasso di inflazione. Mentre nel 2015 la percentuale di inflazione è stata dello 0,2%, nel 2016 e 2017 il tasso provvisorio di perequazione, rilevato dall’Istat, è stato negativo (deflazione). Da gennaio di quest’anno, invece, le pensioni sono tornate a crescere: più 1,1% e ciò vale anche per i limiti di reddito che crescono anch’essi di conseguenza. Chi non li supera non è detto che riceva come integrazione la differenza tra la pensione maturata e il trattamento minimo. A seconda del reddito può essere assegnata la misura intera o ridotta. I pensionati che vivono da soli, da quest’anno, possono contare sul trattamento minimo di 507,42 € mensili se il loro reddito annuo non supera 6.596,46 €. Se il reddito extra pensione si colloca tra 6.596,46 e 13.192,92 €, l’integrazione spetta in misura ridotta, pari alla differenza tra quest’ultimo importo e il reddito conseguito. Per esempio, un pensionato che ha maturato con i soli contributi una pensione di 200 € al mese e possiede altri redditi (case, altre pensioni, ecc.) per 10.000 € l’anno, ottiene una integrazione di 245,60 € (13.192,92 - 10.000 : 13), per cui la pensione sarà di 445,60 € al mese, inferiore al trattamento minimo. » I REDDITI PERSONALI E DELLA COPPIA

Il discorso è più complicato per le persone coniugate che devono superare lo sbarramento del reddito personale e di coppia. Per quest’anno la situazione si presenta così: • reddito personale che non supera 6.596,46 € e reddito della coppia non oltre 19.789,38 €. In questo caso, spetta l’integrazione intera e viene garantito il trattamento minimo di 507,42 € al mese; • reddito personale compreso tra 6.596,46 e 13.192,92 € e reddito della coppia compreso tra 19.789,38 e 26.385,84 €. In questo caso l’integrazione spetta in misura ridotta. La legge stabilisce che l’importo spettante è quello minore risultante dal doppio confronto tra il limite massimo di reddito personale (13.192,92 €) e quello effettivamente posseduto e tra il limite di reddito di coppia (26.385,84 €) e quello conseguito. Nella Tabella A sono sintetizzati i requisiti per ottenere l’integrazione per il 2018. » LE MAGGIORAZIONI SOCIALI

Per chi vive con una sola pensione minima o quasi, la legge riconosce le cosiddette maggiorazioni sociali, che variano in base all’età del pensionato. La quota aggiuntiva è di 25,83 € al mese per coloro che hanno dai 60 ai 64 anni, di 82,64 € per chi ha un’età che si colloca tra 65 e i 69 anni. Dai 70 anni in su l’integrazione 86 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018


è di 136,44 €. I 70 anni richiesti si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni (pensione al milione di lire). Nel 2018 le maggiorazioni sono subordinate ai limiti di reddito riportati nella Tabella B. Per i non coniugati il limite di reddito personale è dato dall’ammontare del trattamento minimo, più l’importo annuo della maggiorazione. Mentre per i coniugati il reddito della coppia non deve superare il limite personale, maggiorato dell’importo dell’assegno sociale (453,00 € mensili nel 2018). » LA PENSIONE AL MILIONE

Chi ha ottenuto la maggiorazione fino ad un milione di vecchie lire al mese può contare quest’anno su un assegno di 643,86 €. La cifra si ricava sommando all’importo del trattamento minimo di 507,42 € la maggiorazione di 136,44 € prevista dalla legge n. 127/2007 che ha aumentato le pensioni basse. La maggiorazione spetta ai pensionati meno abbienti dai 70 anni in su (60 anni se invalidi totali). Nel 2018 ne può beneficiare chi ha un reddito personale annuo non superiore ad 8.370,18

TABELLA A -

€ o cumulato con quello del coniuge, se sposato, che non vada oltre 14.259,18 €. Per evitare disparità di trattamento tra chi ha versato contributi per parecchi anni e chi ha raggiunto la pensione con pochi versamenti, la legge ha previsto che il limite di 70 anni per ottenere l’aumento si riduca, fino ad un massimo di 65 anni, di un anno ogni 5 di contributi versati (Tabella C). » QUALI REDDITI

Sia per la pensione minima che per la maggiorazione sociale, l’Inps considera tutti i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti da Bot e altri titoli. Nel computo rientrano anche le rendite Inail e gli assegni assistenziali. In altre parole bisogna denunciare tutto eccetto i redditi provenienti da: casa di abitazione; pensioni di guerra; assegno di accompagno; trattamenti di famiglia; sussidi erogati da Enti Pubblici senza carattere di continuità. » LA SOSPENSIONE E LA REVOCA DELLA PENSIONE

Dalle annuali verifiche dell’Inps risulta non pervenuto un buon numero di Red 2016 (redditi dell’anno 2015). L’Istituto, per effetto

A CHI SPETTA L’INTEGRAZIONE LIMITI DI REDDITO 2018*

Integrazione totale Pensionato solo Fino a € 6.596,46 Pensionato coniugato Fino a €19.789,38

Integrazione parziale** Nessuna integrazione Da € 6.596,46 a € 13.192,92 Oltre € 13.192,92 Da € 19.789,38 a € 26.385,84 Oltre € 26.385,84

* I limiti di reddito presunti 2018 valgono per le prestazioni di prima liquidazione (a seguito di domanda e con decorrenza dall’anno in corso) e vengono presi a riferimento e confronto per le pensioni già liquidate entro dicembre 2017. ** Spetta una somma pari alla differenza tra il reddito del pensionato (o della coppia) e il limite di reddito previsto dalla legge.

