Skip to main content

Anno 2008 - Edizione N. 10 - Ottobre

Page 1

nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 1

NOTIZIARIO

UNION E ST AMPA

PE RIODIC A ITALIANA

ANNO 44° - MENSILE

Uspi

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

10 O2TT0O0B8RE

Attuata la delega prevista dall’articolo 44 del decreto legge 112/2008

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO PRESENTA LA BOZZA DI REGOLAMENTO DI RIORDINO DEI CONTRIBUTI DIRETTI E INDIRETTI ALL’EDITORIA

Semplificazione amministrativa, nuovi criteri di accesso (distribuzione e vendita al posto della tiratura) e di calcolo, riduzione della spesa pubblica per i contributi della legge 250/90 – uova normativa sul credito agevolato – Determinazione annuale delle agevolazioni postali per le società quotate in Borsa. Bonaiuti riferità al Parlamento – Atteso il parere del Consiglio di Stato

M

ercoledì 17 settembre scorso, presso la nuova Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, il Governo ha presentato alle parti sociali la “bozza” del Regolamento di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria. All’incontro hanno partecipato il Ministro per la semplificazione legislativa, On. Roberto Calderoli, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, On. Paolo Bonaiuti, il Capo del Dipartimento informazione ed editoria e Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Prof. Mauro Masi, e i rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria dell’editoria e radioTV. “Semplificazione” e “riordino”: questi gli

La Presidenza del Consiglio presenta la bozza di regolamento di riordino dei contributi diretti e indiretti all’editoria (pagine 1, 2, 3, 5, 6, 8, 9) Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 7) Una grande novità per internet. Dal 2009 completamen-

input che l’articolo 44 del decreto-legge 112/2008, conv. nella legge 133/2008, (vedi otiziario USPI n. 9 – settembre 2008) aveva affidato alla Presidenza del Consiglio per l’emanazione di un “regolamento” (che prenderà la veste formale di un Decreto del Presidente della Repubblica) sui contributi diretti della legge 250/90, sui contributi indiretti (in particolare il credito agevolato) della legge 62/2001, “nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare ad esse connessa” (art. 44, primo comma). Il Regolamento, ovviamente, nulla ha a che vedere (e non poteva essere certo questa la sede) con il gravoso problema dei tagli del Fondo destinato ai contributi diretti e del tetto “delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore

S OMMARIO

te liberalizzati i nomi a dominio (pagine 10, 11)

divisione di esperienze (pagine 12, 13)

Intercettazioni, sì ad una disciplina equilibrata, no al pugno di ferro per editori e giornalisti (pagina 11)

I partecipanti al Corso USPI (pagina 12)

Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11)

Periodici associati all’USPI – 409° elenco (pagina 16)

Ad Urbino, fra studio e con-

Telegrammi (pagina 16)

Biblioteca USPI (pagina 15)

dell’editoria, che costituiscono limite massimo di spesa” (articolo 44, primo comma, DL 112/08). La bozza del testo regolamentare, predisposta dal Dipartimento Editoria, prevede, nel Capo I, norme innovative sui criteri di accesso e di calcolo dei contributi ai giornali di partito e alle cooperative di giornalisti; nel Capo II, norme di semplificazione e riordino dei contributi alle imprese radiofoniche e televisive (che, purtroppo, per motivi di spazio abbiamo omesso) e, nel Capo III, nuove norme sul credito agevolato all’editoria e sulle agevolazioni tariffarie postali per le imprese editoriali quotate in Borsa e sul rimborso a Poste Italiane. AVVERTE ZA: Per una maggiore chiarezza del testo normativo e per una conoscenza intuitiva degli argomenti trattati, abbiamo lasciato alla fine di ogni articolo del regolamento, caratterizzate in corsivo, le note del Dipartimento a commento del testo precedente. Torneremo con commenti e giudizi sull’articolato del Regolamento quando questo avrà una versione definitiva, approvata dal Consiglio dei Ministri e firmata dal Presidente della Repubblica. 2

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vedere a pag. 11)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 2

LA BOZZA DI REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA 1 Schema di Regolamento ai sensi dell’art. 44 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante “Misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria”. CAPO I Semplificazione e riordino dei contributi diretti di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250 Articolo 1 Presentazione delle domande

1. A decorrere dall’anno 2009, le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, sono presentate, entro il termine perentorio del 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento dei contributi, per via telematica e sottoscritte con firma digitale, secondo le modalità pubblicate sul sito internet della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel caso in cui per giustificati motivi l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la domanda può essere presentata entro lo stesso termine per mezzo di raccomandata postale. ( OTA: Viene prescritta, per le imprese richiedenti i contributi, la presentazione delle domande per via informatica, sottoscritte con firma digitale. el sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria sarà pubblicato l’indirizzo elettronico cui farle pervenire. Solo per ragioni di impossibilità di presentazione della domanda per via telematica, questa potrà essere presentata mediante raccomandata postale). Articolo 2 Disposizioni relative ai requisiti per l’accesso ai contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250

1. Le imprese di cui all’articolo 3, commi 2, 2 bis, 2 ter, con esclusione di quelle editrici di quotidiani editi e diffusi all’estero, 2 quater della legge 7 agosto 1990, n. 250, e di cui al comma 2 dell’art. 153 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, fermi restando tutti gli altri requisiti di legge, sono ammesse ai contributi di cui all’articolo 3 a condizione che la testata edita sia effettivamente venduta nella misura di almeno il 15 per cento delle copie distribuite, per le testate nazionali, e di almeno il 30 per cento per quelle locali. Per copie distribuite si intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti di vendita non esclusivi, tramite contratti con società di distribuzione 2

esterne, non controllate né collegate all’impresa editrice che richiede il contributo, ovvero distribuite in abbonamento a titolo oneroso. Le copie oggetto di vendita in blocco non sono considerate. La tiratura, la distribuzione complessiva nelle sue diverse modalità, nonché la vendita, devono essere analiticamente certificate da una società di revisione iscritta nell’apposito albo tenuto dalla CONSOB. Ai fini del presente articolo si intende per testata nazionale quella distribuita in almeno cinque regioni. ( OTA: La norma sostituisce, quale requisito per l’accesso ai contributi, il rapporto tra tiratura e diffusione con il rapporto tra distribuzione e vendita. Si introducono quindi nuovi parametri, si definiscono la distribuzione e la vendita rilevanti, con esclusione delle vendite in blocco, e si fissa una nuova definizione di testata nazionale. Significativa è l’esclusione delle vendite in blocco che si sono rivelate a volte pretestuose o concordate con l’acquirente nell’ambito di una strategia volta ad aumentare la diffusione apparente. Si tratta complessivamente di una norma che contiene novità significative e che risulta strettamente correlata con il nuovo criterio di calcolo del contributo variabile, anch’esso fondato sulla distribuzione).

2. Le cooperative di cui all’articolo 1, comma 458, della legge 23 dicembre 2005 n. 266, devono essere composte in prevalenza da giornalisti. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2009 la maggioranza dei soci deve risultare dipendente dell’impresa con contratto di lavoro a tempo indeterminato. ( OTA: Il requisito della prevalenza di giornalisti nelle cooperative costituisce necessaria precisazione, a cui gli uffici erano pervenuti già in via interpretativa. Costituisce invece una novità significativa la richiesta che la maggioranza dei soci sia dipendente della cooperativa. Si tratta di una disposizione rigorosa che mira a scoraggiare le cooperative “di comodo” e, contemporaneamente, a favorire l’occupazione).

3. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2009, le imprese editrici costituite ai sensi e per gli effetti dell’articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000 n. 388, continuano ad accedere ai contributi di cui all’articolo 3, commi 2 e 2 quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, avendone i requisiti, a condizione che si costituiscano, entro l’anno medesimo, in cooperative giornalistiche ai sensi del-

l’articolo l, comma 458, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e del comma 2 del presente articolo. ( OTA: La norma proposta mira a rimuovere una evidente anomalia: la categoria residuale e ormai anacronistica delle imprese editrici di giornali di partito che si costituirono in cooperative speciali entro il 1/12/2001, non possedendo i nuovi e più rigorosi requisiti di rappresentanza parlamentare allora introdotti. Si prevede che confluiscano gradualmente nella categoria delle cooperative giornalistiche e si prescinde dalla necessità di configurare tali testate come organi di movimenti politici, spesso fittizi).

Articolo 3 Disposizioni relative alle modalità di calcolo dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250

1. I contributi alle imprese editrici di cui all’articolo 3, commi 2 e 2 bis, della legge 7 agosto 1990, n. 250, alle imprese editrici di quotidiani italiani editi e diffusi all’ estero di cui al comma 2 ter dello stesso articolo, nonché alle imprese editrici di quotidiani di cui al comma 2 dell’articolo 153 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in qualunque forma costituite, consistono in un importo fisso annuo pari al 50 per cento dei costi risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa, nonché in un importo variabile nella misura di euro 0,09 per ogni copia distribuita ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto, fino ad un massimo di 25 milioni di copie annue; l’ammontare complessivo di tali contributi non può comunque superare il 60 per cento dei costi come sopra indicati.

