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Dicembre 2008


uriosi si nasce e, come direbbe l’insuperato Totò, “io modestamente lo nacqui!”. Può essere un angolo di un vicolo, la sommità di una collina, una terra lontana, una piccola folla, ma c’è sempre una forza che ti spinge a conoscere ciò che il destino in quel momento ti fa incontrare e per un attimo ti nasconde. “Ogni parola, ogni essere vivente viene a bussare alla tua porta portandoti un enigma. Se sei disponibile, t’inonderà con la sua ricchezza.” (Ironie Guidane Dioh) Così, da appassionato di viaggi, ho iniziato presto a inseguire mete sempre più lontane e non sempre facili. Come non ricordare noi quattro, ancora studenti di Medicina, che nel 1971, dopo i Monasteri del Monte Athos, arrivammo con la mitica 500 fino in Siria attraversando la Turchia! L’anno dopo il Sahara e finalmente un salto oltre l’oceano … dal Messico alla lontana Polinesia. Dopo Rapa Nui, l’Oriente, più e meno Estremo (lo Yemen, un sogno!), fino a raggiungere l’Africa degli altipiani, la Grande Madre, “Culla dei Popoli”, assaporata con gli occhi della maturità. Ed infine la Bolivia, il Paese più povero ed affascinante del Sud America In questo viaggio lungo una vita mi hanno accompagnato le fedeli Reflex, la Pentax Spotmatic prima, la Minolta poi, con i loro obbiettivi sempre meno pesanti. Erano magiche quelle sere trascorse a riordinare i numerosi rotolini, a maneggiare, per la “gioia” degli assonnati amici, quel variopinto cilindretto compagno di immagini, che svelerà il suo misterioso contenuto solo al ritorno a casa. Ho sempre amato viaggiare cercando di incontrare genti diverse¸ perdermi nei loro mercati, assistere alle loro cerimonie osservare le loro tradizioni, per tentare di cogliere, anche se da alieno, quelle atmosfere dove “il passato e il presente riescono ancora a dialogare”.


Indio nella foresta Amazzonica


a Bolivia, con una superficie tre volte e mezzo l’Italia ed abitata da 8 milioni di persone, in maggioranza indigena, tra cui anche il Presidente Evo Morales, racchiusa nella parte centro occidentale del continente tra Perù, Brasile, Paraguay, Cile ed Argentina, rappresenta il cuore geografico dell’America Latina. Ha preso il nome dal “El Libertador” Simòn Bolivar e vi ha trovato la morte una delle icone del nostro tempo, Ernesto Che Guevara. Questa terra sub equatoriale, dove manca solo il mare (il tratto costiero le fu sottratto dal Cile nel periodo di Carnevale del 1884), può regalare alcuni dei paesaggi più spettacolari del Pianeta. E’ conosciuto soprattutto per essere un Paese Andino, con le sue vette e gli spettacolari altopiani ed i Salares, ma soprattutto è un paese tropicale, con i due terzi del territorio coperto da foreste e savane, abitate da una incredibile varietà di vita animale e vegetale. E’ proprio questa diversità, questi “estremi” ambientali, di popolazioni, di costumi, di prodotti che il clima immancabilmente condiziona, che rende questo paese estremamente affascinante ed unico da visitare. Per cui, “cosa aspettiamo ?” ci siamo chiesti con i Bertini ed i Poggiali. Così, alla fine di luglio, siamo partiti, forti della amicizia che si era creata nel precedente viaggio in Asia. Abbiamo volato Alitalia (ottimo!!!, tanto per stroncare sul nascere facili ironie!) fino a Buenos Aires, poi a Sucre, la “città bianca”, il centro culturale, la più bella, che racchiude musei, chiese, circondata da montagne e vulcani, dove abbiamo raggiunto in due giorni di cammino il “Crater de Maragua”, che accoglie un villaggio ed un caratteristico cimitero. I Boliviani sono gente molto gentile, fiera nella loro povertà, ma ogni tanto….. si…arrabbiano! E noi siamo capitati proprio quando si sono arrabbiati e, per uscire da Sucre, abbiamo dovuto superare il “bloqueo”….. a piedi! Infatti i manifestanti hanno isolato la città ostruendo le vie di accesso con sassi, terra, tronchi, che noi ed i nostri bagagli trasportati su carriole spinte da ragazzini in cerca di “propina” ( così si creano i posti di lavoro!) , abbiamo zizzagato a passo svelto nonostante l’”altura”! Così, aiutati dalle nostre miracolose pasticchine bicolori, arriviamo a Potosì, la città più alta del mondo (4070 mt.) , affascinante e triste, sopravvissuta a se stessa con l’esaurirsi della vena dell’argento. E’ stata definita “tesoro d’Europa e tomba degli schiavi”: si racconta che con l’argento estratto dalle viscere del Cerro Rico, che sovrasta la città, si sarebbe potuto costruire un ponte tra le Americhe e la Spagna ed un altro, in direzione opposta, costruito con le ossa degli otto milioni di Indios e di schiavi africani morti nelle viscere della montagna. Nella seconda metà del 1600 la città raggiunse i 200.000 abitanti, più di Londra o Parigi! Segue.......................... .


