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Dreams n.27

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Direttore responsabile Fabio Setta

Direttore editoriale Dario Guadagno

Contributi

• Valentina Todesca

• Andrea Neri

• Ely

• Annarita Pisapia

• Fabio Setta

• Ornella Giordano

• Gennaro Sepe

• Ricky Sorrentino

• Maria Minotti

• Michele D’Eboli

Design e Layout

Maria Minotti

Pubblicato da Wonderlab SRL via Staibano, 3 Cap 84124, Salerno Tel. 0890978476

info@wonderlab.it

Tavola dei Contenuti

DIGITAL & AI

L’Intelligenza Artificiale sta stravolgendo anche il settore dell’automobile e il concetto stesso di mobilità 6

REALTÀ AUMENTATA E VIRTUALE

Il 2026 sarà un anno chiave per la realtà virtuale e mista, sempre più presenti nella vita quotidiana 8

EVENTI E OPPORTUNITA’

Nuove opportunità per le piccole e medie imprese: tutte le informazioni utili e i link per presentare domanda 10

APP E VIDEOGIOCHI

Tra rovine futuristiche e cooperazione estrema, ARC Raiders è un mix tra azione, tensione ed esplorazione 22

MARKETING E COMUNICAZIONE

Il report Digital 2026 di WeAre Social racconta come è cambiato l’utilizzo dei social media in Italia 24

SALERNO

Tra sacro e profano, la tradizione Festa del Fuoco di Sant’Antonio Abate è tra le più sentite e folkloristiche 26

Direttore responsabile

Per anni l’innovazione tecnologica è stata vista come un privilegio riservato alle grandi aziende, ai colossi industriali dotati di budget importanti e infrastrutture complesse Una visione che ha spesso lasciato le piccole e medie imprese ai margini, quali mere spettatrici di una trasformazione percepita come distante, costosa e talvolta persino minacciosa per il futuro dell’azienda stessa

Lo scenario però sta decisamente cambiando. La vera rivoluzione delle tecnologie emergenti, intelligenza artificiale, realtà aumentata e realtà virtuale, non sta solo nelle possibilità offerte ma soprattutto nel fatto di allargare il perimetro dell’innovazione, ampliando il numero di chi può permettersi di sperimentare, di evolvere, di competere sui mercati. Così anche le PMI non sono più chiamate a inseguire o ad osservare il cambiamento tecnologico da lontano ma hanno finalmente l’opportunità di utilizzarlo come leva concreta di competitività.

L’AI, ad esempio, diventa un alleato operativo che consente di rendere più efficiente i processi, la realtà aumentata e quella virtuale ridefiniscono il modo in cui le imprese progettano, formano, comunicano e vendono, riducendo distanze, tempi e costi, permettendo assistenza tecnica da remoto, formazione sul campo e rendendo possibili esperienze

immersive che fino a poco tempo fa erano impensabili per le realtà di dimensioni più contenute.

La tendenza prevede che nel 2026 questo passaggio diventi ancora più evidente. Le tecnologie digitali stanno entrando in una fase di maturità, in cui l’utilizzo diventerà sempre più diffuso, superando questa fase, vissuta fin qui, che potremmo definire sperimentale

L’intelligenza artificiale sarà sempre più integrata nei processi quotidiani mentre AR e VR si evolveranno verso forme di spatial computing capaci di fondere mondo fisico e digitale. In questo contesto, la competitività non sarà determinata dalla capacità di anticipare ogni tendenza o dalla potenza economica ma dalla prontezza nel selezionare e integrare le tecnologie giuste al momento giusto per essere protagonisti sul mercato, ampliare le opportunità e trovare nuove forme di business. Chi riuscirà ad abbracciare questa trasformazione otterrà vantaggi concreti in termini di produttività, innovazione e capacità di rispondere rapidamente al mercato. Per le PMI, allora, il 2026 può essere un banco di prova importante se non decisivo

Il futuro delle Pmi, quindi, è già iniziato ed è caratterizzato da scelte quotidiane, da sperimentazione consapevole e da tecnologie messe al servizio delle persone e non il contrario In questo nuovo ecosistema digitale, la dimensione dell’azienda conterà sempre meno mentre a fare davvero la differenza sarà la capacità di immaginare, integrare e governare il cambiamento Paradossalmente in questo contesto, avere strutture più leggere, processi decisionali più rapidi e una maggiore capacità di adattamento, caratteri tipici delle PMI, rappresenta ormai un vantaggio competitivo reale in un contesto in continua evoluzione Oggi più che mai l’innovazione non è una questione di budget, ma di visione e pertanto non vincerà chi adotterà più tecnologia, ma chi riuscirà a integrarla in modo coerente nei processi quotidiani. La tecnologia, da sola, non è mai la soluzione.

