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MENSILE DI INFORMAZIONE E CULTURA DEL MONDO DEI MOTORI

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Il Mondo dei Trasporti Asapress.net

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Direttore responsabile: Paolo Altieri

 GRUPPO FIAT / Le novità per il 2003

VEGA EDITRICE - ANNO 46 - N. 486 - GENNAIO/FEBBRAIO 2003 - Euro 2,00

Mercedes-Benz/La nuova Classe E S.W.

Unrae/Parla il Presidente

I modelli della svolta Pistola: il 2003 un anno-chiave (Intervista a pag. 3)

Un’altra Stella (ALTIERI a pag. 13)

 ROLLS-ROYCE /Presentata la nuova Phantom

TORINO - Tante novità per uscire dalla crisi. Così si potrebbe sintetizzare l'anno che va a incominciare per il Gruppo Fiat. Tutti e tre i marchi, Alfa Romeo, Fiat e Lancia, hanno delle novità da proporre per il 2003, a conferma di una vitalità e di una forza di reazione che lasciano ben sperare per il futuro. La Fiat ha presentato al Motor Show di Bologna la Simba, un concept rivoluzionario per l’originalità dello stile e la versatilità d’impiego, un prototipo che in realtà è la prefigurazione della futura Panda che entrerà in produzione il prossimo anno. Primo esempio in Europa di fuoristrada di ridotte dimensioni ma capace di combinare connotazioni da “off-road” con il comfort e le dimensioni di una vettura tradizionale, la Simba è un'automobile dalla doppia anima che comunica subito freschezza e simpatia oltre a solidità e robustezza. Questo prototipo è la prefigurazione di un’auto che può essere vista e vissuta come un vero fuoristrada alle prese con un rally nel deserto o tra la fitta vegetazione di una giungla, ma anche capace di affrontare con disinvoltura le intricate vie di un centro cittadino e gli slalom imposti dal traffico metropolitano. Per la Fiat Simba non c’è difficoltà che non possa essere superata facendo ricorso alla trazione integrale di cui dotata (sistema 4x4 con giunto viscoso) e alle sue dimensioni ridotte, essendo lunga 368 cm, alta 173 e larga 163. All’esterno questo prototipo si distingue per le linee nette della carrozzeria e per le dotazioni tipiche dei fuoristrada: dai grandi proiettori alla ruota di scorta posta sul tetto, dal parabrezza ampio per assicurare la migliore visibilità ai fianchi dritti che garantiscono facilità di manovra. Nello stand Fiat erano esposti anche il Doblò Sandstorm, versione off-road del Doblò che vuole essere una trasformazione in fuoristrada da competizione di un veicolo tradizionale, e due novità mondiali nella gamma Punto: la Natural Power con motore a metano e a benzina e Student, versione concepita per i giovani con accessori dedicati. Ma un'altra importante novità era costituita dalla presentazione in anteprima della nuova Fiat barchetta ristilizzata, che entrerà in produzione a partire dal marzo prossimo. Il frontale è dominato da una nuova griglia anteriore, una “bocca” nera orizzontale di grandi dimensioni, che conferisce al modello maggiore aggressività stilistica. Impressione rafforzata anche dal terminale di scarico maggiorato; dai paraurti anteriori e po-

Vittoria Alata con la firma Bmw Linee nobili, semplicità della forma ma anche grande dignità per un modello che non passa assolutamente inosservato. Il suo motore è un 6.750 cc a 12 cilindri da 338 kW: e pensare che un tempo alla Rolls non dichiaravano mai la potenza delle loro auto. DETROIT - Nella nuova sede di Goodwood nel West Sussex, in Inghilterra, la RollsRoyce ha presentato la nuova Phantom, che poi è stata esposta al Salone di Detroit. Sono trascorsi solo quattro anni e mezzo dal luglio del 1998, anno in cui il Gruppo Bmw è diventato “custode” della divisione auto del marchio Rolls-Royce con l’intento di lanciare nientemeno che una nuova azienda, un nuovo stabilimento e una nuova vettura nel mese di gennaio del 2003. Promessa puntualmente mantenuta e ufficializzata a Detroit ai primi di gennaio in occasione dell’Auto Show. Sviluppata interamente partendo da zero, la nuova Phantom rappresenta l’essenza del più famoso

(segue a pag. 2)

Paolo Altieri

SPEDIZ. IN ABB. POST. 45% ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 - FILIALE DI MILANO

(segue a pag. 2)

 SPECIALE NISSAN / La seconda generazione della Micra

 FOCUS MINI / In un anno ha conquistato il mondo

Sempre più protagonista

Subito oggetto del desiderio

Un’auto come la nuova Micra, come del resto avviene per molti modelli Nissan, offre un’esperienza di guida assolutamente entusiasmante. Un’auto che ha raccolto a pieno titolo il testimone che le ha passato la prima Micra, presentata nel 1993 e un ormai un best-seller indiscutibile. Una volta al volante della nuova Micra, non si ha più voglia di scendere. Al punto che può capitare di terminare un viaggio controvoglia. E vuoi mettere il piacere di ritrovarsi con parenti e amici a raccontare quanto ci si può divertire a guidare una Micra?

S. DONATO MILANESE - Si è fatta aspettare a lungo. Ma ne è valsa la pena. La Mini prodotta dalla Bmw, che oggi si può considerare una gamma con le varie versioni One, Cooper, Cooper S e i vari livelli di personalizzazione di ciascuna versione, è un’auto ricca di fascino, un fenomeno di costume, un'auto che fa tendenza, esattamente come è accaduto a suo tempo per l’illustre antenata, nata a fine anni Cinquanta dalla matita di Alec Issigonis, poi nominato Sir dalla Regina d’Inghilterra.

(Mutti da pag. 5)

(Altieri da pag. 15)


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Gennaio/Febbraio 2003

Vittoria Alata con la firma Bmw (segue dalla prima pagina) marchio automobilistico del mondo, declinato in chiave estremamente moderna. Guidati dai solidi princìpi di Sir Henry Royce (“Mirate alla perfezione in tutto ciò che fate. Prendete il meglio e miglioratelo. Se non esiste, createlo”) i designer e i tecnici sono partiti da un foglio bianco. Il risultato è un’automobile che racchiude la più sofisticata tecnologia di progettazione, con una qualità senza pari e le migliori soluzioni artigianali. La Phantom ha una carrozzeria space frame in alluminio, un motore V12 con una potenza e una coppia straordinarie e uno stile tutto Rolls-Royce sia nei dettagli esterni che interni. I designer si sono immersi interamente nel patrimonio storico e nei princìpi che hanno reso famoso nel mondo il marchio Rolls-Royce, ispirandosi in particolar modo ai modelli Phantom I e II degli anni Trenta, alla Silver Cloud degli anni Cinquanta e alla Silver Shadow degli anni Settanta. Caratteristiche storiche del design come il passo lungo, lo sbalzo anteriore corto, un terzo montante profondo, il cofano lungo e una particolare linea di cintura, tale da far sembra la vettura in leggera accelerazione anche da ferma, sono gli elementi fondamentali mantenuti anche nella nuova Phantom, oltre alla famosa griglia del radiatore e all’emblematica statuetta in cima al cofano: la Spirit of Ecstasy.

qualità. L’accesso avviene tramite portiere contrapposte (quelle posteriori sono incernierate dietro), un richiamo all’era classica della Rolls-Royce che è stato scelto per rendere più agevole l’accesso posteriore. Grazie alla presenza di un pianale piatto, i passeggeri possono prendere posto dietro semplicemente camminando, girandosi e sedendosi. Il profilo lievemente curvo del sedile posteriore favorisce la socialità dell’ambiente. La nuova Phantom è facile e gratificante da guidare. Un aspetto questo da non sottovalutare, dal momento che quasi tutti i proprietari preferiscono guidarla personalmente. La posizione di guida alta offre una visuale eccellente. La Phantom permette una guida intuitiva e senza sforzo, è rifinita con estrema cura e reagisce in maniera molto precisa. Ammortizzatori ad aria autolivellanti, ammortizzatori elettronici e retrotreno multilink, sospensioni anteriori a doppi bracci oltre al passo lungo e ai pneumatici di grandi dimensioni rappresentato un perfetto connubio fra prestazioni e maneggevolezza. Le grandi ruote e i pneumatici sono stati progettati espressamente per questa vettura: è la prima vettura al mondo a utilizzare come standard il sistema PAX

“run-flat tyre”, che permette alla Phantom di percorrere 100 miglia a una velocità di 50 miglia all’ora dopo una foratura.

Speciale e unica nel suo genere Su strada, il motore V12 da 6,7 litri, sviluppato espressamente per la Phantom, dispone di ampie riserve sia di potenza che di coppia. La nuova Rolls può accelerare da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi e raggiunge una velocità di punta, autolimitata, di 240 km/h. La generosa coppia, disponibile già ai bassi regimi, fa scattare la Phantom agilmente e senza sforzo. La coppia massima è di 720 Nm a 3.500 giri/min., ma la cosa più importante è che il 75 per cento è disponibile già a 1.000 giri/min. La potenza massima è di 338 kW. Le ultime novità tecnologiche in termini di combustione (iniezione diretta di benzina, alzata e fasatura variabile delle valvole) sono fondamentali per ottenere un elevato risparmio di carburante per una vettura delle dimensioni e della potenza della Phantom. Nel ciclo extraurbano il consumo è di soli 11 litri per 100 km, e quello medio globale è di 15,9 litri per 100 km. La Phantom, oltre a questa caratteristiche principa-

Per gli interni è stata utilizzata la pelle più pregiata, abbinata a rifiniture in Cashmere con dettagli nella realizzazione dell’abitacolo tali da creare un’atmosfera semplice ma di indubbia

Mensile di informazione e cultura del mondo dei motori fondato nel 1958 Direttore Responsabile: Paolo Altieri Comitato di Direzione: Paolo Altieri, Raffaello Barbaresi, Valerio Oliveto Art Director: Renato Montino Relazioni Pubbliche: Luisella Crobu Direzione e redazione: Via Ramazzotti, 20 - 20052 Monza Parco (MI) Tel. 039/49.31.01/49.31.02 - Fax 039/49.31.02 Amministrazione: Vega Editrice srl, via Ramazzotti 20, 20052 Monza Parco - Italy, tel. 039-49.31.01/49.31.02, fax 039-49.31.02. PUBBLICITÀ: Co.Prom., via Ramazzotti, 20 - 20052 Monza tel. 039-493101/493103 - fax 039-493102 DIFFUSIONE ABBONAMENTI: Cellofanedit, Cologno Monzese (MI) COMPOSIZIONE E FOTOLITO: Varano Fotocomposizione snc, Busto Garolfo (Milano) STAMPA E LEGATORIA: Ottavio Capriolo spa, Milano Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Milano n. 133 del 3/4/1969. Una copia Euro 2,00; arretrati il doppio. ABBONAMENTO: annuo Euro 20,00, estero Euro 40,00. Versamento su c/c postale n. 40699209 intestato a Vega Editrice Srl (MI). Per eventuale cambiamento d’indirizzo degli abbonati, accludere 0,50 Euro in francobolli. Spedizione in abbonamento postale 45% Art. 2 comma 20/B Legge 662/96 - Filiale di Milano. Manoscritti e fotografie non richiesti non si restituiscono. Tutti i diritti riservati © by AUTORAMA.

Una nuova casa a Goodwood G OODWOOD - Nella ricerca del luogo per la nuova sede e il nuovo stabilimento, fu chiaro fin dall’inizio che avrebbe dovuto trovarsi in Gran Bretagna, il Paese che ha dato i natali alla Rolls-Royce - ma furono considerati anche altri fattori. L’area doveva essere sufficientemente ampia, ben collegata e servita, con accesso a un circuito di prova e con facile reperibilità di manodopera specializzata. Inoltre, poiché molti clienti avrebbero voluto visitarlo, lo stabilimento sarebbe dovuto sorgere in una zona particolarmente bella. Goodwood è risultata in assoluto la miglior scelta per tutti questi parametri. Lo stabilimento di Goodwood unisce innovazione tecnologica e progettuale con il meglio delle conoscenze artigianali. La nuova Rolls-Royce

Phantom è un esempio di precisione manuale inedito nel mondo dell’industria automobilistica. L’impianto Rolls-Royce di Goodwood è un ambiente di lavoro stimolante, con numerose vetrate per offrire il massimo di luce naturale. I fabbricati si adattano perfettamente all’ambiente circostante offrendo, ad esempio, il più grande “living roof” d’Europa. Migliaia di piante di sedum (borracina) non solo cambiano colore con le stagioni, ma contribuiscono a conservare il calore nei mesi invernali. Lo stile originale ed ecologico dello stabilimento conferma il concetto di eccellenza senza compromessi che ha ispirato tutto il progetto. Un altro esempio della cura con cui alla Bmw hanno dato vita al “programma Rolls-Royce”.

La nuova Phantom dispone di pneumatici con sistema PAX “run-flat tyre”, che consentono di percorrere 100 miglia a una velocità di 50 miglia all’ora dopo una foratura.

li, ha tutta una serie di dettagli che contribuiscono a renderla speciale e unica nel suo genere, cosa di cui la Rolls-Royce è sempre andata fiera. Ad esempio, la Spirit of Ecstasy è retraibile elettricamente, e quindi può essere nascosta alla vista ogni volta che l’automobile è in sosta; i coprimozzi con il logo a doppia R che rimane sempre in posizione verticale; gli ombrelli sempre disponibili nelle portiere posteriori. Secondo Tony Gott, presi-

Con la pelle più pregiata

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ROLLS-ROYCE/DOVE NASCE LA PHANTOM

I modelli della svolta (segue dalla prima pagina) steriori con un design più moderno; dai fendinebbia che ora sono di serie sull’intera gamma. La dotazione comprende ora ABS, airbag, Hi-Fi con autoradio RDS/ EON, lettore di CD e di file in formato MP3, antenna elettrica, quattro altoparlanti e doppio subwoofer. Inediti i tessuti con cui sono rivestiti i sedili, in tinta coordinata con quella della carrozzeria. Quanto all’Alfa Romeo ha esposto la 156 GTAm, studio di evoluzione stradale della 156 GTA sviluppata dalla N-Technology, la squadra corse dell’Alfa Romeo. Questa vettura laboratorio è frutto di una doppia scommessa: da una parte trasformare un veicolo da competizione in una vettura stradale; dall'altra migliorare un propulsore già ai vertici per prestazioni e potenza. La cilindrata del motore è stata portata da 3.200 a 3.548 cc, e la potenza è di 300 cv a 6.800 giri/min, mentre il cambio di serie è a sei marce più retromarcia abbinato a un differenziale autobloccante viscoso. All’esterno la vettura si distingue per uno spoiler che migliora il flusso aerodinamico, per i cofani e i parafanghi in materiale composito e le ruote in lega 8x19” con pneumatici 235/35 ZR 19. Pinze freni e dischi Brembo sono del diametro di 330 millimetri: sono stati ovviamente adeguati alle prestazioni. Presente nello stand anche la mostra itinerante “Bellezza necessaria” che ha proposto varie celebri vetture Alfa Romeo del passato, come la 2900 6C. Dopo l'esordio al Salone di Barcellona nel 1994, la mostra che celebra lo stile italiano e i successi del marchio Alfa ha toccato Amsterdam (1995), Copenaghen (1996), Dublino (2000), Yokohama (2001) e (Londra

dente e capo dell’esecutivo della Rolls-Royce Motor Cars, “il marchio Rolls-Royce è stato per circa 100 anni il simbolo della tecnologia e del design motoristico. Il nome è sinonimo di perfezione. Crediamo che la nuova Rolls-Royce Phantom continui a far vivere questa illustre tradizione, con un design e una tecnologia d’avanguardia”. “Il suo nome - prosegue Tony Gott - rievoca il carattere delle Phantom I e II degli anni Trenta e riflette i va-

lori eterni di qualità, distinzione e autorevolezza, coniugando il meglio della tradizione con la massima espressione di design, tecnologia e progettazione per accompagnare con sicurezza la Rolls-Royce nel ventunesimo secolo”. La nuova Phantom è già disponibile al prezzo di 320mila euro più le tasse. L’ultima Rolls-Royce prodotta a Crewe, dove oggi nascono solo le Bentley, è stata una Corniche Convertibile che è stata destinata al Museo della Casa.

2002) riscuotendo notevoli consensi. La Lancia ha presentato il prototipo Granturismo, nato dalla collaborazione tra il Centro Stile Lancia, lo Studio Carcerano e la Carrozzeria Maggiora, che vuole rappresentare il punto d’incontro tra sperimentazione estetica e tecnologia informatica e virtuale. Presente anche una nuova versione della Lybra, la Emblema, caratterizzata all’interno dai sedili in morbida pelle color tabacco e dal tetto nero abbinato al colore della carrozzeria (quest'ultimo particolare è però un optional esclusivo della versione Station Wagon). I motori della Lybra Emblema sono il 1900 JTD da 110 cv, il 2400 JTD da 150 cv, e il due litri a cinque cilindri da 150 cavalli. Il cliente può scegliere fra tre diverse tonalità di grigio e l'esclusivo verde Perugino, un colore quest’ultimo che è ispirato alle vetture Lancia degli anni Sessanta. Hanno debuttato al Motor Show anche due nuove versioni della Lancia Y: la serie speciale Vanity e la rinnovata LS. La Vanity vanta colori esclusivi, gli specchietti retrovisori con sensore della temperatura esterna, fanali posteriori con effetto “fumé” e parti vetrate in colore blu: la dotazione di serie include tra l'altro il climatizzatore, doppio airbag, volante e sedile di guida regolabili in altezza, autoradio con lettore CD della Clarion, fendinebbia e telecomando per apertura e chiusura delle portiere. Il motore può essere un 1200 Fire da 60 cv o un 1200 a 16 valvole da 80 cv. Più ricco l'allestimento della nuova Lancia Y LS, che ora ha di serie ABS, airbag, volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, autoradio con lettore di CD Clarion e predisposizione per CD-changer. Nuovi i rivestimenti in tessuto microfibra Madras. Il motore può essere un 1200 da 60 cavalli o un 1200 a sedici valvole da 80 cavalli. Questa si può considerare una serie “ponte” in attesa che arrivi il nuovo modello. Gianni Mirto


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 UNRAE / Il 2003 anno-chiave per il nostro mercato

Buoni motivi per essere ottimisti “Il 2003 - sottolinea Salvatore Pistola, presidente dell’associazione dei costruttori esteri - potrà essere un anno importante per l’evoluzione del nostro mercato. Prevediamo un’ulteriore crescita del diesel, che potrà raggiungere il rapporto di 1 a 1 con i modelli a benzina e un’ulteriore crescita in volume e quota di mercato dei costruttori internazionali, già oggi al 70 per cento dell’intero mercato”. MILANO - Il 2003 sarà un anno-chiave per l’evoluzione del mercato italiano. Lo ha detto il Presidente dell’Unrae, Salvatore Pistola, nel corso del tradizionale incontro di fine anno con i giornalisti dell’automobile, svoltosi a Milano. “L’industria dell’auto - ha detto Pistola - ha attraversato un ciclo non favorevole. I primi sei mesi del 2002 hanno avuto un esito semplicemente disastroso, mentre nel secondo semestre gli ecoincentivi, magistralmente interpretati dai costruttori, hanno saputo risollevare le sorti di un mercato che chiuderà il 2002 a quota 2 milioni e 215mila circa auto vendute. Le previsioni di vendite del mese di dicembre parlano di 145mila auto vendute, mentre nel corso dell’anno sono stati venduti anche 243mila veicoli commerciali, 46mila veicoli industriali e autobus e 13.400 fra caravan e autocaravan”. Quanto all’usato, le stime parlano per il 2002 di circa 2,7 milioni di trasferimenti di proprietà, con una previsione di 3 milioni per il 2003, quando saranno entrate in vigore le nuove norme sulle garanzie.

47 milioni nel mondo Nel mondo nel 2002 sono stati venduti 47 milioni di automobili, di cui 16,5 milioni negli Stati Uniti, 4.350.000 in Giappone, e 14,3 milioni in Europa. Rispetto al 2001 gli Stati Uniti e l’Europa denunciano una leggera flessione (-3,5 e 3,7 per cento rispettivamente) mentre il Giappone chiuderà l’anno con un lieve incremento (più 1,4 per cento). “Il 2002 - ha detto Pistola - è stato l’anno che ha fatto registrare una maggiore instabilità nel corso del primo semestre. A questa hanno fatto seguito segnali di ripresa in relazione agli eco-incentivi prima dell’irrompere della crisi dell’industria nazionale”. A un tasso di crescita dell’economia talmente basso da ra-

positivo (anche perché è stata appena diffusa dalle fonti governative la notizia che anche nel 2003 verranno confermati gli eco-incentivi). “Il 2003 - ha detto Pistola potrà essere un anno importante per l’evoluzione del nostro mercato. Prevediamo un’ulteriore crescita del diesel, che potrà raggiunSalvatore Pistola, presidente di Land gere il rapporto di Rover Italia e dell’Unrae. Sotto, 1 a 1; un’ulteriore la Peugeot 206 SW, che incrementerà crescita in volume e quota di mercale vendite di questo modello. to dei costruttori internazionali, già al 70 per sentare l’involuzione si è accento dell’intero mercato, compagnato un certo senso oltre che del mercato di sfiducia della potenziale dell’usato, che ha fatto regiclientela, preoccupata per strare nel 2002 un incremenl’incerta situazione del Paeto del 5 per cento rispetto al se. Ma nel 2003 le cose do2001”. Pistola prevede che il vrebbero evolversi in senso

MILANO - Il 2002 si è chiuso con 2.215.000 immatricolazioni, con un calo dell’8,3 per cento rispetto all’anno precedente, e in linea con le previsioni fatte dall’Unrae dodici mesi prima. “C’è da considerare ha detto in proposito il Segretario Generale dell’Unrae Gianni Filipponi - che l’aspettativa di allora era di una crescita del PIL di circa il 2 per cento, mentre il dato consolidato non supererà lo 0,4 per cento. Senza gli eco-incentivi l’anno si sarebbe chiuso con 150mila unità in meno”. Nel 2002 è stata particolarmente significativa la crescita di auto estere, con 4,2 punti percentuali in più rispetto al 2001. In dieci anni la quota delle auto estere vendute in Italia è passata dal 56,4 per cento del 1992 al 70 per cento del 2002. “L’anno 2002 - ha detto Filipponi - ha registrato anche un inevaso di circa 280-290mila unità, con una quota diesel del 53 per cento”. Ma se il calo dei volumi è stato dell’8,2 per cento nel 2002, quello del fatturato è stato del 2,9 per cento grazie all’aumento del prezzo medio ponderato, un fenomeno questo legato al fatto che la gente vuole auto sempre più accessoriate indipendentemente dal segmento di appartenenza. E ora veniamo a una rapida analisi dei vari segmenti. Quello “A” delle piccole ha registrato un leggero calo (14,74 per cento del mercato rispetto al 15,31 per cento del 2001) come conseguenza dell’anzianità di alcuni prodotti come Fiat Panda e Seicento, Ford Ka, Daewoo Matiz e Renault Twingo. Significativa comunque la performance della smart, giunta al 10 per

2003 chiuderà a 2.300.000 auto, con un incremento del 3,8 per cento rispetto al 2002. “Il mercato italiano dell’auto - ha aggiunto il Presidente dell’Unrae resta dunque un pilastro dell’economia nazionale, per giro di affari, gettito fiscale con oltre 65 miliardi di euro, posti di lavoro, attività commerciali e influenza sul Prodotto Interno Lordo”. Pistola ha poi ribadito che a maggior ragione il comparto auto necessita di maggiore attenzione da parte dello Stato. “Siamo convinti - ha detto - che vada affrontato in modo assolutamente sistematico il rinnovo del parco circolante, rinnovo che è dettato dalla presenza sulle strade di otto milioni e mezzo di auto non catalizzate, molto inquinanti e prive di quel tasso di sicurezza che caratterizza le vetture prodotte oggi”. Il Presidente dell’Unrae ha ricordato come in Germa-

nia tre anni prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di vendere solo auto catalizzate fu avviato un programma d’incentivazione teso a eliminare al più presto le vetture più inquinanti. “Oggi quel Paese - ha detto Pistola - vanta un parco auto che è catalizzato al 99 per cento”.

Auto aziendali penalizzate Non è mancato un richiamo al Governo per arrivare alla revisione del sistema fiscale riguardante le auto aziendali, ben lontano da quello medio europeo. Si tratta di rivedere il sistema, tenendo conto del fatto che un adeguamento della fiscalità comporterebbe automaticamente anche vantaggi significativi per le aziende italiane chiamate a competere a livello internazionale, e sino a oggi danneggiate proprio dai differenti cari-

cento del segmento. Le auto estere sono al 49 per cento del mercato di questo segmento. Il segmento B (compatte), stabile da alcuni anni, si è confermato come quello di gran lunga di maggior volume per il mercato italiano. I maggiori successi del 2002 sono stati quelli della Peugeot 206, dell’Opel Corsa, della Toyota Yaris, della Renault Clio, della Volkswagen Polo, della Ford Fiesta e della Mini. Davvero notevole l’exploit della Citroën C3, con 30mila unità vendute in soli 9 mesi. Le auto estere hanno una quota di mercato in questo segmento del 60,3 per cento, grazie anche al calo di vendite di prodotti come la Fiat Punto e la Lancia Y. Tra le new entry un ruolo significativo nel 2003 dovrebbero giocarlo le nuove Nissan Micra, Ford Fusion, Honda Jazz e Hyundai Getz. Molto forte la presenza delle diesel, arrivate al 22,8 per cento del segmento. Il segmento C (berline medie) è al 28,5 per cento del mercato: la crescita qui è contenuta rispetto alla media europea, per il mancato decollo della Fiat Stilo, mentre sono andate bene l’Alfa 147, la Ford Focus e la Peugeot 307.

Nel segmento C è più forte la presenza delle auto estere Questo è il segmento con il maggior volume di auto estere: 71,3 per cento, mentre il diesel è arrivato al 65,1 per cento, con una crescita percentuale di oltre 10 punti rispetto al 2001. La Ford Focus è di gran lunga la vettura diesel più venduta in Italia. Il segmento D (grandi berline) è al 15,9 per cento, e la sua quota è quasi agli stessi livelli dello scorso anno grazie alla presenza di auto come la Bmw Serie 3, l’Audi A4, la Mercedes Classe C e la Renault Laguna II. Molto importante la quota di station wagon (40 per cento) e addirittura preponderante (80,6 per cento) la quota di auto estere: lo sono quattro vendute su cinque. Tra i maggiori successi, oltre alle auto citate va ricordata anche la Volkswagen Passat. In questo segmento il diesel è all’83,5 per cento. Il segmento E (ammiraglie) è al 3,5 per cento, è stabile e la presenza diesel è del 79,9 per cento. Tra i vari modelli, da segnalare i successi delle Mercedes Classe E e M, Bmw X5 e Volvo S60 (in questo segmento sono incluse anche le sport-utility di grandi dimensioni). In diesel in Italia è al 50 per cento, contro il 40 per cento di media del mercato europeo. Spider e

chi fiscali fra mercato e mercato. Pistola ha poi ricordato che “il 2002 è stato un anno importante per l’auto in Italia per altri tre motivi: l’introduzione del Nuovo Regolamento della Distribuzione, l’entrata in vigore delle nuove garanzie europee e l’introduzione del nuovo sportello telematico. Tre fatti che direttamente o indirettamente riguardano più da vicino i consumatori, che da questi tre eventi potranno trarre significativi benefici”. Il Presidente dell’Unrae ha poi concluso il suo intervento ricordando la necessità del Governo di intervenire per contenere gli aumenti enormi dei premi di assicurazione RC auto: “Su questo punto - ha detto ci aspettiamo dal Governo un’azione forte e definitiva, in grado di riequilibrare una voce che incide pesantemente sulle gestione quotidiana del mezzo privato di trasporto”.

coupé hanno una quota simile, con l’uno per cento del mercato: tra le vetture aperte si registra un dominio della Peugeot 206 CC seguita a una certa distanza dalla smart, mentre tra gli spider di prestigio vanno giudicate buone le performance di Bmw Serie 3, Mercedes C/SLK e Saab 9-3. Fra le coupè dominano la Mercedes C/SLK, le Bmw Serie 3 e le Porsche, con la presenza ai vertici anche della Hyundai. I monovolume compatti sono quasi all’8 per cento del totale del mercato, il diesel è al 63,5 per cento e le “regine” sono l’Opel Zafira, la Renault Scénic, la Citroën Picasso e la Mercedes Classe A. Buono il debutto della Toyota Corolla Verso e della Hyundai Matrix. Nel 2002 è ripresa la crescita delle monovolume grandi, con l’1,6 per cento del mercato e una quota diesel del 94,3 per cento. Al vertice conferma della Chrysler Voyager, della Kia Carnival, della Ford Galaxy, della Volkswagen Sharan e della Seat Alhambra. Ottimo il debutto della Toyota Avensis. Significativa la presenza in questo segmento praticamente di tutti i grandi produttori. Le multispazio sono all’1,4 per cento del mercato, con una quota diesel del 65,6 per cento e la leadership è costituita dalla Fiat Doblò e dalla Renault Kangoo. Ottimo il bilancio per i fuoristrada, ormai al 5 per cento del mercato e con un notevole incremento (0,6 per cento) rispetto alla quota di mercato del 2001. Quasi tutto il merito di questo salto in avanti si deve ai Suv, gli sport utility vehicle che ormai sono al 50 per cento del segmento. Al vertice dei best-seller troviamo infatti dei Suv come la Toyota Rav4 e la Land Rover Freelander, mentre tra i fuoristrada classici la prima è la Mitsubishi Papero. Le nicchie sono al 17,7 per cento del mercato, e monovolume e fuoristrada sono in costante crescita. Si è leggermente contratto il mercato delle Station Wagon (12,3 per cento invece di 13,2) e le leader qui sono Ford Focus e Opel Astra: notevoli i risultati delle Audi A4, Volkswagen Passat e della new entry Peugeot 307. Le berline sono stabilizzate al 70 per cento del mercato, ma se si escludono i segmenti A e B (dove sono presenti solo berline) la loro quota scende al 40 per cento. Quanto alle aree geografiche, il nord è al 51, 2 per cento e si va contraendo, il centro e il sud sono invece cresciuti e sono al 27,4 e al 13,5 per cento. In lieve aumento anche le isole, con il 7,8 per cento. Attualmente il parco circolante in Italia è costituito da 30 milioni di auto.


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Protagonisti CARLO SIMONGINI Presidente Mazda Motors Italia B OLOGNA - Alla conferenza stampa della Mazda Motor Italia al recente Motor Show di Bologna ha voluto vicino a sé i suoi tre figli Camilla (9 anni), Carlotta (6 anni) e Andrea (3 anni) e questo è già un segno importante della personalità di Carlo Simongini, dal 1° luglio dello scorso anno presidente e amministratore delegato di Mazda Motor Italia. Quarant’anni, originario de L’Aquila, studi classici al Liceo “Domenico Cotugno”, laurea in econonomia brillantemente conseguita (con 110 e lode) all’Università di Pescara, una brillante attività sportiva da “maratoneta” nel mezzofondo sugli 800, 1.500 e 3.000 metri (in quest’ultima specialità con il tempo di 8’01 era tra i migliori cinque in Italia), Master alla Bocconi in direzione aziendale, moglie trentina (Laura), Carlo Simongini sembra avere l’argento vivo addosso. Lo percepisci dal suo modo di esprimersi, dalla sua gestualità, dal suo modo di proporsi e gestire i collaboratori, dalla convinzione che mette in quello che dice e in quello che fa. Sicuramente il timone della Mazda Motor Italia è stato affidato a mani sicure, ad un uomo ricco di un entusiasmo straordinario, convinto che quella della Mazda è un’altra sfida importante che sta affrontando con la certezza di poter fare un ottimo lavoro. “In Mazda - afferma - ho visto molto di me stesso. È un marchio giovane, non molto conosciuto, ma con il suo milione di auto potrebbe essere definita la Bmw giapponese e io credo che con collaboratori che dimostrino il mio stesso entusiasmo, possiamo fare davvero un ottimo lavoro”. Quello di costruire un marchio, di dargli un’immagine forte, è del resto una specialità di Carlo Simongini. Che a 25 anni, subito dopo la laurea, è già alla Ford Italia, in un’azienda internazionale esattamente come lui la cercava.

Il maratoneta di PAOLO ALTIERI

Con una formidabile esperienza alle spalle, il giovane numero uno della filiale italiana della marca nipponica, è fermamente intenzionato a fare di Mazda un marchio di successo anche in Italia. Non ci vorrà molto tempo all’ex studente di economia per diventare uno dei giovani collaboratori più promettenti del presidente Massimo Ghenzer. Che in otto anni gli consentirà tutta una serie di esperienze nei vari settori dell’azienda. Nel 1997 Carlo Simongini lascia la Ford per affrontare quello che ancora oggi definisce “un bellissimo sogno” durato quasi tre anni. Viene assunto, infatti, alla Ducati come direttore generale per l’Italia. Il momento è quanto mai difficile per l’azienda bolognese, ormai al limite del fallimento. Ma Simongini ha le idee chiare. A capo di una piccola pattuglia di uomini, fortemente motivati come lui stesso, l’ex mezzofondista le studia tutte per far dimenticare il refrain all’epoca di moda: “Ducati soldi buttati”. Sa, Carlo Simongini, che il risanamento della Ducati deve avvenire sulla strada della qualità: del prodotto, della gestione aziendale, della rete e naturalmente degli uomini che vivono la realtà dell’azienda. Le difficoltà iniziali vengono superarate brillantemente e con una serie di incrementi spettacolari delle vendite, trimestre per trimestre, ben presto Ducati, di cui intanto il nostro “personaggio” è diventato vicepresidente con la responsabilità del marketing a livello internazionale, diventa una realtà di successo con un volume di vendite che dopo quattro anni raggiunge le 40mila unità. Ancora oggi la

Carlo Simongini, presidente Mazda Motors Italia.

clamorosa escalation della Ducati nei quattro anni del periodo di Carlo Simongini viene studiata come un vero e proprio “history case” alla Bocconi come nell’università americana di Arward. A fine 2000, pur sentendo la Ducati ormai come una sua creatura, Carlo Simongini, in disaccordo con le strategie aziendali dei vertici, decide di abbandonare. Passerà circa un anno a occuparsi di vendite di automobili tramite Internet, segnando ancora una volta dei risultati straordinari, fino a quando il primo luglio scorso non si presenta l’opportunità della Mazda. “Dove - di-

ce - ancora una volta voglio lavorare divertendomi. Che è un po’ il mio segreto”. Il primo grosso impegno è stato quello di cercare gli uomini giusti, che sappiano entrare in sintonia con il suo modo di fare e di concepire il lavoro. “Nella prima riunione - racconta - sono stato molto chiaro con i miei collaboratori. Ho detto chiaramente che se qualcuno non crede nel prodotto Mazda, è meglio lasciar perdere. È inutile perdere tempo a vendere qualcosa in cui non si crede. I miei devono essere uomini e donne che hanno voglia di vivere una grande avventura insieme a me”.

“Dobbiamo essere tutti determinati - prosegue - a concentrare i nostri sforzi, fisici e mentali, su un unico obiettivo: il successo Mazda. Le premesse ci sono tutte. Facciamo parte di un grande gruppo, come è quello della Ford Motor Company, Mazda ha una tradizione di qualità e di tecnologia d’avanguardia non sufficientemente conosciuta, ci sono programmi legati allo sviluppo dei prodotti perfettamente in linea con le esigenze del mercato italiano e della clientela italiana. Si tratta di lavorare tutti insieme con la convinzione che abbiamo tutto il diritto di conquistarci un ruolo di protagonisti sulla ribalta automobilistica in Italia. Il 2002 deve essere considerato, con il volume di 7.500 immatricolazioni, solo la base di partenza, anche se è un ottimo risultato rispetto all’andamento del mercato. Per il 2003 non voglio indicare alcun obiettivo commerciale. So invece che Mazda deve fare un grande salto in avanti. Non sarà un salto in lungo ma triplo o anche quadruplo”. Le premesse ci sono tutte. “Abbiamo già dato vita spiega - a una serie di iniziative importanti, alcune del tutto nuove. Abbiamo cominciato con un accordo con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, nel senso che per ciascun cliente che si presenta presso la nostra rete a provare una Mazda, destiniamo all’associazione un contributo di 6 euro. Poi ab-

biamo deciso di abbinare i nostri colori a quelli della Roma Calcio, il più grande investimento mai fatto da Mazda nel mondo, ma che noi consideriamo di grande efficacia e di grande ritorno all’insegna dello slogan “Emotion and emotion”. La terza importante iniziativa riguarda la trasformazione dell’ex Palatrussardi di Milano in Mazda Palace, dove già nel 2003 verranno organizzate le manifestazioni più diverse mirate a giovani e meno giovani, tutti potenziali clienti di Mazda”. Quanto alla rete di vendita e di assistenza, Carlo Simongini sa altrettanto bene che ci vuole un po’ più di tempo per organizzarla al meglio. “Si tratta - sottolinea - di individuare uomini e strutture che rispondano al meglio alle nostre esigenze ed è una ricerca che va fatta con cautela per evitare errori che farebbero perdere denaro e tempo. In ogni caso contiamo di mantenere un numero di dealer più o meno come quello attuale con punti vendita che non dovrebbero superare il centinaio”. Solo certezze per quanto riguarda i prodotti Mazda. “La gamma attuale - afferma - è già abbastanza competitiva. Ma lo diventerà ancora di più già a partire dai prossimi mesi, con la disponibilità del nuovo Pick-up 2500 in febbraio, della nuova serie limitata della MX-5 Collection in marzo, della Mazda 2 in aprile. E altri numerosi nuovi modelli sono programmati per l’immediato futuro. In pratica, Mazda sarà presto in grado di poter offrire anche alla clientela italiana una gamma di modelli capace di rispondere alle esigenze di ciascun segmento di mercato. Davvero un peccato che Mazda6 abbia mancato per soffio la conquista del trofeo di Auto dell’Anno. Sarebbe stato un bel biglietto da visita per i nostri venditori oltre che il giusto riconoscimento alle qualità di una grande vettura”.

Arriverà a marzo la Mazda 2 che prende il posto della Demio. La gamma della 6 SW è stata ampliata in seguito all’apparizione della versione AWD a trazione integrale permanente.


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FOCUS NISSAN

 LA SECONDA GENERAZIONE MICRA

Ancora protagonista La Casa giapponese è riuscita a dire per la seconda volta qualcosa di veramente innovativo nel segmento delle city-car. Un’innovazione fatta non soltanto di una linea assolutamente inconfondibile, ma anche, per non dire soprattutto, di un diverso rapporto fra l’uomo e l’automobile. Un’auto affascinante e ricca di contenuti. CAPENA (Roma) - In duemila nella nostra Penisola l’hanno già ordinata a scatola chiusa, accontentandosi di vederla solo in televisione e in fotografia, sui quotidiani e sulle riviste. “E questa - dice Giuliano Musumeci Greco, presidente e amministratore delegato della Nissan Italia è una grande dimostrazione di fiducia nei nostri confronti. È una cosa che ci fa enormemente piacere”. “Su un milione e 300mila Micra vendute finora in Europa - prosegue Giuliano Musumeci Greco - ben 260mila sono state acquistate da clienti italiani. E su cento clienti, 55 sono donne. Delle 160mila Micra che verranno prodotte a Sunderland per il mercato europeo, 35mila saranno destinate all’Italia, quasi un quarto della produzione annua. Sono cifre che si commentano da sole”. Giuliano Musumeci Greco mette poi l’accento su un altro punto importante: “La nuova Micra - dice - saprà conquistare il cuore di chi

non ha mai avuto prima una Nissan o una Micra, ma pensiamo che sarà anche un’ulteriore conferma di una grande prova di fedeltà da parte della nostra clientela. Ci aspettiamo che i concessionari ritirino molte Micra usate, e tenute quasi sempre con amore dai loro proprietari, contro il ritiro delle Micra della nuova generazione”.

La prima costava 14 milioni La Micra quando apparve per la prima volta sul mercato italiano nel 1993 aveva un prezzo chiavi in mano di 14milioni di lire, che riparametrati con l’euro di oggi corrispondono a circa 9.767 euro. “La nuova Micra - spiega Giuliano Musumeci Greco - parte da 10.400 euro, ma non dobbiamo dimenticare che la Micra di dieci anni fa aveva di serie solo la chiusura centralizzata, i vetri elettrici anteriori e tre anni di garanzia. La Micra di oggi ha di serie anche quattro air-

a cura di GABRIELE MUTTI bag e l’Abs. L’unico paragone tra le due auto è possibile secondo noi sulla freschezza e la simpatia che emanano la Micra di ieri e quella di oggi. Per questo continuiamo a essere fiduciosi che sarà un grande successo”. Con la nuova Micra la gamma Nissan è stata rinnovata in gran parte, come è già avvenuto per le Primera berlina e wagon, la Almera, la Tino, la X-Trail e la Terrano II. Anche per gli altri modelli facenti parte della gamma sono previsti restyling e rinnovamenti di una certa importanza. Tutti questi prodotti sono ricchi di contenuti e hanno saputo conquistarsi la stima e la fiducia della clientela anche in un mercato notoriamente difficile come quello italiano. I bilanci della Nissan, dopo anni duri e nerissimi, dove si era arrivati a temere per la sopravvivenza stessa dell’azienda, si stanno riprendendo rapidamente, e il

piano “uno-otto-zero” sta cominciando a dare i suoi frutti. “Uno” significa un obiettivo di mercato che la Nissan non può assolutamente fallire da qui al 2005: vendere un milione di auto in più, passando così da due milioni e 700mila auto a tre milioni e settecentomila auto. “Otto” vuole dire che la redditività deve arrivare, sempre entro il 2005, a un livello che non deve essere assolutamente inferiore all’otto per cento. “Zero” vuole dire semplicemente che entro la fine del 2005 la Nissan non deve avere ascritti a bilancio debiti di alcun genere. Un piano tutt’altro che semplice. Ma se si pensa da che situazione di “lacrime e sangue” è partita la Nissan quando l’ha rilevata la Renault, ci si rende conto degli enormi progressi compiuti e soprattutto di quanto prodotti innovativi come la nuova Primera, primo nuovo modello a essere presentato

dopo l’ingresso della Renault in azienda, abbiano contribuito a questo rilancio. Che è fatto anche di sensazioni positive per la clientela quando è al volante di auto con il marchio Nissan.

Non vorresti scendere più Un’auto come la nuova Micra (e come del resto avviene per molti modelli Nissan) offre anche un’esperienza di guida assolutamente entusiasmante. Una volta al volante, non si ha più voglia di scendere. Al punto che può capitare di terminare un viaggio decisamente controvoglia. E vuoi mettere il piacere di ritrovarsi con i parenti e gli amici a raccontare quanto ci si può divertire a guidare una Micra? Tutti i nuovi modelli Renault e Nissan che sono in procinto di fare la loro apparizione sul mercato avranno pianali comuni a un modello di pari segmento e dimensioni prodotto dal part-

ner francese o nipponico, a seconda dei casi. Nissan e Renault prevedono infatti di rafforzare la loro collaborazione nello sviluppo di nuovi modelli e anche nel marketing. In particolare, la Casa transalpina dovrebbe fornire i motori diesel per la prossima generazione della Nissan Almera destinata al mercato europeo (in Giappone la ridotta percorrenza chilometrica annua media delle auto rende poco conveniente il motore diesel). Il costruttore nipponico da parte sua sta già contribuendo con le trasmissioni della Renault Mégane II in arrivo sul mercato europeo. La piattaforma dell’ultima Mégane è stata infatti progettata in comune dalle due aziende per poter essere utilizzata, con minimi adattamenti, anche per la produzione di futuri modelli che saranno proposti con il marchio della Casa del Sol Levante. Da qui al 2010 l’accordo con Renault prevede lo sviluppo di dieci pianali.


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 FOCUS NISSAN / Alla scoperta dei suoi segreti

Cosa c’è dietro un look unico Pensata non solo per la città, unisce alla sua linea elegante un interno all’insegna della praticità e un look assolutamente attuale. La nuova Micra è anche ricca di tecnologia intelligente e racchiude vari dispositivi elettronici di supporto che agevolano il rapporto quotidiano con lei. C APENA (Roma) - La nuova Nissan Micra rompe decisamente con il passato, proponendosi con un look estremamente attuale ma anche con una tale messe di contenuti da costituire un vero e proprio punto di riferimento per il suo segmento. Il suo stile assolutamente personale identifica la nuova Micra come qualcosa di realmente diverso dal solito. Il linguaggio del suo design mescola l’uso di volumi ben definiti a linee arcuate, per ottenere una vettura accogliente, tanto bella quanto rassicurante.

La “bolla” aiuta nei parcheggi

Linea di cintura che è dominante Il taglio ad arco del suo design comprende una linea di cintura dominante che viene riecheggiata nel profilo arrotondato del tetto di Micra. Ma c’è anche una grande sostanza dietro questo profilo esclusivo. La sapiente concezione dell’interno coincide con l’uso di tecnologia intelligente e facile da usare, che non è soltanto avanzata ma anche realmente utile, come la “Intelligent Entry Key” che consente all’utente di bloccare e sbloccare la vettura senza dover armeggiare per trovare una chiave o un pulsante sul telecomando: l’ideale quando si hanno entrambe le mani impegnate, piene di pacchetti. Nel raggio di un metro

internazionale: lo stile esterno è stato tracciato in Giappone (dove l’auto viene da sempre venduta con il nome March) con influenze europee, mentre l’abitacolo è stato creato in Europa. Sebbene sia più corta di tre centimetri rispetto alla generazione precedente, la nuova Micra è più larga e più alta della precedente. La maggior altezza consente ai passeggeri di sedere in posizione più eretta, il che non solo aumenta il comfort, ma permette anche di avere maggior spazio per i bagagli. E con il “punto fianchi” spostato più in alto entrare e uscire dalla vettura è molto più agevole. L’ampia superficie vetrata migliora la visibilità e conferisce più luminosità all’abitacolo. La nuova Micra è lunga 3,71 metri, larga 1,66 e alta 1,52 metri. Il passo è di 2,43 metri.

La nuova Nissan Micra è un deciso passo avanti rispetto alla serie precedente. Nella dotazione spiccano il climatizzatore automatico, i tergicristalli con sensore di pioggia e una “key card” al posto della chiave.

dalla vettura si può aprire la porta premendo il pulsante sulla maniglia della porta. Una volta premuto il pulsante e verificato il codice della chiave, si azionano i lampeggiatori di emergenza a titolo di riconoscimento e la porta viene sbloccata. La nuova Micra si “indossa” con facilità, si fa guida-

re, parcheggiare e vivere altrettanto facilmente, in città e fuori. Per le sue caratteristiche tecniche estremamente avanzate e per la sua simpatia sarà il punto di riferimento per i giovani automobilisti, per i quali rappresenterà un acquisto ambito. Offre anche un’esperienza di guida all’insegna del di-

NISSAN MICRA/PROPULSORI PER TUTTI I GUSTI

A prova di incontentabili CAPENA (Roma) - Tutti i motori della nuova Micra sono inediti o profondamente rivisitati. Al momento del lancio la gamma è composta da tre motori a benzina. Queste tre unità fanno tutte parte della famiglia di motori Nissan CR accomunati dalla struttura interamente in alluminio, dai cilindri alle teste, con distribuzione a doppio albero a camme e quattro valvole per cilindro. Sono tutti a quattro cilindri e hanno cilindrate di 1.0, 1,2 e 1,4 litri e sviluppano rispettivamente 48 kW (65 cv), 59 kW (80 cv) e 65 kW (88 cv). I consumi nel ciclo combinato sono rispettivamente di 5,8, 5,9 e 6,3 litri per 100 chilometri. Per tutte, la capacità del serbatoio carburante è di 46 litri. I principali interventi migliorativi riguardano l’adozione di un corpo sfarfallato a comando elettronico (drive by wire), del sistema Nissan di controllo della fasatura variabile e di collettori di aspirazione e scarico di maggiore lunghezza per migliorare l’erogazione della coppia. Nel 2003 sarà introdotto il motore Diesel 1.5 dCi a iniezione diretta “common rail” nelle due versioni da 65 e da 82 cavalli, già presenti su alcuni modelli della Renault e come tale ampiamente collaudato. Tutti questi motori rispettano le più stringenti normative sull’inquinamento (il 1200 e il 1400 sono già in linea con la normativa Euro 4) e sono abbinati di serie a un cambio manuale a cinque marce. A richiesta le versioni con motore a benzina di 1,2 e 1,4 litri potranno avere una tra-

smissione automatica a gestione elettronica con quattro rapporti. L’aumento di potenza e di coppia (il motore 1.4 segna un incremento del 16 per cento rispetto alla unità precedente di pari cilindrata) e il cambio più dolce e con escursione minore rendono la nuova Micra più brillante e più piacevole da guidare. Comfort, silenziosità e raffinatezza generale sono stati notevolmente migliorati. Per ridurre le vibrazioni del motore si è fatto ricorso a un supporto di tipo idrodinamico mentre il nuovo sottotelaio frontale provvede ad assorbire i disturbi indotti dal fondo stradale impedendone il passaggio all’abitacolo. Anche l’esteso uso di materiali fonoassorbenti supplementari e le rinnovate guarnizioni di tenuta delle portiere hanno contribuito a garantire un’assoluta silenziosità di marcia, a tutto beneficio del comfort di guidatore e passeggeri anche nei viaggi più lunghi.

vertimento grazie al pianale inedito e ai nuovi motori.

Il piacere del “tutto tondo” Destinata a confermarsi come la Nissan più venduta in Europa, la nuova Micra va ad affiancare l’apprezzata nuova Primera e il vincente X-Trail, ai vertici delle vendite nel suo settore, per rafforzare ed espandere il marchio Nissan sul mercato europeo. La nuova generazione della Micra, pur conservando l’impronta inconfondibile e simpatica della precedente, possiede un carattere originale. Il principale stilema dell’esterno è la forma ad arco pressochè tondo, unita ad una marcata linea di cintura, che viene riecheggiata nella linea tondeggiante del tetto. Il passo è stato allungato

di 72 mm per offrire maggiore abitabilità per i passeggeri e i loro bagagli. La popolare compatta giapponese offre tutta una serie di dispositivi tecnologici e soluzioni pratiche per facilitare la vita a bordo. Come ad esempio i tergicristalli con sensore di pioggia, il climatizzatore automatico e la già citata esclusiva “Intelligent Entry Key”, che dona una maggiore versatilità al sistema di apertura a telecomando. Ora è possibile bloccare e sbloccare la vettura e anche avviare il motore senza usare in alcun modo la chiave. Nissan ha presentato a Parigi e al Motor Show di Bologna anche la concept car Micra C+C (Coupé+Cabrio): piacere di viaggiare a cielo aperto e fascino di una coupé con il tetto rigido. Lo stile della nuova Micra è frutto di un progetto

L’esclusivo look della nuova Micra è caratterizzato dai fari sistemati in alto e dalla mascherina ad ali spiegate tipica della gamma Nissan. I gruppi ottici posteriori a sviluppo verticale hanno un disegno raffinato con superfici in rilievo bianche e rosse, mentre gli eleganti fari ovoidali incorporano una geniale “bolla” illuminata, visibile dal posto di guida, che aiuta in fase di parcheggio. Gli indicatori di direzione sul frontale sono alloggiati nella griglia e integrati nel profilo del muso dell’auto. Lo spazio interno è stato ulteriormente migliorato grazie alla versatile configurazione dell’abitacolo. Il divano posteriore può scorrere in senso longitudinale, per 20 cm, modulando a piacere lo spazio per le gambe per chi siede dietro o per i bagagli. Il vano riservato a questi ultimi ha una capacità, a schienale posteriore alzato, che può variare da 240 a 370 litri. E non mancano tanti vani portaoggetti dove riporre le cose che solitamente serve tenere a portata di mano nell’abitacolo. La nuova Micra dispone anche di tante attenzioni per la sicurezza e il comfort, di serie o optional a seconda delle versioni: dai tergicristalli con sensore di pioggia al sistema di climatizzazione completamente automatico, dai fari con timer per cui rimangono accesi per due minuti dopo che si è scesi dall’auto a tanti dispositivi inerenti la sicurezza attiva e passiva. Su tutte le versioni è stato adottato di serie un servosterzo elettrico sensibile alla velocità e concepito per offrire il minimo sforzo nei parcheggi, pur mantenendo una maggiore sensibilità all’aumentare della velocità, diminuendo progressivamente la servoassistenza. La nuova Micra dispone delle più avanzate funzioni di supporto alla frenata e alla trazione, compresi ABS, EBD e, come optiona, l’ESP che renderà la Micra una delle poche vetture della sua classe a poter disporre di questo avanzato supporto alla guida.


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tà pensata anche per i lunghi viaggi, e che sul piano delle dotazioni non ha nulla da invidiare alle sorelle maggiori. Tutto si ritrova magicamente a portata di dita, ma a bordo si ha la sensazione di guidare un’auto più importante, ricca di contenuti di tutto rispetto. Il tutto racchiuso in soli tre metri e 71 centimetri: come dire che anche sul piano della lunghezza la nuova Micra ha voluto distinguersi rispetto a quella pletora di rivali lunghe quattro metri.

Il sedile dietro può scorrere Ma lei si distingue perché è più alta e più larga, ed è per questo che è in grado di offrire un abitacolo che non dà alcun senso di costrizione a bordo. Inoltre il sedile posteriore può scorrere longitudinalmente per ampliare il bagagliaio senza ribaltare il sedile posteriore. La nuova Micra, esatta-

 FOCUS NISSAN / Al volante della nuova Micra

Sportiva e divertente, ha l’anima un po’ da monella Agile, sbarazzina, proprio come la sua progenitrice: la nuova Micra stupisce in modo diverso ma con la stessa forza della prima serie. Dieci anni non sono passati invano, e va merito ai tecnici e agli stilisti della Casa giapponese di aver saputo proporre un prodotto altrettanto innovativo e divertente da guidare. CAPENA (Roma) - Monella. Irriverente. Sbarazzina. Ma dannatamente simpatica. Queste sono le prime reazioni che vengono spontanee toccando con mano la nuova Micra prima del test su strada nei dintorni di Roma. Dicono che il primo amore (e il primo incontro) non si scordano. Con la Micra è esattamente così. Ci si può innamorare di un’auto? A volte può accadere, si prova un tuffo al cuore, la si accarezza con lo sguardo, la si sceglie e poi dopo un breve fidanzamento (con il concessionario che fa da testimone) si convola a giuste nozze… pardon, a un acquisto che è al tempo stesso un mix di passione e ragione. Perché la nuova Micra seduce da ferma e conquista guidandola, come abbiamo fatto noi nei dintorni di Roma, divertendoci a guardare le facce stupite della gente che la guardava, ammirata e quasi invidiosa della nostra ultima conquista. La Micra non si scompone mai, neppure sulle tortuose e sconnesse strade poste nei dintorni del lago di Bracciano. L’assetto è sempre impeccabile, il comportamento in curva è neutro, l’impianto frenante è ottimo e ben modulato e il cambio manuale è sempre docile e pronto. L’abbiamo detto: l’unico batticuore si ha guardando-

la da ferma e salendo a bordo, prima di mettere in moto. Affezionarsi a lei è facile come bere un bicchier d’acqua. Quegli occhioni grandi nel frontale ricordano Minnie quando rivolge a Topolino uno sguardo pieno d’amore. Dicono che i figli molto spesso assomigliano ai genitori. Beh, parlando della Micra ci si rende conto di come anche le automobili risentano sempre dell’eredità dei modelli precedenti, abbiano qualcosa nel loro DNA che rende spontaneo questo parallelismo a distanza.

Le stesse emozioni di dieci anni fa Va detto comunque che non è facile suscitare nel pubblico le stesse emozioni provate quando apparve la prima serie dieci anni prima. Esserci riusciti deve essere motivo di giustificato orgoglio per i vertici della Nissan e per tutti coloro che hanno concepito la nuova Micra. “Micra 2, la vendetta”? Come Rambo? La vendetta su che cosa? Una sorte avversa, gli anni di lacrime e sangue dalle quali la Nissan sta uscendo a testa alta, grazie all’abilità di Carlos Ghosn? No, no. “Micra 2, la conferma” è semmai il titolo giusto per questo film. E a pensarci bene un film la Micra lo meriterebbe davvero,

per il ruolo determinante che ha avuto nell’evoluzione dei gusti e delle tendenze in materia di city car. “Micra 2, la conferma” è un pensiero che nasce spontaneo nella mente guidando questo nuovo modello. Perché a bordo si respira una certa aria di famiglia, si ritrova con piacere uno stile originale e altrettanto inconfondibile, si apprezza l’atmosfera di un’auto da cit-

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mente come il modello che l’ha preceduta, è brillante e sbarazzina pur senza avere un carattere smaccatamente sportivo. Punta più sull’agilità in manovra nei percorsi misti e nel traffico che sulle tirate pancia a terra “da casello a casello” per le quali evidentemente non è fatta: rivolgersi altrove, please, se è questo che andate cercando in un’auto. I motori sono degli aggiornamenti di quei sedici valvole che quando apparvero sulla nuova Micra fecero un bel po’ di rumore: era la prima volta che una city car si concedeva il lusso di un motore multivalvole. La gamma comprende un “mille” da 65 cv, un 1200 da da 80 cavalli e un 1400 da 88 cv: a tutti e tre non manca la giusta dose di “pepe” che è il giusto condimento finale nel caso di una pietanza così prelibata. E per gli infaticabili macinatori di chilometri a primavera arriverà il diesel 1500 dCi della Renault, un motore ampiamente collaudato su vari modelli della Renault e decisamente affidabile, che sarà disponibile nelle versioni da 65 e da 82 cavalli. Inoltre su alcuni propulsori a benzina sarà disponibile come optional la trasmissione automatica. “Non dobbiamo costruire auto per ingegneri e tecnici ma solo per la gente” ha detto Carlos Ghosn parlando della nuova Micra ma anche di tutti i modelli Nissan in generale. I fatti gli stanno dando ampiamente ragione. Non è tutto. Guidando la nuova Micra ci siamo divertiti a pensare che quest’auto oltre che a tre e a cinque porte e nell’accattivante “C più C” (la coupé-cabriolet che meriterebbe realmente di entrare in produzione) potrebbe essere proposte anche come station wagon, pick-up e camioncino da città. Sarebbero tanti modi di entrare in quel mondo Micra che oggi è più bello e attuale che mai. E nel restituire la “key card” alla hostess della Nissan, alla fine, le abbiamo strappato un sorriso chiedendole: “Ma dobbiamo proprio restituirla?”. A presto, Nissan Micra. Dove? Ma nel box sotto casa, che diamine!

NISSAN MICRA/IL LISTINO IN SINTESI

Risulta competitiva anche nel prezzo CAPENA (Roma) - La nuova Nissan Micra, voluta fortemente dal “rompighiaccio” Ghosn (il soprannome gli deriva dalla durezza con la quale ha risolto la situazione quasi disperata in cui versava la Nissan prima della cura fatta di lacrime e sangue) avrà un argomento in più per farsi amare dalla potenziale clientela italiana: un listino competitivo. Per entrare in possesso della nuova Micra (via alle vendite dal 23 gennaio) non ci sarà bisogno di svenarsi. La versione base con motore da un litro e a tre porte denominiata Visia costerà 10.400 euro, mentre ce ne vorranno 12.900 per la versione top di gamma 1400 a tre porte (allestimento Tekna). Nel mezzo la 1200 a 12.400 euro, che dovrebbe essere la versione più richiesta sul mercato italiano. Chi punta sulle versioni con motore diesel (che arriveranno a primavera) dovrà prepararsi a sborsare 12.700 euro per la meno potente e 700 euro in più per quella che offre un maggior livello di potenza. Quanto alla clientela potenziale, si presenta molto vasta e variegata nell’ambito del segmento europeo delle vetture compatte. Dovrebbero farne parte i giovani fra 26 e 35 anni, i single e le famiglie giovani. Viste le caratteristiche squisitamente cittadine della vettura, gli utenti della Micra risiederanno con ogni probabilità nelle aree urbane. Inoltre in molti casi una Micra entrerà a far

parte di famiglie dotate di più vetture. La nuova Micra risulta particolarmente attraente per chi ama auto veramente innovative e dotate di una spiccata personalità, in grado di offrire soluzioni intelligenti e mirate a soddisfare le loro esigenze. Persone che sanno apprezzare la profonda cura con cui l’auto è stata progettata e il mix di spazio, tecnologia e prestazioni davvero eccellente per la categoria di riferimento. Infatti la nuova Micra rappresenta un mix perfetto di emozione e razionalità. Moderna e personale nello stile, ricca di tecnologia finalizzata alla praticità, è un’auto che è anche in linea con i tradizionali valori Nissan per eccezionale affidabilità, qualità costruttiva e controvalore del prodotto. Un’altra Nissan destinata a fare epoca. Un’altra Nissan indimenticabile. Come tutte quelle che l’hanno preceduta. E che a pensarci bene nella maggior parte dei casi sono state un successo sul mercato europeo perché già in sede di progettazione, di “concepimento”, sono state pensate sin dall’inizio anche per il Vecchio Continente. Per questo si sono trovate così bene in Europa. E per questo il felling con loro è sempre stato così immediato da spiazzare in molti casi anche una concorrenza agguerrita o blasonata. A volte il segreto del successo sta nelle cose più semplici, che sono quelle che vanno diritte allo scopo.


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Gennaio/Febbraio 2003 auto da città, a ben vedere, rispecchia l’epoca in cui fu concepita. Guardando la prima Micra non possono non tornare in mente altre city car che sono state a loro volta vere e proprie pietre miliari in questo ambito, come negli anni Cinquanta le Fiat 600 e 500, disegnate da Dante Giacosa, e alla fine degli anni Cinquanta (ma in senso commerciale appartenente agli anni Sessanta) la Morris Mini di Sir Alec Issigonis. La city car ideale non esiste, ma la Nissan Micra è andata davvero a un passo dal rappresentare la city car per eccellenza in questo segmento. Il grande segreto del successo della Micra è nel fatto che, pur non rappresentando nulla di estremo è riuscita a comunicare una profonda impressione di freschezza e di semplicità, di spontaneo accordo con l’uomo e l’ambiente. Una naturalezza che in realtà è stata studiata nel più piccolo dettaglio, ma che in realtà è talmente forte da saper comunicare queste sensazioni persino ai bambini. E proprio questa incredibile capacità comunicativa è

 FOCUS NISSAN / Una storia di successi che dura da dieci anni

Portatrice di nuovi valori Fin dalla sua prima apparizione sul mercato la Nissan Micra con le sue forme tondeggianti ha saputo imporsi all’attenzione proponendo concetti totalmente nuovi nell’ambito del segmento B. CAPENA (Roma) - Grande spirito innovativo, ricerca formale approfondita, qualità meccaniche, attenzione alla sicurezza attiva e passiva, ricco equipaggiamento di serie con l’Abs optional (una rarità dieci anni fa sulle auto del segmento B). Così si potrebbe sintetizzare il ritratto della prima Nissan Micra, eletta auto dell’anno 1993 e che seppe subito evidenziare un’altra dote importante: una forte carica di simpatia. Una simpatia che le derivava dalle proporzioni armoniose, dai volumi tondeggianti, dall’accuratezza di tutti i particolari della carrozzeria e dal prestigio dello stemma Nissan di forma circolare che sembrava disegnato su misura per questo modello. Esiste infatti nel processo mentale d’invenzione, sviluppo e realizzazione di un oggetto qualsiasi una ten-

denza naturale all’affinamento, all’integrazione e all’annullamento delle sporgenze, di ogni asperità.

Curva, sinonimo di disponibilità Lo spigolo è sinonimo di rottura e l’angolo retto è un’invenzione umana: non esiste quasi in natura. La curva invece è sinonimo di disponibilità, è assenza di tensione. L’angolo impone una deviazione, uno sforzo e un adattamento. Per questo una forma curva diventa ai nostri occhi immediatamente familiare. Un andamento curvilineo esprime continuità, concetto che è stato preso a modello nel moderno mondo della comunicazione, basata sulla circolarità, sulla globalità, sull’assenza di barriere, stacchi, interruzioni e confini. Così la linea curva assu-

me il ruolo di linfa vitale per una vettura che, fin dalla sua prima apparizione sul mercato, è diventata una pietra miliare dell’automobile contemporanea: la Nissan Micra. Un’auto che alla forma unisce la sostanza, vale a dire una meccanica

moderna e sofisticata, nata per soddisfare le esigenze di un segmento di mercato in continuo sviluppo e sempre più esigente. Micra fin dall’inizio è apparsa un prodotto intelligente, moderno e anticipatore, un passo decisivo verso il domani. Ogni

la chiave di lettura del nuovo ruolo di questi tre metri e settanta di simpatica ironia. Non a caso a livello di campagna pubblicitaria, a parte le simpatiche caratterizzazioni legate a personaggi dei cartoni animati come Titti e gatto Silvestro dap-

prima e Will Coyote poi, si è puntato subito sul concetto vincente di “mondo Micra”: un mondo fatto di linee morbide, di intelligenza, di tecnologia, il risultato di un progetto rispettoso delle concezioni naturalistiche, il raggiungimento di un equilibrio che non dimentica l’ambiente, la sintesi di alcune tra le migliori capacità dell’uomo.

Senso di fiducia e serenità La Micra è stata anche l’auto di tanti record. Prima auto giapponese a vincere il premio auto dell’anno, è stata anche la prima city car con motore a 16 valvole, con servosterzo di serie e a offrire ben tre anni di garanzia. Solo in Italia in un decennio ha saputo conquistare ben 260mila clienti, una cifra di tutto rispetto. Le Micra circolanti in Europa sono attualmente un milione e 300mila esemplari, mentre in Giappone, dove con il nome di March (come la prima serie) l’auto è in vendita dal marzo scorso, la nuova Micra è già stata venduta in 113mila esemplari. Sono cifre che si commentano da sole. Il senso di fiducia e di serenità che ispiravano la prima Micra si ritrovano appieno nel nuovo modello, che solo in Italia è già stato prenotato a scatola chiusa (vedendo l’auto solo in fotografia o alla televisione) da 1.800 persone: e il “porte aperte” di presentazione è stato programmato solo per il 23 gennaio, avvio della commercializzazione del nuovo modello in tutta Europa. “Bella fuori e con un grande carattere”, così l’ha definita il presidente e amministratore delegato della Nissan, Carlos Ghosn, l’uomo del miracolo, che ha saputo risollevare le sorti dell’azienda giapponese.

NISSAN MICRA/AVVIATA LA PRODUZIONE A SUNDERLAND

La fabbrica modello non ha rivali SUNDERLAND (Inghilterra) - Mentre in Italia si parla ormai ogni giorno della difficile sopravvivenza di impianti destinati a produrre auto, in Inghilterra si brinda al grande successo di quelle che un tempo si amava definire “fabbriche cacciavite” e che invece oggi sono realtà consolidate nell’ambito della produzione automobilistica europea. La nuova Micra per il mercato europeo viene prodotta a Sunderland, nei pressi di Newcastle, nel nord est dell’Inghilterra, un’area povera, dura e con un clima nebbioso. Un’area che deve molto alla Nissan. Un impianto che dalla sua fondazione a oggi ha prodotto più di tre milioni di vetture e che è il fiore all’occhiello della Casa giapponese, che vi ha investito complessivamente due miliardi di sterline, di cui 235 milioni sono serviti solo per la creazione delle linee produttive della nuova Micra. Un “sito Nissan” ben visto anche dal governo britannico, che anni or sono intuì come l’unica chance per favorire la sopravvivenza dell’industria automobilistica nazionale fosse quello di dare spazio “allo straniero”, americano, tedesco o giapponese che fosse. Soltanto il gruppo MG Rover, in mezzo a non poche difficoltà, è riuscito a mantenere la sua bandiera della “Union Jack”, ed è ammirevole lo sforzo con cui lotta in una sorta di “guerra di indipendenza” sul piano industriale. Alla Nissan va quindi l’indubbio merito di aver creato migliaia di posti di lavoro in una delle aree più depresse del Paese: attualmente a Sun-

derland lavorano 4.900 persone e l’impianto è in grado di produrre 360mila vetture l’anno, con l’obiettivo di arrivare a 500mila nel giro di tre anni. La prima auto (una Bleubird) uscì da Sunderland nel 1986 (allora al governo c’era la “signora di ferro”, lady Margaret Thatcher); adesso da Sunderland, presente l’attuale Premier Tony Blair, è uscita la prima Micra del tutto “made in Europe”. Per l’occasione Blair non ha esitato a mettersi accanto, sul podio della autorità, a Carlos Ghosn, vestito in giacchetta azzura da operaio, mentre quest’ultimo tagliava simbolicamente il nastro di avvio della produzione della nuova Micra “europea”. Ghosn punta molto, infatti, sulle capacità produttive dell’impianto di Sunderland: “Questa - ha detto - è la fabbrica numero uno in Europa e non ha rivali. Con il nostro piano di riduzione dei costi del trenta per cento puntiamo a farla diventare non solo la fabbrica più produttiva ma anche la più efficiente del Vecchio Continente. Il nostro piano 180 (dove il numero 1 sta per un milione di auto vendute in più a partire dal 2005, 8 è il margine operativo minimoda raggiungere sempre a partire dalla stessa data e 0 sta per l’azzeramento del debito pregresso) è appena partito ma già i primi dati sono incoraggianti. Nel primo semestre 2002 l’utile operativo è cresciuto dell’84 per cento sullo stesso periodo del 2001, mentre il margine operativo è salito al 10,6 per cento del fatturato, contro il 7,9 per cento del 2001 e il 4,75 per cento del 2000”. Lo stesso “piano Ghosn” prevede un incremento di 100mila unità a partire dal 2005 solo in Europa, dove nel 2001 la Nissan ha venduto 483.900 auto, e ovviamente la nuova Micra riveste un ruolo fondamentale nel raggiungimento di questo risultati. “Il 40 per cento dei clienti della nuova Micra in Giappone - conclude Ghosn - non aveva mai acquistato prima una Nissan. Ora ci aspettiamo un analogo successo in Europa e nel 2003 contiamo di venderne il 14 per cento in più rispetto al vecchio modello, vale a dire almeno 160mila esemplari, di cui 75mila nel Regno Unito”. In bocca al lupo, Micra. Ti meriti davvero tutti i migliori auguri del caso.


