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RIAPERTURA E INAUGURAZIONE STADIO ‘CORONA’ DI RIONERO

Finalmente dopo tanti, troppi anni, una piazza calcistica importante come Rionero ha rinnovato il terreno di gioco del ‘vecchio’ stadio intitolato a Pasquale Corona (personaggio simbolo della storia sportiva della città), con l’installazione dell’attesissima erba sintetica che prende il posto del rovinato e super sfruttato fino all’inverosimile suolo polveroso e in terra battuta, che ormai aveva ceduto e diventava sempre più impraticabile, inguardabile e anacronistico.

L’ultima gara disputata risaliva a un anno e mezzo fa, poi l’apertura delle procedure di intervento e il conseguente cantiere, con data prevista di consegna circa sette mesi fa e oggi finalmente cosa fatta, dopo i relativi lavori di ammodernamento delle strutture perimetrali e una doverosa

sistemazione generale del tutto (nelle prossime settimane saranno ultimati ulteriori lavori di ripristino per migliorare la fruibilità della struttura). Ora lo stadio è operativo, dopo l’ok burocratico e il nulla osta della F.I.G.C. per lo svolgimento regolare delle gare, con la soddisfazione di essere il primo campo in Basilicata e uno dei pochi in Italia con il sintetico di ultima generazione (versione recente e aggiornata del procedimento) con giustificato vanto per l’amministrazione comunale e per il numeroso pubblico che affolla l’impianto, dopo tanto tempo e imprecazioni per l’esigenza, la voglia, l’ambizione e il desiderio di poter gustare partite di calcio su un campo degno di tale nome. E considerando il blasone e la storia del sodalizio cittadino C.S. Vultur, che figura come una delle più antiche società del pallone in Basilicata, fin dal 1921, era ora che si arrivasse a raggiungere questo obiettivo per non sfigurare, non essere presi in giro e non provare più vergogna per una situazione diventata insostenibile e improponibile. Nel giorno dell’inaugurazione e riapertura, ad inizio mese, il pubblico delle grandi occasioni con mille presenze, per la ‘prima’ dell’erba sintetica a Rionero, con apposito cerimoniale con interventi del sindaco Placido, vice sindaco con delega allo sport D’Angelo, il presidente Nardozza, il figlio Mauro dell’indimenticabile Pasquale Corona, e la benedizione del parroco Don Giovanni De Palma, con ricordo dei tifosi e dirigenti scomparsi, tra cui l’intervento di

Savina Caputo figlia del compianto Nicola e il delegato del Comitato Regionale Lucano F.I.G.C. Gianluca Tartaglia. L’unica nota stonata, sarà stato per l’emozione o per la giornata storta capitata, il risultato sul campo a sfavore dei bianconeri rioneresi, costretti a soccombere per quattro reti a zero tra l’incredulità e la delusione generale. Una struttura che dopo il termine dei lavori integrativi sarà probabilmente concessa in gestione, inoltre utilizzata anche dall’altra società cittadina la Fortitudo San Tarcisio e le giovanili impegnate nei rispettivi tornei. Si organizzeranno inoltre amichevoli con squadre affermate e l’impianto potrà ospitare squadre in ritiro e impegnate nella preparazione dei prossimi campionati. Uno stadio che dovrà essere necessariamente salvaguardato e curato con una regolare manutenzione, per evitare danni o usi impropri o maldestri che ne potrebbero compromettere l’ottimo lavoro realizzato e sarebbe un vero peccato. Antonio Petrino www.sideurgikatv.com www.youtube.com/rioneroinvulturetv

PICCOLACITTA’- informazione sugli eventi culturali e sociali della nostra città

Gennaio 2013 Vulture, tre brevi racconti di Renato Spicciarelli

A Bisanzio per Morire di Matteo Donato Gallucci

Il 14 dicembre scorso si è tenuto l'incontro di presentazione di Vulture. 3 brevi racconti di Renato Spicciarelli. Del libro dell'entomologo Renato Spicciarelli, alla sua prima prova narrativa, hanno parlato Antonio Placido, Angelo Nardozza, Maria Teresa Imbriani, Giovanna La guardia, ha coordinato l’incontro Michele Rizzo. L’autore, entomologo naturalista, ricostruisce, servendosi della narrativa, quello che doveva essere l’habitat originale del vulcano spento Vulture agli albori della civiltà.

