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sportclub

Aprile 2017

follow your passion

Intervista in esclusiva al Presidente del CONI, Giovanni Malagò

Lo sport come una famiglia


sommario #aprile2017

sportclub follow your passion

6

Regione

32 Giochi&Scommesse

8

Cover

34 Curiosità

Nicola Zingaretti

Giovanni Malagò

Pietro Ferrara

Guai in Paradiso

14 Surf

38 Cinema

16 Mobilità

40 Golf

Alessandro Marcianò

On. Emiliano Minnucci

18 Eventi

Amedeo Bardelli

22 Wrestling

Non fatelo a casa

24 Beach Volley Daniele Lupo

28 Padel

“Abbudabbi“

14

Il Pugile del Duce

42 Motori

Lamborghini

45 Viaggi

Tasmania

48 Accessori

34 42

50 Circoliadi 54 Psicologia La timidezza

­­Sport Club srl via Morlupo, 51 00191 Roma tel. 06 97600342 - fax 06 97277879 www.sportclubonline.it info@sportclubonline.it

Direttore responsabile Luigi Capasso direttore@sportclubonline.it

Sport Club - Anno XV - n. 117 - aprile 2017 Reg. trib. di Roma n. 591/2004 del 3012-04

Art Director Valeria Barbarossa

Redazione Giuliano Giulianini redazione@sportclubonline.it

Hanno collaborato a questo numero Valeria Barbarossa, Marco Trozzi, Luigia Latteri, Luca Parmigiani, Luca Perugini, Fabio Sieni, Giulia Capasso, Gabriele Sanna, Andrea Bureca, Marta Angelucci, Marco Oddino, Ufficio Stampa Presidenza Regione Lazio, Segreteria On. Daniela Sbrollini,

Pubblicità Agenzia Nazionale Marketing Xpression Via della Giustiniana, 959 00189 Roma Marco Oddino m.oddino@mktgx.com T 335 6684027 Agenzia Locale Governale ADV di Giuseppe Governale Media&Communication Via Bernardo Blumestihl 19 - 00135 Roma Tel. 06.89020451 - Cell.335.8423911 governale@governaleadv.it

www.sportclubonline.it 4 l Aprile 2017 l Sport Club

Fotografie Luca d’Ambrosio Stampa TECNOSTAMPA - Sutri (VT) Finito di stampare nel mese di marzo 2017 Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali giunti in redazione.

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regione #regione

Ostia rinascerà grazie

allo sport A cura di Nicola Zingaretti Presidente della Regione Lazio

P

arte dalla legalità e dallo sport il rilancio di Ostia. Sappiamo quanto questo territorio abbia sofferto la presenza della criminalità e abbiamo voluto concentrare i nostri sforzi proprio qui, per dimostrare che questa parte del litorale del Lazio può rinascere mettendo al centro la partecipazione, i diritti, il bene comune. In questa sfida, lo sport è uno strumento di eccezionale importanza. Abbiamo partecipato all’inaugurazione del progetto per il rilancio del Porto Turistico di Ostia sequestrato alla criminalità e gestito dall’Amministratore Giudiziario, con l’obiettivo di creare una grande struttura integrata a vocazione sportiva: il porto diventerà un luogo di incontro, cultura, gioco e sport aperto a tutti, con un ricco programma di eventi e di progetti. Questa struttura, che ha vissuto anni di abbandono e incuria, rinasce quindi con iniziative sportive e dall’alto contenuto sociale. La Regione Lazio darò il proprio contributo al progetto attraverso un bando specifico per consentire la pratica sportiva, in particolare pensando ai ragazzi. Crediamo fortemente nel valore sociale dello sport ed è per questo che nei giorni scorsi, sempre a Ostia, abbiamo sottoscritto l’accordo per la realizzazione del progetto di inclusione sociale “Talento & Tenacia. Crescere nella legalità” che prevede l’apertura,con la gestione dell’Ipab Asilo Savoia, di una palestra, anche in questo caso in un bene sequestratoalla criminalità dal Tribunale di Roma. Un altro tassello fondamentale nella lotta alla criminalità e per la rinascita di Ostia ottenuto grazie alla collaborazione tra corpi diversi dello Stato. La missione della nuova struttura è di sostenere l’inclusione sociale soprattutto dei giovani. Si promuoveranno attività sportive gratuite, corsi per gestanti, programmi di dopo scuola, city camp, iniziative culturali ed è inoltre espressamente prevista la costituzione di start up nel settore delle professioni sportive. Un altro segnale concreto della presenza dello Stato e di riscatto.

6 l Aprile 2017 l Sport Club

nel segno della legalità


cover #cover

Giovanni Malagò, numero Uno dello sport italiano alla nostra rivista:

,, la rinuncia a roma 2024 non riesco proprio ,, a digerirla... Palazzo H. Ombelico del mondo sportivo. Quando sono entrato nello studio di Giovanni Malagò, Presidente del Coni, ho rivissuto la sensazione che avevo da bambino quando mi arrampicavo frettolosamente sui gradoni dello stadio Olimpico per vedere prima possibile il campo verde di gioco e rimanerne abbagliato. di Luigi Capasso

E’

un ufficio prestigioso, austero ed elegante, che ti proietta in tempo reale nel mondo stellato dello sport olimpico. Quadri, premi, coppe, magliette e tante targhe non sono attaccate alle mura, ma semplicemente appoggiate in basso alle pareti o sullo stipite di una finestra, probabilmente a sottolineare il rispetto verso chi ha seduto quella poltrona in passato e per chi verrà un domani. Una vita suggellata di successi nel mondo dello sport. Anni passati da giocatore sui campi di calcio a 5 a vincere campionati, quinquenni passati dietro a scrivanie a scrivere le pagi-

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ne più importanti nel libro dello sport italiano. Basket, nuoto, tennis, calcio e pallavolo. In qualsiasi maniera Malagò ha partecipato alle avventure che hanno portato il Belpaese ad essere un punto di riferimento per il Comitato Olimpico Internazionale.  Sono ormai passati quattro anni dall’incoronazione a Numero Uno dello sport italiano ed è già tempo di bilanci, anche perchè il prossimo 11 maggio si rivota per il nuovo mandato. Presidente, torniamo a quel 19 febbraio 2013 quando fu eletto. All’improvviso cambiò tutto... Proprio così. Da un giorno all’altro ho dovuto cambiare il mio modo di vedere le cose. L’o-

biettivo era sempre lo stesso, ma ho cominciato a vederlo da un angolo diverso. Ero cresciuto nel mondo del privato e fui scaraventato in un batter d’occhio nel settore della res pubblica. Uno come me, abituato a prendere le decisioni con i miei collaboratori in un attimo, dovetti capire che dovevo cominciare a fare i conti con una tempistica d’attuazione completamente diversa, Strategie, programmi e organizzazioni continuavano ad essere prese in tempi veloci, ma poi la macchina burocratica, volenti o nolenti, faceva passare molto tempo prima di essere pronta a partire. Una volta capito che il tutto è il dogma da perseguire, mi sono adeguato.


Foto: Archivio CONI/Mezzelani-GMT Qual è la cosa che la rende più orgoglioso e quella di cui si è pentito in questo quadrienno? Il maggior orgoglio è quello di essere riuscito a compattare il movimento intero dello sport, Tante federazioni, decine di società, benemerite, enti di promozione ed una miriade di associazioni con migliaia di atleti, allenatori e preparatori, viaggiono tutte insieme nella stessa direzione. Siamo un popolo di 11 milioni di tesserati che hanno dimostrato più volte di rappresentare unite lo sport di questo paese. Chiaramente ognuno rimmarrà ancorato alle sue idee, al suo credo, al suo pensiero, ma l’importante che si lavori uniti per il bene co-

mune. Lo sport italiano è stato, è e sarà ancora per molti anni un’eccellenza per il nostro Paese. E, permettetemi, anche un modello a cui molto si ispirano. Di cosa mi sono pentito? Di niente. E’ chiaro che la querelle per Roma 2024 è una ferita ancora aperta che solo il tempo proverà a rimarginare. Un rimpianto ed un rimorso? Rischio di essere ripetitivo, ma della rinuncia alla candidatura alle Olimpiadi non riesco ancora a caparcitarmi. La cosa che fa più male che abbiamo l’impressione di non essere stati giudicati. Il nostro lavoro, dettagliato e preciso, che metteva in condizioni il Comitato Promotore di rispettare tutti i parametri dell’A-

genda 2020, non ha avuto il degno rispetto. Un business plane moderno e sostenibile che ci avrebbe permesso di ricevere importanti contributi a fondo perduto dal CIO, non è stato visionato dagli organi competenti come volevamo. Tutto il lavoro ed il tempo speso a girare il mondo per essere credibili, non è servito a nulla. Ho avuto sempre la forte sensazione che la candidatura che avevamo preparato avrebbe avuto tutte le carte in regola per vincere. Un gran peccato. Avremmo cambiato il volto della Città, rendendola una Capitale 3.0. Ricordo a tutti che viviamo ancora grazie alle opere costruite per Roma 1960. Ora si parla di Milano 2028. E’ già parti-

9 l Aprile 2017 l Sport Club


cover #cover

ta la macchina organizzativa? E’ ancora molto presto per esprimere un giudizio. Sarà fondamentale vedere quello che succede il prossimo 19 settembre a Lima quando verrà data una risposta alle varie candidature. Comunque Milano ha una grande chanche già nel 2019, quando tutto il mondo dello sport verrà nella città meneghina dal 7 al 13 settembre per la 132° sessione del CIO. Una grande vetrina che vedrà partecipe le rappresentanze più alte, anche Capi di stato, dello sport mondiale. Le differenze con Roma sono molte ed importanti. La Capitale sarebbe partita da una base di strutture solide ed alcune avrebbero dovuto ricevere solo un adeguamento. A Milano si dovrebbe dare vita ad un progetto ad hoc. Da rappresentante dello sport nazionale è superfluo sottolineare che sarebbe un’altra grande opportunità di crescita per tutta l’Italia e farò tutto il possibile per sostenere ed essere al fianco dei promotori. Finalmente un Ministro dello Sport. Ma da Lotti arrivano le garanzie per la Ryder Cup? Gli impegni tecnici e politici sono stati già presi da più di un anno. Adesso non è una partita che possiamo giocare noi. Spero che la nuova dead-line del 15 aprile che ci ha dato l’organizzazione sia rispettata. Serve una garanzia di 97 milioni di Euro, ma i benefici calcolati sarebbero molteplici, sia diretti che indiretti. Ho conosciuto bene il Ministro Lotti, un grande appassionato di sport, in piena sintonia con il nostro mondo. Appena arrivato, sta affrontando le problematiche inerenti questo famoso emandamento che non sbloccherebbe la fideiussione. C’è ancora il tempo per risolvere. Rinunciare alla Ryder Cup sarebbe una brutta figura che non troverebbe parole per commentarla. Stiamo dando forti segnali di progettualità e voglia di investire nello sport, ma evidentemente si fatica a raccogliere le no-

stre idee. Ci sono degli Eventi che però siamo noi a rinunciare. Abbiamo annullato la tappa della World Tour di Beach Volley? Purtroppo il Coni non può entrare nel merito delle decisioni delle singole Federazioni. Abbiamo diritti e doveri ma non possiamo interagire nella gestione. Come ben sapete noi siamo un organo pubblico, le federazioni sono a carattere privatistico. Evidentemente Il nuovo Presidente della Fipav, Bruno Cattaneo, ha valutato che non ci fossero le condizioni, economiche e non, per dare vita ad un appuntamento che, gioco-forza, era diventato un punto di riferiemento dello sport al Foro Italico. E’ un nuovo corso della dirigenza della pallavolo che non posso che rispettare. Ho l’impressione che da ora in poi diverse discipine terranno più sotto controllo il business plane che in passato. Stadio Olimpico semivuoto. Ed i tifosi si allontanano sempre di più... Vedere giocare la Roma e la Lazio in cattedrali deserte non può che fare male ad ogni appassionato di sport. Ci sono tanti motivi che hanno portato nel tempo ad una forte dissafezione da parte dei sostenitori capitolini. Qualche passo in avanti è stato fatto con l’abbattimento delle celeberrime barriere in curva, altre soluzioni si stanno valutando. Restano i problemi che hanno una genesi lontana, la sentenza Bosman e le normative europee.  Pochi i giocatori italiani in cui si possono identificare i ragazzi, problemi logistici come la mancanza di servizi, parcheggi lontani per motivi di sicurezza, pay tv, campionati non equilibrati, tutto questo soffia come fuoco sulla cenere. Una volta la serie A era il campionato più bello al mondo, pieno di Campioni e di suspense fino all’ultima giornata. Ora osservo che tre squadre sono già retrocesse da mesi in B e che la Juventus si appresta a conquistare il suo sesto succes-

Foto: Luca D’Ambrosio

vedere giocare la roma e la lazio in cattedrali deserte fa male ad ogni appassionato di sport... problemi logistici come la mancanza di servizi, parcheggi lontani per motivi di sicurezza, pay tv, campionati non equilibrati... una volta la serie a era il campionato , piu bello del mondo...

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Foto: Archivio CONI/Mezzelani-GMT Foto: Luca D’Ambrosio

12 l Aprile 2017 l Sport Club

so senza colpo ferire. Si dovrebbero studiare nuove regole per regalare più competitività ed equilibrio al torneo. Ricordiamoci del modello americano per le prime scelte degli atleti NBA. Ed il PalaTiziano che per il basket e la pallavolo non riesce a trovare pace? A giugno il Comune di Roma inizierà finalmente i lavori di ristrutturazione che finiranno prima dell’inizio della nuova stagione. Da storico appassionato di pallacanestro non posso che ammmirare lo sforzo dei presidenti delle due squadre capitoline, la Virtus e l’Eurobasket, ma è altettanto pacifico che il segreto per riportare gente ed entusiasmo intorno ad un Progetto non può che essere un forte investimento per rendere più forte l’organico dei roaster. Quantonemo allargare la base e rendere partecipi altre realtà imprenditoriali e non. Prendiamo ad esempio il rugby. Abbiamo una realtà sulla Flaminia, l’Unione Rugby Capitolina, che ha investito molto sui giovani, gli ha dato una casa ed ha reso gli stessi giocatori azionisti della società. Un Progetto vincente che non puà che fare bene nel tempo. Per finire la madre di tutte le querelle... lo stadio di Pallotta. A livello di impiantistica a patrimonio CONI oltre lo stadio, abbiamo solo i tre centri federali di preparazione olimpica, il “Giulio Onesti”, Tirrenia e Formia ed è per questo che sono convinto che ogni iniziativa privata vada bene: il Presidente della Roma sono sicuro che raggiungerà il suo obiettivo. E’ giusto che un imprenditore che investe nel calcio pensi a dare una casa alla propria squadra. Cosa fa un buon padre di famiglia? Per prima cosa dà un tetto ai propri figli. Sono sicuro che le varie problematiche possano essere superate e risolte a breve. Dopo incontri, riunioni e lunghe valutazioni nel merito, il Progetto iniziale è stato cambiato dall’amministrazione capitolina, molto attenta a rispettare gli equilibri ambientali e strutturali. Pensare che le Tre torri, divenute il simbolo del Piano, addirittura non ci saranno più. Quello che chiedemmo noi ai tempi di Roma 2024. Essere valutati sul dossier presentato, ma nessuno ci rispose. Come CONI perderemo l’affitto dell’impianto dell’Olimpico ma sono convinto che troveremo altri modi per recuperare il mancato introito. Spero di cuore che anche Lotito possa seguire lo stesso iter e dare un impianto ai tifosi biancocelesti. Sono dei primi passi importanti per rendere Roma una Capitale moderna ed all’avanguardia che non debba più invidiare niente alle altre città europee.   L’impressione che abbiamo avuto che la passione per lo sport è nel DNA di Malagò. La voglia di rendere grande l’Italia è la missione che vive ogni giorno del suo mandato con un grandissimo entusiasmo. Ma la rinuncia a Roma 2024 lo rende a momenti come un pugile che ha ricevuto un brutto KO. Stordito, segue il countdown, prova a rialzarsi, ci riesce e, come nei migliori film, diventa più forte di prima e vince l’incontro. Coraggio Presidente, Roma non è stata costruita in un giorno...


surf #surf

foto Leonardo Domingos

Tokyo 2020

finalmente anche il surf alle olimpiadi Alessandro Marcianò, recordman nella specialità Tow-In “le onde più alte del pianeta” ed organizzatore da 19 anni dell’evento più importante di settore in Italia Italia Surf Expò ci parla dell’ingresso di questa specialità alle prossime Olimpiadi e dei programmi futuri per promuovere sempre di più questo sport che è diventato ormai uno stile di vita. di Simone Pierini

C

on Leonardo Fioravanti rappresentate il surf italiano nel mondo, lui nel campionato shortboard e tu nel campionato big waves. Con l’ingresso del surf nelle Olimpiadi come pensi che sarà que-

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sta esperienza in Giappone? Le Olimpiadi sono il più grande evento sportivo al mondo e per la prima a Tokyo il surf sarà una delle discipline Olimpiche. Una grande novità e successo per quelli come me che promuove da sempre la specialità in Italia e sono convinto

che sarà uno degli sport più seguiti durante i Giochi del 2020. L’Italia ha la grande opportunità di partecipare con il nostro Leonardo augurandogli una medaglia, sarebbe fantastico per le nuove generazioni e per supportare sempre maggiormente la promozione di questo sport.


