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La riforma dell’editoria, tra tecnologia e pluralismo, pagina 7 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 9 Recepite le proposte dell’USPI sull’equo compenso giornalistico
Nella seduta del 4 dicembre scorso, presso la Commissione Cultura della Camera, in sede legislativa
ACCOLTO UN ORDINE DEL GIORNO SULLA COMPOSIZIONE DELLA PARTE DATORIALE DELLA COMMISSIONE VALUTATRICE
EQUO COMPENSO GIORNALISTICO, APPROVATA LA LEGGE ALLA CAMERA
Rappresentanza comune degli editori e rotazione dell’incarico
Voto unanime della Commissione Accolto dal Governo un ordine del giorno sulla composizione della Commissione per la valutazione del compenso
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a Camera, nella seduta del 4 dicembre scorso, urante l’iter di approvazione della Legge sull’epresso la VII Commissione Cultura della quo compenso del lavoro giornalistico (vedi Camera – in sede deliberante - ha approvato, in articolo a fianco), il Sottosegretario all’editoria, seconda lettura, la legge sull’equo compenso per i Paolo Peluffo, ha accolto l’Ordine del giorno, primo giornalisti freelance e i collaboratori autonomi. firmatario l’On. Enzo Carra, che impegna il goverIl via libera, è arrivato con il voto unanime della no, nella - costituzione della Commissione che sarà commissione, ed il provvedimento, da mesi all’esaistituita presso il Dipartimento Informazione ed me del Parlamento, è divenuto legge dello Stato. Editoria della Presidenza del Consiglio e che dovrà valutare l’entità dell’eIN SINTESI quo compenso del lavoro giornalistico - ad adottare Ricapitoliamo, in breve, quello che prescrive la tutte le iniziative di pronuova legge: pria competenza, a far sì che la rappresentanza L’articolo 1 della legge spiega che per compenso della categoria degli equo si intende la corresponsione di una remuneraeditori, all’interno della commissione paritetica, zione proporzionata alla quantità e alla qualità del si realizzi attraverso lavoro svolto, tenendo conto della natura, del conteuna designazione comune effettuata in una sede nuto e delle caratteristiche della prestazione, nonché appropriata da tutte le principali associazioni della coerenza con i trattamenti previsti dalla conrappresentative degli editori, assicurando, al trattazione collettiva nazionale di categoria. tempo stesso, la rotazione nell’incarico al fine, di evitare che una sola associazione degli editori diven- L’articolo 2 prescrive l’istituzione, entro 30 giorni ga stabilmente, e in via di fatto, la rappresentante dalla data di entrata in vigore della legge, della unica del comparto su una questione di 5 Commissione per la valutazione dell’equo 2
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Analisi dell’articolo 32-bis del DL 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge 134/2012
“Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”. Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821)
NUOVO REGIME IVA PER CASSA Opzionabile dal 1° dicembre 2012 - Esclusa la vendita dei periodici regime forfetario
Carl Bernstein (Dustin Hoffman) e Bob Woodward (Robert Redford), giovane cronisti, si incontrano per la prima volta nella redazione del Washington Post (film “Tutti gli uomini del presidente” - 1976)
L’articolo 32 - bis del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni nella legge 7 agosto 2012, n. 134, detta le regole generali di funzionamento del nuovo regime “IVA per 11
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 48° - MENSILE - 11 NUMERI - 12 dicembre 2012 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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compenso. La Commissione – che dura in carica 3 anni – è istituita presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, che provvede al suo funzionamento con le risorse di cui dispone. La commissione è composta di 7 membri ed è presieduta dal Sottosegretario all’editoria. La Commissione definisce il compenso equo entro due mesi dal suo insediamento, valutate le prassi retributive. Nello stesso termine, la Commissione deve redigere un elenco, costantemente aggiornato, dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità. L’articolo 3 sancisce che, a decorrere dal 1 gennaio 2013, la mancata iscrizione in tale elenco per un periodo superiore a sei mesi comporti la “decadenza dall’accesso” ai contributi in favore dell’editoria. L’articolo 4 dispone la presentazione alle Camere di una relazione annuale sull’attuazione della legge. L’articolo 5 prevede che non ci siano maggiori oneri a carico delle casse dello Stato. Durante l’iter di approvazione della legge è stato presentato, ed accolto dal governo, un Ordine del giorno (a firma dell’On. Carra) – vedi articolo in prima pagina – che impone la rappresentanza unitaria degli editori e la rotazione dell’incarico di commissario. Non ci nascondiamo la delicatezza della materia e la complessità delle possibili soluzioni che potranno essere trovate. ****************** IL TESTO APPROVATO EQUO COMPENSO NEL SETTORE GIORNALISTICO CAMERA DEI DEPUTATI ( N. 3555-B ) TESTO modificato dall’11a Commissione permanente del Senato della Repubblica Articolo 1 (Finalità, definizioni e ambito applicativo) 1. In attuazione dell’articolo 36, primo comma, della Costituzione, la presente legge è finalizzata a promuovere l’equità retributiva dei giornalisti iscritti all’albo di cui all’articolo 27 della legge 3 feb2
braio 1963, n. 69, e successive modificazioni, titolari di un rapporto di lavoro non subordinato in quotidiani e periodici, anche telematici, nelle agenzie di stampa e nelle emittenti radiotelevisive. 2. Ai fini della presente legge, per equo compenso si intende la corresponsione di una remunerazione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, tenendo conto della natura, del contenuto e delle caratteristiche della prestazione nonché della coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato. Articolo 2 (Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico) 1. È istituita, presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, la Commissione per la valutazione dell’equo compenso nel lavoro giornalistico, di seguito denominata «Commissione». 2. La Commissione è istituita entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge ed è presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria. Essa è composta da: a) un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; b) un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico; c) un rappresentante del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; d) un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei giornalisti comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; e) un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei committenti comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nel settore delle imprese di cui all’articolo 1, comma 1; f) un rappresentante dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (INPGI). 3. Entro due mesi dal suo insediamento, la Commissione, valutate le prassi retributive dei quotidiani e dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive: a) definisce l’equo compenso dei giorna-
in questo numero Equo compenso giornalistico, approvata la legge (pagine 1, 2, 4, 5) Accolto un ordine del giorno (pagine 1, 5) Nuovo regime IVA per cassa (pagine 1, 11, 12, 13, 14, 15) Le quote associative USPI, anno 2013 (pagina 3) Fondo per l’editoria, OdG accolto dal governo (pagina 5) Decreto Balduzzi, restrizioni agli spot che pubblicizzano il gioco (pagina 6) La riforma dell’editoria, tra tecnologie e pluralismo (pagine 7, 8) AGCOM: Indagine sulla raccolta pubblicitaria (pagine 8, 9, 10) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 9) L’AdEPP impugna le circolari ministeriali (pagina 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) Periodici associati USPI - 450° elenco (pagina 16) Convenzioni USPI-SDA (pagina 16) listi iscritti all’albo non titolari di rapporto di lavoro subordinato con quotidiani e con periodici, anche telematici, con agenzie di stampa e con emittenti radiotelevisive, avuto riguardo alla natura e alle caratteristiche della prestazione nonché in coerenza con i trattamenti previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria in favore dei giornalisti titolari di un rapporto di lavoro subordinato; b) redige un elenco dei quotidiani, dei periodici, anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti radiotelevisive che garantiscono il rispetto di un equo compenso, dandone adeguata pubblicità sui mezzi di comunicazione e sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. La Commissione provvede al costante aggiornamento dell’elenco stesso. 4. La Commissione dura in carica tre anni. Alla scadenza di tale termine, la Commissione cessa dalle proprie funzioni. 5. Il Dipartimento per l’inforNotiziario USPI n° 12/2012
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Le quote associative usPi
per l’anno 2013 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2013 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2013 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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EQUO COMPENSO GIORNALISTICO, APPROVATA LA LEGGE ALLA CAMERA mazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri provvede all’istituzione e al funzionamento della Commissione avvalendosi delle risorse umane, strumentali e finanziarie di cui dispone. Ai componenti della Commissione non è corrisposto alcun compenso, emolumento, indennità o rimborso di spese.