La cittĂ coloniale di Sucre


PotosĂŹ - Le miniere

PotosĂŹ - Minatori bambini


Le miniere sono ancora in attività ed anche noi, dopo avere acquistato dinamite, alcool e foglie di coca da donare a minatori, ci siamo avventurati in questo mondo infernale, abitato da questi poveri “mitayos”. Quando, sporchi e stupiti, siamo riemersi alla luce, abbiamo assistito al sacrificio dei lama, che viene sgozzato ed il cui sangue viene sparso intorno all’entrata della miniera, allo scopo di invocare fortuna e protezione a “Pachamama”, la madre terra, considerata dai minatori la madre di tutti i Boliviani. Potosì è soprattutto unica, con i suoi palazzi (splendida la Casa National de Moneda, dove venivano coniate le monete coloniali), le sue chiese, i suoi conventi, testimonianza di un ricco passato , ma oggi è una città povera della povera Bolivia, quella che più ha dato al mondo e che meno possiede, dove i minatori, masticando coca, lavorano in condizioni non molto dissimili da quelle dei loro avi, frugando la terra alla ricerca di quello stagno che gli spagnoli disprezzavano. Partiamo per Tupiza, circondata da straordinarie formazioni rocciose e calanchi color seppia, cittadina tranquilla piena di pizzerie italiane (!?)…..dove ci raggiungono le immancabili Toyota Land Cruise…..ed allora il gioco si fa duro. La strada sale ripida tra panorami mozzafiato verso il “cuore” del viaggio, le LAGUNE ed i SALARES, nel sud ovest della Bolivia, tra paesaggi quasi “violenti” nella loro selvaggia drammaticità e sempre diversi tra loro, che compongono un quadro maestoso. Percorriamo queste piste di sassi e terra, attraversiamo torrenti coperti di ghiaccio, ammiriamo paesaggi unici in terre inospitali, siamo circondati dalla natura estrema delle “TERRE ALTE”. Un salto fino ai primordi della terra!.

Potosì - La vita si consuma nella polvere della minera senza possibilità di cambiare


’altopiano boliviano ci offre i suoi gioielli più preziosi: ci sentiamo piccoli piccoli ammirando le numerose lagune salmastre dalle tinte diverse, le cui tonalità dipendono dai minerali che contengono e variano nell’arco della giornata, passando dal rosso mattone al ruggine, dal celeste al blu cobalto (incredibilmente popolata da fenicotteri rosa…a 4000 metri!), dal turchese al verde smeraldo (la più fredda, la più appartata, ai confini con il Cile). All’orizzonte si stagliano nel cielo terso nella loro silenziosa immensità cime innevate e coni vulcanici di 6000 metri, resi a noi più vicini dall’altitudine. Vi abitano solo pochi nativi, i lama e le eleganti e fragili vigogne. Segue.......................... .


