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Numero 2/2012

RIVISTA BIMESTRALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA Quando il messaggio è la bontà, scegliere il benessere è naturale

Cold Box, tutto il freddo del vending

Free Wi-Fi al distributore grazie a Wimo

Vending Paris: un evento “incontournable”

a pagina 50

a pagina 6

a pagina 48

a pagina 40

Free your Internet

Siete pronti per le 4 del Vending?

Il mercato del caffé verde nel 2012: consuntivi e previsioni

C

a pagina 26

a pagina 20

Il futuro, già presente, della ristorazione automatica a pagina 14

Vending in the world

COLLABORA CON NOI

Scriviamo insieme il Vending del presente e del futuro! Contattaci scrivendo a redazione@vendingnews.it

Intesa e Intesa Vending: la globalità del fuori casa a pagina 18


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Editoriale

Periodico bimestrale della distribuzione automatica Anno 1 – Numero 2 Ottobre 2012 Editore

Sede: Via Benedetto Brin, 69 80142 Napoli – Italia Partita IVA 06552741214 CCIAA 822695 Contatti con la redazione redazione@vendingnews.it Tel. 0810152150 Fax 0810152151 Sito internet www.vendingnews.it Iscrizione al ROC n° 22385 del 4 maggio 2012 Direttore responsabile Francesco Ippolito Direttore editoriale Fabio Russo Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Fabio Russo Flora Seta Orsola Mallozzi Francesco Ippolito Stefania Morra Luca Passaseo Emanuela Cimini Giulio Totaro Claude Bontorin Fioravante Allegrino Carla Balakgie Corinne Menegaux Danilo Bizzarri Renzo Galassi, Giuseppe Ceraso Michele Rubino Cinzia De Paoli Benito Zanfardino Luciano Serafini Dalinda Bounouara Mario Panelli Francesco Cappelletto Danadio Grande Massimo Pennisi Antonella Arnone Massimiliano Lutti Stampa Tipografia TETI srl - Napoli Pubbicità: Inferiore al 50% Vending News è un rivista tecnica dedicata alla distribuzione automatica. I manoscritti e le fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti.

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uando ho pensato di realizzare il progetto di VendingTV, non immaginavo di trovarmi a scrivere, diciotto mesi dopo, l’editoriale di una rivista. Attraverso l’occhio della telecamera, ho iniziato a parlare di distribuzione automatica, cercando di non apparire troppo serio e impettito. Con uno stile leggero, apparentemente superficiale, ho provato a ricercare l’atteggiamento più adatto per rivolgermi si a un pubblico professionale che alla platea dei consumatori finali, che di questo settore ne vuole sapere di più. Una scelta fatta per colmare un vuoto in termini di informazione televisiva, forse nel peggior momento che l’economia del nostro Paese ricordi, dopo il boom degli anni ‘60 e l’austerity degli anni ’70. Una scelta fortemente desiderata che, inaspettatamente, ha raccolto interessi e consensi da tanti che si occupano o fruiscono della distribuzione automatica. Grazie a loro VendingTV, in pochi mesi, è riuscita a costruire la sua platea di telespettatori, non solo in Italia ma, inaspettatamente, in ogni parte del mondo. Una platea che cresce ogni giorno di più. E questa è la forza del web! I lusinghieri risultati ottenuti, hanno spinto il nostro staff a prendere in seria considerazione l’idea di replicare, su carta stampata, il format di Vending TV per dare la possibilità, a tutti coloro che vivono di questo appassionante mestiere, di esprimersi su temi e argomenti che, talvolta “scomodi”, ne rappresentano il fulcro. Abbiamo quindi creato un numero singolo, distribuito gratuitamente nel corso di “Venditalia 2012”, che ha ricevuto molti più consensi di quanto previsto. L’invito di tanti addetti ai lavori a replicare l’iniziativa e il loro desiderio di partecipare alla

redazione dei contenuti ci hanno dato la giusta carica per continuare. Parlare dei problemi del settore e delle possibili soluzioni, individuare nuove possibilità e nuove idee, individuare valide alternative a un concept ormai fermo a 30 anni fa, è stimolante. Farlo insieme a chi è protagonista quotidianamente di questo “mestiere”, lo è ancora di più. Sono tante le tematiche da affrontare e tante ne nascono ogni giorno in questo settore dinamico e in continua evoluzione. Per questo motivo la rivista Vending News diventa un appuntamento bimestrale, in cui parleremo, con un taglio giornalistico decisamente leggero, di vending, e di Ho.Re.Ca. Ci occuperemo di bio, prodotti salutistici, tecnologie, nuovi sistemi di business, di prodotti , con un focus costante sul mercato del caffè, di ecosostenibilità e soprattutto delle aziende che operano lungo tutta la filiera della distribuzione automatica. Desidero ringraziare quanti hanno collaborato con i loro apporti alla realizzazione di questo numero e, anticipatamente, quanti si sono già resi disponibili per i numeri successivi. Ricordo a coloro che volessero contribuire alla realizzazione di Vending News, di scrivere a redazione@vendingnews.it e auguro a tutti una buona lettura. Fabio Russo

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Sommario pag. 3 L’editoriale di Fabio Russo

Il Caffè

FOCUS

pag. 20 Il mercato del caffè verde nel 2012: consuntivi e previsioni a cura di Myko Trading s.r.l.

pag. 6 Quando il messaggio è la bontà, scegliere il benessere è naturale di Claude Bontorin

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Aziende pag. 14 Il futuro, già presente, della ristorazione automatica Intervista con Renzo Galassi pag. 18 Intesa e Intesa Vending: la globalità del “fuori casa” Intervista con Romolo Lanciotti pag. 30 Bontorin Vending Solutions presenta il progetto 10+SANO pag. 34 Zanfardino Vending, il coraggio d’intraprendere Intervista con Benito Zanfardino FOCUS

Vendintech

FOCUS

pag. 52 Free Wi-Fi al distributore grazie a Wimo Intervista con Marco Serafini pag. 54 Exellion: risparmiare grazie all’hi-tech Intervista con Antonella Arnone

Idee per il Vending

FOCUS

pag. 12 Honor Box? No, vending Box di Fabio Russo

pag. 38 Gioie e dolori del Vending Pubblico di Fioravante Allegrino pag. 46 Cold Box, tutto il freddo del vending Intervista con Danilo Bizzarri

Bio pag. 8 La crisi non tocca il biologico di Francesco Cappelletto

Eventi pag. 23 I primi 40 anni di Unioncafè pag. 40 Vending Paris: un evento “incontournable”. Parola di Corinne Menegaux Intervista con Corinne Menegaux pag. 42 Expo Vending Sud 2012 Intervista con Massimo Pennisi FOCUS

pag. 44 C.O.D.A. Vending pag. 60 Saeco “Open Days” pag. 60 Triestespresso Expo 2012

Vending in the world

pag. 48 La pausa pranzo? Fres.co e non solo! Intervista con Massimiliano Lutti

pag. 24 Intervista con Carla Balakgie, presidente di NAMA

pag. 56 Ristorni: la parola a un gestore di Giulio Totaro

pag. 26 Siete pronti per le nuove 4 C del Vending? di Flora Seta FOCUS


Quando il messaggio è la bontà, scegliere il benessere è naturale

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on è più possibile fermare la rivoluzione alimentare messa in atto dai consumatori, i quali non si accontentano semplicemente di mangiare, ma vogliono nutrirsi bene. Negli ultimi anni anche la distribuzione automatica si è dovuta confrontare con nuove problematiche, generate dalla crescente “consapevolezza alimentare” dei consumatori, unita all’attenzione per tematiche quali la salute e l’ambiente. I numerosi progetti messi a punto per combattere, spesso vietando, il problema dell’obesità, per bandire i prodotti grassi, gli zuccheri in eccesso e le bevande gassate non sono riusciti a cambiare in modo significativo le abitudini alimentari dei giovani consumatori. È in questo contesto che s’in-

serisce l’Associazione PIUINFORMA che, con il suo programma, vuole agire in modo diverso rispetto a tutti gli altri progetti, nella convinzione che una corretta informazione porti “naturalmente” ad un consumo consapevole. Partito come lungimirante progetto nel 2011 da un’idea di Bontorin Vending Solutions , col sostegno di diverse aziende partner, da luglio 2012 PIUIN-

FORMA è diventato ufficialmente un’associazione che unisce e raggruppa tutti coloro che credono e sostengono i valori della sana alimentazione, intesa come maggiore attenzione al proprio stile di vita. Un progetto rivoluzionario La rivoluzione di PIUINFORMA parte dai distributori automatici, presenti praticamente in tutti gli istituti scolastici, considerati come il mezzo di comunicazione più adatto a veicolare informazioni dirette ed efficaci ai giovani consumatori. Fondamentale il ruolo dei gestori del servizio di distribuzione automatica i quali, decidendo di aderire al progetto, possono offrire ai propri clienti un servizio esclusivo, supportato costantemente dal team PIUINFORMA. Un’ottima opportunità per incrementare il business di prodotti salutistici, a condizione che essa sia supportata da un adeguato programma di comunicazione e d’informazione.


Un progetto diverso fatto di azioni PIUINFORMA si rivolge in modo trasversale a tutti i soggetti coinvolti nella filiera e ciò fa la differenza rispetto ai progetti passati. Basandosi sull’idea cardine che l’imposizione non porta ad alcun risultato a lungo termine, PIUINFORMA sostiene il concetto di “formazione triangolare”, che implica la collaborazione attiva delle parti coinvolte, affinché si dia vita a un programma globale efficace e duraturo. Il progetto si traduce nella pratica in poche ed essenziali azioni mirate: 1. Organizzazione di corsi, incontri interattivi, uscite formative e visite a fattorie didattiche e strutture produttive convenzionate, disponibili a mostrare nella pratica come nasce un prodotto sano; 2. Diffusione di materiale informativo tecnico/ scientifico (cartoline, brochure,pieghevoli, vele); 3. Campagne d’informazione periodica e continuata nel tempo; 4. Facile identificazione di prodotti “salutistici” attraverso chiari segni distintivi; 5. Rendere il distributore automatico un veicolo di sana alimentazione e contraddistinguere in modo evidente questa sua funzione (colori, logo, slogan) 6. Comunicazione e pubblicizzazione offline e online.

Un progetto ambizioso “È necessario che il cambiamento inizi ora, non è più possibile aspettare! È doveroso dare ai consumatori gli strumenti per fare del bene a se stessi e alla propria salute. “Quale luogo migliore delle scuole? “ afferma il presidente dell’Associazione PIUINFORMA, Francesco Cappelletto. E continua: “Dando supporto a questo ambizioso progetto, mettendo a disposizione materiale informativo, coordinando campagne divulgative periodiche ed organizzando attività formative pratiche, PIUINFORMA vuole essere d’aiuto al gestore in questo momento di rivoluzione dei consumi.” L’Associazione ha dato avvio alla divulgazione del suo progetto con la realizzazione del sito web www.piu-informa.it, la creazione di pagine dedicate sui social network più seguiti Facebook e Twitter e la collaborazione con Vending TV.it , su cui saranno trasmesse pillole d’informazione sull’argomento. Inoltre, a partire da questo numero di Vending News, PIUINFORMA curerà, attraverso un suo esperto tecnologo, una rubrica dedicata al biologico, affrontando di volta in volta tut-

7 ti gli aspetti di questo nuovo e promettente segmento di mercato. Per saperne di più www.piu-informa.it

C.B.


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settembre si è svolta a Bologna la 24° edizione del SANA, il Salone del Bio e del Naturale. Durante la conferenza stampa di apertura, il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla, ha messo in evidenza un dato generale di grande interesse: i consumi di

La crisi non tocca il biologico termini economici, sul carrello della spesa. In altre parole, possiamo affermare che la tendenza al biologico nelle scelte alimentari degli italiani è stabile, dà chiari segnali di crescita futura ed è indice di una consapevolezza acquisita rispetto alle tematiche della sana alimentazione, grazie alla quale chi mangia bio difficilmente torna al tradizionale. È , purtroppo, ancora troppo bassa la percentuale dei consumatori che conosce le pratiche e i meccanismi che rendono “biologico” un prodotto normalmente presente nella dieta quotidiana. La molla propulsiva che può incrementare questa tendenza è sicuramente l’informazione, accompagnata da programmi di educazione alimentare e dalla collocazione dei prodotti biologici in spazi in cui catturino l’attenzione dei consumatori. Le vetrine dei distributori automatici possono rappresentare un’eccellente ribalta, grazie al carattere sociale del vending e alla sua capillare presenza nelle comunità di ogni ordine e grado. L’informazione, perché sia capillare e stimoli ad investire nel business

7 famiglie su 10 preferiscono “mangiare bio” anche in tempo di crisi

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prodotti biologici crescono in maniera costante a livello mondiale e, in particolare in Italia, nonostante le difficoltà che l’economia sta affrontando in questi ultimi anni. Dati confortanti e confermati da uno studio effettuato per SANA dall’istituto di ricerca economica NOMISMA su un campione di 810 “addetti agli acquisti” delle famiglie italiane. Ne è risultato che il 69% degli intervistati ha continuato ad acquistare prodotti bio e solo una piccola percentuale, pari all’8,2%, ha dovuto ridurla. In pratica 7 famiglie su 10 preferiscono “mangiare bio” anche in tempo di crisi. In prospettiva futura il 76% dichiara di voler continuare ad acquistare bio, e il 13,1% degli intervistati intende aumentarne ulteriormente il consumo, nonostante ciò incida, in

Bio

del biologico, deve essere indirizzata prima di tutto agli operatori del vending, a coloro che scelgono quali prodotti inserire tra le referenze delle macchine che vanno ad installare. Se non ne avranno una corretta conoscenza, per essi i prodotti biologici resteranno sempre e solo “quelli più cari”, preconcetto che fa passare in secondo piano tutto il resto. Creare la catena dell’informazione: il gestore potrà a sua volta informare i suoi consumatori sulle prerogative dei prodotti bio proposti , ad esempio attraverso gli schermi digitali, sempre più presenti sui distributori automatici. Oltre che fornire i dati relativi ai valori nutrizionali del prodotto selezionato in quel momento, si potrà brevemente spiegare che è più sano e salutare perché ……. Con l’aiuto di un esperto tecnologo, il dottor Francesco Cappelletto, vorremmo contribuire a fornire informazioni su questo segmento del mercato che rischia, altrimenti, di restare solo un settore di nicchia. Cominciamo a rispondere alla prima basilare domanda. Qual è la differenza tra un prodotto convenzionale e uno biologico? Bisognerebbe in realtà ribaltare definizioni e concetti. È “innaturale” considerare la moderna produzione agricola come convenzionale o tradizionale: si tratta di un’agricoltura che sfrutta tantissima energia derivante da combustibili fossili e lo fa in ogni punto della sua filiera. Dunque la moderna agricoltura NON è sostenibile, è un artifizio non ben riuscito di emulazione della natura, nella pretesa sciagurata di volerla domare o addirittura modificare. L’agricoltura biologica –locale non sfrutta l’energia, ma la utilizza per valorizzare ciò che la natura offre, favorendo i processi naturali, reimpiegando la materia sotto forma organica, riducendo al minimo l’intervento dell’uomo. A parità di valore nutrizionale, bisognerebbe sempre preferire prodotti biologici, perché sostenibili, non impattanti sull’ambiente, soprattutto se


Le vetrine dei distributori automatici possono rappresentare un’eccellente ribalta di provenienza locale e nel rispetto della stagionalità. E poi c’è il non trascurabile aspetto economico, una serie di costi nascosti che ricadono sul consumatore… Vuole spiegare meglio questo concetto? Ve lo spiego con i numeri e con gli euro, che aiutano a ragionare, e con un esempio molto semplice. Poniamo il caso che io voglia mangiare una carota e che abbia la possibilità di sceglierne la provenienza e valutarne pratiche e costi. Ne viene fuori uno schema facilmente interpretabile: Prodotto A - carota di produzione convenzionale: • per lavorare il terreno, irrigarlo, fertilizzarlo diciamo che uso 3 di petrolio • per lavare, tagliare e imbustare la mia carota uso 2 di petrolio • per trasportarla al centro commerciale refrigerata uso 2 di petrolio • per riparare ai danni causati dai concimi chimici entrati nelle falde uso 1 di petrolio • per riparare ai danni causati da produzione-trasportoconfezionamento uso 1 di petrolio • Ho totalizzato un consumo di petrolio pari a 9 • vado al supermercato e compro il mio sacchetto da 10 carote a € 1 al chilo (il produttore, per mantenere i prezzi, deve fare volumi), ma nei giorni successivi delle mie 10 carote ne butto 3 andate a male perché non le ho consumate subito (si stima che il 30% delle derrate alimentari acquistate venga buttata) per cui le carote restanti mi sono costate € 1,50

Prodotto B – carota di produzione biologica-industriale: • per lavorare ed irrigare il terreno diciamo che uso 1,5 di petrolio • per lavare, tagliare e imbustare la mia carota uso 2 di petrolio • per trasportarla al centro commerciale refrigerata uso 2 di petrolio • per riparare ai danni causati da produzione-trasportoconfezionamento uso 1 di petrolio • Ho totalizzato un consumo di petrolio pari a 6,5 • quando vado ad acquistarle le pago € 1,5, ma ne getto solo una. Pertanto le mie 9 carote mi sono costate € 1,70

Prodotto C – carota di produzione biologica-locale: • per lavorare ed irrigare il terreno diciamo che uso 1 di petrolio (l’azienda è solitamente piccola) • e acquisto direttamente dal produttore e spendo € 2 al chilo. Il prezzo è più alto perché aumenta la qualità a discapito della quantità e, proprio perché sono più buone e ne conosco la provenienza, delle mie carote non ne getto nessuna.