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ARTICOLO 3 (Accesso ai contributi in favore dell’editoria) 1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 la mancata iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 2 per un periodo superiore a sei mesi comporta la decadenza dal contributo pubblico in favore dell’editoria, nonché da eventuali altri benefìci pubblici, fino alla successiva iscrizione. 2. Il patto contenente condizioni contrattuali in violazione dell’equo compenso è nullo. ARTICOLO 4 (Relazione annuale) 1. Il Presidente del Consiglio dei ministri trasmette ogni anno una relazione alle Camere sull’attuazione della presente legge. ARTICOLO 5 (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. * * * * * IL RESOCONTO DELLA SEDUTA Riportiamo, di seguito, il verbale della riunione della Commissione Cultura per sottolineare l’unanimità dell’operato e delle decisioni dei componenti la commissione. Commissione Cultura, scienza e istruzione (VII) Martedì 4 dicembre 2012 (Seguito discussione e approvazione). La Commissione prosegue la discussione del provvedimento in titolo rinviato, da ultimo, nella seduta del 27 novembre 2012. Manuela GHIZZONI, presidente, ricorda che la I Commissione ha espresso un parere favorevole con osservazioni e la II Commissione ha espresso un parere favorevole con osservazione; le Commissioni V, IX e XI hanno espresso un parere favorevole. 4
Si passa all’esame dell’articolo 1. La Commissione approva quindi l’articolo 1. Si passa all’esame dell’articolo 2. La Commissione approva quindi l’articolo 2. Si passa all’esame dell’articolo 3. La Commissione approva quindi l’articolo 3. Si passa all’esame dell’articolo 4. La Commissione approva quindi l’articolo 4. Manuela GHIZZONI, presidente, avverte che l’articolo 5 non verrà posto in votazione in quanto non modificato, se non nella numerazione conseguente all’inserimento del nuovo articolo 4. Ricorda quindi che è stato presentato l’ordine del giorno Enzo Carra 0/3555-B/VII.1. (vedi articolo in prima pagina –n.d.r.). Prende atto che il presentatore rinuncia ad illustrarlo. Il sottosegretario Paolo PELUFFO si dichiara favorevole all’impegno previsto nell’ordine del giorno presentato. Manuela GHIZZONI, presidente, prende atto che il presentatore non insiste nella votazione dell’ordine del giorno accolto dal Governo. Giuseppe GIULIETTI (Misto) preannuncia il suo voto favorevole sul provvedimento in esame, ringraziando fra gli altri l’onorevole Moffa quale primo firmatario della proposta di legge. Ricorda di non aver voluto presentare emendamenti al testo per rispettare il lavoro comune e addivenire alla rapida approvazione definitiva del provvedimento, benché il testo già approvato della Camera in prima lettura fosse migliore di quello approvato dal Senato. Raccomanda, quindi, che entro un anno le competenti Commissioni parlamentari possano procedere ad una verifica degli effetti dell’importante provvedimento che si va ad approvare. Giorgio LAINATI (PdL) preannuncia, anche a nome del suo gruppo, il voto favorevole sul provvedimento in esame, sottolineando il ruolo importante svolto dalla Commissione cultura nelle riforme concernenti il settore dell’editoria. Condivide le riflessioni dell’onorevole Giulietti sulla preferenza per il testo che era stato approvato in prima lettura dalla VII Commissione. Ricorda, quindi, come nel settore dell’editoria la questione occupazio-
nale si stia presentando in modo drammatico, come evidenziato anche dall’annunciata chiusura del settimanale on line, Daily, da parte del gruppo Murdoch, dopo soli due anni di sperimentazione. Emilia Grazia DE BIASI (PD) preannuncia, anche a nome del suo gruppo, il voto favorevole sul provvedimento in esame, condividendo tuttavia le riflessioni dell’onorevole Giulietti in ordine alla preferibilità del testo che era stato adottato in prima lettura dalla VII Commissione. Segnala, quindi, come sia stato in particolare inserito un elemento di potenziale farraginosità, rappresentato dall’ampliamento della commissione ministeriale. Raccomanda, poi, di tener conto anche dello sfruttamento dei giornalisti precari televisivi, che prestano la loro opera nelle numerosissime emittenti locali. Ritiene importante, pertanto, approvare una legge che stabilisca regole certe e riconosca tutele adeguate per il rapporto di lavoro per i giornalisti free lance, prevedendo anche idonee sanzioni. Esprime, in conclusione, molta preoccupazione per lo stato di salute del settore editoriale del Paese. Pierfelice ZAZZERA (IdV) preannuncia il suo voto favorevole sul provvedimento in esame ringraziando soprattutto gli onorevole Carra e Giulietti che hanno seguito tutto il percorso del provvedimento. Osserva, quindi, come l’approvazione del provvedimento in esame rappresenti la giusta risposta alle pressioni provenienti dagli operatori del settore, dai tantissimi coordinamenti e associazioni dei giornalisti precari. Evidenzia, in generale, come la libertà di stampa debba essere libera da ogni tipo di ricatto, come invece può avvenire nel caso del lavoro dei giornalisti precari. Osserva, in conclusione, che la previsione di controlli sui contratti di lavoro del settore è tanto più necessaria in quanto sono previsti per lo stesso settore contributi a carico dell’erario. Paola GOISIS (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sul provvedimento in esame, ricordando di non aver voluto presentare emendamenti, pure necessari rispetto al testo proveniente dal Senato, per non ritardare l’approvazione del provvedimento. Ritiene che la proposta di legge in esame ponga delle giuste regole che si indirizzano alla tutela dei giovani lavoratori, spesso sfruttati nell’attuale mondo del lavoro. Il viceministro Michel MARTONE esprime la soddisfazione del Governo per l’importante lavoro svolto dal Parlamento su un provvedimento fondamentale per la tutela dei lavoratori del settore. Il sottosegretario Paolo PELUFFO ringrazia per il lavoro svolto la Commissione culNotiziario USPI n° 12/2012
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tura, l’omologa Commissione del Senato e il Ministero del lavoro, evidenziando come sia importante apprezzare la proposta di legge nell’attuale momento di crisi, che si dirige non solo alla tutela dei lavoratori precari, ma anche alla tutela del diritto d’autore. Rammenta, quindi, come il provvedimento in esame vada inteso come un opportuno completamento della riforma legislativa dei contributi all’editoria. Silvano MOFFA (PT) intende ringraziare per il lavoro svolto la Commissione cultura, il relatore, il viceministro Martone e il sottosegretario Peluffo, ricordando che il precariato costituisce un problema più generale del Paese. Auspica che l’approvazione della sua proposta di legge possa costituire solo un primo passo per il riordino complessivo del settore. Ringrazia in particolare la presidente Ghizzoni per aver condotto i lavori in modo tale da consentire una rapida approvazione del provvedimento. Il sottosegretario Paolo PELUFFO, intervenendo per una precisazione, assicura che il dipartimento all’editoria per la Presidenza del Consiglio dei ministri offrirà il proprio apporto per un proficuo lavoro per la commissione istituita ai sensi del provvedimento in esame. Enzo CARRA (UdCpTP), relatore, ringrazia la presidente Ghizzoni, i rappresentanti e i componenti dei gruppi della Commissione cultura, il viceministro Martone e il sottosegretario Peluffo per aver contribuito ad approvare un provvedimento importante. Ricorda come il Senato abbia migliorato il testo in esame, prevedendo ad esempio termini cogenti per l’insediamento della commissione e per l’ultimazione dei suoi lavori. Auspica, quindi, che nella prossima legislatura ci possa essere modo di monitorare il lavoro della commissione in questione e l’efficace applicazione della legge. Benedetto Fabio GRANATA (FLpTP) preannuncia, anche a nome del suo gruppo, il voto favorevole al provvedimento in esame. Manuela GHIZZONI, presidente, esprime soddisfazione per l’approvazione di un provvedimento largamente atteso. Avverte quindi che, non essendovi obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo, ai sensi dell’articolo 90, comma 2, del Regolamento. La Commissione approva quindi, con votazione nominale finale, il testo della proposta di legge n. 3555-B Moffa ed altri, già approvata dalla VII Commissione permanente della Camera e modificata dalla 11a Commissione permanente del Senato. Notiziario USPI n° 12/2012
Fondo per l’editoria
ACCOLTO ORDINE DEL GIORNO
ODG ACCOLTO DAL GOVERNO CON RIFORMULAZIONE L’impegno è quello di reperire almeno altri 70 milioni per i contributi diretti per il 2013 a valere per l’anno 2012 Bocciati tutti gli emendamenti, alla Legge di stabilità 2013, presentati alla Commissione Bilancio della Camera dalla Commissione Cultura (vedi Notiziario USPI n. 11 – novembre 2012) per ripristinare il Fondo per l’editoria per l’anno 2013. Nel corso dell’approvazione del provvedimento, sempre in Commissione Bilancio, il Governo ha accolto un Ordine del Giorno (a firma del deputati Verducci, de Biasi, Levi e Coscia) che impegna il Governo a verificare la possibilità di reperire risorse aggiuntive finalizzate ad incrementare i contributi diretti all’editoria almeno fino alla somma di 120 milioni, al netto del debito con le Poste Italiane. Ecco l’Ordine del Giorno accolto, con riformulazione, dal Governo: ORDINE DEL GIORNO AC 5534 bis- A La Camera dei deputati, Premesso che, il settore dell’editoria versa in un momento di grande crisi e, a causa della riduzione di fatto dei contributi diretti, circa 70 testate rischiano la chiusura e i dati relativi agli esuberi nel settore registrano un taglio pari a circa 4.000 unità di personale; la tabella C allegata alla Legge di stabilità stanzia al Sostegno all’editoria di cui alla Legge n. 67 n. 67 del 1987, per l’anno 2013 137,621 milioni di euro; rispetto a tali stanziamenti è necessario ricordare che su tale fondo gravano, impropriamente, altre spese dei quali ben 50 milioni finalizzati al pagamento dei ratei dovuti a Poste italiane, s.p.s, ai sensi del decreto legge 3 ottobre 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286; tolte le suddette spese di fatto i contributi diretti all’editoria restano poco più di 54 milioni di euro a fronte di un fabbisogno di 124 milioni; IMPEGNA IL GOVERNO A valutare l’opportunità di reperire risorse aggiuntive finalizzate ad incrementare i contributi diretti all’editoria almeno fino alla somma di 120 milioni, al netto del debito con le Poste Italiane. VERDUCCI, DE BIASI, LEVI, COSCIA
