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MAGAZINE

L U G L I O 2017N.04 LA NUOVA COLLEZIONE WIRED A TOUCH OF VANNITY VANNI TOUR OF THE WORLD


01 La nuova collezione WIRED

02 Tecnica e stile


03 VANNI tour of the world

04 A touch of VANNIty


01/COLLEZIONI

VANNI CON WIRED IN

CONNESSIONE Un marchio che tiene il passo con i tempi, senza mai perdere il legame con il mondo circostante, e anzi costruendo il proprio stile intorno agli stimoli di una contemporaneità ricca e complessa. Quest’anno la nuova lastra in acetato studiata dal centro stile VANNI si chiama WIRED. Propone un reticolo


di fili colorati, annegati in un plasma cristallo che ne enfatizza le linee e gli intrecci, una metafora del mondo di connessioni che ci circonda. WIRED è la riproduzione di una fitta rete di legami materiali e immateriali, un solido intersecarsi di relazioni tra popoli e razze, e quindi colori. La materia prima: acetato da blocco studiato in esclusiva dal centro stile VANNI. La particolarità stilistica: la trama originale del WIRED si realizza in linee marcate di colore, sinuose e irregolari che corrono parallele per poi intrecciarsi, sospese in acetato trasparente. Le forme e i colori: sono 5 le tonalità delle lastre esclusive VANNI WIRED, a predominanza bordeaux/grigio, turchese/viola, Rosso/ bordeaux, blu/marrone e nero/grigio. Gli occhiali presentano il materiale esclusivo sulla totalità della montatura, oppure in abbinamento ad avane vivaci o colori solidi, a sottolineare il carattere moderno, meticciato della collezione. Le forme sono maschili e femminili, su variabili tondeggiati o panthos, ma anche nel più classico rettangolo. VANNI presenta WIRED anche in una versione ultra-fine, abbinata ad aste in metallo o acetato sottilissime.


02/TECNICA E STILE

10 ANNI DI ACETATI ESCLUSIVI NEL 2017 VANNI COMPIE UN TRAGUARDO IMPORTANTE Quando in un compleanno le cifre passano da uno a due numeri il salto è sempre significativo. Quest’anno VANNI celebra i 10 anni dell’avvio di una cammino che ha definito una rotta innovativa nel suo modo di fare occhialeria. Nel 2007 nasceva il primo blocco di acetato esclusivo VANNI. Oggi, 10 anni e 7 blocchi di distanza, possiamo con orgoglio affermare che la scelta di allora è stata lungimirante, e che aggiungere valore al prodotto realizzando i nostri materiali ci ha portato riconoscimenti e riconoscibilità, facendo crescere la notorietà e la distinguibilità del marchio, e ovviamente il pregio delle sue realizzazioni. Per non lasciar passare senza adeguati festeggiamenti questo anniversario, dopo avervi in diverse occasioni già parlato del pregiato acetato -da dove deriva, come viene lavorato-, vogliamo raccontarvi cosa succede nella “cucina di VANNI”, quali procedimenti stanno dietro la nascita di un acetato originale. Proprio come un pizzaiolo (l’avete visto nel nostro ultimo Magazine) decide la composizione della sua pizza,

F L A M E 2007

BL A D E 2011

PI X E L 2012

TA N G R A M 2013

M A PS 2015

R A S T E R 2016

W I R E D 2017


anche noi attingiamo a ispirazione e ingredienti di prim’ordine per realizzare il nostro piatto. Una riuscita amalgama tra le diverse componenti decreterà la buona riuscita della pizza, o dell’occhiale. Come avviene la scelta degli “ingredienti” che fanno la trama di un acetato? Perché utilizziamo una combinazione colore e non un’altra, oppure ci rifacciamo a una forma particolare? Studiamo. Essì, la soluzione è sempre quella, sembra banale perché ce la raccontano da quando abbiamo pochi anni. Ci applichiamo, ricerchiamo. Perché la creatività non è nulla senza uno studio meticoloso. Il colore, ad esempio, ha delle tendenze e delle stagionalità, ha dei “guru” che definisco le linee dei mesi a venire. Si decide per il blu, e il blu state certi investirà la nostra vita e tutti i nostri sensi. Seguiamo le novità delle sfilate di moda, degli eventi del design, e anche gli avvenimenti d’arte o di musica, insomma andiamo alla ricerca di qualsiasi stimolo derivante dal nostro contemporaneo, che sia significativo a sufficienza per catalizzare la nostra attenzione e trovi corrispondenza nel nostro comune sentire, presente e passato di VANNI. Cercare l’ispirazione è un lavoro che non ha un tempo definito di sviluppo, e che non si svolge solo in ufficio, e certamente non ha orari. L’idea di una nuova trama può nascere in un lampo, prendere spunto da una rivista, da un’opera d’arte, una notizia di attualità. Oppure può crescere grazie a una infinità di contributi diversi, che dopo un tempo di “sedimentazione” prendono forma in un tema compiuto, in coerenza con lo stile del marchio. Dicevamo che non basta l’estro, la più grande difficoltà nello sviluppo di una trama é mantenere la percezione di una trama complessa, a più stratificazioni, che possa rendere appieno anche sulle montature sottili. Si disegna tutto come su dei grandi fogli: i nostri tessuti. La parte realmente visibile del materiale che è diventato occhiale è infinitamente piccola, è quindi fondamentale accertarsi che il grande foglio disegnato

I S PI R A Z I O N E

I S PI R A Z I O N E

I S PI R A Z I O N E

renda anche su dimensione ridottissima . La fantasia gioca una parte fondamentale, ma non è nulla senza un controllo tecnico e realizzativo. E adesso un gioco, l’avreste scommesso che le ispirazioni che hanno portato alla creazione del WIRED vengono anche da qui?


03 VANNI TOUR OF THE WORLD


AD ATENE CON VANNI E’ una capitale europea che ha influenzato la storia del mondo, quella con la S grande. Ne ha influenzato il pensiero, la forma di governo, e l’estetica. Atene è una città a cui tutti dobbiamo qualcosa. Una città che nella vita andrebbe visitata almeno una volta, mentre i più fortunati potranno frequentarla con più assiduità. Noi di VANNI infatti siamo degli assiduissimi. Abbiamo da sempre sentito un forte richiamo verso le nostre radici, e da anni abbiamo anche avuto la fortuna di lavorare con un partner distributivo che è diventato un amico, anzi una famiglia di amici, le migliori guide alla scoperta della città. Con la guida di Paris Papavassiliou oggi vi portiamo in Grecia con noi. Lasciatevi guidare. Senza preconcetti, senza guardare alle notizie economiche degli ultimi anni. Ricordate dall’Iliade e l’Odissea il senso dell’ospitalità verso il viandante? Oggi in questa terra assolata è ancora così. I greci sono una popolazione molto accogliente e ospitale. E se oltre visitare Atene decidete di viaggiare per il paese sappiate che è facile da esplorare: buone strade, si mangia bene ovunque, si dorme a prezzi accessibili. Quanto all’orientamento sulle strade dalle


insegne in greco, niente panico, basta un corso di alfabetizzazione rapido e divertente (oppure vi aiuterà un ottimo navigatore poliglotta). Iniziamo dunque da Atene. Che questa città sia diversa da quelle che abitualmente conoscete lo capirete scorgendo la vista mentre l’aereo atterra: una distesa di basse case bianche, come un lenzuolo urbano che si stende tra il mare blu scurissimo e le colline, e ne segue il dolce profilo. Come non dire della sua attrattiva più celebrata?

L’Acropoli,

sormontata

dal

Partenone è assolutamente da visitare,


meglio se al tramonto perché la salita del colle, seppur breve, è scoscesa e vi gioverete della frescura, oltre che di una vista mozzafiato. I sassi non sono solo sassi se con l’immaginazione correte al loro passato. Poco importa che il sacro tempio dedicato alla dea Atena sia stato saccheggiato dalle sue bellezze, non solo da barbari antichi ma da civilissime stirpi di archeologi moderni. Il fascino è fortissimo. Prendetevi il tempo di visitare il Museo dell’Acropoli, proprio lì sotto: capirete molto della storia di questo luogo consacrato agli dei. Se poi avete fatto arrivare l’ora di cena, meglio ancora, potete gustarvi

M U S E O A R CH E O LO G I CO N A Z I O N A L E

buon cibo e un panorama straordinario dal ristorante Attikos (http://www.ghattikos.gr/). Atene non è solo l’Acropoli, se è la civiltà che ha plasmato il mondo che vi interessa non perdete l’Agorà, il cuore pulsante della vecchia città. E neanche dovete mancare il Museo Archeologico Nazionale, dove vedrete dal vivo le sculture che hanno decorato i vostri libri di storia e arte. Se avete una mezza giornata il suggerimento magico è una visita a Capo Sounion (citato perfino nell’Odissea): a circa un’oretta di auto da Atene, è un promontorio punta estrema dell’Attica su cui sorgono i resti del

