Pejo Magazine Estate 2018 in Val di Pejo Trentino

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Appuntamenti

Gourmet

Cultura e tradizioni

Sport e attivitĂ

Natura

Salute e benessere

2018


natura

Val di Pejo e l’oasi protetta del Parco Nazionale dello Stelvio vi presentano‌.


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natura

un’oasi di incontaminata nel Parco Nazionale dello Stelvio


cultura e tradizioni dove

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si tramandano di padre in figlio


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5 il paradiso di

sport e attivitĂ

all’aria aperta...


dove i sapori di un tempo incontrano l’innovazione della cucina

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gourmet


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esperienze da non perdere in Val di Peio

Festa dei Fiori

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2-10 GIUGNO Rigenerati nella natura con la fioritura delle piante spontanee nell’oasi del Parco Nazionale dello Stelvio. Cerchi equilibrio psico-fisico, ami il cibo genuino, vuoi conoscere le proprietà e gli innumerevoli utilizzi delle piante e fiori? Ecco la proposta che fa per te dove benessere, rigenerazione, ricerca del gusto, digital detox si intrecciano in una armoniosa convivenza.

Bike Week

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16-24 GIUGNO Scoprire la Val di Peio e il Parco Nazionale dello Stelvio in sella alla bicicletta? Oltre 100 km di trail per ammirare i luoghi più belli della valle. E ancora la Liv Woman’s Adventure, la terza tappa del Campionato Nazionale E-Enduro a Pejo Terme, lo speciale Idrobike alle Terme di Pejo, la Pump-Track per i bambini con le bici Strider a Cogolo e la bellissima pista ciclabile della Val di Sole. Non vorrai più scendere dalla bicicletta!

Viviamo l’acqua

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30 GIUGNO - 8 LUGLIO Acqua, l’oro blu della Val di Peio. L’incanto dei giochi d’acqua creati dalle numerose cascate, laghetti alpini e torrenti attraverso le nostre escursioni, scoprite i benefici effetti delle cure proposte alle Terme di Pejo e l’immenso valore di questa fonte rinnovabile.


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Mountain Week

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14-21 LUGLIO La montagna vissuta a 360 gradi dai bambini. Fiore all’occhiello della Val di Peio con le sue vette maestose, la montagna viene reinterpretata per far innamorare i bambini della Val di Peio in uno speciale di 6 giorni cui si affiancano attività per adulti e appassionati della storia nell’ultimo anno di celebrazione del centenario della Grande Guerra. E ancora grandi eventi sportivi, importanti inaugurazioni e molto altro.

Festa dell’Agricoltura

13-16 SETTEMBRE Gli antichi mestieri di montagna celebrati per trasmettere a tutti i nostri ospiti tradizioni, sapori e valori delle nostre genti. Dalla festa del raccolto del lino alla tosada di Peio, dalla desmalgada agli show-cooking stellati fino al palio delle frazioni. Un ricco programma di eventi, attività e laboratori per chiudere in grande stile la stagione estiva.

L’autunno dei cervi

Nel Parco dello Stelvio

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14-16 SETTEMBRE Fotografare gli animali del parco Nella natura incontaminata, con Ambiente Trentino potrete imparare tecniche di appostamento e i trucchi dei grandi fotografi naturalisti. Un work-shop a cura di Mattia Dori sulle orme degli animali del Parco. 20-23 SETTEMBRE Il bramito del cervo Il richiamo d’amore dei cervi squarcia il silenzio del bosco settembrino. In questo periodo dell’anno si può incontrare il Re della foresta, solitamente sfuggente per natura.


MAGAZINE A CURA DEL CONSORZIO TURISTICO PEJO 3000 Marco Canella - Presidente Salomea Pasquale - Vice Presidente Stefano Cronst - Direttore Elisabetta Corrias - Segreteria e organizzazione Elisa Rauzi - Segreteria CONSIGLIERI: Paolo Canella, Massimo Caserotti, Simone Bernardi, Francesco Dell’Eva, Viviana Marini, Gianpietro Martinolli, Enzo Monari, Simone Pegolotti, Giuseppe Penasa, Ivana Pretti, Enrico Sonna, Aurelio Veneri, Mariano Veneri CON LA COLLABORAZIONE DI: Fabio Moratti Social media management Luca Albrisi, Ilary Bontempelli, Ivan Callovi FOTO DI: Archivio APT Val di Sole, Busacca Produzioni Video, Nitida Immagine, Parco Nazionale dello Stelvio, Stefano Cronst, Alice Russolo photography PROGETTO GRAFICO ED EDITING: Agenzia Nitida Immagine

CON IL SOSTEGNO DI: Comune di Pejo e tutti i nostri consorziati

sommario

2 Cultura e tradizioni 5 Sport e attività 6 Gourmet 8 Sei esperienze da non perdere in Val di Peio 11 Dopo un inverno come questo... la festa dei fiori 14 Pedalando in bicicletta... nel Parco Nazionale dello Stelvio 19 Acqua + Bike = Hydrobike 20 Immergiti! 21 Passeggiata delle Terme: rilassati, ascoltati, rinfrescati 22 Acqua, viva! 23 Acqua: energia sostenibile 24 Pesca 26 Il Parco Nazionale dello Stelvio 28 Consigli utili e norme di comportamento 30 Il bosco degli Urogalli 32 Mountain Week e lo speciale per i Giovani Esploratori 33 Centenario della Grande Guerra 34 I numeri del Vioz: chi sarà il prossimo re? 38 170 caprette 40 La Festa dell’Agricoltura 44 La neve

Anche i CAMPIONI leggono PEJO


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Dopo un inverno come questo... Dopo un inverno come questo, ricco di neve, la nostra percezione del suo protrarsi diventa importante al punto che l’avvistamento del primo bucaneve è un evento eccezionale, la natura si sta svegliando. Tutti quest’anno più che mai, abbiamo voglia di celebrarla, di festeggiarla e desideriamo farlo anche con te mostrandoti ciò che di straordinario succede nella riserva naturale del Parco Nazionale dello Stelvio. Fiori e piante rapiscono i nostri sguardi con i loro colori e ci riempiono il cuore con i loro profumi. Il beneficio non è solo per lo sguardo, dietro a tutta questa bellezza si celano proprietà e rimedi naturali tramandati di padre in figlio, di cui vogliamo renderti partecipe.

Festa dei Fiori 2-10 GIUGNO

LA FESTA DEI FIORI: RITORNIAMO ALLA NATURA La festa dei fiori vuole diventare l’occasione per osservare con attenzione una pianta, un fiore, comprenderne i benefici e l’uso che possiamo farne a scopi benefici per noi stessi, un modo per rivendicare il nostro diritto ad una vita sana e genuina, la volontà di riconciliarsi con l’ambiente che ci circonda. Nell’era del progresso, della tecnologia, e della globalizzazione, facciamo un passo indietro, stabilendo un rapporto più autentico con la natura. Dimentichiamo il caos, i rumori della città: camminiamo insieme tra prati e boschi, preferendo la quiete e il silenzio. TI SEI MAI CHIESTO QUEST’ARIA PURA DA DOVE ARRIVA? No, non è una questione di altitudine, e nemmeno di traffico automobilistico limitato nelle nostre vallate… Il grosso del lavoro lo fanno i nostri boschi, il merito lo dobbiamo alla grande quantità di piante che ogni giorno ci regalano l’ossigeno. Le piante, dalle sostanza semplici come i sali minerali, l’anidride carbonica e l’acqua, con l’aiuto dell’energia solare captata con la clorofilla, sintetizzano sostanze complesse, attraverso il processo che tutti conosciamo con il nome di fotosintesi, costruendo i propri tessuti e le sostanze in esso contenuti. Durante questo processo, sprigionano inoltre l’ossigeno. “L’UOMO È CIÒ CHE MANGIA” Lo diceva Feuerbach e allora tanto meglio sapere quello che c’è nei piatti che mangiamo ogni giorno, anzi, meglio ancora andare a raccoglierlo. Dal 2 al 10 giugno avrete il piacere di impare a conoscere e portare nelle vostre cucine, direttamente dai prati e boschi del Parco Nazionale dello Stelvio le preziose erbe alimurgiche che il nostro Chef stellato vi insegnerà a utilizzare. È così che abbiamo deciso di dare il via alla stagione estiva in Val di Peio, dandoti una gustosa scusa per scappare dalla calura cittadina e rigenerarti con il piacere dei segreti stellati.

