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Edizione N. 1 - Gennaio

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SPECIALE SUL CREDITO D’IMPOSTA PER L’ACQUISTO CARTA, la circolare applicativa, tutta la normativa, la modulistica, pagine da 1 a 12 Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Editoria (su G.U. 16/01/2012 n. 12).

CREDITO D’IMPOSTA PER ACQUISTO CARTA 2011, DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO 2012 Finanziati 30 milioni di euro. Bilancio certificato, o certificazione dei soli costi carta, entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio. Escluso il consumo carta per la pubblicazione di inserzioni pubblicitarie. Convenzione USPI per la certificazione dei costi carta CREDITO D’IMPOSTA DEL 10% SULLA CARTA ACQUISTATA E CONSUMATA NEL 2011 L’articolo 1, comma 40, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità per l’anno 2011) ha destinato 30 milioni di Euro agli “Interventi straordinari a sostegno del settore editoriale, nel quadro di compatibilità comunitaria, di cui all’articolo 4, commi da 181 a 186, della legge 24 dicembre 2003, n. 350”. Si tratta del rifinanziamento del credito d’imposta riconosciuto - negli anni 2004 e 2005 – nella misura del 10 per cento delle spese sostenute dalle imprese editoriali iscritte al ROC, per l’acquisto della carta necessaria alla stampa dei quotidiani e dei periodici, e dalle imprese editrici di libri. Ricordiamo che la carta deve essere stata acquistata e consumata nel 2011. Segnaliamo, infine, che il fondo di 30 milioni di euro sicuramente non sarà sufficiente, e, quindi, 2

Emanato il decreto-legge 29/12/2011, n. 216 (c.d. Milleproroghe)

TARIFFE POSTALI ONLUS, LA NORMA C’E’ MA E’ INUTILE. EMENDAMENTI DELL’USPI L’articolo 21, comma 3, prevede “apposite tariffe” per le spedizioni postali delle associazioni no-profit, ma conferma l’obbligo del “titolo oneroso” al 50% per i prodotti editoriali delle associazioni senza fine di lucro

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ulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2011, n. 302, è stato pubblicato il Decreto Legge 29/12/2011, n. 216, concernente “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, più comunemente conosciuto come “decreto mille proroghe”. Dopo tante insistenze dell’USPI (ma anche di Poste Italiane e di molte associazioni di volontariato), il Governo ha finalmente mantenuto gli impegni presi con i rappresentanti del settore ed ha inserito una norma che riguarda l’annoso problema delle tariffe postali per gli editori no-profit che subiscono, da quasi due anni ormai, l’applicazione della tariffa postale “piena”, venendo così penalizzati anche nei confronti dell’editoria commerciale. Peccato, però, che il testo del comma 3, dell’articolo 21 del citato decreto, non risolve in alcun modo il problema della determinazione delle tariffe di spedizione dei prodotti editoriali delle Onlus e assimilati, perché non solo prevede una generica autorizzazione ai gestori dei servizi postali ad applicare “apposite tariffe per le spedizioni di prodotti 13

Dopo le dimissioni del Sottosegretario Malinconico “Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”. Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821)

A PAOLO PELUFFO LA DELEGA PER L’EDITORIA Il neo-Sottosegretario con delega all’editoria, Carlo Malinconico, il 10 gennaio scorso, ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico, per le note vicende personali. Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, - si legge in una nota di Palazzo Chigi – «ha inoltre ringraziato il Sottosegretario per il suo contributo al lavoro del Governo, pur nella brevità del suo 2

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 48° - MENSILE - 11 NUMERI - 1 gennaio 2012 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma


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CREDITO D’IMPOSTA PER ACQUISTO CARTA 2011, DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO 2012 1

la ripartizione del beneficio avverrà in misura proporzionale. CIRCOLARE APPLICATIVA DELLA PCM DEL 29/12/2011 Naturalmente, per attualizzarne l’applicazione, è stata elaborata da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento informazione ed editoria – di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze - una nuova circolare di attuazione, che è stata approvata dalla competente Commissione europea con la decisione C (2011) 6474 del 5 ottobre 2011, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.12 del 16 gennaio 2012 (vedi “Fonti normative” a seguire l’articolo). ESCLUSA LA CARTA UTILIZZATA PER INSERZIONI PUBBLICITARIE Rispetto al credito di imposta accordato per gli anni 2004 e 2005, le modalità di accesso sono più restrittive: è vero che viene richiamata per intero la disciplina a suo tempo emanata, per cui sarà necessario presentare, a corredo della domanda, il bilancio – per le società quotate in Borsa -o i soli costi sostenuti per l’acquisto della carta , per le imprese non quotate - certificati da una società di revisione iscritta alla CONSOB, ma la grande novità riguarda la pubblicità. Infatti, la circolare parla di costi sostenuti per l’acquisto della carta “al netto del costo della carta utilizzata per la pubblicazione di inserzioni pubblicitarie”. Resta invariato l’obbligo di una fatturazione distinta delle spese per l’acquisto carta da quelle di qualsiasi altra lavorazione, con fatture indicate in apposito elenco allegato alla domanda. CONVENZIONE USPI - BDO Nella circolare della PCM, richiamando le disposizioni precedenti, appare chiaro che l’obbligo di presentazione del bilancio certificato, dal quale risulti in modo evidenziato la spesa sostenuta per l’acquisto della carta detraibile, è confermato soltanto per le società editrici quotate in borsa. Per le imprese editrici di quotidiani e periodici non quotate, resta confermata la forma ridotta di certificazione già prevista per le imprese editrici di libri. Tali imprese, infatti, potranno sottoporre a certificazione i soli costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2011, in luogo dell’intero bilancio. L’USPI STA PREDISPONENDO UNA CONVENZIONE PER LA CERTIFICAZIONE DEI COSTI CARTA A PREZZI 2

CONTENUTI, con la BDO, Società di revisione iscritta nell’apposito Albo della CONSOB. LA DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO (IN BOLLO) La domanda (in bollo), da inviare esclusivamente attraverso raccomandata R/R, dovrà – sostanzialmente - contenere: a) gli elementi identificativi dell’impresa; b) gli estremi di iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione; c) l’importo del credito d’imposta spettante ai sensi della successiva lettera d); d) l’impegno a presentare il bilancio certificato entro trenta giorni dall’approvazione, dal quale deve risultare in modo evidenziato, la spesa sostenuta per l’acquisto della carta detraibile ai sensi dell’articolo 4, commi da 181 a 183 della legge n. 350 del 2003 (vedi modello a pagina 5).

in questo numero Credito d’imposta per l’acquisto carta 2011 (pagine 1, 2, 4, 8, 9, 10, 11, 12) Tariffe postali onlus (pagine 1, 13, 14) A Paolo Peluffo la delega per l’editoria (pagine 1, 2) Convocazione Assemblea USPI anno 2012 (pagina 3) Quote associative USPI anno 2012 (pagina 7) Domanda contributi ex lege 250/90 (pagina 14) Interrogazione sui contributi bloccati (pagina 14) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 15) Per le SRL collegio legato alle SPA (pagina 15) Periodici associati USPI – 440° elenco (pagina 16)

