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COMPENDIO

DELLA VITA

BEATA FRANCESCA D'AMBOISE DUCHESSA DI BRETTAGNA E RELIGIOSA CARMELITANA PER

L'ABBATE RICHARD VICARIO

GENERALE DELLA DIOCESI DI NANTES

'fRADOTTO DAL FRANCESE

DAL PADRE SANTI MATTEl CARl\fELiTANO

---elifYJ---

ROMA COI TIPI DEL SALVIUCCI Piazza S5. XII ApOSloli, 56

1869


PREFAZIONE DELL'AUTOR.E

PROTESTA

"ili e della M di Urbano PP., , '0 dei decreti della S . ' l tull ociò che si legge ln osse<lUl. . . , ulore si protesta., c W 3: ... Francesca. S li V' 10(\U""'IOO' l A . ' l ' ' miracoli della Beala l ~ .' . ' 0 ' ardo alle "H'lU et Ili "mettendosi, qu~ e in queg~a. Vita. n:~(deve altra. iede, se non rnmana~ln al suo autorevole ù'AmllO lse , ~on l S Chiesa) in tutto e per 1n o ~ liglio obbe,l1enle "dia . giudizio.

Proprielù T.ellerari n

Abbiamo intitolato « Legeude de la Bienlwufeuse Françoise d'Amboise )) questa compendiosa narrazione della sua vita. La parola Leggenda richiama spesso alla mente l'idea d'un racconto, che può avere le attrattive della Poesia, c del maraviglioso, ma non presenta garanzia della storica certezza. Noi però siamo solleciti ad avvertire, non essere di quella specie il racconto che presentiamo della vita della santa nostra Duchessa, che anzi dichiari~mo esser tolto da sorg'eIIti le più autentiche, e pill sicul'e. La pal'oln Leggenda la prendiamo nel senso consacrata dall'uso, che ne fa la Chiesa. Dicevansi un tempo Leggendarj quei Libri, che contenevano la storia dei Santi, c se ne faceva lettura nei pubLlici Offizj della Litmgia. Ancora al dì d'oggi


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azione abbreviata " LeggencI a la narr , e chIamIamo . che nel giorno di sua 1edella vita dI un Sant~, . che ha per scopo , l o'ge nel BreviariO, e sta SI ei':> , " notevoli della VI'la . . i fattt plU , . dI rammemorare . tI' tratt'l di sue vlrtu. , '. Splccan di esso, come l pm ,- 'u alo che dar vogliamo . il ~n(J'm IC Questo adunque e 'i':> Il to in testa a ~uesta al titolo di Leggenda co oca umile opericciuola . ,dettero a voci unal popoli della Bl'ettagna , ,d' A.m, M dre aUa Beata France8ca nimi il nome dI a nte rimembranza di boise, e questo nom~, loCCatenne a tra~erso dei ' SI man (, popolare affeZiOne, h' d l villa D'gio di . h d' presente vece J e ~ secolI, A.nc e l h ella loro infanzia aveCouets presso Nantes ~er~ ndella Santa, la chiavano pregato al sepo d Duchessa)). Noi vormano (( la buona !Wa re t re la di lei vita in idI raccon a , remmo sforzarc t r tutti onde i popolI modo che fosse a, po~~a a (~d am~re nella Beata Bretoni potessero raVVIsaret , "al'a ai nostri Padri. Sovrana 1an o Francesca l a , h e durante Il VlDall'altro canto Francesca, c . t tanti benefizJ sulla noS ra ver suo ha sparso co f vore così perseverante Provincia, che con un er o pOflO[o della Breter questo pover r ha prega to (l P . a dire con materna tel na}) come era usa ta . . ' 'l . ag ha ella adessQ presso DiO l . c~mnerezz a, non d" di conservarcI le , d' fare sopra l nOi, pltO l Vd~g,l 'della fede e della pietà cristiana, sante tra IziOm , lJ

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sempre mai vivide nelle nostre contrade? La memoria di lei, è memoria domestica per tutte le nostre famiglie, La di lei vita ammaestra con l'attrattiva potente degli esempj d'una Madre, la pratica delle virtù, e la dolce di lei massima (\ Faites sur toutes choses que Dieu soit le mz'eux aimé» è per loro il miglior pegno di felicità nella vita presente, e nell'avvenire. Percorrendo. la Leggenda della Beata Francesca, troverà il lettore ad ogni pagina i nomi delle città della Brettagna, e la ragione si è che la Beata Duchessa le ha quasi tutte santificate colla sua presenza. A Rennes è stata coro.nata, e vi ha spesso pregato nel Santuario di Nostra Signora della Buona-Novella; a Vannes ha ab· bracciato la vita religio.sa; a Nantes ha passato. una buona parte de' suoi gio.rni tanto di allegrezze, che di dolori; a Guingamp scorsero. i primi anni del suo matrimonio.; Redon, e Rochefort furono in parte testimonj delle sue lotte per la vita claustrale. Nè sole sono. le città che conservino traccia dei passi della nostra Beata, ma i Borghi, i Villaggi ancora; a Gàvre perdette sua madre; all'albergo di Rosel sulla via di Redon a Nantes, ebbe riposo dal viaggio per una notte. A Couels si riposò nella pace del Signore. E non avevamo noi ragione di dire 1 che la


d estica ra memoi'ia oro " (li Fl'ances ca , e. . ' a di quelle bememoria orla r1Illen < la Brettag na , mem bili dalla ricordanza pei' . . he SOllO insepara , nel Ilenenedizi0l1l , c dole pertanto dtetro nel' . . c. "nli 't 'renen t ln troveremo \:' del ':w ' mOi' a v , /, (\cwlO -' dI' sua VIta 'le' l tanto caro, to a ( gl'in ;:,'" re l'insegnamen. ~ o CQme Ilatutto e semp l bbra morenti rllletev~n , zi tutto e che \e sne a 'Religiose ~ fate an 'dd' ane sue rola d a lO.. lio amato )). che Iddio sta ~l meg -

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COMPENDIO DELLA VITA DELLA

B. FRANCESCA D'AMBOISE

CAPITOLO I. Nascita e pr"imi anni delta B, Francesca. Correva l'anno 1427 quando nacque la B. Francesca d'Amboise figlia a Luigi d'Amboise Visconte di Thouars, principe e signore di Talmont, e a ~laria de Rieux. Era la famiglia d'Amboise una delle piĂš distinte del Regno di Francia, menU'e quella de Rieux spiccava in primo ordine fra quelle della Brettagna, possedendo una deBe nove grandi Baronie del Ducato, quella d'Ancenis. Havvi della probabilitĂ  che la Beala vedesse la luce ileI castello di Thollars, dove il padre di lei faceva in quel tempo dimora, e crediamo doversi deler~ minare a giol'llo del nascer SIlO il 28 di Settembre l gioI'DO assegnato nella narrazione della di lei vita da Alberto di i\Iorlaix, lo storico dei Santi della Brettagna. Nell' anno adunque 1U7 la Cattedra di S. Pielro


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cenzo Ferreri religiosO Domenicano, che dopo aver

percorso la Spagna, malia, • la Francia, anDun>i'Ddo da per tutto il giudizio di Dio, ed operando innumerevoli conversioni, era venuto a morire a Vannes nellU9, A questa principessa adunque, una delle più virtuose del suo secolo, fu affidata l'educazioue deUa Beata, Sua madre nell' invlarla aUa corte di Bret\agna le avea dato a governante una donna pia, e pnlden\e, il nomé deUa quale non ci è stato tramandato dagli storici. Aveva Iddio prevenuto Francesca con le, benedizioni di sua dolcezza « In quella tenera ed infa;nti!e etlÌ, dice Alberto di Morlaix, dava essa 'man~festi pre~ sagi, ed indizi i di ciò che un giorno sarelJbe .divenu~lt. Di naturctle dolce, e paci~COl a nessuno dava molest'/,a,

non 9"""iva allo svegliarsi ",Ila sua c"lIa~ ma al"""do gli occhi al cielo, cotle piccole sue mam gwn~e, o '/,n-, crociate sul petto, s,i rimaneva come assorta tn estas'/, i. qualche profonda contempla.ione , commovendo a divo~ione queLle, che a bello sttul'io cerCCLvano occasione dii sorlìrenderla in quel rapùnento », Nota il medesimo storico, che appena. seppe parlare, la Duchessa Giovanna 0bbe cura (l'insegnarle le regole di civiltà, il catechismo, e perfino il modo di fare l'orazione mentale, che imparato aveva dallo stesso S. VincenzO, Insieme coUa pietà, si sviluppò hen per tempo nella Bea\a, l'amore per i poveri: mentre faceva loro regali di queUe piccio\ezze, che poteva avere a sua disposizione, lwivandosi perfino di ciò che per sua l'efezione le veniva dato; delle rohbe sue, del suo vestiario faceva non di rado dei doni LE nascosto aHe donne che

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a.vevano cma di lei. Quando oi .. rImprovero, se ne scusava d' p dle ~e vemva fatto tuto negare al buon Ge' 'h lCen,.o dI non av.ere poM . su c e ne l aveva rich' l a quello che sop,'atutto ' lesta, zione nella piccola Fr era mefltevole d.' osservaancesca era ram stro Signore nel SS S or suo verso Noquando il Sacerdot.e 'moatgramento dell' Altare. Allors l'ava al popol l vedevasi spesso la pia b b' o a sagra Ostia, sar vozione. In quei giorni n:~ m~, lagrime di dii;} le persone di Corte p qu.3. 1 l nuca, la Duchessa reparavausi aB C . . ' essa non cessa"a . , dal pIal)O'ere " { a ommUlllOlle • prende!' cibo o b d O ' e SI rICusava perfino di , evan a del ual volle per molto te • '1 contegno suo non mpo rendere raO" lone J\1f avendola la Duchessa tI'. atta m ' d'Ispal'te b , d.a finalmente ' a manifeslarle il motivo eh ' ... e scongIUrata ùeva, « Oirnè J S;gQlor e, COSI melmconica la mna rIspose f . , santa fancinlletta' la , Vo"., e'l a Corte ra tuttl smghiozzi ' quest' oggi a f1)a"te d' 'Un gran favo ad sute' stati t'n • Corpo del nostro Sal t ' l' re ~ve'Ìl Q 'f'icevuto il ' , va Ot e, mentre ~o' ~ol d' (l et~, son pn:va di tanto bene f G' ,,) aPe: tfetto

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Intenerita a quelle la ' vo 'l, pwngere ». Francesca, e le fece prom~:~ed~:dDuche:s~, abbracciò alla prossima solennità di tutt' ' ;pr~rsl In modo che nicarsi. Incontaoente si ' ' ; l antI potesse commureligioso Domenicano su~ eco c al P. Ivone di Pontial tal'di vescovo di Van Qconfessore, che divenne piìl nes, uesto Pad Beata una pietà e un d' , re scorgendo nella sua, pensò che 'no ' llscermmento superiore all'età n SI (ovesse st ' muni regole, traUanùos' d' . al e, at~accati alle coI una fancIUlhna, cui aveva


-uIddio manifestamente arricchita di doni straordinarii. Ed è perciò che le permise d'ac~ostarsi alla Sagra Mensa, facendole fare la sua prima Communione, quantunque non avesse che cinque anni, e fu nel 1432. L'anno dipoi cadde inferma la Duchessa Giovanna nel mese di Settembre, e dopo di avere ricevuto i Sagl'amenti della Chiesa, con quelle disposizioni che ognuno può immaginarsi nello stato abituale cW quell'anima, passò all' altra vita il ventesimo giorno del mese suddetto. Prima pel'ò di morire Giovanna chiamÒ a se le sue figlie per dar loro l'ultimo addio, quindi fatta avvicinare al suo letto Francesca, le die1e gli opportuni avvertimenti, la benedisse, e le consegnò un Rosario di legno, che aveva ricevuto da S. Vincenzo Fel'reri. Le raccomandò in pari tempo di far premure presso il Duca, e i principi suoi figli, perchè fosse sollecitata la canonizzazione di quel gran Servo di Dio. Poco tempo dopo la morte di sua moglie, il Duca Giovanni V si recÒ a Nantes, conducendo seco Francesca 1 e i principi suoi figli. L'anno che succedè 1 ebbe luogo in quella città una solenne cerimonia, e fu la benedizione della prima pietra per la costruzione della Cattedrale, essendo vescovo di Nantes Giovanni ~1a­ lestroit. A· quella cerimonia assistè la nostra Beata, il che è per noi una commovente ricordanza, giacchè oggidì noi r onoriamo con celesti onori in questa stessa Chiesa 1 della quale; umile bambina di sette anni, vide iniziare la fondazione. Verso quest' epoca cominciò essa a maggiormente progredire nella pietà. Vi--erano in Nantes molti mo-

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nasteri nei quali abitavano religiosi di santa, edesem~ . piar vita, e Alberto di Mol'laix tre principalmente ne disegna, quello dei Domenicani, situato presso il Castello Ducale; quello dei Francescani, del quale erano stati fondatori i Signori di Rieux avi materni di Francesca, ·e quello dei Carmelitani, che era stato fondato dai signori di Rochefort Visconti di Donges suoi parenti dal lato paterno. Sebhene tuttora fanciulletta fosse Francesca, pure vedendo, ed _ascoltando quei Servi di Dio ne ricevè fOi'ti impulsi di grazia, e fin d'allora cominciarono a germogliare nell'anima di lei delle segrete aspirazioni pei' la vita religiosa. Frattanto il buon Duca Giovanni disponeva tutto per il futuro stato di Pietro, e di Francesca. Per contratto stipulato a Theix il 2 di llIarzo 1438 asseO'nò al giovane principe un appannaggio consistente in °pa_ recchie terre, e signorie, delle quali la principale era ~ue.lla di Guingamp, da cui di n in poi Pietro prese II titolo, e la Beata altresì, sebbene non fosse a lui che fidanzata, cominciò ad essere chiamata Contessa di Guingamp, e soUo quel nome' fu conosciuta sino al suo salire sul trono di Brettagna. Si avvicinava intanto il tempo del suo matrimonio, . e la sua virtù diveniva di giorno in giorno sempre più solida, e grave, come se questa veramente benedetta fan~iullina avesse voluto con ciò disporsi ai grandi dovefl che le sarebbero imposti dallo stato conjugale. Era ella il modello delle Dame di Corte pei' la sua pietà, per la dolcezza, pel' la modestia del suo contegno, e


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perla discrezione delle parole. La sua presenza imponeva aUe donne, e alle fanciulle. le più leggiere ; amava a preferenza quelle che l'attrattiva di Dio chiamava alla vita religiosa, si compiaceva di 101' compagnia; le aiutava di sue beneficenze quando ne avessero avuto di hisogno pel' enlrare in qualche Comunità religiosa. Così cresceva Francesca studiosa nel coltivare in se la bellezza dell' anima, assai pKl elle a fare spiccare le gl'azie esteriori, delle quali avevala Iddio dotata .. Si sarebbe potuto dire di essa ciò che la Santa ScI'ittura ha rilevato della regina Ester, che la sua bellezza, cioè, lanto aveva più risaJto, quanto la sua modestia rendeyala indilIerente agli adornamenti.

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CAPITOLO II.

La Beata Francesca Contessa di Guingamp. Il maritaggio della Beata col principe Pietro fu celebrato nel 1 U2 essendo essa in età di quindici anni. Ebbe ciò effetto con tutta quella pompa che convenevole era ad un parentado quasi reale, essendo presente il Duca Francesco, il Conestabile Arturo di Richemont, i Prelati, e Baroni del Ducato. Gli storici non ci hanno conset'valo cenno alcuno intorno alle cerimonie, e feste che l'accompagnarono, e solamente ci fanno sapere che essa era tutta vestita. di dammasco bianco, compiacendosi a ravvisare in quell' abbigliamento un simbolo della purità della di lei anima. Per un esempio ben l'aro, che pero ritrovasi tal· volta nelle storie dei Santi, Francesca era destinata ad avere il privilegio di conservare la sua verginità nello stato conjugale. Tale era già l'ascendente della sua virtù, e il soave profumo che si spandeva sopra tutti colol"O che ravvicinavano, che Pietro si risolvè, di comune accordo con la giovane Contessa, d'osser~ vare sempre la castità. Solo a Dio era noto il segreto di questo affetto tutto celeste fino al giorno, nel quale Pietro al suo letto di morte rese alla pl'esenza dei suoi Baroni un' ultima testimonianza alla virtù della santa 2


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sua sposa. Noi siamo nella persuasione che non possa mettersi in dubbio un tal fatto, che viene affermalo da tutti gli storici della Beata. Dopo celebrato il matrimonio andò Pietro insieme colla sua sposa a fissare sua dimora a Guingamp, poichè quella Città, con le terre che vi erano annesse,' era la più distinta, e bella porzione dell'appannaggio del Principe, e vi tennero una corte brilhtnte. All' apparenza del mondo nella vita dei due giovani sposi eranvi tutti gli elementi di felicità, ma l cristiani sono chiamati a portare la croce, e la grande virlù di Francesca doveva pur essere provata da Dio tper pul'ificarla col mezzo delle tribolazioni. ' Buono era Pietro, anzi uno dei più vil'luosiprin· cipi defl'età sua, tuttavia ebbe il sopranome di Semplice, essendo effettivamente di carattere debole, facile a ricevel'e le impressioni che se gli volevano imporre, al che aggiungevasi in lui un umore cupo, e violenti parole di collera, quando era predominato da una passione.·U nemico dell' uman genere adunque accese nel cuore di Pietro una furiosa gelosìa contro· di Francesca, la qual passione era alimentata da mille sospetti, che sulla virtù così pura della Beala seppero spargere alcuni indegni adulatori. Quanto più i doni della nalar'a e della grazia, che Iddio avevale elargito attiravano a lei i cuori, tanto più s'inaspriva il caràttere di Pietro. Francesca si umiliava, e pregava. Volle però il Signor Nostro, che Ella fino all' ultima goccia bevesse ii caliCe della umiliazione,edel patimento. I

Slavasiun giomo Francesca insieme colle Damigelle di sua casa in una delle alte sale del Castello, e dotta come era a trattare con somma maestrìa il Liuto, cantava insieme con le altre alcuni di quei cantici ~ che fino dalla fanciullezza imparati aveva dalla Duchessa Giovallna, quando furioso sopragiunge Pietro, la ingiuria a parole, si avvanza verso la Contessa per percuoterla. Francesca commossa più per r offesa di Dio, che per il sofferto affron lo, si getta in ginocchio, con gli occhi bagnat i di pianto ( Mio » Signore e Sposo, disse ella a Pietro, con angelica l) dolcezza, soffrite un ist/mte per adesso 1 e quando » saremo nelle nostre stanZle farete la correzione ~ se fia d't,opa. Queste umili parole fermarono nel momento il braccio del Principe; ma tosto diede ordine alla Beata di recarsi al suo apparlamento, e .là traspòrtatodalla sua cieca passione la maltrattò Con tale violenza, che la lasciò bagnata del suo sangue. Nel soffl'ire tanto indegno trattamento, Francesca 'lungi dallo sfogarsi in parole di lamento, ripeteva solo ( Cre) detemi, o mio amico, che piuttosto morù'e io vorrei, )} che offendere il1nio D'io, e Voi. Le colpe mie me» l'itano cast-igo ben più severo di questo; mio amico, » si degni il Signore di perdonarvi. ».. . Non sazio ancora d'una violenza cotanto iniqua il Conte di Guingamp, cacciò dalla casatuUi quei servi che alla Beata erano stati dati da sua l\'1adre, senza eccettuarne nemmeno la virtuosa governante; della quale si è detto, l'amica di Francesca, e con.... fidente dei segreti più intimi dell'animo suo.· Nepp\tre l)

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così fu viÌlta la pazienza della Santa, ma le sue fOl'ze vennero ad indebolirsi, e cadde gravemente inferma. Nessuno si attentava di avvicinarsi a lei per consolarla alcun poco, tanto si temevano i trasporti di Pietro, ma la sua governante a forza d'essere importuna, ottenne finalmente di poterla vedere. S'inginocchiò, appena entrata, presso il di lei lelto. {( Ohimè! Signofa, )) e mia buona padrona, disse piangélldo, se il CUOf » vostro potesse par!{tre 'mi (arebbe ben conoscere che » a torto, e senza alcuna cagione voìsiete perseguitata. « Questo mondo, replicò la Beala, non è un luogo » di (elicità I ma sibbene di tmvfLgl1:,e di miser1:e , » nel quale il Salvator nostro Gesù Cristo ha sop~ » portato tantz' obbrobrj, pene, e tormenti, 'mOtto es» sendo vergognosamenk per la nostra salvezza, e quelli » che sono di lui amici debbono essere partecipi delle l) sue pene, e passioni. II 'mio Signore Gesù Ct'isto, » è il m,io amore, è la mt'a pazienza, che per sua ' » gmzia mi ha, dato del 8110 vino d'amatezz(t, di che }) sia per sempre benede Uv -il suo nome. » 1Uaera giuuto il momento, ileI quale il Signore si disponeva a ricompensare la virtù della 8ua serva. I Signori, e i Baroni del Paese porsero al Conte di Guingamp delle lagnanze pel' parle sua pur troppo meritale. Iddio toccò il cuore di quell' infelice principe in modo che entrato nella camera della inferma Contessa, a capo scoperto s'inginocchiò presso il di lei letto, e le chiese perdono. E Fr'ancesca prontamente rispose. ( Mio Signore, mio amico, tutto di buon cuOre ~i perdono. Più non pùmgete, percltè io ben sò che l)

- 21 » da voi non 'è venuta questa malizia 'ma dal

. , n atu'' » l'~~e nemzco invidioso del ben nostro, e della (eli~ )l cala, alla quale ci siamo incamminato' '. •. . . . lo ' V% }) assu~'tlro, fmo Signore, mio amico, che la vostra » U1~ile .ser~a non ha giammai com'messa olfesa verso » d% VOt, ne ha parlato a solo con uomo 'vivente. Vi », pfego a rum credermi del numero di quelle che' ten» gono 'inizIa condotta, ed abbiate di me miqlior COrt» cetto. li ' Stempravasi in lagrime il Pl'i ti ci pc ascoltando quelle parole, nà fu uoa passeggiel'it impressione. Perocchè aveva la Beala a forza di pazienza conquistalo l'ani. mo del suo sposo in modo che da quel momento. div~nne no modello di pietà, ftlCe aspra penitenza,' di~mnando,portando cilizio, ed imponendosi allre pratIChe di mortificazione. Iddio poi rese tosto la sanità a Francesca e il C~tello di Guingamp divenne con la di lei scol·ia un a~do delle .Cl'istiane virti~. in maniera che a testimonranzadegh scrittori contemporanei aveva aspetto d'un ben governato monastel'O. .« Pietro, e Frttltcesca, dice Alberto di ~forlaix }) 8t a:/Zalxtllo qUl)tùlù:narl~ente.a quattr' ore, e genu~ » (lessz nellfJ:l'o omtof'ìO dwatamenle recitavano le 01'e » (~ssiG t'of!i/Zi{)) occupavano quindi un ora nell' ofa: ») Zione l1unita~e, per la quale i punti e1'ano suggel'Ùi » da qttello del loro Cappellani~ che era di settimana ») al.sCl'VÙlit·O della Cappella del P1"incipe, Verso )l se'l, (ftc ascoltavano ambedue la Messa, durante la )} (j1utle dal Sanctus gino alla communione Francesca

