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The history of stamps issued and regularly used cannot neglect the planning and preparation that led to their creation. Francesco Matraire controlled the fate of the postage stamps of the Kingdom of Sardinia, then Kingdom of Italy, for over 12 years, and through his work hundreds of collectors today have an opportunity to experience feelings that are unparalleled when building their collections. This deep analysis, expressed in a simple and immediate language, throws light on the kinds of proofs that Francesco Matraire used for the II and III issues of the Kingdom of Sardinia, how and why he used them, the final essays he submitted to the ministerial authorities for approval, the genesis of the IV issue, the reprints the great typelithographer produced at the end of his contract with the “Regie Poste” at the end of 1863. The study is followed by a detailed catalogue of these items, most of which have never appeared in other publications, and by an extensive appendix of illustrative tables using high-definition magnification to better show the study methods used.

Paolo Cardillo

PROVE, SAGGI E RISTAMPE della II e III emissione del Regno di Sardegna STUDIO E CATALOGAZIONE

PROVE, SAGGI E RISTAMPE della II e III emissione del Regno di Sardegna

La storia dei francobolli emessi e regolarmente usati per posta non può prescindere dal lavoro di studio e preparazione che ha portato a quel risultato. Francesco Matraire ha sorretto le sorti dei valori bollati del Regno di Sardegna, poi Regno d’Italia, per oltre 12 anni, e attraverso il suo operato oggi centinaia di collezionisti possono provare emozioni che non hanno eguali nel costruire le loro raccolte. Questo studio approfondito ma dal linguaggio semplice e immediato fa luce su i tipi di prove che Francesco Matraire utilizzò per la II e la III emissione del Regno di Sardegna, come e perché le utilizzò, i saggi definitivi presentati alle autorità ministeriali per l’approvazione, la genesi della IV emissione, le ristampe che il grande tipo-litografo produsse alla scadenza del suo contratto con le Regie Poste alla fine del 1863. Segue una dettagliata catalogazione di questi oggetti, in gran parte mai presentati in altre pubblicazioni, e una ricca appendice di tavole illustrative con ingrandimenti ad alta definizione per esemplificare il percorso di studio seguito.

Paolo Cardillo

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WITH TRANSLATION IN ENGLISH

€ 30,00 IVA ass. dall’editore

cod. 2460E


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SOMMARIO

PREFAZIONE

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RINGRAZIAMENTI

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PREMESSA

11

1 - LA II EMISSIONE Prove e saggi

15 16

2 - LA III EMISSIONE Prove e saggi I composizione II composizione - I tiratura II composizione - I riporto

24 25 25 29 35

3 - ALTRI OGGETTI Le prove di sola effigie I fogli in oro

41 41 42

4 - LE RISTAMPE MATRAIRE II emissione III emissione - III composizione

46 46 47

5 - CATALOGAZIONE

49

TAVOLE

69

TRANSLATION IN ENGLISH

101

BIBLIOGRAFIA

143

L’AUTORE

144

INSERZIONISTI

145

7


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PREFAZIONE

Da sempre, sia per scarsità di documentazione che per mancanza di dati certi, il campo delle prove del Regno di Sardegna è stato oggetto di notevole ed equivoca confusione nell’attribuire lo status di ciò che, in maniera seppure sporadica, veniva offerto sul mercato. La grande passione del prof. Paolo Cardillo e la fortunata coincidenza che le rimanenze Matraire, comprendenti appunto le prove, i saggi e quant’altro correlato alla sua produzione nell’arco degli anni dal 1853 al 1863, siano state da Egli acquisite praticamente intatte nel loro complesso, hanno reso possibile una somma di fattori che ha portato, quale naturale conseguenza, alla realizzazione di questo studio approfondito, fondamentalmente ed in primis grazie alla scrupolosità dello studioso “professionista” quale il prof. Cardillo è nella vita quotidiana. Per tutto ciò noi amanti delle origini della filatelia italiana siamo profondamente riconoscenti perché se l’Autore non si fosse cimentato in questo difficile compito il complesso del materiale della stamperia torinese di Francesco Matraire non sarebbe mai giunto pressoché integro a noi e la dispersione a fini commerciali di questo patrimonio di dati e “cimeli” filatelici sarebbe stata certa. Grazie dunque da noi tutti, filatelisti professionisti ed amatori, per questa “perla” che fa luce definitiva sulla nascita della produzione del periodo pre-unitario nella stamperia di Francesco Matraire. Torino, mese di giugno 2012 DOTT. GIORGIO COLLA, GIACOMO BOTTACCHI (Associazione Periti Filatelici Italiani Professionisti)

