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Cover story Zegna Baruffa Lane Borgosesia

Pietro Ferrari

Art&Textiles Ricami di luce nella moda dal settecento a oggi

Paola Govoni

ISSN 2421-4779 issue_006

La rivista tecnica per il settore tessile dal filato al tessuto

ÂŽ

Fairs Techtextil Texprocess

Franco Riccardi


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COLOPHON dicembre 2016


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Summary

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COLOPHON SUMMARY EDITORIAL Dal passato il futuro di Pietro Ferrari

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ARIADNE'S THREAD Il Colore oggi

di Beatrice Guidi

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di Mariadele Mancini

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FOCUS 08 La soffitta magica

Sonia Maritan, direttore di Fare Italia, che conduce l’intervista, con Pietro Ferrari, editore di WebandMagazine e Antonio Vigliante, direttore di Biocasa e responsabile per le pubbliche relazioni di Textures, condividono la visita presso la Tollegno 1900 con l’archivista Marinella Bianco co-founder di Acta Progetti snc, l’esperta di valorizzazione Raffaella Simonetti- Niniqa scarl e l’esperta di tessuti Genni Giatti e con Giovanni Germanetti, co-titolare della Tollegno 1900, e con Anna Maria Coda, responsabile delle risorse umane dell’azienda. Un’esperienza memorabile e unica quella che vi restituiamo, come lo può essere soltanto uno dei casi più significativi di archivio italiano per lo stato di conservazione e per la completezza delle memorie alla quale riconduce, almeno riferendoci al settore tessile. di Sonia Maritan

13 Nel cuore dell’industria

Dopo aver lasciato la Tollegno ci rechiamo all’Unione Industriale Biellese, dove ci aspettano Paolo Monfermoso, responsabile di Filo - Salone dei filati e delle fibre, e Nicoletta Bonino, responsabile organizzazione eventi dell’Unione Industriale Biellese. Sonia Maritan, direttore di Fare Italia, Pietro Ferrari, editore di Web and Magazine, e Antonio Vigliante, direttore di Biocasa e responsabile per le pubbliche relazioni di Textures. All’incontro partecipano anche Marinella Bianco di Acta Progetti e Raffaella Simonetti di Niniqa. Il focus è sul Centro Rete Biellese. di Pietro Ferrari

18 L’ultima edizione di Filo

A cura dell’ufficio stampa di Filo

SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI PEOPLE TINTORIA DI QUAREGNA Pensa “naturale”!

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SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI COLOURS FISCHBACHER Ignifugo e biodegradabile

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SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI COLOURS COEX® Una vigorosa conferma

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COLOURS IMATEX Disegni essenziali ed espressivi

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COLOURS ABC ITALIA • AMINI Sul lago verde

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COLOURS AMORIM Il sughero protagonista di Paolo Rolandi

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COLOURS DECOBEL Cento colori lana per infinite combinazioni cromatiche di Beatrice Guidi

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COLOURS ALCANTARA® Alcantara: avanguardia tecnologica e straordinaria versatilità di Beatrice Guidi

FAIRS INTERIOR MEBEL Appuntamento a Kiev di Beatrice Guidi

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FAIRS InPrint ITALY Il mondo della stampa industriale a confronto di Beatrice Guidi

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di Paolo Rolandi

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ART&TEXTILES PALAZZO MORANDO Ricami di luce nella moda dal settecento a oggi di Paola Govoni

di Beatrice Guidi

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ART&TEXTILES GALLERIA MOSHE TABIBNIA Il giardino celeste o del paradiso di Paola Govoni

di Pietro Ferrari

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COLOURS AGENA Dillo con un Fiore! di Beatrice Guidi

di Pietro Ferrari

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COLOURS CANEPA Rispetto per l’acqua di Beatrice Guidi

di Pietro Ferrari

15 Gli archivi in mostra

A cura del Centro Rete Biellese Archivi Tessili e Moda (CRBT).

COVER STORY ZEGNA BARUFFA LANE BORGOSESIA Una storia di creatività e qualità

FAIRS TECHTEXTIL • TEXPROCESS Il tessile tecnico si dà appuntamento a Francoforte di Franco Riccardi

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FAIRS HEIMTEXTIL Un cuore tessile che batte a Francoforte di Beatrice Guidi


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Dal passato il futuro Un'esperienza che non lascia indifferenti è una visita agli archivi tessili di un grande gruppo industriale del nostro settore, quando poi questo gruppo di chiama Lanificio di Tollegno. Abbiamo percorso i lunghi scaffali e avuto il privilegio di sfogliare i campionari infiniti divisi con precisione straordinaria in anni e in stagioni. Sonia Maritan ha scritto l'articolo su questo tema che i nostri lettori troveranno in queste pagine, sicuramente è riuscita a trasmettere l'emozione per ritrovare secoli di storia e cultura, quella cultura che è alla base del buon gusto e della creatività, come ci ha ricordato in occasione della conferenza stampa di Filo nel dicembre 2016 Gianni Bologna. Abbiamo conversato anche con Paolo Monfermoso, che di Filo è l'instancabile organizzatore, e che non ha mancato di sottolineare la valenza identitaria per il territorio, per le aziende e per i giovani di questo pre-

zioso patrimonio, di cui l'archivio del Lanificio di Tollegno costituisce una dei più preziosi contributi. Con Beatrice Guidi siamo andati a visitare la Tintoria di Quaregna: è stata Anna Mello Rello ( con me nella foto) a raccontarci come i colori naturali possano essere alla basa di tecnologie di tintura con qualità industriale e oltre. Anche qui le radici antiche vanno a porsi alla base di procedimenti che sono all'avanguardia per qualità e prestazioni. Siamo più che mai, nel nostro settore, in un magico corridoio che dal passato ci porta al futuro facendoci percepire il profumo dell'antico e il vento del nuovo.

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EDITORIAL

writer Pietro Ferrari

The future from the past

An experience that does not go unnoticed is a visit to the textile archives of a major industrial group in our industry, especially when this group is Lanificio di Tollegno. We walked the long shelves and had the privilege to browse endless samples divided with extraordinary precision in years and seasons. Sonia Maritan wrote the article on this issue that our readers will find in these pages, certainly managed to convey the emotion to find centuries of history and culture, the culture that is the basis of good taste and creativity, as recalled Gianni Bologna on the occasion of the press conference of Filo in December 2016. We also talked with Paul Monfermoso the dynamic manager of Filo, and did not fail to emphasize the importance of the identity for the Biellese area, for every companies and for the youth of this precious heritage, of which the archive of the Lanifiicio di Tollegno is one of the most valuable contribution. Beatrice Guidi went to visit the Tintoria di Quaregna: it was Anna Mello Rello to tell us how the natural colors can be the basis of dying technologies with industrial grade and beyond. Again, these ancient roots going to revive the natural processes which are at the forefront of quality and performance. We are, more than ever in our industry, in a magical corridor that takes us from the past to the future making us perceive the scent of the old and the new wind.


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ARIADNE'S THREAD writer Mariadele Mancini

Il Colore oggi Nell'universo metropolitano odierno, immersi come siamo nei più svariati artifici della tecnologia, il colore afferma la sua presenza in maniera vistosa e squillante. A differenza di quelli prodotti industrialmente, i colori della natura appaiono di per se sontuosamente densi e profondi. Quando osserviamo una rosa recisa, disposta nel vaso per abbellire la casa, cresciuta nella terra, libera al soffio del vento e umida di rugiada, vien subito voglia di toccarla, lievemente con le dita. Quel fiore suscita immediatamente una curiosità tattile che va oltre il piacere della vista e che mai ci coglierebbe di fronte ad una seppur bellissima rosa di tessuto o di carta. Oggi, nel vivere quotidiano, per ingannare e ingannarci, tendiamo a colpire di fasci luminosi l'oggetto colorato artificialmente e, nel caso specifico dei tessuti, cerchiamo di mettere in evidenza la lumi-

nosità della nota cromatica utilizzando il brillio di filati scintillanti. Alla ricerca di una bellezza invisibile, di ogni sfumatura dell'ombra. Nelle prossime stagioni la moda ci propone colore, tanto colore. Mai come ora avremo netta la percezione che al colore è stato assegnato il compito di conferire al prodotto una veste estetica che stimoli nuove suggestioni emotive. Perchè la parola d'ordine è: accelerare il processo di gradimento e quindi di vendibilità Disegnature, strutture, materiali.... Ne abbiamo parlato e continueremo a farlo. Ma sul fenomeno ''ritorno al colore'' focalizzeremo la nostra attenzione.


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FOCUS TOLLEGNO 1900

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writer Sonia Maritan www.filo.it www.ui.biella.it www.tollegno1900.it www.actaprogetti.it www.niniqa.it

La soffitta magica

Sonia Maritan, direttore di Fare Italia, che conduce l’intervista, con Pietro Ferrari, editore di WebandMagazine e Antonio Vigliante, direttore di Biocasa e responsabile per le pubbliche relazioni di Textures, condividono la visita presso la Tollegno 1900 con l’archivista Marinella Bianco co-founder di Acta Progetti snc, l’esperta di valorizzazione Raffaella Simonetti- Niniqa scarl e l’esperta di tessuti Genni Giatti e con Giovanni Germanetti, co-titolare della Tollegno 1900, e con Anna Maria Coda, responsabile delle risorse umane dell’azienda. Un’esperienza memorabile e unica quella che vi restituiamo, come lo può essere soltanto uno dei casi più significativi di archivio italiano per lo stato di conservazione e per la completezza delle memorie alla quale riconduce, almeno riferendoci al settore tessile.

 In apertura la mostra “La Filatura e il Tessile”, organizzata in occasione della la 46a edizione di Filo, mentre le altre immagini di queste pagine sono relative alla Tollegno 1900, in particolare sotto un antico campionario di una stagione invernale con i tessuti ordinatamente raccolti. A seguire alcuni momenti della visita.

“Siamo presso la Tollegno 1900 con Marinella Bianco di Acta Progetti, con Giovanni Germanetti co-titolare della storica azienda, con Anna Maria Coda responsabile delle risorse umane e con Pietro Ferrari editore di WebandMagazine e con Antonio Vigliante, direttore di Biocasa e responsabile per le pubbliche relazioni di Textures” – afferma Sonia Maritan, direttrice di FARE ITALIA, che conduce l’intervista. Mentre ci illustrano alcune storiche e sensazionali collezioni di campionari tessili che riportano pagina per pagina scampoli di tessuti affiancati dal relativo dato tecnico o commerciale, redatto in una grafia “antica”, il sapore manifatturiero di quel trascorso traspare e davanti a uno di quei “libri sacri”, Marinella Bianco afferma che quello della Tollegno 1900 potrebbe essere il caso più significativo di archivio italiano dal punto di vista della conservazione delle memorie del settore tessile, e forse rappresenta l’archivio più grande del Biel-


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lese insieme con quello storico del Lanificio Ermenegildo Zegna, anch’esso notevole. Questo in fondo è particolare perché è completo in ogni sua parte, mentre di solito alcune tipologie di documenti vengono eliminati dopo pochi anni dalla loro produzione: qui troviamo dalle carte amministrative e contabili (ad esempio per i dipendenti comprendono dalle ore lavorate ai libri paga) a quelle di produzione e commerciali (che includono pure i cartellini tecnici di produzione delle pezze) alla corrispondenza con fornitori e clienti, alla pubblicità con la relativa corrispondenza alle fiere (che includono disegni originali degli stand, le spese sostenute e il carteggio). Un caso davvero raro che si palesa nel prosieguo della nostra visita “esperienziale” perché calata in quella storia e in quel preciso luogo ricco di “sapere” dove anche l’architettura parla del suo tempo: dalla manica Ottocentesca agli edifici del 1901-02 (quando si fece la tintoria e le prime case operaie) agli ultimi edifici degli anni Venti del Novecento che diedero vita a un vero villaggio aziendale. Infatti, già nel 1925 gli operai della Filatura e Tessitura di Tollegno avevano una Società Sportiva (l’azienda li fornì di un

campo sportivo di 6.000 m2 e di un ampio salone), il magazzeno alimentare per la spesa calmierata e, come detto, le case operaie (c’erano addirittura 13 case e alloggi indipendenti da piano terra con 371 camere; 7 case e alloggi con 88 camere; un fabbricato con due piani dedicati uno alle cucine economiche e l’altro al magazzeno alimentare, altre 5 cameroni, 36 camerette, 1 dormitorio; infine ancora un fabbricato nel Comune di Pavignano che comprendeva 30 camere e 30 dormitori. «Quasi tutte le aziende storiche tessili hanno conservato i campionari, che sono strumenti di ispirazione o di lavoro, e alcune anche altre sezioni d’archivio, ma non con questa completezza. Qui sono state conservate persino le fatture che, sembrano inutili e di solito si eliminano dopo 10 anni, ma invece anch’esse permettono di ricostruire una parte di storia dell’azienda: ogni documento si interseca con l’altro: una fattura legata a un ordine, collegato a sua volta a una spedizione, che è legata a un tessuto, a un cliente, a un paese straniero, che è anche presente nei libri mastri frutto di bilanci approvati da consigli di amministrazione e così via un gioco di incastri per un chilometro di documenti e oltre un secolo di storia. Noi “foglio dopo foglio” stiamo davvero ricostruendo il lungo cammino che la Tollegno1900 ha compiuto. Una storia che diventa anche esemplare e preziosa come testimonianza della manifattura tessile italiana e rappresenta pure un tassello storico per l’alta moda e per il saper fare italiano– ci dice Marinella Bianco –. Va detto che la Filatura e Tessitura di Tollegno/Tollegno 1900 è facilitata nel conservare dal fatto che dispone di spazi enormi, come lo sterminato sottotetto in cui si trovava questo enorme archivio. Archiviare vuol dire oggi schedare informaticamente tutti i fascicoli, i registri, i volumi, le carte, i disegni, le stoffe prodotti da un’azienda organizzandoli su un data base secondo una strut-

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 Da sinistra Marinella Bianco, Sonia Maritan, Antonio Vigliante, Anna Maria Coda e Giovanni Germanetti, ripresi all'ingresso della Tollegno 1900.

 A sinistra Giovanni Germanetti ci illustra alcuni campionari (da sinistra Anna Maria Coda, Marinella Bianco, Sonia Maritan e Antonio Vigliante in visita alla Tollegno 1900.) Sotto Sonia Maritan è con Genni Giatti.


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 Un momento conclusivo della visita in cui Sonia Maritan pone a tutti la stessa domanda, da sinistra a destra: Raffaella Simonetti, Genni Giatti, Giovanni Germanetti, Anna Maria Coda, Marinella Bianco e Sonia Maritan.

FOCUS TOLLEGNO 1900

tura gerarchica che rispecchi la loro formazione (per reparti e uffici) ovvero ricreando le serie tipologiche che riportano l’archivio a quando è nato». Sonia Maritan le chiede quando sia nata l’azienda. «La storia è molto complessa – risponde Marinella Bianco – la famiglia Sella ancor prima di fondare la banca nel 1886 ebbe un passato di imprenditoria tessile. Fin dal 1835 Maurizio Sella acquistò alcuni immobili a Biella, lungo il torrente Cervo (nell’area dove oggi hanno sede la Fondazione Sella e Sella Lab) e alcuni anni dopo vi fondò il lanificio Maurizio Sella. La storia di questa azienda tessile si intreccerà in seguito con la storia della Filatura di Tollegno: nel 1885 Carlo Sella, nipote di Maurizio, impiantò alcuni reparti della sua azienda a Tollegno. Nel 1898 vi impiantò le prime dieci macchine di una filatura a pettine, con il supporto dell’ing. Daniele Schneider arrivato da Mulhouse appositamente per dar vita al nuovo reparto. La scelta si rivelò fondamentale per l’emancipazione dal mercato francese del pettinato. Fu così che l’8 aprile 1900, presso la sede della Banca Gaudenzio Sella e C., fu stilato, da Carlo Sella e altri industriali biellesi (quali, ad esempio, Carlo Reda, Quintino Rivetti, Felice Piacenza), l’atto di costituzione della Società Anonima “Filatura di Tollegno”. Intanto nel 1862 a Tollegno era nato anche il lanificio "Rosazza Agostinetti Sella", che nel 1890 divenne "Rosazza Agostinetti Ferrua" e poi nel 1904 "Agostinetti e Ferrua". Nel 1946 la Filatura di Tollegno acquisì il lanificio Agostinetti e Ferrua e nacque così la Filatura e Tessitura di Tollegno, ovvero l’attuale Tollegno 1900». A questo punto, istintivamente, ci rivolgiamo tutti alla proprietà attuale, qui rappresentata da Giovanni Germanetti. «Negli anni 1984-85 la famiglia Sella aprì il capitale dell’azienda: la famiglia Germanetti e la famiglia Maramotti della MaxMara Fashion Group entrarono in qualità di soci. Queste tre famiglie sono ancora oggi le proprietarie».