TABELLA B -

LA MAPPA DELLE MAGGIORAZIONI SOCIALI IMPORTI E LIMITI DI REDDITO 2018*

Età

Importo mensile x 13

Personale

Coniugale

25,83 82,64 136,44

6.932,36 7.670,78 8.370,18

12.821,25 13.559,78 14.259,18

Da 60 a 64 Da 65 a 69 Da 70 in poi **

* I limiti di reddito presunti 2018 valgono per le prestazioni di prima liquidazione (a seguito di domanda e con decorrenza dall’anno in corso) e vengono presi a riferimento e confronto per le pensioni già liquidate entro dicembre 2017. ** Maggiorazione al milione di lire.

TABELLA C -

LA PENSIONE AL MILIONE REQUISITI E LIMITI DI REDDITO

Tipo di pensione

Trattamento AGO* Assegno/Pensione Sociale Invalidi civili totali, ciechi, sordomuti e pensionati invalidità Inps

Età minima

Pensionato solo

Pensionato coniugato

70** 70**

8.370,18 8.370,18

14.259,18 14.259,18

60**

8.370,18

14.259,18

* Trattamenti dell’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago) con importo inferiore a € 643,86. ** L’età scende di un anno per ogni cinque anni di contributi versati, fino ad un massimo di 65 anni.

della Legge n. 122 del 2010, non è più tenuto ad inviare il modello da compilare. Sempre detta normativa ha previsto anche la sospensione e poi la revoca per quei pensionati che non dichiarano all’amministrazione finanziaria né all’Inps i propri redditi rilevanti ai fini della prestazione in godimento. Se entro i 60 giorni successivi alla sospensione la dichiarazione viene resa, la pensione viene ripristinata dal mese successivo alla comunicazione; se invece entro i 60 giorni successivi alla sospensione la dichiarazione non viene resa, l’Inps procede alla revoca in via definitiva della pensione collegata al reddito e al recupero di tutte le somme erogate a tale titolo nel corso dell’anno di riferimento. I DIRITTI INESPRESSI

C’è la possibilità per una buona parte di pensionati, ma non per tutti, di ottenere un aumento dell’importo dell’assegno pensionistico fino a qualche centinaio di euro. Sono questi i “diritti inespressi”. Si chiamano così perché se l’interessato non ne fa esplicita richiesta il diritto viene ignorato, come: l’assegno per il nucleo familiare (dipendenti); l’assegno familiare (autonomi); l’integrazione al trattamento minimo; le maggiorazioni sociali; la maggiorazione per ex combattenti; la 14a mensilità; l’aumento al “milione” di lire; le prestazioni a favore degli invalidi civili; il supplemento di pensione, insorto dopo il pensionamento. La prescrizione di questi diritti è quinquennale. È possibile, quindi, recuperare le somme spettanti e mai percepite nei cinque anni precedenti. È opportuno data la particolare normativa, rivolgersi agli uffici del Patronato 50&PiùEnasco e 50&PiùCaaf che, gratuitamente e su tutto il territorio nazionale, sono in grado di fornire tutte le informazioni, i chiarimenti necessari e presentare le eventuali domande online di maggiorazione sociale, valutazione e richiesta dei diritti inespressi e l’invio del modello Red.


La dichiarazione di successione va presentata dagli eredi entro UN ANNO dalla data del decesso del titolare dei beni. EVENTUALI DOCUMENTI DA PRESENTARE I Delega a 50&PiùCaaf per la presentazione della dichiarazione I Certificato di morte (in carta semplice) I Certificato di stato di famiglia del defunto o autocertificazione rilasciata dall’erede I Certificato di stato di famiglia degli eredi e legatari (o autocertificazione) I Autocertificazione “status eredi”, fotocopia dei documenti, dei codici fiscali del defunto e degli eredi I Atti di acquisto e vendita del patrimonio immobiliare, se in possesso I Certificazione comprovante le passività e le detrazioni I Certificato rilasciato dal gestore di eventuali c/c, libretti postali, azioni, obbligazioni, fondi comuni d’investimento, ecc I Certificato di destinazione urbanistica per i terreni I Eventuali donazioni effettuate in vita

50&PiùCaaf grazie all’accordo stipulato con il Patronato 50&PiùEnasco offre inoltre assistenza per la pensione di reversibilità. 50&PiùCaaf, Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale scelto da oltre 760.000 persone, offre assistenza per: 730, IMU, TASI, Red, Isee, richiesta bonus energia/gas, visure catastali, INV/CIV. Trova la sede più vicina a te o chiama il nostro numero verde

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Rivolgiti ai nostri uffici per tutte le pratiche di successione e le relative volture catastali.