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PREMESSA

La mia passione per i francobolli del Regno di Sardegna nacque molti anni fa, sicuramente anche grazie all’amore che ho sempre avuto per le materie storiche e geografiche, frequentate con interesse durante tutto il mio percorso di studi; così quando - quasi per caso - mi capitò di esaminare un lotto di materiale proveniente direttamente dall’archivio di Emilio Diena e tutto relativo a prove, saggi e ristampe della II e III emissione di Sardegna non seppi resistere e decisi di tentare l’impresa, confortato da pochi e frammentari ma fondamentali appunti da attribuirsi al maestro stesso, di rivelarne la verità per troppi anni rimasta in essi nascosta. Il materiale era stato attentamente numerato a matita (da F.Matraire o dallo stesso Emilio Diena), ed è rappresentato da una serie di oggetti che mi ha permesso, con attento e approfondito studio, di ricostruire la genesi delle due emissioni e in particolare quello che ha preceduto, sotto forma di tentativi, prove, saggi, approvazioni, la loro definitiva apparizione negli uffici postali del Regno di Sardegna. Addirittura nella ricostruzione storica del lavoro svolto da Francesco Matraire, mi sono portato avanti fino a fornire alcune notizie relativamente alla genesi della IV emissione e a chiarire la storia - finora sempre fumosa e confusa - relativa alle ristampe che il grande tipo-litografo produsse alla scadenza del suo contratto con le Regie Poste, ovvero alla fine del 1863. Nella trattazione che segue, ho cercato di spiegare in modo semplice ed intellegibile anche per i non addetti ai lavori i tipi di prove che il Matraire utilizzò, come e perché le utilizzò, i saggi definitivi presentati alle autorità ministeriali per l’approvazione, con in fondo una catalogazione numerica degli oggetti da me censiti e in gran parte mai catalogati da altre pubblicazioni e con una ricca appendice di tavole illustrative con ingrandimenti ad alta definizione per meglio esemplificare il percorso di studio che ho seguito per arrivare alle conclusioni che leggerete fra poco. Conclusioni che possono ora essere condivise da tutti i collezionisti di queste emissioni e da chi ha interesse a conoscere un pezzettino della splendida storia dei francobolli del nostro paese.

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1 LA II EMISSIONE

Il decreto reale del 7 maggio 1853 stabiliva che “l’impronta di tutte e tre le sorta di francobolli sarà in rilievo” e che il colore del c.5 “sarà verde”. Il decreto non segnalava nulla riguardo ai francobolli da c.20 e da c.40 in quanto il colore rimaneva praticamente identico rispetto a quello scelto a suo tempo per la I emissione (azzurro per il c.20 e rosa per il c.40). Essi vennero stampati interamente con impronta a secco su carta a tinta unita colorata, primi nel loro genere in tutto il mondo e unici in Europa (cfr. Cesare Rattone, “Manuale e Catalogo dei francobolli di Sardegna”, pagg.134-135). L’emissione entrò in corso il 1° ottobre 1853; tuttavia qualche ufficio postale iniziò a distribuire questi francobolli già negli ultimi giorni di settembre del 1853 (sono pochissimi i francobolli usati con annullo a rombi e quindi riconducibili ad un uso nel mese di settembre). (Fig.1)

Fig.1 - II emissione: c.5 verde, c.20 azzurro e c.40 rosa.

Il Rattone spiega in modo laconico che Matraire costruì, per stampare questa emissione, un foglio da 100 punzoni derivati da un blocco-tipo di 25 esemplari mentre fino ad allora si era creduto che il telaio di punzonatura fosse da 50 esemplari (cfr. Rattone, pag.318). Eppure, sia la III che la IV emissione e persino le ristampe furono poi punzonate con telai da 50 esemplari, sebbene per la IV emissione abbiamo la certezza che i fogli fossero quattro uno affiancato all’altro prima La II emissione