Peccato non ci siano le Olimpiadi per le Big Waves… a parte gli scherzi metterei volentieri a disposizione la mia esperienza per una eventuale squadra Olimpica. Cosa faresti per il sistema “Surf Italia” per far crescere il movimento ulteriormente? Il surf Italiano comincia ad avere una lunga tradizione dagli anni ’80 fino ad oggi. A mio avviso non c’è mai stata una vera “organizzazione” capace di far crescere il movimento sportivo in modo serio e con prospettive future. L’unica associazione è stata la Surfing Italia guidata da un gruppo di persone professionali che per 5 anni ha portato le competizioni ad un altro livello con tantissimi iscritti, contest di qualità e ranking da far invidia agli altri paesi europei. Poi tutto si è fermato grazie alla pseudo federazione italiana Fisurf che molto ha promesso ma di fatto ha riportato indietro di 10 anni il movimento intero. Tutto questo per raccontare un po’ del passato, ma ora con la FISW e il CONI ci aspettiamo davvero un balzo in avanti con possibilità per i surfisti di avere finalmente un vero supporto ed una vera federazione organizzata. La mia “ricetta” potrebbe essere questa: riconoscimento della disciplina da parte delle Capitanerie di Porto, corsi formativi professionali istruttori e giudici, supporto alle scuole surf sul territorio, un campionato nazionale affidabile, puntare sulle giovani promesse, trasferte all’estero per allenamenti specifici e coinvolgere qualche coach con esperienza in campo internazionale per portare la nazionale alle competizioni più importanti e molto altro. C’è un lavoro grandissimo da fare ma con le persone giuste si può arrivare lontano. Sei il detentore del record italiano per aver cavalcato a dicembre del 2015 un’onda di ben 18 mt. Ci puoi raccontare la tua avventura portoghese a Nazarè che ormai è giunta con successo al secondo anno e della tua amicizia con la leggenda foto Mauro Correia

garrett decise di invitarmi alla prima edizione del red chargers... ero spaventato ma poi con le sue rassicurazioni mi sono convinto e , ho preso le onde piu alte della mia vita di fronte alle tv di quasi mezzo mondo... e poi quel record... una giornata incredibile...

Garrett McNamara? Tutto è iniziato dopo aver conosciuto Garrett Mcnamara al Surf Expo nel 2013. Dopo vari inviti un giorno ho deciso di provare a farmi trainare su onde di 4/5 metri con una tavola legata ai piedi ed è stata subito una sensazione forte, cavalcare un’onda grande è una scarica di adrenalina indescrivibile. Vista la mia attitudine Garrett decise di invitarmi alla prima edizione del RedChargers, una gara a inviti sulle onde più grandi del pianeta. All’inizio ero spaventato all’idea di partecipare ma poi con le sue rassicurazioni mi sono convinto e alla fine ho preso le onde più alte della mia vita di fronte alle tv di quasi mezzo mondo… e poi quel record, una giornata incredibile. La mia amicizia con questa legenda del surf è speciale basata su esperienze vissute in mare in alcuni casi davvero al limite. Quest’anno sei entrato nel XXL Big Wave Awards, il concorso dedicato a chi cavalca le onde più grandi del mondo, come stai vivendo questo momento? Entrare in nomination nell’ XXL Big Wave Awards è un po’ come entrare in gara per gli

Oscar del surf. E’ il sogno di ogni surfista al mondo figuriamoci per me uno come me che viene dal Mediterraneo dove di certo le onde non sono mai grandi. Il giorno in cui ho preso quell’onda non mi sono reso subito conto di quanto fosse realmente grande, ero impegnato a non cadere e a non andare contro le rocce. Solo nel pomeriggio ho appreso la notizia dal mio amico francese che correva con il telefono in mano gridando “ce l’hai fatta sei nell’ XXL ”!! Rimasi sbalordito tanto da non crederci, poi rivedendo le foto di quella giornata mi sono reso di aver preso delle onde pazzesche anche se ho sacrificato la mia tavola contro le rocce… rischi del mestiere. Oltre ad essere un atleta affermato a livello internazionale, sei stato sicuramente uno dei maggiori surf promoter italiani. Raccontaci quali sono stati i tuoi progetti realizzati e quali quelli futuri? Ho lavorato a tanti progetti sempre nel settore surf fin dai primi anni 2000. Anzi precisamente nel 1999 ho organizzato la prima edizione della manifestazione Italia SURF EXPO, l’evento più longevo e conosciuto del nostro paese di pura promozione per lo sport. In occasione di alcuni importanti film come “Surf’s Up” e “I Fantastici 4 e Silver Surfer” sono stato incaricato dalle case distributrici per ricreare ambientazioni ed eventi surf-style. Dal 2004 al 2011 ho organizzato la finale del campionato e dal 2005 al 2009 il contest riservato ai junior & girls,  anche se ricordo con un pizzico di orgoglio le due edizioni dell’ Oakley gang challenge nel 2008 e 2009 con lo spot illuminato a giorno per le fasi finali in notturna. Nel tour di Coca Cola Zero abbiamo ricreato una scuola di surf itinerante per le spiagge italiane e quando abbiamo organizzato il flowrider contest a bordo della nave della Royal Caribbean, e tante altre collaborazioni. Riguardo i progetti futuri ce ne sono molti in cantiere senz’altro arrivare al ventennale del Surf Expo nel 2018 e creare dei nuovi contenuti mediatici dove mostrare cosa è realmente il surf in Italia. Infine qual è il tuo sogno nel cassetto? Personalmente dopo aver surfato le onde giganti di Nazare vorrei provare in altri posti al mondo, mi piacerebbe cavalcare la mitica onda di Jaws alle Hawaii. 

15 l Aprile 2017 l Sport Club


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mobilita #mobilità

Dopo tante chiacchiere e promesse, c’è chi questa volta ha fatto sul serio, strizzando decisamente un occhio alla mobilità sostenibile e alla semplificazione.

muoversi e viaggiare , , green non e ’ piu ’ , un utopia Intervista esclusiva all’onorevole Emiliano Minnucci di Marco Oddino

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opo tante chiacchiere e promesse, c’è chi questa volta ha fatto sul serio, strizzando decisamente un occhio alla mobilità “green ed alla semplificazione.

Sia su rotaia e sia su gomma, finalmente anche a noi italiani potremmo muoverci in modo sano e comodo come fanno da sempre nei paesi stranieri, visitando posti anche in bicicletta che fino ad oggi non avremmo mai pensato minimamente di poter raggiungere con tale mezzo. Sport Club ha incontrato l’Onorevole Emiliano Minnucci, primo promotore di questo importante traguardo, già Deputato della Re-

16 l Aprile 2017 l Sport Club

pubblica Italiana e membro della Commissioni Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, oltre che della Commissione d’Inchiesta Aldo Moro. Onorevole Minnucci, lo scorso gennaio a montecitorio avete approvato la pdl sulle ferrovie turistiche: un passo importante per la crescita del nostro paese che tiene insieme il fattore mobilità e quello legato al turismo. lei, anche come membro della commissione trasporti, è stato uno dei maggiori sostenitori di questa proposta di legge: ci può spiegare quali sono gli obiettivi di questo provvedimento che ora attende solo l’approvazione del senato? “Il 24 gennaio è stato senza ombra di dubbio


un giorno importante per il settore trasportistico del nostro Paese a testimonianza della grande volontà di dotare i nostri territori di infrastrutture adeguate a sostegno della mobilità ma anche del turismo che, da sempre, ha rappresentato uno dei punti di forza della nostra economia nazionale. Abbiamo approvato un provvedimento con l’obiettivo di valorizzare sia le tratte ferroviarie di pregio ma anche le stazioni e pertinenze con opere d’arte e rotabili storici e turistici abilitati a percorrerle. Dalla Sulmona-Castel di Sangro alla Mandas-Arbatax, da Asciano-Monte Antico alla Fano-Urbino: saranno diciotto le linee ferroviarie ad essere classificate come tratte ad uso turistico che consentiranno di viaggiare tra le eccellenze ambientali e paesaggistiche del nostro Paese, utilizzando binari e stazioni dimenticate a cui abbiamo voluto garantire una nuova vita trasformandole in vere e proprie risorse nazionali. In questo contesto, l’altro elemento importante, introdotto dalla legge, riguarda l’opportunità di utilizzare diversi modi di utilizzo delle ferrovie turistiche introducendo la possibilità di far viaggiare, oltre ai treni, i velorail o ferrocicli in modo integrato o alternativo rispetto ai treni medesimi: strumenti necessari alla costruzione di nuove prospettive legate al turismo culturale e ferroviario  che nel resto d’Europa rappresentano, già da anni, esperienze  importanti e significative”. Milletrecento chilometri per diciotto ferrovie: quali sono le tratte che verranno classificate come tratte a uso turistico? in questo quadro, rientra anche la nostra regione? “In Sardegna la Mandas-Arbatax, la Isili-Sorgono, la Sassari-Tempio-Palau e la Macomer-Bosa. In Abruzzo la Sulmona-Castel di Sangro e la Castel di Sangro-Carpinone. In Sicilia l’Alcantara-Randazzo, la Castelvetrano-Porto Palo di Menfi, l’Agrigento Bassa – Porto Empedocle e la Noto-Pachino. la Cosenza-San Giovanni in Fiore in Calabria e l’Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio in Campania. La Sacile-Gemona in Friuli, la Palazzolo-Paratico in Lombardia e la Ceva-Ormea in Piemonte. L’Asciano-Monte Antico in Toscana e la Fano Urbino nelle Marche. E poi, finalmente, la Civitavecchia-Capranica-Orte nel Lazio: un risultato importante, dunque, anche per la nostra regione che, attraverso questa Legge, si doterà di una tratta strategica che collega il litorale con il suo entroterra attraverso un percorso affascinante tra le eccellenze ambientali, storiche e paesaggistiche di un territorio florido come quello dell’alto Lazio. La riapertura della Ferrovia, che per lunghi anni ha attirato l’attenzione delle istituzioni locali e dei cittadini, è senza ombra di dubbio una grande prospettiva per il nostro territorio, non solo sul piano turistico ma anche su quello occupazionale. A riguardo, dunque, il mio pensiero e il mio grazie va sicuramente a tutti gli amministratori locali e a tutti quei cittadini organizzati in Comitati che

in questi anni hanno offerto un grande contributo alla discussione convinti dell’importanza strategica di un sogno che finalmente sta per diventare realtà”. Ferrovie turistiche, cicloturismo e greenways: anche in italia, dunque, iniziano a prendere piede modalità di mobilità sostenibile che negli altri paesi europei si attestano ormai come fenomeni consolidati. come le istituzioni possono intervenire per far prendere le ali a queste nuove forme di mobilità sostenibile? “Come ho ribadito più volte, le Istituzioni, dal Governo alle Amministrazioni Locali, hanno un ruolo fondamentale che comprende non solo l’aspetto della programmazione ma anche quello pedagogico e della sensibilizzazione. Abbiamo il dovere di far crescere questi fenomeni anche attraverso una seria e fattiva collaborazione con le associazioni di settore che, per il numero degli associati e per il lavoro offerto in questi anni, si attestano come una vera e propria risorsa da considerare per garantire un serio sviluppo a questo settore. Un esempio su tutti, il grande lavoro svolto dall’Associazione Orte Greenway, affiliata al Consorzio Greenway Orte/Civitavecchia, e dal suo Presidente Fabrizio Tardito che, nell’ottica di costituire un sistema di percorsi dedicati a una circolazione non motorizzata in grado di connettere le persone con le risorse culturali e paesaggistiche del territorio, ha elaborato un piano di ciclovia lungo la tratta ferroviaria in disuso. Un progetto serio che merita grande attenzione, soprattutto nell’ottica della riapertura della linea ferroviaria, al fine di rendere complementari due realtà che potrebbero diventare veri punti di forza del nostro sistema turistico regionale. Per questo

e per avvicinarsi sempre più ai grandi Paesi Europei che fanno dell’eco sostenibilità e della mobilità sostenibile un vero e proprio fiore all’occhiello, abbiamo il dovere anche di rivedere l’aspetto dei finanziamenti introducendo un piano strategico concreto attento sia alla programmazione degli interventi che alla loro realizzazione”. Abbiamo parlato di greenway: e la città? i dati relativi alla qualità e alla quantità delle emissioni rilasciate nell’aria dalle nostre autovetture, ci impongono a prevedere politiche a sostegno dell’eco sostenibilità: da dove partire? “Dal ride sharing al car sharing e al car pooling, dal lavoro agile al bike sharing: fortunatamente il percorso verso l’eco sostenibilità è iniziato. Ora dobbiamo dargli le ali. Possiamo farlo attraverso un percorso di pianificazione, programmazione e attuazione improntato sul protagonismo delle Istituzioni e dei stessi cittadini. A riguardo è necessario mettere in campo politiche lungimiranti attente non solo alla realizzazione di nuove opere ma anche al potenziamento delle strutture esistenti come, ad esempio, la pista ciclabile di Roma che, per lunghi tratti, è letteralmente impraticabile. A riguardo, grazie al protocollo d’intesa tra il MIT e il Campidoglio, è stato fatto un passo molto importante verso quello che sarà il Grande Raccordo Anulare delle Bici che, mi auguro, sia un vero esempio di viabilità ciclistica di qualità con alti livelli di sicurezza. Dobbiamo entrare nell’ottica che la bici non è solo sinonimo di sport e tempo libero ma anche di mobilità quotidiana: per essere tale, però, le Istituzioni devono garantire alcuni aspetti imprescindibili a partire dalla sicurezza delle ciclovie presenti e future”.

17 l Aprile 2017 l Sport Club


eventi #eventi

Fare la “fila” per un biglietto

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non e mai stat Sport Club incontra Amedeo Bardelli, Head of Sport Business presso TicketOne Italia. di Marco Oddino

C

hi di noi non hai mai comprato un biglietto per una partita di calcio o per un concerto on line? Se poi ti affidi al leader di settore, si può dire che una semplice transazione si trasforma in una piacevole esperienza! La vostra azienda ha un ruolo da protagonista in Italia nel settore della vendita dei biglietti, ed in particolare nel mondo dello sport; ci racconta che tipo di eventi scegliete, come li promuovete e che tipo di servizi garantite ai vostri clienti? Il nostro obiettivo è principalmente quello di creare partnership durature nel tempo e profittevoli per i soggetti coinvolti, non solo da un punto di vista economico ma anche di crescita e sviluppo del business. Tuttavia, siamo molto attenti anche al segmento degli eventi “one-shot”, la cui durata può essere limitata ma non per questo considerati di minor importanza. La selezione viene solitamente fatta a monte: la nostra Business Unit Sport in modo continuativo sviluppa analisi prospettiche di eventi ed organizzatori che potrebbero risultare di interesse, procedendo successivamente ad un contatto diretto. Inoltre, in alcuni casi sono gli organizzatori stessi a contattarci visto che da un lato siamo visti come “benchmark” nel settore del ticketing in Italia e dell’altro grazie al semplice passaparola da parte di altri organizzatori che hanno beneficiato dei nostri servizi. Nel momento in cui sigliamo la partnership, forniamo ai nostri clienti un servizio a 360° che non si limita ad una semplice fornitura del sistema di biglietteria, ma che garantisce un supporto continuo ad ogni livello.


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to cosi facile

La nostra mission non è solo quella di essere ticketing partner e consulente ma, vogliamo ricoprire sia il ruolo di advisor – proponendo nuovi servizi o linee di business - sia di agenzia di comunicazione – sfruttando il nostro sito internet che conta su oltre 6 milioni di visitatori unici annui e quasi 4 milioni di utenti profilati. Il rapporto con gli organizzatori di un evento e con i responsabili ticketing dei team sportivi è fondamentale per la buona riuscita della commercializzazione del prodotto e del servizio; ci spiega che tipo di rapporto instaurate e che supporto offrite? Cerchiamo di sviluppare fin da subito un rapporto sinergico di grande collaborazione sia con la parte dirigenziale che operativa. Offriamo sempre massima e totale disponibilità, non solo per le questioni prettamente legate al ticketing ma per tutto ciò che sta attorno all’evento. Il nostro apporto si sviluppa lungo tre principali linee di intervento: operativa – che coinvolge quindi gli operatori di biglietteria in tutte le operazioni day by day – commerciale – dedicato quindi all’analisi e confronto su strategie di vendita e marketing – e legale. L’esperienza ventennale è per noi un sicuro plus; abbiamo un ampio ventaglio di case histories che ci permette di unire il futuro con il passato e comprendere quali soluzioni possono essere maggiormente congeniali per i nostri partner. Spesso si parla di bagarinaggio, vendita di titoli falsi o di prevendite “early bird” opinabili gestite a vostra insaputa dagli stessi organizzatori, che spesso scaturiscono in polemiche; ci indica qual è la vostra posizione ed quali interventi effettuate per contrastare questi fenomeni. Cerchiamo di realizzare un duplice lavoro che possa intervenire sia a monte che a valle del problema. A monte ci confrontiamo con gli organizzatori, analizzando le possibili strategie di vendita – non solo da un punto di vista economico ma anche puramente organizzativo – sviluppando un vero e proprio piano operativo attraverso i vari canali di vendita, con particolare attenzione nel caso specifico degli “hot events”, manifestazioni di particolare interesse in cui la richiesta di biglietti è sensibilmente maggiore rispetto alla disponibilità reale. A valle, cerchiamo di rendere consapevoli i clienti – o potenziali tali - dell’assoluta pericolosità ed illegalità nell’utilizzare canali alternativi affidandosi ai cosiddetti “bagarini” o alla loro versione informatizzata, le cosiddette piattaforme di “secondary ticketing”. I canali non ufficiali di fatto non hanno alcun interesse nel tutelare il consumatore, spesso anzi sono fonti di truffe e portano solamente all’esasperazione di chi vorrebbe comprare il biglietto. Siamo i primi a combattere questo fenomeno, senza bisogno di fare proclami sfruttando l’onda emotiva del pubblico ma lavorando alacremente giorno dopo giorno. Abbiamo sempre cercato di far sviluppare ai nostri clienti coscienza e spirito critico, siamo e saremo sempre dalla loro parte, purtroppo non è un processo semplice ed immediato ma ce la stiamo davvero mettendo tutta. Visto che si parla di sport, magari in particolare del mondo del calcio, ci può dire quanto la pay tv e l’introduzione della tessera del tifoso, hanno influito sulla vendita dei biglietti delle partite dei nostri campionati italiani? Sinceramente, questi provvedimenti non sono stati d’aiuto. La diffusione della pay-tv ha permesso ai tifosi di seguire comodamente da casa la propria squadra del cuore a prezzi molto contenuti. Se, inoltre, pensiamo a quanto poco confor-

T-shirt running donna Ekiden rosa Leggera, confortevole, traspirante e con un taglio femminile; il migliore alleato per le uscite di running, perfetta sia per l’allenamento che per la gara.


eventi #eventi tevoli ed accoglienti siano gli impianti sportivi italiani – a parte qualche piacevole eccezione – è facile comprendere come il numero di spettatori paganti si sia negli anni progressivamente ridotto. La Tessera del Tifoso ha, purtroppo, dato maggior forza a questo processo di spopolamento degli stadi, in quanto è stata percepita fin da subito come elemento sfavorevole alla fruizione dell’evento. Solo di recente le società calcistiche hanno iniziato ad abbinare le proprie Tessere del Tifoso ad iniziative di loyalty e di marketing, arricchendo di contenuti uno strumento che ne era totalmente privo. Di certo, nel corso del tempo la Tessera del Tifoso è stata gradualmente accettata, ma resta ancora un sentimento di diffidenza da parte di alcuni tifosi. Noi continueremo a confrontarci con le Istituzioni sull’argomento sicurezza, forti della nostra esperienza e consci delle problematiche esistenti. I Club, d’altro canto, devono trovare nuovi metodi e nuove iniziative per ripopolare gli stadi. L’optimum sarebbe unire la tecnologia del nostro sistema di biglietteria alle capacità comunicative dei main broadcaster e dei club al fine di creare iniziative ad hoc che riescano a coinvolgere i tifosi. Ad esempio, abbiamo recentemente realizzato con Sky Italia un test che si traduce in una interessante iniziativa: gli abbonati alla pay-tv potevano utilizzare un codice speciale per acquistare, ad un prezzo scontato, i biglietti per la partita di Europa League Roma-Lione. In meno di due giorni sono stati venduti circa 10.000 biglietti; non male per essere una iniziativa test… Il nostro obiettivo è quello di andare avanti su questa strada, le idee non mancano e i Club sembrano essere molto recettivi a riguardo. Quanto è importante nel vostro mondo, al fine di offrire un servizio sempre migliore, l’aggiornamento informatico dei sistemi di vendita anche in funzione delle complesse normative esistenti in materia? Direi fondamentale. I nostri sistemi di vendita sono in continua evoluzione, in quanto dobbiamo far fronte – e in alcuni casi anche anticipare – le necessità dei nostri clienti; il mondo del ticketing si sta evolvendo, spostandosi verso un orizzonte maggiormente dedicato all’up-selling e al cross-selling. È una sfida molto impegnativa e la continua evoluzione delle normative – già molto complesse – rende più difficile il processo di sviluppo dei sistemi. Tuttavia, siamo confidenti di avere ben chiaro il nostro orizzonte futuro: non vogliamo assolutamente restare fermi o sederci sugli allori. Presto ci saranno delle evoluzioni importanti sia a livello tecnologico che nello sfruttamento del business del ticketing e nello sviluppo dell’ambito marketing e commerciale. A livello di marketing e di partnership, quali sono le macro attività e leve che vengono messe in campo dalla casa madre e dalle singole filiali di ogni nazione? C’è una grande armonia tra la casa madre e le varie branch nazionali. L’headquarter in Germania è molto attento a recepire le nostre istanze, conscio della specificità della situazione italiana sia in termini di normativa che di diversità delle richieste o necessità poste dai nostri clienti. A differenza degli altri paesi, in cui le pratiche di biglietteria sono maggiormente standardizzate, l’Italia si distingue in quanto offre un panorama molto vario e in continua evoluzione che dà spazio a innumerevoli iniziative commerciali che si evolvono in modo a volte anche disordinato. Questa però è stata ed è tutt’ora una nostra fortuna; infatti abbiamo recepito forti e nuovi stimoli che ci hanno dato modo di creare soluzioni innovative che potranno essere utilizzate anche intra-company. Insomma, l’Italia è un laboratorio d’eccellenza per il ticketing europeo. Tuttavia, restano alcuni

20 l Aprile 2017 l Sport Club

punti cardine sui quali siamo chiamati a sviluppare le nostre strategie: parliamo dell’incidenza del web in primis – il mondo Eventim di fatto si fonda sui cardini dell’e-commerce – che rappresenta la leva principale da cui derivano le principali attività di comunicazione e marketing. A livello di partnership, stiamo sviluppando alleanze con alcuni fornitori di servizi con l’obiettivo di ampliare la nostra business proposition. Crediamo molto nelle sinergie e spesso sposiamo le idee di piccole start-up e cerchiamo di farle crescere perché l’unione può davvero fare la forza. Ci racconta una situazione di emergenza che avete dovuto gestire? Le situazioni di emergenza in questo tipo di business sono sempre dietro l’angolo, soprattutto nel Calcio, e in questo conta moltissimo sia l’affiatamento con i responsabili di biglietteria delle Società Calcistiche che la predisposizione di procedure di backup messe in campo per affrontare situazioni così impreviste. Abbiamo affrontato l’allagamento delle biglietterie degli stadi di Genova e Napoli, sostituendo in 24 ore tutti gli apparati finiti in un mare di fango con nuovi macchinari funzionanti, garantendo così il regolare afflusso del pubblico il giorno della partita. Ai Mondiali di Sci di Bormio 2005 l’organizzazione si è trovata a tre giorni dall’inizio delle gare senza più un responsabile di biglietteria e con diverse defezioni last-minute del personale; abbiamo così dovuto organizzare una task force interna per sopperire al personale mancante prendendo noi in carico le responsabilità di gestione dell’evento per tutta la sua durata. Anche l’installazione dei tornelli del controllo accessi fu problematica per gli organizzatori e ci è stata affidata il giorno antecedente alla prima gara: i nostri tecnici hanno lavorato a 10 gradi sotto zero tutta la notte permettendo il regolare afflusso del pubblico alle gare del mattino successivo. Potrei raccontarne molte altre, sempre risolte brillantemente dal nostro team che è composto da persone incredibili che hanno dato a questo lavoro gran parte della loro vita. E invece un aneddoto spiritoso? C’è solo l’imbarazzo della scelta, nella mia vita professionale ho conosciuto personaggi incredibili, alcuni di una simpatia innata altri di una antipatia rara. Ricordo un recente episodio con il Presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, un grande personaggio anche nella vita di tutti i giorni. Eravamo in trattativa per il rinnovo contrattuale della nostra partnership nel suo ufficio di Genova e – lo ammetto – lui nelle trattative è davvero “ferocissimo”! Casualmente mi è caduto lo sguardo su una foto, appesa sul muro dietro alla sua scrivania, in cui Ferrero veniva ritratto di profilo con lo sguardo rivolto verso il mare. Per allentare un po’ la tensione gli ho detto – indicandogli prima la foto e successivamente il simbolo della Sampdoria presente su un foglio appoggiato sulla scrivania – “Accidenti Presidente, con la pipa in bocca ed il cappello sarebbe identico al Baciccia, il famoso marinaio simbolo della Società”. Dopo quella affermazione, Ferrero ha guardato foto e simbolo prima con diffidenza e poi con maggiore attenzione esclamando alla fine “Aho, c’hai ragione! Dovemo fa’ quarche fotografia e vede’ che vvie’ fori !!!”. Da quel momento non abbiamo parlato d’altro che di come avremmo potuto fare queste fotografie. Purtroppo, al momento non ha ancora vestito i panni del Baciccia, ma ogni volta che lo vedo glielo ricordo perché a mio avviso è davvero uguale; mai un Presidente è stato così identificabile con il simbolo della propria Società. Nel mio cuore ho sempre la speranza di vederlo in Tribuna con il cappello e la pipa… i tifosi blucerchiati impazzirebbero di gioia! Naturalmente il contratto poi è stato rinnovato.


wrestling #wrestling

Lo spettacolo e i campioni della WWE sbarcano a Roma il 3 maggio. Un’occasione d’oro per chi da anni si gode questo show soltanto dalla televisione in salotto.

Roman Reigns

di Giuliano Giulianini

non fatel 22 l Aprile 2017 l Sport Club


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icono che sono bollito, finito, che sono un perdente. Sapete la verità? I soli che mi potranno dire che sono finito siete voi, gente; voi, il pubblico. Voi siete la mia famiglia!

In questa frase di Randy “The Ram”, l’ariete, Robinson c’è molto dell’essenza del wrestling. La pronuncia Mickey Rourke interpretando uno dei ruoli migliori della sua carriera, che gli è valso la nomination per l’Oscar: The Wrestler, un film che ha vinto il Leone d’Oro a Venezia. È una frase che riassume bene alcuni aspetti del wrestling: gran carrozzone mediatico e spettacolare, che unisce sport, teatro, circo, musica, pantomima, atletismo e combattimento. Un fenomeno arcaico, nato nelle fiere di paese ai tempi del vecchio west, che continua a divertire grandi e bambini con muscoli, sudore, schiaffoni e capitomboli nel secolo dei joypad e della game station. Da qualche anno la massima espressione del wrestling, l’organizzazione della World Wrestling Entertainment, porta i suoi campioni in tour anche in Europa; ed è un’occasione imperdibile, un evento quasi culturale, per chi, come chi scrive, ha conosciuto questo “entertainment”, soltanto attraverso il piccolo schermo, grazie alle programmazioni televisive di Italia1, Tele+ e oggi Sky. Per chi era ragazzo, dagli anni ‘80 in poi, il wrestling era, in Italia, soltanto uno show televisivo: una saga a puntate popolata di buoni e cattivi, eroi generosi e vili traditori; loschi manager e giganti ingenui. Un romanzo da sfogliare fino alla puntuale resa dei conti finale. Oggi, a trent’anni di distanza dalle telecronache surreali di Dan Peterson che da noi resero celebri come calciatori certi brutti ceffi come Hulk Hogan, André

Charlotte Flair and Sasha Banks

The Giant, Randy Savage, The Ultimate Warrior, The Iron Sheik e decine di altri, nuovi, improbabili eroi di grandi e piccini possono essere visti dal vivo, a Roma: gladiatori del 2000 che si affronteranno non lontano dalle arene dove si esibivano i loro bellicosi antenati. Il 3 maggio al Palalottomatica, la WWE mette in scena il suo Live Tour: una serata animata da diversi combattimenti per i quali, uno dopo l’altro, saliranno sul ring dell’Eur numerose star del panorama mondiale del wrestling. Se non usciranno con troppi acciacchi da WrestleMania XXIV, l’evento più importante dell’anno, in programma in Florida mentre questo numero di SportClub va in stampa, in arrivo a Roma sono infatti annunciati: Seth Rollins, Roman Reigns, Kevin Owens, Finn Balor, The New Day, Sheamus, Gallow & Anderson, Sasha Banks e Charlotte. Entreranno nel parterre con la baldanza del sicuro vincitore, lucicanti grazie all’olio sui muscoli e ai lustrini sul costume; insulteranno l’avversario, i suoi amici e i familiari per farlo infuriare; aizzeranno o si arruffianeranno il pubblico, a seconda che siano buoni o cattivi (face o heel, come vuole il gergo del wrestling); e dopo le inutili raccomandazioni alla correttezza di un arbitro che serve solo a dettare i tempi dello spettacolo, finalmente, si prenderanno sberle. E poi saranno solo applausi, fischi, booh, risate, insulti e osanna per il divertimento di tutti i presenti. Dov’è lo sport in tutto ciò? Questi uomini e donne che salgono sul ring sono comunque atleti: curano il fisico e si esibiscono quasi ogni settimana, tengono la scena a lungo con acrobazie ed evoluzioni degni di un circense; sudano e, a volte, sanguinano come boxeur, e a furia di volare e cadere sul ring, a volte ci rimettono un naso rotto o un arto contuso. Il resto è show, e businness; ma il pubblico lo sa, perciò va bene così.

Sheamus and Cesaro

lo a casa 23 l Aprile 2017 l Sport Club


beach volley #beachvolley

Medaglia d’argento ai giochi olimpici di Rio 2016, Daniele ci racconta quella bellissima finale in cui lui e il suo compagno Paolo Nicolai hanno perso contro i brasiliani Bruno Schmidt e Alison Cerutti. di Valeria Barbarossa

Daniele Lupo

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nell ’arena del

beach 24 l Aprile 2017 l Sport Club


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na finale che ha visto gli italiani toccare un traguardo storico con carattere e maestria. Una semifinale conquistata contro i russi grazie alla tenacia e alle abilità tecniche che non sono però bastate davanti ai campioni del mondo. Ma ora si guarda avanti e si pensa ai mondiali. Daniele come ti sei trovato a Rio? Bene, anche se purtroppo non siamo potuti stare al villaggio con gli altri atleti perché i campi erano troppo lontani. Nella finale, col senno del poi, che cosa avreste potuto fare di più? Siamo soddisfatti comunque. Certo, un po’ di rammarico c’è… forse ce la saremmo potuta giocare meglio su qualche pallone ma è andata così e siamo consapevoli di aver raggiunto una grande traguardo. Guardiamo avanti… Sì, ci sono i mondiali a Vienna e siamo in piena attività per prepararci al meglio.

non ho mai invidiato le caratteristiche di altri giocatori... ritengo di avere un gioco diverso, molto tecnico, basato sulla furbizia e meno sulla potenza

volley 25 l Aprile 2017 l Sport Club


beach volley #beachvolley

Chi temi di più? Ci sono almeno quindici squadre che non vanno assolutamente sottovalutate. Stiamo lavorando molto per cercare di migliorare ancora. Come vi state preparando? Al momento, doppia seduta di allenamento tutti i giorni tranne il sabato e la domenica. Entrambi, poi, abbiamo un nutrizionista che ci segue ma la mia dieta è molto più tranquilla di quella di Paolo che tende decisamente ad ingrassare! (ride) Come siamo messi con gli impianti di beach volley a Roma? Devo dire abbastanza bene, ci sono molto strutture ma possiamo migliorare sicuramente. Come ti sei appassionato al beach? Grazie a mio padre e a mio fratello. Ad un certo punto mi sono stancato del calcio e ho cominciato a giocare sulle spiagge di Fregene.

26 l Aprile 2017 l Sport Club

Quindi non provieni dal volley. No perché non amo gli ambienti chiusi. Hai mai pensato di lasciare? Mai! Nonostante ci siano stati momenti molto difficili. La partita del cuore? Ce ne sono tante ma sicuramente una che non scorderò mai fu la partita a Rio contro gli americani (persa al tie break contro la coppia Lucena-Dalahusser, ndr). C’è un giocatore di cui invidi un requisito? Sinceramente no, perché ritengo di avere un gioco diverso dagli altri. Sono molto tecnico, mi baso poco sulla potenza e più sulla furbizia. Che cosa fai per concentrarti? Ascolto musica di qualunque genere; è un ottimo ingrediente per isolarmi. Hai dei gesti scaramantici?

Sono un po’ scaramantico ma non quando gioco a beach volley. E quando? Quando gioco a carte. E a che cosa giochi? Tre sette, poker, gin. Ah, e poi sono un appassionato di scacchi. Insomma, tutti giochi dove devo usare la testa. Che altri sport segui? Ho iniziato ad appassionarmi al paddle. Mi alleno al circolo Villa Aurelia. Ti chiedi mai che cosa farai dopo? Sicuramente continuerò a giocare e poi, forse, avrò una squadra mia… chissà! Pensi che lo sport ti abbia tolto qualcosa? No, anzi! Lo sport ti dà degli obiettivi, ti impegna… e poi per me ormai è un lavoro che mi appaga e soprattutto che mi piace: questo mi fa sentire particolarmente fortunato.


redazionale

space sport

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non e una semplice palestra FORUM SPACE è un progetto, l’ennesima scommessa del Gruppo FORUM SPORT CENTER una delle più importanti e consolidate realtà della capitale, che veicola i messaggi dello sport da oltre un trentennio.

U

n impegno che si è concretizzato rilevando una struttura unica nel suo genere e dandole una nuova vita sportiva. Forum Space è nato per regalare alle persone benessere, sport e nuove aspirazioni da seguire, il tutto a misura di sportivo. Situata in una delle più belle zone di Roma, offre ai suoi clienti un’accoglienza premurosa da parte di tutto lo staff. A Forum Space puoi trovare l’ospitalità anche dal reparto commerciale e tecnico che ti affiancherà nel perseguire l’obiettivo che ti sei prefis-

allenamenti 7 giorni su 7. Mettiamo a tua disposizione ben 80 corsi settimanali di fitness per trovare l’attività idonea alle proprie esigenze. Organizziamo anche uscite nei parchi adiacenti la struttura e accompagniamo i clienti nelle molteplici attività outdoor. Da noi il Fitness è senza confini. Dedichiamo grande spazio anche alle attività per bambini e ragazzi con percorsi e corsi a loro dedicati, per accompagnarli nella formazione psicofisica con uno staff qualificato che li aiuterà a prepararli nel delicato percorso di crescita.

zio lounge e social per consentirti momenti di incontro e socializzazione, grazie anche al wifi open per potersi collegare con i propri device. Una delle caratteristiche di questo nuovo modello di Club sono gli eventi a caratterizzazione sportiva e sociale. I nostri eventi sono legati al mondo del fitness, in particolare al settore pilates ed olistico, in questo modo le lezioni diventano nuove esperienze da vivere. Ne organizziamo uno al mese e sono una forte attrazione per tutti coloro che amano il fitness e le ultime tendenze che Forum Space ha il piacere di sottoporre, mantenendo quel contatto

sato con grande soddisfazione emotiva. La struttura si compone di 5.000mq di superficie; 4 Spogliatoi; 4 Sale corsi musicali; Sala Spinning; Sala Olistica; Area Funzionale; Studio Pilates; SPA & Beauty Center; Fitness Bar. Forum Space ti sorprende con la possibilità di scelta tra molti corsi fitness; dalla zumba alla ginnastica generale, dall’indoor cycling al pilates per poter offrire sempre una ampia scelta di

Ultima arrivata in casa Forum Space una bellissima area SPA con sauna, bagno turco, docce emozionali e area relax. Un luogo studiato per rigenerare il corpo e la mente. Uno spazio ideale per rilassarsi dopo una sessione di allenamento o una lunga giornata di lavoro nel caos di Roma. Puoi allentare la tensione della giornata appena trascorsa o ricaricarti con un buon caffè nel Fitness Bar, un ambiente accogliente, uno spa-

umano e quel calore che solo lo sport può regalare. Ti aspettiamo a Forum Space per allenarti in uno dei Club più prestigiosi e trend del momento. Forum Space Sport Center Largo Lorenzo Mossa 6 – 06.6601 9141 www.forumspacesc.it

27 l Aprile 2017 l Sport Club


padel #padel

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Spedizione in terra araba

abbudabbi

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Torneo di paddle svolto nella fantastica cornice di Abu Dhabi

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utto sembrava perfetto; organizzazione meticolosa curata oltre che negli aspetti logistici, anche in quelli squisitamente diplomatici, la spedizione in terra araba partiva sotto i migliori auspici e l’obiettivo finale era vincere l’ambito trofeo. Tutto è iniziato all’aeroporto di Fiumicino, quando il capo delegazione, il comandante Walter Banzi, dopo uno spiritoso quanto corroborante caffé di benvenuto prende in mano le redini della spedizione, e con la sua consueta sagacia e allegra determinazione, indirizza la delegazione verso gli sportelli Alitalia, per assolvere tutte quelle noiose formalità di imbarco, che se non bene ottemperate avrebbero potuto rivelarsi estremamente deleterie sulla già provata psiche di molti dei componenti della squadra. Risoluto e accattivante con il personale della compagnia, in pochi minuti ci troviamo in fase di rullaggio e via si parte. Dopo un volo confortevole in meno di 6 ore arriviamo a destinazione. Abu Dhabi ci appare in tutta la sua sofisticata bellezza, mistica, sfolgorante. All’uscita dell’aeroporto la delegazione viene tempestivamente prelevata da un tassinaro pakistano, che dopo una febbrile, quanto proficua trattativa, in concerto con il proprio procuratore, individua in 80 dracme il giusto compenso per la distanza che ci divide dal nostro Hotel. Arrivati all’albergo ad attenderci c’è il capo delegazione della squadra avversaria, nonché vice direttore dello stesso hotel, il quale dopo i consueti convenevoli, ci invita, con azione subdola, a passare la serata con lui nella famosa ciurrascheria dell’hotel. Tale proposta, visto il codice etico che ha sempre contraddistinto il nostro team, viene in un primo momento segnatamente rifiutata, ma solo dopo un’attenta valutazione e dopo un’aspra critica dell’ala revisionista del team, i coriacei Stefano Micarelli e Marco Marini, si decide a malincuore per la banale abbuffata a base di 7 portate di carne formaggi, salumi, insalate, frutta, vino birra insomma una vera tortura per il nostro apparato

28 l Aprile 2017 l Sport Club

digerente. Finito il subdolo pasto, si va a dormire. Nonostante la camera avesse tutti i comforts del caso, splendida vista sulla laguna, aria condizionata, TV satellitare, un atroce reflusso gastroesofageo ha attantagliato per tutta la notte diversi componenti del team, privandoli il giorno dopo di quella giusta determinazione per affrontare la proverbiale seduta di risveglio muscolare delle 6:00 di mattina agli ordini del nostro preparatore atletico, l’implacabile Fabio Zucchet. Ore 10: 30, nella hall dell’albergo, il decano della delegazione, il professor Vincenzo Belisari, con la dovuta sagacia dispensa alla squadra brillanti dettami tecnico-tattici, che risulteranno fondamentali durante tutto il torneo. Tra le varie informazioni risulterà deter-

minante la scoperta da parte dei giocatori della presenza, fino allora ignorata, di una parete posteriore, e la relativa spiegazione sulla sua possibilità di sfruttarla nella fase (assai rara) difensiva. La squadra presa coscienza di questo utile consiglio, si concede tre ore di riposo per andare a visitare la città. Dopo aver ammirato la monumentale è monocromatica moschea, il carismatico Beppe Governale, avvertendo una leggera ritrosia nel pagare a prezzo di mercato i normali Taxi pubblici, individua nel ritroso nepalese tale KASHMIR, le caratteristiche idonee per guidare (e non solo in senso figurato) la delegazione nei molteplici spostamenti della giornata. Tralascio volutamente i particolari di questa seconda convulsa trattativa, a causa di


padel #padel taluni passaggi di macro finanza che avrebbero raggiunto, ahimé, toni grotteschi. Ore 18:00 primo allenamento, la squadra si muove come un ingranaggio perfetto e dopo vari incontri di preparazione, si va direttamente con la mente al giorno dopo, il giorno della gita nel deserto. Di notte, la mente vola, vola a quell immaginario fatto di libri di avventura, di racconti di grandi classici del cinema, quali Lawrence d’Arabia, il Paziente Inglese, Natale a Sharm el-Sheikh... Che stupende sensazioni. Il giorno dopo, davanti a noi il deserto: a nostra disposizione abbiamo dei quad polaris che a detta del nostro esperto, il tuttologo Stefano Micarelli, risultano essere i migliori sul mercato. Tutto ciò ci tranquillizza e la delegazione a cavallo delle rispettive moto prende sempre più confidenza con il nuovo inconsueto paesaggio. Colui che più di ogni altro è riuscito a dimostrare una perfetta simbiosi con questi accattivanti veicoli, è il mai abbastanza apprezzato Beppe Governale (bimbomix) che guidato da una fastidiosa quanto inadeguata frenesia di carattere post traumatico, continuava ad inanellare, senza soluzione di continuità, una serie di evoluzioni nella sua instancabile ricerca della perfezione. Questo atteggiamento però avrebbe tremendamente minato i rapporti con il resto del gruppo, che dopo una primo sereno avvertimento, obbligava l’infelice, ad un più sereno ritorno ai box. Ore 18:00 inizio torneo, le due delegazioni si sfidano in un tutti contro tutti, rievocando nella sostanza è nella drammaticità la famosa storia degli Orazi e Curiazi e anche questa volta Roma vince! Infatti alla fine il forum ha la meglio sulle compagini local ispaniche/arabe per 18 vittorie a 15. Il coronamento di una prestazione perfetta (o quasi) lascia il posto ad una serena quanto costruttiva autocritica, essendo il team alla ricerca della perfezione assoluta. Cosa non ha funzionato? Perché una vittoria così striminzita? Chi non ha reso come avrebbe dovuto? Da questa implacabile analisi uscivano fuori due nomi su tutti, l’evanescente Vincenzo Be-

Giulietta e Romeo

lisari e il poco dinamico Walter Banzi. Nonostante le due punte di diamante avessero reso al di sotto delle loro possibilità, 4 giocatori su tutti hanno fatto vedere quanto valessero, il carneade Stefano Micarelli, Marco “ drittone” marini, l’atletico e cinico nei momenti importanti Beppe Governale (bimbomix) e il timido ma concreto Salvo Greca, i quali, possedendo un bagaglio tecnico a dir poco invidiabile, riuscivano a sopperire allo stesso, con una ferocia ed una determinazione che solo in pochi atleti è dato vedere. Il torneo è vinto, il coppone è dove deve stare cioè “a casa nostra”. Il terzo tempo è stato il momento più emozionante. Il team local ispanico/arabo stretto in un malinconico quanto straziante silenzio intorno alla loro bandiera viene consolato dai gladiatori romani concedendo loro l’onore delle armi in segno di rispetto. Ancora una volta il destino ha voluto premiare chi sulla carta era il più debole, come Davide che con in mano solo una fionda... Una menzione speciale va al Dottor Vincenzo, il fato ci ha privato all’ultimo momento del nostro sciamano, lo vogliamo ora ricordare non come semplice giocatore, ma come uomo, un uomo che CESSA di essere tale quando una ful-

dal 2 al 7 maggio BALLETTO DI ROMA Balletto in due atti dalla tragedia di William Shakespeare coreografie Fabrizio Monteverde musiche Sergej Prokofiev direttore artistico Roberto Casarotto 30 l Aprile 2017 l Sport Club nuovo allestimento 2016

Night Garden

10 e 11 maggio EVOLUTION DANCE THEATER danza, magia e illusione direttore artistico e coreografo Anthony Heinl

minante quanto inopportuna dissenteria ci ha privato della sua sapienza balistica, immobilizzandolo nella propria casa, nel proprio bagno, nel proprio CE... DEVOLE senso di autostima... Grazie lo stesso campione!

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il torneo e vinto, , il coppone e dove , deve stare e cioe a casa nostra... il team locale stretto in un malinconico silenzio viene consolato dai gladiatori romani...

The black blues brothers dal 12 al 14 maggio THE BLACK BLUES BROTHERS circo contemporaneo comico musicale scritto e diretto da Alexander Sunny e Philip Barrel


odontoiatria

odontoiatria olistica L’avanguardia del settore odontoiatrico

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ottore, ci parli di lei e di come è nato lo Studio di Odontoiatria Olistica del Dott. Daniele Puzzilli. Lo studio nasce quindici anni fa, con la ferma intenzione di sviluppare un nuovo approccio alla cura del paziente odontoiatrico, non più limitato all’eliminazione del sintomo che il paziente presenta quando viene in visita, ma finalizzato all’individuazione e all’eliminazione della sua causa. Questo metodo prevede una valutazione completa dell’individuo, nella quale non viene tralasciato alcun aspetto del suo stato fisico. Che tipo di realtà è oggi il vostro studio? Offriamo un’equipe di specialisti nel campo

odontoiatrico e olistico, che grazie ad un’eccellente preparazione e all’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, opera con uno spirito di squadra che permette di offrire un servizio completo, che unisce la conoscenza odontoiatrica a quella olistica. Ora aprirete un nuovo studio. Manterrà l’identità del precedente? L’impronta sarà certamente la medesima. Lo scopo del nuovo studio è quello di avvicinarci all’utenza di Roma Nord, dal momento che lo studio dell’Eur non facilita chi proviene da questa zona della città. Vorremmo proporre una struttura speculare allo studio esistente, mantenendo la stessa equipe e portando avanti la stessa filosofia di trattamento odontoiatrico associato a terapie olistiche. Quali sono le tecniche all’avanguardia in cui siete specializzati? Quella che sicuramente si distingue è l’invisalign, una terapia ortodontica americana che prevede l’utilizzo di mascherine trasparenti per riallineare i denti. Sotituisce a tutti gli effetti il classico apparecchio fisso e grazie all’impronta 3d che viene effettuata con uno scanner intraorale si evita di utilizzare le fastidiose paste tradizionali. Un’altra tecnica che ha avuto un ottimo riscontro in campo estetico e cosmetico dentale è l’utilizzo di faccette in ceramica individualizzate. Consiste nel rivestimento della parte esterna del dente con delle microfacette in ceramica che permettono di utilizzare la forma ed il colore che si più desidera. Sempre finalizzato al miglioramento del sorriso è lo sbiancamento laser effettuato con una tecnica che, a differenza delle tante presenti in questo ambito, non è affatto invasiva e non comporta alcun fastidio di sensibilizzazione al caldo o al freddo come spesso succede. Infine, per quanto riguarda l’ ambito implantologico, disponiamo del sistema radiografico Cone beam, che ci permette di effettuare impianti a carico immediato con la massima sicurezza così da permettere al paziente di ottenere nella stessa seduta il provvisorio e l’impianto inserito.