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__FISCO__

LA TARI E GLI ERRORI COMMESSI DAI COMUNI

In molti casi i cittadini sono stati chiamati a versare importi più elevati per un errore nel calcolo della quota variabile sulle pertinenze

a cura di Alessandra De Feo

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DOPO AVER VERIFICATO SE SI RIENTRA TRA GLI UTENTI A CUI È STATO INVIATO UN CALCOLO SBAGLIATO, SI PUÒ CHIEDERE IL RIMBORSO DELL’IMPORTO VERSATO NEGLI ULTIMI 5 ANNI

LA TASSA SUI RIFIUTI (Tari) è stata introdotta il 27 dicembre 2013 con la Legge n. 147 (cosiddetta Legge di Stabilità per il 2014) in sostituzione delle precedenti Tariffa di igiene ambientale (Tia), Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) e Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares). Tale tributo è una componente dell’Imposta unica comunale (Iuc) unitamente all’Imposta municipale propria (Imu) e al Tributo per i servizi indivisibili (Tasi). » PRESUPPOSTO

Presupposto della Tari è il possesso o la detenzione, a qualsiasi titolo, di locali o di aree scoperte, adibibili a qualsiasi uso e suscettibili di produrre rifiuti urbani. Sono escluse dalla Tari le aree scoperte pertinenziali, o quelle accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree condominiali che non siano detenute, o occupate, in via esclusiva. » CARATTERISTICHE

La Tari, come detto, è dovuta da chiunque possieda o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Nel caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti, in solido, all’adempimento dell’obbligazione tributaria. » MODALITÀ DI CALCOLO

In base alla legge di istituzione della tassa e, precisamente, in virtù dell’art. 1, comma 651, della suddetta Legge n. 147/2013, è previsto che: “Il Comune, nella commisurazione della tariffa, tiene conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158”. In ordine alla determinazione di detta tariffa, il citato D.P.R. n. 158/1999 ha disposto che questa sia composta da una parte fissa, stabilita in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, e da una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti prodotti. In aggiunta a ciò si fa un distinguo tra le fasce di calcolo stabilite per le utenze domestiche e quelle non domestiche. Per le utenze domestiche si deve ritenere che la quota variabile della tassa sui rifiuti debba calcolarsi una sola volta, sulla sola unità principale e non sulle sue pertinenze. A tale proposito è intervenuto il Ministero dell’Economia e delle Finanze che, con la circolare n. 1/DF del 20 novembre 2017, ha chiarito, in modo ineccepibile, l’errore commesso in materia da molti Comuni, come Milano e Napoli, che hanno calcolato la quota variabile anche sulle pertinenze, moltiplicando la quota variabile della tassa per il numero delle pertinenze, con il risultato di aver aumentato l’importo che il contribuente è stato chiamato a versare. Il contribuente, dopo aver verificato se rientra nella suddetta situazione, potrà richiedere il rimborso dell’importo erroneamente versato negli ultimi cinque anni, presentando al competente Comune, un’istanza in carta semplice, con allegate le copie delle fatture emesse dal Comune e le relative attestazioni di pagamento. Con detta istanza, potrà essere chiesto, alternativamente, il rimborso del maggiore importo pagato o lo storno di detto importo dalle tasse dovute per il futuro. Il Comune ha 180 giorni per rispondere, altrimenti l’istanza, per il principio del silenzio-rifiuto, dovrà considerarsi rigettata, per cui il contribuente potrà presentare, entro i 60 giorni successivi, il ricorso da depositare al Comune e alla Commissione Tributaria Provinciale competente. MARZO 2018 I 89


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__VIVERE IN ARMONIA SEGUENDO LE STAGIONI__

Per le cosmiche vicende, la Luna vicina alla coda del Drago comincia a tramontare e desta venti sirocali. Almanacco Barbanera 1838

IL CALDO ABBRACCIO DEL SOLE

a cura di

MARZO

È VERO, una rondine non fa primavera, ma quando a spuntare sono margherite e primule che si allargano sul prato ogni giorno di più, allora non c’è dubbio, la buona stagione si sta facendo largo tra qualche albero ancora sonnacchioso. Anche se, a ben sentire, il ronzio degli insetti non lascia dubbi: colori e profumi annunciano un sole nuovo, pronto a scaldare la terra che ci accoglie. Persino la pioggia, che cade leggera, è ora benvenuta, pronta a far germogliare i semi nell’orto, a donare fiori e attesi frutti. E tra le nubi che corrono veloci, un nuovo ciclo si apre, indaffarato, tra semine e trapianti, innesti e aromatiche. Ad attenderci sul balcone ci sono i travasi delle piante “di casa”, accolte dallo sguardo benevolo di una luminosa Luna di marzo.

IL RAVANELLO (Raphanus sativus)

Fa bene perché... Dotato di virtù diuretiche e depurative, il ravanello è considerato anche capace di favorire il sonno grazie al suo contenuto di zolfo e vitamina B. Alimento dalle pochissime calorie, apporta una buona quantità di vitamina B, C, calcio, fosforo e ferro. Il proverbio La lieve pioggerella fa crescer l’erba bella. Pollice bio Asparagi, peperoni e ravanelli, consolazion di passeri e d'uccelli. Coltura semplice e veloce, ben si adatta anche ai piccoli spazi, evitando per le varietà estive esposizioni troppe soleggiate. In vaso è preferibile scegliere varietà di ravanello a radice piccola e tonda che richiedono contenitori poco profondi: sono sufficienti 15 centimetri. La semina Si effettua in Luna calante, dalla primavera all’autunno, sminuzzando il terreno su cui tracciare un piccolo solco dove mettere un seme ogni 2-3 cm per poi compattare leggermente. Annaffiare senza eccedere. Bastano due volte a settimana per non provocare uno sviluppo eccessivo delle foglie rispetto alla radice. Raccolta e conservazione Dopo circa 45 giorni dalla semina si può iniziare la raccolta - meglio se in Luna crescente -. Si estraggono dal terreno con una palettina oppure afferrando la pianta alla base delle foglie e tirando via la radice con delicatezza. Meglio consumare appena raccolte le varietà estive, mentre quelle invernali si possono conservare in cassette con sabbia oppure lasciate sul terreno ricoperte con uno spesso strato di foglie secche tenute in sede con una rete di plastica.