Bio

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Sembrerebbe a questo punto che le carote più convenienti siano quelle di produzione convenzionale. Ma non è così ed è qui che bisogna tirare fuori i costi nascosti, quelli del petrolio che abbiamo utilizzato nell’esempio del prodotto A e del prodotto B. Se diamo ad ogni unità di petrolio il valore di € 0,25 il costo delle mie carote cambia sensibilmente: Carota A (produzione convenzionale) – Prezzo € 1,50 + € 2,25 (9 di petrolio x € 0,25)= 3,75 €/Kg. Carota B (produzione bio-industriale) – Prezzo € 1,70 + € 1,70 (6,5 unità di petrolio x € 0,25)= 3,32 €/Kg. Carota C (produzione bio-locale) – Prezzo 2,00 €/Kg. Questo giochino ci fa comprendere che nel prezzo d’acquisto ci sono dei costi nascosti che ricadono direttamente sul consumatore. E l’esempio della carota è, appunto, solo un esempio moltiplicabile su una quantità enorme di prodotti, presenti ogni giorno sulla nostra tavola, nelle mense collettive, nei distributori automatici.

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Dottor Cappelletto, abbiamo capito che le differenze nella filiera sono molteplici, ma c’è un punto che distingue nettamente i diversi modi di fare agricoltura?

Bio

È il consumatore che fa la differenza! Nell’agricoltura tradizionale è spettatore impotente di un flusso di cibo industrializzato che finisce nel suo stomaco e nella pattumiera. Nell’agricoltura biologica, soprattutto locale, è un co-produttore, un soggetto pensante,capace di scegliere e valutare ciò di cui si nutre, e diventare, mediante la sua scelta, componente e promotore della filiera stessa, che senza di lui non potrebbe esistere.

Francesco Cappelletto, laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari all’Università di Padova, lavora come consulente per l’industria alimentare. Attualmente collabora con un’importante azienda italiana di additivi, per la quale gestisce la divisione “gastronomia” del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo. La presa di coscienza per la sana alimentazione lo hanno spinto allo studio delle tecniche di produzione e trasformazione degli alimenti nella direzione della sostenibilità. Partecipa allo sviluppo di un’azienda agricola “biologico-sinergica” ed è co-fondatore e presidente dell’Associazione Piuinforma, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di consumatori consapevoli delle proprie scelte alimentari.


Honor Box? No, Vending Box

di Fabio Russo – Prima parte

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el primo numero di questa rivista, ho iniziato a parlare di un nuovo potenziale business: l’Ho-

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nor Box. È doveroso fare un riepilogo per tutti coloro che hanno perso il primo numero e perciò, questa sarà la prima parte del mio contributo su quest’argomento. Diciamo innanzitutto che l’Honor Box è un sistema di vendita unico, che ha radici lontane e il cui valore principale è basato sulla fiducia, sull’etica, sul rispetto di piccole, ma essenziali, regole del vivere civile. Esso consiste nella vendita, presso piccole comunità, di uno scatolo simile a un kit, un contenitore di cartone diviso in scomparti, nei quali sono collocati prodotti snack di varia tipologia. Lo scopo è quello di soddisfare le esigenze alimentari dei dipendenti, durante le pause dal lavoro, nelle piccole e piccolissime postazioni, laddove il gestore, se installasse un distributore automatico, non riuscirebbe a coprirne i costi. La particolarità dell’Honor Box sta proprio nella gestione degli incassi: uno degli scomparti in cui lo scatolo è suddiviso viene destinato proprio alla raccolta dei “corrispet-

Idee per il Vending

tivi”, ossia dei soldi che ogni dipendente vi depositerà a fronte del prezzo dello snack prelevato. È chiaro che questo sistema, così com’è concepito, è molto artigianale e si presta facilmente a eventuali furti. Solo l’onestà e l’onorabilità dei clienti può assicurarne il funzionamento e garantire un doppio vantaggio: alla piccola comunità lavorativa, che non verrebbe altrimenti servita, e al gestore che riuscirebbe a soddisfare una tipologia di postazione, che sarebbe altrimenti costretto a ignorare. Non dimentichiamo che la quantità di piccole e piccolissime postazioni supera di gran lunga quella delle grandi e medie aziende e che il loro insieme può dare un notevole apporto alle vendite. Viene spontaneo chiedersi: “Ma di questi tempi è prudente adottare un sistema così facilmente raggirabile?” Dipende dal codice d’onore presente in ognuno di noi e dalla capacità del gestore

somministrazione. Certo, chi fa parte di grandi compagnie di gestione sorriderà di fronte a quest’idea. Gli altri, forse, la potranno trovare interessante, soprattutto coloro che gestiscono già piccole postazioni con macchine a cialde e si vedono spesso rivolgere la domanda: “Possiamo avere una macchina per gli snack?”. A quel punto si è costretti a dare spiegazioni sui numeri, sulle battute e sui costi, mentre vediamo il viso del cliente che ci è di fronte assumere un’espressione di delusione. Non siamo riusciti a soddisfare una richiesta da parte di un cliente, semmai fedele e buon pagatore. Vale la pena riflettere sull’idea dell’Honor Box! Chi ha una compagnia di gestione, piccola, media o grande che sia, sa bene cosa sta accadendo nel mercato del vending. Non parlo del cumularsi di accise

di seguire questo tipo di servizio, personalizzato sulle esigenze di una potenziale clientela, che verrebbe altrimenti lasciata fuori dal target del servizio di

a cui siamo sottoposti nell’ultimo biennio, “necessarie” per rimettere in ordine le casse dello Stato, e di cui abbiamo ormai le tasche piene. Proprio in con-


FOCUS

L’Honor Box nacque negli Stati Uniti nel corso degli anni ‘30 e si diffuse molto velocemente attraverso il sistema di vendita dei distributori di giornali, presenti sui territori metropolitani delle maggiori città d’oltre oceano. Grazie a questo nuovo sistema, gli editori potettero incrementare le vendite dei quotidiani, pur lasciando inalterata la distribuzione attraverso le edicole o gli “strilloni”. Il sistema rendeva i giornali disponibili a qualsiasi ora del giorno e della notte, proprio come accade oggi con i più moderni distributori automatici e, si può dire, che inaugurò la vendita automatica h24. Il funzionamento era semplice: si inseriva una moneta nell’apposita feritoia, si liberava un meccanismo che consentiva al cliente di prelevare la propria copia del giornale. Certo, avrebbe potuto prenderne anche più di una, visto che erano tutte a portata di mano, pronte per essere prelevate, ma che senso avrebbe avuto? Il mero gusto di trasgredire le regole o sprecare in modo incivile dei beni che sarebbero destinati ad altri, avrebbe macchiato la propria onorabilità. Negli anni ‘70, ancora negli Stati Uniti, il proprietario di una gestione di medio fatturato, un giorno pensò: “Ci sono tanti clienti potenziali di piccole dimensioni che desiderano avere un servizio di somministrazione pari a quello che diamo alle postazioni più grandi. Ma se iniziamo a servire anche loro, come faremo a far tornare il conto economico? Non ce la faremo mai a rendere sostenibile finanziariamente un servizio del genere....” L’arguto imprenditore non si perse d’animo e si inventò un nuovo, semplice, economico ed intelligente modo di fare business senza dover essere costretto a onerosi investimenti o ad esporsi finanziariamente con le banche. Aveva capito come salvaguardare economicamente il servizio e soddisfare le richieste di una nicchia di mercato dalle grandi potenzialità. Nasceva così l’Honor Box.

trotendenza a tutto ciò, credo sia diventato necessario dotarsi di una buona dose di ottimismo e intraprendenza e cominciare a lanciarsi in iniziative che possano ripristinare l’equilibrio economico nei flussi di cassa delle aziende legate al servizio di somministrazione. Bisogna aprire la strada a nuovi sistemi di business, a sistemi che fino ad oggi sono stati percepiti dalle gestioni come “poveri” di valore aggiunto, macchinosi e faticosi. Credo sia giunto il momento di venire incontro a TUTTI i potenziali clienti e creare per essi un servizio personalizzato, anche se questo può significare il ritorno ad un sistema lavorativo più artigianale. Sono sicuro che i risultati non tarderebbero a farsi vedere. Certo, l’idea di uno scatolo contenente qualche snack e uno scomparto per le monetine è anacronistica, ma l’Honor Box può essere adeguato ai tempi, può trasformarsi in un moderno Vending Box ed essere accompagnato dalle più moderne strategie di marketing, che ne possano favorire il successo. Le tipologie delle aziende potenzialmente interessate al Vending Box possono essere numerose. La garanzia e la continuità del suo successo dipendono da una serie di fattori: bontà del servizio, capacità di accattivare l’interesse del cliente e fidelizzarlo, politica dei prezzi, strategie di marketing. Ma di tutto questo e altro ancora continuerò a parlare nel prossimo numero.

Idee per il Vending

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ra tutti i Paesi dell’Unione Europea, l’Italia è quello che, negli ultimi 10 anni, ha registrato il tasso di crescita più alto nella ristorazione fuori casa. Dei 215 miliardi di euro spesi nel 2011 dalle famiglie italiane per i consumi alimentari, 73 miliardi sono stati destinati al consumo fuori casa, segno di un profondo mutamento delle abitudini alimentari. Ristoranti, tavole calde, rosticcerie e bar sono i maggiori beneficiari delle nuove tendenze. Anche la distribuzione automatica vuole rispondere alle esigenze dei lavoratori che vogliono un break rapido, leggero e sicuro e che, al contempo, gli permetta di impegnare una parte del tempo, destinato alla pausa pranzo, in attività diverse: un salto in palestra o dal parrucchiere, un giro di shopping o una commissione da sbrigare sono solo alcuni esempi. Una nuova tipologia di distributori automatici offre ai consumatori pasti sostitutivi del pranzo domestico, del quale si cerca di rispettare qualità e bontà. Si va oltre il panino e il tramezzino per approdare a una vasta gamma di piatti pronti, freschi o surgelati, le cui ricette non hanno nulla da invidiare a quelle preparate in casa. Affrontiamo questo nuovo segmento del vending con Renzo Galassi, direttore commerciale della Vendal s.r.l., giovane azienda abruzzese che, per la sua produzione, vuole puntare proprio sulla ristorazione automatica.

Aziende

Il futuro, già presente, della ristorazione veloce Signor Galassi, com’è nata l’idea di specializzare la produzione delle vostre macchine in questo segmento del vending? L’iniziativa sviluppata e realizzata dalla Vendal ha un duplice obiettivo: da un lato offrire piatti pronti freschi in porzioni individuali e pronti in pochi secondi e, dall’altro, offrire cibo di qualità ad un prezzo contenuto, per rispondere alle esigenze di economizzare sul pasto “fuori caso” in un momento difficile per gli italiani. I due aspetti sono finalizzati a rispondere ad un fenomeno crescente, soprattutto nelle grandi città, dove gli orari e i ritmi veloci lasciano sempre meno tempo alla spesa e alla preparazione dei piatti. A questo va aggiunto un aspetto non trascurabile: è il distributore automatico che entra nei luoghi di lavoro e porta il pranzo, potremmo dire, sulla scrivania dei dipendenti, laddove ci fossero aziende con ritmi lavorativi particolari.

Lei crede che questi aspetti, da soli, possano garantire il successo della ristorazione automatica? Assolutamente no. A far crescere la richiesta di piatti pronti ci sono ancora altri elementi: l’aumento di single e pensionati, tendenzialmente meno portati a mettersi ai fornelli, l’aumento dei costi di trasporto, che sia benzina o biglietto per l’autobus, che fanno preferire soluzioni culinarie a domicilio, presso il luogo di lavoro o di svago. A questo aggiungiamo il costo contenuto dei piatti pronti erogati dai distributori automatici e l’alta qualità dei prodotti, che non fanno di certo rimpiangere la cucina di casa. Infine l’ampia scelta dei piatti pronti disponibili che va


dalla cucina tradizionale a quella etnica o dietetica. A quale segmento della distribuzione è rivolta la Vendal? La nostra proposta è rivolta sia alle società di gestione che già operano nel settore del vending che alle società che producono, o che progettano di produrre, piatti pronti freschi. Le prime saranno sicuramente interessate ad ampliare la gamma dei servizi già offerti alle aziende e agli uffici attraverso i loro distributori di bevande e snack. Affiancare ad essi anche una macchina che

eroghi piatti pronti, fidelizza ulteriormente il cliente e ripaga il gestore dello sforzo economico compiuto in tempi estremamente brevi. I produttori di piatti pronti freschi possono trovare nel vending un nuovo e redditizio canale di vendita che può dare risultati straordinari. Senza fare grossi investimenti, potrebbero affiancarsi ad una società di gestione che si occuperebbe della parte tecnica relativa alle macchine. Ci spiega come è fatto un distributore di questa tipologia? Sono in progetto vari modelli. L’attuale FF08, naturalmente refrigerato, può contenere fino a 110 piatti incolonnati in verticale per un totale di 8 selezioni diverse, Una volta che il consumatore abbia effettuato la sua scelta, un tapis roulant conduce il piatto fino al vano prelievo. A quel punto si può decidere di consumarlo freddo, come nel caso di un’insalata di riso, oppure di riscaldarlo al microonde se il piatto lo richiede. Forniamo anche un mobile di appoggio per il forno che va affiancato al distributore, ma stiamo progettando un modello in cui il forno a microonde è all’in-

terno della macchina. Quando il piatto arriva al consumatore, è pronto per essere mangiato. I distributori Vendal possono essere personalizzati, grazie alla versatilità del pannello frontale, e dotati di ogni tecnologia più avanzata: tutti i sistemi di pagamento elettronici, tra cui anche quello con tecnologia NFC, telemetria per il controllo a distanza degli incassi, delle anomalie, delle temperature e delle scorte. Direi che mettiamo a disposizione dei gestori un prodotto completo e al passo con le tecnologie. La Vendal si rivolge solo alla distribuzione automatica? Anche il settore Ho.Re.Ca. può essere interessante per Vendal. Hotel, bar, centri commerciali, pizzerie possono offrire alla propria clientela nuovi servizi di ristorazione con primi e secondi piatti gustosi ed economici, senza grossi investimenti né in termini di spazio né in termini di personale. Intravede, dunque, grandi possibilità all’orizzonte? Le potenzialità che lasciano prevedere un boom nei prossimi anni dei distributori automatici di piatti pronti ci sono tutte. La ristorazione automatica si fa sempre più attenta e tende a soddisfare le esigenze di tutti i palati, anche quelli più esigenti, nonché le tendenze culinarie più alla moda. Basti pensare ai distributori automatici di sushi, per capire verso quale futuro siamo proiettati!