Quali consigli e quali trattamenti sono pensati per uno sportivo? Mi sono sempre dedicato alla cura degli sportivi in ambito odontoiatrico, tanto che il progetto dello studio nasce proprio dal desiderio e dall’esigenza di poter trattare l’atleta professionista o amatoriale, mettendogli a disposizione un’equipe specializzata in assetto posturale e quindi formata da: un posturologo, un posturologo plantare, un osteopata e un posturologo odontoiatra. Attraverso l’iter diagnostico al quale è sottoposto l’atleta è possibile proporre un percorso terapeutico finalizzato all’ottimizzazione della performance e della prevenzione di infortuni. Una grande innovazione è rappresentata dal bite sportivo, uno strumento di miglioramento della performance atletica che

permette la correzione dell’assetto dentale, quello mandibolare e conseguentemente l’assetto posturale. Si tratta di un ausilio rivoluzionario in ambito sportivo ed il suo utilizzo è già ampiamente diffuso tra gli atleti delle più note discipline sportive, dal calcio, al tennis, al rugby, all’atletica leggera. Un altro trattamento che offriamo, di grande successo tra gli atleti, è l’elettromedicale RSQ1 che, utilizzato in combinazione ad esercizi fisici, permette un recupero accelerato delle problematiche muscolo-scheletriche, una tonificazione ed un rafforzamento muscolare in tempi molto brevi. Studio di Odontoiatria Olistica Dott. Daniele Puzzilli Via dell’Umanesimo, 199 Largo Maresciallo Diaz, 13 T. 06.5925129 www.olisticsmile.com

31 l Aprile 2017 l Sport Club


giochi & scommesse #giochi&scommesse

scommettere responsabilmente

si puo

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Ne è passato del tempo da quando ci fu la grande svolta con la liberalizzazione delle scommesse sportive: grazie al decreto n.128 del 2002 si stabilì l’accettazione per via telematica o telefonica delle scommesse sportive da parte dei concessionari. Fino a quel momento tale possibilità era relegata solo alle corse dei cavalli. INTERVISTA ESCLUSIVA AL DOTT. PIETRO FERRARA, DIRIGENTE DELL’AGENZIA DOGANE E MONOPOLI - di Marco Oddino

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a quel giorno si sono fatti negli anni successivi passi da gigante ed anche le regole sono cambiate più volte, il tutto in un mercato in forte crescita con scommettitori sempre più esigenti ed attenti alle diverse offerte che le aziende leader immettono sul mercato, attraverso azioni di marketing sempre più aggressive. Tutto molto bello, una sola formalità...rispettare le regole. Sport Club ha intervistato Pietro Ferrara, direttore dell’ufficio scommesse e giochi sportivi a totalizzatore di ADM (Agenzia Dogane e Monopoli) per saperne un po’di più su questo settore che movimenta fatturati sempre più importanti. Dottor Ferrara, potrebbe spiegarci le sue mansioni ed aree specifiche di responsabilità? Dirigo una squadra che si occupa di un’area molto vasta che va dalla gestione amministrativa e contabile delle concessioni sportive ed ippiche, fino allo sviluppo e al monitoraggio dei prodotti di gioco. In sostanza oltre le scommesse sportive a quota fissa, ci occupiamo direttamente della gestione dei concorsi pronostici ippici e sportivi, tra cui il Totocalcio, le scommesse sportive a totalizzatore, le scommesse ippiche e le scommesse su eventi simulati. Come può notare si tratta di competenze ampie e variegate ma, giocando un po’ con le parole visto che di gioco stiamo parlando, la nostra “scommessa” è gestire al meglio il tutto sotto un’unica regia che fissi regole e comportamenti uniformi e trasparenti. Il ruolo di ADM nel mondo dei giochi è sempre più strategico e determinan-

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te, attraverso un controllo puntuale e costante sul sistema ed in particolare su quello del betting; ci può raccontare qualcosa di più e fare chiarezza sulle diverse regolamentazioni a cui devono attenersi gli operatori e gli scommettitori? Guardi, è semplice: in Italia le scommesse sono considerate legali solo se accettate e validate dal totalizzatore nazionale. Questo sistema che è un fiore all’occhiello per noi e rappresenta un unicum a livello europeo, ci consente di monitorare e di controllare in tempo reale tutte le transazioni di gioco. Capisce bene che questo crea importanti e preziose ripercussioni sulla sicurezza delle transazioni stesse, a vantaggio di tutti portatori di interesse che ruotano attorno alla filiera del gioco, i famosi stakeholder. In pratica grazie a questo sistema i giocatori verificano facilmente e in tempo reale se una ricevuta di partecipazione è stata emessa da un concessionario autorizzato o se invece hanno a che fare con un bookmaker privo di concessione: basta utilizzare lo strumento presente sul nostro sito denominato: “Verifica giocata”. Il mercato delle scommesse sportive ha registrato negli ultimi anni un trend di crescita economico esponenziale e questo anche grazie all’arrivo dei top players internazionali con offerte e bonus promozionali sempre più accattivanti; ma in questo momento i giochi sono fatti oppure c’è ancora spazio per altre “new entry” e quindi per il rilascio di nuove licenze? Le dico subito che la risposta è sì, lo spazio c’è e nuovi ingressi favoriranno certamente un mercato più competitivo e, quindi, più attrattivo per i giocatori. Mi aspetto che alle prossime proce-

dure concorsuali partecipino nuovi soggetti e tra questi i top player internazionali cui lei si riferisce. Credo che la concorrenza faccia bene al mercato e ai consumatori, oltre ad essere il principio ispiratore di gran parte della normativa europea e nazionale in tema di legalità. Ricordiamoci che abbiamo a che fare con un mercato parallelo illegale e non di rado legato alla criminalità organizzata che fattura ancora miliardi di euro. Nostro compito è ricondurre questa quota di mercato nel perimetro delle regole e dei comportamenti uniformi e trasparenti di cui lo Stato tramite ADM vuole e deve essere garante. Stiamo lavorando molto sulla modernizzazione del prodotto di gioco, in modo che l’offerta sia costantemente adeguata agli standard internazionali. Le faccio un esempio che ha portato risultati visibili e importanti. Abbiamo introdotto il palinsesto complementare, grazie al quale tutti i concessionari possono ampliare l’offerta in termini di avvenimenti e modelli di scommessa, e modificato la tassazione sulle scommesse, per cui adesso abbiamo un’imposta sul margine (raccolta – vincite) anziché una tassazione riferita soltanto alla raccolta. L’azione combinata di questi due fattori di novità ha portato da subito un netto incremento dei volumi di raccolta che abbiamo sottratto prevalentemente al gioco illegale. Mi sembra ancora una volta che la regia unica di controllo sulle regole e sui comportamenti stia funzionando. Non dormiamo sugli allori, stia tranquillo: stiamo studiando altre modifiche al regolamento di gioco che ci consentano di introdurre da qui a breve ulteriori novità sulle modalità di gioco che saranno certamente gradite agli operatori e agli utenti attuali e potenziali.


In passato tanti scommettitori che operavano su siti non autorizzati, sono stati truffati con diverse modalità e senza nessuna possibilità di far valere i propri diritti, oltre al rischio di essere individuati dagli organi della Polizia Postale con il rischio di essere anche denunciati per l’atto illecito compiuto; dottor Ferrara, cosa ha fatto e sta facendo oggi ADM per combattere la pirateria? Come si deve comportare un consumatore che si trovi involontariamente di fronte ad un sito illegale? Glielo dico in due parole: lo strumento dinamico della black list. L’Agenzia in collaborazione con la Polizia Postale, blocca i siti che offrono scommesse agli utenti italiani senza la prevista concessione e che fanno parte di una cosiddetta lista nera che viene aggiornata continuamente. Ad oggi abbiamo inibito oltre seimila siti. Certo, non basta agire sul fronte dell’inibizione ed è per questo che ci concentriamo sulla modernizzazione del prodotto di cui parlavamo prima. Serve un fronte comune che veda fianco a fianco lo Stato e i giocatori che ad esempio, oltre allo strumento di verifica della giocata, possono aiutarci segnalando la presenza di questi siti sul web ad un’apposita casella di posta elettronica che abbiamo creato: monopoli.segnalazionesiti@aams.it. Quali sono le tassazioni a cui devono attenersi le aziende on line ed i singoli gestori con punti vendita fisici? Quali sono le limitazioni che si hanno nell’aprire una sala scommesse per quanto attiene la posizione stradale e gli orari di apertura e chiusura da rispettare? Ai giochi si applica l’imposta unica prevista

dal decreto legislativo n. 504 del 1998. A partire dall’1 gennaio 2016 è stata introdotta per le scommesse sportive la tassazione a quota fissa sul margine, con aliquote differenziate tra gioco on line al 22% e gioco fisico al 18%. Riguardo alle limitazioni di cui lei mi chiede le dico subito che il legislatore ha eliminato da anni la cosiddetta “distanza minima” tra punti vendita. Rimangono le limitazioni in termini di distanze dai cosiddetti “luoghi sensibili” introdotte dagli enti locali con regolamentazioni purtroppo non uniformi sul territorio nazionale, cosa che sarebbe invece auspicabile fare. So che la Conferenza Stato-Regioni dovrà pronunciarsi presto con una regolamentazione unica sulla materia e spero che così sarà perché è questo il motivo principale del ritardo nell’emanazione del bando per la nuova rete fisica del gioco pubblico. Il settore cresce e molti sono i private equity anche stranieri, che hanno puntato nel nostro paese sul mondo dei giochi e delle scommesse, acquisendo così diverse aziende italiane…in ultimo Sisal da parte del fondo CVC Capital e Intralot Italia che è andata nelle mani del fondo Trilantic Capital Partners, già proprietario di Gamenet; in tal senso, come valuta questo fenomeno e quali possono essere a suo parere gli obiettivi ed ulteriori sviluppi delle majors? Il fenomeno ha sicuramente due facce. Da un lato è sinonimo di solidità delle aziende italiane oggetto di acquisizione da parte dei fondi, dall’altro c’è sempre il timore che i fondi monetizzino gli investimenti provocando continui mutamenti societari. Ciò non toglie che l’interesse mostrato verso il

settore dei giochi risulta ampiamente positivo se pensiamo che la presenza dei grandi gruppi in questo settore, sostiene l’occupazione e crea investimenti. Ci può dare una fotografia del valore del mercato del betting in Italia e come è suddiviso in % per ogni sport? Dal 2014 al 2016 il valore della raccolta è sostanzialmente raddoppiato. L’anno appena concluso ha registrato una raccolta di quasi otto miliardi di euro che sono il frutto delle novità introdotte ma anche di quel processo di “regolarizzazione” da noi fortemente perseguito, che ha visto allinearsi importanti bookmaker alle nostre regole concessorie. Certamente il calcio rappresenta la disciplina più seguita con il 72,84% di raccolta, dietro il calcio abbiamo il tennis al 16,62% e il basket al 6,48%. Attenzione, però, che la raccolta non costituisce né la spesa dei giocatori né il fatturato del settore, in quanto dalla raccolta devono essere sottratte le vincite conseguite. Cosa vede per il futuro e quale sarà l’evoluzione del sistema giochi e scommesse sportive in Italia? Ne seguirò gli sviluppi da fuori perché a breve concluderò il mio rapporto con ADM per sopraggiunti limiti di età, ma la vivacità del settore lo rende molto interessante e posso dirle che questo alimenterà costantemente la mia curiosità, dote che per mia fortuna possiedo e che prescinde dall’età. Le assicuro comunque che l’Amministrazione è parte attiva del cambiamento e continuerà l’opera di innovazione che abbiamo intrapreso; del resto è l’unico approccio possibile per stare al passo con i tempi e per evitare che il mercato illegale vinca sulle attività sane e sulle persone per bene di questo Paese.

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curiosita

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#curiosità

Le più famose separazioni in ambito sportivo

guai in paradiso Dopo “The Proposal”, l’articolo dello scorso mese fra le più belle proposte di matrimonio in ambito sportivo, ecco un contro articolo cinico e disilluso: alcune delle più famose separazioni fra atleti e sportivi.

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di Marta Angelucci icordiamo per esempio Maria Sharapova e Grigor Dimitrov: i due tennisti si sono separati nel 2015 dopo tre anni di relazione e vari rumors riguardo alla loro decisione di lasciarsi. «Le nostre strade si dividono – ha comunicato il tennista bulgaro -, ma ringrazio Maria per i meravigliosi momenti vissuti insieme

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e le auguro tanta felicità e successo nella vita e nel tennis. Per quanto mi riguarda, ora voglio solo pensare a giocare e sono certo che i risultati arriveranno presto». Una separazione dovuta quindi alla volontà del tennista di concentrarsi sulla propria carriera, specialmente dopo l’ingaggio del nuovo coach


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curiosita

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#curiosità Ivan Lendl? Il reale motivo in realtà sarebbe stato dovuto alla conturbante Nikoleta Lozanova, donna con cui Dimitrov avrebbe tradito la Sharapova. Per citare un’altra famosa coppia, ricordiamo Tiger Woods e Lindsey Vonn, anche loro insieme per tre anni e lasciatosi ufficialmente nel 2015. Inizialmente pareva si fossero separati a causa delle vite troppo frenetiche di entrambi, costretti a stare separati la maggior parte del tempo a causa degli impegni sportivi. In realtà, anche qui è presente lo zampino di un’altra donna: il tradimento non è però nuovo per Woods, che nel 2009 era stato protagonista di uno scandalo con l’ex moglie Elin, avendo anche ammesso di essere sesso-dipendente. Non sembra questo l’unico motivo: un amico di Woods descrive infatti la relazione fra i due in questa maniera: «era sempre Lindsey a muoversi per stare al suo fianco, mentre lui lo faceva di rado – continua l’amico - ma una relazione per poter funzionare ha bisogno di reciprocità e così lei ha cominciato a capire quanto in realtà Tiger fosse ossessionato da se stesso, dal golf, dal fare soldi e dalla volontà di controllare ogni cosa attorno a lui e quanto tutto questo fosse noioso e quanto lui stesso fosse noioso. E il paradosso è che Woods non deve nemmeno essere bravo a letto, perché le donne lo vedono come una rock star e gli si buttano addosso». Il campione di Formula Uno Lewis Hamilton, invece, ammette candidamente di preferire le auto alle ragazze e di mettere la propria carriera sportiva al di sopra di tutto: perfino la provocante Nicole Scherzinger, membro delle The Pussycat Dolls, non è riuscita a primeggiare sulle velocissime auto che l’hanno messa in ombra, facendola venire sempre al secondo posto. «Le mie macchine sono i miei tesori. Dico sempre, quando ho una ragazza, “Porto una delle mie ragazze fuori, puoi venire anche tu se vuoi”» afferma Hamilton. E come risolve le crisi da cuore infranto quando è di nuovo single? Semplice: con le vittorie in pista. In ambito italiano una delle separazioni sportive più famose è stata senz’altro quella fra Gigi Buffon e Alena Seredova: una delle coppie più amate e seguite del panorama sportivo italiano si separò dopo quattro anni di matrimonio e due figli; anche stavolta a causa di un’altra donna. Buffon è infatti legato attualmente alla giornalista sportiva di Sky Ilaria D’Amico da cui ha avuto il suo terzo figlio il 6 gennaio del 2016. Fra tradimenti e impegni sportivi, anche fra gli atleti ci sono guai in Paradiso!