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di essere tosati per la punzonatura. Questo ci induce a pensare che il telaio da 50 punzoni fosse già operativo all’epoca della II emissione, tant’è vero che più avanti descriverò tre fogli di prova proprio da 50 esemplari e a mio parere sicuramente precedenti alla II emissione, data la nitidezza del rilievo. D’altronde è dimostrato che ad esempio per il litografico provvisorio del II tipo emesso nel maggio del 1863 il blocco-tipo fosse di 25 esemplari, riportato poi una volta componendo il telaio litografico di 50 esemplari appunto, poi a sua volta riportato tre volte (il foglio completo infatti era di 200 esemplari, come per le ultime tirature della IV emissione di Sardegna): un procedimento analogo fu quindi con tutta probabilità applicato anche precedentemente, nella composizione dei telai da 100 esemplari relativi alla II e III emissione.

Prove e saggi Già il manuale di Cesare Rattone, a pag.135, mette in evidenza che “i finissimi saggi presentati dal Matraire sono su due tipi di carta: A) su cartoncino resistente in verde, azzurro e rosa […] B) su carta leggera, o bianca, o grigio perlacea, o verde, o azzurra, o rosa”. Tenendo conto di queste esplicite note ritengo esistano e siano da catalogare le prove e i saggi che seguono. PROVE

DI RILIEVOGRAFIA SU CARTA SOTTILE BIANCA O DI MEDIO SPESSORE AVORIO,

DELLA SOLA EFFIGIE O DELL’EFFIGIE CON LE VARIE DICITURE E I TRE DIFFERENTI VALORI FACCIALI. (Fig.2)

Fig.2 - Prove su carta sottile bianca o avorio, non gommate, nei tre valori facciali (prove di rilievografia) incise dal punzone appena ricavato dal conio originale. 16

La II emissione


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Come già esplicitato nel capitolo precedente, il fondo usato per i non emessi fu approntato subito dopo quello utilizzato per i francobolli emessi; tuttavia non si ebbe il tempo di utilizzarlo in quanto fu richiesto al Matraire di lavorare con urgenza ad una successiva emissione con diciture non in rilievo. In occasione dunque dell’imminente necessità di comporre la nuova tavola di stampa che darà origine alla IV emissione, il Matraire approntò con la medesima composizione una tavola litografica che risulta di dimensioni leggermente ridotte rispetto a quella originaria, perché il nuovo fondo presenta in realtà le medesime 50 posizioni del fondo originario, ma il fondo di colore dei francobolli risulta più corto sia in senso orizzontale che in senso verticale, e si notano, per alcune posizioni, delle migliorie nella stampa del colore come se fossero intervenuti dei piccoli ritocchi (es. nella pos.1). Questo significa che i fogli in oro non possono essere postumi al Matraire e nemmeno successivi ai non emessi, perché nessuno avrebbe potuto riprodurre fedelmente e in ogni minimo particolare l’allineamento dei cliché e la precisione dei contorni di colore di tutte e 50 le posizioni utilizzate per la stampa di questi francobolli nelle sue dimensioni originarie, ovvero identiche a quelle del fondo della I composizione; inoltre, i difetti di stampa presenti sui fogli dei saggi della II composizione sono invariati nelle prove con fondo oro. L’uso della carta sottile per la stampa di questi fogli è oltremodo testimonianza che si trattava di prove di colore non gommate preparate nel 1854 e del tutto simili alle prove in nero. Con una carta similare furono approntate le prove di avviamento macchina in ardesia del c.15 tipo Sardegna preparate alla fine del 1862 e quelle del segnatasse 1863.

Fig.28 - Prove di colore in oro - Blocco di 20 esemplari del c.20 con fondo della II composizione I tiratura ma rilievo impresso successivamente dal Matraire (effigie del II stato). Questi francobolli, sia sciolti che in blocchi, sono sempre non gommati. Altri oggetti