Aziende

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Fisco Sistemi di pagamento Il terminale Ingenico certificato Mastercard Paypass 3.0 Il Consorzio Bancomat ha ufficialmente omologato la soluzione Ingenico iSMP, in grado di trasformare i più diffusi dispositivi mobili in strumenti di pagamento sicuri. La certificazione Paypass, ottenuta da Ingenico, riguarda non solo il terminale desktop iCT250, ma anche i lettori contactless come iWL2xx, iSC150, iUC180, iPP3xx ed è relativa a tutti i tipi di transazione, anche quelli tramite telefoni cellulari NFC abilitati Paypass. Luciano Cavazzana, AD di Ingenico Italia, ha così commentato: “Siamo molto orgogliosi di questo risultato, che apre nuove opportunità di business alla nostra azienda e conferma il nostro livello di attenzione alla sicurezza, ma anche alle nuove esigenze che

Il vending non sfugge al fisco bulgaro L’Agenzia delle Entrate della Bulgaria ha stabilito che dalla fine di ottobre tutti i distributori automatici devono essere collegati elettronicamente all’Agenzia. Le nuove disposizioni della legislazione fiscale bulgara riguardano tutti i dispositivi, a prescindere dal prodotto venduto: distributori automatici di bevande e snack, biglietterie automatiche, parchimetri, distributori di giochini per bambini come le classiche gumball vending machine e così via. Tutte le macchine devono essere collegate all’Agenzia delle Entrate, affinché questa possa monitorare quotidianamente gli incassi e averne tracciabilità ai fini delle imposte. Non vi è ancora obbligo di scontrino fiscale, anche se i distributori emettono già una ricevuta che viene conservata nella memoria elettronica del dispenser. Questo tipo di provvedimento potrebbe spingere gli altri Stati membri della Comunità Europea ad adottare forme di controllo simili, con tutte le conseguenze che ne derivano per i gestori e i costruttori di macchine.

stanno nascendo in un mondo

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sempre più mobile”.

Normative O.C.S. Bialetti testing partner di Renoir

Fino al 16 dicembre la pittura di Renoir è in esposizione alle Scuderie di del Castello Visconteo di Pavia con una mostra dal titolo “La vie en peinture”. Per quanto meno sublime di quella pittorica, anche fare caffè è un’arte e Bialetti ha voluto sottolineare questo concetto, accompagnando l’esposizione con un suo punto degustazio-n e , dedicato alla miscele “I caffè d’Italia”. Testing partner di Renoir, Bialetti offre ai visitatori della mostra la possibilità di gustare un caffè scegliendo tra le cinque miscele delle capsule dedicate al nostro Paese.

Flash

20% di succo naturale per le bevande alla frutta La Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato l’emendamento presentato dai deputati della Commissione Agricoltura, relativo alle bevande analcoliche a base di frutta. La norma stabilisce che aranciata, limonata, chinotto e simili dovranno contenere almeno il 20% di succo naturale per poter essere definite “bevande alla frutta”. Obbligo di cambio ricetta per i produttori o, in alternativa, eliminazione di ogni richiamo alla frutta sulle etichette. Ad esempio la Fanta, che contiene solo il 12% di succo d’arancia, se non ne aumenterà il quantitativo, dovrà eliminare la scritta “orange” dall’etichetta. Ci sono 8 mesi di tempo per smaltire le scorte di magazzino.


Intesa e Intesa Vending: la globalità del “fuori casa”

I

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ntesa è un Gruppo Consortile, nato nel 2001, a cui fanno capo 80 aziende specializzate nella distribuzione all’ingrosso nel canale Ho.Re.Ca. Con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, il Consorzio rappresenta un punto di riferimento qualificato per i distributori, soprattutto di bevande e occupa una posizione di leadership tra i Gruppi Ho.Re.Ca. L’esperienza acquisita nell’ambito dell’associazionismo indipendente ha stimolato il Consorzio a spingersi oltre nel mercato del “fuori casa” e ad espandere il proprio raggio d’azione in un altro considerevole segmento: il vending. Un anno fa, con l’ambizioso progetto di riprodurre la formula dell’associazionismo anche nella distribuzione automatica, è nato Intesa Vending, un consorzio nazionale di gestori indipendenti . Ce ne parla Emanuela Cimini, responsabile marketing e commerciale del Gruppo. Ho.Re.Ca. e Vending: due facce della stessa medaglia. Come si pone il Gruppo Intesa nei confronti di queste due realtà che, insieme, coprono tutto il mercato del “fuori casa”? Intesa e Intesa Vending condividono il bagaglio di esperienze acquisite nel canale dell’Ho.Re.Ca. , lo spirito di associazionismo e il fondamentale concetto di indipendenza, ma i due Gruppi Consortili sono gestiti in modo decisamente diversificato, essendo evidentemente due canali con logiche diverse, ma sotto un’unica insegna del fuori casa: INTESA.

Oltre dieci anni di esperienza sul campo rappresentano un considerevole bagaglio da mettere a disposizione dei gestori della distribuzione automatica.

Aziende

Quanto acquisito e progettato nell’ambito dell’associazionismo, il Gruppo Intesa lo ha messo a disposizione del Vending, creando un Consorzio di Gestori Indipendenti i quali, attraverso l’affiliazione, ne possono trarre vantaggi in termini commerciali, progettuali e soprattutto di servizi. Intesa Vending, quindi, non rappresenta semplicemente un gruppo d’acquisto, ma un Consorzio con strategie e progettualità atte a supportare qualitativamente l’affiliato. In concreto cosa offre il Consorzio ai gestori affiliati? Intanto va detto che Intesa Vending non si rivolge solo alle aziende più grandi, ma anche e soprattutto alle imprese di piccola e media tipologia che nell’affiliazione possono trarre i maggiori vantaggi, secondo il vecchio ma mai sorpassato concetto per il quale “l’unione fa la forza”. In ogni caso, i gestori hanno a disposizione importanti contratti in esclusiva stipulati con i maggiori fornitori e possono avvalersi di iniziative commerciali di medio/lungo termine. Inoltre, possono usufruire di numerosi servizi volti al supporto della singola gestione affiliata: formazione, informazione, convenzioni, progetti speciali e quanto altro possa soddisfare le sue esigenze .In che occasione è avvenuta la presentazione ufficiale di Intesa Vending?

Abbiamo voluto approfittare dell’opportunità offerta dalla manifestazione del vending più importante per far conoscere il nostro progetto. Venditalia, svoltasi a maggio scorso, ha rappresentato per il Consorzio un’importante vetrina, tant’è vero che dopo solo un mese già 30 imprese hanno deciso di affiliarsi, riconoscendo nel Gruppo la validità e la competitività dei progetti. Con la prima Assemblea degli Affiliati, tenutasi a Roma, si è delineato il piano di sviluppo aziendale e nominato un Direttivo composto da gestori , delegati ad attuare il piano biennale. Progetti per il futuro? Prima di tutto desideriamo consolidare l’unicità dell’insegna Intesa, unico Gruppo che rappresenta due canali, intensificando contemporaneamente il lavoro di affiliazione nel Vending. Ma la nostra mission non si ferma qui: ci auspichiamo che per il 2013 possa essere ufficializzata un’altra importante novità, un nuovo progetto in fase di elaborazione che rappresenterà per Intesa un ulteriore segno distintivo. Ci può anticipare qualcosa? Non ancora. Ma, quando saremo pronti , sarete i primi a saperlo!


L A cura di

Il mercato del caffè verde nel 2012: consuntivi e previsioni

’andamento del mercato internazionale del caffè crudo nei primi mesi del 2012 ha visto i prezzi dei caffè Arabica, quotati alla borsa di New York, leggermente al ribasso, mentre le quotazioni dei Robusta, alla borsa di Londra, sono leggermente aumentati. A Marzo 2012, ad esempio, il prezzo medio della

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danti precipitazioni potrebbero aver influito negativamente sulla qualità dei caffè. Questi timori si sono manifestati sui prezzi delle qualità più fini che hanno subito un rialzo di qualche punto. Per ritornare alle quotazioni della materia prima, il mercato di New York (Arabica) ha continuato ad essere sotto pressione con vendite importanti da parte dei fondi di investiIl mercato dei Robusta ha continuato m e n to, e a rimanere piuttosto stabile le perd i t e prima e della seconda posizio- sono continuate per tutto il mese ne per i caffè Arabica è sceso di Giugno. Il mercato dei Robudell’11% da 212,09 cents/libbra sta intanto è rimasto stabile in a 188,78 cents/libbra. un range compreso tra 2060 e Nei mesi successivi, il mercato 2090 USD x tonnellata. In questo dei Robusta ha continuato a ri- modo si è ristretto ulteriormente manere piuttosto stabile con un lo spread tra le quotazioni di Ararange di oscillazione piuttosto bica e quelle di Robusta. stretto. Il mese di Luglio ha visto una siPer quanto riguarda gli Arabica, gnificativa correzione al rialzo dei verso fine Maggio/inizi di Giugno prezzi del caffè, ma si è avuta un’altra perdita signifi- ad Agosto l’indicativa, quando sono stati confer- ce ICO composto mati i dati del raccolto brasiliano (una sorta di me(il maggior produttore mondia- dia dei prezzi di le di caffè Arabica) per l’anno Brasile, Colombia, 2012/2013, iniziato proprio a Altri dolci e RoMaggio. L’agenzia governativa busta) registrava Conab ha stimato la produzione una correzione complessiva a 50,6 milioni di sac- negativa, scenchi, di cui 37,7 milioni di Arabica dendo del 6,6% e 12,9 milioni di Robusta. Intan- a 148,50 cents/ to, gli esportatori diffondevano lb rispetto all’indiun dato relativo alla produzione ce di Luglio. Tutti compreso tra i 52 ed i 55 milio- e quattro i gruppi ni di sacchi da 60 kg, il record di che compongono tutti i tempi per la produzione di la media hanno questo paese. Le preoccupazio- perso valore, sebni per le pesanti piogge che ave- bene le perdite sivano colpito il paese all’inizio del ano state maggiori raccolto erano in parte superate. negli Arabica che Tuttavia, pur non avendo procu- nei Robusta, che rato danni alle quantità, le abbon- hanno perso solo

Il Caffè

lo 0,5%. Questo trend è ben rispecchiato nel mercato dei futures di New York, che ad Agosto registrava una perdita del 7,3 % rispetto al precedente mese di Luglio, mentre Londra rimaneva relativamente stabile, il che portava ad un ulteriore restringimento del differenziale tra le quotazioni degli Arabica e quelle dei Robusta. Dopo la prima decade di Settembre, i caffè Arabica hanno recuperato terreno e nella sola giornata di lunedì 10 Settembre le quotazioni sono aumentate di ben 7 punti percentuali, a causa di acquisti e ricoperture a breve. A Settembre 2012 la media dell’indice ICO composto è aumentata leggermente fino a raggiungere i 151,28 US cent x libbra, con un aumento dell’1,9% rispetto ad Agosto. L’aumento è attribuibile interamente agli Arabica, le cui quotazioni sono rimaste significativamente più basse del Settembre 2011. La media men-


sile dei Robusta è scesa invece dell’1,5% rispetto ad Agosto 2012, ma solo dell’1% rispetto al Settembre 2011. Intanto, ottimi dati giungono circa la produzione mondiale: per

di molti paesi centro americani: il Costa Rica in Agosto ha visto un boom delle esportazioni dopo un raccolto 2011/2012 in rialzo del 15,5 % rispetto all’anno precedente. Per il piccolo paese produttore di El Salvador si I caffè Arabica hanno prevede un raccolto in aumento del 19% per l’anno recuperato terreno 2012/2013. Le esportazioni di cafl’anno caffeicolo 2011/2012 è at- fè dall’Honduras sono in autestata a 134,3 milioni di sacchi, mento in maniera esponenziale senza sostanziali cambiamenti ri- (ad esempio in Agosto 2012 : spetto all’anno precedente. 475.259 contro Agosto 2011 Buone notizie anche per i raccolti con 70.454 ). Le esportazioni

dei primi 11 mesi dell’anno caffeicolo 2011/2012 sono state di 5,35 milioni di sacchi, con un incremento del 39,9 % rispetto all’anno precedente. Questi eccellenti risultati sono dovuti ad un programma governativo di finanziamenti ed assistenza tecnica ai piccoli agricoltori. Anche in Colombia si prevede una buona annata (8 milioni di sacchi) dopo alcuni anni di cattivi raccolti e alti differenziali di prezzo. Qualche preoccupazione in termini di raccolto ed esportazione arriva invece da alcuni paesi pro-

21 duttori asiatici : le esportazioni dall’India in Agosto sono scese complessivamente del 5,3 %: penalizzate le quantità di Robusta (-9,2%) mentre gli Arabica hanno registrato un +4,8%. Ad Ottobre dovrebbe iniziare il raccolto dei caffè in Vietnam per il 2012/2013 anche se i primi imbarchi potrebbero essere effettuati a Novembre. Le previsioni sono di un raccolto record di 22,5 milioni di sacchi, ma dobbiamo considerare che non tutte le quantità saranno destinate all’esportazione, in quanto il consumo interno di questo prodotto è destinato ad aumentare. M.R.

Il Caffè


FOCUS

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La strada che il caffè deve compiere dal campo di coltivazione e raccolta fino alle torrefazioni dei Paesi consumatori è lungo. Ogni sua fase ha una sua complessità, spesso nota solo a chi vive in prima persona il commercio del crudo. Proviamo a seguire il percorso delle bacche per comprendere quanto lavoro si cela dietro una semplice tazzina di caffè. Dopo la raccolta (picking e stripping) e la lavorazione delle bacche (eliminazione della pellicola esterna e recupero dei semi), si passa al lavaggio che può essere effettuato con due metodi: a secco e in umido. Si procede poi alla selezione dei chicchi, che può essere effettuata a mano o a macchina, fase in cui vengono eliminati quelli che presentano difetti. Successivamente si procede alla suddivisione dei chicchi in lotti in base alle loro caratteristiche e ad una serie di parametri, quali la specie botanica (ad esempio Robusta o Arabica), l’origine geografica, le dimensioni, il colore, la densità, la forma, l’annata del raccolto e così via. Una volta selezionati, i caffè vengono confezionati in sacchi di juta in genere da 60 Kg. Alcuni Paesi fanno eccezione: ad esempio i caffè colombiani vengono racchiusi in sacchi da 70 kg. e quelli centroamericani da 69 kg. Può anche accadere che un compratore richieda un carico “in bulk”, alla rinfusa, e in tal caso il caffè viene chiuso in contenitori da 20 o da 40 piedi. Questa operazione, detta stuffing, è di cruciale importanza, poiché è in questa fase che il venditore affida la sua merce alla compagnia di navigazione che la prende in consegna. Vengono prelevati campioni del lotto, detti di preimbarco, che vengono inviati al compratore. Il contenitore viene sigillato e dovrà essere consegnato con i sigilli integri allo spedizioniere portuale, designato dal compratore stesso. Al porto d’arrivo, gli spedizionieri si preoccupano di curare, con la massima attenzione, lo sbarco della merce e la sua introduzione nei Magazzini portuali, dove il caffè viene custodito alla giusta temperatura in ambienti igienicamente idonei. Al momento dell’introduzione in magazzino, lo spedizioniere preleva e sigilla alcuni campioni che invierà direttamente al compratore del lotto. L’ultimo step di questo lungo percorso consiste nell’effettuare le operazioni doganali al porto di destino: a questo punto il lotto è pronto per essere inviato alla torrefazione che lo lavorerà.

