Page 1

Maria Crocifissa Curcio

Lettere alle sorelle di Nocera Fonte: http://www.madrecrocifissa.org/datibase/index_scritti_MC.htm


M A D R E M A R I A C R O C I F I S S A C U R C IO FONDATRICE DELLE SUORE CARMELITANE MISSIONARIE DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ

LETTERE anno1926

A cura della Postulazione della Causa di Beatificazione CURIA GENERALE - SANTA MARINELLA (ROMA – ITALIA)


S. Marinella, 18 dicembre 1926 Suor Maddalena, Suor Concezione, Suor Annunziata, Ho letto con mia grande consolazione le vostre buone notizie, godo per la vicendevole  carità che vi lega e che sapete comunicare alle care bimbe che vi circondano di affetti  puri   e   sinceri.   L’amore   che   ogni   giorno   attingete   nella   Sorgente   Eucaristica  comunicatelo a tutto il mondo colla preghiera, coi grandi e immensi desideri di voler salvare tutte le anime, e colle parole e soprattutto col buon esempio impadronitevi  dei cuori innocenti, delle giovanette per darli a Colui che ci ha creato per amarlo   sopra tutti. Rivolgete parole soavi, parole ispirate da Colui che è Amore Immenso perciò lo spirito   di   unione   intima   con   Gesù   Eucaristia   vi   deve   sempre   guidare   in   tutte   le  vostre azioni, anche indifferenti; il riposo, il lavoro sia sempre guidato dalla Luce   Divina, dalla fiamma Eucaristica che dovete sempre aver presente. Così praticando,  o mie buone e amatissime figliole conserverete la pace intima che vi lega a Gesù   vostro Sposo, ed in Lui scambievolmente al prossimo, così farete immenso bene, vi  ricolmerete l’anima di gioie, di bellezze che non sono di questo mondo, malgrado che  lamentate la vostra impotenza. I primi discepoli del Divin Maestro furono poveri pescatori ignoranti ecc. ... ma ripieni dello spirito di Dio quanto bene non fecero in tutto il mondo? La Sapienza  Increata   non   si   serve   per   il   compimento   dei   Suoi   Disegni   di   persone   istruite   e  potenti,   ma  di   umili   mezzi   per   dimostrare   al   mondo   che   è   solo   Lui   che   opera   servendosi di vili strumenti. Se la Divina Bontà ci ha prescelto per questa ardua  missione non ci meravigli, ma ammirando dobbiamo chinare la fronte e con umile   semplicità   abbandonarci   come  un   fanciullino   sul   cuore   del   Padre.   Così   faceva   la   nostra piccola e grande Santa Teresa del B. G. quando le venne affidata la direzione  delle Novizie. Confessava la sua impotenza per sì arduo ufficio, ma come un infante  si abbandonava sul petto di Gesù e domandava di riempirle la sua piccola mano per  nutrire le sue figlie, se voleva dare a ciascuna di esse per suo mezzo ciò che loro  conveniva: “riempite la mia mano ma senza lasciare le vostre braccia distribuirò all’anima che verrà a chiedermi i vostri tesori, il  vostro cibo”. Lo spirito di questa ammirabile Santina che ci rappresenta sia la nostra  guida e imitandola ci faremo eterni! Ed   ora   una   parolina   per   ciò   che   riguarda   la   casa;   i   guanti   li   faremo   qui   e   ve   li  manderò   assieme   alle   altre   cosette   che   stiamo   facendo   per   voi   altre,   spero  mandarvelise   ci   è   possibile,   colla   Maestra.   Avete   cucito   i   grembiuli   neri?   Suor  Maddalena ricorda al Vice Presidente che compri o faccia aggiustare la macchina,   loro non ci pensano se non insistete e intanto vi incolpano se poi non si fa il lavoro   necessario. La lettera qui acchiusa Suor Maddalena la consegni al Vice Presidente e  si premuri risponderci per saperci regolare. Bravo il Vescovo che vi ha regalato i bei  polli, lo gusterà il Padre uno, ma l’altro lo mangerete per Natale: raccomando di   trattar bene le bambine e le suore, senza risparmi. Termino, lascio il posto al Padre  per scrivervi così sarete più contente, io stò un po’ meglio grazie alle cure del Padre e 


delle figliole. A tutte e tre, alle bimbe carissime tutto il mio affetto. Vostra Madre

S. Marinella, 23 dicembre 1926 Mia amatissima Suor Maddalena, ieri sera è arrivata la Maestra con la postulante da Modica, il Padre è a Roma da due giorni, verrà stasera, quindi, decideremo stasera la venuta della Maestra,  sarà certo dopo Natale, intanto tu avverti il Vice Presidente che si affretti a darci la  risposta di ciò che gli propose il Padre, così la Maestra verrebbe in compagnia di una  Suora, non più tardi di lunedì prossimo, cioè giorno 27, per aprire il laboratorio per   il mese di gennaio, s’intende, dopo le feste, gli avvisi però potreste farli stampare dal  Can. Mari per il 1 gennaio e cominciare dopo l’Epifania. Vorrei far venire il Padre   per stabilire il piccolo regolamento del laboratorio, ma ci costa non solo le spese di  viaggio, ma restiamo senza Messa e Comunione. Desidero che tu mi scrivi a sola e mi scrivi tutto, ti raccomando di far rispettare la tua dignità, perché ciò non è superbia ma ubbidienza, diversamente tutte fanno le superiore e quindi, disordine; tieni sempre sottomessa a Suor Concezione e a Suor  Annunziata, sottomissione materna; fa in modo di saperti imporre amorosamente, di  attirarti il loro affetto per essere più unite a Dio, così pure colle buone bambine. Sii più espansiva, non essere così taciturna, prega molto e attingi nella Sorgente  Eucaristica i lumi per saperti regolare nel tuo ufficio, prega molto la celeste Madre perché ti sappia guidare e invoca spesso il dolce nome di S. Teresa del B. G. perché ti ispiri la confidenza, l’abbandono in Dio e t’insegni a saper capire e guidare le anime  che ti sono state affidate. Prega, prega durante gli affari, la vita attiva non dovrà  distrarti ma unirti maggiormente a Colui che dovrà illuminare le tue azioni, tutta la  tua vita   intima   ed   esterna.   Così  praticando,  le difficoltà  che incontrerai  saranno  meno penose perché addolcite dalla grazia, dallo Spirito interiore. Mi raccomando di non fare economie per noi, se qualche cosa potete risparmiarla  senza far soffrire mancanze alle figliole, ti raccomando vivamente di non farti guardare di malocchio da nessuno per questo riguardo, ora che la Provvidenza vi ha  dato una posizione più comoda non soffrite privazioni, specialmente che il freddo  rigido richiede nutrimento speciale. Ora che viene questa Maestra, la sera spesso   non essendoci carne, supplisci con qualche uovo e anche per voi altre due volte la  settimana   e,   se  occorre   anche   più.   Questa   signorina   la   farete   mangiare   con   le   bambine, un tavolo in disparte e un po' più distante. Il mercoledì e sabato fatele  sempre la carne se la desidera. Potevi mandarmi la corona del rosario col Sig. Sanna, non dimenticarla alla prima  occasione. Il Padre è ritornato ieri sera, abbiamo deciso che la Maestra verrà lunedì sola, se il Vice Presidente non ci risponde ancora, vi avvertiremo con telegramma  per trovarvi alla stazione una suora e due bambine e rilevarla. Te la raccomando di   trattarla  bene  in   tutto  e  soprattutto mostrati  affettuosa  e premurosa, vedi  che  è  


tanto giovane, è la prima volta che esce di casa, figlia unica e quindi, soffre tale   lontananza;   soffrirà   certo   il   cambiamento   di   clima,   procurate   di   riscaldarle   la  stanza, però non abituarla a farle il letto e il resto, che faccia tutto da sé, letto e   stanza. Per il laboratorio, per il momento dite al Can. Mari che pubblichi l’apertura per il  mese di gennaio e cominciano a frequentare dopo l’Epifania, il Padre poi verrà a fine  mese per non restare senza messa in questi giorni perché ha tanto da fare. Ed   ora   termino   per   dire   qualche   parola   alle   altre   figliole.   Ricordami   nelle   tue  preghiere perché  il buon  Dio mi dia la salute per il bene delle anime che mi ha  affidato. Ti benedico e ti abbraccio nei Cuori S. S. tua Madre hai scritto ai tuoi perché? Mentre   arriva   la   posta   riceviamo   dalla   Congregazione   la   risposta.   La   Maestra  quindi, verrà là lunedì, attendete telegramma. Scrivi ai tuoi parenti e scrivi a tua  sorella  Teresa   che   venga.   La   vestizione   sarà   per   il   mese   di   marzo,   può   mettersi   d’accordo con la nipote di Suor Nazarena da Rosolini.


L E T T E R E a n n o 1 9 2 7


S. Marinella, 3 gennaio 1927 Mia cara Suor Maddalena, ho avuto notizie tue e delle altre dal Padre; dalla vostra corrispondenza apprendo  tante cose, che vuoi o mia cara figliola, la vita è una continua lotta, bisogna soffrire e  sopportare il dolce peso che la Provvidenza ci ha affidato. Il tuo peso ora, in premio   della tua fedeltà verso i Superiori e la tua rettitudine, diverrà un po’ più esteso, ma  più caro perché dato da chi ti ama tanto, da Dio, dai Superiori che lo rappresentano.  Coraggio,   o   figliola   mia,   nell’Eucaristia,   nella   preghiera   continua   procura   di  attingere il coraggio che hai bisogno, la luce per saperti regolare. Abbiamo accettato  la fondazione a Capo D’acqua presso Foligno e siccome il Curato di quel posto ci   scrive che desidera le Suore con urgenza perché tutto è pronto, la partenza delle   Suore sarà il giorno 11 di questo mese, cioè martedì della settimana ventura. Le   Suore saranno Suor Caterina, Suor Carmela e Suor Assunta. Siccome non possiamo   affidare   la   casa   a   Suor   Caterina,   abbiamo   stabilito   d’accordo   col   Padre,   che   la  direzione l’ affideremo a te, rimanendo però, a Nocera, una volta al mese ti recherai  a  Capo   d’Acqua   per   rivedere   i   conti   delle   spese   giornaliere   e   per   sapere   ciò   che   riguarda la disciplina tra di loro e gli affari con le persone esterne; scriverai a noi   tutto.  Nella   suddetta   casa   però,  andrà  Suor Concezione perché, oltre l’asilo c’è il   laboratorio,   così   mentre   lei   dirigerà   il   laboratorio   darà   pure   l’indirizzo   a   Suor  Carmela, la quale ha un po' di pratica e attitudine ma ha bisogno di essere guidata.  Suor Caterina verrà con te a Nocera per il laboratorio [omissis] . Non vorrei darti questi pesi, ma non avendo altri mezzi dobbiamo utilizzare questi,  del resto non siamo poi tanto distanti; il Padre, quando c’è bisogno, verrà e con la  sua presenza e parola può darvi qualche sollievo e forza per sopportare con fraterna carità   il   peso   scambievole.   Quindi,   tu   e   Suor   Concezione   dovrete   recarvi   a   Capo  d’Acqua   dal   Curato   don   Carlo.   Le   Suore   saranno   accompagnate   dal   Padre,  arriveranno col treno dell’una e mezza circa, tu andresti col treno di mattina così  prepareresti qualche cosa per il pranzo e la sera, dopo aver parlato e stabilito tutto,  tu   ritornerai   a   Nocera   con   Suor   Caterina.  Avvertirai   di   ciò   Marinangeli,   il   laboratorio per quel giorno lo sospenderete, e dirai che il personale del laboratorio   sarà sostituito da una brava Maestra Suora la quale, oltre il taglio di biancheria e  abiti, s’intende pure di ricami, mentre Suor Concezione in quel posto è utile pure per  l’asilo.   Del   resto,   se   c’è   bisogno   del   Padre   per   parlare   sul   riguardo   glielo   dirai   e  combinerete sul luogo. Per i lavori che vi hanno affidato, qui è inutile mandarli, ora  vedi   chi   rimane,   bastano   per   il   poco   lavoro   che   c’è   qui,   li   farete  eseguire   con   la   direzione di Suor Caterina nel laboratorio. D’altronde, le ragazze lavorano a conto  nostro. Per la tovaglia dell’altare maggiore, del Crocifisso e di S. Antonio, compera   tu quando puoi, la stoffa adatta, cioè satiné e di un colore piuttosto gentile, duraturo  e, se sbiadisce, tingilo, perciò unico colore, non a fiori; qui, o meglio, a Roma si può  trovare facilmente con qualche po' di risparmio, ma il Padre è così carico di affari da  non poter arrivare a tutte queste cose, procuriamo di risparmiargli fatiche in quel  po' che possiamo.


