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Deposito legale e Convenzioni USPI con le Biblioteche Nazionali, pagina 8 Notizie dall’INPGI - Circolare n. 3 - pagina 12
Forte richiesta dell’USPI
Delibera AGCOM 80/11/CONS
INTERPELLANZA PARLAMENTARE SULLE TARIFFE DEL NO-PROFIT
LA PAR CONDICIO NELLE AMMINISTRATIVE 2011
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ul precedente numero del “Notiziario USPI” avevamo scritto l’articolo “Basta! Serve una soluzione urgente” , proponendo anche alcuni possibili suggerimenti per risolvere il problema, che sta mettendo a durissima prova tutto il settore, delle tariffe di spedizione postale per gli editori no-profit, ancorate tuttora alla “Tariffa piena” (0,2830 euro), di gran lunga più onerosa della tariffa applicata all’editoria commerciale e ai grandi gruppi editoriali. Soluzioni che, ricordiamo, prevedevano il ripristino del fondo di 30 milioni di euro per il 2011 a sostegno delle tariffe postali per le associazioni senza fine di lucro (in fin dei conti, anche il FUS – Fondo unico per lo spettacolo è stato rifinanziato…), oppure una legittima interpretazione normativa che almeno consentisse agli editori no-profit di avvalersi della “Tariffa ROC” (quella degli editori “profit”), o – in ultima analisi – il sostegno governativo e del Dipartimento editoria per istituire un tavolo di confronto con Poste che potesse portare ad una soluzione tariffaria, equa e sostenibile, concordata tra le parti (sulla base di quello che è stato già fatto per la “Tariffa ROC”). Suggerimenti che nessuno ha ancora accolto, né da parte dei politici né da parte delle Istituzioni e della pubblica amministrazione. Anzi.. il loro silenzio è assordante. Per questi motivi, l’USPI sta proponendo alle forze parlamentari un’interpellanza che riaccenda i riflettori della politica sul problema delle tariffe postali no-profit e che richiami al proprio dovere il governo, le istituzioni e la pubblica amministrazione. Quella che proponiamo è soltanto una bozza che 2 potrà essere modificata, ma che ben
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Per domenica 15 e lunedì 16 maggio (e, in caso di secondo turno elettorale di ballottaggio, per i giorni 29 e 30 maggio) è previsto lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo di numerose amministrazioni provinciali e comunali, che interessano oltre un quarto di tutto il corpo elettorale in Italia. In previsione di tale evento, come previsto dalla Legge 22 febbraio 2000, n. 28 (la c.d. “par condicio”), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha emanato la delibera attuativa n. 80/11/CONS. La delibera porta la data del 29 marzo 2011 ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 73 del 30/3/2011 e sul sito dell’Autorità (www.agcom.it). Il periodo di “par condicio” – ovvero il periodo nel quale gli editori debbono garantire la possibilità di pari accesso, a tutti i candidati e liste presenti nella competizione elettorale, alla propaganda elettorale sulle pagine dei propri giornali – è scattato il 31 marzo scorso ed avrà durata fino al penultimo giorno prima delle votazioni. Permane il divieto di pubblicazione dei sondaggi politico-elettorali nei 15 giorni antecedenti il voto. E’ importante sottolineare, infine, che nel settore della stampa, al contrario degli altri media, non sussiste alcun vincolo all’informazione. Dunque la linea editoriale del giornale è totalmente 4 Versamento entro il 30 aprile IL CONTRIBUTO ALL’AGCOM Modulistica entro il 31 maggio
“Come la circolazione del denaro è avvantaggiosa perché accresce il numero delle azioni degli uomini sulle cose, così la circolazione dei fogli periodici aumenta il numero delle azioni della mente umana, dalle quali dipende la perfezione delle idee e de’ costumi. Se le cose scritte possono cangiare le direzioni del costume, ciò devesi sperare da’ fogli periodici”. Cesare Beccaria Il Caffè (1764 - 1766)
Emanata la disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di comunicazione per le elezioni provinciali e comunali del 15 e 16 maggio 2011
Le Elezioni amministrative 2011 riguardano un quarto del corpo elettorale italiano.
Con la delibera 599/10/CONS, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha fissato l’entità della contribuzione per le spese inerenti alla propria attività, per il 2011, nella misura dell’1,8 per mille dei ricavi risultanti nel bilancio 2009. Il versamento del contributo va effettuato entro il 30 aprile 2011. La modulistica di riferimento (modello: contributo_2011.pdf), scaricabile dal sito www.agcom.it, va inviata entro il 31 maggio 2011, esclusivamente per via telematica, tramite PEC (casella di posta elettronica certificata). L’USPI metterà a disposizione la propria PEC per tutti gli associati in regola con le quote 2011.
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 47° - MENSILE - 11 NUMERI - 4 Aprile 2011 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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INTERPELLANZA PARLAMENTARE SULLE TARIFFE DEL NO-PROFIT 1
evidenzia i contenuti del problema. Sul prossimo numero di questo Notiziario, daremo conto di chi avrà voluto farsene carico. BOZZA DI INTERPELLANZA PARLAMENTARE URGENTE Al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Sottosegretario di Stato con delega all’editoria: PREMESSO CHE: - Il decreto interministeriale 30 marzo 2010 ha di fatto soppresso (eufemisticamente “sospeso”) le agevolazioni postali per l’editoria per tutto il comparto editoriale per carenza di fondi; - le agevolazioni postali per l’editoria sono disciplinate dalla Legge 46/2004 che prevede, oltre ai quotidiani e periodici commerciali, anche testate edite da associazioni ed enti senza fini di lucro; - l’articolo 2, comma 2-undecies della Legge 73/2010 ha rideterminato i soggetti no profit beneficiari di specifica agevolazione postale, ricomprendendo in questo novero soltanto “le associazioni di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni, le organizzazioni non governative riconosciute ai sensi dell’articolo 28 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, le associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, le fondazioni ed associazioni senza fini di lucro aventi scopi religiosi, nonché gli enti ecclesiastici, le associazioni storiche operanti, per statuto, da almeno cinquanta anni per la conoscenza, la difesa e la valorizzazione dell’ambiente naturale e le associazioni dei profughi istriani, fiumani e dalmati” e riconoscendo loro il perdurante diritto a mantenere la vecchia tariffa agevolata, particolarmente favorevole; - lo stesso articolo 2, comma 2-undecies, ha stanziato, limitatamente all’anno 2010, la somma di 30 milioni di euro per il sovvenzionamento del settore no profit, prevedendo, nello specifico, l’incremento, pari a 30 milioni di euro, dello stanziamento iscritto nella tabella C allegata alla legge 23 dicembre 2009, n. 191, alla rubrica «Ministero dell’economia e delle finanze», missione «comunicazioni», 2
programma «sostegno all’editoria» voce «legge n. 67 del 1987» per l’anno 2010; - ai fini dell’attuazione della norma è stato previsto un decreto attuativo del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e finanze, al fine di fissare le tariffe applicabili alle associazioni e organizzazioni senza fini di lucro come individuate dalla norma citata; - il decreto tariffario suddetto per le spedizioni effettuate nel 2010 dei prodotti agevolati editi dai soggetti no profit espressamente ammessi prevede all’articolo 8 che le tariffe in esso contenute si applicano «dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana sino al 31 dicembre 2010, nel rispetto dei limiti dello stanziamento previsto dall’articolo 2-undecies del menzionato decreto-legge n. 40 del 2010» e che tale provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 febbraio 2011, entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione e che le tariffe di cui al decreto sono inapplicabili perché riferite ad un arco temporale ormai superato e non coperte da uno stanziamento dedicato (attualmente previsto per il solo anno 2010); - nell’ottobre 2010 i quotidiani e periodici commerciali hanno, nel frattempo, all’esito di una complessa e faticosa trattativa con Presidenza del Consiglio e Poste Italiane, beneficiato di una rideterminazione delle tariffe postali per la spedizione delle proprie pubblicazioni, strappando una tariffa postale che si colloca in misura intermedia tra la tariffa base vigente e la vecchia tariffa agevolata di cui hanno goduto negli anni scorsi; - nel corso di conversione in legge del recente decreto milleproroghe il Governo ha accolto un Ordine del giorno che impegna il governo a prorogare l’efficacia del decreto tariffario per le onlus ed a mantenere in bilancio, per l’anno 2011, le somme già stanziate per il 2010; - nulla, a tutt’oggi, è stato più fatto per risolvere il problema delle tariffe postali delle onlus (e assimilati), perdurando il totale e generale disinteresse del governo ed in particolare del Dipartimento per l’informazione e l’editoria, che non si è ancora attivato per ripristinare le tariffe agevolate per i soggetti no-profit – come era stato promesso per il 2010 – né per consentire loro di accedere alla tariffa (meno agevolata, ma pur sempre inferio-
in questo numero Interpellanza parlamentare sulle tariffe del noprofit (pagine 1, 2) La par condicio nelle amministrative 2011 (pagine 1, 4, 6, 13) Le quote associative USPI per l’anno 2011 (pagina 3) XXIV Corso per operatori editoriali (pagina 5) Dialogando, dialogando: l’audizione del Presidente dell’AGCOM (pagine 7, 8, 9, 13) La nuova Agenzia di regolamentazione del settore postale (pagina 8) Privacy, informazione giornalistica e dati clinici (pagine 10, 11) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 11) Notizie INPGI: Circolare n. 3 (pagine 12, 13) Contributo all’AGCOM (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) Periodici associati USPI – 433° elenco (pagina 16) Convenzione USPI-SDA (pagina 16) re della metà della tariffa base) prevista per le imprese commerciali, costringendo ancora, paradossalmente, le associazioni di volontariato, quelle che operano nel sociale, quelle religiose, le congregazioni e le onlus a pagare una tariffa postale di gran lunga superiore a quella riservata ai quotidiani e periodici dei grandi gruppi editoriali; SI CHIEDE: quali iniziative il Governo intenda adottare, e quali azioni di responsabilità sugli uffici della Pubblica Amministrazione intenda assumere, per ripristinare, in primo luogo, la competenza del fondo di 30 milioni di euro per le tariffe postali del no-profit per il 2011 e/o, in subordine, per consentire alle associazioni e organizzazioni senza fine di lucro, come originariamente previste dalla legge 46/2004, di accedere quantomeno alla tariffa più favorevole praticata per i giornali commerciali, senza condizioni e vincoli incompatibili con la natura di questi soggetti no-profit». Notiziario USPI n° 4/2011
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Le qUOTe AssOCIATIVe UsPI
per l’anno 2011 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2011 versando la relativa quota associativa, lungi dal corrispondere ad una rituale formalità, risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - copia gratuita della XIII edizione della “Guida della Stampa Periodica” (volume + CD) - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2011 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
260,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
OFFERTA PRIMA ISCRIZIONE 2011: con soli 6 euro, in aggiunta alla quota associativa, riceverete direttamente al vostro domicilio la XIII Ediz. della “Guida della Stampa Periodica” 2005/2006 (volume + CD). Nella causale di versamento specificare dettagliatamente: “Quota associativa USPI 2011 + Guida Stampa Periodica”.
