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IL MONDO DEI TRASPORTI

Mensile di Politica, Economia, Cultura e Tecnica del Trasporto FONDATO E DIRETTO DA PAOLO ALTIERI

€ 4,00

Vega Editrice - Monza, Italy - Anno XVIII - N. 164 - GENNAIO 2008

VOLVO TRUCKS

RENAULT TRUCKS

In estate il debutto dei nuovi FH Così la gamma e FH16 per continuare a restare per affrontare protagonisti del trasporto pesante il nuovo anno Basilico a pagina 4

a cura di Vincenzo Lasalvia

IRISBUS: IL PRIMO MAGELYS IN CALABRIA

pag. 29

BREDAMENARINI: UN FUTURO PIÙ DINAMICO

pag. 30

DE SIMON: UNA TRASFORMAZIONE PER CRESCERE

pag. 33

SOLARIS: ALLA CONQUISTA DEI MERCATI EUROPEI

pag. 34

EDITORIALE

Una lunga schiera di donne protagoniste nelle aziende di truck

In difesa di un settore strategico

Un mondo tinto anche di rosa

di Paolo Altieri

I

Poste Italiane Spa -Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art.1, comma 1, DCB Milano

A pagina 8

MOBILITÀ

l 2007 si è chiuso con la vibrante protesta dei camionisti che, con un fermo di un paio di giorni, hanno messo letteralmente a soqquadro l’Italia con la gente che ha preso d’assalto soprattutto distributori di benzina e supermercati. La richiesta della categoria era quella di sempre, ovvero un’attenzione responsabile da parte del Governo per i problemi, non solo di natura economica, con i quali gli autotrasportatori devono fare i conti ogni giorno e che molto spesso sono la causa della loro poca competitività con la concorrenza estera. Ancora una volta si è potuto constatare quanto sia socialmente importante il lavoro dei camionisti, gli unici in grado di assicurare che ogni mattina ovunque siano disponibili le merci di cui la società ha bisogno per vivere. Sono state fatte ancora promesse, come quelle annunciate e mai del tutto trasformate in fatti concreti dai Governi precedenti, di un impegno teso a risolvere le questioni più pressanti che affliggono gli autotrasportatori. Ci dobbiamo augurare che vengano finalmente presi dei provvedimenti seri con i quali l’autotrasporto nazionale possa guardare al futuro con maggiore ottimismo. Vedremo.

Non è del tutto vero che il settore dell’autotrasporto sia una questione esclusivamente di uomini. Oltre che tantissime imprenditrici del trasporto e autiste donne, nelle aziende di veicoli industriali e commerciali operano in ruoli di grande importanza numerose rappresentanti del gentil sesso, che presentiamo in un ampio servizio.

M

a chi l’ha detto che quel lo dei trasporti è un mondo “quasi” tutto al maschile? Le donne stanno avendo un ruolo sempre più di primo piano nel mondo dei truck. E quando parliamo di “donne dei truck” non intendiamo solo e necessariamente le tantissime camioniste, che al volante dei mezzi pesanti spesso dimostrano di valere tanto quanto il “sesso forte”. Anzi in questo servizio vogliamo presentare volti (e menti) femminili che lavorano nelle Case di veicoli industriali e commerciali, spesso in ruoli di grande responsabilità che gestiscono con assoluta professionalità. Così, siamo andati a vedere, Casa per Ca sa, quali e quante sono le donne appartenenti allo staff direzionale, dal settore comunicazione e relazioni esterne al marketing, dall’assistenza al pre e post vendita, alla progettazione.

Patrizia Griffa e la squadra in rosa di Fiat Professional.

Campanella a pagina 10

Mercedes-Benz

L’azienda bolognese fedele al marchio Daf

Codazzi al timone della Stella

Rangoni, professionisti del trasporto carta da stampa

ROMA - Giancarlo Codazzi, una lunga esperienza in Scania, con il mese di gennaio è diventato il nuovo direttore generale di Mercedes-Benz Truck e Van.

A pagina 2

Collection “Iveco for You”

La dura vita in camion A pagina 14

OSTERIA GRANDE - Una lunga tradizione, passata attraverso quattro generazioni, consente oggi a Rangoni Trasporti di operare con grande professionalità, con una flotta di veicoli quasi tutta Daf. A pagina 18


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Attualità

IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

MERCEDES-BENZ ITALIA / CAMBIAMENTI AL VERTICE DELLA DIVISIONE VEICOLI INDUSTRIALI E COMMERCIALI

Codazzi nuovo timoniere dei truck della Stella Con il nuovo anno prende il posto di Antonio Sacristan Millàn che, nell’ambito della filiale italiana di Daimler AG, assume la carica di amministratore delegato di Mercedes-Benz Financial Service. Per il manager fiorentino una nuova importante sfida professionale, dopo una lunga esperienza presso Scania. di Paolo Altieri ROMA - Fine anno con veri e propri fuochi di artificio sulla collina che a Roma, in via Vincenzo Bona nella zona Tiburtina, accoglie le eleganti e moderne strutture di MercedesBenz Italia. Il nuovo anno, infatti, si è aperto all’insegna di una completa rivoluzione partita già con la nascita di Mercedes-Benz Italia: un vero e proprio ritorno all’antico, ai tempi dell’avvocato Carlo Mauro che nel 1982 raccolse l’eredità di Pie ro Boccanelli che già nel 1973 aveva ceduto a Stoccarda le attività dell’Autostar con la quale aveva cominciato a importare e distribuire nel nostro Pae se i prodotti della Stella. Dopo la conclusione dell’esperienza DaimlerChrysler, il 2008 registra un radicale cambiamento del management con la nomina di nuovi personaggi al fianco del presidente Bram Schot, quinto “ambasciatore” della Stella a Roma dopo Piero Boccanelli dal 1973 al 1981, Carlo Mauro dal 1982 al 1990, Jochen Prange dal 1990 al 2000, Wolfgang D. Schrempp

dal 2000 al 2006. Così, da gennaio la nuova squadra capitanata da Bram Schot è formata da Volker Wiedmeyer alla guida di Finance & Control, Antonio Sacristan Millàn di MercedesBenz Financial Service Italia, Gianfranco De Cesaris di Mercedes-Benz Cars, Giancarlo Codazzi di Mercedes-Benz Commercial Vehicles, Axel Anger dell’After Sales e Vittorio Braguglia del Network Development & Strategy. “Sono convinto che questo team - ha dichiarato Bram Schot - sarà capace di raggiungere gli ambiziosi obiettivi strategici che ci aspettano”. Per quel che riguarda più direttamente Il Mondo dei Trasporti, la nomina di Giancarlo Codazzi alla guida dei veicoli industriali e commerciali Mercedes-Benz è giunta come un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Le strategie di una grande azienda sono infinite e talvolta misteriose come le vie del Signore, ma se in Mercedes-Benz si è sentita questa esigenza di cambiamento, evidentemente ci saranno state delle buone ragioni. Così, tanto per fermarci ai tempi più recenti, che coincido-

no più o meno con la vita del nostro giornale Giancarlo Codazzi diventa il quinto timoniere dei truck della Stella in Italia dopo Benito De Filippis, oggi nel Gruppo Fiat, Marco Lazzoni, alla guida di Volvo Trucks, Antonio Sacristan Millan che ha assunto, come si è detto, la responsabilità di MercedesBenz Financial Service Italia. È un fatto che, di fronte alla decisione di un cambiamento, la scelta di Giancarlo Codazzi (erano circolati negli ultimi tempi anche altri nomi) appare quanto mai appropriata. È un uomo del settore e del mestiere, con una lunga e profonda esperienza, che certo potrà mettere al servizio della Stella nel migliore dei modi. Di origini fiorentine, 46 anni che compie proprio in gennaio, sposato, un figlio (Carlalberto), laurea in Economia Aziendale all’Università Bocconi di Milano, portamento elegante, sguardo limpido accompagnato da una naturale espressione positiva dei tratti del viso, piacevole conversatore, un’altrettanta naturale carica umana che gli consente di guadagnare una immediata fiducia da parte degli interlocutori, grande appassionato

Ecco, è questo l’uomo chiamato a Roma per consolidare e accrescere la posizione sul nostro mercato dei veicoli industriali e commerciali MercedesBenz e dove trova peraltro una squadra di manager di assoluta competenza ulteriormente modellata nel corso del 2007 dal suo predecessore Antonio Sacristan Millan. “Sono certo - ci ha dichiarato - che l’esperienza ventennale maturata in Scania, che mi ha consentito di conoscere tutte le problematiche di un settore così specializzato e oggi ancor più professionalizzato sia per quanto riguarda la rete di vendita e di assistenza, sia soprattutto per le nuove esigenze delle aziende di trasporto, mi sarà quanto mai utile per affrontare questa nuova sfida sotto la bandiera prestigiosa della Stella. Oggi, molto più che ieri, le aziende di trasporto si sono date una gestione manageriale e hanno maturato anche la giusta consapevolezza che la gestione dei veicoli deve essere realizzata con una collaborazione sempre più stretta con il costruttore. Di qui l’impegno nel fornire ser vizi sempre più completi, sempre nuovi, che tengano conto e sappiano anche prevenire le

far sì che gli strumenti del loro lavoro, i veicoli appunto, siano sempre perfettamente efficienti, in grado di garantire la migliore redditività, prevenendo possibili guasti, riducendo al minimo assoluto i tempi di fermo per eventuali riparazioni. Fondamentale è, inoltre, il rapporto con gli uomini della rete e con i clienti. I primi, e in MercedesBenz si tratta di ottimi operatori, non devono mai perdere di

di motori, Giancarlo Codazzi ha percorso tutta la sua carriera professionale all’interno del Gruppo Scania in Italia, dal 1987 come responsabile della Fiscar, la società finanziaria cui faceva capo l’attività dell’allora Italscandia, in seguito fino al 1991 in qualità di Direttore Vendite, per diventare a partire dal 1992 amministratore delegato della società di Trento, carica che ha mantenuto fino agli inizi dello scorso anno quando ha assunto un nuovo incarico presso la Casa madre a Sodertaljie in Svezia.

esigenze dell’autotrasportatore sotto il profilo dei finanziamenti, del noleggio, dell’assicurazione, dei contratti di manutenzione”. “Le aziende di trasporto - ha proseguito - sanno oggi che devono dedicare tutte le loro risorse e il loro impegno a quello che è il loro core business, ovvero svolgere un servizio di qualità nel trasporto e possibilmente anche nella logistica. La gestione dei mezzi deve essere sempre più un compito di chi, come il costruttore, ha esperienza, competenza e tecnologia per

vi sta che è più facile perdere che acquisire un cliente. Di qui la necessità di proporsi nei confronti del cliente con la massima professionalità, che deve distinguere tutti i componenti della concessionaria e del servizio di assistenza, per i quali il cliente deve essere considerato come la risorsa fondamentale del la loro attività, da assistere al meglio, da consigliare, da aiutare all’insegna sempre della massima lealtà e trasparenza. Non ci sono ricette speciali per operare con successo se non lavorando seriamente, con spirito di colla-

In alto a sinistra, Giancarlo Codazzi, nuovo direttore generale di Mercedes-Benz Truck e Van, al posto di Antonio Sacristan Millàn (sopra) che ha assunto la carica di amministratore delegato di Mercedes-Benz Financial Service.

IL MONDO DEI TRASPORTI Mensile di Politica, Economia, Cultura e Tecnica del Trasporto Direttore responsabile Paolo Altieri Direzione, redazione e amministrazione Via Ramazzotti 20 - 20052 Monza tel. 039/493101 - 493103 - fax 039/493102 e-mail: info@vegaeditrice.it Sede Legale Viale E. Stefini 2 - 20125 Milano Editore Vega Editrice Presidente Luisella Crobu Direttore editoriale Cristina Altieri Condirettore editoriale Vincenzo Lasalvia Pubblicità Co.Prom: Via Ramazzotti 20 - 20052 Monza tel. 039/493101-2 - fax 039/493102 Promozione Piero Ferrari Art Director Renato Montino Impaginazione e Fotocomposizione Varano, Busto Garolfo (Milano) Il Mondo dei Trasporti è registrato presso il Tribunale di Milano numero 327 del 4/5/1991 - Abbonamento annuo: Italia Euro 40,00, estero: Euro 77,44 - Versamento sul c/c postale n. 40699209 intestato a Vega Editrice Srl, Milano Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art.1, comma 1, DCB Milano - Distribuzione Cellofanedit: Cologno Monzese (MI) - Stampa: Ottavio Capriolo spa, Milano.

borazione, con professionalità, con assoluta dedizione”. È questo il messaggio che Giancarlo Codazzi lancia nel momento in cui prende possesso dell’ufficio della Direzione Veicoli Industriali e Commerciali Mercedes-Benz al secondo piano del palazzo di via Vincenzo Bona a Roma. Non vedrà dalle finestre le cime delle montagne sulle quali spaziava il suo sguardo quando era nel suo ufficio a Spini di Gardolo in quel di Trento, ma siamo convinti che a Roma avrà mille motivi per trovare gli impulsi per far bene. “Ci sarà poco da ammirare - ha concluso - le bellezze di Roma soprattutto nei primi mesi. Devo concentrarmi sulla nuova realtà nella quale mi trovo, devo conoscere gli uomini che mi stanno al fianco, quelli della rete di vendita e di assistenza, i clienti. È pur vero che il 2007 si è concluso con un bilancio positivo per il mercato dei veicoli industriali e soprattutto commerciali, ma il 2008 è ancora tutto da decifrare. Gli indicatori macro economici dicono che la crescita del Pil non andrà oltre l’1,4 per cento, che quella dei consumi delle famiglie si attesterà fra l’1,4 e l’1,5 per cento mentre altri fattori negativi saranno rappresentati dall’aumento del costo del denaro, dalla crescita del prezzo del petrolio oltre che dall’incertezza del quadro politico. Ma non ho mai fatto professione di pessimismo, sono fiducioso che il Paese ritroverà la spinta per migliorare le sue condizioni. Anche il mercato dei veicoli industriali non dovrebbe scostarsi molto dal buon risultato, 36mila nuove immatricolazioni, realizzato nel 2007. Non resta che rimboccarsi le maniche e lavorare”.


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Attualità

IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

VOLVO TRUCKS / DEBUTTO A METÀ DEL 2008 DEI NUOVI FH E FH16

A Goteborg step by step di Fabio Basilico Z INGONIA - Durante l’estate 2008 Volvo Trucks lancerà in Europa una nuova generazione di mezzi pesanti. Sia il Volvo FH, campione di vendite nel segmento dei trasporti a lungo raggio, sia il Volvo FH16, fiore all’occhiello dell’azienda, dotato della coppia più elevata del settore, verranno ulteriormente migliorati e riproposti sul mercato con un livello di qualità ulteriormente potenziato. La produzione comincerà nell’autunno del 2008, ma è possibile ordinare i nuovi veicoli già dallo scorso dicembre. “Attualmente, la pressante domanda di veicoli pesanti cui dobbiamo far fronte in molti mercati comporta tempi di consegna estremamente lunghi spiega Claes Nilsson, Presidente della Divisione europea di Volvo Trucks - desideriamo invece dare ai nostri clienti l’opportunità di inoltrare in anticipo gli ordini per la gamma di prodotti che sarà disponibile il prossimo autunno”.

Sarà un’estate calda in casa Volvo Trucks. Per quel periodo è in programma il lancio europeo dei nuovi FH e FH16 migliorati. Una importante tappa di sviluppo per il campione di vendite nel lungo raggio e per il fratello maggiore, fiore all’occhiello dell’azienda svedese, dotato della coppia più elevata del settore.

DOTAZIONI AL TOP IN CABINA

SALTO DI QUALITÀ Non sono molti i dettagli che Volvo Trucks ha lasciato trapelare in merito alle novità riguardanti l’FH e l’FH16. Quel che è certo è che l’interno delle cabine della nuova gamma è stato completamente riprogettato. I tecnici Volvo Trucks si sono concentrati principalmente nell’ottimizzazione delle proprietà che i clienti apprezzano particolarmente nella gamma di modelli attualmente in uso, cioè il comfort, la funzionalità e la sicurezza. L’ambiente di guida è più luminoso e spazioso e offre anche una migliore abitabilità. Il nuovo design è il frutto di un’analisi approfondita di tutte le esigenze che può avere il conducente, durante il viaggio e durante la sosta. Occorre infatti che il conducente abbia a disposizione apparecchiature efficienti e un ambiente confortevole. Il nuovo design degli scom-

gamma rinnovata la prossima estate. “Molte delle novità introdotte su Volvo FH - aggiunge il dottor Nilsson - sono state integrate anche nel Volvo FH16, il gioiello di famiglia. Ovviamente, un modello così prestigioso è stato dotato anche di molte fun zioni specifiche. Il nuovo FH16 offre il massimo livello di comfort. La sensazione di esclusività viene enfatizzata anche dalla nuova combinazione di colori degli interni che, con tonalità che vanno da una sfumatura blu porpora al bronzo, caratterizzano molti particolari della tappezzeria, dei coprisedili e del volante. Anche la plancia strumenti è valorizzata da intarsi bronzati. Persino la strumentazione principale ha una forma diversa e l’emblema dell’FH16 è presente in moltissimi punti della cabina, ad esempio nei pannelli delle portiere”.

I Volvo FH (sopra) e FH16 (sotto) debutteranno in estate in una nuova generazione caratterizzata da un livello di qualità potenziato. parti portaoggetti sopra il sedile del conducente facilita l’orientamento e agevola i movimenti in posizione eretta nella cabina, mentre le portiere scorrevoli sem plificano l’apertura e la chiusura. Anche la plancia strumenti presenta un nuovo design che lascia più spazio di manovra. Per la stessa ragione, i controlli delle trasmissioni I-Shift e Powertronic del cambio sono stati allontanati leggermente dal sedile del conducente. Disponendo in modo più funzionale i vani portaoggetti e aggiungendo scomparti sotto la cuccetta, la capienza complessiva è aumentata e lo spazio abitabile sembra addirittura più ampio. Per di più, la nuova soluzione si adatta alle esigenze specifiche degli utenti in modo

Riassumendo, tra le dotazioni che qualificano in chiave moderna e tecnologicamente all’avanguardia il nuovo ambiente di guida disponibile per FH e FH16, ci sono: volante e bracciolo con rifiniture in pelle; strumenti disposti logicamente e di facile consultazione, tra i quali l’indicatore di AdBlue; nuovo design della plancia strumenti che ren de più spaziosa l’area conducente; nuovi controlli delle trasmissioni I-Shift e Powertronic nel cambio, il quale offre una presa più sicura ed è stato riposizionato per maggiore comodità; collocazione intelligente degli scomparti per aumentare lo spazio utiliz-

ancora più flessibile. Il livello di comfort nella cabina è aumentato significativamente, in particolar modo per quanto riguarda le zone di relax. Tra le altre dotazioni, viene fornita una nuova cuccetta più ampia con schienale regolabile e una posizione più elevata su un sedile più alto, più confortevole. È stato revisionato anche il sedile del passeggero, che ora può ruotare di 90 gradi e inclinarsi di 15 gradi. Il nuovo, potente impianto audio è dotato di ingressi USB, AUX, MP3 e TV digitale. “Abbiamo prestato molta attenzione - continua Claes Nilsson - anche all’illuminazione all’interno della cabina. Grazie a 17 punti luce collocati in posizionamenti studiati e a un si-

VOLVO TRUCKS ITALIA / Parla Claudio Gallerani, Direttore Commerciale

“Lavoriamo su tutti i segmenti”

ZINGONIA - Un anno di stabilità, con una leggera crescita. È questa, in sintesi, la radiografia del 2007 di Volvo Trucks in Italia. “L’anno che si è appena concluso - dice Claudio Gallerani, Direttore Commerciale di Volvo Trucks Italia -

ha messo in luce la situazione di un mercato sostanzialmente stabile, dove però non mancano le incognite. Innanzitutto per quanto riguarda la crescita sostenuta riscontrata nei mercati dell’Est, ancora oggetto di analisi da parte degli esperti e degli operatori. Per quanto ci riguarda, abbiamo consolidato un anno di stabilità positivo, nel senso che Volvo è stata caratterizzata da una leggera crescita. La clientela ha dunque dimostrato di apprezzare l’intera gamma dei nostri prodotti e dei servizi che mettiamo a disposizione dei professionisti del trasporto. Abbiamo riscontrato una maggiore penetrazione in settori dove prima eravamo poco rappresentati, come il cava-cantiere, mentre buona è stata l’impressione che ha fatto la nuova gamma FL e FE. Sotto il segno della stabilità il segmento dei trattori”. Per il 2008, l’impegno di Volvo Trucks Italia è a 360 gradi rivolto a tutti i segmenti in cui opera il marchio svedese. “Puntiamo a consolidare e nel contempo a migliorare passo per passo i risultati positivi fin qui raggiunti - spiega il dottor Gallerani - sperando che il mercato nel suo complesso mantenga la sua stabilità attuale. I nostri sforzi sono orientati a una grande attenzione sia sul fronte del prodotto che in quello dei servizi ai clienti. È una strategia ad ampio raggio che punta su tutti i prodotti e su tutti i segmenti”.

L’impegno di Volvo Trucks Italia per l’anno appena iniziato è a 360 gradi rivolto a tutti i segmenti in cui opera il marchio svedese. stema di controllo avanzato che prevede un varialuce, è possibile regolare l’illuminazione e l’intensità dell’illuminazione in base alle proprie esigenze. Il sistema è dotato anche di luci notturne”. MASSIMA ATTENZIONE ALLA VISIBILITÀ Il miglioramento della visibilità in qualsiasi condizione è uno degli aspetti fondamentali che Volvo Trucks sta curando nell’ambito della sicurezza: per realizzarlo la Casa svedese ha messo a disposizione dei sensori pioggia per i tergicristalli. I sensori rilevano se e quanto pio ve regolando automaticamente i tergicristalli in funzione dei dati raccolti. Nel Volvo FH sono stati integrati anche dei fanali che si orientano in curva, migliorando sensibilmente la visibilità. Altre nuove funzioni di sicurezza verranno presentate in occasione del lancio della

zabile disponibile; scomparti portaoggetti superiori disposti in modo funzionale e per agevolare i movimenti in posizione verticale; portiere scorrevoli per facilitare l’apertura e la chiusura; tasca retata sul lato del quadro portastrumenti centrale; vani portaoggetti facilmente accessibili, come il comparto sotto alla cuccetta, che offrono maggiore flessibilità e capacità di stoccaggio; potente impianto audio, dotato di ingressi USB, AUX e MP3; cuccetta più bassa con materasso più ampio e schienale regolabile per migliorare il comfort e la flessibilità; ampia gamma di tessuti di elevata qualità per i rivestimenti degli interni; sedile del passeggero ruotabile di 90 gradi; illuminazione interna regolabile; predisposizione per l’istallazione della TV a schermo piatto (con collegamento all’impianto audio dell’autocarro); fanali che si orientano in curva; tergicristalli con sensori pioggia.


VOLVO TRUCKS. DRIVING PROGRESS www.volvotrucks.it


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IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

IVECO / POTENZIATA LA JOINT VENTURE IN CINA CON LA NASCITA DELLA NUOVA NAVECO

Il Daily ha conquistato i cinesi Le prospettive di uno sviluppo che si preannuncia molto interessante di Paolo Altieri NANCHINO - Che ci fanno alcuni Daily sulla immensa Piazza Tienanmen sulla quale, tra l’altro, si apre l’ingresso nella Città Proibita, un complesso architettonico di rara bellezza realizzato dall’imperatore Yongle della dinastia dei Ming fra il 1404 e il 1420 e oggi patrimonio mondiale dell’umanità? Ce lo domandiamo mentre i nostri pensieri corrono al 1989 quando qui si concentrò la protesta degli studenti contro il Governo, repressa in maniera violenta e abbiamo ancora davanti agli occhi l’immagine dello studente che sfida il carro armato. Da allora sono passati quasi 18 anni, la Cina non è più quella di ieri, Pe chino ha cambiato letteralmente volto, l’economia corre in maniera impressionante e tra alcuni mesi le Olimpiadi giungeranno puntuali a puntare i riflettori sul drago cinese lanciato verso una modernizzazione, pur con tanti problemi ancora da risolvere, che non era facile prevedere fino a una decina di anni fa. GRUPPO FIAT PIONIERE NEL PAESE Ma c’è stato chi, prima ancora che il volano dello sviluppo della Cina cominciasse a girare vorticosamente, ha capito che sarebbe stato proprio il grande continente cinese il terreno di bat taglia per le future sfide com merciali. Tra questi, il Gruppo Fiat che attraverso Iveco già il 1° marzo 1996 dava vita insieme alla Nanjing Automotive Corporation alla joint venture Naveco, con sede e impianto a Nanchino, per la produzione di veicoli commerciali leggeri. Fu l’allora amministratore delegato di Iveco, Giancarlo Boschetti, che presiedette alla grande operazione che oggi, a distanza di poco più di 10 anni, conferma tutta la bontà di una scelta, rivelatasi assolutamente vincente. Sono più di 200mila i veicoli Daily prodotti da Naveco e che circolano soprattutto nelle grandi città della Cina, come quelli che abbiamo incontrato il mese scorso a Pechino, non solo in Piazza Tienanmen ma in molti angoli della città, con la costante delle pattuglie della polizia, tutte al volante di modernissimi minibus Iveco Daily. Il successo della Naveco ha indotto i due partner a rafforzare ulteriormente la loro collaborazione e di conseguenza la stessa Naveco, con la creazione lo scorso ottobre di una nuova joint venture, la “Nuova Naveco” nella quale sono confluite le attività della precedente Naveco e della Yuejin Motor Company, una società controllata da Nanjing Automotive Corporation. Nel contesto della strategia di espansione della pro pria presenza in Cina, la Nuova Naveco si pone come la piattaforma per la leadership di mercato nei segmenti dei veicoli commerciali leggeri e medi. Yuejin con la sua attuale offerta è già oggi una realtà significati-

INTERVISTA / Luca Parasacco, direttore commerciale Iveco Cina

“Sì, la polizia a Pechino viaggia in Daily” Europe e dal gennaio dello scorso anno, nell’ambito della Direzione Vendite e Marketing, manager per lo sviluppo della rete mondiale, prima di assumere in ottobre l’attuale incarico. È a Luca Parasacco che abbiamo rivolto una serie di domande per conoscere più nel dettaglio l’attuale realtà Iveco in Cina. Quanti veicoli Daily sono stati prodotti in Cina fino a oggi e quale è attualmente la base del Daily sulla quale si realizza il prodotto cinese? “Fino a oggi sono stati prodotti più di 200.000 Daily. Con il passare degli anni, il N ANCHINO - Luca Parasacco dallo scorso ottobre direttore commerciale di Iveco Cina, è uno dei tanti giovani e brillanti manager che il Gruppo industriale torinese tiene dislocati sul fronte dei mercati internazionali. Nato a Torino il 1° dicembre 1971, single, ingegnere in produzione industriale, è entrato In Iveco nel novembre del 1997, lo stesso anno in cui conseguiva la laurea al Politecnico di Torino. Inizialmente si è occupato di logistica e dei sistemi di distribuzione, dal 1999 di Customer Service, dal 2000 di marketing dei ricambi, per passare nel 2003 allo sviluppo dei processi distributive e l’anno dopo allo sviluppo dei progetti per i nuovi mercati per poi diventare, nel 2005, manager per lo sviluppo dei mercati Wester

Luca Parasacco, direttore commerciale Iveco Cina. Sopra, l’Iveco Daily fotografato in piazza Tienanmen e sulle strade di Pechino. In alto, Paolo Monferino, amministratore delegato Iveco.

contenuto locale del prodotto è aumentato sensibilmente, tanto che og gi solamente il 3 per cento dei pezzi arriva dall’Italia. Quali sono le dimensioni della Nuova Naveco sotto il profilo dei dipendenti, della produzione annuale? “La Nuova Naveco impiega più di 6.000 persone, mentre la capacità produttiva totale degli stabilimenti si aggira attorno ai 120.000 pezzi. Oggi Naveco vende circa 24.000 Daily e 50.000 Yuejin e le prospettive future sono quelle di incrementare le vendite di veicoli entro il 2010 di oltre il 40 per

cento”. Quale è la dimensione della rete di vendita e assistenza Naveco in Cina? “Essendo due i brand attualmente gestiti da Naveco, anche le reti necessariamente sono divise secondo questi due brand. L’attuale dimensione della rete con brand Iveco conta un totale di 80 dealer per un totale di circa 180 punti di vendita e 250 punti di assistenza. La dimensione della rete a brand Yuejin è di 150 dealer sviluppati su 250 punti vendita e 400 punti di servizio. Le due reti coprono in modo uniforme tutto il territorio cinese e sono


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IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

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Nelle grandi città ne circolano oltre 200mila, a partire dal 1997 quando Iveco realizzò la joint venture Naveco con la Nanjing Automototive Corporation, che ora è stata ulteriormente potenziata con l’acquisizione della Yuejin Motor Company, società del Gruppo Nac. Lo slogan delle Olimpiadi di Pechino che capeggia sulla Grande Muraglia. A sinistra, Zhou Liang, direttore generale della n uova Naveco e, sotto, Wang Haoliang, presidente di Nanjing Automotive Co. va nel segmento, con una produzione di oltre 50.000 veicoli all’anno. Se a ciò si aggiunge la pro duzione Naveco di oltre 20.000 unità, la Nuova Naveco è venuta a disporre di solide basi per un piano completo di sviluppo della propria offerta di veicoli commerciali. STRATEGIA A LARGO RAGGIO “L’acquisizione di Yuejin Motor Company da parte di Naveco - ha dichiarato Paolo Monferino, Amministratore Delegato di Iveco in occasione della festa, in ottobre, per la nascita della Nuova Naveco completa il disegno strategico di Iveco di disporre di una gamma completa di veicoli commerciali in Cina che comprenderà, oltre ai prodotti citati, anche i veicoli pesanti che saranno prodotti a Chongqing nel l’ambito della collaborazione di lungo periodo con la Saic Motor Corporation. Con quest’ulteriore operazione, Iveco entra nel più ampio segmento del mercato cinese dei veicoli com-

merciali leggeri e medi per il trasporto di merci. I volumi pre visti all’avvio della nuova Naveco saranno di circa 70.000 veicoli commerciali/anno. Il piano di medio termine prevede un incremento dei volumi produttivi fino a 100.000 unità. La nuova Naveco integrerà le attuali produzioni dei veicoli commerciali Daily di alta gamma con l’attuale gamma Yuejin, sulla quale è in corso un consistente piano di miglioramento con l’apporto di tecnologie Iveco. I sostanziali miglioramenti introdotti con questo piano nel prodotto Yuejin consisteranno nel graduale equipaggiamento con componenti e motori rispondenti alle future limitazioni in materia di emissioni”. Alla carica di direttore generale della Nuova Naveco è stato chiamato Zhou Liang, con precedenti esperienze presso la Foton, azienda cinese produttrice di veicoli commerciali, della quale è stato vicepresidente con la responsabilità delle vendite e del marketing e alla quale ha dato il suo contributo nella gestione altamente professionale

degli aspetti legati alla qualità del prodotto, al posizionamento del brand e alla gestione della distribuzione.