L’automobile sta attraversando una delle trasformazioni più rapide della sua storia: da oggetto meccanico sta diventando una piattaforma digitale, guidata dall’Intelligenza Artificiale e alimentata da un flusso continuo di dati.

Il software è ormai il vero centro di controllo del veicolo, capace di osservare l’ambiente, prendere decisioni e migliorarsi nel tempo. Un cambiamento che non riguarda solo il modo di guidare, ma il concetto stesso di mobilità, legato sempre di più a quello di sicurezza e sostenibilità.

Negli Stati Uniti, Waymo rappresenta uno degli esempi più maturi di guida autonoma applicata al mondo reale. I suoi robotaxi operano già senza conducente in aree urbane specifiche, dove l’AI è addestrata per affrontare situazioni complesse come traffico intenso, incroci affollati e

comportamenti imprevedibili di pedoni e ciclisti Questo approccio, basato su contesti ben delimitati, sta diventando il modello di riferimento per lo sviluppo della guida autonoma: non un’auto capace di guidare ovunque, subito, ma sistemi altamente affidabili in scenari precisi come città, autostrade o servizi di mobilità condivisa.

Anche Tesla segue una direzione simile, pur con una strategia diversa. Le sue auto non sono completamente autonome, ma integrano sistemi di guida assistita basati su reti neurali che apprendono costantemente dall’esperienza reale di milioni di veicoli. Ogni chilometro percorso contribuisce a migliorare l’intelligenza collettiva del sistema, trasformando l’auto in un prodotto che evolve nel tempo. È una visione fortemente ispirata al mondo tech, dove il software conta quanto, se non più, dell’hardware

In Europa, Mercedes-Benz ha segnato un passaggio fondamentale ottenendo l’omologazione per sistemi di guida

Valentina Todesca

autonoma su alcune autostrade tedesche: in condizioni specifiche, il conducente può distogliere l’attenzione dalla strada e delegare completamente il controllo al veicolo.

Questo non significa solo maggiore e comfort, ma un cambiamento radicale nella distribuzione della responsabilità, che passa parzialmente dall’uomo alla tecnologia e al costruttore. Accanto alla guida autonoma, l’Intelligenza Artificiale, infatti, sta rivoluzionando la sicurezza stradale attraverso un approccio sempre più predittivo

Non si tratta più solo di reagire a un pericolo, ma di anticiparlo Sistemi intelligenti analizzano in tempo reale il comportamento del conducente, il traffico e le condizioni ambientali per individuare situazioni potenzialmente rischiose prima che si trasformino in incidenti. Volvo è da anni uno dei protagonisti di questa evoluzione, con tecnologie capaci di riconoscere pedoni, ciclisti e ostacoli, intervenendo automaticamente per

prevenire collisioni. Nei prossimi anni, questi sistemi diventeranno sempre più sofisticati, capaci di prevedere errori umani, distrazioni o manovre improvvise degli altri utenti della strada

Parallelamente, l’AI sta cambiando l’esperienza all’interno dell’abitacolo

Assistenti vocali intelligenti, come quelli integrati da produttori emergenti come NIO, sono in grado di comprendere il linguaggio naturale, imparare le abitudini del conducente e adattare automaticamente ambiente e funzioni dell’auto. L’abitacolo diventa così uno spazio digitale personalizzato, pensato per ridurre lo stress e rendere la guida più fluida e intuitiva. Il futuro dell’automotive si sta quindi costruendo su due direttrici principali: una guida sempre più autonoma e confortevole in contesti specifici e una sicurezza predittiva capace di ridurre drasticamente l’errore umano. In questo scenario, l’auto non è più soltanto un mezzo di trasporto, ma un sistema intelligente che osserva, anticipa e collabora con noi.

Il 2026 si prepara a essere un anno chiave per la realtà virtuale e mista, segnando il passaggio definitivo da tecnologia di nicchia a piattaforma matura, trasversale e sempre più integrata nella vita digitale quotidiana.

I nuovi visori in arrivo mostrano una direzione chiara: meno compromessi, più comfort e un’identità finalmente definita tra gaming, produttività e intrattenimento

Tra i protagonisti più attesi spicca Valve,

pronta a tornare sul mercato con Steam Frame, un visore VR standalone pensato per il pubblico gaming più esigente

L’obiettivo è ambizioso: unire la libertà del funzionamento senza PC alla potenza dell’ecosistema SteamVR, con prestazioni elevate, refresh rate spinti e un forte orientamento al gioco di fascia alta. È la risposta diretta all’evoluzione dei Quest, ma con il DNA PC-centrico che ha sempre contraddistinto Valve.

Proprio Meta dovrebbe rilanciare la sua offerta con Quest 4, previsto verso la fine del 2026. I rumor parlano di un visore più leggero, compatto e potente, con particolare attenzione alla qualità dei display e al comfort prolungato. Meta continua a presidiare la VR consumer,

Andrea Neri

ibride e più leggere, come gli occhiali AR da gaming ROG XREAL R1, nati dalla collaborazione tra Asus e XREAL. Non un visore immersivo completo, ma una nuova interpretazione del concetto di schermo virtuale portatile, capace di affiancare PC e console con refresh rate elevatissimi e ingombri ridotti.

Sul fronte della mixed reality, Apple potrebbe ampliare la famiglia Vision Pro con un modello più accessibile, mantenendo il focus sullo spatial computing, sulla produttività e sulle

immersive Più che un singolo prodotto già definito, Galaxy XR rappresenta una piattaforma e una visione: un ecosistema di realtà estesa pensato per fondere mondo fisico e digitale attraverso interazioni naturali, spatial computing e integrazione profonda con l’intelligenza artificiale.

Il 2026 non sarà l’anno di un solo vincitore, ma di una frammentazione consapevole: ogni visore nasce per un pubblico preciso. Ed è proprio questa specializzazione a segnare la vera maturità della realtà immersiva.

RegioneToscana, bandodi Innovazione strategicaSTEP

Sostenere la competitività del sistema produttivo regionale e rafforzare l’autonomia strategica in ambiti tecnologici chiave, promuovendo investimenti ad alto contenuto innovativo: è quanto si propone la Regione Toscana che ha pubblicato il bando Innovazione strategica STEP. L’iniziativa si focalizza su progetti di sviluppo e di produzione in tre settori chiave: tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti, biotecnologie, orientando una quota di investimenti di undici fondi strutturali verso questi settori tecnologici. Prevista la concessione di agevolazioni sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto e contributi in conto capitale, anche nella forma di voucher possono essere presentate a partire dalle ore 10 del 16 febbraio Per scoprire le modalità clicca qui

Sostegno agli investimenti in Ricerca e Sviluppo riservato a MPMI e Micap in cooperazione

La Regione Toscana intende sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione del sistema produttivo toscano e l'introduzione di tecnologie avanzate mediante il sostegno agli investimenti in Ricerca e Sviluppo delle imprese in attuazione dell’Azione 1.1.4.1 “Ricerca e sviluppo per le imprese anche in raggruppamento con organismi di ricerca”, sostenendo la cooperazione tra MPMI e Micap e tra imprese e organismi di ricerca, anche al fine di favorire la transizione ecologica L’obiettivo perseguito dalla Regione Toscana si realizza attraverso la concessione di agevolazioni sotto forma di sovvenzione in c/capitale diretta alla spesa La domanda potrà essere presentata fino alle ore 17:00 del 2 febbraio 2026 Per maggiori informazioni clicca qui

Bando per i processi di industrializzazione dei risultati di ricerca e innovazione delle PMI

La Regione Marche ha pubblicato un bando che intende promuove la realizzazione di progetti volti a sostenere i processi di industrializzazione dei risultati della ricerca e dell’innovazione delle PMI, al fine di rafforzarne competitività e crescita sostenibile Nello specifico, si intendono supportare progetti di ingegnerizzazione e di valorizzazione economica di idee innovative processi capaci di generare rilevanti ricadute per le imprese e/o per il territorio, negli ambiti produttivi e nelle traiettorie di innovazione, individuati dalla Strategia di Specializzazione Intelligente. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 27 febbraio 2026. Per maggiori informazioni clicca qui

Ely’s in Wonderlab

App e software per i teenager visti e commentati da una teenager

Five Nights at Freddy’s: una saga horror indipendente tra suspense e jumpscare

Ely

Ciao a tutti e BUON ANNO! Oggi parlerò di un gioco con il quale sono particolarmente in fissa in questo periodo: Five Nights at Freddy's Dato che è uscito da poco il secondo film, pensavo fosse una buona idea parlarne. La saga di Fnaf è una delle più famose nell'ambito dei videogiochi horror soprattutto negli ultimi anni. Per chi non li conoscesse, i videogiochi di Fnaf sono dei giochi indie, basati sulla meccanica del punta e clicca, che hanno la particolarità di essere basati sulla suspense e sui jumpscare Fnaf fu una rivoluzione per gli horror odierni, soprattutto grazie alla "lore" (ovvero un insieme di dettagli che arricchiscono

l’intera storia dietro a un franchise), che si può sbloccare solo completando dei minigiochi, leggendo poster o ascoltando dei messaggi E per scoprire la vera storia bisogna per forza giocare tutti i giochi più volte. Lo scopo del gioco è semplice: devi sopravvivere (solitamente) 5 notti da mezzanotte fino alle 6 del mattino senza farti attaccare dagli animatronics, chiudendo le porte, accendendo la luce, ecc... Una caratteristica fondamentale di Fnaf sono proprio quest'ultimi che hanno reso questo franchise riconoscibile anche a chi non ha mai avuto a che fare con il gioco. Nei prossimi appuntamenti parlerò di alcuni dei giochi di questa saga, (sono davvero tanti peraltro) più nello specifico e un pochino anche della lore, in futuro (forse) anche dei successivi. Al prossimo mese!