Quota d’iscrizione (“una tantum” per le testate che si iscrivono per la prima volta): - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
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100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
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Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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LA PAR CONDICIO NELLE AMMINISTRATIVE 2011 1
svincolata da oneri di equilibrio e di pari rappresentazione, e così anche i commenti. Tale deroga si spiega in ragione della diversa invasività del mezzo rispetto alla radioTV, e soprattutto in ragione del maggior grado di pluralismo del settore (esistenza di moltissime testate, espressione delle più diverse aspirazioni politico-culturali). L’INIZIO DEL PERIODO DI VIGENZA DELLA PAR CONDICIO “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l’accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. La comunicazione deve essere effettuata secondo le modalità e con i contenuti stabiliti dall’Autorità” (Articolo 7, comma 1, L. 28/2000). Ricordiamo che i comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 45° giorno antecedente quello della votazione (Articolo 11, Testo Unico delle Leggi Elettorali DPR 30 marzo 1957, n. 361). IL CONTENUTO DEI MESSAGGI POLITICI ELETTORALI “Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale: a) annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi; b) pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati; c) pubblicazioni di confronto tra più candidati (Articolo 7, comma 2, L. 28/2000). La propaganda elettorale (ed, infatti, non a caso, si usa il termine “propaganda” e non “pubblicità”) deve quindi avere un contenuto redazionale e non limitarsi al nome e foto del candidato, al simbolo del partito... IL COMUNICATO PREVENTIVO E IL DOCUMENTO ANALITICO IL COMUNICATO PREVENTIVO, da pubblicarsi sul numero precedente a quello ove si ospiteranno messaggi di propaganda elettorale, deve essere pubblicato con ade4
guato rilievo (sia per collocazione sia per modalità grafiche) e deve precisare le condizioni generali all’accesso (quali spazi si offrono, le modalità di prenotazione, le tariffe e modalità di pagamento...) e il recapito, con numero telefonico, della redazione presso cui è depositato un “DOCUMENTO ANALITICO” (consultabile a richiesta) concernente: 1) le condizioni temporali di prenotazione degli spazi pubblicitari (e il termine ultimo per le prenotazioni per ogni singolo numero); 2) le tariffe (autonomamente determinate) e le eventuali condizioni di gratuità; 3) ogni altra ulteriore circostanza (ad es. in che formato debba essere presentato il materiale...), ed in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. Ogni elemento di maggior favore praticato ad un soggetto politico deve essere riconosciuto anche agli altri. Tutti i messaggi politici elettorali devono contenere l’indicazione del committente responsabile e la scritta “messaggio elettorale”. Il lettore deve percepire subito che è un messaggio di propaganda elettorale. VIGILANZA E SANZIONI I Comitati regionali per le comunicazioni (CORECOM) o, se questi non sono stati ancora costituiti, i Comitati regionali per i servizi radiotelevisivi (CORERAT) assolvono le funzioni di vigilanza sulla corretta e uniforme applicazione della legislazione vigente e di accertamento delle eventuali violazioni, trasmettendo gli atti all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per i provvedimenti di propria competenza. Le violazioni alle disposizioni della Legge 28/2000 sono perseguite d’ufficio dall’Autorità, ma anche ciascun soggetto politico può denunciare tali violazioni entro il termine perentorio di DIECI GIORNI dal fatto (Articolo 10, L. 28/2000). La denuncia all’Autorità è procedibile soltanto se sottoscritta in maniera leggibile e accompagnata dalla documentazione comprovante l’avvenuto invio della denuncia anche agli altri destinatari (editore, CORECOM, GdF...). La denuncia deve obbligatoriamente contenere l’indicazione dell’editore e del giornale o periodico cui sono riferibili le violazioni, completa di data ed edizione e una motivata argomentazione.
Le sanzioni sono di natura ripristinatoria ossia miranti a ristabilire l’equilibrio violato. Solo in caso di rifiuto ad ottemperare nei tempi stabiliti della eventuale diffida dell’Autorità scattano le sanzioni amministrative pecuniarie (che variano da 2.582,28 a 30.987,42 euro, a seconda della gravità e della vicinanza della violazione al giorno delle elezioni). I SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI Nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto è VIETATO rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati prima dei quindici giorni in cui vige il divieto (Articolo 8, L. 28/2000). Nel periodo antecedente a quei “fatidici” quindici giorni, la pubblicazione (integrale o parziale) dei risultati dei sondaggi politici deve essere obbligatoriamente accompagnata da una “NOTA INFORMATIVA” (da pubblicare anche su Internet), con le seguenti indicazioni, di cui è responsabile chi realizza il sondaggio: - il soggetto che ha realizzato il sondaggio; - il committente e l’acquirente del sondaggio; - i criteri seguiti per la formazione del campione e se si tratti di “sondaggio rappresentativo” o “non rappresentativo”; - il metodo della raccolta e elaborazione dei dati; - il numero degli interpellati e la percezione delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda: - il testo integrale delle domande rivolte e la data in cui è stato realizzato il sondaggio. I sondaggi possono essere pubblicati solo se contestualmente siano resi disponibili dal committente, nella loro integralità e corredati dalla “nota informativa”, sul sito: www.sondaggipoliticielettorali.it, tenuto dal Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. In caso di pubblicazione a mezzo stampa, la “nota informativa” deve essere sempre evidenziata con apposito riquadro nella pagina. LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le Amministrazioni pubbliche di 6 Notiziario USPI n° 4/2011
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APERTE LE ISCRIZIONI AL XXIV CORSO PER OPERATORI EDITORIALI DELLA STAMPA PERIODICA (URBINO 18 - 23 SETTEMBRE 2011)
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nche quest’anno, come ormai da ventitre anni a questa parte, l’USPI ha organizzato - in convenzione con l’Università di Urbino - il “Corso per Operatori Editoriali della Stampa Periodica”, divenuto, negli anni, tradizionale appuntamento di studio e approfondimento delle tematiche del mondo editoriale ed occasione di analisi delle “novità” introdotte e delle modifiche apportate al nostro comparto in tutti i suoi variegati aspetti (legislativi, fiscali, burocratici...). Dal 1988 allo scorso anno sono stati circa 950 gli “allievi” che con entusiasmo e profitto hanno frequentato i Corsi residenziali estivi e l’interesse degli editori a questo servizio ha indotto l’USPI ad organizzare la 24a edizione del Corso che si terrà da domenica 18 a venerdì 23 settembre 2011. Il Corso, che si avvarrà della direzione scientifica della prof.ssa Graziella Mazzoli, Direttore IFG - Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino, si rivolge essenzialmente a editori e/o direttori di periodici di piccola e media tiratura, a giovani editori che intendano affrontare il mercato della stampa periodica, a impiegati e collaboratori della casa editrice.
IL PROGRAMMA Il seminario si avvale di qualificati manager delle principali aree gestionali di un periodico e di docenti ed esperti di sperimentato impatto didattico. Le lezioni – quasi tutte a carattere pratico – si soffermeranno, con la formula della presentazione, delle consulenze e dell’interscambio di esperienze e problematiche, sui seguenti argomenti: LINEE DI TENDENZA DEL MERCATO EDITORIALE - IL LAVORO SUBORDINATO E PARASUBORDINATO NELL’EDITORIA PERIODICA (il CCNL Confapi-Uspi e gli istituti della legge Biagi) - IL CODICE DELLA PRIVACY, IMPLICAZIONI PER EDITORI E GIORNALISTI - IL REGISTRO DEGLI OPERATORI DI COMUNICAZIONE - DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA, DIRITTO DI RETTIFICA E RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI - IL DIRITTO D’AUTORE - CONTRIBUTI E AGEVOLAZIONI PER LE PUBBLICAZIONI PERIODICHE - LA NORMATIVA SUL DEPOSITO LEGALE E LE CONVENZIONI USPI - LA RACCOLTA PUBBLICITARIA - IL MARKETING EDITORIALE - L’EDITORIA ON LINE - LA DISTRIBUZIONE: NAZIONALE E LOCALE, LE EDICOLE, LE TARIFFE POSTALI - LA DISCIPLINA FISCALE DELL’EDITORIA PERIODICA - LE POLITICHE DELL’USPI PER LA TUTELA E LO SVILUPPO DELLA STAMPA PERIODICA. Il programma definitivo verrà comunicato sul prossimo numero di questo Notiziario. Ai partecipanti che avranno seguito almeno 3/4 delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza. SEGRETERIA ED INFORMAZIONI: USPI, Viale B. Bardanzellu n. 95
00155 ROMA, Tel. 06.407.13.88 – 06.406.59.41 (anche fax) E-mail: uspi@uspi.it QUOTA DI ISCRIZIONE E DI FREQUENZA I partecipanti devono aver compiuto 18 anni. L’intera quota di partecipazione, pari a € 650,00, comprende la tassa d’iscrizione di € 300,00 per spese di organizzazione e attrezzature, e un contributo alle spese per docenti e frequenza di € 350,00. La quota di frequenza comprende la pensione completa in collegio universitario (vitto e alloggio in camera singola con servizio privato e doccia) dalla cena del primo giorno al pranzo dell’ultimo giorno, nonché le dispense ed i sussidi didattici. Se una medesima testata iscriverà più di un partecipante, la singola quota di partecipazione, per ognuno di essi, sarà pari a € 600,00. LA PRENOTAZIONE La partecipazione va prenotata entro il 29 luglio 2011 inviando all’USPI il seguente tagliando debitamente compilato. Il versamento della quota di iscrizione di € 300,00 (entro il 29/7) e della quota di frequenza di € 350,00 (entro il 29/8) possono essere effettuati tramite bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Ag. 6, Via Franceschini 58 - Roma, IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, (causale: Partecipazione XXIV Corso di Urbino), o inviando, tramite assicurata convenzionale (o a mano), assegno bancario o circolare non trasferibile intestato all’USPI. Il versamento della quota complessiva può essere effettuato anche mediante unico versamento.