Approdato in terra turca in aiuto della moglie Amina, il nobile Trevin s'imbatte in quattro voraci lupi che cercano di sbranarlo. Ma ha ben altri nemici da affrontare: una banda di tagliagole, un potente signore che congiura contro il trono del sultano. E poi, ha da combattere una guerra civile. “A Bisanzio per morire” fa parte, insieme al romanzo “L'Ombra del Visir” e “Non sono creature di Dio”, della trilogia “Cronache Bizantine”, la saga sul declino dell'Impero Turco e della Repubblica di Venezia. Un'opera, che potremmo definire un ‘fantasy story’, quasi un genere letterario nuovo, originale, dove s'innestano realtà storiche e personaggi immaginari. Gli avvenimenti s'intrecciano con la magia, che agisce da collante fra la verità storica e l'afflato delle vittime innocenti a superare ad arte i torti subiti. Il libro è stato presentato lo scorso 1 dicembre, presso il Centro Sociale. Presenti all’incontro: Antonio Placido - Sindaco di Rionero,

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Donato Martello, Nicola Rigante. Lettura dei brani Pietro D’Adamo. Ha coordinato Nicola Giansanti www.sideurgikatv.com www.youtube.com/rioneroinvulturetv

GRANDE SUCCESSO DEI CONSIGLI COMUNALI SU YOUTUBE

Da oggi tutti i Consigli Comunali li puoi seguire su www.youtube.com/rioneroinvulturetv

e www.sideururgikatv.com . I precedenti Consigli Comunali, del 29 Novembre 2012 e 18 Gennaio 2013 sono stati cliccati su YouTube e SiderurgikaTv da circa 500 utenti. Un grande successo di trasparenza e visibilità che l’Amministrazione Comunale e l’Associazione Vibrazioni lucane intendono perseguire.

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Il nostro “Combattenti” come il Nuovo Cinema Paradiso: un bagno di nostalgia

E’ stato un bel regalo di Natale quello offerto da Rai3, in prima serata: la proiezione di “Nuovo Cinema Paradiso”, il film che conferì a Giuseppe Tornatore l’Oscar ed il Golden Globe nel 1990. Un tuffo nel passato che tanto ci coinvolge, emotivamente e non solo, per la sua freschezza nonostante e suoi quasi venticinque anni. Più volte visto, questo film appare sempre nuovo, come il titolo, come la nostalgia che evoca. Perché anche in questa comunità un cinema storico, come nel film di Tornatore, è stato abbattuto poco meno di una decina d’anni fa, a causa del suo abbandono e, negli ultimi tempi, per la sua pericolosità. Là, nel cuore della piazza XX Settembre di Rionero, il Cinema Combattenti è stato demolito: darà spazio ad un innovativo progetto di piazza. I lavori sono in corso, dopo anni di difficile gestazione. Rivediamo la replica del film di Tornatore per la prima volta, dopo l’abbattimento del “Combattenti”, imploso proprio come l’ormai fatiscente “Nuovo Cinema Paradiso”. Il protagonista del film, Totò (Jacques Perrin), ci entra un’ultima volta, alla ricerca dei suoi ricordi sentimentali, lui che è diventato un affermato regista. E si rivede fra vecchie poltrone e manifesti impolverati, risale nella cabina di proiezione, tocca la

maschera dalla cui bocca uscivano i fasci luminosi proiettati sul grande schermo, che tanto lo incantavano da bambino. Noi, da decenni ormai, non abbiamo più rivisitato quel cinema in piazza, un piccolo gioiello di architettura con colonnine e capitelli, platea, soppalchi e galleria, che quando si faceva il biglietto ti chiedevano: “abbasci o ammont”? Quanto cinema c’è passato, quante compagnie teatrali, perché Rionero ha sempre avuto una predilezione verso lo spettacolo e il cinema ben più accentuata rispetto ad altre comunità. Arrivavano prime-visioni che a volte neanche nei capoluoghi. Per lunghi decenni a Rionero hanno funzionato due sale, il Combattenti e il Vorrasi, oltre a quella parrocchiale. Il nostro Cinema Combattenti non ce l’ha fatta, gli ultimi anni proiettava, come nel film di Tornatore, solo pellicole a lucirosse, per sopravvivere all’invasione di “cassette e film in televisione” ad ogni ora, come confida commosso il vecchio Enzo Cannavale, ultimo proprietario del “Nuovo Cinema Paradiso”.