2. I contributi alle imprese editrici di giornali quotidiani in lingua francese, ladina, slovena e tedesca, di cui all’articolo 3, comma 2 ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250 e alle imprese editrici di periodici di cui al comma 2 quater dello stesso articolo, nonché alle imprese editrici di periodici di cui al comma 2 dell’articolo 153 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in qualunque forma costituite, consistono in un importo fisso annuo pari al 30 per cento dei costi risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a 1 milione di euro per ciascuna impresa editrice di quotidiani ed a 300.000 euro per ciascuna impresa otiziario USPI n° 10/2008


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

editrice di periodici, nonché in un importo variabile nella misura di euro 0,09, per i quotidiani e di euro 0,20 per i periodici, per ogni copia distribuita ai sensi di quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, del presente decreto, fino ad un massimo di 25 milioni di copie annue. L’ammontare complessivo di tali contributi non può comunque superare il 50 per cento dei costi come sopra indicati. ( OTA: La norma costituisce una significativa semplificazione e razionalizzazione del meccanismo di calcolo dei contributi cui si riferisce. Infatti si eliminano le complicazioni di calcolo derivanti dalla previsione dei cd. raddoppi, nonché quelle derivanti dagli scaglioni di tiratura e si introduce il criterio del contributo variabile fondato linearmente sul numero di copie distribuite. Ulteriori novità sono costituite dalla rimozione del limite minimo di 10.000 copie di tiratura media e dall’ introduzione di un limite massimo di 25 milioni di copie annue distribuite. Inoltre si prevede l’estensione del medesimo meccanismo di calcolo anche alle imprese editrici di giornali di partito. Anche a tali imprese si applica un contributo variabile fondato sulle copie distribuite. Dalla norma derivano risparmi di spesa distribuiti fra gli aventi diritto).

3. Alle agenzie di stampa di cui all’articolo 2, comma 30, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, e alle agenzie di informazione radiofonica di cui all’articolo 53, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, è riconosciuto per ciascuna impresa un contributo fisso annuo pari al 30 per cento dei costi risultanti dal bilancio, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore a l milione di euro per ciascuna impresa. ( OTA: Il contributo per le agenzie di stampa e radiofoniche non varia sostanzialmente rispetto a quello attualmente previsto, ma la norma è tecnicamente indispensabile essendosi modificato il meccanismo di calcolo dei contributi per gli altri soggetti destinatari).

4. I costi sostenuti dalle imprese editrici per l’acquisto di servizi editoriali consistenti nella predisposizione, anche parziale, di pagine del giornale, sono considerati ai fini del calcolo dei contributi di cui al presente articolo nella misura massima del 10 per cento di tutti gli altri costi ammissibili. ( OTA: La disposizione, disincentivando l’acquisto “chiavi in mano” di pagine o intere parti dei giornali, punta ad un duplice scopo: da un lato rendere scarsamente rilevanti, ai fini del contributo, costi a volte artificialmente gonfia otiziario USPI n° 10/2008

10.48

Page 3

ti per prestazioni esterne all’impresa, dall’altro valorizzare l’attività editoriale originale svolta all’interno dell’impresa stessa, favorendo così l’occupazione ed il pluralismo dell’informazione. Dalla norma derivano risparmi di spesa).

Articolo 4 Disposizioni per favorire lo sviluppo dell’occupazione nel settore editoriale

1. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2009, il contributo calcolato ai sensi dell’articolo 3 per le imprese editrici di quotidiani in misura superiore a 2 milioni di euro, è ridotto del 20 per cento ove l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 5 giornalisti o poligrafici regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato; il contributo calcolato ai sensi dell’articolo 3 per le imprese editrici di periodici in misura superiore a 400 mila euro, è ridotto del 20 per cento ove l’impresa non abbia utilizzato, nell’intero anno di riferimento del contributo, almeno 3 giornalisti o poligrafici regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato. ( OTA: Si tratta di una disposizione innovativa che mira a favorire lo sviluppo dell’occupazione ed in particolare l’assunzione di giornalisti e poligrafici da parte delle imprese editrici, mediante l’introduzione di un vincolo rigoroso alla percezione dei contributi. Fermi restando i vari meccanismi di calcolo dei medesimi, si subordina la misura effettiva della loro erogazione all’esistenza, presso l’impresa, di giornalisti e poligrafici dipendenti. Si prevede un’applicazione differita al 2009 per consentire alle imprese di adeguarsi ai parametri previsti. Dalla norma derivano risparmi di spesa). Articolo 5 Situazioni di collegamento e controllo

1. Le situazioni di collegamento e controllo fra imprese editrici, ostative all’erogazione dei contributi, sono definite dall’articolo 2359 del Codice civile, nonché dall’articolo 1, ottavo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416. Il legale rappresentante dell’impresa richiedente i contributi, con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta ai sensi dell’ art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dichiara l’insussistenza di tali rapporti ovvero indica dettagliatamente le situazioni di collegamento o controllo nelle quali versa l’impresa stessa. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, su richiesta del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, comunica,

relativamente alle imprese richiedenti i contributi, gli assetti societari e la conformità degli stessi alla normativa vigente, nonché l’esistenza di partecipazioni o rapporti tra le imprese medesime, qualora rilevanti per la configurazione di ipotesi di controllo o collegamento, per gli effetti di cui all’articolo 3, commi 11 ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e all’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. ( OTA: Con tale norma vengono puntualizzate, con riferimento alla stringente normativa vigente in materia, le situazioni di collegamento e controllo tra imprese editrici, ostative all’erogazione dei contributi, nonché le modalità di accertamento delle stesse, mediante l’acquisizione di dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà, e successive verifiche da parte dell’Agcom). Articolo 6 Attività di controllo

1. In relazione alle richieste di contributi ai sensi dell’ articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria assicura lo svolgimento degli opportuni accertamenti ed approfondimenti, anche a campione, sulla documentazione presentata dai soggetti richiedenti, attraverso il ricorso alla Guardia di Finanza, ai sensi dell’apposito protocollo d’intesa, anche ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli 75 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

2. Annualmente il Dipartimento per l’informazione e l’editoria trasmette alla Guardia di Finanza, ai sensi della Convenzione vigente tra la stessa e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’elenco dei soggetti ammessi al contributo ed i relativi importi erogati ai fini dello sviluppo di eventuali accertamenti e controlli, anche a campione. ( OTA: La norma richiama la convenzione in atto con la Guardia di Finanza per l’effettuazione di controlli sulle imprese richiedenti i contributi e sulla documentazione presentata). Articolo 7 Termine di decadenza dal diritto a percepire i contributi previsti dall’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250

1. Il termine di decadenza per le imprese editrici che non abbiano adempiuto all’onere dell’invio della completa e regolare documentazione necessaria per la verifica del possesso dei requisiti e per il calcolo dei contributi, già fissato, per gli anni antecedenti il 2007, 5 3


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 4

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 5

LA BOZZA DI REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA dall’articolo 1, comma 461, della 3 legge 23 dicembre 2005, n. 266 e dall’articolo 2, comma 128, del decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito in legge 24 novembre 2006, n. 286, in un anno dalla presentazione della relativa domanda, è stabilito per tutte le imprese in un anno a decorrere dal termine ultimo di presentazione delle domande. ( OTA: La norma individua il dies a quo, da cui decorre il termine annuale di decadenza, già previsto dalle norme citate, nell’ultimo giorno utile per la presentazione delle domande di contributo, al fine di uniformare tale termine per tutte le imprese e semplificare in tal modo le procedure d’ufficio).

CAPO II Semplificazioni e riordino dei contributi alle imprese radiofoniche e televisive

(Articoli da 8 a 13: omissis)

CAPO III Semplificazione e riordino dei contributi indiretti Articolo 14 Ambito di applicazione

1. Le procedure di semplificazione e riordino dei contributi all’editoria previsti dagli articoli 4, 5, 6 e 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62 e dal decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 142 sono disciplinate dal presente decreto. ( OTA: La norma in attuazione del disposto dell‘articolo 44 del decretolegge 25 giugno 2008, n. 112, definisce l’ambito applicativo del decreto in esame). Articolo 15 Procedimento di concessione delle agevolazioni di credito

1. Alla concessione delle agevolazioni di credito si provvede mediante la valutazione di progetti che presentano cumulativamente le seguenti caratteristiche: a) preventiva deliberazione dell’istituto finanziatore da allegare alla domanda, pena la non procedibilità nella valutazione della domanda stessa; b) finanziamento bancario e/o operazione di locazione finanziaria, della durata massima di dieci anni, finalizzato al progetto. Il finanziamento è ammesso a contributo in misura non superiore a euro 15 milioni; c) realizzazione del progetto entro un otiziario USPI n° 10/2008

anno dal termine di scadenza di presentazione della domanda. Sono altresì ammesse le spese sostenute nei due anni antecedenti la data di presentazione della domanda.

