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VEGA EDITRICE - ANNO 53 - N. 511 - Supplemento al N° 191 Luglio/Agosto 2010 Il Mondo dei Trasporti

Da marzo a dicembre il venerdì alle ore 20.30

Da marzo a dicembre il venerdì alle ore 20.30

Mensile di informazione e cultura del mondo dei motori

BMW / A SETTEMBRE ARRIVA ANCHE LA TOURING DELLA NUOVA SERIE 5

Spazio di razza Paolo Altieri

MONACO DI BAVIERA - Lo stabilimento Bmw di Dingolfing, dove fin dal 1972 è stata concentrata la produzione delle gran di berline con l’elica bianco azzurra, è stato tirato ancora più a lucido lo scorso anno per accogliere la nuova Serie 5 GT ma soprattutto all’inizio dell’anno la nuova Serie 5 berlina, asse portante della Casa di Monaco di Baviera. E ora lì dove si producono anche la Serie 6 e la Serie 7 è stato fatto posto alla nuova Serie 5 Touring che, a partire dal 18 settembre, sarà disponibile anche per il pubblico italiano. Se la nuova Serie 5

berlina è alla sua sesta generazione, dopo quelle che hanno segnato le tappe nel 1972, nel 1980, nel 1987, nel 1995 e nel 2004, la nuova Serie 5 Touring è invece al quarto capitolo di una storia segnata da oltre 660mila esemplari che hanno fatto la soddisfazione di altrettanti clienti. L’edizione 2010 del la 5 Touring ha tutta l’aria, ma soprattutto i contenuti, per andare incontro a un successo ancora più consistente. Abbiamo avuto l’occasione di provarla in anteprima sulle strade nei dintorni di Monaco di Baviera. La guardi e ti viene facile pensare che la nuova 5 Touring rappresenta davvero il simbolo dell’equilibrio perfetto tra eleganza di rappresen-

tanza ed elevato valore. Non solo, ma i progettisti hanno lavorato al meglio per rafforzare la sua posizione di vettura più sportiva e, contemporaneamente, più efficiente della categoria di appartenenza. Il suo carattere innovativo e sofisticato viene sottolineato dai numerosi equipaggiamenti che di norma sono riservati alla categoria delle automobili di lusso. Grazie alle proprie qualità, la vettura è fatta per soddisfare le esigenze più svariate e i criteri più severi di un targetgroup attivo, moderno e particolarmente sensibile alla qualità. Il design è caratterizzato da uno stile delle linee indisegue a pagina 2

ALFA ROMEO / GIULIETTA SI AGGIUDICA LE PRESTIGIOSE CINQUE STELLE EURO NCAP

La compatta più sicura di sempre Si tratta di un riconoscimento importante che ancora una volta conferma la particolare attenzione di Alfa Romeo anche per gli aspetti legati alla protezione di tutti gli utenti della strada.

RÜSSELSHEIM - A partire da agosto, Opel Insignia ridurrà il suo impatto ambientale e sarà ancora più economica grazie ai suoi consumi ridotti. Attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e del consumo di carburante sulla maggior parte delle motorizzazioni, Insignia porta nel segmento delle medie un’efficienza ancora più elevata e un risparmio dei costi senza alcuna rinuncia nelle performance e nel divertimento di guida. Lo sviluppo delle motorizzazioni include, altresì, una fluidità maggiore per i diesel. Queste innovazioni tecnologiche si manifestano in una riduzione di consumi ed emissioni di CO2 pari al 19 per cento. Questo dato consente all’Insignia

TORINO - L’Alfa Romeo Giulietta si aggiudica le prestigiose cinque stelle Euro NCAP con un punteggio globale di 87/100: un risultato straordinario che le consente di essere la compatta più sicura di sempre. Il giudizio è ancora più importante se si con sidera che dal 2009 Euro NCAP pubblica un nuovo rating che valuta contemporaneamente la protezione degli adulti, quella dei bambini, quella dei pedoni e la nuova area di prevenzione incidenti e riduzione delle lesioni attraverso la valutazione di seat belt reminder, ESP e limitatore di velocità. Inoltre, l’accesso alle 5 stelle è

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OPEL / SU INSIGNIA DA AGOSTO MOTORI PIÙ EFFICIENTI

Consumi ed emissioni ancora giù Sulla versione ecoFLEX, emissioni di CO2 ridotte a 129 g/km e consumi medi ottimizzati a 4,9 litri per 100 km.

Alla quarta generazione, la station wagon di classe superiore targata Bmw fa un ulteriore salto di qualità sia sul piano stilistico, sia soprattutto per un abitacolo che è una vera esaltazione dello spazio a garanzia del massimo comfort e di una grande funzionalità. Vasta offerta di motori, tutti Euro 5, ancora più contenuti nei consumi e nelle emissioni.

Renault / I vent’anni della Clio, star del segmento city car Peugeot / Tappa per tappa il racconto dei 200 anni del Leone

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Bmw Serie 5: spazio di razza segue dalla prima pagina

pendenti, sia nelle proporzioni che nella lavorazione delle superfici. Il suo look ispira un’aria sportiva e funzionale. Il cofano motore lungo e modellato, gli sbalzi corti e il passo più lungo del segmento di appartenenza sono gli stilemi tipici del marchio che conferiscono alla nuova Serie 5 Touring un’eleganza che non si ritrova in nessun modello della concorrenza. Così come sulla nuova Serie 5 berlina, la sezione anteriore verticale e il

doppio rene Bmw leggermente inclinato in avanti, i doppi proiettori e la grossa presa d’aria inferiore formano insieme un’immagine carismatica cui contribuisce anche la coda muscolosa e i passaruota fortemente bombati. FORTE ARMONIA STILISTICA All’interno, l’orientamento orizzontale delle superfici e la tensione delle linee creano un ambiente spazioso, caratterizzato da una forte armonia sti-

listica, impreziosita dai materiali pregiati e e dalla grande cura dei dettagli. Spazio a volontà all’interno dell’abitacolo ma anche nel bagagliaio il cui volume è ampliabile da 560 litri a 1.670 litri. L’efficienza della 5 Touring è compito delle misure di Bmw EfficientDynamics integrate di serie. Tutti i motori soddisfano la norma antinquinamento Euro 5, mentre la versione 530d Tou ring con tecnologia Bmw BluePerformance soddisfatta addirittura la norma Euro 6. Al momento Il cockpit con il tipico orientamento verso il guidatore e i comandi intuitivi intensificano il piacere di guida. Di serie è prevista la strumentazione combinata nella tecnologia Black-Panel.

del lancio la gamma di motori comprenderà due propulsori a benzina sei cilindri in linea, un sei cilindri in linea diesel e un quattro cilindri diesel. La 535i Touring eroga una potenza di 306 cv, la 523i Touring 204 cv, la 530d Touring 245 cv e la 520d Touring 184 cv. Quest’ultima, grazie anche al dispositivo start-stop, registra un consumo medio di carburante di 5,1 litri/100 km ed emissioni di CO2 di soli 135 g/km, i migliori valori del segmento di appartenenza. Per tutte le motorizzazioni è disponibile il nuovo cambio automatico a otto rapporti e a richiesta il cambio automatico Sport con paddle al volante. Su strada, la nuova Se rie 5 Touring assicura eccellenti caratteristiche di dinamica e di

Alfa Romeo Giulietta: la compatta più sicura di sempre segue dalla prima pagina di severità crescente a secondo dell’anno in cui verranno pubblicati i risultati (2009, 20102011, 2012). In questo scenario il risultato conseguito dall’Alfa Romeo Giulietta (97 per cento adulti, 85 per cento bambini, 63 per cento pedone e 86 per cento sicurezza attiva) le permette di aggiudicarsi le 5 stelle anche nel 2012 quando il sistema di va lutazione avrà raggiunto il massimo della severità. Si tratta dunque di un riconoscimento importante che ancora una volta conferma la particolare attenzione di Alfa Romeo per gli aspetti legati alla protezione di tutti gli utenti della strada. Del resto, l’Alfa Romeo Giu-

lietta è un’auto progettata e costruita per ottenere la massima prestazione nella sicurezza passiva e attiva. Come dimostra, per esempio, l’adozione dei più avanzati dispositivi elettronici per il controllo del comportamento dinamico (dalla frenata alla trazione): il Vehicle Dynamic Control che gestisce importanti funzioni quali l’Hill Holder, il controllo di trazione, il panic braking assistito, l’MSR per la prevenzione del blocco ruote in rilascio, lo “sterzo elettronico attivo” DST (Dynamic Steering Torque), l’Electronic Q2 che “simula” elettronicamente la presenza di un differenziale autobloccante e il nuovissimo sistema PREFILL che, al rilascio dell’acceleratore,

mette in allerta il sistema frenante diminuendo il tempo d’intervento e lo spazio di frenata. Migliaia di ore di simulazioni virtuali hanno permesso di sviluppare la nuova architettura “Compact” - che Giulietta per prima porta al debutto - e il veicolo con l’ausilio di soli 4 prototipi. Successivamente, la bontà della progettazione virtuale è stata verificata fisicamente sulle vetture prodotte nello stabilimento di Cassino con duecento prove su componenti e sottosistemi, più di cento simulazioni d’impatto sulla slitta Hyge e oltre ottanta crash test (urti frontali, laterali, ribaltamento e tamponamento, tenendo conto delle diverse velocità alle quali possono avvenire gli urti, i differenti tipi di ostacolo e la tutela di occupanti con caratteristiche fisiche anche molto diverse tra loro). Questi i numeri che testimoniano l’impegno profuso dall’Azienda per fare di Alfa Romeo Giulietta una delle vetture più sicure dell’intero panorama automobilistico europeo, dal momento che il modello rappresenta il più avanzato stato dell’arte nel campo dei sistemi di sicurezza. Una protezione totale, insomma, come dimostrano 6 airbag di serie (due dei quali Multistage); cinture a tre punti con doppi pretensionatori e limitatori di carico; sistema S.A.H.R. (Self Aligning Head Restraint), un nuovo dispositivo di seconda generazione e integrato nello schienale dei sedili anteriori

che, in caso di urto, avvicina gli appoggiatesta alla nuca degli oc cupanti attenuando così il “colpo di frusta”. Senza contare il contributo alla tutela degli occupanti e dei pedoni dato dalla carrozzeria, dal cofano, dalle porte e dalla traversa della plancia, oltre che ai sedili e al piantone dello sterzo. L’efficacia di tutti questi dispositivi è massimizzata da una struttura frontale a tre linee di carico che garantisce una struttura frontale omogenea e quindi in grado di uniformare la risposta del veicolo in caso di urto frontale indipendentemente dal tipo di ostacolo/veicolo impattato. Ciò permette un breakthrough sia per la “partner protection” (in quanto la vettura è meno aggressiva in urti contro il frontale o la fiancata laterale di un altro veicolo) sia per la “self protection” in quanto l’omogeneiz zazione della modalità di deformazione rende più efficace la protezione del sistema di ritenuta indipendentemente dal tipo di urto. Infine, nel campo della sicurezza preventiva, Alfa Romeo Giulietta adotta i proiettori anteriori con la funzione “luce diur na” (Daytime Running Light) che, alla messa in moto della vettura, automaticamente accende le luci di posizione - risponde a una precisa normativa europea che entrerà in vigore nel 2012 - e i proiettori posteriori con Led che, rispetto alle lampade tradizionali, offrono una maggiore intensità luminosa per una maggiore sicurezza.

comfort, esaltate da tutta una serie di soluzioni tecniche e di dispositivi di assoluta avanguardia, come gli ammortizzatori pneumatici sull’asse posteriore con regolazione pneumatica del livello, l’Integral Active Steering, disponibile come optional, che comprende lo sterzo attivo delle ruote anteriori e le ruote posteriori sterzanti a seconda della situazione di guida, il Driving Dynamic Control, offerto in combinazione con gli optional cambio automatico Sport, Dynamic Damper Control e Integral Active Steering. ARCHITETTURA PULITA L’architettura pulita del cockpit con il tipico orienta-

mento verso il guidatore e i comandi intuitivi intensificano il piacere di guida, esaltando l’ambiente raffinato degli interni. L’equipag gia mento di serie comprende la strumentazione combinata nella tecnologia Black-Panel, il volante multifunzione e il sistema di comando iDrive dell’ultima generazione con il Controller inserito nella consolle centrale, i tasti di selezione diretta, i tasti Preferiti e un Control Display da 10,2 o 7 pollici integrato nella plancia portastrumenti. Come optional è disponibile anche un Head-UpDisplay ottimizzato a livello di visualizzazione delle informazioni. Non manca il ConnectedDrive che offre una varietà unica di funzioni di comfort, di sicurezza e d’infotainment.

Opel Insignia: consumi ed emissioni ancora giù

segue dalla prima pagina ecoFLEX 118 kW/ 160 cv di attestarsi a un livello di emissioni pari a 129 g/km e a un consumo combinato di 4,9 l/100 km. La versione ecoFLEX Sports Tourer può vantare delle “eco-credenziali” notevoli, rappresentate da emissioni di CO2 pari a 134 g/km e da un consumo di 5,1 litri/100 km. La versione ecoFLEX riesce a raggiungere performance importanti che si traducono non solo in una potenza di 118 kW/160 cv ma anche in 380 Nm di coppia massima. Gli interventi più significativi riguardano i motori diesel; nello specifico è stata migliorata la silenziosità e ridotte le vibrazioni in modo da garantire un abitacolo ancora più confortevole dal punto di vista dell’acustica interna. Le ottimizzazioni hanno interessato sia il rumore meccanico, sia quello generato dalla combustione. Questi miglioramenti hanno riguardato le versioni da 130 e 160 cavalli. Inoltre, il 2.0CDTI 130 cv ora monta un turbo compressore a geometria fissa di minori dimensioni che aumenta la risposta del motore e l’efficienza dei consumi: in questo modo è stato possibile andare incontro alle esigenze delle versioni con minore potenza. Sono stati, inoltre, completamente riprogettati gli iniettori e la testata dei cilindri per ridurre la pressione dello scarico e migliorare il raffreddamento e la combustione. Per quanto riguarda i motori a benzina, il 2.0 Turbo da 162 kW/220 cv è ora dotato di speciali sistemi di controllo appositamente sviluppati dagli ingegneri Opel, in aggiunta a una centralina riprogrammata, che ha permesso una riduzione dell’11 per cento dei consumi e delle emissioni di CO2. Standard su tutte le Insignia a partire da agosto, sarà disponibile un indicatore di cambio marcia; sarà così più facile guidare in maniera economica ed ecologica.


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AUDI / A3 MY 2011 PROPONE INNOVAZIONI ESTETICHE ED EVOLUZIONI TECNOLOGICHE Fabio Basilico VERONA - Innovazioni estetiche ed evoluzioni tecnologiche che riguardano soprattutto la gamma motori. Il model year 2011 dell’Audi A3 propone una serie di interessanti novità che arricchiscono dal punto di vista contenutistico e d’immagine la gamma A3/A3 Sportback e S3/S3 Sportback. In quest’ultimo ambito, le linee armoniose che già identificano in modo chiaro l’A3 quale modello dotato di un indubbia eleganza sportiva presentano ora particolari nuovi e raffinati. La griglia del la calandra singleframe e le mascherine dei montanti centrali sono di colore nero lucido; le prese d’aria inferiori risultano impreziosite da listelli cromati. Gli specchietti retrovisori esterni sono stati ottimizzati dal punto di vista aerodinamico e nelle maniglie delle porte spiccano pregiate cromature (a eccezione della versione S3). Nella parte posteriore, l’A3 è dotata di un nuovo diffusore con bordo sporgente pronunciato, men tre solo nella versione tre porte i gruppi ottici posteriori sono oscurati.

Eleganza sportiva “

ABITACOLO PREZIOSO All’interno, A3 MY 2011 si presenta con un abitacolo ancora più elegante, grazie ai quadranti su sfondo grigio, a una nuova leva selettrice per l’S tronic, agli anelli neri che incorniciano le bocchette di ventilazione e a una mascherina lucida, disponibile come optional, per il sistema di navigazione plus. Nella consolle centrale, sull’interruttore per la regolazione degli specchietti esterni e sui tasti degli alzacristalli fanno bella mostra applicazioni in look alluminio. La gamma motorizzazioni com prende nove unità: cinque benzina TFSI e quattro diesel TDI. Tutte sono a quattro cilindri Turbo, iniezione diretta e confermano lo stato dell’arte in materia tecnologica conseguita dai propulsori Audi. Quattro gli assi strategici di questa leadership: potenza, fluidità, coppia ed efficienza. Cinque dei nove motori sono disponibili anche per l’A3 Cabriolet, mentre alle S3 e S3 Sportback è destinato il propulsore più potente: il 2.0 TFSI da 195 kW/265 cv.