Sonia Maritan chiede a Giovanni Germanetti come siano organizzate attualmente la filatura e la tessitura. «Noi abbiamo circa mille dipendenti e manifatturiamo circa quattro milioni di chili di lana all’anno, questa è la capacità della filatura, e cinque milioni di metri di tessuto, questa è la capacità della tessitura. In più abbiamo anche la maglieria Ragno e la Julipet, due aziende che producono abbigliamento. La Ragno è un’azienda storica nata nel 1879 a Valduggia in Valsesia e la Julipet nacque a Bologna nel 1954. Siamo presenti sul territorio con queste tre importanti realtà». Poi inevitabilmente torniamo tutti a mettere gli occhi dentro quei “libroni” intrisi di creatività e memoria. «In questi “libroni” troviamo il tipo di lana, i micronaggi e la grandezza dei titoli che si sono evoluti negli anni. I look di quelle che erano le collezioni passate sono ancora importanti per i nostri creativi che prendono ispirazione da queste “vecchie” collezioni. – Racconta Giovanni Germanetti, che prosegue –. Se per esempio si vuole impostare un revival degli anni Sessanta, qui si trova un repertorio molto ricco: quali erano i colori, i disegni e la tipologia di tessuti. Partendo da questi spunti vengono rielaborati i pesi. Una variabile importante è infatti il peso, che è drasticamente diminuito negli ultimi decenni. Oramai si fanno tessuti per tutto l’anno, non c’è più una netta divisione tra estate e inverno, ma c’è un peso medio, soprattutto per l’abito che dura tutto l’anno. Una flanella di oggi pesa meno di un tessuto estivo di cinquant’anni fa, in quanto c’è stata un’evoluzione graduale, che ha portato in qualche modo all’abito interstagionale. Qui troviamo dei prototipi, degli studi molto dettagliati, in base alla tipologia che, se viene approvata, apre la strada alle variazioni e alla produzione di un nuovo tessuto. In altri registri si possono ricostruire persino i costi dei prodotti». Marinella Bianco entusiasta, enfatizza e amplia questo concetto, perché indubbiamente è qui che si esplicita l’anima della sua professione. «La cosa appassionante è che lo studio dei registri consente di ricostruire l’intero percorso del prodotto dal filo al tessuto al cliente finale: troviamo l’approvvigionamento delle materie prime, i cambi delle valute, fino al costo dei prodotti finali e anche il viaggio dei tessuti sulle navi per l’America, le vicende della guerra, la produzione dettagliata e tanto altro. Incrociando i dati tratti dai diversi registri si crea il panorama preciso e dettagliato di un secolo e mezzo di attività industriale del tessuto. Non dimentichiamoci poi, che la divisione tessuti della Filatura e Tessitura di Tollegno produceva da sempre sia drapperia sia laneria (ovvero tessuti per uomo e per donna) e dal 1970 quando acquisì il Lanificio Bevilacqua iniziò anche la


!"#!$%"& produzione di tessuti per donna di alta gamma lavorando per tutti i più grandi stilisti». Quello che emerge da questi racconti, e ancor di più dalla schiera di scaffali che abbiamo davanti e che costituiscono solo una parte del processo di archiviazione che è ancora in corso, è che si tratta di un lavoro mastodontico, coadiuvato anche da Raffaella Simonetti e Genni Giatti, totalmente immerse con le mani e con la mente nella “polvere” di quella soffitta magica. «Mi occupo della valorizzazione dell’archivio, a piccoli passi, mentre si continua nella scoperta di nuovo materiale e con la schedatura di quello già recuperato. Dal 2014 realizzo con alcuni collaboratori (Giovanna Burzio, editor e Andrea Coppola, grafico), la collana de I Quaderni dell’Archivio» – ci dice Raffaella Simonetti. Della varietà infinita di documenti e campioni che abbiamo di fronte, non è passata inosservata però l’allusione ai grandi stilisti che questa grande realtà tessile ha incrociato anche in passato. Questo ci porta innanzitutto all’inventariazione delle stoffe. «Mi occupo della catalogazione dei tessuti di un arco cronologico che va dagli anni Trenta alla fine degli anni Settanta – ci racconta Genni Giatti – e in particolare dello studio della produzione di laneria dell'azienda, in cui hanno una parte importante i tessuti femminili di alta gamma creati da una sezione specifica, la sezione Lan Be, a seguito dell'acquisizione del Lanificio Bevilacqua (lanificio del territorio milanese). Questi tessuti venivano prodotti per importanti case di moda, come Basile, Biagiotti, Dior, Patou, Ungaro. In particolare con Emanuel Ungaro nel corso degli anni Settanta si è sviluppato un rapporto di collaborazione molto stretto con la sezione Lan Be della Filatura e Tessitura di Tollegno, per cui l'azienda produceva ad esempio anche molti degli stampati delle sue collezioni, i cui disegni venivano forniti dalla maison. Ne sono esempio un abito e un completo custoditi al Metropolitan Museum di New York con stampe di cui si conservano in archivio le prove su carta in differenti variante colore. Nel prossimo numero de I Quaderni dell'Archivio scriverò un articolo proprio su questo argomento». Genni Giatti ci mostra alcuni campioni di tessuti degli Anni Cinquanta della Tollegno 1900 e attraverso alcune fotografie originali dell'epoca, l'impiego in alcuni abiti, uno dei quali creato da Roberto Capucci. Spiegati e mostrati da questa esperta di tessuti hanno un sapore più forte, così come quelli che ci ha descritto in relazione agli im-

portanti stilisti sopra menzionati. «La storia di Tollegno 1900 è così ricca da essere a volte – ci dice ancora Genni Giatti affidandosi a una metafora “tessile” – una matassa difficile da dipanare. Ma è proprio per questo che è così affascinante». L’inventariazione delle stoffe e di tutta la “storia” della Tollegno 1900 ha portato alla creazione della collana “I Quaderni dell’Archivio”, ogni quaderno tratterà un tema diverso sempre tratto dai documenti. Ci vengono mostrati i primi due numeri (0 e 1) e chiediamo informazioni su questi e sul target di riferimento. Il numero 1 ha sulla copertina il marchio della Lana Gatto, del quale ci mostrano i molti calendari conservati e che, ancora una volta, catturano l’attenzione di tutti gli astanti, per la cura, la perizia e la grafica con cui sono stati realizzati. «Ne faremo due all’anno. – risponde Raffaella Simonetti – Nel primo si racconta l’archivio in generale e il secondo è dedicato ai calendari della Lana Gatto. L’azienda regalava ai clienti ogni anno un calendario, e così hanno creato, anno dopo anno, una storia in costante evoluzione. I soggetti rappresentati in questi calendari erano i classici della narrativa per l’infanzia. Per avere in regalo il calendario della Lana Gatto bisognava raccogliere un certo numero di tagliandini corrispondenti ai gomitoli di lana acquistati; ogni tipologia di lana raccolta in gomitolo aveva, e ha ancora, un nome specifico. Inoltre abbiamo trovato altro materiale grafico in archivio e molti racconti sulla nascita del marchio tra cui quello più popolare che parla di un legame con la maschera di carnevale del paese di Tollegno, che è appunto il gatto». Sonia Maritan osserva che il valore culturale dei calendari della Lana Gatto è davvero variegato: pittorico, tessile, letterario e con un certo orgoglio Raffaella Simonetti testimonia il suo entusiasmo per il lavoro che sta compiendo osservando: «Per questo raccontiamo la Tollegno 1900, perché anche allora era innovativa!». Sempre Raffaella Simonetti ci fa notare alcune targhe metalliche che allestiscono lo spazio di lavoro e ci spiega il loro utilizzo come stencil per stampare sulle scatole la destinazione della spedizione del materiale, da Napoli a Buenos Aires e aggiunge «C’è ancora molto da fare: ci sono cataste di documenti da inventariare. Nella grande soffitta, ci sono ancora tanti scatoloni da vuotare, ma è un lavoro divertente, soprattutto quando si trovano corrispondenze tra elementi, allora diventa addirittura elettrizzante. Si possono creare collegamenti e raccontare nuove storie».

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issue_005_settembre

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 Genni Giatti (a sinsitra) e Raffaella Simonetti (a destra) mentre illustrano alla stampa gli archivi della Tollegno 1900.

FOCUS TOLLEGNO 1900

Sonia Maritan chiede allora quale sia stata la cosa più emozionante trovata in questi scatoloni. «Le prove di stampa dei tessuti femminili, che avete già visto: erano arrotolate nel sottotetto al buio e sono esplose in colori meravigliosi; ma anche i fascicoli dei negozi Lana Gatto aperti in tutta l’Italia, dal 1933 in poi e che contengono le foto dell’interno dei negozi, delle vetrine e i ritagli di giornale in cui si legge come erano state organizzate le inaugurazioni di queste attività» afferma Marinella Bianco, che aggiunge – «E poi ci sono le piccole vicende che emergono dai documenti, ad esempio nel numero zero de “I Quaderni dell’Archivio della Tollegno 1900” raccontiamo la storia della sirena dello stabilimento che scandiva i ritmi aziendali e quelli della vita dell’intero paese, dalle cinque e mezzo alle dieci di sera, si fermava solo il sabato e la domenica. Durante la guerra funzionava anche come allarme antiaereo. Oggi come cent’anni fa gli abitanti del paese sono affezionati a questa sirena». Sonia Maritan chiede ancora se da questo archivio immenso, testimone di un secolo e mezzo di storia d’Italia: dal passaggio dal Regno alla Repubblica per arrivare a oggi (1861-2016), non siano emerse anche memorie nazionali. «Abbiamo trovato le foto originali dei modelli realizzati per il Festival di moda che aveva luogo a Sanremo dagli anni Cinquanta agli anni Settanta – riprende Marinella Bianco – e questi sono i ritrovamenti che ci esaltano. Di questi modelli abbiamo tutto: dalla scheda tecnica al tessuto realizzato per un certo stilista, la foto della sfilata e i ritagli di giornale». “Quanto lavoro resta ancora da fare?” – domanda Sonia Maritan. «Ci sono ancora anni di lavoro – risponde Marinella Bianco – È un lavoro di ampio respiro e “I Quaderni dell’Archivio” rendono bene l’idea del nostro operato. Per rispondere anche alla domanda di prima riguardo il target di riferimento: i primi due numeri della rivista sono stati distribuiti gratuitamente in vari appuntamenti fieristici». “Non avete pensato a una mostra?” – domanda ancora Sonia Maritan. «Quando saremo al 90% nell’avanzamento del lavoro, potremo pensare a come realizzare delle sorte di esposizioni temporanee, dove poter presentare tematicamente questi tesori. Per adesso ci limitiamo a raccontare, a episodi, via via attraverso i Quaderni». Infine, Sonia Maritan pone a tutti i presenti lo stesso quesito: “Qual è stato l’aspetto migliore di questa esperienza?” Giovanni Germanetti incanta tutti rispondendo che per lui la cosa più bella è stata aver scoperto queste esperte archiviste e l’entusiasmo che hanno nel portare avanti questo lavoro.

«L’idea di scoprire continuamente cose nuove e stupirsene», è stata la risposta di Anna Maria Coda. Per Raffaella Simonetti è stato aver vissuto tutto l’iter, dalla scoperta nella soffitta magica delle casse piene di documentazione sparsa, fino ad arrivare alla loro schedatura e catalogazione, infine la possibilità oggi di lavorare sulla maggior parte del materiale potendo ricostruire la storia dell’azienda e le storie di chi vi ha lavorato. Per Genni Giatti l'aspetto più importante è stato collegare i tessuti a modelli realizzati, collezioni e stilisti grazie alla grande quantità e differente tipologia di documentazione conservata. Marinella Bianco, infine ci dice: «per me la cosa più bella è stata semplicemente aprire le scatole che contenevano questo archivio». Per noi di Web and Magazine il percorso “esperienziale” alla Tollegno 1900 rimane memorabile, non solo perché si è tradotto in un’esperienza che vede protagonisti gli archivi storici dell’azienda, ma anche perché per questi è in corso il riordino e, attraverso la voce e lo sguardo di chi è calato da oltre sei anni in quella “soffitta magica”, ci è stato restituito tutto l’entusiasmo della “scoperta” che ogni giorno si è compiuta aprendo un plico di carta antico e impolverato da cui fuoriusciva tutta l’energia che quei fascicoli contengono e l’amore che “per caso” o per volontà li ha custoditi per molto tempo; per restituirli a tutti come patrimonio nazionale e, particolarmente a noi, o almeno ci sembra, che siamo stati lì a raccogliere questa testimonianza. Una ricchezza di cui beneficia tutto il settore tessile, e del quale ci apprestiamo a parlarne con Paolo Monfermoso, responsabile di Filo - Salone dei filati e delle fibre, all’Unione Industriali di Biella, che là ci aspetta, subito dopo questo incontro. È stata proprio l’ultima edizione di Filo con la mostra sugli archivi tessili ad aprire questo grande capitolo di una grande Storia italiana fatta di filati che son poi diventati capi da indossare. Tollegno1900 rimane un grande esempio di un’azienda capace di restituirci questa stratificazione di “passati” che divengono futuro e anche inestimabile memoria.


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Nel cuore dell’industria Con Paolo Monfermoso (nella foto), responsabile di Filo, salone dei filati e delle fibre, e Nicoletta Bonino, responsabile organizzazione eventi dell’Unione Industriale Biellese, proseguiamo il discorso sugli archivi tessili. L’incontro ha luogo all’Unione Industriale Biellese e vi partecipano anche Marinella Bianco di Acta Progetti e Raffaella Simonetti di Niniqa. La prima domanda è proprio per le due archiviste perché ci incuriosisce capire come si possa determinare il valore di un archivio. «Ci sono molti modi di valutare un archivio. Noi abbiamo adattato a quelli privati – che in linea generale non vengono valutati – i parametri pensati per gli archivi di Stato. La misura per determinare la consistenza di un archivio è il semplice conteggio dei metri lineari di sviluppo della documentazione. Naturalmente, gli archivi possono essere valutati anche dal punto di vista economico. Non stiamo parlando del valore commerciale legato alla possibilità di utilizzarli per sviluppare nuove collezioni moda, ma parliamo di un valore più oggettivo, il valore storico. I parametri da considerare sono perciò consistenza, rarità e pregio, stato di conservazione, completezza, interesse ai vari livelli – regionale, nazionale e internazionale. Ovviamente quanto più l’archivio è antico, tanto più avrà valore, ma bisogna anche considerare in quale stato si trova: se è completo, se è ancora da riordinare e altri elementi di questo tipo». Paolo Monfermoso sottolinea il contributo dell’Unione Industriale Biellese nel valorizzare l’importante patrimonio rappresentato dagli archivi tessili presenti nel territorio biellese. «L’Unione Industriale Biellese è uno dei soggetti fondatori di Centro Rete Biellese - Archivi tessili e moda. Il progetto ha come obiettivo primario la valorizzazione del tessile biellese, insieme a un forte intento di sensibilizzazione verso la salvaguardia degli archivi tessili di ogni tipologia (documenti cartacei, audiovisivi, immagini, storie). Il Centro ha iniziato a operare nel 2010 e da allora l’archivista biellese Danilo Craveia ha già censito quattromila documenti conservati negli archivi delle aziende tessili del Biellese. Il volume più antico è un trattato di tessitura del XVI secolo. Si tratta di documenti che ci rimandano alla memoria del passato, ma nello stesso tempo testimoniano come già allora le aziende biellesi si caratterizzassero per una incessante innovazione, con nuovi campionari due volte all’anno, una ricerca costante e continua sui materiali e su tutti gli aspetti della produzione. Sono caratteristiche che ritroviamo nelle aziende di oggi pur nel mutato contesto tecnologico. E questo contribuisce a spiegare perché nel Biellese abbiamo ancora oggi la filiera completa: dall’ingresso del vello ai filati, al tessuto, fino alla confezione». “Gli archivi hanno una funzione importante anche nel contesto attuale” – afferma Pietro Ferrari. «È proprio sulla base di questa riflessione che è nato il Centro Rete

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writer Pietro Ferrari

Dopo aver lasciato la Tollegno ci rechiamo all’Unione Industriale Biellese, dove ci aspettano Paolo Monfermoso, responsabile di Filo - Salone dei filati e delle fibre, e Nicoletta Bonino, responsabile organizzazione eventi dell’Unione Industriale Biellese. Sonia Maritan, direttore di Fare Italia, Pietro Ferrari, editore di Web and Magazine, e Antonio Vigliante, direttore di Biocasa e responsabile per le pubbliche relazioni di Textures. All’incontro partecipano anche Marinella Bianco di Acta Progetti e Raffaella Simonetti di Niniqa. Il focus è sul Centro Rete Biellese.

Biellese - Archivi tessili e moda – conferma Paolo Monfermoso –. Il progetto coinvolge il territorio nel suo complesso: è promosso da associazioni e istituzioni, pubbliche e private, e vi hanno aderito moltissime aziende tessili del Biellese, a partire da quelle conosciute in tutto il mondo. Alla base del progetto c’è infatti una esigenza condivisa: “raccontare” il distretto biellese attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale della sua industria tessile, sempre sottolineando il “saper fare” di imprenditori e maestranze e la capacità di innovazione. È su questa grande ricchezza tecnologica e di capitale umano che il Biellese ha sempre costruito il suo futuro, nel passato come oggi». “A proposito di futuro, quale rapporto avete con l’università?” – chiede invece Antonio Vigliante. «In esclusiva per la 46a edizione di Filo, lo scorso settembre Danilo Craveia (responsabile Archivi storici biellesi) ha realizzato la mostra “La Filatura e il Tessile”, che ha suscitato un grande interesse tra i partecipanti al Salone – risponde Paolo Monfermoso –. La mostra di Filo è stata così un’occasione unica per mettere in contatto diversi giovani stilisti e studenti con la realtà del Centro Rete Biellese. D’altra parte, il Biellese offre un interessante e completo percorso formativo legato al tessile e articolato sull’Itis Quintino Sella, il polo universitario di Città studi Biella e il Master Fibre Nobili. Non c’è dubbio che nel prossimo futuro, i rapporti tra il Centro Rete e queste realtà di formazione e ricerca diventeranno sempre più stretti. L’altro tema su cui sia l’Unione Industriale Biellese sia Filo sono impegnati da tempo è quello dell’innovazione e della ricerca nei prodotti e nei processi produttivi. Qui l’esperienza più interessante è quella di PoinTex – Polo di innovazione tessile –, che proprio a fine 2016 è stato designato soggetto capofila del “Cluster Made in Italy”, una delle dodici aree di


