__MAIN_TEXT__

Page 1

UN BRINDISI A CAMPAGNA 007

logica ambientale e paesaggistica programma funzionale fattibilità economica qualità architettonica e ambientale aspetti bioclimatici e innovazione tecnologica luce, illuminotecnica e impianti geologia, tecnologie e materiali aspetti vegetazionali e naturalistici

PROGETTO e CONTESTO PIANTE SEZIONI / PROSPETTI IMMAGINI e DIAGRAMMI

1. 2. 3. 4.

Un concorso in 2 gradi, il secondo dei quali richiederà il progetto preliminare, spinge a che il primo ne indichi il programma e l’impostazione, evochi obiettivi, lanci suggestioni. Proponiamo un intervento che privilegia questioni ambientali e paesaggistiche, senza mimesi, anzi contribuendo a creare nuovi paesaggi. Una forma enigmatica (nella memoria di cristalli naturali) variabile con la luce notturna, ma che anche di giorno con incidenze e riflessi, individuerà un luogo significativo lungo l’A3. Gli elaborati di prima fase definiscono il senso dell’intervento e ne delineano la fattibilità tecnico-economica. La successiva ricerca condurrà ad un progetto preliminare pienamente valutato ed approfondito sotto ogni aspetto, anche sulla base di ulteriori rilievi e dati conoscitivi. L’effettivo programma di progetto preliminare non prescinde da valutazioni economico-finanziarie e gestionali da precisare d’intesa con la Committenza.


1

LOGICA AMBIENTALE e PAESAGGISTICA Il contesto L’area oggetto del concorso è situata all’interno di uno degli snodi cruciali della rete ecologica prevista dal Piano Territoriale Regionale approvato nel febbraio 2005. Essa infatti è adiacente al corso del fiume Sele, in prossimità dell’Oasi Naturalistica di Persano. Nel PTR quest’area è individuata come punto di confluenza fra il Corridoio Ecologico Appenninico principale, il corridoio regionale trasversale del Sele-Tanagro e il corridoio da potenziare dell’Alto Sele. Va inoltre ricordata la prossimità ai bordi settentrionali del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e ai confini meridionali del Parco Naturale Regionale dei Monti Picentini. Dal punto di vista fisico l’area si stende ai margini della piana alluvionale del fiume Sele ed è confinante con i sistemi collinari su flysch e formazioni terrigene posti a corona dei sistemi montuosi carbonatici dei Monti Picentini e degli Alburni. L’uso del suolo è caratterizzato da un’alternanza di seminativi, colture legnose, in particolare ulivi, vegetazione riparia, boschi misti. In prossimità del fiume sopravvivono alcuni boschi ripari, talvolta ridotti ad una stretta fascia lungo il fiume. Il paesaggio visivo, pur non presentando valori eccezionali, è alquanto suggestivo e articolato, risultando composto da una piacevole alternanza di aree coltivate e macchie boscate, molte delle quali situate in prossimità dell’intervento. Dall’area sono anche visibili le alte falesie che caratterizzano i margini occidentali e settentrionali del massiccio degli Alburni, uno dei principali segni connotativi del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Il progetto nel contesto ambientale Il progetto trae spunto dai caratteri del contesto per delineare la sistemazione esterna delle aree interessate dall’intervento, con l’obiettivo di conseguire un adeguato inserimento ambientale e paesaggistico. A tale scopo la scelta della vegetazione da utilizzare è stata studiata per contribuire alla connessione biologica fra le aree montane e collinari poste nord e quelle fluviali, collinari e montane situate più a sud. Per attenuare l’effetto “barriera” costituito dal nuovo tracciato autostradale, dalle ex-carreggiate dimesse, e dalla linea ferroviaria, sono stati previsti sottopassaggi corredati da corridoi di invito e da altri accorgimenti finalizzati a “guidare” gli animali selvatici nel superamento delle barriere e nell’attraversare l’area in corrispondenza del “corridoio” destinato allo scopo lungo il margine orientale dell’intervento. Tali interventi costituiscono parte integrante dell’assetto paesaggistico conferito all’area. Un ruolo importante nel favorire la funzione di connessione biologica e di ricostituzione simbolica del paesaggio fluviale è stato assegnato al fosso di scolo delle acque piovane che divide l’area di progetto in due parti, prevedendone la tombatura attraverso la predisposizione di due tubi di diametro adeguato ad assicurare il passaggio delle acque meteoriche provenienti dai bacini soprastanti. Sarà possibile così realizzare un canale artificiale profondo da uno a due metri, in parte alimentato dalle acque piovane e caratterizzato da un andamento irregolare, dove promuovere la formazione di un ambiente tipico delle aree golenali. Grazie alla sua giacitura con andamento da nord-est a sud-ovest, esso costituirà un elemento di connessione biologica adatto a svolgere la funzione di stepping stone per il passaggio dell’avifauna in trasmigrazione fra il massiccio dei Monti Picentini e quello degli Alburni.

La riqualificazione ambientale e paesaggistica dell’area Gli interventi relativi alla riqualificazione dell’area sono stati orientati sia alla sua rinaturazione (interventi tesi a ricostituire condizioni di naturalità coerenti con la struttura ecosistemica dei luoghi) sia alla sua rinaturalizazzione (interventi tesi a conferire un’apparenza di naturalità ai luoghi). Data la limitata estensione dell’area e in relazione alle richieste formulate dal bando in termini di attrezzature da realizzare e in accordo con la logica progettuale, i due tipi di intervento spesso si integrano, nel tentativo di conferire nuovi e sperimentali caratteri paesaggistici all’area, garantendo nel contempo la funzione di connessione biologica prevista. La strutturazione delle aree verdi, pertanto, è stata studiata per determinare nuove e più attuali forme nel paesaggio, coerenti con i caratteri ambientali circostanti, nel tentativo di dare una risposta innovativa alla Convenzione Europea del Paesaggio che propugna forme di gestione del paesaggio orientate anche al conferimento di nuove identità e non solo alla conservazione dell’esistente. In questo caso, il compito di garantire la coerenza degli interventi è stato affidato al contributo dato alla costruzione della rete ecologica regionale in un punto di snodo di grande rilevanza. In tal modo la congruenza dell’inserimento paesaggistico si conforma ai principi dell’ecologia del paesaggio piuttosto che affidare alla mimesi o al mascheramento il compito di garantire un buon inserimento. Il canale artificiale, realizzato grazie al convogliamento delle acque piovane in un serbatoio sotterraneo, avrà la funzione di creare un ambiente favorevole alla sosta dell’avifauna di passaggio, grazie anche alla vegetazione arborea tipica delle aree di fiume (salici e pioppi) cui si aggiungerà vegetazione erbacea delle aree umide. Nel contempo esso costituirà il contesto dal quale emergeranno i “cristalli di quarzo” che costituiscono il Museo. All’area posta ai margini orientali dell’intervento è, invece, affidato il compito di facilitare il passaggio della fauna selvatica terrestre fra le colline a monte della sede autostradale e il fiume Sele. Non bisogna dimenticare, che a poche centinaia di metri in direzione ovest è situata l’importante oasi naturalistica di Persano gestita dal WWF, per cui la creazione di passaggi atti a favorire gli spostamenti della fauna avrebbe un ruolo determinante nel garantire il mantenimento o la ricostruzione di adeguati livelli di equilibrio ecosistemico. Per quanto concerne la “rinaturalizzazione” della ex-sede autostradale, richiesta dal bando, la logica seguita è stata analoga: coniugare il conferimento di nuovi valori al paesaggio visivo con il mantenimento o il potenziamento dei livelli di equilibrio ecologico dell’area. Pertanto, piuttosto che prevedere interventi di land art fini a se stessi, nel tentativo di creare nuove forme di paesaggio da integrare con la realizzazione del Museo si è scelto di sperimentare nuove forme di “rinaturazione”, favorendo la metabolizzazione naturale nel corso del tempo della vecchia sede autostradale, grazie alla piantumazione di essenze arboree e d arbustive proprie degli ambienti rupestri. In tal modo mediante fresature del manto di asfalto, operate secondo disegni geometrici regolari, l’alternanza di vegetazione e di asfalto costituirà laboratorio di sperimentazione di tecniche di rinaturazione a basso costo che potranno essere adoperate in altri tratti autostradali dimessi e, al tempo stesso consentirà di sviluppare forme di land art osservabile da vicino o a grande distanza, a basso livello di manutenzione e progressivamente riassorbite dall’evoluzione naturale.

… alla grande scala un ridisegno territoriale che interiorizzi l’autostrada come componente stabile del paesaggio ... … ri-progettare il contesto e ri-naturalizzare una porzione di territorio, ri-disegnando un nuovo paesaggio di cui l’architettura e l’autostrada sono parte integrante così come le rocce degli Alburni, le anse del Sele, le fronde dell’oasi di Persano…


2

PROGRAMMA FUNZIONALE Funzioni e quantità, il programma

All’interno dei 70.000 mq. dell’area di concorso (oltre ai ca. 30.000 di ex-carreggiate rinaturalizzate) sono previsti - museo archeologico dell’autostrada 1.000 mq. - ristoro, infobox, w.c. 400 mq. + giardino annesso al ristoro 220 mq. - motel 1400 mq. / ca. 100 posti letto - parcheggi per ca. 150 auto e 20 tir - area attrezzata per ca. 12 camper-roulotte + area pic-nic - area di servizio – carburanti / gpl / officina / shop / bar / wc

Accessi carrabili e utilizzo

Dalla sede autostradale, riutilizzando parte delle ex-carreggiate, si accederà all’area di progetto. Nuove riconfigurazioni del suolo, una collina rinverdita a schermatura del motel e una depressione destinata a parcheggi, sosta camper e area di servizio, unitamente ad un denso programma di alberature, renderanno l’area variegata, ombreggiata ed acusticamente protetta. Dell’attuale scatolare di sottopasso, che collega l’area di intervento all’area della stazione di servizio lungo la corsia nord, se ne propone un ampliamento in larghezza in modo da renderlo invitante, sicuro, ampio, ben areato ed illuminato. A margine dell’area, dopo gli spazi destinati a parcheggio ed area di rifornimento, vi è una comoda e logica immissione stradale in direzione sud.