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ARNICA MONTANA, PANACEA LAPSORUM

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L’Arnica (Arnica montana), appartenente alla famiglia delle Composite, è una straordinaria pianta erbacea dalle innumerevoli proprietà che abbellisce i pascoli di montagna, terreni umidi e acidi, prediligendo le zone soleggiate del Parco Nazionale dello Stelvio in Val di Peio, fino a 2500 metri di quota. Una pianta perenne, tenace, che non teme il freddo. Gli amanti della simbologia riconoscono nel suo colore, l’energia dei raggi del sole. Da un punto di vista più scientifico, le proprietà dei fiori di arnica e i benefici per la salute associati al loro impiego hanno fatto sì che quest’erba si guadagnasse il titolo di “Panacea Lapsorum” (toccasana dei caduti). Al suo interno si nascondono infatti sostanze ed oli essenziali alleati del benessere. I suoi fiori di colore giallo intenso a forma di margherita, sono la parte utilizzata in fitoterapia e in erboristeria. Tra le tante virtù, la più nota dell’Arnica è la sua capacità di dare sollievo dal dolore con il suo effetto antinfiammatorio e di favorire la guarigione da

diversi infortuni, dai lividi, favorendone il riassorbimento, alle distorsioni di cui si può essere vittime quando per esempio pratichiamo dello sport. I principi attivi contenuti nell’Arnica le conferiscono proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche, antidolorifiche e stimolanti la circolazione. Ma attenzione a non ingerirla! Come lo yin e lo yang anche l’Arnica può riservare brutte sorprese: se mangiata può avere fastidiosi effetti dovuti alla sua tossicità. Il fiore, che tecnicamente viene definito “capolino”, viene raccolto e lasciato asciugare all’ombra fino a completa essiccatura. L’arnica è utilizzata soprattutto sotto forma di pomate, gel e creme, i prodotti che possono essere assunti per via orale sono quelli omeopatici. Per la salvaguardia dell’ambiente alpino, sono protette tutte le specie erbacee ed arbustive, i muschi ed i licheni a diffusione naturale in tutto il territorio provinciale. Non si possono perciò raccogliere più di 5 steli fioriferi per ogni specie, escluse quelle particolarmente tutelate, nelle quali l’Arnica non rientra.


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IL BURRO DI MALGA ALLE ERBE DI MONTAGNA IL SOFFIO VITALE DEL TIMO Timo selvatico (Thymus serpyllum) è una pianta aromatica della famiglia delle Labiatae legnosa alla base, strisciante e sempreverde che forma un intreccio fitto di rami serpeggianti, da cui deriva il suo nome scientifico. Il timo selvatico ama il sole e i terreni asciutti e si raccoglie tra maggio ed agosto durante il periodo della fioritura. Il suo nome deriva dal greco Thymòs che ha anche il significato di anima, soffio vitale e in passato si credeva che l’anima dei defunti potesse riposare nei suoi fiori. Molto simile al Timo, il Serpillo è particolarmente apprezzato per l’aroma più tenue e gradevole che dipende dal minor contenuto di olio essenziale e di timolo. Ha proprietà eupeptiche, carminative e antispasmodiche, ed esercita un’azione benefica sull’apparato respiratorio grazie alle sue doti balsamiche. Le foglie e i fiori di timo serpillo si possono utilizzare come quelle del fratello volgare, in genere essiccati per aromatizzare e insaporire, freschi come elemento decorativo dei piatti.

Vi consigliamo di preparare questa fantastica crema che può essere spalmata sul pane di segale (provatelo con i veri “Paneti” della Val di Peio!) per accompagnare antipasti di salumi e secondi piatti a base di carmi alla brace. INGREDIENTI 100 g di burro di malga 1 gambo di sedano 1 cipollotto fresco 3 foglie di basilico fresco 1 cucchiaio di succo di limone un pizzico di sale PREPARAZIONE Inserisci tutti gli ingredienti nel mixer e amalgama il composto fino ad ottenere una crema omogenea. Abbatti la temperatura in frigo prima di servire.


Pedalando in bicicletta… nel Parco Nazionale dello Stelvio

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La bici sta tornando alla ribalta come il mezzo di trasporto ecologico per eccellenza, a tal punto che nelle grandi città europee le infrastrutture e le strade dedicate alle due ruote si moltiplicano ogni anno. Anche in Val di Peio la pensiamo così e vogliamo darti la possibilità di esplorarla in sella alla bicicletta: con un impatto ecologico davvero esiguo, potrai raggiungere luoghi di straordinaria bellezza, godendo di panorami mozzafiato... e le salite impervie con i grandi dislivelli? Pensi che questo sia un limite insormontabile? Non ti preoccupare, ci abbiamo pensato noi! o meglio, ci ha pensato la tecnologia, con l’avvento delle E-bike.

IN SELLA ALL’E-VOLUZIONE! Il mondo della mountain bike, grazie alla tecnologia ha compiuto passi da gigante e ci mette a disposizione bici agili e scattanti ma allo stesso tempo confortevoli e sicure, che consentono di esplorare ambienti a prima vista impervi e coprire distanze che a piedi potremmo fare in giorni di cammino. Con l’e-bike inoltre è possibile superare tratti di salita anche molto duri, riducendo lo sforzo in ragione dell’assistenza richiesta al motore elettrico e alla batteria, ausilio alla pedalata muscolare.


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Bike Week 16-24 GIUGNO

CHE NE DICI DI CARICARE LE BATTERIE IN QUOTA? Sì sì, hai proprio capito bene! Il nuovo progetto della Pejo Trail Arena vede la luce nel 2017 e decide di diffondersi rapidamente sul territorio mettendo a disposizione una rete capillare di stazioni di ricarica realizzate dal Parco, 10 al momento, dislocate tra malghe e rifugi del territorio. Una rete di trail e gravel road inanellano un tour di oltre 100 km, per ogni livello di abilità, dalla facile pista ciclabile all’impegnativo passo alpino. Abbiamo pensato proprio a tutti e i puristi della bike che di motori e batterie non ne vogliono sapere, potranno pedalare i nostri trail grazie alla Cabinovia Tarlenta. Superare in pochi istanti il dislivello tra Pejo Terme e i 2000 metri del Rifugio Scoiattolo sarà un gioco da ragazzi. Per la discesa si potrà scegliere tra i trail di Covel o quelli di Malga Talè e Malga Mare. Non ci sono più scuse, la Val di Peio in sella è davvero per tutti! Per rendere meglio l’idea di ciò che la Val di Peio può offrire agli amanti delle due ruote, agli esploratori che desiderano viverla e osservarla da un’altra prospettiva, durante la Bike Week saranno tanti gli appuntamenti imperdibili: sia per la famiglia che della bici ha fatto la propria ragione di vacanza, sia per chi desidera avvicinarsi a questo mondo green e altamente coinvolgente.

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E PER I PICCOLI RIDERS? 21-24 giugno Abbiamo pensato anche a loro! Avranno a disposizione un pump-track tutta per loro allestita per 4 giorni di divertimento all’aria aperta a bordo delle Strider. Le Strider sono le biciclette a bilanciamento senza pedali che aiutano i più piccoli a trovare in autonomia l’equilibrio necessario per diventare i grandi campioni di domani. Le Strider non sono state pensate e realizzate dalle multinazionali di giocattoli come tanti sono soliti pensare, ma da genitori appassionati di ciclismo che hanno preferito infondere ai propri figli, fin dai primi passi, la passione per questo sport.

E-ENDURO POWERED BY SPECIALIZED 16-17 giugno

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La terza tappa del Circuito Nazionale di E-Enduro tocca la Val di Peio per il primo anno. Il percorso che avrà come baricentro Pejo Terme e si articolerà su tracciati naturali con viste e passaggi unici. Gli atleti in gara affronteranno un tracciato all-mountain, quindi un percorso dal dislivello sia positivo che negativo. L’essenza della gara è quella di una prova di regolarità alla quale si somma il tempo di quattro Prove Speciali cronometrate. Gli atleti saliranno in quota utilizzando la cabinovia Tarlenta dove partiranno i trasferimenti per le PS. Per il pubblico appassionato sarà allestita una expo-area nel piazzale delle Terme di Pejo dove poter ammirare e in alcuni casi provare con mano le ultimissime novità del mondo bike.