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priorità individuate dal governo per la ricerca industriale». “Qual è l’obiettivo ancora da conseguire attraverso il Centro Rete Biellese? ” Chiede Sonia Maritan per approfondire il tema degli archivi. «L’obiettivo da raggiungere è arricchire il progetto coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende della filiera del tessile e della moda del Biellese – risponde Paolo Monfermoso –. Ma nel corso di questi anni di attività, il Centro Rete Biellese ha già raggiunto un risultato fondamentale: è riuscito a risvegliare l’attenzione verso gli archivi tessili. Alcune aziende, vuoi per vocazione, vuoi per sensibilità o per struttura organizzativa avevano già aperto e fatto riemergere campionari e raccolte del loro passato. Molte altre imprese, tuttavia, prese dalla quotidianità del lavoro o dalle mille problematiche del “fare impresa”, soprattutto negli ultimi anni, hanno tralasciato questi aspetti. La funzione di Centro Rete è stata proprio quella di riattivare queste dinamiche, in due modi: attraverso la presa di coscienza del valore della tradizione industriale biellese, che è alla base delle nostre produzioni di eccellenza; e attraverso la dimostrazione di come questa tradizione possa rappresentare una grande opportunità per le aziende, proprio perché il tessile è un settore che più di molti altri può prendere spunto dagli archivi. Col portale abbiamo fatto ancora di più perché abbiamo creato delle “linee guida” riconosciute e condivise: è un patrimonio biellese che abbiamo legato a Filo, ma non deve restare solo biellese. Il saper fare delle imprese, dei tecnici e degli operai deve essere invece a disposizione di tutti, e per questo abbiamo deciso di tenere aperta la nostra biblioteca, collegata al Centro Rete, un giorno alla settimana: per fare didattica, facendo “vivere” così una parte di archivio, quella cartacea». Il ragionamento ci porta all’ultima edizione di Filo, che ha permesso agli archivi tessili biellesi di “uscire” da Biella e presentarsi al mondo. Infatti, all’ingresso del Palazzo delle Stelline era allestita una bellissima mostra – “La Filatura e il Tessile” – incentrata sugli archivi storici delle aziende e di cui Tollegno era l’interprete principale. La mostra era curata dal Centro Rete Biellese, in particolare da Marinella Bianco e Danilo Craveia, ed è stata presentata dallo stesso Craveia in occasione del convegno di apertura della 46a edizione di Filo, dal titolo “Il filo del design: design tra tradizione e innovazione, strategie di sviluppo e di internazionalizzazione per i settori filatura e tessile”.  I celebri calendari della Lana Gatto. Nella pagina a destra e nelle due pa- Nell’incontro all’Unione Industriale Biellese, il discorso gine successive alcuen immagini si allarga poi agli Archivi della Moda del Novecento e della mostra “La Filatura e il Tessile”, organizzata in occasione della la 46a Marinella Bianco mette in risalto come gli archivi preedizione di Filo. senti in tutte le zone d’Italia legate all’industria tessile-

moda siano tra loro collegati: basta pensare ai sarti napoletani che lavoravano con i tessuti biellesi e le cui creazioni sfilavano al festival di Sanremo. Il progetto Archivi della Moda del Novecento è un progetto dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana nato nel 2010, si basa su censimenti di archivi e convegni che raccontano i ritrovamenti e le realtà italiane. Da Palazzo Morando a Milano, alla sala bianca di Pitti a Firenze, a Roma, a Ischia e Capri, a Sanremo, si arriva a Biella. Il progetto Anai, collegato al ministero per i Beni e le attività culturali e il Turismo (con i due portali ministeriali su moda e imprese), ha messo in moto energie e sinergie grazie alle quali Regione Piemonte, provincia di Biella e Compagnia di San Paolo hanno finanziato il progetto biellese e ne hanno permesso nascita e crescita. Oggi siamo a una svolta: Unione Industriale Biellese ha un ruolo di primo piano nel Centro Rete Biellese e ha dato una grande visibilità al progetto tramite la 46a edizione di Filo. «Se gli archivi sono il contenuto, il Centro Rete Biellese è la macchina che lo fa funzionare. – conclude Paolo Monfermoso –. Il nostro obiettivo in questo momento è coinvolgere sempre nuovi attori nel Centro Rete Biellese, in modo da ampliare il suo ruolo, per una vera e fattiva collaborazione tra pubblico e privato. Gli attori del progetto sono tanti, dal comune di Biella alla Camera di commercio, dall’Unione Industriale Biellese agli enti locali interessati e, naturalmente, alle aziende. È soprattutto a loro che il Centro Rete si rivolge e l’obiettivo è mettere a loro disposizione un portale che funzioni e che sia interattivo, in modo che le imprese possano consultare e arricchire il “superarchivio” complessivo, frutto dell'unione dei singoli archivi e della indicizzazione delle informazioni secondo lo spirito di condivisione del Centro Rete Biellese. Attraverso gli archivi, il Centro Rete intende infatti strutturare e tramandare una vicenda sociale, economica e culturale comune nella storia del territorio biellese. E un’identità territoriale forte è sicuramente la base per un rinnovato sviluppo basato sull'innovazione, la ricerca e la creatività».


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Gli archivi in mostra Il percorso espositivo è tematico e ogni tema è stato espresso tramite case history: • Sapere di ieri, progetto di domani - Lanificio Ermenegildo Zegna: il primo tessuto del 1910 realizzato nuovamente (pur attualizzato nel peso) in occasione del centenario dell’azienda. Campionario e scheda tecnica. • Macchine - Lanificio Rivetti: parti di Selfacting e fotografia del reparto con quegli stessi macchinari. • Uomini – Filatura Zegna Baruffa Lane Borgosesia: fotografie degli operai nel 1906. • Commercializzazione – Lanificio Bozzalla: campionari dal 1930 al 1937. • Comunicazione – Tollegno 1900: pubblicità, partecipazioni a fiere con allestimenti originali degli stand, allestimenti e vetrine dei negozi, marchio del filato dal 1906 al 1948. Inoltre l’antica storia tessile Biellese è stata testimoniata da un volume del XVIII secolo del lanificio Ambrosetti e da un filmato del 1913 del lanificio Lora Totino. I documenti delle aziende cessate appartengono al Centro Studi Documentazione Biellese (DocBi). Il filmato del 1913 è stato restaurato grazie al DocBi. Allestimento e percorsi guidati: Marinella Bianco (CRBT), Danilo Craveia (CRBT), DocBi, Genni Giatti (archivio storico Tollegno 1900) e Rosanna Cosentino (Acta Progetti).

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A cura del Centro Rete Biellese Archivi Tessili e Moda (CRBT).

Il pannello illustrativo della sezione tematica della mostra “La Filatura e il Tessile” realizzata per la 46° edizione di FILO Una sezione della mostra: L’esempio di Tollegno 1900: commercio e pubblicità delle aziende tessili italiane nella prima metà del Novecento Durante la I guerra mondiale, come è naturale, ebbe luogo una generale limitazione del commercio internazionale e quindi per le aziende tessili si verificò una riduzione dell’importazione di materie prime dall’estero, ma anche il ritiro dei concorrenti stranieri. Per quest’ultimo motivo la situazione non fu troppo grave. La crisi, invece, si fece sentire nell’immediato dopoguerra e fu superata solo verso la metà degli anni Venti. Il commercio e la promozione sono strettamente connessi e in quegli anni ci furono grandi trasformazioni in questo senso. La promozione di un’azienda, fin dal XIX secolo avveniva sia tramite la partecipazione a fiere di settore sia tramite pubblicità espressa attraverso inserzioni sui giornali o grazie a realizzazione di manifesti, carte intestate graficamente elaborate, produzione di oggetti promozionali (come ad esempio calendari da omaggiare ai clienti). La realizzazione delle grafiche pubblicitarie era spesso affidata ad agenzie specializzate per le quali lavoravano grandi illustratori. Un esempio importante è rappresentato dalle Officine Grafiche Ricordi, che già da fine Ottocento realizzarono apprezzabili campagne pubblicitarie. Un esempio è costituito dai manifesti creati per i Magazzini Mele di Napoli spesso a opera di un illustratore di gran fama come Marcello Dudovich. Durante la Grande guerra lo scenario grafico mutò: proliferarono immagini di trincea, soldati e donne in lacrime. Nel Ventennio si avvertì un cambiamento stilistico e pure di ambientazione legato spesso al movimento futurista. Dagli anni Trenta agli anni Cinquanta fu il prodotto a passare in primo piano e le ambientazioni spesso si rifecero al classicismo o a divinità diverse: un esempio è l’utilizzo della Venere di Milo in molte ambientazioni pubblicitarie. Lo stand della Filatura e Tessitura di Tollegno per la fiera del 1951 a Torino fu, infatti, allestito adoperando le statue di Venere e Apollo; nel notiziario IWS del 1948 si vedono alcune fotografie di negozi di filati ed è possibile notare che in una vetrina troneggia la rielaborazione della dea KL e in un’altra un’armatura. Gli anni Trenta, in ambito commerciale, vedono altre considerevoli novità: la nascita del marchio che identifica un prodotto e l’apertura sia dei primi grandi magazzini (in cui si vendevano prodotti di marca anziché quelli artigianali) sia dei primi negozi monomarca. Per quanto concerne il marchio identificativo del prodotto, Lana Gatto anticipò nettamente i tempi poiché il famoso gatto bianco a pelo lungo con occhi verdi, che l’immaginario collettivo ormai collega subito al filato tollegnese, risale al 1908; l’apertura dei molti negozi Lana Gatto in tutta Italia, invece, avvenne proprio a partire dal 1935.


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Archivio Storico Tollegno 1900 (ASFTT) (I pannelli che guidavano alla mostra sugli Archivi tessili di Filo). Almanacco 1934 Omaggio della Lana Gatto e Almanacco 1938 Omaggio della Lana Gatto I calendari, che venivano offerti in regalo ai clienti, furono realizzati dalla Filatura e Tessitura di Tollegno fin dagli Anni Trenta del Novecento (ASFTT – ancora privi di segnatura). Esposizione Internazionale Arte Tessile e Abbigliamento - Palazzo Torino Esposizioni, parco del Valentino, 2-20 aprile 1949. Opuscolo della fiera (ASFTT fasc. GY 8 segnatura provvisoria). Esposizione Internazionale Arte Tessile e Moda, Torino Castello di Stupinigi, primavera 1953. Notiziari dell’Esposizione Internazionale Arte Tessile e Moda, n.1 e n.3 concernenti rispettivamente la manifestazione e gli allestimenti interni (ASFTT fasc. GY 10 segnatura provvisoria).

XVII Fiera Campionaria di Milano 12-27 aprile 1936. Due bozzetti originali del pittore Filiberto Mateldi eseguiti a matita e tempera per l’allestimento dello stand della Filatura e Tessitura di Tollegno (ASFTT fasc. GY 6 segnatura provvisoria). Esposizione Internazionale dell’Arte Tessile e Moda - Palazzo Torino Esposizioni al parco del Valentino, 2-16 maggio 1951. Progetto di allestimento dello stand 1812-3 della Filatura e Tessitura di Tollegno (in originale) e riproduzione fedele con gomitoli di un angolo dello stesso stand (ASFTT fasc. GY 9 segnatura provvisoria). Salone delle Industrie Tessili, Abbigliamento e Affini – Fiera di Milano 12-27 aprile 1937. N.2 opuscoli dell’esposizione concernenti l’edificio e gli


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 Alcune immagini concernenti la mostra sugli Archivi tessili di Filo.

interni allestiti (ASFTT fasc. GY 7 segnatura provvisoria). Pratica relativa ai rapporti tra Filatura e Tessitura di Tollegno e International Wool Secretariat (IWS) (4 settembre 1948 - 12 novembre 1958). 4 fotografie B/N, inviate da IWS a Filatura e Tessitura di Tollegno, raffiguranti vetrine di negozi di filati (in originale - ASFTT fasc. GY 11 segnatura provvisoria). Inaugurazione del negozio Lana Gatto di Bari in Corso Cavour, 87/89 nel 1937 il 13 novembre. Pagina della “Gazzetta del Mezzogiorno” del 14 novembre 1937 in cui compare l’articolo dell’inaugurazione; schizzo a matita dei mobili in stile razionalista per l’allestimento interno del negozio (comprende n.3 proposte - A, B, C- della ditta Sebastiano Natrella di Bari); fotografia dell’interno del negozio in cui si vede il tavolino della proposta A realizzato (in originale - ASFTT fasc. GY 12 segnatura provvisoria). Inaugurazione del negozio Lana Gatto di Trieste in Corso Vittorio Emanuele III, n.21 nel 1938. N.3 fotografie dell’esterno del negozio (in originale - ASFTT fasc. GY 13 segnatura provvisoria).

 Archivio Storico Tollegno 1900 (ASFTT), (I pannelli che guidavano alla mostra sugli Archivi tessili di Filo).


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!"#!$%"& writer A cura dell’ufficio stampa di Filo.

L’ultima edizione di Filo Bilancio positivo per la 46° edizione di Filo La 46° edizione di Filo, salone internazionale dei filati e delle fibre, si è chiusa in un clima positivo, con un numero di visitatori in crescita rispetto alle passate edizioni, in particolare aumentano i buyer stranieri. Conferma Paolo Monfermoso «La 46° edizione di Filo si è chiusa in un clima positivo. L’affluenza dei visitatori è stata costante e superiore alle attese. Non sono solo i nostri dati a dirlo, ma anche i nostri espositori dichiarano di essere soddisfatti dei risultati della 46° edizione di Filo, per aver ricevuto molte visite di buyer che hanno dimostrato un interesse concreto per le collezioni proposte. Nel nostro sforzo di confermare e ampliare il ruolo di Filo quale fiera di riferimento per i filati per tessitura nel panorama internazionale, ci accompagna ormai da anni Ice-Agenzia, che in questa edizione ha promosso l’arrivo in fiera di una delegazione di buyer esteri provenienti da Giappone, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Turchia, Lituania, Portogallo, Stati Uniti e Belgio. I due giorni di fiera sono stati anche l’occasione per iniziare a riflettere con gli espositori sui possibili cambiamenti al calendario delle prossime edizioni, dopo la scelta di Milano Unica di anticipare a luglio l’edizione autunnale. La nostra decisione in merito scaturirà da una valutazione globale delle esigenze di mercato delle aziende, nel contesto di una

filiera che sempre più deve mostrarsi unita, come è negli auspici di Sistema Moda Italia e come è stato ribadito dallo stesso sottosegretario Ivan Scalfarotto nel suo messaggio a Filo. (In effetti la 47a edizione di Filo si svolge il 22 e 23 febbraio 2017, in anticipo rispetto alle date delle precedenti edizioni primaverili, ndr)». Dedicata sotto il profilo stilistico alla Luxury Revolution, la 46° edizione di Filo è stata inaugurata ufficialmente dal convegno “Il Filo del Design” organizzato da Filo in collaborazione con Ice-Agenzia e Sistema Moda Italia. Al centro del dibattito sono state le strategie di sviluppo e internazionalizzazione delle aziende, a partire dall’innovazione e dalla valorizzazione del Made in Italy, anche puntando alla riscoperta degli archivi delle imprese tessili. Nel suo intervento, Carlo Piacenza, presidente dell’Unione Industriale Biellese, ha affermato: «Il tessile è


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studio come queste sono il fil-rouge che uniscono Filo e Sistema Moda Italia nell’obiettivo di offrire alle imprese nuove strategie di sviluppo e internazionalizzazione. È un percorso comune che possiamo portare avanti grazie alla collaborazione con Ice-Agenzia, soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese». Danilo Craveia (CRB) nel presentare la mostra “La Filatura e il Tessile” realizzata in esclusiva per la 46° edizione di Filo, ha sottolineato come «gli archivi non sono un prodotto del passato, ma la stratificazione di tanti futuri; è un patrimonio di saper fare che si sedimenta e permette di realizzare variazioni su un patrimonio di conoscenze consolidato». Per Marco Bardelle, presidente di PoinTex, il punto di partenza è la domanda «quale futuro immaginiamo per le aziende tessili? È un futuro che cresce su innovazioni “impensabili” e sostenibili, perché l’Italia possa appunto continuare a inventare. Le aziende devono però credere nel valore dell’innovazione, mentre le amministrazioni devono rendere più snella la burocrazia per chi cerca di fare innovazione». La soddisfazione per il lavoro svolto in questa 46° edizione di Filo emerge dai commenti a caldo degli espositori. Roberto Rimoldi di Filatura Luisa esprime la sua un’industria complicata, con un lungo processo di produzione, ma i vari comparti stanno dimostrando di avere la capacità di dialogare e di fare squadra. D’altra parte, la filiera intatta è un vantaggio competitivo fondamentale ed è quello che permette al settore tessile-abbigliamento italiano di continuare a inventare e a innovare». Sul tema della filiera come vantaggio competitivo si è soffermato anche Michele Scannavini, presidente di Ice-Agenzia: «Sul concetto di filiera, l’Italia riesce a costruire competenze forti lungo tutta la catena del valore. Nella filatura emerge soprattutto la creatività e l’innovazione, le caratteristiche che più di ogni altra cosa caratterizzano il Made in Italy nel mondo». Gianfranco Di Natale, direttore generale di Sistema Moda Italia, ha ricordato che «Giornate di

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 In queste pagine la 46a edizione di Filo, sotto un momento della conferenza stampa intitolata "Il filo del design" (anche nella pagina successiva in basso).


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soddisfazione: «Pur in una stagione che non è il nostro forte, la fiera è andata bene, con un numero di clienti in linea con l’edizione corrispondente. Crescono però i visitatori stranieri, provenienti dai paesi europei e dal Giappone. In ogni caso, si tratta di buyer ben selezionati e qualificati. Apprezzata in particolare la nostra collezione di naturali, con un alto contenuto di ricerca». Paola Rossi di Botto Poala «Siamo soddisfatti dell’andamento dei due giorni di Filo: abbiamo incontrato numerosi buyer, italiani e stranieri, europei e giapponesi in particolare.

Non abbiamo incontrato solo i clienti, ma anche nuovi buyer, confermando che Filo è una fiera propositiva. Apprezzata in particolare la nostra cartella colori, molto vasta anche nella collezione base in lana e seta. Molta curiosità e attenzione continua a suscitare il trattamento H2Dry – un nostro brevetto – che dona comfort e performance ai capi». Vincenzo Caneparo di Davifil: «Siamo molto soddisfatti per il numero e la qualità dei visitatori che abbiamo ricevuto nei due giorni di fiera. Abbiamo incontrato possibili nuovi clienti, molti dei quali provenivano dall’Europa. Filo conferma di essere una fiera dallo standard molto alto. I buyer hanno apprezzato in particolare i filati naturali, che denota una sempre maggiore attenzione per la qualità dei prodotti e per produzioni ecologicamente sostenibili». Giovanni Marchi di Marchi e Fildi sottolinea che «in questa edizione abbiamo avuto molte visite, seppure spesso concentrate in poche ore rispetto le due giornate di lavoro. Abbiamo visto molti clienti, consolidati e nuovi, italiani ed esteri, francesi in particolare. I buyer hanno dimostrato interesse particolare sugli articoli di ricerca, apprezzano le nuove proposte, i prodotti che innovano rispetto al consueto. Interesse hanno suscitato anche i nostri filati che si rivolgono a una fascia più alta di mercato. D’altra parte, la nostra azienda pri-


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 Nella pagina a destra Beatrice Guidi.  A sinistra, Sonia Maritan.  In basso, Mariadele Mancini.

vilegia il servizio come ricerca costante del prodotto, ma anche come meticolosa organizzazione delle tecniche e delle strutture commerciali, cerchiamo così di soddisfare il cliente a 360 gradi».

Giudizio positivo anche da Francesco Della Porta di Pozzi Electa: «Siamo molto soddisfatti, abbiamo registrato una buona partecipazione dei buyer, qualificati e concreti. Abbiamo incontrato più buyer italiani che stranieri perché la nostra è una produzione totalmente made in Italy, e la nostra produzione è realizzata integralmente con energia autoprodotta (fotovoltaico e idroelettrico)». Anna Mello Rella di Tintoria di Quaregna dichiara la «piena soddisfazione dell’azienda per Filo: è una fiera molto organizzata, concreta, professionale. La stessa Area Tendenze ci ha colpito positivamente per essere estremamente concreta, orientata al lavoro, senza concessioni all’emotività superficiale». Cesare Savio di Südwollegroup-Safil giudica «molto positiva questa edizione di Filo. È la prima volta che Südwolle-Safil espone la collezione pienamente integrata. I clienti hanno mostrato grande interesse per la proposta di filati per tessuti versatili e confortevoli». Alberto Enoch di Servizi e Seta sottolinea come «il bilancio dei due giorni di fiera è molto positivo: abbiamo lavorato molto bene, con un buon afflusso di visitatori, molto qualificati. Tra gli stranieri, abbiamo ricevuto la visita di clienti italiani, europei e giapponesi: tutti di alto livello». Gianni Fantini di Filatura e Tessitura di Tollegno afferma: «Per noi si tratta di una prima volta a Filo e siamo soddisfatti della partecipazione: non è la nostra stagione, anche se abbiamo presentato una collezione primaverile, con miste in seta, nylon, viscosa. Siamo convinti che nella prossima stagione le nostre proposte riceveranno ancora più attenzione».