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5 CATALOGAZIONE

Il lavoro che ho sin qua svolto con impegno e passione ha un duplice scopo, didattico e integrativo. Ho cercato nella mia esposizione di essere chiaro, basandomi su un’importante successione temporale che è meglio evidenziata nella tabella sinottica nel capitolo specifico. Tuttavia, si è reso necessario stilare una catalogazione il più possibile esaustiva del materiale che ho potuto esaminare e del quale ho voluto anche fornire un’indicazione relativa alla reperibilità e all’interesse che esso può e deve avere per il collezionista di queste emissioni. La storia dei francobolli emessi e regolarmente usati per posta non può infatti prescindere dal lavoro di studio e preparazione che ha portato a quel risultato. Francesco Matraire ha sorretto le sorti dei valori bollati del Regno di Sardegna, poi Regno d’Italia, per oltre 12 anni, e attraverso il suo operato oggi centinaia di collezionisti possono provare emozioni che non hanno eguali nel costruire le proprie raccolte; sarebbe stato un peccato non consentire a tutti loro di conoscere meglio la genesi che riguarda gli oggetti della passione filatelica e storico-postale che li pervade e nello stesso tempo negargli la possibilità di integrarle ricercando questi oggetti che nulla hanno da invidiare in dignità e preziosità ai loro fratelli maggiori usati regolarmente per posta. Al fine di realizzare quanto sopra, ho dunque creato una dettagliata catalogazione suddividendoli in prove, saggi e ristampe. Ovviamente, in un’ipotesi temporale più completa, prove e saggi relativi alla II emissione si inseriscono prima del c.5 verde del 1853, quelle relative alla III emissione prima del c.5 verde giallo del 1854, quelle relative alle prove di sola effigie, alle varietà da fogli di prova e ai non emessi prima del c.5 verde giallo tenue della IV emissione, tutto ciò che infine riguarda le ristampe Matraire dopo il litografico del II tipo e prima dell’emissione De la Rue e quindi a conclusione definitiva del capitolo relativo all’opera di Francesco Matraire.

Catalogazione

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g) Prove di rilievografia in nero su carta azzurra spessa, gommata

P28 P29 P30

c.5 su nero c.20 su nero c.40 su nero

P.7 -

Questa carta è la medesima utilizzata per le prove di rilievografia su azzurro della II emissione. Esiste un blocco di 10 esemplari posizione 1-10 del c.20; le prove del c.5 e del c.40 sono rarissime.

h) Prove di rilievografia e colore, con o senza gomma

P31

P32

c.20 su indaco chiaro (non gommata)

P.6

c.20 su rosso mattone (gommata)

P.4

Della P31, esiste un blocco di 13 esemplari con riga di colore; della P32, un blocco, una quartina, rare strisce e alcune coppie. Catalogazione

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TAVOLA 4 Prove della III emissione compatibilitĂ dei fondi della II composizione (non emessi)

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Tavole


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S11: c.20 indaco su carta bianca sottile non gommata posizione 45 del foglio di 50. P33: c.5 nero su carta azzurra spessa gommata posizione 45 del foglio di 50. Tavole

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Paolo Cardillo

PROOFS, ESSAYS AND REPRINTS of the II and III issues of the Kingdom of Sardinia A STUDY AND CATALOGUE

TRANSLATION IN ENGLISH


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CONTENTS

PREFACE

104

ACKNOWLEDGEMENTS

105

INTRODUCTION

106

1 - THE II ISSUE Proofs and Essays

107 107

2 - THE III ISSUE Proofs and Essays I composition II composition - I printing II composition - I transfer

112 112 112 115 117

3 - OTHER ITEMS Proofs with only the effigy Gold sheets

122 122 123

4 - MATRAIRE REPRINTS II issue III issue - III composition

125 125 125

5 - CATALOGUE

127

TABLES

138

BIBLIOGRAPHY

143

THE AUTHOR

144

ADVERTISERS

145

103


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ACKNOWLEDGEMENTS

The work involved in bringing this publication to light is the result of my study and passion for this, until now, largely unexplored subject. My survey was made possible by two key factors: the availability of the material for me to examine (largely unavailable on the philatelic market) and the credit freely extended to me by many prominent representatives of the Italian philatelic world. It is to these people, colleagues or experts who I regard mainly as friends, that I wish to offer my sincere and heartfelt thanks. I do not list them here in order of importance because I consider them all equally deserving of my gratitude. Filippo Ferrario placed all of the materials in his possession at my disposal for comparison, which - I must clearly admit - formed the backbone upon which I then built my work. He was not sparing with his unconditional advice and support even during the most difficult moments of my research. My conclusions were subjected to the knowledgeable opinion of the philatelic experts I asked and who offered me their willing cooperation, namely Dr Giorgio Colla and Giacomo Bottacchi. To these two pillars of Italian philately, I must also add the name of Dr Sorani, who devoted an entire afternoon of his time to me and expressed his views on the subject matter, and also Paolo Gazzera, who was among the first to lend his support to my theories at the outset of my tortuous but exciting journey through this portentous material. I would like to thank Giuseppe Vitale who, thanks to the friend and collector Enrico Saffirio’s intermediation, allowed me to examine part of his research, which enabled me to obtain important confirmations about the historical reconstruction I had made using material already known to me. I wish to express my deepest gratitude to my friend Umberto Hess, who was for me a point of reference during the preparation of the entire work, both for his objective advice and constant moral support. Finally, but just as warmly, I wish to thank the Vaccari family, and in particular my friend Paolo, who agreed to accept my work for publication, allowing it to gain a place in his philatelic catalogue, which is one of the largest and most widely read in the world.