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 SALONE DI DETROIT / Il primo appuntamento del 2003

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Una sfida Europa-America Anche se mass media e visitatori anche quest’anno sono stati attratti soprattutto dalle concept car, non sono mancate varie “finestre sul futuro” con la presentazione anche da parte delle più importanti Case europee di modelli destinati a rivaleggiare con quelli americani. DETROIT - Solitamente si tende a interpretare il Salone di Detroit come quello dove l’industria americana recita la parte del leone. Invece quest’anno i costruttori europei sono riusciti a ritagliarsi un loro spazio importante, con la presentazione di vari modelli di un certo peso: dalla Maybach che è entrata in produzione alla nuova Rolls-Royce Phantom, dalle Bmw 760i e 760Li alla Maserati Kubang, per non parlare del prototipo su base Lamborghini Murciélago e dell’annuncio della presentazione a marzo della “baby” di Sant’Agata Bolognese, la Gallardo. Senza contare i giapponesi che non sono rimasti assolutamente alla finestra, e a loro volta hanno presentato molte cose interessanti, molte delle quali destinate ad avere un seguito produttivo. Di Chrysler, Dodge, Lamborghini, Maserati, delle novità Audi e dell’imponente Cadillac Sixteen riferiamo in altra parte di questo stesso numero della rivista. Gli spalti del Salone quest’anno sono stati disseminati di vetture che si ricollegano a un recente passato nella storia dell’auto Yankee: gli esempi si chiamo Chevrolet Chevelle, Dodge Charger, Ford Mustang e GT e Pontiac GTO, affiancate puntualmente da reinterpreta-

La nuova Nissan Quest è un “minivan” a sette posti mosso da un motore V6 3.5 da 230 cv.

zioni di altrettanti modelli che venivano offerti come se fossero un nuovo prodotto. Tutte auto che hanno segnato un’epoca che va dalla fine degli anni Sessanta all’inizio degli anni Settanta. Ricordate? In quegli anni anche in America sulle highways non c’erano limiti di velocietà le auto sovralimentate potevano correre liberamente. Il mercato era domino assoluto delle Case americane, che potevano farsi un baffo della concorrenza straniera. Oggi non è più così, e da

un lato la crisi del petrolio e dall’altro la fine dell’embargo alle importazioni delle auto dalla Corea e dal Giappone (guarda caso una situazione curiosamente molto simile a quella che ha attraversato l’Italia) ha costretto le “big three” di Detroit a correre ai ripari. Ma vediamo in rapida sintesi le proposte degli altri costruttori presenti a Detroit e a Los Angeles.

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ORD - Particolare attenzione è stata ovviamente dedicata al pick-up F150, il mo-

dello in assoluto più venduto sul mercato americano. La versione 2004 è stata totalmente rivista e ora propone cinque varianti per quanto riguarda l’allestimento interno (XL, STX, XLT, FX4 e Lariat) . Emblematica questa affermazione di Jim Padilla, presidente della Ford Nord America: “Per noi niente è più importante della Serie F”. Il design della generazione 2004 è indubbiamente accattivante, anche se il restyling e la scelta di interni più curati ha finito per inci-

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dere negativamente sul prezzo, che è aumentato. Tutti i modelli della Serie F offrono una migliore abitabilità. La gamma dei propulsori del model year 2004 di questo pick-up di successo va dal V8 di 4,6 litri di 231 cv al 5400, sempre V8, da 300 cavalli. Un’altra importante novità della Ford è la Mustang GT concept, prototipo di uno spider a due posti secchi che è la prefigurazione di un modello che dovrebbe andare in produzione come model year 2004. Con reminiscenze stilistiche della Mustang di successo del 1967, la nuova Mustang che andrà in produzione dovrebbe offrire due posti in più, diventando quindi una “due più due”. Sono attese anche delle novità fra i motori, a sei e a otto cilindri a V. Molto interesse ha suscitato nello stand della Ford anche il prototipo denominato “Model U”, ipotesi di “urban commuter car” con la parte posteriore che si può trasformare a piacere. Questa concept car è stata studiata per essere prodotta con sistemi nuovi e per contenere al massimo l’impatto con l’ambiente. La 427 invece è un prototipo che vuole anticipare come potrebbe essere la futura generazione delle berline americane. Lo stile ri-

ENERAL M OTORS - Seguita con particolare attenzione soprattutto per le dichiarazioni dei suoi vertici sul futuro dell’accordo con il Gruppo Fiat, la G.M. aveva in realtà molte cose da far vedere, dalle berline sportive Chevrolet SS (mossa da un V8 da 430 cv) e Pontiac G6, alla familiare Buick Centieme (il suo motore è un V6 da 400 cv), senza trascurare il pick-up Chevrolet Cheyenne. Si tratta di quattro prototipi che potrebbero avere anche un seguito produttivo, visto l’interesse che hanno suscitato nel pubblico e tra gli addetti ai lavori in occasione del Salone di Detroit.

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ONDA - Ha tolto i veli alla Element, uno squadrato e funzionale sport utility che deriva da un prototipo esposto due anni fa a Detroit. Potrebbe essere proposto anche per il mercato europeo.

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ISSAN - Ha presentato la Quest, un nuovo “minivan” a sette posti il cui motore base è un 3,5 litri V6 da 230 cavalli. Sarà in vendita entro l’estate e si distingue per il fatto di poter offrire il maggior passo nel suo segmento di appartenenza, a tutto beneficio dell’abitabilità. Il quadro strumenti è al centro del cruscotto e fra gli optional non manca il tetto del tipo “skyview”. Molto interesse ha suscitato anche la Murano, uno dei tanti prodotti scaturiti dal “revival plan” posto in essere nel 1999 per uscire dalla grave crisi in cui si dibatteva questa Casa.

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OYOTA - La subcompatta Scion xA proposta a meno di 16mila dollari chiavi in mano ha colpito per l’originalità della linea e la funzionalità dell’abitacolo. Quest’auto per le sue dimensio-

 LEXUS / La RX 330 subentra alla RX 300

Più grande e più veloce DETROIT - Colpo a sorpresa della Lexus al Salone di Detroit. Il marchio di lusso della Toyota ha infatti presentato la sua nuova sportwagon, la RX 330, destinata a subentrare un domani alla RX 300. Quest’ultima è infatti sul mercato da almeno cinque anni. Inoltre sui principali mercati europei le sue vendite sono state penalizzate dal fatto che era disponibile esclusivamente con un piuttosto vorace motore a benzina, mentre almeno l’ottanta per cento delle vendite di sport utility è costituito da vetture con motore a gasolio. In America, invece, la RX 300 è sempre andata molto bene, al punto che le vendite sono balzate dalle 25mila unità annue stimate al momento della sua presentazione alle 70mila dello scorso anno, al punto da diventare il leader delle vendite per il marchio Lexus sul mercato USA. Presentata a Detroit come “model year 2004”, la RX 330 ha suscitato notevoli consensi per la linea di impronta più sportiva rispetto al modello che va a sostituire. Più lunga, più larga, leggermente più alta e con un passo lievemente maggiorato rispetto alla RX 300, la 330 offre un abitacolo leggermente più spazioso. Il motore, come lascia intuire la sigra, è un 3,3 litri contro i 3 litri della RX 300: per cui offre molta più coppia e un’elasticità ancora maggiore rispetto ai già notevoli livelli della versione preesistente. Questo nuovo modello della Lexus è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di otto secondi, e sul mercato americano si presenta come la più brillante fra le sport utility di questo segmento. Le innovazioni della RX 330 comunque non riguardano esclusivamente la meccanica. Come la celebre Tucker degli anni Cinquanta, i fari si orientano a seconda dell’andamento della curva: questo optional è esclusivo di questo modello della Lexus. La lista delle dotazioni include, tra l’altro, un sistema di sospensioni ad aria, il cruise control di tipo “adattativo”, i tergi con sensore di pioggia, telecamera posteriore

per le manovre e la retromarcia e un impianto Hi-Fi particolarmente sofisticato. Non mancano poi un sistema DVD, climatizzazione separata per pilota e passeggero, sedili a regolazione elettrica con memoria, luci regolabili negli specchietti di cortesia e un sistema di assistenza per le frenate di emergenza. La RX 330 è disponibile esclusivamente in configurazione a cinque posti. Non è prevista una terza fila di sedili che possa portare a sette il numero massimo delle persone trasportabili. Per chi necessita di tale livello di abitabilità, è comunque disponibile la GX 470 (non importata in Italia). Secondo le stime dei vertici della Lexus, almeno il quaranta per cento dei potenziali clienti della RX 330 dovrebbe essere proprietario di una RX 300, mentre gli altri risulteranno possessori di una berlina o di una sport utility prodotta da una marca rivale. Un aspetto che va sottolineato è il fatto che la nuova RX 330 viene prodotta in America, nell’impianto della Toyota a Cambridge, nello Stato dell’Ontario, ed è la prima Lexus a essere costruita al di fuori del Giappone. I motori invece arrivano dai nuovi impianti della Toyota nello stato della Virginia Occidentale.

Il nuovo pick-up Ford F150 (il modello più venduto in assoluto negli USA) ha suscitato notevoli consensi. Qui sopra il designer Joe Backer accanto alla Ford 427.

corda quello tipico di quarant’anni fa, il motore è un potentissimo V10 che assicura prestazioni di tutto rispetto. Raffinato l’abitacolo. Molto interesse hanno suscitato anche il coupé sportivo proposto con il marchio Mercury, la Messenger, e il prototipo Lincoln Navycross, entrambi rivolti a un pubblico “di nicchia”.

ni potrebbe essere proposta anche per il mercato europeo, se non rischiasse di portare via clienti alle preesistenti Corolla Verso e Avensis Verso. Rivista anche la grande monovolume Sienna. A Detroit la Toyota ha presentato anche la versione 2003 della sua berlina medio-grande per il mercato americano, la Camry XLE.


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 OPEL CORSA / In vent’anni prodotti 11 milioni di esemplari

Quattro lustri spesi bene Fin dalla sua apparizione nel 1982, la Corsa ha saputo imporre le sue doti che le permettono di rispondere a un gran numero di differenti esigenze di mobilità e di offrire sempre buone prestazioni: come automobile da famiglia, come piccola sportiva, come agile vettura da città oppure come modello molto economico. RÜSSELSHEIM - Corsa festeggia due volte. Nel settembre 1982 il primissimo esemplare del popolare modello Opel, l’automobile piccola di maggior successo al mondo, esce dallo stabilimento spagnolo di Saragozza. Dopo due prime generazioni che hanno riscosso un enorme successo a livello mondiale, quella attuale è impegnata a proseguire una storia di successo. Al raggiungimento del ventesimo compleanno, Corsa, con la sua ultima versione, lanciata nell’autunno di due anni fa, ha portato a oltre 11 milioni di unità la produzione complessiva del modello. Come in passato la notorietà della gamma Corsa si basa su tre fattori. Corsa ha molte doti che le permettono di rispondere a un gran numero di differenti esigenze di mobilità e di offrire sempre buone prestazioni: come automobile da famiglia, come piccola sportiva, come agile vettura da città oppure come modello molto econo-

mico. In secondo luogo, Corsa è molto amata dalle donne: in Italia nel periodo che va dal 1997 al 2001 la percentuale di clientela femminile ha oscillato tra il 35 e il 55 per cento delle vendite. Terzo: Corsa si è conquistata un’immagine ambita di vera automobile trasversale: al suo interno trovano posto persone che non appartengono a un certo ceto sociale oppure a una determinata fascia di reddito.

Una storia di grandi successi Siamo negli Anni 70 e la direzione della Opel si trova a dover fronteggiare l’esigenza di un intervento urgente: la gamma deve essere ampliata verso il basso, poiché una produzione imperniata su modelli appartenenti al segmento medio-alto non è sufficiente per mantenere l’azienda in corsa verso il successo. La crisi petrolifera e gli sconvolgimenti politici legati alla si-

OPEL /LA VERSIONE PIÙ “CATTIVA”

Tre porte o station wagon, è sempre Astra OPC RÜSSELSHEIM - Opel arricchisce la sua gamma di modelli OPC ad alte prestazioni con due nuove vetture Astra, la tre porte e la station wagon. OPC significa Opel Performance Center, una consociata Opel, ovvero una serie di esclusive automobili high performance che offrono un comportamento su strada particolarmente brillante ed un aspetto sportivo ed elegante al tempo stesso che ben si adatta a ogni situazione d’utilizzo quotidiano. Le Astra OPC 3 porte e Station Wagon sono rispettivamente il terzo e il quarto modello delle linea OPC. Fanno seguito all’Astra OPC a tre porte con motore 2.000 ad aspirazione atmosferica da 160 cv, presentata nel 1999, ed alla monovolume Zafira OPC. Ora è una vera e propria famiglia. Tutti gli esclusivi modelli sono il risultato di una stretta collaborazione tra gli specialisti dell’Opel Performance Center e gli esperti del Centro Internazionale di Ricerche Tecniche Opel di Rüsselsheim. Astra OPC SW è prodotta nello stabilimento Opel di Bochum, in Germania, mentre la tre porte è costruita in quello di Anversa, in Belgio. L’assemblaggio finale viene effettuato dalla Opel Special Vehicles di Rüsselsheim. Il motore 2.000 Ecotec turbo benzina da 147 kW/200 cv a 5.600 giri/min che equipaggia entrambe le vetture consente prestazioni di valore assoluto: la tre porte accelera da 0 a 100 km/h in appena 7,5 secondi (7,8 secondi per la Station Wagon) e raggiunge una velocità massima di 240 km/h (231 km/h per la Station Wagon). L’elevata coppia motrice di questo turbo benzina

produce una risposta immediata ed una notevole spinta ad ogni regime di rotazione. La coppia massima di 25,5 kgm/250 Nm è disponibile ad una pressione costante di 0,85 bar tra 1.950 e 5.600 giri/min. Un cambio manuale a cinque marce dagli innesti molto precisi trasferisce la potenza del motore alle ruote anteriori. Il 2.000 a quattro valvole per cilindro delle nuove Astra OPC consuma in ciclo misto appena 8,9 litri/100 km (9,1 litri/100 km nel caso della Station Wagon). L’influenza delle competizioni automobilistiche si vede chiaramente nelle Astra OPC. La personalità della linea esterna non si è tradotta solo in validità estetica. La funzionalità stilistica è

Volutamente, la caratterizzazione sportiva delle Astra OPC (sopra, la versione a tre porte; in basso, la station wagon) è stata contenuta a pochi particolari. Nel frontale spiccano le prese d’aria poste in basso con i fendinebbia.

stata fin da principio un elemento chiave del progetto. Oltre alle esclusive ruote in alluminio da 17’’, queste vetture presentano una serie di caratteristiche originali come la speciale mascherina OPC e l’appendice aerodinamica nella parte inferiore della coda. Davanti catturano l’attenzione le prese d’aria di maggiori dimensioni e la griglia del motore di colore nero. Gli ingegneri hanno anche provveduto ad adattare la collaudata sospensione tipo DSA (Dynamic Safety) alle esigenze della filosofia OPC. L’assetto è stato abbassato di 20 mm davanti e 10

mm dietro nel caso della Station Wagon. Le sospensioni irrigidite e la combinazione di sistemi elettronici come Esp, TC Plus (controllo trazione) e Abs permettono a queste vetture di rispondere alle aspettative degli automobilisti più esigenti. Pneumatici da 215/40 ZR 17 (215/45 ZR 17 sulla Station Wagon) montati su speciali ruote in lega leggera da 7.5 J x 17 trasferiscono la potenza sulla strada. Quattro dischi da 16’’ (anteriori ventilati da 308 mm, posteriori pieni da 264 mm) garantiscono efficaci decelerazioni. Allestimento interno e dotazione di serie rispecchiano l’aspetto dinamico di questi nuovi modelli. Il volante a tre razze rivestito in pelle traforata contiene i comandi per la regolazione a distanza dell’autoradio. La console centrale è di colore grigio metallizzato, gli strumenti a sfondo bianco con indicatori di colore rosso e finiture cromate-opache. Di serie sono previsti climatizzatore, computer di bordo, controllo automatico della velocità di crociera, alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata con telecomando. Per la sicurezza ci sono airbag full-size anteriori frontali e laterali e airbag a tendina anteriori e posteriori. Sportiva sì, ma che non concede alcun compromesso per quanto riguarda la sicurezza attiva e passiva.


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tuazione in Iran si riflettono sulla propensione all’acquisto dei consumatori europei. Ci sono già i segnali dei profondi cambiamenti che all’inizio degli anni ’80 avrebbero segnato l’intero mercato dell’automobile. Alla fine del 1982 la Corsa è pronta per fare la sua apparizione sulla scena automobilistica internazionale. Il debutto si concretizza in Europa Meridionale dove per il suo segmento di mercato si registrano le vendite più sostenute. Lo stesso discorso vale per la costruzione del nuovo stabilimento, che viene aperto in Spagna. Sempre nel 1982 Opel diviene una delle due maggiori Case estere in Spagna, mentre in Europa il volume delle sue esportazioni sale del 29,5 per cento, passando da 216.741 a 280.625 unità l’anno. Alla fine del 1983 Corsa ha già proiettato al 7 per cento la presenza Opel nel segmento B del mercato europeo e l’anno seguente, con 256.192 unità vendute, Corsa supera addirittura il 10 per cento.

stro e invece la Corsa 2 porte, prodotta anche nella versione Corsa TR a tre volumi, diventa subito un successo di vendite. La Corsa-A a trazione anteriore piace per la grande abitabilità, la modernità del progetto, l’economicità dei propulsori (1.0 da 45 cv, 1.2 S da 55 CV, 1.3 S da 70 cv) che richiedono una minima manutenzione, il comportamento su strada e la buona aerodinamica, difficilmente riscontrabile su analoghe automobili dell’epoca. La gamma 1985 arricchisce la presenza di Corsa sul mercato con le versioni a quattro e cinque porte, nonché gli allestimenti LS, GL, GLS e GT. Senza contare versioni speciali come la Corsa Sprint o la Corsa Spider. Entro il 1989 Corsa supera i due milioni di esemplari prodotti. La gamma si arricchisce periodicamente di nuove interessanti versioni come la prima generazione della Corsa GSi con motore da 101 cv. All’inizio degli anni ’90 fa la sua apparizione la versione Joy e poco dopo

molto diritto che la fa assomigliare a una station wagon. Allo stesso tempo il nuovo modello conserva i pregi del suo predecessore, per esempio la grande spaziosità interna. Con l’arrivo di due nuovi motori - un 1.2 e un 1.6 - la gamma delle potenze disponibili spazia da 45 a 106 cv. Il nuovo modello nasce dove erano stati già prodotti 3,1 milioni di esemplari della Corsa-A, cioè a Saragozza. I previsti volumi di vendita del nuovo modello avrebbero poi reso necessaria la produzione anche in altri impianti. A partire dal 1993, nuovi impianti si aggiungono quasi di anno in anno per aumentare la capacità produttiva, primi fra tutti quello portoghese di Azambuja e quello tedesco di Eisenach. L’anno seguente dallo stabilimento brasiliano di São José dos Campos, nei pressi di San Paolo, comincia a uscire la Chevrolet Corsa e la produzione complessiva della Corsa-B arriva a 684.000 unità nei dodici mesi. Nel 1995 l’impianto messicano di Ramos Arizpe dà inizio alla produzione della Chevy Corsa, mentre nel 1996 la Corsa comincia a essere costruita anche a Struandale, in Sud Africa, nonché in Colombia, Ecuador e Venezuela. Nell’autunno del 1997, con l’avvio della produzione dello stabilimento argentino di Rosario, le vendite raggiungono il milione di unità l’anno e nel 1998 l’allargamento della gamma porta addirittura a superare il numero a sette cifre. La Corsa è ven-

to solido e dinamico, caratterizzato da linee pulite, e profili di un idioma formale rivolto alla tecnica, ma anche elementi estetici tipici della Corsa opportunamente reinterpretati. Le versioni a tre e cinque porte sono identiche anche nella parte posteriore e ciò accresce la riconoscibilità all’interno della gamma. Un nuovo elemento stilistico è rappresentato dalla luce-stop posteriore montata in alto che si fonde in modo armonioso con il lunotto. Sei i moderni moto-

ri Ecotec a quattro valvole per cilindro di potenza compresa tra 58 CV e 125 cv. Sulla Corsa attualmente sul mercato ha fatto la sua prima apparizione l’Easytronic, un rivoluzionario cambio manuale automatizzato facile da utilizzare come una normale trasmissione automatica poiché priva di frizione, ma con un innesto sequenziale manuale delle marce che può anche essere utilizzato in una modalità automatica. Con la produzione 2003, la terza generazione

della best-seller è stata oggetto di parecchi miglioramenti. Adesso sono presenti una barra cromata sulla mascherina e coprifari trasparenti. La GSi ha un assetto più sportivo e nuove finiture interne che sottolineano il suo carattere giovanile. Tra gli elementi caratterizzanti questa versione le nuove ruote in lega da 16 pollici, lo spoiler posteriore sul tetto e il terminale di scarico cromato ovale. Il prezzo di listino della Corsa è compreso tra 10.321 e 16.491 euro.

 KIA / La Sportage è ora anche “Classic”

Nuove armi per difendersi Il pioniere dei moderni Suv compatti, dopo dieci anni di onorata carriera, si arricchisce di nuovi contenuti per non soffrire gli attacchi di una concorrenza sempre più dura.

MILANO - Nel mondo dell’automobile, così come in altri settori, esistono modelli dalla validità e dal forte impatto, in grado di superare le mode fuggevoli ed effimere con la capacità di conservare anche dopo molti anni dalla presentazione un grande appeal agli occhi del pubblico. Kia Sportage, riconosciuto come il pioniere dei moderni SUV compatti, rientra a pieno titolo nella categoria degli “evergreen” a quattro ruote. Kia ne aveva presentato nel 1991, a livello di prototipo, un’anticipazione al Tokyo Motor Show dell’epoca, facendo seguire due anni dopo il modello di regolare produzione. In Italia, dove è stato introdotto nel 1996, Sportage è stato acquistato in 16.592 esemplari, di cui 4.166 nel corso del 2001 e 1.489 nei primi dieci mesi del 2002. E questo nonostante l’arrivo in famiglia (e sul mercato) di un aggressivo fratello maggiore, il Sorento, commercializzato dalla scorsa estate e già consegnato a un paio di migliaia di clienti italiani. Adesso di classico Sportage riceve anche la definizione ufficiale. Nasce infatti la versione Classic che, mantenendo le apprezzate e collaudate caratteristiche tecniche che ne

hanno decretato il successo - meno di 4,25 metri di lunghezza, cinque porte e cinque posti, trazione integrale “part time”, generoso quattro cilindri da benzina di 2 litri, 87 kW/ 119 cv e 172 km/h di velocità massima (il consumo medio è di 10,2 litri/100 km) - propone un controvalore particolarmente elevato. In pratica, con un prezzo di 18.650 euro chiavi in mano, viene offerto un mezzo particolarmente ricco in termini di equipaggiamento rispetto alle rivali. Sono infatti dotazioni standard, tra l’altro: ABS, doppio airbag, servosterzo e volante regolabile in altezza, climatizzatore manuale, cerchi in lega, quattro alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, immobilizer, differenziale posteriore, cambio a cinque rapporti con riduttore, predisposizione autoradio con altoparlanti e antenna elettrica e regolatore del fascio luminoso dal posto guida. Unico optional disponibile è la verniciatura metallizzata o nera, offerta a 387 euro. Anche Sportage 2.0i 16V “Classic”, come tutti i prodotti Kia, gode dell’esclusiva garanzia triennale con chilometraggio illimitato. Il prezzo è “Kiaro”, con un solo optional, come detto: la vernice metallizzata.

Oltre che a tre porte, in Italia la Corsa è stata apprezzata anche nella versione a cinque porte, che come si vede nella foto offre una maggiore versatilità di impiego.

Nel 1983 Corsa viene premiata come “la più esportata automobile prodotta in Spagna” (220.000 esemplari). Pochi dei concorrenti della Opel si aspettavano che la Casa di Rüsselsheim riscuotesse un successo di tale portata. Un’automobile completamente nuova dal primo all’ultimo bullone, per un segmento di mercato dove Opel non aveva alcuna esperienza precedente, costruita in uno stabilimento completamente nuovo e in un Paese che all’epoca non aveva molta dimestichezza in fatto di moderna produzione automobilistica: molti osservatori pensavano che il progetto Corsa si sarebbe risolto in un disa-

le prime versioni Eco. Nel 1993 arriva la nuova generazione del modello, la CorsaB, che batterà tutti i record di vendite stabiliti dal modello precedente.

Grosso salto in avanti La nuova Corsa rappresenta un netto stacco stilistico rispetto al modello precedente. Mentre la Corsa-A aveva superfici, angoli ed estremità molto ben delineate, il nuovo modello è caratterizzato da linee più arrotondate. In Europa è disponibile con carrozzeria a tre e cinque porte, quest’ultima con un portellone posteriore

duta in 75 Paesi del mondo. Nel 1997 un approfondito rinnovamento estetico dà alla seconda generazione della Corsa un nuovo frontale con una mascherina di forma trapezoidale. Contemporaneamente, il modello tedesco diventa la prima automobile europea equipaggiata con un motore a 3 cilindri. Si tratta dell’Ecotec di 1.000 cc da 55 cv e un consumo di appena 5,8 litri di benzina ogni 100 km. La attuale terza generazione della Corsa avanza proposte nuove e innovative, le uniche che avrebbero garantito di continuare ad avere successo anche in futuro. Il nuovo modello ha un aspet-

La Kia Sportage Classic, disponibile esclusivamente con il motore a benzina di 2 litri da 119 cv, si distingue per la completezza del suo equipaggiamento di serie.


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 PININFARINA / Ambiziosi programmi per il futuro

Importante accordo con la Volvo Alla Pininfarina è stato affidato non solo lo stile del nuovo modello, ma anche la responsabilità dell’intero sviluppo del progetto. Il carrozziere piemontese dovrà fornire tutti i servizi di engineering, di prodotto e di processo, la costruzione dei prototipi e la sperimentazione. te esaminato l’andamento del terzo trimestre 2002 della Società Capogruppo e delle sue controllate. L’analisi dei dati consolidati conferma il previsto rallentamento del settore industriale del Gruppo con un valore della produzione passato dai 592,1 milioni di euro del periodo gennaio/settembre 2001 agli attuali 424,4 milioni di euro (-28,3 per cento).

Il nuovo Centro Engineering

GRUGLIASCO (Torino) - In occasione del Motor Show, la Pininfarina ha ricordato il recente accordo raggiunto con la Volvo, che prevede lo sviluppo di una nuova vettura della gamma del costruttore svedese. È stato stabilito che, a partire dalla definizione dello stile Volvo, la Pininfarina abbia la responsabilità dell’intero sviluppo del progetto e fornisca tutti i servizi di engineering di prodotto, la costruzione dei prototipi e la loro sperimentazione, Il team dedicato allo sviluppo di questo nuovo modello della Volvo è già operativo nel nuovo Centro di Engineering recentemente inaugurato e rappresenta un frutto tangibile della crescita integrata della Pininfarina, una crescita voluta nella consapevolezza che il mercato richiede sempre più flessibilità ma anche

sempre più competenze e capacità da una società che vuole assumersi la responsabilità di fornitore di un servizio completo a 360 gradi nel campo dell’automobile.

Quest’anno il via alla Ford StreetKa Sempre nel settore engineering sono proseguite le attività di sviluppo ingegneristico per Jaguar e per la società cinese Hafei nonché le attività di supporto per l’avviamento produttivo della Ford StreetKa, presentata in occasione del Salone di Parigi lo scorso settembre: l’inizio della produzione della vettura è previsto entro l’anno in corso presso la Pininfarina. Relativamente al settore del design automobilistico, al Salone di Parigi è stata presentata al

Tre esempi emblematici della diversificazione della produzione alla Pininfarina: la Peugeot 406 Coupé (in alto), la Ford StreetKa (sotto) e il prototipo HF Fantasy esposto al Salone di Pechino (a lato).

pubblico la “Enzo”, Ferrari ad altissime prestazioni che sarà prodotta in 399 esemplari, mentre al Salone di Seul di fine novembre 2002 la GM-Daewoo ha presentato la nuova generazione di Nubira di design Pininfarina, che fa seguito alla presentazione della Tacuma al Salone di Ginevra 2000. Va anche ricordato che il settore

dell’industrial design ha incrementato il valore della produzione e i margini reddituali attraverso la realizzazione di nuovi significativi prodotti fra i quali gli scarponi da sci Lange World Cup e la cucina Acropolis per Snaidero. Intanto il Consiglio di Amministrazione della Pininfarina S.p.A. ha di recen-

A fronte di questo dato il risultato operativo consolidato dei primi nove mesi del 2002 si è attestato a 18,8 milioni di euro rispetto ai 21,5 milioni di euro dello stesso periodo del 2001 e la sua incidenza sul valore della produzione è salita al 4,4 per cento grazie a una maggiore efficienza aziendale con una dinamica dei costi operativi calati in misura più che proporzionale alla diminuzione del valore della produzione. In aumento anche il risultato netto, che ammonta a 9,1 milioni di euro, con un “più 28,1 per cento” rispetto ai 7,1 milioni di euro del periodo gennaio/settembre 2001, anche per il positivo effetto dei risparmi d’imposta consentiti dalla Tremonti-bis: la

sua incidenza sul valore della produzione è salita al 2,1 per cento (1,2 per cento a fine settembre 2001). La posizione finanziaria netta registra 109,7 milioni di euro, in lieve calo rispetto ai 112,1 di fine settembre 2001. Le previsioni di chiusura d’esercizio sono per un valore della produzione in linea con la tendenza già manifestatasi nei primi nove mesi, mentre l’utile netto dell’esercizio dovrebbe essere superiore a quello del 2001. La Capogruppo Pininfarina S.p.A. ha registrato, nei primi nove mesi dell’anno, un risultato netto allineato a quello di un anno prima, attestandosi a 2,8 milioni di euro. La previsione a termine esercizio è per un marginale accrescimento dell’utile registrato al 30 settembre 2002. Tra i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del trimestre, si segnala il successo dell’inaugurazione, nell’ottobre scorso, del nuovo Centro di Engineering a Cambiano, alla presenza del prof. Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, delle istituzioni nazionali e locali e della stampa nazionale e internazionale. Il nuovo Centro rappresenta una svolta che esprime la capacità del Gruppo Pininfarina di offrire al mercato dell’automobile una gamma completa e integrata di servizi di prim’ordine e la volontà di investire guardando oltre il delicato momento congiunturale che il settore sta attraversando. In ultimo, prima del Consiglio, è stato sottoscritto l’atto di fusione della Pininfarina International S.p.A. con incorporazione nella Pininfarina S.p.A. con effetto dal 1° dicembre 2002.

PININFARINA/PRESENZA DI RILIEVO AL MOTOR SHOW

Tanti prodotti emblematici BOLOGNA - Il complesso delle auto realizzate da Pininfarina e presenti al Motor Show di Bologna del 2002 anche negli stand dei vari costruttori è il frutto dei diversi livelli di collaborazione di questo carrozziere-costruttore con i suoi clienti. Ma era proprio lo stand della Pininfarina ad essere rappresentativo del ruolo della società nel mercato. Da un lato le Ferrari 360 Spider e 575M Maranello, design puro per due purosangue Ferrari di grande successo. Dall’altro la Ford Streetka, una novità italiana, ovvero i servizi di engineering e produzione che la Pininfarina è in grado di offrire ai costruttori garantendo eccellenza in termini di tempi, costi e qualità al mercato. Infine, la HF Fantasy, novità europea, modello di ricerca realizzato per la Casa cinese Hafei. La Pininfarina è la prima e

finora unica Casa indipendente di design italiana ad avere concretizzato e dato continuità ad una collaborazione in un mercato ad alto potenziale di sviluppo come quello cinese: il frutto più recente del lavoro svolto per l’Hafei Industrial Group Corporation, che spazia dal contributo di idee allo stile, all’engineering di prodotto e di processo, è la city car Lobo, presentata al Salone di Pechino nel mese di giugno del 2002. Inoltre un nuovo veicolo di prossima presentazione conferma la validità di un rapporto significativo per la sua qualità in termini di servizi ad alto valore aggiunto. Inoltre, sugli stand dei costruttori presenti al Motor Show di Bologna erano esposte la Enzo, una Ferrari esempio per eccellenza delle capacità creative e tecnologiche Pininfarina su un prodotto all’apice delle prestazioni e dell’immagine a livello mondiale; l’Alfa Romeo Spider; la Daewoo Tacuma; la Ford StreetKa; le Peugeot 406 berlina, Coupé e Station Wagon, le cui carrozzerie sono frutto della collaborazione (non coperta da riservatezza) fra la Pininfarina (in qualità di società di servizi stile, engineering, produzione - a ciclo parziale e completo) e le Case costruttrici.


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Gennaio/Febbraio 2003

 MERCEDES-BENZ / La nuova Classe E station wagon

Un’altra Stella da ammirare Tecnologia di avanguardia, linea elegante, grande funzionalità: ancora una volta la Casa di Stoccarda ha colto nel segno presentando il logico completamento della Classe E berlina.

D ETROIT - La nuova station wagon della Classe E, che è stata presentata in anteprima mondiale all’inizio di gennaio 2003 al North American International Auto Show di Detroit, vanta una tecnologia pionieristica, un design affascinante, allestimenti pregiati e una straordinaria funzionalità dell’abitacolo. Con questa station wagon dinamica ed elegante, Mercedes-Benz completa la gamma di modelli della nuova Classe E lanciata nella primavera del 2002. La nuova station wagon sarà disponibile sul mercato nel marzo 2003, e si riallaccia al successo del modello precedente che, dal 1996 in poi, ha entusiasmato più di 266.000 acquirenti, appartenendo così di diritto alla ristretta cerchia delle station wagon più vendute della sua categoria. Analogamente alla berlina, anche la nuova station wagon della Classe E è nata all’insegna dell’esclusività tecnologica ai massimi livelli. Infatti la berlina è equipaggiata di serie con vere e proprie pietre miliari della tecnologia automobilistica: ad esempio il sistema frenante elettroidraulico Sensotronic Brake Control (SBC™) con le nuove funzioni Comfort (fra cui il sistema di assistenza in coda e in fase di spunto), la regolazione del livello con sospensioni pneumatiche sull’asse posteriore, gli airbag regolabili per i passeggeri anteriori, i limitatori della forza di ritenuta a due stadi e i windowbag di grandi dimensioni. La nuova station wagon è disponibile a richiesta con altri sistemi all’avanguardia, fra cui le sospensioni pneumatiche Airmatic Dc, il sistema di comando e visualizzazione Comand con lettore Dvd, il climatizzatore automatico Comfort Matic a quattro zone oppure il sedile Multicontour dinamico, che si adatta automaticamente alla situazione di marcia del momento. Anche il sistema di fari attivi bixeno (Active Light System), che seguono i movimenti di sterzata del guida-

tore in curva e migliorano sensibilmente l’illuminazione della carreggiata, sono presentati in anteprima nella nuova station wagon della Classe E, insieme al nuovo portellone posteriore EasyPack con comando elettroidraulico per garantire apertura e chiusura più comode, premendo semplicemente un pulsante.

Grande versatilità Con il termine Easy-Pack, Mercedes-Benz indica una gamma di soluzioni finalizzate alla gestione intelligente del vano di carico, per ottimizzare la versatilità, la funzionalità e la sicurezza della station wagon. Il sistema Easy-Pack comprende, fra l’altro, il sedile posteriore frazionabile asimmetricamente di nuova concezione, R OMA - Mercedes-Benz offre nuovi equipaggiamenti speciali per il suo monovolume compatto Vaneo, la vettura che la Casa della Stella dedica a tutte le persone che hanno come elemento in comune la necessità di vivere l’auto tutti i giorni in assoluto relax e senza problemi di spazio. A una capacità di carico e una versatilità davvero sorprendenti si aggiungono una raffinata eleganza e l’estrema cura dei dettagli. Sulla versione Trend la consolle centrale è stata impreziosita con un rivestimento in carbon-look nella tonalità del grigio. La versione Family vede ampliata la scelta dei rivestimenti interni: oltre al fantasioso e originale tessuto “Saturn”, disponibile in tre colori, è oggi possibile scegliere, senza sovrapprezzo, anche l’elegante tessuto con disegno “Cara”, disponibile anch’esso in tre diverse tonalità.

ribaltabile in avanti completamente con pochi gesti. In questo modo, nel vano posteriore nasce una superficie di carico piana, ampiamente dimensionata. A seconda della posizione dei sedili posteriori, il volume del bagagliaio varia tra i 690 e i 1.950 litri (secondo il metodo di misurazione VDA) e, con le varianti di carico più frequentemente utilizzate e impegnando il vano portaoggetti nell’alloggiamento della ruota di scorta, supera di ben 90 litri (15 per cento) quello del modello precedente. Un’altra novità in questa classe di vetture è il pianale di carico Easy-Pack a comando elettroidraulico (a richiesta) che, azionando un pulsante, fuoriesce di 400 millimetri e agevola così le operazioni di carico e scarico di oggetti particolarmen-

te pesanti. Per la separazione personalizzata del vano di carico e il fissaggio sicuro degli oggetti trasportati, Mercedes-Benz ha realizzato anche uno speciale pacchetto Easy-Pack per il fissaggio dei bagagli nel vano di carico con barra telescopica, cinghia avvolgibile e quattro occhielli di fissaggio, arrestabili su due guide in alluminio con l’ausilio dei pratici elementi di base. Grazie alla sua abitabilità generosa e variabile e alla straordinaria funzionalità, la nuova station-wagon copre brillantemente le esigenze più svariate in termini di trasporto e si dimostra una compagna ideale per il lavoro e il tempo libero, i viaggi, lo sport e lo shopping. Il carico utile è pari a 575 chilogrammi. La station wagon misura 4.850 millimetri in lunghezza e, a causa del maggiore sbalzo sul retrotreno, supera di 32 millimetri la berlina di questa Serie Mercedes, pur presentando lo stesso passo (2.854 millimetri). Rispetto al modello precedente invece, la nuova station wagon acquisisce 11 millimetri in lunghezza e 23 millimetri in larghezza, mentre il passo è aumentato di 21 millimetri. In una prima fase, la nuova berlina Mercedes station wagon sarà disponibile con tre motori a benzina e tre motorizzazioni diesel CDI, con potenze che vanno da 110 kW/150 cv a 150 kW/204 cv. I propulsori dei modelli E 220 CDI, E 270 CDI e E 320 CDI

Motori diesel più potenti Fra le motorizzazioni a benzina, accanto ai sei cilindri dei modelli E 240 ed E 320, Mercedes-Benz offre un propulsore a quattro cilindri di nuova concezione, caratterizzato dallo speciale sistema Twinpulse che, grazie alla combinazione di tecnologie come la sovralimentazione con compressore, l’intercooler, la tecnica delle quattro valvole, gli alberi a camme a fasatura variabile e l’albero controrotante Lanchester offre il massimo piacere di guida e una straordinaria silenziosità di marcia abbinati a consumi minimi. Nel ciclo di marcia europeo, infatti, il nuovo propulsore della E 200 Kompressor da 120 kW/163 cv consuma soli 9,1 litri di benzina super ogni 100 chilometri, battendo il modello precedente di 0,5 litri. Il telaio della nuova station wagon è basato essen-

 MERCEDES-BENZ / Il Vaneo con nuovi equipaggiamenti

Un fascino più accentuato Nuovo rivestimento per la consolle centrale sulla versione Trend. Nuovi interni per le versioni Family. Interni in pelle e cerchi in lega da 16 pollici. Possibilità di omologazione come autocarro della versione Trend.

Volendo c’è anche la pelle Sono disponibili anche i rivestimenti interni in pelle color antracite per i sedili anteriori e posteriori. La scelta dei rivestimenti in pelle include automaticamente i sedili riscaldati e il bracciolo per con-

appartengono alla seconda generazione dei moderni motori common rail che offrono, rispetto ai motori CDI del modello precedente, fino all’8 per cento in più in termini di coppia e circa il 5 per cento in più di potenza. Contemporaneamente, il consumo di carburante si riduce di circa 0,6 litri ogni 100 chilometri. Il modello di punta della gamma diesel, la E 320 CDI, sviluppa la notevole coppia di 500 Nm già a partire da 1.800 giri/min.

zialmente sui moderni assali adottati anche nella berlina della Classe E per garantire il massimo grado di sicurezza, agilità e comfort. L’asse posteriore a bracci multipli, integralmente realizzato in alluminio, è equipaggiato di serie con una regolazione del livello che, contrariamente al tradizionale sistema idropneumatico usato finora, si basa su sospensioni pneumatiche integralmente portanti. Queste consentono una regolazione del livello in funzione del carico: la corsa delle molle sul retrotreno rimane identica in tutte le situazioni di carico, garantendo un comfort di marcia esemplare in qualsiasi condizione. A richiesta, la station wagon della Classe E è disponibile con il sofisticato sistema di sospensioni pneumatiche Airmatic DC, in grado di adattare la forza degli ammortizzatori e l’escursione delle molle a ogni situazione di marcia. Le tre versioni Classic, Elegance e Avantgarde, con design ed equipaggiamenti differenziati, soddisfano le più diverse esigenze dei clienti. Già il modello di base Classic adotta di serie autoradio con CD, climatizzatore automatico, Sensotronic Brake Control (SBC™), sidebag e windowbag, modanature in legno pregiato, cerchi in lega e numerosi altri dettagli ideati per garantire sicurezza e comfort. Il modello Elegance fa onore al proprio nome, tra l’altro, grazie alle discrete applicazioni cromate su paraurti, modanature laterali e maniglie, e dalla mascherina con lamelle verniciate in grigio atlante; la versione Avantgarde invece si distingue per i rivestimenti degli interni in pelle, per il design dei paraurti e dei sottoporta dinamico e originale, e per la particolare strumentazione del cockpit. Paolo Altieri

ducente, che essendo posto centralmente, può essere condiviso con il passeggero anteriore. I sedili in pelle possono essere ordinati in combinazione con tutte le vernici e includono, a richiesta, i sedili in-

tegrati per bambini sui sedili esterni posteriori e i sedili per bambini nella seconda fila posteriore. Nell’elenco degli equipaggiamenti a richiesta trovano posto anche i nuovi cerchi in

lega leggera da 16 pollici, anche in combinazione con pneumatici da 195/50R16 88H. A richiesta, è possibile equipaggiare il Vaneo con il Sound System, un moderno sistema audio che, grazie a un elevato numero di altoparlanti, consente una qualità del suono eccellente. La lista degli equipaggiamenti a richiesta si amplia anche grazie ai vetri posteriori oscurati, disponibili su tutte le versioni, e ai tavolini ribaltabili sugli schienali dei sedili anteriori, disponibili anche sulle versioni Ambiente, in sostituzione delle reti portaoggetti. La gamma di vernici è stata ampliata con l’aggiunta del nero non metallizzato e del grigio perlite metallizzato. I nuovi colori possono essere abbinati a tutte le versioni, colori

interni e pacchetti Life style attualmente disponibili.

Omologabile anche come autocarro È inoltre disponibile anche l’omologazione in categoria N1 (autocarro) per le versioni Trend: tale versione consente di ottenere vantaggi fiscali (bollo ridotto, detraibilità dell’IVA e deducibilità dal reddito imponibile dei relativi costi) e da la possibilità di trasportare, oltre alla merce, un massimo di 4 persone, incluso il conducente. Volendo questo veicolo può essere omologato anche come “auto uso ufficio”, dotandolo di un tavolino portacomputer, presa di corrente e di linea telefonica/fax e di un mobiletto nel vano bagagli. fa.bas.


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Gennaio/Febbraio 2003 meno di una in acciaio - non sono attaccabili dalla ruggine e quindi hanno una dura cinque volte superiore. Altre innovazioni che hanno permesso di alleggerire la Corvette sono state le testate in alluminio per il motore Small Block V8 (1960), i coperchi in magnesio della distribuzione (1981), il radiatore in plastica (1984) e l’impianto di scarico con alcune parti in titanio (sulla versione hard-top della Z06 del 2001). La sospensione più recente comprende parti in alluminio e strati di legno di balsa tra le parti in alluminio ed in compositi del telaio. Nel Settembre 1954 la Corvette ricevette per la prima volta un motore V8 - questi potenti, compatti e fluidi propulsori muovono ancora oggi le ruote posteriori della sportiva americana. Nel 1957 il motore raggiunse la barriera magica di 1 cv di potenza per pollice cubico

ROMA - Con i suoi grandi motori e una linea originale la Chevrolet Corvette ha scritto la storia dell’industria automobilistica americana. Di lei si parla come della “automobile sportiva più amata dagli americani” oppure come del “batticuore d’America”. Da poco quest’autentica leggenda a quattro ruote ha compiuto 50 anni. I festeggiamenti si sono estesi dagli Stati Uniti all’Europa dove la Corvette vanta un buon numero di affezionati clienti (un migliaio circa nel solo 2001). Altissime prestazioni ed innovativi contenuti tecnologici rappresentano, insieme a un’immagine davvero unica, le motivazioni razionali che li hanno portati ad acquistare una Corvette argomenti che hanno convinto anche The Society of Automotive Engineers che nel1999 ha eletto la Corvette “Best Engineered Car of the 20th Century”. La storia di questa sporti-

 CHEVROLET / Prodotta in oltre un milione e 200mila esemplari

Corvette: i 50 anni di un’icona sportiva Cinque generazioni contraddistinte da uno stile elegante e inconfondibile. Tecnologie innovative e straordinarie concept car. Una leggenda per i veri appassionati e che ha saputo andare sempre al di là delle mode. va di successo cominciò nel 1952, lo stesso anno in cui Albert Schweitzer vinse il Premio Nobel per la Pace e il podista cecoslovacco Emil Zátopek vinse tre medaglie d’oro alle Olimpiadi di Helsinki. Il 2 Giugno 1952 Harlow Curtice e Thomas Keating, rispettivamente presidente del gruppo General Motors e direttore generale della Chevrolet, approvarono la produzione del prototipo EX-122. Nasceva così la

Corvette, la leggendaria automobile sportiva che deve il suo nome a una veloce nave di scorta. Da quando, il 30 giugno 1953, il primo esemplare uscì dalla fabbrica americana, Chevrolet ha venduto più di 1,2 milioni di cinque generazioni Corvette, oltre la metà delle quali è ancora in circolazione. Le vendite hanno raggiunto il loro massimo livello nel 1979 quando arrivarono a 53.807 unità.

Linea classica e forma da squalo Anche in campo automobilistico, le mode vanno e vengono. I progettisti della Corvette sono stati sempre sicuri di dare a ogni generazione di questo modello un aspetto inconfondibile capace di reinterpretare la tensione formale tra sportività ed eleganza. Sulla Corvette si sono visti per la prima volta elementi estetici tipi-

La storia della Corvette sintetizzata in quattro modelli-chiave: in alto, la C1 del 1953; qui sopra, la “Limited Edition” di fine 2002 che è stata realizzata appositamente per festeggiare i 50 anni di questo modello; sotto a sinistra, la C1 del 1956 e sotto a destra la C3 che fece da “Pace Car” durante la 500 Miglia di Indianapolis che si corse nel 1978.

camente sportivi come, ad esempio, le fiancate verniciate parzialmente in un colore differente (1956), le strisce blu su fondo bianco per i modelli da corsa (1957), il tetto T-top staccabile (1968) oppure i fari a scomparsa (1963). La linea senza tempo di alcuni modelli nel fatto da alcuni decenni altrettante icone stilistiche. Il modello attuale, presentato nel 1997, è stato preceduto dalle seguenti pietre miliari: Corvette C1 (1953 - 1962): la prima generazione, progettata da Harley Earl, presentava corte pinne posteriori, cornici protettive sopra i fari e presa d’aria anteriore a bocca di squalo con “denti” cromati. Nel 1958 comparvero i doppi fari anteriori, mentre nel 1961 vennero adottate le quattro luci posteriori circolari presenti anche sui modelli odierni. Corvette C2 (1963 - 1967): Bill Mitchell disegnò i famosi modelli Sting Ray. Con il lungo cofano piatto e il caratteristico profilo a cuneo, lanciarono una nuova moda stilistica. Corvette C3 (1968 - 1982): David Holls s’ispirò alla bottiglia della Coca Cola. Le automobili di quell’epoca erano caratterizzate dalle ampie curve dei loro alettoni. Holls riprese anche alcuni spunti stilistici del prototipo Mako Shark. Dal 1977 il lunotto delle versioni Stingray venne disposto verticalmente alle spalle dei passeggeri. Corvette C4 (1984 - 1996): Jer-

ry Palmer realizzò una linea pulita e molto aerodinamica. Per la prima volta, gli stilisti progettarono anche il vano motore. Materiali moderni, motori e telai di nuova concezione, inedite dotazioni di sicurezza - queste sono appena alcune delle molte aree nelle quali i progettisti della Corvette hanno presentato nuove soluzioni tecniche. Molte novità General Motors sono state adottate per la prima volta su questa sportiva prima di essere offerte su tutta la gamma. Altre novità sono rimaste fino a oggi esclusive di questo modello.

Progetto innovativo e motori compatti La Corvette del 1953 è stata, ad esempio, la prima automobile americana con carrozzeria in fibra di vetro. Questo materiale venne scelto perchè lasciava ai progettisti maggiore libertà e perchè era più facile realizzare l’attrezzistica necessaria. Le molle a balestra trasversali in materiali compositi sono state una novità assoluta a livello mondiale. Adottate inizialmente solo per l’assale posteriore delle versioni con cambio automatico del 1981, tre anni dopo divennero di serie per le sospensioni anteriori e posteriori. Oltre a permettere di alleggerire sensibilmente la vettura - la sospensione posteriore pesa quasi 15 kg

di cilindrata (283 cv con 4.641 cc). La più potente versione stradale di tutti i tempi venne prodotta nel 1971: era un 7.400 Big Block V8 da 425 cv. Nel 1957 i motori Corvette erano già disponibili con alimentazione a iniezione, soluzione che divenne di serie su tutte le Chevrolet alla fine degli Anni ’80. La Corvette ha precorso i tempi anche per quanto riguarda le sospensioni posteriori indipendenti (1963). Nel 1989 presentò un primo tipo di sospensione attiva denominato Selective Ride Control. Il nuovo Magnetic Selective Ride Control della gamma 2003 rappresenta il consolidamento dell’avanguardia tecnologica Corvette in questo settore. Questo sistema di regolazione continua degli ammortizzatori reagisce nel giro di pochi millesimi di secondo alle eventuali asperità e buche del fondo stradale. Altri colpi tecnici da maestro sono stati i cablaggi di controllo in fibra di vetro, i tergicristalli a scomparsa (entrambi del 1968), il controllo della pressione dei pneumatici (1989), lo headup display e i fari che si accendono automaticamente non appena scende l’oscurità (entrambi del 1999). Questi ottimi risultati sono dovuti anche all’approfondito ciclo di collaudi e di prove di durata ai quali è sottoposto ogni nuovo modello. Oltre al già ampio programma prove della Chevrolet, le Corvette devono portare a termine ulteriori severi test, come, ad esempio, una corsa di 12 ore su un percorso stradale ad alta velocità. Sul circuito di prova General Motors di Milford (Michigan, USA) i collaudatori spingono invece per 30 minuti la vettura con l’acceleratore a tavoletta in modo da verificare la tenuta dell’auto.


AUTORAMA

FOCUS

Mini: solo un anno per conquistare il mondo

OGGETTO DEL DESIDERIO Risorgendo dalle sue ceneri come l’Araba Fenice, il mitico uccello, la nuova Mini prodotta dalla Bmw riesce a farsi desiderare proprio come la sua illustre antenata. Nella Mini del Terzo Millennio c’è tutto il DNA della prima Mini apparsa nel 1959. Il tutto rilanciato in chiave moderna e con un package tecnologicamente avanzatissimo che oggi fa tendenza esattamente come accadeva ieri per la prima Mini. S. DONATO MILANESE - Si è fatta aspettare a lungo. Ma ne è valsa la pena. La Mini prodotta dalla Bmw, che oggi si può considerare una gamma con le varie versioni One, Cooper, Cooper S e i vari livelli di personalizzazione di ciascuna versione, è un’auto ricca di fascino, un fenomeno di costume, un’auto che fa tendenza, esattamente come è accaduto a suo tempo per l’illustre antenata, nata a fine anni Cinquanta dalla matita di Alec Issigonis, poi nominato Sir dalla Regina d’Inghilterra. La mitica Mini è rinata ispirandosi a quel geniale modello, anche se nei suoi tratti principali sono palesemente evidenti i segni di una “mano” moderna, quella di Chris Bangle e del suo staff. La nuova Mini ha un po’ di sangue inglese nelle vene ma ha molto “blood” nobile bavarese, e si può tranquillamente considerare una Bmw a tutti gli effetti, sebbene sia prodotta nel Paese in cui nacque la sua illustre antenata. È più spaziosa, è più sicura, e consen-

te di affrontare anche lunghi viaggi offrendo molto più comfort rispetto alla sua pur illustre antenata. Ha anche quel tocco di hi-tech in più che non guasta su un’auto compatta pensata per i gusti e le tendenze che sono tipici del Terzo Millennio.

Tutti pazzi per la Mini La “situation comedy” è la stessa: la gente si innamora di lei oggi come allora, indipendentemente dall’età, e l’auto in poco tempo è diventata un fenomeno assoluto, un oggetto di “cult” che in determinati ambienti non si può non avere. Se ne parla all’Università, nei salotti bene, le donne la guardano con occhi sognanti e ne parlano alle amiche dal parrucchiere, gli studenti in odore di laurea la desiderano proprio come la ragazza più ambita, mogli e donne in carriera la vedono come l’auto giusta per il tragitto casa-ufficio ma anche per la gita al mare o in montagna. E nella city a Londra i si-

di PAOLO ALTIERI gnori in tight, con ombrello, bombetta e garofano all’occhiello, affidano al portiere del loro club preferito le chiavi della Mini by Bmw esattamente come facevano trent’anni fa quando, giovani manager rampanti, lasciavano le chiavi della loro prima Mini Cooper. La Mini piace anche perché le sue rifiniture seguono alla lettera la filosofia che è tipica delle utilitarie di lusso, e che grazie a piccoli tocchi qua e là consente realmente un elevato livello di personalizzazione. Al punto che si può tranquillamente affermare che oggi non esiste una Mini uguale all’altra, esattamente come avviene per quasi tutte le Bmw. E non è un caso. La nuova Mini ha già raccolto apprezzamenti e premi in tutto il mondo. Premi meritati, proprio perché, a ben vedere, la Mini si propone come una vettura “cross over”, un’auto che va oltre i segmenti tradizionali, è un’auto che piace a uomini e

donne, a giovani e a meno giovani, a conservatori e a liberali. Con una battuta si potrebbe dire che piace dai tre ai settantatre anni, prendendo spunto dalla storia vera di un nonno che ha acquistato una Mini per suo nipote che ha solo tre anni come regalo per quando ne compirà diciotto. La clientela della Mini by Bmw è fra le più disparate al mondo. Tra coloro che ne hanno acquistata una c’è stato persino un cliente che ha dato in permuta una Rolls-Royce. Tuttavia c’è una caratteristica che accomuna tutti i clienti: sono giovani nello spirito, sono aperti e amano divertirsi guidando. Per fare un altro esempio concreto, si è verificato di recente il caso di un importante concessionario della Porsche in Germania che ha ordinato delle Mini da utilizzare come vetture di cortesia per i suoi clienti. E a quanto pare la clientela ha gradito molto

questa iniziativa: “Guidare una Mini - ha detto un cliente restituendola quando la sua Porsche era pronta da ritirare dopo un tagliando mi ha fatto capire quale è la mia prossima seconda auto”. Della Mini sono state prodotte a Oxford nel 2002 oltre centomila unità. E la Bmw ha ovviamente venduto tutti gli esemplari prodotti nel primo anno “intero” di produzione di questo fortunato modello.

Una famiglia in espansione Un fatto cruciale per il successo della Mini nel mondo è stato quello di averle riconosciuto un ruolo autonomo e indipendente all’interno del Gruppo Bmw, strategia questa che viene consolidata e aggiornata costantemente. In considerazione di questo successo e della calorosa accoglienza riservati al marchio Mini e a tutta la sua gamma nel mondo intero, è lecito attendersi in futuro

un’ulteriore estensione della “famiglia” Mini (a marzo ci sarà gà il debutto della Mini Diesel). Alla Bmw stanno vagliando varie proposte in fatto di nuove carrozzerie Mini. Al di là dei prodotti attuali, ci potranno essere vetture scoperte o più spaziose, ma in ogni caso seguiranno tutte una filosofia ben precisa: la filosofia Mini, trasgressiva, trasversale e divertente, fatta per chi si sente giovane “dentro”. Ben vengano quindi un domani le nuove Mini: si parla di una piccola station wagon (che potrebbe chiamarsi proprio “Traveller” come la mini-giardinetta di ieri) di una cabriolet e di un pick-up. Tutte con l’inconfondibile marchio Mini. E anch’esse saranno ai massimi livelli espressione dei valori Mini, vale a dire divertimento, guida da gokart e prestazioni al top. Perché il concetto di divertimento nella guida è insito nel concetto stesso della Mini di oggi, esattamente come avveniva con la Mini di ieri.


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Gennaio/Febbraio 2003

FOCUS MINI/I tanti perché di un grande successo

Una sfida che Bmw ha già vinto La Casa bavarese ha saputo trasferire nella nuova Mini tutto quello che c’era di buono nella sua illustre antenata. Con in più tutta la sicurezza e la tecnologia che era in grado di inserire in un’auto di questo segmento. Inoltre ne ha esaltato il comfort trasformandola anche in un’auto per i lunghi viaggi. S. DONATO MILANESE - La nuova Mini rappresenta un’intepretazione in chiave moderna di un autentico classico nella storia dell’automobile. Da un lato rivela chiaramente le origini che trae dalla sua antenata, che portava lo stesso nome, e dall’altro offre la miglior tecnologia oggi disponibile in questo segmento di mercato. Una lussuosa quattro posti, espressione di uno stile metropolitano moderno, che risponde appieno ai desideri e alle aspettative dei clienti del nuovo millennio, andando oltre le barriere costituite dagli effimeri trend della moda.

Un’autentica pietra miliare La nuova Mini è una sfida che la Bmw ha già vinto, creando un fenomeno e facendo risorgere dalle sue stesse ceneri, come l’araba fenice, un’auto che è stata un’autentica pietra miliare in materia. Un’uato con la quale il tempo è stato galantuomo. Questa vettura impersona la gioia di vivere, indipendentemente dalla classe e dal ceto sociale, dai Paesi di provenienza della clientela e dalla generazione cui appartiene chi la possiede. In sostanza è la cosiddetta antitesi di uno status symbol. La nuova Mini spicca per

il suo design filante e ricco di stile, elegante e puro. Vanta un look estremamente dinamico anche da ferma, come se fosse pronta a proiettarsi in avanti. Il passo lungo costituisce una caratteristica fondamentale nell’immagine di insieme della nuova Mini, perché ne

accentua il feeling, oltre naturalmente a esaltare le doti di tenuta di strada entro i limiti di sicurezza attuali e futuri. E attraverso la nuova Mini il gruppo Bmw dimostra una volta di più la sua straordinaria capacità di sviluppare, realizzare e distribuire i prodotti di ogni

marchio del gruppo secondo procedimenti flessibili e personalizzati in funzione delle esigenze di mercato.

Viene prodotta solo a Oxford La nuova Mini è venduta in tutto il mondo come pro-

dotto di un marchio globale. Viene prodotta nello stabilimento di Oxford, in Inghilterra, applicando naturalmente i principi produttivi e gli standard qualitativi che sono tipici della Bmw. La produzione della nuova Mini nelle sue varie versioni è iniziata nel mese di aprile

del 2001, e attualmente la capacità produttiva dell’impianto, che lavora sette giorni su sette per stare dietro alla domanda, è di quasi 400 Mini al giorno, tra One, Cooper e Cooper S, pari a circa centoquarantamila esemplari all’anno. Anche questa, a ben vedere, è una sfida vin-

MINI/UN FASCINO INCONFONDIBILE

In America è l’auto dell’anno S. DONATO MILANESE - La nuova Mini incarna il piacere di vivere, avvicina le classi sociali, è un’auto “trasversale” rispetto ai tradizionali segmenti del mercato. E che l’auto piaccia lo si intuisce da un particolare che à bene non dimenticare. Il primo prototipo della nuova Mini è stato presentato al Salone di Francoforte del 1997, e solo tre anni e sei mesi più tardi ha preso il via la produzione in serie. Un lasso di tempo che a volte in passato per certe Case automobilistiche si è tradotto in un flop clamoroso: quando l’auto è finalmente apparsa sul mercato era passata di moda e non interessava. Con la nuova Mini tutto questo non è accaduto. Perché siamo di fronte, come abbiamo detto, a un’auto la cui linea vuole essere “senza tempo” e il cui successo di mercato è fuori discussione. Del resto nessuno avrebbe potuto immaginare fino a qualche tempo fa che una casa così tradizionalista come la Bmw, che si è fatta nel mondo una fama consolidata a livello di auto eleganti, sportive e ad alte prestazioni, si sarebbe gettata a capofitto in un’avventura che per certi versi ha dell’incredibile: far rivivere lo spirito della Mini, nata nel 1959, in un’auto più grande, più spaziosa, più funzionale grazie al portellone, ma che mantenesse lo spirito e il carisma di quel glorioso modello che per oltre quarant’anni ha retto benissimo la parte nel sempre più affollato mondo delle city car. Emblematico il fatto che in America la Mini sia stata eletta Auto dell’Anno da una giuria di giornalisti specializzati. La Mini di oggi rimane sempre un’auto inglese, ma nelle sue vene ci sono importanti gocce di nobile sangue bavarese, come ricorda, tra l’altro, anche il fatto che si possa acquistarla solo presso la rete di vendita ufficiale Bmw. E non è assolutamente un caso che fra gli acquirenti della Mini figurano persone che già possiedono un modello prodotto dalla Casa che ha quale marchio un’elica in movimento. Lo spirito originario della Mini creata da Alec Issigonis (poi nominato Sir dalla Regina Elisabetta II) si ritrova appieno nel modello creato dalla Bmw, che è stato opportunamente plasmato su misura per le esigenze della

clientela di oggi. Il fenomeno Mini di ieri e di oggi è frutto di coincidenze forse irripetibili, che vanno dal boom degli anni Sessanta alla capacità di Issigonis di creare un’auto che sapesse conciliare tante esigenze in una sola auto: compattezza, brillantezza, funzionalità, sportività e persino un pizzico di immagine snob. Tutti elementi che si ritrovano nella Mini cui ha saputo dar vita la Bmw, creando un’auto “cross over”, trasversale rispetto ai segmenti. Un’auto che piace a chi è giovane ma anche a chi si sente giovane, e che non la cambierebbe con nessun’altra auto al mondo. E la Bmw può contare sin d’ora su una base solida, uno “zoccolo duro” di appassionati della nuova Mini proprio come era accaduto a suo tempo per l’illustre antenata.

La nuova Mini è venduta in tutto il mondo come prodotto facente parte di un marchio globale. È una vera Bmw.

ta dalla Bmw: raggiungere entro brevissimo tempo una domanda elevata, assicurando un livello di qualità costruttiva elevato e soprattutto costante. In campo automobilistico soltanto un’altra auto è paragonabile alla Mini per storia e tradizione, ed è la Porsche 911. L’unica differenza è che quest’ultima si è rinnovata periodicamente nel tempo, mentre la Mini è rimasta la stessa per quarant’anni, e il modello odierno, voluto dalla Bmw, è il naturale sviluppo dell’originale, così come la Porsche 911 di oggi eredita in senso moderno il DNA della capostipite.


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Gennaio/Febbraio 2003

FOCUS MINI/Una produzione da record

Desiderata in tutto il mondo Per stare dietro alla domanda la capacità produttiva dell’impianto di Oxford è stata portata da 100mila a 140mila esemplari all’anno. Dal Giappone all’Italia l’analisi di un mito che è stato prodotto in oltre 200mila esemplari.E che piace anche da noi: in Italia sono già più di ventimila le Mini vendute. Starr. Quella di oggi invece piace a Madonna e a Sting. In fondo, a pensarci bene, il succo è sempre quello: quando un’auto è indovinata, per lei il tempo non esiste proprio. Senza contare che la nuova Mini è diventata una specie di filosofia di vita, che porta con sé accessori fantastici, moda divertente e una quantità di idee entusiasmanti. E così è rinato uno stile Mini nel vestiario (ricordate la minigonna inventata da Mary Quant?) fatto di piccole citazioni retrò, oggetti divertenti e anticonformisti come la radio “Freedom” vincitrice del premio BBC per il design, funzionante con un pannello solare e una pila ricaricabile girando una manopola.

Pensa anche ai più piccini

S. D ONATO M ILANESE - John Cooper, proprio mentre stava dando vita alla prima Mini sportiva che avrebbe poi portato per sempre il suo nome, la definì amabilmente “l’auto che ti fa sorridere”. Una definizione che si attaglia benissimo anche alla Mini di oggi, e che sta facendo letteralmente saltare tutte le più rosee previsioni di produzione e di vendite dei vertici Bmw. Oltre 170mila esemplari venduti dall’avvio della produzione nel mese di settembre del 2001, di cui 20mila solo in Italia, con l’impianto di Oxford costretto a portare la produzione da 100mila a 140mila esemplari all’anno. Oggi la Mini è un fenomeno anche a livello multimediale. Attorno a quest’auto sono sorte iniziative di ogni genere, come il sito Internet, una newsletter che a ritmo serrato informa via email decine di migliaia di iscritti su ogni tipo di attività. Se si prova a inserire

su un motore di ricerca come Google le parole “Bmw Mini” sul computer risulteranno ben 12.900 siti Internet contro, ad esempio, i 5.520 siti che riesce a totalizzare un’auto altrettanto famosa (e ben più longeva) come il famosissimo Maggiolino della Volkswagen. Anche questo è un segno dei tempi.

Un successo che è globale La nuova Mini è un successo globale. Proposta in sessanta mercati in tutto il mondo, contro i venti della precedente, e con curiosità come il Giappone, dove l’auto è stata posta in vendita il 2 marzo scorso, data che in giapponese si pronuncia proprio “mi-ni”: da allora oltre seimila Mini sono state vendute in quel Paese del Sol Levante. Prima utilitaria ad avere successo in tutti i mercati in cui è stata distribuita, la nuova Mini è anche protagonista di un film (av-

venne anche per la sua antenata: ricordate “The Italian Job” con Michael Caine?) con Austin Powers. Nel nuovo film c’è anche, ovviamente, Michael Caine, che a un certo punto dice a una ragazza, alludendo alle scene d’inseguimento dove la nuova Mini è protagonista (e anche agli attributi fisici della fanciulla in questione): “Non sono le dimensioni che contano, baby, ma come le si usano”. Le “misure” della nuova Mini sono comunque un altro dei pilastri del suo incredibile successo in tutto il mondo. In Germania i lettori di “Auto Motor und Sport” l’hanno eletta “Best Car of the Year 2002”. Un analogo riconoscimento le era stato conferito qualche mese dalla rivista settimanale inglese “Auto Express”. E tutto fa pensare che siamo solo all’inizio. La nuova Mini è una di quelle auto da “amore a prima vista”. Forma, colori, scatto, fantasia e persona-

lità: questa auto ha tutto per piacere e per farsi desiderare. Vale per tutti l’esempio della più potente della gamma, la Mini Cooper S da 163 cavalli, che è anche la più ambita. Costa ben 22mila eu-

ro e per averne una occorre aspettare mesi e mesi ma è già un mito. Ed è lei la vera erede della Mini Cooper di ieri, quella che quarant’anni fa piaceva a Mick Jagger e a Ringo

Lo stile Mini non poteva ovviamente dimenticarsi dei bambini, con un set di giocattoli da fare invidia ai grandi: dalla Mini Cooper telecomandata a distanza all’auto in peluche, dalla Mini a pedali con rimorchietto dove riporre i giocattoli più amati al super bob da neve che nelle sue fattezze ricorda proprio la piccola anglobavarese.

MINI/L’IMPIANTO DI OXFORD

Produzione “a tutto vapore” OXFORD - Lo stabilimento dove viene prodotta la Mini è indicato da un cartello con una scritta inequivocabile: Bmw Group. Chissà come l’hanno presa gli orgogliosi sudditi di Sua Maestà, che da qualche anno a questa parte di bocconi amari devono averne ingoiati parecchi. La Nissan a Sunderland, la Honda nell’impianto ex Rover, la Ford che acquisisce Jaguar e Land Rover, la Bmw che rileva la Mini. Totalmente e orgogliosamente inglese è rimasto solo il gruppo MG Rover. Ma bisogna pur sopravvivere, e allora benvenuta Bmw, specie adesso che la produzione della nuova Mini qui a Oxford va a gonfie vele. In mani tedesche questa fabbrica ha ripreso alla grande. Le maestranze hanno accettato il programma di riqualificazione e le vendite filano con il vento in poppa, al punto che la stima iniziale della produzione annua (100mila unità) è salita a 140mila esemplari. Chi lavora qui guadagna di più grazie a meccanismi di valutazione più articolati e basati su sette giorni. La crisi è stata letteralmente spazzata via puntando su un processo denominato “scocca in bianco” e basato su un concetto di immediatezza nel risolvere i problemi che possono presentarsi durante il ciclo produttivo. I problemi tecnici, anche quelli minimi, qui sono risolti in tempi brevi, sfruttando il lavoro di gruppo e i fermi di produzione (previsti due volte al mese, per controllare i macchinari che lavorano a pieno regime) per capire, confrontarsi e comunicare. La fabbrica vista dal di dentro appare lontana anni luce dagli stabilimenti inglesi di produzione auto di un tempo: luminosa, silenziosa, pulitissima ed efficiente, è un impianto “made in Bmw” in tutto e per tutto. Ed è nel cuore della vec-

chia Inghilterra: a due passi da qui si svolge la celebre sfida sul fiume tra i canottieri di Oxford e quelli di Cambridge. L’auto che produce è di “memoria” britannica ma ha un corpo che emana voluttuosi stilemi Bmw. E per far marciare a dovere questo impianto sono serviti molti soldi (510 milioni di sterline, di cui 280 per trasformarlo e 230 per avviare la produzione) e soprattutto un intelligente accordo a livello sindacale. Ma un aspetto che è importante sottolineare parlando della produzione della nuova Mini, e del suo elevato livello qualitativo che è immediatamente percettibile dal cliente, è il modo in cui “si fa” l’auto: robot come se piovesse lungo la catena di montaggio e lavorazioni di tipo manuale molto più umane rispetto al passato. Le maestranze sono state coinvolte in prima persona nel processo produttivo, dopo averle consapevoli del fatto che “la qualità fa premio”. Premi in denaro arrivano a tutti, quando accade che la produzione raggiunge (e in qualche caso anche supera) l’obiettivo a suo tempo concordato dai dirigenti e approvato dalle varie commissioni interne. Le fasi di produzione ad Oxford sono state opportunamente sdoppiate. I 2.500 operai che lavorano qui hanno infatti sottoscritto un contratto flessibile che consente di lavorare sette giorni su sette. Per un secondo turno sono stati assunti altri 1.800 lavoratori temporanei. Le competenze degli operai sono cresciute (e le Trade Unions hanno accolto positivamente questo aspetto) e le tipologie-base di lavoro sono due: una dal lunedì al giovedì e l’altra dal venerdì alla domenica E la nuova Mini prosegue la sua marcia inarrestabile.


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Gennaio/Febbraio 2003

FOCUS MINI/Concluso il concorso “Mini & Me”

Un premio alla creatività Riservato solo alle donne, questo insolito concorso consentiva di personalizzare esterni e interni della Mini. Fra le oltre settemila proposte di personalizzazione pervenute ora la giuria sceglierà la vincitrice, che riceverà in premio la Mini decorata in base al suo progetto. Un premio che è davvero unico. S. D ONATO M ILANESE - Si è conclusa lo scorso 20 novembre la prima fase di “MINI & ME”, il concorso destinato a stimolare la creatività femminile. Le concorrenti avevano il compito di personalizzare l’aspetto esterno e gli interni della Mini proponendo nuovi colori, nuove soluzioni grafiche, nuovi materiali. Per partecipare occorreva ottenere la password compilando il modulo d’iscrizione presso una qualsiasi delle oltre 100 Concessionarie Mini sparse su tutto il territorio nazionale durante l’open weekend del 19-20 ottobre oppure visitando il sito www.miniandme.it (raggiungibile anche dal sito ufficiale mini.it). La grande attenzione e la curiosità suscitate dall’iniziativa e dalla campagna di comunicazione sviluppata a sostegno, hanno fatto sì che MINI & ME registrasse un notevole successo di partecipazione: oltre 60.000 le visite al sito dedicato, 16.213 le iscrizioni registrate e 7.258 le proposte di personalizzazione pervenute. Il 60 per cento delle concorrenti è di età compresa tra 25 e 35 anni, il 70 per cento di loro è single, l’83 per cento ha un diploma o una laurea. Le province più rappresentate sono Mila-

no, Roma, Torino e Napoli. I dati disponibili indicano anche come le concorrenti hanno affrontato il compito loro affidato. Esso consisteva nell’illustrare a parole o con disegni il proprio progetto di personalizzazione della Mini, intervenendo sui colori della carrozzeria, sugli interni, sugli optional e sugli accessori (con la possibilità di crearne di nuovi, mai prodotti prima). Sono pervenute 6.711 descrizioni relative all’esterno dell’auto, altre 5.925 descrizioni per gli interni, 9.586 descrizioni dei due accessori richiesti, 1.433 immagini della Mini personalizzata.

Entusiastiche reazioni “Le cifre parlano da sole - commenta Marco Makaus, Brand Manager Mini - il pubblico femminile ha reagito con grande entusiasmo all’invito che Mini gli ha rivolto. Era un dato che avevamo colto già a partire dall’open weekend di ottobre, quando le circa 10.000 visitatrici entrate nelle nostre Concessionarie avevano compilato il modulo d’iscrizione e ritirato la propria password. Dai dati raccolti è emerso che la maggior parte

Nel presentare il concorso sulla nuova Mini erano state pubblicizzate alcune proposte provocatorie, come quella nella foto: la Mini come la vorrebbe Fiona May, con le misure del salto in lungo.

di loro appartiene alla fascia 25-35 anni e ha un titolo di studio superiore”. “Ma c’è anche un altro

dato sul quale vale la pena di riflettere - continua Makaus - ovvero il ruolo strategico che Internet gioca nella

MINI/IN ARRIVO TANTI ACCESSORI PERSONALIZZATI

Dal set di valigie al navigatore S. DONATO MILANESE - La sportività, la potenza del motore e il piacere di guida rendono un viaggio con la Mini qualcosa di speciale. E lo diventa ancora di più se accompagnato dalle valige Samsonite costruite appositamente per vivere nel bagagliaio della Mini. Le due Case internazionali sono legate dalla tecnologia, design e praticità e da questa simbiosi è nato un set di valige comode, eleganti ed esclusive. Il set verrà commercializzato a partire dalla primavera 2003 in esclusiva presso tutte le concessionarie Mini del Gruppo Bmw. I materiali impiegati sono tra i migliori sul mercato: tessuto impermeabile nero, bordature in vinile. Tutti gli articoli hanno struttura semirigida per agevolare il carico e nel contempo rimanere alloggiati nel bagaglio della Mini. Il set è composto di 3 pezzi essenziali e complementari: un trolley con il retro costituito da un guscio semirigido per ottenere la massima protezione del contenuto e un sistema di traino ultraleggero; un borsone/zaino convertibile facilmente. Nella sua funzione di zaino, ha spallacci morbidi e imbottiti per un trasporto estremamente confortevole; un borsone orizzontale con struttura semirigida. La sua grande capienza interna permette di organizzare il carico in modo personalizzato a seconda delle occasioni. Insieme, le tre valige posizionate nel bagagliaio della Mini, si completano a vicenda e si possono acquistare presso tutti i concessionari. Ogni cliente Mini, con la propria personalizzatissima vettura, potrà viaggiare comodamente con l’eleganza e la praticità di valige uniche. Per andare incontro all’esigenza di personalizzazione della vettura, rispettando gli alti standard qualitativi che la caratterizzano, la Mini ha realizzato una serie di allestimenti interni in pelle davvero esclusivi, alternativi all’optional. Senza porre limiti alla fantasia si possono così creare ambienti unici. Realizzati in esclusiva per Mini con la pregiata pelle Montana e con la cura per i dettagli e la qualità, la gamma di scelta verte su 3 modelli: mono (esclusivamente in nero); Twin (base esterna in nero e specchiature centrali in alternativa rosse, gialle e bianche); Stripes (base nera, strisce colorate in rosso, giallo, bianco e cuciture dello stesso colore in contrasto sul nero). Gli allestimenti Mono, Twin e Strips possono essere richie-

sti anche accostando, secondo le indicazioni del cliente, i colori, nero, giallo, rosso e bianco. Questi kit postmontabili saranno disponibili in tutti i concessionari Mini del Gruppo Bmw a partire da gennaio 2003 per i sedili normali e dalla tarda primavera del prossimo anno per quelli sportivi. Presentato per la prima volta al pubblico mondiale del Salone di Parigi 2002, il Mini personal Digital Assistant (PDA) sarà disponibile in Germania e Gran Bretagna dalla prossima primavera e dall’autunno 2003 anche in Italia. Questo è un ulteriore passo nell’offerta, ai clienti Mini, di vantaggi e optional, altrimenti disponibili solo in segmenti di mercato più alti. In quanto vettura premium nel segmento delle small car, Mini offrirà un Personal Digital Assistant perfettamente integrato nell’elettronica della vettura, unendo così alle funzioni specifiche del veicolo, come il sistema di navigazione, servizi telematici e online. I Personal Digital Assistant godono di una crescente popolarità vista la semplicità di utilizzo e l’ampia gamma di funzioni utili offerte. Queste si estendono dalla gestione degli indirizzi al planning degli appuntamenti, comunicazione via e-mail e registrazioni vocali, allo scopo di creare pacchetti specificamente pensati per i professionisti. Il Mini PDA è sviluppato sulla base del Compaq IPAQ Pocket PC. Questa interfaccia dotata di software dedicato per la Mini è in una posizione ergonomica all’interno della vettura permettendo al guidatore di usare tutte le funzioni senza distrarsi. L’intero sistema ha una struttura modulare per la navigazione, la connessione internet, il telefono con funzioni SMS e lettore MP3 ed è regolabile a seconda delle esigenze personali del guidatore. Questo sistema inoltre permetterà lo scambio diretto di dati tra il PDA e il sistema elettronico dell’auto. I sensori del veicolo forniscono dati al sistema di navigazione dell’auto, questi segnali vengono poi combinati con quelli del sistema GPS indicando al guidatore la sua esatta posizione. Ciò rende la navigazione PDA molto più efficiente e superiore ad altre soluzioni adattabili in post-montaggio. Anche in questo la nuova Mini ha saputo distinguersi rispetto alle rivali del suo segmento.

comunicazione Mini. Grazie a MINI & ME ne abbiamo avuto un’ulteriore conferma: sul totale di 16.213 iscrizioni registrate, l’85 per cento è stato effettuato direttamente sul web e, su 7.258 proposte pervenute, ben il 77 per cento è da attribuire a concorrenti che si sono accreditate direttamente on-line. Del resto, che il sito Mini abbia registrato oltre 60.000 visite in quattro settimane la dice lunga sia sul successo dell’iniziativa sia sull’intraprendenza del pubblico femminile”.

La parola ai giurati Ora, effettuata una prima scrematura tecnica degli elaborati pervenuti, la parola passa alla Giuria di MINI & ME, composta esclusivamente da donne che operano nel mondo del design, del giornalismo, della comunicazione. Ne è presidente la spagnola Marisol Manso Cortina, colour and trim designer Mini, affiancata da due vicepresidenti italiane, Rossella Bertolazzi, direttrice della Scuola IED Arti Visive dell’Istituto Europeo di Design, e Paola Jacobbi, giornalista professionista e ideatrice di “Dalla Mini al mini”, mostra di design e arte contemporanea che ha preceduto il lancio della nuova Mini in Italia. Della giuria fanno parte inoltre Edvige Bernasconi, direttrice di Anna, Marina Bigi, direttrice di Vera, Gilda Bojardi, direttrice di Interni, Marina Burkhart, di-

rettrice di Casa D, Marina Carrara, direttrice di Casaviva, Anna Casotti, vicedirettrice di Modo, Manuela Cifarelli, direttrice di Box, Piera Detassis, direttrice di Ciak, Fabiana Giacomotti, direttrice di Luna, Daniela Giussani, direttrice di Elle, Elena Panarella, direttrice di Sport, Giulia Pessani, vicedirettrice di Gentleman, Milena Ripellino, producer di Easy Driver (Raidue), Silvia Robertazzi, direttrice di Abitare, Danda Santini, direttrice di Glamour, Valeria Scrivani, direttrice di Pubblico, Daniela Ubaldi, direttrice di Next Exit, Micaela Zucconi, vicedirettrice di Gioia Casa. Il nome della vincitrice verrà reso noto in gennaio, al termine dei necessari controlli. Dalla sua proposta di personalizzazione nascerà la Mini che riceverà in dono in occasione della cerimonia di premiazione in programma il 12 febbraio 2003, presso lo Spazio-Teatro di IED Moda Lab, in via Pietrasanta a Milano. Simpatico è stato anche il mondo in cui è stato lanciato questo concorso. Ricordate? Le città furono invase da manifesti che presentavano una Mini con il muso da Panda, il simpatico orso cinese (era quella voluta da Licia Colò), oppure una Mini nera con le misure del salto in lungo (quella di Fiona May) e una Mini con due volanti (quelal delel due veline di “Striscia la Notizia”). Manifesti che non passavano assolutamente inosservati e che andarono diritti allo scopo.


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Gennaio/Febbraio 2003 MILANO - Le case puntano a un 2003 che sulla carta si presenta così ricco di novità che per descriverle tutte forse non basterebbe un intero numero della rivista. Vediamo comunque in sintesi, Casa per Casa, tutto quello che bolle in pentola.

A

LFA R OMEO - A maggio è previsto un restyling della 166, mentre a settembre verrà presentata la nuova coupè denominata Sprint e destinata a rinverdire i fasti della mitica Giulietta Sprint. A novembre saranno invece ristilizzate la GTV e la Spider. In arrivo i nuovi motori JTD da 140 cv per la 147 e la 156.

 ATTUALITÀ / Le novità del 2003 e oltre dei vari costruttori

Un anno da fuochi d’artificio

Tra nuovi modelli, restyling, versioni inedite e motori di nuovo tipo le novità in arrivo sono così tante che forse non basterebbe un numero intero della rivista per descriverle tutte. In attesa di raccontarle dettagliatamente man mano che arriveranno, ve le presentiamo in sintesi Casa per Casa. entro l’estate.

L

ANCIA - La grande novità di quest’anno è la nuova Y, che nel frontale e nella forma delle luci di coda ricorderà la Thesis. Spaziosa e confortevole, avrà un abitacolo lussuosamente rifinito e la gamma delle varie versioni dovrebbe comprendere anche un’automatica (con cambio utilizzabile anche in modo sequenziale) e una

A

UDI - A marzo debutterà, con ogni probabilità in occasione del Salone di Ginevra, la nuova generazione della A3, cui seguirà in aprile la S4, versione potenziata della A4. A settembre è previsto un leggero restyling della A6 mentre sulla TT dovrebbe fare la sua comparsa entro l’anno una versione con motore V6 di 3,2 litri.

B

MW - Fuochi d’artificio già al Salone di Detroit per la presentazione della X Activity, prototipo di SUV che è la prefigurazione della X3, una sport utility compatta (in produzione entro l’anno) e delle ristilizzate Serie 3 Coupé e Cabrio. La Serie 3 Coupé adesso è disponibile anche con il motore diesel 3 litri. Ma anche aprile non sarà un mese in cui dormiranno dolcemente alla Bmw.

sta presentazione potrebbe slittare al 2004).

D

AEWOO - A metà del 2003 inizieranno le vendite in Italia della nuova Nubira mentre fra agosto e settembre dovrebbe essere presentata la nuova Lanos, completamente riprogettata, con uno stile della carrozzeria più in linea con i gusti occidentali. Entro l’anno dovrebbe far parte della gamma anche una versione dotata di motore turbodiesel, particolarmente richiesta in Europa.

vendite della StreetKa mentre verrà presentata la Focus Fusion, vale a dire la monovolume sul pianale della Focus. A giugno cadranno i veli dalla Tourneo, vettura multifunzione, mentre entro l’anno la gamma della Ka riceverà nuovi motori (si parla anche di un turbodiesel) e una versione sportiva denominata appunto SportKa.

H

ONDA - Marzo è il mese in cui debutta la nuova Accord sui principali mercati europei, nelle versioni berlina e station wagon, mentre a settembre la gamma della CRV verrà ampliata con l’arrivo del motore turbodiesel.

- Sempre a marzo debutta sui maggiori mercati del Vecchio Continente la nuova berlina XJ, l’ammiraglia della gamma. Rimandato (almeno) al 2004 l’avvio della produzione della S-Type con motore diesel V6 di 2,7 litri. In ottobre potrebbe invece essere presentata la versione station wagon della X-Type, di cui si parla da AGUAR

- Iniziata a gennaio la produzione della Pacifica, vettura di lusso a sei posti, a settembre arriveranno la Crossfire e il Pick-Up. Entro l’anno dovrebbe iniziare anche la produzione della nuova Viper.

C

HRYSLER

ITROEN - In primavera inizieranno le vendite della Pluriel, mentre a settembre verrà presentata la C2, piccola a tre porte che avrà il pianale comune con la Peugeot 107. Questo modello è destinato a sostituire la Saxo. Entro l’anno potrebbe essere oggetto di un restyling anche la Picasso (anche se all’ultimo momento que-

F

ERRARI

F

IAT

La Honda Jazz sarà disponibile anche con il cambio automatico e sequenziale e con un motore più potente.

turbodiesel. Dovrebbe essere presentata ad aprile.

M

ASERATI - A settembre verrà presentata la nuova Quattroporte, un’auto che vuole essere al tempo stesso grintosa, sportiva, spaziosa, confortevole e lussuosa. Il suo motore è un V8 aspirato di 4,2 litri di cilindrata che viene già montato su altri modelli della Casa del Tridente.

M

AZDA - A marzo debutto della “Tipo B”, destinata a sostituire la 323, e ad aprile

- A settembre restyling della Modena e presentazione di un nuovo motore di 4,2 litri, che deriva da quello montato sulle Maserati più potenti.

- Nonostante la crisi in cui si dibatte, la Fiat ha molte novità in programma. A marzo arriverà una versione bifuel della Punto, mentre in aprile dovrebbe essere presentata la nuova Small, erede della Panda, di cui si è visto il prototipo (travestito da 4x4 e ribattezzato Simba) al Motor Show di Bologna. In primavera inizierà la produzione della nuova Barchetta, esposta anch’essa in anteprima al Motor Show, e tra maggio e giugno la Punto verrà sottoposta a un restyling. Il Doblò verrà proposto anche in versione 4x4 oltre che con sistema bifuel ed entro la fine dell’anno sarà svelata la monovolume su base Punto.

F

ORD

- A marzo iniziano le

proposta con il marchio Smart).

N

A marzo inizieranno le vendite della nuova Bmw Z4, che sarà disponibile anche con il cambio sequenziale.

K

IA - A febbraio dovrebbero essere tolti i veli alla nuova grande berlina di questa Casa coreana, mentre entro l’anno dovrebbe essere presentata l’erede della Sportage, che entrerà in produzione nel 2004.

L

AMBORGHINI - La nuova piccola coupé a trazione integrale permanente, battezzata Gallardo (da una razza di tori: avevate dei dubbi?) e mossa da un motore V10 di 5 litri, entrerà in produzione

via alle vendite della 2, che subentra alla Demio. In agosto iniziano le vendite della RX-8, sportiva a quattro porte con motore rotativo Wankel.

M

ERCEDES - A febbraio iniziano le vendite della super lussuosa Maybach e dovrebbe essere svelata un’inedita vettura di lusso a sei posti (nota con la sigla di GST) mentre, un mese dopo, sarà la volta della rinnovata CLK cabriolet. In aprile anche la Classe E avrà la sua nuova versione station wagon, la

OLLS-ROYCE - A Detroit sono stati tolti i veli alla nuova berlina, totalmente rivista. Si tratta del primo modello concepito da quando questo marchio è passato alla Bmw (mentre la Bentley è di proprietà della Volkswagen).

R

OVER MG - A giugno va in produzione la coupé supersportiva X Power SV. Previsto per novembre un restyling della 75.

ISSAN - La grande novità è la Micra, in vendita da gennaio, mentre a marzo arriverà la turbodiesel da 82 cv. La gamma comprende anche alcune versioni con cambio automatico-sequenziale. A settembre via alle vendite della coupé sportiva 350 Z.

AAB - Si vedrà a primavera la nuova 9-3 Cabriolet. Via alle vendite a partire dalla prossima estate. Verso fine anno dovrebbe essere presentata la versione station wagon della nuova 9-3.

O

S

PEL - Il 2003 si preannuncia come un anno-chiave per la Casa di Rüsselsheim. A febbraio arriva la Meriva, monovolume su base Corsa, mentre a marzo sarà la volta della Signum, cross-over su base Vectra, la cui versione station wagon dovrebbe essere a sua volta presentata in primavera. Per vedere la nuova generazione dell’Astra occorrerà invece attendere il Salone di Francoforte a settembre.

P

tempo.

primavera si vedrà la nuova monovolume Scénic, cui si affiancherà in autunno la versione a sette posti (inedita per questo modello) Grand Scénic. Nella seconda metà dell’anno sarà presentata la Mégane CoupéCabriolet con tetto metallico retrattile (altra novità assoluta nella gamma Mégane). Prevista anche una versione a tre volumi (che forse non sarà importata in Italia). A gennaio sono iniziate le vendite in Italia della Clio V6 a due posti e a motore centrale. A maggio sarà la volta della nuova generazione della Kangoo (nell’estetica ricorda il prototipo Break’up esposto lo scorso agosto al Salone della Val d’Isére).

R

La Chrysler PT Cruiser sarà disponibile anche in versione Cabrio, il cui prototipo è stato esposto a vari Saloni del 2002.

C

M

ITSUBISHI - Si parte in aprile con l’Outliner, un’inedita sport utility cui farà seguito a dicembre la nuova Colt a cinque porte (dalla quale deriverà una versione

In questo mese di febbraio iniziano le vendite della Maybach, disponibile a passo “corto” e lungo.

J

Ci sarà invece grande fervore per il debutto della nuova Serie 5 e l’avvio della commercializzazione della roadster Z4 sul mercato europeo. In primavera la gamma della Mini dovrebbe essere ampliata in seguito all’apparizione di una versione con motore diesel D-4D della Toyota.

cui gamma comprenderà anche varie 4Matic a trazione integrale permanente. In ottobre inizierà la produzione della SLR, la super sportiva realizzata in collaborazione con la McLaren.

EUGEOT - Anno ricco di novità anche per questa casa, che presenterà a marzo la 307 CC (Coupé-Cabriolet) cui farà seguito in agosto la 407. Previsti anche un lieve restyling per la 206 (in primavera) e un nuovo motore 1600 HDI da 110 cv per la 307.

P

ORSCHE - Una sola novità ma importantissima: a gennaio sono iniziate le vendite della Cayenne, prima Porsche prodotta a cinque porte, una SUV di altissima classe con prestazioni di prim’ordine.

R

ENAULT - Mégane, Mégane e ancora Mégane. Il programma 2003 della Casa francese ruota intorno al progressivo rinnovo della gamma di questo modello. A

S

EAT - A gennaio sono iniziate le vendite della nuova Cordoba. In luglio dovrebbe vedere la luce la versione monovolume della Leon. Entro l’anno dovrebbe entrare in produzione la Salsa, un modello sportivo.

T

OYOTA - Tra marzo e aprile va in produzione la nuova Avensis, nelle versioni berlina a quattro porte e station wagon. Nel corso dell’anno è ipotizzabile un leggero restyling della Yaris, deciso anche per rispondere all’offensiva della Nissan con la nuova Micra.

V

OLKSWAGEN - Tra poche settimane iniziano le vendite della Touareg e della Phaeton. In primavera inizierà la produzione della Touran, monovolume su base Golf, la cui quinta generazione arriverà in agosto. Da gennaio via alle vendite della New Beetle Cabriolet.

V

OLVO - A gennaio sono iniziate le vendite della sportive S60R e V70R, oltre che del SUV XC90. A settembre verrà presentata la nuova generazione della S40, cui farà seguito la station wagon V50. Entrambe dovrebbero essere disponibili anche in versione 4x4. Beba Tancredi


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Gennaio/Febbraio 2003

 BMW GROUP ITALIA / Anche il 2002 nel libro dei record

Un’escalation inarrestabile

L’anno si è chiuso con un incremento delle vendite del 28 per cento per un ammontare totale di 62.900 vetture delle quali 45.700 Bmw e 17.200 Mini. Grazie a questo brillante risultato il Gruppo Bmw ha potuto incrementare la propria quota sul mercato italiano del 50 per cento arrivando ora a sfiorare il 3 per cento dell’intero mercato italiano. S AN D ONATO M ILANESE - Un ennesimo anno record il 2002 per Bmw Group Italia. E tale risultato è ancora più soddisfacente, per il team che da pochi mesi è guidato da Marco Saltalamacchia, subentrato a Fausto Gardoni, se si pensa alle difficoltà del mercato italiano che ha chiuso l’anno con una flessione dell’8,3 cento e con 2,215 milioni di immatricolazioni senza contare la difficile situazione dell’industria italiana. “Il 2002 - ha dichiarato il Presidente e Amministratore Delegato della società, nel corso di un incontro con la stampa - si è chiuso con un incremento delle vendite del 28 per cento per un ammontare totale di 62.900 vetture delle quali 45.700 Bmw e 17.200 Mini. Grazie a questo brillante risultato il Gruppo Bmw ha potuto incrementare la propria quota sul mercato italiano del 50 per cento arrivando ora a sfiorare il 3 per cento dell’intero mercato italiano”. Quanto alle varie

Marco Saltalamacchia, presidente di Bmw Group Italia.

DETROIT - In occasione del North American International Auto Show 2003 di Detroit la Bmw ha presentato molte novità, che sono il ghiotto antipasto di un anno che si presenta particolarmente ricco per la Casa bavarese. La più importante è il prototipo xActivity, che altro non è che la prefigurazione della futura X3, sorella minore della X5, e che dovrebbe entrare in produzione entro l’anno. Questo nuovo SAV (sport activity vehicle) spiega come sia possibile abbinare il dinamismo di una guida sportiva con le più ampie possibilità di impiego e con l’impareggiabile piacere di guida offerto dai veicoli “a cielo aperto”. L’auto che sarà prodotta in serie ovviamente non sarà così, ma è interessante valutare le reazioni decisamente positive che ha suscitato questo prototipo al Salone di Detroit. Questo veicolo a trazione integrale, realizzato come “cabriolet con struttura a telaio”, rappresenta una combinazione completamente nuova di diversi componenti che creano insieme una nuova dimensione del piacere di guidare.

serie di modelli, la “3” ha realizzato un volume di 31.694 unità (circa il 69,5 per cento del totale) nelle versioni compact, berlina, touring (tutte dotate di motori a benzina e diesel), cabrio e coupé. La Serie 5 ha registrato risultati di vendita soddisfacenti (8.260 unità pari a oltre il 18 per cento), grazie alle quattro nuove collezioni introdotte nel 2002 (Steel, Chrome, Titanium e Platinum). La nuova Serie 7, invece, è riuscita, nel suo primo anno completo di commercializzazione, a superare la precedente con 1.192 consegne. A questo brillante risultato ha contribuito l’introduzione nello scorso autunno delle versioni diesel che hanno consentito alla Serie 7 di aggiudicarsi a ottobre e novembre la leadership nel suo segmento. Lusinghiero, inoltre, il successo raccolto dal modello X5 che, con 4.050 unità vendute, ha registrato un aumento del 28 per cento sull’esercizio precedente.

Un altro dato particolarmente significativo: la quota del diesel sul totale vendite Bmw nel 2002 ha raggiunto la quota record del 75,34 per cento. “Ma il vero segreto del grande balzo in avanti fatto da Bmw Group Italia ha sottolineato Marco Saltalamacchia - è da attribuire in particolar modo al grande successo riscosso dalla Mini che nel 2002 ha consuntivato 17.200 consegne. A poco più di un anno dal lancio, Mini è percepita come la premium small car per eccellenza e la clientela ha privilegiato per il 59,7 per cento la Cooper, per il 35,4 la One e per il 4,9 la Cooper S”. Anche il settore delle due ruote per Bmw ha proseguito nel 2002 l’ottima tendenza emersa l’anno precedente, raggiungendo la quota di 12.500 consegne ai clienti, con un risultato di vendita superiore del 22 per cento a quello ottenuto nel 2001. Confrontando poi il dato con quello di cinque anni fa, si rileva che l’aumento delle vendite moto Bmw è

stato addirittura dell’85 per cento. “Gli obiettivi che il Gruppo Bmw intende raggiungere in Italia - ha proseguito il dottor Saltalamacchia - nei prossimi cinque anni sono ambiziosi. Puntiamo ad un volume complessivo di 100mila vetture e 15mila moto. Un traguardo che il Gruppo conta di tagliare puntando strategicamente su tre fattori chiave: brand, rete e prodotto”. Già nel prossimo marzo verrà commercializzata la Bmw Z4 nelle versioni 3.0i con motore sei cilindri in linea di 170 kW/231 cv e cambio meccanico a sei marce e 2.5i con motore sei cilindri in linea di 141kW/192 cv e cambio meccanico a cinque velocità. Giugno vedrà invece il debutto sul mercato italiano della Mini Diesel mentre a settembre verrà presentata la nuova Serie 5 berlina. “Oggi il marchio Bmw ha concluso il Presidente e Amministratore Delegato di Bmw Group Italia - non identifica soltanto eccellen-

 GIÀ NEL CORSO DEL NUOVO ANNO IL DEBUTTO DI NUOVE BMW

Un’offensiva che non

Un’auto che è realmente versatile Numerosi dettagli specifici trasformano inoltre la xActivity in una versatile vettura che accompagna le persone attive e il loro equipaggiamento sportivo in tutte le attività outdoor. Inoltre questo prototipo enfatizza l’essenza delle caratteristiche-chiave di una guida sportiva e dinamica, tipiche di una Bmw, con un design individuale ed espressivo. Nella linea la xActivity ricorda da vicino la X5, cui la futura X3 ovviamente si affiancherà. I suoi robusti paraurti e i passaruota “plastici” come i muscoli di chi fa body building trasmettono infatti quell’immagine di resistenza e di potenza che ci si attende da un SAV. Lo spirito sportivo e dinamico della xActivity proviene anche dalle sue proporzioni, tipicamente Bmw, con passo lungo e sbalzi corti. Il tutto viene accentuato da dettagli come il caratteristico profilo longitudinale del cofano motore oppure dalla forma del paraurti: forza massiccia nei punti decisivi e look sportivo grazie a generose prese d’aria, integrate nella parte frontale. Personale e “caratteristica” è anche la coda della xActivity, con la forma a elle dei fari posteriori (un classico Bmw) che qui è stata rivisitata nei contenuti: sotto la vetratura rossa trasparente sono riconoscibili i fari posteriori a led e i rispettivi riflettori, che conferiscono alla xActivity un look tecnologico e futuristico al tempo stesso. Il prototipo sottolinea l’elevata funzionalità dei concetti che racchiude in sé anche attraverso le sue sorprendenti soluzioni di dettaglio, come il sofisticato sistema automatico che fa avanzare leggermente verso l’esterno il piano di cari-

La xActivity è la prefigurazione della futura sport utility che dovrebbe essere posta in vendita con il nome di X3.

co quando si apre la ribaltina inferiore. Estremamente pratici risultano anche i due zaini integrati nel veicolo, integrati con armonia nelle pareti laterali del bagagliaio e facilmente asportabili.

Soluzioni intelligenti per l’abitacolo L’abitacolo appare spazioso e funzionale, con un’accurata ergonomia dei comandi che è un altro classico Bmw e una disposizione modulare degli elementi interni che crea un ambiente armonioso e rilassante per guidatore e passeggeri.

L’agilità e il dinamismo promessi dal design vengono mantenuti anche dalla dotazione tecnica di questa SAV lunga 4 metri e 55 centimetri. Il suo motore a sei cilindri in linea di tre litri da 231 cv (170 kW) offre una generosa coppia di 300 Nm che garantisce una pronta risposta in ogni situazione ed esalta ulteriormente il piacere della guida. L’erogazione spontanea della potenza inizia già ai bassi regimi e permette alla xActivity di procedere con decisione anche in presenza di forti pendenze. Il cambio manuale trasmette la forza propulsiva tramite grandi pneumatici da 245/45 anteriormente e 275/40 dietro su cerchi da 18 pollici. Grazie all’assistente elettronico di discesa in montagna


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ti vetture e motociclette. La Casa bavarese ha ormai ampiamente dimostrato di voler essere in prima linea per garantire e promuovere uno sviluppo sostenibile. Fondamentale per andare in questa direzione è la cooperazione con soggetti politici e istituzionali. Per questo motivo Bmw Italia mette a disposizione delle istituzioni il proprio know-how tecnologico per assicurare una mobilità sostenibile sia nell’ambito della sicurezza stradale (attraverso il sistema di rilevazione del traffico Companion) che della tutela ambientale con il progetto Bmw CleanEnergy ovvero con l’alimentazione a idrogeno per una guida ecologica”. Altrettanto positivo è risultato l’andamento dell’intero Gruppo Bmw che a dicembre ha raggiunto l’ambizioso obiettivo che si era prefissato agli inizi dell’anno: un milione di vetture nel 2002. “Il Gruppo Bmw - ha affermato di recente il Pre-

sidente di Bmw AG, Helmut Panke - nei prossimi anni vuole crescere ed espandersi. Crescita significa aumentare le operazioni commerciali con la gamma prodotti in tutti i mercati dove operiamo. Espansione per noi significa invece penetrare nuovi segmenti con nuovi prodotti oppure affrontare con i nostri prodotti mercati per noi nuovi, nei quali in passato non eravamo presenti”. Dal consuntivo emerge anche che nel 2002 il gruppo Bmw ha ridotto gli acquisti di componentistica italiana. In cifre, gli acquisti ammontano a 451 milioni di euro, il 14 per cento in meno rispetto allo scorso anno. Al calo hanno contribuito le difficoltà del settore. Bmw ritiene comunque che si tratti di un fatto essenzialmente episodico. L’Italia dunque è destinata a rimanere uno dei principali fornitori del gruppo tedesco e di questi tempi è un punto molto importante. m.s.a.

La X-5, la Mini (in alto a sinistra) e la Serie 7 nelle versioni benzina e diesel sono stati i modelli che hanno contribuito in maniera particolare alle grandi performances di Bmw Group Italia nel 2002. Intanto vengono annunciate numerose novità.

IN TUTTI I SEGMENTI DEL MERCATO

conosce alcun limite

cun commento: in 7,2 secondi accelera da 0 a 100 km/h e la velocità massima è di 242 km/h. E il consumo è contenuto in 6,6 litri di gasolio ogni 100 km. Il cambio di serie è manuale a sei marce mentre le versioni a benzina (330Ci e 325Ci) ora sono disponibili anche con un cambio automatico e sequenziale SMG che può essere azionato tramite due bilancieri posti sulle razze del volante, né più né meno come sulle monoposto di Formula 1. Ma la novità più importante è il restyling di cui sono state oggetto sia la Serie 3 Coupé che la Serie 3 Cabrio, con i nuovi fari che volendo possono disporre dell’optional della “luce adattativi in curva”. Un’altra novità di Coupé e Cabrio sono i fari posteriori e la terza luce di stop realizzati con la tecnica led, in modo da raggiungere tempi di reazione della luce dei freni più brevi. La luce dei freni a due stadi modifica le superfici della luce dei freni a seconda della reale decelerazione del veicolo e avverte chi sopraggiunge alle spalle del reale pericolo con maggiore precisione, riducendo il rischio di eventuali tamponamenti. Inizialmente la luce dei freni a due stadi sarà disponibile solo per i modelli USA: successivamente l’offerta verrà estesa ad altri mercati.

Turbodiesel per la Compact e Serie7 a 12 cilindri

Le Serie 3 Coupé e Cabrio sono state oggetto di un restyling nel frontale. La Coupé è disponibile anche con motore diesel.

(Hill Descent Control) anche i percorsi con forti pendenze risultano gestibili in modo sicuro e controllato. Analogamente alla X5, anche la trazione integrale Bmw della xActivity offre una particolarità a prima vista assai sorprendente: un programma speciale dell’elettronica di controllo assicura automaticamente che il controllo della trazione conceda alle quattro ruote, quando girano su fondi non asfaltati, lo slittamento ottimale in modo da procedere speditamente. Ma questa soluzione unica nel suo genere offre dei vantaggi anche al guidatore che non procede su percorsi così sconnessi. In presenza di neve alta, ad esempio, laddove si trovano in difficoltà altre automobili, la xActivity porta i

suoi passeggeri con decisione alla loro méta. In questo caso si consiglia però di caricare degli snowboard al posto delle mountain bike.

Un diesel a 6 cilindri per la Serie 3 Coupé La Bmw Serie 3 Coupé adesso è disponibile anche con motore diesel. Sotto il cofano della nuova 330Cd “pulsa” infatti il nuovo diesel 3 litri da 204 cv (150 kW) con una straordinaria coppia massima (410 Nm) già a 1.500 giri/min. I dati prestazionali sono davvero di tutto rispetto e non hanno bisogno di al-

La famiglia della Serie 3 Compact si arricchisce di una nuova versione d’accesso. Si tratta della 318td che porta a cinque il numero delle versioni disponibili per questa berlina a due volumi: due diesel e tre a benzina. In aggiunta, la Serie 3 Compact è stata sottoposta a un ritocco stilistico e aggiornata con alcune importanti innovazioni tecniche. In futuro la versione 325ti, al top della gamma della Serie 3 Compact, sarà disponibile come optional anche con il cambio automatico sequenziale SMG già descritto. La copertura trasparente dei fanalini posteriori è stata sostituita da vetro colorato. Una scanalatura orizzontale supplementare e un listello del maniglione posteriore allargato, ispirato a quello del Coupé, hanno modificato il look della coda della Compact. La rivisitazione stilistica è completata dai fascioni laterali e da diversi altri dettagli di design. La Bmw Serie 7 ora è disponibile anche come 760i e Li. Il motore V12 con cilindrata di 5.972 cc eroga come detto 327 kW (445 cv) a 6.000 giri/min, con una coppia massima di 600 Nm che è disponibile a 3.950 giri/min, mentre 500 Nm sono disponibili su un vasto arco di giri, tra 1.500 e 6.000 giri/min. Il consumo di carburante medio è di 13,4 litri per 100 km, un dato questo particolarmente interessante se si tiene conto del livello di prestazioni che è in grado di offrire questo tipo di propulsore.


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 PEUGEOT / In prima linea nella difesa dell’ambiente

La fabbrica dell’ossigeno È una decisione autonoma, che la Casa francese intende affrontare su due fronti ben distinti: controllo delle emissioni di CO2 alla fonte grazie a una tecnologia sempre più avanzata; attivazione di vere e proprie “fabbriche d’ossigeno” attraverso una grande iniziativa di “sponsorizzazione” ecologica.

tiche grazie ad un rendimento superiore a quello del tradizionale motore termico; possibilità di utilizzare carburanti ottenuti da fonti energetiche primarie diverse, privilegiando quelle rinnovabili. Concettualmente, il funzionamento di una pila a combustibile è l’opposto dell’elettrolisi dell’acqua che, grazie alla corrente elettrica, viene “scomposta” in ossigeno ed idrogeno. Nella pila, infatti, è proprio la reazione elettrochimica controllata tra l’idrogeno e l’ossigeno che porta alla produzione contemporanea di elettricità (che farà funzionare il motore elettrico), acqua e calore.

Un taxi particolare

MILANO - Peugeot vuole essere in prima linea nella lotta per la difesa dell’ambiente, non solo nella ricerca di valide soluzioni per la riduzione globale delle emissioni di anidride carbonica ma anche nella sfida ecologica per il controllo dell’effetto serra. Una decisione autonoma, che la Casa francese intende affrontare su due fronti ben distinti: controllo delle emissioni di CO2 alla fonte grazie ad una tecnologia sempre più avanzata; attivazione di vere e proprie “fabbriche d���ossigeno” attraverso una grande iniziativa di “sponsorizzazione” ecologica. Peugeot già oggi offre il Filtro attivo antiparticolato F.A.P., in abbinamento con i turbodiesel a iniezione diretta common rail della serie HDi. Grazie a queste soluzioni, le emissioni di particolato sono praticamente inesistenti. In una recente prova effettuata dai tecnici indipendenti della Stazione Sperimentale Combustibili di San Donato Milanese, nel corso di un

test effettuato in collaborazione con un prestigioso mensile specializzato, è emerso che, in una grande città come Milano, le polveri emesse allo scarico possono essere addirittura inferiori a quelle presenti nell’atmosfera e aspirate dall’HDi stesso, equipaggiato con il Filtro attivo antiparticolato. L’HDi abbinato al F.A.P. che lavora e si rigenera automaticamente, senza influire sul piacere di guida e sull’erogazione delle prestazioni - è quindi un importante e concreto contributo per diminuire l’inquinamento nelle città. Importante al punto che l’ADAC, l’Automobile Club tedesco, ha auspicato l’introduzione da parte del governo locale di opportuni incentivi per aumentarne la diffusione. Anche nel campo dei motori a benzina, Peugeot ha portato il suo contributo proponendo sulla 406 l’HPi, un due litri a iniezione diretta ad alta pressione che funziona con miscela povera a carica stratificata. Rispetto

ai precedenti propulsori a iniezione indiretta di pari cilindrata permette di ridurre i consumi di carburante di oltre il 10 per cento, migliorare il piacere di guida per l’aumento della coppia motrice a disposizione, migliorare il bilancio ambientale.

Esperimenti con il biocarburante Questo risultato è la naturale conseguenza della diminuzione delle emissioni di di CO2 in relazione alla riduzione dei consumi. Peugeot ha anche mostrato la possibilità concreta e reale di ridurre la dipendenza dai carburanti classici proponendo negli anni Novanta una serie di veicoli a propulsione elettrica, alcuni dei quali, come la 106 Electric e il Ranch Electric, sono entrati a far parte della normale gamma. Per quanto riguarda il biocarburante, tutti i veicoli di servizio del marchio francese utilizzati a Parigi sono alimentati con il cosidetto Biodiesel, una mi-

scela al 30 per cento di Diestere (sottoprodotto dell’olio di colza) che consente di ridurre del 22 per cento le emissioni di particolato e di quasi il 100 per cento quelle di anidride carbonica. Peugeot punta ovviamente anche al futuro. Nelle intenzioni della Casa del Leone gli studi progettuali che hanno come punto di riferimento la pila a combustibile, oggi utilizzata nelle applicazioni aerospaziali, sono importantissimi per conseguire l’obiettivo delle emissioni zero. Tra una decina d’anni, ammette Peugeot, la pila a combustibile verrà utilizzata sulle autovetture elettriche del marchio per produrre energia da destinare al motore, ottenendo nel contempo una serie non indifferente di vantaggi: notevole aumento dell’autonomia della vettura; riduzione delle emissioni di anidride carbonica; una riduzione dell’inquinamento acustico, soprattutto nell’utilizzo urbano; utilizzo razionale delle fonti energe-

Per presentare al pubblico la nuova tecnologia, Peugeot ha costruito un particolare tipo di taxi, il PAC, ovvero un Ranch elettrico di serie adattato per accogliere una pila a combustibile di una potenza netta di 5,5 kW. Il serbatoio dell’idrogeno è realizzato sotto forma di bombole intercambiabili - il riempimento si effettua fuori dal veicolo e senza vincoli di tempo: così il veicolo ha un’autonomia da 200 a 300 km - per facilitare l’integrazione dell’insieme del sistema pila a combustibile e permettere di conservare tutta l’abitabilità del veicolo. All’ultimo Salone di Parigi, Peugeot ha presentato la concept car H 2 O, presente anche al Motor Show di Bologna 2002, che si propone come un’evoluzione della tecnologia della pila a combustibile presente sul Taxi PAC. A differenza del suo predecessore, l’H2O, tra l’altro, produce idrogeno a bordo del veicolo, secondo le esigenze della pila, risolvendo così il problema dell’autonomia. La “fabbrica dell’ossigeno” riguarda l’impegno di Peugeot per combattere il famigerato effetto serra, intraprendendo operazioni che esulano dall’ambito per così dire istituzionale. Partendo dal dato scientifico che la foresta, attraverso la fotosintesi, assorbe l’anidride carbonica (oggi responsabile delle micidiali piogge acide) presente nell’atmosfera e la trasforma essenzialmente in ossigeno, il costruttore francese nel settembre del 1998 ha dato il via al progetto “pozzo di carbonio”, con l’obiettivo di

rimboscare una zona degradata della foresta amazzonica e di “catturare” e “convertire” negli anni qualcosa come due milioni di tonnellate di carbonio, pari a 7,32 milioni di tonnellate di CO2. Si tratta di un risultato che verrà realizzato progressivamente, parallelamente al crescere della nuova foresta. Sarà comunque necessario un secolo per ricostruire un ecosistema sufficientemente equilibrato, stabile e vicino a quello che esisteva in loco prima dell’inizio del degrado. Altri aspetti originali dell’iniziativa Peugeot riguardano anche lo sviluppo economico locale e l’integrazione della biodiversità. Il pozzo di carbonio è oggi diventato a tutti gli effetti “fabbrica d’ossigeno”, ma non si limita a essere un semplice progetto di riforestazione, puntando invece all’integrazione nel tessuto economico e sociale della regione in cui si inserisce, giovando alle popolazioni locali nel senso definito dall’espressione “sviluppo sostenibile”. Oltre alla raccolta dei semi necessari per la germinazione e il trasferimento nel vivaio effettuati dagli abitanti della regione, l’occupazione diretta e indiretta generata dalla direzione del progetto va a diretto vantaggio delle popolazioni dei distretti di Juruena e di Cotrigaçu: in piena stagione di piantagione, la “fabbrica d’ossigeno” mette a disposizione delle popolazioni di questi due distretti un centinaio di posti di lavoro. Inoltre, durante i primi due anni sono state distribuite circa 20.000 piante a una ventina di piccoli proprietari locali per sensibilizzare le popolazioni locali al rispetto degli alberi, e per contribuire allo sviluppo dell’economia locale. Senza contare che proprio il progetto Peugeot ha permesso allo stato del Mato-Grosso, dove è situata la zona oggetto dell’intervento, di usufruire di un finanziamento di 6,5 milioni di dollari da parte delle Nazioni Unite. Dopo tre stagioni di piantagione, sono state piantate più di 1 milione di piante e nella prima stagione completa (inverno 19992000) sono state interrate 550.000 piante di circa trenta specie diverse. La quarta stagione di piantagione è iniziata in settembre e si protrarrà fino al marzo del 2003. Fabio Basilico

A CORRADO PROVERA

Il Premio “France-Italie 2002”

La Peugeot Ranch (in alto) è disponibile anche con motore elettrico. La H20, esposta al Motor Show di Bologna, è un’auto con pile a combustibile.

PARIGI - La Camera di Commercio Italiana per la Francia (CCIE) ha assegnato il premio “France-Italie 2002” a Corrado Provera (nella foto), Direttore della Comunicazione di Peugeot e Direttore di Peugeot Sport, che ha “guidato” alla conquista del titolo nel Campionato Mondiale Rally 2000, 2001 e 2002. Il riconoscimento “France-Italie”, nato nel 1994, sottolinea l’impegno di personalità di spicco d’origini italiane attive Oltralpe oppure francesi che lavorano in Italia. Dal 1994 la lista dei premiati comprende

Cesare Romiti, Pierre Cardin, Sergio Pininfarina, Albert Uderzo e Jean Todt. Nato a Torino 61 anni fa, Corrado Provera ha iniziato la sua attività in Chrysler Italia, di cui è diventato nel settembre 1968 Responsabile delle Pubbliche Relazioni. Nel 1977 è stato nominato Direttore delle Pubbliche Relazioni di Chrysler Francia e, l’anno successivo, di Chrysler Europa. Dal febbraio 1981 è Direttore della Comunicazione del marchio Peugeot, cui si è aggiunta nel luglio 1998 la carica di Responsabile di Peugeot Sport.


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Gennaio/Febbraio 2003 DETROIT - Il nome scelto per la nuova concept car dell’Audi, Pikes Peak, esposta in anteprima al Salone di Detroit, è tutt’altro che casuale. Pikes Peak è infatti la cima che con i suoi 4.300 metri circa di altezza svetta tra le Montagne Rocciose del Colorado, ed è soprannominata “la Montagna d’America”. Ogni anno Pikes Peak è teatro di una celebre corsa in salita, nella quale 160 impavidi piloti affrontano il percorso 12,4 miglia (poco meno di 21 chilometri) composto da rettilinei dove si viaggia a 200 km/h ma anche da 156 curve in pietrisco prive di guardrail. Grazie alle tre vittorie conseguite in questa competizione, la corsa in salita di Pikes Peak è entrata a far parte del palmarés motoristico dell’Audi. Nel 1985 si impose la francese Michèle Mouton, la prima donna a vincere una prova del mondiale rally, mentre l’anno successivo fu la volta dell’americano Bobby Unser. Nel 1987 il tedesco Walter Röhrl, alla guida di un’Audi Sport Quattro S1, conseguì una vittoria prestigiosa, suggellata con il record del percorso: 10’47” e 850 millesimi. Con le sue qualità di arrampicatrice, l’Audi Pikes Peak quattro induce certamente a stabilire dei paralleli con il mondo dei rally, uno sport su strade quasi sempre non asfaltate. Tuttavia l’Audi Pikes Peak quattro del 2003 è notevolmente più versatile rispetto al modello Audi Sport quattro di quindici anni fa. Questa vettura a cinque porte e a “quattro posti più altri due” rappresenta infatti molto di più di un semplice progetto per una coerente evoluzione del design Audi. Il concetto dell’Audi Pikes Peak quattro è caratterizzato dalla combinazione di potenza, nel segno della tradizione delle potenti Audi quattro, e di un design che crea nuove tendenze e si avvale di elementi provenienti da diverse tipologie di vetture.

Al di fuori dei segmenti L’Audi Pikes Peak quattro può essere vista come un “cross over”, che coniuga le qualità tipiche di diverse tipologie di vettura. Dalla berlina supersportiva di lusso mutua le caratteristiche di dinamica e comfort, ma dimostra anche le sue doti di “off-road” nei percorsi fuoristrada grazie alle sospensioni pneumatiche adattative regolabili in altezza e alla tecnologia di trazione “quattro”. Inoltre colpisce per l’innovativa variabilità dei sedili, derivata dal settore delle monovolume di lusso. Grazie all’eleganza discreta delle sue proporzioni, l’Audi Pikes Peak quattro si propone come un concetto di vettura decisamente nuovo rispetto alle sue rivali. Il suo disegno pulito, le linee ad ampio respiro e l’estensione delle superfici tese come muscoli, si congiungono per formare un’architettura contraddistinta dall’antagonismo tra quiete estetica e tensione atletica. Il tutto è ulteriormente esalta-

 AUDI / L'interessante prototipo Pikes Peak

Dinamicità, design e spazio In anteprima al più importante Salone americano l'Audi ha presentato la concept car sportiva Pikes Peak quattro, una vettura studiata per la guida su ogni tipo di strada. buiscono a dare una grande sensazione di benessere, grazie all’impiego di materiali nobili e alla loro lavorazione ineccepibile. L’alluminio spazzolato opaco e gli inserti in legno di frassino giapponese (“Tamo”) abbinano accenti tecnico-sportivi a note suggestive tipiche di un ambiente confortevole e naturale. Il tetto in vetro offre inoltre ai passeggeri un’eccellente visibilità e contribuisce a creare un’atmosfera particolarmente luminosa.

to "out of position" sono in grado di rilevare la posizione di seduta del passeggero, permettendo un’apertura mirata dell’airbag. Nella Pikes Peak quattro trovano posto sei persone disposte su tre file di sedili. Tutti i sedili sono regolabili elettricamente in diverse posizioni e agevolare l’accesso ai sedili posteriori quelli della fila centrale sono dotati del cosiddetto sistema “easy entry”. Il portellone, tanto ampio

Disegnata da Walter de’ Silva, l’Audi Pikes Peak quattro ha una linea grintosa ed elegante al tempo stesso e vuole essere la prefigurazione della futura generazione Audi.

to dalle superfici animate da nervature. Quest’impressione è ulteriormente rafforzata dal colore scelto per questo prototipo, l’argento polare metallizzato. L’Audi Pikes Peak sprigiona stabilità e sicurezza, con l’aggiunta di un tocco di sportiva eleganza. Non per nulla questa auto è stata disegnata dall'italiano de' Silva. Il frontale si distingue per una calandra divisa orizzontalmente in due parti e contornata da una linea in rilievo. Anche nei dettagli questa auto presenta un carattere particolarmente deciso. I proiettori a scarica di gas Xeno Plus con coprifari trasparenti seducono per il loro design “tecnico” e per l’elevata qualità dell’illuminazione, che si rivela un prezioso alleato di chi guida sia nel caso di veloci trasferte autostradali che sulle strade non asfaltate. La tecnologia dei led consente di ottenere fendinebbia estremamente compatti e di conferire alle luci posteriori un’estetica che appare decisamente incisiva e sportiva. Le maniglie sulle porte fuoriescono dal loro alloggiamento solo quando il sensore della funzione “advanced key” avverte la vicinanza del guidatore e dei passeggeri che si apprestano a salire a bordo. Contemporaneamente si attiva l’illuminazione delle maniglie stesse. Questa stupefacente soluzione coniuga l’eleganza estetica delle maniglie esterne perfettamente a filo con la carrozzeria con la robustezza tangibile delle classiche maniglie con impugnatura ad arco. Gli specchietti retrovisori esterni dispongono di luci diffuse. Nello specchietto retrovisore destro è inoltre alloggiata una telecamera orientata sulla ruota anteriore destra. Ciò permette di controllare, attraverso uno schermo posto sul cruscotto, quello che finora rappresentava un angolo morto della visuale, consentendo di avere informazioni relativamente alle distanze e alla natura del bordo stradale in caso di guida in spazi ristretti.

Anche le possenti ruote aggiungono ulteriore dinamicità all’estetica della Pikes Peak.

Cerchi a stella sovrapposti I cerchi a cinque razze doppie, che appaiono come due cerchi a stella sovrapposti e il profilo speciale dei pneumatici esaltano l’aspetto funzionale della vettura. Le ruote con sistema PAX nel formato 295/770 R 560 A migliorano il controllo della vettura e garantiscono la possibilità di proseguire per circa 200 km a circa 80 km/h persino nel caso di danni ai pneumatici. Gli interni sono coerenti con l’estetica dell’auto e contri-

Gli strumenti con visualizzazione “3D laser” di nuova concezione consente un’ottima lettura anche in difficili condizioni di luce. Per l’ottimizzazione della protezione degli occupanti, due telecamere supplementari, poste in posizione discreta, appartenenti al sistema di airbag con rilevamen-

da raggiungere le fiancate dell’auto in modo da facilitare la massimo le operazioni di carico, si apre e si chiude elettricamente con un telecomando. Il bagaglio a mano può essere collocato direttamente nel vano di carico grazie al lunotto apribile indipendentemente. Il motore è un otto cilin-

dri biturbo da 360 kW (500 cv) e rappresenta un’evoluzione di quello montato sull'Audi RS6. Con una velocità massima autolimitata di 250 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 5 secondi, la Pikes Peak dispone di 630 Nm di coppia massima già a 2.000 giri/min: e tale valore rimane costante per una gamma di regime particolarmente ampia.

“Lane departure warning system” In situazioni normali di marcia la coppia è distribuita al 50 per cento su ogni asse: in caso di slittamento una parte della coppia viene trasferita sull’altro asse in modo variabile. La sospensione pneumatica oltre a offrire la possibilità di variare l’altezza da terra mantiene costante l’altezza indipendentemente dal variare del carico, consentendo così di disporre sempre anche dell’assetto ideale. Infine il “Lane departure warning system” svolge una funzione speciale di supporto attivo alla guida. Grazie a un sensore ottico che rileva la distanza dalle strisce di demarcazione della corsia stradale, il sistema segnala l’allontanamento dalla carreggiata attraverso un segnale acustico e uno tattile, consistente nella vibrazione del volante.

 VOLKSWAGEN / Debutterà in primavera

Multivan, elegante e versatile VERONA - La Volkswagen ha reso nota la prima immagine ufficiale del nuovo Multivan, che debutterà la prossima primavera. Con i suoi 4,89 metri di lunghezza, 1,91 di larghezza e 1,94 di altezza, è il più grande MPV del Gruppo Volkswagen e viene proposto come maxi-van di lusso grazie anche ai motori di spicco della Casa tedesca, grande guidabilità e allestimenti di livello elevato. Il nuovo Multivan dispone inoltre di un volume interno eccezionale, sfruttato nel modo migliore per garantire la massima versatilità. Sono cinque gli inediti propulsori che garantiscono al Multivan la giusta potenza in tutte le situazioni e consentono la scelta del motore più indicato. I due motori a benzina sono un quattro cilindri di 2 litri da 115 cv e un 3,2 litri V6 a 24 valvole (lo stesso della Phaéton) che in questo caso eroga 230 cv. Alla base della gamma turbodiesel c'è la versione da 104 cv del noto quattro cilindri 1.9 TDI, mentre la punta di diamante è il nuovo 2,5 litri a cinque cilindri con alimentazione pompa-iniettore. Quest’ultimo viene proposto in due versioni, da 130 cv e 340 Nm di coppia e da 174 cv con 400 Nm di coppia. Per quanto riguarda il cambio, il V6 3.2 e il 2.5 TDI sono abbinati a un cambio manuale a sei marce o, a richiesta, al Tiptronic sempre a sei marce, una dotazione unica in questo segmento. Per assicurare al Multivan le qualità di guida migliori è stata realizzata una carrozzeria a elevata rigidità e il pianale prevede sospensioni anteriori McPherson e posteriori con bracci longitudinali, molle e ammortizzatori separati e barre antirollio ben dimensionate, in modo da ridurre il coricamento laterale in curva. Le “rotaie” inserite nel pavimento sono l’elemento base per sfruttare il volume interno e permettono ai sedili singoli, al divanetto posteriore (che può trasformarsi in letto) e al tavolino di essere sistemati in posizioni diverse. In questo modo i passeggeri (sei o sette a seconda delle versioni) possono personalizzare facilmente la configurazione dell’abitacolo. In più, le due grandi portiere laterali scorrevoli assicurano grande praticità e comfort per salire e scendere dal vei-

colo. Anche questo è un aspetto importante per il comfort. Per quanto riguarda i sistemi di sicurezza, tutti i sedili dispongono di cinture a tre punti e sono previsti gli airbag per conducente e passeggero anteriore, quelli laterali e per la testa; ABS, EDS e ASR sono di serie mentre il programma di stabilità ESP è disponibile a richiesta. Tutto nel Multivan è stato curato per garantire ai passeggeri il massimo livello di comfort. Tra i vari sistemi di cui dispone questa nuova generazione del Multivan (il primo modello derivò dal Transporter) va segnalato il nuovo Climatronic con regolazione separata della temperatura per posti anteriori, che permette anche ai passeggeri posteriori di scegliere direzione intensità dei flussi d’aria. Estremamente innovativo e particolare anche il sistema DVE (Digital Voice Enhancement), un optional che consente ai passeggeri di conversare in modo chiaro e rilassato. Sei microfoni posti nel cielo del tetto e gli altoparlanti del sistema Hi-Fi permettono a tutti gli occupanti di farsi sentire e di essere sentiti dai compagni di viaggio senza la necessità, ad esempio, per chi viaggia sui posti anteriori di voltarsi indietro per farsi sentire dagli altri.


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 LAND ROVER / La Range Rover in versione blindata

Progettata per la sicurezza Molti clienti della Range Rover hanno la necessità di rendere sicuri i loro spostamenti. Per questo tipo di clientela è stata messa a punto la versione blindata di questo prestigioso modello che sfrutta al cento per cento la grande esperienza Land Rover in fatto di veicoli speciali. ROMA - L’entusiastica accoglienza riservata dai clienti alla Nuova Range Rover ha dato ragione ai responsabili della Land Rover che, per la terza generazione della mitica Range Rover, avevano fortemente voluto un veicolo che fosse “above it all”: qualcosa di superiore non solo a tutto quanto avessero prodotto in precedenza, ma anche a qualsiasi altra alternativa nel mondo delle 4x4, un veicolo capace di portare la sfida anche alle berline più prestigiose. Per raggiungere questo obiettivo, superando quindi i confini del segmento delle 4x4 “fuoristrada” sia pure di lusso, che le andavano assolutamente stretti, la nuova versione doveva promettere - e mantenere - di essere ai vertici su strada, capace di competere con famose berline di grande prestigio per prestazioni, lusso, fascino, stile (inglese, naturalmente) e comfort, superandole invece per spaziosità, flessibilità d’impiego, posizione di guida dominante e, nella maggior parte dei casi, per la presenza della trazione integrale permanente. D’altra parte una Range Rover doveva, anche per tradizione e vocazione, essere la migliore in fuoristrada e superare, qualsiasi altro SUV - o fuoristrada tradizionale - su fondi difficili come fango, neve, ghiaccio o sabbia. Se il guidatore lo desiderava, doveva inoltre sapersi arrampicare agevolmente su qualsiasi pendio

molto speciali: divi famosi e Rock star, atleti, personalità di spicco del mondo degli affari, rappresentanti della diplomazia, ministri e capi di Stato. Molti di questi hanno in comune la necessità di rendere sicuri i loro spostamenti, non solo dal punto di vista della normale sicurezza attiva e passiva di un veicolo, aree nella quale una Range Rover di serie è perfettamente attrezzata, quanto contro l’eventuale attacco al veicolo effettuato con lo scopo di commettere un reato, che può configurarsi (oltre il semplice furto con scasso) in una rapina, e talvolta in un sequestro, o peggio.

Non è stata pensata solo per i VIP

fosse affrontabile da un mezzo a quattro ruote motrici; il tutto con una guidabilità, una maneggevolezza, un comfort, una facilità d’uso che ne facessero un veicolo unico.

Entusiasmante sfida tutta da vincere Questi ambiziosi obiettivi sono stati perseguiti riprogettando interamente la Range Rover e pensandola

fin dall’inizio come un veicolo trasversale, destinato a un cliente che, libero da vincoli di un budget ristretto, volesse una Range Rover in quanto espressione di una personalità così forte e sicura da non aver bisogno di essere dimostrata o “gridata”; ovvero un potenziale elevatissimo vestito con uno stile discreto e affascinante. La soluzione è stata assolutamente gradita ai clienti: una linea nuova, eppure di-

LAND ROVER

Tanti optional su misura ROMA - Le opzioni disponibili sono molte, e molto importanti dal punto di vista operativo. Ricordiamo il sottopavimento vettura dotato di scudo in kevlar e acciaio balistico, capace di resistere a ben due granate DM71 lanciate contemporaneamente, e il serbatoio autosigillante con protezione pluristrato antiesplosione. Sono poi disponibili fra l’altro: un sistema antincendio situato nel vano motore, speciali maniglie in acciaio per rendere totalmente inaccessibile l’abitacolo dall’esterno, un sistema di aerazione che assicura aria pulita e pura ai passeggeri all’interno del veicolo, uno scarico antimanomissione ed un terminale di scarico antimagnetico. Ancora, come opzionale, troviamo la possibilità di apertura dei finestrini (fino a 20 mm.) e la dotazione di sirene e luci d’emergenza nascoste. Per quanto concerne le possibilità di comunicazione all’interno e verso l’esterno, si può ottenere un interfono, e la predisposizione per una radio ricetrasmittente. Dati i diversi tipi di apparecchi e frequenze richiesti nelle varie parti del mondo, l’apparecchiatura può essere fornita direttamente dal Cliente per venire montata durante la fabbricazione del veicolo. La struttura della Range Rover si è prestata particolarmente bene a questi interventi,

cosicché dal punto di vista estetico il veicolo è praticamente indistinguibile dalla versione originale, requisito assolutamente essenziale per un cliente di questo livello. Anzi, la Range Rover conserva tutte le sue prerogative e accessori di lusso, compresa la speciale versione Autobiography. Le eccezionali sospensioni pneumatiche a controllo elettronico hanno permesso con facilità la modifica necessaria ad assorbire e gestire il peso addizionale della blindatura, cosicché la Range Rover offre una maneggevolezza decisamente invidiabile per questo tipo di veicolo. I freni sono stati maggiorati, insieme a tutti gli altri elementi che debbono sostenere carichi maggiori, come le cerniere delle portiere, ma in linea generale la resistenza intrinseca dell’ammiraglia Land Rover dovuta alla rigidità torsionale della scocca, assistita dai tre semitelai ausiliari integrati, si è dimostrata più che adeguata a questa trasformazione. Riassumendo: la robustezza tipica della Range Rover, la generosa altezza da terra che le permette di superare agevolmente gli ostacoli e la trazione integrale permanente hanno contribuito a ottenere un veicolo sicuro anche in situazioni di rischio e che, nell’uso quotidiano, conserva tutto il fascino e il comfort di una Range Rover.

segnata per richiamare stilemi classici della Range Rover, un comportamento ineccepibile su strada e fuori, sotteso da un pacchetto tecnologico che ha pochi rivali, e di tale efficacia da essere percepito anche da chi non si intende di tecnica. Se oggi, infatti, si dà per scontato un sistema ABS, EBD o ETC, e magari si conosce ed apprezza il Sistema automatico di rallentamento in discesa (HDC- Hill Descent Control), al grande pubblico non sempre è nota la tecnologia di un Controllo elettronico della stabilità (DSC - Dynamic stability Control), o del Controllo della frenata in curva (CBC Cornering Stability Control), delle sospensioni pneumatiche a controllo elettronico e altezza di assetto variabile

(EAS - Electronic Air Suspensions), o del Controllo freno motore (EDC - Engine Drag-force Control). Chi guida la Range Rover però, anche se digiuno di tecnologia, avverte perfettamente che la sua vettura mantiene sempre l’assetto ideale, longitudinale e trasversale, che è stabile e sicura anche accelerando o frenando in curva, che è capace di affrontare agevolmente le discese e i fondi più difficili. Questo è quello che importa veramente: una Range Rover ispira fiducia. Da questa eccellente base di partenza è nata la Nuova Range Rover Versione Blindata. Oggi, in tutto il mondo, fra i clienti che vogliono permettersi una Range Rover, si contano personaggi

Da quando è nata l’automobile sono perciò stati costruiti veicoli speciali progettati per offrire la massima protezione possibile da questo genere di aggressioni. La Land Rover non fa eccezione, e le varianti blindate sono state già realizzate nel passato per diversi scopi, dal trasporto valori fino alla protezione da attentati veri e propri. In particolare i 4x4, e specialmente quelli dotati di trazione integrale permanente, si sono sempre rivelati un’ottima base per divenire veicoli blindati, grazie alla loro robustezza che li rende capaci di sopportare agevolmente il peso extra delle piastre d’acciaio, alla maggiore altezza dal suolo che rende più facile il superamento di eventuali ostacoli rispetto a una berlina, e alla capacità di sfuggire più facilmente agli agguati anche su fondi stradali dissestati, addirittura uscendo dalla carreggiata se necessario. Infatti, la strategia contro questi attacchi si realizza positivamente non ingaggiando un conflitto diretto, ma uscendo indenne dall’eventuale aggressione portata con armi (dal corpo contundente, all’arma da taglio o da sparo), e sottraendo la potenziale vittima al pericolo quanto più velocemente possibile. Quindi lo scopo del veicolo blindato civile è resistere all’attacco, evitare di essere immobilizzato, e sfuggire immediatamente a un secondo assalto portando in salvo

Già in passato la Land Rover aveva realizzato versioni blindate dei suoi modelli per gli scopi più diversi, dal trasporto valori fino alla protezione dagli attentati.


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i suoi occupanti. Proprio per questo la presenza della trazione integrale permanente si può rivelare preziosa sotto ogni punto di vista: trazione superiore in ogni circostanza anche con poca aderenza, maggiore facilità nel superamento di marciapiedi, sassi ed asperità del terreno durante l’allontanamento dalla zona a rischio, possibilità di scaricare a terra la potenza del motore sulle quattro ruote non solo per partire rapidamente, ma anche per spingere eventualmente di lato (contando anche sulla considerevole massa del veicolo) ostacoli o vetture messe in modo da impedire la fuga. È purtroppo nota in Italia l’abitudine di alcuni “personaggi” di blindare artigianalmente il proprio fuoristrada per meglio sottrarsi alla cattura da parte delle Forze dell’ordine, sfruttando alcune delle doti che sono state ricordate. Negli ultimi tempi, e in particolare dopo i tristi av-

venimenti dell’11 settembre, la domanda mondiale di automobili blindate è cresciuta del 50 per cento. Naturalmente il gruppo PAG (Premier Automotive Group), al quale appartiene la Land Rover, e che fa parte della Ford Motor Company, non poteva che reagire proattivamente per soddisfare le più diverse esigenze dei propri clienti di ogni Nazione, ed ha quindi creato il reparto Protection e Security. Questo gruppo si occupa esclusivamente della realizzazione e della commercializzazione a livello mondiale di veicoli speciali Land Rover destinati a tutti gli acquirenti che necessitano della massima protezione nei loro spostamenti ma non intendono rinunciare al lusso ed al comfort del loro veicolo preferito. Con la collaborazione del maggior produttore al mondo di blindature per veicoli, l’americana O’Gara-Hess & Eisenhart (che ha fornito vetture blindate a molti pre-

sidenti americani, da Truman in poi) e della sua filiazione francese Labbé S.A., e sotto la diretta supervisione della Land Rover è nata una Nuova Range Rover Versione Blindata, dotata di diversi livelli di protezione, per soddisfare le diverse esigenze di sicurezza dei propri clienti e delle loro famiglie. Il veicolo, assemblato nella fabbrica Land Rover di Solihull, viene sottoposto a una speciale preparazione prima di ricevere le protezioni, applicate da tecnici specializzati secondo le specifiche richieste dal Cliente. Questo permette una grande flessibilità, e la personalizzazione che si richiede a una Range Rover.

Vari livelli di protezione Naturalmente l’allestimento richiesto varia a seconda della dell’esigenza di protezione di ogni singolo Cliente. Così la Range Rover parte da una semplice unità munita di vetri antisfondamento Supaglass, per passare poi alla blindatura vera e propria, fornita in quattro versioni diverse. Il Supaglass è un multilaminato che viene applicato all’interno delle superfici vetrate esistenti, e che interessa chi vuole essere protetto da eventuali attacchi della microcriminalità, ad esempio un tentativo di sfondare i cristalli della vettura per poi penetrare all’interno. Questo può avvenire quindi non solo in caso di

furto, ma anche di una rapina effettuata senza l’uso di armi da sparo, con l’impiego di un corpo contundente, magari affiancato da un’arma da taglio. La protezione Supaglass assicura inoltre che, a seguito dell’urto, non vengano proiettate all’interno del veicolo schegge di vetro pericolose per gli occupanti. Passando poi alla blindatura vera e propria, il primo livello offerto sulla Range Rover è classificato B4, il quarto previsto dalle normative, per arrivare poi al livello B7, il massimo della tecnologia protettiva oggi disponibile. Il primo livello citato (B4) è studiato per proteggere gli occupanti da attacchi portati con pistole. Questa versione di blindatura è normalmente la più richiesta perché l’occultabilità di un’arma corta rende quest’ultima la scelta naturale per il criminale comune. Perciò il livello B4 è progettato in previsione dell’impiego da parte dell’aggressore di pallottole camiciate (o Full Metal Jacket) lanciate da una pistola di qualsiasi tipo: a rotazione, semiautomatica o automatica. Rientrano in questa categoria un’innumerevole quantità di armi, fra le quali ricordiamo l’UZI 9 mm Parabellum nelle sue varie versioni e derivati, e di munizioni, quali la potente 44 Magnum resa famosa dal cinema, nata per la caccia all’orso e che porta negli USA il significativo nomignolo di “train-stopper”.

LAND ROVER

Speciale servizio post-vendita ROMA - La Land Rover ha previsto un’intera gamma di servizi post vendita e di assistenza che spaziano dalle normali attività di informazione tecnica e fornitura di ricambi, fino alla effettuazione di speciali corsi di guida in Inghilterra, per quei clienti che volessero sfruttare pienamente (di persona o tramite i loro autisti) le capacità di una Range Rover blindata. Tutto il lavoro di progettazione, di test e di realizzazione eseguito sotto il diretto controllo della Land Rover garantisce un costo coerente con la qualità del prodotto, la certezza delle prove effettuate e soprattutto la sicurezza dei risultati in ogni condizione d’impiego, obiettivo irrinunciabile per un veicolo destinato a un compito che può divenire letteralmente vitale. delle comuni pistole, e quindi i materiali impiegati nell’allestimento della Range Rover sono decisamente diversi, non nella qualità ma negli spessori. Con il terzo livello (B6) si prevede un attacco portato con fucili d’assalto ad alta velocità, come l’M16, che può lanciare proiettili da 5,56x45 mm camiciati, con nucleo in piombo e punta in acciaio a oltre 900 metri al secondo. Un fucile d’assalto è un’arma progettata per essere facilmente trasportata dall’operatore durante gli spostamenti, ed è quindi relativamente leggera. In questo tipo di fucile anche il peso ridotto delle munizioni, di piccolo calibro, ne facilita il trasporto. Una palla di calibro contenuto come quella dell’M16 o di un Kalashnikov AK101, lanciata ad altissima velocità, ha una grande penetrazione, superiore a quella di un normale fucile d’assalto, ed è assolutamente devastante. In entrambi i casi (B4 e B5) si dovrebbe trattare teoricamente di armamento riservato a truppe regolari, ma le disponibilità esistenti nel mercato nero ne hanno purtroppo esteso l’uso a terroristi e a bande di criminalità organizzata nonché, in qualche caso, anche a singoli delinquenti comuni.

Anche contro le “perforanti”

In alto, un cristallo dopo il test di un proiettile; a fianco, un particolare della blindatura della nuova Range Rover.

Con il secondo livello (B5) si passa alla protezione contro proiettili di fucile automatico d’assalto. La serietà di questa minaccia può essere illustrata semplicemente ricordando che il famoso Kalashnikov AK 47 e i suoi derivati fanno parte di questa categoria di armi. La Range Rover B5 deve quindi poter resistere ad attacchi portati con questi fucili, che impiegano la classica cartuccia 7,62 x 39 mm camiciata con nucleo in piombo, e da altre armi similari. Naturalmente la potenza e le capacità perforanti di queste munizioni sono nettamente superiori a quelle

Con l’ultimo livello, il B7, si è protetti da un attacco sferrato con le pallottole perforanti da 7,62 x 51 mm, camiciate e con nucleo di acciaio temprato sparate da un FAL o di arma similare. Il peso e l’ingombro dell’arma ne fanno uno strumento da operazione militare, ma per una Range Rover è d’obbligo il poter offrire ai propri clienti anche questo tipo di massima protezione. I materiali impiegati nella blindatura variano, naturalmente, a seconda delle aree da proteggere. La vetratura è realizzata mediante una struttura composta di vetro/policarbonato e altri materiali, di diverso spessore a seconda del livello di protezione richiesto. Tale materiale ha superato tutte le prove a fuoco previste con i munizionamenti specificati secondo procedure estremamente rigorose. L’intera descrizione delle modalità di queste prove è improponibile per la sua complessità; basterà ricordare che è stata cronografata la velocità delle munizioni impiegate

per la prova a fuoco, e gli angoli d’impatto controllati tramite un rapportatore angolare con mirino laser. Questo per impedire che le prove fossero invalidate anche da una sola cartuccia difettosa, o da una traiettoria del proiettile più favorevole. Il test prevede che le pallottole colpiscano il vetro in gruppi ravvicinati, con distanze predeterminate fra i vari punti di impatto, per mettere alla prova la resistenza del materiale, e con un costante controllo dei valori di temperatura. Tutte le superfici trasparenti sono state meticolosamente curate, anche perché la tendenza istintiva di chi attacca un veicolo è quella di colpire ciò che vede. Ovviamente durante tali prove ci si assicura che nessuna scheggia di vetro venga proiettata all’interno della vettura, a protezione dell’incolumità degli occupanti. Da notare che le aree trasparenti dei veicoli blindati debbono poi possedere tutti i requisiti ottici per poter guidare senza i pericoli dovuti a eccessive distorsioni o rifrazioni da attribuirsi allo spessore dei materiali. Le aree opache del corpo vettura sono protette da materiali metallici e non. Le lastre d’acciaio balistico - materiale particolarmente resistente alla penetrazione sono tagliate singolarmente al laser, da lamiere di spessore adeguato. Prima di procedere alle prove a fuoco la qualità dell’acciaio impiegato è stata testata con un misuratore di durezza Rockwell. Gli strati blindati sono ovviamente inseriti anche in tutti montanti, dove si può intervenire agevolmente solo preparando il veicolo in fase di costruzione, e intorno alle speciali cornici dei vetri. Infatti le zone intorno ai finestrini, come tutte le altre aree di giunzione, sono notoriamente delicate, perché è necessario impedire che un proiettile si possa inserire fra la blindatura e la cornice del vetro recando danno agli occupanti. I passeggeri godono così di una protezione a 360 gradi: dal divisore del vano motore fino al paraurti posteriore. Questo vuol dire che anche il compartimento bagagli e gli effetti personali dei passeggeri, che si tratti di documenti o di valori, vengono protetti come i passeggeri stessi. Anche la centralina ECU del motore è completamente blindata. Gianni Mantova


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 GRUPPO CHRYSLER / Le novità per il 2003

L’importante è stupire Ai Saloni di Los Angeles e di Detroit la Casa americana ha presentato una vera e propria raffica di novità, molte delle quali sono destinate ad avere un seguito produttivo. Il Magnum è la più eclatante. DETROIT - Da più di trent’anni Dodge domina le strade con la potenza dei motori Hemi e le prestazioni della trazione posteriore: oggi scatena la sua energia presentando al Salone di Los Angeles 2003 il prototipo Dodge Magnum SRT-8. Pur trattandosi ancora di un prototipo, Dodge Magnum SRT-8 anticipa chiaramente la prima versione della prossima generazione di vetture LX a trazione posteriore Chrysler. Una versione di serie, simile al prototipo Dodge Magnum SRT-8, sarà in vendita nel 2004 con il nome Magnum. Il leggendario motore che alimentava le “muscolose” Dodge degli anni ’60 è stato riprogettato ed è rinato come un moderno propulsore ad alte prestazioni, durevole e con un elevato rendimento energetico: il nuovo 5.7 Hemi V-8. Il prototipo Dodge Magnum SRT-8 è equipaggiato con una versione sovralimentata dell’otto cilindri a V di 5.7 litri che eroga una potenza di 430 cv e una coppia massima di 652 Nm. Dodge torna alla trazione posteriore abbinandola a una sospensione indipendente a cinque punti d’attacco di nuovo disegno. Il sistema propulsivo e le sospensioni del Magnum garantiscono un perfetto equilibrio di prestazioni e maneggevolezza, sfruttando nel miglior modo possibile tutta l’aderenza offerta dai quattro pneumatici. Una versione a trazione integrale di Dodge Magnum sarà inoltre disponibile per garantire la massima tenuta in ogni condizione di aderenza. Quando il mercato delle automobili sportive si stava assopendo, Dodge presentò Viper. Quando il mercato delle station wagon stava diventando affollato, Dodge presentò Intrepid. Quando il mercato dei pick-up non offriva più novità, Dodge presentò Ram. Per il 2003 Dodge presenta il prototipo Magnum SRT-8, una vettura dal design unico che darà un’altra dimensione al nuovo segmento delle “granturismo” della Casa. Autovetture, pick-up, monovolume o SUV che siano, i progettisti Dodge sono conosciuti per flettere i loro muscoli creativi e per mettere su strada vetture capaci di far girare la testa. Il cofano allungato e il tetto spiovente del Dodge Magnum SRT-8, alludono alle prestazioni e alla potenza che si celano in questa concept car. Le ruote sporgono dagli imponenti passaruota e si fondono con la grande mascherina anteriore conferendo al Magnum SRT-8 un aspetto imponente, che non passa inosservato.

cedes-Benz nel 1998 ha messo a disposizione della Casa americana un grande portafoglio di tecnologie e componenti. Mercedes, ad esempio, è leader nei sistemi di controllo della stabilità; mettere questa tecnologia a disposizione di un maggior numero di modelli si traduce nella riduzione dei costi unitari e in un incremento della qualità. La versione di serie del Dodge Magnum SRT-8 utilizzerà componentistica Mercedes-Benz come il cambio automatico a 5 marce, lo sterzo, le sospensioni anteriori, l’elettronica e le intelaiature dei sedili. Dodge Magnum e Chrysler Pacifica utilizzeranno inoltre una geometria della sospensione posteriore a cinque bracci, realizzata su base Mercedes-Benz. Dodge progetta e commercializza autovetture capaci di distinguersi. Il prototipo Magnum SRT-8 è la nuova forma della “muscle car” americana: con il concept Magnum SRT-8, Dodge celePur trattandosi ancora di un prototipo la Dodge Magnum SRT-8 anticipa chiaramente quella che sarà la prossima generazione di vetture Chrysler della gamma LX a trazione posteriore. Una versione di serie del prototipo SRT-8 sarà in vendita già nel 2004 col nome di Magnum.

Dodge Magnum ha un frontale dalla forte personalità stilistica con inserti in alluminio che svelano l’inconfondibile DNA Dodge. È completato da un fascione con larghe feritoie e potenti fendinebbia. I fari anteriori sono posti agli angoli del fascione anteriore in modo da rafforzare l’immagine imponente di Dodge Magnum SRT-8. Quattro proiettori anteriori con profili in alluminio danno una forte connotazione al design frontale. Una sottile barra al neon di colore ambra sotto i proiettori raccoglie le luci di posizione e gli indicatori di direzione. Grandi ruote da 20 pollici con disegno a 5 raggi sono abbinate a un potente impianto frenante e pneumatici ad alte prestazioni. Le ruote posteriori sono più larghe consentendo di trasferire tutta la potenza a terra.

Un aspetto inconfondibile Il basso rapporto tra superfici vetrate e lamierati metallici conferisce a Dodge Magnum SRT-8 un aspetto protettivo e un’inconfondibile presenza sulla strada. Le modanature laterali in alluminio satinato accentuano il carattere deciso della vettura e si raccordano alle larghe maniglie integrate nelle portiere. Fissando i cardini del portellone tra il terzo e il quarto montante del tetto, i progettisti sono riusciti a realizzare un’apertura di carico di insolita am-

piezza. I gruppi ottici posteriori sono alloggiati ai lati del portellone per aumentare la funzionalità e accentuare al tempo stesso la larghezza della vettura. Il fascione paraurti posteriore e il doppio terminale di scarico sottolineano le prestazioni del motore Hemi V8. Dodge Magnum ha interni flessibili e spaziosi lussuosamente rifiniti con rivestimenti in pelle di colore grigio ardesia scuro e accenti ocra. Cruscotto e portiere sono in due colori - ardesia scuro e ardesia perlato - che insieme conferiscono al Dodge Magnum un ambiente di guida elegante e raffinato. Tre razze in alluminio satinato si irradiano dalla testa d’ariete al centro del volante: la razza verticale riprende il design dei cerchi in lega. I quattro strumenti di derivazione sportiva, hanno i bordi in alluminio. I pedali forati sono in alluminio e ispirati, come il quadro strumenti, alla Dodge Viper. Nella console centrale è inserito il sistema di navigazione satellitare. Gli interruttori per il riscaldamento dei sedili sono posti ai lati del posacenere centrale. I sedili posteriori, divisibili asimmetricamente (60/40), scompaiono nel pianale e hanno un bracciolo a scomparsa. Il bagagliaio ha un ripiano superiore che crea una superficie di carico piana quando i sedili posteriori sono spinti in avanti. Ai lati del pianale posteriore, dietro le ruote, trovano posto profonde tasche portaogget-

ti. Un piccolo frigorifero si aggancia ad una presa elettrica sul lato sinistro dell’abitacolo per permettere di conservare in fresco cibi e bevande. Negli Anni ’60 il propulsore Hemi era una leggenda: sbalordiva il mondo delle competizioni e rappresentava il massimo nell’era delle “muscle car” americane. Dopo aver alimentato le Dodge Challenger e Charger, nel 1971, il motore Hemi è stato abbandonato quando le preoccupazioni riguardanti le emissioni e i consumi di benzina indussero a una riduzione di potenza di tutti i motori ad alte prestazioni. A tre decenni di distanza, il motore Hemi torna prepotentemente alla ribalta con il prototipo Dodge Magnum SRT-8, equipaggiato con una versione sovralimentata del propulsore Hemi V8 di 5,7 litri, recentemente introdotto sulla Dodge Ram Model Year 2003. Un compressore Whipple fornisce accelerazioni da “arresto cardiaco”: basta premere l’acceleratore perché il motore risponda immediatamente: mentre il motore 5.7 litri Hemi aspirato attualmente impiegato su Dodge Ram eroga 345 cv di potenza e una coppia di 508 Nm, l’aggiunta del compressore Whipple porta la potenza a 430 cv e la coppia a 652 Nm. La prima vettura Dodge a trazione posteriore da oltre trent’anni a oggi ha consentito ai progettisti di scolpire nuove proporzioni per il loro più recente prototipo. I

risultati sono un lungo cofano e un frontale dalla forte personalità che conferiscono al prototipo Magnum SRT-8 proporzioni classiche ed eleganti. Il trasferimento diretto della potenza a terra è una caratteristica tipica delle vetture a trazione posteriore. In fase di accelerazione, infatti, le automobili a trazione posteriore offrono la massima aderenza, poiché in queste condizioni il peso si sposta verso la parte posteriore. La motorizzazione e le sospensioni conferiscono a Magnum un preciso equilibrio di prestazioni e maneggevolezza. Tecnologie come il controllo elettronico della stabilità, il controllo della trazione e l’ABS assieme ai pneumatici con mescola a base di silice permettono la massima trazione in ogni condizione di aderenza. Nonostante il gruppo Chrysler avesse deciso già prima della fusione che la successiva generazione di vetture alto di gamma, avrebbe avuto la trazione posteriore, la fusione con Mer-

bra questo genere di vetture con uno stile e un insieme di dotazioni che lo proiettano nel futuro. L’originalità della linea, l’eccezionale versatilità, la potenza del motore Hemi la trazione posteriore fanno di Magnum qualcosa di unico sul mercato.

Nel segmento delle Sports Tourer Il prototipo Magnum SRT-8 rappresenta l’ingresso di Dodge in un nuovo segmento chiamato Sports Tourer. Questa categoria di vetture, nata con Chrysler Pacifica e PT Cruiser, ha una giusta combinazione di proporzioni, allestimenti, prestazioni e stile che la distingue dalla concorrenza. La gamma Dodge SRT comprende alcune delle più originali vetture mai sviluppate dal gruppo Chrysler. Per gli appassionati la Dodge Viper SRT-10, la Dodge SRT-4 oppure il Ram SRT-10 (ormai prossimo al lancio) sono le più veloci e più potenti vetture americane nei rispettivi segmenti.


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 DODGE / L’Avenger si ispira alle auto da rally

Sportività fra Europa e America La Dodge Avenger fonde insieme stile e prestazioni di un’automobile da rally europea con le caratteristiche degli sport utility vehicle americani. Lo stile è spartano. D ETROIT - Al Salone di Detroit 2003, Dodge presenta Avenger, un prototipo dal colore Adrenaline Red che propone agli automobilisti americani lo stile delle automobili da rally e un genere di prestazioni che di solito si vedono solo nei videogiochi. Tecnologia e alte prestazioni sono racchiuse in un veicolo capace di far vivere ai suoi occupanti le loro avventure al di fuori del monitor del computer. Dodge Avenger è a proprio agio nelle vie di New York City, Detroit e Chicago come lungo gli sterrati di Vail, Napa Valley o Cheyenne. Avenger ricalca la classica formula della coupè da rally europea, ma, coerentemente con la filosofia Dodge di “fare di più”, ha 4 porte. Esteticamente si differenzia per le linee tese che tracciano superfici pulite e solide. La carrozzeria si restringe tra i massicci parafanghi d’ispirazione rallystica offrendo un’immagine di solidità e potenza. Prestazioni e maneggevolezza si fondono con quel genere di solidità e d’imponenza proprie dei SUV.

Dodge Avenger ha carreggiata larga, grandi parafanghi e un’originale linea a due volumi che sottolinea l’agilità di questa vettura a trazione integrale. Le porte posteriori si aprono a 90 gradi per facilitare l’accesso dei passeggeri e il trasporto di sci, mountain bike o borse della spesa. La versatilità del portellone posteriore è sufficiente per rispondere alle esigenze di tutti coloro che conducono una vita attiva all’aria aperta. Ogni particolare del Dodge Avenger evidenzia i temi progettuali alla base del prototipo: funzionalità, robustezza, eleganza e pulizia. Il design della vettura è impreziosito da alcuni dettagli stilistici come la cornice in argento satinato dello specchietto, il terminale cromato dello scarico, le griglie di protezione nere dei fari, gli involucri argento dei fari attraverso i quali spuntano led color ambra. L’abitacolo di Avenger è rifinito in materiali innovativi New Formula. Il pavimento è rivestito in tessuto vinilico. Le proporzioni, gli

elementi grafici, gli inserti metallici e il pavimento privo di rivestimento in moquette conferiscono all’abitacolo di Dodge Avenger una sportività che rispecchia la forza degli esterni, fornendo al tempo stesso al conducente un ambiente simile a una cabina di pilotaggio. Lo stile è volutamente spartano come quello di un’automobile da rally: inserti argentati e di colore nero definiscono le superfici conferendo all’ambiente uno stile pulito, essenziale. Quattro sedili avvolgono gli occupanti in una struttura protettiva con cinture a quattro punti di attacco che ricordano l’imbracatura delle auto da competizione. La superficie della console centrale dispone di confortevoli braccioli e conserva la sua funzionalità con scomparti porta oggetti a giorno. Il prototipo Avenger è equipaggiato con un motore da 3,5 litri V6 a trazione integrale e trasmissione automatica tipo A604. Le marce non vengono selezionate agendo sul classico selettore, bensì tramite levette al vo-

La Dodge Kahuna può ospitare fino a sei persone.

lante che permettono cambiate con una risposta rapida, diretta e morbida.

Kahuna e Tomahawk, una ventata di libertà Un’ondata di novità e di funzionalità è arrivata come un calda brezza del Pacifico al Salone di Detroit con il nuovo prototipo Dodge Kahuna. Kahuna si rivolge a persone libere, anticonvenzionali, che cercano in un veicolo stile e massima funzionalità. Dodge Kahuna è una vettura a 6 posti con una linea in grado di trasmettere

 DODGE / Il prototipo Durango

Più grande, più potente, più veloce DETROIT - È più grande, più potente e più veloce. Il prototipo Dodge Durango Hemi( R/T Concept 2003 si distingue dagli altri sport utility vehicles per l’elevata potenza e l’aspetto imponente, due caratteristiche tipiche del marchio Dodge. Carattere, grande capacità di carico ed elevata versatilità gli consentono di mantenere tutto ciò che promette, compreso quel genere di potenza che solo Dodge può dare: la potenza dei motori Hemi. L’impostazione del prototipo Dodge Durango Concept anticipa molto chiaramente la futura generazione Durango, che sarà presentata alla fine del 2003. La linea esterna di questo prototipo è per l’85 per cento quella del modello che sarà prodotto in serie. Dodge Durango Concept ha una carrozzeria imponente 17,8 cm più lunga, 7,6 cm più alta e 11,4 cm più larga di quella dell’attuale Durango. Le sue maggiori dimensioni hanno permesso di realizzare un abitacolo più ampio in grado di offrire sette comodi posti. Le dimensioni del vano bagagli sono state aumentate del 15 per cento e il suo sfruttamento migliorato grazie ad un piano di carico ripiegabile. La larghezza utile tra i due passaruota posteriori è di 1,22 metri. Il motore 5.700-V8 Hemi Magnum da 254 kW (345 CV) ha una coppia di 508 Nm (51,8 kgm) e consente al Dodge Durango Concept di effettuare brucianti accelerazioni, riducendo al tempo stesso di oltre il 10 per cento i consumi rispetto al propulsore adottato sull’attuale versione del Durango. A esso sono abbinati un cambio automatico “heavy-duty” a 5 marce e una trazione integrale permanente con ripartitore a gestione elettronica e riduttore dei rapporti al cambio. Durango Concept dispone di una sospensione anteriore indipendente con una geometria completamente nuova e uno sterzo a pignone e cremagliera, che assicura maggiore sensibilità e precisione di guida. L’inedita sospensione posteriore con molle elicoidali ed assale scatolato garantisce un assetto confortevole, conservando al tempo stesso le necessarie caratteristiche di durata, capacità di carico e di traino. L’assale posteriore è dotato di un sistema di tiranti a parallelogramma di Watt, che evita spostamenti laterali dell’assale e riduce la possibilità che la parte posteriore del veicolo tocchi il terreno quando si percorrono tracciati molto sconnessi. La dotazione di sicurezza comprende airbag a tendina in corrispondenza di tutte e tre le file di sedili, controllo costante su display della pressione dei pneumatici, pedaliera regolabile e quattro freni a disco con ABS di serie. Il sedile centrale della seconda fila di sedili è dotato di cintura di sicurezza a tre punti. Il sistema di navigazione ed un telefono cellulare “hands-free” che funziona con la tecnologia Blue Tooth, completa l’allestimento del Durango Concept.

Differenziandosi nettamente dai molti modelli convenzionali dello stesso genere attualmente in circolazione, il Dodge Durango Hemi( R/T Concept trasforma l’immagine dello sport utility vehicle da quella di un pratico mezzo di trasporto in quella di un’automobile elegante. Il suo design è pervaso dall’inconfondibile DNA Dodge: dalla caratteristica griglia radiatore con il motivo a croce e le originali prese d’aria ai due terminali di scarico che trasmettono il borbottio del motore Hemi.

Vanta un design inconfondibile nel segmento degli sport utility Il design laterale del Dodge Durango è unico nel segmento degli SUV: ha sbalzi ridotti, passaruota imponenti e un parabrezza molto spiovente che ne sottolinea il carattere sportivo. La linea del Durango Concept richiama quella del Dodge Power Wagon da cui si differenzia tra gli altri particolari, per le finiture in argento satinato e i coprifari singoli per le doppie luci che gli conferiscono un aspetto ancora più moderno. La mascherina trasmette un’immagine di potenza e di imponenza ed ha il suo punto focale nel marchio Dodge posto al centro della griglia radiatore. I parafanghi allargati ed i paraurti avvolgenti conferiscono energia alla linea del Dodge Durango Concept trasmessa con vigore dall’imponente mascherina anteriore fino alla coda del veicolo. La consistenza dei passaruota, delle ruote da 21 pollici e dei pneumatici Serie 50 accresce la forza della linea. La parte inferiore delle fiancate e le soglie delle porte armonizzano il passaggio dai passaruota anteriori ai posteriori. Il disegno della parte posteriore del Dodge Durango Concept è originale e potente quanto quella della mascherina anteriore. La forza della linea è incanalata nei gruppi ottici posteriori integrati

un’immagine atletica e funzionale e che si associa immediatamente alla mentalità della costa californiana. Lo sfruttamento degli spazi interni ha permesso di creare una vettura con un abitacolo estremamente versatile. La carrozzeria di Dodge Kahuna è verniciata in blu Point Break e sulle fiancate presenta inserti in composito Bird. Sul tetto la capote telata trasparente ripiegabile di colore argento/grigio, permette di trasformare Kahuna in una vettura a cielo aperto. Gli sbalzi anteriori e posteriori sono ridotti al mi-

nimo creando un forte impatto visivo. Il frontale è un’inedita interpretazione dell’immagine Dodge. Un sistema consente di aprire il tetto dal secondo montante fino al paraurti posteriore. Inoltre i finestrini sono privi d’intelaiatura e si ritraggono a scomparsa nelle portiere. Internamente Kahuna dispone di tre file di sedili, due delle quali possono trasformarsi, se necessario, in tavolini e un piano di carico Sto & Go che completa la grande potenzialità e flessibilità dell’abitacolo. Sotto il cofano è alloggiato un brillante propulsore a benzina di 2,4 litri turbo a trazione anteriore da 215 cavalli con cambio automatico a quattro marce. La sospensione anteriore indipendente adotta lo schema ad assale oscillante e molle a balestra. Equipaggiato con lo stesso motore di Dodge Viper, il prototipo Dodge Tomahawk rompe tutte le barriere del pensiero convenzionale in fatto di mobilità. Questa monoposto è una scultura in movimento che abbina tecnologia e stile art-deco. L’8,3 litri V10 in alluminio da 500 cv a trazione posteriore di Viper consente a Dodge Tomahawk di raggiungere la velocità massima ipotetica di 670 km/h. La Dodge Tomahawk è un prototipo del gruppo Chrysler molto più vicino a una produzione artistica che a un concetto di auto: è una forte affermazione dell’entusiastica cultura e passione del gruppo Chrysler per il design.

con luci “afterburner” che richiamano la Dodge Power Wagon, uno studio di pick-up presentato nel 1998. Il particolare disegno della parte posteriore prevede un doppio terminale di scarico dall’estremità in alluminio satinato. I passeggeri della seconda fila (reclinabile) hanno a disposizione maggiore spazio per gambe, spalle e anche. C’è una cintura di sicurezza a tre punti anche per il passeggero centrale ed è inoltre possibile montare un seggiolino di sicurezza per bambini. I passeggeri della seconda fila possono regolare il climatizzatore e l’impianto DVD direttamente dai loro posti. Anche i sedili della terza fila offrono maggiore spazio ai passeggeri. Il bagagliaio ha una capacità di 2,86 metri cubi, il 15 per cento in più dell’attuale Durango di serie, ed una larghezza, tra i due passaruota, che ora è stata portata a 1,22 metri per una maggiore capacità di carico. L’aspetto pulito ed elegante degli interni inizia dalla parte superiore della porta, dove una linea continua si piega fino ad incontrare il cruscotto con un andamento fluido e curato. Il nuovo pannello strumenti comprende, al centro, un grande tachimetro e gli indicatori su sfondo bianco che richiamano i modelli Dodge ad altre prestazioni. Sulla plancia sono alloggiati il nuovo navigatore satellitare e i comandi dell’impianto stereo. Il nuovo climatizzatore automatico può essere regolato in modo differente per tre zone dell’abitacolo. Il volante a quattro razze trasmette un’immagine di forza che evoca una potenza non esibita. I bordi verticali del cruscotto scendono verso la console centrale separando gli spazi riservati al guidatore ed al passeggero anteriore, mentre prese d’aria a tenda veneziana si chiudono a livello della plancia dando un’impressione di maggiore linearità. La spaziosità degli interni è un aspetto chiave dell’abitacolo del Dodge Durango Concept. I passeggeri siedono 2,5 cm più in alto che sul modello attuale. Gli spazi per spalle, anche, gomiti e testa sono maggiori. I nuovissimi sedili anteriori sono riscaldabili e regolabili elettricamente in modo che i guidatori possano trovare la posizione ottimale scegliendo tra un’ampia gamma di possibilità. Eleganza, potenza e passione sono una costante in Dodge. Il prototipo Durango Hemi( R/T Concept le possiede tutte in abbondanza. Il motore Hemi Magnum da 254 kW (345 cv) rende Dodge Durango Hemi R/T Concept l’alternativa più sportiva nell’affollato mercato degli SUV. Dodge mette a disposizione della clientela una gamma di veicoli che va dalla Viper ai monovolume Caravan, ai pick-up. Il marchio Dodge, con il suo design deciso, i motori potenti ed una gamma di veicoli che va dalla compatta sportiva agli SUV, tutti divertenti da guidare, è un’alternativa a tutto ciò che è comune. Dodge Durango Concept è più spazioso ed ha un vano di carico più grande del Ford Explorer e dell’attuale generazione Durango. Nel 1998, anno del suo debutto, Durango era il primo SUV nella sua classe a offrire una terza fila di sedili a scomparsa e superava facilmente i concorrenti in termini di spazio e di potenza. Il Dodge Durango Concept ha più spazio per passeggeri e bagagli ed una carrozzeria dalla linea innovativa nella quale trovano posto comodamente sette persone.


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Gennaio/Febbraio 2003

 Dal Giappone all’Europa all’Italia ambiziosi programmi per la Casa dei tre diamanti

La rinascita di Mitsubishi Sotto la nuova guida della Stella, la marca giapponese ha già rivisto tutte le sue strategie e ora è lanciata verso la conquista dei mercati con una moderna gamma di automobili in linea anche con le attese della clientela europea. MILANO - Siamo nel pieno del processo di “rinascita” di Mitsubishi, la cosiddetta “new renaissance” della Casa dei tre diamanti che, pur sotto la guida teutonica di DaimlerChrysler, non intende assolutamente abbandonare la forte identità giapponese che la caratterizza. Da un lato, il piano di risanamento intitolato”Turnaround Plan”, promosso dal Presidente e CEO di MMC Rolf Eckrodt che prometteva di riportare in nero i conti della Casa entro l’anno fiscale 2003 (esercizio che va dal 1/4/2002 al 31/03/2003), ha già raggiunto l’obiettivo in anticipo rispetto alle più rosee aspettative; dall’altro, grazie all’arrivo del designer francese Olivier Boulay al Centro Stile Mitsubishi (Tyo), una “new design identity” caratterizza i più recenti modelli progettati. Tutti gli originali prodotti firmati da Boulay tentano di coniugare la forte giapponesità di Mitsubishi con il background prettamente sportivo della Casa, forte dei suoi indiscussi successi nelle competizioni (7 volte vincitrice della Parigi-Dakar, 4 volte titolata FIA nel Mondiale Cross Country e 5 volte Campione del mondo Rally). Non a caso, Stefan Jacoby, Presidente e CEO di MME e di MMSE, ha affermato, in occasione del lancio della nuova Space Star avvenuto l’estate scorsa, che Mitsubishi d’ora in poi rispecchierà in Europa la propria discendenza giapponese grintosa e sportiva, come richiede l’utenza europea. Dalle 2 volumi ai SUV ispirati alle vetture da competizione, dalle station wagon crossover Outlander ai pick-up, il percorso innovativo sarà proiettato verso le nicchie europee ad alto profilo e ad alta redditività. L’aggressivo Pajero Evolution 2+2 presentato in anteprima europea all’ultimo Salone di Ginevra e riproposto, più recentemente, al Mondial de L’Automobile di Parigi, è un prototipo destinato all’uso stradale che si affianca al Pajero Evolution 2+2 destinato alle competizioni sportive il cui suc-

cesso è stato decretato al UAE Desert Rally di Dubai, a fine ottobre. L’anteprima del processo di rinnovamento di Mitsubishi è stata la commercializzazione di Space Star M.Y.2003 che, rispetto al modello precedente, vanta una linea più decisa, nuovi motori e un livello qualitativamente più elevato, oltre a caratteristiche di sicurezza e comfort aggiuntive. Invece, il primo concreto soggetto del processo di rinnovamento di Mitsubishi sarà, nella primavera 2003, il lancio in Europa di Outlander, una station wagon crossover di forte impatto che arriverà con motorizzazione 2.0 benzina nel primo anno e poi con motori diesel, dall’anno successivo. La Mitsubishi Motors Sales Europe (MMSE) prevede che, a medio termine, Outlander raggiungerà un volume annuo di trecentomila unità, con una quota di mercato pari al 2 per cento. Mitsubishi Motors progetta di lanciare 12 nuovi modelli (inclusi i face-lifts) nei prossimi 5 anni. Le novità confermate a medio-termine saranno il nuovo Pajero M.Y. che debutterà in febbraio, l’Outlander previsto per la primavera, la nuova Lancer che seguirà in estate. Nella primavera del 2004 sarà la volta della NCC, per la quale vale la pena spendere due parole. Il progetto NCC (New Compact Car), presentato da Boulay allo scorso Salone di Tokyo in versione CZ2 (stradale) e CZ3 Tarmac (sportive), 3 e 5 porte, rappresenta sicuramente lo step più atteso dai media e dagli addetti ai lavori, anche perché va a colmare il gap di Mitsubishi nel segmento B, creatosi dopo l’uscita di scena della Colt. Recentemente lanciata sul mercato giapponese proprio con il nome di Colt, questa piccola compatta di segmento B puntava a vendere, nel Paese del Sol Levante, una media di 7mila unità al mese: l’obiettivo è stato largamente superato dalla richiesta che si è attestata in ben 15.103 ordini raccolti dai Concessionari giapponesi in un mese, dopo la sua uscita sul mercato nip-

Una delle novità più importanti della Mitsubishi per il mercato europeo è la nuova Colt a cinque porte.

ponico. In Europa sarà distribuita, contemporaneamente dal marchio Mitsubishi e da quello Smart, a partire dalla primavera 2004 e uscirà dallo stabilimento olandese della Nedcar, con un nome di battesimo che non è stato ancora confermato. In Europa Mitsubishi ha chiuso il 2002 con 200mila vetture distribuite; lo stesso obiettivo viene confermato per il 2003 e poi, grazie ai nuovi prodotti in arrivo, le vendite aumenteranno sino a raggiungere le 300mila unità nel 2005. In Italia, Mitsubishi continua a essere distribuita dalla M.M.Automobili Italia, Società del Gruppo Koelliker, unico Importatore Europeo a essere rimasto al 100 per cento indipendente (senza quote di partecipazione della Casa Madre) e di recente la MMSE ha pubblicamente riconfermato la fiducia nell’operato del management che fa capo a Luigi Koelliker. La MMAI, con una rete ufficiale di 92 Concessionarie (di cui quattro Filiali dirette a Milano, Padova, Genova e, da poco, a Roma), ha chiuso il 2002 con 21.500 immatricolazioni che, secondo i programmi, saliranno a poco meno di 22mila unità nel 2003 per salire sensibilmente negli anni successivi grazie all’arrivo dei nuovi prodotti. Beba Tancredi

 MITSUBISHI / Presentato a Detroit l’Endeator

Crossover con gli occhi a mandorla Questa nuova sport utility della Casa dei tre diamanti è la prima a essere stata pensata esclusivamente per il mercato americano. Il prezzo stimato è fra 25 e 30mila dollari. Potrebbe arrivare anche in Europa.