…le autostrade debbono contribuire a valorizzare il territorio che attraversano, creare occasioni per far conoscere diverse culture, offrire elementi di arte e di bellezza ... …non solo strumenti di una mobilità legata alla riduzione del tempo necessario di percorrenza … … nei momenti di sosta bisogna “vivere”, trovare accoglienza, frescura, cibo buono, informazioni sul dove si è … …il viaggio può mettere in moto nuove economie, sorprendere le menti, offrire momenti di riflessione sul contesto storico e ambientale che si attraversa …

Percorsi pedonali Punto di smistamento fra la “ricettività”, il “Museo” ed i vari spazi all’aperto è un ampio spazio pedonale protetto, baricentrico, un portico, sul quale convergono visuali, direzioni e accessi alle varie funzioni; è raggiungibile da percorrenze pedonali provenienti dai parcheggi in carreggiata nord e dall’area camper - picnic. Da quest’ultima zona è anche previsto un percorso-rampa, una promenade, che sale ed attraversa senza interferenze funzionali il Museo e quindi ridiscende nella zona pedonale della “ricettività”.

Sottopasso dell’autostrada Si propone di ampliare fino a 16 m. di larghezza l’attuale sottopasso, definendo verso sud –tramite una serie di dissuasori– l’area destinata ad attraversamento dei veicoli di servizio della larghezza di 5 m. Il sottopasso risulterà a cielo libero nella zona dell’attuale spartitraffico autostradale e si arresterà al limite della sede stradale ad est e a ovest in maniera da apparire il più breve possibile; non più tunnel ma un percorso ampio e attrezzato, illuminato naturalmente dall’alto; per chi proviene dal parcheggio est (fuori dall’area a concorso) l’attraversamento a quota 50,60 sarà ampio ed invitante, avrà come immediato fondale un’area verde e troverà riscontro nel portico a quota 54,50, vera focalità della organizzazione prevista ad ovest, ben visibile anche dal parcheggio est in quanto la sua sommità sarà a quota 65,50 cioè circa 9 metri più alta della sede autostradale.

Ricettività

Il progetto interpreta la domanda di ricettività delineata dal Bando includendo attività di tipo alberghiero valutandole economicamente vantaggiose: si prevede un motel, struttura utile e rafforzativa della vasta area verde destinata alla media-lunga sosta; attualmente sulla “A3” vi è un solo motel, al km.454, in area “Torre-Annunziata Est”… Campagna diverrebbe sosta strategica per chi nelle ore pomeridiane si mettesse in viaggio dall’area Catania-MessinaReggio Calabria verso il centro-nord; consentirebbe difatti una sosta notturna dopo 5-7 ore di viaggio, a meno di un’ora da Salerno e Napoli. Al motel è connesso, condividendone i servizi di gestione (reception, amministrazione, manutenzione), un ampio spazio-ristoro; oltre ad un servizio bar-tavola calda sono da considerare spazi legati alla promozione dei prodotti eno-gastronomici, espressione culturale del territorio (mozzarella di bufala dop, olio delle colline salernitane dop, vini dell’irpinia docg); disposto con aperture verso il Sele e gli Alburni, a sud, lo spazio ristoro è proporzionato per 300 mq. oltre superfici a giardino con tavoli all’aperto. Sul lato nord sono disposti i servizi igienici per il pubblico. Ad ovest lo spazio porticato, prospetticamente forato, coperto da uno degli aggetti del nuovo Museo, da cui si potrà accedere all’info-box, al sistema della ricettività (ristoro-motel), ai servizi igienici e al Museo. Tra Museo e area di servizio si prevede un’area attrezzata per la sosta dei camper. Aree sosta, motel e ristoro interagiscono con il nuovo Museo in perfetta sinergia.

Area di sosta

Realizzate per soddisfare esigenze di relax, rifornimento carburante e ristoro dei viaggiatori, le aree di sosta rappresentano una delle componenti più note e di “immagine” del servizio autostradale; la sosta, oltre che momento di riposo, di distensione e di frescura, è anche una esigenza di sicurezza. L’intera area di progetto è pensata come un insieme di soste tematiche tra loro alternative e al contempo complementari (dipende dal tempo a disposizione e dal desiderio individuale di conoscenza); l’area di rifornimento, ubicata in uscita dal lotto in modo da non occultare il Museo, rafforza l’attrazione d’insieme, interagisce con il complesso sistema di funzioni; amplia l’offerta di servizi e informazioni; consente il parcheggio dei mezzi pesanti, non presenta barriere architettoniche, agevola gli accessi a bambini ed anziani, così come previsto per tutte le altre attrezzature. Tutti i servizi, fruibili 24 ore su 24, dovranno essere segnalati con un programma di comunicazione specifico, ancorato al logo del Museo autostradale, probabilmente lo stesso sky-line dell’edificio.


s.3

FATTIBILITÀ ECONOMICA Le scelte proposte all’interno del perimetro dell’area di concorso - incluso l’ampliamento del sottopasso autostradale – fanno riferimento ad un programma funzionale che per Bando deve essere contenuto entro i 15.000.000 €. La rilevante attrattiva dell’area , dotata di un Infobox riguardante l’area vasta ed un Museo per il quale si prevede un costo del biglietto “incentivante”, permette di sostenere attività “ricettive” quali un Motel di dimensione modesta (comunque tale da non esaurire le sue disponibilità accogliendo su prenotazione gli occupanti di un pullman turistico); l’annesso spazio ristoro è idoneo a fornire supporti anche all’area per la sosta contemporanea di 20 camper - roulotte. La dimensione dei parcheggi deriva da valutazioni sulla domanda del Motel che si esprime in orari che non corrispondono alla domanda di punta della stazione di servizio e dello spazio ristoro. La parte dell’investimento destinata a “ricettività” può contribuire ad un parziale equilibrio economicofinanziario - cioè recuperabile dai ritorni degli spazi affidabili in concessione (Motel, spazio ristoro, area camper e area di servizio), mentre la restante parte è giustificata dal riverbero di immagine e dai servizi offerti ad ampia scala (Museo, rinaturalizzazione ex sede viaria, area di sosta “verde”).

Indici parametrici preliminari di costo complessivo superfici mq

MUSEO ARCHEOLOGICO

costo parametrico €/mq

importo €

%

1.000

5.000

5.000.000

RISTORO - INFOBOX - W.C.

400

1.400

560.000

3,73%

GIARDINO - ristoro

220

200

44.000

0,29%

1.400

1.400

1.960.000

13,07%

43.175

40

1.727.000

11,51%

800

600

480.000

3,20%

PARCHEGGI AUTO e TIR

4.200

100

420.000

2,80%

AREA CAMPER-ROULOTTE

1.600

120

192.000

1,28%

AREA PIC-NIC

1.600

80

128.000

0,85%

400

600

240.000

1,60%

AREA di SERVIZIO, esterni

5.800

100

580.000

3,87%

AREE PEDONALI e portici

1.400

180

252.000

1,68%

700

800

560.000

3,73%

AREE CARRABILI

3.310

100

331.000

2,21%

RIUTILIZZO accesso ex-carreggiata

3.995

50

199.750

1,33%

27.200

80

2.176.000

MOTEL AREE a VERDE CANALE d'ACQUA

AREA di SERVIZIO, box, ecc.

ATTRAVERSAMENTI e svincoli

RINATURALIZZAZIONE ex-carreggiate RIMODELLAZIONE del SUOLO e varie

150.250

sommano

15.000.000

33,33%

14,51% 1,00%

100,00%

… la rilevante attrattiva dell’area, dotata di un infobox riguardante il territorio ed il Museo archeologico, permette di sostenere attività “ricettive” quale un motel di circa 100 posti letto; il contiguo spazio ristoro con l’annesso giardino protetto è idoneo a fornire supporti di relax anche all’area sosta per camper e roulotte…


4

QUALITÀ ARCHITETTONICA e AMBIENTALE Formazione del nuovo paesaggio Il complesso museale, con una conformazione che evochi i cristalli di quarzo, ha l’obiettivo di segnare il paesaggio, caratterizzandolo, e di comunicare il nuovo intervento, assumendone lo skyline come simbolo. In ambedue le direzioni di carreggiata, l’articolato profilo emergerà dal verde del paesaggio fluviale e pedemontano: chi percorre la corsia sud vedrà il nuovo Museo emergere dalla collina artificiale che raccorda il ciglio autostradale con la quota 61 ca. (schermo acustico-visivo per il motel); chi percorre la corsia nord, all’uscita della galleria (grazie anche all’altimetria dei luoghi per la quale l’area di servizio viene a trovarsi ad una quota inferiore a quella dell’autostrada) vedrà le imprevedibili sagome del Museo emergere dalle chiome degli alberi sottostanti. L’articolazione dei volumi deriva dall’esigenza di avere forti differenze altimetriche e chiaroscurali, scultoree più che architettoniche, che rendano percettibile la nuova immagine ai viaggiatori in movimento (ca 350 metri le distanze visuali nei due sensi di marcia, 1 km di scorrimento, 130 km/h); la conformazione a “fiore aperto” permetterà il rimando di immagini cangianti e in movimento lungo il tratto di osservazione in auto. A scala territoriale l’intervento apparirà sostanzialmente unitario, ancorato al paesaggio e segnato da calibrate differenze volumetriche; la differenziazione dei materiali di rivestimento avrà particolare valore essenzialmente alla scala percettiva dei pedoni, mentre l’uso del cristallo considera l’effetto notturno a scala di paesaggio (illuminazione interna del museo). L’unitarietà percettiva dell’intervento è riproposta alla scala interiore mediante un unicum tra spazi esterni, spazi espositivi, percorsi pedonali e programma di comunicazione.

Il Museo archeologico Gli interessanti e copiosi reperti rinvenuti nel tratto di ampliamento della A3, tra Pontecagnano e Battipaglia, hanno fatto conoscere uno degli insediamenti più importanti della Campania antica, fondato nella prima Età del Ferro (fine X secolo a.C.) da genti di cultura villanoviana provenienti dall’Etruria meridionale; i reperti attuali e quelli che eventualmente saranno rinvenuti nel corso dei futuri scavi troveranno posto nel nuovo Museo archeologico dell’autostrada. Gli archeologi potranno valutare quali punti focali del nuovo Museo la ricostruzione in dimensioni reali di una capanna di epoca villanoviana ed un’aula didattica, attrezzata in multimediale; il nuovo Museo costituirà un punto di cerniera tra il Museo Nazionale di Pontecagnano (a 20 km. - reperti provenienti da oltre 3000 tombe dal neolitico al IV sec. a.C.) e l’area dei templi con il Museo Archeologico di Paestum (a 30 km. - ciclo scultoreo dell’Heraeion del Sele, affreschi delle tombe, materiali di epoca romana, ecc.). L’immediata accessibilità autostradale favorirà la creazione di un portale interattivo di informazione sul patrimonio archeologico-museale dislocato lungo la A3; potrà essere facilmente supportato inoltre un programma di educazione museale rivolto alle scuole (long life learning), strutturato non solo sulle esposizioni permanenti ma sulle relazioni tra beni storici e territorio. Nuove architetture e tecnologie, supporti multimediali spinti e ricostruzioni archeologiche di suggestione permetteranno di costruirsi itinerari di visita che ciascuno potrà calibrare sul tempo a disposizione (possibili almeno 2 livelli di visita museale: mediante “audioguida” (da auto-tarare in base alla disponibilità dell’utente) e visite libere (di primo approccio, per visitatori veloci) da improntare sulle suggestioni offerte dal “contenitore”: giochi di luce e di volumi, sensazioni tattili, compresenza dell’acqua, riverberi tra scultura, musica e architettura, utilizzo di tecnologie innovative connesse all’edificio (bioarchitettura, solare, fotovoltaico, fitodepurazione, ecc.). Uno dei “cristalli” del Museo rimanderà, tramite un sistema di specchi e immagini (una sorta di videorama), visioni geografiche a 360° del paesaggio circostante unitamente a suggestioni del territorio, con un accento particolare all’aera di provenienza dei reperti. Gli spazi museali, per i complessivi ca. 1.000 mq. richiesti, sono articolati in uno spazio fluido, strutturato sui due lati del canale dell’acqua. Al Museo si accede dal portico ed attraverso un filtro termico con porte automatizzate; una sequenza di spazi concatenati in pianta e in alzato, variabili quindi volumetricamente, illuminati a volte dall’alto, strutturano un percorso di visita all’intorno di un patio / specchio d’acqua sovrapassato da due collegamenti in pendenza 8%. Al di sopra del patio un percorso aperto invita ad un collegamento aggiuntivo o alternativo con le aree parcheggio, camper, sosta carburanti.

I cristalli Le articolazioni volumetriche del museo, alte stanze cave, rimandano una immagine di cristalli di quarzo, minerali molto diffusi in natura con aspetto prismatico bipiramidato; ricavate per intersezione di figure solide, avranno struttura metallica portante, tavolati di legno all’interno e metalli trattati all’esterno (da precisare e comunque con preferenza di zinco / piombo). L’illuminazione interna, da calibrare per le necessità espositive, attraverso le vetrature disposte in sommità, renderà un’immagine luminiscente, chiaramente percepibile dagli automobilisti nella notte.

Storia e archeologia Le grandi vie di comunicazione, dopo millenni, ripercorrono quasi gli stessi tracciati delle antiche vie consolari romane, così, a volte le stesse aree di sosta. In Italia, alle porte di Roma, dall’area di servizio autostradale è visitabile la Villa dei Volusii, complesso del Lucus Feroniae,.1° sec. a.C.; a Bisceglie l'area di servizio “Dolmen", permette la visita ad un importante monumento funerario megalitico, di epoca preistorica; lungo la Roma-Civitavecchia tre tombe etrusco-romane, sono state restaurate e aperte al pubblico. L’iniziativa del concorso permetterà di estendere anche al Sud un significativo movimento culturale e turistico legato alla storia e all’archeologia, accessibile con immediatezza alla miriade di automobilisti che si spostano quotidianamente per lavoro o per tempo libero. L’area individuata è facilmente raggiungibile dall’area metropolitana Salerno-Napoli consentendo visite e programmi didattici per le scuole.

Arte e Architettura

Nel 1961, nell’ambito di un concorso pittorico sul paesaggio, Brindisi, De Chirico, Pomodoro, Sassu, Vespignani ed altri, "guardarono", attraverso l'arte, l'autostrada appenninica; nel campo dell’architettura: la Chiesa dell’Autostrada, realizzata da Michelucci a Firenze nord, grande tenda di rame, luogo di sosta e di raccoglimento nonché sede di prestigiosi concerti di musica classica. Il Museo sulla A3, a Campagna, è pensato come un nuovo segno, simbolo inscindibile di unitarietà tra arte, storia e architettura, occasione di reinterpretazione e di consolidamento di un paesaggio docile, ma dotato di forti valenze naturalistiche e turistiche, ad oggi inespresse.

Ambiente e Paesaggio Rispetto ai paesi nordeuropei in Italia poche altre inziative paragonabili a quella di concorso; il parcheggio ecologico "la Foresta", sulla Udine-Tarvisio nei pressi dell'area "Fella Est", da cui è possibile inoltrarsi nel bosco con visite guidate o visitare il Museo della Foresta di Tarvisio, con una mostra didattico-informativa permanente sull'habitat locale; presso l'Oasi di Alviano, sfiorata dal tratto Orvieto-Attigliano della A1, è allo studio un progetto per un centro di documentazione naturalistica. Anche in questo caso l’iniziativa per la A3 consente di recuperare un gap e di promuovere un territorio naturalistico legato al Sele - Oasi di Persano (raggiungibile a piedi dall’area di concorso) e ai parchi dei Monti Picentini e degli Alburni-Cilento. L’obiettivo di rinaturalizzazione del paesaggio è rafforzato dal progetto mediante l’articolazione di vie di riappropriazione ecologica che utilizzano canali d’acqua esistenti e di progetto, superfici a verde, fresature e seminagione delle carreggiate dismesse, sottopassi e protezioni per l’attraversamento degli animali dal fiume alle montagne. Principi di intervento a forte valenza didattica da comunicare con programmi di informazione agili e divertenti, diretti soprattutto agli utenti autostradali, soprattutto quelli più piccoli.

Punti di forza della soluzione adottata - il Museo è pienamente visibile fin dall’ingresso autostradale all’area (migliore prospettiva per chi arriva nell’area: il MUSEO non è il fondale di un’area asfaltata (parcheggi o rifornimento), ma il fondale di un’area verde; si staglia sul prato della collina artificiale; è una immagine inedita, inaspettata… mentre si entra nell’area si percepisce l’organizzazione funzionale degli spazi, si passa davanti all’area di accoglienza, fulcro dell’intero sistema… facilmente memorizzabile e ritrovabile dopo il momento parcheggio - parcheggi ed area di servizio sono posti al di là del “canale dell’acqua” con logica re-immissione in autostrada all’estremità del lotto (migliora l’uscita dal sottopasso pedonale / carrabile in quanto l’immissione carrabile di rientro in autostrada viene portato a margine del lotto) - si registrano alternanze contrapposte -area verde / area attrezzata- con l’obiettivo di costituire corridoi ecologici (all’area di servizio “nord” corrisponde un’area verde “sud” e viceversa)

Valori aggiunti - armatura del sistema ecologico di progetto strutturato sulla rete del sistema idraulico esistente (fossi di guardia, canali, tubazioni) - sistemi di raccolta e smaltimento delle acque piovane di progetto protetti e rafforzati con arbusti e alberature - sottopassaggi atti a facilitare il transito di animali sotto le strade e barriere per impedire l'accesso degli stessi sulle carreggiate


5

ASPETTI BIOCLIMATICI e INNOVAZIONE TECNOLOGICA Sulla base dei caratteri morfologici dell’area di concorso e dei dati climatici, ca. 50 m. s.l.m., clima sostanzialmente caldo e privo di periodi di cielo “nero”, in grado di raffrescare l’atmosfera interna degli edifici, sembra possibile lavorare su logiche di architettura ad elevata qualità ambientale.

Ventilazione naturale per il raffrescamento estivo degli edifici e delle aree esterne pedonali. I sistemi "ibridi", che prevedono un’utilizzazione spinta delle risorse ambientali, riducono l'impiego di energie non rinnovabili e l'emissione di inquinanti in atmosfera: per gli spazi esterni, l’attenzione ai venti estivi ed a quelli invernali, l’ombreggiamento dei percorsi con piante spolianti, la possibilità di immettere, a livelli di temperatura e umidità controllati, acqua nebulizzata sulle piante, le opportune modellazioni del suolo in sostituzione di muri d’ala per incanalare il vento, sono soluzioni in grado di dare risultati di grande rilievo. per gli edifici, i sistemi misti garantiscono un ambiente interno confortevole combinando ventilazione naturale e meccanica, utilizzando diverse caratteristiche dei sistemi in tempi diversi della giornata, della stagione o dell’anno, combinando energie meccaniche e naturali in termini bimodali. La filosofia è mantenere un clima interno soddisfacente alternando i due modi di funzionamento, evitando costi elevati, penalizzazioni energetiche e gli effetti negativi dell’uso continuo della climatizzazione meccanica. Il modo di operare si modifica nel corso delle stagioni o di un singolo giorno, per adeguarsi agli affollamenti ed alle condizioni esterne traendone il massimo vantaggio. La differenza è anche nel sistema di controllo intelligente che passa da un modo all’altro per minimizzare i consumi energetici. Inoltre, la ventilazione naturale esclude il trasferimento dell’aria con canali, eliminando accumulo di polvere e batteri nei filtri. Per i diversi edifici in progetto saranno studiati sistemi differenziati in rapporto alle specificità d’uso ed ai caratteri morfologici e tecnologici di ciascuno: il museo è costituito dall’aggregazione di componenti volumetrici di altezza diversa, che superano, nel punto più alto, i 30 metri; sono costituiti da una struttura metallica continua rivestita sui due lati da lastre di vario materiale, coibentata all’esterno. La parete, di spessore complessivo 70 cm ca., include uno spazio interno utilizzabile per il passaggio dell’aria. Ogni componente volumetrico è interpretato come un camino di sole e di ventilazione naturale, assistita da ventilatori che entrano in funzione solo in caso di necessità, e collabora al raffrescamento del museo nel suo insieme; l’aria esterna entra dal basso attraverso griglie regolabili; la copertura, secondo l’esposizione, può essere in vetro e consentire l’illuminazione dello spazio interno, o opaca quando le pareti laterali presentano aperture che inquadrano il paesaggio circostante. Una volta disponibili i dati sui venti, sarà esaminata la possibilità di introdurre, sulla sommità di uno dei componenti, una “arpa eolia” che rinvii il suono all’interno dello spazio museale. Lo spigolo all’estremo nord –il più alto del complesso– si configura come ago di una meridiana solare che proietta l’ombra nella fascia di oltre 60 m. di distanza dall’autostrada. Lo spazio ristoro e dei locali di servizio annesso –a ridosso di una modellazione del suolo- avrà copertura piana ed ampie vetrate verso il portico d’ingresso e lo spazio esterno con tavolini per la colazione all’aperto. Una serie di camini di sole e di ventilazione sul fronte opposto –del diametro di ca. 3 metri- assicurano i necessari ricambi d’aria naturali e l’illuminazione degli spazi di servizio apparentemente interrati. Il motel, raffrescato da ventilazione ibrida, è protetto a sud da giardini verticali: tende verdi realizzate con alberi spolianti che proteggono dal sole estivo e lasciano entrare quello invernale, posti ad una distanza che consente apertura e pulizia dei vetri.

Inquinamento acustico

in rapporto al rumore derivante dall’autostrada, per l'isolamento acustico degli edifici nel rispetto dei limiti imposti dal D.M. 5/12/9, saranno controllate le parti trasparenti, specie se integrate da sistemi mobili per la ventilazione. La riduzione del sistema di impianti di climatizzazione può determinare un notevole beneficio sui livelli di inquinamento acustico interno; per gli spazi aperti la protezione dal rumore sarà realizzata con le riconfigurazioni del terreno, con alberature e scorrimento d'acqua. In prossimità della galleria autostradale, a margine dell’area di concorso, si propongono barriere antirumore verticali, realizzate con elementi trasparenti e celle fotovoltaiche.

Verde ed ecosistemi

il carattere degli spazi aperti, data la loro dimensione e molteplicità di tipologie, deriva sostanzialmente dal progetto e dal ruolo che ciascuno di essi assume in quanto raccordo con il paesaggio circostante ed elemento di caratterizzazione di uno specifico luogo dell’area di sosta: le modellazioni del suolo assumono valore di continuità fra le diverse quote dell’area, eliminando barriere al passaggio di pedoni ed animali. La progettazione degli spazi aperti tenderà alla continuità con i caratteri eco-ambientali dell'area, rivolta alla valorizzazione della biodiversità locale; la scelta di alternative di progetto rispetto alle conseguenze ambientali, si basa sull'uso di ecotopi (sub-sistemi omogenei per morfologia, litologia, pedologia, che nascono dall'integrazione dell'ecosistema di riferimento con i fisiotopi) quali ricettori d'impatto, con l'obiettivo di valutazione della risposta dell'intero ecosistema e non dei singoli componenti. lI progetto conterrà indicazioni per il cantiere "verde": recupero del terreno di scavo per il contenimento dei trasporti a rifiuto, controllo delle acque di scolo, recinzioni a basso impatto visivo, programmazione delle attività, riduzione dei movimenti di macchine.

Strategia energetica richiede massima coibenza degli involucri, corretta inerzia termica, esposizione tale da rendere massimo il guadagno solare diretto invernale, evitando l’abbagliamento, attenta definizione dei ricambi d'aria e delle ventilazioni naturale ed ibrida. Il doppio involucro -spazi tampone / pareti ventilate / forte spessore del corpo di fabbrica- sono in questo clima strumenti molto utili per ottenere in termini energeticamente corretti il miglior comfort termico ambientale. Il museo richiede sistemi che garantiscano il riscaldamento della sola parte abitata dello spazio, serpentine a pavimento, che utilizzano acqua a bassa temperatura, particolarmente efficienti in spazi pubblici dove non è previsto il controllo della temperatura da parte del singolo utente. La sinergia fra riscaldamento con serpentine a pavimento e ventilazione ibrida, determina condizioni straordinariamente positive, sperimentate in analoghi spazi a grande altezza. In particolare: - riscaldamento e raffrescamento differenziato dei diversi spazi secondo modalità d'uso ed esigenze funzionali, seguendo il principio della "scatola nella scatola", col presupposto che gli spazi più esterni richiedano condizioni meno spinte di controllo del microclima interno. - immissione controllata dei flussi d'aria naturale, utilizzo delle differenze di pressione per ambienti a grande altezza (effetto camino). I sistemi di ventilazione ibrida saranno dimensionati con l'ausilio di codici di fluidodinamica computazionale, in grado di simulare le condizioni ambientali e le interazioni tra queste e gli spazi costruiti. I sistemi integrati, con componenti apribili per ingresso ed estrazione dell'aria saranno attivati da sistemi automatici sensibili alle variazioni di temperatura e CO2, per garantire il comfort interno. - illuminazione naturale evitando fenomeni di abbagliamento e surriscaldamento anche con l'adozione di lucernari orientati, schermi riflettenti e "camini di sole", per riportare luce naturale negli spazi di grande profondità ed offrire sistemi tecnologici semplici di grande interesse. I sistemi di illuminazione artificiale potranno essere "dimmerizzati" e programmati per integrare la luce naturale in base alle reali condizioni di luminosità. Anche per l'illuminazione potranno essere utilizzati codici di simulazione computerizzati per il progetto e la verifica dei livelli di illuminamento.

Corretto uso del suolo si utilizzeranno tecniche costruttive ed impiantistiche che non compromettano i caratteri del suolo e del sottosuolo; si prevede il completo riuso del terreno di scavo per riconfigurazioni morfologiche dell’area che garantiscano il controllo dei venti e la riduzione dell’inquinamento acustico.

… si utilizzeranno tecniche costruttive ed impiantistiche che non compromettano i caratteri del suolo e del sottosuolo, con il totale riuso del terreno di scavo per riconfigurazioni morfologiche dell’area che garantiscano il controllo dei venti e la riduzione dell’inquinamento acustico.


6

LUCE, ILLUMINOTECNICA e IMPIANTI Luce

I volumi del Museo vivono in funzione della luce solare; assorbita, filtrata e rimandata dai metalli satinati della pelle esterna, la luce metterà in vibrazione la nuova architettura, segnale leggibile alla scala automobilistica; differenze altimetriche e chiaroscurali, scultoree più che architettoniche, continuamente cangianti a seconda dei fattori cielo-sole-nuvole rendono percettibile la nuova immagine ai viaggiatori in movimento nei due sensi di marcia. Superfici sommitali opalescenti e fresature oblique luminescenti ravvivano la percezione degli automobilisti e caratterizzano il paesaggio notturno.

Illuminotecnica Considerate le vaste superfici esterne necessiterà approfondire i tematismi legati all’illuminotecnica di sicurezza, suggestione e orientamento. Potranno essere presi in considerazione programmi di luce timerizzati attivati in automatico da sensori crepuscolari; luci di camminamento saranno attivate da sensori infrarossi al passaggio degli utenti e disattivate all’uscita di campo in modo da contenere consumi e inquinamento luminoso; in questo senso il progetto deve rispettare le norme contenute nella Legge Regione Campania n.12/2002 in materia di “contenimento dell’inquinamento luminoso e del consumo energetico da illuminazione esterna pubblica e privata a tutela dell’ambiente, per la tutela dell’attività svolta dagli osservatori astronomici professionali e non professionali e per la corretta valorizzazione dei centri storici".

Contenimento dell’inquinamento luminoso

L’area è contigua ad aree naturalistiche protette; l'inquinamento luminoso crea disturbo non solo agli animali e alle piante ma anche all'uomo; la luce dispersa verso l'alto illumina le particelle in sospensione nell'atmosfera: si crea così uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri. Potrebbe sembrare un problema che riguarda solo astronomi ed astrofili … invece è un problema di tutti perché diminuisce la possibilità di vedere il cielo stellato, non solo un magico “paesaggio” da proteggere, ma anche suggestione per avvicinarci al creato. Percorrendo l’autostrada non si dovrà percepire un effetto di luci abitate (come un borgo); occorrerà un solo segnale luminescente (comunque ad intensità contenuta) ed un utilizzo, lungo i percorsi pedonali, di tappeti luminosi basso-emissivi: si accenderanno solo al passaggio mediante sensori a fotocellula o a contatto. Principi illuminotecnici di progetto: - limitare i livelli di luminanza delle superfici illuminate a quanto effettivamente necessario; basterà applicare livelli di luminanza pari ai valori minimi previsti dalle norme di sicurezza - prevedere la possibilità di una diminuzione dei livelli di luminanza in quegli orari in cui le caratteristiche di uso della superficie lo consentano; ad esempio le DIN 5044 parte 1 stabiliscono livelli di luminanza delle strade in base non solo alla categoria della strada ma anche all'intensità della circolazione automobilistica in autovetture per ora (è stato proposto di modificare la norma UNI 10439 in tal senso) - minimizzare la dispersione diretta di luce al di fuori delle aree da illuminare attraverso un’attenta scelta o disegno degli apparecchi di illuminazione basata sulle loro prestazioni.

Impianti Gli impianti necessari ai diversi edifici previsti nell’area di concorso saranno progettati e realizzati nell’ottica della elevata qualità ambientale e della riduzione dei consumi energetici, cioè seguendo le logiche ambientali descritte nel paragrafo precedente. In particolare, gli impianti di climatizzazione saranno progettati tenendo conto strettamente delle esigenze dei singoli spazi, secondo la destinazione d’uso di ciascuno ed i livelli di affollamento prevedibili, utilizzando ventilazione naturale ibrida controllata da un sistema intelligente computerizzato che gestirà anche la manutenzione programmata degli stessi impianti. Il riscaldamento sarà realizzato in tutti gli spazi con serpentine a pavimento, che riscaldano a bassa temperatura un pavimento a forte inerzia termica, mantenendo in inverno la temperatura richiesta costante per molte ore. I locali per impianti sono previsti in interrato con accesso mediante botola e scaletta di servizio; è previsto un apposito spazio di sosta per il servizio di manutenzione. Strategia della gestione dell'acqua Le informazioni preliminari consentono di affermare che intervenendo in ambito di golena è presente la falda idrica alla quota di deflusso del Sele (circa 45 m. di profondità con potenzialità idonea alle esigenze progettuali). Per ridurre il carico del sistema fognario e salvaguardare le acque di falda presenti nell’area, il progetto tenderà all'azzeramento del bilancio idrico; sarà presa in esame la possibilità di raccolta dell'acqua piovana, anche se la dimensione delle superfici disponibili è estremamente modesta in rapporto al fabbisogno; l’acqua raccolta sarà filtrata ed utilizzata per innaffiamento, per le perdite dovute a evaporazione e ricircolo nello specchio d’acqua centrale che caratterizza il Museo con funzioni decorative, di riconoscibilità e di raffrescamento estivo. Un gioco d’acqua, interno al Museo, attivato su di un muro inclinato e fresato in orizzontale, darà vivacità e dinamismo agli spazi interni con un rimando alla stesa d’acqua esterna debolmente corrente. Si eviterà l'accumulo superficiale dell'acqua: le pavimentazioni permeabili, quando possibili in rapporto ai diversi usi previsti nell’area, consentiranno gli scambi tra il suolo e la falda e fra il suolo e l'atmosfera. Nelle aree destinate al transito e sosta di automezzi, per trattenere il potenziale carico inquinante disperso durante l’uso, si propongono “pavimentazioniserbatoio”.


7

GEOLOGIA, MATERIALI e TECNOLOGIE Aspetti geologici e idrologici Il luogo di progetto, un’ampia paleo ansa fluviale del Tanagro-Sele, è il risultato di numerosi alluvionamenti che hanno depistato un materasso ghiaioso in parte oggi occupato dall’autostrada; non diversamente dagli altri luoghi di golena, la piana alluvionale, delimitata dai sistemi collinari di raccordo agli Alburni ed ai Picentini, testimonia una specifica modalità di deflusso delle acque superficiali e di capacità di costruzione di nuove aree fortemente connotate sotto il profilo ambientale ed idrogeologico: ambiti dalla rada vegetazione, concentrate lungo le ripe fluviali ed ampio bacino di raccolta delle acque sotterranee. La valenza naturale è intrinsecamente connessa con il sistema paesaggistico ed idrogeologico comprensoriale: finestra tettonica di Campagna, graben del Tanagro e serbatoi idrici sotterranei, contigui al complesso idrotermale di Contursi; significativa e caratterizzante del luogo è la litologia: il manto ghiaioso formato da elementi eterogenei ed eterogranulari quali ciottoli prevalentemente calcarei biancastri rielaborati, trasformati ed assecondati all’energia dell’acqua fino a definire un materasso sinuoso a testimonianza del continuo divenire del paesaggio. Ciottoli, ghiaie e sabbie, elementi questi del naturale costruire ed anche materiali del costruire umano che qui si fondono nei depositi alluvionali e nelle strutture fondanti dell’autostrada; al limitare di questi elementi scorre, permea e sottende tutto l’ambiente, l’acqua. Il disciplinamento delle acque di superficie è rilevante, connesso con il sistema di smaltimento già realizzato a supporto dell’autostrada; tuttavia il canale ortogonale all’arteria viaria necessita di ridefinizione idraulica per la potenziale interferenza tra le nuove funzioni da allocare e lo scarso drenaggio che esso attualmente opera. Il tener conto di eventuali fattori antropici complica le funzioni idrauliche collegate con i dinamismi a monte e a valle del canale stesso del quale il progetto prevede l’intubamento; si realizzerà (al di sopra), a fini ambientali e paesaggistici, un rivolo d’acqua artificiale da falda (ricca e poco profonda) che ne ricordi la presenza (rinaturazione ripariale con la creazione di biotopi umidi, benefici in ambiti idraulici con acque stagnanti o debolmente correnti).

Materiali Il Museo si presenterà all’esterno con fasciature metalliche preferibilmente satinate (zinco, piombo, alluminio) e vetri, con raccordi al suolo in pietra grigia. Pavimentazioni e superfici interne saranno in tavolato di legno di diverse essenze chiare (con diversa capacità di riflessione della luce); vetro antiriflesso per le due passerelle che scavalcano il canale d’acqua. Tratti di parete di cristallo, essenzialmente verso lo specchio d’acqua centrale, e alcune feritoie negli angoli consentiranno coni visuali sul paesaggio. All’esterno pavimentazioni e soluzioni con materiali naturali adatti alla facilitazione dell’uso pedonale e nel complesso all’inserimento paesaggistico. Particolare attenzione verrà posta alle prestazioni nel tempo, evitando materiali che, nel processo di degrado, emettano sostanze ritenute nocive.

Strutture

La marcata irregolarità compositiva dell’opera ritrova nell’impianto strutturale il sistema di regole che la rende efficientemente fattibile. La portanza strutturale, naturalmente ricercata nelle forme dei singoli prismi di cui l’opera si compone, si sviluppa con la scelta di tecnologie che consentano di interpretare il gioco di intrecci di superfici riportandolo a semplici regole geometriche. In particolare, la chiave di volta della progettazione strutturale consiste nel considerare il singolo prisma portante su sole tre facce, lasciando quindi che la quarta alloggi l’innesto con il prisma adiacente mediante elementi secondari i quali rendono possibile la risoluzione di tutte le particolarità e complessità dei singoli casi. La regolarità di ogni faccia consente la facile costruzione di elementi intelaiati e controventati in acciaio i quali, collegandosi con le altre facce dello stesso prisma che a sua volta si fonde con il prisma adiacente, creano un inviluppo di superfici esterne irrigidite. Questo inviluppo - oltre a conferire la stabilità complessiva del sistema - offre agile incastro ai pezzi non portanti dell’opera, quale ad esempio il blocco prismatico sub-orizzontale a sbalzo - a copertura del portico centrale - anch’esso realizzato con la stessa tecnologia. Un’attenta modellazione agli elementi finiti dell’organismo spaziale complessivo, consentendo di analizzarne in dettaglio l’efficienza del comportamento strutturale basata sulla rigidezza complessiva dell’involucro esterno, produrrà indubbi benefici dal punto di vista della leggerezza strutturale dell’opera.

Tecnologie innovative per la mitigazione e abbattimento dell'inquinamento ambientale

fanno riferimento al Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, 1.04.2004 “Linee guida per l'utilizzo dei sistemi innovativi nelle V.I.A.”. Raccolta e depurazione delle acque di piattaforma Con l’obiettivo di trattenere all'interno delle piattaforme carrabili il potenziale carico inquinante si propongono “pavimentazioni-serbatoio” (piste ed area di servizio); il sistema di intercettazione, già testato in Italia dalla Società Autostrade, svolgerà funzioni di drenaggio, trattenuta, abbattimento e/o rilascio ritardato del carico inquinante. Il pacchetto prevede, sopra lo stato di misto granulare stabilizzato standard, uno strato granulare misto zeolite-sepiolite con geocelle, uno strato di argilla espansa trattata per assorbimento olii con geocelle, una griglia in poliestere ad elevata resistenza, uno stato di conglomerato bituminoso in argilla espansa robusta e l'ordinaria usura drenante. Inquinamento acustico ed energia fotovoltaica In prossimità della galleria, a margine dell’area di concorso, si propongono barriere antirumore verticali, dotate di elementi trasparenti e caratterizzate dalla presenza di celle fotovoltaiche; la disposizione individuata è naturalmente favorevole alla captazione dell'energia solare volta alla produzione di energia elettrica da utilizzare principalmente per la sicurezza e la segnaletica interna all’area (almeno 10 kWp.) Malte, Pavimentazioni, Pitture, Intonaci Si propongono materiali di finitura edilizia caratterizzati da sostanze fotocatalitiche a base di biossido di titanio (Ti O2) per la riduzione di ossidi di azoto NOX, VOC, Batteri, ed altri inquinanti atmosferici; in particolare: -intonaco rasante rinforzato con filato di vetro, premiscelato in polvere, con cemento fotocatalitico, inerti calcarei e di quarzo a granulometria selezionata; -pittura a base di silicato di potassio contenente fotocatalizzatore (Ti O2), inerti ultrafini ed additivi speciali; -pavimentazioni per parcheggi, percorsi pedonali e piazzali, con masselli prefabbricati a base di cemento fotocatalitico, aggregati silicei e calcarei di granulometria controllata ed additivi speciali; -rivestimento dei canali e vasche di raccolta di acque di piattaforma ed acque di prima pioggia a base di cemento fotocatalitico aggregati silicei e calcarei di granulometria controllata ed additivi speciali.

… La vita comincia con un accumulo, vibrante, ad alta velocità, di colori luccicanti e brillanti ... Le qualità intrinseche dei “cristalli” - forma, lucentezza, colore - hanno sempre destato stupore e meraviglia nell'uomo; già in depositi del Paleolitico Superiore (30.000 anni fa) sono stati trovati “cristalli” usati come monili e anche schegge di essi usate come punte di freccia; testimonianze storiche sottolineano l'influenza del cristallo nei costumi sociali, nella poesia e nella letteratura. Ancora oggi i “cristalli” -forme naturali in estremo equilibrio materiale, strutturale ed energetico- affascinano i figli dell'era tecnologica, dando vita alla “cristalloterapia” che utilizza le loro vibrazioni nella terapia dei “chakra”. I “cristalli“ hanno la capacità di riordinare e riequilibrare qualsiasi forma di energia gli passi attraverso...


8

ASPETTI VEGETAZIONALI e NATURALISTICI Criteri di scelta delle essenze arboree, arbustive ed erbacee La scelta delle essenze arboree, arbustive ed erbacee è stata operata prevalentemente in funzione del ruolo di riconnessione biologica assegnata all’intera area di intervento. Per quanto riguarda la fascia boscata destinata a costituire il principale corridoio di attraversamento della fauna selvatica terrestre, il criterio seguito è stato quello di realizzare fasce alternate di vegetazione arborea e arbustiva e di vegetazione erbacea, determinando così la creazione di numerosi microambienti: da quello del bosco misto tipico della zona di intervento (rifugio per l’avifauna e per molte specie di roditori), al sottobosco, alla prateria di graminacee (anch’essa zona di rifugio e di pastura di numerose specie di animali di piccola taglia, grazie anche alla funzione di incentivazione alla presenza di entomofauna). Va sottolineato, inoltre, che quasi tutte le specie di uccelli, in breve tempo, si abituano alla presenza umana, in particolare in presenza di ambienti idonei alla sosta e alla nidificazione non interessati dal fenomeno della caccia. La presenza di acqua e di fonti di cibo, costituirà, quindi elemento di attrazione per questo tipo di fauna che sarà osservabile da vicino anche dagli utenti del Museo e dell’area ricettiva. Il criterio seguito per l’individuazione delle essenze vegetali nelle aree dei parcheggi è stato analogo, privilegiando quelle essenze di seconda grandezza in grado di fornire rifugio e cibo all’avifauna, come il Sorbus aucuparia e il Fraxinus ornus. Anche la vegetazione intorno alla vasca ha seguito criteri prevalentemente ecosistemici, prevedendo essenze tipiche dell’ambiente fluviale, quali Populus spp, Ostrya carpinifolia e Salix spp.

Check list delle essenze

aree destinate alla ricostituzione di corridoi di connessione biologica specie arboree: Quercus pubescens, quercus ilex, Acer opulus, Acer campestre, Fraxinus ornus, Pirus pyiraster, Sorbus spp. specie arbustive: Cytisus spp, Genista spp, Prunus spinosa, Euonymus europeus, Coronilla emerus, Phyllirea spp. specie erbacee: Festuca spp, Dactylis spp, Trifolium pratense, Bromus spp, Ampelodesmos mauritanicum, Agropiron repens. aree parcheggi specie arboree: Acer campestre, Fraxinus ornus, Pirus pyiraster, Sorbus spp. specie arbustive: Viburnum tinus ambiente fluviale specie arboree: Ostrya carpinifolia, Salix spp., Populus spp specie erbacee: Typha spp. Arundo donax, Phragmites spp. rinaturalizzazione vecchio tracciato autostradale specie arboree: Fraxinus ornus specie arbustive: Genista spp, Spartium junceum, Euphorbia spp, Dianthus spp, Calicotome villosa, Nerium oleander specie erbacee: Cinodon dactylon, Agropiron repens


CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE

“IL TUNNEL, IL PONTE E LA STORIA” Le 95 proposte progettuali ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA Palazzo della Fontana di Trevi ROMA Via Poli, 54

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

20 DICEMBRE 2005 - 8 GENNAIO 2006 Orario 10-19 (chiusura lunedì) Ingresso gratuito

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

VINCENZO POZZI Presidente ANAS SpA è lieto di invitare la S.V. all’inaugurazione della mostra

“IL TUNNEL, IL PONTE E LA STORIA” Saranno esposti i 95 progetti pervenuti tra i quali i 9 selezionati Martedì 20 dicembre 2005, alle ore 16.00

ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA Palazzo della Fontana di Trevi - ROMA Via Poli, 54

PARTECIPERANNO

Mario Virano Consigliere di Amministrazione ANAS SpA e Presidente della Giuria del Concorso Internazionale di Progettazione “IL TUNNEL, IL PONTE E LA STORIA”

Costanza Pera Vice Presidente Commissione Infrastrutture e Cultura, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Pio Baldi Direttore Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanea, Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Amedeo Schiattarella Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia Mario Beomonte Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma

Informazioni: ANAS SpA, Direzione Centrale Comunicazione e Relazioni Esterne Tel. +39 06 44462223 - www.stradeanas.it


PARTECIPANTI AL CONCORSO Il Ponte BUILDING BRIDGES CREATING RELATIONSHIPS Ingenieurbüro A. Pauser Consulting Engineers Gerald Foller Michael Kleiser Leopold Unger Roland Feletic Peter Biberschick FLUIDO MEDIAPOLIS Engineering srl Cristina Menegozzo Gianmarco Guasti Andrea Garello IL TRATTO DELL’ARCHITETTO 188 Francis Soler VP & GREEN Ingenierie Nicholas Green Michel Desvigne Architectures Francis Soler sa Elies Garnaoui Jérôme Lauth Cedric Renaud Hélène Baudet Stéphane Levraud Georges Berne 2 BRIDGES OVER TROUBLED WATER So.TEC. srl Andrea Benincasa Marco Bassani Patrizia Bosco Stefania Prandi Paola Valsania Stefano Assone Nicola Acti THESIS - Studio Ingegneri Associati Fabrizio Ricci Francesco Gaddo Cristiana Brenna Luigi Ruggiero Stefania Benzo Cosimo Malorzo Carla Vicentini 3 SAGGI PER 2 PONTI Mario Petrangeli & Associati srl Mario Paolo Petrangeli Maurizio Morandi Alessandro Ranzo CON FERRO E PASSIONE 979 SI.ME.TE. snc - Studio O. Siniscalco Carlo Piantino Stefano Dalmasso Giorgio Nicola Siniscalco Roberto Mellano Umberto Siniscalco Nicola Siniscalco Davide Gatti Studio Associato PROGESI Salvatore Marchese Gianluca Marchese COSTRUIRE E’ PROPRIAMENTE ABITARE 954 GPA Ingegneria srl Giovanni Cardinale Paolo Spinelli Massimiliano Cecconi Michelangelo Micheloni Maurizio Orlando Maurizio Sacchetti Claudio Panichi Salvatore Giacomo Morano Antonio Viceconti Ugo Dattilo CYPRESS Studio Corona srl Civil Engineering Pietro Corona Giuseppe Graffi Antonio Segreto Francesco Guerra J.L.Câncio Martins Projectos de Estruturas Lda Josè Luis Faria Câncio Martins Luis Da Mota Faria Câncio Martins Francesco Spezzano Pietro Miceli Claudio Caporossi Sergio Barbanera Franco Stefanizzi DAL MULINACCIO A VALLINA 005 Studio di Ingegneria delle Strutture Fabrizio Ristori Andrea Cecconi Sandro Pustorino Giovanni Benedetti Goffredo Rocchi Leonardo srl Salvatore Re SETIN Engineering srl Alfredo Lucia Antonio Liberato Silvio Grasso Raffaele Bernardeschi Giulio Mariani Roberto Bellina Laura Parenti Michele Mariani Alessandro Michelotti DE REMI FACEMMO ALI 666 SICS Consulting Engineering srl Società Italiana Consulenza Strade Infratec Consulting Engineering srl Nicola Troccoli Tommaso di Bari Vito Capotorto Adriano Turso Riccardo Capocchi Francesco Di Iullo DOUBLE SPIRAL BRIDGE 420 Dominique Perrault Architecture Dominique Perrault Shigeki Maeda Ryo Chosokabe Takayuki Kamei Kotaro Horiuchi Astrid Rappel Anne Speicher Werner Sobek Ingenieure Werner Sobek Walter Sobek Michael Duder Rafik Award Peracchio e Bergo Associati Luca Bergo Roberta Favia DUE PONTI DUE FIUMI 345 Paolo Cioni Nicola Croce Pietro Croce Wladyslaw Krzanowski Marino Pelusi DUETTO TOSCANO 407 Flint & Neill Partnership Ian P.T. Firth Paul Sanders MODIStudio_Associati Maurizio Mosca Roberta Di Nucci R.G S.r.l. Giovanni Zallocco ESTETICA ECONOMIA FUNZIONALITA’ Enzo Piersimoni Paolo Ancora Elisa Piersimoni Giulia Piolo Antonio Macro F15HB0NE Robbiani & Lee Architetti Dong Joon Lee WG Schnetzer Puskas Ingenieur Ag Manuel Alvarez Raoul Favino Alessandro Bombaglio Mauro Vismara FENICE Studio di Ingegneria Roger Bacciarini & Co Roger Bacciarini Omer Koffel Fabio Marcon Studio di Ingegneria Pini & Associati sa Olimpio Pini Stefano Luiselli Angelo Gallo Studio di Ingegneria Mauri & Banci sa Tiziano Mauri Carmelo Rossini Studio di Architettura Amaglio-Bacciarini Sergio Amaglio FRA STATICA E GEOGRAFIA 609 AIC Progetti spa Fabio Cesaroni Eugenio Borgia Mario Baglivo Michel Bustamante Francesco Di Pasquale Farina Edilio Borgia Carlo Baglivo Marc Mimram Ingenierie sa Marc Mimram Laurent Becker Fabrizio Gernei Laurent Baudelot Alice Dietsch Nathalie Kreib Vincent Pourtau Fabien Mauduit Marino Tosi Fan Jia Andriani & D’Ardia studio Carmen Andriani Giangiacomo D’Ardia Donata Maria Tchou Barbara Falcone Giovanni Palermo Paolo Caracini FUGA DI LINEE SDG Structural Design Group Kunio Watanabe Norihiko Dan and Associates Norihiko Dan GREEN TOWERS 84 MECANOO Architecten B.V. Francine M. J. Houben Michel J. Tombal Onofrio Marco Scarpinato Carmelo Vitrano Fedele Canosa Aart Franzen Vincenzo Guagliardo Lorenza Majorana Lucia Pierro Francesco Veenstra Walter Spangenberg Johan Galjard I FUNGHI NELL’ARNO Giuliano Faustinelli Mauro Morandi I GEMELLI DI VALLINA Antonio Cirillo Riccardo Riccardi Fabio Corso IN GIRUM IMUS NOCTE II Q-Agency Benedetto Todaro Federico De Matteis Ernesto Cimbalo Marco Menegotto SC-P Studio Costa & Partners srl Angelo Costa Carlo Maggini Ippolito Pizzetti Rosario Marrocco LE DUE BARCHE Stefano Massimino Raffaele Partescano Lawrence Marco Salvitti Francesca Giambruni LE TENDE DELLA LUCE 101 Arenas & Asociados, Ingenieria de Diseño SL Juan Jose Arenas de Pablo Emilio Merino Rasillo -mca advanced engineering srl Michele Mele PIGRECO srl Matteo Cimaglia Culotta Architetti Associati Pasquale Culotta Benedetto Guarino João António Ribeiro Ferreira Nunes Nicola Piazza Federico Verderosa Tommaso Allegra LE VELE DI VALLINA 210 PROGEeST srl Enzo Siviero Luigi Rebonato Paolo Garghella Lorenzo Attolico Michele Culatti Alessandro Stocco Studio di Architettura Guido Zordan - Bolina Ingegneria srl Guido Zordan Brigida Pagani Bruno Briseghella Tobia Zordan Edy Leder Vitalba D’Aguanno Alberto De Simone Schlaich Bergermann und Partner GmbH Jörg Schlaich Frank Simon LP 400 Erik Andersson Architects Erik Andersson Vincenzo Cassotta Josko Kotula Håkan Persson LUCI SUL PONTE Pietro Pescio Antonino Pescio MATERIAM SUPERABAT OPUS Giancarlo Marzorati Lorella Matassini Marco Astori Liliana Curzi Moris Spolaore Walter Cavalli Sara Elena Marzorati H.S. Engineering srl Silvio Borlenghi Massimiliano Torresani Andrea Lodi Marcantonio Severgnini Alessandro Zaniboni Marco Antonelli Claudio Fiorani Florin Florineth Annita Gallo Stefano Rossi Matteo Costa Daniele Gazzola Alberto Torri Daniele Costa Matteo Benassi Marco Scorta Roberto Salvadori Enrico Moretti NEL MEZZO DEL CAMMIN C. Lotti & Associati Società di Ingegneria spa Massimo Capasso Franco Policicchio Fabio Lana Marco Ricciardulli Massimo Marchettini Fiorenzo Forcone Matteo Buzzetti Buro Happold Ltd Davood Liaghat Simon Fryer Kien Hoang Kit Powell-Williams Guido Ferrara Lorenzo Domenichini PONTE DEI 4 ARCHI Giuseppe Cecinato Francesco Cervesi Gianluca Ameli Claudio Zotti Massimo Avanzini PONTI NERI ONDA LUCE 120 Giuseppe Cerri Luca Volpatti Nicola Perregrini Petra Cerri Athos Cornaggia Nicoletta Canclini PRE.VAR C.P. Engineering srl Mario Corielli Sergio Spada Massimo Giovanni Turi Gabriele Meda Massimiliano Rubino Cesare Doniselli Roberto Roncoroni Alberto Riccardi Luca Brizzi Paolo Trolese RATIO ET NATURA Studio De Miranda Associati Ingegneria Strutturale Mario De Miranda Fabrizio De Miranda Elena Gnecchi Ruscone S.T.I.P.E. spa Studio Tecnico Italiano Progettazioni Estero Giovanni Passaro Maurizio Serao Aquilino Ponziani Antonio Nanu Neri Braulin Luigi Attanasio Paolo Patrizi Matteo Tiano Eryfili Vogdopoulou Alessandro De Palma Luigi Origone Fabio Pigni Cesare De Domenico SMILAX ASPERA 777 Michele Pasquarelli Walter Roncone Roberto Salvaterra Fabio Baccini STRA PAESAGGIO Q Progetti srl Marco Caira Ricci & Spaini srl Filippo Spaini Mosè Ricci Simona Stortone Luana Prunesti Ester Annunziata Alberto Raimondi Lian Pellicanò Nathalie Masumbuko Piero Pantaleone Studio eu SULL’ARNO D’ARGENTO 005 Luca Formis Gianluca Bruschi Giovanni Pratali Mauro Enotarpi Fabrizio Daini Vega srl Livio Radini Claudia Pigionanti Federica Ferrari Antonio Gallea Antonio Bruno Stefano Ricci Vittoria Riboni Pietro Formis SULLA STRADA SS 67 Ipostudio architetti associati Carlo Terpolilli Lucia Celle Roberto Di Giulio Elisabetta Zanasi Gabrielli Panfilo Cionci Stefano Combet Maria Antonietta Corrias Daniele Grieco Valentina Mansi Sebastiana Patania Stefania Verdigi Mariagiulia Bennicelli Pasqualis Gipieffe Architettura Vincenzo Collina Andrea Collina Antonio Migliacci Maurizio Acito Luigi Andelini SUSPENSUS LABOR 05 Studio di Architettura – Archadue Moreno Capodarte Riccardo Peroni Marco Peroni Francesca Romana Ferro Luzzi Federica Capodarte Brigida Perrella THE ARNO TOUCHING BRIDGE 803 Carlo Ratti Walter Nicolino Claudio Bonicco Andrea Lo Papa Lawrence Friesen Beds Domenico Del Re THROUGH THE NATURE Antonio Bevilacqua Italo Rota S.I.S. Studio di Ingegneria Stradale srl Alessandro Flaccovio Francesca Grassi Michael Tumminello Franco Denaro Filippo Ragusa TIRO CON L’ARCO INTEGRA srl Marco Petrangeli Antonio Sarni Massimo Pietrantoni Leonardo Calvani Gaetano Usai Camillo Andreocci Cristiano Tamarino TRA PASSATO E FUTURO 003 Stefano Santi Costantino Castriota Scanderberg Monica Fiorillo Piero Bettini Alessandro Gallo Deborah Rosi Tatiana Maestrini TWIN BRIDGES PONTI GEMELLI 101 B+M Architecture Sebastien Memet Gregoire Bignier LSB Architetti Associati Giuseppe Dell’Aquila Simone Pugno Luca Pugno TWO CROSS ARCHES 131 Sadar Vuga Arhitekti d.o.o. Boštjan Vuga Jurij Sadar Lucijan Šifrer John Paul Americo Nascimento Ferreira Gasper Blejec WSP Consulting KOERTES Ltd Esko Leppäluoto Esko Järvenpää Pekka Pulkkinen Sami Niemelä Andrey Mladenov UN ABBRACCIO SULL’ARNO 022 Elena Santi Gabriele Corrazza UN BATTER D’ALI NET Engineering spa Raimondo Persico Giovanni Battista Furlan Mauro Giupponi Edoardo Maratini Francesco Tesi Claudio Rocca Adelchi Casale Roberto Nori Silvano Flora Remo Chiarini Pierluigi Matteraglia Gabriele Galasso Roberto Zanon Enzo Cascioli Maurizio Bettio Carlos Fernandez Casado SL Javier Manterola Armisen Josè I. Fernandez Cuervo Antonio Martinez Cutillas Miguel Angel Gill Gines Javier Munoz-Rojas Fernandez Silvia Fuente Garcia Juan Antonio Navarro Gonzales-Valerio Héctor Faundez Velasco UN BRUCO SULL’ARNO 971 FLR+ project workshop Daniele Lauria Alessandro Degl’Innocenti Raffaele Poluzzi Tommaso Vernuccio Francesca Gerini Barbara Chiavai Sabine Wutzlhofer Silvia Sordi UN MURO DUE PONTI 235 PROG.IN. Progettare Insieme srl Roberto Di Marco Gianluca Mannucci Studio Tecnico Associato Arici Francesca Arici Marcello Arici Michele Fabio Granata AFAssociados - projectos de engenharia sa Antonio Manuel Adao da Fonseca Alvaro Joaquim Melo Siza Vieria VALENZE AMBIENTALI IN ARNO 357 Tecnurbarch Computer Consulting spa Lorenzo Monardo Giulio Artegiani Bruno Monardo Salvatore Cangialosi Stefania Glori Francesca Artegiani Anna Vaccaro Marco Falconi VIVERE CON IL FIUME 003 RFR Kieran Rice Studio Schivo e Associati Giovanni Marco Schivo Lucilla Revelli Antonio Bianchi Alessio Cardoso VOLO SULL’ARNO 892 Politecnica Ingegneria e Architettura soc. coop. Gabriele Giacobazzi Fabio Camorani Giuseppe Cacozza Roberto Malfatti Andrea Dal Cerro Andrea Lucarelli Massimo Nunzi Antonio De Fazio Claudia Aguzzoli Fatima Alagna Paolo Rigoni Richard Sansom Stefano Simonini Lorenzo Marchesini Francesca Federzoni Francesco Frassineti Massimo Majowiecki Roberto Trevisan Stefano Pinardi Il Tunnel MIOLOGIA A4 PROGER spa Umberto Sgambati Dario Di Girolamo Alessandro Anselmi -scape spa Alessandro Cambi Ludovica Di Falco Francesco Marinelli Paolo Mezzalama Marta Nardone Virginia Palacio Diez Marco De Angelis THE SHADOW LINE 830 Thetis spa Pierluigi Rossetto Giovanni Zarotti Alessandra Regazzi Andrea Barbanti Ugo Camerino Pasquale Fontanarosa Alioscia Mozzato Roberto Corradini Marina Vio Sergio Morandi TRA CIELO E MARE 421 Ove Arup & Partners International Limited Nicholas John O’Riordan Tom Armour Mathew Risdon Claudio Nebbia Steve Macklin Ziggy Lubkowski Trevor Hodgson Nathan Wilmot Mario Kaiser Antonio Antonelli Gianluca Cavallini Arup Italia srl Gabriele Del Mese BLUE MARLIN 101 Favero & Milan Ingegneria srl Maurizio Milan Leonardo De Benetti Tommaso Tassi Giuseppe Barbieri Seste Engineering srl Aldo Aymonino Flavio Trinca Marina Cimato Alessandro Grassia Cosimo Ambrogio Linda Gaia Roncaglia Andrea Corindia Marco Scarpa Attilio De Fazi Peter Jožef Gabrijelčič Rosario Antonio Pavia Agostino Cappelli Guy Jerome Pierre Nordenson CHEVY IN MOVIMENTO 095 Lamberto Violo Alessandro Domenico Di Giosa DUE PORTE PER MESTRE 05 METROGRAMMA Studio Associato di Architettura e Urbanistica Andrea Boschetti Alberto Francini Anastasi SA Ingegneria Giuliano Anastasi Carlo Bassetti Alessandro Pederzani MESA srl Ezio Micelli DUE TUNNEL DUE COLLINE 254 Paolo Rossettini Luca Della Lucia Eugenio Boranga BDL Progetti ingegneria architettura urbanistica Alberto Lazzaretti Andrea Bartoloni Cristiana Mortola SINT ingegneria srl Francesco Fantinato Lucio Bonafede Vallina Meneghini Derugna Luca Pastorino Luca Nicoletti Antonio Funes IL BOSCO DI MESTRE Aarchitects srl Carlo Toson Flora Ruchat Roncati Davide Mocchiutti Simone Mocchiutti IL CONCORSO DEL MOTO Architer studio associato Carlo Magnani Mauro Frate Daniele Paccone Piero Vincenti Ramon Pascolat Enrico Smareglia Isabella Moreale Katia Durì Moira Morsut Joao Manuel Vilhen Gomes da Silva SKY FILTERS FOR MESTRE 203 SHARE architects ZT-KEG Thomas Lettner Silvia Forlati Hannes Bürger Katarina Ciglanova Camilla Munksgaard Bastian Kissler Gmeiner Haferl Zivilingenieure ZT Gmbh Manfred Gmeiner Robert Muller Christa Thell Beatrice Bednar SPECCHIO DELLA LAGUNA Quattroassociati Daniela Saviola Corrado Annoni Stefano Parodi Michele Reginaldi Giovanni Cannito Mario Bonomo Bruno Salesi Sara Sacerdoti Marinella Patetta Claudio Valent Esther Bellini Molinari Bruno Pedretti TRANS-PORT Studio di Progettazione PAOLIN/ROSSI Gaspare Paolin Maurizio Rossi Claude Petarlin Lino Paolin Marco Maurizio Rossi UN BUCO NELL’ACQUA 432 Aldo Valente Simonetta Benetollo Beniamino Favaro Andrea Marion SGI - Studio Galli Ingegneria spa Luciano Mascellani Barbara Pastor Mattia Zaramella VENICE GATE 123 Technital spa Massimo Raccosta Della Bella Riccardo Mario Franceso Perri Idroesse Infrastrutture Spa Gianmaria De Stavola Roberto Piccoli Studio Albanese Srl Franco Albanese Massimiliano Marchica La Storia DISCO VERDE SUL KILOMETRO 041 Studio Archea Marco Casamonti Laura Andreini Giovanni Polazzi Silvia Fabi Gianna Parisse Studio Franchi Lunardini partners Gianfranco Franchi Giuseppe Lunardini Sistemi Industriali srl Enzo Giusti Pietro Carlo Pellegrini Giuliano Sauli Gianni Sani Progetto media srl Silvana Sermisoni ON THE ROAD 545 TIFS INGEGNERIA srl Giorgio Finotti Tecnobrevetti srl Gian Domenico Cocco studio di architettura arch. Emilio Maiorino Emilio Maiorino Marino Borrelli Pasquale Coppola Fabrizio Sirica Paola Russo Tiziana Matonti Walter Ferrara Michele Cassibba Franco Dell’Anna Tito Toso Pio Toso Marco Toso PAESAGGI E MUTAZIONI 010 Corvino+Multari architetti associati Vincenzo Corvino Giovanni Multari Sistema 2000 srl Massimo Giuliani Daniela Annalisa Alessandra Pulcini Anna Milella Rocco Nino Sallustio Geoingegneria srl Giuseppe Iazzetta ARCHEO TRE KILOMETRO QUARANTA 141 IDRO srl Beatrice Majone Ugo Majone Fabrizio Schiaffonati Vittorio Algarotti Arturo Majocchi Alberto Sposito Emilio Faroldi Davide Allegri Pietro Chierici Gianni Bertoldi Nicola Bottoni Corrado Baldi Elena Germana Mussinelli Diletta Pellecchia Raffaella Riva Andrea Roscini COME ERBAL FIUME SILENTE 007 T-studio Guendalina Salimei Francesca Contuzzi Mariaugusta Mainiero Giancarlo Fantilli Wilmotte & associes sa Jean Michel Wilmotte EBSG architectes Michel Euvè EURL Serge Caillaud Tracciati Studio Andrea Pavia Massimo Traversari Luca Zevi Studio Capolei Cavalli Architetti Associati Fabrizio Capolei Paolo De Stefano Seti Ingegneria srl Alessio Gatteschi S.A.G.I. srl Maurizio Ciarrocchi Consuelo Nava Biagio Lafratta Luigi Montanari DIALOGO ARTIFICIALE VERSUS NATURALE 139 SEDITER srl Giuseppe Rubino Vincenzo Torrieri Francesca Torrieri Nicola Bracale Luigi Martinelli Salvatore Donatiello Studio associato baed Andrea Brecci Enrico Donadio E LA STRADA VA 618 Carlos Manuel Ribas Da Silva Studio Caruso-Torricella architetti Giuseppe Caruso Agata Torricella Studio Crotti+Forsans architetti Massimo Crotti Marie-Pierre Forsans S.P.S. srl Arturo Donadio Antonio De Rossi Andrea Delpiano Françoise Gaultier EARTH CONTRACTION 41 Groupe Gamma Atelier d’architecture & d’urbanisme Guy Adant Gilles Bockstael Jean-Marc Sterno Delphine Terùmote Virgine Vanongeval IL PORTALE DEL SUD 010 Studio Ponis Progettazione e Studi Ambientali Aldo E. Ponis Carlo Blasi Paola Capone Benedetto Mascaretti Giuseppe Pulcini Enrico Francesconi Leonardo Filesi Massimo Paolanti Marco Zuanelli INTERAZIONI 597 The O.K. Design Group srl Tito Vespasiani Gentilucci Pietro Fanelli Domenico Raponi Carlo Rossi Archinext Elisabetta Avallone Giulio Forte Simone Orsi Andrea Sciolari Marco Musmeci Marta Fegiz Aniceto Picerno Ceraso LA CASA ROSSA KM 040 SWS Engineering spa Stefano Torresani Alberto Ferlenga Alberto Gozzi Renato Ruatti Fernanda De Maio Margherita Vanore Filippo Orsini Cristina Mattiucci Daniela Cristiano Claudio Conter Bernard Jean Gabriel Lassus LA STORIA SIAMO NOI 176 Gabrio Celani Stefano Ascente Giovanni Mazzuca Erminia D’Alessandro Alessandro Vescio Paolo Caruso Pierfrancesco Celani Amelia Rochira LA VITA E’ BELLA 343 Fabrizio Vito Marco Busillo Luca Coraggio Simona Pellegrino LAND ART MUSEUM Michele Borgna Carlo Giordani Nicola Fariello MAdA 111 Farjadi Architects Homa Farjadi Buro Happold Wolf Mangelsdorf Open Building Research Paolo Brescia Carlo Gasparrini PRM Architetti Enzo Rizzi Andrea Del Grosso D’Apollonia MAU 005 Carlo Aymonino Monica Giannattasio Stefania Amos Gabriella Barbini Francesco Tiradritti MUSA ARCHEOLOGIA ARTE AUTOSTRADA 005 Luscher Architectes SA Rodolphe Luscher Studio ippoZone Giovanni Caffio Giuseppe Marino Raffaella Massacesi Danilo Romani Matteo Di Venosa Donato Musci Francesco Belcanto OASIS Sandro Pino Cicatello Rolf Heider PORTALE DEL SOLE GEIE GETINSA VITRUVIO Engineering Vincenzo Rizzo Claudio Silvino Calogero Baldo Alfonso Catania Antonio Martinez Palomo Paolo Tella Domenico Greco Giuseppe Rizzo Angela Rizzo Vanda Licata PROGETTO ETICO 111 Stefania Tognoloni Andrea Marcuccetti Regolo Poluzzi Emanuel Tamburini Francesca Vittori RECICLATA Luciano Di Domenico SUDstenibility_005 Marco Morante Francesca Nepa Stefania Paradiso Maura Scarcella Paolo Torricini Antonello Della Nebbia Manuela Di Tullio Giuseppe Marcotullio Andrea Mezzaroma Massimiliano Pizzola Annalisa Taballione Nicola Fitti TERRA NUOVA 808 Kengo Kuma & Associates Kengo Kuma Minoru Yokoo Toshio Yada Teppei Fujiwara Javier Villar Jun-Florian Peine SatoshiErik Adachi THE FLUID BODY MUSEUM 005 Makoto Sei Watanabe TRA SACRO E PROFANO Edoardo De Marco Maria Di Capua Antonio Ricciardi Angelo Cannavacciuolo TRECENTOSESSANTA GRADI 360 Ecosfera spa Massimo Alvisi Ezio Maria Gruttadauria Santo Massimiliano Marceca Giuseppe Fabiano Lorenzo Passafiume Caterina Finocchi Emanuele D’Angelo Luigi d’Ambrosio Enrico Chariot Pietro Bertelli Barbara Cunsolo Luigi Centola Marco Antonini Roberto Capecci Simone Quilici Raffaella Sini Maria Tesse Luca Ruali UN BRINDISI A CAMPAGNA 007 PCAint - Pica Ciamarra Associati srl Massimo Pica Ciamarra Luciana de Rosa Giampiero Martuscelli Antonio Dori Mariano Pica Ciamarra Fabrizio Cembalo Sembiase ACCANTO srl Franco Archidiacono Angelo Verderosa Giovanni Maggino Antonio Ressa Biagio Cillo Leonardo Aloia Michele Della Vecchia Gaetano Ciccarelli Franco Di Gianni Monica Bianco Luca Bertini UNO DUE TRE QUATTRO 567 Massimo Terzini Daniele Baldassarre Francesca Pagano Francesco Arduini VELOCITA’ E MEMORIA Gnosis Architettura srl Francesco Felice Buonfantino Rossella Traversari Antonio De Martino Mariangela Cimma Gianluca Donadeo Federica De Stefano Progin spa Antonio Grimaldi Salvatore Esposito Franco Forni Alessandro Castagnaro Renato De Fusco Maria Grazia Bagnaro VIA DA SCOPRIRE STORIA Norihiko Dan and Associates Jun Hasebe Structural Design Group Kazumasa Takahashi

Profile for angelo verderosa

Concorso Museo Archeologico sull'autostrada A3  

(2005) Un intervento che privilegia questioni ambientali e paesaggistiche, senza mimesi, anzi contribuendo a creare nuovi paesaggi. Una form...

Concorso Museo Archeologico sull'autostrada A3  

(2005) Un intervento che privilegia questioni ambientali e paesaggistiche, senza mimesi, anzi contribuendo a creare nuovi paesaggi. Una form...

Advertisement