cinema-teatro nella piazza centrale. Sì, proprio la fierezza di un tempo sarà sempre il caso di recuperare, di tenere a viva memoria. Come fa il cinema, il grande cinema di Tornatore cui la critica internazionale ha reso omaggio. E non poteva essere altrimenti. Armando Lostaglio

Vulture Magazine Il primo giornale on-line del Vulture

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Comune di Rionero in Vulture www.comunedirioneroinvulture.pz.it Numero Verde 800-604444 www.youtube.com/rioneroinvulturetv www.rioneroinvulturetv.ilcannocchiale.it

(Stampato in Proprio) Associazione Vibrazioni Lucane Via Ortilizi, Rionero (Pz) evasion.giornale@libero.it Tel: 349.6711604

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Questa foto, recuperata negli archivi di suo nonno da un cultore di cinema, Antonio Lacetra, ritrae i lavori in corso del Combattenti - correva l’anno 1934 - e da qualche parte c’è anche il nonno, l’allora carpentiere Antonio, giovane e fiero per la costruzione del

GIORNATA DELLA MEMORIA PER NON DIMENTICARE

Piccola Città, Autorizzazione Tribunale di Melfi n.2/91, Direttore Responsabile Armando Lostaglio

INDUSTRIA GRAFICA FOTOGRAFICA – Rionero in V.

La ricorrenza internazionale del "Giorno della Memoria" quest'anno ricorda sessant'otto anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e dalla fine della Shoah. È doveroso istituzionalmente RICORDARE per NON DIMENTICARE affinché l'umanità colga la necessità di edificare insieme la Pace con la Persona ed i suoi diritti al centro delle politiche mirate all'affermazione della dignità di ciascuno. Anche a Rionero in V. tutti e soprattutto nell'ambito scolastico ebbene riflettere anche attraverso la narrazione dei fatti storici, su quanto è accaduto al popolo ebraico, ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Con la legge del 20 luglio 2000, la Repubblica Italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio,

ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati". Fu proprio il 27 gennaio 1945 che i soldati dell'Armata Rossa abbatterono i cancelli di Auschwitz e liberarono i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah. Auschwitz fu uno dei più terribili campi di sterminio dove morirono quattro milioni di persone. Si trovava a circa 70 km a ovest di Cracovia nella Polonia meridionale. Il lager era molto grande e aveva oltre 40 campi dipendenti. Le torri di guardia con le mitragliatrici all'entrata del campo e una barriera di filo spinato in cui passava la corrente elettrica impedivano ai prigionieri di scappare. Il solo toccarla poteva causare una paralisi mortale. Sempre all'entrata si trovava una betulla ed un'aiuola ben curata, in netto contrasto con le cose terribili che accadevano in quel luogo. Vicino a quella betulla i prigionieri sostavano vestiti per l'ultima volta con le proprie vesti, e qui il guardiano di servizio (Blochführer) controllava lista alla mano, il loro numero, chiamandoli ancora con il proprio nome. Davanti alla pianta vi passarono centinaia di migliaia di uomini e di donne che rappresentavano i cittadini di tutti i paesi europei occupati dagli hitleriani. Di loro se ne salvò solo qualcuno. Dalla fine degli anni '30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei. La legge che istituisce il Giorno della Memoria cerca di prendere in carico il ricordo tremendo di quanto è accaduto e la responsabilità preventiva della nostra comunità e di quella