NEL CESTINO DEL MESE ORTAGGI: aglio fresco, agretti, asparagi, carciofi, carote, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavolo verza, cicorie, cime di rapa, cipolle, finocchi, indivie, lattughe, patate novelle, porri, radicchio di Verona, rape, ravanelli, sedano, spinaci e valerianella.


BUONO A SAPERSI!

Nella cassetta della frutta L’importante è imparare a guardare con occhi diversi. È il segreto di chi riesce a trasformare l’oggetto più comune in qualcosa di originale. Come le cassette di legno della frutta che possono diventare divertenti arredi, mensole, librerie, portariviste, piccoli tavoli dall’atmosfera country. Senza dimenticare la cuccia per il gatto: un materassino e il letto è pronto! Ma saranno le stanze dei ragazzi a goderne di più e magari loro stessi le verniceranno con i colori preferiti. Con poca spesa si otterranno begli spazi per le loro mille cose.

FRUTTA: arance, bergamotti, limoni, mandarini, mele, pere Conference e pompelmi.

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COLTIVARE CON LA LUNA NELL’ORTO, NEL GIARDINO, SUL BALCONE

Con l’arrivo della primavera, anche l’orto, oltre al giardino, torna a chiedere nuove e più assidue attenzioni. Ecco allora la Luna crescente che ci chiede di seminare in semenzaio cetrioli, melanzane, peperoni, peperoncini, pomodori, meloni, timo. In piena terra mettere invece il lattughino da taglio e le fave. Senza dimenticare di trapiantare le aromatiche, ma anche l’asparago bianco e verde, le carote nelle varietà tardive, i piselli, e di raccogliere la valerianella. Anche preparare alla bella stagione il giardino è attività di questo mese. È tempo allora di seminare in coltura protetta, i ciclamini. All’aperto, invece, ci attende la semina delle specie annuali, tra cui calendula, papavero e iberide. Piantare i bulbi a fioritura estiva-autunnale, ad esempio, le amarillis. Iniziare la semina dei tappeti erbosi. Si torna nell’orto con la Luna calante per seminare in semenzaio basilico, lattuga, maggiorana e sedano. All’aperto cavolo cappuccio primaverile ed estivo, bietola da orto, ravanelli e rape. Trapiantare la cipolla. apian E in giardino? Terminare in fase calante le potature ure degli alberi e degli arbusti busti spoglianti. Infine, preparare eparare il terreno per la messa ssa a dimora di nuove piantine e rinvasare le piante da interno, le fucsie e le ortensie. ie.

AROMI: prezzemolo, rosmarino e salvia.

Dice il proverbio... Se non vuoi la botte vuota, di marzo lega e pota San Giuseppe antico, torna la rondine e migra il beccafico L’olivo benedetto vuol trovar pulito e netto

IL SOLE E LA LUNA IL SOLE

Il 1° sorge alle 06.35 e tramonta alle 17.50. L’11 sorge alle 06.19 e tramonta alle 18.02. Il 21 sorge alle 06.02 e tramonta alle 18.13. Le giornate si allungano. Il 1° marzo si hanno 11 ore e 15 minuti di luce solare e il 31 se ne hanno 12 e 39 minuti. Si guadagnano 1 ora e 24 minuti di luce solare.

SE HAI ½ GIORNATA CI VUOLE IL TANACETO

Per i greci era athanasia, “immortale”, perché il tanaceto, Tanacetum vulgare, era pianta assai preziosa: le bevande fatte con le sue foglie donavano l’immortalità! Oggi possiamo confidare nel tanaceto per dissuadere gli insetti dal banchettare sulle nostre piante da frutto e fiore. Si semina a marzo in Luna crescente e si trapianta dopo due mesi, sempre in crescente, accanto alle “amiche” da proteggere. Vanno bene tutti i terreni, non vuole concimazioni o irrigazioni abbondanti. I fiori che compaiono da luglio a settembre, di un giallo bellissimo, hanno un profumo sgradevole che è però la loro forza. Seminandolo tra le patate, si riduce dal 60 al 100% la dorifora, insetto ghiotto di foglie, fiori e frutti. In passato sacchettini di tanaceto negli armadi si usavano contro le tarme, e si mettevano i rametti alle finestre per allontanare le mosche.