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aveva questo giovane pl'incipe, ma Iasciavasi spesso h'asportare da un carattere altero e da passioni ardenti. Trovandosi mal soddisfatto della porzione assegnatagli dal padre, altamente se ne lagnò, e fece in modo che le suo lagnanze fossero sostenute dal Re d'Inghilterra Enrico VI. Poco dopo volendo sposare la figliuola del Signore di Dinan, che possedeva grandi ricchezze, fra leaItre la Signoria di Chatea,ubriant, fecela rapire mentre era ancor bambina, e fu probahilmente quel falto che ne decise la pel'clita. Il Duca Francesco aveva per favorito un Signore di nome Arturo di .l\'Iontauban, che, come dicono gli Storici, s'innamorò della Principessa cii Dinan, e si d8Ìerminò di rovJnare Egidio. Dalle imprudenze ciel giovane principe trasse partiìo 1'odio, e la calunnia, ragioni politiche si aggiunsero ai piani di vendetta ,e dettero ansa alle odiose misUl'e che si risolse di prendere. Francesco I fece arrestare r infeIiceEgidio, e lo ritenne per ben quattro anni in dura schiavitù. Tutta la famiglia di lkettagna fu commossa per la sorte di quel giovane pl;iì1cipe, ma niuno fece mostra di compassione, e di zelo per la di lui libertà quanto la B. Francesca. Durò nei tentativi che fece per la liberazione del suo cognato con quella perseveranza, che le dava la virlù,quando traUavasi di prevenire l'offesa (UDio, e di allontanare dalla colpa quei . principi, .aiquali avevala Iddio unita. Ebbe col' Duca un pl'Ìvato abboccamento,nelquale fece di luUo per aprire a lui gli occhi sul l' ingiustizia che se gli voleva far commçUere contro il suo fratello. FrauGesco I si titimò

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offeso di quel s,wlo ardire col quale la Beata dicevagli la verità, a seguo tale, che ella incorse nella di lui· disgrazia, ed ebbe dal Duca comando di abbandonare insieme conPieh'o la corte, e ritirarsi a Guingamp. Respinta una prima volta, ella punto non si ristette dalI' importunare il Duca a favore di Egidio, ne scrisse al suo Zio il Conestabile Arturo di Richemont, al Re di Francia, e secondo Alberto di Mol'laix, si attribuisce alle di lei premure la risoluzione che venne finalmente presa. da Francesco llcl 1450 di concedere un poco più di libertà. al principe Egidio. Si ara sul punto di evitare un g!'aD delitto, quando i n,emici del giovanepl'incipe prevedendo la propria ruina se egli venisse messo in libertà, contraffecero lettere del Re d'Inghil terra che spacciarono come dirette ad Egidio, e contenenti perniciose trame contro la Francia e la Brettagna. Queste poi fecero artifi-· ciosamente cadere in mano di Francesco, e così determinarono la morte di Egidio. Tutti i sospetti del Duca apparvero ai suoi occhi giustificati, e fece conoscere il clesirlerio d'essere libero dal suo fratello. Era allora il principe infelice rinchiuso nel Castello de la Hardouinaie in una carcere sotterranea che rispondeva sui. fossati. del Castello medesimo. Le sue auardie . o piuttosto carcerieri tentarono da primo di avvelenarlo, ma la robusta sua complessione .resislè al veleno. Dipoi si lasciò senza nutrimento, ma una povera donna della campagna lo scorse dalla finestra della sua segreta, e si lasciò dessa sdruciolare nelle j

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fedele Cristiano, Allorchè gli fu recato il Sanlo Via. lico! si pose in ginocchio ad adorare il Signor Nostro, ricevè la eommunione con affettuosa devozione, e scorgendo intorno a. se i suoi Officiali, e Servitori, chiese loro perdono, e soggiunse con voce commossa ( Amici m,ie~' vag h'avi ad esemp'ùJ lo stato al qnale

CAPITOLO III.

)) mi trovo ridotto; sono stato vostro principe, ed ora n1.~lla più sono . I)

La Beata Francesca Duchessa d,i Brettagna.

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La nostra Beata poi fu la consolatrice cl' Isabella di Scozia sua cognata ; assistè ai funerali di FI'ancesco, che fu tumulalo nel coro della Chiesa di S, Sal. vatore di Redon, come era stato suo desiclcl'io . e l'e, , dele nel conservare la memoria dei suoi car~ passati all' altra vHa, fece celebral'c per il Duca un numero grande di l\Iesse, e di Uffizj. Commovente era; questa sollecitudine della noslra S:tnta, la cui preghiera ae~ compagnava anche al di là del sepolcl'O i due fratelli. Aveva 'essa volutosalvaro Egidio f e risparmi::I/'e a Fl'élncosco i rimorsi di un delitto f che non poteva in molio alcuno giustificarsi per le l'agioni di sfato. Ora froi il suo affello seguival'uno e l'altro anche dopo 10r morlo) e sopra tuHi due implorava la dirinà misericordia,

La ffim'te di Francesco I fece si che la corona ducale passasse a Pietro, ed in tal guisa la Beata fl~ dalla Provvidenza chiamala ad assidersi sul trono dI Brettagna. La coronazione di Pietro ebbe luogo nella Cattedrale di Rennes nel mese di Settembre dell'Anno UriO in mezzo al concorso di tutta la nobiltà del Paese. Invitato dal suo Nipote vi si recò il Conestabile Arturo di Richemont che aveva tesLè condotta a termine la conquista della Normandìa sopra gl' Inglesi. Ognuno sirammeula che era stato Arturo che aveva trattato il matrimonio di Pietro e di Francesca mentt'c erano tuttora fanciulli, e portava quindi paterno affetto ai nuovi sovrani della Brettagna. Da Rennes se ne vennero Pietro e Francesca a Nal1Les, dove fecero il loro solenne ingresso i112 di Ottobre aceompagnati ancora dal loro Zio Arturo. Il Clero della Catledrale si fece processionalmente innanzi ad essi, porlando le Sante Reliquie; si suonaro~o le campane, si fecero fuochi di allegrezza sulla pIazza di S. Pietro. Dovendo i Duchi di BreUagna, dopo preso il pos~


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sesso .deI Ducato, presentarsi ad omaggio al Re di Francla, del quale erano Feudatarj, Pietro si. portò presso Carlo VII a Montbazon nella Turena, dove ebbe luogo la prestazione d'omaggio il il di Nov. 1450. S~ deU.e innI.tre p!,emura,,3 seconda di quanto usarono di pratIcare I SUOI predecessori, d'inviare Ambasciatori al Sommo Pontefice, che era allora Nicolò V per ~en­ dergH obbedienza, come a Sovrano Cattolico ~i' conveniva.Rinnovò. quella. ohbedtenza nel 1n5 allorchè 3 Nicolò V successe nel Seggio ApostolicoCaJlisto III. Nelle. istruzioni oherilasciò ai, suoi Ambasciatori. le u gla~o que~te belle parÒJe. cc In attestato ch, noi afj~ D.btamo rWJVutoi,e tenghiamo daD~onostro CreaD tfJr~~ il '8f)sttio',D0miniò, e principato, di Brettaghfi, De s:-ccomei:a nOI, e non ad altri appartiene, ,:n'virtù » de'l .nostri, diritti supremi, e reali, con tutto il.ri» s~elto,. ed .umil~à che possiamo, e fÙJbbiQmo in -pari »·-czrcosta~ailnOf, abhi(Iino!llflto, _ed accordato,. per »' tenol delki;pf!esent~,)diluno:.,ed acc(jrdiamo.per -noi, )Jper lafltJStrll Patr,a"e.per i nostri 'sudditi diJJtet. » . tagM la fief!f1, partiClJlat'e, e· immediata o,bJJedien~a » Ecclesiastica al Sarttisstmò Padré,iil.PapaCalli~ » sto III.. Ort! refiMnte" tenendo lo , e riconoscendolo »per. fiero," . ed unico l'ica'f!iD di Dio ,,Capo., e Pastore. » pNnc~Ìlle di tutta la Chiesa m.ilitant!!; promettendo, li 'come. m fa.tto prom.ettt'amo, in fede di Principe, ifes"': » sel!e:fed;le.alnostro Sanhssim.oPadre.finihè r;egnerà, »' e vwera znquestomondo; .~ .'.~ di vivere,e.mo~ » rire nell~ vera legge, e fede Cattolica, .come u~ae" li ,e devoto figli() , del/a ,Chiesa. ' •

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Una delle pr!me cose eh,' rintracciare, e punire gli ' che -fu -ispirata, e incofa.t,fo Francesca, la di cui b.tf bolezza, e che ben, si vraniquello si è d~ Tutte queste cure pè~ distolsero Pietro, e Franéesca .lo"" d'una fervente pietà. L'anno in che S'a. fu quello stesso (HoO) ·nelqualefu da 1\1_ cesso l'universale Giubileo, ,e in quella occasitt.. narrano gli Storici,. che il Duca, e la Duchessa pr~ tfcarono divotamente, e con grande edificazione quanto era ingiùoto per lucrare quella grande Indulgenza. , .Ilregno di Pietro II fu uno dei più felici, e dei più rispettati, ·deiquali siasi.in BreUagna conservata memoria. Purtuttavia se il nuovo Duca aveva del.,... l'amore al bene,ed .unavirtù since~; era purè assai lungi dal riunire tutte le qualità, che costituiscono i grandi SovraoLQuello' però' che rese Celice il reg?o di Piatto si fu la santità della sua sposa.' Il merIto. della santa Duchessa, e !'influenza che 'ebbe sopra,Ia Brettagna sono indelebllmente scritti nei monumenti della nostra Naziomll~ Istoria. Quella influenza però fu quale . esser doveva, umile,dolce, modesta, e pure 'in quella umillà, in quella dolcezza fu· una influenza poteoto, una energia che trionfò di tu tU gli ostacoli. Solto Pietro II si godette in Brettagnad' una pace quasi perfetta; fu leale; e-generoso nella politica che tenne 'colla Francia; prestò ajuto a Carlo' VII -invi'1-o-'


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sesso .del Ducato, presentarsi ad omaggio al Re di Francla, del quale erano Feudatarj, Pietro si. portò presso Carlo VII a Montbazon nella Turena, dove ebbe luogo la prestazione d'omaggio il a di Nov. U50. S! dette inoltre premIlra,.a secoild'a di quanto usarono dI praticare i suoi predecessori, d'inviare Ambasciatori al Sommo Pontefice.. che era allora' Nicolò V per ~en­ dergli obbedienza, come a Sovrano Catlolico ' si conveniva..Rinnovò. quella obbedienza nel U85 allorcbè a Nicolò Vsuceesse nel Seggio Apostolico Callisto III. Nelle. istruzioni oberilllSciò aL suoi Ambasciatori leO'gia~o que~te belle parol~. cc In attestato c,c noi ab: ».b.,amo. rJC(!Vuto , -.C· tenghiamo. daJJionostroCrea_ » tore; il''Msttio.Dominio, e. principato. di Brettagha.. .» li S1eCa11te,'a nOI, e non ad altri appartiene ,:n-virtù » dei nostri: diritti supremi, . e reali, con tu~to il.ri» s~elta,:ed. umiltà ehepossiamo, e dobbiamo in. pari » -.czrcostaua.. ·lIoi a~b~oUlato,. ed accordato .. : per J) . lenal delle.:; p1lesenta :d.ilmo..ed. accordiamo .per.floi, »per la'1}iostrrz Patria,. e: ,per i nostri'sudditi rtill,et. ». tagna Ja:vera, particolat!e, e· immediata o:Ahedieni,a » Ecclesiastica al Santissimo Padrè, :i[. Papa: Call1~ » sto III ;ora regM,flte "tmendolo ericonoseeTUiolo »per. vero,. edum·co VicariD di Dio ,. Capo., e Pastore. » prmc'pIJ,[e di weta la Chiesa militant!!;, promettendo, », . come. m falto promettiamo, in fede'di Principe, d'.es';' » sere:fed,ele.alnostro Santtssim:OPadreflrwhè r..(Jgnerà~ »' e VfVera Utquesço .mOJldo;. .~ ' ..' di flivere, e. mo» rire nella vera legge~ e fede Cattolica.. .come u';'Ue;' ».e devotopgli(). della ;Chiesa .. l'

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Una delle pr~me cose che fece Pielro fu quella di rinlracciare,e punire gli uccisori di Egidio.. ,impresa , che 'fu 'ispirata, e incoraggiata pelsuo compimento da Francesca, la di cui bontà giammai degenerò in. debolezza, e che ben sapeva come primo dovere del 80-. vraniquello si è adi amministrare la giustizia.· . Tutte queste cure però di un nuovo .gove~o no~ distolsero Pietro" e Francesca dal compiere l doverI d'una fervente pietà. L'anno in che salirono sul trono fu quello stesso (HoO) nel quale :fu da Nicol? V con~ cesso 'l'universale GiubiIeo, e in quella occasIOne, Cl narrano gli Storici, che il Duca, e la Duchessapraticarono divotamente, e con grande edificazione quantQ era' ingitinto per lucrare quella grande Indulgenza. , Il regno di Pietro II fu uno dei più felici, e dei più rispettati, ·deiquali siasi in Brettagna conservata memoria .. Purtuttavia se iI nuovo l)uca aveva del.,.. l'amore al bene,: ed .unavirtù sincer&; era purè assai lungi dal riunire tutte le qualWt, che costituiscono, i grandi Sovrani. Quetlo' però' che rese Celice il reg?o di .Pietrnsi f-u la santità della sua sposa.·n mQflt!) . della santa Duchessa, e !'influenza che ebbe sopraJa Brettagna sono indelebilmente scritti nei monumenti della nostra Nazional~ Istoria. Quella influénza però fu quale .esser doveva, umile, dolce, modesta, e pure 'in quella umilLà, in quella dolcezza fu una intluenza poteùte, uòa energia che trionfò di tutti gli ostacoli. Solto Pietro II si godette in Brettagnad' una pace quasi perfetta; fu leale, e· generoso nella politica <;he tenne colla Francia; prestò ajulo a Carlo' VII-invian-'


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dogli il fìoredei Cavalieri Bretoni per la conquista della Guietlna~ e l'espulsione degli Inglesi dal Regno, per il quale fattoehhe compimento l'opera incominciata venti anni avanti da Giovanna ci' Arco. Gli Sto- . l'ici concordano insieme a intravedere nella condotta di Pietro i segr'eti suggerimenti di FI'~ncesea, ein questa maniera vediamo come a por fine alla gloriosa lotta contro gl'Inglesi concorresse per la sua parte la Beata a trionfo dt)lla Francia, quasi che e nella pastorella di Domremy, e nella giovane principessa assisa sul t1'Ono di Brettagna avesse la fede Cattolica fatto nascefe consimili ispirazioni di patriot,co sagrificio.Con le preghier'c poi ancor più che con consigU, prestò mano Francesca al trionfo della causa della Nazione, e mentre le armi combattevano in campo di haUaglia, ella spargeva lagrime innanzi a Dio, e gli altri an;,. cora il faoevano, quando a di lei suggerimento fUfono fatte pl'OcéssÌoni, e supplicazioni pubbliche ìHlllapl'o" ,'incia tutta. Ma .dove più si sperimentò la dolce, e forle in~ si eme influenza della Duchessa si fu soprattutto lÌell'intel'na amministrazione del Paese.« Iddio, dice Al~ » berto di Morlaix, si servì di questa princ'ipessa per » compiere una generale rq'orma della Bl'ettagna, e » per farvi ~ dopo tante d'isgra~ie, e miserie> rifiorire i) ttn secolo d'oro. Vedendo il Duca di Lei mafito conte )) essa guidata fosse da Dio , seguiva i di le~ consi· ) gli, e la consultaV(t in tuHi gli affari )). Egli poi era aItresldegnò di sì santa sposa. La prima ,'òl!a che convocò gli stati della Provincia il Cancelliere di l

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Bl'ettagna all'aprire della seduta dichiarò a nome del Duca che c( sapendo se avere la stia Signoria, epl'in) ci1ato da Dio per far giustizia, e dare ad ognuno ») Ct~Ò che era di buondiritto avev:astabilito, e fi:s)}sato il detto parlamento pel bene della 'giustizia, » pet' fal' gùtdical'e gUappeUi fatti~ e lH!ndentinel » .Parlàmento stesso ~ aflirwhè e Dio, e ilrnondò fossé » di lui .contenti, ed aver speranza di far continuare » a lenerlo assiduàmenteneltmnposttccessivo', onde per » fftancanza di gÌttStizia non fossei'o incagliati i diritti » dei suoi sudditi. )l Si mantenne fedele Pietro al piano che fallosi era al principio del suo regnò; riunivansi ogni anno gli Stati di Brettagna. Erano essi composti, come erano allora tulte le grandi assemblee delle Nazioni 'cristiane, dei tre ordini che costitllivano la Società, il Clero; Ici. Nobiltà, e il popolo, ossia il terzo stato ..VisÌ votavano o imposizioni, o sussidj, vi si decidevano le cause' giudieiarie portate in appello al Parlament<lt/vi si trattavano in fine gl'importanti interessi delD~to. Singolare circostanza dove si sperimentòr~,lolle efficace di Francesca fu nel HiSt. La guena' di Normandia sotioFrancescoIaveva cagionato delle. gl'alldi spese; quella della Guienna era li per arrecarne delle nuove, e· Pietro in tal caso pensò· di; ~ltie­ flere agli Stati, che erano riulliti a Vannes. deHe·nuhve imposizioni. Il Decreto era stato fatto .al l'insalWta .della Duchessa, ma come prima ne 'Iufaltaeonsapèvole:,; senza mettere tempo di mezzo, si feéc';':i'\'antial ..sno marito in quel momento appunto cliein_ttoaiPrm;. 5

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èipi, Prelati, e Signori, riconducevasi dal Parlamento al proprio pal!lZzo.Domandòessa parlicolare udienzà e con non minor forza che modestia ali mise sott' oc~ f' l' o ClIO . error' gl'ave che era sul punto' di commeltere aum~nt~nd~ Iè gravezze al popolo. Gli feee intendere: ~heI di lUI consiglieri erano stati animati da privato mt:eressemoIto piùcne dall'utilità pubblica 'C che j nUO:Ì tributi avrebbero servito ad arricehJr.e ~ueIU che lo.ClfCOndavano,piutto.sto che ad impinguare i tesori del ~o"ra~lO. cc L'allèuo del povero popolo Ver$OilpfÙl)) clpe; diceva la Beata, vale tanto megHo clte i tesori tu~lt del 'lIwndo" e conso/%'da lo stato d'una MOrtaril c~ta tanto pù't chi: non facciano le "nate acquistate nccltez:ze. )} l}

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Ai consigli. di Ft'ancesca si aUenne Pietro.; le nUOve . tasse non fllronoimposle, e la popolazione della Bretlagna penetrata dalle premure della Santa Duchessa la ebbe semprepitìquaI benefaHrice e madre ) . ~~ m~llOsalutevoIe /'insoÌ l' influenza delI~ Beala l1e~II~~!e,esSi. religiosi della Provincia, ( Si adoperò ) In I:lUlsa,. dICe Alberto de lUorlaix, che i Vescovadi, » Ie~b~azIe~ ele Parrocchie fossero provvedute di Il uomUlldottJ, e pii.: procurò la dforma del Clero sÌ Il secolal'e, ,èh~Tegolare, l1è volle tollerare, che l'inl)sopport~bJle abuso'deHa pluralità dei benefizi pren» desse. PIede neHa BreUagna.») . Una però dello open~ più belle della Beata fu la Canoni~azjone diS.Viucenzo Fel'l'el'i. Si ricbami alla memoria cheJa[juchesea Giovanna al punto di morte a~'èYal@J'acC0llandalOdj non perder di mira quel gran

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di Dio, e di pI'endm'si impegno della di lui glorificazione, della qual cosa succeduta. nell'infanzia,rammentossi Francesca a ventitrè anni giàDuchessa dlBretlagna. Per la di lei premura fu c~nvocato,a N,antes nel 1453 il Capitolo generale del Domemcam, e si intel'tenne del modo di procedere per ottenere la Canonizzazione di S. Vincenzo, tal che a Pietro , ed a Francesc,a devesi propriamente l'onore di. avere iniziata queUa gran oausa, Dopo· 1~ ca.noniche ~inform~­ zioni raccolte in Spagna, in ltalta, In FranCIa, 0111 Brettagna , il Papa Callisto IIIeelehrò ~olennemel1.te la Canonizzazione di S. Vincenzo Ferl'en nella BasllioaVaUc3.n3. di Roma il giorno dei Santi Apostoli Pietro e Paolo il 29 eli Giugno' 1455 . . Nel seguenie anno, arichiesla di Pietro Il che aveva espressamente spedita un' Ambascerìa a Roma, il Papa mandò. in Brettagna un Legato a Latere, che fu Alano di Coetivy, per ivi apl'ire il sepolcro del Santo, epromulgarvi la BoHa di Canonizzazione. Que~ sta fu una vera fesk'l. nazionale. Il Parlamento ~veva ordinato Un sussidio slraordinario di cinque S,O~dl: pel' famiO'lia onde sopperire ane spese della Solennrta, ma, com: narrano le nostre antiche croniche,tanl~ era ',a divozioneche si aveva a S. VincenzoFel're~l, che .11 piùdeUe famiglie di pl'Oprio impulso raddoI1plÒ la t'l~ chiesta tassa. ". Il giorno li e l) di Giugno 1456 , fu· quello nel quale ebbe luogo a Vannes la festa c1~!la,C~no~ ni1.zazione, e del!' apertura. della Tomba. sl.Fmmronoper .talesolel1nita, i nove Vescovi del Oucato, SEWVO

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alcuni dei vicini I vi si l'cearono tutti gli Abbati ~10iMol1asteri di Brettagna, vi accorse intol'l1o al Duca, ed alla Duchessa la nobiltà della Provincia, e di popolo immensa moltitudine si riunì per prender parte al trionfo del Servo di Dio. S. Vincenzo Ferreri era morto Nannes il !j di Aprile 1419 in consegllen~".,t:era.no trascorsi che 37 anni,ua che aveva ab~~of,t~IlXJa terra, e in quella moltitllldine di persone~h~sià;lfoUavano il giorno 'e!j di Giugno inlamoaUa. Cattedrale di Vannes vi si contavano delle centinaja, forse anche delle migliaja, che avevano veduto il San.to vecchio, mentre andava percorrendo città, e borghI della Breltagna montato sopral vile bO'Ìumento • Insegnando ai fanciulli, eai basso p.opolo il Pater l'Ave, il Credo, i Comandamenti di Dio e deIIaChiesa~ che l'avevano udito benedire gli infermi con quelle commoventi parole f<Che Gesù' il Figlio di Ma~'ia~ ) salttte ,. e signore del 'Inondo che vi ha condotto alla » l'ede.ca!tQUca> vi ci conservi,' vi 'renda feUci, e si }) defJnz llberarvi da. questa infermità. » Spesso spesso assai ii Signol'8 cosÌ piamente invocato dall'umile suo S?,'vo;.\veva operato splendidi miracoli. Tutte queste nmembra,uze erano ancor vive, e fu quindi immensa allegrezza quando alla .Messa solenne celebrata dal Legato Alano di Coetvy, fu reso pubblico il Decreto di Canonizzazione nelle tre lingue Latina, Brettone, e Francese. Il Legato fece dono àIIa Beata Dfklhessa di un Dito del &tnto, del suo Berretto Dottorale e della ~~'a, le' qt18ti sante Reliquie) ella conservÒ,. emol'end9lasbiò in legato al Convento de'ConHis.Ed ecco 000

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che ai giorni nostri il Sommo Pontefice Pio IX. ac-: coO'liendo i nostri preghi conferma con. suodecrelo gh on~ri celeslida tempo immemorabile tributati alla Beata. Francesca come io aitrì tempi aveva CalBsto III fra gli applal;si dei nostri Padri canonizzato S. Vincenzo Ferreri. CosÌ va perpetuandosi nella Chiesa questo retaggiodeUa Santità che rallegra e forti~ca ~e ~~im~; e la Brettagna, sempre cattolica tripudla di glOJ~ III vedendo la sua Duchessa decorata dell' onore deglI altari come aveva essa tripudiato quattrocento anni or sono nel riunirsi attorno alla tomba glorificata del grande Predicatore. .. . . Bella cosa è il vedere quanto la Beata oprò dI Importante per il bene della Chiesa, e d?lla., Bret.tagna, ma qualche cosa di più àttraente,. e d~ pm utile ~?­ cora vi è a considerarla nella pratIca. dI quelle umlh, e dolci virtù, che più si addicono alla donna cristiana nella famiglia, e nella società. . . Francesca ebbe molto amore per i poverI, ma f('a quelli che pativano era una class~ di perS?n6, ehe era in modo tutto speCiale 1'oggetto dI sua cllfltatevole ~l­ lecitudine ed erano i poveri vergognosi, e le famIglie nobili, cui rovesci di forluna avevano precipitato nell'indigenza. Talvolta per' terze persone bene scelte faceva loro parte delle sue beneficenze, distribuendo in tal maniera, come scrive Alberto di Morlaix, grosse somme di denaro. Tal' àltra sceglieva i figli di quelle famio-lie nobili decadute, e gli aggregava· fra quelle e . persone che erano a lei addette, e trovava mezzo (ll' assegnare loro buoni appuntamenti.