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COVER STORY ZEGNA BARUFFA LANE BORGOSESIA writer Pietro Ferrari www baruffa.com

Una storia di creatività e qualità Cashwool 1978, qualità e fantasia.

Zegna Baruffa Lane Borgosesia si è affermata negli anni come Azienda Europea di primo piano per la produzione di filati naturali di alta qualità per Tessitura, maglieria e Jersey. La ricerca costante dell’Azienda mette al primo posto l’invenzione di Cashwool® (lana merino extrafine) agli inizi del 1970. Questo è il prodotto di spicco dell’Azienda, oggi proposto in una gamma di circa 300 colori in stock service (gli effetti sono: mèlange, supermelange, uniti, mouliné, paint). L’Azienda produce preziosi fili Cardati e Pettinati, Classici e Fantasia, fili Performanti, realizzati solo in fibre naturali e miste nobili per tessitura. Tutti i filati sono creati con materie prime preziose come lane extra-fini, seta, cashmere e con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie.


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 Cashwool® 1978.  Campagna stampa 2016/2017.  De Jongh Fréres - Paris” Fine ‘800 – lavoratori davanti all’ingresso della Manifattua Lana in Borgosesia.

L’intero ciclo è prodotto all’interno dei 3 stabilimenti a poca distanza l’uno dall’altro, da qui, ogni anno, nascono milioni di chili di filati firmati dai tre brand, per portare con sé un solo grande valore: quello del made in Italy più autentico. Baruffa, Chiavazza e Botto Poala: marchi d’eccellenza nella filatura italiana che diventano percorsi di stile e sperimentazione, ciascuno con la propria identità, per offrire il meglio a chi lo sa riconoscere. Tre differenti vocazioni che da più di 160 anni condividono lo stesso territorio e si uniscono in un unico progetto industriale. I marchi, nel corso dei decenni, non cessano di essere sinonimo di linee e di prodotti di successo, in cui creatività e competenza tecnica trovano la massima espressione. UN CLASSICO DEL MADE IN ITALY Lucentezza e morbidezza fanno di Cashwool un classico del made in Italy, un intreccio unico fra natura e tecnologia industriale. Nato da un’intuizione, semplice e originale assieme, a partire da una speciale selezione di lane australiane, è diventata la pietra di paragone per il mondo della maglieria

d’alta gamma. Si tratta dell’unica fibra merino extra-fine realizzta interamente in Italia e unisce in sé tutti i valori della migliore tradizione della maglieria. Si tratta di una formula originale alla base della produzione di Zegna Baruffa Lane Borgosesia. Il segreto di Cashwool 1978 parte dalla materia prima, una lana selezionata con la massima cura, privilegiando solo i massimi requisiti di finezza e purezza. Questo è l’unico modo per ottenere il filato incredibilmente soffice, assolutamente bianco e leggero in tutte le sfumature di colore. Cashwool 1978 nasce esclusivamente in Italia alla Zegna Baruffa Lane in Borgosesia, la sua produzione segue un processo che è stato progettato e affinato dai tecnici dell’azienda per raggiungere un livello di qualità globale che coinvolge il prodotto, le persone e l’ambiente. CASHWOOL 1978 QUALITY AND IMAGINATION Zegna Baruffa Lane Borgosesia has established itself over the years as leading European company for the production of high quality natural yarns for weaving, knitting and Jersey. The constant research gives top priority to the invention of Ca-


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COVER STORY ZEGNA BARUFFA LANE BORGOSESIA

CAPO REALIZZATO DA CARLO VOLPI

shwool® (extra-fine merino wool) in early 1970. This is the company's leading product, proposed today in a range of about 300 colors in stock service (the effects are: mélange, supermelange, united, mouliné, paint). The company produces precious threads Carded and Worsted, Classic and Fancy, Performance wires, made only in natural and mixed fibers noble for weaving. All yarns are made with valuable raw materials such as extra-fine wool, silk, cashmere and with the use of the most advanced technologies. The whole cycle is produced within 3 establishments within walking distance of each other, and every year millions of pounds of yarn come signed by the three brands, to bring just a great value: the one of the most authentic Made in Italy. Baruffa, Chiavazza and Botto Poala: trademarks of excellence in the Italian spinning that become style paths and experimentation, each with their own identity, to offer the best to those who can recognize. Three different vocations that for more than 160 years share the same territory and come together into a single industrial project. The trademarks, over the decades, do not cease to be

synonymous with lines and successful products, where creativity and technical competence are the ultimate expression.


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Cashwool® 1978.

 Dalla collezione Tessitura: filato fantasia Cashwool® e Altafur.  Dalla collezione Tessitura: filato fantasia Marble.

A CLASSIC MADE IN ITALY Shine and softness make Cashwool a classic made in Italy, a unique interweaving of nature and industrial technology. Born from an intuition, simple and original together, from a special selection of Australian wool, it has become the touchstone for the world of high-end knitwear. It is the only extrafine merino fiber made entirely in Italy and combines all the values of the best tradition of knitwear. It is an original formula underlying the production of Zegna Baruffa Lane Borgosesia. The secret Cashwool 1978 from the raw material, a wool selected with great care, favoring only highest standards of finesses and purity. This is the only way to get the incredibly soft yarn, absolutely white and light in colour. Cashwool 1978 nuances born exclusively in Italy in Zegna Baruffa Lane Borgosesia, its production follows a process that has been designed and refined by technicians to reach a global quality level involving the product, people and the environment.

 La preziosa materia prima.


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SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI PEOPLE TINTORIA DI QUAREGNA writer Pietro Ferrari www tintoriadiquaregna.it

Pensa “naturale”! Nei 18 anni dedicati alla ricerca di tintura naturale la Tintoria di Quaregna ha acquisito la conoscenza di 212 erbe diverse quali sandalo, henné, mirtillo, noce, ginepro, castagno, frassino, equiseto, malva, betulla, curcuma, liquirizia, indigofera pervenendo a delle tinture affascinanti e in armonia con la natura. Una ricerca e un’ organizzazione davvero interessante, fatta di saperi artigianali riproposti su scala industriale, dalla conoscenza delle erbe, delle loro proprietà tintorie, della geografia della loro produzione per costruire un “magazzino delle erbe” che provengono in gran parte dall’Italia e dall’Europa, oltre che da Asia, Africa ed Americhe. Pietro Ferrari - Parliamo un po’ della vostra azienda, voi siete una realtà storica ben inserita nel ricco tessuto produttivo dell’area biellese, come è nata e si è sviluppata questa realtà? Anna Mello Rella - “Questa azienda è nata nel 1948 ed è stata fondata da mio padre, Alfredo Mello Rella, ha sempre prosperato come azienda di servizio nel territorio, specializzandosi sempre di più nella tintura, uno degli aspetti più complessi e più coinvolti nei processi chimici della filiera tessile. Questa azienda ha trovato una sua eccellenza nella tintura delle lane e del cashmere e non a caso si trova nel cuore del distretto biellese perché fornisce un servizio ‘a chilometro zero’. La nostra azienda ha una potenzialità di tintura di circa venticinquemila chili al giorno su quindicimila metri quadrati coperti. Una ventina di anni fa sono entrata in azienda con un background di studi scientifici. Sono anche molto appassionata di natura e ho cominciato

d’estate in montagna a raccogliere le prime erbe, licheni e cortecce nelle Alpi Biellesi e Valdostane, ampliando le mie conoscenze a contatto diretto con la natura. Raccoglievo le erbe con mia sorella: lei, essendo erborista, utilizzava i raccolti per i suoi preparativi erboristici, mentre io cominciavo a interessarmi di quelle adatte alle operazioni di tintura. Ho portato in azienda le prime 30 erbe da me raccolte, iniziando i primi esperimenti di tintura. Sottolineo che in quegli anni non si parlava, se non in maniera molto vaga, di ecologia e di prodotti naturali. Eravamo tra il 95 e il 96 e i risultati dei primi esperimenti sulle capacità tintorie delle erbe locali erano incoraggianti e, con l’aiuto di mia sorella, ho cominciato a importare erbe provenienti da aree geografiche diverse per vedere se si potevano ottenere coloriture diverse e più interessanti. Dobbiamo considerare che fino al 1920 circa, la tintura a base vegetale era l’unico modo di tingere. Le prime sintesi di molecole tintoriali risalgono alla fine dell’Ottocento e sono “copiate” dalle tinture naturali: la Alizarina è stata la prima di queste a essere sintetizzata, a


!"#!$%"& imitazione della Robbia che oggi noi utilizziamo nella sua versione naturale. Mio padre ricorda che, nei primi anni di attività della nostra azienda, alcuni colori erano a base vegetale. Va anche detto che queste sostanze naturali negli anni precedenti all’utilizzo dei coloranti di sintesi erano spesso additivate per ottenere la massima efficacia con sostanze che oggi non sarebbero tollerabili a livello di impatto sull’ambiente, con comportamenti peggiori di quelli dei coloranti di sintesi che, va detto, oggi sono ottimizzati per rilasciare minor effetti nocivi possibili nell' ambiente e per fissarsi con altissima percentuale sulle fibre del tessuto. Questo è stato proprio un principio fondamentale della nostra ricerca: abbiamo voluto proporre un prodotto naturale ma che abbia una caratteristica industriale in termini di prestazione e di costanza. La nostra produzione è industriale e non artigianale; per questo motivo costanza e ripetibilità sono caratteristiche a cui abbiamo mirato con attenzione. Abbiamo anche mirato a salvaguardare la redditività del prodotto e del progetto, ma anche a proporre un risultato estetico in termini di eleganza nell’utente finale: noi siamo biellesi e abbiamo una mentalità che predilige un prodotto classico. Avvantaggiati dal fatto che, quando abbiamo iniziato la nostra ricerca e durante il suo sviluppo, non c’era un interesse del mercato per la tintura naturale, abbiamo potuto studiare e approfondire le metodologie tintorie con impegno e dedizione senza quella fretta pressante causata dalle richieste del mercato. In questo modo abbiamo potuto operare con i tempi dovuti una pratica tintoriale autenticamente naturale. Negli ultimi due-tre anni questo argomento ha riscontrato un sempre maggiore interesse e una sempre maggiore attualità e noi abbiamo potuto contare su un prodotto con tutte le carte in regola per poter rispondere alle richieste della ecosostenibilità. Woolmark ci ha conferito il proprio marchio di tecnologia di tintura naturale che attesta, su scala mondiale, che il nostro è l’unico modo di tingere in maniera naturale che rientra nei loro requisiti. Grazie al loro interesse, abbiamo potuto presentare la nostra tecnologia anche in Paesi molto lontani, inarrivabili per una tintoria terzista, come la Cina e come il continente americano. Abbiamo scoperto che in Oriente soprattutto c’è molto interesse per quello che facciamo, solo che, rimanendo tintori terzisti, è molto difficile dialogare con questi Paesi, in particolare per problemi logistici.

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SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI PEOPLE TINTORIA DI QUAREGNA

Per cui abbiamo pensato che dovevamo fare un passo in più, cioè che il valore di questa ricerca meritasse uno sforzo ulteriore. Abbiamo così cominciato a produrre filati, in modo da proporre un prodotto sostenibile dall’inizio alla fine, dalla fibra organica al modo in cui viene filato, alla parte tintoriale. Quindi oggi proponiamo ai nostri clienti una collezione di lana in vari titoli, di cashmere cardato e pettinato, cotone e lino. Continuiamo anche a lavorare conto terzi, addirittura anche su nylon riciclati, dei poliesteri riciclati che con le erbe si tingono in maniera interessante. Poi abbiamo fatto un passo ulteriore, dopo la collezione di fili abbiamo voluto andare a parlare direttamente al cliente finale, così abbiamo pensato di proporre un prodotto da aguglieria in gomitolo: nasce così Betulla, che pur restando filo, è un prodotto finito. Betulla, marchio nato come esperimento per esplorare nuovi territori in un ambito a noi allora ignoto. Tutto è stato creato con particolare attenzione ai minimi dettagli: per la sua imma-

gine coordinata ho scelto la fotografia del prato a Gressoney in Val d'Aosta, luogo dove ho colto le prime erbe. Abbiamo studiato inoltre un espositore in legno di betulla dove ogni gomitolo è abbinato alle erbe con cui è stato tinto. E’ stato presentato in un negozio a Milano e un distributore si è immediatamente incaricato di distribuirlo trovando in breve tempo oltre cento negozi in Italia interessati ai nostri gomitoli. Comporta un investimento importante ma molti ci hanno creduto: abbiamo anche negozi in Spagna. Oggi lavoriamo su cotone, cashmere, lana e lino con più di duecento erbe diverse. Stanno nascendo tante collaborazioni interessanti. Certo la nostra è una tecnologia molto complessa e in continua evoluzione, delle duecento erbe che utilizziamo metà provengono dall’Italia e dall’Europa, tutte le altre dal mondo intero, dal Sudamerica (Cile e Perù), Isola di Haiti, legni dall’Africa, India per l’indaco e anche per la robbia. Noi compriamo le erbe in taglio tisana, non usiamo estratti ma facciamo infusi a temperature di circa cento gradi, alcune a ottanta gradi, alcune erbe come l’indaco si fermano a cinquanta gradi con un vantaggio ecologico notevole. Il processo è abbastanza simile a quello delle tinture chimiche, quello che cambia sono due aspetti: l’impatto sull’ambiente e sulle persone che lavorano”. Pietro Ferrari - Queste sostanze tinte naturalmente creano anche un maggior apporto di salute e benessere rispetto a un capo di vestiario tinto con sostanze sintetiche? Anna Mello Rella - “ Ci vestiamo di cose che alla lunga provocano allergie o altre problematiche. I filati che noi proponiamo non hanno mai visto in nessuna fase di lavorazione prodotti chimici, sono filati con oli naturali e tinti con infusioni e non sono suscettibili di creare il minimo problema alla salute di chi le indossa. Conside-


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riamo che la mano stessa di questi filati rimane molto preservata da questa tintura e per questo non c’è nemmeno bisogno di intervenire con ammorbidenti e una semplice lana acquista quasi la morbidezza del cashmere: la spiegazione scientifica per cui i colori sono più belli di quelli chimici sta nel fatto che quando facciamo queste infusioni nel tessuto non passa solo la molecola colorante ma tutta una serie di sostanze che non tingono ma conferiscono delle caratteristiche particolari e creano un equilibrio a tutto il prodotto. Quando tingo con una polvere chimica uso un prodotto molto selezionato: c’è solo la molecola del giallo, del rosso e del blu e conferiscono un aspetto “piatto”. Non dimentichiamo che tutto questo si traduce anche in una maggior durabilità del filato, poiché le fibre sono meno stressate e, cosa ancora più importante, la possibilità di utilizzare sostanze naturali per restituire al filato quello che altre sostanze chimiche gli hanno tolto in termini di piacevolezza è un fatto di ricerca continua. Noi tingiamo solo in fibra in modo di evitare fenomeni di non unitezza della tintura e nello stesso tempo questo processo ci aiuta nella costanza e nella ripetibilità del prodotto”. Pietro Ferrari - Questo è da sottolineare: qui non stiamo parlando di qualcosa fatto artigianalmente, quindi non ripetibile, qui siamo in un contesto industriale con caratteristiche di ripetibilità ottenute con ingredienti naturali. Anna Mello Rella - “Da un punto di vista artigianale esiste molto sul mercato però non necessita delle caratteristiche di ripetibilità dal punto di vista industriale, non ha preoccupazioni di impatto ambientale e si possono utilizzare estratti a base di alcol con un impatto negativo sull’ambiente. Il nostro obiettivo è, invece, quello di avere nostre coltivazioni o coltivazioni controllate per esaltare sempre di più il potere tintoriale di una pianta che, a oggi,

non è mai stato asseverato, quindi arrivare anche a poter selezionare gli ingredienti ottimali di tintura. Consideriamo anche che, nelle tecnologie del passato, non esistevano istanze di ecosostenibilità, per cui i manuali ottocenteschi di tintura vegetale descrivono delle tecniche che sarebbero di gravissimo impatto ambientale e impensabili se applicate oggi, di più ancora anche le pratiche tintorie preindustriali non avevano bisogno di generare prodotti costanti e ripetibili. Va sottolineato anche che non usiamo erbe che vadano a deprivare la disponibilità per l’utilizzo alimentare ma al massimo scarti di quest’ultimo”.

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SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI COLOURS FISCHBACHER writer Pietro Ferrari www fischbacher.com

Ignifugo e biodegradabile ECO FR: il tessuto ignifugo che protegge dal fuoco in maniera naturale.

ECO FR di Christian Fischbacher è un’innovazione tessile di grande rilievo: è il primo tessuto in lino, cotone e viscosa ignifugo e biodegradabile. Per creare un filato naturale ignifugo è stata usata un’innovativa tecnologia brevettata senza l’aggiunta di additivi chimici. ECO FR, made of COEX®, è il risultato di tre anni di ricerca. L'idea era quella di creare un tessuto biodegradabile, ecologico, ignifugo, senza utilizzare additivi chimici nella sua produzione. La scelta accurata dei materiali, lino cotone e viscosa, così come lo speciale processo di produzione delle fibre, determinano le caratteristiche del tessuto. ECO FR soddisfa tutti i requisiti internazionali di resistenza alla fiamma pur fornendo il comfort e la morbidezza di un tessuto naturale. La fibra

inoltre risponde a diversi standard ecologici riconosciuti a livello internazionale. Le sue capacità ignifughe di ECO FR sono il risultato di una modificazione molecolare della cellulosa che fa sì che il tessuto si carbonizzi, trattenendo l’ossigeno e di conseguenza controllando le fiamme, senza nessuna emissione nociva; crea un muro protettivo intorno alla fiamma, non fonde e non gocciola. A causa delle elevate richieste di sicurezza, l'uso di tessuti ignifughi di solito è un requisito nel settore dell’hospitality e nel contract. Grazie alle sue particolari caratteristiche qualitative, ECO FR ha un impatto positivo sull'ambiente e sul benessere delle persone. ECO FR è disponibile in tre pesi: leggero in quattro co-


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ECO FR, made of COEXÂŽ, is the result of three years of research. The idea was to create a biodegradable, environmentally friendly flame-retardant fabric with no chemical additives used in its production. The careful choice of the materials: linen, viscose and cotton, as well as the special production process of the fibres determine the unique character of the fabrics. ECO FR fulfils the relevant international requirements for flame retardancy while providing the comfort and softness of a natural fabric. ECO FR fabrics have natural humidity regulating qualities, and they are allergen free as well as antistatic. ECO FR is offered in three different weights: light on four colours, medium on five colours and heavy on twentytwo different colours.

lorazioni, medio in cinque colorazioni e pesante in ventidue colorazioni. ECO FR: THE FIRE RETARDANT FABRIC THAT PROTECTS FROM FIRE NATURALLY ECO FR is the first fabric made of linen, viscose and cotton that is both flame retardant and biodegradable. Innovative, patented technology is used to create a flame-retardant yarn out of natural materials. A molecular modification of the cellulose causes the fabric to carbonize, binding oxygen and therefore controlling the flames, without the use of any chemical additives.