Convenzione USPI-SDA (pagina 16) LA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA Alla domanda deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà A PAOLO PELUFFO resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del LA DELEGA PER L’EDITORIA Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante: a) l’inerenza delle spese sostenute per l’ac- 1 incarico». quisto della carta nell’anno 2011 alle tipoAl suo posto, il Premier Monti ha nominalogie di prodotti editoriali non espressato il dr. Paolo Peluffo, già Sottosegretario mente escluse dal beneficio, ai sensi del con delega all’informazione. comma 183 del predetto articolo 4 della A Peluffo vanno le deleghe in materia di legge n. 350 del 2003; editoria, diritto d’autore e attuazione delle b) l’importo complessivo della spesa agerelative politiche. volabile risultante dall’elenco delle fatture Molti sono i temi che il nuovo che dovrà essere allegato alla domanda; Responsabile per l’editoria dovrà affrontare c) limitatamente alle imprese editrici di e che si fanno ogni giorno più pressanti: libri, di non essere soggetti tenuti all’iscridalla quantificazione dei fondi per l’erogazione al Registro degli Operatori di zione dei contributi della legge 250/90 per Comunicazione; il 2012; alla determinazione (dopo un anno d) che la spesa per la carta si riferisce a pube mezzo di rinvii e perdite di tempo) delle blicazioni in lingua italiana oppure di minotariffe postali per le Onlus e assimilati; ranze linguistiche a questa equiparate dalla dalle pratiche, ancora inevase, presso il normativa vigente; Dipartimento Editoria per i contributi diretti e) che la spesa sostenuta per l’acquisto per il 2011 (la Commissione Tecnica Consultiva non può riunirsi perché manca il della carta è riferita a quella utilizzata nelPresidente); all’erogazione dei finanziamenl’anno 2011 per la stampa delle testate e dei ti, già deliberati, sulle quali manca la firma libri editi; autorizzatoria; alla definizione dei nuovi, e f) che l’impresa non ha ricevuto alcun aiuto più stringenti, criteri per l’accesso ai contriattraverso altri regimi locali, regionali, buti. Per non parlare, poi, dei nodi più genenazionali o comunitari per coprire gli stessi rali della distribuzione, del diritto d’autore costi ammissibili. su internet, delle rassegne stampa.. Ogni giorno perso aggrava sempre più la Alla dichiarazione deve essere allegata, a situazione. pena di esclusione la fotocopia di un docuA Peluffo, i migliori auguri dell’USPI di un mento d’identità del dichiarante (vedi proficuo lavoro, che porti all’auspicata modello a pagina 6). riforma del nostro settore, con una particolare attenzione al mondo dei piccoli editori LE ESCLUSIONI DALL’AGEVOLAe no-profit. ZIONE 4 Notiziario USPI n° 1/2012


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AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2012 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 19 aprile 2012, alle ore 14 in prima ed alle ore 15 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:

ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2011; 6. Approvazione esercizio preventivo 2012; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2012. Il rendiconto 2011 ed il preventivo 2012 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 26 marzo, alle ore 12 del 17 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 9 gennaio 2012 IL PRESIDENTE (Mons. Antonio Barbierato)

-- - -- -- - - --- - - -- - - ---- ----- --- ----- -- --------- - - -- --- DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 19 aprile 2012 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2011 e preventivo 2012. ................................... (data)

................................................. (firma)

(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).


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CREDITO D’IMPOSTA PER ACQUISTO CARTA 2011, DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO 2012 2

Ricordiamo, infine, che sono escluse dal beneficio le spese per l’acquisto di carta utilizzata per la stampa di quotidiani ed i periodici: A) che contengono inserzioni pubblicitarie per un’area superiore al 50 per cento dell’intero stampato, su base annua; B) non posti in vendita, cioè non distribuiti con un prezzo effettivo per copia o per abbonamento, ad eccezione di quelli informativi delle fondazioni e delle associazioni senza fini di lucro; C) che siano ceduti a titolo gratuito per una percentuale superiore al 50 per cento della loro diffusione; D) diretti a pubblicizzare prodotti o servizi contraddistinti con il nome o con altro elemento distintivo e diretti prevalentemente ad incentivarne l’acquisto; E) di vendita per corrispondenza; F) di promozione delle vendite di beni o di servizi; G) quelli appartenenti a pubbliche amministrazioni, enti pubblici o altri organismi, ivi comprese le società riconducibili allo Stato ovvero ad altri enti territoriali o che svolgano una pubblica funzione; H) contenenti supporti integrativi o altri beni diversi da quelli definiti nell’articolo 74, primo comma, lettera c) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, ai fini dell’ammissione al regime speciale previsto dallo stesso articolo 74 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972; I) i cataloghi (cioè le pubblicazioni contenenti elencazioni di prodotti o di servizi anche se corredati da indicazioni sulle caratteristiche dei medesimi); L) le pubblicazioni aventi carattere postulatorio, cioè finalizzate all’acquisizione di contributi, di offerte, ovvero di elargizioni di somme di denaro, ad eccezione di quelle utilizzate dalle organizzazioni senza fini di lucro e dalle fondazioni religiose esclusivamente per le proprie finalità di autofinanziamento; M) i prodotti editoriali pornografici, LE FONTI NORMATIVE PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

CIRCOLARE 29 dicembre 2011 Attuazione dell’articolo 1, comma 40, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. Riconoscimento del credito d’imposta per le spese per l’acquisto della carta sostenute dalle imprese editrici di quotidia4

ni e periodici iscritte al Registro Operatori della Comunicazione (ROC) e dalle imprese editrici di libri. (12A00393) L’articolo 1, comma 40, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 (legge di stabilità per l’anno 2011) e successive modificazioni ed integrazioni ha, tra l’altro, destinato 30 milioni di euro al finanziamento degli «Interventi straordinari a sostegno del settore editoriale, nel quadro di compatibilità comunitaria, di cui all’articolo 4, commi da 181 a 186, della legge 24 dicembre 2003, n.350». Attraverso il richiamo alle predette disposizioni della legge n. 350 del 2003 è stato quindi rifinanziato, per l’anno 2011, il credito d’imposta in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Roc e delle imprese editrici di libri, pari al 10 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri, secondo il medesimo meccanismo a suo tempo disciplinato dalla legge n. 350 del 2003 (legge finanziaria 2004) e prorogato per l’anno successivo dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005). Trattandosi, quindi, del rifinanziamento di un istituto che ha già avuto attuazione negli anni 2005 e 2006 (per le spese per l’acquisto della carta sostenute dalle imprese editoriali rispettivamente negli anni 2004 e 2005) si ritiene di richiamare le disposizioni di attuazione emanate, rispettivamente, con il D.P.C.M. 21 dicembre 2004, n. 318, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2005), e con le circolari 21 gennaio 2005, n. 1 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 26 gennaio 2005) e 8 febbraio 2005, n. 2 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 34 dell’11 febbraio 2005) per l’anno 2005; e con la circolare 7 novembre 2005, n. 3 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2005) per l’anno 2006, con le integrazioni e precisazioni che seguono, indispensabili per attualizzarne le prescrizioni e conformarle a talune specifiche disposizioni intervenute in materia di crediti d’imposta. 1. Anno di riferimento per l’acquisto della carta. A seguito dei chiarimenti chiesti dalla Commissione Europea e delle intese intervenute con il Dipartimento delle Finanze e con il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è convenuto che il credito di imposta sia riferito

alla spesa per l’acquisto della carta sostenuta dalle imprese editoriali nel corso dell’anno 2011. 2. Termine per la presentazione delle domande. Le domande di accesso al credito d’imposta devono pervenire, a pena di inammissibilità, con le modalità fissate con il citato D.P.C.M. n. 318 del 2004, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della presente circolare. 3. Documentazione da allegare alla domanda. Si rinvia a quanto prescritto dall’articolo 1 del D.P.C.M. n. 318 del 2004, con l’avvertenza che la spesa deve essere stata sostenuta nell’anno 2011, per l’acquisto di carta utilizzata nel medesimo anno per le tipologie di prodotti editoriali non espressamente escluse dall’art. 1, comma 183, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e con l’esclusione della carta utilizzata per la pubblicazione di inserzioni pubblicitarie. 4. Certificazione del bilancio e dei costi. Si rinvia a quanto specificato all’articolo 3 della circolare 7 novembre 2005, n. 3, con la precisazione che la documentazione certificata deve riguardare il bilancio ed i costi sostenuti per l’acquisto della carta nell’anno 2011, con evidenziato il costo della carta calcolato al netto del costo della carta utilizzata per la pubblicazione di inserzioni pubblicitarie. 5. Modalità di fruizione del credito d’imposta. Sulle modalità di fruizione del credito d’imposta, disciplinate dall’art. 3, comma 1, del D.P.C.M. n. 318 del 2004, incide la normativa recata dall’art. 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), che ha stabilito un tetto annuale globale pari ad Euro 250.000 per la compensazione dei crediti d’imposta da indicare nella dichiarazione dei redditi. L’ammontare eccedente il predetto importo globale è riportato in avanti, anche oltre il limite temporale eventualmente previsto dalle singole leggi istitutive, ed è comunque compensabile nell’intero importo residuo a partire dal terzo anno successivo a quello in cui si genera l’eccedenza. Pertanto, la fruizione del credito d’imposta riconosciuto ai sensi della normativa indicata in oggetto sarà necessariamente sottoposta ai vincoli stabiliti dalla disposizione qui riassunta. Si rammenta altresì che, in forza di quanto disposto dall’articolo 6, comma 11, della legge 25 febbraio 2008, n. 34 (legge comunitaria 2007) i soggetti i quali intendano avvalersi di agevola8 Notiziario USPI n° 1/2012


