u
i sp
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 1
Il ricordo dell’amico Enrico Mascilli Migliorini (pagina 16) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 7) Con 154 voti favorevoli, 36 contrari e 46 astenuti, approvato il disegno di legge di riordino del settore dell’editoria (AC. n. 3317 - 3345-B)
SI’ DEL SENATO ALLA RIFORMA DELL’EDITORIA. INTRODOTTI MODIFICHE E ARTICOLI AGGIUNTIVI Il provvedimento torna alla Camera, in terza lettura, per l’approvazione definitiva Sotto il profilo generale, non sono intervenute modifiche sostanziali rispetto al testo iniziale – Entrano i fondi per l’emittenza locale, la concessione di servizio pubblico alla RAI di durata decennale e un tetto agli stipendi Rai L’Assemblea di Palazzo Madama, nella seduta antimeridiana di giovedì 15 settembre, ha approvato con modifiche, con 154 voti favorevoli, 36 contrari e 46 astenuti, il ddl n. 2271, sulla “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti”. Il testo è stato trasmesso alla Camera dei deputati lo stesso 15 settembre ed assegnato alla VII Commissione Cultura della Camera
LEGGE SUL CYBERBULLISMO PASSA ALLA CAMERA E TORNA IN SENATO L’Assemblea di Montecitorio ha introdotto molti emendamenti che ampliano il concetto di “cyberbullismo”, estendendolo anche ai maggiorenni d’età ed inasprendo le pene – Una norma, votata in Commissione, poteva ledere la piena tutela della libertà di stampa, determinando una vera e propria distorsione degli istituti penalistici – L’USPI ha diffuso una nota – La norma è stata, opportunamente, abrogata dal testo Il DDL AC. 3139, recante ”Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo “ ha avuto il via libera della Camera con 242 sì, 73 no e 48 astensioni. Atteso da più di un anno, la seconda lettura riconsegna per il terzo passaggio al Senato, dove nel maggio 2015 era stato approvato all’unanimità, un testo profondamente modificato, che ha cambiato l’impostazione del provvedimento, nato, come ha ricordato la relatrice a Palazzo Madama Elena Ferrara (Pd) “ per tutelare i minorenni, puntando sulla prevenzione dei fenomeni di bullismo informatico e sulla responsabilizzazione degli adolescenti, piuttosto che sull’aspetto punitivo”. Tra le nuove norme introdotte ve n’era una che, come rilevato dall’USPI, poteva ledere la piena tutela della libertà di stampa, determinando una vera e pro7 2 pria distorsione degli istituti penalistici.
“LA COMUNICAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE”
(rivolto ai giornalisti): “E mi raccomando: la spina dorsale e la schiena sempre diritta”.
Carlo Azeglio Ciampi, Presidente Emerito della Repubblica italiana (Livorno, 9 dicembre 1920 – Roma, 16 settembre 2016)
Apportate sostanziali modifiche al testo originario del provvedimento
Funerali del Presidente Ciampi: la Camera ardente allestita al Senato. Il ricordo a pagina 10
L’USPI, in collaborazione con il Master Universitario “Digital Heritage. Cultural Communication Through Digital Technologies” di I° livello, diretto dal Prof. Umberto Longo, Dipartimento di Storia Culture Religioni, dell’Università “La Sapienza”, ha organizzato la 10° “Giornata Formativa”, gratuita per gli associati, presso la BNC di Roma, Viale Castro Pretorio 105. Sul tema:“La Comunicazione del Patrimonio Culturale”. Le sessioni si svolgeranno secondo il seguente orario: - venerdì 14 ottobre 2016, dalle 14,30 alle 18,30; - sabato 15 ottobre 2016, dalle 9,00 alle 13,00. Informazioni su: www.uspi.it
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 52° - MENSILE - 11 NUMERI - 9 settembre/ottobre 2016 Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 2
SI’ DEL SENATO ALLA RIFORMA DELL’EDITORIA. INTRODOTTI MODIFICHE E ARTICOLI AGGIUNTIVI 1
Riteniamo che le probabilità che la riforma venga approvata entro poche settimane siano altissime. Sotto il profilo generale, non sono intervenute modifiche sostanziali rispetto al testo iniziale per quel che riguarda i contributi diretti. Per questo motivo, non riteniamo di pubblicare integralmente il testo di legge uscito dal Senato, ma analizzeremo solo gli aspetti più importanti introdotti nella nuova versione legislativa. La redazione, ovviamente, provvederà a pubblicare il testo della legge non appena approvato definitivamente. LE NORME CHE SI APPLICANO GIA’ PER IL 2016 Nel DDL 3317-3345-B vi sono disposizioni di immediata attuazione e che trovano, pertanto, applicazione già dall’esercizio in corso. riferiamo, in particolare, al nuovo limite dei contributi di cui alla legge 250/90 e s.m. che saranno svincolati definitivamente da quelli erogati nel 2010 e che non potranno essere superiori al cinquanta per cento dei ricavi da vendita di copie e da pubblicità. Si tratta, in altri termini di un ulteriore limite, in quanto i criteri di calcolo del contributo restano immutati, di cui si deve, chiaramente tenere conto. Ribadiamo che questa norma entra in vigore dal 2016. Inoltre, in