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MIRKO TOMASELLO - Foto di SIMONE CONTADINI

WEBZINE FREE DOWNLOAD by A.C. JAPANIMATION - Anno IV - n. 36

NEWS COSP LAY

CULTURA MUSIC A

EVENTI


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EDITORIALE

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alve a tutti carissimi lettori di JAPANIMANDO! L’estate è ormai alle porte e noi stiamo lavorando sodo (come al solito) per realizzare nuovi appuntamenti sempre più divertenti ed appassionanti per tutti. Nel frattempo il nostro spazio “Wondergate” presso il Porto Turistico di Roma (Ostia Lido) sta diventando un appuntamento molto apprezzato dal pubblico e dagli stessi cosplayers che ne hanno colto l’atmosfera di puro divertimento anzichè quella di competizione che, spesso, si respira presso molte fiere del fumetto. Ma noi siamo più sbarazzini e cerchiamo di cogliere e di diffondere

quello che il cosplay deve essere, ovvero divertimento, gioia, condivisione, cultura e aggregazione... al di là dei premi e della fama. Anche l’omonima rubrica televisiva è in fase di realizzazione e continuiamo nella ricerca di nuovi sponsor che ci consentano di promuovere a più non posso le vostre attività inerenti al mondo del fantastico. Could you help us? Nell’attesa... anzi, tra una ricerca e l’altra, eccovi un nuovo e ricchissimo numero della vostra webzine del cuore: un cocktail pieno zeppo di interessantisimi contenuti, tutto da leggere e da ammirare, anche grazie alle tante news, fotografie ed opere artistiche!! ;) V. D’Amico

SOMMARIO Antarts si racconta ........................................... Pag. 4 L’arte del cosplay tra foto e libri ................... “ 6 Chiara: la stella dell’horror.............................. “ 9 Giuseppe,Yu-Gi-Oh e le orica........................ “ 10 2° “Fantacomics and Games” di Galliate..... “ 13 Il fantasy per la legalità ..................................... “ 14 Raccontiamo Walt Disney (Parte 5) ............. “ 18 Una nuova band per grandi classici............... “ 20 “2° Wondergate”: il viaggio continua ............ “ 23 4a Edizione del “Nippop” di Bologna............ “ 27 Omero, il nuovo amico dei bimbi .................. “ 28 Giovanni Toro il fantonnivoro ........................ “ 30 Il fumetto secondo Ivan Passamani ............... “ 38 Max racconta l’“Ankama Convention” ........ “ 40 Due giorni fatati al Lago di Garda ................. “ 43 Grandi tornei di videogames a Roma........... “ 45 Il primo romanzo di Michel Manetti ............. “ 47 Museo WOW Crowdfunding ......................... “ 48 Il Giappone dei mostri ..................................... “ 50 Un blog fantasy letterario d’incanto ............. “ 54 “Le Storie”: la gabbia ........................................ “ 56 “Jane”, la rivoluzione in lingerie ..................... “ 58 Vittorio Stagnani: una vita fantastica ............. “ 62 “Cthulhu Chronicles”: il fumetto................... “ 64 Conosciamo il “CivitaCosplay 2014” ........... “ 67 “La Forgia di Efesto” vi aspetta...................... “ 68 “Angel Beats!” & “Clannad” ........................... “ 70 Benvenuti al “1° Festival della Fiaba”............ “ 73 “Balthazar” di Berretta e Sidoti ..................... “ 74 Storie di un possibile futuro ........................... “ 76 “UiBù fantasmino fifone”................................. “ 78 Alessio Gallerani, autore del fantastico........ “ 80 Attenzione all’onda di sangue! ....................... “ 83 Vi raccontiamo il “Pordenone Comics” ...... “ 84 Nina, Salvatore, Chiara e la “Zazzamita” ..... “ 86 Veronika Santiago: passione fantasy .............. “ 88 Il ritorno di “Comixpoli”! ............................... “ 90 1a edizione del “San Marino Comics” .......... “ 92 Il boom del fumetto anni ‘70.......................... “ 95 L’evoluzione di Capitan Venezia ..................... “ 96 La cultura del fumetto giunge a Latina ......... “ 99 Steampunk & Anime ......................................... “ 100 “Alien Legion”.................................................... “ 102 Ecco a voi i signori dello Steampunk ............ “ 106 L’horror di Gandolfi e Sehlberg..................... “ 108 Il fotoalbum del “Puzzle Comics”.................. “ 110

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ANTARTS SI RACCONTA www.antarts.it - Su Facebook: Antarts

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iao! Mi chiamo Antonella in arte Antarts classe

1988. Fin da piccola sono rimasta affascinata dal mondo dall’arte, del fumetto, della pittura e soprattutto sono cresciuta guardando e disegnando i Manga e gli Anime dell’epoca. I miei cartoni preferiti erano quelli d’amore come quasi per tutte le bambine di allora: Sailor Moon, piccoli problemi di cuore, Georgie etc. etc. Ovviamente i primi disegni cercavano di emulare quello stile particolare dei cartoni che riempivano le mie giornate. Crescendo mi sono appassionata tantissimo a Dragon Ball (tutt’altro che romantico) ed è rimasto uno dei miei cartoni preferiti, ovviamente anch’esso ha ricevuto lo stesso trattamento, disegnato e ridisegnato centinaia di volte! Verso le scuole medie e superiori ho iniziato a farmi una vera e propria

cultura del manga (da bambina li leggeva mia sorella, ma io guardavo solo i disegni) e da quel momento questo mondo è entrato a far parte di me. Mentre a casa mi rilassavo con questo genere “nuovo” conseguivo il diploma di Liceo Artistico a Parma, nella mia città natale, specializzandomi nel settore di decorazione e

delle tecniche classiche. Il mio autore preferito è senza dubbio Masakatsu Katsura, che ha uno stile tra i più difficili dell’arte del manga. Io ovviamente cercavo di copiarlo per migliorarmi, fino a quando non sono entrata in Scuola Comics dove ho dovuto “buttare via” ciò che avevo imparato ed apprezzato fino a quel momento. Le basi del fumetto si fondano infatti sulla capacità di capire come si costruisce un disegno senza copiare e che, aimè, lo stile manga in Italia viene ben poco apprezzato. Per questo mi sono spinta verso uno stile più Francese (adoro tantissimo lo stile di Barbucci e a volte si nota la sua in-

fluenza nei miei disegni). Nel 2010, dopo tre anni da pendolare Parma-Firenze, mi sono finalmente specializzata nel settore fumetto. Nel 2012 mi sono sposata con un uomo che (ironia della sorte) ho conosciuto proprio in fumetteria, dove lui lavorava. Per necessità insieme a mio marito abbiamo preso sù tutti i nostri strani animaletti e ci siamo trasferiti a Ricengo, piccolo paesotto della provincia di Cremona e a Milano ho iniziato a seguire dei corsi brevi per incominciare a conoscere anche il mondo della grafica. Cercando di essere eclettica nell’ambito artistico ho iniziato ad affacciarmi al mondo del lavoro come freelance. Principalmente ho disegnato fumetti per alcune riviste in internet (ma che non mi hanno mai dato gran visibilità ne retribuzione) ho creato loghi, brochure, volantini, tableu, illustrazioni digitali etc. Ma non riuscendo a trovare la mia strada ho deciso di ripartire da zero riscoprendo le mie origini, per cui ho iniziato a proporre i miei lavori artistici che hanno richiesto l’uso di tecniche classiche, ovvero: acrilico liquido e sopratutto in pasta, acquerello, ecoline... etc.


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Il tema principale delle mie opere è la fusione della figura femminile (talvolta riprendendo le protagoniste di alcuni fumetti) con l’arte astratta e materica. Per quanto mi riguarda non sono mai stata una grande amante dei libri però ho apprezzato molto Harry Potter, stranamente devo dire, perché in generale non amo molto il fantasy. Sono invece una grande “macina film”, ne guardo in continuazione, soprattutto film d’animazione che siano Americani, Francesi o Giapponesi; il mio mito, come quasi per tutti quelli appassionati di anime e manga, è il grande Miyazaki!

Anche le sue opere sono e saranno molto riprese nei miei lavori, ma in generale ho sempre cercato di creare qualcosa di unico, innovativo e colorato! Questo è un po’ il mio segno, ma ovviamente su richiesta ho affrontato e affronto qualunque tipo di lavoro. In futuro il mio sogno è chiaramente di vivere di questo! E non per nulla il mio motto è: scambio Arte con Cibo... Antonella Troiano


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L’ARTE DEL COSPLAY TRA FOTO E LIBRI oscarez71@gmail.com - Su Facebook: Don Oscarez

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o sempre apprezzato il lavoro certosino dei cosplayers nella creazione di abiti, armature e accessori. Avendo da sempre la passione per la fotografia, mi è sembrato naturale immortalare questi artigiani / artisti nelle mie foto. Nascono da queste motivazioni le mie mostre, l’ultima delle quali si è tenuta durante il weekend del 10 e 11 maggio 2014 nella prestigiosa cornice di Villa Belvedere a Mirano. L’evento è stato organizzato col patrocinio del Comune di Mirano e della Biblioteca Comunale di Mirano nell’ambito della più ampia manifestazione del Maggio dei Libri 2014. Le mie foto ritraggono al-

cuni dei maggiori rappresentanti del cosplay in Italia ed è sempre un piacere lavorare con appassionati di questa Arte che sono anche splendide persone. Ho voluto trasformare la mostra in un’occasione per aggregare vari professionisti e divertire il pubblico, grazie all’esposizione delle scarpe dipinte a mano di D’Ora Hand Painted Shoes, alle esibizioni della scuola di ballo Officina della Danza, ai magnifici abiti d’epoca, indossati da modelle, creati dalla stilista Isabella Canalgrande, e infine alle sessioni di fotografia con i vari cosplayers intervenuti. Per tutta la durata della mostra è stato spiegato al numeroso pubblico intervenuto il significato di una manifestazione che mira a introdurre il cosplay nella cultura italiana con un nuovo approccio, capace di rendere onore all’abilità degli artisti che lo praticano, i quali si sono comunque prestati con entusiasmo alle curiosità di grandi e piccini. L’analisi del cosplay come forma d’arte artigianale / artistica è relativamente recente ed è iniziata da una conferenza ospitata al Museo di Arte Orientale di Ca’ Pesaro Venezia il 22 febbraio 2014, da cui è nato il saggio di Anna Castelli “Cosplay – Arte ludica contemporanea” pubblicato a cura de “I


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Saggi di Collana Imperium” (disponibile in Amazon.it e Lulu.com). Negli ultimi anni l’Italia si è attestata ai primi posti mondiali nell’arte del cosplay grazie alle vittorie dei team italiani al World Cosplay Summit edizioni 2005 / 2010 / 2013. Cimentarmi in ritratti di cosplayers, trovare la giusta atmosfera e il giusto paesaggio per trasformare in carne e ossa un

personaggio di carta, per me significa tenere ben salde le redini della mia passione per la fotografia e condurla all’organizzazione di eventi che lascino un piacevole ricordo sia a chi partecipa da protagonista, sia a chi interviene in qualità di pubblico. Questa volta mi pare proprio di esserci riuscito. :) Don Oscarez


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CHIARA: LA STELLA DELL’HORROR

http://stellascrittrice.wix.com/stella - Su Facebook: Stella Scrittrice

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ono nata a Torino nel 1975, la mia passione per il genere horror è scaturita leggendo i romanzi di Stephen King e guardando i film di questo genere. Scrivere horror è un modo per esternare le mie paure e sono anche appassionata del mistero: mi definisco una ricercatrice dell’ignoto. Adoro anche Mary Shelley per la creazione di “Frankenstein”. Il mio regista preferito è Dario Argento, infatti, uno dei miei film più amati è “Profondo Rosso”. Un altro film che ho molto apprezzato è “L’esorcista”, di cui ho letto anche il libro dell’autore William Peter Blatty. Penso che sia una delle pellicole più paurose di tutti i tempi. Nel 2013 ho pubblicato il mio primo libro: “Io sono

il male”. Il romanzo ha come co-protagonista il diavolo. La storia è ambientata a Torino, una

città magica ed esoterica, detta appunto la città del demonio. Nella vicenda s’intrecciano possessioni,

esorcismi e la leggenda occulta di questa magico capoluogo. Il bene e il male a confronto, legati agli episodi di una famiglia bolognese trasferitasi a Torino per lavoro, e da quel momento in poi succede il delirio. Si tratta di un misto fra realtà e fantasia, anche se c’è molto della mia immaginazione. La parte reale è quella delle visioni; due in modo particolare hanno segnato la mia esistenza: una l’ho avuta quando ero ancora una bambina e l’altra in età adolescenziale. Posso solo dire che quelle apparizioni non avevano nulla di benevolo e nel libro sono raccontate esattamente come le ho viste. Come scrisse Mary Shelley: ‹‹Ho trovato! Quello che ha terrorizzato me terrorizzerà gli altri››, nel 1931, nella prima edizione di Frankenstein o il moderno Prometeo, per gli editori della Standard Novels, la stessa cosa vale per me. Questo è derivato proprio alle manifestazioni oniriche avute. Amo la frase che ha fatto nascere un capolavoro della letteratura e del cinema: ‹‹Ognuno di noi scriverà una storia di fantasmi››, di Lord Byron, e ora, ecco la mia. Chiara Casamassima


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GIUSEPPE,YU-GI-OH E LE ORICA Su Facebook:TamaraeGiuseppe FG

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a mia passione per Yu-Gi-Oh! è cominciata proprio durante la prima serie del cartone animato. Incantato dal carisma dei personaggi, dalla bellezza

degli artwork e dall’interessante struttura del gioco, cominciai a collezionare le prime carte. Pian piano ho affinato le mie capacità e ho cominciato a partecipare ai

primi tornei. Le vittorie non sono arrivate subito, ma ho conosciuto tanti amici con cui ho condiviso e continuo a condividere questa passione. Dal mio punto di vista,

ogni duello è come una partita a scacchi: cambiano le pedine ma la concentrazione e le strategie da adattare ad ogni mossa (oltre a un pizzico di fortuna, ovviamente) sono essenziali per la vittoria. Alla fine, qualunque sia l’esito del combattimento, è sempre un piacere potersi confrontare con persone di ogni tipo, dai più giovani ai più “maturi” senza distinzioni di sesso, cultura o religione: è sempre possibile imparare qualcosa da ogni duello e da ogni duellante, anche se è “solo” un gioco di carte. Negli ultimi anni per diversi motivi non ho potuto dedicare molto tempo a deck e tornei ma ultimamente, grazie ad alcuni gentilissimi utenti di un noto forum dedicato a questo famoso gioco di carte collezionabili, mi sono avvicinato al mondo delle Orica. Orica è l’acronimo di ORIginal CArds e consiste nel creare artwork alternativi di carte già esistenti. Facendo una rapida ricerca su internet è possibile trovarne tantissime: da versioni femminili a nuove pose o espressioni dei mostri più belli, fino ad utilizzare immagini o personaggi che nulla hanno a che fare col mondo di Yu-Gi-Oh. All’inizio era solo una semplice ricerca di imma-


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gini sul web per ammirare i migliori lavori dedicati ai miei mostri preferiti ma ben presto ho cominciato a trovare alcuni tutorial per impa-

rare passo passo a portere quei capolavori dal mondo digitale a quello “cartaceo”. Utilizzando delle carte originali super rare di

poco valore, un dischetto di cotone, del solvente per unghie e tanto olio di gomito, è abbastanza semplice togliere l’inchiostro e lasciare la parte brillante della carta sulla quale applicare la nuova immagine precedentemente stampata su un foglio trasparente. La parte più difficile consiste nel riportare fedelmente i testi sulle nuove carte da realizzare con un buon programma di grafica, modificando le dimensioni delle font, la larghezza dei caratteri e il colore, ma una volta stampate e ultimate, la soddisfazione e la bellezza di ogni carta ripaga ogni minuto di lavoro. Dopo diversi tentativi e varie carte realizzate, ho

deciso di aprire una pagina su Facebook per tentare di venderle: é nato così Le Orica di Peppe, che raccoglie tutte le mie idee e le mie creazioni che aumentano giorno dopo giorno, con la speranza che il pubblico le apprezzi e faccia qualche richiesta. Il mondo di Yu-Gi-Oh comprende molto altro: amicizia, divertimento, agonismo, collezionismo; affina la mente e aumenta le capacità strategiche e di concentrazione. Ho amato questo gioco fin dagli albori e sono felicissimo di farne parte ancora oggi. Buon duello a tutti! Giuseppe Gambino


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2° “FANTA COMICS AND GAMES” DI GALLIATE www.galliatecomics.it - Su Facebook: Festival del Fumetto - Galliate

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orna la seconda edizione della Fiera del Fumetto del novarese, il FANTA COMICS AND GAMES. Visto il grande successo ottenuto durante la prima edizione, lo staff organizzativo ha deciso di ingrandire gli spazi espositivi per la seconda. Ma quali saranno le grandi novità del “Fanta Comics and Games”? Partiamo subito da uno degli eventi che è il cuore pulsante di ogni fiera: LA GARA COSPLAY. L’iscrizione alla gara è assolutamente gratuita, come del resto lo è anche il biglietto di ingresso; la grande novità è che il Fanta Comics quest’anno vi porterà a Lucca. Ebbene si, abbiamo preparato degli ingressi gratuiti per la fiera che verranno elargiti ai vincitori. Abbiamo deciso di creare anche un’area che notiamo spesso mancare alle fiere del fumetto; si tratta dell’area Games/Ludica. Potrete visitare un’intera area con tavoli dimostrativi, tornei, gdr e trovare molte case

editrici del settore che presenteranno anche alcune novità. Un altro evento assolutamente da non perdere è l’incontro con alcuni Youtubers, uno dei nomi all’occhiello di quest’anno è Maurizio Merluzzo e tutto lo staff di COTTO E FRULLATO; ma non

mancheranno nomi come VICTORLASLZO, STRIPS,VIDEOGIRLSKAI, BOBAN PESOV e molti altri. Torna anche l’HARRY POTTER SUMMER CAMP con moltissime sorprese e novità, preparatevi quindi ad immergervi per due giorni nella

scuola di Magia e Stregoneria più pazza al mondo. Indispensabili per la buona riuscita di una fiera degna di questo nome sono gli autori, le mostre, la sezione dedicata ai fumetti e ai gadget... non mancheranno anche gruppi di rievocazione storica e molto, moltissimo altro tutto ad INGRESSO GRATUITO. “Fanta Comics and Games” è un evento creato da appassionati del settore per gli appassionati. Tutto ciò che ricaviamo da questo evento lo daremo in beneficenza, compreremo beni di prima necessità per chi ne ha più bisogno. La più grande soddisfazione che potremo mai avere da questo evento è vedervi in tanti, tantissimi e far si che tutti possiate passare due giornate spensierate in un periodo in cui ogni tanto è meglio staccare la spina e dimenticare i problemi che ci circondano almeno per qualche ora. Lorenzo, Marcello, Federico Lo Staff


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IL FANTASY PER LA LEGALITA’

www.fantasyday.altervista.org - www.leconnessioniinattese.com

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l Concorso RACCONTI in BIBLIOTECA giunge quest’anno alla sua IIIa edizione e vede crescere di anno in anno la sua diffusione sul territorio nazionale dando spazio, in particolare, a giovani

scrittori emergenti. L’edizione di quest’anno è dedicata al Fantasy per la legalità. Comprende una SEZIONE ADULTI, rivolta ai maggiori di 18 anni e una SEZIONE SCUOLA distinta in tre categorie

(scuola primaria; scuola secondaria di primo grado; scuola secondaria di secondo grado). E’ indetto dall’Associazione ALTANUR, con la collaborazione dell’Associazione LINEADARCO, ed è inserito nel FAN-

TASY DAY, un progetto che l’Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano ha attivato nell’ambito dell’attività “Giovani contro la violenza” approvata dalla Regione Campania. Il termine ultimo per la presentazione dei lavori è sabato 27 settembre 2014. La GIURIA è composta da scrittori ed esperti del settore Fantasy e la Premiazione si terrà Domenica 12 ottobre 2014 alle ore 10.30 presso la Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano in Villa Bruno, via Cavalli di Bronzo, 20 proprio durante il FANTASY DAY – intera giornata organizzata dall’Associazione ALTANUR e dedicata al Fantastico con Rievocazioni storiche e fantasy, Incontri con gli Scrittori, Giochi di ruolo, Caccia al tesoro, Mostre, Laboratori di scrittura e di recitazione, Gara COSPLAY, Set fotografico, Trucco e travestimenti per grandi e bambini. I racconti premiati entreranno a far parte di un ebook che sarà diffuso gratuitamente sul web. RICHIESTA MODULI ED ALLEGATI (A - B) Altanur - Associazione Culturale Interdisciplinare Segreteria: Via Recanati, 41 - 80046 San Giorgio a Cremano (NA). Tel. 333/44.94.037


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E-mail: info@leconnessioniinattese.com PREMESSA Il concorso “Racconti in Biblioteca – Fantasy edition” si compone di una SEZIONE ADULTI, rivolta ai maggiori di 18 anni e di una SEZIONE SCUOLA distinta in tre categorie (categoria scuola primaria; categoria scuola secondaria di primo grado; categoria scuola secondaria di secondo grado). Il concorso è indetto dall’Associazione Interdisciplinare ALTANUR, con la collaborazione dell’Associazione LINEADARCO, ed è inserito nel FANTASY DAY, un progetto che l’Amministrazione Comunale di San Giorgio a Cremano ha pensato nell’ambito di “Giovani contro la violenza” un’attività approvata dalla Regione Campania con D.D. n° 974 del 30.12.13.

Da sempre il ‘fantastico’ è fortemente collegato al BENE e al MALE ed alla loro eterna lotta. Le storie fantastiche sono sempre portatrici di riflessioni sul tema, con eroi o personaggi imma-

ginari che si battono per importanti principi etici. Il Fantastico trae la sua origine dalla fantasia, dall'immaginazione e proprio tramite le vicende fantastiche è più facile mostrare la realtà,

estrapolandola dal suo contesto specifico e rendendola universale: miti, leggende, archetipi sono mezzi utili per aiutarci nel cammino della consapevolezza. Gli autori di fantasy e di fantascienza creano mondi e personaggi immaginari attraverso i quali veicolano messaggi importanti che arrivano diretti al nostro intimo pensiero superando le barriere e le sovrastrutture. NORME I partecipanti dovranno produrre un racconto di genere Fantastico (Fantasy o Fantascienza) in cui ci siano collegamenti alla tematica della legalità in tutte le sue accezioni, pena l’esclusione dal Concorso. Ogni partecipante potrà proporre una sola opera inedita che non sia mai stata premiata in un concorso. Il racconto dovrà essere


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inviato esclusivamente sotto forma di file e dovrà essere scritto in ARIAL 11, interlinea 1.5 per un totale di massimo 2 fogli A4 con margini di cm 2 per lato. I partecipanti dovranno inviare i racconti esclusivamente sotto forma di file word all’indirizzo email: info@leconnessioniinattese.com allegando scheda di partecipazione (per la sezione ADULTI Allegato A; per la sezione SCUOLE - Allegato B). La ricezione sarà segnalata da un messaggio di posta elettronica. Ogni scuola potrà partecipare al concorso, previa selezione interna, con un massimo di 15 racconti e inviandoli esclusivamente sotto forma di file word (rispettando rigorosamente quanto scritto ai

punti 1; 2; 3) all’indirizzo e-mail: info@leconnessioniinattese.com allegando la Scheda di partecipazione (vedi allegato B). In calce ad ogni racconto dovranno essere inseriti i dati identificativi dell’allievo (nome e cognome, età, classe di appartenenza e scuola). Tutti i partecipanti ADULTI e le SCUOLE autorizzeranno ad utilizzare, pubblicare e diffondere con qualsiasi mezzo le opere inviate, con la citazione della fonte, senza pretesa di compenso alcuno per i diritti d’autore, compilando la DICHIARAZIONE inserita negli ALLEGATI al presente bando e inserendo tutti i dati richiesti. Tali dati saranno usati esclusivamente ai fini della realizzazione del


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Concorso. I lavori saranno sottoposti a giudizio insindacabile della giuria di esperti nominata dalle Associazioni

ALTANUR e LINEADARCO. La Premiazione si terrà Domenica 12 ottobre 2014 alle ore 10.30

presso la Sala lettura della Biblioteca Comunale di San Giorgio a Cremano sita in Villa Bruno, via Cavalli di

Bronzo, 20 durante il FANTASY DAY – una intera giornata dedicata al Fantasy con rievocazioni storiche e fantasy, giochi di ruolo, mostre, laboratori, gara cosplay, trucco e travestimenti per i più piccoli. I migliori racconti entreranno a far parte di un ebook che sarà diffuso gratuitamente sul web. Il termine ultimo per la presentazione dei lavori è: ore 24.00 di sabato 27 settembre 2014. Altanur Staff


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RACCONTIAMO WALT DISNEY (PARTE 5) Su Facebook: Walt Disney e il suo magico mondo

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er Disney, lavorare in squadra era importante. Tutti dovevano dare il loro meglio perchè, a detta sua, tutti erano importanti: dagli animatori, agli attori fino ai compositori di colonne sonore. Disney decise di puntare sui lungometraggi. Un personaggio fittizio che stava avendo successo in quel momento e che poteva mettere i bastoni fra le ruote alle produzioni di Disney era

Popeye, il marinaio di Max Fleischer. L’idea di realizzare un lungometraggio era nata già nel 1933 e nel 1934, anno di inizio del progetto, venne costruito un reparto solo per lavorare sulle animazioni. Diseny era cosciente che i corti (soprattutto, I tre porcellini) gli avevano dato parecchio successo e gettarsi in una nuova impresa sarebbe stata folle. Infatti, i suoi familiari erano piuttosto perplessi

e cercarono di contrariarlo. Tuttavia, Disney sapeva benissimo che gli incassi derivati dai corti andavano a finire nelle mani del produttore e non nelle tasche di Disney. Perciò, egli decise di cimentarsi nel suo primo lungometraggio realizzando Biancaneve e i sette nani. La scelta verso Biancaneve si deve a una sua partecipazione, all’età di 15 anni, a uno spettacolo muto su Biancaneve por-

tato in scena dall’attrice Marguerite Clark nel Kansas. Disney conosceva la versione dei fratelli Grimm e le fiabe gli avevano dato lo spunto anche per le Silly Symphonies. Il budget che Disney voleva utilizzare era di 250,000 dollari. L’intento di Disney era di puntare tutto sulla caratterizzazione dei personaggi e di dare un’anima a essi e non mere riproduzioni grafiche. Egli era coinvolto in prima persona e correggeva qualsiasi inutile aggiunta che non delineasse null’altro che aridità. Molti furono i fogli con esempi, idee, abbozzi, ecc! Gli animatori lavoravano sodo affinchè creassero dei personaggi indimenticabili, ma soprattutto semplici e accessibile a un pubblico adulto (Disney aveva pensato agli adulti che sono “bambini dentro”). Disney puntava soprattutto alla caratterizzazione dei sette nani; voleva dargli un’anima sotto forma di gag comiche. Furono interpellati degli attori che diedero lo spunto per ricreare le distinte personalità dei nani. L’impresa non fu facile e Disney ancora vedeva lontana la meta del successo di Biancaneve. Per Disney, era fondamentale che si guardasse la realtà, che non si dise-