Foto di gruppo del corso 2010
...............................TAGLIARE E SPEDIRE ENTRO IL 29 LUGLIO 2011............................ All’USPI – UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Segreteria del XXIV Corso per Operatori Editoriali Viale B. Bardanzellu, 95 – 00155 ROMA Il sottoscritto................................................................................................. in qualità di editore/collaboratore del periodico ................................................................................................................... prenota la sua partecipazione al XXIV Corso residenziale per Operatori Editoriali della Stampa Periodica che si svolgerà presso l’Università di Urbino dal 18 al 23 settembre 2011. Allega assegno/copia del bonifico di € 300,00 per quota d’iscrizione, con riserva d’inviare la quota di frequenza di € 350,00 entro il 29 agosto p.v.. Allega assegno/copia del bonifico di € 650,00 quale quota complessiva di partecipazione. Indirizzo..........................................................................................................................................................................................(città, via, c.a.p.) Recapito telefonico/fax/email..............................................................................................firma leggibile.............................................................
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svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni (Articolo 9, L. 28/2000).
ne elettorale di cui al precedente comma 1.
IVA AL 4 PER CENTO
Articolo 19 (Comunicato preventivo per la diffusione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici)
A seguito dell’entrata in vigore della Legge 8/4/2004, n. 90, l’aliquota IVA da applicare per l’acquisto di messaggi politici ed elettorali su quotidiani e periodici nei 90 giorni precedenti la data delle elezioni è del 4%. ***** DELIBERA N. 80/11/CSP Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni provinciali e comunali fissate per i giorni 15 e 16 maggio 2011 Articolo 1 (Finalità e ambito di applicazione) 1. Le disposizioni di cui al presente provvedimento, in attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come modificata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313, in materia di disciplina dell’ accesso ai mezzi di informazione, finalizzate a dare concreta attuazione ai principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza del sistema radiotelevisivo, nonché ai diritti riconosciuti ai soggetti politici dagli articoli 4 e 5 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, si riferiscono alle consultazioni per le elezioni dei Presidenti delle Province e dei consigli Provinciali e per le elezioni dei Sindaci e dei consigli comunali fissate per i giorni 15 e 16 maggio 2011 e si applicano nei confronti delle emittenti che esercitano l’attività di radiodiffusione televisiva e sonora privata e della stampa quotidiana e periodica. L’elenco delle province e dei comuni interessati dalle consultazioni elettorali e reso disponibile sui sito web dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: www.agcom.it. 2. In caso di coincidenza territoriale e temporale, anche parziale, della campagna elettorale di cui alla presente delibera con altre consultazioni elettorali referendarie, saranno applicate le disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28 relative a ciascun tipo di consultazione. 3. Le disposizioni di cui al presente provvedimento non si applicano ai programmi e alle trasmissioni destinati ad essere trasmessi esclusivamente in ambiti territoriali nei quali non è prevista alcuna consultazio6
TITOLO III STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA
1. Entro il quinto giorno successivo alla data di convocazione dei comizi elettorali, gli editori di quotidiani e periodici che intendano diffondere a qualsiasi titolo fino a tutto il penultimo giorno prima delle elezioni nelle forme ammesse dall’articolo 7, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, messaggi politici elettorali sono tenuti a dare notizia dell’offerta dei relativi spazi attraverso un apposito comunicato pubblicato sulla stessa testata interessata alla diffusione di messaggi politici elettorali. Per la stampa periodica si tiene conto della data di effettiva distribuzione al pubblico. Ove in ragione della periodicità della testata non sia stato possibile pubblicare sulla stessa nel termine predetto il comunicato preventivo, la diffusione dei messaggi non potrà avere inizio che dal numero successivo a quello recante la pubblicazione del comunicato sulla testata, salvo che il comunicato sia stato pubblicato, nel termine prescritto e nei modi di cui al comma 1, su altra testata, quotidiana o periodica, di analoga diffusione. 2. II comunicato preventivo deve essere pubblicato con adeguato rilievo, sia per collocazione, sia per modalità grafiche, e deve precisare le condizioni generali dell’accesso, nonché l’indirizzo ed il numero di telefono della redazione della testata presso cui è depositato un documento analitico, consultabile su richiesta, concernente: a)le condizioni temporali di prenotazione degli spazi con puntuale indicazione del termine ultimo, rapportato ad ogni singolo giorno di pubblicazione entro il quale gli spazi medesimi possono essere prenotati: b) le tariffe per l’accesso a tali spazi, quali autonomamente determinate per ogni singola testata, nonché le eventuali condizioni di gratuità; c) ogni eventuale ulteriore circostanza od elemento tecnico rilevante per la fruizione degli spazi medesimi, in particolare la definizione del criterio di accettazione delle prenotazioni in base alla loro progressione temporale. 3. Devono essere riconosciute ai soggetti politici richiedenti gli spazi per messaggi politici elettorali le condizioni di migliore favore praticate ad uno di essi per il modu-
lo acquistato. 4. Ogni editore è tenuto a fare verificare in modo documentale, su richiesta dei soggetti politici interessati, le condizioni praticate per l’accesso agli spazi in questione, nonché i listini in relazione ai quali ha determinato le tariffe per gli spazi medesimi. 5. Nel caso di edizioni locali o comunque di pagine locali di testate a diffusione nazionale, tali intendendosi ai fini del presente provvedimento le testate con diffusione pluriregionale, dovranno indicarsi distintamente le tariffe praticate per le pagine locali e le pagine nazionali, nonché, ove diverse, le altre modalità di cui al comma 2. 6. La pubblicazione del comunicato preventivo di cui al comma 1 costituisce condizione per la diffusione dei messaggi politici elettorali durante la consultazione elettorale. In caso di mancato rispetto del termine stabilito nel comma 1 e salvo quanto previsto nello stesso comma per le testate periodiche, la diffusione dei messaggi può avere inizio dal secondo giorno successivo alla data di pubblicazione del comunicato preventivo. Articolo 20 (Pubblicazione di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici) 1. I messaggi politici elettorali di cui all’articolo 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28, devono essere riconoscibili, anche mediante specifica impaginazione in spazi chiaramente evidenziati, secondo modalità uniformi per ciascuna testata, e devono recare la dicitura “messaggio elettorale” con l’indicazione del soggetto politico committente. 2. Sono vietate forme di messaggio politico elettorale diverse da quelle elencate al comma 2 dell’articolo 7 della legge 22 febbraio 2000, n. 28. (vedi precedentemente n.d.r. “Il contenuto dei messaggi politici elettorali”). Articolo 21 (Organi ufficiali di stampa dei partiti) 1. Le disposizioni sulla diffusione, a qualsiasi titolo, di messaggi politici elettorali su quotidiani e periodici e sull’accesso in condizioni di parità ai relativi spazi non si applicano agli organi ufficiali di stampa dei partiti e movimenti politici e alle stampe elettorali di coalizioni, liste, gruppi di candidati e candidati. 2. Si considera organo ufficiale di partito o movimento politico il giornale quotidiano o periodico che risulta registrato come tale ai sensi dell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, ovvero che rechi indicazione in tale senso nella testata, ovvero che risulti indicato come tale nello statuto o altro atto ufficiale del partito o del movimento politico. 6 Notiziario USPI n° 4/2011
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Testo dell’audizione del Presidente dell’AGCOM, Calabrò, alla IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati
LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO POSTALE E INDIVIDUAZIONE DELL’AUTORITA’ REGOLATRICE DEL SETTORE
dialogando dialogando Sullo scorso numero di febbraio del “Notiziario USPI” abbiamo pubblicato un approfondito articolo di Fernando Bruno, assistente del Commissario Sortino all’AGCOM ed esperto di diritto delle comunicazioni, nel quale si riassumeva e si chiariva la posizione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul tema dell’individuazione dell’Autorità regolatrice del settore postale, all’indomani dell’avvenuta liberalizzazione del mercato. Riportiamo, su questo numero, il testo completo dell’Audizione che il Presidente dell’AGCOM, Corrado Calabrò, ha svolto presso la IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati, il 25 gennaio 2011. Il Presidente AGCOM si è soffermato su un aspetto critico dello schema di decreto legislativo, in emanazione, di recepimento della Direttiva europea 2008/6/CE, connesso alla costituzione di un’Agenzia, quale ente regolatore del settore. Calabrò ha contestato la nascita di questa nuova Agenzia, inadeguata – secondo lui – a regolare la vigilanza sul settore postale perché non caratterizzata dal necessario requisito d’indipendenza “sostanziale” (come richiesto dalla Direttiva europea), ma al contrario sottoposta ad un pervasivo controllo ed indirizzo in capo al Governo. Calabrò ha pertanto proposto di passare all’Authority per le comunicazioni tutte le competenze di natura regolatoria nel settore postale, anche per archiviare la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea. «Onorevole Presidente, Onorevoli Deputati, un sentito ringraziamento per l’audizione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/6/CE sul completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari. Una convocazione che rappresenta un atto di sensibilità istituzionale nei confronti dell’ Autorità regolatrice del settore delle comunicazioni, che, come tale, ha, in base alla legge, già rivolto in materia una segnalazioNotiziario USPI n° 4/2011
ne al Governo e al Parlamento. Dando per acquisita la cornice in cui la questione s’inquadra, il mio intervento si concentrerà su un aspetto critico dello schema di decreto, connesso alla costituzione di un’Agenzia quale ente regolatore del settore. L‘assetto attuale e la costituzione dell’Agenzia nazionale di regolamentazione La necessità di individuare un Regolatore indipendente che realizzi la liberalizzazione del settore postale è uno dei cardini della Direttiva 97/67/CE, rimarcato dal legislatore comunitario con la Direttiva 2008/6/CE, che si sofferma sul nodo - cruciale nella fase conclusiva del processo di liberalizzazione - della necessaria individuazione di un regolatore indipendente. La Direttiva prescrive esplicitamente che “gli Stati membri che mantengono la proprietà o il controllo di fornitori di servizi postali provvedono alla piena ed effettiva separazione strutturale delle funzioni di regolamentazione dalle attività inerenti alla proprietà al controllo”. Tale previsione si inserisce pienamente nella prassi comunitaria sviluppata in diversi settori che, proprio in previsione di un processo di liberalizzazione, postula la necessità di prevedere un regolatore indipendente preposto alla regolazione e alla vigilanza dei mercati precedentemente riservati. Oggi, secondo l’indicazione del decreto Legislativo 22 luglio 1999, n. 2614, “l’autorità di regolamentazione del settore postale è il Ministero delle comunicazioni”. E’ del tutto evidente che tale disposizione non soddisfa il carattere di indipendenza “sostanziale” richiesto dalla norma comunitaria, con il risultato che l’attuale assetto dei poteri non garantisce una effettiva autonornia del regolatore dal soggetto regolato. II Governo, infatti, da un lato, tramite il Ministero delle Comunicazioni (oggi confluito nel Ministero dello Sviluppo economico), è preposto alla regolamentazione del settore; dall’altro, tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze (per il 65%, direttamente e, per il rimanente 35%, indirettamente, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti), controlla Poste Italiane S.p.A., gestore incaricato del servizio postale uni-
versale e principale competitor nei servizi liberalizzati. Tale situazione ha determinato I’apertura della procedura di infrazione per violazione del diritto comunitario a carico dell’Italia (procedura n. 2009/2149). Lo schema di decreto di recepimento all’esame di codesta Commissione designa l’Agenzia nazionale di regolamentazione come ente regolatore, definendolo come “soggetto giuridicamente distinto e funzionalmente indipendente rispetto al settore degli operatori postali”. Ad essa viene affidato il compito di vigilare sul complesso percorso di completamento della liberalizzazione e sulla successiva evoluzione del settore. L’art. 2 dello schema di decreto definisce alcune delle regole di funzionamento dell’Agenzia, rimandando, per quanto non previsto nell’articolo, agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Nell’apprezzare l‘intento di modificare l’attuale quadro regolamentare in una direzione maggiormente funzionale e coerente soprattutto laddove la nuova Agenzia riunisce presso un unico soggetto competenze attualmente frammentate e distribuite tra diversi Uffici, Amministrazioni, Agenzie, la cui attività non era sempre informata ai princìpi dell’apertura al mercato e della tutela del consumatore - non si può fare a meno di rilevare come il soggetto designato alla regolazione della vigilanza del settore postale non risulti caratterizzato dal necessario requisito d’indipendenza. Manca l’indipendenza sostanziale richiesta dal diritto comunitario e sul piano formale manca l’indipendenza dalla proprietà prevista dalla Direttiva 2008/6/CE. Passo brevemente in rassegna alcune delle criticità contenute nello schema di decreto che minano l’indipendenza dell’Agenzia; requisito che è da intendersi non soltanto con riferimento all’influenza degli operatori di mercato ma anche alla soggezione dell’Esecutivo. II comma 3 dell’art. 2 prevede che l’Agenzia operi sulla base di princìpi tipici delle Autorità indipendenti quali quelli di autonomia organizzativa, tecnico-operativa e gestionale. Tale affermazione di principio viene però successivamente declinata in maniera tale da far ritenere la permanenza di un pervasivo controllo e indirizzo in capo al Governo. E’ infatti su proposta del Ministro dello Sviluppo economi8 7
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co di concerto con il Ministro dell’’Economia e delle finanze e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione che si provvede a definire l’assetto organizzativo dell’Agenzia, I’articolazione delle funzioni, l’adozione dello statuto, nonché le modalità di trasferimento del personale (dal Ministero) e le risorse strumentali assegnate (art.2, comma 7). Lo schema di decreto legislativo fa esplicito rimando, inoltre, a quanto contenuto negli art. 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, che prevedono stringenti poteri di indirizzo del Governo, primo fra tutti il potere di nomina del Direttore generale (al quale si applica lo spoil system). Quanto alle funzioni, la nuova Agenzia potrà svolgere i compiti di vigilanza in merito all’assolvimento degli obblighi a carico del fornitore del servizio universale e di quelli derivanti da licenze e autorizzazioni, “anche avvalendosi degli organi territoriali del Ministero dello sviluppo economico” (art.2, comma 4, lettera f). Senza considerare che ben più esplicite dovrebbero essere le prescrizioni di separazione del bilancio dell’Agenzia da quello
dello Stato; presupposto incomprimibile per garantire una reale autonomia. Appare dunque evidente che, anche con le modifiche introdotte dallo schema di decreto di recepimento, il contesto regolamentare continua ad essere inadeguato per definizione del sistema di governo del settore, risultando in contrasto sia con la lettera della normativa comunitaria, sia, in forma ancor più marcata, con il suo spirito e le sue linee evolutive. Permane pertanto concretamente il rischio che si possa giungere ad un accertamento formale, mediante sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, dell’inosservanza da parte dello Stato di uno degli obblighi imposti dall’ordinamento comunitario. Ritengo conseguentemente necessaria una modifica dello schema di recepimento della direttiva con l’individuazione di un regolatore indipendente, dotato di un elevato grado di expertise, che conduca alla liberalizzazione del settore e consenta l’archiviazione della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea. Tale regolatore non può essere l’Agenzia così come pre-
vista nello schema di decreto. In applicazione dei generali princìpi di efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, al fine di evitare la proliferazione di organismi di controllo, l’attribuzione delle funzioni regolatorie potrebbe essere disposta a favore di un’Autorità già esistente che sia in possesso delle caratteristiche necessarie. II che significa che deve essere indipendente sia dal potere politico sia dai soggetti regolati e che deve possedere sviluppate competenze, di natura regolatoria, nei settori a rete. Le principali esperienze in Europa In questo senso si indirizzano la quasi totalità delle esperienze in Europa. Al riguardo si fa notare come nella quasi totalità dei Paesi europei (22 su 27), l‘Autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni presiede anche alla vigilanza dei servizi postali. I principali Paesi europei, Francia, Germania e Inghilterra, hanno attribuito la competenza postale all’Autorità delle telecomunicazioni. Così pure in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Latvia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Svezia, Ungheria, l’Autorità preposta alla regolazione dei servizi postali e quella che pre-
LA NUOVA AGENZIA DI REGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE POSTALE Contrariamente all’opinione del Presidente dell’AGCOM, Calabrò, espressa nell’audizione che riportiamo nella pagina, il Governo è indirizzato ad istituire un nuovo soggetto regolatore del settore postale: l’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale. L’Agenzia vedrà luce con l’emanazione di un decreto legislativo di recepimento della Direttiva 2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 2008, che riguarda il pieno completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari. L’Agenzia sarà un soggetto giuridicamente distinto e funzionalmente indipendente rispetto agli operatori del settore postale ed opererà sulla base di princìpi di autonomia organizzativa, tecnico-operativa, gestionale, di trasparenza ed economicità. I compiti che l’Agenzia dovrà assolvere saranno i seguenti: 1) regolazione dei mercati postali; 2) adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualità e caratteristiche del servizio postale universale, anche riguardo alla individuazione dei punti del territorio nazionale necessari a garantire una regolare e omogenea for8
nitura del servizio; 3) determinazione delle tariffe dei settori regolamentati e promozione della concorrenza nei mercati postali; 4) monitoraggio, controllo e verifica del rispetto di standard di qualità del servizio postale universale; 5) analisi e monitoraggio dei mercati postali, con l’istituzione di un osservatorio sui prezzi dei servizi; 6) vigilanza sugli obblighi a carico del fornitore del servizio universale e su quelli derivanti da licenze ed autorizzazioni. Tutte queste funzioni, attualmente, sono svolte dal Ministero dello sviluppo economico. Direzione generale per la regolamentazione del settore postale, che fornirà il personale a questa nuova Autorità. L’Agenzia avrà anche potere sanzionatorio, in caso di inosservanza dei propri provvedimenti o di non ottemperanza alle richieste di informazioni e controlli da parte dei soggetti esercenti i servizi postali. L’Agenzia sarà composta da un Collegio di tre membri e da un Direttore generale. I membri, nominati con DPR (previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero dello sviluppo economico e parere favorevole delle competenti
Commissioni parlamentari), dureranno in carica 3 anni e potranno essere confermati una sola volta. La carica di componente del Collegio sarà incompatibile con incarichi politici elettivi e i nominati non dovranno avere alcun interesse di qualunque natura in conflitto con le funzioni dell’Agenzia. Al Direttore generale spetteranno le funzioni di direzione, coordinamento e controllo della struttura dell’Agenzia. Il Direttore generale sarà nominato per un periodo di 5 anni, non rinnovabili. Per almeno dodici mesi dalla cessazione dell’incarico, i membri del Collegio e il Direttore generale non potranno intrattenere, né direttamente né indirettamente, rapporti di collaborazioni, impiego o consulenza con le imprese operanti nel settore postale. Questa nuova Autorità si manterrà, per le spese, mediante un apposito Fondo presso il Ministero dello sviluppo economico e tramite un contributo (si parla dell’1 per mille dei ricavi) versato da tutti gli operatori del settore. Saranno necessari successivi decreti ministeriali attuativi per vedere finalmente all’opera la nuova Agenzia. Notiziario USPI n° 4/2011