europea in generale nei confronti del futuro. Lo scopo indicato dalla legge nell'articolo 2, è proprio quello di "conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere". Primo Levi, il grande scrittore italiano deportato e sopravvissuto al lager di Auschwitz, ha scritto che ogni qualvolta si pensa che uno straniero, o un diverso da noi è un nemico, si pongono le premesse di una catena al cui termine c'è il Lager, il campo di sterminio. A proposito del genocidio del popolo ebraico, ne "I sommersi e i salvati" lo scrittore affermò: "È avvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire". Una delle più vergognose vicende della storia umana,dunque, avvenuta durante la seconda guerra mondiale. Il regime nazista di Hitler, fin dal 1933, e quello fascista di Mussolini , dal 1938, condussero nei confronti delle persone ebree una vera persecuzione. In un primo momento furono create le “leggi razziali” che, rendendo intollerabili le condizioni di vita delle persone ebree, cercarono di spingerle verso un esodo definitivo all'estero. Poi, mentre si svolgeva la seconda guerra mondiale, gli ebrei vennero isolati e concentrati nei ghetti. All'inizio del 1942 venne, infine, varata la “soluzione finale del problema ebraico”. Un piano agghiacciante di sterminio che prevedeva la deportazione degli ebrei di tutti i paesi occupati nei lager e la loro uccisione. Il Presidente del Consiglio Comunale Maria M. PINTO


Distribuzione della popolazione 2011 - Rionero in Vulture

Popolazione Rionero in Vulture 2001-2010 Andamento demografico storico dei censimenti della popolazione di Rionero in Vulture dal 1861 al 2011. Variazioni percentuali della popolazione, grafici e statistiche su dati ISTAT

I censimenti della popolazione italiana hanno avuto cadenza decennale a partire dal 1861 ad oggi, con l'eccezione del censimento del 1936 che si tenne dopo soli cinque anni per regio decreto n.1503/1930. Inoltre, non furono effettuati i censimenti del 1891 e del 1941 per difficoltĂ  finanziarie il primo e per cause belliche il secondo.

Variazione percentuale popolazione ai censimenti dal 1861 al 2011

EtĂ 

Celibi Coniugati Vedovi Divorziati /Nubili /e /e /e

0-4 553 5-9 609 10-14 677 15-19 790 20-24 840 25-29 742 30-34 456 35-39 299 40-44 212 45-49 165 50-54 117 55-59 59 60-64 37 65-69 28 70-74 26 75-79 32 80-84 29 85-89 20 90-94 4 95-99 0 100+ 0 Totale 5.695

0 0 0 1 42 142 382 685 891 967 830 646 630 360 437 344 258 106 12 1 0 6.734

0 0 0 0 0 1 0 3 5 23 13 40 60 68 127 156 209 159 58 20 4 946

0 0 0 0 0 2 7 15 24 43 14 17 18 4 4 3 4 3 0 0 0 158

Maschi % 290 52,4% 323 53,0% 366 54,1% 418 52,8% 469 53,2% 447 50,4% 404 47,8% 511 51,0% 551 48,7% 617 51,5% 485 49,8% 376 49,3% 370 49,7% 211 45,9% 272 45,8% 236 44,1% 193 38,6% 108 37,5% 21 28,4% 4 19,0% 0 0,0% 6.672 49,3%

Femmine Totale % % 263 47,6% 553 4,1% 286 47,0% 609 4,5% 311 45,9% 677 5,0% 373 47,2% 791 5,8% 413 46,8% 882 6,5% 440 49,6% 887 6,6% 441 52,2% 845 6,2% 491 49,0% 1.002 7,4% 581 51,3% 1.132 8,4% 581 48,5% 1.198 8,9% 489 50,2% 974 7,2% 386 50,7% 762 5,6% 375 50,3% 745 5,5% 249 54,1% 460 3,4% 322 54,2% 594 4,4% 299 55,9% 535 4,0% 307 61,4% 500 3,7% 180 62,5% 288 2,1% 53 71,6% 74 0,5% 17 81,0% 21 0,2% 4 100,0% 4 0,0% 6.861 50,7% 13.533

Popolazione straniera residente a Rionero in Vulture al 1° gennaio 2011. Sono considerati cittadini stranieri le persone di cittadinanza non italiana aventi dimora abituale in Italia.

Le variazioni della popolazione di Rionero in Vulture negli anni di censimento espresse in percentuale a confronto con le variazioni della provincia di Potenza e della regione Basilicata.



Info Rionero, gennaio 2013