LIV WOMAN’S ADVENTURE A poche settimane di distanza dal Giro d’Italia, un’altra zona del Trentino si tinge di Rosa… questa volta il “plotone” sarà diverso, interamente femminile! La Val di Peio ospita il raduno-evento di Liv, importante brand internazionale che ha deciso di dedicare tutta la sua esperienza nel mondo bike ad esclusivo appannaggio del mondo femminile. L’occasione sarà unica, per fare nuove amicizie, per dedicarsi a se stesse, rigenerarsi e tornare a casa più cariche che mai! Durante una 3 giorni di puro sport, la Val di Peio ospiterà l’area expo, catapultando il paese di Peio in un vero e proprio campo base dedicato al mondo della mountain-bike, uno dei tanti modi per vivere appieno il nostro territorio.


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Acqua+Bike = Hydrobike L’hydrobike altro non è che utilizzare la cyclette in acqua a ritmo di musica, quello che sulla terra ferma siamo soliti chiamare con il nome di spinning. Ma sei proprio sicuro che serva solo per tonificare il corpo e dimagrire? I nostri special guest la scorsa stagione estiva hanno confermato che l’hydrobike è ottimo anche per allenarsi e non stiamo parlando di un allenamento qualsiasi ma dello specifico allenamento per calciatori professionisti che scelgono ormai da diverso tempo la Val di Peio e con essa anche le sue preziose acque termali. L’hydrobike migliora la resistenza e rafforza la muscolatura: le continue variazioni di intensità in una sessione di allenamento stimolano la muscolatura che ne esce rafforzata. Gli esperti della preparazione atletica, consigliano le sedute di Hydrobike anche per il recupero e il defaticamento dopo lavori intensi e sforzi prolungati.

SPECIALE HYDRO BIKE ALLE TERME DI PEJO La bici per tutti Dal 21 al 24 giugno


Immergiti! RITROVARE LA FORMA FISICA GRAZIE ALL’ACQUA TERMALE Ritrovare la forma fisica grazie all’acqua termale, prendersi cura del proprio corpo per ritrovare l’armonia interiore. Le Terme di Pejo anche per questo, sono un toccasana ad ogni età. Fare esercizi sulla terra ferma è un ottimo inizio, bastano 10 minuti al giorno di attività fisica per sentirne i benefici. In Val di Peio ti proponiamo di farli nell’acqua per moltiplicarne i benefici. L’AcquaGym o ginnastica in acqua, consiste nell’effettuare dei movimenti che puntano a tonificare diverse parti del corpo, con o senza accessori, rimanendo immersi nell’acqua. Tonificare, rafforzare e potenziare la muscolatura ma non solo… Si dà il caso infatti che fare AcquaGym faccia bene anche al nostro apparato cardiocircolatorio e che, abbinato alla musica, diventi un vero e proprio allenamento per il nostro cuore!

6 MOTIVI PER SCEGLIERE L’ACQUAGYM

traumi: in acqua galleggiamo e sentiamo solo 1 Zero il 10% del nostro peso corporeo, perciò limitiamo la possibilità di farci male. Ecco perchè l’AcquaGym è indicata a tutti, dalle mamme in dolce attesa alle persone che fanno fisioterapia e cure riabilitative. Fluidità di movimento: essendo leggeri in acqua riusciamo a compiere i movimenti con maggior fluidità. Tonicità: senza accorgerci, muovendosi nell’acqua si utilizzano tutti i muscoli, rendendo il nostro corpo armoniosamente tonico. Brucia calorie: il corpo innesca un meccanismo di

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difesa nei confronti della temperatura dell’acqua e inoltre l’acqua oppone resistenza al movimento, costringendo i muscoli a lavorare più intensamente e a richiedere un apporto maggiore di calorie. Benefici alla circolazione: la pressione dell’acqua e l’idromassaggio che si crea grazie ai movimenti, stimola il ritorno del sangue al cuore. La pressione dell’acqua essendo maggiore in profondità, lascia le caviglie maggiormente drenate. Relax: la temperatura dell’acqua favorisce il rilassamento muscolare e anche psicologico. Addio, dolori, rigidità e stress.


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Passeggiata delle Terme: rilassati, ascoltati, rinfrescati Dicono che camminare aiuti a rilassarsi, sostengono che fare yoga ci porti a ritrovare noi stessi, e che bere l’acqua termale oltre che dissetare sia pure salutare… tutto vero! E se facessimo tutte e tre queste cose assieme? Il risultato sarebbe senza ombra di dubbio positivo! Ecco perchè quest’estate ti proponiamo la passeggiata delle Terme. Una tranquilla attività alla quale potrai partecipare durante il tuo soggiorno a Peio, che consiste in una passeggiata, unita ad una sessione di Yoga Express, adatta a tutti i livelli e a tutte le età. Per concludere assaggeremo le tre sorgenti delle Terme di Pejo.


Viviamo l’acqua

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30 GIUGNO - 8 LUGLIO

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In Val di Peio l’acqua compie un ciclo di vita completo: cade come neve sulle alte vette dove attende il disgelo e la bella stagione per sciogliersi e alimentare le sorgenti. Durante questo lungo processo, che si reitera da millenni, plasmando i contorni del paesaggio, si arricchisce di preziosi oligoelementi, utili per la nostra salute. Da molti secoli, le genti che hanno abitato la Val di Peio, hanno compreso che questo straordinario viaggio dell’acqua aveva un suo intrinseco significato ed hanno appreso come goderne e trarne ogni beneficio. In origine furono le Acque Termali, conosciute dal tardo medioevo, apprezzate in tutta Europa e vendute nelle farmacie di allora in preziosi flaconi di vetro, come rimedio per le patologie dell’apparato digerente. Poi venne il tempo del suo sfruttamento come risorsa energetica e furono eretti grandi muri di contenimento per alimentare le centrali idroelettriche, tutt’oggi funzionanti e sempre più efficienti. Fino ad arrivare ai tempi nostri, frenetici e globalizzati, ultraconnessi e distratti, dove nel nostro immaginario l’acqua e il suo percorso sono metafora della nostra destinazione. Ti vogliamo accompagnare lungo il suo incedere da monte a valle, per poterla conoscere nella sua intimità, nell’oasi del Parco Nazionale dello Stelvio. Ti guideremo in un percorso dalle nuove prospettive, fino a comprendere l’essenza e renderci consapevoli delle sfide che dovremo affrontare per preservarla come risorsa per il futuro.

Acqua, viva!

Viviamo l’acqua, dal 30 giugno all’8 luglio, è la nostra proposta di vacanza, la sintesi del percorso, dell’essenza e del valore della nostra inestimabile risorsa, sia essa liquida o ghiacciata: acqua. Viva!