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cinema

L #cinema

e colpe del fascismo sono molte, innumerevoli. Tony Saccucci, nel suo documentario Il Pugile del Duce ispirato al libro di Mauro Valeri Nero di Roma, ne racconta una in particolare, legata alla storia di Leone Jacovacci, il pugile nero cancellato da Mussolini e dal Partito Fascista. È il 1888: Umberto Jacovacci, ingegnere agronomo romano, parte per il Congo in cerca di fortuna e per sfuggire alla crisi economica. Lì trova lavoro e mette incinta la figlia di un capo tribù del luogo: la ragazza (o per meglio dire bambina, avendo solo dodici anni) si chiama Zibu Mabeta e il 19 aprile del 1902, a Sanza Pombo, partorisce un bambino, Leone. A soli tre anni, il padre lo strappa dalle braccia della madre, portandolo in Italia e facendolo crescere coi nonni nel viterbese. Leone è però un bambino irrequieto: scappa da vari collegi, finchè, a sedici anni, non fugge a Taranto e si finge un ragazzo di Calcutta, facendosi imbarcare come mozzo su una nave da guerra diretta in Inghilterra. Cambia il suo nome in John Douglas Walker e si arruola nel 53º battaglione del Bedfordshire Regiment dell’esercito inglese. Contemporaneamente impara la boxe e nel 1920 esordisce come pugile col nuovo pseudonimo di Jack Walker, omaggio al pugile Jack Dempsey. Mentre passeggiava lungo il Tamigi viene ingaggiato all’ultimo momento per combattere: doveva sostituire un pugile afroamericano che aveva dato forfait. L’avversario era uno dei migliori pesi medi dell’epoca: al terzo round, Leone lo manda KO. Da lì comincia la sua ascesa: collezione per l’Europa, specialmente fra Londra e Parigi, una serie ininterrotta di vittorie. Nonostante il suo essere cittadino del mondo però (Leone parla infatti cinque lingue, romanesco compreso), è l’Italia che il pugile sogna: nel 1922 torna in patria, vedendosi però negata la richiesta di cittadinanza. Due anni dopo vince contro il campione italiano e campione europeo dei pesi medio-massimi e diventa sparring partner del suo idolo e campione mondiale Jack Dempsey; poi fugge in Francia perché deluso dall’Italia. Anche qui non ottenne la cittadinanza. Nel 1926 aveva vinto 10 incontri su 12: era il pugile italiano più forte del momento. Gli italiani infatti lo seguono, lo amano, lo conoscono per le sue gesta: lo chiamano il “magnifico mulatto”, “caffè latte Jacovacci”. Finalmente il lunghissimo iter per la richiesta della cittadinanza si conclude nel 1927: Leone è riconosciuto italiano. Ed è proprio qui in Italia, l’Italia che colonizzava il Corno d’Africa, che comincia la sua decadenza, segnata da quel fatidico 24 giugno 1928: lo stadio Nazionale di Roma, futuro Flaminio, era ghermito da 40mila spettatori (nella fola figuravano anche Gabriele D’Annunzio e i gerarchi Balbo e Bottai). La sfida per il titolo europeo dei pesi medi era il primo incontro di boxe trasmesso in radiocronaca diretta e aveva fatto record di biglietti venduti. Leone, amatissimo in Europa e in Italia (nonostante l’ostracismo del Partito Fascista) si scontra con il latteo Mario

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Il documentario su Leone Jacovacci, il pugile nero cancellato dal fascismo di Marta Angelucci

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Bosisio, campione in carica. Era di certo quest’ultimo, bianco, biondo e fascista, l’immagine che Mussolini e il Fascismo volevano per rappresentare l’Italia e Roma di fronte all’Europa; di certo non era quella di un pugile mulatto, specialmente alla vigilia delle leggi razziali. Sebbene Leone rimanga, anche se misconosciuto, uno degli sportivi più importanti della nostra nazione, capace di battersi e vincere in due diverse categorie, pesi medi e mediomassimi. Il match ha inizio ed è il “magnifico mulatto” ad avere la meglio: la vittoria è netta, è Leone il nuovo campione italiano ed europeo. Un afroitaliano ha vinto il titolo davanti a 40mila persone: già troppe per ricordarlo. Da quel momento il regime opera una totale censura della vittoria di Leone: sui giornali non se ne parla, e il filmato integrale dell’incontro realizzato dall’Istituto Luce si ferma alla quindicesima ripresa. La vittoria di Jacovacci è semplicemente cancellata, non è mai avvenuta: è Bosisio ad aver vinto, e lui stesso millanterà la propria fasulla supremazia in tutti i cinegiornali italiani, senza un briciolo di vero orgoglio sportivo. La damnatio memoriae non colpisce però del tutto il popolino, come mostra questa pasquinata: «Non t’arrabbiar Bosisio/ se Jacovacci te rompe er viso/ se ce rifarai un’artra vorta/ te manna a casa co le ossa rotta». Il documentario di Saccucci, uscito il 21 marzo, giornata mondiale contro il Razzismo, racconta la storia di uno dei tanti italiani dimenticati e cancellati dal regime: come ricorda Mauro Valeri, infatti, la rimozione che il fascismo ha operato sui neri copre non solo Leone. «Nessuno sa che nella Prima Guerra Mondiale c’erano quattro ufficiali neri italiani. – spiega Valeri – Il primo aviatore nero al mondo era italiano, ma il fascismo ha oscurato queste figure. (…) Nella storiografia, i neri in Italia praticamente non esistono, e questo ha favorito una certa mancanza di anticorpi antirazzisti nel presente. Ugualmente, oggi i neri e meticci italiani non trovano rappresentazione nei media: non esiste una serie tv, una trasmissione che rappresenti una popolazione di otto milioni di persone». Saccucci, che è anche insegnante di storia, aggiunge: «Mussolini ha orchestrato la rimozione dei neri. Non parlarne equivaleva a non farli esistere, perché la storia non è che una ricostruzione della politica in base alle esigenze del presente». Qual è la conclusione della storia di Leone? Sempre più ostacolato dal regime, unitamente al declino fisico (una brutta ferita all’occhio gli provocò il distacco della retina) Leone passò dal pugilato al catch, per poi abbandonare definitivamente la carriera sportiva. Sopravvissuto a sette infarti (un autentico toro), si spegnerà a Milano il 16 novembre 1983, dove aveva trovato lavoro come portiere di un condominio. Attaccato ai suoi ricordi, tutti custoditi in un libro pieni di fogli di giornale che lascerà alla figlia, giacerà dimenticato l’invincibile Leone Jacovacci, in un’Italia mai in grado di proteggere i propri tesori, e che li piange sempre troppo tardi. Dopo un passaggio nelle sale cinematografiche il documentario sarà presto programmato in tv e distribuito in dvd. 39 l Aprile 2017 l Sport Club


golf #golf Da questo numero SPORTCLUB dedica uno spazio fisso al mondo del golf, a cura di Luciano Pandolfini, da oltre 30 anni impegnato nel mondo del Golf Business e nel Turismo Golfistico, settori nei quali ha operato al fianco di brand internazionale con i quali si è distinto per la peculiarità e la valenza di importanti iniziative che hanno ispirato nel tempo ben quattro tesi di laurea. Lo spazio su SPORTCLUB sarà prevalentemente dedicato al turismo golfistico, al real estate e ai principali eventi del golf romano e laziale.

Presentato alla stampa e agli operatori del turismo G4T-GOLF FOR TOURISM, l’unico programma integrato di Marketing, Promozione, Commerciale e di Formazione dedicato al Turismo Golfistico in Italia.

italia

destinazione golf

L’

Italia non è mai stata considerata una destinazione golfistica e in questo comparto è ancora molto indietro rispetto a paesi come Spagna, Portogallo o Turchia, solo per citarne alcuni, che hanno con il golf esteso la stagionalità turistica ed incrementato notevolmente il proprio PIL. Ma il nostro Paese ha tutti i requisiti per presentarsi ai mercati internazionali anche per il turismo golfistico, vista la varietà e le peculiarità dei prestigiosi percorsi distribuiti in gran parte della penisola, ubicati in regioni e località di indiscusso pregio e valore artistico e culturale, uniche al mondo. L’assegnazione a Roma della Ryder Cup 2022 è un’occasione irripetibile per cominciare a supportare questo processo in modo strutturato e lavorare per posizionare nel mondo l’Italia e Roma, nello specifico, come una qualificata “Destinazione Golf”. Per perseguire questo obiettivo si possono cogliere elementi da case history di successo ma è assolutamente necessario supportare con mezzi adeguati le strutture ricettive e gli operatori turistici interessati al golf e metterli in condizione di rispondere con professionalità e competenza alle richieste del turista golfista che sceglie l’Italia, per le proprie vacanze. L’offerta da parte degli operatori deve essere completa e non limitata al solo golf e in grado di soddisfare anche le esigenze degli accompagnatori non golfisti, che devono trovare risposte adeguate per occupare, con attività culturali e di intrattenimento, il proprio tempo mentre part-

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ner e amici sono impegnati nel gioco. Qualità, servizio, attenzione sono e saranno sempre di più le prerogative a cui rispondere per soddisfare questa tipologia di turismo, capace di esprimere una spesa pro-capite al di sopra delle aspettative. La richiesta di professionalità e competenza viene soddisfatta dal Corso di Formazione per il Turismo Golfistico di Golf for Tourism, incentrato prevalentemente sul marketing e la conoscenza del mondo del golf, dei suoi mercati e canali di vendita. Un corso che prevede anche una fase conclusiva definibile nei termini “training on the job” finalizzata alla “conoscenza sul campo del prodotto golf” e necessaria sia per la costruzione dei pacchetti che per la preparazione del personale delle strutture coinvolte (Alberghi, Tour Operators, Agenzie di

Viaggio, Società di Eventi, ecc.). A tale scopo i corsi si svolgono all’interno di Golf Resort, così da offrire ai partecipanti la possibilità di toccare con mano “il mondo del golf” e conoscere tutti i servizi legati a questa tipologia di turismo. La Formazione è supportata da Fonservizi, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale, che finanzia piani formativi secondo le modalità previste dalla legge n° 388/2000. G4T-GOLF FOR TOURISM (www.golf4tourism.com) è una delle attività di G4B-GOLF FOR BUSINESS che per le attività di formazione e sviluppo del turismo golfistico ha abbinato ai 30 anni di esperienza nel mondo del golf di Luciano Pandolfini, quella di Stefano Albano (Consulenza Turismo) nell’incoming e l’internazionalizzazione del prodotto Italia nel mondo.


golf #golf

pevero

golf club Senza dubbio uno dei campi più belli del mondo, il Pevero Golf in Costa Smeralda rappresenta una delle più ambite destinazioni dei golfisti che amano praticare il loro sport preferito in scenari d’incanto. di Luciano Pandolfini

N

el presentare il Pevero Golf Club vogliamo dare un riferimento preciso per la Costa Smeralda, località incantevole che merita di essere frequentata non solo nei mesi estivi, e che esprime il massimo della sua bellezza in primavera ed in autunno, quando é possibile godere del suo fascino e delle sue esclusive bellezze, lontani dal caos dell’estate. Inaugurato nel 1972, il Pevero è uno dei più bei campi al mondo. Inserito nella natura della baia di Cala di Volpe, tra il verde ed i profumi della macchia mediterranea, le tipiche rocce della Gallura ed il mare meraviglioso del Golfo del Pevero, ha rappresentato una sfida per Robert Trent Jones che progettò e realizzò il percorso, riuscendo ad inserirlo nell’ambiente circostante

nel pieno rispetto dell’esistente, così come è armonicamente inserita la bellissima Club House che permette dalle sue famose terrazze la vista sia di Cala di Volpe che del Golfo del Pevero, oltre che delle buche di partenza e di arrivo del percorso di gioco. Il ristorante “La Terrazza” offre un servizio impeccabile per un’eccellente cucina internazionale con una suggestiva vista del campo. L’Open d’Italia del 1978, consacrò definitivamente il complesso a livello internazionale, estasiando tutti per l’esclusività dell’ambiente, per la bellezza della natura e per la tecnicità del percorso. Dal punto di vista del gioco, le buche del Pevero offrono un percorso particolarmente intrigante. Il vento di Maestrale che ha saputo sagomare le rocce di questa zona, può rendere i colpi particolarmente difficili. Il tracciato è

di 6.107 metri, per 18 buche par 72 e, oltre ad ospitare 70 bunker e diversi laghetti è reso particolarmente impegnativo anche dalle rocce e dalla fitta vegetazione del fuori pista. A detta di Luciano Cau, lo storico maestro del Pevero, la buca 15 è la più difficile e lui consiglia di approcciarla con un ferro corto per passare poi ad un legno dal fairway, anche se l’istinto spingerebbe ad usare normalmente un driver per il primo colpo. La buca 4 è un’altra di quelle particolarmente spinose, soprattutto per il vento che soffia sempre contro e per questo è consigliabile un ferro lungo da tee. Anche se il campo è adatto ad ogni livello di gioco, per esprimersi ai massimi livelli, ogni colpo richiede la massima precisione, anche perché si ha l’impressione che ogni buca, pur rigiocandola più volte, non sia mai la stessa.

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motori #motori

Aerodinamica, leggera e con prestazioni straordinarie sia su pista che su strada, vanta una accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,9 secondi ed una velocità massima superiore a 325 km/h.

lamborghi perform

C

he dire, già il nome è tutto un programma. Quando poi “sotto” si possiede anche un bel V10 da 640 CV, la brand experience diventa ancora più eccitante. Huracán Performante, presentata in occasione del Salone dell’Auto di Ginevra, è la nuova supersportiva della casa di Sant’Agata Bolognese, che combina nuovi materiali ultraleggeri con un’aerodinamica incredibile ed attiva dotata di aero vectoring, un set-up dedicato dello chassis, il sistema a trazione integrale e un gruppo motopropulsore ulteriormente migliorato. La Huracán Performante è il risultato della costante ricerca di innovazione da parte di Lamborghini che ha permesso di produrre una supersportiva in grado di segnare tempi da record, a cominciare da quello stabilito sul circuito tedesco del Nürburgring Nordschleife, classica pista dove le major di settore eseguono i loro test. “La Huracán Performante rappresenta l’unione di diversi sviluppi tecnologici che hanno portato alla produzione di una vettura dalle prestazioni perfette, “ha affermato Stefano Domenicali, Presidente e Amministratore Delegato di Automobili Lamborghini.” rendendo questa nuova supersportiva, l’emblema del DNA e dell’innovazione Lamborghini, con il quale abbiamo cercato di raggiungere, in ogni aspetto, l’apice del settore.” “Nessuna Lamborghini con motore V10 – termina Domenicali - aveva mai vantato prima prestazioni simili, sia su strada sia su pista, e tutto questo è perfettamente esemplificato dal suo nome: Lamborghini Huracán Performante.” Basata su un telaio ibrido in alluminio e fibra di carbonio, la carrozzeria della Huracán Performante nasce dall’unione dell’alluminio con il pluripremiato Forged Composite, ideato da Lamborghini e ampiamente usato per questo modello. Il Forged Composite è presente nei com-

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prova a pr ponenti strutturali della Performante, ad esempio nello spoiler posteriore e in quello anteriore, nel cofano del vano motore, nel paraurti posteriore e nel diffusore aerodinamico, garantendo così una diminuzione del peso di 40 kg. La Huracán Performante è dotata del sistema Aerodinamica Lamborghini Attiva brevettato da Lamborghini per questo modello, il quale offre una variazione attiva del carico aerodinamico per una maggiore deportanza o minore resistenza aerodinamica, migliorando così la stabilità complessiva della vettura. Il sistema è totalmente integrato nella macchina in termini di design, peso e prestazioni. Nella Huracán Performante è ben presente il DNA Lamborghini grazie ad un design che descrive ed enfatizza inconfondibilmente


ini huracan mante...

rendermi!

lo scopo della vettura e le tecnologie che la compongono come un capolavoro della tecnica, riprendendo le linee pure e le prestazioni delle Super Trofeo Lamborghini da gara, e puntando sul design che si ispira in particolare nella parte posteriore, a quello delle moto naked ad alte prestazioni, con il loro telaio in vista e la struttura “streetfighter” che ne esalta funzione e prestazioni. Lo spoiler posteriore di ispirazione racing e la parte posteriore, complessa e affascinante, completano il tutto. Come non parlare del nuovo motore aspirato della Huracán; è il più potente V10 mai prodotto da Lamborghini. Con una potenza di 640 CV (470kW) a 8.000 giri/min e una coppia pari a 600 Nm a 6.500 giri/min, si distingue per il nuovo collettore in bronzo che riprende l’eredità lasciata da precedenti motori in edizione speciale, come quello realizzato in occasione del 30° anniversario della Diablo. Infine, due parole sugli interni che richiamano decisamente le sue caratteristiche di leggerezza e vocazione aerodinamica: le bocchette di ventilazione, le leve del cambio, le maniglie delle porte e il tunnel centrale sono realizzati in Forged Composite. Per dare risalto allo stile sportivo, gli interni sono realizzati completamente in Alcantara leggera e scura, un tessuto usato anche per i sedili in cui, come optional, può essere incisa a laser una “Y”; in alternativa, sono disponibili sedili comfort con la stessa finitura. All’interno dell’abitacolo il conducente è a contatto diretto con tutte le funzioni aerodinamiche, non solo attraverso le prestazioni della vettura, bensì anche grazie alla speciale grafica del sistema ALA rappresentata sul quadro strumenti che indica l’attivazione del sistema, incluso l’aero vectoring. I nuovi display digitali della Huracán Performante sono configurabili in base alla modalità di guida selezionata, Strada, Sport o Corsa, ed uno di questi è dedicato ai dati dettagliati del sistema ALA riguardanti deportanza e resistenza aerodinamica. Il nuovo layout dell’abitacolo supporta l’Apple CarPlay e le relative applicazioni dell’iPhone, compreso il sistema di telemetria Lamborghini che consente al conducente di registrare, riprodurre e studiare le proprie prestazioni. E per i più esigenti, il programma Lamborghini Ad Personam consente al cliente di personalizzare la Huracán Performante in base ai propri gusti personali. La consegna dei primi modelli è prevista per giugno 2017, al prezzo di EUR 195.040,00 INFO: www.lamborghini.com

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viaggi #viaggi

tasmania Esplorare le lande selvagge di Fabio Sieni

s

ituata al largo delle coste meridionali dell’Australia, di cui fa parte, la Tasmania è un isola immersa nell’Oceano Indiano ed il Mar di Tasman ad est della Nuova Zelanda. Il paese vanta numerose riserve naturalistiche tra panorami montani, baie marine e foreste pluviali. La Wineglass Bay è una tra le spiagge più belle al mondo mentre, se si preferiscono i paesaggi montani, non può mancare un giro a bordo dello storico treno a vapore per addentrarsi nelle antiche miniere.

45 l Aprile 2017 l Sport Club


viaggi #viaggi

Escursioni Nel 2015 si aprirà la fase 2 del Three Capes Track, il più grande itinerario costiero escursionistico dell’isola: 35 km di sentieri rimessi a nuovo che si snodano lungo le stupende scogliere del Tasman National Park. Il parco mantiene costantemente aggiornati coloro che sono interessati tramite il suo sito internet www.parks.tas.gov.au. E’ possibile affrontare questo percorso da soli oppure in tour organizzati e passare diversi giorni nella natura lontano da ogni forma di civiltà. Ciclismo Nel 2011 è stata aperta una pista per mountain bike sui pendii del Mt Wellington. Il tracciato si chiama North-South Track ed è una delle piste più incredibili al mondo, vedere per credere. Esistono diverse aziende che noleggiano le proprie bici per affrontare il tracciato. Arte Una tappa obbligatoria per gli appassionati di arte e architettura è il MONA (Museum of Old and New Art). Il museo si è affermato come fulcro culturale di tutta l’Australia diventando famoso come “la Disneyland sovversiva per adulti”. Si tratta di un enorme struttura formata da diversi piani sotterranei nei quali sono custodite opere d’arte originali e controverse, come “Cinerarium” di Julia deVille, un corvo impagliato che veglia sopra un’urna contenete ceneri umane. Kayak La costa occidentale presenta diversi siti sia per gli appassionati di Kayak che per chi vuole tentare un rafting. Sul lungomare di Hobart la Freycinet Adventures offre un giro in kajak nel porto della città per principianti, ed escursioni lungo tutta la costa per i più esperti.

46 l Aprile 2017 l Sport Club


accessori #accessori

Primavera 2017

tennis per lui e per lei di Fabio Sieni

Pantaloncini Nike Flex Ace 7� primavera nero Uomo

Vita piatta elasticizzata, tasche laterali, fori di ventilazione nelle zone strategiche di sudorazione e lo swoosh nike situato sulla sinistra.

Sony Smart Tennis Sensor

Un tappo sul manico per diventare piĂš forte. Messo a punto da Sony, serve a per tracciare i colpi e capire come e dove migliorare. Una gran mole di dati visibili in tempo reale, colpo su colpo, mentre per conoscere alti e bassi nel corso di un match si possono archiviare fino a 12 mila colpi analizzabili nel post gara. 48 l Aprile 2017 l Sport Club


Maglietta nike RF primavera Uomo

Morbido cotone traspirante. Design con collo a V con bordo imbottito, maniche corte, grafica multicolore Nike e logo RF situato sul petto sinistro.

Nike Baseline 11” Printed Pantaloncini Donna Cuciture visibili dall’esterno. Ha il colletto largo, il girovita con elastico.

Nike Slam Breathe Canottiera Donna Cuciture visibili dall’esterno, logo stampato, Dettagli riflettenti Opaco.

Smash

Non indica orari né mostra notifiche, ma tutto ciò che succede sul campo. Non solo rileva i colpi ma traccia ogni movimento, delle gambe e della racchetta offrendo un’analisi completa e dettagliata dello stile di gioco.

Tennis Camera

Un’ applicazione disponibile solo su App Store (in 27 lingue, costa 3,59 euro) per misurare il servizio ricostruendo la traiettoria 3D del colpo. Rileva la velocità in Km/h e verifica se il servizio è buono oppure out e archiviando le performance permette di tracciare i progressi nel corso del tempo.

Polo Tech by Ralph Lauren

Nike Pro Dry Fit 3” Pantaloncini Donna

Estremamente comode per l’allenamento, senza rinunciare ad una buona dose di stile.

La prima Polo Hi-Tech, una t-shirt che integra dei sensori cuciti all’interno grazie ai quali è in grado di ottenere informazioni biologiche e fisiologiche dell’indossatore, inviate a una black box equipaggiata con accelerometro e giroscopio per registrare movimenti e direzioni. Realizzata in partnership tra Ralph Lauren e la startup canadese OMSignal, la maglia consente di conoscere in tempo reale battito cardiaco, livello di stress, respiro e dispendio di energia del tennista, rintracciabili su iPhone e iPad via app.

49 l Aprile 2017 l Sport Club


circoliadi #circoliadi

Circoliadi

un nuovo inizio Davide Troiani, l’organizzatore delle Circoliadi, ci racconta episodi e retroscena della cerimonia di inaugurazione delle olimpiadi dei circoli romani. di Fabio Sieni

U

na grande cerimonia di inaugurazione, che ha ricordato ancor di più quella che apre una vera Olimpiade. E’ stata dura l’organizzazione di un simile evento? La risposta è stata all’altezza delle aspettative? Circoliadi è partita a febbraio con la presentazione della manifestazione, presso il Forum, dove con Walter Casenghi si è organizzata una conferenza stampa degna di questa competizione, che vuole essere il centro dei rapporti dei circoli. A seguire c’è stata una grande cerimonia di inaugurazione, e qui bisogna ringraziare in primis i presidenti del circolo che ha ospitato la prima gara di nuoto, i fratelli Emanuele e Pietro Tornaboni con i quali c’è stata sintonia nell’organizzare questo evento. L’utilizzo della replica del braciere e della fiaccola di Roma 1960 è stata la ciliegina sulla torta. Sono state settimane impegnative ma il risultato si è visto ed è stato vincente, soprat-

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TESTE DI SERIE GRUPPI Circoli DUE PONTI NUOVO TUSCOLO ALL ROUND

JUVENIA LANCIANI GREEN HOUSE

NUOTO 5 Marzo presso DUE PONTI FITNESS domenica 9 aprile presso JUVENIA ore 11:00 RUNNING 21 Maggio presso il FORUM

VILLA AURELIA VILLA YORK JOLLY

FORUM CASSIANTICA NETTUNO

CIRCOLO TEMPO FORUM 7.57 JOLLY 8.09 ALL ROUND 8.17 DUE PONTI 3.19 VILLA YORK 8.35 NETTUNO 8.41 LANCIANI 8.53 VILLA AURELIA 8.58 GREEN HOUSE 9.20 CASSIANTICA 9.26 JUVENIA 9.35 N.TUSCOLO 9.54

Calcio tutto per l’atmosfera vissuta da tutti i soci e il pubblico che ha assistito alla cerimonia inaugurale e la prima gara. Oltre alla cerimonia, l’apertura delle gare con il nuoto. Perché questa scelta? Che presa ha avuto sul pubblico questo primo match? La scelta del nuoto come prima tappa è per tener fede all’olimpiade vera e propria, che si apre con il nuoto e si chiude con la maratona. La prima giornata ha avuto un grande successo. Le persone hanno assistito all’accensione del braciere, all’inno nazionale e vissuto l’appartenenza al proprio circolo, grazie a una manifestazione che vuole far vivere lo sport come passione e unione. Lo staffettone di nuoto ha dato già la percezione della competizione e dell’unione tra i soci, oltre che dell’attaccamento al proprio circolo. I presidenti che ruolo hanno avuto? Sono stati accanto ai loro soci e atleti? I presidenti sono fondamentali in questa manifestazione. Sono i garanti della lealtà delle squadre, sono i primi tifosi ed i primi a criticare in caso di non rispetto delle regole. Sono tutti uniti nel far crescere questa manifestazione, che sarà per il futuro il punto di forza dei circoli romani. Girando per i circoli, noto che scendono in prima linea a supportare e tifare per i propri soci, li incitano a fare squadra e ad organizzare amichevoli per tenere il vivo il senso di gruppo. Influisce sulla manifestazione anche il buon rapporto che c’è tra di loro, altro punto di forza di Circoliadi. Li ringrazio tutti pubblicamente perché, nonostante i loro tanti impegni, sono sempre presenti alle riunioni e alle gare. Che sensazioni hai avuto quando hai visto

GIRONE A GIRONE B DUE PONTI – NUOVO TUSCOLO 2-0 JUVENIA -LANCIANI NUOVO TUSCOLO – ALL ROUND 0-6 LANCIANI – GREEN HOUSE ALL ROUND -DUE PONTI 1-3 GREEN HOUSE – JUVENIA

3-0* 0-3* 2-3

GIRONE C GIRONE D VILLA AURELIA – VILLA YORK 0-10 FORUM – CASSIANTICA VILLA YORK – JOLLY 1-4 CASSIANTICA – NETTUNO JOLLY – VILLA AURELIA 6-0 NETTUNO – FORUM

0-2* 4-1* 6-8

CLASSIFICHE Girone A

CLASSIFICHE Girone B

CLASSIFICHE Girone C

CIRCOLO PUNTI DUE PONTI 6 ALLROUND 3 N.TUSCOLO 0

CIRCOLO PUNTI JUVENIA 6 GREEN HOUSE 3 LANCIANI 0

CIRCOLO JOLLY VILLA YORK VILLA AURELIA

FASI A GIRONI: Girone A + Girone B presso il circolo sportivo GREEN HOUSE dom. 26/03 12:00 Girone C + Girone D presso il circolo sportivo VILLA AURELIA dom. 26/03 11:00

PUNTI 6 3 0

FASI FINALI: 20 Maggio ore 10:00 al GREEN HOUSE

Burraco DUE PONTI NUOVO TUSCOLO ALL ROUND

JUVENIA LANCIANI GREEN HOUSE

VILLA AURELIA VILLA YORK JOLLY

FORUM CASSIANTICA NETTUNO

FASI A GIRONI e FASI FINALI: DATA: 1 aprile presso il circolo sportivo NUOVO TUSCOLO h. 14:00 FINALE DATA : 22 aprile presso ALL ROUND h. 14:00

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circoliadi #circoliadi tante persone riunite a sostenere i propri circoli e i propri atleti? E’ stato bello vedere le squadre unite, i soci sorridenti e felici, avvertire le loro emozioni nell’accensione del braciere. Sentirli cantare con passione l’inno, con la mano sul petto, ha ripagato lo sforzo dell’organizzazione di questa splendida manifestazione. Dalla presentazione alla prima tappa ho visto una grande cornice di pubblico. I soci seguono con piacere le gesta dei propri amici di circolo, che sono pronti a difendere i colori sociali di appartenenza. L’affluenza di pubblico è l’ennesima dimostrazione di quanto i soci tengano alle Circoliadi. Uno degli aspetti più interessanti di cui si è parlato in riferimento a Circoliadi è l’atmosfera che si vive nei singoli Circoli, dove si parla delle gare in arrivo e di quelle avvenute come di sfide da affrontare tutti insieme. Raccontaci qualche episodio. Tra gli aspetti interessanti c’è proprio il pubblico, e i soci che si scambiano opinioni e vivono con rispetto una forte rivalità per primeggiare al termine della competizione. Le scene più belle sono le strette di mano e le battute al termine degli incontri, durante i terzi tempi organizzati nei circoli. Vincitori e vinti condividono le esperienze e fanno nuove amicizie. E’ positivo vedere il rispetto nell’avversario e

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la voglia di organizzare amichevoli al di fuori dalle Circoliadi. Credo che questo sia il successo migliore che si potesse ottenere. Gli episodi che rimangono impressi sono sentir parlare di Circoliadi al di fuori della competizione e dei circoli. Questo segnale ci fa capire che stiamo lavorando bene e che i racconti dei soci e dei media stanno rendendo questa “olimpiade” tra circoli romani una grande manifestazione. Un assaggio di quello che ci aspetta nel prossimo mese. Nel mese in corso stiamo vivendo i gironi del padel, tennis e calcio per decretare poi i circoli che si affronteranno da fine aprile a metà maggio per le prime posizioni. Possiamo dire

che quest’anno, con l’aggiunta di 4 circoli, la lotta per il titolo sarà agguerrita fino all’ultima tappa. Nel mese di aprile si vivranno le due giornate della nuova attività, il Burraco, e termine dei 2 incontri si vedranno decretare i campioni e si assegneranno altri punti da aggiungere al medagliere. Il 9 aprile si svolgerà invece alla Juvenia quella che ritengo la tappa più bella ed emozionante dell’intera manifestazione, ossia il fitness, dove si sfideranno tutti e 12 i circoli con la partecipazione di ben 9 atleti per circolo. 3 le discipline da palestra; ciclette, rowing e tapis roulant. Vincerà il circolo che avrà fatto più km. Vi aspettiamo sui campi di gara.


PADEL GIRONE A GIRONE B DUE PONTI – N. TUSCOLO 6-0 JUVENIA -LANCIANI N. TUSCOLO– ALL ROUND 0-6 LANCIANI – GREEN HOUSE ALL ROUND -DUE PONTI 0-6 GREEN HOUSE – JUVENIA

5-2 0-6* 4*-2

GIRONE C GIRONE D VILLA AURELIA – VILLA YORK 5-2* FORUM – CASSIANTICA VILLA YORK – JOLLY 2-4 CASSIANTICA – NETTUNO JOLLY – VILLA AURELIA 2-4 NETTUNO – FORUM

2-4* 6-0 0-6

CLASSIFICHE Girone A CIRCOLO DUE PONTI ALLROUND N. TUSCOLO

PUNTI 12 6 0

CLASSIFICHE Girone B

CLASSIFICHE Girone C

CLASSIFICHE Girone C

CIRCOLO JUVENIA LANCIANI GREEN HOUSE

CIRCOLO PUNTI VILLA AURELIA 9 JOLLY 4 VILLA YORK 2

CIRCOLO FORUM CASSIANTICA NETTUNO

PUNTI 7 2 0

FASI A GIRONI: Girone A presso il circolo sportivo DUE PONTI sab. 11/03 h. 14:00 Girone B presso il circolo sportivo JUVENIA sab. 11/03 h. 14:00 Girone C presso il circolo sportivo VILLA AURELIA sab. 11/03 h. 11.00 Girone D presso il circolo sportivo FORUM sab. 11/03 h. 10:30

PUNTI 8 5* 0

FASI FINALI: DATA: 1°-8° CLASSIFICATO presso il circolo sportivo DUE PONTI sab. 29/04 h.14:00 9°-12° CLASSIFICATO presso il circolo sportivo JUVENIA sab. 29/04 h. 13:00

TENNIS GIRONE A GIRONE B DUE PONTI – N. TUSCOLO 6-2 JUVENIA -LANCIANI N. TUSCOLO– ALL ROUND 8-2 LANCIANI – GREEN HOUSE ALL ROUND -DUE PONTI 2-6 GREEN HOUSE – JUVENIA

8-0 3-36 6*-2

GIRONE C GIRONE D VILLA AURELIA – VILLA YORK 0-8 FORUM – CASSIANTICA VILLA YORK – JOLLY 8-1 CASSIANTICA – NETTUNO JOLLY – VILLA AURELIA 0-8 NETTUNO – FORUM