Laguna Colorada


L’escursione climatica è pazzesca (+20 di giorno - 20 di notte); dormiamo in alberghetti modesti, scafandrati contro il freddo, armati di papalina, maglioni e calzini, rannicchiati nei nostri sacchi a pelo; la prima notte è la peggiore, su un freddo letto di pietra(!), ( Azalai invece usa hotels comodi e ben riscaldati..ndr) la terza dormiamo su un letto di sale…in una camera con pareti di sale e ceniamo ad un tavolo di sale seduti su sgabelli di sale; d’altronde è la materia prima più facilmente reperibile. Il Salar de Uyuni è infatti la più grande distesa salina del mondo,(più di 100 km di lato), è accecante nel suo candore infinito. Giganteschi e quasi millenari cactus frastagliano il profilo della “Isola del Pescado”.

Le Vigogne

Isola del Pescado


il Salar de Uyuni


Fenicotteri rosa

La Laguna Verde


Altra prospettiva dell’Isola Pescado

Vanni e Nice tra i Geyser


asciamo questo mondo surreale, incredibile e, dopo la visita al cimitero dei treni e, soprattutto, dopo una notte in un bus che sembrava piuttosto un frullatore gigante, arriviamo a La Paz, la capitale più alta del mondo (3650 mt). Non ha niente della città sudamericana, qualcuno la ha descritta come “UN CIELO CAPOVOLTO” : alla sera, nella conca dove si stende, si accendono migliaia di luci come in una immensa volta stellata. La Paz è adagiata sul fondo irregolare ed accidentato di una immensa fenditura; è in un gigantesco imbuto, dove l’orizzonte è dominato dai seimila metri innevati dell’Illimani e di altre cime vulcaniche. E’ unica nella sua incredibile topografia, dove i poveri vivono a El Alto, sull’altipiano a 4000 mt. e le classi più abbienti abitano sul fondo, più riparate dalle intemperie e dal freddo... davvero una città capovolta! Lasciamo La Paz, non dopo averla ammirata dal Mirador approfittando della splendida giornata, per raggiungere l’Isla del Sol sul lago Titicaca, dove faremo uno splendido trekking in altura (fino a 4300!). Il lago appare come una immensa macchia di blu zaffiro incorniciato dalle cime innevate della Cordillera Real ed è quanto resta dell’antico mare che ricopriva gran parte dell’Altipiano. I Popoli Preincaici e gli stessi Incas, affascinati dal misticismo del luogo, credevano che dalle acque del lago fossero nati il Sole, la Luna, gli Dei e la loro stessa Civiltà. Torniamo nuovamente a La Paz per volare (veramente!) verso il Parco Nazionale Del Madidi, che è uno degli ecosistemi più incontaminati dell'America Latina ed ospita più specie protette di qualsiasi altro parco al mondo.

Il Lago Titicaca

La Paz


il Bradipo nella foresta amazzonica

aliamo carponi su un frullino ad elica da 19 posti, “scansiamo” il massiccio innevato dell’Illimani, sorvoliamo la “Strada più pericolosa del Mondo” e le Yungas; il paesaggio si apre improvvisamente nella foresta del bacino delle Amazzoni ed infine atterriamo (mai tale verbo è stato usato così a proposito!) sulla pista erbosa di Rurrenabaque. In 40 minuti di volo siamo in un altro mondo: alberi, fiumi, animali e soprattutto…caldo! Circondata da dolci colline ricoperte da un fitta vegetazione, attraversata dal Rio Beni, “Rurre” possiede una atmosfera suggestiva e rappresenta un buon punto di partenza per visitare la “Pampa” e la “Selva”. In quest'ultima, dopo una splendida escursione tra le gole del maestoso Rio Beni, passeggiamo tra i giganteschi alberi della foresta primaria, ammirando il volo dei coloratissimi pappagalli, animali assolutamente monogami per tutta la vita! Visitiamo la Pampa a bordo di piccole barche ed ammiriamo la ricchezza della fauna che abita le acque limacciose e le rive di questi piccoli fiumi amazzonici: centinaia di alligatori, famiglie di Capibara, il più grosso roditore del mondo, le buffe tartarughe in precario equilibrio sui rami affioranti, le scimmie, l'anaconda, il finto cobra, uccelli dalle diverse dimensioni e colori, piccole scimmie ed il raro delfino rosa!


iao Bolivia...lasciamo questo popolo cosĂŹ povero e cosĂŹ dignitoso e questa terra straordinariamente interessante e torniamo a casa, non dopo una serata trascorsa in un locale di Buenos Aires ammirando uno spettacolo di tango argentino. Che ritmo... e che stile! Un saluto a Daniela, Massimo e Lorenzo, a Nice, a Maria e ad Alessandro..... che finalmente, una volta a casa, ha potuto riabbracciare il suo amato..... salame toscano! Ottobre 2008

www.vannivannucci.com


Giorno 1 - Roma – Buenos Aires Partenza in serata da Roma per Buenos Aires. Notte in volo. Giorno 2 - Buenos Aires – Santa Cruz de la Sierra Arrivo a Buenos Aires e coincidenza con volo per Santa Cruz, Bolivia. Nel pomeriggio si effettua la visita della città. Giorni 3° & 4° - Missioni Gesuite Inizia il tour per visitare i villaggi fondati a cavallo del 1700 dai Gesuiti. Le Missioni che qui possiamo ancora vedere, edifici sacri, abitazioni a schiera e magazzini, sono in ottimo stato di conservazione Giorni 5°& 6° - Trinidad - La Selva Amazzonica Volo per Trinidad, principale città del distretto amazzonico boliviano. Sistemazione nell’albergo galleggiante. Inizio delle esplorazioni navigando all’interno della foresta amazzonica. Giorno 7 - Trinidad - Santa Cruz de la Sierra Fine navigazione , Volo da Trinidad a Santa Cruz.

Guida parlante italiano

Quota ind. min. 8 pax 4.250 € Supp. A. S. 250 € - Supp. Sin. - 345 € Partenze 2009 23-mag / 20-giu / 18-lug / 22-ago / 19-set / 17-ott

Giorno 8 - Santa Cruz - Sucre Volo per Sucre, la Capitale storica della Bolivia. La visita ai principali monumenti include la Casa della Libertà, la Cattedrale barocca ed altre chiese e musei del centro storico. Giorno 9 - Sucre - Tarabuco - Potosì Visita di Tarabuco, cittadina a 65 Km da Sucre, dove la domenica si svolge un coloratissimo mercato. Notte a Potosì

Giorno 14 - Tahua – Uyuni - Treno Visita de la Pucara di Chillima, le mummie, . Proseguimento sino al centro del Salar dove si eleva la Isla Incahuasi. Partenza con treno notturno, dotato di comode poltrone reclinabili. Notte in treno. Giorno 15 - Treno - Jujui Arrivo in Argentina e trasferimento a Jujui. . Il percorso si snoda lungo la celebre Quebrada di Humahuaca, si incontrano alcuni centri abitati, dove evidenti sono ancora i caratteri indios. Pernottamento a Jujui Giorno 16 - Jujui Giornata di Relax a Jujui

Giorno 1 - Roma – Buenos Aires

Giorno 9 - Lago Titicaca - Puno escursione su battello per raggiungere la Isla del Sol: proseguimento per Puno

Arrivo a Buenos Aires e coincidenza con volo per Santa Cruz, Bolivia. Nel pomeriggio si effettua la visita della città. Giorni 3° & 4° - Sucre Volo per Sucre, la Capitale storica della Bolivia. Casa della Libertà, la Cattedrale barocca ed altre chiese e musei del centro storico Visita di Tarabuco, cittadina a 65 Km da Sucre, dove la domenica si svolge un coloratissimo mercato

Supp. A. S. 250 € - Supp. Sin. - 495 €

Giorno 13 - Ojo de Perdiz – Tahua Visita delle lagune di la Ramaditas, la Honda, la Chiarkiota, la Cañapa, la grotta Galaxia, Isla Pescado. Notte in hotel di Sale

Giorno 17 - Jujui - Salta - Buenos Aires - Volo Mattina relax pomeriggio volo in coincidenza - Notte in volo.

Giorno 2 - Buenos Aires – Santa Cruz de la Sierra

3.630 €

Giorno 12 - Ojo De Perdiz Visita della Puna boliviana, in prossimità del confine con Cile ed Argentina: i geyser di Sol de Mañana, le terme di Polques, lil salar di Chalvin, la Valle de las damas, le lagune , Verde e Colorada, con numerosi esemplari di fenicotteri.

Giorno 10 - Potosi’ – Uyuni Visita della città di Potosì è come fare un salto indietro nel tempo, ritrovando l'atmosfera dell'antica città coloniale che vive nel ricordo dello splendore passato. Notte a Uyuni.

Partenza in serata da Roma per Buenos Aires. Notte in volo.

Quota ind. min. 6 pax

Giorno 11 - Sarar de Uyuni – Ojo De Perdiz Visita del Salar de Oyuni con l’estrazione a cielo aperto del sale. Vista de la Laguna Chulluncani e la Laguna Cachi.

Giorni 5° & 6° - Potosì Partenza per Potosì visita del centro storico è come fare un salto indietro nel tempo, ritrovando l'atmosfera dell'antica città coloniale che vive nel ricordo dello splendore passato. Visita della miniera del Cerro Rico, l’ambiante è rimasto pressochè eguale all’epoca coloniale, come le abitudini dei minatori. il Giorno 5 partenza in bus notturno (con poltrone reclinabili) per La Paz Giorno 7 - La Paz Visita della capitale della Bolivia, Piazza Murillo, la chiesa di San Francisco, le strette vie del centro storico coloniale, il mercato di San Pedro, la Valle de la Luna

Partenze 2009 23-apr / 21-mag / 11 e 25 giu / 9 e 23 lug Giorno 8 - Copacabana Visita delle rovine preincaiche di Tiwanaku, del Lago Titicaca / 6 e 20 ago / 10 set / 15 ott / 12 nov Copacabana con la cattedrale del 16° secolo.

Giorno 18 - Italia Volo internazionale. Arrivo.

Giorno 10 - Puno – Cusco Partenza in bus, lungo la strada visita del tempio di Viracocha e la celebre chiesa di Andahuayllas, Arrivo a Cusco. Giorno 11 - La valle Sacra partenza per la Valle Sacra. il mercato di Pisac, la fortezza di Ollantaytambo. Partenza in treno per Machupicchu. Giorno 12 - Machu Picchu Visita delle celebre rovinemagica cittadella di Machu Picchu, sita a 2400 metri di altitudine. Con i Resti di quello che probabilmente era un monastero. Rientro a Cusco in Treno. Giorno 13 - Cusco - Lima - Buenos Aires - Volo Mattina Plaza de Armas, il Tempio del Koricancha, l’Avenida Sol quindi una piacevole passeggiata nel quartiere di San Blas. Nel pomeriggio volo su Buenos Aires in coincidenza Notte in volo. Giorno 14 - Volo - Buenos Aires - Volo Arrivo e visita della capitale Argentina in serata volo per l’Italia Notte in Volo. Giorno 15 - Italia Volo internazionale. Arrivo.


Giorno 1 - Roma – Buenos Aires Partenza in serata da Roma per Buenos Aires. Notte in volo. Giorno 2 - Buenos Aires – Salta Arrivo a Buenos Aires e coincidenza con volo per Salta,. Nel pomeriggio si effettua la visita della città. Giorni 3° & 4° - Cafayate – Cachi Si entra in uno degli scenari più belli del NOA ( Nord Ovest Argentino) : la Quebrada di Cafayate, una gola con forme fantastiche, Valli Calchaquis Giorni 5° & 6° - Cachi – San Antonio de los Cobres Visita della regione selvaggia abitata da Vigogne in mezzo a spettacolari paesaggi dell a Puna Andina. Giorno 7 - Tilacara Visita del Salar di Salinas Grandes, dell’area suggestiva di Purmamarca, Montagna dai Sette Colori, Pukara, l’antica città fortificata preincaica.

Quota ind. min. 8 pax

4.730 €

Supp. A. S. 250 € - Supp. Sin. - 700 € Partenze 2009 25-apr / 23-mag / 13 e 27 giu / 11 e 25 lug / 8 e 22 ago / 12 set / 17 ott / 14 nov

Giorno 8 - Tilacara - Bolivia - Uyuni Oggi vediamo la Quebrada (Gola) di Humahuac, gli indios Coyas, Superata la frontiera treno per Uyuni. Giorno 9 - Uyuni - Tahua Visita del celebre Salar de Uyuni, qui si riscontrano estreme escursioni termiche tra il giorno e la notte, passando dai +25° ai -25° nell'arco di poche ore, il villaggio di Colchani, centro di lavorazione del sale. Si prosegue quindi per l'Isola Incahuasi, Coquesa con le sue mummie pre-colombiane, Pukara Ayque.