CAP O SOUNION

ACR O PO L I


tempio a Poseidone: un luogo spettacolare. Se la caccia al tesoro vi appassiona, potete cercare scolpita sulle colonne la firma del poeta inglese romantico Lord Byron, che adorò questo luogo e vi torno più volte. Sulla strada potete fermarvi al Cafè Noto, proprio sul mare http://www.notos-cafe.gr/. Ma Atene ha anche un presente orientato al futuro, oltre che un passato. Prendete l’appena inaugurata Opera Nazionale, accolta dalla Fondazione Niarkos in uno splendido parco affacciato sul mare.

Un’ardita costruzione

realizzata da Renzo Piano accoglie spazi per

O PE R A N A Z I O N A L E

la cultura e aree verdi ritempranti https://www. snfcc.org/about/vision/the-greek-nationalopera/ . La città è vivace, e alterna quartieri turistici a

zone

meno

affollate,

piacevolissime,

frequentate dagli ateniesi. Segnatevi questi nomi: per la vita serale e i mille locali la piazza più cool di Atene al momento è Agia Irini Church, mentre se amate l’atmosfera lenta del piccolo antico porto della città lasciatevi rapire da Mikrolimano, o ancora dal movimento di locali e negozi di piazza di Mea Smymi. Oppure andate a Glyfada, la zona rivierasca dello svago e dello shopping. E visto che siete certamente appassionati

AG I A I R I N I CH U R CH

di occhiali, non perdete una visita a Occhio, una delle 4 boutique ateniesi della famiglia Papavassilou, con una selezione personalizzata di occhiali stilosi, tra cui, certamente le novità della collezione VANNI http://www.occhio.gr/en. Già che siete qua, potete sostare per pranzo a Mezze, taverna greca creativa, dal menu originale e i prezzi abbordabili. Per ora ci fermiamo qui, sperando che questa tappa del VANNI Tour of the World vi abbia messo sul gusto di questa città da scoprire, o riscoprire.

MIKROLIMANO


04 A TOUCH OF VANNIty VANNI on show Rassegna stampa Una stagione colma di appuntamenti cinematografici. Ecco qualche qualche immagine dalle ultime uscite. “La verità, vi spiego, sull’amore” “Smetto quando voglio” “I bastardi di Pizzofalcone” “Che Dio ci aiuti” “Questione di karma”


Arte/Autofocus Non è Picasso, non è Van Gogh. Autofocus è arte contemporanea giovane. Non cerchiamo il Picasso del futuro, però grazie al concorso Autofocus di VANNI andiamo a scovare in giro per l’Europa giovani artisti che hanno da dire la loro, artisticamente parlando. Sembra passato un secondo invece è oltre un decennio che VANNI si dedica all’arte giovane, un cammino iniziato con una sponsorizzazione di Artissima, approdato nel 2009 alla creazione del premio, oggi alla nona edizione. Autofocus è un concorso internazionale rivolto agli artisti sotto i 35 anni, un premio che col tempo ha guadagnato un’identità precisa, di innovazione e ricerca, riconosciuta dal pubblico dell’arte. E ha premiato artisti che hanno fatto strada, approdando a gallerie importanti, esponendo alle fiere più significative del settore. Ci avrete fatto caso, sono molti i marchi della moda, occhiali e non solo, che ammiccano all’arte. Le grandi maison hanno creato fondazioni, costruito templi dell’arte e organizzano mostre milionarie. Buona parte degli altri hanno spesso usato l’arte solo con il fine di comunicare, per dire “guardateci” in modo diverso, magari con l’aiuto di un’arte-star per un giorno o uno scatto, per fare uscire 2 righe su un giornale. Noi di VANNI abbiamo scelto 12 anni fa di interessarci all’arte, l’abbiamo fatto forse fin troppo in sordina, perché per noi Autofocus non è una leva di marketing, è un progetto che curiamo con costanza e passione, perché crediamo che l’arte possa essere una consolazione, uno stimolo, un richiamo poetico. Crediamo insomma che l’arte ci renda più bella la vita, che renda più belli spazi e luoghi, e pensieri.