DETROIT - Anche la Mitsubishi è stata particolarmente attiva al Salone di Detroit, presentando un SUV che sarà posto in vendita in America già in questo mese di febbraio, il prototipo Tarmac Spyder, una proposta per una futura vettura sportiva cabrio ad alte prestazioni e la Lancer Evolution VIII con le specifiche per il mercato americano. L’Endeavor è il primo modello della Mitsubishi a essere disegnato esclusivamente per il mercato nordamericano grazie al cosiddetto Progetto

America. Annunciata nel mese di febbraio del 2000, questa iniziativa richiede alla società di disegnare, sviluppare e costruire negli USA dei prodotti destinati a posizionarsi come modelli di riferimento su questo mercato. L’Endeavor è un SUV di ultima generazione che sposa l’utilità tipica dei SUV con le prestazioni dinamiche di una berlina. Il nuovo pianale leggero e al contempo rigido consolida la brillante prestazione stradale e offre un interno spazioso. Il

lancio sul mercato americano prevede un obiettivo di vendite pari a 70mila unità per il primo anno. I prezzi sono stimati fra 25 e 30mila dollari. Con l’Endeavor la Mitsubishi vuole andare all’attacco di un mercato dominato negli USA da Ford, General Motors e DaimlerChrysler. Per Pierre Gagnon, presidente e capo dell’esecutivo della Mitsubishi Motor del Nord America, l’Endeavor “è il veicolo giusto che ci consentirà di incrementare i nostri volumi di vendita”. I

Nel mettere a punto il suo cross-over Endeavor la Mitsubishi ha sfruttato anche l’esperienza maturata nei rally-raid con il Pajero Evolution (a sinistra) e con il Cross Country (sopra).

rivali dell’Endeavor sul mercato americano sono la Nissan Murano e la Honda Pilot. L’obiettivo della Mitsubishi è di vendere almeno 80mila Endeavor all’anno. L’auto, che esteticamente ricorda la Jeep Grand Cherokee, completa la gamma dei SUV Mitsubishi, posizionandosi tra la Pajero e la Pajero Sport (che sul mercato americano prendono rispettivamente il nome di Montero e Montero Sport).

Per il mercato americano il motore dell’Endeavor è un 3,8 litri V6 da 215 cavalli. Il cliente può scegliere fra l’Endeavor con la sola trazione anteriore, proposto a un prezzo più contenuto, e quello 4x4. Per tutti è di serie il cambio con trasmissione automatica. La Tarmac Spyder getta invece uno sguardo furtivo verso il futuro sviluppo da parte della Mitsubishi di vetture sportive cabrio ad

alte prestazioni. La Tarmac Spyder offre il perfetto equilibrio tra prestazioni di vetture da sport estremo e il piacere per tutti i passeggeri di una guida divertente. Inoltre la Tarnmac Spyder aggiunge a tutto ciò la gioia della guida di una cabrio grazie all’hard top rimovibile. In un lasso di tempo compreso fra il 2003 e il 2007 la Mitsubishi conta di presentare ben undici nuovi modelli. Niente male...


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Gennaio/Febbraio 2003

 MASERATI / In mostra a Detroit l’interessante prototipo Kubang

Il Tridente a trazione integrale Disegnata da Giugiaro, questa interessante sport utility getta una luce nuova sulla futura Maserati a quattro porte, di cui si parlava da tempo. Sotto il cofano c’è un V8 di 4,2 litri, ma il sistema di trazione integrale permanente è quanto di più moderno e attuale si possa desiderare. DETROIT - La sorpresa è stata davvero grande. Di una Maserati a quattro porte si parlava da tempo. Ma che Montezemolo e il suo staff tirassero fuori dal cappello a cilindro addirittura il prototipo di una sport utility a trazione integrale permanente ha colto di sorpresa un po’ tutti. Anche gli stessi americani che a sorprese del genere ormai avrebbero dovuto aver fatto il callo.

Inconfondibile la “mano” di Giugiaro Oggi che la Kubang è una realtà al punto che si vocifera di una sua produzione in serie a partire dal 2005-2006 a 200mila euro chiavi in mano, si può dire che il dado è tratto. In sostanza, invece di una classica Maserati a quattro porte (che arriverà a settembre), ecco che la mano inconfondibile di Giugiaro ha dato vita alla Kubang. Lo stilista di Garessio ha disegnato per la Casa del Tridente questa sport utility dall’impronta decisamente avveniristica, dando vita a una vettura ad altissime prestazioni con trazione integrale permanente e controllo della coppia sulle quattro ruote motrici. Con un baricentro più basso di circa dieci centimetri rispetto alle SUV tradizionali, la Kubang vanta una distribuzione dei pesi equilibratissima sui due assi e una fruibilità interna e una modularità di carico che sono in grado di soddisfare le più disparate esigenze legate allo sport e al tempo libero. Kubang è uno dei venti che soffiano su Giava, e rispetta quindi appieno la filosofia Maserati di dare il nome di un vento ad alcuni modelli particolarmente innovativi e ricchi di appeal sia presso il grande pubblico sia presso la potenziale clientela, come avvenne per la Mistral, la Ghibli e la Bora. Presentata in anteprima al Salone di Detroit, la Kubang vuole essere una sorta

Con un baricentro più basso di circa 10 centimetri rispetto alle altre SUV, la Kubang vanta una distribuzione dei pesi molto equilibrata sui due assi, una fruibilità interna e una modularità di carico che sono in grado di soddisfare le esigenze.

di connubio ideale fra una granturismo e una station wagon, una GT wagon ante litteram con il profilo di utilizzo di una vettura versatile ma non adatta al fuoristrada, in virtù della vocazione prettamente sportiva di ogni modello della Casa del Tridente.

Ha le Pirelli Scorpion Zero Sotto il cofano della Kubang c’è un V8 di 4.244 cc che sviluppa una potenza massima di 390 cavalli per una velocità massima di 255 km/h e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi. La Kubang offre una posizione di guida piuttosto bassa, tipica delle vetture super sportive. I pneumatici sono Pirelli Scorpion Zero, studiati per vetture sportive ad alte prestazioni e dotate di sistema di trazione integrale permanente. Lo spazioso

abitacolo può contenere sino a cinque persone nella configurazione con due sedili anteriori e divano posteriore a tre posti. Ma è stata concepita anche una versione che offre quattro singole poltrone e con la possibilità di aggiungere due ulteriori sedili, posizionati in senso contrario rispetto a quello di mar-

cia, nella parte posteriore dell’abitacolo. Eccezionale il vano di carico la cui capienza può variare da 600 a 1.500 litri a seconda delle soluzioni adottate. Il portellone con incernieratura a metà tetto consente di caricare gli oggetti anche dall’alto. Lunga 4,98 metri e larga 1,94, con un’altezza di 1,65

metri, la Macerati Kubang è un prototipo che ha suscitato tali e tanti consensi da indurre i vertici della Casa del Tridente a pianificarne sin d’ora un’eventuale produzione in serie a partire dal 2005-2006, a un prezzo chiavi in mano che è stato attualmente ipotizzato intorno ai 200mila euro.

MASERATI/PARLA IL PRESIDENTE DEL GRUPPO

Montezemolo: “La Kubang è pensata per gli USA” DETROIT - Un Montezemolo in piena forma quello presente al Salone di Detroit. “Il 2002 dice - è stato un anno eccezionale. Abbiamo venduto, fra Ferrari e Maserati, più di 7.500 vetture, contro le 6.158 del 2001, una crescita che è merito soprattutto del Tridente”. Dello stesso avviso anche l’amministratore delegato della Maserati, Antonello Perricone: “In un solo anno di presenza negli Stati Uniti- dice abbiamo venduto quasi mille auto, con un’età media dei clienti al di sotto dei 45 anni. E ci aspettiamo di fare ancora meglio nel 2003 grazie alla Quattroporte che presenteremo a Francoforte in settembre”. Intanto c’è la Kubang che un ottimo esempio delle potenzialità del Tridente. Montezemolo ha poi confermato che la sfida del Gruppo quest’anno sarà

a 360 gradi: “Oltre a lanciare nuovi prodotti, punteremo a mercati inediti come Russia e Cina e continueremo a tenere alto il livello dei nostri investimenti, pari oggi al 20 per cento del fatturato, per ricerca e sviluppo”. Confermati anche i programmi sportivi della Maserati: “Partiremo con il Trofeo in attesa di tornare alle corse in grande stile nel 2004. Per quanto riguarda la Kubang, devo fare i complimenti a Giorgetto Giugiaro per aver pensato un’auto geniale che è anche perfettamente in sintonia con le attuali tendenze del mercato statunitense”. Sull’eventualità di un rapporto di collaborazione con l’Audi, Montezemolo ha detto: “Stiamo parlando con l’Audi, ma per ora non c’è collaborazione ma solo reciproca stima. E noi del resto abbiamo bisogno di partner importanti per crescere”. E per quanto riguarda la crisi Fiat, Monzemolo ha detto che “a Torino c’è gente impegnatissima che sta lavorando molto. I risultati verranno. Secondo me è meglio parlare dei nuovi prodotti che verranno piuttosto che dei conti, che però stanno tornando a livelli accettabili”. Per quanto riguarda la Ferrari, Montezemolo ha aggiunto che la Casa del Cavallino punta ad andare in borsa entro la fine dell’anno, mentre la nuova monoposto di Formula 1 verrà presentata ai primi di febbraio, quando questo numero di autorama sarà già stato stampato. pa.al.

DAEWOO ITALIA/ Koo Rha presidente ROMA – Dopo un lungo periodo trascorso alla guida di Daewoo Motor ItaliA, An Soo Choi è stato chiamato dalla GM Daewoo Auto & Technology a svolgere una nuova importante missione in Corea: sarà infatti Amministratore Delegato con la responsabilità delle vendite nel mercato domesti-

co. Dal 2 gennaio scorso, An Soo Choi ha dunque lasciato il testimone di Presidente della filiale italiana della Casa coreana a Sung Koo Rha, classe 1952, laureato in Economia all’Università di Sungkyunkwan, in Corea. Sposato, padre di due figlie che studiano rispettivamente architettura e arte a Londra, Sung Koo Rha inizia la sua carriera in seno a Daewoo Corporation nel marzo del 1975, quando si occupa del settore export dei prodotti tessili per Sears Roebuck. Nel 1978, a settembre, viene inviato a Londra presso Daewoo UK con incarichi nella stessa area. Esattamente due anni dopo viene trasferito a San Francisco alla Daewoo International (America) Corporation con responsabilità di manager nel settore delle costruzioni navali e delle vendite. Nel maggio del 1984 Daewoo lo richiama ai quartieri generali di Seoul dove è a capo di uno dei team incaricati dello sviluppo di prodotti tessili con la carica di Vice Direttore Generale. Tra anni dopo, e fino a marzo 1990, è revisore dei conti del gruppo. Poi è la volta di Daewoo Australia PTY, dove è Direttore Generale. Nel 1994 approda in Spagna e ora è al vertice della Daewoo Italia.

MERCEDES-BENZ Arriva la 600 SL ROMA – Esposta in anteprima mondiale al North American International Auto Show di Detroit, la nuova MercedesBenz SL 600, completa la gamma del celebre roadster Classe SL. Le caratteristiche chiave della nuova versione sono performance, rifiniture e lusso. Grandi ambizioni dunque per una roadster dotata di un nuovo propulsore V12 con due turbocompressori a gas di scarico, intercooler ad aria/acqua, tre valvole per cilindro, iniezione twin spark AC e altre innovazioni high-tech. Questo V12 è uno dei più avanzati motori per vetture al mondo e anche uno dei più potenti della sua classe: la potenza è di 368 kW/500 cv e la coppia massima è di 800 Nm, disponibile a partire da soli 1.800 giri/min e che rimane a un livello costante fino a 3.600 giri/min. L’accelerazione da 0 a 100 km/h avviene in soli 4,7 secondi e lo sprint da 60 a 120 km/h si manifesta in 4,9 secondi. La velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h. Ottimo si presenta il livello degli equipaggiamenti standard del nuovo modello.


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Gennaio/Febbraio 2003

 LAMBORGHINI / Il debutto della “baby” al Salone di Ginevra

Pronta a marzo la Gallardo Per la prima volta dopo dieci anni la Automobili Lamborghini presenterà nel 2003 un secondo modello a completamento della sua gamma. Si tratta della “piccola” Gallardo, che verrà svelata a Ginevra. Esposta a Detroit una “barchetta” prototipo. S. AGATA BOLOGNESE - Tanto tuonò che piovve. Di una baby Lamborghini si parlava da tempo, e in effetti questo modello, che si affiancherà alla Murcielago, aveva avuto una gestazione piuttosto travagliata, che in un certo senso è andata avanti di pari passo con le difficoltà in cui si è dibattuta la Casa costruttrice prima di entrare a far parte del “pianeta” Audi.Dopo vari ripensamenti, prototipi rimasti tali, restyling e rivisitazioni anche a livello di meccanica, finalmente si è giunti alla definizione del nuovo modello, che verrà svelato in forma ufficiale ai primi di marzo in occasione del Salone di Ginevra. E per la prima volta dopo dieci anni la Automobili Lamborghini si trova così a presentare in questo 2003 un secondo modello a completamento della sua gamma. La nuova supercar della Lamborghini si chiamerà Gallardo (si pronuncia “gajardo”). È andata così delusa l’attesa di chi sperava che il nuovo modello fosse esposto in anteprima al Salone di Detroit, viDETROIT - La Cadillac, che ha da poco compiuto un secolo di vita, fa imperiosamente il suo ingresso nel club delle auto iperlussuose con la presentazione al Salone di Detroit della Sixteen, un’incredibile concept car a quattro porte mossa da un motore V16 che sviluppa ben mille cavalli. Un’auto che, anche se per ora è solo allo stadio di prototipo, vuole essere una risposta alle varie Maybach (del Gruppo DaimlerChrysler) e Rolls-Royce Phantom che a loro volta proprio qui a Detroit facevano il loro “debutto in società”. Questa è la seconda volta nell’arco di dodici mesi in cui la Cadillac sfrutta il palcoscenico del più importante Salone dell’automobile americano per presentare un prototipo destinato al segmento ultralussuoso: lo scorso anno fu la volta della Cien, mossa da un motore a 12 cilindri a V, che a quanto pare non avrà un seguito produttivo. E ora è la volta della Sixteen, un nome tutt’altro che casuale, visto che si corrisponde all’italiano “sedici” (appunto il numero dei cilindri del suo motore). Bob Lutz, vice presidente della General Motors e responsabile dello sviluppo del prodotto, ha detto che “la Sixteen è il segnale di una nuova era per la Cadillac. Abbiamo una grande tradizione alle nostre spalle in materia di auto di lusso, ma stiamo andando verso modelli sempre più corposi, ricchi di contenuti, belli e

Al Salone di Detroit la Lamborghini ha esposto un prototipo di “barchetta” realizzata partendo dalla Murcielago.

sta l’importanza che riveste anche per la Lamborghini il mercato americano. Il nome

del nuovo modello è quello di una razza di tori da combattimento selezionata nel

diciottesimo secolo dall’allevatore Francisco Gallardo e poi ereditata da Don Anto-

nio Miura. Fieri e robusti, di colore nero o grigio, i tori Gallardo avevano la fama di

 CADILLAC / Con un incredibile motore V16

Sixteen, l’iperlussuosa Con uno strepitoso motore V16 di 13,6 litri da mille cavalli questo prototipo vuole essere l'estremizzazione di quanto sono in grado di fare i tecnici di questa Casa che ha da poco compiuto un secolo di vita.

dinamici come non era mai accaduto prima”. Caratteristici della Sixteen sono l’utilizzo in modo estensivo dell’alluminio nella cosiddetta “costruzione endoscheletrica”, una struttura basata su una sorta di “ossatura centrale” che prende il posto della classica architettura “space frame”. Nell'estetica della vettura spiccano i grandi passaruota necessitari a ospitare le ruote da 24 pollici. L’in-

terno è semplicemente opulento, con sedili in pelle, inserti in radica e vetro in cristallo infrangibile antigraffio per il quadro strumenti. Quanto al propulsore, vuole essere al tempo stesso un sapiente mix di antico e moderno. Fino al 1941 la Cadillac aveva infatti realizzato imponenti motori V16, che proprio quell’anno uscirono di produzione. Con un cilindrata di 13,6 litri il “mille cavalli” della Sixteen

ha un consumo sulle highway americane di 20 miglia per gallone, vale a dire 12,5 litri per 100 chilometri. Questo prototipo, che come abbiamo detto segna dopo 63 anni il ritorno della Cadillac nell’ambito dei motori a 16 cilindri a V, fa la sua apparizione tre mesi dopo l’annuncio da parte dei vertici della Casa di produrre in serie limitata un motore V12 da 500 cavalli. Il vice presidente dell'u-

nità “Powertrain” della General Motors, Thomas Stephens, ha comunque detto a Detroit che “per ora non ci sono programmi di produzione della Sixteen”. Poi, pressato dai giornalisti, ha ammesso che il motore a sedici cilindri è stato progettato tenendo conto di una futura eventuale produzione del motore stesso. Una scelta legata alla necessità di dar vita a una nuova immagine del marchio Cadillac,

essere molto coraggiosi ed erano noti per la loro potenza e aggressività, che conservavano sino al cosiddetto “ultimo terzo” della corrida. Un nome e caratteristiche che ben si adattano al compatto e potente propulsore a dieci cilindri a V di 5 litri e da 500 cavalli, montato sulla Lamborghini Gallardo in posizione centrale. Un motore che, accoppiato alla trazione integrale e a un cambio manuale a sei marce, manovrabile con la tradizionale leva centrale oppure attraverso l’attuatore sequenziale “e gear” con le leve sistemate sul piantone dello sterzo, consentirà prestazioni di assoluto rilievo. La produzione del nuovo 10 cilindri Lamborghini è già iniziata sulla nuova linea di montaggio motori dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese. In questo modo la Casa di Sant'Agata Bolognese intende rispondere, in un certo senso, alle tante novità in arrivo in questo periodo nell'ambito delle cosiddette super-sportive, dalla Aston Martin AM V8, esposta al Salone di Detroit, alla Porsche Carrera GT3, per non parlare della Maserati Kubang. La Aston Martin AM V8 è per ora un prototipo, ma in realtà è la prefigurazione della futura "piccola" della Casa di Newport Pagnell che dovrebbe entrare in produzione nel 2005. Il motore è un 4,3 litri V8, una novità dal momento che l'attuale gamma dell'Aston Martin prevede esclusivamente motori a 12 cilindri. La trazione, come vuole la tradizione di tutte le Aston Martin, è posteriore. mirata a quei clienti che puntano sulle prestazioni senza badare al prezzo di un’auto. In sostanza secondo i vertici di questo marchio “nobile” del Gruppo General Motors, almeno l'uno per cento dei clienti potenziali Cadillac sarebbe interessato a pagare un “supplemento” pur di avere sotto il cofano della propria auto un motore V12 o anche un V16. Tra le particolarità di questo motore spicca un “deattivatore” di alcuni cilindri, che vengono esclusi dal ciclo di funzionamento ai bassi e ai medi regimi, in modo da contenere i consumi. Il tempo variabile di apertura delle valvole incrementa le prestazioni e riduce le emissioni inquinanti, mentre le valvole stesse sono realizzate in titanio per ridurre il peso. E per lo stesso motivo il blocco motore e i cilindri sono stati realizzati in alluminio. Il propulsore completo pesa infatti 685 libbre, pari a 311 kg. Il risparmio di peso rispetto al V8 di 8,1 litri della General Motors (che pure ha la metà dei cilindri del V16) è di ben 84 libbre, vale a dire 38 chilogrammi. In sostanza questo V16 vuole essere la dimostrazione del livello di tecnologia al quale è arrivata la sezione “Powertrain” della General Motors, e al tempo stesso un esempio di quello che si potrà ritrovare nella prossima generazione dei motori “small block” V8 della G.M., che dovrebbero entrare in produzione entro due anni.


AUTORAMA 31

Gennaio/Febbraio 2003

 PIRELLI / X-Pressure tiene sotto controllo i pneumatici

Una spia per amica Il sistema si avvale di appositi segnali acustici e visivi. Di facile installazione e utilizzo, TPMS non richiede manutenzione ed è compatibile con qualsiasi autovettura e veicolo commerciale, rivelandosi la soluzione concreta al problema della sicurezza su strada. M ILANO - Pirelli lancia sul mercato X-Pressure, l’innovativa gamma di sistemi di monitoraggio della pressione e della temperatura dei pneumatici destinata a trasformare le gomme da componenti passivi a sistemi intelligenti e in grado di interagire attivamente con il sistema-veicolo. TPMS - Tyre Pressure Monitoring System - è il primo prodotto della famiglia X-Pressure presentato da Pirelli e il primo sistema di rilevazione della pressione dei pneumatici a debuttare nell’aftermarket. Il sistema si avvale di appositi segnali acustici e visivi. Di facile installazione e utilizzo, TPMS non richiede manutenzione ed è compatibile con qualsiasi autovettura e veicolo commerciale, rivelandosi la soluzione concreta al problema della sicurezza su strada. Un sensore elettronico, installato su ciascun cerchio, trasmette durante la guida i dati di pressione e temperatura attraverso la tecnologia wireless (senza fili). Il ricevitore, installato all’interno dell’abitacolo della vettura, riceve periodicamente i dati di pressione e temperatura, memorizzandoli per poi mostrarli sul display a cristalli liquidi applicato sul cruscotto della vettura. Il sensore/trasmettitore controlla la pressione e la temperatura interna di ciascun pneumatico ogni 7 secondi. In qualsiasi mo-

AUDI/Record di vendite VERONA - Audi archivia il 2002 come settimo anno consecutivo di record vendite. A dispetto del generale clima di rallentamento del mercato, la Casa tedesca mette a segno un aumento delle vendite nel mondo del 2,1 per cento a quasi 741.700 unità. Le esportazioni sono state pari al 67 per cento del totale (65 per cento nel 2001). Nell’Europa Occidentale, la quota di mercato è salita al 3,8 per cento contro il 3,6 per cento del 2001, e si tratta del miglior risultato storico per il costruttore. Le auto vendute nella regione sono state 549.800, lo 0,3 per cento in più. In Germania, la Casa dei quattro anelli ha venduto più di 243.600 vetture, e malgrado il calo di immatricolazioni del 4,4 per cento, ha mantenuto una quota di mercato del 7,5 per cento. Un aumento del 21 per cento è stato riscontrato in Gran Bretagna con più di 65.500 unità, del 6,6 per cento in Italia attorno alle 50.100 unità e dello 0,7 per cento in Francia a circa 40.800 unità. In Spagna sono stati venduti più di 41.000 veicoli (-2,5 per cento). Negli Stati Uniti Audi ha venduto circa 85.700 veicoli, il 2,9 per cento in più. In Giappone, le consegne sono aumentate del 42,7 per cento a 11.600 unità. Nel resto del mondo la Casa tedesca ha venduto l’anno scorso 94.600 veicoli, l’8,9 per cento in più. In particolare Audi ha ottenuto buoni risultati in Cina con l’A6 prodotta localmente. Nel grande Paese asiatico i veicoli venduti sono stati 36.500 (+24,8 per cento). Nel 2002 sono state anche vendute oltre 420 Lamborghini (+42,8 per cento).

CITROEN/All’asta la C3 di Dolce&Gabbana MILANO - È stata aggiudicata per 16.350 euro la Citroën C3 al centro di un’asta benefica on line organizzata dalla Citroën Italiana in collaborazione con D&G Dolce e Gabbana, il sito Internet eBay.it e Radio Deejay. La C3 al centro dell'asta benefica era stata realizzata espressamente per l'occasione da Domenico Dolce e Stefano Gabbana: più di 5.000 borchie metalliche applicate manualmente, con la tecnica del mosaico, caratterizzano la carrozzeria della C3 di colore nero Onyx rendendola unica, esclusiva ed espressione tipica dell'universo D&G. Gli interni rispondono armoniosamente al concept dell'esterno con la tinta nera lucida per i sedili in pelle naplac, il cruscotto e tutte le tappezzerie dell'abitacolo. Il prezzo simbolico di partenza era di un euro. mento, il guidatore può premere un pulsante e controllare la pressione e temperatura effettiva all’interno di ogni pneumatico. Il primo allarme segnala un’anomalia di “deviazione di pressione” di un pneumatico rispetto alla pressione memorizzata dal sistema. Un spia luminosa e un allarme sonoro si accendono e il display evidenzia la ruota che presenta il problema. Questa soglia di allarme viene programmata dal rivenditore Pirelli al 10 per cento del valore della pressione di gonfiaggio a freddo prescritta dal costruttore del veicolo. Il secondo allar-

me segnala che il valore di pressione di un pneumatico è sceso sotto la soglia di pericolo di 1,54 bar, al di sotto della quale la struttura costruttiva del pneumatico può essere danneggiata. Un ulteriore avviso di pericolo viene emesso se la temperatura interna di un pneumatico supera gli 80°C. Dopo ogni allarme il guidatore può confermare la ricezione, premendo un tasto qualsiasi e spegnendo così l’allarme sonoro. La spia rimane comunque accesa fino al ripristino delle condizioni normali. TPMS è già disponibile per l’acquisto presso i punti vendita Driver Center,

OLTRE 290 PUNTI DI VENDITA E ASSISTENZA

Drive Center diventa una SpA MILANO - Driver Center, una catena di rivenditori indipendenti specializzati in pneumatici e in grado di offrire un’assistenza qualificata, professionale e personalizzata agli automobilisti, si trasforma in società per azioni. La Rete Driver (un marchio di proprietà Pirelli Pneumatici) è nata a Torino nel 1995 con la creazione del primo Driver Center e in pochi anni si è estesa capillarmente in Italia e in Europa arrivando a contare oltre 600 punti vendita. Tutti i punti vendita, di piccole e grandi dimensioni, sono dotati di tecnologie innovative e attrezzati per soddisfare i bisogni dei propri clienti. I servizi di consulenza rivolti all’utente e promossi da Driver prevedono agevolazioni esclusive, gestione del Fleet Management e dell’omologazione. L’ampio ventaglio di prodotti spazia da pneumatici per vettura, trasporto leggero, fuoristrada e moto a pneumatici specifici per ogni stagione. Driver Italia è una delle più qualificate reti di Pneumatici & Assistenza, con oltre 290 punti vendita e più di 1.000 professionisti della macchina al servizio dell’utente. I Driver Center italiani garantiscono una copertura territoriale senza pari che assicura e fornisce al cliente in viaggio lo stesso servizio e professionalità del Driver Center sotto casa. La Rete Driver in Europa è uno dei principali network di assistenza europea ed è presente, oltre che in Italia, in Spagna, Gran Bretagna, Germania e Grecia con l’obiettivo di estendersi a breve anche in altri Paesi: questo per garantire all’automobilista una coper-

tura completa nel vecchio continente. Un programma di certificazione conforme alle norme della famiglia ISO 9000 è in atto presso tutti i Driver Center d’Italia. Attualmente sono già 55 i punti vendita dotati di un sistema di qualità, studiato specificamente per la realtà dei rivenditori di pneumatici e rivolto in particolare al controllo delle attività e al positivo raggiungimento degli obiettivi. Tra gli esclusivi servizi offerti all’automobilista, Driver promuove: la Driver Card, grazie alla quale l’utente accede a una serie di agevolazioni, quali assistenza stradale 24 ore su 24, manutenzione e formule di credito personalizzate, assistenza ai viaggiatori, ecc.; Fleet Management, in qualità di partner delle maggiori aziende di fleet management per gestire al meglio tutte le problematiche del parco auto delle singole società; Change Over, gestendo per l’automobilista la richiesta di modifica della misura del pneumatico prevista a libretto. La Rete Driver dispone di un sito internet B2B, destinato ai punti vendita (www.tyrecblub.pirelli.com) e di uno B2C, specifico per l’utente finale (www.driver.it). Se nel primo caso si punta all’informatizzazione dei dati del cliente attraverso l’installazione di un computer presso ogni Driver Center, garantendo così un più rapido flusso di informazioni e la gestione degli acquisti on line, nel secondo caso l’obiettivo è comunicare agli automobilisti in modo tempestivo i nuovi servizi e promozioni offerti.

la catena di rivenditori indipendenti specializzati in pneumatici, scelta da Pirelli per la promozione e distribuzione prioritaria del dispositivo intelligente. Da un’indagine condotta dalla National Highway Traffic Safety Administration americana, emerge che oltre il 70 per cento degli automobilisti controlla la pressione dei pneumatici meno di una volta al mese e che i pneumatici in media perdono spontaneamente pressione nella misura di 0,2 bar ogni tre mesi. Inoltre, l’85 per cento di tutte le perdite significative di pressione sono rappresentate da “piccole” perdite, che avvengono in periodi di ore, giorni o mesi e quindi non sono facilmente ed immediatamente identificabili. Da un’indagine di Assogomme, poi, emerge che, nel 2001, su 10.000 vetture, il 40 per cento presentava pneumatici sotto gonfiati. Sempre in base alla ricerca della National Highway Traffic Safety Administration, i benefici per i consumatori che derivano dall’utilizzo di un sistema come TPMS si concretizzano in una maggiore sicurezza (1,4 per cento di tutti gli incidenti avvengono a causa di pneumatici sotto gonfiati, pari a 260.000 incidenti ogni anno), minori consumi (il consumo di combustibile aumenta dell’1 per cento ogni 0,2 bar di sotto gonfiaggio, tenendo conto che in Europa, a causa di fondi stradali e velocità diverse, la stima è che i dati di consumo di combustbile e pneumatici vadano moltiplicati per 2 e per 3 rispettivamente), usura più regolare (l’usura del pneumatico aumenta del 5 per cento ogni 0,2 bar di sotto gonfiaggio, aumentando i valori anche in questo caso tenendo conto della situazione europea). Il tutto si traduce in benefici non indifferenti per la sicurezza.

Il ricavato della vendita verrà versato integralmente all'ente morale giuridico “L'albero dei sogni” che lo utilizzerà per realizzare, a scopo benefico, i sogni di bimbi o ragazzi colpiti da gravi malattie. Radio Deejay, presente al Motorshow, ha tenuti informati gli ascoltatori sull'andamento e sul risultato dell'asta benefica. Per prendere parte all'asta bastava un semplice “click” da casa, ufficio o direttamente allo stand del Motorshow di Bologna dove erano state predisposte delle postazioni internet.

MITSUBISHI/Si uniscono due società AMSTERDAM – Mitsubishi Motors Europe (finanziaria di controllo) e Mitsubishi Motor Sales Europe, la società che si occupa della distribuzione dei prodotti, si sono unite diventando un’unica entità, denominata Mitsubishi Motors Europe B.V. (MME). La società, controllata al 100 per cento dalla Mitsubishi Motors Corporation (MMC), ha sede ad Amsterdam, nel nuovo edificio di Beech Avenue 150, dove sono presenti anche il distributore olandese della Casa dei tre diamanti (Mitsubishi Motor Sales Netherlands) e Mitsubishi Trucks Europe. La nuova MME gestirà in Europa la vendita, il marketing e la distribuzione delle autovetture del marchio giapponese, nonchè dei ricambi e degli accessori, occupandosi anche della produzione locale nel vecchio continente oltre che delle meccaniche e piattaforme comuni. “La nuova struttura – ha detto Stefan Jacoby, Presidente e CEO sia delle precedenti società che della nuova – si proporrà con maggiore chiarezza ai nostri partners con una singola organizzazione più unificata e snella. Un processo che sottolinea la nuova identità: la MME da remoto avamposto commerciale si è trasformata in un’entità strategica nell’ambito dell’evoluzione di MMC”.

CADILLAC/La CTS sbarca in Europa DETROIT - Dopo essere stata lanciata con successo sul mercato statunitense, la Cadillac CTS si accinge ora ad attraversare l’Atlantico e sbarcare in Europa. I primi esemplari saranno disponibili presso le concessionarie del vecchio continente all’inizio del prossimo anno. La Cadillac CTS è una berlina sportiva a trazione posteriore il cui autotelaio è stato collaudato in modo approfondito sul celebre circuito tedesco del Nürburgring. I prezzi andranno dai 39.750 euro della Sport Luxury con motore 3.200 V6 da 160 kW/218 cv con cambio manuale a cinque marce ai 40.950 euro della versione con automatico a cinque marce. Negli Stati Uniti il modello ha riscosso notevole successo. La CTS 3.2 raggiunge una velocità massima di 240 km/h ed i 100 km/h con partenza da ferma in appena 7,4 secondi (7,7 con cambio automatico). Il propulsore dispone di una notevole coppia motrice con picchi massimi di 30,6 kgm/300 Nm a 3.400 giri/min.


http://www.vegaeditrice.it/images/pdf/autorama/auto0102_03