2. Con Avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, sono comunicati il termine finale, non inferiore a novanta giorni, di presentazione delle domande, l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti dell’impresa proponente e dell’iniziativa in base ai quali è effettuata la valutazione ai fini della concessione del contributo nonché la documentazione da produrre a corredo della domanda. L’emanazione dell’Avviso costituisce impegno per le somme ivi indicate. Le somme impegnate per le finalità di cui al comma 1 e disimpegnate sono contestualmente riassegnate al Fondo di cui all’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62. 3. I requisiti dell’iniziativa, di cui al comma 2, attengono alla tipologia del progetto, al fine perseguito dallo stesso, alla coerenza degli strumenti con il perseguimento degli obiettivi previsti. La validità tecnica, economica e finanziaria dell’iniziativa è valutata con particolare riferimento alla congruità delle spese previste, alla redditività, alle prospettive di mercato e agli obiettivi di sviluppo aziendale. ( OTA: La norma disciplina la concessione delle agevolazioni di credito, materia già trattata negli articoli 6 e 7 della legge n. 62 del 2001. E’ aggiornato il limite dell’importo del contributo ammesso che è arrotondato per difetto a 15 milioni di euro, rispetto a euro 15.493.706,97 pari a lire 30.000.000.000 di cui all’art. 7, comma 1, lettera a) della legge n. 62 del 2001. E’ previsto inoltre uno snellimento delle attuali procedure mediante l’inserimento nell’avviso della documentazione da produrre a corredo della domanda. Ciò consente di modulare nel tempo le richieste da sottoporre alle imprese concorrenti, superando la rigidità degli schemi di domanda allegati alla precedente normativa, venendo cosi incontro alle esigenze di semplificazione e chiarezza del procedimento. Al fine di rendere più incisiva nella realtà economica l’erogazione dei benefici, è stata prevista la riduzione da due ad un anno del termine entro il quale il progetto per il quale è richiesto il contributo deve essere completato. L’unificazione delle procedure, con l’eliminazione della proce-

dura automatica, si inquadra in un’ottica di semplificazione e snellimento, che comporterà una maggiore certezza in ordine all’erogazione del contributo statale ed una ulteriore garanzia in termini di gestione delle risorse finanziarie a tal fine stanziate, in quanto ogni istanza verrebbe sottoposta alla valutazione del Comitato deliberante. L’apparente svantaggio per i soggetti beneficiari derivante dall’eliminazione della suddetta procedura sarà bilanciato dalla semplificazione del procedimento di erogazione del contributo statale derivante dalle modifiche alla disciplina vigente. La previsione di cui al comma 2 consentirà - ai sensi dell’articolo 21, comma 7, lettera c) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 dicembre 2002 recante “Disciplina dell’autonomia finanziaria e contabile della Presidenza del Consiglio dei Ministri” - sia l’impegno automatico delle somme indicate nell’Avviso che il recupero delle somme impegnate per le finalità di cui all’articolo 2 e, poi, disimpegnate con contestuale rassegnazione al Fondo di cui all’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62).

Articolo 16 Procedura di concessione e documentazione per la corresponsione del contributo

l. In relazione alla disponibilità di risorse finanziarie, l’Avviso per la presentazione delle domande di cui all’articolo 15, comma 2, è previsto con cadenza annuale.

2. Entro dodici mesi dal termine di scadenza previsto nell’Avviso per la presentazione delle domande, il richiedente realizza il progetto oggetto della domanda. Le variazioni intervenute nel corso della realizzazione del progetto sono comunicate al Comitato entro i medesimi termini previsti per la realizzazione del progetto stesso.

3. La mancata realizzazione del progetto, nonché la mancata comunicazione delle variazioni entro i termini di cui al comma 2 comporta la non procedibilità nella valutazione delle domande.

4. Entro i successivi sessanta giorni dal termine previsto dal comma 2, i soggetti richiedenti producono, comunque, pena la non procedibilità nella valutazione delle domande, la seguente documentazione: a) il contratto di mutuo finalizzato al progetto corredato dal piano 6 5


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 6

LA BOZZA DI REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA di ammortamento bancario lad5 dove non ancora presentato. Il tasso di interesse e le altre condizioni economiche alle quali è riferito il contratto di mutuo sono liberamente concordate tra le parti; b) la documentazione delle spese sostenute per il progetto consistente in fatture e documenti fiscalmente regolari, in originale quietanzato o in copia dichiarata conforme; c) una perizia giurata di un esperto del settore, iscritto al relativo albo professionale, scelto tra i consulenti tecnici di ufficio presso il Tribunale del luogo dove ha sede legale l’istante, che attesti la realizzazione e la corrispondenza degli investimenti alla finalità del progetto, nonché la congruità dei costi sostenuti.

5. Nel caso di oneri da riqualificazione del personale o da costi organizzativi, occorre esibire: a) idonea documentazione di spesa nelle ipotesi di ricorso ad organismi esterni all’impresa; b) elementi di contabilità interna aziendale, nelle altre ipotesi.

6. In caso di progetti realizzati con il ricorso alla locazione finanziaria i soggetti richiedenti producono, comunque, pena la non procedibilità nella valutazione delle domande, la seguente documentazione entro i medesimi termini previsti dal comma 4: a) il contratto di locazione finanziaria debitamente registrato; b) una relazione redatta dalla società di locazione finanziaria consistente nella descrizione dei beni oggetto della locazione finanziaria stessa con l’indicazione dei singoli costi d’acquisto e dell’importo dei canoni stabiliti e delle scadenze di pagamento; c) la documentazione delle spese sostenute per il progetto consistente in fatture e documenti fiscalmente regolari, in originale quietanzato o in copia dichiarata conforme; d) una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la consegna dei beni oggetto della locazione finanziaria. Il momento giuridico che attesta la data di realizzazione degli investimenti coincide con l’entrata in possesso del bene da parte del soggetto richiedente le agevolazioni di credito; e) una perizia giurata di un esperto del settore, iscritto al relativo albo professionale, scelto tra i consulenti tecnici di ufficio presso il Tribunale del luogo 6

dove ha sede legale l’istante, che attesti la realizzazione e la corrispondenza degli investimenti alla finalità del progetto, nonché la congruità dei costi sostenuti.

7. Il Comitato, di cui all’articolo 18, sulla base dell’istruttoria del Servizio competente che predispone una relazione, esaminata la domanda dell’impresa richiedente nonché la delibera dell’istituto finanziatore, approva o rigetta il progetto, previa specifica valutazione dello stesso con particolare riferimento al complesso delle iniziative di carattere finanziario ed industriale, attraverso le quali si prevede di raggiungere gli obiettivi assegnati e delibera in merito alla concessione delle agevolazioni di credito a carico dello Stato secondo criteri di redditività, sviluppo aziendale e tenendo conto delle prospettive di mercato. La delibera del Comitato è notificata al soggetto richiedente a cura del Servizio stesso entro diciotto mesi dal termine di scadenza previsto per la presentazione della domanda. 8. La liquidazione del contributo si effettua direttamente al soggetto richiedente, entro 4 mesi dalla data di notifica della delibera del Comitato, previa verifica della completezza della documentazione. ( OTA: L’articolo disciplina le procedure già previste dagli articoli 3, 4, 5 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 142 del 2002 in materia di documentazione che le imprese devono produrre. In primo luogo, in ossequio al disposto dell’articolo 44 del decretolegge n. 112 del 2008, è prevista l’emanazione dell’avviso in relazione alle disponibilità di bilancio per l’annualità di riferimento, costituendo l’emanazione dell’avviso impegno delle somme stanziate. ell’ambito del perseguimento della semplificazione delle procedure, si rinnovano le modalità di acquisizione della documentazione prodotta direttamente dalle imprese istanti. Il mancato rispetto del termine, previsto al comma 4, per l’invio della documentazione comporta, peraltro, la non procedibilità nella valutazione delle domande). Articolo 17 Determinazione del contributo

l. Ai fini della concessione delle agevolazioni di cui all’articolo 15 le spese per la realizzazione dei progetti sono ammesse in misura pari al 50 per cento di quella

finanziate dai soggetti autorizzati all’esercizio dell’attività bancaria o all’esercizio dell’attività di locazione finanziaria e ritenute ammissibili dal Comitato di cui all’articolo 18, ivi comprese le spese previste per il fabbisogno annuale delle scorte in misura non superiore al 20 per cento degli investimenti fissi ammessi alle agevolazioni di credito.

2. L’ammontare del contributo è pari al 50 per cento degli interessi sull’importo delle spese finanziate ammesse a contributo, calcolato al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze vigente alla data della delibera del Comitato. Il contributo è, comunque, calcolato al tasso di interesse più basso fra quello concordato tra le parti e quello di riferimento.