Ci fa stare bene, o meglio. Con Autofocus abbiamo scelto una strada per nulla scontata, di ricerca di forme d’arte emergenti, che non sempre sono facili, di immediata comprensione. Ma sempre invece hanno un messaggio da passare, le intenzioni dell’artista, un universo da svelare - attraverso il colore, le forme, i materiali, le immagini. Abbiamo scelto di aiutare i giovani artisti a trovare la loro strada, per fare della passione un lavoro, retribuito il giusto. Quindi li selezioniamo, organizziamo la loro mostra, stampiano un catalogo che descriva il loro lavoro, li promuoviamo con una comunicazione mirata. Negli anni abbiamo fatto incontri interessantissimi. Spesso i giovani vincitori del premio sono appena usciti dall’Accademia, hanno lavoretti saltuari che li aiutano nel giorno per giorno ma sognano di vivere d’arte. Sono precisi e caparbi, sanno comunicare in modo chiaro il loro pensiero, e si muovono in un mondo che è totalmente cosmopolita, viaggiano, fanno residenze all’estero. A voi che ci seguite chiediamo di dedicare anche solo pochi minuti a guardare gli aggiornamenti nella sezione arte del nostro sito, a curiosare tra le fotografie delle mostre. Siamo certi che un’opera tra le tante, almeno una, che vi dica qualcosa, che vi chieda un secondo sguardo e vi faccia tornare col pensiero a un momento della vostra vita, la troverete. Garantito.


VANNI e l’arte emergente, proviamo a capire di cosa stiamo parlando. Chiediamo a Olga Gambari che cura il premio Autofocus da 8 anni: Che cosa significa arte emergente, chi sono i suoi protagonisti e dove si muovono rispetto ai circuiti d’arte “non emergenti”? OG - L’arte emergente è quella che inizia a far capolino, che si affaccia, scruta, in cammino, con tutti i sensori all’erta. Sono i giovani artisti in bilico tra il desiderio e la consapevolezza di esserlo, di trovare e ascoltare qualcosa di necessario e, insieme, il modo di esprimerlo e formalizzarlo. È una scommessa e una sfida insieme, come le piante appena nate. Costituisce un osservatorio|laboratorio molto interessante, l’unico che possa contenere elementi delle nuove tendenze in corso o che sono in arrivo. Patrimonio genetico in modificazione. I suoi protagonisti sono artisti che spesso si muovono ai margini del sistema, che escono dalle accademie, che cercano nuove pratiche. Anche se a volte ci sono esperienze subito intercettate da figure come galleristi o curatori. Cosa cerchi quando scorri le candidature, come valuti i progetti? Cerco un lavoro coerente, in cui si riveli una necessità, delle idee, un’energia. Un lavoro che manifesti una ricerca, che sia originale, nel senso di profondo, espressione personalissima di chi lo esprime. Nessuna moda o echi storici importati. Il talento è una porta, un dono e una responsabilità insieme. Esistono delle linee verso cui converge l’arte emergente? sicuramente cambiano i linguaggi, ce n’è uno che predomina? L’arte contemporanea di per sé è spuria, contaminata, onnivora e libera rispetto a qualsiasi materiale e linguaggio. Questa libertà di sguardo e respiro direi essere

la sua caratteristica, al di là di trend o focus. Recentemente è forte l’attenzione e la ricerca legata alle dimensioni della ceramica, ma soprattutto del suono come dimensione totale. Da un punto di vista di pratiche, il concetto di spazio progetto e di collettivo come condivisione, confronto e relazione. Perché AF ha introdotto la performance tra gli ambiti di concorso? è un linguaggio artistico “immateriale” , in quanto tale non sempre di facilissima comprensione Non bisognerebbe mai aspettarsi di ‘capire’, ma di sentire: se e quando accade, allora si capisce tutto. Ci sono vari livelli di conoscenza di un’opera, il primo è l’ingresso, l’accoglienza dell’opera verso lo spettatore, che può anche essere di natura critica e ostile, ma ci deve essere un moto. La performance è un’opera dinamica nello spazio, che coinvolge la fisicità e la percezione dello spettatore, mettendolo meno al riparo rispetto a un’opera ?oggetto’. Qui c’è un rapporto corpo a corpo, in cui l’opera si dà e manifesta. Tenevo a un premio per la performance perché in Italia è un ambito che risente di rugginosità e di moduli storici ripetuti ed esausti. Pochi i performer italiani di respiro internazionale. L’ambito più interessante è sicuramente quello legato alle sperimentazioni con il suono inteso a 360°.


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