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kouros art gallery Le geografie della pittura Italia Spagna


Balletta P. M.

Guarino C.

Bova R.

Latino P.

Carelli D.

Mottola G.

Chiariello S.

Petrella M.

Del Gaudio A.

Sirignano R.

Del Gaudio I.

Rossetti M.

Del Prete G.

Trepiccione E.

Di Giulio M.

Vanacore V.

Ferraro P.

Villè M.


Hay una línea de búsquedad que atraviesa la geografia de la pintura así como las generaciones de artistas. Esta línea atraviesa también los lenguajes, transformándose en formas geométricas, abstractas, figurativas, informales, desarrollándose en plano o recorriendo la tercera dimensión. La búsqueda es independiente de la forma que encarna, es independiente de la región en la que habita quien la produce. Pero señala el arte hecha de pasión, innovativa, insaciable de aquella cansada y repetitiva, monotona. Esta línea une gneraciones distintas, une territorios distintos. Los artistas aquí presentes son afines por área geográfica, por origen, pero son sobre todo coherentes entre ellos en la búsqueda de lenguajes contemporáneos. Hablan una lengua europea, una lengua internacional, a pesar de llevar cada uno dentro de sí la carga de las propias raíces. Y quizás aquí en la Campania más que en otro lugar, el origen tiene un significado persuasivo, formativo, con identidad. Aquí quien busca no abandona pero el “genius loci” por la calle, no olvida nunca desde donde ha partido. Después es la búsqueda a sublimar el código genético, a abrirlo al mundo, a ponerlo en las condiciones de confrontarse con la producción artística global. Y es así que, por un proceso del todo natural, el “local” se convierte en “glocal”, lo particular se convierte en universal. Pero si todo esto ocurre, es realmente porque existe ese hilo de la búsqueda. Sin ese cordón umbilical, se iría, a pesar de ser competitivo con los nuevos lenguajes internacionales, hacia la globalización fuerte, más temeraria, más a la moda. Por el contrario, aquél hilo tiene la capacidad de mantener bien ligado al artisita a su tierra, allá donde viva, allá donde sueñe. Y ese mismo hilo evita al mismo tiempo la provincialidad del autor, el encerrarse en un léxico familiar. Sin la búsqueda el artista muere en su torre de marfil, no tiene ya ventanas desde las cuales mirar el mundo, no tiene más estímulos que provengan del este o del oeste. Entonces, es un placer encontrar un grupo de artistas y compartir con ellos una experiencia expositiva y documentativa que demuestre el estado de la búsqueda de parte de quien, en una tierra una vez ”felix”, en una “tierra de trabajo”, se encuentra a trabajar en una “tierra de fuegos”, viviendo la incomodidad existencial. Pero el arte rescata la vida. El arte verdadero, aquél que se confronta con el social, con la realidad cotidiana, es un arte capaz de interpretar y sanar la condición de la incomodidad. Entonces, en este proyecto expositivo y editorial se tiene la demostración que “la búsqueda” en algunas zonas significativas también tener que indicar el camino del recate, de la reanudación, de la conquista de la normalidad. Un arte de búsqueda no es una produción que se mira al espejo y se complace de su propia belleza, es un arte que a veces grita, que además amenaza, es capaz de lanzar una alarma social, comprometerse. Y lo hace con los lenguajes más coherentes, más apropiados. Más búsqueda en el arte significa una mayor producción que tenga la conciencia del tiempo en el que vive. Por lo tanto, un arte consciente. Consciente de las propias potencialidades expresivas, pero también del propio rol social. Es un arte que debe encantar, pero también debe contar. Enzo Battarra


C’è una linea di ricerca che attraversa le geografie della pittura così come le generazioni di artisti. Questa linea attraversa anche i linguaggi, prendendo forme geometriche, astratte, figurative, informali, sviluppandosi nel piano o percorrendo la terza dimensione. La ricerca è indipendente dalla forma che incarna, è indipendente dalla regione in cui abita chi la produce. Contraddistingue però l’arte fatta di passione, innovativa, insaziabile da quella stanca e ripetitiva, monotona. Questa linea unisce generazioni diverse, unisce territori diversi. Gli artisti qui presenti sono affini per area geografica, per origini, ma sono soprattutto coerenti tra loro nella ricerca di linguaggi del contemporaneo. Parlano una lingua europea, una lingua internazionale, pur portando ognuno dentro di sé il carico delle proprio radici. E forse qui in Campania più che altrove l’origine ha un significato stringente, formativo, identitario. Qui chi fa ricerca non abbandona mai il “genius loci” per strada, non dimentica mai da dove si è partiti. Poi è la ricerca a sublimare il codice genetico, ad aprirlo al mondo, a porlo nelle condizioni di confrontarsi con la produzione artistica globale. Ed è così che, per un processo del tutto naturale, il “locale” diventa “glocale”, il particolare diventa universale. Ma se tutto ciò avviene, è proprio perché esiste quel filo della ricerca. Senza quel cordone ombelicale, si andrebbe, pur di essere competitivi con i nuovi linguaggi internazionali, verso la globalizzazione più spinta, più spericolata, più modaiola. Quel filo ha invece la capacità di mantenere ben saldo l’artista alla sua terra, ovunque viva, ovunque sogni. E quello stesso filo evita al tempo stesso la provincializzazione dell’autore, il suo rinchiudersi in un lessico famigliare. Senza ricerca l’artista muore nella sua torre d’avorio, non ha più finestre da cui guardare il mondo, non ha più stimoli che provengano dall’est come dall’ovest.Allora, fa piacere incontrare un gruppo di artisti e condividere con loro un’esperienza espositiva e documentativa che dimostri lo stato della ricerca da parte di chi, in una terra una volta “felix”, in una “terra di lavoro”, si ritrova a operare in una “terra dei fuochi”, vivendo il disagio esistenziale. Ma l’arte riscatta la vita. L’arte vera, quella che si confronta con il sociale, con la realtà quotidiana, è un’arte capace di interpretare e curare la condizione del disagio. Allora, in questo progetto espositivo ed editoriale si ha la dimostrazione che il “fare ricerca” in alcune zone significhi anche dover indicare la strada del riscatto, della ripresa, della conquista della normalità. Un’arte di ricerca non è una produzione che si guarda allo specchio e si compiace della propria bellezza, ma è un’arte che a volte grida, se non addirittura minaccia, è capace di lanciare un allarme sociale, di prendere un impegno. E lo fa con i linguaggi più consoni, più appropriati.Più ricerca nell’arte significa una maggiore produzione che abbia la consapevolezza del tempo in cui vive. Un’arte consapevole, dunque. Consapevole delle proprie potenzialità espressive, ma anche del proprio ruolo sociale. È un’arte che deve incantare, ma deve anche contare.

Enzo Battarra


Si ringrazia per la collaborazione La fondazione Spagnola “ Paurides” Il Comune di Sant’Arpino L’assessore alla Cultura del Comune di Sant’Arpino Francesco Brancaccio Il Sindaco del Comune di Sant’Arpino Eugenio di Santo

“Maria Jesùs” per la traduzione Enzo Battarra per la presentazione e il testo critico Enzo Trepiccione per il supporto in Spagna

Kouros art gallery


Balletta Pia Maria Bova Raffaele Carelli Decio Chiariello Salvatore Del Gaudio Alessandro Del Gaudio Ilaria Del Prete Gerardo Di Giulio Mario Ferraro Peppe Guarino Carla Latino Pasquale Mottola Giosuè Petrella Mimmo Rossetti Marco Sirignano Rossano Trepiccione Enzo Vanacore Vittorio Villè Maurizio


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