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1 THE II ISSUE

The Royal Decree of 7 May 1853 stated that the impression of all three kinds of stamps would be embossed and that the colour of the c.5 would be green. The decree did not mention anything about the c.20 and c.40 stamps, since the colour remained virtually the same compared to that selected at the time of the I issue (blue for the c.20 and rose for the c.40). They were printed entirely by colourless embossing on solid-coloured paper, the first of their kind in the world and unique in Europe (see Cesare Rattone, “Manuale e Catalogo dei francobolli di Sardegna”, pages 134-135). The issue became effective on 1 October 1853, though some post offices had already begun distributing the stamps at the end of September 1853 (there are very few stamps with a diamond-shaped cancellation whose use can thus be fixed in September). (Fig.1) Rattone explains rather laconically that for the printing of this issue Matraire constructed a sheet of 100 punches from a typographic block of 25 copies, whereas it had previously been thought that the punching chase held 50 copies (see Rattone, p.318). Yet, both the III and the IV issue, and even the reprints, were then punched using chases of 50 copies, although for the IV issue we are certain that four sheets were joined one to another before being clipped for punching. This leads us to think that the chase of 50 punches was already in use at the time of the II issue, so much so that I will later describe three proof sheets of 50 copies which, in my opinion, definitely predate the II issue, given the sharpness of the relief. Anyway, it has been demonstrated, for example, that for the provisional lithographic example of type II issued in May 1863 they used a typographic block of 25 copies, which was then duplicated once into a lithographic chase of 50 copies, which was then in turn duplicated three times (the full sheet was in fact made up of 200 copies, as with the last printings of the IV issue of Sardinia): a similar process had thus in all probability already been used previously to compose the chases of 100 copies for the II and III issues.

Proofs and Essays Page 135 of Caesar Rattone’s book shows how the fine essays submitted by Matraire are on two types of paper: A) on thin, sturdy green, blue and rose The II issue

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cardboard [...] B) on lightweight white, pearly grey, green, blue, or rose paper. Taking these explicit notes into account, I believe that there are several proofs and essays in existence to be catalogued as follows. EMBOSSING PROOFS ON THIN WHITE OR MEDIUM IVORY PAPER, BEARING ONLY THE EFFIGY OR THE EFFIGY WITH THE VARIOUS WORDINGS AND THREE DIFFERENT FACE VALUES. (Fig.2) Though embossed using freshly made punches, some of the reliefs on these proofs are very slightly pronounced in certain parts, showing how Matraire must have worked hard to set the angle of the punching machine and adjust the pressure correctly to engrave this issue. I was also able to examine a sheet of thin white paper from these proofs with many impressions, including multiples of the c.5, impressed on both sides of the sheet and identical to the singles of this type, as well as some fragments of a similar type of the c.20 and c.40 face values. In all probability these were engravings from freshly made punches taken from the original die, and then used to engrave the 100 copies per face value that composed the sheets of the II issue. (Fig.3) Private reprints of these proofs on white paper are known to exist, distinguishable by having the same texture, the colour tending towards ivory and the embossing of the effigy, which is not only poorly rendered but is different from the original proofs of the time. Furthermore, these reprints were made with multiple engravings, so there are strips and small blocks. EMBOSSING PROOFS ON THIN, GUMMED, COLOURED PAPER OF THE TYPES REFERRED TO ABOVE. (Fig.4) These proofs were probably engraved one at a time by punches gradually taken from the original one. These proofs show various degrees of sharpness in the relief, precisely because they were used to gradually attain the perfect setting for the chase assembly of 100 punches for the final engraving of the sheets intended for sale in post offices. On the other hand, Rattone himself states on page 135 that the essays on lightweight white, pearly grey, green, blue, or rose paper [...] are much less detailed compared to those on the more robust cardboard. EMBOSSING

PROOFS ON THICK, GUMMED PAPER OF THE C.5, C.20, AND C.40 IN THE

COLOURS LATER ADOPTED, BUT WITH DIFFERENT FACE VALUES, OF WHICH THREE SHEETS OF

I EXAMINED 50, TWO BLOCKS OF 40 AND SOME BLOCKS OF 25. (Figs.5 and 6)

The embossing is very sharp in these proofs; they cannot belong to a later printing (see Table 10 - poorly embossed effigy on unissued copy and worn on the various types of Matraire reprints). The dimensions of the 50-copy printing plate are 108

The II issue


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5 CATALOGUE

My endeavours in producing this present work drew upon the commitment and passion I have for the subject, with the aim of being both educational and complementary. I have tried to be clear in my presentation, and have set out a formal timeline that is more clearly explained in Table 1. It was also necessary for me to prepare as complete a catalogue as possible of the material that I examined and I have given some indication about the availability and the interest that this material can and should have for the collector of these issues. The history of stamps issued and regularly used cannot neglect the planning and preparation that led to their creation. Francesco Matraire controlled the fate of the postage stamps of the Kingdom of Sardinia, then Kingdom of Italy, for over 12 years, and through his work hundreds of collectors today have an opportunity to experience feelings that are unparalleled when building their collections. It would be a shame not to allow each and every one of these collectors to learn more about the origin of the objects of their philatelic and postal history interest and, at the same time deny them the opportunity to supplement this passion by researching these objects that are no less deserving of the dignity and preciousness accorded to their older brothers used by mail. With the aforementioned goal in mind, I have created a detailed catalogue of these items, which is divided by proofs, essays and reprints. Of course, in a division by time, proofs and essays related to the II issue would be inserted before the green c.5 of 1853, those relating to the III issue before the yellow green c.5 of 1854, those relating to the proofs bearing only the effigy, to the varieties of proof sheets, and to the unissued stamps before the pale yellow green c.5 of the IV issue, and finally, everything regarding Matraire’s reprints after the type II lithographic stamp and before the De la Rue issue at the conclusion of the final chapter of Francesco Matraire’s work.

Catalogue

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II ISSUE Embossing proofs printed with the complete chase

page 53 c) Proofs on medium or thick paper in the colours adopted, gummed P13 P14 P15

c.5 on green c.5 on blue c.5 on rose

P.4 P.4 P.4

P16 P17 P18

c.20 on green c.20 on blue c.20 on rose

P.4 P.4 P.4

P19 P20 P21

c.40 on green c.40 on blue c.40 on rose

P.4 P.4 P.4

These proofs are generally with right margins as they were engraved on sheets of 50 copies. They exist with relief double engraving; their value is +50%. There are some pairs; in blocks of 25 copies (from sheets of 50) numbers P14, P16, P18, P20, P21; in block of 45, numbers P14 and P16. Then, a complete sheet of 50 examples of P14, one of P15 and one of P18; some embossing proofs of c.20 on white paper of medium thickness, ungummed, and with well registered and very clean engraving. They are very rare.

page 54 d) Proofs on medium or thick paper in the colours adopted, gummed on the front, or with punching on the ungummed side P22

c.5 on rose

P.5

P23

c.20 on blue

P.5

P24

c.40 on ivory

P.5

These proofs are generally with right margins as they were engraved on sheets of 50 copies. Only the three types above are known, one each face value. With relief double engraving their value is +50%. Pairs and blocks are very rare. There exist, in horizontal pair, one proof with only the impression of the effigy on postal authorities paper similar to that with the impression of c.40. 130

Catalogue

Profile for Vaccari

Estratto del libro Prove, saggi e ristampe del Regno di Sardegna  

Questo studio fa luce su i tipi di prove che Francesco Matraire utilizzò per la II e la III emissione del Regno di Sardegna, i saggi definit...

Estratto del libro Prove, saggi e ristampe del Regno di Sardegna  

Questo studio fa luce su i tipi di prove che Francesco Matraire utilizzò per la II e la III emissione del Regno di Sardegna, i saggi definit...