“Nessuno di questi costruttori ha delle joint venture con aziende locali, anche se sono in corso delle trattative. Tutti questi costruttori però importano veicoli completi di derivazione europea”.

livello di sostenibilità ambientale. Infine, nel futuro la concorrenza tra costruttori stranieri e costruttori locali sarà molto più omogenea grazie alla acquisizione di nuove tecnologie da parte di questi ultimi”

Quali sono le prospettive del trasporto merci stradale in Cina? “Si prevede che il mercato del trasporto cinese si debba muovere in futuro muoverà su tre assi principali. Anzitutto, la crescita del mercato, tumultuosa a partire dal 2000, progressivamente nei prossimi anni si attenuerà fino a diventare un mercato di sostituzione. Inoltre, ci sarà un rapporto sempre più stretto tra l’orientamento puro di mercato, fatto solo di volumi, e la tecnologia che dovrà supportare la crescita a quindi presenti nelle città principali, così dette di primo livello come Pechino e Shanghai”. Chi sono i maggiori competitors locali nei confronti del Daily e con che tipo di produzione? “Il Daily si posiziona in una fascia di mercato così detta “High grade” dove ha saputo farsi apprezzare soprattutto come minibus. Il principale concorrente è Ford con il Transit con il quale Iveco si divide il mercato con una leggera prevalenza di Ford. Il mercato dei van, così come inteso in Europa, in Cina è praticamente inesistente, mentre il mercato dei piccoli cabinati è dominato da produttori locali e in parte da giapponesi. Con la nascita della Nuova Naveco e quindi

con la crescita della nostra offerta di prodotto, tramite il veicolo Yue jin, oggi siamo in grado an che di attaccare quest’ultimo segmento di gran lunga il più importante di tutto il mercato dal punto di vista dei volumi”. Quale è oggi il mercato in Cina dei veicoli industriali suddiviso per i segmenti leggero, medio e pesante? “La Cina ha conosciuto negli ultimi anni un’espansione molto forte dell’economia in generale, con una crescita del Pil sem pre sopra le due cifre. Anche per il mercato dei veicoli commerciali, per quanto riguarda i veicoli leggeri e medio-leggeri, la crescita degli ultimi anni è stata mediamente di 5-7 punti percentuali l’anno. Nel 2007 questo segmento di

mercato ha raggiunto un livello di circa 1.000.000 di nuove veicoli, mentre nella fascia di mercato “High grade” il bilancio è stato di 73.000 minibus e 20.000 trucks. Per il 2008 è prevista un’ulteriore sensibile crescita. Per quanto riguarda i veicoli medio-pesanti e pesanti l’andamento è stato più altalenante, con crescite molto forti e improvvisi crolli di mercato. Il mercato del 2007 viene stimato attorno ai 390.000 pezzi in leggera flessione rispetto nel 2008”. Quale è la presenza degli altri grandi costruttori europei? Segnatamente Mercedes-Benz, Man, Scania, Volvo, Renault? Dispongono di joint-venture produttive o di reti di vendita e di assistenza?

NUOVI ORIZZONTI “Siamo molto convinti - ha dichiarato nella stessa occasione Wang Haoliang, presidente di Nanjing Automotive Corporation - della riuscita della Nuova Naveco. Siamo molto fieri che il volume di vendite dei veicoli commerciali leggeri con brand Iveco cresca a velocità impressionante e che i nuovi veicoli leggeri Yue jin siano stati ampiamente apprezzati dai principali clienti della gamma leggera. Noi vediamo una nuova Naveco aperta e costruttiva oltre che ricca di energia e innovazione. In questo evento celebriamo insieme non solo la collaborazione tra Iveco e Nac, ma anche i continui miglioramenti e sviluppi”. La Cina, dunque, si sta sempre più rivelando terra di grande potenzialità per le strategie globali delle imprese occidentali.

Iveco-Naveco ha in programma qualche iniziativa par ticolare in coincidenza con le Olimpiadi? “Naveco sta studiando qualcosa, ma i programmi sono ancora in via di definizione”. Una curiosità: ma quanti Daily avete consegnato alle forze di polizia di Pechino e di altre grandi città? “Complessivamente sono stati consegnati più di 10.000 Daily a partire dal 1997”.


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Attualità

IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

RENAULT TRUCKS / COSÌ LA LOSANGA AI NASTRI DI PARTENZA DEL NUOVO ANNO

Quattro famiglie di carattere

di Fabio Basilico Pero - Il tempo trascorso tra le annate 2006 e 2007 è stato messo a profitto da Renault Trucks, che ha provveduto a rinnovare completamente e in profondità l’offerta dei suoi prodotti. Uno sforzo progettuale e produttivo che consente alla Casa francese di presentarsi nel 2008 con una gamma dalle alte prestazioni, composta da quattro grandi famiglie: Consegna, Distribuzione, Costruzione, Lunga Distanza. Con una media di 25mila veicoli commerciali venduti all’anno, Renault Trucks è uno specialista nel campo delle consegne. Con i nuovi Master, Maxity e Mascott, il costruttore d’oltralpe propone agli specialisti delle consegne (commercio, artigianato, agricoltura o edilizia) dei veicoli complementari che coprono diverse utilizzazioni, da 2,8 a 6,5 t di Mtt. Master, rinnovato nel 2006, è oggi la referenza in materia di commerciali con una portata utile da record, pari a 1.675 kg, e una soglia di carico bassissima, cioè 537 mm. Master propone una gamma di motorizzazioni diesel interamente rivista e propone evoluzioni sui cambi, con l’introduzione del cambio robotizzato Quickshift con comando a impulsi. Un solo motore, il 2.5 dCi, con tre potenze: 107 kW/150 cv, 88 kW/120 cv, 74 kW/100 cv. LEGGERI DA BATTAGLIA Lanciato nel marzo 2007, vero complemento di Master e Mascott, Maxity è un veicolo compatto, affidabile e con una ragguardevole portata utile di 1.820 kg. Leggero a cabina avanzata, Maxity, da 2,8 a 4,5 t di Mtt, è disponibile in due motorizzazioni, dotate del sistema d’iniezione common rail di seconda generazione. Il DXi 2.5 viene proposto con potenze di 110 e 130 cv; il DXi da 3 litri, dotato di un turbocompressore a geometria variabile, viene proposto con potenza da 150 cv. Due i cambi che sono disponibili sul Maxity: a 5 o 6 marce. Nella primavera del 2007, Renault Trucks ha lanciato il nuovo Mascott (da 3,5 a 6,5 t.). Un vero camion, con un’importante capacità di carico, adatto a professioni esigenti come quelle dell’edilizia, delle messagge-

Negli ultimi due anni, il costruttore francese ha rinnovato tutti i prodotti, che vengono ora proposti in quattro famiglie di veicoli di grande competitività destinate alle missioni consegna, distribuzione, costruzione e lunga distanza. rie e del trasporto di materiali. Proprio il Mascott aveva dato il via, nel 2004, al completo rinnovamento della gamma Renault Trucks. Nel 2007, il nuovo Mascott ha chiuso il ciclo. Mascott propone un motore DXi 3 che sviluppa 130 e 150 cv e tutti i modelli sono muniti del nuovo cambio sovramoltiplicato a 6 marce. La nuova gamma Distribuzione, proposta dal 2006, è composta di nuovi modelli Midlum (autotelai da 7,5 a 18 t) e Premium Distribuzione (autotelai e trattori da 18 a 26 t) che si completano per coprire la varietà d’impiego del settore. Tutto è nuovo su questa gamma, dotata di motori Euro 4/Euro 5 Incentive DXi5, DXi7 e DXi11 con potenze che vanno da 160 a 450 cv. La cabina presenta notevoli innovazioni come il display digitale per la velocità e la leva del cambio sulla plancia di bordo, che offre al conducente un piacere di guida e una rapidità d’esecuzione ottimali. Midlum propone due cambi a comando manuale e due a coman-

do automatico, il Premium Distribuzione può avere tre tipi di cambio meccanico a 6, 9 e 16 marce con il super H (sovrapposizione delle marce) oppure, in abbinamento con motore Dxi11, il nuovo cambio robotizzato Optidriver + con comando al volante. La gamma Midlum propone le motorizzazioni DXi5 da 160, 190 e 220 cv e DXi7 da 240 e 280 cv. Premium Distribuzione è equipaggiato con i propulsori DXi7 da 240, 280 e 320 cv nonché DXi11 da 370, 410 e 450 cv. Con la gamma Distribuzione, Renault Trucks è in ottima posizione per rispondere da specialista alle attese dei professionisti nelle filiere della distribuzione urbana e regionale: ambiente (raccolta di rifiuti domestici e industriali, nettezza urbana e non), lotta antincendio e soccorso, bisarche, messaggerie, trasporti a temperatura controllata. Robustezza. È il termine forse più giusto per indicare la gamma Costruzione di Renault

Trucks, lanciata nel 2006. Una proposta duplice e complementare, composta dai nuovi Premium Lander, in tutto 25 modelli, e Kerax, disponibile in 14 versioni. Il costruttore francese ha ideato la sua offerta per rispondere alla nuova segmentazione del mercato della Costruzione, dove i professionisti che vi operano chiedono ormai soluzioni efficaci di trasporto, che leghino la strada al cantiere e diano di più dell’offerta tradizionale, composta o da veicoli

da 6 a 16 marce, automatico Allison a 6 marce, cambi robotizzati Optidriver+ a 12 marce dotati di modalità “Off Road” che permette di restare in posizione “Full Auto” in qualsiasi circostanza. Kerax è lo strumento ideale in condizioni d’impiego gravose (movimento terra, miniere e cave, lavori pubblici, trasporto di calcestruzzo pronto per l’uso, ecc.). Anche in questo caso, il 2006 è stato l’anno del completo rinnovo della gamma. Kerax

Tre alfieri della gamma Renault Trucks: il re dei pesanti Magnum (in alto), il Premium Distribuzione (sopra) e il Maxity (in basso). per la distribuzione o da mezzi pensanti. La via di mezzo come soluzione ottimale ha portato alla nascita del polivalente Premium Lander, a cui si affianca il Kerax, re dei cantieri. Apparso per la prima volta nel 2003, Premium Lander è stato rinnovato tre anni dopo e l’offerta di base (4x2 e 6x2) è stata ampliata alla configurazione 6x4 (autotelaio e trattore). Ampia la scelta di motorizzazioni - DXi7 Euro 3 ed Euro 4/5 Incentive da 280 e 320 cv, DXi11 Euro 3 da 330, 380 e 440 cv, DXI11 Euro 4/5 Icentive da 370, 410 e 450 cv - così come è articolata la proposta in fatto di cambi: meccanico ZF

è proposto in una varietà di profili: 4x2, 4x4, 6x4, 6x6 e 8x4. I motori sono il DXi11 Euro 3 da 330, 380 e 440 cv e il DXi11 Euro 4/5 Incentive da 370, 410 e 450 cv. A disposizione ci sono cinque modelli di cambi meccanici ZF Overdrive a 16 marce oppure 2 modelli di cambi robotizzati Optidriver+ con modalità “Off Road”. Sotto il segno della performance nella lunga percorrenza, ecco la gamma Lunga Distanza. Rinnovati nel 2005 e nel 2006, i modelli di questa famiglia sono due: Premium Strada per il trasporto organizzato regionale e nazionale, Magnum per il trasporto internazionale. Entrambi

i veicoli sono stati equipaggiati con motori Euro 4/5 Incentive: il DXi11 per Premium Strada con potenze da 370, 410 e 450 cv, il nuovissimo DXi13 per il Magnum con potenze di 460 e 500 cv. UNA SERIE DI PRIMATI Tra le novità di rilievo della gamma Lunga Distanza ci sono: migliore carico utile del mercato per il Premium Strada, migliore sistema di frenatura per il Magnum e il Premium Strada con Optibrake o Optibrake+, nuovo volante con comando del cambio Optidriver+ e del Cruise Control. Il cambio robotizzato Optidriver+ è ancora più rapido nell’innesto delle marce. Assicura comfort, sicurezza e mobilità ottimali con un motore sempre al meglio della resa. Sono anche disponibili i cambi meccanici ZF. La gamma Lunga Distanza di Renault Trucks propone un sistema di frenatura altamente concorrenziale sul mercato, grazie a componenti come il freno motore Optibrake o Optibrake+, i rallentatori idraulici Intarder, i quattro freni a disco, l’Ebs (Electronic braking system) e la gestione elettronica di tutto il sistema d’aria Apm (Air product management). La grande modularità del telaio offre una vasta gamma di soluzioni d’allestimento per soddisfare le esigenze dei diversi utilizzatori: trasporti di lotti industriali, merci a temperatura controllata, cisterne, ecc. Sui trattori possono esserci delle ralle con quattro diverse altezze (950, 1.040, 1.100 e 1.200 mm), sugli autotelai cabinati vengono proposti telai con due altezze e 12 passi per Magnum (da 4,2 a 6,8 m) e 13 passi per Premium Strada (da 3,7 a 6,8 m).


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IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

SEMPRE PIÙ FOLTA LA SCHIERA DELLE DONNE NEL MONDO DEI TRUCK E DEI VEICOLI COMMERCIALI IN ITALIA

Quando il successo è rosa

Sono tanti i volti femminili un po’ in tutte le Case di veicoli industriali e commerciali. Abbiamo così fatto un viaggio all’interno delle aziende per raccontarvi chi sono e come hanno cominciato le tante manager spesso inserite in ruoli di grande responsabilità. di Massimiliano Campanella

M

a chi l’ha detto che quel lo dei trasporti è un mondo “quasi” tutto al maschile? Le donne stanno avendo un ruolo sempre più di primo piano nel mondo dei truck. E quando parliamo di “donne dei truck” non intendiamo solo e necessariamente le tantissime camioniste, che al volante dei mezzi pesanti spesso dimostrano di valere tanto quanto il “sesso forte”. In questo servizio vogliamo presentare volti (e menti) femminili che lavorano nelle Case di veicoli industriali e commerciali, spesso in ruoli di grande responsabilità. Così, siamo andati a vedere, Casa per Ca sa, quali e quante sono le donne appartenenti allo staff direzionale, dal settore comunicazione e relazioni esterne al mar keting, dall’assistenza al pre e post vendita, alla progettazione. SEMPRE PIÙ AL VERTICE In Italscania si comincia con il direttore marketing Cinzia Caserotti, 44 anni, entrata in azienda nel 1985, dove ha ricoperto diversi ruoli per poi approdare al prodotto, in qualità di Responsabile Ordini e Logistica e, quindi, nel 2004, alla Direzione Marketing. “Se è difficile per una donna fare carriera in un mondo ancora molto maschile come quello dei truck? Direi di sì. Soprattutto dichiara Cinzia Caserotti - raggiungere livelli gerarchici elevati non è ancora scontato e richiede molto lavoro, preparazione, fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. È importate per una donna rendere evidente agli altri il proprio bagaglio di conoscenze e competenze e farlo valere. Se però si è convinti di quello che si fa, anche i pregiudizi e le diffidenze cadono. Personalmente ho avuto meno problemi a confrontarmi con il mondo esterno, quali clienti e forza vendita che, nonostante le iniziali diffidenze, mi ha subito accettata rispetto al mondo interno dell’azienda”. Cecilia Fagerdahl, 39 anni, cittadinanza svedese, è responsabile delle pubbliche relazioni

e pubblicità del reparto marketing, incarico cui è giunta nel 2004, dopo un’esperienza pluriennale nel reparto di assistenza tecnica di Italscania. È rientrata nel settembre di quest’anno, dopo un anno di congedo per maternità, essendo diventata mamma di Emma Linda, una splendida bimba di 15 mesi. Ma è davvero così difficile per una donna fare carriera in un mondo ancora molto maschile come quello dei truck? “Personalmente - dice Cecilia Fagerdahl non ho incontrato serie difficoltà all’interno dell’a zienda. Qualche diffidenza iniziale l’ho riscontrata, quando lavoravo in assistenza, con persone esterne a Italscania. Per loro era difficile comprendere che potevo essere la loro interlocutrice diretta e che non dovevo sempre, necessariamente, richiedere l’autorizzazione di un uomo per prendere una decisione. Ora i miei interlocutori nel reparto marketing sono essenzialmente giornalisti, operatori del settore delle comunicazioni e della stampa. In questo ambiente l’essere donna non è affatto un handicap, anzi, a volte può addirittura trasformarsi in un vantaggio”. Daniela Crescini, 46 anni, che dal 1988 si occupa di contatti con la stampa, pubblicità, manifestazioni fieristiche e promozione in genere nell’ambito del reparto marketing. Ruolo che ha iniziato a svolgere dopo la laurea in lingue e letterature straniere e dopo un’esperienza come insegnante e nell’ambito dell’audio-video. Dopo un anno di aspettativa per maternità - è mamma di Riccardo, 3 anni nel settembre del 2005 è rientrata con contratto part-time al reparto marketing e si occupa tuttora di rapporti con la stampa e degli aspetti pubblicitari. Dichiara la signora Crescini: “Non posso onestamente dire di aver incontrato grandi difficoltà all’interno dell’azienda e anche i rapporti con l’e sterno non hanno riservato particolari problemi. Lavorando da sempre nel reparto marketing e avendo, quindi, contatti con il mondo del la comunicazione e della pub blicità, dove la presenza femminile è piuttosto elevata, l’essere donna non mi ha penalizzato. Anzi, a volte mi ha aiutato, soprattutto quando ho do-

vuto gestire alcune situazioni delicate. In generale ritengo però che la carriera di una donna in questo mondo possa riservare delle difficoltà, se espletata in ambiti non tradizionali, come ad esempio la vendita e il postvendita. In ogni caso, bisogna lavorare sodo per poter dimostrare la propria competenza”. MANAGER DALLA FORTE PERSONALITÀ Nella filiale italiana della sve dese Scania opera, infine, un’altra rampante manager, attualmente Responsabile dell’ufficio contratti post-vendita, è Sabrina Loner, 32 anni, laureata in Ingegneria dei materiali presso la facoltà di Trento. La giovane ingegnere ha iniziato a lavorare a Milano alla Tuv Italia srl, dove si occupava di test di omologazione e certificazione di parti automotive, in particolare ruote e cerchi in lega, per il primo equipaggiamento e after market. È entrata in Italscania nel 2004, inizialmente nei servizi generali e poi nel reparto After Sales. “Il mondo dei truck - afferma l’ingegner Loner - è un mondo a me familiare, per inciso mio padre è titolare di un’azienda di trasporto; questo sicuramente è stato di aiuto. È stato facile lavorare a contatto con una categoria di cui conoscevo in parte le problematiche e le necessità. Non nascondo che, in determinate situazioni, poche comunque, la presenza di una figura femminile abbia indotto in primis a una qualche diffidenza da parte dell’interlocutore, diffidenza che comunque è svanita col tempo. Ritengo che non si tratti di uomo o donna, ma di competenza e professionalità: lad dove queste qualità sono presenti la dicotomia uomo donna, in qualsiasi lavoro, è una leggenda”. Anche in Iveco, e soprattutto nel Mercato Italia, troviamo molte donne in ruoli di punta a livello amministrativo, di relazioni ma anche operativi. Silvia Becchelli, classe 1952, è Press Office manager nell’ambito della Direzione marketing Iveco Italia. Originaria di Torino, dove si è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, ha iniziato l’attività lavorativa in Iveco a 22 anni come interprete traduttore in francese, te-

desco e inglese alle dipendenze del Vice President Finance. Nel febbraio 1985 è stata richiesta dalla Direzione Relazioni Esterne - Ente Ufficio Stampa - per il coordinamento del progress linguistico e di stampa di tutte le pubblicazioni verso l’esterno della Casa. Nel 1992 le è stato affidato anche l’incarico di seguire l’attività di comunicazione interna. Nel 1997 ha assunto l’incarico di creare e organizzare l’attività di “Comunicazione e stampa di prodotto” presso la Direzione Immagine e Comunicazione Commerciale del Mercato Italia Iveco, con l’obiettivo di presidiare in modo più attento e puntuale alle necessità della stampa specializzata, assumendo poi anche la direzione editoriale del mensile interno “Camion & Servizi”. “Sicuramente - è il parere di Silvia Becchelli il mondo dei truck vede tradizionalmente una maggior presenza maschile di altri settori di business, ma più genericamente direi che l’impostazione delle aziende a livello organizzativo in Italia è ancora molto sbilanciata a favore degli uomini. Negli ultimi anni questo processo si è gradualmente modificato con uno spazio sempre maggiore alle donne in tutti gli ambiti. Lavoro in Iveco da molti anni e posso definirmi un piccolo “milestone” della sua storia. Mi ritengo soddisfatta di essere riconosciuta dai colleghi per la mia “seniority” e la mia professionalità nell’ambito della comunicazione e dei rapporti con la stampa. La mia voglia di fa re è sempre uguale, non ho perso mordente, sono fortunata: l’interesse per il mondo che mi circonda, per il mio lavoro, è sem pre estremamente vivace. Quando ho iniziato la mia attività lavorativa in Iveco avevo 23 anni, le donne laureate si contavano sulla punta delle dita. Il mio primo ruolo è stato quello di interprete: mi consideravano quasi un’esterna! Avevo già viaggiato molto, per quegli anni era una rarità, e lavorare in un’azienda internazionale che mi permetteva di continuare a muovermi, di avere contatti con colleghi di altre nazionalità, soddisfava le mie aspirazioni. Paradossalmente, feci più fatica a integrarmi con le altre colleghe donne, allora, più che con

gli uomini. Le donne che lavorano oggi in azienda si muovono in un ambiente molto diverso, e sono per la maggior parte molto in gamba e determinate”. In Iveco responsabile Prodotto Gamma Daily è Dora Adamo. Classe 1976, originaria di Brescia, Adamo è laureata in Ingegneria gestionale. È stata assunta in Iveco nel gennaio del

2002 come graduate nella piattaforma di Change management. Faceva parte del team di progetto il cui obiettivo era il reengineering dei processi logistici e del magazzino (ottimizzazione dei flussi di materiali) presso gli stabilimenti di lavorazione dei cambi e dei ponti. Nel maggio 2003 è entrata a far parte della Business Medium &

Silvia Becchelli - Iveco

Dora Adamo - Iveco

Marzia Taddei - Iveco

Marta Nappo - Iveco

Ingrid Stephanie Toja - Iveco

Alessandra Nardini - Iveco

Cecilia Fagerdahl - Italscania

Cinzia Caserotti - Italscania

Daniela Crescini - Italscania

Sabrina Loner - Italscania


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IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

Heavy commercial vehicles, nel l’ente Product Marketing, dove si occupava della configurazione prodotto per il lancio e la commercializzazione dei veicoli su tutti i mercati. La sua attuale esperienza comincia nel marzo 2006, quando ha assunto, nel Sales & Marketing, il ruolo di Product Manager Gamma Daily per il mercato Italia. Si occupa della definizione del prodotto da commercializzare, di indagini e confronti con la concorrenza, del supporto tecnico alle vendite e della gestione del training commerciale alla rete di vendita. Una donna manager di prodotto? In un mondo, come quello dei truck, formato prevalentemente da uomini? “È vero spiega Dora Adamo - quasi la totalità dei nostri clienti sono uomini, così come la quasi totalità della nostra classe dirigente, ma credo che si tratti di uno strascico dovuto a una società del passato genericamente più maschile. In generale, però, non credo che per una donna sia difficile fare carriera, credo che il difficile sia avere l’opportunità di dimostrare di poter fare carriera. In Iveco negli ultimi anni le cose stan no sicuramente cambiando e queste opportunità vengono date indistintamente a giovani uomini e donne, che ricoprono diversi ruoli di responsabilità in azienda. Credo che mettere sullo stesso piano uomo e donna all’inizio di una carriera sia un primo passo per dimostrare l’in tenzione di volerlo fare anche nel prosieguo. Personalmente ritengo di essere solo all’inizio della mia carriera lavorativa, non so quali saranno gli sviluppi, ma per ora non ho incontrato la difficoltà dell’essere donna”. QUALITÀ DA DIMOSTRARE Anche alla Direzione Customer Global Service Italia di Ive co troviamo una donna. È Marzia Taddei, Workshop Development Manager. Classe 1973, originaria di Roma, laureata in Ingegneria per l’ambiente e il territorio all’Università degli studi di Roma La Sapienza, ha al suo attivo un master in Ingegneria meccanica all’Università di Cardiff nel Galles, in Gran Bretagna, e ne sta attualmente seguendo un altro in Marketing Academy alla Boc coni. Assunta nel Gruppo Fiat nel 2002, dal 2005 è quadro. Ha ricoperto il ruolo di Responsabile servizi di marketing e assistente per tutte le attività dei Brand manager (Fiat Auto, Alfa Romeo, LCV, Flotte), di coordinatrice delle attività di formazione commerciale, processo di vendita e prodotto e di Responsabile del Dipartimento Service Development nel settore Customer Global Service Iveco Italia. “Negli ultimi anni - racconta Marzia Taddei - le possibilità per una donna all’interno di un’azienda truck, maschile per definizione, sono notevolmente migliorate. Nella realtà italiana in generale, una donna per ottenere ruoli professionali di livello in settori normalmente ricoperti da figure maschili, deve dimostrare sempre qualcosa in più, perché al di là delle qualifiche professionali, si teme sempre che una donna non possa dedicare all’azienda lo stesso tempo e impegno di un uomo. In realtà, all’interno della nostra azienda stiamo dimostrando il contrario e i nostri responsabili stanno investendo sempre più su di noi, per dimostrare che siamo altamente qualificate per i ruoli che ricopriamo. Alcune difficoltà personal-

mente le riscontro ancora nel mon do esterno collegato alla nostra azienda, che spesso risulta ancora scettico nell’interfacciarsi con un’ingegnere donna, ma in questi anni con un buon mix tra umiltà e caparbietà ho potuto dimostrare la mia professionalità e disponibilità che mi hanno portato a raccogliere fiducia e soddisfazione da colo-

al mio entusiasmo e alle persone che in Iveco hanno creduto in me, ho superato anche questi pregiudizi”. Dal febbraio 2007 al District Sales Manager Veicoli Nuovi sul Mercato Italia per le province di Asti, Cuneo, Genova, Savona, Imperia, Pisa, Livorno e Grosseto, opera invece Marta Nappo, classe 1977, originaria

umane presso la business school de “Il Sole 24 Ore” e nel 2003 è arrivata in Iveco, nella Divisione Risorse Umane, occupandosi di valutazione, incentivazione, retribuzione, sviluppo, formazione, organizzazione e comunicazione interna. “Questa discussione - dichiara Alessandra Nardini - senz’altro tocca da vicino tutti coloro che

sity”. Per me è un settore come tutti gli altri, dove contano competenza, professionalità, impegno, trasparenza e rispetto”. In Volvo Trucks Italia troviamo anche Cristina Gmeiner, 50 anni, sposata, una vera istituzione in casa della filiale della marca svedese. In Volvo da 1989 - precedentemente in Renault Trucks, dal 1975 al 1989 -

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nel mio caso è pormi nei confronti dell’interlocutore non come colei “che ne sa di più”, ma colei che può offrirgli un servizio, sulla base di esperienza e competenza nel settore. Se “si parla la stessa lingua” questo lo si intuisce al volo e s’instaura una relazione positiva con chi si ha di fronte”. Altra “daimlerina” votata all’attività dei trucks MercedesBenz è Eleonora Sciascia, 54 anni, sposata e madre di Vila, 16 anni. È Responsabile Event Management Trucks ed è stata tra le prime donne in Mercedes Italia, do ve è approdata nel 1973. Fino al 1984 ha operato presso la Direzione tecnica e omologazioni. OGGI È PIÙ FACILE

La magnifica squadra in rosa di Fiat Professional. Da sinistra, in senso orario, Adriana Volpato, Antonella Terlizzi, Laura Iascone, Isabel De Haan e Daniela Boetti. La comunicazione è invece affidata a Patrizia Griffa (nella foto piccola). ro che richiedono il mio supporto lavorativo”. Al tre due giovani manager nella Casa italiana dei truck sono In grid Stéphanie Toja e Marta Nappo. La prima, 33 anni, originaria di Chambéry, in Francia, riveste il ruolo di Responsabile dell’ente Operational Marketing, costituito da cinque persone. Obiettivo principale: definire le azioni di marketing diretto a livello nazionale, promuovere le attività di marketing a livello di concessionaria e a na lizzare l’andamento della concorrenza in termini di prodotto e prezzo. Laureata in Ingegneria gestionale, è stata in passato Responsabile del progetto Capillarità, Europe Mar keting Product Manager della gamma Truck Derived Bus a Lione e Torino e Program Officer del progetto di Business Process Reengineering. “Non è così difficile per una donna fare carriera nel mondo dei truck. O meglio - dice Ingrid Stéphanie Toja - non è più difficile rispetto a qualsiasi altra azienda o isti tuzione pub blica. Abbiamo esempi autorevoli anche in altri ambiti: guardando per esempio la politica italiana, la percentuale delle quote rosa al governo è sotto al 30 per cento. Oppure, pensiamo alle donne manager che in Italia continuano a essere una mi noranza. Penso che Iveco, malgrado operi in un settore prettamente maschile, sia una società in cui le donne abbiano le medesime opportunità di crescita degli uomini. Pensando ai sette anni di attività in Iveco, le prin cipali difficoltà che ho riscontrato sono state più legate al mondo esterno che all’azienda: una volta mi sono sentita di re che le donne non possono crescere in un’azienda automotive. Per fortuna, grazie

di Genova. Laureata in Economia e Commercio, è approdata nel Gruppo Fiat nel gennaio 2002 quando è stata inserita nel Progetto Next Iveco, ambito com merciale. Nel 2004 è approdata al Mercato Italia Iveco come Responsabile Marketing and Image Veicoli Usati, allora sotto la guida di Aldo Gualdi. SOLO UN PO’ DI SPREGIUDIZIO “Per una donna - commenta Marta Nappo - fare carriera nel mondo dei truck è tanto difficile come per un uomo fare carriera in un’azienda di cosmetica. Senza volersi nascondere die tro false dichiarazioni, è questione di tempo e opportunità. Un po’ di pregiudizio nei confronti delle donne nel mondo del lavoro in generale e, a maggior ragione, nel mondo dei veicoli industriali esiste; per contro, però, se le capacità e le qualità personali ci sono e se un’azienda te ne dà ap punto l’opportunità, il pregiudizio e gli ostacoli sono superabili. Con il tempo le persone con cui ti trovi a interfacciarti nel lavoro credo imparino ad apprezzarti per la tua professionalità, per la serietà e la passione che metti nel lavoro e non più perché sei un uomo o sei una donna. Per aver avuto questo tempo e questa opportunità devo ringraziare i responsabili che ho avuto in questi anni per aver creduto in me”. Un’altra giovane manager Ive co è Alessandra Nardini, classe 1973, originaria di Massa. Sorridente e brillante, dal 1° dicembre di quest’anno ricopre l’incarico di Responsabile Human Resources mercato Italia. Laureata in Scienze politiche, ha seguito un master in risorse

appartengono alla famiglia professionale Human Resources. L’ambito di attività di un Responsabile Risorse Umane è anche quello di adoperarsi per rimuovere ogni eventuale ostacolo alla realizzazione di una condizione di parità tra uomo e donna nell’ambito delle realtà aziendali. Il dri ver principale deve essere sempre e solo il merito professionale. Noi lavoriamo in un’azienda che è sicuramente, fortemente connotata al maschile, per ovvie ragioni legate al prodotto e al cliente. Il dato relativo alla percentuale di donne in azienda è un indicatore che è monitorato annualmente; nel corso degli anni in Iveco è costantemente aumentata la percentuale di donne impegnate anche in ruoli cruciali, ruoli che fino a pochi anni fa erano appannaggio e sclusivamente di colleghi uomini, perché considerati adatti so lo ai maschi o perché di particolare responsabilità. Molti pregiudizi in questo ambito sono stati sconfitti, grazie soprattutto a molti casi di successo, grazie all’esempio di colleghe che hanno fatto della loro professionalità, determinazione e affidabilità la chiave per vincere i luoghi comuni”. Donne con ruoli che richiedono impegno, precisione e disponibilità le troviamo anche in Volvo Trucks Italia. Monica Moro Beckert, 45 anni, coniugata con un figlio, in Volvo dal 1985, è Chief Financial Officer, dopo aver ricoperto in precedenza la medesima posizione nella fabbrica Volvo in Brasile e, prima ancora, di project manager. “Per quanto riguarda la mia personale esperienza nel settore truck - afferma Monica Moro Beckert - non ho mai avuto problemi, essendo Volvo molto aperta al discorso “diver-