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.. Del pari coi poveri vergògnosi,Ì Iebhrosi ancora fur?~o pr!vUegiatidaHa Beata nell'esercizio della sua. canta, porchè la sua fede le faceva ravvisare in essi un~ più viva immagine di Gesù Cristo abbandonato e ,rICoperto di piaghe. Però Francesca non cessava· mai d aver per essi una premura del tutto materna. Non . COH~e~ta di. questo voIle ancora fissare in perpetuo i suss~dJ.che loro procurava, fondando per eSsi due case sp~Clafl~ e. saI~I·jal1do delle pie persone , affinchè gli assls!~sser~. Cl fanno sapere gli storici che uno di queslI O~Plzj per i Lebbrosiera stato fondato dalla Santa ali e~lremi!à della Città di Nanles, ~ sembra che . a quel.lo rImonta la prima origino dell'ospizio gene~'ale dI (lues!a Città cosi noto fino al dì d'oO'gi Il Id' S " ti so, o I, nome., l antla (SanÌ!at) e siluatoeffeUivamente al. I esll'eml1a. della Fossa.

. U~ falto d~l quale gli antichi scrittori della ~ua l'Ila Cl hanno conservalo memoria, mostra fino a qual punto tllla spinse il sagl'ifizio, e la delicatezza della cal'ilà: Eravi .una povera donna, che aveva passato tuUo ,suo vIvere nell'assistere agli infermì. AggravalaSI d anni, era addivenuta tutta paralitica e non avendo nè parenti !là amici, si trovò del tduo abbandonata. Seppe la Beata cotanto trista situazione di q~ella~onna, che era dalla miseria. precipitata alla lh:[JerazlO lle . ~pedì in cerca di lei, l'alloggiò nel proprIO palazzo 111 una camera vicinissima alla sua. Diven.ula così infermiera della vecchia malata, da se medeSIma .Ie preparava il cibo, e la nutriva, la visitava di lempo 1Il1empo fra giorno, ed avea deslinalo due delle

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sue donne a vegliare presso di lei,ad assisterladnranle la notLe. Atlorquando alcun. religioso, o p.ersona di pietà andava a visitare la Santa Duchessa gli cOlldnceva nella camera dell'inferma percbè lavooessero,e le dicessero ql.1alche parola. di consolazione. La povera vecchia era di un carattere fanlastico, e. inquieto, e quando la buona Duchessa l' animava a sopporLarecon pazienza i suoi dolori, quella rispondeva, non di l'ado in tuono sgarbato, e collerico; « Pa;r,ienzaISigllOra, »'Paziert~aJ Oh quanto è fac·ilea dirlo, ma quanto è » ancoradifllcile a farlo! )Edallora la Beata, anzi òhe rivolgere alla sua protetta qualsiasi amal'a parola, dirigevasi alle sue damigelle, dicendo 101'0 con lulta umiltà .d' unavel'a serva. dei poveri. <t Ce l' lLa man),) data lddioper dOil'ci motivo di meritare) e ,di eser») citare le opere di misericordia .. » Quando FrauceSca . ricettò questa. donna non era cbè.Contessa di Guin~ gamp, non l'abbandonò divenuta Duchessa. di BreUa· gna, e continuò aprodigarle tutte le tenerezze di carità. fino al giorno della di lei morte. L'assistè negli ultimi istanti, la dispose a ricevere i Sagramenti della Chiesa, pensò alla sua sepoltura, e fece celebrare i divini Uffizj per il riposo deH'animasua. Commovente esempio di queHacarità che vede Gesù Crislo r e lo serve nena persona dei poveri con tale impegno che nulla è capace d'arrestare, o di stancare. Dalla carità è inseparabile neH' anima cristiana lo sprezzo delle cose mondane. Ed infatti ben difficile è l'im· porsi quei continui sagrifizj che esige la cura dei poveri, quando ci si compiace ad andare in cerca delle vanità.


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no! ~Vest~&'lOìj Eraaceseal però' ;amò' se~p~M.cosl :negli

tligna tener dietroalfesempio:d.eHa S~nta D~cbèsSat efs'.jO trodusse ;éosiuna: generale· nforma non solo 'fra; le Dame'l :d:iCorte, m• •pO.Ila .in tut\a' quanta ·la, prodrioia. In; mezZo agli at1Ldellal'crlstiana;lpietà: IaBeata 'ròvava' la :forza; di pr,alioam in Imodo .così stupendo bati i. .doveri annessi alla SUll, cohdimone:. '. ," RrofoodaL ,era da , suaifede,.e:i gl'andi sentimenti dìe/:'&veva:,di Die si:mlliirestavano: nlHl'sup amore alle' diviqe Sèrittrlr.e:-t"e :alla 'sànta; .parola. 'Osserva1JQ,.i'di, lei' Biografi 'i che: a\!em;,1fn' insaziabiledesideriil. dl~ collare dalla bocca dei sagri Oratori.la.parbla "dl. DIO. ASsisteva al sermOnò', ton; taledJ.ttenzione chè,Aaceva ben conosàere:d'essere tutta(asaortainel ul-eilHare quelle: veritàche.asco!\ava. Un, 1.al gidr~(j ,.~ldòpoUa\\ere;'a hingo 'confui'ito:cOD ,&n Idolto::Oratore dL'queitempi intorrid, adi·:uoa,·"predicà;· clrea~eVa)da'Jui ;asnoltata, tuua t' penetrata, d~ amore" iper la '~.tlqn~san~j ~lIa quale dI. divin.: l Spirito ,i6 ,rivelava'. Internamente leccellenza,'e la beIlezza.~ ,«-',Oh'..f1eSù~ ,esoliimò:essa, 8014 »\ pure:,,'infe{ict ;coloro 'Che f&q!,amano. Jd~iol, La'/ò~~a >Idi 'lui ::sUperà tutto\quqntunque.dtflict{e' apparisca li. 'la praticà ..D' ,.' . .J . : • .' 'Ai tinqpi'. d~lla :Beata: DuchesSa,. tempi di~ilascia­ mento'idi .costumi ,dei oristv.wi;· era caduta in .dlSUSO la frequènte Comtnrinione. Francesca' però guidata dallo Spirfto Divino si compiaceva di accostarsi ~i ~ra­ menti · come ,è costume delle anime rette, lequalr ben sanDO :esser,e essile feconde sorgenti, alle quali pos-, sono aftingerele acque vivificanti· delle grazia. L' llmor grande: che fin dalla più tenera infanzia aveva ma-

:',lnlDo~irl~va;:ait; tempi; deIl:F Bqala;, un lusso grande

abihucom.e Ilelrimanenle la semplicità, e Ia,modeStia. Es&endl:kun gidrnoaVanueS' assisfeLteaella caUew-ale ab;)s~od~ d\.on.Dottoril calebre in' Iq~eLtempi;" if q~ale.ln~o,se' contto.iLdisordina10 lusso' dog.IL~bi... g~lam~i"~r~' :dichiarò. ehe:lloB' sdpetà iinleJide~e :com., 16~tlD~~;;p8rd~te dietra: a:qU'Qste~pazze '9tyl1tà, ;a\resJ seroardire idi\prescntarsià ricevere, Gesù Gtist(bnellai ~nfa,jC~m!BuDiorié; 'il ;mistero del suo;.abbassamen~o,' e. ~elIasua;ulIÌiltà! Queraiscorso toccir Ftancesca ,Ino ali!MnQO deWariima! ql1antulÌque/~se JelÌabéB. :}ungb da qllelfeccesSo ébo veniva oon.tanta enetglacoD(lin~; nalo dal, Preilicatore. Terminato ;iI:sérmooo se' ne .•dÒ! ,al troyare il Bù'casuòmaritof,ed istanterqooie\'lo'sUp-' pli~() ~;~érni~terl~ di,rjDunziare~ a qbahmque' superfluo ornamento.,.PWtro 'alldra feoeIe· notareèhe. eHaerà :già' uSà;ad òSservaiettitte;;le,regole'della modestia e della cristiana semplicitàpetfilÌo;,inq~elIo' che la' dignità del· ;suo; grad()" richiedeva/.InsiStè però :essà con tale. eilergiaoBc:.Pie'ro aocondisoese a ;permeUerle chese~. guisse1'.impuIso della;;:gr8zia rinunziando anche piùi completamente alle mondane vanità fC A"u'camia re)) . plicò . Pietro, .giaéchè voi sentite the I~Ù è la' 1)0-))·stra.4ivp~ionè:, falelo:,di buon senno, perchè ,s~ ri) mafie ancora .un capello di questa vanità voi ve· . dretéd~ ~uia. meni d'un. .anno. dif)enir~ i'abuso più )~grande chemali.;.ù Da·-n in poi dunque Francesca OSServò 'riel vestire tale UDa :sèmpHcilà che' ebbe r effello della Più eloquente pl'edicazione. Vollesi in Bret)J'


-nnifestato verso la. Santa. Elwbaristia, e ebe a.veva.le procacciato il .beue'di essere ammessa aUaprima communione in età.diciuq ne aUlli,. quest' amore andò aumentandosi sempre più. nelI'anima sua. Nella regola di vita, cbe stabilita si era fino dai primi anni del suo matrimonio, la giovane Contessa di Guingamp, aveva per uso di confessarsi e communicarsial più tal'di ogni quindici giorni. 'Faoeva uuacoiì perfetta preparazione, e con divozione sì grallde 1 in specie nelle Feste solenni, che vedevasituttarapita in Dio,: e molle dì pianto. I misteri poi della vita del Signor Nostro, che la Chiesaoelebraannualmente eccitavano in lei sentimenti di pietà i più vi vi, ma però sua speciale predilezione era per il misterodeUa nascita, e della infanzia di Gesù ( Il gio1'ìwdi Natale, scrive Aloorlo » di 1\'Iorlaix, prendeva Francesca alcun piocolo po»verello che vestiva, ed assettava tutto di nuovo in » onore del Nostt'o Signore Gesù Cristo, e diceva con Il gioja, e spirituale allegrez.za - Questo· piccolo inno» cente ci rapp1'esenterà inquest''Uttno l'in[anteGesù. » Ogni anno il Giovedì Santo lavava, e baciava umil· mente i piedi a quindici fatlciuUe, le quali poi serviva a tavola, dando loro del denaro, o una veste bianca. Tulli i venerdì dell'annodava la S. Duchessa tavola a cinque poveri in memoria delle cinque piaghe di Nostro Signol'e. Ella stessa serviva loro con sentimento di sì profonda umiltà, che era facile l'accorgersi come in quei poveri contemplasse il Salvatore. Dopo il pranzo distribuiva a dascuno cinque piccole monete,

- u-· dette allora petits blancs. Divenuta poi vedova, aggiunse il digiuno dì tutti i venerdì al servizio dei poveri, e non prendeva cibo.. se non dopo di avere ad essi servito a digiuno. Fu sempre carattere distintivo dei Santi la devozione a Maria, non potendosi illfatti amare di vero cuore Gesù senza amare, ed onorare la divina di lui Madre. La Beata Francesca dunque ebbe per la Santissima Vergine una pietà. filiale, e la vedremo più tardi oonsagrarsi a Dio· nell'Ordine dei Carmelitalli che èpel' eccellenza. l'Ordine della .Madre di Dio. Abbiamo già delLo qual divozione avesse per la Chiesa Collegiale·di Nostra Signora di Nantes, in guisa che quando era in quella Città, non passava giorno che non visitasse quel Santuario di :l\faria. Aveva venerazione aneora· alla Cappella. di Nostra Signora della Buona-Novella nella Capitale della BreUagna. n DucaPielro, e la Beata Francesca, dice Alberto di 1\'Iorlaix, erano talmente affezionati a questo Santo luogo, che lo fl'e~ quentarono tutti i giol'lli quando erano a Rennes, e gli fecero offerta. di molti ricchi ornamenti. Negli ul· timialllli del vivere suo Francesca si deUe ogni premura insieme con un Religioso Domenicano, il Venerabile Alano de la Boche, per rimettere in uso, e propagare la divozionedel Rosario. Ebbe la Santa Duchessa speciale pietà verso il suo PatronoS. Francesco d'Assisi, sebbene la divozionc principale l'avesse verso S. Orsola -e di lei compagne Vergini, e ~Iartiri. Tutti i Mercoldì faceva in loro onore celebrare una ~fessa, e tanto erale a cuore qnesla pra-


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-utica", che ne fece una fondazione ' . Chiesa dei Certosini di N t O ~n perpetuo nella dava da mangiare a und~~ ~~m~nI mercoldl ~ncora aver servito ella slessa in pel'sonab~:~~ a~l:, quali dO,po que· (pet~ts-b~ancs) piccole monete. !ascuna CIUFormta di tanta pietà verso Dio F ., .. lava colla sua .dolcezza " . rancesca lllcan· famiglia Marl'a (le R' ' e bontà lllltemo della ducale . leux sua l\Iadr bb·· versie, per cui le domestiche im ui e e, ~~ molte t~'a. sero a separarsi dal S·Ignore d'A'mbOise 1 ~tudll1l L laS·costrlU figlia però ottenne dal Duca d'I Ch'lamarla' .pre a anta d' sua dove lo. tenne sino che Maria m'" . sso l se, . cio. di Francesca consolala dal \ s?Irand~ fra le bracmenU, come lo ~ra stata nel passato a eI negh' ultimi pe!' m 1.1' ma-, La cognata della Beata O bI anni. cesco l dopo lo. morte d iha?eUa. vedm'a di Franseno della famiglia ducaleelml ,trànquilla in . aRfltod,vlsse e l SCOZIa d' l . teIlo, che sotto aspetto di f " . . l eI frad~lle idee di ambizione s ed~aterna ~mlc~zm fcelava dI Pietro II. per tenta p. 1 ambasCIatorI alla Corte BreUaana 1\.ra r'· re dI allontanare IsabeUadalla ..!Il lspose essa all'" . » che non voleva in al . d InVIato di suo fratello » di Brette'gna d cun mo o abbandonare il Paese ove aveva avuto l t » ed a'veva ancor di . . ne empo decorso, » Perchè Dama non ttres~nte tant'l vantaggi ed onori. » ed amavano ancora ~la.l amat~, come avevano amata, » meuto le sarebbe per l~e;b ~~ ~he gran,de rincresci» sue fig lie ». an onure tl paese, e le M

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Non contentossi Francesca d' chessa Isabella lutto u Il . l procurare alla Dtlq e o, che potesse renderle pia-

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cevole il vivere in B!'oUagna; ma di concerto con Pietro si delle impegno d'assicurare il futuro stato delle due figlie d'Isabella, Margherita, e Maria. Coerentemente al desiderio espresso da FrancescO l nel suo testamento, Pietro, e la ~Bea\a trattarono il matrimoniò di Margherita col suo Cugino Francesco Conte d'Etampes. Questo Francesco avrebbe dovuto montar sul trono Ducale di Brettagna nel caso che Pietro, ed Arturo suo Zio fossero morti· senza figli. Questo matrimonio adunque assicurava la corona ducale alla giovane Margherita, e pre\'eniva i contrasti, che avrebbero potuto insorgere fl'a i diversi rami della famiglia di Brettagna . Fu pertanto celebrato il maritaggio del Conte d'Etampes, e di Margherita alla presenza degli Stati diVannes il 15 Novembre 1. USo nel qual medesimo tempo Maria secondogenita di Francesco fidauzlata venne a Giovanni di Rhoan. Per éompimento del lll1adrodi vita della nostraBeata Duchessa faremo cenno della fondazione che fece in Nantes del Monastero delle povere Clarisse; fondazione che presenta un incantevole assieme del pòtere deUa Sovrana., delle sante ispirazioni della pietà, e dei dolCi affetti di famiglia. Amava Francesca quelle anime che era.no da Dio chiamate aH'evangelica perfezione, e però quando potè sedere 'sul trono Ducale volle far uso di sua autorità per stabilire nella Citlà di Nantes un Convento di Religiose. A tale oggetto pose mente all'Ordine di S. Chiara tanto più peréhè fondato da S. Francesco d'Assisi suo Patrono, pel quale fin dan'infanzia aveva avutol,fi\iale


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divozione, come altrove fu detto. In quel tempo stesso dtlIla Beata, era da quell'Ordine uscita una gran Santa, che fu Coletta Boilek, nata in Piccardia l'anno 1380 e morta a Gand nel Belgio nel1417 e che avea introdoUo una celebre riforma fra le Clarisse. Sebbene gli slorici non abbiano lasciato scritto se la Beata Francesca avesse relazioni colla Santa riformatrice, alcun dubbio però non vi ha che Francesca non abbia sentito parlare deU'umile figlia di S. Chiara, e non abbia avuto per essa quell'attraente, che le anime pure provano scambievolmente fra loro. Dall' alh'o canto concorrevano legami di famiglia a riunire Francesca alla riforma delle povere Clarisse, poichè sua zi~ materna Giacomina d'Amboise era entrata in uno dei Monasteri di S. ColeUa, lalchè fra le magnificenze della Ducal Corte, il nome della Clarissa, che aveva abbraccialo tutti j rigori d'una volontaria povertà doveva sovente frammettersi nelle intime conversazioni. NeUapropl'ia sua casa di famiglia in Nantes adunque si vollero dalla Beata stabilite le ReligiDse di S. Chiara. Dal suo zio materno I Francesco Signore di Rieux e . ' dI Roehefort comprò il Palazzo di Rochefort situato nella Parrocchia di S. Vincenzo, lo trasformò in 1\10nastero per le Clarisse, e il 30 di Agosto 1457 ebbe la consolazione d'islaHarvi essa stessa le dieiasette re" ligiose scelte per la fondazione, fra le quali ora la zia della Beata, Giacomina d'Amboise.: Fu .una festa p~ hl città di Nantes, mentre il Conestabile Artul'O di Richemont l la Duchessa Isabella, la Contessa di Richemont, il Conte di LavaI, un numero grande di

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Signori, e Dame distinto unil'onsi alla Beata a far corteggio ane Povere Clarisse quando prèsero possesso del loro nuovO Convento. Così passaronsi i sette anni di regno di Francesca. _ l'la a più alta santità el'aessa da Dio chiamata: suUa fine del sesto anno del suo regno Pietro s~infermò nel suo castello di Tom-Neuve a Nantes, lunga fu la malattia, ehe si prolrasse per un intero anno.Frallcesca non volle, che altri fuori di lei avesse il peso d'assistere il suo sposo; a durante la malattia di Pietro non abbandonò mai la camera di lui, contenl,andosidi prendere alquanto riposo in uno strapunto presso del lelto. Era essa che a lui presentava il cibo, e compieva verso di quello tutti queiservigj l dei quali hanno ad ogni istante bisogno gl'infermi. l rimedj non recarono alcun soHievò ai patimenti di Pietro; per il che furonvi alcuni cortigiani che tentarono di suggerirgli d'avere ricorso alla magia, che seduceva tante menti nel secolo XV. Pietro però delte loro questa bella risposta «( A Dio non piaccia~ disse » egli, che io ami tanto la vita da CQmervarla pe't » sì detestabile mezzo l No: io voglio' che si sappia » come io btamo piuttostomorit'e per parte di Dio)

che vivere per parte del diavolo. Sono di Dio, e faccia pure di me secondo il suo santo volere », Sentendo poi che il suo termine si andava avvicinando, il [) di Settembre fece il suo testamento, nel quale alto si compiacque di riconoscere la virtù della santa sua Sposa richiamando « la ltmga compagnùt;, ) e società. conJuga le> chepn dalla nostm giovane

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IIJljÙlcilp6'~·àbbitimo tenuta insieme Noi, tm':tt.f(&boil!e:;1Wstra' carissimlt, ed.amatis.

sorella, e compagna: i butmi (! gradevoli ser.. 6b bedienza~ ed _utà cì ha quant6 durantefinférmità .. il) Ler ~eg~~ un~edovile' di seimUa lire: di renditaperehè polessepm accuratamente applicarsi, ed :attendere alrorazioDe,i'ead:~1trè operebnone. ì . " .QuefSigriòri;6,Baròni, che erano presentiLfacendo osserv~re, ab,Duoa i danni chesarebbero,pqtuti~enire alla Brettagna se a seconde noz~e fosse passata. la Du· chessa·· «Signori, soggh.J.nse iI .Duca~" di ~ra~a non » 'parlate di ciò, e nemmeno .vi pensate . » 'Essendo presso il; morente il vecchio: con tè di Richemont" :tI Duca p~ese la mano deUa, Beaia,:'e rivoltoma\Cones~bile Il Mio Zio, gli disse in presenza "dei Sigilori, » V1 raccomando la, mùi Isposa, tale ve la rendo quale . li ~o· l'hor"presa: nè vi, date a' pensare che eUa si:con) gi~n~a'mai in ~trimonio con altri dopo dirne, »poichè so ben ,io le intenzioni. ,:,sue , e il vo,o .che »kalatto d:entrare in'religionese a·me sQpramiu,c; » Dopo quelle'ultime' cure reali,e la 'testimonianza solennemente resa alIa,Verginita, della: Beata. , Pietro non' pensò più ad altro cne a'prepararel'anim1tsua per reternità.' Ricevuta l~ estrema Unzidne, l'infel"mità si prolungò ancora per ;tre'settimane~ tìnch~AII! di Settembre' festa di San Màurizio;, e ' èompagni ,martiri della Legione Tebana. fra le ore i ' e 10 delmatlino rese l'anima sua a . Dio. , Il giorno dopo si fecero le eseqqie soleimi, alle

·"~~_l'1.'i·l'ert,e', C9n grande ( IJJf1",esfato' ~antotlasano,

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quali volle essere presente Francesca, la quale, come Pietro fu sepolto· nel monumento che si era preparato nella Collegiale di Nostra Signora, e come aveva ordinalo, reduce dal funebre convoglio si ritirò Dena sua Cappella. Ivi prostesa. dQvat1ti"ad 'un Crocifisso, e ad esso abbracciata, in tal guisa pregò « Vi supplico, mio » Dio, dicoH'lH:llrè neU'elerflOriposo . l'anima del ~ già Signor mio marito. [41; quafi,to a me, ben so » che tutto il mio cuore, tlttto intero l'amor mio ~;loolete;,per 'voi. Ne avete, già se·mpre possedutà la » piìt;,g,aftlle1 é.'miglior! por~ione; tuttavia ve ne era J11 Ulidn lfI'Jf' laijAJO/I.;.guak io era congiunttL CO'l '8,gfd ÌlJ[teghme.del Jaafiimonio. Lo. avete tirato u. noi, ed »altri. òrmaiflonne voglio; prometto ·fin dà qù~st() »momen'o . però di non ,più rimaritarmi, nuUapiù » 't'olendo che voi. e per amore di voi. »


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CAPITOLO IV.