Ho sentito la storia della Maestra, poveretta è troppo giovane, eppoi tu sai, la bella  città   di   Catania,   il   clima   mite,   merita   quindi,   ogni   sorta   di   considerazione   e  incoraggiamento. Il Padre le ha scritto assieme ad una lettera per te, io non ebbi  tempo di aggiungere qualche rigo. La mia   salute  al  solito,   l’influenza certo  mi  ha lasciato  un  po'   debole ma  tu  sta  tranquilla, nessuna preoccupazione. Salutami tanto il Can. Mari e Marinangeli, il Padre avvertirà il Curato del vostro arrivo nel giorno stabilito, sarete avvisate se ci saranno novità che pel momento non prevediamo. Che dice Suor Annunziata, si esercita nella pazienza?! Non sto a letto, non ho tosse forte, un pochino se ne va gradatamente, certo l’aria di   qui è molto mite, evito di uscire presto di mattina e così sto benino. Scrivimi sempre,  non scrivi poi così da non farti capire; certo sarà stata una grande consolazione la  venuta inaspettata del Padre che rivedrete fra giorni. A te, a Suor Concezione, a Suor Annunziata, alle mie care e buone bimbe tutto il mio affetto e la mia cordiale benedizione. tua Madre

S. Marinella, 24 gennaio 1927 Suor Maddalena mia cara, ho   letto   la   tua   del   22   corr.   mese,   apprendo   con   dispiacere   ciò   che   sanno   fare  le   Maestre in casa religiosa, ne siamo esperienti noi per tutto quello che da questa  mercenaria   abbiamo   sofferto,   pazienza   [omissis]   .   Preghiamo   la   nostra   Santina  perché ci provveda di vocazioni diplomate e così fare un po’ più di beni ed evitare   tanti   guai.  Prevedevo   tuttocciò,   ma   per   accontentare   il   Marinangeli   feci   simile   risoluzione, vedremo se anche da lontano si può aggiustare la faccenda e intanto la  primavera   speriamo,  a   Dio  piacendo,  che  non   sarà  tanto   lontana,  così  parlerò  di   presenza a questa egregia signorina; qui per lei acchiudo una lettera, gliela darai,   come pure per Alba e Idea. Il mio corpo è qui ma il mio cuore, il mio pensiero è sempre con le figliole lontane che  vedo bisognose ancora dell’assistenza materna. Ti vedo affaticata e vorrei aiutarti,   ma che vuoi, lavoriamo tutti, il Cielo è promesso a chi si fa violenza, a chi lavora,  quindi,   coraggio   e   avanti,   Iddio   è   con   noi,   è   volontà   Sua   la   nostra   Missione,  corrispondiamo   piegando   la   nostra   volontà   alla   Sua   Divina,   e   allora   così   uniti  avremo la forza di superare ogni ostacolo. Lavora quindi, o mia cara figlia, la Madre  ti guarda, ti sorride, ti benedice, ti rianima. Così quando verrò troverò della riforma  in casa e in chiesa.  Avrai certo ricevuto la mia lettera, e quella del Padre, che impressione ti ha fatto?   Tu nella tua non mi dici niente riguardo Suor [omissis] , vuol dire che non ti da   fastidio, o per evitarmi dispiacere non mi dici niente? Tutto il mio pensiero e del  Padre  è   stato   se   suor   [omissis]   si   fa   conoscere   dalle   ragazze   e   da   tutti   e   fa  


distruggere il  laboratorio,  ti  assicuro che ho sofferto molto per questo pensiero e  avrei desiderato una tua lettera, ma tu in questa dici solo che non sei potuta andare  in laboratorio con Suor [omissis] perché ci sono diversi operai in casa e in chiesa.   Siete dunque d’accordo, come si diporta con te e con le ragazze, ha testa per l’ ufficio  importante che deve fare, oppure è sempre ridicola e pazza ... Le lettere che riguardano la tua carica, cioè gli affari della comunità, preferisco che  me li scrivi tu, come puoi, io non pretendo miracoli come tu mi scrivi, ma ti ripeto:  quello che ti è possibile, del resto, comprendo ciò che vorresti dirmi e ciò basta, per la  forma ci contentiamo di quello che puoi. Suor [omissis] non è certo sr [omissis] che  scrive lettere consolanti, perché è una donna tranquilla che comprende il suo dovere  [omissis] . Il Padre  mi   dice  ha  ottenuto  dalla Propaganda Fide £. 100 per  le spese urgenti,  quindi, puoi fare le riparazioni più urgenti e, se potresti fà accomodare degli altari  vecchi, uno per il Crocifisso, l’altro per S. Antonio. Comprendi le lettere che ti scrive il Padre? Hai riferito al Can. Mari ciò che ti scrisse   il   Padre?   E   il   laboratorio   è   frequentato,   quante   ragazze?   Sono   tutte   da  Nocera, vengono dalle frazioni vicine? Con quali condizioni? Che lavori eseguite in   questi   giorni?  Rispondimi   perché   vorrei   sapere   tutto,   come   quella   buona   Suor   Concezione sapeva darmi e stavo tanto tranquilla, mentre ora sono sempre timorosa  per tanti motivi. Suor Annunziata come si diporta? Da Capodacqua mi scrivono stanno bene e contente, godono la pace, lavorano con   amore, il popolo le vuole tanto bene, regalano quasi tutto quello che hanno bisogno  per mangiare; quando puoi va a farle una visitina e poi scrivimi come le trovi, e se  hanno bisogno di qualche cosa provvedi tu. Ed ora termino per scrivere, come ti ho detto, la lettera a chi la indirizzo, mentre il Padre scriverà a Marinangeli. Ti abbraccio e ti benedico tua Madre  (In aggiunta all’intestazione della lettera): Raccomando di sorvegliare sempre tu e  le   altre,   perché   le   ragazze   non   abbiano   tanto   avvicinamento   con   la   pettegola  Maestra.

S. Marinella, 5 febbraio 1927 Mia carissima figliola, le tue letterine mi sono tanto gradite, scrivi benino, però tante parole dove ci vuole  la t le scrivi con la d e viceversa, quando chiedi la benedizione devi scrivere ‘così  genuflessa   dimando   la   S.   Benedizione  per  me,  consorelle  e  bambine’.  Del  resto  i  pensieri li manifesti benino. Mio fratello ha scritto una lettera alla Sig. na Maestra,  l’ha mandata a me per spedirgliela,   te   l’acchiudo   nella   presente,   se   ti   domanda   permessi   di   andare   a  qualche festa di ballo, ora che si avvicina carnevale, non ti arrendere per nessuna  


minaccia, le darai la lettera qui acchiusa e così vedrà che rovina il suo avvenire con  questo diportamento [omissis]. Va bene per le spese che hai fatto per la chiesa, seguita a fare le spese per le lampadine come mi hai scritto, tu devi spendere almeno £. 500 e £. 200 restano per  le spese che fa qui il Padre per viaggi ecc. [omissis] Il Padre dacché è ritornato da Nocera è con catarro al petto e quindi, non è prudenza  venire ora per aumentargli, verrà assieme a me a Dio piacendo, eppoi restare qui la  comunità per 4 giorni senza Messa, senza Comunione. Non trova un Padre che lo   sostituisce, del resto a voi non mancano mezzi spirituali, capisco che avete bisogno di  molte cose che la nostra sola presenza può colmare, ma che volete, la lontananza, la  poca salute, il luogo freddo è causa di privare scambievolmente. Scrivi più spesso e  scrivi che cosa c’è da correggere, come mi scrivi nella lettera quando verrà il Padre,  scrivi   ora   e   vedremo   se   si   può   anche   da   lontano,   riguarda   la  Maestra   o   altre   persone? Scrivimi tutto. Il termometro qui mentre ero a letto l’ho usato, ma mi hanno insistito di no, certo   l’avranno rotto e per non angustiarmi non l’hanno confessato. Ti scriverei una volta al giorno ma che vuoi, ora siamo 4 case, nessuna finora mi aiuta a scrivere,  aggiungi la mia poca resistenza e in casa non manca lavoro. Potete   ringraziare   la   Provvidenza   d’avermi   fatto   compiere   50   anni   e   d’avermi  lasciato ancora con voi altre, o mie figliole, il male è stato aumentato, ora comincio a stare benino. A Capodacqua non si benignarono scrivermi due parole d’auguri, tu mi hai mandato il telegramma all’indomani. Certo non sarà mancanza d’affetto verso la Madre ma dimenticanza ... che mi fece un po' impressione, del resto son sicura del  vostro sincero e filiale affetto e vi considero presenti attorno alla corona delle figliole  che con graziosi canti e recite mi manifestavano la loro gioia in sì lieto giorno. Dirai a Suor [omissis] che le risponderò quando mi scriverà più breve e di cose serie  che riguardano l’ufficio affidatole dall’ubbidienza, e non si arrischi più di scrivere a  sola perché ha fatto il voto di povertà e perciò non sprechi carta, tempo e francobolli  inutilmente,   scriva   assieme   a   te,   come   faceva   la   buona   Suor   [omissis]   che   mi  consolava tanto con le sue lettere e mi consola tutte le volte che mi scrive, perché  donna seria e compresa dei suoi religiosi doveri. Quando verrò troverò molte riforme e miglioramento nella casa e nella chiesa, brava  figliola   mia,   lavora   con   coraggio   di   vera   Missionaria   Carmelitana,   difficoltà   ne  incontriamo tutti, ma ciò ci deve rendere più forti e coraggiose per corrispondere all’  ardua impresa della Provvidenza affidataci. La tenera Madre del Carmelo fa le mie  veci in mezzo a voi e la cara Santina, alla quale  è stata affidata dal Cielo questa   Istituzione. Tu certo nelle difficoltà, ricorri alla preghiera per trovare forza, luce e  vita per saperti regolare, scrivi, se puoi ogni sera, o quando trovi un momento, ciò  che vorresti dirmi, così è meno pesante scrivere tutt’assieme una lettera. A Suor Annunziata la mia speciale benedizione e dille che la guardo sempre e tutto   sò e prego. Alle buone bimbe, a te, a Suor Caterina, la mia benedizione, assieme al   Padre. tua Madre


Le sorelle vi ricordano e vi salutano tanto.

S. Marinella, 18 febbraio 1927 Figlia mia carissima, leggo sempre con piacere le tue letterine e questa volta ti assicuro che hai scritto più corretta, quindi, le mie lezioni anche da lontano ti fanno bene. Lo sò, mia figlia che senti tanto bisogno della Madre, ed io sento tutto, tutto, il mio   corpo è qui, ma lo spirito, il cuore è sempre attorno alle figlie, che guarda e prega  invisibilmente;   non   vengo   sola,   con   la   tenera   Madre   Celeste,   con   Colei   che  rappresenta il nostro Ordine, il nostro novello Istituto. Queste visite tu che mi vuoi  tanto bene, dovresti sentirle e così sentiresti tanto sollievo spirituale e avresti più  forza e luce per saperti regolare. Nei momenti in cui tu hai maggior bisogno vengo,  volo subito a te, perché la Madre sente i lamenti, i bisogni delle figlie, è allora che ti  parlo e ti ispiro intimamente, mentre prego. Le visite materne, divine della nostra tenera Madre del Carmelo e del suo Fiore  candido, Teresina, non ti mancano mai, dovrai piuttosto abituarti tu ad aprire la  porta del tuo cuore per riceverle e gustarle: lo spirito di raccoglimento, la presenza di  Dio, la Luce Eucaristica dovrà essere il tuo alimento spirituale per saperlo infondere  alle figliole che ti circondano, per vivere la vita Celeste pur essendo ancora in questo  esilio, inmezzo a tante miserie; così facendo, mia buona e vera figlia, sentirai meno  la mia lontananza e trascorrerà più presto il tempo che ancora ci separa. Per l’està  hai bisogno di qualche cosa di biancheria, dimmelo così ci penserò per fartela avere,  o meglio, te la porterò io. Il Padre ieri fu a Roma ove trovò il Can. Mari, ha portato 40 uova e buone notizie.  Così mi sento più tranquilla e ringrazio la Bontà Divina che benedice l’Opera Sua.  Dalla lettera ultima che mi hai scritto tu stavo in pensiero, ma vuol dire che sono le  solite miserie tra di voi, purché non vengano a conoscenza delle persone esterne, ciò  sarebbe   un   grave  dispiacere   perché  perdereste   la   stima   del  popolo   e  allora   tutto  andrebbe in rovina. Non   ti   dico   poi   la   lettera   che,   assieme   a   te,   mi   scrisse   la   famosa   Suor   X.,   ma   pazienza questa è stata sempre una vera spina per il mio cuore ... Ma del resto, mi  conforta sentire che nell’assieme va bene... Avete  ricevuto   i  cataloghi  di   frutta  e altri giornali da disegno? Domanda a Suor  Caterina se il buco del filet lo desidera come quello del camice che stanno ricamando  e con lo stesso cotone, e glielo farò cominciare subito, d’altronde qui non abbiamo che poco lavoro, anzi, se ne avete mandatela qui qualche ordinazione; e i lavori che ti  mandai li avete dati a quel negoziante che ci promise di esporli e venderli? Riguardo la venuta del Padre io non posso dirvi nulla pel momento, ma che volete, il  Padre   ci   soffre   a   sentire   le   sciocchezze   di   noi   donne   e   quindi,   procurate   di  comportarvi [bene] vicendevolmente, questo solo è il rimedio per queste miserie ... 


Per i   digiuni,   non   parlare   di   togliere   latte   né   alla   comunità   e   molto   meno   alle  bambine, vi permetto solo, col permesso mio e del Padre, di supplire il mercoledì,  venerdì e sabato col cacao, se questo non lo trovate, solo venerdì e sabato caffè nero, però solo le suore, alle bambine il solo venerdì e, se qualcuna ve lo domanda, anche il sabato, come le suore, pane però, col caffè tutto quello che vi bisogna, lo stesso ripeto per Capodacqua; se avrai occasione glielo farai sentire, io le ho scritto ieri ma su  questo riguardo non ci ho pensato. Baciate   per   me   l’anello   al   Vescovo   e   me   lo   ringraziate   da   parte   mia   per   la   sua  generosa   bontà,   così   hai   mandato   anche   a   noi   tante   uova,   ieri   sera   le   ho   fatte  mangiare alle suore e bimbe, poverette, è stato un gradito regalo, il resto per me e  per il Padre. Le nostre galline hanno cominciato a farne, speriamo di aumentare il  numero per poter trattare un po' meglio la comunità. Nerina, la capretta è grandetta  e bellina, sua madre fra giorni ci regalerà le caprette, così avrò buon latte, non come  quello   che  compriamo;   il   maiale   è   molto   grande,   tutto   cresce,   così   vedrai   tutto   migliorato quando mi farai qualche visitina. Va bene per le ragazze, le dirai che risponderò ad Ida un’altra volta, ora sono stanca,  ci vuole pazienza con le ragazze, ricordi quelle del ritiro a Modica? I tuoi ti hanno  scritto? [omissis] Ti benedico di cuore assieme al Padre, a Suor Assunta e a Suor Caterina. tua Madre

S. Marinella, 28 febbraio 1927 Suor Maddalena carissima, ho letto diverse lettere  di Suor  Caterina riguardo la Maestra, ora se n’è andata,  [omissis] . Su questo riguardo nulla mi avete scritto. Desidero sapere se vi siete fatte imbrogliare, se avete dato o, per conto nostro se ha pagato Marinangeli. Leggo   pure   che   dovevate   andare   a   Capodacqua   per   rilevare   Suor   Carmela   per  supplire la Maestra nell’asilo e intanto prepariamo presto una Maestra diplomata.  [omissis]. Per questo mese, tutto marzo, supplirà Suor Carmela, le note dei conti giornalieri,  dirai   che   le   farà   Suor   Caterina,   oppure   verrà   una   volta   la   settimana   Suor  Concezione   e   le   farà   lei,   insomma,   vedi   tu   sul   luogo   come   puoi   accomodare   la  faccenda. Dopo Pasqua, cioè il lunedì o martedì al più tardi, verrà il Padre, se posso io e Suor  Tomasina   che   si   è   già   professata,   e   farà   lei   la   Maestra   d’asilo   per   i   mesi   che  rimangono, per l’anno venturo, a Dio piacendo, speriamo di trovarne qualcuna di  mia  conoscenza;   ora   scriverò   a   Spaccaforno   dove   ce   ne   sono   tante   di   modesta   condizione e senza posto, se incontrerà a mio fratello e se aumentano lo stipendio,   sarà più facile trovare qualche buona maestra. Quindi, dirai a Suor Caterina che non si preoccupi tanto a pensare mentre ci sono i  