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merito di grande delicatezza. Questo perché, spiega l’ordine del giorno, in ogni commissione rappresentativa, tanto più allorché istituita per via legislativa, devono trovare adeguato rilievo e rappresentatività i diversi interessi e le diverse sensibilità del settore (editoria quotidiana, editoria periodica d’informazione, editoria periodica specialistica, editoria non profit, editoria locale…). CAMERA DEI DEPUTATI Martedì 4 dicembre 2012 (seduta 748) Commissione Cultura, scienza e istruzione (VII) ORDINI DEL GIORNO ALLEGATO Equo compenso nel settore giornalistico (C. 3555-B Moffa ed altri, approvata dalla VII Commissione permanente della Camera e modificata dalla 11a Commissione permanente del Senato). La Commissione Cultura premessa la necessità di chiarire al progetto di legge n. 3555-B che: la rappresentanza della categoria degli editori, all’interno della commissione paritetica istituita presso la Presidenza del Consiglio al fine di determinare il c.d. «equo compenso» ai giornalisti, dovrebbe realizzarsi attraverso una designazione comune effettuata in una sede appropriata da tutte le principali associazioni rappresentative degli editori, assicurando, al tempo stesso, la rotazione nell’incarico. Ciò al fine di evitare che una sola associazione degli editori divenga stabilmente, e in via di fatto, la rappresentante unica del comparto su una questione di merito di grande delicatezza; il settore editoriale ha, tradizionalmente, significative differenziazioni e pluralità al suo interno, oltre che differenti modelli di business (editoria quotidiana, editoria periodica d’informazione, editoria periodica specialistica, editoria non profit, editoria locale). In ogni commissione rappresentativa, tanto più allorché istituite per via legislativa, devono pertanto trovare adeguato rilievo e rappresentatività i diversi interessi e le diverse sensibilità del settore, impegna il Governo ad adottare tutte le iniziative di propria competenza, al fine di chiarire le questioni di cui in premessa. 0/3555-B/VII/1. Enzo Carra, Capitanio Santolini. 5
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Legge 8 novembre 2012, n. 189 (di conv. DL 13 settembre 2012, n. 158)
DECRETO BALDUZZI. RESTRIZIONI AGLI SPOT CHE PUBBLICIZZANO IL GIOCO In vigore dal 1° gennaio 2013 -Sanzioni da 100.000 fino a 500.000 euro Come già anticipato sul precedente numero di novembre di questo Notiziario, il Governo, tra le disposizioni emanate nell’ambito della tutela della salute, ha regolamentato – a partire dal 1° gennaio 2013 – la pubblicità dei giochi d’azzardo o comunque di vincite in denaro, su giornali, periodici e siti internet, radio, Tv, cinema e teatri. A seguito della pubblicazione del testo in G.U. l’8 novembre u.s., vediamo quali sono le novità più rilevanti per quanto concerne il settore editoriale e radiotelevisivo in relazione ad un inasprimento delle sanzioni amministrative e una restrizione agli spot che pubblicizzano i giochi. A partire dal 1° gennaio 2013, sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet nei quali si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi:
zione da 100.000 euro fino a 500.000 euro nei confronti del committente e del proprietario del mezzo con cui lo spot è diffuso. L’inosservanza sulle misure attinenti le formule di avvertimento sono punite con una sanzione da 50.000 euro nei confronti del concessionario. Pubblichiamo, ora, il testo delle nuove norme, così come modificato in sede di conversione in legge: LEGGE 8 novembre 2012, n. 189 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute. (G.U. n. 263 del 10 novembre 2012 –Supplemento ordinario n. 201)
a) incitamento al gioco ovvero esaltazione della sua pratica; b) presenza di minori; c) assenza di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco, nonché dell’indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita. La pubblicità dei giochi che prevedono vincite in denaro deve riportare in modo chiaramente visibile la percentuale di probabilità di vincita che il soggetto ha nel singolo gioco pubblicizzato. Dove la stessa percentuale non sia definibile deve essere indicata la percentuale storica per giochi similari. In caso di violazione il soggetto proponente è obbligato a ripetere la stessa secondo modalità, mezzi utilizzati, quantità di annunci identici alla campagna pubblicitaria originaria indicando nella stessa i requisiti previsti dalla legge, nonché il fatto che la pubblicità è ripetuta per violazione della normativa di riferimento. In caso di violazione è prevista una san6
ARTICOLO 7 Disposizioni in materia di vendita di prodotti del tabacco, misure di prevenzione per contrastare la ludopatia e per l’attivita’ sportiva non agonistica (omissis) 3-quater. Fatte salve le sanzioni previste nei confronti di chiunque eserciti illecitamente attività di offerta di giochi con vincita in denaro, è vietata la messa a disposizione presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsivoglia titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità.
4. Sono vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche e di rappresentazioni teatrali o cinematografiche rivolte ai minori e nei trenta minuti precedenti e successivi alla trasmissione delle stesse. E’ altresì vietata, in qualsiasi forma, la pubblicità sulla stampa quotidiana e periodica destinata ai minori e nelle sale cinematografiche in occasione della proiezione di film destinati alla visione dei minori. Sono altresì vietati messaggi pubblicitari concernenti il gioco con vincite in denaro su giornali, riviste, pubblicazioni, durante trasmissioni televisive e radiofoniche, rappresentazioni cinematografiche e teatrali, nonché via internet nei quali si evidenzi anche solo uno dei seguenti elementi: a) incitamento al gioco ovvero esaltazione della sua pratica; b) presenza di minori; c) assenza di formule di avvertimento sul rischio di dipendenza dalla pratica del gioco, nonché dell’indicazione della possibilità di consultazione di note informative sulle probabilità di vincita pubblicate sui siti istituzionali dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e, successivamente alla sua incorporazione ai sensi della legislazione vigente, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, nonché dei singoli concessionari ovvero disponibili presso i punti di raccolta dei giochi. 4-bis. La pubblicità dei giochi che prevedono vincite in denaro deve riportare in modo chiaramente visibile la percentuale di probabilità di vincita che il soggetto ha nel singolo gioco pubblicizzato. Qualora la stessa percentuale non sia definibile, è indicata la percentuale storica per giochi similari. In caso di violazione, il soggetto proponente è obbligato a ripetere la stessa pubblicità secondo modalità, mezzi utilizzati e quantità di annunci identici alla campagna pubblicitaria originaria, indicando nella stessa i requisiti previsti dal presente articolo nonché il fatto che la pubblicità è ripetuta per violazione della normativa di riferimento. 6. Il committente del messaggio pubblicitario di cui al comma 4 e il proprietario del mezzo con cui il medesimo messaggio pubblicitario è diffuso sono puniti entrambi con una sanzione amministrativa pecuniaria da centomila a cinquecentomila euro. 7. Le disposizioni di cui ai commi 4, 5 e 6 hanno efficacia dal 1° gennaio 2013. Notiziario USPI n° 12/2012
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Convegno organizzato da Mediacoop
La RiFoRMa DeLL’eDitoRia tRa tecNoLoGie e PLuRaLisMo Ringrazio il Presidente onorario, Grassucci, il Presidente, Salani, tutti gli organizzatori del Convegno e i partecipanti.
dialogando dialogando Si è svolto il 20 novembre scorso, presso la Sala Cristallo dell’ hotel Nazionale in piazza Montecitorio a Roma, il convegno organizzato da Mediacoop, Fnsi, Comitato per la libertà e il diritto alla informazione, alla cultura e allo spettacolo, Articolo21, Slc-Cgil, Fisc, Agci, Confcooperative Federcultura, File ed Uspi sul tema del pluralismo e delle tecnologie legate all’informazione, dal titolo “LA RIFORMA DELL’EDITORIA TRA TECNOLOGIE E PLURALISMO”. L’introduzione è stata del presidente di Mediacoop, Primo Salani, che ha auspicato un intervento complessivo, più ampio di quanto prefigura la Delega per la riforma dell’editoria che è in discussione alla Camera, perché “l’editoria è in una situazione di transizione tecnologica, contenutistica, di ruolo e in un mercato con derive che se non corrette mettono in discussione il pluralismo e il contributo fondamentale che l’editoria e l’informazione devono recare alla democrazia del paese”. In sintesi, il presidente di Mediacoop ha chiarito che la riforma dovrebbe definire con chiarezza il prodotto editoriale, tenendo conto di tutte le nuove forme di produzione dell’informazione; sostenere la riqualificazione professionale e favorire i processi di uscita delle professionalità non riconvertibili; favorire e garantire la figura dell’editore puro. Un punto particolarmente delicato dovrebbe inoltre riguardare la pubblicità, prevedendo il riequilibrio del mercato, riducendo i tempi disponibili e costruendo efficaci forme di controllo e penalizzazione degli sforamenti. Al Convegno, oltre ai rappresentanti di tutte le organizzazioni coinvolte, hanno partecipato numerosi politici, tra i quali, l’On, Levi, il Sen. Vita, l’On. De Biasi, L’On. Giulietti, il Sen. Ventucci e l’On. Goisis. I nostri Vittorio Volpi e Daniele Longo hanno rappresentato l’USPI. Riportiamo, di seguito, l’intervento di Volpi: INTERVENTO USPI Notiziario USPI n° 12/2012
veloce, tuttavia non è immune da problemi e difficoltà pur maggiori. Mi riferisco, soprattutto, alla possibile concessione di troppa discrezionalità nella scelta degli strumenti e dei soggetti da sostenere e nella “fluidità” della normativa che ne potrebbe derivare, dato che – per esempio- nella legge delega è previsto che dopo un anno (diciamo, di sperimentazione) dal varo della nuova normativa il governo possa emanare altri decreti interpretativi e modificativi della disciplina in vigore.
Dal canto mio, sarò breve, anzi brevissimo. Non perché non ci siano cose da dire. Anzì molte ce ne sarebbero: dall’incentivazione della lettura (che drammaticamente è perennemente in calo) e che dovrebbe passare anche attraverso una diversa organizzazione della scuola, in particolare delle prime classi scolastiche; dalla tutela della cultura in tutte le sue forme, anche letterarie; dalla difesa del pluralismo che è la massima espressione della libertà e della democrazia…
Secondo noi, invece, se legge delega dovrà essere, che questa sia CHIARA e soprattut-
Sarò breve, invece, perché molte cose – tutte condivisibili – sono state già dette e scritte, e non voglio ripeterle, e perché siamo stanchi del fatto che ogni anno, al varo della Legge di stabilità (o Finanziaria, come si chiamava una volta) dobbiamo combattere per cercare di difendere questi princìpi, che dovrebbero invece essere strutturali ad ogni azione di qualsiasi governo, quale che sia.
to STABILE (che non necessiti, quindi, di continui aggiustamenti successivi).