La sede di Wonderlab è stata una delle mete scelte come gita didattica per il “Laboratorio Città sostenibili”, step delle attività progettuali di EcoSTEM, progetto di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS

EcoSTEM è un progetto educativo innovativo che offre agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo grado di Pontecagnano Faiano e Montercovino Pugliano un ambiente educativo stimolante e coinvolgente, attraverso gli "EcoSTEM Labs", laboratori dedicati alle nuove tecnologie e comunicazione, alle scienze ambientali, alla sostenibilità e all'ecologia.

Per due giorni, divisi in gruppi, oltre 100 alunni dell’Istituto Comprensivo di Montecorvino Pugliano sono stati nostri ospiti per un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’innovazione e delle nuove tecnologie. Le giornate introdotte dalla dottoressa Fortuna Notaro e da Michele D’Elia dell’Associazione Avalon, partner di progetto insieme all’Associazione Vela, sono state divise, sia al mattino, sia al pomeriggio in tre momenti

Nel primo la dottoressa Federica Sorda e il dottor Gelsomino Calzaretta hanno accompagnato gli studenti alla scoperta della stampa 3D. Prima dal punto di vista teorico sulle possibilità offerte da questa nuova tecnologia, poi approfondendo il discorso della progettazione del modellino da stampare e, infine, azionando la stampante 3D per stampare quanto progettato a video, ovvero la scritta EcoSTEM in 3D, donata al termine della seconda giornata alla scuola.

La seconda parte della gita didattica presso la sede di Wonderlab ha riguardato l’ologramma. Con il dottor Daniele Fornaro, la dottoressa

Morena Pierro e il dottor Simone Della Porta, gli studenti hanno potuto prima ripercorrere la storia, tra esperimenti pratici e video, di questa tecnologia per poi ammirare l’ologramma realizzato da Wonderlab, nell'ambito del progetto Technopole

La terza parte della giornata ha riguardato invece i Virtual Tour Con la dottoressa Maria Minotti e il dottor Davide Tundis si è avviato un percorso per illustrare come dalla fotografia si arrivi a un tour virtuale, dotato di audio spaziale e che metta lo spettatore al centro della visione.

Tutte queste nuove tecnologie, tra ologrammi, stampa 3D e virtual tour, sono state molto apprezzate dagli alunni, che hanno partecipato con grande entusiasmo. Sempre nell’ambito del “Laboratorio Città Sostenibili”, i ragazzi dell’IC di Montecorvino Pugliano, accompagnati dai referenti di Wonderlab, in questo caso il dottor Giulio Cocina, e dell’Associazione Avalon hanno visitato il Giardino della Minerva a Salerno. Tra piante e paesaggi meravigliosi, gli alunni hanno ripercorso la storia del luogo e della Scuola Medica Salernitana prima di essere protagonisti della creazione di candele approfondendo l’utilizzo di materiali biologici

Il progetto EcoSTEM è realizzato nell’ambito del bando Polaris-Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale che vede come partner con Wonderlab Associazione Avalon e VELA Centro Servizi Sociali.

Lo stretto rapporto tra mente, potere e tecnologia, interrogandosi quale sia il prezzo da pagare per avere una società perfetta Ammesso che la perfezione, poi, esista Pubblicato nel 1953, L’uomo disintegrato di Alfred Bester è uno dei romanzi di fantascienza più innovativi e audaci del Novecento ma soprattutto è ancora oggi più attuale che mai Se nel libro, infatti, al centro della critica e del “controllo” c’è la telepatia, quale differenza c’è con gli odierni algoritmi? Questo è il grande dubbio che resta e che lascia attoniti dopo aver letto questo romanzo: il libro non si limita a raccontare una storia futuristica, ma offre una riflessione profonda sull’identità umana, sul potere della mente e sulle conseguenze del controllo tecnologico sulla società. Il romanzo di Bester è ambientato in un futuro in cui una parte dell’umanità possiede capacità telepatiche. In questo mondo, il crimine sembra essere stato quasi completamente eliminato, proprio grazie alla lettura del pensiero. Tuttavia, l’illusione di una società perfetta viene infranta quando Ben Reich, un potente