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siede anche alla regolazione del settore delle comunicazioni. Nel Regno Unito l’accorpamento delle competenze in materia postale (attualmente assegnate a Postcomm) in capo al Regolatore delle comunicazioni elettroniche Ofcom entro la prima metà del 2011 è stato già deliberato dalla Camera dei Comuni ed è attualmente all’esame della Camera dei Lords. Analoga situazione si riscontra tra i Paesi candidati all’adesione all’UE: ad esempio il Regolatore turco per le comunicazioni elettroniche ha in corso di acquisizione la competenza anche per il settore postale. Tra i Paesi EEA (European Economic Area), Norvegia ed Islanda hanno istituito Regolatori convergenti con competenze sia postali sia nel settore delle telecomunicazioni, mentre il Liechtenstein sta tentando di perseguire l’obiettivo della convergenza. La scelta di gran lunga maggioritaria in Europa e ispirata anche dall’ opportunità di evitare il rischio di involontaria cattura cui potrebbe essere esposta una autorità ad hoc, a causa della presenza di un unico, grande operatore - l’incumbent - che di fatto esaurisce, almeno in una prima fase, le dimensioni del settore. Può notarsi che la stessa Tabella allegata alla Decisione istitutiva del Gruppo Europeo dei Regolatori Postali reca, per I’Italia, un richiamo alla prossima individuazione di una “Independent National regulatory Authority”. La partecipazione a tale organismo comunitario sarebbe inibita ad un Regolatore nazionale che non possedesse tutti i requisiti di autonomia, indipendenza e qualificazione tecnica prescritti dalla normativa europea. A tale proposito, vale la pena di ricordare che nessuna istituzione del nostro Paese è allo stato ammessa a partecipare alle attività del Gruppo dei regolatori europei dei Servizi postali e che il protrarsi di tale situazione di incertezza è destinato a penalizzare l’Italia, in regione della mancata rappresentanza nelle sedi dedicate alla discussione dei principali temi regolamentari di settore in ambito comunitario. La non ravvisabilità di un Regolatore indipendente in Italia, quindi, oltre ad avere pesanti conseguenze sui mercati nazionali e sui relativi processi di liberalizzazione previsti dal diritto comunitario, rischia di escludere l’Italia dalle attività di coordinamento internazionale, relegando il Paese alla successiva ricezione passiva di approcci ed orientamenti definiti dai Regolatori indipendenti di altri Stati membri. La posizione dell‘Autorità per le garanzie nelle comunicazioni In relazione al sopraggiunto termine del 31 dicembre 2010 previsto per la trasposizione nell’ordinamento interno della Direttiva comunitaria n. 2008/6/CE, recante modifiNotiziario USPI n° 4/2011
ca della Direttiva 97/67/CE in materia di completamento del mercato interno dei servizi postali comunitari, si palesa pertanto quanto mai urgente l’esigenza dell’individuazione di un regolatore veramente indipendente, caratterizzato da adeguate competenze giuridiche ed economiche nel settore della regolazione, affinché non abbia ulteriore seguito la procedura di infrazione comunitaria. Invero, proprio nel settore delle comunicazioni elettroniche, l’indipendenza del regolatore dal Governo e dai soggetti regolati, già richiesta dall’art. 3 della direttiva quadro (2002/21/CE), è ribadita in modo ancor più pregnante dalla direttiva 2009/140/CE, che ha modificato l’intero pacchetto regolamentare (di cui si attende il recepimento, sia pure tardivo). Quanto all’individuazione di tale soggetto, rappresenterebbe un’anomalia nel panorama europeo la commistione di funzioni di regolazione con altre evidentemente improntate a obiettivi diversi e non conciliabili. II riferimento, in primis, è alla funzione di regolazione e controllo. Il compito di tutela della concorrenza risponde a finalità diverse, non scambiabili con quelle regolatorie. E’ quindi di tutta evidenza che, anche sulla base delle scelte dei principali Paesi europei, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni appare il candidato naturale alla regolamentazione e alla vigilanza di tali servizi. E’ appena il caso di far notare che storicamente i servizi postali, e quelli di telecomunicazioni sono sempre stati gestiti da un unico regolatore. Le telecomunicazioni sono state la naturale evoluzione del servizio postale; e oggi e anche vero il viceversa. L’evoluzione tecnologica in corso e la diffusione di servizi postali “de-materializzati” - come la posta elettronica certificata (PEC) - spingono anch’esse nella direzione dell’attribuzione della competenza settoriale ad un’autorità delle comunicazioni convergente, quale quella italiana (senza considerare che lo stesso incumbent dei servizi postali Poste Italiane, è già un soggetto regolato e vigilato dall’Autorità per quanto concerne l‘attività di operatore virtuale di telefonia mobile -MNVO). Questa Autorità possiede - senza confronti le maggiori competenze in materia. In questa senso si è espressa anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato identificando AGCOM come il candidato “naturale”. E va ricordato il ruolo fondamentale da essa svolto nel complesso processo di liberalizzazione delle comunicazioni elettroniche. Una riprova indiretta del ruolo virtuoso che un regolatore indipendente può assumere in un contesto di liberalizzazione è offerta dall’andamento dei prezzi. L’indice dei prezzi
dei servizi di telecomunicazione è diminuito quasi del 32% rispetto al 1997, anno in cui venne istituita l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nessun altro settore ha sperimentato una dinamica simile, peraltro sostenuta da volumi di traffico e da ricavi costantemente crescenti. I prezzi dei servizi postali sono invece in costante aumento: dal 1997 ad oggi l’indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 50% - più della media nazionale - nonostante una parziale apertura dei mercati. E in questi tredici anni l’AGCOM ha maturato e raffinato salde competenze tecniche, giuridiche ed economiche nella regolazione e nel controllo del settore. L’omologia tra i compiti svolti e quelli di possibile nuova attribuzione è palese. Questa Autorità - unica nel panorama nazionale - ha ad esempio maturato una esperienza in sede nazionale e comunitaria in materia di regolazione del Servizio universale che è parimenti una questione di centrale importanza nella regolazione dei servizi postali. L’attribuzione della competenza postale a questa Autorità sarebbe dunque in assoluta sinergia con le sue competenze e con la sua professionalità e vedrebbe l’Autorità in grado di esercitare questa competenza in tempi brevissimi. Si comprende quindi come, finora, più di un progetto di riforma della regolazione in Italia abbia individuato nell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il soggetto indipendente competente per la regolazione dei servizi postali. In particolare, il d.d.l. A.S. 1366, recante ‘’Disposizioni in materia di regolazione e vigilanza sui mercati e ordinamenti delle Autorità indipendenti”, presentato durante la passata legislatura, all’art. 3, co. 1, stabiliva il trasferimento delle funzioni di regolamentazione di settore previste dalla normativa comunitaria in capo all’Autorità, mantenendo correttamente al Ministero delle comunicazioni competenze di natura diversa, come la definizione delle politiche di settore. Si pone ovviamente la questione di non disperdere la professionalità dei funzionari che attualmente operano nella regolazione postale. L’art. 3, co. 2, del d.d.l. dettava le opportune misure organizzative necessarie per far fronte ai nuovi compiti, prevedendo che l‘organico dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni fosse accresciuto di trenta unità (rispetto alle sessanta unita previste, invece, dallo schema di decreto attuale). Al riguardo si fa inoltre presente che la stessa legge istitutiva dell’Autorità (legge n.249 del 1997) già contempla un meccanismo di reclutamento del personale di ruolo dell’Autorità, nella misura del 50 % del personale disponibile, mediante apposita selezione “proporzionalmente al13 9
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GARANTE PRIVACY, ESSENZIALITA’ DELL’INFORMAZIONE GIORNALISTICA E DIFFUSIONE DEI DATI CLINICI Con il Provvedimento n. 012, del 13 gennaio 2011, il Garante per la protezione dei dati personali è tornato a pronunciarsi sul sempre delicato problema di tutela dalla diffusione di dati personali (in questo caso, esami medici) ed il rispetto del dovere e dei limiti del diritto di cronaca nell’esercizio dell’attività giornalistica. Il caso, oggetto del provvedimento del Garante della Privacy, riguarda la pubblicazione su un periodico di dati relativi allo stato di salute di un parlamentare, tramite anche la riproduzione, in fotografia, di parte della sua cartella clinica ospedaliera. Il Garante ha sancito, in generale, la liceità della diffusione dei dati (medici) anche senza il consenso dell’interessato, nel rispetto del diritto di cronaca, perché il fatto poteva ragionevolmente considerarsi di rilievo pubblico, ma ha anche sottolineato la necessità della difesa del requisito dell’ “essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di pubblico interesse”. In sostanza, il Garante della Privacy ha affermato la liceità del trattamento di dati personali pubblicati sul periodico, ma ha sanzionato la pubblicazione dell’intero referto medico (tramite fotografia), perché non giustificata sul piano dell’essenzialità dell’informazione, rispetto al fatto in questione, “il quale poteva essere oggetto di cronaca giornalistica senza pubblicare per intero il referto medico citato”. Il Garante, pertanto, ha ordinato la rimozione dalle pagine online della testata dei dati personali di carattere clinico del ricorrente. Ecco l’interessante sentenza che fa luce su un aspetto di per sé ambiguo tra difesa della privacy e tutela del diritto di cronaca, pubblicata sul sito: www.garanteprivacy.it IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI VISTO il reclamo presentato il 10 novembre 2010 dall’on. Raffaele Lombardo, rappresentato e difeso dagli avvocati Sebastiano Di Betta, Antonino Lo Presti e Giovanni Pitruzzella, con il quale lo stesso ha lamentato la violazione della normativa in materia di protezione dei dati personali in relazione a un servizio giornalistico pubblicato sul periodico Sud, edizione del 17 settembre 2010; SENTITO il reclamante nel corso dell’audizione del 1° dicembre 2010; VISTE le deduzioni formulate in data 15 dicembre 2010, tramite il proprio legale avv. Renata Saitta, da Editori Indipendenti 10
