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Oggi il vertice della Bce sullo scudo anti-spread. I mercati sono ottimisti, la Merkel un po’ meno. Monti appeso a Draghiy(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Giovedì 6 settembre 2012 – Anno 4 – n° 211

€ 1,20 – Arretrati: € 2,00 Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46) Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Redazione: via Valadier n° 42 – 00193 Roma tel. +39 06 32818.1 – fax +39 06 32818.230

“MANGANO E DELL’UTRI DUE PERSONE PERBENE” Berlusconi finalmente interrogato a Roma dai magistrati di Palermo in una caserma della Guardia di Finanza, come testimone e vittima di una presunta estorsione da 40 milioni del suo fedelissimo senatore: “Solo donazioni al mio vecchio amico”

Scherzano col Grillo di Marco Travaglio

Vittorio Mangano

Marcello Dell’Utri (FOTO ANSA)

Tra battute e cortesie ai pm Messineo, Ingroia e Sava, in passato insultati pesantemente, cala il gelo quando il Caimano elogia le virtù etiche del “fattore” mafioso Lillo e Vecchi pag. 2 z e dell’uomo che glielo portò in casa PRESSIONI & TRATTATIVA

Il Pg contro il pm Marino, ma le carte lo smentiscono di Giuseppe

Lo Bianco e Sandra Rizza

u lui, il Pg della Cassazione, a escogitare la Flizzata “proposta indecente”, peraltro mai formanero su bianco, di tentare lo “scippo” (o una correzione dell’indirizzo investigativo) dell’inchiesta sulla trattativa condotta dai pag. 3 z pm di Palermo? Nicolò Marino

GOVERNO x Consiglio dei ministri-fiume fino a tarda notte dedicato alla crisi dell’Alcoa e al decreto Sanità

Retromarcia sulle bollicine: una tassa in meno Udi Paolo Flores d’Arcais Udi Marco Politi

Sconfessato il ministro Balduzzi sul provvedimento con le imposte sulle bevande gassose e i limiti ai videopoker Ancora una volta vincono il Pdl e la lobby del gioco d’azzardo Feltri pag. 4 z

Udi Michelle Obama

E ADESSO UNA LEGGE “MARTINI”

MIRACOLO! PER LA CHIESA NIENTE IMU

iulia Facchini Martini, nipoorpresa! Il governo non ha GMartini, te del cardinale Carlo Maria S approntato i decreti attuaha raccontato con tivi per fare pagare l’Imu agli

Renato Balduzzi (FOTO DLM)

Udi Ferruccio Sansa

semplicità toccante la morte dello zio, con una lettera che comincia così: “Caro zio, zietto come mi piaceva chiamarti...”. pag. 18 z

Udi Nanni Delbecchi

“MIO MARITO A GENOVA BELLOCCHIO E IL SUO SOGNO TUTTI POVERI E L’ITALIA AMERICANO” (PER LA MENSA) DI ELUANA na famiglia su tre ha un redultimi anni nella mia anno scorso Marco BelNto ilegli qualità di First Lady ho avu- U dito praticamente da mise- L’ locchio venne a Venezia privilegio di viaggiare in ria. Due su tre devono chiedere per consegnare il Leone d’otutto il Paese. E dovunque, nella gente che ho incontrato, nelle storie che ho ascoltato, ho visto il meglio dello spirito americano. pag. 12 z

+?!"!}!"!.

uno sconto sulle mense comunali perché non raggiungono il minimo richiesto. Genova si scopre povera. O magari furbacchiona. pag. 8 z

ro alla carriera a Bernardo Bertolucci. Non ci stupiremmo se dopodomani tornasse al Lido per riceverlo lui, il Leone. pag. 14 z

immobili della Chiesa. C’è il rischio – lo denuncia Milano Finanza – che la Chiesa non paghi il dovuto nemmeno l’anno prossimo. pag. 18 z

SCANDALO ALLO STELVIO

Il presidente del parco amico di Frattini e sospetto bracconiere Tessadri pag. 8 z

CATTIVERIE

Monti vede una luce in fondo al tunnel della crisi. Sono i disoccupati che si danno fuoco (www.spinoza.it)

P

uò darsi che Grillo, come sempre, abbia esagerato quando ha detto che partiti e media al seguito, insultandolo ogni giorno con una campagna di “odio”, istigano a delinquere contro di lui qualcuno che potrebbe passare “dal tiro al bersaglio metaforico a quello reale, come negli anni di piombo”. Certo ha sbagliato le parole: anche lui usa l’insulto come arma di lotta politica; e tirare in ballo l’odio – come fecero B. e i suoi giannizzeri, attribuendo a chi lo criticava la qualifica di “mandante morale” dell’attentato della statuetta – non è solo un déjà vu: è un’assurdità, visto che almeno i sentimenti dovrebbero restare fuori dalla dialettica politica. Ma le reazioni del mondo politico e giornalistico (sempre più simili, tanto da sembrare ormai un tutt’uno) è penosa. Francesco Merlo, su Repubblica, arriva a scrivere che, siccome Grillo è un comico, non va preso sul serio. Forse non gli è ancora giunta notizia che Grillo è il fondatore e il promotore del Movimento 5Stelle che alle ultime amministrative, con candidati tutt’altro che comici (semmai giovani), ha raccolto l’8,2% ed è ormai nei sondaggi il terzo partito d’Italia (con circa il 15%). Resta poi da capire perché dovremmo prendere sul serio i politici di professione che hanno trascinato l’Italia alla bancarotta. Scrivere, infine, che “persino se lo trovassimo steso per terra, penseremmo: guarda cosa deve fare per tirare a campare un povero professionista del ridicolo” fa semplicemente accapponare la pelle. Perché non si può affatto escludere che qualcuno prima o poi sogni di (o addirittura lavori per) mettere “Grillo steso a terra”. Forse una ripassatina alla storia patria non guasterebbe: si scoprirebbe che nei momenti di passaggio – come nel 1992, al tramonto della Prima Repubblica, e come oggi, al tramonto della Seconda – si muovono dietro le quinte forze oscure. E forse nemmeno tanto: mafie, servizi più o meno deviati, logge più o meno spurie, insomma gli stessi soggetti che nel '92 tentarono di infiltrare la Lega, che a quel tempo, per il Sistema, possedeva la stessa carica dirompente che oggi possiede il movimento di Grillo. Fu allora che il presidente Cossiga suggerì, per eliminare Bossi, di “infilargli una bustina di droga in macchina”. Le mafie e le loro quinte colonne nelle istituzioni votano e fanno votare. E, se non trovano interlocutori affidabili, sparano – magari travestite da Falange Armata – per farli uscire allo scoperto e trattare. Grillo, da questo punto di vista, è totalmente inaffidabile. “Per fare politica in Italia devi essere ricattabile”, disse un giorno Giuliano Ferrara col consueto cinismo. Ecco: Grillo ha tanti difetti, ma non è ricattabile, avvicinabile, trattabile. L’idea che il suo movimento condizioni la politica dei prossimi anni non può che allarmare i criminali d’alto bordo adusi alle trattative e ai patti sottobanco con politici di lungo corso, molto ricattabili, avvicinabili e trattabili (anzi, spesso già ricattati, avvicinati e trattati). In Parlamento, specie a destra e al centro, ma anche nel centrosinistra, le mafie hanno i loro interlocutori. In 5 Stelle, anche per motivi anagrafici, no. Si può pure ironizzare sull’allarme di Grillo: ma sempre ricordando che, quando parla, tuona, insulta (ma propone pure, anche se nessuno si confronta mai sul merito delle sue proposte), lo fa senz’alcuno scudo tra la sua faccia e la gente. I politici che, soprattutto a sinistra, gli danno del populista, barbaro, fascista, nazista, assassino e altre carinerie (le ultime sono un compenso in nero, subito smentito, e un appello – falso pure quello – a picchiare i marocchini: a proposito di “macchina del fango”), lo fanno ben scortati e nascosti dietro plotoni di uomini armati. Eppure anche i politici più a rischio lo sono infinitamente meno di Grillo. Dargli una martellata in testa è la cosa più facile del mondo. E anche infilargli una busta di droga in macchina: anche perché la macchina è la sua, non un’autoblu con autista e gorilla.


Passera alla festa del Pd. Franco Marini: “Lo vedrei bene nel centrosinistra”. Appena vedono un banchiere, perdono la testay(7HC0D7*KSTKKQ( www.ilfattoquotidiano.it

Mercoledì 5 settembre 2012 – Anno 4 – n° 210

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NAPOLITANO CONTRO I PM, ECCO LE CARTE Tutti gli atti del conflitto di attribuzione scatenato dal Quirinale davanti alla Consulta: fin dal 6 luglio il procuratore Messineo aveva avvertito l’Avvocatura che avrebbe chiesto al gip di distruggere le telefonate “osservando la legge”. Ma è proprio questo che il Colle non vuole

di Beatrice Borromeo e Marco Travaglio

opo quasi due mesi siamo finalmente in grado di conoscere e pubblicare le carte del conflitto di attribuzioni attivato con decreto del 16 luglio 2012 dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano davanti alla Corte costituzionale contro la Procura di Palermo tramite dell’Avvocatura dello Stato. 20 giugno. Tutto comincia quando Panorama rivela l’esistenza di alcune telefonate casualmente intercettate sul telefono dell’ex senatore Nicola Mancino a colloquio con il capo dello Stato. 22 giugno. Il pm Nino Di Matteo risponde alle domande del quotidiano Repubblica, confermando la notizia ormai nota a tutti: “Negli atti depositati non c’è traccia di conversazioni del capo dello Stato e questo significa che non sono minimamente rilevanti”. A una domanda sulla sorte di tutte le telefonate non rilevanti, segretate e non depositate, Di Matteo risponde ancora una volta illustrando ciò che prevede il Codice di procedura: “Noi applicheremo la legge in vigore. Quelle che dovranno essere distrutte con l’instaurazione di un procedimento davanti al Gip saranno distrutte, quelle che riguardano altri fatti da sviluppare saranno utilizzate in altri procedimenti”. 27 giugno. Napolitano attiva subito l’Avvocato generale dello Stato, Francesco Caramazza, che scrive al procuratore capo di Palermo Francesco Messineo: “Illustre Procuratore, nel quotidiano la Repubblica del 22 giugno è stata pubblicata un’intervista... dalla cui risposta emerge che sarebbero state intercettate conversazioni telefoniche del presidente della Repubblica, allo stato considerate irrilevanti, ma che la Procura di Palermo si riserverebbe di utilizzare... In presenza di tale notizia di stampa, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica ha dato mandato al mio Istituto di indirizzarle la presente lettera per chiedere una conferma o una smentita di quanto risulta dall’intervista, acciocché la Presidenza della Repubblica possa valutare la adozione delle iniziative del caso”. 6 luglio. Messineo risponde con una lettera del pm Di Matteo e una di suo pugno. Di Matteo spiega di aver risposto a una generica domanda con “l’ovvio richiamo alla corretta applicazione della normativa in tema di utilizzo degli esiti delle attività di intercettazione telefonica”. Messineo aggiunge: “Le comunico che questa Procura, avendo già valutato come irrilevanti ai fini del procedimento qualsivoglia eventuale comunicazione telefonica in atti diretta al capo dello Stato, non ne prevede alcuna utilizzazione investigativa o processuale, ma esclusivamente la distruzione da effettuare con l’osservanza delle formalità di legge”. (segue a pag.2)

D

I tanti autogol degli avvocati pubblici del Presidente: dal “divieto di intercettazioni casuali” (impossibili da prevedere) all’“immunità totale” (smentita dalla Costituzione e dalla stessa Corte)

Udi Lo Bianco e Rizza

Udi Giampiero Calapà

IL PM MARINO: “L’HANNO MAL CONSIGLIATO”

PARTE CIVILE? GOVERNO IN CONFUSIONE

UN TEST VERSO L’IGNOTO

77mila in coda per diventare medici

arla Nicolò Marino, pm di l governo non si costituirà parCaltanissetta: “Il ricatto è sta- I te civile all’udienza preliminaPto fatto alla magistratura, è inac- re del processo sulla trattativa, il cettabile che il Pg della Cassazione abbia chiesto a Grasso di promuovere un coordinamento con un indirizzo preciso”. Le telefonate del Colle? “È immondo usarle per cambiare la legge sulle inpag. 3 z tercettazioni”.

29 ottobre. L’intenzione – per evitare imbarazzi col Quirinale – sarebbe quella di attendere il dibattimento. Incertezza su chi darà – salvo colpi di scena – questa risposta oggi ai deputati: in aula pag. 3 z Severino o Giarda?

Un’immagine dell’aula affollata dai partecipanti al test

SARDEGNA x Il ministro dello Sviluppo: “La fabbrica costa troppo”

(FOTO ANSA)

Perniconi pag. 9 z

TARANTO x Se l’azienda non avvia la bonifica

Alcoa, Passera sentenzia: Ilva, si prepara “Non c’è niente da fare” lo stop agli impianti di Giorgio

Meletti

di Francesco Casula

guardano le notiIierimercati zie dell’agenzia Reuters, e hanno letto parole del

sopralluoghi al molo Ilva Inuove per bloccare l’arrivo di materie prime al parco

ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera dal significato inequivocabile: l’Alcoa chiuderà, e il governo italiano non giocherà nessuna carta contro la decisione della multinazionale americana. pag. 5 z

minerali dello stabilimento siderurgico si susseguono da giorni. I custodi giudiziari, con l’ausilio dei carabinieri, hanno dato il via alle operazioni per trasformare il sequestro virtuale dell’area a caldo in sequestro concreto. pag. 10 z Sulcis, la protesta degli operai dell’Alcoa (FOTO ANSA)

Udi Gian Carlo Caselli

L’intervista

DALLA CHIESA IL PREFETTO LASCIATO SOLO

Pussy Riot, parla la leader: “Odio Putin, viva la rivoluzione”

rent’anni fa Cosa Nostra uccideva – nell’arco di quattro mesi – Pio La Torre e Carlo Alberto dalla Chiesa. Giorgio Bocca intervistando Dalla Chiesa pochi giorni prima della sia morte gli chiese: “Perché fu ucciso il comunista La Torre?”. pag. 18 z

Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, vuole “risvegliare la maggioranza silenziosa del popolo russo dal sonno imposto dal regime di Mosca” pag. 12 z

T

Non si fermano le esalazioni Ilva (FOTO ANSA)

ncinema venezia La Rai dei “tecnici” occupa 100 stanze per 200mila euro Pagani pag. 15z

CATTIVERIE Cicchitto: “Voglio nomi e cognomi di chi cospira contro lo Stato”. Deve aver perso il cellulare (www.spinoza.it)


Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 2 Numero 174 del 06.09.2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

L’intervento

I Comuni possono scegliere fra Aree programma e Unioni Delucidazioni anche su giunta e personale

P

L’assessore Mancusi: risultato reso possibile grazie all’impegno di Basilicata, Campania e Calabria

Accordo a tre, treni in transito a Maratea

Nessuna soppressione per le sei corse di convogli locali da e per la “Perla del Tirreno”. La Regione si accollerà le spese per la tratta tra Sapri e Paola

PASQUALE MONEA

arlare di trasformazione delle Aree programma in Unioni di Comuni non è conforme a quanto indicato nella stessa legge regionale: in essa, infatti, partendo anche da espresse richieste degli stessi enti locali e dalle parti sociali si è deciso di assentire (in tal senso l’esperienza della Regione Piemonte e della Regione Emilia Romagna sono state da guida) uno specifico aiuto economico per quelle aree che “volontariamente” decidono di trasformarsi in Unioni di Comuni anche nella consapevolezza che i criteri dati dal ministero dell’Interno per l’attribuzione di benefici economici non riconoscendo lo strumento convenzionale (leggi aree programma ex art. 30 del Tuel) e ritenendo preferibile quello più strutturato delle unioni hanno finito per lasciare fuori da forme contributive la Regione Basilicata, a vantaggio delle Regioni del Nord, mediamente più avanti nell’associazionismo comunale; con l’ulteriore considerazione che secondo quanto stabilito dallo stesso Tuel, la definizione delle aree di programmazione ai sensi

“Non saranno soppressi i treni regionali da e per Maratea. La Basilicata si accolla l’onere sulla linea Sapri-Paola”. L’annuncio è dell’assessore alle Infrastrutture, Mancusi. La Regione Campania aveva deciso, per motivi di sostenibilità finanziaria, la soppressione di sei coppie di convogli. “Nonostante i pochi fondi disponibili e i tagli del governo, la Basilicata – ha commentato Mancusi - sta facendo un notevole sforzo per assicurare il servizio. Risultato reso possibile dalle positive interlocuzioni tra le Regioni”. Binari ferroviari. Assicurata la continuità di un servizio essenziale per i cittadini

A PAG. 2

La Commissione riprende l’attività con le audizioni sia ieri che oggi

Fenice, va avanti l’indagine della Regione Ascoltati il commissario Ato Altobello e la dirigente Bruno: “Diminuiti gli inquinanti” A PAG. 4

L’impianto della Fenice

SEGUE A PAG. 3

Ecco i fantasmi del lavoro: la storia drammatica dei cosiddetti “esodati”

Partono finalmente i lavori per realizzare a Melfi il “Campus” della Fiat

Le vicende che sintetizzano i dubbi di chi si sente abbandonato da tutti

Firmato l’appalto dopo quattro anni ricchi di complicazioni e contenziosi

Fanno parte delle grande categoria dei “disoccupati”, ma messi nell’angolino più buio e dimenticato: gli esodati sono persone di oltre cinquant’anni che hanno lasciato il mercato dal lavoro, convinti dalla propria azienda di poter

Ha sei mesi di tempo, il Consorzio Scarl, per realizzare una delle opere più attese: il famoso Campus della Fiat. Sono passati quattro anni dalla firma alla presenza dell’amministratore delegato Marchionne e, dopo conten-

usufruire di forti incentivi, mai percepiti (e che mai percepiranno) e non ancora ammesse al trattamento della pensione. La loro situazione è drammatica e peraltro si sentono (e sono) abbandonati da tutto e tutti.

La Gazzetta del Mezzogiorno

ziosi e problemi di ogni genere, è stato siglato anche il contratto d’appalto. L’opera costerà oltre tre milioni e 222.000 euro. All’interno del centro si faranno ricerca, ideazione di prototipi e progetti di sviluppo.

Il Quotidiano della Basilicata


06.09.2012 N.174

PAG. 2

Basilicata Mezzogiorno

L’assessore Mancusi: il risultato è stato reso possibile grazie all’impegno di Basilicata, Campania e Calabria

Maratea, prossima fermata

Nessuna soppressione per le sei corse di treni regionali da e per la “Perla del Tirreno” La Regione si accollerà l’onere per mantenere i convogli sulla tratta Sapri-Paola Non subiranno alcuna soppressione le sei corse di treni regionali che collegano Napoli, Salerno, Cosenza e Paola e che interessano la stazione di Maratea. Lo ha annunciato l’assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Agatino Mancusi. La Campania, tempo fa, aveva deciso, per motivi di sostenibilità finanziaria, il taglio dei convogli regionali lungo le direttrici verso Basilicata e Calabria.

sione delle corse, facendo sì che la stessa Campania

sta facendo un notevole sforzo per assicurare la continuità di un servizio

I tre massimi enti si sono battuti per conservare questi collegamenti vitali per i territori e per i pendolari” Ma, grazie a interlocuzioni avviate dallo stesso Mancusi con i colleghi al ramo della Calabria, Luigi Fedele e della Campania, Sergio Vetrella si è riusciti ad evitare la totale soppres-

si accollasse quattro coppie di treni, mentre l’onere per le altre due sono a carico della Basilicata (per la coppia di treni in percorrenza sulla linea SapriPaola) e della Calabria.

servare collegamenti vitali per i territori”. Un’area così strategica non poteva restare priva di collegamenti. “Per questo ci siamo subito attivati con Vetrella e Mancusi per trovare una soluzione facendo valere un accordo del 1998 che impegnava la Regione Campania a mantenere questi collegamenti sulla base di uno specifico finanziamento nazionale”, ha dichiarato Fedele. Soddisfatto anche l’assessore campano Vetrel-

“Nonostante i tagli, stiamo facendo un notevole sforzo per assicurare il servizio essenziale per la cittadina”

“Nonostante i pochi fondi disponibili e i tagli del governo alle Regioni, la Ba-

silicata – ha commentato l’assessore alle Infrastrutture, Agatino Mancusi -

essenziale per i cittadini e per l’area di Maratea. Un risultato reso possibile dalle positive interlocuzioni tra le Regioni, che si sono impegnate per con-

la: “Abbiamo restituito ai cittadini pendolari un servizio indispensabile, nonostante la scarsità di fondi disponibili e i tagli di Monti”. (bm2)

Positivo incontro a Roma tra Regione, Anci e i vertici dell’azienda. “Pronti a ridiscutere il caso”

Poste, scongiurati i tagli presto tavolo di confronto A rischio chiusura 17 uffici e l’apertura alterna in altre 22 sedi. Zone di recapito e centro smistamento gli altri nodi Uno spiraglio per i 17 uffici postali lucani a rischio chiusura. Al momento sembrano scongiurati i tagli, dopo il positivo incontro a Roma, nella sede di Poste Italiane, tra l’ad, Massimo Sarni, l’assessore regionale, Vincenzo Viti, il presidente Anci Basilicata, Vito Santarsiero e una delegazione di primi cittadini. Sarmi ha offerto la disponibilità di Poste Italiane ad aprire un tavolo di confronto rispetto alla chiusura di 17 uffici e alla apertura alterna di altri 22. Ha garantito, inoltre, una riflessione di Poste Italiane finalizzata a una verifica della intera questione. Nell’incontro è stato anche affrontato il tema del raffor-

Uno sportello al’interno di un ufficio postale

Il dipartimento Formazione e Lavoro della Regione Basilicata ha reso noto che è stato approvato il piano annuale 2012 delle attività educative e culturali. Sul Bur n. 32 del primo settembre 2012 è possibile leggere la delibera del Consiglio Regionale n. 304 del 03/07/2012 con cui è stato approvato l’atto che mira a potenziare “l’industria” culturale in Basilicata e a favorire l’associazionismo che promuove gli aspetti culturali della regione utilizzando tutti i linguaggi come libe-

zamento dei servizi e dello sviluppo di nuove opportunità sul nostro territorio sia verso le pubbliche amministrazioni che verso il mondo produttivo e sociale. Ovvia la soddisfazione dei rappresentanti lucani. Santarsiero e gli altri sindaci hanno voluto anche ringraziare l’assessore Viti per l’importante mediazione. “Il lungo e approfondito incontro ci lascia garanzie rispetto ai prospettati rischi di chiusura. Inoltre il tavolo di confronto ci consentirà di affrontare al meglio, nell’interesse dei nostri Comuni e delle nostre popolazioni, tutte le altre questioni, in particolar modo quelle relative alle zone di recapito e al centro di smistamento di Potenza. Interessanti prospettive – hanno concluso - potrebbero inoltre aprirsi per le annunciate implementazioni del servizio postale sul nostro territorio”. (bm2)

Pubblicato sul Bur il piano 2012 delle attività educative e culturali e dello spettacolo

Un bando per la cultura ro strumento di espressione. In particolare il piano 2012 intende rinnovare il sostegno alla promozione della mobilità giovanile attraverso gli scambi culturali coinvolgendo la popolazione studentesca e alla realizzazione di eventi e manifestazioni culturali a valenza regionale mirata a rendere visibile il ruolo e l’immagine della Regione Basilicata. Un sostegno è

previsto anche all’attività di informazione locale. Gli interventi previsti attengono al settore della

promozione educativa e culturale e a quello dello spettacolo, individuando negli organismi culturali,

enti locali, cooperative e associazioni i destinatari delle azioni. Gli ambiti spaziano dalla ricerca, agli studi, alle pubblicazioni, alle attività teatrali, cinematografiche e musicali nell’ottica di riconoscere alla cultura un valore sociale ed economico tale da poter sostenere la crescita e lo sviluppo per il turismo culturale locale. La dotazione finanziaria

del piano è pari a 900 mila euro così ripartiti: 500 mila euro agli interventi di promozione educativa e culturale, 400 mila alle attività di spettacolo. In ragione delle domande che perverranno, le citate percentuali potranno subire variazioni. Le richieste di contributo dovranno essere presentate utilizzando la modulistica scaricabile dal sito www. basilicatanet.it entro 30 giorni della pubblicazione sul Bur ed entro e non oltre 15 giorni per il settore dello spettacolo. (bm7)


06.09.2012 N. 174

PAG. 3

Basilicata Mezzogiorno

AREE PROGRAMMA E UNIONI DI COMUNI: OPPORTUNITA’ DI SCELTA, GIUNTE MUNICIPALI, PERSONALE segue dalla prima dell’art 33, costituisce l’individuazione regionale di un programma di riordino territoriale, con l’individuazione di aree vaste all’interno delle quali incentivare, nel rispetto della “leale collaborazione” una gestione efficace delle funzioni comunali. Tale definizione territoriale è stata fatta tenendo conto delle sette aree nascenti dall’accorpamento delle comunità montane. In altri termini, se il fine vero è quello della gestione dei servizi da parte dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli, saranno gli stessi enti locali a scegliere se costituire o meno un Unione in luogo delle attuali aree programma, con l’avvertenza, però, che l’obbligatoria gestione efficiente dei servizi non ammette più deroghe, avendo previsto il legislatore il Commissariamento dei comuni che non adempiano a quanto richiesto in termini di gestione associata, la cui scadenza è opportuno ricordare è già fissata al 31 dicembre 2012. Una lettura diversa appare riduttiva rispetto allo sforzo fatto dal Legislatore regionale che ha

saputo mantenere con norme a volte innovative fantasiose ma efficaci (e peraltro tutte valutate costituzionalmente orientate dai Governi che si sono succeduti) i livelli occupazionali e l’impegno sul territorio; meglio appare, invece, la conservazione che la Regione Basilicata, in un momento storico di grandi modifiche (si pensi alle Province) ha saputo mantenere servizi sul territorio senza mortificare le professionalità esistenti creando un strumento che finalmente dopo anni ha visto i Sindaci riunirsi, dibattere, decidere e proporre per aree vaste e non più per piccoli e limitati interessi locali. Sarà loro cura, adesso, decidere se fare il passo ulteriore creando un’Unione ovvero creare le condizioni affinché lo strumento convenzionale delle aeree possa garantire un’efficace gestione dei servi-

zi, evitando, quindi, le sanzioni dello stato, anzi conquistando qualche vantaggio in termini economici in più. Le scelte non sono inconciliabili ma soltanto alternative e, peraltro, non obbligate dalla legislazione regionale: l’importante è che gli effetti voluti dal legislatore nazionale di maggiore efficienza ed efficacia dei servizi vengano perseguiti. Due ultime questioni appare necessario esaminare. La prima attiene agli Organi di Governo: in particolare alle Giunte Comunali non senza precisare che quanto affermato in relazione al venir meno della Giunta Comunale è aspetto limitato ai soli Comuni più piccoli, cioè quelli con meno di mille abitanti. Su punto mi consento di riportare pezzo di un articolo redatto dallo scriven-

te per il Sole 24 Ore e che pertanto riporto necessariamente in virgolettato. “Il nuovo comma 28 bis dell’art. 14, d.l. 78/2010, conferma l’applicabilità ai comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti della disposizione di cui all’art. 16, comma 17, lett. a) del d.l. 138/2011, che dispone, se pur in modo piuttosto ambiguo, l’eliminazione in tali enti della giunta indipendentemente dal conferimento o meno di tutte le funzioni (scenario ora previsto dall’art. 16 come mera eventualità); in altre parole, i comuni più piccoli perdono comunque la giunta, qualunque sia la soluzione da loro adottata in tema di associazionismo (unione ordinaria o speciale). Il comma 28 bis cerca quindi di sanare una palese lacuna normativa, a cui aveva già tentato di porre rimedio il Ministero dell’Interno con apposita circolare (n. 2379 del 16 febbraio 2012) che vale a maggior ragione ora, alla luce delle modifiche in esame. La nuova norma peraltro avrebbe potuto essere ancora più chiara e lineare, se si fosse specificato che la giunta ‘scompare’ anche in caso di semplice convenzione (rectius Aree Programma);

Cinque milioni per sostenere il settore zootecnico lucano Mastrosimone: “Previsti interventi regionali per aziende e filiere, attività di assistenza tecnica, di selezione e di miglioramento genetico” Gli allevatori lucani di bovini si sono riuniti per la prima volta ad Acerenza per parlare del patrimonio zootecnico in Basilicata. Organizzato dalle associazioni provinciali allevatori di Matera e di Potenza in collaborazione con l’associazione nazionale di razza Anafi e con il patrocinio del dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale, Economia Montana della Regione Basilicata, il primo meeting regionale sulla bovina di razza Frisona Italiana ha rappresentato un importante momento di confronto e di analisi sul settore zootecnico. L’assessore regionale all’agricoltura, Mastrosimone, ha sottolineato l’impegno della Regione Basilicata nel sostenere gli allevamenti e i servizi erogati dalle Apa. “La parola d’ordine - ha det-

in ogni caso, a tale conclusione conduce in modo inequivoco la lettura data a livello ministeriale con apposita circolare del Ministero dell’Interno. In tale contesto non è del tutto comprensibile la nuova disposizione compresa all’art. 16, comma 13, che dispone la decadenza di diritto della giunta, con riferimento evidentemente a quei comuni che non sono ancora passati dal rinnovo elettorale. Infatti, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla entrata in vigore del d.l. 138/2011 (17 settembre 2011) la giunta non viene più istituita all’interno dei comuni appartenenti alla fascia demografica in esame. Occorre prendere atto di un’impostazione interpretativa ormai consolidata, alla quale non è possibile opporsi in tempi di ‘spending review’ – ferme restando le nostre perplessità sulla pessima abitudine di introdurre modifiche ordinamentali come queste con un semplice decreto legge, senza un adeguato raccordo con le varie parti del Testo unico, in spregio al principio generale stabilito all’art. 1, comma 4, Tuel oltre che alle più elementari esigenze di certezza del

diritto”. Come si vede, quindi, la Giunta dei piccoli Comuni scompare sia nel caso delle Unioni che delle Aree Programma (convenzioni ex art. 30). Infine, sulla materia del personale. La scelta del legislatore regionale, peraltro del tutto simile a quella della Toscana, Piemonte e Lazio già esaminate e ritenute conformi dal Governo, è stata quella di ritenere “neutre” le assunzioni per mobilità derivanti dalla soppressione delle Comunità Montane sulla base di due considerazioni: la prima secondo la quale il trasferimento di funzioni e compiti ad altri enti, per un chiaro orientamento Costituzionale ed ai sensi della legge 59/97 (Bassanini1) va necessariamente accompagnata dal trasferimento di risorse strumentali ed umane, la seconda sul presupposto che i dipendenti delle soppresse Comunità e quindi la conseguente spesa era già spesa di personale di una unione esistente, la vecchia Comunità Montana. * dirigente ufficio Autonomie locali Regione Basilicata

I forum del Parco dell’Appennino lucano

Turismo sostenibile nei centri della Val d’Agri Quali i ruoli delle istituzioni e dell’ente nell’ambito della Carta europea Se ne discuterà l’11 a Marsiconuovo

La sede del Parco nazionale dell’Appennino lucano a Marsiconuovo

to - è mettersi in gioco, sfruttando le potenzialità attraverso: innovazione tecnologica, migliori capacità imprenditoriali, più qualificati servizi di assistenza tecnica e consulenza alle aziende, migliori capacità di presenza sui mercati, maggiore tutela dell’ambiente e della salu-

te pubblica. Il comparto sta attraversando, infatti, un profondo processo di innovazione, dimostrando buone capacità di adeguamento all’attuale difficile contesto che esige scelte coraggiose, proiettate in una dimensione competitiva. Sono particolarmente fi-

duciosa ed orgogliosa nel riscontrare personalmente, girando per le aziende, il livello di professionalità e la voglia di fare dei nostri allevatori. Nella consapevolezza che tanto ancora ci sia da fare, soprattutto per i giovani che hanno deciso di non abbandonare l’attività”. (bm7)

Al via il ciclo di incontri organizzati dal Parco nazionale dell’Appennino lucano Val d’Agri Lagonegrese nell’ambito del progetto di adesione alla Carta europea per il turismo sostenibile. Martedì 11 settembre alle ore 16.30, nella sede del Parco presso l’ex convento delle Benedettine a Marsiconuovo, si terrà un “Forum in plenaria - area Val d’Agri” alla presenza di tutti i soggetti istituzionali, sociali ed economici operanti sul proprio territorio relativamente ai comuni di Marsiconuovo, Marsicovetere, Paterno, Viggiano, Tramutola, Grumento Nova, Sarconi, Moliterno, Spinoso, Montemurro, Armento, Gallicchio, San Martino D’Agri. Si discuterà di Cets, del ruolo dell’ente Parco Appennino lucano Val D’Agri Lagonegrese nell’ambito della Cets e del ruolo degli attori istituzionali ed economici del Parco nella Cets. (bm7)


06.09.2012 N. 174

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Basilicata Mezzogiorno

Fenice, si continua a fare luce su problemi e responsabilità Ascoltati il commissario unico del servizio di gestione integrata dei rifiuti, Altobello, e il dirigente dell’ufficio Prevenzione e controllo ambientale, Bruno

I dati Sicuramente è diminuita la concentrazione dei contaminanti

Dall’alto: interno della Fenice e le attività della società

Prosegue l’indagine della Regione Basilicata sull’impatto del termodistruttore Fenice nell’area del Melfese. Ieri sono stati ascoltati dalla Commissione Fenice il commissario unico del servizio di gestione integrata dei rifiuti, Sabino Altobello, e il dirigente dell’ufficio Prevenzione e controllo ambientale, del dipartimento Ambiente e Territorio, Maria Carmela Bruno. Al commissario Altobello, il presidente Nicola Pagliuca ha chiesto se ci siano state procedure di evidenza pubblica che hanno consentito a Fenice di smaltire i rifiuti provenienti dai Comuni della Basilicata. Altobello ha risposto che non vi sono atti giuridici, e che l’impianto è individuato dal Piano regionale dei rifiuti del 2001. I Comuni conferiscono i rifiuti “tal quale” in virtù di ordinanze o determine, attualmente con una determina della Provincia. Il commissario dell’Ato rifiuti ha anche detto che non è stato mai approvato un piano d’Ambito e la relativa tariffa e che, oggi, il conferimento

a Fenice avviene a prezzi più bassi rispetto alla discarica di Venosa, centro abilitato alla pre-selezione. Il commissario - dati dal 2005 al 2012 - ha fornito un quadro dettagliato del flusso dei rifiuti smaltito, testimoniando la necessità del termodistruttore, soprattutto ora, con gli impianti di Lauria e Potenza fuori uso. Per il primo quadrimestre del 2012, addirittura si teme di non riuscire a smaltire i rifiuti lucani (35.000 tonnellate contro una capacità di smaltimento sulle 25.000). Secondo Altobello, bisogna mettere a punto un nuovo modello di “governance”, considerato che la legge regionale n. 33 del 2010 è insufficiente. Non può farlo la Conferenza interistituzionale, senza personalità giuridica. Sull’inquinamento delle falde acquifere, Pagliuca ha chiesto a Bruno se venga rispettato quanto stabilito. La dirigente ha risposto che il piano di monitoraggio, più serrato, è in atto e che la Regione segue attentamente

quanto accade. Per il futuro la Regione predisporrà che le autorizzazioni prevedano un controllo più dettagliato. Che rifiuti smaltisce Fenice? Come vengono gestite le fasi di monitoraggio e controllo? I rifiuti giungono preselezionati o la selezione avviene in loco? Bruno ha affermato che l’autorizzazione prevedeva che Fenice dovesse eliminare dai rifiuti l’eventuale presenza di materiale pericoloso e che ha individuato la causa di contaminazione delle falde acquifere. Sicuramente vi è stata una diminuzione della concentrazione dei contaminanti, in particolare di mercurio. La competenza della Regione, trasferita ad Arpab dal 2003, è solo in materia di monitoraggio degli effetti prodotti dal funzionamento dell’impianto e non di controllo

sull’esercizio (in capo alla Provincia). Per il presidente Pagliuca, la Provincia avrebbe dovuto sapere se Fenice provvedeva ad inviare al forno a griglia i rifiuti urbani al netto di presenza di sostanze pericolose. Inoltre il Dec - Via riteneva idoneo il forno a griglia allo smaltimento del solo rifiuto urbano preselezionato e non del “tal quale”, cosa che è avvenuta in modo pressoché ininterrotto dal 2000 a oggi. La Regione sta predisponendo l’adeguamento al piano di gestione dei rifiuti, in cui verranno contemplate altre modalità oltre alla termovalorizzazione. I lavori della Commissione proseguono oggi con l’audizione del responsabile dell’Asp e del direttore generale del Crob in merito all’eventuale incidenza delle attività di Fenice sulla salute. (bm3)

Difesa fitosanitaria Le moderne tecniche di difesa fitosanitaria per il controllo della cidia delle susine (e, più in generale, dei carpofagi delle drupacee) è il tema del seminario Alsia che si svolgerà oggi alle 17 nella sala convegni dell’Azienda sperimentale Pantanello di Metaponto. “Saranno illustrate - si legge in una nota - strategie di difesa attuate in Basilicata ed Emilia Romagna ed alcune prove sperimentali condotte in questa annata agraria. Si discuterà inoltre delle tecniche e di prodotti per l’applicazione della confusione sessuale contro le cidie. Il seminario sarà un’utile occasione di confronto e discussione tra gli operatori ed i tecnici”. (bm3)

Dal Consiglio Forestazione Santochirico (Pd)

Lavoro Romaniello (Sel)

Solidarietà Pici (Pdl)

Avevamo salutato positivamente, il 26 aprile scorso, l’intesa fra governo regionale e sindacati, che prevedeva, in relazione al turn over, la messa in formazione e il graduale inserimento della platea in attesa di essere immessa nel sistema di forestazione. Ad oggi mancano riscontri concreti e continuano ad essere tenuti nel limbo centinaia di lavoratori che attendono la conclusione di un iter avviato da oltre tre anni.