Quest’anno, oltre all’ormai endemica ricerca di fondi a disposizione per sostenere valori che, ripeto, dovrebbero essere alla base di ogni civile convivenza e di attenzione di ogni governo, dobbiamo affrontare il problema della LEGGE DELEGA sulla ridefinizione delle forme di sostegno al mercato editoriale. Tutti noi concordiamo sulla necessità ed urgenza di un sollecito intervento legislativo che sia indirizzato a sostenere e sviluppare la stampa italiana che si ritroverà, a partire dal 2014, senza alcuna forma di incentivi o supporti, venendo a decadere anche quelle forme di sostegno che, pur tra mille difficoltà applicative e regolamentari, erano attive dal 1990 fino al 2013. Il Governo ha scelto la strada di una “legge delega” per la riforma dei sostegni all’editoria che, se forse è la via più semplice e
E’ impellente contrastare la crisi della stampa e incentivare la sua trasformazione per essere al pari delle innovazioni tecnologiche, privilegiando gli EDITORI PURI e i “GIORNALI VERI”. Riteniamo che possano qualificarsi “giornali veri” quelli editi da editori non collegati a forze economiche-finanziarie, che hanno una effettiva distribuzione (tradizionale o elettronica), una relativa percentuale di vendita (per singola copia o abbonamento), e che applichino correttamente, ai propri dipendenti a tempo indeterminato, i contratti in vigore nel settore giornalistico, grafico e poligrafico. Gli emanandi contributi, secondo l’USPI, dovranno certamente essere commisurati agli stanziamenti annuali dedicati all’editoria, ma occorrerà prestare una maggiore attenzione al “QUANTUM” verrà annualmente stanziato, per fare in modo 8 7
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che detti contributi siano veramente un sostegno alla diffusione e innovazione della stampa e non solo un palliativo che mantenga in stato di perenne crisi l’editoria quotidiana e periodica. Non si fanno riforme senza oneri a carico dello Stato (come ormai leggiamo alla chiusura di ogni legge). Concordiamo, inoltre, con la necessità, evidenziata anche dal Relatore del provvedimento, on. Levi e della Commissione Cultura, di una maggior precisazione della delega governativa, in modo che i decreti derivati possano essere più mirati ed incisivi. Ad esempio, occorrerà meglio specificare il concetto di “riviste di alta cultura”. Mai nei decenni precedenti si è potuta trovare una definizione condivisa. Anche prendendo a modello le categorie enucleate dal Ministero per i beni culturali per le riviste di elevato valore culturale (anche se in questo caso si tratta di premi assegnati a giudizio incontestabile di una Commissione di esperti), è difficile individuare se un periodico possa dichiararsi “culturale” o meno. Né tale specifica è rilevante per il Registro Stampa del Tribunale. Condividiamo totalmente, invece, la previsione di sostegni alle testate che abbiano un profondo radicamento nel territorio. Le testate “locali” sono la massima espressione della pluralità d’informazione e sono facilmente individuabili. Sarà importante, però, per tali testate non riproporre le limitazioni temporali previste dall’attuale legge 250/90. Prima di salutare, vorrei proporre un’ ultima annotazione da tener ben presente, a margine del tema del Convegno di quest’oggi, e riguarda le tariffe postali di spedizione dei giornali, periodici e libri. Sappiamo bene che le attuali tariffe massime di spedizione, determinate da un decreto del Ministro dello sviluppo economico, avranno scadenza il 31 dicembre 2013. Riteniamo, pertanto, che si debbano già attivare tutte le associazioni del settore per proporre e far inserire, nel futuro, emanando “decreto milleproroghe” (che ogni anno segue d’appresso la Legge di stabilità) una proroga delle attuali tariffe, almeno per altri due anni. Così da dare stabilità e fiato al comparto, senza oneri, davvero questa volta, a carico dello Stato. Chiudo e ringrazio gli organizzatori, ripetendomi. Dobbiamo sostenere con forza la necessità che la nuova normativa sia stabile e non opaca, per evitare che i futuri contributi ricadano nella sfera di discrezionalità dei governi di turno e si trasformino in premi per i sostenitori e punizioni per gli oppositori. 8
AGCOM, Delibera n. 551/12/CONS del 21 novembre 2012
CHIUSA L’INDAGINE CONOSCITIVA SUL SETTORE DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA Il 29 novembre scorso, sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, è stato pubblicato il testo dell’Indagine conoscitiva sulla raccolta pubblicitaria approvata lo scorso 21 novembre dal Consiglio dell’Agcom. Si tratta di un’ analisi a 360°, con la quale l’Autorità si propone di fornire un quadro il più possibile completo delle dinamiche di mercato e competitive, e di offrire così ad operatori, studiosi, analisti un ulteriore supporto conoscitivo e informativo. Finalità dell’indagine è stata quella di investigare il funzionamento concorrenziale del settore della comunicazione pubblicitaria nel suo complesso, attraverso l’analisi dei due comparti che, con caratteristiche differenti, concorrono a formarlo: -il cosiddetto above the line, ossia il settore della raccolta pubblicitaria realizzata attraverso i mezzi di comunicazione, sia classici (televisione, radio, editoria quotidiana, periodica, annuaristica, cinema, pubblicità esterna), sia innovativi (internet); -il cosiddetto below the line, al cui ambito sono riconducibili le attività che non utilizzano i mezzi di comunicazione. Dall’indagine è emerso un quadro completo e articolato del settore sia con riferimento agli ambiti tradizionali del sistema dei media (intermediazione, editoria, sistema radiotelevisivo) sia con riferimento ai settori più innovativi come quello rappresentato dalla raccolta pubblicitaria online, che costituisce il maggior elemento di discontinuità tecnologica e di mercato dell’intero settore pubblicitario. Pur trattandosi di un mercato ancora in evoluzione, contraddistinto da una rilevanza economica ancora limitata in Italia (il fatturato è ancora assai inferiore a quello della televisione), è infatti indubbia la crescente rilevanza di Internet quale comparto pubblicitario, sia sotto il profilo concorrenziale, sia sotto il profilo del pluralismo dell’informazione. Pubblichiamo, di seguito, un estratto dell’indagine condotta dall’AGCOM, focalizzando l’attenzione sugli aspetti e le problematiche riguardanti l’editoria periodica: INDAGINE CONOSCITIVA SUL SETTORE DELLA RACCOLTA PUBBLI-
CITARIA (Allegato A alla Delibera n. 551/12/CONS) Premessa Con la delibera n. 402/10/CONS del 22 luglio 2010, l’Autorità ha disposto l’avvio della indagine conoscitiva sul settore della raccolta pubblicitaria, ai sensi dell’articolo 6, comma c), lett. 1 e 3, della legge n. 249/97, nonché dell’articolo 10, comma 2, del Testo Unico sulla radiotelevisione (Decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, così come modificato dal Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, di seguito TUSMAR). Il termine dell’indagine, inizialmente fissato a 180 giorni dalla pubblicazione dell’atto di avvio (Gazzetta ufficiale n. 193 del 19 agosto 2010, Suppl. Ordinario n. 198), è stato oggetto di proroghe con delibere n. 22/11/CONS, n. 186/11/CONS, al fine di estendere e approfondire l’analisi dei comparti di internet e del below the line, nonché di effettuare uno studio sul campo, tra gli inserzionisti, della domanda di servizi di comunicazione pubblicitaria above e below the line. Il quadro di riferimento Lo scopo dell’indagine è quello di investigare il funzionamento del settore della comunicazione pubblicitaria nel suo complesso, cui concorrono due settori con caratteristiche differenti. Un primo ambito di attività (anche detto above the line) corrisponde al settore della raccolta pubblicitaria realizzata attraverso i mezzi di comunicazione, sia tradizionali (televisione, radio, editoria quotidiana, periodica, annuaristica, cinema, pubblicità esterna), sia innovativi (internet); al secondo ambito sono riconducibili le attività di comunicazione che non utilizzano i mezzi di comunicazione (cd. below the line). Nell’atto di avvio della indagine conoscitiva si è dato conto dell’esistenza di problematiche strutturali di ordine concorrenziale nel settore pubblicitario e negli ambiti di mercato che lo compongono, nonché di una struttura di transazioni economiche poco trasparenti e basate su meccanismi distorsivi tali da alterare l’efficienza allocativa dell’intero sistema pubblicitario. Queste dinamiche, trattate nella prima parte dell’indagine conoscitiva, sono messe in evidenza già dall’analisi del mercato nazioNotiziario USPI n° 12/2012
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nale dell’intermediazione pubblicitaria. Accanto a queste annose questioni il settore della raccolta pubblicitaria sta vivendo una fase di profonda trasformazione derivante principalmente dallo sviluppo tecnologico delle piattaforme trasmissive, fra le quali i social networks, e dai processi di digitalizzazione di contenuti. Infatti, anche rispetto alla precedente indagine di mercato in tema di raccolta pubblicitaria televisiva condotta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (IC23)1, è mutato lo scenario economico e normativo di riferimento del settore pubblicitario e con esso sono intervenute delle modifiche alle dinamiche competitive fra i diversi mezzi di comunicazione. In particolare, l’affermazione di internet appare potenzialmente suscettibile di incidere sugli assetti concorrenziali e i perimetri merceologici e geografici che compongono il settore della raccolta pubblicitaria. In questo scenario in evoluzione, si rende opportuno investigare se alcune forme di pubblicità tendano a superare la tradizionale distinzione tra offerta di spazi pubblicitari ed attività di promozione e marketing diretto, finora tipiche del below the line. Al riguardo è da rilevare che l’Autorità finora - ad eccezione che per le categorie “iniziative di comunicazione di prodotti e servizi” e “sponsorizzazioni” all’interno della valorizzazione del Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) - non ha mai analizzato nel dettaglio consistenza e dinamica delle attività afferenti al below the line, peraltro soggette a continue trasformazioni. Considerata, inoltre, la pertinenza delle stesse nel settore pubblicitario, sia sul versante della domanda che dell’offerta, nonché la rilevanza economica degli investi-