Cristina Gmeiner è attualmente Direttore marketing e comunicazione. “Non ho avuto particolari problemi - è il commento di Cristina Gmeiner - essendo Volvo un’azienda molto aperta e con una mentalità decisamente nordica. Il momento più difficile, se così si può definire, è stato il passaggio da Renault a Volvo, cioè da un’azienda dove ero “nata” e dove conoscevo tutti e tutto, a un’azienda nuova, con uno stile professionale diverso”. PREVALE LA COMPETENZA Fari puntati anche su tre donne che lavorano nel settore truck di Daimler Italia. Marilena Ferreri, classe 1971, è una gio vane di origini calabresi nata in quel di Crotone - che occupa il ruolo di Responsabile Marketing Vans. Arrivata alla Mercedes nel 1994 (subito nell’ambito della Direzione Veicoli Industriali), si è occupata di marketing e prodotto. In dodici anni ha avuto modo di “girare” un po’ tutte le gamme dei veicoli industriali e commerciali come product manager e, dopo un paio d’anni alla pianificazione, è tornata al marketing. Manager ambiziosa, è cordiale e serena nel dire la sua. “Secondo me - dice Marilena Ferreri non è difficile fare carriera per una donna: lo è tanto quanto per un uomo. Occorre metterci tanto impegno, guardare le cose a fondo. Se ho avuto difficoltà o provato imbarazzo nell’essere donna? Mai. Anche perché credo di mettere l’interlocutore a suo agio, nel senso che parlo la sua stessa lingua. Bastano pochi minuti e la competenza prende il sopravvento, si va al di là del genere. Ecco: quello che conta

“In effetti - spiega Eleonora Sciascia - da giovane non è stato facile. Nei miei confronti c’era sempre quell’atteggiamento di accondiscendenza che mi faceva sentire fuori posto. Del resto di figure femminili ve n’erano ben poche ed erano impegnate in ruoli amministrativi o di segreteria”. Eleonora Sciascia nel 1990 diventa assistente dell’Amministratore Delegato e, dopo la maternità, due anni di marketing e l’arrivo al la massima posizione nel settore Promozione ed eventi van e truck. “Faccio tutto - aggiunge la manager Daimler - con grande passione, è una mia caratteristica. Certo oggi per le donne è più facile, ma quando ho cominciato un ruolo di responsabilità per la donna era tutt’altro che semplice. Nel nostro settore, il truck e l’utente maschio era una costante inscindibile e il management era lo specchio di tale realtà. Nelle riunioni ero sempre l’unica donna. E non è stato facile prendere la parola, avanzare la mia proposta, far capire che la mia era una proposta frutto di esperienza, competenza, ragionamento e approfondita analisi. Mi ha sostenuto la passione e la consapevolezza che le mie erano proposte coerenti e nelle quali credevo” In un ruolo decisamente operativo, troviamo poi Corinna Regalli, diploma in Ragioneria e laurea in Giurisprudenza, in Mercedes-Benz Italia dal febbraio del 2004 come venditrice usato van e truck. “Non è facile imporsi nel mondo del lavoro dichiara Corinna Regalli - per una don na, anche perché la concorrenza è quanto mai agguerrita, an che tra i colleghi. Inoltre, all’inizio il cliente manifesta qual che perplessità o scetticismo. Il momento più difficile? Sicuramente quello iniziale quando ho dovuto farmi una cultura e una preparazione in fatto di truck e van di cui non conoscevo nulla. Poi, di giorno in giorno, ho acquisito la competenza che oggi i clienti apprezzano, insieme alla capacità di rassicurarli che è qualità tipicamente femminile. Ciò senza nulla togliere alla professionalità dei colleghi uomini”. Una pattuglia piuttosto folta di donne anche in Man Veicoli Industriali. Ne segnaliamo due. Si tratta di Eleonora Megliorini, veronese, 30 anni, studi tecnici e linguistici, inserita nell’Ufficio Stampa e Comunicazione del l’azienda di Dossobuono, dove è entrata dieci anni fa. L’altra è Marianna Benetti, vicentina, 29 anni, laurea in Ingegneria Meccanica, che si occupa delle problematiche tecniche e commerciali nell’ambito del brand Motori. E passiamo a Fiat Light

segue a pag. 12


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Quando il successo è rosa

segue da pag. 11 Commercial Vehicles dove troviamo una bella squadra femminile. A cominciare dalla Responsabile dell’ufficio stampa, Patrizia Griffa, classe 1951, arrivata in Fiat nel 1975, una laurea in Scienze Politiche. “Il settore per cui sono il tramite per la stampa specializzata - com-

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menta Patrizia Griffa, che ha avuto come maestra e guida la grande Maria Rubiolo, la donna che ha letteralmente inventato le relazioni pubbliche - è dinamico e concreto, qualità in cui si identificano anche i colleghi, uomini e donne, del brand con cui mi interfaccio quotidianamente. Il lavoro è senz’altro di squadra e ci coinvolge molto

Eleonora Megliorini - Man

Elena Cortesi - Ford

Monica Moro Beckert - Volvo

Marianna Benetti - Man

Antonella Del Duca - Ford

Cristina Gmeiner - Volvo

nel raggiungere gli obiettivi che ci poniamo di giorno in giorno. E sono tanti!”. Accanto a Patrizia Griffa troviamo Isabel de Haan, in Fiat Group Automobiles dal 1997, dal 2005 Area Manager Sales Europe di Fiat Professional, sposata, due figli, 42 anni, laureata in Giurisprudenza Internazionale; inoltre, Antonella Terlizzi, in Fiat Group Automobiles dal 2004, dal 2007 Sales Planning Fiat Professional, sposata, 44 anni, una figlia, laureata in Economia e Commercio, Ma ster in Finanza Aziendale; e an cora, Daniela Boetti, in Fiat Group Automobiles dal 2003, dal 2007 Product Manager Fiat Professional, 29 anni, laureata in Ingegneria Gestionale, Master in Logistica e Marketing. Lo schieramento al femminile in Fiat Professional continua con Laura Iascone, in Fiat Group Automobiles dal gennaio 2007, dal 2007 Marketing and Communication Fiat Professional, sposata, 39 anni, una figlia, laureata in Economia e Commercio, prosegue con Adriana Volpato, in Fiat Group Automobiles dal 1988, dal 2005 Fiat Professional Commercial Training, sposata, 41 anni, 2 figli, di plomata in Ragioneria, con Carla Fontanella, in Fiat Group Automobiles dal 2001, oggi Product Manager Fiat Professional, 30 anni, laureata in Ingegneria Gestionale. “Al contrario di quanto si potrebbe pensare, all’interno del nostro gruppo di lavoro - sottolinea Daniela Boetti - il clima è positivo e il contesto lavorativo è stimolante e gratificante. Non si percepiscono differenze con i colleghi sia nel raggiungere gli obiettivi sia nelle relazioni fra le diverse competenze. Verso l’esterno si verificano due situazioni estreme: da un lato, in quanto donne, dobbiamo superare le iniziali diffidenze dell’interlocutore e passare delle prove maggiori per dimostrare la nostra competenza. Dall’altro, le naturali caratteristiche delle donne (sapere ascoltare, la diplomazia, l’intuito, la flessibilità) fanno sì che determinate situazioni vengano risolte in una maniera concreta e originale”. LA RICERCA DELLA SPECIALIZZAZIONE

Patrizia Sala - Peugeot

Marilena Ferreri - Mercedes-Benz

Eleonora Sciascia - Mercedes-Benz

Corinna Regalli - Mercedes-Benz

Julia Wilson - Melian

Karin Scanzoni - Melian

Federica Bennato - Volkswagen

Arianna Bollini -Peugeot

Souad Wrixen - Peugeot

In Ford Italia, dall’inizio dello scorso anno Commercial vehicles brand manager è Antonella Del Duca, nata a Roma il 24 febbraio 1974, laurea in Scienze statistiche ed economiche presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha iniziato in Ford Italia come specialista di prodotto nel settore marketing per il lancio del Transit dell’ultima generazione. Prima del l’attuale incarico ha ricoperto la po sizione di Finance analyst con specializzazione per i veicoli commerciali, poi Commercial vehicle pricing analyst in Inghilterra per due anni e mezzo e poi un anno Car pricing ana lyst sempre in Inghilterra. Due sono le sue grandi passioni, la famiglia e il Transit. “Quan do si è appassionati di qualcosa - dice Antonella Del Duca - non è così difficile farsi accettare e stimare, è forse più facile che per un uomo. Personalmente non ho mai vissuto momenti difficili dovuti all’essere una donna nel business dei commerciali”. Un altro bel volto femminile in Ford Italia è quello di Elena Cortesi a capo della Direzione comunicazioni e pubbliche relazioni. Quarantadue anni, originaria di Brescia, una laurea in Business Administration, in Ford dal 1° gennaio 2000, Ele-

na Cortesi ha iniziato la sua carriera professionale nel mondo motoristico, come Area manager della zona di Bologna, per poi divenire direttore dello sviluppo rete e passare ai veicoli commerciali, dapprima come direttore vendite aziendali e usato e dal febbraio 2006 con l’attuale incarico. “Per me - afferma - il mondo dei motori è molto stimolante, si lavora in un ambiente composto di grandi professionisti. Come donna non ho avuto particolari difficoltà, se non, in alcune occasioni, la sottovalutazione da parte degli interlocutori sulla mia preparazione. Ma se si met te sul piatto competenza e professionalità, il rapporto che s’instaura con i colleghi maschi diventa estremamente facile”. CRESCERE NEL MONDO DEI MOTORI Manager donna a capo delle Relazioni esterne e stampa anche in Peugeot Italia. Patrizia Sala, 54 anni, è una “self-manager”, cresciuta nel mondo dei motori negli anni Settanta. Assunta in Peugeot nel 1973, dal 1977 ha iniziato a occuparsi di vendite speciali, marketing, pubblicità, organizzazione di eventi e convention. Nel 1995 la formazione della Direzione relazioni e informazioni esterne, di cui ha preso le redini nel 1996. “Siamo una bell’équipe dichiara Patrizia Sala - e sono contentissima. Se è stato difficile in un settore maschile? Certamente quando ho cominciato a lavorare non è stato facile, ma io dico sempre che, in o gni caso, per essere credibile una donna che occupa posizioni di rilievo deve fare almeno il cinquanta per cento in più rispetto all’uomo: è tutto più difficile. Per quanto mi riguarda non mi sono presentata come colei che pretendeva di sapere tutto, dal punto di vista tecnico. Piuttosto, ho messo a disposizione dell’azienda le mie capacità in termini di trasmissione al l’esterno dell’immagine e delle iniziative aziendali. Sono molto contenta dell’esperienza vissuta e continuo a essere soddisfatta del mio lavoro”. Nell’équipe di Philippe Vidal, direttore dei veicoli commerciali Peugeot, invece, operano Arianna Bollini e Souad Wrixen. La prima, 26 anni, laurea in Economia Aziendale con specializzazione Marketing, una grande passione per il mondo dell’automobile, è stata assunta in Peugeot Italia nel settembre 2006 con l’incarico di specialista prodotto veicoli commerciali. “Il mio compito afferma - è quello di seguire i veicoli commerciali durante tutto il loro ciclo di vita, analizzare il mercato e la concorrenza, in mo do da posizionarli nella maniera più competitiva nel mercato”. Souad Wrixen, invece, entrata nel gruppo francese nel luglio 1988, sposata in Inghilterra dove ha perfezionato il percorso universitario con un Master in marketing, tre figli (due maschi di 20 e 8 anni, una femmina di 14), laurea in Economia e Lingue, è arrivata tre anni fa in Peugeot Italia, dove oggi ha l’incarico di Responsabile Prezzo-Prodotto, Mercato e Omologazioni con una squadra di Specialisti Prodotto che seguono e anticipano l’andamento del mercato italiano per poter offrire una gamma sempre adatta, innovativa e competitiva a confronto con la concorrenza. Da Milano a Salorno, in provincia di Bolzano, dove ha sede la società che importa e distribuisce i prodotti Tata. Qui chief

executive officer è Julia Wilson, originaria di Exeter, nel sud della Gran Bretagna, fin da giovane una grande passione per i motori, ap prodata nel nostro Paese per frequentare un corso di lingua italiana, poi fermatasi definitivamente. In Italia, insieme al socio Adriano Doriguzzi, fonda negli an ni Novanta la Melian Italia, per l’importazione e la distribuzione dei prodotti della indiana Tata. “I primi passi - ricorda - non sono stati facili, ma oggi Tata è un marchio che gli italiani hanno imparato a conoscere e apprezzare. Con i veicoli commerciali leggeri abbiamo fatto un buon lavoro e i nuovi prodotti che sono al l’o riz zonte non potranno che far crescere il nostro business”. In Melian Italia troviamo anche Karin Scanzoni, Pr & Marketing Manager. A parte un breve trascorso come insegnante di tedesco e storia e qualche intervallo riflessivo lontano dal mondo automobilistico, praticamente si occupa da sempre di pub bliche relazioni, ufficio stampa e marketing. Ha esordito in Suzuki, quando l’importatore aveva sede a Ora, in provincia di Bolzano, ha collaborato con Subaru, agli albori della distribuzione in Italia, passando poi per Bugatti Automobili. Per un periodo ha collaborato anche con Kia, proprio all’inizio della importazione nel nostro Paese. “Nel 1998 - dice Karin Scanzoni - ho accettato con entusiasmo questo incarico anche e soprattutto perché mi piaceva l’idea di poter lavorare su un marchio tutto nuovo per l’Europa. Una bella esperienza, rara oggigiorno, ancora stimolante e in continua evoluzione! Non solo in campo automobilistico ma in generale, fare comunicazione oggi è senz’altro più complesso che in pas sato. Occorre una grande conoscenza e molto impegno, sia a livello di “media” che di contenuti. Nessun problema ad essere donna, ci sono sempre state nel nostro settore. Non è stato difficoltoso nemmeno per il comparto dei veicoli commerciali, in quanto Tata propone una linea di pick up che oggigiorno praticamente rientrano qua si nei segmenti delle automobili”. CARRIERE CHE INIZIANO PRESTO Direttore Ufficio Stampa e Pr al femminile anche in casa Volkswagen Group Italia. Si chiama Federica Bennato e ha iniziato presto a operare nel settore. “Sì - racconta Federica Bennato - è tuttora difficile lavorare nel settore automobilistico e dei truck, che rimane prettamente maschile. Purtroppo le donne in questo campo sono an cora poche e, probabilmente per questo motivo, conquistare la fiducia, e di conseguenza crescere e fare carriera, risulta mol to faticoso. Credo che la ragione stia principalmente nella cultura e nella mentalità comuni: le donne di motori non ne capiscono niente per definizione, secondo l’opinione generale. E far cambiare idea, si sa, richiede molte energie e molto impegno”. Momenti di difficoltà nella carriera professionale? “Sì - risponde - soprattutto all’inizio, quando dovevo farmi conoscere. La credibilità l’ho ottenuta pian piano dimostrando tre volte tanto rispetto agli uomini. Ogni decisione era una conquista, ogni volta e sempre daccapo. La fiducia non era mai assodata, ma sempre in discussione. Dopo però, con il passare del tempo, le cose si sono stabilizzate e la differenza con i colleghi uomini non è più così evidente”.


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NUOVO NISSAN CABSTAR Solo chi lavora duro sa quali sono i segreti per lavorare meglio. E gli ingegneri Nissan ne conoscono molti. È da questa esperienza sul campo che nasce il nuovo Nissan Cabstar. Con una portata massima di 1.800* kg ai vertici della sua categoria; con la nuova cabina ribaltabile di serie, ancora più ampia e in grado di ospitare comodamente 3 persone; con il nuovo dispositivo “Easy Hill Start” che consente la ripartenza in salita anche a pieno carico con rilascio automatico del freno e con le nuove grintose motorizzazioni Euro4 2.5 e 3.0 Common Rail di ultima generazione con potenze da 110 CV a 150 CV. E con il nuovo servizio di assistenza Nissan, rapido, efficiente e di qualità, avrai sempre a tua disposizione un’officina mobile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Scopri subito il nuovo Cabstar. Visita il sito www.nissan-veicolicommerciali.it e vieni nelle concesssionarie Nissan della rete truck. Per conoscere la concessionaria Nissan più vicina chiama ProntoNisssan 800.105.800 o vai su www.nissan.it

business


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IVECO / “IVECO FOR YOU”, IMMAGINI DEL VISSUTO QUOTIDIANO DI DODICI CLIENTI di Fabio Basilico M ILANO - È stato presentato nel la cornice della Triennale Bovisa, nuova sede della Triennale di Milano dedicata all’arte contemporanea e alla contemporaneità, il libro “Iveco for You - storie di vita quotidiana”, l’opera che racconta attraverso dodici storie il vissuto quotidiano dei clienti Iveco e il ruolo di primo piano che i prodotti della Casa torinese occupano nella vita di tutti i giorni. Un libro fotografico, dunque, che sfrutta abilmente le qualità di una delle arti che più hanno segnato il percorso espressivo contemporaneo. Realizzato da Alberto Alquati, “Iveco for You” vuole essere testimonianza di alcune delle molte attività, dai gesti più semplici fino al professionismo più sofisticato, che ogni giorno vengono portate a compimento con i veicoli Iveco. Ma anche documento di come Iveco faccia proprie le esigenze del cliente e i suoi obiettivi per poter innovare ed essere competitivi giorno dopo giorno, così che il successo dell’uno sia successo dell’altro. TESSERE DI UN GRANDE MOSAICO Dodici capitoli per un’unica lunga storia, che parte dal veronese con le vicende di un mulino e dell’attività svolta da un Eurocargo, per poi spostarsi a Milano, nel periodo natalizio, quando un Daily diventa fondamentale alleato nella consegna dei pacchi dono nel traffico del capoluogo lombardo. È poi la volta dei mezzi Irisbus e delle persone che li utilizzano nei contesti e nelle situazioni più diverse, per raggiungere quotidianamente il posto di lavoro o per una gita turistica all’ombra dell’Arena di Verona in una calda giornata di primavera. A seguire le immagini dei

La vita tra camion e bus in un rapporto di partnership che ha fatto notizia. “Il libro - spiega nella sua introduzione Paolo Monferino, Amministratore delegato di Iveco - vuole raccontare il vissuto di alcuni nostri clienti che usano i nostri veicoli progettati, come amiamo dire, da professionisti per permettere ad altri professionisti di conseguire efficienza operativa e crescita economica. La raccolta di immagini testimonia come il cliente sia al centro delle nostre attività, perché abbiamo obiettivi comuni: vincere le sfide di ogni giorno, reinventare quotidianamente il nostro vantaggio competitivo per giocare la prossima mossa anticipando i concorrenti”. Il volume “Iveco for You” può essere acquistato on-line

Vi gili del Fuoco di Brescia e del loro Superdragon X8, quelle dei pescatori di Santa Margherita Ligure e del loro Daily, i boschi della Garfagnana come sfondo dell’intenso lavoro di un Astra HD8 e dei boscaioli. Il cammino prosegue all’Interporto di Bologna dove i materiali trasportati su rotaia giungono alla loro finale destinazione solo grazie alle capacità di carico e alle possenti ruote dello Stralis. L’ottavo capitolo racconta il viaggio in Romania dei medici di “Overland for smile” per donare un sorriso ai bambini rumeni con un Eurocargo appositamente adibito a studio dentistico mobile. Nello scorso mese

Gli scatti di Alberto Alquati rendono viva testimonianza di alcune delle molte attività che ogni giorno vengono portate a compimento con i veicoli Iveco. Protagonisti tutti i modelli, dal Daily all’Eurocargo, dal Trakker allo Stralis, dall’Astra all’Europolis e al Domino. di settembre il viaggio è stato se guito in prima persona dal giornalista Toni Capuozzo, che racconta la sua esperienza in una breve e intensa introduzione al capitolo stesso. Nel nono capitolo le immagini di un Light Multirole Vehicle, un mezzo tattico a trazione integrale permanente, impegnato in Valtellina a supporto della Protezione Civile, che lo ha denominato “Icarus”. A seguire un

Trakker “scultore” impegnato nelle cave di marmo a Carrara. Nell’undicesimo capitolo protagonista è un Daily “Al servizio di Sua Maestà”, consegnando pacchi a Cambridge, nel la ridente campagna inglese. L’ultima parte del volume è dedicata alla sponsorizzazione della celebre nazionale neozelandese di rugby “All Blacks”. Due realtà che si sono legate per quattro anni, a inizio 2007,

sul sito www.bol.it al link ivecoforyou.bol.it o nei bookshop del le due sedi milanesi della Triennale, quella centrale in via Alemagna 6 e la sede distaccata della Bovisa in via Lambruschini 31. Tutto il ricavato della vendita sarà devoluto in beneficenza a “Overland for smile” per fornire un ulteriore aiuto concreto alla salute dentale dei bam bini bisognosi dei Paesi dell’est europeo.

All’interno dell’ampia gamma di veicoli commerciali leggeri, medi e pesanti, mezzi cava/cantiere, autobus urbani e interurbani prodotti da Iveco, una parte rilevante è quella dei veicoli speciali per applicazioni quali antincendio, missioni fuoristrada, difesa e protezione civile. Non è dunque un caso che anche a questi ambiti operativi, “Iveco for You” abbia dato ampia rilevanza. UOMINI E DONNE DI VALORE Iveco produce in 28 stabilimenti ubicati in 16 Paesi del mondo, con tecnologie sviluppate in 5 centri di ricerca. Oltre che in Europa l’azienda è presente in Cina, Russia, Australia, Argentina, Brasile e Sud Africa. Oltre 4.600 punti di assistenza in più di 100 Paesi garantiscono supporto in tutte le aree geografiche in cui c’è un veicolo Iveco al lavoro. “Dietro il successo dei prodotti e dei servizi Iveco - aggiunge Paolo Monferino - ci sono uomini e donne di qualità, determinati nell’assumersi le proprie responsabilità, affidabili perché di parola, consapevoli che le loro performance contribuiscono al successo del cliente, forti perchè uniti da uno straordinario spirito di squadra, rifiutando la mediocrità e perseguendo costantemente l’eccellenza. Offrendo soluzioni eccellenti per trasportare l’indispensabile e il necessario per la vita di ogni giorno”. La capacità di anticipare e quindi soddisfare le sempre più complesse richieste della clientela è una sfida quotidiana.


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ETI TRASPORTI DA 5 ANNI VIAGGIA CON SCANIA

Specialisti in intermodale navale Antonio Eufemia, fondatore della Eti Trasporti.

di Mattia Eccheli MASSA - È nato in Basilicata, è cresciuto in Piemonte ma ha deciso di insediarsi in Toscana e di lavorare con la Liguria. Antonio Eufemia è stato l’anima della Eti Trasporti, un’azienda di autotrasporto iscritta all’albo dal 1992 (da allora sono triplicati mezzi e addetti) e “convertita” a Scania da poco più di un lustro anche se la storia comincia prima. Molto prima. Oggi Eufemia ha passato la guida dell’impresa ai due figli, oggi soci e amministratori: “Per noi resta la persona più importante dell’azienda - commenta la 33enne Margherita - la più tollerante, con un rispetto e un’educazione che non fanno più parte del nostro ambiente, e una correttezza estrema. È la colonna portante e ancora crede in questo settore mentre da diversi anni l’autotrasporto non viene considerato con l’importanza appropriata: non ci danno la possibilità di crescere e i continui problemi dovuti al caro gasolio non vengono compensati e i maggiori costi sono tutti addossati sulla categoria”. Antonio Eufemia è nel ramo dalla fine degli anni Sessanta: ha lavorato per tre anni come autista prima di decidere, come molti, di mettersi in proprio. Nel 1972 inizia a lavorare con la sua azienda: “Avevamo un mezzo, un Fiat 691” ricorda. All’epoca era ancora in Piemonte, a Novi Ligure, dove è cresciuto assieme a una generazione di autotrasportatori che,

come lui, hanno fatto fortuna. Nel senso che si sono ingranditi e consolidati. Nel 1985 si trasferisce in Toscana, a Massa, dove già opera con quattro veicoli e una mezza dozzina di dipendenti. Due anni più tardi perde la compagna e decide così anche una svolta nell’assetto societario coinvolgendo l’allora figlio ventenne Luigi Pietro, al quale viene intestata l’impresa. Eti (acronimo di Eufemia Trasporti Intermodali) lavora solo in Italia e, pur concentrando le macchine in Toscana, opera lungo l’intero Paese, anche grazie alla recente apertura della sede di La Spezia. I problemi sono altri: “Qui aumenta tutto - accusa anche lui - dal gasolio ai pedaggi autostradali. E non c’è verso di recuperare questi costi con un aggiornamento delle tariffe. Sono state fatte grandi promesse all’intero comparto, ma finora non sono state mantenute”. La figlia entra più nel dettaglio: “Ci sono aziende che si mettono sul mercato a costi ridicoli taglia corto - visto che utilizzano i mezzi come alberghi e non ottemperano ai doveri retributivi o lasciano degli insoluti presso diversi fornitori. Questo permette ad alcune società di viaggiare a prezzi grotteschi creando problemi a chi invece rispetta le regole: è una concorrenza sleale che penalizza la legalità e i lavoratori”. In realtà, malgrado una congiuntura non troppo favorevole, anche il 2007 dovrebbe chiudersi con un aumento del fatturato che, ormai, oscilla attorno

ai 4,5 milioni di euro: “Speriamo” dice Antonio Eufemia, fra una boccata e l’altra della sua sigaretta. La Toscana è la regione dove Eti “pesca” i suoi clienti principali e la Liguria è quella dove consegna una parte della merce, perché la Eti è specializzata nell’intermodale gomma-acqua con containers. In passato, ad esempio, ha lavorato moltissimo con i Paesi arabi. E non è difficile intuirne le ragioni: “Tessuti”, chiarisce il 61enne imprenditore. Da Prato, i “cassoni” carichi di preziosi filati venivano dirottati verso il porto di La Spezia e imbarcati sulle navi dell’armatore Ignazio Messina: “Ma trasportiamo veramente di tutto. La Ignazio Messina, per esempio, è uno dei nostri migliori clienti”. Oggi la Eti è una delle aziende italiane di medie dimensioni maggiormente specializzata nell’intermodale navale. Nel frattempo l’azienda è cresciuta: nel 1990 è stata aperta appunto una filiale a Prato cui è seguita l’anno successivo l’inaugurazione di una seconda sede a Massa. E nel 2006 è arrivata anche la rappresentanza a La Spezia che ha completato lo scacchiere strategico delle attività di Eti. “Ulteriori sviluppi? Non sarà facile avverte Margherita - perché i conti sono difficili da far quadrare considerando l’esorbitante aumento dei costi e anche i problemi crescenti nell’ottenere pagamenti regolari. Finora siamo riusciti a crescere grazie anche al la fiducia che gli istituti di credito hanno avuto in noi”. Un passo alla volta e solo

do po essersi assicurato che quello precedente sia stato compiuto su un terreno sicuro: si muove così l’azienda ormai di famiglia. Di famiglia poiché anche la figlia Margherita ha cominciato a lavorare nell’impresa occupandosi di contabilità. Luigi, invece, è responsabile per il settore del trasporto. I trattori stradali sono ormai quasi una trentina, 28 per la precisione, ai quali vanno sommati anche i sessanta semirimorchi, in prevalenza Acerbi e Cardi (cinquanta complessivamente) con l’inserimento recente di una decina di olandesi Broshuis. L’età media della flotta è di quattro anni con una percorrenza complessiva stimata in 600mila chilometri per ogni mezzo. Scania è il principale fornitore di Eti: “È successo nel 2001 precisa Eufemia - quando abbia-

“ In oltre trent’anni di attività Eti Trasporti ha assunto un ruolo determinante sul mercato.

mo avuto qualche problema con un’altra casa e abbiamo incontrato Paolo Benedetti della Lipiscandia di Livorno. Ci siamo trovati bene: abbiamo ricevuto un trattamento puntuale e preciso”. “Questi di Scania sono gente seria” insiste l’ad. “Il servizio che ci forniscono è buono ma loro stanno a Livorno e noi a Massa, cioè a settanta chilometri di distanza” sorride. I mezzi provenienti da Södertälje sono la maggioranza, diciotto: “Sono macchine affidabili, anche se magari c’è da migliorare un poco il comfort perché la concorrenza è migliorata parecchio” taglia corto. La flotta è composta da 480 e 500, anche se soltanto uno è attrezzato con il cambio automatico: “Guardi argomenta il fondatore dell’azienda - non c’è niente come un autista capace per sfruttare al meglio i motori. Per questo insistiamo sul cambio manuale”. E dei suoi autisti, quasi tutti fra i 25 e i 45 anni di età e non soltanto italiani (ci sono anche alcuni extracomunitari: un tunisino, tre albanesi, un nigeriano, un senegalese e un marocchino), Antonio Eufemia è estremamente soddisfatto: “In passato cercavamo solo autisti italiani - ammette - soprattutto per via della lingua, ma oggi che questo non è più un problema scegliamo indipendentemente dalla nazionalità. Anche perché gli stranieri apprezzano le positive differenze che ci sono nel

lavorare in Italia rispetto ai loro Paesi e dimostrano rispetto”. L’altra decina di trattori è sud divisa fra Volvo (sette) e Daf (tre), marchio del quale ha anche la rappresentanza come officina autorizzata: “L’abbiamo voluta due anni fa per fare l’assistenza sui nostri mezzi aggiunge - ma adesso lavoriamo anche per terzi”. E anche questo ramo d’azienda, che occupa 4 persone, rientra nel fatturato complessivo. In realtà, la Eufemia Service garantisce pure ricambi per automezzi di ogni marca nonché un servizio per trattori in panne nonché la vendita di rimorchi con la possibilità di accedere a leasing o finanziamenti legati a società d’intermediazione. Circa i pneu matici, Eu femia Service propone Michelin e Pirelli. Per le proprie attività, Eti si affida anche a una quindicina di padroncini che si aggiungono al la quarantina di dipendenti del gruppo. L’azienda è attrezzata anche per effettuare trasporti in ADR con personale specializzato e automezzi specifici per simili servizi. Il sito (www.etitrasporti.it) ricorda anche che “disponiamo di un carrello elevatore 35T per lo spostamento, scarico e il ricarico delle merci”. I container sono prevalentemente i 40Hc. Ai clienti l’impresa di Massa assicura sistemi di sicurezza antifurto e controllo posizionamento mezzi antirapina.

Fondata nel 1972 da Antonio Eufemia, guidata oggi dai figli Margherita e Luigi Pietro, l’impresa toscana ha realizzato la sua prepotente crescita facendo leva su un servizio all’insegna della massima professionalità. Grande soddisfazione per la collaborazione con il costruttore di Södertäljie.


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“ “Sollevare è il nostro mestiere” FASSI / VENTATA DI NOVITÀ NEL GRUPPO DI ALBINO

La linea Evolution si arricchisce di nuovi modelli. Al debutto la gamma T, pensata per essere impiegata in specifiche situazioni, ad esempio soccorso stradale o servizi di rimozione forzata.

di Massimiliano Campanella

A LBINO (Bergamo) - Nuovi modelli che si prestano per i più svariati campi applicativi, a soluzione di qualsiasi esigenza di sollevamento, in piena sicurezza e garantita da una consolidata affidabilità. Versioni caratterizzate dall’estrema modularità e da un elevato contenuto tecnologico. E nel futuro? Un’inedita gamma “T”, pensata per rispondere alle esigenze di un mercato specifico. Ci sono tutti questi ingredienti nella ventata di novità invernali in casa Fassi Gru, gruppo aziendale con sede operativa e amministrativa ad Albino, città alle porte di Bergamo. Tra le novità di spicco la nuova F165ACXP.25 Evolution (16,5 ton nellate/metro) su Volvo a due assi con cassone ribaltabile, l’allestimento ideale per la distribuzione di materiale edile nei centri urbani. Dotata della tecnologia che caratterizza la gamma Fassi Evolution, capace di stabilire un’innovativa sinergia tra elettronica, meccanica e idraulica, ha una portata max di 4,75 ton e dispone del braccio “C”. È in grado quindi di effettuare con velocità e sicurezza operazioni di carico e scarico di pesanti macchinari edili, come miniscavatori, compressori o generatori, o di carichi voluminosi come bobine elettriche. La versione a cinque sfili idraulici consente di superare altezze di 17 metri e, grazie al dispositivo Prolink che offre la possibilità di incrementare l’angolo di apertura del braccio secondario di 15 gradi, è possibile operare con notevole agilità anche all’interno di capannoni con altezza da terra ridotta. Per chi affronta molteplici tipologie di lavoro l’ideale è la nuova F660AXP26 L425 Evolution (66 tonnellate/metro) allestita, in esecuzione scarrabile, su autotelaio Man a quattro assi con cassone fisso. Questo veicolo, grazie alla possibilità di intercambiare la carrozzeria con altre attrezzature quali betoniere e cassoni fissi o ribaltabili, offre la possibilità di adeguarlo per sfruttarne le potenzialità al cento per cento. La F660AXP è l’allestimento ideale per le aziende che fanno del sollevamento il loro principale impiego. Con il Jib idraulico L425 a sei sfili, la gru è in grado di superare edifici di oltre 30 metri di altezza e, con l’ausilio del verricello idraulico, di effettuare pose oltre facciata con estrema velocità e precisione. L’elevazione del braccio principale arriva a 82 gradi ed è coadiuvato dal sistema di articolazioni con Prolink: un martinetto secondario più lungo permette di aumentare fino a 20 gradi l’angolo di lavoro sopra la linea orizzontale. Ciò consente di poter lavorare meglio in prossimità di pareti verticali. Viene infatti ridotta la distanza fra gru e parete, evitando così di ingombrare troppo la carreggiata di un’eventuale strada di passaggio. I settori di utilizzo principali vanno dal trasporto di macchinari edili e non, montaggi industriali, lavori aerei di lattoneria o di posizionamento di materiali in cantiere dove per non esistano gli spazi necessari per l’utilizzo di tradizionali gru e dili. Grazie alla tecnologia “easy to use” l’operatore è co-

stantemente informato tramite il display presente sul radiocomando RCH dello stato operativo della gru, mentre il dispositivo ADC controlla la dinamica della gru adeguandone la velocità interagendo con il distributore digitale D900 Flow Sharing. Ideale per la movimentazione di pezzi lunghi e pesanti è la nuova F800BXP24 L426 Evolution (80 tonnellate/metro) allestita su autotelaio Man a quattro assi con pianale fisso allungabile. Questa nuova configurazione di gru si adatta specificatamente a lavori aerei che richiedono una distanza dal centro di rotazione elevata a bassa quo ta. Grazie al Jib idraulico L426 a 6 sfili è possibile raggiungere il centro di una capriata da 27 metri lavorando a un’altezza di 16 metri dal suolo, mentre il pianale estensibile consente il trasporto in sicurezza del materiale ingombrante. L’utilizzo principale di questo allestimento è nel cam po dei montaggi industriali come solette prefabbricate, travi in legno lamellare, portali o lastre per coperture industriali. Per coprire esigenze sempre più personalizzate anche nella gamma di gru di grande capacità Fassi propone la nuova F1300AXP24 Evolution (130 tonnellate/metro) allestita, in esecuzione scarrabile, su autotelaio Scania quattro assi con cassone fisso. La F1300AXP in que sta nuova configurazione, che vede per la prima volta applicazione in Italia, è figlia del progetto F1500, attualmente il top di gamma Fassi. Caratteristiche principali di questa versione, oltre alla possibilità di rendere intercambiabile la sovrastruttura, sono l’altezza da terra in posizione di trasporto di soli 3.500 mm, la capacità di 23 ton a 4 metri, e la portata residua sul veicolo che può arrivare a seconda dell’allestimento fino a 9 ton. L’estrema potenza sviluppata dal braccio secondario, in grado di sollevare a oltre 13 metri 16 tonnellate, trova impiego nei lavori di montaggio industriale come strutture metalliche per capannoni, montaggi di gru a ponte, soccorso stradale di veicoli industriali o montaggi di capannoni prefabbricati. Nel segmento delle gru dedicate al soccorso stradale troviamo la nuova F150ATXP14 (15

tonnellate/metro), modello monobraccio. La linea, che si articola da 13 a 19 tonnella-te/metro, è stata sviluppata dopo un’attenta valutazione delle esigenze del mercato specifico dei carri soccorso, realizzando un prodotto altamente performante in linea con la qualità e le scelte tecniche Fassi. La gamma è accessoriabile con comandi supplementari, stabilizzatori rotanti idraulici, e disponibile in versione Evolution, che prevede

distributore di comando digitale D850, radiocomando dotato di display RCH, dispositivo elettronico di controllo del carico FX800 (architettura Can-Bus). E nel futuro? Tra le più importanti novità che prossimamente Fassi presenterà al mercato troveremo la Gamma T. “Sarà sicuramente - ha dichiarato Giovanni Fassi, amministratore delegato del Gruppo una novità assoluta per il mercato, specialmente quello dedi-

cato al soccorso e recupero mez zi. Infatti, questa nuova gamma di gru è stata pensata per poter essere impiegata in specifiche situazioni, ad esempio nell’essere utilizzata per soccorso stradale o per servizi di rimozione forzata”. Per questa tipologia d’impiego, la doppia articolazione non è necessaria e quindi la caratteristica prin cipale della gamma T è quella di avere, oltre alla colonna senza principale, un solo

braccio provvisto di più sfilamenti, con martinetti estensione posizionati lateralmente per garantire, in configurazione di trasporto, la massima altezza di carico. A comporre la Gamma T saranno 4 modelli in due versioni. “Semplicità e immediatezza - ha concluso Fassi - saranno fattori rilevanti che la Gamma T offrirà ai suoi utilizzatori. Sul mercato si presenterà con i più moderni plus tecnologici”.

Porta la sigla F950AXP l’ultima novità dell’azienda bergamasca

Sulla strada di una continua rivoluzione

ALBINO (Bergamo) - L’attenzione dedicata da Fassi alle gru di alta capacità, oltre le 50 tm, ha fatto sì che il Gruppo di Albino sia divenuto leader assoluto in questo segmento. E l’ultimo modello del progetto Evolution Concepì, la F950AXP, va ad arricchire l’Evolution Concept che negli ultimi tre anni ha dato alla luce 65 nuovi modelli e amplia l’offerta di modelli disponibili nella fascia dalle 80 tm alle 100 tm. Collocandosi tra il modello F800BXP e il modello F1100AXP e concepita seguendo il principio costruttivo Fassi “Made for you”, saranno disponibili versioni fino a 8 sfili idraulici configurabili con ben quattro diversi modelli di Jib (fino a 6 sfili idraulici per gru a 8 sfili). Il modello F950AXP Evolution è il nuovo punto di riferimento nel mercato delle gru articolate da 90/100 tm che, grazie al momento massimo di sollevamento di 80,1 tm e la tara di soli 7.300 kg (nella versione 24), detiene il miglior rapporto peso/potenza in assoluto della categoria. Nella versione F950AXP.28 L426 solleva a 31,90 m in orizzontale 585 kg, mentre il carico massimo sollevabile in versione F950AXP.24 a 4,10 metri è di 19.180 kg. F950AXP utilizzerà l’innovativo dispositivo JDP Jib Dual Power che consente di incrementare del 30 per cento le prestazioni del Jib in funzione delle aree di lavoro. Questo sistema permette di scegliere la gru con il massimo dello sbraccio idraulico senza rinunciare alle performance delle

versioni più corte. L’esclusivo sistema con biella e forcella, Fassi Double Link Technology, combinata al dispositivo Prolink, che aumenta l’angolo di apertura del braccio secondario di 15 e di 10 gradi quello del Jib, rende possibile effettuare lavori all’interno di fabbricati anche con altezza ridotta in piena sicurezza, monitorando elettronicamente gli angoli di lavoro. Il dispositivo XF extra fast che comprende, oltre alle valvole rigeneratrici sui bracci sfilabili, speciali valvole di blocco con pilotaggio a bassa pressione, consente di ottenere velocità e manovrabilità impareggiabili con la possibilità di disattivare il sistema direttamente dal radiocomando quando si necessita della piena potenza della gru. Il sistema “XP” Extra Power, che equipaggia il modello F950AXP, permette di avere una riserva di potenza da utilizzare nelle situazioni di lavoro più difficili e problematiche per l’entità del carico o per le condizioni dinamiche particolarmente impegnative. Il distributore idraulico digitale D900 flow sharing (antisaturazione elettronico), anch’esso di esclusiva progettazione Fassi, consente una distribuzione proporzionale dell’olio, permettendo alle funzioni gru che vengono attivate contemporaneamente, di muoversi proporzionalmente alla quantità d’olio richiesta dall’utilizzo. La movimentazione della gru avviene esclusivamente tramite il radiocomando integrato Fassi RCH che, oltre a comandare tutte le funzioni della gru compresa la stabilizzazione, è in grado, tramite l’ampio display lcd, di informare con immediatezza l’operatore in merito allo stato d’uso della gru fornendo un’interfaccia utente a icone semplice e intuitiva. Grazie al sistema elettronico di controllo integrato IMC di esclusiva progettazione Fassi, è possibile elaborare in tempo reale un enorme numero di informazioni provenienti dai sensori della gru e gestirne le sicurezze garantendo le migliori condizioni operative per assicurare prestazioni ottimali relativamente alle specifiche situazioni di lavoro. Caratterizzato dall’architettura Can-Bus, il sistema è in grado di gestire, oltre la limitatore di carico intelligente FX800, il dispositivo di controllo della dinamica ADC che in modo completamente automatico consente di eliminare le oscillazioni dinamiche del carico in modo attivo garantendo l’eccezionale sensazione di sicurezza e comfort caratteristica esclusiva delle gru Fassi ormai apprezzate dagli operatori di tutto il mondo. La manutenzione è stata ulteriormente semplificata grazie all’utilizzo delle esclusive boccole dei perni in speciale materiale “autolubrificante senza manutenzione” concepite per durare il totale dei cicli di lavoro previsti per la vita della gru.


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Aziende alla ribalta

IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

RANGONI TRASPORTI / ANCHE GRAZIE A DAF UNA CRESCITA CONTINUA

Professionisti del trasporto carta È la storia di quattro generazioni di trasportatori, la cui attività inizia negli anni ’30 con Umberto Rangoni, proseguita negli anni ’50 da Ottorino Rangoni, quindi negli anni ’70 da Angelo Rangoni e a partire dal 1996 dai suoi figli Mirko, Michael e Luca che, pur tra mille difficoltà, riescono a dare un decisivo sviluppo alle attività dell’azienda, trovando in Daf un partner di grande affidamento.

di Paolo Altieri OSTERIA GRANDE - Ci troviamo un giorno nei primi di dicembre nella sede della Rangoni Trasporti in località Osteria Grande, poco lontano da Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna. È già sera, ma l’attività negli uffici ha un ritmo febbrile. Qui abbiamo appuntamento con Mirko Rangoni per una intervista con la quale raccontare una delle tante storie di fatica e di successi di un’azienda di trasporti, le cui origini risalgono agli anni ’30 e che oggi rappresenta una bella realtà proiettata verso ulteriori successi. Ci troviamo di fronte un giovane di 37 anni, Mirko Rangoni appunto, che se avesse qualche chilo in meno potrebbe sembrare il fratello gemello dell’attore Leo nardo Pieraccioni. Ha la stessa aria scanzonata, lo stesso sguardo limpido sotto il quale però si cela una feroce determinazione, che è quella che gli ha consentito di superare lo shock dell’immatura scomparsa, nel 1996, del padre Angelo, caricandosi giovanissimo sulle spalle, insieme ai fratelli Luca e Michael, oggi 30enne, la dura responsabilità dell’azienda sulla quale qualche concorrente già immaginava di mettere le mani. Irriducibile single, una passione sfrenata per quella che fu la grande Virtus di pallacanestro, della quale non si perdeva alcun match importante, arrivando perfino a noleggiare un aereo per seguire a Barcellona una finalissima europea contro l’AEK di Atene, accompagnato costantemente dall’enorme alano Poldo (“mi venne regalato per un compleanno”, dice), Mirko Rangoni è oggi titolare della Rangoni Trasporti insieme ai fratelli Michael e Luca, anche se quest’ultimo ha scelto la strada dello sport, correndo co-

Mirko Rangoni, titolare della Rangoni Trasporti insieme ai fratelli Michael e Luca. me pilota ufficiale di un team Bmw nel Campionato Mondiale Turismo. Un’azienda, la Rangoni Trasporti, che oggi opera in una struttura di 7.000 metri quadrati, dove si fa anche logistica, conta una flotta di 50 trattori e carri, quasi tutti Daf, tra XF 95 e XF 105, una quantità sterminata di semirimorchi, a metà tra Schmitz e Viberti, 65 dipendenti, per il 90 per cento autisti, con un fatturato che nel 2007 ha toccato i 9 milioni di euro, pari al 20 per cento di incremento rispetto al 2006, e con una previsione di crescita nel 2008 a 10 milioni di euro. TRE FRATELLI DINAMICI E DILIGENTI È una storia, quella della Rangoni Trasporti, simile a tante altre, che è stata scritta finora da quattro generazioni di una famiglia che ha sempre avuto l’autotrasporto nel sangue. “Il tutto comincia - racconta Mirko Rangoni - negli anni ’30 con il bisnonno Umberto che si inventa trasportatore con un carretto

e due cavallini, con i quali faceva piccole consegne nella zona di Ozzano Emilia dove era nato. Negli anni ’50 l’attività passa nelle mani di mio nonno Ottorino che si dota di un robusto Lancia Esatau con il quale si specializza nel trasporto di grano nella zona di Bologna”. “Sarà mio papà Angelo - aggiunge - sul finire de gli anni ’60, a dare un decisivo sviluppo alla Rangoni Trasporti con tutta una serie di Fiat 682, bellissimo il modello N4 tipo Esportazione con terzo asse Battaglino, con i quali avvia una proficua collaborazione con il quotidiano Il Resto del Carlino per il trasporto delle bobine di carta, dallo stabilimento di Intra alla tipografia a Bologna”. Il trasporto della carta da stampa diventerà gradualmente la grande specializzazione della Rangoni Trasporti, la cui sede all’epoca era in via dell’Idraulico nella zona Roveri di Bologna. “Già sul finire degli anni ’90 - prosegue - la nostra flotta contava una quindicina di camion, quasi tutti Fiat e Iveco e

Angelo Rangoni, scomparso a soli 57 anni. rigorosamente gommati Pirelli. In verità, nel 1986 papà decise di fare anche una piccola esperienza, poco convinta allora, con 2 trattori Daf 3600 ATI. Un vero e proprio preludio alla scelta definitiva di un po’ di anni dopo a favore del marchio olandese. Una scelta che non potè fare del tutto mio padre che a soli 57 anni, nel 1996, muore a seguito delle radiazioni del disastro di Chernobyl, rimediate in Svezia dove si trovava per una gara di truck proprio nel giorno dello scoppio della centrale nucleare. Sì, mio padre era un grande appassionato di gare di truck. È stato anche campione europeo della Classe 360420 con un Iveco 190 gommato Pirelli che per oltre 10 anni lo ha visto impegnato su tutti i circuiti europei in occidente come nei Paesi dell’Est”. La scomparsa di Angelo Rangoni è un duro colpo per i figli. Mirko all’epoca ha appena 27 anni e Michael soltanto 20. Non hanno una grandissima esperienza e la prospettiva di dare comunque un seguito all’atti-

vità della Rangoni Trasporti appare quanto mai ardua. Ma i ragazzi non si perdono d’animo, an che loro hanno una grande passione per l’autotrasporto, han no vissuto sempre tra camion e carta, sentono come un ob bligo morale impegnarsi al massimo per non deludere il papà che ora li guarda dall’alto. “Sì, non è stato facile - racconta con una punta di emozione Mirko mentre accarezza il suo alano - prendere in mano l’azienda e proseguire come se nulla fosse successo. Ci siamo dedicati a nima e corpo, spronati da mamma Edda, abbiamo superato le inevitabili difficoltà del mo mento, trovando anche in Luciano Neri di Inter Trucks un prezioso consigliere. Così la Ran goni Trasporti ha potuto consolidarsi, crescere e arrivare ai traguardi di oggi. Nel frattempo abbiamo spostato la sede prima, nel 2004, in un capannone di 2.500 metri quadrati in quel di Budrio e poi, nel 2006, qui a Osteria Grande”. LA SCELTA DEFINITIVA DAF La scelta definitiva Daf risale agli inizi del 2000 quando i fratelli Rangoni, ormai convinti delle qualità dei Daf presi in eredità dalla gestione del papà, decidono di acquistare una decina di trattori XF 95, “una scelta - sottolinea l’amministratore unico dell’azienda di trasporti bolognese - favorita dalla bravura e dalla serietà della Concessionaria Inter Trucks ma anche dalla consapevolezza che i veicoli Daf rispondevano perfettamente alle nostre esigenze, non solo per le doti di affidabilità, sicurezza e per i consumi contenuti ma anche per il comfort delle cabine di cui possono godere gli autisti, che hanno il sacrosanto diritto di lavorare nelle migliori condizioni possi-


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IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

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Inter Trucks punta avanzata di Daf a Bologna, Modena e provincia

Neri: “Da sempre al completo servizio dei clienti”

Luciano Neri, titolare della concessionaria Inter Trucks.

A NZO LA E MILIA - Luciano Neri, già nel suo aspetto di vero emiliano dallo sguardo limpido e leale, è un personaggio rassicurante al quale, a prima vista, ci si affiderebbe senza alcuna riserva. Se poi ti fermi per qualche minuto a parlare, ti racconterà anche delle sue splendide ciliegie che insieme alla sua signora Denise coltiva con amore e grande attenzione in quel di Vignola, dove abitano, ma soprattutto ti farà capire che lui, nelle relazioni di lavoro, pur inflessibile e preciso, mette alla base una grande professionalità unita alla più completa disponibilità nel venire incontro alle esigenze dei clienti. Luciano Neri, 57 anni, due figlie (Martina di 31 anni e Matilde di 22 anni) ci ricorda che la Inter Trucks, oggi con sede ad Anzola Emilia al 41/c di via Emilia, nasce nel 1982 e quando nel 1984 incontrò Luigi Indinimeo, allora direttore generale di Daf Italia, si instaurò subito un rapporto di fiducia, nonché di amicizia e rispetto reciproco. Nel 1985 Inter Trucks ottenne da Daf Italia il mandato per la vendita e l’assistenza nelle province di Bologna e Modena, attività che si concentrò in una piccola sede in via Emilia 49 ad Anzola dell’Emilia. “In quel primo anno di attività - prosegue - riuscimmo a vendere una trentina di veicoli nuovi e soprattutto a conquistare la fiducia dei clienti grazie ad un pro-

dotto di qualità e un servizio che abbiamo curato sempre nei minimi dettagli, proponendoci nei confronti della clientela come veri e propri partner, pronti a consigliare e risolvere nel modo migliore eventuali problemi, dando a tutti la certezza che Inter Trucks era una garanzia assoluta per la loro attività”. Nel 1988, con la clientela che aumenta, si rende necessaria una sede più grande. Così l’attività di Inter Trucks, pur restando ad Anzola, si sposta in un nuovo

impianto in via Masi, destinato anch’esso in pochi anni a diventare insufficiente. E infatti, nel 1996, viene inaugurata l’attuale sede in via Emilia, disposta su 10mila metri quadrati. È sempre Luciano Neri che in questi anni segue con grande passione e professionalità le attività commerciali e lo sviluppo di Inter Trucks. “Il 2007 - conclude Luciano Neri - ha rappresentato un altro piccolo passo sulla strada del consolidamento dell’azienda. Grazie alla collaborazione ap-

passionata e professionale di una decina di dipendenti, abbiamo potuto consuntivare un volume di vendita di 90 veicoli nuovi e di un centinaio di usati. Avremmo potuto fare anche di più, purtroppo la disponibilità di prodotto non ci ha aiutato. Ma oggi, siamo soprattutto orgogliosi della soddisfazione che i nostri clienti ci dimostrano sia dal punto di vista del prodotto Daf sia per quanto riguarda il nostro servizio che cerchiamo di migliorare giorno per giorno. A dimostrazione di ciò ricordiamo la

fornitura di circa 20 veicoli fatta nello scorso anno alla ditta Rangoni. Inoltre a supporto e prova del nostro impegno cito l’importante fornitura di circa 100 veicoli fatta quest’anno, grazie al supporto di Daf Veicoli Industriali, a due flotte bolognesi leader nel settore, la “Colucci Francesco” nella persona di Francesco Colucci e la “TSE Trasporti Speciali Europei” nella persona di Ciro Cappelletti. Un grazie va a tutti i nostri clienti per la fiducia sempre crescente che hanno riposto in noi”.

Immagini di oltre 80 anni di attività nel trasporto L’azienda bolognese, oggi tra le più dinamiche nel settore dei trasporti, ha maturato la sua esperienza attraverso oltre 80 anni di attività. Il segreto del suo successo sta nell’aver mantenuto sempre un carattere familiare e un grande spirito di servizio per i suoi clienti.

bili, il che oltretutto si traduce in una maggiore redditività per l’azienda. Sono gli stessi autisti, per metà italiani, per metà senegalesi, gente assolutamente affidabile, che ci sottolineano ogni giorno le qualità dei Daf che guidano. L’acquisto più recente è quello relativo a 10 Daf XF 105 460 con cabina Super Space, completa di accessori, che verranno consegnati parte nel 2008 e parte nel 2009”. Un vero e proprio innamoramento, quello dei fratelli Rangoni, per il marchio Daf al punto che Mirko lo scorso anno ha voluto inserire nella propria flotta ben due Daf XF 105 Limited Edition, super accessoriati, nel colore arancione Daf con semirimorchio dello stesso colore, che sono diventati i biglietti da visita prestigiosi dell’azienda bolognese, la cui attività è sempre più concentrata nel trasporto nazionale di carta da stampa per Il Resto del Carlino cui si sono aggiunti nel frattempo clienti importanti come, per esempio Coop Tip. “Da

qualche tempo - aggiunge - abbiamo dato grande impulso anche all’attività di logistica, che oggi rappresenta il 30 per cento del nostro fatturato. È un lavoro, che per le caratteristiche del prodotto da gestire, la carta, risulta abbastanza semplice e oltretutto non richiede importanti attrezzature e strutture”. UNA PASSIONE GENUINA Ma il vero segreto del successo della Rangoni Trasporti sta nella sua gestione assolutamente familiare. I due fratelli Rangoni ne sono l’anima dalla mattina alla notte. “Da papà - di ce Mirko - abbiamo imparato tutto, dalla guida dei camion alla gestione del magazzino, dal rapporto professionale con i clienti ai lavori per la manutenzione ordinaria dei veicoli che effettuiamo nella nostra officina interna, mentre i lavori più importanti vengono svolti da Inter Trucks”. Una passione, quella per i camion e per i motori, che spiega

la pignoleria di Mirko nel pretendere che i camion dell’azienda siano sempre perfettamente in ordine. Se è il caso provvede di persona a lavarli il sabato o anche la domenica quando sono fermi, perché anche dalla loro cura i clienti possano avere la conferma della serietà e della professionalità della Rangoni Trasporti. Una passione che, d’altro canto, ha spinto il fratello maggiore Luca, oggi 39 enne, a impegnarsi nello sport agonistico dell’automobile non solo come pilota nel Mondiale Turismo ma anche in quello della preparazione di vetture sportive attraverso la Rangoni Motor Sport, nata nel 2002, che per tre anni ha vinto il campionato monomarca Renault Clio e che nel 2008 avrà proprie vetture partecipanti sia ai campionati monomarca Renault e Seat sia allo Challenge Porsche. Naturalmente, il trasporto delle vetture sulle piste - potevano esserci dubbi? - è garantito da cinque splendidi Daf XF 105 in elegantissima livrea nera.


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Attualità

IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

Cramaro

Knorr-Bremse

Un Centro logistico che si paga da solo l’energia elettrica

Una maggiore sicurezza per i freni e per le sospensioni ARCORE (Milano) - Un sistema di frenatura antibloccaggio per rimorchi e cartucce filtro convenzionali e separa olio. Sono le due novità invernali in casa Knorr-Bremse, produttore mondiale di sistemi frenanti per veicoli commerciali. Il primo si chiama KB4-TA ed è un sistema di frenatura antibloccaggio disponibile per semirimorchi, rimorchi ad assi centrali e integrali. In sostanza KB4-TA si basa sul sistema elettronico di frenatura Tebs. Può essere utilizzato con la valvola di frenatura con funzione d’emergenza integrata o con una valvola servoautodistributore convenzionale. Le cartucce filtro essiccatore sono l’ideale per gli impianti frenanti e le sospensioni, al fine di un corretto e sicuro funzionamento. L’azienda propone cartucce convenzionali o separa olio. La prima è la più usata nel mercato e impedisce che umidità e particelle si diffondano nell’impianto pneumatico. La seconda aggiunge una capacità di filtraggio e ri-

COLOGNA VENETA (Verona) - È stato inaugurato il nuovo Centro logistico attiguo alla sede di Cramaro Italia: 11.000 metri quadrati, 8.000 dei quali coperti. Una struttura che si paga da sola la metà dell’energia elettrica che serve per farla funzionare. Sul tetto, particolari pannelli fotovoltaici, che resistono anche al carico della neve e sono costituiti da una lamina fotovoltaica sostenuta da lamiera. “Questa permette - ha spiegato Alberto Castagnaro, presidente di Cramaro Italia - un’autoproduzione di energia elettrica di 34 chilowattora che, moltiplicata per le 1.200 ore all’anno considerate utili nel nord Italia, si traduce in 40.800 chilowattora di elettricità disponibile: il 50 per cento di quella che viene utilizzata per il funzionamento della struttura”. In sostanza, la Cramaro ha applicato “in casa” il suo programma Energy, avviato da un paio d’anni. “Proponiamo ai clienti - ha aggiunto Castagnaro - una soluzione per la progettazione e realizzazione d’impianti per produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, nella fattispecie solare, sfruttando le superfici dei parcheggi per auto”. Gli impianti permettono di ottenere una produzione elettrica di circa 1,5 kw/h ogni

mozione delle impurità d’olio prima che queste raggiungano il setaccio molecolare. Dal 1920, Knorr-Bremse sviluppa e costruisce sistemi di frenata per veicoli commerciali, come autocarri e motrici con semirimorchio superiori a 6 tonnellate, autobus, rimorchi o veicoli speciali, con una gamma di prodotti che va dai sistemi di trattamento e fornitura aria, per i sistemi di controllo telaio e freni, fino ai freni su ruota. Knorr-Bremse fornisce una vasta gamma di componenti e sistemi di frenata innovativi e collaudati, conformi agli standard internazionali, come garantito dal fatto che ogni impianto e processo produttivo è certificato QS 9000. Altre business units del gruppo Knorr-Bremse includono i sistemi on-board per veicoli ferroviari e smorzatori di vibrazione torsionale. Il quartier generale si trova ad Arcore, in via Polini 158 (tel. 039-60751).

due posti auto, possono essere ammortizzati in 8-9 anni, hanno una garanzia di vent’anni, godono di una sovvenzione statale con un incentivo alla produzione garantita da contratto per vent’anni e possono ottenere un finanziamento totale. “Un ulteriore campo d’attività - ha commentato il presidente di Cramaro Italia - per un’azienda come la nostra che ha fatto della diversificazione la sua parola d’ordine”. Fondata nel 1995, Cramaro Italia è nata per rispondere alle esigenze di copertura per veicoli industriali. Dall’esperienza di Cramaro Usa sono stati acquisiti il know how e il marchio al fine di sviluppare soluzioni specifiche di copertura. Con le attuali divisioni Trasporti e Industriale è diventata un punto di riferimento in Italia e in Europa. Continui investimenti in ricerca e sviluppo permettono all’azienda di crescere anno dopo anno. Dopo la fase d’inserimento commerciale Cramaro Italia ha intrapreso il confronto nei principali mercati europei e si è insediata con filiali proprie in Germania, Francia e Spagna. La sede italiana è ubicata a Cologna Veneta, in via Quari Destra 71 (tel. 0442-411688).

FAYMONVILLE / UNA GAMMA DI VEICOLI SEMPRE PIÙ ESCLUSIVA

Tradizione nel trasporto speciale L’azienda belga, che ha una sede staccata a Mondovì, alle porte di Cuneo, e che nel 2006 ha chiuso l’anno con un fatturato di 88 milioni di euro, propone Megamax per carichi meno impegnativi, Multimax per carichi medi e Telemax per chi ha invece bisogno di grandi spazi e una massa complessiva superiore ai 100.000 chili. Tra i servizi proposti anche il Renting Car-WTS: affitto a breve o lungo termine di camion e semirimorchi. MONDOVÌ (Cuneo) - Multimax da 87.000, Megamax da 38.000 e Telemax da 103.500 chili. Sono le novità d’inverno in casa Faymonville, costruttore di semirimorchi per trasporti speciali il cui quartier generale è ubicato a Büllingen, un comune del la Comunità germanofona del Belgio, nonché uno dei nove comuni di lingua tedesca facenti parte della Regione Vallonia nella provincia di Liegi. Da piccola officina che era negli anni Sessanta, Faymonville si è sviluppata diventando in breve il più importante costruttore belga di semirimorchi per trasporti speciali e, successivamente, azienda impegnata in tut ta Europa. Attualmente ha una sede distributiva in Lussemburgo, a Lentzweiler, e una di servizio e assistenza a Bütgenbach, un comune della Comunità germanofona del Belgio, nonché località conosciuta per il suo lago sul fiume Warche e anche per la presenza, sul suo territorio, del campo militare di Elsenborn. Forte di 40 anni di attività dedicata sempre alla costruzione e allo sviluppo di mezzi per trasporti speciali ed eccezionali, oggi Faymonville è leader nel proprio settore. “Obiettivo del-

l’azienda - ci ha detto Giovanni Tomatis, responsabile delle comunicazioni - è di offrire ai clienti la soluzione migliore per ogni esigenza di trasporto particolare. Durante gli ultimi quarant’anni di attività, Faymonville è riuscita ad affermare le proprie soluzioni in tutta Europa.

L’azienda, che ha fatto dell’eccezionale la sua specialità, Faymonville amplia continuamente la propria gamma di prodotti e di servizi. L’obiettivo è di trovare soluzioni di trasporto per una clientela internazionale sempre più esigente”. Il gruppo ha quattro attività principali:

Fay monville AG, F.E.L. AG, Faymonville Polska Sp.z o.o., Faymonville Distribution AG, rispettivamente dedite alla costruzione e alla vendita di veicoli rimorchiati e di attrezzature per l’industria del trasporto speciale e per il trasporto di vetro, alla vendita di veicoli usati e

alle possibilità di finanziamento per semirimorchi. Tra i servizi proposti anche il Renting CarWTS: affitto a breve o lungo termine di camion e semirimorchi in Belgio, mentre Faymonville Service AG è dotata di un’officina di manutenzione con servizio 24/24, camion

d’intervento attrezzato e riparazioni per tutti i marchi. Oggi Faymonville conta approssimativamente 510 dipendenti. Nel 2006 ha chiuso l’anno con un fatturato di 88 milioni di euro. La sua gamma: rimorchi e semirimorchi con portate da 20 a 120 t, che permettono di soddisfare un po’ tutte le esigenze di trasporto. Quanto alla capacità di produzione: a Büllingen un sito di tre ettari, di cui 17.000 mq coperti destinati alla produzione e 5.000 mq a centro di servizio; nel Granducato di Lussemburgo un sito di produzione di 17.000 mq e in Polonia un sito di 5.000 mq. la sua presenza è forte in tutta l’Europa, dalla Spagna fino alla Scandinavia, dall’Irlanda alla Russia. Tre le novità dell’inverno 2007. Il Multimax viaggia a una velocità di 62,5 km/h, porta una massa complessiva pari a 87.000 kg. Per carichi decisamente meno impegnativi Faymonville propone Megamax, per una massa complessiva pari a 38.000 kg. Per chi ha invece bisogno del massimo troviamo Telemax, che porta una massa complessiva di ben 103.500 kg. Faymonville ha dunque una risposta per ogni esigenza.


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di Massimiliano Campanella

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di parcheggio posteriori e di paraspruzzi anteriori e posteriori. A questo ricchissimo equipaggiamento, il Ducato Minibus Elegant aggiunge un esclusivo ambiente interno contraddistinto da originali particolari estetici: tutti i sedili presentano un raffinato rivestimento in pelle bicolore (amaranto/grigio), compresi quelli del guidatore e del passeggero in cabina; ogni singolo sedile del vano passeggeri è dotato di schienale regolabile, appoggiabraccia abbattibile con inserto in radica, tavoletta retroschienale attrezzata a scomparsa, retina porta riviste in pelle e cestino porta oggetti; un elegante tappeto in agugliato bicolore ricopre il pavimento del veicolo; i rivestimenti laterali sono in Alcantara di colore antracite; le cornici del le finestrature laterali sono in termoformato grigio chiaro; i cristalli laterali presentano tendine scorrevoli plissettate di colore amaranto. Infine, tra le peculiarità del Ducato Minibus Elegant ci sono anche una botola posizionata sul padiglione che assicura l’uscita di sicurezza e l’ampio bagagliaio posteriore che è rifinito in moquette di colore Antracite. Inoltre, a partire dal 2008 sarà disponibile anche la porta laterale scorrevole con comando elettrico. Fiat Ducato Metropolis può ospitare, con la massima flessibilità, 10 passeggeri seduti e 8 passeggeri in piedi, offrendo loro la mobilità di trasporto tipicamente riscon-

TORINO - Serve una “Panda” dotata di scala per gli operatori Telecom? Occorre una flotta di commerciali tutti provvisti di soluzioni ad-hoc per elettricisti o imbianchini? La Casa madre vuole un parco di commerciali per una clientela d’elite? “Non c’è problema, ci pensiamo noi” è la pronta risposta di coloro che operano nel settore Converters della Divisione Fiat Professional. Diretta da Franco Miniero, 45 anni, la Divisione dei veicoli commerciali leggeri italiani punta a consolidare i suoi successi anche con i mezzi realizzati dal settore che si occupa di “trasformarli”, ovviamente al servizio della clientela e di un mercato che cambia. Successi, dicevamo, che sono solo da man tenere, visto che le vendite di veicoli commerciali a marchio Fiat dovrebbero attestarsi a fine anno a 429mila unità, oltre il 15 per cento in più rispetto al 2006. Nei primi 10 mesi dell’anno la quota di mercato in Europa è stata pari all’11,7 per cento, in crescita dello 0,7 per cento. Un aumento di circa 60.000 unità rispetto allo scorso anno. In Italia la quota di mercato di Fiat Professional è del 42,5 per cento. “L’obiettivo - ha dichiarato Miniero - per il 2010 è arrivare a 500.000 veicoli venduti nel mondo, anche grazie ai mezzi cosiddetti di nicchia”. Quali sono i mezzi di nic-

tracite scuro) e all’interno per una zona passeggeri caratterizzata da grande abitabilità ed eccellente luminosità. La base strutturale di partenza è infatti la scocca vetrata LH3 (passo lungo e tetto superalto con un’altezza interna di oltre 2 metri) modificata con l’inserimento di un’ampia vetratura laterale di colorazione fumé con aperture superiori di tipo Wasistass. Le due porte posteriori a battente sono state sostituite da un portellone basculante ergonomico in VTO per una facile accessibilità al vano bagagli an che grazie a una doppia maniglia di apertura/chiusura. La parte superiore del portellone si distingue per un’ampia finestratura panoramica. All’eleganza della linea esterna posteriore contribuiscono anche i catadiottri supplementari di tipo rifrangente posti sui montanti laterali. Assolutamente innovativi per Ducato sono l’indicatore di tratta urbana, (posizionato sopra il tetto della cabina del guidatore) e la porta laterale di accesso passeggeri che, in sostituzione della porta scorrevole standard ad apertura manuale, adotta un sistema ad apertura elettrica costituito da due elementi che si aprono come i Bus Urbani. Anche il Ducato Metropolis possiede elementi per il massimo del comfort a bordo: dalla radio con lettore CD al il cronotachigrafo digitale (posto sulla mensola portaoggetti in cabina), fino ai comandi

FIAT PROFESSIONAL / DUE PROTOTIPI USCITI DAL SETTORE CONVERTERS

Come ti trasformo il Ducato Il Minibus Elegant e la versione Metropolis sono due veicoli concepiti dalla genialità del Product Manager Bruno Corio, 55 anni, alle spalle un’esperienza di 12 anni al Centro Style Fiat, dove si occupava del mondo della realtà virtuale. Entrambi saranno venduti in tutta Europa e contribuiranno a consolidare il successo della Divisione diretta da Franco Miniero, che nel 2008 punta a venderne 200 unità di ciascuno. chia? Due esempi li troviamo in altrettanti prototipi, dei quali stanno per essere avviate le linee di produzione. Si tratta di due Ducato, il Minibus Elegant e la versione Metropolis. Due veicoli usciti dalla genialità del settore Converters, di cui è Product Manager Bruno Corio, 55 anni, alle spalle un’esperienza di 12 anni al Centro Style Fiat, dove si occupava del mondo della realtà virtuale. “In sostanza - ci ha detto Corio scherzando ma neanche tanto - insegnavo a Pininfarina come si progettano i veicoli usando il computer anziché la matita! Si trattava infatti di realizzare bozzetti di veicoli virtuali, adoperando u ni camente il computer. Un’esperienza che oggi metto a frutto in questo incarico”. E veniamo a Elegant e Metropolis. Com’è nata l’idea? “Nel primo caso - ci ha risposto il manager di Fiat Professional - è stata un’idea tutta di Miniero, dall’alto della sua esperienza passata nel settore bus (è stato Direttore Sales & Marketing di Irisbus, ndr). La sua sensibilità in quel settore, maggiore di chi l’ha preceduto, è evidente. Miniero ha individuato nel Ducato una possibilità di realizzarvi un minibus di nicchia, che avesse finiture eleganti, che permettesse di viaggiare nel comfort, arrivare puntuali, presentarsi con eleganza e muoversi comunque sempre nella massima sicurezza. Insomma, il suo obiettivo era unire piacere di guida, prestazioni al top e uno stile originale che evocasse dinamismo e personalità. Ed è quindi nato il nuovo Ducato Minibus Elegant destinato al trasporto persone, evidentemente per

una clientela d’elite”. “L’idea del Metropolis - ha proseguito Corio - è nata invece in un’escursione in montagna. Ero a sciare coi responsabili della carrozzeria Mussa & Graziano di Torino, che allestisce entrambi i mezzi e gran parte dei veicoli che il nostro settore trasforma. Ci stavamo trasferendo a bordo di un commerciale leggero e abbiamo pensato: perché non studiare un veicolo comodo anche per carichi lunghi e ingombranti, nel quale venga posta particolare attenzione alla mobilità collettiva, a chi si sposta in gruppo, tanto nelle grandi città quanto nei piccoli comuni? L’idea ci sembrava buona ma, appunto, solo di un’idea si trattava. Occorreva qualcuno in azienda che recepisse l’istanza e ci desse il via libera. Anche in questo caso va detto che Miniero ha dimostrato una visibilità manageriale non comune. Ci ha detto: “proviamoci!”. In quel momento mi sono sentito investire della sua fiducia. Certo, ho trent’anni di esperienza e Miniero ne era con sapevole. A quel punto, non scherzo se le dico che Metropolis è nato di getto, in modo molto semplice: detto, fatto!”. Entrambi i Ducato saranno venduti in tutta Europa e, nel 2008, in casa Fiat Professional puntano a venderne 200 unità di ciascuno nell’arco dell’anno. Veniamo alle caratteristiche tecniche dei due Ducato “di nicchia”. Entrambi sono caratterizzati dalla meccanica di Ducato Maxi (peso totale a terra di 4 tonnellate e sospensioni rinforzate) ed equipaggiati con il potente 160 Multijet Power, che sviluppa 157 cv di potenza massima e 400

Nm di coppia. Fiat Ducato Elegant può ospitare, con flessibilità e classe superiore, 13 oppure 16 passeggeri (più il guidatore) offrendo loro il massimo dell’esclusività, del comfort e dell’eleganza. Ricercatezza che, fin dall’esterno, contraddistingue il Ducato trasformato come dimostra una specifica tinta di carrozzeria metallizzata (Antracite scuro) che si abbina perfettamente con i brillanti cerchi in lega montati sui pneumatici maggiorati. A differenza dei Minibus standard che sono dotati di porte posteriori a 2 battenti, le versioni Elegant presentano un grande portellone basculante ergonomico in VTO per una facile accessibilità al vano bagagli anche grazie ad una doppia maniglia ergonomica di a per tu ra/chiusura. La parte superiore del portellone è caratterizzata da un’ampia finestratura panoramica, mentre tutti i vetri esterni atermici sono in una particolare colorazione fumé. Contribuiscono all’eleganza della linea esterna posteriore anche i catadiottri supplementari di tipo rifrangente posti sui montanti laterali e il cupolotto esterno, verniciato in tinta carrozzeria, che copre l’evaporatore dell’impianto di condizionamento del vano passeggeri. Alle prestazioni di assoluto interesse del propulsore elastico e progressivo, il Ducato Minibus Elegant aggiunge quanto di meglio oggi disponibile nel campo del comfort a bordo: dal climatizzatore supplementare al frigorifero da 12 litri (a richiesta), dall’elettroventilatore-aspiratore sul padiglione (a 2 velocità) al televisore LCD a colori da 15 pollici che può essere collegato a

In alto, i due prototipi Ducato Minibus Elegant e la versione Metropolis, entrambi in procinto di essere prodotti. In centro, Franco Miniero, amministratore delegato di Fiat Professional, e sopra, Bruno Corio, Product Manager del settore Converters. un lettore DVD. Il Ducato Minibus Elegant è inoltre dotato di radio con lettore CD, di cronotachigrafo digitale (posto sulla mensola portaoggetti in cabina), di sensori posteriori

trabile su quei veicoli che si muovono su tratte urbane. Si contraddistingue all’esterno per la medesima raffinata tinta di carrozzeria metallizzata del Minibus Elegant (An -

sulla plancia per la gestione dell’apertura laterale della porta elettrica. Il nuovo veicolo di Fiat Professional offre soprattutto un ambiente interno contraddistinto da elementi originali e funzionali quali: pavimento rivestito in gomma, con gradino ribassato in corrispondenza delle porta laterale elettrica per facilitare l’accesso dei passeggeri; 10 sedili simili a quelli adottati sui bus urbani, comodi ed ergonomici, rivestiti in pelle lavabile, posti su un soppalco rialzato; area riservata a 8 passeggeri in piedi; maniglie e mancorrenti di appiglio (secondo la normativa sul bus urbano); paratia di separazione in plexiglas trasparente tra vano passeggeri e cabina guida. “Con queste due nuove versioni - ha concluso Corio - Fiat Ducato dimostra ancora una volta la grande versatilità di un modello che, grazie a una concezione modulare della carrozzeria, è sempre riuscito ad offrire la soluzione giusta per tutte le esigenze del trasporto leggero urbano e interurbano. La sua gamma, infatti, è estremamente diversificata e, se si considerano gli abbinamenti scocca-motore-meccanica, conta 2.000 varianti, oltre 300 tipologie di scocca, 150 optional e 120 colori”. Senza contare le innumerevoli soluzioni realizzate da carrozzieritrasformatori specializzati nel tempo libero (camper, autocaravan, motorhome), nei trasporti speciali di persone (minibus, scuolabus, ambulanze, veicoli per disabili), di merci (cassonati, coibentati, blindati per trasporto valori, negozi mobili) o di soccorso stradale (officine mobili, autosoccorso).


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di Fabio Basilico TORINO - Rispondere alle più moderne esigenze del trasporto, specialmente in un ambito assai complesso come quello urbano, non è cosa da poco. Fiat Professional era consapevole di tutto ciò quando ha messo in cantiere la realizzazione del nuovo Fiorino. I valori d’innovazione, funzionalità, praticità ed efficienza hanno guidato la mano dei progettisti e degli esperti di marketing per immettere sul mercato un veicolo commerciale non solo erede di un modello storico venduto in ben 1,2 milioni di unità, ma anche capace di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel mercato attuale e futuro. Fiorino nasce da un’idea innovativa e da una sfida: creare un veicolo compatto esternamente ma con un vano di carico capiente e funzionale. Non solo. Un veicolo con qualità automobilistiche in fatto di comfort, maneggevolezza e handling, con un abitacolo che non fa rimpiangere quello delle odierne vetture. A incorniciare il tutto un design moderno ed esteticamente attraente, che coniuga la dinamicità e la compattezza con la solidità e la robustezza di un mezzo di lavoro.

FIAT PROFESSIONAL / NEL FIORINO TANTO SPAZIO PER LA MERCE E UN ABITACOLO MODERNO E FUNZIONALE

A pieno carico!

CARICARE NON È MAI STATO COSÌ FACILE Le dimensioni esterne contenute - è lungo 3,86 metri, alto 1,72 e largo 1,71 - consentono a Fiorino di affrontare con disinvoltura qualunque centro cittadino. Sebbene compatto, Fiorino - che propone le due motorizzazioni Euro 4 1.4 benzina da 73 cv e turbodiesel 1.3 Multijet da 75 cv - vanta un vano di carico spazioso, razionale e squadrato che ne fanno il “compagno di lavoro” ideale. La volumetria è di 2,5 metri cubi che diventano 2,8 quando viene abbattuto il sedile del passeggero. Dunque, tanto spazio a disposizione che può essere sfruttato al meglio tenendo conto anche di una lunghezza interna di 1.523 mm che, quando si ribalta il sedile del passeggero, raggiunge quasi 2,5 metri: è un record se si considera che il veicolo ha una lunghezza esterna minore di 3,9 metri. Cifre che, se aggiunte a una portata di 610 chili (compreso il conducente), fanno del Fiorino un nuo vo standard di riferimento. Agevoli e pratiche le operazioni di carico e scarico. La soglia di carico è di appena 527 mm e l’accesso al vano di carico è facilitato grazie a comode e ampie porte: quella posteriore a due battenti asimmetrici ha una larghezza minima di 1.056 mm e massima di 1.140 mentre l’altezza è di 1.040/1.060 mm (min/max). Le dimensioni invece delle porte laterali scorrevoli

A un veicolo commerciale si chiede soprattutto di “contenere” più merce possibile, di avere spazio a sufficienza da utilizzare in maniera funzionale e pratica. Ma Fiorino vuole essere davvero “di più”, proponendo anche un abitacolo moderno del tutto simile a quello super-equipaggiato di un’automobile. sono: larghezza 570/644 mm (min/max) e altezza 1.041 mm. Le porte anteriori cabina sono dotate di due posizioni di scatto d’apertura - un primo scatto intermedio a circa 60° e uno a fine corsa a 85° - che consentono di entrare e uscire agevolmente dal veicolo. Invece, le porte posteriori a battenti asimmetriche (40/60) hanno 4 punti di chiusura di cui uno centrale. I due battenti si aprono a 90°, offrendo un valido accesso al vano di carico. L’apertura può arrivare fino a 180° grazie a un ingegnoso sistema di tiranti a scomparsa. La porta laterale scorrevole è caratterizzata dall’adozione di una guida portante nella parte superiore e di una guida di scorrimento a livello della

par te centrale della scocca. Questa concezione robusta, unita alla facile e comoda presa della maniglia, assicura funzionalità, efficacia e affidabilità. COMFORT IN MISSIONE Per trasportare in tutta sicurezza la merce il nuovo Fiorino adotta sei robusti e pratici anelli di fissaggio conformi alla normativa DIN 75410. Per la protezione del conducente dalle possibili intrusioni del carico in cabina, sono disponibili diversi tipi di paratie di separazione. Di serie il veicolo è dotato di una scaletta in acciaio a nove barre. La paratia può essere lastrata, vetrata, metallastrata (lamiera

Piccolo e capiente: con il nuovo Fiat Fiorino è possibile coniugare con profitto la compattezza di un veicolo agile in ambito urbano e la funzionale capacità di carico di un moderno mezzo da lavoro.

fino a filo cintura + griglia superiore). A richiesta è anche disponibile una griglia scomposta in 2 parti (una fissa, sul lato conducente, e l’altra girevole, sul lato del passeggero anteriore) che si abbina al sedile abbattibile. Per illuminare il vano di carico è disponibile una plafoniera laterale - e se si desidera di più, a richiesta è disponibile un tipo asportabile che può essere usata come torcia ricaricabile - che si accende automaticamente in concomitanza con l’apertura delle porte e, al contempo, è temporizzata per evitare accensioni prolungate. In missione, Fiorino ha come punto di riferimento anche il comfort delle persone a bordo. Abitabilità, ergonomia e fun-

zionalità nonché un abitacolo modulare, comodo, funzionale: tutto questo è il nuovo Fiorino. L’abitacolo è stato studiato come luogo di lavoro, quasi fosse un prolungamento ideale del proprio ufficio. Merito, per esempio, delle ampie superfici vetrate e della posizione del montante anteriore che garantiscono sia un’ottima visibilità globale che un’ottima luminosità interna. Grazie agli specchietti laterali di grandi dimensioni è sempre possibile godere di una perfetta visione posteriore. Ma comfort di guida significa anche avere a bordo le migliori soluzioni nel campo del comfort acustico e vibrazionale, oltre a un impianto di climatizzazione efficace

che mantenga la temperatura e il grado di umidità all’interno del veicolo entro i valori ottimali per i passeggeri (a richiesta è disponibile un climatizzatore manuale completo di filtro antipolline). Sempre nel campo del benessere a bor do, sul nuovo Fiorino è disponibile un moderno sistema audio-telematico che comprende autoradio con lettore Cd o Mp3, un impianto stereo con quattro altoparlanti (due tweeter e due mid woofer) e kit vivavoce Bluetooth. Il posto di guida ha una posizione alta, quasi da monovolume, di dominio della strada. Merito anche di una plancia - a forma di “T” - che consente al conducente di avere a portata di mano tutti i comandi e sotto gli occhi una ricca strumentazione. Simmetrica e modulare, la plancia è stata studiata come un tavolo di lavoro sul quale i differenti comandi, i quadranti, i vani portaoggetti sono dislocati sfruttando anche la profondità. Particolare attenzione è stata rivolta alla leva del cambio che è stata posta in una zona alta e vicina al volante: è la soluzione migliore per una guida sicura, precisa e meno affaticante soprattutto nell’impiego urbano do ve sono frequenti i cambi marcia. Contribuiscono al corretto e confortevole posizionamento del guidatore sia i comandi che regolano il climatizzatore e l’autoradio posti sulla consolle centrale sia la collocazione della pedaliera, del volante, del piano appoggiapiedi e del freno di stazionamento. I sedili sono studiati per essere comodi e avvolgenti (merito delle schiumature con le quali è realizzato il supporto). Dotati di numerose regolazioni, essi consentono a chiunque di trovare la posizione di guida più comoda e corretta, anche grazie alla regolazione del volante (altezza e profondità) e quella del bracciolo (altezza). Senza contare che la riconfigurabilità del sedile anteriore del passeggero - definito propriamente “a scomparsa” - offre la possibilità di avere un vano di carico ampliato in lunghezza e volumetria. Sono 12 i vani portaoggetti a seconda dell’allestimento che permettono di riporre effetti personali e documenti di lavoro. Il cliente, per esempio, può utilizzare sia un capiente cassetto sulla plancia (può contenere un pc portatile) sia un’utile tavoletta portadocumenti, mentre il sedile del passeggero può essere ripiegato aumentando di quasi un metro la lunghezza del vano di carico. Inoltre, sono disponibili altri cassetti dislocati nel l’intero abitacolo mentre, nella parte inferiore dei pannelli delle porte anteriori, è presente un’ampia vaschetta portaoggetti che, grazie alla sua particolare forma, consente di collocare una bottiglia da un litro.


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CITROËN / NEMO HA TUTTE LE VIRTÙ PER PUNTARE AL SUCCESSO SUI MERCATI

Un piccolo camaleonte Il nuovo modello si situa nella fascia d’ingresso del segmento, ma la sua capacità di carico arriva fino a 610 kg di Massimiliano Campanella BORDEAUX - Ci si improvvisa idraulici, nel bagagliaio si ripongono cassetta degli attrezzi, fascette, tubi di plastica e altri utensili. Ci si improvvisa fioristi, ed ecco il retro riempirsi di fiori artificiali di diversa lunghezza, va si, addobbi floreali, piante ecc. Poi si diventa ristoratori, ed ecco comparire bottiglie di birra, bibite, ma anche salumi e preparati alimentari. In tutti e tre i casi, davanti resta spazio a sufficienza perché sia il conducente che il passeggero possano viaggiare rilassati, accompagnati dal navigatore satellitare o ascoltando la radio o, ancora, ammirare il paesaggio, approfittando di una concezione della trasparenza che consente una visione ampia degli esterni. SNELLO E COMPATTO È proprio quello che è stato fat to a Bordeaux. Una bella Floriane Brisabois, responsabile della comunicazione prodotto, ha introdotto il cronista nel mondo di Nemo. Non già il famoso pesciolino dei cartoons di

Qualunque sia la vostra esigenza di spazio, Nemo fa per voi: particolarmente utile la porta laterale che facilita il carico. turca di 1.458.459 abitanti situata a sud del Mar di Marmara e appoggiata alle pendici del mon te Uludag, noto come O limpo della Bitinia - Nemo è il risultato di una collaborazione a tre tra Fiat Group, PSA Peugeot Citroën e Tofas. Gli investimenti destinati allo sviluppo e all’industrializzazione di questo programma arrivano a 380 milioni di Euro, di cui 190 specificatamente per la ricerca e lo sviluppo. “Ne produrremo - ci ha detto Jacques Vibert, Responsabile della cooperazione interna a Psa - senza fatica 50mila unità l’anno e contiamo di venderne altrettante sul mer-

no aumentate dell’89 per cento; quelle di Jumper addirittura del 161 per cento. Alla fine del terzo trimestre 2007, la quota di mercato Citroën ha raggiunto in Europa il 9,6 per cento del mercato dei veicoli commerciali leggeri, e il 17,3 di quello dei furgoni con Berlingo. All’interno di questo mercato, per i primi 9 mesi dell’anno 2007, il 12 per cento dei veicoli commercializzati erano veicoli commerciali. Per la marca Citroën, questa quota arriva al 18,4 per cento. Berlingo, nella versione veicolo commerciale, ha rappresentato il 16,8 per cento del mercato europeo del segmento,

Con Nemo risultato di una collaborazione a tre tra Fiat Group, PSA Peugeot Citroën e Tofas - la Casa francese si pone l’obiettivo di vendere in Italia, nel 2008, 15.000 unità di veicoli commerciali, tremila delle quali Nemo.

Disney, con cui in casa Citroën non escludono ipotesi di accordi pubblicitari. “Per il momento - ha dichiarato Jean Pierre Duvivier, responsabile comunicazione prodotto - nel settore il simbolo non è utilizzato, quindi nulla ci impediva di farlo. Ma nel futuro è possibile che ci si confronti con Disney”. Intanto Nemo dell’omonimo pesciolino pare avere medesime snellezza e compattezza: 2,5 metri cubi. Siamo in sostanza nel la fascia d’ingresso della gamma Citroën: al di sotto di Berlingo (segmento F1, fino a 800 kg di carico utile e 4 m3 di volume), Jumpy (segmento K1, fino a 1.200 kg e 7m3) e Jumper (segmenti da K2 a K4, fino a 3.000 kg e 22 m3). Pochi? In realtà lo spazio non manca. E Brisabois invita a provare di persona. “Il veicolo - ha detto l’affascinante manager Citroën - è stato concepito per i piccoli artigiani e commercianti. A loro ci siamo ispirati, chiedendo dapprima quali fossero le aspettative ed esigenze. Poi gliel’abbiamo fatto provare. La capacità di carico arriva fino a 610 chili, se si abbassa il sedile del passeggero”. Prodotto a Bursa - una città

cato globale”. Tremila le unità che Citroën ritiene di vendere in Italia, forte di una crescita, nel settore dei veicoli commerciali, che nei primi dieci mesi di quest’anno rappresenta una vera e propria “impennata”. 9.593 le unità vendute, con una variazione del 60 per cento rispetto allo scorso anno e una quota di mercato pari al 5 per cento, che la posiziona al numero 5 nel segmento. Una quota dovuta in gran parte a Berlingo, i cui mezzi venduti sono aumentati del 46 per cento rispetto ai primi dieci mesi del 2006. Ma vanno forte anche gli altri due mezzi: le vendite di Jumpy so-

Jacques Vibert (a sinistra), Responsabile della cooperazione interna Psa, e Jean Michel Gardet, Responsabile del progetto Nemo, posano al fianco del nuovo modello della gamma commerciali Citroën. Nemo sarà prodotto in 50mila unità l’anno nello stabilimento turco di Bursa.

con 73.500 veicoli nel 2006, e il 17,3 per cento nei primi 3 trimestri del 2007, con 57.000 veicoli. “Un successo - ha commentato Walter Brugnotti, Responsabile Pubbliche relazioni mercato Italia - che continua ininterrottamente dal 1992: allora Citroën vendeva 1.180 commerciali l’anno, quest’anno raggiungeremo quota 12.400. Nel 2008 arriveremo a quota 15.000, grazie anche al prezzo di lancio di Nemo e all’eco incentivo statale”. Il prezzo di lancio è 6.000 euro, considerato l’eco incentivo statale ed escluse spese accessorie e d’imposte. Ovvero: la versione benzina costerà all’utente finale 11.400 euro, quella diesel 12.800. La motorizzazione Diesel HDi, di 1.398 cm3 di cilindrata, sviluppa una potenza di 70 cv con un regime di 4.000 giri/min. La coppia massima è di 160 Nm a 1.750 giri/min. Con questa motorizzazione, già ampiamente collaudata su altri modelli della gamma Citroën, Nemo registra consumi di 4,5 l/100 km in ciclo misto, con emissioni di CO2 limitate a 119 g/km, che lo rendono un riferimento nel segmento dei furgoni. Come tutte le altre motorizzazioni HDi della gamma Citroën, questa motorizzazione può funzionare con biocarburante B30 (Biodiesel al 30 per cento). ECONOMICO ED ERGONOMICO La motorizzazione benzina, già utilizzata su numerosi altri modelli della gamma, con 1.360 cm3 di cilindrata, sviluppa una potenza di 75 cv a 5.200 giri/min. La coppia massima arriva a 118 Nm a regimi contenuti di 2.600 giri/min, garanzia di un’ottima disponibilità a bassi regimi. I consumi medi, in ciclo misto, arrivano a 6,9 l/100 km, con emissioni di CO2 di 164 g/km. Entrambe le proposte sono abbinate a cambi meccanici 5 rapporti, con demoltiplicazioni adattate alle caratteristiche di ognuno dei due motori. Proposto nel corso del 2008, il cambio manuale pilotato 5 rapporti sarà disponibile sulla motorizzazione HDi 70. Limitati i costi di manutenzione, con operazioni che prevedono una periodicità di 30.000 km o due anni. Costi di riparazione contenuti, grazie all’uso di numerosi pezzi ripresi da altri veicoli e affidabili, ma anche per il dimensionamento dei pezzi soggetti a usura, previsti per una durata in linea con il programma di manutenzione. Economico all’acquisto e nell’utilizzo, dunque. E le sue prestazioni sono quelle giuste per i professionisti e il loro benessere. Molteplici dettagli utili rendono Nemo un veicolo dalle prestazioni degne di un’autovettura moderna, che prevede tra l’altro: un’ergonomia studiata, con comandi intuitivi e a por tata di mano. La leva del cambio è in posizione rialzata, vicino al volante; i comandi di guida o di assistenza alla guida sono collocati secondo un crite-


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Fiat Professional

rio ergonomico ottimale. Numerosi sono i vani d’alloggiamento, indispensabili per un veicolo moderno. La zona anteriore prevede fino a 12 vani, per soddisfare le varie esigenze dei professionisti. Molteplici le regolazioni del posto di guida, per il volante e per il sedile lato guida, con posizione di guida adatta a tutte le morfologie. Un’offerta audio di qualità, con 4 altoparlanti, tra cui 2 tweeter posti nei soffietti delle porte, di serie o in opzione secondo le versioni. Predisposizione per l’installazione di un telefono Bluetooth, proposto in opzione.