Continuare a ripetere, come fa Marchionne, che le vendite Fiat in Italia vanno male e che la crisi dell’auto in generale in Europa è sempre più grave non aiuta a capire quali effetti possono dare gli investimenti promessi specie nelle fabbriche del Sud. Dal territorio, nello specifico dal Melfese - Alto Bradano si fa sempre più incalzante la sollecitazione, oltre al ritiro immediato della procedura di mobilità per i 40 lavoratori Commer Tgs, ad iniziative politiche e istituzionali .

Il Coordinamento provinciale di Potenza del Pdl ha approvato una mozione di solidarietà a Gianni Rosa sulla querela avuta dal Rettore dell’Università Mauro Fiorentino. La vicenda è scaturita dopo le dichiarazioni di Rosa sui criteri di scelta di un dirigente amministrativo all’Unibas. Rosa ha solo svolto il suo ruolo istituzionale intervenendo su un atto di interesse pubblico essendo l’Unibas finanziata anche con risorse della Regione Basilicata.

Cultura Vita (Psi)

Idrocarburi Rosa (Pdl)

Da Venezia può ripartire attraverso ‘Film Commission Basilicata’ l’impegno di sostegno a programmi e progetti culturali. Investire in cultura significa investire nella crescita economico-sociale e contribuire alla competitività del territorio facendo in modo che la Basilicata si doti di strumenti per uscire da quella anoressia culturale, tipica di chi ha smesso di pensare.

Digilio poteva evitare una battuta infelice come il ‘Pdl che si schiera con le compagnie petrolifere e con il Ministro Passera che vuole mani libere per trivellare il sottosuolo lucano’ .Mai nessuno ha sostenuto questo. In Basilicata vi è il petrolio, risorsa che deve essere ben gestita nel segno della sicurezza della salute dei cittadini e del rispetto dell’ambiente.

Protezione civile Braia (Pd) La tesi del presidente Errani di varare a livello nazionale un grande piano per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio immobiliare può consentire il rilancio del settore edilizio, che da sempre è il traino dell’economia. Naturale ed opportuna la richiesta del prefetto Gabrielli in merito alla realizzazione di un grande Sistema informativo nazionale da rendere fruibile in ogni Centro funzionale regionale, gestito dalla Protezione civile.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 06.09.2012 Giovedì 6 settembre 2012

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Basilicata Mezzogiorno

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24 ore in Basilicata

Dopo quattro anni di complicazioni e contenziosi ieri la firma del contratto di appalto

Campus Fiat, al via i lavori

A eseguirli sarà il Consorzio Scarl: intervento da 3.22.425 euro in 180 giorni MELFI - Dopo quattro anni dalla firma per il campus di ricerca e innovazione di Melfi alla presenza dell’ad Fiat, Sergio Marchionne, e dopo una lunga serie di contenziosi che hanno accompagnato la gara per l’assegnazione dei lavori, è stato sottoscritto ieri mattina il contratto di appalto, presso il Palazzo di città, tra il Comune e il Consorzio stabile Com Scarl. Presenti il sindaco Livio Valvano e il presidente del Consorzio, Mauro Ceglie, l’assessore alle Infrastrutture, Antonio Corbo, il segretario generale, Nicola Terlizzi e lo staff tecnico del Comune per dare il via libera ufficiale alla realizzazione di un centro di eccellenza di alta formazione per giovani ricercatori. I lavori avranno la durata di 180 giorni, per un importo di 3.222.425,00 euro. Il Campus sarà destinato ad ospitare linee di produzione pilota con l’obiettivo di ricercare l’ottimizzazione dei processi produttivi con l’ausilio di uffici e laboratori specialistici ad elevato contenuto tecnologico ed aree di formazione con l’ausilio di sistemi di proiezione tridimensionale. «Ho seguito personalmente questa vicenda - ha detto il sindaco Livio Valvano- subito dopo le elezioni del maggio 2011. Non si tratta semplicemente di una procedura di appalto di opere pubbliche ma di una grande occasione per Melfi, per la Basilicata e per il Mezzogiorno d’Italia. Abbiamo sbrogliato una matassa di contenziosi, fatta di trappole e di tentativi di sabotaggio finalizzati a ricavare profitti a prescindere dalla realizzazione delle opere. Nell’autunno scorso, con la Giunta abbiamo coraggiosamente deciso di avviare la nuova procedura per affidare i lavori a prescindere dall’esito del contenzioso intrapreso, ritenendo vi fossero buone ragioni. In effetti siamo stati premiati, visto che il Tar di Basilicata ha respinto la pretestuosa richiesta di risarcimento danni rivolta al Comune di Melfi. Voglio ringraziare la struttura, gli

«Ospiterà attività di ricerca, prototipazione e sviluppo correlate alla produzione, per soddisfare una nuova esigenza di studio dell’ottimizzazione della produzione automobilistica esistente» La firma al comune di Melfi per il Campus

uffici e l’Architetto Dino D’Amelio, in particolare, che hanno saputo e voluto collaborare in una condizione difficilissima per i numerosi tentativi esterni aventi obbiettivi diversi da quelli dell’interesse generale. Il Campus è un esempio concreto di cosa può concretamente fare la pubblica amministrazione per dare una risposta con i fatti per stimolare l’economia e l’occupazione. E’ una infrastruttura importantissima, un pezzo di cervello dell’industria che si trasferisce in Basilicata, a Melfi. Di questo va dato atto e merito alla Regione Basilicatache havoluto sostenere l’investimento impegnando i fondi FESR per un progetto molto valido. Questa è la strada su cui pro-

seguire, quella delle infrastrutture che devono mettere i territori in condizione di essere più competitivi, più attrattivi per le scelte di insediamento delle imprese». Orachegli “intoppi”delle vicende giudiziarie sembrano essere state superate rimane però un dubbio, il più grande: alla luce delle cattive notizie che giungono da Torino sui futuri investimenti del Lingotto in Basilicata quali prospettive ha il campus di ricerca? Nel frattempo, ieri il presidente del Consorzio, Ceglie ha auspicato «il massimo rispetto di quanto contrattualmente stabilito. Eventuali criticità tecnico-operative che dovessero sorgere nel corso della realizzazione delle opere e sa-

ranno da noi affrontate con il massimo impegno condividendocon la direzione dei lavori del Comune di Melfi le opportune soluzioni. A tal proposito confermo che per questa commessa la direzione tecnica del Consorzio Com porrà in campo le migliori risorse professionali dei propri consorziati. Inoltre per quanto consentito dalle vigenti leggi e laddove occorrente, ci avvarremo di imprese e/o fornitori locali». La ricerca e l’alta formazione saranno rivolte al settore dell’ingegneria di processo. Sarà un centro di eccellenza per la formazione e la ricerca nel settore produttivo caratterizzato da principi di sostenibilità ed ergonomia tra i quali il risparmio

energetico, la produzione di energie rinnovabili, la raccolta e l’utilizzo delle acque piovane. La finalità dell’intervento per la realizzazione del nuovo stabilimento, destinato ad ospitare attività di ricerca, prototipazione e sviluppo correlate alla produzione, consiste nel soddisfare una nuova esigenza di sviluppo e di studio dell’ottimizzazione della produzione automobilistica esistente. Il ruolo del nuovo Campus industriale manufacturing sarà rappresentativo della vocazione al miglioramento delle performance produttive costruendo un fulcro formale e sostanziale nel campo della ricerca e dello sviluppo competitivo industriale.

Roselli canta vittoria e la Cisl nazionale gli ribatte

Iscritti Fim passano alla Fismic Alla Sata guerra tra sindacati MELFI - Guerra di iscritti alla Sata di Melfi, tra Fim e Fismic. Secondo quanto riferisce il segretario regionale della Fismic lucana, Marco Roselli alcune centinaia di iscritti e 5 delegati dei metalmeccanici della Cisl avrebbero lasciato l'organizzazione sindacale per iscriversi alla Fismic - Confsal. «Le motivazioni addotte spiega in una nota - sono state la non condivisione delle scelte politiche e soprattutto organizzative fatte dalla Fim nazionale e regionale negli ultimi due mesi». In particolare - sempre secondo la Fismic - le scelte organizzative della Fim sui nuovi responsabili di Sata ed indotto, non sarebbero piaciute a molti iscritti e dirigenti, quest'ultimi non si sarebbero sentiti coinvolti nelle decisioni e pertanto avrebbero convenuto, insieme a chi quotidianamente rappresentano, di fare scelte diverse passando in massa

nella Fismic. «Siamo lieti di questa notizia - commenta il segretario Marco Roselli - per noi continua il trend positivo di crescita, che ha visto la Fismic guadagnare consensi in tutte le regioni italiane a partire dalle ultime elezioni per il rinnovo della Rsa nel Gruppo Fiat. Siamo onorati della scelta nei nostri confronti, di molti dirigenti ed iscritti provenienti da altre organizzazioni sindacali. In queste scelte, viene ripagata la nostra coerenza e trasparenza nell'azione sindacale quotidiana che svolgiamo con passione ed onestà. In noi vedono quello che realmente siamo, un sindacato libero, autonomo, moderno, concreto, che dice sempre la verità, anche quella che a volte può risultare scomoda ed impopolare. Un sindacato che ha come principale obbiettivo la difesa del lavoro e dei lavoratori facen-

do sentire la sua voce e la sua forza sui tavoli preposti più che nelle comparsate televisive. Per noi la persona in quanto tale è una risorsa sempre, da tutelare e valorizzare, tanto più quando può contribuire con la propria professionalità ed esperienza al difficile compito di rappresentanza. Siamo convinti che la professionalità e l'esperienza maturata in questi anni in particolare da Capocasale nelle aziende dell'indotto, possa contribuire a dare un miglior servizio ai lavoratori e rendere più forte la nostra organizzazione, per tale ragione ho già nominato Pasquale Capocasale responsabile Fismic per le aziende dell'indotto Fiat». Ma la replica della Fim, per di più nazionale, non si è fatta attendere: «Trovo davvero singolare - ha replicato il segretario nazionale della Fim Cisl Gianfranco Ga-

sbarro - che Roselli entri nel merito di questioni che riguardano esclusivamente la Fim. Il nostro costume è di non commentare gli affari interni delle altre organizzazioni sindacali e riteniamo opportuno che lo stesso facciano gli altri con noi». «È comprensibile - prosegue il leader dei metalmeccanici della Cisl - che Roselli si abbandoni a dichiarazioni di giubilo per quella che ha tutta l'aria di essere una spudorata campagna acquisti, ma ciò che non è ammissibile è che lo stesso Roselli si permetta di sindacare le scelte interne assunte dalla nostra organizzazione in modo del tutto trasparente e nel pieno rispetto del principio democratico. Non è al buon Roselli che il gruppo dirigente della Fim deve dare conto ma ai suoi iscritti. Nella Fim Cisl vige la massima libertà di espressione delle proprie scelte, siano esse di pensiero politico, religioso o etnico,

Lo stabilimento Fiat di Melfi

ma chi è nella Fim Cisl deve attenersi alle regole che democraticamente ci siamo dati nell’interesse dei lavoratori, regole che devono essere rispettate e che non possono essere subordinate ad altri interessi. Se altre organizzazioni – conclude Ga-

sbarro – ritengono che si possa agire fuori dal binario delle regole, facciano pure, noi restiamo convinti che la coerenza delle persone sia un valore imprescindibile per chi fa sindacato e, mi sia concesso, qui di coerenza se ne vede ben poca».


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VIII I POTENZA PROVINCIA

Giovedì 6 settembre 2012

 MELFI FIRMATO L’APPALTO PER LA REALIZZAZIONE DELLA STRUTTURA CHE SI OCCUPERÀ DI AUTOMOTIVE

In sei mesi nascerà il Campus Fiat Il centro collegato allo I lavori dureranno 180 giorni le altre notizie stabilimento della Sata di San e la spesa prevista è di 3,2 SATRIANO Nicola si occuperà di ricerca milioni di euro. L’opera COMUNI e innovazione finanziata con i fondi Fesr Gemellaggio

LA FIRMA Nella foto un momento dell’incontro di ieri .

MARCO TUCCI l MELFI. Dopo alcuni anni di attesa, ieri mattina la firma dell’accordo. Le hanno apposte, per la realizzazione del Campus di Ricerca collegato all’insediamento Fiat, il sindaco Livio Valvano ed il presidente del Consorzio Stabile Con Scarl, Mauro Ceglie. Appaltata, quindi, la costruzione di un centro di eccellenza di alta formazione per giovani ricercatori, nell’area che un tempo era occupata dallo zuccherificio di S.Nicola a pochi metri dalla Sata. Le opere avranno una durata di 6 mesi per un importo di poco superiore ai 3 milioni e 220 mila



ANZI

euro. In particolare, il campus ospiterà linee di produzione pilota con l’obiettivo di ricercare l’ottimizzazione dei processi produttivi. Il tutto, mediante l’ausilio di uffici e laboratori specialistici ad alto potenziale tecnologico ed aree di formazione fornite di sistemi di proiezione tridimensionale. «Non parliamo di un semplice appalto di lavori pubblici - ha riferito il primo cittadino melfitano - ma di una grande occasione per la città, la Basilicata ed il Sud. Siamo contenti per aver superato ostacoli costituiti da contenziosi, trappole e tentativi di sabotaggio tesi a ricavare profitti e, in proposito del contenzioso intrapreso, della prete-

stuosa richiesta di risarcimento danni rivolta al Comune, che è stata respinta dal Tar lucano. Questa è la strada giusta - ha posto ancora in evidenza Valvanoquella, cioè, delle infrastrutture che devono mettere i territori in condizione di essere più competitivi, più attrattivi per le scelte di insediamento delle imprese». Il presidente Mauro Ceglie, da parte sua, ha auspicato « il massimo rispetto di quanto contrattualmente stabilito. Eventuali criticità che dovessero sorgere saranno da noi affrontate con il massimo impegno, condividendo con la direzione dei lavori del Comune di Melfi le opportune soluzioni. A tal proposito

confermo che per questa commessa, la direzione tecnica del Consorzio adotterà le migliori risorse professionali dei propri consorziati. Inoltre, per quanto permesso dalle leggi ed all’occorrenza, chiameremo in causa imprese e fornitori locali». Il Campus sarà un laboratorio di eccellenza per la formazione e le ricerca nel settore produttivo contraddistinto da peculiarità come il risparmio energetico, le risorse rinnovabili, la raccolta e l’utilizzo delle acque piovane. Il suo ruolo, infine, sarà l’esempio della vocazione al miglioramento delle potenzialità nel settore dello sviluppo competitivo industriale.

Satriano e Diamante

n In occasione del festival del peperoncino i comuni di Satriano e di Diamante rinsalderanno i legami che hanno stretto. In particolare, una delegazione parteciperà al dibattito Satriano e diamante murales e peperoncino. Dai 2 Comuni gemellati sono nate buone idee per promuovere e valorizzare i rispettivi murales.

VIGGIANO CONFINDUSTRIA

Scuola in Mozambico per Assomineraria

IL DESTINO DI DUE CAPANNONI DELL’AREA PIP DELLA CAMASTRA

Dovevano ospitare il 118 i locali sono disponibili ma restano ancora vuoti ROCCO NIGRO l ANZI. Da area produttiva e funzionale a centro «fantasma». Dieci ettari di terreno all’interno della zona Pip della ex Comunità Montana del Camastra sono divenuti l’esempio tangibile dello spreco di danaro pubblico fatti quando erano i tempi delle vacche grasse. A tredici anni di distanza, da quell’idea che doveva rappresentare il “riscatto” economico e sociale di un area interna della regione dimenticata, gli abitanti di questo piccolo comprensorio si trovano a fare i conti con due scatole di ce-

mento armato che fanno da sfondo ad una cornice verdeggiante e dal forte impatto naturalistico. La prima più grande, dove doveva sorgere un impianto produttivo mai decollato; la seconda, più piccola, un Centro polifunzionale con annesso Distretto sanitario di base, questo completamente ultimato con tanto di suppellettili e impianti vari. Una di fronte all’altra, accumunate da un unico destino, quasi a voler significare che, in questo piccolo comprensorio di poco più di ottomila anime, lavoro e salute sono optional troppo difficili da concretizzarsi. Erbac-

n Una scuola di formazione in Mozambico per preparare il personale locale in vista di futuri investimenti. Per il momento è solo una proposta, già avanzata alle autorità di Maputo, ma per Assomineraria è la chiave per entrare in un Paese dalle grandi potenzialità. A riferirlo è Sergio Polito, presidente dell'associazione di Confindustria.

SOCCORSO I capannoni dovrebbero ospitare presìdi dell’emergenza 118

MELFI LAVORO

Romaniello su vertenza della Commer Tgs

LA RICHIESTA

Quattro comuni hanno chiesto all’Azienda sanitaria di accelerare i lavori

.

ce e sterpaglie dappertutto e finestre divenute oggetto di vandali e malintenzionati . Eppure, nell’idea del legislatore regionale, la legge 21/99, il Distretto sanitario di base doveva assicurare servizi di assistenza primaria relativi alle attività sanitarie e socio-sanitarie oltre al coordinamento delle proprie attività con quelle dei dipartimenti e dei presidi ospeda-

lieri. Niente tutto ciò. Ecco perché oggi quattro sindaci (Abriola, Anzi, Calvello e Laurenzana) sono scesi in campo per sollecitare l’Asl competente, che, tra l’altro a ricevuto un finanziamento nell’ambito dei Pois (Accordi di programma per l’attuazione dei Piani di offerta integrata di servizi) per riconvertire questa struttura in punti di presidi emergenza

118. Ci riusciranno? Difficile saperlo. L’unico elemento certo di tutta questa assurda vicenda è che, proprio rispetto al servizio 118, in più di qualche occasione i poveri malcapitati si sono visto trasbordare da un’ambulanza e l’altra con dei tempi di percorrenza non proprio in linea con chi richiede un soccorso. O meglio un pronto soccorso. Una si

n «La vertenza della Commer Tgs riconferma che una priorità dell’agenda politica di settembre è senza dubbio la presenza Fiat a San Nicola di Melfi con la salvaguardia dell’intero comparto dell’indotto». A sostenerlo è il capogruppo Sel in Consiglio Regionale Giannino Romaniello per il quale «l’avvio delle procedure di mobilità per 40 addetti dell’azienda è solo un’avvisaglia di quanto potrebbe accadere in autunno».

 BALVANO INTERVENTO DI MONSIGNOR SUPERBO SULLA VICENDA

«Le suore di Maria Bambina ricchezza per la Chiesa locale»

 NEMOLI CON UN VIAGGIO NEL PARCO TEMATICO DEDICATO AL MICROMONDO Il lago Sirino al centro della Settimana del pianeta Terra

l «Le suore di “Maria bambina” sono una ricchezza per la Chiesa locale». Cosìl’arcivescovo metropolita della diocesi di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, monsignor Agostino Superbo interviene sulla vicenda delle suore di Balvano e definisce le religiose ospitate nel convento di Balvano. «Purtroppo la curia potentina non ha alcun potere in merito alla loro decisione di lasciare la Basilicata - dice Superbo - Abbiamo espresso il nostro rammarico alla Madre Provinciale in occasione di un recente incontro suggerendo la possibilità di rivedere la decisione. Tra i tentavi che si stanno esperendo – prosegue l’arcivescovo – c’è quella di una commissione, che, guidata dal parroco, si recherà alla Casa generalizia a Milano. L’obiettivo è verificare le possibili soluzioni alternative, così da evitare una decisione che, qualora fosse confermata,

l NEMOLI. La Basilicata sarà parte integrante de La Settimana del Pianeta Terra . A Nemoli si darà vita ad un vero e proprio viaggio nel parco tematico Il micromondo per scoprire i principali processi che guidano la genesi e l'evoluzione del pianeta Terra, quali: orogenesi, vulcanismo, carsismo, terremoti, glaciazioni e fonti energetiche, attraverso modelli tridimensionali realizzati artigianalmente. Ad annunciarlo in una nota l’ufficio stampa di GeoItalia. Gran parte dei modelli saranno dotati di movimento, in modo da consentire al visitatore una percezione dinamica dei processi geologici. Alle aree tematiche saranno associati effetti speciali che aiuteranno il visitatore a cogliere in modo realistico il processo che si sta simulando. Il percorso prevedrà anche una collezione di minerali,

impoverirebbe non solo Balvano, ma l’intera Chiesa potentina e regionale. Nei prossimi giorni – riprende monsignor Superbo – come segno di vicinanza e di appoggio alle istanze della popolazione di Balvano e della commissione, scriverò una lettera indirizzata alla Madre generale dell’Ordine delle suore di “Maria Bambina” in cui chiederò di rivedere la decisione, sottolineando l’importanza che rivestono le suore all’interno della comunità. Riempie il cuore di gioia e di speranza il constatare come i fedeli si sentano profondamente legati a espressioni del vivere cattolico, come abbiamo verificato nel caso di questo ordine di religiose. L’auspicio - conclude monsignor Superbo - è che a così vere e profonde manifestazioni d’affetto segua un impegno, che possa coinvolgere sempre di più anche i laici nell’opera di evangelizzazione alla quale il Signore ci invita».

L’AREA Il lago Sirino a ridosso di Nemoli fossili e campioni rocciosi. L'evento culminerà con l'escursione "sui passi del De Lorenzo" che descriverà il paesaggio attraverso la poesia e la letteratura. Giuseppe De Lorenzo, illustre geologo nativo di Lagonegroe vissuto tra l'ottocento e il novecento, è autore, tra gli altri, del libro "Terra Madre".


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

MATERA CITTÀ I XI

Giovedì 6 settembre 2012

IMPRENDITORIA

IN PIAZZA DELLA VISITAZIONE

IL SINDACO ADDUCE «In tempo di crisi, la manifestazione rappresenta per gli imprenditori un’iniezione di speranza. Dobbiamo aggiungere il nostro apporto»

IL QUARTIERE Saliti a 160 gli espositori, provenienti anche dalla Puglia. Aumentata a 10mila metri quadri la superficie di esposizione. Nuovi stand

Apre «Matera è fiera» e cerca subito casa L’idea degli organizzatori è quella di una location stabile Creatività L’attrazione è un biliardino tutto di vetro

CARMELA COSENTINO l «La fiera deve diventare un evento di punta del territorio e il primo passo dovrà essere la ricerca di una location stabile». Con queste parole, espresse dai rappresentanti delle istituzioni, ieri pomeriggio si è dato ufficialmente il via a “Matera è fiera” organizzata dalla società materana Quadrum in piazza della Visitazione. Per questa terza edizione si è avuto un incremento degli espositori che sono saliti a 160 provenienti non solo dalla provincia di Matera, ma anche dalla vicina Puglia. Incrementato anche il numero dei metri quadrati della superficie di esposizione, saliti a 10 mila, e rispetto alle passate edizioni sono stati aperti nuovi stand per ospitare gli enti e le associazioni di volontariato e una saletta per la stampa. La fiera appare migliorata anche nell’immagine, più composta, più fruibile e più facilmente percorribile. «Un lavoro – ha spiegato Franco Braia, amministratore della Quadrum, nel corso dell’inaugurazione – che serve soprattutto per le aziende, per promuoverle sul territorio e per favorire i rapporti con i clienti. Molte aziende infatti hanno aderito quest’anno alla manifestazione proprio perché la considerano un’occasione per farsi pubblicità e per lanciare i propri prodotti sul mercato». Ma la promozione non è sufficiente, bisogna dare stabilità

all’evento fieristico. «La società Quadrum – ha detto il sindaco, Salvatore Adduce – sta lavorando da tre anni per migliorare una manifestazione che, in tempo di crisi, rappresenta per gli imprenditori una iniezione di speranza. Al loro lavoro e al lavoro delle aziende dobbiamo aggiungere il nostro apporto, per far sì che questa operazione possa tornare utile a tutto il territorio e alla causa della candidatura di Matera a capitale europea della cultura nel 2019». Parole condivise dal presidente della Provincia, Franco Stella, che ha sottolineato l’importanza per l’economia di un evento ormai storicizzato che

va sostenuto e incrementato, dal presidente della Camera di commercio, Angelo Tortorelli, che ha ribadito la necessità di trovare una location adatta alle esigenze degli imprenditori, e dal prefetto Luigi Pizzi che ha sottolineato come eventi di questo genere abbiano da sempre ricadute positive sull’immagine e sulla coesione sociale di un territorio. Gli appuntamenti con Matera è fiera continuano oggi, alle 18, nella sala dedicata ai convegni, dove si terrà l’incontro dal titolo “Il turismo: volano dell’economia lucana”, organizzato dall’assessorato alle Attività Produttive della Regione.

Manifestazioni come Matera è fiera fungono da stimolo alla creatività degli imprenditori che si propongono sul mercato con idee e prodotti originali e innovativi. Tra gli oggetti in vendita, spicca il biliardino in vetro realizzato da Gino e Francesco Dubla, titolari di unvetreria in via La Martella. «Si tratta di un oggetto – spiega Gino Dubla – realizzato in vetro temperato, ricavato da circa 2 metri quadrati di vetro e del peso di 80 chilogrammi. La base è personalizzabile, si possono cambiare i colori e stampare loghi aziendali, disegni e pubblicità. È un oggetto prezioso, ma resistente, che vendiamo al prezzo di 4 mila euro. Grazie a un accordo con il Cna di Matera il prossimo anno porteremo i nostri prodotti e il biliardino in vetro alla fiera che si tiene a Dubai o ad Abu Dhabi. L’obiettivo è quello di cercare mercati particolari anche di nicchia dove c’è la possibilità di vendere un prodotto che ha un suo costo e una produzione limitata. Altro prodotto innovativo da noi realizzato è il vetro per le docce, con all’interno una stampa a gocce che crea l’effetto goccioline». [c.cos.]

IL LAVORO DELLE AZIENDE IN VETRINA Gli stand di Matera è fiera. L’esposizione, alla terza edizione, appare migliorata anche nell’immagine, più composta, più fruibile e più facilmente percorribile. A destra, il taglio del nastro. In alto, il biliardino in vetro [foto Genovese]

CRISI AZIENDALE L’IMPIANTO DI VENUSIO PASSA ALLA ILA LATERIZI SRL. RAGGIUNTO L’ACCORDO DOPO DUE GIORNI DI TRATTATIVE CON I SINDACATI PREFETTURA RIUNIONE COMITATO PROVINCIALE

Valdadige, licenziamenti scongiurati nuova società e riduzione del salario EMILIO SALIERNO l Sono stati scongiurati i licenziamenti per i 65 dipendenti della Ila Valdadige (ex gruppo Fantini-Sciarapico, ora scisso) che ha uno stabilimento nella zona di Venusio, dove vengono prodotti laterizi e travetti, in difficoltà finanziarie dopo alcuni investimenti non riusciti in Spagna e Serbia, sembra per una cifra di oltre cento milioni di euro. È passata la proposta dei sindacati, approvata dall’assemblea dei lavoratori, che prevede un contratto di fitto d’azienda per il passaggio dell’impianto materano dalla Ila Valdadige al nuovo gruppo, costituito ad hoc, che si chiama Ila Laterizi srl, «creatura» comunque legata alla famiglia pugliese Sciarapico. Valeriano Delicio, della Feneal Uil, dice: «L’accordo consente, ai lavoratori che vi aderiscono, di continuare ad essere impiegati con il nuovo assetto aziendale. La Ila Laterizi si è impegnata ad assumere tutti i 65 dipendenti, sia pur in modo graduale. È prevista comunque una riduzione del salario accessorio (solidarietà retributiva) per scongiurare i paventati licenziamenti e dare la possibilità di coprire l’organico ad un costo accettabile. La riduzione è del 67 per cento,

per un anno, circa 200/250 euro in meno mensili. Entro qualche giorno - fa presente Delicio - il contratto di fitto d’azienda sarà ratificato da un notaio». Michele Andriulli, della Fillea Cgil, pur commentando positivamente il risultato raggiunto dopo due giorni di intesa trattativa, facendo riferimento alla riduzione del salario aziendale, sottolinea che si tratta «di un sacrificio enorme da parte dei lavoratori e dei sindacati, ma necessario per salvaguardare il mantenimento dei livelli occupazionali. Certo - aggiunge Andriulli - è una scommessa anche per la famiglia Sciarapico, che comunque ha voluto credere in questa nuova iniziativa. Del resto, si parlava di almeno undici licenziamenti. Oltre all’accordo, è previsto che, d’ora in poi, l’intero ciclo della produzione si realizzerà a Matera (cava, fornace, commercializzazione). «A maggio del 2013 - dice Franco Pantone, della Filca Cisl - ci sarà una valutazione dell’eventuale rientro del salario di solidarietà. Sullo stabilimento di Matera si sono riverberati tutti gli effetti negativi dei colpi negativi che la Fantini-Sciarapico ha subito sugli scenari internazionali, e il rischio di perdite di posti di lavoro era dietro l’angolo. Abbiamo concluso, in linea di massima, un

accordo sulla falsa riga di quello della Fiat di Pomigliano. La nuova azienda che subentra aggiunge Pantone - si è impegnata per la continuità della produzione ma ha chiesto ai sindacati, e quindi ai lavoratori, il sacrificio collegato al contratto di solidarietà. Certo, non è stato facile accettarlo, comunque le maestranze, pur a queste condizioni, si porteranno dietro tutta la contrattazione diretta e indiretta»

FABBRICA Lo stabilimento materano della Ila Valdadige ubicato sulla strada statale 99 [foto Genovese]

Sicurezza stradale sarà intensificata l’attività di controllo l Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito ieri per esaminare i problemi relativi all’osservanza del Codice della strada e, in particolare, all’uso di cinture di sicurezza e casco e del telefono cellulare alla guida, ha deciso di intensificare l’attività di sensibilizzazione, controllo e repressione. Alla riunione, che è stata presieduta dal prefetto Luigi Pizzi, hanno partecipato rappresentanti del Comune e dell’Amministrazione provinciale. L'organismo ha pianificato alcune strategie operative, che prevedono anche l’acquisizione di rapporti sulle sanzioni elevate per questo tipo violazione «per un’attenta analisi periodica dell’attività svolta». È stata, inoltre, programmata un’attività di sensibilizzazione ai comportamenti corretti durante la guida, finalizzata a infondere una maggiore cultura della legalità e della sicurezza stradale, soprattutto in ambito scolastico. L’attività prevista coinvolgerà, in maniera graduale, anche i sindaci e i Comuni dell’intera provincia, e questo per realizzare interventi il più possibile omogenei sull’intero territorio materano. Nel corso della riunione sono state anche l’adozione delle misure di vigilanza in occasione degli incontri di calcio che saranno disputati dal Matera allo stadio comunale XXI Settembre nel corso del campionato di serie D.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

II I BASILICATA PRIMO PIANO

LAVORO E PENSIONI UN ESERCITO DI DISPERATI

Giovedì 6 settembre 2012

Non ci sono certezze su chi potrà Storie di discriminazioni e di silenzi accedere alla pensione secondo i attorno a una questione che vive ai criteri antecedenti alla riforma Fornero margini del dibattito sulla disoccupazione

Gli esodati «fantasma» drammi dimenticati Nessuno sa quanti siano. E la politica li marginalizza MASSIMO BRANCATI l La zattera previdenziale è alla deriva. In tutti questi anni il legislatore di turno ha lasciato aggrappare i naufraghi del mercato del lavoro più prossimi a raggiungerla, ma altre volte, per evitare il naufragio, li ha allontanati, con le buone o con le cattive. Abbandonandoli in mare aperto. È una metafora che il professor Antonio Pileggi, ordinario di Diritto del Lavoro nell’Università di Roma Tor Vergata, usa in un suo libro del 1997 per descrivere il sistema pensionistico italiano. Oggi le cose non sono cambiate, ma Pileggi non poteva certo immaginare che, dopo quindici anni, tra quei naufraghi ci sarebbero stati dispersi, ex lavoratori «fantasma», disperati a cui non si concede nemmeno un messaggio di speranza. Dimenticati. Indecifrabili. Sono gli esodati, operai, impiegati che hanno interrotto il rapporto di lavoro sulla scia di accordi di ristrutturazione o crisi aziendale. Intese, previste dalla legge 223/91 e controfirmate da rappresentanti del governo regionale e di Confindustria, con le quali si garantiva uno straccio di reddito con la collocazione in mobilità e l’accompagnamento alla pensione. Ma la riforma Monti-Fornero sta, di fatto, «smontando» quegli accordi e seminando il panico tra chi li aveva sottoscritti. Nessuno sa quanti siano esattamente in Basilicata. E il silenzio che avviluppa l’intera questione relega nell’ombra drammi familiari, lacrime, disperazione, identità. Volti e nomi che la Gazzetta è riuscita a mettere in luce nella speranza di stimolare il mondo politico e sindacale lucano a prendere posizione, a interessarsi di un problema fagocitato dal più generale tema della mancanza di lavoro. Sono tre casi simbolo. Tre ex lavoratori di Potenza, sulla sessantina, sprofondati nell’oblìo: Carmine Mazzini, 57 anni, Giuseppe e Rocco Tolve, rispettivamente di 58 e 60 anni. Fanno parte della platea degli esodati, ma ufficialmente soltanto uno di loro ha avuto un segnale di attenzione da parte dell’Inps, incaricato a livello nazionale di individuare i lavoratori «salvaguardati», cioé coloro che potranno accedere alla pensione secondo i criteri antecedenti alla riforma Monti-Fornero. Rocco Tolve è l’unico ad aver ricevuto una lettera in cui l’istituto lo informa che risulta «tra i possibili beneficiari». Cosa significhi quel «possibile» non è dato saperlo. Ma è in linea con quanto accade attorno alla questione degli esodati: confusione, in-

DOMANDE

& RISPOSTE .

EX OPERAI I fratelli Tolve certezze, mancanza di informazione, silenzi. E contraddizioni proprio come nel caso dei tre lavoratori di cui ci occupiamo. Si trovano tutti nella stessa condizione: Mazzini ha siglato con la Mahle (azienda ormai «defunta») un accordo di accompagnamento alla pensione a marzo del 2009; Giuseppe Tolve ha firmato l’intesa con l’Italtractor nel 2008 e dall’1 luglio scorso, in base a quell’accordo, avrebbe dovuto ricevere il primo assegno della pensione; analoga situazione per il fratello Rocco che, però, come dicevamo, è l’unico dei tre di cui l’Inps riconosce una traccia. Resta da capire il perché di questo doppio binario dell’istituto previdenziale, visto che Rocco ha maturato 40 anni e sette mesi di servizio e ha ricevuto la lettera, mentre suo fratello Giuseppe, pur contando su 40 anni e otto mesi, è un «fantasma». Con quali criteri l’Inps individua chi «salvaguardare»? Come sta verificando le varie posizioni? Mistero. I tre hanno cercato di venirne a capo, ma all’istituto hanno trovato sempre porte chiuse e mancanza di sensibilità. A nulla è servita anche una richiesta ufficiale di informazioni, con tanto di protocollo, inoltrata all’Inps di Potenza il 30 luglio scorso. Ma il governo non aveva detto che l’istituto di previdenza doveva rendersi disponibile a fornire delucidazioni sul tema degli esodati? E che fine ha fatto l’annunciato sportello dedicato alla questione? I tre ex lavoratori non hanno la presunzione di voler convincere Fornero a cambiare le carte in tavola, ma chiedono un segno di attenzione da parte di quegli stessi politici che, a suo tempo, firmarono gli accordi con le rispettive aziende. Sollecitano uno «scatto» della Regione che li affianchi, sul modello di quanto sta accadendo in Sicilia, per definire i contorni di un quadro oggi sfuocato e criptico.

Chi sono gli «esodati»? Lavoratori che hanno interrotto il proprio rapporto di lavoro volontariamente per effetto di accordi di ristrutturazione o crisi aziendali e che ora rischiano di trovarsi per lunghi periodi senza più stipendio, o comunque con incentivi o sussidi che si stanno esaurendo, senza avere ancora maturato i requisiti minimi per ottenere una pensione. Quanti sono? Non c’è chiarezza su questo tema. Il decreto emanato dal governo ne riconosce in Italia 65 mila, in realtà una prima stima dell’Inps parlava di 130 mila esodati, i sindacati hanno invece sempre parlato di 300 mila ex-lavoratori interessati al fenomeno. Gli ultimi dati si riferiscono ad una platea di 390 mila. E in Basilicata? Non esiste un dato. Da stime non ufficiali si parla di 120 esodati solo a Potenza città. Come fa il governo a individuare i 65 mila a cui garantire la pensione? L’esame delle domande è stato affidato dal governo all’Inps. In particolare per lavoratori esonerati, genitori di disabili e lavoratori cessati è prevista una domanda preliminare che sarà esaminata da apposite commissioni costituite presso le direzioni Territoriali del Lavoro. Gli enti gestori di forme di previdenza obbligatoria provvederanno al monitoraggio, sulla base della data di cessazione del rapporto di lavoro o dell’inizio del periodo di esonero delle domande di pensionamento presentate.

ROCCO TOLVE

«L’Inps mi dice che sono tra i possibili beneficiari. Ma non mi spiega cosa significa»

ANNA MARIA VERRASTRO «L’Inps è incurante di richieste volte a ottenere certificazioni del diritto alla pensione»

GIUSEPPE TOLVE

«La mobilità sta per scadere. Oggi viviamo con 6-700 euro cosa accadrà tra poco?»

CARMINE MAZZINI

«L’accordo con l’azienda è stato fatto in base a una legge. E le leggi vanno rispettate, o no?»

APPELLO In alto l’incontro con gli esodati all’interno della redazione potentina della Gazzetta [servizio fotografico di Tony Vece] .

DIRITTO NEGATO HANNO CALPESTATO LA LORO DIGNITÀ

di ANNA MARIA VERRASTRO *

D

a più parti sono arrivate garanzie di aiuto e di intervento sul problema che da tempo affligge i lavoratori «esodati». Parti politiche e Governo, finalmente prendono atto che esiste un vero dramma per centinaia di migliaia di persone in mobilità che hanno sottoscritto accordi con il Ministero del Lavoro e le aziende, interrompendo il proprio rapporto di lavoro per accedere alla pensione con i vecchi requisiti (vigenti al 31 dicembre 2011). Purtroppo la riforma delle pensioni voluta dalla Fornero ha tralasciato questo dettaglio, ed ha fatto slittare di molti anni la data di pensionamento per i lavoratori esodati che nel frattempo resteranno senza stipendio, senza mobilità (prossime alla scadenza) e lontani dal loro diritto alla pensione. Dopo mesi di disperazione per una platea di circa 350.000 lavoratori, arriva una svolta importante del Governo. Il Decreto Interministeriale del 1° Giugno 2012 stabilisce che i lavoratori interessati da accordi di mobilità stipulati entro il 31 dicembre 2011, possono accedere alla pensione con le vecchie regole (pre Fornero) e dunque basteranno 40 anni di contributi. Ma detta Salvaguardia continua a creare ansie e gli «esodati» passano le vacanze sui blog e nel ginepraio di normative attuative e piani operativi per la verifica del diritto a favore dei «salvaguardati». Alcuni ricevono una lettera dall’Inps che li informa di essere nelle liste, altri ancora non sono stati nominati. Entro il 21 settembre prossimo scadrà il termine entro cui l’Inps dovrà completare le operazioni di verifica di accesso alla salvaguardia. Gli «esodati» molti dei quali si definisco ormai «massacrati» sono stati derubati non solo sotto il profilo economico ma nella sfera che riguarda la dignità di persone negando loro ogni chiarezza sul proprio futuro. A tutto questo si aggiunge l’inaccettabile e forse esasperante confusione di quanto accade in Basilicata. La sede Inps di Potenza, infatti, non solo dimentica di istituire come previsto dal messaggio Inps n.12196 del 20 luglio 2012, uno «Sportello amico» per la consulenza necessaria da offrire ai cittadini e già funzionante in molte Regioni, ma è incurante di richieste volte ad ottenere certificazioni del diritto a pensione fatte sia formalmente che verbalmente dai lavoratori. Riteniamo che atteggiamenti di tanta leggerezza siano davvero inaccettabili e invitiamo la locale sede Inps ad attuare tutti gli strumenti previsti dalla legge per dare risposte concrete al fine di evitare legittime e quanto mai opportune azioni di lotta da parte di lavoratori già fin troppo esasperati delle Istituzioni che, invece, dovrebbero svolgere azione da garante senza superficialità e con la responsabilità di accogliere istanze concrete in un momento già estremamente difficile senza contribuire ad aumentare tensioni sociali e discriminazioni. Auspichiamo per tali motivi, l’apertura urgente dello «Sportello amico» nonché la giusta attenzione alle singole posizioni e istanze dei lavoratori interessati alla clausole di salvaguardia. La Cisal ritiene anomalo il silenzio da parte di tutte le forze politiche lucane su una questione di tale importanza, evidentemente sottovalutata solo per impegni vacanzieri e per le polemiche di una classe dirigente lontana dalle esigenze vere dei cittadini ai quali, invece, si dovrebbe dare non solo la propria solidarietà ma l’attenzione concreta con posizioni chiare e inequivocabili. [* segretario provinciale Cisal di Potenza]


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno Giovedì 6 settembre 2012

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I sindaci alle prese con il patto di stabilità e la nomea che cuce loro addosso

«Né gabellieri, né cattivi pagatori» «NON vogliamo essere né gabellieri dello Stato né non pagatori». E’ che a sentire i sindaci dei Comuni - non solo della Basilicata - non resta loro molta altra scelta. Ancora una volta c’era il patto di stabilità al centro del tavolo di discussione che si è riunito ieri, convocato dal presidente dell’Anci Basilicata, Vito Santarsiero. Al termine dell’incontro è stato approvato un documento che traccia lo stato di difficoltà e un minimo di percorso da poter fare. «Cerchiamo con la Regione Basilicata di trovare la migliore soluzione per garantire il rispetto del patto di stabilità per tutti i 32 comuni della Regione». Ma in generale, «resta la nostra fortissima avversione al patto di stabilità che rappresenta una

La riunione dell’Anci

norma anticostituzionale e che impedisce alle amministrazioni locali di rispettare impegni economici con ditte, fornitori, cooperative, regolarmente sottoscritti. E’ assurdo bloccare risorse dispo-

nibili e non poter effettuare regolari pagamenti con grave danno all’economia reale dei territori». Perchè è proprio questa la situazione in cui si trovano molti Municipi. «I Comuni - si legge ancora

nel documento - rifiutano di essere chiamati a essere da un lato gabellieri dello Stato per l’Imu e dall’altro non pagatori per il patto di stabilità. Su entrambe le problematiche sarà necessario nei pros-

simi mesi chiedere con forza la totale modifica delle norme. In tale direzione consideriamo positiva la posizione dell’Anci nazionale annunciata dal presidente Delrio».

In caso di giudizio, l’ente sarà rappresentato dal presidente o da un suo delegato

Provincia, cambia la tutela legale Modifiche anche allo statuto del Cde: il settore culturale si razionalizza POTENZA - Sono state approvate all'unanimità, nel corso della seduta di consiglio provinciale di oggi, le modifiche dello Statuto per la rappresentanza in giudizio dell'Ente e quello del Centro di drammaturgia europeo (Cde). In particolare, con le modifiche allo Statuto della Provincia di Potenza, si è deciso di affidare la rappresentanza dell'Ente in giudizio in capo a unico soggetto (spetterà al presidente dellagiunta oaun suodelegato, sia per le controversie di rilievo gestionale sia per quelle di rilievo istituzionale). «Le modifiche allo Statuto del Cde, organismo di produzione, formazione teatrale e promozione tesa alla valorizzazione del patrimonio storico-naturalistico - ha spiegato l'assessore alla Cultura Francesco Pietrantuono - hanno l'obiettivo di ridefinire in termini di razionalizzazione e riassetto del settore teatrale il ruolo del Centro di drammaturgia europeo. Tra le principali novità, si è deciso di sostenere l'attività del Cde mediante il supporto operativo e amministrativo dell'Ufficio Cultura della Provincia. Sempre nell'ottica della razionalizzazione dei costi, ci si avvarrà del collegio dei revisori della Provincia di Potenza. E ancora,

siamo convinti che il Cde, in particolare nelle funzioni di sostegno alla produzione, che in una regione dai piccoli numeri deve essere necessariamente pubblico, prova a mettere in campo maggiori capacità progettuali, attraverso il possibile contributo di professionalità esterne per quanto riguarda la direzione artistica. In tempi di difficoltà economica, le buone capacità si devono valutare nella possibilità di reperire risorse esterne, come è già avvenuto per il progetto Basilicata Factory, nell'ambito della misura del Ministero della Gioventù Azione

ProvincE Giovani». Nel corso della seduta di ieri, inoltre, si è discusso di due interrogazioni, la prima presentata dal capogruppo Biagio Costanzo (Fdc) sui servizi di pulizia degli immobili di proprietà della Provincia; l'altra, presentata dal capogruppo Aurelio Pace (Gruppo misto) sulla “inoperosità e mancata attribuzione delle mansioni di un dirigente dell'ente provinciale”. «Si vuole sapere - ha detto Costanzo - quali siano gli elementi di censimento mensile per la verifica della qualità delle prestazioni ricevute an-

che in relazione all'effettivo promesso impiego di macchinari altamente tecnologici». Con la seconda interrogazione, il capogruppo Pace ha chiesto spiegazioni riguardanti la mancanza di funzioni e la conseguente inoperosità del dirigente Francesco Giuseppe Fortunato, ricordando «il conseguente giudizio presso il Tribunale di Potenza, sezione lavoro, con il quale la Provincia è soccombente e nel quale si condanna la stessa ad assegnare all'ingegner Fortunato le mansioni corrispondenti al suo profilo professionale». Nella replica il presidente Lacorazza ha spiegato come «l’interrogazione prendaspuntoda unasentenzadel Tribunale di Potenza, riferendosi tuttavia al periodo ottobre 2004-febbraio 2008, durante il quale è stata accertata la forzosa inattività dell'ingegner Fortunato e ha condannato l'Ente ad assegnargli delle mansioni corrispondenti al suo profilo professionale. È stata rigettata, invece, la domanda risarcitoria riguardante il danno esistenziale e biologico. L'avvocatura provinciale - ha continuato il presidente - proporrà comunque appello, ritenendo che il giudice non abbia ben motivato la sua decisione».

Avigliano, Tommaso Coviello (Fli) «Ingiusta la riscossione coattiva delle tariffe del trasporto scolastico» AVIGLIANO - «E’ sconcertante osservare l’operato del servizio di Pubblica istruzione del nostro Comune, che ha inviato una duplice comunicazione ai genitori degli alunni che utilizzano il servizio di trasporto scolastico comunale, preannunciando il recupero coattivo delle somme, a loro dire, non versate dagli utenti». E’ duro il capogruppo di Futuro e libertà di Avigliano, Tommaso Coviello. «Sono state recapitate ai genitori di molti alunni residenti per lo più nelle frazioni del territorio comunale delle diffide per il pagamento della tariffa del servizio di trasporto scolastico. Per prima cosa occorre ribadire che non è stata seguita una corretta procedura per il recupero coattivo degli importi richiesti, non essendo mai stata contestata alcuna irregolarità agli utenti al

momento dell’utilizzo». Ma non è tutto, a detta del consigliere. «Le diffide non sembrano siano pervenute a tutti gli utenti o potenziali tali, non comprendendo di conseguenza le modalità con le quali siano stati individuati i “trasgressori”. Solo per fare un esempio posso affermare, autodenunciandomi, che i miei figli per il mese di maggio e di giugno hanno utilizzato il servizio di trasporto scolastico, ma non ho ricevuto alcuna diffida. Occorre tuttavia fare un piccolo passo indietro per comprendere cosa è accaduto alla fine dell’anno scorso», quando non è stata bandita la gara per il servizio, ma l’amministrazione ha approvato la proroga di affidamento. «Il cittadino l’utente finale dei servizi è e rimane l’unico a dover sopportare il peso delle ristrettezze economiche».

A Bella i docenti alle prese con le lezioni di Pietro Cerreta A Cancellara, l’evento gastronomico che mescola cultura e turismo

Formazione continua (e moderna) Torna il festival della salsiccia A BELLA c’è una scuola al passo con i tempi. Come accade ormai da diversi anni, i docenti dell’istituto comprensivo di Bella si formano sugli orizzonti 2.0. Sono 70 i docenti della scuola che - nella due giorni che si conclude oggi - sono stati chiamati a formarsi su scienza e tecnica con il professor Pietro Cerreta, vincitore del premio Didattica della fisica della società italiana di Fisica per il 1997. Nel 2000 ha ricevuto una Borsa di Studio dallo Smithsonian Institute di Washington. «Una scuola al passo con i tempi deve offrire ai ragazzi di oggi, sempre connessi con ipad, i-phone, computer al mondo globalizzato in continua e veloce trasformazione - spiega una nota del dirigente scolastico, Mario Coviello - un insegnamento attivo, nei laboratori, un insegnamento che li aiuti a comprendere il fun-

zionamento della natura e delle cose per vivere il mondo in maniera corretta e consapevole». Nello scorso anno scolastico oltre quattrocento alunni si sono appassionati nella scoperta delle proprietà e delle possibilità che l’acqua, l’aria e la luce offrono. Quest’anno, invece, gli insegnanti si sono cimentati in un approfondimento su “scienza e tecnica”, che nel corso del percorso didattico condivideranno con gli alunni. «Gli alunni - scrive Cerreta saranno educati a percepire e a rappresentare forme, relazioni e strutture che si trovano in natura o che sono state create dall’uomo, utilizzando in particolare strumenti per il disegno geometrico (riga, compasso, squadra) e i piùcomuni strumenti di misura.Tutto ciò li agevolerà nella comprensione concreta della scienza e la tecnologia che le sottende».

CANCELLARA - “Salsiccia Festival”. Ovvero, di quando gastronomia fa rima con cultura. E’questa la prospettiva che attende tar sabato e domenica prossimi a Cancellara: in programma l’evento dedicato alla rinomata salsiccia di Cancellara, giunto ormai alla quarta edizione. Nel ricco programma della manifestazione, degustazioni, convegni, visite guidate, mostre e laboratori dedicati alla produzione della salsiccia tradizionale, ma anche spettacoli teatrali e concerti di musica jazz. La salsiccia a catena di Cancellara, che sta rapidamente guadagnandosi un posto di primo piano tra le eccellenze gastronomiche del Sud, è naturalmente il tema conduttore della kermesse. «L'evento coinvolge tutta la comunità– spiega il sindaco di Cancellara, Rocco Lo Re – grazie al contributo delle associazioni, dei

commercianti, degli artigiani e dei cittadini chesi dedicanocongrandepassione,al finedi far diventare il nostro borgo, per due giorni, una straordinaria location naturale del gusto e della cultura. Il Salsiccia Festival è cresciuto nel tempo e si sta affermando sempre di più come una delle principali manifestazioniculturali dellaBasilicata, merito anche di una formula che unisce gastronomia, storia, saperi, bellezze architettoniche e arte, valori che vogliamo condividerecon inostri ospiti per un fine settimana dal sapore di altri tempi». Di particolare importanza il convegno di apertura della due giorni cancellarese, organizzato in collaborazione con l'Alsia, che si terrà sabato 8 alle 12 in largo Monastero, sulle opportunità legate al riconoscimento della denominazione comunale alla salsiccia di Cancellara.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

X I MATERA CITTÀ

Giovedì 6 settembre 2012

VIA BRAMANTE IL PRESIDIO IN PIAZZA

LE PROPOSTE Il Comune confermi la destinazione urbanistica dell’area e, in attesa dell’adeguamento, ricerchi la sistemazione delle aule in un edificio unico

ISTRUZIONE Il plesso di via Bramante e uno striscione di protesta dei bambini [foto Genovese]

«Smembrare la scuola è toglierci l’identità» Appello dei genitori al prefetto per evitare la chiusura del plesso DONATO MASTRANGELO l Smembrare il plesso di via Bramante significherebbe non soltanto arrecare disagi ad alunni, genitori e insegnanti ma anche colpire al cuore l’identità di un istituto scolastico, circa 400 alunni distribuiti su 16 classi dalla prima alla quinta elementare, che ha una valenza strategica sul territorio. È per questo che ieri pomeriggio il comitato “Via Bramante Unita” ha manifestato davanti alla Prefettura in piazza Vittorio Veneto. Un sit in, quello che visto protagonisti i genitori, il personale della scuola, i sindacati, i piccoli studenti e le associazioni culturali e di volontariato mediante il quale si rivendica per il plesso di via Bramante una sistemazione dignitosa e unitaria. Ed è questo il messaggio che una rappresentanza del comitato ha portato, nel corso di un incontro, all’attenzione del Prefetto, Luigi Pizzi. Al Prefetto è stato chiesto di attivarsi affinchè l’Amministrazione comunale con delibera di Giunta oppure di Consiglio confermi la destinazione urbanistica dell’area interessatae definisca gli interventi di adeguamento strutturale oppure di demolizione e successiva ricostruzione del plesso di via Bramante. È stato inoltre chiesta la costituzione di una commissione composta da tecnici e componenti dei genitori per verificare l’esi-

stenza o meno degli spazi e aule libere all’interno dell’Itcg “Olivetti” per valutarne una eventuale rispondenza alle necessità degli alunni di via Bramante. Tra le richieste dei genitori figurano anche la ricerca di una allocazione delle aule in un unico plesso, in spazi già ricadenti nell’ambito dell’edilizia scolastica e, in subordine un intervento dell’Amministrazione comunale per mettere a disposizione oltre alle otto aule che ha già dichiarato essere utilizzabili, anche gli spazi present al centro il Circo di via Sallustio, prevedendo un intervento di adeguamento struttrale ed aggiungendo eventualmente alcuni spazi privati. Il comitato ha anche chiesto al prefetto che

vengano previsti servizi di supporto alle famiglie per i disagi che scaturiranno da una diversa organizzazione scolastica. «Chiediamo di conservare la scuola unita come comunità educante - afferma l’insegnante Angela Grego - in quanto lo smembramento del plesso di via Bramante sarebbe l’anticamera della morte dell’istituto comprensivo. È per questo motivo che siamo contrari alla frammentarietà e difendiamo la sede unica. Tra le proposte che avevamo avanzato all’Amministrazione anche quella di poter utilizzare parte della struttura del Circo per collocarvi 14 classi della scuola primaria, mentre le altre due verrebbero ubicate in via Greco e le classi dell’infanzia e

Il sindaco Adduce «Ancora un tentativo, ma siamo sereni» «Il prefetto ci ha chiesto un ultimo tentativo al fine di non smembrare il plesso di via Bramante ed entro 24 ore sarà fatto, ma la situazione è sotto controllo». Lo ha sostenuto al termine del vertice in Prefettura il sindaco Salvatore Adduce che ha ribadito le motivazioni dell’ordinanza disposta il 3 agosto scorso in quanto uno studio sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici ha riscontrato che il plesso che ospita la scuola elementare e materna non è rispondente ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Dopo la chiusura sono state sistemate 8 aule al plesso di via Marconi, 8 aule al plesso di piazza degli Olmi (scuola elementare) e 4 aule al plesso di via Lazazzera. [d.mas.]

IN ATTESA I genitori davanti alla Prefettura [foto Genovese]

gli uffici in piazza degli Olmi. «Noi sostiene Giovanni Sacco, uno dei tanti genitori del plesso di via Bramante - chiediamo un plesso unico perchè con lo smembramento dovremmo attraversare la città da una parte all’altra per accompagnare i nostri bambini a scuola. I disagi logistici conseguenti alla chiusura del plesso sarebbero notevoli». «Molti gentori - dichiara Rosanna Ivolella hanno bambini all’asilo e a scuola e conciliare gli spostamenti con uno smembramento del plesso sarebbe praticamente impossibile». «Al prefetto - afferma Elisabetta Morfini del Comitato “Via Bramante Unita” - abbiamo rappresentato le istanze dei genitori, degli studenti e del personale scolastico chiedendo che si attivi per scongiurare la chiusura del plesso. Serve, invece, una soluzione efficace che possa portare all’adeguamento e alla ristrutturazione del plesso. La sicurezza prima di tutto. L’identità della scuola va difesa perchè il plesso ha un bacino di utenza notevole in una zona baricentrica dell’area nord della città. Per questo l’Amministrazione deve riconfermare la destinazione urbanistica dell’area e attivarsi per evitare disagi logistici a chi frequenta il plesso. Siamo disponibili anche a valutare gli spazi dell’Itgc “Olivetti” o comunque la sistemazione in un unico plesso in spazi che già ricadono nell’edilizia scolastica».

IL CASO IL NONNO VITO TORTORELLI PROMETTE BATTAGLIA DOPO LA SENTENZA CHE NEGA LA CURA CON LE STAMINALI

«La vita di Daniele dipende dall’esito della nostra battaglia» FILIPPO MELE l «Non ci arrenderemo. Andremo sino in fondo per aiutare il piccolo Daniele. La sua vita dipende dall’esito della nostra battaglia». È apparso determinato Vito Tortorelli, nonno del piccolo Daniele, di 5 anni e mezzo, affetto dal morbo di Niemann Pick del tipo A, quando lo abbiamo raggiunto ieri telefonicamente per un commento sulla sentenza del Tar di Brescia che ha detto no alla cura con cellule staminali a cui il bambino si stava sottoponendo agli “Spedali” della città lombarda. Una decisione che ha colpito duramente nonno Vito, dipendente della Casam, e la mamma del bambino, Anna, che, provata, ha preferito mantenere il silenzio. «Sì, siamo delusi, ma già oggi faremo ricorso al giudice del lavoro per ottenere che la cura continui adottando la legge Tur-

co-Fazio sulla terapia compassionevole, essendo l’unica possibile. Ricorsi già accolti dallo stesso magistrato per altri due casi, quelli di Smeralda e di Celeste, a cui il Tar di Brescia aveva detto no», risponde Vito Tortorelli dalla sua abitazione al borgo Venusio, dove la storia di Daniele ha commosso tutta la comunità. Insomma, la speranza che il bambino possa completare con altri 4 cicli la cura già iniziata è fondata. «Il nostro – spiega il nonno – è l’unico bambino al mondo con questa malattia rara (causata dalla mancanza di una specifica attività dell’enzima acido sfingomielinasi e capace di portare a morte entro i primi 2-4 anni di vita, ndr) ad aver vissuto sino a 5 anni. E tutto è dipeso dalla cura con le staminali cui è stato sottoposto a San Marino. Egli aveva anche cominciato a deglutire. Invece, ora... ».