Ln Beata Francesca d' .tÌmboise nello stato di vedovanza, Iddio si compiace più spesso a render s,anti i suoi Servi per mezzo dei patimenli, e deUelribelazioni. La Beata aveva di buon' ora imparato a ,camminare per quella via, che l'autore dell' ImitaziBne chiama Regia vù, della Santa Croce e il Signore l' ha messa di nuovo alla prova fino dai primi giol'llidellasua vedovanza. A Pietro Il successe nel trono Ducale il suo zio Arturo Conte di Richemont, il quale aveva in altri tempi portato a Francesca un amore del tutto paterno. lUa appena fu giunto al supremo potere cangiaronsi affatlo le disposizioni di lui verso della Beata. Si chiamò offeso della vita pia e ritirata che conduceva la santa vedova. Qualche adulatore trovò modo d'inasprirlo sempre più contro la nipote ~ e d'includo ad una manifesta persecuzione. Tl'oVÒ bentoslo il pI'etesto che troppo era l'appannaggio assegnatole dal Duca Pietro, e le sottrasse una porzione del suo vedovile. Le fece togliere i suoi mobili, le gioje, e perfino quei doni che le erano stati offerti dalle città della BreUagna in occasione del suo ducale ingresso, non l'i1asciandole

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nemmeno una piccola scatola d'argento che sempre seco .p!:)l'tava. Giunse al punto di l'ade portar via le tappezzerie della camerapel' la ragione che « Non » conveniva, diceva egli, ad Ima 'tJedova l'avere un » gabùwttosì ricco di giojelleria. Le dame di casa di Francesca volevano fare dei risentimenti su questa cattiva maniera d'agire, ma la Beata l'ispondeva loro con una inalterabile dolcezza ( Come siete preste ) a· turbarvi! Queste cose non ce le aveva dale Iddio? )} Ebbene ce le ha tolte; cOlìviene egli per questo » mormorare contro [n di lui bontà? No no, mie » figlie; sia fatta la santa di ltti volontà, sia per )} sempre benedetto il suo nome. » . La pazienza e la calma di Francesca altro non facevano che irritare sempre più il Duca Artu/'O, in guisa che giunse al punto di determinarsi ad allontanare parte delle versone che componevano la di lei Famiglia, sopratutto le dame le più pie, conIa scusa, che esse fossero quelle che contribuivano a renderla fiera e solinga. Fu necessario· che la Duchessa CaUarina di Lussemburgo moglie di Arturo, e D. Hervé Pl'iore dei Cèrlosint nel quale avea il Duca posta grande confidenza, interponessero il credilo 101'0 sullo spirito del Principe per distorlo da misul'e sì violente, ed ingiuste alle quali voleva ricorrere. Iddio però non (H'OSperò il regno di Arturo; non poteUe' intraprendere alcuna di quelle cose< grandi che aveva sognato nel suo . ardire guel'riero, e morì a capoacquindici mesi il 26 Dicembre 1458. La Beala ponendo in dimenticanza le ingiustizie che aveva )l

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ricevuio, si pose presso il di lui letto di morte < e lJlamente lo assistette in quei momenti supremi, gli chiuse gli occhi 1 lo seppellì con le proprie mani, volle fam tutte le spese dei funerali, fece celebrare più migliaja di l'fesse per l'anima di suo zio e dispensò aU'isLesso fine di molte limosine.· , Dopo la morte di Arturo vennero a raccogliere là .sllcc~ssione al Ducato Francesco· IIConte41'Etampes, e la gIOvane Duchessa Margherita. La coronazione del nuovo Sovrano successe a ReDues. il il di Febbrajo 14,09. . ' Pdme operazioni di Francesco fl1rQIlO quelle di riparare ai torti fatti dal suo antecessm!e. Non sola. mente l'cslituì alla Beataquanlo aveale usurpato AI,turo ma di più con atto del 26 di Settembre 1409 au~ mentò iI vedovile fino alla somma diseUemila nre di rendita, e le assegnò pel' corredo nuziale ventimila soldi· d'oro, in cambio di quindici mila che le erano stafe assignate. Operando in questa guisa risovveni~ vasi Francesco H senza dubbio della fedeltà con la quale Pietro e Francesca compiendo le ultime volontà di Francesco I avevano procurato il maritaagio con .Margherita di Brettagna, e conservati i su~i diritti alla ducale successione. Sebbene soggiornasse allora la Beata a Nantes, che pare avesse scelto fra tutte le città della Brettagna~ pu l'e ~ richiesta di Francesco II tornò a ripren. dere quartlOre nel palazzo ducale abbandonato dopo la . morted~I Duea Pietro. Là condusse vita in preghIere, ed Hl opet'c di carità, fra le quali erano sua ~

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special cura gli spedali e le carceri. Somministrava ancora ai bisogni di quei conventi che vivevano di elemosine; e le sue beneficenze non restl'ingovansi· già alla sola città di Nanles, ma a tutta intera la Bretlagna si allargavano. Ciò non ostante aspil'ava essa ad una perfezione ancora piil alta, talchè col beneplacito del Duca FI'ancesco I ebbe in. mente d'entl'arenei convento delle Povere-Clarisse da lei medesima di fresco fondato, quando sopragiulltale gmve'malallia,andarono a vuoto i suoi progetti. L'energia della Beata però non si lasciava abbattere dalle difficoltà. Appena guarita) entrò fra le Clarisse, ma in capo a breve tempo cadde di nuovo inferma, essendo che le austerilà della re· gola erano superiol'Ì aUe di lei forze. Divenula tutta attratta, e costretta a lasciare quel santo asilo, fecesi trasportare al Castello di Nantes. « Forse il mio Bio, diceva essa senza scoraggiarsi, che stende" sopra l)

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tutte le cose la .SUfL provvidenza, mi riserva· per qualche altra ,'eligione. » Pregò poi Nostro Signore

a l'enderle la. sanità se era espediente per la sua gloria. Fu esaudila r umile prece di Francesca, e non tardò infattì mollo a trovarsi perfettamente risanata. Stava essa pensando se vi fosse qualche Ordine meno austero di quello delle Clarisse per polere ivi abbracciare vita religiosa, quando lddio le condusse innanzi il B. Giovanni Soreth, (1) Gen, dei Carmeli.: tanÌ:, che era allora in visita dei Conventi di Bretla.gna. (1) \lenito di questo Bealo è stato apprOY3to dalN. S. Padl't' Pio IX.


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Giunse egli a Nantescorrend6 l'anno US9,e la Beata mandò a pregarlo, che si portasse al Castello iI che egli fece,ed ebbe con lei lunga conferenza: nella Quale la Santa fece adesso/conoscere lo stato . dell' anima sua. Gli dichiarò « che S1,lO desiderio enl )) dI: farsi relig'iasa, cosa che per duedivet'sevolte » aveva tentato di mandare .ad effetto 'ritirandosi nel )l monastero di Santa Chiara, 'ma. cIu! per le~;ue pres» RO che cO'1l,tintte in{ermità, non aveva potuto reggete » alle austerità di quell'istl:tutO. Il Il R. P. Soreth lodò ed apPI'ovòilpensiero di Francesca' cl' abbracciare la vita clauslrale, e laintertenne q,uindidelle religiose del suo Ordine che erano nel pae§e di Liegi. La grazia dello Spirito Santo operava nell' anima di Francesca durante il parlare che faceva il Servo di Dio deUe Carmelitane. Capì che là Iddio la chiamava e supplicò ii n. Sorelh cl' inviare in .BreUagna quel numero di Ilelìgiose, che fosse basliante a fOlldaf'Vi . un Convento) nel quale ella stessa farebbe professione. n Padre dalcanlo suo avevara'Hisa!odeÌ segni. non tmnto dubbj della voIonlà di Dio nel desiderio espresso dalla Beata, e le fec.e promessa di condurre a compimento la proposla fondazione. Coma è costume di .tutte le anime generose, Francesca non ritardò a seguire la volon!àche Iddio le aveva manifestato: Eravia mezza lega di 'Vannesun Convento di Carmelitani chiamato il Bon-Don (buon dono) situato sopra una piccola. collinetta ricinta di praterie, e di boschi; era in moùo particolare adalto al raccoglimento ed alla contemplazione che sono

principale distintiva caratteristica del C~rmel? .Li .vivevano molti santi personaggi, e grandI serVI dI DIO. Ivi faceva residenza ordinaria il Padre Giovanni della Nuce Provinciale di Turena, il quale era uomo di scienza e di virtù, ed aveva stabilito una riforma nei conventi del suo Ordine. Quel sito scelse Francesca per fondarvi il suo monasLero di Carmelitane. L'abboccamento della Beata. col B. Soreth aveva avuto luogo nel oorSO.,6 probabilmente nell'ultimo mese dell' a11no 1459 e il J 6 di Febbrajo 1460 otteneva la santa Duchessa una Bolla di Pio II che la autorizzava alla fondazione in discorso. Allora si recò a Vannes accompagnata da tre giovani sue parenti, sua nipote della TrimouHIe, cioè, e due cugine della. Floxeliére, le quali con più altre damigelle di sua casa aspiravano alla vila religiosa ,e tutte insieme dettero principio ad adottarne le pratiche_ Fu senza fàllo in quell'epoca che Fra.ncesca posesi sotlo la spirituale direzione del P. Giovanni de la Nuce~ laprudenzae fermezza del quale furonIe di grande ajnlo nelle lolte per la sua vocazione. . Con molta attività occllpossi la Beata della costm~ zione del suo Convento, e quando fu in grado di essere abitato, andò a slabilìrvi la sua dimora con le nipoti,e con t:luelle fanciulle che emno entraLe a parte del suo generoso disegno. Col suo spirito di saviezza edi umiltà, però ben intese esser loro necessaria una direzione, e a taleoggeUo, mentre si attendevano le Carmelitane di Liegì, oUe.tlne dall' Ahbadessa de la Joje-Notre-Dame pressQad Hennebon


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due: teligiose.i:Jinomeuna Suor AnuetbLdi KergL>ois, FaUra' ,Silar Giovanna di Coatgt:eqot1,iperchè dirigessero lei, e le soo fànciulle nèlla ntanuova che in'; traprendevano.Da quel momenlei,quèlle checomp<r oovano·la piccola. famiglia religiosa:nascenLe presaro lultede ,abitudini .della.. YilacJlaustrale.. Prendevano . cibo ineoiliune nel refettorio; ,in un dormitorio co! mune prendevano rip~so,:reoitavaGO i!i.divilto.:.oUizio, osservavano 11 silenzio, digiunavano;dice-vano umilmentalor colpa~ non usoivanoche: rare .voIte,;e sempre il; due. . . , Un si nuovo 'Spet racol o doveva: di necessità; :'atLi., rllre la pubMi~a aUenzione. ·ai!:. moaùt,J disprezmta dalla santa Duchessa, 'Mn mancò; di vendicarsene COD lei con là collera egli scberni~ 'e,1;4 tempes~,i'SCOpt piò appunto ~nella ,propria famiglia:. n Signore d'~mboisegvandi speraQZ8;'3\levaJondato sul matrimoniG di Francescacol.;mJCa di, D,et. tagna.; ora se ,la morte ,di Pietro' aveva ;fatto, disCf~Il~ dere dal trono; che aveva occupato gloriosameote',peb setle anni, la sua figlia, era 'vedova alqen{,annf".e poteva espirare a: più ricchi e più uob iILpar.en'f.ad i. J:o questD frattempo morÌ Cado VII . il ]li di, Luglio. ll61',esuceedè .nel, 'trDno, Lujgi .,Xl il quale aV6ya il1Seconde nozze sposato Carlotta di &voja,.Sfi'eHa del Bi.;~medeo,'che CQU. culto pubblico è,)o:norato dalla ;Gbiesa; AV-6va lal Reginl\ diversi fraleJlL,\èit .B;. AmedeOlera '8iàconjugato evu Jelandafiglia di:~16 VIL .Il sigo01le d:Amboise adUnque; a\'eva ,pensaw: di , sposare ~uaf,!figlia 0tI1l Undl.deUTiqcipidella Casa di i.

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sn\toja, e)\jaol\eginaJJen ·db\geniò a,ciò s'aneordava p6r:\~are ifti\\moglre ad, rdò su'o~'fràtellòd~ pr;flcOpessa la \~iù ':CffmpUa \che 'iSiiavaseì:im :quel·tempo~ ,;Luigi \XI . rfF\ q'-I \'maritaMio '" d{\tnui,', Iluc)iessà:.·. \di ~r.~,?Da ~af:Mide\Jun'~zzt\ atto,a,ìrplestami'~la ,sua. polItica; ta'\per~iò\jfscU_i::r a1J~e')nel'co~sig~io'rlel Be, o; la risoluzion& f~ìObel'Q"'eSs6 rooftduì;j lQ: fiDe, come ,he \'alì~()ing,)ìiilnte.i;'l~i Stato~ : ; : ;ilFoMètFralnacau a.v&ta inteso: parlarei/di ·ciÒ JehQ si Imacphiluwa :liD ~'tcotte5dtf ~r,àohial; 'fOfSe .rprevedmrà gli";os~aoij .obe. ivblevauSi opporreallà di; lei. :VQ~-: ~onef_dDq;quablBq.~I' modQ·~la si ~isohétte dl fumperla!;plìbblièamente.looh mondt1. Costretta nel maoieDlo 'per malattia. oOltaggiasa,. a lasciar; Vanue8,; condusse la piooola. fam"ia lnel: suo CasIello di: BochefOI1,Dove .aY~;aocompagnaf.a sua Dladre,;ie il P. detla. Nuce...A il uii confidò;. Erane~à .queUocheaveva desi~Dato. di \ fari, ·ma.egli. credè pru1ienziale ii I·;di&: tonÌlrla,; da;lcibi, fincb& ,gendo a. éooascere che J3fa ltH.-, sagretaf'Ìspirazione,cllè'da ;portava ad agire,;la abbaDdoDò:~la;direzi(}D8 .dello Spirito Divino, l; Un .lia.trgioroo ·pedàdto:jst;~.ndlIss.e;ella· alla.; Chi~sa ParrGcchiale di: B6ehefort4 dnsieine;'contuUi q.uelli di Stt:a.\;~i si;oodfessf1j'icelebrò\la Massail suo; Cap~ peUa~o "Giovanni aou:1tjoomò'; diL:sanf.a ·vHa manto che fu i},leBlpu '.d el la comlJlu8iouelr'SialZò.Ja.B6~ta., ed andò .aID:;.inginoefthiarsi.,~ 'piè: deWAUare.;Quivi mOlltne il SÀeerd&le. leneva"iD.:Jman(} ·.fOslia; \SaD~;' .ella invitò 'ad: a~vi(dna.:si. a,leiquQIlU. etano in'Cbi~, e prima di commuoieàrsi pronunziò, ad .alta ,VOC6 qq6·i.

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sto parole {( Fino da questorno'lntmtoìo faccio .voto » {}, Dio, edaUa Vergine Maria de/. monte Cat~melo » . dt'conservctt'lni .casta senza mai f'im arita,ftni , ispi. ·ty,iulO1ìZi lddù,il desiderio di larmirelifpiosaper' . » ViV(H'e Ù}, perpetuancon~inenza . . Inseunodidkeio » ricevo il Cor!Jo prez1:osodel. Nost'i::oSigfWt';Gesù; j) CristQ, e rJoi tu:tti ne saretel:estùnffnj, » All'istante udissiungrand.etuono in guisa che tutta ne tremò la Chiesa. Erano, senUl fallojDota r anticomanoscriUo della. Vita' diFrancesc~, gli ~n· gelitutelarÌ di quel luogo cheesuHavano per.il voto tastò daHaSanta emesso. Fuggendo spav~nlali tutti qnantierano inChìesa, rimasi31" soli la B~ata, ed il Sacerdote' che ·teneva la .. saera Oslia;si. co mOHU1ÌCÒ , cl'imisesi in orazione tutta ;rapita.in Dio: La Beala Duchessa si era 'onmaiposta in armi per la pugna, nèsi fl3ceaspe.ttar mollo .il cimento. P.e~ roc'Chè poco tempo dipoi giunse al Castello di Rocbe.fort il signore di ~Ionlauhan dileL zio per renderla intesa di ciò che alla Corte si era detel'minato;ebbe con Francesca segreto abboccamento' nel quale 'àlHlolie esponendo a lungo 1'oggetto della sua. venuta.. Finito che ebbe di pal'l are , InsanIa; si restrinse il replicare con piena calma ( Iddio conservi URe, il signore j) mio Padre, e tutti i miei am'ù;i; i01ni sono 'l'alle» gratadelvostroa1'·rùJo,ma ben: triste mwve SOlW il quelleckerecate alltl110vera (!)(jstnflripote) le qual'i . ». mi penelr.mu) fino alcItOre.:ma' per dirlo inbreve Il sappiate che ÙJ '1UYll "poserò' nmi uOn!a (tlcmw, e rimarrò ferma 1utllamÙl fùoluzùmfl. l}

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Irritato per una resistenza che non si aspettava di ·trovare in lUla donna,. andò il Signore di ~Iol1tauban a trovare il Padre de la Nuoo, e ~ominacciò della indegnazione del .Re se non s'impegnava a far sÌ che la buona Duchessa mutasse propo&ito. «8ignore, riprese il Provinciale dei Carmelitani, che era .uomo da non lasciarsi sopra[areda.lle minaccie,<l é vero che prevedendo quali torbidipr(l(lotto a'vrebbe il }) voto della sig'lto?'a vostra Nipote, io. l' 1*0 dùst~asa dal (arlosì pt'esto, mapOickèrnossa dallo Spirito »8anto essa lo ha fatto, giammai finch'Ì avrò vita ) la abbandonel'à, g'iammai le ricuseròquell' assistet1/Zla~ ) che. da 'Irte reclamerà per sua spin:tuale: consolazione. II Quanto poi alle minaccie, che voi mi late, sappiate » essere io pfontissùno a dare la vita per una tale )) Q1UJ6tione. Àllora il Signore di ì\lontauban rivolse lasna col· lera verso le Dame, e Damigelle del1a famiglia deUa Duchessa, sperando forse che con lo spaventar quelle; potesse giungere ad allerir la Beata in vista dei danni ehe ne potesserò incògliere a quelli di sua casa. Le fanciulle rìuniteda Francesca per istradarle alla vita. religiosa, allo sdegno, e aUe minaccie del di lei zio nonaveyano sapnto-rispondere che con le lagrime, ma ia;Beata fu sollecita d' accorrere a consolarle, e parttJcipar loro alcun cÌle della serenità della sua anima, pl'edicendo 101'0 che passerebbe presto quel violento uragano, e che 'non permeUerebbelddio, che ne soffrissero male di sorta. Rimasto vinto in quel primo assallo ìl Signore di t)

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Montanban se ne tornò alla Corte di Francia, e al Re, e al suoConsigliotifel'ì del rifiuto della Duchessa. n Signore d'Amboise era nella desolazione. per ciò che agl'i chiamava una insensata testardaggine di sua figlia. Luigi XI .animoHo a far nuovi tenta· tivÌ, anzi disponendosi a recarsi in Dl'ettagna, e andaI' pellegrinando a San Salvatore di Redon, pl'omise di provarsi da seÌn persona di indurre Fràucesca ad un secondo l\1a.trimon Ì{) , aggiungendo di essere persuaso che essa non si sarebbe a lui riCl;Isata. Nel mese di AprileH62 intraprese il ne di Francia il viaggio di Redon, quasi tre settiman~ dopo il ritorno del Montàuban, edentl'ò in Breltagna pel' la parte di Chanlocée d'Ancenis. Il Duca Francesco lo accolse splend idamente in tutte le città, per le quali ebbe occasione di passare,· e rinnuo\'ò a Redon r omaggio del Ducato. Qnindici giorni si d· masa Luigi XI in quella città, e sipassò quel tempo tutto in pubbliche allegrie, ma però egli non era uomo di dimentica re nel mezzo delle fesleciò che aveva in mente di fare. In quel frattempo il Signore d'Amboise si tratteneva presso di sua figlia a, Rochefort, e alle violenze del Signor di~ftmtauban si erano CaLte subentrare accorte trattative presso la Duchessa vedova. Il Visaonle di Thouars si mostrava pieDo di affetto per sua figlia, la scongiurava di acconsentire al matrimonio, che aveva proposto per lei, un rifiuto, diceva egli, lo precipiterebbe in una profonda afflizione, e gli sarebbe cagiono di mOl'te. La stessa di lei pietà facevale un dovere di compire il divin pre· j

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cetto che obbliga ad obbedire ai Genitori quando ragionevoli SOllO ilOl'o voleri, come era il suo in quella occasione. A tutte queste ragioni umane oppose la Beafa il pensar della Jede.« Signore" ed onoratis»simo Padre rispondeva ella al 'Signore d' Amboise, )) vera cosa échedopo !)ù),vuoleragione e'natura, »che a VOI: io ubbidisca; 1na pctrò nè lecito nérd)} gionevole còs,a è, che io 'vada contro la volontà di » Dio al quale dev'e.w' t'n ·1H"imo l1(;ogouhba:dire. In » alta'i temp'i ho preso,percornando vostro, un ma]) rito; ma dopo di esso altri rnm ne avrò giammai. » Prima d,ime neSS1,lina Duchessa si è 1'imaritllta dopo n rimasta vedova, Jnè SUfÒ io cerio la prima ad in» cominciare; e quando pure lo volessi~ non è più in » poter mio il [m'lo, avendo di mia volontà fatto » voto di pt'endere pe?' mia sposo Gesù Cristo, proli messa, alla quale nonc--puòmancarsi. » Volle il Padrereplicare esser cosa facile l'ottenerne dal Sommo Pontefice la dispensa, mentre si trattava dell'utile di una intera provincia, di grande interesse di sua casa, ma ferma si rimase Francesca. « Signofe, e Padf(! » mio, riprese sorridendo, IlO fatto il mio voto, e non voglio dispensa. Soffrirò piuttosto la morte che » violarlo. » Il Visconte di Thouars non si dette per "inlo, Voleva tirare sua figlia alla Corte di Francia, e per ottener ciò venne ad esso in pensiero di farla richiamal'e a rendere omaggio a titolo della Terra di Renon, che teneva in feudo dal Re, Fu pertanto costretta di recarsi a Redon; ma Ilei momento che eSS~ì per una porta vi entrava, ne esci va il Re per'}' altra J