Naomi Campell regala un Ducato e uno Scudo...

GARANZIA DI SICUREZZA Oltre all’airbag lato guida di se rie, Nemo può disporre, in opzione, di airbag frontale per il passeggero e laterali per i due passeggeri anteriori. Se previsto sul veicolo, l’airbag lato passeggero può essere disattivato, per il trasporto di bambini, anche molto piccoli, o per trasportare carichi lunghi. Le cinture con limitatori di sforzo e pretensionatori pirotecnici sono adattate agli airbag; per il conducente è prevista una spia di mancato aggancio della cintura. Per rispondere a una delle preoccupazioni principali degli utilizzatori di veicoli commerciali, Nemo dispone di un dispositivo specifico per garantire la sicurezza delle merci trasportate. Come per i modelli recenti dei segmenti superiori, il vano di carico può essere sbloccato in modo indipendente rispetto alla cabina, con il plip dall’esterno o con un comando posto sul cruscotto, per lo sbloccag-

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Nemo è un veicolo dalle prestazioni degne di un’autovettura moderna: l’ergonomia è stata particolarmente curata e i comandi sono sempre intuitivi e a portata di mano. gio dall’interno. Le porte si bloccano automaticamente quando il veicolo è in movimento. Un indicatore sul quadro strumenti informa della mancata chiusura di una porta. La struttura di Nemo è studiata per soddisfare le recenti norme in materia di protezione degli occupanti. Ad esempio, il paraurti anteriore integra una traversa in lamiera HLE, montata a sua volta su assorbitori che limitano notevolmente le intrusioni in caso di urto frontale. “La clientela dei furgoni tradizionali - ha illustrato, dati alla mano, Jean Michel Gardet Responsabile progetto prodotto Nemo - è essenzialmente maschile, per circa il 90 per cento. Gli acquirenti sono, per l’80 per

cento dei casi, utilizzatori professionali. Il 30 per cento degli utilizzatori di questi veicoli li usano anche in ambito privato. Le aziende che utilizzano questo tipo di veicoli sono composte prevalentemente da meno di dieci persone. Il target cui si rivolge Nemo si colloca nel commercio al dettaglio, servizi, consegne, artigianato, comunità locali, attività tecnico-commerciali o di edilizia di finitura. Questo tipo di clientela è caratterizzato non solo dall’esigenza di funzionalità e di adattabilità alla propria attività professionale, ma anche dalla necessità di ottimizzare i costi. L’utilizzo dei furgoni è prevalentemente urbano, per oltre il 30 per cento, ed extraurbano, circa il 25

MILANO - Naomi Campbell, simbolo universale del mondo della moda, ha donato due veicoli Fiat Professional all’Atlha Onlus, associazione che da oltre 20 anni si occupa di turismo terapeutico e del tempo libero delle persone disabili, al fine di favorirne la più ampia integrazione sociale. In qualità di madrina e presidentessa onoraria dell’Atlha Onlus, la celebre top model ha partecipato all’evento organizzato presso la Cascina Bellaria di Milano (sede dell’associazione) donando due veicoli: un Ducato Panorama e uno Scudo Panorama Executive. Leader nel settore del trasporto persone e dotati di eccellente guidabilità e comfort, i due veicoli sono contraddistinti dal logo del brand con la dicitura “Donato all’Atlha Onlus da Naomi Campbell. In collaborazione con Fiat Professional”. I veicoli Fiat Professional si prestano sempre più ai servizi di shuttle, creando un saldo legame sia con il mondo dei professionisti tradizionali che con quello del turismo. Non solo: la vittoria di Scudo come Van of the Year 2008 è l’ennesima testimonianza del successo del brand nel settore trasporto persone.

per cento, nei principali Paesi europei. L’utilizzo in autostrada e su strade sterrate è secondario. Il chilometraggio medio annuale è di circa 30.000 chilometri”. Nemo viene commercializzato in Italia e in Turchia a partire dal mese in corso, con una gamma semplificata e un solo li vello di allestimento, ma la personalizzazione è possibile tramite pacchetti di opzioni. Nella maggior parte degli altri Paesi, tra cui la Francia, arriverà a partire da fine febbraio 2008. I modelli con guida a destra saranno proposti, nei Paesi interessati, nel corso del secondo trimestre. Per il Nemo il successo pare essere dietro l’angolo.

Alla guida del nuovo Citroën Nemo dalla Gironde all’Oceano

A suo agio in ogni situazione

BORDEAUX - Nemo si rivela un veicolo commerciale perfetto per spostarsi e destreggiarsi nelle città moderne, caratterizzate da traffico intenso e congestionato, e dalla riduzione dello spazio utilizzabile per i trasporti. Ma è a suo agio anche fuori città, grazie a una messa a punto che consente la massima disinvoltura su tutti i terreni. Con le dimensioni contenute, i volumi interni e la straordinaria abitabilità, le prestazioni ingegnose e le caratteristiche di sobrietà, Nemo risponde puntualmente alle esigenze della clientela dei furgoni compatti, che saprà sedurre per lo stile affascinante. Lo abbiamo provato sulle strade limitrofe a Bordeaux, raggiungendo, dal capoluogo del dipartimento francese della Gironde e superato il fiume Garonna, Cap Ferret, una stretta lingua di sabbia, tra l’Oceano e l’immensa Dune du Pilat, che si estende per una ventina di chilometri. I circa settanta chilometri che ci separavano da Bordeaux li abbiamo percorsi tra villaggi ameni e viuzze dei centri abitati, che si alternavano a strade a lunga percorrenza. Un’alternativa alla strada statale, che abbiamo però percorso sulla via del ritorno. Insomma, le abbiamo provate proprio tutte per “saggiare” questo mezzo economico, ma robusto, che è effettivamente una risposta - finora assente nel segmento alle tensioni della vita di oggi che si ripercuotono anche sui piccoli commercianti. Con le dimensioni esterne contenute, 3,86 m di lunghezza, 1,72 m di larghezza e 1,72 m di altezza (1,78 m con le barre del tetto disponibili di serie, in opzione o negli accessori), Nemo si destreggia facilmente ovunque, grazie anche al diametro di sterzata tra muri inferiore a 10 m. Il frontale di Nemo

rappresenta una sintesi perfetta tra modernità e robustezza, in totale coerenza con il suo posizionamento. Il tutto è rafforzato da un cofano dalle linee tese, che ospita gli chevron di grandi dimensioni, fari a vetro liscio, disposti al riparo dai piccoli urti, e un paraurti generoso e avvolgente, per una maggiore protezione. Il parabrezza, alto e ampio, offre una luminosità e una visibilità ottimali. La vista laterale offre sensazioni di volume e ispira un’immediata fiducia. I passaruota generosi e prominenti sono completati da protezioni laterali rinforzate, dimensionate in modo da risultare efficaci contro i piccoli urti. Le porte laterali scorrevoli si integrano perfettamente nello stile di Nemo. Le fiancate lamierate non prevedono giunzioni o tracce di imbutitura visibili, e offrono una superficie liscia in grado di valorizzare al massimo l’insegna dell’azienda. I vetri generosi della cabina suggeriscono un comfort di visuale ottimale e grande luminosità interna. Nemo rivendica a pieno titolo la sua appartenenza all’universo dei veicoli commerciali, con la separazione tra la cabina e il vano di carico. Quest’ultimo è caratterizzato da una linea squadrata, garanzia di volumi interni e di praticità di carico ottimizzati. Visto dalla parte posteriore Nemo conferma le qualità della vista laterale: parte posteriore studiata per facilitare e ottimizzare le operazioni di carico-scarico, design squadrato, soglia di carico bassa e porte posteriori a battente asimmetriche, per un facile accesso anche in spazi ristretti. Le luci posteriori, di grandi dimensioni, poste in alto, sopra ai rinforzi di protezione laterale, sono moderne ed efficaci, protette contro gli urti possibili in circolazione urbana. La sagoma di Nemo, perfettamente adatta alla città, si coniuga con un volume interno disponibile generoso. Con una lunghezza di carico al pianale di 1,52 m, una larghezza tra passaruota di 1,05 m e un’altezza massima di 1,18 m, il vano di carico di Nemo propone un volume che arriva a 2,5 m3 dietro ai sedili anteriori. Il carico utile raggiunge 610 kg su tutte le versioni. La soglia di carico bassa, sinonimo di facilità di manipolazione degli oggetti pesanti, si colloca, a vuoto, a 53 cm dal suolo. Il sedile del passeggero di Nemo, può disporre di 2 funzioni, per prestazioni da veicolo commerciale ancora più generose. Denominato Extenso, può essere portato in posizione completamente piana, con lo schienale ripiegato orizzontalmente sul cuscino di seduta, oppure scomparire totalmente nel pianale, liberando una lunghezza di carico aggiuntiva di circa 1 m. La lunghezza disponibile arriva quindi a 2,49 m, e il volume di carico aumenta di 0,3 m3, con un volume utile totale di 2,8 m3. I furgoni effettuano soste frequenti, e richiedono quindi un accesso facile ed efficiente al vano di carico. Per facilitare queste manovre, Nemo dispone di serie di porte posteriori a battente asimmetriche, per facilitare l’accesso alla parte posteriore in spazi ristretti. Con un comodo comando, le porte possono anche essere aperte a 180 gradi. La porta più stretta si colloca a destra.

... e Gigi Buffon promuove il Nuovo Fiorino TORINO - Per il lancio del nuovo Fiorino Fiat Professional ha scelto come testimonial il più forte portiere del mondo: Gigi Buffon. Realizzata dall’agenzia Leo Burnett Torino e declinata su stampa, radio e maxi affissioni, la campagna pubblicitaria, che esprime in modo chiaro il posizionamento del veicolo, vede protagonista il campione del mondo mentre si arrampica su impervie impalcature o esegue acrobatici ritiri di pacchi direttamente sul pianerottolo di un palazzo. E al suo fianco c’è sempre il nuovo Fiorino, un veicolo unico nel suo genere che grazie alle sue dimensioni compatte, alla sua maneggevolezza e alla straordinaria capacità di carico “arriva dove gli altri non arrivano”, come recita il claim della nuova pubblicità. Ed è proprio l’agilità che accomuna i due “campioni”: Gigi Buffon vola dove gli altri portieri non arrivano, il Fiorino affronta con disinvoltura i vicoli stretti di un centro cittadino. Merito delle sue dimensioni esterne compatte - è lungo 3,86 metri, alto 1,72 e largo 1,71 metri - e di un eccellente diametro di sterzata: appena 9,95 metri. Non solo. La stessa sicurezza e tranquillità che il numero 1 italiano infonde all’intera squadra si ritrova nell’ultimo nato di Fiat Professional che garantisce sempre massima protezione per passeggeri e carico, grande affidabilità e robustezza, oltre a un ottimo comportamento dinamico qualunque sia l’impiego o il percorso intrapreso. Merito anche dei due propulsori disponibili: il benzina 1.4 da 73 cv e il turbodiesel 1.3 Multijet da 75 cv. Insomma, il nuovo Fiorino è destinato a ridefinire completamente gli standard del segmento 1B e quindi a giocare un ruolo da protagonista nel mercato dei veicoli commerciali leggeri. Un contributo importante, dunque, per l’intera squadra dei veicoli Fiat Professional che tanti successi ha riscosso quest’anno. Proprio come la nostra Nazionale che, anche grazie allo straordinario Gigi Buffon, ha recentemente conquistato la qualificazione agli Europei 2008. Nazionale di calcio “Campione del Mondo” di cui, fra l’altro, Fiat Professional è partner ufficiale. Del resto, i valori di professionalità, performance e innovazione del brand trovano il loro corrispettivo nei valori sportivi e umani del team guidato da Roberto Donadoni.


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PEUGEOT / BOXER, EXPERT E RANGE MIGLIORANO SENSIBILMENTE I RISULTATI

Per i leoncini da lavoro un vero boom

Sopra, Philippe Vidal, direttore del settore veicoli commerciali di Peugeot Italia. A sinistra, il nuovo Bipper, ultimo arrivato in casa Peugeot, in centro, l’Expert e in basso, il Boxer.

Consegnati nel 2007 da Peugeot Italia ben 11.000 veicoli commerciali contro i 7.870 dello scorso anno, con un incremento del 35 per cento e una quota che sale dal 3,2 al 4,5 per cento. L’obiettivo per il 2008 è un volume di 13.000 veicoli grazie anche all’introduzione del nuovo Bipper.

di Cristina Altieri M ILANO - Un vero e proprio boom ha registrato nel 2007 Peugeot Italia nel mercato dei veicoli commerciali fino a 3,5 tonnellate di peso totale a terra. Il 2007, infatti, si è chiuso con un volume di 11.000 nuove immatricolazioni dei “leoncini” da lavoro contro le 7.870 unità del 2006, il che significa un incremento del 35 per cento e una quota che è passata dal 3,2 al 4,5 per cento su un mercato totale di oltre 250.000 unità. In particolare, alla fine di dicembre sono stati consegnati complessivamente 2.600 Boxer con un incremento del 60 per cento, 2.700 Expert, neo “Van of the Year” per il 2008, che ha segnato una crescita addirittura dell’80 per cento, e ben 3.400 Range con un aumento del 24 per cento. Il resto delle immatricolazioni è rappresentato dai

una garanzia assoluta per i clienti dei veicoli commerciali in quanto prevede una vera e propria specializzazione finalizzata ai veicoli da lavoro, a cominciare dalla formazione del venditore, dall’esposizione della gamma completa dei veicoli, dalla possibilità di far provare i veicoli ai clienti, dalla pronta consegna del veicolo richiesto per finire all’offerta di servizi fiscali e finanziari. Nel suo piccolo, l’artigiano che acquista un Peugeot da lavoro ha bisogno di essere assistito al meglio, soprattutto perché il suo strumen-

gia per garantirci questa ulteriore crescita poggia su un’attenzione ancora più professionale nei confronti della clientela, su un ulteriore sviluppo dei Business Center, sul lancio del nuovo programma Peugeot Mobility, orientato soprattutto al mercato del noleggio e che quindi ci dovrebbe consentire di realizzare una importante crescita delle vendite alle flotte”. Per Peugeot Italia il settore veicoli commerciali, dunque, continua a rappresentare un business importante che nel 2008 avrà nel nuovo Bipper, frutto

to di lavoro sia sempre in perfetta efficienza. Naturalmente, insieme alla qualità del prodotto e alla professionalità della rete, la nostra performance è stata favorita anche dalla crescita del mercato”. Quali le prospettive per il nuovo anno? “Il mercato totale sottolinea Philippe Vidal - dovrebbe mantenersi sui volumi del 2007, ovvero intorno alle 245.000 nuove immatricolazioni. E questo senza tener conto di eventuali nuove iniziative in fatto di rottamazione. Peugeot Italia, grazie anche all’introduzione sul mercato del nuovo Bipper, si pone il traguardo delle 13.000 immatricolazioni costituite da 3.100 Boxer, 3.200 Expert, 3.200 Range, 2.500 Bipper e 1.600 derivati da vetture. Questo ci dovrebbe consentire di portarci a una quota del 5,3 per cento, guadagnando rispetto al 2006 più di 2 punti. La strate-

della collaborazione tra i Gruppi Psa e Fiat (i suoi fratellini sono il Fiat Fiorino e il Citroën Nemo) e costruito in Turchia a Bursa nella fabbrica della Tofas, un’ulteriore carta vincente da giocare. Anche perché il mercato dei piccoli veicoli da lavoro, qualora fosse riconfermata l’incentivazione sulla rottamazione, fondamentale per eliminare dal parco circolante ancora tanti veicoli Euro 1 e 2, inquinanti e poco sicuri oltre che poco confortevoli per chi pas sa tante ore della giornata al l’interno dell’abitacolo, potrebbe addirittura superare le 250mila immatricolazioni. “Noi - conclude Vidal - con o senza rottamazione affrontiamo il mercato con assoluta determinazione, forti di una bella gamma di modelli e di una rete di vendita assolutamente professionale. I risultati non potranno che essere di conseguenza”.

veicoli derivati da vetture. Quali i motivi che hanno determinato questa importante escalation? È Philippe Vidal, di rettore del settore veicoli commerciali di Peugeot Italia a rispondere: “Questo risultato, che è di grande soddisfazione per noi tutti, è dovuto non solo a una gamma di veicoli estremamente competitiva e che negli ultimi tempi è stata sensibilmente rinnovata, con il Boxer e l’Expert migliorati sotto ogni aspetto, qualità, sicurezza, prestazioni, funzionalità, consumi ed emissioni, ma anche e soprattutto grazie all’ottimo lavoro svolto dalla rete di vendita e assistenza. Oggi contiamo ben 56 Business Center dedicati ai veicoli commerciali, che rappresentano il 30 per cento dell’intera rete ma che realizzano più del 50 per cento del volume di vendita dei commerciali”. “Il Peugeot Business Center - prosegue Vidal - rappresenta


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VOLKSWAGEN / PROVA SU STRADA DEL CADDY VAN ECOFUEL 2.0 TDI 109 CV

La forza del metano

Esternamente e internamente del tutto simile al Caddy alimentato a benzina o a gasolio di Lino Sinari MONZA - Il metano come risorsa in più per valorizzare ulteriormente le doti già dichiarate del Caddy, il piccolo veicolo commerciale Volkswagen agile come un’autovettura ma con il giu sto spazio richiesto a un mez zo da lavoro. Con Caddy Eco Fuel, Volkswagen Veicoli Commerciali consegue un importante traguardo nella progettazione di veicoli ecologici e orientati al risparmio, dando un impulso convincente al settore dei veicoli alimentati con combustibili alternativi. Abbiamo testato su strada il Caddy Van alimentato a metano, nel consueto percorso di prova di circa 100 km a nord di Milano. Disponibile anche nell’allestimento Kombi, l’alimentazione a metano non sembra in apparenza dare particolare distinzione al Caddy EcoFuel. Esternamente, infatti, Caddy EcoFuel non si distingue da un Caddy ad alimentazione tradizionale. I serbatoi del gas metano da 26 kg sono posizionati nel sottoscocca e garantiscono un’autonomia di circa 440 km (che diventano 570 con l’accoppiata metano e benzina). Le ampie sezioni trasversali delle tubazioni e delle valvole consentono di fare rifornimento in modo rapido e silenzioso. La sosta alla stazione di servizio è quindi paragonabile a quella di un veicolo alimentato a benzina. SERBATOI BEN POSIZIONATI La sistemazione dei serbatoi nel sottoscocca lasciano invariata la spaziosità dell’abitacolo e del volume di carico. In questo modo viene garantita la massima versatilità, una equilibrata distribuzione del peso e, di conseguenza, una buona tenuta di strada.

Il Volkswagen Caddy EcoFuel, nuovo traguardo nella progettazione di veicoli ecologici e orientati al risparmio. In termini di sicurezza c’è massima garanzia. La disposizione del serbatoio del gas è ottimale. Robusti rivestimenti proteggono le bombole d’acciaio da sporco, pietrisco e corrosione. Inoltre, tutti i condotti del gas sono in acciaio inossidabile, senza saldature e disposti fuori dell’abitacolo per garantire elevata sicurezza e affidabilità. Va subito precisato che EcoFuel è una tecnologia intelligente ed ecologicamente compatibile: con il funzionamento a gas, le emissioni di CO2 si riducono del 20 per cento rispetto a un motore a benzina. Inoltre,

materiale sintetico nella parte superiore, è possibile trasportare con sicurezza attraverso il traffico caotico. La cabina di guida del Caddy mette i viaggiatori in una posizione privilegiata. Dal sedile di guida e dal sedile del passeggero, comodi e regolabili con facilità, si riesce ad avere sott’occhio sia il cruscotto con i suoi strumenti che la situazione del traffico. Lo sterzo è docile e consente di parcheggiare senza sforzo. Il piantone dello sterzo di sicurezza è regolabile in senso verticale e longitudinale. L’intelligente combinazione dei numerosi vani portaoggetti offre varie possibilità di sistemazione: negli scomparti alla porta, al cielo dell’abitacolo e sul cruscotto, nei grandi cassetti (a richiesta) posizionati sotto i sedili anteriori e nella tasca portaoggetti aperta, nonché nei quattro portabicchieri alla consolle centrale. L’impianto di riscaldamento e di aerazione e il climatizzatore semiautomatico di serie creano un’atmosfera gradevole. A richiesta è possibile avere i sedili riscaldabili. Ci sono poi ulteriori optional che consentono di gestire ancora più comodamente le funzioni del veicolo: ad esempio la chiusura centralizzata con telecomando a radiofrequenze e gli alzacristalli elettrici. Il Van ha di serie l’airbag per il conducente (per il Kombi è di serie anche l’airbag lato passeggero). Nel paraurti sono integrati i fari fendinebbia e i 4 sensori collocati nel paraurti posteriore facilitano il parcheggio grazie all’emissione di un suono. Il cambio a cinque marce si rivela particolarmente flessibile

l’impiego di energia per la compressione del gas è esiguo: il metano viene bruciato senza perdite dirette e con emissioni particolarmente basse. Caddy EcoFuel è così conforme alla normativa Euro 4. La potenza erogata dal motore 2 litri Tdi è di 109 cv a 5.400 giri/min con coppia massima di 160 Nm a 3.500 giri/min. Il motore è ottimizzato per essere alimentato a gas metano ma, se il carburante non è sufficiente per raggiungere la stazione di rifornimento più vicina, può essere alimentato anche a benzina. C’è da dire che, grazie alla riduzione delle emissioni di so-

La versione EcoFuel a metano ha in realtà molte cose da dire per distinguersi all’interno della già poliedrica e funzionale gamma del veicolo commerciale tedesco. Un veicolo ecologico e orientato al risparmio, capace di soddisfare fino in fondo le esigenze degli utilizzatori professionali.

stanze nocive, l’innovativa tecnologia EcoFuel è adatta soprattutto all’ambito cittadino e regionale, quindi a tutti quei luoghi in cui l’inquinamento è molto alto ed è anche molto più facile incorrere in pesanti limitazioni alla circolazione. Grazie al rispetto dell’ambiente, le vetture con impianto a metano hanno libero accesso al centro cittadino anche in presenza di limitazioni o blocco del traffico istituito dalle amministrazioni locali. Nel ciclo urbano, Caddy EcoFuel registra un consumo di metano di 12 metri cubi per 100 km, nel ciclo extraurbano 6,8 metri cubi e nel ciclo combinato 8,8 metri cubi. Le emissioni di CO2 sono dell’ordine di 157 g/km. La velocità massima è di 169 km/h e l’accelerazione 0100 km/h avviene in 13,8 secondi. Caddy è adatto a ogni tipo di impiego: per consegna merce o per servizi di corriere, come officina viaggiante o per il tra-

sporto di persone. Con un carico utile di circa 730 kg, una massa complessiva fino a 2,2 tonnellate e una massa rimorchiabile fino a 1.500 kg, Caddy può accogliere una notevole quantità di merce. Il vano di carico del Van, con un volume di 3,2 metri cubi, è spazioso e accessibile con grande comodità: lo garantiscono la porta scorrevole sul lato passeggero con apertura di 70 cm e una seconda porta scorrevole fornibile a richiesta. COMODI ALLA GUIDA Per il posteriore, la scelta è tra due porte a battente (alte quanto il tetto e divise in ragione di 2/3 e 1/3 della larghezza totale di 1.181 mm) e un portellone basculante. Ricordiamo che il Van è anche disponibile senza porte scorrevoli. Con sei oc chielli di ancoraggio e una paratia divisoria dalla cabina di guida, provvista di griglia in

nella marcia normale, pronto e reattivo quando è necessaria un’accelerazione oppure in ripresa. Complessivamente, la gamma Caddy propone cinque moderni motori: il 2 litri Sdi da 70 cv, il 1.9 Tdi da 105 cv, il 1.4 a ciclo Otto da 80 cv, il 1.6 a ciclo Otto da 102 cv, oltre naturalmente al già citato 2.0 EcoFuel a gas metano da 109 cv. Sulla motorizzazione diesel da 105 cv può essere ordinato il cambio automatico a doppia frizione DSG che, grazie a cambi velocissimi senza strappi, soddisfa le maggiori esigenze di com fort. Sempre per questa motorizzazione è disponibile il filtro antiparticolato Dpf. Caddy dispone di serie dei dispositivi di sicurezza Abs, Asr e Msr mentre a richiesta c’è l’Esp con dispositivo di assistenza alla frenata. Caddy Van EcoFuel vie ne offerto sul mercato a 19.239 euro. La gamma Caddy è proposta a partire dai 14.863 euro della versione Van 1.4 da 80 cavalli.


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IRISBUS / IL PRIMO MAGELYS È STATO ACQUISTATO DA AUTOLINEE FEDERICO

Debutto sulle strade della Calabria L’azienda è nata in pieni Anni Venti con l’obiettivo di crescere e affermarsi nel territorio calabrese di Massimiliano Campanella REGGIO CALABRIA - Linea diretta bisettimanale per Firenze, Bologna e Milano, che prosegue fino a Torino. Servizio bus dalla Calabria alla Capitale. Corse su Messina e posto garantito se si prenota via internet. Modulo di soddisfazione e modulo di reclamo disponibili su richiesta del cliente. Un sito web moderno, elegante e interattivo e una flotta di oltre quaranta automezzi. Di strada ne hanno fatta da quel 1929 le Autolinee Federico. Oggi, ai primi del 2008, per primi acquistano e portano sulle strade il Magelys, il top di gamma che Irisbus Iveco ha portato alla ribalta al “Bus&Bus Business”, autentica “chicca” del produtture al Salone di Verona. IL CORAGGIO DEI PRIMI ANNI Primo cliente ad acquistare il nuovo bus, Autolinee Federico è un’azienda nata in pieno Ventennio con l’obiettivo di crescere e affermarsi nel territorio calabrese. A quei tempi le Autolinee Federico davano già lavoro a quindici dipendenti. Il

Nel 2003 l’acquisizione di Greco e Scuteri e l’anno dopo si contano sessanta dipendenti e quaranta automezzi con corse di linea in tutta la Calabria e servizi di noleggio con conducente per qualsiasi destinazione. “È facile che nel 2008 ci servano almeno una trentina di nuovi mezzi”, dichiara Pietro Federico, manager dell’azienda calabrese.

Enrico Vassallo (a sinistra), Direttore Generale Mercato Italia Irisbus Iveco insieme a Gesualdo Federico, titolare delle Autolinee Federico, e il figlio Pietro. fondatore e titolare, Pietro Federico, aveva messo insieme dieci pullman per le due linee allora esistenti in quel di Reggio Calabria. Un periodo tutto sommato positivo per il settore: in Italia si cominciava a conoscere la bellezza, la comodità e il gusto di viaggiare in pullman. Certo, oggi a vederli - quei bus - sembrano oggetti da museo, con la loro aria austera, i sedili rigidi. Siamo ben lontani dalla realtà di oggi. Arriviamo negli anni Trenta: l’azienda, sempre più presente sul territorio, incrementa il proprio personale di pari passo al parco macchine. Nel 1935 si contano venti dipendenti e quattordici automez-

zi. Tutto resta immutato negli anni della Seconda Guerra e in quelli, difficilissimi, della ricostruzione. Alla Autolinee Federico arriva la seconda generazione: Gesualdo, Pasquale e Giuseppe. No mi che troviamo tuttora in società, sebbene, all’arrivo del boom economico, nel 1985 è Gesualdo a volere la sterzata, cambiando la natura giuridica dell’azienda: le Autolinee Federico diventano Srl. I vertici dell’azienda puntano ancora sulle risorse umane, aumenta il personale e i servizi offerti. Si contano trentadue dipendenti e venticinque pullman. Nel 1995 vengono acquisite la Siar e poco dopo la Sispa: le Autolinee Federico sono ormai un’azienda di riferimento del settore. Arriva la terza generazione, ovvero i figli di Gesualdo: Pietro, 33 anni, Cristina, 36, e Rossella, 35. Nel 1999 le Autolinee Fede-

rico diventano partner della Reggina calcio e, nel 2001, il secondo cambio normativo: le Autolinee Federico Srl diventano Autolinee Federico Spa. In quegli anni l’azienda si è fatta conoscere per l’elevato standard qualitativo dei servizi offerti e per l’estrema competenza e professionalità del proprio personale, amministrativo e viaggiante. Nel 2003 avviene l’acquisizione di Greco e Scuteri e l’anno dopo si contano sessanta dipendenti e quaranta automezzi con corse di linea in tutta la Calabria e servizi di noleggio con conducente per qualsiasi destinazione. Oggi Gesualdo è nonno di

quattro nipoti, al timone troviamo il figlio Pietro, ma è sempre lui a detenere le redini della società. Un bilancio florido, che nel 2007 conta un fatturato di circa due milioni di euro. Una bella flotta di centotrenta mezzi, abbastanza diversificata: venticinque Irisbus Iveco, una decina di Mercedes-Benz e per il resto Setra. L’ultimo arrivato è il Magelys, che Autolinee Federico ha acquistato come primo cliente dalla concessionaria Irisbus di Reggio Calabria Omniabus. “Abbiamo avuto modo di vederlo - ci ha detto Pietro Federico - e provarlo al Salone di Lione. Ci aveva colpito subito, sia nell’impatto estetico dal-

l’esterno sia negli interni, per il comfort che consente di dare ai passeggeri. Un valore che per noi è rimasto immutato sin dall’origine dell’azienda”. Il Magelys sarà destinato alle linee interregionali coperte da Autolinee Federico, che oggi viaggiano in tutta la Calabria e collegano la regione con Roma, Firenze, Milano e Torino. A disposizione dei clienti venti mezzi di tutte le dimensioni per il servizio a noleggio con conducenti. Tra i clienti principali troviamo nomi di calibro come Alitalia, Regina calcio, TrenItalia. La sede si trova sempre a Reggio Calabria in via Lagani, ma certo dimensioni e realtà aziendale sono cresciute eccome da quelle due linee del 1929. Oggi Autolinee Federico dà lavoro a 160 dipendenti e le prospettive sono di un’ulteriore crescita nel 2008. “Vediamo come va il mercato - ha aggiunto il manager trentatreenne - ma ci sono tutte le premesse per un ulteriore sviluppo. Il Magelys rispecchia in pieno la nostra filosofia di comfort per il passeggero, per chi guida e per l’immagine aziendale. Penso possa aiutarci, nel senso che attribuisce alla nostra flotta un valore aggiunto, senza alcun dubbio. Se ne acquisteremo altri? Credo di sì. Molto dipende dal mercato, ma è facile che nel 2008 ci servano almeno una trentina di nuovi mezzi”. Con quella bellissima linea opera della francese Régine Debernis, il nuovo Magelys ha completato in alto la gamma dei veicoli gran turismo di Irisbus Iveco, offrendo alla clientela più esigente un prodotto che com bina il design innovativo con il massimo del comfort e delle prestazioni, per il beneficio degli operatori ma anche dei loro passeggeri, e dispone delle carte migliori per rafforzare la propria posizione di secondo costruttore europeo di veicoli dedicati al trasporto passeggeri. Per progettarlo la Casa italiana ha condotto uno studio volto a individuare le esigenze e i desideri di tutti i fruitori dell’automezzo, dall’autista alle hostess fino ai turisti. Il look di questo originale mezzo di trasporto si ispira al “blob design”, attraver-

so la ricerca di linee morbide che danno un aspetto meno aggressivo al mezzo e offre, per la prima volta in assoluto rispetto agli autobus tradizionali, una notevole visibilità ottenuta grazie ai vetri laterali che si prolungano fino ai lati superiori del tetto, regalando agli occupanti un senso di maggiore spazio e luminosità. Anche nella scelta dei colori e dei materiali il nuovo autobus si distingue per l’utilizzo della tinta rosa scuro accostata agli inserti in diverse gradazioni di rosso per gli interni, in cui spiccano i sedili in cuoio con il risultato di ottenere un’atmosfera di massimo comfort nel gusto dell’armonia di forme e colori declinata al femminile. COMODO, BELLO E ANCHE SICURO Il tutto però senza perdere di vista la sicurezza. Il Magelys è dotato del nuovo dispositivo BlueEyes Radar, il primo collision warning system prodotto da EC Elettronica e installabile su autocarri, pullman e automobili (omologato dal ministero dei Trasporti) che funziona come un vero e proprio “terzo occhio”. Il dispositivo è in grado di vedere in condizioni di nebbia o scarsa visibilità, rilevando rallentamenti e frenate dei veicoli che precedono ma lasciando sempre al conducente il pieno controllo del mezzo. Dopo la riorganizzazione industriale e il totale rinnovamento della gamma prodotto, col nuovo Magelys Iveco Irisbus è ora impegnata sul difficile terreno del mercato internazionale, dove vanta una quota superiore al 23 per cento in Europa. A testimonianza degli obiettivi raggiunti e dell’impegno manageriale profuso da Jean Plenat, 59 anni, dall’aprile 2003 Amministratore Delegato di Irisbus, lo scorso ottobre al Busworld che si è svolto a Courtrai, in Belgio, lo stesso Plenat ha ricevuto il premio di “Bus Builder dell’anno” per il 2007: un prestigioso riconoscimento biennale riservato ai manager del settore che si sono distinti per i risultati commerciali, industriali e di prodotto.