industriale, progetta e commette un omicidio che dovrebbe essere, in teoria, impossibile. Da qui prende avvio un’indagine complessa, guidata dal prefetto Lincoln Powell, che mette in discussione le certezze di un sistema fondato sul controllo mentale. Uno dei temi centrali del romanzo è la disintegrazione dell’individuo, intesa non solo come punizione finale, ma come perdita progressiva di identità Bester suggerisce che una società capace di leggere la mente rischia di annullare la libertà personale. Questo tema appare oggi attuale: il controllo non avviene più attraverso la telepatia, ma tramite algoritmi, raccolta dei dati, sorveglianza digitale e intelligenza artificiale. Il parallelo con il presente è evidente. Così come gli Esper del romanzo scandagliano le menti, oggi le tecnologie analizzano comportamenti, preferenze e decisioni degli individui. Questo rende il romanzo ancora attuale e interessante da leggere anche dal punto di vista stilistico. Il libro si distingue anche per un uso particolare del segno grafico anche nell'ortografia dei nomi di alcuni personaggi come Sam @tkins, Jo ¼maine e Duffy Wyg&. Nel complesso L’uomo disintegrato è un romanzo fondamentale per chi ama la fantascienza classica e le storie che esplorano la mente umana.

Fabio Setta

Apple Vision Pro 2 rappresenta il prossimo passo nell’evoluzione del “computing spaziale”, la visione con cui Apple intende ridefinire il rapporto tra uomo e tecnologia. Dopo il debutto della prima generazione, il nuovo modello, atteso nei prossimi mesi negli store Apple, promette miglioramenti davvero significativi soprattutto sul fronte delle prestazioni e dell’esperienza d’uso

Dal punto di vista hardware, la principale novità dovrebbe essere l’introduzione del chip Apple M5, progettato per offrire maggiore potenza di calcolo, una grafica più fluida e una gestione avanzata delle applicazioni immersive. Questo si tradurrebbe in ambienti virtuali ancora più realistici, animazioni più stabili e una risposta immediata ai comandi basati su occhi, mani e voce, che restano il cuore dell’interazione con il dispositivo.

Il design esterno, secondo le indiscrezioni, non subirà rivoluzioni: Apple sembra intenzionata a

Annarita Pisapia

mantenere la linea elegante e futuristica già vista nel primo Vision Pro. Tuttavia, sono attesi miglioramenti in termini di comfort, come una distribuzione del peso più equilibrata e fasce più ergonomiche, aspetti fondamentali per l’utilizzo prolungato del visore. Un ruolo centrale sarà giocato da visionOS, il sistema operativo dedicato alla realtà mista. Con Vision Pro 2, Apple dovrebbe introdurre nuove funzioni per la produttività, l’intrattenimento e la creatività, rafforzando l’integrazione con Mac, iPhone e iPad L’obiettivo è rendere il visore non solo uno strumento per esperienze immersive, ma un vero e proprio computer spaziale, capace di sostituire o affiancare i dispositivi tradizionali Resta invariato il posizionamento premium del prodotto. Anche per Vision Pro 2 ci si aspetta un prezzo elevato, destinato principalmente a professionisti, sviluppatori e appassionati di tecnologia. Nonostante ciò, Apple Vision Pro 2 potrebbe segnare un punto di svolta, consolidando la realtà mista come una piattaforma concreta e non più solo sperimentale. Apple, ancora una volta, sembra puntare a definire il futuro prima degli altri.

Gennaro Sepe

“Liz e l’uccellino azzurro” è un film del 2018 realizzato dallo studio Kyoto Animation e diretto da Naoko Yamada (probabilmente conosciuta dalla maggior parte del pubblico per il suo lavoro nella pellicola “La forma della voce”), incentrato sul rapporto tra Mizore e Nozomi, due amiche intime che fanno parte del club musicale di una scuola superiore. Nonostante il film sia soltanto uno spinoff del mondo di “Sound! Euphonium”, non è necessario aver visionato la serie per comprendere il contesto generale e godersi appieno la storia. La parte introduttiva, infatti, si concentra esclusivamente su Mizore, una ragazza riservata e tranquilla, che aspetta in silenzio l’arrivo della sua amica Nozomi (incarnazione perfetta dello stereotipo della ragazza vivace e popolare tra gli studenti) sulla scalinata della loro scuola. Le sequenze in cui le due, una volta incontratesi, si dirigono verso l’aula di musica ci suggeriscono già tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Le inquadrature si soffermano su dettagli minuziosi, come la camminata veloce e caotica di Nozomi (sempre in prima linea) contrapposta a quella lenta ed elegante di Mizore (che la segue costantemente), così come il registro linguistico adottato dalle protagoniste. Il silenzio diventa parte integrante della regia e rende ogni singolo fotogramma indispensabile al proseguimento della storia, poiché i personaggi si esprimono soprattutto attraverso piccoli gesti, come l’accarezzarsi i capelli, lo spostare indietro una gamba e le espressioni facciali che si scambiano. Parallelamente alla vicenda delle due ragazze,