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ruolo a David Hand, regista supervisore di Biancaneve. L’altra ambizione di Disney era che il cartone dovesse far commuovere il pubblico e toccare le corde dell’animo umano. Solo così, il cartone avrebbe impresso il suo marchio eterno nel mondo dell’animazione. Per quanto riguarda il ruolo delle donne nello studio Disney era prettamente a carattere di inchiostratura. Il loro unico compito era quello di inchiostrare e colorare e dovevano utilizzare pennino e pennello con abilità. Il lavoro era duro, ma esse portavano avanti il loro compito con piacere e dedizione. Il distributore di Disney

gnasse a caso, ma allo stesso tempo, non doveva essere una mera produzione della realtà. Gli animatori dovevano infondere un qualcosa di unico e innovativo, ma allo stesso tempo semplice. Egli puntava sulla caricatura della vita dell’uomo moderno. Tuttavia, non disdegnò affatto lo studio dal vero. Nel 1935, Don Graham, tenne una serie di lezioni sull’osservazione della realtà, di come gli umani si muovevano nello spazio. Per quanto riguarda Biancaneve, le scene che la ri-

guardavano venivano girate prima da attori in carne e ossa e poi da lì venivano disegnate per essere animate. Nel novembre del 1935, iniziarono le riprese con Marjorie Belcher nei panni di Biancaneve che indossava un elmetto con su dipinti i capelli di Biancaneve. La giovane, tuttavia, si stancava perchè esso pesava. Nonostante la buona volontà, le difficoltà non diminuirono affatto e Disney decise di abbandonare l’idea di essere il regista e affidò questo

era la RKO Radio Pictures e Biancaneve fu proiettato al Carthay Circle Theatre il 21 dicembre del 1937 di Los Angeles, poi a New York e infine a Miami. Fu un successo sia di pubblico che di critica e gli incassi furono molto alti. Disney ricevette Lauree ad Honorem sia dalla Yale University che dall’Harvard. Nel 1939 egli vinse l’Oscar con una statuina più sette che rappresentavano i nani. A consegnarglieli fu un’attrice che avrebbe bucato lo schermo: Shirley Temple. Ermelinda Tomasi


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UNA NUOVA BAND PER GRANDI CLASSICI Su Facebook: New Team Band

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ual è la fredda persona che, sentendo le sigle dei cartoni animati di quando era piccolo, non si commuove o si scatena, a tempo di musica? Se esiste, noi non vogliamo conoscerla! Noi siamo quelli che collezionavano robot e guerriere Sailor, e che ancora li guardiamo con malin-

conia e di certo non ce ne vergogniamo affatto! Il nostro gruppo nasce proprio dalla voglia di basare un’intera serata sul ricordo, sul divertimento e sul tornare bambini. La New Team Band, nome ovviamente preso dalla squadra di calcio di Holly e Benji, comprende sei membri, di fasce d’età diverse, tutte unite in

questo progetto nostalgico e molto spassoso. Tutti abbiamo un “nome d’arte”, inerente al nostro ruolo come giocatori e come musicisti: Singer Price (Lidia Marino, cantante); Board Harper (Giorgio Correnti, tastierista e voce maschile); Drum Becker (Sante Ferrazzoli, batteria); Bass Lenders (Ales-

sandro Maccari, basso); Rythm Hutton (Francesco Di Girolamo, chitarra acustica) e Guitar Ross (Giuseppe Arena, chitarra elettrica). Ci siamo conosciuti in un’associazione ludica a Bracciano – La Gilda del Drago Nero –, adibita al gioco di ruolo, dove abbiamo unite le nostre passione per il fantasy,


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per i fumetti, per i film e i libri di fantascienza e, infine, per la musica e gli anime e abbiamo creato questo progetto. L’amore per i cartoni, infatti, è solo l’inizio di un interesse ogni giorno più grande per l’universo fantasy che ci circonda e che è sempre più dilagante: Lidia, ad esempio, ha una vera e propria venerazione per il genere fantasy, che varia dal desiderio infantile di trasformarsi in guerriera Sailor, a vagare nella Oxford alternativa della Bussola d’Oro, mentre Giorgio, studia musica sin da piccolo e si appassiona ai fumetti e al mondo fantasy al punto da lavorarci anche nel privato, organizzando tornei di Magic presso un negozio a La Giustiniana. Sante, batterista incredibilmente dotato, oltre che anima e divertimento del gruppo, ama in particolare il mondo de “Il Signore degli Anelli”, tanto da avere come soprannome proprio “Ramingo”, ma si sta anche prodigando di recente nella composizione di un suo fumetto

fantasy satirico super simpatico. Francesco, detto il Diggi, è un giocatore fantasy e divoratore di manga e anime da molto tempo, tanto da diventare il presidente della suddetta associazione ludica. Alessandro, nonostante l’età, è ancora un bambinone... in senso buono, ovviamente. Ama tutt’ora guardare cartoni

e fomentarsi con le loro sigle, così come ognuno di noi, del resto! Ma ci piace comunque prenderlo in giro, come se fosse il solo. Giuseppe è un chitarrista e un insegnante di chitarra molto bravo e capace e, nonostante non sia un vero e proprio nerd come noi altri, si è immedesimato subito nello spirito del

gruppo, lasciandosi trasportare dalla musica “attraente” delle sigle dei cartoni animati. La band è nata sotto la grande forza di volontà di Lidia, la cantante, che ha fatto di tutto per riunire il gruppo scegliendo i migliori, ma anche i più simpatici (e modesti!). E, dopo tante prove e sforzi, la New Team Band ha finalmente fatto il suo esordio all’Oasis Bar di Bracciano il 04 aprile del 2014 e ha già in serbo molte date estive, tra Manziana e Bracciano, pronta anche a trasferirsi a Roma per portare il suo brio e la sua infantile carica. Per entrare nell’atmosfera, nei nostri concerti amiamo spingere il pubblico a venire in cosplay, tanto che noi accoglieremo tutti con la divisa della squadra e l’immancabile cappello rosso di Benji! Non c’è una particolare predisposizione per una tipologia di cartone: spazziamo da pezzi più “vecchi” (ma comunque sempre alla moda) come Daitarn 3, passando per Jem, Lupin ed arrivando alle più moderne sigle dei Pokemon o di Rossana. Se quindi la vostra passione per i cartoni è la stessa che ci ha spinti a creare questa Band, dovete partecipare ai nostri concerti e divertirvi con noi! E ricordate: “scoppia un tifo indiavolato!” New Team Band


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“2° WONDERGATE”: IL VIAGGIO CONTINUA www.japanimation.it - Su Facebook: A.C. JAPANIMATION

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e 25 maggio 2014: dopo l’annullamento dell’appuntamento di aprile a causa del maltempo, finalmente due giornate di bel tempo con tanti cosplayers e divertimento per tutti... in attesa di crescere ancora secondo i nostri obiettivi ed i vostri desideri. Questa è solo una piccola parte delle fotografie fatte ai ragazzi dal nostro

fotografo Mario Buonanno e spero vi piacciano! Intanto avvisiamo tutti che il Wondergate di giugno averà luogo nei giorni 21 e 22 e ci si divertirà fino a tarda serata: seguiteci nella nostra pagina di facebook “Wondergate Italia” e ne saprete di più. Grazie a tutti!! Vincenzo D’Amico


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4A EDIZIONE DEL “NIPPOP” DI BOLOGNA www.nippop.it - Su Facebook: NipPop

NipPop: Parole e Forme da Tokyo a Bologna 6 – 7 – 8 giugno 2014 Quartiere Santo Stefano e Quartiere Porto, Bologna Ingresso gratuito

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i rinnova anche quest’anno l’appuntamento con “NipPop: Parole e Forme da Tokyo a Bologna”, che giunge così alla sua quarta edizione. L’evento, nato con il supporto e il sostegno dell’ex-Facoltà di Lingue (attuale Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione) dell’Università di Bologna, propone al pubblico una

serie di incontri, workshop e iniziative con esperti e artisti di fama internazionale che si concentrano sull’analisi delle tendenze pop del Giappone contemporaneo, dedicando particolare attenzione agli ambiti dell’animazione, del manga, della filmografia, dell’arte e della letteratura. Dal successo di pubblico sempre maggiore riscontrato edizione dopo edizione, a fine 2013 è stata inoltre istituita l’Associazione culturale NipPop, che si pone l’obiettivo di promuovere la cultura giapponese contemporanea in Italia e vuole anche rappresentare un’occa-

sione per un contatto più vivo fra l’Ateneo e la città di Bologna, valorizzando le possibilità di interazione con il territorio, con la comunità giapponese che qui risiede, e con le altre associazioni culturali locali da tempo impegnate nella promozione della cultura del Sol Levante. L’edizione di NipPop 2014 si articola in tre giornate e in due diversi spazi bolognesi: l’appuntamento è previsto per venerdì 6 giugno presso il Quartiere Santo Stefano, e per sabato 7 e domenica 8 giugno al Nuovo Cinema Nosadella/Quartiere Porto, dove per

l’occasione verranno allestiti un’area espositiva e uno spazio dedicato all’intrattenimento, con una gara di cosplay e performance di arti tradizionali e marziali. Il programma di quest’anno include la partecipazione di artisti come il disegnatore Tagame Gengoroh e la scrittrice e blogger Sakurai Ami, di esperti quali Erica Baffelli (University of Manchester, Regno Unito), Morikawa Kaichirō (Meiji University, Giappone) e Ian Condry (MIT. Stati Uniti), di responsabili editoriali tra cui Alessandra Marchioni (Panini Comics – Planet Manga), Nino Giordano (Renbooks), Cristian Posocco (Flashbook), Asuka Ozumi (BD), del doppiatore Ivo de Palma, e di molti altri studiosi, traduttori, fumettisti e scrittori italiani e stranieri. Quest’anno NipPop ha inoltre collaborato con Renbooks, casa editrice bolognese dedicata al fumetto LGBT con un occhio particolare ai manga, e la galleria ONO Arte contemporanea di Bologna per l’allestimento, presso quest’ultima, di una mostra dedicata alle stampe del disegnatore di manga Gengoroh Tagame, che sarà visibile al pubblico per tre giorni a partire dalla sera del 29 maggio. NipPop Staff


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OMERO, lL NUOVO AMICO DEI BIMBI

www.kisskissbankbank.com - Su Facebook: Omero l’osso del mistero

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ccoci amici con un libro e un progetto dedicato ai bambini a partire dagli otto anni che ha come personaggi delle ossa, nato dall’incontro tra una scrittrice per l’infanzia, Chiara Patarino, un ortopedico Luigi Grosso e due illustratori Cristian Canovi e Maurizio Roggerone. Così ha preso vita Omero, l’osso della spalla appassionato di mistero e gli amici Ossetti del paese fantastico di Ossicelli. Un “osso per amico” per avvicinare bambini e fami-

glie in maniera giocosa ad un argomento normalmente trattato in maniera scientifica e distante dal loro mondo. Perché parlare delle ossa solo quando si rompono? E’ necessario infatti prendersi cura delle ossa sin da piccoli per aiutarli a svilupparsi con una crescita armonica. Per far crescere i nostri figli forti, sani e robusti Omero diventa l’osso amico dei nostri figli insieme a tutti i personaggi buffi e divertenti della storia.

Chi è Omero? Nato dalla fantasia della scrittrice Chiara Patarino, e’ un osso della spalla, curioso e appassionato del mistero; insieme a lui l’amico Ginocchio e la deliziosa Costoletta abitano a Ossicelli, un paese un po’ bizzarro dove tutti gli abitanti indossano strani e colorati cappelli. Ma dalla vicina Radio Orecchio arrivano strani bisbigli... Nel libro la sezione “Salute in spalla” a cura del Dott. Luigi Grosso con consigli semplici e pratici

su come prendersi cura delle ossa per bambino, mamma e papà. I bei disegni che colorano la storia con vivacità e ironia sono di Moai Studio. Per realizzare il libro, stamparlo, farne un’ebook interattivo e tradurlo abbiamo scelto Kiss Kiss Bank Bank ed il metodo di contribuzione attraverso il crowdfunding, semplice, veloce e costruito insieme a chi condivide questi valori. Vogliamo far diffondere la cultura delle ossa, con il sorriso sulle labbra. Un libro e un fumetto a misura di bimbo e Ossetto! Cliccate nel link in alto, cari amici di bambini, libri e di fumetti, aiutateci nel progetto. Come? Registrandovi sulla piattaforma, contribuendo, si parte da cinque euro, e facendo passaparola con i vostri amici. Tutti per uno, un osso per tutti! Dai, che tutti insieme ce la facciamo, abbiamo già raccolto il 25% in pochi giorni, noi ci crediamo fino all’osso ...e tu? Ecco il team: - Chiara Patarino, autrice di narrativa per l’infanzia e blogger ha ideato e scritto la storia di Omero, l’osso del mistero e i segreti di Radio Orecchio. Dopo una laurea in legge si occupa per molti anni di divulgazione della cultura scientifica presso l’Istituto Nazionale per la


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Ricerca sul Cancro di Genova. Membro di F.E.R.P.I, dal 2002 unisce alla comunicazione d’impresa l’attività di narrativa per l’infanzia. Collabora con il magazine per bambini 0-12 anni “Bambinosaraitu”. Scrive sul proprio Blog: Petali di storie. Abita a Napoli dal 2010. Nella serie Bianca de Il Battello a Vapore – Piemme Edizioni - ha pubblicato con Aurora Marsotto la serie Tino il cioccolatino che prevede nuove puntate nei prossimi anni, i diritti della serie sono comprati in Russia e Brasile. Tino il cioccolatino ha inaugurato la campagna dei "Cioccolibri" Ferrero nel 1992 con ampia diffusione in edizione speciale.Seguono poi Tino il cioccolatino va Parigi,

Tino il cioccolatino e il chicco d’oro, Tino il cioccolatino nella foresta nera e Le avventure di Tino il cioccolatino, e Tino il cioccolatino sulla cima del Vesuvio, ambientato a Napoli. La collana è letta nelle scuole sul territorio nazionale. Altri personaggi nati dalla sua penna sono Camillo Fusillo, Fortunata Arancia Profumata e Giginzucchina per la Collana Gusto in Tasca di Carthusia Edizioni. La collana è nata nel 2008 per sensibilizzare bambini e famiglie sulle tematiche della corretta alimentazione attraverso un’operazione “simpatia” nei confronti degli alimenti. Siti: www.chiarapatarino.it http://chiarapatarino.blogspot.com - Luigi Grosso ha curato la

rubrica “Salute in spalla” nel libro di Omero. Chirurgo Ortopedico e dal 1997 si è appassionato di Chirurgia della Spalla aprendo nel 2000 un ambulatorio dedicato a questa specialità presso l’Ospedale San Gennaro di Napoli. Nel percorso professionale si è occupato molto della crescita ortopedica infantile; infatti, sia a Napoli sia all’estero, ha promosso check-up di studio dello sviluppo dello scheletro nella fase evolutiva della prima infanzia. Divulgatore scientifico collabora con il blog Medicitalia.it L’amore per la salute ossea dei bambini non è mai diminuito e così, grazie all’incontro con Chiara, è nata l’idea di scrivere un libro dove i personaggi fossero, questa volta, proprio le ossa del nostro corpo con l’intento di fare qualcosa di utile per i bimbi. Siti: www.luigigrosso.net www.medicitalia.it/luigigrosso

- Ecco i disegnatori Christian Canovi e Maurizio Roggerone di Moai Studio di Genova. Attraverso i loro disegni ha preso forma la storia di Omero. Hanno disegnato vari libri di narrativa e scolastica, realizzato diverse animazioni per diversi format, creando personaggi per serie tv e giocattoli. Così, tra le tante esperienze, son nati i libri e i personaggi della serie Tv “Vipo, Adventures of the Flying Dog”, tante illustrazioni di collane per libri di scolastica e gli episodi della serie didattica “Le avventure di Filippo e Briciola e Francesca e Baffino” per il comitato “Sicuri Insieme” dei Vigili del fuoco di Genova che è poi diventato un bel progetto nazionale. Sito: www.moaistudio.com Omero Staff


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GIOVANNI TORO IL FANTONNIVORO www.shortdieci.it - Su Facebook: Bancomatto

Ciao Giovanni e benvenuto tra noi.Ti va di presentarti ai nostri lettori? Certo, mi chiamo Giovanni e vivo a Roma dal 1994, sono di origine siciliana. Sono un appassionato di fantascienza da quando per la prima volta a sette anni andai al cinema e vidi “Incontri ravvicinati del Terzo Tipo” di Steven Spielberg, indimenticabile! Amo tutto ciò che riguarda il cinema, i cartoni animati, i fumetti, le illustrazioni, la pubblicità, il design. Mi piace la buona musica anche se preferisco generi non molto diffusi in Italia come la musica Country, lo Smooth Jazz e la pop dance anni 80 e 90. Leggo molti libri di saggistica, scrivo recensioni cinematografiche, mi piace disegnare e adoro gli Stati Uniti per tutto

tempo pieno e ultimamente sto lavorando al mio ultimo cortometraggio dal titolo “Bancomat...to!”. Adesso però fermatemi altrimenti rischio di parlare per ore delle cose che mi piacciono (risata)!

quello che rappresentano nell’immaginario collettivo: libertà, creatività, e il “se voglio, posso!”. Faccio

il filmmaker per hobby, sperando che possa un giorno (ma quando?) diventare un lavoro a

Wow! Non si può certamente dire che non hai interessi. Certo che sei partito bene con la fantascienza, “Incontri ravvicinati del terzo tipo” è uno dei classici del genere! Esatto! Solo che quando lo vidi ero troppo piccolo per capire cosa fosse la fantascienza ma stranamente continuavo, e inconsapevolmente, a scegliere sempre la stessa tipologia di film fino a quando a metà degli anni 80, dopo aver visto film come Superman, Ritorno al Futuro, Giochi Stellari, Navigator, Guerre Stellari, Alien e molti altri non realizzai che mi piaceva moltissimo questo genere di film. Quindi cinematograficamente, inventiamoci questo termine, sei un “fantonnivoro”? A me piace tutto il cinema in generale a prescindere dal genere. Guardo di tutto ma non posso negare di avere un debole per la fantascienza


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quest’ultimo purtroppo chiuse, credo sul finire degli anni 80.

perchè secondo me è l’unica in grado di farti viaggiare sulle autostrade dell’immaginazione. C’è anche il fantasy e il favolistico, spesso vicini di porta alla fantascienza, che non mi dispiacciono affatto. E l’horror? Anch’esso alla fine è un vicino come dici tu, o no? Sì, abitano tutti sullo stesso pianerottolo (risata)! Ma l’horror non lo amo particolarmente, forse perchè sono una persona che vuole essere

più stupita che spaventata! Ad ogni modo ne vedo di tanto in tanto qualcuno e devo ammettere che... “The Walking Dead” è fenomenale! Avevi quindi 7 anni quando sei andato al cinema per la prima volta. Non eri troppo piccolo per startene da solo? Mio padre faceva spesso il proiezionista al Cinema Benso a Noto in Sicilia, la mia splendida città natale e ogni tanto andavo a trovarlo nel pomeriggio. E solo grazie a lui che al-

lora vedevo molti film in programmazione, con mio padre nella cabina di proiezione non potevo avere nessun problema a starmene da solo in sala. Dopo un po’, il Cinema Benso chiuse, ma ormai ero diventato uno spettatore a tutti gli effetti e abituato all’appuntamento cinematografico settimanale che negli anni successivi continuai, forte anche dell’età, a vedermeli da solo in un altro cinema della mia città, il Cinema Esperia, e poi in VHS quando anche

Allora possiamo dire che la tua passione per il cinema è iniziata da tuo padre? Con molta probabilità sì anche perchè spesso facevamo delle proiezioni a casa con un piccolo proiettore, forse un Super 8. Affittava dei film in pellicola da un amico e il salotto diventava sempre una saletta cinematografica privata. Ed è proprio da queste esperienze che ho iniziato a maturare l’interesse per le immagini in movimento.Voglio però confessarti che non sono un “cinema-addict”, per intenderci uno di quelli che parla solo cinema e disdegna tutto il resto. Le sale cinematografiche hanno senz’altro il loro fascino o forse dovremmo dire che lo hanno avuto vista l’affluenza calata rispetto a


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molti anni fa, ma è il prodotto in sè, quello audiovisivo nella sua forma più generica, ad avermi sempre attirato, al di là poi del medium utilizzato per fruirlo. Per questo, nella mia formazione “immaginifica” la televisione ha anche avuto un ruolo fondamentale perchè da li a pochi anni avrebbe sfornato prodotti come i cartoni animati con Supergulp!, I Puffi, Gol-

drake, Mazinga Z e il Grande Mazinga, Jeeg Robot D’acciaio, Bia, Carletto e il Principe dei Mostri, Doraemon - giusto per citarne alcuni - o telefilm come Star Trek, Galactica, Mork e Mindy, Happy Days, Ralph Supermaxieroe, Supercar, Manimal, L’Uomo bionico, Il falco della strada e diffuso i primi videoclip musicali, tutto materiale che avrebbe aumentato a di-

smisura e per sempre la mia passione e interesse per l’immagine in generale e per i video. Quindi tu andavi al cinema e vedevi anche la televisione? Non avevo problemi a passare dalla tv al cinema e viceversa. Ognuno di loro mi ha sempre saputo regalare emozioni sempre diverse. Qual è il primo telefilm che ricordi di aver visto in tv? Spazio 1999, lo mandavano in onda sulla RAI. Ricordo che era estate perchè allora ingurgitavo una marea di ghiaccioli e ogni volta quando finita la trasmissione mi mettevo sul balcone e mi divertivo a guardare le stelle e ad immaginare come fosse lassù. Se avessi avuto molto fegato e perseveranza forse oggi staresti intervistando un astronauta!

Ma in quel caso la rivista avrebbe di sicuro un titolo differente. E se ti chiedessi invece il secondo telefilm che ricordi di aver visto? I Sopravvissuti, sempre sulla RAI. E ti dico pure il terzo: Sandokan! Sandokan! Mamma mia, stiamo parlando di trent’anni fa! Guarda che ho solo 44 anni ma dentro mi sento come un quindicenne! Ecco lo sapevo adesso mi sento vecchio! Ma smettila quelle serie le ho viste pure io a suo tempo! Sappiamo invece che stai lavorando ad un cortometraggio di fantascienza, come ti è nata la passione per la regia? Non tutti gli spettatori infatti aspirano a diventare registi. Bella domanda. Innanzitutto sfatiamo un mito: siamo tutti registi! Quando ci lasciamo an-


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dare ad una canzone o pensiamo ad una persona cara creiamo delle scene nella nostra mente dove osserviamo qualcuno oppure una determinata azione da punti di vista differenti e nel farlo spesso passiamo da una situazione all’altra senza pensarci troppo su. Bene, quando “inquadriamo” una persona nella nostra mente o un’azione da un certo punto di vista stiamo facendo regia. Stiamo infatti selezionando delle inquadrature che formeranno virtualmente il nostro film! E quando passiamo da una

situazione all’altra, sempre nella nostra mente, facendo uno stacco, stiamo in poche parole effettuando un bel montaggio di tutto ciò che stiamo immaginando. Quindi credo che tutti gli spettatori possano fare i registi, basta volerlo e avere molta molta fortuna. Secondo me il punto è del perchè invece si scelga di fare il regista. Credo di aver capito ad un certo punto che per esprimermi bene mi sarei dovuto occupare di regia. Vedi, alcune persone, nel corso della propria vita,

sentono l’esigenza e la voglia di tirare fuori delle cose che sentono dentro, di raccontare all’altro qualcosa. Così c’è chi inizia a suonare, a cantare, a ballare o a disegnare per esprimere se stessi. Personalmente ho avuto sempre voglia di raccontare delle storie per cercare di divertire o emozionare gli altri. Il problema è che non sapevo come lo avrei fatto se con il disegno ad esempio, con una foto, con un video o con qualcos’altro, così parte della mia vita è stata dedicata, non consapevolmente,

alla ricerca del mezzo espressivo più comodo per “comunicarmi” con gli altri. Disegnavo già tanto da bambino che per me il disegno rappresentò il primo passo espressivo. E inventavo delle storie illustrate. Quando, ad esempio, disegnavo i mie professori alle superiori li inserivo in storie assurde come quando m’inventai che sia la prof di Filosofia con il suo razzo “Cicciricì One” che quello di matematica, con la sua astronave identica a lui nella forma, volevano conquistare la luna. Disegnavo le storie su dei quaderni che giravano poi nelle varie classi del mio liceo, con il rischio che finissero nelle mani sbagliate, divertendo tutti. Non aveva importanza il tempo impiegato per realizzarli, disegnavo tutto prima a matita e poi ripassavo i disegni a china creando i baloon e i dialoghi, un lavorone immenso che però veniva ripagato dai sorrisi e dal divertimento dei mie compagni. Era quello l’unico momento che aspettavo in tutta quella produzione fumettistica (feci due albi e se non ricordo male dovrei ancora tenerli da qualche parte). Avevi un futuro da fumettista allora! Forse sì, ma più passava il tempo e più mi rendevo conto che non mi piaceva