Non è stato facile parlare con un nonno angosciato per la vita del nipotino. Gli attimi di silenzio sono apparsi interminabili. Poi, Vito ha riattaccato: «Daniele è in perenne pericolo di vita. Si alimenta con sondino naso-gastrico, ma dietro l’angolo, se le cura non verrà ripresa, c’è la nutrizione con una sonda nello stomaco. Egli vive in coma vegetativo». Forse proprio per questo l’amore verso questo bambino è totale. «Ci costerà soldi, ma faremo ricorso. Noi vogliamo lottare, insieme a lui, perché viva». E Daniele vive a nella casa di via Polonia 5, a Venusio, sorvegliato 24 ore su 24 dalla mamma e dalla nonna perché non rimanga vittima di un rigurgito. La sua vita è appesa ad un filo. Nonno Vito, forse, scriverà al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Gli abbiamo già scritto il 14 maggio del 2010, ma non abbiamo avuto al-

le altre notizie GIUSEPPE OLIVIERI, FLI

«Apriamo il dibattito sul registro delle coppie di fatto» n La proposta di discutere sulla introduzione anche in città del Registro delle coppie di fatto è stata avanzata dal coordinatore cittadino del Fli, Giuseppe Olivieri. «Dopo il coraggioso segnale lanciato dall’Amministrazione comunale milanese, in tema di equiparazione dei diritti civili, ritengo utile e necessario che anche a Matera si apra un dibattito sereno, moderno e senza imbarazzi di natura etica o ideologica – scrive Olivieri – per confermare la nostra vocazione, in qualità di Città di Pace e Diritti umani, alla accoglienza e alla eguaglianza, onde ridurre lo spread tra Mezzogiorno ed Europa sul tema della convivenza civile tra due persone. La mia generazione – conclude – chiede che il sentimento fra due persone, conviventi e maggiorenni, possa essere riconosciuto dal Comune di appartenenza, per accedere ai diritti riservati fin qui solo alle famiglie tradizionali». NICO TROMBETTA, PD

«Nei Piot il Presepe la Bruna e Mater Sacra»

cuna risposta. Dicono che la pratica è in istruttoria». E la città ha dato solidarietà alla famiglia Tortorelli? «Il bambino è in assistenza domiciliare integrata, alcuni medici lo seguono, ma vediamo anche tanto scetticismo sulla cura con le staminali in altri. E non ci sono organizzazioni che ci possano aiutare per le questioni legali, difficili da affrontare». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 23 >>

SPERANZE DELUSE L’interno degli Ospedali civili di Brescia dove si trovava il piccolo Daniele per la cura con le staminali

n Compiere una scelta «subito» inserendo il Presepe vivente nei Sassi, la manifestazione Mater Sacra e la festa patronale della Madonna della Bruna nell’agenda Piot, «così da renderli finanziabili già da ora». È questa la richiesta che il consigliere comunale Nico Trombetta, del Pd, ha avanzato all’assessore comunale al Turismo, Antonio Giordano, invitandolo a caratterizzare la sua azione con questo «primo, forte segnale». Secondo Trombetta, i tre eventi possono divenire, se strutturati, veri motori d’attrazione» per il turismo culturale e religioso nella città.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

POTENZA CITTÀ I VII

Giovedì 6 settembre 2012

L’ESTATE STA FINENDO PRONTI A UN NUOVO ANNO

AUMENTI A PIOGGIA Un’indagine di Altroconsumo ha evidenziato rincari su tutto il corredo scolastico. E le famiglie puntano sul riciclo

UN SONDAGGIO Sette studenti su dieci quest’anno ricicleranno tutto quello che possono. Potenza «analizzata» in un campione di città

Scuola, si ricomincia ...svuotando le tasche Zaini, astucci e libri «divorano» i bilanci delle famiglie l La scuola diventa un lusso, soprattutto in questi tempi di crisi. Un'indagine di Altroconcumo ha evidenziato rincari dell'11 per cento, solo sul costo dei libri di testo scolastici. E malgrado il tetto massimo per le scuole medie, imposto dal Ministero dell'Istruzione, a volte i prezzi lievitano, in maniera inversamente proporzionale all'umore di chi deve comprarli. Ma è opportuno allargare l'orizzonte alla scuola secondaria di secondo grado, per capire come a volte occorra mezzo stipendio per mandare un figlio fra i banchi. Da un rapido tour informativo fra le librerie potentine, risulta che la spesa per i testi delle scuole medie va dai 140 ai 350 euro. Per le superiori, secondo alcuni, l'esborso può superare i cinquecento euro. Il minimo è di 250-280. La «furbata», come la chiamano alcuni, è l'inserimento, fra i libri consigliati, di testi che invece sarebbero assolutamente necessari. In pratica, ci possono essere tutti i tetti possibili, ma se qualche pubblicazione non rientra la si colloca fra i consigliati, salvo poi caldeggiarne vivamente l'acquisto. L'abitudine vecchia quanto la scuola di acquistare testi da amici e conoscenti è l'alternativa più gettonata. Un'ipotesi che, però, decade nel caso di edizioni aggiornate, soprattutto nel caso di materie tecniche. Dagli abbeccedari agli accessori. Uno zaino costa dai 35-40 agli oltre 63 euro. Il più oneroso è «estensibile», ma anche quelli più economici rispondono comunque alla lorofunzione base: contenere libri e quant'altro. Secondo l’indagine del Centro Studi e Ricerche Sociologiche «Antonella Di Benedetto» di Krls Network of

Business Ethics Center redatto per conto di «Contribuenti.it Magazine» dell’Associazione Contribuenti Italiani, il 74% di zaini, quaderni, penne, astucci e altri oggetti di uso comune usati nei precedenti anni verranno riciclati nel nuovo anno scolastico 2012-2013. Lo studio di Krls Network of Business Ethics ha preso in considerazione 10 oggetti tra zaini, astucci, penne, colori, quaderni, dizionari, divisa, cestini per la merenda, stivali e giubbini da pioggia. Dall’inchiesta di «Contribuenti.it Magazine», su come si comporteranno i consumatori per l’acquisto del «corredo scolastico», è emerso che gli italiani tendono sempre più a riciclare beni, anche usati, passando dal 56% dello scorso anno al 74% di quest’anno. In pratica 7 studenti su 10 riciclano tutto quello che possono. Un aumento considerevole registrato all’inizio dell’anno scolastico 2012/2013 pari al 18%. Ma per quale ragione quest’anno si riciclerà il «corredo scolastico»? Il 57% del campione lo fa per ristrettezze economiche, il 22% per combattere il caro vita, l’11% per abitudine ed il 10% perchè teme lo spesometro dell’Agenzia delle Entrate. Insomma, gli studenti italiani anzichè conservare i beni non utilizzati nello sgabuzzino o nella propria cameretta, quest’anno hanno ben pensato di riciclarli. In Italia, Napoli, Aosta, Pescara, Rimini, Roma, Firenze, Udine, Verona, Prato e Campobasso sono le città dove si ricicla di più, con percentuali intorno all’80%, mentre Milano, Imperia, Torino, Genova, Bologna, Terni, Rieti, Salerno, Potenza e Caserta sono tra le città dove il riciclo si attesta vicino al 70%.

IN CLASSE Gli zaini sono una delle voci più costose del corredo scolastico .

Una vita dedicata all’insegnamento Gli allievi ricordano la prof. Filomena Fontana l Una vita dedicata all’insegnamento quella della professoressa Filomena Fontana, scomparsa prematuramente venerdì 31 agosto, all’età di 62 anni. Da Pignola a Brienza, attraverso Anzi, Tolve, Sasso, Ruoti, fino a terminare la sua carriera scolastica alla scuola media Torraca del capoluogo: sono stati numerosi i paesi della pro-

vincia di Potenza che, in quasi 40 anni di insegnamento, l’hanno vista promotrice di iniziative e di momenti educativi importanti per i giovani alunni che l’hanno avuta come docente. La professoressa Fontana si è spesa con impegno e dedizione nei diversi contesti sociali in cui ha operato, sempre attenta al dialogo con le famiglie, per le quali è stata un punto di riferimento costante e significativo. La ricordano con immutato affetto i suoi allievi e con stima sia personale che professionale i dirigenti scolastici e i colleghi che hanno collaborato con lei.

LA CARICA DEI 100

La scuola sta per ricominciare. Alcuni ragazzi diventano un modello da DIPLOMA COL MASSIMO DEI VOTI imitare per i futuri diplomandi IMMA LAROCCA

Liceo Classico Duni - Matera l Imma Larocca, 18 anni, si è diplomata con il massimo dei voti al liceo Classico «Duni» di Matera. 1: spero di superare il test di ammissione alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bari. 2: gli ultimi due libri che ho letto sono stati «La noia» di Alberto Moravia e l'opera teatrale «Aspettando Godot» di Samuel Beckett. 3: ciao, Luciana! In bocca al lupo per l'esame, ci vediamo presto per una bella rimpatriata! 4: il mio sogno nel cassetto è quello di diventare medico e aiutare quante più persone possibili grazie a questa professione. 5: consiglierei di visitare la mia città natale, Matera, una delle città più antiche e più belle del mondo, nonchè patrimonio mondiale dell'Unesco. Sono molto attaccata a Matera e vorrei che in tanti la conoscessero più da vicino per poterla apprezzare di più.

FEDERICA DANUZZO

Liceo Classico Duni - Matera l Federica Danuzzo, 18 anni, è nata a Montescaglioso e si è diplomata con il massimo dei voti al liceo Classico «Duni». 1: mi sono iscritta al test di ammissione per la facoltà di medicina e chirurgia a Tor Vergata, Roma. Spero di riuscire a superare l’esame. 2: la cattedrale del mare, il defonso Falcones. 3: sono fortunata e felice ad averti al mio fianco per condividere con te momenti tristi e gioie. 4: poter dare un aiuto concreto, grazie alla mia persona, formazione e grazie al mio lavoro. 5: Montescaglioso è una bella cittadina che merita attenzione e di entrare nelle rotte del turismo che incrociano la Basilicata. È un paese ricco di storia e di testimonianze, con un’ospitalità della migliore tradizione lucana. Consiglierei di trascorrere un seppur breve periodo di vacanza in Basilicata, una regione tutta da scoprire.

GIUSEPPE CICCHETTI

Liceo Classico Duni - Matera l Giuseppe Cicchetti, 19 anni, si è diplomato con il massimo dei voti al liceo Classico «Duni» di Matera. 1: Ad aprile ho superato i test per frequentare il corso di Laurea in Economia all'Università di Padova e sarà a questo che mi dedicherò nel futuro più prossimo, poi chi lo sa... Sinceramente, mi piacerebbe tornare a Matera quando avrò terminato gli studi e lavorare serenamente nella mia città in un settore amministrativo-gestionale. Fare politica non mi dispiacerebb. 2: Il De Amicitia di Cicerone... purtroppo gli studi classici fanno brutti scherzi (ma sarei pronto a consigliarli a chiunque)... 3: agosto 2012... La grande avventura in Grecia ;) 4: che i miei sogni nel cassetto si possano realizzare... 5: naturalmente consiglierei a tutti di visitare i Sassi di Matera, un patrimonio di cui l’intera Basilicata va fiera.

MELANIA CAMPANARO Liceo Classico Duni - Matera

l Melania Campanaro ha 18 anni ed è nata a Matera. Ha frequentato il liceo Classico «Duni» e si è diplomata con il massimo dei voti. 1: vorrei intraprendere gli studi di architettura. 2: Il cammino di Santiago di Paulo Coelho. 3: non ho particolari messaggi da lanciare. 4: vorrei lavorare per una compagnia di cinema d'animazione come character designer. 5: senza dubbio Matera. Noi residenti amiamo la nostra città e non finiamo mai di stupirci guardando le bellezze di cui è ricca. Inviterei i turisti a fare un giro nella città dei Sassi, ne vale davvero la pena. Anche in quest’ultimo scorcio d’estate sarebbe interessante trascorrere qualche giorno a Matera per poterne apprezzare la storia, la magia e l’atmosfera che ha incantato migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Matera 27

Giovedì 6 settembre 2012

Vogliono l’accesso agli atti e la garanzia che il plesso venga ripristinato dopo i lavori

«Chi ha sbagliato, ora paghi»

Scuola di via Bramante, i genitori ieri dal Prefetto per chiedere chiarezza di ANTONELLA CIERVO LO considerano un attacco ai diritti dei loro figli, alla possibilità di studiare in luoghi che siano legati alla comunità, ai quartieri, ai rioni. Dicono no allo smantellamento della scuola di via Bramante e chiedono a voce alta che, dopo la demolizione, la struttura venga ricostruita a restituita agli scolari. Piazza Vittorio Veneto, ieri pomeriggio, si è trasformata in una grande aula scolastica,con glialunnidella scuolache sta per essere demolita, i loro genitori e gli insegnanti. Pochi minuti prima dell’incontro una delle mamme spiega: «Nel corso dell’incontro confermeremo la nostra intenzione di avere un plesso unico. Non vogliamo che quello di via Bramante muoia - spiega - abbiamo creato un apposito comitato di genitori, “Via Bramante unita”, per seguire lo svolgimento dei lavori e garantire il presidio scolastico a Villalongo dove è una realtà da 40 anni. Il quartiere - precisa - è ricco di bambini. Io ho tre bambini - spiega - e non vorrei essere costretta a dover spostarmi ogni giorno in tre luoghi diversi per accompagnarli a scuola, serve un plesso unico. Nel corso dell’ultimo incontro che abbiamo avuto con l’amministrazione comunale c’è già una suddivisione. La scuola di via Bramante ospitava circa 400 alunni, con 4 sezioni di scuola materna e 16 di elementare con una media di 25 bambini per classe. Il quartiere ha bisognodella sua scuola».I genitori terranno assemblee; intanto chiedono l’accesso agli atti. «Vogliamo che ci si spieghi ad esempio chi ha dato l’agibilità alla scuola, in precedenza». Una prima relazione risale al 2007-2008. «Sulla vita dei bambini non si scherza. I lavori eseguiti l’anno scorso avevano ripristinato le porte tagliafuoco, l’impianto elettrico; le prove di agibilità effettuate in quel caso, dove sono?». Una delle insegnanti, Angela Grego, sottolinea il significato culturale che questo provvedimento porta alla luce. «Smontare una scuola e sostituirla con alcune stanze, dicendo che il problema durerà per anni, vuol dire che siamo destinati a scomparire. Noi siamo una comunità educante, nonpossiamoessere sviliticosì.Dal

L’INTERVENTO

Campus universitario ricomincia l’iter

I bambini espongono uno degli striscioni e affollano la piazza antistante la Prefettura

punto di vista culturale vuol dire privare un territorio ampio di un punto di riferimento. L’anno prossimo, se ungenitore dovrà iscrivere il figlio alla prima elementare e le classi saranno quello di via Marconi, perchè mai dovrebbe iscvriverlo nell’elenco di via Bramante, se rimarrà lì per quattro anni. Stesso discorso vale per la scuola dell’infanzia chesarà collocatain viaLazazzera. E’uno spezzettamento che non ci va bene. negli anni passati ci avevano già provato con il dimensionamento. Negli anni scorsi siamo riusciti a bloccarli. Ora ci hanno riprovato. Basterà perdere una certa quantità di alunni in uno dei due tronconi e noi non sopravviveremo eilComune ciguadagnerà.Matera, città della cultura, però, avrà perso un’istituzione. L’aspetto curioso è

che abbiamo avuto un incontro con l’amministrazione comunale nei giorni scorsi, la loro ultima proposta era di utilizzare le 8 aule al Circo; in quella occasione ci eravamo lasciati con un nulla di fatto. Stranamente con un colpo di mano - prosegue - la giunta ha deliberato che le classi vanno collocate in strutture scolastiche e che si potranno utilizzare solo gli spazi del piano sottostante e non quello al piano superiore che, invece, è l’aula consiliare. In 400 noi ci dovremmo arrangiare, loro non possono rinunciare all’aula consiliare. Oggi vogliamo sapere chi ha consentito che noi rimanessimo là dal 2008 al 2012. Chi ha assunto quelle decisioni - conclude dovrebbe essere messo in condizione di non nuocere». a.ciervo @luedi.it

E' ormai prossima la consegna dei lavori di riconversione a studendato del padiglione Stella dell' ex ospedale, a conclusione di una gara durata un anno e di un accidentato percorso, che nella scorsa legislatura regionale fu ripreso e indirizzato correttamente dalla Giunta regionale dell'epoca. Altra notizia confortante e' che il consiglio di amministrazione dell'Universita di Basilicata ha approvato la variante generale che dovrebbe consentire la ripresa dei lavori del padiglione centrale dell'ex Ospedale, destinato a sede accademica, appena la Regione, ricevuti gli atti, darà il placet. Faticosamente, si sta riprendendo la concreta esecuzione diparti essenzialidel Campus Universitario, che rappresenta una infrastruttura indispensabilenon soltantoper losviluppo civile e culturale, ma per lo stesso ruolo e la fisionomia della città dei Sassi. E' stato accumulato molto, troppo ritardo. Questo dato non può essere ignorato o sottaciuto, non tanto per verifiche retrospettive e accertamento di responsabilità, che pure andrebbero individuate, ma soprattutto per evitare che si ripetano analoghe circostanze. Anche per questo, già due anni fa invocammo una cabina di regia, un coordinamento, comprensivo anche degli enti locali, oltre a tutti gli atri interessati, che sovrintendesse all'esecuzione dei lavori, intervenendo tempestivamente per rimuovere ostacoli ed

Prosegue fino all’8 settembre la Summer School nella sede dell’Incubatore d’impresa

La filosofia come esercizio di libertà AL cospetto del pensiero le dinamiche interne all'agire assumono i tratti della chiarezza, oppure, diversamente, della lettura prospettica del presente. Perché la Summer School “Mediterraneo Identità Alterità dell'Europa” ha portato in Basilicata maître à penser che determinano l'agenda della riflessione contemporanea; “la costruzione dell'Europa dello Spirito”, invito fra i più suggestivi giunto da Jean-Luc Nancy, filosofo francese, come le puntuali analisi condotte da Mohamed Haddad, a cui la nuova Tunisia ha affidato la definizione delle linee teoriche della sua costituzione, sono risultati elementi determinanti nella riuscita di un momento di confronto e dialogo. Perché la Summer school voluta dalla Presidenza della Giunta della Regione Basilicata e dall'Autorità di gestione del Po Fesr Basilicata 2007/2013, con il supporto dell'Associazione Basilicata 1799, ha mostrato l'efficacia di politiche a sostegno della promozione del dialogoedella formazionesuitemidella contemporaneità:«Il dibattito in corso riposiziona la dimensione di ciascun territorio in un ambito assai più ampio; la complessità, che si presenta, credo,come lachia-

La presentazione della Summer School

ve di lettura degli eventi che stiamo attraversando - ha sottolineato Patrizia Minardi dall'Autorità di gestione - è tornato come l'elemento attorno al quale questa prima fase della Summer ha avuto il suo snodo». Difatti, terminata la parte d'aula di Maratea il dibattito proseguirà a Matera, nella Casa Cava, con la presenza di Edgar Morin, ancora un grande maestro del pensiero contemporaneo; accan-

to Gianluca Bocchi, Mauro Ceruti, che all'analisi dell'Europa, come di quel fil rouge che tiene insieme i comparti del sapere, hanno dedicato lo studio di una vita. Guardando agli esiti ad oggi raggiunti risulta evidente l'efficacia della modalità di intervento individuata:un tema di analisi dalle forti implicazioni, intorno al quale strutturare una riflessione che ha potuto far tesoro delle voci più auto-

revoli del consesso internazionale. La filosofia quindi come palestra di un esercizio di libertà e cittadinanza, di partecipazione ed analisi, per la strutturazione di idee realmente spendibili, perché consce della complessità del presente e degli eventi. «Abbiamo proposto un appuntamento aperto, dove l'interazione è risultata l'elemento determinante nella conduzione delle lezioni; quest'anno i docenti hanno voluto prendere parte anche alle altre sessioni, offrendo un contributo di partecipazione che è provenuto da loro scelte autonome. Si è creato quindi un clima di forte sinergia - ha rimarcato l'Autorità di gestione -che di sicurotornerà utile nella definizione delle strategie di intervento all'interno della programmazione europea, dove il tema dello sviluppo va ad ancorarsi in maniera forte con le regioni del Mediterraneo». Dal 12 al 14 settembre, l'età globale, con tutto il suo portato, tornerà al centro di un dibattito aperto alla partecipazione,dove iltema di una “regione fra due mari” potrà dispiegarsi in tutte le sue implicazioni mediterranee. Vincenzo Scalcione matera@luedi.it

evitare pause e interruzioni. Purtroppo, la sollecitazione rimase senza seguito. E si e' visto come e' andata. Abbiamo continuato a incalzare Università e Regione, pubblicamente e riservatamente, per scongiurare distrazioni e disattenzioni. Ora siamo ad un punto che non puo' tollerarne altre e ancora. Il presidente De Filippo, l'assessore Mancusi, quale titolare del Dipartimento che cura l'affidamento o segue l'esecuzione delle opere, e l'assessore Viti, per la competenza e la sensibilità inerenti la cultura e,nello specifico, l'istruzione universitaria, adottino un modulo collegiale che consenta il continuo e meticoloso monitoraggio dei lavori che si stanno per avviare o riprendere, per assicurarne la puntuale esecuzione, coinvolgendo anche quelle istanze civiche che hanno a cuore il campus universitario e che su esse hanno esercitato una costante sensibilizzazione. Ci auguriamo che anche gli enti locali, a cominciare dal Comune di Matera, si attivino per concorrere ad una accelerazione. Il coinvolgimento delle rappresentanze democratiche degli enti interessati e delle espressioni di cittadinanza, sottraendo la materia ad una esclusiva gestione burocratica, può costituire una svolta decisiva, quanto mai auspicabile, nell'ormai lunga storia della realizzazione del Campus Universitario a Matera. Vincenzo Santochirico


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 06.09.2012

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POTENZA CITTÀ I V

Giovedì 6 settembre 2012

RANDAGI IN CITTÀ GLI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Basilicata Mezzogiorno

PARCO TRE FONTANE Adottato «ufficialmente» dal rione che l’ha chiamato come il presidente del comitato di quartiere

Il «volpino» Orazio ecco il cane del rione Il quartiere Lucania dà seguito al progetto del Comune EMANUELA FERRARA l Occhi grandi e dolci. Il suo pelo rossiccio è lucido e morbido. Sembra un cane felice, non come i suoi colleghi cani randagi. Lui è Orazio. Adottato ufficialmente, grazie al progetto «Cane di Rione» del Comune di Potenza, dalla comunità di rione Lucania. La sua casa è accanto alla sede del comitato di quartiere. Qui tutti gli vogliono bene. Orazio, chiamato scherzosamente così in «onore» del presidente di quartiere Orazio Colangelo, non ha l’aria del povero cane abbandonato a se stesso senza cura alcuna. Lo incontriamo a Parco Tre Fontane. Stentiamo a credere che sia un randagio. I suoi padroni lo portano a guinzaglio e lui, furbescamente, si ferma davanti a tutti in cerca di coccole. È un meticcio di taglia piccola. Il secondo cane che il quartiere ha adottato. Igor, il suo predecessore, ora ha trovato una famiglia che si prende cura di lui costantemente. Non che Orazio non abbia cure quotidiane. Nel rione si mobilitano davvero tutti per donargli una vita dignitosa. Igor è stato affidato ad una famiglia che ha una casa in campagna con

un ampio giardino vista la sua mole non proprio piccola. Orazio invece sembra un volpino. Piccolo e allegro, «il ruffiano del quartiere» dice un anziano del posto. Già, perché la sua più grande passione sono proprio anziani e bambini con i quali adora passare le giornate intere. Avrà all’incirca due anni, raccontano i suoi tanti padroni. Un giorno ha “bussato” alla porta del quartiere e non è andato più via. Affamato e assetato ha trovato le cure di un abitante del posto. Passati i giorni ed i mesi arriva la proposta. Orazio va adottato ufficialmente e così il comitato di quartiere si rivolge all’amministrazione comunale. I veterinari dell’Asl potentina hanno provveduto a microchippare il meticcio ed a registrarlo all’anagrafe canina. Fatto un sopralluogo nel rione e lasciato il via libera all’adozione. La casa di Orazio è spaziosa e confortevole. Una cuccia, una ciotola per l’acqua, una per il cibo ed erbetta sintetica come pavimentazione. Ovviamente tutto al coperto per far in modo che nemmeno la pioggia possa disturbarlo. «Una vera e propria abitazione di cui – afferma gioioso il presidente del comi-

DOCUMENTI

Il meticcio è stato registrato regolarmente all’anagrafe canina

AMORE La cuccia di Orazio ricavata a ridosso della sede del comitato di quartiere [servizio fotografico di Tony Vece] tato Orazio Colangelo – saremmo disposti anche a pagare l’Imu». Ogni giorno tanti volenterosi passano a salutarlo, a fargli una carezza e portarlo a fare due passi. Raramente Orazio gira libero tutto da solo. La paura che possa farsi del male o mettersi a rincorrere qualche cagnetta in calore è troppo alta. Così tutto il quartiere si dà il

È un modello da seguire così si «frena» il randagismo In altre città più grandi è un’abitudine ormai consolidata l Il fenomeno del randagismo è un problema largamente sentito nel capoluogo regionale. Tanti sono i cittadini che lamentano la presenza di branchi numerosi di cani incustoditi che a volte rischiano di diventare pericolosi anche per la popolazione. Cosa si può fare per ridurre tale fenomeno? Chi sono gli enti preposti ad aiutare i cittadini in difficoltà? Esistono apposite leggi grazie alle quali il fenomeno del randagismo potrebbe essere non eliminato del tutto ma quanto meno ridimensionato. In modo partico-

SIMPATIA Un primo piano di Orazio, il cagnolino adottato da rione Lucania

.

lare esiste una campagna di prevenzione regionale definita Campagna regionale di sterilizzazione cani randagi. Anni 2012 – 2013. Lotta al randagismo. Sono coinvolti l’Ufficio Veterinario della Regione Basilicata, le Asl locali, i medici veterinari liberi professionisti, l’Istituto Zoprofilattico ed anche i Comuni, le Associazioni di Volontariato e i Volontari riconosciuti dai Comuni, nonchè i gestori dei canili. Pur-

troppo la capienza del canile comunale è al limite e, vista questa difficoltà, la Regione Basilicata ha inteso legiferare in materia. In modo particolare è nata la figura del cane di quartiere, da molti mai considerata ma utile ad arginare il problema. Il cane di quartiere è, secondo la delibera regionale, “quell’animale che vive in un caseggiato, rione o quartiere nel quale volontari regolarmente iscritti ad associazioni protezionistiche degli animali, riconosciute a livello nazionale e/o regionali o volontari appositamente individuati dai Comuni e coordinati da un tutore, dichiarino di accettare l’animale e provvedano a fornirgli mantenimento, assistenza e quant’altro necessario al suo benessere nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge in materia“. Un modo questo per riconoscere la figura di quanti con sacrificio ed amore si prendono cura degli animali abbandonati, ma soprattutto un metodo per fornire assistenza adeguata a volontari ed animali. Ogni Comune infatti, riconoscendo il cane di quartiere, lo fornisce di microchip e provvede alle cure veterinarie necessarie al suo benessere. I volontari sono chiamati a provvedere al mantenimento quotidiano quale acqua e cibo ed a garantire il benessere dell’animale. Città molto più grandi di Potenza, quale Milano, hanno già provveduto a fornire ogni rione del suo cane di quartiere. Sarebbe ora di farlo anche nel nostro capoluogo di regione. Questa soluzione, insieme alla sterilizzazione degli esemplari femminili, potrebbe sicuramente donare una vita dignitosa ai randagi ed anche garantire la tranquillità dei cittadini. [em. fer.]

cambio ed Orazio gode delle sue ore di libertà sotto l’occhio vigile ed attento dei cittadini. Le spese veterinarie potrebbero essere a carico dell’amministrazione comunale ma le forze degli abitanti e la partecipazione dei commercianti, compresa la farmacia di quartiere che spesso aiuta praticamente per la cura di Orazio,

riescono a coprire tutto il necessario. Di cani come Orazio purtroppo però ne esistono ben pochi. Molti invece i randagi lasciati al loro destino, il più delle volte dal tragico epilogo. Uno sforzo in più da parte di ogni quartiere potrebbe giovare davvero a questi meticci che in cambio donano tanto amore e riconoscenza.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 06.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno Giovedì 6 settembre 2012

23 Melfi I ladri che hanno rubato la statua della Madonna potrebbero provenire da fuori regione

Cimitero, indagini a tappeto Potrebbe essere un furto su commissione quello consumato nella chiesa del Carmine

MELFI - Potrebbero non essere del posto gli autori del furto della Madonna della Saletta trafugata nella notte tra lunedì e martedì scorso all’interno della chiesa del Carmine ubicata all’interno del cimitero. Sarebbero orientate su questa pista le indagini degli agenti del commissariato di Pubblica sicurezza che mai in passato si sono trovati in presenza di questa tipologia di furto. Precisiamo. In passato il camposanto è stato oggetto di qualche furto di fioriere in rame. Questa volta invece, gli agenti, si sono trovati di fronte a un furto “strano” nella sua dinamica. I ladri, infatti, dopo aver trafugato l’effige, quasi per tentativi hanno cercato di forzare prima l’ingresso dell’imponente cappella della famiglia Lancieri e poi quello della sala morturaria che in città conoscono tutti. Simili furti, assolutamente nuovi per la zona del Vulture, solitamente si commissionano sapendo già dove piazzare la refurtiva, oppure vengono compiuti per scopi prettamente privati. Intanto lo sbigottimento e il dolore della comunità, in particolare i fedeli dell’arciconfraternita del

Presentato il libro: “Il cammino di Marcella”

Genzano, i due milioni di passi per liberare la disabilità

La teca vuota dove era custodita la statua della Madonna (ZENTI)

Carmine, è maggiore perchè qualche settimana fa, una signora che porta il “nome” della Madonna, si era detta intenzionata ad accollarsi le spese per il restauro della statua. Un restauratore, infatti, aveva già effettuato un sopralluogo all’interna della piccola chiesa

ubicata all’ingresso del cimitero. Intanto sono emersi altri particolari del raid notturno. I ladri, infatti, hanno forzato anche l’ingresso degli uffici cimiteriali del custode. E’ molto probabile, infine, che la fuga finale dei ladri con la statua della Madonna nascosta all’interno

Grande successo per la mostra

Nominata Carlomagno

Maschito scopre i suoi tesori

Sopra la spiegazione del parroco che introduce i fedeli alla mostra. Sotto uno dei quadri

MASCHITO - Tra le iniziative di particolare rilievo promosse a Montemilone in questa estate, da ricordare l'inaugurazione della mostra “I Tesori di Montemilone” promossa dalla locale parrocchia, presieduta da don Vincenzo Mossucca. Nella Chiesa del Purgatorio è stato possibile visitare l'esposizione di Arte Sacra “Il tesoro di Montemilone”, un percorso dal 1600 al 1800 tra i tesori appartenenti alla Chiesa di Montemilone, sede vescovile nell'XI secolo.Di rilievo in questa mostra, la pala d'altare del 1700 che è stata benedetta il giorno della solennità dell'Assunzione della Beata Vergine Maria,

da Mons. Ciro Guerra, Cancelliere Vescovile e Direttore Diocesano dei Beni Artistici e Culturali. Prima dell'esposizione di questi arredi sacri, apprezzati da tutta la cittadinanza ed i particolare dai numerosi emigranti, sono intervenuti il prof. Antonello Di Pinto, artista e docente di Materie Plastiche, Pittura e Storia dell'Arte; prof. Antonio D'Amelio, docente ed appassionato di storia locale; il Sindaco Gennaro Mennuti e Don Vincenzo Mossucca, parroco di Montemilone che ha precisato: “Il ricavato dell'iniziativa servirà per il restauro della Chiesa del Purgatorio”. lo. zo.

Cambio di guardia all’Iiss di Venosa

VENOSA - Cambio di guardia all'Iiss “Quinto Orazio Flacco” di Venosa. A dirigere la sezione classica, quella scientifica e la sede aggregata dell'Ipsia del centro oraziano dal 1 settembre è la professoressa Mimma Carlomagno, docente di Latino e Greco, proveniente dal Liceo Classico “N. Carlomagno” di Lauria. Alla nuova dirigente scolastico è stata fatto dono di un mazzo di fiori, come segno di benvenuto. «Speriamo di poter lavorare bene nella terra di Orazio. - ha detto la nuova dirigente - Ho tanta voglia di lavorare e di crescere insieme a voi». A dare il benvenuto anche al nuovo dirigente dei servizi amministrativi, la sig.ra Di Lucchio proveniente da Rionero. E' stata festeggiata anche la prof.ssa Roberta Barbieri per il compimento dei 60 anni. Il nuovo dirigente scolastico, sostituirà il prof. Mario Lasala, che per 5 anni, aveva diretto la scuola cara ad Orazio. Durante la sua reggenza, la scuola si è trasferita dal plesso Troilo al nuovo istituto di via Emilia, costruito dalla Provincia ed inaugurato il 3 maggio scorso.

di sacchi neri adibiti alla raccolta della spazzatura, sia avvenuta lungo un accesso laterale al cimitero dove c’è una porta che si apre facilmente dall’interno del cimitero e che dà proprio nella zona dove si raccolgono i rifiuti. Vittorio Laviano

GENZANO - Il Cammino di Marcella: 2 milioni di passi per liberare la disabilità dall'handicap. È il coraggio di una madre, Anna Maria Rastello, ospite d'onore del gruppo consiliare “Viviamo Genzano”, in occasione dell'evento “Idee in festa”, ad aprirci gli occhi. Se prima quello della disabilità è sempre stato un campo di prevalente competenza medica e specialistica, oggi diviene un problema sociale e politico. Diventasociale perchéla responsabilità del rispetto dei diritti delle persone con disabilità è un fatto che coinvolge tutti, e politico perché chi amministra è chiamato, ad impiegare le risorse in maniera oculata, nell'ottica delle Pari Opportunità. Da Sarzana (provincia di La Spezia) a Col du Somport, percorrendo 1600 km, in 65 tappe, Anna Maria Rastello ha perseguito un solo obiettivo: parlare di come la disabilità possa non diventare

handicap grazie allo sport e all'arte. A seguitodi un incidente stradale, la figlia di Anna, Marcella, ha fatto un volodi28 metridaunponte. Una promessa ha guidato il cuore della madre da quel momento: avrebbe raggiunto a piedi Lourdes se avesse ritrovato la figlia. Una richiesta di grazia esaudita: Marcella fu ritrovata, ma ha riportato una menomazione fisica, la tetraparesi spastica. I frutti di questo cammino interiore e fisico che ha condotto la madre ad aprireun dialogo con le istituzioni italiane e francesi, sono sbocciati in un libro e in un progetto: “Il cammino di Marcella”. «Il vero miracolo di questo cammino-confessa Anna-è stato quello di conoscere e far conoscere persone che hanno raccontato la loro capacità di accettare se stessi e gli altri, amandosi e amando nonostante i propri limiti». an. me.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 06.09.2012

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Matera Giovedì 6 settembre 2012

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REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

Il pediatra che lo cura: «Occorrerà fare un buco nella pancia». Il nonno: «Scriveremo a Napolitano»

Una sentenza contro Daniele Il Tar di Brescia dice no alle cure con staminali per il bimbo colpito da Niemann Pick SEMBRANO non essere serviti a nulla gli ultimi due anni di lotta e di sacrificio dei genitori di Daniele Tortorelli, il bambino di 5 anni colpito dalla sindrome del metabolismo più conosciuta come malattia di Niemann Pick. La decisione del tribunale di Brescia (che ha espresso il suo no alla possibilità di proseguire la cura con infusioni di cellule staminali della Stamina Foundation) segna un freno che rischia di essere fatale per le sorti del piccolo. Il pediatra Marino Andolina annuncia: «La legge è difficile ma la lotta continua». Andolina, che ha in cura il bambino che vive con i nonni a Matera, ha rivolto un appello «Al ministro: credo debba mettere a posto il decreto Turco, che è una legge indubbiamente difficile». Il pediatra ha già sentito i genitori di Daniele: «Deglutisce male, se la terapia non sarà immediata occorrerà fare un buco nella pancia e impiantare un catetere. È in pericolo di vita». Andolina ha sottolineato che «il cambio ai vertici dell’Aifa ha cambiato il parere su questa vicenda». «Il giudice ha detto di no all’urgenza perchè non competente; per il resto – ha aggiunto – ne parliamo tra sei mesi, a gennaio, la lotta continua. Trasferendo però tutto al giudice civile ora le famiglie in lista di attesa dovranno prendersi un avvocato per ricorrere in forza dell’art. 700, come hanno fatto i genitori di Celeste. I genitori della piccola e di Smeralda Camiolo avevano presentato ricorso che, anche in questo caso, era stato respinto. A favore delle due bambine, però, si erano pronunciati i i giudici di Venezia e Catania, quindi le piccole avevano potuto proseguire le cure. Diversa e drammatica, invece, la situazio-

LA STORIA Due anni fa era già intervenuto il Capo dello Stato

Il piccolo Daniele Tortorelli in braccio alla mamma, nel 2010

ne di Daniele Tortorelli che ad oggi non potrà continuare le infusioni delle cellule della Stamina Foundation. Il nonno del piccolo, Vito, annuncia: «Pensiamo di fare ricorso contro la sentenza del Tar della Lombardia e di scrivere di nuovo al Presidente della Repubblica: Daniele non può essere abbandonato». Tortorelli è lapidario: «Siamo delusi, ma non vogliamo arrenderci».

La storia del piccolo Daniele aveva commosso l’Italia già nel maggio di due anni fa quando la mamma del piccolo scrisse al presidente Napolitano per chiedergli di intervenire contro il rifiuto dell’Irccs Burlo Garofalo di Trieste che non aveva voluto curare il bambino con cellule staminali. Le carte bollate serviranno a salvargli la vita? matera@luedi.it

NELL’AGOSTO del 2010 il caso di Daniele Tortorelli aveva dato speranza a tanti malati. Il piccolo, che all’epoca aveva tre anni, era stato il primo a poter essere curato per la malattia genetica che lo aveva colpito (la Niemann Pick), grazie alle cellule staminali del padre congelate. Il piccolo era stato curato all’estero, dando buoni segnali di ripresa. La necessità di proseguire le cure in Italia e il problemi burocratici, però, avevano segnato uno stop e così, grazie all’iniziativa della mamma, Anna, si era mosso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che attraverso il ministero della Salute che aveva sbloccato la situazione. «Siamo intervenuti - avevano spiegato i vertici del dicastero - perchè non c’erano alternative». La mamma di Daniele infatti aveva chiesto al Capo dello Stato per chiedergli di autorizzare l’ospedale Burlo di Trieste a curare il figlio. A Napolitano la donna aveva chiesto «Un intervento urgentissimo che imponga alla direzione dell’ospedale di riprendere l’espansione in vitro delle cellule congelate del padre e la loro infusione a Daniele, prima che sia troppo tardi, considerando che avrebbe già ripreso la cura nei primi giorni del 2010». Il problema principale, infatti, era rappresentato dalla legge italiana che impedisce che si possa intervenire, se non in casi estremi, con cellule staminali adulte. All’epoca i sanitari spiegarono che il trapianto di staminali adulti avvenne prima al Burlo di Trieste con il prelievo dal padre e poi al San Gerardo di Monza dove le cellule furono “moltiplicate” per poter aiutare il piccolo.


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Potenza Giovedì 6 settembre 2012

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

La Chrysler era parcheggiata in un piazzale poco distante da Courmayeur

Ritrovata l’auto di Allegretti Una notte trascorsa sul lago di Como. Il cellulare ha agganciato una cella in Francia SI tinge sempre più di giallo la scomparsa di Mario Allegretti, 39 anni, direttore del Patronato Acli di Potenza, di cui non si hanno più notizie dal 16 agosto scorso. La sua auto, una Chrysler Voyager di colore nero, è stata ritrovata in un piazzale che si trova in località La Palud, a Courmayeur. Ai familiari, prima di partire per le ferie, aveva detto che sarebbe andato in vacanza in Valle d’Aosta, nella zona del Monte Bianco, insieme ad alcuni amici anche se oggi si è scoperto che l’uomo poi è partito da solo. La decisione di recarsi in un luogo di montagna era dovuta al fatto che Mario Allegretti soffre di una patologia alla tiroide e i medici gli avevano sconsigliato di recarsi in una località marittima. Nessuno sa dire con sicurezza se Mario abbia portato con sé i farmaci necessari prescrittigli per il suo problema tiroideo. Dal giorno della partenza sia i familiari che gli amici e i colleghi di lavoro, compreso il presidente Acli di Potenza, Gennaro Napodano, non hanno più avuto notizie di Mario. E a nulla sono valse le telefonate sul suo cellulare. A ogni chiamata inesorabile scattava “l’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile o il telefono potrebbe essere spento”. I carabinieri che stanno conducendo le indagini hanno, però, scoperto che il cellulare di Mario Allegretti avrebbe agganciato una cella telefonica in territorio

L’auto ritrovata dai carabinieri in località La Palud, a Courmayeur (la foto è presa dal sito di “Aosta oggi”). A destra Mario Allegretti

francese. Indizio questo che potrebbe fare pensare a due cose: o il potentino dalla Valle d’Aosta si è spostato in Francia o che si sia trovato in una zona lungo il confine. In ogni caso il trentanovenne potentino non ha contattato né i genitori, né nessuno dei parenti. Mario Allegretti sarebbe dovuto tornare a Potenza prima della fine di agosto perché aveva delle scadenze lavorative da portare a termine. Il fatto che Mario, così rigo-

roso e preciso, non solo non si è presentato sul posto di lavoro ma non ha neanche avvisato nessuno ha insospettito tutti. E così una cugina, preoccupata per il mancato rientro e per l’assenza di notizie, ha deciso di pubblicare su Facebook la foto di Mario e la sua descrizione chiedendo a chiunque di fornire informazioni utili a rintracciarlo. Poi è stata presentata una denuncia per allontanamento volontario ai Carabinieri di Po-

tenza che hanno coinvolto subito i colleghi della Valle d’Aosta. Gli uomini dell’Arma si sono subito attivati e così hanno scoperto che dopo ferragosto, nella notte tra il 16 ed il 17, Allegretti avrebbe soggiornato in un albergo sul lago di Como, come è risultato dai movimenti del bancomat. Il giorno seguente, è stato effettuato un altro prelievo, questa volta in Valle d'Aosta. I Carabinieri che stanno condu-

Gli abitanti di contrada Botte hanno raccolto 400 firme per bloccare le installazioni

«Basta con tutte queste antenne»

L’amministrazione comunale non deve rilasciare più nessuna autorizzazione SONO circa 400 le firme, raccolte tra i residenti di contrada Botte, per fermare la velocissima costruzione di antenne telefoniche o ripetitori per i canali televisivi. La zona, che si trova alle porte del capoluogo, già da tempo è piena di antenne di ogni tipo. Contrada Botte, tra l’altro, è la contrada con il maggior numero di residenti tutti indignati «per la velocità e la mancanza di avvertenze - si legge in una nota - con le quali le antenne in maniera incontrollata stanno sorgendo a pochi metri dalle abitazioni». Le firme raccolte saranno presto inviate alle istituzioni e in primis al Comune di Potenza, affinché «non rilasci più alcun provvedimento che autorizzi ulteriori installazioni». Non solo. le firme verranno anche inviate all'Arpab affinché «intervenga a tutela della salute degli abitanti». Intanto la Telecom sta offrendo ai suoi abbonati che vivono a contrada Botte «un mese di prova gratis a velocità internet superiori a quelle normali». I residenti sono tutti d’accordo nel «non volere l'incremento della velocità già per altro sufficiente, se questo comporta l'installazione di nuove antenne nei pressi delle proprie abitazioni». Una ricerca olandese sugli effetti dei campi elettromagnetici, condotta già alcuni anni fa dal Tno (Netherlands organization for applied scientific research), ha conferma i rischi per la salute dei cittadini.

Una ricerca che, dati alla mano, ha dimostrato come i soggetti, che si trovano nelle immediate vicinanze di campi elettromagnetici, lamentino continui mal di testa, nausea, vertigini. Come se non bastasse «nessuna società d'assicurazione - hanno fatto sapere i 40 firmatari - è disposta ad assicurare le imprese che producono cellulari perché il rischio che un domani un utente, o i suoi eredi, possa fare causa per danni è giudicato incalcolabile. Gli assicuratori preferiscono andare sul sicuro. Le compagnie assicurative sono già rimaste scottate dall'amianto che, negli anni Settanta, veniva usato a tonnellate per rendere sicuri i palazzi contro gli incendi, perchè tutti sostenevano che fosse assolutamente innocuo» e oggi invece si è rivelato dannoso per la salute.

L’ultima antenna installata a contrada Botte

LA SEGNALAZIONE

Bucaletto, porticati utilizzati come officina PORTICATI utilizzati per parcheggiare auto che vengono poi smontate al fine di recuperare pezzi che possono magari diventare ricambi per altre auto. Questo è quanto accade sotto una delle due nuove palazzine di Bucaletto (come si nota dalla foto di Andrea Mattiacci) appena terminate e già abitate da molte famiglie. Ma il fatto che quei porticati vengano utilizzati da uno dei condomi-

ni come se fosse un’officina meccanica non va giù agli altri inquilini. Non solo perché costretti a fare la gimcana prima di raggiungere il portone ma soprattutto perché sono da ostacolo per i bimbi che ci vorrebbero poter giocare tranquillamente. Cosa che non è possibile vista la presenza non solo delle auto ma anche dei rottami che rimangono a terra. E non sono mancati i casi di bimbi che si sono fatti male.

cendo le indagini senza tralasciare nulla tengono sotto controllo i movimenti del conto bancario e il traffico telefonico del suo cellulare . La notizia del ritrovamento della macchina è stata anche riportata sul sito della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Sito che ha pubblicato anche la foto di Mario Allegretti con tutti i suoi dati. Alessia Giammaria a.giammaria@luedi.it

All’istituto “Nitti”

Educazione fisica Conferenza di servizio SI terrà oggi nell’Aula Magna dell’Istituto “Nitti” la conferenza di servizio rivolta ai dirigenti scolastici e ai docenti di Educazione fisica degli istituti secondari di primo e secondo grado del capoluogo e del VultureMelfese (per Matera e provincia l'incontro si è svolto lo scorso 5 settembre, mentre domani si terrà a Marsico Nuovo per le scuole della Val D'Agri e del Lagonegrese). A organizzare la conferenza di servizio l’ufficio d’Ambito territoriale per la Provincia di Potenza, coordinamento per l'Educazione fisica e sportiva (presieduto da Donato Castronuovo). Argomento all’ordine del giorno la presentazione dell’attività sportiva scolastica 2012-2013. Il programma prevede anchela discussione dei progetti di collaborazione Coni-Miur sull’alfabetizzazione motoria, “Giocosport” e “Giochi della gioventù”. Seguirà la presentazione dei “Giochi sportivi studenteschi” per l’anno scolastico 2012-2013. Tra le novità è prevista l'iscrizione ai giochi sportivi studenteschi via on-line. Ogni scuola sarà dotata di una password personale. La presentazione delle attività promozionali e collaborazioni con il territorio (Motor france, Coppa Speranza Fiat, MiniOlimpiadi) completeranno questa ricca mattinata sportiva. lo.zo.


Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it

Anno 2 Numero 173 del 05.09.2012

Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155

Ieri incontro a Venezia col presidente De Filippo per promuovere il binomio vincente cinema e turismo

Buona la prima

Il governatore ha ricordato la prossima istituzione della Film commission Basilicata cinematografica

Dal Lido riparte la sfida per Matera capitale della cultura nel 2019 Viti in Laguna: La città dei Sassi conta su larghe e diffuse solidarietà in Italia e all’estero e sull’unità delle comunità lucane

La Basilicata sbarca al Lido di Venezia alla sessantanovesima edizione del Festival del cinema. Intervenendo all’incontro sul tema “Basilicata, terra di cinema. Sapori e visioni”, il presidente della Regione, Vito De Filippo, ha colto l’occasione per parlare della prossima istituzione di Film commission e di tante altre novità in cantiere.

“La Basilicata - ha detto il governatore - è diventata un set cinematografico en plein air grazie ai paesaggi che regalano emozioni agli spettatori. “Attraverso i prodotti cinematografici e multimediali - ha aggiunto De Filippo - si farà conoscere a un pubblico più vasto anche il patrimonio artistico e ambientale della Regione”.

L’assessore Viti al Festival del cinema a Venezia ricorda la candidatura di Matera a capitale europea della cultura nel 2019. “La città - ha detto Viti - si sta giovando di larghe e diffuse solidarietà sia in Italia che all’estero e pò contare su una forte unità fra tutte

le comunità della regione lucana”. L’assessore, infine, si è detto disponibile a organizzare a Matera un simposio di giornalisti e scrittori italiani e stranieri che conoscono il capoluogo che consolidi la candidatura della città e ne faccia valere l’irripetibile valore. •A PAG. 2

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Uno scorcio di Aliano

Un cantiere

Patrimonio edilizio da riqualificare

L’assessore Mazzocco audita in commissione

Foresta della Grancia. Brindisi di Montagna

La luna e i calanchi Festival ad Aliano Da sabato una settimana con la cultura

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Borsa del Turismo Rurale al via

Quattro giorni a spasso nella Basilicata

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La vecchia facoltà di Agraria si tinge di nuovo. Parte la scuola di Scienze forestali, alimentari e ambientali

Un registro per le coppie di fatto anche a Matera. Appello del segretario cittadino di Futuro e libertà, Olivieri

Previsti due corsi internazionali in tecnologie ambientali e viticoltura e ambiente

Il coordinatore del partito di Fini auspica un dibattito sereno e senza imbarazzi

Si amplia la scelta per le matricole di questo nuovo anno accademico dell’Università degli Studi della Basilicata. Tre corsi nella formula triennale più magistrale: Scienze Agrarie, Scienze Forestali e Scienze Alimentari più

Tiene banco anche a Matera il dibattito sulle coppie di fatto. Il segretario cittadino di Futuro e libertà, Giuseppe Olivieri, chiede un registro per le coppie che convivono senza unirsi in matrimonio. Olivieri in una nota

due corsi magistrali volti all’internazionalizzazione delle competenze in food sciences, per la tecnologia della trasformazione degli alimenti o in viticoltura e ambiente, per approfondire e innovare le tecniche di coltura.

La Gazzetta del Mezzogiorno

sottolinea, inoltre, quanto sia costoso “affrontare il matrimonio classico”. Il coordinatore materano del partito di Fini conclude chiedendo “una piccola riforma a costo zero per godere di diritti elementari e amministrativi”.

Il Quotidiano della Basilicata


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Basilicata Mezzogiorno

La conferenza è stata un’occasione molto importante per presentare la Fondazione lucana Film commission di prossima istituzione e le tanto attese novità in cantiere La Basilicata protagonista a Venezia alla sessantanovesima edizione del Festival del cinema

Un set a cielo aperto

De Filippo in laguna esalta i paesaggi lucani “che ragalano emozioni” “Basilicata, terra di cinema. Sapori e visioni”. E’ il tema dell’incontro di ieri a Venezia, dove è in corso la 69ma edizione del Festival del cinema, al quale ha partecipato il presidente della Regione, Vito De Filippo. “La Basilicata - ha detto De Filippo - è diventata un set cinematografico en plein air gra-

zie ai suggestivi paesaggi che regalano emozioni agli spettatori. Diverse le pellicole girate sul nostro territorio, indice che le bellezze naturali della nostra terra sono sempre più apprezzate da registi e attori. Per questo il binomio cinema e turismo è un’opportunità per creare un circuito economico

virtuoso, dando lavoro a tante figure professionali che contribuiranno a confezionare prodotti di qualità”. Il presidente ha colto l’occasione di un contesto così importante per parlare di Film Commission, composta dalla Regione Basilicata, le due Province, e i due capoluoghi, Potenza e Matera. “Esperti di

alto profilo - ha affermato - hanno lavorato allo Statuto, contribuendo con idee e esperienze a mettere a punto un modello che possa contribuire a dotare la Basilicata di uno strumento operativo importante per promuovere e sostenere le produzioni di opere cinematografiche, televisive, audiovisive

e pubblicitarie italiane ed estere nella nostra Regione”. Un’occasione, secondo il governatore, per far conoscere a un pubblico più vasto anche il patrimonio artistico e ambientale della Basilicata. “Le esperienze di associazioni e privati che in questi anni hanno costellato le serate estive dei festival final-

mente - ha detto ancora De Filippo - saranno messe a sistema”. Concludendo, De Filippo ha ricordato che la Film Commission è propedeutica anche alla candidatura di Matera a capitale europea 2019: “La città dei Sassi è la location che ha proiettato la Basilicata nell’industria cinematografica”. (Bm4)

mission”. Nella serata evento di ieri sono stati presentati il Festival itinerante per filmmaker “Cinemadamare” di Franco Rina, i laboratori creativi e le diverse iniziative previste per Matera capitale europea nel 2019 e nel resto della regione. Oltre a Viti e al presidente della Basilicata, De Filippo, erano presenti il direttore generale del ministero

dello Sviluppo economico, Alberto Versace, il presidente e il vice presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra e Franco Fiore, il direttore dell’ Apt, Gianpiero Perri, il presidente del Gsl “La cittadella del sapere”, Nicola Timpone, il direttore del festival Cinemadamare, Franco Rina e i rappresentanti della Palomar film production. (Bm4)

Una grande sfida attende Matera Al Lido si ricorda la candidatura della città dei Sassi a capitale europea della cultura nel 2019 La candidatura di Matera a capitale europea della cultura nel 2019 conta “su larghe e diffuse solidarietà sia in Italia che all’estero e può contare su una forte unità fra tutte le comunità della regione lucana. Ciò la impegna a rappresentare un punto alto, simbolicamente ed effettualmente, per una regione che deve ritrovare fattori di coesione e di tenuta in

Ieri serata evento per presentare il festival itinerante Cinemadamare e i laboratori creativi

un momento difficile”. Lo ha detto a Venezia l’assessore al Lavoro, Vincenzo Viti, il quale ha anche sottolineato come si renda peraltro urgente “dare il segnale di una rinnovata presa di coscienza che è chiamata ad esercitare la classe dirigente della città, manifestandosi degna della scommessa nella quale Matera è impegnata”. Viti, inoltre, partecipando a una tavola rotonda organizzata dal presidente del cineclub lucano “De Sica”, ha dato la disponibilità a organizzare nella città dei Sassi un simposio degli scrittori e dei giornalisti italiani e stranieri che conoscono Matera quale laboratorio delle scienze sociali e della cultura urbanistica collocato nel cuore della “regione euromediterranea”, che con-

L’assessore Viti disponibile a organizzare un simposio nel capoluogo di scrittori e giornalisti Una veduta notturna dei Sassi

solidi la candidatura del centro e ne faccia valere l’originalissimo e irripetibile valore. Intanto, l’Azienda di promozione turistica della Basilicata, ha ricordato che la presenza a Venezia nel prestigioso contesto della sessantanovesima edizione del Festival del cinema “si inserisce nella strategia di promozione territoriale tesa a valoriz-

zare la Basilicata come terra di cinema. Qualificato da oltre 40 produzioni cinematografiche realizzate in regione dai più importanti registi italiani ma non solo e dal recente successo del film “Basilicata coast to coast”, il territorio lucano si dispone a catturare l’interesse di nuove produzioni nazionali ed internazionali attraverso la Film Com-


Cultura dell’accoglienza

per fare la pace La Città della Pace per accogliere i bambini rifugiati delle zone di guerra e le loro famiglie diventa realtà in Basilicata grazie al sostegno del premio Nobel per la pace Betty Williams e alla testimonianza di Sua Santità il Dalai Lama www.fondazionecittadellapace.it

Il presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo, Sua Santità il Dalai Lama e il premio Nobel Betty Williams a Matera per il lancio della Città della Pace

a cura dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale

www.regione.basilicata.it


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Basilicata Mezzogiorno

Un festival organizzato dal Comune e dal Parco letterario Carlo Levi per ravvivare il dibattito culturale

Aliano cenacolo di studiosi

Un anno di azioni paesologiche per dar vita a un nuovo umanesimo delle montagne “La luna e i calanchi” Il programma Sabato 8 settembre ‘12 Ore 10.00 Note d’avvio presso la casa di Carlo Levi Ore 11.00 Passeggiata comunitaria tra i calanchi accompagnata da Bruno, Petrocelli, Pontrandolfo Ore 13.00 Buffet a base di prodotti tipici Ore 14.30 Visita ai luoghi leviani Ore 15.30 Auditoriun comunale Presentazione del festival Franco Arminio, paesologo Luigi De Lorenzo, sindaco di Aliano, Vito De Filippo, presidente Regione Basilicata Presentazione dei laboratori Nicola Flora, architetto, Pietrantonio Arminio, scultore Ore 16.30 Parlamenti comunitari 0re 18.30 Piazza S. L. Gonzaga Canti storie letture Arminio, Bruno, Petrocelli, Pontrandolfo

Un festival che celebra Aliano, la sua identità, la sua storia e il suo paesaggio. “La luna e i calanchi”, così si chiama l’evento organizzato dal comune di Aliano e dal Parco letterario Carlo Levi, raccoglie intorno ad un intero paese il meglio delle tensioni civili e artistiche del Mediterraneo, con particolare attenzione ai fermenti della Basilicata e delle regioni vicine. Il festival, ideato e curato da Franco Arminio con il patrocinio della Regione Basilicata, del Programma operativo Val d’Agri, dell’Apt, prevede un anno di azioni paesologiche nel corso del quale poeti, politici, geografi, architetti, studenti, contadini, urbanisti, musicisti, attori, artigiani, artisti, fotografi, registi, pensatori dei luoghi, tutti insieme danno vita ad un nuovo umanesimo delle montagne. Aliano da luogo di esilio a luogo di accoglienza. In questo caso non si accoglie solo uno scrittore, Franco Arminio, ma la sua particolare disciplina, la paesologia, una disciplina

Uno scorcio di Aliano

di confine, proprio come il territorio alianese. Una prima azione si chiamerà Sette giorni ad Aliano, durante i quali sei artisti di fama e sei esordienti saranno ospitati per una settimana secondo uno schema che prevede un’ospite al mese. Fotografi, scrittori, pittori, registi, musicisti verranno a lavorare ad Aliano e lasce-

ranno la traccia del loro passaggio nel paese. La seconda azione si svolgerà in due momenti diversi dell’anno e prevede interventi artistici, musicali, letterari, cinematografici, teatrali, uniti a interventi di carattere materiale sul paese e sul paesaggio. Ci saranno laboratori di arte-territorio (laboratorio rurale) e

Dalle Dolomiti alla Grancia un’avventura dalle tinte europee

Al via la seconda edizione della Borsa del turismo rurale di Basilicata. L’evento progettato in formula itinerante prevede tour di conoscenza fino al 6 settembre E’ iniziata ieri con l’arrivo nella Città dei Sassi di 30 buyer, la seconda edizione della Borsa del Turismo Rurale di Basilicata organizzata e gestita dal Gal Bradanica, dal Piot ‘Feudi Federiciani’ e dall’Apt Basilicata. L’evento progettato in formula itinerante prevede educational tour di conoscenza dei territori coinvolti, due workshop tra la domanda e l’offerta turistica, oltre a momenti di riflessione e dibattiti sull’evoluzione della domanda turistica con particolare riferimento al turismo rurale e a degustazioni e percorsi enogastronomici. Fino al 6 settembre Matera e la sua collina con gli antichi e suggestivi borghi dell’area del Gal Bradanica, insieme al Parco Murgia ed all’Oasi Naturalistica del Wwf di

San Giuliano saranno visitati dai responsabili commerciali di Cral ed agenzie di viaggio di diverse regioni italiane, ma anche da tour operator danesi,

sempre più inteso e percepito come paesaggio culturale. Dopo il workshop del 6 settembre che si terrà a Miglionico a partire dalle 9.30 dove più

I Sassi di Matera

francesi ed ungheresi particolarmente interessati al prodotto Basilicata legato alla ruralità e ad un turismo che si posiziona sui segmenti natura cultura

di 70 seller incontreranno con appuntamenti “one to one” i buyer selezionati, l’evento si sposterà nel potentino con la visita alle Dolomiti Lucane, al Parco

della Grancia, al Castello di Lagopesole ed in altri centri dell’area Piot “Feudi Federiciani”. “La borsa - ha dichiarato il presidente del Gal Bradanica Leonardo Braico- , rappresenta un interessante laboratorio di sinergia costruttiva tra pubblico e privato e tra le divere aree vocazioni che hanno individuato prodotti e servizi legati alla cultura rurale ma che necessitano, in un mercato turistico sempre più globale e competitivo, di essere veicolati e quindi promo commercializzati in una logica unitaria come prodotto Basilicata. Grazie al costante lavoro dell’Apt - ha concluso Braico - la Basilicata è finalmente entrata nell’immaginario della domanda turistica, come nuova ed accattivante destinazione.” (Bm6)

architettura-paesologica (camere d’aria e linee d’ombra), rispettivamente curati da Pietrantonio Arminio, docente dell’accademia di belle arti di Napoli e Nicola Flora, docente di architettura ad Ascoli Piceno. “La luna e i calanchi” è un festival che non si esaurisce con la mera esibizione degli artisti fine a se stes-

sa. Ad Aliano si viene per costruire una nuova comunità intellettuale che parli non solo alla Lucania e al Sud, ma all’Italia intera e all’Europa, una comunità che intreccia varie arti tra di loro e poi le mescola con il paesaggio e con chi lo abita. Il centro dell’intervento è il paesaggio inoperoso dei calanchi. Un luogo di grande suggestione, miracolosamente scampato a qualunque forma di speculazione. E la suggestione ovviamente è anche legata ai luoghi vissuti da Levi, a partire dalla sua abitazione, ma anche ai dintorni: non lontano da Aliano c’è Craco e c’è la bellissima costa ionica. “La luna e i calanchi” è il tentativo di coniugare arte e ambiente in un connubio non asservito alle logiche del puro consumo culturale. L’idea innovativa risiede nella possibilità che la popolazione, gli artisti invitati e i visitatori del festival intraprenda una esperienza di vita nuova capace di infondere fiducia nella quotidianità dei piccoli paesi. (bm7)

Un viaggio slow nella Val d’Agri Alla scoperta del Parco dell’Appenino Lucano lungo le antiche vie Francigene Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Parco dell’Appennino Lucano Domenico Totaro per l’iniziativa del Wwf “Storie in cammino: itinerari sulle Vie Francigene L’Oasi Wwf di Pignola della Val d’Agri”, il viaggio slow che ha portato quindici turisti a percorrere il Parco lungo le antiche vie Francigene. Dall’oasi Wwf di Pignola, alle sorgenti di Fossa Cupa, fino ai santuari della Madonna del Monte Saraceno di Calvello e della Madonna di Viggiano, toccando poi gli antichi scavi di Grumentum, Sarconi, paese del rinomato Fagiolo IGP, e la suggestiva sede del Parco ospitata nel complesso monumentale dell’ex convento delle Benedettine di Marsico Nuovo. “Iniziative come queste fanno bene al Parco - ha commentato il presidente Totaro -, essendo utili ad attivare un circuito virtuoso di turismo ecocompatibile, rispettoso dell’ambiente e volano di un indotto economico capace di attivare una filiera turistica che vede lavorare in armonia le guide del Parco, albergatori e ristoratori, aziende di prodotti tipici e altri operatori del settore. Eventi di questo genere - ha concluso il presidente - sono necessariamente da riproporre e da far conoscere ad un pubblico più ampio. E’ una lodevole iniziativa da riproporre.” (Bm6)


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Riqualificare l’edilizia sostenendo l’economia L’assessore Mazzocco, audita in III commissione consiliare, ha parlato di modifiche al testo di legge necessarie per lo sviluppo del territorio Riqualificare il patrimonio edilizio esistente per contribuire allo sviluppo economico della Basilicata. E’ l’intenzione espressa dall’assessore all’Ambiente e Territorio, Vilma Mazzocco, in terza commissione consiliare permanente riunitasi ieri mattina. Al centro dei lavori della commissione Attività produttive, presieduta dal consigliere regionale Giannino Romaniello (Sel), vi è stata infatti l’audizione dell’esponente del governo lucano sul disegno di legge, d’iniziativa della giunta regionale, che detta modifiche alla legge regionale n.25 del 2009 concernente “Misure urgenti e straordinarie volte al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”. L’assessore ha precisato che “il testo da tenere presente e, pertanto, valido da subito per il dipartimento è quello ultimo, frutto del lavoro congiunto tra lo stesso dipartimento e la commissione di merito, datato giugno 2012”. “Le modifiche al testo normativo - ha precisato Mazzocco - sono finalizzate allo sviluppo dell’economia lucana per quanto riguarda il settore dell’edilizia, anche con la sempli-

Basilicata Mezzogiorno

“Risk management” Un corso di formazione a Tramutola I problemi degli errori in sanità saranno al centro del seminario rivolto a personale infermieristico e medico

Settore medico

ficazione della normativa urbanistica regionale”. Previste, infatti, modifiche anche alla legge regionale n.23 del 1999 concernente la “Tutela, Governo ed Uso del territorio”, nonché alla legge regionale n. 37 del 1996 su “Procedure per l’approvazione degli strumenti attuativi in variante agli strumenti urbanistici generali”. Da rivisitare, inoltre, la “Disciplina transitoria delle procedure di approvazione degli strumenti urbanistici di attuazione”.

Oggetto di discussione sono stati i primi articoli emendati dai componenti della commissione e riguardanti le finalità e gli interventi di ampliamento del patrimonio edilizio esistente. L’illustrazione degli altri emendamenti, dopo il necessario approfondimento degli uffici competenti, proseguirà nelle prossime sedute della commissione. L’assessore Mazzocco si è detta “disponibile ad accogliere gli approfondimenti per giungere ad un testo pie-

namente condiviso”. Ai lavori hanno partecipato anche il direttore generale dell’assessorato, Donato Viggiano, il dirigente dell’ufficio Urbanistica e tutela del territorio, Domenico Ragone ed il funzionario, Vincenzo Loisi. Oltre al presidente Romaniello, erano presenti i consiglieri Straziuso e Robortella (Pd), Gaudiano (Gruppo misto), Singetta (Api), Mollica (Mpa), Navazio (Ial), Scaglione (Pu), Vita (Psi), Castelluccio (Pdl). (bm7)

Il prossimo 8 settembre presso il C.I.M. di Tramutola (Ex Asilo “Spolidoro Lenni”) si terrà un corso di formazione organizzato dalla Federazione nazionale Collegi infermieri e dalla Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri dal titolo: “L’Audit clinico”. Il corso, rivolto al personale infermieristico e di supporto, tratta argomenti del risk management (il problema degli errori in sanità) che sono di grande attualità e verso i quali è rivolta l’attenzione delle organizzazioni sanitarie al fine di garantire cure sicure. L’Audit clinico è uno degli strumenti principali per il miglioramento della qualità professionale, e rappresenta un processo ciclico di miglioramento nella dimensione tecnico-professionale della qualità delle cure basato sulla revisione sistematica della documentazione clinica. Gli obiettivi sono: migliorare la pratica, produrre reali benefici nella cura del paziente e nella fornitura di servizi, fornire garanzie sulla qualità dell’assistenza mediante applicazione delle migliori pratiche evidence-based; ascoltare i pazienti, comprendere e dare risposta alle loro aspettative, sviluppare linee guida o protocolli locali, ridurre al minimo errori o danni ai pazienti e ridurre i reclami. Attraverso questo momento formativo si vuole pertanto dare la possibilità di comprendere una metodologia di lavoro attraverso la quale imparando dalle esperienze e attraverso l’attuazione del piano d’azione si produrranno vantaggi sia per la persona assistita, poiché è favorita la fiducia nella sicurezza e nella qualità della cura erogata, sia per gli operatori sanitari, perchè permette di acquisire competenze e riconoscimento professionale.

Dal Consiglio Card carburanti Autilio (Idv)

Campus universitario Macchia Romana Santochirico (Pd)

Affreschi cappella Brienza Vita (Psi)

“L’invio da parte di Poste Italiane della card carburanti ma senza alcuna disponibilità economica per utilizzarla, suona come l’ennesima beffa di beneficio dal petrolio lucano”. Autilio ha sollecitato i presidenti della Regione De Filippo e dell’Anci Santarsiero impegnati a Roma in un ncontro sul futuro di una ventina di uffici postali lucani, a “far pesare nella trattativa i guadagni che Poste Italiane ha realizzato con l’emissione e l’invio della card carburanti agli automobilisti lucani”.

Il consigliere regionale del Pd invoca l’adozione di “un modulo collegiale che consenta il continuo monitoraggio dei lavori per il campus universitario di Macchia Romana che si stanno per avviare o riprendere, per assicurarne la puntuale esecuzione”. “E’ ormai prossima la consegna dei lavori di riconversione a studentato del padiglione Stella dell’ ex ospedale. Il presidente De Filippo, l’assessore Mancusi e l’assessore Viti, e, nello specifico, l’istruzione universitaria, adottino un modulo collegiale che consenta il meticoloso monitoraggio dei lavori che si stanno per avviare o riprendere”.

“Il preoccupante stato di conservazione del ciclo pittorico della Cappella di Santa Maria degli Angeli a Brienzasollecita un urgentissimo intervento da parte della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata e del comune di Brienza”.A sostenerlo è il capogruppo del Psi in Consiglio regionale Rocco Vita sottolineando che “è una delle principali testimonianze artistiche del territorio lucano d’età moderna”.

Idrocarburi Rosa(Pdl) “Il Popolo della Libertà ha visto bene riguardo la questione idrocarburi e la moratoria sulle estrazioni, la cartina di tornasole sono le dichiarazioni del senatore Digilio. Non avendo una linea politica il senatore Digilio discetta sulle posizioni altrui”. Rosa ha sottolineato che “Digilio poteva evitare una battuta infelice come quella del ‘Pdl che si schiera apertamente con le compagnie petrolifere e con il Ministro Passera che vuole mani libere per trivellare il sottosuolo lucano’ in quanto mai nessuno e neanche il senatore Viceconte in seno al coordinamento provinciale, ha sostenuto questo”.

Formazione a distanza Navazio (Ial) Il consigliere Alfonso Ernesto Navazio ha presentato un’interrogazione con la quale chiede al Presidente De Filippo il perché,” la Giunta ha deciso di ridurre la quota di attività formativa a distanza dal 60 al 30 % del monte ore complessivo in aula”. “Un atto che comporta, per le imprese, la fine del progetto imprenditoriale oltre che la fine del proprio lavoro dal momento che nessuno studente potrà mai pensare di frequentare un corso con una simile quota di frequenza a distanza”.

Maltempo Napoli (Pdl) “Sono bastate poche ore di maltempo, qualche nubifragio e accenni di mareggiate per riportare in evidenza le gravi carenze infrastrutturali che pesano sulla tutela del territorio lucano. Un territorio, il nostro, che geologicamente è esposto a grandi rischi per fronteggiare i quali non è mai stato progettato un piano di interventi. Inascoltati gli appelli di quanti da anni chiedono alla Regione di intervenire”. “Quello che colpisce in queste ore è il silenzio della politica, quello della Giunta De Filippo in primis, che sembra vivere in un contesto che esula dall’attualità e dalle emergenze.


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.09.2012

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12 Primo piano

Basilicata Mezzogiorno

Mercoledì 5 settembre 2012

De Filippo al Lido stringe contatti con la Palomar Le iniziative di Riina e di Lostaglio. L’incontro con Gianni Amelio L’assessore regionale Vincenzo, Alberto Versace, direttore generale del ministero dello sviluppo economico, il presden presidente Vito De Filippo, Franco Riina, Nicola Timpone, presidente del Gal “la cittadella del sapere”, Carlo Degli Esposti, patron della Palomar e il direttore Apt, Giampiero Perri

di PARIDE LEPORACE La Basilicata al Lido di Venezia incuriosisce perche' poco conosciuta. Come una farfalla che attua la metamorfosi si appresta a demolire, lentamente, i luoghi comuni che per lungo tempo l'hanno vista terra di cafoni e contadini. In questa sorta di non luogo veneziano che si trasforma tra agosto e settembre in una capitale del glamour, della cultura e dello spettacolo, all'improvviso sono arrivati i lucani a popolare questo variopinto mondo che muove anche economia e denari. Resto quasi trasecolato quando prendo il seguitissimo Venenews, bollettino quotidiano della mostra, subito mi risalta l'ultima di copertina che promuove l'evento delle serata "Basilicata terra di cinema". Nelle pagine interne tra i registi coreani e Peter Brook ti vedo la foto di Nicola Timpone, presidente del Gal “La cittadella del sapere”, che in un'intervista magnifica la sua regione come set delle meraviglie. Nelle pubbliche relazioni si comincia ad avere una discreta esperienza che piazza i colpi giusti al momento giusto. Arrivo sulla darsena e vedo che le telecamere della Rai stanno intervistando Giampiero Perri, che con l'Apt coniuga bene molte declinazioni del cineturismo. Negli ampi spazi del sontuoso Excelsior, uno dei luoghi principali della mostra, Perri s'intrattiene con diversi protagonisti di questa fauna cinematografara e produttiva (qualcuno spesso dimentica che il cinema e' industria). Perri mi riferisce che a Roma l'altra sera il concerto di Rita Marcotulli che ha eseguito con una band le musiche del film lucano di Papaleo ha avuto un buon successo all'Isola Tiberina. Pochi passi e nello spazio di Cinecitta' svetta un visibile corner occupato dal vulcanico Franco Riina insieme alle falangi giovanili del suo griffato e conosciuto festival che ogni anno schiera talenti d'esordio e maestri della Settima arte. Cinemadamare e' una realta' nazionale ben accolta in ogni latitudine, ma la lucanita' del suo patron ben inserito nella realta' giornalistica della Capitale, ne fanno un punto di riferimento e di confronto per ogni iniziativa di settore. Me e' dietro le quinte che si muovono le vicende migliori. Vito De Filippo, sbarcato ieri al Lido in compagnia del portavoce Nino Grasso, ha un preziosissimo alleato in questo mondo dalle varie sfaccettature. E' un manager capace, affiatato tecnico del ministro Barca che conosce i meccanismi finanziari ed economici del cinema e della televisione. Stiamo parlando di Alberto Versace, direttore generale del Ministero per lo sviluppo economico, che dopo aver partecipato alle buone operazioni cinematografiche del recente passato sta dispensando ora buoni consigli per il presente. Probabilmente si deve a lui lo stretto contatto con la dinamica e non convenzionale casa di produzione Palomar che ha nella sua bacheca la fiction Montalbano, pellicole che stanno trionfando al festival, cinema di qualita' che guarda agli incassi. La Basilicata al Festival si e' sistemata proprio a Casa Palomar e in una colazione di lavoro si sono confrontati dettagli e situazioni operative del tanto atteso salto di qualita' che sarebbe finalmente in arrivo, la Film Commission. Parte davvero, lo ha detto lo stesso De Filippo in serata nel corso dell'evento ufficiale organizzato, guarda caso, proprio nella sede festivaliera della casa di produzione. Possiamo aggiungere che alla colazione di lavoro alla Palomar era presente anche il maestro Gianni Amelio, ultimo vincitore di un Leone d'oro tricolore al Lido di Venezia. Il regista de "Il ladro di bambini" si e' mostrato molto interes-

La Basilicata terra di visioni in mostra a Venezia

sato ad ipotizzare la Basilicata come set; inoltre come presidente del Festival dei giovani a Torino ha offerto la sua disponibilita' per iniziative sinergiche con gli studenti lucani. Non pochi i suggerimenti del regista al presidente De Filippo su alcune modalita' di partenza per la istituenda agenzia di sostegno alla produzione di film e audiovisivi che si appresta a recuperare il troppo tempo perduto. Tutto poi ha avuto una tipica liturgia festivaliera nell'evento "Basilicata terra di cinema. Sapori e visioni" con Casa Palomar ad accogliere ospiti e invitati attenti a promuovere intenti e stringere alleanze. (Ovviamente alla fine il cuoco del "Picchio nero" e il suo amico di Corleto non hanno sfigurato con l'Aglianico d'ordinanza). Si e' sentita in questo contesto anche la favella colta di Vincenzo Viti, anche lui con buone conoscenze da queste parti per aver lavorato in Commissione cultura alla Camera, senza dimenticare il sostegno di figlia e genero, noti critici

di cinema. Nel pomeriggio, al Quattro Fontane, lo stesso Viti aveva argutamente chiosato in un vivace simposio pomeridiano sulla citta' dei Sassi che sfida in casa Venezia cercando consensi per Matera capitale della cultura. Un po' come Davide e Golia, per stare ai film. E c’è un altro tassello lucano, questa volta organizzato dal tenace Armando Lostaglio che con il suo cineclub De Sica da queste parti puo' contare su conoscenze e amicizie con critici autorevoli e diversi operatori della cultura. Al dialogo in giardino da lui organizzato ha partecipato anche Davide Rossi, direttore di un centro studi milanese e docente universitario che sostiene la candidatura materana. Particolari e significative anche le presenze e gli interventi di due lucani con storie da altri tempi. Il primo si chiama Antonio Zeccola, self made man, emigrato da bambino da Muro lucano e oggi distributore ed esercente di successo in Australia dove propone molto cinema italiano e che ha offerto il suo so-

stegno per Matera. L'altro personaggio porta la blasonata firma di Giovanni Russo, una sorta di autorita' in questi contesti, che tra l'approvazione dei molti ha proposto un raduno di giornalisti da tenere nella citta' che tutti i lucani vorrebbero capitale della cultura. Abbiamo notato l'assenza del Comune di Matera, forse era il caso di coinvolgerlo direttamente, senza farne una croce al buon Lostaglio che si' e' impegnato a raggiungere un importante spazio di opinione e di diffusione. De Filippo e' stato avvistato anche al museo Guggenheim per un incontro privato con i dirigenti di quell' imponente istituzione culturale, e a quanto pare si e' parlato di intracciare collaborazioni con il Musma di Matera. Insomma un taccuino pieno di notizie interessanti per la Basilicata. Forse si tratta solo di ordinarle e non farle marciare in ordine sparso. Sarebbe un peccato vanificare questi ultimi importanti risultati.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.09.2012

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POTENZA CITTÀ I V

Mercoledì 5 settembre 2012

UNIVERSITÀ

Basilicata Mezzogiorno

OFFERTA FORMATIVA 2012-2013

L’ATENEO «GLOBALE» Previsti due corsi internazionali in Tecnologie alimentari e Viticoltura e ambiente. Titoli spendibili in Europa

CORPO DOCENTE I docenti e i ricercatori della facoltà di Agraria, cinque anni fa, erano 120. Per effetto di tagli e mancata sostituzione ora sono 84

Nasce la nuova facoltà di Agraria Tecnologie Ambientali, agrarie e forestali i nuovi corsi di laurea «verticali» LORENZA COLICIGNO Dalla vecchia Facoltà di Agraria alla nuova Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, l’Università degli Studi di Basilicata si rinnova nell’ottica di dar vita ad una realtà accademica che valorizzi le diverse espressioni di docenti e personale tecnico amministrativo nelle aree Cun 07 (Scienze Agrarie e Veterinarie) e 05 (Scienze Biologiche), per svolgere attività di ricerca interdisciplinari; rafforzare l’offerta didattica maturata nella Facoltà di Agraria; costruire una nuova offerta formativa di terzo livello (dottorato di ricerca, master, scuole di specializzazione) e moderne azioni scientifico–culturali trasversali e multidisciplinari, nella logica della legge 240, con ricadute positive su studenti e territorio; incidere sul trasferimento dalla didattica all’impresa, tenendo conto che in genere gli studenti sono

imprenditori agricoli o legati in qualche modo all’attività agricola. Ne ha parlato ieri in conferenza stampa Michele Perniola, già Preside della Facoltà di Agraria, oggi Direttore della Scuola, con docenti e ricercatori, Antonio Scopa, Vitale Nuzzo, Donatella Battaglia, Giuseppe Niccolis, Ada Braghieri, illustrando il progetto scientifico e didattico alla base della Scuola. «Rapidissimo il mutamento del sistema universitario – ha detto Perniola – come quello socio-economico, necessaria una maggiore apertura al mercato nell’ottica di competere con altri soggetti accademici e non, fuori della logica del singolo, per uno sviluppo solidaristico, sia culturale sia scientifico». La Scuola promuove l’internazionalizzazione, collabora, infatti, con strutture di ricerca italiane, Agrobios, Cnr Avellino, Istituto Agronomico d’Oltremare, Firenze, Istituto Agronomico Mediterraneo, Bari, ma anche irlandesi, tedesche,

olandesi, svedesi e polacche. Le lauree sono triennali e magistrali. Due le lauree magistrali internazionali, una in Sustainable Managemant of Food quality, a Potenza, l’altra in Viticultura e Ambiente, a Matera. Gli studenti italiani frequenteranno il 1° semestre a Montpellier, Francia, con orientamento agricolo, e a Saragoza, Spagna, con orientamento economico; uguale possibilità in Italia per studenti francesi e spagnoli; possibile, inoltre, preparare la tesi in Grecia e Algeria, nell’ultimo semestre. 130 le matricole, 300 gli iscritti dalle province di Potenza e Matera, Salernitano, Puglia, Alto Cosentino. Rispetto ai vecchi Atenei UniBas offriva un miglior rapporto studenti/alunni, oggi la riduzione dei docenti ha tolto tale peculiarità, né i ricercatori anziani possono essere rimpiazzati da giovani, con un invecchiamento del corpo docente, che inevitabilmente agisce sulla vitalità della ricerca.

INCONTRO La conferenza stampa di ieri [foto di Enzo Bianchi]

ENTI REGIONE E PROVINCE

L’APPELLO DI SARLI (CISL)

Dai sindacati un appello a ridefinire la «governance»

Spending review «Gli sprechi non si trovano tra i precari»

l Uil-Fp, Fp-Cgil e Fps-Cisl hanno chiesto al presidente della giunta regionale e ai presidenti delle due Province «di aprire immediatamente un tavolo per un confronto di merito» per «ridefinire la governance locale». Secondo i sindacati «la riduzione e l’accorpamento delle Province, i provvedimenti in materia di spending review, il mancato completamento delle riforme delle comunità montane e del sistema socio-sanitario, impongono un confronto serrato per evitare nei prossimi mesi un ingorgo istituzionale tale da determinare la completa paralisi della «governance regionale». La nota congiunta indica il pericolo che «scelte sbagliate» possano provocare «nuove emergenze occupazionali che si aggiungerebbero alle tante già in piedi e il dissesto finanziario delle Province, con i tagli che si intendono effettuare». I sindacati denunciano il doppio binario su cui si muovono la Regione e le Province: succede così - sottolineano che, mentre le Province non sanno ancora quale strada seguire per ridefinire ambiti , funzioni e deleghe, la Regione, specie in materia di riorganizzazione della filiera dell’istruzione e della formazione va per conto suo. Ignora, per esempio, che c’è una legge regionale, la 33/93 , che ha istituito due Agenzie Provinciali per l’Orientamento e la Formazione (Apof- Il e Ageoforma) che hanno il delicato compito di collegare l’istruzione e la formazione con il mercato del lavoro dove lavorano oltre 160 dipendenti di ruolo delle Province. Mettere queste due Agenzie quasi sullo stesso piano dei privati - concludono i sindacati rischia di non attivare quelle misure e risorse contenute nella Intesa Istituzionale di Programma 2012 – 2014.

l I precari rischiano di diventare l’anello debole del processo di spending review. Bisogna risparmiare? E allora si comincia a tagliare chi è meno tutelato. «Tutti gli sprechi vanno eliminati con coraggio e decisione, ma assolutamente vanno tutelati i precari, che sono ormai una risorsa preziosa ed importante all'interno delle pubbliche amministrazioni lucane». È quanto sottolinea il segretario regionale della Cisl Fp, Giovanni Sarli, che ribadisce, ancora una volta, la ferma volontà della Cisl, nazionale e regionale, di evitare che la spending review si abbatta sui lavoratori a tempo determinato, collaboratori, lsu, più deboli contrattualmente, ma che hanno garantito, e garantiscono, il buon funzionamento dei servizi pubblici alle nostre comunità. «Mi riferisco, ad esempio - dice Sarli - ai lavoratori a tempo determinato della Regione, dell'Alsia, del Comune di Potenza, Comune di Matera, Province di Potenza e di Matera, Aziende Sanitarie ed ai tanti Lsu e collaboratori con contratto co.co.co. presso gli Enti pubblici, Comuni, ecc. Tutti i lavoratori precari meritano la massima tutela, dunque, poiché non costituiscono uno spreco, ma piuttosto una risorsa assai importante, avendo dimostrato di valere professionalmente ed avendo anche acquisito le esperienze di cui necessitano le amministrazioni». Gli sprechi, a parere di Sarli, sono nell'eccessivo numero di assessori, negli inutili Consigli di amministrazione delle Aziende e società pubbliche, nelle consulenze esterne, in primis quelle legali, nonostante ci siano avvocati dipendenti, come in tutti i grandi enti. «Nell'ambito del confronto con il sindacato - conclude Sarli - che deve aprirsi, quanto prima, sulla governance locale, deve tenersi, pertanto, nella massima attenzione il precariato nel sistema pubblico lucano».


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.09.2012

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Potenza Mercoledì 5 settembre 2012

Basilicata Mezzogiorno

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REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309

Presentato al Campus un videoracconto che illustra i servizi offerti ai diversamente abili

L’Ateneo delle pari opportunità Come quattro studenti vivono l’Unibas: confronto sull’accessibilità allo studio UNIVERSITA’ diversamente utile – più servizi al servizio di tutti, è il videoracconto che illustra i servizi offerti dall'Università degli Studi della Basilicata per le persone disabili. Realizzato dalla Cooperativa sociale Zero in Condotta in collaborazione con L'Albero – Tutti i rami della creatività, per la regia di Vania Cauzillo, è stato presentato nel Campus di Macchia Romana in un incontro aperto al pubblico, al quale hanno partecipato studenti, docenti, associazioni di volontariato. Un'occasione di informazione, dialogo, confronto sul tema dell'accessibilità allo studio universitario per gli studenti disabili, su cui l'Unibas sta facendo un grande lavoro di investimento e rinnovamento. Il videoracconto parte dall'esperienza di 4 studenti con diverse abilità, che studiano nell'Ateneo lucano con soddisfazione e buoni risultati, sia dal punto di vista accademico che di pari opportunità. I ragazzi si raccontano attraverso ricordi, emozioni, episodi della loro vita universitaria, esprimendo una valutazione dei servizi offerti e dell'accessibilità. Nel video, in un linguaggio informale e diretto, vengono poi illustrati tutti i servizi e le possibilità offerte dall'Unibas, dallo sportello front office al tutoraggio, dall'aula multimediale alle tecnologie di sostegno allo studio. «Il videoracconto – dice Vincenzo Nardozza, rappresentante degli studenti diversamente abili presso l'Unibas – ci è sembrato da subito uno strumento efficace per diffondere la cultura dell'accessibità allo studio universitario. La volontà è quella di raccontare quali sono le possibilità per gli studenti disabili, che hanno pari diritti e opportunità quando decidono di completare il proprio ciclo di studi. Ci auguriamo che questo vi-

Le autorità istituzionali che hanno assistito alla proiezione del filmato. Sotto la presentazione e un frame del video (Foto Mattiacci)

deoracconto possa spronare gli studenti disabili ad avvicinarsi allo studio universitario, sapendo che l'Università offre una serie di strumenti utili a superare il gap con le persone cosiddette normodotate». «L'Unibas ha messo in campo una serie di attività e servizi, oltre che una grande progettualità per mi-

gliorare e incrementare l'offerta per gli studenti disabili - ha sottolineato il rettore Mauro Fiorentino, alla presenza del presidente del consiglio regionale Vincenzo Folino e del presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza. C'è ancora tanto da fare, ma la volontà è quella di investire energie e risorse in questo campo, in

modo che l'Unibas si affermi come polo d'eccellenza nell'offerta formativa per le persone disabili». Il video racconto sarà proiettato nelle scuole, in collaborazione con le associazioni di volontariato, per divulgare tutte le informazioni utili agli studenti disabili che decidano di frequentare l'Università.

La presentazione delle attività

Dalla Riforma Gelmini nasce la Scuola di Agraria SONO passati due anni esatti dalla riforma universitaria del Ministro Maria Stella Gelmini che provocò un'autentica battaglia da parte di tutto il mondo accademico. Il tempo trascorso ha portato le università a programmare in maniera differente le proprie attività, e quella riforma, che è risultata essere comunque penalizzante, ha costituito uno slancio per una riorganizzazione. Da queste premesse è nata la nuova Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Ambientali, che ha anche la sua denominazione anglofona School of Agricultural, Forestry, Food and Environmental Sciences per risaltare la connotazione internazionale che si intende dare alla nuova struttura didattica con le due lauree magistrali internazionalizzate in Food Science e in Viticoltura e Ambiente. La Scuola è stata fondata in seguitoalla fusionedei quattrodipartimenti di ricerca della Facoltà di Agraria, i quali sono stati combinati in un'unica struttura dipartimentale. L'obiettivo principale che intenderà perseguire la Scuola sarà quello di mettere in relazione diretta l'Università con il territorio di riferimento, in modo da valutare la sostenibilità, ambientale ed economica, delle politiche da intraprendere. Inoltre questa nuova e più stretta interazione permetterà ai laureti di immettersi in

maniera più concreta e proficua nel mondo del lavoro. Della presentazione della nuova Scuola si è discusso ieri mattina nella sala congressi della Facoltà di Agraria. Alla conferenza stampa hanno partecipato il preside di Facoltà Michele Perniola, e i professori Donatella Battaglia, Antonio Scopa, Vitale Nuzzo. «Si è operata una fusione dei quattro dipartimenti prima esistenti in un'unica struttura - ha detto Perniola - il che rende la ricerca interdisciplinare, e permette di facilitare il dialogo tra i ricercatori di differenti settori scientifici. Da un punto di vista economico ci sarà un risparmio, e l'obiettivo principale della scuola sarà lo sviluppo della ricerca sulle tecnologie agrarie, forestali, alimentari e ambientali. Molti nostri studenti provengono da famiglie di imprenditori agricoli, - ha proseguito Perniola - la didattica quindi deve essere il modo più veloce per trasferire la ricerca direttamente sul territorio. L'offerta didattica è articolata in tre corsi di laurea verticali, che prevedono la triennale di base più i due anni della magistrale, in Scienze Agrarie, in Scienze Forestali e in Scienze Alimentari. A questi abbiamo aggiunto due corsidi laureamagistraliinternazionalizzati in Food Science, ovvero della tecnologia di trasformazione degli

La presentazione della Scuola (Foto Mattiacci)

alimenti, e in Viticoltura e Ambiente, poiché la vite è molto diffusa in Basilicata e il corso servirà per specializzarsi in questa coltura nel rispetto dell'ambiente. Abbiamo già attivato un dottorato di ricerca che prende il nome della Scuola, in futuro si organizzeranno masterdi primo esecondo livello e si cercherà di internazionalizzare anche gli altri corsi di laurea. La riforma Gelmini ha costretto la nostra facoltà a fare dei tagli importanti, come la chiusura di tre corsi di laurea, tra i quali figura anche Produzioni Animali. Un'altra conseguenza negativa è stata la riduzione del numero dei docenti. Per fortuna nell'ultimo quinquennio il numero degli iscritti si è mantenuto stabilmente sulle 300 unità, con 130 immatricolazioni in media. Nel nostro ateneo si iscrivono anche molti studenti dalle regioni limitrofe, ma purtroppo la riduzione

del numero di questi ultimi sta compromettendo anche questo aspetto. L'obiettivo della nostra Scuola è quello di raggiungere un posto di rilievo nel mondo accademico internazionale, interagendo in maniera proficua con tutto il territorio regionale». Scopa ha sottolineato come «i corsi di laurea già esistenti non subiranno delle modifiche. L'introduzione della Scuola comporta una riduzione dei costi amministrativi». La nascita della Scuola costituisce un esempio importante per la massimizzazione dello sviluppo degli elementi produttivi presenti sul nostro territorio, e inoltre rappresenta uno stimolo per la sopravvivenza di tutte le componenti dell'Università degli Studi della Basilicata, che come molti altri piccoli atenei ha risentito inesorabilmente della legge 240. Gianluca Pascale

TRA I BANCHI IL 17

Le scuole o le strade? La Provincia sceglie l’istruzione LE SCUOLE, anche quelle di secondo grado, riapriranno il 17 settembre. Il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, aveva lanciato un primo grido d’allarme nei mesi scorsi: i continui tagli del governo metteranno a rischio l’apertura dell’anno scolastico. Ora la decisione, dopo un incontro cui hanno partecipato anche l'assessore alla Pubblica istruzione Rosaria Vicino e i dirigenti scolastici. «Un atto di corresponsabilità - ha dichiarato Lacorazza - ha permesso di garantire l’apertura delle scuole, messa seriamente a rischio dai tagli della “Spending review”, con un avvio delle attività scolastiche per tutte gli istituti secondari di secondo grado. Uniformare l'inizio delle lezioni permetterà infatti una migliore organizzazione del trasporto pubblico scolastico sul territorio, nonché un'ottimizzazione delle spese di gestione degli edifici». Ma aprire le scuole comporterà un costo: «Dopo avere in questi anni rastrellato ogni euro possibile, fino all'ultimo provvedimento di riduzione delle auto di servizio e con l'impegno di continuare a fare la propria parte per razionalizzare le spese politiche e di funzionamento della macchina amministrativa, nei prossimi giorni saremo costretti a una variazione che azzera le risorse per la manutenzione ordinaria delle strade, garantendo le somme minime necessarie all'avvio e allo svolgimento delle attività scolastiche. Si tratta, quindi, di una scelta obbligata che pone a tutto il sistema istituzionale l'esigenza di una forte riorganizzazione, a garanzia dei servizi essenziali per i cittadini. Una riorganizzazione che dovrà caratterizzarsi attraverso una combinazione virtuosa tra efficienza, sostenibilità dei costi e piena esigibilità dei diritti». Durante l'incontro, inoltre, si è iniziato a definire l'attività di programmazione, individuando obiettivi e tempistica. Entro dieci giorni la riunione sarà riaggiornata.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

BASILICATA PRIMO PIANO I III

Mercoledì 5 settembre 2012

PROGETTO Nella foto grande a sinistra il plastico del centro oli di Tempa Rossa della Total [foto Tony Vece] .

UNA CARD IN DISCESA: DA 140 A 50 EURO Se il Tar del Lazio avesse ragione, il bonus dei lucani, già quantificato dal Ministero e pronto ad essere accreditato, si ridurrebbe quasi di due terzi

IL RISCHIO: RESTITUIRE LE ROYALTY La sentenza del Tar potrebbe indurre le compagnie petrolifere a chiedere allo Stato di restituire il 3% delle somme già versate nel Fondo idrocarburi

Ecco come non ci faremo «scippare» i soldi dal Veneto I Ministeri di Economia e Sviluppo economico contro il Tar del Lazio LUIGIA IERACE l La battaglia Basilicata-Veneto per il «bonus» idrocarburi, dopo un’estate infuocata dal costo dei carburanti al rialzo e dalle pause degli «scontoni» di fine settimana, riprende con l’Avvocatura di Stato che controbatte punto per punto, per conto dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico, la sentenza del Tar del Lazio di maggio scorso che aveva dato ragione ai Veneti «scippando» quasi due terzi di quel 3% di royalty che le compagnie petrolifere che operano in Basilicata versano ogni anno per alimentare il Fondo per la riduzione del prezzo alla pompa dei carburanti delle regioni interessate dall’estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi. E così se in base alla ripartizione del Fondo, per la seconda annualità, i primi di ottobre erano in arrivo sulla card dei lucani 140 euro (ricordiamo che per la prima annualità erano stati 100 euro e 70 centesimi), dopo la pronuncia del Tar, con l’impugnazione dei decreti ministeriali e una nuova ripartizione del Fondo, la cifra scenderebbe a circa 50 euro, a beneficio delle altre regioni (Veneto e Liguria) interessate da attività di rigassificazione. Ma l’Avvocatura dello Stato che difende l’operato dei Ministeri e i decreti impugnati, ha articolato il suo ricorso nel merito, previa istanza di sospensiva. «È necessario che il Consiglio di Stato disponga la sospensione della sentenza considerando il pregiudizio grave e irreparabile che deriverebbe dall’esecuzione della sentenza del Tar», ribadisce l’Avvocatura di Stato. Quattro le principali argomentazioni su cui si basa il ricorso al Consiglio di Stato, che si pronuncerà tra fine settembre-ottobre per la sospensiva e nel merito nei prossimi mesi. Per prima cosa si contesta la qualificazione del bonus, da parte del Veneto, «quale forma di compensazione ambientale». È confutabile, poiché «non è ravvisabile alcuna natura compensativa nelle previsioni dell’art. 45 della legge n. 99/2009 istitutiva del bonus, che non possono ascriversi tra le misure compensative, come giuridicamente definite ed individuate dal Codice dell’ambiente. Si tratta, invece, un generico ristoro a favore dei residenti nelle Regioni interessate dalle estrazioni e dalla rigassificazione, legato al consumo energetico, da collocarsi correttamente nel quadro della competenza legislativa concorrente in materia di energia prevista dall’art. 117 Costizione». Anche se la legge prevede l’istituzione di un unico Fondo, questo non vuole dire che le somme in esso

affluite debbano essere necessariamente assegnate a tutti i potenziali beneficiari del Fondo medesimo. La legge stabilisce che i ristori siano commisurati in proporzione alle produzioni (art. 45, comma 5) e quindi «alle entrate affluite al Fondo provenienti da ciascuna Regione che ospita i pozzi petroliferi». Pertanto, «attribuire alle Regioni che ospitano i rigassificatori una quota parte delle entrate provenienti da Regioni dove è avvenuta l’estrazione risulterebbe in contrasto con la previsione dell’art. 45, comma 5». Peraltro, l’interpretazione prospettata dal Tar del Lazio sarebbe in contrasto con le previsioni di rango primario, aventi natura di legge quadro di settore e ove non si ravvisasse la sussistenza di un vincolo di destinazione gravante sulle royalty dovute per le attività condotte nel territorio di una determinata Regione ad esclusivo beneficio dei residenti in quella stessa Regione, sarebbe violata la competenza concorrente riconosciuta alle amministrazioni regionali dalla Carta Costituzionale in materia di «energia». Aver previsto un unico Fondo non è in contrasto con l’intendimento di attribuire le risorse del Fondo medesimo, per quanto riguarda le somme rivenienti da royalty, esclusivamente alle regioni dalle quali quest’ultime provengono, e cioè dalle regioni nelle quali sono ubicati i pozzi estrattivi. E se per i Giudici di primo grado, la locuzione «produzioni» menzionata dal legislatore non potrebbe essere ristretta alle sole estrazioni di idrocarburi, nel ricorso al Consiglio di Stato, i Ministeri ribadiscono che il concetto di «produzione» di cui all’art. 45 è «riferibile esclusivamente all’estrazione di idrocarburi, in quanto essa integra un concreto fenomeno produttivo, mentre la rigassificazione non si concreta che nella mera trasformazione di stato fisico di idrocarburi già prodotti. Il Giudice, limitandosi alla lettera della disposizione di cui all’articolo 45, non tiene conto del contesto normativo di riferimento. Si tratta, anche alla luce della normativa dell’Unione europea, di un settore “produttivo” autonomo e distinto da tutte le altre attività industriali energetiche caratterizzato precipuamente dallo sfruttamento dei giacimenti dello Stato a fini dell’ottenimento, anche per scopi di mercato, del bene - idrocarburi. Ciò differenzia il settore estrattivo dalle altre attività energetiche, come la rigassificazione, le quali assumono interesse pubblico in quanto ascrivibili alla funzione di pubblico servizio, remunerato secondo tariffa e che costituisce una componente del sistema nazionale di trasporto, ma non integra essa stessa una fonte di produzione energetica».

Il precedente Per la tassa sul tubo istituita dalla Sicilia l’Italia punita dall’Europa Royalty o tributo? Nella sentenza del Tar del Lazio è evidente che la differenza tra i due concetti sfugge e addirittura finisce per confondersi, aprendo a scenari ben più complessi che suscitano perplessità e preoccupazioni che non sono sfuggite ai Ministeri di Economia e Finanze e Sviluppo economico. Rappresentati dall’Avvocatura dello Stato hanno colto in pieno i rischi di quella sentenza che finisce per rivoluzionare l’intero concetto di produzione di idrocarburi. Infatti, equiparare l’attività estrattiva a quella di rigassificazione oltre che sbagliato concettualmente avrebbe l’effetto di trasferire royalty (che consistono in quantità del bene prodotto che viene poi valorizzato) in un altro territorio, dove, invece, non avviene alcuna produzione, ma rigassificazione e quindi una trasformazione e passaggio di prodotto. Attività per la quale, se si dovesse riconoscere un beneficio certamente non potrebbe essere considerato una royalty che sono appunto un’altra cosa. In quel caso si dovrebbe parlare di tassa o tributo. Insomma, saremmo di fronte a una nuova forma impositiva sulla rigassificazione e proprio per un passaggio di materia, che, a questo punto potrebbe essere reclamato anche da altri territori dove ad esempio si stocca il gas (gli stoccaggi). O dove passano i gasdotti o gli oleodotti. Sarebbe produzione anche quella, allora? Ci ha provato a fare una legge regionale la Sicilia in questo senso: la cosiddetta tassa sul tubo che portava il gas dall’Africa, per la quale l’Italia, però, è stata severamente punita dall’Europa con una pesantissima sanzione, dopo un lungo e costoso contenzioso. Ora ci prova il Tar del Lazio, mentre le compagnie petrolifere interessate guardano e aspettano, pronte a chiedersi, ma che fine fanno i nostri soldi? E perché le royalty che Eni e Shell versano alla Basilicata se le devono prendere il Veneto e Liguria e indirettamente devono avvantaggiarsene le società che operano su quei territori? Per ora nessuna azione legale in vista, ma solo le legittime preoccupazioni dei Ministeri che confidano nel «buon senso» del Consiglio di Stato affinché possa finalmente dire l’ultima parola su quel bonus nato male fin dall’inizio. [l.ier.]

RICORSO CONSIGLIO DI STATO NELLA SENTENZA DEL TAR «ILLEGITTIMO VANTAGGIO COMPETITIVO PER ALCUNE IMPRESE. SALVI I FONDI EROGATI»

l Ma dietro la contesa tra Basilicata e Veneto si nascondono questioni che vanno per oltre la disputa su un pieno di benzina. Ne è ben consapevole l’Avvocatura dello Stato che nella nella sua ultima ultima argomentazione solleva un problema di ordine costituzionale e pone poi l’accento sul «pregiudizio grave e irreparabile che deriverebbe dall’esecuzione della pronuncia di annullamento del Tar del Lazio» per evitare che «i versamenti effettuati, e quelli da effettuare, da parte delle Compagnie petrolifere siano posti nel nulla ed evitare che addirittura si abbia a chiedere da parte delle stesse compagnie la restituzione di quanto già versato, così vanificando interamente la ratio primaria dell’art. 45 che risiede nella destinazione di

Le compagnie petrolifere potrebbero chiedere la restituzione delle royalty quelle somme ai destinatari diretti, ossia ai cittadini, altrimenti privati in via assoluta del beneficio previsto dal legislatore». Insomma, Eni e Shell, che per ora stanno a guardare, potrebbero chiedere allo Stato la restituzione delle royalty già versate entro giugno e quelle successive, perché avendo il Tar del Lazio annullato a monte i Decreti con le modalità di versamento e di ripartizione, le compagnie potrebbero obiettare che in mancanza di una norma che indichi come e dove

versare i soldi, non ci sarebbero le condizioni per farlo e addirittura si potrebbe anche ravvisare un indebito arricchimento da parte dello Stato che potrebbe dover restituire le somme ricevute. Nessun timore, invece, per i soldi già accreditati sulla card dei lucani che la sentenza fa salvi, come diritto acquisito. Di qui l’opportuna cautela da parte dell’Avvocatura dello Stato per la quale «permangono le perplessità di ordine costituzionale già manifestate dal Consiglio di Stato in sede

cautelare». Anche aderendo all’interpretazione prospettata dai Giudici di I grado sussisterebbero ulteriori criticità, dal punto di vista della coerenza con i principi della Costituzione ed anche con riguardo alla normativa comunitaria. «Sotto un primo profilo, il Giudice erroneamente qualifica quale entrata esclusivamente statale quella derivante dalle royalty. In effetti le aliquote di prodotto sono attribuibili solo in quota parte allo Stato, per essere nella loro quota più rilevante destinate agli

enti territoriali in cui si svolge l’attività estrattiva». Di conseguenza attribuire risorse aventi una determinata destinazione regionale ad un’altra regione, verrebbe a sacrificare i diritti delle regioni trascurate. Ma sempre sotto il profilo delle imprese si potrebbero ravvisare nella sentenza del Tar del Lazio gli estremi di un illegittimo vantaggio competitivo ai danni di quelle estrattive. L’Avvocatura dello Stato solleva in tal senso «la disparità di trattamento cui andreb-

bero incontro le imprese operanti nel settore estrattivo, sottoposte ad oneri cui non andrebbero incontro quelle operanti nel settore della rigassificazione, operanti nel medesimo settore produttivo». È chiaro che «l’eventuale estensione dei benefici ai residenti nelle Regioni interessate da attività di rigassificazione, senza alcun corrispondente aggravio per gli operatori di tale settore, costituirebbe un indebito ed illegittimo vantaggio competitivo a beneficio di imprese già operanti in condizioni privilegiate (quelle del settore della rigassificazione)». Imprese che già godono di remunerazioni relative all’attività regolata e al sistema tariffario, a fronte delle imprese estrattive che non recuperano i costi di produ[l.ier.] zione.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

IV I POTENZA CITTÀ

Mercoledì 5 settembre 2012

«TARTASSATI»

IL SINDACO «Siamo poveri ma possiamo guardare al sottolinea Santarsiero in un I CONTI DEL CAPOLUOGO LUCANO futuro» passaggio della sua replica

IL PROVVEDIMENTO Sì da Pd, Popolari Uniti, Dec, Socialisti, Mitro gruppo misto, Sel, «Con Santarsiero per Potenza» e «La Potenza dei Cittadini»

Passa il bilancio di tagli e aumenti Il Consiglio comunale di Potenza approva a maggioranza il documento finanziario LA CITTÀ Nella foto una veduta del capoluogo. i cui cittadini si vedranno aumentare la tassa legata all’Imu

ANTONELLA INCISO l Il bilancio di tagli, aumenti e riduzione della spesa è passato. Il documento finanziario che vede tasse alle stelle, imposte in aumento e contrazione dei finanziamenti statali si è concretizzato. Dopo due giorni di dibattito serrato, prese di posizioni e discussioni animate, il Consiglio comunale del capoluogo ha approvato a maggioranza il provvedimento. In particolare, a votare favorevolmente sono stati i consiglieri del Pd, dei Popolari Uniti, Dec, Socialisti, Mitro gruppo misto, Sel, lista “Con Santarsiero per Potenza”, lista “La Potenza dei Cittadini”. Voto contrario, invece, è stato espresso da Pdl, Molinari, Mpa -Lacerra e Fli. A maggioranza, dunque, il bilancio di previsione 2012 è diventato operativo e si chiude per la parte corrente con una spesa complessiva di 90,2 milioni di euro, mentre in totale tocca una cifra molto più sostanziosa: 267 milioni di euro. Ben 77 milioni di euro in più rispetto al provvedimento varato nell’anno precedente. Eppure, a fronte di tanti soldi, l’atto finanziario dai potentini sarà sicuramente ricordato come quello che ha previsto l’aumento dell’Imu e la conferma delle aliquote massime per Tarsu e Irpef. Nonostante, questo, però, gli amministratori potentini lo difendono ed in prima linea in questa difesa c’è il sindaco Santarsiero che, ieri, nella replica alla discussione, sottolinea come «i Comuni in Italia vivono il periodo peggiore della loro storia» ma nello stesso tempo hanno dimostrato «di saper risparmiare». Una valutazione che vale anche per il capoluogo.«Napoli oggi sfora la spesa del personale, noi non siamo in que-

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Le altre notizie FISCO

Santarsiero sull’Imu «È caos amministrativo» n «La vicenda della possibile sovrastima del gettito Imu è la conferma del grande caos amministrativo nel quale sono stati messi i Comuni sia nel redigere i bilanci sia nella loro gestione. È impensabile toccare il fondo sperimentale di riequilibrio, e le somme già destinate ai municipi, sulla base di previsioni e valutazioni su cui ci sono molte perplessità». È quanto sostiene Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e delegato Anci alle politiche per il Mezzogiorno.Secondo Santarsiero «sarà sempre più necessario un autunno di battaglia dei sindaci per attestare l’Imu interamente ai Comuni ed abolire il patto di stabilità». TASSE

Effetti sui cittadini Preoccupata Rc sta condizione - dice il sindaco - Possiamo anche dimezzare la giunta, ma al momento va bene così e 10 assessori aiutano anche a contenere la spesa. Dall’inizio del primo mandato abbiamo 165 dipendenti in meno, 10 dirigenti, in meno, abbiamo ridotto i fitti passivi, per un totale di 6 milioni di euro in meno- continua - Da 25 a 15 la riduzione delle sezioni di scuole comunali, un altro milione e mezzo in meno per il nostro bilancio, oltre 50 auto in meno, altro milione e mezzo di euro risparmiato. 800mila euro risparmiati svincolandoci da Equitalia. 3 milioni di euro in

L’ANALISI

L’amministrazione: «Il nostro bilancio per un terzo è fatto di investimenti»

più grazie alla lotta all’evasione». Passaggi che spingono il primo cittadino a dire che «qualcosa in termini di esempio il nostro Consiglio comunale al Paese l’ha fornito». «Il nostro bilancio per un terzo è fatto di investimenti - aggiunge - Siamo a “zero” per i debiti fuori bilancio pur trovandoci spesso dinanzi a situazioni debitorie alle quali riusciamo a porre rimedio evitando problemi superiori». Ma per Santarsiero Potenza è «una città che tiene la schiena dritta» tanto che i dati «mostrano una città che cresce con il reddito medio procapite, prima città del Mezzogiorno». In questo quadro, diversi sono gli impegni presi dall’Amministrazione: dai trasporti ai rifiuti, alla viabilità. «Il nostro sistema del Tpl viene pezzo dopo

pezzo, ma non può che essere così - sostiene il primo cittadino - Dobbiamo fare una battaglia perchè nei 200 milioni di euro della Potenza – Foggia vi è la necessità che venga ricompreso lo sdoppiamento del binario Fal fino ad Avigliano Scalo». E se sul fronte dei trasporti il primo cittadino si sofferma anche sulle scale mobili che, a suo dire, «devono rimanere gratis» in materia di rifiuti l’obiettivo è «un rafforzamento della raccolta differenziata», così come merita attenzione la viabilità rurale. Nella lunga relazione, però, non poteva mancare il riferimento all’Imu che, il sindaco, assicura sarà ridotta. L’anno prossimo come sostiene l’assessore comunale al bilancio, Pace, forse. E solo per le seconde case.

«Posso prendere l’impegno per l’abbattimento futuro dell’Imu - evidenzia il sindaco In Italia su 9mila enti solo 50 fanno bilanci sperimentali, una sfida che portiamo a termine, un bilancio sperimentale che l’anno prossimo ci determinerà un utile che l’anno prossimo sarà quantificabile in 2 milioni di euro, con un abbattimento dell’Imu che sarà dell’uno per mille, portandolo per le seconde case dall’1.06 allo 0,96. Abbiamo scollinato, possiamo guardare al futuro in maniera più serena - conclude il primo cittadino- possiamo guardare avanti, abbiamo eliminato alcune incertezze, siamo poveri ma possiamo guardare al futuro». Sì potentini poveri ma non certo felici di pagare tante tasse.

n «Preoccupazione per gli effetti negativi che si riverseranno e, ancora di più ricadranno sui cittadini di Potenza a seguito delle politiche praticate e in corso di adozione da parte dell’Amministrazione comunale» . È quella espressa da Nicola Magnella, segretario provinciale di Rifondazione Comunista. «Oltre all’aumento delle tasse, previste nel documento di bilancio 2012, risulta allarmante l’assoluta mancanza di proposte per il miglioramento dei servizi - dice Magnella - la tutela dei beni comuni, il risanamento finanziario dell’ente che detiene un primato assoluto: è la città più indebitata del Sud. Siamo di fronte ad un gruppo, espresso in particolare dal Pd cittadino, che dirige in maniera estranea alla situazione di difficoltà che vivono i cittadini».

«Il ruolo della città va rafforzato» Idee concordanti tra maggioranza ed opposizione sul futuro del capoluogo l Una lunga discussione. Quella sul bilancio in Consiglio comunale è stata una discussione lunga ed articolata. Dopo gli interventi della seduta di lunedì, infatti, la discussione è andata avanti anche ieri. In particolare, perGiuseppe Molinari (coordinatore gruppi opposizione) la discussione sul bilancio di previsione «che si tiene a settembre è stata kafkiana e conferma quella crisi che la politica sta vivendo». «Con la politica del rigore, delle imposte che aumentano sempre e comunque non si va da nessuna parte - dice Molinari - Nel bilancio una voce che mi colpisce sempre molto sono i residui attivi: 50 milioni sono tanti, ma se si tratta di una cifra inesigibile o che comunque non si riuscirà ad ottenere mai, è bene che la città lo sappia.

Trasporto pubblico: scale mobili sottoutilizzate, autobus vuoti, “littorina” metropolitana vuota, il tutto per una spesa di oltre 12 milioni di euro. Perché non si riescono e intercettare le 25mila auto private che giungono da fuori città con i mezzi pubblici? Sui trasporti bisogna continuare a discutere e fare una riflessione seria. Riguardo all’Acta vanno allargate le competenze, penso al verde pubblico per esempio». A sottolineare «le difficoltà delle Amministrazioni locali a causa con poderosi tagli dello Stato» è Sergio Potenza (Pu). Bene ha fatto l’assessore a cercare di abbattere le spese - afferma Potenza Nel 1997 questa Amministrazione ha visto la nomina di 25 dirigenti con una spesa del personale che per anni è risultata essere una

delle voci più importanti. I trasporti hanno un incidenza in aumento di 1.440mila euro, un valore onestamente rilevante. Forse si poteva intervenire un attimo prima per tentare di ridurre i costi sostenuti - conclude - Per il 2012 riguardo all’Imu, non abbiamo possibilità di intervenire, ma nel 2013 l’impegno sarà quello di ridurre l’importo dell’imposta, anche se il tutto sarà sotteso alla situazione finanziaria che in quel momento staremo vivendo». Salvatore Lacerra (Mpa) ribadisce che «rafforzare il ruolo di Potenza è imprescindibile altrimenti l’agonia del capoluogo sarà irreversibile. È il momento che la città si ripieghi sulle sue necessità». «La città stenta a ottenere il riconoscimento che le compete. Ridurre comitati di quartiere, as-

sessori, dirigenti. I nostri suggerimenti, sono rimasti inascoltati così come quelli sui Pisus - precisa Lacerra - Registro alcune luci rappresentate dal Piano strutturale metropolitano nel quale però il ruolo della città di Potenza resta marginale. Perché continuiamo a realizzare scuole quando quelle che abbiamo siamo costrette a chiuderle per mancanza di alunni, qualcosa non funziona. La questione è anche di tipo morale: la biblica divisione del mantello è possibile solo se quel mantello lo si ha. Oggi stiamo dividendo cose che non abbiamo addossando le spese sulle spalle dei nostri figli, di un debito del quale loro non sono responsabili. Quando si farà la sintesi delle proposte e dei suggerimenti che produciamo? Recuperare il massimo dall’Imu invece

LA SEDUTA Un momento del consiglio comunale di pensare alla Tarsu impone ai proprietari di seconda casa un onere eccessivo. Non era possibile pensare a una riduzione dell’Imu per le giovani coppie?». Ultimo ad intervenire è stato Gianpaolo Carretta (Pd) secondo cui «la relazione dell’assessore Pace è oggettiva». Questo Bilancio costituisce uno spartiacque. Potenza 2020 ha delineato le strategie future

della nostra città: opere infrastrutturali, Piano strutturale metropolitano - afferma - La progettualità, l’idea città c’è. Potenza città comprensorio, non competitivo delle città dell’hinterland ma integrativo del territorio. A livello di rifiuti, trasporti, sanità svolge un ruolo sovraccomunale, un ruolo strategico nella comunità [a.i.] regionale».


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

Matera

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Mercoledì 5 settembre 2012 REDAZIONE: Piazza Mulino, 15 - 75100 Matera - Tel. 0835.256440

«Per l’allargamento del matrimonio alle coppie gay servirebbero leggi dello Stato»

«Regolarizziamo le coppie di fatto» Il segretario cittadino di Fli, Olivieri, chiede al Comune di istituire il Registro IL RICHIAMO ai temi di stretta attualità, dopo il botta e risposta a distanza tra Nichi Vendola e Rosy Bindi, coinvolge anche Matera. Il coordinatore cittadina di Futuro e LIbertà, infatti, lancia un appello affinchè anche la città dei Sassi si doti di un registro delle coppie di fatto. «Dopo il coraggioso segnale lanciato dall'Amministrazione Comunale Milanese, in tema di equiparazione dei diritti civili scrive in una nota - ritengo utile e necessario che anche a Matera si apra un dibattito sereno, moderno e senza imbarazzi di natura etica od ideologica, per confermare la nostra predisposizione - in qualità di Città di Pace e Diritti Umani - alla accoglienza ed alla eguaglianza, onde ridurre lo “Spread” tra Mezzogiorno d'Italia ed Europa sul tema della Convivenza Civile fra due persone. In buona sostanza, non intravedo alcuna ragione ostativa all'apertura nel Nostro Comune - che è il Comune di tutti i cittadini - del “Registro delle coppie di fatto”. Olivieri analizza gli argomenti che in queste ore trovano spazio sulle prime pagine dei quotidiani italiani tracciando, comunque, una netta distinzione su alcuni aspetti. «Innanzitutto - aggiunge - bisogna tener presente che il tema delle Unioni Civili, eventualmente iscritte all'anagrafe familiare del Comune, è diverso da quello dell'allargamento del Sacro vincolo Matrimoniale alle coppie dello stesso sesso, per il quale, fra l'altro, servirebbero delle Leggi dello Stato». Il gap fra nord e sud passa, ovviamente, anche dallo status economico dei componenti la coppia. «Bisogna considerare le condizioni socio-economiche dell'attuale sistema, soprattutto nel Sud Italia: e cioè la impossibilità materiale per molte persone di poter affrontare il matrimonio classico -

La famiglia di Anna Rosa Fontana crea un’associazione

«La violenza non vincerà»

Il coordinatore cittadino di Fli, Giuseppe Olivieri, chiede al Comune

nel quale credo fermamente - oramai attestatosi a pieno titolo nella classifica degli investimenti per i quali è necessario ricorrere ad un mutuo bancario. Io appartengo alla sfortunata “X Generation”; a quella fascia di età compresa fra i nati del '75 e quelli dell'85, ai quali tutto è precluso. Siamo quella generazione a cui tocca pagare per gli errori commessi da altri; siamo coloro che non vedranno pensione, che non entreranno nel mondo del lavoro a pieno regime prima dei 40 anni; siamo i “Bamboccioni” che spesso , e non per scelta, anche se ci fa molto piacere, siamo obbligati ad alloggiare con la famiglia di origine, perché è l'unico ammor-

tizzatore sociale ancora in piedi». La soluzione, secondo Olivieri, rispetterebbe i diritti dei cittadini e non inciderebbe in alcun modo nelle casse comunali. «Quello che chiediamo e che meriteremmo, è una piccola riforma a “costo zero” per andare incontro a diritti elementari ed amministrativi che altri Paesi, e con Governi sia Repubblicani che Socialisti, hanno già archiviato, dandoli per scontati. La mia generazione chiede che il sentimento fra due persone, conviventi e maggiorenni, possa essere riconosciuto dal Comune di appartenenza, per accedere ai diritti riservati fin qui solo alle famiglie tradizionali». matera@luedi.it

LA parola d’ordine è: denunciare. Mai abbassare la testa davanti alle molestie; è questo il messaggio che l’ A.Mat.A.S. (Associazione materana anti stalking) creata in memoria di Anna Rosa Fontana da sua sorella Antonella che la presiederà. «Per non lasciare che quella tragedia lasci solo il silenzio dietro di se’ - spiega - noi familiari abbiamo voluto renderle omaggio dando vita ad una realtà che avrà tra gli scopi principali quello di sensibilizzare soprattutto i giovani al rispetto dei temi di genere ma soprattutto di combattere la violenza contro le donne che, nel caso di mia sorella, si è conclusa tragicamente». L’esperienza è mutuata su quella dell’associazione A.TOR.A.S.-ONLUS di Torino che dal 2010 opera nel capoluogo piemontese intervenendo anche sulla formazione dei soci volontari che seguono le attività. Spiega la presidente Tiziana Beraudi: «La sensibilizzazione della comunità è molto importante. Tra il 2009 e il 2010 abbiamo registrato un boom del fenomeno dello stalking; oggi sembra ci sia una riduzione ma solo perchè c’è paura a denunciare perchè manca la fiducia nelle autorità. Nella nostra città - aggiunge - grazie ad un’intesa con i Nuclei di prossimità della Polizia municipale le vittime sono ben seguite e ascoltate. Per contribuire allo snellimento delle procedure la nostra associazione procede alla scrematura dei singoli casi. Mi stupisce ad esempio - precisa - che nel caso di Anna Rosa Fontana non si sia proceduto all’ammonimento e che non sia stata ospitata in un

luogo protetto». Il 26 novembre l’associazione materana organizzerà un convegno sui maltrattamenti alle donne e sullo stalking al quale si prevede prendano parte esperti del settore. Da oggi, intanto, Antonella Fontana sarà a Torino dove incontrerà i vertici dell’Atoras per comprendere metodologie e meccanismi di gestione. «Sono convinta - conclude la Fontana - che una maggiore attenzione e conoscenza su temi come questo, contribuirebbe a cambiare la cultura di una comunità, il modo di pensare e comportarsi anche delle giovani generazioni. I nostri figli devono guardare al futuro con senso della giustizia e del rispetto». a.ciervo@luedi.it

GUARDIA DI FINANZA

L’INCIDENTE

Nuovo comandante

Cinque feriti all’ospedale di Matera dall’impatto tra una Fiesta e una Mercedes

DALL’ ° SETTEMBRE , il Colonnello Pantaleo Cozzoli è il nuovo Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Matera. Succede al Col. Elia Carmelo Pallaria, il quale ha ricoperto il prestigioso incarico dal mese di luglio 2010. Il Col. Cozzoli, che sta effettuando le visite di presentazione ai rappresentanti delle istituzioni politiche, militari e religiose della provincia, proviene dal Centro Addestramento di Specializzazione Guardia di Finanza Orvieto, dove ha ricoperto l'incarico di Capo di Stato Maggiore. L'alto Ufficiale, nativo di Bisceglie (BA), ha 51 anni e nel 1983 ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università degli Studi di Bari. Promosso al grado di Colonnello dal 1° gennaio 2011, nel corso della carriera l'Ufficiale Superiore ha retto diversi Comandi di reparti operativi, quali quelli della 2^ Compagnia G.di F. di Brindisi, del Gruppo Operativo Antidroga del Nucleo Regionale Polizia Tributaria G.di F. Bari, del Gruppo Interprovinciale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata G.di F. Bari e del Nucleo Provinciale Polizia Tributaria G.di F.Foggia. In tali incarichi ha maturato esperienze operative in materia di accertamenti e verifiche fiscali, contrasto alla criminalità organizzata e al riciclaggio, al traffico di sostanze stupefacenti, nonché in materia di accertamenti patrimoniali e misure di prevenzione antimafia.

Scontro frontale in via Annunziatella SCONTRO frontale in via Annunziatella, cinque feriti e tanti disagi alla circolazione. La “confluenza anomala”di via Marconi su via Annunziatella miete altre vittime d'incidenti. Un botto secco, senza frenata ha allarmato viandanti e avventori dei due bar (Valentino e Civico 2) vicino al luogo dell'impatto frontale tra una mercedes e una Ford Fiesta. E' accaduto ieri mattina verso le dieci quando una Ford Fiesta grigia tentava di immettersi su via Annunziatella, proveniente da via Marconi (altezzza della benzina Q8), per continuare verso viaLucana ma idue mezzisi sono scontrati frontalmente. Dalla mercedes, occupata da due adulti e due bambini, l'autista è uscito prontamente dall'auto, mentre la donna seduta al suo fianco ha afferrato una bambina e l'ha portata in Ospedale fermando un'alta auto che prontamente gli ha offerto soccorso. Sul luogo sono accorsi i sanitari del 118 che hanno portato le prime cure alla guidatricedella Ford trasportandola insieme all'autista e all'altro bambino della mercedes in ospedale. Al momento non si conosce l’entità dei feriti madre e figlia, mentre gli altri tre sono di natura lieve. Lavoro straordinario peri Vigili Urbani diMatera, per-

La mercedes sullo sfondo e la fiesta in primo piano

ché l'orario e la centralità dell'incidente ha suscitato tanta curiosità ed ovviamente il traffico ha subito ingorghi in un punto in cui l’intervento di chi debba ripensare ad una confluenza da destra

assurda che puntualmente miete incidenti e non si può attendere che ci scappi qualcosa in più per porre rimedio al più presto, magari con una rotonda. Renato Carpentieri


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

VI I POTENZA CITTÀ

Mercoledì 5 settembre 2012

I NOSTRI SOLDI

L’ATTESA PER LA NUOVA PIAZZA PREFETTURA

UN BALZELLO «NASCOSTO»

Manifesti funebri spunta una tassa anche per l’urgenza SANDRA GUGLIELMI l «L’importante è che se muori me lo dici prima». Aldo, del famoso trio Aldo, Giovanni e Giacomo trae la sua divertente e insensata morale dall’aforisma «Il leone e la gazzella», da lui ricordato e raccontato, in maniera approssimativa e pasticciata, a Clara, una ragazza appena incontrata, nel film Così è la vita. Il nonsense, come accade purtroppo spesso in Italia, calza a pennello alle affissioni dei manifesti mortuari, per i quali il legislatore escluse inizialmente, con il decreto legislativo 507 del 1993 il pagamento dei diritti d’urgenza, per poi fare retromarcia con la risoluzione ministeriale 6126 del 28 settembre 1994, in cui si dava campo libero a quella che potrebbe essere definita una vera e propria «tassa sulla morte». Tra le tante cose che gli utenti pagano senza neppure accorgersene: alla corresponsione di una maggiorazione per l’affissione dei manifesti funerari nel giorno della consegna o nelle ore notturne, in un momento della vita particolarmente doloroso, non fa caso davvero alcuno, ma nessuno ne è esente. A meno che, 48 ore prima che avvenga il decesso, per evitare l’assurdo tributo, la persona che deve morire, o un suo congiunto, comunichi agli uffici comunali preposti la prossima dipartita e prenoti per tempo l’affissione del necrologio. Su quello che è un tributo che fa sorridere, anche e soprattutto per come la norma è articolata, poiché spiega, ad un

certo punto, che esso è dovuto «nell’ipotesi» dell’urgenza dell’affissione, ipotesi che è la regola in caso di un evento luttuoso, i comuni non si comportano tutti nella stessa maniera: c’è chi, come Potenza e Avigliano, in ossequio alla risoluzione ministeriale, ha inserito nel proprio regolamento comunale la tassa, chi come Melfi e Lavello ha, sempre rispettando la normativa, trovato il modo per escluderla e non la fa pagare da anni, e chi, come a Filiano, fa pagare nonostante siano le ditte di onoranze funebri a dover appendere i manifesti da sé, nonostante la legge escluda da alcun pagamento per le autoaffissioni in questo campo. Una vera e propria giungla in cui a farne le spese sono i cittadini, su cui si scaricano i costi, di quei comuni nei quali il diritto d’urgenza viene

preteso rifacendosi alla normativa nazionale, che, purtuttavia, non ha il pregio della chiarezza e lascia dubbi in merito (come spiegato nel pezzo a lato), perché fa trapelare la balzana idea che i manifesti funerari possano contenere (l’unica spiegazione che individuiamo alla costruzione della norma) contenuti commerciali. Inoltre, esaurendosi il momento del funerale entro poco più di 24 ore, quella che viene definita «ipotesi» d’affissione entro il giorno della consegna, non è una remota possibilità, ma la regola. Quindi almeno 25 euro a lutto per le casse comunali, oltre naturalmente al costo dei diritti di affissione ridotti, però, del 50%. L’ennesima inammissible tassa imposta ai cittadini sempre più tartassati in un periodo in cui le tasche risultano vuote. Vuotissime.

AFFISSIONI Manifesti funebri a Potenza [foto Tony Vece]

-21 CANTIERE In dirittura d’arrivo i lavori della piazza più importante della città [foto Tony Vece]

COSA DICE IL MINISTERO

MACCHIA ROMANA IL RAGAZZO IN SELLA ALLO SCOOTER È IN OSPEDALE

I necrologi Due auto e una moto e le ragioni coinvolte in un incidente del «surplus» Ferito il motociclista l Nell’ipotesi in cui l’affissione sia richiesta per il giorno in cui è stato consegnato il materiale da affiggere, ovvero per le ore notturne dalle 20 alle 7 o nei giorni festivi sarà dovuta la maggiorazione del 10% del diritto, debitamente ridotto alla metà; mentre il minimo per ciascuna commissione previsto dalla norma troverà invece applicazione solo nel caso in cui per l’attuazione del servizio l’applicazione della relativa tariffa condurrebbe alla riscossione di importi inferiori a quello sopra indicato. Così scrive il Ministero. A questo punto sorgono un paio di dubbi. È possibile che ci siano manifesti mortuari che non richiedano urgenza d’affissione esaurendosi il momento del funerale entro poco più di 24 ore? Inoltre, il Ministero delle Finanze ha, con il regolamento, stravolto il Dgl, e mettendo da parte il comma 9 dell’art. 22 che escludeva dalla maggiorazione il materiale non di carattere commerciale, ha inserito la maggiorazione per i necrologi. Perché?

l Incidente stradale, ieri sera alle 18, a rione Macchia Romana (nella foto di Tony Vece). Coinvolte due automobili (una Renault Clio e una Lancia Lybra) ed uno scooter. Ad avere la peggio il ragazzo in sella alla moto, trasportato all'ospedale San Carlo dal personale del 118 giunto sul posto insieme alla polizia locale che stabilirà la dinamica dell'incidente. Le conseguenze per il «centauro» potevano essere molto più gravi a giudicare dallo scenario dell’incidente.

DIRITTO DI REPLICA MARIAROSARIA COLANGELO DIRETTRICE DEL CENTRO ESTIVO «ALTRI MONDI»

le altre notizie

Niente posto per la disabile «C’è un regolamento» EMANUELA FERRARA l Ieri la Gazzetta ha pubblicato la lettera dei genitori di Sara, ragazzina disabile non ammessa in un centro estivo. In particolare si fa riferimento al neonato «Altri Mondi» diretto dalla dott.ssa Mariarosaria Colangelo, attaccata a più riprese dai genitori della piccola in quanto, secondo loro, responsabile dell'esclusione ingiustificata di Sara. La direttrice, sentita dalla Gazzetta, ha chiarito la sua posizione e quella dell'intero staff del centro estivo. Purtroppo la situazione è molto delicata e va trattata con grande attenzione ed è quindi giusto sentire anche la versione dei responsabili del centro estivo. L'esclusione di Sara è tutt'altro che ingiustificata stando alle parole della direttrice, che insieme al suo personale si è premurata di accogliere la ragazzina per un giorno di prova, nonostante Sara superasse l'età massima consentita dal regolamento del centro che prevede attività per bambini dai 4 ai 14 anni. Alla fine della giornata

la dott.ssa Colangelo faceva presente ai genitori di Sara che purtroppo l'esito della prova era negativo e che il centro «Altri Mondi» non poteva accogliere la figlia per evidenti difficoltà. «Il giorno successivo – dichiara la direttrice – mi vedo arrivare comunque il mezzo che accompagna la piccola e sono stata dunque costretta a bloccarlo, assicurandomi però, che il pullmanino rimanesse all'ombra e con il condizionatore acceso fino all'arrivo della madre e non al sole come la stessa madre denuncia nella sua lettera». Fa appello al regolamento, la responsabile del centro estivo, per spiegare la mancata accoglienza di Sara. «Secondo le nostre regole possiamo iscrivere bambini disabili solo se accompagnati ed assistiti da personale qualificato, figura questa che deve necessariamente essere a carico delle famiglie sia come scelta che come compenso. In quanto la nostra cooperativa non a scopo di lucro, essendo completamente privata, non può di certo accollarsi anche questi costi. Secondo l'intero staff di Altri Mondi – continua la

EMERGENZA INCENDI

Il Wwf scrive alla Regione «Vietare la bruciatura di stoppie» n Il Wwf torna a chiedere alla Regione di vietarela bruciatura delle stoppie, «pratica non solo pericolosa ma oramai obsoleta ed antieconomica, che provoca gravissimi danni alla stabilità dei suoli e alla loro fertilità, al paesaggio, al patrimonio boschivo e alla fauna selvatica». Secondo il Wwf anche quest’estate questa operazione ha contribuito notevolmente ad incrementare il numero di incendi che ha inflitto gravissimi danni al patrimonio naturale. SCUOLA

RAGAZZI Un centro estivo

Lezioni al via il 17 settembre in tutti gli istituti secondari di II grado

dott.ssa Colangelo – il tipo di disabilità di Sara necessitava di un'assistenza continua e costante che solo una persona qualificata poteva darle». La responsabile del centro si dichiara infine amareggiata per le parole della madre di Sara, anche perchè da sempre impegnata nel sociale ed in particolare sempre in battaglia per ogni tipo di integrazione. Integrazione, proprio questa la parola chiave, altrimenti anche un centro estivo rischia di diventare un parcheggio.

n Una strategia condivisa con i dirigenti scolastici con un avvio delle attività scolastiche per tutte gli istituti secondari di secondo grado fissato nel 17 settembre. Uniformare l’inizio delle lezioni permetterà infatti una migliore organizzazione del trasporto pubblico scolastico sul territorio, nonchè un’ottimizzazione delle spese di gestione degli edifici». Lo ha annunciato il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, a margine dell’incontro con i dirigenti scolastici svoltosi ieri a Potenza.


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

MATERA CITTÀ I IX

Mercoledì 5 settembre 2012

CRISI INDUSTRIALE

UN ALTRO COLPO AL TERRITORIO

LO SCENARIO L’impresa produce mattoni e travetti per l’edilizia e ora denuncia difficoltà finanziarie e un ridimensionamento dell’organico

L’ALTERNATIVA Si paventa il subentro di un nuovo gruppo che possa rideterminare assetti e organizzazione produttiva

Valdadige, spettro licenziamenti L’azienda è in difficoltà finanziaria. Si sta cercando una soluzione per i dipendenti EMILIO SALIERNO l È da due giorni che i sindacati battagliano con l’azienda nella sede di Confindustria. In ballo ci sono oltre 50 posti di lavoro, quelli della Ila Valdadige di Matera, che produce mattoni e travetti per l’edilizia. L’impresa denuncia difficoltà finanziarie e si paventa un ridimensionamento dell’organico. Alla Valdadige è stato già ridotto il ritmo produttivo, in attesa di capire come uscire dalle difficoltà che impediscono di mandare avanti in maniera completa l’attività industriale. Insomma, siamo comunque di fronte ad un’altra battuta d’arresto del sistema produttivo del nostro territorio. La possibile via d’uscita a questa nuova crisi, stando ai sindacati, è che un’altra azienda subentri acquisendo l’impianto. È la soluzione che porterebbe ad una «scomposizione» dell’azienda Valdadige da cui verrebbe fuori una nuova società per rideterminare assetti e organizzazione produttiva. Ieri sera, intanto, è stata convocata l’assemblea tra sindacati e lavoratori per valutare questi possibili scenari. C’è molta agitazione, naturalmente, tra le maestranze e nei giorni scorsi molti degli operai si sono radunati sotto la sede di Confindustria attendendo novità dal confronto con l’azienda voluto dai sindacati materani. La storia dello stabilimento Valdadige di Matera, almeno negli ultimi tempi, è costellata da problemi. Nel 2009 la cassa integrazione ordinaria, della durata di 13 settimane, motivata con la crisi del settore delle costruzioni e allo

smaltimento di laterizi e travetti stoccati nello stabilimento. Lo stop della Ila Valdadige, già due anni fa, confermò la crisi del comparto delle costruzioni e delle opere pubbliche. A marzo dello scorso anno, invece, per alcuni giorni si bloccarono le attività lavorative dello stabilimento di Matera, a causa di una colata di fango che si riversò nello stabilimento per le piogge intense di quel periodo. L'azienda è ubicata nella zona di Venusio, a ridosso della strada statale 99 per Altamura, in un capannone di circa 6500 metri quadrati. L'allagamento costrinse la società a sospendere la produzione e a collocare i lavoratori in cassa integrazione. In seguito, i tecnici del Comune, dell'Anas e del Consorzio di bonifica avviarono i lavori di ripristino e di bonifica dell'area per consentire ai lavoratori di tornare regolarmente in azienda, evitando altre conseguenze pesanti al ciclo produttivo della Valdadige. Una tragedia ben più pesante interessò l’azienda nel 2011. Uno dei dipendenti, Francesco Paolo Morcinelli, di 53 anni, perse la vita travolto da un cancello situato nel perimetro dello stabilimento. Un dramma che rilanciò nel Materano il problema delle morti sul lavoro. E la Valdadige è stata spesso nell’occhio del ciclone per le emissioni dello stabilimento, dopo le segnalazioni da parte dei cittadini di cattivi e persistenti odori di acido misto a gas che spesso si propaga sino al centro storico di Matera. Una questione, tuttavia, rispetto a cui l’azienda ha sempre sottolineato l’estraneità della propria attività produttiva.

STABILIMENTO La Ila Valdadige di Matera. Nella zona di Venusio produce mattoni e travetti per l’edilizia. È stato già ridotto il ritmo produttivo, in attesa di capire come uscire dalle difficoltà che impediscono di mandare avanti in maniera regolare l’attività [foto Genovese]

PERCORSO DIFFICILE Nuovi problemi dopo la cassa integrazione degli anni scorsi

PROMOZIONE DEL TERRITORIO OPERATORI NAZIONALI E EUROPEI A CONFRONTO SINO A DOMANI

La Borsa del turismo rurale l Danesi, francesi e ungheresi, ma anche le regioni italiane alla Borsa del Turismo Rurale organizzata dal Gal Bradanica, Apt Basilicata e Piot “Feudi Federiciani”. Parte infatti a Matera, con l’arrivo di 30 buyer, la seconda edizione della “Borsa del Turismo Rurale di Basilicata” organizzata e gestita in co-marketing dai tre enti regionali. L’evento, che è stato progettato in formula itinerante, prevede un “educational tour” di conoscenza dei territori coinvolti, due workshop tra la domanda e l’offerta turistica, oltre a momenti di riflessione e dibattiti sull’evoluzione della domanda turistica con particolare riferimento al turismo rurale e dell’esperienza e a degustazioni e percorsi enogastronomici in location d’eccezione. Dal 3 al 6 settembre Matera e la sua collina con gli antichi e suggestivi borghi dell’area del Gal Bradanica, insieme

al Parco Murgia ed all’Oasi naturalistica di San Giuliano, saranno visitati dai responsabili commerciali di Cral e agenzie di viaggio di diverse regioni italiane, ma anche da tour operator danesi, francesi ed ungheresi particolarmente interessati al prodotto Basilicata legato alla ruralità e ad un turismo che si posiziona sui segmenti natura – cultura. Dopo il workshop del 6 settembre, che si terrà a Miglionico a partire dalle ore 9,30 all’hotel ristorante “il Ritrovo del Cima”, l’evento si sposterà nel potentino con la visita alle Dolomiti Lucane, al Parco della Grancia, al castello di Lagopesole e in altri centri dell’area Piot “Feudi Federiciani”. «La Basilicata – ha dichiarato il presidente del Gal, Leonardo Braico – è finalmente entrata nell’immaginario della domanda turistica, come nuova ed [e.p.] accattivante destinazione».

Al via «Matera è fiera» partecipano 160 espositori Nella sala convegni della fiera campionaria il Centro logopedico-psicopedagogico Imparola in collaborazione Anastasis e Giunti Scuola terrà alle 19 un seminario dal titolo: “Il piacere della lettura. I diversi modi di leggere, quando una scarsa motivazione alla lettura nasconde delle difficoltà”. Parteciperanno all’incontro il prof. Giacomo Stella, componente del Comitato tecnico-scientifico per l’attuazione della legge 170 dell’8 ottobre 2010, fondatore dell’Associazione italiana dislessia e direttore scientifico SOS Dislessia, e la senatrice Maria Antezza, già firmataria di un disegno di legge sulla dislessia. [c.cos.]

SINO AL 15 SETTEMBRE

Lavori di rifacimento

Trenta buyer italiani e stranieri invitati dal Gal Bradanica della segnaletica stradale

LA RASSEGNA QUADRUM: L’OBIETTIVO È DI SUPERARE I 40 MILA VISITATORI DELLO SCORSO ANNO

Fiera campionaria C’è anche un seminario sul piacere di leggere

le altre notizie

l Si inaugura oggi la terza edizione di “Matera è fiera” organizzata dalla società materana Quadrum e in programma fino al 9 settembre in piazza della Visitazione. Alle 17, per il taglio del nastro, saranno presenti i vertici delle istituzioni, autorità militari e religiose, esponenti del mondo imprenditoriale, che inaugureranno l’evento fieristico che quest’anno vede la presenza di 160 espositori. «Per questa edizione l’obiettivo- ha detto Franco Braia amministratore della Quadrum- è quello di battere il record della 40 mila presenze registrate lo scorso anno. Un obiettivo che può contribuire a portare fiducia in una fase difficile dell’economia. Abbiamo lavorato con impegno agli allestimenti degli stand e per attrezzare l’area destinata agli enti locali e alla stampa, con l’intento di dare a Matera una vetrina che contribuisca ad allargare le opportunità di crescita delle aziende, per le quali l’evento fieristico rap-

ITIS PENTASUGLIA

Training gratuiti per gli insegnanti n Oggi e domani, all’Itis Pentasuglia, training gratuiti a favore dei docenti degli istituti tecnici superiori. Gli argomenti trattati nelle giornate formative riguarderanno l’utilizzo del software di programmazione e supervisione dei Plc. PDL, SENATORE LATRONICO

Nuove soluzioni per la spending rewiew

IN PIAZZA Si inaugura oggi la terza edizione di “Matera è fiera” organizzata dalla società materana Quadrum presenta un efficace strumento promozionale. Tra le aziende, c’è, infatti, la consapevolezza che questo appuntamento rappresenta un momento importante che dà a tutti la possibilità di farsi conoscere, promuovere i propri prodotti e dare visibilità alle proprie attività imprenditoriali. Particolare attenzione è stata rivolta anche agli allestimenti dedicati agli enti locali e all’area riguardante l’informazione e la comunicazione». Il presidente della

n Sono iniziati lunedì i lavori di rifacimento della segnaletica stradale verticale ed orizzontale. Lo rende noto l’assessore ai Trasporti, Sergio Cappella. Partiti dal borgo La Martella i lavori, che si svolgono nelle ore notturne per ridurre i disagi ai cittadini, saranno estesi a tutta la città. Particolare attenzione sarà riservata agli attraversamenti pedonali dinanzi a tutti gli istituti scolastici al fine di trovarsi pronti all’apertura dell’anno scolastico prevista per il 17 settembre. La chiusura dei lavori, infatti, è prevista per il 15 settembre.

Camera di commercio, Angelo Tortorelli dice che «”Matera è fiera” è un evento importante per promuovere il territorio e l’economia locale in un fase difficile per la crescita e per l’occupazione, ma che può stimolare interessi e collaborazioni per guardare con fiducia e impegno alla ripresa». L’ente camerale partecipa all’evento con un proprio spazio informativo. [c.cos.]

n La proposta per la riorganizzazione delle Province in Basilicata che il governo regionale dovrebbe predisporre e presentare al governo nazionale come prevede la spending review, dovrebbe essere l’occasione per proporre un assetto istituzionale che punti a qualificare i servizi e provi a raggiungere risultati di riduzione/ razionalizzazione della spesa pubblica regionale”. Lo ha dichiarato il senatore del Pdl, Cosimo Latronico. “Sperimentare soluzioni innovative e qualificate - secondo Latronico - dovrebbe essere l’occasione per la Regione Basilicata per rivedere il suo assetto istituzionale, renderlo più adeguato alle necessità del territorio e proporlo sul tavolo del governo nazionale per difendere il ruolo delle province lucane».


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.09.2012

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18 24 Ore in Basilicata

Basilicata Mezzogiorno Mercoledì 5 settembre 2012

Assalto al cantiere di Macchia Romana: a Potenza si teme l’inizio di una nuova stagione di attentati

Lo «sfregio» per dare un segnale

Le condanne di luglio e il fattaccio come nel 2008, dopo la sentenza basilischi

POTENZA - Adesso il timore è che quanto accaduto venerdì scorso sia soltanto il primo di una nuova serie di attentati e gesti intimidatori, come quelli che anni orsono, in periodi particolari, hanno colpito aziende e imprenditoridel capoluogoedintorni. Dopo la svolta impressa nelle indagini sui responsabili dell’agguato nel cantiere del Santoro group di Macchia Romana col passaggio in carico all’antimafia, che haacceso subitoiriflettori sui sommovimenti negli ambienti del crimine organizzato, prende consistenza l’ipotesi di un messaggio indirizzato non solo al titolare dell’impresa di costruzioni di San Nicola di Pietragalla, ma a un più vasto pubblico di potenziali bersagli di future richieste estorsive. Andrebbe spiegata in questo modo la scelta di un tempismo altrimenti difficile da giustificare, con quei colpi esplosi sulla Mercedes Slk 200 di Salvatore Santoro, non più tardi delle 16.30 in un quartiere residenziale come Macchia Romana, e una via tutt’altro che disabitata, dove da tempo le palazzine di nuova costruzione ospitano famiglie spesso con bambini al seguito. Il rischio di essere notati è molto alto ma evidentemente un gesto di quel tipo non andava soltantocompiuto, maanchepubblicizzato a dovere per «sfregiare» l’obiettivo preso di mira in maniera da trasformarlo in un esempio agli occhi di tanti nella stessa situazione. Così sospettano gli investigatori guidati dal capo della Squadra mobile Barbara Strappato che stanno conducendo gli accertamenti del caso senza troppa collaborazione da parte dell’ambiente. Pesa, probabilmente, la fama dell’ex proprietario di quei terreni lungo via Martin Luther King, l’ingegnere Nicola Giordano, a processo per usura assieme al boss Renato Martorano. Ancora ombre si addensano poi su un altro episodio, risalente allo scorso gennaio, che ha coinvolto l’impianto di calcestruzzi

IL Palazzo di giustizia di Potenza, a destra e sinistra gli agenti della Questura accorsi sulla scena dell’assalto di venerdì pomeriggio in via Martin Luther King

del nipote di Salvatore Santoro, con l’incendio di due automezzi, per cui non sono stati ancora trovati i responsabili. Certo è che al vaglio degli inquirenti ci sarebbero diversi precedenti simili risalenti agli scorsi mesi, ferme restando le fortissime analogie con quanto avvenuto a marzo del 2010 al distributore della Esso di via Liguria, e per tutto il 2008 nell’area di Pignola, roccaforte del vecchio clan dei basilischi. Proprio la sequenza di quanto avvenuto quattro anni fa evoca i peggiori presagi. All’epoca, dopo mesi di calma piatta coincisi con le ultime battute del maxi-processo contro la “quinta mafia” si sarebbe verificata una vera e propria sciadi attentatie gestiintimidatori. Due mesi dopo le condanne per 37

imputati e i 262 anni di carcere inflitti tra gli operatori economici della zonasi sarebberegistrato uncrescente «clima di allarme». Se qualcuno volesse dimostrare che era tutt’altro che sconfitto, e che la quiete degli mesi precedenti era stata soltanto una mossa strategica non si è mai capito. Tempo dopo tra i capi d’imputazione contro il clan guidato dall’ex pugile Saverio Riviezzi (condannato a 11 in primo grado nel processo basilischi) di quei fatti non ci sarebbe stata traccia, ma nelle informative gli inquirenti avrebbero evidenziato lo stesso che si erano «moltiplicati a dismisura il numero di attentati, di incendi e in generale di condotte violente e minatorie - ma non solo - ai danni di gestori e di titolari di attività economiche e commerciali». A febbraio, prima l’incendio di un

prefabbricato e poi quello di una baracca in lamierato all’interno di un cantiere di una ditta che, stava realizzando 18 appartamenti e tre locali a destinazione commerciale. A marzo, il ritrovamento di due molotov vicino a due escavatori in un altro cantiere per un grosso complesso residenziale, e poi l’incendio di un prefabbricato del Comune in un’area interessata da un progetto di riqualificazione urbana che prevedeva la costruzione di 30 alloggi, affidato a un imprenditore che avrebbe denunciato anche il rinvenimento di una bottiglia incendiaria e di una tanica in plastica contenente del liquido infiammabile all’interno di un secondo cantiere. A settembre, due incendi d’auto in una notte. Infine a novembre, l’assalto fotocopia di quello di venerdì scorso in contrada Molino del Capo con due persone col viso coperto che sparano cinquecolpidi pistolaall’indirizzo di

un furgone Mercedes di proprietà di un’impresa edile impegnata nella costruzione di alcune abitazioni, e il ritrovamento dei resti di un suino ancora in un altro cantiere. Quattro anni più tardi, dopo un mese e mezzo dalle condanne nei processi sulla faida tra gli stessi basilischi proprio per il monopolio degli affari criminali nel capoluogo, è possibile che quanto accaduto a Macchia Romana doveva servire per mandare un segnale di vitalità dell’organizzazione colpita duramente dalle sentenze? In ambienti bene informati la sensazione che si avverte è questa. D’altronde le condanne significano persone in carcere da aiutare, con costi non indifferenti. Un prezzo che qualcuno potrebbe pensare di caricare sui pochi ancora che lavorano nonostante la crisi. lama l.amato@luedi.it


Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 05.09.2012

XII I BASILICATA SPORT

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Basilicata Mezzogiorno Mercoledì 5 settembre 2012

CALCIO REGIONALE L’AVVENTURA SI CONCLUDERÀ IL 28 APRILE DEL 2013. I CAMPIONATI SI INTERROMPERANNO IL 16 DICEMBRE PER LE FESTE NATALIZIEE IL 17 MARZO PER QUELLE PASQUALI

Eccellenza e Promozione al via Tutti in campo domenica prossima 9 settembre per la prima giornata


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.09.2012

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Basilicata Mezzogiorno

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CULTURA E SPETTACOLI

Mercoledì 5 settembre 2012

Il 29 settembre la consegna del riconoscimento del Women’s Fiction Festival

Amy è la Baccante 2012 con Amore, zucchero e cannella MATERA - Ogni anno l'associazione Women's Fiction Festival, insieme alla casa editrice Harlequin Mondadori, assegna il Premio Baccante a un personaggio di fama internazionale per il suo apporto alla narrativa femminile in Italia e nel mondo. Dopo Maria Venturi, Inge Feltrinelli, Alicia Gimenéz Bartlett, Federico Moccia, Milena Agus, Brunonia Barry e Licia Troisi e Margaret Mazzantini, il magnifico gioiello in oro, simbolo del premio, un’opera d'arte creata dal Laboratorio Orafo Materia, verrà consegnato a Amy Bratley, sabato 29 settembre, dal direttore editoriale di Harlequin Mondadori, Alessandra Bazardi. La celebrazione sarà ospitata nella Casa Cava dalle ore 20.30 in poi. Condurrà la serata Alessandra Casella. L'evento sarà accompagnato dalla lettura di Gola di Mattia Torre eseguita dagli attori Valerio Aprea e Carlo De Ruggieri, e dal concerto delle Panny Ladies, The Women play the Beatles, quartetto: Ilaria Guidi - Voce, Ivana Muscoso - Piano, Cori, Harmonizer Caterina Palazzi - Contrabbasso, Emanuela Monni - Batteria, in collaborazione con l'Onyx Jazz Club. Amy Bratley vive a Londra, dove lavora come giornalista freelance. Nel febbraio del 2011 ha pubblicato con Macmillan il suo romanzo di esordio, “The Girls' Guide to Homemaking”, tradotto in Italia nel 2012 con il titolo “Amore, zucchero e cannella” (Newton Compton) con cui ha conquistato milioni di lettori in tutto il mondo. Tutte estremamente lusinghiere le recensioni apparse sui principali giornali italiani. Il suo secondo romanzo, “Amore, bugie e cioccolato” uscirà mei primi mesi del 2013 con la casa editrice Newton Compton. Il gioiello che sarà consegnato alla scrittrice è stato realizzato da Lela Campitelli del Laboratorio Orafo Materia ed ispirato proprio alle Baccanti, che “nel mito greco, rappresentavano l'esaltazione mistica eccessi-

La scrittrice Amy Bratley

va e feroce culminante nella pratica di rituali cruenti. Erano tuttavia sacerdotesse di Dioniso, simbolo di conoscenza occulta ma, so-

prattutto, incarnazione del principio naturale della psiche, l'istinto. Quello stesso principio naturale che liberandosi,

esprimendosi nella persona attraverso invasamento e possessione, produce l'arte, la danza, la musica e il canto”.

Il WFF è sostenuto da Regione Basilicata, Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, Ufficio di presidenza del Consiglio Regionale di Basilicata, Apt Basilicata, Ufficio della consigliera di parità della Provincia di Matera, Comune di Matera, Camera di Commercio di Matera, sponsorizzato da Harlequin Mondadori, Fondazione Carical, Banca Popolare di Puglia e Basilicata. Sponsor tecnici: Palazzo Gattini, Corte San Pietro, Azienda Agricola Taverna, Agenzia Viaggi Lionetti, Laboratorio Orafo Materia, S&P Ristorazioni, L'abbondanza Lucana. Partner: Le Monacelle Cultura, Onyx Jazz Club, Slow Food Matera, Consorzio di Tutela del Pane IGP Matera. Media Partner: Hyperbros, Videouno, Scai Comunicazione, Il Parco Lucano. Per iscrizioni al Congresso Internazionale per scrittori e rimanere aggiornati sulle attività del WFF, è possibile consultare il sito web www.womensfictionfestival.com. cultura@luedi.it

La scrittrice conquista la giuria con il racconto “True love”

A Nisreen Naja il Premio Energheia Libano MATERA - Il premio Energheia inizia a incoronare i primi vincitori dell’edizione 2012 del concorso letterario. L’associazione culturale, presieduta da Felice Lisanti, comunica che Nisreen Naja, ventiquattrenne di Tripoli (Libano) si è aggiudicata il Premio Energheia Libano 2012, con il racconto "True love" (Amore vero). Nel complesso quadro Mediorientale che non riesce a trovare una stabilità economica e geopolitica, il Libano quest’anno ci regala, con Nisreen Naja, un racconto a sfondo intimistico dove il caos di un Paese - tuttora pervaso da conflitti non ancora risolti - irrompe in maniera violenta e feroce nella vita di una coppia, travolgendola. La vincitrice, sarà ospite della nostra città in occasione della cerimonia di consegna della XVIII edizione

del Premio Energheia, prevista per il 15 settembre , nei giardini del Museo Ridola di Matera. Sarà presente anche Gabriella Fiorani in rappresentanza della Società Italiana "Dante Alighieri" e Cristina Foti, quest’ultima che ha coordinato sul suolo libanese, la promozione del bando e la selezione dei racconti finalisti.

Un Premio che si è avvalso anche della collaborazione nel Paese dei Cedri -della Safadi Foundation, del British Council, del Centre Culturel Francais e dell’Università Statale di Beirut. Designati i vincitori del Premio Energheia Espana e del Premio Energheia Libano, sabato 15 - poche ore prima l’inizio della cerimonia di consegna del Premio Energheia sarà la Giuria - composta da Arnoldo Mosca Mondadori, editore e scrittore; Errico Buonanno, scrittore; Raffaella Fiorani, della Dante Alighieri; Pietro Coletta, artista; Pietro Veronese, giornalista de La Repubblica -, ad indicare, il racconto vincitore del Premio edizione 2012 oltre al miglior racconto per la realizzazione di un cortometraggio realizzato dall’associazione Energheia, tra i finalisti selezionati dal comitato di lettura.

LIBRI

Coniglio riscopre “Il pittore di Pisticci” PISTICCI - E' stato presentato nei giorni scorsi il saggio dal titolo “Il Pittore di Pisticci”, scritto da Giuseppe Coniglio. Opera che arricchisce il vasto repertorio bibliografico pisticcese. L'opera si propone di divulgare la figura e l'intensa attività di creazione e costruzione di vasi del maestro ceramografo, considerato il primo caposcuola della pittura a figure rosse della Magna Grecia e fondatore di una tra le più note officine italiote. E' comunemente detto il Pittore di Pisticci perché la maggior parte dei suoi vasi è stata rinvenuta proprio nel centro jonico, dove aveva aperto un laboratorio ubicato forse nell'odierno quartiere Cammarelle. Le sue opere sono oggi esposte nei principali musei del mondo, fra cui nel Louvre di Parigi, a Filadelfia, Leningrado, Carolina, New York, Copenaghen, Londra British Museum, Boston, Napoli, Reggio Calabria, Berna, Brno. La forma privilegiata era il Cratere a Campana, ornato con anse orizzontali. Una delle opere più pregevoli del Pittore di Pisticci, che ha iniziato la sua attività intorno al 440 a.C., è una Pelike rinvenuta a Taranto, nel corredo di una sepoltura, che rappresenta la scena di un inseguimento, con due giovani ragazze che cercano di sottrarsi ad un uomo armato di lancia. Oggi nella biblioteca comunale è esposta una parte in copia delle opere di dimensioni naturali, realizzate dai maestri ceramisti “Anti” di Grottaglie. Il volume a cura di Coniglio aiuta a riscoprire una figura storica importante per la storia non solo di Pisticci ma dell’intera Magna Grecia Lucana, attraverso un percorso di immagini e commenti agile e chiaro.

PROSEGUE IL “MALATESTA PROJECT”

L’arte di Carmentano in osteria MATERA - Prosegue l'allestimento dello spazio espositivo all'associazione Tempa Rossa all'Osteria Malatesta in via San Biagio a Matera. L'opera del mese di settembre del Malatesta Project è “S'e' cinta la testa”di Dario Carmentano, una stampa digitale di dimensioni A4. Il progetto “Vox Populi” si compone di alcune opere dell'artista Dario Carmentano che tentano di interpretare come viene percepito nell'immaginario collettivo il concetto di italianità alla luce del grande passaggio epocale dalle grandi narrazioni ad una contemporaneità in cui l'individuo si vede costretto ad un nomadi-

smo esperienziale ed esistenziale immerso in uno scetticismo ed un conseguente nichilismo. Agli occhi dell'uomo contemporaneo, la propria condizione di cittadino viene fagocitata dagli inarrestabili meccanismi ed interessi della tecnica, dell'alta finanza e della politica. Con l'opera “Si è cinta la testa”, Dario Carmentano rimodula il credito narrativo legato ad alcuni simboli dell'italianità ovvero la Bandiera Tricolore e l'Inno di Mameli. Tutte le narrazioni si fondano su una falsificazione della realtà, pertanto è possibile inserirsi nella narrazione e falsificarla ulteriormente facendola divenire

un'altra storia. Lungi da qualsiasi intenzione di vilipendio, la Bandiera Tricolore, nella sua oggettività, racconta nuove storie, prende nuove forme, aderisce all'ironia della voce del popolo ed alla sua visione della storia. Il progetto “Vox Populi” verrà presentato in anteprima il 21 settembre 2012 a cura dell'Associazione “AmnesiacArt” di Potenza, nell'ambito delle programmazioni di Materadio, presso la sede del “Cecilia” nella zona industriale di Tito, poco distante dalla città di Potenza, dove Dario Carmentano presenterà cinque opere del formato di cm 150x150. Il progetto si completerà il 6 otto-

bre, in occasione della Giornata per il Contemporaneo, con un laboratorio che si terrà presso il “Salone dei Rifiutati” a cura dell'Associazione “La luna al guinzaglio” di Potenza, in cui verranno coinvolti una ventina di partecipanti invitati a produrre delle armi fittizie con materiali di recupero di cancelleria e di arredo per uffici, quali righe, squadrette, CD, componenti di computer, sedie, ecc., quindi non più falci, forconi e zappe, con cui armarsi per costituire un esercito o meglio un incerto e pacifista gruppo insurrezionale che Dario Carmentano fotograferà per soli fini artistici.

Dario Carmentano


Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 05.09.2012

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50 Cultura

Basilicata Mezzogiorno

Mercoledì 5 settembre 2012

E’ in gara con il numero 044 e confida nel sostegno dei lucani a colpi di televoto

Giovanna Di Verniere una miss per caso Da Lauria alle finali di Montecatini terme di FRANCESCO ALTAVISTA MONTECATINI TERME - «Era un periodo in cui non lavoravo e quindi non sapevo come passare il tempo, per cui ho trovato una scheda di iscrizione di Miss Italia ed ho detto dato che non stavo facendo niente: proviamo a fare questa cosa. E' partito tutto così.» E' tarda sera, dopo una giornata durissima a Montecatini Terme, Giovanna Di Verniere risponde al telefono per il Quotidiano della Basilicata e mostra subito la sua fascinosa gentilezza. E' con queste parole che spiega la sua partecipazione al concorso di bellezza più importante d'Italia, togliendo forse un po' di incanto alla kermesse. «Da quando ero piccola dicevo sempre che avrei voluto partecipare per capire come era l'ambiente, non l'ho mai fatto per lo studio e poi per il lavoro - spiega meglio a telefono - Ho approfittato di questo primo anno di libertà per avvicinarmi a questa esperienza. Avevo mandato l'iscrizione a 16 anni ma mio padre non era d'accordo, serviva il consenso e quindi non è andata avanti. Diciamo che mio padre non è d'accordissimo, non è un genere di cose che piacciono a lui, ma adesso comunque è contento che sono qui. Mia madre è contentissima, mi fa tanta promozione su facebook, è la mia prima fan». Giovanna è di Lauria, nata il 30 ottobre del 1988, appassionata dei Nirvana , splendidi occhi e capelli castani, un metro e settanta, un corpo mozzafiato costellato qui e là da qualche tatuaggio. Una ragazza con un lavoro precario come grafica pubblicitaria che ama viaggiare ed essere indipendente: «Il mio sogno più grande è trovare un lavoro giusto che mi piaccia - dice e continua Al primo posto metto l'indipendenza ed avere i mezzi per viaggiare, cosa che a me piace tanto, quando ho i soldi faccio anche tre viaggi all'anno». E' tra le prefinaliste insieme all'altra miss lucana Anita Cavaliere ( numero 060) che si sfideranno al televoto per arrivare alla finale del 9 e 10 settembre, dove ci sono già di diritto le Miss regionali, tra cui miss Basilicata, Giulia Giarletta. Le votazioni inizieranno dopo l'anteprima di Miss Italia in onda su Rai Uno in seconda serata dopo la partita della nazionale il 7 settembre, Giovanna ha il numero 044 (per votare fino a sei volte da telefono fisso 894.424 e da mobile 47222 ) ma a suo dire, ciò che sta vivendo ora è già un traguardo insperato: «Sinceramente non pensavo di arrivare in finale. In tutte le cose che ho fatto nella vita non ho mai puntato sulla mia bellezza - continua - non ho mai preso in considerazione di mostrarla per fare qualcosa almeno consapevolmente. Credo che l'abbiano notata più gli altri». E gli altri l'hanno notata e come, visto che da subito dalla prima serata di selezioni lucane la bella Giovanna, il 27 luglio nell'auditorium di Rai Basilicata, vince due fasce: secondo posto “Miss Potenza” e terzo “Miss Deborah”. Il suo lavoro di grafica pubblicitaria l'ha messa sempre dietro le quinte e non sotto i riflettori come invece sta accadendo ora a Montecatini : «E' divertente perché essere al centro dell'attenzione ogni tanto è bello. Mi fa piacere anche che molte persone del mio paese Lauria con cui prima non parlavo adesso mi chiedono notizie, si interessano, mi mostrano affetto - continua - Nonostante questo io amo restare dall'altro lato, dietro i riflettori e non davanti. Aspettative non ne ho, perché comunque il mio obiettivo non è quello di entrare nel mondo dello spettacolo, ho voluto fare questa esperienza perché comunque è un mondo interessante e volevo avvicinarmi e capire. A me piace il lavoro che faccio e voglio fare il mio lavoro, se va bene non è che mi dispiace, ma sono già contenta di essere qui, diciamo che non ci credo più di tanto». A Lauria in effetti c'è fermento, la città si stringe attorno alla sua dea, si potrebbe anche dire che è la terza persona più famosa di Lauria dopo Rocco Papaleo e Gianni Pittella... Ma Giovanna ci va cauta: « Non vorrei diventare famosa nel mio paese solo perché ho partecipato a Miss Italia, perché giustamente chi pensa a questo concorso, pensa a ragazze in costume che sfilano. Spero che questa cosa faccia comprendere anche

il lato più importante di me, a Lauria chi mi conosce lo sa che sono anche sostanza - continua - Io penso di rispecchiare la mia regione, come persona, da fuori un po' chiusa e timida ma quando bisogna mettersi in gioco esplode, c'è. Direi che con l'eleganza ci devo lavorare un po' sopra, non lo sono eccessivamente. Sono più comica che elegante, direi quindi di essere più “Rocco” che “Gianni”». Divertente ed ironica, elegante quanto basta, Giovanna ha carte vincenti nella sua mano a cui si aggiunge un'aria di bella e ribelle che non guasta mai. Da bambina era timida e riservata ma racconta che la madre fu costretta a mettere i lucchetti alle porte di casa, perché ogni volta che si arrabbiava voleva andare via. La vittoria come bella d'Italia è difficile e nemmeno pensata ci confessa, però da lei è impossibile non farsi ammaliare: «A me piace il modo in cui affronto le cose, sono sempre realista con i piedi per terra ma sono anche sempre ottimista cerco di guardare più in là. Credo di essere piena di vita e di interessi. Da una parte è brutto perché una volta che ho ottenuto una cosa ne voglio subito un'altra, però comunque è stimolante, me lo dico da sola - continua- In generale mi piace tutto quanto di me. Sono anche molto “instabile”, nel senso che non riesco a stare ferma. In certi casi è positivo in altri no». Come si trova una ragazza così “instabile” rinchiusa nelle regole e negli orari ristretti di Montecatini ? «Sono giornate molto pesanti. Siamo un incrocio tra carcerati e ritiro delle squadre di calcio. Siamo sempre tutte insieme, ma divise per regioni e numero. Non possiamo avere contatti con le altre persone, quando usciamo abbiamo la sicurezza che ci protegge dalle anziane che vogliono fare la foto con noi - spiega - Ci svegliamo la mattina alle 6,30: capelli, trucco, video clip, foto,

coreografie, torniamo in albergo verso mezzanotte. A volte non sento nemmeno mia madre, ma io mi so adattare molto, anche perchè si tratta di una cosa che finirà, se dovessi avere questi tempi per sempre si creerebbe un problema serio». Ad appoggiarla oltre che Lauria e tanti dell'intera regione anche i tanti fan che affollano la sua pagina facebook, «curata dalla sorella, dalla madre e qualche volta anche dalla nonna», ci spiega scherzosamente. Nella sua vita nessun lui o meglio c'è solo mentalmente: «Non sono fidanzata ma sono mentalmente impegnata. Nel senso che non sto con qualcuno ma nella mia testa c'è. Il fatto è che nella sua testa non lo so se io ci sono, è una cosa da scoprire - conclude - I corteggiatori di Miss Italia non sono quelli che interessano a me, perché probabilmente sono attratti dalle foto, dalla televisione, sono cose che valgono poco. A me piacciono le persone che si avvicinano perché vedono qualcosa di diverso in me». La telefonata si chiude con il buona fortuna e con un ultimo pensiero in parole: «La Bellezza è una condizione di equilibrio nel complesso. Per quanto riguarda quella personale, direi che una persona si deve piacere per essere bella per gli altri».


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