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Anno 2008 - Edizione N. 11 - Novembre

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NOTIZIARIO

UNION E ST AMPA

PE RIODIC A ITALIANA

ANNO 44° - MENSILE

Uspi

- 11 NUMERI

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

neretto

Il principio negativo Il problema non sta tanto nell’abrogazione del c.d. “diritto soggettivo” che consentiva ai giornali assistiti di pretendere l’intera somma dovuta dallo Stato. on è neanche nello sciocco e inutilmente punitivo emendamento proposto, con la consueta sensibilità politica e democratica, da esponenti della Lega ord sugli aventi diritto alle agevolazioni indirette. Tutto è rimediabile, come ben sappiamo da anni, anche se con un dispendio di energie che avremmo preferito dedicare ad altro, magari allo sviluppo delle imprese editoriali. Tutto è rimediabile, dicevamo, perfino il prodotto consueto di una classe politica che spesso procede ad orecchio e per sentito dire, nella migliore delle ipotesi. Quello che non si può accettare è che a questa fiera partecipi parte della classe dirigente del settore, la cui prima ed unica reazione ad ogni ipotesi di cambiamento consiste nel perdere la testa ed agire alla cieca. Sarebbe ora di capire che l’unico principio negativo è “mors tua vita mea”.

Questo sì che ci rende delle marionette nelle mani di chi non ama il settore editoriale.

Il principio negativo (pagina 1) Le Autorità garanti (pagina 2)

Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 2) Le quote associative USPI per l’anno 2009 (pagina 3) Una grande passione per l’informazione a stampa e una

NOVEMBRE

2008

Approvato alla Camera l’emendamento che protrae l’attuale regime dei contributi della Legge 250/90 all’anno successivo a quello dell’entrata in vigore del Regolamento della Presidenza del Consiglio

SLITTA O AL 2009 I TAGLI AI CO TRIBUTI DIRETTI

Prorogato il “diritto soggettivo” (quindi alla certezza del “quantum”) alla percezione dei contributi della Legge 250/90 e salvati, almeno per il 2008, le sovvenzioni statali dirette ai giornali di partito e movimenti politici, e a quelli editi da cooperative di giornalisti

L’Assemblea di Montecitorio, nella seduta del 5 novembre scorso, licenziando il disegno di legge AC 1441-ter-A (“Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energie”), ha approvato un emendamento, proposto dalla Commissione V-Bilancio della stessa Camera dei Deputati, che così recita: «Dopo l’articolo 70-bis, aggiungere il seguente: Art. 70-ter. – (Editoria). – All’articolo 20 decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, il comma 3-ter è sostituito dal seguente: «3-ter. Il requisito della rappresentanza parlamentare indicato dall’articolo 153,

S OMMARIO

Slittano al 2009 i tagli ai contributi diretti (pagine 1, 2)

11

grande speranza nel suo futuro (pagina 5)

Ermanno Anselmi rieletto Segretario del SINAGI-CGIL (pagina 5) Il Ministero approva le condizioni generali del servizio postale universale (pagine 6, 7, 8, 10)

La registrazione delle testate presso i Registri stampa dei Tribunali: un caso di semplificazione dimenticata (pagina 9)

Precisazioni dell’INPGI/2 (pagine 11, 12)

Rateizzazione debiti contributivi INPGI e Libro unico del lavoro (pagina 12)

Echi dal XXI Corso USPI di Urbino (pagina 13) Biblioteca USPI (pagina 14)

Periodici associati all’USPI – 410° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)

comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, non è richiesto per le imprese, e per le testate di quotidiani o periodici che risultano essere giornali o organi di partito o movimenti politici, che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi di cui all’articolo 3, comma 10, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni». 2. All’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al quarto comma, il primo periodo è sostituito dal seguente: Le azioni aventi diritto di voto o le quote possono essere intestate a società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata, purché la partecipazione di controllo di dette società sia intestata a persone fisiche o a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche; b) il sesto comma è sostituito dal seguente: Qualora la partecipazione di controllo di cui al quarto comma sia intestata a società fiduciarie, il requisito ivi previsto del controllo diretto o indiretto in capo a persone fisiche si intende riferito ai fiducianti, in quanto soggetti effettivamente titolari delle azioni o quote medesime. In tal 2

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vedere a pag. 2)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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SLITTANO AL 2009 I TAGLI AI CONTRIBUTI DIRETTI

caso la società fiduciaria è tenu1 ta, ai fini del presente articolo, a comunicare i nominativi dei fiducianti all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai fini e per gli effetti dell’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997, n. 249. 3. All’articolo 44 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 1, allinea, dopo le parole: “che costituiscono” sono aggiunte le seguenti: “a decorrere dall’esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma”; b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: «1-bis. Lo schema di regolamento di cui al comma 1 è trasmesso alle Camere per l’espressione del parere vincolante delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario». 4. All’attuazione del presente articolo si provvede senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

L’articolo 44, richiamato nell’emendamento sopra riportato, cancellava, a partire dai contributi per l’anno 2008, la figura del “diritto soggettivo” a ricorrere al Fondo per l’editoria della Legge 250/90, e trasformava il Fondo stesso in un limite massimo di spesa per le somme complessivamente stanziate nel bilancio annuale dello Stato per il settore dell’editoria. Inoltre, lo stesso articolo demanda ad un

successivo Regolamento, redatto dalla Presidenza del Consiglio e con la veste formale di un DPR, l’emanazione di “misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62, nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare ad esse connessa”. Con la modifica apportata in Aula alla Camera, invece, la perdita del “diritto soggettivo” delle testate beneficiarie dei contributi diretti slitta all’esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del Regolamento” (presumibilmente 2009, o 2010), facendo così salvi i contributi spettanti alle aziende editrici maturati nel 2008, comprese le testate di partiti o movimenti politici non rappresentati in Parlamento, purché ne abbiano avuto il diritto alla data del 31 dicembre 2005. L’emendamento approvato alla Camera condiziona, inoltre, il varo del Regolamento di semplificazione e riordino dei contributi al “parere vincolante delle Commissioni competenti per materia e per i profili di carattere finanziario” (quante Commissioni si dovranno esprimere?) Quest’ultima normativa lascia forti dubbi di costituzionalità, perchè in contrasto con la delega al Governo già assegnata con il DL 112/2008, convertito in Legge 133/2008. Il problema più impellente e grave è, comunque, l’attuale carenza del Fondo per l’editoria previsto nella Tabella C, che prevede uno stanziamento di 262 milioni di euro per il 2009, con un taglio di ben 152 milioni in raffronto all’anno precedente. La parola ora passa al Senato.

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI

In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE

- Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati;

con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCA2

NA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (lugliosettembre 2008).

- Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effettuare alcuna consegna.

Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in

LE AUTORITA’ GARANTI

ANTITRUST

CATRICALA’: ILLEGITTIMA LA PUBBLICITA’ REDAZIONALE NON RICONOSCIBILE

“Le fattispecie pubblicitarie che dissimulano il proprio scopo promozionale sotto l’apparenza di una comunicazione disinteressata e neutrale proveniente da un soggetto non collegato all’operatore commerciale rappresentano ipotesi molto insidiose di pubblicità ingannevole. I messaggi pubblicitari occulti, infatti, tendono ad aggirare le normali barriere che i consumatori attivano nei confronti della comunicazione di impresa, potendo per tale ragione influenzare indebitamente le scelte economiche”.

Relazione annuale dell’Autorità a cura del Presidente Antonio Catricalà. Sala della Lupa, Palazzo Montecitorio – Roma, 24 giugno 2008 AUTORITA’ COMUNICAZIONI CALABRO’ PRESIDENTE DELL’MNRA

Gli scorsi 2 e 3 ottobre, a Reggio Calabria, il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, è stato eletto Presidente della “Mediterranean Network of Regulatory Authorities”, per il biennio 2008-2009. Il Network, che raggruppa i regolatori indipendenti nel settore audiovisivo dei Paesi del bacino del Mediterraneo, ha l’obiettivo di rafforzare i legali storici e culturali di tali Paesi e tracciare linee di azione comuni. duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. GLI INDIRIZZI

- Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. “Ufficio Giornali” per quotidiani, plurisettimanali e settimanali. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. “Ufficio Giornali” per i quotidiani, “Ufficio Periodici” per tutti gli altri periodici.

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LE QUOTE ASSOCIATIVE USPI

per l’anno 2009

L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2009 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche publiche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2009 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata):

(Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

240,00 680,00 1.250,00 2.500,00 3.750,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2009: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2009 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

100,00

€ €

210,00 320,00

€

170,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE

Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.

PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE IN QUESTO NUMERO E’ INSERITO UN MODULO C.C.P.


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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Il futuro della distribuzione in rete

U A GRA DE PASSIO E PER L’I FORMAZIO E A STAMPA E U A GRA DE SPERA ZA EL SUO FUTURO

dialogando dialogando La seconda giornata dei lavori del IX Congresso azionale del SI AGI-CGIL (vedi box nella pagina) è stata aperta dal V. Presidente vicario della Giunta Esecutiva dell’USPI, Giancarlo Cinoglossi, che ha posto ai congressisti il seguente saluto dell’Unione:

«Sono sinceramente lieto di portare alla vostra importante assise sindacale il saluto augurale dell’Unione Stampa Periodica Italiana che ha sempre considerato il SI.NA.GI. una colonna importante della filiera della carta stampata. Diamo atto che la rete dei punti vendita, con apprezzabile sensibilità professionale e civile, non penalizza i periodici mediominori quand’anche le tirature contenute non sempre consentano vendite rilevanti. Delle 3.300 testate associate all’USPI una parte viene diffusa attraverso la distribuzione postale mentre la generalità dei periodici di media tiratura, a diffusione nazionale e tutti i settimanali d’infor-mazione locale e sportiva si affidano alla distribuzione in rete e vedono nell’edicolante un alleato indispensabile ed affidabile.

Soprattutto nel primo anno di vita, quando i periodici rischiano la mortalità neonatale, l’edicolante riesce a darci polso diretto della situazione e dei gusti del lettore, vicariando costose ricerche di mercato non sempre accessibili alle microaziende editrici. Il 4 luglio del 1986 rappresenta una data importante per il nostro comparto poiché quel giorno l’USPI firmò con i Sindacati dei rivenditori di quotidiani e periodici il primo Accordo che disciplinò la vendita dei periodici associati all’Unione. In quella lunga trattativa il SI.NA.GI. assunse un ruolo costruttivo determinante che permise alle testate mediominori di misurarsi con la distribuzione in rete alla pari otiziario USPI n° 11/2008

con i periodici di massa. L’accesso alla rete di vendita ventidue anni or sono era vista come un punto di arrivo, una sorta di maggiore età, che permette anche agli editori di piccolo e medio capitale di raggiungere i potenziali lettori con un canale più rapido e più affidabile di quello postale ed anzi con lo stesso canale dei grandi quotidiani. E devo dire che, a distanza di tempo, quando raggiungo i piccoli comuni piemontesi mi dà ancora una gradevole emozione vedere appaiati ben in vista nelle edicole “La Stampa” e il settimanale d’informazione territoriale che contende lettori allo storico quotidiano di Torino. Gli editori dell’USPI per un certo aspetto vi somigliano poiché malgrado lo tsunami mediatico costituito da internet continuano a nutrire una grande passione per l’informazione a stampa e una grande speranza nel suo futuro. In nome di questa comune passione l’USPI si aspetta dal vostro Congresso una conferma di leale vicinanza alle testate medio-piccole. Questa vicinanza, pur nel rispetto delle specificità dei rispettivi interessi collettivi, ha conosciuto momenti di intesa anche nei confronti con il Palazzo come quando si è trattato di respingere una liberalizzazione selvaggia dei punti vendita che avrebbe danneggiato sia i rivenditori che gli editori dell’USPI. Nel nome di questa prossimità noi possiamo porre alla sfera di cristallo la grande domanda: come andrà a finire? Tra 10/20 anni gli edicolanti venderanno ancora “Il Corriere della Sera”, “Quattroruote”, i periodici sportivi locali? Non è prudente fare previsioni di lungo periodo, tuttavia non siamo iscritti al partito internazionale delle Cassandre che prevede l’esatta data di morte del “New York Times”. Possiamo però congetturare che, nel breve periodo, l’informazione on line svilupperà un’infinità di interessi senza spegnere il desiderio di approfondirli con l’ausilio indispensabile della carta stampata. Difficilmente la quantità di internet potrà spazzare via la qualità dell’informazione e della cultura a stampa. Lunga vita dunque alla carta stampata e lunga vita a voi rivenditori e alle vostre aziende». In sintonia con il messaggio dell’USPI si è

svolta una tavola rotonda sul tema “Distribuzione e vendita della stampa nella riforma dell’editoria”, coordinata da Paolo Serventi Longhi, direttore di “Rassegna Sindacale”. Durante l’ampia discussione, è stato spesso ripreso il concetto della dimensione culturale dell’attività di migliaia di piccole imprese a conduzione familiare che tra mille sacrifici riescono a mettere in vendita, fin dalle prime luci dell’alba, cultura e informazione.

ERMANNO ANSELMI RIELETTO SEGRETARIO DEL SINAGI-CGIL DAL IX CONGRESSO

Il IX Congresso nazionale del Sindacato nazionale dei giornalai affiliato alla CGIL, svoltosi a Montesilvano Marina (Pescara) dal 3 al 5 ottobre us. ha confermato Ermanno Anselmi Segretario Generale. Nella relazione introduttiva, alla presenza di 187 delegati e di una ventina di invitati, Anselmi ha affrontato i problemi salienti della rete di vendita di quotidiani e periodici. Ha sottolineato che in Italia siamo passati dai 41.000 punti vendita del periodico successivo alla L. 108 del 1999 ai 35.000 attuali. Per affrontare questa situazione il sindacato più rappresentativo degli edicolanti delinea nuove strategie con lo stesso spirito professionale e con l’impegno civile che la rete di vendita rimanga indipendente, a garanzia del pluralismo nell’offerta dei prodotti editoriali. Non sono mancati nella relazione di Anselmi, riferimenti ai tagli indiscriminanti di contributi diretti che mettono in pericolo di soppravvivenza testate storiche. E poi le richieste al Governo: una nuova definizione per una corretta identificazione dei prodotti editoriali; la soluzione del problema dell’Iva sull’editoria; il nodo dell’obbligo della parità di trattamento per la sola rete di vendita degli esclusivi di tutto il territorio nazionale. Su quest’ultimo punto Anselmi ha detto: «Ci riferiamo alla valanga di chincaglierie e gadget che si riversa nelle nostre edicole e che non possiamo rifiutare, ma che spesso rendono invisibili pubblicazioni di qualità». 5


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Con decreto del 1° ottobre 2008 del Ministero dello sviluppo economico

C

IL MINISTERO APPROVA LE CONDIZIONI GENERALI DEL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE

on decreto del 1° ottobre scorso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15/10/2008, il Ministero dello sviluppo economico (che ha assorbito le funzioni del Ministero delle Comunicazioni), quale Autorità di regolamentazione del settore postale, ha approvato le “Condizioni generali per l’espletamento del servizio postale universale”. Il testo normativo, che entrerà in vigore il 14 novembre, contiene 33 articoli attraverso i quali il Ministero, su proposta di Poste Italiane S.p.A. concessionaria del servizio postale universale, regola tutti gli aspetti gestionali, amministrativi e operativi dei servizi inclusi nel servizio universale: la raccolta, il trasporto, lo smistamento e il recapito degli invii postali fino a 2 chili, ivi compresi gli invii raccomandati e assicurati, e dei pacchi fino a 20 kg. Tra i servizi inclusi nel servizio postale universale sono ricompresi i “prodotti editoriali” (libri, quotidiani, periodici e similari). Il servizio è dedicato “alle imprese editrici ed ai soggetti che editano pubblicazioni periodiche, stampe e libri” (articolo 3).

I servizi ricompresi nel servizio universale formano oggetto di un “Contratto di programma”, tra Ministero e Poste, in scadenza nel 2008, nel quale: da una parte l’Autorità di regolamentazione effettua gli accertamenti e le ispezioni per verificare l’andamento dei servizi in concessione ed il rispetto degli obblighi del servizio universale; dall’altra, la Società Poste Italiane si impegna a conseguire gli obiettivi di qualità (specificati dalla “Carta della qualità del servizio pubblico postale”) stabiliti dall’Autorità. Per il 2008, tali obiettivi per gli invii di corrispondenza non massiva sono stati individuati in: j+1 per l’89% e j+3 per il 99% degli invii.

Ci auguriamo che nel nuovo “Contratto di Programma” 2008/2011 e nella conseguente nuova “Carta della qualità” siano ben individuati e verificati dall’Autorità anche gli obiettivi di recapito per i prodotti editoriali. Pubblichiamo, di seguito, un ampio stralcio del decreto ministeriale 1° ottobre 2008.