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Acqua: energia sostenibile Costruita negli anni ‘20, la centrale di Cogolo, da quasi 100 anni sfrutta le acque del Torrente Noce per produrre energia pulita. La sua costruzione coincide con il periodo conosciuto come “Epopea Idroelettrica”. Ma ciò che colpisce maggiormente chi visita la Centrale di Pont, è la straordinaria ricchezza artistica degli spazi interni. Siamo soliti immaginare un ambiente di lavoro formale e minimalista, quasi asettico, soprattutto se pensiamo ad un luogo in cui lavorano operai e macchinisti, mentre invece varcare la porta d’ingresso di questa centrale ci porta a chiederci se stiamo entrando in un palazzo signorile. Non a caso è stata definita la centrale idroelettrica più bella d’Italia! Ma come funziona una centrale idroelettrica? Per tanti sarà una cosa scontata, ma è sempre interessante comprendere il funzionamento delle cose perciò ve lo raccontiamo. Le centrali idroelettriche trasformano l’energia idraulica di un corso d’acqua, in energia elettrica. Per farlo sfruttano l’energia meccanica potenziale contenuta in una massa d’acqua che si trova ad una certa quota rispetto al livello in cui sono posizionate le turbine, azionate dal flusso dell’acqua. La potenza di un impianto idraulico dipende dal salto compiuto dall’acqua e dalla portata. Per salto s’intende il dislivello tra la quota a cui è disponibile la massa d’acqua e il livello a cui questa esce dopo il passaggio nella turbina. La portata è la quantità d’acqua che attraversa la turbina per unità di

tempo. In caso di più impianti in serie, come per le nostre centrali, l’acqua viene captata all’uscita dalla centrale di produzione e nuovamente inviata alla centrale successiva per essere utilizzata su un nuovo salto. In questo modo, man mano che si procede verso valle, il volume dell’acqua tende a crescere grazie al contributo di nuovi apporti d’acqua predisposti lungo lo sviluppo degli impianti, fino alla chiusura finale. L’acqua viene dunque impiegata più volte all’interno degli impianti al fine di poter valorizzare al meglio tutto il suo contenuto energetico. E così ecco come, dalle cime della catena montuosa dell’Ortles-Cevedale, la preziosa energia dell’acqua viene trasformata in energia elettrica, la stessa che ogni giorno ci permette di compiere un apparentemente banale gesto come quello di accendere e spegnere la luce nel nostro soggiorno.


Pesca Nel 2017 la Val di Peio ha ospitato le gare del campionato mondiale di pesca alla mosca riscuotendo un grande successo per la qualità dei suoi corsi d’acqua, dall’alveo di portata abbondante grazie alle acque dei ghiacciai. Il fondo del fiume, ricco di buche, massi, avvallamenti e solcato da una forte corrente, costituisce l’habitat ottimale per una popolazione ittica selvatica che vanta tra le diverse specie tre tipi di trota, la fario, l’iridea e la marmorata.

PESCARE IN VAL DI PEIO

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Sia essa tradizionale o con mosca, all’avventura lungo il corso di un torrente impetuoso oppure comodamente in riva al lago, la Val di Peio è il posto ideale per la pesca, ma fai attenzione! È bene conoscere le regole e informarsi su quali sono i luoghi in cui la pesca è bandita e dove invece è permesso gettare l’amo.

DOVE E QUANDO SI PUÒ PESCARE IN VAL DI PEIO? Se sei un amante della pesca in acqua corrente, la parte alta del torrente Noce che da Pejo Fonti scende verso Fucine, ti permetterà di pescare in acque basse e limpidissime da marzo a maggio e in settembre. Se sei più un tipo da lago, ti suggeriamo il Lago di Pian Palù, il grande bacino artificiale a 1800 metri di quota dove dimorano sia trote autoctone sia trote di semina. Il lago si può raggiungere anche con una piacevole passeggiata di 15 minuti partendo dalla località Fontanino. Fai attenzione ai tratti che precedono la diga, in quanto sono zone segnalate a bandita di pesca! Al Lago di Pian Palù si può pescare da maggio fino ad ottobre. Tantissimi altri ovviamente, i luoghi in cui potrai pescare in tutta la Val di Sole: 12 laghi alpini e più di 120 km di torrenti, luoghi incantevoli che ti colpiranno con la loro straordinaria bellezza.


25 SALMERINO ALPINO: DAL XVI SECOLO Sembra proprio che questo sia uno dei pesci più antichi del Trentino, la cui storia inizia in tempi assai remoti, ben 20.000 anni fa. Citato nell’opera sulla storia naturale dei pesci dal naturalista polacco Iohannes Jonstonus, apprezzato per il suo straordinario sapore dal Cardinale Madruzzo durante il Concilio di Trento verso la metà del ‘500, il salmerino alpino è dal 2013 un prodotto IGP, (Indicazione Geografica Protetta). Per potersi fregiare di questo titolo il salmerino vanta una determinata qualità grazie alla propria origine geografica. Qui in Trentino infatti, il salmerino nasce e viene allevato e trasformato. Il salmerino è un pesce appartenente alla specie Salvelinus alpinus L. autoctona del territorio trentino, abituato a nuotare nelle abbondanti acque provenienti dai nevai e ghiacciai, caratterizzate da un elevato grado di ossigenazione, dall’ottima qualità chimica, fisica e biologica e dalle basse temperature, inferiori a 10° da novembre a marzo. Le sue carni sono molto pregiate, dal sapore mai forte, ottime fonte di proteine con un basso tenore di grassi. Molti i ristoranti della Val di Peio che lo propongono in originali ricette e cotto sulla brace.

PERMESSI: tutto quello che c’è da sapere! Per pescare in Val di Sole ci vuole la licenza di pesca valida o la licenza turistica che è gratuita, ha una durata di 30 giorni e può essere ritirata presso la sede dell’Associazione Pescatori Solandri a Pellizzano. Il permesso giornaliero di pesca è acquistabile in diversi punti di distribuzione al prezzo di 18 euro. Se preferisci puoi acquistare anche il permesso bigiornaliero (32 euro) o plurigiornaliero (5 giorni, 75 euro). Anche i minorenni possono pescare e sotto i 14 anni il prezzo del permesso è ridotto del 50%. Leggi con attenzione il regolamento allegato ai permessi di pesca e rispetta le regole. Una delle principali ti vieta di pescare più di 5 trote al giorno.


Il Parco Nazionale dello LE SPECIE ITTICHE DEL PARCO Le gelide acque che dai ghiacciai e dalle sorgenti scendono percorrendo il Parco vedono la presenza di poche specie di pesci, ma molto specializzate. I corsi d’acqua e i laghi alpini sono abitati in particolare da due specie autoctone - il salmerino alpino (Salvelinus alpinus) e la trota marmorata (Salmo trutta marmoratus) - e da alcune specie immesse nei secoli scorsi, come ad esempio la trota fario (Salmo trutta fario) e il salmerino americano (Salvelinus fontinalis). Il salmerino alpino vive nelle acque fredde e ossigenate del lago Lungo e del lago Corvo. La trota marmorata è presente nel lago di Pian Palù, lungo il fiume Noce e il Rabbies. La trota fario è presente in alcuni laghetti ma è prevalentemente diffusa nei torrenti. Nel lago del Pian Palù vengono inoltre immesse trote iridee (Oncorhynchus mykiss) che sono piuttosto comuni in questo bacino artificiale.

LA PERNICE BIANCA- Lagopus mutus -

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Durante le escursioni in alta quota nelle aree aperte tra i 2000 e i 3000 metri, può capitare di imbattersi in gruppetti di uccelli che, dopo una goffa corsa, fuggono con un rumoroso volo radente al terreno: si tratta di pernici bianche. Grazie al loro piumaggio mimetico la loro presenza diviene esplicita solamente quando spiccano il volo. D’estate il colore del piumaggio è simile a quello del terreno e delle rocce, mentre d’inverno si tingono di bianco: nella stagione fredda, infatti, è completamente candida, ad eccezione della coda nera, e risulta pressoché invisibile quando è accovacciata. La pernice sfrutta al meglio questa sua strategia per sfuggire ai predatori: spesso, in caso di pericolo, decide di fuggire solo all’ultimo momento. Come anche altre specie, sia animali che vegetali (ad esempio il gallo forcello e l’azalea delle Alpi),

questo uccello è un “relitto” biologico che tuttora testimonia le espansioni glaciali avvenute nel Quaternario. Ora, nella parte meridionale e centrale del vecchio continente, la si ritrova solamente sulle Alpi. Le particolari zampe ricoperte di piume, ricordano quelle di una lepre - da qui il nome scientifico lagopus = dal greco lagos, che significa “lepre” e pus, che significa “piede” - le consentono di muoversi con agilità senza sprofondare nella neve, proprio come le nostre ciaspole! La pernice bianca vive in un ambiente difficile ed è particolarmente sensibile ai cambiamenti climatici e al disturbo antropico, per questo è necessario contribuire a preservare questa delicata specie. Le modalità si possono sintetizzare semplicemente evitando di uscire dai percorsi segnalati sia d’estate che d’inverno.