Giorno 10 - Tahua – San Pedro De Quemez Finiamo la visita del Salar Uyuni, i campesinos di Colchani che estraggono il sale, la Pucara di Chillima, l’Isola del Pesce nome attribuitole per la sua bizzarra conformazione, dalla sommità di una montagna che emerge sulla distesa di sale, la Grotta Galaxia dalmagico spettacolo di stalattiti Giorno 11 - San Pedro De Quemez – Ojo De Perdiz Si prosegue per il punto panoramico di osservazione del Vulcano Ollague, dal quale si innalzano talvolta eruzioni gassose, la Laguna Chulluncani e la Laguna Cachi. Giorno 12 - Ojo de Perdiz – San Pedro de Atacama Visita della laguna Colorada, i geyser di Sol de Manana, Salar di Chalvin, Valle de las Damas, in Cile, Lagunas Blanca y Verde. Raggiungiamo San Pedro de Atacama. Giorno 13 - San Pedro de Atacama Visita del Pukara di Quitor, la “Garganta del Diablo”, visita la Valle della Luna, la Valle della Muerte, la Gran Duna. Giorno 14 - San Pedro de Atacama – Jujui Partenz in Bus per Salta in Argentina attraverso il passo di Jama. Arrivo e trasferimento a Jujui. Giorno 15 - Salta - Buenos Aires - Volo Mattina relax. Nel pomeriggio volo su Buenos Aires in coincidenza - Notte in volo. Giorno 16 - Italia Volo internazionale. Arrivo.


lessandro Tranquilli si occuperà dell’ Oriente e sopratutto dell’America Latina, viene da un’ esperienza di 40 anni di programmazione dei viaggi culturali. Ha più volte viaggiato in Asia e America Latina sia per la preparazione dei viaggi sia per accompagnare i gruppi. A lui sarà affidata anche l’apertura dell’ufficio Azalai di Roma, città dove vive dopo essersi trasferito dalla natia Maremma. La sua mail è alessandro@azalai.info. Da Agosto 2008 sta lavorando alla preparazione e alla vendita della nuova programmazione. Visitate il sito di Azalai e scoprirete le numerose novità da lui preparate.

ndrea Campagni è il nuovo responsabile della programmazione Isole. Malgrado la giovane età vanta anni di esperienza e conoscenza dell’Australia e di vari paesi dell’Oceania. A lui è delegata la preparazione di viaggi in luoghi che solo a nominarli danno l’idea della lontananza: Vanuatu, Kimberley, Irian Jaya, Palawan, Arnhen Land, Micronesia, Western Autralia .. ecc... La sua Mail è andrea@azalai.info , lavorerà dall’ufficio di Firenze, citta in cui è nato e dove vive attualmente. Da Novembre 2008 è entrato a far parte del nostro staff, vi consigliamo di visitare le pagine web per le novità di questa aerea che è la nuova forntiera del viaggio di scoperta ed esplorazioni. oussa Maiga aveva solo 33 anni e ci ha lasciato dalla sua Hombori in Mali all’ombra della Mano di Fatima, che riusciva a scalare a mani nude. Lavorava con noi già da quando eravamo solo in Africa e Azalai si chiamava Azimut, era una delle nostre guide più brave e sensibili, era soprannominato “Giovanni Pascoli” perchè aveva imparato i primi rudimenti di Italiano da un libro di poesie lasciato alla locale Guest House da un viaggiatore distratto. Per mia moglie Priscilla è stato il primo allievo di una serie di guide a cui ha insegnato il nostro idioma. Vorrei usare le sue parole per dargli il nostro ultimo saluto. Vittorio Cocoletti. “Conosco un ragazzo che ha la pelle scurissima e i tratti del volto marcati, un aspetto da orco, ma una dolcezza nei modi e nel parlare che ha qualcosa di sorprendente, quasi come la sua ironia che può essere solo frutto di un sapere antico e popolare.” - Da “un pensiero per Moussa” di Priscilla Turano


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