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prendendo la 'Via di Nantes. Doveva soll'ermal'sÌ a Ros~ seI pt'Ìll1a posta di viaggio a venti chilometri da Redon, e là s' affretta Francesca a seguire URe, sperando dipoterlo raggiungere a Rosse\. Ma quando vi giunse, Luigi XI n' ti'ra:.lUoraaHorapartito i facendole dire che « per dilei~',isljett(ja'Vevit lasciata libero l!albel'go.~} Successe il medesimo neUedueo tre fermale chese~ guirono. Viaggiavasì allora a 'piccole giol'llaté,'c più vòlteera d'uopofermarsi:da Redona Nantes passando la notte neneOsterìe dello stradale. Si accorse Francesca che sotto pretesto di Pl'esentarla al Re, volevasi pure condurla in Francia, ragione per cuiI si decise di andare direttamente a Nantes, persuasa che sarebbe ivi in luogo di maggior sicurezza sotto lap.rotezione del Duca Francesco, e con la salvaguardia delF affetto che le portavano i Nantesi. ~Ia i domestici suoi erano gHl stati eomprati da suo Padre, e fecero però in maIlÌera che giul1sero troppo tardi per entrate in ciUà. Essendo,quandogiunse, già chiuse le potte, andò ti, prendm'c 1'alloggio al principio del Sobborgo della Fossa presso un gentiluomo che abitava vici 110 ad una Cappella dedicata a S. Giuliano. Quivi ella fu in tal maniera tenuta prigione da diversi dei suoi soUoposti ben intesi con i di lei persecutori ;s' impadronì. ronodelle chiavi di casa, e a nessuno permettevano di entrarvi, o d'uscime. Intanto la Beata derelitta da quelli slessi che SeI'Vif la dovevano" e priva sempre più d'ogni umano. soccorso, passò la notte in orazione con gran fervore, ma sì erano. esaUi:ìte te sue forze in questa no.ll in-

tel'rottag\ler!'a~he

sosteneva già da lurrgo lempo. i e che più viva, e più perico.losa si era- faila negliul· timLgio.FDL El'acaduta illsyl}{limento più voUe, durante la preghiera.,pe.rse dalle lial'ici unaquàntità gl'a Il de di san.gu~j;asegnochei 'suoi domestici Hl" quiet.i.tJér lo stato ,eH ,d.ebolezza, al ({}lale veùeva1l1a ridolta;aprirono' finalmente·· le pòrle, . e .spedirollo in cet'Cl'Ì ,di Medici', 'AU'appairirdeLgionloi ;dopò qtiellai unga.agon ia deUa nolle, si GiaizòJol'lifitala daUa.pl'eghieta t esorlì tU ,buon' mattino per anclal'e;ad udir ~lessa ,nélla CO!é legiale .di Nostra Signora\ aprogare· sulla ,tom.hadel Duca·Ptetl'o slÌo marilo. Et:asulpuntodientva1'8 in, Cit1:~, '1uando fatlosele avanti uno dei suoi zii hru· scamente le chiede dove andasse -3 quell' Ol'a;« Men »)i'lladoin(JhùJsa rìsposeFrancesca,àpl'egttre:'Jildio, llielurabbi:adifliepielàjperchè gli tlO1n,inimillamw; » "bban8;(}nata. )L~(; Voi n'Ortanderete,; replicò lo zio, y, ]1tfrehéèqui pr'fJSi<O ir Ré cM'vùmea troool'vi.;)} «S'flbène riprese la ;Santa., che sua:iJlaestànO'lt è »per vonì1'e cos'ì pt'estoi,e:intanto avrò tempasuffii

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cienteper ascoltare la il/essa, e visitare il sepolcro di mio 1ìU1:1'ito';vado'in fretta. » E proseguiva il cammirio, quando lo zio la ferma, e impadronendosi furiosamente di lei {( No, disse, nonanderete, (Jtl io vi 1ìMtto la ~nano addosso da parte del Re. » Francesca si sovvenne aH' istante; che era stata Duchessa di Brettagna, e prendendo il tuono di So:vrana et E 'fJ a1rete cotanto m'dire di attlmtare (,Ha mia petsona »)

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ill, una città di NaJltes? Andate; ,'iaprò ben io Gott ») quale au,ttJrità osate farlo. » Frattanto molti passeggi eri: e'l'ansi soffermatHn~orno aUa Beata durante il dia'togo con sua ~io;' m~ al veder lui por le mani su d'~ssa. pensarono: le volesse f,u', violenza, e sparIlagliati:per le stradevicine,:griÙ'a'\"ano l cbe veniva portata via la Duchessa. AqueLgridofassi fuori la popolazione in armi, si tendono là @aten:e, si a'ècorl?epresso di leL Spavenl:ltòHlo zio 'di Francesca, si dà aUa:fuga, lo, insegue :ilillOPO}O,. asola a gl'au fatica sortendo dalla CRtà,epel'còrnmdoh:mg,o gil'o sumal'gine di Barbiu, puòmèttersi in salvo ner CasteHo~ Tutta intera: la popolazione ,si er~ .mtssa>iu molo per il pericolo di Francesca, e fu. ,necessario che il Duca Francesco spedisse 41 signore di Guclcnce ammiraglio di Breltagna ad.ac{}ui,elare.H· popolo. lhuu· miraglio fece·abbassare le ca\enc, c. ristabilHacaima~ ma il p.flpO.lo ama'l'a.. troppo. la Beata perritirafsi1 e lasciarla in abbandono,. Oltre q.uattromila uòinini in arme la scormrauo fino aUaCollegiale, ne custodirono le porte per tutto . quel tempo, che essa rimasesi. in orazio.ue. Soddisfatto che ebbe alla sua pietà' t là ricondussero al suo alloggio, nè vollel'O ritirarsi fincbè non ebbero veduto la Duchessa farsi ad una finestm. Ringraziò ical'i suoi Nalltesi delle prove d'affeLLo cM le avevano dato, e li assicurò, sè essere informata che il Re ed il Duca el'aDoaffatto estranei a ciò che èOntro di lei eras1ato alleniaLo. Il dopo pmnzo dello stesso giorno il Re ed il Duca portaronsi a far visita alla santa Duchessa. Dopo.

i complimenti d'uso, biasimarono di comune consenso

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quelle violenze usate nella maUinala dallo. zio ~'ers~ di lei. Frattanto Luigi Xl pel' provare tI! cattIvarSI l'animo della Beata mediante qualche adulazione accortamente adoper:tta, le disse che « dopo il voto » fatto a D'io, a San SallJ€ltore di Redon, era venuto » a posta pe1' (al' visita a, Lei come a suaca1'a CltII gina (J buona amica, richiedendo la nel tempo stesso » d'una· CO,$El clte pregava non gli fosse neg.atcL: Era questa clte volendo la Reg'ina vivere in dt l?1 corn~ )i pagnia pet alilJfendere la via, della per(ezlonc; ~t ») degnasse di venire a. passare ttn' anno d~ tempo tn » corte' di Francia, offh?ndosi a~;compire il convento li ili Bon~Don; term'inato poi l'anno se ne tornerebbe, n O fa.rebbe ciò che le fosse piaciuto. }l'rancesca rischiarata dalla divina grazia non penò a scoprire il laccio nascostamente {oso sotto quella insidiosa proposla. ( S'ire) rispose ella al Re, io non il ho alcun 1nerÙo lJer ctti la, lrJaesttì 'Vostra abbia a » darsi sì, gl'{tve incommodo lJe1' venù'e a trovarmi, l) e credete che io nuUCL piit bramo che di obbedire )) ai vostri '1JOler"i, tenuti dame in luogo di com(uzdi, il 'ai quali non s·i ptlÒ contravvenire. QU(tnto poi al» l'ùtanza clte voi mi fate di ven'ir'e in Francia, a » me nè buono, nè convenevo{e sembra che' donna ve)) dova, quale io mi sono, che non si rimariterà g'iammai, che è per la grazia di Dio libera, da'i lJeri » coli del mondo, s'occupi ancora di queste mondane ) vanità: " Luigi XI però non era uomo, che facilmente l'iJ

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nuuziasse alle sue idee, rispose quindi alla Duchessa « Che male faceva a f'inunziare il partita, che se le » afferiva, ed era operare con prudenza per le giovani » vedove il rùnat'itars'i, al che doveva specialmente » fare attenzione ella che era in etft di soli trent'anni, Il Francesca non si lasciò sopraffare liagli argomenti del Re, al quale dolcemente fessi a replicare ({ Abbiate» mi per scusata, o S'ire, se poche pf1!role soggÙtngo. » La Chiesa approva lo stato di 'vedovanza, e Iddio » che è delle vedove creat01'e, ne è protettore ancora » e d'ifensol'e. Or bene, soggiullse con quel coraggio, che le ispirava lasna confidenza e fiducia! nell'ajuto divino, « per' l'onore ed amm'e di Dio ho 'fatto voto di mai più rimatitarmi, e '/narro d,i mille morti » piuttosto che cambiare, o tompete la fede pr-omessa.» Ancora il Duca di Brettagna unendosi alla conve1'sazione pregò Francesca ad acconsentire al viaggio che Luigi XI. pl'Oponevale di fare alla corte di Francia. In fondo egli parlava più per compiacer'e al Re, che per stornarIa dai suoi pii pl'opositi, ma per quella sua debolezza di CUl'aUere lasciossi traspol'tare fino a dire, che egli non oserebbe di sostenerla contro la volontà del Re, quando a. lui piacesse di fal'la a forza l'apire. (, Cugino mio, l'eplicò la Beata senza com) moversi, lw imparata che a D~'o ptiJmt che agli » uomini c01wienS'i, di p'iacere; se voi mi private di }) vostra assistenz{t e protezione, non mancherà di as· » sisterrwi Iddio. II Quei signori che aveyano accompagnalo Luigi XI, 6 più di ogni altro i dne zii della Duchessa, i Si)l

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gnori di Monlauban e di Beaupaire, non ebbero la sofferenza di aspettal'e il fine della conyel'sazionc, ma in quello slesso momento entral'Ono nella sala insieme col Visconte di Thouars str'ascinanclo il Padre de la Nuce, che incolleriti accusavano d'aveI'esedotta ed ammaliata la Duchessa> ed oltrepassando ogni limile tmttavano nulla meno che di scagliarsi sul Provinciale dei Carmelitani, e gettal'lo nella Loil'a. 11 P: de la Nuce senza farsi stupore alcuno di quel rumore, espose la sua maniera di condursi al Re ed al Duca, i quali sapevano di già abbastanza di che si trattava, e accolsero le di lui spiegazioni. Mentre egli se ne andava, quei signori scagHavangli dietl'o ingiurie dicendo con grida( Ipocrita l pensa » a disfal'e prudentemcnte, e con sollecitudine quello » che hai così indiscrelamento ed infelicemente ordito, » ritirando da quelle folIìe la Duchessa, altrimenlisii )) certo che beverai, più che non te ne bisogni (' ac» qua della Loira. » Francesca che seduta el'a in mezzo al Ile ed al Duca, ùdì le parole che in fondo alla sala si proIlullziavano. Allol'a alzandosi e dominando tutto quel tumulto {( Signori e z'ii, disse volgendosi con dignità ai signori di ~Iontauban e di Beaupaire, ({ da pm'te » di Dio io ,/)'/: scongiuro a non far torto nè offesc€ a » questo buon PacIte, che è -innocente. Prima che egri )} a me si presentasse, io a'veva già fermato di lare » quello che ho mandato ad effetto. Egli ha voluto )} sospenderne l'effetto, ma Iddio '!n,i ha ispirato di ~) passare oltre. Temete il g-iudizio iN Dio, che dalle


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»manivostre richiederà il sangue suo ~ se ad esso D,fa,etc ,del danno. E per ciò che riguarda a mtr, » per dÌf'la 'in una parola, voi gettate U tempo; com» pirò quello che ho cominciato; mi,assislèrà Iddio: II Vi dico ancora di: più; fate pure 9tlanti sforzi saD petermtlcon'ro mitt volontà, non escirò mai dalla »Bretlagna: :Iddio è più forte di voi altri. II QlÌeste parole poser<l termine allabruttasoena succt!JSa. Gli zii indispettiti ~ene. andarono via mormoranao « EbI)' bene! 'lJedremo i vostri bei 'miracoli da conocchia.» L'islessoLuigi Xl trovavasi pure costreito ad ammirare la. costan~a della. Beala. Egli si ritirò, e poco dopo pJtese :colllmillto dal Duca, e riparti pe~ 'la Francia. Ma però aveva 'ùetm'minatod' avere coti la violenza ciò, che non aveva potulo ottenere per via di asluzia, e prima di partire dette ordini ai signori di . Hootauooo e di Beaupairedi rapire a forza F,;ancesca' e Clondurla·:in' Francia. Un nuovo assalto poi ebbe losto :ad affr<lntare 'la Beata. Ritirato appena il Re, entraron gli zii :'Iella calUera di lei, e qùi .altro diluvio d'ingiurie. Per essi, non era altro che una Bigotta ipoqrita, una hl-civile e villana, indegna dell' onore che il Rele fa. ceva, e del maritaggio, cbe a lei si offeriva. « Si .\) me.russe bene al siOW"o ~ perckè a dispetto sU(),' e di li ch.chetosse ~ alt' indomani, 'levato il sole,sarebbe li staIti 91'à a più di fjuattro leghe dtl Nantes. La' fiducia di 'Francesca andava aumentandosi col pericolo. cc. Fate' pure tutti i voski sforzi, rispose agIi zii, vi li 'IVJ già fÙJnO che iwn è in wstro patue di trasci»)

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narm~ tuor :di Brettagvta c01Itro mia voglia} so hme

CM se vorrete por.armi via a forza, griderò sì altamenteJ che accorrerà in mio ajuto la cWà tutta di Nanles. Non vi rammentate di dò che aooeftne » ['altro gioN/,o ,e quanto fai'itotJei 'per placare 1'[ » pOpolo di fjuesta città,che 'voltJva a tt4ttocosto as· Il sàJirvi, per fIOer messo llJ, mano Bopra di me? Temo 1J assai che voi 1&91& andiate ceroanllo la tJBstra dis» gra~ia. » I· Signori' di Monl,auDar) e di Beaupaire al sentirsi ·mmmeniarecosa éhe li avviliva, monta.:. rono in furia e lasciarono la nipote dicendo (e Sì, sì, D vi Mntate di ~ollevare ÙJ popolak;iO'llt: l1: d"ammu» tinare colle vostre grida-ifwddil:i :deZ Duca; noi confonderemo leinos.ttte:vo.ci tBU~fJ(Jstrii,. ,alla Il fine griwe;mB piu f{)rttrdi voi. »; « Noni è :slat. » per, ammlifinamento·fté per$e~f!ZilJM ,rispose per l'ultima volta la Beala, iiò., che il popolo ;JLi'qU8t'4 » cit,à ,ha fatto per sa[va",mi tlaUe manivosJrt) ma » sil1b~e per d.overe,ed alfettolli sudditi fedeli, e » di popòlorico'1toscente tJ1izit'he :ingrato.,:» ' ' Intanto i Signoddi Monlauban e di Bèaupaire terminarono di prendere le lor-o misure. perP,eseeu· ziono' deglf ordini 'di Luigi. Xl. Disposel'O'Sulla I1bira un numero di battelli con genli armatfl.: :Vedindola Beala ~he non sare'bbe slalasicure1.za per 'lei' nella casa d~ gentiluomo dove abitava, presso la Eappella di Si Gh.lliano, prese alloggio nell'interli6 'deU. ,città al crociale' dei Pilori presso un borghese di : nome . Gniolle. l Signori di Mon)auban, e di Beaulfldre fecero spingere le barche dietro il giardino ,del con»

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dei Domenicani al luogo dove si slende adesso la sh'ada di Porl-MailIard, che era il puntodel fiume ehe più si ravvicinava all'abitazione dove era la Duchessa. li Duca inteso di Lutti quei movimenti, dette ordine che fosserQ appostate delle compagnÌe .di soldati intol'UO al/a casa della Duchessa, facendole intendere pcI suo Ciamberlallo Cl Che stesse .pur sicur(U, che darebbeordùzi tali a sua di{esa} elle nessuno, (osse » chiunque, potrebbe darle molestia. ») Quelle parole erano tali a dir verQ da rassicu ral'e Francesca', lulta.via corloscendo la violenza degli zii, e la debolezza di carattere di Francesco II Ilè poteva dimenticare ,come alla presenza di Luigi XI dichiarato avesse il Duci),che se il Re l'ave'ìsevolula rapire a forza, egli non sal'ebbesi opposto ai voleri del Monal'ca~ ella posetulta la sllafidncia j Il Dio. Prillcipiava. a farsi Ilotte, e Francesca posesi in orazione. La mezzanotte era l'ora pel' mandare in esecuzione il complotto ordito contro di lei. Alcuni {Ici di lei servi guadagnati dal padre, e dagli zii, tlovevano tenel' pronta una lelliga, collocarvi dentro la Beata, e conduda diritLo alla Loira, dove adaspeltarla era n pronte le barche per condurla in Francia. Le sentinelle accantonale dal Duca davanti alla casa clelia Santa non permisero ad essi di eseguire quanto era stato. combinato, Gli armati .che aspettavano alla riva della Loira, 110n veùendo all'ora convenuta ginnger~ Francesca, si preparavano ad andare a Logliel'la a forza, quando Iddio, il quale pl'otegge co' l)

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loro che in lui si affidano ,opel'ò a favore della sua serva uno splendido miracolo. Si era allora verso la fine di Maggio, e la Loil'a si vede d'improvviso ghiacciata, in modo che le barche incagliate nel gelo non potevano muoversi in alcun modo. II gelo si estendeva solamente dal porto di Nantes fino a JUaures, che è a tl'e leghe circa al· disopra, rimanendo libero il corso in tutto il restante del fiume. Non el'a possibile disconoscere la mano di Dio in quel fatto. Iutanto gli zii di Francesca se ne ritornarono in Francia, menlt'e quelli fra i suoi seni. che si erano impegnati a cons.egnarla ai nemici corsero a gettarsele ai piedi per implorame perdono. AI mattino la Santa Duchessa tutta compresa di gl'atitudine verso il Signore, che l'aveva in modo così ammirabile liberata, si recò alla Chiesa dei Cal'melitani pel' assistervi alla Messa e a tutto il resto dell' Ufficio. Passò quindi alla Collegiale a pregareslll sepolcl'O del sno marito Pietro, e ritornata in" sua casa,al!e sue damigelle, che facevano festa alei d'intorno disse queste belle parole. ( Ebbene} avete veduto come Iddio ha operato a noI) stm vantaggio un miraco lo? Oh} quanto è b'ltono » con coloro che in Lui, e 1wn ne,i figli degli uomini, » ripongono loro speranza.' QUltnto merita d'essere » amato e servito! Anirniall~oci adunque a lodarlo, e » siamo costantemente perseveranti nel santo pmposito }} cll{1abb'iamo formato di c01tsagrare a Lui tutti i Il nost1'i giorni, e le az'ioni tutte di nostra vita. ) Alcuni giorni dopo quel prod igio, che manifesl~l\'a la protezione, della quale Iddio circondava la serva


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sua, ree ossi Francesca a Varmes, dove erano llal Duca convocatigli stati di BreHagna. Voleva essa ottenere dnl Principe 1'autorizzazione a fondare il SM con~ vlmlo, che già da due anni raccomandava. Fu firlal~ mente concessa con leHera patente del Dllca spedita. dal castello {Ii Lesrenie vicino a Vanlles il HJ di GillgnoU62. . Terminato questo affare importante, se l}e venne la Beata a. cercare un poco di pace e di solitudine . ileI suo castello di Gavre nella diocesi di Nantes, dove se le pl'eparava un nuovo esperimento. Nelcol'so dell' inverno cadde ivi gravemente ammalala .Ma,'iade Rieux. Francesca si dedicò tnlta al s()lIi~cvO dislIa madl'e che pativa, nè volle mai ehe da .allripresLala le fosse sm'vilù. Un giorno nolòche sua madre scmbl'avainquieta e malinconica, ed avendogliene chic· staragione, intese come l'inferma.vedeudosLpmssima ad abbandonare la terra, si afIligevaal .pensal'e di non avere ancorapot.llto l)agaretuHi i suo.Ldebiti a moU'Vo.della durezza del fl'ateilo, il quale non aveva ,:olutQpagarle la dol.e se non dopo trent'anni di liti. Fu sollecita la Beala a l'assicuraf'esuallladreche' soddisfar'ebbe il tulti i I)csi della successione, CO!l più anC'oi'a che eseguirebbe luUoquanto le piacessedis~ pOf'I'C pel' testamento, scongiurandola lì, non occuparsi che~}ella.sua salute {( e di rendet'e a Dio un' anima bluma. » Maria de Rietrx dopo aV8f'C ricevuloj8a. gramenti della Chiesa, mOl'l fra le braccia della santa snaflgliail 24. di Gennajo Ull3. Fu inmnala a Nan!es nella ehìesa (lei convanto

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dei Francescani fondato dai suoi antenati. Francesca assistette alle esequie di sua madre, estabi1ìper lei duo.Messe p~r ;seUimana, piana flHla, t} cantata l' a\tl'a, da celebrarsi in perpetuo. Verso la stessa epOCA iI Signore d'Ambolse lal1to contro la Beata che colltrola di lei giovane 9Orolla lUargherita it'rHato, per averqnes!a. sposato contro la volontà del paùl'e il figlio del con te de la Trimonille, risolse di' di~HH>edanà le figlie. ambedue, Non permeltendogli le leggi del Regno. di fare deHedouazioni eocessive a twegimliziodegU eredi,sti pulò JHI contratto di vendita . simulata, pel. quale~edeva e trasferiva al RaLuigi XI lutti i suoi mobili e l1ossessionLFrancesca restòprofondamen!e amWadel. modo di agire di suo padre; non che a lei rincrescesse di perdere gli averi di sua famigHa, ,110 n aspirando ad altro che a spogliarsi di lutto per ,abbl'acci:U'6 là pO"ì'6I'làdi. Gesù etislo, ma gemeva perla colpa che commetteva suo padre.,pcr l' ingiusliziamanifesta con la qual~sl1asol'Gl1a>e i nepoHer4ì.l1o spoglìatidLciò ehelor.o eralegiltimamenie (tfi.Yuto: Non temòdi seri~ vere al Siguored' AmhoistLCOn aUreHal110 rispetto cb.e fermezza, e perfinodav.<1ntialParlamenlo di PaFigi rivendicò idiriHideHa stia famiglia: COSà. poi degna di rilievo si dwilVisconle di Thormrsammirando la purUà dr vcdl1ladelbl.'llcata in mezzo .fiidibaIU· mcn ti, ai quali ·fu obbligata di prcndcrparle, finì per restituirle la sua affezione lulta.intel'a, della quale doUde frequentL prove .coH'inyial'le rilevanti somme


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. di denaro per ajutarla nelle sue elemosine, e nella costruzione del suo convento. Dopo la morte di llada de llieux non tardò mollo il Signore d'Amboise a contrarre un secondo matrimonio con Nicolina di Chambes. Non ebbe figli da questa seconda moglie. Fu poi impegnat.o negli affari, iìnchè morì nel 1469 quando Francesca era ormai religiosa.. . Pianse ella per Il1ngotempo, e più che la ìmadre, suo padre, e venendo interrogata del motivo di ad. dolorarsi così all' estremo, rispondeva che 'Cl per la morte d,i sua madre non piangeva tanto, perchè aveva il buona speranz,a, '1M di suo padre' che era st1to assai II mondano; nonsape'va clte pensarne, si l'imettevain )J