3. L’ammissione alle agevolazioni di credito di cui all’articolo 15 è disposta sulla base della delibera del Comitato di cui all’articolo 18 nei limiti delle disponibilità finanziarie evidenziate nell’Avviso. In caso di disponibilità finanziarie inferiori all’importo complessivo dei contributi erogabili calcolati sulla base dei piani di ammortamento sviluppati al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze vigente alla data della delibera del Comitato, i contributi stessi sono proporzionalmente ridotti nei limiti dello stanziamento. 4. Il contributo in conto interessi, calcolato sulla base del tasso di riferimento vigente alla data della delibera del Comitato, è accordato per un periodo di utilizzo/preammortamento che non può essere superiore a due anni, con riferimento alle somme erogate e con decorrenza dalla data delle singole erogazioni effettuate dall’istituto finanziatore, ferma restando la durata complessiva di dieci anni a partire dalla data di stipula del contratto di mutuo. Il calcolo di detto contributo è effettuato secondo un piano di ammortamento sviluppato a rata costante semestrale elaborato dal Servizio competente ed erogato in un’unica soluzione, direttamente al soggetto richiedente, attualizzando l’importo complessivo del contributo stesso al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’ economia e delle finanze vigente alla data del provvedimento di liquidazione.

5. La liquidazione del contributo in conto canoni calcolato sulla base 8 otiziario USPI n° 10/2008


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 7

LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2009

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

100,00

€ €

210,00 320,00

€

170,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 8

LA BOZZA DI REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA del tasso di riferimento vigente 6 alla data della delibera del Comitato, senza alcun riferimento alle scadenze di pagamento del canone, è effettuata per annualità posticipate al 31 dicembre di ogni anno direttamente al soggetto richiedente. Il calcolo di detto contributo è effettuato secondo un piano di ammortamento sviluppato a rata costante elaborato dal Servizio competente ed erogato in un’unica soluzione, direttamente al soggetto richiedente, attualizzando l’importo complessivo del contributo stesso al tasso di riferimento fissato con decreto del Ministro dell’ economia e delle finanze vigente alla data del provvedimento di liquidazione. ( OTA: L’articolo interviene sulla materia disciplinata dall’articolo 5 della legge n. 62 del 2002, in tema di spesa per la realizzazione del progetto ammessa a contributo, prevedendo la riduzione della stessa dall’attuale 90 per cento al 50 per cento e contestualmente riducendo la parametrazione delle spese destinate alle scorte dal 40 per cento al 20 per cento degli investimenti fissi ammessi a contributo. La finalità di tale intervento trova la sua motivazione nel rispetto dei vincoli di bilancio previsti dal citato articolo 44, a fronte di una dinamica delle dotazioni dei capitoli di spesa in diminuzione. La proposta garantisce inoltre un intervento pubblico in misura proporzionale identica per ciascun soggetto richiedente, certo, trasparente e strettamente collegato all’importo della spesa ammessa al finanziamento nonché il contenimento della spesa pubblica. La liquidazione del contributo avverrà solo a realizzazione del programma di investimento ammesso alle agevolazioni e sarà effettuata in un’unica soluzione direttamente al soggetto richiedente, attualizzando l’importo del contributo al tasso di riferimento vigente alla data del provvedimento di liquidazione. Tale modifica consentirà di effettuare l’erogazione del contributo al soggetto richiedente senza il ricorso all’intermediazione del soggetto finanziatore ed eviterà il collegamento tre le rate di ammortamento e l’erogazione del contributo. L’articolo prevede che la durata del finanziamento non possa superare i dieci anni di cui non più di due di utilizzo/preammortamento, inoltre, vista la completa coincidenza tra utilizzo e preammortamento non è ammissibile protrarre il preammortamento oltre il semestre nel corso del quale è stata completata l’erogazione del finanziamento). 8

Articolo 18 Comitato per le agevolazioni di credito

1. La composizione del Comitato di cui al comma 4 dell’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è cosi disciplinata. Il Comitato è composto: a) dal Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzioni di Presidente; b) dal Capo dell’Ufficio per il sostegno all’editoria del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri; c) da un rappresentante del Ministero dell’economia e finanze; d) da un esperto in materia di editoria ivi compresa quella elettronica nonché un esperto nel campo dell’ingegneria entrambi nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri. 2. Per la validità delle riunioni del Comitato è richiesta la presenza di almeno i due terzi dei componenti e le delibere sono assunte con il voto della maggioranza dei presenti ad esclusione degli astenuti. In caso di parità di voti prevale la deliberazione alla quale aderisce il Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

3. Per il proprio funzionamento il Comitato si avvale di una segreteria nominata con il decreto di cui al comma 1, nell’ambito delle risorse del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che provvede anche all’istruttoria dei provvedimenti di concessione dei contributi.

5. Il funzionamento del Comitato non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Ai membri del Comitato non sono corrisposti indennità, gettoni di presenza o rimborsi spese. 6. La nomina del Comitato è disposta con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. ( OTA: L’articolo modifica la composizione ed il funzionamento del Comitato, già disciplinato dall’articolo 7, comma 4, della legge n. 62 del 2001 e dall’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 142 del 2002, prevedendo una riduzione dei suoi membri e mutando la sua natura con l’attribuzione di funzioni squisitamente tecniche. La

modifica nel suo complesso comporta un manifesto ulteriore snellimento di tutte le fasi della procedura afferenti l’esame delle domande. E’ escluso qualsiasi onere per il funzionamento del Comitato, in ottemperanza al disposto generale del citato articolo 44). Articolo 19 Presentazione delle domande

1. Le domande relative al presente decreto sono presentate per via telematica e sottoscritte con firma digitale, secondo le modalità pubblicate sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel caso in cui per giustificati motivi l’impresa non potesse utilizzare lo strumento informatico, la domanda può essere presentata entro lo stesso termine indicato nell’articolo 15, comma 2 per mezzo di raccomandata postale con l’indicazione dei motivi ostativi, sottoposti a valutazione ai fini dell’ammissibilità della domanda. ( OTA: La norma introducendo la facoltà di presentare la domanda per via telematica risponde all’indirizzo contenuto nell’articolo 44 del citato decretolegge che prevede alla lettera b) il ricorso a procedure informatizzate. E’ fatta comunque salva la facoltà di presentare la domanda per via ordinaria, motivando l’impossibilità di produrla per via telematica). Articolo 20 Controlli e revoca dei benefici

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 5, comma 12, della legge 7 marzo 2001, n. 62, l’elenco dei soggetti ammessi alle agevolazioni di credito è trasmesso alla Guardia di Finanza che, ai sensi dell’apposito protocollo d’intesa, anche ai fini dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli 75 e 76 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, effettua l’attività di controllo.

2. Qualora i beni oggetto del progetto ammessi alle agevolazioni di credito siano alienati, ceduti, distratti nei cinque anni successivi alla concessione, ovvero tre anni nel caso di beni a rapida obsolescenza, è disposta la revoca del contributo.

3. Per la durata del finanziamento l’impresa è tenuta, annualmente, ad inoltrare al Dipartimento per l’informazione otiziario USPI n° 10/2008


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante l’avvenuto regolare pagamento delle rate del mutuo e/o dei canoni di locazione finanziaria. Al mancato inoltro di detta documentazione è disposta la revoca del contributo già concesso.

4. Nei casi di estinzione anticipata del contratto di mutuo e/o del contratto di locazione finanziaria, di fallimento o di assoggettamento ad ogni altra procedura concorsuale, la concessione del contributo statale è revocata, con ripetizione delle somme, a decorrere rispettivamente dalla data di estinzione del mutuo, da quella di dichiarazione del fallimento, di assoggettamento a procedura concorsuale. ( OTA: La norma richiama la convenzione in atto con la Guardia di finanza). Articolo 21 Disposizioni transitorie

1. Le agevolazioni di credito concesse ai sensi della legge ai sensi della legge 5 agosto 1981, n. 416 e della legge 7 marzo 2001, n. 62, continuano ad essere erogate secondo le disposizioni ivi contenute fino all’esaurimento delle relative procedure.

2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, al Comitato di cui all’art. 18, sono attribuite le competenze sui procedimenti ancora in atto relativi ad agevolazioni di credito richieste ai sensi della legge 5 agosto 1981, n. 416 e della legge 7 marzo 2001, n. 62. Articolo 22 Agevolazioni tariffarie postali per le spedizioni di prodotti editoriali

1. Nelle more della liberalizzazione dei servizi postali, e fino alla rideterminazione delle tariffe agevolate per la spedizione di prodotti editoriali di cui ai decreti del Ministro delle Comunicazioni in data 13 novembre 2002, a decorrere dall’esercizio finanziario 2009 il costo unitario cui si rapporta il rimborso in favore della Società Poste Italiane S.p.A. nei limiti dei fondi stanziati sugli appositi capitoli del bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di cui all’articolo 3 del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito in legge 27 febbraio 2004, n. 46, è pari al 50 per cento di quello riveniente dalla convenzione in essere in analoga materia più favorevole al prenditore.