Superiori che, per quanto lontano, vi sono sempre vicini col pensiero. Il Padre ha  scritto   al   Can.   Mari   sul   riguardo,   del   resto   noi   abbiamo   fatto   il   contratto   coll’  Amministrazione di Carità che per quest’anno si contentavano di una suora senza  diploma   che,  del   resto   vale   molto   più   perché   ora   vedono   che   cosa   era   Suor   Concezione senza diploma e la Maestra con tutti i diplomi. Ma   ci   vuole   pazienza   in   tutto   per   capire   certe   cose;   il   Can.   Mari   certo   ti   avrà  comunicato qualche cosa di ciò che gli ha scritto il Padre, quindi, sta tranquilla che  procuriamo di aiutarti anche da lontano e di dividere il peso, credimi, mia buona e  cara figliola, che tutto sento da lontano, tutto il tuo peso, le tue sofferenze e prego,  prego, perché la Madre Celeste ti assista con i suoi lumi, con la sua forza divina per  saperti   regolare,   non   avvilirti   ma,   coraggiosa,   segui   Gesù   carico   della   croce;  aiutiamolo   non  come   il   Cireneo,   ma   andiamogli   incontro   come   la   coraggiosa   Veronica, come le pie donne, come la sua SS. Madre, con ardore e col cuore pieno dei  suoi stessi dolori, che sono quelli che ci fruttano le difficoltà nella volontà di Dio  durante la vita religiosa. Pazienza, altri pochi giorni e poi ci rivedremo e tutto, tutto mi confiderai ... Scriverò  a Capodacqua per i digiuni perché desiderano sapere come regolarsi, Suor Carmela  sarà con voi altre, quindi, saranno due sole a Capodacqua; abbiamo scritto io e il  Padre a Suor [omissis] per farle ricordare i doveri della vita religiosa, così ora mi  scrive   Suor   Concezione   che   è   più   mitigata,   sia   nella   preghiera,   che   aveva  abbandonato, come nel preparare i cibi che sprecava molto. Che si può fare, certo le  persone non cambiano ... ma anche i discepoli di Gesù erano tanto difettosi e c’era   Gesù   che   viveva  con   loro   e   li   sopportava   con   tanta   pazienza.   A   te,   a   Suor   Annunziata, a Suor Caterina, alle bimbe tutte, a Suor Carmela, la benedizione mia   e del Padre. tua Madre

S. Marinella, 11 marzo 1927 Suor Maddalena mia, non ho avuto tue notizie dacché ci siamo separate con lacrime! Quanto me ne sono   pentita di averti fatto partire così presto, come avrei voluto tenerti a me vicina, nella  Casa che ricorda i primi sacrifici e le gioie della vita religiosa, credimi, son rimasta con questo cordoglio; ma d’altro lato, il dovere ci fa sacrificare anche le più sante  soddisfazioni.   È   stato   un   vero   sacrificio   che   abbiamo   fatto   entrambe;   ero   così  amareggiata quei giorni per tutti gli incidenti che tu sai, non ebbi il conforto di farti  godere un po’ di riposo nella casa che certo tu avrai tanto desiderato di rivedere, ma  pazienza, o mia buona e affettuosa figlia, sacrifichiamo tutto di fronte ai doveri che   la Provvidenza ci ha affidato, malgrado la nostra impotenza. Il pensiero che la tua presenza è necessaria nella casa ove sei e l’altra che è rimasta  sola   e   mille   conseguenze   che   potevano   derivare   stando   qui   altri   giorni,   mi   fece 


risolvere così presto d’altronde, la nostra residenza finché il buon Dio non disporrà  diversamente  è  stabilita  così,   quindi, fiat voluntas Dei. I nostri intimi godimenti  sono l’adempimento dei nostri  doveri, l’osservanza della vita religiosa che ci lega   intimamente e ci fa vivere a tutta la religiosa famiglia della stessa vita, gli stessi  ideali e interessi che sono la maggior gloria di Dio, la nostra santificazione e del   prossimo. Invigila   sempre   la   disciplina   interna,   sia   per   le   suore   che   per   le   bambine.   Fà  osservare   sempre   il   silenzio   nelle   ore   stabilite,   le   bambine   quando,   dopo   pranzo  tornano in casa, non le lasciate correre in tutte le stanze senza ordine, radunale  nella stanza da lavoro e dopo che avranno terminato i doveri di scuola, a tutte dalle   un lavoro e durante il lavoro e lo studio fa osservare il silenzio. Ora che le bambine  hanno il timore di podestà e non hanno suggerimenti di ribellarsi, potete educarle   meglio e sono più docili. Riguardo la spesa dei generi alimentari procura di saperti ben regolare e di non   pagar niente, manda il fornitore dal segretario; scrivimi se ci sono novità in questi  giorni. Come fate il mese dedicato alla nostra dolce Madre? Assunta è in pace con i cantori o  sempre si litigano? Spediscimi, appena ricevi la presente, le carte di musica che la   testa bizzarra di Caterina mi persuase a lasciare e dille a nome mio che è sempre lei:  mi   promise   che   dopo   due   giorni   mi   avrebbe   spedito   tutte   le   carte,   e   invece   l’ha  dimenticato, si vede che ha la testa nel sacco. Qui mi sono necessarie perché io non  posso accompagnare così che non sò, non avendo tempo di studiare, ho mille altre  cose   e   quindi,   posso   a   stento   accompagnare   le   cose   che   già   sò.   Non   ti   fidare   di  Caterina per farti dare la musica perché ne son sicura: mi manda quella che vuole e  il resto se lo tiene, se ti dice che vuole copiarla, non le dare retta, se aveva volontà,  ha fatto trascorrere tanti giorni e ciò basta. Da Capodacqua mi hanno scritto, stanno bene e Suor Teresa è contenta ed a tutti,   compreso il Parroco, ha fatto bella impressione, così riparerà il male esempio che  lasciò  quella  ...  che  ci lasciò ricordi amari e ferite profonde. Non permettere alle  suore, se ne sono a conoscenza, di parlarne e fare apprezzamenti, specialmente a   Suor A. le dirai che è mio volere e del Padre che dei morti non se ne parla, ora per   noi non esiste più e non è prudente ricordare cose che meritano non essere ricordate.  Le suore non devono tra di loro chiacchierare in qualunque ora, ricorda che c’è la   regola   del   silenzio   e   così   si   evitano   tanti   mali   che   frutta   il   troppo   parlare.  Ogni   sabato   sera   rinnova   gli   uffici   settimanali   e   la   lettura   dei   ricordi   che   ha   lasciato  scritto il Padre. Perché   non   mi   scrivi?   Ha   portato   la   porta   della   chiesa   il   falegname?   Oltre   i  fazzolettini, regala alla signorina di Fondi qualche altro piccolo lavoro, i centrini e se  c’è qualche altra cosetta che ora non ricordo. Scrivimi se c’è qualche cosa che le piace  dei lavori e cimò che ha scelto, per i pizzi accomodatevi alla meglio, lasciare ancora   questi   lavori   sono   troppo   antichi,   meglio   venderli   anche   per   poco.   Dopo   li  consegnerete   a   quel   negoziante,   la   dichiarazione   la   manderete   a   me   una   copia.  Scrivimi tutto e presto perché desidero vostre notizie.


Qui stiamo benino. Prega e fà pregare sempre perché la Vergine SS. Benedica le   ardue   imprese   che   ci   ispira.   Le   suore   e   bambine   vi   ricordano   con   affetto.   Io   ti  abbraccio e ti benedico assieme alle suore e bimbe tutte. Il Padre vi benedice. tua Madre Le immaginette qui acchiuse le darai alle tue giovanette che mi inviarono gli auguri. (breve aggiunta di P. Lorenzo): A tutte la mia benedizione: per non allungare la partenza di questa lettera vi scriverò un’altra volta. Vostro Padre.

S. Marinella, 12 marzo 1927 (P. Lorenzo: da leggersi da Suor Maddalena in presenza delle altre suore) Figliole   mie buone e care, la   primavera   che   qui   godiamo   mi   fa   sperare   che   anche   voi   cominciate   a   godere  l’annunzio di questa bella stagione, e non solo fisicamente, ma spiritualmente. Come trascorrete, o mie buone figliole, questi giorni di Quaresima, di mortificazione  in preparazione alla festa antica ma sempre nuova della S. Pasqua. Quanti religiosi,  quante anime belle si uniscono al gran Penitente d’Amore, a Gesù nel deserto, ove  trascorse 40 giorni in un lungo e rigoroso digiuno, si preparava alla penosa passione,  alla morte, all’immolazione per le sue creature, per redimerci dal peccato. E noi non  dobbiamo   seguire   questo   Amante   Divino,   nel   deserto,   nell’amara   passione   e  immolarci   come   Lui   sulla   croce?   Seguiamo   Gesù   assieme   a   tante   anime   fedeli,  procuriamo di essere noi di questa schiera di anime privilegiate, mortificandoci in  tutto ciò che è contrario alle spose del Gran Martire d’Amore. Queste sono le penitenze più utili al nostro perfezionamento e più accette al Cuore  Divino,   la   mortificazione   interna,   la   rinunzia   continua   di   ciò   che   la   natura  suggerisce,   ecco   il   segreto   dei   Santi.   Che   vale   mortificarci   con   digiuni   se   non  sappiamo frenare la lingua, il cuore, e tutto ciò che la nostra miseria ci suggerisce?  Questa   è   la   vera  sorgente   di   mali:   non   saper   mortificare   il   nostro   io,   la   nostra   superbia,   e   la   sorgente   di  ogni   bene   soprannaturale   è   rinunziare   con   generosa   fedeltà ciò che suggerisce la natura umana. I nostri voti, la religiosa professione, la  veste che indossiamo, tutto ci ricorda che noi dobbiamo continuamente lottare con le  nostre   passioni   per   vivere   la   vita   soprannaturale,   pur   essendo   in   questa   vita  circondate   da   mille   miserie.  La   vita   della   religiosa   fedele   alla   professione,   deve   essere vita Celeste, deve gustare anticipatamente le gioie che le sono riservate nella  famiglia Beata che l’attende, ma questi segreti godimenti li può capire e gustare   l’anima   fedele  che  segue  lo  Sposo  Divino, dopo  aver  rinunziato  a tutto e  a tutti,  rinnegato   la   sua   volontà   e   con   la  croce   segue   Gesù   al   Calvario.   Sembra   penoso   questo viaggio ma con Gesù, seguendo le sue orme e ristorandoci lungo il viaggio con  il   cibo   dei   forti,   con   il   Pane   Celeste,   si  volerà   verso   la   sospirata   Patria   e   si  


raggiungerà per sempre l’Eterno Amore. Non dimentichiamo la base della nostra vocazione in mezzo alla vita attiva, che è la  mortificazione continua sempre, questo vero digiuno spirituale che tanto fortifica l’  anima, la rende bella e pura, degna di Colui che fra mille l’ha prescelta. Non   potendo   imitare   i   Santi,   le   anime   belle   e   generose   nelle   grandi   imprese,  imitiamo la nostra piccola e grande Santa, il modello di santità che la Provvidenza ci  ha dato, imitiamola nella continua abnegazione nella quale con tanta industria si  esercitava   anche   nelle   inezie,   che   ci   fanno   grandi   innanzi   a   Dio   per   il   fine  soprannaturale,   per  la   rettitudine. L’anima  mortificata  è unita a Dio,  è piena di   carità e porta la pace e la tranquillità con le sue parole, con le sue azioni e le sue  preghiere si elevano come un dolce profumo al Cuore di Gesù. Amatevi come vere  sorelle e spero trovarvi di buona armonia. Io e il Padre vi benediciamo. la Madre

S. Marinella, 31 marzo 1927 Mia cara e buona figliola, le confidenze delle figliole ubbidienti son sempre graditissime al cuore della Madre,   dimmi tutto senza pentimento, io so bene compatirti e trovare parole che l’ affetto  materno mi suggerisce per incoraggiarti e illuminarti. Abbiamo tutti i momenti di luce e di gioia e anche i giorni oscuri, amari e penosi,  anche Gesù nel Getsemani ne soffrì immensamente, siamo noi gli Angeli che nel  Getsemani Eucaristico dobbiamo presentare a Gesù il calice del nostro cuore pieno d’amore, per consolarlo dalla maggior parte dei figli ingrati che vivono calpestando il suo sangue Divino, il suo immenso Amore. Ricorriamo   al   tabernacolo,   al   Prigioniero   d’Amore   quando   le   nostre   debolezze  ci   fanno sentire noie e scoraggiamenti, la sua luce e voce divina c’infonderà forza e  amore per seguirlo nella via del Calvario, la via delle anime privilegiate. Coraggio, o mia buona figliola, seguiamo lo Sposo Divino carico della Croce e tutto straziato,  seguiamolo come le pie donne e in compagnia dell’Addolorata Madre, contempliamo  questa   Vittima   d’Amore   Immenso   e   poi   possiamo   noi   lamentarci   e   dire   che  soffriamo? Le occupazioni degli uffici che l’obbedienza ci ha affidato non ci devono distrarre  dallo   spirito   del   Carmelo   che   è   spirito   di   preghiera,   di   unione   intima   col   Cuore  Eucaristico che milioni e milioni di volte al giorno ripete l’immolazione nel sacrificio  delle Messe che in tutto il mondo si celebrano. Dobbiamo vivere così intimi con la  Vittima  Eucaristica  da  formare  l’abitudine della deliziosa unione con Dio, così le  nostre azioni non ci stancano ma si cresce sempre nell’amore verso il Sommo Bene e  perciò, si agisce con una forza e Luce Divina, ecco il mistero, il segreto dei Santi,  delle anime grandi.  Aspiriamo a questo grado d’Amore perché è questo lo spirito 


della nostra santa istituzione, è questa la santità dei Santi del nostro grande Ordine  e delle grandi e piccole Terese. Ed ora parliamo un po' degli affari, mi ha tanto consolato la notizia dell’asilo, così  Suor Tomasina non ci sarà bisogno di venire, mentre qui è tanto necessaria, non  avendo pel momento suore che la possono sostituire e Suor Carmela ritornerà presto  a Capodacqua, non appena la direttrice che già hanno invitato accetterà; non avrò il  fastidio   di   cercare   maestre,   che   tanto   mi   rincresce;   sarà   in   questi   giorni   questa  decisione, così mi avvertirai, verrò io sola col Padre. Desidero sapere se Suor [omissis] si confessa col confessore stabilito dal Padre per la  comunità o se ricorre ad altri, ti raccomando di non darle libertà di farla parlare a  sola col Can. Mari o altri sacerdoti, sempre alla tua presenza, e di non permetterle  di scrivere ai suoi parenti senza che tu leggi la corrispondenza, glielo dici che fa una   disobbedienza   se   agisce   con   furberia,   contro   la   Regola,   parleremo   di   presenza   di  tutto, a Dio piacendo. Perché  non domandate al  Vescovo di farvi aprire la porta di comunicazione colla  chiesa,   ora   che   lui   è   un   componente   dell’amministrazione,   diteglielo   che   è   mio  desiderio e che non vorrei soffrire il solito disturbo di tutte le volte che si vuol fare  una visita al SS. Sacramento, aggiustare la lampada ecc., procura di ottenere ciò  prima chevenga io, vorrei trovarla. Non mi è tanto dispiaciuto che il Presidente sia cambiato, così siete con persone più  serie, [omissis] poteva qualche giorno esserci contrario, come era mio timore essendo  troppo giovani c’è sempre da temere, il Vescovo può molto per noi, ne siamo molto  contenti io e il Padre. Dimmi che cosa desideri di vesti, biancheria di està con la mia prossima venuta. Gli  affari del Padre vanno molto bene, è molto contento, ringraziamo la Divina Bontà e  il nostro caro S. Giuseppe, preghiamo sempre con crescente ardore perché ci aiuti  sempre e ci dia i mezzi necessari per il compimento dei suoi Divini Disegni e così  estendersi presto la nostra Famiglia. Scrivi anche qualche parola di riconoscenza per il buon Padre, non temere, scrivi   come puoi, il Padre e la Madre ti comprendono e ti compatiscono, non devi scrivere  ‘pieti’ ma ‘piedi’. Ti abbraccio nei Cuori SS. e ti benedico assieme al Padre, lo stesso pratichiamo per  le suore e bambine. tua Madre