s.r.l., in qualità di titolare del trattamento dei dati oggetto del reclamo, nonché da Antonio Condorelli, direttore responsabile della testata giornalistica e autore dell’articolo in questione; nonché le ulteriori memorie presentate dai predetti soggetti in data 7 gennaio 2011; SENTITO il direttore responsabile Antonio Condorelli in data 10 gennaio 2011; VISTO l’ulteriore servizio giornalistico pubblicato sul periodico Sud, edizione del 1 ottobre 2010; VISTI gli atti d’ufficio e le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell’art. 15 del regolamento n. 1/2000; RELATORE il dott. Mauro Paissan; PREMESSO L’on. Lombardo ha presentato un reclamo a questa Autorità con il quale ha lamentato l’intento diffamatorio di un servizio giornalistico pubblicato sul periodico Sud del 17 settembre 2010 “Lombardo in fin di vita. Diagnosi (truccata) anticarcere” (distribuito in data 15 settembre 2010), nonché la violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali derivante dalla diffusione di dati relativi al suo stato di salute, tramite anche la riproduzione sul periodico, in fotografia, di parte della sua cartella clinica (la scheda di dimissione ospedaliera). Tale pubblicazione, si sostiene nel reclamo, sarebbe avvenuta al fine di supportare la tesi secondo cui il contenuto di tale documento non corrisponderebbe alle reali condizioni di salute dell’on. Lombardo, ma avrebbe avuto lo scopo di precostituire una condizione di incompatibilità con la detenzione carceraria, a seguito della notizia - smentita peraltro dal Procuratore della Repubblica di Catania del possibile arresto dell’on. Lombardo nell’ambito di un’inchiesta giudiziaria. Il Garante ha avviato un’istruttoria preliminare, nel corso della quale ha sentito il reclamante e, dopo aver chiesto e acquisito chiarimenti dal direttore responsabile della testata, anche il medesimo direttore. In particolare, il reclamante ha sostenuto che i dati contenuti nella scheda di dimissione ospedaliera sarebbero compatibili con la patologia effettivamente riscontrabile, seppure in forma lieve, in base agli esami cardiaci effettuati dallo stesso Lombardo. L’editore e il direttore responsabile nelle memorie presentate e nel corso dell’audizione hanno evidenziato che nell’edizione di Sud del 17 settembre 2010 (n. 0) è stata
pubblicata la scheda di dimissione ospedaliera (SDO) e la denuncia alla Procura della Repubblica di Catania del primario dell’ospedale Cannizzaro, dott. Lomeo, il quale si è rifiutato di sottoscrivere una diagnosi di aneurisma all’aorta, riferita all’on. Lombardo, non ritenendo la stessa corrispondente alle effettive condizioni del paziente. Inoltre, il direttore responsabile, durante l’audizione, ha affermato che in seguito alle polemiche che la diffusione di tale notizia ha suscitato nell’opinione pubblica e a maggior testimonianza della non veridicità della diagnosi riportata nella scheda di dimissione ospedaliera, nel numero 1 del periodico Sud (1° ottobre 2010) è stato riprodotto un ulteriore referto medico del 23 gennaio 2010, consistente in un “esame ecocardiografico color-doppler”, il quale confermerebbe che le condizioni del reclamante sarebbero nella norma. La pubblicazione di tale referto – sempre secondo il direttore responsabile – non avrebbe determinato la diffusione di dati eccedenti e non pertinenti, in quanto i dettagli analitici di matrice clinica sarebbero essenziali al fine di dimostrare la contraddittorietà dei due referti. CIÒ PREMESSO, OSSERVA:
IL
GARANTE
Il trattamento di dati in esame rientra tra quelli per i quali opera la particolare disciplina del Codice prevista per l’attività giornalistica (artt. 136 e ss. del Codice - d. lg. 30 giugno 2003, n. 196, di seguito “Codice”). In base a tale disciplina, la raccolta e la diffusione di dati personali possono avvenire anche senza il consenso dell’interessato, nel rispetto dei limiti del diritto di cronaca e, in particolare, del requisito dell’“essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico”. Il servizio oggetto del reclamo riporta un fatto che può ragionevolmente considerarsi di rilievo pubblico, in quanto riferisce di una denuncia di presunta falsificazione della cartella clinica dell’on. Lombardo presentata dal primario presso cui il reclamante ha effettuato gli accertamenti clinici; denuncia che ha determinato l’apertura di un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Catania. La notizia, per sua natura, implicava dunque un riferimento alle informazioni sulla salute del reclamante, riferimento che può trovare fondamento anche alla luce della vigente disciplina in materia di protezione Notiziario USPI n° 4/2011
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dei dati personali (cfr. anche artt. 136 e seg. del Codice e artt. 5, comma 1 e 10, comma 2 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, allegato A1 al Codice). Pertanto, il testo dell’articolo del 17 settembre e i due documenti riprodotti nell’articolo medesimo, ossia la denuncia del primario e la scheda di dimissione ospedaliera (allegata alla denuncia), dalla quale si evince che questa è priva della firma dello stesso primario e riporta la sola sottoscrizione di un medico in servizio presso l’unità operativa, risultano pertinenti e non eccedenti e pertanto la loro diffusione è lecita, anche se sarebbe stato opportuno non pubblicare la fotografia della scheda di dimissione ospedaliera, essendo il contenuto di questa riportato, comunque, nella denuncia del primario. Tuttavia, nel corso degli accertamenti istruttori svolti dall’Autorità, ma non evidenziati nel testo del reclamo presentato dall’on. Lombardo, è emerso altresì che nell’edizione del 1° ottobre 2010 è stato pubblicato anche il referto dell’“esame ecocardiografico color-doppler” contenente i risultati delle relative analisi. Il documento è tuttora reperibile sul sito on-line del giornale, anche attraverso i motori di ricerca. Tale ultimo documento riporta alcuni dati clinici analitici la cui diffusione è da ritenersi eccedente alla luce della disciplina in materia di protezione dei dati personali e non giustificata sul piano dell’essenzialità dell’informazione rispetto al fatto in questione, il quale poteva essere oggetto di cronaca giornalistica senza pubblicare per intero il referto medico citato (art. 137, comma 3, del Codice; artt. 5, 6 e 10 comma 1 del
codice di deontologia cit.). In tal senso si è espressa in passato anche l’Autorità che ha evidenziato in termini generali l’illiceità della riproduzione di documenti recanti dettagli clinici (cfr. provv. 15 luglio 2006, doc. web n. 1310796 in www.garanteprivacy.it). Alla luce delle considerazioni svolte, va pertanto affermata la liceità del trattamento di dati personali presenti sul periodico Sud del 17 settembre 2010 e oggetto del reclamo, mentre deve essere rilevata l’eccedenza del trattamento, limitatamente ai dati di carattere clinico relativi alle misurazioni mmode, all’analisi bidimensionale e all’analisi doppler presenti nel referto dell’esame ecocardiografico color-doppler del 25 gennaio 2010, pubblicati nel medesimo periodico Sud del 1 ottobre 2010 e diffusi sul sito web della testata. Pertanto, ai sensi degli artt. 139, comma 5, 143, comma 1 lett. c) e 154 comma 1, lett. d), del Codice, si dispone nei confronti di Editori Indipendenti s.r.l., in qualità di titolare del trattamento, la rimozione dalle pagine della testata on line dei dati personali di carattere clinico dell’on. Lombardo, relativi alle misurazioni mmode, all’analisi bidimensionale e all’analisi doppler presenti nel referto dell’esame ecocardiografico color-doppler del 25 gennaio 2010. Si fa presente che in caso di inosservanza del divieto si renderà applicabile la sanzione di cui all’-art. 170 del Codice, oltre alla sanzione amministrativa di cui all’art. 162, comma 2 ter del Codice. TUTTO CIÒ GARANTE:
PREMESSO
IL
a) rileva ai sensi degli art. 136 e ss. del Codice e degli articoli 5, comma 1 e 10
comma 2 del codice di deontologia cit., la liceità del trattamento di dati personali riferiti al reclamante e riportati sul periodico Sud del 17 settembre 2010; b) rileva, ai sensi degli art. 136, 137, comma 3, del Codice; artt. 5, 6 e 10 del codice di deontologia cit., l’illiceità del trattamento di dati personali del reclamante pubblicati sul periodico Sud del 1 ottobre 2010 limitatamente ai dati di carattere clinico relativi alle misurazioni m-mode, all’analisi bidimensionale e all’analisi doppler presenti nel referto dell’esame ecocardiografico color-doppler del 25 gennaio 2010; c) ai sensi degli artt. 139 comma 5, 143 comma 1, lett. c) e 154 comma 1, lett. d) del Codice in materia di protezione dei dati personali, ordina a Editori Indipendenti s.r.l. - in qualità di titolare del trattamento – di rimuovere, dalle pagine della testata on line, i dati personali di carattere clinico dell’on. Lombardo, relativi alle misurazioni mmod, all’analisi bidimensionale e all’analisi doppler presenti nel referto dell’esame ecocardiografico color-doppler del 25 gennaio 2010. Si ricorda che avverso il presente provvedimento Editori Indipendenti s.r.l., ai sensi dell’art. 152 del Codice, può proporre opposizione con ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria, in particolare al tribunale del luogo ove risiede il titolare del trattamento, entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del medesimo provvedimento, e che l’opposizione non sospende l’esecuzione del provvedimento (v. art. 152, comma 5 del Codice). Roma, 13 gennaio 2011 IL PRESIDENTE Pizzetti IL RELATORE Paissan IL SEGRETARIO GENERALE De Paoli
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base alle nuove Convenzioni sottoscritte dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni (sede dell’editore) e per periodicità della testata edita. ENTRO IL MESE DI APRILE - Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 1° trimestre dell’anno Notiziario USPI n° 4/2011
(gennaio-marzo 2011). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di aprile NON devono effettuare alcuna consegna. Ricordiamo la necessità di allegare a questa prima spedizione annuale un certificato di iscrizione all’USPI per l’anno 2011. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali - come individuate dal Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali del 28 dicembre 2007 - la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.
Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del
DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. “Ufficio Giornali” per quotidiani, plurisettimanali e settimanali. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. “Ufficio Giornali” per i quotidiani, “Ufficio Periodici” per tutti gli altri periodici. 11
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI Circolare n. 3 del 29/3/2011 OGGETTO: Delibera del Consiglio di Amministrazione dell’INPGI n. 110 del 14 dicembre 2010 (approvata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze con nota n. 24/VI/0004581 del 14/03/2011), concernente: la definizione dei criteri e delle condizioni per l’accettazione da parte dell’INPGI delle proposte di riduzione dei debiti previdenziali nell’ambito delle procedure di Concordato Preventivo, di cui al decreto del Ministero del Lavoro del 4 agosto 2009. Nell’ambito della riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali di cui all’art. 1, comma 5, della legge 14 maggio n. 80, il legislatore con l’art. 146 del D.lgs n. 5/2006 ha inserito, al Titolo III, Capo V, del regio decreto n. 267/1942 (cosiddetta legge fallimentare) l’articolo 182-ter, introducendo così il nuovo istituto della “transazione fiscale”. La transazione fiscale rappresenta una particolare procedura “transattiva” tra ente creditore e imprenditore, che si colloca nell’ambito della procedura di concordato preventivo ex artt. 160 e seguenti della legge fallimentare, o degli accordi di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l.f., avente ad oggetto la proposta di pagamento in misura ridotta e/o dilazionata dei crediti sia chirografari che privilegiati, anche se non iscritti a ruolo, con l’eccezione dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea. Con l’art. 32, comma 5, del Decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 - convertito con legge 28 gennaio 2009, n. 2 - il legislatore è intervenuto sull’attuale assetto dei sistemi di riscossione, estendendo l’istituto della “transazione fiscale” anche ai debiti di natura previdenziale. La norma citata, infatti, recita testualmente: “Con il piano di cui all’articolo 160 il debitore può proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi amministrati dalle agenzie fiscali e dei relativi accessori, nonché dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, limitatamente alla quota di debito avente natura chirografaria anche se non iscritti a ruolo, ad eccezione dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione europea; …”, demandando la regolamentazione delle modalità attuative della transazione in ambito previdenziale ad un apposito Decreto da parte del Ministero del 12
Lavoro. All’uopo è intervenuto il D.M. 4 agosto 2009, che ha stabilito le modalità di applicazione dell’istituto in oggetto ai crediti contributivi nonché i criteri e le condizioni di accettazione da parte degli enti previdenziali degli accordi su tali crediti, prevedendo, peraltro, limiti all’ammissibilità dei medesimi. La ratio del provvedimento risiede nell’esigenza di fronteggiare il grave stato di emergenza finanziaria, in cui versa la generalità delle imprese per effetto del perdurare dell’attuale stato di crisi economica su scala globale e si inserisce, latu sensu, nell’ambito dei provvedimenti adottati per sostenere il sistema imprenditoriale al fine di limitare i riflessi negativi sull’occupazione e favorire la ripresa della produzione e dei mercati. Per effetto di tale disposizione, quindi, le aziende che presentino situazioni di esposizione debitoria nei confronti degli enti di previdenza, in conseguenza del mancato pagamento dei contributi obbligatori e delle somme accessorie, potranno – nell’ambito della procedura di concordato preventivo - pervenire ad un accordo con l’ente previdenziale per ottenere una riduzione del proprio debito. AMBITO DI APPLICAZIONE Per quanto attiene l’ambito soggettivo di applicazione della norma, è pacifico che la stessa spiega i propri effetti anche nei confronti delle contribuzioni di pertinenza dell’INPGI, stante l’ampia formulazione letterale adottata dal legislatore, riferita ai “contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie”. E’ da evidenziare che la proposta di transazione relativa ai debiti per contributi previdenziali, si inquadra esclusivamente nell’ambito del concordato preventivo e delle trattative che precedono la stipula degli accordi di ristrutturazione dei debiti e, pertanto, non è possibile pervenire ad una soddisfazione parziale del credito contributivo al di fuori della specifica disciplina di cui al citato art. 182-ter della legge fallimentare. Le disposizioni di cui al citato D.M. 4 agosto 2009, nel ribadire che non possono essere oggetto di riduzione i crediti costituiti dai contributi IVS e dai premi assicurativi contro gli infortuni sul lavoro (per i quali, al contrario, è tassativamente previsto il pagamento in misura integrale), stabiliscono la misura massima della riduzione del debito previdenziale che l’impresa in regime di concordato preventivo può proporre, nonché i criteri di valutazione ed
esame del piano di concordato da parte degli enti previdenziali, ai quali questi ultimi debbono attenersi ai fini dell’accettazione o meno dell’accordo proposto dall’impresa richiedente. L’art. 5 del predetto Decreto, infine, dispone che i singoli enti debbono stabilire le modalità operative delle misure in esso contenute. Si rende necessario, quindi, adottare un provvedimento da parte dell’Istituto per disciplinare - in conformità con i principi fissati dal Ministero - le condizioni di accesso e le modalità di accettazione delle proposte di riduzione dei debiti contributivi. Pertanto, in attuazione del complesso delle disposizioni illustrate, l’INPGI con atto n. 110 approvato nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 14 dicembre 2010 ha definito i criteri e le condizioni per l’accettazione delle proposte di riduzione dei debiti previdenziali nell’ambito delle procedure di Concordato Preventivo. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 24/VI/0004581 del 14/03/2011 ha approvato il suddetto provvedimento. CRITERI STABILITI DALL’INPGI Si riportano, di seguito, i criteri e le condizioni definite dall’INPGI: - gli imprenditori in possesso dei requisiti di cui all’art. 1 del decreto legislativo 12 settembre 2007, n. 69, assoggettati alla procedura di concordato preventivo di cui all’art. 160 e ss. del citato Regio Decreto, possono proporre all’INPGI un accordo per il pagamento parziale dei debiti per contributi, premi e relativi accessori di legge; - fermo restando il pagamento integrale dei crediti privilegiati costituiti dai contributi per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e dai premi per l’assicurazione infortuni, possono essere oggetto di accordo gli altri crediti per contributi e accessori di legge, sia assistiti da privilegio che chirografari, ad eccezione di quelli derivanti dall’esecuzione di decisioni assunte dagli organi comunitari in materia di aiuti di Stato; - la proposta di concordato può prevedere il pagamento parziale in misura non inferiore al quaranta per cento per i crediti privilegiati costituiti dalle contribuzioni di previdenza e assistenza obbligatorie per legge diverse dell’IVS - come, ad esempio, il contributo per la disoccupazione, quello per la mobilità e quello per gli assegni familiari - e dalla metà dell’ammontare delle somme dovute a titolo di sanzioni civili per Notiziario USPI n° 4/2011
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omissione o evasione contributiva; - i crediti di natura chirografaria - costituiti dai contributi dovuti per effetto di accordi stabiliti in sede di contrattazione collettiva e dal restante cinquanta per cento dell’ammontare delle somme dovute a titolo di sanzioni civili per omissione o evasione contributiva – possono essere pagati in misura non inferiore al trenta per cento; - il pagamento può avvenire in modalità dilazionata, in un numero massimo di sessanta rate mensili, con applicazione degli interessi legali. L’autorizzazione al pagamento dilazionato è subordinata: 1. alla presentazione di una garanzia consistente in una fidejussione bancaria ovvero in una polizza assicurativa stipulata con una primaria Compagnia di Assicurazione autorizzata all’esercizio del ramo cauzione e sottoposta al controllo ISVAP; 2. al pagamento dell’intero importo relativo alle ritenute previdenziali operate a titolo di quote di contribuzione a carico dei
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le funzioni ed alle competenze trasferite nell’ambito del personale dipendente dal Ministero delle comunicazioni (ora Ministero dello Sviluppo economico)”, purché in possesso delle competenze e dei requisiti di professionalità ed esperienza richiesti per l’espletamento delle singole funzioni. Una previsione che e stata utile nella fase di costituzione e inizio attività dell’AGCOM e che ora potrebbe essere misuratamente replicata laddove all’Autorità venisse attribuita la funzione di “Autorità postale”. Va infine considerato che l’attribuzione delle competenze di regolazione e vigilanza sui servizi postali all’Autorità può ragionevolmente configurarsi come operazione senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio statale, laddove venissero estesi anche al settore postale i vigenti meccanismi di autofinanziamento dell’Autorità gravanti sugli operatori del mercato. In seguito a che, questa Autorità da qualche anno è quasi totalmente affrancata dal finanziamento statale. Depongono Notiziario USPI n° 4/2011
lavoratori. In caso di pagamento dilazionato, la scadenza della prima rata è fissata al giorno 16 del mese successivo a quello in cui viene emesso il decreto di omologazione del concordato ex art. 181 del Regio decreto n. 267/1942. Il pagamento delle rate successive dovrà essere effettuato entro il giorno 16 di ogni mese e il mancato versamento, alle scadenze previste, di 2 rate - anche non consecutive - determina l’immediata decadenza dell’accordo di riduzione del debito. In tal caso l’INPGI attiverà le procedure per l’escussione della garanzia fidujussoria relativamente all’intero importo originariamente dovuto, detratte le somme eventualmente versate; - l’accettazione della proposta è subordinata: 1. alla valutazione positiva, da parte dall’Istituto, circa l’idoneità dell’attivo risultante dal piano di concordato e dalla relazione - ad assicurare il soddisfaci-
mento dei crediti nonché dell’essenzialità dell’accordo ai fini della continuità dell’attività dell’impresa e della salvaguardia dei livelli occupazionali, tenuto conto dell’importanza che la stessa riveste nel contesto economicosociale dell’area in cui opera; 2. al riconoscimento formale ed incondizionato del credito per contributi e premi ed alla rinuncia, da parte dell’impresa, a tutte le eccezioni che possano influire sulla esistenza ed azionabilità dello stesso; 3. al possesso, da parte dell’impresa, del requisito della correntezza contributiva riferita ai periodi successivi alla presentazione della proposta di accordo. Si informa, infine, che il mancato rispetto degli obblighi previsti nell’accordo comporta la revoca dell’accordo medesimo e fa sorgere il diritto, per l’Istituto, all’integrale soddisfacimento dei crediti nella misura originaria, detratti i versamenti eventualmente effettuati dall’impresa.