2. Per le imprese editoriali quotate in borsa le tariffe agevolate sono definite annualmente con decreto del Ministro otiziario USPI n° 10/2008

10.48

Page 9

dell’Economia e delle Finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministro dello Sviluppo Economico, tenendo almeno conto delle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati rilevato dall’ISTAT. ( OTA: La norma è volta a contenere la spesa entro i limiti dei fondi stanziati nel bilancio della Presidenza del Consiglio dei Ministri; ciò, tenuto conto anche della enorme quantità di pezzi spediti dalle varie tipologie di editori attraverso il canale postale, che dovrebbe comportare un trattamento di maggior favore anche per l’erario, allorché rimborsa il costo delle agevolazioni tariffarie). Articolo 23 Abrogazioni

1. In relazione al Capo I, a decorrere dai procedimenti riferiti ai contributi relativi all’anno 2008, sono abrogate le seguenti disposizioni: a) comma 2 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole:”, il cui ammontare non può comunque superare il 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa”; b) lettera c) del comma 2 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; c) lettera e) del comma 2 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; d) comma 2 bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole. “e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa;” e) primo periodo del comma 2 ter dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole “con esclusione di quelli previsti dal comma 11, e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa,” ; f) secondo periodo del comma 2 ter dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole “e 11 e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa,”; g) comma 2 quater dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, limitatamente alle parole da “ivi comprese” fino alla fine del comma; h) lettera a) del comma 3 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; i) comma 7 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; j) comma 8 dell’articolo 3 della legge 7

agosto 1990, n. 250; k) comma 9 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; l) comma 10 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; m) comma 11 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; n) comma 12 dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; o) comma 15-bis dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250; p) articolo 2 della legge 14 agosto 1991, n. 278; q) comma 2 dell’articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n. 278; r) articolo 2 della legge 15 novembre 1993, n. 466; s) secondo periodo del comma 1246 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296; t) comma 1 dell’articolo 10 del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222.

2. In relazione al Capo II sono abrogate le seguenti disposizioni: (omissis)

3. In relazione al Capo III, sono abrogate le seguenti disposizioni: a) I commi 8 e 10 dell’articolo 5, l’articolo 6 e l’articolo 7 della legge 7 marzo 2001, n. 62; b) Gli articoli 1, 2, 4, 5, 6 e 9 , i commi 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 dell’articolo 3 e il comma 1 dell’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 142; c) L’articolo 3 bis del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito in legge 27 febbraio 2004, n. 46. ( OTA: La norma prevede la abrogazione di norme precedenti superate con l’attuale disciplina, nonché il coordinamento dell’articolo 10, in tema di presentazione di domande per interventi effettuati in anni precedenti, con la nuova disciplina di valutazione. Per quanto concerne la lettera c), l’abrogazione mira ad eliminare una norma che comporta un inutile adempimento da parte di una vastissima platea di editori). Articolo 24 Decorrenza

1. Ove non sia diversamente determinato, le norme di cui ai Capi I e II entrano in vigore a decorrere dai contributi relativi all’anno 2008.

2. Le disposizioni di cui al Capo III si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento. 9


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 10

UNA GRANDE NOVITÀ PER INTERNET. DAL 2009 COMPLETAMENTE LIBERALIZZATI I NOMI A DOMINIO

dialogando dialogando Ospitiamo in questa rubrica un approfondimento sui domini internet e sulle novità che ci attendono nel 2009 redatto dal dr. Fernando Bruno. Bruno, giornalista, già Capo della Segreteria tecnica del Ministro delle Comunicazioni, è assistente del Commissario Sortino all’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, e da anni docente di legislazione editoriale al Corso USPI presso l’Università di Urbino.

Durante l’estate i domini internet italiani contrassegnati dal “.it” hanno superato quota un milione e mezzo. Senza contare quelli il cui suffisso è “.com”, “.info”, “.org”, “.net” , “.edu” e via dicendo. Non esiste editore italiano, per quanto piccolo, che non abbia un proprio sito che è al tempo stesso vetrina delle proprie attività, promozione del proprio marchio, e, sempre più, anche prodotto editoriale on line in senso stretto.

Google, Ibm ed altri stanno sperimentando nel frattempo l’internet 3D che manderà presto in pensione il web 2.0 e doterà i siti delle opportunità offerte dalla tridimensionalità. Anche questa è una opportunità importante per gli editori italiani. Pensiamo ad esempio a tutte le riviste che si occupano di modellistica, viaggi, nautica, motori, hobbistica, bricolage, ecc. che potranno mettere dinanzi agli occhi dei propri lettori pagine a tre dimensioni, consentendo una visione piena, ecografica verrebbe di dire, di qualunque oggetto o ambiente illustrato sulla pagina. Quali siano gli effetti e le opportunità offerte dalla tridimensionalità, peraltro, ce lo hanno insegnato da tempo i successi planetari di google earth o di second life. Quella che si annuncia, insomma, è una nuova frontiera della fruizione del web. Proprio per questo, appare tanto più importante la decisione assunta nel giugno scorso dall’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers)1, l’ente

federale americano che funge da Autorità 10

mondiale di regolamentazione del web e che gestisce i domini di primo livello, di liberalizzare totalmente il regime del naming, aprendo a tutti la possibilità di scegliersi il suffisso preferito, senza più la gabbia di un logo predefinito come il “.com” .

Fino ad oggi ICANN aveva autorizzato e reso disponibili circa 250 estensioni, tra quelle territoriali (nazionali) e quelle generiche (.com) o specifiche (.info, .org, .edu, ecc.) riservate a determinati settori. L’effetto più importante di questa scelta compiuta in passato, con la crescente scarsità di soluzioni di naming, è stato il progressivo lievitare dei costi per l’ottenimento del nome a dominio. La recente opzione a favore della completa liberalizzazione rende sostanzialmente illimitate le possibilità di scelta. Naturalmente esiste un risvolto della medaglia. C’è chi teme, soprattutto le aziende più note ed i marchi più prestigiosi, che l’enormità di suffissi, a disposizione della creatività di ciascuno, possa costituire una minaccia nei confronti della riconoscibilità dei brand aziendali, dando luogo a fenomeni di cyber squatting o domain grabbing che dir si voglia, ossia a quella corsa all’accaparramento a fini di lucro di nomi a dominio che richiamano marchi molto noti o nomi di personaggi famosi, fenomeni ben noti (e arginati a fatica) fin dagli inizi della stagione di internet.

Il principale problema nelle controversie sull’attribuzione dei nomi a dominio è sempre quello di conciliare i canoni di autogoverno della rete fondati, quanto alla registrazione dei domini, sul principio del first came first served, con il diritto interno in materia di tutela dei segni e dei marchi e di contrasto alla concorrenza sleale.

In Italia, la registrazione ad opera della Registration Authority (R.A.), avviene semplicemente secondo l’ordine cronologico delle richieste. Siccome il nome a dominio rappresenta un mero indirizzo di rete, e non implica di per sé riferimenti al marchio o ad altri diritti commerciali, accade che la R.A. non eserciti alcun sindacato sul nome di cui si chiede l’iscrizione, e si limita a verificare che tale nome non risulti tra quelli già registrati, salvo le note limitazioni

relative ai nomi a dominio riservati e non assegnabili (è il caso, ad esempio, dei nomi delle regioni, province e comuni o di autorità di governo e istituzioni). Questa situazione apre evidentemente ampi spazi a tentativi, anche clamorosi, di “usurpazione”. La magistratura italiana ha dovuto “restituire” in questi anni ai legittimi titolari, nomi famosi (poste.it, bancoposta.it, Juventus.com, touring.it) che erano stati registrati e usurpati da perfetti sconosciuti.

Naturalmente il cyber squatting non è un fenomeno solo italiano. La WIPO (world intellectual propriety organization), l’agenzia dell’ONU con sede a Ginevra incaricata di operare per la tutela della proprietà intellettuale, è intervenuta ripetutamente in questi anni, attraverso il suo Centro di arbitrato sui nomi a dominio, per regolare le controversie insorte in materia di registrazione di nomi in rete. Sono stati centinaia i ricorsi esaminati dall’Agenzia, ed alcune “restituzioni”, investendo griffes famose in tutto il mondo, hanno fatto notizia. C’è infatti, chi non ha esitato, in questi anni, a registrare abusivamente marchi del calibro di Microsoft, Sony, Bbc, Nike, Rollsroyce, Nintendo; per non dire del cinefilo che si è annesso il dominio Juliaroberts.com o del rocker che ha pensato bene di affiliarsi il dominio Petergabriel.com. In questa galleria degli abusi c’è un po’ di gloria anche per l’Italia, tra i cui marchi scippati, e restituiti su intervento della WIPU, brillano quelli sartoriali di Armani e Zegna. Nell’ottobre del 2000 la WIPO è intervenuta a proposito del nome a dominio “Madonna.com”, registrato da un tale di nome Dan Parisi come indirizzo web di un sito pornografico. In quel caso, a seguito del ricorso proposto dalla popstar, essa ordinò l’immediata restituzione del nome a dominio alla cantante - che lamentava un danno di immagine - con la motivazione che l’iniziale assegnatario non avrebbe saputo dimostrare né il proprio diritto all’utilizzo del nome Madonna, usato dalla cantante fin dal 1979, né un interesse legittimo a detenerlo. Questi interventi giurisdizionali stanno però a significare che, in prima istanza, persino la registrazione più tendenziosa e colpevole riesce a farla franca. La prossima

otiziario USPI n° 10/2008


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

liberalizzazione dei nomi a dominio potrebbe indurre ad una recrudescenza del fenomeno dell’accaparramento abusivo. Una ragione in più per gli editori italiani, nel mentre ci si prepara a trovare il suffisso più appropriato per il proprio sito web, di fare attenzione ai cyber pirati.