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disegnare i fumetti. Bisognava allenarsi tantissimo per realizzare gli stessi personaggi centinaia di volte e nelle posizioni più varie magari solo per raccontare una storia di poche pagine, iniziai a trovarlo noioso. Era più soddisfacente per me realizzare dei prodotti unici, tipo copertine o illustrazioni in cui non dovevo poi ritornarci tante volte. E così ti sei buttato nella regia. Ancora no, era troppo presto. Stiamo parlando dell’adolescenza quindi dopo il disegno come mezzo espressivo venne la fotografia, quasi per caso direi. Mio padre aveva una vecchia Fujica e mi misi a scattare senza un’idea ben precisa di cosa stessi facendo. Incominciai a capire come funzionava lo scatto realizzando degli esperimenti

e buttando un sacco di soldi perchè a quei tempi le foto si stampavano per vederne i risultati. Un giorno decisi di ricreare un effetto visivo visto in un film di Star Trek e seppi, non ricordo però come perchè allora, nei primi anni 80, internet non era ancora diffuso così come oggi lo conosciamo, che scattando una foto e bloccando l’avanzare della pellicola, potevo “impressionare” nuovamente il frame e fotografare qualcosa che si sarebbe aggiunto allo scatto precedente. Così ricreai nel cielo l’effetto di una una “torpedo”, un globo di energia come quelli scagliati dall’Enterprise. E fu un successo per il mio ego! Ma la fotografia è quanto di più vicino c’è al cinema e quindi possiamo dire che ci eri quasi arrivato. E’ vero, un film è fatto da

una lunga serie di fotografie messe una dietro l’altra e mi è servita tantissimo poi per tutti i lavori che nel futuro avrei fatto, come il fumetto e il disegno, e come anche la grafica e l’illustrazione. Ma non volevo raccontare delle storie statiche ma dinamiche, come le vedevo al cinema e alla televisione. Solo che non sapevo in quel momento che la regia poteva darmi tutto questo fino a quando a metà degli anni 80 non decisi di sceneggiarmi in mente delle storie. Alle scuole medie, mi piaceva una ragazzina della mia classe ma la mia timidezza non mi permetteva di fare grossi passi avanti. Non potendo così avvicinarla nella realtà lo facevo nella fantasia e così m’inventavo tutta una serie di storie che poi “montavo” nella mia mente con tanto di musica sentita sui miei

vecchi nastri. In poche parole facevo cinema senza saperlo! Poi l’occasione avvenne quando arrivò a casa una videocamera Philips e inizia a capire praticamente le sue potenzialità. Ma dovettero ancora passare degli anni per rendermi bene conto di cosa avrei desiderato fare. Giovanni hai fatto dei corsi o sei un autodidatta? Entrambi. Perchè dapprima ho studiato per i fatti miei leggendo molti libri sull’argomento e fagocitando una marea di extra dai dvd che ho sempre comprato. Diciamo che le migliori lezioni di regia le ho apprese dai commenti ai film e dai dietro le quinte che spesso si trovano nell’edizioni in dvd e adesso in bluray. E poi ho concretizzato le conoscenze, acquisendone altre grazie al corso di ci-


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nema fatto all’Istituto Statale di Cinematografia Roberto Rossellini a Roma e all’ultimo corso che ho frequentato per due anni relativo alla ripresa digitale e ai visual effects. E giusto per non farmi mancare nulla, non contento del fatto che lavoro 8 ore al giorno in un altro ambito, mi sto anche laureando in scienze della comunicazione che mi sta fornendo una preparazione per così dire più accademica. Sei quindi una persona che conosce molto bene l’ambito audiovisivo. Grazie agli studi fatti direi senz’altro di sì, anche se, come ho detto prima, lavorando 8 ore al giorno

in un ambito totalmente differente è per me molto difficile dedicare il tempo che vorrei a questa passione, tant’è che fino adesso ho realizzato solo due cortometraggi e un documentario, il primo corto dal titolo di “Paramnesia”, che si trova su Youtube in due parti, è giunto secondo nel 2007 ad un concorso di corti in seno alla Festa del Cinema di Roma, il festival si chiamava “Festival dei corti di Corti.it”, il documentario dal titolo “Frammenti di Blu” e dedicato invece agli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria e illustra il loro difficilissimo lavoro e anche questo si trova su Youtube, mentre con “Bancomat...to!” sono

ancora in post produzione ed è al momento la mia ultima fatica iniziata nel 2011. “Paramensia” è il tuo primo corto, di cosa si tratta? Sì, è il mio primo corto in assoluto ed è nato dalle ceneri di un altro chiamato “Un’altra possibilità” in cui un ragazzo tornava indietro nel tempo per salvare la propria ragazza da un incidente stradale ma che non riuscimmo poi a finire perché l’attore ebbe dei problemi familiari. Paramnesia è il termine che in campo scientifico identifica i deja-vu, quelle sensazioni di già visto che ognuno di noi almeno sperimenta una volta nella vita. La storia narra di un uomo che decide ci uccidere la moglie organizzando l’omicidio con l’amante ma la stessa amante è stata già assoldata dalla moglie, che evidentemente aveva avuto già la stessa idea. Grazie però a dei continui dejavu il protagonista del corto si renderà conto di tutto quanto e riuscirà a

risolvere la questione. Interessante! Ed è giunto finalista! Già, è arrivato secondo davanti ad uno splendido cortometraggio fatto con mezzi maggiori del nostro ma la soddisfazione è stata tantissima anche perché era il mio primo corto. E adesso stai facendo Bancomat..to! Ce ne vuoi parlare? E’ una storia strana come quelle che mi piace raccontare: un tizio deve andare a cena con la ragazza e i genitori di lei e deve passare da un bancomat per prelevare dei soldi. Ne trova uno isolato alla periferia della città ma qualcosa inizia ad andare storto perché il nostro protagonista sembra aver dimenticato il codice pin della sua carta. Ma lo ha dimenticato per davvero o qualcosa di impossibile sta per accadergli? Già e cosa sta per accadergli? Non te lo dirò mai! Vuoi che si perda la sorpresa? Ma come? E di cosa parliamo adesso? Di come lo abbiamo realizzato! Dai, dimmi qualcos’altro sulla trama! Mhhh, diciamo che in mezzo ci sono dei videogiochi, un fumetto e una


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fottutissima scossa elettrica. Non in quest’ordine ovviamente! E diciamo pure che il tizio non prenderà mai i suoi soldi. E per finire ti dico anche che ci sono cose strane che volano in cielo! E mi fermo qui. E va bene, non vogliamo perderci la sorpresa, quindi fermiamoci qui. Parlami allora di come lo avete realizzato. Che difficoltà avete trovato? Il protagonista principale di questo corto è il bancomat, senza alcun dubbio, quindi per me era importante averne uno a disposizione.Visto però che non si possono acquistare in negozio era necessario contattare delle banche e chiedere l’autorizzazione per riprenderne uno reale. Purtroppo in Italia è tutto sempre così complicato e così decidemmo di realizzarne uno. Parlo sempre al plurale, per darmi un tono ovviamente, ma alla fine non eravamo tanti: ho fatto tutto da solo!

Nel senso che ti sei fatto un bancomat tu? Esatto. Ho una certa manualità e così decisi di lanciarmi in questa avventura senza avere un’ idea ben precisa di come avrei fatto, non è che di professione costruisco bancomat ogni giorno! Usai molta carta, cartone, tavole e molta colla vinilica ma nel giro di un mese riuscii a terminarlo. Usai anche pezzi di un fax rotto e come monitor utilizzai un vecchio schermo antiriflesso e antistatico, di quelli che si usavano una volta.

riportavate indietro. E per il monitor come lo avete fatto funzionare? Esattamente, lo spostavamo ogni notte perché riprendevamo al buio visto che in giro c’era poca gente. Lo schermo invece non esiste perché non potevamo portare anche un computer che simulasse lo schermo del bancomat. Un conto è accendere dei led, un conto far funzionare un computer all’esterno. Avremmo avuto bisogno di un gruppo elettrogeno o utilizzare un portatile che comunque non avevamo.

E come lo spostavate? Era componibile.Vi erano tre pannelli che poi si montavano sul set in una piazzola.

Sempre il plurale ma non eri da solo? Diciamo che questo corto è stato fatto da due persone e mezza: io, l’attore e il fonico. Quest’ultimo però è come se non avesse mai lavorato con noi perché stiamo utilizzando solo l’audio di una scena ripresa in auto, per il resto ho deciso con l’attore di ridoppiare tutto. Non perché il fonico abbia

E per le luci? Batterie tampone e led a risparmio energetico. Con i progetti low budget c’è bisogno d’ingegnarsi per risparmiare. Fantastico! E quindi ogni volta lo spostavate e poi lo

fatto un cattivo lavoro ma in quasi tutte le riprese c’è purtroppo il karaoke di un pub vicino e sinceramente sarebbe un incubo ripulire l’audio che già abbiamo e unirlo ad alcune parti che inevitabilmente non possono essere pulite e devono essere rifatte da capo. Una bella gatta da pelare allora. Già, purtroppo quando si lavora così ci si deve molto accontentare ma il risultato finale mi pare che sia ottimo. Sei quindi in post produzione, che difficoltà stai trovando? Tantissime difficoltà. Per cominciare sto ricreando tutte le schermate di risposta del bancomat che in qualche modo deve interagire con il personaggio. E non è facile perché le sue battute si devono sincronizzare con quelle del protagonista e anche se l’attore Gianluca Testa, al quale farò un monumento quando terminerò le lavorazioni, è stato bravissimo perché ha sempre recitato con il vuoto davanti, adesso devo adattare le schermate del bancomat alle sue battute. Inoltre non avendo potuto inserire dei green screen sul set per via delle mancanza di luci a corrente continua, parte del tempo lo sto passando a scontornare l’attore in tutta una serie di


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inquadrature per aggiungere alle scene il panorama, le luci, le stelle, le scritte sul bancomat che, intelligentemente, non ho attaccato sul pannello trasparente in alto. E va beh, non si può essere perfetti su tutto. Quando credi che sarà pronto? Con molta probabilità non prima di giugno. C’è ancora troppo lavoro da fare. Se penso che dovrò ancora montarlo, ridoppiarlo, fare la color correction e recuperare un paio di scene, mi viene lo sconforto. Però noi mortali abbiamo bisogno di tempo per finire le cose e quindi mettere in fila tanti passi alla volta. E per “mortali” non mi riferisco alla condizione umana ma al fatto che non avendo una produzione dietro con tanti soldoni che ti cura tutto, fino all’ultima virgola, devi armarti di tanta passione e pazienza e fare tutto quanto da solo. Perchè non hai cercato dei collaboratori che ti aiutassero in questa fase?

Principalmente perché nessuno vuole lavorare per la gloria. Tutti vogliono essere pagati, com’è giusto che sia. Non avendo però un budget a disposizione non ho potuto permettermi di chiamare nessuno. Inizialmente ho tentato di coinvolgere delle persone pensando che il progetto piacesse e in virtù di questo smuovere un po’ di persone. In fondo se si collabora ad un progetto che ti piace alla fine è come investire il proprio tempo in qualcosa che potrebbe avere un tornaconto anche economico. Molti festival, ad esempio, pagano i propri vincitori e ci sono anche case di produzioni estere che hanno acquistato i diritti del corto per trasmetterlo poi nei propri canali. Se ci fosse un incasso dividerei tranquillamente la somma tra tutti i partecipanti ma in Italia non c’è questa cultura, forse perché qui siamo tutti abituati a guardarci attorno per evitare di prendere delle fregature. Ho così deciso di portarlo

avanti ugualmente da solo con tutte le difficoltà del caso. Alla fine penso che se andrà bene non avrò bisogno di ringraziare nessuno. Hai altri progetti in cantiere? Innanzitutto appena finirò “Bancomat...to!” cercherò di capitalizzarlo inviandolo ai vari festival che si tengono in tutta Italia, soprattutto in estate. Inoltre con questo corto vorrò alzare il tiro, sottotitolandolo in inglese e inviandolo in giro per l’Europa. Poi mi dedicherò esclusivamente a finire gli studi di laurea. Mi mancano ormai cinque esami e devo fare di tutto per laurearmi visto che per motivi di lavoro non sono riuscito a terminare negli anni regolari. In seguito mi piacerebbe scrivere un libro che parli di me e della mia passione per il cinema ma ancora non ne sono molto convinto. Ho poi un paio di nuovi film nel cassetto, ancora uno in cui mi piacerebbe coinvolgere il mio idolo “Fonzie” Henry Winkler, ma qui la vedo difficile, vedremo, e poi un film musicale ma non ho idea di come potrò realizzarlo visto che non basterà in quel caso la costruzione di un bancomat (risata). Una webseries è pure nella mia testolina e gira da parecchio tempo, vedremo

cosa ne uscirà fuori. Una pentola piena di progetti con il sogno di coinvolgere Henry Winkler. Sì, Henry è una persona stupenda e con molta probabilità rimarrà una cosa impossibile da realizzare, ma perché smettere di sognare? L’ho conosciuto a Roma qualche anno fa grazie ad un amico speciale, Il Gano nazionale che saluto, fondatore dell’Happy Days International Fan Club, e dopo averlo conosciuto di persona me ne sono letteralmente “innamorato”. Non è solo un attore molto bravo ma una persona cordiale, umile e disponibilissima. Un uomo eccezionale che non sapevo fosse dislessico e che adesso è diventato un autore di libri per bambini in cui scrive le avventure di Hank Zipzer, un ragazzino anch’egli dislessico che supera le proprie difficoltà in maniera coraggiosa e intelligente. In bocca al lupo allora con il tuo “Bancomat...to!” e per tutti i tuoi progetti futuri. Grazie a voi ragazzi per l’opportunità che mi avete dato di farmi conoscere e di presentare i miei lavori. Japanimation Staff


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IL FUMETTO SECONDO IVAN PASSAMANI http://ivanpassamani.altervista.org - Su Facebook: Ivan Passamani

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n saluto a tutti gli amici appassionati di fumetto che seguono JAPANIMANDO; vorrei ringraziare i ragazzi che curano questa webzine per la gentile occasione che mi concedono nel poter scrivere quanto segue. Per prima cosa mi presento: mi chiamo Ivan Passamani e sono un fumettista. Vorrei cominciare quest’articolo introducendo alcuni concetti che stanno alla base di quello che è il meraviglioso mondo del fumetto. La prima definizione vera e propria di che cosa è il fumetto la fornisce il grande Will Eisner introducendo il concetto di ARTE SEQUENZIALE, ovvero “la crazione all’interno di una pagina di un’insieme di immagini e parole racchiusi in appositi spazi sistemati in modo giustapposto”.

Questo termine così importante definisce ogni forma di opera figurativa, dal fumetto al manga al comic americano! Inoltre rende giustizia al nostro lavoro facendo capire anche al lettore più distratto che quello che stiamo facendo è una vera e propria arte.

Spesso quando dico che come lavoro faccio il fumettista la gente mi guarda in modo strano, quasi fossi un’alieno proveniente da un altro pianeta. Mi accorgo che gran parte del pubblico quando si parla di fumetto pensa a un qualcosa che riguarda i

giovanissimi e di conseguenza non ritiene questa forma di espressione artistica un lavoro concreto ma quasi una specie di gioco. La realtà invece è assai diversa. Fare Fumetto non è per niente un gioco ma è una cosa molto Seria. La strada in questo settore è davvero difficile e impegnativa e richiede preparazione e sacrificio. Gli studi da affrontare partono dalle tecniche di disegno a quelle grafiche comunicative per finire a quelle informatiche. E una volta finito di studiare occorre mettere in pratica il tutto e cominciare a “farsi conoscere” (fumettisti timidi ne ho visti pochi, credetemi). Sulla nobile arte del fumetto di cose da dire ce ne sarebbero parecchie e tutte in una recensione non ci stanno; eventualmente se la gentile redazione della Japanimation


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vorrà, riprenderemo il discorso più avanti. Chiudo questo mio breve (e spero non noioso) intervento parlando anche della prossima uscita della GraphicNovel “Love Sabbath” pubblicata dalla EF Edizioni Edicola del Fumetto nella collana Smart Comics e realizzata da Marco Torti (soggetto e sceneggiatura) e da me Ivan Passamani (disegnatore). “Un mistero inquietante si nasconde fra le mura del manicomio di Darthmoore. Orride presenze si muovono nei confronti di Alice. Ma perché? Cosa le spinge e chi

potrà fermarle? Lo scoprirete solo leggendo Love Sabbath”. E se pensate che la crisi sia solo di questo mondo fate meglio a ricredervi leggendo le disavventure dei protagonisti di “Cose da Extraterrestri” sulla Pagina di Facebook di Ivan Passamani (Io) e cliccando un bel “Mi Piace” sulla pagina connessa IPDraw (che è quella su cui posto i miei Lavori). Con questo direi che per il momento è tutto e auguro a tutti voi come sempre: Buon fumetto!!!! Ivan Passamani


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MAX RACCONTA L’“ANKAMA CONVENTION” www.gruppocasio.it - www.radiordm.it - Su Facebook: Cosplay On-Air

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ari lettori e lettrici di JAPANIMANDO come di consueto, bentornati sulle pagine della nostra rivista. Questo mese non intendo dilungarmi in lunghe introduzioni ma desidero presentarvi subito l’ospite dell’articolo di questo mese. Tutti coloro che seguono il programma radiofonico Cosplay-on Air, avranno già familiarità con la voce di Max che ogni mercoledì sera, in compagnia di Claudio e Kahindra, conduce la diretta. Ebbene questo mese sarà proprio lui il protagonista e ci racconterà nel dettaglio l’universo del gioco Dofus e la sua esperienza come cosplayer presso l’Ankama Convention. Prima di tutto, iniziamo con scoprire qualche curiosità in più su di lui: Max: Ciao a tutti! Mi chiamo Massimiliano, ho 29 anni e sono di Verona; faccio cosplay dal 2011 e gioco a Dofus da dieci,

corso dell’Ankama, grazie ad un video dove impersonavo il personaggio dell’Osamodas alle prese con un computer. L’osamodas è un evocatore e ha il potere di richiamare mostri che permettono di bloccare o attaccare i nemici; possiede inoltre la tecnica lazo spirituale che può riportare in vita il compagno morto.

praticamente da quando è stato lanciato il gioco. V.P.: In che cosa consisteva il contest a cui hai partecipato? Max: In occasione del decimo anniversario di Dofus,era stato indetto dall’Ankama un concorso che permetteva di vincere un biglietto per Lille e partecipare a un grande raduno di appassionati

all’interno della splendida cornice francese della Gare St Sauver. “DOFUS, lo faccio per te!” era il titolo del concorso e lo scopo,era quello di realizzare un video della durata massima di cinque minuti,in cui attraverso la nostra creatività, dovevamo dimostrare di saper rappresentare al meglio il mondo evocato da Dofus. Ho vinto il con-

V.P.: Potresti dirci in che cosa consiste l’Ankama convention e come si svolge? Max: L’Ankama convention è una manifestazione organizzata appunto dall’Ankama e serve per riunire tutti gli appassionati del mondo dei giochi Dofus e Wakfu. Si svolge solitamente in Francia e al suo interno ogni appassionato può trovare tutto quello che riguarda il fantastico mondo dei dodici. V.P.: Che tipo di gioco è Dofus e quali sono le sue principali caratteristiche? Max: Dofus è un mmorpg molto carino: è


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un vasto mondo in cui combattere, esplorare e praticare determinati mestieri come il contadino e il pescatore o anche più complessi, come il forgiatore di armi o il sarto. Tutto questo al solo scopo di conquistare i “Dofus” ovvero delle uova di drago. Il gioco e

suddiviso in classi ed ogni classe ha una sua particolare importanza. V.P.: Rispetto all’Italia, quali ritieni siano le differenze dal punto di vista dell’organizzazione? Max: Bhe prima di tutto, ho trovato la scenografia della location, molto cu-

rata e ricca di dettagli; secondariamente, ma non per questo meno importante, la disponibilità dei membri dello staff pronti ad aiutarti se avevi un problema. La convention poi, proponeva diversi giochi gratuti a differenza delle fiere italiane, dove bene o male,

si deve pagare anche per fare un labirinto e inoltre, un altro aspetto positivo da sottolineare poi, era il fatto che la manifestazione fosse completamente free e chiunque partecipandovi o acquistando un prodotto Ankama, poteva ricevere un gadget. Ho avuto la possibilità di prendere parte all’evento vestendo i panni del mio personaggio preferito e tutto questo, ha reso ancora più unica e speciale la mia esperienza. Mi ha fatto piacere conoscere cosplayers e giocatori di altri Stati, scambiare con loro quattro chiacchere e stringere nuove amicizie. Ringrazio l’Ankama e Dedhalus per l’opportunità che mi hanno dato sperando al più presto di poter rivivere tutto questo! Valentina Podda

Ogni mercoledì dalle ore 20.20 in FM ed in streaming su

Radio Dimensione Musica

www.radiordm.it/live


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DUE GIORNI FATATI AL LAGO DI GARDA

www.lafestadellefate.it - Su Facebook: La Festa delle Fate - pagina ufficiale

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ultura, storia, magia, arte e musica si danno appuntamento a “La Festa delle Fate” che ogni anno ospita prestigiosi autori legati al mondo fantasy e al territorio di Verona e del Lago di Garda. In occasione del Solstizio d’Estate si rende omaggio al grande Shakespeare e tra racconti di avventura e d’amore si rivive la magia e il sogno della notte di mezza estate con un’emozionante lancio delle lanterne nel

lago. Molti gli appuntamenti pensati appositamente per i bambini che vengono intrattenuti da nani ed elfi dei boschi con giochi e racconti di fiabe. Laboratori di pittura e di costruzioni con il legno, fiaba terapia, sfilata con elfi e fate... è un fantastico viaggio per grandi e piccini!! A disposizione trattamenti reiki, arte terapia, lettura psicomagica dei tarocchi, lettura di carte divinatorie con la cartomante elfica. Intratteni-

menti quali spettacolo di bolle giganti, lezioni di scrittura elfica, scuola di lettura per comprendere Tolkien, giochi da tavolo. Si vive la magia, la bellezza del paesaggio, si sentono soavi note d’arpa tra il dolce suono delle onde. Stand colorati, creazioni fantastiche e banchi a tema pronti a portarti in un mondo da fiaba. E ancora il “rito della consapevolezza dei 4 elementi”, magici momenti alla scoperta dell’importanza dell’equilibrio dei 4

elementi, il “matrimonio elfico”, l’accensione del fuoco sacro sabato notte e il lancio delle lanterne nell’acqua domenica sera. LA FESTA DELLE FATE, un magico momento per riscoprire le tradizioni del nostro territorio attraverso la rappresentazione del leggendario matrimonio tra la ninfa Garda e il dio Sarca, che secondo il mito locale ha dato origine al Lago. Per tutti gli innamorati la possibilità di celebrare loro stessi il rito dell'amore! Direttamente dal Giappone torna per il terzo anno consecutivo la magia del Cosplay, ovvero l'arte di travestirsi e interpretare un famoso personaggio di cartoni, film, videogiochi o fumetti. Domenica 22 giugno alle ore 15.30 inizia la sfilata Cosplay e vengono premiati i partecipanti con cosplay tratti da serie di animazione, film, musical, video game. Premi speciali per tutti i partecipanti che portano un cosplay tratto dal magico mondo dello STUDIO GHIBLI. Sono molto apprezzati i costumi “Original” attinenti al mondo delle Fate. La manifestazione inizia sabato 21 dalle 19.00 alle 24.00 e domenica 22 dalle 11.00 alle 23.30. Entrata gratuita. LFDF Staff


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GRANDI TORNEI DI VIDEOGAMES A ROMA www.extraball.it - Su Facebook: Extraball

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l mese di giugno sarà ricco di appuntamenti per la sala giochi Extraball di Roma. Si tratta di eventi gratuiti che intendono rivalutare il fattore sociale del gioco proponendo delle giornate a tema in cui si svolgeranno degli incontri tra appassionati di videogiochi. Si partirà dal 15 giugno, giornata dedicata a Fifa 14, visto anche l’avvicinarsi dei mondiali, per poi passare al 22 giugno con Habemus Ultra che interesserà e coinvolgerà tutti i giocatori di Street Fighter a livello nazionale e infine una doppia data: 28 e 29 giugno con Tekken Tag Tournament, dedicato ad Artur Wleklik giovane e a quanto pare bravissimo giocatore proveniente da Leszno, ce la farà l’Italia di Tekken a fermare l’invasione polacca? Le modalità di svolgi-

mento di questi incontri sono diverse, per questo è stato stilato un programma che riporterò in breve di seguito e che potrete approfondire su Facebook nelle pagine che vi linko: Evento Fifa14: Clicca qui.

Evento Street Fighter: Clicca qui. Evento Tekken: Clicca qui.. L’evento Fifa14, pensato proprio per attendere insieme l’arrivo dei mondiali prevede delle sfide su Ps3 in modalità 1v1

con difesa tattica. Habemus Ultra si svolgerà su piattaforma Xbox 360 sempre in modalità 1v1 ma, come già detto, a livello nazionale. Infine Tekken Artur The Devil prevede anche uno streaming da parte di Mazinkaiser e un raduno Cosplay. La sala giochi Extraball si trova in Piazza Pio XI, 31 ed è facilmente raggiungibile, di seguito i percorsi consigliati per raggiungere la sala: 1) Linea A fino a Valle Aurelia - Autobus 31 o 33 fino a P.za Pio XI; 2) Linea A fino a Cornelia - Autobus 916 fino a P.za Pio XI; 3) Linea A fino a Valle Aurelia - Autobus 247 fino a Via Gregorio VII/Leone XIII; 4) Linea A fino a Baldo degli Ubaldi e a piedi per 900m circa. Maria Merola


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IL PRIMO ROMANZO DI MICHEL MANETTI Su Facebook: Michel Manetti

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i chiamo Michel e abito a Firenze. Sono un ragazzo di diciannove anni che sta completando il corso di studi liceale. Sono appassionato di lingue straniere (in particolar modo l’inglese) e mi piace molto viaggiare all’estero. A livello letterario mi affascinano la mitologia classica, soprattutto quella greca, e le culture orientali. Amo fare fotografie, disegnare e cantare. Sono un po’ un artista insomma! Fin dall’infanzia mi sono sempre interessato alla lettura di libri di ogni genere e ho trascorso gran parte del mio tempo a scrivere e illustrare storie da me inventate. Il mio primo romanzo, “La vendetta di Andersen Jenny Turner e le dinastie perdute delle fiabe”, è incentrato sulle fiabe di Charles Perrault e Hans Christian Andersen. L’ambito fiabesco, infatti, mi interessa particolarmente perché oggi viene considerato come relativo al mondo dell’infanzia, ma in pochi sanno che le fiabe sono nate per tutt’altri motivi che per essere lette da dei bambini. Beh, con questo libro e i suoi seguiti (è una saga) voglio far capire tutto ciò al lettore. Il fantastico è qualcosa che mi affascina particolarmente. Il lato bello del leggere un fantasy, per

quanto mi riguarda, è che immaginare quei mondi popolati da creature stravaganti dove si superano le proprie difficoltà con la magia mi fa sognare. Forse la ragione per cui questo genere mi piace tanto è proprio perché mi permette di evadere

da una realtà dove non tutto è luce, ma anzi, spesso e volentieri, è oscurità. Tuttavia non amo molto quei libri che si fermano esclusivamente alla magia e a tutto ciò che essa implica.Vorrei trovarne alcuni, cioè, dove la magia

è, sì, un aspetto importante ma non il solo. Il motivo che ha reso il fantasy un genere quasi secondario (scartato potrei dire) è che molti di questi romanzi non sono diversi gli uni dagli altri, a parte la trama ovviamente: non hanno qualcosa che li rende unici. Nel mio caso non ho voluto scrivere un fantasy banale e sono voluto andare oltre il lato magico, inserendo nella narrazione riferimenti culturali che il lettore potrebbe cogliere e fare propri: riferimenti, dunque, all’arte, alla letteratura, alla filosofia, ecc. Spero che questo mio tentativo di realizzare un libro originale sia apprezzato. Passando ai miei progetti futuri, ho in mente chiaramente di completare questa saga (al momento sto finendo il secondo capitolo), ma non ho intenzione di fossilizzarmi sul genere fantasy. Ho una grande quantità di idee su romanzi che spaziano altri generi, come il thriller e la fantascienza. Ho voglia di sperimentare, insomma, e di saltare in universi, anche opposti tra di loro, che sappiano stimolare me e la mia creatività. Sono giovane alla fine, dunque spero di poter concretizzare tutto ciò che ho in mente. Michel Manetti


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MUSEO WOW CROWDFUNDING

www.sbamcomics.it - www.museowow.it - http://fedepiroadmissinportfolio.blogspot.it

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andali all’opera: purtroppo più di una volta la facciata e le pareti esterne dell’edificio che ospita Wow Spazio Fumetto sono state attaccate da “artisti” che nottetempo sfogano le loro pulsioni deturpando i muri (altrui) con scarabocchi assortiti. Era assolutamente necessaria una soluzione al problema il più possibile definitiva (escludendo le pene corporali per i rei, s’intende). Ecco perché Wow ha deciso di rifarsi il look, realizzando uno spettacolare murales che ripercorra la storia delle Nuvole Par-

lanti di tutto il mondo. Lo slogan è “Combattiamo il degrado con la cultura”: miti del fumetto in luogo di sgorbi. I lavori sono ancora in corso, ma grazie all’opera dell’illustratore Federico Pirovano, la facciata di Wow sarà quanto di più “adatto” si possa pensare per un Museo del Fumetto, con ben 45 celeberrimi personaggi ad accogliere i visitatori! Per finanziare l’opera si è mosso anche l’Ente del Turismo delle Fiandre – grazie al gemellaggio di Wow con il Museo del Fumetto di Bruxelles, città famosa anche per i

tanti murales a tema fumettistica che adornano le sue vie e le sue stazioni della metropolitana –, oltre a Maimeri Industrie S.p.A. e Fondazione Maimeri che hanno fornito i colori per dipingere oltre 100 metri quadrati di superficie. Molto però è ancora da fare: ecco perché Wow Spazio Fumetto si è rivolto direttamente ai milanesi e a tutti gli appassionati della Nona Arte, lanciando un’iniziativa di raccolta fondi cui tutti possono partecipare, direttamente al Museo, o secondo le modalità che trovate su in-

ternet alla pagina www.museowow.it/donazioni. Per farci spiegare meglio l’origine del murales che colorerà la facciata del Wow, abbiamo incontrato il suo autore, Federico Pirovano: formatosi alla Scuola del Fumetto, lavora come illustratore e collabora con MicrofilmStudio per la realizzazione di cartoon. Sarà stato difficilissimo selezionare “solo” 45 personaggi nel mare magnum delle Nuvole Parlanti di tutti i tempi... Certo, e siamo ben consci che chiunque guar-


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derà la facciata avrà da ridire in merito, chiedendosi come mai manca questo o quello e come mai invece c’è quell’altro. Ma una scelta andava pur fatta: ci ha lavorato una commissione del Museo Wow, che ha anche preso in considerazione i suggerimenti dei visitatori del museo stesso, del suo sito e delle sue pagine sui social. Una volta definito

il progetto, passando alla fase operativa, abbiamo fatto ancora qualche ritocco alle posizioni di alcuni dei personaggi, notando che magari funzionavano meglio in un punto piuttosto che in un altro. Ed ecco il risultato. Che tecnica stai utilizzando? Uso colori acrilici, forniti dallo sponsor “tecnico”

di questa operazione, la Maimeri. Non è servita una preparazione precedente, il muro era sporco ma in buone condizioni e il colore aderisce molto bene. Quindi, dopo la pulizia con una idropulitrice, sono passato alla squadratura degli spazi e al tracciato a matita dei personaggi. Infine, col colore, sto definendo il tutto. Visto che si tratta di un

murales, i colori sono volutamente piatti e brillanti, senza ombreggiature che appesantirebbero il risultato. Invece stiamo ancora valutando se applicare uno strato protettivo sull’immagine finita. Colpisce il tuo stile “squadrato” con cui sei riuscito a rendere omogenei personaggi di stili ed epoche molto diverse... A me piace molto lavorare con le forme regolari, da qui viene il mio tratto spigoloso. Era impossibile imitare tanti stili diversi, la mia preoccupazione era quella di salvare ogni personaggio: Tex deve restare Tex, con la sua “texosità”, così Hulk con la sua “hulkità” e così via. Redazione Sbam! Comics


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IL GIAPPONE DEI MOSTRI www.sbamcomics.it - www.museowow.it

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l concetto di mostro per il giapponese viene dalla tradizione antica, dalle epoche in cui qualsiasi cosa venisse “da fuori” era classificata come pericolosa, da guardare con attenzione e rispetto, comunque

superiore agli esseri umani. Ce lo ha spiegato Laura Ritorto, una delle curatrici di Il Giappone dei mostri: una panoramica degli esseri misteriosi della tradizione giapponese, classificati secondo uno schema antico di se-

coli e rappresentati da tutte le arti, nelle fiabe e nelle leggende come nella pittura e nelle rappresentazioni teatrali, fino al cinema, al manga e all’anime. Parliamo di entità nate dalla fantasia popolare e che possono

mostrarsi di volta in volta cattivi e dispettosi, o benevoli e amici; possono venire dalla profondità della terra, dal folto della foresta, dagli abissi marini o dalle anse più lontane dei fiumi. Sono gli Yokai, gli esseri paranormali che rappresentano tutto ciò cui non si riesce a dare spiegazione scientifica. Come dicevamo, non sono necessariamente esseri negativi o “cattivi”, ma più ampiamente di entità misteriose e imprevedibili, nelle quali il bene e il male possono coesistere o alternarsi. Tra loro si distinguono molte tipologie differenti: ci sono ad esempio gli Yurei, spiriti che perseguitano le persone, molto simili ai nostri fantasmi; gli Obake, gli esseri che vivono nell’oscurità; i Bakemono, esseri trasformisti; i Kami, presenze ultraterrene da venerare che ricorrono anche nelle religioni come vere e proprie divinità; i Kappa, esseri che vivono nell’acqua pur avendo un aspetto molto simile agli esseri umani (oggi sono usati anche come simboli sui cartelli di... divieto di balneazione!); i Tengu, grossi animali alati, con la variante degli Ananaga, volatili dal volto umano; i Draghi e i Serpenti, mostruosità classiche anche per noi occidentali (con varie


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sottocategorie); gli Oni, qualcosa di simile ai nostri orchi; le Yamambe, sorta di streghe di montagna; e vari altri. Ma anche gli animali possono diventare Yokai: in questo caso si distinguono dagli animali “nor-

mali” dalla coda, che ne identifica la natura “irregolare”. Caso tipico è quello della Volpe o anche del Procione, che ha dato origine alle storie dei Tanuki, animaletti portafortuna caratterizzati da attributi maschili spropo-


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sitati. Tutte figure tradizionali che ricorrono nei racconti popolari e che furono lungamente protagoniste dei racconti dei kamishibai, i teatrini viaggianti di quelli che da noi erano noti come can-

tastorie: il narratore faceva scorrere una sequenza di illustrazioni per narrare al pubblico la sua storia. Dai kamishibai, i mostri e gli esseri misteriosi sono poi approdati ai cartoon, ai fumetti moderni e ai


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games: pensiamo a Miles Prower (la volpe dalla doppia coda amica di Sonic), ai Pokémon, a Dragon Ball, a Fantaman, a Lamù... E naturalmente a Godzilla, capostipite e membro più rappresentativo dei mostri “generici”,

gli Yokai. Un viaggio che va ben oltre il solo fumetto o cartoon, portando il visitatore a immergersi nella cultura giapponese. Redazione Sbam! Comics


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UN BLOG FANTASY LETTERARIO D’INCANTO www.landeincantate.it - Su Facebook: Le Lande Incantate

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iao a tutti i lettori di JAPANIMANDO. Raccolgo con grande gioia l’invito da parte della redazione a presentarvi il progetto “Le Lande Incantate”, un blog fantasy letterario. Andiamo con ordine e facciamo un passo indietro. Mi chiamo Alessandro e da sempre sono un grande appassionato di fantasy in tutte le sue forme. Il blog però non è solo una mia creatura ma è nato dall’idea condivisa con altre due amiche (Francesca e Luisa) di realizzare un luogo d’incontro dove parlare della nostra passione per il fantasy e la scrittura. Tutti e tre abbiamo nel cassetto il sogno di poter un giorno pubblicare un romanzo ed uno dei motivi che ci ha spinto a scegliere proprio un blog per realizzare il nostro progetto è quello di fare esperienza con la scrittura componendo gli articoli e perché no, anche farci un po’ conoscere dai lettori. Già prima di

iniziare però ci siamo resi conto che con un argomento così vasto, per offrire ai visitatori un buon numero di contenuti di qualità non avremmo potuto gestire il tutto da soli e quindi, dopo un breve periodo di ricerca, abbiamo creato un team di valenti collaboratori e, al momento in cui scrivo, la redazione conta ben dieci persone.Viste le differenze di attitudini di ognuno di noi, abbiamo deciso di creare una serie di rubriche a cadenza periodica così che ognuno possa scrivere quello che gli piace ed i lettori interessati solo ad un certo tipo di articoli sappiano quando ritornare sulle nostre pagine. Tanto per

farvi degli esempi, abbiamo rubriche in cui l’autore pubblica una storia a puntate, altre che si occupano di analizzare tutti gli aspetti di un libro oppure solo i rapporti sentimentali tra i personaggi. Io curo una rubrica che vuole raccogliere tutta una serie di consigli stilistici per aspiranti scrittori. Chi sono io per dare consigli? Al momento solo uno che ha letto molto... AL MOMENTO! xD Dato che per un progetto del genere non si è mai abbastanza, se a qualcuno di voi lettori di JAPANIMANDO, salta per la testa una bella idea per una rubrica o ha solo voglia di collaborare con

noi, non ha che da contattarci, siamo felicissimi di conoscere qualcuno che come noi ha la passione per il fantasy e poi ci farebbe piacere espandere l’offerta di contenuti del nostro blog. Accanto alla parte tipicamente bloggistica (si dice bloggistica?) abbiamo da poco inaugurato un comparto più serio e professionale, dedicato agli autori esordienti italiani. In poche parole si tratta di una vetrina dove un qualunque autore emergente, che si sia autopubblicato oppure no, può ottenere dello spazio per presentarsi e pubblicizzare le proprie opere, ovviamente senza sborsare un euro. Riteniamo infatti che nel panorama letterario italiano, per quanto riguarda il fantasy, uno dei bisogni primari dei giovani autori è quello di farsi conoscere e quindi nel nostro piccolo speriamo di dare una mano. Anche qui, se tra voi c’è qualche scrittore in erba o anche un po’ più navigato che desidera compa-


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rire nella nostra sezione, non ha che da chiedere. Prima di salutarvi colgo l’occasione per parlarvi di un’iniziativa che abbiamo lanciato proprio oggi. Riflettendoci, al momento in cui leggerete questa lettera la parola “oggi” andrà sostituita con “una decina di giorni fa”, ma poco importa. Si tratta di un concorso che abbiamo chiamato “Racconti Fantastici in autostop”. I più smart di voi avranno già associato il titolo al Giorno dell’Asciugamano (il 25 maggio) legato alla serie fantasy umoristica della “Guida galattica per autostoppisti”. Si tratta appunto di un concorso dove i partecipanti presentano un racconto fantasy umoristico. Alla fine i

più belli verranno pubblicati in un e-book a diffusione gratuita. Se siete interessati date un occhio al bando completo sul nostro blog.

Ora vi saluto, sperando di non avervi annoiato e convinto di rivedervi sulle nostre pagine. Mi raccomando, se passate da noi, non abbiate paura

a lasciare un commento anche per darci la vostra idea su come migliorare il blog. Lande Incantate

http://wondergateitalia.blogspot.it Il nuovo fantablog realizzato dalla Associazione Culturale

JAPANIMATION

Se volete contribuire a questo progetto contattateci quando volete!


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“LE STORIE”: LA GABBIA

Gruppo su Facebook: I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA! “Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”. Questa frase la trovo perfetta per descrivere questo albo e bisogna ammettere, che i personaggi della storia sanno giocarsela proprio bene, chi in un modo chi nell’altro. TRAMA - Tre rapinatori armati e mascherati, irrompono nel pieno della notte in un ospedale psichiatrico, intenti in una rapina. L’inesperienza dei tre, li porta a far precipitare la situazione e a far scattare il sistema di sicurezza dell’edificio, bloccando così ogni via d’uscita. Questo darà il via ad una serie di capovolgimenti degli eventi e ad un lungo percorso fra paura e follia.

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opo il primo numero della collana de Le Storie intitolato “Il Boia di Parigi” e il numero dodici “La pazienza del destino”, eccoci nel ventesimo numero, un nuovo soggetto e una nuova sceneggiatura della non poco conosciuta e apprezzata Paola Barbato. La sua carriera vanta di numerose sceneggiature scritte per Dylan Dog, come ad esempio il numero 167 “Medusa” disegnato dal grande maestro Bruno Brindisi, o il numero 212 “Necropolis” disegnato da Giovanni Freghieri, oppure il numero 279 “Il giardino delle illusioni”

disegnato da Marco Soldi. Recentemente ha realizzato la serie mensile Davvero, pubblicata dalla Star Comics. Una bella storia, senza dubbio la più riuscita e apprezzabile dopo quelle del numero 2 “La redenzione del samurai”, il numero 5 “Il lato oscuro della luna” e il numero 15 “I fiori del massacro”. Lineare, avvincente, oserei dire quasi “claustrofobica”, che riesce ad incuriosire e impressionare il lettore con efficaci e continui colpi di scena fino alla fine. La trama subisce sfumature thriller facendo però leva su un noir d’azione,

visto che comunque questa rapina intenzionale dei tre tipi passa quasi in secondo piano, e visto che non c’è un vero e proprio finale in questa storia, lascia invece il tutto alla fantasia e all’immaginazione del singolo lettore. L’ambientazione, ovvero la clinica psichiatrica a Washington D.C., è interessante e singolare, e viene caricata di atmosfere tese, che giocano fra le varie emotività di tutti i personaggi. Quest’ultimi, tutti ugualmente e debitamente poco piacevoli e sgorbutici a volte, creano un gran ritmo nella storia, contribuendo (ognuno a

suo modo) a far precipitare sempre di più la situazione. Ognuno di loro, trovandosi come ostaggi, si improvvisa chi attore e chi vittima, per proteggere la propria sicurezza, creando un’atmosfera di dubbio e di tensione davvero fantastica. Infatti in questa storia, non c’è né un vero e proprio eroe né un vero e proprio protagonista, perché ognuno lo è a suo modo. Questo, è stato uno dei pochi numeri de Le Storie, ad avere una sceneggiatura ed una trama davvero ben studiate e costruite; infatti è grazie a questo, che non si ha per nulla avuto l’impressione che a pagina 94 o 96 dell’albo, ci sia un’improvvisa e fin troppo evidente velocità sugli eventi finali, per far si che l’albo riesca a terminare entro le 110 pagine (come ad esempio è successo nel numero 8 “Amore nero” o in “Nobody”). La trama della storia infatti, ci dimostra in 114 pagine come l’idea, la messa in atto, l’evolversi ed infine il termine di questo tentativo di rapina, sia in realtà così banale, ridicolo e così poco ben pensato, che non solo li porterà a far scoprire il vero motivo che sta dietro questo gesto, ma si finirà ad avere quasi pena e patimento per questi tre uomini. Il tutto elegantemente


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circondato e guidato da un ciclo di follia e disperazione, che come una spirale porterà sempre più angoscia ed insicurezza, e renderà difficile capire la differenza fra chi è malato di mente e chi è semplicemente impazzito. Una vera e propria gabbia, che mette a nudo le proprie ansie ed incapacità nell’affrontare determinate situazioni, una solida suspense psicologica che costringe a spremere ogni piccola risorsa di energia, a lottare contro il tempo, una tale tensione che ti fa scoprire cosa si è capaci di fare e di commettere se si viene messi alle strette, portandoti a scegliere non sempre la via più giusta. Parlando di film, la trama di questo albo ricorda indubbiamente ed inequivocabilmente “Ore disperate” del 1955 scritto da Joseph Hayes (del quale fece anche un romanzo) e diretto da William Wyler con Arthur Kennedy, film che fu in seguito rifatto nel 1990 da Michael Cimino. Per citare altri film, aggiungo “Quel pomeriggio di un giorno da cani” del 1975

di Sidney Lumet e Frank Pierson con Al Pacino, oppure “Distretto 13: Le brigate della morte” del 1976 di John Carpenter con Austin Stoker e Darwin Joston, e solo questi tre titoli sono garanzie per far capire quanto vale questa storia. La copertina dell’albo, come sempre magnificamente realizzata da Aldo Di Gennaro, rappresenta e racchiude al meglio il significato, l’emozione e l’atmosfera che si percepisce all’interno della storia. Mi ha molto colpito la realizzazione della canna della pistola, che tiene in mano uno dei tre rapinatori. Non faccio esagerazione se confesso di aver pensato che fosse vera, presa da qualche foto in un sito internet. I disegni di questo numero sono stati affidati a Daniele Caluri, conosciuto con la serie di Don Zauker e Nirvana scritte da Emiliano Pagani, e albi come “Il giudizio del corvo” numero 311 di Dylan Dog con sceneggiatura di Roberto Recchioni, come il numero 281 di Martin Mystére “La tredicesima fatica”

con sceneggiatura di Alfredo Castelli. Nel complesso svolge un gran bel lavoro, rafforzando la trama solida e caratterizzando al meglio le atmosfere tese e le figure di alcuni personaggi chiave, così come i colpi di scena, in modo particolare attraverso gli sguardi di paura e sgomento riesce a rafforzare il clima di angoscia. Bravo nelle scene d’azione e nel distribuire in maniera uniforme ed efficace i neri. L’unica lamentela che ho, finché posso permettermi di giudicare un tale talento in continua crescita, è sulle mani; non mi convincono le pose di alcune che appaiono nella tavola 98 nelle vignette due e sei, e nella tavola 99 nella terza e quarta vignetta. Insomma mi sembrano pose innaturali, non adatte a tenere un cellulare. Vorrei concludere questa recensione esprimendo un parere personale. Sento e leggo spesso, parecchi commenti di lamentela riguardo l’aumento del prezzo di quasi tutte le testate Bonelli. Io non credo che 30 centesimi in più, rispetto al prezzo originale, possano portare un lettore a non comprare più un fumetto di questa casa editrice, bensì credo sia

colpa della “massa protestante” o “pecoraio” (come volete chiamarlo) che si accoda in determinati momenti e che deve per forza trovare un motivo per lamentarsi. Se i fumetti dovessero aumentare di 1 euro o 2, sarei d’accordo con voi, ma 30 centesimi non sono davvero niente e ve lo dice una che compra 10 testate su 13 di quelle mensili. Insomma, ci sono fumetti che costano 15 o 20 euro e che una volta letti non lasciano nulla, e dopo un paio di giorni non li si ricorda più. Io credo che per un lavoro del livello de “La Gabbia”, 3 euro e 80 centesimi per centoquattordici pagine, sia un grande affare, o almeno è così che la vedo io. Se poi la storia è brutta e noiosa, mal disegnata e stampata da cani (cosa che vedo difficile che accada in un albo Bonelli) e se non piacciono le storie (perché non sono troppo fantasy o troppo horror eccetera) o le tematiche che la Sergio Bonelli editore propone nelle proprio testate, il fatto del prezzo diventa un altro discorso. Federica Belloni


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“JANE”, LA RIVOLUZIONE IN LINGERIE Gruppo su Facebook: I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA!

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a piccola storia del Fumetto non è fatta solo di svolte epocali. Accanto ai grandi eventi che ne hanno segnato il cammino in maniera fragorosa e spettacolare, esiste una specie di sentiero parallelo in cui i cambiamenti avvengono senza clamori ma sono altrettanto radicali. Quella che andremo a rievocare brevemente è la storia di una piccola e ingenua donna di carta che seppe rivoluzionare il mondo con la sola arma della sua lingerie! Come spesso accade, le storie hanno un inizio casuale. Prendete un brillante artista britannico di nome Norman Pett (18911960), mettetelo a parlare con gli amici e sottoponetelo ad un richiamo al quale nessun anglosassone può resistere, quello delle scommesse! Norman è già il fortunato autore di una strip per bambini “Pip, Squeak e Wilfred “ma come se la sarebbe cavata con un fumetto popolare per adulti? La risposta a questo interrogativo viene data il 5 dicembre 1932 sulle pagine di “The Daily Mirror” popolarissimo tabloid dell’epoca. La striscia si chiama Jane’s Journal, Or the Diary of a Bright Young Thing e e la protagonista è l’avvenente Jane Gay che presto “perderà” il cognome diven-

tando per tutti l’adorabile Jane! Ricalcata inizialmente sulle fattezze di

Mary Pett, moglie di Norman, verrà poi rimodellata sul corpo di

Chrystabel Leighton-Porter che l’artista ha ammirato mentre posava per una classe di studenti d’Arte nella natia Birmingham. Le strisce narrano le disavventure di Jane ma presentano una caratteristica che le distingue da tutte le altre viste prima. L'eroina, infatti, frequentemente perde una parte dei suoi vestiti. In questo senso Jane è davvero un’antesignana dell’emancipazione femminile se non altro a livello esteriore. Stilisticamente, l’ardita pin-up si rifaceva ad attrici iconiche come Betty Grable o Betty Hutton ma a livello comportamentale si avvicinava allo stereotipo della candida esibizionista alla Marilyn. Il terreno delle sue avventure è quello giallo-rosa e Jane si muove su di esso calpestando alcuni tra i più seguiti principi del comune senso del pudore, caratterizzandosi, però, per l’ assoluta mancanza di malizia. Fattori costanti del suo fumetto sono gli incidenti che le capitano in serie e la inducono ad un involontario spogliarello. Man mano si stabilisce un patto tra lei e il lettore che in ognuna delle strisce “pretende” di vedere quasi nuda la svampita biondina ma deve accontentarsi dell’effetto erotizzante della triade calze, slip e giarrettiere. Ciò che rende accettabile la


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visione di questi piccanti siparietti (spesso accompagnati da gridolini di sorpresa) è l’apparente veridicità. I pretesti sono “possibili”: lo scivolone su una buccia di banana, una portiera rinchiusa in fretta che imprigiona un pezzo di gonna, un cagnolino dispettoso che le strappa brandelli di stoffa e così via. A far da contrasto all’aspetto pruriginoso c’è l’incredibile imperturbabilità di Jane nell’esporsi senza ostentare imbarazzo alla pubblica attenzione. La striscia ottiene un grande successo e fanno la loro apparizione il fedele bassotto Fritz e Georgie Porgie, eterno fidanzato un po’ mammalucco (che rimane l’unico a non aver mai ammirato le grazie di Jane!). Tuttavia è con lo scoppio del Secondo Conflitto Mondiale che il fenomeno “esplode” completamente. Jane va alla guerra e lo fa con le sue armi “anatomiche”, diventando immediatamente il sogno erotico di molti militari del Regno Unito per i quali è “The One and the Only). Con la “chiamata” della Patria le vengono affiancati nuovi personaggi ad hoc: Il Colonnello e Thelma, moglie sospettosa e acidula dell’amichevole ufficiale e persino il classico arcinemico, la spia nazista Lola Pagola ma non sono certo questi nuovi comprimari a determinarne l’incredibile ascesa che la porta a diventare uno dei simboli della Gran Breta-

gna. Per dare supporto ai soldati di Albione e tenerne alto il morale le aree esposte del suo corpo diventano inversamente proporzionali all’andamento della Guerra, si riducono dopo una vittoria ed aumentano dopo le sconfitte. Jane rivaleggia in popolarità con la V di Victory di Churchill e le sue imprese si ammantano di un alone leggendario. Occorre, però, un ultimo sforzo! Siamo nel novembre del 1944 e le truppe alleate preparano lo sbarco in Normandia; anche Jane deve essere parte attiva nell’impresa. Un paravento cade mentre è nella vasca da bagno e lei (perdendo le le ultime vestigia della sua modestia) rimane completamente nuda davanti ad un intero plotone di soldati .Tra le truppe si diffonderà una scherzosa affermazione “Jane ha dato tutto!” e persino il primo ministro le renderà onore soprannominandola “L’arma segreta della Gran Bretagna”. Da quel momento, Jane sarebbe rimasta nuda sempre più frequentemente ma la formula cominciava ad avere il fiato corto e il dopo guerra della biondina non fu altrettanto esaltante Le avvisaglie vennero nel corso del 1945 quando il King Features Syndicate dovette rinunciare al suo tentativo di distribuire negli USA la striscia di Jane. Il “pudico pubblico” americano non era pronto per


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quella ostentazione della nudità. Nel frattempo, Pett cominciò a perdere entusiasmo fino al punto da affidare completa-

mente la sua creazione all’assistente Michael Hubbard. Dal 1946 al 1959, Hubbard, riuscì a tenere in vita il personaggio ma la fine era nell’aria.L’edizione del Mercoledì 14 Ottobre 1959 del Daily Mirror dedica ben due pagine a “Il sorprendente addio di Jane, la regina delle strips”, avvenuto quattro giorni prima su quelle stesse colonne. Jane, ab-


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bracciata teneramente al suo Georgie, gli dice “Andiamo!”. E Jane va via., lasciando affranti e costernati migliaia di fidanzati virtuali travolti dalla nostalgia. In verità il Mirror cercò più volte di far rivivere il personaggio Fu creata una striscia dedicata alla figlia (di nome Jane, ovviamente!), ma non riuscì a replicare il fascino e l’innocenza di sua madre. E anche un successivo tentativo, nel 1980, non ebbe alcun riscontro positivo. Si tentò allora un percorso alter-

nativo. La striscia aveva già ispirato uno spettacolo teatrale omonimo nel 1940, con Chrystabel Leighton-Porter nel ruolo di Jane e un film” Le avventure di Jane”, diretto da Edward G. Whiting nel 1949, sempre con la stessa interprete ma fu la televisione a riaccendere i riflettori con una serie della BBC (tra il 1982 e il 1984), interpretata da Glynis Barber. Come da programma Jane continuava a perdere capi di vestiario fino a rimanere in biancheria intima, con

le immancabili calze e reggicalze. Nonostante la notevole campagna pubblicitaria, il successo non arrivò. Arrivò invece il commiato di Jane che nell’ultima puntata della seconda stagione salutò, a modo suo, il suo pubblico con un fugace topless! Adorabile fino all’ultimo atto. Jane era comunque un frutto “culturale” della sua epoca, nonostante la sua vis erotica e le stuzzicanti avventure in cui veniva coinvolta rimaneva comunque una “brava ragazza” con una condotta sessuale irreprensibile ed un profilo morale altissimo. Qualche anno dopo sarebbero arrivate delle ragazze francesi (Barbarelle e compagne) molto più disinibite e successivamente, proprio in que-

gli USA che avevano “rifiutato sdegnosamente le nudità di Jane, si sarebbero viste intere legioni di cattive ragazze molto più provocatorie. ma per i suoi attempati fans, Jane rimarrà sempre “The One and the Only!”. Pietro Zerella


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VITTORIO STAGNANI: UNA VITA FANTASTICA Su facebook:Vittorio Stagnani

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ono le 5,30. Mezz’ora prima di quando di solito mi sveglio. A scuotermi dal dormiveglia ci ha pensato Macheda, detta Machi. Ha fatto così sfarfallare via quelle nuvolette di sogni che a prima mattina sono quello che resta delle masse oniriche della notte. Machi è una gattina nera affettuosa, a volte appiccicosa come il francobollo sulla busta. Si acciambella sul mio letto e, ronfando, si addormenta e va nel suo mondo di sogni gatteschi. Stamattina il suo risveglio è stato come quello di un vulcano dopo anni di quiete. Machi s’è messa a girare in tondo sul letto e a miagolare disperata. E quando si fermava, assumeva posizioni da non lasciare dubbi sul perché di tanta agitazione: è in calore. Non innamorata perché non conosce gatti, ma ha voglia di averne uno. Per Machi, invece, non ci sarà che il bisturi del veterinario. Così, accompagnato da strazianti miagolii, mi sono diretto nel mio studiolo con l’intenzione di scrivere su un parco urbano e poi inventarmi una favola. Affrontare, però, il PC il cui schermo bianco se tale rimane, è orripilante come quando si scriveva a macchina. Buttavo giù due, massimo tre righe e poi tiravo via il

foglio e, con soddisfazione, lo strappavo, lo appallottolavo. Con il computer non si può!