S. Marinella, 15 aprile 1927 Suor Maddalena carissima, ho letto la tua, tutto bene, parleremo di tutto e di tutti di presenza. Verrò assieme al  Padre martedì, cioè il 19 di questo mese, non sò precisarti l’ora del nostro arrivo, di  qui partiremo col solito treno delle sei, da Roma se non ci saranno ostacoli di affari,  


vorrei partire presto, col treno delle nove e mezza, o delle dodici. Altre suore non ne   porteremo perché si vedrà sul luogo il da fare. Per il  giorno  di  Pasqua   ci  sarà   la professione e vestizione, vi terrò  come sempre  presenti   in   sì   grande  solennità   e  festa  di   gioia  e  di  gaudio.  Vi auguro  lietissimo  questo giorno, colmo di celesti benedizioni e di accrescimento di sempre nuovo amore  verso Colui che ha sparso il Suo Sangue divino per redimerci. Il Padre si unisce a me e tutte le suore e bambine, avrebbero tutti voluto scrivervi,  ma   al   solito,   manca   il   tempo,   essendo   giorni   di   ritiro   e   di   santi   esercizi   e   di  occupazioni che superano le poche suore. State allegre nel Signore e attendeteci. tua Madre e il Padre

S. Marinella, 20 maggio 1927 Mia buona Suor Maddalena, Ho letto sempre con il solito piacere le tue belle letterine, tranne qualche errore di t,  d, n, tutto va benone, anzi, ti esprimi molto bene, piuttosto scrivimi più a lungo e   tutto, perché sei svogliata di scrivere alla tua Madre, scrivendo ti conforti, scrivimi  anche se io non trovo tempo di scrivere più spesso, perché, tu lo sai che i miei lavori  crescono sempre, e con i lavori la forza che il vostro affetto filiale e sincero e le vostre preghiere mi fruttano. La   nuova   comunità   dei   Padri   per   me   è   un’altra   consolazione:   vedere   realizzato  quest’altro sogno giovanile, ma non ti nascondo che è anche un altro lavoro per le  persone poco abili che mi aiutano in cucina e in tutto il resto; prega e fa pregare  perché il buon Dio mandi vocazioni di persone abili per aiutarmi un po’. La   mia   salute   [va]   discretamente,   i   dispiaceri   certo   mi   lasciano   qualche  conseguenza, ma del resto sto discretamente, come pure il Padre, con i suoi figli,  l’ultimo dei quali è tedesco, un artista falegname, abbiamo fatto spese rilevanti per  gli strumenti, così ora esercita la sua arte per noi, per la loro casa che quanto prima   si comincerà a fabbricare; il primo, l’olandese s’intende di costruzioni di fabbriche di  case,   così  non   avremo   bisogno   di   [omissis]   e   di   persone   che   rovinano   invece   di   dirigere i lavori. Verso gli ultimi di questo mese aspetta altri due giovani, mentre si preparano al   sacerdozio esercitano ognuno un’arte. Sono di una condotta e mortificazione che è un  vero rimprovero per noi donne ... Il Padre è certo sotto il peso di mille pensieri ma, del resto siamo lieti di aver iniziato  ciò che abbiamo tanto desiderato. La   famiglia   dunque   cresce,   cresce:   pulcini,   galline,   maiale   grasso,   per   il   quale  abbiamo fatto fabbricare la sua casetta, e 4 capre: ti piacciono tante notizie della tua Casa Madre? Godine anche tu e prega, pregate molto, molto. Il Padre sta bene, Suor [omissis], o meglio, [omissis] è a servizio dal primo giorno in 


una distinta e religiosa famiglia, al Padre ha parlato una sola volta perché non ha  certo la comodità di andare più spesso, così non va a seccarlo con le sue infinite  chiacchiere, vuole da me la promessa che dovrà rientrare come persona di servizio  per gli affari esterni, ma io mi sono negata... basta le prove amare che mi ha dato,   non tornerà più finché vivo io. È venuta Suor Concezione con la signorina di Fondi? Mi ha scritto che per il 24 di   questo   mese   desidera   due   fazzolettini,   se   non   è   venuta   e   te   ne   ha   scritto   glieli  spedisci tu stessa, domandi alla direzione, compreso un altro fazzolettino per regalo  da parte mia e quel centrino che ti dissi di presenza. Il tempo ora  sarà  bello come qui, fa caldo; se non  viene Suor Concezione e Suor   Teresa va tu a visitarle e poi [omissis] me ne scriverai il risultato. Non puoi supporre  ciò che ha detto [omissis] per la povera Suor Concezione, come la descrive, ha parlato  male di me e del Padre in pubblico ecc. ecc.. [omissis] Ce ne dicono di tutti i colori.   Che Iddio la perdoni! Godo tanto nel sentire che il mese di maggio si fa con fervore, così mi consolate; la  dolce Madre ci benedice sempre e ci protegge visibilmente, malgrado le insidie del   nemico del bene.  Va bene per la porta, per le ragazze ti raccomando di non usare  troppa   bontà,  se  c’è   bisogno  ricorri a podestà  (autorità)  e fatevi rispettare  senza   timore e sappiti regolare per tenere la pace nella comunità. Ti   abbraccio   e   ti   benedico   assieme   alle   altre   figliole   e   bambine.   Come   va   Suor  Caterina? tua Madre

S. Marinella, 4 giugno 1927 Mia buona Suor Maddalena, apprendo con piacere le belle notizie datemi nelle tue letterine, brave le mie figliole,  avete fatto solenne il mese caro a Maria, avete festeggiato con vero amore filiale il  più bel mese delle figlie della Madre Celeste e avete così ispirato nel cuore di tanti   fedeli la devozione a sì gran Madre, sorgente di tante grazie e favori. Brave le mie  figlie che così sanno consolare il cuore della Madre e del Padre, ed essendo contenti  noi ne è certo il vostro Sposo Divino, la sua e nostra Madre. Ed ora è il mese degli amanti di Gesù Eucaristia, quindi, col cuore pieno di tenera  pietà per la Madre, abbandoniamoci nel Cuore di Colui che vive e palpita per noi  nell’ Ostia Santa, in questo bel mese di sacro fuoco, di ardente amore di Gesù verso  le anime a Lui care e delle anime amanti verso l’Immenso Amore. Procuriamo di   attingere  sempre   nuovo   e   crescente   amore   che   ci   illumina   e   ci   comunica   sempre   nuova forza e ardore nell’ardua via della religiosa professione. Ed ora parliamo un po' degli affari della comunità, va bene riguardo [omissis], non   c’era altra via d’uscita, come pure per [omissis] , ... seguita a mortificarle tutte le   volte che c’è bisogno, d’altronde, lo farai con vera discrezione e prudenza e Podestà,


che vi   sostiene;   del   resto,   le   persone   dabbene   capiscono   che   queste   ragazze   sono  indisciplinate e se seguitano così vanno a fare le serve e imparano a spese proprie a  guadagnare il pane in casa d’altri, non capiscono l’educazione sana, seria e dignitosa  che si vorrebbe dare loro. E le piccole, e Facondina sono pure ribelli? Castigatele,   correggetele, ora con le buone ed ora con serietà se insistono, meglio farvi dire che  siete serie e rigide, ciò vi onora perché vuol dire che sapete educare, anziché dire che  siete troppo buone e fanno ciò che vogliono. Sii amabile, ma fatti rispettare quando   si approfittano della bontà. Avrai certo parlato a Suor Concezione e a Suor Teresa, le  quali mi scrivono che sono nella vera pace e tranquillità ... La Casa Madre richiede molto e lavoriamo senza risparmio per fare mille economie,  prega e fa pregare perché la Provvidenza ci aiuti. Il Marchese finalmente si è deciso  di venderci il pezzo del terreno che è per noi tanto necessario a £ 15 il m. q. e quindi  [sono]   somme   che   con   urgenza   dovremmo   consegnare,   perché   lo   cede   con  queste   condizioni; si deve cominciare anche la casa per i nostri fratelli. Preghiamo, o figliole  perché la nostra Santina ci mandi dai giardini del Cielo la pioggia di rose, pregate  pure per le vocazioni, preghiamo, preghiamo, la preghiera apre il Cuore di Gesù e  versa su di noi i Suoi infiniti tesori; preghiamo con illimitata fiducia perché il nostro  fine è far del bene e corrispondere ai divini disegni su di noi. La   porta   della   chiesa   è   riuscita   bene?   Domanda   al   Direttore   se   ha   parlato   con  Podestà   riguardo   ciò   che   gli   scrisse   il   Padre,   cioè   di   aumentare   la   retta   per   la  Maestra Giardiniera diplomata, diversamente non ce ne possiamo interessare, e ciò  sia presto. Cosa avete ottenuto per le spese dei generi alimentari? Scrivimi un po' di tutto per  saperti regolare. A Suor Caterina dici per la lente di cui ha bisogno, che qui non è  possibile di lontano, date l’ incarico a qualche persona che suole andare a Foligno,  ditele che vi serve per prima vista, ne porta due o tre qualità; se li prova, quale trova  più adattoper lei lo comprate. Non ti arrischiare di far cantare ragazze con i chierici, l’ha scritto Sr [omissis] che   desiderava questi fratellini; il Padre se ne è tanto angustiato, ma ella non capisce il  male che di ciò ne può derivare, tu però potresti capire un po' di più! Ora che avete  conoscenza di questo paese, sta attenta! Ti abbraccio e ti benedico, assieme al Padre. tua Madre (in aggiunta all’intestazione): Saluti e benedizioni alle care Assunta e Giovannina, le  scriverò appena avrò tempo.

S. Marinella, 17 giugno 1927 Suor Maddalena mia, leggo sempre con piacere le tue letterine, certo non bado agli errori, ma vedo il cuore 


della mia   affettuosa   e   sincera   figlia,   che   mi   sarebbe   tanto   di   conforto   la   sua  presenza, ma affidiamo all’Autore di ogni bene questo sacrificio scambievole finché a Lui   piacerà.   Se   non   ti   scrivo   spesso   come   vorrei   anch’io,   credimi,   sono   le   molte  occupazioni  che  non   mi   lasciano   più   un   istante,   la  mia   salute   resiste  per   grazia  speciale, ma la figlia saprà certo compatirmi, perché lo sa che la povera Madre non è  poi tanto forte e con poco aiuto. Non pensare a malattie ecc... ma al troppo da fare,   anche la cucina spesso mi fa venire meno a tanti doveri, ma intanto ora non siamo  più   sole   e   c’è   molto   bisogno   di   persone   abili   che   la   Provvidenza   e   Teresina   mi  lasciano ancora desiderare. Sul mio riguardo sta sempre tranquilla, solo mi aiuti colla tua preghiera. In questi   giorni il caro Padre è molto afflitto da mille contrarietà, il nemico del bene sembra  che sia infuriato ... pregate, fate una novena al Cuore SS. di Gesù perché ci liberi al  più presto da queste insidie. Riguardo ciò che mi accenni per l’amministrazione, trattandosi di piccole cose, sta  tranquilla,   ma   attenta,   non   confidare   a  nessuna   delle   suore,  sarebbero  capaci   di  rovinarti. Per la lente, giacché non è necessaria, lasciala cantare, le dirai che quando  verrò io si penserà, tu non hai comodità di fare tali compere per le scarpe, ... bada  ancora all’eleganza! Quanto conto darà a Dio! Se a te piacciono e sono per il tuo   piede, usale tu, ma non ti arrischiare di fargliene un altro paio, aspetta a me ed io  penserò a farglieli elegantissimi. Suor  Carmela  nelle vacanze potrebbe indossare la veste giornaliera e questa che   usa, se è troppo sbiadita gliela farai rivoltare al rovescio, tutte vogliono vesti ... ecc.,   si vede  che  non   avendo  altri  pensieri  più  importanti  pensano a  vestirsi  eleganti,  beate   loro,   vorrei   darle   una   parte   dei   mille   pensieri   e   pesi,   così   sarebbero   più  giudiziose. Per la confessione, mi scrive che desidera confessarsi ogni otto giorni, qualche volta,  se ha vero bisogno andrà alla cattedrale, non sempre però, perché è meglio abituarsi  a   tutto,   se   nelle   missioni   si   confesseranno   più   di   rado,   certo   non   c’è   sempre   il  confessore. Volevo farti una letterina io e il Padre pel tuo onomastico e ci pensavo tanto, ma non  sò come l’abbiamo tutti e due dimenticato, e mi ci ha fatto pensare il Padre, il quale  sul serio se n’è angustiato, ma tu tanto buona ci comprendi e ci compatisci, poveri  vecchierelli, schiacciati di pesi e di pensieri. I lavori consegnali presto al negoziante, fate prima la nota e la dichiarazione, che   farai scrivere allo stesso negoziante, una copia per lui, un’altra per noi, prima di  firmarla la spedisci a me. Per la Maestra abbiamo scritto a Podestà, vedremo che ci  risponderà; la risposta del Can. Mari è sempre incerta, quindi noi come possiamo  assumere una responsabilità di accettare la Maestra diplomata? Mi consola molto sentire le devote feste che si fanno nella bella chiesa, pregate e fate  pregare il popolo per i bisogni nostri. Quale giardino preparate: il pezzo del terreno   sotto le finestre l’hanno ceduto? Brave, così quando verrò mi farai trovare il giardino,  e molta uva eh! Da Capodacqua ci hanno spedito un bel paniere di ciliege,  è stata   una vera festa, era ottima, le abbiamo mangiate con piacere.