LA LUNA

Il 1° tramonta alle 06.20 e sorge alle 17.18. L'11 sorge alle 02.36 e tramonta alle 12.20. Il 21 sorge alle 08.27 e tramonta alle 22.32. Luna crescente il 1° e dal 18 al 31. Luna calante dal 3 al 16. Luna Piena il 2. Luna Nuova il 17. MARZO 2018 I 91


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66enne, vedovo da 5 anni, abitante nella campagna toscana senese, autosufficiente in tutto, dinamico, non grasso, alto 1,65, cerco signora 58/63enne, pari requisiti, possibilmente Siena e zone limitrofe, bella presenza, sincera ed onesta, per un’iniziale amicizia ed eventuali futuri sviluppi. Telefonare al 3492545642. Signora vedova, milanese, gradevole, amante della vita, arte, musica, natura, montagna/mare, conoscerebbe signore 70/75enne libero, serio, rispettoso, gentile, indipendente, preferibilmente lombardo, per amicizia. Astenersi perditempo o numeri non riconoscibili. Telefonare al 3349665577. 70enne pensionato, solo, residente in provincia di Como, conoscerebbe signora sola, per conoscenza e seria amicizia. Non sono automunito, quindi cerco persone che risiedano nelle vicinanze. Max serietà. Astenersi perditempo e senza i requisiti richiesti. Telefonare al 3334276676. 80enne, abito tra Bologna e Ferrara, sono insegnante in pensione, godo di ottima salute, sono indipendente, generoso, giovanile e attivo. Coltivo il giardino e le manifestazioni culturali. Amo scoprire, viag-

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giare e la buona compagnia. Non amo la superficialità, i prepotenti e la solitudine. Cerco una donna con cui condividere la mia vita con un rapporto di sincera amicizia. Telefonare al 3341879478 (ore pasti). Signora 65enne del Centro Italia, giovanile, bionda, gentile, educata, sensibile, affettuosa, seria. Vorrei conoscere signore pari requisiti, stessa età. Chiamare solo se interessati. No perditempo. Telefonare al 3272047480. 76enne, bell’uomo, serio, sincero, posato, senza grilli per la testa e molto fedele, stanco della solitudine, molto sfortunato, senza amici né parenti, solo al mondo, cerca una donna che abbia max 67 anni, seria ed onesta, libera, nubile o vedova, possibilmente senza figli, anche in Germania, che mi dia amore e affetto e che mi voglia davvero bene. Spero in una risposta celere. Non fatemi aspettare troppo. Sono sardo ma abito nella provincia di Caserta. Telefonare al 3386421399 oppure al 3291099073. 56enne divorziata, bionda, magra, occhi azzurri, diplomata, seria, cerca compagno seriamente intenzionato, non fumatore, di gradevole aspetto, magro, libero da impegni familiari, sensibile, generoso, buono, educato, max 65enne, residente Nord Italia. Abito in provincia di Treviso. Non con-

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SI RNGRAZIA L’EDITORE PER LO SPAZIO CONCESSO

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giochi 1

CRUCIVERBA Lello ORIZZONTALI 1. Ti appartengono; 5. Cretino, deficiente; 9. Una profonda baia antartica; 17. Approssimativi; 19. Si ottiene per distillazione dalla canna da zucchero; 20. Può esprimere rabbia, dolore o altri sentimenti; 21. C’è in ogni stazione; 23. Le separa la c; 25. A favore; 26. Aeronautica Militare; 27. Indica parità di dosi; 28. Cerimonie religiose; 29. Prefisso con valore iterativo; 30. Le vocali di Carlo; 31. Istituto Geografico Militare; 32. Poco nitido; 33. Un’antica imbarcazione; 36. Un piccolo rilievo; 38. I pasti serali; 39. Relazione amorosa che riprende dopo un certo tempo; 42. Un accordo internazionale per contrastare il riscaldamento climatico; 43. Gabbia per polli; 45. Sigla di Modena; 46. Accordo tra Paesi dell’Eurozona inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio; 48. In marzo e aprile; 49. Pubbliche relazioni; 50. Opera di Wagner che costituisce il capolavoro del Romanticismo tedesco; 52. La Christine, scrittrice francese; 54. La fine degli eroi; 55. Una compagnia petrolifera francese;

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La ragazza con l’orecchino di perla; 6. Il ragazzo torinese; 7. Gli addetti a lavori di estrazione; 8. Un aggettivo possessivo; 9. Un tipo di neutrino; 10. Storica biblioteca milanese; 11. A metà mese; 12. Il prefisso scientifico che significa umido, umidità; 13. Colpevole; 14. Lo precedono in Oslo; 15. Artigiani che lavorano metalli; 16. Risultano da addizioni; 18. Una congiunzione; 19. È una delle più grandi aziende di comunicazione d'Europa; 22. Ciclista specializzato nelle gare su strada; VERTICALI 24. Gli atleti che lanciano il disco; 1. Una bevanda medicamentosa; 25. È stato un noto conduttore 2. Appartengono alla specie televisivo; Homo sapiens; 31. Esercita influssi malefici; 3. L’esclamazione dell’acrobata; 33. Popoloso Paese 4. Collera, rabbia; dell’Estremo Oriente; 5. Il nome della Johansson del film 34. Il continente di ghiaccio; 56. La Pauline, politica canadese; 57. Noto marchio francese della cosmetica; 59. Non manca di cappuccini; 60. Interdire, proibire; 61. Sono costituiti da due pareti rocciose che formano un angolo più o meno aperto; 62. Avverbio di negazione; 64. Non dure, morbide; 66. Un disperato appello; 67. La fiction che ha reso famoso George Clooney; 68. Quello musicale è detto anche pentagramma; 69. Il nome dell’etologo Mainardi; 70. Nove romani.