Così stamattina niente da fare con la concentrazione e per di più con miagol-pianto di Machi.

Il mio studio è coperto da... muri di libri tanti dei quali antichi, molti li ho letti, altri no e chissà se avrò il tempo almeno per sfogliarli tutti. In uno scaffale ci sono i venticinque libri che ho scritto. Ognuno con una storia di creatività, d'ispirazione e di editori. Per quei volumi ho affetto ma se mi chiedete di elencare tutti i titoli, non ne sarei capace. Stamattina, però, ho dato loro un’occhiata riscoprendo, così, d’aver scritto di poesia, di letteratura per l’infanzia, di viaggi in tante parti del mondo, di gastronomia, di usura, almeno tre libri sono dedicati alla Puglia. L’ultimo nato è Il Cantasogni (Progedit), dodici favole ispirate da oggetti casalinghi o altro: fischietti di terracotta, acchiappa sogni, libreria, ricordi d’infanzia, frase di un extra comunitario o un fatto visto alla tv. Per ognuna di queste favole mesi di lavoro e di fantasia. Mi si sprigionava di botto, proprio come il tappo di una bottiglia di spumante. E poi se ne andava, lasciandomi deluso al pari di un bambino cui non è stato dato il regalo promesso. Oppure l’afflusso di fantasia era come certi fiumi carsici che, dopo essersi mostrati in superficie, all’improvviso scompaiono nelle viscere della terra. E poi riappa-


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iono. Dodici favole, tormentate da quest'andirivieni. E quando i flussi erano allo scoperto, la scrittura mi scivolava lieta e pregna di creatività. Mi stupisce, sempre, della scrittura il fatto che quando comincio a narrare, sì e no ho un’idea dell’incip, poi tutto il resto avviene come se non fossi io a scrivere oppure che mi guidi una mano misteriosa. Il corpo del racconto nasce di volta in volta e nemmeno so come. E poi il finale, accidenti a lui! Sì, perché messo l’ultimo punto, a me capita di risvegliarmi come se fossi stato un altro e persino gli oggetti che mi circondano mi sono estranei, per qualche secondo o forse più. Quanto tempo è passato,

in effetti, dall’inizio alla fine di quel lavoro a braccetto con la fantasia? Penso si offenderebbe se la cronometrassi o la contabilizzassi. Mi pare di sentirla: ”E che sono un podista o un conto corrente?”

A che sto lavorando adesso? A un noir, dopo le favole, mi pare ovvio, un noir! L’ho già terminato e sto facendo il labor limae. Consiste nel leggere, rileggere il manoscritto e tagliare, tagliare, scalpellare, aggiungere, se-

gare. E anche buttare nel cestino del PC o nel caminetto se il manoscritto l’ho stampato. E lo stampo sempre, perché è sulla carta che vedo meglio le righe e anche interi capitoli da cassare, per poi riscriverli. Il noir, ambientato a Bari, s’intitola “Nero di seppia”. Ci ho messo mesi per trovarlo poi… ascoltando il discorso di uno dei protagonisti, un malavitoso per certi versi simpatico anche se spietato, zacchete! Ecco il titolo. Il finale del noir ha spaventato persino me. Mi è arrivato come un pugno nello stomaco. Intontito per la botta, misi il punto, spensi il PC dicendomi: “Ma sei scemo?” Vittorio Stagnani


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“CTHULHU CHRONICLES”: IL FUMETTO www.cthulhuchronicles.altervista.org - Su Facebook: Cthulhu Chronicles

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ra una notte buia e tempestosa dell’ormai lontano 2012, prima della fine del mondo, quando due ignare fanciulle s’immersero nel tenebroso ed inquietante universo creato dalla penna di H.P. Lovecraft. Le due giovani non potevano sapere, all’epoca, che il loro destino sa-

rebbe cambiato per sempre... No, non è l’incipit di un racconto horror, è semplicemente la storia di come è nato il nostro fumetto (solo, un pochino romanzata): siamo Sonia e Francesca, in arte Ren e Fry, due amiche con la passione per il disegno, la letteratura e gli antichi mostri delle leggende e

dei racconti del mistero. Ren nella vita ha seguito il suo estro artistico, frequentando corsi di fumetto, grafica e illustrazione, e diplomandosi alla scuola La Nuova Eloisa, a Bologna: ora è illustratrice freelance. Fry, invece, ha sempre disegnato come autodidatta, ma si è incamminata in un percorso diverso, che l’ha portata prima ad un Liceo Scientifico e poi alla laurea in Filosofia all’Alma Mater Studiorum, dove sta conseguendo la laurea specialistica in Scienze Fi-

losofiche. Nonostante due vite così diverse, ci siamo incontrate-“scontrate” grazie ad interessi comuni che ci hanno portate a collaborare a strampalati progetti, tra cui alcuni photoshooting in cui Fry faceva la make-up artist e Ren la hair stylist (sì, abbiamo svariate abilità nascoste). Abitando nella stessa città abbiamo cominciato a frequentarci e, una fatidica sera, il ragazzo di Fry ha trascinato entrambe nel magico mondo dei GDR, interpretando il ruolo di master in una


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campagna de “Il Richiamo di Cthulhu”, gioco ispirato ai racconti del folle allievo di Poe, H.P.Lovecraft.

Ed è stato amore a prima vista. Oltre che una notevole e malsana ossessione. Mentre il master raccon-

tava, Fry prendeva pedissequamente appunti e scarabocchiava personaggini; Ren invece si dedicava a decorare le schede con cerchi concentrici, e ogni tanto a disegnare le scene che si stavano svolgendo. La storia si è ripetuta per due lunghi anni e quando la campagna è finita, era stata decisamente troppo bella e coinvolgente per tenercela solo per noi: così, armate di matite, pennelli e tavoletta grafica, abbiamo deciso di trasporla in un fumetto. Cthulhu Chronicles è il racconto delle disavventure dei nostri personaggi: Eve, Erzbeth e John (l’avatar del ragazzo di

Ren), disegnate da Ren e riadattate, oltre che colorate, da Fry. Il fumetto è ambientato a Londra, 1889: tre perfetti sconosciuti, un meccanico, un’illusionista e una psichiatra, si ritrovano ad affrontare misteriosi eventi, invasati cultisti e strane creature contro la loro volontà, trascinati a causa di un libro malefico, il Necronomicon, in una realtà terribile e folle che cambierà radicalmente la loro esistenza. Tutto ciò che accade è frutto del caso, perciò non arrabbiatevi con noi: è sempre colpa dei dadi! Ren & Fry


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CONOSCIAMO IL “CIVITACOSPLAY 2014” Su Facebook: CivitaCosPlay

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l mondo dei fumetti, dei cosplayer e dei videogiochi, è una realtà che non tutti conoscono o apprezzano a pieno. Attraverso il CivitaCosplay, pertanto, l’ispiratore Mirko Greco, con l’importante collaborazione della fumetteria Mega Comics e lo Chalet la Bussola, cerca di coinvolgere e diffondere il più possibile questa passione sempre in maggior espansione, nella città di Civitanova Marche (MC). Un contest gratuito, nonché spettacoli dal vivo, at-

torniati da bancarelle a tema e accompagnati dall’animazione di StarRadio, in particolare con gli speakers del programma “ZAZA’ TI SCRIVO”, si svolgerà nella splendida cornice dello stabilimento balneare la Bussola. Per l’occasione organizzerà un aperitivo cena non solo per i diretti partecipanti all’evento, ma anche per tutti coloro che, pur essendo all’oscuro di questo mondo, volessero anche solo godersi la giornata da spettatori.

L’evento vuol promuoversi come innovativo, introducendo degli show realizzati da giovani emergenti, i quali colgono l’occasione per dimostrare le loro abilità accostandosi ad una passione comune tra tutti i partecipanti. Verrà dato spazio, ad esempio, al gruppo Oregon Tape Crew, bravissimi ballerini stile Hip-Hop che si esibiranno in vari show intitolati “No War, Yes music” e “Made in Japan”, sulla base della colonna sonora di Call of

Duty e Naruto. Il giovane Luca Paniconi, maestro di Ninjutsu, omaggerà il 75° anniversario della creazione di Batman e darà una dimostrazione dal vivo delle abilità, stile di lotta e tecniche usate dai famosi Ninja nell’epoca feudale e poi riprese dal Cavaliere Oscuro. Il tutto in mezzo alla folla presente. Ovviamente, i protagonisti saranno i cosplayers. Chi vorrà potrà partecipare ad un vero e proprio contest gratuito al cui termine una giuria premierà i costumi più belli. Infine, da non dimenticare, è che tutta la serata sarà dedicata oltre che al divertimento, alla solidarietà. Saranno infatti vendute delle T-Shirt relative all’evento, il cui ricavato sarà donato alla Croce Verde di Civitanova Marche. Vi aspettiamo numerosi! E’ giusta la causa ed è giusto diffondere il più possibile questa nostra passione! Per qualunque informazione scrivere a: mirkogmg@libero.it La serata avrà inizio dalle ore 18.00 circa e si concluderà con la proiezione della partita Italia- Inghilterra dei Mondiali di calcio 2014. CC Staff


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“LA FORGIA DI EFESTO” VI ASPETTA Su Facebook: La Forgia di Efesto

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iao a tutti lettori di JAPANIMANDO! :) Sono Stefano, in “arte” Stex o Efesto e ho la passione per tutto ciò che riguarda il mondo di fumetti, anime e videogame. In particolare questa passione che mi porto dietro fin da piccolino (sopratutto per i videogiochi eheh) mi ha portato verso un altro mondo, colorato e vivace, quello dei Cosplay. Sono ormai 8 anni circa che creo costumi con l’aiuto della mia ragazza, cercando sempre da autodidatta di migliorarmi e trovare sempre nuovi materiali per costruire e portare nel reale le mie passioni. Sono specializzato a creare armi e armature,visto che per il sartoriale, non sono proprio portato. Non ho un vero e proprio posto dove mettermi a lavorare

su queste opere ma penso che tanta fantasia, un banchetto di legno e qualche strumento di bricolage base, sono gli ingredienti giusti per creare qualsiasi cosa. Il materiale che prediligo lavorare è il legno,dove mi ha fatto da mentore padre insegnandomi qualche cosa su falegnameria e carpenteria, ma non disdegno anche altri materiali, come Forex, Foam e altre plastiche termoformabili. Ho iniziato nel 2005, volendo ricreare un personaggio di una serie animata che allora mi prendeva molto,ma non avendo nessuna conoscenza a livello di “crafting”, ma pieno di creatività, per poter ricreare una spada, non ho fatto altro che prendere una vecchia mia spadina di legno di quando ero bambino, e potenziarla con cartone e scotch lucido, per dare un effetto più reale. Ancora oggi ne sono fiero e la tengo in ottimo stato in quanto è grazie al risultato che ho ottenuto con quella spada, che mi è nato il migliorarmi sempre di più. La serie che mi ha che più mi ha ispirato nel creare è sicuramente quella del videogioco Monster Hunter, il quale avendo vestiti, armi e armature molto dettagliate, nel ricrearle ogni volta mi dava sempre nuovi sti-


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moli, infatti ne fatte parecchie riguardanti questa serie. Come serie animata invece, attualmente sono preso da Aventure Time, e anche questo nella suà semplicità ma con i colori vivaci che lo caratterizza, mi ha

ispirato a creare diversi accessori. Ho partecipato spesso a gare cosplay, più che altro nelle fiere di maggiore impatto come Lucca, Romics, Cartoomics e Torino Comics, e qualche premio sono riusciuto a strapparlo, con

grande soddisfazione. Ma il miglior premio, a differenza di coppe et simili è quando le persone che visionano il costume creato si complimentano per il metodo di lavoro, e chiedendo come è stato svolto. Una cosa che non è mai cambiata da quando ho iniziato è la spontaneità con la quale scelgo e costruisco costumi e accessori che vado a ricreare, partendo dal presupposto che non riesco a creare qualcosa in cui non mi sia prima immedesimato (vuoi che sia videogioco o serie anime) o abbia particolarmente attirato la mia attenzione. Ed è proprio per questo

che da poco ho aperto dei video tutorial su YouTube (basta scrivere “la Forgia di Efesto” sul motore di ricerca) o tramite pagina facebook dove cerco di insegnare ai “nuovi” cosplayers i metodi più semplici e i materiali più reperibili sul mercato,spendendo una quantità minima di tempo e denaro, e facendo riferimento agli stessi strumenti che io utilizzo. Spero questa mia iniziativa sia apprezzata da tutti coloro che giunti in questo mondo colorato e fantasioso, abbiano una gran voglia di creare e di divertirsi insieme agli altri! Efesto


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“ANGEL BEATS!” & “CLANNAD” di Andrea De Rosa

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ngel Beats! E’ una serie animata giapponese, prodotta dalla P.A. Works e dall'Aniplex, diretta da Seiji Kishi. L’anime è composto da 13 episodi e da un OAV (considerato come un episodio speciale, situato temporalmente tra il 4 e il 5 episodio). La storia è stata scritta da Jun Maeda (componente della Key Software, compagnia di animazione che produce

visual-novel). Egli ha curato la sceneggiatura e la colonna sonora dell’anime in collaborazione con il gruppo AnantGarde Eyes, con il character design originale di Na-Ga. La Key è conosciuta soprattutto per aver prodotto tre anime “visual-novel” di grande successo: Kanon, Air e Cl annad. L'anime è stato trasmesso in Giappone tra il 3 aprile e il 26 giugno 2010. La storia si

svolge all’interno di un liceo, in un mondo che è un limbo tra la vita e la morte: una specie di purgatorio per anime che non riescono a superare la linea di demarcazione. La storia inizia con il risveglio su una terrazza di un giovane studente, che non ricorda nulla della sua vita precedente al di fuori della sua identità. Otonashi si risveglia improvvisamente in un luogo che non riesce a riconoscere, ignorando di essere morto. La prima persona che lo “accoglie” è una ragazza armata di fucile che punta l’arma verso l’orizzonte che, senza neanche presentarsi, gli chiede di unirsi ad un fronte di battaglia.

Questa associazione, chiamata Shinda Sekai Sensen, combatte contro un “angelo”, una ragazza di nome Tenshi. A capo della Shinda c’è appunto la ragazza con il fucile, Yuri Nakamura detta Yurippe, la quale, spiega ad Otonashi che il suo scopo è quello di sconfiggere Tenshi per poter ottenere informazioni su Dio. Il nostro protagonista sconvolto, non riesce a credere di essere morto e subito si precipita verso “l’angelo” per chiederle informazioni. Questa per tutta risposta, pugnala il giovane per dimostrargli di essere morto. Al risveglio (trovandosi senza alcuna ferita,) è ancora più


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covo del fronte di battaglia. Dopo vari tentativi di persuasione, Otonashi decide di unirsi alla causa di Yuri e di entrare a far parte del fronte di battaglia. Nei vari episodi verranno poi mostrati i ricordi relativi al passato di alcuni personaggi che spiegano il motivo per cui essi si trovano in quel mondo. La Key Software, ha collaborato con il Dengeki G's Magazine della ASCII Media Works per produrre una serie manga confuso e vorrebbe cercare delle risposte, ma ad impedirglielo è un ragazzo con una enorme ascia, che infuriato per il rifiuto datogli a Yuri di far parte della Shinda, lo ferisce facendogli perdere i sensi. Al secondo risveglio, notando solo la camicia sporca di sangue e distrutta, ma senza segni sul corpo, decide di cercare qualche adulto e chiedere informazioni. Alla fine della sua ricerca, giunge nell’ufficio del preside che si rivela essere il ispirata all’anime; tra cui, una disegnata da Haruka Komowata, e un’altra da Yuriko Asami, entrambe serializzate sul Dengeki G's Magazine. Infine una serie di brevi storie, scritte da Maeda e disegnate da GotoP, sono state serializzate sull’extra della stessa rivista. Attualmente Jun Maeda sta scrivendo lo scenario per una possibile visual novel futura di Angel


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Beats! della Key, ovvero un seguito della serie anime. L’anime di Angel Beats! risulta incompleto, in quanto, la casa produttrice non ha voluto trasmettere più di 14 episodi (OAV compreso), dato che, la precedente opera di Maeda della Key:

Clannad, si compone di 50 episodi divisi in due stagioni da 25 episodi l’una. La storia di Clannad, racconta le vicende quotidiane di un gruppo di studenti dell’ultimo anno di liceo, in particolare di due soggetti molto particolari: Nagisa Furu-

kawa e Tomoya Okazaki che, per puro caso diventano amici e con il tempo saranno un sostegno l’uno per l’altra riuscendo anche in parte a risolvere i loro conflitti personali. Oltre alle loro storie, vengono narrate le vicende di altri ragazzi, a

partire dall’ultimo anno di liceo, fino a mostrare il percorso che ognuno di loro intraprenderà per cercare di realizzarsi nella vita. Un anime scolastico del tutto diverso dalla norma. Entrambe le storie sono divertenti, ma allo stesso tempo molto drammatiche, capaci di donare forti emozioni allo spettatore. Andrea De Rosa


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BENVENUTI AL “1° FESTIVAL DELLA FIABA” www.festivaldellafiaba.com - Su Facebook: Festival della Fiaba

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ette giorni densi di appuntamenti in cui si alterneranno spettacoli, tavole rotonde, conferenze, mostre d’arte visiva, concerti e performance. Un programma ricco, quello della prima edizione del Festival della Fiaba, che avrà quale tema caratterizzante “Il femminile nella fiaba”. Tra i conferenzieri Giancarlo Sissa che è tra i maggiori studiosi a livello nazionale dei rapporti tra psicoanalisi e letteratura e Silvana Sola, pedagogista-libraia e co-fondatrice della storica libreria per ragazzi Giannino Stoppani di Bologna. Tra gli artisti presenzieranno Elisa Cavani, designer di Manoteca le cui opere sono state esibite tra l’altro a New York, Seoul, Las Vegas e Hong Kong, Silvia Molinari acquerellista eminente, Elena Annovi danzatrice e performer di caratura internazionale, fuse* collettivo italiano di artisti e designer mediali che sviluppa progetti all’intersezione tra arte, new media, installazioni interattive digitali, design visivo e sonoro e molti altri ancora. Lo scopo del Festival della Fiaba è di creare un appuntamento che abbatta le frontiere fra le discipline, un’occasione che a sua volta diventi una via per aprire il pensiero, per suscitare domande, per incontrarsi.

Un Festival complesso che affonda le sue radici nel tempo e nello spazio. Si tratta di un appuntamento, rivolto prevalentemente ad un pubblico adulto. I bambini saranno accolti con appuntamenti loro dedicati che si svilupperanno su una linea parallela agli incontri per gli adulti al fine di permettere alle famiglie di seguire a pieno il Festival portando la fiaba su diversi livelli interpretativi. “Il Festival della Fiaba nasce dallo stesso impulso che nel tempo ha mosso l’uomo a raccontare fiabe: l’incontro con

il substrato inconscio e l’effetto vivificante che se ne trae, raccontandole, leggendole o semplicemente ascoltandole. La fiaba è fatta di simboli che si ripetono dalle origini in tutto il mondo” sottolinea Nicoletta Giberti, direttore artistico nonché ideatore dell’evento che continua ci-

tando M.L Von Franz, fonte d’ispirazione per la poetica del Festival - “in origine e sino al diciassettesimo secolo circa, soprattutto gli adulti erano interessati alle fiabe. Poi lo sviluppo di una visione razionale della vita ed il conseguente rifiuto dell'irrazionale, portarono a considerare le fiabe come racconti di vecchie, adatti soltanto a divertire i bambini... Proprio per questo è stato necessario pensare ed ideare il Progetto Briciole” conclude Nicoletta Giberti. Il Progetto Briciole, il cui scopo primario è permettere di elaborare un bagaglio di suggestioni e competenze specifiche, accompagnerà il pubblico verso il Festival della Fiaba con una serie di appuntamenti dislocati su territorio regionale e nazionale nei mesi precedenti, al fine di creare una via di “briciole” da raccogliere e scoprire per arrivare con maggior consapevolezza agli appuntamenti del Festival. FDF Staff


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“BALTHAZAR” DI BERRETTA E SIDOTI

www.balthazarlimplacabile.altervista.org - Su Facebook: Balthazar L’Implacabile

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uando io e Alessandro ci conoscemmo, scoprimmo immediatamente una comune pas-

sione per le storie, per il fantastico in generale. Parlammo di film, libri e fumetti come se fossimo amici da lustri. Lui, un narratore di storie da decenni; io disegnavo già da anni, lavorando soprattutto nel campo dell’illustrazione infantile ma mantenendo la mia passione per il fumetto (soprattutto, all’epoca, quello argentino degli anni ‘70‘80). Nel 2011 decidemmo di partecipare ad un concorso fumettistico indetto dall’associazione “L’altra P...arte”. Tema del concorso: una rivisitazione a fumetti di massimo 4 pagine di un classico della letteratura. Fra quelli elencati scegliemmo Moby Dick e Alessandro si mise al lavoro sul soggetto e la

sceneggiatura. Da appassionata di Fantascienza, quando lessi la prima stesura (una versione spaziale di Moby Dick) me ne innamorai subito. Lavorai ai disegni delle 4 pagine con passione; Alessandro, che oltre che essere lo sceneggiatore è anche l’impaginatore grafico della nostra squadra, sistemò i baloon e il lettering. Tempo dopo ci chiamarono da Roma, e proprio alla Romics 2011 scoprimmo di aver vinto il concorso. Era una cosa, ma per noi fu la scintilla di un fuoco più grande: cominciammo a progettare qualcosa di più lungo e completo, una storia che fosse la “nostra” storia. Un mattino Alessandro mi svegliò e mi

raccontò di un paio di idee che gli erano venute. Una di queste era Balthazar, e io non ebbi dubbi: già dalle prime parole di Alessandro capii che quel personaggio (e la sua storia) mi avevano conquistato. Dopo molti preparatavi, disegni, rivisitazioni della prima sceneggiatura (inizialmente pensata per essere di 32 pagine) finalmente nell’Ottobre 2013 il primo volume di Balthazar l’implacabile vide la luce. Avevamo avuto un paio di proposte di pubblicazione da piccole case editrici, ma durante il percorso decidemmo di autopubblicarci: il principale motivo era che altrimenti il prezzo di copertina sarebbe stato davvero alto,


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e noi volevamo che le persone potessero avere accesso al nostro fumetto senza svenarsi! Inoltre, nonostante il rischio economico e la fatica di un’autoproduzione (soprattutto se si è solo in due), questa ti dà comunque il vantaggio di un’estrema libertà di decisione ed espressione, cose che con un personaggio fantastico ma scomodo come Balthazar sono davvero necessarie! E ora... bè, ora il nostro progetto continua, più impegnativo ma più entusiasmante che mai. Così, fra un lavoro da tecnico software di Alessandro e un libro di illustrazione infantile per me, Balthazar va avanti: come si diceva, abbiamo presentato l’edizione inglese in Bel-

gio lo scorso Aprile, e il secondo numero sarà disponibile verso la fine di Ottobre. E... vi posso confidare un segreto? Adoro disegnare le avventure di Bal, solo, questo mi impedisce di essere “solo” una lettrice... il che naturalmente toglie una parte del piacere, aggiungendone molto altro, anche se diverso. E se ve lo state chiedendo: sì, io e Alessandro siamo una coppia anche nella vita, oltre che nel lavoro e nelle passioni... una versione italiana dei famosi coniugi Pini di Elfquest! Buona lettura a tutti, veniteci a trovare su Facebook e sul nostro sito. E’ stato un piacere! Rossana & Alessandro


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STORIE DI UN POSSIBILE FUTURO

http://gianlucaranieribandini.blogspot.it - Su Facebook: Gianluca Ranieri Bandini