Il Can.   Mari   e   il   Vescovo   vi   daranno   alla   fine   dell’anno   scolastico   quello   che  stabilirono? Suor Nazarena in questi giorni andrà in Sicilia a spese e in compagnia  della   sua   sorella   Maestra   per   affari   di   famiglia,   farà   una   visitina   a   Modica,  desideravano   tanto   a   me,   ma   non   è   possibile   lasciare   la   comunità,   ora   più  complicata, in balia di nessuno, il povero Padre ne soffrirebbe tanto, non ha voluto  sentire manco la semplice proposta. Tu scrivimi sinceramente, hai bisogno di farti i  bagni?   Potresti   per   15   giorni   lasciare   la   comunità,   chiudendosi   l’asilo   e   il  laboratorio? Ed ora sono stanca, ho parlato stamattina alle novizie, mi sono alzata alle 4, ho   scritto diverse lettere ed ora, ti ripeto, sono stanca, ti lascio nei Cuori SS. di Gesù e Maria, sta tranquilla, soffri e prega, unita a Gesù Ostia, a Gesù Amore e vita delle  anime; viviamo in Lui e con Lui, così sentiremo meno il peso di questo esilio che ci  tiene ancora privi della famiglia Beata che ci attende. la Madre sempre tua

S. Marinella, 23 luglio 1927 Mia buona Suor Maddalena, ho ricevuto una tua letterina nel pacco delle ostie, brava sempre premurosa e pronta  a qualunque sacrificio per il bene della nostra famiglia, oggi comincio a tagliarle  perché domani siamo senza. Il Padre se si ricorda, mi ha promesso di comprare il  taglia ostie, certo non sono una quantità che si possono tagliare con la forbice. Le ragazze delle Salesiane sono più di 30 ogni giorno, oltre la nostra comunità, che è  cresciuta, solo le bambine sono 16, tra suore e postulanti 10 oltre quelle che attendo  dalla Sicilia, vedi, quindi, che la famiglia cresce e il locale si riempie più di quello che  potrebbe   contenere.   Preghiamo   perché  Teresina  ci  mandi  i  mezzi  per   allargare  e  specialmente per fabbricare presto la scuola, ora che abbiamo la Maestra. È   un’ottima   giovane,   di   buona   famiglia,   distinta,   aggiunge   la   cultura   e   ottime  qualità. Ti assicuro che è molto disposta ai sacrifici che richiede la vita religiosa, io  ero  molto   preoccupata   prima   di   conoscerla,   temevo   che,   come   tutte   le   maestre,   doveva essere per me difficile poterla educare allo spirito di sacrificio, ma invece, è  docilissima, come una vera bambina, niente la scoraggia, mi ripete sempre che le   sembra di essere nata in questa casa, e ciò per me è una grande tranquillità; molto  abile in tutto, non solo per il suo ufficio di Maestra, ma anche per le faccende di casa  e   lavori:   immagina,   stamane   assieme   a   Suor   Rosaria   si   è   alzata   alle   4   per   due  infornate di pane (se ne consuma non poco) ; glielo ha imparato a modo suo ed  è  proprio come lo fate voi altre, io desideravo tanto farglielo fare così, fanno presto e bene. La  corrispondenza   l’ho  ceduta   a   lei,  s’intende,  cose  che  riguardano  gli  affari con   persone esterne, ma è per me ciò un grande sollievo, scrive bene s’intende, è molto  affettuosa verso me e tutti; ai suoi scrive che gode la felicità che non ha mai goduto.


L’altra postulante, Tomasina Cocco, che ben conosce Suor Annunziata, è un’anima di  straordinaria pietà, anche questa mi da molto a sperare; come vedi, mia cara figliola,  Teresina comincia a darmi figliole più adatte per il bene della nostra famiglia. Tua   sorella,   mi   scrive   Suor   Nazarena,   verrà   nel   mese   entrante   assieme   al   Can.  Belluardo, mentre altre verranno il 26 di q. m. assieme a Suor Nazarena. Un’altra  postulante   della   Sardegna   dopo   pochi   giorni   le   è   venuta   la   tentazione   che   non  avendo ricevuto la benedizione della madre, si sente maledetta e quindi, crediamo  opportuno farla ritornare [omissis]. Anche il caro Padre ha sofferto amare delusioni per i suoi giovani, di quattro gliene   n’è rimasto uno, ma vero e animato dal vero spirito, il quale da molto a sperare,  brama con impazienza la veste religiosa,  è serio e molto intelligente e spirituale.  Preghiamo perché Teresina gli mandi un sacerdote per aiutarlo e così, dividendo il  lavoro, avrà un po' d’aiuto per poter venire da voi (giacché a me non mi volete). Ti ho dato resoconto un po' di tutto, e tu perché non mi scrivi tutto? Cosa avete fatto  con l’amministrazione riguardo le spese dei generi alimentari? Per la Maestra dirai,  se te ne parlano, che non ce ne possiamo interessare, dato che le condizioni che ci   offrono sono incerte, come potremmo vincolarci, e poi resterebbe a carico nostro la  Maestra se quella direttrice vince il concorso? Ci pensino loro. Ti scrissi una lettera prima  delle cartoline, c’era una lettera del Padre e una ne  avevo scritta io per il Can. Mari, sembra che non l’avete ricevuta, non capisco come  siasi   smarrita;   il   Padre   mi   assicura   d’averla   impostata   lui   stesso.   Mi   dispiace  veramente  perché   ti   scrivevo   tante   cose   che   ora   non   ricordo   tanto,   riguardo   tua   sorella, come e ciò che dovevi scriverle e tante altre cose; il Padre scriveva a tutte e  vi raccomandava di non fare più scuola né di bambine, né molto meno di laboratorio,  perché   desideriamo   che   vi   riposiate   e   fate   qualche   passeggiata   con   merenda   nei  luoghi vicini, così vi riposate e godete un po' più di salute, non potendo chiudere la  casa e farvi venire qui. Speriamo,   se   ci   è   possibile   per   l’avvenire,   sistemare   il   tempo   di   rivederci   e   fare  assieme gli esercizi spirituali, pazienza, siamo in principio e quindi, soffriamo un po'  di sacrificio e disagio. Ti avvertirò se verrà tua sorella. Hai comprato il tonno? Qui ho comprato sarde così  per l’inverno avremo qualche provvista in casa, spero che dalla Sicilia mi mandino la  conserva di pomidoro. Abbiamo 50 pollastrine e galletti, ne abbiamo mangiato 3 e  vorrei venderne un po'  per  comprare a loro stessi ciò che mangiano, costano non  poco; mentre oggi sono nati 5 pulcini e altri che nascano da una chioccia che sembra  moribonda per la quantità dei pidocchi, vedi che pollaio numeroso, oltre 4 capre e un  grosso   maiale,   così   si   evita   di   spendere   per   la   comunità   e   avere   un   po'   più   di  nutrimento per queste figliole che in questi tempi trattate un po' male, pazienza, si   educano allo spirito di sacrificio. Cosa fanno le tue suore in questi tempi di lavori? Regna la pace? Scriverò a Suor   Carmela,   ho   letto   con   piacere   il   giornale,   brave   le   figliole,   lavoriamo   con   zelo   e  rettitudine nei campi che la Provvidenza ci affida. Coraggio e avanti sempre, la dolce Madre ci guarda e ci benedice sempre e ci copre del suo Celeste manto dalle insidie 


del nemico del bene, fiducia immensa nei Cuori SS. di Gesù e di Maria, rettifichiamo  sempre le nostre azioni collo spirito di preghiera, della divina presenza e vedremo  anche in questa vita la Celeste visione della Patria che ci attende. Prega, prega sempre, se dormi, se vegli, se lavori, la preghiera  è una relazione d’   amore con l’Amore Immenso, perciò un bisogno del cuore, la vita dell’anima, così è la  preghiera dell’anima innamorata della Bontà Divina, dell’Ostia d’Amore. Ti abbraccio e assieme al Padre ti benedico di cuore. Sempre tua Madre

S. Marinella, 30 luglio 1927 Suor Maddalena mia, ti lamenti nella tua ultima perché non ti scrivo spesso, ma vedi che la lettera si è  smarrita e mi duole tanto, ti ripeto: anche il Padre aveva scritto nella stessa con me, ma è inutile parlarne ancora. Comprendo dai tuoi scritti che sei molto stanca certi giorni, sono cose comune del   resto, anch’io certi giorni li trascorro così male moralmente e fisicamente, certo le  responsabilità,   i   pesi,   i   mille   pensieri   fanno   sentire   venir   meno   ma   è   allora   che  dobbiamo attingere nel Cuore Eucaristico la forza che ci sentiamo venir meno, nella  Sorgente d’Amore beviamo il Celeste liquore che corrobora i deboli, che illumina e  rende forti contro gli assalti del nemico che lavora sempre per la nostra rovina.  Suor Nazarena l’altro ieri è ritornata con sua nipote, tua sorella verrà quando sarà  comoda.  Siamo  30   compresi  il  Padre e due giovani, vedi  com’è  piena la casa, e i  pensieri per mangiare e per tutto! Non ti lamentare tu, o mia cara figliola, malgrado  i pesi che hai, sono molto inferiori ai miei e, per colmo, la mia poca salute. Tutto  è  dono della Provvidenza, è frutto di tante lacrime e quindi, son dolci pesi. Suor Concezione mi ha scritto che tu e Suor Caterina siete state con loro due giorni,  vi siete tanto divertite, e che tutto è riuscito bene. Ciò ci ha molto consolato, così i  giorni amari sono mitigati da qualche consolazione; offriamo tutto all’Autore di ogni  bene, le gioie e i dolori, rettifichiamo sempre le nostre azioni, la gloria di Dio e il  bene delle anime nostre e del prossimo deve essere il movente delle nostre imprese! Appena ricevi la presente fa un po' di ostie e le spedisci, desidero pure il modello  dello sprone e della camicia da uomo, ciò con la massima urgenza, magari in una  busta prima delle ostie, sprone, cioè, spallone compresa la forma della scollatura. Ti   ho   fatto   fare   un   paio   di   scarpine   a   Spaccaforno,   te   le   vorrei   spedire   assieme  all’eterna tovaglia che mi dicono termineranno domani, temo che siano per te un po' grandette. Hai comprato il tonno sott’olio? Il   Padre,   non   dimenticate   che   fa   l’onomastico   il   10   del   prossimo   mese,   noi   qui  prepariamo qualche cosa che ci è possibile. Mi scrivi che il Vescovo ti ha dato £. 500 per il laboratorio e altrettanti ne diede a me  sicché ha completato la somma assegnata di £. 1000. Il Can. Mari però, per le scuole 


integrali mi   promise   altre   £.   500,   se   non   te   li   ha   dati,   glielo   farai   sentire   che,  dovendo dare i conti alla Madre, desideri la somma promessa per il laboratorio delle scuole integrali, vedi cosa risponde. Desideravo pure che Suor Concezione dava a te,  o poteva spedire a me la somma che avrà in dippiù, non essendo prudente di portare  con loro denaro che non avranno bisogno, molto meno di permettersi di anticipare  per altri, ma dimenticai di scriverglielo a tempo, però io non pensavo che lei l’avrebbe fatto  spontaneamente, ora certo non c’è più rimedio se non ha consegnato a te. Riguardo   il   segretario,   il   Padre   non   ha   ricevuto   sua   lettera,   una   volta   quella   di  Podestà riguardo la Maestra e gli ha risposto, se si tratta di altro glielo dirai, non ha  ricevuto proprio niente. Ti   raccomando   però   di   non   tenere   conti   senza   saldati   per   evitare   questioni   e  malintesi,   per   la   retta   che   vi   appartiene   fatevi   pagare   regolarmente.   Molto   mi  consolano le belle notizie della prima Comunione delle care bimbe, le darò qualche  ricordo quando avrò la comodità; brava Suor Annunziata per le belle prediche che mi  farà sentire. A te e a tutte la benedizione mia e del Padre. la Madre

S. Marinella, 6 agosto 1927 Suor Maddalena mia cara, ho ricevuto le ostie, però ti raccomando, un’altra volta di farle un po' più resistenti,  son   troppo   fini,   l’ostia   si   consuma   in   un   minuto   secondo,   sicché   le   specie  sacramentali   durano   poco,   ciò   mi   dispiace   tanto,   a   me   specialmente   che   ho   più  bisogno di tutti della vita di Gesù Eucaristia che comunica in quell’intimo e celeste  istante. Il viaggio poi, non lo sopportano, tante arrivano spezzate; come hai fatto a  tagliarle, ti sei provvista della forma? Non mi dici niente del pacco che ti ho spedito,   non   l’avevi   ancora   ricevuto   suppongo,   la   tovaglia   l’ho   mandata   appena   l’hanno  terminata,   non   l’ho   fatta  lavare   perché   temo   che   la   signora   cerca   scuse   per   non   riconoscere la sua tela, lavata certo perde la freschezza, quindi, se credi, gliela farai  vedere così, e dopo potete lavarla, il prezzo mi pare che era stabilito £. 250. Il lavoro  ha superato quello che la signora desiderava, cioè un disegno semplice, mentre  è  riuscito   un   po'   ricco,   vedi   quindi,   cosapotrai   ottenere,   però   non   ricordo   se   ella  desiderava dare £. 200 o come ho scritto sopra, tu del resto saprai regolarti. Per il servizio da tavola a stile 500, vendilo a qualunque prezzo e anche l'altri lavori  che sono rimasti per cataplasmi, portarli qui dormono nell’armadio, vedi se potete  inventare lotterie ecc... Per andare in Assisi, andate pure, dimenticai risponderti nella lettera scorsa, ma tu  del   resto   sappiti   regolare   se   non   ricevi   subito   il   mio   parere,   che   vuoi,   con   mille  pensieri e mille volte m’interrompono mentre scrivo, non è meraviglia se dimentico. Per i Padri, il nostro Padre è stato gravemente insultato, lo fecero soffrire tanto per i 