CO DIZIO I GE ERALI PER L’ESPLETAME TO DEL SERVIZIO POSTALE U IVERSALE 6

Servizi inclusi nel servizio postale universale

DESCRIZIO E DEI SERVIZI Articolo 1 Servizio postale universale

Il servizio postale universale, ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo n. 261 del 1999, comprende la raccolta, il trasporto, lo smistamento e il recapito degli invii postali fino a 2 kg, ivi compresi gli invii raccomandati e assicurati, e dei pacchi fino a 20 kg. I servizi inclusi nel servizio universale e oggetto delle presenti condizioni di servizio sono classificati per tipologie di invii postali, come definiti dall’art. 1 lettera f) del decreto legislativo n. 261 del 1999, negli articoli 2, 3 e 4 della presente sezione. Per gli invii internazionali si applicano, oltre alle presenti condizioni generali, le Convenzioni internazionali ratificate nell’ordinamento italiano, nonchè i relativi provvedimenti applicativi. Articolo 2 Invii di corrispondenza

Gli invii di corrispondenza comprendono le comunicazioni in forma scritta, anche generate mediante l’ausilio di mezzi telematici, su supporto materiale di qualunque natura che vengono trasportati e consegnati all’indirizzo indicato dal mittente sull’oggetto stesso o sul suo involucro, con esclusione di libri, cataloghi, quotidiani, periodici e similari. I servizi di corrispondenza comprendono: a) posta massiva: servizio per la spedizione verso qualsiasi località del territorio nazionale di invii di corrispondenza non raccomandata in grande quantità (ad eccezione della corrispondenza a contenuto pubblicitario e della pubblicità diretta per corrispondenza) secondo standard di confezionamento, peso, formato e area di destinazione. L’accesso al servizio è oggetto di specifiche procedure di accettazione degli invii approvate dall’Autorità di regolamentazione del settore postale; b) posta prioritaria (invii postali singoli): servizio per la spedizione degli invii di corrispondenza non massiva verso qualsiasi località del territorio nazionale ed estero; c) posta raccomandata: servizio per la spedizione di invii di corrispondenza verso qualsiasi località del territorio nazionale ed

estero che fornisce al mittente la ricevuta come prova dell’avvenuta spedizione e consente di verificare lo stato di lavorazione e la percorrenza, anche in corso, dell’invio. Su richiesta del mittente Poste Italiane fornisce i servizi accessori di cui all’art. 5; d) posta assicurata: servizio per la spedizione di invii di corrispondenza verso qualsiasi località del territorio nazionale, nonché per l’estero verso le destinazioni ammesse e con i limiti di valore assicurabili stabiliti, che consente al mittente di assicurare gli invii di posta contro lo smarrimento, il furto e il danneggiamento, previo pagamento di un corrispettivo proporzionale al valore dichiarato. Il mittente può chiedere di assicurare gli invii, previo pagamento di un corrispettivo maggiorato, anche contro i rischi relativi a eventi di caso fortuito e di forza maggiore. Per gli invii assicurati con valore superiore ad una determinata soglia fissata nella Carta della qualità sono richieste particolari modalità di confezionamento pubblicizzate da Poste Italiane e la consegna è effettuata presso l’ufficio postale. Il servizio di posta assicurata consente di verificare al mittente e al destinatario lo stato di lavorazione e la percorrenza, anche in corso, dell’invio. Su richiesta del mittente Poste Italiane fornisce i servizi accessori di cui all’art. 5; e) atti giudiziari: servizio di posta raccomandata attinente alle procedure giudiziarie e ai procedimenti amministrativi di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890. Tali invii sono trattati secondo le disposizioni della stessa legge e successive modifiche e integrazioni; f) pubblicità diretta per corrispondenza: servizio per la spedizione di nvii postali indirizzati ad un numero di destinatari non inferiore ad una soglia stabilita dall’Autorità di regolamentazione del settore postale (attualmente pari a 10.000), contenenti lo stesso messaggio, a carattere pubblicitario o di marketing, ad eccezione del nome, dell’indirizzo e del numero di identificazione del destinatario, nonchè di altri elementi che non alterano la natura del messaggio; g) corrispondenza a contenuto pubblicitario: servizio per la spedizione di invii di corrispondenza per l’interno indirizzata ad un numero di destinatari stabilito dall’Autorità di regolamentazione del settore postale (attualmente compreso tra 1000 e 9999), contenenti lo stesso mes otiziario USPI n° 11/2008


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saggio, a carattere pubblicitario o di marketing, ad eccezione del nome, dell’indirizzo e del numero di identificazione del destinatario, nonchè di altri elementi che non alterano la natura del messaggio. Articolo 3 Prodotti editoriali

Sono considerati prodotti editoriali i libri, i quotidiani, i periodici e similari. Il servizio è dedicato alle imprese editrici e ai soggetti che editano pubblicazioni periodiche, stampe e libri. Articolo 4 Pacchi

Sono considerati pacchi gli invii postali verso qualsiasi località del territorio nazionale ed estero che non eccedano i 20 kg di peso. Il servizio prevede, oltre ai servizi accessori di cui all’art. 5, anche la modalità di pacco assicurato con la quale il mittente può assicurare il pacco contro i rischi di smarrimento, di furto e di danneggiamento previo pagamento di un corrispettivo, fino ad un massimo stabilito. Per i pacchi assicurati possono essere richieste specifiche modalità di confezionamento opportunamente pubblicizzate da Poste Italiane. Articolo 5 Servizi accessori

Per i servizi di posta raccomandata, assicurata e pacchi Poste Italiane rende disponibili almeno i seguenti servizi accessori: a) avviso di ricevimento: è la ricevuta che, compilata dal mittente all’atto della spedizione e firmata dal destinatario all’atto della consegna, viene recapitata al mittente ai fini della conferma dell’avvenuta consegna. L’avviso di ricevimento della spedizione viene recapitato al mittente con posta prioritaria. b) contrassegno: la consegna degli invii è subordinata alla riscossione dal destinatario, all’atto della consegna, di un corrispettivo indicato dal mittente nel bollettino di spedizione, entro i limiti prestabiliti. La consegna avviene dopo che il destinatario ha pagato per intero l’importo dovuto e firmato per ricevuta. Per gli invii di corrispondenza con importo da corrispondere superiore ad una determinata soglia la consegna è effettuata presso l’ufficio postale. Poste Italiane corrisponde al mittente l’importo riscosso con le modalità a sua scelta fra quelle messe a disposizione.

CO DIZIO I ECO OMICHE Articolo 6

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TARIFFE E PREZZI

Poste Italiane applica per i servizi compresi nel servizio universale le tariffe ed i prezzi fissati dall’Autorità di regolamentazione del settore postale, ai sensi dell’art. 13 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Poste Italiane rende accessibili al pubblico tariffe e prezzi e li rende disponibili presso tutti gli uffici postali. Articolo 7 Accordi individuali

Poste Italiane può concludere con i clienti o gruppi di clienti accordi individuali che prevedano corrispettivi diversi, fondati sui volumi di traffico, in relazione anche alla destinazione e alle modalità di prelavorazione, accettazione e consegna degli invii, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 13 del decreto legislativo n. 261 del 1999.

QUALITÀ DEL SERVIZIO

Articolo 8 Obiettivi di qualità

L’Autorità di regolamentazione stabilisce gli obiettivi di qualità del servizio postale universale. Tali standard sono recepiti nella Carta della qualità e resi disponibili presso tutti gli uffici postali. Gli accordi individuali di cui all’art. 7 possono prevedere, in presenza di determinate condizioni alle quali corrispondono prezzi proporzionali, standard di qualità differenti.

ACCESSO AI SERVIZI CO DIZIO I DI ACCESSO

Articolo 9 Pagamento del servizio

località e codice di avviamento postale esatto. Qualora l’indirizzo non sia completo ed esatto, Poste Italiane non garantisce la corretta esecuzione del recapito. Il mittente confeziona gli invii postali con modalità idonee in rapporto al peso e al contenuto e comunque in modo da evitare qualunque rischio di danni a persone o cose. Le modalità di confezionamento degli invii postali sono opportunamente pubblicizzate da Poste Italiane. Per alcuni servizi è previsto l’utilizzo di specifici moduli di accettazione. Articolo 11 Invii non ammessi

Non sono ammessi gli invii riconoscibili come potenzialmente dannosi o la cui spedizione, comunque, risulti in contrasto con le disposizioni in vigore. Le armi non sono ammesse se non provviste di autorizzazione del Ministero dell’interno. Ove rinvenuti dopo l’immissione nella rete postale, gli invii non ammessi sono consegnati agli Organi di polizia. Il mittente risponde di tutti i danni, diretti o indiretti, causati dalla spedizione di oggetti non ammessi. Articolo 12 Obbligo di assicurazione

Ai fini della spedizione di denaro contante, armi e altri valori, il mittente è tenuto ad utilizzare gli invii assicurati dichiarando il relativo valore e nel rispetto, ove previsto, delle norme di sicurezza vigenti in materia.

MODALITÀ DI ACCESSO

Articolo 13 Cassette d’impostazione

Gli invii postali vengono accettati da Poste Italiane previo pagamento delle tariffe e dei prezzi in vigore, nelle forme precisate all’art. 16, salve eventuali diverse condizioni stabilite negli accordi individuali di cui all’art. 7.

Poste Italiane, salvo quanto previsto negli articoli seguenti, rende disponibili le cassette di impostazione recanti il relativo logo esclusivo e l’indicazione degli orari di ritiro, destinate alla raccolta della posta prioritaria di cui all’art. 2, lettera b), affrancata con francobollo o con altre modalità definite da specifici accordi.

Ai fini dell’accettazione degli invii postali presso i punti di accesso alla rete postale è necessario che il mittente indichi in modo chiaro e completo l’indirizzo del destinatario, e precisamente: nome e cognome, via, piazza o altro; numero civico (scala ove necessario per l’individuazione del punto di recapito);

Gli uffici postali accettano gli invii raccomandati e assicurati, gli atti giudiziari i pacchi, gli invii postali singoli a richiesta del mittente e gli invii postali singoli non introducibili a causa delle dimensioni nelle cassette d’impostazione di cui al precedente articolo o affrancati con modalità diverse dal francobollo. 8

Articolo 10 Indirizzo e confezionamento

Articolo 14 Uffici postali

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IL MINISTERO APPROVA LE CONDIZIONI GENERALI DEL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE

Gli uffici postali espongono 7 l’orario di apertura al pubblico e l’orario limite di accettazione per la spedizione degli invii in giornata. Presso gli uffici postali è disponibile, su richiesta dell’utenza, la Carta della qualità, nonchè ogni informazione su servizi e sulle condizioni economiche applicate. Articolo 15 Altre modalità di accesso

Per gli invii di corrispondenza massiva, e di pubblicità diretta per corrispondenza di cui all’art. 2, lettera a) e f), nonchè per i prodotti editoriali di cui all’art. 3, Poste Italiane rende accessibili al pubblico idonei punti di accettazione. Per gli altri invii postali, specifici accordi contrattuali con la clientela possono prevedere diverse modalità di accesso.

MODALITÀ DI PAGAME TO Articolo 16 Affrancatura

La modalità ordinaria di pagamento del corrispettivo è l’affrancatura. L’affrancatura consiste nell’apposizione di francobolli oppure della impronta di macchine affrancatrici o di altri strumenti meccanici o elettronici presso i punti di accettazione di Poste Italiane. Poste Italiane e i terzi autorizzati provvedono alla vendita dei francobolli. L’affrancatura può essere effettuata anche con le seguenti modalità alternative: a) con strumentazione a cura del cliente: mediante impronta valore impressa da macchine affrancatrici o da altri strumenti meccanici o elettronici a cura del cliente; b) conto di credito: mediante impronta valore impressa da macchine affrancatrici o da altri strumenti meccanici o elettronici presso Poste Italiane per gli invii postali in partenza, con contabilizzazione in arrivo per i conti di credito speciali; c) abbonamento postale: mediante apposizione di codice identificativo dello specifico rapporto contrattuale; d) senza materiale affrancatura: mediante apposizione di codice identificativo dello specifico rapporto contrattuale. Il pagamento delle modalità alternative di affrancatura può avvenire mediante procedura di addebito preautorizzato su conto corrente postale intestato al cliente, oppure mediante versamento su appositi conti correnti postali intestati a Poste Italiane. Poste Italiane si riserva di verificare la 8

conformità della spedizione alle caratteristiche del prodotto offerto. Le condizioni e le clausole contrattuali relative alle modalità di affrancatura sono opportunamente pubblicizzate da Poste Italiane. Articolo 17 Invii postali privi di affrancatura

Gli invii postali non affrancati con una delle modalità di cui al precedente art. 16 non sono recapitati e sono restituiti al mittente, previo pagamento dell’importo dovuto. Se il mittente non è individuato con certezza o rifiuta il pagamento, gli invii sono distrutti. Gli invii postali provenienti dall’estero senza affrancatura sono recapitati al destinatario previo pagamento dell’affrancatura. In caso di rifiuto, vengono restituiti in conformità agli accordi ed alle convenzioni internazionali. Gli invii postali diretti all’estero senza affrancatura sono restituiti al mittente, se individuabile, altrimenti vengono distrutti. Articolo 18 Invii postali con affrancatura insufficiente

Gli invii postali con affrancatura insufficiente sono restituiti al mittente, previo pagamento dell’integrazione dell’affrancatura. Se il mittente non è individuato con certezza, o rifiuta l’integrazione, gli invii sono distrutti. Se tale irregolarità è rilevata in fase di recapito Poste Italiane, prima della restituzione al mittente dell’invio con affrancatura insufficiente chiede al destinatario se intende ricevere l’invio previo pagamento dell’integrazione di prezzo. Gli invii postali provenienti dall’estero con affrancatura insufficiente sono recapitati al destinatario previa integrazione dell’affrancatura. In caso di rifiuto, vengono restituiti in conformità agli accordi ed alle convenzioni internazionali. Gli invii postali diretti all’estero con affrancatura insufficiente sono restituiti al mittente, se individuabile, altrimenti vengono distrutti.

RECAPITO

MODALITÀ DI RECAPITO

Articolo 19 Esecuzione del recapito

Gli invii postali sono recapitati alla persona

fisica o giuridica destinataria o altra persona abilitata nel luogo corrispondente all’indirizzo indicato salvo diverse condizioni contrattuali. Gli invii postali sono recapitati secondo le modalità di cui ai successivi articoli del presente paragrafo. Articolo 20 Invii semplici e invii a firma

Ai fini delle attività di recapito, gli invii postali si distinguono in: invii semplici: invii di posta prioritaria, massiva, di pubblicità diretta per corrispondenza, di corrispondenza a contenuto pubblicitario, di prodotti editoriali. Il recapito è effettuato mediante immissione in cassette domiciliari di cui al successivo articolo oppure mediante consegna al destinatario o ad altra persona individuata ai sensi degli articoli 26, 27, 28, e 29; invii a firma: invii raccomandati, assicurati, atti giudiziari e pacchi anche editoriali. Il recapito è effettuato tramite consegna al destinatario o ad altra persona individuata ai sensi degli articoli 26, 27, 28, e 29, previa firma per ricevuta. In caso di impedimento alla firma da parte del destinatario, l’attestazione dell’avvenuta consegna è fornita dall’addetto al recapito in qualità di incaricato di pubblico servizio. Il destinatario di un invio a firma con avviso di ricevimento deve sottoscrivere anche l’avviso. Se la sottoscrizione è rifiutata, la prova della consegna è fornita dall’addetto al recapito, quale incaricato di pubblico servizio. Analogamente, la prova della consegna è fornita dall’addetto al recapito nel caso di invii multipli diretti allo stesso destinatario, per i quali la sottoscrizione di ciascun avviso di ricevimento contestualmente alla consegna risulti eccessivamente onerosa. Articolo 21 Cassette domiciliari

Il recapito degli invii semplici è effettuato in apposite cassette accessibili al portalettere installate dal destinatario a proprie spese. La forma e le dimensioni della cassetta e l’apertura devono risultare tali da consentire di introdurvi gli invii senza difficoltà. I titolari di cassette non conformi alle caratteristiche e dimensioni provvedono ai necessari adattamenti. In mancanza, il ritiro dell’invio avverrà presso l’ufficio postale previo avviso di giacenza. Le cassette devono recare, ben visibile, l’indicazione del nome di 10 otiziario USPI n° 11/2008


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LA REGISTRAZIO E DELLE TESTATE PRESSO I REGISTRI STAMPA DEI TRIBU ALI: U CASO DI SEMPLIFICAZIO E DIME TICATA di Fernando Bruno* “E maturo il tempo di una legge di sistema per l’editoria. Una legge che tenga conto dell’ottica moderna, cioè quella della multimedialità. Serve un grande sforzo. Occorre una riorganizzazione del mondo dei media in funzione della multimedialità che sta arrivando“.

La dichiarazione resa dal sottosegretario Bonaiuti nel presentare a fine maggio 2008 le linee programmatiche di governo del settore si può ancora leggere sul sito web della Presidenza del Consiglio. Non ci si arriverà, alla riforma, nei tempi tecnici pure annunciati, ossia entro la fine di quest’anno, ma tuttavia la questione resta evidentemente all’ordine del giorno, anche se con qualche urgenza di meno una volta che sarà entrato in vigore l’annunciato regolamento di riordino dei contributi.

Vorrei allora provare ad immaginare che ci si stia applicando in queste settimane (pur tra tanti e più urgenti problemi) a sfogliare il ventaglio delle questioni sul tappeto e vorrei io stesso provare ad indicarne intanto uno (tra i tanti), che aspetta soluzione ormai da oltre un decennio. Mi riferisco all’annosa questione della registrazione delle testate presso i tribunali, ed a quel tanto di confusione innescato dal tentativo di semplificazione effettuato con l’ultimo intervento legislativo in materia, tentativo che risale all’ anno 2001.

“I soggetti tenuti all’iscrizione al registro degli operatori di comunicazione” tenuto dall’Autorità di vigilanza del settore, “sono esentati dall’osservanza dell’obbligo di registrazione” della testata al Tribunale previsto dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n.47. Questa l’indicazione della norma di semplificazione recata dall’articolo 16 della legge 62/2001. In pratica, con l’istituzione del Registro degli operatori di comunicazione sarebbe dovuto sparire per gli editori l’onere della doppia iscrizione (al Registro stampa del Tribunale ed al Registro nazionale della stampa di antica memoria) con un oggettivo alleggerimento dei relativi adempimenti burocratici ed amministrativi. Un intero capo della legge 62/2001, magniloquentemente definito “semplificazione”, per una sola, e piuttosto confusa, indicazione di tre righe. Questo il giudizio lapidario che verrebbe di dare, a oltre sette anni dalla sua entrata in vigore, di questo articolo della legge di riforma dell’editoria del otiziario USPI n° 11/2008

2001. Si poteva sicuramente fare di più, certo non si poteva fare di peggio in termini di applicazione, come l’esperienza di questi anni ha puntualmente dimostrato.

Vediamo allora quelli che, già prima facie, erano i problemi che fatalmente, secondo i più avvertiti commentatori, la legge avrebbe lasciato irrisolti. Cominciando ad esempio col ricordare che la registrazione al Tribunale si realizza in capo alla testata edita, mentre l’iscrizione al Registro degli operatori si effettua in capo alle imprese editoriali, il che avrebbe inevitabilmente creato difficoltà a chiunque avesse inteso dare puntuale applicazione della disposizione in commento. Aggiungiamo che, ove non tutti i soggetti che svolgono attività editoriale fossero stati tenuti all’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione (circostanza effettivamente tale nel 2001, anche se successivamente superata con una delibera Agcom che ha generalizzato il vincolo dell’iscrizione al ROC) si sarebbe determinata una strana situazione di diarchia, con due diversi istituti (tribunali ed Autorità) coinvolti nella medesima funzione di registrazione, per due distinte categorie di editori. Per non dire delle delicatissime attribuzioni che conseguono all’applicazione della disciplina dei reati a mezzo stampa, che richiedevano (e richiedono) un puntuale esercizio di tenuta dei dati e delle informazioni relative all’editore, alla proprietà ed alla direzione responsabile di quotidiani e periodici, anche in funzione dell’applicazione dell’articolo 21, co. 3 Cost. In buona sostanza, quella piccola e sola indicazione di semplificazione recata dalla legge di riforma dell’editoria del 2001, è da subito parso aprire più problemi di quelli che avrebbe inteso risolvere. Ma pur tra tutte queste difficoltà operative ed incongruenze di disegno, una cosa, allora, sembrava certa. Nessuno – si pensava – potrà più chiedere agli editori di effettuare una doppia registrazione. Tribunali ed Agcom, si diceva allora, definiranno, d’intesa, le concrete modalità attuative del principio di semplificazione richiesto dalla legge. Si troveranno (si immaginava) le soluzioni per continuare ad applicare correttamente il complesso della disciplina di settore, a cominciare dal fatto che la registrazione delle testate, secondo le tuttora vigenti disposizioni della legge sulla stampa, è puramente strumentale rispetto all’applicazione del presidio penale previsto per i casi di stampa clandestina, di pornografia e oscenità a mezzo stampa, di tutela dei minori, diffamazione e quant’altro stabilito in materia di reati a mezzo stampa.

In realtà nulla di tutto ciò è accaduto, e, al netto di singole vicende locali, o di qualche episodio di colore che ha interessato qualche editore particolarmente testardo nel volersi a tutti i costi applicare la disciplina di semplificazione, in realtà mi pare si possa dire che tutto è continuato come prima, Tribunali ed Agcom hanno continuato a fare il loro antico rispettivo mestiere, nessuna sinergia virtuosa si è innescata, e gli editori – peggio per loro – hanno dovuto continuare a registrare due volte le proprie pubblicazioni in barba all’articolo 16 della legge 62/2001. Mi chiedo allora. E se fosse arrivato il momento di riprendere l’esame della questione? Dirò di più. Se fosse arrivato il momento di decidere che la registrazione al tribunale come l’abbiamo conosciuta negli ultimi sessanta anni sia ormai strumento del tutto obsoleto, con tutto il suo corollario di documenti e dichiarazioni, che costituiscono peraltro il duplicato di dichiarazioni già depositate ad altri fini in tanti altri uffici pubblici? Non sarebbe utile sollevare l’amministrazione della giustizia da una incombenza antica e largamente burocratizzata? E (tanto per fare un esempio) non c’è nulla da imparare dall’esperienza della Naming Authority (www.nic.it) nel cui data-base pubblico, tutti i soggetti che hanno registrato un nome a dominio, e quindi anche le mitiche testate on line, e comunque i portali web di gran parte degli editori italiani, hanno da tempo consolidato efficaci modalità di registrazione on line grazie alle quali sono di dominio pubblico, accessibili rapidamente a tutti, e regolarmente aggiornati, gran parte di quegli elementi di conoscenza (chi è l’editore, dove è allocata l’azienda editoriale, chi ne è il rappresentante legale) che le cancellerie dei tribunali inseguono attraverso il mantenimento del vincolo della registrazione cartacea? Non è forse questa una soluzione che, opportunamente arricchita e adeguata, potrebbe costituire il parametro per una nuova disciplina della registrazione delle testate? Naturalmente, e come sempre, le questioni non sono così semplici e ci sono molti problemi da risolvere. Di qualcuno abbiamo fatto anche cenno. Ma piuttosto che continuare imperterriti a difendere il passato, peraltro ignorando una legge di semplificazione vecchia di otto anni, non è meglio ricominciare a parlarne con un pizzico di coraggio e di sano realismo? * Assistente del Commissario Sortino all’AGCOM, Docente del Corso Uspi per Operatori editoriali presso l’Università di Urbino.

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IL MINISTERO APPROVA LE CONDIZIONI GENERALI DEL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE

chi ne fa uso. In mancanza l’invio 8 è restituito al mittente, ove individuabile ai sensi del successivo articolo. Le cassette devono essere collocate al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile, salvi accordi particolari con l’ufficio postale di distribuzione. Negli edifici plurifamiliari, nei complessi formati da più edifici e negli edifici adibiti a sede d’impresa, le cassette devono essere raggruppate in un unico punto di accesso.

MA CATO RECAPITO ALL’I DIRIZZO DEL DESTI ATARIO

Articolo 22 Indirizzo inesistente, inesatto o insufficiente

Gli invii postali che recano un indirizzo inesistente e di cui non è possibile la restituzione al mittente, vengono distrutti o altrimenti destinati a fini di beneficenza. Gli invii con indirizzo inesatto o insufficiente vengono recapitati quando risulti possibile individuare il destinatario in modo certo. Qualora ciò non sia possibile, e non sia possibile la restituzione al mittente, gli invii vengono distrutti o altrimenti destinati a scopo di beneficenza. Gli invii restituiti al mittente perchè non è stato possibile eseguirne il recapito, recano indicazione del motivo del mancato recapito: destinatario sconosciuto, trasferito, irreperibile, deceduto, indirizzo inesatto, indirizzo insufficiente, indirizzo inesistente. Per la restituzione al mittente, i provvedimenti relativi alle tariffe e ai prezzi o gli accordi contrattuali possono prevedere il pagamento di un corrispettivo. Articolo 23 Rifiuto dell’invio

Salve le disposizioni previste per gli atti giudiziari di cui all’art. 2, lettera e), l’invio rifiutato è restituito al mittente, accompagnato da conforme attestazione del destinatario o del soggetto abilitato. In mancanza, tale attestazione è fornita dall’addetto alla distribuzione, quale incaricato di pubblico servizio. Per la restituzione al mittente i provvedimenti relativi alle tariffe e ai prezzi o gli accordi contrattuali possono prevedere il pagamento di un corrispettivo. Ove il mittente non sia individuabile o rifiuti la restituzione l’invio sarà distrutto. 10

Articolo 24 Distribuzione nell’ufficio postale

Gli invii postali che non è possibile recapitare all’indirizzo indicato possono essere ritirati presso l’ufficio postale di distribuzione dal destinatario o dalle persone a ciò abilitate dallo stesso o dalla normativa vigente entro i termini di giacenza indicati nell’articolo successivo. L’addetto alla consegna presso l’ufficio postale accerta l’identità di chi si presenta per il ritiro. In particolare, la consegna degli invii postali avviene presso l’ufficio postale di distribuzione qualora: sussistano oggettive difficoltà che comportano speciali aggravi o pericoli per il portalettere; gli invii restano a disposizione presso l’ufficio postale di distribuzione. In alternativa alla modalità di distribuzione di cui al comma precedente, Poste Italiane provvede a una diversa collocazione delle cassette postali o adotta gli accorgimenti necessari a consentire la regolare distribuzione degli invii; la cassetta domiciliare manchi, non sia idonea o conforme alle prescrizioni o agli accordi di cui all’art. 21; l’invio presenti segni visibili di manomissione o di deterioramento del contenuto. La consegna degli invii a firma avviene presso l’ufficio postale di distribuzione nei seguenti casi: a) non è possibile recapitare gli invii per assenza del destinatario o di altra persona abilitata al ritiro di cui agli articoli 26, 27, 28 e 29; b) il valore dichiarato per l’invio di corrispondenza assicurato, o l’importo da corrispondere per l’invio di corrispondenza in contrassegno, superano il limite stabilito per la consegna all’indirizzo indicato; c) i pacchi assoggettati a particolari cautele con obbligo di assicurazione (ad es pacchi contenenti armi o preziosi). Nei casi di cui alle lettere a), b), c), nonchè nei casi di invii manomessi o deteriorati, il destinatario riceve un avviso che gli indica l’ufficio postale per il ritiro dell’invio. La consegna può essere effettuata direttamente presso l’ufficio postale di distribuzione anche in presenza di specifici accordi con i destinatari.

GIACE ZA

Articolo 25 Termini di giacenza

Gli invii postali non recapitati, salvo che nei casi previsti dagli articoli 22 e 23, rimangono in giacenza presso l’ufficio postale di distribuzione per il tempo di seguito indicato a decorrere dal giorno successivo al rilascio dell’avviso di giacenza: invii semplici: dieci giorni; invii a firma: sette giorni per i pacchi e trenta giorni per gli altri invii, ad eccezione dei pacchi provenienti dall’estero per i quali i termini di giacenza sono stabiliti dalle disposizioni dell’Unione Postale Universale (attualmente quindici giorni). Trascorsi i termini di giacenza, nei casi di mancata restituzione al mittente, gli invii vengono distrutti o altrimenti destinati a fini di beneficenza. Il servizio di giacenza, può comportare il pagamento di un corrispettivo.

Soggetti abilitati al ritiro degli invii (omissis) DIRITTI DEGLI UTE TI Articolo 31 Diritti del mittente

Il mittente resta proprietario dell’invio sino al momento della consegna. Prima della consegna egli ha diritto di chiedere la restituzione dell’invio o la modifica della destinazione o del destinatario, previo pagamento di un prezzo aggiuntivo. Articolo 32 Reclami, rimborsi e indennizzi

Le procedure dei reclami e la determinazione dell’entità dei rimborsi e degli indennizzi, nonchè la procedura di conciliazione per la risoluzione delle controversie, sono previste dalla Carta della Qualità, ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Il reclamo può essere presentato dal mittente, dal destinatario dell’invio o da persona da essi delegata. Articolo 33 Pubblicità delle informazioni

Poste Italiane rende disponibili al pubblico, anche tramite il proprio sito web, ogni informazione necessaria per il corretto utilizzo del servizio da parte dell’utenza con particolare riferimento alle condizioni economiche, alle modalità di accesso ai servizi e di recapito degli invii postali. otiziario USPI n° 11/2008


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza PRECISAZIONI DELL’INPGI/2 SUI CONTRIBUTI A CARICO DEI GIORNALISTI FREE LANCE, CO.CO.CO., OCCASIONALI ED AUTORI

L’iscrizione all’INPGI/2 dei redattori iscritti all’Ordine dei Giornalisti trova largo impiego nelle redazioni dei periodici medi e piccoli. Pur avendo più volte trattato la materia nel suo divenire riteniamo opportuno rendere nota ancora una volta la disciplina vigente che l’Istituto ha opportunamente riepilogato nella circolare n. 3/2008. La novità di rilievo riguarda uno sgravio del 25% alle cessioni dei collaboratori autonomi, potendosi applicare sull’imponibile fiscale che è di norma ridotto al 75% Obbligo d’iscrizione

Per i redattori iscritti all’Ordine dei Giornalisti l’obbligo dell’iscrizione all’INPGI/2 è disposta dall’articolo 6 del dlgs n. 103/1996. Riguarda tutti i giornalisti iscritti all’Ordine, anche se già dispongano di una posizione previdenziale derivante da un rapporto di lavoro subordinato (giornalistico o anche non giornalistico) o se già godano di una pensione. In particolare, sono tenuti all’iscrizione tutti coloro che: 1. svolgano attività giornalistica professionale autonoma (il classico free lance);

PARAMETRI FO DAME TALI atura intrinseca dell’opera

2. svolgano attività giornalistica autonoma sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa; 3. svolgano attività giornalistica autonoma occasionale.

mento, in relazione a quanto avrà denunciato al Fisco per lavoro giornalistico autonomo. Le prestazioni

I giornalisti che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di età hanno la facoltà, ma non l’obbligo, di iscriversi alla gestione separata. Inoltre se, dopo essersi iscritto, il giornalista compie i 65 anni senza aver maturato il diritto a pensione, può interrompere l’iscrizione richiedendo la restituzione dei contributi versati.

L’Inpgi anche per l’Inpgi2 provvede a erogare: 1) la pensione di vecchiaia; 2) la pensione di invalidità; 3) la pensionbe di reversibilità o indiretta; 4) l’indennità di maternità; Tutte le prestazioni, ad eccezione dell’indennità di maternità, sono determinate secondo il sistema contributivo e dunque con stretta corrispondenza ai contributi versati negli anni.

Due tipi di contributo: - uno «soggettivo» (a carico del giornalista e detraibile dalle tasse) che la legge lega al reddito netto professionale fiscalmente dichiarato o accertato, che in fase di prima applicazione è pari al 10%; - l’altro «integrativo» pari al 2% del fatturato lordo e che deve essere riscosso dal giornalista all’atto del pagamento delle collaborazioni rese all’editore. A questi si aggiunge il contributo per la tutela della maternità. E’ l’iscritto all’Inpgi2 (e non l’editore) a dover provvedere direttamente al versa-

Il contributo integrativo, al contrario del soggettivo, è il contributo posto dalla legge a carico dei committenti, cioè degli editori che si avvalgono dell’attività professionale dei giornalisti. La legge fissa infatti che il contributo si applichi ai compensi lordi corrisposti annualmente al giornalista e stabilisce che sia riscosso direttamente dal giornalista e da questi versato all’Istituto nei termini indicati dal regolamento. Il contributo integrativo non è soggetto a ritenuta d’acconto Irpef e non concorre alla formazione del reddito imponibile. Quindi non è 12

Deroghe in relazione all’età

Ammontare del contributo

Contributo integrativo del 2%

GLI I DICATORI DELL’ATTIVITÀ GIOR ALISTICA

Fermo restando che l’autore dell’opera (dell’articolo giornalistico) deve essere necessariamente un giornalista iscritto nel relativo Albo o Registro tenuto dal competente Ordine professionale, l’opera deve avere funzione informativa e carattere creativo e deve essere tesa a esaurire la sua funzione con la prima e tempestiva diffusione.

Misura e modalità del corrispettivo

Il corrispettivo dell’opera giornalistica svolta, quanto alla misura e alle modalità di liquidazione, non deve discostarsi sensibilmente da quello correntemente in uso. Deve quindi tenere conto delle caratteristiche del risultato della prestazione lavorativa, delle qualità soggettive dell’autore, dell’impegno profuso e dell’utilizzo o meno di mezzi propri dell’autore.

Ripetitività

La non occasionalità, e quindi la reiterazione nel tempo dell’utilizzo dello strumento del diritto d’autore da parte dello stesso soggetto, in presenza degli altri elementi sopra descritti qualificano maggiormente le prestazioni come aventi carattere professionale e lavorativo.

PARAMETRI ACCESSORI Committenza

Laddove l’attitudine informativa dell’opera esaurisca gli effetti nell’ambito dell’attività editoriale e la funzione informativa si esaurisca nell’ambito temporale della prima e tempestiva diffusione e sia stata resa su richiesta (anche implicita) di un’impresa editoriale, la cessione del diritto d’autore, ove intervenuta, in realtà non ha più la funzione (che è invece sua tipica) di compensare il successivo e ripetuto diritto alla riproduzione e utilizzazione dell’opera, bensì costituisce unicamente strumento per l’erogazione del corrispettivo dell’attività professionale svolta

Prevalente fonte di reddito

Gli elementi sopra descritti sono di per sé ancora più qualificanti laddove i compensi derivanti da cessione di diritto d’autore diventino principale fonte di reddito.

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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza detraibile dalle imposte. 11 Il giornalista svolge la propria attività professionale: 1. con Partita Iva; 2. sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa; 3. come attività occasionale; 4. come partecipazione in società semplici o in associazioni tra professionisti; 5. con cessione di diritto d’autore. Deve corrispondere il contributo su tutti i compensi, comunque percepiti. Quindi anche con la formula della cessione del diritto d’autore.

Come e quando si verifica la vera cessione del diritto d’autore da parte dell’autore iscritto all’Ordine dei giornalisti.

La normativa stabilisce che la cessione del diritto d’autore non determini l’obbligo d’iscrizione alla gestione previdenziale separata (Inpgi2). Il problema è che, non poco frequentemente, si fa ricorso a tale formula anche quando si è in presenza di normalissime collaborazioni giornalistiche autonome. Una bussola per orientarsi è arrivata dal ministero del lavoro al quale l’Inpgi ha chiesto chiarimenti e regole più precise con le quali potere distinguere senza equivoci quando ci si trova in presenza di autentica cessione di diritto d’autore e quando, invece, tale formula è illegittima e non possa quindi costituire elemento per evitare l’obbligo di iscrizione alla gestione separata. Ai fini dell’individuazione dell’attività giornalistica, il ministero del lavoro ha concordato sulla validità di alcuni parametri fondamentali e altri secondari, accessori individuati dallo stesso istituto previdenziale (si veda tabella a pagina 11). Il decreto legislativo 103/1996, spiega l’Inpgi nella circolare n. 3/2008, dispone espressamente che la misura dei contributi dovuti alla gestione separata è proporzionata al reddito professionale fiscalmente dichiarato o accertato. Pertanto, tenuto conto che i compensi in argomento sono soggetti a imposizione fiscale con una riduzione forfetaria del 25%, l’istituto, al fine di favorire un rapporto di maggiore serenità con i propri iscritti, ha deciso di riconoscere comunque possibile la cessione del diritto d’autore e di applicare il contributo soggettivo (10%) sul 75% del reddito netto fiscalmente dichiarato ed il contributo integrativo (2%) sul reddito lordo. RATEIZZAZIONE DEBITI CONTRIBUTIVI INPGI E LIBRO UNICO DEL LAVORO 12

Riportiamo di seguito la circolare INPGI del 1 ottobre u.s. che, per i suoi contenuti, può interessare le aziende editrici di periodici che abbiano alle proprie dipendenze redattori iscritti all’ordine dei giornalisti e all’INPGI.

1) Pagamento rateale dei debiti contributivi.

Per il pagamento della contribuzione all’INPGI è previsto che il datore di lavoro possa richiedere l’autorizzazione a versare ratealmente gli importi arretrati dovuti, purchè lo stesso abbia provveduto a pagare l’intera quota di contribuzione a carico dei dipendenti e le quote di contribuzione previste dagli istituti contrattuali (fondo integrativo contrattuale “ex fissa” e relative sanzioni civile ed addizionale). La rateazione è concessa per un massimo di 36 rate mensili, previo versamento di un acconto pari al 10% del debito oggetto di dilazione e la produzione di un’apposita garanzia costituita da fideiussione bancaria o polizza assicurativa (società assicurative autorizzate all’esercizio del ramo cauzioni e sottoposte alla vigilanza dell’ISVAP). Al rateizzo si applicano gli interessi di dilazione e differimento, che la legge stabilisce in misura pari al Tasso ufficiale di riferimento stabilito dalla BCE, aumentato di 6 punti percentuali (attualmente pari quindi al 10,25%).

Il Consiglio di amministrazione dell’INPGI, con delibera n. 84 del 23 settembre 2008, ha stabilito che si prescinde dalla garanzia fidejussoria nei casi in cui il debito oggetto di rateazione sia inferiore a 40.000 euro, purchè la durata del rateizzo sia limitata a 12 mesi. Il limite dei 40.000 euro sarà adeguato - il 1° gennaio di ogni anno – in base all’indice di variazione dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertato dall’ISTAT.

L’azienda che sia stata ammessa alla rateazione senza garanzia fidejussoria e che non abbia rispettato il piano di rateizzo, potrà essere ammessa nuovamente al pagamento dilazionato dello stesso debito contributivo o parte di esso solo in presenza di una garanzia fidejussoria, anche nei casi in cui ricorressero le condizioni per l’esenzione da tale forma di garanzia.

Il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, comporta la decadenza del rateizzo e l’immediata attivazione delle procedure di recupero degli importi dovu-

ti mediante escussione della garanzia fidejussoria ovvero, nei casi in cui tale garanzia non è stata presentata, avvio alle azioni legali.

Si precisa che, per le rateazioni del debito contributivo concesse unitamente all’abbattimento delle sanzioni civili (Delibera n.17/2007 – Circolare INPGI n. 5 del 17/05/2007), resta obbligatoria la presentazione della fideiussione bancaria o della polizza assicurativa, a prescindere dall’importo del debito oggetto di rateizzazione.

La produzione della polizza assicurativa (o della fideiussione bancaria) è richiesta altresì – a prescindere dall’importo del debito contributivo – anche per la concessione del pagamento rateale alle aziende per le quali sia stata già depositata in Tribunale una istanza di fallimento da parte dell’istituto.

2) Abrogazione libri paga e matricola.

L’art. 39 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni in legge 6 agosto 2008, n. 133, nel disciplinare l’istituzione del libro unico del lavoro da parte dei datori di lavoro privati, ha abrogato l’art. 7 della legge n. 1122/55, che prevedeva per INPGI la facoltà di richiedere al datore di lavoro l’istituzione di un apposito libro matricola per il personale giornalistico. Per la corretta tenuta del libro unico del lavoro, anche in riferimento al personale giornalistico, si rimanda alle disposizioni impartite da Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Omissis

4) Richiesta certificati di regolarità contributiva.

Ai fini del rilascio dei certificati di regolarità contributiva è necessario che le aziende interessate inoltrino una formale richiesta scritta all’INPGI (anche a mezzo fax 068578264- 410). Il certificato – compatibile con i tempi d’ufficio e tenuto conto dell’ordine cronologico di arrivo delle richieste – sarà rilasciato entro 30 giorni. Pertanto, si invitano le aziende interessate ad inoltrare la richiesta all’INPGI con un congruo anticipo rispetto alla data in cui necessitano della predetta certificazione.

Per ulteriori eventuali chiarimenti rivolgersi al servizio contributi e vigilanza dell’INPGI, Via Nizza 35, 00198 Roma, tel 06. 85781, fax 06. 8578264. otiziario USPI n° 11/2008


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Ciao Daniele,

io e Rebecca abbiamo scritto un commento “comunitario”:

E C H I D A L

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C O R S O U S P I D I

U R B I N O

“Il corso - ben strutturato e condotto egregiamente dai vari professionisti che si sono succeduti nel corso di cinque giorni - ha raggiunto gli obiettivi auspicati: approfondimenti su prassi consuete nelle dinamiche lavorative editoriali e conoscenza di novità nel settore. Da rimarcare infine come elemento di giudizio assolutamente positivo, la possibilità di una rete di scambio di informazioni e know how fra addetti ai lavori nei diversi campi dell’editoria. Per rendere questa rete di scambio ancora più funzionale sarebbe utile, come proposta, la creazione di gruppi di condivisione anche attraverso piattaforme dedicate.” A presto e grazie di nuovo..... Rebecca (Toscana Tascabile) & Antonella (Popoli e Missione)

In relazione al corso tenutosi ad Urbino lo scorso settembre, il mio giudizio personale è sicuramente molto positivo sia per quanto riguarda i contenuti che la gestione complessiva.

Per quanto riguarda la parte prettamente teorica ho apprezzato in particolar modo tutte le tematiche relative alle normative vigenti e sulle nuove visioni di marketing relative al mondo dell’editoria.

Per quanto mi riguarda direttamente mi sarebbero stati utili eventuali approfondimenti al mondo dell’editoria specializzata e al relativo mercato di riferimento.

Valutando l’aspetto di “gestione”, il referente di USPI, dr. Daniele Longo è stato davvero competente, disponibile, gentile, efficiente!!!!!.....nonostante qualche nostro piccolo malumore iniziale semplicemente dovuto al brutto tempo che ci ha accolto e alla difficoltà ad “abituarsi” alla vita del collegio.

Sia a livello professionale che personale è stata un’ottima esperienza !!!! Cordialmente

Rossana Rossi

JMB edizioni

Stim.mo Dottor Longo,

quando con una ancor giovane età come editore, ma già con una certa età anagrafica, ci si decide ad iscriversi ad un corso quale il XXI corso USPI di Urbino, si ha qualche perplessità sull’impiego del proprio tempo. Anch’io non sono sfuggito a questo timore, ma fin dalle prime ore di lezione mi sono reso conto di aver deciso per il meglio. Anche quando si crede di saperne abbastanza, le materie burocratiche e normative riservano sempre sorprese ed un ripasso ed un aggiornamento, quali quelli offerti dal corso di Urbino, sono un buon investimento per mettersi al riparo dalle insidie che le “regole” sempre celano anche per i più scrupolosi. Ho apprezzato particolarmente le lezioni su “diritto d’autore” e sul “lavoro subordinato”, ma tutte sono risultate interessanti. Persino la lezione che per brevità chiamerò “sul gossip”, anche se lontanissima dalla mia personale forma mentis, è stata una curiosa apertura di finestra su un mondo certamente oggi presente in modo trasversale su molti media. Considero molto positivo l’invio delle dispense “a posteriori” per vari motivi: 1) il non dover prendere appunti favorisce l’attenzione; viceversa il prendere appunti senza un adeguato periodo di tempo per la loro immediata revisione non produrrebbe una buona assimilazione dei concetti e, specie per le materie giuridiche, la comprensione logica deve necessariamente precedere la memorizzazione. 2) il ricevere le dispense in tempo successivo al corso, ma non troppo distante, favorisce la voglia di esaminarle fissando quanto appreso nella memoria profonda. Ho potuto anche apprezzare tutta la parte non didattica del corso, sia per l’aspetto alberghiero, essenziale ma dotato di tutto il necessario, che per la gestione del clima e dei rapporti tra l’eterogenea “scolaresca”. Auguri quindi all’USPI per la prosecuzione nel tempo di questa utile iniziativa. Aldo Cantoni (legale rappresentante della Prelum srl editrice dei settimanali “Il nostro tempo “ e “La voce del popolo”)

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE 2009 PER IL XXII CORSO


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L’inserzione a fianco riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

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20091 Bresso (Milano) www.whoswho.eu


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STORIA DELLA LIBERTA’ DI PE SIERO

di Paolo Villaggio Feltrinelli, Milano 2008, pagine 192, € 14,50

Cos’hanno in comune con Fantozzi Socrate, Giulio Cesare, Gesù di Nazareth, Cristoforo Colombo, Girolamo Savonarola, Giordano Bruno e Galileo Galilei? Questi grandi personaggi ridisegnati da Paolo Villaggio con biografie storicamente “non autorizzate” più che essere dei martiri della libertà intellettuale, al pari di Fantozzi, sono poveri cristi alla goffa ricerca di affermazione sociale e culturale. Eroi che nell’intimità risolvono le proprie frustazioni con laide compensazioni. Socrate dal suo insegnamento ha il suo tornaconto poiché è un maniaco della pederastia; Cesare è un opportunista leccapiedi che barrisce nei rapporti ancillari; Colombo “sapeva che il suo destino era subordinato alle prestazioni selvagge che forniva alla regina Isabella”; Savonarola è un noioso rompiscatole che trascorre “le giornate in strada a contraddire i passanti”; Giordano Bruno “disegna a china il singolare pube dell’amante”; Galileo ama donne mascoline che lo aiutano con ortaggi. Da queta penosa erotomania Villaggio ha il buon gusto di risparmiare il suo Gesù, fantozziamente rappresentato come un predicatore fallito

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B IB L IO T E C A U S P I che dà grossi dispiaceri a Giuseppe e ai suoi fratelli impegnati in una falegnameria specializzata nella produzione di sedie. A compensare questo cinismo soccorre la consueta fantasia dell’Autore, simpaticamente ginnasiale come la storia della filosofia riscritta dagli studenti con Cartesio accanito giocatore e Schopenhauer dirigente sindacale. Divertente è anche l’ultima parte che rivela “che fine hanno fatto realmente” Pitagora, Archimede, Pietro Micca, Maria Antonietta, Garibaldi, Gandhi e Hitler e “che fine potrebbero fare” Rita Levi Montalcini ossequiata da un Veltroni Presidente della Repubblica, Romano Prodi vittima di un guasto ai freni dell’amata bicicletta e Silvio Berlusconi fatto Papa con il nome di Silvio I che comunque conserva la presidenza del Milan. L’umorismo di Villaggio con gli anni è diventato sarcasmo così come la pietà per Fantozzi è approdata ad un pessimismo cosmico. Il risultato resta divertente, ma si sorride di un riso amaro.

LA S.R.L. - Disciplina civilistica. Aspetti contabili e fiscali. Giurisprudenza e Massime notarili. Tabelle e formule.

di Salvatore Dammacco Esselibri – Simone, Napoli 2007, pagine 384, € 30,00

Le società a responsabilità limitata, spesso costituite per dar vita a piccole e medie imprese, sono state profondamente novellate con la riforma del diritto societario del 2004 prima e da recenti provvedimenti in materia societaria e fiscale. L’Autore, Dottore commercialista, Revisore contabile

e Perito presso il Tribunale di Bari, si sofferma in forma chiara e completa sulle disposizioni civilistiche relative alla costituzione, alle modifiche dell’atto costitutivo, al funzionamento degli organi sociali e ai vari adempimenti operativi, agli aspetti contabili e tributari con particolare riferimento all’IVA e all’imposizione diretta. La S.r.l. è come la S.p.A. una società di capitali ma si differenzia da questa in quanto i titoli rappresentativi della partecipazione societaria non sono costituiti da azioni ma da quote nominative. Così come recita il riformato art. 2462, comma 1 del c.c. “nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società per il suo patrimonio”. Il capitale minimo per costituire una S.r.l. è fissato in 10.000 euro (art. 2463 c.c.) ed ogni quota può essere di 1 euro, relativo multiplo o inferiore a 1 euro. L’ampio uso di formule (tutte presenti nel CD-Rom allegato e personalizzabile) e di esaustivi prospetti sinottici fa sì che il volume renda ordinata e comprensibile la non semplicissima materia. Inoltre, sul CD allegato, sono contenuti i progetti sinottici e le formule, le massime del Consiglio notarile di Milano, i relativi articoli del Codice civile e quelli delle Disposizioni per l’attuazione del codice civile. Il testo prevede anche l’aggiornamento on line dei contenuti direttamente sul sito www.sistemieditoriali.it/i19.

RASSEGNA STAMPA

dal

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USPI

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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’U USPI (410° elenco)

ATLASORBIS

IL GUSTO

Via Valdagno, 32 00191 Roma Direttore: Fabrizio Locurcio Editore: Fabrizio Locurcio Periodicità: bimestrale Materia trattata: geopolitica, sicurezza e informazione

Via Milano, 2/D 70014 Conversano (BA) Direttore: Michele Fortunato Editore: Associazione “Il Gusto” Periodicità: semestrale Materia trattata: attualità enogastronomica

EVENTI & COMMENTI – L’ECO DELLA GENTE DI CORATO

MIA

Via Galileo Ferraris, 19 70033 Corato (BA) Direttore: Giuseppe Arbore Editore: Giuseppe Arbore Periodicità: quindicinale Materia trattata: informazione, cultura, politica, cronaca, sport, spettacolo, tempo libero DOLCE VITA

Via Mac Mahon, 89 20155 Milano Direttore: Fabrizio Rondolino Editore: Azienda Prodaction Periodicità: bimestrale Materia trattata: stili di vita alternativi

NOTI ZIA RI O

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972

Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991)

Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi

Redattore Responsabile: Vittorio Volpi

Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate

Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 11 (novembre 2008) è stato stampato l’11 novembre 2008

Via A. Cantore, 17 00195 Roma Direttore: Paola Guerci Editore: Exploit Idee e Comunicazione S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: femminile socio-culturale MODIA

Piazzetta Mondragone, 18 80132 Napoli Direttore: Roberto Race Editore: Fondazione Mondragone Periodicità: bimestrale Materia trattata: moda, cultura, economia, attualità, spettacolo Q-BE SQUAREZINE

C/da Magolà, 65 88046 Lamezia Terme (CZ) Direttore: Antonio, Salvatore Catania Editore: Pieffe Comunicazione di Pierluigi Fragale Periodicità: mensile Materia trattata: territorio, cultura, turismo, medicina, varie PARRUCCHIERI CAMPANI

Via Nuova Trecase, 17/bis 80059 Torre del Greco (NA) Direttore: Mauro Festa Editore: Marino Liberato Periodicità: mensile Materia trattata: periodico di acconciature, eventi, presenze di aziende e parrucchieri in Campania RADIOKIT ELETTRONICA

Via Naviglio, 37/2 48018 Faenza (RA) Direttore: Nerio Neri Editore: Edizioni C&C S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: elettonica, radiotecnica, informatica

TEOLOGIA E VITA

Via Seminario, 59 80035 Nola (NA) Direttore: Francesco Iannone Editore: Diocesi di Nola – Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Duns Scoto” Periodicità: semestrale Materia trattata: filosofia, teologia e scienze umane

TELEGRAMMI

Questo numero in 2 minuti Di tasca nostra SLITTANO AL 2009 I TAGLI AI CONTRIBUTI DIRETTI Con un emendamento passato alla Camera, slittano al 2009 i tagli al Fondo per i contributi della Legge 250/1990 e l’abolizione del “diritto soggettivo” a percepire tali contributi. CIRCOLARI DELL’INPGI Precisazioni dell’INPGI/2 sui contributi a carico dei giornalisti (free lance, cococo, occasionali ed autori) Rateizzazione dei debiti contributivi INPGI e libro unico del lavoro Focus IL FUTURO DELLA DISTRIBUZIONE IN RETE Il saluto dell’USPI al IX Congresso Nazionale del Sindacato edicolanti SINAGI/CGIL, che ha rieletto segretario Ermanno Anselmi Burocrazia IL REGISTRO STAMPA DEI TRIBUNALI E IL ROC: UN CASO DI SEMPLIFICAZIONE DIMENTICATA Iscrizione al Tribunale e iscrizione al ROC, duplicazione di adempimenti o effettiva diversità? La confusione della Legge 62/2001. Ce ne parla Fernando Bruno, Assistente del Commissario Sortino all’Agcom. Prodotti editoriali e spedizioni postali IL MINISTERO APPROVA LE CONDIZIONI GENERALI DEL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE Tra i servizi inclusi nel “servizio universale”, il recapito di libri, quotidiani, periodici e similari. Scadenze DEPOSITO LEGALE A novembre il rispetto dell’obbligo del deposito legale, secondo le Convenzioni USPI con le Biblioteche Nazionali


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