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Stelvio IL PINO CEMBRO O CIRMOLO - Pinus cembra Un valido rappresentante vegetale della ricchezza del Parco Nazionale dello Stelvio è senza dubbio il pino cembro. Conosciuta anche col nome “cirmolo”, questa conifera sempreverde colonizza con tenacia il limite superiore del bosco della Val di Peio dove il clima è spiccatamente continentale, piuttosto asciutto e con elevata escursione termica. Particolarmente longevo – può superare i 300 anni – è riconoscibile grazie ai suoi aghi lunghi 7-8 cm raccolti in mazzetti di 5. Anche se può raggiungere i 25 metri di altezza, alle quote più elevate – dove il freddo e il vento rendono la vita difficile ad ogni essere vivente – ha generalmente portamento arbustivo, di dimensioni ridotte e di forme contorte. A quarant’anni di vita inizia a produrre le pigne dalle quali, dopo due anni di maturazione, si svilupperanno i semi (pinoli). I semi sono piuttosto pesanti e inadatti ad essere trasportati dal vento e se i pinoli cadono sotto la pianta hanno difficoltà ad affrancarsi e a sviluppare una nuova generazione di pini cembri. Il problema viene superato grazie alle abitudini di un corvide chiamato nocciolaia, il quale, per crearsi le scorte alimentari per superare l’inverno, nasconde i pinoli a gruppetti nel terreno, non tutti verranno mangiati: i semi che si salvano sono più che sufficienti per assicurare il futuro di questa pianta. Il cirmolo è famoso per le sue proprietà benefiche e balsamiche ma soprattutto per la sua lavorabilità: le sculture e i lavori d’intarsio sono ricavati dal tenero e prezioso legno di pino cembro.

IL LUPO - Canis lupusIl lupo italico è un canide di taglia media che si distingue dal cane domestico da alcuni dettagli. Tra i vari quelli più facilmente osservabili sono la coda generalmente più corta rispetto al cane che presenta l’apice nero, la mascherina chiara sul muso che si presenta piuttosto massiccio e le bande scure sulle zampe anteriori. È importante sottolineare che le orme sono in genere indistinguibili da quelle di un cane. Il 25 settembre il personale del Corpo Forestale Trentino e del Parco Nazionale dello Stelvio ha fotografato, grazie ad una delle fototrappole posizionate sul territorio dell’area protetta, la sua presenza all’interno dei confini del Parco. In realtà non erano passate inosservate nel corso della tarda primavera alcune predazioni di ovicaprini e cervi, che avevano già evidenziato il passaggio di questo canide. Il lupo presente, ad oggi, risulta ancora un animale solitario e piuttosto girovago ma la vita solitaria è molto difficile. Per questo motivo questa specie forma dei branchi costituiti da gruppi famigliari al vertice dei quali si trova la coppia alfa formata dal maschio e dalla femmina dominante. La dimensione del branco varia in funzione delle disponibilità alimentari, negli ambienti alpini in media il numero dei componenti dei singoli branchi è di 4-5 individui ciascuno.


Consigli utili e norme di comportamento Collabora a conservare e proteggere gli ecosistemi e le bellezze di questi paesaggi, utilizza il buonsenso e rispetta le norme relative alla protezione del territorio! Ogni norma ha un perché. Regole e divieti servono a vivere in armonia con l’ambiente, in modo sostenibile.

Rivolgiti ai punti informativi del Parco per avere maggiori informazioni o visita la sezione Consigli utili e norme di comportamento sul sito www.parcostelviotrentino.it

2 Utilizza strade e sentieri. divieti d Rispetta i transito i ed evita inutilmen di usare te l’auto m obile. R sentiero imani su rispettan l do la tra Parco. In nquillità mountain d e l bike perc feribilme orri prente strad e foresta consiglia li e perco ti; dai se rsi mpre la ai pe don precede i. nz a

1 m o nt a li della o e ic r d e i p tu r a alutare ttrezza i v a d l’ o t t o e ll o to live Non s liamen ase a l ig b o b s b r in o i ’a t c r a g n a. L ad e g u ne il pe s s e re ttenzio i inesper to vono e Scegli con a se della ità. Se ltà. ionisti dif fico c a pac s e s u fe t o alle gnaa pr o m pa adatto n a re d c g c a a p e e alle com e alpin fatti ac r tecipa id a u p g : o a gna o nt a g n m o nt a co. edia m zate dal Par m i d iz n tori a g ioni or e scur s

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Cerca di non disturbare gli animali selvatici e mantieni i cani al guinzaglio. Gli animali selvatici hanno paura dell’uomo così come dei cani e la nostra presenza potrebbe terrorizzarli. Evita rumori molesti e non tentare di avvicinarti.

Non estirpare o danneggiare piante, fiori e funghi e non raccogliere minerali. Ogni elemento naturale ha una propria funzione fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema. Rispetta la natura godendo di ogni suo elemento nel luogo in cui si trova, senza asportarlo, perché lo possano apprezzare anche le persone che vengono dopo di te.


29 5 liberi e non dere fuochi o Non accen i liberi son re. I fuoch o b campeggia io d cen cause d’in at is potenziali d i d o ta un attim in re schivo, bas a d n a ò il bosco pu tenzione e nte le aree e m la so za fumo. Utiliz predispoi punti fuoco attrezzate e fiamme. le tto controllo sti e tieni so d te i disturre è una fon Campeggia re al dee può porta a n u fa la r e bo p foreste. di pascoli e terioramento

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6 ita di lasciarifiuti a valle ed ev Riporta sempre i isciti di un o passaggio. Mun re traccia del tu sa e sepal’immondizia a ca sacchetto, ripor ta ta. Se sei un ccolta dif ferenzia ra i rifiuti per la ra ziconi, conttare a terra i moz fumatore, non ge anti. Sui sene nocive e inquin tengono sostanz le deiezioni ario raccogliere tieri non è necess terno. te spostarle all’es dei cani, è sufficien

Il Parco è di tutti. Rispettare gli altri e la natura nel Parco serve ad abituarsi a rispettare gli altri e la natura fuori Parco. Contribuisci a diffondere buone pratiche e segnala eventuali comportamenti scorretti.


Il Bosco degli Urogalli

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Quando avevo poco più di cinque anni, d’estate, dopo l’ora di cena, camminavo con il nonno ai margini del bosco per scorgere dei piccoli puntini di luce. D’un tratto un minuscolo insetto alato, grazie ad una reazione chimica, risplendeva nel crepuscolo. Allora il nonno diceva: “Vedi le lucciole, si illuminano perché l’aria è salubre e qui, in montagna non c’è l’inquinamento della città”. Con il passare degli anni non ho mai capito se quella affermazione avesse un fondamento scientifico o meno, tuttavia la consapevolezza di una relazione in tal senso si è affermata con il trascorrere del tempo.

Oggi chi studia la natura è conscio dell’esistenza di una “bilancia biologica” che reagisce agli stimoli esterni modificando il suo equilibrio. Flora e fauna possono mutare i loro comportamenti, abbandonando un luogo, scegliendo un habitat più congeniale o come purtroppo accade, estinguendosi. Per capire lo stato di salute di un ambiente naturale, gli scienziati e i biologi hanno individuato degli indicatori, la cui presenza ne rivela l’integrità. Nel Parco Nazionale dello Stelvio, in Val di Peio, la presenza dei tetraonidi, esemplari della fauna protetta tra i più affascinanti e misteriosi, costituisce uno di questi segnali.


31 PROGETTO DE “IL VOLO DELL’AQUILA”

Per trasmettere ai visitatori l’importanza di questa presenza, lo staff del Parco ha scelto di completare il percorso che conduce a Malga Talè, il museo degli Urogalli, situato a mezz’ora di cammino dall’abitato di Peio. L’intento è quello di creare tramite il gioco, un vero portale d’accesso al mondo del Gallo Forcello. Il percorso si snoda lungo itinerari di rara bellezza, all’ombra di maestose conifere dove sarà possibile coniugare armoniosamente un’esperienza rilassante e rigenerante stimolando i più giovani a conoscere meglio il mondo dei volatili con giochi, suoni e riproduzioni del loro habitat a misura d’uomo. PROGETTO DELLA CASA SULL’ALBERO


Mountain Week e lo speciale per i Giovani Esploratori

4 Mountain Week 14-21 LUGLIO

La Val di Peio è circondata dal massiccio dell’Ortles Cevedale, una catena montuosa selvaggia, punteggiata da ghiacciai e nevi perenni, che con le sue vette sfiora il cielo a quote elevate, spesso sopra i 3.500 metri. Chi sceglie di soggiornare nei nostri borghi ama questo ambiente e l’atmosfera unica che è in grado di farci vivere. Quando traguardiamo l’orizzonte, ci accorgiamo che spesso le nuove generazioni non conoscono la magia della montagna, e con questo nella mente, insieme a Guide Alpine, Accompagnatori di Territorio e le Guide del Parco Nazionale dello Stelvio, abbiamo pensato ad una vacanza interamente pensata e congegnata per far vibrare le corde a bambini e ragazzi, così che portino sempre nel cuore le prime esperienze di vita nell’ambiente montano.

inato un va immag ve a y e n is ri, le GioWalt D ni esplorato va io g i d dell’imgruppo che munite , e tt o rm a ivano a vani M uale, riusc n a m ile odo armoma nc a b perare in m o o c e re aggi. Duconvive bienti selv m a li g n o i Giovani nioso c canze per va ra st o n rante la are questa liamo ricre g vo , ri to i sentieEsplora ggeremo su se s a p : ti ra e atmosf c o m pag n a zionale ac a N o rc flo a P ri del remo la er”, scopri g n a “R ri o st arerem a da i no lvatica, imp se a n u fa a riconora e la i e specie e m o n e i rn e conosc mo nozion e. Imparere rm o e le to e n scern mportame gole di co depratiche, re na, appren in montag ta vi o i c d stile un fuo in accendere i d e rt l’a proveremo remo fare i nodi, a e za z e a farlo sicure sulla roccia re a ic p m a rr ad a ranno i mo on ma nc he N . e za h z c re , u in sic miglia a tutta la fa e m rie e s iv in d ti l me n gna de nic all’inse ic p e ite g vivrà timento.

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Un’occasione per imparare, fare nuove amicizie e innamorarsi di luoghi magnifici, divertendosi in un ambiente incontaminato. Spesso siamo portati a ricordare con piacere i luoghi in cui da piccini i nostri genitori ci portavano e una volta cresciuti proviamo il forte desiderio di ritornarvi. Questo è il nostro augurio, quello di lasciare un indelebile ricordo nella mente dei vostri figli che diventati grandi avranno voglia di tornare in Val di Peio, la valle dei loro ricordi montanari.

SABATO 14 LUGLIO Serata di presentazione e intrattenimento DOMENICA 15 LUGLIO Escursione dal rifugio lo scoiattolo al lago di Covel Conosciamo i nostri amici cervi, visita all’Area Faunistica del Parco Nazionale dello Stelvio Spettacolo di intrattenimento per bambini LUNEDÌ 16 LUGLIO Traversata tirolese, orienteering nel Parco Nazionale dello Stelvio MARTEDÌ 17 LUGLIO Family Day: escursione per tutta la famiglia al Rifugio Larcher e Giro dei laghi a cura del Parco Nazionale dello Stelvio MERCOLEDÌ 18 LUGLIO Impariamo l’arrampicata Giochi e divertimento in compagnia dei nostri animatori Serata naturalistica a cura del Parco Nazionale dello Stelvio GIOVEDÌ 19 LUGLIO Il bosco degli Urogalli e Malga Talè per scoprire i galliformi attraverso suoni, immagini e riproduzioni del loro habitat Dal latte al formaggio, visita ad una fattoria didattica Spettacolo sulla Grande Guerra al Forte Barba di Fior a cura del gruppo teatrale dell’Ecomuseo VENERDÌ 20 LUGLIO I giovani esploratori, giornata conclusiva per conoscere gli alberi, le tracce degli animali e molto altro


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Il Centenario della Grande Guerra Costruito dagli austriaci nei primi anni del ‘900 per sbarrare il passaggio del nemico sul fronte austro-ungarico, Forte Barba di Fior insieme al gemello mai costruito, Forte Montozzo, aveva il compito di ostacolare l’avanzamento dell’esercito italiano semmai avesse deciso di penetrare il confine aggirando il Passo del Tonale e passando per la Val di Peio. Il Barba di Fior fa parte infatti della rete di fortificazioni a difesa dei confini dell’impero. Durante la guerra la sua fu più una funzione di caserma. In seguito al conflitto fu abbandonato e col tempo, l’incuria lo portò alla rovina. Per la commemorazione del Centenario della Grande Guerra, in tutto il Trentino sono stati intrapresi lavori di recupero e restauro dei manufatti bellici ed è così iniziato il lavoro di ripristino e risanamento dei ruderi e dell’area circostante, tanto che, in occasione dell’ultimo anno del centenario della Grande Guerra, le rovine del Forte del Barba di Fior saranno nuovamente visitabili e arricchite da installazioni e apparati didascalici permanenti. Per gli escursionisti più caparbi, attraverso i percorsi della Grande Guerra, dal Sentiero dei Tedeschi al Sentiero Italia, è possibile riscoprire tracce del conflitto, con numerose testimonianze rimaste immutate come sentinelle del tempo.

Durante la nostra Mountain Week dal 14 al 21 luglio

abbiamo in programma escursioni tematiche e incontri di approfondimento con la storia. Tracce della Guerra Bianca si possono riscoprire in modo facile, tramite la fedele riproposizione in scena al Museo della Guerra di Pejo, all’interno del quale viene ricostruito l’ambiente di vita dei giovani valorosi, e sulla vetta del Taviela, a 3.000 metri di quota, dove permangono le rovine degli appostamenti, raggiunti in un lampo grazie alla Funivia Pejo3000.


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I numeri del Vioz

1200 metri di dislivello positivo quota di partenza 2300 m quota di arrivo 3545 m miglior tempo assoluto 52’51’’ tracciato Sat Cai n. 105 più di 170 atleti iscritti


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Chi sarà il prossimo King of Vioz? Dopo il grande successo dello scorso anno, torna nel Trentino Vertical Circuit la corsa in montagna più estrema, il podio più ambito, il trail più tecnico, più verticale, più in quota, e anche il più gratificante: la Vertical Vioz, che torna per restare! Occhi puntati al sito istituzionale e ai social della Val di Pejo perché la prevendita aprirà il 25 aprile, le iscrizioni saranno a numero chiuso e il premio per il Re e la Regina del Vioz sarà ancora in denaro!

ONE WAY QUESTO TRAIL! La Vertical Vioz è una gara di sola ascesa con 1200 metri di dislivello lungo il sentiero Sat Cai n°105 che si inerpica nello splendido scenario delle vette del Gruppo montuoso Ortles-Cevedale, fino a raggiungere i 3545 metri di quota del Rifugio Mantova al Vioz. Partner di prestigio per il Vertical Circuit del calibro di La Sportiva e Trentino Marketing, Acqua Pejo, Named Sport, Pastificio Felicetti, il Caseificio di Primiero, Itas Assicurazioni, Tridentum Auto e Innova. E quest’anno? Chi sarà lo skyrunner vincente? Chi si aggiudicherà il prestigioso titolo di King of Vioz?


LA VERTICAL VIOZ HA UNA STORIA DA RACCONTARE… 151 anni fa Julius von Payer, famoso alpinista ed esploratore austro-ungarico, saliva per la prima volta nella storia, i 3645 metri di altitudine del Monte Vioz. Per anni questa gara podistica è stata tra le più contese dagli amanti della corsa in montagna ma poi per 11 lunghi anni non è più stata organizzata fino allo scorso anno. Così nell’estate del 2017 è stata introdotta nel Trentino Vertical Circuit, il challenge dedicato agli amanti delle ascese in montagna, come terzo appuntamento al fianco della Roncon Vertical, la Vertical Cornon e del Rosetta Verticale. La Vertical Vioz, come da pronostici, fa il tutto esaurito nell’estate del 2017, con più di 170 atleti iscritti del calibro di Nicola Pedergnana, Patrick Facchini e Davide Magnini che si aggiudica il titolo di “King of Vioz” fermando il cronometro a 52’51’’.