Magelys, il top di gamma Irisbus Iveco, dopo l’anteprima al “Bus&Bus Business” ha iniziato a percorrere le strade italiane.


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Il nuovo Avancity, campione del trasporto urbano. Sotto, un’altra importante novità per la BredaMenarinibus: il Lander, interurbano Regional.

BREDAMENARINIBUS / LANDER, AVANCITY E VIVACITY PER CITTÀ E BREVE-MEDIO RAGGIO

Dinamismo proiettato nel futuro BOLOGNA - Un nuovo modello di autobus interurbano specificatamente progettato per i servizi di linea regionali di breve e medio raggio e nuove gamme di veicoli urbani. Sono le novità invernali in casa BredaMenarinibus, azienda bolognese fra le principali realtà italiane dell’industria dell’autobus per tradizione e storia. In quasi novant’ anni di attività, dallo stabilimento di Bologna sono usciti oltre 30.000 autobus. Attualmente l’azienda occupa una superficie di 155.000 mq di cui 46.000 mq coperti; all’interno dello stabilimento vengono svolte attività produttive e di assemblaggio con collaudo finale effettuato su ogni autobus prodotto nella spe ciale pista di prova che si sviluppa per circa 2 km all’interno dell’area. L’estetica di Lander, il nuovo interurbano Regional, richiama lo stile del marchio. Lungo 12,2 metri, si avvale del propulsore Man D2066 LUH23, da 10,5 litri di cilindrata. Monta freni a disco sui due assali con EBS ed è possibile installare un elevatore per carrozzella disabili. Obiettivo dell’azienda bolognese: distinguersi nel mercato dei veicoli di linea e granturismo e soddisfare le richieste del le aziende di trasporto pubblico locale. Tra le novità anche le nuove gamme Avancity e Vivacity, con motorizzazioni Deutz a 4 e 6 cilindri. Il primo - nelle taglie corta (7,90 m) e media (9,40 m) - è ideale per transitare nei centri storici e nelle città di piccole e medie dimensioni e, in genere, in ogni contesto urbano caratterizzato da difficile viabilità. Avancity - nelle taglie corta (10,80 m) e media (12 m) - costituisce la gamma centrale su cui s’impernia il trasporto urbano nelle grandi città italiane. Sui nuovi mezzi è stata realiz-

zata un’avanzata elettronica di bordo con pannelli elettrici precablati a tecnologia PCB, che in sostanza amplia le funzioni di gestione del mezzo, facilitando la diagnostica e il monitoraggio di tutti gli impianti e sistemi di bordo. Nelle versioni a gas metano si conferma la presenza del motore Mercedes “gas design”, caratterizzato da elevata potenza specifica e consumi ridotti, conseguiti attraverso la scelta pro gettuale di una legge di combustione “learn burn” (miscela magra), che già dal 2003 rispetta i limiti Eev. Avancity è disponibile anche in versione snodata, con sospensioni indipendenti e mantenendo le caratteristiche di base della “famiglia”. È dotato di motore Man D20 da 10,5 litri di cilindrata. Ha grande capacità di carico e am pie superfici vetrate per il massimo comfort. La guidabilità è assicurata dalla trazione sul terzo asse. La carrozzeria Menarini è nata nel 1919. Dopo un primo periodo indirizzato esclusivamente alla riparazione di carrozzerie per autoveicoli, nel 1925 non appena fu possibile ampliare i locali e acquistare macchinari, l’azienda si avviò con ottimi risultati anche nella costruzione di carrozzerie per vetture e taxi. Nella nuova sede la produzione subì una trasformazione, cessò la costruzione dei veicoli da turismo e si iniziò quella dei veicoli industriali: furgoni, autoambulanze, autocarri, cabine per autocarri e in seguito anche quella più complessa e impegnativa degli autobus. In dieci anni la produzione di mezzi collettivi si triplicò e crebbe ancora fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Quando scoppia la guerra infatti, escono dalle fabbriche italiane automezzi collettivi in numero maggiore degli automezzi individuali.

Nei primi anni l’officina Menarini produsse furgoni speciali, autoambulanze, carri-officina per necessità belliche, ma giunsero i tempi critici: il vasto stabilimento venne in gran parte distrutto dai bombardamenti, tant’è che la lavorazione dovette essere interamente sospesa nel 1944. E la sospensione continuò anche cessate le ostilità, a causa della requisizione dei locali effettuata dalle autorità alleate. Ma nel 1946 Menarini poté riprendere possesso della sua sede e cominciò a riordinare i vari reparti, ricostruire le

par ti sinistrate fin quanto nel 1952 lo stabilimento cominciò a produrre esclusivamente autobus. Nel 1952, alla morte di Ettore Menarini, i tre figli Dante, Giorgio ed Eugenio ne continuarono l’opera sotto la ragione sociale Carrozzeria Menarini Bologna Snc. Nel 1954 i fratelli Menarini iniziarono la costruzione di un vasto e moderno stabilimento per la lavorazione secondo le tecniche più moderne delle carrozzerie per autobus di ogni tipo compreso quello a struttura portante. Il grande

complesso è stato ultimato, in tutti reparti di lavorazione, nel 1960. Esso occupa un’area di oltre cinquantamila metri quadrati dei quali venticinquemila coperti. Nel 1989 la Menarini viene acquistata dalla Breda costruzioni ferroviarie, anticipando quei processi di aggregazione industriale che avrebbero caratterizzato anche il comparto degli autobus come già quello dei veicoli industriali. Nasce il marchio commerciale BredaMenarinibus; il cavallino rosso caratterizzerà tutti gli autobus prodotti dall’azien-

Un nuovo modello di autobus interurbano specificatamente progettato per i servizi di linea regionali di breve e medio raggio e nuove gamme di veicoli urbani. Sono le novità invernali in casa BredaMenarinibus, azienda bolognese fra le principali realtà italiane dell’industria dell’autobus per tradizione e storia.

da bolognese. Il passaggio al gruppo Breda e successivamente, nel 2001, sotto il diretto controllo di Finmeccanica, principale holding manifatturiera italiana, consente all’azienda di disporre delle cospicue risorse necessarie per sviluppare ed innovare la propria gamma di prodotti con rapidità ed efficacia, superando le pesanti crisi di mercato dovute al taglio dei finanziamenti statali per l’acquisto di autobus. Si avvicendano modelli di grande successo soprattutto nel segmento urbano come la gamma dei primi ribassati M 221, M 321 e M 230. Quest’ultimo modello, lanciato nel 1994, rappresenta il primo ultraribassato in Italia di taglia medio-corta. Il 1997 vede la nascita di un’intera nuova gamma di ultraribassati: M 240, M 231 e M 340, alcuni dei quali attualmente ancora in produzione costituiscono il passaggio a una generazione di veicoli caratterizzata da un elevato contenuto tecnico (motori, telai, elettronica, ecc.) e da soluzioni progettuali volte al raggiungimento di elevata affidabilità e ridotti costi di gestione. Anticipando gli orientamenti della domanda verso veicoli con emissioni allo scarico sempre più ridotte, vengono lanciati autobus a metano (Exobus), minibus a trazione elettrica (Zeus) ed autobus ibridi da 10,80 e 12,00 m (Altereco). Dal 1989 vengono prodotti complessivamente circa 5.000 autobus, mentre il continuo perfezionamento dei processi produttivi consente a BredaMenarinibus di acquisire nel 1997 la certificazione ISO 9001 del proprio sistema di Assicurazione Qualità e di essere tra le prime aziende del settore a conseguire il successivo step ISO 9001 ed. 2000. Dal 2003 al 2005 sono stati acquisiti ogni anno un numero di autobus superiore alle 340 unità.


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LAZZERINI / ROSEE LE PROSPETTIVE DI UN’AZIENDA TORNATA TUTTA ITALIANA

Carbone: “Acquisita una visione globale” MONSANO (Ancona) - Dati di produzione e di bilancio stabili, rilancio dell’attività commerciale puntando all’Inghilterra, al nord Europa ma, soprattutto, a stringere rapporti prima di tutto con gli operatori. E poi con le Case costruttrici di autobus. Questa la strategia produttiva di Lazzerini, un’azienda italiana specializzata in progettazione, prototipazione, sviluppo e produzione di sedili passeggeri per bus, navi e treni. A seguito di un progetto di management buy-out, concluso positivamente alla fine di giugno 2007, si è re sa indipendente dal gruppo multinazionale Grammer per poter meglio affrontare le strategiche future sfide. La sede operativa e manageriale è ubicata a Monsano, un comune di 3.003 abitanti della provincia di Ancona. La storia dell’azienda risale a quarant’anni fa, allorché Romeo Lazzerini, instancabile imprenditore, la fondò con l’obiettivo di avere sempre al primo po sto come target primario il comfort e la sicurezza dei passeggeri. Pioniere nello sviluppo della tecnologia di stampaggio schiume, per ottenere la massima ergonomia e contenimento della seduta, la leggendaria comodità, eleganza e indistruttibilità dei sedili hanno reso famoso Lazzerini in tutta Europa, fino a giorni nostri. GLOBAL VISION CON LA GRAMMER “Durante la gestione Grammer - ci ha detto Innocenzo Carbone, 50 anni, amministratore delegato, da quattro anni nell’azienda dopo aver operato in diverse multinazionali e Case fornitrici Fiat - abbiamo acquisito una visione globale del business, abbiamo implementato un’organizzazione del lavoro se guendo i più performanti standard automotive, ottenendo la certificazione ISO TS 16949. Abbiamo completamente rinnovato la gamma prodotti puntando fortemente sul concetto di piattaforma e sull’alta standardizzazione dei componenti per massimizzare l’efficienza dei costi. Più recentemente abbiamo realizzato un’intelligente ristrutturazione che ci ha consentito di raggiungere il livello di struttura adeguato al mercato moderno. In questa fase abbiamo prestato molta cura per il consolidamento all’interno dell’azienda sia delle competenze e conoscenze Lazzerini così come della capacità organizzativa e gestionale di una grande e importante multinazionale quale Grammer. Oggi offriamo una gamma completa di interessanti prodotti per tutte le tipologie di autobus e i responsabili delle più importanti funzioni aziendali, nella convinzione di avere la completa potenzialità, in termini di conoscenze e competenze, con lo scopo di poter meglio soddisfare le esigenze del mercato di riferimento sul quale si opera, hanno deciso di rilevare l’azienda e orgogliosamente renderla di nuovo italiana”. L’integrazione di Lazzerini nel Gruppo tedesco era in essere dal 1997. Lo scorso giugno Carbone e altri tre “capitani coraggiosi” (Fabrizio Cardani, direttore dello stabilimento, Alessandro Circoli, responsabile am ministrativo, e Jane Bur-

Dati di produzione e di bilancio stabili, rilancio dell’attività commerciale puntando all’Inghilterra, al nord Europa ma, soprattutto, a stringere rapporti prima di tutto con gli operatori. E poi con le Case costruttrici di autobus.

stanza. “Lazzerini guarda al futuro ha aggiunto Carbone - impegnandosi pro-attivamente e inesorabilmente a garantire il massimo in termini di qualità, comfort, sicurezza e affidabilità degli interni autobus con prodotti tecnologicamente innovativi dall’indiscutibile stile italiano. Curiamo il comfort fino a eguagliare il sedile dei passeggeri con quello dell’autista, quanto ai criteri di comodità e resistenza. Perché non è assolutamente vero che un sedile è comodo se è più morbido. È comodo quando la schiena poggia in tutti i suoi punti. Ma è solo un aspetto. Penso ai sedili resistenti al fuoco, al poggiatesta concavo laterale, per garantire la corretta posizione quando il passeggero si riposa. Usiamo uno strato di carboni attivi per il benessere termoidrometrico. La seduta dei cuscini è volutamente concava, per evitare quel fastidioso formicolio alle gambe. I braccioli sono realizzati solo in plastica, senza alcuna aggiunta di materiale ferroso, per evitare ogni tipo di problemi di sicurezza. Le fodere sono in velcro, per consentire una veloce manutenzione e favorire il ricambio rapido”. Insomma, massima attenzione ai particolari. IL REGNO UNITO TERRA STRATEGICA

In alto, Innocenzo Carbone, amministratore delegato della Lazzerini, la cui sede (sopra) è a Monsano, in provincia di Ancona. rows) hanno acquisito l’intera proprietà con un’operazione di management buy-out. “Negli ultimi quattro anni - ha proseguito Carbone - l’obiettivo è stato l’ammodernamento dell’azienda: a parità di fatturato, il numero dei dipendenti è sceso da 145 a 70. Parallelamente, la capacità produttiva è stata flessibilizzata al massimo, in modo da poter operare per la produzione di sessantamila o centomila sedili l’anno, in base alle e sigenze del mercato. Ma, va det to, finora abbiamo sempre realizzato vendite pari al massimo della capacità produttiva. Operando prevalentemente all’estero, credo proprio che continueremo a mantenere tali obiettivi”. Undici milioni di euro il fatturato dal 2003 a oggi, con un’oscillazione del 5 per cento. Provento di vendite realizzate per il 75 per cento nel nord Europa. “Anche quest’anno - ha aggiunto il dirigente cinquantenne, sposato e con tre figli di 19, 14 e 8 anni - il dato è stazionario. Nei primi mesi abbiamo registrato un calo, ma poi c’è stata la ripresa e siamo tornati nella media, come del resto avevamo ampiamente previsto”. Oggi Lazzerini ha rapporti privilegiati coi costruttori inglesi, ma soprattutto è saldo il rapporto con il costruttore norvegese Vest, che in pratica compra in Italia il cento per cento dei suoi sedili. E non solo. “Da sempre l’azienda - ha precisato Innocenzo Carbone - ha investito nella ricerca per la sicurezza dei passeggeri dedicando a essa cospicue risorse. Dopo l’introduzione dell’Isofix nel 2004 e della cintura di sicurezza Allage nel 2006 abbiamo l’orgoglio del prototipo brevettato Kid-safe. Si tratta di un meccanismo integrato nello schienale

della poltrona, semplice da azionare, che permette di trasformare un normale sedile passeggero in una simpatica ed elegante poltroncina di sicurezza per bambini, posizionata contromarcia e completa di cinture di sicurezza a 5 punti. Molti operatori e produttori - ha proseguito l’amministratore delegato - hanno avuto parole lusinghiere circa la semplicità d’uso e l’utilità del prodotto, apprezzando il nostro impegno e incitandoci a proseguire su questa stra da. Dai mercati del Nord Europa, da sempre molto attenti a questi aspetti, sono arrivate le prime interessanti prenotazioni, così a partire dalla prossima primavera vedremo il Kid-safe circolare sulle loro strade. La soddisfazione del cliente è per noi un dovere primario che contiamo di assolvere continuando a lavorare coinvolgendo clienti e fornitori fino al raggiungimento del risultato più appagante. Riteniamo anche che sicuramente un’arma che ci aiuterà a vincere le più ardite sfide sia la nostra elevata dinamicità e flessibilità”. Dal 1° aprile 2008 in Norvegia ogni autobus dovrà obbligatoriamente possedere due sedili dotati di Kidsafe. “Abbiamo iniziato a installarli per il costruttore norvegese - ha aggiunto l’Ad di Lazzerini - ma l’obiettivo è portarli sul nostro mercato, affinché anche in Italia si rendano conto dell’importanza dell’innovazione, visto che parliamo della sicurezza di tutti noi, di quelli che usano il pullman, dei loro figli e dei loro nipoti”. Tra gli altri costruttori coi quali Lazzerini opera troviamo Volvo, Scania, Caetano, Beolas, in Italia De Simon e Cacciamali. E quali i rapporti con Irisbus Iveco? “Fino a qualche anno fa - ci ha risposto Carbone - ave-

vamo una quota direi anche significativa. Era molto più facile quando la produzione avveniva in Italia. Da quando costruiscono all’estero è diventato più difficile”. E veniamo ai prodotti. Tra le novità invernali troviamo Compact, un sedile sviluppato con attenzione all’ergonomia in un design moderno, adatto a bus urbani per viaggi di corto raggio. Il Pratico è un sedile totalmente modulare per intercity,

risponde alle più severe norme di sicurezza ed è omologato M3, M2, M1. Il Gran Turismo e il Transito sono una combinazione vincente derivante da una singola piattaforma che sfrutta materiali ultraleggeri per ottenere la massima efficienza d’esercizio nel rispetto delle più rigorose norme di omologazione; il profilo snello conferisce eleganza, comfort e sicurezza al prodotto particolarmente adatto a viaggi di media e lunga di-

Quanto al mercato, quale sarà la strategia produttiva e commerciale di Lazzerini nel breve e medio periodo? “Il nostro punto forte - ha risposto l’amministratore delegato Carbone resterà l’Inghilterra. Ma soprattutto stiamo lavorando molto con gli operatori, con coloro ai quali vengono destinati i nostri prodotti. L’obiettivo è approntare qualcosa che soddisfi le esigenze di chi andrà ad utilizzarla. Vogliamo confezionare un prodotto adatto a quelli che dovranno utilizzarlo. Nessun metodo è, da questo punto di vista, più proficuo che quello di raccogliere le istanze direttamente dagli interessati”. Infine, il punto di forza, nonché l’orgoglio di Carbone, è lo stabilimento di Monsano. “Tutte le volte - ha concluso l’alto manager aziendale - che viene a trovarci un imprenditore del nord Europa resta colpito dall’organizzazione e dall’efficienza della nostra sede operativa. Siamo riusciti a raggiungere un obiettivo, quella della flessibilità, senza nulla togliere alla rapidità d’azione e all’assoluta preparazione del personale. Anzi. Direi proprio che la capacità organizzativa ci porta a essere oggi un punto di riferimento e un vero gioiello, agli occhi delle aziende straniere”.

Teq

Tecnologia per la sicurezza BARBENGO (Svizzera) - Teq ha progettato e realizzato un servizio che si basa sull’impiego di telefoni cellulari e palmari per ricevere informazioni sulla mobilità in Svizzera. È così possibile pianificare i propri spostamenti utilizzando i mezzi pubblici, conoscere in tempo reale lo stato di congestione delle

strade, leggere sul proprio cellulare la previsione del tempo di attesa degli autobus, consultare - in tempo reale - le immagini di alcuni dei più importanti snodi di traffico della nazione nonché accedere a molte altre informazioni. Basta digitare sul proprio cellulare il numero identificati-

vo della palina, della linea o anche il nome della via, per ottenere i tempi di attesa delle linee in arrivo alla fermata selezionata. Le informazioni sono prodotte, in tempo reale, dal sistema satellitare di controllo dei veicoli. Per ulteriori informazioni, telefono +41 91-9359750.


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SITCAR / SEI CAVALLI DI BATTAGLIA DA 16 A 37 POSTI

Nuove armi per l’offensiva all’estero C ASINALBO DI F ORMIGINE (Modena) - Dopo aver festeggiato i 500 esemplari di Beluga 2 finora venduti, ora punta su sei prodotti. Oltre al Beluga 2: Marlin, Trend, Magneto, Modena 37 e City Tour. Questa la strategia commerciale dell’inverno 2007 con cui Sitcar, a zienda nata negli anni Settanta a Modena, guarda al 2008. Sorta da un ambizioso progetto imprenditoriale finalizzato alla costruzione di carrozzerie autobus e minibus su autotelai medi e corti plurimarca, dopo vent’anni di attività caratterizzata da un continuo sviluppo e costanti investimenti, oggi Sitcar si è guadagnata una buona fetta di mercato in Paesi esteri quali Germania, Austria, Francia, Inghilterra, Turchia, Danimarca, Russia, Grecia, Svizzera, Israele. Sei i prodotti sui quali punterà in particolare nel 2008. La produzione Sitcar si rivolge in par-

stante, rallentatore, Tempomat. Il Trend, anch’esso al “battesimo” italiano al Bus&Bus, derivato da furgone MB 518 CDI F 43L/50 (posti 16/19 + conducente con panca posteriore regolabile) è uno sprinter Mercedes Benz modello MB 518 CDI 43L/50, dotato di motore anteriore diesel ad iniezione, common rail, sei cilindri a V con potenza massima di 184 cv. Sospensioni anteriori a ruote indipendenti con bracci oscillanti con molle a balestra e posteriore molle a balestra parabolica a semplice flessibilità. Freni a disco su tutte le ruote e cambio meccanico a 6 marce + retro, ABS, ESP, airbag conducente, Tempomat. Il Magneto (posti 25 + hostess + conducente) su autotelaio Iveco 65C.18 - Euro 4, conforme alla nuova direttiva CEE 2001/85, è dotato di un motore a 4 cilindri, con turbina a gas di

ticolare alla fascia compresa tra 10 e 55 posti, con tutta una serie di soluzioni intermedie come quelle rappresentate dai sei “cavalli di battaglia” del 2008.

scarico potenza max 176 cv, Euro 4, cambio meccanico a 6 marce + retro, ABS e rallentatore Telma. È dotato inoltre di alternatore da 120A e d’impianto elettrico da 12V, sospensioni posteriori del tipo pneumatico, anteriori a ruote indipendenti. Il Beluga 2, allestito su telaio Mercedes Benz O 818, conforme alla nuova direttiva 2001/85, passo 4.250 (posti 27 + hostess + conducente), è dotato di un motore BlueTec a quattro cilindri, sovralimentato con turbina a gas di scarico e interefrigerazione dell’aria di alimentazione-iniezione direttapotenza max 177 cv-Euro4; cambio 6 marce + retro; ABS, sospensioni posteriori pneumatiche, alternatore maggiorato, freno motore a valvola costante rallentatore Telma. Il Modena 37 HD, allestito

UN’AZIENDA BEN STRUTTURATA Il Marlin, presentato in e sclusiva per il mercato italiano al Bus&Bus di Verona, allestito su telaio Mercedes Benz 1022 L/42 Atego 2 passo 4.220 (posti 33 + hostess + conducente), è dotato di un motore a quattro cilindri in linea, sovralimentato con turbina a gas di scarico e interefrigerazione dell’aria di alimentazione-iniezione direttapotenza max 218 cv cambio 6 marce + retro; ABS, ASR,sospensioni anteriori molle paraboliche, posteriori pneumatiche, freno motore a valvola co-

Panoramica della vasta e articolata offerta della Sitcar. L’azienda modenese, che oggi punta su ben sei prodotti, si è guadagnata un’importante fetta di mercato sia in Europa che al di fuori del Vecchio Continente. su telaio Mercedes Benz 1328 LL Atego passo 4.760 (posti 37 + hostess + conducente), è dotato di un motore a sei cilindri, so vralimentato con turbina a gas di scarico e interefrigerazione dell’aria di alimentazione-iniezione diretta-potenza max 279 cv, cambio 9 marce + retro; ABS, ASR, sospensioni anteriori e posteriori pneumatiche, freno motore a valvola costante, Tempomat. Infine il City Tour, montato su chassis Iveco 50C18/P. Passo 3.750 mm, la propulsione è generata da un 4 cilindri in linea di 2.998 cc di cilindrata, che sviluppa una potenza massima di 146 cv da 3.200 a 3.500 giri al minuto. Il cambio è meccanico a 6 marce più retro. Lun-

ghezza esterna 7.000 mm, larghezza esterna 2.100 mm. Posti totali 8 seduti, 20 in piedi e 2 strapuntini; oppure 8 seduti, una carrozzella e 18 in piedi. È disponibile anche nella versione Iveco 65C18, con 14 seduti, una carrozzella e 21/22 in piedi, oppure 14 seduti, due strapuntini e 24/25 in piedi. PAROLA D’ORDINE: PERSONALIZZAZIONE Sitcar si avvale di un ufficio tecnico e commerciale ben strutturato e organizzato, nella sede operativa ubicata a Casinalbo di Formigine, all’uscita dell’omonimo casello della tangenziale che unisce Modena a Sassuolo. Elemento di punta

nella strategia dell’azienda modenese la personalizzazione e l’allestimento dei veicoli. Un’apposita sezione si occupa di forgiare le scocche e montare i componenti, predisporre la verniciatura e curare l’allestimento personalizzato, sulla base delle richiesta del cliente finale. Cliente che viene successivamente seguito dal servizio assistenza, che a sua volta dispone di un fornito magazzino ricambi. A partire da quest’anno Sitcar ha coinvolto una nuova società, la Carworld, che realizza e allestisce alcune linee di prodotto, mentre prosegue parallelamente la collaborazione con l’allestitore di riferimento Gbss. Di particolare interesse la sezione prototipazione, dove tec-

nici e addetti plasmano i nuovi prodotti, testandoli con prove e collaudi sia all’interno dell’officina che all’esterno. Il processo è distinto in fasi testuali, ad esempio quella della rumorosità del mezzo in marcia: dopo aver testato gli impianti elettrici e i draulici in ogni tipo di condizione atmosferica, il veicolo passa sotto la “doccia”, dove viene effettuata la prova sulle infiltrazioni d’acqua. Ma altre prove vengono eseguite sull’ancoraggio dei sedili, sulle cinture di sicurezza, sulla capacità ignifuga dei materiali, sulla compatibilità elettromagnetica, sulla struttura e sulla stabilità, grazie in quest’ultimo caso a un piano inclinato di ventotto gradi.

Omnibus

Si punta sulla gamma Caetano e su Optimo Toyota Scuolabus

VARESE - Optimo Toyota Scuolabus e tre modelli della gamma Caetano. Su questi modelli punta la carrozzeria Omnibus, fondata nel 1982 da un gruppo di persone provenienti da carrozzerie di costruzione autobus della provincia di Varese, potendo dunque avvalersi di una competenza specifica maturata nel settore trasporto persone risalente al 1932. Nel 1995 la società ha iniziato l’importazione di autobus usati selezionati, curandone la ristrutturazione e il collaudo.

Dal 2001, in collaborazione con una carrozzeria spagnola, sono stati sviluppati nuovi progetti costruttivi ed è iniziata la commercializzazione di autobus nuovi su telaio Fiat e Mercedes a partire da 16 fino a 40 posti nelle versioni noleggio, interurbano di linea ed urbano. Nel 2002 è stato siglato un accordo con Toyota Caetano per la commercializzazione degli autobus Optimo, allestiti con le specifiche richieste dal mercato italiano. La clientela è vasta e distribuita in tutta l’Italia, tra i clienti sono presenti numerose aziende di primaria importanza a livello nazionale. Ai clienti italiani si sono aggiunti negli ultimi anni diversi clienti esteri con esportazioni in diversi Paesi. Le novità invernali vedono la carrozzeria varesina puntare su Optimo Scuolabus, che monta un telaio Toyota Coaster BB50. La propulsione è generata da un common rail Euro 4 a 16 valvole con intercooler a geometria variabile. Tre le versioni: 41 posti a sedere + autista + 2 accompagnatori; 36 posti a sedere + autista + 2 accompagnatori + 1 posto disabile; 31 posti a sedere + autista + 2 accompagnatori + 2 posti disabile. Da Caetano Autobody, società sita a Vila Nova de Gaia, municipio portoghese di 288.749 abitanti situato nel distretto di Oporto, la carrozzeria Omnibus importa tre modelli della gamma Caetano: CI200, Optimo CS700 e Winner CT600. Il primo può arrivare fino a 59 posti in totale: semplice, elegante e funzionale, può montare diverse configurazioni sia in piedi sia seduti. Punto di rife-

rimento nel segmento dei minibus, il secondo è dotato di motore diesel N04C-TQ Euro 4 a 4 cilindri. Monta telaio Toyota Coaster XZB50, capacità: 18/21/22/24 a seconda delle versioni. Dedicato al settore turistico, Winner ha cuccetta per l’autista e capacità da 47 a 55 posti (più due di servizio). E’ possibile installarvi come opzione caricatori CD, lettori video/DVD e monitor LCD oltre a diversi accessori: frigorifero, WC, macchina per caffè ecc. La sede è ubicata a Varese, in via Merano 15-A (tel. 0332-335600).


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DE SIMON / L’AZIENDA FRIULANA PUNTA IN PARTICOLARE SU TRE MODELLI

Il bus come avventura, emozione, scoperta De Simon ha avviato una profonda trasformazione interna sia per quanto concerne la produzione che per il servizio al cliente canica Mercedes - hanno in comune carrozzeria a cassa portante De Simon in acciaio inossidabile Aisi 304, il climatizzatore Carrier Sutrak AC 353, con capacità di raffreddamento di 32 kW e potenzialità riscaldante di 40,4 kW e gestione separata per il posto di guida e convettori a pavimento. Freni tutti a disco con ABS, ASR ed EBS.

di Massimiliano Campanella OSOPPO - Poter viaggiare comodamente anche su lunghe distanze, percorrere il tragitto da una città all’altra senza vivere il viaggio con ansia e preoccupazione, ma anzi gustarselo assaporando il paesaggio, il panorama offerto da trasparenze che consentono la più ampia e piacevole visione degli esterni. Il tutto a una velocità della quale il passeggero a momenti manco s’accorge, giungendo a destinazione prima di quanto egli possa prevedere. De Simon punta in particolare su tre veicoli della serie di autobus Millemiglia, la linea per il servizio intercity disponibile in varie lunghezze tra 10 e 14 metri e in due altezze, versioni Linea e HD e nella versione turistica scoperta Zefiro, per i tour guidati nelle città d’arte e nelle cittadine di modeste dimensioni che richiedono soste frequenti e ripetute a breve distanza di tempo.