La griglia della calandra single-frame e le mascherine dei montanti centrali sono di colore nero lucido; le prese d’aria inferiori risultano impreziosite da listelli cromati. Su A3 MY 2011 gli specchietti retrovisori esterni sono stati ottimizzati dal punto di vista aereodinamico. Prima unità benzina è il 1.2 TFSI da 77 kW/105 cv a 5.000 giri/min: un motore che testimonia la qualità del programma “downsizing” di Audi, che compensa con la sovralimentazione il contenimento della cilindrata. Con 1.197 cc, questo quattro cilindri sviluppa una coppia di 175 Nm da 1.550 a 4.100 giri/min, con un consumo medio che per A3 e A3 Sportback non supera i 5,5 litri di carburante ogni 100 chilometri ed emissioni di CO2 che nel valore migliore sono ridotte a 123 g/km. La velocità massima è di 192 km/h e la performance più indicativa in termini di accelerazione 0-100 km/h è pari a 11 secondi.

Il gradino successivo è occupato dal 1.4 TFSI da 92 kW/ 125 cv a 5.000 giri/min con coppia massima di 200 Nm da 1.500 a 4.000 giri/min. I dati più performanti su accelerazione 0-100 km/h e velocità massima sono di 9,4 secondi e 203 km/h; il consumo medio tocca i 5,7 litri/100 km e le emissioni di CO2 non superano i 134 g/km. Il livello successivo è occupato dal 1.8 TFSI. Eroga 118 kW/160 cv da 5.000 a 6.200 giri/min (da 4.500 a 6.200 giri nel caso dell’A3 Sportback) e una coppia massima di 250 Nm da 1.500 a 4.200 giri/min. La velocità massima può arrivare a 222 km/h e il migliore sprint 0-100

AUDI / La sfida che Ferdinand Piech lanciò nel 1980

Trent’anni di trazione quattro VERONA - Ricorrono quest’anno i 30 anni della trazione integrale quattro: al Salone di Ginevra del 1980, infatti, fu tenuta a battesimo l’Audi quattro, la prima auto sportiva dotata di trazione permanente, quella che segnava una vera e propria sfida da parte di Ferdinand Piech. Un evento che ha segnato la storia della Casa e dell’intero panorama automobilistico mondiale. L’Audi quattro, denominata anche “Ur-quattro” (la quattro originaria), vantava una dinamica di guida eccezionale e inaugurò una stagione di successi sportivi per la Casa di Ingolstadt, aprendo di fatto le porte all’utilizzo della trazione integrale tra le auto sportive, su strada e in pista. Per sottolineare l’importante traguardo raggiunto dal suo sistema di trasmissione e per tracciare un parallelo con il passato, Audi ha deciso di riproporre il geco, l’animale scelto fin dall’inizio

quale simbolo della grande aderenza offerta dalla trazione integrale quattro. Il logo, che è stato efficacemente ristilizzato ed è ora accompagnato dal claim “30 years of quattro”, sarà utilizzato nella comunicazione pubblicitaria e nelle attività web. In Italia si è deciso di celebrare la ricorrenza con l’allestimento speciale “30 years quattro edition”, disponibile per tutte le motorizzazioni dell’A5 coupé, a esclusione di S5 e RS 5. L’allestimento “30 years quattro edition” comprende il pacchetto S line exterior e i cerchi in lega 9Jx19 a 5 razze con pneumatici 255/35 R 19, per una caratterizzazione estetica più sportiva. A ciò si aggiunge una lunga serie di equipaggiamenti tecnologici, quali il navigatore satellitare, il sistema di informazioni per il conducente a colori, l’interfaccia Bluetooth, il regolatore di velocità, il sensore luci/pioggia e l’Audi music interface. L’allestimento “30 years quattro edition” è proposto a 3.100 euro. Per festeggiare l’anniversario, poi, Audi ha presentato la RS 5, che ha portato al debutto un nuovo stadio evolutivo della trazione quattro. La sportiva da 450 cv, infatti, è dotata dell’innovativo differenziale centrale a corona dentata, più leggero e capace di rendere la guida dell’auto ancor più dinamica e sicura. L’Audi RS 5 è arrivata sul mercato italiano a metà giugno.

km/h richiede 7,5 secondi. Il consumo medio è di 6,5 litri/100 km e le emissioni di CO2 minime sono 149 g/km. Il motore a benzina più potente disponibile per la A3 e la A3 Sportback è il 2.0 TFSI 147 kW/200 cv da 5.100 a 6.000 giri/min con coppia massima di 280 Nm da 1.700 a 5.000 gi ri/min (1.800-5.000 per la Sportback). I dati più dinamici su velocità massima e accelerazione 0100 km/h sono di 238 km/h e 6,6 secondi, mentre per consumi medi ed emissioni si parla di 7,3 litri/100 km e 168 g/km. POTENZA DIESEL Il primo propulsore della famiglia diesel è il 1.6 TDI da 66 kW/90 cv a 4.200 giri/min, con coppia massima di 230 Nm da 1.500 a 2.500 giri/min. Qui la velocità massima è di 180 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 12,9 secondi. Interessanti i dati sul consumo: 4,4 litri/100 km in media; le emissioni scendono a 114 g/km. La variante più efficiente è l’A3 1.6 TDIe 77 kW/105 cv a 4.400 giri/min, con una coppia di 250 Nm da 1.500 a

2.500 giri/min. Questo motore ha un consumo di carburante medio di soli 3,8 litri/100 km. Alcuni nuovi accorgimenti, attuati sulla carrozzeria e sul telaio, contribuiscono a collocare questa vettura ai vertici del suo segmento, grazie a emissioni di CO2 di soli 99 grammi per chilometro. La velocità massima è di 194 km/h e l’accelerazione 0-100 avviene in 11,4 secondi. Il 2.0 TDI da 103 kW/140 cv a 4.200 giri/min e coppia massima di 320 Nm da 1.750 a 2.500 giri/min consente alle A3/A3 Sportback una velocità di punta di 210 km/h, accelerazioni 0-100 km/h in 8,9 secondi, un consumo medio di 4,4 litri/100 km e valori di emissioni pari a 115 g/km. Infine, il 2.0 TDI da 125 kW/170 cv a 4.200 giri/min, con coppia massima di 350 Nm da 1.750 a 2.500 giri/min: qui la velocità massima ottimale è di 224 km/h, con sprint 0-100 km/h in 7,6 secondi. Il consumo in ciclo combinato arriva a 4,7 litri/100 km e le emissioni di CO2 a 123 g/km. Il top di gamma 2.0 TFSI da 195 kW/265 cv a 6.000 giri/min, con coppia massima di 350 Nm da 2.500 a 5.000 giri/min, consente alle S3 e S3

All’interno, la rinnovata Audi A3 si presenta con un ambiente più elegante grazie a piccoli e grandi particolari stilistici.

Aggiornamenti di design esterno e di dotazioni interne aumentano l’appeal del modello premium Audi nel segmento delle compatte. La gamma motorizzazioni comprende nove unità, cinque benzina TFSI e quattro diesel TDI, che confermano lo stato dell’arte in materia tecnologica conseguita dai propulsori dei Quattro Anelli.

Sportback di raggiungere una velocità massima di 250 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi. Il consumo medio migliore è pari a 8,3 litri/100 km, le emissioni più basse sono pari a 193 g/km. Anche l’offerta dei cambi è varia. La maggior parte dei motori della gamma A3 sono abbinati di serie a cambi manuali a sei marce, ma Audi offre in opzione il confortevole cambio a doppia frizione S tronic, a sei o sette rapporti. In abbinamento a cinque motori della gamma A3 e A3 Sportback - 1.2 TFSI, 1.4 TFSI, 1.6 TDI 105 cv e i due 2.0 TDI da 140 e 170 cv - Audi introduce nel segmento delle compatte un’importante novità al passo con i tempi: il sistema Start & Stop con recupero dell’energia frenante. Il sistema può essere abbinato sia al cambio manuale sia all’S tronic. Lo Start & Stop offre vantaggi nel traffico urbano, spegnendo il motore quando il veicolo è fermo e riavviandolo all’innesto della frizione o - in abbinamento al cambio S tronic - al rilascio del freno. Il sistema è invece di serie con il motore 1.6 TDI 90 cv e con il 1.8 TFSI. La trazione integrale permanente quattro qualifica ulteriormente l’A3 come compatta premium: è proposta con quattro motorizzazioni (1.8 TFSI, 2.0 TFSI, 2.0 TDI 140 cv e 2.0 TDI 170 cv), non è prevista per la Cabriolet, mentre è di serie sulle S3 e S3 Sportback. Il listino prezzi delle versioni A3 parte da 26mila euro mentre per l’A3 Sportback la base è 26.850 euro. La S3 quattro viene proposta a 40.130 euro mentre occorre aggiungere 2.000 euro per acquistare la S3 S tronic quattro. Le corrispondenti versioni Sportback sono proposte rispettivamente a 40.980 e 42.980 euro.


5 VOLKSWAGEN / RINNOVATA LA POLO GTI

Un atteso ritorno Con una potenza di 180 cv e una velocità massima di 229 km /h, ottimamente gestita dal cambio DSG a sette rapporti, la “piccola” di Wolfsburg sorprende anche per i consumi decisamente ridotti: 6 litri per 100 km con un risparmio del 25 per cento rispetto al passato.

Lino Sinari VERONA - La Polo GTI è tornata e si ripresenta forte dei suoi 180 cv di potenza. Anche questa GTI offre ciò che le tre leggendarie lettere della sua sigla promettono: caratteristiche di

guida eccellenti e un comportamento dinamico senza compromessi, nel massimo della sicurezza. Ma non è tutto: la Polo non è mai stata così potente e parca nei consumi allo stesso tem po. Grazie all’intelligente downsizing del motore 1.4 TSI a doppia sovralimentazione

(turbocompressore + compressore meccanico) e al cambio DSG a doppia frizione a 7 rapporti - di serie - estremamente efficiente, il team che ha sviluppato il modello è riuscito a ridurre il consumo nel ciclo combinato a 6 litri/100 km (a fronte di emissioni di CO2 pari a 139

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g/km). Per fare un confronto, la versione precedente, dotata di motore 1.8 turbo 180 cv, consumava 7,9 litri (con emissioni di CO2 pari a 188 g/km). La nuova versione abbatte quindi i consumi del 25 per cento. A dispetto di riduzioni così con sistenti, le prestazioni di guida garantiscono comunque la massima dinamicità. Questa sportiva Volkswagen del peso di soli 1.194 kg, passa da 0 a 100 km/h in soli 6,9 secondi e raggiunge una velocità massima di 229 km/h. La Polo GTI monta di serie il cambio DSG che trasmette la potenza alle ruote anteriori. Un differenziale elettronico a bloccaggio trasversale (XDS) riduce la tendenza al sottosterzo migliorando la maneggevolezza, specialmente nell’affrontare

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curve a velocità elevate. Inoltre, la Polo GTI, come del resto tutte le versioni della gamma, è equipaggiata di serie con ESP e sistema di assistenza nelle partenze in salita. A questi si aggiungono, in materia di sicurezza, gli airbag frontali, quelli combinati testa/torace anteriori, tendicintura e limitatori della forza di ritenuta delle cinture di sicurezza (dotate di avvisatore acustico per le cinture non allacciate), appoggiatesta anteriori per prevenire il “colpo di frusta” e tre appoggiatesta posteriori, oltre ai relativi fissaggi Isofix per i seggiolini dei bambini. Sul fronte del comfort, si annoverano, tra gli altri, servosterzo elettroidraulico, alzacristalli elettrici anteriori, radiocomando per la chiusura centralizzata,

illuminazione del vano bagagli (dotato di occhielli di fissaggio), avvisatore acustico di mancato spegnimento dei fari, regolazione in altezza del sedile del guidatore, specchietto di cortesia nelle alette parasole e cristalli atermici di colore verde. La GTI è la prima Polo che può essere ordinata con fari bixeno e luci di svolta, luci diurne e luci di posizione a LED oltre che tetto apribile/scorrevole Panorama. Sempre comprese nell’allestimento di serie, ci sono naturalmente anche le dotazioni caratteristiche della GTI come i sedili sportivi e i cerchi in lega leggera da 17” in design “Denver”. La nuova Polo GTI è disponibile nelle concessionarie Volkswagen con il mese di luglio. Il prezzo indicativo è di 21.200 euro.

Su Polo GTI un differenziale elettronico a bloccaggio trasversale (XDS) migliora la maneggevolezza specialmente in curva a velocità elevate (a sinistra). Sopra, gli interni eleganti del modello tedesco.

SUZUKI / AVVIO DELLA PRODUZIONE NELL’IMPIANTO MAGYAR SUZUKI CORPORATION

L’Ungheria tiene a battesimo la nuova Swift Lo stabilimento di Esztergom, che ha iniziato la sua attività nel 1992 proprio con la Swift, ha messo in moto la catena di montaggio da cui nasce la nuova versione del popolare modello Suzuki. Magyar Suzuki Corporation è il primo sito al mondo a produrre la nuova Swift. Pietro Vinci ESZTERGOM - C’erano le massime autorità istituzionali e aziendali alla storica cerimonia d’inaugurazione della linea di produzione della nuova Suzuki Swift presso lo stabilimento ungherese Magyar Suzuki Corporation di Esztergom. Si tratta di un’anteprima mondiale di indubbia importanza, visto che l’impianto ungherese è il primo a produrre la nuova versione del popolare modello giapponese. Il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbàn, era accompagnato dall’Ambasciatore giapponese Tetsuo Ito e da Osamu Suzuki, Presidente

di Suzuki Motor Corporation, che ha tagliato il nastro all’uscita della prima nuova Swift dalle linee di produzione. La nuova Swift, che sarà commercializzata in Europa dal prossimo autunno, è considerata da Suzuki un modello strategico. Ciò grazie alle sue caratteristiche improntate alla facilità e al piacere di guida. Swift si presenta sul mercato con credenziali autorevoli, evolvendo in termini di risparmio di carburante, emissioni di CO2, performance di guida, sicurezza e stile. Una vettura che è diventata ancor più sportiva, emozionale e raffinata. Del resto, lo styling del nuovo modello è chiaramente dinamico

ed energico. Swift è stata resa più agile ed elegante aumentando il suo appeal in quanto a sportività e capacità di suscitare emozioni. Gli pneumatici ribassati a larga sezione e diametro aumentano le prerogative dinamiche. GRANDE LAVORO TECNICO I tecnici Suzuki hanno posto particolare attenzione ai colori, proponendo un accattivante contrasto tra il nero che domina gli interni e l’argento dei comandi. New Swift è lunga 3.850 mm, quasi 100 in più della precedente generazione (3.760 mm), è larga

1.695 mm (1.690 mm in precedenza), alta 1.510 mm (1.500 mm) e ha un passo di 2.430 mm (2.380 mm). Dunque, si tratta con tutta evidenza di un modello più grande rispetto a prima. La gamma del le motorizzazioni è composta dal 1.2 benzina da 69 kW a 6.000 giri/min e coppia massima di 118 Nm a 4.800 giri/min, dotato di nuovo doppioVVT su aspirazione e scarico. La cilindrata è stata ridotta rispetto al precedente motore 1.3 che erogava però una potenza e una coppia massima inferiori: 68 kW a 5.800 gi ri/min e 116 Nm a 4.200 gi ri/min. Sviluppato ex-novo, il 1.3 diesel con DDiS (common-rail fuel injection) è il risultato di un lavoro meticoloso sul fronte della riduzione degli attriti interni e della raffinata gestione elettronica dell’iniezione. Il diesel della nuova Swift consente di ottenere valori di CO2 di 109 g/km, nettamente inferiori ai 120 g/km del precedente 1.3. Stesso discorso per

l’unità a benzina che registra 116 g/km contro i precedenti 140 g/km. Ne ha guadagnato anche l’e co no mia dei consumi, con il diesel che registra 4,2 litri/100 km contro i precedenti 4,5 litri e il benzina che scende a 5 litri/100 km contro 5,8. STANDARD DI SICUREZZA I miglioramenti introdotti dagli ingegneri Suzuki nella progettazione della scocca, che ha previsto un uso intenso di acciaio ad alta resistenza, garantiscono uno standard ottimale di sicurezza in caso di collisione non solo per gli occupanti ma anche per i pedoni. La storia della Swift è profondamente legata allo stabilimento produttivo che Suzuki ha in Ungheria. Una storia che risale a un passato recente, al 1992, quando Magyar Suzuki introduce il modello Swift nella sua produzione. Con la sua forte personalità, Swift viene allora denominata “La no-

stra auto” e grazie al suo ottimo rapporto qualità-prezzo riscuote un grande successo presso il pubblico ungherese. La popolarità della vettura cresce ulteriormente con la generazione successiva, introdotta nel 2005, giocando un ruolo decisivo nella strategia globale del Gruppo Suzuki con lo slogan “Way of Life!”. La Swift del 2005 ha goduto di un’invidiabile reputazione, ricevendo numerosi premi nel segmento delle auto compatte in tutto il mondo. La Magyar Suzuki Corporation è stata fondata dal suo principale azionista Suzuki Motor Corporation nel 1991. La prima vettura a essere prodotta è stata proprio la Swift diciotto anni fa, seguita nel 2000 dalla Wagon R+, nel 2003 dalla Ignis, nel 2005 dalla seconda generazione Swift, nel 2006 dalla SX4 e nel 2008 dalla Splash. Sono più di un milione e mezzo i veicoli Suzuki assemblati nell’impianto di Esztergom, ora circolanti sulle strade ungheresi ed europee.


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PEUGEOT / STORICO TRAGUARDO PER LA CASA FRANCESE

Il Leone ruggisce da 200 anni

Gli albori del costruttore francese, oggi decimo marchio nel mondo, risalgono al 1810, quando i fratelli Jean-Pierre e Jean-Frédéric Peugeot fondarono un’industria che lavorava lamelle d’acciaio. Mai avrebbero immaginato che dopo due secoli quell’azienda sarebbe stata presente in 160 nazioni e avrebbe venduto oltre tre milioni di veicoli.

Massimiliano Campanella

S OCHAUX - Quante aziende sono arrivate a duecento anni di vi ta? Si contano decisamente sulle dita di una mano. E non parliamo solo di motori, ma dell’industria in generale. Ebbene in quel di Sochaux, cittadina francese non distante dal la Svizzera, c’è un’azienda che può gloriarsi di questo privilegio.

PEUGEOT / Tutto ha inizio nella Franca Contea, “culla del marchio”

Due secoli di emozioni Dal 1810 la Casa del Leone ha apposto il proprio nome e, più tardi, il proprio emblema, su seghe, utensili, crinoline, macinacaffè, cicli, motociclette, scooter e infine automobili. In ognuno di questi settori, Peugeot ha portato modernità e innovazione. Ma il futuro è appena cominciato: entro il 2012 saranno lanciati 14 modelli. SOCHAUX - In principio erano le seghe d’acciaio. Fa impressione pensare che dalla lavorazione di quelle lamelle, esposte nel Museo di Sochaux, nel 1810 è iniziata l’avventura dei fratelli Peugeot. Eppure è proprio così. Quell’anno la trasformazione del mulino di Sous-Cratet in acciaieria proietta Peugeot nell’era industriale, concretizzando così la visione di Jean-Pierre e Jean-Frédéric. L’automobile e le due ruote sono ancora lontane. I due fratelli mai avrebbero immaginato che dopo due secoli la loro azienda sarebbe stata la numero uno al mondo per numero di immatricolazioni, secondo costruttore in Europa con una quota di mercato del 13,7 per cento, il decimo marchio nel mondo, con un fatturato di 48,4 miliardi di euro nel 2009 e 3.188mila veicoli venduti in più di 160 paesi e 186mila collaboratori nel mondo. Però a modo loro i due fratelli sono veramente “uomini visionari”, riescono a cogliere al volo l’esigenza del momento e diversificano la produzione con i macinacaffè, le seghe a nastro, le stecche per busti, le macchine da cucire. L’incremento dell’attività richiede lo sviluppo di nuove capacità produttive. Audincourt, Valentigney, Beaulieu, Pont-de-Roide, poi Sochaux testimoniano il progresso di Peugeot nella culla del marchio, la Franca Contea. La visione, al pari della capacità permanente di adattarsi ai cambiamenti e alle sfide, portano Peugeot a dedicarsi alla mobilità nel 1880. Prima invenzione la bicicletta, mezzo che ben si adattava alle esigenze di chi doveva spostarsi per lavoro. Ma seguì a breve la moto nel 1886 e nel 1891 l’approdo, decisivo, all’automobile, mezzo che trasformerà il mondo. UN FORTE RADICAMENTO Al giro di boa del secolo, Peugeot realizza la metà della produzione automobilistica francese e i modelli vengono esportati dalla Franca Contea alla volta dell’Europa ma anche dell’America Latina. L’internazionalizzazione di Peugeot registrerà un’accelerazione alla fine degli anni Novanta sotto l’impulso della 206, modello le cui vendite arriveranno a oltre 800mila unità l’anno. La sostituta del

Un’azienda che nella sua vita ne ha viste passare di tutti i colori: l’Ottocento e i suoi moti, sparsi in Francia come nel re sto d’Europa, sotto la spinta propulsiva di un forte desiderio d’indipendenza; due guerre mondiali sanguinose; uno sviluppo tecnologico che sem brava e sembra tuttora inarrestabile. Eppure quest’azienda, nata nel 1810 per volontà dei fratelli Jean-Pierre e Jean-Frédé-

ric Peugeot, non solo è ancora lì, a Sochaux. Ma è pure sulla cresta dell’onda, con vetture fiammanti ed eleganti nello stesso tempo, come la sportiva RCZ. E soprattutto pensa al futuro prossimo, al 2015, con l’o biet tivo di scalare la classifica mondiale e salire di tre posizioni verso la vetta. Ma come ha fatto la Peugeot a resistere a tutte le turbolenze e a continuare a viaggiare verso il futuro? Una rispo-

“sacré numéro” si rivela un prodotto da conquista perfettamente adatto alle realtà dei mercati automobilistici. Oggi Peugeot accetta la sfida della globalizzazione e continua il suo sviluppo in Cina, in Russia e in America Latina, con prodotti specifici come 408 o il pick-up Hoggar. In 200 anni, Peugeot ha sviluppato una visione a lungo termine unica, che le ha permesso di anticipare movimenti di fondo, di vivere nel suo tempo e anche di attraversare periodi d’instabilità. Dal primo quadriciclo a petrolio, equipaggiato con motore Daimler e denominato Tipo 2, alle più recenti realizzazioni, Peugeot attinge la sua forza nelle radici della Francia orientale e nella sua visione imprenditoriale. Portando avanti incessantemente il suo sviluppo tecnico, umano e industriale, la Casa del Leone è passata da una produzione annua di alcune unità a un’attuale media giornaliera di svariate migliaia di esemplari, di 18 famiglie di autovetture e veicoli commerciali.


7 sta è possibile trovarla voltandosi indietro, a guardare ai duecento anni passati. Ed è per questo che i manager del Leone hanno voluto festeggiare l’ambito traguardo con l’inaugurazione di una nuova ala dell’Aventure Peugeot, museo voluto nel 1982 da Pierre Peugeot, all’epoca Presidente del consiglio di sorveglianza, scomparso nel 2002. Un museo cui la famiglia tiene molto, tant’è che lo stesso Xavier Peugeot, 45 anni, da luglio dell’anno scorso Direttore Marketing e Comunicazione, per il compleanno ha donato al mu seo uno dei 1.676 esemplari di 201 T Boulangère fabbricate a Sochaux sul finire degli anni Trenta. MUSEO AMBIZIOSO L’ambizione del museo è molto alta: conservare almeno un esemplare di ogni Peugeot prodotta, compresi i prototipi. Da qui l’esigenza di spazio, che il mese scorso oltre alle 201 ha accolto in esposizione un Type 10 “Break 7 posti” fabbricato a Valentigney in soli tre esemplari a fine Ottocento, un camion Type 64 fabbricato ad Audincourt in quattro unità ai primissimi del Novecento, un camion Type 1.525 prodotto a Sochaux prima degli anni Venti, una SK3 Boulangère degli anni Trenta e una 202 UH, limousine commerciale prodotta in 3.015 unità a La Garenne. Abbiamo vestito i panni del visitatore e quindi anche approfittato dell’area polivalente di 1.500 mq, realizzata su due livelli. Insomma, abbiamo

pranzato con una visuale panoramica sulla collezione. Cosa desiderare di più? Una volta scesi, abbiamo pure adoperato il nuo vo sistema di vista virtuale tramite QRCode. I-Phone alla mano, abbiamo scaricato in tempo reale un filmato relativo alla formidabile scalata della Pikes Peak del 1989 con la 405 T16. Roba da favola! Sembrava di fare un passo indietro ai tempi dei genitori. E grazie a una tecnologia del nuovo millennio. Ma la festa dei duecento an ni è appena iniziata. La Casa del Leone sta invitando i clienti a presentarsi nelle concessionarie, per una serie d’iniziative commerciali tutte caratterizzate dalla presenza del numero due: 200 rate, 200 euro di vantaggi, 20 per cento di sconto. Inoltre, a breve sarà lanciata una serie speciale commemorativa su una vettura da grandi volumi. È stato pubblicato un libro di JeanLouis Loubet, docente universitario: “Moments choisis”, ovvero “Momenti scelti”. Tradotto in diverse lingue, raccoglie la storia del Leone dagli albori di fine Settecento a oggi. Per ogni decennio, i fatti che lo hanno caratterizzato, le auto del periodo, la storia e in fondo alcune immagini. È tutto? Assolutamente no. Come dice Xavier Peugeot “l’avventura continua!”. Si guarda al futuro prossimo, al 2015: il Leone ha l’ambizione di essere il marchio di riferimento nel campo dello stile. Il manifesto di quest’ambizione ha i tratti di un elegante roadster dalle proporzioni ideali. Si chiama SR1: l’avventura è appena cominciata!

Ma cominciamo dal marchio. Quando Peugeot è solo all’inizio del suo sviluppo, nel 1858 adotta il leone come marchio per contrassegnare tutti i prodotti. Il Leone viene depositato al Conservatoire Impérial des Arts et Métiers (il Museo della Scienza e della Tecnica). La scelta del marchio viene fatta in conformità con quanto fatto per le seghe dove evidenziava la resistenza dei denti, la flesXavier Peugeot, attuale Presidente sibilità della lama, la rapididel Museo, nonché Direttore tà del taglio. A partire da Marketing e Comunicazione. quella data, il simbolo conoscerà varie evoluzioni, fino alla versione in due materiali presentata quest’anno e apposta per la prima volta sulla RCZ. Oltre che nel libro “Moments choisis” del professor Jean-Louis Loubet, la storia della Peugeot è ricostruita nel museo che ha sede a Sochaux. Ha aperto i battenti nel 1988 ma le sue origini risalgono al 1982, quando Pierre Peugeot fonda l’Aventure Peugeot, associazione che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio del marchio. Il Museo presenta al pubblico alcune collezioni di oggetti di piccola metallurgia, di due ruote e di automobili, ambienta ogni mezzo in una coreografia che evoca la sua epoca e ripercorre le tappe dello sviluppo di Peugeot. Le collezioni del Museo dell’Aventure Peugeot comprendono 450 automobili, 350 moto e biciclette, più di 3mila oggetti e una componente documentaria e iconografica di oltre 2 milioni di pezzi. “L’ispirazione che anima Peugeot - ha dichiarato Xavier Peugeot, attuale Presidente del Museo, nonché Direttore Marketing e Comunicazione dal luglio 2009 - ci ha portati a innovare in materia di concetti e tecnologie. Questa cultura dell’innovazione permanente si ritrova nella capacità di Peugeot di sposare i concetti, mescolare le tecnologie e associare le idee. Tra le innovazioni, la coupé cabriolet occupa un posto di prim’ordine”. Quest’innovazione apparsa negli anni Trenta sulla 401 propone un ingegnoso sistema di tetto rigido rientrabile nel bagagliaio grazie all’utilizzo di un’apposita manovella. Erede della 401 Eclipse, la 206 CC contribuirà ad accelerare la diffusione di questa variante e alla leadership mondiale di Peugeot con 700mila unità vendute. In materia di motorizzazioni, Peugeot avrà un ruolo importantissimo nello sviluppo del motore diesel, che sarà proposto per la prima volta su un modello di grande serie, la 403. Questa berlina consentirà tra l’altro a Peugeot di superare un milione di esemplari venduti. Peugeot sarà anche all’origine delle due principali evoluzioni delle motorizzazioni diesel. Nel 1975, la 604 sarà la prima vettura in Europa a montare una motorizzazione turbodiesel. Nel 1999, Peugeot lancia la 607 dotata in anteprima mondiale di filtro

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Lo stile: elemento fondamentale dell’identità

Denominazione a tre cifre, autentico marker genetico SOCHAUX - Per soddisfare una domanda di automobili crescente e diversificata, la gamma di vetture Peugeot si arricchisce e si struttura, nel 1929, intorno a un innovativo sistema di denominazione utilizzato ancora oggi. In occasione del 201esimo progetto dell’ufficio studi, la 201 inaugura la denominazione a tre cifre che identifica un modello in modo chiaro: la prima cifra indica la famiglia del veicolo e la sua dimensione nella gamma; la seconda cifra - sempre uno 0 - è l’anello che collega la cifra di appartenenza a una famiglia alla cifra della sua generazione; la terza cifra indica la generazione di quel modello in seno alla gamma. Per soddisfare la molteplicità dell’offerta e le nuove aspettative della clientela sempre più interessata a prodotti specifici, Peugeot arricchisce il suo sistema di numerazione. La denominazione passa a quattro cifre (nel 2004) per i modelli che ampliano la gamma tradizionale, mentre appaiono le lettere per designare alcune varianti (nel 2000): CC per Coupé Cabriolet, SW per la variante per la famiglia/tempo libero, Tepee per le monovolume ludiche, o ancora i modelli emblematici come la RCZ. Presentando il suo progetto e le sue ambizioni per il 2015, Peugeot ha ribadito l’ambizione di essere il marchio di riferimento nel campo dello stile con l’elegante roadster dalle proporzioni ideali: l’SR1. Ma questa ri-

attivo antiparticolato. Quest’innovazione, che riduce le emissioni di particolato al limite della misurabilità, illustra il grande passo avanti di Peugeot in materia di riduzione delle emissioni. Più di 2,3 milioni di Peugeot sono oggi dotate di filtro attivo antiparticolato. Nel 2011, Peugeot lancerà la 3008 HYbrid4, una ibrida diesel elettrica che segna un punto di rottura nella riduzione delle emissioni di CO2 (-35 per cento). Vantaggiosa sul piano ambientale, questa soluzione offrirà anche un piacere di guida con la possibilità di trazione integrale. Nel 2012, si farà un altro passo avanti con la 3008 HYbrid Plug-in ricaricabile con emissioni ridotte a 50 g di CO2/km (2,0 l/100 km). COMFORT, SICUREZZA E PIACERE DI GUIDA Questo per quanto attiene al rispetto dell’ambiente e al minor consumo. Ma è il comportamento delle Peugeot una delle caratteristiche tradizionalmente riconosciute alla sua produzione. La qualità dei collegamenti al suolo delle Peugeot si deve tanto alla ricchezza di dossi tipica delle strade della Franca Contea quanto alla convinzione che comfort, sicurezza e piacere di guida siano fondamentali per l’automobile. La 201 sarà la prima vettura equipaggiata con ruote anteriori indipendenti, garanzia di comfort per i passeggeri. Da allora, questa attenzione stimolerà in permanenza gli ingegneri di Peugeot che metteranno il piacere di guida - senza per questo sacrificare il comfort - al centro dell’esperienza automobilistica al volante di una Peugeot. Simbolo di questa caratteristica fondamentale

cerca dell’emozione nello stile, radicata nei geni di Peugeot, è evidente in modelli che hanno fatto epoca, come la 402, la 404, la 504, la 205, la 607, o la 406 Coupé, considerata il punto di riferimento dell’eleganza classica, e più di recente la RCZ. La volontà d’introdurre l’emozione nell’automobile ha posto, sin dagli anni Trenta, le premesse di un’organizzazione dello stile con a capo Henri Thomas. Dopo il classicismo della 201, il nuovo Direttore dello stile conferisce alla serie 2 uno stile aerodinamico: la linea fuseau Sochaux. La 402, presentata al Salone di Parigi del 1935, affascina per la calandra a scudo inclinato e i parafanghi affusolati. Lo “sguardo” di una Peugeot è fondamentale per la personalità dei suoi modelli. Sotto l’impulso di Paul Bouvot, all’epoca Direttore dello stile, e di Gérard Welter, la forma dei gruppi ottici della 504 modellerà lo sguardo felino delle Peugeot. La firma visiva è un elemento imprescindibile dello stile Peugeot, alla stregua del dinamismo che Gérard Welter darà a tutti i modelli disegnati sotto la sua direzione. Ritroveremo questo dinamismo nella 205, “un costruttore mostra gli artigli”, e sulle berline di rango come la 607 o la concept car 5 by Peugeot, presentata allo scorso Salone di Ginevra, che prefigura una futura vettura di serie.

dei suoi modelli, Peugeot è attualmente l’unica Casa automobilistica a produrre gli ammortizzatori che vengono poi montati sui suoi modelli. Quest’esperienza è consolidata dalla RCZ, che esprime il know-how di Peugeot in termini di comportamento su strada e porta le nozioni di precisione e sensazioni di guida ai massimi livelli. Il piacere di guida non è appannaggio dei soli modelli dal temperamento sportivo. Così, anche la 3008 partecipa a questa ricerca del piacere di guida. In questo modello dall’architettura alta, il piacere di guida e la sicurezza sono stati oggetto di una particolare attenzione. Questo crossover è dotato del grip-control, che permette di disporre di una motricità intelligente in base a cinque modalità. Insomma, il futuro è appena cominciato e Peugeot intende riaffermare la sua eccellenza sulle sue prerogative storiche, ma non solo. Il Leone parte alla conquista di nuovi territori, invade il campo dei modelli “volumetrici”, realizza prodotti “fuoriserie” e sviluppa una gamma per i mercati internazionali, sposta la frontiera dell’auto e concepisce un veicolo che impersonerà tutto lo spirito BB1: 2,5 metri, quattro posti, cento per cento elettrico, il concetto BB1 è un modo rivoluzionario di concepire gli spostamenti urbani di domani. Offre il massimo della compattezza, vivacità e maneggevolezza. In connessione totale col mondo, completamente modulabile, con un’architettura inedita, BB1 sconvolge i codici automobilistici. Con queste offensive di prodotto, sul suo mercato tradizionale e su nuovi territori, Peugeot lancerà 14 modelli nel mondo entro il 2012. Oggi il Leone è il decimo marchio nella classifica mondiale. L’obiettivo? Guadagnare tre posizioni entro il 2015.


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TOYOTA / DA SETTEMBRE SUL MERCATO AURIS HSD, VERSIONE IBRIDA DELLA GAMMA AURIS 2010 Fabio Basilico BARCELLONA - Continua l’a van zata delle ibride, nuova frontiera della mobilità ormai vo tata alla eco-sostenibilità. Dopo la Prius, Toyota prosegue nella sua strategia di sviluppo delle propulsioni alternative e a settembre lancia sul mercato l’Auris HSD, versione a trazione benzina/elettrica della gamma Auris 2010 che racchiude il meglio della competenza tecnologica del costruttore giapponese in questo settore. Siamo andati a conoscerla a Barcellona, dove Toyota ha organizzato un test drive articolato in percorsi ur bani ed extraurbani che ci han no permesso di verificare sul campo le qualità della nuova versione. “Con Auris HSD ha detto Fabio Capano, Direttore della Comunicazione Prodotto di Toyota Motor Europe - si introduce la tecnologia Hybrid Synergy Drive in un modello a larga diffusione della gamma Toyota. La nuova cinque porte è equipaggiata con l’unica trasmissione full hybrid dell’intero segmento C”. Auris HSD, che viene prodotta nell’impianto inglese di Burnaston, rappresenta il primo passo verso l’impiego della tecnologia full hybrid di Toyota sull’intera gamma europea del marchio. Un ambizioso obiettivo che dovrebbe essere centrato nel 2020. Tra l’altro il sistema HSD è stato studiato in modo specifico per essere ritenuto “a prova di futuro”, con una struttura che lo rende adattabile all’uso sia su veicoli completamente elettrici che su quelli a celle combustibili d’idrogeno. MODERNE SINERGIE “A differenza dei veicoli mild hybrid - ha spiegato il dottor Capano - Auris HSD funziona sia con il solo ausilio del motore termico che con quello del solo motore elettrico, oltre ovviamente alla combinazione sinergica di entrambi. Il motore termico 1.8 VVT-i e quello elettrico sincrono con magnete permanente del sistema HSD generano una potenza massima di 136 cv, consentendo all’Auris un’accelerazione 0-100 km/h in 11,4 secondi e una velocità massima di 180 km/h. La versione full hybrid contiene i consumi in soli 3,8 litri/100 km nel ciclo combinato, con un livello di emissioni di soli 89 g/km”. Azionato dalla batteria ibrida, il motore elettrico lavora insieme al motore termico per incrementare l’accelerazione durante le normali condizioni di guida. Durante la decelerazione e le frenate il motore elettrico funziona anche come generatore ad alta potenza per effettuare una frenata rigenerativa, recuperando l’energia cinetica come

La nuova mobilità “

Capaci di funzionare sia in maniera indipendente che in combinazione, il motore termico 1.8 VVT-i e quello elettrico sincrono con magnete permanente del sistema HSD generano una potenza massima di 136 cv. Auris HSD rappresenta il primo passo verso l’impiego della tecnologia full hybrid di Toyota sull’intera gamma europea.

energia elettrica per caricare la batteria al nichel-metallo idruro. Quest’ultima è collocata sotto lo spazio di carico posteriore, minimizzando l’impatto sulla sistemazione dell’abitacolo. La capacità di stivaggio dell’Auris HSD è pari a 280 litri. Durante il corso di ogni singolo viaggio, il sistema Hybrid Synergy Drive agisce in varie modalità differenti per massimizzare l’efficienza generale di Auris. All’arresto del veicolo, Auris HSD si spegne automaticamente per risparmiare carburante. Nelle fasi di partenza a bassa velocità (non oltre i 50 km/h) e a carichi molto leggeri, il veicolo va a impostare automaticamente la modalità di guida solo elettrica, silenziosa ed ecologica perché elimina le emissioni di CO2 e NOx. Va aggiunto che il livello di potenza della batteria viene gestito costantemente da un generatore azionato dal motore per ovviare a qualsiasi necessità di ricarica del sistema da fonte esterna. Come abbiamo potuto constatare nelle diverse situazioni di marcia, lungo tragitti urbani all’interno di Barcellona ed extraurbani sia nei dintorni della città che in alcune puntatine all’interno del territorio catalano, tre modalità alternative di guida “on demand” possono essere selezionare per aumentare ulte-

riormente l’efficienza di guida, le prestazioni e l’economia dei con sumi: EV (solo elettrica), Eco (maggiore economia dei consumi) e Power (incremento di potenza). Modalità che, assicura Toyota, offrono un grande supporto per chiunque desideri adottare tecniche di guida più ecologiche. Con un raggio di azione che dipende dallo stato di carica della batteria, la modalità EV consente una guida urbana fino a due chilometri. Il cambio dell’Auris HSD è del tipo a variazione continua a gestione elettronica E-CVT. Per quanto riguarda il design, ci sono delle particolari caratteristi-

che che distinguono il modello Auris HSD dal resto della gamma Auris. All’esterno, il nuovo full hybrid di Toyota presenta numerosi dettagli stilistici, mentre gli interni si avvalgono di una strumentazione specifica e di equipaggiamenti studiati appositamente. SEGNI RICONOSCIBILI L’ibrida condivide con la gamma Auris la lunghezza del passo, pari a 2.600 mm, e quella totale, di 4.245 mm, mentre l’abbas sa men to di 5 mm dell’altezza di mar cia garantisce

più aerodinamica. Di profilo, la nuova vettura è riconoscibile dall’emblema ibrido sull’ala anteriore e dalla scelta degli appositi cerchi in lega da 17” e 15” con copriborchia aerodinamici integrali e pneumatici con bassa resistenza al rotolamento. Nell’abitacolo, il comando Smart Start trova po sto nella parte laterale del pannello strumenti. La consolle centrale incorpora i comandi per la selezione delle modalità di guida oltre alla leva di trasmissione Shift-by-Wire di colore blu. Auris HSD verrà proposta in Italia in due allestimenti (denominati Auris Hybrid e Auris

Hybrid Executive), a un prezzo, per il momento solo ufficioso di circa 22mila euro. “Gli obiettivi di vendita per il 2010 - ha concluso Fabio Capano - sono di un migliaio di unità, sui 5.000 esemplari totali stimati per la nuova Auris, modello di successo lanciato lo scorso marzo e che ha già raccolto più di mille ordini. A livello europeo contiamo di commercializzare 14mila Auris HSD nel 2010 e 30mila nel 2011. Complessivamente, in Italia Toyota stima di consuntivare a fine 2010 una cifra di 80mila immatricolazioni totali, pari al 4,4 per cento di quota mercato”.

Auris HSD nasce in terra inglese

Burnaston all’avanguardia BURNASTON - La nuova Auris HSD viene costruita nell’impianto di Burnaston di Toyota Manufacturing in Gran Bretagna, nel Derbyshire, mentre il motore termico del sistema Hybrid Synergy Drive esce dalle linee di montaggio di Deeside. Aperto nel 1992, Burnaston è stato il primo impianto europeo del gruppo Toyota, con una produzione di veicoli che nel giugno scorso ha superato la soglia delle tre milioni di unità. Dopo quasi vent’anni di esperienza nella produzione automobilistica, Auris HSD rappresenta un’importante pietra miliare per Toyota Manufacturing UK, anche perché Burnaston diventerà il primo impianto Toyota in Europa destinato alla produzione di un veicolo ibrido. Un’unità di Auris HSD è costruita con 1.753 componenti diverse, delle quali 395 (circa il 25 per cento) sono esclusive per questo modello ibrido. Questo fattore implica una significativa complessità produttiva, che condiziona circa 149 (69 per cento del totale) processi di costruzione. Di questi, sette sono completamente nuovi per la linea di assemblaggio, come l’installazione della batteria ausiliaria nel compartimento di stivaggio, della batteria principale dietro ai sedili posteriori, del cavo ad alto voltaggio e del motore termico 1.8 VVT-i. Ciascun membro della linea di assemblaggio ha ricevuto un addestramento della “National Vocational Qualification” per la gestione delle componenti ad alto voltaggio. È stato inoltre adottato un nuovo sistema TVECS per un controllo rigoroso di tutte le componenti ibride elettriche. Per finire, un nuovo sistema visivo è stato incorporato all’interno del processo di saldatura per assicurare una verifica totale del fissaggio della batteria e del cavo ad alto voltaggio. L’area destinata alle ispezioni “fuori linea” è stata completamente ridisegnata per garantire maggiore sostegno alle esigenze dell’assemblaggio ibrido, con un’attenzione particolare per le componenti ad alto voltaggio e per la silenziosità del veicolo. Una nuova struttura per il “test track” consente un estensivo lavoro di prove su strada, tra cui quelle per il controllo del sistema di frenata rigenerativa di Auris HSD. Basandosi sul

principio delle cinque “R” - Raffinare, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare e Recuperare l’energia - l’impegno di TMUK per una produzione sostenibile possiede già oggi una lunghissima storia, che ha reso possibile all’impianto di Burnaston il raggiungimento, già nel 2003, dell’obiettivo di una produzione di rifiuti pari allo zero. Burnaston rappresenta il primo impianto di produzione automobilistica del Regno Unito ad avere ottenuto la certificazione ISO 14001 relativa al Sistema di Gestione Ambientale. L’impianto ha infatti vinto diversi premi per le sue performance ambientali ed è riconosciuto come pioniere del pensiero “carbon positive”. L’esperienza raccolta da TMUK durante la produzione di Auris HSD serviranno da fondamenta per la produzione ibrida di tutta l’Europa, oltre a rappresentare un ulteriore passo in avanti verso l’obiettivo di Toyota di offrire per il prossimo decennio un’alternativa ibrida per tutti i suoi modelli.


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MERCEDES-BENZ / SLK NAKED ROADSTER PURA IN EDIZIONE LIMITATA DI 99 ESEMPLARI Guido Prina MISANO ADRIATICO - Pura ed essenziale. Genuina e prestazionale. In una parola: nuda. Mercedes-Benz presenta la nuova Roadster SLK Naked, edizione limitata ed esclusivamente italiana di soli 99 esemplari, ispirata al carattere che da sempre caratterizza le versioni Naked a due ruote di Ducati. L’incontro tra la Casa della Stella e il celebre marchio motociclistico avviene sul terreno a loro più consono, quello delle prestazioni e della massima sportività. Ducati è la Casa che ha creato, con il modello Monster nel 1993, il seg mento delle moto “nude”, riallacciandosi idealmente al carattere delle sportive anni ’70, affascinanti proprio per la loro essenzialità. Oltre 225mila sono le Monster vendute finora nel mondo. Monster e SLK Naked condividono ora il medesimo approccio “less is more”. La serie limitata Naked è stata ufficialmente presentata sul circuito di Misano Adriatico, durante il World Ducati Week 2010, sesta edizione del grande raduno Ducati che nel weekend del 10-13 giugno ha richiamato in Romagna migliaia di appassionati. Al circuito di Misano le SLK Naked ci sono arrivate dopo un test drive partito dalla stazione centrale di Bologna. Un tragitto autostradale di oltre 100 chilometri che ci ha permesso di gustare fino in fondo la Roadster della Stella, disponibile esclusivamente nella motorizzazione quattro cilindri 200 Kompressor da 135 kW/184 cv a un prezzo

Votata alla strada La gamma SLK si apre ora con una versione Naked essenziale e prestazionale, ispirata al carattere che da sempre caratterizza le versioni “nude” a due ruote della Ducati. Concepita all’insegna della sportività, è disponibile esclusivamente per il mercato italiano a un prezzo di listino di 40.900 euro.

to impianto Audio 20 dual tuner, Mp3, con vivavoce Bluetooth e 9 altoparlanti. Il test drive ci ha visti impegnati al volante di una SLK Naked Nero Ossidiana, ma il nuovo modello è disponibile anche nel le tonalità Bianco Calcite, Argento Palladio e Grigio Tenorite. A richiesta, ci sono le tre nuove vernici opache magno designo a effetto seta: Bianco Ca chemire, Grigio Alanite e Grigio platino. Gli interni presentano inserti in alluminio a contrasto; il volante è in morbida Nappa. A richiesta sono disponibili pregiati rivestimenti in morbida pelle nelle tonalità Nero, Rosso Roadster e Beige. Il design di SLK conferma il suo carattere deciso: spalle muscolose, pneumatici larghi e una dinamica forma a cuneo. Lo stile riprende volutamente diversi elementi delle monoposto di Formula 1: ad esempio, la conformazione del paraurti e il cofano motore allungato, i raccordi trasversali nella calandra e il doppio terminale di scarico trapezoidale con estrattore posteriore. I retrovisori esterni con in dicatori di direzione a Led contribuiscono a rendere inconfondibile la SLK anche di notte. L’attuale generazione di Clas se SLK consegue un importante primato mondiale con l’introduzione del sistema di riscaldamento per la zona della testa Airscarf, che agisce a vantaggio di testa, collo e nuca dei passeggeri come una sorta di “sciarpa invisibile” da utilizzare prontamente open air anche nella stagione fredda.

Anteprima italiana della nuova SLS AMG GT3

Una purosangue scende in pista

La nuova Classe SLK Naked posa al fianco della Ducati Monster sul piazzale del circuito di Misano Adriatico durante il festoso e popolarissimo World Ducati Week 2010. di listino di 40.900 euro. La Naked rappresenta ora la versione d’ingresso all’intera gamma Classe SLK, tutta orientata alla sportività. La versione Sport 200 Kompressor viene proposta a 46mila euro, la Sport 300 V6 a 49.540 euro, la Sport 350 V6 a 53.920 euro, la 55 AMG a 75.820 euro e la 55 AMG Performance a 83.740 euro. Le quattro motorizzazioni della gamma, con potenze che vanno da 135 kW/184 cv a 265 kW/360 cv, comprendono, in esclusiva nel segmento, un otto cilindri Mercedes-AMG da 5.5 li tri. Il quattro cilindri 200 Kompressor presenta un incremento di potenza di 21 cavalli, mentre la coppia passa da 240 a 250 Nm tra 2.800 e 5.000 giri/min. L’accelerazione da 0 a 100 km/h richiede 7,6 secondi (7,9 con cambio automatico a cin que marce) e la velocità mas sima è di 236 km/h (232 km/h). Il consumo di carburante è sceso mediamente di 1 litro per 100 km ed ora è pari a 7,7 litri/100 km nel ciclo misto (8,1 litri). Le emissioni di CO2 sulle

vetture con cambio manuale a sei marce risultano ridotte di 27 g/km a un totale di 182 g/km (con cambio automatico la riduzione è di 25 g/km a 190 g/km). Anche la SLK 300 presenta sostanziali miglioramenti in termini di consumi ed emissioni: è equipaggiata con il 3.0 sei cilindri da 170 kW/231 cv. Sotto il cofano della SLK 350 c’è il sei cilindri da 224 kW/305 cv, ben 33 in più di prima. La potenza nominale viene erogata a 6.500 giri/min e, se necessario, il propulsore può toccare i 7.200 giri/min. Infine, la SLK 55 AMG è dotata del noto V8 da 5.5 litri con potenza di 265 kW/360 cv. Di serie, la SLK monta il cambio manuale a sei marce mentre la 55 AMG dispone di automatico a sette marce AMG Speedshift 7G-Tronic con comandi al volante in alluminio. Per la SLK 200 Kompressor è disponibile a richiesta l’automatico a cinque marce mentre sui modelli sei cilindri c’è la possibilità di installare l’automatico a sette marce 7G-Tronic e anche il 7G-Tronic Sport con comandi

al volante. La SLK, acronimo di Sport Leicht Kurz, ovvero sportiva, leggera e compatta, ha inaugurato nel 1996 un nuovo segmento di mercato grazie all’hard top in acciaio che trasforma automaticamente, in 22 secondi, la biposto scoperta in una dinamica coupé. È stata venduta dal 1996 in oltre 560mila esemplari in tutto il mondo, di cui oltre 250mila dal 2004, anno d’introduzione della nuova generazione. In Italia, dal 1996 ne sono state vendute cir ca 40mila unità, 17mila dal 2004. Nella primavera del 2008, MercedesBenz ha rinnovato il modello con circa 650 com ponenti di nuova concezione, offrendo ancora più dinamismo e piacere di guida. La dotazione di serie della SLK Naked offre tra l’altro cerchi in lega a 5 doppie razze da 18 pollici, pneumatici anteriori da 225/40 R 18 e posteriori da 245/35 R 18, gruppi ottici anteriori e posteriori bruniti, spoiler posteriore AMG, climatizzatore automatico Thermatic e raffina-

MISANO ADRIATICO - Al World Ducati Week 2010 Mercedes-Benz ha presentato in anteprima al pubblico italiano la nuova potente SLS AMG GT3, sportiva purosangue destinata alle competizioni automobilistiche Fia-GT3 del 2011. La nuova versione da corsa di SLS AMG è progettata e prodotta dal marchio di Affalterbach in stretta collaborazione con la HWA AG, responsabile del team DTM che gareggia per Mercedes-Benz nel Motorsport. Un team di successo sulla scena dell’automobilismo internazionale, visti i nove titoli piloti del DTM e dell’ITC nonché le due vittorie conseguite ai campionati Fia GT. La SLS AMG GT3 si presenta ampia e ribassata, con il look spettacolare di una vettura da competizione. La carrozzeria di questa nuova ”Ali di gabbiano” è stata modificata per ottenere le massime prestazioni aerodinamiche, come appare evidente dal nuovo spoiler anteriore, dal cofano motore con presa d’aria centrale e dai parafanghi ampliati anteriormente e posteriormente. Dalle ricerche in galleria del vento scaturiscono anche le nuove feritoie di ventilazione sui passaruota, le minigonne laterali con canali di raffreddamento per i freni posteriori, il sottoscocca piatto con diffusore posteriore e l’alettone regolabile al posteriore. Accorgimenti mirati ad assicurare una minima resistenza aerodinamica e la massima deportanza, garantendo nel contempo un efficace raffreddamento dei componenti maggiormente sollecitati dal punto di vista termico. Nei montanti posteriori sono alloggiati i bocchettoni a norma per l’impianto di rifornimento

rapido del carburante. Sotto il cofano pulsa il motore V8 AMG da 6.3 litri con lubrificazione a carter secco. La potenza massima è determinata dalla Fia in base al principio di “Balance of Performance” che ha lo scopo di garantire pari opportunità a tutti i veicoli partecipanti alle competizioni. Il processo di classificazione, durante il quale viene stabilito anche il peso a vuoto, verrà portato a termine entro la fine dell’anno. La trasmissione è affidata a un cambio da competizione sequenziale a sei marce con comandi al volante e bloccaggio del differenziale a lamelle integrato. Come sulla versione di serie di SLS AMG, il cambio è alloggiato in prossimità del retrotreno. Nell’abitacolo domina l’atmosfera spartana e funzionale propria delle vetture da competizione: il roll-bar a gabbia garantisce ulteriore sicurezza passiva al pilota e costituisce anche un ulteriore rinforzo dello spaceframe in alluminio. Il sedile sportivo è a guscio con cintura di sicurezza a sei punti e sistema Hans (Head and Neck Support), il display centrale con tutte le principali informazioni su velocità, regime del motore, temperature d’esercizio, tempi su giro e marcia selezionata è ben collocato nel campo visivo del pilota. Il volante da competizione è aperto nella parte superiore e ha un diametro di 330 mm. I clienti interessati alla SLS AMG GT3 potranno ordinare la vettura dal prossimo autunno; le consegne avverranno in tempo per l’inizio della stagione corse 2011 e la procedura di omologazione sarà completata entro il prossimo marzo.


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JAGUAR / AL VOLANTE DELLA NUOVA XJ, L’ULTIMA NATA DELLE BERLINE DI LUSSO

Il Giaguaro non corre, vola avanzati che Jaguar abbia mai prodotto. La velocità è sempre limitata a 250 km/h, ma nei modelli a benzina svetta la potenza. Dai 275 cv della XJ 3.0 si passa a 385 cv del modello di mezzo. La “nostra” sviluppa ben 510 cv. I consumi? Certo anche quelli salgono, ma tutto sommato quelli dell’alto di gamma sono in linea con il modello di mezzo. I manager Jaguar in riferimento al ciclo combinato par lano di 7 l/100 km della versione base XJ 3.0, che salgono a 11,3 nella XJ 5.0 e a 12,1 nella versione alto di gamma. Più marcata la differenza nel ciclo urbano, dove si passa dai 9,6 l/100 km della XJ 3.0 ai 17 della XJ 5.0L V8 fino ai 18,3 della XJ 5.0L V8 S/C.

Paolo Altieri ROMA - Sportiva e sofisticata, dalla linea pulita, introduce un nuovo, audace spirito nel mercato automobilistico di lusso. Offre un seducente mix di design affascinante, lusso rilassante, prestazioni mozzafiato e un’ingegneria senza compromessi. Lei è la nuova XJ, seducente berlina sportiva di casa Jaguar. Sensazionalmente bella, eccitante da guidare, presenta un design deciso e moderno. “In un mondo che cambia così rapidamente - le parole di Ma rio Santucci, nuovo presidente di Jaguar Italia dopo un trascorso in Ford e Toyota - le sfide vanno affrontate senza compromessi. La nuova XJ intende reinterpretare a suo modo il concetto di berlina di lusso definitiva”. Dal punto di vista tecnico la nuova XJ è quanto di meglio possa offrire la tecnologia Jaguar, marchio che malgrado le difficoltà di mercato anche in Italia può contare su una nicchia di tutto rispetto. “Quest’anno ha dichiarato deciso Santucci contiamo di sfiorare le duemila unità anche grazie a questa interpretazione estremamente moderna della vettura Jaguar per antonomasia. La nuova XJ già nel suo impatto visivo è innovativa, ad esempio per la forma a goccia allungata dei vetri posteriori”. DOVE PORTA IL DESIGN JAGUAR Insomma, la nuova berlina parla non solo di sé, ma esprime anche la direzione in cui si è incamminato il design della Casa del Giaguaro. Intanto la nuova XJ sfida le consuetudini, che non è poca cosa per il segmento delle auto da lusso. E soprattutto rappresenta una svolta epocale. Il primo esemplare del la XJ venne presentato nel settembre 1968, l’ultima XJ risale a ottobre 2009: in oltre quarant’anni Jaguar ha realizzato otto generazioni di XJ prodotte in circa 920mila unità. La storia della XJ è parte della leggenda del Giaguaro e rappresenta il collegamento diretto con Sir William Lyons, fondatore di Jaguar Cars. La prima XJ fu una sua ispirazione, la sua vi-

NUOVI APPROCCI

Sportiva e sofisticata, la nuova XJ consente un’esperienza di guida che realizza un sogno. Quello di condurre una vettura del segmento lusso capace di grinta e sportività, nel design come nelle prestazioni. Grazie anche al nuovo modello la Casa di Sir Lyons in Italia punta a sfiorare quest’anno le duemila unità.

sione del futuro Jaguar, come poteva immaginarla a suo tempo. Dopo una storia ul traquarantennale, XJ torna a ridefinire i principi che ispirano le auto di lusso. E lo fa già nello stile: snella ed elegante, all’interno lo spazio è sorprendente. Quattro persone vengono accolte comodamente. La linea da coupé segna un’evoluzione del design Jaguar, assegnando ora un profilo snello al tetto, la cui linea fluente contribuisce a esprimere un’idea d’immediato dinamismo. Rispetto alla versione pre-

cedente il bagagliaio è aumentato di capacità nell’ordine dei 50 litri, ma sono aumentate anche le dimensioni, quindi maggiore carreggiata e più stabilità. All’interno, ogni dettaglio è stato scrupolosamente sviluppato affinché mettersi al volante rappresenti un’esperienza unica. Salire a bordo di una Jaguar consente da sempre di scoprire il lusso, in questo caso andiamo a scoprire il nuovo concetto del lusso contemporaneo. Insomma, ci mettiamo alla guida assaporando per un giorno il gusto di

La scocca rigida assicura integrità strutturale

Alla guida potenti ma anche sicuri ROMA - Alla guida ci sentiamo “potenti”, e questo accresce il piacere di mettersi al volante per le strade della capitale. Il display con strumentazione virtuale sostituisce il quadro strumenti “fisico”. Lo schermo touch-screen HD è l’ideale completamento del display della strumentazione virtuale e consente di controllare la maggior parte delle funzionalità principali in modo semplice e intuitivo, quindi quasi mai avvertiamo la necessità di adoperare un interruttore di tipo convenzionale. Inoltre, la vettura provata dal cronista possiede uno schermo che include la tecnologia Dual View. Ovvero, se al nostro fianco ci fosse un passeggero questi potrebbe visualizzare contemporaneamente un contenuto differente rispetto a quello del conducente. “Gli schermi della XJ - ha detto il presidente di Jaguar Italia, Mario Santucci - utilizzano una serie di tecnologie per consentire la più intuitiva e appagante delle esperienze. Non solo perché

Meno divergenti i dati relativi ai consumi nel ciclo extraurbano, dove col diesel siamo a 7 l/100 km, mentre nei due benzina si arriva a 11,3 e a 12,1 l/100 km. A fronte di emissioni che partono da 184 g/km di CO2 e arrivano a 264 nella XJ 5.0 e a 289 nella versione da noi provata. Ma l’approccio alla sostenibilità e alla compatibilità è stato adottato in fase di progettazione, produzione e distribuzione, ad esempio con la riduzione dell’energia utilizzata, ma anche con l’uso di materiali leggeri e riciclabili come l’alluminio. Del resto l’obiettivo principale della nuova XJ è quello di esprimere una dinamica sportiva, associata alla raffinatezza di una vettura di lusso. Concetti che passano anche attraverso la tecnologia: la nuova XJ è la vettura col Giaguaro tecnologicamente

tutto appaia più sorprendente, ma per consentire a chi guida di adattare gli schermi alle proprie esigenze e alle diverse condizioni di guida, così da avere con più precisione le informazioni che sono necessarie e nient’altro”. Abbiamo parlato di prestazioni, di design, di lusso e di tecnologia. Ma il Giaguaro da sempre pone la massima attenzione al tema sicurezza. La struttura in leggero alluminio della carrozzeria monoscocca della nuova XJ è stata realizzata utilizzando le più moderne tecnologie dell’industria aerospaziale e offre numerosi vantaggi rispetto a una costruzione tradizionale: maggiore accelerazione, maggiore maneggevolezza, minore spazio di frenata e minor consumo di carburante. Ma anche maggiore protezione a conducente e passeggeri, grazie all’estrema rigidità della scocca, vera innovativa piattaforma per esprimere eccellenti prestazioni associate a integrità strutturale e sicurezza.

La linea da coupé della nuova XJ segna un’evoluzione del design Jaguar, assegnando ora un profilo snello al tetto, la cui linea fluente contribuisce a esprimere un’idea d’immediato dinamismo. un abitacolo spazioso, della morbida pelle che riveste i se dili, delle moderne finiture in legno e cromate, della sapiente miscela di qualità e cura artigianale. Il tutto abbinato a uno stile fluido e sportivo. Quindi eleganza e raffinato splendore grazie a materiali di pregio sposati col design contemporaneo. “Gli interni della nuova XJ - ha precisato Mario Santucci - sono rea lizzati per persone che sanno ben valutare uno splendido design, che vi sono avvezzi. Il senso vuole essere d’intimità artigianale, e ci siamo riusciti combinando nell’abitacolo eleganti superfici, sensazionali materiali, un ampio pannello strumenti e audaci linee architettoniche. Dal punto di vista dell’esperienza di guida, la nuova XJ è stata progettata per coinvolgere il guidatore con prestazioni eccitanti e un’agilità

sorprendente, senza sacrificare il comfort o la raffinatezza. Per una berlina di lusso, la XJ ha realmente il meglio che ci sia”. La nuova vettura si posiziona nella gamma come ammiraglia del Giaguaro, davanti a XK e XF. Tre le versioni disponibili, tutte con motori ad alta efficienza: 3.0L V6D, 5.0L V8 e l’alto di gamma 5.0L V8 S/C, da noi provata. Il cambio è sempre automatico a sei rapporti, cambiano evidentemente le prestazioni. La prima è dotata di un nuovissimo motore AJ-V6 diesel e ha una cilindrata di 2.993 cc, che le consente un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi, che scendono a 5,7 nella prima versione benzina da 5mila cc e addirittura a 4,9 nel motore di punta. I due benzina sono degli AJ-V8 di terza generazione, i propulsori tecnologicamente più

più avanzata mai realizzata prima d’ora. Questo vuol dire che l’autista deve mettersi alla ricerca del libretto d’istruzioni quando si mette al volante? Nient’affatto. Le tecnologie sono intuitive e di semplice utilizzo, dai sistemi di visualizzazione a quelli d’intrattenimento e informazione. Nel corso della presentazione ufficiale del nuovo modello, svoltasi a Roma, il Sottosegretario a Trasporti e Infrastrutture, Mario Valducci, ha sottolineato le innovazioni più importanti contenute nel nuovo Codice della strada. Corollario degno di nota, Dario Borgomeo, redattore del quotidiano “Repubblica”, ha presentato un libro decisamente originale: parla di Jaguar ed è scritto su una Jaguar. Precisamente su lamiere di vetture col Giaguaro di varie epoche.


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OPEL / LA SECONDA GENERAZIONE DI MERIVA FISSA NUOVI STANDARD DI FLESSIBILITÀ ED ERGONOMIA Guido Prina RÜSSELSHEIM - Già con la prima generazione, Opel Meriva si era presentata al pubblico come modello con una mission ben precisa in tema di flessibilità e versatilità di utilizzo dello spazio. Del resto, proprio con Meriva, Opel ha creato nel 2003 un nuovo segmento di mercato, quello delle piccole monovolume compatte. Elementi come l’abitacolo spazioso, la posizione di guida rialzata, il sistema FlexSpace per i sedili posteriori hanno consentito a Meriva di essere costantemente al vertice delle vendite del segmento durante il suo ciclo di vita (oltre un milione di unità in Europa e circa 200mila in Italia). La seconda generazione riprende questo filo conduttore ampliandone il raggio d’azione con una serie di innovazioni studiate per ottimizzare, facilitare e rendere ancora più flessibile l’uso dello spazio. Proposta in Italia nei due allestimenti Elective e Cosmo a un prezzo di listino che parte da 16.250 euro, la nuova Meriva, costruita nell’impianto spagnolo di Saragozza, propone il sistema FlexDoors, ovvero le portiere incernierate sul montante posteriore che facilitano l’accesso agli spazi posteriori dell’abitacolo grazie all’apertura a libro delle porte. È questa una caratteristica azzeccata per una vettura familiare. MASSIMA PRATICITÀ Le FlexDoors hanno dimensioni standard e si aprono in modo indipendente rispetto alle portiere anteriori, grazie all’adozione di un robusto montante centrale che aumenta la rigidità e la sicurezza passiva. La praticità della soluzione adottata da Opel è immediata: si ha a disposizione un sistema per entrare e uscire dalla vettura senza contorcersi o allungarsi. L’angolo di apertura è di ben 84 gradi, superiore ai 67 gradi comuni delle portiere tradizionali; inoltre, le portiere sono dotate di solidi maniglioni sul montante centrale. Meriva si dimostra attenta alle esigenze dei genitori che devono piegarsi per entrare nell’abitacolo e installare il seggiolino per il proprio figlio o aiutarlo ad allacciarsi le cinture di sicurezza. In più, se si aprono contemporaneamente le portiere anteriori e quelle posteriori si crea un’importante zona di sicurezza: la portiera posteriore non separa più il figlio dai genitori, anzi aiuta questi ultimi a tener d’oc-

Spazio amico “

Pioniera del segmento delle piccole monovolume compatte, Opel Meriva si presenta sul mercato in una nuova veste che mette in risalto le sue già affermate caratteristiche di versatilità e utilizzo dello spazio.

La linea del tetto della nuova Meriva, più bassa e filante, e il tipico profilo a lama della fiancata sono accompagnati da una linea a onda sul finestrino posteriore. Il frontale contiene tutti gli elementi dell’identità Opel: i grandi gruppi ottici sono simili a quelli della nuova Astra. chio i piccoli, per esempio quando scendono dalla vettura. I tecnici Opel non hanno ovviamente tralasciato l’argomento sicurezza: un sistema meccatronico altamente sofisticato per il bloccaggio automatico delle portiere garantisce ai passeggeri di essere sempre protetti quando il veicolo è in movimento. All’interno, la nuova Meriva non lesina sulle soluzioni all’avanguardia, tenendo come punto fermo le parole d’ordine di versatilità e benessere dei passeggeri. Il famoso sistema FlexSpace per i sedili posteriori è stato migliorato ed è cresciuto il numero di vani portaoggetti (32 in totale) grazie anche al FlexRail, un concetto rivoluzionario di stivaggio nella console centrale. Va anche detto che i sedili anteriori sono ora dotati della più ampia gamma di regolazioni del segmento. La filosofia “Flex” di Meriva comprende anche l’opzionale FlexFix, ovvero il portabiciclette integrato nel paraurti. Con il rinnovato FlexSpace bastano pochi movimenti più intuitivi per spostare i sedili posteriori

e modificare le configurazioni. L’abitacolo può essere trasformato a piacimento in cinque, quattro, tre o due posti a se conda delle necessità. Abbattere i sedili per ottenere un vano di carico completamente piatto e, di conseguenza, anche la configurazione più capiente del bagagliaio (1.500 litri) è adesso più semplice: un meccanismo consente di effettuare l’operazione con una mano sola. Inoltre, i sedili del sistema FlexSpace permettono ai passeggeri posteriori di avere una seduta più alta rispetto ai passeggeri anteriori, a tutto vantaggio di una migliore visibilità della strada. VANI MODULARI Il sistema FlexRail nella consolle centrale è composto da vani modulari che scorrono su guide di alluminio posizionate tra i sedili anteriori: migliora dunque l’ergonomia e si crea un comodo bracciolo scorrevole. La leva del cambio è stata sollevata ed è stato montato di serie il freno di stazionamento elettronico.

Dal punto di vista stilistico, la linea del tetto della nuova Meriva, più bassa e filante, e il tipico profilo a lama della fiancata sono accompagnati da una linea a onda sul finestrino posteriore. Il frontale contiene tutti gli elementi dell’identità Opel. La griglia profonda, con il logo della Casa tedesca, è affiancata da grandi gruppi ottici a forma di occhio d’aquila, simili a quelli della nuova Astra, con le luci di marcia diurna ad ala caratteristiche di Opel. An che dietro, gli altrettanto grandi gruppi ottici riecheggiano quelli di Astra e comprendono ancora le luci di marcia diurna ad ala. All’interno, l’avvolgente forma ad ala della plancia strumenti, abbassata e spostata in avanti, accresce la sensazione di spaziosità; la consolle centrale è inclinata in avanti. Meriva è lunga 4.288 mm, larga 1.812 mm e alta 1.615 mm. Il passo è di 2.644 mm. Le carreggiate anteriore e posteriore sono aumentate di 39 e 45 mm, mentre il passo è cresciuto di 15 mm. Per quanto riguarda la gamma propulsori Euro 5, viene ribadita la strategia Opel del downsizing e

Nuova Meriva e nuova Astra vincitrici in ben sette categorie

Opel stravince al “Plus X Award 2010” RÜSSELSHEIM - Il “Marchio più innovativo del 2010” nel settore automotive? Secondo la giuria del “Plus X Award 2010” è Opel. Il principale concorso mondiale nel campo delle tecnologie, dello sport e dei prodotti lifestyle ha assegnato alla Casa tedesca un ruolo da vera protagonista, grazie alle affermazioni di Nuova Meriva e Nuova Astra, che sono risultate vincitrici in ben sette categorie e si sono aggiudicate anche il premio come “Miglior prodotto 2010” nei rispettivi segmenti. La cerimonia di consegna dei premi si è svolta a Colonia. In particolare, Meriva è risultata vincitrice nelle categorie innovazione, design, funzionalità ed ergonomia, mentre Astra è stata posta al vertice per design, funzionalità ed ergonomia. Grazie a questi sette riconoscimenti, Opel ha ricevuto il premio di “Marchio più innovativo del 2010” nel settore automotive, superando l’agguerrita concorrenza di altri brand. Ai “Plus X Awards” sono stati presentati oltre mille prodotti, valutati da una giuria di 144 membri provenienti da 32 paesi. Sono stati premiati i migliori risultati nelle categorie innovazione, qualità, design, comfort, ergonomia ed ecologia. Dopo l’assegnazione nel 2009 del Marchio di Qualità per l’Innovazione a Opel Insignia per Opel Eye, la tecnologia con telecamera anteriore integrata in grado di leggere i cartelli stradali, il costruttore di Rüsselsheim ha nuovamente dimostrato di essere leader nell’innovazione e nella funzionalità con Meriva e Astra. “Sono estremamente orgoglioso di questi premi - ha dichiarato Alain

Visser, Vice President Sales, Marketing & Aftersales - Essi dimostrano che punti di forza del nostro marchio come design e funzionalità vengono riconosciuti e lodati anche dai giurati neutrali del Plus X Award. Viene, inoltre, confermato il ruolo di sempre maggior rilievo che l’ergonomia ha assunto nella costruzione di automobili”. La nuova Meriva si riafferma dunque come punto di riferimento nel campo della flessibilità e della funzionalità. La versatile monovolume compatta è dotata di numerose innovazioni tecniche e pratiche: FlexDoors, le portiere posteriori incernierate all’indietro che consentono un accesso più agevole ai passeggeri e un utilizzo più funzionale dello spazio posteriore; FlexSpace, che offre un’ampia gamma di configurazioni interne per ottenere la massima versatilità, senza dover togliere nemmeno un sedile; FlexRail nella consolle centrale, un sistema di stivaggio modulare a tre livelli, altamente flessibile, che permette di organizzare con precisione gli oggetti per rispondere praticamente a qualsiasi necessità. Per quanto riguarda Astra, oltre alle sue peculiarità in termini di design, funzionalità ed ergonomia, il nuovo modello definisce innovativi standard per il rispetto dell’ambiente. Con emissioni di CO2 pari a 109 g/km e un consumo nel ciclo misto di soli 4,1 litri per 100 km, la versione 1.3 CDTI ecoFLEX è una delle vetture più ecologiche nel segmento delle compatte. Sono già oltre 150mila gli ordini di Opel Astra raccolti in tutta Europa.

della turbocompressione per offrire una rea le economia nella guida di tutti i giorni. Le unità a benzina sono tre varianti del nuovo motore multivalvole 1.4. Il 74 kW/ 100 cv, accoppiato a cambio manuale a cinque marce, è l’unico aspirato della gamma, con temporizzazione variabile delle valvole per migliorare la respirazione. Questo propulsore assicura una velocità massima di 177 km/h e un’accelerazione 0100 km/h in 13,9 secondi. Il consumo medio è di 6,1 litri/ 100 km e le emissioni di CO2 non superano i 144 g/km. LA LEGE DEL DOWNSIZING Il nuovissimo Turbo da 88 kW/120 cv fa il debutto mondiale sulla Meriva sostituendo il 1.6 da 105 cv, con una riduzione del 10 per cento delle emissioni di CO2 (143 g/km) e dei consumi (6,1 litri/100 km), ma con un concreto aumento di potenza. La velocità massima è di 188 km/h e lo sprint 0-100 km/h avviene in 11,5 secondi. Il cambio è manuale a cinque rapporti. Al top c’è il potente Tur bo da 103 kW/140 cv con cambio manuale a sei rapporti. Rispetto al 1.8 della generazione precedente di Meriva, la potenza è superiore del 12 per cento mentre le emissioni di CO2 si riducono del 10 per cento a un totale di 156 g/km. Il consumo in ciclo misto è di 6,7 litri/100 km. Velocità massima e accelerazione 0100 km/h sono rispettivamente pari a 196 km/h e 10,3 secondi. Due i motori a gasolio: il 1.3 CDTI da 55 kW/75 cv è dotato di

tecnologia a circuito chiuso. Opel è il primo costruttore ad adottare questo sistema di controllo che riduce i consumi nei motori a bassa cilindrata. Il dato per la nuova Meriva è di appena 4,9 litri/100 km, per un livello di emissioni di CO2 pari a 129g/km. Equipaggiata con questo motore accoppiato a un cambio manuale a cinque marce, Meriva raggiunge una velocità massima di 160 km/h, con sprint da 0 a 100 km/h in 16,9 secondi. Il 1.7 CDTI da 74 kW/100 cv, accoppiato al cambio automatico a sei rapporti, costituisce una novità per Meriva. È un propulsore che consente accelerazioni 0100 km/h in 13,9 secondi e una velocità massima di 172 km/h. Il consumo in ciclo combinato è di 6,4 litri/100km, con emissioni di 168 g/km. Nel corso del 2010, altri tre motori diesel si aggiungeranno alla gamma propulsori di Meriva. La versione ecoFLEX a bas se emissioni sarà dotata di un motore 1.3 CDTI da 70 kW/ 95 cv. Saranno disponibili an che due nuove varianti del motore 1.7 CDTI, entrambe dotate di cambio manuale a sei velocità, con 81 kW/110 cv e 96 kW/130 cv. Asse anteriore e posteriore della Meriva derivano dalla Zafira e avvicinano la nuova monovolume compatta agli standard della classe superiore. Al l’avantreno agiscono montanti McPherson, al retrotreno un assale semirigido. Il servosterzo elettro-idraulico sostituisce il precedente sistema totalmente elettrico. Tra le caratteristiche di sicurezza attiva di serie ci so no l’impianto frenante a quattro dischi, il controllo elettronico della stabilità ESPPlus e il controllo della trazione. Oltre agli airbag anteriori, di serie troviamo airbag anteriori a doppio stadio montati nel sedile per torace e bacino e airbag a tendina a tutta altezza. A richiesta, Opel Meriva può essere dotata di tetto panoramico a tutta lunghezza. Lungo quasi due metri e dotato di copertura elettrica, è uno dei più grandi offerti nel segmento delle monovolume compatte. Ampia la scelta di sistemi di infotainment.


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FEDERICO SANGUINETTI, PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO CHEVROLET ITALIA

“Vogliamo continuare a crescere” Fabio Basilico M ONZA - In occasione della tappa monzese del WTCC 2010 abbiamo incontrato il Presidente e Amministratore delegato di Chevrolet Italia, Federico Sanguinetti. Un’occasione davvero speciale, visto il weekend esaltante che i fan Chevrolet hanno vissuto grazie alle performance della Cruze, in particolate quella pilotata da Yvan Muller che si è aggiudicato la sua seconda vittoria stagionale consentendo al team Chevrolet di lasciare il circuito di Monza al comando di entrambe le classifiche assolute del WTCC: quella Costruttori e quella Piloti. Chevrolet si rivela dunque grande protagonista del Mondiale Turismo, in grado di competere al vertice sia per le qualità prestazionali delle vetture in gara sia per la competenza e la professionalità dei piloti e di tutto il team. Federico Sanguinetti, 43 anni, è numero uno di Chevrolet Italia dall’aprile del 2008. Dopo diversi anni trascorsi in Ford Italia, dal 2000 è entrato a far parte dello staff General Motors, dove si è occupato soprattutto del marchio Saab. Un insieme di esperienze poi intelligentemente utilizzate quando Sanguinetti si è ritrovato al timone di Chevrolet, un marchio che è stato rilanciato in Europa e nel nostro Paese nel 2005 e da allora ha progressivamente ampliato il suo ruolo sul mercato italiano. “Concreta testimonianza del nostro successo sono state proprio le positive affermazioni che abbiamo ottenuto a Monza nel Campionato Turismo, in particolare con la vittoria in gara due di Yvan Muller - ha esordito Federico Sanguinetti - Dal 2005, Chevrolet è sempre presente nel Mondiale Turismo. Per il marchio si tratta di un investimento importante che coglie la straordinaria opportunità di presentare vetture di serie in ambito agonistico. Il WTCC ha una copertura mediatica di 160 Paesi e ben 500 milioni di spettatori. Il pubblico che nel 2009 ha assistito alle gare ammonta a 600mila unità. Per la nostra vittoriosa Cruze è un bel modo di farsi pubblicità”. Maggiore marchio globale di

Nel 2011, anno in cui la Casa automobilistica fondata dall’ingegnere di origine svizzera Louis Chevrolet insieme all’americano Durant celebra il suo centenario, verranno introdotti sul mercato italiano ben sei nuovi modelli che amplieranno ulteriormente la già cresciuta presenza del marchio. In programma anche l’arrivo della Volt, elettrica ad autonomia estesa. Federico Sanguinetti, Presidente e Amministratore delegato di Chevrolet Italia. Dall’alto in basso due modelli rappresentativi del presente e futuro Chevrolet: la Spark e l’elettrica Volt. General Motors, con vendite an nuali di quasi 5 milioni di veicoli in tutto il mondo, Chevrolet, quarto brand mondiale del settore automobilistico in termini di vendite, è in rapida crescita anche da noi. La gamma commercializzata in Italia comprende la piccola Matiz, la city car Spark, la compatta Aveo, la Lacetti e la Nubira, la berlina stile coupé Cruze, quella di classe superiore Epica, Ta-

cuma e il Suv Captiva. Ma sono tante le novità che gli automobilisti italiani potranno gustare nei prossimi mesi, complice il fatto che nel 2011 Chevrolet festeggia il suo centenario, essendo stata fondata dall’ingegnere di origine svizzera Louis Chevrolet e dall’imprenditore americano Billy Durant nel 1911. “Dal 2005, quando Chevrolet è stata rilanciata sul mercato italiano, abbiamo registrato costanti incrementi di volumi e quote mercato - ha continuato il dottor Sanguinetti - Lo scorso an no abbiamo chiuso con un 2,5 per cento e 53mila unità vendute, passando dal sedicesimo al decimo posto della classifica italiana dei marchi per quanto riguarda le vendite. Per il 2010, tenuto conto di tutte le variabili e della situazione critica in cui versa il mercato automobilistico e l’economia in generale, pensiamo di confermare la quota mercato con vendite in torno alle 45/46mila unità. Mentre la Russia è il primo mer cato di tutta Europa per Chevrolet, l’Italia è numero uno in Europa Occidentale: un simile posizionamento è per noi uno stimolo continuo a fare sempre di più e meglio”. Gli strumenti non mancano, visto che la gamma Chevrolet è ampia e articolata. “A fine febbraio - ha detto ancora Federico Sanguinetti - abbiamo lanciato

la city car Spark, erede della popolare Matiz che si è rilevata la minicar straniera più venduta negli ultimi dieci anni. Un patrimonio verso cui Spark si è rilevata riconoscente, andando ad assumere un ruolo leader nel segmento di riferimento. Spark è disponibile anche con alimentazione a Gpl. Nel 2007 Chevrolet è stato il primo costruttore a proporre l’omologazione di fabbrica sull’impianto per il gas di petrolio liquefatto. Dal 2008, inoltre, tutta la gamma Chevrolet è omologata a Gpl dal costruttore. Un impegno, quello sul fronte della tutela ambientale e della promozione dei carburanti alternativi, che ci trova particolarmente attivi. Soddisfazioni ci arrivano anche dalla berlina Cruze, che nel primo tri mestre del 2010 è stata la compatta non europea più venduta”. L’escalation di Chevrolet sem bra non conoscere limiti. Nell’anno del centenario, verranno proposti sul mercato ben 6 nuovi modelli, compresa l’avveniristica Volt, veicolo elettrico ad autonomia estesa la cui commercializzazione partirà a fine 2010 dalla California e dal Michigan per essere poi estesa all’Europa tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2012. “Festeggeremo il primo secolo di Chevrolet con una gamma nuova - ha aggiunto Federico Sanguinetti - Introdurremo sul mercato una monovolume per famiglie, rinnoveremo lo Sport Utility Captiva e porteremo in Italia la Camaro in versione coupé e cabrio. Camaro è stata insignita al recente Salone Internazionale di New York del prestigioso World Car Design of the Year 2010. In programma c’è anche l’introduzione della Cruze cinque porte e della nuova Aveo nel segmento small. Nell’elenco figura ovviamente anche l’elettrica Volt: un’automobile realmente innovativa che gli italiani avranno modo di apprezzare tra circa un anno e mezzo”. Una strategia di prodotto agguerrita e strutturata che Chevrolet Italia intende implementare con attenzione, grazie anche al prezioso contributo fornito da una rete capillare composta da 130 rivenditori e 200 riparatori autorizzati.