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Dopo la morte di sua madre, venne di nuovo Francesca a stabilirsi a Vannes, dove passò l'annata del 1463 occupata a disporre la fondazione del suo convento ..Morì ancora in quell' anno il di lei confessore' P. Giovanni de la Nuce. Le Carmelitane di Liègi aspettate con tanta impazienza, giunsero finalmente a. Vannes sotto la scorta del B. Soretb, la vigilia di lumi Santi. Lanostl'a Duchessa accompagnata / dalla nobiltà, dalla borghesia e dal popolo, che par- / tecipava alle di lei premiu'e, andò a riceverle assai Iungi dalla città; le condusse nella propria abitazione situata sulla piazl.tt delle Lizze presso il castello del. l' Hermine, dove aveva loro preparato una refezione, e volle essa stessa servirle a tavola, ma opponendovisi le sorelle, dopo sì pie insistenze potè solo olle-

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nere di [.U'c la leUura mentre prendevano cibo. Terminato che fu, FI'ancesca si assise umilmente alla slessa. lavola e degli avanzi della religiose, senza permettere altro di particolare venisse servito, fece la sna colazione. . Novedinùmel'O erano le Religiose venute da tiegi, sette cioè corali, e due sorelle converse. Rima· sersi negli appartamenti che la Beala. avevalor? fallo preparare nel castelio dell' Hermine, mentre SI dava l'ultima mano a cornpimento del convento del Bon-Don. Era il giol'UO 21 di Decembre festa di S. Tommaso, quando pei' opera del Vescovo di Vaones e del G~~ nerale dei Carmelitani furono messe solennem~nle 1~ possesso del nuovo convento. Eea esso costrmto VIcino a quello dei Padri Carmelitani, aveva l~ m~de­ sìma Chiesa che la loro, e dedicala solto hloio delle tre Man:e, le tre sante donne, delle quali è memoria nel Vangelo per il loro attaccamento alla ~er­ sona adorabile del Salvatore, che prime trovaronslal sepoloco il aÌorno della Risurrezione, :Mal'ia Maddalena, cioè, ;iaria madi'e di Giacomo e ]\fal'Ìa Salo~e: La devozibne a queste sanle don ne,che 'l'annodavasI alle piil care rimembranze della vita del Redenlore, era nei bassi tempi popolarissima. . . Per quattt'O anni ancora fu obbli~ata .Ia Bea:a a rimallersi nel mondo, sia pcr bene aSSlCllral'e .l~ l eodite per il monastero, sia per sistemare a1tl'lI~1por. tanti affari che a lei si appartenevano. TuttaVIa cominciò ad abitare al non-Don, ma costretta quando a trattare con buon numero di persone, non volle

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colle ali re religiose, per non distùrbare la loro so· mudine, astl'ingenìÌ alla clausura. Abitava in una parle separata. del fabbricato, fuori del comune dormitorio, assistendo alle esortazioniehe si facevano in capitolo, dicendovi la sua colpa, sel'venùo alla cucina, e agli altri Ìlffizì, e praticando gli esercizi tutti dell'Ol'dine con JapuntualilàdeHa piiI umile novizia. Dm'ante quei quattro antli fu la Br'ettagllà trascinata neHeagilazioni politiChe,delIe quali fu conseguenza la lega dei grandivassaHi contro Luigi XI nota sotto la denominazione di Guerra del ben pubblico. La Beata si tenne !tmgi da tutte queste mosse delle umane passioni; più' non comparve Alla corte del Duca di llretlaguà finchè la coscienza non le ne fece un dovere nell' occasione che racconteremo. Era Francesco predominato da lungo tempo da una colpevole passione ispiratagli da Antonietta di ~Iagnelais, darna di Villeqhier. UHornatoche egli fu daHaguef'ra del bellpubblico, quella feì:mnina prese sopra di lui un' ascendente tale, che egli non ebbe avergog4Kt di farla venire nel suo palazzo-, e assegnade un qnartien3.t lato della Duchessa Margherita. Nei registl'i della TesOl'oria di Brettagnaleggesi ano cora la memoì'ia delle spese enormi che facifva Francesco I)el di lei a.lloggio e abbigliamenti. La condotta del Duca era divenuta omaiuno scandalo pubblico a tuUala pt'ovineìa, La Beata pl'Mondamenle affiitta" dell'offesa di Dio, e delle disgrazie che la colpa del Prineipe poteva chia.mare sulla Drella,gna scf'Ìsse a Fra.ncesco cd ai Signol'idel sao consiglio ,rhe più "

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avessero sopra di esso influenza, ma peI' due volte le sue lettere restarono senza risposta. FI'ancesca senza nulla scoraggirsi scrisse di nuovO al Duca, "adoperando in quest'ultima lettera più forza" ed autorità che mai. Ebbevi, a quanto pare, un che di profeHco nelle di lei parole. (I Davidde, seb bene santa ed arnica di Dio »egli fosse, scriveva ella, fu punito per questo pec~ }) cato J epiùrigaroso castigo avuto avrebbe se non » avesse fatto pet~itenza. Il suo figlio" Salomone con l} tutta lc~ suct sctp'ien:z;a si perdè per essersi dato Ù~ /) balìa di femmine dissolute ed idolatre, e dopala }) di lui morte il 1'egno ftt distrutto e diviso. Ohimè! }) Signore, voglia Iddio' che per il peccato vos~ro sì » enorme, SI, scandaloso e pest1:{eronon. abbw ad )l essere d'istrulta la BreUagna, oppresso da guerre e peste il tìoVero innocente popolo, e che voi non, ab· }) biate a petire inmezz;o ai (loloti ed alle angoscie » insieme col misero vostro ducato. lo ne sospetto> mio » ctlgino, ne temo> perchè nè più. S(tnto di Davidde> )} nè più S(Lpù:j~tedi Salmnone va,i siete: eppure l' (t. /> m'etc a fare colmedesim,Q l)ioche es,~i, il quale » trasferisce gli stati cdi regni come a lui lJiace .. » allorqumula i ptindlri lo pongono in dimenticanza. )j Silenzio ancora per parte del Duca, e Frauc:t}sca fece un' estremo tentativo reoanòosi lì Nanles. L'cm lralasua. fIÌ un vero trionfo. l Nantesi infatti amavano la buona· Duchessa, la virt\l dellaqualepill splendida e p'llraapparivainmezzoagli sClindalicheavevano sotto gli occhi. La memoria del. coraggio col quale aveva fatto fronte aHe pers\:ltmzioni, e del mi., l)


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facolo che aveva coronato la di lei costanza, era sempre presente' alla mente dHutti.1I popolo le fece u~'aooog"enza:a1trelt~nto, bnlIante quanto il primo' gJO~o deLsuo'ducale iggresso. Spirito dal generale movJmoot'e Franqesco Il spediad incontrarla e cOnl. durlaalcasteUo i Signorf'della' Corte. Colpito, suo malgrado" dall'ascendente della di lei santità non ebbe ardire di tenere in palazzo la 'dama di'ViM~uier, e la fece alloggiare in citta; Ma tanta era ta violenza ~?lJa passione in quel principe) cb~ ancor~ in quell1D.t~rvallo non poteva fare di meRO di 'non portarsi a. vlslfare Antonietta di Magnalais; esèmpio vergògnoso di morale SChiavitù, alla quale 'si riducono uonitn; dati ardisordin6 sensuale. ' Quindici giorni si fermò' Frances ca, io, Nantes, nel corso dei quali nulla trascurò per ollenare' ciò che era stato lo scopo del viaggio., Ma· tuttoJu inutile, e, cosa ben trisla a dirsi, ma ch& purtroppo spesso avviene nelle Corti,J'azione 'della Beala fu costante~ènte at\r;lversata da molti signori e favoriti dal prinCIpe, che ritraevanovantaggid dalla di Jqi passione, e la facevano servire, ai lòrò ambiziosi proget~i. Restaron adunque prive di eWeno re t(m~ative della santa Duchessa; ma alliteno el1be ~po,:di co~lare la nepoCe Marghèrita~le nncM :rimas& ln~ 'Natltes, fedele alle soe pieahitudfni, andlfivaignidi :all:t:CoUegialè di Nostna Signora per pregare.' !vicina" àlla rtomba .del ~uca Pielto~ Lvi· rébitava isetle SalmL d,UaPenitenza, VI faeeva celebrare'un'uffizio'ì,:e largivai.elemOsine per il riposo dell'anima di suo lDavltOl.

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Questo fu l'ultimo viaggio che ~ Nant~s. facèsse Francesca prim~ di abbracciare la vIta. rehglosa, ed ebbe luogo nel mese di Settembre 1466.

CAPITOLO V.

La Beata Francesca Religiosa Carmelitana. Era giuoto: il tempo finalmente, ncl quale la B6at~ Francesca potesse abbandonare il mondo., e darSI tutta a Dio. n . giorno dell' Annunziazione,' 25 Marzo 1168, ·fu quello stabilito per il d~ lei :e~timento. Un . numero grande di' signori e gentlluomlDl era accorso dai diversi paesi della provincia,a,Vaones espressa:- . mente per essere presenti aU' aUo in che la DlÌch~sa prendeva l'abito. Si fece la cerimonia nella . Chles~ del Bon-Don, dove fu presente: col SIla, Ca.pltolo Il, Vescovo di Vannes, che eta tuttora il VeJlerablleJvon~ Pontsal; Innumerevole moltitudine dipapol,iQ_erravasl intorno Alla Chiesa ed. all' ingresso del ConNen~ .. Era stato eretto., ub'altare in capo aUaìnavata.sòtlo 11:Cro. cifisso\, e davanti .a quell'altare all':oradetér.'llo~ta per la funzione comparve Francesca. Era vestIta.: d.•


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bUo di lutlo, che non avcvamàilascialo do··· l, morte d e l " · . po a . marho,ieneva un cero· inmallO e S" '>. aUro Co!'te'· , t;l]l.<t gglO, qu'attL10 daHe suedamiaelleh s'eO' ' v~no, II p G . "o <> 5 1ll " . . ' enerale del Cal'illehtam pl'ODllllZiò un :::: seI mone sopra l'eterna felicità e Sopra la vani!à mondo. La sila parola poi aveva una h . , "onferma Il' '. JmlllOsa ~'i: ' ne esempIO che gli uditori avevano solto o 1 OCchI, e che profondamente le anime lutte com. moveva, Quella che ' l ' ,. .. r I . 1 gwrno HHlanZI veniva saluta/a . a la e. potente Duchessa di Bl'eUaO'l'a sr,,, "1' venire f !' '. /") j{, .. a\d per l Ira ,p~c ìl ,m~men!I Ulla semplice llovizia del ~all~e~o: FUlltO II dlscorSD, il B. SoreHI, dette l'abito OHlme alla. Beala ed alle quattro fanciulle che accompag!la~·ano. Terminata !>ai che fu 1'1 ",,1 ""s'a j' Com .r" t ( Ili. t:u , ,t Ullla SI' ',. nOl'to a. .riceve"le all' l'Il"! d l f .. '.. (~ o 'osso e monas ero, e quwdl le Religiose condusserle J)rocessionaImoote al COl'O . cantando, secondu il JOl'Q Cel'imoniale la prosa, lnvi{)l~ta. Dipoi prostesa!i'rallcesll3; ai. piédJ ~elI;~~:~ra, chiese umil~en,te, .confo llsallodi faro r' NO~lZIe,.l 8:10 anno dlNoHziato,fiuraflle }aceJrnoma del vestJmento, segui straordiliarj di alIedr ; .. e di divoziol1e si OSStll'varono' ·~lll ""lt" d Il e> ezza D· . . ... . ' l • v v . e il. Santa l1c~essa. lma carHatevolè sempre ed attenta a'< 1.'soO'mdel .' . " .. .. . . i.H . , tl.. . PIOSSI~O, volle che fosseservHo pranzo a co!?1'0 f clm erano venuti di IOlltauo e 'u 'tI" . vel' eh· . . '. ' i i IDOI e presenltl,v<l!W, dice AllJel'to~HH~.1 :, flU'OUO trattati .a, tavol" bandita. "mx , ·..Le Religi~se IlO!] poterono dimeflliearsÌche l. n~ova .lor. sOl'efla, Gl'il, statanollJl<l ·gual'i 'Dl1ìJ1rf}$s;: di UroU,agua, ed CI'•.tlol'O f(md~~lft:ceJ epereiòyoHufO •

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assegnarle il primo posto dopo la Priora. Non volle mai consentire ciò l'umHeFràncesca, adducendo la ragione d'esser lei l'ultima venuta, e di tutte la più imperfetta.« Gesù Cristo nostro caro sposo, diceva. » ci ha insegnato la via deli' ~,miltàì essendo venuto » in questo 1notidoperservire, non y'ià per essere » servito, e si è ttr;~iliato sino alla morte di croce: » Ltdvoglioimitare, e però, care madri,pi'ù non » s'ipadi di ciò. Tolga Udio che io abbia Ct pre}) feri'l'mi, nè andare avanti Cl qt4elle che da lungo » tempo portano il peso della t'eligione;mentre io vi » sono ent'f'atain questo rlWmento~ Se posti più ono» l'evoli avessi voluta occupat'e, qua dentro non sarei » venuta. La.sciatemi pertanto, ve ne prego nel posto l,che le nostre Costituzion'i mi assegnano, ed oltre à ») ciò d' o·r inMn:t·i nè Duchessa, nè Signom, nè vostra )} fondatrice mi chùtmerete, avendo abbandonato quei » titoli qua venendo, nè voglio ormai più sentirne » parlare. Se vi è in piacere mi chiametò suor F1'an» cesta, la serva di Gesù Cf'isto. » Per dartermlne a questa contestazione fu necessario che v'intervenisse il B. Soreth, il quale impose a· Francesca il posto che le religiose volevano assegllarIe; accanto alla Priora; a lui tosto resesi obbediente, sebbene Don senza molte lagrime. .. La Beata fn tanto più premurosa di cogliere 00':' casioni qualunque d'umiliarsi, adoprandosi volentieri agHimpieghi pii. bassi della casa, a lavare i piatti, a portar legna, a iil'ar l'acqua ed a coltivare il giardino quotidianamente più che le altre sorelle DOI1 fa: 6 j

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Otl8Sero. Per lo che. noo sapevano le religiose ristarsi dall' ammitare la di lei 'Virtù, dicendosi una all'altra « Vldele ttn poco la nostra ftOvizia" poco fa nolJile » Ducitessa fii Brettagna, come si delizia negli eser" fJÌtij

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Essendo l'umillà, come di tulte le viIiù, il fon· damento della vera carità, perciò Franooscatr. sempre dispos\a a prestare Servizio ·aUtt' altre: Pf'SG suppliGhe alle Madriaffinchè le fosse Còncesso di Cllstodire le malate nell'infermeria, ilcbi, sebbene come un favore lo .domandasse, le ,fu pel' piiJ. volte ~egalo; ID& fu pur forza cedere alle sue preJllur~; permet~ lendole il poMO d'ajuto aUa 8OrellainfefDliera.. Mèntre era essa in quelle impiego, . a\iV~npe cile t. Priorlt avesse una piaga in ub· piac:le, dana· quale.esa· lav& fetido ed t~pp<>rtabiltJodore. ran~·feoe·la Beata, olio fu. a lei dal!) ·di fasciare quelta piaga, OOIa ch.e due volte al giorno, e sempre inginooohiata 'faeDva. VeUéSifaf6sedere sspra uno SgabelleUo t ma .nol consenti mai, e soddisfeen a itl,lest'opera di carUà con tanta premura, 000 si ebba come m.imao)osa la :guari'8Ìooè della Priora. AHorc" l'anno d~1 suo noviziato fu. vicino al.suo terdline, Francesca eonfOl:me' alle prescrizioni della Regola, e aUtooslumllnle dell' Ordine. andò a' pro~ slrarsi uua dòpo l'altra ai piedi delle religiose, pregUfi. di non guardare alla sue impedtzioni e alle ID&IKlAnz& CQMmeSS6. ma bensi al desiderio che ella aveva' di emeudarsi l e didivenira vara·fi-g.lia del . Carmelo. TMt(> &la: profondo iil lei tiseuUlll600l che

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aveva di sua bassezza, e grande il desiderio d'essere dispregiata; che supplicò le sorelle di ri~e~erla sola: mente in qualità dì èonversa, reputandosl mdesna dl cantare insieme colle altre le lodi di Dio. Fu adunque FrancElSca a voti unanimi ammessa a fare la sua professione, ma lùngi dal conse~ti~e le reli,giose alla richiesta suggerita dalla sua umiltà. volle$l ricevuta in qùalità di ifOreUa corista, , ." Il giornO assegnato per la professIone, J~ Il j~ di Marzo 14,69. e Ju andora; in questa OccUloae 11 B; Soreth che fece la funzione. Secondo· il cerimoniale delle anlione Carmelitane,· nscl Francesea dal monutero 'COR un cero :acceso in mano,seguita da alcune novizie, ed entrata nella Chiesa del. Boa-Don, andÒ' a pros\rarsiinnanzial SS.Sagramento. Il B. Sor81h feCI una pia éSOrtazione, quindUnessasi j'fan~ casca .in,§iDéccllio,.dopo re interrogàìioni,. le rispòste 'Consuete, la forDln}a. de' ·suoi voti ,co~ ~rQnuJ}o liò ad aUa voce a la suor Francesca d .Amboue.fao.J) cio professione, e prometto obbedienza a Dio ed )1 alla Beata Madre di Dio Maria clel monte Car)J . melof ed a 1)oi fra Gio'Vanni Soreth Priore ,Gen~J) ralecJell'istesso Ordine della Beu.ta MafÙ'e d't. D'lO » Maria del monte Carmelo, ed ai t}()$tri sucomori '.

caDOBicanwnte eletti y ed alla Priora di ques'e con» 'Vento, ed a quelle che le succederanno, con perpe",a )J c.lineua e aMicazi97te di pr{J'Pri~; I6conrLo la »Begola del medesimo Ordine sinoallamortef 8 ·con » perpetua clausura.'» Firmò di proprio puSuo l'aUo

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di sua prefUliollQ., e lo OOllse~ al R~6refldo .Ya;dre


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Generale, Questo nel ricevere quell' auo disse cc lo » Giovanni Sorelh Pra'ore Generale del detto Ordine, .' ri.....oi, "'or Fr.....ca d'Amb.;,., e vi dicAiaro » professa nel detto Ord~'ne~ in nome del Padre, e » del Figliuolo, e dello Spirito Santo, Cosi sia. » Il vescovo di Vannes presente alla profeSSione della santa' Duchessa, benedisse gli abiti, il velo, la cintura di cuojo che ella ricevè dalle mani del Padre Gene~ rale, dopo di che cantato il Te ])e.., f iiI ,processionalmente ricondotta entro la clausura. In volto;' e in tuUo l'esmrior contegno traspariva )'allegrezza che picolmava J'anima di Frandesca, Con umile riconoscenza rese grazie a Dio 'benefizio che concesso )é aveva, implorantl9 dalla bontà. sua quello deUa perseveranza, occupandosi da Il in poi unicamenre a compiere i doveri tutti della vita religiosa. Carattere distintivo della saòlità di Fràncesca nel chiostr(l (u r attaccaméntoallavita CalDane' ed. alla peJ1eUa osservanza delIa Regola. SchivàpremuroSa_ ..enie ogni specie di siDgolarillì, e fiDO. nelle più piccole cose si uniformò sempre aWaso della comunità. Mai ~ziosa, si trovava di continuo intenta' ad alcuna dene'occupazioni di casa~ anzi tanto era il suo amore alla fatica, che si rendeva talvolta in riolpa di provar il Javoratorio per recarsi al coro, Pena a' lasciare . I

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» )J I)

« Al/orqùmido Bra ..alata, di.e Alberto di Morlai., se ne andava' nella comune inferineria. con le. altre sorelle,' fuor di questo caso se nesttivanèl dormilòrio in ùna piccola camera senza caminineuo, od

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l' e letto un tavo lM e lÌ altri c(jmodi,cAe un se"!p :tC mai {~ori der re{ettoD uno s!Jàbello, Non, mangtav~ da cAe quella della [ al altra 'VtVQfl , . , , »rio,nè va evam. '[ o vasellame d'argento eras, » comunità, , , , Tutto ~ su . o di lenflo ~ e partiva ' . , eUo di stagno, .,0. » caflgtato~n qu coltello d'assai viI preuo. D » da se le Vivande con un t'lo di grossolano drappo '1 povero ves I , 'h Sotto I suo . l' ressione del vecCI o IT. ' to secondo esp 'l' , e rosso ed a"um'lca, . "nascosto un ClIZIO, ., t . eva per lo plU ,. i mànoscntto, . he 'della mortIficaZione, s . t .eo tt', le pratw . fervente IO 'u .e l' ebe. spesse volt" erano a sangue. dava aspre dlSClp me" . 'là della vita sua, era Ma più ~ncorà dello ~ust:rI l' ohbedienza. Us~ ~? da ammirarSI la semPhc~~~ a trattare. gli affari 1 pl~ tempo quando era al sec " , rammentasse dI bran plU non SI , importanti, ora sem 'eva rinunziato al proprio cib che era stata, ,tantol a't' Non eravi religiosa che Il oprla vo on a, ~ , giudizio;' a a pr , nte dane suesupenore, più di lei d~pendesse Il.n~et~a:e rimettesse nelle di loro . maoglOr semp ICI e con o . <F

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mani. , al ca itolo per dire la Quando presentavasl d' Panzi al trono di Gesu . " 'va d'essere lO • colpa, S.1m~agIDa Gettavasi inginocchlata con Cristo gmdIC? ,sup~e~~di della Priora, e confessava profonda umllta al p , va contro la Regola, pre'f t' he commeSSI ave d' . quei dI et I c .. . lire alla mancanza I sua ganda le sorelle ~I lsU~~lIe sue imperfezioni. Accetmemoria, avverten o a sincera umiltà la corre'd' on non meno . lava qUln l. c h . era uso d'imporre, zioneLa edivozione, pemtenza, che, c e fino dall' infanzia aveva faUo


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COllOscere per la santa Euoaristia, Mn poteva che au. mentarsi nella vita religiosa. Stava di continuo in oraziolle in coro, e non .. usciva mai, ch, mollo lempo dopo doll e altre. Quando si cel'bravano più Messo, le Ilo va lulle in ginoccbioni seoZO alcon appoggio, a segno che fOl'filaronsialIe Sue ginocchia delle cal. lo,ità, come nOiec,ro Iestimolli.n,. di poi lo ",..Ile, che ebbero Cura del suo corpo dopo morte. Qnanto pii, un'anima si avvicina a Dio medianle l'ora'ione e la penitenza, tanlo più eli. ama le crea. Illre; ma le ama di quel/" amore, 001 qnale le ama Iddio alesso, Sopra lullo, cioè, per I. loro Felicità, e per l'elerna salo le. La neata ..nliv. spetialo Irasporto di divOzione a pregare per tulte le pe..,.,ne tribolMe, e per tutti quelli ancora che s'adoperavano al/a. Conversione delle anime"

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La carità di Francesca si manifestò in UQa circoSlanzo interessante per il benessere 'Ie/la Brellagn •. Nel mese di Setlembre H69, l'oono slesso della pro. fessione della Beata, venne a morle la sua nepol. Margherita. Francesea che era cOllsapol'olo di tutle le amarezie de/l. vii. di lei, la pianse con quell"ar. fello, ehe banno a preferooza per gli .milli i santi, e molliplicò le pregiliere per il riposo di qoeli" anima. Nè oziose si rimasero le sue premore per la elerna salule dci Du•• , e per la Felicilà della Bretlagn •. Difalli altra speranza di rompero quei rei legami eh. lo l'incola vano, nOn vi era cbe quello di proporre Dn serondo mall'imonio. Pose gli Occhi perciò SOpra i\fal'. glwrila ,ii Foix figlia di Gaslollo di N,vorra; il ne.