8-1 6-2 3-7

CLASSIFICHE Gruppo A CIRCOLO DUE PONTI ALLROUND N. TUSCOLO

CLASSIFICHE Gruppo B PUNTI 12 10 4

CIRCOLO GREEN HOUSE LANCIANI JUVENIA

CLASSIFICHE Gruppo C PUNTI 12 11 2

CIRCOLO VILLA YORK VILLA AURELIA JOLLY

CLASSIFICHE Gruppo C PUNTI 16 8 1

CIRCOLO FORUM CASSIANTICA NETTUNO

PUNTI 15 7 5

FASI A GIRONI:

FASI FINALI:

Girone A + Girone B presso il circolo sportivo LANCIANI dom. 19/03 h. 10:30

1°- 4° CLASSIFICATO presso il circolo VILLA YORK Dom. 14/05 11:00

Girone C + Girone D presso il circolo sportivo FORUM dom. 19/03 h. 12:30 DATA domenica 19 marzo

5°-8° CLASSIFICATO presso il circolo NUOVO TUSCOLO Sab. 13/05 alle 14:00 9°-12° CLASSIFICATO presso il circolo ALL ROUND Sab. 13/05 10:00 DATA 13/14 maggio

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psicologia #psicologia

Dott.ssa Simona Porcelli Psicologa clinica Esperta in Psicologia giuridica e scolastica Psicoterapeuta in formazione Tel. 338.8086975 Email: simonaporcelli@alice.it

C

la timidezza: un limite o una risorsa? Molti di noi hanno sofferto da bambini o soffrono da adulti del disagio dovuto alla  timidezza. La timidezza è un aspetto caratteriale che, nella nostra società estremamente competitiva e alla continua ricerca di perfezione, rischia di diventare una  fonte di disagio.  Ma capiamone un po di più…

hi è il timido? E’ colui che evita di prendere l’iniziativa in qualsiasi tipo di situazione sociale; si sente impacciato nelle interazioni con gli altri nonostante abbia il desiderio di affrontarle; ha una marcata tendenza a mantenersi in ombra.  Chi ne soffre manifesta una crescente difficoltà nello stare in mezzo agli altri sino ai giungere a casi estremi di isolamento sociale. La persona timida, quando deve relazionarsi con l’altro, comincia a sudare, ha il battito cardiaco accelerato, vive in uno stato d’ansia, in pratica si sente inadeguato e perennemente al centro dell’attenzione. Il disagio compare principalmente nell’infanzia o nell’adolescenza. Vari studi hanno individuato alcune situazioni familiari che possono favorire l’insorgere della timidezza, quali: I genitori rigidi e severi che non creano un clima di accoglienza emotiva; il figlio non solo non si sente libero di esternare ciò che prova senza venir giudicato/valutato, ma  tende a riproporre la stessa modalità nelle relazioni sociali e teme il giudizio esterno. I genitori timidi e introversi provenienti  spesso da famiglie  svalutanti che hanno contribuito  a creare un senso di insicurezza e inadeguatezza all’interno della propria famiglia. I genitori troppo protettivi e ipercontrollanti hanno paura del mondo fuori casa e di ciò che potrebbe accadere  senza la loro supervisione;

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non trasmettono la sicurezza di cui i bambini hanno bisogno per affrontare le situazioni sociali e cosi  i bambini si sentono sicuri solo “tra le mura domestiche” e non appena escono fuori dal loro ambiente questa certezza gli viene a mancare, trasmettendo loro un forte disagio e l’ insicurezza nel confronto con l’esterno. Da dove nasce e come si manifesta? Già nell’adolescenza, il soggetto percepisce con grande disagio i cambiamenti del proprio corpo, perdendo le sicurezze acquisite fino a quel momento e cambiando i suoi punti di riferimento che non sono più i genitori ma il gruppo dei coetanei. I pari diventano gli interlocutori più importanti tanto che il rapporto con loro può influenzare la sfera scolastica, sportiva e affettiva, ed essere timidi può esser vissuto come un problema.  La timidezza, in questa delicata fase dello sviluppo, può creare un considerevole disagio, spingendo, nei casi più gravi a ricorrere all’utilizzo di  alcolici o droghe per poter diventare più  sicuri, disinibiti e soprattutto riconosciuti dal gruppo dei coetanei. La persona timida fa fatica a sostenere lo sguardo dell’altro, a parlare in pubblico ma anche solo a dialogare con un estraneo; si sente al centro dell’attenzione come se venisse giudicato sempre e da chiunque lo incontri.  Parla poco e sorride in misura ancora minore; il suo sguardo non è mai diretto agli occhi dell’interlocutore, sentendosi di non essere mai all’altezza ed avendo la costante paura di disturbare

sempre. Il timido non prende mai una posizione chiara e netta, evita di contraddire gli altri e  non interviene mai durante le conversazioni. E’ Soltanto nelle situazioni dove il timido si sente sicuro che emergono le sue qualità e capacità.  Pensavate che la timidezza avesse anche dei lati positivi, ebbene si! Non ci dimentichiamo che  la timidezza non è un’aspetto negativo della persona ma ha innumerevoli qualità ed in particolare: - il timido si rivela particolarmente capace di ascolto e di empatia e la sua tendenza a restarsene in ombra ne fa un attento osservatore; - la preoccupazione di nascondere all’interlocutore il minimo segno di insofferenza o di tensione lo rende un buon lettore degli stati d’animo altrui; - in ambito scolastico, la sua discrezione e il suo desiderio di fare bene sono spesso apprezzati dai professori; - il desiderio di essere amato e approvato ne fa una persona attenta alle esigenze dei compagni ed è spesso disposto a sacrificarsi. Cosa si può fare per superare il disagio? In alcuni casi la timidezza viene superata con l’evoluzione naturale della persona, in altri casi è necessario un aiuto specifico  per rafforzare l’autostima, l’autonomia e la consapevolezza del proprio valore personale così da trasformarla in un vero e proprio valore personale. 


sport circensi #sportcircensi

discipline aeree Quando il Circo diventa sport

I

di Marta Angelucci

l fascino del Circo è conosciuto da tutti. Fin dall’antica Roma il Circus (dalla parola “cerchio”, vista la forma che avevano gli antichi circhi) è stato simbolo di magia e mistero. Con i suoi molteplici numeri ha sempre offerto una vasta gamma di intrattenimento, spaziando dalla giocoleria, agli sketch dei clown, alle esibizioni con gli animali (fortunatamente ormai in disuso), ai numeri acrobatici sia a terra che in aria. È proprio di questi ultimi che vogliamo parlare: le discipline aeree (in inglese aerial acts) stanno divenendo mano a mano sempre più conosciute e apprezzate anche al di fuori degli ambiti circensi. Le discipline aeree si avvalgono di una serie di strumenti, che permettono di eseguire figure e numeri diverse. Andiamo a vederli uno per uno. Tessuti aerei (Aerial Silk) Per tessuto, si intende una lunghissima fascia in nylon estremamente resistente, che pende in due pezzi dal soffitto dov’è agganciata, fino a terra. Può essere eseguito da un solo artista o anche in doppio; generalmente sono le donne ad eseguire tali numeri, ma in caso di presenza di un’artista maschile, è possibile svolgere

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figure in cui si richieda una maggiore forza fisica. In questo caso il maschio prende il nome di “porteur”, la donna invece il nome di “agile”. Lo scopo della performance è arrampicarsi sul tessuto, arrotolandolo intorno al corpo, alle mani, ai piedi in maniera tale da avere dei punti di appoggio durante la salita. È possibile aiutarsi col bilanciamento del corpo, rimanendo in tensione muscolare, o con dei veri e propri nodi

che vengono chiusi e rilasciati a seconda della necessità. Il numero consiste in salite, discese, giravolte, spaccate e si conclude spesso con una caduta verso il basso, spesso mista a varie giravolte. Fra le figure più conosciute ricordiamo il “Buddha”, il “pipistrello” o le varie chiavi come la “chiave del piede” (il primo blocco che viene insegnato, che permette di reggersi al tessuto) o la “chiave del ventre”. Una variante dei tessuti


può essere l’Amaca (o goccia o rete), in cui le due estremità dei tessuti scendono a terra formando come una culla. Essendo uno strumento più facile e meno faticoso, viene utilizzato anche per l’Antigravity Yoga. Palo cinese Il palo cinese è un palo molto ampio rivestito di gomma e montato in verticale sulla quale fare figure molto fisiche, solitamente con delle scarpette di gomma morbida. Questa disciplina ha origini molto antiche: veniva eseguita dagli acrobati dei primi circhi cinesi e giapponesi. È dal palo cinese che proviene la pole dance, inizialmente praticata dai circensi cinesi, poi dai russi. Curiosamente, all’inizio era una disciplina esclusivamente maschile, poiché era necessaria una forte muscolatura, spesso carente nelle donne. Corda aerea (Corde Lisse) Estremamente simile ai tessuti aerei, si distingue da essi poiché lo strumento utilizzato è una semplice corda molle verticale (per capirci, la stessa corda su cui si arrampicano i militari durante i loro esercizi). È una via di mezzo fra i tessuti e il palo cinese, essendo rigida e flessibile insieme. Non si distingue in particolar modo dalle figure dei tessuti aerei, ma è possibile aggiungere numeri come i flip o knee lock. La corda deve scorrere fra alluce e illice, che fungono da presa. È utilizzata soprattutto in ambito maschile, essendo estremamente dolorosa e difficile da gestire a livello muscolare. Cerchio aereo (Hoop/Lyra) L’atleta utilizza nelle sue figure un cerchio in metallo che si appende al soffitto. Si utilizza nella sua interezza, in un continuo alternarsi di figure sia statiche che in rotazione. La solidità del mezzo lo differenzia completamente dai tessuti, mobili e sfuggevoli. Estremamente simile a un Hula-hoop, a volte il cerchio ha un supporto per mani o piedi in cui l’artista può fissare la propria parte del corpo e svolgere altre acrobazie. Cinghie aeree (Straps) Gli straps sono delle fascette con un’asola in fondo dove infilare la mano. Si usano un po’ come gli anelli, ma la presa è facilitata proprio dall’asola che avvolge tutta la mano. Fra spaccate, verticali e discese libere, le cinghie si distinguono dai tessuti proprio per la loro elasticità, che è il punto forte della performance. Trapezio Forse uno degli strumenti più famosi del Circo. Estremamente celebre nella sua versione volante dove gli acrobati si lanciano da un capo all’altro del tendone e si riprendono al volo. Ma il trapezio può essere anche statico e permette di eseguire figure, giri e vari movimenti. Unisce la rigidità della barra centrale alle due corde che lo tengono appeso. Il razzo aereo e lo Spiderman sono due numeri molto famosi per cui viene utilizzato il trapezio.

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quirino #quirino

il borghese Al teatro Quirino dal 18 al 30 aprile

U

n ricco borghese, il signor Jourdain, sogna di diventare nobile, tra persone prive di autentiche qualità come adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. È circondato dal maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia. La trama si arricchisce delle rivalità tra i diversi maestri che scroc-

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cano denaro a Jourdain e ciascuno di loro ritiene e predica che la propria arte, la propria scienza, è il fondamento primo dell’esser un gentiluomo. A questi si contrappone la moglie, donna estremamente pratica e razionale che cerca di farlo rinsavire. Alla coppia dei Jourdain se ne aggiunge una secondaria, i rispettivi servitori dei due coniugi: la servetta Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello, innamorati tra di loro.


gentiluomo Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello, vestito da turco e parlando un turco maccheronico, si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è qui per sposare Lucilla, la figlia di Jourdain. Jourdain, lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa. Di fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di dare in sposa

sua figlia al non nobile ragazzo che ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale e anche la moglie che, pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, gli si schiera contro lasciandolo definitivamente solo nella sua folle utopia. Al termine della vicenda Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Molière.

Roberto Toni per ErreTiTeatro30 EMILIO SOLFRIZZI IL BORGHESE GENTILUOMO di Molière con (in ordine alfabetico) Viviana Altieri Anita Bartolucci Fabrizio Contri Nico Di Crescenzo Cristiano Dessì Lisa Galantini Lydia Giordano Simone Luglio Elisabetta Mandalari Roberto Turchetta scene Andrea Taddei costumi Sandra Cardini regia ARMANDO PUGLIESE personaggi e interpreti Monsieur Jourdain, borghese Emilio Solfrizzi Madame Jourdain, sua moglie Anita Bartolucci Lucilla, figlia di M. Jourdain Viviana Altieri Nicole, serva Lisa Galantini Cleonte, innamorato di Lucilla Roberto Turchetta Coviello, servitore di Cleonte Cristiano Dessì Dorante, conte amante di Dorimene Fabrizio Contri Dorimene, marchesa Lydia Giordano Madame Jourdain, sua moglie Anita Bartolucci Maestro di musica Nico Di Crescenzo Allievi musicisti Cristiano Dessì Viviana Altieri Lydia Giordano Maestro di ballo Elisabetta Mandalari Maestro di scherma Roberto Turchetta Maestro di filosofia Simone Luglio Maestro sarto Cristiano Dessì Aiutanti del sarto Nico Di Crescenzo Elisabetta Mandalari Un Muftì Simone Luglio

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redazionale

e adesso

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l ’auto si acquista su facebook Hurry! sbarca sulla piattaforma social e cambia la geografia della mobilità. Fatturato record per la start up, partner di ALD Automotive, divenuta primo canale on line per auto nuove

D

alla sharing economy alla “social economy”: la vendita di auto e servizi sbarca infatti su Facebook. Hurry! innovativa start up della mobilità online estende la sua presenza sulla famosa piattaforma social con una vetrina interattiva (@HurryBot)  dove è possibile acquistare prodotti e servizi automotive. Con pochi click su Messenger, gli internauti, guidati in chat da un assistente virtuale, possono scegliere la soluzione più adatta e conveniente alle proprie esigenze, dalle opzioni pay per use al noleggio (di auto, suv, moto, minicar), dall’acquisto dell’usato alle varie a offerte shopping presenti sul sito. Per Hurry!, società diventata il primo portale di e-commerce dedicato al mondo della mobilità, non e’ l’unica novità: a due anni dalla partenza chiude infatti il 2016 con  un volume d’affari che raggiunge quota 42 milioni di euro, in aumento del 135% sul 2015; e con performance interessanti anche sugli altri segmenti: +340% per le offerte più innovative come Ricaricar, il servizio dedicato alle auto che “ricaricano” i chilometri come con la sim di un telefonino; otto milioni le persone che hanno visitato il sito web a caccia di nuove offerte. Sono numeri che confermano la tendenza sempre più marcata di un nuovo modo di vivere l’automobile, dove  l’utilizzo, flessibile e senza pensieri del veicolo, sostituisce la proprietà del mezzo, diventata in questi anni sempre piu’ onerosa e poco conveniente. Su the-hurry.com il cliente può trovare un veicolo nuovo a partire da 4 euro al giorno. Una proposta che piace al pubblico. E’ un

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mondo di giovani, per lo piu’ laureati, ma anche di manager di mezza età e donne, l’identikit del consumatore utente tracciato dai numeri della start up. Un pubblico che sceglie online e scarta l’acquisto tradizionale per dirigersi sulle nuove forme di mobilità, e tra queste, in particolare, il noleggio a lungo termine o il pay per use dove i chilometri si ricaricano (e si pagano) a seconda delle proprie effettive esigenze (offerta “Ricaricar”). Il fattore vincente è la formula “tutto compreso”: il cliente infatti deve pensare solo alla benzina perché bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione RCA con copertura in caso di infortunio al conducente ed esonero da responsabilità per incendio, furto e danni al veicolo sono a carico della societa’, che offre anche  la possibilità del ritiro dell’usato. E che la formula abbia cambiato le abitudini degli acquirenti, lo dimostrano anche gli altri numeri del “boom” 2016:  +180% per i contratti di noleggio a lungo termine; +96% per gli utenti registrati sulla piattaforma mentre le interazioni sui social segnano un +172% in un anno; infine +37% per le vendite on-line di veicoli usati che Hurry presenta con offerte fino al 15% inferiori alle quotazioni di “Quattroruote”. Hurry!, start up al 100% italiana, opera in virtù di una partnership strategica esclusiva con ALD Automotive Italia, leader mondiale del noleggio a lungo termine e della mobilità che è garanzia della qualità dei prodotti e dei servizi offerti. La societa’ ha sedi a Roma e Milano, mentre le piattaforme logistiche sono ad Aprilia, Roma (2), Milano (2), Crema, Brescia, Salerno e Agrigento.


Sportclub aprile 2017  
Sportclub aprile 2017  
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