mille spropositi che dissero contro di voi, il Priore e altri che facevano eco, quindi,  non bisogna più avere a che fare con simili persone, sono stati loro stessi che hanno  detto al Padre di non farvi più avvicinare a loro per qualunque motivo, e non posso  ripetere le mille stupidaggini che gli dissero, e che non dimentichiamo per evitare  mali maggiori. Se la gente non ve li vede avvicinare, ciò state tranquille, è un bene  non un  male;  per quell’occasione giacché ti sei persuasa di andare certo non  era  prudente allontanarvi, ma per altre occasioni non accettate inviti di sorta alcuna per  andare   da   loro,   glielo   dirai   a   P.   Giuseppe   a   nome   mio,   [omissis]   ...  [omissis].   Speriamo che il Presidente Siciliano vi sia favorevole, fate qualche visitina e se ha   famiglia, che non ricordo bene, fatele pure qualche piccolo regalo di lavori. Del   salmone   te   ne   scrissi   nella   lettera   che   non   hai   ricevuta,   vediamo   se   ci   sarà  possibile venire, o diversamente lo spedirai quando ti scriverò, la casa è così piena di bambine, suore e frati, è proprio la casa di Cottolengo, e intanto non ho ancora a chi affidare tanti pesi, sarebbe una vera rovina mancare io con questo nuovo personale e numeroso, ma certo faremo sforzi, non vi lasceremo così sole... il nostro cuore vive  con voi, ma che pasticci ci farete trovare? Se hai comodità però mi faresti cosa grata  di farmelo arrivare prima che vengo io il salmone, perché qui c’è bisogno tanto. Se   vuoi   far   presto   potresti   mandare   qui   un   po’   di   asciugamani   per   ricamare   le  iniziali, anzi, se avete lavoro in dippiù mandatene qui, ora sono un po’ in più per il  lavoro e intanto al solito, non abbiamo clienti. Per   l’onomastico   del   Padre   mandate   un   telegramma   e   poi   non   fate   spese,   qui  facciamo ciò che ci è possibile, certo è un dolore per me, per lui, e per tutte non  essere presenti le care figlie, ma vi guardo e vi considero con noi; le bambine sono  tutte   occupate   per   la   recita,   la   nuova postulante,  la  Maestra  Margherita   è  tutta  intenta   per  questa   preparazione,   i   figli   maschi   ci   aiutano   a   preparare   fuori   una   tenda per la recita, essendo troppo piccola la stanza da lavoro, non ci sono inviti,   qualche persona intima di famiglia, è festa di famiglia, il fratello del Padre verrà in  questi giorni e si fermerà un po’ di giorni. Per la festa apparecchieremo un po’ di galletti e cosette, ma ripeto, le feste per me   hanno sempre un po' di amaro per la vostra lontananza, vi vorrei a tutte vedere e  godere assieme, ma nella Mensa Celeste vi vedo, vi parlo, vi guardo, vi dico mille  cose, parlo di voi tutte allo Sposo che intimamente ci lega. Scrivimi come trovi le scarpine, se sono per te o più grandi. Tua sorella, mi scrive   tua zia, che verrà accompagnata dal Can. Belluardo, e questi desidera sapere da me  se   ho   piacere   di   riceverlo;   ora   gli   scriverò,   vedi   quanto   sono   aristocratichi   i   tuoi  parenti! Se viene o non viene poco ci penso, facciano come credono, mi pare che io li  ho incoraggiati e ciò basta. La mia cordiale benedizione e del Padre, che anche noi vediamo così di rado, tra   popolo che c’è in chiesa numeroso e giovani, ma pazienza purché si lavori per la  gloria di Dio. Ti abbraccio. A tutte la mia benedizione. tua Madre


S. Marinella, 16 agosto 1927 Suor Maddalena carissima, ho ricevuto le lunghe e ridicole lettere di [omissis] , ma di te nessuna notizia, perché  non mi scrivi? Hai ricevuto il pacco con la tovaglia, l’avete consegnato? Le scarpe ti  vanno bene? [omissis] con i suoi fervori e pazzie ti dà troppo noia, anzi mille fastidi,  lo credo, ma che si può fare, questi caratteri non si trasformano, sono per esercitare  nella pazienza a coloro che dobbiamo acquistare il bene immenso, i godimenti eterni.  Coraggio adunque o mia buona figliola, abbi pazienza ancora per un altro po’, la vita  fugge, vola, è un sogno e dopo ci ritroveremo nell’eternità con i piccoli sacrifici, sì  allora vedremo che inezie ci angustiavano tanto, e sofferti con pazienza fruttano un’ eternità di godimenti. Al Cielo sempre i nostri pensieri e affetti, alla Casa celeste  che ci attende, ora facciamo tesoro dei piccoli sacrifici che Gesù richiede da noi sue  povere creature, e Lui ci darà in premio un saggio anticipato che comincia in questa  vita e largamente gusteremo svelatamente nella visione beatifica eterna. Soffri con pazienza il dolce peso che lo Sposo Divino ti ha dato, bacia e abbraccia la  piccola   croce   che   ti   amareggia,   guarda   Gesù   carico   della   croce,   tutto   piaghe,  seguiamolo   con   perseveranza   e   amore   sino  al  Calvario,  moriamo  vittime  del   Suo  Amore e così saremo certe di ereditare i beni eterni dello Sposo Crocifisso in questa  vita, ma glorioso e beato per sempre, e questa gloria che partecipa alle sue anime   fedeli e le rende eredi. Per inezie, quindi, rinunziare a sì ricca e immensa eredità, e  soprattutto a godere e amare svelatamente la Bellezza increata, sarebbe una grande  stoltezza,  una   grande  infedeltà   alla  vocazione religiosa,  a  questo  stato  di  grande   predilezione e sublimità. Coraggio e avanti, sempre attingiamo la forza, la luce nell’Ostia d’Amore e tutto si  vedrà   con   questo   Sole   Divino   nell’anima   come   sono   realmente   le   cose   piccole   e  misere di questa terra d’esilio, e la grandezza, la sublimità della Patria dei Santi. Verso i primi della settimana entrante potresti spedire la solita cassetta delle ostie   che ti ripeto di fare un po' più resistenti e di non tagliarle, qui ho un bel ferro che le  taglia così bene e grandi, mentre le tue piccole e mal tagliate, ciò sarà il ferro mal  fatto. Che vuoi, ora che sono più vecchia ho bisogno di maggior nutrimento, quindi, le ostie  le desidero grandi, resistenti, così Gesù resta un po’ dippiù nel mio povero cuore. Nulla ti ho accennato della festa del Padre che abbiamo fatto con tutta la solennità  che ci fu possibile, le bambine recitarono benino, specialmente il bellissimo dialogo  di   S.   Teresa   del   B.   G.;   il   vostro   pacco   arrivò   all’indomani,   grazie   di   tutto   e  soprattutto dei tuoi auguri e del biglietto di £. 500, frutto delle tue economie. Ieri è venuta Suor Concezione e Suor Teresa, brave, così avete trascorso assieme la  festa   della   nostra   Cara   Madre   Assunta,   oggi   sarà   partita   per   Riccione,   se   non  avranno nuovi ostacoli. Aspettavo con tanta premura il pacco per i lavori che per voi altre sono inutili, qui si deve fare una lotteria per la chiesa, non potendo quest’anno  fare   la   solita   questua   ...   perché   non   me   l’avete   mandato   assieme   al   pacco,   così  avreste evitato il fastidio di farne un altro. Mi pare impossibile che tutti li potete  


vendere, quindi, rimanda quelli che non è possibile vendere. Sei andata ad Assisi con la signora Marinangeli? [omissis]  Attendo una tua lunga lettera e scrivimi tutto, ti abbraccio nei Cuori SS. tua Madre

S. Marinella, 24 agosto 1927 Mia buona Suor Maddalena,   ho ricevuto il pacco, era molto malandato ma però non era aperto, la carta chelo  copriva era troppo debole, certo  è un fastidio ora questa continua spedizione, ma  pazienza,   va   bene per   il  tonno,   ma  facendo una spedizione di non  pochi chili mi  sembra che una quantità non si può risparmiare dalle orfane le quali sono tanto   limitate, del resto vedremo se io o il Padre possiamo venire. Per la preparazione delle bambine per la prima Comunione, si capisce devi mandare  a Suor Concezione e Suor Caterina. Metti una suola di cartone dentro le scarpe così ti staranno bene, anche le mie sono  così, perché conservarle, meglio che le usi, per altre certo non saranno adatte. Per   la   Regola1  anch’io   sono   così   annoiata,   perché   l’unica   copia   che   avevamo  l’ho   mandata a Capodacqua, importunata dal Parroco che la desiderava, fatevela dare  dal suddetto Parroco, lo scrivi a Suor Concezione e così l’avrete più presto, io per  averla   dovrò   scrivere   in   Sicilia   e   farne   diverse   copie,   spero  al   più   presto,   così   vi  provvederò. A Roma il Padre la diede ad una signorina la quale non ci vuol dare la copia per   farla fare ad altri, né lei si compiace di stamparla. Le ostie così sono ottime, le ho ricevute proprio in ottimo stato, non mi occorre il   ferro per tagliarle, ti ho scritto che l’abbiamo comprato e ci è costato £. 20, ma taglia bene ed è di qualità molto fine e stabile. Vedrò, spero le pianete e potreste darmene qualcuna per noi, specialmente qualche   stola bianca. Spero di venire a pigliarmi lo scaldaletto tanto necessario, così non mi  brucio   le   gambe   ...   Se   avrai   occasione,   salutami   tanto   le   buone   signore   che   mi  ricordano e la famiglia del Presidente. Scrivimi sempre, mi fai tanto piacere, non  temere, io ti sò comprendere bene. A Suor Carmela scriverò un’altra volta, ora per non crescere il peso non mi prolungo,  divertitevi, servite Domine in letizia, state tranquille, amatevi, amatevi, attingete  sempre crescente amore nell’Ostia d’Amore. Ti abbraccio nei Cuori SS. il Padre vi benedice. la Madre

1 Si tratta della versione delle Costituzioni approvata solo ad experimentum nel 192


S. Marinella, 3 aprile 1929 Mia amatissima figlia, ieri non mi fu possibile scriverti, ora sto benino, le feste le ho trascorse bene e tu e le   figlie lontane mi siete presenti sempre. Hai fatto bene assieme a Suor Cecilia d’aver visitato la Scala Santa e i Sepolcri,  brave, avete assistito alla Messa del S. Padre, preghiamo figliuole care perché la  Bontà Divina in questi giorni ci benedica visibilmente per mezzo di coloro che la  rappresentano, ne abbiamo tanto bisogno! Ti   mando   tutto   quello   che   mi   chiedi   per   le   suore   che   verranno   riguardo   la  biancheria, Suor Concezione ha spedito a tuo indirizzo un po' di tutto, pel momento  certo, le cose stando così, non verranno; dopo si penserà per quello che occorrerà.  Mi   farai   piacere   se   quando   avrai   occasione   mi   manderai   piantine   di   peperoni,  melanzane   ecc.   ecc.   ...   Desidero   domani   sera   un   po'   di   patate   piccole   per   farle  rosolate, s’ intende uno e anche un po’ di broccoli, ma lascia andare, non comprare  broccoli, perché per una decina di persone ce ne vogliono e questo carico  è troppo,  solo 4 chili di patate e un barattolo di conserva grandetto, ma ti raccomando non  dare tanti pesi al Padre, che ne ha abbastanza. Ed ora ti abbraccio cordialmente, assieme alla cara Suor Cecilia, le suore si uniscono  a me, vogliatemi bene. la Madre sempre vostra Desidero un po' di pane, pastina fine.

S. Marinella, 17 settembre 1927 Mia buona figliola, ho letto con piacere la tua letterina. il prosciutto, le sardine, il salmone sono arrivati  in ottima condizione, grazie di tutto e dell’affetto che vi suggerisce delicati pensieri.  Il   prosciutto   parla   ...   dei   nocerini   [omissis]   ...   Ieri   sera   abbiamo   ricevuto   una  letteraccia dal Presidente della Congregazione con mille bugie, si lamentano perché  non  abbiamo   osservato   le   leggi   del   contratto,   dovevamo   avvertirli   4   mesi   prima   giacché   non   possiamo   dare   una   Maestra   diplomata   giardiniera   e   una   suora   per  l’ospedale.   Cercano   cavilli   [omissis]   .   Per   la   maestra   giardiniera   noi   avremmo  provvisto e la troveremo ancora se loro ci assicurano che durante l’anno scolastico  sarà  da   loro   rispettata,   e  ciò   certo  con  un   contratto,  non   a  parole.  La  suora  per   l’ospedale ma quando l’hanno chiesta e ci siamo negati? Prima dovevano restaurare  l’ospedale e dopo dovevano chiedere la suora, ciò l’aspettiamo ancora. La lettera indirizzata al Can. Mari gliela porterai tu, pregandolo che s’interessi per  difendere la verità. La lettera per il Presidente gliela porterà il Can. Mari. Il Padre  scriverà pure al Vescovo e intanto pregate perché la nostra Madre ci difenda e la  piccola Teresa.