Nel 2011 sul mercato la rinnovata icona della storia dell’automobile

Obiettivo Europa per la Camaro ROMA - La nuova Chevrolet Camaro sta per approdare in Europa. Gli appassionati dovranno attendere la prossima primavera per andare a conoscere da vicino, presso le concessionari Chevrolet le versioni coupé e cabriolet di questa icona della storia automobilistica. Già introdotta sul mercato statunitense nella primavera dello scorso anno, la Camaro ha realizzato finora un totale vendite di 100mila unità qualificandosi come l’auto sportiva più venduta negli Usa, dove detiene il 45 per cento del mercato delle sportive. Ci si aspetta che le vendite di Camaro fuori dagli Stati Uniti crescano in modo significativo, visto che Chevrolet ha aumentato la produzione per far fronte alle esportazioni sui suoi più grandi mercati, includendo Brasile, Cina, Russia e Corea del Sud. “Camaro riunisce il meglio di due mondi: una grande tradizione e un modernissimo e avanzato concentrato di prestazioni, comfort e tecnologia ha dichiarato Wayne Brannon, Presidente e Managing Director di Chevrolet Europe - Il suo stile all’avanguardia e il piacere di guida che può regalare la rendono un modello molto attraente per gli automobilisti che vogliono un veicolo dalle grandi prestazioni”. Aspetto aggressivo e ribassato, proporzioni anteriori e posteriori fedeli al concept originale, la nuova Camaro propone un design che si richiama al passato evitando di scadere in uno stile troppo retrò. Il frontale a V, le prese

d’aria a foggia di branchie dietro le porte e le massicce spalle posteriori sono tutti tratti distintivi del nuovo modello. Anche gli interni si caratterizzano per l’attenzione ai dettagli e per l’equilibrio fra tradizione e modernità. Nel quadro strumenti, una coppia di nicchie profondamente incavate, con strumenti rotondi inseriti in alloggiamenti quadrati, richiama le Camaro del passato e risalta in modo evidente grazie al contrasto con l’illuminazione dell’abitacolo, basata sulla tecnologia di sottili Led tubolari che regalano un’atmosfera calda e accogliente. Particolari come i grandi comandi cromati, le superfici semilucide e i tessuti pregiati creano un ambiente di qualità. Due quadranti posti nella consolle centrale richiamano alla mente il modello del 1969, con in più la moderna retroilluminazione a Led. Camaro è equipaggiata con un potente V8 da 6.2 litri e 426 cv che eroga una coppia massima di 569 Nm. Utilizzato per la prima volta sulla Corvette 2008, questo propulsore adotta teste cilindro che consentono flussi elevati a favore di una coppia altrettanto elevata già ai bassi regimi nonché una notevole potenza di punta. Se accoppiato alla trasmissione automatica a sei marce, il V8 eroga 400 cv e 556 Nm, oltre a includere il sistema GM di risparmio carburante Active Fuel Management che permette di viaggiare utilizzando solo quattro cilindri quando la richiesta di potenza è più bassa. Il Controllo elettronico stabilità (sistema GM StabiliTrak) e il

controllo trazione sono di serie. Camaro permette di impostare la modalità Sport per la guida sportiva. Il cambio manuale a sei marce comprende il Launch Control e i grandi freni a disco ventilati (355/365 mm) con pinze Brembo in alluminio a quattro pistoncini, garantiscono l’opportuna qualità di frenata e sono studiati per sopportare perfino un uso intenso in pista. La sospensione anteriore utilizza uno schema a montante multilink con giunti sferici mentre una sospensione posteriore esclusiva a ruote indipendenti definita a 4,5 ancoraggi adotta un doppio isolamento dalla scocca per un comportamento di marcia più fluido e silenzioso. Camaro è dotata anche di airbag anteriori a doppio stadio, airbag laterali integrati nei sedili anteriori e quelli a tendina per i passeggeri anteriori e posteriori.


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WOJCIECH HALAREWICZ, PRESIDENTE MAZDA ITALIA

“Non siamo secondi a nessuno” Nils Ricky SABAUDIA - Il 2010 è un anno di grandi traguardi per Mazda. Anzitutto segna i 90 anni della sua nascita, anche se l’inizio della produzione automobilistica è molto più recente; inoltre, rappresenta il traguardo dei 10 anni per Mazda Italia, nata il 2 febbraio 2000 in un piccolo ufficio di Pomezia con un team di 6 persone che potevano contare appena su 3 computer e un telefono. A distanza di 10 anni, nel corso dei quali si sono succeduti quattro presidenti (Carlo Simongini, Raul Picello e per un brevissimo periodo Giovanni Barbieri oltre all’attuale), non si può dire che Mazda abbia affondato le radici sul mercato italiano, ma certo finora è stato fatto un buon lavoro nella prospettiva futura. Ne è pienamente convinto l’attuale presidente Wojciech Halarewicz (è stato nominato nel dicembre scorso), che a dispetto del nome impronunciabile parla italiano come se fosse nato nel nostro Paese. Halarewicz, polacco, 38 anni, laurea in economia, sposato dal 1994 con la connazionale Katerina (lei vanta una laurea in chimica), ha maturato un’importante esperienza in Fiat prima di passare nel 2007 in Mazda.

“La nostra ambizione - dice il numero uno di Mazda Italia - è quella di essere scelti dai clienti e dai dealer e dunque il nostro impegno maggiore, almeno per il momento, è far conoscere al meglio il nostro prodotto, che sul piano della qualità, della ricchezza degli allestimenti, della guidabilità, ma anche dello stile non teme confronti con la concorrenza”. categoria Premium. Sapevo che si trattava dei marchi maggiormente preferiti dai dealer proiettati nello sviluppo della loro attività. Ebbene, mi veniva data carta bianca per lanciare il marchio Mazda sul mercato polacco. Un lavoro fantastico, una sfida unica, che sapevo di vincere. E infatti così è andata”. Nello scorso dicembre, i vertici di Mazda Europe decidono di mettere al servizio del mercato italiano le qualità di questo polacco dalla fluente parlata italiana. E lui si ritrova in mano il timone della filiale italiana del

marchio di Hiroshima. “So no perfettamente consapevole -dice - sia delle difficoltà del mercato, sia del fatto che Mazda in Italia non gode ancora della visibilità che la qualità dei suoi prodotti giustificherebbe. Siamo un marchio che deve cre scere nella considerazione dei clienti diciamo in maniera razionale. I programmi impostati dalla Casa sono tali da farci guardare con ottimismo al futuro quando saranno disponibili motori, cambi e dunque prodotti assolutamente innovativi e rispondenti alle future esigenze della mobilità pri-

con un marketing più mirato, utilizzando al meglio anche lo strumento di Internet. Certo ci vuole tempo, ma in questo modo arriveremo all’appuntamento con i nuovi prodotti con un’organizzazione di base che potrà sfruttare al meglio le nuove opportunità”. LA FORZA DEL PRODOTTO

Wojciech Halarewicz, Presidente di Mazda Italia vata”. “La nostra ambizione aggiunge - è quella di essere scelti dai clienti e dai delear e dunque il nostro impegno maggiore, almeno per il momento, è far conoscere al meglio il nostro prodotto, che sul piano della qualità, della ricchezza degli allestimenti, della guidabilità, ma anche dello stile non è secondo a nessuno”. “Sì, dopo 10 anni, il marchio Mazda, che pure distingue prodotti di grande qualità tecnica e raffinatezza estetica, ha bisogno

GLI INIZI IN FIAT Gli mancavano ancora tre me si alla laurea, quando nel marzo del 1996 venne assunto in Fiat Polonia, lui appena 24enne e l’azienda italiana al 50 per cento di quota del mercato polacco, con un compito ben preciso: sviluppare la rete che, nonostante l’azienda italiana fosse al 50 per cento di quota del mercato polacco, lasciava parecchio a desiderare. Il giovane Halarewicz dimostra subito di avere i numeri giusti per fare un ottimo lavoro. Al punto che dopo un anno e mezzo gli viene affidato l’incarico di sviluppare un progetto per migliorare radicalmente il customer service. Ci mette due anni a realizzarlo e renderlo operativo ed è così innovativo che Fiat lo adotterà anche per i numerosi altri mercati. Ormai Wojciech Halarewicz gode della massima considerazione ai vertici di Fiat Auto e infatti nel 2001 viene chiamato a Torino dove gli affidano la responsabilità del post vendita del Mercato Italia. Le tappe del giovane polacco si susseguono quando gli viene comunicato di fare le valigie per l’India, dove si sta lanciando la Palio ma dove tocca ancora a lui organizzare la rete di vendita. Farà ancora un ottimo lavoro prima di rientrare a Torino e di qui spedito ancora in Polonia per occuparsi della vendita di auto e veicoli commerciali. Nel novembre del 2007 Wojciech Halarewicz lascia la Fiat per entrare in Mazda. “A dir il vero - confessa - non avrei mai pensato di lasciare il marchio Fiat che così tante soddisfazioni mi aveva dato fino a quel momento. Ma la proposta di Mazda era di quelle che, per il mio carattere, era difficile da rifiutare. Conoscevo la grande considerazione del mercato per i marchi Toyota e Mazda, ritenuti a buon diritto di

di un grosso lavoro - aggiunge ancora - perché i clienti si convincano che può essere la scelta migliore per le loro esigenze di mobilità. Dobbiamo metterli nelle condizioni di mettersi al volante delle nostre vetture, di provarle. Porteremo anche dei clien ti a Hiroshima, dove le Maz da nascono, per far loro toc care con mano i moderni processi produttivi, quegli stessi clienti che poi si trasformeranno in ambasciatori del verbo Mazda. Ci stiamo adoperando

Halarewicz e il suo altrettanto giovane e dinamico team sono convinti della forza anche dell’attuale prodotto. Mazda2, Mazda3, Mazda5, Mazda6, CX7 per non parlare della MX5, leader assoluta nel suo segmento, sono vetture che hanno poco da invidiare alle loro dirette concorrenti. Anche la rete di vendita e assistenza è molto forte e professionale. “Dobbiamo lavorare - conclude - con maggiore determinazione, studiando meglio l’orientamento del mercato, che sappiamo profondamente modificato negli ultimi due anni. Per il momento non siamo in condizione di inseguire grandi volumi di vendita. A questo penseremo nel futuro. Per ora dobbiamo fare di modo di garantire fatturato alla rete, la stessa che in un domani molto vicino potrà cogliere e darci soddisfazioni nettamente migliori”.

In crescita le vendite alle flotte

Il giusto approccio di Mazda

Ampia e articolata la gamma Mazda proposta sul mercato italiano è composta da modelli in grado di soddisfare una vasta clientela: sopra, la Mazda5, sotto la moderna famiglia Mazda6.

SABAUDIA - Nell’anno finanziario terminato il 31 marzo di quest’anno, Mazda Motor Europe ha venduto 239.000 vetture in Europa, rispetto a 1.193.000 vendite globali; le vendite Fleet hanno influito sui volumi europei poco meno del 15 per cento. Questo significa che circa la metà del totale delle vendite Fleet di Mazda in Europa sono in UK e in Olanda, dove Mazda ha ottenuto ottimi risultati sia in termini di share che di volumi raggiungendo le 20.000 unità. Questo è stato ottenuto grazie a una forte lavoro sia nel settore del noleggio a lungo termine che nel chiudere accordi con grandi aziende multinazionali. Il successo nell’ambito delle vendite Fleet in questi mercati conferma che la strategia adottata rappresenta il giusto approccio per lo sviluppo delle vendite Mazda Fleet in Europa. Al centro di questa strategia c’è una gamma di modelli molto varia, capeggiata da Mazda6 e Mazda3 senza trascurare Mazda2, Mazda5, CX-7 e l’icona del brand, la MX-5, che si è aggiudicata numerosi premi assegnati in ambito Fleet per la sua desiderabilità, affidabilità, ottimi costi di gestione e, in moltissimi casi, si è anche posizionata come la migliore del suo segmento in termini di valore residuo. “In tutta Europa - sottolineano in Mazda - stiamo lavorando per migliorare la desiderabilità e l’attrattività di Mazda agli occhi degli utilizzatori finali, comunicando allo stesso tempo ai Fleet “decision makers” quanto siano competitivi i dati relativi al costo totale di mantenimento della vettura (TCO) e quelli sul valore residuo, confrontati con i modelli della concorrenza. Mazda ha una forte immagine di marca in un gran numero di Paesi, ma in particolare in Austria e in Svizzera, e dobbiamo capitalizzare su questo incoraggiando i responsabili Fleet delle Aziende e gli utilizzatori finali a provare la nostra gamma al completo”.


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RENAULT / CLIO COMPIE VENT’ANNI DI ONORATA CARRIERA

“ Una compatta nella storia

Presentata nel 1990, Clio iniziava il suo cammino lungo la strada del successo che nel corso di vent’anni è progressivamente cresciuto grazie alle tre generazioni proposte sul mercato: la prima Clio viene prodotta dal 1990 al 1998, la seconda dal 1998 al 2005; l’attuale Clio in commercio è la terza generazione, che nel 2009 ha beneficiato di un significativo restyling. In totale, sono oltre 10 milioni le Clio vendute in quattro lustri. Una serie limitata celebra il 20esimo anniversario.

Marco Chinicò ROMA - In quattro lustri, Renault Clio si è fatta un nome nel segmento delle compatte city car riuscendo a conquistare il cuore di oltre 10 milioni di automobilisti in più di 100 Paesi e assaporando il gusto di passare alla storia. Un compleanno importante quello dei vent’anni, che Clio celebra come si deve proponendo sul mercato una serie limitata esclusiva, firmata appunto “20th”. Presentata al Salone di Ginevra del 1990, primo grande successo del designer francese Marcel Botton, Clio sostituiva la Supercinque, un’utilitaria che portava in dote invidiabili record di vendita a livello europeo ma ormai inadatta a fronteggiare la concorrenza di auto dal design più innovativo. L’asso nella manica era appunto rappresentato dalla Clio, che già nel nome, derivato dalla mitologia greca, si dimostrava innovativa, interrompendo la precedente serie numerica dei modelli R4, R5, R12… Eletta immediatamente Auto dell’Anno 1991 (vincerà il titolo anche nel 2006), Clio iniziava il suo cammino lungo la strada del successo all’interno del segmento B che nel corso di vent’anni è progressivamente cresciuto gra-

Tappa per tappa il ventennale dellaClio nel mondo dell’automobile

ROMA - È il 1990: una compatta city car fa la sua comparsa sul mercato. È una piccola che vuol fare la grande, proponendo il meglio della moderna tecnologia automobilistica in un formato agevole, adatto all’utilizzo quotidiano. Si chiama Renault Clio, anche se sarebbe meglio usare la denominazione Clio I, visto che negli anni successivi il modello Renault sarà declinato in ben tre generazioni. Le tre generazioni sono diverse soprattutto per la linea, che diventa sempre più dolce e arrotondata, e per le dimensioni maggiori della terza generazione. La prima serie fu prodotta dal 1990 al 1998, la seconda dal 1998 al 2005, mentre l’attuale è stata immessa sul mercato nel 2005 e si è evoluta con significativo restyling nel 2009.

di 255 decimetri cubi. Rispetto al design elegante di Clio I, Clio II si presenta al pubblico con un look più raffinato, che non rinuncia però a una spiccata simpatia. Gli equipaggiamenti principali sono il cambio automatico Proactive autoadattativo con nove leggi di funzionamento, il sistema Abs di serie su tutta la gamma, i nuovi airbag SRP di serie, la nuova generazione di pretensionatori e limitatori di carico sulle cinture di sicurezza, i nuovi poggiatesta, gli airbag laterali testa-torace, i sedili con dispositivo antisubmarining, i parafanghi anteriori e i fari in policarbonato composito, la nuova generazione di sedili dal comfort migliorato, la radio integrata con comandi al volante e display separato, il computer di bordo, il motore turbodiesel a iniezione diretta 1.9 che affianca i benzina 16 valvole 1.2, 1.4 e 1.6. Nel 2000, Clio II è la prima auto della sua categoria a ottenere le 4 stelle ai crash-test Euro NCAP mentre nel 2001 la gamma introduce importanti novità: rispetto a prima, Clio II viene prodotta con componenti che per il 50 per cento sono nuovi, viene introdotto un nuovo servosterzo, il turbodiesel common rail 1.5 dCi (primo esempio di downsizing), il regolatore/limitatore di velocità, l’Esp, il 1.5 dCi da 80 cv con emissioni di CO2 pari a 110 g/km, il cambio robotizzato “Quick-shift” e il sistema di navigazione Carminat.

PRIMA GENERAZIONE: 1990-1995

TERZA GENERAZIONE: 2005-OGGI

Il Salone di Ginevra è il palcoscenico internazionale in cui la Clio viene presentata ufficialmente al pubblico. Poi, Clio inizia a circolare per le strade del mondo. Lunga 3,71 m e con un bagagliaio di 265 decimetri cubi, Clio si dimostra capace di rispondere alle esigenze del mercato di quegli anni: piccola, compatta ed economica nella gestione ma in grado di offrire comfort e finiture nonché un comportamento su strada propri del segmento superiore. Rispetto alla Supercinque che va a sostituire, Clio presenta una scocca caratterizzata da una grande rigidità, volta a migliorare la precisione di guida e a ridurre il livello di rumorosità e vibrazioni. Particolare attenzione è stata posta anche nel trattamento contro la corrosione, causa di diversi problemi sulle vetture del decennio precedente. L’idea alla base del design di Clio I è quella di un’auto che sappia esprimere modernità senza risultare aggressiva: dinamismo come sinonimo di robustezza. L’obiettivo è realizzare una vera auto “da vivere” che abbia l’ambizione di diventare il riferimento per la categoria. Capitalizzando l’esperienza realizzata con la R19, Clio si pone come “alto di gamma” nell’universo delle piccole, sostituendo le versioni cuore di gamma e alto di gamma dell’R5. Le versioni base dell’R5, la Five e la Campus, continuano a essere prodotte. Rispetto alla R5, Clio apporta un deciso miglioramento delle prestazioni in termini di comportamento su strada, abitabilità, riduzione del rumore e delle vibrazioni, comfort, motorizzazioni performanti ed economiche. Gli equipaggiamenti sono propri del segmento superiore con Abs elettronico, aria condizionata, cambio automatico a gestione elettronica, sistema di allarme antintrusione, servosterzo su gran parte delle versioni, retrovisori elettrici sbrinabili, radio con comandi al volante. Clio I viene proposta negli allestimenti RN e RT, tre i propulsori: 1.1 da 49 cv, 1.2 da 60 cv, 1.4 da 80 cv e diesel 1.9 da 65 cv. La prima motorizzazione, disponibile esclusivamente con l’allestimen-

L’ultimo quinquennio che arriva ai nostri giorni è quello che vede protagonista dei mercati internazionali la Clio III, lunga 3,98 metri, ovvero 21 cm in più rispetto alla Clio II, e fornita di bagagliaio di 288 dmc. Progettata per sedurre, Clio III è più grande, più abitabile e dedicata al piacere di guida, grazie a un comportamento dinamico e a un livello di comfort di livello elevato. Gli equipaggiamenti principali che caratterizzano questa terza generazione sono il tetto apribile panoramico, il sistema di navigazione Carminat, la radio CD MP3, i sensori di retromarcia, l’accensione automatica fari/ tergicristalli, il regolatore/ limitatore di velocità, l’easy Access System, il sistema di controllo della pressione dei pneumatici, i fari addizionali in curva, i fari bi-xeno a distanza adattativa, l’SRP di terza generazione, l’Esp affiancato da diversi altri sistemi di sicurezza. Nel 2006 Clio ottiene per la seconda volta il premio “Auto dell’Anno” ed è il primo modello del segmento B a ottenere nel 2005 le 5 stelle ai crash-test EuroNCAP. Nell’aprile del 2009, Clio III viene sottoposta a un’operazione di restyling che ne ottimizza ulteriormente le qualità. Viene introdotto il sistema di navigazione integrato Carminat TomTom, il sistema di connessione multimediale Plug & Music, lo streaming audio Bluetooth, il motore a benzina 1.2 TCe da 101 cv. L’attuale gamma Clio è composta dalla versione berlina tre e cinque porte e dalla versione station wagon SporTour (allestimenti Comfort, Dynamique e Luxe), a cui si aggiunge la Clio Storia (allestimento Comfort) con motorizzazioni 1.2 da 43 kW/58 cv (anche con alimentazione bifuel benzina/gpl) e 1.5 dCi da 47 kW/64 cv nonché le versioni Renault Sport tre porte (R.S. e R.S. Light). I propulsori in uso per berlina e SporTour sono il 1.2 16V da 55 kW/75 cv (anche con alimentazione bifuel benzina/Gpl), 1.2 16V TCe da 74 kW/101 cv, 2.0 16V da 148 kW/203 cv (per Renault Sport), 1.5 dCi da 47 kW/64 cv, 1.5 dCi da 63 kW/85 cv e 1.5 dCi da 76 kW/105 cv.

Voglia di essere intramontabile

La prima generazione della Clio, prodotta in 4 milioni di unità. to RN, deriva dal glorioso quattro cilindri già utilizzato dai tempi della Renault 8 (circa 30 anni prima) e viene utilizzata fino al 1992. I due propulsori più grandi da 1.2 e 1.4 litri sono, invece, unità moderne denominate “Energy”: condividono gran parte dei componenti e sono assemblati su una linea altamente automatizzata. L’anno successivo al lancio, quel 1991 in cui la Clio viene eletta per la prima volta Auto dell’Anno, viene introdotta anche la motorizzazione 1.8 da 90 cv, abbinata al lussuoso allestimento Baccara. Nello stesso anno, fa il suo ingresso in gamma la versione sportiva 1.8 16V seguita, nel 1993, dalla versione 2 litri 16V Williams. Entrambe faranno la gioia dei tanti appassionati di auto sportive, segnando l’avvio della saga Renault Sport. La configurazione meccanica di Clio riflette quella delle sue rivali: motore anteriore trasversale e trazione anteriore. Tutti i propulsori utilizzati sono a quattro cilindri, con distribuzione a due valvole per cilindro, a eccezione delle due versioni più sportive di punta. La trasmissione è a cinque rapporti su tutta la gamma, mentre l’impianto frenante prevede una configurazione mista, tranne che nelle due versioni sportive che presentano i dischi anche posteriormente. Nel 1994, Clio si arricchisce con l’airbag conducente, i pretensionatori delle cinture di sicurezza, il cambio automatico a quattro rapporti e la marmitta catalitica sulle versioni a benzina. Arriva anche la Clio 100 per cento elettrica, con batterie al piombo. SECONDA GENERAZIONE: 1998-2005 La Clio della seconda generazione, in commercio dal 1998, è 6 centimetri più lunga della precedente. Il bagagliaio ha una capienza


15 zie alle tre generazioni proposte sul mercato: la prima Clio venne prodotta dal 1990 al 1998, la seconda dal 1998 al 2005; l’attuale Clio in commercio è la terza generazione, che nel 2009 ha beneficiato di un significativo restyling. PRODOTTO INTERNAZIONALE New Renault Clio è prodotta negli stabilimenti di Flins (Francia), Valladolid (Spagna) e Bursa (Turchia). Nel 2009, dall’impianto francese sono uscite 125.398 Clio, da quello spagnolo 25.450 e da quello tur co 124.433. A livello mondiale, la produzione complessiva di Clio è stata di 4 milioni di unità per quanto riguarda la prima generazione, 4,5 milioni di unità la seconda generazione dal 1998, 1,5 milioni la terza generazione dal 2005 a cui si aggiungono le 700mila Clio Thalia/Symbol fino al 2009. In Italia, dal lancio nel 1990 a oggi, Clio ha sempre occupato stabilmente la top ten del proprio segmento di appartenenza. Clio I (1990-1998) è stata immatricolata in complessive 541.190 unità, Clio II (1998-2005) in 476.572 unità e Clio III (2005-oggi) in 204.384 u ni tà. In Italia, quindi, sono state vendute finora più di un milione di Clio. La celebrativa Nuova Clio “20th” Anniversario è proposta da Renault sulle tre carrozzerie della gamma Clio - tre porte, cinque porte e SporTour - e sulla Nuova Clio Renault Sport. Come ci si aspetta da un’auto volutamente speciale, sono tanti i piccoli e grandi dettagli che consentono alla “20th” di distin-

guersi. Esternamente, fanno bella mostra il badge “20th” sui montanti delle porte anteriori, la tinta Nero brillante sulla fascia centrale del paraurti anteriore e gli specchietti Nero Nacré (gli specchiatti sono Grigio Antracite su carrozzeria Nero Nacré). Le modanature laterali e le maniglie esterne delle porte sono in tinta carrozzeria eccetto con colorazione Nero Nacré dove sono in tinta Dark Grey. Clio “20th” Anniversario ha a disposizione un range di sei colorazioni: Bianco Ghiaccio, Blu Grigio, Nero Nacré, Gri gio Platino, Rosso Dynamico e Grigio Cassiopea. Nell’abitacolo raffinato ed esclusivo, la plancia, con lavorazione a effetto pelle, presenta una doppia impuntura, ben abbinata alla console centrale e alle bocchette di aerazione Grigio Antracite. La firma “20th” è presente anche sulle soglie delle

porte anteriori. Sviluppata a partire dal livello di equipaggiamento Dynamique, Nuova Renault Clio “20th” Anniversario è fornita, di serie, di navigatore Carminat TomTom, climatizzatore manuale o automatico sul modello Renault Sport, limitatore/ regolatore di velocità, impianto Radiosat 80W CD MP3 e fari fendinebbia. Carminat TomTom propone la tecnologia IQ Routes e il sistema Advanced Lane Guidance per una guida intelligente che prende in considerazione le informazioni statistiche sul traffico in funzione dell’ora e del giorno della settimana. Insomma, dotazioni di classe superiore che non solo si adattano perfettamente ai contenuti di una serie speciale ma ribadiscono la validità della filosofia Clio di proporre equipaggiamenti di alto livello all’interno del segmento B. Le motorizzazioni

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Come ci si aspetta da un’auto volutamente speciale, sono tanti i piccoli e grandi dettagli che esternamente e internamente consentono alla Clio “20th” Anniversario di distinguersi e celebrare al meglio i vent’anni di un modello che ha saputo e continua a imporsi sui mercati internazionali. sono il 1.2 16V da 55 kW/75 cv (anche bifuel benzina/Gpl), il 1.2 16V TCe da 74 kW/101 cv, il 1.5 dCi da 47 kW/64 cv e 1.5 dCi da 63 kW/85 cv, che consentono alla serie speciale di fregiarsi della firma Renault eco2. Il listino prezzi della Nuova Clio “20th” Anniversario parte da 13.100 euro per la tre porte, 13.750 euro per la cinque porte e 14.400 euro per la SporTour. La Nuova Clio Renault Sport “20th” Anniversario aggiunge ulteriori elementi di distinzione con la carrozzeria bicolore: tetto, spoiler e diffusore posteriori sono neri e contrastano con l’ine dita tinta Bianco Ghiaccio Na cré inaugurata proprio da questa versione. La fascia ante-

riore Nero Brillante e la lama tipo F1 antracite esaltano il gioco dei contrasti del paraurti anteriore; il diffusore posteriore presenta, a sua volta, una tinta Nero Brillante, mentre i retrovisori antracite sono abbinati alla lama aerodinamica tipo F1. La sportiva dell’Anniversario monta cerchi in lega 17” Be Bop diamantati. SPORTIVA RAFFINATA Anche in questo caso, il badge “20th” è riportato sui montanti delle porte. All’interno, la plancia offre di nuovo la doppia impuntura mentre le bocchette di aerazione in cromo satinato sottolineano l’atmosfera lussuo-

sa. Nuova Clio R.S. “20th” Anniversario adotta sellerie specifiche in tessuto grigio argento e copri-tappetini anteriori. Proposta a 25.600 euro in versione tre porte con motorizzazione 2.0 16V da 148 kW/ 203 cv. Nuova Clio Renault Sport “20th” Anniversario propone diversi equipaggiamenti, molti dei quali rivolti a migliorare il comfort di bordo, come il climatizzatore automatico, il Carminat TomTom, i retrovisori ripiegabili elettricamente, gli alzacristalli con comando a impulso e l’impianto Radiosat 80W CD MP3. In tema di sicurezza, c’è a disposizione il limitatore/ regolatore di velocità, i fari a visibilità laterale e gli airbag laterali a tendina.

RENAULT / SULLA LAGUNA IL NUOVO SISTEMA 4CONTROL A QUATTRO RUOTE STERZANTI

La tecnologia che non c’è... Con l’innovativo sistema crescono maneggevolezza, piacere di guida e sicurezza. Le speciali Laguna 4Control sono già disponibili a listino con un sovrapprezzo di 1.000 euro. Dalle diverse motorizzazioni disponibili è escluso il solo diesel 2.0 150 cv della Coupé. Ottavia Molteni

MONZA - Per Renault rappresenta la “tecnologia che non c’è”, ma il sistema 4Control a quattro ruote sterzanti gestite elettronicamente, disponibile sul l’intera gamma Laguna (Berlina, Sportour, Coupé), costituisce in verità solo l’ultimo capitolo, apparentemente il più compiuto e destinato a mantenersi nel tempo, di una storia di ricerche e progressi (tentati) i ni ziata negli Anni Ottanta e proseguita in parte nei Novanta. Case automobilistiche di primo piano come la Bmw con il “Dynamic Drive”, Audi e il suo “Quattro” oppure il Gruppo PSA con il retrotreno direzionale montato sulle Citroën ZX e Xsara e la Peugeot 306 hanno cercato nel tempo di segnare la strada offrendo al pubblico prodotti che promettevano stabilità di guida in curva e nei movimenti veloci di scarto, maneggevolezza, precisione di manovra. Tutte doti che, archiviati quel li che non sono passati alla storia come successi commerciali, si ritrovano oggi sul

sistema sviluppato da Renault Sport Technologies e posseduto in e sclu siva dal marchio francese al meno per quanto concerne i modelli cosiddetti generalisti. “Il lancio della gamma 4Control rispecchia la filosofia propria del marchio -

ha dichiarato Luciano Ciabatti, Direttore Marketing di Renault Italia - che consiste nel proporre al più ampio pubblico le più recenti innovazioni tecnologiche, in una sorta di democratizzazione dell’offerta. Non proponiamo fronzoli,

ma solo l’essenziale, qualifica che pensiamo spetti al nostro telaio a quattro ruote sterzanti in grado di regalare piacere di guida senza derogare sugli aspetti legati alla sicurezza”. Le speciali Laguna 4Control sono già disponibili a listi-

no con un sovrapprezzo di 1.000 euro. Dalle diverse motorizzazioni disponibili è escluso il solo diesel 2.0 150 cv della Coupé. “Ormai l’80 per cento delle richieste per Laguna si riferiscono al la gamma 4Control” ha aggiunto Ciabatti, protagonista assieme a un gruppo di colleghi di una speciale sessione di test ospitati sull’asfalto del Tempio della Velocità, l’Autodromo di Monza. Attraverso il giro della pista brianzola, con la temibile staccata in fondo al rettilineo di partenza, le aree di scorrimento e le parti più guidate con le chicane in successione, abbiamo potuto saggiare di persona come la riduzione del rapporto di demoltiplicazione regali uno sterzo più diretto, pulito, incisivo anche ad andatura decisamente sostenuta. Dalla spalla il lavoro (e quindi il carico) passa sull’impronta a terra, piena, con conseguente miglior tenuta di strada e contemporanea minor deriva, e quindi attrito, e quindi usura del pneumatico. Il mezzo è più gestibile, permette di evitare agevolmente gli ostacoli, risponde al

meglio in caso di frenate secche, d’emergenza, an che su fondo bagnato, come abbiamo provato a fare in altra parte della struttura monzese. Il sistema 4Control entra in gioco a diverso titolo quando si viaggia al di sotto dei 60 km/h e quando si supera tale soglia. Nel primo caso le ruote posteriori sterzano in senso inverso rispetto all’avantreno per garantire più agilità e consentire gli spostamenti in spazi angusti, come possono essere alcune vie del centro storico cittadino. A ve locità più elevate il movimento delle ruote si fonde in un tutt’uno, il retrotreno ricalca perfettamente la traiettoria impostata regalando al guidatore la massima tranquillità e la consapevolezza di dominare la strada. Come ricordava in chiusura di intervento Ciabatti “è come se in ogni macchina della nuova gamma Laguna 4Control se ne nascondessero due, di cui una più piccola”, quasi che le doti di maneggevolezza compattassero, seppure solo virtualmente, le reali dimensioni del veicolo.


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