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35. Riscuotono imposte; 36. Trattato di pace imposto dai vincitori ai vinti; 37. L’Eric, compositore e pianista francese; 38. Altro nome della nutria; 39. Iniziali di Ravel; 40. Dà nome a un famoso colosso; 41. Una riduzione di prezzo; 42. Tempesta di limitata estensione, ma di grande potenza distruttiva; 44. Gestisce la rete stradale ed autostradale italiana; 45. Il Peter, famoso direttore d’orchestra; 47. Il nome della Allende; 51. L’Aroldo che fu spalla di successo di Totò; 53. Juan, pittore spagnolo del Novecento; 58. Alto pizzo dei Grigioni; 59. Privi di luce; 63. Al centro dell’onda; 65. Il fidanzato di una volta.

CRUCIVERBA SILLABICO Lello ORIZZONTALI 1. Secondo la passio leggendaria fu decapitata durante la persecuzione di Diocleziano; 5. Il fenomeno delle venute al mondo; 6. Sei capovolto; 8. La cerca il verseggiatore; 9. Il santo patrono di Ancona; 11. Vi nacque Claudio Monteverdi; 13. Le cerca l’eremita; 15. Condizione del campo che fa sospendere la partita; 17. Altro nome delle mele; 18. I costi del trasporto via mare; 19. Il Casey che rivaleggiava

14. Ha un becco enorme; con Valentino Rossi; 15. Bugiardi… per tornaconto; 20. Biscotti a ciambella; 16. Un piccolo mobile; 22. Nasce tra due competitori; 23. Il tessuto della Sindone. 1 2 3 VERTICALI 5 1. L’unica chiesa gotica di Roma; 2. Tizi… non identificati; 8 3. Fornire degli accessori; 9 10 4. Una storica località a nord di Capua; 13 14 5. Le ottura il raffreddore; 7. La carta più leggera; 15 10. Infiammazioni intestinali; 17 18 11. Si perde agendo in modo deludente; 19 12. Collane, vezzi; 22

21. La Giovanna del film Se permettete parliamo di donne. 4 6

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Enrico Diglio

TEST 1

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Osservate attentamente il gruppo di sei cerchi azzurri, le figure geometriche in essi inserite e i numeri posti sopra e sotto i cerchi e dite quale figura va sostituita al punto interrogativo di colore rosso e quale numero sostituisce il punto interrogativo di colore verde, secondo un criterio logico da determinare.

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ORIZZONTALI 1. Antichi libri liturgici; 7. Genere di variopinti pappagalli americani; 8. Dieci... inglesi; 9. Terni sulle targhe; 10. Sean, attore e regista statunitense; 11. L’andatura del... cauto; 13. Non parteciperà ai Mondiali di calcio del 2018; 14. Mettere in moto, spostare; 16. Una rivista naturalistica; 17. La sigla dell’Olanda; 18. Costituiscono il vitto; 20. È abilissima ad osservare il volo degli avvoltoi per individuare le carcasse di animali morti; 21. Ai lati dello xilofono. VERTICALI 1. Nozze; 2. Che manca dei requisiti prescritti dalla legge; 3. Ai...confini della scienza; 4. Furono rivali degli spartani; 5. L’allentare del poeta; 6. Quello nazionale francese è La Marsigliese; 10. La cintura del bacino; 12. Si trova nel Sud-Est asiatico; 15. Il generale romano che sbaragliò gli Unni; 19. Bixio senza vocali.

REBUS Lionello 7 10

TEST 2 Osservate attentamente le cinque sequenze di numeri e figure geometriche e dite quale numero, secondo logica, sostituisce il punto interrogativo.

TEST 3 Leggete attentamente la seguente frase e andate a pagina 96. Nel parco delle Rosebianche, nella ridente regione di Verdebosco a 1.000 metri di altezza è situato l’incantevole borgo di Settevie, in cui un quarto dei suoi 2.000 abitanti è impiegato nella fiorente industria del legno, ottenuto dalla lavorazione del famosissimo abete rosa che abbonda nei boschi che circondano il paese, dominato dalla maestosa cima del Monte Supremo, alto 4.000 metri.

__SOLUZIONI A PAGINA 96__

REBUS Lionello 5 9 MARZO 2018 I 95


oroscopo di Aldebaran

MARZO

soluzioni

GIOCHI

1

CLAUDIO BISIO

Attore, cabarettista

pesci

vergine

20 FEB. I 20 MAR. Le stelle vi renderanno contenti, visto che amate stare con gli altri e che saranno proprio gli altri a darvi le soddisfazioni che desiderate. Potrà nascere un nuovo amore, con grande differenza di età.

24 AGO. I 22 SET. Sarà un gran mese: non vi resta che viverlo intensamente, esprimendo in pieno tutte le vostre energie e tutta la gioia che esso vi porterà. I momenti positivi saranno per voi numerosi e brillanti.

ariete

bilancia

21 MAR. I 20 APR. Sarete interessati alle faccende della salute e dell’alimentazione. Sarà un mese eccellente per seguire diete o per fare qualche cura, possibilmente a base di erbe. Vi converrebbe la macrobiotica.

23 SET. I 22 OTT. Sarete egocentrici, decisi, intraprendenti ed efficienti. Una persona vi dimostrerà affetto e amore. In famiglia si verificheranno dei cambiamenti. Un’amicizia vi sarà utile sotto tutti gli aspetti.

toro

scorpione

21 APR. I 20 MAG. Sarete estroversi, brillanti e per questo ricercati durante feste o serate mondane. A causa del vostro charme e successi personali, sarete portati a essere un po’ egocentrici.

23 OTT. I 22 NOV. La situazione finanziaria vedrà alti e bassi, sarà importante il vostro intuito. Potrà nascere un amore sul lavoro. Avrete a che fare con persone straniere e molti dello Scorpione viaggeranno.

gemelli

sagittario

21 MAG. I 21 GIU. Sarà favorito tutto ciò che farete insieme agli altri. Amici influenti vi aiuteranno e la persona amata vi darà preziosi consigli. Una visita o un’e-mail inattesa vi porteranno gioia. Attenti alle spese impreviste.

23 NOV. I 21 DIC. Un progetto da tempo in programma andrà a buon fine. Potrete chiedere favori a persone importanti. Un’amicizia occasionale potrebbe dimostrarsi utile per il futuro. Curate le pubbliche relazioni!

cancro

capricorno

22 GIU. I 22 LUG. Questo mese le pubbliche relazioni, i contatti con i parenti e gli incontri utili cadranno tutti sotto una buona stella. Farete anche degli incontri simpatici. Vi gioverà parlare, scrivere e comunicare in tutti i modi.

22 DIC. I 20 GEN. Nel settore del lavoro si presenterà una situazione completamente nuova. Sarete estroversi, magnetici e simpatici. Un incontro, durante una gita o un viaggio, potrà cambiare la vostra vita.

leone

acquario

23 LUG. I 23 AGO. Alcuni di voi noteranno che il mese si svolgerà all’insegna di numerosi alti e bassi sia nel rendimento che nella forma. Non fidatevi troppo di persone adulatrici. Evitate gli eccessi.

21 GEN. I 19 FEB. Sarete interessati più del solito alla magia, all’occultismo e all’astrologia. Vi sentirete proiettati verso il prossimo e sarà un mese favorevole ai legami sentimentali o commerciali.

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REBUS (7, 10): RA gazza; M ala, C corta = Ragazza malaccorta REBUS (5, 9): PA E s’elevan, TI no = Paese levantino

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CERVELLO

TEST 1 - Il numero di colore verde e la figura di colore rosso sono rispettivamente 1 e un pentagono. Essi, infatti, permettono di rispettare il criterio valido per gli altri gruppi di figure: addizionando i due numeri posti al di sopra e al di sotto della sovrapposizione di due cerchi si ottiene un numero che è uguale alla somma dei lati delle due figure rosse poste all’interno della sovrapposizione. Quindi:

TEST 2

Il numero che sostituisce il punto interrogativo è il 16. Esso, infatti, permette di rispettare il criterio valido per le altre quattro sequenze: il numero di colore rosso che compare in fondo ad ogni sequenza è dato dalla somma dei sei numeri posti all’inizio della sequenza alla quale va aggiunto o sottratto il numero dei lati della figura o delle figure rispettivamente di colore verde o rosso poste all’interno di ogni sequenza. Quindi:

TEST 3 96 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

Quanti sono gli abitanti di Settevie? Quanto è alto il Monte Supremo?


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lettere Risponde Giovanna Vecchiotti - Direttore Responsabile 50&Più

DONNE STRAORDINARIE NELL’ORDINARIO DELLA VITA Ci sono figure femminili che hanno vinto un premio Nobel o raggiunto obiettivi fantastici; eppure ogni donna, nel proprio universo, può sentirsi “grande”, anche se non sarà sui libri di Storia EGREGIO DIRETTORE, sono un’appassionata di cinema, ma anche di teatro. Nella mia “lunga” vita ho visto tantissimi film: da giovane andavo quasi tutte le domeniche al cinema, ora, con la televisione in casa (e qualche piccolo acciacco), mi godo gli spettacoli seduta comodamente nella cara poltrona nel salotto di casa mia. Non trascuro neanche il teatro che, come ho già detto, amo molto, e una grande città come Roma offre infinite opportunità di vedere dal vivo spettacoli molto belli, impegnati ma anche divertenti. Ma ora arrivo al punto. La scorsa domenica mi è capitato di assistere ad uno spettacolo teatrale di Riccardo Rossi, dal titolo W le donne. Divertentissimo, ma anche pieno di spunti che mi hanno fatto pensare. E se hanno fatto pensare me, che sono una donna, spero abbiano fatto riflettere anche i tanti uomini che erano presenti. E ho considerato che, in effetti, è vero ciò che è emerso dallo spettacolo: tutta la vita

degli esseri umani, uomini o donne che siano, è, per così dire, “sulle spalle” delle donne. Prima madri, sorelle, poi mogli e, infine, nonne. Ma anche amiche, infermiere, maestre, confidenti... A decine le donne che hanno cambiato il corso della storia, o ricevuto il Nobel, o che sono state in prima linea nelle battaglie per la parità dei sessi oppure hanno impugnato le armi durante la guerra. Donne che hanno reso possibile la conquista dello spazio, come è stato raccontato nel film Il diritto di contare, una pellicola su uno spezzone di vita di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan, Mary Jackson, tre matematiche afroamericane che hanno lottato non solo per affermarsi come donne in un universo lavorativo prettamente maschile - quello della Nasa degli Anni ’60 -, ma anche per il colore della loro pelle. Queste che ho citato sono solo la punta dell’iceberg di ciò che le “grandi” donne hanno saputo fare nel corso della storia, ma io credo che ognuna di noi, nel proprio piccolo mondo, possa dire di essere straordinaria pur nell’ordinario della vita, e possa essere orgogliosa di essere donna. Elisa Stelvio Concordo con Lei, signora Elisa, e sono contenta di riuscire a pubblicare la sua lettera in questo numero di marzo, un mese notoriamente dedicato alle donne. Che nel nostro “piccolo” abbiamo omaggiato con servizi ad hoc, e che stringiamo tutte in un affettuoso abbraccio. MARZO 2018 I 97


bazar CURA BUONE NOTIZIE CAMBIAMENTI SOCIALI CINEMA - LIBRI

a cura del Centro Studi 50&Più

Questo spazio offre informazioni, curiosità, notizie utili. Come ogni bazar, sarà luogo d’incontro e di scambio. Potete quindi inviarci le vostre segnalazioni e quesiti a: centrostudi@50epiu.it

+ CURA PARKINSON. IL TANGO PER RIABILITARE Prende il via a Padova un servizio di riabilitazione rivolto ai malati di Parkinson. Si tratta di un corso di HoloTango, metodo specificamente studiato come supporto alla riabilitazione neurologica che utilizza i passi e le atmosfere del ballo argentino combinandole con altre tecniche, come il controllo del respiro e il rilassamento, con l’obiettivo di favorire la gestione dell’equilibrio, della coordinazione motoria nello spazio e della deambulazione. Il corso avrà frequenza settimanale. Informazioni e prenotazioni al numero 3457998642 o a infolalberodellavita@libero.it. CURE GRATIS PER L’ALZHEIMER Una sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che le cure per i malati di Alzheimer devono essere gratuite e a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Una notizia che riguarda circa 700mila famiglie

che hanno un malato in casa e che ora potranno chiedere i rimborsi delle spese sostenute per le cure e l’assistenza.

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+CAMBIAMENTI SOCIALI

GIAPPONE A TUTTO ROBOT In Giappone l’80% degli anziani sarà accudito da robot. Entro il 2025, infatti, secondo una inchiesta, in Giappone mancheranno 370mila persone per accudire gli anziani. Per questo motivo si sta cercando di aumentare l’apporto dei robot per svolgere una serie di funzioni, come quelle di mettere i pazienti a letto, sulla sedia a rotelle o nella vasca da bagno.

oppure al 0424708910.

BUONE NOTIZIE

WWW.LENOSTREBUONENOTIZIE.NET Blog a cura di un gruppo di pensionati, è nato per segnalare solo le belle notizie: iniziative, buone pratiche per condividerle e duplicarle il più possibile. Il gruppo si è formato casualmente. Dopo aver scoperto il comune interesse per il senso civico, hanno pensato di realizzare questo sito per potersi sentire cittadini attivi e appassionati. SCONFIGGERE IL DOLORE CRONICO Il dolore cronico dei nervi periferici può essere finalmente sconfitto grazie all’impianto di un microelettrodo. Questo sistema di ultimissima generazione, StimRouter, riduce al minimo costi e tempi di recupero, colpendo in modo mirato la fonte del dolore e può vantare una percentuale di successo pressoché totale.

98 I 50epiumagazine.it I MARZO 2018

GENOVA. ALLA RICERCA DEGLI ANZIANI SOLI Fondazione Carige, con la Comunità di Sant’Egidio e il Comune di Genova, stanno censendo gli anziani che non hanno parenti e vivono isolati. L’idea è individuarli e conoscere la storia di ognuno per gestire meglio il loro presente e le emergenze a cui potrebbero andare incontro. Dopo la sperimentazione pilota al Cep di Prà, il censimento riguarderà tutta la città.

+ CINEMA RICOMINCIO DA NOI di Richard Loncraine con Imelda Staunton, Celia Imrie, Timothy Spall, David Hayman. Gran Bretagna, 2017, 111 min. Il titolo originale, Finding

Your Feet, significa “ritrovare se stessi” ed è quanto deve fare Sandra (Imelda Staunton), che se ne va di casa quando scopre che il marito, con il quale è sposata da 40 anni, ha una relazione con la sua migliore amica, trovando rifugio da sua sorella Bif (Celia Imrie), una sessantenne “alternativa” che vive da sola. Grazie a lei Sandra si appassionerà alla danza e conoscerà Charlie (Timothy Spall), un eccentrico restauratore di mobili che vive su una barca. Una commedia brillante e agrodolce sul “non è mai troppo tardi”.

+ LIBRI UN AMORE ESEMPLARE di Daniel Pennac e Florence Cestac, Feltrinelli, Milano, 2018, pp. 78. Da bambino, Daniel Pennac passava le vacanze a La Colle-sur-Loup, in Costa Azzurra. È in questo paesino che fa la conoscenza di Jean e Germaine: lui, alto e calvo, tipo airone; lei, magra, rosea e felice. Due anziani signori dalla storia particolare, con un amore lontano dalle norme sociali, lui rampollo di ricca famiglia, lei sartina. I due intrigano per la loro gioia di vivere. Niente bambini, niente lavoro, Jean e Germaine vivono il loro amore senza intermediari, un amore sedentario, un amore esemplare. Una storia d’amore per la vita e per i libri, così meravigliosa da sembrare inventata e che lo scrittore racconta in una graphic novel.

MARZO 2018  

magazine for senior

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