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LE QUOTE ASSOCIATIvE USPI

per l’anno 2012 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2012 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2012 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€

170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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CREDITO D’IMPOSTA PER ACQUISTO CARTA 2011, DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO 2012 4

zioni configurabili come aiuti di Stato ai sensi dell‘articolo 107 del TFUE devono dichiarare (presentando specifica dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà) che essi non rientrano tra coloro che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato precedenti aiuti poi ritenuti illegali o incompatibili dalla Commissione europea. 6. Efficacia delle disposizioni di attuazione. Il rifinanziamento dell’istituto ha reso necessaria la comunicazione della misura alla Commissione Europea, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, per le prescritte valutazioni sulla compatibilità dell’aiuto con il quadro normativo comunitario, richiamata dalla legge 13 dicembre 2010, n. 220. La Commissione, con decisione n. C (2011) 6474 del 5 ottobre 2011, ha ritenuto la misura compatibile con l’art. 107, paragrafo 3, lettera c) del TFUE, autorizzandone l’applicazione per un anno. Si ritiene utile fornire in allegato lo schema della domanda di ammissione per l’anno 2011 (Allegato A) e quello della relativa dichiarazione sostitutiva (Allegato B). Roma, 29 dicembre 2011 Il capo del Dipartimento per ‘informazione e l’editoria: Elisa Grande * * * DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 maggio 2011 Ripartizione delle risorse finanziarie previste dall’articolo 1, comma 40, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. (Legge di stabilità 2011). (GU n. 153 del 4-7-2011) Art. 1 (omissis) “3. E’ disposto l’utilizzo, per l’anno 2011, della somma di 30.000.000 di euro, da destinare agli interventi straordinari a sostegno del settore editoriale, nel quadro di compatibilità comunitaria, di cui all’art. 4, commi da 181 a 186, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2004)»”. * * *

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DPCM 318/04 - pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 Dicembre 2004 Regolamento concernente le modalità di riconoscimento del credito di imposta, di cui all’articolo 4, commi da 181 a 186 e 189, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004) (G.U. 10/1/2005 n. 6) Art. 1. Presentazione delle domande 1. Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per l’acquisto della carta di cui all’articolo 4, comma 181, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione e le imprese editrici di libri presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, apposita domanda, sottoscritta dal legale rappresentante, contenente: a) gli elementi identificativi dell’impresa, ivi compreso il codice fiscale; b) gli estremi di iscrizione al registro degli operatori di comunicazione; c) l’importo del credito d’imposta spettante ai sensi della lettera d); d) l’impegno a presentare il bilancio certificato entro trenta giorni dall’approvazione, dal quale deve risultare in modo evidenziato, la spesa sostenuta per l’acquisto della carta detraibile ai sensi dell’articolo 4, commi da 181 a 183 della citata legge n. 350 del 2003. 2. Alla domanda deve essere allegata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante: a) l’inerenza delle spese sostenute per l’acquisto della carta nell’anno 2004, alle tipologie di prodotti editoriali non espressamente escluse dal beneficio, ai sensi del comma 183 del predetto articolo 4 della legge n. 350 del 2003; b) l’importo complessivo della spesa agevolabile risultante dalle fatture indicate in apposito elenco allegato alla domanda; c) limitatamente alle imprese editrici di libri, di non essere soggetti tenuti all’iscrizione al registro degli operatori di comunicazione; d) che la spesa per la carta si riferisce a pubblicazioni in lingua italiana di minoranze linguistiche a questa equiparate dalla normativa vigente; e) che la spesa sostenuta per l’acquisto della carta è riferita a quella utilizzata nell’anno 2004 per la stampa delle testate e dei libri editi;

f) che l’impresa non ha ricevuto alcun aiuto attraverso altri regimi locali, regionali, nazionali o comunitari per coprire gli stessi costi ammissibili. 3. Le domande sono inoltrate esclusivamente mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Ufficio studi e per lo sviluppo e l’innovazione dell‘editoria e dei prodotti editoriali, via Boncompagni n. 15 - 00187 Roma. Art. 2. Riconoscimento e misura del credito d’imposta 1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede all’istruttoria delle domande presentate nei termini di cui al comma 1, dell’articolo 1 e, qualora sussistano i requisiti previsti dalla legge, le ammette al beneficio dandone comunicazione entro trenta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domande di cui all’articolo 1, comma 1, alle imprese richiedenti, anche in caso di non accoglimento della domanda, mediante raccomandata con avviso di ricevimento. 2. Alle imprese ammesse al beneficio è riconosciuto un credito d’imposta, pari al 10 per cento della spesa per l’acquisto della carta utilizzata per la stampa delle testate edite e dei libri, sostenuta dal 1^ gennaio al 31 dicembre 2004. Qualora le risorse finanziarie non siano sufficienti a soddisfare interamente le richieste presentate entro il termine di cui al comma 1 dell’articolo 1, al fine di garantire il rispetto del limite di spesa fissato per l’anno 2005 in 95 milioni di euro, il credito d’imposta riconosciuto a ciascun impresa è proporzionalmente ridotto tra tutte le imprese aventi diritto. Art. 3. Modalità di fruizione del credito d’imposta 1. Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione in sede di versamenti effettuati ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dalla data del riconoscimento dell’agevolazione di cui all’articolo 2, comma 1. Il credito di imposta non utilizzato in compensazione nel periodo di imposta in corso alla data di riconoscimento del beneficio può essere utilizzato esclusivamente entro il periodo di imposta successivo. 2. L’ammontare della spesa complessiva per l’acquisto della carta e l’importo del credito d’imposta spettante sono indicati nella dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d’imposta in corso alla data di riconoscimento dell’agevolazione, ovvero nella dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo nel caso previsto dal comma 1, secondo periodo. 3. Nei casi di opzione per la tassazione di gruppo è consentita la cessione del credito d’imposta al consolidante ai sensi dell’artiNotiziario USPI n° 1/2012


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colo 7, comma 1, lettera b), del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 9 giugno 2004. Art. 4. Controlli e revoche dell’agevolazione 1. Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria trasmette all’Agenzia delle entrate, mediante procedure telematiche, l’elenco delle imprese ammesse a fruire del credito d’imposta, i relativi importi a ciascuna spettanti, nonché i dati relativi agli eventuali provvedimenti adottati di revoca del beneficio. 2. Qualora, all’esito dei controlli effettuati dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria ai sensi e per gli effetti dell’articolo 71 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, risulti un credito d’imposta non spettante o spettante in misura inferiore, il Dipartimento lo comunica all’Agenzia delle entrate che provvede al recupero del credito di imposta. 3. L’Agenzia delle entrate comunica al Dipartimento per l’informazione e l’editoria l’eventuale indebita fruizione, totale o parziale, del credito di imposta accertata nell’ambito dei controlli istituzionali degli Uffici dell’Amministrazione finanziaria. 4. In caso di utilizzo del credito di imposta in tutto o in parte non spettante, si rendono applicabili le norme in materia di liquidazione, accertamento, riscossione, e contenzioso nonché le sanzioni previste ai fini delle imposte sui redditi. Art. 5. Disposizioni finali 1. Il credito di imposta è concesso subordinatamente all’autorizzazione delle competenti autorità europee. Della decisione adottata dalle Autorità europee è data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. * * * PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA

CIRCOLARE 21 gennaio 2005, n.1 Imprese editrici di quotidiani e periodici Imprese editrici di libri - Credito d’imposta per acquisto di carta - Legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 4, commi da 181 a 186 e 189 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318. Nel fornire alle imprese interessate uno schema di domanda da compilarsi per l’acNotiziario USPI n° 1/2012

cesso al credito d’imposta indicato in oggetto, con i relativi allegati, si ritiene necessario formulare alcune direttive interpretative della normativa in questione. 1. Certificazione. Il comma 182 dell’art. 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, prevede che la spesa per l’acquisto della carta deve risultare dal bilancio certificato delle imprese editrici. Conformemente l’art. 1, lettera d), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318, prevede che nella domanda l’impresa richiedente debba manifestare l’impegno a presentare il bilancio certificato entro trenta giorni dall’approvazione. A tal fine si precisa che, trattandosi di contributi pubblici all’editoria, per «certificazione» si fa riferimento a quella di cui all’art. 3, comma 2, lettera g), della legge n. 250 del 1990 e successive modificazioni. 2. Soggetti il cui esercizio non coincide con l’anno solare. Il comma 181 dell’art. 4 della legge 23 dicembre 2003, n. 350, riconosce un credito d’imposta pari al 10 per cento della spesa per l’acquisto di carta sostenuta nell’anno 2004. Conformemente l’art. 1, lettera d), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318, stabilisce che nella domanda l’editore interessato debba manifestare l’impegno a presentare il bilancio certificato entro trenta giorni dall’approvazione, bilancio dal quale deve risultare in modo evidenziato, la spesa sostenuta per l’acquisto di carta, detraibile ai sensi della normativa in questione. Le imprese, il cui esercizio non coincide con l’anno solare, si trovano nella condizione di poter imputare al conto economico soltanto una parte delle spese sostenute nel 2004 per l’acquisto di carta. Pertanto tali imprese potranno chiedere di ottenere il credito d’imposta per la spesa sostenuta per l’acquisto della carta nel corso del 2004, presentando il bilancio certificato relativo all’esercizio 2003/2004 (con indicazione della carta acquistata e consumata nel 2004) e una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la spesa sostenuta a tal fine nel periodo dell’anno non coperto dal bilancio, riservandosi di presentare alla chiusura dell’esercizio 2004/2005 il relativo bilancio certificato, che comprovi la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. 3. Divieto di cumulo. Ai fini dell’indicazione di non aver usufruito di altri regimi agevolativi a copertura degli stessi costi, prevista dalla lettera f) del comma 2 dell’art. 1 del regolamento, si precisa che non rientrano in tale fattispecie le provvidenze erogate ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 250. In tale normativa,

infatti, i costi (e non solo quello per l’acquisto della carta) sono utilizzati unicamente quale parametro, peraltro non esaustivo, al fine di calcolare contributi diretti alla incentivazione di particolari tipologie di giornali quotidiani e periodici. Di seguito si fornisce sotto la voce allegato A) uno schema di domanda, da presentare esclusivamente con lettera raccomandata con avviso di ricevimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria - Ufficio studi e per lo sviluppo e l’innovazione dell’editoria e dei prodotti editoriali, entro il 24 febbraio 2005; sotto la voce allegato B) uno schema di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’art. 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318; sotto la voce allegato C) uno schema di elencazione delle fatture, previsto come allegato alla domanda dalla lettera C) dalla succitata dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. * * * PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA

CIRCOLARE 8 febbraio 2005, n. 2 Imprese editrici di quotidiani e periodici Imprese editrici di libri - Credito d’imposta per acquisto di carta - Legge 24 dicembre 2003, n. 350, articolo 4, commi da 181 a 186 e 189 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318. (Circolare n. 1/2005). Si fa seguito alla circolare del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria del 21 gennaio 2005, n. 1, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2005, n. 20, per fornire ulteriori elementi interpretativi della normativa in oggetto, anche sulla base dei quesiti che pervengono a questo Dipartimento. In particolare, la citata circolare n. 1/2005 ha gia’ precisato che ai fini dell’ammissione al credito di imposta, per quanto riguarda in particolare la certificazione dei bilanci prevista dal comma 182, dell’art. 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, nonche’ dall’art. 1, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318, si fa riferimento a quanto disposto dall’art. 3, comma 2, lettera g) della legge 7 agosto 1990, n. 250, in materia di certificazione del bilancio da parte di imprese che beneficiano dei contributi per l’editoria. Per quanto riguarda esclusivamente le imprese editrici di libri, poiché non ricomprese nella legge n. 250 del 1990, potranno, qualora non si tratti, ovviamente, 10 9


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CREDITO D’IMPOSTA PER ACQUISTO CARTA 2011, DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO 2012 9

di società quotate in Borsa, sottoporre a certificazione, sempre da parte di una società di revisione iscritta all’apposito albo tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), i soli costi sostenuti per l’acquisto della carta nell’esercizio 2004 in luogo dell’intero bilancio. * * * PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA

CIRCOLARE 7 novembre 2005, n. 3 Imprese editrici di quotidiani e periodici Imprese editrici di libri - Credito d’imposta per acquisto di carta, legge 30 dicembre 2004, n. 311, articolo 1, comma 484. L’art. 1, comma 484, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, (legge finanziaria 2005), ha esteso le disposizioni di cui all’art. 4, commi da 181 a 186, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, (legge finanziaria 2004), alle spese sostenute per la carta acquistata e utilizzata nell’anno 2005. Pertanto, anche per l’anno 2005, si ritiene utile fornire alle imprese interessate alcuni chiarimenti. 1. (Disposizioni di attuazione). Poiché le richiamate disposizioni di cui all’art. 1, comma 484, della legge n. 311 del 2004 si limitano ad estendere l’ambito temporale di applicazione delle precedenti norme agevolative, per quanto riguarda le modalità di riconoscimento del credito di imposta si rimanda alle disposizioni contenute nel regolamento di attuazione adottato con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2004, n. 318, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 del 10 gennaio 2005. 2. (Termine per la presentazione delle domande). Il termine per la presentazione delle domande per l’anno 2005, da inviare con le modalità fissate secondo il citato regolamento n. 318 del 2004, decorre dal 2 gennaio al 31 gennaio 2006. 3. (Certificazione del bilancio). Relativamente all’obbligo di presentazione del bilancio certificato, di cui all’art. 4, comma 182, della legge n. 350 del 2003, resta confermato, per le società quotate in Borsa, l’obbligo di certificazione del bilancio ai sensi della disciplina civilistica. Tutte le altre imprese editrici richiedenti l’ammissione al beneficio, ivi comprese quelle 10

di libri, a condizione che non si tratti, ovviamente, di società quotate in Borsa, potranno sottoporre a certificazione, sempre da parte di una società di revisione iscritta all’apposito albo tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), i soli costi sostenuti per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2005, in luogo dell’intero bilancio. 4. (Allegati). Si ritiene utile fornire in allegato lo schema della domanda di ammissione per l’anno 2005 (Allegato A) e quello della relativa dichiarazione sostitutiva (Allegato B). * * * COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 05.10.2011 C (2011) 6474 definitivo Oggetto: Aiuto di Stato n° SA.32886 (2011/N) – Italia. Aiuto in forma di credito d’imposta a favore delle imprese editrici Signor Ministro, 1. SINTESI 1. Mi pregio di informarLa che la Commissione europea ha valutato la misura relativa a un “aiuto in forma di credito d’imposta a favore delle imprese editrici” (di seguito: “la misura”) e ha deciso di non sollevare obiezioni poiché l’aiuto di Stato Contenutovi risulta compatibile con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (di seguito: “TFUE”). 2. PROCEDIMENTO 2. Con lettera del 15 aprile 2011 le autorità italiane hanno notificato alla Commissione, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE, un aiuto a favore delle imprese editrici consistente in un credito d’imposta per le spese di acquisto della carta utilizzata per prodotti editoriali in lingua italiana. Il 6 giugno 2011 la Commissione ha inviato una richiesta di informazioni alle autorità italiane, che hanno risposto il 30 giugno 2011. Informazioni supplementari sono pervenute dalle autorità italiane in data 3 e 26 agosto e 14 settembre 2011. 3. DESCRIZIONE DELLA MISURA 3. La misura notificata dalle autorità italiane è disciplinata dalle leggi italiane, rispettivamente, del 13 dicembre 2010, n. 220, e del 24 dicembre 2003, n. 350. 4. Il regime prevede che alle imprese editrici beneficiarie venga riconosciuto un credito d’imposta del 10% sulle spese Sostenute

nel 2011 per l’acquisto della carta effettivamente utilizzata per la pubblicazione di prodotti editoriali in lingua Italiana. 5. Ad eccezione della dotazione finanziaria e della durata, la misura ha caratteristiche identiche al regime d’aiuto N 178/2005 a favore delle imprese editrici consistente in un credito d’imposta per le spese di acquisto della carta utilizzata per prodotti editoriali in lingua italiana, autorizzato dalla Commissione il 21.9.2005. 6. Ai sensi dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, sugli adempimenti fiscali dei contribuenti, il credito d’imposta può essere utilizzato per compensare una serie di debiti tributari a carico dei beneficiari, tra cui le imposte sul reddito, l’IVA o i contributi previdenziali. La misura contiene disposizioni per i controlli relativi all’esistenza e all’attendibilità delle domande di credito d’imposta, nonché per il recupero delle agevolazioni indebitamente erogate. 7. Come in passato, l’aiuto è destinato a favorire il settore dell’editoria e, più specificamente, i prodotti editoriali di contenuto informativo in lingua italiana su supporto cartaceo. Tutte le imprese editrici di quotidiani, periodici e libri, incluse quelle di altri Stati membri iscritte allo speciale registro italiano degli operatori di comunicazione, possono chiedere di beneficiare dell’aiuto. 8. Oltre alle categorie di pubblicazioni non ammissibili all’aiuto, le autorità italiane hanno anche escluso dal regime di aiuto i costi della carta utilizzata per pubblicazioni a scopo pubblicitario. La spesa per l’acquisto della carta deve risultare dal bilancio certificato dell’impresa editrice e includere prova del costo della carta utilizzata per la stampa di inserzioni pubblicitarie, che deve essere dedotto dai costi ammissibili. 9. Beneficiari della misura sono esclusivamente le imprese editrici. Nel caso in cui la carta sia acquistata da soggetti diversi dall’editore, per essere ammesso all’aiuto questi deve produrre una fatturazione distinta relativa alle spese sostenute per la carta. 10. Scopo principale della misura, come enunciato dalle autorità italiane, è sostenere il pluralismo dell’informazione. Accessoriamente, la misura è volta a salvaguardare la diversità culturale tutelando la qualità dell’italiano scritto. Secondo le autorità italiane, il sostegno ai prodotti editoriali cartacei serve anche a contrastare l’impoverimento dell’italiano scritto. 11. La dotazione finanziaria del regime d’aiuto è di 30 milioni di euro, per la durata di un anno. L’aiuto non è cumulabile con altri aiuti eventualmente concessi per gli stessi costi ammissibili. Il numero previsto di imprese beneficiarie è compreso tra 500 e 1 000 all’anno. L’importo pagabile dell’aiuto è ridotto proporzionalmente per tutte le imprese beneficiarie per garantire il rispetto del limite di spesa di bilancio stabiNotiziario USPI n° 1/2012


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lito dal regime. 12. Le autorità italiane hanno confermato che non ricorreranno al regime in questione per fornire aiuti a favore di imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà. 13. In linea con quanto previsto dall’articolo 3 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE (ora articolo 108 del TFUE), le autorità italiane si sono impegnate a non dare esecuzione alla misura d’aiuto prima dell’autorizzazione della Commissione. 4. VALUTAZIONE DELLA MISURA 4.1. Aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE 14. A norma dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE, “salvo deroghe contemplate dai trattati, sono incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza”. 15. La Commissione osserva che la misura in questione deroga al normale funzionamento del sistema fiscale nazionale e, pertanto, comporta chiaramente la concessione di risorse statali. Fa inoltre rilevare che il regime favorisce esclusivamente talune imprese o talune produzioni, in quando avvantaggia unicamente le imprese che operano nel settore dei mezzi di comunicazione e che pubblicano prodotti editoriali su supporto cartaceo in lingua italiana nel periodo interessato, ad esclusione quindi di tutte le altre imprese, sia editrici che di altro genere. Di conseguenza, la misura proposta conferisce ai beneficiari un vantaggio selettivo. La Commissione osserva inoltre che, favorendo talune imprese editrici che operano in mercati aperti alla concorrenza e agli scambi, la misura d’aiuto in questione incide o può incidere sia sulla concorrenza tra imprese editrici che sugli scambi di prodotti editoriali tra Stati membri. 16. La Commissione è quindi giunta alla conclusione che la misura in questione costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del TFUE. 4.2. Compatibilità 17. La Commissione deve verificare se trova applicazione una delle deroghe di cui all’articolo 107, paragrafo 3, del TFUE. 18. L’Italia ha affermato che il regime in oggetto dovrebbe essere approvato direttamente ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, in quanto la Commissione ha già autorizzato in precedenza due regimi d’aiuto a favore dell’editoria. 19. Le autorità italiane, in particolare, Notiziario USPI n° 1/2012

fanno riferimento alla decisione C(2004)2215 def. del 30.6.2004 con la quale, dopo approfondita indagine, la Commissione ha autorizzato due regimi d’aiuto agli investimenti a favore dell’editoria italiana in quanto le misure interessate avrebbero contribuito a preservare il pluralismo dell’informazione pur non alterando le condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune. 20. Le autorità italiane dimostrano inoltre come la misura attuale non sia altro che una riedizione del regime autorizzato dalla Commissione con la decisione C(2005)3505 def. del 21.9.2005. In tal caso, la Commissione aveva constatato che la distorsione della concorrenza determinata dal regime non avrebbe inciso negativamente sugli scambi tra Stati membri, né sulla concorrenza, in misura contraria all’interesse comune e, di conseguenza, aveva ritenuto la misura compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 3, lettera c), del trattato CE6.. 21. La Commissione osserva che la misura notificata, pur volendo apparentemente promuovere la lingua italiana come obiettivo secondario, è di fatto destinata prevalentemente a sostenere il pluralismo dell’informazione piuttosto che la cultura in quanto tale. Di conseguenza, in linea con le due decisioni precedenti riguardanti l’editoria italiana e secondo la prassi comunemente adottata, essa ritiene che non sia possibile applicare al regime notificato alcuna clausola specifica di compatibilità, a prescindere dall’applicazione dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE. Secondo detto articolo, possono considerarsi compatibili con il mercato interno “gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse”. 22. Per essere compatibile a norma dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE, un aiuto deve perseguire un obiettivo di interesse comune in misura necessaria e proporzionata. In particolare, la misura deve essere valutata in base ai seguenti criteri: (1) Gli aiuti perseguono un obiettivo di interesse comune chiaramente definito? (2) Gli aiuti sono appropriati al raggiungimento dell’obiettivo di interesse comune? In particolare: La misura di aiuto è uno strumento adeguato? (a) Gli aiuti producono un effetto di incentivazione, ossia provvedono a modificare il comportamento delle imprese? (b) Gli aiuti sono proporzionati? In altri termini, è possibile ottenere lo stesso cambiamento di comportamento con un intervento pubblico di minore entità? (3) Le distorsioni della concorrenza e l’incidenza sugli scambi sono limitate, in modo

da ottenere un bilancio complessivamente positivo? Misura conforme all’obiettivo dell’interesse comune 23. Non vi è dubbio che la promozione del pluralismo nell’informazione e della diversità di opinioni è un obiettivo di comune interesse. Al riguardo la Commissione rammenta che la promozione del pluralismo nell’informazione è un obiettivo di comune interesse sancito anche dall’articolo 11, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea8. La misura persegue questo obiettivo grazie al sostegno all’editoria. Aiuto concepito in modo adeguato L’aiuto è lo strumento appropriato 24. Per quanto concerne l’applicazione del regime di aiuto, le autorità italiane affermano che la misura è volta a sostenere un settore – quello dell’editoria – soggetto a fluttuazioni e a un andamento negativo, come emerge dai dati presentati al riguardo. Hanno sottolineato che nel 2009 le vendite dei quotidiani sono diminuite del 7% rispetto al 2008 − tendenza protrattasi nel 2010, con un calo del 4,3%. La stessa flessione ha riguardato le entrate pubblicitarie, diminuite del 16,2% nel 2009 e del 3% nel 2010. Una tendenza analoga è stata osservata anche per i periodici. Per quanto riguarda i settimanali, tra il 2007 e il 2010 sono state vendute 2 milioni di copie in meno, mentre per i mensili, nello stesso periodo, il calo delle vendite è stato di 3,1 milioni di copie. Quanto ai periodici, le entrate pubblicitarie sono diminuite del 29,1% nel 2009 e del 2,1% nel 2010. Inoltre, le cifre relative ai primi mesi nel 2011 indicano il persistere dell’andamento negativo delle vendite di quotidiani. 25. Giova rammentare che l’aiuto non sosterrà le imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, bensì sarà concesso a società finanziariamente sane ma che, ciononostante, subiscono pesanti riduzioni di attività. Secondo le autorità italiane l’azione erosiva è dovuta principalmente alla congiuntura economica e allo sviluppo dei mezzi d’informazione che non utilizzano supporto cartaceo. Pertanto, sembra rendersi necessario concedere un aiuto affinché le imprese editrici possano continuare a pubblicare. 26. Negli ultimi anni la lettura delle notizie e dei giornali online è in costante aumento, come dimostra il quadro di valutazione dell’Agenda digitale 20119. In controtendenza, per l’Italia i dati statistici indicano che la percentuale di utenti regolari di Internet (il 48% nel 2010) è ancora una delle più basse nell’UE, mentre la percentuale di chi non ha mai usato 12 11


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CREDITO D’IMPOSTA PER ACQUISTO CARTA 2011, DOMANDA ENTRO IL 15 FEBBRAIO 2012 11

Internet (il 41%) è una delle più alte. Va inoltre osservato che gli Italiani che leggono o scaricano giornali o riviste online rappresentano solo il 47,4% degli utenti di Internet. 27. Non è da escludere, in tale contesto, che la fiducia che i consumatori ripongono nella carta stampata si basi sulla varietà delle fonti di informazione e delle opinioni che ne possono ricavare. Se oggi il mondo dei mezzi di comunicazione sta subendo una metamorfosi radicale a causa degli sviluppi tecnologici che offrono nuove opportunità agli operatori del mercato e ai cittadini, è anche vero che i prodotti editoriali tradizionali non stanno scomparendo, ma continuano parallelamente ad esistere e ad essere uno strumento importante in grado di svolgere un ruolo nella promozione del pluralismo dell’informazione. 28. La Commissione sottolinea che, benché sia intesa a rafforzare il pluralismo dell’informazione nel settore delle pubblicazioni in lingua italiana, la misura verte esclusivamente sul pluralismo dell’informazione nella stampa scritta in lingua italiana e non riguarda le pubblicazioni online. Atteso che per la maggior parte le pubblicazioni online in lingua italiana sono versioni elettroniche della stampa scritta, la Commissione non ritiene, anche in considerazione dell’utilizzo relativamente modesto di Internet in Italia, che nella fattispecie la misura favorisca indebitamente la stampa su supporto cartaceo rispetto a quella online. Effetto di incentivazione 29. Il credito d’imposta è concesso al fine di ridurre i costi di pubblicazione, segnatamente le spese per l’acquisto di carta che già rappresentano una parte rilevante dei costi per la produzione di pubblicazioni. Pertanto, gli editori italiani, che precedentemente erano a conoscenza del sostegno statale, sono incoraggiati ad aumentare o a mantenere il quantitativo di carta che utilizzano e, di conseguenza, a mantenere un certo livello di produzione di pubblicazioni, che, se venisse meno l’aiuto, non sarebbe ottenibile. Proporzionalità 30. Quanto alla proporzionalità della misura all’obiettivo dichiarato, la Commissione osserva che l’importo dell’aiuto erogabile ai singoli beneficiari è ridotto, visto il numero elevato di potenziali destinatari e tenuto conto del fatto che le risorse sono di norma suddivise tra chi ne fa richiesta. 31. Giova anche osservare che l’attuale 12

regime ha una durata limitata a un anno e un bilancio notevolmente ridotto rispetto alla misura applicata nel 2005 e 2006. 32. Con riferimento agli effetti della misura analoga realizzata negli anni 2005 e 2006, le autorità italiane hanno presentato dati che dimostrano una tendenza positiva derivante da tale misura, in particolare per le vendite di quotidiani e settimanali nel 2006, in contrasto con l’evoluzione negativa degli anni in cui non è stato applicato il credito d’imposta. 33. Rispetto allo stesso periodo, le autorità italiane hanno presentato le seguenti cifre: nel 2004 le imprese che hanno beneficiato del regime sono state 397, per un importo totale pari a 84 872 506 euro, mentre nel 2005 le imprese partecipanti erano 587, per un importo totale pari a 92 236 220 euro. La dimensione delle imprese partecipanti variava dalle piccole alle grandi imprese. 34. Il mercato delle pubblicazioni cartacee non ha subito sostanziali modifiche dall’attuazione della precedente misura di aiuto, pertanto le autorità italiane stimano che un uguale numero di imprese di varia dimensione presenterà domanda per beneficiare della misura di aiuto. L’ammissibilità è garantita a tutte le case editrici di piccole dimensioni in virtù del meccanismo di distribuzione proporzionale delle risorse. 35. Per i motivi sopra esposti, il regime di aiuto è ritenuto proporzionale all’obiettivo perseguito. Limitata distorsione della concorrenza e incidenza sugli scambi 36. Quanto all’incidenza sugli scambi e sulla concorrenza, la Commissione ribadisce il concetto esposto nella decisione del 2005, in cui aveva rilevato che l’esistenza di barriere linguistiche e culturali che limitavano la concorrenza e il commercio transfrontaliero tra gli Stati membri nel settore editoriale era comprovata dai dati statistici forniti dall’Italia. Dai dati attualmente presentati dalle autorità italiane non emergono cambiamenti al riguardo: nel 2010 solo l’1,8% dei quotidiani, lo 0,9% dei settimanali e l’1% dei mensili sono stati venduti all’estero. La Commissione può concludere che i prodotti editoriali su supporto cartaceo in lingua italiana hanno un’incidenza limitata sugli scambi transfrontalieri nell’UE. 37. La Commissione osserva inoltre che, poiché l’aiuto è destinato esclusivamente a prodotti editoriali su supporto cartaceo in lingua italiana, è improbabile che pubblicazioni in un’altra lingua possano effettivamente costituire dei prodotti sostitutivi e

che la sovvenzione in esame possa provocare trasferimenti di abbonamenti e pubblicità dagli uni alle altre. Per questi motivi la Commissione ritiene che la distorsione degli scambi intra-UE e della concorrenza sia probabilmente molto limitata. 38. Va inoltre rilevato che, come in passato, la misura non è discriminatoria nei confronti di imprese straniere, poiché il regime ha garantito l’ammissibilità e la parità di trattamento alle domande di aiuto presentate da candidati aventi sede in altri Stati membri. 39. Le imprese editrici straniere possono beneficiare del credito d’imposta indipendentemente dalla loro forma giuridica, dal luogo di stabilimento o dall’origine della carta fornita, purché siano iscritte allo speciale registro italiano degli operatori di comunicazione e pubblichino le loro opere in lingua italiana su supporto cartaceo, come previsto dal regime d’aiuto. Il registro speciale è aperto a tutte le imprese editrici che operano nel mercato italiano. Va inoltre rilevato che il credito d’imposta può essere utilizzato per compensare i pagamenti di varie imposte e contributi previdenziali, compresi l’IVA e altri oneri indiretti. Il regime, pertanto, non si limita esclusivamente alle imprese soggette ad imposizione fiscale diretta in Italia, ma si applica anche alle imprese straniere operanti nel mercato italiano e, di conseguenza, tenute al pagamento di qualsiasi tipo di imposta in Italia. 40. La Commissione rammenta altresì che il regime contribuisce alla salvaguardia della diversità culturale. Tale contributo può essere considerato utile, anche alla luce delle disposizioni di cui all’articolo 167 del TFUE. 41. Tenuto conto di tali considerazioni, la Commissione ritiene che l’aiuto in oggetto abbia un’incidenza limitata sugli scambi tra Stati membri e sulla concorrenza rispetto all’obiettivo di tutelare il pluralismo dell’informazione 42. Le autorità italiane si sono peraltro impegnate a sospendere l’erogazione dell’aiuto nel quadro del regime in esame ad imprese che abbiano ricevuto aiuti illegali e incompatibili oggetto di una decisione di recupero, finché esse non avranno rimborsato gli aiuti incompatibili, unitamente agli interessi maturati. 4.3. Conclusioni 43. La Commissione ritiene pertanto che la misura in esame sia compatibile con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del TFUE. 5. DECISIONE La Commissione ha conseguentemente deciso di considerare compatibile con il TFUE il regime d’aiuto notificato. p. La Commissione: Joaquín ALMUNIA Notiziario USPI n° 1/2012


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TARIFFE POSTALI ONLUS, LA NORMA C’E’ MA E’ INUTILE. EMENDAMENTI DELL’USPI 1

editoriali con riferimento alle associazioni ed organizzazioni senza fine di lucro e alle associazioni d’arma e combattentistiche” (e, quindi, tariffe ancora da determinarsi) ma conferma ed accentua l’esclusione per quei prodotti editoriali noprofit che non siano spediti a fronte di un abbonamento pagato direttamente dal destinatario della rivista, almeno per il 50% del totale delle spedizioni. Tutti ormai hanno capito che le associazioni di volontariato, con scopi sociali e religiosi, vivono di donazioni ed elargizioni, non di abbonamenti. IL TESTO DELL’ARTICOLO 21: DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2011, n. 216. Proroga di termini previsti da disposizioni legislative

Articolo 21 Proroga di norme nel settore postale 1. Sono prorogati fino alla conclusione delle procedure di inquadramento e comunque non oltre il 31 dicembre 2012, i comandi del personale appartenente a Poste Italiane S.p.A. che non sia stato ancora inquadrato, ai sensi dell’articolo 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, nei ruoli delle Amministrazioni presso cui presta servizio in posizione di comando o presso le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ai sensi degli articoli 30, 33 e 34-bis del predetto decreto. 2. Il termine di cui al comma 1-bis dell’articolo 2 decreto-legge 5 agosto 2010, n. 125, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° ottobre 2010, n. 163, è prorogato al 31 dicembre 2013. 3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al termine di cui al comma 2, i gestori dei servizi postali sono autorizzati ad applicare apposite tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali con riferimento alle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro e alle associazioni d’arma e combattentistiche, ferma anche per queste la necessità dell’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e con esclusione dei prodotti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto-legge 24 dicembre 2003, Notiziario USPI n° 1/2012

n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46. Non si applica l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46. UN PO’ DI CRONISTORIA Proviamo a riassumere la questione delle tariffe postali per le Onlus (e no-profit assimilati) e il testo approdato alla Camera (AC 4865) dell’articolo 21, commi 2 e 3, del decreto-legge 216/2011 (Milleproroghe). L’equivoco si basa su due termini: “requisito” e “prodotti”, riferiti all’articolo 2, lett. b), del decreto-legge 24/12/2003, n. 353, conv. in legge 27/2/2004, n. 46 (in sostanza, la necessità di avere il 50% di abbonamenti a titolo oneroso per accedere alle tariffe ROC di spedizione postale – le tariffe profit -, requisito impossibile da rispettare per le Onlus e assimilati). Ma andiamo con ordine. Durante gli incontri dei Tavoli tecnici, indetti dall’ex Sottosegretario Bonaiuti per la riforma dell’editoria, si era giunti ad una sostanziale convergenza tra Dipartimento Editoria, Poste, USPI e varie associazioni no-profit, sulla soluzione che, per superare il problema delle tariffe no-profit (che stanno ancora a “tariffa piena”: 0,28 cent.), si desse a tali Enti no-profit il diritto di accedere alle tariffe commerciali, tramite, appunto, la modifica normativa del citato articolo 2, lett. b, del DL 353/2003. Il Dipartimento Editoria aveva assunto l’impegno di presentare tale necessaria modifica normativa nel primo provvedimento utile. Anche il Ministero dello Sviluppo economico ha sostenuto tale soluzione. Sappiamo come sono andate, successivamente, le cose: la legge di stabilità 2012 approvata con la fiducia, la caduta del governo Berlusconi, la Manovra Monti progettata e votata in gran fretta. Arriviamo, quindi, al c.d. Decreto Milleproroghe (DL 216/2011) ora all’esame della Camera (Commissioni I e V riunite). Certo è che l’articolo 21, nella parte riguardante le tariffe onlus, è stato scritto con un testo assolutamente penalizzante per le associazioni no-profit. Infatti non è prevista l’abolizione del “requisito” dell’art. 2, lett. b), del DL 353/03 e si è introdotta l’esclusione dei “prodotti” di cui allo stesso articolo, negando e stravolgendo così l’intento che si vole-

va raggiungere. L’AZIONE DELL’USPI L’USPI ha subito sensibilizzato le forze politiche e parlamentari ed ha prontamente allertato il Sottosegretario Antonio Catricalà e il Capo Dipartimento editoria Elisa Grande, con la lettera che di seguito riportiamo: «Ill.mo Sig. Sottosegretario, vorrei sottoporre alla Sua attenzione il testo dell’articolo 21 del decreto legge 29.12.2011, n. 216 (c.d. Milleproroghe) ora all’esame della Camera dei Deputati (AC 4865) in prima lettura, per segnalarLe che il comma 3, del suddetto articolo, non solo non risolve il problema delle tariffe postali per le Onlus, ma, se possibile, lo aggrava ulteriormente, escludendole dall’applicazione delle “apposite tariffe” a cui sono autorizzati i gestori dei servizi postali per i prodotti delle associazioni senza fini di lucro. Infatti, così come è scritta, la norma prevede: “con esclusione dei prodotti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b) del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353…” (i periodici che hanno una percentuale inferiore al 50 per cento del totale degli abbonamenti, cioè tutte le onlus) mentre, per venire incontro alle esigenze del mondo noprofit dovrebbe prescrivere “con esclusione del requisito previsto dall’articolo 2, lettera b) del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46”. In ultimo, vorrei far notare che l’articolato, così come conosciuto, non prevede una automatica equiparazione (o un automatico adeguamento tariffario da parte dei gestori) tra le tariffe profit e no-profit, non dando, attenendosi alla norma, certezze al settore, con la prospettiva di aprire trattative con Poste per le nuove tariffe, e prorogando così nel tempo la soluzione del problema che, invece, è urgente. Le chiedo, pertanto, la massima disponibilità a verificare la possibilità di miglioramento e chiarimento della norma in questione. In allegato, Le invio due proposte di modifica del comma 3, dell’art. 21, DL 216/2011. Confidando nella Sua competenza e sensibilità, Le invio i miei più cordiali saluti». Francesco Saverio Vetere GLI EMENDAMENTI PRESENTATI L’azione dell’USPI non è stata vana. Presso le Commissioni riunite I (Affari Costituzionali) e V (Bilancio) del14 13


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Notizie dal Dipartimento Editoria

Contributi diretti della legge 250/90, modalità presentazione domande 2012 Modalità per la presentazione delle domande dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, per le imprese editrici di quotidiani e periodici. 1. Le domande per la concessione dei contributi di cui all’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 250, relativi all’anno 2011, devono essere inviate - ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223 - dal 1° al 31 gennaio 2012, con firma digitale certificata da uno dei certificatori accreditati autorizzati dall’Ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione (DIGIT.PA), mediante posta certificata, all’indirizzo archivio.die@mailbox.governo.it 2. L’elenco degli enti certificatori è disponibile sul sito www.digitpa.gov.it. 3. Qualora, per giustificati motivi, l’impresa sia impossibilitata ad utilizzare lo strumento informatico, la domanda può essere presentata entro lo stesso termine anche mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento. Le domande presentate al di fuori del periodo indicato sono inammissibili. In sede di prima applicazione, la mancata attivazione della casella di posta certificata e della firma digitale nei termini costituisce giustificato motivo. 4. La documentazione istruttoria, ove non allegata alla domanda di contributo, deve pervenire - ai sensi del medesimo articolo 1, comma 2, del citato decreto n. 223 del 2010 - entro il 30 settembre 2012 a pena di decadenza dal diritto del contributo, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, mediante raccomandata postale con avviso di ricevimento o mediante posta certificata con firma digitale all’indirizzo archivio.die@mailbox.governo.it. 5. Tutta la documentazione inviata per via telematica deve essere in formato “.PDF” . 6. Le domande di contributo sono redatte secondo lo schema di cui all’allegato A) e pubblicato sul sito del Governo, all’indirizzo:http://www.governo.it/backoffice/allegati/66154-7261.pdf (fonte: www.governo.it) 14

CONTRIBUTI EDITORIA BLOCCATI PER I GIORNALI SOGGETTI A PROCEDIMENTO, INTERROGAZIONE A MONTI Il Dipartimento per l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri ha deciso di bloccare il finanziamento per decine di beneficiari (testate di partito, edite da cooperative e legate al mondo del non profit) dei contributi pubblici in attesa della conclusione di un procedimento di verifica in cui sarà coinvolta anche l’Avvocatura dello Stato. Lo fanno sapere i senatori Marco Perduca e Donatella Poretti del Pd in un’interrogazione rivolta al Presidente del Consiglio dei ministri. Secondo quanto a conoscenza degli interroganti, «il Dipartimento per l’editoria sembrerebbe deciso ad agire senza curarsi dei diritti, degli interessi e delle aspettative delle società coinvolte, non corrispondendo alle richieste di chiarimenti ed informazioni delle stesse». I due senatori ricordano che «le erogazioni di contributi a favore» dei giornali vengono regolamentate dalla legge n. 250 del 1990 e che «negli anni, a seguito di tagli orizzontali, il livello della contribuzione garantito dalla citata legge ha raggiunto un livello talmente basso da mettere in pericolo la continuità aziendale di circa un centinaio di società editrici». A ciò si aggiunge che la disponibilità netta, per quanto riguarda i contributi diretti all’editoria, per il 2012 è di soli 53,5 milioni di euro: «il 30 per cento di quello che per il 2012 è prevedibile». I 138 milioni di euro del fondo per l’editoria per il 2012 in realtà sono solo nominali perché gravano oneri che non sono riferibili all’editoria direttamente. Di questi 50,8 milioni di euro sono dovuti a una rateizzazione di un debito che aveva lo Stato con le Poste. Poi ci sono altri contributi fra cui un milione per non vedenti, 4 milioni per Radio radicale, 22,5 milioni per convenzioni per minoranze linguistiche. I senatori vogliono sapere da Monti: «quale sia il numero ed il nome delle testate coinvolte nel procedimento di verifica; se risulti che la Presidenza del Consiglio dei ministri abbia effettivamente accantonato i fondi per evitarne la perenzione; se risulti che il Dipartimento per l’editoria abbia terminato l’istruttoria sulle testate coinvolte e che tipo di quesito sia stato formulato all’Avvocatura dello Stato; se si intenda garantire una rapida soluzione del contenzioso onde evitare la chiusura delle testate e la conseguente messa in mobilità di giornalisti, poligrafici e personale amministrativo».

TARIFFE POSTALI ONLUS... 13

la Camera dei Deputati, sono stati depositati i seguenti emendamenti che di seguito pubblichiamo e che speriamo possano definitivamente mettere la parola fine al “tormentone” delle tariffe postali del noprofit: *** Al comma 3 sostituire il primo periodo con il seguente: «3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e fino al termine di cui al comma 2, i gestori dei servizi postali applicano alle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro e alle associazioni d’arma e combattentistiche, le tariffe per le spedizioni di prodotti editoriali previste dall’articolo 1 del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, ferma anche per queste la necessità dell’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione (ROC) e con esclusione del requisito di cui all’articolo 2 lettera b) del predetto decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46». 21. 4. Gentiloni Silveri, Bobba, Meta. *** Al comma 3, primo periodo, sostituire le parole: e con esclusione dei prodotti con le seguenti: a questi prodotti editoriali non si applica l’esclusione. 21. 5. De Biasi. *** Sostituire il comma 3 con il seguente: «3. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al termine di cui al comma 2, le tariffe per la spedizione postale individuate con decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 ottobre 2010 si applicano anche alle spedizioni di prodotti editoriali da parte delle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro iscritte al Registro degli operatori di Comunicazione (ROC) così come individuate dall’articolo 1, comma 3, del decretolegge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46 e delle associazioni d’arma e combattentistiche. In tal caso si prescinde dal possesso del requisito di cui all’articolo 2 lettera b) del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46». 21. 9. Marinello, Baretta. Notiziario USPI n° 1/2012


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DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI GENNAIO Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARIDA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2011); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2011). ENTRO IL MESE DI FEBBRAIO Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA e MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative sup-

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La rassegna stampa tempestiva e affidabile

plementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2011); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2011) Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2011. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze.

PER LE SRL COLLEGIO LEGATO ALLE SPA Nella legge di stabilità è stata parzialmente modificata la disciplina dei controlli interni nelle società di capitali. Per le Spa, è stata introdotta una modifica dell’articolo 2397 del Codice civile secondo cui: «Per le società aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a un milione di euro lo statuto può prevedere che l’organo di controllo sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro». Di conseguenza, nelle Spa con ricavi e patrimonio netto uguale o superiore a un milione permane l’obbligatorietà del collegio sindacale. Quanto alle Srl, l’articolo 2477 è stato modificato in più punti. In particolare, è stata introdotta la previsione della nomina facoltativa di un sindaco unico; nomina che si rende obbligatoria nei casi in cui la società già aveva l’obbligo di dotarsi del collegio sindacale, e precisamente in presenza di un capitale sociale non inferiore a quello minimo stabilito per le Spa e inoltre «se la società: a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti indicati dal primo comma dell’art.2435-bis». In questi casi, la Srl è tenuta a dotarsi di un organo di controllo interno che deve consistere almeno in un sindaco unico. Sancisce tuttavia il comma 4 dell’articolo 2477, che, nelle Srl tenute a dotarsi dell’organo di controllo interno, se l’ammontare dei ricavi o quello del patrimonio netto è inferiore a un milione, le società possono affidare la funzione di controllo interno a un sindaco unico; mentre qualora tali soglie vengano oltrepassate devono obbligatoriamente nominare il collegio.

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Notiziario USPI n° 1/2012

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (4 40° elenco) AG CAPRI

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Via Prov.le Capri Anacapri, 38 80073 Capri (NA) Direttore: Felice Spinella Editore: Capri Frame S.r.l. a socio unico Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca, politica, attualità, sport, cultura

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Largo L. Antonelli, 30 000145 Roma Direttore: Davide Velardi Editore: FIALP-CISAL Materia trattata: sindacale

AMICI CUCCIOLOTTI

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Galleria Buenos Aires, 1 20124 Milano Direttore: Dario Pizzardi Editore: Pizzardi Editore S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: cani, gatti, animali in generale

Via Roma, 28 17031 Albenga (SV) Direttore: Vincenzo Bolia Editore: Symbol 2000 Periodicità: quotidiana Materia trattata: attualità, cronaca, politica, eventi, opinioni, cultura, arte, musica, spettacolo, sport dalla Liguria (e non solo)

Via Monte Faraone, 45 00141 Roma Direttore: Martina Claudio Stefano Editore: Lucia Vale Editore Periodicità: semestrale Materia trattata: moda e costume

CAPRI FRAME

NOTIZIE IN COMUNE

YACTH CAPRI

Via Prov.le Capri Anacapri, 38 80073 Capri (NA) Direttore: Felice Spinella Editore: Capri Frame S.r.l. a socio unico Periodicità: settimanale Materia trattata: attualità, costume, spettacolo, mondanità, cultura

Via Torino, 47 10034 Chivasso (TO) Direttore: Emiliano Rozzino Editore: Red & Blue Communication S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: notiziario comunale

Via Prov.le Capri Anacapri, 38 80073 Capri (NA) Direttore: Maria Vernazzaro Editore: Capri Marketing S.r.l. a socio unico Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: attualità, costume, spettacolo, mondanità, cultura

NOTIzIARIO

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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)

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Il n. 1 gennaio 2012 è stato stampato il 23 gennaio 2012

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Notiziario USPI n° 1/2012


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Edizione N. 1 - Gennaio by USPI - Issuu