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SARDONIA

DONATORI D’OPERE PER LA CULTURA CHE SOFFRE ESPOSIZIONE M.A.P. VIA GARIBALDI 45 CAGLIARI VILLANOVA dal 3 al 5 dicembre 2019 dalle 10: alle 14:00 e dalle 17:00 alle 21:00 MESSA ALL’ASTA Venerdì 6 DICEMBRE 2019 alle ore 18:00 CENTRO D’ARTE E CULTURA IL GHETTO Via Santa Croce 18, CAGLIARI CASTELLO

America’s America’s Cup Cup aa Cagliari Cagliari 2a 2a Biennale Biennale Fiber FiberArt Art Vinicio Vinicio Capossela Capossela Libreria Libreria Cocco Cocco 90 90 anni anni Costruisci Costruisci ilil tuo tuo nuraghe nuraghe Due Due studenti studenti didi Sestu Sestu inin Cina Cina La La Pompei Pompei del del mare mare Giovani Giovani inin fuga fuga Maria Maria Lai Lai aa Parigi Parigi Gas Gas dal dal fico fico d’india d’india Augusto Augusto Bissiri Bissiri ee lalaTV TV Pazza Pazza Idea Idea Festival Festival 2019 2019 S’apposentu S’apposentu Roberto Roberto Petza Petza Nicola Nicola Pisu Pisu all’ICI all’ICI Paris Paris Silvano Silvano Caria Caria Agus, Agus,Fois Fois ee de de Roma Roma aa Parigi Parigi Murales Murales aa San San Gavino Gavino Museo Museo della della Laguna Laguna Mamoiadarte Mamoiadarte Rosaria Rosaria Straffalaci Straffalaci Terra Terra Incognita Incognita Luca Luca Spano Spano Pinuccio Pinuccio Sciola Sciola Giulia GiuliaTofana Tofana 20 20 xx 20 20 Segni Segni aa Oristano Oristano Vogue Vogue aa Ottana Ottana Sa Sa Defenza Defenza aa Donori Donori Megalòpolis Megalòpolis Nicola Nicola Filia Filia

Foto Vittorio E. Pisu

Ventiseiesimo Anno / Vingt Sixième Annèe Dicembre 2019 /Décembre 2019

https://www.vimeo.com/groups/sardonia https://www.facebook.com/sardoniaitalia


Programma di creazione di Esposizioni e Manifestazioni Artistiche nella città di Cagliari a cura di Marie-Amélie Anquetil Conservateur du Musée du Prieuré Directrice de la revue “Ici, Là bas et Ailleurs” Espace d’exposition Centre d’Art Ici, là bas et ailleurs 98 avenue de la République 93300 Aubervilliers marieamelieanquetil@ gmail.com https://vimeo.com/channels/icilabasetailleurs Vittorio E. Pisu Fondateur et Président des associations SARDONIA France SARDONIA Italia créée en 1993 domiciliée c/o UNISVERS Elena Cillocu via Ozieri 55 09127 Cagliari vittorio.e.pisu@email.it http://www.facebook.com/ sardonia italia https://vimeo.com/groups/ sardonia https://vimeo.com/channels/cagliarijetaime

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SARDONIA Pubblicazione dell’associazione omonima Direttore della Pubblicazione Vittorio E. Pisu Maquette, Conception Graphique et Mise en Page L’Expérience du Futur une production UNISVERS Commission Paritaire ISSN en cours Diffusion digitale

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on questo numero concludiamo l’anno 2019. Ho deciso di illustrare ogni pagina invece che con delle fotografie, con le immagini delle linografie che ho realizzato recentemente con l’obiettivo di un’esposizione che si chiamerebbe «Strade della mia città» e nella quale ritraggo dei luoghi che mi sono familieri o dove sono avvenuti degli episodi salienti della mia vita. Forse perché ho voluto discostarmi leggermente da un’attualità estremamente complicata. Questi ultimi anni sono stati estremamente «interessanti» come dicono i cinesi ed i fermenti che si sviluppano in questo momento, sono difficili da déciffrare, tra il Cile ed HongKong, passando dalla Bolivia, il Venezuela, l’Iran, la Turchia, ed anche la Francia e la Grand Bretagna, senza dimenticare l’Italia con le sue sardine, e rende quasi impossibile indovinare il futuro. Ma anche la Sardegna non é da meno e penso che le manifestazioni artistiche sarde di questi ultimi anni sono veramente importanti e ci danno un’informazione sulla capacità degli artisti isolani ad essere al passo dei tempi se non addirittura di precederli. Cosi anche quelli che si potevano considerare come centri minori e addirittura periferici diventano promotori di manifestazioni artistiche e culturali importanti attraverso le quali possiamo sperare in un futuro più ricco e interessante se non addirittura piacevole ed anche felice. Nel mese di Novembre abbiamo realizzato, non senza una certa emozione, un’intervista di Paolo Fresu, all’occasione della consegna del Globo di Letteratura di Viaggio per il suo libro ‘Poesie jazz per cuori curiosi’, che si riallaccia alla prima intervista, a Massy (Francia) nel dicembre del 1999 e che fu all’origine della creazione della trasmissione TV diffusa su Internet «SARDONIA» che continua ancora oggi a raccontarci un pò di Sardegna.

https://www.vimeo.com/groups/sardonia.

All’epoca producevo ed animavo tre trasmissioni (Le Champ Urbain, Spoutnik e Solo Opéra) in francese e quell’intervista fu la scintilla che mi spinse a crearne una, in italiano, prolungamento della rivista che ancora oggi cerca di farvi scoprire o di ricordarvi manifestazioni artistiche e culturali, mostre e ristoranti, nonché qualche exploits di qualche sarda o sardo all’estero o semplicemente in continente. Per ragioni tecniche non abbiamo potuto filmare alcuni eventi che si sono svolti a Mamoiada, a Nuoro oppure a Samugheo, ma speriamo in futuro di poter essere presenti a tutte le manifestazioni artistiche che si moltiplicano sul territorio sardo ma anche all’estero come Parigi, città che pensiamo di conoscere un pochino per averci passato gli ultimi cinquant’anni. Per citare Giuseppe Scaraffia al Festival Pazza Idea 2019 : «Comunque vada, avremo sempre Parigi», ma penso che dividere il mio tempo tra Cagliari e la capitale francese é ancora più ricco di spunti e sensazioni che cerco di materializzare attraverso i diversi reportage filmati che realizzo sia qui che lassù e le mie riviste «SARDONIA», in italiano et «Palazzi A Venezia» in francese. Auguri di fine anno e all’anno prossimo. V.E. Pisu

AMERICA’S CUP Il 7 dicembre porte aperte alla base cagliaritana di Luna Rossa. Tifosi e appassionati potranno conoscere da vicino i protagonisti e i segreti del team che cercherà di portare in Italia l’America’s Cup di vela. Durante la visita, i partecipanti avranno la possibilità di testare le proprie abilità come grinder, trimmer, rigger o timoniere.

Dal 23 al 26 Aprile 2020

Prima tappa dei America’s Cup World Series ACWS

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a notizia che la prima tappa delle America’s Cup World Series (ACWS) si svolgerà a Cagliari, in Sardegna dal 23 al 26 aprile 2020 è stata annunciata durante un evento organizzato dal Challenger of Record della 36^ America’s Cup Presented by Prada presso la clubhouse dell’Harbour Court del New York Yacht Club di Newport, Rhode Island. I quattro giorni di regata in Sardegna il prossimo aprile vedranno l’isola italiana ospitare il primo evento competitivo dei rivoluzionari monoscafi volanti AC75 al momento in costruzione dai team – il Defender dell’America’s Cup Emirates Team New Zealand, il Challenger of Record Luna Rossa Prada

Foto Vittorio E. Pisu

Cagliari JeT’aime

Pirelli Team (ITA), INEOS Team UK (GBR), NYYC American Magic (USA) e Stars + Stripes Team USA. A rappresentare Luna Rossa Prada Pirelli Team – che ha la sua base a Cagliari - Vasco Vascotto, noto velista italiano, il quale ha confermato che Cagliari sarà la sede perfetta per i team che si sfideranno per la prima volta a bordo dei loro AC75. “La Sardegna è rinomata per essere un campo di regata eccellente.” Ha dichiarato Vascotto. “Questa è una delle ragioni per cui abbiamo scelto l’isola come base per la nostra sfida alla 36^ America’s Cup. Non vediamo l’ora di dare il benvenuto agli altri team e ai fan delle America’s Cup World Series per quella che siamo sicuri sarà una spettacolare tap-

pa inaugurale.” Kevin Shoebridge, COO del Defender Emirates Team New Zealand ha sottolineato l‘importanza della tappa in Sardegna delle ACWS. In tema di progettazione la serata di Newport ha ospitato una discussione tra John Marshall (USA) - nove partecipazioni e tre vittorie all’America’s Cup e Robyn Lesh (USA) membro del team di progettisti di NYYC American Magic con una laurea all’MIT. Alla discussione hanno partecipato, in teleconferenza dalla loro base in Sardegna, Horacio Carabelli (BRA) e Mario Caponnetto (ITA) progettisti di Luna Rossa Prada Pirelli Team.. La Prada Cup ha infine presentato Attitude Ocean, iniziativa per la sostenibilità degli oceani, il cui elemento chiave è la collaborazione con la United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO) sul programma Decade of Ocean Science for Sustainable Development che inizierà nel 2021. A parlare in video è stato Julian Barbière, a capo dell’IOC-UNESCO, che ha commentato: “Promuovere la sostenibilità degli oceani non è una scelta: la vera sopravvivenza di questo pianeta dipende alla salute dell’oceano. La scienza degli oceani è fondamentale per guidare il processo decisionale e l’innovazione sostenibile. “Il mondo della vela, grazie all’ampio pubblico che è in grado di raggiungere, può rappresentare una potente piattaforma per difendere, educare, promuovere soluzioni innovative e coinvolgere il settore privato.”

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Photo Vittorio E. Pisu

Sardegna. Il percorso espositivo, che ospita oltre 150 opere realizzate da circa 40 artisti sardi, è stato inaugurato nella sala convegni del Museo Murats, alla presenza del sindaco di Samugheo Antonello Demelas e dei curatori, Baingio Cuccu e Anna Rita Punzo. La mostra raccoglie le opere degli artisti che hanno fatto del rapporto con filo, fibra, polpa e materia tessile la cifra stilistica della propria produzione o il felice esito di sperimentazioni temporanee nate dalla volontà di confrontarsi con le infinite potenzialità della Fiber Art e sarà visitabile fino al prossimo 1°marzo. Con la mostra “Inventario 20. Biennale Fiber Art della Sardegna”, il Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda prosegue la propria indagine sul complesso rapporto di relazioni e contaminazioni tra arte, tessile e fibra. l MURATS, Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, prosegue la propria indagine sul complesso rapporto di relazioni e contaminazioni tra arte, tessile e fibra con un progetto nuovo e inedito: la prima Biennale della Fiber Art della Sardegna. La mostra, curata dal Direttore del Museo Murats Baingio Cuccu e da Anna Rita Punzo, vuole essere il primo passo di un percorso di ricerca e mappatura dei linguaggi contemporanei sviluppati dagli artisti sardi che, si sono confrontati, an-

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che per solo una parte della propria ricerca, con le peculiari declinazioni tecniche, materiche, concettuali e performative di questa corrente artistica La Fiber Art. È una corrente artistica sviluppata a partire dal ventesimo secolo, in particolare grazie all’artista francese Jean Lurçat, specializzato nella produzione di cartoni da arazzo fattosi promotore di questa nuova tecnica artistica che si rifà molto all’arazzeria: già a partire dal 1920 al Bauhaus si sperimentava l’uso di fibre e materiali come la seta artificiale, il metallo il cellophane e la ciniglia nella disciplina di tessitura, tutte tendenze che hanno dato origine, trent’anni dopo, alla fiber art vera e propria che si è sviluppata in Usa, Giappone, Canada e in-

fine in Europa. Il boom creativo effettivo però è stato negli anni 60/70 in cui questa forma d’arte ha raggiunto le sue forme più alte e disparate di espressione. “Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno creduto e lavorato alla realizzazione di questa Prima edizione di ‘Inventario 20. Biennale Fiber Art della Sardegna’, hanno commentato Baingio Cuccu e Anna Rita Punzo, “in particolare il sindaco e tutta l’Amministrazione Comunale, il personale della Cooperativa la Memoria Storica e i 40 artisti che hanno accettato il nostro invito e messo a disposizione le proprie opere per l’allestimento del percorso espositivo”. https://www.linkoristano.it/

INVENTARIO 20

BIENNALE FIBER ART dal 16/11/2019 al 01/03/2020 Curatori: Anna Rita Punzo Baingio Cuccu MUSEO MURATS via Bologna - Samugheo

Tel/fax. 0783 631052 http://murats.it/

VINICIO CAPOSSELA CAPODANNO 2020

Martedì, 31 dicembre 2019 Piazza Yenne: ore 22,30

Vinicio Capossela a seguire (dopo mezzanotte) Dj set con Nicola Musu

Piazza San Giacomo ore 22,30 – Mambo Django a seguire Dj set con Foxi e Herny

Piazza Santa Croce: ore 22,30 –Smash Hits a seguire Dj set con Bettosun

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inicio_Capossela_in_concerto_in_Sardegna per Capodanno 2020 a Cagliari. Anche stavolta i rumors sono stati confermati, al bando per il Capodanno 2020 promosso dal Comune di Cagliari ha partecipato solo la “Vox Day“, che per la nuova edizione del “Capodanno diffuso cagliaritano” ha proposto il cantautore Vinicio Capossela. Sarà quindi l’artista assieme alla propria band, ad accompagnare il pubblico verso il nuovo anno nella notte di San Silvestro. L’annuncio è stato dato questa mattina 18 Novembre 2019, dal Comune di Cagliari in conferenza stampa. Sarà quindi Capossela la star del Capodanno a Ca-

Photo Vittorio E. Pisu

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aperta a Samugheo la prima prima biennale della Fiber Art

gliari, il capoluogo isolano continua quindi con la scelta degli ultimi anni, nomi importanti per la notte del 31 dicembre, artisti di gran classe ma non tali da essere in grado di attrarre grandi folle con il proprio nome e la propria musica, ricordo al contrario il Capodanno 2020 di Olbia con Elisa. Vinicio Capossela è un cantautore di ormai 54 anni, nato in Germania da genitori irpini, ma che vive sin da piccolo in Italia, scoperto da Francesco Guccini, ha vinto qualcosa come quattro targhe Tenco (il Sanremo della canzone d’autore). Il grande artista intratterrà i presenti all’evento con brani emozionanti, canzoni struggenti, ballate e darà fondo a un repertorio che anno dopo anno si è

arricchito di grandi capolavori. Oltre ai pezzi citati nel prologo, con ogni probabilità, Capossela non mancherà di intonare altre famose composizioni quali “Scivola vai via”, “Il ballo di San Vito”; “Si è spento il sole”, “Parla piano”, “Marajà”, “Nella pioggia” e altri ancora. Quello che è certo è che la fantasiosa discografia di Capossela si compone ormai di sonorità per tutti i gusti, di brani ispirati alla cultura mediterranea, così come di canzoni dal ritmo balcanico, di pezzi sentimentali, così come di note ironiche e irriverenti. Considerata la ricorrenza in questione non è escluso che l’ispirato chansonnier proponga soprattutto brani più ritmati e quindi più ideali per balli e danze, ma è quasi impensabile che l’interprete prima o poi non inviti il pubblico a “chiedere al vento” che cosa possa essere l’amore. La sera dell’Ultimo dell’Anno, infatti, sono in programma altre esibizioni in altri siti della città; in Piazza San Giacomo, a partire dalle ore 22:30, si esibirà la band Mambo Django e a seguire il gruppo Foxi & Harry; nella location di Piazza Santa Croce, invece, a originare esclusive sonorità per aspettare e celebrare l’arrivo del nuovo anno saranno gli Smash Hits e poi il Dj Set Bettosun. La spesa? Il conto per i cittadini è salato, tra artisti, security e campagna pubblicitaria fanno 254 mila euro e il sindaco sta cercando nuovi fondi tra le pieghe di bilancio per offrire alla città dei fuochi d’artificio all’altezza. it.blastingnews.com/

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LIBRERIA COCCO COSTRUISCI UN NURAGHE la Sardegna delle principali case editrici scolastiche e delle edizioni Giuffrè. Nel 1972 in via Carlo Felice i due fratelli Cocco aprono un secondo punto vendita. I figli di Giovanni Cocco continuano a posteriori l’attività paterna, diventano i titolari delle librerie di via Manno e piazza Yenne, mentre un’altra libreria vede la luce in piazza Repubblica. Il nipote di Giovanni, Alessandro, è oggi il titolare della Libreria Cocco, sita in via Tuveri, in cui vi lavora con la sua compagna Federica. “Nel 2012”, confida Alessandro, “ho realizzato un sogno che avevo

da quando ero piccolo, ovvero quello di aprire la libreria di famiglia onorando ben 90 anni di storia. Nel 2015 ho invece riaperto la casa editrice La Zattera (attualmente distribuita in tutte le librerie della Sardegna e da quest’anno lo sarà anche a livello nazionale), alla quale collaborano Giovanna Uccheddu (editor), e Giancarlo Polizza, il quale distribuisce libri in tutta la Sardegna da ben 53 anni. L’ho fatto perché mi considero un imprenditore appassionato di imprenditoria. Per me il libro è solo uno dei tanti mezzi per fare cultura, infatti in li-

breria organizziamo una grande varietà di eventi, ospitiamo poi mostre artistiche e organizziamo tour letterari, tra i quali un divertente e suggestivo tour dei fantasmi in occasione della presentazione del libro Cagliari esoterica.” L’entrata nel Circuito Sardex. net segue la filosofia d’impresa di Alessandro. “Nel 2013 ho iniziato a osservare il Circuito. Notavo che più passava il tempo e più aumentava il numero di iscritti e di transazioni. Era un’attività che non poteva che crescere, oltre che un’eccellenza sarda. Sardex.net mi ha permesso di collaborare con imprenditori che investono in Sardegna e di avere clienti che altrimenti non avrei mai avuto.” https://sardex.net/libreria-cocco/ vedi intervista a https://vimeo.com/376185542

Vogliamo rafforzare il legame con i tanti sardi nel mondo che sono custodi della tradizione e della cultura millenaria della nostra Isola e ambasciatori della sua migliore immagine, perché ovunque siano andati a vivere si sono connotati per il loro profondo senso del dovere, del rispetto e della lealtà. Vogliamo mantenere fortissimo questo legame identitario con gli emigrati e i loro familiari in Italia e all’estero attraverso le massime espressioni della cultura nell’Isola: la costruzione di un nuraghe, nelle diverse forme artistiche, da parte degli emigrati, che abbiamo individuato come ‘missionari di Sardegna’, nelle città in cui operano i 121 circoli dei sardi. Christian Solinas Alessandra Zedda 7 Novembre 2019

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iassumendo la questione si tratta dell’invito, assolutamente ufficiale, rivolto dal Presidente della Regione Autonoma Sarda ai numerosi emigrati installati in più di cento ventuno nazioni estere, a costruire un nuraghe in modo da far conoscere la Sardegna e la sua cultura. Certo nella mia qualità di emigrato e di architetto, come non essere lusingato dal fatto di ripercorrere, almeno nel “L’Isola di Pietra”, i passi del famoso Dedalo che arrivato in Sardegna con le ali che aveva costruito (fatali al fillo Icaro avvicinatosi un pò troppo al sole) si dedicò, almeno secondo lo scrittore sardo Marcello Serra, alla realizzazione dei famosi Nuraghi.

Photo Vittorio E. Pisu

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Photo Radio X

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accontare la libreria Cocco è come raccontare una parte della storia di Cagliari, ma soprattutto significa raccontare la storia di tre generazioni. Subito dopo la maturità classica, Giovanni Cocco apre il primo negozio, una rivendita di libri universitari, professionali e di narrativa, in piazza Yenne nel 1929. Anche una delle librerie storiche del capoluogo sardo, però, conoscerà gli effetti della guerra. Durante la seconda guerra mondiale Cagliari è una delle città più bombardate e la libreria Cocco non viene risparmiata. Giovanni Cocco riesce a salvare qualche libro e si rifugia a Sinnai. Alla fine della guerra, insieme al fratello Antonio, non rinuncia al suo sogno. Aprono la storica, prima vera e propria libreria di via Manno negli anni ’40, che avrà molta fortuna, figlia anche del boom economico che contraddistinguerà gli anni successivi. La libreria Cocco inizia subito a fare da rappresentanza per la Sardegna delle maggiori case editrici scolastiche e di Giuffrè, leader del settore giuridico. Negli anni ’50 nascono l’agenzia scolastica Cocco, l’agenzia Giuffrè e la casa editrice La Zattera, diventando un importante punto di riferimento nella distribuzione libraria in tutta

Però se posso dare un consiglio al Presidente di tutti i sardi, forse sarebbe più economico che gli emigrati indossassero semplicemente il costume del loro paese, costumi che si possono ammirare all’occasione delle numerose sagre, prima fra tutte lo scioglimento del voto a Sant’Efisio, a Cagliari, costumi bellissimi e suntuosi senza dimenticare i vari Mamutones, Boes, Bertules ed altri Socadores. Potrebbero inoltre farsi accompagnare da una pecora, al posto di un cane o di un gatto, sottolineando ancora di più la catteristica della Sardegna, più importante riunione di ovini di tutta l’Europa. Senza parlare poi della distribuzione di culurgiones o di fregola sarda che gli stessi potrebbero offrire

alla cantonata, certo un bel porchetto arrosto sarebbe più caratteristico ma un pò troppo impegnativo senza contare certe controindicazioni religiose. A volte mi chiedo se un complotto planetario non sia in atto in questo momento, perché dopo un certo Trump eletto Presidente degli Stati Uniti, per non parlare dei nostri comici nazionali al governo che non perdono un occasione per rubare il lavoro a quei lavoratori dello spettacolo che il comico lo fanno per farci ridere. Così nella stessa serie ci siamo ritrovati in Sardegna con un Presidente dello stesso genere, anche se non ha la mèche bionda. Sapendo che la Sardegna é la regione d’Italia con la più alta concentrazione di monumenti e reperti archeologici. Si calcolano all’incirca settemila nuraghi ufficialmente recensiti, senza contare les domus des janas, i pozzi sacri, i dolmen ed altre tracce dell’ingegniosità umana che risalgono fino al XV secolo a:C. Suggerisco invece al nostro Presidente di occuparsi piuttosto dei nuraghi esistenti che hanno bisogno assolutamente di manutenzione, cure, organizzazione delle visite, senza parlare della pubblicità possibile all’estero senza bisogno di costruire non dico delle pallide, inutili e, sicuramente orribilmente comiche imitazioni degli eccelsi monumenti che costellano il nostro paesaggio e senza bisogno di andare a ridicolizzarsi mondialmente impiantandone dei fasulli altrove. Vittorio E. Pisu

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Foto Vittorio E. Pisu

PELLE DAL FICO D’INDIA

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corso degli ultimi anni ha coinvolto studenti e insegnanti nella partecipazione a numerose manifestazioni incentrate sulle nuove tecnologie Athlos s.r.l. è una Software Company nata nel dicembre 2007 su iniziativa di due giovani soci Marina Adamo e Alessandro Frulio. Da oltre 10 anni offriamo soluzioni innovative per il mercato dell’Human Machine Interaction (HMI). In modo particolare siamo interessati a quei settori ICT che impattano sull’insieme delle tecnologie dell’intelligenza artificiale e che abilitano le funzioni di elaborazione, gestione e rappresentazione della

conoscenza. Abbiamo deciso di chiamare la nostra società Athlos, in greco antico significa “sfida”, perché crediamo che l’innovazione tecnologica sia una sfida da affrontare quotidianamente e siamo convinti che l’intelligenza artificiale possa migliorare la qualità di vita delle persone. La partecipazione al MAKER FAIRE ROME 2019 insieme all’Istituto Comprensivo di Sestu si é rivelata così un vero successo. Vogliamo fare quindi i nostri complimenti al team vincitore e un grande in bocca al lupo per la finale in Cina e speriamo di portare loro fortuna!