menti dedicati a tale forme di comunicazione delle imprese, l’Autorità intende procedere ad una loro compiuta individuazione ed analisi. La finalità dell’indagine conoscitiva Il settore delle comunicazioni rappresenta un ambito di straordinario interesse sia dal punto di vista economico, sia per le ricadute sull’assetto democratico dei Paesi avanzati. Infatti, la tutela dei diritti fondamentali della persona, quali il diritto alla libertà di espressione, il diritto all’autodeterminazione nelle proprie scelte di vita sono imprescindibilmente condizionati dalla libertà d’informazione. Come noto, quest’ultima è effettivamente garantita dal pluralismo delle fonti e dei mezzi, reso possibile solo in contesti atti a finanziarlo in modo trasparente e scevro da distorsioni. In questo senso, la normativa nazionale, e in particolare il TUSMAR, stabilisce le competenze dell’Autorità nell’ambito del SIC, attribuendone poteri di intervento volti, per un verso, all’accertamento della costituzione (o del rafforzamento) di una posizione dominante nel SIC e nei singoli mercati che lo compongono, e, per altro verso, al rispetto dei limiti quantitativi indicati nei commi 7, 8, 9, 10, 11 e 122. Il primo gruppo di attività, che può essere effettuata su segnalazione di parte ovvero d’ufficio, presuppone l’individuazione dei mercati rilevanti che compongono il SIC, da effettuarsi nel rispetto delle procedure e metodologie delle analisi dei mercati dei servizi di comunicazione elettronica3 e, quindi, conformemente ai principi del diritto della concorrenza4. In tale senso, l’Autorità ha recentemente adottato la deli-
bera n. 555/10/CONS “Individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del SIC” che, fra le altre cose, fornisce dei chiarimenti in merito alla portata della disciplina dettata dall’articolo 43 del TUSMAR, con particolare riguardo al rapporto fra i principi antitrust, espressamente richiamati nel medesimo articolo come riferimento per l’analisi dei mercati, e i principi di tutela del pluralismo, che improntano e orientano l’operato dell’Autorità nell’accertamento delle posizioni dominanti di cui al medesimo articolo, nonché nello svolgimento del complesso delle attività istituzionali nella materia disciplinata dal TUSMAR. In questo senso, a complemento dei citati interventi a tutela del pluralismo, l’indagine conoscitiva si propone di investigare gli assetti del settore della raccolta pubblicitaria e delle attività di marketing di relazione nei diversi ambiti che ne compongono la relativa filiera produttiva. L’approccio metodologico volto alla tutela del pluralismo induce uno spostamento dell’accento sul versante dei consumatori/cittadini e sul loro accesso ed uso dei mezzi di comunicazione di massa. In tale contesto, la raccolta pubblicitaria rappresenta una risorsa complessiva del mezzo, ma l’analisi sotto il profilo del pluralismo non può che riguardare principalmente la diffusione (l’audience) e la sostituibilità dei mezzi di comunicazione (e all’interno degli stessi) tra i consumatori, nonché la capacità degli stessi di informare i cittadini. Nel presente ambito, invece, l’enfasi è spostata sul versante pubblicitario, rimandando ai citati interventi ed, in particolare, alla delibera n. 555/10/CONS l’approfondimento sulla diffusione e sostituibilità 10
DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse:
copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2012). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre non devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI GENNAIO
ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale in: LAzIO, ABRUzzO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle Notiziario USPI n° 12/2012
Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e i relativi supplementi allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicem-
bre 2012); - che pubblicano QUATTRORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (lugliodicembre 2012). Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2013. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. 9
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dei mezzi dal lato dei cittadini/utenti. La finalità dell’indagine conoscitiva è quindi rappresentata, in primo luogo, dall’analisi della struttura concorrenziale del versante della raccolta pubblicitaria con particolare riguardo a quella sui mezzi di comunicazione che, nei suoi diversi ambiti, in linea con la prassi seguita dalle Autorità nazionali e internazionali di concorrenza, viene tenuto distinto da quello degli utenti finali del mezzo (telespettatori, lettori, ecc.). Questa impostazione, trova giustificazione nel fatto che i due versanti del mezzo di comunicazione (utenti e inserzionisti) possono essere caratterizzati da problematiche concorrenziali peculiari, nonché elementi di sostituibilità differenti, sia sotto il profilo merceologico, sia sotto quello geografico, comportando una collocazione in ambiti di mercato distinti. Un secondo ambito di analisi concerne, invece, i servizi di marketing di relazione, settore in continua trasformazione, caratterizzato da una estrema frammentazione degli operatori dal lato della offerta, da discontinuità nel tempo ed eterogeneità dei servizi richiesti dalla domanda. Infatti, tale settore, usualmente definito per differenza rispetto alla pubblicità classica, è caratterizzato da un’elevata differenziazione dei servizi offerti da una variegata pluralità di proponenti, che si traduce in una costante modifica nelle categorie che lo compongono. Le caratteristiche appena esposte rendono particolarmente complesso il processo di comprensione, definizione e misurazione delle attività riconducibili al below the line ai quali l’indagine è stata estesa. Il perimetro dell’indagine conoscitiva Alla luce di quanto già rappresentato, il perimetro dell’indagine conoscitiva coincide con quello delle attività di comunicazione nel loro complesso. Come detto tale perimetro si compone, da un lato, dell’intera filiera pubblicitaria relativa ai mezzi classici di comunicazione (televisione, radio, stampa quotidiana e periodica, editoria annuaristica, cinema, pubblicità esterna) nonché a quelli innovativi (internet). Dall’altro lato, saranno analizzate le attività riferibili al below the line. All’interno di questo perimetro, l’analisi esamina nel dettaglio tutta la filiera, osservando le relazioni tra tutti gli attori coinvolti: inserzionisti (domanda), concessionarie/editori (offerta), e centri media (intermediazione). 10
L’attività istruttoria svolta nell’ambito dell’indagine conoscitiva Nel corso della presente indagine sono state svolte una serie di attività che hanno coinvolto numerosi attori della comunicazione pubblicitaria, di cui si riporta una descrizione. a) Le richieste di informazioni e l’acquisizione di dati Sono state predisposte ed inviate richieste di informazioni – in taluni casi particolarmente approfondite – con l’intento di acquisire ragguagli di natura qualitativa e quantitativa in relazione ad alcuni comparti per i quali si è manifestata una particolare esigenza di approfondimento, come in particolare, l’intermediazione nella raccolta pubblicitaria, la pubblicità on line, la pubblicità esterna, l’annuaristica e la raccolta cinematografica. b) Le audizioni Al fine di comprendere i punti di vista delle principali associazione di categoria rappresentative delle diverse componenti del settore della comunicazione pubblicitaria, sono state sentite in audizione (numerose) associazioni. c) L’indagine sul comportamento degli inserzionisti di pubblicità nelle scelte di investimento in comunicazione L’Autorità ha ritenuto necessario realizzare una procedura di selezione per l’affidamento dell’incarico relativo allo svolgimento di un’indagine di mercato inerente il comportamento degli inserzionisti di pubblicità al fine di comprendere le scelte di investimento fra i diversi mezzi di comunicazione, tradizionali e innovativi (internet), nonché in attività di marketing di relazione (c.d. settore del below the line). In particolare, per quanto riguarda la pubblicità sui mezzi di comunicazione tradizionali e innovativi (above the line), i mezzi pubblicitari oggetto dell’indagine sono stati: - televisione (generalista e specializzata) - radio - cinema - quotidiani - periodici - annuari - affissioni - internet. Con riferimento alle attività di marketing di relazione (below the line) le categorie interessate dall’indagine sono state: - promozioni
- direct marketing classico - web marketing/digital marketing - eventi - sponsorizzazioni - pubbliche relazioni. 4.7 Il mercato della raccolta pubblicitaria sui periodici 4.7.1 Introduzione Come già evidenziato per gli altri mercati pubblicitari, la stampa periodica presenta le caratteristiche di un mercato a due versanti: quello dei lettori, dal quale deriva la quota maggiore di ricavi, e quello degli inserzionisti. È opportuno precisare che la ripartizione dei proventi tra i due versanti può variare anche significativamente a seconda della tipologia delle pubblicazioni, contribuendo a rafforzare la differenziazione dei periodici per genere. In particolare, si rileva che gli introiti derivanti dai lettori rappresentano le entrate principali per le edizioni periodiche pubblicate in serie (c.d. “collezionabili”), che possono riguardare diverse tematiche (si tratta, ad esempio, di guide pratiche per la cucina o il fai da te, di corsi di lingua, di serie dedicate ai bambini o ai ragazzi,…) e la cui vendita è spesso abbinata alla commercializzazione di prodotti collaterali (video, CD-rom, DVD, modellini da assemblare,…). Viceversa, i proventi pubblicitari costituiscono la fonte prevalente di ricavo per gli editori di tutte quelle riviste (ad esempio, quelle di taglio femminile, maschile, di moda) in cui la presentazione del contenuto pubblicitario è legata sinergicamente al contenuto editoriale degli articoli. Come si evince dai dati, il mercato è aumentato significativamente fino al 2008, per poi diminuire drasticamente, di oltre il 20%, in quattro anni (2008-2011). Le stime relative al 2011 danno un valore del fatturato pubblicitario totale pari a 1.317 milioni di euro, 400 milioni in meno rispetto al 2008, e circa 100 milioni in meno rispetto al 2005. È quindi evidente il carattere strutturale, non solo congiunturale, della crisi che sta attraversando il mercato dei periodici e che riguarda tanto la periodica generalista quanto quella specializzata. Per quanto concerne la raccolta sulla stampa locale, a differenza di quanto accade per i quotidiani, questa componente per i periodici non assume rilievo significativo. Nel corso del 2010, infatti, la periodica locale ha conseguito ricavi pari 108 milioni di euro (l’8% del totale della raccolta pubblicitaria sul mezzo), con la conseguenza che il restante 92% circa della pubblicità sui periodici ha interessato un ambito nazionale. (segue sul prosimo numero) Notiziario USPI n° 12/2012
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NUOVO REGIME IVA PER CASSA 1
cassa”, che troverà applicazione con riferimento alle operazioni effettuate dal 1° dicembre 2012, sostituendo il precedente regime “IVA ad esigibilità differita”, sancito dall’articolo 7 del DL 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge n. 2/2009. Sul sito web del Dipartimento delle Finanze (www.finanze.gov.it) è stata pubblicata la Circolare attuativa n. 44/E Agenzia delle Entrate, datata 26 novembre 2012, che di seguito riportiamo integralmente. Essendo materia molto complessa, abbiamo provato a sintetizzare e schematizzare gli argomenti trattati. 1) SOGGETTI INTERESSATI La possibilità di differire il pagamento dell’IVA dovuta, è concessa a coloro che operando nell’esercizio di impresa, effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi (nel territorio dello Stato), nei confronti di cessionari o committenti che a loro volta agiscano nell’esercizio di impresa arti e professioni. 2) VOLUME D’AFFARI Il regime può essere adottato dai soggetti passivi che nell’anno solare precedente non abbiano realizzato un volume d’affari superiore a 2 milioni. 3) VERSAMENTO DELL’IMPOSTA DOVUTA L’obbligo di versamento dell’imposta sorge al momento della riscossione effettiva della fattura. Se non viene riscossa entro un anno dall’emissione l’IVA va versata al compimento di un anno, dall’emissione della fattura. 4) DIRITTO ALLA DETRAZIONE DELL’IVA SUGLI ACQUISTI OPTANDO per il regime di versamento dell’IVA per cassa, l’IVA degli acquisti può essere portata in detrazione solo al momento dell’effettivo pagamento della fattura. 5) ESCLUSIONI Sono esclusi dal regime IVA per cassa i soggetti che adottano regimi speciali IVA (Regime editori, art. 74 DPR 633/72). 6) ACCESSO AL REGIME Per usufruire del regime IVA per cassa, è necessario esercitare l’opzione nella dichiarazione IVA dell’anno di riferimento. Per chi intende usufruire del regime del 01/12/2012, l’opzione va esercitata nella dichiarazione IVA per l’anno 2012 da presentare nel 2013. Notiziario USPI n° 12/2012
7) EDITORIA La vendita dei periodici in regime forfetario (Art. 74 D.P.R. 633/72) è esclusa dal nuovo regime. Gli editori che si avvalgono di proventi da pubblicità, per utilizzare il nuovo regime, per la sola pubblicità o altri servizi, debbono procedere alla separazione dell’attività ai sensi dell’art. 36 D.P.R. 633/72. (Coloro che adottano sia il REGIME SPECIALE - SIA IL REGIME NORMALE) 8) PERMANENZA NEL REGIME Dall’opzione, sorge l’obbligo di permanere nel regime di IVA per cassa per almeno tre anni consecutivi. 9) SEGNALAZIONI Nella fattura emessa in regime IVA per cassa deve essere indicata la dicitura: “OPERAZIONE con IVA per cassa ai sensi dell’art. 32-bis d.l. 22/06/2012 N. 83, conv. In L. 07/08/2012 n. 134. L’omessa indicazione comporterà violazione formale sanzionabile. 10) CONCLUSIONE Gli editori, tenuto conto di quanto sopra specificato, possono usufruire del nuovo regime, esclusivamente per i proventi derivanti da pubblicità e altri servizi, previa separazione della contabilità. * * * * * AGENZIA DELLE ENTRATE Direzione Centrale Normativa CIRCOLARE N. 44/E Roma, 26 novembre 2012 OGGETTO: Liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa, cd. Cash accounting – Articolo 32-bis del d.l. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (sommario) PREMESSA 1. CARATTERISTICHE DEL CASH ACCOUNTING 2. LIMITE DI VOLUME DI AFFARI 3. DIFFERIMENTO DELL’ESIGIBILITÀ 4. DIFFERIMENTO DELLA DETRAZIONE 5. OPERAZIONI ESCLUSE DAL CASH ACCOUNTING 6. ADEMPIMENTI 6.1 ESERCIZIO DELL’OPZIONE
6.2 ALTRI ADEMPIMENTI 6.3 ADEMPIMENTI DEL CESSIONARIO O COMMITTENTE 7. ENTRATA IN VIGORE E REGIME TRANSITORIO Premessa L’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 (di seguito articolo 32-bis), ha introdotto nel nostro ordinamento il regime di IVA per cassa, cd. “cash accounting”, di cui all’articolo 167 bis della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006, come modificata dalla Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio 2010. Tale regime prevede che “.. per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate da soggetti passivi con volume d’affari non superiore a 2 milioni di euro, nei confronti di cessionari o di committenti che agiscono nell’esercizio di impresa, arte o professione, l’imposta sul valore aggiunto diviene esigibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. Per i medesimi soggetti l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta relativa agli acquisti dei beni o dei servizi sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi. In ogni caso, il diritto alla detrazione dell’imposta in capo al cessionario o al committente sorge al momento di effettuazione dell’operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato.” Il differimento della esigibilità ed il differimento della detrazione relativa agli acquisti effettuati dal soggetto che opta per l’IVA per cassa è limitato nel tempo in quanto l’imposta diviene, comunque, esigibile e detraibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, a meno che, prima del decorso di tale termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Il “cash accounting” di cui all’articolo 32bis entra in vigore, come previsto dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, il 1° dicembre 2012 e sostituisce il regime IVA per cassa previsto dall’articolo 7 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 che, pertanto, è abrogato a decorrere da tale data. Il regime di IVA per cassa previsto da quest’ultima disposizione si differenzia da quello introdotto dall’articolo 32- bis per alcuni aspetti essenziali e, in particolare, per il fatto di essere applicato in relazione alla singola operazione ed in quanto comporta per il cessionario/committente il differimento della detrazione a 12 11
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partire dal momento in cui effettua il pagamento del prezzo dei beni e servizi acquistati. L’articolo 32-bis ha stabilito per i soggetti che optano per il regime del “cash accounting” una soglia massima di volume di affari di due milioni di euro. Trattandosi di un importo superiore ad euro cinquecentomila, è stata avviata la preventiva consultazione del Comitato IVA, come richiesto dall’articolo 167-bis della Direttiva 112 del 2006. La disciplina attuativa del regime in esame è dettata, secondo quanto previsto dall’articolo 32-bis, dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze dell’11 ottobre 2012 (di seguito Decreto) mentre le modalità per l’esercizio e la revoca dell’opzione per applicare il regime sono disciplinate dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 novembre 2012 (di seguito Provvedimento). 1. Caratteristiche del cash accounting Il regime del cash accounting consente di differire l’esigibilità dell’IVA per coloro che, operando nell’esercizio di impresa, arti o professioni – a norma degli articoli 4 e 5 del D.P.R. n. 633 del 1972 – e avendo realizzato nell’anno precedente un volume d’affari non superiore a due milioni di euro, effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di cessionari o committenti che, a loro volta, agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni. Anche gli enti non commerciali, relativamente alla attività commerciale eventualmente svolta, possono avvalersi dell’IVA per cassa, nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla disciplina in esame. I soggetti che adottano tale regime liquidano l’IVA secondo un criterio di cassa sia in riferimento alle operazioni attive che in riferimento alle operazioni passive. In particolare: - l’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di cessionari o committenti soggetti passivi di imposta diviene esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi e, comunque, decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, salvo che il cessionario o committente, prima del decorso di detto termine, sia stato assoggettato a proce12
dure concorsuali. - L’imposta relativa agli acquisti effettuati è detraibile al momento del pagamento dei relativi corrispettivi e comunque decorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata ai sensi dell’articolo 6 del DPR n. 633 del 1972. Come accennato in premessa, l’adozione del cash accounting da parte del cedente/prestatore non ha effetti sul cessionario/committente, il quale può esercitare il diritto alla detrazione dal momento in cui l’operazione deve ritenersi effettuata ai sensi dello stesso articolo 6 del DPR n. 633 del 1972. Resta fermo che laddove il cessionario o committente dell’operazione abbia, a sua volta, esercitato l’opzione per la liquidazione dell’IVA per cassa, il suo diritto alla detrazione sorgerà secondo le regole di tale regime . In sostanza il nuovo regime deroga al criterio ordinario in base al quale il diritto alla detrazione del cessionario/committente è correlato al momento in cui l’imposta diviene esigibile per il cedente prestatore. Tale deroga opera sia per il soggetto che adotta il cash accounting, il quale può detrarre l’imposta addebitatagli dal proprio fornitore non quando l’imposta diventa per quest’ultimo esigibile ma solo dopo aver effettuato il pagamento del corrispettivo, sia per il cessionario/committente che effettua acquisti presso un cedente/prestatore in regime di cash accounting. In questo caso, infatti, il cessionario/committente può esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta addebitatagli senza attendere che l’imposta diventi esigibile per il proprio cedente/prestatore. 2. Limite di volume di affari Possono entrare nel regime in esame solo i soggetti che nell’anno solare precedente hanno realizzato, o in caso di inizio di attività prevedono di realizzare nell’anno in corso, un volume d’affari non superiore a due milioni di euro. Tale importo, in caso di inizio dell’attività in corso d’anno, non deve essere ragguagliato all’anno. Nel calcolo del limite di volume d’affari richiesto per l’applicabilità della contabilità per cassa, vanno considerate cumulativamente tutte le operazioni attive, sia quelle che vengono assoggettate all’IVA per cassa sia quelle escluse da tale regime, secondo le ordinarie regole del volume d’affari.
