__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

FREE PRESS - ISSUE 14

Andrea Dovizioso: Un fuoriclasse senza tempo

ANDREA DOVIZIOSO

14

UN FUORICLASSE SENZA TEMPO


29

EDITORIAL

ART

FRANCESCO L A BE LL A

RICCARDA CONTINI - GALLERISTA

EDITOR-IN-CHIEF (direttore@genius-online.it)

STEFANO CONTINI - GALLERISTA

TYPOGRAPHY DIRETTORE ON TREND

GIORGIO DI BERNARDO (giorgio@visualdisplay.it) GRAPHIC DIRETTORE AMMINISTRATIVO

PAOLO SECOLI

GIORGIA GINEVRA NARDINI

MATTEO COGLIEVINA

(info@genius-online.it)

TRANSLATION SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

GIADA TURCHINO

GAIA GRETA NARDINI (redazione@genius-online.it)

EDITORIALISTI

MASSIMILIANO SIMONETTA,

COVER PIC

ANDREA MARGELLETTI, FABIO DE VISINTINI,

GIGI SOLDANO

MARIO GOMBOLI, ALESSANDRO HUBER, STEFANO RUFFO, PIETRO GURIAN, ALESSANDRO BENETTON

EDITORIAL BOARD

MICHELE ZANOLL A, VALENTINO MAGLIARO, ANNA MIYKOVA

ADVERTISING AND MARKETING CONSULTANT

GENIUS EDITORE SRL CONTRIBUTORS PROJECT MANAGER

CAROLIN A SAR DELLI, CA ROLINA GENNA, GLORIA NADIN, ERIKA FAY NICOLE

BENEDETTA SANGIANI

CONTRIBUTORS PHOTOS

INTERIOR DESIGN CONSULTANT

GIGI SOLDANO, GIACOMO POMPANIN, ALESSANDRO PADERNI, ROCCO TAGLIALEGNE

MARCO ASTOLFO (marco.astolfo@lambiente.it)

Genius Editore S. r. l. - Via di Torre Bianca n. 20, 34132 Trieste- Italy - www.genius-online.it - info@genius-online.it Registrazione Tribunale di Trieste n. 1233 reg. per. - 3151/2014

Genius People Magazine

Issue 14


GENIUS ON

TREND A cura di/By Giorgo di Bernardo CEO/founder VISUAL DISPLAY


206

/ index 01. Alberto GuazzeTti 02. GIULIA & RUNE

ALBERTO GUAZZETTI

GIULIA MINOZZI & RUNE RICCIARDELLI

03. patrizia MOROSO 04. albERto franceschi 05. michele gigli 06. Suprema Venezia 07. Eyewear Collection Ducati 08. Montblanc Over-ear 09. Charles Gerald Genta 10. PRATIC

/ Extra 10. Marco Astolfo

01 Jeans e scarpe fatte a mano, giacca mimetica e calza lunga a coste verde smeraldo, rigorosamente su misura. Per chi lo conosce, Alberto Guazzetti è un’icona di stile, ironia, fiuto e capacità imprenditoriale nel mondo dell’entertainment. Per chi non lo conosce, ecco una chiacchierata per entrare nel suo paese delle meraviglie. Jeans and handmade shoes, camouflage jacket and long emerald green ribbed sock, strictly tailored. For those who know him, Alberto Guazzetti is an icon of style, irony, flair and entrepreneurial skills in the entertainment world. For those who do not know him, here’s a chat to enter his wonderland.

11. Special maIson dom perignon

Genius People Magazine

02 Stessa visione della vita e del lavoro, due approcci al progetto diversi e complementari: proprio da unione e contrapposizione nasce la forza del processo creativo degli interior designers Giulia Minozzi e Rune Ricciardelli, coppia nella vita e nel lavoro. Same vision of life and work, two different and complementary approaches to the project: the strength of the creative process of interior designers Giulia Minozzi and Rune Ricciardelli, a couple in life and work, comes from union and contrast.


207

PATRIZIA MOROSO

ALBERTO FRANCESCHI

03 Creative director di Moroso Spa, l’azienda friulana fondata nel 1952 per la produzione di imbottiti. Grazie allo spirito visionario e creativo di Patrizia, Moroso ha saputo coniugare il meglio del “saper fare” artigianale italiano con i processi contemporanei d’impresa, ridisegnando allo stesso tempo un nuovo rapporto tra arredamento, design e arte che è diventato la cifra stilistica del marchio. Creative director of Moroso Spa, the Friulian company founded in 1952 for the production of soft furniture. Thanks to Patrizia’s visionary and creative spirit, Moroso knew how to combine the best of Italian artisan know-how with contemporary business processes, and, at the same time, to redesign a new relationship between furniture, design and art that has become the stylistic code of the brand.

MICHELE GIGLI

04 Co-fondatore e General Manager del marchio di scarpe made in Italy Hide&Jack. Alberto Franceschi, classe 1992, italianissimo e con la passione per la moda, fonda nel 2014, assieme al fratello Nicola, il famoso marchio di calzature. A meno di dieci anni dalla nascita del brand di Riviera del Brenta, l’azienda può vantare la sua presenza nei migliori store in giro per il mondo e nell’universo del casual luxury. Co-founder and General Manager of the made in Italy shoe brand Hide&Jack. Alberto Franceschi, born in 1992, Italian and with a passion for fashion, founded in 2014, together with his brother Nicola, the famous footwear brand. Less than ten years after the birth of the Riviera del Brenta brand, the company can boast its presence in the best stores around the world and in the universe of casual luxury.

Genius People Magazine

05 Michele Gigli, classe 1971, imprenditore barese, è il CEO di C&C S.p.A., un gruppo di 32 negozi, tra Apple Premium Reseller, Centri di Assistenza Autorizzati Apple e Premium Service Provider, presenti in tutta Italia, da nord a sud. Michele Gigli, born in 1971, an entrepreneur from Bari, is the CEO of C&C S.p.A., a group of 32 stores, including Apple Premium Resellers, Apple Authorized Service Centers and Premium Service Providers, present across Italy, from north to south.

Issue 14


208

01

ALBERTO GUAZZETTI

di/by Giorgio Di Bernardo

UOMINI, DIMENTICATEVI LA CANOTTIERA E RIMETTETEVI IL CAPPELLO! Vi presento Alberto Guazzetti

MEN, FORGET THE TANK TOP AND PUT YOUR HAT BACK ON! We present you Alberto Guazzetti Hai messo la tua firma nel mondo della notte, nei locali che hanno fatto la storia del divertimento in Italia, nell’organizzazione dei grandi eventi. Con uno stile inconfondibile e senza mai apparire troppo. Chi è Alberto Guazzetti? In sintesi? Sono cintura nera di superfluo. Ma se vogliamo partire dagli inizi, sono nato a Monfalcone (GO): a 17 anni sono andato via di casa, ho iniziato a lavorare in porto come scaricatore e la sera in una discoteca che si chiamava Azienda. Quello che guadagnavo – all’epoca le mance non erano mica misere come oggi – mi ha permesso di finire il liceo e di trasferirmi a Trieste. Mi sono iscritto all’università: dopo i primi esami ho capito che giurisprudenza non era il mio mondo e sono passato all’allora neonata facoltà di storia. In breve tempo, mi sono ritrovato a gestire tre diversi locali, tra cui l’Hacienda di Turriaco (GO), il primo locale gay del

Friuli Venezia Giulia, e una vecchia segheria abbandonata che diventerà La Manna di Grado. E poi non ti sei più fermato… Nel 1995 ho trasformato i vecchi magazzini in via Pietrasanta a Milano, usati per il deposito merci della vicina ferrovia, nei Magazzini Generali: ho gestito il locale (tuttora punto di riferimento del divertimento milanese - ndr) fino al 2005. Nel frattempo nascevano il Rendez Vous e il Relax, entrambi a Lignano Sabbiadoro: il primo era una discoteca, il secondo il primo vero american bar del nord est, dove si mangiava l’hamburger statunitense prima dell’esplosione dei burger gourmet e dove bevevi drink internazionali su un bancone in legno che ero andato a comprare personalmente a Philadelphia. Dopo quegli anni d’oro, non ho più avuto locali ma continuo a fare consulenze per l’organizzazione di eventi pubblici e privati.