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Il precedente record era di proprietà di Gianfranco Marini con 55’47’’ stabilito nel 2010. La “Queen of Vioz” è Paola Gelpi con 1h 07’20’’, seguita da Isabella Morini, vincitrice dell’ultima Vertical Vioz nel 2010.


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caprette

A 1856 metri si trova Malga Covel, idilliaco alpeggio a pochi minuti di cammino dall’abitato di Peio, dimora estiva di capre e pecore. Ben 170 sono le caprette di Malga Covel, protagoniste indiscusse della bella stagione in quota. Le capre vengono munte ogni giorno per il prezioso latte, lo stesso che, sapientemente lavorato dall’ultimo Caseificio Turnario del Trentino, diventa squisito formaggio. Capre e non solo! A Malga Covel ci sono anche le pecore, meno diffuse nei nostri pascoli ma che ai piÚ piccoli, vuoi per il mansueto temperamento di questi docili animali, piacciono moltissimo.


39 LATTE DI CAPRA Tra le molte varietà di latte utilizzato dall’uomo, quello di capra è stato uno dei più antichi latti, munti e utilizzati freschi o fermentati e trasformati in formaggi per conservarlo nel tempo. Dal sapore deciso, presenta molte sostanze nutritive tra cui potassio, ferro, calcio, riboflavina, fosforo e taurina, una sostanza molto importante nello sviluppo cerebrale dei bambini; probabilmente per questo motivo è stato il latte più consumato nell’antichità. Tra le tante ragioni per cui si consuma il formaggio caprino ci sono sicuramente la sua alta digeribilità, per cui è particolarmente consigliato a chi soffre di intolleranza al lattosio, ma anche la bassa percentuale di grassi. È inoltre consigliato a chi soffre di ipercolesterolemia. In particolare, se i formaggi sono prodotti con il latte delle capre durante l’estate, questi sono particolarmente magri, infatti i grassi del latte arrivano soltanto a una percentuale tra il 2,7 e il 2,9%, più alta invece in quelli prodotti durante l’inverno. Nonostante le calorie del latte di capra siano più alte rispetto a quelle contenute nel latte vaccino, nel dettaglio i suoi grassi sono “migliori”, perché sono di dimensioni minori e quindi più facilmente digeribili; inoltre, ha un basso contenuto di colesterolo, e la sua particolare composizione fa sì che non si verifichi un innalzamento di quest’ultimo nel sangue. Ciò è possibile perché il latte di capra contiene degli acidi grassi a catena corta, che inibiscono l’accumulo del colesterolo e ne favoriscono invece la mobilizzazione dai depositi. Inoltre, il latte di capra è ricco di isomeri dell’acido linoleico coniugato, il CLA, che come dimostrato da alcuni studi recenti, prevengono l’insorgenza di tumori, patologie cardiovascolari, l’aterosclerosi e persino il diabete. La quantità di colesterolo contenuta nei formaggi di capra varia non solo in base al tipo di formaggio, ma anche secondo la razza di capra che produce il latte e alla sua alimentazione: ad esempio, se le capre vengono allevate in zone in cui possono pascolare e nutrirsi di erbe spontanee, il livello di colesterolo contenuto nel loro latte sarà più basso, rispetto a quello prodotto da capre che si nutrono di erbe e concentrati (fonte Assolatte).


Festa dell’Agri coltura

La Festa dell’Agricoltura

Lo scorrere del tempo, l’alternarsi delle stagioni, la conclusione dell’estate. Inizia così la storia che vogliamo raccontarvi, fatta di tradizioni, arti e mestieri che ancora vivono e si tramandano di padre in figlio. Una storia che traccia il profilo di chi ha dedicato passione, duro lavoro e sacrificio, per ottenere valore delle avare terre di montagna.

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Il nostro viaggio comincia un tiepido giovedì di settembre. L’aria è frizzante al mattino, il cielo è terso. Il profilo delle montagne si staglia nitido a perdita d’occhio sullo sfondo azzurro. Le giornate si stanno accorciando e i colori sugli alberi abbozzano tinte calde: dai toni del verde la natura vira al giallo nelle sue sfumature di arancione e rosso. L’autunno è alle porte, è tempo di scendere dai pascoli in

quota prima che arrivi la neve. È giunto il momento della transumanza, quando per tradizione le pecore di Malga di Covel si muovono al paese di Peio. Sono centinaia, compatte si muovono guidate dal pastore. Il raduno è organizzato nella piazza dove verranno riconosciute da ciascun allevatore e tosate per la preziosa lana. Preziosa, dal punto di vista sentimentale almeno per la generazione dei nostri nonni: al giorno d’oggi il mercato ha scelto di utilizzare fibre derivate da processi di sintesi piuttosto che lavorare quelle naturali della lana. Non esiste una reale economia in grado di valorizzare questa risorsa naturale tuttavia grazie al lavoro dei volontari dell’Ecomuseo della Val di Peio, la lana viene lavorata e trasformata in trapunte utilizzate alle Terme di Pejo durante i trattamenti terapeutici.


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Festa dell’Agricoltura

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13-16 SETTEMBRE

Per un giorno in Val di Peio il tempo sembra esseri fermato a cent’anni fa. La “tosàda” si ripete uguale da secoli. La prima fase del lavoro consiste nel separare il vello dal corpo della pecora tramite una tosatrice. La lana poi viene lavata dalle impurità. Da questo processo si ottiene la lanolina, un grasso animale molto apprezzato in vari settori, dall’industria chimica a quella farmaceutica. A questo punto la lana può essere cardata e filata. Per gli appassionati della cucina regionale il giorno della Tosada è da segnare sulle agende: il Ristorante San Rocco e l’Hotel Centrale infatti, propongono un menu speciale a base di carne d’agnello e pecora. Vi consigliamo di riservare il vostro tavolo per tempo perché i posti disponibili non sono molti!


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La Sfilata come una volta La celebrazione della Transumanza prosegue, ma questa volta le protagoniste sono le mucche abbellite da composizioni floreali e campanacci. Si parte da Malga Pontevecchio e in parata si giunge fino al centro di Cogolo. È uno spettacolo suggestivo che ci riporta a tempi lontani. Dagli armadi vengono rispolverati i costumi tradizionali, fatti di materiali semplici e naturali, ricchi di colori e di storia. Ovunque i campanacci risuonano, quasi fossero campane a festa. Dopo mesi di alpeggio solitario i pastori si ritrovano assieme nella loro festa, per celebrare la fine del duro lavoro estivo e accogliere insieme l’inverno alle porte.

Il Palio delle frazioni Folklore, tradizione, ottimo cibo e… giochi ovviamente! Da 15 anni le 5 frazioni della Val di Peio competono in una goliardica gara a staffetta a colpi di segagione dei tronchi, mietitura e raccolta del fieno. Una sfida appassionante, da non perdere! L’appuntamento conclusivo della Festa dell’Agricoltura, capace di tenere vive le importanti tradizioni che, oggi vissute come amichevole battaglia, un tempo permettevano la sussistenza dell’intera famiglia.


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La neve

Scegliere dove passare le vacanze con la propria famiglia può rappresentare un pensiero, sono tanti gli aspetti che bisogna prendere in considerazione, le cose che non si devono sottovalutare, senza parlare di tutto ciò che serve ad una famiglia per affrontare una vacanza in montagna, durante la stagione invernale poi, giacche berretti, guanti, scarponi! E allora vediamo Carla come se l’è cavata alla sua prima


45 vacanza invernale in Val di Peio. Con i suoi due figli, Andrea e Luisa, Carla ha deciso di venirci a trovare, dalla soleggiata e calda Sicilia. A supporto c’è Francesco, il suo compagno, appassionato di snowboard, hai presente quei tipi un po’ adrenalinici che non si fermerebbero neanche davanti ad un treno in corsa e sono alla costante ricerca del brivido? Con la consapevolezza delle proprie responsabilità ov-

viamente, ma assetato di adrenalina! Dopotutto niente di strano, Carla e Francesco sono due giovani genitori, di 32 e 37 anni, Luisa ha solo 4 anni e per lei sarà la prima esperienza sugli sci, ma Andrea dall’alto dei suoi 10 anni con lo snow se la cava abbastanza bene e spesso segue Andrea su qualche ripido pendio, non a caso Francesco pensava di fargli prendere qualche ora di maestro... freeride ovviamente!


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Il primo giorno non si scorda mai...

Tanto meno sapendo che alle 10 ci aspetta il nostro maestro perché oggi, Luisa inizia il suo primo corso di sci con altri bimbi al suo stesso livello, alle prime armi. Per scegliere con calma tra le tante attrezzature a disposizione e evitare code e imprevisti hanno deciso di noleggiare sci, scarponi e casco per Luisa e Andrea, il giorno prima, seguiti e consigliati dal team del noleggio che ha preparato anche lo snowboard di Francesco con l’affilatura delle lamine e sciolinatura a prova di skiman. SCI MA NON SOLO Con questa splendida giornata di sole, non appena Luisa partirà con Mattia ed il gruppo di bambini, Claudia decide di approfittare del solarium del rifugio Scoiattolo! Il rifugio Scoiattolo è l’ideale per tutti i genitori che hanno i loro bambini impegnati sulle piste, soprattutto se si tratta di principianti, potendo avere sempre la situazione sotto


47 controllo: il Kinderland si trova vicino alla terrazza del rifugio e la pista azzurra, più utilizzata come campo scuola, passa proprio li davanti. Il Maestro di sci li aspetta puntuale all’arrivo della cabinovia Tarlenta come promesso, tra lui e Luisa è subito amore! Luisa dentro la sua tutona e sotto il grande casco corredato da maschera e scaldacollo, lo segue un po’ goffamente, chiedendosi probabilmente se siano necessari questi rigidi scarponi per sciare. Francesco e Andrea si guardano attorno estasiati. Le montagne si ammirano a 360° da qui, una foto panoramica è doverosa! Scelta la pista da fare scivolano via veloci, con la promessa di ritrovarsi tutti insieme tra un paio d’ore all Rifugio, dove Carla rimarrà ad aspettarli mentre si gode il sole caldo di montagna su una delle sdraio a bordo pista.

Intanto... Francesco d’istinto partirebbe in quarta a fare la cosa più intrigante e divertente, ma da quando c’è Andrea le cose sono cambiate. Deve contenersi e fare tutto molto gradualmente. Così ha deciso di fare un paio di piste di riscaldamento prima di lanciarsi sulla tanto attesa Val della Mite a quota 3000! Ora sono pronti: riscaldati e carichi per provare questa nuova pista, la Saroden! Larga e dalla pendenza interessante che sfiora il 30%, la pista rossa Saroden è stata inaugurata lo scorso inverno e parte da 2500 metri sopra il Rifugio Doss dei Gembri... il panorama lascia senza parole! Più di un km di pista dove dilettarsi tra trick e ampie curve. Dalla Seggiovia, poi si può vedere la nuova Fun Sloope e allora non c’è storia, Andrea la vuole fare subito!


#Trentino SkiSunrise

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Trentino Ski Sunrise è un insolito risveglio, nel momento in cui solitamente stiamo dormendo meglio, è il primo sole del mattino, quello che ci accarezza il viso facendo capolino dalle splendide montagne innevate, è il vento freddo dei primi attimi della giornata, è un’abbondante colazione al rifugio, e può diventare anche una strepitosa discesa con gli sci sulla neve immacolata, oppure per i più tranquilli, è una passeggiata con le racchette da neve in compagnia delle guide alpine nello splendido scenario del Parco Nazionale dello Stelvio. In poche parole consiste nello svegliarsi presto al mattino e godersi lo spettacolo della nascita di un nuovo giorno in uno dei posti più spettacolari del Trentino, senza dubbio il più alto raggiungibile comodamente in funivia che ci porta lassù, alle pendici del Monte Vioz a 3000 metri.


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Il primo a vedere sorgere il sole Sono le ore 5:15 e io stranamente puntuale alla partenza della Tarlenta a Pejo Fonti, a 1397 ma l’obiettivo è a 3000 metri, proprio lì, voglio essere la prima a veder sorgere il sole questa mattina! “Chi me l’ha fatto fare di alzarmi a quest’ora?” ti starai chiedendo... Non capita tutti i giorni di avere la possibilità di ammirare l’alba da quassù! Certo, non ti nego che implica un certo sforzo alzarsi presto al mattino consapevole del fatto che lo spettacolo duri solo pochi minuti, ma se è stato creato un evento del genere, non ho alcun dubbio, deve davvero valerne la pena!


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Un passo più in là, per arricchire ciò che siamo


51 Ciaspolare in un bosco innevato ascoltando il rumore sordo della neve che cade dai rami degli alberi. Seguire alcune tracce di animali furtivamente sfuggiti alle proprie tane per procurarsi del cibo durante la notte. Ascoltare la voce saggia di chi vive un territorio sulla propria pelle e che è in grado di leggerne i più piccoli mutamenti. Provare a guardare un po’ più su, verso quelle cime apparentemente irraggiungibili, e ripensare al momento in cui si è raggiunta la vetta, al vento che soffiava poco più sotto tra i ghiacciai e alla sensazione di non avere più nulla di fronte a sé se non una profondità raramente percepibile. Ripercorrere con la mente una linea di discesa, in sci o snowboard, al di là delle piste battute, una linea rapidamente cancellata dalle nevicate o dal vento, ma perennemente indelebile nei ricordi e nelle emozioni. Percepire l’aria fredda che penetra nei polmoni mentre lo scricchiolio delle ruote di una fatbike testimonia la nostra leggera presenza nel silenzio invernale delle strade forestali. Oltre c’è un intero mondo da scoprire ed esplorare. Oltre a quello che conosciamo, oltre a quello che siamo soliti fare, oltre alla consuetudine, ci sono nuovi panorami e nuove sensazioni in grado di investirci con la forza degli elementi e commuoverci con la spiritualità dell’incontaminato.


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Esplorare non significa necessariamente qualcosa di estremo o oltre il limite, ma piuttosto provare a guardare le cose in modo diverso da come siamo abituati fare, sperimentare e dare un’occasione a qualcosa di nuovo e, talvolta, lasciarsi stupire.

I territori incontaminati hanno la capacità di proiettarci in questo mondo di emozioni e sono in grado di farci ripensare alla montagna, alla natura e talvolta a noi stessi. Resta solo da decidere come approcciarsi, a questi luoghi. Come avvicinarsi a loro con sguardo nuovo e voglia di scoperta. Dal fondovalle ricco di acqua, alle cime che sfiorano i 4000 m, la Val di Peio è stata in grado di preservare il proprio carattere naturale e incontaminato ad ogni quota, permettendo piccole e grandi avventure a chiunque. Andare oltre è collezionare emozioni mai provate prima, per poi continuare a cercarle all’interno della propria vita. È lasciarsi scivolare nel regno di ciò che non conosciamo per provare, con rispetto, a capirlo, conoscerlo e apprezzarlo. Ché una vita senza oltre sarebbe una vita ripetitiva e piatta, senza il gusto dell’esplorazione e senza il gusto della conoscenza. Senza il piacere della scoperta di tutte quelle piccole e grandi cose sconosciute che ci circondano e che possono, piano piano, arricchire le nostre esperienze per arricchire ciò che siamo.


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Sciare sulle nevi della Val di Peio non è mai stato cosÏ conveniente.

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Approfitta delle offerte speciali dedicate a chi soggiorna nelle nostre strutture ricettive. Grazie alla neve programmata la stagione in Val di Peio parte il 1° dicembre.


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Cerchi una vacanza sulla neve con skipass incluso?

ECCO LE OFFERTE CHE FANNO PER TE Special Ski Opening dal 1 al 9 dicembre (da 3 a 7 giorni)

FreeSki dal 9 al 23 dicembre (da 3 a 7 giorni) Speciale Natale dal 22 al 28 dicembre (da 4 a 7 giorni) Vacanza Turbo dal 5 al 13 gennaio (da 5 a 8 giorni) Speciale Gennaio dal 12 al 20 gennaio (da 5 a 8 giorni)

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Speciale Marzo dal 16 al 24 marzo (da 5 a 8 giorni)

Spring Special dal 23 al 31 marzo (da 5 a 8 giorni)

Free Ski dal 30 marzo al 7 aprile (da 3 a 8 giorni)