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erché il fantastico ci attira così tanto? È la domanda che mi sono posto dopo essere stato inesorabilmente sedotto dai mondi fantasy e sci-fi, sia come lettore che come autore. Ho trovato più di una risposta. Nel mio caso non si tratta solo del desiderio di vivere un certo tipo di intrattenimento, ma di sperimentare sensazioni umane che solo una determinata letteratura permette. Temi come l’immortalità, il soprannaturale o il primo contatto con una razza aliena, consentono di esasperare emozioni ed etica sino a oltrepassare i confini della nostra attuale esperienza, poiché quello che oggi appare impossibile, domani potrà essere più che reale, addirittura scontato. È proprio quest’ultimo concetto che ha spostato parte della mia attenzione verso la fantascienza. È un genere vastissimo, che permette di anticipare

quello che potrebbe essere il nostro futuro per mezzo di spiegazioni scientifiche, per quanto a volte speculative. Dunque se la magia del fantasy dona a tutti noi le ali di una immaginazione sconfinata e senza regole, il genere sci-fi tenta di giustificare scientificamente

l’inverosimile, regalandoci il conforto che la magia potrà un giorno divenire realtà. Per questo mi sono approcciato fin da giovanissimo ai libri di Asimov o a tutti i film in cui appariva un’astronave. Mosso dalla curiosità, desideravo semplicemente conoscere il futuro, non

solo il mio, ma quello dell’umanità intera. E in opere ambiziose come il “Ciclo delle Fondazioni” di Asimov, si possono vivere interi secoli di un’epoca posta in un remoto futuro, dove l’uomo si è spinto ai confini della Via Lattea. Da appassionato, non sono mai riuscito a definirmi un nerd, adoro anche le storie che si districano all’interno delle astronavi guidate da ciniche I.A. Un’opera per tutte è “Apocalisse su Argo”, un grande romanzo di un maestro della sci-fi come Robert J. Sawyer. Poi, a volte, mi capita di voler stare lontano da certi tecnicismi, e allora mi tuffo nella magie di Terry Brooks, di Geroge R.R. Martin, di Licia Troisi o della bravissima Trudi Canavan che mi ha incantato con la trilogia “The Black Magician.” Una maniera per vivere mondi differenti dal nostro, mondi paralleli che forse esistono in questo o in altri universi, in epoche passate e future, magari in una galassia lontana lontana... Negli ultimi anni, teorie come quella del multiverso, ovvero di un insieme probabilmente infinito di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, sono venute in aiuto di coloro che sostengono l’esistenza di in-


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finite dimensioni dalle infinite possibilità. Con un simile presupposto, qualsiasi cosa riusciamo a immaginare, da qualche parte e in qualche tempo dovrà o sarà esistita. Quello degli universi paralleli è un argomento affrontato magistralmente da Leonardo Patrignani nella trilogia “Multiversum”, la quale, credo, sarà nei prossimi anni di ispirazione per molti autori. Convinzioni queste che si rispecchiano nelle linee temporali indefinite delle mie storie. Dimensioni in cui non contano tanto luoghi e date, quanto le emozioni e i fatti più travolgenti che l’uomo può o potrà vivere. Pur narrando storie differenti fra loro, che spaziano dal pa-

lazzo fiabesco (Mareneve), alla tragicità dell’Africa (Il Tamburo del Giorno Africano), al primo contatto con gli alieni (Vivere o Morire – La Trilogia), in ognuna di esse, oltre a tanta action ho cercato di rendere protagoniste le relazioni umane. D’altronde sono le emozioni più forti a smuovere l’universo, qualunque esse siano. Per conoscere meglio l’autore potete visitare il blog. Tutte le sue pubblicazioni sono disponibili sullo store di Amazon in formato ebook. Gianluca Ranieri Bandini


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“UIBU’ FANTASMINO FIFONE” http://nanune13.deviantart.com

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e questo inverno, per un caso o per l’altro, doveste ritrovarvi a passare la notte di Halloween con un pubblico (piccini e non) molto incline alle storie del mistero oscuro ma davvero poco propenso a tutto ciò che possa terrorizzarlo, abbiamo la pellicola che fa per voi. Creato essenzialmente per divertire un pubblico piuttosto giovane “Uibù fantasmino fifone” non vuole essere niente di più che una divertente fiaba dell’occulto, ricca di gag, dalla storia semplice e da un piacevole finale non proprio insospettabile. Tutto inizia di venerdì 13, siamo nel pieno di una piovosa notte medioevale e nell’antica magione di un possente guerriero, tre cavalieri scommettono le proprie fortune in una partita a carte. Il nostro protagonista, Uibù (Michael Herbig), vince con un trucchetto

disonesto innescando così l’ira di Lordore (Nick Brimble) (proprietario del castello) che immediatamente richiede vendetta.

Durante lo scontro il nostro mal capitato furbacchione perisce, non a causa dalla punta della lama avversaria quanto perchè improvvisamente

colpito da un fulmine, divenendo così il fantasma ufficiale del castello. Passati più di 500 anni il castello è una gigantesca mappatura di ragnatele e, ad abitarvi, oltre al fantasma di Uibù vi è solo il vecchio Castellano (Hans Clarin), il quale è tutt’altro che impaurito dai maldestri tentativi dell’ectoplasma di spaventarlo. E’ dopo questo breve incipit che si entra nel pieno della nostra avventura quando, con un leggiadro scampanellio si presenta dinanzi alla porta della magione il re Julius (Christoph Maria Herbst), ultimo erede della nobile casata proprietaria del castello, intenzionato ad utilizzare il medesimo come “nido d’amore” per chiedere la mano della duchessa Leonora (Heike Makatsch). Come farà quindi Uibù a contrastare un castello infestato da una miriade


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di camerieri e lacchè pronti a distruggere la sua collezione di ragnatele? Tratto da un racconto di

Eberhard Alexander Burgh e diretto da Sebastian Niemann nel 2006 Uibù è una pellicola con un cast quasi totalmente

sconosciuto ai più, fatta eccezione per l’attrice Heike Makatsch il qual nome potrebbe inizialmente lasciarvi nel dubbio ma il suo viso vi riporterà sicuramente a qualcosa di già visto a causa delle sue collaborazioni con il cinema americano hollywoodiano. Girato in tecnica mista, (abbiamo l’interazione di attori in carne e ossa con elementi di computer grafica), la pellicola non è altro che una commedia simpatica senza troppe pretese ma al contempo non inferiore a un qualsiasi film americano diretto ad un pubblico di pre-adolescenti. Per quanto rimanga Casper il film per bambini

sui fantasmi migliore di ogni tempo anche il nostro Uibù (come pure “La casa dei fantasmi”, pellicola Disney datata 2003 con, come protagonista, Eddie Murphy) ha un tratto comico che piacevolmente diletta lo spettatore. Per quanto vi possa assicurare che non potrete ridere o esserne incantati come potrebbe succedere ai vostri figli, cuginetti o nipotini, vi garantisco invece che non ne sarete annoiati, infondo è pur sempre una commedia sui fantasmi e a chi non piacciono le commedie sui fantasmi? Francesca Rita Loi


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ALESSIO GALLERANI, AUTORE DEL FANTASTICO http://alessiogallerani.webs.com - Su Facebook: Alesso Gallerani

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erché scrivo? E quando ho iniziato? Il “perché” è una specie di necessità, lo faccio per vivere altre vite e avventure impossibili, per creare mondi su misura. Nel 2005, per rispondere al “quando”. In realtà fin dalle elementari avrei voluto “fare una storia mia”, e senza nessun criterio tentai di scrivere il mio primo romanzo di fantascienza. Ero al mare con i miei, munito di quaderno e penna. Ho resistito una pagina. Del quaderno ho perso le tracce. Più avanti, alle medie, ho scoperto che il disegno era la mia via e ho tentato quella strada. Per l’esame di educazione artistica di terza media ho portato un fumetto. Brutto, disegnato male, con una trama raffazzonata e un finale tirato via. Bello, eh? Però era il mio primo tentativo di creare una storia che avesse un capo e una coda. Poi ne ho fatti altri, di tentativi, tutti da autodidatta. Venendo a tempi più recenti, anno 2000, ho capito che non era tanto il disegno che mi interessava, ma la storia in sé, la trama e ho lasciato il disegno per la scrittura. La prima storia di narrativa l’ho terminata proprio nel 2005. Era brutta, scritta male, con una trama raffazzonata, e un

finale tirato... No, quello no, il finale era bello. Sarà per quello che poi ho “tenuto botta” e ho continuato a scrivere. Il genere a cui sono legato è il fantastico in generale. L’unico romanzo che ho scritto in cui non c’è nessun elemento paranormale o fantastico è “Game, death, match!”, una storia sul mondo del tennis professionistico. Ispirato dal serial Dexter, ha come protagonista un tennista numero uno del mondo e prossimo vincitore del grande Slam, affetto da un particolare problema: ammazza la gente come forma di doping. Una cosa fondamentale in una narrazione è lo sviluppo dei personaggi, pare perfino banale dirlo. Io preferisco una buona storia a dei buoni personaggi, ma la questione “personaggi” rimane importante. C’è una parte di me stesso in ciascuno dei personaggi principali. Parte delle esperienze personali riversate nella trama, nei caratteri dei personaggi, penso sia una cosa comune a molti narratori di storie. Devo dire che preferisco creare, e anche leggere, storie in cui la vicenda, l’intreccio, gli avvenimenti, siano più importanti dei personaggi stessi. I miei personaggi quindi non hanno un grosso approfondimento


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psicologico se non è necessario alla trama. Reagiscono agli avvenimenti come penso debbano reagire le persone comuni (quando si tratta di personaggi umani, perlomeno). Ritorniamo al valore della storia in sé, alcuni le attribuiscono “messaggi” o fini “morali” che il lettore dovrebbe leggervi. Per me il romanzo è solo intrattenimento. Il lettore deve pigliare il romanzo in mano con l’intenzione di essere intrattenuto. Può leggere mentre ascolta la musica del genere che preferisce, volendo magari puntare su quella più vivace nelle scene d’azione, per esem-

pio. Posso solo dire che mi piace molto il cinema e la letteratura “action”, che va dal thriller, alla fantascienza, al fantasy, all’avventura. Ho cercato di infondere questo nel testo, tenendo un registro non troppo alto e sempre votato alla battuta di spirito. Ci sono spesso situazioni surreali o irreali, al di fuori degli schemi e dei canoni. Ma ritorniamo a parlare di genere e di fantastico, mi è più congeniale. Uno dei miei romanzi (sarebbe più esatto dire: tre romanzi, perché si tratta di una trilogia) che più ne tratta è “Root-

World, il Mondo delle Radici”: un vero universo parallelo, un mondo a forma di albero dalle dimensioni planetarie in cui si perde una ragazzina di undici anni con alcuni compagni di scuola. Gli abitanti sono funghi intelligenti e il cattivo della storia è uno proprio tosto, mi sono ispirato a quel tedesco con i baffetti. Per fortuna i ragazzi vengono aiutati da un tizio terrestre, uno che assomiglia a Elvis Presley. Il romanzo è concepito per un pubblico giovane, comunque non meno di una decina d’anni d’età, ma anche per chiunque si senta giovane senza avere

il conforto dell’età anagrafica. Ho scritto anche nel genere storico, ma con una impronta “soprannaturale” o “paranormale”. È un romanzo breve dal titolo “Litania” e tratta di una vicenda d’amore e passione tra un lui e una lei, ma che ha radici profonde nel passato della terra in cui abito, l’Emilia. Ha come sfondo la battaglia della Selva Litana, un fatto poco noto della storia di Roma. Avvenuta nel 216 avanti Cristo, stesso anno della clamorosa sconfitta di Canne da parte di Annibale, nella seconda guerra Punica, è stata quasi “dimenticata”.


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I Romani hanno perso due intere legioni in una imboscata a opera dei Galli Boi e questo fa pensare a un’opera successiva di rimozione di questo fatto dalle cronache degli storici. Troppa pubblicità negativa per la rampante Roma evidentemente. Lo stesso luogo della battaglia è sconosciuto. Nella pianura padana tra Parma e Rimini comunque, ma è una zona molto vasta. La

stessa radice della parola celtica da cui deriva il nome della selva significherebbe “largo, grande”. Quindi, anche se mi sono dato alla storia, la mia predilezione va sempre all’elemento immaginativo. Insomma il genere che mi ha dato più soddisfazione è tutto ciò che è fantastico e fuori dagli schemi, fino a sconfinare nel fantascientifico o nel surreale. Infatti ultimamente ho

pubblicato su Amazon un romanzo dallo sfondo distopico (che è un futuro sfigato, se mi passate la definizione, tipo “1984” di Orwell o, in tempi più recenti Hunger Games), con derive soprannaturali. Si intitola ApocalJpse 137, scritto con la “J” al posto della “y”, e c’è un motivo. Di nuovo-nuovo c’è una serie di racconti Steampunk, il cui protagonista (avete capito che sono

appassionato del gioco della racchetta?) è l’inventore del tennis moderno, Walter Clopton Wingfield, o in realtà un suo clone di un ‘800 alternativo. Seguitemi, ne vedrete delle belle! Sono presente anche su FaceBook e Twitter.

Dal 2009, ogni mese gratuitamente, in Via Mar dei Sargassi n. 68, presso il Parco del Canale dello Stagno di Ostia Lido (Roma)

Alessio Gallerani


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ATTENZIONE ALL’ONDA DI SANGUE! www.ondadisangue.it - Su Facebook: Onda di Sangue

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iao a tutti, amici di JAPANIMANDO! Chi vi scrive è EnMa, una creatura mitologica per metà Enrico, per metà Martina; Enrico Santodirocco e Martina Carminetti a voler essere prolissi. Da sempre uniti dall’amore per i fumetti, dall’amore per la letteratura, dall’amore per il cinema, in una parola dall’amore, ci addentriamo, con l’incoscienza degli esordienti, nel difficile mondo dell’editoria, forti di due simpatiche lauree e di un passaporto per la dimensione sogno. La passione per la scrittura nasce un po’ per gioco, un po’ per necessità. Come tutti gli artisti, o aspiranti tali, siamo bambini troppo cresciuti che prendono estremamente sul serio il momento ludico, nella speranza che un giorno l’oggetto del nostro divertimento possa restituirci tale considerazione, mostrandoci al mondo come professionisti credibili. Nello stesso tempo, la scrittura è la risposta al bisogno di sfogare la rabbia e il dolore di una perdita inaccettabile, il mezzo per onorare la memoria di un uomo scomparso prematuramente. Ed è su queste basi che nasce il nostro romanzo d’esordio, “Onda di Sangue”, un fantasy cruento e viscerale

che parla d’ineluttabilità del destino e di vendetta. Le vicende di “Onda di Sangue” si svolgono su Marte, un mondo antico del colore del sangue, dove prestigio e potere sono prerogativa dei forti e degli audaci. Soltanto ai migliori guerrieri è concesso sedere su uno dei cinque troni, dopo aver dimostrato il proprio valore nella Gabbia dei Re, un'immensa fortezzaarena sita al centro del

pianeta. È in tale mondo, riverso in un tempo antico ricco di magia, che si svolgono le vicissitudini dei fratelli Alexander e Olbios e di Dorea, un’orfana dal passato misterioso, che insegue la vendetta ed è disposta a immolare sul suo altare quanto di più prezioso ha. All’interno dell’opera è possibile avvertire gli echi delle nostre passioni. Dalla cultura orientale

delle arti marziali (non a caso i personaggi che popolano Marte portano lo stesso nome “Marziali”) alle suggestioni del fantastico che piccolo e grande schermo continuano ad alimentare costantemente in noi ingordi spettatori. Da bravi figli del tubo catodico (lo sappiamo l’espressione è ormai anacronistica) e da amanti del fumetto in tutte le sue espressioni (dai manga giapponesi al genere supereroistico americano) abbiamo sempre considerato inscindibile il legame che unisce scrittura e immagine. Per tal ragione, spinti dallo stesso spirito intraprendente che ci ha avvicinato alla penna, ci siamo cimentati nell’arte della grafica. La volontà di trasformare le nostre visioni in pixel ci ha condotto lì dove soltanto la nostra immaginazione aveva osato arrivare e così sono nati la copertina del libro, il booktrailer, il sito internet e le tante immagini che da qui in avanti vi compariranno. Sperando di non esserci dilungati troppo e ringraziandovi per l’attenzione, ci congediamo con un invito: il 15 Giugno farà il suo debutto “Onda di Sangue”, edito da Il Ciliegio Edizioni. Lasciatevi sommergere! EnMa


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VI RACCONTIAMO IL “PORDENONE COMICS” www.selectedselfpublishing.it - Su Facebook: Selected Selfpublishing

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on si tratta solo di una mera esposizione di materiale. Una fiera del fumetto è molto di più: è come entrare in un mondo fatato, dove incontrare i miti dell’infanzia e gli idoli dell’adolescenza, dove perdersi tra i colori della fantasia senza preoccuparsi del tempo che passa. Noi lo sappiamo bene, non solo perché partecipiamo spesso a eventi legati a manga e fumetti, ma perché la magia della scrittura fa vivere in migliaia di universi distinti... un po’ come accade ai Comics. Facciamo un passo indietro, prima delle 9.00, orario in cui Pordenone Comics ha aperto i battenti al pubblico. Ore 5.45. Un suono fastidioso proviene dal comodino, la sveglia. Mi libero dal piumino, aggrovigliato attorno alle gambe e mi fiondo in bagno per prima. Siamo due donne e abbiamo soltanto un’ora a disposizione per renderci umanamente

presentabili. Per fortuna almeno una sarà coperta dal mantello total black! Doccia, cappuccino e ultimi pacchi. Fortunatamente abbiamo avuto la geniale idea di caricare gli scatoloni in auto la sera prima. Chi si ricorda la strada? Noi, con il senso dell’orientamento peggiore di Ryoga Hibiki, dobbiamo ricorrere al Santo Google Maps! Di domenica mattina alle 7.00 sulla SS13 pensare di incrociare un’altra forma di vita è quasi impensabile,

soprattutto vista l’incertezza del tempo. Come da programma alle 8.00 arriviamo alla zona Fiere e i ragazzi dell’organizzazione trovano subito i nostri pass. Per chi la vive da spettatore, questa è una realtà sommersa, che si fatica a immaginare. Macchine e furgoni si accalcano vicino alle porte e una marea di espositori scarica in ordinato silenzio. Lo fanno ogni settimana e ogni movimento è automatico. Ci si conosce tutti, almeno di vista, e il clima è amichevole... infatti approfittiamo subito del buon Gian di Tuttofumetto (Monfalcone – GO) per avere in prestito il carrello portapacchi (grazie, ci hai salvate!!!). Trovati i quattro metri dedicati a SELECTED SelfPublishing, iniziamo a

esporre la merce. Che cosa speriamo di ottenere con questa fiera? Visibilità soprattutto. C’è un mondo che sta emergendo a fatica, ma che merita molta attenzione, una nuova realtà che si sta affermando sempre più nel mercato dell’editoria, ovvero la produzione di opere “self”, cioè auto-pubblicate. Il self-publishing è una scelta consapevole per molti scrittori che preferiscono essere liberi dal legame con le case editrici e, in questa maniera, poter scrivere senza i condizionamenti del mercato o delle mode, dando ai libri un valore autentico. Come in ogni fiera a cui partecipa l’associazione, sono presenti romanzi di autori degni di nota. Libri giovani, freschi e originali che spaziano tra generi diversi per soddisfare i gusti di tutti gli appassionati. Ma soprattutto tanto, tanto fantasy. È stato possibile sfogliare i libri di tutti, o quasi, gli


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autori presenti sul nostro sito e acquistare diverse opere, tra cui: Unchanged di Vittoria Dalton; Forze Ancestrali di Andrea Zanotti, di cui ricordiamo che il primo ebook è disponibile online gratuitamente; TRI e Nero Assoluto di Lorena Laurenti. La mattina è stata pigra, il

pubblico si è divertito ad ammirare i gadget multicolor tra le bancherelle, a cercare i numeri mancanti nella propria collezione di fumetti o nuove serie. All’apparizione dei primi cosplayer, tra un Uomo Tigre in pensione con l’INPS e un Mastro Lindo con tanto di secchio, la fiera ha iniziato a movimentarsi. Poi, merito forse dei Teru Teru bozu artigianali in vendita su tanti tavoli (lo ammettiamo, la sera prima abbiamo provato anche noi a farne uno, con pessimi risultati!), il sole è ritornato all’orizzonte. È stata una bella giornata, con un pubblico caloroso e partecipe, e un’organiz-

zazione impeccabile. Il libro che ha suscitato più interesse, probabilmente perché ambientato nella vicina città di Treviso, è stato Nero Assoluto di Lorena Laurenti (http://www.neroassoluto.it/): un urban fantasy dal sapore gotico che unisce fantasia a eventi storici ed esoterismo. Un insieme perfettamente calibrato nella magica atmosfera di Treviso, città intrisa di arcani segreti. Questa, come tutte le altre opere che l’associazione ha il piacere di promuovere, sono disponibili nelle migliori librerie e store online. Prima di concludere, vi lasciamo con la sinossi del romanzo. Bianco e nero compongono la nostra essenza. Può capitare, però, che il nero prevalga e che sia così intenso da smuovere le emozioni più recondite. Come un essere che striscia dentro di noi, l’oscurità s’insinua lenta, tingendo l’anima di un solo colore: Nero Assoluto. Quando Erica lo vede la prima volta è sola, seduta sulla riva di un canale, persa in un mondo tutto suo. Dargo non è che un’ombra sfuggente impossibile da ritrarre, eppure riesce a far breccia nella sua coscienza. Da quel momento tutto

cambia, in lei e attorno a lei. Nemmeno Arjuna, il suo migliore amico, rimane lo stesso: oscuri presagi iniziano ad assillarlo tormentando i suoi sogni. Attori ignari del loro ruolo ma con un preciso copione da seguire, come nelle “forme” precedenti, vivono divisi tra un lontano passato e una quotidianità in cui sono alla ricerca del proprio destino. Mattia vuole crearsi una nuova esistenza; Sofia ambisce a trovare un posto nel presente, anche se tutto la riconduce al suo amore perduto. Infine Dargo... uno spettro, un’entità oscura che diventa ogni giorno più reale e tangibile. Un’ombra che esige vendetta. Tra i suggestivi vicoli di Treviso, magia, amore e mistero rivivono vita dopo vita, in un’infinita ripetizione, come un’opera che non smette mai di andare in scena. Vi aspettiamo alle prossime fiere! SSP Staff


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NINA, SALVATORE, CHIARA E LA “ZAZZAMITA” http://zazzamita-art.tumblr.com - Su Facebook: Zazzamita Art

La Zazzamita (Tarentola mauritanica, della famiglia gekkonidae), detta anche Passiaturi, Scarpisatura, Jajarda,Tiraciatu, è molto diffusa in quasi tutto il Mediterraneo. La Zazzamita passìa e cambia nome, talvolta anche identità. In lei ci riconosciamo per il nostro bisogno di aderire alla Terra e per la nostra voglia di Sole.

L

a Zazzamita si rigenera attraverso le culture, testimone di sincretismi e mescolanze che esplodono in musica, arti e parole dall’anima antica. Il progetto Zazzamita è nato da tre disegnatori siciliani, Salvatore Callerami, Chiara Filincieri e Nina Pulvirenti. Siamo accomunati dalla stessa passione: creare bellezza, raccontare storie. Più che una scelta è un’esigenza e

per questo siamo tutti e tre molto produttivi. Le nostre ricerche artistiche sono perfettamente compatibili tra loro, si intersecano e si arricchiscono a vicenda, e ognuno di noi è di ispirazione per gli altri. Inoltre, ingredienti assolutamente imprescindibili per una sana unione professionale e umana, abbiamo lo stesso atteggiamento (stacanovista) verso il lavoro e i nostri caratteri insieme mantengono un buon equilibrio. Siamo tre belve, due tori

e un leone, ma la ferocia la riserviamo soltanto all’arte, come aggressiva passione. Per il resto siamo proprio come le Zazzamite, pacifici e sempre alla ricerca della luce. Lo scopo del nostro branco non è ghettizzarci egoisticamente, ma unire le forze per perseguire il nostro obbiettivo: onorare l’arte generando bellezza, raggiungere più luoghi e persone possibile per condividerla e crearne ancora insieme. L’idea di unirci in un pro-

Chiara Filinceri - “Le Erinni”

Nina Pulvirenti - “Edipo”


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getto comune è venuta da sé, nel senso che eravamo già uniti in un progetto comune prima che questo progetto avesse un nome. Abbiamo sempre lavorato molto e insieme, resistendo a forti burrasche, insistendo cocciutamente anche quando la scelta più ovvia e più sana sembrava fosse desistere, considerando il nostro un lavoro anche quando un osservatore più razionale avrebbe detto che non lo era. Così siamo arrivati ad un momento molto difficile del nostro percorso, un momento in cui le nostre fatiche apparivano vane, le nostre forze sprecate, il nostro idealismo stupido e inge-

nuo. Eravamo stanchi e desiderosi di pace e di stabilità, e il nostro entusiasmo era perduto. Eppure la nostra benedizione, che solo apparentemente a volte appare come una condanna, è che non possiamo smettere di disegnare, di tirare fuori i mondi e le storie che abbiamo nelle teste e nei cuori. Così, dal buio di un momento di sconforto, ci siamo ricostruiti, proprio come la Zazzamita che per sopravvivere perde la coda, ma la rigenera. Il progetto Zazzamita è stato il nostro sfogo ludico, qualcosa in cui riversare le nostre energie senza preoccupazioni ed ansie, spontaneamente come

Salvatore Callarami - “Le baccanti”

nell’infanzia, come la nostra natura ci impone, in un modo che avevamo dimenticato. E’ questa la forza del progetto, che lo rende grande e stabile senza fatica che non sia la fatica che amiamo fare nel nome della nostra passione. Uno dei nostri primi progetti è stato creare le nostre Zazzamite da liberare per la città. Attualmente passeggiano per Catania, ma presto raggiungeranno anche Siracusa e Bologna. Chi dovesse incrociarle può fotografarsi insieme a loro e farci avere la foto, ci piace scoprire con chi si incontrano dopo che le abbiamo liberate! In occasione del centenario delle rappresentazioni classiche siracusane invece, abbiamo fatto appello alla nostra grecità per preparare una mostra dedicata al teatro greco classico. E naturalmente non volevamo farlo da soli, così abbiamo invitato i nostri colleghi a partecipare. In risposta abbiamo ricevuto delle bellissime opere! E’ stato fantastico scoprirle e co-

noscere le sensibilità di altri artisti con cui speriamo di poter lavorare nuovamente in altre occasioni. In più abbiamo avuto l’onore di collaborare con la splendida artista Agata Bulla per la scelta delle opere più meritevoli e idonee all’esposizione. La mostra è stata presentata presso Fico-w a Siracusa il 31 Maggio. Dobbiamo infatti menzionare e ringraziare un’altra grande donna, Ambra Bonaiuto, che ci ha invitato presso il suo spazio per questa occasione e che per prima ha avuto l’idea di dedicare un evento al centenario delle rappresentazioni classiche siracusane. La Zazzamita sarà anche all’EtnaComics e presenterà le sue prime autoproduzioni.Vi promettiamo, da qui al prossimo futuro, ma speriamo anche remoto, tanta bellezza, tante storie e tanto calore.