ISTITUTO COMPRENSIVO SESTU Si comunica che il giorno 6 dicembre 2019 presso la sede di via Dante a Sestu, alle ore 16.30, il Dott. Carrus terrà un incontro pubblico sul tema del Gaming Disorder Via Dante1 09028 Sestu Tel 070260144 Fax 070262518 caic89400b@istruzione.it caic89400b@pec.istruzione.it

http://icsestu.edu.it/

LA POMPEI DEL MARE https://www.lemonde.fr/sciences/article/2019/09/25/en-sardaigne-des-tresors-megalithiques-en-danger_6013031_1650684. html?utm_medium=Social&utm_source=Twitter#Echobox=1569438070 https://www.ilsole24ore.com/art/la-pompei-mare Davide Madeddu

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n patrimonio da salvare finito sotto il fango migliaia di anni fa. Tesori megalitici, resti di quella che è stata definita la “Pompei finita sotto il mare” che secondo il quotidiano francese “Le Monde” sarebbero in pericolo. Patrimonio archeologico, al centro di una battaglia, rievocata dal quotidiano francese, che Sergio Frau giornalista scrittore esperto di archeologia, chiede di tutelare e valorizzare dando vita a quello che potrebbe essere «il più grande cantiere archeologico del mondo». «Quanto emerso con la scoperta dei Giganti di Monte Prama è solo una

Foto Vittorio E. Pisu

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giovanissimi allievi dell’Istituto Comprensivo di Sestu, sponsorizzati da Athlos, hanno partecipato alla gara Maker Faire Rome -The European Edition, ottenendo, dopo due giorni di qualifiche e competizioni il primo premio. Il team, composto da Lorenzo ed Elisa, grazie al supporto del coach, il prof. Flavio Orrù, insieme al team turco si preparano per volare in Cina e partecipare alla finale di un contest internazionale di robotica. La Maker Faire Rome è un vento che unisce scienza, fantascienza, tecnologia, divertimento e business dando vita a qualcosa di completamente nuovo: si impara, ci si diverte e si fanno affari. Con 105 mila presenze registrate nell’edizione del 2019 è il più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti ed il secondo al mondo per numero di visitatori. La squadra degli allievi di Sestu, chiamata MakeICS ha gareggiato con team provenienti da tutto il mondo vincendo il primo premio grazie a un progetto incentrato sulla programmazione di un robot chiamato mBot ribattezzato dai due studenti vincitori Joy-ICS. L’istituto comprensivo di Sestu da anni è uno degli istituti all’avanguardia in materia di innovazione e tecnologie e nel

piccola parte di quello che c’è sotto il fango, dice Frau. “Nel mio piccolo, nel 2005, ho fatto vedere una trentina di nuraghi sotto il fango. È tutta una zona, quella del Sinis, che presenta evidenti segni di aggressione marina. L’intero Sinis è una Pompei del mare, ci sono almeno 30, 40 nuraghi sepolti». Argomenti che Sergio Frau ha portato all’attenzione dell’Unesco e dell’Accademia dei Lincei e che sono stati affrontati anche il 6 ottobre nel corso di un convegno promosso da geografi a Sorgono, in provincia di Nuoro al centro del quarantesimo parallelo. Paese con

circa 200 menhir databili all’inizio del terzo millennio avanti Cristo e considerato da Sergio Frau al centro del mondo. «Veniva chiamata la linea degli olimpi che nella direzione verso oriente passa per il Salento (dopo la Sardegna è la zona più ricca di menhir) e poi monte Olimpo e Lemnos, Caucaso e via della seta sino a Pechino, dice Frau, sul versante opposto lungo la direttrice Baleari». Per Sergio Frau i nuraghi «seppelliti sotto il fango» potrebbero essere ventimila. Una stima avvalorata anche dai risultati dell’operazione “S’Unda Manna” che, con l’utilizzo del drone ha censito «100 nuraghi, molti dei quali mai segnalati e visibili solo attraverso foto aeree». Sergio Frau, che proprio attorno al tema ha scritto “Le Colonne d’Ercole. Un’inchiesta (Nur Neon, 2002)” e poi “Omphalos. Il Primo Centro del Mondo”, nel 2005 ha portato le foto del Sinis, «con tutti quei nuraghi sepolti», all’Unesco. «Per 20 giorni sono state esposte nel Corridoio Centrale della sede a Parigi». Da allora e dopo apprezzamenti e incoraggiamenti prosegue il suo viaggio di studio, tra ricerca e indagine sul campo e testi antichi. Davide Madeddu

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Photo Vittorio E. Pisu

GIOVANI IN FUGA

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ciologa, la situazione è persino peggiorata. Allora si trattava davvero di perdita di manodopera perché c’era un piano di Rinascita. Oggi è tutto diverso. Non c’è un’idea di Sardegna, non c’è una visione: è questo che sconforta le persone». E resta il problema di fondo: in una regione che non offre opportunità perdiamo i giovani, la leva della crescita, dello sviluppo, del futuro di ogni paese. «Posto che la mobilità delle persone non la si può controllare, è possibile invece intervenire sulle cause della fuga (avverte Sabrina Perra)da un lato puntando su istruzione e formazione professionale, dall’altro sulle condizioni necessarie per la qualità della vita, dalle infrastrutture come le

strade ai trasporti interni, ai collegamenti aerei. Sono processi che vanno governati a partire da una domanda: perché la Sardegna non è attrattiva né per le imprese né per le persone?». Anche Emanuela Marroccu, direttrice del Crenos (Centro ricerche economiche Nord Sud), dice che «il problema non è che i giovani vanno via, fenomeno normale tanto più quando hanno un solido bagaglio culturale e un’alta specializzazione. La nota dolente è la fragilità del tessuto economico dell’Isola che non ha capacità di attrazione». Nel piccolo, dice, «è stata un’esperienza molto positiva il cantiere di Luna Rossa dove oltretutto è stato coinvolto il Crs4». Francesco Bachis, ricer-

catore di antropologia culturale dell’Università di Cagliari, dice che «lo spopolamento non va letto come un fenomeno semplicemente idraulico perché oggi, tra chi ad esempio lavora fuori e ritorna a casa nel fine settimana, o chi ha una seconda casa e magari ne fa un b&b, ci sono modi diversi di vivere in paese». Anche chi è andato all’estero, sottolinea, «mantiene i legami con la comunità, soprattutto attraverso la rete, e partecipa alla vita sociale. Ciò non significa che non esistono i problemi legati a spopolamento ed emigrazione, perché all’effettiva residenza sono legati processi economici, sociali e comunitari, ma senz’altro, questo modo di vivere “fra più luoghi” contribuisce a far “restare paese” alcune comunità che da un punto di vista demografico sarebbero spacciate da tempo». Piera Serusi https://www.unionesarda.it/sardi-nel-mondo

SUIVEZ LE RYTHME MARIA LAI

DAL 4 DICEMBRE 2019 AL 10 GENNAIO 2020 ISTITUTO CULTURALE ITALIANO PARIGI 50, rue de Varenne Paris 75007 https://iicparigi.esteri.it/

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n occasione del centenario della nascita di Maria Lai (Ulassai 1919-Cardedu 2013), l’Istituto Italiano di Cultura organizza una mostra dedicata all’artista, in collaborazione con l’archivio Maria Lai, la Fondazione Stazione dell’Arte e con il patrocinio della città di Ulassai. Dopo le due grandi mostre dedicate all’artista sarda al Museo degli Uffizi di Firenze nel 2018 e al MAXXI di Roma nel 2019, Maria Lai: “Suivez le Rythme” è la prima retrospettiva dedicata all’artista sarda a Parigi. La mostra si concentra in particolare sulle strategie utilizzate dall’artista per

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un’emorragia continua, un movimento inarrestabile e il peggio è che, al momento, non si vede rimedio. Sono 3.500 i sardi che lasciano l’Isola per andare a lavorare all’estero, senza contare i 10mila che fanno le valigie per prendere la residenza nella penisola. Una fuga ripresa regolarmente all’inizio del Duemila (oltre un migliaio all’anno), con un’impennata evidente (2.593) nel 2013 e poi la perdita fissa, costante con oltre 3mila residenti espatriati prevalentemente in Germania, Regno Unito e Spagna. Si tratta perlopiù di giovani laureati della fascia tra i 25 e i 34 anni, nonché i ragazzi di 18-24 anni. A conti fatti, secondo i dati DemoIstat, dal 1995 a oggi gli emigrati sardi all’estero sono 40.500, con oltre 27mila giovani (18-35 anni) trasferiti definitivamente. «Il problema vero - avvisa Sabrina Perra, sociologa dell’Università di Cagliari - è legato a quanti non tornano e, soprattutto, a coloro che non arrivano. I giovani partono anche dalle regioni più ricche, dall’Emilia Romagna come dalla Lombardia, ma non è un’emergenza perché appunto c’è una mobilità continua. In Sardegna non è così: qui non ci vuole venire nessuno». L’Isola non offre opportunità. «Non è attrattiva né per i lavoratori con bassi profili professionali né per i profili più alti e specializzati». Rispetto all’emigrazione della seconda metà del Novecento, spiega la so-

rendere accessibile la sua arte. Tra le opere esposte vi sono: libri cuciti, geografie, telai, giochi di carte e testimonianze dei suoi interventi ambientali, in particolare di “Legarsi alla montagna” (1981), esempio “avant la lettre” di “arte relazionale”. Durante la sua formazione, Maria Lai è stata influenzata dallo scrittore Salvatore Cambosu, che era il suo insegnante di italiano al liceo. Per la giovane donna autodidatta, Cambosu leggeva solo poesie. “Non importa se non capisci, segui il ritmo.“ Egli per primo comprende la difficoltà della bambina nell’inserimento scolasti-

co e per primo scopre la sua sensibilità artistica; grazie a lui, la giovane allieva ulassese si farà carico dell’importanza e del valore del latino e delle poesie e scoprirà “il valore del ritmo delle parole che portano al silenzio”. Nel 1939, iscrivendosi al Liceo Artistico di Roma, dove conosce maestri di scultura come Angelo Prini e Marino Mazzacurati, i quali vedono subito in lei un segno maturo e molto maschile, estremamente essenziale e rapido. Trasferitasi a Venezia senza aiuto finanziario alcuno da parte della famiglia, s’iscrive all’Accademia di Belle Arti, dove frequenta un corso di scultura. Maria Lai ha lavorato una vita per dare sostanza e vita a questo invito, facendo dell’arte un’esperienza poetica e sociale. L’inaugurazione avverrà alla presenza di Davide Mariani, curatore della mostra e direttore della Stazione dell’Arte di Ulassai e Grazia Quaroni, direttrice delle collezioni della Cartier Foundation for Contemporary Art (s.r.) Ricordiamo inoltre che al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma – e fino al 12 gennaio 2020 – sono esposte le meraviglie di Maria Lai. Tra opere, fiabe e video, una grande e imperdibile retrospettiva della geniale artista sarda, tra le voci più singolari dell’arte italiana contemporanea. La mostra è intitolata: Maria Lai “Tenendo per mano il sole”..

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GAS DAL FICO D’INDIA AUGUSTO BISSIRI d’india. Dopo essere stato frantumato, entra nel biodigestore in cui viene prodotto il gas e quindi passa a un filtro per rimuovere il contenuto di acido. Il rendimento del biogas dei cactus è paragonabile a quello della benzina normale e il suo costo è inferiore del 33%, 12 pesos per litro ($0,63). Ha un ulteriore vantaggio, non danneggia l’ambiente. “Una volta ottenuto l’impianto, ci siamo resi conto che potevamo utilizzare non solo il potenziale calorico del prodotto (raggiunge il 97% di contenuto di metano) in sostituzione della benzina, ma anche le emissioni inquinanti erano pari allo 0%”. Da un impianto da 140.000 litri di sussistenza si è passati a tre impianti ad 2 milioni e mezzo ciascuno.

La fabbrica dove viene prodotto il carburante si trova nella comunità di Camémbaro, nel comune di Zitácuaro. Questo carburante ecologico “è pronto per essere usato da qualsiasi veicolo, da qualsiasi modello”. Per fare questo è sufficiente installare un serbatoio di gas naturale. Uno dei primi clienti del carburante è il governo municipale di Zitácuaro, che ha già firmato un accordo per fare il pieno ai veicoli della polizia e alle ambulanze. Secondo Sosa López, l’impianto produce tra le 300 e le 400 tonnellate per ettaro su terreni contaminati, che alla fine del processo vengono puliti. Pertanto, il proprietario dell’impianto ha indicato che, sebbene “in Messico

siano stati condotti test con mais e canna da zucchero, i risultati e le quantità di biomassa che questi prodotti danno non sono paragonabili alla produzione di biogas con il fico d’india. Questa pianta è di gran lunga superiore a qualsiasi altra”. Un’altra “conseguenza meravigliosa” dell’uso di questo cactus, ha spiegato il proprietario dell’impianto che impiega circa 70 persone, è che genera da due a quattro posti di lavoro per ettaro. Oltre a non contaminare i combustibili fossili, nell’industria del biogas dei cactus si utilizzano anche i rifiuti. “Il liquido che rimane dopo la produzione viene usato come fertilizzante organico naturale, in Messico è molto importante perché importiamo fertilizzanti a prezzi molto alti, non sprechiamo nulla e chissà quali ulteriori benefici troveremo in futuro?” A quando in Sardegna ? Fonte: Sputnik

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ew York, 1905. Tra i tanti giovani sardi arrivati nella Grande Mela alla ricerca di nuove opportunità c’era anche il ventiseienne Augusto Bissiri. Proveniva da Seui, un piccolo centro della Barbagia Di Seulo, con la valigia ricolma di speranze e di fogli su cui annotava disegni e calcoli: già, perché era un inventore, Augusto. Nel 1906, appena un anno dopo il suo sbarco in America, fu lui ad ideare l’antenato della televisione, un apparecchio capace di trasmettere le immagini da un luogo all’altro. Oggi quasi più nessuno ricorda il suo nome, eppure, senza il suo contributo, probabilmente il mondo di oggi non avrebbe il volto che conosciamo. Augusto Bissiri era nato a Seui nel 1879 e lì aveva trascorso tut-

ta l’infanzia, frequentando le scuole locali. Durante gli anni delle Superiori si era trasferito a Cagliari e poi ancora a Roma, dove aveva conseguito la laurea in Giurisprudenza. Tuttavia si era presto accorto che il suo vero talento non si sarebbe espresso nelle aule dei tribunali, ma nel mondo della scienza e della tecnologia. La sua prima grande invenzione, nel 1900, fu un geniale congegno per evitare lo scontro tra i treni. La scoperta non passò inosservata e venne presto adottata sia dalle grandi società di trasporti americane che da quelle sarde: l’allora gestore delle Tranvie del Campidano, Luigi Merello, la mise in

Photo Vittorio E. Pisu

Photo Vittorio E. Pisu

imenticatevi del petrolio. Il Messico inizia a produrre carburante con i fichi d’india NopaliMex, una impresa unica al mondo, produce biogas a un prezzo minore dei combustibili fossili e senza produrre gas contaminanti. Tutto iniziò con il mais, nello stato di Michoacán, quando un esperto produttore di tortillas, il cibo più popolare in Messico, iniziò un esperimento per cercare di abbassare i costi della sua materia prima. “I costi maggiori in questo settore sono il gas e l’elettricità, basta una leggera caduta del peso o una svalutazione della valuta per far salire drammaticamente i prezzi, volevo trovare un modo per ridurre questo impatto sui consumatori di tortilla. Così è nato l’impianto di biocombustibile basato sulla biomassa del fico d’india”, ha detto il proprietario dell’azienda, Rogelio Sosa López. Nel 2009, la società ha avviato piantagioni di cactus, la costruzione dell’impianto industriale che comprendeva biodigestore, attrezzature per la pulizia e un generatore elettrico, e ha effettuato test di funzionamento un anno dopo. Così ha ottenuto il primo biogas a base di fichi d’india. Oggi l’impianto per la produzione di tortillas funziona interamente a base di biogas, l’obiettivo è stato raggiunto. “Con quello che abbiamo risparmiato, la nostra tortilla è diventata il 30% più economica” ha affermato Sosa Lopez. Il processo di produzione del biogas inizia con la macinazione del fico

azione nella tratta che collegava Cagliari e Quartu. Ma fu nel 1906, un anno dopo il suo arrivo in America, che Bissiri progettò l’invenzione destinata a entrare nella storia: presso la sede del quotidiano “New York Herald” lo scienziato riuscì, attraverso un macchinario di sua creazione chiamato “Live Picture Production”, a trasmettere un’immagine fotografica da una stanza all’altra. La notizia si diffuse e fece rimbalzare il suo nome su tutti i quotidiani dell’epoca; persino il sindaco di New York gli dedicò una targa, tutt’ora conservata a Seui presso la Casa Farci. Ma le sue ricerche non terminarono qua. Bissiri continuò a perfezionare

il progetto e, nel 1917, riuscì ad ottenere un altro straordinario risultato: teletrasmettere via cavo alcune immagini dalla redazione del quotidiano London Daily Mail di Londra alla sede newyorkese del New York Times. Era ufficiale: il tubo catodico aveva appena visto la luce e Bissiri ne registrò il brevetto il 7 agosto 1922. Tutta la sua vita fu dedicata alla ricerca tecnologica, come dimostrano le tante apparecchiature da lui realizzate: congegni a pedale per girare le pagine degli spartiti musicali, posacenere con spegnimento automatico dei mozziconi, strumenti per la registrazione vocale, nonché una sorta di cerbottana per il lancio di piccoli aerei di legno e un dispensatore di palline a moneta. Nel 1968 Bissiri si spense nella sua casa di Los Angeles e lentamente la sua figura venne dimenticata. Negli stessi ambienti sardi in cui era stato ampiamente celebrato dopo l’invenzione del “Live Picture Production” (leggiamo sull’Unione Sarda del 22 maggio 1906 “Ai valorosi che, come il giovane Bissiri, per il bene dell’umanità si sacrificano, vada il nostro plauso e la nostra ammirazione”) non si parlò quasi più di lui. Solo a Seui, dove a lui e al fratello Attilio è intitolato il Liceo Scientifico, pare che il ricordo di questo illustre cittadino sia ancora vivo.

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e Rivoluzione. Un richiamo alla forza dirompente e spesso eversiva della bellezza in tutte le sue forme, alla sua potenza educativa per tutte le generazioni, soprattutto alla sua funzione salvifica nei tempi difficili che viviamo. Tutti elementi rivoluzionari, perché capaci di attivare cambiamenti e progresso. Luna Scarlatta è un’associazione culturale che si occupa di ideare, progettare e realizzare eventi culturali. Nasce dall’esperienza di due organizzatrici, Emilia Fulli e Mattea Lissia, che da oltre dieci anni lavorano a festival, rassegne, forum, convegni, dibattiti, vernissage, mostre, prime teatrali e cinematografiche, appuntamenti grandi e piccoli in ambiti culturali diversi: letteratura, ci-

nema, musica, arti visive, teatro. Per questi eventi hanno curato progettazione, coordinamento organizzativo, segreteria organizzativa, piani e strategie di comunicazione, ufficio stampa, relazioni esterne, supervisione dei contenuti e regia degli eventi, rapporti con le istituzioni e i finanziatori, stesura di progetti, coordinamento editoriale e redazione di testi, copywriting. Si sono occupate anche di attività rivolte a fasce di utenti speciali: con progetti dedicati ai ragazzi, ai bambini ospedalizzati, ai detenuti, ai sofferenti per problemi di natura psichica. Dando a tutti i progetti la stessa cura e la stessa attenzione. https://www.lunascarlatta.it/

Supporta Pazza Idea!

Anche quest’anno, da mesi, lavoriamo per costruire il nostro festival, questa grande Pazza Idea, come sempre con tutto il nostro entusiasmo. Ma adesso scopriamo che non possiamo avere una grande fetta dei finanziamenti previsti e di cui abbiamo bisogno. Il festival si farà, nonostante le difficoltà economiche: ma abbiamo bisogno del vostro contributo, anche piccolo ma sempre preziosissimo. Perciò siamo qua a chiedere tutto il vostro supporto. Se il Festival è nelle vostre corde, l’avete visto e vi è piaciuto, ne avete sentito parlare e vi ha incuriosito, se apprezzate la bellezza rivoluzionaria di progetti come questo, sosteneteci! Anche un piccolo contributo può fare la differenza per noi. Donate sul nostro IBAN:

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l centro della Sardegna si trova la Marmilla, che i romani chiamavano così per le colline a forma di mammelle, lavora un cuoco resistente. Roberto Petza è un conservatore e un progressista. Preserva con ostinazione e coraggio un patrimonio fatto di gusti e tecniche, di conoscenza e gesti antichi. Ed è un progressista perché ha capito che il passato è l’unica via per conquistare il futuro. Aggiorna la tradizione sarda con nuove prassi esecutive, nuovi abbinamenti, nuove estetiche e una nuova idea di ristorazione. Il suo ristorante è il simbolo di questa vocazione multipla: S’Apposentu si trova nella vecchia casa padronale dei pastai Puddu, eredi di una tradizione che sembrava estinta. Casa Puddu non è un museo, ma un laboratorio di esperienza e di

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PAZZA IDEA 2019 ROBERTO PETZA

Foto Vittorio E. Pisu

l festival Pazza Idea esplora i complessi scenari sociali e culturali della contemporaneità attraverso la capacità interpretativa e divulgativa dei libri, offrendo occasioni di incontro e confronto. Attraverso lo sguardo sempre diverso e privilegiato dell’arte, esplora i nostri tempi offrendo spunti di riflessione e visioni singolari, attraverso un percorso tra libri, narrazioni, nuovi linguaggi, arte, cinema, poesia e interattività. E' un progetto su libri e lettura ma che punta sulla creatività, sui nuovi linguaggi, sull’attenzione e il coinvolgimento dei giovani lettori. E Pazza idea tratta di creatività non solo come estro artistico, ma come capacità di leggere il presente e affrontare il futuro: strumento di analisi e comprensione del quotidiano, arma di problem solving e di innovazione, ingrediente fondamentale per la creazione di un percorso professionale e personale autentico e proprio. Pazza idea propone un percorso letterario attraverso incontri, workshop applicativi, reading, panel, proiezioni che coinvolgono scrittori, filosofi, registi, sociologi, musicisti, registi, autori TV, opinionisti, giornalisti, creativi, esperti di cultura digitale, blogger, imprenditori, ricercatori. Tutti impegnati a parlare di creatività da diversi punti di vista, come strumento necessario a guidare il quotidiano, i percorsi culturali, artistici, formativi. L'edizione 2019 è dedicata ai grandi temi di Bellezza

dedizione alla grande cucina. E soprattutto una casa accogliente, un salotto buono (s’apposentu, appunto) dove è bello tuffarsi nei piatti dello chef, microcosmi di bontà e di storie. Ogni portata è un racconto. La pecora, il maialino, il pollame, le erbe, i grani, i legumi, i formaggi narrano una terra ancestrale e onesta. La storia continua poi nel vasto, limpido mare sardo con i pesci poveri, dimenticati, che lo chef seleziona personalmente nello splendido mercato ittico di Cagliari. I sapori arcaici si trasformano così in nuove creazioni, nuove avventure. E si capisce alla fine che l’eleganza della cucina di Petza nasce dall’autenticità. Scriveva cosi Gianluca

Biscalchin, ma adesso come già accaduto per S’Apposentu al Teatro Lirico di Cagliari, anche il ristorante di Siddi, aperto nel 2010 e pluripremiato tra Stella Michelin, Tre forchette Gambero Rosso, massimo punteggio tra i sardi per la Guida Espresso, non riaprirà i battenti. Infatti Roberto Petza ci informa su Facebbok che: In questi giorni ho chiuso un accordo anche col comune di Siddi, proprietario dell’immobile che mi ha ospitato per 10 anni. Con la consegna delle chiavi si chiude un ciclo. Tante gioie e qualche amarezza in questo periodo trascorso in Marmilla, i sentimenti che si sovrappongono sono vari e contrastanti e non sto qui a raccontarveli tutti per non annoiarvi. Sono contento di chiudere

questa parentesi esattamente come lo ero dieci anni fa quando sono arrivato a Siddi. Ricordo quando alla mia dichiarazione “mi trasferisco a Siddi” tanti ribadivano “bravo fai bene trasferirti a Sidney!” C’era grossa crisi e pareva naturale che una persona con già un discreto successo oltre i confini andasse a sfruttarlo al meglio a Sidney e non a Siddi. Io invece decisi di stare e di accettare la sfida di atterrare come un extraterrestre nella zona più depressa della Sardegna. Chissà forse il richiamo dei bei momenti che da bambino trascorrevo in Marmilla con mia nonna toscana, sì sì non sono sardo doc!! qualcuno infatti dice che probabilmente ho preso peggio della testardaggine sarda e il peggio dell’ impulsività Toscana. Era la mia nonna che adoravo (non me ne voglia l’altra nonna). Comunque sia atterrai in Marmilla con tanta voglia di tornare alla terra, alla natura e ai suoi prodotti. Sono stati anni in cui mi sono tanto scontrato e rispecchiato col lato umano di noi isolani e isolati che ci porta a diffidare sempre del bello che ci cade addosso e a viverlo con diffidenza, con la convinzione che dietro il bello ci sia un prezzo da pagare in termini di dignità e onore. Per me è stata una esperienza illuminante sul piano umano, e spero di aver seminato qualche semino di autostima qua e là che chissà un giorno germoglierà . dissapore.com

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Foto unascarlatta.it

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’arte, formidabile interprete della realtà e veicolo di bellezza e progresso, si mobilita per sostenere la cultura a Cagliari e in Sardegna. Un’asta di opere di arte contemporanea

che copre tutto il panorama isolano, per aiutare l’associazione Luna Scarlatta, che ha appena chiuso l’edizione 2019 del festival letterario “Pazza Idea” nella sua storica sede del Centro d’arte e cultura Il Ghetto, nonostante le enormi

a novembre, non possiamo fermarci a ottobre , non possiamo farlo anche nel rispetto delle regole di chi ci ha sostenuto e continua a farlo.” Donatori di opere per la cultura che soffre: questo il titolo scelto per questa straordinaria iniziativa di supporto alla cultura del capoluogo sardo, che si svolgerà a Cagliari venerdì 6 dicembre, nel Centro d’arte e cultura il Ghetto, in via Santa Croce, 18. alle ore 17,00. Un entusiasmo che ha contagiato decine di artisti che hanno donato la loro opera per una vera e propria asta, che sarà condotta dal gallerista Dante Crobu e che rappresenta anche l’occasione per acquistare opere prestigiose e importanti che altrimenti avrebbero un valore di mercato più alto. Il promotore è l’artista visivo Mariano Chelo, sostenuto da “gli amici di Villanova”, che metterà a disposizione anche il suo spazio MAP di Via Giuseppe Garibaldi, 45 a Cagliari dal 3 al 5 dicembre per un allestimento delle opere donate all’asta, perché non solo la cittadinanza possa toccare con mano la quantità e qualità del panorama contemporaneo sardo ma anche e soprattutto perché i collezionisti e in generale i possibili acquirenti possano visionarle in anteprima. Comunicato stampa

difficoltà finanziarie legate a un importante contributo pubblico che quest’anno è mancato. “Il lavoro intorno al Festival inizia a gennaio – dice Mattea Lissia, direttrice artistica del festival - e www.pazzaidea.org dura tutto l’anno, fino www.lunascarlatta.it

Questi i donatori : DONATORI D’OPERE Amelia, PER UNA CULTURA Francesco Amadori, Luigi Angius, CHE SOFFRE Giorgia Atzeni, Pietrina Atzori, ESPOSIZIONE Francesco Argiolu, DELLE OPERE Sorelle Ariu, DAL 3 DICEMBRE AL 5 DICEMBRE 2019 Piera Barracciu, Antonio Mallus, Bonino Luciano, MOVIMENTI Carlo Budroni, ARTISTICI Simona Campus, PERIFERICI Ielmo Cara, Via G.Garibaldi 45 Annamaria Caracciolo, Cagliari Villanova Giulia Casula, Federico Cerulla, MESSA ALL’ASTA Mariano Chelo, Venerdì Nicola Cioglia, 6 Dicembre 2019 Conan, alle ore 18:00 Carla Cossu, CENTRO Giorgio Corso, D’ARTE Carlo Crasto, E CULTURA Nino Etzi, “IL GHETTO” Cristina Dell’Orfano, Via Santa Croce 18 Salvatore Farci, Cagliari Castello Ignazio Fulghesu, UFFICIO STAMPA Gabriella Ledda, Giuseppe Murru giuseppemurrustampa@gmail.com Marco Loddo, +39 346 6675296

Manu Invisible, Stefano Masili, Bruno Meloni, Francesco Mocci, Roberta Montali, Simone Mereu, Mauro Moledda, Paolo Ollano, Graziano Origa, Martina Palla, Primo Pantoli, Cristina Papanicas, Veronica Paretta, Antonino Pirellas, Giacomo Pisano, Valerio Pisano, Vittorio E. Pisu, Stefania Polese, Giorgio Podda, Mauro Rizzo, Alin Sandu, Josephine Sassu, Annamaria Secci, Alberto Soi, Rosaria Straffalaci, Nicola Testoni, Pia Valentinis La serata del 6 dicembre sarà accompagnata da una degustazione di vini delle Tenute Costadoria di Valledoria

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Nel 2010 era stato nominato presidente della commissione della Regione Sardegna per il Paesaggio e la qualità architettonica, prevista dal «Piano casa». Tra gli incarichi, quello di valutare l’eventuale impatto paesaggistico di ampliamenti su edifici preesistenti.[3] Il 2 Luglio 2010 è stata inaugurata una sua grande “Pietra sonora” nel giardino della Triennale di Milano in onore dell’amico Gillo Dorfles. Nel 2011 all’Istituto italiano di Cultura a Madrid ha inaugurato l’esposizione “Città sonore”. Nel 2012 ha esposto a Cagliari un “omaggio a Gaudì-Nostone” con le opere in ferro all’interno della Basilica di San Saturnino. L’11 luglio 2012 il Presidente della Repubblica ita-

Una riflessione sul rapporto tra arte e natura a pochi giorni dalla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2019, nota come COP25. Venerdì 29 novembre dalle 21.15 su Rai5, apre la serata di #ArtNight il documentario in prima visione assoluta “EARTH/Art”

di Monica Taburchi. A seguire il documentario di Marco Odetto “Pinuccio Sciola”, produzione originale Rai realizzata grazie ai preziosi materiali delle Teche che danno voce all’artista scomparso nel 2016 vedi anche https://vimeo.com/143230566

PROVA D’AMURI

ROSARIA STRAFFALACI DAL 29 Novembre AL 5 Dicembre 2019 dal venerdi alla domenica 15:00 /19:00

Lab HOMEGALLERY Pietrina Atzori Via E. d’Arborea 48 SAN SPERATE https://pietrina-atzori/ https://rosariastraffalaci. blogspot.com/

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on “PROVA D’AMURI - dal Kitsch al raffinato” sarà in mostra la recente produzione artistica di Rosaria Straffalaci. Rosaria scende in campo con tutti i sui medium e il suo poliedrico prestarsi all’arte, il suo essere artista totale. In questa mostra sono proposti una serie di oggetti di uso comune, vintage e contemporanei manipolati dall’artista. A questa recente produzione approda attraverso un percorso di osservazione del “SE”, al quale fondamentalmente sembra volerci invitare. Una indagine che la vede impegnata da circa quattro anni in cui si osserva, scava, svela, copre riscopre, modifica, adatta, interpreta, giu-

Foto Rosaria Straffalaci

opere monumentali sono state collocate nel Palace Trianon di Versailles, opere che saranno in mostra, l’anno successivo, nel parco del Centro Kunst Project di Barndorf Bei Baden presso Vienna. Nel 1996 sono nate inoltre le pietre sonore suonate per la prima volta dal percussionista Pierre Favre al Time in Jazz di Berchidda, in Sardegna. Nel 1998 ha partecipato alla Biennale Europea di Niederlausitz presso Cottbus in Germania. Nel 2000 sue opere sono state sia all’Expo internazionale di Hannover che all’Avana. Nel 2002 il Müvészet-Malom Szentendre di Budapest ha dedicato all’artista una grande mostra antologica, mentre agli inizi del 2003 Sciola ha avviato una collaborazione con l’architetto Renzo Piano, che scelse una monumentale scultura sonora per la Città della Musica a Roma. Nell’estate dello stesso anno, l’artista ha esposto una nuova serie di monumentali sculture sulla piazza della Basilica Inferiore di Assisi. Sempre nel 2003 è stato presente con le sue opere monumentali allo spazio Thetis di Venezia e nel 2004 ha inaugurato una grande mostra personale in Lussemburgo. Nel 2006 nel contesto di Villa delle Rose a Bologna viene realizzato “Impianto Sonoro Scolpito”, un percorso che propone l’arte e il suono delle Pietre sonore sotto forma di installazione interattiva. Nel 2008 Sciola ha ricoperto con i “Semi della Pace” il sagrato della Basilica di San Francesco ad Assisi.

Foto ArtNight

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iuseppe Sciola, conosciuto come Pinuccio (San Sperate, 15 marzo 1942 – Cagliari, 13 maggio 2016[1]), è stato uno scultore italiano. Nato in una famiglia di contadini, nel 1959 ha partecipato come autodidatta ad una mostra-concorso per studenti di ogni età ed ordine di studio, vincendo una borsa di studio che gli permette di frequentare il Liceo Artistico di Cagliari. Ha frequentato il Magistero d’arte di Firenze e l’Accademia Internazionale di Salisburgo dove ha seguito i corsi di Minguzzi, Kokoschka, Vedova e Marcuse. Nei suoi numerosi viaggi di studio per l’Europa ha conosciuto Giacomo Manzù, Fritz Wotruba, Aligi Sassu e Henry Moore. Nel 1967 si è iscritto all’Università della Moncloa a Madrid; l’anno successivo è a Parigi. Dopo aver trasformato il suo paese natale, San Sperate (CA), in un autentico “paese-museo” grazie all’esperienza artistica e sociale dei murales, nel 1973 si è recato a Città del Messico per lavorare con il maestro David Alfaro Siqueiros. Nel 1976 ha presenziato alla Biennale di Venezia e nel 1984 ha esposto alla Besana e in Piazza degli Affari a Milano. Nel 1985 le sue opere sono state alla Quadriennale di Roma e fra l’86 e l’87 una grande mostra itinerante ha toccato le più importanti città della Germania. Nel 1994 le sculture e le installazioni di Sciola sono state esposte nel parco del castello di Ooidonk in Belgio; nel 1996 alcune sue

stappone, mescola, in sintesi esplora l’immagine, esplorandosi. Lo fa senza risparmio adoperandosi con energia e generosità anche attraverso la contaminazione con altri artisti con i quali tenta di oltrepassare i confini dell’ego. In PROVA D’AMURI le opere sono inserite in una scenografia che evoca un tempo passato spensierato e leggero come quello della prima giovinezza per poi passare al presente adulto, disincantato consapevole, responsabile. La mostra e la scenografia sono curate dalla stessa artista che ivi si espande ed espone in una narrativa a tutto tondo. Alla mostra sarà abbinata una Lotteria attraverso cui al sorteggiato/a estratto verrà assegnato un’opera dell’artista.

liana Giorgio Napolitano lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Lo stesso anno, Napolitano ha inaugurato il monumentale tricolore di Sciola al porto di Cagliari “Le pietre della cultura per consolidare le fondazioni dell’unità d’Italia”. Nell’aprile del 2013 le opere dello scultore arrivano all’Italian Center di Shanghai, la mostra: “La Verità dei Materiali”. Nello stesso 2013 le pietre sonore sono esposte a Firenze Santa Croce. Nel 2014 Sciola è stato scenografo, presso il Teatro Lirico di Cagliari, dell’opera Turandot di Giacomo Puccini. Sempre nel 2014 ritorna allo spazio Thetis di Venezia. Nel marzo dello stesso anno è stato insignito del prestigioso premio: “Medaglia Beato Angelico” proprio nell’anno del 450º anniversario della morte di Michelangelo. Durante la cinquantesima edizione di Marmomacc a Verona l’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo conferisce il “Premio Donna del Marmo 2015″ allo scultore sardo per il suo importante contributo alla storia della scultura. Due settimane prima della scomparsa, Pinuccio Sciola, si trovava a San Pietro in Vincoli (Roma) all’interno della manifestazione “StoneTales” dove svelò di fronte al Mosè di Michelangelo la risposta alla famosa domanda dell’artista rinascimentale: “Perché non parli?”. Pinuccio Sciola muore il 13 maggio 2016, al suo funerale partecipano 8.000 persone.