Non vi   scoraggiate,   le   lotte   sono   segni   di   nuovi   trionfi,   di   nuove   benedizioni,   di  accrescimento di forza nella virtù. Combattiamo da soldati coraggiosi, il nostro duce  è Dio, chi può essere contro di noi? Preghiamo e abbandoniamoci in Colui che tutto  può. Vi abbraccio nei Cuori SS. la Madre

S. Marinella, 26 settembre 1927 Mia carissima figliola, in fretta ti scrivo poche parole per dirti, appena ricevi la presente, fà le ostie e le  spedisci, spero portarti un po’ di scatole e così ti farò la provvista. Siamo in corso dei santi esercizi, in questi giorni il nostro Padre è assente, è partito  per Carinola  ove apriremo  una  casa, l’asilo e il laboratorio; al ritorno da Nocera  andremo a sistemare le tre suore stabilite con la benedizione della nostra Madre  Celeste e la protezione della nostra Teresina. Domenica, quindi, ci sarà la vestizione di tre postulanti e all’indomani la professione  di 4 novizie, cioè, suor Giuseppina, suor Rosaria, suor Gabriella e Suor Mercede.  Martedì, se non avremo cose contrarie, dopo la professione verremo a Dio piacendo,  quindi, se non ci saranno cose urgenti non scriverò più, ci rivedremo e parleremo di  presenza. Per l’uva non ti preoccupare, quest’anno non ne posso fare abuso perché mi fa male,  mangio  pesche   e  qualche  volta   pere   bollite,   così  non   sono   causa  di   aumentare   il  male, giacché non mi lascerà più. Va   bene   riguardo   la   Congregazione,   la   tempesta   è   svanita   anche   questa   volta,  ringraziamo   la   Divina   Bontà,   e   intanto   prepariamoci   sempre   alle   lotte,   perché   è  questa la vita dell’uomo quaggiù. Preghiamo sempre e col cuore sulle labbra perché  regni nella nostra istituzione maschile e femminile il vero spirito religioso, che  è  spirito di sacrificio e di rettitudine. Nei giorni che non  mangiate carne, usate uova, non fate risparmi per coloro che   studiano  farvi  fare  economia   per  alimentare i loro vizi, avete bisogno di nutrirvi  perché dovete lavorare. Suor Caterina e Suor Carmela ieri sono andate nella casa del Vescovo per preparare  i bambini per la prima Comunione, lavoriamo per portare anime nella via del Cielo e  così salveremo anche la nostra. Non andate mai dai PP. Carmelitani se prima loro stessi, il Priore, non vi invita  ufficialmente, non vi curate delle lingue delle persone ecc. ecc. ecc., non meritano  neanco di essere ricordate, perché seguitano ad odiarci sempre, raccomandiamoli al  Signore! Da Capodacqua mi scrivono che già hanno aperto l’asilo e il laboratorio, quest’ anno  più   numeroso   e   perciò   che   vogliono   ad   ogni   costo   un’altra   suora,   vediamo   a   chi 


possiamo scegliere: speriamo che per l’ospedale si porterà ancora alle lunghe perché diversamente non saprei davvero come accettare tanti impegni. Sarà   in   viaggio,   se   non   hanno   trovato   altri   ostacoli,   tua   sorella   M.   Teresa,   suor  Gertrude   per   accompagnarla   assieme   all’Ammatuna,   vediamo   se   arrivano   queste  eterne viaggiatrici, o restano ancora imbrogliate come pulcini nella stoppa. Non sò se ti ho scritto che come ospite nella casa del Padre c’è un Vescovo religioso  Camaldolese,   attualmente   predica   gli   esercizi   a   noi,   sembra   che   per   noi   è   molto  entusiasta, vedremo cosa vuol fare la Provvidenza. Ieri nella nostra chiesina ci fu una bella festa: l’inaugurazione della bella statua che  un parente della signora Reggiani ci aveva promesso. È S. Teresa del B. G., è proprio  bellissima,   di   grandezza   è   quasi   naturale,   è   attualmente   all’altare   maggiore,  immaginatela che visione! È stato veramente un bellissimo regalo per una grazia  molto  straordinaria   che   questo   Rev.   Can.   ha   ricevuto   da   questa   Santa,   il   quale   desidera l’ anno venturo una comunità di tre nostre suore nella sua città. Fu una funzione improvvisata, senza preparazione perché non ci fu tempo, ma la   chiesa   era   piena   e  tutti   entusiasti per questa visione di cielo;  ora prepariamo la  novena della Santina e la festa sarà il giorno della vestizione. Vi desidererei a tutte  ma la lontananza non permette, oltre gli impegni che vi legano, del resto il nostro   cuore   è   unito   nel   Cuore   di   Gesù   Eucaristia,   lì   ci   troviamo   tutti   uniti   assieme  all’immensa   famiglia  dei   Santi,   alla   famiglia   che   ci   appartiene   e   con   la   quale   dobbiamo sin da questa prigione godere la compagnia beata. A te, a Suor Caterina, a Suor Carmela, a Suor Annunziata, la mia benedizione e   abbracci nei Cuori SS, alle bimbe tante cose, arrivederci. la Madre

Carinola, 21 ottobre 1927 Figliola amatissima, ieri ho scritto al Padre, così avrai saputo il felice viaggio ma lungo, non finiva mai;   oggi sto bene, siamo state alla fiera che si fa ogni venerdì, ti assicuro che non manca  proprio   nulla,   così   le   suore  possono  fare  le  provviste  per  la  settimana  di  ciò   che  occorre. L’aria è mitissima, più calda di S. Marinella, il paese molto allegro e in un’ amena  pianura, le terre ben coltivate, mi sembra di rivedere i bei terreni fertili della Sicilia;  la chiesa molto antica, ma grande e bellina, ricca di altari, di statue, anche della  Madonna del Carmine. Il Parroco di poca salute, ma sembra molto zelante e disposto  a  lavorare,   funzioni   e   canti   del   popolo   ce   ne   sono,   gridano   che   fui   costretta   a   scappare,  ma   speriamo   che   le   suore   possano   mitigare   questo   canto   istruendo   le   bambine. L’assieme di tutto pel momento sembra un campo disposto per le suore, speriamo  che le suore si cattivino la loro stima.


Cosa avete fatto col carbone per i frati? Sei andata a Civitavecchia? Suor Caterina  mi ha fatto trovare una lettera qui, per i lavori ce ne vogliono dare tanto, immagina  diecimila lire di lavoro al mese, dovremmo mandarlo non solo in tutta l’Italia ma  anche fuori, vedi che Provvidenza senza limiti! Fa impratichire alla tua sorella, a suor Angela, a suor Margherita, a Marcella, per lo  stile 500 e così produrranno loro questa somma! ... Dimenticai   raccomandarti   di   farti   delle   passeggiate   dopo   pranzo   alla   spiaggia,  assieme alle novizie, così respiri l’aria del mare, ma del resto avresti potuto farlo  senza la mia raccomandazione. Mi auguro che tutti state bene, io verrò martedì sera, a Dio piacendo. Arrivederci, ti  abbraccio nei Cuori SS.

S. Marinella, 12 marzo 1927 Mia cara Suor Maddalena, apprendo con piacere dalla tua ultima che ora godete un po' di tranquillità dopo la  partenza di quella maestra, così per noi è sempre motivo di esperienza e giova tanto  al popolo e alla Congregazione che non è il diploma che fa le buone maestre, ma la  semplice pratica e buona volontà di una religiosa vale più di tutti i titoli. Son sicura che se piace Suor Carmela, la quale poveretta  è molto limitata e non   potrà certo fare quello che sa fare Suor Concezione, Suor Tomasina potrà essere più  adatta perché più capace e più istruita, qui l’asilo lo sa ben regolare e i bimbi le  vogliono bene come pure le famiglie della quale sono tanto contente. Se tu ti accorgi  che  Suor   Carmela   non   può   corrispondere   alle   esigenze   dell’asilo,   scrivimi   e   provvederemo prima di Pasqua se c’è vera necessità però, se potete tirare alla meglio  mi fareste piacere almeno fino a Pasqua, così qui farebbe prima la professione e dopo  verrebbe accompagnata da me e dal Padre che dovrà professare Suor Concezione. Dei lavori che portò Suor Caterina per esporli a quel negoziante cosa avete fatto, non  me ne scrivi niente, sono conservati in qualche cassetto o non ci avete più pensato? Suor Caterina come va nel laboratorio, dirige con la testa i lavori?... Per quest’ anno  per l’asilo si tira avanti così questi pochi mesi che restano, del resto noi siamo in  piena regola colla Congregazione e ciò basta. Gli   operai   seguitano   a   fare   delle  riforme   nella   casa,   così   quando   verremo,   a  Dio  piacendo,   troveremo   la  casa   più   ordinata e pulita, e l’apertura l’avete fatta fare?  Questa vorrei trovarla e non portarla più alle lunghe, ora non c’è più motivo. Qui siamo in piena primavera e anche voi altre sentirete la temperatura più mite,  come mi scrivono da Capodacqua. Di salute state tutte bene? Qui abbiamo avuto  Suor   Teresa   colle   unghie  dei   piedi   incarnite,   fu   costretta   a  farsele  strappare   dal  dottore, ora poveretta s’è rimessa e cammina bene; io al solito, un po' benino, un po'  coi miei mali, ora sono vecchietta e quindi ritorno a rinascere sempre con piccole   infermità adatte alla mia età, che a me sembra incredibile avere 50 anni, mi pare  


che sei tu che hai questa età piuttosto che io, perché mi sento più giovane di prima,  tanto che non so camminare bene, ma quando verrò a visitarti sarò certo più forte e  robusta. Il termometro l’ho trovato, era conservato in un cassetto del comoncino, certo l’avrà  conservato Suor Giuseppina e non se n’è più ricordata. Fammi trovare una provvista  di   caffé,   perché   io   e   il   Padre   siamo   un   po'   viziati   (come   i   vecchi)   e   quindi,   ne consumiamo. Le galline ci fanno uova che bastano per me, il Padre e qualche volta  anche per qualcuna che ne ha bisogno; la capra nutre il suo bellissimo capretto e dà  latte  anche   a   me   e   al   Padre   nei   giorni   che   è   in   comunità;   che   dirti?   Che   latte   squisito! e come mi nutre! Ne fa due litri al giorno, compreso quello che serve per il  suo capretto, sarà più di sette chili, a Pasqua sarà 10, vedi che bel capretto! Godo tanto nel sapere che è ritornata la tranquillità anche fra le nostre bambine,  certo una donna simile è un veleno in casa e avrai sofferto non poco. Non c’è bisogno  dirti che al più presto farai fare la cornice alla fotografia del Padre e farai mettere il  vetro. Con affetto ti benedico e ti auguro la pace. tua Madre

S. Marinella, 15 novembre 1927 Figlia amatissima, perché mi tieni  senza  tue notizie? Sono nove giorni dacché sei partita e nessuna  lettera mi scrivi, perché? Voglio augurarmi che stai bene, che non hai trovato novità e che questo silenzio sia causato da molto da fare, così mi voglio confortare per non accrescere i miei pensieri, ma scrivimi presto e a lungo. Ti ho spedito un tovaglino, se la presente farà a tempo, non l’aprire, ma cancellerai  la tua direzione e scriverai l’indirizzo per la signora che ci ha affidato i suddetti  lavori o, se già l’avrai aperto lo rifarai presto e spedirai la lettera qui acchiusa. Non   ho   potuto   trovare   l’indirizzo   di   questa   signora,   ti   raccomandai   tanto   di  conservarlo   bene,   ma   frugando   tutti   gli   involtini   del   lavoro,   lettere   ecc.   non   ho  trovato niente, quindi, sono stata costretta dirigerlo a te, e intanto si perde tempo,   per avere il solo campione c’è voluto un mese, e per il lavoro?!... si farà quel che si  può. Non c’è bisogno di raccomandarti l’urgenza di spedire tutto e presto per avere noi   una risposta onde saperci regolare. Con Suor Caterina vedi se la manifattura che  domandiamo sta bene. Ed ora all’altro argomento. Da Capodacqua saprai ciò che il Comitato ha stabilito  per  accondiscendere   a   noi,   domandano  una  terza  suora,  per  l’anno  venturo  però,  vogliono la diplomata. Ciò non ci sarà possibile e quindi, c’è tempo per questo. La  terza suora ora che abbiamo insistito certo dobbiamo mandarla, ma credimi figlia   mia, che questa volta ne soffro molto perché, come sai ho pochissime suore, a suor 


Mercede né io né il Padre la crediamo adatta per il suo carattere e per l’inabilità  negli affari di cucina, ma ciò magari si potrebbe accomodare, qui piuttosto non vedo  capace nessuna per affidarle le nostre bambine; ora che si sono rimesse sono molto   buone  e in  questi  giorni cambiare suore ogni momento per queste bambine  è un  fastidio,   poi   tutte   spratiche,  le   novizie,   la   più   capace   sarebbe   Suor   M.   Rosa,   ma   questa è occupata dalla mattina alla sera con le scuole, le altre due sono due ombre,  le postulanti hanno bisogno di raccoglimento per la formazione dello spirito religioso  e quindi, Suor Mercede è necessaria. Abbiamo pensato di mandare a Suor Giuseppina, la quale ne soffrirà certo, ed io ...  la   cucina   si   affiderà   a   Suor   Rosaria,   vedi   come   resterò,   sono   le   due   che   hanno  interesse   per  la   casa   e  per  me  e intanto  resto  quasi sola, ora  che  avrei  maggior  bisogno; l’inverno per me è sempre un periodo scabroso. Mi tocca fare sacrifici per le  figlie pocomortificate, perché Suor [omissis] poteva fare un po' di sforzo ed evitare  tanti contrasti e a me ora privarmi di una suora che mi costa non poco, pazienza! Volevo   aspettare   le   nuove   decisioni   della   Congregazione   di   Carità,   se   per   l’asilo  cambiamo personale resterà Suor Carmela e quindi, mandarla a Capodacqua dove  lei ci starà bene, ed evitare a noi tanto dissesto e spese di viaggi continui, ma non   sappiamo se queste decisioni si faranno troppo lunghe e noi intanto dobbiamo ora  rispondere agli obblighi assunti. Scrivimi tu qualche cosa in questo riguardo, se per   mezzo del Presidente potete sapere qualche cosa di sicuro, almeno per l’asilo, se per  quest’anno scolastico la suora resterà o no, a noi, del resto, ci farebbero un favore.  Scrivimi e spedisci le ostie, sapevi l’urgenza, ma cosa ti  è successo? Certo non ti   senti bene, ma avresti potuto far scrivere a Suor Caterina per evitare a me pensieri   …  Non aggiungo altro perché voglio spedire ora stesso la presente, alle bimbe, alle  suore, a te, il mio affetto e abbracci nei Cuori SS., il Padre vi benedice, pregate per   l’istituzione, abbiamo tanti bisogni. la Madre Maria Teresa ti ricorda e ti bacia, anche le altre novizie ti ricordano con   rispettosa stima.