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entre

conclusione, ~ .. ""oziato ebbe per sua cura feUGe Il e Margherita dI FOlX • f fa Francesco ilI::> matrimOnIO . . o-no 14.71 cessa ndo così . lo fu cetebralo il 26 di ~rup~ovincia. Antoniella di; scandalo che desolava a Ila corle. Il giorno 2. l gnelais fa allontanata d~ hessa dette alla luce una . U77, la nuova uc . di Anna. Le

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;;I~:h~J~hee ee~:\ea~e~;:i~~~m~el;~. ~:~leae ep~:~u~i~:~~:

preg ter bina la qua. . sulla culla di quen~ bam"1 s~o provvidenziale destmo f reaÌna di FranCIa, e 1 Il'avvenire di Brett3,gna .. Il o . I connesso co . . . , pro. fu così strettamenle .. .. dacebè la Beata av~e~a . Erano decorsi ~el anrn 1 le religiose del convento nunzialo i snoi :011, ~~:,~~o pieni voti per lo~: delle Tre Mane, ~a .. i indegna della canca" e Priora. Essa sola fl putav~ls B Soreth confermò l ele~ • . .. voleva,ele imp~rr,: mat 1 obbedienza. coma~ dò. a Fran-I" •one e in virtu d] sau-a I" funzioni, alle qual Zl ., cbe dovesse .cceuare,' ivina. c.... , . daU. provvlden,.. d cl lempo era chIamata. 'esca piangendo,. c.? .. Si sottomIsed Frane. l a.nime l\IDllt noU BJatQ le coofidan o, come tutte e . s Il' per-\. . d' Dio, pose mano. o .'. io io quel penSlero, l Si internò sul bel Pfl. nClpPata a santitìcare se . pOI che s. fino allora SI" era '. oecu . se doveva da }'I ID desima, ed era vissuta t~~e d~l.le da Dio. Temev~ " t Ua per le sue I::> • dII v"er li h I. memorIa e a.passata . .dlgmta do più specialmente c e. .. derogare lo qua\sli\S1 mo di Duchessa non ,vemsse ~ } er riguardi che ad es~ P della a1·le pratiche .. . aversI. . Ucom.unlta, (l'lOrDO. dopo C.ompieta una l'ehvolessel'O Il o

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conservato qualche passo', per (disgrazia troppo brevi, dai quali 'es\rarOno 'le 'massime spirituaH~ che si traverànnoaUa fine. Sono esse tutte ripiene di quella unzione, che lo.syirito diDiocommunica alle parole

. 8in~!,resodl'suO eandeliere, voUefarle l

dDe~ndela'alla sua cella.

« No, M & l' . . .ume . conlasciate làf·g laMsrr mia" dIsseleè .. ' Gesu. etrtsto J). veftuto in questo mondo a . . o sposo » vito, ed io che sono vos::rv;r~.r nond·abd essere. ser: li esem . . r t o r a e bo a ·d.lui :ptO servtre a me stessa ,ed a tutte voi altre »ancora. »

»: . Francesca. '

. . Accadde un'altro giorno che una r' .. versazionele delte il titolo di Madre 19lOfa. .m.icon· ».nome Madama' . ama. « lo non ho mo d. ' rIprese subIto Francesca tutta 00 . ssa a un tal titolo, che semb . ~ . m., ticasua..tignità . . . rava rIChiamare Panv , » iO mi chiamo suo F: » serva di Gns' C . rrancesca (,. U 'ttsto e per l' t ., . umile » di voi, vi proibisco di t ' au ~rlta ~ke .h~ sppra » voi che dopo di flJe • hlta~arnnaltrlmenh ; volete . • in asCl una duchess » prmctpessa mondana?» a, .o una . •. La premura .che si· dava di . . e di prevenire gli abusi h ,mantenere .l.a Reg{)la, . ' c e a\ rebbero potut terla, SI manifestò nell" tt o .scuosempre rispettata la clausesa e~. ~on la. quale volle Brettagna .insieme l ura. a gIovane Duchessa di fecero un viaggio dCO NSUO fratello Cardinale di Foix a antes aVannes . . per farle visita bramavan d' d espressamente letta m" . . ' . o l . ve erla nella sua celo I a essa non volle a tt l loro. di entrare nel' m pa o a cuno permettere ceverli al parlatorio onas\:ro, contentandosi di Fidemente la Duch ' cos~ c e ~er altro edificò gran· essa· e II Cardmale. P , er lungo tempo Couets l . . oonservavansl. nel monastero d ' e esortazlomche la B t f e suo priorato j all~ rer '.. .' .ea ~aceva . durante il 19lOse,6 l bIografi ce ne hanno

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dei santi. Fr;mcesca ,efa usa ad incominciare e finire tutti i suoi discorsi con \queste parole cc Fate an~i tutto, che » Dio.sifJil :mèglio amato .. » Non si stancava mai di ripeterle, era l'esclamazione che ad ogni momento usciva dal\esue' labbra '6' dal cuore; ( Faites sur tou· » teschusesque Dieu soil le mietwraimé. »Parole degne di ;essere scritte a caratteri d'oro., che~sono rimas\e Clomedivisll;della nostra santa Duchessa. Uno degli scrittori della sua' vita' ci avverte ancora che aUa fine deUe istruzioni che dava, aggi\lDgeva quest'aUra raccomandazione, che bene esprime la cama compiacente deUa Beata vellso del prossimo. (( lo 'Vi raccomando, diceva alle religiose, la pace fra » i. principi e le cose consuete, ma principalmente ii » règno di Francia, e questo povero pàese della BretD tagna. » Non abbiamo potuto mai leggere qùeste semplici parole senza provarne commozione; sono esse per noi la benedizione di una madre e di una santa, ci rivelano la missione data da Dio ~ Francesca di essere presso di lui l'avvocata, e la. protettrice della BreUagna. Non era.' molto tempo che la Beata era stata {)osta a capo del convento delle Tre Marie, quando dal Pontefice Sisto IV fu chiamata al monastero de' Couets presso Nan\es. Apparteneva quelconvènto aUe reli-


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giose benedettine dell' Abbazia di S. Sulpizio n~lIa Diocesi dì Rennes. Il nome diCouets, secondo lo. più probabile opinione, proviene dalla voce Brettone Gofft che significa bosco. Vaste selve daL paese d'Herbauges estendevansi sino alle rive della Loira. Essendo dunque la Chiesa costruita sul confine di quei boschi presso al fiume, da quelli avrà preso il nome, eeosi NotreDame des Couiits potrà voltarsi Nostra Sjgnora elei Boschi, Nel secolo XV ilPrim'ato de' Couets era abitalo da sole sette Benedettine, e la osservanza religiosa vi era quasi completamente abbandonata, senza speranza di potervi fare una riforma, essendoal1éra la Congregazione diS. Sulpizio grandemente decaduta. dal primitivo fervore. Il Duca Francesco II che bramava di ravvicinarsi la Beata, pregò il Papa acciocchè con· cedesse il Priorato de' Couels alle Cl:wmelitane del Ban- Don. Accondiscese il Pontefice ai di lui desiderj, e mediante una Bollatici 17 Luglio 1477 pose fine alle opposizioni dei Benedettini a. quella traslazione. La Beata giunse a Nanles con nove delle sue religiose nel mese di Decembre 1477 e '\'i fu ricevuta con gl'andi attenzioni da Francesco II e dal popolo, il quale nen'umile Carmelitana, scorgeva sempl'c la buona Duchessa, della quale tanto gli era cara la memoria, La vigilia di Natale il gran Vic-ario di Nan~ tes Ivonedi Kerisac la pose in possesso del monastero, alla quale cerimonia volle assistere il Duca con tutta lo. sua corte, e Una moltitudine di popolo arasi pure recala a' Couets per essere spettatt'ice.

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l quale Il'Ìungeva Fran~

4 o momento ne tl NeIIo. StCSS s la provv1 . 'd en ..", faceva ascendere a, t casca a. N l an e . . di Chaffa.ult uno del uena cattedra eplscopale ~letro 0""1' che morì poi il q ." d' e virtUOSI vese • , nostn pm gran l . . i dopo la Beata, lasciando 6 Novembre ~ 187, ~ue :n~rande che per lungo tempo riputazione dl santlta C.oSI o 'l cl è fa.ma. che Cf 'e al SU.o seP.o er.o, e il popolo corse a prebll.I . rersi miracoli. Sotto il govel:n~ vi si .operassero ancora cl,,; -o decorser.o gli ultImI (In

adunque di questo santo veseov 't r Francesca.. . ott.o anni del \a VI a (I del Pri.orato de' Couels, A.ppena messa al p~ssesso re uena casa c.on queHa .occupossi la Beata a nstaura ;lle cose di Dio. 'rutto attività, che sapeva adoper~re\~ . "uni nei quali vi . - a nell'h u tImI!> , era andato m rum 0. . Più n.on eravi c1ausur~, erano rimaste le BenecleUme.. nrlando di mur.o tutta , t hT e CUCO e Francesca fecela rlsa 1 11' " . 'fabbr'lcare il dar.. t F ce dI nuovo fl la cinta del conv~n. o., ee le officine necessarie al nuoVO . Il'' C"I' esa costruendo il mitorio delle rehglOs e P rò decoro a.. Il mQ nastero, :ocu l volta il pavimento, come ancampanile e rIfacendo a d'u~po pel decoro del lu.ogo co l'a fornendo quan~o l~ra. oluzione furono trovate ansanto. A.l mo~ento ~t a rl~ue cappelle guernite di oro coro. esistentI a ~oue S « , l ' completi per i divini orr to II Ossia due par,hl e ut argen.. H" lne della ca.sa. Erano sen~ fizj, che rls~h~an~ a . o~~\e ricchezze che Franceaea fallo i preZlQSI a;\ anZIchiesa del suo motll.ìstero. aveva procurato al:3.; . aste nel convento dene 'rl'e Fral4\n\O le .reh,~los~ ,nm esiderio di riunirsi ~on. \a ~farie avevano Il pm vnO .d le oe nena Bona dI l'lnBeata. Francesca, come SI g~


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nione dei due conventi er . sue del Bon-Don COn sì str:t~aonglU~ta con le sorelle tevano adattarsi a rima affezIOne che Don ponell'atltiale circostanza lner~ s~parate, Dall' altro canfo sola casa aveva del: a rl~ulllone delle sorelle in una , rea l vanta' 'I mento delIa religiosa d' 'l' g~1 per I manteni. .. ISCIp IDa Sisio IV .I precI di Francesca e d I I ' acco se le e e sue fiaIie B I 13 Decembre 1479 ' l p' tl ,e con o la del .. Il. convenlo delle Tre M um . a l'10m! o d' e Coue~ arIe con tutti ' d' " . e vi trasferì le religiose del ~on~~~~ e dipendenze, nuovo monastero tult l " . . çoncesse al temporali, tutti i privireg~ ~I aZIe .e, favori spirituali e quali godono le· case dei' ;r~:I~:ll~a d ese?zioni delle La Bolla di Sislo IV com ' ~. e monte Carmelo. di Coul:!ts; le religiose det~ ;hce:en~e I~ r~ndazione rono con gioja, e cosi tulla l re . arie VI s~ t~asferi' melHana di Brettaana tro . da, PICcola famiglIa caro Cl VOSSI l nuovo r 11 • Ia gUIda materna della Beata ch' acco a solfo mant~nuta nella carica di P;iora~ Il p, Generale volle Cu'ca due anni dopo il 25 d' . all' ~ltra vita il Beato Soreth. p I Lugho ~ 481, passò anm avevalo il p er lo spazIO dI venti apa consel'valo nell " . . Generale dei Carmelitani e la a . callCa dI Pnol'e nelle fatiche a rifol'ma "l Sua VIta era trascorsa , re I suo Ord' U sara bastante a far palese l ' ' IDe. n fatto solo tità. Callisto III preso el~lInenza della di lui san. stoUcbe virtù, e per la b::mlr~zìo~e per le sue apo~ dio coronavane il minist al rlllscila della quale Id. dinale, comandando l'e:o, o aveva nominato CarAndò "umile Priore gal adII! ~c?etr~re. quella: dignità. oe ili SI al pIedi del Sommo

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Pontefice, scongiurandolo col pianto agli occhi di 8gra~ vario del peso della romana Porpora. Per una intera ora rimase in quella positura, protestando che non si alzerebbe finchè il Papa non gli avesse concesso la grazia che con tanta. insistenza domandava. Trionfò l'umiltà del servo di Dio, e il Pontefice resegli la libertà di seguitare a vivere nelle austere osservanze del Carmelo. Morì nel convento d'Angers, e le ultime sue parole furono una prova dell'ardente suo amore al Salvatore, e alla Vergine divina. «O Regirta del mio CItare, vengo a vedervi, a po,~sedervi; o Gesù! siatemi Gesù! » La morte del Beato Generale dei Carmelitani fu cagione di vivo dolore a Francesca, essendo egli stato l'uomo, del quale si era servito Iddio per indicarle la via che ella doveva percorrere. Non pertanto lavorò essa con non minore ardore ad assicurare il mantenimento della regolàre osservanza della sua comunità. Epoca di decadenza per là maggior parte degli ordini religiosi era il secolo XV, ed i Carmelitani non erano immuni da qnella funesta influenza, Tale situazione non era sfuggita aH' occhio a!tento della Beata. Dietro sue istanze il Sommo Pontefice sottopose in perpetuo il convento di Couels alla speciale protezione del Priore Generale dei Carmelitani, dichiarandolo esente da qualunque giurisdizione e superiorità dei provinciali. Qnesta esenzione poi aveva per scopo di mantenere in quello la regolarità, soUraelldolo dalla . direzione di quei religiosi che non avevano abbraccialo la riforma, Un corpo di prescrizioni saviamente


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riunit.e rendeva stabile l'n que Il a comu 'r l 'I l fervore, I vescovi di N t. . . fil a a pace e della santa. Sede eral . an ,es m qualità di delegati , 10 ll1CarlCat" 1" ., fossero quelle reO'o18 f.d l . l ( mVlgllare affinchè ' , I:l e e mente es 't L . Zi om e l I}!'ivil egl' del .. . d 'Cegm.. e. e CostI tu. . convento zlOnale da primo d S. e louets furono sana Isto IV . Settembre t 483 . f I n . una. Bolla del 20 • . l e con ermate po' d I In una seconda BolI d .1 ' , l .a . nnocenzo VIII F a e 23 dI Agosto 14&0 rance8ca aveva compito l' ". matura, al punto di andar ,opera sua, era ornai Nel mese di Ottobre 148ft a ~~cevere la ~icompensa. fermeria de' Couet8 d Sel'VIV~ alle maIale nell'il1~ , ove una sm 0'01 • . av. eva attaccata d' un male contag' 0 . alm.c.llte ve ne P l fu oggetto della predilezion d' er ciò stesso cui braccia venne a " e l l'~ncesca fl'a le di Beata si accorse dei p;l~ltre. Po~lìl giorni dopo la vava por fine alla sua mo ~tttlacChl d~l male, che doE ' . [a e carnera . . ,ra Il 29 di Ottobre y il sabbat : . . SantI, {IUando si sentì d o prIma di tuttI i la vita che la cost" pre~a, a un dolore per tutta ". . I1l1se a ntIrarsi nell" f ' l mdomani giorno d' d' '. AI, l omemca' In.fermel'la. ' là ~essa e ,ricevette la santa C SI .?CJn essò~ ascoltò lmd.a, com'em dell" l do~mumone; pOi sempre , , " paro a l Dio IÒ . dIca. Verso il mezzogi•orno sentendo I hasco 'l t la pre'lava, si ritirò di nuovo nell' j r c ~ l male avannon sarebbe più uscita. n armena, dalla quale

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Passarono i due scauent' ' . ' ... ' male, e il giorno di O ..,:1, gIOrni, continuando il d.olori, che la Beala s;pnpISSOI.atòntl fu 110t8vole per. i grandi senza dare s l " , d. Hnpazlf~nza, In tutto (IU l t egno a cuno e empo s,',mtertenne essa

di cose Spil·ituali col P. Thia\\eo de \a Cl'oix Vicario del Convento. Il giovedì, 3 Novembre, si confessÒ di nuOVO e ricevè il santo viatico. PasSÒ poi tutto il rimanentedeHa giornata in sante aspirazioni, fissando spesso gli occhi sul crocifisso, che teneva in mano, e che amorevolmente baciava ogni tanto. Verso la mezzanotte fece chiamare in sua camera tutte le religiose, e in loro presenza volle per l'ultima volta dire la sua colpa al P. Vicario, ed alla ma.dre priora,accusandosi con molle lagrime d' ::\Ver dato malè esempio alle sòreHe, e dimandanùo loro umilmente perdono. Tutte \e giovani si slempravano in pianto intorno al di lei letto, ed ena volgendosi a 101'0 disse (l Care mie sorelle~ (ate ve ne prego) » anzi tutto che Idd'io sia il 1neglio amato, Siate » u'miZi, dolci eCl1ìtitatevoli, c(}rcate la pace, l'ttnione )) 'e la concordi.a; siate fedeli Ct Dio; (erme, COStlt1l,·i » 'e perseveranti 'ile/l' osservanzt! dell(t vostra protes )) sione .. , ' lo ltenso, figlie mie tare, che Iddio » vi toglie quello che più tenete caro in questo mon» do; ma egli lo fa 'a{finchi: in lui solo riponÌitte tutto » il vostt'o affetto, e per dar motivo di merito aUa » vostra pazienza, confor11utndo vi al SiW santo vole're. Sopra tlltto fate che Iddio sia il tneglio amato, » Addio, mie figlie, io me ne vado a far prova che » cosa sialfJlnare Iddio. È pw'e in inganno col'uiche )) desidera di viver lungo tempo soprct questa terra, ) In quanto a me, mi sott0'l11Ctto intero:mt;nte alla di· ) vintl mi.sericordiu) e alla giu.stiz'ict del Siy,wr noi)


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» stro, affinchè1accia di me .secondo la ~ volontà. » lo·mi .rendo a lui. ».

Il B. P. VicariO' rivO'lgendO'si alla Beata nostra madre, le disse: Cf date la benedi~itme alle vostre fo'l' » gNe. » Cf Non so, .riprese l' umile Francesca, se io » posso farlo, pérchè non ècoslu14e. Che le donne benedicano. » Fu assicurata, che lo PO'teva, ed allDra alzandO' .la manO' benedjsse.lutte le religiO'se. dicendO': a Benedi!Jtio Dei Patris, 111 'FiUi,et Spiritus Sane ti » tlescentlat super vos, et maneat semper ~ .»1:.a ben&diziDne di DiO' Padre, del FigliuDlD e dellO' SpiritO' SantO' discenda sopra di voi, evi rimanga ,per sempre. Pregò il P. VicariO' ad amministrarle l'Estrema Un~one, che ricevè con divozione grande, rispondendO' essa stesSa ai salmi della.,penitenza, alle. Litanie ed alle· altre'pr"ci; che per ' l'eb si recitanno. Nel resto dell& no1tevQlle'Cne lsi '. lèggesse ·di.:oontinuo dinanz,i a lehquat'éhe mool\azioneiod 'O'raZiDne divota, l'oche quàndoil maledavale pJù, molestiaì .. Avev:aola seguita'nel 'ritiro lesuedlle .oipoti, de la TrimO'ville e de la FIDxelliere; Francesca le fece cliiamare,edesse,s'ingiiloccbiarDnO' vicioo al letto; La serva di DiO' dette terncDo, una. bontà da. madre, gli ultimi avverlimenli,edàggiuose: cc Se io sapessi » che voi twndoveste esser utili alf psservanza,non sarei contentatli -voi. Andate~e pregate'ldtlio perfne.») . Si riunirDnopoi iO~DrnD a lei le Bovizie, che .tutte eranO' commosse~ Francesca ancora si ,commDsse io mirarle, e fisSandO' su di IDrO' uoo sguardo piene di tenerezza disse: « Se le mie foglie non sono .'lavie l)

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»distrete, femz.e e costanti non saranno più, mi,e. ~­ D,:g.lie. ,fJkJ'+Je ne p~,eg() tfUte, fate c~ lddto na 'tI ,.;:gnèglio d,Jato.,» E di nUDVO benedlsse tutte q~elte che erano presenti, .Q . quelle ancora che, tDcche i.l~Ua grazi~ tiivina, sarebbèrD entrat~ in seg?itD n~lyOr~IDe di NuStraSigoora del Monte CàrmelD, 10 verila. e semplieità'~i~uòre, e vi viverebbero· nella stretta asser\'at1Za ,\deH&-' rifDrma. .Le forzedeh corpo della Beata si andavanò ad iQtWboli~e,'e l'anima sua più si elevava verso Dio. c< Olt! che bella .cosa essere in Paradiso a vedere MD dia;ie la :sua gloria, diceva tutta infiammata in ,vis.~, D ~ oAhluanto lo 'Vedrei volontieri, oh quando S{Jl'a cw. ,Il . qtUtndo sarà J» , La :mattina del venerdì fece cbiam~re il P. Vicafio ,e JOiscon~iur0 di vegliare affiochè si conservasse naita casa la rilorma. Chiese in seguito che sirooitasse Ù>" Stab.t Matef,che la Beala ascDltò con aUent.iOM, '8 quaudò·fu terminata Cf oltl, quan" è bella, »~olam~. Quindi fn letta la Passione second.o S. ,GIO':BOOl, e quando si giunse a quelle parDle dI ?es~ splf.ante « Signore nelle vostre mani raccomando l antma ~'/.a. Francesca volse uno sguardo alle sorelle che CIrCDndavanO' il lettO'. « Se voi volete, ripetè per r ultima fiata , clte io vi riconosca per mie ~glie~ siate savie, . » discrete~ ferme e costanti nella vostra voca~tone. ) Fate, ve ne prego, che Iddio sia sopratutto. ti me» glio amato. » Queste parole furDnD cO'me Il testamento della Beata, poichè perse la Cavella. sebben? si mantenesse io cDnDscimento, come si vedeva dal I)

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segni ehe essa dava di divozione mentre si recitavano le :preghiere della raccomandazione dell'anima. Fino a tre ore 'si pr~lungò la sua agonia. Ad un trallo rivolse lo sguardo al ,cielo, giungendo la mani , ed eselamò ad atta voce: c( Voi r siate le' benvenute mie » buone Signore, e richiesta che cosa vol~.riirciò; li sono" replicò essa, le mie Signore che ho sempre onoli rato e venerato. OhI tanto tempo .è 1M desidero » di essere con loro/. Si faccia posto, digra~ia, per » ricever le. li Si credè allora piamente pbe ilSignor6 avesse voluto consolare la sua senacoo una visione celeste nel momento del suo passaggio <lalla vita mortalean' eternità, e che quelle dame ,delle quali salutava con tanta gioja la veilUta, fossero S.l' Orsola e le sue Compagne Vergini e martiri, 'versode quali cHaavava avuto un particolar eulto ad !onore. Qualche 'istante dopo Francesoa rese l'anima sua aDio oellapace dei santi, il Venerdì f di Novèmbrè 1480, in quell' ora medesima nella quale morì, sulla crooe Gesù Cristo. l

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'-CAPITOLO VI. Culto della Beata. Fu data sepoltura' alla Beala Francesca nel suo monastero de' Couets all' ingresso del Capitòlo. Fedele alla pratica Qell' umiltà perfino nella tomba, aveva essa, scelto quel"posto affinchè le religiose nell' entrare eneWtiscirela calpestassero coi piedi. Iddio però si compiace di, glòrilìcare gli umili. Sette anni dopo la morte della Bea1a. nel 1Ui aprissi il sepolcro, e ~u trovato il corpo tutto intero e senza segni di' c6rr~~ zione. Fu espèsw nel coro delle religiose in maniera cheancota dalla Chiesa del convento potesse ~sere veduto. Qùesro fatto' feoe grande strepito, in 'modo ohe la ciità·tutta ,di Nantes accorse' a' 'Couati; per ve· dereil prodigio. , . ·Si ebbe il pensiero di collocare il corpo,detla santaDueh~in 'un~onorevole ÌDoYlumento fuori,della clàusurarma te :i'eligiosenon vollero' mai accondiSèén! dere Il lasCiarSi to'gliereH' corpo della loro Madre. Fu pert&nto depositato in un sot~~raneo ossia,'Cap" peUapesta sotto il coro delle religiose. :Aveva ~quel sotterraueo:·dùe aperture, una dal 'lato della, Cbl~j della. largliezza: di circa ad no pi(~d& quadro', e chiusa da ~unagnJ,ticola di ferro; là: venivanO: :i' fedeli apre·


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senlare i loro voti alla buona Madre Duchessa. L'al· tra apertura era nella parte interna del monastero, e rispondeva a quella Cappella sotterranea della quale abbiamo fatto menzione, Ancor quest' apertura e['a chiusa da graticola di ferl'o, ma le sbarre erano un poco più l'ade di quella esteriol'e; ed a questa andavano le religiose a pregare la 101'0 Fondatrice. Il sepolcro fu coperto da una pietra bianca shpra della quale fu scolpita l' iserizione che segue. Qui giace l'umilissima e nobile .Dama, suor Fm1}" cescfJ, d' Amboise qià Duchessa di Bl'ettagna, sposa del btum, Duca Pietro dopo la morte del qudie entrò nella santa e di'Vota Religione di Nostra Signòm del Carmùtc, e prese l'abito il giorno dell' lncarnaziozte del Nostro Signore mille quattrocento sessant' otto, e nel detto giorno fece la sua professione, scorso l'anno) vivendo sotto clattBura,intera osservan~a e buona riforma fono alla morte, che fu il quarto giorno di NovetìWfC t'anno mille quattrocento oltantacinque. Nel 1568 il convento de' Couets si trovò in peri.. colo in mezzo alle civili guerre del prolestantismo che desolavano la Francia, e le monache pensarono di rifugiarsi neUacittà di Nantes. Prima però vollero prendere le misure che erano necessarie perpreservare dalla profanazione le reliquie della .loro Madre. Fu aperta di nuovo la tomba, ed il suo corpo fil c<r me la pl'hna volta t~ovato intatto senza alcuna corruzione. Fu portato in processione perla Chiesa e pel chiostrot , e. fu quindi sotterrato. Le Carmelitane si rimasero nella città di Nanti38 durante quasi tutto y

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intero l'aiUlO 15&9. Ritprnarono poia.Ha cara ~oro solitudine, e ìl giorno 19 di Novembre 11)92 11 ~cro corpo fu riposto nel sepolcro che ~~bia.mo. descr~tto.' dove era stato coHocatocento anm HlDauZl\ ~ VI l'l: mase fino aUaRivoluzionedel t 793. In ,occaslo~e dI queUe diversetraslazioni, e nel corso d.l tuttoll secolo XVi fece IddiG risplendere la glorIa della sua Serva per le grazie che a di lei intercessione~olIces~~, Per questi motivi si fu che le religiose. d~ .Couets non cessarono mai di prestare al suo sepolcro un cullo filiale, culto che prese di giorno in giorno. s~mpre più splendide forme. Abbia~o . tuttor~ le L\tam~,le Antifone, gl' Inni e le OraZlOnI che tU onore dI lor Madre cantavano le figHe della Beata Francesca. , U convento di Nazareth presso Vannes. gareggIÒ con quello di Conels oe\\'o11oro.re la ~ala D~che~~, Era stato fondato nel 1529 dane Carmelitane di Couets per soddisf-are ad un desideri'omanlfestato qualche tempo prima di morire da Francesca. Le due case adunque onorarono ed amarono:a. sa~taDuchessaco. me Madre, e questo culto, che lV1 SI rese alla Beata di trecentQ anni, è appoggiato a numeftlSe provefor· niteci dalla storia. La fama della santità di Francesca andò· sempre aumentandosi, talchè il tito10 di Beat~ asseg~lato\edalla pietà dei popoli della Brettagna,f1~a~ m . possesso a segno, .cbe gli autori che hanno dl le~ parlat~ nOI~ mancanQ mai di così appellarla. ~es~l. ~utO~l pOl sono i più disparati, avendone deg~l ltaham, del fran: \ dO"'C\l'} e deO'li spagnuoh.' che formano tuth ceSI,. t~l' et e,,,, o " J


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1(t!_

insieme' un Concerto. a sua lode,Ef soUo testimonj della mllgÙlsa venerazione, dMla' qnàle fa sempre, e per fuftociITèondatòi1 di lei, nomo. . Il secolo. XVIII .non. giunse al Suo termine senza àver l>teslalo alla:ml!moria di Frau""ca, uno '.plea, dido!:oDlaggia. Nel 1761 erano :rillfliti" Nanl6l/ 'SIi slaU della Brèllagna, ed in quella occasione il olero,: I.AGbillà e .Il terzo slalo; che eràno:j Ire ordiol' dei qUali erano CODiposti gli Slalimedesim~:'.L m .....oro: al Sommo ,Pauletlce ,GlemenlciXIUèbiedeadogli l_BeaUfil1azionedoUa Sovrana, il nome: deJla qoaJe e,...i eònservalo' presso l Breloni co.! caro. " 0riè8/o" dl»c....o i rapJlÌ'esenlaoU della nOSlr.,';torincia,que_ )) sto, è ,l~ Dgfjelto dei Vo(z' nostri., è 'Juesta. b' istrinte ,; preghiera, d. "P"'lIrati, arpiei; di IflJ.stra Smltità, )) a 'fJOiindir~ano"'Ì;preSÙllNtti;...tJegli stati.'tIilJrel_ »' .tagn4~ tant/) ·in;pfopfit>, name~ 'Plo/nto,' in' nlJmè de'i »;ttej~rt4ai; ·dèiq.ualil' Assèmbka iSj· COmpane.,:») L'aaDo dIpoi HG!, MonSignore,dola MUi!anohi...., Ves"""o"i: Nallltls fee. _ Cauel. la ;P oridi.. rioogni_ WQé' dél:s6jIOlcro e'delle reliquie della B. ,Dn.h......: COSlalaodo.... 'l\tIIenJico d••ume.lo' il .ullo"" lampO' immemorabile ad essa preslalo. ;'", : ' ,La PrOvvid.... 'diVina è '.ramedle,' mirabile'ne' Sdob ti; , Già, la: vetl.hia socielà (r8llCese 'lava .J!<,r .rollare; la Brollagn."era •• 1. m....nl6di Vedere.. di, legnarBj l•. reliqliiedeUe 'oe anli.he 'isliluziooi; m.' Prima volle Mdi.; che lui la in"". •...g_ od:' alicistaNI la sa.ntità" di Francesca.

Ba,

Soprave..", :ben loslo ,la lIi voluzione.. J,. Cà;meli.

I

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,. ,' Ua' della' persecuzione, . e taDe' di ;€onets'.furono; In ba N l meso di FebbraJ(); . l l, 'convento. e scacciate ;da ' oro sa 'e fu aUorò, che uo1793~fn devastata la ~oro cat ' della Bea.ta, e eon ' ... f ansero 11 fere ro dl minHJmpll m r . ua e là le ossa. esacrile~hi 'scherni sparpagharono qu '; fra. hl. figlie di d' B etlagna. na, " l'amata Sovrana 1. r, . suor GiovannaLde la. Fl'ancescl, la coraggiOsa PrlOr~, det'nla curarli .'rac' , ,', A '1 fatto e SI, Ki , . :KouS8iere, :Sl trovu .a .' 'd Ile ossa della Beata, • "la. testa,• u, naporzlOne ., 'Q cfffrhare . doIIBeca medeSIma. , uei te "O b ' d· VestIto COI! ,:alcuni ,ram l " ' , '\ tristamente famosa ,M,tétteliquie durante l epoca.. s ; """deVvilveOOlU coste In una c..,.... d.l"IIImmi, r,:"larono D:"', 'hio sagreitano deLcon, lag'~ cl,G0, ne. presso II vecc poverò"di luiJ'camera. 6'IV. ' M randeau. La vllIlto, rl. nome . . , dtilla, S. D••h.... fu "pesso divennt:tsepoltura reale , IÙ' il signor Meta.yer". . "l?... or"lorio· e , . ''''r'_ con~rbta, .' nel . qudelcoD\lento, a;CUl"", UDo :dogU ,u~~ml caPPolla:tMomuQeau,:; oolébrav"''' la l'I·.... · dtOSplZlO la. casa . ~": " 'o, 11: hqu.e... ,. Messa.lta\laotl a,que. a, re ',' 'i,finchè,avendo: cO" . Cosl;lpa.4Sar.éno s.e~ o. se~te ~ann~tiche :'1nooachedi minciato i f,,?eU a:nu~lI'SlVi1l:e e dI! .la, Salmoméro\ coUo, la . del'11 a Bea ta '.,lora'iMa' atg la /SigoOJ!a"de , . , "la, reliqUie 'lmero'ancercav$ . .. " :. , ve " ' , lI.' dp: riaabllaZl.OR6. d....". '~~onl. a ,~pr" , diNazarelhtént..... ~ ·'Le Carmelitane dI Co~;.ts e. 'comllnità iDa .VaOl ' . . d· l'O raecogdecom I Il dipol."1 Inno . . senza '.lcuna, riuscija,. e a ora fnronoi loro SfOrzI, " ., 'orlò iIpr6ziosos'1 d6p()-' . " d laSalmOOlere ,p n la$lgBOl!a e . . lt: Gasa della Grande erov·lA restatò presso dI 101, ne a, , .,' l' l 1828. S1.u, •• . e v, mor .ne videnza) dove essa rlltrossI, l:)

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Dicci aunÌ più lardi non rimanevano èbedue veccbie mOll.~che del monastero di Coui:i!s, la Signora de. Lavame .e una Conversa di nome suor Vittoria. Pr~ma. d~ mor!re ~erò poteroll elleno esser testimonj del prImI paSSI fattI per ottenere la glOrificazione della santa lor Madre. L'Abbate di Curson Vicario Generale della Diocesi di Nantes, morto poi nel 1850 SUpori.0l'8 ~el1~rale della Congregazione di S. Sulpizio1 comprò l a,n11:<1 c~a di Couets per collocarvi una" porzione del g'lOvaOl ecclesiastici di sua diocesi. Tornaròno a nuova vila per tal fatto le rimembranze· deHaBeala Duchessa. Delle ricerche continuate perseveraniemente per iI corso di più anni, messero al punto di costa.tare l'autenticil.à di quelle reliquie, che erano state sftiva.te nella Rivolu'zione~ Si raccolsero accuratamente tutti i documenti, tuUe le pl'Oved,eI culto reso ,3 Francesca per lo spazio di quatll'o secoli,e finaI. mente nel 1863 ~fonsig!1or Vescovo di Nantes pre-. sentò al Sommo Pontefice la domanda che fosse COn~ fermato H culto immemorabile dellaJL. Duche.ssa di \ Brettag,na.lUonsignor Arcivescovo di Reuues, e i tre VescovI della BreUagna, lUonsignor Arèìvescovodi Tours, che fra le città della sua diocesi conta quella d'Amboise, d' onde prese H nome la famiglia della Santa, Monsignor Vescovo di POiliers, la. cui diocesi racchiude Thotlars, antica Signoria del padre di Franc.esca~ e dove,come è probabile opinione, ella nacque, S} UDIrono tuUi a 1\fonsignor Vescovo di Nautespel' far premur'l.\ presso la Santa Sede affine tii oUenere il favore hramalo. Alle suppliche dei Vescovi si ag-

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giunsero quelle dei Capitoli annessi ane Chiese Cane: drali' e in fine alle preghiere dei Vescovi francesI tenn~ro dietro quelle dell'Ordine Carmelitano. Fu agitata la causa in forma ordinaria presso .la Sacra CongreO'azione dei Riti; e il giorno sedièesimo di Luglio 186°3 il Santissimo nostro Padre, il Papa Pio Nono di sua apostolica autorità confermò il ?ubblico culto

ecclesiastico 'fes,o da tempo immemorabtle alEa Beata Frances~ad' Amboise Duchesset di Brettagna, Così è avvenuto che Iddio ha riserbato ai tempi nostri la glorificazione della sua Serva. Allorquando le suppliche. per l'apttrOVUx,lòne del culto prestato da tempo immemorabile alla RDuchessa, furonQ ?epositate neHe mani de! Sommo. Pontefice, accoghendo oo:li con bonta la nosti'a domanda diSSe: « Questa sarà »'6 »)

la ?'icompe!il.Sadàta da Dio ai Bretoni per il loro attacCCLmentoallct Chiesa Cattolica. » Poss3.noque-

sta . parole di Pio IX .ottenere il. loro compi,mento! Possano gli onori celesti confermati alla memorIa della Beata. Francesca d' Amboise .dal Vicario di Gesù: .Cristo esser nel tempo stesso ricompensa. d'èlla fedeltà dei'BretoniallaChiesa Cattolica, e pegno d4 loro in. vidia.bile attaccamento alla cattedra di Piet/'Onei secolicl16 verralll'l6.

FINE


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MASSIME SPIRITUALI DELLA

BEATA FRANCESCA D'AMBOI~E 1. Fate, anzi tutto, che Iddio sia il meglio amato. 2. Lo. Spirito Santo, venendo nel mondo freligioso I lo riprenderà specialmente di Impaccati, della negligenza l1eWohhedire, della codardia nel far penitenza, e della curiosità adosservarei. fatti degli altri. 3, I. . '' obbedienza è il primo dei voti reliaÌosi il quale l· . o ) Cl ··ega piedi e mani, e ci mette al possesso e godimento di Dio; chi sé ne ritira commette un latrocinio eun· sacrilegio. l. n. I11~zzo'di essereesaUo neU'Obheditlnza,è quello iproprj voli e ilnrimiero .dl:rmnovàre . r fervol'e , lmmagmandosi che non si ha più uècorpo nò anima, non darsi alcuna premura di qual cosa po~sa uno essere impiegato, nò dimandare ragione dm comandi dei Superiori. o. E per ben morire fa duopo considez'al'e Gesù Crio sto obbediente fino alla morte di croce. 6. In Religione bisogna custodire la pace e la carità

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le une verso delle altre, la madre verso le Uglic t e le figlie vel'SO la madre, poscia le une verso le altre sorelle. A questo oggetto devono ripartite le .cariche e gli uffizi fra loro secondo le forze di ciascuna, .senza invìdia nègelosia, gareggiando soio in essere la più umile e la più caritatevole. 7. In religione è una doltrinadiabolica quella di vantarsi, o farsi una gloriadeHa propria condizione, . ricchezza od altre mondane qualità. 8. Per mantenere la paceconvien fuggire qualsiasi sorta di rapporti, ed avere pazienza coi malati ed infermi. 9. Per vincere le tentazioni che ci assalgono,convien loro resistere fino dal principio, e ricorrere a Dio confidando· che ci darà forza o di supportarle o . di sllperarle. 10. Il punto principale della vocazione cl' un~ re li. giosa, non è già di sapere la Regola, ma (h bene osservarla .. lLQuando ci èproibHa la proprietà, . ci~ rìgu.~rd~ eaualmente cose piccole come le grand}, epm di o;ni altra cosa {a nostra propria volontà:peroc~ èhè· non è la cosa che costituisce il peccato, ma l'affetto, ed è stoltezza grande dannarsi per sì poco. 12. Il silenzio è il segno di un religioso ,noi non abbiamo in bocca che una lingua, e ancora ben chiusa e custodita. 13. Igl'àndi parlatori, non sono mai grandi religiosi; ·nèLperfetH religiosi gran parlatori.


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t

U. Il troppo parlare èi1 !.l'fan ID le la .ergogn•• la debol: d d.l cbiostro, è !ti; . Quantunque non sia il. e nostro sesso, le persone, bensì le sante po santo che fa sante tero. po, tuttavia nelle f.·.t dPersone santo iI es,eel Nostw fanno. Sig· ·d Md • onna e dei Sa. ti dell' Od' . . . noro, ella tarea nuovedivozioni r me" Cl SI deve ecci-

t:: .

16. I Capitoli si radunan~ mentre le une devono . p~r cnrrefsere i difetti, le.3;.ltre di loro iinperf o~rl~atevolmente avvertire , eZlOlli stante· ch" ' poss.amo conoscr , , ' . u nOlnon 17, Og , e e l nostrI particolari diretf . nuno sara responsabl'I .1. pl'ossimo,e la Superiora :/er ,sè e per il .suo tre, dando aoim" pe. ~. sè se· per tutte le aI~ 18 ' ." . r amma .E cosa da far pietà: uand.·. .' persone cosi piene < è o trovanSl nei conventi osare di riprenderle. l s '. che non sÌ<, potrebbe

2,

19, Le caricherelìgiosesono ui'fi'·· . dev.esi . tenerV1 le pe ~h nonbenefizj, , " rsone a VIta' qtl 1~ , nè VI .17 convicn esser . . .e sosle ' amW. p'OI:uno .severo I . vanza della Regola. . nthO per l'osserJ

2ft Se in punto di osservanza un '.

.' una, cosa, un' allro. un . "altra In . gwrno ve. t' SI. trascura , sara distrutto. , , , n · anm tutto

21. Torna bene che ciascuno '" . sua voUa SUI)eriora'. porti ,Il peso, e sia aUa

. . < 1 ne nascera da .".. maestrato dall'esperienza c.. ." ?lv, che am22. Per vivere fe·ll'".\) e conViene .' ompatIra abb . d l Superiori " . e per lutto alle d'l'lllle r' . d' . ~n .. 0JHU·SI mtuUo ISpOSlZI ' . alla ragionA seO"lli ' 'ODI, sotloroeUe,'si . -', 'o re plUl.toslo la volontà altrui

. che la propria, e pllrchè ahhiasi i\ cuore unito a Diò, non fare alcun conto deUa buona o cattiva fama; fare ciò .ehe .si deve, lascia.r fare ad altri ciò che lorpiaoo;

i3. La strada più diritta per: .andare al Paradiso è il pa.tire; l'umi\\lì nc accresce il merito; superar se stesso, patire lutto ciò che piace a Dio ed . agli uomini ,è lo stesso che acquistarsi una corona

eguale a quella del martirio . 24,. Dimenticarsi del mondo l pensare a Dio, occuparsidisè, non darsi briga di nuna, morire a tutto, non perder mai tempo, lasciare le cose come stanno, studiarsi di progredire nena propria vocazione, stare in guardi.a, camminare aUa presenza di Dio, osservare la propria Regola, imitare la vita dei santi, ecco la vera vita- di un religioso. 25. Non conviene credersi certi della salute, per questo che siamo in Religione; i nostri voti non contengono che quattro parole facili a pronunciarsi, difficili ad eseguirsi, 0 meglio sarebbe il non obbligarsi, che infrangere i voti fatti. Vivere secondo le proprie regole e costituz.ioni, è essere veramente perfetto.

26, Più difficile è il guarire un colpo di lingua che

quello di lancia, e fra tutte le restituzioni t queUa dell'onore tolto per \a detrazione e per la maldicell'La, è la più difficile. 27. Quando si richiede il parare di alcuno den dire con sincerità come ill coscienza, equ.eUo che ali' occasione gli suggerirà lo Spirito Santo.


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28, Il ,vero, religioso a somiglianza d'un addesh'alo armere tira sempre al segno, e come il legnajuolo ha. sempre pronta la riga e Ia. livella. 29, SI deve procurare di vivere .sempre in quello stato, nel quale vorremmo morire, poichèbeato è quel servo cui il padrone troverà vÌO'i1ante e al lavoro. o 30. Lo. st~to rQligioso è una vita angelica, è un paradI,so In terra, dove si ama, si serve, si loda Iddio, e disprezzando le delizie del mondo, per attender a ciò ~he. riguarda alla salute dell'anima. 31. Queli ~~lma cui I~dioritira dal moqdo, e chiama alla. RehgIOne è fehce, $e corrisponde alla sua vocaZIOne, e deve fare molta sUmadel legame contratto con Gesù Cristo, essendo sua sposa~ can· tando spesso in cuor suo: Regnum mundi, et omne'In ~r.natu:n saecul'i contempsi, propter amoretn ~orntm me~ J~s~ ClIiristi,quem tJidi~ quern amavi~ ~n quem cred~dt, quem dilexi. 32. La religÌosa deve studiarsi di. morire al mondo. e a S8 stessa, per vivere a .Dio, vincere il suo. co:aggi~l il~frenare le passioni e soggio.garei proprJ de~lderJ El la vo.lontà; chi diversamente si regola. \'IVe a sè non a Dio.. aa. La sposa fedele di Gesù Cristo. si contenti!. del c~o. .suo. sposo solo, sta, senza allo.ntanarsene in dl lUI presen~a, si guardad>'infl'angere quel legame che medIante la sua 'professione, ba solennemente stretto. con lui, non si dà ad alcuna creatura, nè a se medesima: El il suo sposo. Gesù Cristo

in ricompensa la colmerà di tutti ì beni, le insegnerà ad essere pacifica, Ulilite, co.mpassionevole El o.bbediente, a sopportare con pazienza le pene. i tnwagli e le avversità di questo. miserabile mondo., ed a fuO'gire i di lui agj e prosperità. 31. Quand; si soffre a torto, è allora che si deve patire con maggior allegrezza, considel'ando. ~he Gesù Cristo a tutto gran torto ha cotanto. patIto. Chi difende il pro.prio diritto, a,\'rà guerra, e chi non si darà pena di difendersi. meriterà una corona che Ilon potrà perdere giammai. 35. Quando. uno è tentato, deve aversi ricorso a Dio, e perseverare con umiUà e attenzione neHa pl'e-- .

ghiera.

36. Chi (lella tentazione si forma diletta.zione, perirà;

ma chi della tentazio.ne farà tribolazione, sarà da.

Dio salvato.

3'1. Chi ha rinunziato alla propria volontà non può

perire.

' .

38. Chi è povero è al sicuro, e coloro che casli sono

e puri! abbattono l' avversario, Co.me Giuditta Oloferne.

39. L'anima veramente religiosa quanto. più è stimata.

tanto piil si abbassa e siumHia, co.noscendo la. propria fl'agilità.


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Prefa~ione

Cap.

Cap. Cap. Cap. Cap.

dell' A.utore • pago l. Nfllcita, e primi anni deUa Beata . FrancèscQ, . • i.» II. La Boata Frnnces1;a ContessQ, ii Guifl4amp • • li 111. LQ, Beata Frantesca Duckessa di Brettagna. . . • . . . » IV. La. Beata Francesca nello J stato di vedovan~a . V.La ,Beata Francesea.religiosa car. mclitlPta. . .~.. .' . VI. Culto della Beata. . » Massime ~pirituQ,li delta Beata Francesca.» d)

Cap.

NliIl~ OBSUT' Augustinns Adi. Caprara S. R: C. AssesfOr,. Coadiutor. IM'PRlnATUR fr. Marianus Spada Ord. Pro S. P. A. Magister IMPRIMATUR Joseph Angelini Arch. Corinth. Vicesg.

0011994

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9 17

29 50 79 99

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Compendio della vita della beata Francesca D Amboise