prende forma anche la storia di Liz e dell’uccellino blu. Si tratta dei personaggi di una fiaba letta da Mizore e Nozomi, che ricorre costantemente durante il film creando analogie significative con le protagoniste Il ritmo della narrazione rimane sempre calmo e pacato, accompagnando lo spettatore in un viaggio sensoriale fatto di sentimenti e musica. Dopotutto, quale mezzo migliore per esprimere le proprie emozioni, se non uno strumento musicale? Sarà proprio la musica la chiave di volta per comprendere chi, tra le due ragazze, rappresenti Liz e chi l’uccellino blu. Il comparto tecnico è di altissimo livello. In fondo, non ci si può aspettare di meno dallo studio che lo ha realizzato. Il contrasto tra il disegno tradizionale del mondo moderno e quello fiabesco, rappresentato come tavole disegnate a mano e colorate con pastelli, restituisce un senso di accoglienza capace di far venire la pelle d’oca. Anche il lato sonoro non delude, poiché lo spettatore riesce a percepire le emozioni delle ragazze semplicemente ascoltando ciò che suonano Nel momento clou del film, si avverte chiaramente l’evoluzione delle protagoniste, che finalmente danno sfogo ai loro veri sentimenti Il film non ricerca una struttura narrativa complessa, preferendo concentrare l’attenzione sul rapporto tra le due amiche, senza appesantire la storia con inutili sottotrame. Il tema dell’amicizia e dell’amore tra due persone che, nonostante il loro legame profondo, devono imparare ad andare avanti ciascuna per la propria strada, è messo in scena con maturità, senza sotterfugi o dialoghi forzati Vi invito quindi a immergervi in questa visione e magari scoprire se anche voi vi riconoscerete in questa magica fiaba

Ornella Giordano

Il Natale è appena scivolato via, lasciandosi dietro luci spente, carta da regalo accartocciata e quella sensazione sottile che qualcosa, in fondo, possa sempre tornare. A volte tornano le persone, altre volte gli affetti. E, in casi più rari, perfino i regali dimenticati.

Negli Stati Uniti, in Illinois, il Natale di Tim King è arrivato con 46 anni di ritardo. Durante i lavori di ristrutturazione della casa dei genitori, l’uomo ha abbattuto un muro di cartongesso e si è trovato davanti un pacchetto incartato con una vecchia carta Disney, intatta, seppur invecchiata, come il giorno in cui era stata scelta. Sopra, scritto a mano, c’era il suo nome. Un regalo che non aveva mai raggiunto l’albero di Natale, rimasto nascosto per quasi mezzo secolo in una cavità della casa. All’interno, un set di aeroplanini colorati: un frammento di infanzia riaffiorato quando ormai nessuno se lo aspettava più.

Sempre legata al Natale è anche una storia che, per ora, aspetta ancora il suo lieto fine. All’aeroporto di Bari, accanto a un grande albero addobbato, il personale ha trovato un piccolo orsacchiotto di peluche. Nessun biglietto, nessun nome, solo uno sguardo malinconico e l’ipotesi di una distrazione tra un check-in e una corsa verso l’imbarco. Aeroporti di Puglia ha deciso di raccontare la storia sui social, immaginando la mano di un bambino che lo stringeva poco prima di perderlo. L’appello è semplice e potente: aiutarlo a tornare a casa. Perché a Natale, anche se le feste sono finite, nessuno dovrebbe restare solo, neanche quel peluche.

Il filo che unisce queste storie natalizie, il ritorno, l’attesa, la speranza, sembra proseguire anche lontano dalle festività. Cambiano i luoghi, ma non il senso. Come nella vicenda di Birba, una gatta scomparsa nel Bresciano e ritrovata a oltre 200 chilometri di distanza, in provincia di Torino. Accolta e accudita dalla sindaca di Cuorgnè, la micetta è riuscita a tornare dalla sua famiglia grazie al passaparola sui social. Un viaggio incredibile, di cui nessuno conoscerà mai davvero le tappe, ma che si è concluso nel modo migliore possibile: con il ritorno tra le mura di casa e le coccole dei suoi amati umani.

Un ritorno alla vita normale, dopo momenti di grande tensione, è anche quello vissuto da una donna in Michigan, che ha dato alla luce la figlia sul sedile posteriore della sua auto, ferma sul ciglio della strada. A guidare il parto è stato un giovane poliziotto di appena vent’anni, aiutato al telefono dal fratello centralinista. In attesa dell’arrivo dei soccorsi, parole, sangue freddo e fiducia reciproca hanno fatto la differenza. La bambina è nata sana e la storia si è trasformata in un piccolo fantastico miracolo urbano.

Infine, c’è chi sceglie di fermarsi apposta, quando tutto intorno corre. A Monza, nel giorno del Gran Premio, Renato Evaristo Perego ha parcheggiato la sua auto, si è seduto su un divano fissato sul tetto e ha iniziato a leggere un libro. Accanto a lui, un grande orso di peluche con la scritta “Slowly”. Una protesta silenziosa, quasi poetica, contro la velocità, l’impatto

ambientale e la perdita di attenzione verso ciò che conta davvero Anche questo, in fondo, è un modo di chiedere che qualcosa torni: il rispetto, la lentezza, la cura

Dal regalo dimenticato dietro un muro a un orsacchiotto in cerca del suo bambino, passando per animali, nascite improvvise e gesti fuori dal comune, queste storie raccontano tutte la stessa cosa: che anche quando il tempo passa, quando ci si perde o si arriva in ritardo, c’è sempre la possibilità di ritrovare la strada di casa.

Ricky Sorrentino

TRA ROVINE FUTURISTICHE

E COOPERAZIONE ESTREMA ARRIVA

UNA DELLE PROMESSE PIÙ INTERESSANTI

DEL PANORAMA VIDEOLUDICO

ARC Raiders rappresenta una delle nuove promesse più interessanti del panorama videoludico moderno Sviluppato da Embark Studios, team fondato da veterani dell’industria, il gioco punta a offrire un’esperienza cooperativa intensa ambientata in un futuro post-apocalittico, dove l’umanità è costretta a sopravvivere sotto la costante minaccia delle misteriose macchine ARC. Uno degli elementi più affascinanti del gioco è il suo mix tra azione, esplorazione e tensione costante Le mappe, ampie e ricche di dettagli, raccontano silenziosamente la caduta del mondo attraverso città in rovina, strutture industriali abbandonate e paesaggi naturali ormai riconquistati dalla natura. Nulla è lasciato al caso: ogni area può nascondere bottino prezioso, ma anche pericoli improvvisi. Il sistema di combattimento si basa su un gameplay dinamico e tattico. Le macchine ARC non sono semplici nemici, ma vere e proprie minacce che richiedono strategia, coordinazione e una gestione intelligente dell’equipaggiamento. Le armi e i gadget a disposizione permettono di affrontare le missioni con stili di gioco diversi, lasciando libertà ai giocatori di sperimentare e adattarsi alle situazioni che si troveranno di fronte nel gioco. Grande attenzione è stata dedicata anche alla componente cooperativa. ARC Raiders, infatti, incentiva il gioco di squadra, premiando la comunicazione e le scelte condivise. Ogni errore può costare caro e il rischio di perdere il bottino raccolto rende ogni decisione carica di tensione Dal punto di vista artistico e tecnico, il gioco si distingue per una direzione stilistica pulita e moderna, accompagnata da un comparto sonoro che amplifica il senso di solitudine e pericolo. In conclusione, ARC Raiders si presenta come un titolo ambizioso, capace di unire azione, cooperazione e ambientazione narrativa in un’unica esperienza intensa. Se Embark Studios riuscirà a mantenere le promesse, ci troveremo di fronte a un gioco in grado di lasciare il segno, soprattutto per chi ama le sfide cooperative e i mondi futuristici carichi di mistero. Prepararsi a salire in superficie non sarà facile, ma ogni spedizione potrebbe fare la differenza per il futuro dell’umanità

Maria Minotti

Da poco pubblicato, il report Digital 2026 di We Are Social quest’anno traccia un quadro del comportamento digitale degli italiani più chiaro che mai: il modo in cui scopriamo brand, prodotti e contenuti non assomiglia più a quello di qualche anno fa.

Non partiamo più da un motore di ricerca digitando parole chiave, ma da un reel, un video su TikTok, un commento in community o una conversazione con l’intelligenza artificiale La ricerca non è più un percorso lineare ma diventa un flusso continuo che si muove tra piattaforme, algoritmi e interazioni quotidiane. I social media occupano ormai un ruolo centrale nella nostra vita digitale: l’89,3% degli italiani over 16 li utilizza settimanalmente, superando qualsiasi altro media tradizionale.

TikTok guida la classifica dell’attenzione con un’ora e mezza al giorno per utente attivo, seguito da YouTube, Instagram e WhatsApp. I social non so no più una semplice piattaforma di intrattenimento, ma diventano il luogo in

cui ci informiamo, ci confrontiamo, cerchiamo ispirazione E infatti un italiano su due afferma di usare i social per informarsi su brand e prodotti, mentre cresce il numero di persone che visita la pagina di un marchio prima di acquistare, come fosse una sorta di biglietto da visita dinamico. In questo nuovo scenario i social diventano un vero motore di ricerca culturale: non cerchiamo solo ciò che ci serve, ma scopriamo ciò che l’algoritmo ritiene interessante per noi. È la logica della discoverability che supera quella della findability: non siamo noi a trovare i contenuti, sono loro a trovare noi. Questo spinge le persone a “educare” l’algoritmo, mettendo like, salvando video, interagendo, per ottenere un feed sempre più personalizzato e rilevante. Parallelamente esplode il ruolo dell'intelligenza artificiale generativa ChatGPT, in particolare, domina il panorama italiano: da solo produce oltre l’84% del traffico web generato dalle piattaforme di AI. Gli italiani lo usano per chiedere informazioni, confrontare prodotti, capire meglio ciò che non è chiaro nei contenuti che incontrano nella vita di tutti i giorni. Nasce così una forma di ricerca conversazionale che non restituisce solo link, ma risposte ragionate, consigli, persino valutazioni personalizzate. È un cambio radicale: ci affidiamo sempre più alle sintesi dell’AI come primo punto di chiarimento, spesso saltando i passaggi tradizionali del web.