1 Come si legge sul suo sito web, ICANN

è l’ente federale non profit, con uffici a Marina del Rey (California) e a Bruxelles, che ha la responsabilità di assegnare gli indirizzi IP (Internet Protocol), di gestire il sistema dei nomi a dominio generici di primo livello (generic Top-Level Domain, gTLD, quail .com, .net, .info) e dei country code Top Level D o m a i n (ccTLD), che identificano uno specifico territorio, quali .uk per il Regno Unito, .it per l’Italia), nonché i root server. Nel passato, questi servizi erano garantiti da IANA (Internet Assigned Numbers Authority), su mandato del governo degli Stati Uniti, e da altri enti. Avendo alla base una partnership pubblico-privato, ICANN ha la funzione di salvaguardare la stabilità operativa di Internet, di promuovere la competizione a livello di mercato dei nomi a dominio, di garantire il più elevato livello di rappresentatività della comunità Internet, e di sviluppare politiche coerenti con il suo mandato tramite processi partecipati e consensuali.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche azionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi azionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. E TRO IL MESE DI OTTOBRE

Gli editori di: QUOTIDIA I, PLURISETTIMA ALI e SETTIMA ALI con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOM otiziario USPI n° 10/2008

10.48

Page 11

I TERCETTAZIO I, SI’ AD U A DISCIPLI A EQUILIBRATA O AL PUG O DI FERRO PER EDITORI E GIOR ALISTI

Il decreto sulle intercettazioni votato a giugno dal Governo è in discussione alla Commissione Giustizia della Camera. Il testo originario vieta le intercettazioni per i reati con pene inferiori a 10 anni ma include corruzione, concussione, mafia, terrorismo e reati di allarme sociale. Si discute di ampliare la rosa dei reati per cui sono possibili le intercettazioni, di istituire un archivio delle telefonate e di inasprire le pene per magistrati e per le possibili talpe in procura. I telefoni non possono essere messi sotto controllo per un periodo superiore a tre mesi e viene introdotto il divieto assoluto di pubblicazione fino al termine delle indagini preliminari. Il giornalista che pubblica notizie sulle indagini rischia 6 mesi di carcere mentre se divulga le intercettazioni rischia fino a 3 anni di detenzione. Pugno di ferro anche per gli editori: se si divulgano atti o documenti di un procedimento penale, di cui è vietata per legge la pubblicazione, scatta la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (decreto legislativo 231 del 2001), con una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 420mila euro. E’ fuori dubbio che una nuova disciplina sulle intercettazioni e sulla loro divulgazione può essere utile a condizione che il provvedimento scelga soluzioni equilibrate che contemperino le esigenze istruttorie, il rispetto della privacy, la libertà dei cronisti giudiziari e il diritto degli editori di informare i lettori. BARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2008).

Gli editori di: QUATTORDICI ALI, QUI DICI ALI, ME SILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2008).

Ricordiamo, infine, che per gli editori di Roma e provincia è ancora sospeso l’invio delle copie per il deposito regionale e provinciale.

INTERNET INSIDIA LA PUBBLICITA’

La Rete non ha ancora sfondato ma a breve termine anche da noi la pubblicità sui nuovi media aumenterà in modo consistente togliendo risorse alla televisione. Questa trasformazione è agevolata dal “web 2.0”, il nuovo modo di usare la Rete, reso possibile dallo sviluppo della tecnologia e dalla notevole velocità di accesso a Internet, e in cui ogni utente ha la possibilità di interagire con gli altri utenti e di contribuire a creare i contenuti. I servizi e gli strumenti del web 2.0 trasformano infatti chiunque si affacci su Internet da utilizzato passivo ad autore attivo. Il fiore all’occhiello del web 2.0 è senza dubbio il blog, vero e proprio luogo di incontro, discussione e condivisione di argomenti e contenuti, disponibili come testo, immagini, audio e video. In sostanza Internet, più velocemente negli altri Paesi europei ma, sia pure in misura meno spettacolare, anche in Italia sta inaugurando una nuova era digitale e sta diventando il medium più utilizzato dai giovani (maschi e femmine); dunque uno strumento in grado di veicolare messaggi pubblicitari in maniera nuova e incisiva. Le formule che generano ricavi sono molteplici: le prime soluzioni sono sicuramente la vendita di pubblicità o di servizi professionali, ma non vanno trascurate la visibilità e la credibilità che un’azienda può acquisire aprendo il proprio blog, o partecipando a comunità virtuali i cui interessi coincidono con i prodotti offerti. Per non parlare dei vantaggi nel campo delle relazioni pubbliche e della comunicazione d’impresa. Sicuramente, con lo sviluppo e l’evoluzione dei servizi, le opportunità di guadagno cresceranno, offrendo soluzioni orientate a diverse nicchie e ai settori più giovani e attivi del mercato. Non va infine dimenticato che le possibilità di far comunicare diversi media come computer, telefonini di nuova generazione e altre piattaforme digitali, permetteranno al singolo investitore di raggiungere un pubblico sempre maggiore e selezionato. In Europa c’è già stato un caso di “sorpasso” del web sulla tv tradizionale. E’ successo proprio in Gran Bretagna, dove uno studio condotto dalla società di ricerca Screen Digest su commissione di Google ha registrato un vero e proprio evento: gli abitanti del Regno Unito trascorrono in media 164 minuti al giorno navigando su Internet, mentre alla televisione ne vengono dedicati “appena” 148. 11


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 12

XXI Corso USPI per operatori editoriali

AD URBI O, FRA STUDIO E CO DIVISIO E DI ESPERIE ZE

Resoconto del Corso che si è tenuto dal 14 al 19 settembre 2008, presso l’Università degli Studi di Urbino - Collegio del Colle, in collaborazione con la Facoltà di Sociologia e con l’Istituto per la Formazione al Giornalismo

V

entuno. Tanti sono gli anni che hanno visto la collaborazione fra l’USPI e l’Università urbinate ad allestire, programmare e dirigere il “Corso per operatori editoriali della stampa periodica”, fin da quel lontano 1988, anno in cui si tenne la prima iniziativa, rivolta soprattutto agli editori medio-piccoli, tesa ad approfondire tutte le tematiche inerenti al settore dell’editoria periodica. E più di novecento sono stati finora i partecipanti succedutisi negli anni, a testimonianza di un successo e di un interesse che non è mai scemato nel tempo ma, anzi, si rinnova ad ogni edizione del Corso.

Anche il XXI Corso non ha tradito le attese. E’ stato un importante ed utile occasione non solo di studio e approfondimento di tutte le tematiche inerenti al settore dell’editoria periodica, ma anche di relazione e conoscenza reciproca fra editori e operatori di città diverse, di realtà editoriali differenti come prodotto offerto e dimensione economica, ma tutti legati dalla stessa passione per questo lavoro. Tutti i partecipanti hanno mostrato vivo interesse per gli argomenti trattati, perché lo stage dell’USPI ogni anno si arricchisce di nuove materie e dei necessari aggiornamenti sulle novità e modifiche intervenute nelle tematiche di settore. Dicevamo delle materie... Un “tour de force” notevole, con 4 o anche 5 lezioni al giorno che hanno spaziato dal CCNL della

Comunicazione CONFAPI-USPI per il settore grafico-editoriale e della stampa periodica alla normativa in materia di diritto d’autore; dalla diffamazione a mezzo stampa alle norme sulla privacy; dalle incombenze amministrative da espletarsi per l’Autorità per le Comunicazioni e il “ROC telematico” all’annoso problema della distribuzione della stampa (a partire dall’edicola e, andando a ritroso, fino alla distribuzione nazionale), fino alle difficoltà nella distribuzione postale con la disciplina attualmente in vigore per accedere alle tariffe postali agevolate; dal marketing alla raccolta pubblicitaria; dal deposito legale agli aspetti fiscali... Un’attenzione particolare è stata prestata, anche quest’anno, al fenomeno sempre più emergente dell’editoria on-line e dei periodici elettronici.