altresì a favore di tale scelta anche argoLA PAR CONDICIO menti di efficienza, connessi alle sinergie operative, e il considerevole contenimento 3. I partiti, i movimenti politici, di costi generali che può ottenersi attraver- 6 le coalizioni e le liste sono tenuti a fornire so l’accorpamento delle citate competenze con tempestività all’Autorità per le garanin un unico ente, piuttosto che attraverso la zie nelle comunicazioni ogni indicazione costituzione di una nuova Autorità ad hoc. necessaria a qualificare gli organi ufficiali Facendo ancora una volta richiamo all’edi stampa dei partiti e dei movimenti politisperienza comunitaria, si rileva che l‘orgaci, nonché le stampe elettorali di coalizioni, nizzazione in tema delle Autorità titolari di liste, gruppi di candidati e candidati. competenze regolamentari nei settori delle comunicazioni elettroniche, in mercati di Articolo 22 dimensioni comparabili con quello italiano, (Sondaggi politici ed elettorali) assegna tali ultime competenze ad una specifica Unità interna di ridotte dimensioni 1. Nel periodo disciplinato dalla presente (circa 30-40 risorse), mentre i servizi genedelibera, fermo restando quanto previsto rali e di staff risultano condivisi, con evidagli articoli 8 e 10 della legge 22 febbraio denti benefici in termini di efficacia e con2000, n. 28, ai sondaggi politici ed elettoratenimento dei costi. li si applicano gli articoli da 6 a 12 del Regolamento in materia di pubblicazione e Da quanto esposto dovrebbe dunque emerdiffusione di sondaggi sui mezzi di comugere con sufficiente chiarezza: nicazione di massa di cui alla delibera n. - l’indifferibile necessità di un Regolatore 256/10/CSP del 9 dicembre 2010 (vedi preindipendente per il settore considerato, cedentemente “I sondaggi politici ed eletto- l’opportunità di attribuire tali funzioni a rali” n.d.r.). un’Autorità esistente che possieda le prescritte caratteristiche, Articolo 25 - sulla base delle scelte operate in tutta (Turno elettorale di ballottaggio) Europa ed in particolare in Francia, Germania e da ultimo nel Regno Unito, 1. In caso di secondo turno elettorale per i l‘oggettiva vocazione dell’Agcom a ricocandidati ammessi al ballottaggio, nel prire tale ruolo. periodo intercorrente tra la prima e la L’attribuzione all’Agcom del ruolo di regoseconda votazione, gli spazi di comunicalatore postale, oltre ad essere la scelta più zione politica e quelli relativi ai messaggi razionale sul piano dell’economicità, compolitici autogestiti a titolo gratuito sono petenza, efficienza e immediata operatività, ripartiti in modo eguale tra gli stessi candifarebbe cessare la procedura di infrazione dati. Per quanto non diversamente disposto contro l’Italia, cosi com’è avvenuto per la si applicano, in caso di eventuali turni di Francia quando nel 2005 le competenze ballottaggio, le disposizioni dettate dal presono state affidate all’ARCEP (l’Autorità sente provvedimento. delle telecomunicazioni francese)». 13
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Il modello sul sito www.agcom.it da inviare solo in via telematica Per le istruzioni, rimandiamo anche al Notiziario USPI n. 2/febbraio 2011
IL CONTRIBUTO 2011 ALL’AUTORITA’ PER LE COMUNICAZIONI FISSATO ALL’1,8 PER MILLE DEI RICAVI 2009 Versamento entra il 30 aprile, invio modulistica entro il 31 maggio Sul Supplemento ordinario n. 1 alla Gazzetta Ufficiale n. 1 del 3 gennaio 2011 è stata pubblicata la Delibera n. 599/10/CONS dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, dell’11 novembre 2010, riguardante “Misure e modalità di versamento del contributo dovuto all’Autorità per l’anno 2011”. L’Autorità ha ritenuto congruo per coprire le spese inerenti alla propria attività fissare l’entità della contribuzione per il 2011 nella misura dell’1,8 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima della citata delibera (quindi sui ricavi del 2009). Confermata la tempistica del versamento (30 aprile) e dell’invio della modulistica (31 maggio) a cui sono tenuti tutti gli operatori, indipendentemente dall’obbligo del versamento. Confermato, inoltre, l’invio esclusivamente telematico del modello: “contributo_2011.pdf”, pubblicato sul sito web dell’Autorità (www.agcom.it; sezione: A portata di mano; Voce: Registro e contributo operatori; Voce: Contributo dovuto all’Autorità; voce: Istruzioni e modulistica anno 2011). Per ogni ulteriore informazione e chiarimento l’Autorità mette a disposizione una casella di posta elettronica e un numero telefonico: - contributo@agcom.it; _Ing. Renato Galietta, telefono 800.495533 (dal lunedì al venerdì, ore 10,00 – 12,00)
DELIBERA N. 599/10/CONS Articolo 1 (Misura della contribuzione) 1. Per l‘anno 2011, la contribuzione di cui all’articolo 1, comma 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dovuta all’Autorità dai soggetti operanti nel mercato delle comunicazioni, è fissata in misura pari allo 1,8 per mille dei ricavi risultanti nell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della presente delibera. Sui sito web dell’Autorità saranno pubblicate le istruzioni relative all’applicazione della presente delibera e, in particolare, alle modalità per il versamento del contributo. 14
Obbligati tutti i soggetti operanti nel settore delle comunicazioni anche se non tenuti alla redazione del bilancio. Esentate le imprese con ricavi assoggettabili pari o inferiori a 500.000 euro; le nuove imprese e quelle in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali. 2. II contributo è determinato applicando l’aliquota di cui al comma 1 ai ricavi, conseguiti nel settore delle comunicazioni, risultanti dalla voce Al del conto economico (ricavi delle vendite e delle prestazioni) dell’ultimo bilancio approvato prima dell’adozione della de1ibera impositiva annuale, al netto delle quote di ricavo riversate ad operatori terzi. Le ipotesi in cui é ammesso escludere le quote di ricavo riversate ad operatori terzi dalla base di calcolo per la determinazione dell’ammontare del versamento dovuto sono specificamente indicate nelle istruzioni di cui al comma 1. 3. Gli operatori non tenuti alla redazione del bilancio versano il contributo sull’ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni applicando la misura di cui al comma 1 alle corrispondenti voci delle scritture contabili o fiscali obbligatorie. 4. La base imponibile rilevante ai fini dell’applicazione dei commi precedenti è determinata al netto delle quote di ricavi riversate agli operatori terzi. 5. Nel caso di rapporti di controllo o collegamento, ovvero di società sottoposte ad attività di direzione e coordinamento, anche mediante rapporti commerciali all’interno del medesimo gruppo, ciascuna società è tenuta a versare un autonomo contributo sulla base dei ricavi iscritti nel proprio bilancio. 6. La società capogruppo nella propria dichiarazione indica in modo dettagliato il contributo versato da ciascuna società, a qualunque titolo ad essa collegata o da essa controllata o coordinata, che opera nel mercato di competenza dell’ Autorità. Articolo 2 (Esenzioni) 1. Sono esentati dal versamento del contri-
buto i soggetti il cui imponibile sia pari o inferiore a euro 500.000,00 (cinquecentomila/OO), le imprese che versano in stato di crisi avendo attività sospesa, in liquidazione, ovvero essendo soggette a procedure concorsuali e le imprese che hanno iniziato la loro attività nell’anno 2010. Articolo 3 (Modalità di versamento) 1. Il versamento del contributo eseguito entro il 30 aprile 2011, deve essere effettuato a favore del c/c bancario identificato dal codice IBAN IT65JO100503382000000200015 acceso presso la Banca Nazionale del lavoro Gruppo BNP Pari bas ed intestato all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. 2. Il mancato o parziale pagamento del contributo entro il termine indicato al comma 1 comporta l’avvio della procedura di riscossione e l’applicazione degli interessi di mora, nella misura legale, a partire dalla data di scadenza del termine per il pagamento. Articolo 4 (Soggetti tenuti al versamento) 1. I soggetti tenuti al versamento del contributo di cui all’articolo 1 comma 66 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dichiarano all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, entro il 31 maggio 2011, i dati anagrafici ed economici e trasmettono i documenti contabili nel rispetto delle istruzioni sul versamento del contributo che sono allegate alla presente delibera e di cui costituiscono parte integrante e sostanziale. 2. La dichiarazione di cui al comma 1 deve essere inviata utilizzando esclusivamente l’apposito modello telematico all’uopo predisposto e pubblicato sul sito web dell’Autorità. 3. La mancata o tardiva presentazione del modello di cui ai commi 1 e 2, nonché l’indicazione, negli stessi modelli, di dati non rispondenti al vero, comporta l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 1, commi 29, 30 e 31 della legge 311uglio 1997, n. 249. Notiziario USPI n° 4/2011
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BIBLIOTECA USPI AUTOBIOGRAFIA DI UN ARTISTA BURBERO di Arnoldo Foa Sellerio editore Palermo,2009, pagine 212, euro 13,00 Facciamo anzitutto gli auguri più festosi ad Arnoldo Foa, certamente uno dei massimi attori della scena italiana, non solo della sua generazione, e che il 24 gennaio ha compiuto 94 anni, poco dopo l‘arrivo in libreria di questa ironica e godibile autobiografia. Esordì a Roma nella Dodicesima notte di Shakespeare e da allora la sua carriera e stata una progressiva affermazione grazie alla sua recitazione sobria ed essenziale e alla sua voce profonda e musicale. Interprete eclettico, capace di dar vita anche ai personaggi pili difficili, Foa ha legato il suo nome a grandi successi teatrali, televisivi, cinematografici e discografici. Con l’originalità che lo distingue, l’ autore, in questa autobiografia, ricorda se stesso più come un artista della vita che come artista dello spettacolo. Molto azzeccato, il titolo del libro coglie l’aspetto di un uomo burbero con se stesso e con gli altri , ma appassionato e difeso da un necessario egoismo, comune a tutti gli artisti. Foa spiega infatti che ha dovuto molto lottare per non soccombere nei “giorni mediocri”. E, certo, sono pagine amare quelle che rive-
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La rassegna stampa tempestiva e affidabile
lano i tempi in cui, da ebreo, dovette nascondersi dietro pseudonimi e i tempi di fame del dopoguerra. I ricordi di gratitudine vanno ai tanti affetti fedeli e non - che hanno portato a cinque matrimoni - affetti che sono stati il vero propellente per un artista che dichiara “ho fatto 1’attore per vedere il mondo”. E’ questa un’autobiografia che si legge con interesse e divertimento, poiché vuol esprimere un atto di vita, un’invettiva contro il tempo che passa e una dichiarazione di amore per la vita. 101 LUOGHI INSOLITI IN ITALIA Dove andare almeno una volta nella vita di Giuseppe Ortolano Newton Compton editori, Roma 2010 Pagine 286, euro 14,90 C’e un Bel Paese schivo e riservato, che non ama il turismo di massa mordi e fuggi. E’ un’Italia meno nota, da scoprire con calma, assaporando atmosfere, colori, odori e sapori, piazze e vicoli silenziosi, panorami e opere d’arte. Prendiamo un po’ di spazio per darvi un’idea del modo invitante con cui l’Autore uno specialista del giornalismo turistico descrive le località. Parlare con marmotte e stambecchi nella selvaggia Valsavarenche (Aosta). Visitare la Terra Santa senza lasciare l’Italia. II Sacro Monte di Varallo Sesia (Vercelli). Visitare la reggia dei Savoia che i francesi c’invidiavano. La Venaria Reale (Torino). Vagabondare nel paradiso terrestre del Verbano e delle Isole Borromee (Novara). Navigare tra e ville patrizie della riviera dei
Dogi. II Brenta (Venezia). Visitare le gallerie delle miniere più alte d’Europa. La Valle Isarco (Bolzano). Leggere un libro nei caffè di Trieste. Sorridere al mare delle Cinque Terre (La Spezia). Fuggire dai fantasmi dei castelli del Ducato (Parma e Piacenza). Abitare nelle case-torre della perla perduta da Venere. Capraia (Livorno). Cercare i dipinti di Giotto tra gli uliveti umbri (Assisi, Perugia). Scoprire l’insolito Gotico gentile nel cuore segreto delle Marche. Pesaro Urbino, Macerata. Visitare le antiche miniere di allume. I Monti della Tolfa (Roma). Varcare la soglia dell’Ade sapendo di poter tornare indietro. Pozzuoli (Napoli). Cercare la primavera nei giardini segreti di Ischia (Napoli). Scendere nelle Murge più segrete. Le grotte di Castellana Bari). Farsi incantare da profumi e colori della città bianca. Ostuni (Brindisi). Entrare nel silenzio degli antri della Basilicata rupestre, Matera. Bagnarsi nelle acque termali della Grotta delle Ninfe per carpire il segreto della bellezza eterna alle Lusiadi. Cerchiara di Calabria (Cosenza). Mettere i piedi nelle acque che scorrono nelle gole scavate dalla lava. Parco dell’ Alcantara (Messina). Viaggiare tra nuraghi e murales della Sardegna più vera. Bitti e Orgosolo.
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Notiziario USPI n° 4/2011
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Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Fax 06.40.66.859 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stab. di Roma - SO.GRA.RO. Via Ignazio Pettinengo, 39 - 00159 Roma Il n. 4 (aprile 2011) è stato stampato il 12 aprile 2011
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