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Foto Vittorio E. Pisu

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Fico”, rue Coquillières, lasciandovi poche chance di ottenere un posto a tavola. Non è raro, anzi molto frequente che le grandi case della moda e del commercio del lusso ,che non nominerò qui, richiedano i suoi servizi per fornire il catering delle diverse sfilate ed altre manifestazioni organizzate sia all’occasione dei momenti salienti della moda parigina che in altre celebrazioni d’importanza. Grazie ad un approvigionamento continuo in provenienza della Sardegna é in grado di offrire ai suoi commensali i sapori autentici dei prodotti sardi siano essi ani-

mali, vegetali o risultato di preparazioni come la pasta, i dolci e naturalmente i numerosi vini. Graziella confeziona inoltre diverse qualità di pane tipicamente sardo. Durante il laboratorio gastronomico che conduce presso l’Istituto, Nicola Pisu illustrerà le ricette e preparerà i piatti che verranno poi degustati dai partecipanti. Nel menù: prosciutto sardo, polpo alla griglia con erbe aromatiche, burrida, culurgiones di salsiccia e pecorino, panada di agnello con pomodori secchi e piselli, sebada al miele con agrumi e tartufo, pane frattau e vini naturali e biologici sardi.

NICOLA PISU

OPERE SPARSE

I sapori della Sardegna nel cuore di Parigi

SILVANO CARIA

Atelier gastronomico Martedì 3 Dicembre 2019

dalle 19 alle 21 h 70 € la séance (durée 2 heures) Inscriptions au 01 85 14 62 54 cours.iicparigi@esteri.it. ISTITUTO CULTURALE ITALIANO

50, rue de Varenne Paris 75007 https://iicparigi.esteri.it/

dal 23 Novembre al 15 Dicembre 2019

Casa dello Sport

Associazione Culturale STOA stoa.assoars@gmail.com Via Lo Frasso, 18 CAGLIARI

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ilvano Caria è un pittore sardo, dedito alle arti figurative da anni che si è imposto nel panorama dell’arte concettuale grazie ad un particolare utilizzo della tecnica mista, connubio ideale tra tecnica pittorica ed utilizzo sapiente di materiali naturali. Anche a livello stilistico, Silvano Caria sembra unire in questa avvincente immagine due mondi apparentemente lontani, come quello della pittura figurativa e quello dell’astrattismo, in un connubio che rende ottimamente l’idea del contrasto tra ogni persona (a quell’ora ancora rinchiusa nel proprio io e concentrata nei propri pensieri) e la città, come se ogni persona compo-

Foto Vittorio E. Pisu

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e la cucina è l’espressione di un paese, il talento gastronomico di Nicola Pisu rappresenta perfettamente l’isola di Sardegna, “tra terra e mare”. Originario del villaggio di Nurallao, situato nel cuore dell’isola, Nicola Pisu ha frequentato ottimi ristoranti a Venezia, Milano e Parigi, dove ha lavorato a “Casa Bini” e poi alla“Table du Huit“ della Maison Champs Élysées. Per dare libero sfogo alla sua creatività e rivisitare le ricette della tradizione sarda, si è poi trasferito al centro di Parigi nel quartiere che fu, prima del 1970, il luogo del mercato generale che dette appunto il nome che le è rimasto cioé Les Halles, dove ha aperto il suo ristorante “Il Fico”. Il pubblico che aveva saputo conquistare nei diversi luoghi dove ha esercitato il suo talento l’ha naturalmente seguito nella sua installazione, dove, coadiuvato dalla consorte Graziella, esperta sommelière, continua a regalare i suoi aficionados che si recrutano sia nel mondo dell’arte, della televisione ed anche in quello della moda. Impossibile trovare un tavolo al momento delle famose Fashion Weeks parigine. Modelle e stilisti, senza parlare dei truccatori ed altri fotografi, affollano i due piani de “Il

nente la folla, fosse inesistente, quasi trasparente. Silvano Caria nasce a Samassi nel 1948. I “luoghi” che ci propone non sono esclusivamente geografici, ma piuttosto circostanze di cui l’autore si è sentito parte e che prescindono dal posto in cui si trovava in quel preciso momento. Relative piuttosto, alle sensazioni bloccate in quell’attimo della propria esistenza. Per comprendere le opere di Silvano Caria non basta semplicemente guardarle: bisogna toccarle, perchè sono lavori che parlano attraverso le sensazioni tattili che trasmettono quando ce litroviamo di fronte. La materia ha infatti un ruolo centrale in tutta la sua produzione artistica perchè egli ama co-

noscere attraverso il tatto, trasformando e reinventando gli oggetti e i materiali,inserendoli in contesti inusuali o facendone un utilizzo inaspettato. Perciò va oltre il figurativo classico, senza che per questo Caria debba necessariamente essere inquadrato in una corrente dell’attuale panorama artistico e senza che ciò comporti la negazione della tecnica accademica appresa dai grandi maestri figurativi pavesi. Non è questo l’intento che l’autore si è prefissato quando ha deciso di mostrare le opere che egli stesso definisce “memorie nei cassetti”, la sua galleria di ricordi, di sensazioni, di momenti e luoghi che appartengono al suo vissuto. Lungi dall’idea di lasciare il pubblico senza chiavi di lettura per comprendere e commentare i quadri esposti, il suo intento è, all’opposto, quello di avvicinarci alla sua dimensione più personale, sperando di suscitare curiosità e alla fine un dialogo su quanto emerge dalla tela o da differenti supporti. La mostra si rivela, dunque, una inaspettata e ricchissima antologica attraverso la quale ci vengono proposti i temi e i risvolti che l’arte del pittore assume quando dipinge soltanto per sè e non per assecondare le regole del mercato. E offre una occasione quasi rara dal momento che egli è sempre stato restio ad esporre questi lavori creati in un lungo arco di tempo. https://www.facebook.com/silvanocaria

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to, giornalista e investigatore in Sardegna alla fine del XIX secolo, protagonista dei romanzi “Sempre caro”, “Sang du ciel”e “Les Hordes du vent”. Una quarta parte (La Parola profonda) sarà pubblicata. Ha iniziato un’altra serie storica intorno ad una famiglia Nuoro: “Il lignaggio del fabbro e ciò che è tuo”. sceneggiatore e romanziere, che è uno dei principali rappresentanti del giallo italiano (Comment nous dire adieu, Seuil, 2019) e Alessandro De Roma (nato nel 1970 a Carbonia, Laureato in filosofia, è insegnante alle scuole superiori e vive a Nizza. Ha esordito nella narrativa nel 2007 con “Vita e morte di Ludovico Lau-

ter” (Premio Dessì[2]) per le edizioni Il Maestrale presso il quale ha pubblicato anche le due opere successive: “La fine dei giorni” e “Il primo passo nel bosco”. Successivamente sono usciti “Quando tutto tace” per Bompiani nel 2011 e “La mia maledizione” nel 2014 per Einaudi oltre all’antologia benefica “Sei per la Sardegna” nello stesso anno. che ha recentemente firmato “Tout l’amour est dans les arbres” (Gallimard, 2016). I loro scambi ci svelano i fili che sono alla base di una narrazione comune della storia, della terra e della gente della loro isola, e ci condurranno ad altrettante fantasie e scritti come la loro abbondante produzione letteraria. https://iicparigi.esteri.it/iic_parigi/it/

MILENA AGUS MARCELLO FOIS ALESSANDRO DE ROMA

Ecrire la Sardaigne en collaboration avec La Maison de la Poésie Institut Culturel Italien 50, rue de Varenne Paris 75007 https://iicparigi.esteri.it/

MURALES A SAN GAVINO A

San Gavino, un nuovo magnifico dipinto, nel paese dei murales Questa volta è un ritratto di donna sarda, dai colori inaspettati eppure incredibilmente affascinante. È sempre l’associazione Skizzo, ad occuparsi dell’organizzazione di queste iniziative finalizzate alla riqualificazione e alla valorizzazione di San Gavino. Il dipinto si chiama “Mulieres Grazia e Coraggio” ed è promosso dal Comune di San Gavino per sensibilizzare le persone sul tema dell’emancipazione femminile e il problema della violenza contro le donne. La street artist spagnola Leticia Mandragora ha reso omaggio a Grazia Deledda. Pensando a “Canne al Vento”, basandosi su uno scatto del fotografo Carlo Marras. A San Gavino Monreale c’è un gruppo di ragazzi che ha deciso

Photo Vittorio E. Pisu

Photo Vittorio E. Pisu

a Sardegna si invita all’Istituto Italiano di Cultura attraverso la voce di tre dei suoi grandi scrittori. Dal 2017, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi organizza cicli tematici dedicati alle città e alle regioni della Penisola. Dopo Milano e Napoli, la Sicilia, le Marche e l’Umbria, è la Sardegna ad essere all’ordine del giorno. Per iniziare, quale modo migliore per iniziare che attraverso la porta della letteratura? Milena Agus, (nata nel 1959 a Genova da una famiglia sarda, è professore di italiano e storia e insegna presso un istituto tecnico di Cagliari). Il suo primo romanzo, “Mentre dorme il pescecane” è stato pubblicato da Nottetempo nel 2005 e subito ristampato, ma è stato il suo romanzo “Mal de pierres” (Mal di pietre, 2006) a rivelarla. Un adattamento francese per il cinema è stato realizzato nel 2016 da Nicole Garcia con lo stesso titolo. Fa parte della Nuova ondata letteraria sarda, insieme al trio iniziale di Salvatore Mannuzzu, Giulio Angioni e Sergio Atzeni, condividerà il palco con Marcello Fois (nato nel 1960 a Nuoro, Membro del Gruppo Bologna Tredici, si è fatto conoscere pubblicando storie su diverse riviste. Il suo primo romanzo, “Picta” (1992), ha vinto il Premio Calvino Dirige poi una quindicina di romanzi. È autore di una trilogia storica della polizia il cui eroe è Bustianu, avvoca-

di far cambiar volto, ma soprattutto pelle, al centro che li ha visti nascere e crescere. Il fenomeno “murales” e “street art” spopola nel paese del Medio Campidano, una bella storia che sta facendo il giro del mondo grazie ad un nutrito gruppo di artisti locali, che avvisano: “Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci, perlomeno fino a quando ciò che facciamo verrà apprezzato”. E come non rimanere incantati di fronte all’enorme spirito di iniziativa e sacrificio, alla passione che quotidianamente viene messa a disposizione per il bene comune della cittadina, alla genialità e alla tecnica di questi ragazzi. Ivan Licari e Riccardo Pinna, due rappresentanti del gruppo

spiegano: “Tutto è iniziato un po’ per caso, nel 2013 viene a mancare un ragazzo molto giovane e ben voluto, Simone Farci (Skizzo), e ci ritroviamo con un enorme vuoto da colmare. Inizialmente organizziamo un evento di musica e cucina (le sue passioni), il successo è tale che la raccolta fondi si conclude con un piccolo tesoretto di qualche centinaio di euro, a quel punto pensiamo, perché non utilizzarlo per qualcosa che possa piacere alla gente?”. “Ad un certo punto del nostro percorso abbiamo sentito la necessità di creare l’associazione SKIZZO che rappresentiamo, con l’intento di far diventare il movimento adulto, maturo al punto che si comincia a delineare una

vera e propria corrente Sangavinese, uno stile unico che ci contraddistingue – concludono i due – ci collochiamo tra il muralismo tradizionale sardo, quello messicano e la street art metropolitana, trasformando San Gavino in un museo ‘en plein air’”. “Fino a quando non realizzeremo il sogno di vivere in un posto più bello, il posto dove abbiamo scelto di trascorrere il resto della nostra vita, noi saremo qua a donare un po’ di colore alle giornate dei nostri concittadini”. Una storia che parla di rinascita, di riscatto non solo personale, non solo artistico, talvolta sociale. Oggi, a distanza di neppure 3 anni, i cittadini iniziano ad offrire volontariamente le proprie pareti per la causa e in tanti si rendono partecipi nel sostenerla. Skizzo, in memoria del quale nacque tutto, probabilmente si starà chiedendo se il semplice sogno di ricordarlo da parte degli amici più cari, non sia un po’ sfuggito di mano a questi intrepidi ragazzi, magari, in fondo, con il sorriso tra le labbra e con un filo di soddisfazione, gongolerà alla vista di come la mutazione di colori stia investendo il suo paese: “Fino a quando non realizzeremo il sogno di vivere in un posto più bello, il posto dove abbiamo scelto di trascorrere il resto della nostra vita, noi saremo qua a donare un po’ di colore alle giornate dei nostri concittadini”. Fabio Leo www.castedduonline.it/

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compiuta considerate le immagini che da oggi circolano in rete. Alla faccia della valorizzazione e della cultura. Ricostruire la storia del museo della laguna è un’impresa. I locali che ospitano reperti archeologici, sottoposti alla tutela della Sovrintendenza, furono dati in concessione alla cooperativa Laguna di Amedeo Puddu, socia del Consorzio ittico che gestisce l’area. Nel ‘99 quei locali finirono nella disponibilità di Roberto Copparoni, dell’associazione Amici di Sardegna. I rapporti in laguna, però, non sono mai stati idilliaci.

«Ci hanno rubato tavoli, sedie, attrezzature. Abbiamo subito quattro furti», commenta Copparoni. Il clima è andato sempre più irrigidendosi. «Sino a quando non ci hanno addirittura impedito l’accesso». La novità sembrò materializzarsi, quando Copparoni ricevette una telefonata. «Una persona qualificatasi come funzionario dell’assessorato regionale all’Agricoltura mi disse che aveva avuto disposizione di costringerci a liberare i locali del Museo della laguna. Strano modo per comunicare disposizioni che andrebbero fatte in altro modo».

MAMOIADARTE MAMOIADARTE

Ex Museo della Laguna

Sas Tappas in Mamoiada

Associazione Culturale

a cura di

Località Sa Illetta 09123 Cagliari

A Innantis

vedi il video https://www.facebook. com/ainnantis/videos/4099759899154357 Tel. 346 044 2357 ainnantis.home.blog facebook.com/ainnantis/

CONNECTING PEOPLE Ivana Salis 31 Ottobre 2019 1-2-3 Novembre 2019 Museo Mater Associazione ProLoco Cantina Sediles Mamoiada

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al blog di Sara Muggittu, scrittrice e fotografa, Giovanni Paddeu ci ha sempre creduto e con caparbietà è riuscito anche quest’anno a creare un evento che mettesse in relazione artigiani e artisti provenienti da tutta la Sardegna. “Per me un onore in più quest’anno per la fiducia ripostami nella creazione della grafica e del logo Mamoiadarte.” Lui, bravissimo fabbro di Mamoiada, reinventato artista già da diversi anni, ogni anno ci sorprende con le sue creazioni originali che si portano dietro tante

Photo Vittorio E. Pisu

Photo Vittorio E. Pisu

Foto Nelly Dietzel

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L Museo riceveva scolaresche e studiosi, curiosi e amanti di storia. Ospitava le grandi anfore ritrovate nella laguna di Santa Gilla appunto, che accolse il nucleo abitato fenicio, la città punica e poi romana, ma anche la capitale giudicale di Santa Igia. Ma oggi, al posto dei reperti archeologici un tempo esposti al pubblico, c’è solo un mucchio di polvere, il degrado e la desolazione. Eppure figura ancora in diversi siti internet che elencano i musei archeologici della regione Sardegna. Da L’Unione Sarda del 2010 si apprende che l’Associazione Amici di Sardegna venne sfrattata dai locali dove furono custoditi ed anche esposti, a partire dal 2008, gli antichi reperti ritrovati nella vicina laguna. Si trattava del museo della laguna di Santa Gilla e aveva da giocare le sue carte per diventare un volano di sviluppo dell’area. E invece no. Chiuso per anni, nell’incuria totale, divenne anche un ghiotto boccone conteso all’interno dello stesso stabulario tra chi lo avrebbe voluto trasformare in ristorante e chi invece farlo rimanere un centro cultuale. Nel mezzo, evidentemente, una vera in-

storie. “Ogni tanto quando devo fotografarle, mi soffermo davanti alle sue opere e cerco di capirne il significato, ma ogni volta che devo ritrarle in un’angolazione differente, esse mi sorprendono e l’interpretazione non è mai scontata Gli altri artisti non li conoscevo personalmente ma avevo avuto modo di vedere alcune loro opere alla Fiera dell’Artigianato della Sardegna di Mogoro. Con mia piacevole sorpresa però alcuni di loro conoscevano me anche attraverso un articolo di blog pubblicato di recente che pone l’accento su una

maggiore tutela degli artigiani nell’isola.. Sotto l’attenta e curata presentazione di Ivana Salis giovedì sera abbiamo iniziato un tour di presentazione nelle tre location allestite per l’occasione., al MaTer, Pro Loco e Cantina Sedilesu. Connecting People li ha messi in connessione ed è solo l’inizio di un bellissimo viaggio nell’arte e nella cultura”. Sara Mugggittu ci dice: “Sono blogger, scrittrice e fotografa, Digital PR e Social Media Manager, Guida Ambientale Escursionistica. L’approccio con la fotografia è iniziato presto, circa 20 anni fa con una reflex di mio padre. All’inizio erano soprattutto reportage; feste tradizionali, maschere, avvenimenti culturali e vivendo in un paese come Mamoiada gli spunti di certo non mi sono mancati. Oggi possiedo un vasto archivio digitale dal quale ogni tanto prendo gli spunti per alcuni dei miei articoli. Attraverso il trekking ho scoperto un mondo e dal 2013 sono anche Guida Ambientale Escursionistica.” Sara Muggittu alias Barbaricina. Digital PR e Social Media Manager, Guida Ambientale Escursionistica ma soprattutto Sarda. https://www.barbaricina.it www.barbagiaemergenza.it

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Photo Vittorio E. Pisu

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magini e delle informazioni e sul loro processo di costruzione della realtà costruita e dell’immaginario culturale. La rappresentazione con le sue implicazioni socio-antropologiche, è il mio territorio inesplorato, ma anche il materiale attraverso il quale mi interrogo sul significato, la potenza e l’affidabilità della conoscenza data. In questo parco giochi sviluppo connessioni con discipline scientifiche su cui storicamente ci siamo affidati, come la cartografia, l’etnografia e l’archeologia. Li smonto e li rimonto, esplorando il loro rapporto con il colonialismo e il concetto di verità. Il mio lavoro gravita spesso intorno alla metafora dell’immagine sotto for-

ma di un’isola, un pezzo di terra che si vede, ma dove non si può mai mettere piede. Il suo esito visivo richiama la poetica dell’esplorazione e la ricerca infinita dell’ignoto. Temi ricorrenti del mio lavoro sono: l’islandness, il vuoto, i confini, la colonizzazione, la rappresentazione, la costruzione della conoscenza, la storia, l’ignoto. Produco e approprio immagini da diverse fonti. Realizzo sculture, installazioni e libri d’artista. Questi elementi danno origine alla loro ecologia, plasmando le loro connessioni attraverso un sistema di riferimento rimbalzante di simbolismo, connotazioni culturali e narrazioni. www.lucaspano.com/bio

TERRA INCOGNITA

LUCA SPANO fino al 3 gennaio 2020 Dialogo a tre con Massimo Onofri Stefano Salis ISTITUTO CULTURALE ITALIANO

50, rue de Varenne Paris 75007 https://iicparigi.esteri.it/

GIULIA TOFANA G

iulia Tofana, la serial killer che nel Seicento liberava le mogli dai mariti indesiderati No, non è la protagonista di un film e tantomeno l’eroina di un romanzo, ma una donna realmente vissuta nel XVII secolo. Fu colei che inventò quella passata alla storia come acqua tofana, un liquido velenoso ampiamente usato nel Seicento. Un veleno che tantissime mogli infelici acquistarono da lei per liberarsi da mariti violenti e oppressivi senza destare sospetti. L’acqua tofana, infatti, era inodore, incolore e uccideva lentamente. Insomma, Giulia Tofana aveva creato l’arma per il delitto perfetto. Ma chi era questa donna, da molte donne considerata una vera e propria paladina della giustizia?

Giulia Tofana nacque a Palermo. Secondo alcune fonti era una sorta di ‘figlia d’arte’ perché sua madre (per altri, sua zia) era Thofania d’Adamo, giustiziata a Palermo il 12 luglio 1633 con l’accusa di aver avvelenato il marito Francesco. Orfana e poverissima, Giulia viveva nel malfamato quartiere del Papireto dal quale voleva fuggire e riscattarsi. E non le fu difficile realizzare il suo desiderio dal momento che, pur non essendo istruita, era una ragazza attraente e molto intelligente. Creò così l’acqua tofana (detta anche ‘Manna di San Nicola’ perché contenuta in una boccetta decorata con l’immagine di San Nicola, ingegnoso espediente per non desta-

Foto Vittorio E. Pisu

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a Sardegna è una forma circondata dal blu da cui emerge un immaginario, una terra ancorata nel suo ambiente e nella sua storia, fatta di voci e culture incrociate. E’ quindi un mondo da esplorare in sé, su cui Luca Spano ha focalizzato la sua attenzione. Le immagini e gli oggetti esposti giocano con la scoperta dell’isola e dei suoi luoghi ancora misteriosi. La Sardegna di Luca Spano sarà commentata da Massimo Onofri, critico letterario e autore di “Passaggio in Sardegna” (Giunti, 2015) e “Isolitudini. Atlante letterario delle isole e dei mari” (La Nave di Teseo, 2019), e Stefano Salis, giornalista del quotidiano Il Sole 24 Ore. Tutti e tre discuteranno le trasformazioni dei paesaggi e dei territori di un’isola che non ha mai cessato di essere una Terra Incognita. Attraverso le sue affascinanti fotografie, esposte in esclusiva presso l’Istituto, il fotografo sardo ci trasporta in questo territorio al tempo stesso umano e naturale, contemporaneo e senza tempo. Le immagini e gli oggetti esposti giocano con la scoperta dell’isola e dei suoi luoghi ancora misteriosi. Un mondo da esplorare in se stesso, su cui Luca Spano ha posato il proprio sguardo. Le fotografie e gli oggetti esposti giocano con la scoperta dell’isola e con i suoi luoghi sempre misteriosi. Luca Spano dichiara “Il mio lavoro si concentra sull’architettura delle im-

re sospetti sul reale contenuto della bottiglietta). Fondamentale era versarne poche gocce al giorno per provocare con il tempo un avvelenamento tale da portare ad una morte apparentemente naturale perché priva di sintomi. A lei, infatti, si rivolgevano le donne del tempo prigioniere di un matrimonio infelice dal quale non avevano la possibilità di liberarsi se non con la morte o la vedovanza. Per un po’ tutto filò liscio, ma ben presto sulla sua testa aleggiò l’ombra della Santa Inquisizione: una moglie un po’ sbadata non aveva rispettato le sue indicazioni circa la somministrazione del veleno e il marito, che era sopravvissuto

e aveva anche scoperto il tentativo di omicidio, denunciò la Tofana. La donna, quindi, fuggì da Palermo portandosi dietro la figlia e si rifugiò nella Roma decadente di papa Urbano VIII al seguito del suo amante di turno, tale frate Girolamo. Gli anni siciliani passati a vendere veleno sembravano ormai un lontano ricordo, ma ben presto tornarono a bussare alla sua porta. Giulia Tofana era ritornata agli affari. Tantissime erano, infatti, le nobildonne romane imbrigliate in nozze combinate e senza amore che si rivolsero a lei per ‘risolvere il problema’. E lei vendeva la sua acqua soltanto a loro. Qualche anno dopo, però, la sorte le voltò le spalle. Ancora una volta la colpa fu di una cliente maldestra (la contessa di Ceri) che, ansiosa di liberarsi del consorte, aveva svuotato l’intera boccetta nella zuppa provocandone la morte immediata e scatenando i sospetti dei parenti del defunto. Ci volle poco per far confessare la moglie assassina e arrivare, così, a Giulia Tofana che arrestata e torturata confessò di aver venduto veleno sufficiente ad uccidere 600 uomini nella sola Roma fra il 1633 ed il 1651. Fu condannata a morte e giustiziata a Campo de’ Fiori nel 1659 insieme alla figlia Girolama. Le mogli che lei aveva accusato furono murate vive a Porta Cavalleggeri nel palazzo dell’Inquisizione.