Non finirò mai di lottare contro il calzino bianco alla caviglia. I will never stop fighting against the white ankle sock.

You put your signature in the world of the night, in the clubs that made the history of entertainment in Italy, in the organization of big events. With an unmistakable style and never looking excessive. Who is Alberto Guazzetti? In summary? I am black belt in superfluous. But if we want to start from the beginning, I was born in Monfalcone (GO): when I was 17 I left home, I started working in the port as a docker, and in a disco that was called Azienda in the evening. What I earned - back then the tips were not at all poor as today allowed me to finish high school and move to Trieste. I enrolled in the university: after the first exams I understood that law was not my world, and I switched to the then newborn faculty of history. In a short time, I found myself managing three different clubs, including the Hacienda in Turriaco (GO), the first gay bar in Friuli Venezia Giulia, and an old abandoned sawmill that will become La Manna in Grado.

place (still a point of reference for Milanese entertainment – ed.) until 2005. In the meantime, Rendez Vous and Relax were born, both in Lignano Sabbiadoro: the first one was a disco, the second one the first true American bar in the north east, where people could eat the American hamburger, before the explosion of gourmet burgers, and where you could have international drinks on a wooden counter that I personally went to buy in Philadelphia. After those golden years, I no longer run bars, but I continue to consult for the organization of public and private events.

How has the world of entertainment changed in 40 years? Everything has changed. Discos were born as an evolution of nightclubs: limited seats, a certain kind of clothes, large selection at the door. Then they turned into squares, meeting places, showcases where to be seen, up to become places where you can get wasted listening to a certain type of muAnd then you never stopped... sic. Today that bubble has burst. In 1995 I transformed the old warehouses in Pietrasanta What do you mean? Street in Milan, used as a goods Nightlife has changed, just as yard of the nearby railway, into people have changed. There is Magazzini Generali: I ran the no need for a place to perform

Genius People Magazine


ON TREND

Com’è cambiato il mondo del divertimento in 40 anni? È cambiato tutto. Le discoteche sono nate come evoluzione dei night club: posti limitati, abbigliamento di un certo tipo, gran selezione alla porta. Poi si sono trasformate in piazze, in luoghi di ritrovo, in vetrine in cui farsi vedere fino a diventare anche luoghi in cui sballare ascoltando un certo tipo di musica. Oggi quella bolla è scoppiata. In che senso? È cambiato il vivere la notte, esattamente come è cambiata la gente. Non c’è più bisogno di un luogo in cui esibirsi, oggi basta farsi un selfie o caricare una story su Instagram per mostrarsi agli altri e per condividere esperienze. I locali notturni non sono più un ritrovo, non ce n’è bisogno, nemmeno nei paesi. È solo l’evento singolo che attira: il nome dell’artista che suona, il concerto, la serata particolare. Nemmeno tra i più giovani? Anche a livello di età è tutto molto compresso e più veloce: a 13-14 anni già chiedono di andare in discoteca e passati i 20-25 anni ne sono giù stufi. Per questo, in generale, c’è meno gente nei locali: chi è più adulto preferisce andare al ristorante e poi magari a bere un drink in un bar di livello. E lo stile com’è cambiato? Una volta c’era molta più attenzione nei codici del vestire e dell’apparire: se andavi al bar o al ristorante ti vestivi bene, non mettevi la tuta e le ciabatte. Poi ci sono stati gli anni dei paninari, dei punk, dei dark, solo per citarne alcuni: ma quello non era stile, era

un codice di riferimento, erano delle vere e proprie tribù che adesso non esistono più. Chi poteva permetterselo si comprava il Kawa, la Honda verde o il Golf GTI, erano dei simboli, degli status che determinavano un codice, un’appartenenza. Oggi non c’è questa riconoscibilità, ai giovani non interessa più esibire la macchina o l’orologio, esattamente come sulla porta della discoteca arrivano stuoli di ragazzi che credono di essere eleganti solo perché indossano una camicia bianca. Magari con i calzoni corti sotto e dopo aver ascoltato “Col trattore in tangenziale andiamo a comandare”. Ascoltarti è un viaggio tra generazioni attraverso il mondo della notte. Tu ci lavori da anni, restando sempre dietro le quinte, con un’innata sensibilità verso ciò che piace alla gente, verso ciò che è bello. Che cos’è per te l’eleganza? È una forma mentale, per me l’eleganza parte da un buon cervello e da un bel sorriso. Sono da sempre un cultore del classico, il classico che diventa tradizione e rispetto per il passato. Se ci pensi, la tradizione non è altro che un’innovazione così ben riuscita da diventare un classico. Succede per l’abbigliamento, per gli oggetti, per il design. Essere eleganti in questo modo è impegnativo, bisogna essere rigorosi: qualità, tempi, gesti, costi, armonia. Parliamone. Da cosa vuoi iniziare? Dalla camicia ovviamente, la cifra dell’identità di un uomo: la giornata inizia meglio con la giusta camicia addosso. Che

209

Per me l’eleganza parte da un buon cervello e da un bel sorriso. For me, elegance starts from a good brain and a beautiful smile. anymore, today you just need to take a selfie or upload a story on Instagram to show yourself to others and share experiences. Nightclubs are no longer a meeting place, there is no need, not even in the villages. Only single events draw attention: the name of the artist who plays, the concert, the unique soiree. Not even among the youngest? Even at the age level, everything is very compressed and faster: at 13-14 years old they already ask to go to the disco, but after their 20s they are already tired of it. For this reason, in general, there are fewer people in the clubs: adults prefer to go to a restaurant and then maybe have a drink in a high-level bar. And how has the style changed? There used to be much more attention in the codes of dress and appearance: if you were going to the bar or restaurant, you dressed well, you did not wear joggers and slippers. Then there were the years of the paninaro, punk, dark, just to name a few: but that was not style, it was a reference code, they were full-fledged tribes that no longer exist. Those who could afford it, purchased the Kawa, the green Honda or the Golf GTI, they were symbols, statuses that determined a code, a belonging. Today there is no such recognition, young people are no longer interested in exhibiting

Genius People Magazine

their cars or watches, exactly like at the entrance of the disco the groups of boys arriving believe they are elegant just because they wear a white shirt. Maybe with shorts under and after having listened to “With the tractor on the bypass we go and command”. Listening to you is a journey between generations across nightlife. You have been working in it for years, always behind the scenes, with an innate sensitivity towards what people like, towards what is beautiful. What is elegance for you? It is a mental form, for me elegance starts from a good brain and a beautiful smile. I have always been a lover of the classic, the one that becomes tradition and respect for the past. If you think about it, tradition is nothing but an innovation so successful that it has become a classic. It happens for clothing, for objects, for design. Being elegant in this way is demanding, you have to be rigorous: quality, time, gestures, costs, harmony. About that. What do you want to start with? With the shirt, of course, the code of a man’s identity: the day starts better with the right shirt on. That must be strictly tailor-made. The embroidered figures? They come from a poor heritage, when the laundry was done all together: the initials were used to understand whom

Issue 14


210

01

deve essere fatta rigorosamente su misura. Le cifre ricamate? Nascono da un retaggio povero, quando il bucato lo si faceva tutti insieme: le iniziali servivano a capire a chi appartenesse ogni camicia. Quindi ok le cifre, ma solo se ricamate a mano, possibilmente con il punto catena di Finollo di Genova, e posizionate rigorosamente a sinistra e all’altezza del quinto bottone. Altrimenti fa miseria, è come fumare il Toscano tagliato a metà. Ah… ovviamente un uomo serio non indossa mai la camicia azzurra dopo le 5 del pomeriggio.

ALBERTO GUAZZETTI

La moda? Non esiste più. Vorrei che l’educazione diventasse di moda. Fashion? It no longer exists. I wish education would become fashionable.

al tessuto della cravatta, al collo della camicia, all’occasione, anche all’umore del momento. Si trasmette molto con un nodo fatto in un certo modo. Calze? Toglietemi tutto ma non la calza su misura. Deve aderire perfettamente al piede, dev’essere ‘croccante’ ed essere buttata via dopo 3 volte che la usi… E infine il cappello: ahimè un dettaglio ormai molto trascuE se ti chiedo qualcosa degli rato. Io li amo, soprattutto accessori? Che so, cravatta, perché lo devi togliere quando incontri una signora. calzini e cappello? Esiste una vera e propria letteratura sui nodi di cravatta. Ri- Ecco, torniamo alle persone: esco ad eseguirne 80 degli 88 tu ne hai incontrate moltissidocumentati, dal più semplice me nella tua vita. Che cosa che si chiama Oriental che ha cerchi nelle persone? solo 3 passaggi fino ai più Sono attratto dalle persone cucomplicati, come il Grantche- riose, mi piacciono quelle che approfondiscono, amo chi sa ster che ne richiede 9. Poi è tutto una questione di molto di poche cose e che stile e scelta personale: in base quindi è capace di trasferire

the shirt, the occasion, even the mood of the moment. You instill a lot with a knot made in a certain way. Socks? Take everything away from me, but not the tailor-made sock. It must adhere perfectly to the foot, it must be ‘crunchy’ and be thrown away after 3 uses... And finally the hat: alas, a detail that today is very ignored. I love them, especially because you have to take it off when you meet a lady.

each shirt belonged to. So the figures are all right, but only if hand-embroidered, possibly with the chain stitch of Finollo from Genoa, and placed strictly on the left and at the height of the fifth button. Otherwise it would look lousy, it is like smoking the Toscano cut in half. Ah… obviously a serious Here, let’s go back to the man never wears a blue shirt people: you have met a lot of them in your life. What do you after 5 in the afternoon. look for in people? What if I ask you about the I am attracted to curious peoaccessories? I don’t know, ple, I like those who dive deep, I love those who know a lot tie, socks and hat? There is a real literature on tie about few things and who are knots. I can perform 80 of the then capable of transferring en88 documented ones, from the thusiasm, knowledge, experisimplest called Oriental which ences. It doesn’t take me much has only 3 steps, to the most to be struck by a person, I alcomplicated ones, such as the ready notice everything from Grantchester which requires 9. the first meeting: the gestures, Then it’s all a matter of style the way of speaking, the details and personal choice: based on and the combinations chosen the fabric of the tie, the collar of to wear.

Genius People Magazine


ON TREND

entusiasmo, conoscenza, esperienze. Mi basta poco per essere colpito da una persona, noto tutto già dal primo incontro: i gesti, il modo di esprimersi, i dettagli e gli abbinamenti che ha deciso di indossare. Sei uno dei pochi che usa sempre il Lei quando ti rivolgi alle persone. E sei capace di farlo in modo naturale e spontaneo, mai artefatto. È una caratteristica che ti distingue in un mondo in cui ormai purtroppo la “forma” è un concetto fuori moda. Qual è il motivo di dare del Lei a tutti? Mi viene più naturale. È stata una scelta quando lavoravo in un certo tipo di ambiente in cui spesso chi aveva una mansione umile veniva trattato con poco rispetto. Io davo del Lei a tutte le persone con cui lavoravo e continuo a farlo come forma di rispetto, anche se sembro antico.

una stagione, come le conchiglie ai piedi, il marsupio, la canottiera. Non abbasserò mai la guardia nella battaglia contro il calzino alla caviglia bianco. Se hai bisogno di portare delle cose con te, inventati qualcosa ma non usare mai il marsupio. E se indossi la canottiera semplicemente sappi che non ti rivolgerò la parola. Ma cos’è quindi la moda? Vorrei che di moda fosse l’educazione. Perché l’educazione porta allo stile e lo stile allora diventa la tua cifra, la tua impronta digitale. Mi racconti una tua mania? La pulizia delle scarpe. Sono stato il primo italiano a vincere a fine anni ’90, al Ritz di Parigi, la gara delle “tre c”: champagne, chirage e cigare. A fine cena bisognava togliersi le scarpe e lucidarle: come ultimo passaggio, dopo panno e succo di limone nel mio caso, usi lo champagne finché la superficie della scarpa sembra di vetro. Ho vinto e mi hanno regalato delle slippers con le mie iniziali ricamate al momento. A casa pulire le scarpe è come un rito. Per farlo bene ci metto anche mezza giornata. Per un solo paio, ovviamente.

Cosa ti manca del passato? Per prima cosa la giovinezza ma non con rimpianto. Il passato è l’osservatorio per guardare il futuro, non qualcosa a cui restare ancorati, altrimenti non evolvi, vivi male e invecchi presto. Amo le tradizioni ma non credo al “si viveva meglio prima”. Si cambia e, possibilmente, si migliora sempre. Una mania raccontata con serio umorismo. Cos’è l’iroEssere di moda esiste ancora nia per te? L’ironia è parte fondamentale come concetto? Non amo quello che è di moda, dello stile. Spesso la mia ironia perché quasi sempre non è di diventa sarcasmo e perde un buongusto. La moda oggi non po’ di eleganza, ma al giorno esiste più: c’è il lusso, una nic- d’oggi non si può più essere chia che ha ancora qualcosa da troppo indulgenti. dare, e poi c’è un mappazzone di porcheria che viene chia- Ma quindi Alberto Guazzetti mato moda. Tutti quei feno- chi è? meni passeggeri che durano Un necessario uomo inutile.

211

You are one of the few who addresses people with courtesy. And you are able to do it naturally and spontaneously, never forced. It is a feature that makes you stand out in a world where today the “courtesy” is unfortunately an out of date concept. Why being so polite with everyone? It comes natural to me. It was a choice from when I worked in a certain type of environment in which those with humble duties were often treated with little respect. I was polite with all the people I worked with and I continue to do so as a form of respect, even if I seem old. What do you miss from the past? First of all the youth, but not with regret. The past is the observatory to look to the future, not something to be anchored to, otherwise we don’t evolve, we live badly and get old soon. I love traditions but I don’t believe in the “we lived better before”. We change and, possibly, always improve. Does being fashionable still exist as a concept? I don’t like what’s fashionable, because it’s almost always not of good taste. Fashion no longer exists: there is luxury, a niche that still has something to give, and then there is a lot of filth that is called fashion. All those passing phenomena that last a season, such as seashell anklets, a fanny pack, a tank top.

I will never let my guard down in the battle against the white ankle sock. If you need to take things with you, invent something but never use a fanny pack. And if you wear a tank top, simply know that I won’t speak to you. So what is fashion? I wish education was fashionable. Because education leads to style, and then style becomes your code, your fingerprint. Can you tell me your craze? Cleaning the shoes. I was the first Italian to win, at the end of the 90s at the Ritz in Paris, the “three c” race: champagne, chirage and cigare. At the end of dinner you had to take off your shoes and polish them: as a last step, after cloth and lemon juice in my case, you use champagne until the surface of the shoe looks like glass. I won, and they gave me slippers with my initials embroidered at the moment. At home, cleaning shoes is like a ritual. To do it well it takes me half a day. For just one pair, of course. A craze told with serious humor. What is irony for you? Irony is a fundamental part of style. Often my irony becomes sarcasm and loses a little elegance, but nowadays you can no longer be too indulgent. So who is Alberto Guazzetti? A necessary useless man.

La camicia è la cifra dell’identità di un uomo.

Genius People Magazine

The shirt is the code of a man’s identity.

Issue 14


212

02

GIULIA MINOZZI & RUNE RICCIARDELLI

di/by Francesca Gatti

DESIGN IN EQUILIBRIO Giulia Minozzi e Rune Ricciardelli: passo a due nel mondo dell’interior design

BALANCED DESIGN Giulia Minozzi and Rune Ricciardelli: pas de deux in the world of interior design

Giulia Minozzi e Rune Ricciardelli nel 2016 entrano nel team dello studio creativo di Udine Visual Display come senior designer e creative director e dopo qualche anno diventano soci junior dell’azienda che conta una decina di collaboratori tra architetti, designer e grafici e si occupa di progettazione internazionale per ristorazione, retail, hospitality, residenziale. Salentino con radici nordiche Rune, friulana “quasi” doc Giulia, si sono incontrati per caso a Milano nel 2010 nello studio della designer Paola Navone dove Rune lavorava da diversi anni nel dipartimento di interior design. “Ero alla ricerca di impiego, fresca di laurea magistrale – racconta Giulia - La notorietà di Paola stava esplodendo: io e Rune abbiamo iniziato a lavorare su alcuni suoi importanti progetti viaggiando tra Barcellona, Milano e Trieste, ci siamo conosciuti e poi innamorati.” Nel 2013 decidono di intraprendere una strada diversa e di mettersi in proprio. Inizia la collaborazione con la Visual Display come consulenti esterni per i progetti di interior. “Nel 2016 abbiamo lasciato definitivamente Milano per

trasferirci a Udine – racconta Rune - andare a vivere in provincia poteva sembrare una scelta azzardata, soprattutto per chi fa il nostro mestiere, invece è stato un cambiamento che sta portando molte soddisfazioni sia personali che professionali.” È proprio l’unione delle due persone, professionisti diversi ma complementari, che ne caratterizza il modo di creare: Giulia, più sognatrice ed impulsiva, ama la fase di ricerca dei progetti, il creare possibili scenari, idee, trovare nuovi materiali. Rune, più pragmatico, non perde mai di vista l’obiettivo finale e riesce a trovare la soluzione ad ogni tipo di difficoltà – budget, esecuzione lavori, imprevisti tecnici - che ogni progetto porta naturalmente con sé. Lo stile di Giulia e Rune è contaminato da influenze diverse: viaggi, letture, passione per il cinema e per la scenografia: “qualsiasi cosa stimoli la nostra fantasia può trasformarsi in uno spunto su cui lavorare. Ci piace mescolare gli stili, stupire creando accostamenti inediti di materiali e colori. Ci annoiamo facilmente: è raro quindi che ci venga voglia di fare la stessa cosa. I nostri progetti sono tutti di-

In 2016 they joined the team of the creative studio Visual Display in Udine as senior designer and creative director, and after a few years they became junior partners of the company which has about ten collaborators between architects, designers and graphic designers, and is involved in international design for catering, retail, hospitality, residential. Rune, from Salento with northern roots, and Giulia, an “almost” d.o.c. Friulian, met in Milan by chance in 2010 in the studio of the designer Paola Navone, where Rune had worked for several years in the interior design department. “I was looking for a job, fresh from my master’s degree - says Giulia - Paola’s fame was exploding: Rune and I started to work on some of her important projects, traveling between Barcelona, Milan and Trieste, we knew each other and then fell in love.” In 2013 they decided to take a different path and started their own business. The collaboration with Visual Display began as external consultants for interior projects. “In 2016 we definitively left Milan to move to Udine - says Rune – To go and live in the province could have seemed like a risky choice, es-

Genius People Magazine

pecially for those who do our job, instead it was a change that is bringing many satisfactions, both personal and professional” It is precisely the union of the two, different but complementary professionals, that characterizes their way of creating: Giulia is more dreamy and impulsive, she loves the research phase of projects, creating possible scenarios, ideas, finding new materials. Rune is more pragmatic, he never loses sight of the final goal and is able to find the solution to any type of difficulty - budget, execution of works, technical problems that each project naturally brings with it. Giulia and Rune’s style is tainted by different influences: travel, readings, passion for cinema and scenography: “anything that stimulates our imagination can turn into a starting point to work on. We like to mix styles, to amaze by creating unusual combinations of materials and colors. We get bored easily: so we rarely want to do the same thing. Our projects are all different, a sort of continuous experimentation. We constantly question ourselves, continuously trying to improve by seeking beauty, a concept too ideal and abstract to have a single definition.”


ON TREND

Masseria in Salento (ph. Guilia Minozzi)

Vitello D'oro, Udine (ph. Alessandro Pademi/ Eye Studio )

213

versi, una sorta di sperimentazione continua. Ci mettiamo costantemente in discussione, per cercare di migliorare sempre cercando la bellezza, un concetto troppo ideale e astratto per avere una definizione univoca.” La cifra stilistica di Giulia e Rune, infatti, è la capacità di saper dosare gli ‘ingredienti’ trovando di volta in volta l’armonia di progetto che nasce dall’equilibrio tra gesti progettuali, materiali, luce e colore. Ogni progetto inizia sempre con l’ascoltare le richieste del cliente, con lo studio del luogo e del contesto in cui sarà inserito da cui delineare gli scenari possibili. “Non esiste una formula sempre uguale per far

nascere un concept. Alle volte parte da un’ispirazione o dall’intuizione del momento, altre da una specifica richiesta, oppure anche dagli stessi vincoli di spazio o di architettura. Anche quando abbiamo carta bianca, il nostro approccio è sempre di tipo funzionale: mettiamo al centro di tutto le esigenze di chi ‘abiterà’ quello spazio. Il semplice esercizio di stile fine a se stesso non ci interessa.” Esempio perfetto di questo approccio è uno dei lavori a cui Giulia e Rune sono più affezionati, la ristrutturazione del Ristorante Vitello d’Oro, luogo storico nel cuore del centro di Udine, che unisce grande ricerca estetica con una fase progettuale lunga quasi un

The stylistic code of Giulia and Rune is in fact the ability to know how to dose the ‘ingredients’, finding each time the design harmony that arises from the balance between design gestures, materials, light and color. Each project always begins with listening to the customer’s requests, with the study of the place and context in which the project will be inserted, from which to outline the possible scenarios. “There isn’t always an equal formula to create a concept. Sometimes it originates from an inspiration or intuition of the moment, or from a specific request, or even from the same constraints of space or architecture. Even when we have carte blanche, ours is al-

Genius People Magazine

ways the functional kind of approach: we put the needs of those who will ‘inhabit’ that space at the center of everything. We are not interested in the simple exercise in style as an end in itself.” A perfect example of this approach is one of the works which Giulia and Rune are most fond of, the renovation of the restaurant Vitello d’Oro, a historic place in the heart of the city of Udine, which combines great aesthetic research - with a project phase that lasted almost a year long - excellent functionality of the spaces and profound responsibility towards a much loved and known place. It is not just a restaurant, it is indeed the ‘home’ of the Sabinot family that has managed it

Issue 14


GIULIA MINOZZI & RUNE RICCIARDELLI

Giulia e Rune (ph. Rocco Taglialegne)

02

material board di progetto

214

anno, ottima funzionalità degli spazi e profonda responsabilità verso un luogo molto amato e conosciuto. Non è solo un ristorante, infatti, ma la ‘casa’ della famiglia Sabinot che lo gestisce dal 1987. “In questo progetto si esprimono un po’ tutte le nostre anime: il rispetto del passato, delle persone e dei luoghi, accostamenti dosati di colori e materiali, la cura dei dettagli, l’amore per il bello.” I progetti nel cassetto sono molti nonostante il momento storico abbia provocato una brusca frenata per tutto il comparto del retail e della ristorazione in particolare: con la Visual Display stanno curando l’arredo interno di diverse case private importanti, una dimora nobiliare nel centro di Udine e una grande villa appena ristrutturata a Cortina. Per quanto riguarda l’hospitality, sono in fase di avvio due progetti: un farm hotel, con area wellness e vista sulla fattoria, e un boutique hotel immerso nelle vigne friulane.

“Quando non lavoriamo ai progetti dei clienti, pensiamo alle nostre case, non possiamo farne a meno, ancora di più dopo questo periodo di quarantena che tutti noi abbiamo vissuto. Per noi le case non finiscono mai, sono progetti in divenire, seguono le evoluzioni di chi ci abita e sono luoghi di sperimentazione continua. Nel nostro caso c’è la casa di Udine, il nostro nido, ma anche quella in Puglia, una masseria sperduta nelle campagne salentine, un luogo magico con una luce incredibile in cui fuggiamo appena ne abbiamo il tempo.”

since 1987. “In this project, all our souls are expressed: respect for the past, for the people and places, the right combinations of colors and materials, attention to details, love of beauty.” There are many long-cherished projects even if this historical moment has caused an abrupt slowdown, in particular for the entire retail and catering sectors: with Visual Display they are taking care of the interior furnishings of several important private houses, a noble residence in the center of Udine and a large newly renovated villa in Cortina. Regarding hospitality, two projects are in the start-up phase: a farm hotel, with a wellness area and views over the farm, and a boutique hotel immersed in the Friulian vineyards. “When we don’t work on customer projects, we think about our homes, we just can’t help ourselves, even more after this quarantine period that we all have experienced.

Genius People Magazine

For us, houses are never finished, they are ongoing projects, they follow the evolutions of those who live there, and they are places of continuous experimentation. In our case there is the house in Udine, our nest, but also the one in Puglia, an isolated large farm in the Salento countryside, a magical place with an incredible light, where we run to as soon as we have the time.”


216

03

PATRIZIA MOROSO

di/by Francesca Gatti

IL DESIGN È CAPACE DI SALVARE IL MONDO 2020 Ultima chiamata: va cambiato il modo di progettare e produrre

DESIGN IS CAPABLE OF SAVING THE WORLD 2020 Last call: the way to design and produce must be changed

/ interior / identity / stories Una rubrica curata da Visual Display, studio creativo italiano di fama internazionale specializzato in progetti di interior design e brand identity. Uno spazio editoriale in cui dare nuovi significati alla parola design attraverso le conversazioni con le persone intervistate e attraverso i luoghi che le ospiteranno. In ogni numero di Genius, Visual Display vi porterà, insieme ad un ospite speciale, all’interno di uno spazio che ha realizzato e che ne ha segnato l’evoluzione progettuale. Dall’incontro tra luogo e persone, nascerà un dialogo aperto per raccontare nuove visioni e scenari del design. In questo numero ci troviamo da Filling Station Motel, a Udine, in compagnia di Patrizia Moroso, art director e anima dell’azienda di famiglia che ci parla della sua vita, della sua carriera e della sua visione.

Una rubrica curata da Visual Display, studio creativo italiano di fama internazionale specializzato in progetti di interior design e brand identity. Uno spazio editoriale in parola design attraverso le conversazioni con le persone intervistate e attraverso i luoghi che le ospiteranno. In ogni numero di Genius, Visual Display vi porterà, insieme ad un ospite speciale, all’interno di uno spazio che ha realizzato e che ne ha segnato l’evoluzione progettuale. Dall’incontro tra luogo e persone, nascerà un dialogo aperto per raccontare nuove visioni e scenari del design. In questo numero ci troviamo da Filling Station Motel, a Udine, in compagnia di Patrizia Moroso, art director e anima dell’azienda di famiglia che ci parla della sua vita, della sua carriera e della sua visione.

Imprenditrice, direttrice artistica, visionaria: chi è Patrizia Moroso? Sono un po’ di tutte queste cose, un bel “minestrone” di ingredienti: non ho mai separato la mia vita privata dal mio lavoro e mai lo farò. Ho il grande privilegio di fare ciò che amo, l’ho vissuto come un destino favorevole, come un dono. Da piccola ero una bambina un po’ selvatica e ribelle: sono cresciuta tra la campagna e l’azienda di famiglia che i miei genitori hanno creato nel 1952: mio padre Agostino aveva 20 anni, mia madre Diana solo 17 e lavoravano entrambi già da tempo. Mentre tutti lasciavano l’Italia per andare all’estero e scappare dalla miseria, i miei hanno deciso di restare per creare qualcosa di nuovo, che appartenesse solo a loro: è così che hanno creato nel cortile di casa un piccolo laboratorio di tappezzeria in cui lavoravano fa-

Entrepreneur, art director, visionary: who is Patrizia Moroso? I am a bit of all these things, a nice “hodgepodge” of ingredients: I have never separated my private life from my job and I will never do it. I have the great privilege of doing what I love, I have experienced it as a favorable destiny, as a gift. As a child I was a little wild and disobedient: I grew up between the countryside and the family business that my parents created in 1952: my father Agostino was 20 years old, my mother Diana only 17, and they both had been working for some time. While everybody would leave Italy to go abroad and run away from misery, my parents decided to stay to create something new, which belonged only to them: this is how they created a small upholstery workshop in our backyard, where family and friends have worked and is still called Moroso.

La grande missione del design è disegnare la bellezza e renderla accessibile a tutti.

Genius People Magazine

The great mission of design is to draw beauty and make it accessible to everyone.


ON TREND

miglia e amici e che ancora Ogni cosa che ci succede ci fa diventare la persona che siaoggi si chiama Moroso. mo, ovvero un mix di dna, Quindi sei cresciuta respi- esperienza, realtà e decisione: la strada ce la scegliamo, non è rando l’aria dell’azienda. È un’eredità che ho nel sangue. solo una questione di destino. Il mio asilo privato era un tavo- Dopo il liceo classico a Udine lo da lavoro pieno degli scarti ho studiato al Dams di Bologna e in quella città ho trovato “il delle stoffe con cui giocare. Sono sempre stata molto cu- mio posto” tanto che ci sono riosa: quando, un po’ più rimasta per 10 anni: mi sono grande, abitavamo sopra l’a- innamorata del mondo del fuzienda, spesso scendevo metto, in particolare quelli nell’ufficio di mio padre per americani underground, e di guardarmi in giro. Sulla sua tutta la cultura alternativa stascrivania trovavo le riviste di tunitense. In quegli anni ho riferimento dell’epoca - Casa- conosciuto tanti artisti bravisbella, Domus, In - in cui pote- simi che sono diventati gli vo leggere di progetti meravi- amici di una vita. gliosi e iniziare a conoscere nomi come Ettore Sottsass, Restiamo ancora un po’ nel Superstudio, Archizoom e gli passato. Ci racconti l’inizio altri protagonisti dell’archi- della tua carriera? tettura e del design radicale Sono tornata in Friuli all’inizio degli anni ’80: l’azienda di faitaliano di quegli anni. miglia che fino ad allora era Ci troviamo all’interno di un stata costantemente in crescihangar degli anni ’50, nato ta, risentiva della crisi econocome stazione di servizio e ri- mica. Mancava la comunicamasto in stato di semi-ab- zione, non c’era l’idea del brand come oggi: allora bastabandono per lungo tempo. Un’architettura industriale va lavorare sodo e produrre unica nel suo genere in città. con qualità per avere mercato. Questo per noi è stato il punto È stata proprio la crisi ad insedi partenza del progetto FSM, gnarci che i primi a sparire a partire dalla creazione del sono quelli che non hanno un brand. Il nome stesso è stato nome, per quanto facciano un studiato e ideato prendendo prodotto di alto livello. C’era ispirazione dalla storia e bisogno di nuova visibilità, dall’origine dei primi motel nuova creatività, un approccio Agip italiani degli anni ’50. diverso. Oggi possiamo dire che ha trovato un’identità nuova ma La svolta è stata portare il rispettosa di quello che è sta- “tuo mondo” in azienda, giuto. Qual è il tuo atteggiamento sto? Sì, e l’ho fatto attraverso le nei confronti del passato? Il passato è il momento dell’e- persone, artisti e designer che sperienza. Amo la storia, mi hanno contribuito a creare la piace conoscere il percorso de- cifra stilistica della Moroso. gli avvenimenti che hanno Mio padre capiva subito chi creato la nostra realtà e il no- aveva talento e ne aveva granstro presente e questo vale sia a de rispetto. Infatti, quando inlivello personale che generale. vitai Massimo Iosa Ghini a col-

217

the way, it’s not just a matter of destiny. After the classical lyceum in Udine, I studied at the Dams in Bologna, and in that city I’ve found “my place” so much that I stayed there for 10 years: I fell in love with the world of comics, especially the American underground ones, and with the whole American alternative culhis desk I found the magazines ture. In those years I have met of reference of that time - Casa- many talented artists who have bella, Domus, In - where I could become friends of a lifetime. read about wonderful projects and get to know names such as Let’s stay a little more in the Ettore Sottsass, Superstudio, past. Can you tell us about Archizoom and the other pro- the start of your career? tagonists of the Italian architec- I returned to Friuli in the earture and radical design in those ly ’80s: the family business, which until then was constantyears. So you grew up breathing the air of the company. It is a legacy that I have in my blood. My private nursery was a work table full of scraps of fabrics to play with. I’ve always been very curious: when I was a little older, we lived above the company, I often used to go down to my fa-

We are in a hangar from the ’50s, born as a service station which remained in a state of semi-abandonment for a long time. A one of a kind industrial architecture in the city. For us this was the starting point of the FSM project, beginning with the creation of the brand. The name itself was studied and conceived drawing inspiration from the histoian Agip motels from the ’50s. Today we can say that it has found a new identity though respectful of what it used to be. What is your attitude towards the past? The past is the moment of experience. I love history, I like to know the course of events that have created our reality and our present, and this applies both on a personal and on a general level. Everything that happens to us makes us the person we are, that is, a mix of DNA, experience, reality and determination: we choose

Genius People Magazine

economic crisis. There was no communication, there was no sense of the brand as today: at that time in order to have a market, it was enough to work hard and guarantee quality. The crisis is exactly the one who appear are those who do not have a name, no matter how much high-level their products are. There was a need for new approach. The turning point was to bring “your world” into the company, right? Yes, and I did it thanks to the people, artists and designers who have contributed to creating Moroso’s stylistic code. My who had talent and had great consideration for them. Indeed, when I invited Massimo Iosa Ghini to collaborate with us, my father saw his value right away and welcomed him with enthusiasm. Massimo was only 22 but already a very good de-

Issue 14


218

03 laborare con noi, mio padre ne vide subito il valore e lo accolse con entusiasmo. Massimo aveva solo 22 anni ma era già un disegnatore bravissimo. È bastato il tempo di un’estate per immaginare un nuovo mondo di prodotti disegnati da lui: era il 1987 e decidemmo di presentare il progetto in un evento fuori salone a Milano durante la Fiera che all’epoca si teneva a settembre. La collezione fu un successo e mi riempì di coraggio per il futuro. Non solo: per la prima volta le riviste internazionali di design parlavano di noi e del design Moroso. Era nato un brand.

PATRIZIA MOROSO

Sì, tre incontri fondamentali. Iosa Ghini e poi Toshiyuki Kita e Ron Arad hanno tracciato le tre pietre miliari su cui si basa il fare design secondo Moroso: valorizzare i giovani talenti, esplorare culture lontane e diverse dalla nostra e fondare un nuovo rapporto tra design e arte.

Ci racconti queste storie? Nel 1988 conobbi un designer giapponese che sarebbe diventato ben presto uno di famiglia. Toshiyuki Kita decise di regalarmi il progetto di un divano, chiamato Saruyama, ovvero “montagna delle scimmie”: era qualcosa di mai visto prima, assomigliava alla Quindi è stato l’incontro con forma di una roccia. Per la le persone a segnare la storia Moroso si apriva una nuova porta verso mondi lontani: e la strada dell’azienda?

signer. One summer is the time it took to imagine a new world of products designed by him: it was 1987 and we decided to present the project during a side event in Milan during the Fair that used to be held in September at the time. The collection was a success

is based: to promote young talents, to explore cultures far establish a new link between design and art.

Can you tell us these stories? In 1988 I met a Japanese designer who would soon become one of the family. Toshiyuki Kita the future. And not only: for the decided to give me the design of a sofa, called Saruyama, or magazines were talking about “mountain of the macaques”: us and Moroso design. A brand it was something never seen before, it resembled the shape was born. of a rock. For Moroso, a new So did the encounters with people mark the company’s up: with Saruyama the search for harmony of the Japanese history and path? Yes, three fundamental ones. culture entered the homes. The Iosa Ghini and then Toshiyuki success of the collection was Kita and Ron Arad have traced enormous, to the point that it the three milestones on which is still in production after more design according to Moroso than 30 years.

Patrizia Moroso con Giorgio Di Bernardo Genius People Magazine


ON TREND

con Saruyama la ricerca dell’armonia della cultura giapponese entrava nelle case Il successo della collezione fu grandissimo tanto che è ancora in produzione dopo oltre 30 anni. Poi subito dopo, nel 1990, conobbi Ron Arad: da sempre abituato a lavorare il metallo, voleva realizzare degli imbottiti e allora gli proposi una collaborazione. Risultato: oltre 15 pezzi che traghettavano il suo linguaggio dalla saldatura alla cucitura, dal rigido al morbido, dal grigio del metallo ai colori primari, pieni e intensi del panno. Moroso è stata la prima azienda con cui ha lavorato: è stato un percorso irripetibile di creazione e traduzione di significati, non solo di forme. Ron, infatti, era un artista e il suo design era concepito come espressione personale per creare pezzi unici ed edizioni limitate. Con Moroso, invece, i suoi oggetti sono entrati nelle case di tutto il mondo.

Questo edificio racchiude sotto la sua cupola in cemento un’officina di moto con tutti i suoi spazi annessi e una piccola osteria su strada. A nostro parere però il progetto esprime al meglio il suo potenziale nel grande spazio vuoto centrale che allo stesso tempo unisce e divide le funzioni lasciando spazio all’immaginazione. Cosa ti ha portato a sceglierla come location per il catalogo Moroso? Perché questo luogo ha una forte vocazione internazionale, potrebbe trovarsi tranquillamente a Hong Kong o a New York. È un perfetto métissage, mette insieme tante anime diverse - moto, abiti, caffe e vino – e per questo mi è affine. Come set fotografico è perfetto, non può che far nascere nuove contaminazioni e significati in ciò che viene scattato. Guardiamo sempre al nostro presente. Un presente difficile che ha cambiato la nostra realtà in modo sconvolgente. Quali opportunità dobbiamo cogliere? Siamo su un crinale. C’è un prima e ci sarà un dopo. La sfida è enorme, per tutti. Mi auguro che l’umanità capisca e prenda consapevolezza che siamo arrivati ad un bivio per la nostra sopravvivenza e quella del pianeta. Questa emergenza è stata come un annuncio, una chance unica e irripetibile per capire come l’uomo deve vivere su questa terra, preservando le risorse invece di continuare a distruggerle. Il Covid-19 è l’ultima chiamata. Cogliamola.

Non poteva non esserci anche una donna in questo incontro di universi. È vero. Con Patricia Urquiola fu un altro colpo di fulmine. Patricia iniziò la collaborazione con Moroso nel 1999 e da subito sovvertì l’ordine delle cose: mentre prima le collezioni di design erano separate da quelle più tradizionali, con lei “tutto diventò design”, anche i prodotti più semplici per la casa. Fu una nuova rivoluzione per il marchio Moroso: la creatività non riguardava più solo una nicchia del mercato, anche i prodotti più disegnati erano pensati per essere vissu- Personalmente abbiamo sempre considerato il Design un ti quotidianamente.

219

Then immediately after, in 1990, I met Ron Arad: accustomed to working metal his whole life, he wanted to create upholstered laboration. The result: over 15 pieces that speak his language from welding to stitching, from rigid to soft, from metal gray to primary colors, full and vivid of the cloth.

breath unites and divides the functions, leaving room for imagination. What drove you to select it as the location for the Moroso catalog? Because this place has a strong international vocation, it could easily be found in Hong Kong or New York. It is a perfect métissage, it brings together many

he ever worked with: it was a unique journey of creation and translation of meanings, not just shapes. Ron, in fact, was an artist and his design was imagined as a personal expression to create one-of-a-kind pieces and limited editions. With Moroso, however, his objects have entered the homes worldwide.

for this reason we are similar. As a photographic set it is perfect, it can only give rise to new contaminations and meanings in what is shot.

And also a woman could not be missed in this encounter of universes. It’s true. With Patricia Urquisight. Patricia started to collaborate with Moroso in 1999 and since the beginning changed the order of things: with her “everything became design”, even the simplest home products, whereas before the design collections were separated from the more traditional ones. It was a new revolution for the Moroso brand: creativity was not just about a niche of the market, designed to be lived daily. This building contains, under its concrete dome, a motorcycle workshop with all its annexes and a small tavern on the street. In our opinion, however, the project best expresses its potential in the large central empty space that in the same

Genius People Magazine

We always look at our preshas changed our reality in a shocking way. What opportunities should we seize? We are on a ridge. There was a before and there will be an after. The challenge is enormous, for everyone. I hope that humanity understands and becomes aware that we have reached a crossroads for our survival and that of the planet. This emergency has been like an omen, a unique and unrepeatable chance to understand how man should live on this earth, preserving resources instead of continuing to destroy them. Covid-19 is the last call. Let’s take it. Personally, we have always considered Design as a very healthy way of looking to the future. A form of collective planning capable of analyzing and summarizing necessities and of facing changes as a source of inspiration. What role do you think Design will play in all this? Design itself has the “power to save the world”. Design now

Issue 14


220

03 modo molto sano di guardare al futuro. Una forma di progettazione collettiva capace di analizzare e sintetizzare le necessità e di affrontare i cambiamenti come fonte di ispirazione. Secondo te che ruolo avrà il Design in tutto questo? Il design ha in sé il “potere di salvare il mondo”. Il design ormai permea tutto della nostra quotidianità, rientra nella vita di ognuno di noi senza che ce ne rendiamo conto, dalla scelta della forma di un bicchiere, all’idea di un arredo. La grande missione del design è disegnare la bellezza e renderla accessibile a tutti grazie alla produzione industriale. Però in questo momento al design viene chiesto qualcosa in più. Che cosa intendi? Andare verso prodotti sempre più sostenibili trovando nuovi materiali. Non è facile nel nostro settore ed infatti è una sfida che si può vincere solo c’è unità di intenti tra aziende e mercato, influenzando le grandi multinazionali produttrici e chiedendo tutti insieme materiali più green. Il bravo designer di oggi è quello che saprà creare oggetti quanto più sostenibili per il mondo che verrà, per i nostri figli e i nostri nipoti. Il momento che stiamo vivendo ha cambiato profondamente il modo di vivere gli spazi. Luoghi solitamente più intimi si sono dovuti trasformare improvvisamente in ambienti di lavoro e ci siamo tutti ritrovati a vivere le nostre case in maniera molto più intensa, Questo ci ha portato a dover ri-costruire dei rapporti quo-

PATRIZIA MOROSO

tidiani con gli spazi e con gli oggetti. Tu come vivi la casa e i tuoi spazi personali e professionali? Ogni casa assomiglia a chi la abita. Nel mio caso è stato un colpo di fulmine: un terreno vuoto con una grandissima area verde non edificabile che sembrava una giungla. Quando ho chiamato Patricia (Urquiola) per il progetto le ho detto: “ho trovato un posto meraviglioso: voglio una casa che rispetti ciò che già c’è e che faccia entrare l’esterno all’interno”. Come la vivo? Come ho sempre fatto, anche prima dell’emergenza: è rifugio, è insieme di cose salvate e di idee, mi innamoro di oggetti e li porto a casa. È un grande loft senza chiusure e senza porte e gli oggetti ci vivono bene, trovano il loro giusto spazio. La casa è anche la continuazione del luogo di lavoro. Spesso ci organizzo anche le riunioni: si mette su un buon caffè e si parla, ci si confronta, si sta insieme. Alla fine di questo viaggio dal passato al presente: chi è quindi Patrizia Moroso? Quella di sempre. La bambina curiosa che si arrampicava sugli alberi e giocava sotto un tavolo pieno di stoffe. Forse solo un po’ più saggia.

permeates all of our daily lives, is part of the life of each one of us without realizing it, from the choice of the shape of a glass, to the idea of a furniture. The great mission of design is to draw beauty and make it accessible to everyone thanks to industrial production. But at the moment something more is searched for in design.

spects what is already there and that allows the outside to enter inside”. How do I live it? As I have always done, even before the emergency: it is a nest, a set of saved things and ideas, I fall in love with objects and take them home. It is a large loft without latches and without doors and

The house is also the continuaWhat do you mean? Going towards more sustain- tion of the workplace. We often have some meetings there too: materials. It is not easy in our sector and it is indeed a chal- talk, discuss, hang out. lenge that can only be overcome if there is a unity of pur- At the end of this journey pose among the companies from the past to the present: who is Patrizia Moroso? the large multinational manu- The usual one. The curious litfacturers and asking for more tle girl who climbed trees and played under a table full of fab“green” materials all together. The good designer of today is rics. Maybe just a little wiser. the one who will be able to create the most sustainable items for the world to come, for our children and grandchildren. The moment we are living has profoundly changed the way we live spaces. Places that used to be more intimate had suddenly turned into workplaces, and we all found ourselves living our homes in a much more intense way. This got us into having to re-build daily relationships with spaces and objects. How do you live your home and personal and professional spaces? Each house resembles its inhabitants. In my case it was with a huge green area not for construction, which looked like a jungle. When I called Patricia (Urquiola) for the project, I told her: “I have found a wonderful place: I want a house that re-

Genius People Magazine


03

222

FSM

Filling Station Motel – moto custom, officina e concept store

Filling Station Motel - custom service, workshop and concept store

Uno spazio dedicato ai viandanti d’oggi, agli amanti delle due ruote e

A space dedicated to today’s travelers, two-wheel lovers and local pa-

agli avventori locali, situato all’interno di un vecchio hangar dell’ENI-

trons, located inside an old ENI-Agip hangar which fell into disuse at one

Agip in disuso presso una delle poche stazioni di servizio nel centro di

of the few service stations in the center of Udine.

Udine.

Three souls coexist in the Fsm space: the motorcycle workshop (in par-

Nello spazio di Fsm convivono tre anime: l’officina di moto (in partico-

ticular Harley Davidson), which carries out repairs, customization service

lare Harley Davidson), che esegue riparazione, servizio di customizza-

and production of its own-brand motorcycles; the concept store dedi-

zione e produzione di motociclette a marchio proprio, il concept store

cated to two-wheel lovers, and last but not least the tavern, to taste a

dedicato agli amanti delle due ruote e non solo e infine l’osteria, per

selection of local wines and Italian excellence complemented by simple

degustare una selezione di vini locali ed eccellenze italiane accompa-

and seasonal food.

gnati da cibo semplice e stagionale.

The recovery project, curated by Visual Display, wanted to preserve the

Il progetto di recupero, curato dalla Visual Display, ha voluto preserva-

original personality and characteristics of the place, a rare example of

re personalità e caratteristiche originarie del luogo, un raro esempio di

industrial architecture in the city.

architettura industriale in città. Il primo passo è stata proprio la ricerca e la proposta di questa location

owners, a design choice that proved to be perfect both from a commer-

ai futuri titolari, una scelta progettuale rivelatasi perfetta sia dal punto

cial and an aesthetic point of view to give shape, substance and an un-

di vista commerciale sia da quello estetico per dare forma, sostanza e

mistakable character to the future project.

carattere inconfondibile al futuro progetto.

The name itself was studied and conceived by Visual Display drawing

Il nome stesso è stato studiato e ideato da Visual Display prendendo

-

ispirazione dalla storia e dall’origine dei primi motel Agip, sorti in tutta

peared in all Italy during the 1950s, just as a support service to large gas

Italia nel corso degli anni ’50 proprio come servizio di supporto alle

stations.

grandi stazioni di benzina.

The contamination of looks, styles and spaces becomes integral part and

La contaminazione, di sguardi, di stili e di spazi diventa parte integran-

common denominator of the experience inside the Filling Station Motel,

te e comune denominatore dell’esperienza all’interno di Filling Station

an old-fashioned yet innovative environment, a stopping place between

Motel, un ambiente retrò e innovativo allo stesso tempo, un luogo di

past and future.

sosta tra passato e futuro.

Intervista a Marco Zei titolare di FSM:

Interview with Marco Zei, owner of FSM:

Con una precisa idea imprenditoriale in testa, Marco Zei e Michela Sina,

With a precise entrepreneurial idea in mind, Marco Zei and Michela Sina,

titolari di Fsm e marito e moglie nella vita, si sono messi alla ricerca di

owners of Fsm and husband and wife in life, started searching for a place

un luogo in cui unire le loro passioni: le moto prima di tutto e poi l’amore per lo stile e il design e anche il piacere di stare in compagnia, maga-

for style and design, and also the pleasure of being in company, perhaps

ri davanti ad un buon bicchiere di vino.

over a good glass of wine.

“Amo il mondo delle due ruote – racconta Zei – e volevo creare un

“I love the two-wheel world - says Zei - and I wanted to create a

luogo che mettesse insieme tutto quello che un motociclista può cer-

place that would put together everything that a motorcyclist can

care: officina, assistenza specializzata, abbigliamento e accessori,

look for: workshop, specialized assistance, clothing and accessories,

condivisione e convivialità”.

sharing and conviviality”.

Il progetto era chiaro ma ci voleva lo spazio perfetto. “È stato amore a

The plan was clear but the perfect space was needed. “It was love at

prima vista: questo luogo aveva già una vocazione al mondo dei motori e anche un’architettura che poteva renderci liberi di creare quello che

and also an architecture that could freeing us to create what we have

sognavamo”.

dreamed of.”

Così è nato Fsm che ha inaugurato nella primavera del 2018 e che al suo

Thus Fsm was born, inaugurated in the spring of 2018, and which in-

interno è officina specializzata per moto, in particolare Harley Da-

ternally is a specialized workshop for motorcycles, in particular Harley

vidson, concept store e osteria. Tutti i diversi spazi interni “comunicano” tra loro grazie a vetrate trasparenti e reti metalliche mentre la stan-

“communicate” with each other thanks to transparent windows and wire

za centrale, con un grande tavolo conviviale e diverse zone lounge, diventa il raccordo dei diversi mondi Fsm. La clientela, infatti, è molto eterogenea: ci sono i professionisti e le per-

The clientele, in fact, is very heterogeneous: there are professionals and

sone che lavorano che si fermano per un pranzo veloce, ci sono i moto-

people who work and stop here for a quick lunch, there are motorcyclists

ciclisti che affidano le loro amate due ruote alle cure dell’officina, ci

who entrust their beloved bikes in the care of the workshop, there are

sono gli appassionati del design e dello stile, ci sono gli affezionati dell’ora dell’aperitivo serale.

Genius People Magazine


ON TREND

223

FILLING STATION MOTEL

Uno spazio dedicato ai viandanti d’oggi, agli amanti delle due ruote,

Progetto di interior design e branding a cura di Visual Display

da pag 223 a pag 229

1.

Genius People Magazine

Issue 14


224

03

FSM

La lounge dello spazio FSM, Udine Genius People Magazine


ON TREND

Genius People Magazine

225

Issue 14


226

03

FSM

Genius People Magazine


ON TREND

227

L’osteria all’interno di FSM

Genius People Magazine

Issue 14


228

03

FSM

Genius People Magazine


ON TREND

Genius People Magazine

229

Issue 14


Profile for VISUAL DISPLAY  Interior Identity Stories

GENIUS ON TREND by Giorgio Di Bernardo on GENIUS N. 14  

GENIUS 14 - GENIUS ON TREND by Giorgio Di Bernardo: "Interior, Identity, Stories" special guest Patrizia Moroso da FSM / Vi presento Albert...

GENIUS ON TREND by Giorgio Di Bernardo on GENIUS N. 14  

GENIUS 14 - GENIUS ON TREND by Giorgio Di Bernardo: "Interior, Identity, Stories" special guest Patrizia Moroso da FSM / Vi presento Albert...

Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded