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Realizzato da: Commissione regionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna - Regione Basilicata A cura di: Donata Larocca, Maria- Renda, Elvira Salbitani Febbraio 1998 Pubblicato da: Ufficio Stampa del Consiglio Regionale Direttore responsabile Rocco Rosa Via Anzio - Palazzo B - 85100 Potenza Tel. 0971/447079 - Fax 0971/447182 Impaginazione B a s i l e u s - Potenza, tel. 0971/45763 Copertina B a s i l e u s - Potenza, tel. 0971/45763 Fotocomposizione, Selezioni, Stampa, Allestimento Ars Grafica - Villa D’Agri N. B. : Le note riportate per ciascuna artista sono state tratte dai curricula pervenuti alla C.R.P.O.


CONSIGLIO REGIONALE DI BASILICATA


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a comunicazione della razza umana conosce un mezzo antico, precedente alla mirabile invenzione della scrittura. Sulla base dei segni e dei disegni, infatti, si • dipanato lo sviluppo del messaggio inteso come momento di estrinsecazione del bagaglio culturale di un singolo o di una collettivitˆ, di quell'universo delle proprie esperienze, delle felicitˆ, delle paure, delle angosce reso tangibile dal tratto. Nella storia dei segni sta il cammino dell'umanitˆ e del suo non sempre facile trasmettersi il portato dei sentimenti. Le arti plastiche e figurative di questi due millenni non hanno fatto altro che completare idealmente i graffiti primordiali dei nostri antenati che, nelle lunghe e fredde notti dell'inverno preistorico, affrescarono i loro antri diventati sicuri rifugi dalle intemperie e dalle fiere. Lungo questo millenario percorso, il tratto femminile, per quanto meno conosciuto, ha avuto la sua innegabile rilevanza. é da quei pochi, ma insigni esempi del passato che la realtˆ odierna ha preso le mosse per arrivare a riconoscere l'esistenza di un segno - donna, ricco di sensibilitˆ, capace di trasmettere emozioni e sensazioni dell'altra metˆ dell'universo umano. La produzione, ormai ricca ed esperta, dell'arte al femminile non subisce pi•, per generale fortuna, il subordine di antichi retaggi, ma fiorisce rigogliosa anche in Basilicata. Dopo aver dato cittadinanza, con un precedente volume, alle

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tante che hanno saputo e voluto cimentarsi con la poesia, la saggistica e la narrativa, vincendo antiche ritrosie e conquistandosi meritevolmente la dimensione pubblica, ora • la volta delle pittrici e delle scultrici che offrono a tutti noi l'orgoglio del proprio lavoro. Le opere presenti in questa nuova pubblicazione, del resto, ne sono un eloquente esempio. Anche questo • un modo di riaffermare il principio della paritˆ tra uomo e donna ma, soprattutto, di sottoscrivere con rinnovato impegno lo sforzo delle istituzioni a perseguire in ogni campo la scelta della pari opportunitˆ, offrendo a tutti uguali chance per il proprio futuro.

Angelo Minieri Presidente Consiglio Regionale di Basilicata

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D

alle VOCI...ai SEGNI di donne lucane, lungo la traiettoria della valorizzazione dei ÒsaperiÓ femminili della nostra regione. Ancora una volta non • un voler marcare divisioni o contrapposizioni tra lÕespressione creativa maschile e femminile; si tratta piuttosto di unÕoccasione per costruire un discorso globale sulla cultura della differenza e sulla centralitˆ dei soggetti che non sono neutri ma sessuati. Si tratta in definitiva di prestare attenzione ed ascolto alle proposte culturali che vengono dai soggetti-donne del territorio della Basilicata, decise anche loro a riflettere sulla propria identitˆ, consapevoli di una nuova cittadinanza che implica innanzitutto lÕesserci, il partecipare alla vita comune e il realizzare progetti personali di vita. I SEGNI risultano cos“ solo angolazioni provocatorie per esternare potenzialitˆ, osservazioni mentali, emozioni, sentire delle donne lucane. Ogni segno - sia esso una pennellata di colore o materia viva plasmata dalle mani - racchiude infatti in sŽ un messaggio, un linguaggio, un significato; • uno strumento per dilatare il codice di comunicazione della sensibilitˆ femminile. Nei racconti graffiati su tele, cartoncini, lenzuoli, lastre, bronzi, marmi ed alabastri si fondono tratti di vissuti al femminile, si rincorre lÕinfinito che ogni donna si porta dentro, si fissano i punti di monologhi interiori, si denunciano le contraddizioni della

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realtˆ, si trasformano in colore e luce le emozioni, si fanno segni e forme i sentimenti. ...E sono segni di donne che dalla terra di Basilicata traggono ispirazione o perchŽ vi sono nate o comunque perchŽ vi operano. Come metodo di indagine, si • puntato al coinvolgimento generale (non spettano a noi selezioni critiche) per cui, anche quelle artiste che per qualche motivo, come la difficoltˆ di essere raggiunte, non si trovano inserite in catalogo, non si sentano escluse; anche loro si riflettono nello specchio dei segni di donne lucane. Un respiro ideale coinvolge ed abbraccia tutte.

Teresa Boccia Presidente della Commissione regionale per la paritˆ e le pari opportunitˆ tra uomo e donna

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ANTONIETTA ACIERNO PELLETTIERI

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nata a Lauria e vive a Potenza. Laureata in Lettere, ha coltivato da sempre la sua passione per il disegno e la pittura. Ha partecipato attivamente a tutte le attività del Co.S.P.I.M. (un collettivo di artisti facente capo a Francesco Ranaldi). Ha lavorato come scenografa presso la Compagnia Cooperativa del “Piccolo Teatro di Potenza”. Oltre ad aver progettato numerosi manifesti, ha realizzato cartelle di grafica ed acquerelli per l’illustrazione di libri: “Dalla Lucania alla poesia della memoria” (1984) di G. Tramice; “Il seme del tempo” (1984) di R. Padula Zaza. Nel 1987, dopo tre anni di sperimentazione con gruppi di ragazzi, ha pubblicato, insieme allo psicologo E. Nutile, il saggio Gruppi esperenziali pittorici - un modo per attivare nuove potenzialità psichiche attraverso l’uso dei colori e delle forme. Varie sono le manifestazioni artistiche cui ha preso parte. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche (Università di Basilicata; Uffici della Regione Basilicata) e private. È quotata sull’Annuario di Ar te Moderna Italiana e sul Dizionario Enciclopedico di Arte Contemporanea. “(...)dai suoi colori, utilizzati spesso in funzione psicologica, deriva un impasto drammatico di singolare suggestione”. (Michele Prisco) “(...)è un’opera animata da un profondo senso del colore”. (Renato Guttuso) “(...)è evidente, nei suoi olii, la ricerca di una struttura stilisticamente conclusa, come dimostrano la stilizzazione di alcuni elementi della terra lucana, l’uso del colore in campiture sature, la luce e i suggerimenti prospettici, direi, volumetrici o a incastri di piani”. (Roberto Panichi) “(...)al gusto di narrar per figure, unisce il desiderio (inconscio?) di un oscuro franare che, nei paesaggi, trascina la materia a veementi impennate espressionistiche”. (Franco Solmi) “(...)il colore, che si espande magmatico per chiazze dense e materiche, si aggruma in fitte memorie rivissute nella passionalità di un segno, di una traccia, a guidarci fino all’orizzonte che distingue o confonde il giorno e la notte, il cielo e la terra”. (Giuseppe Settembrino)

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Antonietta Acierno Pellettieri, Jonio Tecnica mista, h70x80 cm.

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LAURA ALIANI

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nata il 23/12/67 a Matera, dove vive e lavora in Recinto 1° Cappuccini. Ha partecipato a varie rassegne artistiche, con grande successo, conseguendo premi dalla giuria e plausi dal pubblico. Nel 1996, all’Università Cattolica (Mi), in occasione della “Giornata Universitaria” con tema: “Investire in Cultura - una scelta per aiutare la società”, ha rappresentato la Basilicata nella “Festa della Primavera”. Di lei hanno scritto Antonella Pagano e Gianni Latronico.

“Laura Aliani è figlia d’arte. Dal padre ha appreso a modellare la creta e dalla madre ha imparato a ricamare al tombolo(...). Le bambole, in crinolina, della sua lontana infanzia, escono, in argilla, dalle sue mani prodigiose. Graziose damine dell’800, pregiate gheishe del Giappone, candide spose dei nostri tempi partecipano alla sfilata, all’ultima moda, delle estemporanee passerelle. Pizzi, trine, merletti fuoriescono da arditi volants, vaporosi rabbuffi, bizzarri cappellini, ampie maniche e graziosi ombrellini. L’arte antica della ceramica, delle modiste e dei couturiers si fondono nell’arte moderna delle nuances di vestiti gitani, costumi tradizionali e abiti lunghi, ma attuali (...)”. “Il giardino incantato di rose, mughetti e fiori d’arancio contribuisce a creare un arcano incantesimo, in cui anche il fruitore più disincantato è portato ad entrare e a lasciarsi affascinare alfine....” (Gianni Latronico)

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Laura Aliani, Lempicka ‘94 Tecnica mista, altezza cm 50

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ANNA AMBROSECCHIA

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ive e opera a Matera dove ha il suo studio in Via Don L. Sturzo, 12. È titolare di una cattedra di Educazione artistica. Ha tenuto varie mostre personali e ha partecipato a numerose collettive in Italia e all’estero.

“(...)Chi guarda le composizioni grafiche dell’artista Anna Ambrosecchia non può non ammirarne la sintesi di eleganza, di tecnica formale e di sicurezza delle linee tracciate, che contraddistinguono una perfezione compositiva giunta a piena maturità e che, giustamente, la collocano nel contesto variegato dell’arte contemporanea”. (B.C.) “(...)Questo suo attuale procedere è un tentativo, fino ad ora riuscito e coerente, di sfruttare, per un personale discorso e con un filtraggio dalle caratteristiche di sintesi, tra alcuni esiti delle postulazioni di linguaggio che vanno da quelli di tipo Pop a quelli di sapore Optical, il valore evocativo di certi elementi figurali e simbolici, ripetuti ed organizzati con caratteristiche di informazione paratattica e modulare, isolandoli nella loro nudità essenziale(...)”. (E.S.) “(Nella) serie di disegni sul tema della “Magia in Lucania” il cui soggetto è l’uomo e il rapporto che si stabilisce per paura o per spirito di protezione tra l’uomo e il mondo mistico dell’irrazionale e del fantastico, Anna Ambrosecchia riesce a rivivere il dramma, situazione per situazione, di una certa parte dell’umanità lucana, cogliendolo con una grafica sintetica ed essenziale, ma, al tempo stesso, ricca di una freschezza e mobilità singolare, di schietta rievocazione poetica”. (F.G.)

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Anna Ambrosecchia, Senza titolo Acrilico su tela, cm 60x80

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ELENA AMBROSIO

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ata a Moliterno (Pz) l’8/07/49, si è proposta giovanissima quale artista ricca di inventiva e vitalità e con un gruppo locale ha aperto una bottega di studi pittorici nel centro storico del paese natale. Nel 1968 si è trasferita a Roma dove ha continuato la sua formazione artistica e culturale fino al 1972. A Potenza, nel 1984, ha fondato l’International Club di cui facevano parte, tra gli altri, Alfredo Borghini, Vera Bovio e Silverio Colonna. Soprattutto l’incontro con il Borghini si è tradotto in un periodo di grande lavoro: stimoli nuovi le hanno permesso di trasportare sulle tele i profondi mutamenti del suo esistere. È socia del centro storico Amici dell’Arte di Potenza, della Forum Interart di Roma e del circolo artistico culturale Lorenzo Viani di Ostia. Ha esposto in diverse mostre, collettive e personali, con recensioni varie su quotidiani e riviste. Vive e lavora a Potenza, in Via Adriatico 15.

“L’opera artistica di Elena Ambrosio non è inseribile nelle correnti d’arte attuali poiché le opere che, di volta in volta, vengono elaborate e proposte dall’artista hanno sempre qualcosa di innovativo rispetto anche al dipinto finito qualche ora prima, ma sono sempre pervase di stati d’animo molto precisi che permeano tanto profondamente l’opera che la sensibilità che ha generato il dipinto si travasa in coloro che si trattengono ad esaminare con maggior attenzione le opere di Elena. La pittrice amando l’arte in sé dipinge ogni tipo di soggetto, i paesaggi di ampio respiro; maestosi alberi solitari; figure umane che, immerse nella natura, ne divengono parte integrante; volti femminili dalle più diverse espressioni sempre molto significative; infine, non ultime, magnifiche opere raffiguranti bouquet floreali rutilanti di colore, tanto da sembrare quasi odorosi. Tavolozza ricercata pervasa da elementi di luce prorompenti, toni caldi e freddi in mescole di rara preziosità e, non ultimo, a verifica della capacità di Elena Ambrosio, apprezza lavorare in simbiosi con altri artisti nelle extemporanee fornendo sempre opere di consistente valore artistico (...)”. (Alfredo Borghini)

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Elena Ambrosio, Donna con il cappello. (Io in fondo alla mia anima) Tempera-acrilico su cartone telato, cm 50x60

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ANGELA ANTONIETTA ARBIA

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nata a Castronuovo di S.Andrea il 19/9/1951. Dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte di Potenza, è stata chiamata, in qualità di restauratrice, presso la Soprintendenza alle Antichità della Basilicata, in quegli anni sotto la guida del prof. Dinu Adamesteanu. È seguito, per A.A. Arbia, un breve periodo dedicato all’insegnamento di Educazione artistica. Nel 1977 ha aperto a Potenza un laboratorio di stampa serigrafica, dove va alternando l’attività di grafica pubblicitaria a quella della realizzazione di serigrafie artistiche. Ha illustrato con tavole appositamente realizzate il “Vocabolario Castronuovese” di Francesco Elefante. Ancora oggi questa è la sua attività prevalente che alterna alla pittura. Negli ultimi anni ha scoperto il fascino del mosaico e, dopo alcuni viaggi di studi a Venezia e Ravenna, ha aperto un vero e proprio laboratorio di Mosaico.

“(...)lei dipinge i suoi luoghi, di cui conosce ogni pietra - ogni pietra un ricordo - di cui riconosce gli odori, anch’essi antichi e amichevoli. Dipinge ciò che vede e come li vede li dipinge. Non si affanna alla ricerca di belle inquadrature o di vedute “artistiche”. Dipinge ciò che più suscita emozioni oppure ciò che, benevolmente, il sole, sapientissimo regista, ha voluto valorizzare. Lei, amica del sole, complotta con lui per schernire elaborate architetture e ricche decorazioni. Il bello è lì, in quei muri sgretolati dal tempo, in quei portoncini di legno comune, testimoni e protagonisti quasi viventi insieme ai suoi quieti abitatori. Sono dipinti il cui valore più alto, inestimabile per lei, lo acquisiscono nel periodo che va dall’inizio alla ultimazione dell’opera, è il prezzo pagato in contanti, lì, in quel momento, non moneta ma gioia infinita di stare in quel posto, in quel tepore, in quella luce dove è amico il passante curioso ed anche amica la pietra, il basilico, il geranio fiorito e il profumo della semplice cucina che si diffonde, discreto, per i vicoli silenziosi. Artisti che così concepiscono l’arte, a malincuore si privano dei loro lavori. Dipingono per sé, per la gioia di miscelare i colori, di ricercare la tonalità voluta, di comporli con antica sapienza. Esporsi, mostrarsi troppo non è il loro fine(...)”.

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Angela Antonietta Arbia, Pomeriggio Olio su tela, cm 40x50

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ARCHEA

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colpiscono la pietra e il marmo le quattro giovani donne-artiste (Carmela Evangelista, Marika Martoccia, Rachele Mazza, Loredana Prinzi) della Cooperativa Archea nata a Potenza il 29 giugno 1995. Molti gli oggetti da loro realizzati: sculture, fregi, bassorilievi ma anche caminetti, mortai e quant’altro è possibile creare. Notevole la richiesta dei privati e spicca, per importanza e prestigio, un’artistica fontana da collocarsi in Piazza Duomo a Potenza. Nel gennaio del ‘97 sono state invitate dalla Regione Basilicata per rappresentare l’artigianato lucano al Gift di Firenze. Hanno esposto in mostre i loro manufatti artistici. La cooperativa “è ospite” presso l’Enaip, in Via dell’Edilizia 15, a Potenza.

“(...)Pur mancando di una propria esperienza (le espositrici dell’Archea provengono da un corso di formazione professionale...) nel momento in cui si avviano nell’arduo cammino dell’arte, della creatività, hanno dimostrato di possedere elevate doti di iniziativa, di originalità, di ricerca al tempo stesso. Di grande interesse estetico! Partendo dal presupposto che il lavoro è fonte soprattutto di vita morale, la produzione della cooperativa Archea, coi suoi magnifici manufatti, ha destato amore del fare, del costruire da sé, del consegnare con pochi mezzi, bellissimi oggetti artistici (...) Tutti manufatti di pietra (...)”. (Giuseppina D’Alessandro) “(...) Tutti gli oggetti vengono realizzati a mano, secondo le antiche tradizioni dell’artigianato artistico e rappresentano dei piccoli capolavori, ognuno dei quali porta con sé l’impronta esclusiva degli artigiani che lo realizzano, rendendoli così unici. Dal rapporto vivo e suscitatore che s’instaura fra gli artigiani e la materia ha origine la ricchezza e l’originalità dei prodotti dell’Archea che, attraverso la continua ricerca e sperimentazione di nuove tecniche di lavorazione e di nuovi usi della materia, raggiunge esiti formali di grande pregio. È questo che rende possibile alla pietra, con la sua particolare e personale varietà di aspetti, di trasformarsi in oggetti unici capaci di personalizzare qualsiasi ambiente”. (Nunzia Caiazzo)

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Archea, Riflettiamo Scultura su pietra eseguita con scalpello, cm 25x25

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TINA ARCIERI DE STEFANO

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ina Arcieri si è diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Potenza dove ha conosciuto maestri come Francesco Ranaldi, Raffaele Sanza e Giuseppe Antonello Leone. Ha lavorato come disegnatrice e restauratrice presso la Soprintendenza Archeologica della Basilicata. Addentrarsi nello studio e nella lavorazione della ceramica le è venuto d’istinto. Tanti tesori di storia e di arte sono passati nelle sue mani grazie alla scuola vietrese che le ha offerto tale possibilità. Da alcuni anni insegna ceramica ai disabili di un Centro di riabilitazione psicosociale. È dall’80 che espone sculture in mostre personali, collettive e varie rassegne d’arte. Le sue opere sono custodite in collezioni private ed Enti pubblici. Tina Arcieri vive ed opera a Potenza in Via Appia, 21.

“Plasticità resa viva in meravigliose bozze d’allegoria emblematica”. (Michele Prisco) “L’arcaismo formale si va liberando in una tensione umana, dolorante, poetica Espressione autentica, viva, sentita”. (Giuseppe Antonello Leone) “C’è nell’arte di Tina un serio impegno, dal modo come rende convincente senza disagio il gusto, il suo gusto, in quel modo che è suo, tutto suo, lavorando senza finzione il magma, per fermare la forma rude - penetrante, fino a che l’infingimento statico, vivificandosi lascia ben vedere ciò di cui l’artista è capace”. (Felice Scardaccione) “Dare alla materia una fisionomia, una voce, un’anima, è il sogno di ogni artista. C’è chi in questo faccia a faccia con la materia riesce come per istinto a fissare tratti che significano il sentimento interiore - e Tina è tra quei fortunati che senza pretendere altro possono dire: ci sono riuscito -”. (Bernardo Panella)

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Tina Arcieri De Stefano, Col cappello Ceramica policroma, cm 50x50

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CAROLINA ARNAU

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nata a Barile (Pz) il 22/07/1960 ed ivi risiede al Rione 1° Maggio. Dopo aver frequentato il Liceo artistico di Melfi, si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, con specializzazione “Decorazione”. Ha inoltre conseguito il diploma in “Stilismo di gioielli” presso l’Accademia di Moda e Costume di Roma. Attualmente è docente di sostegno presso l’Istituto per Geometri e Ragionieri di Melfi.

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Carolina Arnau, Il melograno Tecnica mista, cm 35

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ANGELA BARBARO

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ngela Barbaro è nata a Stigliano il 31 Agosto 1968 e dopo aver frequentato l’Istituto Magistrale ha scelto Firenze come patria artistica, cogliendone lo spirito del passato ed insieme anche il meglio e le contraddizioni della città di oggi. A Giugno del 1990 ha terminato gli studi eseguiti all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, “Sono stati quattro anni di intenso rapporto con il vivo dell’arte non solo in campo politico - ha confidato l’artista - ma anche in campo musicale, infatti è grande la passione che ho per il canto”. Inizialmente il soggetto che Angela Barbaro ha proposto più spesso nella trattazione pittorica è il ritratto. Lo stile pittorico col quale ha eseguito i dipinti va oltre l’Ipperialismo e verso un Classicismo moderno. Il “volto” dell’artista è un’immensa gamma di sensazioni e di emozioni e suscita un sentimento di purezza e di affetto. La sua indagine non si ferma ai segni esteriori del volto, ma cerca di scorgere in essi la personalità del soggetto. Ultimamente l’artista ha maturato uno stile che abbraccia il Modernismo, il Surrealismo, e la Metafisica. I dipinti più recenti celebrano il connubio tra la pittura e la musica, che sono temi caratterizzanti la personalità dell’artista.

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Angela Barbaro, Il violinista Olio su tela, cm 120x80

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VITTORIA BELLADONNA

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nata il 21/09/1970 a San Gennaro Vesuviano (Na). Dopo aver frequentato le scuole dell’obbligo a San Chirico Raparo (Pz), si è iscritta all’Istituto Statale d’Arte di Arezzo, Sezione Arte della Moda e del Costume teatrale. Rientrata a San Chirico Raparo, ha iniziato a disegnare, attratta soprattutto da artisti famosi come Botticelli, Michelangelo, Bernini, di cui è andata realizzando qualche copia; ha partecipato così a mostre organizzate dalla Proloco del posto. Dopo una sosta, ha ripreso a disegnare su stoffe pregiate quali la seta moella, per la realizzazione dello stendardo comunale; sul lino, cotone, per la realizzazione di corredi, su vetro, specchio, ecc.

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Vittoria Belladonna, Le tre Grazie (Copia della Primavera del Botticelli) Matite colorate acquerellabili, cm 50x70

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ANNA CALDERONI

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nata a Roma il 26/03/1959. Dal 1988 vive e lavora in Basilicata, a Matera - Borgo Venusio, Via Inghilterra, 13.

“(...)la creazione, nei lavori di Anna, è portatrice di una infinità di contenuti e di forme. Basta dare un’occhiata (...) al suo percorso espositivo per avere subito chiara l’idea della sua voglia di comunicare mille cose in mille modi. Tuttavia è possibile tracciare un disegno (verbale e immaginario) dei suoi lavori attraverso tre elementi ricorrenti: il fuoco, l’acqua, la spirale(...). L’acqua rappresenta la nascita, l’origine(...) Il Fuoco(...)è fonte di energia(...) Nell’arte esso(...)simbolo della vita e simbolo della morte(...) E poi la spirale(...)simbolo della totalità, della pienezza e della perfezione(...)”. (Serafino Paternoster) “Nei lavori di Anna(...)le forme e i colori, a volte estremamente terrei, caldi e solari, altre volte freddi e siderali, suggeriscono l’attaccamento ai valori più semplici e coinvolgenti della vita senza però mai farsi avvilire da questi, poiché Anna ricorre con sapienti fughe a spazi ampi e stellari(...)dove i legami con la realtà non sono mai smarriti(...)”. (Maristella Montemurro) “Nelle opere di Anna Calderoni(...)non c’è dato temporale e tanto meno rimando psicologico. C’è la luce, c’è il colore, campiture di colore, macchie colorate e linee ondulate in un acceso cromatismo(...)”. (Stefano Rocco Scinne)

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Anna Calderoni, Il pensiero si materializza e va’ 1993

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ANGELA CALIGIURI

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nata il 2/2/69 a Matera dove vive; lavora in Via Bari, 36. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Macerata nel 1990, sezione Pittura. Già all’interno dell’Accademia prendeva parte alle varie iniziative artistiche. Ha partecipato a diverse mostre.

“(...) La Caligiuri elabora opere di concetto, poiché a lei interessa non tanto il realizzare quanto l’indicare. Ed ecco che viola l’integrità della superficie geometrica con materie quali lo spesso colore o la carta alluminio raggrinzita che ci ricorda i nostri calanchi argillosi spesso spaccati come fendenti che eruttano sangue e sotto la luce del sole diventano astratti, metafisici, superfici lunari. Lo spazio geometrico diventa così parte attiva del processo di significazione dell’opera, la quale perde autorità ma assume una nuova dimensione. L’opera viene realizzata grazie ad uno svolgimento evolutivo interamente manuale con attitudine e attenzione che ricorda il lavoro artigianale e sfoggia la creazione di un manufatto che stimola la tattilità del destinatario, il quale può così godere della sua bellezza espressiva. La superficie delle opere reca tracce marcate, visibili e sovrapposte che corrono lungo l’intero spazio prescelto; essa è ottenuta da impronte nella materia colorata e da carta alluminio manipolata che specchia, frantumando e manipolando all’infinito, le immagini circostanti(...). Per la giovane artista la materia ha una estensione e una durata, ha una disponibilità illimitata per cui manipolandola, stabilisce con essa un rapporto di continuità esistenziale e di immedesimazione energetica(...)”. (Salvatore Sebaste) “(...) Nell’adozione dei colori, la Caligiuri predilige le tinte forti - il rosso, il nero ed il grigio - che meglio si addicono alla valenza psicologica ed all’emozione che si intendono trasmettere. Il rosso si carica di immagini simboliche ed oniriche, che si perdono nella notte dei tempi, per poi esaltarne la forza vitale, l’amore ma anche la passione e la violenza. Il grigio si interpone come tinta cromatica che attesta lo stato di equilibrio, di pausa, di riflessione, di verità e di vita. Attraverso il nero, l’artista, poi, trasmette le inevitabili apprensioni, le paure, il mistero della morte (...)”. (Giuseppe Coniglio)

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Angela Caligiuri, Senza titolo 1996 Pomice acrilica grezza, acrilico su tela, 9 elementi, cm 90x90

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MARIA PIA CALVELLO

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ata nel 1953 a Pietrapertosa, Maria Pia Calvello ha frequentato l’Istituto d’Arte di Potenza per poi iscriversi all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, dove ha conseguito il diploma in pittura. Come pittrice ha partecipato a concorsi, manifestazioni artistiche, mostre riscuotendo successo di critica e di pubblico. Oltre alla pittura, la sua occupazione a tempo pieno, da ormai vent’anni, è il restauro di dipinti antichi. Ha preso parte ai restauri dei quadri del Museo di Capodimonte, che sono serviti per la mostra sul 700 napoletano; ha partecipato ai restauri dei quadri che sono stati presentati nell’ambito della mostra del ‘600 napoletano; ha lavorato ai quadri che si trovano nella Reggia di Caserta e al Museo di Matera. Di recente, ha restaurato i quadri della collezione Farnese (Roma) e prossimamente ci saranno i lavori per il Giubileo.

“La sua pittura è rarefatta nell’emblematicità dell’immagine dove il dato figurale si essenzializza nell’humus della materia informale. I contrappunti cromatici esaltano i valori naturalistici nella loro concezione astratta, attraverso i quali il pensiero diventa segno, l’esaltazione lirica colore. Maria Pia Calvello tra gli insegnamenti del Ciardo dell’Accademia di Napoli e la scuola del restauro ci pone di fronte ad una pittura solida, sicura nella euritmia compositiva quasi a raggiungere una sorta di archetipi sinopiali di arcaica memoria” (Di Bartolomo)

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Maria Pia Calvello, Nudo Acrilico su carta, cm 50x70

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DONATA CARLUCCI

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ata a Potenza, ha completato gli studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti a Napoli, sotto la guida di Domenico Spinosa. Dal 1975 ha esposto le sue opere in rassegne e mostre collettive sia a Potenza che in diverse città italiane, tra cui: Matera, la donna lucana e l’arte oggi. Bari, expo-Arte. Carrara, Interart-expo. Lagopesole, Itinerari pittorici nel castello federiciano. Rionero in Vulture, collettiva Biennale di Arte Sacra. Potenza, estemporanea A. C. L. I. Potenza, Movimento e Quiete-Scale Mobili.

Richiesto un suo parere sul ruolo dell’artista nella società contemporanea, Donata Carlucci si è così espressa: “ (...) il pittore dovrebbe fare una scelta sui contenuti poiché non è più possibile ricercare anacronistiche tendenze artistiche; deve analizzare il nostro tempo e dare una risposta contemporanea. Credo che gli operatori nel campo siano tutti chiamati all’umanizzazione dell’uomo e della donna attraverso l’arte figurativa rafforzandone l’etica professionale, ristrutturando spazi urbani e non per diffondere valori e reinventare cromatici spazi prospettici. Inoltre essi devono porsi in termini tali da soddisfare l’accesso alla propria arte da parte di ogni categoria di persone. Il pittore si affianca ad ogni uomo nella ricerca della propria identità nel contesto natura-cosmo-fede ed inoltre, nella propria regione, l’autore con la sua opera dà un messaggio e rappresenta al tempo stesso un riferimento. Queste due ultime variabili, però, non sono da identificare con il territorio ma vanno oltre”.

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Donata Carlucci, Campo Elisi - omaggio a Leonardo Sinisgalli Acrilico, m 2x2

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BIANCA CASSANO

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nata a Potenza il 12/09/74 ed ivi risiede in Via Torraca, 12. Si è diplomata nel 1993 all’Istituto Statale d’Arte di Potenza, ma già nel 1991 aveva iniziato a dipingere. Ha partecipato a mostre collettive in qualità di socio del Circolo Culturale “Amici dell’Arte” di Potenza ed ha esposto in alcuni negozi e pub della città. Ha frequentato un corso di formazione regionale di “grafica pubblicitaria” ed un corso di fotografia presso l’Università degli Studi della Basilicata. Ha, inoltre, dipinto scenografie per spettacoli teatrali, facendo parte di un gruppo di giovani attori lucani.

“(...)Utilizza varie tecniche artistiche seguendo l’ispirazione del momento. Solitamente predilige la pittura figurativa, che esprime elementi reali con colori forti e vivaci(...) Nella pittura di Cassano gli oggetti sono scomposti e reinseriti nella trama dello spazio; il quadro non è più la superficie sulla quale si proietta la realtà ma diventa il piano plastico su cui si organizza la rappresentazione della realtà. Gli oggetti vengono rappresentati non solo come appaiono ma come sono: cioè non solo nell’aspetto che hanno vedendoli da un unico punto di vista, ma anche nel rapporto tra la loro struttura e la struttura dello spazio”. (Bianca Cassano)

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Bianca Cassano, U.S.A. 1994 Smalto e tempera su compensato, cm 60x80

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MARIA LUISA CATENACCI

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nata a Matera il 4/08/54 ed ivi risiede in Via Agna, 10. Laureata in Giurisprudenza, ha iniziato la sua attività artistica molto presto come autodidatta. Ha partecipato alla prima estemporanea del “Settembre miglionichese” vincendo il secondo premio. Altre mostre l’hanno vista impegnata con consensi e riconoscimenti. È iscritta all’Accademia Internazionale dei Dioscuri ed è inserita nel catalogo Antologia degli artisti 1994. Nei dipinti ad olio ed acquerello Maria Luisa Catenacci si ispira alla tradizione e alla storia, conferendo ai volti ed ai paesaggi una luce di dolce nostalgia. Di lei hanno espresso consensi favorevoli: Luciano Capriotti, Salvatore Russo, Antonio Saracino.

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Maria Luisa Catenacci, Madonna dell’Idris, sasso caveoso Acquerello, cm 50x70

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MARIA ANTONIETTA CHIEPPA

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nata a Rionero il 28/3/55. Laureata in Pedagogia, lavora presso la Biblioteca “G. Fortunato” di Rionero. Da molti anni si dedica alla pittura e alla fotografia con particolare attenzione ai temi ambientali e di vita sociale. Ha esposto in mostre collettive e personali.

Dice di sé Maria Antonietta Chieppa: “Quando si comincia a dipingere c’è sempre un turbamento che spinge a prendere i pennelli, a mescolare colori e a trasportarsi con impulso creativo su un fondo bianco, uno spazio aperto che aspetta. Che aspetta di prendere vita, di animarsi di segni, di riempirsi di forme, di raccontare storie. Tante storie. Ogni dipinto è una storia. Un racconto con una trama che si tesse di memorie, visioni e immaginazioni. Ogni dipinto è una storia di libertà. Perché ciò che si racconta non è più mediato dai segni convenzionali, ma è determinato da un atto creativo, unico e irripetibile, che dà vita a un nuovo ordine interiore, a una propria visione di vita da comunicare al mondo degli altri. Così nella mia pittura partendo dal vivo della realtà, ho cercato di raccontare per circa vent’anni paese, persone e paesaggio. A volte con stupore. A volte con ironia. Ma sempre con il senso della rappresentazione come se negli spazi si svolgesse una storia speciale (...)”

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Maria Antonietta Chieppa, Conversazione in piazza Inchiostro e acquerello, cm 21x30

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ROSA CIFARELLI

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ata a Policoro (Mt) il 17/06/74, si è diplomata al Liceo Artistico di Matera nel 1992. Attualmente frequenta a Milano la rinomata Accademia di Brera, partecipando attivamente alla vita artistica con mostre collettive che riguardano la pittura, la decorazione, l’incisione. Ha partecipato al progetto espositivo riguardante la grafica incisa originale contemporanea, con relativo catalogo curato dalla casa editrice “L’immagine”.

“Il discorso, che porto avanti da qualche anno, è improntato sullo spazio fisico e lo spazio mentale. Un corpo è una realtà fisica, che si vede e si tocca, ma ecco che perde la sua primaria connotazione quando lo si immagina, ed entra in gioco lo spazio mentale, in relazione a tutto quello che ci circonda. La natura svolge un ruolo primario, il mio sguardo si protende verso essa che con le sue pulsazioni si riallaccia alla percezione sensoriale e al pulsare stesso dei corpi. Evado dalla condizione fisica per rivolgermi verso nuove e diverse esplorazioni. Ecco che un torace diviene un ricco e caldo paesaggio, un nudo femminile una cavità rocciosa. Colori caldi, mediterranei, passionali; spazi atemporali, dove lo sguardo vaga, dove la mente crea...”. (Rosa Cifarelli)

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Rosa Cifarelli, Spazi fisici, spazi mentali Olio su carta, cm 100x70

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GIOVANNA CIRIGLIANO

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nata a Noepoli (Pz) il 27/02/1964 ed ivi risiede in Via dell’Arco, 1. Si è diplomata all’Istituto d’Arte di Firenze. Successivamente ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Brera (Mi), conseguendo il diploma di Pittura. Diverse le mostre cui ha partecipato in Lucania ma anche a Brescia e a Milano.

“Nei quadri di Giovanna Cirigliano il colore può da solo cogliere la sostanza più vera delle cose, con l’accostamento delle tinte che manifesta qualcosa di animato e misterioso, rivelante una diffusa e penetrante musicalità, un suono interno della materia implicita di una sensazione, di un valore evocativo, di un amore simbiotico col mondo. Giovanna esprime, dunque, un moto lirico che estrae dalla realtà forme spontanee e le interpreta con sensibile e fantastica libertà, creando un mondo carico di moti interiori, di timori, di ansie, di solitudine, di letizia, nel fluire del tempo, tra memoria e attesa”. (Pino Campanelli)

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Giovanna Cirigliano, Lo sguardo China ed ecoline su tela

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DONATA CLAPS

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nata a Potenza il 7/12/70 ed ivi risiede. Diplomata Disegnatrice, stilista di moda, si è avvicinata alla pittura nel 1993 da autodidatta. Ha partecipato a varie mostre collettive, fino a giungere ad una personale nel maggio del ‘96 presso “La torre Bonaventura” di Potenza. Donata Claps oltre che dedicarsi alla pittura, scrive. Ha pubblicato nel 1989 alcune poesie nell’antologia Giovani poeti in Basilicata edita da Il Salice. Recentemente ha pubblicato una sua raccolta Emersioni Recondite, ed. Ermes (1996).

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Donata Claps, Il passato del presente cm 80x60

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VITTORIA COLOMBO

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nata a Pisticci, ma vive e lavora a Matera, dove ha partecipato a varie rassegne artistiche, conseguendo significativi riconoscimenti.

Vetrate a mosaico, Tiffany, double face costituiscono il supporto ideale, per accendere la scintilla della fantasia in Vittoria Colombo. Lo stile surreale accompagna ogni sua creazione; la decorazione floreale esprime la sua sensazione visiva, la realtà virtuale dissolve il suo pensiero in vitro. L'oro, l'argento, il piombo non delimitano le forme, ma evidenziano i flussi e riflussi del suo profondo sentire e della sua espressione immediata. I suoi quadri evidenziano la bellezza, la grazia, la gioia di vivere. In tempi moderni di incertezza politica, disagio sociale ed inquinamento globale, la Nostra naviga su Internet, inserisce cd-rom , perviene ai dischi ottici Dvd e dall'informatica passa alla pittura. Per evitare conflitti e tormenti spirituali, ella passa dalla routine del mondo virtuale all'atelier del mondo artistico, per diletto, per passione, per hobby. Prati, orti ed alberi in fiore costellano il suo rifugio nell'isola beata dell'eterna primavera, dove non c'è posto per rami secchi, foglie morte, piante sradicate. Tutto è puro per chi è puro ed ogni cosa torna all'originale purezza dell'Eden, smarrito da Adamo e riconquistato da Eva. A volte fanno capolino un segno geometrico, una tridimensionalità cubista, uno svolazzo onirico ed il pennello si eleva a livelli sublimi, che prescindono da una precisa classificazione, ma che rivelano l'innato talento. La trasparenza, la fragilità e la luminosità del vetro richiamano alla mente pregevoli cineserie, séparés giapponesi, vetri di Murano, bifore medievali, figure sospese e coppie volanti alla Chagall. Vittoria Colombo dipinge per divertimento, per distrarsi dalla concentrazione del computer e per rifugiarsi nell'isola beata di Youkaly. Questa sua nonchalance rende i suoi quadri schietti, genuini, semplici, di poco impegno, ma di grande suggestione. Opere grandiose, che hanno fatto epoca, giacciono nel dimenticatoio; mentre opere minori, che non hanno suscitato scalpore, sono sempreverdi, che sfidano i secoli e vivono nell'immortalità dell'arte, come le “miricae” della piccola-grande Vittoria Colombo. (Gianni Latronico)

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Vittoria Colombo, Coppia di fiori Tecnica mista, cm 13x40

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FILOMENA COLUCCI

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nata il 12/12/73 a Matera, dove vive ed opera in Via Plauto, 3. Ha conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari con il massimo dei voti. Sin da quando frequentava il liceo artistico di Matera, ha partecipato a mostre e concorsi.

“(...) La perfezione formale, la perizia tecnica, gli svolazzi accademici danno all’opera della Colucci un sapore classico, un respiro moderno ed una prospettiva onnicomprensiva (...) Un aere di modernità, musicalità e poesia spira nei suoi quadri, conferendo loro un senso panico della realtà, che affonda le radici nella sua anima bella. Classico e moderno, figurativo e astratto, reale e surreale si mescolano con i colori e con la luce, direttamente sulla tela. I quadri di piccolo formato si confrontano con quelli di grande formato, con pannelli e murales, in una gara continua ad esprimere il mistero, l’invisibile, il sublime. Filomena Colucci è dotata di un prodigioso talento, che trasforma in oro tutto ciò che tocca con il suo magico pennello. Per questo la sua opera omnia rende bene l’idea dell’arte totale, di fronte alla quale cadono le barriere, i riferimenti, le definizioni. È l’arte universale che, toccando tutti i temi dello scibile e tutte le corde dell’animo umano, s’imprime indelebilmente nella retina e nella memoria(...)”. (Gianni Latronico)

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Filomena Colucci, Solo per Gina Tecnica acrilica, cm 100x150

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ROSELLA CORDA

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nata a Potenza il 2 settembre 1977. Dopo aver conseguito la maturità linguistica, si è iscritta all’Università degli Studi di Basilicata presso cui frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia. Da pochi anni coltiva le arti figurative e il suo curriculum artistico comprende la partecipazione ad alcune collettive a Potenza presso il “Centro Storico Amici dell’Arte” e la Galleria “Idea Arte”.

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Rosella Corda, Dissoluzione Acrilico su tela, cm 50x70

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MARIA ANTONELLA D’AGOSTINO

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nata il 15/6/62 a Matera, ove vive e lavora in Via S. Pardo, 158. Ha partecipato a concorsi e mostre collettive a Matera, S. Giovanni Bono di Cesena, Montescaglioso, Montalbano Jonico, ottenendo consensi e interesse di pubblico. Pur non avendo intrapreso gli studi artistici, ha sempre coltivato la passione per la pittura e il disegno, che per lei sono essenzialmente mezzo di comunicazione delle proprie emozioni. Predilige l’uso dei pastelli e le raffigurazioni dai toni tenui e pacati.

“(Per lei) la pittura è evocazione sofferta. L’espressionismo di Maria Antonella D’Agostino si manifesta a carico di sensazioni frammiste a marcate sfumature di angoscia esistenziale. C’è nella sua pittura pensosità e sensibilità. C’è vita e contemplazione. A magnificare una figurazione liricizzata e affascinante, sempre. Si ispira ad un universo romantico e di natura tenue, che fa leva sulla tenerezza delle immagini (...)”. (L. Capriotti)

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Maria Antonella D’Agostino, Sassi Tecnica mista, cm 50x70

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ROSANGELA DELLI LIUNI

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nata il 25/05/64 a Amneville (Francia). Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Rionero in Vulture. Nel 1987 ha conseguito il diploma di decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Vive ed opera a Rionero in Vulture in Via Roma. Ha al suo attivo diverse esposizioni collettive e personali.

“Un misto tra natura e fantasia(...)Un lavoro veramente singolare(...)la giovane pittrice(...) ha saputo unire egregiamente materiali diversi per la composizione dei dipinti(...) Petali di rose, foglie di edera, ramoscelli di felce, margherite e tanti altri fiori e piante endemiche di alcune zone rientrano tra le cornici dei quadri formando con i colori le iniziali sfumature di fondo, paesaggi reali secondo una interpretazione fantastica, fantasiosa(...) un suggestivo gioco di colori che inevitabilmente trasportano la mente dell’osservatore in una dimensione nuova, impalpabile, fragile ed emozionante”. (Grazia Abasci) “(...) Le pitture sembrano anche arazzi o stoffe dai motivi floreali stampati (...)”. (P.R.) “(...)non più immagini di gusto delicato, elegante, non più accenti rasserenanti e di delicato sapore naturalistico, ma un evidente impulso ed infrenabile appuntamento con l’astrazione, la tendenza cioè dell’uomo moderno verso la bellezza cristallina ed inorganica, che è un bisogno di stile, di formale astrazione che psicologicamente oppone alla “natura organica” e al complesso angoscioso mondo sensibile! Ricerca e solo ricerca di valori astratti e concettuali dunque? Non direi poiché l’approdo vero è la bellezza, il sogno, la tattile irrealtà della poesia e dell’incantamento che in essi si realizza”. (Nicola Pagano)

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Rosangela Delli Liuni, FugacitĂ Collage di sassi, anemoni e favagelli su cartone pressato trattato con tecnica mista, cm 70x70

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SONIA DE LUCA

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nata a Melfi (Pz). Abita in Via Sinisgalli 26, a Bernalda (Mt). Diplomatasi al Liceo Artistico a Taranto, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha conseguito inoltre il titolo di Restauro Archeologico su ceramica. L’artista spazia dalla pittura alla grafica ed alla scultura. Ha partecipato a diverse mostre e rassegne in Italia e in Francia (Grenoble). La sua opera ha meritato recensioni su giornali, riviste e cataloghi d’arte come l’Antologia di artisti italiani ‘94, edita dall’Accademia italiana dei Dioscuri.

“Sonia De Luca ha tre anime, segue tre correnti, possiede tre stili ed un’unica, inimitabile, inconfondibile mano. Di carattere eclettico, la sua arte comprende tra l’altro: grafica, pittura e scultura. Nella grafica, paesaggi arabescati(...)e panorami di sogno(...) La pittura è la sua palestra ideale, in cui esprime pienamente se stessa, per l’abilità della tecnica ardita, per la padronanza dei mezzi espressivi e per la profondità del pensiero vibrante(...)”. (Sonia De Luca) sta rifacendo a ritroso il cammino della Storia della Magna Grecia, riproducendone l’arte antica con stele, terrecotte, mosaici di pregevole fattura (...)”. (Gianni Latronico) “(...)la pittrice(...)mostra una padronanza del colore e delle tecniche pittoriche: l’impatto percettivo è immediato, come il richiamo vibrante del colore adoperato in chiave fortemente simbolica, allusiva, il colore come veicolo di “liberazione”, almeno nel quadro della sua sostanza onirica, della sua stridente ed eccessiva dialettica con la “forma”. La tavolozza, animata da un sapiente impasto tonale, di norma non perviene ad una descrizione della realtà(...)la quale fornisce unicamente il motivo di base per un gioco coloristico tutt’altro che debole: un gioco astrattivo, ipnotico in cui si fonde e confonde un’ampia serie di valori emozionali e il colore, così, inventa immagini che vanno oltre la riconoscibilità immediata(...)”. (Nicola Barnabà)

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Sonia De Luca, I girasoli Dipinto su tela

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FRANCESCA DE LUCIA

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iovane pittrice, ha coltivato dall’età di 14 anni l’arte della pittura. Ha sempre mostrato vivo interesse verso questo campo, dedicandovisi con passione. I temi presenti nelle sue numerose opere sono legati alla natura e alla bellezza del corpo femminile. È presente nell’ “Antologia di artisti italiani” presentata a Roma nel 1994 in occasione dei 124 anni di Roma Capitale. Ha tenuto una mostra personale a Miglionico, paese dove è nata e dove attualmente opera. Ha partecipato a numerose estemporanee e a mostre collettive a Matera, Taranto, Roma, Malta, Grenoble ecc.

“(...) I lavori di De Lucia sono contrassegnati dall’intento di ricercare effetti di luce e colore come mezzo per fermare ed esprimere “l’impressione” del vero. Ma, qual è il vero dell’artista? Semplice: quello insito nelle bellezze della natura, sia paesaggistica che animale ed umana. Il soggetto umano, però, è rappresentato solo da quello femminile, espresso nella dimensione del nudo(...)”. (Giacomo Amati) “(...) un canto ammaliatore si leva dalle tonalità cromatiche, sempre calde e vibranti, in modo tale che il non finito dà il senso dell’infinito. La musica dei colori, la poesia delle figure e la metamorfosi delle forme creano un mondo di sogno, da cui il fruitore si lascia ammaliare, per trasferirsi in un nuovo mondo: più appagante e più bello: il mondo di Francesca De Lucia”. (Gianni Latronico) “Francesca De Lucia è una giovane pittrice in fermento, pronta a fissare su tele i suoi sentimenti e la sua percezione interiore con una miscidanza di linee rifinite in dettagli personali. Sono linee che non si polverizzano nella luce dei colori, ma assumono un gusto che prende rilievo in presa diretta, mentre l’animo dell’artista estrinseca la pacata dolcezza del suo legame affettivo all’arte della pittura(...)”. (Giacinto Ruzzi)

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Francesca De Lucia, I cigni Olio su tela, cm 50x70

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CLAUDIA DIAMANTE

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nata a Potenza il 20 marzo 1970. Studente presso l’Università di Torino, è iscritta al corso di Laurea in Psicologia. Pur non avendo conseguito studi artistici professionali, una naturale predisposizione le ha permesso di distinguersi nel campo della pittura entrando a far parte del gruppo “Centro Storico Amici dell’Arte” di Potenza. In qualità di “artista” ha partecipato a diverse rassegne e mostre regionali di pittura. Attualmente è iscritta all’Arci di Torino dove frequenta corsi di disegno, pittura ed un laboratorio di oggettistica.

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Claudia Diamante, La luna Olio su tela, cm 50x70

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ANGELA DIFONZO

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nata a Santeramo in Colle (Ba) nel 1973 e risiede a Matera. Si è diplomata presso il Liceo Artistico di Matera. Ha esposto le sue opere in diverse città, in collettive e concorsi, ottenendo numerosi premi e consensi di pubblico e critica. Interesse particolare hanno suscitato i dipinti su tessuto e su tela caratterizzati da evidenti contrasti fra le più svariate tonalità di colori freddi e caldi. Recentemente si è interessata allo studio di decorazioni orientali e africane, visibili nelle sue ultime opere, le quali hanno offerto agli amanti dell’arte una pittura nuova, dotata di tecnica coloristica, che denota personalità, gusto e scelte concettuali molto interessanti. Lavora a Matera in Via Basento, 3.

“(...)in Angela Difonzo c’è una stridente dicotomia, la cui estensione si esaurisce in due opposte tendenze: una espressionista, l’altra geometrica, di sapore cubista. È come se avesse due anime, due tendenze, due stili (...) Su entrambi gli stili domina serena l’armonia dell’arte pura, senza condizionamenti né remore e con la mano inconfondibile dell’artista. (...)Il suo pennello assume le scoppiettanti e tremolanti sembianze di un poligrafo psichico, che trasmette sui tessuti le sue emozioni, le sue sensazioni, tutti i suoi mutevoli stati d’animo. Nel fremito dell’ispirazione ha una sciabola per pennello, che infierisce sulla tela, fino a martoriarla, nell’estremo tentativo di esprimere pienamente se stessa. Il risultato è uno sciabordìo, un luccichìo, un sottile brusìo, di intensa potenza espressiva, dai toni cromatici vibranti, dal segno graffiante(...)Un grido si leva da queste tele, dalle tinte accese e impregnate di luce arcana”. (Gianni Latronico)

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Angela Difonzo, Senza titolo Acrilico su tela grezza, cm 70x95

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BEATRICE DINISI

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a pittrice Beatrice Dinisi, nata a Grassano il 20/9/1958 ed ivi residente, ha iniziato la sua attività artistica nel 1987. Ha sperimentato varie tecniche con diversi materiali (tempera, olio, acrilici, pastelli). Le opere eseguite sono essenzialmente figurative, ispirate alla natura e ad esperienze di vita vissuta. Inoltre l’artista ama eseguire forme pittoriche astratte e la scultura in genere. Ha partecipato a mostre e concorsi nazionali e regionali riscuotendo notevole consenso di pubblico e favorevoli critiche dalle giurie.

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Beatrice Dinisi, Bosco di castagni Acrilico, cm 40x60

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MARIA DI STASI

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nata a Barile nel 1952 ed ivi vive e lavora in via Croce, 30. Dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte di Rionero, ha curato con serietà e costanza la pittura che per lei è un discorso politico in sordina, che si evolve nella tecnica e nel modo di rappresentare la vita ma denuncia anche i disagi e la perdita di valori. L’hanno vista impegnata mostre personali e collettive.

“(...) La pittura di Maria Di Stasi, con l’inconfondibile originalità espressiva che la determina e la isola da tutte le correnti di scuola, è rivelatrice di un profondo substrato lirico, che si manifesta nella purezza del colore, nella scioltezza del disegno e nel soggetto tratto dal vero della nostra terra, ma trasferito in una atmosfera di commossa idealizzazione. Ed ecco la pittura “ipernaturalistica” di Maria Donata Di Stasi: naturalismo interpretativo in parte idealizzato. Infatti i suoi soggetti sono: nature morte con fiori, con melagrana, con uva, con rose, con castagne, paesaggi ecc.. La conoscenza della tecnica è varia e ottimale. I colori cerati, la sanguigna, l’acquerello, il collage, il pastello ecc. sono trattati con rara maestria”. (Antonio Saracino) “(...)il pastello(...)è(...) il mezzo espressivo che (...) meglio rivela, attraverso una sequenza di immagini nitide e delicate, l’autentica partecipazione dell’artista ai contenuti espressi. Il linguaggio pittorico è sciolto, puro, vero: parla la “lingua” lucana senza enfasi né retorica, senza mistificazione alcuna e, fatto importante oggi, parla a tutti, con tono profondamente commosso, talvolta sommesso, mai brutale né violento. La sottile poesia di questa pittura nasce dagli stessi soggetti, da quelle figure di uomini veri che sono i suoi artigiani e le sue donne lucane, da quegli spaccati di vita quotidiana che costituiscono il tema costante dell’opera, frutto non già di mera contemplazione ma di concreto impegno sociale e culturale, della Di Stasi”. (F. Cavaliere-A. D’Andrea-C. Capobianco)

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Maria Di Stasi, Veduta di Barile Pastello, cm 50x70

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MARIA DITARANTO

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ata a Putignano (Ba) il 01/01/68, risiede da diversi anni a Potenza. Ha conseguito il diploma di Tecnico Pubblicitario presso l’Istituto tecnico sperimentale di Taranto. La sua carriera di pubblicitario è stata caratterizzata da varie esperienze lavorative per conto di Enti pubblici e privati sia in Puglia che in Basilicata. Da qualche tempo si è affacciata sul panorama artistico con diverse opere pittoriche segnando il suo esordio con numerose mostre collettive.

“(...) Volti e figure di donne di ogni età ritratte con maestria, specchio di un tempo fisso in un contesto sociale, palesemente contaminato da suggestioni romantiche, dove la serenità è padrona. Sono donne belle e animate da un turbillon di emozioni positive che rinfranca lo sguardo dell’osservatore conducendo il ricordo a immagini rilassanti, chiuse nel perimetro dell’affetto familiare”. “Con pastosi e smaglianti effetti di colore, resi a tratti guizzanti da pennellate secche, gli oli di Maria Ditaranto ritraggono l’universo donna, ovvero tutto ciò che una donna può essere in un sorriso sereno o un piccolo gesto quotidiano(...) Ditaranto non impone eroine, ninfe o fate ma dichiara al mondo la bellezza della femminilità(...)Bellezze armoniosamente disposte sulla tela non frutto di un impulso passionale, né di un urto emotivo(...)ma comunicazione e immedesimazione della realtà più intima in quella oggettiva”. (Luigi Pistone) “È la pittrice della luce e del sorriso. Paesaggi assolati, caldi e abbacinati dal sole; giovani donne dolcemente abbandonate ai sogni e alle fantasie.(...)Le emozioni che mette sulla tela sono sue. Emozioni di volti di donna, di corpi di adolescenti, ragazze di oggi che romanticamente coltivano un sogno, quel sogno segreto che la febbrile vita quotidiana costringe a mettere da canto. Le tele di Maria Ditaranto(...)onirici voli di fantasia”. (Gianni Colucci)

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Maria Ditaranto, Ritratto di Anna Olio su tela, cm 50x70

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MELINA DOTI

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ata a Sasso di Castalda (Pz) nel 1933, vive e lavora a Foggia, in Viale Di Vittorio, 14. Pittrice autodidatta di intonazione naïf, ha conseguito due lauree Honoris causa a Firenze e a Roma. E’ presente nei più importanti cataloghi d’arte e le sue mostre vengono recensite dai principali organi di stampa. Con la partecipazione a centinaia di rassegne in Italia e all’estero, ha conseguito moltissimi premi e riconoscimenti. Le sue opere figurano in collezioni private, musei, cattedrali. Hanno parlato di Melina Doti critici d’arte quali S. Ciccone, V. Cracas, M. Conti; giornalisti; testate; Raitre, le tv locali pugliesi.

“I quadri di Melina Doti, pittrice che opera nell’ambito del figurativo da svariato tempo, dimostrano uno spiccato equilibrio tra i segni e i colori, in modo tale da donare una vibrante immediatezza alle immagini pittoriche. L’artista ricava la sua ispirazione dagli spunti narrativi ottenuti dalla contemplazione della natura e le tematiche, a cui principalmente si rivolge, riguardano i tipici paesaggi mediterranei, che la pittrice dimostra di amare e apprezzare profondamente. Nelle opere di Melina Doti si avverte una tranquilla serenità interiore e la volontà di esprimere una visione armoniosa e semplice della vita e delle cose... Chiunque, davanti ad un’opera della pittrice, riesce ad apprezzare le immagini raffigurate grazie anche alla solida impostazione disegnativa, dal tratto preciso ed equilibrato che ella rende con particolare maestria(...)”. (Vito Cracas) “Melina Doti(...)comunica con il colore. Non con la varietà e la vivacità dei colori, che subito colpisce nelle sue tele, ma con la qualità dei cromatismi, tutti creati dalla sua mano, in un mélange particolarissimo. I cieli di Melina Doti sono di un blu più profondo, di un rosa più ingenuo, i paesaggi trasmettono un’immagine gioiosa della vita al punto da apparire sognante. E la pittura di Melina Doti è proprio questo: un discorso sospeso tra fiaba e sogno, alla perenne ricerca di una dimensione che liberi i suoi soggetti dalle catene della realtà(...)”. (Giulia Cattani)

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Melina Doti, Il castello delle fiabe Olio su tela, cm 70x50

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ANNA FARAONE

N

ata a Picerno (Pz) il 12 ottobre 1952, ha vissuto a Fano (Ps) fino all’età di 16 anni. Ritornata al suo paese natìo si è diplomata presso l’Istituto d’Arte di Potenza. Ha lavorato, per alcuni anni, come disegnatrice presso Studi e Società di Architettura. Ha partecipato a diverse mostre collettive. Hanno scritto di lei G. Antonello Leone e Franco Corrado.

“La natura come punto di riferimento principale, privilegiato, nell’ancor giovane percorso artistico di Anna Faraone. Un rapportarsi continuo, sistematico alla “madre di tutte le cose” per esprimere sentimenti e tradurli in un discorso per immagini che matura, il più delle volte, “en plein air”. (...)opere che danno un’idea chiara del suo modo di essere artista; delle sue capacità di trasferire sulla tela le emozioni che in lei suscita un paesaggio, uno scorcio urbano, una situazione che attiene ai comportamenti umani. In questo procedere(...)a guidarla è la ricerca di un giusto equilibrio fra luce e colore(...). Atmosfere prevalentemente lucane nell’opera di Anna Faraone, che guarda alla sua terra con amorevole trasporto, sia che rappresenti un paesaggio, sia che colga in un angolo di paese momenti emblematici di vissuto collettivo e di una umanità irripetibile. Può sembrare un limite questo ancoraggio a un ben definito ambito territoriale. Ma non lo è a considerarne gli esiti. Il limite del “dialetto”, di un geografico riferimento al dato oggettivo, viene annullato dall’universalità del messaggio che la pittrice riesce a trasfondere nelle sue tele caricandole di una luce in più: quella interiore che guida la mano operante e finisce con il coinvolgere anche chi è chiamato a leggere i risultati dell’atto creativo. Al di là dei riferimenti al reale Anna Faraone ci propone in definitiva una pittura di sentimenti connaturata alla genuinità del suo modo spontaneo di essere artista capace di trasmettere emozioni”. (Franco Corrado)

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Anna Faraone, Emilia Olio su tela, cm 50x60

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MARIA CRISTINA FIOR TABACCO

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nata a Pisticci (Mt) nel 1957. Ultimati gli studi classici, si è iscritta all’Accademia delle Belle Arti di Bari. Numerose sono le mostre, sia personali che collettive, realizzate a Pisticci e in numerosi altri comuni lucani. Ha inoltre partecipato a vari concorsi, conseguendo premi e riconoscimenti. Ha realizzato varie cartelle di grafica, nonché illustrazioni per libri di poesie. (“Presenza e Assenza” di L. R. Rosano; “La Rissa dei Contabili” di R. Griesi; “Il moto Perpetuo” di A. Saracino). È presente nel catalogo Artisti di Basilicata delle Edizioni Heracle. Dal marzo 1991 ha un suo spazio espositivo a Pisticci in Piazza Plebiscito dove ospita mostre di artisti che ne facciano richiesta.

“(...) L’arte di Maria Cristina nasce da un sentire nascosto, interiore, profondo, con un figurativismo familiare, con sue specifiche tecniche espressive fresche e colorite che partecipano stati d’animo, movimenti spirituali. I quadri sviluppano problemi del vecchio e del nuovo mondo, della “civiltà contadina” e della nostra autentica modernità. Sono squarci di tempo e di stagioni, segnali e messaggi sempre in stretto intreccio con la vita(...)”. (Giacinto Ruzzi) “(...) la valenza delle forme (è) per lei subordinata al libero sfogo coloristico (...) quanto a espressività, maggiori lumi forniscono le figure umane, per lo più femminili, riprodotte nella loro nudità. Sembrerebbe un crudo realismo, ma lo è soltanto a metà: l’oggetto o il volto focalizzati “evaporano” lentamente e lasciano il posto all’interiorità di Maria Cristina, intenta a ritagliarsi un “microcosmo”, un’”oasi di atarassia” nel caotico succedersi degli eventi(...)”. (R.R.) “(...) La fissità compositiva denota, oltre all’interesse per la pittura metafisica, l’estrinsecazione di forme avulse dalla realtà, pure creazioni mentali che un’impellente necessità di comunicare concretizzano in opere(...)”. (Giulia Anna Viggiani)

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Maria Cristina Fior Tabacco, Donna Dea Olio su tela, cm 70x100

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RINALDA FRATERNALI ORCIONI

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nata a Fermignano (Pesaro) il 26/1/55. Dopo la nascita e fino al 1967 ha risieduto, per il lavoro del padre, in vari paesi lucani; dal 1968 abita a Potenza. Ha conseguito il diploma di Scuola magistrale e attualmente insegna nella scuola materna statale di Baragiano. Si è avvicinata alla pittura da autodidatta: predilige rappresentare paesaggi e comunque cose dal vero usando colori ad olio, ma anche solo la matita.

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Rinalda Fraternali Orcioni, Piazza di paese Olio su tela, cm 40x50

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MARIA FUCCILLO

é

nata a Barile il 9/12/57. A Cuneo ha conseguito il diploma di segretaria d’azienda. Autodidatta, ha presentato in mostre collettive le sue opere a Barile, a Melfi, a Rionero in Vulture.

“Una personalità generosa ed ottimista che crede nei valori più genuini ed autentici delle tradizioni popolari della sua terra natìa (Barile, paese albanofono) e nei segni tramandati dagli antenati skipetari sulle pietre laviche ed i portali del paese. L’artista Maria Fuccillo, silenziosamente ma con tenace lavorìo, va emergendo da autodidatta nelle varie mostre e rassegne. I suoi acquerelli, pieni di tonalità cromatiche calde e gioiose, sono un omaggio filiale e d’affetto, senza orpelli, all’etnìa propria ed alla cultura secolare dei discendenti di Skanderberg (...)”. (da “Basilicata Arbâreshe” n.1-Dic.1996)

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Maria Fuccillo, Il glicine sotto la mia finestra Acquerello e tecnica mista, cm 50x70

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CLAUDIA GIANCASPRO

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laudia Giancaspro è figlia adottiva della Basilicata. È infatti nata ad Altamura ma vive e lavora a Matera in Via Vesuvio, 4.

“Giancaspro, unanimemente considerata una dei massimi esponenti dell’espressionismo lucano (...) dice basta all’imperante razionalità, alla figura bella, ma vuota. Scarnificando la realtà, ne rivela l’intima contraddizione ed il gorgogliante ribollir dei sentimenti più reconditi, delle pieghe più nascoste (...) ella scava in profondità, andando oltre la scorza levigata, che maschera il turbinoso flusso della coscienza moderna (...) E, per poter rendere quel senso d’infinito che si porta dentro, ella travalica la tela, distrugge i pennelli e fa cantare i colori. Non a caso, ogni suo quadro è abbinato ad un’opera sinfonica. Così come le sue “Prefiche” risentono del “De profundis”, i suoi nudi avvertono l’eco delle “Baccanti”. Senza parlare del complesso di Edipo che s’intravede in tutte le sue figure maschili. Ella rovescia il rapporto tra arte e vita: “la vita diventa l’opera. La vera opera d’arte è l’infinito corpo dell’uomo, che si muove in armonia, attraverso gli incredibili mutamenti della propria esistenza particolare”. L’interesse e la novità delle opere della Giancaspro consiste nell’evidenziare l’inconscio come luogo di produzione continua, nella catena dei desideri. Questo processo attraversa la storia umana, senza ridurre a un ordine ed una legge il flusso del desiderio, individuando la natura dei fenomeni sociali. (...) Nell’opera della Giancaspro il colore assurge a simbolo, travalica e s’imprime per sempre nell’anima”. (Gianni Latronico) “Claudia si è sempre misurata - affrontando e sperimentando le più diverse tecniche, dai quadri ad olio alla grafica, dalla scultura alla ritrattistica e all’arredamento - con i valori oggettivi dell’arte, prima ancora che con se stessa e con il bisogno di dare vita e voce alle proprie emozioni (...)”. (Franco Noviello)

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Claudia Giancaspro, Volto di donna Olio su tela, cm 80x60

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ANNA GIORDANO

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nata ad Avigliano (Pz) il 29/3/54. Dopo aver conseguito la maturità artistica e l’abilitazione all’insegnamento delle discipline plastiche, ha insegnato per dodici anni a Milano presso istituti sperimentali per la grafica pubblicitaria e presso licei artistici. Ritornata in Basilicata, è ora docente presso l’Istituto Statale d’Arte di Potenza. La sua produzione artistica, dalla ricerca grafico-pittorica caratterizzante i primi lavori, è approdata gradualmente ad un’immagine materica assemblando più tecniche. Le ultime opere prediligono un’espressività plastico-materica. Ha partecipato a varie collettive di pittura a Roma, Avigliano, Lagopesole, Maratea e Rionero in Vulture ed ha tenuto nel 1991 una personale a Potenza.

“(Nella produzione di Anna Giordano) c’è la ricerca della forma, mai fine a se stessa, ma sempre in filo diretto con una sostanza che produce una visione d’insieme sorprendente. Ancora: c’è il trionfo della libertà espressiva che rappresenta l’evoluzione tecnico-pittorica dell’artista (...). Ciò che maggiormente colpisce (...) è la figura portata a forte sintesi, tanto da diventare segno, ma senza perdere, per questo, forza espressiva. Almeno per una parte della produzione pittorica della Giordano, si rileva un’aderenza al simbolismo sia per la carica cromatica sia per l’organizzazione spaziale delle singole tracce. La “figura” femminile, anche se decodificata, si propone con tutta la sua forza e desiderio di libertà e crescita(...)”. (red. pot. - Giornale di Napoli, maggio ‘91) “(...) Le capacità espressive della pittrice aviglianese(...)emergono subito con chiarezza: la sicurezza del segno che incide zone dove sfumare potrebbe anche voler dire incertezza e invece è pieno possesso delle proprie ragioni; la chiarezza che non contraddice alla profondità; la luminosità che non tradisce il segreto del profondo(...)”. (Bernardo Panella)

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Anna Giordano, Abisso 2 Terracotta - bitume su cartoncino

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ANTONELLA GRAZIANO

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nata a Senise il 7 marzo 1964. Diplomata al Liceo Artistico III di Roma, ha seguito il corso di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Dal gennaio del 1988 fino a tutto il 1989 ha collaborato con uno studio di progettazione e di designer industriale applicandosi nella preparazione di disegni tecnici per presentarli con la tecnica dell’aerografo. Dal 1985 ad oggi, oltre ad esporre alcune sue opere in varie sale e musei (anche romani), si è abilitata all’insegnamento delle materie artistiche (discipline pittoriche ed educazione artistica).

“Attraverso (...) quadri, ben lungi dall’essere immagini facilmente decifrabili, l’artista, con tutta la sua particolare sensibilità, rende possibile l’insolito e il misterioso. (...) quadri dagli imprevedibili percorsi, sono in realtà un invito al viaggio introspettivo dell’artista. Un’introspezione che riflette il costante ricercarsi, proteggersi ed avventurarsi non solo nella società ma nel senso più infinito della vita: si scivola dal pre-natale nel “dolce isolarsi” al tacito presente nella “triste primavera”, all’incognito futuro “verso la via”; si crea proprio in questo quadro un punto ottico dal quale prende vita tutta la tela attraverso i vari contrasti di colore e le forme avvolgenti. Dei quadri profondi e carichi di misteri dove il silenzio s’impone, per udirne il reale messaggio”. (Nahia Acar Floris) “Antonella Graziano nelle sue acquaforti affronta anche la figura, ed altri motivi, ripetuti con gusto astratto, in tele ad olio dai colori saturi e veementi, nonché in delicati acquerelli”. (Cecilia Pericoli Ridolfini)

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Antonella Graziano, Discarica Acrilico su tela, cm 91x65

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LUCIA GRAZIANO

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ata a Senise (Pz) il 20/7/1952, ha conseguito il diploma di decorazione all’Accademia di Belle Arti di Lecce col prof. R. Pizzico. Docente di disegno e storia dell’arte, risiede a Senise.

“(...) La pittura della Graziano, pur oggettiva, non si muove sui grandi temi e sulle grandi problematiche esistenziali contemporanei; le sue scelte avvengono per assunti totali e per ricerche tecniche su assi privilegiati, che ribaltano la realtà e corrono su spigoli risultanti da varie intersezioni di piani, più che su linee e quando questi (gli assunti e le ricerche) si avverano in equilibrio, allora la tela è felice, lo slargo del pennello e della mano è respirabile e si scrosta dalla testa e va per conto suo per quelle traiettorie tensive e portanti fatte di lanci, di richiami, di riprese, di ripercussioni, di balzi e sobbalzi che alzano ed elevano il tono delle figure ed ispessiscono l’assunto pittorico con quella certa tridimensionalità. Le luci, le ombre, le nature, i personaggi, gli oggetti filtrati dalla tecnica ed elaborati sino alla puntigliosità rivivono, allo stesso momento, le esistenze che il pittore impone: l’esistenza reale, l’esistenza fittizia e l’esistenza pittorica: tutti sono soggetti reali o appartenuti alla realtà e vengono reinterpretati sulla tela con coscienza artificiale e con credenza artificiosa, ma creano una realtà pittorica che è la realtà intima di ognuno e di tutti(...). Non bisogna dimenticare(...) che la Graziano ama le incisioni, le acqueforti, le punte secche, le acquetinte e questo suo scegliere la lastra la induce a un lavorìo alacre e puntiglioso, attento alla sottolineatura e al particolare e ad un fitto reticolo di segni, di tratti e di punti che, alla fine, risultano decisivi ed incisivi, senza possibilità di ripensamenti, per il complesso degli effetti che essi consentono di riprodurre”. (Pasquale Totaro Ziella) “(...) non si vieta nella tecnica e negli aspetti del cubismo la geometria, la scomposizione della luce, le altezze, le profondità e la lunghezza delle linee convergenti”. (Savino Sileno)

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Lucia Graziano, Terre sommerse Acrilico su tela, cm 70x60

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MARISA GULLOTTA

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ata a Giarre (Ct) il 18/12/1939, si è diplomata all’Istituto d’Arte di Catania, dove ha altresì frequentato e collaborato con l’Istituto di Disegno dell’Università per il biennio di Architettura ed Ingegneria. Docente di materie artistiche, vive ed opera in Basilicata. Pittrice, ceramista, incisore e scenografa ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, Francia, Spagna, Inghilterra, Usa, ottenendo premi e riconoscimenti di rilievo. Tra le opere da segnalare: l’incisione a sbalzo su lastra d’argento raffigurante la Madonna del Casale, personalmente offerta al Papa durante la visita in Basilicata, a nome dell’amministrazione comunale e della cittadinanza tutta. Di singolare bellezza la “Via Crucis” in terracotta realizzata per il comune di Oliveto Lucano. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private. È presente in varie riviste d’arte. Dirige il Centro culturale artistico “La Vernice” di Pisticci, promuovendo manifestazioni e mostre in collaborazione con enti pubblici e religiosi.

“(...)lo stile di Maria Gullotta è modernamente orientato alla riscoperta di una figurazione, che non stravolge l’equilibrata tessitura delle forme, ma le coinvolge in una elaborazione emozionale, dove l’evento ispiratore contingente e le valenze dell’interiore riflessione si integrano perfettamente. La scansione segnica, fluida e precisa, è supportata da una composizione cromatica vivace e ben articolata nei rapporti timbrici, con accenti efficacemente sintonizzati alle situazioni umorali dei soggetti ed alle atmosfere in cui prendono vita le immagini(...)”. (V. Cracas)

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Marisa Gullotta, Danzatrice Tecnica mista, cm 50x70

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BIRGIT GUTT DARAIO

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ata il 5 giugno 1960 a Schangen, un paese nella Vestfalia orientale, vive ed opera a Potenza, luogo di origine del marito. Fin da piccola si è dilettata a disegnare con matite, carboncini e pastelli prima e a lavorare con terracotta, tessuti ed altri materiali poi. Ha realizzato plastici, quadri a olio, acquarelli, decorazioni e dipinti su grandi pareti; alcuni lavori sono stati presentati in una mostra a Paderborn. Dopo aver conseguito la laurea di “Magistra Artium” nel 1989, ha lavorato come insegnante di tedesco in scuole private. Anche a Potenza ha continuato a coltivare l’arte che, divenuta hobby, un linguaggio muto e permanente della glottologa, parla con forme e colori del mondo visibile, del bello, di posti da valutare, della natura, ma a volte anche di problemi, sogni, visioni o solo di strutture. Ha partecipato a più mostre a Potenza.

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Birgit Gutt Daraio, Mare, mercoledĂŹ a marzo 1989 Olio su tela, cm 50x70 (particolare)

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MARIA IANNIELLO

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opo aver conseguito a Rionero il diploma di maturità d’Arte Applicata, in Arte della ceramica, Maria Ianniello ha proseguito gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, dove si è diplomata in Pittura. Frequenta il corso di tecnico della grafica pubblicitaria a Potenza. Attualmente insegna presso il carcere di Potenza. L’avventura dell’arte è per lei appena iniziata ma “le premesse appaiono positive e incoraggianti”.

“(...) Sintetiche e deformate, le figure femminili dominano il campo visivo, potenti e solide nel loro difficile affermarsi in quanto donne, nel loro amare in quanto madri. È riconoscibile nella genesi tematica e formale dell’artista una chiara matrice espressionista, sia nella resa anatomica sia nel segno astratto. La forza incisiva del gesto piega il colore e il ductus pittorico diventa docile nel processo di materializzazione dell’immagine, estratta dall’io con dolore e fatica, allo stato puro, aggressiva o raggelata che sia, senza concessioni a lirismi o virtuosismi inutili (...)”. (Capobianco) “(...) In una reciprocità altalenante di affermazione-negazione, protagonista assoluto l’elemento femminile nella sua totalità di corpo e mente, l’impotenza dell’essere ripiegato su se stesso, comporta, oltre l’abbandono al flusso incontrollato del rimosso, la morte dell’anima. (...)Un mondo che violenta se stesso annienta il senso dell’individuo in quanto forma anatomica e il senso dell’arte in quanto empatia. Dalla perdita del naturale, dall’esperienza dolorosa del nulla, tuttavia, l’essere ricorre alle proprie straordinarie energie vitali e risale la china della propria identità, recuperandosi in quanto principio razionale che filtra il reale e lo domina: la coscienza supera l’esperienza, diventa idea rarefatta, pensiero; l’arte supera la mimesi, diventa forma pura, astrazione(...)”. (A. D’Andrea)

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Maria Ianniello, Colpa Olio su tela, cm 50x70

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AMALIA LABBRUZZO

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ive ed opera a Matera in Via La Croce, 53. È autodidatta ed ha partecipato a mostre collettive, riscuotendo lusinghieri successi di critica e pubblico.

“Eteree, spirituali, sublimi, le donne di Amy rivelano, varcando i limiti spazio-temporali, le vette liriche di un bello tutto interiore e l’attesa di un equilibrio intimo dell’animo nel vivido rapporto tra una coscienza sempre vigile ed i grandi temi esistenziali. Fede, libertà, amore, maternità, condizionamento sociale, “senso e non-senso” della vita sono i temi, i significanti interiori espressi dalla pittura di Amy che, senza cadere ad inutile retorica o a mere tentazioni estetiche, in un gioco tra simbolo e realtà, esplicito ed implicito, personale e generale, fa della pittura un luogo di vita, di arte, di meditazione, di elaborazione di risposte e di suggestive domande. Le figure femminili, quasi appoggiate con estrema delicatezza da una mano invisibile sugli sfondi monocromatici accesi e violenti, nelle plurali posture limate da una grazia e da una eloquenza di altri tempi, rimandano, quasi metaforicamente, ad un momento di riflessione, questo davvero intimo, incomunicabile, incolore. La vita e l’arte vengono in ogni suo quadro sinceramente vissute ed interpretate con cura e consapevolezza, fino all’ultima pennellata, fino all’ultima emozione”. (Patrizia Traversa)

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Amalia Labbruzzo, Marionetta 1996 cm 50x70

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MIRIAM LADIK

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nata a Potenza l’8/6/1977 e vive a Pignola (Pz). Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Linguistico, frequenta la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università di Basilicata. Come pittrice ha presentato delle mostre e fa parte di gruppi artistici quali “Amici dell’Arte” di Potenza.

“Tendenze innate sin dai primi anni di adolescenza, vengono tutt’oggi trasferite con maestria sulle bianche tele. (...)È, il suo, un paesaggio con sapore diverso, prevale su tutto il cielo rossiccio e la prepotenza arborea che tende i suoi rami scuri per abbracciare forse una umanità scomparsa tra le muse. Anche la rappresentazione marina si coniuga all’inverosimile con le particolarità floreali creando suggestioni e continua ricerca del messaggio esistenziale da lanciare. A lei, sia il pennello che la spatola non servono, almeno per ora si accontenta dei pennini di beccaccia. Riuscire a trovare uno spartiacque tra l’impegno studentesco, con quello che richiede l’attività artistica, non sarà sempre facile la scelta definitiva. Ci saranno, certamente, momenti di grande positività che bisognerà custodire gelosamente, non mancheranno, poi, le pause riflessive ed anche queste faranno parte dello scenario della vita (...)”. (Fanì)

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Miriam Ladik, Utopia Olio su tela, cm 30x40

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GIUSEPPINA LAFIOSCA

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ata a Grassano (Mt), ha conseguito a Bari l’abilitazione artistica. Dal 1968 ha partecipato a importanti manifestazioni d’arte nazionali ed internazionali. È presente in permanenza in varie gallerie d’arte italiane ed estere. Ha allestito varie mostre personali e collettive in più città italiane. Della sua attività si sono interessati critici illustri. Tra gli altri, hanno scritto di lei: G. Selvaggi, T. Bonavita, U. Franzolin, U. Moretti, G. Domodio. È stata citata su quotidiani e riviste.

“Germinata da una sorta di automatismo grafico la pittura della Lafiosca rivela un’interiore inquietudine, le forme che ne derivano: gorghi, onde montanti, forme stravolte e l’ossessivo ripetersi in ogni quadro, di un intrico di rettangoli o quadrati incastrati l’un dentro l’altro in un gioco labirintico dentro il quale inoltrarsi, in esplorazione introspettiva, è come entrare in un buio tunnel per cercarvi che cosa? La libertà, la vita (...) oppure per arrivare a conoscere se stessi, è comunque una spinta a cercare innanzitutto una propria libertà, una propria salvezza(...)”. (Armando Pizzinato) “(...) Dietro i grovigli dei fili c’è la vita quotidiana, la realtà con i suoi contrasti, la pace, la guerra, la incomunicabilità. Fino a che gli stessi fili si fanno vita senza volto; fino a raggiungere la metafora dell’arte che riscatta, come in ogni artista, la vena solare, il desiderio della comunicabilità. Nel cromatismo vario e intenso dei fili a volte il groviglio sembra sciogliersi, aprirsi e si intravedono gli sfondi quasi sempre colorati, una lettera dell’alfabeto, l’accenno di un’onda, un angolo di muro. Ma l’occhio deve essere attento, deve entrare, lasciarsi avviluppare, poiché in superficie tutti i quadri risulterebbero simili nella struttura. Mentre ogni filo, nel suo movimento, ha un linguaggio proprio. Lafiosca si serve di questi scenari per i suoi racconti, perché abbiano forza, si impongano e coinvolgano (...)”. (Antonietta Dell’Arte)

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Giuseppina Lafiosca, Gestuno. Libera interpretazione del linguaggio gestuale usato dai sordomuti in occasione di rapporti interpersonali Acrilico su carta, cm 50x70

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ENZA LAROCCA

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nza Larocca è nata a Brindisi di Montagna nel ‘59. Vive a Potenza dove svolge la professione di medico. Durante gli anni universitari di Pisa ha frequentato l’Accademia Libera d’Arte del pittore Bruno Pollacci ed ha partecipato a collettive d’arte. Successivamente, in Lucania, ha continuato il suo discorso artistico con personali. Nel novembre ‘94 ha partecipato con disegno a carboncino alla realizzazione del libro Poesie goccia a goccia di Aurelio Pace; nel ‘95 è stata presente alla prima biennale internazionale d’arte a Malta.

“L’artista sembra affascinata dal mutevole e caleidoscopico universo dei colori tanto che le riesce facile esprimersi attraverso un cromatismo intenso e vibrante. Usa i pastelli con grande abilità e propone donne intriganti dal fascino esotico e atmosfere mediterranee pervase da una incontenibile gioia di vivere. La ritrattistica è una delle sue passioni; si muove sicura anche in questo campo poiché riesce a cogliere tra le mille mutevoli espressioni di un viso la più intima, la più profonda. È in grado di decodificare quanto di misterioso c’è in ogni volto che a seconda dei giorni, delle ore e delle stagioni assume connotazioni diverse, aiutata anche dall’uso attento e sensibile del carboncino. I numerosi “omaggi” a Modigliani, a Cèzanne, a Gauguin e a Salvatore Fiume stanno a dimostrare che alla base del dipingere di Enza Larocca c’è una profonda cultura; la pittrice ha studiato con passione la poetica e le tecniche dei grandi artisti e ne ha fatto tesoro”. (Valeria Marchisio)

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Enza Larocca, Evanescenza Tecnica mista, cm 50x70

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MYRIAM LATRONICO

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nata il 5/02/73 a Matera, dove vive ed opera in Via Dante, 78. Ha conseguito il diploma di maturità classica presso il liceo ginnasio “E. Duni” di Matera. Attualmente è laureanda in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Bari. Essendo figlia d’arte, ha seguito il padre nelle manifestazioni artistiche, sin dalla più tenera età, partecipando a sua volta a mostre e concorsi, conseguendo sempre il plauso del pubblico e il riconoscimento dei critici. Compone anche poesie e, come ha sottolineato Luigi Guerricchio, nella prefazione al suo Florilegio “Naufragio”, nei versi di Myriam, “convivono candore e lotta per l’esistenza, gioia e dolore, serenità e malinconia, insieme: sentimenti sussurrati, suggeriti in un silenzio sovrumano”.

“La rarefazione spirituale, il disagio sociale, la solitudine esistenziale costituiscono la molla, che fa scattare la scintilla dell’ispirazione in Myriam Latronico. Paesaggi desolati, fanciulle pensose, alberi solitari sono il leit motiv della sua pittura. Le sue figure sono immagini e le sue immagini sono simboli viventi, di carattere individuale e di valore universale. Myriam Latronico si attiene alla realtà, senza svolazzi accademici né rêveries surreali o divagazioni informali(...) tratta ogni soggetto in modo semplice, senza orpelli, ma con un afflato poetico di irresistibile spessore estetico. Ecco perché la sua pittura è intessuta di realismo lirico, di un soffio vitale e di un sentimento elegiaco. Questa sua nuova figurazione moderna è lontana sia dai grandi maestri del passato che dagli artisti contemporanei, in una dimensione personale, tutta al femminile, al di fuori di ogni schema. L’immagine, colta nell’attimo fuggente, en plein air, è così carica di fascino, di pathos e di mistero, da imprimersi negli occhi, calarsi nell’anima e dissolversi nella mente del fruitore di ogni ceto, di ogni nazione e di ogni cultura”. (Gianni Latronico)

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Myriam Latronico, Attesa di un sogno 1996 Tecnica ad acquerello, cm 25x35

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LUCIA LISTA

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nata a Senise (Pz) l’8 marzo 1972. Ha conseguito presso l’Istituto statale d’Arte di Arezzo il diploma di arte applicata. Ha seguito poi il corso di Laurea in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Si interessa di pittura e incisione, scultura, fumettistica. È risultata vincitrice negli anni 1988/91 di concorsi intercollegiali dell’Inadel.

L’artista, presentando i segni di “Mia madre”, si è così espressa: “Ogni volta che faccio un ritratto, la cosa che amo di più è quella di riuscire a cogliere la personalità del soggetto che ritraggo, di leggere nell’espressione degli occhi o dei lineamenti del volto quelle sensazioni che più mi colpiscono e che mi permettono di capire il suo carattere e gli stati d’animo”.

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Lucia Lista, Mia madre Carboncino

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MARIA ROSARIA LISTA

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nata a Senise (Pz) il 3 febbraio 1968. Ha conseguito il Diploma di arte applicata presso l’Istituto statale d’Arte di Arezzo. È laureanda in Architettura presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Tra i suoi interessi rientrano la pittura, il recupero architettonico e restauro, l’archeologia, la fotografia. Ha partecipato a collettive ed ha realizzato nel 1996 una scenografia per rappresentazione teatrale.

L’autrice ha così commentato “Mani:” “Nessuno si sofferma quasi mai ad osservare le mani che, come gli occhi, possono offrire una infinità di emozioni. Attraverso dei piccoli gesti, è possibile cogliere il carattere e la sensibilità della persona”.

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Maria Rosaria Lista, Mani Matite

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ADELAIDE LOMAGRO

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nata a Montemilone il 25/11/38. È un’insegnante elementare in pensione. Pittrice autodidatta, dipinge sin da quando era adolescente. La sua pittura spazia nella natura in ogni sfaccettatura, da quella umana alla poesia delle piccole cose; nella ricerca continua delle luci ed ombre degli angoli suggestivi dei paesi della Basilicata. Ha fatto parte dell’Associazione Co.S.P.I.M.. Ha esposto con successo in Giappone, a Tokio nel 1989. Ha, nello scorso anno, illustrato libri di cucina italiana, scritti da una connazionale, sempre a Tokio, per conto di una casa editrice giapponese. È stata inoltre presente in una collettiva a Bruxelles (1991) e, in Basilicata, a Villa d’Agri (1994).

“(...) vi piaceranno il suo modo naturale di dipingere, il suo tocco romantico e i suoi teneri colori pastello”. (Daniela Ozik) “(...) lo squarcio di vicolo, rappresentato con tale brio di colori da farci quasi sentire lo spirito che lo animava, è una delle ultime testimonianze di una realtà urbanistica e sociale, quella dei paesi lucani (...)”. (Camillo Naborre)

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Adelaide Lomagro, Vicolo di Assisi Olio su tela, cm 20x30

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ANNA MAGLIOCCHINO

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nata a San Mauro Forte (Mt) il 1° giugno 1938. Ha compiuto studi classici e seguito corsi di lingue straniere presso l’Istituto Orientale di Napoli, il British Council, The English Institute, l’Université de Grenoble, per cui si esprime, oltre che in italiano, in inglese, tedesco e francese. Interprete Parlamentare, si è inoltre dedicata all’insegnamento nella scuola dell’obbligo. Ha pubblicato quattro libri di poesie: ...all’ombra della Torre Normanna..., Napoli, Alfano, 1979; Tuffo nel sole, Fossalta di Piave (Ve), Rebellato, 1981; Il figlio dell’amore, Milano, Editrice Italia Letteraria, 1981; Il volto del silenzio, Eil, Milano, 1982. Ha collaborato alla Storia del volo e delle operazioni aree e spaziali da Icaro ai giorni nostri, Ed. Ufficio Storico Sma, Roma, 1985, del Generale Sebastiano Licheri. Presente in centinaia di antologie con saggi letterari, racconti e poesie, ha ottenuto riconoscimenti e premi in manifestazioni letterarie. Come pittrice è nota nel mondo artistico ed ha partecipato con successo a mostre personali e collettive in Italia, Svizzera, Spagna, USA. Con le sue opere pittoriche e grafiche è presente nei più importanti Cataloghi d’Arte moderna italiani e stranieri. È molto apprezzata dalla critica d’arte. “L’operare pittorico per Anna Magliocchino è una componente essenziale della sua poetica visione delle cose, del suo relazionarsi cioé alla realtà, ai sentimenti, alle vicende dell’esistere con viva partecipazione emozionale. Affascinata soprattutto dalla natura, tratteggia nei suoi dipinti paesaggi saturi di luce, armonici ed equilibrati, ove compaiono delicate figure. Ella traduce con sincera ispirazione, nella composta stesura dei segni e nel suggestivo mescolarsi dei colori, i misteriosi fremiti di una vitale sensibilità interiore”. (Vito Cracas) “(...) I soggetti della Magliocchino vertono su “paesaggi” marini o montani, distese di campagne ricche di verde, “fiori”, immensità di cieli e di mari, angoli romiti nonché delicate “figure” il tutto espresso con una dignitosa manifesta poesia del colore, pennellato armonicamente affermante una sana scuola consapevole delle proprie responsabilità. Pittura e poesia sono, per la Magliocchino, due entità separate ma nel contempo magnificamente fuse in un sol palpito di fede e di amore (...)”. (Gino Spinelli de’ Santelena) “(...) Si tratta di una pittura assolutamente priva di qualsiasi artificio, lontana da ogni strettoia accademica, vicina al sentire spontaneo che genera una manifestazione schietta, semplice e fatta a misura d’uomo. Al di là di una lettura immediata o anche simbolica, che ci permette di specchiarci, ogni situazione esistenziale vibra nel colore che diventa elemento primario, poiché tocca e suscita intuizioni, meditazioni fino a mettere in moto, dentro di noi, interrogativi che non possono restare senza risposta. In certi quadri la luce si diffonde tenera, in altri le ombre irrompono. Ogni quadro è un invito a considerare l’uomo per scoprire il senso della sua vita”. (Bruno Valent)

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Anna Magliocchino, S.O.S. Natura Olio su tela, cm 80x60

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VITA MALVASO

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ata a Grottaglie (Ta), dal 1970 vive ed opera a Matera dove insegna Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico “Dante Alighieri”. Ha conseguito il diploma di pittura presso l’Accadamia delle Belle Arti di Bari. Ha partecipato a importanti rassegne nazionali ed internazionali, a numerose collettive, ha realizzato personali in diverse città italiane. Riviste d’arte si sono occupate della sua attività artistica, che è presente anche in dizionari ed enciclopedie di arte contemporanea. Tra gli altri, hanno scritto di lei: G. Caserta, P. Gentile, P. La Barbiera Labar, E. Oliva, R. Rizzi, G. Settembrini, R. Zagaria.

“(...)l’esplosione cromatica, densa di vitalità, non è la sola protagonista dell’opera di questa pittrice. Linee nervose e segni decisi e scattanti delimitano il colore, separano e, allo stesso tempo, intersecano le forme. Si viene così a creare una dialettica, un continuo dialogo, tra segno e colore, tra tensione del grafismo e la lucentezza del colore; in poche parole è il dissidio tranquillità-inquietudine(...)”. (Paola Di Giammaria) “(...) Pittura generante è la sua rivisitazione d’ogni anfratto del percorso umano sulla terra che, per una casuale quanto emblematica coincidenza, prende il suo stesso nome: “vita”. Dalla materialità del quotidiano e fino al trascendente va dissimulando il tormento della riflessione presentandoci immagini purificate, pacificate: Vita Malvaso sa insomma andar oltre l’estetizzare che è mera ostentazione; lei passa per l’estetica per ridarci, vestito di colori ariosi, un reale che è sofferenza(...)”. (Antonella Pagano) “C’è un forte potenziale simbolico, o meglio evocativo, in questa propensione all’artificio del mestiere, che Vita Malvaso esercita con la disinvoltura di un gesto naturale(...) C’è operosità tecnica in questa pittura che ambisce a velare il codice di un’anima. C’è vocazione lirica in questo lungo racconto che appare disegnato da un antico telaio dove il “tappeto della vita” (o della Vita di Vita) sembra non avere confini nel tempo e nello spazio (...)”. (Duccio Trombadori)

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Vita Malvaso, Movimento equestre Olio su tela, cm 85x90

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ROSANNA MARCODOPPIDO

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nata in Abruzzo nel 1942. Ha frequentato a Potenza le scuole medie. Trasferitasi a Roma, si è iscritta all’Accademia di Belle Arti presso cui ha seguito i corsi di Bartoli, Montanari e Maccari. Nel 1964 vi ha conseguito il diploma di pittura. L’anno successivo ha ottenuto, all’Istituto d’Arte di Roma, il diploma di Maestra d’Arte nella sezione Decorazione pittorica. In seguito ha vissuto molti anni a Potenza dove ha insegnato nella scuola elementare ed esposto in varie mostre personali e collettive. Dal 1983 vive a Roma. Dal 1990 al 1994 ha partecipato alle attività dell’Associazione Internazionale Incisori approfondendo varie tecniche di incisione e stampa d’arte e lavorando nel gruppo “Atelier aperto” tenuto da Nicola Sene. Sue opere grafiche sono state recentemente esposte in mostre collettive a Roma e a Venezia.

“L’immagine rende a un tempo lo stupore di sé e la memoria del suo essere sogno, nel travaglio di una definizione del proprio essere non meno che nella spontanea adesione al flusso creativo che riempie lo spazio di segni e di colore. L’originario universo fantastico traspare nella stesura del colore come filigrana. Sui rosa e i viola pallidi interviene il grigio che dilata la mappa delle intuizioni e delle derivazioni concettuali. In sostanza, una pittura sofferta, dialettica. Tra le righe, cioè tra gli spazi, si avverte il senso della realtà attraverso immagini contigue di essa; e il giro a spirale del fantastico che si avvita su se stesso. Il mondo dell’artista non è definito che dalla propria conflittualità che si propone come sogno e problema”. (Bernardo Panella) “(...) Atmosfere lunari, cangiante mondo in trasformazione, paesaggi dell’immaginario: come avviene per presbiopia di vedere le cose lontane o ai ciechi di sviluppare un’altra vista (i ciechi profeti o saggi capaci come Omero di indovinare le cose del passato), o alle donne, eredi dei linguaggi di Sibilla e Diotima, ed ai poeti, così in questi quadri la vista si rivolge all’interno. Il colore guida la visione attraverso il tumulto geometrico di voci, paesaggi, oggetti. Il colore come sonorità, movimento della materia. Il colore - informazione come in un manifesto, per trasmettere, con forte comunicatività intellettuale, ragioni, rabbia, denunce maturate nel fuoco di un movimento di liberazione (...)”. (Rosa Maria Salvia)

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Rosanna Marcodoppido, Il guerriero 1996 Olio su tela

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TINA MASELLI

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nata a Lesina (Fg). Vive ed opera a Policoro (Mt) in Via S. Bernardo, 18. Anche se in gioventù ha fatto qualche passeggera esperienza, in età matura ha curato la sua passione per la pittura a cui si è avvicinata con istintiva spontaneità, percorrendo tutti i gradini dell’autodidattismo, dell’intuizione estetico-soggettiva, dell’espressivismo spontaneo. Ha già al suo attivo numerose personali, collettive, premi internazionali e nazionali. Ha inoltre conseguito diversi titoli onorifici per meriti artistici. Varie testate e riviste d’arte si sono occupate della sua produzione pittorica.

“(...)La pittrice inizia a dipingere da autodidatta, senza seguire mode e scuole, rivelandosi franca e sincera davanti al modello della natura. Interpreta con amore gli elementi più umili dei suoi soggetti preferiti che ricordano, in alcuni aspetti, la concezione dei pittori naïf però con una forza vitale non fiabesca ma carica di afflussi umani”. (Luigi Melfi) “(...)Dalle opere(...)traspaiono: un limpido disegno, una sicurezza della linea, un’elegante impaginazione ed un’armonia di accostamenti cromatici. L’arte pittorica di Tina Maselli è un invito all’uomo contemporaneo ad ammirare la natura e le piccole cose con lo sguardo dello spirito perché da esse si può anche cogliere l’infinito e ritrovare la propria dimensione umana(...)”. (Franco Greco) “(...)Tina Maselli ha trovato nella pittura la sua espressione congeniale per comunicarci un messaggio prezioso: il messaggio dell’amore. Senza parole, più intensamente delle parole, sfuggendo equivoci e mascheramenti, le cose parlano per lei; scopriamo la preghiera e la meditazione nel tratto pulito pieno di poesia(...) L’arte è amore(...)”. (Rosa Barbieri) “(...)Temi ecologici, preghiere nascoste, dolori, pene, paesaggi, bellezze naturali, figure, ovunque e comunque il suo pensiero artistico diventa pensiero magistrale e sublime per una umanità che deve ritrovare la gioia del vivere.” (Michele Sessa)

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Tina Maselli, Raccolta Olive Olio su tela, cm 50x70

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ANNA MILANESE

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ive e lavora a Matera, in Via Lucrezio, 13. Ha partecipato a varie rassegne artistiche, conseguendo il plauso del pubblico ed il consenso della critica. Abbandonati gli studi di medicina e chirurgia, sceglie di dedicarsi alla famiglia. Nel tempo libero, come autodidatta, si dedica alla pittura. Ottenendo buoni risultati, è spinta a continuare e a sperimentare tecniche nuove. Nell’80 frequenta la scuola di grafica “La Scaletta”, dove i Maestri Rizzelli, Manno e l'amico Tarasco, le insegnano l'arte grafica. Decide, per esigenze familiari, di continuare per proprio conto personalizzando la sua tecnica grafica. Ha partecipato a varie collettive.

“(...) La tematica che più spesso ricorre nella sua opera è quella del mondo contadino lucano, come quello che, più di ogni altro, mette in evidenza una faticosa tristezza del vivere e un intimo bisogno di riscatto. Di questo mondo, l’artista disegna un ritratto tecnicamente molto originale, in cui figure, sfondi e oggetti appaiono segmentati in moduli, al cui assemblaggio si deve poi l’immagine completa. I segmenti (...) appaiono un evidente tentativo di sezionare le cose per ritrarle nella loro struttura intima in vista di una totalità esistenziale (...)”. (Antonio Giampietro) “(...) Quando la dura realtà della routine quotidiana manda in frantumi aspirazioni, desideri, valori morali, è bello rifugiarsi nell’irrealtà del sogno e nell’immortalità dell’arte. A tutte queste emozioni corrispondono toni accesi, segni vibranti, forme rutilanti. I colori in sé non contano più; contano invece i loro accostamenti, a volte armoniosi, a volte stridenti, a seconda del mutevole stato d’animo. I contrasti tra colori puri e complementari, accentuandone il rapporto con grossi contorni neri, incidono il dramma dell’uomo, del dolore e della speranza, con una potente intensità drammatica. La fitta ragnatela dello sfondo, le spesse tracce delle forme, lo spezzettamento accentuato delle figure creano volumi luminosi e richiamano i disegni delle vetrate di Chagall. La struttura “geometrica” dell’ordito contrasta con la ricchezza cromatica della composizione, che conferisce alle scene rustiche una rarefatta atmosfera mistica(...)”. (Gianni Latronico)

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Anna Milanese, Mora Olio su tela, cm 70x80

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ROSANNA MOLINARO

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nata a Matera il 21/1/68 e risiede a Bernalda. Dopo aver conseguito la maturità artistica, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bari diplomandosi in scenografia. Ha inoltre seguito un corso biennale di specializzazione per “scenografi realizzatori e costumisti” presso il Teatro Alla Scala di Milano, dove, nelle stagioni teatrali 1990/91 e 1991/92, ha partecipato nei laboratori di scenografia e costume alla realizzazione di diverse opere. Per Canale 5 ha preparato alcuni fondali pubblicitari. Ha partecipato a collettive di pittura a Taranto, Roma, Matera e Tricarico ed è inserita nell’Antologia degli Artisti Italiani pubblicata dall’Accademia Internazionale dei Dioscuri, in occasione del CXXIV anno di fondazione di Roma Capitale.

“(...) Questa pittrice-scenografa si distingue(...)per la poetica di quel fascino arcano, di quel mistero sublime che ella racchiude in sé e che parte dall’anima vibrante delle cose, per giungere all’animo pensante dell’uomo. Accomuna così elementi naturali e pulsazioni psichiche ed interpreta il mondo con una visione romantica. Ella riesce a colpire contemporaneamente la retina con la pittura e la scenografia, il cuore con la passione e la poesia. Ogni sua opera è soffusa di intima solitudine e di profondo bisogno d’affetto(...)”: (Gianni Latronico)

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Rosanna Molinaro, I girasoli Acrilico, cm 30x40

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PATRIZIA MONACÒ

P

ittrice e poetessa, è nata a Cosenza. Vive e lavora a Potenza. Autodidatta, ha partecipato a diverse mostre collettive. La critica si è vivamente interessata al suo lavoro dedicandole studi e recensioni.

Desiderio di comunicare e voglia di vivere intensamente le proprie emozioni si pongono alla base della vita artistica della Monacò. Lineare eppure imprevedibile il suo tocco sorprende per la essenzialità degli schemi adottati e per la molteplicità dei significati ad essi affidati. La sua arte figurativa va particolarmente apprezzata nelle introspezioni pluridimensionali che l’attenta osservazione riesce a proporre. (Emilio Boscia) Patrizia sia quando dipinge, sia quando disegna, non lascia spazio ai virtuosismi, né segue rigidi schemi. Ecco, esprime il suo “Concetto” con semplicità, da renderlo di facile “lettura” a chiunque. Ad elevarne le proporzioni è un’ottima disposizione cromatica. Linee “libere” e colori spesso vivaci danno alle sue composizioni una immagine precisa, di profondo effetto. In ciò si rivelano la sua indole e la sua versatilità. (Giuseppe Ripa)

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Patrizia Monacò, Respiri

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ANTONIETTA MONTEMURRO

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nata ad Anzi (Pz) il 29 marzo 1954 e risiede a Potenza. La pittrice si esprime soprattutto attraverso il “monotipo”, antica tecnica di stampa: mezzo affascinante che le permette di ricercare e sperimentare al fine di ottenere impressioni uniche e irripetibili. Nell’agosto del 1993 ha proposto, in una personale impaginata in uno dei saloni di Villa Nitti a Maratea, 18 atmosfere “intriganti e convincenti”.

“... (Sono) “atmosfere” che si differenziano l’una dall’altra e perché ognuna di esse esprime un diverso momento artistico e perché si tratta dell’efficace risultato del monotipo (...). Gli oli, il torchio calcografico e “la legge d’azzardo” hanno messo l’artista in condizioni di esprimersi al meglio. Abilità tecnica, estro e sensibilità si fondono quindi nelle “vibrazioni materiche e cromatiche” di Antonietta Montemurro, regalandoci squarci di cielo, sfumature castissime, visioni di una natura a tratti sognante a tratti inquieta, tutte immagini carpite ad un buio geloso”. (Valeria Marchisio)

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Antonietta Montemurro, Della serie Atmosfere Monotipo, cm 70x100

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VIOLANTE MOTTA

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nata a Miglionico il 10 gennaio 1916; vive ed opera a Matera, in Via Passarelli, 64. Ha frequentato la Scuola di Perfezionamento presso il Collegio Margherita di Bari. Nella sua lunga carriera, di pittrice metafisica, ha partecipato a numerose rassegne, conseguendo sempre lusinghieri successi sia di critica che di pubblico.

“(...) La sua pittura riproduce paesaggi e con essi interpreta, con spontaneo slancio, la natura così com’è, bella e selvaggia, nelle sue campagne lucane, facendo spicco i cardi, con risultato di grande e sicuro effetto”. (Annunziata Cantalis) “Cardi spinosi e girasoli assiderati, finestre chiuse e cieli plumbei, lande deserte e cascinali abbandonati sono i soggetti ricorrenti nella lunga carriera artistica della pittrice ultraottantenne Violante Motta. Case su grotte, case su strade, case su tetti costituiscono la panoramica dei Sassi di Matera (...). Casette biancastre, rossastre o grigiastre non sono mai la copia della realtà, bensì l’espressione dell’invisibile, che sottende il vero, la sostanza, l’essenza dell’essere, oltre la scorza della superficie, della parvenza, del caduco involucro. Case, oggetti, fiori sono sempre a stretto contatto nello spazio, ma a distanza siderale nel tempo: l’uno non vede l’altro, ognuno è solo (...). Le amarezze e le delusioni della vita incidono segni profondi nei comuni mortali, ma tracciano solchi profondi nella sensibilità di un’artista. Violante Motta ha trovato un porto sicuro nella pittura metafisica, che punteggia i suoi sentimenti, allevia i suoi tormenti e purifica le sue sensazioni. La catarsi spirituale si dissolve sulla candida tela con colori tenui, luce radente e poesia soffusa in opere immortali di singolare fattura estetica (...)”. (Gianni Latronico)

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Violante Motta, Il girasole sui sassi Olio su tela, cm 50x50

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GUGLIELMINA NIGRO

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ata ad Accadia (Fg), vive e lavora a Matera. Si è diplomata presso il Liceo Artistico di Benevento. Ha effettuato personali; ha partecipato a mostre, collettive e diversi concorsi nazionali ed internazionali di pittura e grafica riscuotendo successo di pubblico e di critica. Fa parte del gruppo incisori calcografici della Scuola di Grafica di Via Sette Dolori di Matera. È presente in cataloghi.

“(...) un’artista sensibile che si tuffa nella pittura elaborando gli accenti dell’anima(...) riesce a realizzare opere suggestive tentate da un romantico figurativo che si sostanzia nelle vibrazioni cromatiche(...)le sue figure inserite nei suoi personaggi in perfetta simbiosi di colori, sono un tema prevalente della pittura dell’artista(...) (Franco Palumbo)

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Guglielmina Nigro, Narciso e le Ninfe Olio, cm 50x70

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ROSA NUZZACO

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nata a Matera dove vive e lavora in Via Toscana, 9. Dopo aver conseguito la maturità, ha iniziato a frequentare quegli ambienti artistici che le hanno fornito il clima adatto al compimento delle sue esperienze nel campo della pittura. Si è interessata anche di moda, come stilista. Ha partecipato a varie rassegne, riscuotendo sempre lusinghieri consensi di pubblico e critica.

“(...) Il suo estro si esprime attraverso espressioni figurative di squisita sensibilità, di sobrietà, nonchè di concentrazione, con la capacità di intravedere un mondo infinito, eterno, in cui avviarsi, lasciando dietro incertezze ed amarezze. In questo mondo tutto passa e se ne va, mentre nel fantastico mondo, creato dal magico pennello della Nuzzaco, il tempo si è fermato ed il tarlo della caducità non lo tange né lo sfiora”. (G.L.) “(...) Rosa Nuzzaco ama gli archi, i miti, gli eroi di epoche remote, fuori dal tempo (...) opere intramontabili. La dama in verde parla con gli occhi della copertina de “La fenice”. Il trottolino amoroso occhieggia nella “Galleria Italia” di Quadri e Sculture. Arianna aspetta il suo Teseo nell’Antologia “I Dioscuri”. La vita si trasferisce nell’arte, il reale sfocia nel sublime ed il finito si fa infinito. Nel caleidoscopio cromatico di Rosa Nuzzaco, le parole sono pietre preziose, i segni sono sogni surreali e le figure sono immagini immortali, che si imprimono indelebilmente negli occhi e nell’anima”. (Gianni Latronico)

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Rosa Nuzzaco, Gli amanti ‘97 Olio su cartone telato, cm 50x70

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RITA OLIVIERI

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nata a Potenza dove vive e opera in Viale Dante, 29. Ha frequentato l’Istituto d’Arte e l’Accademia delle Belle Arti di Bologna col prof. Walter Lazzaro. Diverse sono le mostre personali e collettive cui ha partecipato. Sue sono le illustrazioni del libro “Particolari” di Giancarlo Cuscino (1994). Tra gli altri, hanno parlato e scritto di lei: M. Padula, W. Lazzaro, F. Ranaldi, A. Acierno, A. La Capra, G. Cafarelli, D. Micacchi, P. Settembrino, E. Volpe, V. Marchisio.

“Una ricerca quella di Rita intesa a privilegiare l’esplosione cromatica, l’aggressività mai retorica e sensuale del colore(...) Il colore era una miccia che doveva saltare la precaria difesa costumata dell’io e rivelare invece i meccanismi rappresentativi ed emblematici della coscienza(...)”. (Vito Riviello) “La figura della donna avvolta in veli e drappeggi coi quali sembra volersi identificare in una pantomima scenografica evoca qua e là suggestioni liberty e perfino rinascimentali. L’eleganza della figura pare voglia proporre della donna quasi un’astrazione e un compendio di certe qualità “brillanti” dell’universo muliebre(...)”. (B. Panella) “Molti affetti e molti sentimenti si sprigionano dalle rappresentazioni di questa pittura che parla attraverso l’anima, molto affetto, molto sentimento palpita dietro le sue tele velate di egritudine, alcune di orientale mistero racchiudenti un’umana religiosità dell’essere che diventa anche religione del vivere”. (Marianna Natale) “(...) La donna che Rita dipinge nasconde segreti che non riusciremo mai a capire: ti invita e ti respinge al tempo stesso, maliarda, voluttuosa, ingenua, sofisticata, euforica, un po’ vittima e un po’ canefice; donna che non sapremo mai che direbbe se potesse parlare”. (Luigi Guerricchio)

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Rita Olivieri, A come amore o come anarchia Tempera su carta, cm 50x70

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MARIA CLEMENTINA ORIOLI

N

ata a Nova Siri (Mt) nel marzo 1959, attualmente vive a Matera, ove ricopre la carica di Presidente di una società sportiva di pattinaggio artistico. Pur avendo in sé una innata passione per l’arte, ha iniziato la sua attività artistica solo dopo aver conseguito la maturità magistrale, ottenendo riconoscimenti e segnalazioni, con successo di pubblico e critici. Alla sua prima collettiva, nel 1980, ospitata nelle sale del Palazzo Municipale di Accettura, hanno fatto seguito diverse personali e numerose altre collettive a Matera e a Taranto. È stata inserita nella Antologia di Artisti Italiani 1994 a cura dell’Accademia Internazionale dei Dioscuri, Italia.

“(...) Nelle tele della Orioli, le varie tematiche trovano un punto focale di espressione, nella rappresentazione del mondo contadino, dove emerge la volontà di aspetti quasi dimenticati (...)”. (G. Logiudice) “(...) L’espressione pittorica di Clementina è supportata da un’intensa carica ispirativa che indirizza esclusivamente verso quelle composizioni che entrano in sintonia con i suoi stati d’animo. Le figure e gli aspetti della natura assorbono le tensioni del suo animo, dell’intelletto, dell’estro creativo, proponendosi come simboli di valori fortemente interiorizzati (...)”. (L. Capriotti) “(...) Tipica donna del Sud, ne difende le origini, gli ideali e le tradizioni. Ella nutre una profonda nostalgia per quel piccolo mondo antico, fatto di piccole-grandi cose, a volte umili, a volte egregie, ma sempre amate e venerate, come un patrimonio inestimabile, da difendere e da salvare. Avvilita per l’andazzo dell’era atomica, colpita dallo sfrenato consumismo, soffocata dal crescente inquinamento, ella ha trovato in se stessa, nella natura e negli antichi costumi, la forza di reagire e di lanciare, in pittura, una sua proposta: genuina, unica ed inconfondibile, lungi da ogni artificiosità ed accademismo (...) dipinti chiari, freschi e dolci, impastati di colori caldi, vibranti ed elequenti, ci invitano alla riflessione ed alla speranza (...)”. (Gianni Latronico)

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Maria Clementina Orioli, I fioroni maggio ‘96 Olio su tela, cm 35x50

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PAOLA PACE

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nata a Potenza dove vive e opera. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, esordisce con una personale di pittura dal titolo “Il tempo e la memoria storica”, inserita nell’ambito della manifestazione “Estate in città 1997”.

Persona dal carattere sensibile e riservato è alla ricerca di nuove tracce da percorrere sui sentieri di una maturazione artistica ancora in via di sperimentazione ma senza dubbio promettente. Il suo stile, personale e intuitivo, le consente una libertà di espressione che consapevolmente la conduce ad esprimere messaggi schietti, dominati da un senso di spontaneità che nelle tele squarcia il velo dell’apparire e manifesta apertamente modi di vedere, di essere, di sentire... La pittura, nella vita della giovane artista, è sempre stata un modo per comunicare se stessa e il mondo esterno attraverso un linguaggio che, privo di sovrastrutture deformanti e devianti, andasse dritto al cuore e all’anima dell’osservatore. Ma nonostante fossero prove di indubbia qualità, sono sempre state una sorta di diario personale, riservato, necessario a se stessa; la tela è stata la compagna a cui affidare confidenze ed emozioni. (...) (...) Ma un’attenta analisi dell’oggi ha condotto l’artista a considerarsi anche come risultato di una storia che è dentro di noi e di cui siamo, in ultima analisi, il prodotto compiuto. La percezione del passato e l’energia profusa nel vivere la contemporaneità proiettata verso il futuro, fanno dell’oggi un ponte gettato fra ciò che è stato e ciò che sarà. (...) (Donato Verrastro)

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Paola Pace, Senza titolo

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ANGELA PADULA

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nata a Trivigno il 13/9/53 e risiede a Potenza, dove da un ventennio insegna presso l’Istituto Statale d’Arte quale titolare della Cattedra di Discipline Plastiche. Dopo aver conseguito il diploma di Disegnatore di Architettura e Arredamento ha frequentato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli il Corso di Scultura con il prof. Augusto Perez, conseguendone il diploma. Ha partecipato a collettive di grafica, pittura e scultura ottenendo citazioni sui cataloghi e riconoscimenti. Partendo da una accurata rappresentazione del reale, senza però trascurare il senso espressionistico delle forme che occupano lo spazio con linee di tensione esasperate, le opere, quali corpi e volti umani, si presentano nella loro essenzialità ed è quindi la linea ed il movimento a fornire emozioni a chi le fruisce. Le superfici materiche, mai piatte, sono il giusto supporto di un discorso continuo con la luce la quale indugia con forza sui volumi morbidi e scivola via lasciando a chi le osserva il piacere di indagare e completare. L’uso di materiale povero, tronchi consumati dal tempo, lamiere, terre sono il trait-d’union con l’ambiente e con la natura, infinita inesauribile fonte creativa. Nella scuola ha partecipato alla realizzazione di progetti e ha condotto diverse esperienze visive in occasione di festività quali il Natale e Carnevale. Ha partecipato a mostre collettive a Napoli, Salsomaggiore Terme, Potenza.

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Angela Padula, Annalisa Argilla, cm 120x60

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TERESA PETAGINE

N

ata a Ginestra il 2/8/61, vive a Venosa. Ha conseguito la maturità artistica nel Liceo Statale di Melfi. Attualmente è docente di ceramica ed attività espressive nel Centro di Formazione Professionale dei Padri Trinitari di Venosa. Impegnata a modellare forme pittoriche e di scultura si ricordano in particolare il (monumento a Maria SS. di Costantinopoli - Ginestra; un’esatta riproduzione della Madonna del Monte Vergine - Ripacandida) ha partecipato a numerose rassegne. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private. Ha curato gli affreschi del Palazzo Comunale di San Fele, Moschito e Lavello. Ha realizzato la grafica dei libri “Ginestra storia di un popolo” di G. Lamattina e “Un monumento per amico” della classe II C Scuola Media Venosa.

“(...) Colpisce tra l’altro, nelle opere della Petagine ispirate alla memoria storica del suo mondo culturale, l’uso del colore e l’intensa carica espressiva che promana dalle figure umane. Il paesaggio lucano, sempre rappresentato con tutte le sfumature del verde, viene cromaticamente trasfigurato e l’artista proietta l’intensità del colore della ginestra(...). È il giallo il colore dominante e il suo effetto è di luce e di allegria(...) L’uomo è l’altro elemento pregnante della pittura della Petagine: lei lo identifica con il lavoratore(...) Nelle figure femminili, staccate dai contesti paesaggistici, l’artista, pur rimanendo fedele a se stessa, si libera nel sogno della interpretazione della bellezza femminile: essa appare, pur nella ricercatezza delle forme, non statica ma dinamica, di un dinamismo tutto interiore, che fa distaccare lo sguardo dalla bellezza del corpo per dar spazio alla contemplazione della profondità delle emozioni”. (Tommaso Viglione) “(...)Sinceri sono i temi ispiratori: il quotidiano si fa sacro e il sacro si cala nel quotidiano: la mediazione dell’arte, che si dipana nelle tecniche di un figurativo onesto e lineare, realistico e decodificabile, coglie il vero con inusitata immediatezza; si fa voce narrante per fotogrammi e restituisce alla dimensione del presente una sotterranea felicità, che pareva perduta”. (Leonello Farinacci)

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Teresa Petagine, Solitudine 1990 Olio su tela, cm 120x80

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LUCIA PETROCELLI

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ive ed opera a Bernalda (Mt). Ha frequentato l’Istituto d’Arte di Salerno perfezionandosi all’Accademia di Belle Arti di Venezia e presso l’Associazione di Grafica di Via sette Dolori a Matera sotto la guida del maestro Vittorio Manno. Attualmente insegna nella scuola media “F. Torraca” di Matera. Svolge attività pittorica e grafica, partecipando a mostre personali e collettive. È suo il disegno di copertina del volume Le Lucane di R. M. Fusco.

Così commenta Franco Manescalchi una personale di Petrocelli, lavoro organico a lettura ed interpretazione del libro di un’altra donna: “Mi pare che questi paesaggi interiori, questo Sud sfumato ed aggrumato in sorprese e sorprendenti figure femminili vivano pudicamente attestati in una stupita distanza, in una impossibile ricerca dell’altro. Quanto il dramma è espresso esistenzialmente dalle poesie a cui questi acquerelli si ispirano, tanto qui è cristallizzato e medianico l’intersecarsi del fisico col metafisico. Anche il supporto, la pagina, in una compiuta marginatura interna ricca di cesure diviene cifra dell’indicibile liberando le immagini da una iconicità scolastica. Sembra che l’insieme rimandi ad una interrogazione, ad una metafisica rarefazione. Si può perciò parlare di “Carte dell’assenza” femminilmente tramate col garbo di chi ha deciso di affidarsi all’immagine, senza complicare intellettualmente un discorso già di per sè arduo. Dunque, questa pittura parallela e diversa, rispetto ai testi che la ispirano fa da controcanto o meglio da seconda voce (più interna, quasi un placato estuario), da variazione sul tema della donna come si presenta s/oggettivamente oggi”. “(...) La delicatezza della linea e la sobrietà degli elementi fanno di questa sintesi armoniosa della Petrocelli una rappresentazione unica ed unitaria della finezza dell’animo femminile e della sua forza (...)”. (Vincenzo De Lillo)

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Lucia Petrocelli, Messaggio di pace Acquaforte, cm 40x60

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CLAUDIA PETRONE

L

agonegrese di adozione da anni, Claudia Petrone è nata a Napoli. Ha frequentato il Liceo Artistico nella città partenopea ed ha avuto come maestri Brancaccio, De Stefano, Pisani e Colucci. Si è laureata quindi in Architettura e, nonostante l’indirizzo tecnico-scientifico dato alla propria formazione culturale, la passione per l’espressione scultorea ha sempre preso il sopravvento in momenti che l’artista usa definire “magici”. Ha esposto in gallerie italiane e straniere, riscuotendo grande successo di critica e di pubblico.

“Visioni di un tempo senza tempo, trasfigurazioni visionarie ed immaginifiche del reale, immagini metamorfiche dilatate nello spazio, frammenti geometrici: questo è il cammino della scultura di Claudia Petrone. Nella sua opera non esiste idea che non possa trasformarsi in alito di vita, in forma meravigliosa, in fantasia inebriante o in linguaggio trasfigurante. Le sue “mani”, i suoi “corpi” e tutto ciò che Petrone plasma nelle materie più nobili e docili ci appare come la metafora più avvincente di un attraversamento fantastico che dalle pieghe della memoria arriva a toccare gli orizzonti inediti e straordinari della moderna creatività(...)”. (Carmine Benincasa) “(...)Ombre, luci , forme, sentimenti, non sono più labili apparizioni di un momento sia pure intenso che comunque passa, ma accordandosi ad un design impeccabile nella sua sobrietà, si sono concretizzati per ricordare, come nella collezione “Il Terremoto” o nel “Monumento ai Caduti”, o per proporre, come nella collezione “Le Mani”. Bronzo, marmo, strutture in ferro ed ancora bronzo, cristallo, alabastro e marmi policromi, rimandano sensazioni e ne offrono di nuove con la essenzialità delle loro espressioni dove nulla è lasciato al caso e dove tutto è ben dimensionato. Claudia Petrone, con le sue opere, celebra l’uomo, l’uomo di tutti i tempi e del nostro tempo (...)”. (Vincenzo Fucci) “(...) Cosa vuol dire Claudia Petrone con la sua opera scultorica? Vuol dire a tutta voce che ancora si può fare in tempo a salvare questa umanità senza Dio, indica la via della riconciliazione. Claudia alza le mani imploranti come un cigno in preghiera scolpendo nel profondo dell’anima quella luce che è l’unica salvezza, la sola che ci apre la porta della speranza(...)”. (Mara Ferloni)

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Claudia Petrone, Frammenti di vita Bronzo, bianco Tassos Carrara, ferro, cm 107

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MAGDA PUPINO

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nata il 3/10/1977 a Matera, dove vive e lavora in Via Santa Cesarea, 59. È in possesso del diploma di maturità artistica conseguito presso il Liceo artistico di Matera. Ha partecipato a mostre collettive, nazionali ed internazionali, ottenendo il consenso della critica e il plauso del pubblico.

“(...) Suggestione è il termine più appropriato per descrivere le sue creazioni artistiche. Il tratto, deciso e sognante, il colore, variegato e squillante, sono immersi in un caleidoscopio cromatico iridescente e vellutato (...). Scavalcando le correnti artistiche dei vari “-ismi”, Magda Pupino riesce ad infondere nella sua pittura tutta l’esperienza dei maestri classici e tutta l’innovazione degli artisti contemporanei. Il gusto di sapore classico ed il capriccio dell’evento moderno si fondono all’unisono, senza remore o scarti. Gli angusti confini tra figurativo e informale, reale e astratto, visibile ed invisibile perdono consistenza, per un’armonica convivenza, in uno stile unico e inconfondibile. Magda Pupino va al di là degli schemi, oltre le catene delle regole e dei canoni accademici. Suggestioni antiche, impressioni immediate, sensazioni visive si incrociano nel variegato crogiolo della sua anima in perenne divenire, seguendone i profondi flussi psichici. Ella si cala negli abissali meandri dell’animo umano, per trarne fuori i tesori nascosti, nell’universalità dell’arte. Lo spirituale nell’arte diventa così una realtà tangibile, un’immagine concreta ed una melodia palese (...)”. (Gianni Latronico)

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Magda Pupino, Flora e Tumilco ‘96 Olio su masonite, cm 70x130

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ANTONIA RAGO

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nata a Valsinni (Mt) il 5/10/56. Insegnante elementare, vive l’incontro con la pittura come modalità di espressione sia di “messaggi” che di “fantasia pura”. Ha partecipato a diverse mostre. Per qualità artistiche, gusto della scelta tematica e nitore di linee cromatiche, un suo quadro ha ottenuto il primo premio nel 1994 ad una mostra di pittura organizzata dalla Pro Loco di Colobraro.

“(...) Le pitture sono, per così dire, appoggiate su un finissimo reticolato, che, ornamento e decorazione già di per sé, le solleva, come liberandole dal piano, in una sospensione di aerea levità; le forme, allora, quasi “filigranate” montano esili e pulite, incamminate verso una loro essenza metafisica, in cui si annullano ed al tempo stesso si rigenerano, sopravvivendo in una proiezione assolutamente simbolica ed emblematica: figure finemente stilizzate, alberi che paiono affiorare da lontane oasi di rarefatta e serena perfezione, sradicati da ogni commistione con la materia, vestiti solo della loro aulicità. Altrove l’artista gioca ardite e capricciose soluzioni, in cui, rapita dal puro intreccio delle forme e dei colori, nasconde immagini più familiari (farfalle, foglie, maschere...): maliziose ed in un certo senso pretestuose allusioni, dietro cui si maschera, come per una sorta di pudore, l’amore esclusivo della forma e della tecnica che è, in fondo, il tema dominante. A quest’ansia di ricerca grafologica prestano la loro identità immagini e figure evocate da esotiche o mitiche contrade: Selene dal volto turgido e rotondo, il negretto schiavo... Singolare è l’interpretazione cromatica, che sfida e trasgredisce in larga misura il canone classico della corrispondenza al reale, per sovrapporvi una personale ed originale sensibilità(...) sapiente e misurato il governo dei colori, fermati ad arte un’ottava sotto la loro accensione totale, schivi di ogni sonorità e ridondanza: il tutto attraverso il vigilato impiego di china e matita e colori metallizzati (...)”. (Aldo Zaccone)

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Antonia Rago, Selene Tecnica mista, cm 34x48

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SANDRA MARIA RENES

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nata a Torino il 22/7/64, dove ha vissuto fino al giorno del suo matrimonio, che l’ha portata a vivere nel piccolo paese di Maschito. Crescendo nella bottega d’arte che possedevano i suoi genitori, la sua creatività è stata sicuramente stimolata ed arricchita da quell’ambiente. Da sempre autodidatta, ama rappresentare la realtà paesaggistica della terra dove ha ormai le sue basi: la Lucania. Compie un continuo lavoro di ricerca, per spaziare su strade ricche di nuovi stimoli, dedicandosi alla realizzazione di piccole sculture e alla pittura su stoffa, ma adora anche lavorare su ampie superfici come i trompe l’oeil. Ha esposto le sue opere in diverse rassegne a Torino ed ha partecipato a delle mostre collettive a Rionero, Venosa e Maschito.

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Sandra Maria Renes, Maschito - Via Duca degli Abruzzi Acrilico su base di gesso, cm 50x60

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ROSANNA RUFRANO

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nata a Potenza, il 22/8/63 ed a Potenza vive ed opera, in Via del Biancospino, 11. Autodidatta, le sue opere sono in esposizione in pinacoteche ed enti pubblici. La sua attività artistica comprende mostre a Potenza, Lavello, Roma, Vaglio di Basilicata, Milano, Filiano, Firenze, etc...

“(...)Passata attraverso una figurazione di tendenza classico-realistica, è approdata ad una forma di linguaggio artistico dove il colore non è mai eccessivo, riuscendo con le sue capacità tecnico-espressive a sottolineare uno stato d’animo, un momento triste, gioioso, romantico; insomma una interpretazione della realtà sotto il profilo di una sensibilità tutta femminile. Rosanna Rufrano, il cui mondo artistico ha come protagonista il paesaggio, l’uomo, la natura, fonde con la sua semplicità di donna la vita quotidiana con la pittura rifugiandosi di tanto in tanto nei suoi quadri che sono piccoli lembi di una natura quasi inesistente fatta di un mondo silenzioso, chiaro, esplicito, senza malizia, popolato di tanti ridenti colori in cui tutti vorrebbero vivere”. (Gianvito Vaccaro)

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Rosanna Rufrano, La primavera Olio su masonite, cm 50x60

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MARIAGRAZIA RUGGIERI

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nata a Potenza, città dove attualmente risiede in Via Ravenna, 22. Laureata in Giurisprudenza, ha derivato l’amore per l’arte in genere e la pittura in particolare da uno zio materno, prof. Domenico De Vanna. Diventata allieva del maestro Lettieri, si è dedicata ad uno studio approfondito dell’arte italiana, alternando al lavoro di pittrice frequenti viaggi nelle più importanti città d’arte d’Italia. Ha partecipato a varie mostre collettive e personali a Maratea, Firenze, Salsomaggiore Terme, Courmayeur, Torino. È inserita nell’enciclopedia “Arte Italiana per il mondo” della Cedit e in numerose riviste d’arte.

“(...) Per la sua pittura, figurativa per tendenza e astrattista per filosofica vocazione, (Mariagrazia Ruggieri) si serve di ciò che la circonda e di ciò che è dentro di sé (sensibilità, idee e convinzioni) e la risoluzione dei suoi pensieri è una pittura a mezz’aria tra sogno e realtà, tra mito e avventura, che ella esprime in paesaggi stupendi o in cromatismi sublimi(...)”. (Alfredo Pasolino) “(...) Il paesaggio come risveglio dello spirito. Forse l’unica ragion d’essere della pittura di Mariagrazia Ruggieri. Di colei che si sente libera dalle sensazioni esterne e guarda la natura dal di dentro e in rapporto alle leggi che regolano luce e colore. Tonalità fermentanti, paesaggi amati che tendendole la mano la invitano all’infinita ricerca della bellezza(...)”. (Antonio Oberti) “(...) La pennellata è schietta, distesa, espressiva ed è con questa che la Ruggieri riesce ad esprimere compiutamente la carica della sua sensibilità, la raffinatezza del magistero tecnico(...)soprattutto i colori, la soluzione concreta della luce, sono nuovi e rivelano particolari finezze atmosferiche vibranti(...)”. (Brunella Ruffino-Donatella Margiotta) “(...)Quando dipingo mi sento molto felice, mi sento libera di personalizzare la mia realtà con la fantasia come l’ho vista nel mio perenne tormento e nell’ansia gioiosa della creazione.” (Mariagrazia Ruggieri)

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Mariagrazia Ruggieri, Corteo ‘95 Olio spatolato su tela, cm 23x30

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ELVIRA SALBITANI

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nata a Potenza, città in cui vive ed opera in Via della Pineta, 5. Dopo aver conseguito la maturità artistica, ha continuato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti a Roma, sotto la guida di Franco Gentilini e, successivamente, ha completato il corso di pittura a Napoli con Spinosa. Nella città partenopea ha frequentato la stamperia di Pacilio, dove ha appreso l’arte dell’incisione. È entrata a far parte di un gruppo di avanguardie artistiche, ha partecipato ad happening ed ha dipinto murales. Ritornata a Potenza, ha incontrato Ninì Ranaldi, con il quale ha dato vita ad un gruppo di artisti (scultori, pittori, incisori, musicisti) definito Co.S.P.I.M.. Insieme hanno promosso mostre, concerti, spettacoli e corsi di incisione, tenuti dalla stessa Elvira Salbitani. È docente di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico di Tricarico. Ha partecipato a rassegne nazionali ed internazionali. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni private ed hanno scritto per lei: D. Spinosa, F. Galasso, F. Ranaldi, V. Riviello, G. A. Rubino, L. Tufano, R. Cardone, G. Settembrino, G. Latronico.

“Le opere(...) innalzando a sentimento e ad espressione lirica il mondo reale, sono espressione della penetrazione spirituale della pittrice (...). Emerge (...) un messaggio forte: la voglia di “nuovo” (...) in Elvira Salbitani: “nuovo” rispetto al modo di interpretare e fare pittura, “nuovo” in relazione alle tecniche utilizzate, “nuovo” riguardo al tipo di assetto formale ritenuto necessario per la trasmissione del messaggio(...). Le sue opere esprimono un’aspirazione di grandezza, una ricerca dell’espressione, della forza, ed una passione per il colore che ella sa elevare a splendori lirici della più brillante intensità: la pittrice (...) non sembra soltanto preoccupata da problemi puramente plastici, ma piuttosto appare ispirata dall’esigenza di liberare le emozioni sensuali suggerite dalla natura e dalla configurazione esterna degli oggetti. Ma, lungi dal conformarsi, idealizzandoli, agli aspetti ideali della realtà, ella li traspone liricamente in notazioni che non esita a spingere all’astrazione (...)”. (Antonio Motta) “Raffigurazioni paesaggistiche sostenute da un gesto pittorico sicuro, ineccepibile nelle dosate euritmie di toni e di volumi. L’essenzialità dei riferimenti, delineati da vasti orizzonti, svelano un valido affinamento stilistico”. (Nicolina Bianchi)

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Elvira Salbitani, Il bosco Acquerello, cm 50x70

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MARIA BEATRICE SALLUCE

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nata a Bernalda il 13/09/1950 e risiede a Matera. Ha conseguito il diploma di assistente sociale presso la Scuola superiore di Servizio Sociale di Bari. Tra i suoi interessi ed hobby rientrano la lettura, l’escursionismo, la pittura e la scultura su materie prime: tela, pietra, legno, terracotta. Attualmente è in servizio presso la Asl 4 di Matera.

“(...) Maria Beatrice Salluce ci investe con la sua catena di grigi, di ocre tenere, tenute volutamente basse, per non distrarci dal suo ragionamento pittorico, che non è soltanto intima introspezione, angoscia individuale, ma dolore collettivo, smarrimento di una più vasta geografia umana. Tele, embrici, pietre per Maria Beatrice hanno un senso se concorrono a formare, precisandone il disperato bisogno di agire, quel mosaico di figure attorno al quale, includendo ulteriori e rinnovati segni, ella lavora sin dai primi esordi (...)”. (Nicola Filazzola) “La produzione artistica assume (...) una strana quanto ossessiva insistenza o esclusività di colori grigi, che indicano sofferenza e, con essa, un bisogno profondo di espressione e comprensione. Uomini e donne - ma sono prevalenti le donne - sono rappresentati soprattutto come visi popolari e popolani, essenziali, ruvidi (...) Un’arte di tal genere, ispirata all’artigianato vagamente contadino e pastorale (lucano, ma anche polacco, spagnolo, precolombiano...), non ha bisogno di materiale ricco. Spesso, infatti, le pitture sono maschere dipinte su antichi embrici raccolti per le campagne, o sulle abitazioni dei Sassi di Matera. Oppure sono lapilli, pietre in genere, pezzi di legno. Né sempre si tratta di pittura. Legno, lapilli e pietre, infatti, possono servire anche per incisioni, bassorilievi, ovvero per sculture a tutto tondo, sia pur sempre sbozzate, nette e sfrondate. Alla sofferenza, naturalmente, come suole accadere, si accompagna, implicita o esplicita, la richiesta di amore; ma essa è fatta sempre con gran pudore e riservatezza (...)”. (Giovanni Caserta)

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Maria Beatrice Salluce, Dolori taciuti Olio su tela, cm 90x110

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CELESTINA SANDIVASCI

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ata a Sheffield (G.B.) il 3/10/1966 da genitori emigrati, vive a Potenza ed ivi opera in Via Mazzini 199/b. Ha conseguito il diploma di maturità d’Arte Applicata presso l’Istituto d’Arte di Potenza. È stata disegnatrice presso il Museo Provinciale di Potenza. È iscritta presso la Facoltà di Scienze Agrarie all’Università degli Studi di Basilicata. Fa parte dell’Associazione culturale “Centro storico amici dell’arte”. Ha partecipato a concorsi e mostre collettive a Potenza, Torino, Trivero.

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Giuseppina Sandivasci, I cardi Olio su cartoncino telato, cm 30x40

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IOLE SARLI

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nata a Potenza l’8/7/1966. Si è laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Bologna. Ha al suo attivo mostre collettive a Merano (Bz), Melfi, Potenza, Rionero, e un’installazione permanente (polittico realizzato per i locali di ristorazione della stazione ferroviaria di Rionero in Vulture - Pz).

“Il lavoro di Iole Sarli sviluppa le problematiche fondamentali del fare pittorico: la forma-segno, il colore e lo spazio-tela. La forma, che chiude lo spazio vuoto della tela si presenta al fruitore come forma umana e decorativa. La traccia costante del corpo in numerose opere di Iole Sarli segna il limite, ma anche la relazione tra lo spazio della tela, tradizionale supporto della pittura, ed il ritmo della vitalità scandito dagli squilibri delle pulsioni. L’elemento geometrico-decorativo fa da contrappunto espressivo e contenutistico alla figura umana. A livello formale i tasselli cromatici creano un effetto arazzo molto elegante, che alleggerisce e bilancia l’assetto compositivo; sull’altro piano invece può essere interpretato come elemento non euclideo, mondano, che richiama alla memoria, riportandola sulla soglia degli occhi, le immagini di un vivere diverso, di una realtà lontana, ed in riferimento a ciò è da rilevare che l’artista ha studiato con particolare interesse le decorazioni africane ed islamiche. Le ultime opere dell’artista si orientano verso aspetti di ricerca formale nuovi rispetto ai lavori precedenti, ma sostanzialmente equivalenti dal punto di vista dell’idea base: quello che cerca di risolvere è sempre il rapporto tra gli elementi costitutivi della pittura. La nuova riflessione ha il carattere della sperimentazione, essa si attua mediante l’idea che suggerisce il tipo di materiale usato: la rete metallica. Cosa passa attraverso il diaframma della rete? Probabilmente il canale di trasmissione che veicola i significati dell’opera, messaggi urlati da un altrove e arrivati come frammenti di tela colorati”. (Ausilia Carbonaro)

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Iole Sarli, Doors Acrilico su ante di legno, cm 170x55

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IDA SCALESE

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nata il 24/01/1966 a Matera dove vive e lavora in Largo Alcide De Gasperi, 17. Ha conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari con una tesi su “I Sassi di Matera: mito o restauro?”. Fa parte del gruppo degli incisori della “Grafica di Via Sette Dolori” di Matera. Nel 1993 ha partecipato allo stage di lavoro diretto da Akane Kirimura finalizzato alla sperimentazione della tecnica fotografica applicata all’incisione calcografica. Ida Scalese è una pittrice che sente l’Arte come atto spontaneo, non rapportato alla cultura dominante, ma che vive nel suo interno, traducendo così nel soggetto la sua emotività, sempre nuova, diversa e originale. Ha partecipato a mostre personali e collettive ottenendo sempre positivi successi di critica e di pubblico.

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Ida Scalese, La finestra Olio su tela, cm 54x85

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OLGA TORTORELLA

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nata a Potenza ed ha conseguito il diploma di Perito aziendale e Corrispondente in Lingue estere. È pittrice e poetessa. Come pittrice ha partecipato a mostre collettive. Olga Tortorella si è affermata anche come poetessa in diversi concorsi letterari: le sue liriche infatti, pubblicate in antologie e riviste letterarie, rispecchiano “rara sensibilità poetica”. Nel suo curriculum sono segnalate le critiche di A. De Somma, M. G. Guarino, A. Santoliquido, T. D’Annucci, M. Coviello, C. Pesacane, M. Restivo. Vive ed opera a Potenza in Via Leonardo da Vinci, 19.

Olga Tortorella nel 1966 ha partecipato al Concorso “Colori di Donna” organizzato dalla Galleria Idearte di Potenza ottenendo il diploma di merito e il riconoscimento della critica con tale motivazione: “Felicissima soluzione con accostamenti cromatici forti e decisi che costruiscono da soli lo spazio e le forme. Si avverte una immediatezza comunicativa che porta dallo spazio paesaggistico a quello lirico dell’anima”.

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Olga Tortorella, Janehill Olio con spatola, cm 70x80

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ANNA TRALLI

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nata a Matera l’11/11/74. Diplomata al Liceo Artistico di Matera, dal 1993 è iscritta all’Accademia delle Belle Arti di Brera (Mi), al corso di decorazione, ove frequenta il laboratorio di grafica incisa. Dal 1992 è presente in diversi progetti espositivi. Ha partecipato, in particolare, al progetto espositivo riguardante la grafica incisa originale contemporanea, con relativo catalogo curato dalla Casa editrice “L’immagine”.

“La mia opera pittorica è una visione di quotidianità persa negli automi di una civiltà “meccanica”. Proiezioni di paesaggi, di situazioni in essi stessi, dedicati al mio luogo di provenienza “la Lucania”. L’opera vive e viene vissuta nelle azioni e visioni quotidiane di ognuno di noi. Per esempio come “stendere i panni all’aperto”. Quest’operazione non accade in tutti i luoghi del mondo a causa di temperature climatiche (gelo), smog, ecc.. Non a caso i dipinti sono realizzati su lenzuola comuni, rappresentanti proiezioni di paesaggi e oggetti urbani facenti parte di noi ogni giorno”. (Anna Tralli)

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Anna Tralli, Il ritrovo ‘96

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LANAN VAHABZADEH

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ata a Teheran, capitale dell’Iran, nel 1976 è arrivata in Italia ed ha studiato presso l’Accademia delle Belle Arti di Torino sotto la guida di Francesco Casorati. Da lì ha viaggiato attraverso vari paesi. Attualmente vive ed opera a Potenza.

Così l’artista ha inteso commentare il suo dipinto di farfalle “Paradiso”: “Alcuni pretendono che il Paradiso sia situato verso l’oriente, al di fuori del Tropico del Capricorno e di quello del Cancro. Altri lo immaginano in un posto molto alto, separato dal nostro globo da una lunga distanza e che si avvicina al cerchio della luna, al riparo da ogni evento atmosferico, dove non possono arrivare né il vento né le nuvole. Altri ancora scrivono che questo giardino prima del diluvio ha occupato qualche regione molto fertile dell’oriente,(...)”. (Sébastien - Munster, 1559)

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Lanan Vahabzadeh, Paradiso Tecnica mista su carta, cm 56x76

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MARIA GRAZIA VENTURA

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nata a Matera il 15/4/1970. Ha frequentato dapprima la scuola Magistrale e poi ha conseguito la Maturità artistica presso il Liceo artistico di Matera. Ha partecipato a più corsi regionali: di design, di arredamento, di rilevazioni topografiche. Tra le mostre curate, diverse sono le collettive organizzate da circoli culturali e varie le personali svolte a Miglionico, Matera, Ferrandina e Grottole. L’artista vive e lavora a Miglionico dove ultimamente esegue dei lavori di decorazione di vetri e piastrelle.

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Maria Grazia Ventura, La voglia di evadere Tecnica mista, cm 50x70

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TERI VOLINI

T

eri Volini, pittora ed incisora ha studio a Potenza, in Via Adriatico n. 20 e a Milano in Clitumno n. 11. Ha compiuto studi di lingue e letterature straniere nelle Università di Salerno, Grenoble, Lione e Parigi, dove ha soggiornato a lungo ed ha seguito corsi di civiltà, arte e teatro. Dal 1983 ha esposto in numerose mostre di pittura e grafica,- regionali, nazionali ed estere (tra cui Zurigo, Winterthur, New York, Nizza, Arles en Provence, Canterbury, PréSaint-Dider, Milano, Brescia, Maratea...) con notevoli riscontri di critica e di pubblico, ottenendo altresì premi e riconoscimenti. Sue opere di pittura e grafica sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche. Si sono interessati alla sua opera artistica P. Restany, E. Mercuri, C. Vivaldi, K. Corbett Jones, F. Solmi, A. D’Elia, M. Clamour, O. Rio, M. Dubocquet, S. Dell’Orso, A. Murgia, E. Alberione... e numerosi altri. La sua attività artistica è stata oggetto di articoli, recensioni critiche e servizi su varie pubblicazioni.

“Più che colori sono fuochi d’artificio, allegri, scoppiettanti: su tutti domina il giallo, come lingue di fuoco o lame di sole, o come una cascata di mimose; ma anche il blu notte, il verde in mille tonalità, il violetto, il rosso spento(...). E come nei fuochi d’artificio, dietro ogni forma se ne affaccia un’altra, e poi un’altra ancora, e ancora, ancora(...) Dietro i fiori e gli alberi, figure di animali mitologici o anche nostrani: un lupo, un gatto(...) Ognuno può ritrovarvi quel che vuole, libere associazioni per libera fantasia, per adulti, per bambini, per anziani. Ricordi e sogni si fondono, insieme, in una sinfonia dell’anima(...)”. (Gabriella Parca) “Le “carte” di Teri Volini sono(...) popolate di memorie e di fantasmi: oggetti, animali, volti, fiori, rivissuti con colori caldi e forti e insieme impalpabili, aggallanti su una fitta trama di segni neri come da listelli di piombo in una vetrata accesa di luce, o districantesi da essi come da una ragnatela. Una ragnatela, appunto, intesa a catturare il passato e a imbrigliare la fantasia: a far sì che colori e forme siano, nonostante lo stravolgimento sentimentale, ben fermi e saldi, arroccati al limite dell’informale, ma senza cadervi(...)”. (Cesare Vivaldi) “(...) dunque dall’”immagine” della natura all’”immaginario” della natura, dalla realtà delle cose ai loro fantasmi sensibili, alle loro vibrazioni emozionali, alle loro più interiori trasfigurazioni. In questo senso, Teri Volini legittimamente si pone tutta dentro alle problematiche più attuali e vivaci della pittura contemporanea con un suo accento singolare e, direi, ancora tutto in progress, capace di suggestive evoluzioni e di evocazioni sul piano internazionale”. (Giorgio Seveso)

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Teri Volini, Il sogno di Fanny Olio e mixed media su carta intelata

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INDICE

Antonietta Acierno Pellettieri Laura Aliani . . . . . . . . . . . Anna Ambrosecchia . . . . . Elena Ambrosio . . . . . . . . Angela Antonietta Arbia . . . Archea . . . . . . . . . . . . . . Tina Arcieri De Stefano . . . Carolina Arnau. . . . . . . . . Angela Barbaro . . . . . . . . Vittoria Belladonna . . . . . . Anna Calderoni . . . . . . . . Angela Caligiuri . . . . . . . . Maria Pia Calvello . . . . . . Donata Carlucci . . . . . . . . Bianca Cassano . . . . . . . . Maria Luisa Catenacci . . . . Maria Antonietta Chieppa . Rosa Cifarelli . . . . . . . . . . Giovanna Cirigliano . . . . . Donata Claps . . . . . . . . . Vittoria Colombo. . . . . . . . Filomena Colucci . . . . . . . Rosella Corda . . . . . . . . .

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Maria Antonella D窶連gostino Rosangela Delli Liuni . . . . . Sonia De Luca . . . . . . . . . Francesca De Lucia . . . . . . Claudia Diamante. . . . . . . Angela Difonzo . . . . . . . . Beatrice Dinisi . . . . . . . . . Maria Di Stasi . . . . . . . . . Maria Ditaranto . . . . . . . . Melina Doti . . . . . . . . . . . Anna Faraone . . . . . . . . . Maria Cristina Fior Tabacco Rinalda Fraternali Orcioni . . Maria Fuccillo . . . . . . . . . Claudia Giancaspro . . . . . Anna Giordano . . . . . . . . Antonella Graziano . . . . . . Lucia Graziano. . . . . . . . . Marisa Gullotta . . . . . . . . Birgit Gutt Daraio . . . . . . . Maria Ianniello. . . . . . . . . Amalia Labbruzzo . . . . . . . Miriam Ladik . . . . . . . . . . Giuseppina Lafiosca . . . . . Enza Larocca . . . . . . . . . . Myriam Latronico . . . . . . . Lucia Lista . . . . . . . . . . . . Maria Rosaria Lista . . . . . . Adelaide Lomagro . . . . . . Anna Magliocchino. . . . . . Vita Malvaso . . . . . . . . . .

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Rosanna Marcodoppido Tina Maselli . . . . . . . . . Anna Milanese . . . . . . . Rosanna Molinaro. . . . . Patrizia Monacò . . . . . . Antonietta Montemurro . . Violante Motta . . . . . . . Guglielmina Nigro . . . . Rosa Nuzzaco . . . . . . . Rita Olivieri . . . . . . . . . Maria Clementina Orioli Paola Pace . . . . . . . . . Angela Padula . . . . . . . Teresa Petagine . . . . . . Lucia Petrocelli . . . . . . . Claudia Petrone . . . . . . Magda Pupino . . . . . . . Antonia Rago . . . . . . . . Sandra Maria Renes . . . Rosanna Rufrano . . . . . . Mariagrazia Ruggiero . . Elvira Salbitani . . . . . . . Maria Beatrice Salluce. . Celestina Sandivasci . . . Iole Sarli . . . . . . . . . . . Ida Scalese . . . . . . . . . Olga Tortorella . . . . . . . Anna Tralli . . . . . . . . . . Lanan Vahabzadeh . . . . Maria Grazia Ventura . . Teri Volini. . . . . . . . . . .

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Libri Basilicata  

Segni di donne Lucane

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