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zano in modo diretto e deciso il nostro presente, disegnando nello stesso tempo universi, atmosfere e geografie inedite. Linguaggio quello dell’arte, universale e universalmente intelligibile, mezzo che consente all’uomo di comunicare con le sfere più alte dell’esistenza. Segni è ospitata da Arrubiu Art Gallery Cafè, attivo nell’ambito della valorizzazione dell’arte contemporanea, strategico per diffondere l’arte contemporanea interessando tipologie di fruitori sempre più eterogenee, per dare impulso a un’arte che dialoghi in modo più diretto e vivo con il sociale.

Partecipano gli artisti: Pietrina Atzori/ Rosaria Straffalaci Gigi Cabiddu Brau Silvano Caria Giulia Carta Gianluigi Concas Nietta Condemi De Felice Chiara Cossu Federico Cozzucoli Marina Desogus Maria Grazia Medda Arnaldo Manis Michele Marrocu Michele Mereu Gigi Meli Piero Putzu Alessandra Raggio Roberta Rassu Sarko Sarkos Ugo Serpi Valcau Mostra organizzata e curata da Chiara Cossu, Marina Desogus e Michele Mereu

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SEGNI

a cura di Chiara Cossu Marina Desogus Michele Mereu dal 9 novembre al 31 dicembre 2019 ARRUBIU ART GALLERY CAFE’ Via Mazzini,88 Oristano vedi vimeo.com/372257031

VOGUE PORTUGAL A OTTANA Grace Anderson modella Nicola Onnis Art Director Emanuela Martino Executive Producer Pablo Patané Styling Fausto Cavalleri Make Up

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’alta moda sceglie la Sardegna arcaica. Quale sfondo migliore di quello sardo, con i suoi nuraghi, paesaggi e riti ancestrali, per gli abiti fotografati per Vogue Portugal da Luis Monteiro per l’agenzia Dreamers & Makers. Tutto sul numero di novembre della rivista. L’edizione portoghese dedica a una storia ambientata nell’Isola non solo un servizio fotografico ma anche un video di 55 secondi dal titolo “Terra Nova” girato da Pietro Medda. In primo piano la modella Grace Anderson davanti al nuraghe

Photo Vittorio E. Pisu

Photo Vittorio E. Pisu

Foto Google Earth

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ormalmente viene imposto per tradizione un segno per tutti, un segno religioso, un segno politico, un segno pubblicitario, il segno di un prodotto, i segni invadono il mondo, ma soltanto l’artista ha creato il segno personale. (…) Ognuno avendo un proprio segno ha la chiave per entrare nella porta dell’arte, una porta che immette sia nello spazio riservato, intimo, personale, sia nello spazio degli incontri sociali (M. Pistoletto, in La porta dello specchio, Sarajevo 2001, p. 78) SEGNI è una mostra collettiva di arte contemporanea che vede la partecipazione di 20 artisti impegnati a raccontare al pubblico, all’interno di un supporto di formato standard 20×20 cm., la propria intima poetica svelata con i segni e i significati che contraddistinguono il fare artistico di ognuno di loro. L’obiettivo è quello di favorire la conoscenza e la valorizzazione dei poliedrici linguaggi espressivi della contemporaneità artistica anche attraverso i codici utilizzati, influenzati da meccanismi esterni per alcuni, da un immaginario introspettivo e intimista per altri. Segni che evidenziano la complessità della scena artistica contemporanea e che sintetiz-

Nuraddeo nel parco archeologico di Suni, nell’Oristanese. E’ attorniata da Boes, Merdules e Mamuthones, le antiche e tipiche maschere della Barbagia. Indossa abiti che per colori e consistenza richiamano la bellezza e i “ricami” di muschi e licheni sulla pietra dei nuraghi. Abiti dai colori intensi con forme e volumi pieni, in un rimando forse non solo alle pietre, ma anche al giallo delle ginestre, l’azzurro del mare e gli scenari mozzafiato anche di Fonni, Bosa, Silanus. Cornici perfette per un defilé suggestivo. E la bellezza della

modella quasi evocata come per un miracolo dalle processioni danzanti con il loro incedere lento dei Mamuthones o le maschere dei Boes e Merdules di Ottana con i loro riti propiziatori. La scelta dei luoghi si deve all’art director sardo Nicola Onnis, all’executive producer Emanuela Martino, allo styling Pablo Patanè e al make up di Fausto Cavaleri. Nicola Onnis dichiara: “La Sardegna mi ha dato tanto e dovevo renderle omaggio. Sappiamo tutti che è una terra bellissima, ma che dovrebbe essere sfruttata maggiormente e non può farlo da sola. Spero che questa pubblicità possa servire i siti archeologici e il turismo, soprattutto alle persone che vivono di questo e che lavorano tanto d’estate. Con questa esperienza nell’entroterra sardo ho conosciuto persone speciali che tutt’ora sento e che insieme al team ha creduto in quello che si poteva creare. Contrasto, cultura e storia di un isola di un isola che mi ha cresciuto. Il fenomeno mediatico che si è creato dimostra quanto la Sardegna sia unita”. Attendiamo curiosi prossima visione creativa di Nicola Onnis,

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Photo Vittorio E. Pisu

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autoctone seguite interamente da noi, la solforosa aggiunta è in minima parte solo come antibatterico, non facciamo alcuna filtrazione e dopo circa 8 mesi di maturazione vengono imbottigliati per un affinamento che va dai due ai dodici mesi in bottiglia prima di essere messe in vendita. Presto presenteremo la nostra produzione 2018 alla quale abbiamo aggiunto un macerato di Nuragus, un macerato di Vermentino e un bianco secco, macerato da uve stramature. La nostra azienda produce principalmente uva da vino, ma offriamo agrumi, pesche e susine da agricoltura naturale sulle quali effettuiamo come prevenzione macerati di ortica e macerati di aglio. Presto saremo pronti per la pro-

duzione di sapa d’uva, marmellate, confetture e una piccola produzione di ceci, cicerchie e grano duro (Cappelli), la chimica è bandita totalmente. I miei principi e idealità di produttore: produrre da colture autoctone senza compromettere troppo il terreno e la macchia mediterranea che ci circonda, cercando di aumentare le biodiversità e soprattutto senza sfruttare le piante ma cercare un equilibrio tra frutto di qualità e raccolta per un alta qualità per la nutrizione e trasformazione artigianale. La mia opinione sull’utilizzo di OGM: geneticamente ingegnerizzato, penso dica tutto a riguardo la presunzione umana di migliorare la natura” Paolo e Pietro Marchi

SA DEFENZA di Anna, Paolo e Pietro Marchi Cannonau di Sardegna doc Deminera Le Tre Vigne igt Isola dei Nuraghi Rosso Syrah igp Isola dei Nuraghi Sacava igp Isola dei Nuraghi (vermentino) Sacava sulle bucce igp Isola dei Nuraghi (vermentino) Maistu igt Isola dei Nuraghi (nuragus) Bianco da Uve Stramature

via Sa Defenza n°38 09040 Donori (CA) 3450609760 3475091742 sadefenzadonori@gmail.com instagram e facebook Cantina Sa Defenza

La cooperativa PALEOTUR con il patrocinio di Comune di Abbasantae Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana e le Province di Oristano e Sud Sardegna e la partnership di VOES e AV Metal Installazione artistica site specific

MEGALòPOLIS dal 10/11/19 al 10/11/20

di Nicola Filia a cura di Baingio Cuccu e Paola Mura

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“i piace l’idea di far dialogare la civiltà Nuragica con quella post Atomica, che è la nostra, attraverso un accostamento delle mie città fantasma al Nuraghe Losa: da lì tutto iniziava, ed oggi, tutto finisce”. Nicola Filia Megalòpolis è il racconto di una visione, una riflessione su ciò che è stato e vive ancora, su ciò che è presente e che, forse, sarà. Attorno alla maestosa, millenaria presenza del Losa, attorno alle grandi pietre che danno forma alla sua architettura, l’installazione di Filia evoca le forme e le contraddizioni delle megalopoli contemporanee, in un accostamento che diviene dialogo tra civiltà. Le megalopoli di Filia sono

Photo Vittorio E. Pisu

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a Defenza dei fratelli Anna, Paolo e Pietro Marchi, è un azienda familiare di terza generazione, viticultori di seconda e vinificatori di prima. E’ presente a Donori, nel Parteolla, (Sud Sardegna). Si estende attorno alla Cantina in diverse particelle per circa 50 ettari tra vigneti, agrumeti, oliveti e macchia mediterranea, in zone collinari caratterizzate da terreni granitici e dal clima tipico del Mediterraneo. “La nostra scelta di lavorazione è stata quella di adottare un metodo di conduzione sinergico e alternativo, tenendo conto della biodiversità attraverso una serie di tecniche ad impatto minimo che si sono rivelate essenziali per la qualità. Curiamo le nostre vigne con un metodo naturale senza nessuna lavorazione sul terreno, lasciando crescere le erbe spontanee attenti alla biodiversità per il miglioramento del suolo e quindi per ottenere uve di alta qualità. Grazie a questo tipo di lavorazione osserviamo che le piante convivono con la macchia circostante e si difendono autonomamente, ragion per cui usiamo solamente lo zolfo in polvere per prevenire muffe o altri tipi di fitopatologie. Le uve vengono raccolte a mano e poste in cassette per il trasporto in cantina. Le fermentazioni sono in parte a temperatura controllata in parte a temperatura di cantina in contenitori d’acciaio. I nostri vini vengono prodotti principalmente da uve della nostra azienda o da vigne vecchie da uve

città scintillanti di ceramica, ma già fatiscenti nelle mura sbrecciate, sono scheletri di ferro di palazzi fantasma, che la natura è già pronta a riconquistare, sono città di terra che saranno dissolte dal sole e dall’acqua, sono monumenti di civiltà e convinzioni già vacillanti al loro nascere. Megalòpolis durerà un anno e si svilupperà nel percorso di visita dell’area archeologica: un intero ciclo solare, l’alternarsi delle stagioni, darà modo al Tempo di fare il suo corso. L’installazione, sotto gli occhi dei visitatori (e nelle riprese in time-lapse) subirà un’inevitabile e progressiva trasformazione, premonizione di un possibile futuro delle nostre civiltà, nel corrompersi della materia e, con essa, delle nostre convinzioni.

Nicola Filia nasce a Carbonia nel 1975, studia all’Istituto d’arte Carlo Contini di Oristano, fondato nel 1925 dallo scultore Francesco Ciusa. Intraprende gli studi universitari, che lascia per dedicarsi alla ceramica: dal 2002 al 2016, disegna e realizza oggetti per B&B Italia. Negli stessi anni tiene inoltre lezioni e workshop sul design degli oggetti in ceramica presso la Facoltà di Architettura di Firenze. Fra le sue principali mostre le personali “Un Bosco di Alberi Bianchi”, a cura di Cristiana Collu, Museo Man, Nuoro 2008, “Temporary City”, a cura di Paola Mura e Efisio Carbone, Centro d’Arte e Cultura il Ghetto, Cagliari 2018, la collettiva “On Flower Power”, a cura di Martì Guixè, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma 2019. La sua installazione “Un Bosco di Alberi Bianchi” ha vinto il Premio internazionale “Un Bosco per Kyoto” nel 2015 ed è in mostra permanente al Museo E.A. Martel – PAS di Carbonia. La sua opera “Temporary City” è stata selezionata per la Biennale d’Arte Ceramica 2019 al Museo Cluj in Romania, dove è attualmente in mostra. Nicola Filia si muove nel solco della grande tradizione ceramica, sia come designer sia come artista, affiancando a questa prima materia d’elezione l’uso di altre materie che adopera secondo le suenecessità espressive. In questo senso la produzione scultorea di Filia spazia da forme organiche ed espressioniste a lavori di maggiore sintesi formale dove l’elemento architettonico trova una sua precisa vocazione espressiva.

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Profile for vittorio e. pisu

SARDONIA Dicembre 2019  

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