In questo intreccio di algoritmi social e intelligenza artificiale, l’identità del brand non è più nelle mani esclusivamente delle aziende. Diventa uno spazio di negoziazione collettiva, dove gli utenti contribuiscono attivamente a costruire significato: commentano, reinterpretano, recensiscono, trasformano contenuti in trend o meme Anche la voce dei creator, degli influencer o dei semplici utenti pesa tanto quanto quella del brand. Per questo oggi è essenziale

essere presenti nelle conversazioni, non solo nella programmazione editoriale. I contenuti devono essere pensati per vivere e respirare dentro i feed, all’interno di un circuito culturale in cui il tempo conta: i trend diventano effimeri, e la capacità di reagire rapidamente fa la differenza. La ricerca, insomma, non è più un tragitto diretto. È un percorso fluido che passa da un video su TikTok a un approfondimento su YouTube, da una discussione su Reddit alle risposte di ChatGPT, fino alla visita sul sito del brand. Ogni step contribuisce a creare fiducia e a orientare le scelte. Per i brand questo significa ripensare profondamente le strategie: non basta essere visibili, bisogna essere rilevanti nel momento esatto in cui le persone stanno scoprendo qualcosa. Bisogna accettare che il controllo totale sulla narrazione non esiste più, e imparare invece a curare il modo in cui si partecipa, si ascolta e si costruisce valore insieme alla community. Digital 2026 racconta di un’Italia sempre più connessa, dove la tecnologia non è semplicemente uno strumento, ma un’estensione naturale dei processi decisionali. La sfida per i brand non è rincorrere l’ennesimo trend, ma trovare un modo autentico per inserirsi in questo nuovo ecosistema, diventando parte delle conversazioni delle persone. È qui, in questo intreccio di social, community e AI, che nasce la vera scelta: non da ciò che cerchiamo, ma da ciò che scopriamo.

Da sempre il fuoco è uno degli elementi primordiali che, dal punto di vista antropologico, assume diversi significati simbolicamente molto profondi: dalla purificazione alla manifestazione del divino, dalla prosperità della terra al rafforzamento dell’identità collettiva.

La celebrazione di tale elemento è nella tradizionale Festa del Fuoco di Sant’Antonio Abate che rappresenta uno degli eventi invernali più sentiti e folkloristici nella provincia di Salerno e si svolge ogni anno il 17 gennaio, in occasione della ricorrenza del santo, considerato il protettore degli animali e del mondo contadino.

Una festa di radici pagane, legata ai cicli della natura che si è fusa con la devozione cristiana. Questa ricorrenza rimanda, fondamentalmente, ai riti di passaggio stagionali dove il fuoco e i festeggiamenti segnano simbolicamente la fine dell’inverno e l’inizio di una nuova fase agricola, portando allegria e divertimento, il Carnevale, prima del periodo quaresimale.

Le “vampe”, costruite con legna e materiali naturali raccolti nei giorni precedenti, diventano il fulcro dell’evento: intorno al fuoco, infatti, si ritrovano intere famiglie, con momenti di convivialità al ritmo di balli e canti della tradizione degustando cibi semplici, spesso a base di legumi e prodotti locali.

Il culto taumaturgico di Sant’Antonio Abate è radicato particolarmente nel Sud Italia per le tradizioni rurali ed agropastorali. Infatti, la sua iconografia riporta elementi caratteristici come il bastone, indice di autorità e guida spirituale, il maiale che simbolicamente rappresenta il diavolo sconfitto e il fuoco legato all’herpes

zoster che secondo la tradizione gli procurò il demonio.

Nella provincia di Salerno particolarmente famose sono le “focare” cilentane di Torchiara e la festa a Vibonati con solenni celebrazioni e spettacolari fuochi d’artificio.

A Vietri sul Mare la devozione al santo è molto sentita anche perché Sant’Antonio Abate è il protettore dei ceramisti. Così, nel comune costiero ricchi ed originali sono i festeggiamenti caratterizzati da performance artistiche di cottura della ceramica, benedizione del fuoco e degli animali, degustazioni di piatti tipici della costiera amalfitana e mostre di edicole votive dedicate a Sant’Antonio, meglio conosciuto in tutte le manifestazioni come Sant’Antuono, per distinguerlo dal santo di Padova

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