Il Caffè


I primi 40 anni di

N

ella splendida cornice del Castello Casiglio, una suggestiva e accogliente struttura con quasi 1000 anni di storia nella provincia di Como, Unioncafé ha festeggiato i suoi primi 40 anni. Tanti gli ospiti intervenuti per festeggiare il suo Presidente e fondatore, Amilcare Rivetti, una pietra miliare nella storia della distribuzione automatica italiana. Tra gli intervenuti c’erano Fioravante Allegrino (CEO di SoGeDa srl e di Fast Service Italia), Ivan Padelli (amministratore di caffè Gimoka), Christian Papa (direttore commerciale di Unioncafè). Insieme ai collaboratori dell’ufficio sviluppo dell’Azienda, hanno accolto ed intratte-

nuto gli amici, i familiari e i tanti clienti, intervenuti a festeggiare una tappa così importante nella storia di Unioncafè. Le telecamere di VendingTV hanno documentato la manifestazione, intervistando gran parte dei partecipanti. Approfittiamo di queste pagine per rinnovare i nostri auguri al presidente Rivetti e a tutto il suo staff!

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Intervista con Carla Balakgie presidente di

C

arla Balakgie è stata eletta presidente della National Automatic M e rc h a n d i s i n g Association a novembre del 2011, dopo aver ricoperto il ruolo di chief executive officer per l’ETA (Electronic Transactions Association), che riunisce azien-

settore, per quanto riguarda le nuove tecnologie e i trend d’innovazione. Positivi anche i risultati relativi alle vendite negli Stati Uniti. Subito dopo il NAMA One Show, a maggio si è svolta a Milano l’edizione 2012 di Venditalia e in quell’occasione abbiamo avuto il piacere di incontrarla alla serata di gala presso l’ippodromo “Il Galoppo”.

Mi ha colpito l’atmosfera di entusiasmo positività, la stessa che respiriamo negli Stati

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de che accettano pagamenti elettronici per le loro transazioni. Attiva e dinamica, Carla Balakgie sovrintende a tutte le iniziative volte a diffondere e qualificare la distribuzione automatica come professione e forma di commercio in evoluzione e al passo coi tempi. Ad aprile di quest’anno si è tenuta a Las Vegas la 75° edizione del NAMA One Show. Un numero impressionante di appuntamenti con i protagonisti del vending americano. Qual è stato l’esito della manifestazione? Positivo. Estremamente positivo. Un grande successo con commenti favorevoli per ogni

Vending in the world

Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Lucio Pinetti per la cortese ospitalità che mi ha riservato e per avermi dato l’opportunità di venire in Italia e vedere più da vicino il vending italiano.

Qual è la sua opinione su ciò che ha potuto osservare del mercato della distribuzione automatica italiana? In che cosa differisce da quello americano? Prima di tutto mi ha colpito l’atmosfera di entusiasmo e di positività, la stessa che respiriamo negli Stati Uniti. In termini d’innovazione molte cose sono identiche: la socialità del prodotto, il touchscreen, le nuove tipologie di pagamento, la scelta di prodotti su misura per il cliente. e di Quello che differenUniti zia l’Italia è che qui viene dato spazio soprattutto al prodotto “caffè” e questo è un riflesso della tradizione e delle esigenze del mercato. Nel vending statunitense si punta di più ai prodotti di consumo, ai prodotti di prima necessità.


Il mercato negli Stati

macchina per il caffè e lo servono secondo i gusti dei clienti.

esempio è il Gratitude Tour. Ce ne vuole parlare?

Lei credeche ci sia mercato negli Stati Uniti per l’Office Coffe Service, per le capsule e le cialde picdel monoporzionato nelle cole poUniti sta esplodendo stazioni?

Il Gratitude Tour 2011 è stato un grande successo e, per 3 mesi, ha portato il vending in giro in 7 grandi città americane, trasportando prodotti e macchine caricati su enormi camion. Il tour ha toccato piazze e campus per avvicinare il vending a un target di consumatori di età compresa tra i 18 e i 25 anni. In realtà tutti hanno potuto interagire con le macchine e noi abbiamo potuto osservare le preferenze e il modo in cui le persone interagivano. Ne è venuto fuori un concetto nuovo: il vending trasmette valori ed è un canale di

Inoltre, da noi si sta sviluppando la vendita al pubblico h24 “senza macchi-

na”. Li chiamiamo “convenience store”, dei micro market aperti dalle 7 del mattino fino alle 11 di sera, abbinati prevalentemente alle stazioni di servizio. Qui si vende di tutto un po’ , hanno anche la

Assolutamente sì. Il mercato del monoporzionato negli Stati Uniti sta esplodendo e si sta sviluppando velocemente negli uffici. Si sta definendo un nuovo segmento, un nuovo modo di servire il cliente con prodotti di brand tradizionali, che vengono ben accettati dal consumatore. Non solo caffè, ma anche the e acqua. NAMA è artefice di molte iniziative “on the road”, che mirano ad avvicinare il vending al consumatore finale. Un

FOCUS • Dopo la flessione degli anni 2008-2010, le vendite dell’OCS (caffè e bevande calde monoporzionate) nel2011 si sono attestate su 4 miliardi di dollari, con una previsione di crescita per il 2012-2013 del 3,5%. • Il 50% degli impiegati beve caffè in ufficio. Di essi un 22% utilizza macchine a cialde/capsule. • Il 70% delle cialde/capsule consumate negli uffici è offerto dall’azienda. • Alla domanda “Ritiene che bere caffè in ufficio aiuti a migliorare la produttività dei dipendenti durante la giornata lavorativa?” il 40% dei datori di lavoro si è dichiarato “molto d’accordo”, mentre il 43% di essi ha affermato di essere “abbastanza d’accordo”. I due dati sommati danno un riscontro positivo pari all’83% Fonte: Agenzia di Ricerche di Mercato “Packaged Facts” (Maryland – USA)

Il vending trasmette valori ed è un canale di vendita apprezzato

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vendita apprezzato perché moderno, interessante, divertente e conveniente. Ripeterete l’esperienza? Sicuramente sì, portandola semmai nei luoghi pubblici e cercando di comunicare con le amministrazioni, affinché venga dato al servizio automatico di somministrazione una maggiore legittimità. Grazie Carla e appuntamento ad Aprile 2013 con il 76° NAMA One Show!

Vending in the world


S

ulle pagine della rivista americana della distribuzione automatica “Automatic Merchandiser” è stato pubblicato un articolo scritto da Paul Schlossberg, che contiene un’interessante riflessione sulle moderne stra-

Siete pronti per le nuove 4 C del Vending? Caffè Cola Candy Cigarette.

Oggi viviamo in un mondo fatto di tecnologia e di comunicazioni immediate, una nuova era in cui le vecchie 4 C, ormai anacronistiche, hanno lasciato il posto alle nuove Connect Commu-

I giovani sono il focus attorno al quale costruire il vending di oggi e del futuro. tegie di vendita applicate alla distribuzione automatica. Ne condividiamo i principi e ne evidenziamo i tratti salienti, quelli che, in età di globalizzazione, sono universalmente applicabili e vanno al di là dei confini del Paese in cui sono stati pensati.

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50 anni fa il vending era descritto come il business delle 4 C

Vending in the world

nicate Customize Cashless. La sfida per gli operatori della distribuzione automatica sarà di mostrare quanto rapidamente riusciranno ad adeguarsi ai nuovi standard e a seguirne i cambiamenti nel tempo: è ormai opinione diffusa che il modo in cui la gente fa acquisti cambierà nei prossimi 5 anni molto più di quanto sia cambiato negli ultimi 100. La distribuzione automatica ha accolto questo concetto e, in occasione dell’ultimo NAMA One Show di Chicago, l’associazione americana del vending ha presentato i punti salienti di un’importante ricerca di mercato, secondo la quale i giovani sono il focus attorno al quale costruire il vending di oggi e del futuro. Due sono le ragioni: 1) ai giovani piace il vending perché rapido, preciso e self-service 2) per i loro acquisti, i giovani preferiscono avere a che fare con una macchina, piuttosto che con una persona. Ciò dimostra che il modo di fare acquisti sta cambiando, che una nuova generazione di consuma-

tori, apparentemente meno esigenti, obbliga i professionisti del settore ad apprendere ed applicare le nuove 4 C. Connect - Connettere, mettere in collegamento, stabilire un contatto immediato con gli operatori del vending e dell’OCS, che devono far sentire la loro presenza “online” durante le transazioni. Solo così potranno - Communicate - Comunicare con gli acquirenti reali e/o potenziali, fornire loro le informazioni su ciò che vendono e, allo stesso tempo, rendersi disponibili ad ogni richiesta dei consumatori per fornire loro un prodotto quanto più possibile


“personalizzato”. Ciò significa Customize - realizzare un prodotto su misura, così come si fa con un abito, tagliato in base alle richieste del cliente. Offrire al consumatore un prodotto che soddisfi le sue esigenze nel luogo in cui si trova in quel momento e facendoglielo pagare - Cashless - senza contanti. I giovani oggi non portano denaro con sé; preferiscono pagare con carte di credito o di debito o attraverso il loro smartphone, con cui sono ormai abituati a far tutto. Bisogna, dunque, prepararsi a rispondere a questa futura generazione “cashless”, che vuole comunicare e mantenere un contatto virtuale con chi, dall’altra parte, deve essere pronto a confezionargli e vendergli un prodotto personalizzato. Come devono prepararsi gli operatori del vending e dell’OCS a questa nuova era? Semplice-

pacità di attrazione esercitata dagli schermi interattivi Bisogna rispondere alla nuova e la grande manualità generazione cashless con cui i giovani adoperano i loro smartphomente adottando gli strumenti più congeniali e, si potrebbe ne, il vending di oggi e del futuro dire, più naturali alle giovani ge- deve poter e saper coniugare le nerazioni di consumatori, cre- proprie necessità commerciali sciute tra videogame e internet. con le modalità, quasi ludiche, Non potendo più negare la ca- con cui i giovani vogliono fare acquisti. Tutto ciò si potrebbe riassumere con un altro termine “gamification”, da game (gioco), anglicismo entrato nell’uso corrente della nostra lingua. Applicare le tecniche del disegno, della logica e delle dinamiche del

gioco al vending attrae le nuove generazioni di consumatori, perché trasforma l’acquisto in un’esperienza nuova, di cui conoscono bene i meccanismi , perché sono quelli con cui sono cresciuti. Pur lasciando a questi giovani consumatori la possibilità e, forse, l’illusione, di giocare con i distributori automatici, gli operatori devono sviluppare la capacità di inserirsi nel meccanismo e di usarlo per incrementare i loro affari. In questo senso tra le nuove quattro C del vending assume una valenza particolare il binomio Connect & Communicate. F.S.

27 Paul Schlossenberg è un veterano nell’industria del food e del foodservice, con ampia esperienza di marketing in aziende di primaria importanza come Frito Lay. Trent’anni fa ha fondato D/FW Consulting, una società specializzata nello sviluppo di nuovi brand e in progetti di sviluppo di canali di vendita, con un’attenzione particolare al vending. Ha introdotto sul mercato più di 50 nuovi prodotti, generando vendite che superano i 100 milioni di dollari.

Vending in the world


Packaging La tecnologia BASF per uno snack eco 100% Il gruppo tedesco BASF sta sperimentando negli Stati Uniti una confezione per snack compostabile al 100%. Il materiale utilizzato è sviluppato mediante una tecnologia a biopolimeri, che garantisce maggiore freschezza al prodotto e ne allunga la shelf-life, riducendone i costi. Il prototipo del nuovo packaging è stato sperimentato in collaborazione con la squadra di baseball americano “The Seattle Mariners”, nota per il suo impegno nell’ecologia. I primi 100 supporters, giunti allo stadio per assistere ad una partita dei loro beniamini, hanno ricevuto una bustina di peanuts, le classiche noccioline americane racchiuse nel nuovo sacchetto sostenibile.

Produttori Premiata in Cina La Commerciale Adriatica s.r.l. L’Azienda di Ravenna ha ricevuto un importante riconoscimento per le macchine per caffè espresso a marchio Panafé, prodotte nello stabilimento di Pechino e commercializzate in tutta Europa. Il premio è stato assegnato dall’Inspection Bureau di Pechino “per la qualità, lo sviluppo, la valutazione della gestione della qualità e la formazione professionale del personale locale”. Per quanto prodotte in Cina, le macchine Panafè sono progettate in Italia e realizzate con materiali e tecniche di collaudo di alta qualità.

29 Sistemi di pagamento Brand

È partita la sperimentazione NFC di Vodafone

Limited edition per Buondì Mokaccino

Tecnologia NFC, scheda Sim dello smartphone e car-

Bistefani ha messo in commercio un’edizione limitata del Buondì, realizzata in collaborazione diretta con i consumatori. Il contatto tra l’azienda piemontese e i fan del classico snack è avvenuto su Facebook, dove è stata creata la pagina dedicata “Scegli tu il nuovo Buondì special edition”. Ben 8.500 utenti hanno votato per il gusto mokaccino, farcito con una morbida crema di caffè e cioccolato e ricoperto con una glassa di cacao arricchita con granella di caffè. Una bontà disponibile, purtroppo, solo fino a marzo 2013!

ta di credito Vodafone Smart Pass sono i 3 ingredienti necessari per attivare i pagamenti in modalità contacless. Lanciato a gennaio 2012, ma in sperimentazione da ottobre, il servizio consente ai possessori della carta prepagata Vodafone Smart Pass e di cellulare dotato di tecnologia NFC di effettuare i propri acquisti senza portare con sé il portafoglio. Al momento sono circa 10.000 i pos abilitati ma, secondo Cartasì, entro la fine del 2013 si supererà il numero di 150.000 dispositivi pronti ad accettare pagamenti tramite dispositivo mobile.

Flash


Bontorin Vending Solutions presenta il progetto 10+SANO Perché questo nuovo step nel panorama bio-salutistico?

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opo il lancio del progetto di educazione alimentare PIUINFORMA, presentato ormai da un anno e diventato a luglio un’Associazione, la Bontorin Vending Solutions propone un nuovo servizio che garantisce l’incremento delle vendite dei prodotti salutistici: 10+SANO.

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Si tratta di un nuovo e sperimentato strumento di vendita a supporto dei professionisti della distribuzione automatica, pensato anche per la tutela del consumatore . Questo ambizioso progetto è completamente slegato dalle logiche del business dell’industria alimentare e dalla sua organizzazione commerciale e logistica , che aderisce al programma la libertà di utilizzare i propri prodotti . Ne parliamo direttamente con Claude Bontorin, “deus ex machina” di questo progetto, ponendogli una serie di quesiti di approfondimento.

Aziende

Sull’onda del crescente e positivo interesse verso la sana alimentazione, ritengo sia necessario tutelare gli operatori professionali non tanto verso eventuali claims salutistici poco trasparenti, ma piuttosto rispetto al suo stesso cliente che, qualora non trovi rispondenza tra i prodotti offerti e le sue esigenze, si chiede se il sevizio che il gestore gli somministra sia effettivamente così importante e di qualità. Com’è arrivato a questa consapevolezza? Sono partito dalla quantificazione del tempo che il consumatore ha a disposizione per scegliere un prodotto al distributore automatico, a alla consapevolezza che i secondi sono veramente pochi. Non a caso, infatti, l’acquisto alle vending machine viene considerato acquisto d’impulso. Ho diviso in tre fasi il comportamento del consumatore tipo : • La prima fase porta spesso ad una connessione diretta del consumatore con dei messaggi ricevuti in maniera costante (tramite tv, radio e giornali) e in maniera non consapevole. Diventa perciò sempre più difficile per quest’ultimo compiere scelte che siano realmente coscienti e dettate dalle sue concrete esigen-

flessiva: il consumatore sa già cosa vuole acquistare e, se il prodotto ricercato è presente, spesso lo identifica , ne rimane soddisfatto ed effettua l’acquisto. In sostanza, già pregusta il prodotto ancor prima di averlo provato, poiché si fida del messaggio commerciale presente sulla confezione. Scoprirà dopo , qualora legga l’etichetta e la comprenda , se il prodotto scelto corrisponde davvero a quanto desiderato. In questo caso i consumatori coinvolti corrispondono a circa il 15%. • La terza fase si avvicina alla precedente ma rivela un’importante differenza : il consumatore è attento alla propria salute, perciò cerca una categoria di prodotti specifici, verso i quali conserva comunque una visione negativa a prescindere. Si pone delle domande: saranno davvero biologici? Chi mi assicura che non sia una bugia? e così via. Per evitare errori dettati dall’incertezza, la sua scelta si riversa quasi automaticamente verso i prodotti convenzionali e si ritorna perciò al primo caso analizzato. Questa tipologia coinvolge un altro 15% di consumatori. Appare perciò evidente che riempire le spirali dei distributori automatici o gli scaffali dei supermercati di prodotti salutistici è utile, ma non è sufficien-

Il consumo di prodotti contrassegnati con il bollino ha registrato, ad oggi, un incremento del 30% dei consumi ze, soprattutto in ambito alimentare. Questa condizione è comune a circa il 70% dei consumatori . • La seconda fase invece è più ri-

te: occorre dare precise linee guida al consumatore perché si orienti nella scelta di ciò che può favorire il suo benessere, e questo si ottiene ren


Questo sta ad indicare il rapporto di fiducia che si vuole instaurare con il consumatore, così che possa ricondurre il bollino identificativo direttamente ad un prodotto sicuro. Qual è il target a cui si riferisce?

dendo più facilmente identificabi le il prodotto che realmente desidera . Cos’è, quindi, 10+SANO? 10+SANO non rappresenta un marchio di qualità: identifica il prodotto genericamente definito “salutistico” , direttamente sulla base alle sue effettive caratteristiche . Non si entra nelle specifiche del prodotto, in quanto è lo stesso produttore ad averne già delineato le proprietà e la ricetta. Se il prodotto in questione rientra fra le specifiche del disciplinare 10+SANO , riceve il bollino : una sorta di dieci con lode al prodotto e a chi lo fabbrica. In questo modo si aiutano i consumatori , e parallelamente si sottolinea l’impegno del produttore e del gestore. Rendendo immediatamente identificabili i prodotti sani, si aumentano le possibilità di recuperare i clienti del primo e del terzo caso: infatti, dando informazioni chiare e veritiere su un prodotto, sarà più facile per il consumatore prediligerlo come rispondente alle sue esigenze, e sceglierlo perciò anche le successive volte. Questo meccanismo si traduce in maggiore rotazione, incremento di vendite dei prodotti contrassegnati con il bollino, consumatore soddisfatto e perciò maggiormente disposto ad effettuare nuovamente l’acquisto. Non a caso, uno degli slogan di 10+SANO è proprio: “ non serve leggere l’etichetta, fidati di 10+SANO!”.

Attualmente ad utilizzare 10+SANO, con ottimi risultati in termini di vendite, sono i gestori del Vending: hanno a disposizione 8 bollini colorati 10+SANO, che identificano altrettante categorie di alimenti: senza zuccheri aggiunti, vegan, bio, senza glutine, acqua, fresco salutistico, frutta secca e disidratata, equo e solidale. Per garantire ancora una maggiore identificabilità dei prodotti, i bollini sono accompagnati da una legenda posta all’interno della macchina ai cui il consumatore può far riferimento .

Quali sono gli obiettivi concreti e in quali vantaggi si traducono? Obiettivo primario è quello di supportare i professionisti del Vending ed aiutarli nell’arduo compito di soddisfare tutte le esigenze dei consumatori. Identificare gli alimenti in modo chiaro e visibile, porta i consumatori a fidarsi del proprio gestore e a riconoscere la qualità del servizio offerto che non lascia spazio a dubbi o equivoci. Rendere l’informazione alimentare trasparente, immediata e soprattutto attendibile, assicurando maggiore trasparenza e facile identificazione si traducono, in pratica, in aumento di vendite: il consumo di prodotti contrassegnati con il bollino ha registrato, ad oggi, un incremento del 30%. Il consumatore è naturalmente portato a scegliere prodotti le cui caratteristiche sono ben visibili ed evidenziate, perché lo considera un impegno da parte del gestore per la tutela della sua salute. Un dato incoraggiante per un progetto che fa dell’aggettivo “salutistico”un reale dato di fatto. 10+SANO si situa in un momento favorevole per il business dei prodotti bio-salutistici, siamo perciò convinti che un progetto come questo possa fare davvero la differenza, incrementando sensibilmente il consumo di alimenti sani: a vantaggio tanto del consumatore, quanto e soprattutto del gestore e del produttore. Per saperne di più: www.diecipiusano.it commerciale@bontorin.it

Aziende

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Zanfardino Vending, il coraggio d’intraprendere

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enito Zanfardino, classe 1987, è il titolare della Zanfardino Vending, una piccola gestione campana nata, quasi per gioco, 4 anni fa. Lo incontriamo nel suo ufficio di Afragola, alle porte di Napoli, e restiamo colpiti dall’entusiasmo che accompagna sempre le sue parole e dall’orgoglio con cui ci mostra la sua azienda, piccola ma ben organizzata e scrupolosamente strutturata nel rispetto delle regole. Benito è un ragazzo semplice che ha fatto tesoro degli insegnamenti del

padre e dell’esperienza accumulata nell’attività di famiglia e si dichiara pronto ad accogliere con umiltà consigli e suggerimenti per crescere e riuscire al meglio in questa professione. Il vending gli piace e si vede. Gli piace soprattutto l’idea di crescere in questo mestiere che considera dinamico, giovane, stimolante e in cui, con la tenacia e la passione, è convinto si possa riuscire. Ci vuole raccontare come è arrivato alla distribuzione automatica? Posso dire che l’odore del caffè l’ho respirato sin da bambino nel bar di famiglia, è nel mio DNA. Dopo la scuola e i compiti – su questo i miei erano intransigenti – andavo nel bar di mio padre a dare una mano. In realtà ero affascinato dalla macchina del caffè e osservavo attentamente tutti i gesti che mio padre compiva per servire un buon espresso al cliente di turno. Macinava, dosava, pressava…. Tutto questo lavoro calamitava la mia attenzione e perciò, ben presto, ho voluto provare e sono passato alla pratica: mi piaceva preparare il caffè! Com’è avvenuto il passaggio dalla macchina da bar al distributore automatico? Certamente non è stato diretto: ho fatto

Aziende

anch’io la mia gavetta! Avevo finito le scuole e, crescendo, le mie esigenze erano aumentate. Mi resi conto che era arrivato il momento di camminare con le mie gambe. Cominciai a fare il rappresentante per la torrefazione El Brasil e, durante i miei giri di vendita, feci un incontro cruciale. Conobbi un rappresentante di macchine a capsule, le Grimac, e di distributori automatici della FAS International, che mi fece scoprire il mondo della distribuzione automatica, di cui avevo solo una vaga idea. Un po’ spinto da lui, un po’ per gioco, comprai le mie prime macchine automattiche, 2 Perla e 2 Krystal, con cui feci la mia prima installazione in una clinica privata. Come ha trovato il suo primo cliente? Anche questo è avvenuto per caso. Fui presentato al direttore della clinica da un amico comune. Avevano già delle macchine, ma erano insoddisfatti del servizio e questo amico gli propose me. Devo ammettere che ebbero coraggio tutti e due: non potevo mettere nulla a garanzia, se non la mia voglia di fare e la buona volontà. La clinica è ancora mio cliente! In che anno siamo? Nel 2009 e da allora è stato un crescendo. Lasciai la rappresentanza del caffè, affittai un piccolo deposito con ufficio e, con i primi guadagni, comprai un furgoncino. Soprattutto mi rimisi a studiare, questa volta non


caricatori, di cui uno è tecnico e risolve i problemi più grandi. C’è poi un mio caro amico che mi aiuta nella contabilità e nel commerciale, nel rapporto coi clienti che, in questo lavoro, è fondamentale. Credo che il cliente vada ascoltato, che bisogna rispettare le sue esigenze e fornirgli un servizio su misura. Non si possono imporre prodotti o visite secondo il calendario del gestore. Bisogna collaborare col cliente, parlargli e fare in modo che le sue e le nostre esigenze trovino un punto d’incontro. sui libri di scuola, ma sui manuali tecnici e sul campo, mettendo le mani nei distributori e assimilando ogni insegnamento che mi dava pazientemente un tecnico della FAS, un veterano del vending. Da allora non mi sono fermato più. Avevo capito che quello era il lavoro giusto per me e volevo crescere. Grazie al passaparola, le installazioni si sono moltiplicate, ho dovuto prendere dei collaboratori e un deposito più grande. Insomma ho continuato, investendo tutto quello che guadagnavo.

Ha mai pensato di usufruire delle sovvenzioni per l’imprenditoria giovanile? Sì e ci ho anche provato, ma sembra tutto così complicato e le cifre a disposizione sono basse. Ci ho rinunciato e ho preferito andare avanti solo con le mie forze. Com’è organizzata oggi la Zanfardino Vending? Siamo ancora nel deposito di 400 metri quadrati affittato l’anno scorso, ma cominciamo a starci stretti. Ci riforniamo da primarie aziende per i prodotti: San Benedetto, Ferrarelle, San Carlo, Ristora. Usiamo per le bibite la linea Coca-Cola e la miscela vending di Caffè Toraldo. Abbiamo cominciato a strutturarci con una divisione dei compiti ben precisa: ho 3

Secondo lei, quali sono le carte vincenti in questa professione? Il servizio, prima di tutto, che sia efficiente e rapido. Evitare i fermi macchina con la prevenzione, intervenire rapidamente in caso di anomalie, avere sempre macchine pulite e rifornite e parlare con il cliente. È la prima cosa che ho insegnato ai collaboratori: mostrarsi sempre disponibili al confronto costruttivo, non “perché il cliente ha sempre ragione”, ma perché il cliente è la garanzia della continuità e della crescita del nostro mestiere. Quali sono i progetti nel futuro prossimo? È online il sito www.zanfardinovending.it ma ci stiamo ancora lavorando. Prevedo di acquistare a breve un software gestionale, necessario per monitorare l’andamento delle vendite e la salute dei distributori e un

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furgone refrigerato per inserire anche prodotti freschi. Ritengo che, insieme al biologico, i piatti pronti rispondano ad esigenze concrete del consumatore “fuori casa” che non si accontenta più dei semplici snack, ma vuole cibo più sano, che si avvicini quanto più possibile al pasto consumato a casa. Si sente pronto ad affrontare gare e appalti, nota dolente del vending degli ultimi anni?

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Se si riferisce a piccole gare locali probabilmente sì. In verità ci ho già provato con una scuola e avevo vinta la gara per tutti i punti dell’offerta, pur avendo in concorrenza due grandi aziende del settore. Alla fine sono stato tagliato fuori perché non avevo ancora la certificazione di qualità. Non mi sono scoraggiato e ho immediatamente intrapreso la procedura per ottenerla al più presto. Negli ultimi anni si parla molto di acquisizioni nel vending. Cosa ne pensa? Confesso che anch’io, nel mio piccolo, ho fatto la mia acquisizione. All’inizio della mia attività mi sono trovato al centro di un conflitto di famiglia: alcuni cugini avevano una piccola gestione di macchine a cialde e avevano cominciato a prendere i primi distributori automatici, una quindicina di macchine della Bianchi Vending. Non potevamo compromettere la pace familiare! Ci siamo messi a tavolino e insieme abbiamo preso un sano accordo, che ha accontentato tutti: ho acquistato le loro macchine al costo, senza considerare postazioni e battute, e i

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cugini hanno intrapreso un’altra strada. In generale vedo il fenomeno delle acquisizioni come un segno della globalizzazione generale. Forse perché sono ancora agli inizi e ho l’entusiasmo

dell’età e la voglia di crescere, ma credo che anche in questo lavoro si possa dare la propria impronta. Ci può essere uno stile personale anche nel vending! info z@zanfardinovending.it

Tra le più recenti iniziative volte ad incentivare il lavoro giovanile segnaliamo

FOCUS

A partire dal 29 agosto sono diventate effettive le semplificazioni relative alla costituzione delle società a responsabilità limitata, pubblicate il 14 agosto sulla Gazzetta Ufficiale n° 189 - Decreto del Ministero della Giustizia n° 138 del 23 giugno 2012 - nell’ambito del decreto “Cresci Italia”. Per poter usufruire dei benefici bisogna specificare, già in fase di costituzione presso gli studi notarili, che si sta dando avvio ad una “società a responsabilità limitata semplificata” ed i notai avranno l’obbligo, in via preliminare, di verificare che i soci costituendi abbiano un’età inferiore a 35 anni. Le semplificazioni e le agevolazioni previste dal decreto, infatti, riguardano espressamente coloro che abbiano fino a 35 anni d’età, nell’ottica di incentivare l’imprenditoria giovanile e stimolare lo spirito d’intrapresa. Il provvedimento prevede costo zero per la costituzione della società (oneri notarili, iscrizione al Registro delle Imprese, imposte e bolli) e la riduzione del capitale sociale a meno di 10.000 euro, soglia minima con cui era possibile finora costituire una s.r.l. Ne consegue, quindi, che oggi con un solo euro si può avviare un’attività! Il decreto intraministeriale firmato dal ministro del Lavoro Elsa Fornero prevede uno stanziamento di 230 milioni di euro per l’occupazione femminile e giovanile, destinati agli imprenditori privati. I contributi vengono riconosciuti per i rapporti di lavoro stabilizzati o attivati entro il 31 marzo 2013 con giovani di età fino a 29 anni e con donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Sarà riconosciuto un importo di 12.000 euro per ogni trasformazione di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato e per ogni nuovo contratto stipulato a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che part-time. Per approfondire www.invitalia.it


Gioie e dolori del Vending Pubblico

di Fioravante Allegrino

punti nevralgici di passaggio. Il distributore automatico è la risposta alle mutate abitudini alimentari dei consumatori: si tende sempre più a stare fuori casa e si avverte l’esigenza di risparmiare tempo e denaro, ma senza trascurare il piacere di una pausa ristoratrice. Elemento fondamentale dell’ac-

ben in vista. Il distributore deve catturare l’attenzione e il consenso del consumatore. Per quanto elevati, i costi di manutenzione non costituiscono certamente la nota dolente del vending pubblico, rappresentata piuttosto dall’inattività dei distributori automatici a causa di atti vandalici da parte di ignoti che,

Il distributore deve catturare l’attenzione e il consenso del consumatore

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el Vending Pubblico le gioie sono vere gioie e i dolori sono grandi dolori. Mi spiego meglio. Se tutti gli elementi che caratterizzano una buona locazione vanno per il verso giusto, allora i ricavi e i margini saranno congrui e il conto economico potrà essere molto soddisfacente. Se, al contrario, gli elementi non si combinano in

Si tende sempre più a stare fuori casa modo positivo, i danni possono lasciare il segno. Se ne parla oggi con più insistenza che in passato, essendosi ampiamente diffusa nei consumatori l’abitudine di acquistare prodotti dai distributori automatici, dei veri e propri “minibar” disponibili h24 e presenti, in maniera crescente, nei luoghi aperti al pubblico e nei

Aziende

quisto di un prodotto al distributore automatico è il prezzo. Nel vending pubblico è difficile poter consumare un caffè a 60 centesimi di euro o una bibita in lattina a 1,30 euro e che sia bella, fresca e di marca! Il prezzo supererà sicuramente, almeno del 50%, quello praticato da un ottimo cliente del vending privato. Ma ciò non basta. Il distributore deve essere performante, ragion per cui si rende necessario un livello di manutenzione sempre adeguato e costante, come pure il massimo rispetto delle norme igienico-sanitarie. Particolare attenzione va riservata anche all’estetica : è importante poter personalizzare il colore del distributore, inserire messaggi pubblicitari su supporto cartaceo e/o elettronico , disporre i prodotti

nell’intento di “arrotondare la giornata” , manomettono le gettoniere nei modi più svariati. Oltre al danneggiamento al distributore stesso , ne consegue il danno legato al mancato incasso per il non utilizzo da parte dell’utenza, nonché un danno di immagine per la società di vending con conseguente decremento dell’affidabilità agli occhi dei consumatori. Per fronteggiare queste ed altre problematiche, tutti i distributori vanno dotati di kit per la telemetria in grado di avvisare immediatamente il gestore dell’inattività degli stessi e quindi garantire la possibilità di


intervenire tempestivamente per procedere al ripristino. Nel vending pubblico , la teleme-

tori di sistemi di pagamento con carte di credito e borsellino elettronico o, in un futuro prossimo,

Bisogna intervenire subito, compiendo un ulteriore sforzo economico tria svolge una funzione importantissima, visto che non vi sono centraliniste, capi turno o addetti alla portineria in grado di segnalare eventuali anomalie. Laddove ricorreranno elementi negativi, quali una non corretta locazione, un servizio inadeguato, un non facile accesso ai distributori, l’assenza di telemetria con conseguente aumento di atti di vandalismo, nasceranno quei “dolori” faticosamente curabili. Bisogna intervenire subito, compiendo un ulteriore sforzo economico. L’introduzione su tutti i distribu-

in modalità mobile attraverso la tecnologia NFC , apporteranno un doppio vantaggio: al consumatore, che potrà effettuare acquisti in tutta sicurezza e al gestore che, limitando l’uso del denaro, potrà liberarsi di numerosi dolori. Solo così potrà scoraggiare i manomissori, evitare la “caduta in tentazioni” a chi maneggia il denaro per suo conto e abbassare la soglia di attenzione

sullo smaltimento delle monete che, tra i tanti dolori di una gestione, meriterebbe un capitolo a parte. In buona sostanza se il vending pubblico vuole fare un salto di qualità, bisogna che si applichi la regola “Meglio prevenire che curare!”.


Vending Paris: un evento “incontournable” Parola di Corinne Menegaux te le due manifestazioni più attese del vending europeo. Nonostante la crisi, Venditalia 2012 si è presentata in un’edizione più ricca e maestosa che in passato. Sarà così anche per l’edizione 2012 di Vending Paris?

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ending Paris, che si svolge dal 24 al 26 ottobre a Parigi, può essere considerato un appuntamento di respiro internazionale molto atteso, a cui i professionisti del vending non possono mancare, se vogliono tenersi

Abbiamo ottimizzato e reinterpretato quanto già abbiamo potuto sperimentare nell’edizione 2010. Gli spazi espositivi dell’ Exibition Center consentono alle Aziende di mostrarsi al pubblico nella loro veste migliore e ai visitatori di muoversi agevolmente tra gli stand e non perdere neanche una delle novità che verranno esibite. Abbiamo curato con più attenzione l’area dedi

di fornire agli operatori le linee guida per rispondere alle esigenze dei consumatori. Inoltre, anche quest’anno abbiamo allestito la Vending Canteen, a cui abbiamo dato un valore nuovo: dimostrare come la distribuzione automatica faccia sempre più parte della vita di tutti i giorni. In che modo avete sviluppato questo concetto, pur conservando l’ormai tradizionale spazio della Vending Canteen?

Abbiamo voluto mettere il distributore automatico al centro della Vending Canteen, sia fisicata alle conferenze e ai workshop, dove si affronteran- camente che concettualmente. Cinque differenti vending aiuteranno a riDimostrare come la distribuzione automatica machine creare cinque situazioni faccia sempre più parte della vita di tutti i giorni tipo, in cui il consumatore si può trovare nella aggiornati sulle ultime novità no tematiche di grande interes- vita quotidiana. A seconda del della distribuzione automatica. se per la distribuzione automa- luogo e del momento in cui si Abbiamo intervistato Corinne tica e in cui abbiamo coinvolto Menegaux, direttrice di Ven- i maggiori rappresentanti delle ding Paris, la manifestazione associazioni di categoria eurobiennale dedicata alla distribu- pee. Nelle discussioni si darà zione automatica e organizzata grande spazio al consumatore, da Reed Expositions France, alle esigenze del mercato e alla trova, il distributore deve saper leader nell’allestimento di saloni crescente importanza che il cof- offrire i prodotti più adatti, quelli espositivi legati al settore del- fee break sta assumendo negli di cui il consumatore ha bisola ristorazione e di cui Corinne ambienti di lavoro. In questa gno in quella specifica situazioMenegaux è direttrice. ottica, gli interventi degli auto- ne. Mi spiego con un esempio: revoli protagonisti del vending se sono all’aeroporto in attesa Venditalia e Vending Paris chiamati ad esprimersi nelle di imbarcarmi per il mio volo, e possono essere considera- conferenze, avranno l’obiettivo semmai il mio aereo è in ritar

Eventi


settori del vending: non solo macchine, ma anche accessori, tecnologie, servizi, prodotti alimentari, refrigeratori d’acqua, con uno sguardo attento al caffè e all’Office Coffee Service che, insieme ai distributori automatici, occupa il 35% della fiera. Quest’anno sarà, inoltre, incrementato lo spazio dedicato alle tecnologie, soprattutto per ciò che concerne i sistemi di pagamento, i touchscreen e i software gestionali. Per questo motivo, Vending Paris è un’opportunità unica per i professionisti di tutta Europa di aggiornarsi sul mercato della distribuzione automatica e confrontarsi con i colleghi e i produttori di altri Paesi.

Oltre a quella della Sala d’Attesa, abbiamo individuato altre quattro situazioni tipo do, vorrò occupare il tempo in modo da rendere l’attesa meno noiosa e pesante. Il distributore automatico installato nella sala d’attesa dovrà offrirmi giornali, libri, lettori MP3 e non solo bibite e snack. Oltre a quella della Sala d’Attesa, abbiamo individuato altre quattro situazioni tipo: “Necessità” con un distributore automatico di ombrelli, scarpe, oggetti che possono risolvere delle emergenze; “Prodotti Freschi” in supporto alla vendita al minuto, come i distributori automatici di baguette o di frutta e verdura; “Snacking” con una macchina che offre piatti pronti anche particolari, come pizza o sushi e, per finire, abbiamo voluto mettere in evidenza la crescente diffusione di distributori automatici di prodotti di alta gamma, a partire dalle Gold Vending Machine. Non a caso come logo distintivo di questa tipologia abbiamo scelto “Place Vendôme”, la piazza parigina dove sono riunite le più grandi firme della gioielleria internazionale.

Una visione a 360° della distribuzione automatica. Ma non ci saranno solo macchine in esposizione…. Certamente no. A Vending Paris sono rappresentati tutti i

Secondo le statistiche del 2010, l’Italia è il Paese straniero maggiormente rappresentato a Vending Paris. Quali sono i prodotti del “made in Italy” più apprezzati dai consumatori francesi? Tutti sanno che i maggiori produttori di macchine sono italiani e, già solo per questo motivo, l’Italia fa parte della nostra classifica dei top 5. Inoltre, bisogna ammettere che l’espresso all’italiana incontra sempre di più i gusti dei francesi e degli altri popoli europei. Basta guardare le statistiche relative alla diffusione dell’OCS, per compren-

dere l’enorme crescita di questo segmento anche in Francia . ​Anche se Reed Expositions France è professionalmente la struttura n° 1 nell’organizzazione delle manifestazioni legate alla ristorazione fuori casa, immaginiamo che Vending Paris metta in moto una complessa macchina, capace di portare a risultati che colpiscano i visitatori e soddisfino gli espositori.

L’Italia fa parte della nostra classifica dei top 5

Posso dire che, terminata un’edizione, già si comincia a lavorare alla successiva, anche se si tratta di una fiera biennale. Certamente i dieci mesi che precedono l’appuntamento sono i più intensi, coinvolgono completamente le nostre équipe: quella commerciale, quella tecnica e soprattutto le due équipe marketing – una dedicata alla promozione nazionale e l’altra a quella internazionale – che, lavorando in simbiosi, riescono a dare risultati di alta professionalità. Nel 2010 Vending Paris ha coinvolto più di 200 espositori, attirando più di 10.000 visitatori. Il lavoro svolto quest’anno ci fa sperare nel superamento di queste cifre: il risultato lo conosceremo la sera del 26 ottobre!

Eventi

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Expo Vending Sud 2012 Intervista con Massimo Pennisi

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atania si prepara ad offrire la consueta calorosa ospitalità agli espositori e ai visitatori della 4^ edizione di Expo Vending Sud, che si terrà dal 30 novembre al 2 dicembre prossimi. La manifestazione, rivolta a tutti coloro che operano nel settore della distribuzione automatica, si svolgerà anche quest’anno nell’area espositiva “Le Ciminiere”, un caratteristico stabilimento industriale d’epoca, ristrutturato in chiave moderna. Per la sua collocazione, il centro fieristico è raggiungibile in pochi minuti da porto, aeroporto e autostrada ed è circondato da alberghi e ristoranti, affinché gli espositori possano godere di tutti i comfort senza dover allontanarsi troppo dal proprio stand.

per la distribuzione automatica, aziende alimentari, compagnie di gestione. L’intento generale è quello di portare al Sud le ultime novità del vending e metterle a disposizione degli operatori del settore, attivi in Italia meridionale e nel bacino del Mediterraneo. Expo Vending Sud, fiera specializzata nata quasi in sordina nel 2009, anno dopo anno ha visto crescere sia il numero degli espositori che quello dei visitatori (di cui un buon 20% proveniente da regioni a nord della Calabria), ed è organizzata da Assofiere Sicilia col patrocinio della Regione e della Provincia e del Comune di Catania. Sin dalla prima edizione, a capo dello staff organizzativo di Expo Vending Sud vi è il Presidente di Assofiere Sicilia, il dottor Massimo Pennisi, al quale abbiamo chiesto di svelare le novità dell’edizione 2012.

Lo slogan presente nella pubblicità di questa edizione vuole rimarcare l’invito a cogliere quest’opportunità fieristica a due settori specifici e importanti del Vending, così da verificare la possibilità di rinnovare successivamente la loro presenza in un appuntamento dedicato. Ciò significa che verrà dato maggiore spazio a prodotti come il caffè e l’acqua piuttosto che agli altri segmenti?

Significa che le tantissime aziende del Sud Italia del settore caffè e acque minerali possono, in questa edizione, testare la validità dell’appuntamento. In tal modo vogliamo Expo Vending Sud ha ottenuto l’adesione dei più ampliare le referenze per una miglior crescita importanti esponenti di tutta la filiera del vending futura dell’evento e per una più ampia scelta da dedicare ai nostri visiAnche per la 4° edizione, Expo Dottor Pennisi, la Sicilia si ri- tatori. Vending Sud ha ottenuto l’ade- propone come vetrina della sione dei più importanti espo- distribuzione automatica per Ci sarà anche quest’anno nenti di tutta la filiera del ven- l’area Sud Italia e per il baci- un’area dedicata ai convegni? ding: aziende costruttrici di no del Mediterraneo, ma con macchine, rivenditori, torrefatto- qualche novità preannuncia- Anche in questa edizione si deliri, produttori di articoli monou- ta dal nuovo logo. Di cosa si neeranno degli approfondimenso, di sistemi e servizi specifici tratta? ti su temi di maggior interesse;

Eventi


FOCUS

Asso Fiere Sicilia opera nel settore del marketing, delle vendite e della comunicazione nell’ambito dell’organizzazione di fiere specializzate. Offre ai propri clienti un servizio a 360° che va dalla strategia e pianificazione dell’evento alla gestione della comunicazione, passando attraverso servizi specifici relativi a convegni, workshop, conferenze stampa. Obiettivo dell’associazione è la promozione e il rilancio di settori commerciali regionali, al fine di dare un contributo alla ripresa economica della Sicilia. Expo Vending Sud registra un costante aumento di attenzione e partecipazione, a testimonianza dell’intenso lavoro svolto da Asso Fiere Sicilia nell’organizzazione della manifestazione.

ma principalmente, verrà dato modo come sempre, alle aziende espositrici , di utilizzare l’area convegni per le proprie presentazioni aziendali a inviti. Il 4° appuntamento con Expo Vending Sud si svolge nello stesso anno in cui c’è stata l’edizione di Venditalia. Teme che questa coincidenza possa sottrarre espositori e pubblico alla Vs. manifestazione? Non si tratta di una coincidenza. Expo Vending Sud si è svolta sin da principio a cadenza annuale. La manifestazione Venditalia si è rappresentata a Milano lo scorso mese di maggio. Come sappiamo gode di un’attenzione

in maniera amplificata, ritiene che una manifestazione come Expovending Sud possa dare una spinta propulsiva al settore? Sin dalla prima edizione del 2009 abbiamo inteso creare questa opportunità nuova per il visitatore, oltre che per l’espositore. Sapevamo che tante aziende medio piccole del settore, non potendo recarsi alle fiere del nord Italia, soprattutto per una questione organizzativa, non avrebbero potuto aggiornare le proprie conoscenze e dotazioni in modo frequente. Partecipare alla nostra manifestazione pre-

internazionale o meglio ancora mondiale. Expo Vending Sud si svolgerà a circa sei mesi di distanza a Catania e si rivolge, almeno per adesso, agli operatori del Vending Ampliare le referenze per una provenienti miglior crescita futura dell’evento da un Territorio ben circoscritto come la Sicilia e la Ca- vede costi ridotti, rispetto alle labria. Chi sceglie di partecipare manifestazioni più note, sia per a questa manifestazione lo fa l’espositore che per il visitatore. perché è interessato a questo Comunque, ritengo che l’inconspecifico e, aggiungerei, inte- tro in fiera rimanga sempre,tra le attività di marketing di un’azienressante mercato. da, lo strumento più economico Nell’ambito di una situazione e propulsivo da utilizzare, specie economica generale difficile, in un periodo economico come che al Sud viene percepita quello attuale.

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C.O.D.A. Vending è un Consorzio di Operatori della Distribuzione Automatica, nato a settembre di quest’anno in Piemonte, con l’obiettivo di aggregare i gestori in un momento difficile per l’economia. La nostra idea è quella di fare fronte comune per gli acquisti di prodotti e macchinari e riuscire ad ottenere dai fornitori quotazioni migliori, grazie alla forza d’acquisto del gruppo. Crediamo che l’univocità dell’associazione possa dare spessore e valore aggiunto alle imprese affiliate, in termini di qualità non solo professionale, ma anche in relazione ai prodotti forniti e al servizio prestato, a maggior tutela del consumatore.

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Tra gli impegni futuri di C.O.D.A. Vending ci sarà sicuramente quello di dare ai nostri associati la possibilità di partecipare a corsi formativi su argomenti di fondamentale importanza per la nostra professione: sicurezza sul lavoro, normativa dell’igiene, focus su prodotti specifici o su problematiche tecniche. Già una decina di medi e piccoli imprenditori della distribuzione automatica si è associata a C.O.D.A. Vending nell’aree geografiche del Piemonte e della Liguria, ma altri gestori si apprestano ad unirsi al gruppo per dargli ulteriore forza sul mercato. Per tutte le informazioni sul Consorzio contattare il signor Fabio Gibin

% 011 9665980

Le Fiere di Vending 17 - 21 Ottobre 2012 Barcellona (Spagna)

24 - 26 Ottobre 2012 Parigi (Francia)

25 - 27 Ottobre 2012 Trieste (Italia)

8 - 10 Novembre 2012 Bucarest (Romania)

29 Nov - 1 Dicembre 2012

30 Nov - 2 Dicembre 2012

Eventi

Guangzhou (Cina)

Catania (Italia)


www.car thego.com

“Cogito ergo sum” (Cartesio)

Vi aspettiamo a Vending Paris (Parigi, 24-26.10.12)! Pad. 5.2 - Stand C039 Saeco Vending Spa è certificata ISO 14001 - www.saecologia.com


Cold Box, tutto il freddo del vending che unite ad una leggerezza imparagonabile. Lo spessore dell’anima isolante, nonché la sua qualità, determinano il coefficiente di dispersione del pannello che, per un frigorifero, è essenziale che sia il più basso possibile

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old Box è un’azienda emiliana specializzata nella produzione di pannelli in resina rinforzata - vale a dire in fibra di resina, comunemente detta vetroresina - a struttura sandwich. Abbiamo incontrato Danilo Bizzarri, Amministratore e Contitolare di Cold Box, al quale abbiamo chiesto di spiegarci in dettaglio che cos’è una struttura a sandwich. Una struttura a sandwich è un elemento composto da tre componenti: due pelli esterne e un’anima interna. Nel caso del pannello in vetroresina la struttura a sandwich è composta dalle pelli esterne in laminato di vetroresina, elemento molto robusto sia meccanicamente che chimicamente oltre che bello esteticamente, e un anima (o core) in poliuretano espanso a bassa densità ovvero un ulteriore materiale isolante. Questi tre elementi vengono incollati tra di loro sotto pressa ed il pannello che si ottiene ha delle straordinarie proprietà meccani-

Aziende

Avete cominciato la vostra attività nel 1981. Da allora sono passati molti anni e Cold Box si è sicuramente adeguata alle tecnologie che si sono via via sviluppate. Quali sono le caratteristiche tecniche dell’attuale produzione dei vostri contenitori frigo? Parlando solo della cella, che è di nostra produzione, i pregi che la caratterizzano sono il peso contenuto, la bassa dispersione termica e il ridotto volume esterno. Il contenimento del peso e del volume sono obiettivi per noi fondamentali affinché, chi si trova a dover allestire il proprio furgone, abbia più spazio per altre cose e non sia penalizzato sulla portata del veicolo. La bassa dispersione termica è un altro obiettivo primario finalizzato ad un minor lavoro del compressore, minori consumi, maggior durata e non ultimo mantenimento della catena del freddo. Cold Box può definirsi, dunque, un’azienda sensibile all’ambiente. Cos’altro fa in direzione della sostenibilità?

Lavoriamo su due fronti. In primo luogo sui consumi energetici: mediante l’utilizzo di pannelli fotovoltaici, installati sul tetto del veicolo, rendiamo il frigorifero autonomo, senza che questi abbia bisogno di energia prodotta o dal veicolo o dalla rete urbana. Il secondo fronte riguarda la fine del ciclo di vita delle celle. Abbiamo già fatto un prototipo di cella completamente riciclabile e siamo anche pronti per il lancio sul mercato. Purtroppo il costo dei componenti la cella è ancora molto elevato, ragion per cui il prezzo finale non stimolerebbe all’acquisto. Contiamo sul fatto che una maggiore produzione di questi componenti, oggi sicuramente di nicchia, porti ad abbassarne i costi ed aumentarne, d i


Quando il mercato diventa molto esigente, l’offerta di prodotti va personalizzata o 4 modelli non ci sembrava la strada giusta, perché sappiamo bene quanto è importante lo spazio all’interno di un furgone. Qual è il prodotto più venduto?

conseguenza, le vendite, a tutto vantaggio dell’ambiente. Producete per il vending ben 15 articoli diversi. Qual è la caratteristica che li accomuna? Gli articoli in catalogo sono 15, ma in realtà per il mercato del vending abbiamo realizzato oltre 20 modelli diversi. La caratteristica che li accumuna è che sono prodotti studiati e realizzati da un’azienda che ha un forte approccio customer oriented. Quando il mercato diventa molto esigente, l’offerta di prodotti va personalizzata e per noi, che abbiamo una flessibilità produttiva enorme, seguire le esigenze della clientela è un compito quotidiano. Lo spazio, inteso come forma e volume del frigorifero, che il cliente ha deciso di riservare per i prodotti deperibili è frutto di studi complessi, di esigenze di logistica, di proiezioni.. e quindi è sempre diverso. Rispondere a queste esigenze solo con 3

Il 300 litri! Ha un rapporto volume esterno/interno eccezionale. È stretto e leggero e, inoltre, con il nostro sistema a cassetti il volume interno viene sfruttato totalmente per gestir e molte referenze in modo ordinato e con le garanzia che il freddo raggiunge tutti i prodotti. Cold Box ha pensato anche ad un modello per risolvere a 360° il problema della catena del freddo per il vending. Di cosa si tratta?

ca 15°C e prodotti freschi nel vano in basso. Con un unico frigorifero si trasportano entrambe le tipologie di prodotti. Avete una soluzione anche per il problema dell’umidità? Beh sì! Sono diversi anni che installiamo un sistema di ventilazione interna, detto anche no frost , che riduce l’umidità sulle confezioni. Questo sistema di ventilazione ha anche il compito di diffondere il freddo in maniera uniforme all’interno del contenitore frigo. Cosa completa la gamma dei prodotti Cold Box? Tanti accessori, tutti finalizzati al recupero di energia per il funzionamento del frigorifero: batterie, schede elettroniche di collegamento tra le batterie, schede elettroniche che gestiscono la potenza assorbita dal compressore, riducendola quando non serve e aumentandola quando è

Il contenimento del peso e del volume sono obiettivi fondamentali Per tutti i prodotti a partire dai 400 litri in su è possibile realizzare il vano non freddo. Mi spiego meglio. Con l’inserimento di un pannello divisorio, che può essere fisso o amovibile, si divide lo spazio interno del frigorifero: la parte superiore non avrà una sorgente di freddo quindi sarà più calda, mentre quella inferiore sarà raffreddata normalmente. Con questo kit è possibile trasportare prodotti a base di cioccolata nel vano non freddo a cir-

necessaria, i pannelli fotovoltaici di cui parlavo prima e tanto altro. Attualmente siamo impegnati in un progetto finalizzato al controllo remoto della temperatura del frigorifero con segnalazione delle anomalie, del fermo macchina, del mancato freddo e di ogni possibile disservizio della cella che possa causare problemi al gestore. Pensiamo che questo sia il futuro!

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La pausa pranzo? Fres.co e non solo! Fres.co non nasce nel vending, ma ci arriva. Com’è avvenuto l’incontro tra l’azienda e il canale della distribuzione automatica?

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n panino e via! Così risponde la maggior parte degli italiani alla domanda “Cosa mangi a pranzo durante la pausa di lavoro?” Il motivo principale che impedisce di sedersi comodamente a tavola – fosse pure il tavolino di un bar – è il tempo. Le pause diventano sempre più brevi ed impediscono di godersi un momento della giornata, che dovrebbe servire a ricaricare le energie necessarie ad affrontare altre ore di lavoro. Capita, dunque, che si addenti il solito panino senza neanche accorgersi di ciò che mettiamo sotto ai denti. Ma se, nello stesso tempo necessario a divorare il “solito panino”, potessimo mangiare qualcosa di diverso, di più appetitoso e semmai più vicino alle pietanze di casa, forse la nostra pausa pranzo si colorerebbe di un nuovo gusto. È ciò che deve aver pensato Fres.co, una delle aziende italiane che è stata capace di trasformare il ritmo veloce dell’intervallo, in un momento di bontà. Ne parliamo con Massimiliano Lutti, direttore della Divisione Away from Home e Discount per Fres.co, Piatti Freschi Italia e Circus.

Aziende

Nel panorama del vending italiano, Fres.co è stata l’azienda di riferimento per tramezzini e panini pronti, fin dalla comparsa dei primi distributori automatici a temperatura controllata. D’altronde Fres.co altro non è che il risultato della fusione di più aziende del settore alimentare, tra cui Podere Emilia dove, nel 1993, furono prodotti per la prima volta in Italia i tramezzini confezionati. Nel corso del 2009, vista la crescente richiesta di questa tipologia di prodotti, l’azienda si è dotata di una struttura dedicata al canale e ha cominciato a introdurre nel mercato nuove referenze, appositamente studiate per il vending. Da circa un anno Fres.co è poi entrata a far parte di una grande partnership commerciale tra due colossi europei del settore alimentare, attraverso l’acquisizione da parte di Piatti Freschi Italia SpA, società controllata con quote paritarie dal Salumificio Fratelli Beretta e

da Fleury Michon. Quali sono le proposte di Fre. sco per il canale vending? Fres.co/Piatti Freschi Italia, hanno consolidato in questi ultimi mesi la posizione di leadership nel mercato vending degli snack freschi salati e dei piatti pronti anche attraverso la commercializzazione della linea snack Zero24 Beretta. Oltre alla linea Zero24, siamo presenti con altri due marchi importanti e ben riconoscibili dai consumatori: Vogliazzi e Viva la Mamma Beretta . Ci vuole descrivere più in dettaglio le caratteristiche dei vostri snack freschi? Vogliazzi è il nostro attuale


brand per tutti i tramezzini, le focacce e i panini destinati alla distribuzione automatica, con oltre 10 linee di prodotto diverse, tra cui i classici tramezzini doppi triangolari da 140g, gli extrafarciti rettangolari da 90g impreziositi dal cartoncino salvamani, i freschissimi ed eccellenti tramezzini veneziani e le focacce premium ai salumi IGP e DOP. Zero24 Beretta non ha certo bisogno di presentazioni essendo il marchio più conosciuto nel mondo degli snack salati. Ai salamini Beretta, si accompagna la linea delle mini-piadine e dei mini-sandwiches. E per quanto riguarda i piatti pronti? Viva la Mamma è da oltre dieci anni il marchio più conosciuto nel mondo dei piatti pronti ed è diventato sinonimo di grande qualità e attenzione ai valori della tradizione culinaria del nostro paese. Ma Viva la Mamma è anche innovazione! Credo che in prospettiva il nostro prodotto più importante, anche per la distribuzione automatica, sia il nuovo Box di pasta che ab-

biamo presentato in occasione di Venditalia 2012. Il vending nazionale è ancora abbastanza lontano dal mondo dei piatti pronti e quindi, nonostante il successo che i Box hanno nel retail, sono favorevolmente stupito dal numero di gestori che li trattano già regolarmente a 5 mesi dalla presentazione. E’ proprio vero che per noi italiani non c’è nulla di meglio di un buon piatto di pasta al dente per pranzo… Ora finita l’estate e con risotti e zuppe in partenza, penso non sarà raro trovare distributori automatici con un Box che campeggia nel cassetto più alto! Com’è organizzata la vostra produzione? L’azienda ha 4 stabilimenti, tutti certificati secondo le due principali e più rigorose linee guida per la produzione alimentare in Europa: IFS e BRC. Utilizziamo moderne linee di confezionamento spesso realizzate su nostro progetto, produciamo in camere

bianche con 4 livelli di filtraggio dell’aria, disponiamo di laboratori interni per la valutazione, in continuo, delle caratteristiche delle materie prime e dei prodotti finiti, investiamo costantemente nella corretta formazione del personale e le nostre funzioni Ricerca e Sviluppo e Marketing lavorano ogni giorno per interpretare i nuovi stili di consumo e progettare i prodotti che il mercato ci chiederà domani. Le materie prime che utilizziamo sono tutte certificate a loro volta e sono costanti nell’arco dell’anno; i semilavorati sono per lo più prodotti su nostro capitolato, con particolare attenzione agli aspetti riguardanti le intolleranze alimentari. Quali strategie adottate per rispondere alla concorrenza? Quello degli snack salati freschi, fortunatamente per il suo attuale tasso di crescita, non è un segmento maturo all’interno del canale vending. Sono ancora numerosissime le realtà artigianali di ogni dimensione che operano localmente o su varie regioni fornendo numerosi gestori e, qui e là, anche qualcuno dei principali gruppi. Alcuni realizzano eccellenti prodotti, altri tentano di copiare i nostri formati e di proporsi con prezzi più bassi. Non abbiamo però competitor industriali nel canale vending e anche i gestori che non lavorano con noi ci riconoscono molto spesso la migliore qualità dei prodotti, la riconoscibilità dei marchi e le garanzie di sicurezza ed igiene che possiamo offrire. Com’ è successo in altri casi analoghi, al crescere del mercato il

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prodott o scon o sciuto è stato sostituito gradualmente da quello di marca, a maggior tutela del consumatore e soprattutto perché la marca moltiplica le rotazioni. Grazie alla comunicazione realizzata dal nostro marketing, alla qualità dei nostri prodotti e al lavoro dei miei collaboratori, abbiamo superato già da tempo la quota di mercato del 50%. Un’ Azienda come la sua che punta ai grandi numeri, come vive il confronto con la crisi generale che ha penalizzato in maniera sostanziale i consumi alimentari? Non scopro certamente nulla nell’affermare che stiamo attraversando una delle peggiori crisi economiche dell’epoca moder-

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na, cris i che h a colpito fortemente anche la distribuzione a u t o matica, che sta vivendo la sua prima o peggiore battuta d’arresto dopo anni di crescita costante. Questa situazione ha sicuramente creato disorientamento o preoccupazione nei gestori nell’ultimo trimestre del 2011 e nel primo del 2012. Mi pare che ora ci sia maggiore consapevolezza e ci si è resi conto che, nonostante la contrazione dei consumi, il vending resta un mercato ancora privilegiato che non risente di problemi di incasso. Que-

sto lascia prevedere anche che non verrà particolarmente colpito nemmeno dall’entrata in vigore della nuova normativa sui pagamenti dei prodotti alimentari, che avrà invece impatti importanti per esempio nell’Ho. Re.Ca. Mi dia i numeri per il futuro Dai dati che raccogliamo sul mercato ricaviamo informazioni importanti per il nostro business: sembra proprio che i numeri dello snack salato fresco stiano crescendo, anche in questo momento di crisi, probabilmente perché il vending propone tramezzini, panini e piatti pronti a prezzi molto competitivi rispetto ad altri canali. Noi cresciamo ad un tasso doppio rispetto all’aumento dei volumi, segno che il consumatore premia i nostri brand, riconoscendoli e scegliendo di acquistarli nella certezza che con noi la sua pausa pranzo sarà sempre di qualità.


Free Wi-Fi al distributore grazie a Wimo

È

Free your Internet

risaputo che in Giappone il vending offre un’ampia panoramica di macchine tecnologicamente avanzate, in cui la vendita del prodotto è supportata da strumenti che attirano il consuma-

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arrivati prima e meglio, grazie ad uno staff di professionisti della comunicazione e dell’informatica, che ha dato vita a Wimo Free Wi-Fi, un prodotto versatile che si presta ad un’ampia gamma di applicazioni. Per saperne di più abbiamo incontrato Marco Serafini, responsabile marketing del Gruppo Raid.net.

Lei è L’operazione ha lo scopo di attirare sicuramente potenziali clienti in prossimità del dii n f o rstributore e stimolarli all’acquisto matissimo sul sitore e lo spingono all’acquisto. stema di connessione free È il caso di Asahi Soft Drinks, Wi-Fi che la Asahi Soft Drinun colosso del vending giappo- ks ha cominciato ad applicanese, che ha al suo attivo un re sui distributori automatici parco distributori che supera da gennaio 2012. E in Italia? le 250.000 unità. Da gennaio di quest’anno, la compagnia Conosco il prodotto giapha iniziato ad invadere il territo- ponese, ma rio con una nuova generazione p o s s o di dispenser, in grado di offrire a s s i c u gratuitamente la connessione rare che Wi-Fi a chiunque vi si avvicini nel in Italia siaraggio di 50 metri. Per 30 minuti mo molto i possessori di uno smartpho- più avanti: ne, di un tablet o di un portatile Wimo Free Wipossono navigare liberamente, Fi ha lanciato pur non avendo acquistato al- il servizio cun prodotto tra quelli esposti n e l dal distributore automatico. L’operazione ha lo scopo di attirare potenziali clienti in prossimità del distributore e stimolarli all’acquisto. Tecnologia e lungimiranza giapponese? Forse. In realtà, in Italia ci siamo

Vendintech

2010, realizzando il primo network dedicato al Wi-Fi marketing. Infatti Wimo Free Wi-Fi non si limita ad offrire la connettività internet gratuita ma trasforma l’hotspot Wi-Fi in un potente strumento marketing grazie ai collaudati canali BRAND, SOCIAL e PROX, ognuno dedicato ad una diversa filiera. Ci spieghi meglio. Che cos’è, ad esempio, Wimo BRAND? Wimo BRAND, è il modello marketing ottimizzato per il settore HO.RE.CA. e per la grande distribuzione. Con Wimo BRAND l’azienda madre attiva delle isole Wi-Fi nei propri punti vendita. Il logo dell’azienda madre e quello del gestore del punto vendita saranno visua- lizzati ad ogni ac-

cesso utente, contemporaneamente un banner pubblicitario consentirà di veicolare una comunicazione informativa contestuale volta alla promozione di prodotti e di offerte direttamente al consu-


Wimo BRAND consente agli operatori di veicolare messaggi pubblicitari in maniera diretta e capillare matore finale. Si tratta, dunque, di una sorta di mezzo pubblicitario? Certamente. Wimo BRAND consente agli operatori di veicolare messaggi pubblicitari in maniera diretta e capillare portando all’attenzione del consumer “quando occorre” e “dove occorre” offerte e promozioni attraverso appositi “volantini digitali” che compaiono sullo schermo dell’utente per pochi secondi prima della connessione. Al consumatore viene lasciato un inprint senz’altro positivo grazie all’associazione del brand ad un servizio utile e gradito. Con Wimo Brand è possibile, inoltre, eseguire, in maniera ra-

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pida e veloce, sondaggi d’opinione, ricerche di mercato, azioni di customer care. Wimo SOCIAL lascia intravedere già nel nome il collegamento ai social network. È così?

più visibilità generando nuove visualizzazioni sulle pagine degli amici dei propri clienti, innescando un passaparola di inestimabile valore. Con Wimo SOCIAL è possibile promuovere eventi, prodotti, servizi ed offerte, informare i propri clienti e soprattutto conoscerli meglio. Ogni imprenditore sa bene che conoscere i propri clienti significa curare una

Il costo è assolutamente competitivo “Wimo SOCIAL” rende disponibile in maniera semplice ed intuitiva i potenti strumenti del SOCIAL MARKETING ,che consentono di moltiplicare esponenzialmente la visibilità della propria azienda tramite internet ed i social network. Grazie alle funzioni Facebook integrate in WIMO SOCIAL, ad ogni connessione la pagina Facebook aziendale acquisirà

Funzionamento del servizio Wimo Free Wi-Fi Entrando nell’area coperta dal segnale Wi-Fi, l’utente visualizzerà tra l’elenco reti disponibili la rete free.wimo.it@siglagestore. Connettendosi a questa rete apparirà una pagina di benvenuto con il logo del gestore dove l’utente potrà richiedere le credenziali di accesso o eseguire il login. Le credenziali di accesso sono immediatamente inviate all’utente tramite SMS automatico, sono valide 1 anno e consentono all’utente di navigare gratuitamente in tutta la rete WIMO. Il sistema è multilingua e riconosce automaticamente la lingua impostata nel browser dell’utente (Italiano, Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo). Il sistema è ottimizzato per un uso mobile e per una corretta visualizzazione sia da dispositivi smartphone che da monitor classici.. Un report settimanale con le statistiche di accesso è inviato via e-mail all’indirizzo di posta elettronica desiderato. Infine è sempre possibile abbinare il servizio WiFi alla videosorveglianza raddoppiando i benefici offerti da WIMO Free WiFi.

preziosa risorsa. Wimo SOCIAL rende anche disponibili potenti strumenti per indagini statistiche e demografiche. Ci parli, infine, di Wimo PROX. Wimo PROX è il portale di prossimità realizzato da WIMO ed ottimizzato per la visualizzazione da dispositivi mobili che consente agli utenti di geolocalizzare le attività commerciali a lui più vicine e visualizzarne le relative offerte e promozioni. Wimo PROX consente inoltre di visualizzare utili informazioni sul luogo, mappe ed informazioni turistiche. È, inoltre, un potente strumento pubblicitario e di marketing territoriale al servizio delle aziende e al contempo un’ utilissima fonte di informazioni per gli utenti che transitano nella zona che ospita l’isola Wi-Fi. Un’ultima domanda: i costi? Il costo è assolutamente competitivo, solo 150 euro/anno per il servizio “all inclusive”, un’inezia se confrontato con i costi di altri strumenti pubblicitari. Per info vending@wimo.it

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Exellion: risparmiare grazie all’hi-tech Come è nata l’idea di Exellion?

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istemi Vending è un’azienda nata per offrire un supporto al mondo della distribuzione automatica in termini di servizi e tecnologia. Il suo core business è la risoluzione, attraverso prodotti creati “ad hoc”, delle problematiche specifiche dei player di tutta la filiera: produttori, gestori, rivenditori. Ogni soluzione proposta deriva da un’attenta analisi del mercato e delle sue esigenze e nel pieno rispetto di tre fondamentali requisiti: qualità, semplicità di utilizzo e costi contenuti. Grazie a questa politica, Sistemi Vending ha già sviluppato una serie prodotti che hanno registrato feedback altamente positivi. Interface one, un’interfaccia per l’utilizzo di una gettoniera e di un cashless RFID su sistemi OCS e EasyOrder2012, una soluzione software nata per le esigenze delle strutture di rivendita di prodotti e ricambi. L’ultimo nato, che rappresenta una soluzione tecnologica di grande interesse soprattutto per i gestori, è Exellion, un sistema innovativo del quale abbiamo parlato con Antonella Arnone, direttore commerciale di Sistemi Vending srl.

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L’idea è nata, come sempre, da un’analisi delle esigenze dei gestori, che mai come in questo periodo, di fronte a un calo dei fatturati, tendono a fare investimenti più oculati. Come possiamo aiutare, quindi, i gestori a risparmiare ? Su un buon numero di postazioni nasce, spesso, l’esigenza di installare batterie di due o più distributori automatici che, qualora non fossero realizzati dallo stesso produttore, avrebbero bisogno di un sistema di pagamento singolo per ognuno di essi. Per il gestore, tutto ciò comporterebbe il duplicarsi/triplicarsi dei costi di investimento per i sistemi di pagamento. Con Exellion questo costo è dimezzato. In che senso? Qual è la prerogativa del sistema Exellion? Il sistema è molto semplice nel suo principio di funzionamento, ma posso assicurare che la realizzazione è stata una vera e propria sfida. Cerco di spiegarlo in termini quanto meno tecnici è possibile. Exellion permette di condividere

un sistema di pagamento executive su più macchine master, fino a un massimo di tre, di qualsiasi marca e modello siano, sia le macchine che i sistemi di pagamento. Exellion, quindi, si presenta ad ogni macchina come se fosse un sistema di pagamento executive vero e proprio. La vending machine collegata ad Exellion riceve tutti i comandi dal sistema di pagamento come se fosse collegato direttamente ad esso; inoltre, trasmette le richieste di credito/ vendita come accade normalmente in un’accoppiata di macchine master/slave compatibili della stessa marca. Exellion, infine, gestisce il traffico dati proveniente dalle due/ tre macchine su un solo apparato e lo indirizza al sistema di pagamento vero e proprio, che autorizza o meno la vendita, decurtando il credito disponibile.


estrapolare le statistiche di vendita di ogni singola macchina. Ci sono anche altri punti di forza in termini di risparmio per i gestori ?

E per l’audit il sistema come si comporta ? Anche in questo caso Exellion è trasparente. Tutte le richieste di erogazione vengono indirizzate, attraverso il protocollo executive, al sistema di pagamento, che provvede a registrarle, rendendo in questo modo i dati disponibili per il gestore. Dirò di più: se le Vending Machine vengono impostate in “price holding”, e ad ognuna di esse vengono assegnate fasce di prezzo diverse, dall’audit sarà possibile

Un altro punto di forza di Exellion è il risparmio che si può ottenere evitando l’acquisto delle costose protezioni blindate antivandalismo. Con Exellion, infatti, basterà proteggere soltanto la macchina che contiene il sistema di pagamento, e naturalmente i soldi. Un altro vantaggio che, ad onor del vero, ci è stato fatto notare proprio da alcuni dei nostri clienti, si concretizza nel momento in cui si partecipa a bandi di gara, in quanto in molti casi si ottiene un punteggio migliore. Mi spiego meglio: accade spesso che in alcuni bandi di gara locali e

nazionali, uno degli parametri su cui viene calcolato il ristorno è il numero di sistemi di pagamento installati. Di conseguenza, a parità di numero di macchine, col nostro sistema unico per più macchine questo costo si può notevolmente abbattere a tutto vantaggio del gestore. L’installazione del sistema prevede una conoscenza tecnica approfondita ? L’installazionedi Exellion è molto semplice: basta saper collegare un sistema di pagamento executive! Exellion viene fornito completo di cavi e connettori e non ha bisogno di configurazione da parte dell’installatore, è quindi da considerarsi “plug & play”.


Ristorni. La parola a un gestore

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arlare oggi di vending è un’impresa. Certo non semplice! Questo mondo, individuato dai più come “l’omino delle macchinette”, affascinante ed entusiasmante perché economicamente giovane, è tutto da scoprire.

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La contrazione della forza lavoro nelle imprese porta inevitabilmente disagio anche nel vending e la condizione di tranquillo settore economico sta velocemente cambiando. Se a questa condizione di disagio aggiungiamo il selvaggio masochismo di alcuni attori economici che, ab torto collo, regolamentano il sistema, abbiamo una visione deprimente e meno affascinante di questa “professione”. Fra qualche tempo, se non vi sarà una radicale inversione di tendenza, assisteremo ad una grave crisi del settore. I grandi gruppi, purtroppo, spostano l’acquisizione di clientela nei livelli più bassi del mercato, spazi fino ad oggi occupati dalla piccola e media impresa che tende a sparire. I “ristorni” spropositati, pagati alla Pubblica Amministrazione per potersi aggiudicare un appalto, non sono tasse mascherate – come qualche disilluminato vuol far credere – ma aumenti folli decisi ed

Aziende

di Giulio Totaro - Assipost di Milano

incrementati da alcuni operatori del settore. Per fare un esempio, immaginiamo una gara in cui l’ente appaltante richieda un corrispettivo annuo di 800 euro. Il gestore che partecipa alla gara, pur di aggiudicarsela, offre un aumento del 300/400% che, nell’esempio, si quantifica in 3.200 euro. Per garantirsi ulteriori maggiori possibilità , il gestore proporrà nella sua offerta prezzi al ribasso, fuori da ogni logica di mercato. Poniamo ora che questo gestore si aggiudichi l’appalto. Cosa accadrà quando, scaduto il contratto, l’ente bandirà una nuova gara? La base del corrispettivo non sarà più di 800 euro, ma partirà dai 3.200 euro pagati dal gestore uscente. E i prezzi dei prodotti? Anche quelli saranno calcolati sulla base del listino praticato fino a quel momento. È ovvio. Immaginiamo, adesso, che questa storia salti all’orecchio di un vecchio cliente di quello stesso gestore, fidelizzato da anni, al quale non viene riconosciuto nemmeno il corrispettivo per i consumi elettrici, che paga prezzi da listino ufficiale ed è contento perché gli viene offerto un buon servizio. Di fronte alla spavalderia con la quale il “suo omino delle macchinette” si può permettere di rifocillare le casse dell’ente o dell’Asl di turno, mentre a lui non offre neanche il panettone a Natale, non potrà non sentirsi quantomeno

buggerato. E se tanti, tutti i medi, medio/grandi e piccoli clienti di quel gestore, sentendosi buggerati, lo abbandonassero, a lui resterebbe solo l’ente o l’Asl di turno. Fino alla prossima gara. È tempo che il vento cambi direzione, se non ci si vuole trovare prima o poi nel mezzo di una bufera!


58.647 GRAZIE a tutti i telespettatori di che nel mese di Settembre 2012 ci hanno dato fiducia in tutto il mondo


CAFFE’ GIOIA è il caffè della AS ROMA

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L’industria di caffè salernitana annuncia la nuova partnership con la prestigiosa squadra di serie A. La Labcaffè srl scende in campo al fianco della AS ROMA, con lo storico marchio Caffè Gioia, siglando un accordo di licensing con la squadra. L’accordo prevede la creazione, per i prossimi due anni, di una linea di caffè a marchio As Roma, per tutti gli amanti della squadra GialloRossa e dell’ottimo caffè, prodotto con cura artigianale, ma con sistemi modernissimi.

Questa nuova partnership porterà una visibilità di grande impatto al marchio Caffè Gioia sia allo stadio sia a Trigoria, sede di allenamento del club, grazie alla pubblicità, a bordo campo, sui maxi schermi dello stadio e al caffè servito in tutte le aree ospitalità della Tribuna Monte Mario e all’interno della struttura sportiva di allenamento.


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Saeco “Open Days”

hilips Saeco lancia la rinnovata linea Gran Gusto con un tour che prevede Open Days presso le sedi dei suoi rivenditori in tutta Italia. Dei nuovi modelli Cristallo 400/600, Atlante 500/700 Gran Gusto e Carthego verrà evidenziata la nuova tecnologia del gruppo

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caffè, del macinacaffè e del sistema idraulico, nonché il nuovo design, nel modello Atlante arricchito da immagini retroilluminate a LED. Il Saeco Tour è partito il 5 ottobre presso la sede della Trivending di Padova, per continuare il 12 ottobre con due tappe: una presso la Trivending di Susegana e l’altra presso la Novaservice di Roma. Il 13 ottobre Philips Saeco ha fatto tappa a Caserta presso la Medcaffè, per poi proseguire verso le altre regioni in programma: Sicilia, Pu-

glia, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Calabria. Grazie agli “Open Days”, i professionisti del Vending possono gustare il “puro piacere dell’Espresso” Saeco e, contemporaneamente, apprezzare l’alta qualità delle caratteristiche tecniche di un prodotto affidabile e di indiscutibile qualità.

Triestespresso Expo 2012

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al 25 al 27 ottobre il mondo del caffè s’incontra a Trieste per la 6° volta, in un evento B2B che mette in contatto tutti i protagonisti di un settore dell’economia in costante evoluzione. Caffè crudo, torrefatto, in grani, cialde e capsule, macchine da bar, per l’Horeca e l’O.C.S., produttori di packaging e accessori occupano gli oltre 200 stand dell’area fieristica, prenotati dagli espositori con largo anticipo. Segno che il settore conferma di essere un forte polo d’attrazione, capace di calamitare l’attenzione degli operatori nazionali ed esteri, questi ultimi provenienti da numerosi Paesi, soprattutto delle aree produttive asiatiche e sudamericane. A Trieste, Paesi come India, Indonesia, Guatemala, Giamaica, Vietnam, El Salvador hanno modo non solo di esporre, ma anche e soprattutto di intrecciare rapporti commerciali con quella parte d’Europa che sviluppa intorno al

Eventi

caffè una buona fetta dell’economia. Si incontrano torrefattori e rivenditori non solo italiani, ma anche di Paesi europei come la Germania e il Regno Unito, dove il caffè espresso sta assumendo una posizione di primo piano nelle scelte “fuori casa” dei consumatori. Il trend della manifestazione, dal suo esordio nel 2002 all’ultima edizione del 2010, è stato sempre in crescita, attestandosi nella 5° edizione a 230 espositori e quasi 9.000 visitatori. Per l’edizione 2012 si prevede il superamento di questi numeri, in virtù dell’intenso lavoro di promozione, svolto dal

nuovo team organizzativo di Triestespresso Expo. Il testimone è passato, infatti, da Fiera Trieste ad ARIES, azienda speciale della Camera di Commercio di Trieste, che si occupa della promozione e dello sviluppo dell’economia della Provincia di Trieste. Gli stretti contatti con la Camera di Commercio e l’ampia specializzazione nell’offerta di servizi alle imprese, soprattutto nell’ambito dell’internazionalizzazione, hanno fatto di ARIES il punto di forza dell’edizione di quest’anno. Attendiamo il bilancio finale della manifestazione, pur fidando nel suo sicuro successo.


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Elenco Inserzionisti di questo numero

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Drink Cup srl

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Cold Box srl

Da Design srl

Saeco Vending spa

Edenred srl

Sistemi Vending srl

Cococool

Bilt srl

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