UNA GAMMA COMPLETA

PREMIATA DAI RISULTATI De Simon ha sede a Osoppo, in provincia di Udine, regione Friuli Venezia Giulia. Un paese di poco meno di 2.700 abitanti, ma con una zona industriale quella di Rivoli - ben servita e facilmente raggiungibile dal l’autostrada e dalle vie di maggiore percorrenza, senza grosse difficoltà per i bus. La storica società costruttrice di Osoppo si sta rinnovando e guarda al futuro. Società di riferimento nel settore pullman interurbani, l’azienda friulana ha avviato quest’anno un rinnovamento nelle aree strategiche di business. L’anno che sta per chiudersi è sen za dubbio un anno che si può definire difficile per il settore e che conferma l’orientamento dell’ultimo quinquennio. Ma nonostante la congiuntura sfavorevole, De Simon ha chiuso il primo semestre 2007 con 68 veicoli consegnati, pari al 2,9 per cento di quota del mercato nazionale, contro i 52 veicoli dell’analogo periodo del 2006 che aveva, per l’azienda friulana, una quota dell’1,7 per cento. Secondo la classifica Anfia, la società di Osoppo è la terza in Italia per consegne fra le aziende nazionali. Risultato, questo, dovuto alla politica commerciale che De Simon ha iniziato, che ha visto, tra l’altro, la messa in produzione del nuovo bus Millemiglia con caratteristiche decisamente innovative per design, comfort e prestazioni. Senza dubbio la fornitura più importante è quella per EAV (Napoli) per un totale di 50 autobus Millemiglia 10 su telaio Mercedes, pari al 50 per cento del primo contratto applicativo, corrispondente a oltre 10 milioni di euro. Altre importanti commesse del 2007 sono state: 26 Millemiglia HD forniti al CTP di Taranto, con un fatturato di circa 5 milioni di Euro e 44 Millemiglia 12 HD comprensivi di pedana disabili, forniti al gruppo Ferrovie del Gargano di Bari per un valore di circa 8 milioni di euro, tutti carrozzati su autotelaio Scania. De Simon ha avviato una

Gli autobus 12 metri e 10 metri rialzato con motori Scania e il 10 metri con meccanica Mercedes sono i veicoli di punta della nuova gamma Millemiglia, che nel nome e nello spirito rimanda a una fra le più note e storiche gare sportive automobilistiche italiane, simbolo ineguagliabile della grande passione per i motori. Per Enzo Ferrari “la corsa più bella del mondo”.

profonda trasformazione interna sia per quanto concerne la produzione che per il servizio al cliente. In particolare, pur lasciando il centro dell’azienda in Friuli Venezia Giulia per strategie commerciali, produttive e di marketing, la società ha realizzato una trasformazione per quanto concerne la produzione, av viando una collaborazione tecnica con un costruttore macedone, che può contare su oltre cento addetti specializzati da anni nel settore. A Skopje (506.926 abitanti), la capitale e la città più popolosa della Repubblica di Macedonia, con più di un quarto della popolazione del Paese - ma anche il centro politico, culturale, economico e accademico della nazione viene attualmente costruita una parte delle casse portanti della gamma Millemiglia, che saranno assemblate al telaio, rifinite e collaudate ad Osoppo, a garanzia della qualità alla quale la clientela è da anni abituata. Questo si è reso necessario per contenere i costi e ipotizzare il futuro con maggiore competitività: un passo necessario che diverse aziende del settore hanno già affrontato e concretizzato. E veniamo ai tre modelli di punta della nuova gamma. Si tratta degli autobus 12 metri e 10 metri rialzato con motorizzazione Scania e del 10 metri con meccanica Mercedes. La linea Millemiglia adotta materiali di primissima qualità e la meccanica delle più prestigiose Ca-

se europee. Questo nuovo autobus rappresenta per De Simon da un lato un punto di svolta per l’originalità della linea estetica del veicolo e dall’altro un importante segno di continuità con la tradizione dell’azienda, a partire dal nome scelto che rimanda ad una fra le più note gare sportive automobilistiche italiane, simbolo del made in Italy nel mondo: è stato Enzo Ferrari a definirla “la corsa più bella del mondo”. Oggi, a ottant’anni dalla prima edizione, Millemiglia è in tutto il mondo il simbolo ineguagliabile della

grande passione per i motori: il veicolo come avventura, emozione, scoperta. Ed è un po’ quello che ha inteso De Simon nel puntare al suo bus: l’avventura di portarsi da un capo all’altro di una nazione, l’emozione di percorrere lunghe distanze godendosi le bellezze paesaggistiche, la scoperta di po ter assaporare un viaggio senza ansia né preoccupazioni. Tutti e tre i veicoli di punta del la gamma - 12 metri e 10 metri rialzato con motorizzazione Scania e 10 metri con mec-

L’autobus MM 10 Eav è dotato di gruppi meccanici Mercedes Benz OC 500 RF 1836h, motore longitudinale orizzontale Mercedes Benz tipo OM 457 hLA diesel sovralimentato, Euro 4 con tecnologia diesel BlueTec (catalizzatore e AdBlue), 11.967 cm3, 6 cilindri in linea, sistema d’iniezione a pompa singola (PLD sistema pompacondotto-iniettore) regolato da una centralina elettronica e potenza massima effettiva 354 cv a 2.000 giri/min, coppia max di 1.600 Nm a 1.100 giri/min. Il cambio è automatico ZF modello 6 HP 592 a 6 marce con retarder incorporato, le sospensioni pneumatiche con regolazione mediante valvole livellatrici, anteriori indipendenti, Queste le misure: lunghezza massima mm. 10.790, larghezza massima esterna mm. 2.550, altezza a vuoto con accessori mm. 3.360, sbalzo anteriore mm. 2.580, sbalzo posteriore mm. 3.350, distanza tra gli assi (passo) mm. 4.860, raggio minimo di volta mm. 7.670, altezza piano di calpestio all’accesso anteriore mm. 860, altezza piano calpestio all’accesso posteriore mm. 860. Tre i gradini alla porta anteriore (altezza cm. 340 + 250 + 250 con pedana inclinata del 3 cento) e altrettanti quelli alla porta centrale (altezza cm. 340 + 250 + 250 con pedana della stessa inclinazione). La bagagliera sottopavimento sen za sollevatore per la carrozzella ha una capacità di 3,5 m3. a bordo ci stanno comodamente 47 passeggeri sulle poltrone, mentre sono 22 i posti in piedi. L’autobus MM 10 HD Saf ha gruppi meccanici Scania KEB 4x2 NI, motore Scania DC 12 10/340 Euro IV con EGR, diesel sovralimentato, 11.705 cm3, 6 cilindri in linea, 4 valvole per

cilindro, potenza massima effettiva: 340 cv a 1.800 giri/min, coppia massima: 1.700 Nm (173 kpm) a 1.100-1.350 giri/min. Il cambio è automatico ZF 6 HP 602C N HT a 6 marce, con retarder incorporato, le sospensioni pneumatiche con regolazione elettronica ELC, anteriori indipendenti. Queste le misure: lunghezza massima mm. 10.870, larghezza massima esterna mm. 2.550, altezza a vuoto con accessori mm. 3.610, sbalzo anteriore mm. 2.670, sbalzo posteriore mm. 3.430, distanza tra gli assi mm. 4.770, raggio minimo di svolta mm. 8.000, altezza anteriore piano di calpestio mm. 1.040, altezza posteriore piano di calpestio mm. 1.140, quattro i gradini alla porta anteriore e alla porta posteriore. La capacità della bagagliera sottopavimento (con sollevatore carrozzella installato) è pari a 5 m3, quella sottopavimento (senza sollevatore carrozzella) 5,8 m 3 . Capacità di trasporto passeggeri, 47 o 43 posti a sedere e 24 posti in piedi. L’autobus MM 12 HD Apt è dotato degli stessi gruppi meccanici del precedente, stesso motore e medesime sospensioni pneumatiche. Ma il cambio è semiautomatico Scania GR875 R controllo Opticruise. Queste le misure: lunghezza massima mm. 12.300, larghezza massima esterna mm. 2.550, altezza a vuoto con accessori mm. 3.610, sbalzo anteriore mm. 2.670, sbalzo posteriore mm. 3.430, distanza tra gli assi mm. 6.200, raggio minimo di svolta mm. 9.460, altezza anteriore piano di calpestio mm. 1.040, altezza posteriore piano di calpestio mm. 1.140. il numero dei gradini è lo stesso del precedente a entrambe le porte, con un’altezza pari a cm. 350+230+230+ 230 a quella anteriore e cm. 350+250+250+250 a quella posteriore: n. 4, altezza. La capacità della bagagliera sottopavimento (con sollevatore carrozzella installato) è pari a 5,2 m3, quella della bagagliera sottopavimento (senza sollevatore carrozzella) a 6 m 3 . Capacità di trasporto passeggeri: 55 o 53 o 51 posti a sedere su poltrone (l’allestimento a 51 posti prevede il posto attrezzato per una carrozzella, opzionale) e 12 posti in piedi.

La strategia De Simon ruota attorno alla gamma Millemiglia, la serie di autobus dedicata al servizio intercity.


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Mobilità

IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

SOLARIS / DALLA POLONIA ALLA CONQUISTA DEI MERCATI EUROPEI

Spazio anche in Italia per l’Urbino Solaris propone una gamma di autobus e filobus per soddisfare le molteplici esigenze della moderna mobilità di Fabio Basilico ROMA - Porte aperte all’Europa. Conquistata in una decina d’anni la leadership nel mercato interno, Solaris Bus & Coach, capitanata dal suo attivissimo presidente fondatore Krzysztof Olszewski, sta muovendo passi da gigante per farsi un nome e una seria reputazione nel resto d’Europa e anche fuori dal continente. Casa produttrice di autobus urbani, interurbani, turistici, filobus e autobus per finalità speciali, Solaris propone sul mercato una variegata e moderna gamma di modelli in grado di intercettare i gusti e le necessità di un’altrettanto varia clientela. LA CITTÀ COME VOCAZIONE Il Solaris Urbino 18 Hybrid utilizza due motori elettrici uniti al motore diesel Cummins che rispetta la normativa Euro 4. bino, Solaris propone la versione Low Entry da 12 metri. Una soluzione per i clienti che vogliono unire i pregi di un autobus a pianale ribassato con quelli (anche in termini di costi) di un autobus a pianale rialzato. Nella parte anteriore e in quella centrale Urbino LE è a pianale ribassato, mentre sul rimanente 50 per cento della superficie, oltre la seconda entrata, il pavimento è rialzato. Ma Urbino non si ferma certo qui. Il costruttore polacco ha previsto anche le versioni CNG alimentate a gas metano compresso e dotate di motore Iveco Cursor 8 da 200 kW. Ciò permette di ridurre di circa l’85 per cento l’emissione di sostanza nocive, e nel caso di particelle solide quasi del 100 per cento

rispetto ai carburanti tradizionali. La costruzione dell’Urbino CNG si basa su soluzioni già pro vate in altri modelli della stessa gamma. L’elemento più visibile che contraddistingue i veicoli a metano sono le quattro bombole a gas disposte sul tetto del veicolo. La capienza di ciascuna bombola è di 310 litri di me tano compresso a 200 bar. L’autonomia varia, a seconda del modello di autobus, dai 300 ai 450 chilometri in ambito urbano. Urbino è anche Ibrido, nella versione Urbino 18 Hybrid che utilizza due motori elettrici, uniti al motore diesel Cummins che rispetta la normativa Euro 4. L’ibrido di casa Solaris assicura tutta una serie di vantaggi: consumo di carburante ridotto

del 30 per cento e di conseguenza minori costi di gestione e minori emissioni inquinanti (emissioni di NO2 ridotte fino al 39, particolato fino al 97, CO fino al 90, idrocarburi fino al 90 per cento); sostituzione dell’olio nel sistema di propulsione due volte più raramente che negli autobus tradizionali a motore diesel; grazie alla frenata con au silio del motore elettrico, i ferodi e i dischi dei freni devono essere sostituiti meno frequentemente. Finora, Solaris ha consegnato tre veicoli ibridi a Dresda, Lenzburg (Svizzera) e Leipzig. In produzione ci sono due unità per le città di Brema e Bochum. Il più giovane e il più piccolo dei prodotti Solaris è l’Urbino lungo 8.6 metri e largo 2.4.

Denominato anche Alpino, è un autobus sempre a pianale ribassato nato specificamente per rispondere alle esigenze di clienti che hanno a che fare con percorsi tortuosi e strade di montagna. È anche una valida soluzione per i servizi di trasporto nelle città di più piccole dimensioni. Urbino 8.6 è equipaggiato con propulsore Cummins da 250 cv. LA MAGIA DEL FILOBUS Solaris produce anche filobus, un mezzo che sta nuovamente godendo in Europa di una popolarità crescente, per il suo indubbio contributo alla lotta all’inquinamento ambientale. Trollino è una famiglia di

Nel 2007 Solaris ha firmato il primo contratto fuori dall’Europa

Nata nel 1994 come ufficio commerciale impegnato nella vendita in Polonia degli autobus Neoplan, società autonoma dal 2001, la Solaris Bus & Coach attraversa un periodo di crescita costante. Leader del mercato nazionale, è in forte espansione sui mercati europei.

Solaris Urbino è il nome di una gamma di autobus a pianale ribassato prodotta da Solaris nelle versioni da 8,6 metri, 10, 12, 15 e 18 metri. Le unità della famiglia Urbino possono essere equipaggiate sia con motorizzazioni diesel tradizionali che con motori a metano CNG; dal 2006, viene anche offerto l’innovativo sistema di trazione a unità ibrida. La prima generazione di Urbino è stata lanciata nel 1999; nel 2004 è arrivata la terza generazione. Il pianale interamente ribassato, privo di gradini, permette ai passeggeri dell’Urbino III di spostarsi con sicurezza all’interno dell’autobus. La comodità durante la salita e la discesa è garantita dalle sospensioni pneumatiche integrali con il sistema di controllo Ecas. Il pianale è posto all’altezza di 340 mm con possibilità di abbassamento di 70 mm fino all’altezza di appena 270 mm da terra. Va anche aggiunto che il meccanismo utilizzato di kneeling (l’autobus cioè si abbassa automaticamente ad ogni fermata dopo l’apertura delle porte o dopo l’attivazione della richiesta di fermata in presenza di velocità inferiore ai 15 km/h) facilita l’entrata nell’autobus alle persone anziane e ai bambini. Grazie al fatto di essere composta da autobus di lunghezze diverse, la famiglia Urbino è in grado di rispondere pienamente alle esigenze delle aziende di trasporto urbano. Caratteristica di questo autobus è il profilo ribassato del parabrezza, che migliora la visibilità da parte dell’autista. A seconda della sua lunghezza, Urbino può ospitare a bordo dagli 80 ai 165 passeggeri. Il motore, la trasmissione e il rapporto dell’asse motore di Urbino sono scelti in modo tale da assicurare al veicolo le migliori prestazioni, il comfort dei passeggeri e un basso consumo di carburante. A seconda del mo dello e delle richieste dei clienti, sono disponibili motori Daf, Man o Iveco, in accoppiamento a cambi automatici Voith o ZF. Tutti gli Urbino so no equipaggiati con assale anteriore indipendente. Per soddisfare i requisiti di emissioni conformi alle normative Euro 4, Euro 5 ed EEV, Solaris utilizza il convertitore catalitico DeNOx abbinato al reagente AdBlue. All’interno della gamma Ur-

fi lobus a pianale ribassato in versione da 12, 15 e 18 metri. Per soddisfare le diverse esigenze della clientela, Trollino può essere progettato anche in modo personalizzato. Grazie ad alcune soluzioni tecniche, esso può effettuare una parte del percorso in marcia autonoma senza collegamento alla rete elettrica aerea bifilare. In queste situazioni, Trollino si muove grazie ad accumulatori o a gruppi elettrogeni. I passeggeri godono di interni confortevoli e di elevata silenziosità. A velocità tipiche per il traffico urbano, la propulsione elettrica genera dai 10 ai 15 dB di rumore in meno rispetto a un tradizionale motore diesel. Trillino è equipaggiato con motori a trazione dinamici e affidabili di potenza fino a 250 kW. Per il settore turistico, ecco il Vacanza, nel cui nome è già insita la missione della lunga distanza. Due le versioni disponibili: 12 e 13 metri. Dotato di un de sign moderno e originale, dall’impronta cuneiforme e dai tagli arditi, con finestrini laterali a forma di trapezio e un parabrezza che arriva fino al tetto, Vacanza ha un profilo inferiore ribassato come tutti gli autobus del costruttore polacco. Il motore Daf da 428 kW assicura una guida dinamica anche a pieno carico. Infine, Solaris è un’azienda disponibile a soddisfare richieste di allestimenti speciali e anche molto particolari, come l’interpista operativo presso l’aeroporto di Varsavia, le stazioni mobili per le donazioni del sangue e persino un salone di bellezza su ruote, che testimonia quanto possa essere polivalente il ruolo dell’autobus.

Un respiro sempre più internazionale

BOLECHOWO - Il nome completo è Solaris Bus & Coach S.A. ed è un’azienda familiare - con sede a Bolechowo, vicino a Poznan, nella Polonia centro-occidentale - che produce autobus urbani, interurbani, turistici, filobus e autobus per finalità speciali. L’obiettivo a lungo termine di Solaris è rafforzare stabilmente la presenza del marchio sul mercato europeo, ma non solo. Se infatti da una parte i prodotti della Casa polacca sono presenti sia sul mercato nazionale che in 16 altri Paesi del vecchio continente, lo scorso anno Solaris ha firmato il suo primo contratto fuori dell’Europa, che prevede la fornitura di 225 autobus diesel (150 Urbino 18 e 75 Urbino 12) alla compagnia dei trasporti pubblici della città di Dubai. Il contratto vale 112 milioni di euro e la consegna del primo Urbino è avvenuta a fine 2007. La storia di Solaris risale agli inizi degli anni ’80. Un giovane ingegnere polacco, Krzysztof Olszewski, che gestisce una propria officina di riparazioni per auto, si reca a Berlino ovest per l’acquisto di alcune parti di ricambio. “Era esattamente il 9 dicembre del 1981 - racconta l’ingegner Olszewski - avevo programmato il mio ritorno per il 14 dicembre. Invece gli avvenimenti del 13 dicembre (quando fu introdotta la legge marziale in Polonia ndr) mi costrinsero a restare a Berlino. Dopo innumerevoli problemi, riuscii a portare anche mia moglie e i miei figli in Germania”. Rimasto in territorio tedesco, nel gennaio 1982, Krzysztof Olszewski viene assunto alla Neoplan. Tre anni dopo diventa diret-

tore di stabilimento presso un impianto Neoplan in Germania. Agli inizi degli anni ’90, Olszewski decide di ritornare in Polonia per incominciare l’attività di vendita degli autobus Neoplan a pianale ribassato nel suo Paese d’origine. Nel 1994 avvia la Neoplan Polonia a Varsavia per la vendita di autobus Neoplan e nello stesso periodo vende il primo autobus a pianale ribassato. È il primo autobus di quel tipo venduto in Polonia. Nel giro di un breve periodo l’azienda creata da Olszewski diviene leader del mercato autobus urbani in Polonia (oggi Solaris ha complessivamente una quota di mercato domestico del 43,7 per cento). Al 1999 risale invece la creazione di un autobus a pianale ribassato totalmente nuovo: l’Urbino 12. Con esso nasce ufficialmente il marchio Solaris. Il 1° settembre 2001, Krzysztof Olszewski acquisisce il 30 per cento delle azioni detenute da Neoplan. L’azienda viene rinominata Solaris Bus & Coach e il 1° luglio 2005 diventa una società per azioni. Oggi la gamma prodotti Solaris comprende la terza generazione di Urbino a pianale ribassato con dimensioni di 10, 12, 15 e 18 metri, disponibili con motorizzazioni diesel, CNG e propulsione ibrida, il Trollino (filobus a pianale ribassato) con dimensioni di 12, 15 e 18 metri, e infine una gamma di autobus turistici: Vacanza 12 e 13 metri e Urbino 8.6. Vengono anche costruiti veicoli speciali per particolari esigenze. Solaris conta più di 1.200 dipendenti e quasi l’80 per cento dei prodotti viene esportato. Autobus urbani e turistici Solaris sono operativi in Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lituania, Lettonia, Malta, Norvegia, Romania, Slovacchia, Svizzera e Svezia. Nel 2007, Solaris ha consegnato complessivamente 763 autobus, di cui 500 all’estero. Nel 2006 il consuntivo era di 579 unità di cui 367 consegnate fuori dai confini polacchi. Il costruttore polacco è presente sul mercato italiano grazie alla Solaris Italia Srl con sede a Roma, e la Dabus Srl, sempre di Roma. Dabus si occupa della vendita degli autobus Solaris, mentre l’attività principale di Solaris Italia è basata sul post-vendita. In Italia, Solaris ha finora venduto un centinaio di autobus urbani a pianale ribassato e filobus.


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IL MONDO DEI TRASPORTI • Gennaio 2008

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PROVINCIA DI MILANO / STANZIATI OLTRE 20 MILIONI DI EURO PER 180 NUOVI AUTOBUS ECOLOGICI

Matteucci: “Come ti favorisco il bus in città” di Massimiliano Campanella MILANO - La Provincia di Milano ha stanziato 18,6 milioni di euro per il rinnovo ecologico del parco autobus provinciale, che porteranno in circolazione nei prossimi mesi 180 nuovi mezzi a bas so impatto inquinante. Si è concluso con la delibera approvata nell’ultima seduta della Giunta provinciale, guidata da Filippo Penati, l’iter di assegnazione dei fondi dedicati al trasporto pubblico. Ora che sono stati assegnati i lotti di Tpl (trasporto pubblico locale), la Provincia può procedere all’assegnazione delle risorse trasferite dalla Regione Lombardia per il rinnovo del parco rotabile di linea, finalizzato a una politica ambientale di contenimento delle emissioni. I 18.624.898 euro - a parte 751.347, che verranno assegnati successivamente per l’acquisto di bus a metano per l’area critica del Sempione - verranno assegnati alle aziende concessionarie proporzionalmente alle percorrenze a base d’asta dei sei lotti in cui è diviso il territorio provinciale. In particolare, al Lotto 1 - sottorete NordOvest, saranno destinati 2.155.519 di euro, al Lotto 3 sottorete Nord-Est, 4.026.620, al Lot to 5 - sottorete SudOvest 1.922.355, al Lotto 6 sottorete Ovest 3.668.694 euro. Per i lotti 4 - sottorete Sud-Est, e 2, sottorete Nord, le risorse sono già state ripartite a maggio, rispettivamente 2.317.000 e 3.783.000 di euro. “Oltre a questa ingente cifra - ha det to Paolo Matteucci, esponente di Sinistra democratica, assessore provinciale alla Viabilità, Mobilità e Trasporti, in un’intervista concessa al “Il Mondo dei Trasporti”- la Provincia di Milano ha stanziato direttamente a fine ottobre altri 5 milioni di euro, sempre finalizzati al rinnovo ecologico dei bus. Con questa operazione entro pochi mesi saranno in circolazione sul territorio provinciale circa 250 nuovi autobus a bas so impatto ambientale, un importante passo nella lotta all’inquinamento e verso il miglioramento dei servizi al cittadino”. Quali saranno le future iniziative della Provincia per favorire a livello politico la crescita del trasporto passeggeri

Paolo Matteucci, assesore provinciale alla Viabilità, Mobilità e Trasporti. con il pullman? “È un lavoro complesso e diversificato che investe il sistema infrastrutturale, quello dei servizi, ma anche gli strumenti amministrativi a disposizione de gli enti che si occupano di trasporto pubblico. Abbiamo lasciato proprio a settembre una proposta per abbassare fino al 25 per cento il costo degli abbonamenti al trasporto pubblico in Provincia di Milano. Si tratta di un’operazione sulla quale la Provincia investirebbe circa 3-4 milioni di euro l’anno al fine di coprire la differenza di prezzo e rendere i mezzi incentivanti, soprattutto per la fascia di pendolari per lavoro che costituiscono la gran parte del bacino di potenziali fruitori. È questa fetta di popolazione, infatti, che se non trova mezzi comodi, puntuali e convenienti, finisce per prendere la macchina. Stiamo ora trattando con Atm, in quanto gestore unico della bigliettazione del sistema Sitam, i detta-

gli dell’o pe razione, che vorremmo far partire dal prossimo gennaio. Questa azione, a parte gli evidenti effetti immediati sull’incentivazione dell’uso del Tpl, vuole smuovere le acque rispetto a una situazione stagnante dal punto di vista istituzionale: il sistema di tariffazione è obsoleto, ha più di 20 anni, e non esiste un’Autorità Metropolitana dei Trasporti che gestisca in modo organico e unitario la pianificazione e la gestione del trasporto pubblico. Ora le competenze sono spezzettate fra diversi enti, Comuni, Provincia, Regione, con un coordinamento dovuto solo alla buona volontà degli amministratori, benché esista dal 2000 una Legge regionale disattesa e mai applicata. La questione degli strumenti istituzionali, benché forse lontana dalla quotidianità degli utenti del trasporto pubblico, è in realtà fondamentale per poter gestire al meglio un settore complesso e variegato

Trasporti pubblici a Milano. Gli amministratori provinciali stanno puntando sul rinnovo ecologico del parco mezzi, al fine di garantire a tutti i cittadini una mobilità sempre più eco-sostenibile.

L’assessore provinciale alla Viabilità, Mobilità e Trasporti ha assegnato un’ingente cifra per il rinnovo ecologico del parco autobus provinciale. Entro pochi mesi saranno in circolazione sul territorio circa 250 nuovi mezzi a basso impatto ambientale. “Meglio assegnare lotti di Tpl che continuare a pensare al processo di liberalizzazione, riuscito solo a metà”, dichiara l’esponente di Sinistra democratica.

come questo. Esempio ne sia il fatto che teoricamente siamo tutti d’accordo sulla revisione del sistema tariffario, iniquo verso i cittadini della Provincia, ma dopo anni che la Provincia

euro). Procedono, inoltre, i progetti di riqualificazione delle metrotranvie, quella MilanoDesio-Seregno e Milano Limbiate. L’obiettivo complessivo è quello di potenziare il trasporto

pone la questione non si sia riusciti ancora a mettere in pratica il cambiamento. Dal punto di vista infrastrutturale, stiamo facendo enormi passi avanti dopo anni di stallo: gli accordi firmati in questi mesi con il Ministero delle Infrastrutture, infatti, danno un’accelerazione ai progetti di prolungamento delle metropolitane e di riqualificazione delle metrotranvie che attendevamo ormai da anni, anche in termini di supporto finanziario. Ricordiamo in particolare i finanziamenti ottenuti in sede Cipe lo scorso 9 novembre per il prolungamento della M1 a Monza Bettola (71 milioni di euro), che permettono di procedere alla realizzazione dei lavori, ma anche i finanziamenti su M2 per il prolungamento da Cologno a Vimercate (6 milioni di euro), e M3 - San Donato - Paullo (8,6 milioni di

su ferro (e non solo) nell’area metropolitana, colmando quel gap infrastrutturale dovuto a decenni di “Milano-centrismo”, che ha portato nel tempo i disagi di traffico e smog in entrata nel ca poluogo che ben conosciamo. Parallelamente la Provincia sta portando a van ti la realizzazione di diversi parcheggi di interscambio fer ro/gomma nei pressi delle stazioni in provincia (Lo cate Triulzi, Pregnana Milanese, Bettola), per incentivare l’uso del trasporto pubblico sulle medie percorrenze, creando un sistema capillare di collegamento con treni e metrò”. Lei ritiene che con il miglioramento del servizio la gente possa sempre di più scegliere, per i propri spostamenti, il trasporto pubblico, lasciando l’auto in garage?

“Sì, certamente: è fondamentale la frequenza, la puntualità, e la certezza del mezzo pubblico, così come il com fort sui mezzi, e l’informazione corretta e capillare. Per questo stiamo rinnovando il parco mezzi provinciale, che entro pochi mesi si doterà (alcuni sono già in circolazione) di 250 nuovi autobus, ecologici, con impianto di climatizzazione, pianale ribassato per facilitare l’accesso ai portatori di handicap e sistemi di radio-localizzazione e impianti audio-video per le informazioni sul percorso e le fermate. Allo stesso modo, dallo scorso anno, e per i prossimi, abbiamo prodotto la cartina del trasporto pubblico provinciale, distribuito in centinaia di migliaia di copie gratuitamente e presto esposto negli interscambi con le nostre linee”. Quali risultati ha dato secondo lei il processo di liberalizzazione del Tpl? “È un processo riuscito a metà. Il problema di una liberalizzazione in que sto settore è che molte delle aziende di Tpl sono di proprietà municipale, mentre altre private, e il fatto che i costi per le aziende sono pressoché fissi anche in regime di concorrenza, dato che si tratta di costi del personale dettati da contratti nazionali e costi di carburante identici per tutti. Teniamo comunque presente che il trasporto pubblico vive di contributi pubblici e non è particolarmente redditizio: si tratta di un servizio pubblico a tutti gli effetti, che ha dei costi sociali finalizzati al miglioramen-

to della qualità della vita di tutti i cittadini, in termini di tempo, qualità dell’aria e congestione del traffico. Liberalizzare questo settore significa mettere in concorrenza le capacità gestionali, ma a fronte di condizioni oggettive più o meno uguali per tutti. Noi stiamo procedendo all’assegnazione dei lotti di Tpl di competenza provinciale proprio in questi mesi. A parte i disagi iniziali, dovuti a una riorganizzazione che vede il cambiamento dei gestori, di decine di percorsi, di autobus e di informazioni, si tratta di un’operazione di enorme portata, che, una volta a regime, porterà un sensibile miglioramento e potenziamento dei servizi all’utenza, sia, appunto, in termini di numero di corse e tratte, sia in termini di informazione, capillare e uniforme su tutto il territorio”.


Più potenza per i miei camion. Più forza al mio business. La nostra è un’azienda specializzata nel trasporto internazionale di bestiame. Qualsiasi tipo di trasporto è impegnativo, ma nel nostro caso, visto la particolarità del carico, l’affidabilità dev’essere totale. Per questo la scelta si è orientata verso i veicoli Scania. Certo, il costo iniziale può sembrare più impegnativo, ma è ripagato dalle prestazioni, da fermi macchina ridotti al minimo e dal valore dell’usato che si mantiene decisamente più alto. Quello che mi ha colpito dei nuovi modelli V8 è la grande potenza, abbinata all’eccezionale valore della coppia e alla stabilità del mezzo, doti ideali per distanze internazionali e alti chilometraggi. E con mezzi così affidabili anche “i nostri passeggeri” arrivano a destinazione più rilassati!

Robert Libralon, Autotrasporti F.lli Libralon San Giorgio in Bosco - Padova

Scania V8: motori da 500, 560 e 620 CV nelle versioni Euro 4 ed Euro 5.

Italscania S.p.a. - Italy Z. I. Spini di Gardolo, 125/E - 38014 Trento tel. 0461 996111 - fax 0461 996198 e-mail: italscania@scania.it - Internet. www.scania.it Italscania consiglia i servizi finanziari Scania.

http://www.vegaeditrice.it/images/pdf/il-mondo-dei-trasporti/mdt01_08  

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