Il Seminario residenziale si è svolto sotto la direzione scientifica della prof.ssa GRAZIELLA MAZZOLI, Direttore dell’IFG (Istituto per la Formazione al Giornalismo) e dell’Istituto di Scienze della Comunicazione e Discipline dello Spettacolo della Facoltà di Sociologia dell’Università “Carlo Bo”, sul tema “L’intermediazione giornalistica nella nuova sfera pubblica”. La Mazzoli ha focalizzato l’attenzione dei corsisti «sul ruolo che il giornalismo ha assunto nella società post-moderna, caratterizzata, come noto, dalla presenza sempre più consistente delle tecnologie, dei new media digitali».

Di fronte all’ampliamento dei temi che entrano a far parte dell’agenda dei media e soprattutto all’aumento significativo delle fonti di informazione, la Mazzoli osserva che «il pubblico (i consumatori delle notizie – n.d.r.) vive in un sottofondo continuo di informazioni che lo raggiungono da varie parti e questo comporta che l’acquisizione di informazioni richieda sempre meno specifiche azioni volontaristiche. Quindi, se prima il pubblico doveva cercarsi le informazioni, oggi sono le informazioni a inseguirlo». La Mazzoli si pone, quindi, la questione di quale intermediazione possa svolgere il giornalismo oggi. «E’ una questione che si lega al problema della credibilità e fiducia. - risponde la sociologa - Il pubblico avverte il bisogno di un intermediario che garantisca, con la sua credibilità, una messa in ordine delle informazioni, ruolo che viene svolto dalle organizzazioni giornalistiche e dai professionisti ivi impegnati. Si richiede di fornire schemi cognitivi, di fornire un’interpretazione degli eventi, di ordinare il caos della realtà, al tempo stesso si è consapevoli del relativismo di questa operazione. Ciò che si chiede, quindi, non è più la verità, ma una sua interpretazione». *****

Un sincero ringraziamento va necessariamente a tutti i docenti, di seguito citati, per la disponibilità mostrata ad integrare le

ELE CO PARTECIPA TI XXI CORSO U.S.P.I.

° 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 12

ominativo ABETE BORZI BRUNI CANTONI CAPACCIOLA CESARENI PARISI ROSSI ROSSI RUSSO

URBI O 14-19 SETTEMBRE 2008

Antonietta Antonella Rebecca Aldo Giacomo Monica Giovanni Annalisa Rossana Gianni

Testata o Casa Editrice Insieme Popoli e Missione Toscana Tascabile Il Nostro Tempo Tutto Gubbio Donna & Donna Rassegna 7 OK Insieme Congress Digest Sport Romagna

Città ANGRI ROMA FIRENZE TORINO GUBBIO FIRENZE BIVIO PALOMONTE ANGRI MILANO RAVENNA

Pr SA

PG

SA SA

otiziario USPI n° 10/2008


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

lezioni assegnate loro con consulenze specifiche su quesiti più dettagliati.

Lunedì 15, ha inaugurato le lezioni il dr. MARIO DE BER ART, Dirigente del Servizio Relazioni Istituzionali dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con la relazione su “Codice della privacy, implicazioni per editori e giornalisti”. Di seguito, il dr. RAIMO DO GIGLIO, Componente della Commissione Tecnica Sindacale UNIGEC/CONFAPI, ha intrattenuto gli stagisti sul tema “Il lavoro subordinato nell’editoria periodica. Applicazione del CC L della comunicazione USPI-U IGEC/CO FAPI”. Nel pomeriggio il dr. GIA CARLO CI OGLOSSI, V. Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI e direttore responsabile di questo Notiziario, ha affrontato l’altro aspetto dei rapporti di lavoro: “Il lavoro parasubordinato: contratti a progetto, co.co.co. giornalistiche e direttori responsabili”.

La mattinata di martedì 16 l’avv. LUCA BO ESCHI, Componente dell’AGI Associazione Giuslavoristi Italiani e Direttore responsabile della rivista “Il diritto dell’informazione e dell’informatica”, ha svolto la seguitissima lezione: “Il diritto d’autore nell’editoria, ormativa vigente”. A seguire, il dr. VITTORIO VOLPI, Direttore degli uffici USPI e redattore responsabile di questo Notiziario, si è occupato della normativa postale vigente, dei nuovi adempimenti e delle offerte tariffarie di Poste Italiane nella sua relazione “Il canale postale: modalità e costi per la spedizione dei periodici”. Nel pomeriggio, l’Avv. ICOLA SA SALO E, Direttore del Servizio Ispettivo e Registro dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha interessato l’uditorio con “Il Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e l’attività dell’Authority di settore”. La giornata di studio è stata conclusa da BRU ETTO FA TAUZZI, Scrittore e giornalista, direttore responsabile di periodici d’informazione, che ha tenuto una “friz otiziario USPI n° 10/2008

10.48

Page 13

zante” lezione su “Editoria popolare: dal gossip al giornalismo investigativo”.

Mercoledì 17, ha iniziato i lavori il dr. GUIDO MAS ATA, Direttore Generale di Promedia Expert, che ha incentrato il suo intervento su: “Il marketing, strumento di crescita per gli editori”; seguìto dal dr. PAOLO DI BE EDETTO, Direttore Generale di Promedia 2000, con la relazione “La raccolta pubblicitaria, una risorsa da sviluppare”. Nel pomeriggio, presso la “Biblioteca multimediale” dell’Università di Urbino, l’avv. PIERGIORGIO SPOSATO, Consulente dell’Associazione dei Distributori locali ANADIS, si è soffermato su “Il compito del Distributore locale”.

digitale”.

L’Ing. GIA CARLO CRIPPA, Responsabile Divisione sviluppo della Promotion Digitale Srl, ha svolto la sua lezione tecnico-pratica su “I periodici on line, normativa attuale e prospettive per l’editoria

La mattina di giovedì 18 è stata tutta dedicata alla distribuzione dei prodotti editoriali in edicola e nei punti non esclusivi. Ne ha parlato il dr. TIZIA O BIE ATI, già Direttore Generale dell’Associazione Distributori Nazionali, nella sua relazione “Il ruolo del Distributore nazionale”; seguìto da ERMA O A SELMI, Segretario Generale del Sindacato edicolanti SINAGI-CGIL, con l’intervento su “La vendita dei periodici nelle edicole”.

Nel pomeriggio, Il dr. FER A DO BRU O, Assistente del Commissario Sortino all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha illustrato ai corsisti le “Prospettive per una riforma dell’editoria”. A concludere, l’avv. FRA CESCO

SAVERIO VETERE, Segretario Generale dell’USPI, ha interessato la platea approfondendo “Le responsabilità penali e civili dei giornalisti e degli editori”.

Nell’ultimo giorno, venerdì 19, il rag. CO CETTO PALLA TE, Consulente fiscale dell’USPI, ha affrontato il tema “Il particolare regime IVA e la disciplina fiscale del settore editoriale” che ha suscitato vivo interesse e molte domande da parte degli stagisti. Nel prosieguo, il dr. DA IELE LO GO, Responsabile Risorse e Sviluppo dell’USPI e coordinatore del Corso, ha incentrato la sua relazione su “Il deposito legale dei periodici. ormativa generale e Convenzioni USPI” e “Il credito di imposta per gli investimenti in pubblicità sui periodici associati USPI”. Ai partecipanti allo stage (vedi box nella pagina a fianco) è stato consegnato il diploma di frequenza del corso. Ancora qualche riga per rivolgere un ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato, anche all’interno dell’Università, alla buona riuscita del corso. In un settore ove si stanno moltiplicando scuole e corsi (questi ultimi non sempre di buon livello) di giornalismo, lo stage residenziale dell’USPI ad Urbino è l’unico, nel suo genere, che si rivolge direttamente a coloro che si dedicano alla “professione di editori”. Ed allora... Vi aspettiamo a settembre del prossimo anno!