Come stabilito dall’articolo 7 del Decreto, il superamento del limite di due milioni di euro di volume d’affari comporta la cessazione automatica del regime dell’IVA per cassa a partire dal mese o trimestre successivo a quello in cui il limite è stato superato. Nella liquidazione relativa all’ultimo mese o trimestre in cui è stata applicata l’IVA per cassa è computato a debito l’ammontare dell’imposta non ancora versata in applicazione del regime IVA per cassa non più spettante. A partire dalla stessa liquidazione può essere esercitato, ai sensi dell’articolo 19 e seguenti del DPR n. 633 del 1972, il diritto alla detrazione dell’imposta non ancora detratta relativa agli acquisti effettuati e non ancora pagati. 3. Differimento dell’esigibilità Come espressamente previsto dall’articolo 32-bis del decreto legge n. 83 e dall’articolo 1 del decreto attuativo, “l’imposta diviene, comunque, esigibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione”. Il predetto termine di un anno decorre dal “momento di effettuazione dell’operazione”, da determinare secondo le regole generali previste dall’articolo 6 del D.P.R. n. 633 del 1972. Nelle ipotesi di fatturazione differita, ad esempio per le cessioni di beni la cui consegna o spedizione risulti da documento di trasporto, rileva in ogni caso il momento di effettuazione dell’operazione (consegna o spedizione) a prescindere dalla data di fatturazione dell’operazione. Il limite annuale in esame non si applica con riguardo alle operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che, prima del decorso di un anno, siano stati assoggettati a procedure concorsuali. A tal fine è necessario che la procedura sia sta avviata prima del decorso di un anno. In particolare, le procedure concorsuali si considerano avviate nel momento in cui l’organo competente emette il provvedimento di apertura della procedura (ad esempio, per il fallimento, la data della sentenza dichiarativa di fallimento pronunciata dal tribunale). Se il cessionario o committente è assoggettato a una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi), si ritiene che l’esigibilità dell’imposta sia sospesa a beneficio di tutti i cedenti o prestatori che abbiano emesso fatture con IVA per cassa, fino all’effettivo incasso del corrispettivo, momento in cui l’imposta diviene esigibile limitatamente all’ammontare di quest’ultimo. Notiziario USPI n° 12/2012
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In caso di revoca della procedura concorsuale, l’IVA diviene comunque esigibile e deve essere computata nella prima liquidazione successiva alla data di revoca, a meno che non sia ancora decorso un anno dalla data di effettuazione dell’operazione (in questo caso, infatti rimane fermo il termine annuale). Qualora in pendenza del predetto termine di un anno dall’effettuazione dell’operazione venga emessa nota di variazione in aumento ai sensi del primo comma dell’articolo 26 citato, si ritiene che anche per il nuovo ammontare dell’imponibile o dell’imposta l’anno decorra dalla effettuazione della originaria operazione. Le variazioni in diminuzione che intervengono prima che l’imposta diventi esigibile rettificano direttamente quest’ultima. Diversamente, quelle che intervengono successivamente, possono essere sono computate nella prima liquidazione utile. 4. Differimento della detrazione Il Decreto dispone, per i soggetti che esercitano l’opzione per applicare il sistema IVA di cassa, che il diritto alla detrazione relativa agli acquisti effettuati sorge al momento del pagamento dei relativi corrispettivi (art. 1, comma 3); stabilisce, inoltre, che il diritto alla detrazione è esercitato, ai sensi dell’art. 19 e seguenti del DPR n. 633 del 1972, a partire dal momento in cui i relativi corrispettivi sono pagati, o comunque decorso un anno dal momento in cui l’imposta diviene esigibile secondo le regole ordinarie ed alle condizioni esistenti in tale momento (art. 5 comma 1). In sostanza, il diritto alla detrazione deve essere esercitato alle condizioni esistenti al momento in cui l’imposta diviene esigibile per il fornitore del contribuente in regime IVA per cassa - momento nel quale ordinariamente sorge il diritto alla detrazione e, conseguentemente, sono fissate le condizioni per l’esercizio del diritto stesso anche se l’esercizio del diritto, nel caso del cash accounting, è differito al momento di pagamento del relativo corrispettivo o al decorso di un anno dall’effettuazione dell’operazione di acquisto. Attraverso tale previsione si è inteso evitare che la percentuale di detraibilità spettante possa essere determinata in ragione del momento in cui il prezzo è corrisposto e, quindi, rimessa alla determinazione del cessionario/committente in regime IVA per cassa. La detrazione ai sensi dell’articolo 19 del DPR n. 633 può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto Notiziario USPI n° 12/2012
alla detrazione è sorto. Nel caso di adozione del regime IVA per cassa, pertanto, la detrazione può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è stato pagato il corrispettivo o a quello in cui è decorso un anno dalla effettuazione dell’acquisto (ad esempio in caso di acquisto effettuato a gennaio 2013, con pagamento del corrispettivo a giugno 2013, la detrazione può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno 2015. In caso di acquisto effettuato a gennaio 2013 il cui corrispettivo non sia pagato entro gennaio 2014, la detrazione potrà essere effettuata al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno 2016).
5. Operazioni escluse dal cash accounting Il regime di IVA per cassa, in quanto regime speciale, non è applicabile in relazione alle operazioni per le quali l’imposta è applicata secondo regole peculiari, nonché per le operazioni effettuate nei confronti di privati o di soggetti che non agiscono nell’esercizio d’imprese, arti o professioni, sia se residenti in Italia sia se residenti all’estero. Devono ritenersi esclusi dalla categoria dei soggetti privati gli enti non commerciali che agiscono nell’esercizio di impresa (vedi circolare n. 8 del 13 marzo 2009, paragrafo 6.8), anche nell’eventualità che i beni o servizi acquistati siano parzialmente destinati dall’ente all’attività istituzionale. Come espressamente previsto dagli articoli 2 e 3 del Decreto, il regime dell’IVA per cassa non è consentito, in particolare, per le seguenti operazioni:
Operazioni attive a) operazioni effettuate applicando i regimi speciali di determinazione dell’imposta. Tra queste, si ricordano le operazioni effettuate nell’ambito:
margine per beni usati (articolo 36 del decreto legge n. 41 del 1995); • del regime delle agenzie di viaggi e turismo (articolo 74-ter, del D.P.R. n. 633 del 1972); • dell’agriturismo (articolo 5, comma 2, della legge n. 413 del 1991). La relazione tecnica al decreto ministeriale chiarisce che, previa separazione dell’attività ai sensi dell’articolo 36 del D.P.R. n. 633/1972, il regime dell’IVA per cassa può essere adottato per le operazioni effettuate in applicazione delle regole ordinarie dell’IVA, da soggetti che applicano sia regimi speciali IVA sia il regime ordinario. Come già anticipato, nel calcolo del limite del volume d’affari richiesto per l’applicabilità dell’IVA per cassa vanno considerate cumulativamente tutte le operazioni attive: sia quelle che vengono assoggettate a tale regime sia quelle che ne sono escluse. Pertanto, non si può applicare quanto precisato nella circolare 22 maggio 1981, n. 18/331568 a proposito di separazione delle attività obbligatoria per legge. L’applicabilità del regime in esame non è preclusa per le operazioni per le quali è già previsto un differimento del termine di registrazione e/o fatturazione in quanto tale differimento non deriva dalla applicazione di un regime speciale ma dall’applicazione di disposizioni che attengono alla tempistica degli adempimenti (vedi, ad esempio, il differimento della registrazione delle fatture previsto per gli autotrasportatori dall’articolo 74, quarto comma, del DPR n. 633 del 1972). b) operazioni di cui all’articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del D.P.R. n. 633 del 1972 per le quali è disposta in via ordinaria – e senza limite annuale – il differimento dell’esigibilità 14
• del regime “monofase” (articolo 74, primo comma, del D.P.R. 633 del 1972); • del regime per l’agricoltura e attività connesse (articoli 34 e 34-bis del D.P.R. n. 633 del 1972); • del regime del
Il Ministero dell’economia e delle Finanze (cortile), a Roma 13
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• le cessioni dei prodotti farmaceutici indicati nel numero 114) della terza parte dell’allegata tabella A effettuate dai farmacisti; • le cessioni di beni e le prestazioni di servizi ai soci, associati o partecipanti, di cui al quarto comma dell’articolo 4; • le cessioni o prestazioni fatte allo Stato, agli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, agli enti pubblici territoriali e ai consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’articolo 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, alle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, agli istituti universitari, alle unità sanitarie locali, agli enti ospedalieri, agli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, agli enti pubblici di assistenza e beneficenza e a quelli di previdenza. Per le operazioni previste dall’articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del DPR n. 633 del 1972, infatti, l’esigibilità differita rappresenta il regime ordinario e trova applicazione senza limiti temporali e senza che occorra alcuna annotazione in fattura; al contrario, qualora il cedente o prestatore intenda applicare il regime dell’esigibilità immediata, è necessario esercitare espressa opzione, apponendo sulla fattura l’annotazione “Iva ad esigibilità immediata” così come chiarito con circolare del 24 dicembre 1997, n. 328, paragrafo 2.2.3. c) operazioni effettuate nei confronti di cessionari o committenti che assolvono l’imposta con il meccanismo dell’inversione contabile. Infatti, in relazione alle operazioni soggette al reverse charge, il cedente o prestatore non può oggettivamente applicare il differimento dell’esigibilità dell’imposta, in quanto il soggetto tenuto al versamento dell’imposta a debito è colui che ha ricevuto il bene o il servizio. d) cessioni intracomunitarie o operazioni di cui agli articoli 8, 8-bis e 9 del D.P.R. n. 633 del 1972 (cessioni all’esportazione, operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione e servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali), per le quali il cedente o prestatore nazionale non indica l’IVA in fattura e non è debitore della relativa imposta. Operazioni passive 14
a) gli acquisti di beni o servizi soggetti all’imposta sul valore aggiunto con il metodo dell’inversione contabile; b) gli acquisti intracomunitari di beni c) le importazioni di beni; d) le estrazioni di beni dai depositi IVA. Fermi restando i casi di esclusione da ultimo elencati, l’adozione del sistema IVA di cassa, riguardando non le singole operazioni ma l’insieme delle operazioni attive e passive poste in essere dal contribuente, comporta il differimento della detrazione dell’IVA al momento del pagamento del prezzo relativamente a tutti gli acquisti, anche in presenza di operazioni attive che non possono usufruire dell’IVA per cassa, qualora quest’ultime e i relativi acquisti non siano oggetto di contabilità separata ai sensi dell’articolo 36 del DPR n. 633 del 1972. 6. Adempimenti 6.1 Esercizio dell’opzione L’articolo 32-bis dispone che la liquidazione dell’IVA per cassa è adottata in base ad opzione. Come stabilito dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia l’opzione o la revoca per la liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa si desumono dal comportamento concludente del contribuente e, ai sensi dell’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, dovranno essere comunicate nella prima dichiarazione IVA successiva all’esercizio dell’opzione, da intendersi, ordinariamente, come quella relativa all’anno in cui è esercitata l’opzione mediante comportamento concludente. Coloro che intendono avvalersi del regime sin dall’inizio dell’attività, comunicheranno tale scelta in sede di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno di inizio attività. A seguito della scelta operata dovrà essere riportata sulle fatture emesse l’annotazione che si tratta di operazione con “IVA per cassa” ai sensi dell’articolo 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83. Tale annotazione sulle fatture non costituisce, tuttavia, un adempimento funzionale al differimento del diritto alla detrazione in capo al soggetto che riceve la fattura, come avveniva nel sistema dell’IVA per cassa di cui al DL n.185/2008, ma risponde all’esi-
genza della regolare tenuta della contabilità per il cedente o prestatore che assoggetti all’IVA per cassa solo alcune operazioni, escludendo ad esempio quelle effettuate nell’ambito di regimi speciali. L’annotazione, inoltre, esprime, attraverso un chiaro comportamento concludente, l’opzione per la scelta per l’IVA per cassa dal momento che, come precisato dal decreto, detto regime ha effetto a partire dal 1° gennaio ovvero, in caso di inizio dell’attività nel corso dell’anno, dalla data di inizio dell’attività e l’opzione è formalmente espressa in un momento successivo. L’omessa indicazione di tale dicitura non inficia l’applicazione del regime per cassa nel presupposto che il comportamento concludente sia altrimenti riscontrabile. Il sistema dell’IVA per cassa è opzionale, ma una volta espressa l’opzione, il soggetto passivo (con volume d’affari non superiore a due milioni di euro) non può scegliere con riguardo a ciascuna operazione se assoggettarla ad esigibilità immediata o differita - anche perché, come già chiarito, l’esercizio di tale opzione ha effetti anche sul diritto alla detrazione dei suoi acquisti – ma è obbligato ad applicare il regime a tutte le operazioni attive e passive effettuate, (fatte salve le eccezioni elencate al paragrafo 5). L’opzione, inoltre, vincola il contribuente all’applicazione dell’ “IVA per cassa” almeno per un triennio, salvi i casi di superamento della soglia dei due milioni di euro di volume d’affari, che comportano la cessazione del regime, come si dirà in seguito. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime prescelto, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, salva la possibilità di revoca, da esercitarsi con le stesse modalità di esercizio dell’opzione. Ai fini del computo del triennio, se l’opzione è esercitata a partire dal 1° dicembre 2012, l’anno 2012 è considerato primo anno di applicazione del regime. Allo stesso modo l’anno di inizio dell’attività è computato per intero. 6.2 Altri adempimenti Il regime dell’IVA per cassa incide sul momento in cui l’imposta diviene esigibile ma non riguarda gli altri adempimenti procedurali. Resta fermo, pertanto, l’obbligo di emettere fattura secondo le modalità e nei termini disciplinati dall’articolo 21 del D.P.R. n. 633 del 1972 e di procedere alla registrazione della medesima, avendo presente che l’imponibile indicato nelle fatture emesse, ancorché l’IVA non sia immediatamente esigibile, rileva anche ai fini della determinazione del volume di affari nell’anno di effettuazione dell’operazione. Notiziario USPI n° 12/2012
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In base all’articolo 4 del Decreto le medesime operazioni partecipano alla determinazione della percentuale di detrazione di cui all’articolo 19-bis del D.P.R. n. 633 del 1972, nell’anno di effettuazione dell’operazione. Il cedente o prestatore deve computare l’imposta, relativa alle operazioni per le quali ha esercitato l’opzione, nella liquidazione periodica relativa al mese o trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo ovvero nel corso del quale scade il termine di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, salvo il caso in cui, come già chiarito, il cessionario o committente sia stato precedentemente assoggettato a procedure concorsuali. Nel caso in cui sia effettuato un incasso parziale del corrispettivo, l’imposta diventa esigibile ed è computata nella liquidazione periodica limitatamente al corrispettivo incassato. Resto inteso che per individuare il momento del pagamento non effettuato per contanti, al verificarsi del quale l’imposta diventa esigibile, il cedente o prestatore farà riferimento alle risultanze dei propri conti dai quali risulta l’accreditamento del corrispettivo (es. assegni bancari, RI.BA, RID, bonifico bancario). 6.3 Adempimenti del cessionario o committente Il cessionario o committente che riceve la fattura con IVA per cassa deve numerarla e, ai fini della detrazione, annotarla nell’apposito registro ai sensi dell’articolo 25 del D.P.R. n. 633 del 1972. Come espressamente previsto dall’articolo 1 del decreto attuativo, per i cessionari o committenti delle operazioni effettuate dal soggetto optante, il diritto alla detrazione
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sorge in ogni caso al momento di effettuazione dell’operazione. Resta fermo che, laddove il cessionario o committente dell’operazione abbia, a sua volta, esercitato l’opzione per la liquidazione dell’IVA per cassa, il suo diritto alla detrazione spetterà solo all’atto del pagamento del relativo corrispettivo. 7. Entrata in vigore e regime transitorio Secondo quanto stabilito dal Decreto, l’opzione per l’IVA di cassa di cui all’articolo 32-bis del decreto legge n. 83 del 2012 può essere esercitata, al ricorrere di tutte le condizioni in precedenza esaminate, con riguardo alle operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012. Possono accedere al regime di cassa a partire da tale data anche i contribuenti che effettuano le liquidazioni periodiche con cadenza trimestrale, con esclusivo riferimento, naturalmente, alle operazioni effettuate nel mese di dicembre. Contestualmente all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, il comma 5 dell’articolo 32 bis dispone l’abrogazione delle norme sull’esigibilità differita dell’IVA di cui all’articolo 7 del dl 185/2008. Ciò comporta che il regime previsto dal richiamato articolo 7 non può essere applicato alle operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012, ma resta valido per le operazioni effettuate prima di tale data e per le quali era stata espressa la relativa opzione. Come già anticipato in premessa l’articolo 167-bis, paragrafo 2, della Direttiva 2006/112/CE, come modificato dalla direttiva 2010/45/UE, prevede che gli Stati membri possono applicare il regime di contabilità per cassa alle imprese con una soglia di fatturato superiore a 500 mila
euro, e fino a 2 milioni di euro, previa consultazione del Comitato IVA. Al riguardo si rappresenta che il procedimento di consultazione è ancora in corso e ne è prevista la definizione dopo il 1° dicembre 2012. Qualora tale procedimento non dovesse dare esito positivo, si dovrà procedere alla liquidazione con le modalità ordinarie dell’IVA per cassa eventualmente applicata senza corresponsione di sanzioni e interessi. *** Le Direzioni regionali vigileranno affinché le istruzioni fornite e i principi enunciati con la presente circolare vengano puntualmente osservati dalle Direzioni provinciali e dagli Uffici dipendenti. IL DIRETTORE DELL’AGENZIA Spending review, norma inapplicabile L’ADEPP
IMPUGNA LE RECENTI
CIRCOLARI MINISTERIALI
L’Assemblea dell’AdEPP (Associazione degli Enti Previdenziali Privati), riunitasi il 25 settembre scorso, ha ribadito la totale contrarietà alla spending review essendo questa in netto contrasto con altre norme approvate precedentemente, a partire dalle leggi di privatizzazione. L’Assemblea ha, quindi, deciso di impugnare le circolari ministeriali recentemente emanate ritenendo che non abbiano adeguate coperture di legge, laddove si prevede il versamento verso le casse dello Stato anche dalla parte di Enti privatizzati. Enti che registrano entrate esclusivamente da versamenti contributivi. (fonte www.inpgi.it)
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Notiziario USPI n° 12/2012
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (450° elenco) & MaGaZiNe
ivG iL vostRo GioRNaLe
MaDRe
Via del Corso, 433/D 00186 Roma Direttore: Dott. Marcello Bartoli Editore: & Consulting S.C. Periodicità: trimestrale Materia trattata: periodico a carattere culturale
Corso Italia, 66 17027 Pietra ligure (SV) Direttore: Felice Lammardo Editore: Edinet S.r.l. Periodicità: plurisettimanale Materia trattata: cronaca e attualità
Via Antonio Callegari, 6 C.A. Dr. Blesio 25121 Brescia Direttore: Anna Chiara Valle Editore: Edizioni Madre S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: famiglia
FoRZa RoMaGNa
La Nuova PeRiFeRia
staDiuM
Corso della Repubblica, 2/ter 47121 Forlì Direttore: Antonietta Tartagni Editore: La Nuova Agape Scarl Periodicità: mensile Materia trattata: informazione, cultura e politica
Via Paolo Regis, 7 10034 Chivasso (TO) Direttore: Piera Savio Editore: Magicom S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: cronaca, politica, cultura locale
Via della Conciliazione, 1 00193 Roma Direttore: Mons. Claudio Paganini Editore: Centro Sportivo Italiano Periodicità: trimestrale Materia trattata: sport, educazione, società
iNPRessMaGaZiNe
LiGuRia 2000 NeWs
tRioNFo DeL cuoRe
Via Val di Lanzo, 41 00141 Roma Direttore: Roberta Sernicola Editore: Claudio Palazzi Periodicità: plurisettimanale Materia trattata: socio - culturale
Via Roma, 28 (C.P. 96) 17031 Albenga (SV) Direttore: Vincenzo Bolia Editore: Symbol 2000 Periodicità: quotidiano Materia trattata: informazione
Via Monte Santo, 14 00195 Roma Direttore: Silvio Rossi Editore: Pro Deo e Fratribus - Onlus Periodicità: bimestrale Materia trattata: religione
NOTIzIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
E’ STATA
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 12 dicembre 2012 è stato stampato l’11 dicembre 2012
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Notiziario USPI n° 12/2012