S. Marinella, 26 novembre 1927 Figliola mia, ho letto le tue lettere, apprendo le notizie della casa, così conviene a me fare sacrifici  a costo della salute, se ciò permette Colui che tutto dispone per il nostro maggior  bene. Ho scritto ieri a Suor Concezione che la suora per loro aiuto sarà Suor Annunziata,  Suor Mercede verrà da te per occupare l’ufficio di Suor Annunziata, certo di cucina  ne sa ben poco, ma del resto, apprenderà mediante il tuo indirizzo e di qualche abile  ragazza, come sarebbe Idea. Questa ti aiuterà per le ragazze, perché molto energica e abile, quindi puoi affidargliele, dormirà lei nel loro dormitorio, Suor Carmela così  penserà   al   solo   asilo.   Certo   anche   questa   ha   i   suoi   difetti,   è   un   po'   testarda   e 


sgarbata, come del resto sono [omissis] , ma senza difetti in questo mondo non ci   siamo nessuno, ha le sue buone qualità però, è molto affettuosa e spero lo sarà anche  verso di te e per la pietà sente con vero sentimento, per la macchina da calze è abile,  ma   ora   ciò   è  inutile,   è   abile   anche   per   altri   lavoretti,   anche   per   il   500,   così   nei   momenti liberi può fare questo lavoro e anche, se credi, può andare nel laboratorio  dopo pranzo, se Suor Caterina vuole aiuto, perché è certo più energica e seria di lei  (ciò   se   credi,   ripeto),   diversamente   non   la   distrarre   dal   suo   ufficio.   Può   andare  anche, come fa Suor Annunziata, dal fornitore, perché è seria e dignitosa. Per Suor Concezione non è adatta, per tanti motivi che per brevità non ti dico, non  sarebbe certo d’accordo con Suor Teresa, la quale non ha voglia di andare in cucina,  nelle vacanze però, spero farla ritornare nella Casa del noviziato per esercitarla un  altro po' di tempo nello spirito di ubbidienza e di sacrificio, mentre ora pazienza, si  alimenta   di   capricci;   non   per   lei   ma   per   il   Comitato,   col   quale   abbiamo   assunto  l’impegno, mandiamo la terza suora. Così, Suor Giuseppina, la quale per le mie condizioni di salute mi è indispensabile,  resta con me, quantunque il vuoto che lascia Suor Mercede, ora che sembrava un po'  ordinata per le ragazze, non così facilmente trovo chi la supplirà ma spero, ora che  sono ben avviate, di non rendere tanto difficile questo ufficio a qualche altra che pel momento non sò chi sarebbe più adatta. Forse a te dispiacerà e a Suor Annunziata  questo cambiamento, ma tu certo per me faresti qualunque sacrificio, non ne dubito. Per la venuta della suddetta suora sarà non prima dell’Immacolata, perché in questi  giorni c’è molto da fare e le suore sono così poche; Teresa e Geni cuciono le vesti dei  nostri primi Missionari, e mille cose che proprio in questi giorni si presentano: la  vestizione delle due aspiranti, Geni e Teresa e di sei giovani sarà per la festa dell’  Immacolata, così se Suor Mercede si persuade di venir sola si eviterà spese di viaggi  ecc., ti scriverò il giorno preciso della sua partenza, così saprai regolarti. Se non puoi  mandare a Suor Annunziata, prima che venga Suor Mercede fà tu come credi, del  resto a Capodacqua possono accomodare ancora senza pericolo alcuno. La Signora dei lavori mi ha scritto, è rimasta contenta dell’esecuzione perfetta, ma il  prezzo   è   troppo   ardito.   Aspettano   la   risposta   di   Londra   ove   hanno   spedito   il  campione e intanto mi raccomanda di eseguire il resto con urgenza. Ti abbraccio  assieme a tutte, il Padre vi benedice. la Madre

S. Marinella, 1 dicembre 1927 Suor Maddalena carissima, oggi mi giunge una lettera di Suor [omissis] , mi scrive mille pazzie [omissis]. Qui c’è  una lettera, gliela darai chiusa, può leggerla prima, ma scrivimi presto tu appena  ricevi la presente, dimmi cosa è successo, che è al colmo della pazzia, è per l’orologio?  Se è questo glielo darai quello che ho dato a te, tanto vale poco e niente,vediamo se 


calmano i nervi di questa disgraziata che tempo finirà in qualche manicomio! È vera  figlia   di   sua   madre   e   vera   sorella   delle   sorelle,   sempre   nell’inferno   per   il   loro  carattere pazzo! È una vera croce una simile donna. Ti ripeto, scrivimi presto per  tranquillizzarmi,  poiché questa volta forse perché lontano, il parlare così da vera  disperata senza Dio, è schiava dei nervi, mi ha fatto penosa impressione! [omissis]. Tu abbi pazienza, fa orecchio da mercante, raccomandala alla nostra Celeste Madre  e a Teresina, evita per quanto ti  è possibile, di farla parlare e se  è così alterata,  magari se credi, va tu al laboratorio in questi giorni, finché si calma la pazzia. Suor Mercede   forse   per   il   laboratorio   potrà   esserle   di   aiuto   perché   sembra   energica   e  seria, se sarà d’accordo, cosa difficile con quella donna isterica. Io non so cosa dire e   pensare,   ha   scritto   a   tua   insaputa?   La   fascia   di   lana   per   la   Caterina   l’ho   già  terminata, vuole essere tinta, ma qui non ho recipiente, la tingerete, l’altra  è già   cominciata e spero terminarla aggiungendo un’altra qualità di lana che corrisponde,  quindi non comprarne più, per quest’anno basta così. Avrai certo ricevuto i libri di meditazione e di adorazione, son proprio adatti, in   questi giorni sono meditazioni che fanno tremare anche i Santi, li legge Caterina?  Cosa ha fatto e detto il Direttore, l’ha rimproverata perché manda via le ragazze  prima dell’orario? Dimmi tu cosa c’è di vero e di serio. Teresa in questi giorni è occupatissima, cuce le vesti per i nostri Missionari e con   non poco sforzo è riuscita, perché sono diverse da quelle del Padre, non ha tempo di   scriverti,   ma   del   resto,   faccio   io   le   sue   veci,   sta   benone,   è   al   colmo   della  felicità  religiosa,   è   un’anima   veramente   chiamata   a   questo   sublime   stato,   è   una   vera  Teresina, era necessario questo conforto, e anche le altre promettono nell’avvenire,   tranne qualcuna... Sono sempre occupatissima, ma in questi giorni il freddo si è convertito in primavera  ed io sto benino, tu come stai? Procura di coprirti bene, ti manderò calze di lana, sta  tranquilla e nella preghiera attingiamo la forza necessaria. Ti abbraccio, il Padre ti  benedice. la Madre

S. Marinella, 6 dicembre 1927 Mia mammina e figlia, così ti confido tutto come alla mammina, mi scrivi nella penultima lettera, come mi  consolano   le   tue   parole,   il   tuo   affetto   sincero,   mi   prolunghi   la   vita,   mi   fai  dimenticare   il   peso   di   queste   figlie   che,   or   per   una   cosa   or   per   un’altra,   mi  affliggono. Ed ora rispondo alle tue: per il terreno di S. Filippo fà come meglio credi; certo è  meglio risparmiare per lo scialle, certo £. 500 è troppo, vedi se per meno lo comprano  purché si venda, perché così si rende più inutile se il verme lo mangia, per 350,  quattrocento, vedi come conviene meglio, vorrei mandarti gli asciugamani perché qui 


è inutile, non piace a nessuno la tela. Ti manderò la saccarina, ma non aver pensieri  per   me,   lavori   tanto   ...   Aspetta   la   venuta   di   Suor   Mercede   per   mandare   a   Suor  Annunziata,ancora   Suor  Mercede non  sa niente, per non  amareggiare la festa la  lascio in pace, dopo le dirò questa cosa. Le fasce di lana per te e Caterina ve le tingerete, qui mi manca il recipiente, le ho   lavorate io, le conserverete come mio ricordo, la lana ne avevo un po' grezza, me  l’aveva data una signora per le bambine, l’ho fatta imbiancare e così ho completato le due fasce, quella che hai me la conservi e quando avremo occasione la farò di nuovo a uncinetto, ora non la darai a nessuno, te ne servirai perché è tua, e anche di quella  che ti manderò. Per   Suor   Annunziata   vedremo   di   aggiustarla.   Mi   domandi   di   Teresa,   se   mi   da  dispiaceri, ma questa figliola è un vero dono del Cielo, è una seconda Teresina, è il  mio conforto, mi rassomiglia tanto a te in diverse cose. Come ha saputo cucire le   vesti dei nostri Missionari, le vesti sono come quelle dei sacerdoti, nere con la stessa  forma,   con   una   larga   cintura   nera,   è   una   forma   semplice,   di   veri   Missionari,   si  chiamano Oblati della Madonna del Carmine, è una veste provvisoria, speriamo che  la Vergine SS. Ispiri al nostro Generale di riconoscere questo giovane ramo, allora   porteranno,   speriamo   la  veste   carmelitana   con   qualche   piccola   diversità,   come   distinzione di frati Missionari. Il Padre è sempre com’era. Le metteremo il nome di Suor Filomena o Agnese, vediamo, non sò quale scegliere,  non   vorrei   cambiarle   il   nome   bello   che   porta   di   Teresa,   ma   non   possiamo   fare  diversità   per   evitare   gelosie.   È   molto   occupata   la   cara   figlia,   ecco   perché   non   ti  scrive, ma ti farò scrivere dopo la vestizione. Da Carinola mi scrive Suor Tomasina sola, le altre due non si sono benignate mai,  mi dice  che  sono  tranquille,  che regna tra di loro la pace, lavorano, hanno molti  bambini, di solo asilo 60, altre 20 del laboratorio, nei momenti liberi fanno lavori di   ordinazione, sono molto limitate di mezzi, a stento tirano avanti, devono mantenersi  con £. 400 al mese, comprano tutto, il popolo non offre niente. Del resto, purché stanno in pace, ero sicura che di questa casa non c’è da sperare  aiuto perché tutte e tre sono dello stesso parere, pensano a star bene e comode in  riparazione di qualche scomodità del noviziato, così pesante per loro, ed ora godono  la libertà tanto desiderata, che Iddio le benedica. Rispondo ora alla lettera che ho ricevuto oggi dentro il pacco, grazie mille o mia   buona e amata figliola, delle premurose cure che hai per me, per le sorelle, i biscotti  sono   proprio   graditi   per   i   vostri   fratelli   e   sorelle,   grazie   delle   graziose   forbicine,  grazie delle pastiglie, delle ostie, figlia vera e tutto amore per la Madre, per il caro  Padre, per la famiglia. Ho letto tua del 3 corr. mese, le sciocchezze della nevrastenica, pazienza figliola,  erediti le croci della tua povera Madre, soffrila con la tua solita pazienza per amore  di Colui che ti ha dato questa croce. Teresa potevamo vestirla appena venne, tali sono le sue belle disposizioni, pazienza,  pazienza;   Suor   Mercede   ti   darà   molto   aiuto   per   la   chiesa,   darai  a   lei   l’ufficio   di  tenerla pulita e vedrai com’è brava, nella comunità c’è un po' di tutto, è un piccolo 


mondo, ci sono godimenti e sofferenze, persone di buona volontà e mal disposte (sono i molti). Hai fatto bene a darle l’orologio, confondila tu col buon esempio! I nostri fratelli faranno il pranzo nella nostra casa, così la festa è proprio in famiglia,  tu mi sei presente... Mille cose nei Cuori SS. Il Padre ti benedice. la Madre tua

S. Marinella, 17 dicembre 1927 Mia figliola carissima grazie sempre di tutte le cosette che mi hai mandato con Suor Concezione, la cera   era di vera necessità, come sai comprendere da lontano i bisogni della tua casa, si  vede che è vero cuore di figlia che vive la vita della Madre, del Padre, dei fratelli,  delle sorelle, non è vero? Ostie  per questo  mese e anche pel mese entrante non c’è bisogno, aspetta che ti   avverto io. Nella tua non mi dici niente della lettera che il 6 corr. mese ti ho scritto,  cioè,   l’antivigilia   dell’Immacolata,   voglio   augurarmi   che   non   sia   successo   niente,  c’erano due letterine per Facondina e Margherita, dimmi se l’hai ricevuta. Il cambiamento delle suore a te certo dispiacerà perché tu sei la vera interessata  della   salute   della   Madre,   non   dico   che   Suor   Concezione   non   vorrebbe   a   Suor  Giuseppina   perché  cogli  occhi  suoi  vede la  mia  condizione, ma  intanto preferisco  soffrire io anziché vedere le bambine senza disciplina e senza guida. Le attuali novizie qualcuna più anziana è Suor [omissis] , la quale è un essere che   poco ci si può contare, per un piccolo mal di testa si riduce all’agonia e lascia tutto in   balia  del  vento,   le  ultime   vestite  non  posso  distrarle  dalla vita  di novizie  perché  comprometto il loro avvenire, quindi ho preferito fare io il sacrificio e spero che la  Vergine SS. mi conceda un po' più di forza e un po' più di buona volontà alle suore;  del resto Suor Rosaria è molto interessata per me, quindi, spero che questa sappia  fare quello che fa Suor Giuseppina, la quale non appena il laboratorio comincia a  diminuire ritornerà, quindi, sarà per pochi mesi. Intanto   aspetto   altre   postulanti   dalla   Sicilia,   vediamo   che   cosa   saranno.   Suor  Annunziata quindi, resterà nel suo posto per quest’anno. Le scarpine sono riuscite proprio bene, Suor Cecilia te ne ringrazia, ora devi farne   fare un altro paio per tua sorella, Suor Agnese, i tuoi hanno mandato £. 40 e 8. 10 per la corona e la cintura, hanno mandato una bella cassa con relativo corredo  completo e tutto ben fatto; quindi ti manderò qui stesso la misura e le farai fare. Com’è  giudiziosa,  è  una  suora  anziana per me, le ho dato l’incarico di badare ai   lavori,   quindi,   è  di  guida  e  maestra alle altre, son  sicura che fa tutto quello che  desidero, sia per l’economia che per l’ordine, avrà cura di me ora e penserà lei a  rassettarmi la stanza quando Suor Rosaria in cucina non può fare tutto, la farei  dormire con


me ma evito per non fare ingelosire le altre, essendo ancora la più giovane delle  novizie, sarà appresso se tu ancora devi stare lontana da me. Vedi quindi, che tua  sorella in qualche cosa comincia ad essermi di sollievo, e lo sarà dippiù col tempo. Ti mando due dozzine di tovagliuolini col relativo campione e un gomitolo che oggi   ho fatto comprare a Civitavecchia, costa £. 330, credo che vi basterà, altri li ho dati a  Suor Giuseppina così quando li terminate li mandate a me quando spedirai le ostie  ed io farò unico pacco con il lavoro che si eseguisce qui. Ti mando gli asciugamani, sono 15, per il prezzo fate come meglio potete purché si vendono, non vi attaccate al  prezzo,   meglio   venderli   per   5   lire   meno   anziché   restare   nell’armadio   inutili   e  infruttuosi. Di salute sto benino, certo non sono più giovane, ma vecchietta e piena di malanni,  la temperatura appena è un po' fredda mi fa un po' soffrire, ma certo procuro di  usarmi dei riguardi per amore dei figli, non è vero? La vestizione delle suore, dei nostri bravi Missionari certo mi è stata di grandissima  consolazione, non sono più sogni i miei desideri giovanili, ma realtà vera. Ti desidererei per farti vedere come la nostra chiesa sembra diversa con la presenza  di questi Missionari, sono in luogo separato cioè vicino al SS. Sacramento, con i loro inginocchiatoi e sedie, cantano l’ufficio come tanti vecchi Padri, il Vescovo è un vero Maestro di novizi, c’è vera disciplina, il Padre è veramente fortunato d’aver  avuto questo validissimo aiuto di questo santo Vescovo, a noi poi, ci fa le conferenze che vorrei farvi sentire a tutte, ma pazienza, per le vacanze faremo un po' di ritiro  per tutte. Non ho tempo per dirti altre cose, te le dirà Suor Concezione riguardo la disciplina  interna,   ora   ti   abbraccio   e   ti   lascio   nei   Cuori   SS.   Il   Padre   ti   benedice   sempre,  sempre.

Maria Crocifissa Curcio, Lettere alle sorelle di Nocera  

Lettere della beata Maria Crocifissa Curcio alle consorelle

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you