13


07/10/2008

10.48

Page 14

C

M

Y

CM

MY

CY CMY

K

L’inserzione a fianco riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd USPI 210x297.fh10 25-06-2008 13:59 Pagina 1

Who’s Who in Italy Srl - Via De Amicis, 2 Tel. 02 66503753 - Fax 02 6105587 - whoswhogc@attglobal.net

20091 Bresso (Milano) www.whoswho.eu


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

L’ATTE TATO di Andrea Casalegno

Chiarelettere Editore, Milano 2008, pagine 416, € 12,00

Una storia dura, degli anni di piombo, che sconvolge atrocemente l’autore – ex militante di Lotta continua – e la sua famiglia. E’ il 16 novembre 1977 il padre, Carlo Casalegno, V. Direttore della “Stampa” viene ucciso nell’androne di casa dal brigatista Raffaele Fiore, con l’accusa di essere “un simbolo del regime”, un “servo dello Stato”. La portinaia, al rumore dei colpi esce dalla portineria, corre al terzo piano, suona, chiama e la moglie di Carlo, Dedi, scende di corsa in pantofole e trova uno spettacolo terribile. Il marito è a terra con il viso sfigurato mentre il sangue si allarga sotto di lui. E’ stata uccisa una persona non un “simbolo”, sono stati uccisi gli affetti più profondi della moglie, dei figli ma ancora oggi il killer si illude, come allora, di non aver sparato ad una persona ma di aver eliminato un simbolo. Perché un simbolo non ha moglie, figli, parenti, amici. Non sanguina, non rantola, non sente dolore. L’Autore prendendo le mosse dalla sua tragedia familiare risale al ’68, all’occupazione delle Università, ricostruisce gli anni del terrorismo e di quell’orribile 1977 che conobbe più di duemila attentati; risale alla vicenda Calabresi, al caso Moro, e alle

10.48

Page 15

B IB L IO T E C A U S P I tante ferite che sono ancora insanabili. Come quella di Carlo Casalegno, che aveva fatto la Resistenza nel Partito d’azione e che, come giornalista, aveva scritto parole durissime contro il terrorismo. Un libro “attuale” nel senso che i fantasmi di tante vittime miti ed innocenti continuano a turbarci ancora oggi. Fiore non è turbato dal suo passato, non ne ha mai preso le distanze. Di giorno lavora fuori del carcere, in regime di semilibertà e nel libro “L’ultimo brigatista” (Rizzoli, 2007) descrive con precisione l’assassinio di Casalegno. ASCITA, VITA E MORTE DELLA OTIZIA Manuale per fare il giornalista (e per difendersi dai media) di Mario Bottaro Red@zione S.r.l., Genova, pagine 199, € 20,00

Mettendoci nei panni dei nostri lettori che sono prevalentemente editori della carta stampata e, talvolta anche direttori responsabili e giornalisti delle loro testate, segnaliamo questo libro che potrebbe ben figurare nelle rispettive bibliotechine professionali. L’Autore nutre per la carta stampata un sentimento critico, allergico ai vecchi luoghi comuni e agli stereotipi barocchi che ancora considerano il direttore, il giornalista e il cronista alla vecchia maniera. Mossi dal fiuto, dal sacro zelo e dall’intuito che li spinge incessantemente a scovare i fatti meritevoli di essere raccontati. La fabbrica della notizia così come funziona oggi ci svela che giornalisti non si nasce ma si diventa.

Mario Bottaro, già vicedirettore del Secolo XIX, oggi dirige il mensile Liguria Business Journal ed è docente di teorie e tecniche del linguaggio giornalistico alla Facoltà di scienze politiche e di informazione multimediale di Genova. Conseguentemente con la sveltezza del cronista di lungo corso e l’obiettività del ricercatore descrive il retrobottega del mestiere e della scrittura giornalistica raccontandone con piglio impietoso ma anche divertito e divertente pregi, difetti, condizionamenti e tic. Ma c’è un secondo versante che riguarda più direttamente il management editoriale lasciando intendere che i giornalisti hanno la possibilità di scrivere grazie agli editori che investono capitali di rischio, sostengono severi costi di personale, di stampa, di distribuzione affrontando una duplice clientela: quella dei lettori e quella degli inserzionisti pubblicitari. Per non parlare delle novità della concorrenza e dei mutamenti del mercato. Questo aspetto della produzione editoriale, quasi ovvio, talvolta non viene assecondato da quei giornalisti “per mestiere molto curiosi e interessati alle novità del mondo che però non lo sono quasi mai per le novità che riguardano il mondo della propria professione”. Novità che reclamano sempre nuove ricette per offrire ai lettori della carta stampata gli approfondimenti che rendono interessanti le notizie annunciate il giorno prima da radio, tv e siti on line.

RASSEGNA STAMPA

dal

1901 L’Eco della Stampa è tra i più importanti operatori europei nell'industria del MEDIA MONITORING. Essere un partner affidabile per chi - in qualsiasi struttura pubblica o privata - operi nell'area della comunicazione o del marketing è da oltre 100 anni la nostra mission. Anche grazie ai servizi de L’Eco della Stampa (media monitoring, software, web press release, media analysis, directories…) ogni giorno migliaia di nostri Clienti accrescono l'efficacia delle loro Direzioni Marketing e Comunicazione, disponendo di maggiori risorse interne da dedicare alle attività con più alto valore aggiunto.

Per provare la nostra Rassegna Stampa … contattateci !

Tel 02.748113.1 - Fax 02.748113.444 E-mail sales.dept@ecostampa.it Nominativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Azienda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Indirizzo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Telefono/Fax . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . E-mail . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

L’ informazione su misura.

www.ecostampa.it

USPI

Cap/Città . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

®

L’Eco della Stampa S.p.A. Via Compagnoni 28 - 20129 Milano

L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

otiziario USPI n° 10/2008

15


nuovo notiziario:nuovo notiziario.qxd

07/10/2008

10.48

Page 16

PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI

COMPUTER PROGRAMMING

(409° elenco)

LIBEROREPORTER

Via Valdera P. 116-118 56038 Ponsacco (PI) Direttore: Marialetizia Mari Editore: Gruppo Editoriale Infomedia S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: tecnico-informatica

Via Risorgimento, 14 35027 Noventa Padovana (PD) Direttore: Italo Tassinari Editore: Bicomm S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: politica, attualità, costume

CORRIERE DEL SUD-OVEST MILANESE

MADE IN JUST

Via Gioberti, 4 20090 Trezzano Sul Naviglio (MI) Direttore: quindicinale Editore: Nicola Mernone Periodicità: quindicinale Materia trattata: politica, cultura, attualità, cronaca e sport

Via Leonida Rech, 44/F 00156 Roma Direttore: Roberto Codognotto Editore: JMC S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: comunicazioni e marketing per le aziende

INTERNATIONAL REVIEW OF ELECTRICAL ENGINEERING Piazza G. D’Annunzio, 15 80125 Napoli Direttore: Meo Santolo Editore: Casa Editrice Praise Worthy Prize S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: articoli scientifici riguardanti tutti i settori dell’ingegneria elettrica

NAPOLISSIMO

NOTI ZIA RI O

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 10 (ottobre 2008) è stato stampato il 7 ottobre 2008

Via Monsignor Schioppa, 78 80075 Forio (NA) Direttore: Daniele Morgera Editore: Campania Editoriale Soluzioni Impresa S.a.s. di Antonio Calise & C. Periodicità: settimanale Materia trattata: attualità ed informazione sportiva NEW GENERATION

Corso Europa, 124/A 48018 Faenza (RA) Direttore: Sabrina Poggi Pollini Editore: Sabrina Poggi Pollini Periodicità: mensile Materia trattata: attualità (programmi/eventi locali – patrimonio beni culturali Emilia Romagna) cultura, divertimento, spettacolo POLITICA OGGI

Piazza del Gesù, 46 00186 Roma Direttore: Gian Aldo Arnaud Editore: Cooperativa Giornalistica Cronache Nuove Periodicità: mensile Materia trattata: politica RICERCHE – RIVISTA TRIMESTRALE DEGLI SCOLOPI IN ITALIA Piazza dè Massimi, 4 00186 Roma Direttore: Antonio Maria Perrone Editore: Curia Generalizia dei Padri Scolopi Periodicità: trimestrale Materia trattata: religione

3D BROS

Via dei Colonna, 5 67100 L’Aquila Direttore: Francesco Caraccia Editore: Janotek S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: disegno tecnico, rendering per designer, architetti e artisti

TELEGRAMMI

Questo numero in 2 minuti Di tasca nostra LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO PRESENTA LA BOZZA DI REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI ALL’EDITORIA

Attuando la delega contenuta nel DL 112/08, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha presentato alle parti sociali la “bozza” del nuovo regolamento di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria. Previsti nuovi criteri di accesso e di calcolo per i contributi della L. 250/90, una nuova disciplina sul credito agevolato e la determinazione annuale delle tariffe postali per le Società editrici quotate in Borsa. In attesa delle osservazioni delle Associazioni di categoria e del parere vincolante del Consiglio di Stato, il Governo riferirà in Parlamento prima del varo definitivo della nuova normativa.

Focus LA LIBERALIZZAZIONE DEI NOMI A DOMINIO Dal 2009, l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) liberalizzerà il regime del naming, aprendo a tutti la possibilità di scegliersi il suffisso preferito, senza più la gabbia di un logo predefinito (.it, .com, .org, .net...). Delle implicazioni per gli editori, ce ne parla Fernando Bruno Assistente del Commissario Sortino all’Agcom.

Scadenze DEPOSITO LEGALE Ad ottobre il rispetto dell’obbligo del deposito legale, secondo le Convenzioni sottoscritte dall’USPI con le Biblioteche Nazionali.

Attività associativa XXI CORSO USPI DI URBINO Resoconto del Corso per operatori editoriali della stampa periodica che, come ogni anno, si è tenuto ad Urbino nel mese di settembre.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook