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Anno 2009 - Edizione N. 11 - Novembre

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Notiziario aNNo 45° - MENSiLE UNioN e St ampa

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- 11 NUMEri

Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L. 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma. In caso di mancato recapito rinviare all’ufficio P.T. di Roma - Romanina detentore del conto per la restituzione al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa in vigore

11

Novembre 2009

neretto

Approvato in via preliminare nella seduta n. 67 del 28 ottobre scorso

I peggiori nemici

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA IL NUOVO REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA

Sono molte le questioni in ballo di cui vi diamo conto in questo Notiziario. 70 milioni di euro che spariscono per riapparire (forse), il problema delle tariffe postali agevolate che non sembra all’ordine del giorno ma incombe sempre sulle teste degli editori, per non parlare delle annunciate riforme del settore che, probabilmente, non è il caso neanche di avviare. Se vogliamo proprio trovare una costante in tutte queste vicende, dobbiamo parlare dell’incertezza di tutte le componenti del nostro comparto. Lo sappiamo tutti che questo è un momento difficile, nel quale forse è meglio agire prudentemente, che avventatamente, ma per l’appunto di prudenza vorremmo parlare, non di incertezza. Non sapere che fare, non sapere quanti fondi saranno destinati all’editoria, non avere la minima idea delle prospettive future: questo è il connotato attuale della nostra classe dirigente. 10 Neppure in questa circostanza

Lo schema di regolamento passerà ora al vaglio del Consiglio di Stato e sarà trasmesso alle Commissioni parlamentari competenti per il parere obbligatorio, ma non vincolante - Dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2011.

S

u presentazione del Sottosegretario con delega all’editoria, On. Paolo Bonaiuti, il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 67 del 28 ottobre u.s., ha esaminato in via preliminare ed approvato il “Regolamento di semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria”, in attuazione dell’articolo 44 del decreto legge 112/2008, convertito nella legge 6 agosto 2008, n. 133. L’articolo 44 citato, infatti, così recita: Articolo 44 Semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria «1. Con regolamento di delegificazione ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro

S ommario Il Consiglio dei Ministri vara il nuovo Regolamento sui contributi diretti all’editoria (pagine 1, 2) I peggiori nemici (pagina 1, 10) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 2) Le quote associative USPI per l’anno 2010 (pagina 3) La direttiva sull’acquisto degli spazi pubblicitari sui media da parte delle P.A. (pagine 5, 6, 8) Il giallo dei fondi all’editoria

scomparsi (o mai stanziati) (pagina 7) Prorogata al 15 dicembre la presentazione del Modello Comunicazione dati per gli enti associativi (pagine 7, 8) L’interesse cinese per l’editoria libraria italiana (pagina 8) Chiarimento definitivo sull’obbligo di iscrizione all’INPGI/2 degli occasionali iscritti all’Ordine dei giornalisti (pagina 9) Storico accordo INPS-INPGI

per i contributi erroneamente versati (pagine 9, 10) NOTIZIE Editoria e Comunicazione (pagina 10) Il rapporto di apprendistato nei periodici USPI (pagine 11, 12, 13) Il regime previdenziale del direttore associato (pagina 13) Biblioteca USPI (pagina 15) Periodici associati USPI - 421° elenco (pagina 16) Telegrammi (pagina 16)

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentito anche il Ministro per la semplificazione normativa, sono emanate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell’editoria, che costituiscono limite massimo di spesa, misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62, nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare ad esse connessa, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: a) semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo e dei criteri di calcolo dello stesso, assicurando comunque la prova dell’effettiva distribuzione e messa in vendita della testata, nonché l’adeguata valorizzazione dell’occupazione professionale; b) semplificazione delle fasi del procedimento di erogazione, che garantisca, anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate, che il contributo sia effettivamente erogato entro e non oltre l’anno successivo a quello di riferimento; b-bis) mantenimento del diritto all’intero contributo previsto dalla legge 2

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI (vai a pagina 2)

Articoli e notizie di questo Notiziario possono essere liberamente riprodotti citandone la fonte. Se ne raccomanda, anzi, la massima diffusione da parte di tutti i periodici associati all’USPI, nell’interesse della categoria QUESTO NOTIZIARIO VIENE SPEDITO AGLI ASSOCIATI USPI IN REGOLA CON IL VERSAMENTO DELLE QUOTE


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IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA IL NUOVO REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA 7 agosto 1990, n. 250 e dalla 1 legge 14 agosto 1991, n. 278, anche in presenza di riparto percentuale tra gli altri aventi diritto, per le imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 250». I criteri legislativi guida, recepiti dal Regolamento, sono quindi: a) la semplificazione delle procedure (e della normativa attualmente sparsa in vari provvedimenti legislativi); b) la parametrazione del contributo alla diffusione e vendita e non più alla tiratura; c) il sostegno all’occupazione professionale e sua valorizzazione; d) la priorità di destinazione delle risorse disponibili ai contributi diretti. Tale criterio è stato successivamente introdotto dall’articolo 41-bis del decreto legge 207/2008, convertito nella legge 27/2/09 n. 14 (“Milleproroghe”). Sia la legge 133/2008, sia la legge 14/2009 confermano che le somme complessivamente stanziate nel bilancio per il settore dell’editoria costituiscono limite massimo di spesa. Tale nuovo sistema di calcolo dei contributi, contenuto nello schema di regolamento varato in prima lettura dal Consiglio dei Ministri - su cui si dovranno pronunziare prima il Consiglio di Stato e poi le Commissioni competenti di Camera e Senato (con parere obbligatorio, ma non vincolante) prima dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri -, modificherà radicalmente i parametri di calcolo del contributo. Se, infatti, la legge 250 del 1990, attualmente in vigore, calcola l’indicatore della

componente variabile del contributo in base a scaglioni minimi di tiratura media dei giornali (ossia al numero delle copie stampate), il nuovo Regolamento legherà il calcolo della stessa variabile alla distribuzione totale. Anzi, ad un valore ben preciso della distribuzione per la vendita (in edicola o in abbonamento): 0,09 euro per i quotidiani per copia distribuita, fino ad un massimo di 50 milioni di copie annue; e 0,20 euro per i periodici. Inoltre verranno escluse dal totale delle copie distribuite, su cui sarà calcolato appunto il contributo, le “copie vendute in blocco”. Cambierà anche il metodo di calcolo della componente fissa del contributo pubblico. La nuova normativa proposta dall’esecutivo prevederà una componente fissa di contributo pari al 50% dei costi ammissibili a finanziamento (30% per i periodici). E comunque non oltre il tetto massimo di 2 milioni di euro (trecentomila per i periodici). Le cooperative dovranno essere composte prevalentemente da giornalisti e la maggioranza dei soci dovrà essere dipendente della cooperativa con contratto a tempo pieno e indeterminato. Le imprese editrici di giornali di partito, costituitesi in cooperativa prima del 1 dicembre 2001 senza i nuovi requisiti di rappresentanza parlamentare, dovranno trasformarsi in cooperative di giornalisti ed avranno accesso ai contributi previsti per tale categoria di editori. Al momento non sappiamo, perchè lo scarno comunicato della Presidenza del Consiglio emesso dopo la riunione del 28 scorso non ne parla, se nella nuova bozza di Regolamento approvata trovi posto una

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCA2

NA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (lugliosettembre 2009). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effettuare alcuna consegna. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06)

nuova disciplina del credito agevolato, prevista invece nella precedente bozza di lavoro. Secondo l’articolo 56, primo comma, della legge 23 luglio 2009, n. 99, “il regolamento di delegificazione previsto dal comma 1 dell’articolo 44 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, entrerà in vigore, relativamente ai contributi previsti dalla legge 7 agosto 1990, n. 250, a decorrere dal bilancio di esercizio delle imprese beneficiarie successivo a quello in corso alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento stesso”. Quindi, se verrà pubblicato in Gazzetta entro l’anno, il Regolamento sarà operativo dal 1° gennaio 2011, a valere sui contributi per l’anno 2010. Pubblicheremo il testo integrale del Regolamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri non appena avrà l’ufficialità necessaria.

Palazzo Chigi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri

ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. “Ufficio Giornali” per quotidiani, plurisettimanali e settimanali. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. “Ufficio Giornali” per i quotidiani, “Ufficio Periodici” per tutti gli altri periodici. Notiziario USPI n° 10/2009


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Le quote aSSociative uSPi

per l’anno 2010 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2010 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2010 (e comprensive del costo del “Notiziario USPI”) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

255,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2010: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2010 + Guida Stampa Periodica”.

Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6,Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio. PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE QUOTE IN QUESTO NUMERO E’ STATO INSERITO UN MODULO DI C.C.P.


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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art. 3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n. 633


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Pubblicata sul sito www.governo.it, nella sezione dedicata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria

LA DIRETTIVA SULL’ACQUISTO DEGLI SPAZI PUBBLICITARI SUI MEDIA DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE Il 26 ottobre scorso è stata pubblicata sul sito del Governo, nella sezione dedicata al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, la Direttiva del 28 settembre 2009 del Presidente del Consiglio dei ministri, riguardante gli “indirizzi interpretativi ed applicativi in materia di destinazione delle spese per l’acquisto di spazi pubblicitari da parte delle Amministrazioni dello Stato” sui mezzi di comunicazione di massa, quali la stampa quotidiana e periodica, anche in forma elettronica; internet; radio e televisioni; sale cinematografiche; reti mobili di comunicazione elettronica e pubbliche affissioni. La presente Direttiva fornisce criteri interpretativi ed operativi nell’applicazione dell’articolo 41 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 recante “Testo Unico della radiotelevisione”, che disciplina le modalità di destinazione delle somme per l’acquisto di spazi pubblicitari sui media per fini di comunicazione istituzionale. Obiettivo della Direttiva è quello di uniformare l’azione delle Amministrazioni statali, per le quali il Dipartimento per l’informazione e l’editoria svolge la funzione di centro di orientamento ai sensi del comma 2, lettera a) dell’articolo 11 della Legge 7 giugno 2000, n. 150. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha segnalato, infatti, orientamenti differenziati da parte delle Pubbliche Amministrazioni, relativamente al rispetto degli obblighi di destinazione previsti dalla Legge 177/2005 per l’acquisto di spazi pubblicitari per comunicazioni istituzionali. La Direttiva governativa ribadisce e sottolinea la riserva obbligatoria attuale del 60% delle risorse per le spese di comunicazione delle P.A. a favore dei giornali quotidiani e periodici e il dovere da parte delle Amministrazioni statali di individuare un “Responsabile del procedimento” di ogni singolo centro di spesa che risponderà di eventuali sanzioni. Sulla diffusione della comunicazione pubblica a carattere pubblicitario sui diversi mezzi di comunicazione di massa e sulle somme impegnate vigilerà l’Autorità per le comunicazioni, competente anche all’accertamento, alla contestazione e all’applicazione delle sanzioni pecuniarie. Direttiva del 28 settembre 2008 Notiziario USPI n° 10/2009

Ribadita la riserva del 60% della spesa a favore dei giornali quotidiani e periodici e la necessità di individuare un “responsabile del procedimento” all’interno di ogni P.A. Indirizzi interpretativi ed applicativi in materia di destinazione delle spese per l’acquisto di spazi pubblicitari da parte delle Amministrazioni dello Stato ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 Il Presidente del Consiglio dei Ministri

VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, e in particolare, l’art. 5 comma 2 lettera e) che attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri il potere di emanare direttive per assicurare l’imparzialità, il buon andamento e l’efficienza degli uffici pubblici; VISTO il decreto legislativo del 30 luglio 1999 n. 303 recante “Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell’articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59” che all’articolo 2 prevede che il Presidente del Consiglio dei Ministri si avvalga della presidenza per l’esercizio, in forma organica e integrata, tra l’altro, delle funzioni di coordinamento dell’attività di comunicazione istituzionale; VISTA la legge 7 giugno 2000, n. 150 recante “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione istituzionali” che, all’articolo 11, attribuisce al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri la funzione di centro di orientamento e consulenza per le amministrazioni statali che realizzano programmi di comunicazione istituzionale; VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante “Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” che all’articolo 11, comma 4, prevede che, per l’attuazione delle iniziative di comunicazione, le amministrazioni dello Stato si avvalgano del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri quale struttura cen-

trale di servizio; VISTO l’articolo 41 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 recante “Testo unico della radiotelevisione”, che disciplina le modalità di destinazione delle somme per l’acquisto di spazi pubblicitari sui mezzi di comunicazione di massa per fini di comunicazione istituzionale; RITENUTO di formulare alcuni indirizzi interpretativi ed applicativi del citato articolo 41 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177 alle amministrazioni dello Stato;

EMANA LA SEGUENTE DIRETTIVA: Premessa Con la presente direttiva si intendono fornire criteri interpretativi ed operativi nell’applicazione dell’articolo 41 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n.177, al fine di uniformare l’azione delle Amministrazioni statali, per le quali il Dipartimento per l’informazione e l’Editoria svolge la funzione di centro di orientamento ai sensi del comma 2, lettera a) dell’articolo 11 della legge 7 giugno 2000, n. 150. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha segnalato, infatti, orientamenti differenziati da parte delle Amministrazioni dello Stato, relativamente al rispetto degli obblighi di destinazione previsti dalla legge per l’acquisto di spazi per fini di comunicazione istituzionale. L’articolo 41, primo comma, del predetto decreto legislativo n. 177 del 2005 prevede che “le somme che le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici anche economici destinano, per fini di comunicazione istituzionale, all’acquisto di spazi sui mezzi di comunicazione di massa, devono risultare complessivamente impegnate, sulla competenza di ciascun esercizio finanziario, per almeno il 15 per cento a favore dell’emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale operante nei territori dei Paesi membri dell’unione europea e per almeno il 50 per cento a favore dei giornali quotidiani e periodici.“ Si fa presente inoltre che, stante la disposizione del comma 4 del medesimo articolo 41, quest’ultima percentuale è aumentata al 60% nella fase di transizione alla trasmissione in tecnica 6 5


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LA DIRETTIVA SULL’ACQUISTO DEGLI SPAZI PUBBLICITARI SUI MEDIA DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE digitale. A tal fine è utile preci5 sare che la fase di transizione, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico del 10 settembre 2008, sarà completata nel 2012, quando, in tutto il territorio nazionale, le trasmissioni televisive saranno in tecnica digitale. 1. Criteri di applicazione dell’art. 41 del decreto legislativo n. 177 del 2005 1.1 Spese per l’acquisto di spazi pubblicitari Le spese destinate dalle Amministrazioni pubbliche per l’acquisto di spazi pubblicitari, per fini di comunicazione istituzionale, sono quelle relative alle somme impegnate per l’acquisto, a titolo oneroso, di qualunque spazio atto a veicolare avvisi o messaggi attraverso l’utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa, rivolto alla generalità dei cittadini, allo scopo di: a) illustrare le attività delle istituzioni e il loro funzionamento; b) illustrare e favorire la conoscenza delle disposizioni normative, al fine di facilitarne l’applicazione; c) favorire l’accesso ai servizi pubblici, promuovendone la conoscenza; d) promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e sociale; e) favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di modernizzazione degli apparati nonché la conoscenza dell’avvio e del percorso dei procedimenti amministrativi; f) promuovere l’immagine delle amministrazioni, nonché quella dell’Italia, in Europa e nel mondo, conferendo visibilità ad eventi di importanza locale, regionale, nazionale ed internazionale. NON rientrano, pertanto, in tale ambito le spese pubblicitarie connesse a forme di pubblicità obbligatoria, quali, ad esempio, quelle per pubblicazione del bilancio, di avvisi di gara, di bandi di concorso etc. in osservanza di precisi obblighi di legge ovvero al fine di rendere pubblici atti e procedure concorsuali. Analogamente NON rientrano in tale ambito le spese sostenute dalle Amministrazioni pubbliche per l’acquisto di spazi a seguito di provvedimenti amministrativi emanati per ragioni di necessità ed urgenza. Ai sensi del citato articolo 41 sono altresì esclusi gli oneri relativi alla produzione 6

degli strumenti pubblicitari come, ad esempio, le spese sostenute per la stampa di manifesti, depliant, le spese per la creatività, le spese tipografiche, cartacee ed informatiche. Sono altresì escluse le spese sostenute per la produzione e l’edizione di testate giornalistiche registrate a norma di legge, le spese per convegni o eventi, quelle effettuate a titolo di sponsorizzazione e quelle relative a partecipazione a fiere, mercati e mostre. 1.2 Periodo di riferimento Il periodo di riferimento per il calcolo delle percentuali di cui al citato articolo 41 è l’anno solare. Le spese da inserire nel calcolo sono quindi tutte quelle impegnate, per le quali quindi sia stata assunta una obbligazione giuridicamente perfezionata, durante l’esercizio finanziario coincidente con l’anno solare. 1.3 Mezzi di comunicazione utilizzati Rientrano nell’ambito di applicazione di cui all’articolo 41 le spese relative all’acquisto di spazi sulla stampa quotidiana e periodica, anche in forma elettronica; su Internet; sui mezzi di diffusione radiotelevisiva nell”ambito della diffusione di opere presso le sale cinematografiche; sulle reti mobili di comunicazione elettronica nonché le spese per l’acquisto di spazi per le pubbliche affissioni, salvo quanto previsto dal paragrafo che segue. Ai fini dell’applicazione delle quote di destinazione di cui all’articolo 41 non sono da computare le spese sostenute per la diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione tramite pubbliche affissioni su spazi di proprietà di pubbliche amministrazioni o enti pubblici. 1.4 Rispetto delle quote di destinazione Totale Il valore complessivo delle spese sostenute per l’acquisto di spazi per fini di comunicazione istituzionale di cui al punto 1.1 effettuate sui mezzi di comunicazione di cui al punto 1.3 costituisce il totale su cui calcolare le quote di destinazione previste dall’art. 41. Nell’ambito della percentuale, di cui al primo comma del predetto articolo 41, riferita ai quotidiani e periodici devono essere intese le spese destinate all’acquisto di spazi su quotidiani e periodici, anche elettronici, diffusi al pubblico, nei territori dei Paesi membri dell’Unione Europea. Ai fini

del rispetto della suddetta percentuale di destinazione, sono equiparati gli acquisti di spazi sulle emittenti radiofoniche che trasmettono quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per almeno il 25% delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le ore 20, di cui sia stato accertato il possesso dei requisiti. Tali soggetti equiparati sono individuati con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria - e pubblicati sul sito del Dipartimento stesso. Ai fini del rispetto delle percentuali di destinazione in favore di giornali quotidiani e periodici le amministrazioni possono includere l’acquisto di spazi per la pubblicità istituzionale sulle testate italiane all’estero in relazione al tipo di messaggio e ai destinatari, secondo quanto disposto dall’articolo 13, comma 3, della legge 150/ 2000. 1.5 Rispetto delle quote di destinazione Emittenza locale Nell’ambito della percentuale, di cui al primo comma del predetto articolo 41, riferita all’emittenza privata televisiva locale e radiofonica locale devono essere intese le spese per l’acquisto di spazi sulle emittenti che, nei territori dei Paesi membri dell’Unione Europea, siano caratterizzate dai seguenti parametri, in relazione all’ambito di diffusione dell’esercizio dell’attività di radiodiffusione: - “ambito locale radiofonico”: irradiazione del segnale fino a una copertura massima di quindici milioni di abitanti; - “ambito locale televisivo”: diffusione in uno o più bacini, comunque non superiori a dieci, anche non limitrofi, purché con copertura inferiore al 50 per cento della popolazione nazionale. 2. Obblighi di comunicazione delle amministrazioni dello Stato 2.1 Capitoli di bilancio Si ricorda altresì che le amministrazioni statali, ivi compresa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e gli enti pubblici, inclusi gli enti territoriali e gli enti pubblici economici, hanno l’obbligo di individuare distinti capitoli di bilancio su cui far gravare le spese di comunicazione istituzionale di cui all’art. 41 del decreto legislativo n. 177 del 2005. In ogni caso successivamente all’approvazione del Bilancio preventivo 8 dello Stato le amministrazioni Notiziario USPI n° 10/2009


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IL GIALLO DEI fONDI ALL’EDITORIA SCOMPARSI (O MAI STANzIATI) Mentre il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 28 ottobre scorso, ha approvato in via preliminare una bozza di Regolamento di semplificazione e riordino della disciplina e delle procedure di erogazione dei contributi in favore della stampa e delle imprese radiofoniche e televisive (vedi articolo in prima pagina di questo Notiziario), che dovrebbe portare ad una razionalizzazione e contrazione della spesa pubblica in favore dei contributi diretti alla stampa ex lege 250/1990, un “giallo” si è aperto sull’effettivo stanziamento di ulteriori 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010 per il Fondo destinato all’editoria, gestito dal Dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio. Il Parlamento, infatti, nell’iter di approvazione della legge n. 99 del 23 luglio 2009 (“DDL sviluppo”) ha introdotto all’articolo 56, secondo comma, della citata legge, il ripristino del Fondo di “70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009 e 2010” per gli aiuti statali all’editoria, derivanti dall’applicazione dell’attuale testo della legge 250 del 1990. Alla copertura di tale stanziamento si doveva provvedere mediante un aumento dal 5,5% al 6,5% dell’IRES sulle grandi aziende petrolifere ed elettriche (la c.d. “Robin Tax”). Ora, mentre i 70 milioni di euro per il 2010 sono regolarmente contabilizzati nella Tabella C, allegata al Disegno di legge AS 1790 (Legge Finanziaria 2010) ora all’esame del Senato, non si sa bene che fine

abbiano fatto gli altri 70 milioni assegnati per il 2009, visto che non sono stati ancora emanati i decreti attuativi per il pagamento dei fondi. Anzi, gira voce che il ministro Tremonti abbia avvertito che non ci sono fondi a disposizione, dato che la Robin Tax non ha dato i frutti sperati. La questione, di vitale importanza per quelle aziende editrici destinatarie di contributi diretti che, altrimenti, dovrebbero andare a ripartizione del fondo esistente, è al centro di un’interrogazione bipartisan, firmata nei giorni scorsi dai senatori Vincenzo Vita e Luigi Lusi del PD, Alessio Butti del PDL e Roberto Mura della LEGA. Ecco il testo dell’interrogazione: Interrogazioni a risposta orale Atto n. 3-00991

Pubblicato il 20 ottobre 2009 Seduta n. 267 VITA, BUTTI, LUSI, MURA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell’economia e delle finanze: «Premesso che: il decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e la legge finanziaria 22 dicembre 2008, n. 203, hanno decurtato, di 152 milioni di euro, il già esiguo Fondo per l’editoria; in seguito a numerose iniziative del settore, la legge n. 99 del 23 luglio 2009 ha previsto, all’art. 56, comma 2, uno stanziamento di 70 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009-2010; premesso, inoltre, che il mondo dell’editoria vive un momento di grande difficoltà, dovuto alla flessione delle vendite e alla crisi della pubblicità; considerato che: secondo quanto si apprende da notizie giornalistiche, le risorse previste per l’anno 2009 non sarebbero state assegnate al Fondo per l’editoria; lo stesso rappresentante del Governo, all’epoca, si rimise al giudizio del Parlamento, che approvò con voto unanime il provvedimento

In senso orario: i Senatori Vincenzo Vita, Alessio Butti, Roberto Mura e Luigi Lusi.

si chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda assumere, qualora la somma stanziata dalla legge non venga assegnata entro la fine del mese di ottobre 2009, assicurando comunque l’attuazione della volontà del Parlamento».

Comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate

riproduzione del MODELLO EAS e le istruzioni per la sua compilazione.

precisato, tra l’altro, che le Onlus restano escluse dall’onere della comunicazione”.

PROROGATA AL 15 DICEMBRE LA PRESENTAZIONE DEL MODELLO COMUNICAZIONE DATI DA PARTE DEGLI ENTI ASSOCIATIVI

Il 15 ottobre scorso, tramite un comunicato stampa pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono stati prorogati i termini per la presentazione del modello da parte degli enti associativi, il cui appuntamento con l’invio del documento è stato rinviato al 15 DICEMBRE 2009. In tale comunicato, che di seguito pubblichiamo integralmente, sono stati annunciati anche una “compilazione semplificata dei righi, dei quadri e dei dati da riportare, a secondo della tipologia dell’associazione, e un ulteriore potenziamento dell’impegno degli uffici sul versante dell’assistenza”.

Per tutte le novità e gli ulteriori sviluppi in termini di compilazione e invio del Modello, rinviamo a ciò che sarà pubblicato sul sito: www.agenziaentrate.gov.it. L’Agenzia ha anche un call center: 848.800.444 (tariffa urbana a tempo). Ecco il testo completo del Comunicato stampa:

Nei prossimi giorni, l’Amministrazione finanziaria provvederà a pubblicare, sul sito dell’Agenzia, un apposito documento di prassi con ulteriori chiarimenti in merito alla presentazione del modello. “In tale sede - specifica il comunicato - sarà

«Estesi i termini per la presentazione del modello da parte degli enti associativi, il cui appuntamento con l’invio del documento è ora rinviato al 15 dicembre, ok alla compilazione semplificata dei righi, dei quadri e dei dati da riportare, a seconda 8

Sullo scorso numero di ottobre del Notiziario USPI abbiamo dato la notizia della predisposizione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, del nuovo modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli Enti Associativi già costituiti entro il 31 agosto 2009. La scadenza per l’adempimento di tale nuovo obbligo, derivante dall’articolo 30 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, era stata originariamente fissata al 31 ottobre 2009. Sempre sul precedente numero di ottobre di questo Notiziario abbiamo pubblicato il testo del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate (protocollo n. 15896/2009), la Notiziario USPI n° 10/2009

AGENZIA ENTRATE COMUNICATO STAMPA Più tempo per l’invio del modello Eas ridotto a misura di associazione

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PROROGATA AL 15 DICEMBRE LA PRESENTAzIONE DEL MODELLO COMUNICAzIONE DATI della tipologia dell’associazione, e 7 ulteriore potenziamento dell’impegno degli uffici sul versante dell’assistenza. Sono questi, in sintesi, i primi risultati che riassumono l’esito positivo del confronto, svoltosi tra l’Agenzia delle Entrate ed i rappresentanti del mondo associativo nell’ambito dei tavoli tecnici aperti dopo l’approvazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli enti associativi, adempimento previsto dall’articolo 30 del DL 185/2008. Ai lavori hanno partecipato dirigenti del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dell’Agenzia per le Onlus e i rappresentanti del Forum del Terzo settore e delle Associazioni di categoria. Le soluzioni individuate nel corso degli incontri, al fine di agevolare l’assolvimento dell’onere da parte delle associazioni senza

limitare l’efficacia della valenza informativa del modello, sono le seguenti: - il termine di presentazione del modello Eas slitta al 15 dicembre 2009, comportando un congruo rinvio rispetto all’originaria scadenza del 30 ottobre; - l’Agenzia delle Entrate procederà a rafforzare ulteriormente l’impegno che gli uffici periferici stanno già profondendo per divulgare il più possibile la conoscenza dell’ onere della presentazione del modello di comunicazione. Tale sforzo sarà contemporaneamente profuso anche dall’Agenzia per le Onlus, dal Forum e dalle rappresentanze delle Associazioni di categoria, anche con momenti di confronto con le Direzioni regionali delle Entrate; - in ossequio al dettato normativo dello Statuto dei diritti del contribuente, è prevista la presentazione di un modello ridot-

to per alcune tipologie di enti già iscritti in particolari registri o conosciuti dalla Pubblica Amministrazione; In considerazione delle significative novità emerse in seguito agli incontri tra l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia per le Onlus, i rappresentanti del Forum del Terzo settore e le rappresentanze delle Associazioni di categoria, nei prossimi giorni l’Amministrazione finanziaria pubblicherà un apposito documento di prassi con ulteriori chiarimenti in merito alla presentazione del modello. In tale sede sarà precisato, tra l’altro, che le Onlus restano escluse dall’ onere della comunicazione. Visti i proficui risultati raggiunti, il programma del Tavolo prosegue con prossimi incontri tesi ad affrontare le ulteriori problematiche inerenti le tematiche del Terzo settore». Roma, 15 ottobre 2009

LA DIRETTIVA SULL’ACQUISTO DEGLI SPAZI PUBBLICITARI centrali provvederanno a comu6 nicare, secondo le modalità stabilite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la denominazione dei capitoli su cui gravano le spese di comunicazione istituzionale ed il relativo stanziamento. 2.2 Obblighi di comunicazione Il comma 3 del predetto articolo 41 prevede che le amministrazioni pubbliche e gli enti pubblici anche economici diano comunicazione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni delle somme impegnate per l’acquisto, ai fini di pubblicità istituzionale, di spazi sui mezzi di comunicazione di massa. L’Autorità, anche attraverso i Comitati regionali per le comunicazioni, vigila sulla diffusione della comunicazione pubblica a carattere pubblicitario sui diversi mezzi di comunicazione di massa. Per l’attuazione delle disposizioni previste dalla norma, le amministrazioni pubbliche o gli enti pubblici anche economici nomi-

L’interesse cinese per l’editoria libraria italiana Già 18 anni or sono l’USPI aveva fatto conoscere a Pechino la stampa periodica italiana con una storica mostra. I massimi vertici dell’editoria cinese sono venuti in Italia per studiare la nostra editoria libraria. 8

nano un responsabile del procedimento che, in caso di mancata osservanza delle disposizioni stesse e salvo il caso di non attuazione per motivi a lui non imputabili, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di 1.040 euro a un massimo di 5.200 euro. Competente all’accertamento, alla contestazione e all’applicazione della sanzione è l’Autorità. La norma è molto chiara anche con riferimento al soggetto che ha l’obbligo di rispettare le percentuali di spesa previste: si tratta di ogni pubblica amministrazione individuabile come soggetto giuridico autonomo. In ogni amministrazione quindi, ai sensi del comma 3 del citato articolo 41 del decreto legislativo n. 177 del 2005, deve essere individuato un responsabile del procedimento in ordine sia alla comunicazione dei dati di spesa all’Autorità, sia al rispetto delle percentuali destinazione previste. Al

fine di ovviare alla problematica, sollevata da molte amministrazioni in fase di applicazione della norma, relativa alla non corrispondenza tra colui che è individuato come responsabile della comunicazione e chi, invece, è responsabile della spesa, il rispetto dell’effettiva applicazione delle percentuali previste dai commi 1 e 4 del citato art. 41, deve essere assicurato dai responsabili di ogni singolo centro di spesa che risponderanno di eventuali sanzioni. Ogni Amministrazione comunicherà all’Autorità, come da delibera dell’AGCOM n. 139/05/CONS del 7 marzo 2005, entro il 31 marzo di ogni anno, le percentuali relative alle spese dell’ultimo esercizio finanziario concluso, in conformità ai modelli telematici resi disponibili attraverso l’accesso al sistema all’indirizzo Internet www.roc.infocamere.it. Roma, 28 settembre 2009 Per il presidente del Consiglio IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO on. Paolo Bonaiuti

L’AIE, Associazione italiana editori (di libri) ha infatti ospitato nella sede di Milano una delegazione di rappresentanti di alto livello istituzionale del Gapp (General administration of press and pubblication, il principale ente che si occupa di editoria in Cina) per un approfondimento sull’editoria italiana e sulle nuove tecnologie in uso nel nostro Paese. L’iniziativa, nata su richiesta dei cinesi, nasce da una serie di scambi già consolidati nel

corso della Fiera del Libro di Pechino, a cui l’Italia partecipa da tre anni grazie alla collaborazione tra Aie e Istituto nazionale per il Commercio Estero (Ice). La delegazione cinese, guidata dal viceministro del Gapp Sun Shousan ha approfondito ulteriormente gli argomenti affrontati a Pechino nel corso di un analogo seminario molto partecipato per una maggiore conoscenza reciproca tra le due editorie in vista di successivi scambi. Notiziario USPI n° 10/2009


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CHIARIMENTO DEfINITIVO SULL’OBBLIGO D’ISCRIzIONE ALL’INPGI/2 DEGLI OCCASIONALI ISCRITTI ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI Il rompicapo dell’iscrizione all’INPGI 2 dei redattori saltuari iscritti all’Ordine dei giornalisti - determinato da difformi orientamenti del Consiglio di Stato e del Ministero del Lavoro - ha suscitato perplessità nei periodici associati all’USPI riflesse anche su questo Notiziario. Per approdare definitivamente ad una soluzione sicura il Segretario Generale dell’USPI in data 8 ottobre u.s. ha posto il seguente quesito alla dr.ssa Iorio, V. Direttore Generale dell’INPGI: «Non è infrequente il ricorso di piccoli editori di periodici alla collaborazione occasionale e saltuaria di redattori che non supera i 30 giorni nell’anno solare e i 5.000 euro di compenso nel medesimo anno solare. Si chiede se - alla luce del parere del Consiglio di Stato n. 881 del 1998 - i redattori occasionali iscritti all’Ordine dei giornalisti siano tenuti ad iscriversi alla gestione separata di codesto Istituto con l’aliquota del 12% (di cui il 2% a carico dell’editore)». In data 15 ottobre u.s., con cortese rapidità la dr.ssa Iorio ha espresso il seguente parere che chiarisce definitivamente la sussistenza dell’obbligo d’iscrizione dei redattori occasionali: «Gent.le Avvocato, con riferimento alla sua nota dell’8 ottobre u.s., Le confermo che le fattispecie prospettate rientrano a pieno titolo nell’obbligo di iscrizione e versamento della contribuzione alla Gestione separata di questo Istituto. Come è noto, infatti, le disposizioni in materia di lavoro occasionale, introdotte dall’art. 61, comma 2, del Decreto Legislativo n. 276/2003 - che definiscono l’ambito di tale tipologia facendovi rientrare i rapporti di collaborazione, di durata inferiore a 30 giorni nell’anno solare, che diano luogo a compensi il cui ammontare non superi i 5.000 euro annui - non si applicano alle collaborazioni di natura giornalistica effettuate dagli iscritti al relativo albo professionale. Per effetto di quanto statuito dal successivo comma 3 della stessa norma, infatti, sono esclusi dall’ambito di efficacia di tutte le disposizioni in materia di lavoro a progetto e lavoro occasionale “le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi alibi professionali”. Una volta acclarato, quindi, che i limiti di 5.000 euro di compenso annuo e di 30 giorni di durata nell’anno solare non spiegano Notiziario USPI n° 10/2009

alcuna efficacia con riferimento ai rapporti di collaborazione giornalistica e sono - pertanto - del tutto irrilevanti ai fini della qualificazione dei medesimi rapporti come “occasionali”, resta da chiarire la rilevanza delle considerazioni svolte dal Consiglio di Stato nel citato parere n. 881 del 1998. L’assunto da cui muovono tali argomentazioni è costituito dalla considerazione che la mera iscrizione nell’albo professionale non è di per sé sufficiente a far sorgere l’obbligo contributivo in favore dell’ente previdenziale, essendo invece necessario - a tal proposito - il concreto ed effettivo esercizio dell’attività professionale. Pertanto, il Consiglio di Stato conclude nel senso di ammettere, in linea di principio, la possibilità che un iscritto all’albo possa svolgere attività “occasionale”, non soggetta ad obbligo contributivo, ogniqualvolta risulti assente il carattere dell’abitualità dell’attività. In proposito, tuttavia, si registra l’opinione contraria del Ministero del Lavoro, al cui orientamento l’Inpgi si è sempre attenuto. Con nota n. 82661 del 1999, infatti, il Ministero ha chiarimente ribadito che qualunque prestazione di lavoro autonomo resa da giornalisti, anche se sporadica e produttiva di modesto reddito, comporta l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata dell’Inpgi e di versamento dei contributi assicurativi. Tale interpretazione - tra l’altro - si basa sulla considerazione che la stessa legge istitutiva dell’ordine dei giornalisti stabilisce che l’iscrizione all’albo è riservata a coloro che svolgono attività giornalistica o in via esclusiva e continuativa (professionisti) o comunque in modo non occasionale (pubblicisti). Il concetto di occasionalità tout court, pertanto, si pone in netto contrasto con l’iscrizione nell’albo professionale, dato che tale elemento postula comunque lo svolgimento di una attività rientrante nell’esercizio della professione giornalistica. Sulla base delle argomentazioni illustrate, pertanto, ribadisco la sussistenza dell’obbligo di iscrizione alla Gestione separata dell’Istituto anche nei casi da Lei prospettati».

“STORICO” ACCORDO INPS-INPGI PER IL TRASFERIMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI VERSATI ERRONEAMENTE

Di comune accordo, l’Inps e l’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti, hanno stabilito di regolare le competenze di ciascuno dei due enti, ponendo fine alle incertezze sul futuro pensionistico di centinaia di lavoratori del settore. La nuova convenzione previdenziale, siglata il 7 ottobre scorso, prevede di trasferire reciprocamente le contribuzioni previdenziali dei giornalisti, professionisti o pubblicisti, versate erroneamente ad una delle due strutture pensionistiche. Il trasferimento dei contributi avverrà direttamente tra gli uffici interessati, in seguito alle circolari ufficiali sulla convenzione, con le diverse modalità applicative indirizzate dall’Inps ai suoi uffici periferici e dall’Inpgi ai datori di lavoro, tendenti sostanzialmente a sanare le posizioni contributive presso l’Inpgi. L’operazione conclude un’annosa vertenza sul lavoro di natura giornalistica svolto presso enti pubblici ed aziende private che la legge 388/2000 ha stabilito di assicurare esclusivamente all’Inpgi. I contributi ora da trasferire comprendono i periodi dal 1° gennaio 2001 fino alla data della prevista circolare e non sono colpiti da termini di prescrizione o da sanzioni civili, considerato che i datori di lavoro, pubblici e privati, hanno provveduto in buona fede ad adempiere i loro obblighi contributivi presso l’Inps o l’Inpgi. In pratica, ogni ente cancellerà la posizione assicurativa irregolare, costituendo nello stesso tempo una nuova posizione assicurativa nell’altro ente. Alla cessazione dell’incarico di natura giornalistica, ora assicurato all’Inpgi, farà seguito una eventuale posizione assicurativa presso il successivo ente assicuratore. L’incarico di natura giornalistica - precisa la convenzione - va riferito ad ogni attività di lavoro, a tempo determinato o indeterminato, riconducibile alle figure contenute nella legge 63/1969 sulla professione giornalistica, anche senza l’applicazione del contratto nazionale di categoria e a prescindere dall’inquadramento del datore di lavoro. I contributi minori, cioè quelli che non si calcolano per le pensioni (disoccupazione, fondo di garanzia del tfr, assegno per il nucleo familiare, mobilità) già versati all’Inps, sono confermati alle relative gestioni e sono fatte salve le prestazioni ad essi collegate. Una frangia dei trasferimenti riguarda i giornalisti pubblicisti che, anzichè iscriversi alla gestione separata all’Inpgi, avevano optato per il mantenimento 10 9


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Notizie editoria e Comunicazione I TRENT’ANNI DELLA SCUOLA INTERNAzIONALE DI COMICS

di social network, Web 2.0, di responsabilità delle imprese, di giornalismo digitale, di nuove tecniche pubblicitarie. (da ccestudio.it)

La Scuola Internazionale di Comics fondata e diretta dall’amico Dino Caterini, è una delle realtà formative più interessanti nel settore della didattica in Italia. Quest’anno festeggia i suoi trent’anni di attività in concomitanza con l’apertura della nuova sede di Brescia , l’ottava in ordine di tempo, che si aggiunge a quelle di Roma, Firenze, Jesi, Torino, Pescara, Padova e Reggio Emilia. In un periodo di grande incertezza economica, molti sostengono che è importante fornire segnali positivi e di ottimismo. In generale, i giovani sono in cerca di un orientamento che procuri gli adeguati strumenti per proporsi in modo competitivo e vincente sul mercato del lavoro, dove sempre di più è richiesta una figura professionale di alta specializzazione. Anche quest’anno, numerosi sono i corsi, tra cui ricordiamo Animazione, Grafica Web, Design, Fumetto, 3D Maya, Sceneggiatura e scrittura creativa, per i quali sono aperte le iscrizioni. La Scuola di Roma, da ottobre, ha una nuova sede in Via Circonvallazione Ostiense, 80, tel. 06.51.41.120, www.scuolacomics.it. AUTORITà PER LA PRIVACy DI TUTTO IL MONDO A CONVEGNO DAL 4 AL 6 NOVEMBRE Come rendere compatibile la proprietà intellettuale e il diritto alla privacy su Internet, come trovare il giusto equilibrio tra sicurezza e sorveglianza, come difendere i minori riguardo all’uso dei loro dati personali, come favorire i flussi internazionali di dati senza venire meno alle garanzie per i cittadini. Su questi e altri temi caldi si sono confrontati le Autorità per la privacy di tutto il mondo riunite a Madrid dal 4 novembre a venerdì 6 per la 31ma Conferenza internazionale sulla protezione dei dati, alla quale ha partecipato anche l’Autorità italiana. Il presidente francesco Pizzetti, ha presieduto una specifica sessione dedicata a “proprietà intellettuale e tutela della privacy” che si è occupata delle possibili soluzioni per contemperare proprietà intellettuale, diritti delle imprese e tutela degli utenti. Alla Conferenza si è parlato anche 10

IL fATTURATO PUBBLICITARIO DEI PERIODICI HA PERSO IL 30% Le cifre inesorabili della crisi che ha colpito la pubblicità a stampa non risparmia nessun settore. Per i primi 8 mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, l’Osservatorio stampa Fcp registra un calo del fatturato pubblicitario subìto da quotidiani e periodici editi da grandi e medie aziende editrici pari al 24%. Per i periodici in generale la perdita è stata del 30% del fatturato e del 22% degli spazi venduti. In particolare i settimanali hanno subito perdite del 29% per il fatturato e del 18% per spazi venduti. I mensili hanno subìto una diminuzione del fatturato del 32% e un calo degli spazi del 27%. Infine i periodici con altre periodicità hanno perso il 17% del fatturato e il 22% degli spazi. Non è pensabile che il calo della pubblicità abbia colpito in misura meno severa i periodici medio-piccoli e piccoli del comparto USPI. IN ITALIA NEL 2009 LA PUBBLICITA’ ON LINE CRESCERA’ DEL 10,5% Nel 2008 la pubblicità on-line è cresciuta del 20% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, in alcuni dei mercati più maturi colpiti dalla recessione - Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia - la crescita ha subito un rallentamento significativo nei primi sei mesi del 2009, mentre i mercati meno sviluppati hanno continuato a registrare tassi di crescita a doppia cifra. Tra questi, l’Italia conferma le sue previsioni di crescita al 10,5%, con una performance nettamente superiore alla media europea che si attesta, secondo i dati del rapporto, al 2,4%. Sono i dati contenuti nella versione aggiornata del Rapporto annuale AdEx realizzato da Iab Europe, che prevede che l’arresto della crescita del settore della pubblicità on-line terminerà nel 2010, anno che segnerà un disgelo del mercato e una ripresa del proprio trend di crescita strutturale, stimandone la media europea a +6,5%.

“STORICO” ACCORDO INPS-INPGI dell’iscrizione all’Inps. “La convenzione siglata oggi rappresenta un notevole passo in avanti verso la regolarizzazione contributiva di centinaia di giornalisti, allo stesso tempo permette un nuovo fronte di collaborazione con il settore pubblico di assoluto interesse”. Con queste parole il Presidente dell’INPGI, Andrea Camporese, ha salutato la firma dell’accordo tra Inps e Inpgi per il trasferimento diretto tra i due enti dei contributi indebitamente vesati dalle aziende ad uno dei due Istituti. “La grande sensibilità dimostrata dal Presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua - ha continuato Camporese - è la dimostrazione, nell’ovvia osservanza delle leggi in materia previdenziale, della possibilità di giungere ad accordi virtuosi nel rispetto delle reciproche attribuzioni. Per le aziende editoriali e gli enti pubblici interessati, spesso gravati da somme rilevanti, non sarà più necessario pagare all’INPGI l’intero ammontare dei contributi versati erroneamente in attesa del rimborso da parte dell’Inps”.

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Con questa “storica” convenzione, quindi, sarà possibile per le aziende e gli enti interessati sanare la posizione contributiva presso l’INPGI seguendo le istruzioni che saranno diramate dai due Istituti. Analogamente, sarà possibile per le aziende regolarizzare la propria posizione presso l’Inps nei casi di errato versamento all’INPGI, limitatamente alle fattispecie per le quali non ricorrevano le condizioni per l’instaurazione del rapporto assicurativo con l’Istituto (ad esempio, assenza di status professionale).

neretto riusciremo ad essere pessimisti, 1 ma ci sembra chiaro che ci sia bisogno di una proposta politica limpida, frutto di una precisa conoscenza dei problemi e di una reale volontà di sviluppo. Non siamo mai stati convinti, e non lo siamo adesso, che ci sia una volontà precisa di affossare il settore. Non abbiamo mai avuto indizi chiari in questo senso. La nostra opinione è, semplicemente, che si debba fare di più e meglio e che sia arrivato il momento di farlo. I nostri peggiori nemici sono sempre stati l’incertezza e la superficialità. Notiziario USPI n° 10/2009


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza Contratto UNIGEC-USPI. Istruzioni per l’uso IL RAPPORTO DI APPRENDISTATO NEI PERIODICI DELL’AREA USPI L’istituto dell’apprendistato è stato profondamente innovato dal D.Lgs. n. 276/2003 che, tra l’altro, disciplina l’apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualifica attraverso una formazione interna all’azienda e un apprendistato esterno tecnico-professionale. L’inserimento di questo tema nelle materie che formano oggetto di contrattazione collettiva è stato reso possibile dalla legge n. 80/2005. In sede di rinnovo del Contratto 20052009 per i dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione, negoziato anche dall’USPI e firmato ufficialmente il 4 ottobre 2006, è stata normata e rivista l’anzidetta tipologia dell’apprendistato professionalizzante che interessa più direttamente le aziende della comunicazione. PRELIMINARI PRATICI Quali editori di periodici possono essere interessati ad utilizzare il rapporto di apprendistato? Quanti hanno necessità di assumere personale dipendente a tempo indeterminato. Ciò in quanto l’apprendistato ordinariamente dovrebbe sfociare nell’assunzione stabile. Tuttavia l’art. 49, D.Lgs. 276/2003 (applicativo della c.d. Legge Biagi n. 30/2003) contempla testualmente la “possibilità” per il datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato ai sensi di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile. In tal caso l’editore dovrà rilasciare all’interessato un attestato di completa effettuazione del percorso formativo. In concreto per quali professionalità è applicabile questo istituto? Avuto riguardo alle più comuni esigenze delle aziende editrici di periodici, il contratto di apprendistato può essere utilizzato per formare dipendenti destinati ad accedere, al termine del percorso formativo, alle seguenti qualifiche (e ai sotto elencati livelli economici): AREA AMMINISTRATIVA Analista programmatore/esperto informatico (dopo 4 anni di apprendistato al 5° livello, accede al 3° livello); Correttore di bozze (6° livello - 4° livello); Segretario di redazione (6° livello - 4° Notiziario USPI n° 10/2009

livello); Ispettore amministrativo o di diffusione (6° livello - 4° livello); Addetto all’ufficio del personale (6° livello 4° livello); Contabile, cassiere, economo (6° livello4° livello); Impiegato che elabora pratiche e redige corrispondenze (6° livello - 4° livello), Operatore CED (6° livello- 4° livello).

all’esterno dell’azienda e che quella interna può essere svolta in forma teorica e/o con le modalità dell’alternanza e dell’affiancamento sui posti di lavoro. - Attenzione! Nelle imprese fino a 15 dipendenti la funzione di tutore della formazione può essere svolta direttamente dal datore di lavoro.

AREA TECNICA

Riportiamo di seguito i punti essenziali del nuovo Contratto che disciplinano l’apprendistato a decorrere dal 1.6.2006.

Grafico impaginatore (dopo 4 anni di apprendistato al 5° livello accede al 3° livello); Operatore infografico (5° livello - 3° livello); Segretario di redazione (6° livello- 4° livello); Fotografo esterno (6° livello - 4° livello). A quanto assommano i trattamenti economici del nuovo Contratto? Ad un apprendista di 5 livello a regime e cioè dal 1.4.09, competono uno stipendio mensile di 1056,22 euro e un indennità di contingenza di 525,47 euro. Ad un apprendista di 6° livello, sempre dal 1.4.09, competono uno stipendio di 975,20 euro e un indennità di contingenza di 523,01 euro. Quanto dura l’apprendistato? Ai sensi dell’art. 28 dell’Accordo il contratto ha la durata di 4 anni. Ai sensi dell’art. 48, punto 3/c del D. Lgs. 276/2003 è fatto divieto all’editore di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. Richiamiamo l’attenzione sulla necessità di registrare tutti gli interventi formativi che vengono effettuati al fine di essere in grado di dimostrare l’avvenuto rispetto delle prescrizioni contrattuali e di legge e quindi evitare la sanzione prevista dall’art. 53 del D.Lgs. 276/2003 In conclusione riteniamo opportuno elencare le convenienze dell’istituto, oltre a quelle di carattere retributivo, derivanti dall’inquadramento assegnato agli apprendisti: - possono essere assunti giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni; - per le aziende editrici di periodici l’istituto è rivolto agli impiegati anche in possesso di laurea; - i contributi previdenziali sono costituiti dalla sola marca fissa settimanale; - gli apprendisti sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative ed istituti. Ricordiamo, inoltre, che la formazione può essere effettuata sia all’interno che

I CONTENUTI DELL’INTESA

Nel comune intento di favorire il più ampio ricorso all’istituto, le parti hanno concordato una disciplina che ha evitato appesantimenti delle prescrizioni di legge e, per quanto riguarda le modalità della formazione, ha lasciato aperte le opzioni possibili in maniera che le singole aziende possano adottare quelle che meglio si conciliano con le proprie esigenze organizzative, con ampia libertà. Le parti concordano che l’apprendistato professionalizzante, essendo il più idoneo strumento per costruire professionalità pronte ad essere inserite efficacemente nell’organizzazione aziendale, è essenzialmente finalizzato, alla sua positiva conclusione, ad essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato. Il contratto di apprendistato, stipulato in forma scritta, deve contenere l’indicazione delle prestazioni oggetto del contratto, la durata, l’eventuale periodo di prova, l’inquadramento e il relativo trattamento economico, la qualifica professionalizzante che sarà acquisita al termine previsto, il piano formativo individuale. Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante, per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnicoprofessionali, i soggetti di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni. CARATTERISTICHE

DELLA FORMAZIONE

Il piano formativo dovrà comprendere la descrizione del percorso formativo, le conoscenze e competenze da acquisire e l’indicazione del tutor aziendale. La durata della formazione è fissata in 120 ore medie annue. Per ciascun anno dovrà, comunque, essere effettuato un numero di ore di formazione non inferiore all’80% del monte ore l’anno. Sono indicatori delle capacità formativa interna la presenza di risorse umane idonee a trasferire competenze, 12 11


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza 11 tutor con competenze adeguate, nonché locali idonei in relazione agli obiettivi formativi ed alle dimensioni aziendali. In caso di aziende plurilocalizzate i locali potranno essere situati anche in un altro stabilimento o struttura di riferimento, e anche in un’altra regione. Le funzioni di tutore, come previsto dalla legge, possono essere, svolte da un lavoratore designato dall’impresa che abbia una professionalità adeguata relativamente alle conoscenze e competenze che l’apprendista deve acquisire. Al termine del periodo di apprendistato le imprese rilasceranno all’apprendista, oltre alle registrazioni nel libretto formativo, un documento che attesti il periodo di apprendistato compiuto e l’attività lavorativa per la quale è stato effettuato l’apprendistato. L’azienda editrice informerà la RSU e/o le Organizzazioni Sindacali territoriali, annualmente, sull’andamento delle assunzioni con contratto di apprendistato e la relativa tipologia. Per le qualifiche amministrative e tecniche richiamate in premessa, il cui livello di attestazione finale è nel 3° o 4° livello economico, la durata massima del contratto di apprendistato è di 4 anni. Sempre per le anzidette qualifiche la durata del contratto di apprendistato è ridotta a 2 anni se l’interessato è in possesso di diploma o laurea breve coerente con la qualificazione professionale da acquisire e di 1 anno se in possesso di laurea sempre che sia coerente con la qualificazione professionale da acquisire. Come già detto per le professionalità più comuni delle aziende associate all’USPI il trattamento economico dell’apprendista è di due livelli inferiore al livello di attestazione; dopo l’assunzione l’ex apprendista verrà assegnato al livello previsto per la mansione. Per quanto riguarda il premio di risultato, in mancanza di accordi aziendali, tra Direzione e R.S.U. sarà valutata l’applicazione dell’istituto agli apprendisti ed in questo ambito gli eventuali criteri e le eventuali modalità da adottare. Per gli apprendisti assunti poi a tempo indeterminato, l’anzianità utile ai fini della maturazione di aumenti periodici di anzianità decorre dalla data di assunzione a tempo indeterminato. I periodi di apprendistato presso più datori di lavoro si cumulano ai fini del computo della durata massima del periodo di apprendistato professionalizzante, purché non separati da interruzioni superiori ad un anno e sempre che si riferiscano alle stesse 12

mansioni. ASSUNZIONI –

DOCUMENTI

Per le assunzioni valgono le norme di legge. L’assunzione del lavoratore dovrà essere effettuata con lettera nella quale deve essere specificato: - la data di assunzione; - la qualifica ed il livello cui il lavoratore viene assegnato, e in modo sommario le mansioni cui deve attendere; - l’inquadramento economico iniziale; - l’esplicito riferimento all’applicazione del CCNL UNIGEC – USPI/CGIL – CISL – UIL; - il numero di iscrizione sul libro matricola. Con le comunicazioni di quanto sopra, le Parti si danno atto che sono assolti gli obblighi di cui al D.Lgs. n. 152/97. Unitamente alla lettera di assunzione, l’Azienda consegnerà al lavoratore il materiale FONDAPI relativo alla previdenza integrativa. Per l’assunzione il lavoratore dovrà presentare i seguenti documenti personali: - Libretto di lavoro o documento equipollente; - Codice fiscale; - Stato di famiglia; - Carta di identità o documento equipollente; - Eventuale titolo di studio. Il datore di lavoro potrà richiedere i certificati di lavoro per le occupazioni antecedenti a quelle risultanti dalle registrazioni del libretto di lavoro sempreché il lavoratore ne sia in possesso. Il lavoratore dovrà comunicare alla Direzione dell’Azienda il proprio domicilio nonché eventuali cambiamenti intervenuti nel corso del rapporto di lavoro. L’eventuale periodo di prova dell’apprendista - limitatamente alla qualifica indicata avrà una durata di 80 giorni. VISITA

MEDICA

Il lavoratore potrà essere sottoposto a visita medica prima dell’assunzione, al fine di accertarne l’idoneità alla mansione che gli viene affidata o successivamente, quando l’azienda lo ritenga opportuno, al fine di verificare il permanere delle condizioni di idoneità. Restano in ogni caso ferme le norme di legge circa le visite mediche obbligatorie, la cui diagnosi sarà resa nota al lavoratore. ORARIO

DI LAVORO

Il normale orario di lavoro – regolato dalle

disposizioni di legge integralmente richiamate – è di 38 ore e 30 minuti medie settimanali. Non è consentito il superamento di 48 ore di lavoro straordinario per singola settimana. MALATTIA L’apprendista non in prova assente dal lavoro per malattia ha diritto alla conservazione del posto, senza interruzione di anzianità, per tutta la durata della malattia, sino ad un massimo di 15 mesi, mentre la durata del rapporto di apprendistato viene prorogata per un tempo equivalente all’assenza, nel caso di malattie di durata superiore a 30 giorni lavorativi. L’obbligo di conservazione del posto cesserà ove nell’arco di 36 mesi (pari a 1095 gg. di calendario) si raggiungano i limiti precedenti anche con più malattie. All’apprendista assente per malattia, sarà corrisposto da parte dell’azienda, nell’ambito del periodo contrattuale di conservazione al posto di cui al precedente comma, a partire dal primo fino al 180 giorno un trattamento economico pari al 50 % elevato al 60% a partire dal 01.01.2007, della normale retribuzione giornaliera , escluso l’eventuale compenso per lavoro straordinario. In occasione del rinnovo del secondo biennio, le Parti definiranno le modalità per l’avvicinamento alla percentuale del 100%. Agli effetti del trattamento come sopra fissato è considerata malattia anche l’infermità derivante da infortunio non sul lavoro, purché esso non sia determinato da eventi gravemente colposi imputabili all’apprendista stesso. Tale trattamento non è cumulabile con eventuale altro trattamento che per lo stesso titolo sia in atto o venga istituito in avvenire. INFORTUNIO

SUL LAVORO E MALATTIA

PROFESSIONALE

L’apprendista assente dal lavoro per infortunio sul lavoro o malattia professionale ha diritto al seguente trattamento: 1) conservazione del posto per un periodo pari a quello per il quale viene corrisposta dall’INAIL l’indennità di invalidità temporanea; 2) corresponsione, da parte dell’Azienda, oltre all’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio, di un integrazione, a partire dal giorno seguente all’infortunio e fino alla scadenza dell’anzidetto periodo di conservazione del posto, dell’indennità erogata dall’INAIL fino a raggiungere il 100% della normale retribuzione giornaliera. NOTA A VERBALE Notiziario USPI n° 10/2009


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LAVORO, diritto, fisco e previdenza - LAVORO, diritto, fisco e previdenza Le aziende provvederanno ad anticipare ai singoli periodi di paga anche il trattamento economico dovuto agli Istituti Mutualistici. Conseguentemente le aziende provvederanno a farsi rilasciare dagli apprendisti apposita delega, d’accordo con gli Enti assicuratori. LA PRATICA REDAZIONALE DI BASE L’apprendistato non va confuso con la pratica redazionale di base (introdotta nel nuovo Contratto) che i “redattori di prima esperienza” effettuano (con il trattamento economico del 5° livello) per ottenere dopo un anno, su parere favorevole del Direttore Responsabile del periodico – o comunque alla fine del secondo anno di pratica – l’inquadramento nella qualifica di “redattore di periodico” con il relativo trattamento economico del 3° livello. Questa pratica redazionale consiste essenzialmente nelle prime prove di scrittura, nelle prime esperienze di cucina redazionale e nell’apprendimento dei programmi informatici di composizione, titolazione e impaginazione dei testi. Questa pratica di base, a sua volta, non va confusa con il praticantato professionale di almeno 18 mesi, propedeutico all’esame di Stato per l’iscrizione nell’elenco dei giornalisti professionisti dell’Ordine dei Giornalisti. SCHEMA

DI LETTERA DI ASSUNZIONE

A titolo puramente indicativo proponiamo uno schema di lettera per l’assunzione di un apprendista destinato ad una delle qualifiche indicate in premessa. Carta intestata Oggetto: Assunzione in qualità di apprendista ……………………. (qualifica) A seguito dei precedenti colloqui si dispone la Sua assunzione presso questa Azienda editrice in qualità di apprendista ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. N. 276/2003 come modificato dal comma 13 bis dell’art. 13 della L. n. 80/2005 e dalle norme contrattuali di cui al CCNL per i dipendenti delle piccole e medie aziende della comunicazione. 1. La Sua assunzione in qualità di apprendista ……(qualifica) decorre dal ………. e il Suo contratto di apprendistato avrà una durata di quattro anni ai sensi dell’art. 29 dell’anzidetto Contratto Collettivo UNIGEC/CONFAPI/USPI – CGIL/CISL/UIL 2005-2009. Notiziario USPI n° 10/2009

2. La Sua conferma in servizio nel rapporto di apprendistato sarà subordinata al positivo superamento di un periodo di prova che inizierà dalla data di assunzione e che sarà pari a 80 giorni di effettiva prestazione lavorativa, come previsto dall’art. 64 del CCNL. Lei sarà iscritto nel libro matricola al n. … 3. Il Suo rapporto di apprendistato avrà il fine di farLe conseguire, in seguito al positivo svolgimento del periodo pattuito, la qualifica professionale di impiegato dell’area … (amministrativa o tecnica) con le mansioni di … (qualifica) … 4. Il Suo trattamento economico iniziale sarà del .. livello maggiorato dell’indennità di contingenza e al termine dell’apprendistato sarà del livello …. Il pagamento della retribuzione è mensile. 5. Il rapporto di apprendistato con la nostra azienda editrice prevede un piano formativo allegato alla presente. Inoltre per quanto riguarda la formazione formale prevista dalla legge e dal vigente CCNL Lei dovrà partecipare ai corsi di formazione i cui tempi e modalità di attuazione Le saranno successivamente comunicati. 6. Il Suo rapporto di apprendistato sarà regolato dalle norme di legge e dalla disciplina prevista dal più volte citato C.C.N.L. 7. Il Suo orario di lavoro è di 38,30 ore settimanali ed è stabilito dalle ore … alle ore … di ogni giorno dal lunedì al venerdì. Ci riserviamo il diritto di modificare l’orario di lavoro nel rispetto delle norme contrattuali e di legge e delle esigenze dei servizi. Si richiama, in particolare, il Suo obbligo di prestare la Sua attività lavorativa in turni avvicendati di lavoro, qualora ciò Le venga richiesto. 8. Il Suo apprendistato sarà svolto presso la redazione del periodico ……. edito da questa azienda e con sede in …..Via ……. L’azienda si riserva il diritto di inviarla in trasferte e di trasferirla ad altra unità produttiva. 9. Per quanto riguarda le ferie annuali, la malattia, gli infortuni e per quanto non espressamente previsto nella presente lettera rimandiamo alle norme contrattuali e di legge applicate nella nostra azienda.

10. Il Suo tutor è il Sig. …. che avrà il compito di seguire e coordinare la Sua formazione interna ed esterna che avrà una durata di 120 ore medie annue. La preghiamo di sottoscrivere e restituire copia della presente firmata per ricevuta e completa accettazione. Distinti saluti. L’EDITORE Per ricevuta e completa accettazione Firma ……. Data ………..

IL REGIME PREVIDENzIALE DEL DIRETTORE ASSOCIATO L’USPI, conosce casi di editori (pochi per la verità) che nel primo anno di edizione, non disponendo di previsioni attendibili delle future entrate, preferiscono evitare di corrispondere un compenso al Direttore Responsabile e ricorrere alla stipula di un contratto di associazione in partecipazione disciplinato dall’art. 2549 e seguenti del Codice civile, rivisitato dall’art. 86 del Decreto Lgs. 276/04, applicativo della legge Biagi n. 30/04 (v. Notiziario USPI di giugno 2009 alle pagine 8 e 12). Un editore chiede di sapere se sulla quota di utili spettanti al direttore associato debbano essere pagati i contributi INPGI. A nostro avviso il regime previdenziale del Direttore Responsabile associato segue il regime fiscale. Poichè la quota di utili costituisce non già un reddito da lavoro ma un reddito d’impresa, quand’anche com’è ovvio - il Direttore è iscritto all’Ordine dei giornalisti, esprimiamo il parere che non ricorra l’obbligo di pagare i contributi INPGI sull’anzidetto reddito d’impresa. Qualora, oltre alla quota di utili, il Direttore percepisca un compenso per il suo lavoro giornalistico, solo su tale compenso dovrà essere corrisposta all’INPGI l’aliquota del 19,47% che è per 2/3 a carico dell’editore (12,98%) e per 1/3 a carico del Direttore (6,49%). Su questo Notiziario, in passato, abbiamo indicato aliquote meno alte oggi superate dalle anzidette percentuali in vigore dal 1° di quest’anno. 13


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BiBLiotECa USPi SOLILOQUI di Luigi Castoldi Editrice Giornalisti Riuniti, Milano 2009, pagine 208, € 15 Nato con una singolare capacità di scrittura - con altrettanta forza di volontà - l’Autore è riuscito a svilupparla in tutte le direzioni. Castoldi, infatti, nel suo mezzo secolo di onorato servizio, è stato narratore, saggista di costume, editore, giornalista, epigrammista ed acuto lettore delle vicende politiche italiane. Questi frammenti si leggono con grande piacere grazie alla loro ironia e grazie alla tecnica espositiva che costruisce i periodi per detrazione, dicendo molto con pochi vocaboli, e sottraendo qualsiasi parola non indispensabile o cancellandola o sostituendola con un vocabolo rivelatore che ci prende di sorpresa. Alcune riflessioni sono profetiche come questa che anticipa l’odierna stucchevole altalena del dibattito politico: “...Nelle democrazie - osserva Castoldi - al pari dei sistemi autoritari, a ben guardare il diritto delle minoranze non è pienamente rispettato. Il diritto delle maggioranze, del resto nemmeno..” E ancora: “Nella “fabbrica del mito”, alle persone molto ricche solo una cosa può aumentarne la ricchezza: essere invidiati. Da vivi. Perchè dopo importa relativamente”. Quanta filosofia in quell’ironico “rela-

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tivamente”. Come ha notato la Sen. Mariapia Garavaglia nella sorridente prefazione: “Il lettore sarà curioso di leggere velocemente fino alla fine il volume perchè ogni frammento tira l’altro (come per le ciliege...). IL PALAzzO E LA MISSIONE di Laura Giammichele Cangemi Editore, Roma 2009, pagine 174, s.i.p. Si deve all’intuizione di Laura Giammichele la costruzione di un sogno che “vede” un pezzo dell’abruzzo evolversi dalla scena tangibile ad una condizione di fantasia. Lasciandosi prendere dalla percezione della scrittrice si viene accompagnati verso la trasformazione visiva dei sentimenti che cambiano facendo cambiare anche gli ambienti. L’Editore condensa così lo sviluppo del racconto: “Un paese, 50 anni fa, completamente sconosciuto, isolato, come tanti altri luoghi dell’Abruzzo, apparentemente privi di interesse, fino a quando l’attenzione non vi si sofferma. L’attenzione è il principio del riconoscimento del valore per tutto: natura, persone, luoghi, paesi, case, libri, oggetti... ed è questa la misura che il libro sostiene e suggerisce: date tempo all’attenzione. Accompagnando, come ospite disponibile, il lettore nel “Palazzo”, attraverso scale, stanze, corridoi, altane, terrazzini, racconta chi e come, in un luogo o nell’altro abbia vissuto esperienze particolari connotandone conseguentemente quel tempo e quei luoghi. Fino al rinvenimento causale di un documento e, a seguito, di altri, quali tes-

serine di un puzzle fantastico che è la Missione”. Traendo spunto da un appello di Dacia Maraini, in occasione del sisma tellurico dell’Aquila, il libro della Giammichele è stato diffuso fra i terremotati che ne hanno tratto profitto perchè bastevoli il comune sentire e la volontà di stare insieme a ciò che il Creatore ha fatto. Nella presentazione del libro a Roma, Nadia De Angelis, ha illustrato, sotto ogni profilo il libro della Giammichele ritenendo che, a prima vista, appartiene al genere del ricordo autoreferenziale da estendere al massimo ad un gruppo di amici eternamente giovani che nella buona stagione s’incontrano nel maniero truce e famigliare la cui visione sulle rupi brulle d’Abruzzo ispirò ad Escher la litografia che è in copertina. Si potrebbe attualizzare il momento con il terremoto dell’Aquila e con la solidarietà esplosa dalla gente e per la gente di Abruzzo, così come avvenne nel terremoto della Marsica. Era scesco a pianterreno per prendere la borsa e andare a scuola. Il terremoto lo colse così e il palazzo crollò seppellendolo. Avvenne il 13 gennaio 1915 ed il morto, con migliaia di altre persone, era fratello di mio padre. Da allora in poi il Palazzo diventò la baracca con il tetto di paglia, proprio in coerenza con le valutazioni della Giammichele sulla Missione. Dario Di Gravio

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Notiziario USPI n° 10/2009

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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Giancarlo Cinoglossi Redattore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAf SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 11 (novembre 2009) è stato stampato il 6 novembre 2009

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TELEGRAMMI Questo numero in 2 minuti Focus IL NUOVO REGOLAMENTO SUI CONTRIBUTI DIRETTI ALL’EDITORIA Il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre scorso ha varato il nuovo “schema di Regolamento di semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria”. Il nuovo Regolamento passerà al vaglio del Consiglio di Stato e al parere (non vincolante) delle competenti Commissioni parlamentari, prima dell’approvazione definitiva. DIRETTIVA ALLE P.A. PER L’ACQUISTO DI SPAzI PUBBLICITARI SUI MEDIA Pubblicata, sul sito del Governo, la direttiva del 28/9/2009 della Presidenza del Consiglio dei Ministri con gli indirizzi interpretativi e applicativi per l’acquisto di spazi pubblicitari, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, sui mezzi di comunicazione di massa. Ribadita la riserva del 60% alla stampa e la nomina di un “Responsabile del procedimento” all’interno di ogni P.A. Di tasca nostra CHIARIMENTO DELL’INPGI SUI VERSAMENTI DEGLI OCCASIONALI ISCRITTI ALL’OdG Su quesito dell’USPI, l’INPGI conferma l’obbligo di iscrizione all’INPGI/2 degli occasionali iscritti all’Ordine dei Giornalisti, convalidando l’interpretazione del Ministero del Lavoro, in contrasto con quella del Consiglio di Stato. STORICO ACCORDO INPS-INPGI SUGLI ERRATI VERSAMENTI Il 7 ottobre scorso, Inps e Inpgi hanno siglato una Convenzione che prevede di trasferire reciprocamente le contribuzioni previdenziali erroneamente versate ad uno dei due istituti. Seguiranno circolari ufficiali e direttive.


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Anno 2009 - Edizione N. 11 - Novembre by USPI - Issuu