Roberta Casillo - “Antigone e Polinice”

Ambra Cassibba - “Le vespe”

Zazzamita Staff


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VERONIKA SANTIAGO: PASSIONE FANTASY http://laguerradeglielementi.blogspot.it - Su Facebook:Veronika Santiago

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iao a tutti e bentrovati! Ringrazio la redazione di JAPANIMANDO per l’opportunità che mi ha dato di fare due chiacchiere con voi e di raccontarvi qualcosa su di me e il mio lavoro di scrittrice. Sono Veronika Santiago e mi piacerebbe potervi dire che scrivo fin dalla più tenera età ma sarebbe una gran balla. Da sempre, però, amo leggere e dopo aver vagato senza meta tra vari generi letterari finalmente ho trovato quello che adoro: il fantasy, compresi tutti i suoi sottogeneri. Scrivere è un piacere (o una necessità?) che ho scoperto solo alle scuole superiori per sopportare le ore di lezione

più noiose: si trattava di racconti di fantasia, nient’altro che pagine volanti senza alcuna pretesa, negli anni gelosamente custodite nel cassetto dei sogni. È stato solo diverso tempo dopo (non chiedetemi quanto, non rivelerò mai la mia età!) durante un viaggio in Scozia, immersa in panorami mozzafiato, che ho trovato l’ispirazione e mi sono lanciata una sfida: «Vediamo se sono in grado di scrivere un libro!». E così quelle pagine che sembravano non avere niente a legarle, sono state tirate fuori dal loro buio nascondiglio e si sono fuse, dandomi l’aire per scrivere l’urban fantasy “Gli Eredi di Atlas”.


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All’inizio, vi dico la verità, non sapevo dove sarei andata a parare. Credo che le storie esistano già tutte, da qualche parte, nel mondo delle idee, e forse lo scrittore è semplicemente una persona in grado di attingere da questo luogo pensieri e avvenimenti per poi raccontarli e permettere anche ad altri di conoscerli. Giunta alla conclusione del libro, mi sono accorta di essere ben lontana dalla parola fine e “Gli Eredi di Atlas” è diventato il primo capitolo della saga “La Guerra

degli Elementi”. A quel punto mio marito (da taluni detto il Sant’Uomo) mi ha aiutato con la copertina e la veste grafica e ci siamo detti: «Perché no? Autopubblichiamo?». Finalmente “Gli Eredi di Atlas” sta per vedere la luce (quando? Fine giugno, spero), il secondo libro intitolato “Il Varco dell’Apocalisse” è pronto a seguirlo a ruota mentre “La Tempesta del Tempo” è ancora in fase di gestazione. Se la saga si concluderà con un quarto libro o arriverà al quinto... vedremo. Già che

ci siamo vi regalo anche una spoilerata: ho in mente anche un prequel. E più vado avanti a scrivere, più il mondo nato quasi per caso durante quella vacanza in Scozia si arricchisce di personaggi e nuovi elementi trasformandosi in una bella avventura (o in una pazzia? Non lo so ma non voglio avere rimpianti). Parte dell’ambientazione ve l’ho già svelata: la verde, piovosa, magica Scozia. Ma come ogni urban fantasy che si rispetti i protagonisti si ritroveranno anche di

fronte a situazioni un po’ insolite, come il luogo dove verranno condotti: un’isola che esiste ovunque e in nessun luogo, OgniDove. E avranno un loro peso anche le vicende avvenute in un antico regno, perso nelle pieghe della storia e relegato a leggenda: Atlas. E ora chiedo a voi: se un giorno scopriste di essere gli Eredi del potere sugli elementi, lo accettereste senza riserve oppure preferireste continuare con la rassicurante vita di sempre? Se foste costretti a scegliere, preferireste la pace o la libertà? Abbandonereste tutto per amore o continuereste a seguire la strada del dovere? Non ci sono risposte giuste o sbagliate, e soprattutto non ci sono risposte semplici specialmente se nel mezzo si insinuano avvenimenti di un lontano passato che minacciano di travolgere il presente. Se avete voglia di scoprire cosa ha in serbo il destino per i miei protagonisti, non manca molto all’uscita in versione ebook e cartacea de “La Guerra degli Elementi – Gli Eredi di Atlas” di Veronika Santiago. E per tornare alla sfida che mi sono lanciata qualche tempo fa, vinta o persa, dovrete essere voi a dirmelo. Quindi, buona lettura! Veronika Santiago


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IL RITORNO DI “COMIXPOLI”! Su Facebook: Comixpoli / Shc Ladispoli

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opo il successo di pubblico della scorsa edizione, ritorna l’appuntamento tanto caro a tanti appassionati del mondo del fumetto, dei videogames e del fantastico in genere, tra cui i cosplayers. Ecco quindi pubblicati sia il programma delle tre giornate che le informazioni necessarie ad iscriversi al cosplay contest, quindi... buona lettura! Programma Venerdi 27 giugno - ore13:00: apertura fiera; - ore 17:00: inizio tornei di Tekken, Tag 2, Magic the

gathering e di Yu - Gi Oh tornei sanzionati da Wizzard e Konami (premi in palio per Tekken: primo posto una play station 4 o viaggio a scelta o buono acquisto da € 500 + coppa; secondo posto un buono acquisto da €200 + coppa; terzo posto un gioco Ps4 o Xbox oppure una ricarica psn + coppa). - ore 21:00 circa apertura spettacoli con esibizioni live da parte di Mr. Cartoon che proporrà canzoni di cartoni animati anni 90 a oggi. - esibizioni del gruppo

cosplay SHC Ladispoli che proporrà scene riadattate del CAVALIERE OSCURO ove vedremo il famoso paladino di Gotham battersi contro i suoi più acerrimi nemici. Sabato 28 giugno - ore 17:00: torneo di pes + tornei di Magic the gathering e di Yu - Gi - Oh - ore 20:00 circa i spettacoli partiranno con fantastiche danze in tema fantasy con protagonista Viviana Ammannato in arte ARA e il suo corpo di ballo che ci allieteranno impersonando l’affascinante Poison Ivy;

oltre a loro avremo l’onore di avere sul palco di Comixpoli 2014 Valerio Tosatti che intratterà il pubblico con spettacolari esibizioni di ballo ispirate al genio della musica pop Michael Jackson. Ma non finisce qui! Avremo anche il piacere di ospitare i ragazzi del Cartoon quiz (i quali potrete trovarli durante tutta la giornata di sabato nei pressi di Piazza Marescotti con uno stand dove potrete intrattenervi con quiz sui cartoni animati) che accompagneranno la band musicale dei Cartonauti che si esibiranno con cover dei cartoni animati 70/80/90. - ore 17:00: torneo di Fifa World Cup 2014 (primo premio: Play Station 4 o viaggio a scelta o buono acquisto da € 500 + coppa; secondo premio: un buono acquisto da € 200 + coppa; terzo premio: un gioco Ps4 o Xbox + coppa). - ore 16:00: daremo il via alla gara cosplay con i palio i seguenti premi:


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- MIGLIOR MASCHILE; - MIGLIOR FEMMINILE; - MIGLIOR COPPIA; - MIGLIOR GRUPPO; - MIGLIOR INTERPRETAZIONE; - PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA + VIAGGIO A SORPRESA. Tra i giurati ci saranno due ospiti d’onore: Andrea di Virgilio e Silvia Minella (Hades e Atena). Ingresso gratuito. Regolamenti e liberatorie della gara cosplay e dei tornei li potete trovare sulle pagine Facebook di Comixpoli e di SHC Ladispoli. Regolamento Per la gara cosplay organizzata per domenica 29

giugno è possibile iscriversi sul posto durante tutti e tre i giorni, dalle ore 13.00 alle ore 15.30 attraverso l’apposito modulo (dati anagrafici, personaggio, serie d’appartenenza). Al momento dell’iscrizione sono gradite: a) la consegna di una foto del personaggio scelto, stampata in qualsiasi formato purché ben visibile; b) la consegna di una base musicale su CD (non restituibile) o pennetta; c) comunicazione di un eventuale utilizzo di proprie scenografie. In caso non si sia in possesso di un file audio per l’esibizione, è possibile richiedere un sottofondo a discrezione degli organizzatori. Per motivi di sicurezza non verrà permesso ai partecipanti l’uso del microfono. E’ possibile iscriversi come singolo, coppia o gruppo. E’ severamente vietato: a) utilizzare fuochi, fiamme libere, sostanze infiammabili, getti d’acqua e di liquidi, schiume e sostanze schiumose, fumogeni, botti, esplosivi et simili, riproduzioni di armi con munizioni inserite; b) attuare atti osceni ed offensivi nei confronti di terzi, di natura religiosa, etnica, politica etc.; c) utilizzare armi vere (spade, pugnali etc.). d) lancio di oggetti pesanti o contundenti; e) introdurre animali vivi o morti (impagliati o ossa), di qualsiasi taglia e

tipo (insetti compresi), sul palco. E’ concesso l’utilizzo di “riproduzioni” di armi, coriandoli o effetti teatrali simili non pericolosi (che non rientrino nelle categorie sopra citate di divieto), peluche, riproduzioni di animali (insetti compresi) e così via. Verranno concessi due minuti di tempo per l’eventuale allestimento di scenografie, scaduti i quali il concorrente sarà obbligato ad iniziare la propria esibizione. Essa avrà le seguenti tempistiche: Singolo: 1 minuto; Coppia: 2 minuti; Gruppo (dai 3 ai 7 membri): 3 minuti; Gruppo (più di 8 membri): 5 minuti. Al termine del tempo stabilito l’esibizione verrà interrotta e i partecipanti dovranno sgombrare il palco insieme alle proprie eventuali scenografie, accessori, detriti etc. Eventuali trasgressioni del regolamento saranno punite con l’interruzione della scena e la squalifica immadiata dalla gara. L’organizzazione non risponde della perdita di effetti personali né di

eventuali danneggiamenti (costumi, accessori, etc.). Sarà invece addebitato qualunque eventuale danneggiamento ad attrezzature (audio, illuminazione) utilizzate durante la gara, palco compreso. Per danni provocati a sé stessi o a terzi, l’organizzazione non è responsabile. Firmando la liberatoria si autorizza il trattamento dei dati personali e si certifica di aver letto e compreso il regolamento. L’organizzazione si riserva di apportare al presente regolamento modifiche atte a migliorare lo svolgimento dell’evento. Comixpoli Staff


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1a EDIZIONE DEL “SAN MARINO COMICS” www.sanmarinocomics.com - Su Facebook: San Marino Comics

“Benvenuti nell’Antica Terra della Libertà”!

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on questa frase posta all’ingresso della Repubblica, San Marino accoglie tutti coloro che vi entrano. Abbiamo voluto fare di

questa frase lo slogan del PRIMO EVENTO COMICS che si svolgerà nella più antica Repubblica d’Europa il 6 e 7 Settembre 2014. SAN MARINO COMICS è una festa dove vengono esaltate diverse sfaccetta-

ture relative alla passione per il mondo dei fumetti, del Cosplay, dei giochi da tavolo e della musica. Il tutto ambientato nel magico territorio della Repubblica di San Marino. A fare da cornice al SAN MARINO COMICS sa-

ranno gli splendidi ambienti del Centro Commerciale Azzurro (www.centroazzurro.sm) che ospiterà, nei suoi grandi spazi, tutto quello che più ci piace: esibizioni Cosplay, Cartoon Cover Band, espositori di fumetti e gadget, laboratori scientifici e tornei di giochi da tavolo. Diverse saranno le associazioni italiane e sammarinesi che si alterneranno nelle due giornate del San Marino Comics. Innanzitutto a fare da madrina a questa manifestazione sarà la meravigliosa Clara Serina, mitica voce femminile dei Cavalieri del Re. Clara ci farà ancora una volta sognare con le canzoni che hanno reso mitici alcuni dei cartoni animati più famosi della storia: Uomo Tigre, Yattaman, Fiorellino, Lady Oscar, Gigi la Trottola e chi più ne ha più ne metta. Ad accompagnarla musicalmente nella giornata di Domenica 7 Settembre sarà la Cartoon Cover Band marchigiana “SUPERTELE” che ci farà ballare con le sigle TV degli ultimi 30 anni. Durante le giornate del San Marino Comics avremo sia corsi che spettacoli di scherma e spada medievale a cura de “La Rosa d’Acciaio”, un gruppo di ragazzi che ha collezionato successi in tutta Europa grazie alle


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loro esibizioni e ai loro spettacoli che spaziano dal medioevo al vecchio west e che riescono sempre a stupire lo spettatore. Per i più piccoli ci sarà il laboratorio di “CHE SCIENZA”, curato da due colte e splendide scienziate che ci spiegheranno i fenomeni chimici e fisici che stanno intorno a noi ogni giorno. Li faranno sperimentare e toccare con mano tanti begli elementi che, mischiati insieme, generano un mondo di colori e odori che non li lasceranno indifferenti. Imperdibile per tutte le famiglie! L’associazione “San Marino – Giappone” ci delizierà con corsi di Origami e contenuti a

tema “Japan”. Diverse iniziative per gli estimatori del Sol Levante. Avremo la zona “games” dove ci saranno tavoli di gioco e piccoli tornei di board games. Ci sarà anche il torneo LEGO, dove dovrete costruire l’oggetto disegnato sulla scatola nel più breve tempo possibile. E ancora: la zona Retro Games con Juke Box,

Flipper e Cabinati disponibili gratuitamente per cimentarsi coi mitici classici da sala giochi. Nella giornata di domenica ci sarà la gara cosplay, valida per il titolo di Campione Nazionale di Cosplay (singolo e gruppo) per la Repubblica di San Marino (iscrizione obbligatoria sul sito). Un’altra chicca per gli amici cosplayer: Domenica 7 Settembre alle ore 9.00 ci sarà la “parata Cosplay” nel centro storico di San Marino. Un pullman partirà dal Cen-

tro Commerciale Azzurro per portare i cosplayer alla “porta del paese” dove saranno a disposizione i nostri fotografi professionisti per fare foto e video con la bellissima cornice medievale della Repubblica più antica del mondo. Il tutto sarà ripreso dalla TV di Stato di San Marino e trasmesso sul satellite e sul digitale terrestre. NON DIMENTICATE: Sabato 5 Luglio un evento per tutti i cosplayer che anticipa la manifestazione: gireremo il video promozionale del San Marino Comics con tutti i cosplayer che vorranno partecipare. Ci vediamo tutti nel Centro Storico di San Marino alle ore 15.00. Trovate l’evento “METTITI IN MOSTRA” su facebook. Non mancate!!! SMC Staff


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IL BOOM DEL FUMETTO ANNI ‘70 http://digilander.libero.it/romanzi/ - www.psicologi-italiani.it

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on gli anni settanta vi fu un vero e proprio boom del fumetto; insieme alle testate stimabili oltre cinquecento (numero tutt'oggi ineguagliato) ed ai generi narrativi, aumentarono anche i

saggi e le ricerche più o meno scientifiche: il fumetto divenne oggetto di studio della semiotica, dell’antropologia, della sociologia e della psicologia. I pedagogisti, superato l’atteggiamento pregiudiziale in vigore,

come abbiamo visto, soltanto due decenni prima, riconobbero nel fumetto un ottimo strumento per l’apprendimento della lettura. Rodari, uno dei maggiori narratori per ragazzi, affermò che il bambino che legge fu-

metti li legge per sé, e non perché gliel’abbia imposto qualcuno, e che proprio attraverso questa lettura si svilupperebbe l’immaginazione, che sarebbe richiesta per riempire i vuoti tra una vignetta e l’altra. Il fumetto entra così nella scuola dell’obbligo come strumento didattico; da quel momento, chiunque si è prodigato alla compilazione di una nuova grammatica o antologia non ha potuto ignorare il fumetto (da Manuale di Psicologia del fumetto, pag. 15) Marco Minelli


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L’EVOLUZIONE DI “CAPITAN VENEZIA”

http://capitanvenezia-comicbook.blogspot.it - Su Facebook: Capitan Venezia

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apitan Venezia nasce nel 2006 dal sottoscritto Fabrizio Capigatti, sceneggiatore, assieme all’amico e grande disegnatore Emanuele Tenderini. La nostra idea era quella di far tornare la voglia di fumetti nella città di Venezia e, per farlo, abbiamo pensato che non c’era modo migliore che creare un super-eroe tutto veneziano. È nato quindi Capitan Venezia e poi tutto l’Universo dei suoi personaggio di super criminale ma anche si altri supereroi di altre città venete. Dopo una pausa, come sceneggiatore, ho sentito la voglia di riprendere in mano il personaggio e così ho lavorato ad un forte re-styling. Capitan Venezia diventa quindi più adulto, irriverente e provocatorio anche nella sottile denuncia di problemi cittadini. Nasce una miniserie di 7 numeri (un numero Zero più altri sei numeri che usciranno circa quadrimestralmente

fino a tutto il 2014) che punta anche verso una veste grafica veramente super-eroistica, ispirandosi ai prodotti Marvel e DC. Per la realizzazione del progetto l’associazione Veneziacomix di cui sono presidente ha chiamato all’opera alcuni ex studenti della Scuola del Fumetto di Venezia aperta proprio nel 2007 da Veneziacomix. Riccardo Bandiere, Federico Toffano, Lura Resto e Michele Dissegna sono il team di disegnatori che lavorano al progetto, da poco anche affiancati di

un gruppo di coloristi, sempre dell’associazione Veneziacomix. Di cosa parla la miniserie? Ecco in parte una veloce descrizione di un progetto che speriamo non finisca con i 7 numeri, ma che possa proseguire nel tempo. Capitan Venezia è preoccupato: sui muri della sua città e su quelli di altri palazzi storici delle principali città del Veneto, sono comparse strane scritte che inneggiano al disordine firmate da un certo “KAOS”. Il Leone alato, simbolo della città, chiama in Laguna i suoi

colleghi: Lady Verona, Capitan Padova, Lady Vicneza, Capitan Rovigo, Capitan Treviso, l’amico Capitan Jesolo e la sua spalla, Mestre Boy: devono scoprire chi è questo Kaos. Il nemico, muovendosi nell’ombra, arruola anche la criminale Lady Marghera, il corrotto sindaco di Venezia Orseolo Bravo e altri delinquenti come il motoscafista abusivo Il Mercenario, il killer Uomo Moeca e il terribile El Sorxe. Kaos vuole portare il disordine in città e far rivoltare la gente contro i super eroi per scacciarli e far sua Venezia. Ma chi è Kaos? Da dove derivano i suoi poteri così simili a quelli di Capitan Venezia? E ancora, quali fantasmi dovranno vincere Lady Vicenza, Capitan Padova e Lady Marghera? Descrizione progetto 7 albi (dal n. 0 al n. 6), con uscita circa quadrimestrale. Albi f.to chiuso 17 x 26


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cm, stampato tutto a 4 colori, composto da 32 pagine. Prezzo di copertina: 3,00 acquistabile (oltre che nelle fiere) via internet alla mail info@veneziacomix.com. Gli autori - Fabrizio Capigatti nasce e vive a Venezia; è inizialmente autore di Giochi di Ruolo di cui ha pubblicatoVenezia Obscura nel 2000,Venetia Obscura Espansione Laguna nel 2003 e Charme nel 2005. Approda al fumetto curando la miniserie tratta dal Gdr Venetia Obscura e creando nel 2007 il personaggio di Capitan Venezia. Nel 2008 presenta a Fumetti in TV l’albo Il Folle

Volo per Edizioni del Vento e realizza l’albo Capitan Venezia - Le origini dei Capitani. Seguono Vola Mio Angelo,Vola per Bottero Editore nel 2012 e la nuova miniserie di Capitan Venezia di cui sono usciti i primi tre numeri di sette. Di prossima pubblicazione Angie & Devie - Episodio 3 per Manicomix Editore. Sta lavorando a diversi progetti tra cui il manga 47 Ronin assieme ad Emanuele Tenderini in collaborazione con l’International Manga Museum di Kyoto, ha frequentato Bottega Finzioni per la sceneggiatura di fiction e sta collaborando alla stesura di alcune puntate di una web-serie dei Manetti Bros.. - Federico Toffano classe 1981, padovano di nascita e residenza, culturalmente "adottato" da Venezia. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso l’università Ca’ Foscari, nel triennio 2008-2010 frequenta la Scuola del Fumetto di Venezia. È stato collaboratore colorista per Emanuele Tenderini realizzando colorazioni per Dylan Dog, Dampyr e nel più recente Dei edito da

Bao Publishing nel 2012. Lavora come illustratore, sostenendo realtà come Veneziacomix, associazione culturale che promuove la cultura del fumetto. Numerose le illustrazioni per calendari, mappe illustrate e ricostruzioni storico-archeologiche. Di recente ha pubblicato, con lo sceneggiatore Fabrizio Capigatti,Vola Mio Angelo,Volaper Bottero Edizioni. Dal 2012 è stato coinvolto nella serie a fumetti supereroistica di Capitan Venezia. - Riccardo Bandiera classe 1981 di Castelfranco Veneto. Cresce con particolare predilezione per le arti e per il disegno, questo lo ha portato dopo i primi studi a frequentare il Liceo Artistico Statale di Treviso diplomatosi nel 1999. Successivamente frequenta alcuni corsi di anatomia e web design presso l’Accademia di belle arti a Venezia. Dal 2005 al 2009 frequenta corsi fumetto tra i quali quello della Scuola del Fumetti di Venezia promosso da Veneziacomix. Attualmente lavora part time come interior designer, e come fumettista free lance e partecipa come copertinista e disegnatore alla miniserie diCapitan Venezia. - Michele Dissegna classe 1992, veneziano. Si appassiona sin da piccolo al disegno e alle arti in generale. Questa passione lo fa approdare alle sponde del fumetto e, nel 2008, lo porta a frequentare il corso triennale della Scuola del Fumetto di Venezia che lo arruola come disegnatore

per Capitan Venezia. Attualmente è iscritto al Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Università IUAV di Venezia. - Luca Resto classe 1992 di Mestre. Avendo nutrito da sempre una forte passione per le arti visive segue in principio dei corsi tenuti dall’associazione Veneziacomix nell’ambito dell’Arte Sequenziale, per poi frequentare la Scuola di Fumetto di Venezia e viene arruola anche lui nella comitiva di disegnatori diCapitan Venezia. Nel 2011 vince un concorso di fumetto per il Mestre Comics 2011. Attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Fabrizio Capigatti


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LA CULTURA DEL FUMETTO GIUNGE A LATINA www.pontireti.it - Su Facebook: 1a MOSTRA MERCATO del FUMETTO di Latina

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li appassionati del fumetto troveranno nella 1a Mostra Mercato del Fumetto di Latina una nuova occasione per scambiarsi idee, acquistare le ultime novità editoriali e immergersi in un’atmosfera fatta di colori, disegni e gadget. L’appuntamento è per sabato 14 giugno, dalle ore 16 alle ore 24 presso l’oratorio Don Bosco di Latina in via Sisto V. L’evento si svolgerà nell’ambito del Contest mu-

sicale Pontimusica 4, organizzato dall’Associazione Pontireti onlus, durante il quale i volontari dell’associazione accoglieranno il giovane pubblico con attività e giochi all’insegna dell’aggregazione e del sano divertimento. Oltre a curiosare tra i vari stand allestiti dai partecipanti, presso i quali sarà possibile acquistare le edizioni dei fumetti più diffusi e incappare in qualche chicca per collezionisti, i visitatori avranno la pos-

sibilità di assistere e partecipare a diversi tornei e dimostrazioni di giochi di ruolo e giochi da tavolo; inoltre convention, proiezioni e workshop! Ce n’è per tutti i gusti! A far da sottofondo alla Mostra mercato la musica dei diversi gruppi che sul palco allestito nell’ampio cortile si disputeranno la vittoria del Contest che ogni anno richiama più di 1500 giovani. In questo scenario, dunque, bene si inserisce un evento che sposa i gusti dei ragazzi e

che si configura come un punto d’incontro per tutte quelle attività commerciali e associazioni del territorio che si occupano di fumetti, gadget, videogames e giochi di ruolo, destinato a crescere negli anni. E sicuramente tra la folla compariranno anche i tipici cosplayer, appassionati di fumetti, cartoni animati e film che sfilano nelle vesti dei loro personaggi preferiti con abiti realizzati personalmente a mano. E’ previsto, infatti, anche il Cosplay Contest, aperto a tutti. Dalle ore 16 tutti i cosplayer che vorranno prendere parte all’iniziativa potranno invadere pacificamente la manifestazione, intrattenendo e facendo foto con i piccoli partecipanti! Alle ore 20 avverrà la premiazione del “Miglior Cosplay” che vincerà due biglietti per il ROMICS Edizione d’Autunno in programma presso la Fiera di Roma dal 2 al 5 ottobre 2014. Il costo d’iscrizione al Cosplay Contest è di 1€. La sfida all’originalità può dichiararsi aperta. Per ulteriori informazioni sulla 1a Mostra Mercato del Fumetto di Latina è possibile inviare una mail a pontimusica@pontireti.it. Pontireti Onlus


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STEAMPUNK & ANIME

http://elenaromanelloscrittrice.wordpress.com - http://vitadabibliofila.wordpress.com

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hi frequenta le fiere del fumetto e gli altri eventi geek se ne è senz’altro accorto: lo stile Steampunk, quello che parla di una fantascienza nel passato, di solito partendo dall’Ottocento vittoriano, sta crescendo come interesse presso gli appassionati, influenzando vestiario e bigiotteria nelle sfilate cosplay (anche se ci sono delle differenze tra la moda Steampunk, un vero e proprio stile, e il Cosplay), ispirando libri, film e telefilm. Un filone interessante, che gode oggi di grande seguito anche e soprat-

tutto qui in Italia, che ha tra i suoi numi ispiratori Jules Verne e H.G. Wells, che ha trovato spazio in serie di culto come la britannica Doctor Who e che sta ispirando tra l’altro autori italiani, come Dario Tonani e Carlo Vicenzi e che sta presentando una riscossa per un genere come la fantascienza, dato spesso morto e che oggi non riesce più a immaginare futuri con viaggi nel cosmo e utopie di vita, di fronte ad un futuro che è ormai arrivato ma si è mostrato ben diverso da quello a cui si sperava decenni fa. Ma lo Steampunk aveva

trovato già anni fa un suo spazio in manga ed anime e ci sono tanti titoli che andrebbero scoperti e riscoperti. Hayao Miyazaki ha mescolato spesso nelle sue opere passato e futuro: il suo anime più Steampunk resta Laputa del 1986, ambientato in un Ottocento alternativo dove non mancano le miniere di letteraria memoria ma dove ci sono isole volanti con antiche tecnologie da scoprire. Anche Howl’s moving castle, più simile ad una fiaba di magia classica, inserisce non pochi elementi Steampunk, in questo mondo tra il vittoriano e il mitteleuro-

peo, con un castello meccanico che gira trascinando con sé la maledizione del suo occupante. Osamu Tezuka ha raccontato diverse storie di robot in quello che oggi sembra a noi un passato, ma la sua opera più steampunk è postuma, in versione animata: Metropolis, film d’animazione uscito nel 2001 e diretto da Rin Taro, basato sul manga di Tezuka del 1949 vagamente ispirato al classico di Fritz Lang, si rifà ad un altro filone dello Steampunk, quello di un futuro in cui le condizioni di vita e di tecnologia sono simili a quelle


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di un’era vittoriana che però sfrutta il vapore. Un film senz’altro da riscoprire, anche perché molto interessante anche per gli appassionati di fantascienza tout court. Moltissimi conoscono Katsuhiro Otomo grazie ad Akira, e nel suo curriculum figura anche Steamboy, del 2004, film accolto non benissimo ma che presenta una bella atmosfera in un’Inghilterra ottocentesca alternativa oltre al tema che ritorna dell’arma che può sconvolgere i destini del mondo. L’emblema dell’animazione giapponese resta ancora per molti i robottoni alla Goldrake: il più Steampunk tra questi è

degli anni Novanta ed è Giant Robot, una serie di OAV dal manga di Mitsuteru Yokohama, che trasporta in un futuro su cui incombe una catastrofe già avvenuta una volta, tra scienziati pazzi e città futuribili nel passato. La serie più duratura di genere Steampunk è Fushigi no umi no Nadia, conosciuta in Italia come Il mistero della pietra azzurra, 39 episodi più un film, abbastanza deludente, realizzato dalla Gainax tra il 1990 e il 1991, che mescola un simpatico omaggio a Jules Verne, in particolare nel carismatico personaggio del capitano Nemo, a tematiche su Atlantide e l’ipotesi extraterrestre, anticipando già un po’ le atmosfere di Neon Genesis Evangelion. Negli anni successivi si sono distinte altre serie con atmosfere Steampunk, come I cieli di Escaflowne, che porta in un mondo alieno in cui ci sono robottoni e atmosfere tra il fantasy e il futuribile ottocentesco, Last Exile, ambientato in un mondo parallelo dove la tecnologia si è sviluppata su basi antiche, Fullmetal Alchemist e Hellsing, ritratti di due passati futuri di universi paralleli con elementi horror e del folklore, Wolf’s Rain, una Terra futura ma tornata al passato dove incombe una catastrofe ecologica, e l’interessante Steam detectives di Kia Asamiya, rimasto solo in manga, che racconta di un altro

mondo parallelo con toni più polizieschi. Anche quindi nel genere Steampunk manga ed anime propongono spunti interessanti e storie varie, in passati reinventati o in futuri regrediti al passato. Un universo quindi da scoprire e riscoprire, in attesa che magari arrivino nuove storie del genere. In Giappone, e c’è da dire viva i confronti culturali, sta riscuotendo gran successo il romanzo Steampunk del nostro Dario Tonani Mondo 9, e chissà che non serva da ispirazione per qualche manga o anime. Elena Romanello


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“ALIEN LEGION”

Gruppo su Facebook: I FUMETTI SONO UNA COSA SERIA!

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li anni ‘70 per le major del fumetto statunitense, Marvel e DC, furono parecchio duri. La crisi di vendite derivata da quella creativa rischiò infatti di far chiudere definitivamente le due case editrici. Nel 1978 finalmente arriva ad occupare il posto di redattore capo della Marvel Jim Shooter, il quale ha da subito le idee chiare. Oltre infatti a ristrutturare l’intero parco testate della casa editrice affidandole ad autori giovani e di grande talento, intuisce anche la necessità di creare nuove tipologie di formato editoriale e di sfruttare la rapida diffusione del Mercato Diretto che proprio in quel momento si stava sviluppando velocemente.

Il mercato diretto prevede la distribuzione dei fumetti solo all’interno del circuito librario e delle fumetterie. In questo modo si salta la distribuzione generica (cioè quella nella edicole) che ha il difetto di rendere al distributore il materiale invenduto. Con il mercato diretto si stampa solo il quantitativo prenotato senza rischio di reso e questo permette di valutare più correttamente eventuali rischi di perdita economica. Nel 1980, nasce la Epic Co-

mics, etichetta i cui fumetti sono distribuiti solo nel Direct Market. L’ispirazione per la nascita di questa nuova etichetta così come il nome trovano la sua origine nella rivista antologica a fumetti Epic Illustrated. Si tratta di una pubblicazione alquanto rivoluzionaria rispetto allo standard editoriale della Marvel Comics. Lo stesso formato è quello di una rivista o magazine lontano quindi dal consueto formato comic book. L’idea è presentare un’antologia di differenti storie a fumetti con personaggi e autori diversi per un totale di 100 pagine a colori. L’aspetto davvero innovativo per quel tempo è tuttavia il fatto che i diritti delle storie e dei personaggi creati rimangono agli autori e non alla casa madre. La piena libertà creativa viene poi garantita dal fatto che la serie è distribuita solo tramite il Mercato Diretto e non presenta in copertina il marchio Marvel Comics (ma appunto quella della neonata Epic) o quello del Comics Code Authority. Nel 1984 viene prodotta sotto l’etichetta della Epic Alien Legion una serie fantascientifica. Il concept di Carl Potts, in tutte le sue forme , era di narrare le vicende dei fanti della Legione Aliena


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che servivano l’Unione e il suo esercito che comprendeva ben tre galassie, delle loro missioni, e dei loro eroi morti in missioni “sporche” su pianeti ostili e inospitali e dimenticati. La Legione è composta di sottoproletari e soldati di ventura, sacerdoti, poeti, assassini e mascalzoni. Si combatte per il futuro della galassia, ma anche per i soldi, per una causa, o per il brivido dell’avventura. Composto dai reietti e gli indesiderati di tre galassie, sono addestrati per essere il corpo d’elite delle forze di combattimento. A volte come forze di pace, talvolta come incursori, i membri della Legione vengono inviati nelle zone

di conflitto interno ed esterno dell’Unione più mortali. Questa Unione Galattica, o Galarchy è in realtà frutto di un’alleanza tra l’Aurora, Ophides e galassie Thermor. Nella serie non è mai chiaro, ma sembra che queste galassie non sono interamente sotto il governo dell’Unione che viene percepita in modo simile all’antico impero romano, un governo centrale sparso su un vasto spazio, con alleati e sistemi non ancora sottomessi. Uno dei tratti distintivi della serie a fumetti è il fatto che questi Legionari sono membri di un corpo militare con miliardi di membri e vengono inviati

a morire per la Legione su tutti i tipi di pianeti. Il fatto che i Legionari conoscano bene il loro ruolo sporco nelle galassie, da loro una visione piuttosto desolante sulla loro vita e sul servizio alla Legione. Il principale nemico dell’Unione è l’Impero Harkilon , e sono visti in forme diverse attraverso le varie serie che si sono succedute. Potts cominciò a lavorarci nel 1970. Tuttavia, dopo l’avvento della serie di Star Wars, Carl raffinò il concetto e pensò alla Legione come un esercito composto da ogni sorta di specie aliena. La serie Alien Legion ori-

ginale ha debuttato nel 1984, e durò venti numeri. La storia era focalizzata esclusivamente sulla forza Nomad, e su diversi componenti di essa, in particolare sull’umanoide Montroc (che è stato fatto arruolare dal ricco padre per sperimentare la Legione, e di fare di lui un uomo), il criminale e sociopatico Grimrod, e il comandante di Nomad, Serigar. In realtà la partenza non fu buonissima, dato che la storia soffriva troppo di scarsa originalità. La squadra di autori che lavorò ad Alien Legion ha sviluppato una sorta di Legione straniera fran-


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cese futuristica in cui criminali e patrioti servono a fianco l’un l’altro, e il peggio del peggio viene arruolato nella forza Nomad, su cui si incentra principalmente la serie. Infatti la maggior parte delle serie è raccontata esclusivamente dal loro punto di vista. La Legione, sembrava composta da grandi unità veloci di fanteria con equipaggiamento leggero, dato che nel corso della prima serie, ogni soldato era armato solo di pistola, non c’erano caschi o equipaggiamenti hi-tech sulle armature. Non ci sono stati esempi di armi pesanti, veicoli corazzati, o navi da guerra di cui parlare. Nel 1986 viene pubblicata la graphic novel omonima ed è una storia notevole. La storia è incentrata sull’ex comandante di Sarigar con cui ha studiato, e come questo coman-

dante e la sua unità venga assassinato per mano di un culto fanatico dedito alla meccanizzazione della carne, chiamato Tecnoidi. Anni dopo la morte di tale unità, l’Unione è minacciata dal crescente numero di seguaci tecnoidi, e la Forza Nomad riceve il compito di assassinare il leader della setta durante un importante discorso, che accompagnerà una grande invasione. I principali personaggi di Forza Nomad, sono tutti chiamati a partecipare a questa missione suicida. La graphic novel pone l’accento principalemente sulle implicazioni morali che sorgono quando si ha l’ordine di uccidere un uomo. La graphic novel è stata ristampata nel secondo volume dell’Omnibus della Dark Horse. La seconda serie riprende nel 1987. In essa ritroviamo Sarigar, il comandante della forza Nomad

alla ricerca dei resti della sua unità che sono stati presumibilmente uccisi su un pianeta deserto. La serie vira da subito in toni più oscuri e mostra la morte dei membri principali del Nomadi. Inoltre hanno permesso di scatenare il carattere brutale e sanguinoso di Grimrod. La serie ha anche esplorato le grandi razze aliene che popolavano l’Unione e servito nella Legione, e realizzato questa “vitalità” mostrandoci i disegni di navi, armi e l’aspetto di queste galassie più nello specifico. La seconda serie, ha creato un universo molto più ampio e più strano per la Legione e la Forza Nomad rendendo l’Unione davvero un mix di alieni tra i più disparati. Ad esempio se nella prima serie ogni legionario aveva un’unica arma ora ci viene presentato tutto un arsenale di armi

aliene futuristiche, tanto che sembrava ogni legionario avesse un’arma diversa. Poi, dopo diciotto numeri, la festa era finita. La seconda serie di Alien Legion fu annullata, e il finale fu presentato in una graphic novel in tre parti. In seguito furono pubblicate due miniserie. E’ del 1993 Alien Legion: On the Edge miniserie di tre numeri che come al solito ha come protagonisti i componenti di Forza Nomad, che vengono catapultati quindici anni nel futuro. Questo accade dopo la loro nave da guerra finisce in orbita intorno a un buco nero. Sull’orizzonte degli eventi, incontrano ogni sorta di alieni bloccati in un combattimento feroce per la sopravvivenza. Questa impostazione della mini consente agli scrittori di portare alcuni elementi creativi nuovi alla serie, e di aggiungere alcuni alieni interessanti. Quando Forza Nomad arriva di nuovo nello spazio dell’Unione, infatti, alcune cose sono cambiate, e non per il meglio in quegli anni. Tuttavia, Forza Nomad viene comunque inviato in una missione sporca, ma non solo per conto dell’Unione, ma anche per il profitto delle società che compongono l’Unione. Questi tre numeri rappresentano il momento migliore, per storia disegni e scrittura, dell’intera serie La quarta serie di Alien


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Legion è del 1993. Siamo ormai verso la fine dell’era di di Epic Comics, a metà degli anni ‘90, e i titoli della Legione erano al di sotto degli elevati standard del resto delle serie precedenti. Marvel aveva deviato dalle sue normali produzioni di bande di mutanti e di supereroi a metà degli anni 1980, sviluppando non un’etichetta che produceva fumetti maturi, sotto la Epic Comics, con titoli come Alien Legion, Groo, ma

anche titoli come The ‘Nam molto lontani dai temi e dai “colori” supereroistici. Questi facevano parte di quell’esperimento di far crescere i lettori e ricercarli oltre i soliti acquirenti. Ma, durante questo esperimento, per qualche ragione, Alien Legion ha faticato ad imporsi. Questo brillante, fantasioso e interessante universo narrativo non è mai riuscito a superare i venti numeri in una serie regolare. Forse Alien Legion

era troppo diverso rispetto alla maggior parte dei fumetti che uscivano in quel momento, o forse il lettore di allora non riuscì ad affezionarsi a una serie dove la Terra non veniva nemmeno menzionata. Certo, nel 1987, la serie ha cambiato direzione ed è molto migliorata, con uno stile delle storie più profondo, più grintoso ma man mano che si andava avanti sembrava che il duo Potts / Dixon ideatori della serie, sembra-

vano perdere via via smalto, tanto che l’ultima fatica Bynary Deep risultò davvero scadente. Quando la Epic Comics fu chiusa dalla Marvel nel 1994, fece scendere il sipario anche sull’Alien Legion. La casa editrice Dark Horse ha recentemente ristampato l’intera serie Alien Legion in formato paperback, e nel 2010, aveva annunciato che stavano sviluppando una nuovissima serie che, tuttavia stiamo ancora aspettando. Negli ultimi dieci anni, tante voci si sono susseguite, per esempio che era in fase di sviluppo un film o una serie televisiva. Carl Potts ha fatto tentativo di sviluppare una serie TV a cartoni animati, ma la società è fallita prima che fosse prodotto un episodio pilota. I diritti cinematografici sono stati acquistati da Jerry Bruckheimer, e in un’intervista del 2009 con Carl Potts, ha dichiarato che il film era sulla sua “terza riscrittura” ma anche per il film sembra che dovremo ancora attendere. Nel 2013 ad annunciare la nuova serie è stata invece la Titan comics e sembra che finalmente a giugno vedremo il rilancio dell’universo narrativo della Legione con “Incivil War”. Alfonso Verdicchio


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ECCO A VOI I SIGNORI DELLO STEAMPUNK http://profalchemist.blogspot.it - Su Facebook: Prof. Alchemist

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ì, ci hanno definiti proprio così: i Signori dello Steampunk italiano; e in effetti come età siamo veramente una coppia di signori che amano il mondo dello Steampunk interpretando il Professor Alchemist, lo scienziato pazzo, e Sky Lady, la sua assistente con le ali a vapore. Nella realtà siamo Alessandra Carrer e Luigi Garlaschelli. Luigi Garlaschelli: Come Garlaschelli, chimico dell’Università di Pavia, sono sempre stato affascinato dai fenomeni misteriosi, dalle anomalie. Ma essendo uno scienziato ho cercato di affrontarli in modo razionale. Sono responsabile delle sperimentazioni del CICAP, il comitato che verifica il paranormale e le pseudoscienze, e molte mie indagini hanno avuto vasta risonanza. Per il mio personaggio ho deciso di adottare uno stile e un’ambientazione Steampunk perché l’Ottocento è stato il secolo in cui è nata la moderna

mondo; la produzione di statue che piangono sangue; la pietrificazione di cadaveri (per ora solo quelli disponibili nelle macellerie); la caccia in un cimitero ai fuochi fatui; l’apprendimento delle tecniche dei fachiri indiani... insomma argomenti inconsueti che solo io ho indagato.

scienza e che ha cambiato il mondo con la rivoluzione industriale. Gli scienziati di allora indagavano tutto, erano curiosi di tutto, e a volte non sapevano a che cosa avrebbero portato le loro ricerche. Forzando solo leggermente queste caratteristiche, è stato facile creare il Professor Alchemist, un personaggio che mi si confaceva, ovvero uno strano scienziato vittoriano, che parla con accento tedesco e che conduce esperimenti inconsueti, con strane macchine. E del resto tutti gli strumenti e le apparecchiature scientifiche dell’Ottocento, di legno,

ottone e vetro, ai nostri occhi moderni sono già perfettamente Steampunk. Come Professor Alchemist, creiamo dei brevi video che hanno in realtà il fine di divulgare - più che la scienza - il gusto di divertirsi con la scienza. Ogni video poi rimanda al blog del Prof. Alchemist dove si trovano le spiegazioni “serie”. Alchemist ha usato cetrioli come lampadine, incendiato il ferro, soffiato la plastica, creato tornadi di fuoco e piegata la luce... Come Luigi Garlaschelli mi sono occupato di ricerche misteriose (e a volte bizzarre) che sono state pubblicate su riviste scientifiche e presentate a convegni internazionali. Per esempio l’indagine (e l’estrazione!) della sola Spada nella Roccia che esiste al

Alessandra Carrer: Il personaggio di Sky Lady, oltre che assistere il prof Alchemist in laboratorio, vola con ali a vapore ed è una ricognitrice aerea, il suo passato è oscuro e la sua storia sarà prima o poi rivelata in nuovi video. Sky Lady è la compagna del prof. Alchemist, come Alessandra Carrer lo è di Luigi Garlaschelli. Sono una graphic designer e mi occupo della parte grafica (locandine, pagine dei social network, ecc.) e dei video, di cui curo riprese e postproduzione. Anch’io faccio parte del CICAP ed ho svolto alcune indagini, tra cui una in un cimitero,


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dove di notte volavano delle lapidi. Ho affiancato Luigi durante le sue conferenze in vari convegni interpretando ogni volta un ruolo diverso; a Roma, presso l’Università la Sapienza, ad un convegno degli Sherlockiani sono stata Irene Adler mentre lui interpretava Sherlock Holmes rifacendo dal vivo l’esperimento del sangue (bucandosi veramente un dito e facendolo sangui-

nare). Ad Urbino, durante una conferenza sulla storia dello spiritismo, ho interpretato una medium facendo levitare a mezz’aria un tavolino; e a Volterra al Teatro Flacco abbiamo inscenato una lotta tra il dottor Van Helsing e una vampira, con effetti scenici tra cui un crocifisso che mi bruciava la mano (si vedeva il fumo). Insomma creare situazioni e fare performance ci diverte e oltre ai video degli esperimenti e ai social network, partecipiamo e organizziamo vari eventi. Nel 2013 siamo stati invitati a Lucca Comics&Games e al Festival letterario Sugarpulp (a Padova) per tenere conferenze sui nostri personaggi e su come vengono ideati e realizzati

i nostri brevi video, nell’ultimo, Alchemist e io siamo addirittura in Giappone. Ad Aprile abbiamo organizzato un “Invito al Castello/laboratorio del Prof Alchemist” nell’incredibile cornice del Castello Papadopoli Giol presso Treviso, una costruzione in stile gotico Tudor con uno stupendo parco. Tra pranzo, esperimenti e magie, i partecipanti ne sono rimasti incantati! Alcune cose che accadono durante gli eventi non vengono divulgate vi possiamo solo dire che tutti i partecipanti vengono coinvolti in esperimenti dal vivo sotto la guida di Alchemist, tra cui un esperimento su una cavia umana, legata a una sedia, con una maschera antigas e una bombola di gas velenoso, occhialoni di protezione e un apparecchio detto “Starnutatrone”! Il Prof. Alchemist ha sempre pronta una conferenza dal titolo (ovviamente) “Scienziati pazzi tra realtà e finzione” chi fosse interessato a sentirla ci contatti. Insomma Sky Lady e Alchemist pensano che un

ISCRIZIONI APERTE MASTER IN EDITORIA LIBRARIA “A.VICINANZA” Corsi: REDATTORE WEB - CORRETTORE BOZZE, GRAFICO EDITORIALE DI BASE, REDATTORE EDITORIALE, EDITING, APRIRE UNA CASA EDITRICE. FORMULA ON-LINE A DISTANZA CERTIFICAZIONE EDITORIALE PER TUTTI GLI ISCRITTI Infoline: info@masterineditoria.it - 06.33.61.08.00 (Ore 10-14)

evento Steampunk non debba essere solo una passerella di outfit, ma debba riempirsi di contenuti interessanti e curiosi. Abbiamo avuto l’onore di partecipare ad un cortometraggio del giovane regista Marcello Baretta dal titolo “The Craftsman” come fornitori di macchine e oggetti Steampunk. Ambra Garlaschelli ha realizzato per noi delle bellissime illustrazioni che potete vedere nei video e nei nostri siti. Tenete d’occhio i siti del Prof. Alchemist e Sky Lady e sarete informati di ciò che abbiamo in serbo per voi, i Signori dello Steampunk vi presenteranno nuovi esperimenti ed eventi bizzarri! Alessandra Carrer Luigi Garlaschelli


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L’HORROR DI GANDOLFI E SEHLBERG www.letteraturahorror.it - Su Facebook: Letteratura Horror

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he dire di “William killed the radio star”? Se vi dicessi semplicemente: è un libro che va letto vi basterebbe? Soddisferebbe la vostra sete di curiosità? Immagino di no, ma il romanzo scritto da Pietro Gandolfi ed edito dalla Dunwich Edizioni è realisticamente un libro che va letto senza se e senza me e, ne siamo sicuri, se siete amanti di un horror duro, forte, senza mezzi termini, allora non potrete non amarlo, come l’ho amato io. Gandolfi riesce appieno nell’intento di descrivere qualcosa di nuovo, di mai visto in Italia, quasi apre una strada nuova nel mondo dell ‘editoria di genere. Il romanzo, infatti, oscilla tra le atmosfere macabre e tetre di Stephen King (Shining o Under the Dome, per fare un esempio) e le caratterizzazioni dei personaggi semplici, ma allo stesso tempo contorte e complete di Peter Straub (Nel cuore oscuro del male) e Robert Kirkman (The Walking Dead); tra l’aria di apocalittica rassegnazione alla Richard Matheson (Io sonoleggenda), allo splatter più puro e macabro alla Paolo di Orazio e alla Richard Laymon, per arrivare, ultimo ma non ultimo, alla crudezza e crudeltà del linguaggio e

del precipitare degli eventi alla Irvin Welsh dove le miserie umane vengono rappresentate nel modo più reale e trasparente. Se questi paragoni vi sembrano un po’ azzardati, allora, vi invitiamo a leggere “William killed the radio star” e a darci una vostra opinione. Sicuramente ci darete ragione. Interessantissime sono, anche, le atmosfere ricreato dall’autore. Tutta (o quasi) la vicenda si svolge in una radio e, non

lo nascondiamo, è agghiacciante il modo in cui i protagonisti vanno incontro alla loro fine senza minimamente aspettarsi ciò che accadrà, progettando un futuro che, in un modo o nell’altro, non si realizzerà mai. Lo ammettiamo, e chi ci legge assiduamente sa il nostro pensiero, di solito diffidiamo dei romanzi scritti da autori italiani ambientati negli Stati Uniti, ma anche su questo Gandolfi ci ha profondamente colpiti e convinti

della bontà del progetto. In realtà questa storia può essere ambientato in Italia, in Giappone o in Uruguay, alla fine il succo non cambia. Ancora una volta, quindi, la Dunwich Edizioni fa centro e torna a regalarci il verohorror made in Italy. L’etichetta di Mauro Saracino, non ci stancheremo mai di dirlo, continua a essere un canto nel deserto e, soprattutto, dovrebbe avere maggior risonanza al pari di una grande casa editrice poiché, ormai, di vero horror in Italia sono rimasti davvero in pochi a produrlo e i tipi Dunwich sono tra questi. In conclusione un Post Scriptum, se volete realmente vivere un’esperienza trascendentale con il romanzo di Pietro Gandolfi “William killed the radio star”, allora leggete il libro e ascoltate le canzoni che il protagonista, il DJ Jazz, mette su durante tutto la vicenda, non ve ne pentirete. Niente è lasciato al caso. ...e po c’è “Mouna”: un raggio di sole arriva nel tetro e, spesso, rarefatto mondo del thriller internazionale. A dirla tutta, dopo averlo letto, non ci meravigliamo che il romanzo scritto dall’esordiente scrittore svedese Dan T. Sehlberg sia stato conteso da varie case editrici in tutto il


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mondo e che sarà (o è già stato) pubblicato in oltre 20 paesi. “Mouna” ha tutto ciò che serve per diventare un caposaldo della letteratura thriller, ma non proviamo a imbrigliarlo troppo in generi e somiglianze, come “Mouna” non si è visto ancora nulla (almeno a questo livello). Il romanzo di Sehlberg spazia tra il thriller informatico, la spy story, i libri d ‘azione, il noir e, a tratti, anche il sopranaturale, l’orrore e la fantascienza, se vogliamo dirla tutta, il tutto shakerato da un mix micidiale pronto per essere letto e amato, così come lo abbiamo amato noi. A Sehlberg va riconosciuto anche il merito di non essersi accontentato di scrivere un “thriller alla scandinava”, una tipologia che sta avendo tanto successo in tutta Europa, ma esci fuori dagli schemi e si avvicina più a una letteratura americana, pur mantenendo ben salde le proprie radici svedesi. Incredibili sono le scariche adrenaliniche che questo romanzo riesce a regalare anche ai lettori meno propensi a farsi catturare dalla magia indiscutibile che solo un libro sa regalare. Mouna non lascia un attimo di tregua al lettori e ne cattura l’attenzione e

l’interesse praticamente per tutto lo svolgimento della vicenda. Bellissime e affascinanti tutte le ambientazioni utilizzate dall’autore che ci porta daStoccolma alla striscia di Gazza, passando per Nizza e Israele, non c’è che dire è proprio questo “viaggio” che regala quel pizzico di pepe in più a tutta la storia. I personaggi sono ben costruiti e caratterizzati benissimo e diventano tutti quasi come nostri amici o conoscenti, sono tutte persone reali. E’ incredibile l’empatia e lasimpatia (nel senso più stretto del termine ovvero “patire insieme”) che si viene a costruire con i protagonisti della vicenda. Insomma, tutto questo per dire che di Mouna non se ne ha mai abbastanza e se ne vorrebbe sempre di più e aspettiamo frementi l’arrivo in Italia anche del secondo romanzo di Sehlberg Sinon (che uscirà in Svezia quest’anno) che, con “Mouna”, andrebbe a formare un distico che definire interessante è poco. Giorgio Riccardi


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JAPANIMANDO N. 36  

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