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SPECIALE TESSUTI E MATERIALI NATURALI COLOURS COEX® writer Pietro Ferrari writer coex.pro

COEX® protagonista a Heimtextil.

Una vigorosa conferma Dopo il debutto ufficiale nell’edizione 2016 della fiera internazionale leader nel mondo per il tessile casa e arredo, COEX®, fibra di origine vegetale totalmente ignifuga è, infatti, protagonista di numerose collezioni presentate dai partner tessili che hanno sviluppato soluzioni per l’interior decoration, dai velluti di Redaelli ai tessuti in viscosa per sedute di Limonta, ai lini e cotone per i tendaggi di Lodetex e ai tessuti per letti e materassi di HispanoTex. La morbidezza del tessuto generato con COEX® è elevatissima, ma oltre allo straordinario comfort e all’impagabile effetto estetico di un tessuto come il lino o il cotone, COEX® è anche l’unica fibra al mondo completamente ignifuga. Non brucia, non gocciola, non sprigiona fumi nocivi come la diossina e resiste alle più alte temperature ed è lavabile sia a secco sia ad acqua in qualsiasi tipo di lavatrice o macchina industriale, senza problemi. COEX® inoltre è ignifuga naturale e può essere realizzata anche in total white, bianco assoluto, garantendo stabilità e performance inalterate nel tempo, grazie ad un sistema di rigenerazione semplice e naturale. I PRODOTTI MADE OF COEX® Decosafe®, l’esclusiva collezione made of COEX® realizzata da HispanoTex e a cui l’azienda ha dedicato uno stand in esclusiva è stata presente al Padiglione 4.1 Stand G31. Grazie a COEX®, Decosafe® soddisfa le più importanti normative internazionali sulla resistenza al fuoco, garantisce il comfort e la morbidezza tipici della fibra naturale, mantenendo la brillantezza originaria dei colori e assicurando permanenti proprietà ipoallergeniche e biodegradabili, anche dopo il lavaggio. Decosafe® made of COEX® è una collezione di tessuti totalmente vegetali a base cellulosica - cotone, viscosa e lino e tutte le sue combinazioni – disponibile in sette varianti (CO 230, CO 425, CO110, CO220, LI280, CO200, LI110) per diversi usi e settori applicativi, dai trasporti, alla casa, dall’healthcare, all’horeca, all’abbigliamento protettivo da lavoro. L’intera collezione ha ottenuto la certificazione BS 5852 crib 5 da parte di Intertek Laboratories®; le varianti CO110 e 220 hanno, inoltre, superato il test BS 6807:2006 CRIB 5, specifico per letti e materassi. Limonta, presente al Pad 4.0 - Stand C35, ha mostrato le collezioni di tessuti in viscosa e lino, Naturally Safe, disponibili in 84 colori diversi che vanno dai toni neutri

e caldi ai colori pastello, o alle vivaci gradazioni melange di rosso corallo, verde acido, azzurro cielo e tanti altri. Tutti i colori sono disponibili nei modelli First e Second, con trama liscia o spigata, ideali per l’arredo e il rivestimento di sedute, poltrone e divani. Lodetex, presente al Pad 4.1 – Stand C30 con un’area dedicata, presenta 30 diverse tipologie di effetti e pesi, sia a ratiera sia operati jacquard ideali per uso tendaggio e decorazione, affiancati a quelle in cotone COEX®, viscosa COEX® e misti naturali COEX® personalizzabili in una vasta gamma di colori. Entrambe le collezioni soddisfano tutti gli standard internazionali riguardanti i tessuti ignifughi, assicurando il comfort e la sofficità delle fibre naturali uniti alla forza e brillantezza dei colori. Readelli Velluti, divisione del gruppo Marzotto Lab, è stato presente al Pad. 4.1 – Stand B51 con un corner


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fino ad arrivare potenzialmente alla compostabilità (completamento del ciclo biologico naturale). Grazie a queste proprietà COEX® è l’unico prodotto ignifugo al mondo ad aver ottenuto la certificazione GOTS (Global Organic Textile Standard), riconosciuta come il più importante standard internazionale per i prodotti tessili realizzati con fibre naturali da agricoltura biologica. Lo standard definisce criteri ambientali e sociali molto restrittivi che si applicano a tutte le fasi della produzione. Inoltre, COEX® è stato inserito nella lista di prodotti approvati per la produzione di tessuti che hanno il certificato Oeko-Tex®, in quanto non utilizza sostanze tossiche. Questa certificazione attesta l’idoneità dei tessuti per utilizzo anche nell’abbigliamento dei bambini. A confermare ulteriormente la totale naturalità del prodotto, COEX® è stato classificato come tessuto non irritante in assoluto se applicato sulla pelle umana, secondo il Pach Test condotto dall’Università di Padova su un campione di venti persone.

“salotto” dedicato a COEX® e diverse novità nel mondo dei velluti. Belfast e Glasgow le due collezioni in COEX® pensate per il contract, con una particolare attenzione al mondo teatrale. Una totale rivoluzione per questo settore, sempre alla ricerca di tessuti “tattili” e naturali, ma con la necessità di rispettare severe normative antifiamma per la sicurezza e la protezione degli ospiti. In più una collezione dedicata al lusso funzionale, applicata ai famosi velluti Jacquard di Redaelli, in viscosa e cotone, applicati in abitazioni e hotel e che amano la ricchezza dei materiali, la bellezza delle texture e la morbidezza del velluto, in un prodotto di gran classe e dall’enorme versatilità. COEX® è anche eco-sostenibilità e certificazione Green, grazie alle sue proprietà naturali legate alla natura cellulosica che lo rendono biodegradabile

COEX® CONQUERS HEIMTEXTIL After the official debut in 2016 edition of the leading international trade fair for home textiles and furnishings, COEX®, totally fireproof vegetable fiber is, in fact, star of numerous collections presented by textile partners that have developed solutions for interior decoration: Redaelli Velluti, viscose fabrics for sessions of Limonta, to linen and cotton for Lodetex, curtains and fabrics for beds and mattresses HispanoTex. The softness of the fabric generated COEX® is very high, but in addition to the extraordinary comfort and aesthetic effect of a fabric such as linen or cotton, COEX® is also the only fiber to completely fireproof. It does not burn, does not drip, does not emit noxious fumes such as dioxin and is resistant to higher temperatures and is washable both dry and water in any type of washing machine or industrial machine, without problems. COEX® also has natural flame retardant and can also be done in total white, absolute white, guaranteeing stability and performance unaltered over time, thanks to a simple and natural regeneration system.

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COLOURS IMATEX writer Beatrice Guidi www imatex.it

Disegni essenziali ed espressivi Il mondo tribale ispira Imatex.

La collezione che Imatex ha proposto per Heimtextil 2017 trae inspirazione da disegni Tribali, Macro Geometrie e una vasta selezione di uniti e textures. I colori rappresentano il “concept” della nuova collezione che torna ad essere più grafica e di grande impatto attraverso il mix bianco e nero o l’utilizzo di colori fortemente contrastati.

Macro righe,micro motivi, tratti tribali e armature in tinta unita creano tessuti sofisticati con effetti inaspettati.

The tribal way Imatex newest collection for Heimtextil ’17 takes inspiration from 2 different areas: African ethnic drawings and Macro Geometrics designs, alongside Imatex core character based on plains and textures. Colorways represent the concept of the new collection, which is back to using Black and White or strong color contrast in order to achieve great design effects. Macro stripes, mini motifs, ethnic and eclectic graphics and of course the great plains and textures conceive a refine but unseen collection.


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COLOURS ABC ITALIA • AMINI writer Paolo Rolandi www abcitalia.net

Sul lago verde

Emozioni e scenari naturali nel nuovo tappeto Amini. Lake Green è il nuovo tappeto della collezione Wild Silk, ispirata alle suggestioni più evocative di scenari naturali ed esotici, per declinarle con infinite combinazioni di forma e colore, come la natura stessa fa. Così in Lake, Ocean, Flora si avvertono livree, mantelli, tracce animalier, profili floreali e arborei di paesaggi lontani. Pensati per ambientarsi in spazi contemporanei, sobri, di grande profondità culturale e passione per il design, i Wild Silk seducono nonostante o forse grazie all’essere tappeti completamente fuori dagli schemi. Una collezione di tappeti peculiari che portano dentro a un ambiente l’emozione che normalmente si ha guardando dipinti, massima espressione dei sentimenti evocati in natura. C’è il sentimento della giungla, della foresta, del lago, di una natura lasciata a sé, selvaggia e lussureggiante. Realizzati con un filato mutevole e capace di creare motivi unici, tinto con piú colori, il tappeto è annodato senza che sia deciso uno schema grafico al tavolo da disegno, ma creandolo mentre il manufatto prende forma. In questo modo ogni tappeto ha una parte unica, essendo impossibile ripetere un disegno identico al precedente. I tappeti Wild Silk sono annodati a mano in seta naturale tecnica, esclusivamente su misura, a seconda delle dimensioni richieste dal cliente: un ulteriore tratto distintivo di questa linea, che porta a chi lo sceglie un pezzo unico sia sotto l’aspetto del disegno che nelle proporzioni. ON THE GREEN LAKE Green Lake is the new carpet of the Wild Silk collection, inspired by the most evocative suggestions of natural and exotic scenery, with endless combinations of form and color as nature itself does. So in Lake, Ocean, Flora, liveries, cloaks, animal tracks, flower and arboreal profiles of distant landscapes are to be seen. Designed to find place in contemporary spaces, sober, of great cultural depth and passion for design, the Wild Silk carpets seduce despite or perhaps due to being totally unconventional carpets. There is the feeling of the jungle, the forest, the lake, a nature left to itself, wild and lush. Made with a changing yarn and able to create unique patterns, dyed with more colors, the carpet is knotted without having decided a graphic scheme to the drawing board, but creating it while the article takes shape. In this way each rug has a unique part, being impossible to repeat a pattern identical to the previous one. The Wild Silk rugs are hand-knotted silk in natural technique, exclusively tailored, depending on the size requested by the customer: a further distinctive feature of this line, which leads to those who choose one piece and in the aspect of design proportions.


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COLOURS AMORIN

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writer Paolo Rolandi www amorimcorkitalia.com

Il sughero protagonista Le grandi virtù di questo materiale applicate da Amorim al sughero. Isolamento termico e acustico, comfort, riduzione del rischio di allergie: sono queste le caratteristiche che il sughero dona agli esclusivi tappeti SUGO CORK RUGS®. Amorim Cork Ventures (ACV) – l’unico incubatore d’impresa al mondo esclusivamente dedicato al settore del sughero - ha lanciato infatti la sua seconda startup “TD Cork - Tapetes Decorativos com Cortiça Lda.”, gestita dalla designer Susana Godinho e dalla manager Sónia Andrade. Il primo prodotto è SUGO CORK RUGS® e si basa su un metodo innovativo, in attesa di brevetto, per la produzione di tappeti in sughero, che recupera le tradizionali tecniche di tessitura. Una originale collezione di tappeti versatili e funzionali, con il tipico arricchimento dato dall’utilizzo del sughero. TD Cork è stata una delle prime aziende accettate da Amorim Cork Ventures: dopo il necessario periodo di incubazione, è stata costituita la società e ha investito in attrezzature per la produzione, operazione culminata nel lancio sul mercato del primo tappeto in tessuto di sughero. Il valore aggiunto del nuovo tappeto si basa sulle caratteristiche naturali del sughero, come la durata, le proprietà di isolamento termico e acustico, la performance anti-umidità e la riduzione dei rischi di allergie, unite ad un’ampia gamma di modelli e colori, in un nuovo concetto creativo. Oltre al sughero, il nuovo tappeto è realizzato con lana e cotone portoghese, riciclati da grandi produzioni industriali. La nuova collezione di SUGO CORK RUGS® è contemporanea - combina soluzioni semplici ed eleganti con opere più audaci che completano il colore naturale del sughero con uno o più dei colori delle fibre tessili utilizzate. Il Portogallo è considerato uno dei leader mondiali nella produzione di tappeti e moquette rivolti al segmento alto e medio-alto, come i tappeti Beiriz o Arraiolos. SUGO CORK RUGS® è posizionato anche in questo segmento. In un unico prodotto unisce due settori in cui il Portogallo è ampiamente riconosciuto come leader mondiale: il sughero e il mondo dei tappeti in tessuto. Competitività responsabile e prestazioni sociali ed ambientali sono valori importanti per il posizionamento previsto del marchio. Così, pur essendo una

società di nuova costituzione, TD Cork ha già ottenuto la certificazione internazionale da BCorp - un movimento internazionale in rapida crescita che valuta le aziende in base alla loro performance ambientali, sociali ed economiche. I canali di vendita prioritari saranno punti vendita specializzati, oltre a collaborazioni con studi di progettazione e studi di architettura nei principali mercati di riferimento di SUGO CORK RUGS®. www.sugocorkrugs.com

THE CORK AT ITS BEST Thermal and acoustic insulation, comfort, reduction of the risk of allergies: these are the characteristics that cork gives to the exclusive carpets SAUCE CORK RUGS®. Amorim Cork Ventures (ACV) - the only business incubator in the world exclusively dedicated to the cork sector - has launched his second startup "TD Cork - Tapetes Decorativos com Cortiça Lda.", Managed by the designer Susana Godinho and manager Sónia Andrade. The first product is GRAVY CORK RUGS® based on an innovative method, patent pending, for the production of cork carpets, which recovers the traditional weaving techniques. An original collection of versatile and functional carpets, with the typical enrichment given by the use of cork. TD Cork was one of the first companies accepted by Amorim Cork Ventures: after the necessary incubation period, the company was formed and invested in equipment for the production. Operation culminated in the launch of the first carpet in cork fabric market. The added value of the new carpet is based on the natural characteristics of the cork, such as the duration, the thermal and acoustic insulation properties, the anti-moisture performance and the reduction of risks of allergies, combined with a wide range of models and colors, in a new creative concept. In addition to cork, the new carpet is made of wool and Portuguese cotton, recycled from large industrial productions. The new collection of SUGO CORK RUGS® is contemporary combines simple and elegant solutions with more daring works that complement the natural color of cork with one or more of the colors of the textile fibers used.


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COLOURS DECOBEL writer Beatrice Guidi www decobel.it

Cento colori lana per infinite combinazioni cromatiche Decobel presenta Ovis 1010 modernità e tecnologia. Moderne e raffinate tecniche di produzione ed antico sapere artigianale. Nascono così le lane Decobel, vera espressione del più autentico Made in Italy, tra le quali Ovis 1010, un raffinato unito lana frutto di un’attenta selezione dei filati più pregiati e di un alto livello delle lavorazioni. Grazie all’eccellente qualità che lo contraddistingue ed alla sua adattabilità e versatilità, Ovis 1010 è il tessuto ideale che, da solo o in coordinato con le altre preziose creazioni Decobel, è in grado di rispondere tanto alle esigenze dell’home living che a quelle del mondo contract-hotellerie. Caratteristica fondamentale che rende Ovis 1010 un prodotto unico è l’ampia gamma di colori, che Decobel mette a completa disposizione del mondo trade e

dell’end user, espressione di una filosofia volutamente customer oriented. Sono 100 infatti le nuances offerte, per una delle collezioni più ampie del settore. A partire dalle tenui tinte pastello, per continuare con eleganti tonalità grigie e beige, finendo con i caldi toni della terra, Decobel offre, proprio come in un’esclusiva luxury boutique, la possibilità di infinite soluzioni tailor made, che rendono il tessuto protagonista indiscusso dell’ambiente. Grazie al prezioso strumento della cartella colore, inoltre, il cliente viene accompagnato in ogni passo ed invitato a creare libere combinazioni cromatiche, per arricchire di un tocco del tutto personale i propri spazi. “Ovis 1010 è la risposta di Decobel alle necessità del


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mercato contemporaneo, che desidera essere stupito con soluzioni nuove, originali e funzionali, appositamente studiate per le proprie esigenze. Offrire una gamma di 100 colori significa dare al cliente la libertà di esprimere la propria personalità, accompagnato con professionalità e competenza in un mondo di possibilità che Decobel studia, progetta e realizza appositamente su misura” ha affermato Gabriele Guidoni, Art Director di Decobel.

100 WOOL COLOR FOR ENDLESS COLOR COMBINATIONS Decobel presents Ovis - Refined and modern production techniques and ancient knowledge and craftsmanship. This is he Decobel wool, true expression of the most authentic Made in Italy. In this benad, Ovis 1010 represents a fine wool, result of careful selection of the finest yarn and a high level of workmanship. Thanks to the excellent quality that distinguishes it and to its adaptability and versatility, Ovis 1010 is the ideal fabric which, alone or in coordination with other precious Decobel creations, is able to respond to both the home living needs and those of the world of contract in hotellerie.

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COLOURS ALCANTARA® writer Beatrice Guidi www alcantara.com

Alcantara®: avanguardia tecnologica e straordinaria versatilità

Alcantara® celebra ancora una volta la sua anima camaleontica con la collezione fashion Spring Summer 2018. Dalle menti creative dell’ufficio stile e da un’attenta ricerca dei materiali nasce una proposta nuova che si ispira principalmente ai pizzi e agli intarsi.V  estita del suo inimitabile soft touch e con una palette colori che vive di contrasti opaco/lucido e bianco/nero, la collezione gioca sulla commistione di elementi moda per eccellenza come il pizzo Sangallo ed il tulle. Dall’unione di questi materiali con Alcantara nascono giochi di pesi, forme e volumi inediti reinterpretati in chiave contemporanea. La collezione nasce dalla voglia di sviluppare nuove percezioni e visioni che raccontino Alcantara con un allure diversa dal solito attraverso quattro mood accomunati da un unico codice: quello del lusso e dell’eleganza senza tempo. Alcantara diventa femminile mostrandosi romantica e materica allo stesso tempo, mixando tecniche consolidate e tipiche della sartorialità di cui l’azienda Italiana si fa portavoce - come la stampa digitale e il taglio laser - con l’avanguardia e l’innovazione che esaltano la versatilità del materiale. Troviamo quindi il tulle ed il taglio laser che si alternano ad Alcantara rendendola più fluttuante e leggera -grazie anche all’aggiunta di dettagli dorati e luccicanti che creano giochi di luce- men-

tre i toni del denim, accompagnati da innesti di pizzo e materiali 3D, creano un’atmosfera romantica. Il materiale si colora anche di tinte solide come l’arancio, reso dinamico dalla sovrapposizione di strati di Alcantara a contrasto. Le proposte per la sera invece vengono presentate nei toni del nero e del bianco, che si mescolano e si alternano rendendo pop il prezioso materiale. A PROPOSITO DI ALCANTARA® Fondata nel 1972, Alcantara rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. Marchio registrato di Alcantara S.p.A. e frutto di una tecnologia unica e proprietaria, Alcantara® è un materiale altamente innovativo, potendo offrire una combinazione di sensorialità, estetica e funzionalità che non ha paragoni. Grazie alla sua straordinaria versatilità, Alcantara è la scelta dei brand più prestigiosi in numerosi campi di applicazione: moda e accessori, automotive, interior design e home décor, consumer-electronics. Grazie a queste caratteristiche, unite ad un serio e certificato impegno in materia di sostenibilità, Alcantara esprime e definisce lo stile di vita contemporaneo: quello di chi ama godere appieno dei prodotti che usa ogni giorno nel rispetto dell’ambiente.


!"#!$%"& Dal 2009 Alcantara è certificata “Carbon Neutral”, avendo definito, ridotto e compensato tutte le emissioni di CO2 legate alla propria attività. Nel 2011 la rendicontazione è stata estesa fino a comprendere l’intero ciclo di vita del prodotto, includendo quindi le fasi di uso e smaltimento (“from cradle to grave”). Per documentare il percorso dell’azienda in questo ambito, ogni anno Alcantara redige e pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità, certificato da Deloitte e consultabile anche attraverso il sito aziendale. L’headquarter di Alcantara si trova a Milano, mentre lo stabilimento produttivo e il centro ricerche sono situati a Nera Montoro, nel cuore dell’Umbria (Terni). ALCANTARA®: UNIQUE NATURE EXTRAORDINARY VERSATILITY Alcantara® again celebrates its chameleonic spirit with the Spring Summer 2018 fashion collection. From the creative minds in the style department and an in-depth materials study come new ideas inspired mainly by lace and inlays.Displaying its unique soft touch and with a colour palette glowing with matt/glossy and black/white contrasts, the collection embraces combinations of quintessential fashion elements such as broderie anglaise and tulle. The combination of these materials with Alcantara generates unprecedented interplays of weights, shapes and volumes reworked with a modern twist.The aim of the collection is to develop new sensations and visions that talk about Alcantara using a different kind of allure, through four moods which share a single code: timeless luxury and elegance. A  lcantara takes on a feminine vibe; it shows it is both romantic and textural as it mixes the traditional, typical tailoring techniques that distinguish the Company – such as digital printing and laser cutting – with groundbreaking innovation that highlights the material's versatility.Therefore, we find tulle and laser cutting alternating with Alcantara, making it more flowing and delicate, thanks also to the addition of golden, sparkly details which create plays of light. Denim shades, with lace and 3D material inlays, create a romantic atmosphere. T he material takes on solid colours, too, such as orange, given a more dynamic vibe using layers of contrasting Alcantara. Products for the evening are presented in shades of black and white, which mingle and alternate to give this beautiful material a pop air.

ABAOUT ALCANTARA COMPANY Founded in 1972, Alcantara represents one of the leading Made in Italy brands. Registered trademark of Alcantara S.p.A and the result of unique and proprietary technology, Alcantara® is a highly innovative material offering an unparalleled combination of sensory, aesthetic, and functional qualities. Thanks to its extraordinary versatility, Alcantara is the chosen material for leading brands in numerous specialist fields: fashion and accessories, the automotive industry, interior design, home décor and consumer-electronics. These characteristics, together with a serious and proven commitment to the use of sustainable materials, allow Alcantara to express and define contemporary lifestyle: the lifestyles of those who love to enjoy everyday products to the full whilst respecting the environment. Having analysed, reduced and offset all CO2 emissions linked to the company, in 2009 Alcantara was certified “Carbon Neutral". In 2011 this report was extended to include the entire life cycles of Alcantara products in a “cradle to grave” analysis including use and disposal. To document the company’s journey in this field, Alcantara conducts and publishes an annual Sustainability Report, certified by Deloitte and available for consultation on the company website. Headquartered in Milan, Alcantara also have production facilities and a research department in Nera Montoro in the heart of Italy’s Umbria region (Terni).

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COLOURS CANEPA writer Beatrice Guidi www canepa.it

Una prima di Canepa a Parigi.

Rispetto per l’acqua In occasione di Première Vision Paris, Canepa ha presentato GREEN LAB, un innovativo bouquet di tessuti ecosostenibili frutto della ricerca su filati 100% green, su cui si innesta il collaudato processo produttivo SAVEtheWATER®, che consente di risparmiare fino al 90% il consumo di acqua e di energia. Un risultato che, ad oggi, rappresenta il massimo dello standard complessivo in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza per le persone. Già pioniera della produzione ecosostenibile, Canepa compie, attraverso questa nuova capsule collection, un ulteriore passo avanti unendo stile e coscienza ambientale. GREEN LAB è infatti frutto di un sistema di produzione integrato che sin a partire dalla ricerca delle materie prime garantisce il rispetto dell’ambiente. L’approccio sostenibile non è più quindi solo “verticale”, limitato esclusivamente ai processi, ma si applica su scala allargata a tutti i livelli della filiera, dall’acquisto di materie prime fino alla scelta di tutti i fornitori e tintorie, a loro volta sostenibili e certificati. Scelte coerenti con la mission aziendale e in linea con il protocollo Detox di Greenpeace per una moda più pulita, al quale Canepa è stata la prima azienda tessile al mondo ad aderire. Anche per quanto riguarda le fibre Man Made, Canepa punta sul riutilizzo di poliesteri riciclati nella produzione di tessuti che risultano garantiti dalle certificazioni di: Foreste Rigenerate (per viscose e acetati), FSC e Global Recycle Standard. Tinto pezza o tinto filo, il filato “green” è protagonista assoluto delle nuove proposte A/I 2017/18, declinato in un’offerta raffinata che esalta la sua naturale bellezza e interpreta le tendenze espresse da Première Vision: acetati, viscose e poliesteri s’intrecciano fra loro creando suggestivi contrasti e cromie che sfumano l’una nell’altra, dallo scuro, al metallico, all’opaco. Tessuti innovativi tanto per stile e tecnicità quanto sotto il profilo di forme, texture e fantasie: micro motivi di cravatteria, disegni 3D, viscose fluide che creano splendide geometrie con ricche duchesse negli uniti e poi ancora morbidi e leggeri jacquard che sublimano fantasie e colori, dando vita a effetti d’ombra e forme che richiamano ancora una volta la bellezza della Natura. Questa innovativa ricerca sui filati, che punta al raggiungimento di un prodotto finito il più possibile sostenibile, ha permesso anche nuove sperimentazioni e scoperto nuove potenzialità, tecniche ed estetiche, aprendo un dialogo stimolante tra creatività e produ-

zione che non incide sui prezzi e nulla toglie alla qualità di sempre. “Abbiamo scelto di seguire la nostra coscienza ecologica - ha detto Elisabetta Canepa, Presidente del Gruppo Canepa - . Ne sentiamo il dovere, per il nostro futuro e quello dei nostri figli. Inquinare molto meno non è solo possibile, è necessario”. CANEPA SAVES THE WATER At Première Vision Paris, Canepa presented GREEN LAB, an innovative selection of eco-sustainable fabrics, the culmination of research into yarns that are 100% green combined with SAVEtheWATER®, a proven process that saves up to 90% water and energy consumption during production. Already at the cutting edge of eco-sustainable production, with this new capsule collection Canepa is taking another step forward, combining style with environmental awareness. GREEN LAB is the culmination of an integrated production system that guarantees respect for the environment, starting with the raw materials. Thesustainable approach is therefore not merely “vertical” – limited exclusively to processes – rather it is applied more broadly to all levels of the production chain, from the purchase of raw materials, to the choice of suppliers and dyeworks, all of which are sustainable and certified. These choices are consistent with our company mission, as well as the Greenpeace Detox


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Protocol, calling for cleaner fashion. Canepa was the first textile company in the world to subscribe to this campaign. Even with regards man-made fibres, Canepa reuses recycled polyesters to produce fabrics that are Foreste Rigenerate (for viscose and acetate), FSC and Global Recycle Standard certified. The “green” yarn – dyed rolls or threads – is the star of the new F/W 2017/18 collection, which brings out the natural beauty of the materials and interprets the trends of Première Vision. Acetate, viscose and polyester are interwoven to create beautiful contrasts and colours blending seamlessly from dark to metallic to opaque. Innovative textiles in terms of style and technology, as well as shapes, textures and patterns: micro-patterns for ties, 3D designs, flowing viscose creating splendid geome-

trics with rich duchesse in the prints, and soft, light jacquards with sublime patterns and colours, creating shadow effects and shapes recalling the beauty of nature. Our innovative research into yarns, the objective of which is to achieve a finished product that is as sustainable as possible, has paved the way for new experiments and unearthed new technical and aesthetic potential, sparking an exciting dialogue between creativity and production that has no impact on price and the high quality that has always defined Canepa. “We decided to follow our ecological conscience,” said Elisabetta Canepa, President of the Canepa Group. “We felt we needed to for our future and for the future of our children. Polluting a lot less is not only possible: it’s necessary.”

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COLOURS AGENA writer Beatrice Guidi www agenagroup.it

Dillo con un Fiore! La primavera è in arrivo, rivestite le pareti con atmosfere florealicariche di romanticismo. Agena, in vista della primavera, ha selezionato delle proposte colorate ed estremamente romantiche. Elegante e raffinata o allegra e decisa, è la carta da parati il modo più valido per personalizzare gli ambienti di una stanza. Le pareti si vestono di stile e fioriscono, come la natura. L’allure romantico di fiori, foglie e piante porta subito buon umore, crea atmosfere che fanno sognare. Gli stili sono i più disparati, dalla carta da parati più moderna, quasi pop, a quella carica di nostalgie, a quella più delicata, nei toni e nei decori, tutte accomunate dal decoro floreale che è il vero ed indiscusso protagonista. I fiori portano subito con la mente alla bella stagione, infondono sicurezza, benessere e romanticismo, tipicamente vicini all’universo femminile, anche i colori predominanti hanno la medesima caratteristica: rosa, bianco, cipria, azzurro, lilla. Un nuovo modo di immaginare il concetto di romantico nelle nostre soluzioni per pareti: moderno, giocoso, nostalgico, raffinato, basta scegliere lo stile che più vi appartiene. Realizzate da Eijffinger, queste carte da parati sono distribuite sul mercato italiano in esclusiva dall'azienda torinese.

 Collezione: Eijffinger Rice Cod. prodotto: 9155 Rollo: mtl 10,00 x 0,46 Carta da parati su supporto TNT.

A PROPOSITO DI AGENA GROUP Agena è un'Azienda nata nel 1966 nel cuore di Torino, come editore di tessuti e carte da parati di alta gamma per la decorazione di interni. Uno spirito imprenditoriale forte, una sensibile lungimiranza ed una sorprendente capacità di comprendere le evoluzioni ed i mutamenti del mercato e dei bisogni dei consumatori sono i tratti distintivi che, in 50 anni di storia, permettono di identificare Agena come una delle realtà imprenditoriali più interessanti del “Made in Italy”. L’Azienda esprime due anime complementari, in grado di rispondere con oltre 100 collezioni di tessuti decorativi per tappezzeria, tendaggi ed accessori ed altrettante collezioni di carte da parati, alla selettiva domanda di qualità del nuovo millennio. Agena si propone al mercato italiano ed internazionale sia come editore tessile e di carte da parati, che come distributore esclusivo per l’Italia delle migliori produzioni di grandi marchi internazionali.

 Collezione: Eijffinger Rice Cod. prodotto: 9157 Rollo: mtl 10,00 x 0,46 Carta da parati su supporto TNT.


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 Collezione: Eijffinger Rice Cod. prodotto: 9125 Rollo: mtl 5,50 x 0,91 Carta da parati su supporto TNT Una radicata distribuzione sul territorio italiano ed estero presso i migliori show–room specializzati, una filiale in Spagna ed una di prossima apertura in Francia consentono a Massimo Noto – anima creativa e commerciale dell’Azienda, nonché suo Amministratore Unico e Presidente dal 1990 – di guardare al futuro con ottimismo.

SAY WITH A FLOWER! Agena in view of the spring, has selected colorful and extremely romantic proposals. Elegant and refined, or joyful and decisive wallpaper, is most effective way to personalize a room. The walls are dressed with style and flourish, like nature. The romantic allure of flowers, leaves and plants immediately brings good mood, creates atmospheres that make you dream. The styles are extremely varied, from more modern wallpaper, almost pop, to loads of nostalgia, to the most delicate, in tone and decorations, all united by the floral decoration that is the true star. Flowers bring immediately with the mind to warm weather, instill safety, health and romance, typically close to the female universe, even the predominant colors have the same characteristic: pink, white, powder pink, blue, lilac. A new way of imagining the concept of romantic in our solutions for walls: modern,

 Collezione: Eijffinger Rice Cod. prodotto: 9071 Rollo: mtl 10,00 x 0,53 Carta da parati su supporto TNT playful, nostalgic, stylish, just choose the style that belongs to you. Made by Eijffinger, these wallpapers are distributed on the Italian market exclusively by the Turin. Agena is a company founded in 1966 in the heart of Turin, as editor of fabrics and wallpapers of high range for the interior decoration. A strong business spirit, a sharp vision and a surprising ability to understand the trends and market changes and consumer needs are the distinctive features that, in 50 years of history, identify Agena as one of the most interesting businesses in the "Made in Italy”. The Company expresses two complementary souls, able to meet with over 100 collections of decorative fabrics for upholstery, draperies and accessories and as many collections of wallpapers, the selective application of the new millennium quality. Agena is proposed to the Italian and international market both as a textile publisher and wallpaper and as the exclusive distributor for Italy of the best productions of major international brands. A deep-rooted distribution on Italian territory and abroad at the best specialized showrooms, a subsidiary in Spain and one opening soon in France allow Massimo Noto - creative and commercial soul of the Company and its Sole Director and Chairman since 1990 - the look to the future with optimism.

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ART&TEXTILES GALLERIA MOSHE TABIBNIA

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writer Paola Govoni www moshetabibnia.com

Il giardino celeste o del paradiso

 TEXTILES REVEALED Celestial Garden dal 6.10.2016 al 5.11.2016 Galleria Moshe Tabibnia Milano

La Galleria Moshe Tabibnia di via Brera 3 a Milano ha inaugurato nel 2016 una nuova programmazione, denominata ‘TEXTILES REVEALED’, che prevede l’allestimento di piccole mostre e l’organizzazione di eventi culturali a esse collegate. In particolare, le mostre che riguardano i tessili intendono presentare al pubblico tappeti, arazzi, ricami, velluti e altre tipologie che arricchiscono la collezione della Galleria e che non sempre sono accessibili. La prima di queste mostre - dal titolo ‘CELESTIAL GARDEN’ – si è tenuta dal 6 ottobre al 5 novembre 2016.

UN TEMA-GUIDA AFFASCINANTE E’ opportuno premettere che l’arte del tappeto non può essere raffrontata con le arti figurative o con la ceramica e la scultura, in quanto il tappeto, nelle culture orientali, possedeva un’importanza e una valenza religiosa molto forte. Parimenti, il tappeto era una presenza importante della quotidianità per la sua funzione pratica, e anche soprattutto per la sua natura di mezzo espressivo. Il tema della vita dopo la morte era senza dubbio parte della vita comune attraverso le ‘descrizioni’ che le religioni e le credenze avevano creato attingendo ad antiche mitologie. In particolare, il Giardino Celeste è un tema ricorrente in tutte le antiche civiltà e nelle tradizioni in cui la dimensione religiosa e spirituale della vita permeava la quotidianità dell’uomo. ‘L’antico shamanesimo delle steppe, le cosmologie e i paesaggi ultramondani delle civiltà pre-monoteistiche hanno insieme contribuito alla formazione di un’immagine di

Tappeto ‘Transilvano’ a doppia nicchia Tappeto annodato Anatolia XVII secolo, metà, cm 123 x 98

reame celeste dove le difficoltà, le mancanze e i limiti della vita terrestre fossero superati e ricolmati in abbondanza dal sommo creatore’. Nei tappeti, il Giardino Celeste riproduce elementi non consueti nei territori spesso aridi che vanno dalla Turchia alla Cina, ovvero l’acqua, le fontane, il verde, i fiori, gli alberi e gli uccelli. Dall’impero Safavide persiano alla cultura islamica, fino alle simbologie più in uso in Cina e in India, il percorso si snoda attraverso raffigurazioni in cui il paradiso diventa un vero e proprio paesaggio terrestre narrato per simboli: la montagna sacra, l’albero e la fonte della


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vita, i canali d’acqua, la natura rigogliosa e accogliente, gli animali e gli abitanti celesti. Il giardino assume anche il significato di elemento di potere, che mette ordine nel disordine, raffigurato attraverso le simbologie e le geometrie riprodotte nel tappeto. I tappeti esposti in mostra alla Galleria Tabibnia, tutti esemplari rari e preziosi, alcuni splendidi superstiti di tradizioni reali, appartengono alle principali zone di provenienza: Persia, Caucaso, Turchia, India, Asia centrale e Cina. Questo percorso è stato illustrato al visitatore attraverso visite guidate e ha offerto una chiave di lettura per raffigurazioni a volte difficili da collegare tra loro, ma strettamente connesse da simboli cifrati e da un percorso comune.

UN VIAGGIO ATTRAVERSO LE SIMBOLOGIE All’interno del contesto in cui questi tappeti sono nati è possibile riconoscere alcuni simboli appartenenti a differenti tradizioni a testimoniare il valore inesauribile del tappeto come mezzo di trasmissione di una storia non sempre accessibile a tutti, ma che può rivivere davanti ai nostri occhi. Il cipresso, albero sacro a Zaratustra, è segno di immortalità e di asse terrestre su cui l’equilibrio del globo si basa. L’acqua, presente nelle vasche dei giardini, è simbolo della vita e della sua sorgente e in molte tradizioni rappresenta la sorgente stessa dell’immortalità. L’albero, rappresentato anche sotto forma di cespuglio, vaso di fiori e arabesco floreale, rappresenta in tutte le civiltà il simbolo della vita, della fertilità e del perenne svolgimento. Il fiore di loto di origine buddista, ma molto vicino anche al ‘fiore prezioso’ cinese, rappresenta il concetto di purezza e rinascita. L’uccello ha molteplici valenze: per la mistica islamica esso incarna il simbolo dell’anima spogliata del corpo, per altre tradizioni eurasiatiche incarna il medium tra il mondo

umano e quello divino, oppure il sommo creatore che risiede sopra l’albero della vita con i suoi figli. Un altro antico segno cosmologico è quello delle quattro direzioni dell’universo, onnipresente nei tappeti. La scena di animali in lotta inserita nel parco imperiale rimanda a un’antica raffigurazione achemenide (la lotta del leone e del toro) di significato cosmogonico. La grata fiorita invece incarna la bellezza infinita del paradiso. Il riconoscimento di questi disegni consente di guidare alla lettura di raffigurazioni apparentemente molto diverse tra loro.

Tappeto a giardino del paradiso Tappeto annodato Bakshaiesh Iran nord-occidentale 1800 circa cm 225 x 175


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ART&TEXTILES PALAZZO MORANDO writer Paola Govoni

Ricami di luce nella moda dal settecento a oggi

Palazzo Morando, Costume, Moda, Immagine di via Sant’Andrea 6 a Milano ospita dal 15 dicembre 2016 al 2 luglio 2017 la mostra della Direzione Musei Storici organizzata da Opera d’Arte ‘Ricami di Luce. Paillettes e lustrini nella moda di Palazzo Morando. 1770-2004’ a cura di Gian Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis e Ilaria De Palma con il supporto di Chiara Buss, Alessandra Mottola Moffino e Francesco Pertegato. La mostra rende omaggio al lavoro di studio condotto negli anni Settanta dalla storica del costume Grazietta Butazzi (1925-2013) sulla collezione di abiti e accessori del Comune di Milano; studio che ha costituito il punto di partenza per la catalogazione del patrimonio civico attualmente in corso. Questa piccola, accuratissima e affascinante selezione fra gli oltre 4000 abiti e accessori delle civiche raccolte storiche, è l’occasione per intraprendere un viaggio attraverso oltre due secoli di storia della moda. Il filo conduttore che guida il visitatore lungo questo percorso è l’utilizzo delle paillettes e dei lustrini per impreziosire gli abiti e trasformarli in creazioni uniche, dove una raffinata tecnica sartoriale si accompagna al gusto estetico in voga nel corso delle varie epoche.

LE PAILLETTES NELLA STORIA Per la prima volta, Palazzo Morando espone abiti che offrono la preziosa opportunità di approfondite la tecnica del ricamo con paillettes nelle produzioni artigiane della moda e soprattutto di seguire l’evoluzione di questo materiale che è allo stesso tempo semplice e raffinato, costituito da piccoli dischetti di luce, inizialmente in metallo (oro, argento, argento dorato, rame, ottone e leghe meno pregiate, ma anche in prezioso platino), poi in gelatina colorata, in acetato di cellulosa (con un lato placcato in argento e verniciato), fino ad arrivare alla moderna pellicola di poliestere su film di acetato. Attualmente si producono paillettes in cloruro di polivinile (PVC o vinile), ma anche lustrini senza PVC, cadmio e nichel. Nella sua nota storica di introduzione al Catalogo, la studiosa Chiara Buss osserva che già dal XIII secolo Milano era nota per l’eccellenza della sua industria metallurgica. “Su questa solida tradizione – scrive la Buss – si innestò, a partire dalla metà del Quattrocento, una specializzazione artigiana particolare, legata all’abbigliamento”. Un’arte che si sviluppò rapidamente e che vide anche artisti del calibro di Leonardo misurarsi con

 Abito femminile collezione Autunno/Inverno 2004-2005 di Roberto Cavalli.


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 Habit à la francaise, 1770-1780, Italia settentrionale. che di lavorazione delle paillettes e dei lustrini nella manifattura sartoriale. Come spiega Barbara De Dominicis nel suo saggio introduttivo sui materiali e le tecniche di applicazione: ‘Le paillettes erano cucite una ad una con filo di seta del colore corrispondente: tangenti una all’altra in linea o ciascuna sovrapposta alla precedente. (…) Erano fermate a punto filza, a punto indietro o con punti lanciati dal centro ai bordi o potevano essere bloccate da uno spezzoncino di canutiglia fermato sul foro da un piccolo punto’. La tecnica denominata Punto di Lunéville, eseguito a mano o a macchina, costituisce ancora adesso la base di questo tipo di ricamo nell’alta moda. Le sale della mostra si snodano in un percorso storico che parte dal Settecento, quando le paillettes trovano un ampio uso negli abiti femminili ma soprattutto in quelli maschili (marsina e gilet) e il ri-

la creazione di costumi per le feste e gli intrattenimenti di corte. Tra gli schizzi del Codice Atlantico (circa 1491-1495) per i costumi ‘da festa’ vi è il disegno di un paio di ali che sembrano decorate da paillettes. Nel Quattrocento, al termine toscano ‘bisantini’ corrispondeva il lombardo ‘mageta’. La ‘mageta’, o ‘magetta’, o ‘magieta’ (talvolta erroneamente trascritto ‘maglietta’) indicava un anellino che aveva inizialmente la funzione di copri-asola e che successivamente ha assunto un ruolo prezioso nel ricamo dei corredi, degli abiti, delle bordure e dei paramenti liturgici, sviluppandosi in varie fogge, bombate rotonde, con decoro a corona e a mantello. LE DITA DELLE FATE Christian Dior sosteneva che ricoprire un abito con milioni di lustrini fissati con il filo a uno a uno, fosse un lavoro adatto alle dita delle fate. La mostra di Palazzo Morando introduce alle tecni-

 Sartoria M. Gastaldi, Torino, circa 1899. Corpino in pizzo meccanico di seta ricamato con paillettes metalliche.

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ART&TEXTILES PALAZZO MORANDO

 Sartoria D. Saraceni, Roma. Uniforme civile di Ambasciatore del Regno d’Italia, 1939.  Abito femminile ricamato con paillettes in PVC a punto Lunèville meccanico, 1968-1969.

camo prezioso diventa un’espressione di status e un simbolo di opulenza di chi lo indossa. Le paillettes con i loro effetti decorativi e luminosi ornano anche gli accessori, dalle borse alle scarpe e ai ventagli. Il periodo Neoclassico è rappresentato da un abito impero non finito, ancora da confezionare, acquistato dal noto collezionista Giorgio Sangiorgi e appartenuto forse a Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte. Come sottolinea Barbara De Dominicis: ‘Il ricamo disegna una successione di ventagli di foglie d’ulivo e olive in ciniglia: l’ulivo, simbolo di pace e vittoria, è tra gli emblemi approvati da Napoleone per le uniformi civili di tutti i funzionari di corte’. In esposizione anche abiti di gala e uniformi civili in panno di lana, tra cui spicca l’uniforme di Ambasciatore del Regno di Italia (1939) appartenuta a Edoardo Alfieri e realizzata dalla Sartoria D. Saraceni di Roma. Nei ricami in seta e fili metallici delle uniformi civili è presente una simbologia che fa riferimento a precisi significati: spighe di grano (abbondanza e pace), alloro (onore e severità), quercia (animo intrepido), palma (perseveranza e temperanza). Il secolo più rappresentativo è senza dubbio il Novecento, che si apre con i ricchi vestiti della Belle Epoque e gli abiti raffinati, e solo in apparenza semplici e lineari degli anni Venti. Gli anni Quaranta e Cinquanta abbandonano il glamour degli anni Venti e Trenta per approdare a un decoro che impreziosisce abiti di linea più rigorosa e gli

anni Sessanta si fanno più dinamici, veloci e inclini a un gusto scenico e teatrale vicino alle esperienze cinematografiche e televisive del decennio. Si preparano le sperimentazioni e il trionfo estetico che diventeranno un fenomeno dirompente negli anni Settanta e Ottanta, decenni che sfruttano le potenzialità


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 Abito femminile 1983-1985 ricamato con paillettes in PVC, perle e cannette. Oleg Cassini .  Abito bustier in organza di seta ricamata all-over con macro paillettes iridescenti. Collezione Giorgio Armani Primavera/Estate, 2003.

decorative delle paillettes, la sperimentazione sui nuovi materiali e le tecniche di applicazione, fino ad arrivare alla realizzazione di tessuti completamente ricoperti da paillettes. In mostra un abito di Oleg Cassini del 1983-1985 di taffetas in seta ricamato con paillettes in PVC, perle

e cannette, in cui il tessuto diventa supporto per un ‘quadro’ costituito da paillettes multicolori che ‘dipingono’ un quadro alla Modigliani. I ricami di luce permangono anche nella moda del Terzo Millennio, come dimostrano i due splendidi abiti in mostra; un abito femminile della collezione Roberto Cavalli Autunno/Inverno 2004-2005 e un abito bustier in organza di seta ricamato all-over con macro paillettes iridescenti della collezione Giorgio Armani Primavera/Estate 2003.

 Dettagli di lavorazione a paillettes.


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FAIRS INTERIOR MEBEL writer Beatrice Guidi www interior-mebelkiev.com

Appuntamento a Kiev A Interior Mebel 2017, le più prestigiose aziende di Interior Design e un ricco programma di Eventi. esperti di Interior Design, arredamento, illuminazione e décor: nei 4 giorni di fiera vengono presentati i trend del mercato insieme a progetti e prodotti innovativi sempre più apprezzati dal pubblico e dagli operatori del settore.

La 6ª Edizione della Fiera Interior Mebel si è svolta dal 15 al 18 Febbraio 2017 presso IEC- International Exhibition Center. La presenza di importanti aziende del settore ha resoInterior Mebel l’appuntamento imperdibile per i professionisti dell’Interior Design. Numerosi brand leader del settore hanno partecipato alla recente edizione, solo per citarne alcuni: Cassina, Gianfranco Ferrè Home, Molteni, Calligaris, Marchi Cucine, Minotti, Porro, Rimadesio, Poliform, A.L.F. Uno, Varenna, Poltrona Frau, Aster Cucine, Gamma, Zanotta, Swan, Roche Bobois, ecc. Interior Mebel è diventata imprescindibile per gli

IL PROGETTO DELL'AUDITORIUM Punto di incontro e di confronto per architetti, designer e aziende produttrici è stato affidato per questa edizione al famoso architetto e designer Oleg Volosovsky e ospiterà diverse Conferenze e Master Classes, tra cui: OLEG VOLOSOVSKYI Loft Bureau: 20 years of unique experience EXPO LIGHT Creating of space atmosphere by lighting design ANDREY DMITRIYEV


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Blank Lighting and Blanc Kitchen by Andrey Dmitriyev SLAVA BALBEK Space of Dream. What makes an architect happy ARTSPACE / ID Interior Design Master Class CREAPO Marketing for business growth acceleration; tips, tricks and examples. BYURKO DESIGN ‘Promotion-Transformation’ IED – ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN 50 Years of Beauty: what happened in the last five decades in Italian Design and Visual Communication? IED – ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN Portfolio Evaluation by Carlo Forcolini with Lecure 'My Life in Design' Per informazioni: KDM International info@kdm-international.com

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THE MOST PRESTIGIOUS INTERIOR DESIGN COMPANIES AND A WIDE PROGRAMME OF EVENTS AT INTERIOR MEBEL 2017 The presence of leading companies makes INTERIOR MEBEL the unmissable event for Interior Design professionals. Important International brands have already confirmed their participation, among which, just to mention a few of them: Cassina, Gianfranco Ferrè Home, Molteni, Calligaris, Marchi Cucine, Minotti, Porro, Rimadesio, Poliform, A.L.F. Uno, Varenna, Poltrona Frau, Aster Cucine, Gamma, Zanotta, Swan, Roche Bobois, etc. Interior Mebel has become essential for the Interior Design experts: the latest market’s trends, innovative projects and products will be featured during the 4 exhibition days to professionals and to an audience showing a great appreciation. The Auditorium’s project - meeting place for architects, designers and manufacturers discussions - will be carried out this year by the famous Ukrainian architect and designer Oleg Volosovsky and it will host numerous Conferences and Master-classes: OLEG VOLOSOVSKYI - Loft Bureau: 20 years of unique experience EXPO LIGHT - Creating of space atmosphere by lighting design ANDREY DMITRIYEV - Blank Lighting and Blanc Kitchen by Andrey Dmitriyev SLAVA BALBEK - Space of Dream. What makes an architect happy ARTSPACE / ID Interior Design - Master Class CREAPO - Marketing for business growth acceleration; tips, tricks and examples. BYURKO DESIGN - ‘Promotion-Transformation’ IED – ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN 50 Years of Beauty: what happened in the last five decades in Italian Design and Visual Communication? IED – ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN Portfolio Evaluation by Carlo Forcolini with Lecure 'My Life in Design' For additional information: KDM International - info@kdm-international.com

 Un rendering dell'Auditorium della fiera.


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FAIRS InPrint Italy writer Beatrice Guidi www inprintshow.com

Il mondo della stampa industriale a confronto Grande successo per InPrint Italy nel suo esordio milanese. La prima edizione di InPrint Italy, l’unica esposizione dedicata esclusivamente alle tecnologie di stampa industriale, si è conclusa con grande successo lo scorso 17 novembre presso il centro espositivo MiCo – Milano Congressi. Un totale di 2.900 visitatori ha potuto incontrare 118 espositori provenienti da 13 diversi Paesi, per scoprire le ultime e migliori innovazioni nei tre settori della stampa industriale: funzionale, decorativa e dell’imballaggio. Il 69% dei visitatori era italiano, il 31% era internazionale, proveniente da 56 Paesi. Dopo l’Italia, i Paesi di maggior affluenza di visitatori sono stati Germania, Svizzera, Regno Unito, Francia e Spagna. Numerosi anche i visitatori da Paesi extraeuropei, quali USA, Cina, Russia, India, Giappone, Australia, Corea, Argentina e Sud Africa. All’evento ha preso parte una percentuale ampia di visitatori che non aveva partecipato alla precedente edizione di InPrint, organizzata in Germania, permettendo così di raggiungere l'obiettivo di creare nuove opportunità di business e di espandere il settore della stampa industriale. I visitatori presenti erano alla ricerca di sistemi personalizzati e soluzioni tecnologiche per il settore manifatturiero e della stampa. Quasi il 65% dei partecipanti proveniva dall’industria della stampa industriale. Tra questi settori, i più rappresentati sono stati il digitale (33,7%), il getto d’inchiostro (24,2%) e quello serigrafico (19,8%). Il 26% arrivava dall’industria manifatturiera, principalmente dal settore tessile, plastica, elettronica, ingegneria meccanica e automotive. Infine, il 9% dei visitatori proveniva dal settore degli imballaggi. Aziende leader in diversi settori industriali hanno visitato l’esposizione. Tra queste, Roland, Xerox, HP, OKI (settore macchine per la stampa); Panasonic, Olivetti, Philips, Siemens (elettronica); Daimler AG, Mercedes Benz, PSA Groupe, Reydel Automotive (automotive); Louis Vuitton, Fendi, Giorgio Armani (beni di lusso); D. Swarovski KG, Yoox, Luxottica, The Swatch Group e Pininfarina Extra (fashion e design). Inoltre hanno partecipato all’evento imprese di spicco di provenienza di-


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versa, ma tutte alla ricerca di soluzioni alle loro specifiche esigenze: dal packaging (Adobe Systems, Kiko Milano) fino all’industria del cibo (A. Loacker, Lindt & Sprüngli) e alle più svariate applicazioni (Franco Cosimo Panini, Bormioli Luigi, Clementoni, Airbus, Kodak). L’area di maggior interesse è stata la stampa decorativa, con il 32,7% dei visitatori, seguita da quella funzionale (31,5%), dal packaging (20,3%) e infine dalla stampa 3D/produzione additiva (15,2%). I prodotti e i servizi maggiormente ricercati sono stati i macchinari e i sistemi di stampa, le testine, i materiali e substrati. Gli organizzatori hanno ideato InPrint Italy come un’esposizione altamente innovativa, in grado di mostrare le tecnologie più all’avanguardia. L’obiettivo della fiera era di far incontrare gli inventori e i cosiddetti “early adopters”, provenienti da tutto il mondo, all’interno della più importante esposizione del settore in Italia. A questo proposito, hanno ricevuto riscontri molto positivi dagli espositori, i quali hanno incontrato visitatori di altissimo calibro. Inoltre, le statistiche dell’evento rivelano profili elevati dei partecipanti, con ruoli che vanno dal Management Esecutivo (22,3%) alla Ricerca e Sviluppo (15,5%), dalla Pianificazione / Design (7,8%) agli Acquisti / Approvvigionamento / Buyer (6%). Valore aggiunto per i partecipanti alla manifestazione è stato l’opportunità di creare connessioni tra i diversi segmenti che compongono il processo di stampa industriale. Sono così nate nuove collaborazioni e idee per nuove soluzioni, stimolate dalle richieste dei visitatori e dai seminari e convegni di InPrint Italy. 640 partecipanti hanno preso parte ad un consistente programma di eventi. L’esposizione è stata infatti supportata da un ampio programma di seminari e convegni, che ha compreso quasi 60 sessioni durante i tre giorni di InPrint Italy. La qualità è stata il filo conduttore dell’intero ventaglio di conferenze, con numerose sessioni che hanno offerto

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FIERE InPrint

GREAT SUCCESS FOR INPRINT ITALY IN HIS MILAN DEBUT

una panoramica completa sugli sviluppi del settore. Sono stati apprezzati soprattutto i contributi dei massimi esperti del settore, i quali hanno condiviso le loro competenze nei tre settori di applicazione funzionale, decorativo e dell’imballaggio. Hanno avuto particolare successo i Tech Talks, con dibattiti incentrati su alcuni degli elementi tecnologici chiave, come inchiostri, testine di stampa e integrazione. Lo sguardo rivolto al futuro è stato una costante di questa prima edizione italiana, grazie anche al Gran Premio Innovazione, vinto da Alchemie Technology per la loro Digital Powder Printing. Heidelberg è stato riconosciuto 'Highly Commended', grazie al lancio di Omnifire 1000, macchina inkjet industriale “direct to shape”, e per la prima volta gli organizzatori hanno presentato InPrint Founders Award in memoria di Paolo Capano, ex amministratore delegato di INX Digital Italia e figura ispiratrice nello sviluppo della tecnologia di stampa industriale. Il premio riconosce leadership, spirito imprenditoriale e collaborazione ed è stato assegnato a Cefla JetSet. INPRINT ITALY RITORNA NEL 2018 È stata confermata la seconda edizione di InPrint Italy, che si terrà al MiCo – Milano Congressi a novembre 2018. Un terzo dello spazio espositivo è già stato prenotato dai precedenti espositori; in particolare, da alcune delle compagnie leader del settore, quali Heidelberg, Fujifilm, Mimaki, Kyocera, Ricoh, Ceradrop, Gruppo Tecnoferrari e Sensient. In attesa del prossimo appuntamento in Italia, FM Brooks, parte del gruppo Mack Brooks Exhibitions, ha già in programma altri eventi InPrint: dal 25 al 27 Aprile 2017 a Orlando, negli USA, e dal 14 al 16 novembre 2017 a Monaco di Baviera, in Germania.

The first edition of InPrint Italy, the only exhibition dedicated exclusively to the industrial printing technologies, ended with great success on 17 November at the exhibition center MiCo - Milano Congressi. A total of 2,900 visitors was able to meet 118 exhibitors from 13 different countries, to find out the latest and best innovations in the sectors of the printing industry: functional and decorative packaging. While 69% of visitors were Italian, 31% were international, coming from 56 countries. After Italy, the countries with greatest number of visitors were Germany, Switzerland, United Kingdom, France and Spain. There are also many visitors from non-European countries, such as USA, China, Russia, India, Japan, Australia, Korea, Argentina and South Africa. The event was attended by a large percentage of visitors who had not participated in the previous edition of InPrint, organized in Germany, allowing it to achieve the goal of creating new business opportunities and expand the field of industrial printing. Visitors present were looking for customized systems and technology solutions for the manufacturing sector and the press. Almost 65% of participants came from industry of industrial printing. Among these sectors, the most represented were the digital (33.7%), the ink jet (24.2%) and screen printing (19.8%). 26% came from the manufacturing industry, mainly from the textile, plastics, electronics, mechanical and automotive engineering. Finally, 9% of the visitors came from the packaging industry.


S I T A P. I T

ROSS & RHEAL GROUP MILANO • Ph. GUIDO PEDRON


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FAIRS TECHTEXTIL • TEXPROCESS writer Franco Riccardi www techtextil.com • www texprocess.messefrankfurt.com

Il tessile tecnico si dà appuntamento a Francoforte Una manifestazione che guarda al futuro. Presso la sede di Material Connexion a Milano si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Techtextil, fiera leader internazionale dei tessili tecnici e dei tessuti non-tessuti, e di Texprocess, fiera leader internazionale per la trasformazione di materiali tessili e flessibili. Michael Janecke (nella foto), direttore per la gestione del brand per tessuti tecnici e lavorazione tessile alla fiera di Francoforte e Veronika Marz (nella foto a destra), direttrice marketing VDMA Textile Care, hanno illustrato la prossima edizione che si terrà a Francoforte dal 9 al 12 maggio 2017. TECHTEXTIL PROSEGUE IL SUO PERCORSO DI CRESCITA Ancora più espositori e un viaggio su Marte: visitatori ed espositori di Techtextil possono attendersi un’edizione ancora più grande e un’esperienza fieristica completamente nuova. A circa quattro mesi dall’inizio della fiera è già stata prenotata una superficie superiore a quella della precedente edizione 2015 (dall’Italia si attendono circa 140 espositori). L’ampio programma di contorno offre nel 2017 numerose no-

 Direttore per il Brand Management delle fiere per i tessuti tecnici.

vità. Il punto saliente di Techtextil di quest’anno sarà rappresentato dall’evento speciale “Living in Space” in cooperazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ASE) e il centro tedesco per l’aeronautica e la cosmonautica (DLR). “Con Techtextil di quest’anno battiamo vie assolutamente nuove. Siamo quindi estremamente lieti che il livello di iscrizioni superi già in gennaio il livello finale della scorsa edizione”, dichiara Olaf Schmidt, vicepresidente per le fiere dei tessuti e delle tecnologie tessili di Messe Frankfurt. “Il fatto di essere stati in grado di aggiudicarci due partner forti come l’ASE e il DLR in un settore applicativo cruciale per i tessuti tecnici rappresenta inoltre per noi un’attestazione della vicinanza all’applicazione pratica dei prodotti e delle tecnologie presentate a Techtextil”. Delle imprese iscritte fanno parte tutti i leader di mercato internazionali. Allo stesso tempo, numerose aziende espongono a Techtextil per la prima volta o tornano a esporre dopo un’assenza temporanea. Si registra una notevole crescita degli espositori soprat-


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 Conferenza stampa a Material Connexion.

tutto provenienti dall’Europa, principalmente da Germania, Italia, Olanda, Polonia, Svizzera e Spagna. Si attende un’ulteriore crescita anche dall’Asia. EVENTO SPECIALE “LIVING IN SPACE” CON AREA SPECIALE NEL PADIGLIONE 6.1 Con il titolo “Living in Space”, Techtextil – in cooperazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ASE) e il centro tedesco per l’aeronautica e la cosmonautica (DLR) – presenterà la varietà di applicazioni dei tessuti tecnici nel campo della cosmonautica. In questo ambito sarà coinvolta anche Texprocess, che si svolge in parallelo. “Il settore dei tessuti tecnici fornisce le soluzioni tessili necessarie al fine di potersi muovere e di poter sopravvivere nel cosmo. Sono proprio queste soluzioni che mostriamo nell’area speciale – con un fondamento specialistico e un occhio di riguardo per l’intrattenimento. L’area fornisce così ispirazione e

orientamento ai visitatori”, dice Michael Jänecke. Nel padiglione 6.1, nella zona circostante gli espositori dei tessuti funzionali per l’abbigliamento e i produttori di tessuti tecnici, sorgerà un’area speciale che, prendendo ispirazione dagli ambiti applicativi dei tessuti tecnici e dei tessuti altamente tecnologici, mostrerà le tecnologie di lavorazione tessile della e per la cosmonautica. Il punto di attrazione dell’area interattiva sarà un’esperienza di realtà virtuale. In un’area appositamente allestita, i visitatori di Techtextil e Texprocess potranno effettuare un viaggio virtuale nel cosmo fino a Marte e scoprire come i tessuti tecnici e la loro lavorazione possano rendere possibile la colonizzazione nell’universo. Inoltre, la “Material Gallery” mostrerà prodotti tessili e tecnologie di lavorazione degli espositori di Techtextil aventi un riferimento applicativo alla cosmonautica. Nel padiglione 6.1, espositori e visitatori troveranno inoltre l’area del ministero federale dell’economia e della tecnologia “Innovation made in Germany”, che si rivolge alle giovani imprese innovative con sede in Germania. Le candidature per l’area del

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FAIRS TECHTEXTIL • TEXPROCESS

zioni visionarie realizzate con i tessuti tessili e con le più moderne tecnologie di lavorazione: - Accademia Italiana, Firenze (Italia); - ESAD College of Art and Design, Matosinhos (Portogallo); - Esmod, Parigi (Francia); - Hochschule Trier (Germania). Le promesse del design presenteranno delle idee dedicate ai temi chiave “Textile Effects”, “Creative Engineering” e “Smart Fashion”. Una sfilata di moda nel foyer dei padiglioni 5.1/6.1 metterà in scena i capi.

COLLOCAZIONE DEGLI ESPOSITORI MODIFICATA PER CAD/CAM E CMT Nell’ottica dell’ulteriore affinamento del profilo di Techtextil e Texprocess, i gruppi di prodotti della tecnologia di giunzione e separazione, CMT (cut, make, trim), CAD/CAM e stampa verranno concentrati nel padiglione 4.0 di Texprocess. Gli espositori di Techtextil appartenenti a questo segmento esporranno quindi a Texprocess. I gruppi di prodotti indicati sono stati depennati dalla nomenclatura di Techtextil.

SIMPOSIO TECHTEXTIL IN COOPERAZIONE CON IL CONGRESSO DORNBIRN MFC Il simposio Techtextil, uno dei principali eventi al mondo per la ricerca tessile, è stato ampliato concettualmente e suddiviso in sette blocchi successivi con sette conferenze ciascuno. Inoltre, per il simposio, Techtextil coopererà per la prima volta con il congresso dedicato alle fibre sintetiche di Dornbirn (Dornbirn MFC Man-made Fibres Congress). L’evento si terrà nella sala Europa, nel padiglione 4.0. Inoltre, i più notevoli sviluppi relativi a tessuti tecnici, tessuti non tessuti e tessuti per l’abbigliamento funzionale saranno premiati per la 14a volta con il Techtextil Innovation Award. Potranno partecipare anche i non espositori. Le candidature sono possibili da subito fino al 20 febbraio. Unitamente alla rete internazionale Tensinet, Techtextil premierà per la 14a volta i lavori di studenti e giovani professionisti nel quadro del concorso “Strutture tessili per la nuova edilizia”. Il concorso mostrerà i concetti per l’edilizia innovativi e adeguati all’uso pratico realizzati con tessuti o materiali con armatura tessile. La data ultima per l’iscrizione al concorso, che mette in palio 8.000 euro, è il 26 febbraio 2017. Oltre alla consegna del premio, tutti i lavori premiati del concorso studentesco e del Techtextil Innovation Award verranno presentati durante Techtextil in una mostra speciale nei padiglioni 4.1 e 6.1.

PROGRAMMA DI CONTORNO RICCO DI NOVITÀ ALL’INNOVATIVE APPAREL SHOW L’Innovative Apparel Show, lanciato con successo a Techtextil e Texprocess 2015, nel 2017 sarà ancora più internazionale e vedrà la partecipazione di scuole superiori di moda e design di quattro paesi europei. Queste scuole superiori – per ogni giorno delle fiere Techtextil e Texprocess – presenteranno le proprie crea-

IL MERCATO DEI TESSUTI TECNICI È IN COSTANTE CRESCITA Alla luce dei dati dell’associazione comune dell’industria tedesca dei tessuti e della moda (textil+mode), l’industria dei tessuti e dell’abbigliamento è il secondo settore di beni di consumo della Germania, con 130.000 collaboratori, 1.400 imprese e un volume d’affari di circa 32 miliardi di euro. I tessuti tecnici rappresentano il maggior motore di crescita.

ministero federale dell’economia e della tecnologia sono tuttora possibili sul sito web di Techtextil.


!"#!$%"& “Le imprese tedesche sono leader di mercato mondiale con i tessuti tecnici. Il volume d’affari cresce costantemente da anni – segno che il settore è innovativo e offre prodotti eccellenti. La digitalizzazione dei prodotti e dei processi tessili genererà una spinta innovativa anche in molti altri settori”, spiega Manfred Junkert, amministratore delegato dell’associazione. I tessuti tecnici trovano applicazione in un gran numero di prodotti altamente tecnologici e generano circa il 60 per cento del volume d’affari del settore. TEXPROCESS CON IL NUMERO DI ISCRIZIONI PIÙ ALTO DELLA SUA STORIA A circa quattro mesi dall’inizio di Texprocess, registra il numero di iscrizioni più alto della sua storia fieristica e continua a crescere (saranno circa 40 gli espositori italiani). Già ora la superficie prenotata è superiore a quella complessiva dell’evento precedente. “Vale la pena continuare a sviluppare ulteriormente la fiera Texprocess riguardo alle tecnologie e ai processi presentati, all’allestimento dei padiglioni e al programma di eventi collaterali. Texprocess, giunta alla quarta edizione, si è ormai affermata stabilmente sul mercato e attira a Francoforte sempre più leader di mercato del settore”, dichiara Olaf Schmidt, vicepresidente per le fiere dei tessuti e delle tecnologie tessili di Messe Frankfurt. L’aumento del numero di iscrizioni a Texprocess si registra soprattutto nei gruppi di prodotti CAD/CAM e CMT (cut, make, trim). Anche i settori della tecnica e dei materiali per il cucito, la giunzione e il fissaggio crescono stabilmente. Tra le imprese iscritte si annoverano: Amann, Astas, assyst/Human Solutions, Barudan, Brother, bullmer, Caron Technology, Durkopp Adler, Epson, Filiz Makina, Gemini CAD Systems, Gerber Technology, Gutermann, Juki, Kuris Spezialmaschinen, MACPI, Malkan, Mitsubishi, Morgan Tecnica, Pfaff, Serkon Tekstil Makina, SMRE, Strima, Tajima, Teseo, Tetas, Veit, Zund. L’offerta di prodotti di Texprocess copre così nuovamente tutte le fasi della creazione di valore aggiunto tessile e comprende design, IT e taglio, passando per cucito, giunzione, ricamo e lavoro a maglia, senza dimenticare finitura, stampa tessile e logistica. Il concetto dei padiglioni, eccezion fatta per questa variazione, verrà ripreso senza cambiamenti dalle edizioni precedenti: nel padiglione 4.0, i visitatori

troveranno i settori design, IT, CAD/CAM, CMT e stampa, oltre all’area speciale IT@Texprocess. Nei padiglioni 5.0 e 5.1, gli espositori presenteranno le macchine e gli accessori per il cucito e la giunzione. Il padiglione 6.0 presenterà le tecnologie per il ricamo, la finitura e la logistica tessile. Con il Texprocess Innovation Award, la fiera di Francoforte premierà per la quarta volta i migliori nuovi sviluppi tecnologici. Le candidature per il premio sono possibili fino al 20 febbraio. Hanno diritto a partecipare sia gli espositori di Texprocess 2017, ma anche aziende, istituti, scuole superiori e singoli visitatori che non espongono. I premi nelle diverse categorie verranno consegnati il 9 maggio 2017, durante l’evento inaugurale comune di Texprocess e di Techtextil. Contestualmente, un’area dedicata nel padiglione 4.0 presenterà tutti i prodotti premiati di Texprocess. I visitatori troveranno nuovamente le nuove soluzioni IT per l’industria dell’abbigliamento nell’area IT@Texprocess nel padiglione 4.0. Gli espositori presenteranno sistemi di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM), applicazioni cloud e sistemi CAD 3D che consentono di creare indumenti su misura in tempo reale e senza prove. LA TECNICA PER IL CUCITO E L’ABBIGLIAMENTO REGISTRA UN CHIARO AUMENTO DI FATTURATO Secondo i dati dell’associazione VDMA Textile Care, Fabric and Leather Technologies, partner di Texprocess, i fatturati dei produttori tedeschi di tecnica per il cucito e l’abbigliamento nei mesi da gennaio a ottobre hanno registrato un aumento reale del 15,9 per cento rispetto all’anno precedente. “Con 523 milioni di euro di fatturato da esportazione, la Germania è il terzo Paese esportatore al mondo, dopo Cina e Giappone”, spiega Elgar Straub, amministratore di VDMA Textile Care, Fabric and Leather Technologies. “Le nostre imprese associate competono in modo eccellente a livello internazionale. Questo è dovuto soprattutto al fatto che continuano a lavorare su ulteriori sviluppi. L’individualizzazione dell’abbigliamento, la digitalizzazione della catena di creazione di valore aggiunto e le nuove tecnologie, come la stampa digitale e le tecnologie di lavorazione sostenibili, sono attualmente al centro dei concetti innovativi dei nostri associati”.

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FAIRS HEIMTEXTIL writer Beatrice Guidi writer heimtextil.messefrankfurt.com

Un cuore tessile che batte a Francoforte Heimtextil si conclude con un aumento dei visitatori e del numero di espositori. Ospiti celebri e archistar in un tour alla scoperta del tessile nei quattro giorni della fiera Heimtextil a Francoforte. Nonostante la neve, il ghiaccio e il maltempo, in particolare sui primi e gli ultimi giorni della fiera, quasi 70mila visitatori professionali (2016: 68,277) provenienti da tutto il mondo hanno partecipato alla fiera leader per la casa e i tessuti contract e sono stati conquistati dalla qualità e dalla varietà dei prodotti esposti nonché dalle tendenze della nuova stagione. La crescita è stata trainata principalmente da Brasile, Cina, Regno Unito, Italia, Giappone, Russia, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Un totale di 2963 espositori provenienti da 67 Paesi (2016: 2864) hanno presentato i loro nuovi prodotti tessili e disegni in venti padiglioni e sembravano essere molto soddisfatti dagli ordini che hanno ricevuto e dei contatti di lavoro che hanno fatto. Detlauf Braun, CEO di Messe Frankfurt, ha evidenziato gli aspetti positivi dopo la fine della fiera: "Le cifre parlano da sole: Heimtextil è cresciuta ancora una volta nel 2017 in termini di numero di visitatori e di espositori. Sono particolarmente soddisfatto per la qualità dei prodotti esposti, così come per l'intensità delle discussioni tra gli acquirenti ed espositori. Francoforte è il luogo di incontro internazionale e cuore pulsante del settore tessile per interni". Nel complesso, i visitatori giudicano il settore in una situazione migliore rispetto allo scorso anno. I visitatori provenienti dalla Germania, in particolare, considerano la situazione in modo positivo (40 per cento).


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A BEATING TEXTILE HEART IN FRANKFURT: HEIMTEXTIL ENDS WITH INCREASED VISITOR AND EXHIBITOR NUMBERS Inspiring, touch-focused and close to the industry: Heimtextil finishes today after four successful trade fair days in Frankfurt am Main. In spite of the snow, ice and storms, particularly on the first and last days of the trade fair, almost 70,000 trade visitors (2016: 68,277) from across the world attended the leading trade fair for home and contract textiles and were won over by quality and variety of the exhibited products as well as the trends of the new season. Growth was driven primarily by Brazil, China, the United Kingdom, Italy, Japan, Russia, the USA and United Arab Emirates. A total of 2963 exhibitors from 67 countries

(2016: 2864) presented their new textile products and designs across 20 halls and appeared to be highly satisfied by the orders they received and business contacts they made. Detlauf Braun, CEO of Messe Frankfurt, highlighted the positives following the end of the trade fair: “The figures speak for themselves: Heimtextil grew once again in 2017 in terms of its visitor and exhibitor numbers. But it’s no longer about quantity and hasn’t been for a long time. I am especially pleased about the high quality of the products exhibited as well as the intensity of discussions between purchasers and exhibitors. Frankfurt is the international meeting place and beating textile heart of the interiors industry.” Also positive: overall, visitors consider the sector’s economy to be in a better place even than last year. Visitors from Germany in particular consider the situation to be good (40 per cent).

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TEXTURES issue 006  

Textures è una rivista trimestrale che affronta i temi del tessile per l'arredamento dal filato al tessuto. Interviste, visite alle manifest...

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