relazione alla tempistica di presentazione della documentazione istruttoria alla domanda di contributi, tutta la documentazione (con la sola esclusione del bilancio e delle relazioni di certificazione inerenti lo stesso, il prospetto dei costi di testata, i pagamenti e la diffusione) relativa al 2016 dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2017, unitamente alla domanda di contributi. Questa circostanza, chiaramente, comporta la necessità di attivare, con tempestività, le nuove procedure in modo da garantire il rispetto delle nuove scadenze la cui violazione determina la decadenza dal diritto ai benefici. LE MODIFICHE INTRODOTTE AL SENATO I senatori hanno apportato diversi aggiustamenti al testo in esame ed introdotto articoli aggiuntivi. Vediamo quali (in neretto corsivo le modi2
fiche): A) TITOLO Innanzitutto è variato il titolo (e si è allungato) della legge: ora si chiama “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale”. B) ARTICOLO 1 Sostanzialmente identici i commi 1, 2 e 3, tranne alcune correzioni alle leggi di riferimento. Nuovi i commi 4 e 5: 4. Il Fondo è annualmente ripartito tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico, per gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. Le somme non impegnate in ciascun esercizio possono esserlo in quello successivo. Le risorse di cui alle lettere c) e d) del comma 2 sono comunque ripartite al 50 per cento tra le due amministrazioni; i criteri di ripartizione delle risorse di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 2 tengono conto delle proporzioni esistenti tra le risorse destinate al sostegno dell’editoria quotidiana e periodica e quelle destinate all’emittenza radiofonica e televisiva a livello locale. Il decreto di cui al primo periodo può prevedere che una determinata percentuale del Fondo sia destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale attuando obiettivi di convergenza multimediale. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione di tali finanziamenti; lo schema di tale decreto è trasmesso alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di
in questo numero Sì del Senato alla riforma dell’editoria. Introdotti modiche e articoli aggiuntivi (pagine 1, 2, 4, 5, 6) Legge sul cyberbullismo passa alla Camera torna in Senato (pagine 1, 7) Decima Giornata Formativa USPI – 14 e 15 ottobre 2016: “La Comunicazione del Patrimonio culturale” (pagina 1) Le quote associative USPI per l’anno 2017 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 7) La Convenzione USPI – EDITAB (pagine 8, 9) Dialogando…: Discorsi del Presidente Carlo Azelio Ciampi (pagine 10, 11, 12) Notizie dall’INPGI: Circ. n. 6 del 5/09/2016 (pagine 13, 15) Premio OMAR Malattie rare (pagina 14) L’Eco della Stampa (pagina 15) Il ricordo dell’amico Enrico Mascilli Migliorini (pagina 16) sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto può comunque essere adottato. Il Presidente del Consiglio dei ministri, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Presidente del Consiglio dei ministri entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato. 5. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico, sono stabiliti i soggetti beneficiari, i requisiti di ammissione, le modalità, i termini e le procedure per l’erogazione di 4 Notiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 3
LE qUOTE AssOCIATIvE UsPI
per l’anno 2017 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2017 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
320,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€ €
100,00 170,00
Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 4
SI’ DEL SENATO ALLA RIFORMA DELL’EDITORIA. INTRODOTTI MODIFICHE E ARTICOLI AGGIUNTIVI 2
un contributo per il sostegno delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni tariffarie di cui all’articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, all’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, agli articoli 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223. Sullo schema del regolamento di cui al primo periodo è acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro sessanta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine il regolamento è comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni regolamentari di cui al primo periodo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, alla cui ricognizione si procede in sede di adozione delle medesime disposizioni regolamentari. Con il medesimo regolamento sono altresì stabilite procedure amministrative semplificate ai fini della riduzione dei tempi di conclusione dei provvedimenti di liquidazione delle agevolazioni previste dal citato articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge n. 416 del 1981, anche relativamente agli anni pregressi. Il contributo di cui al primo periodo del presente comma è concesso nel limite delle risorse allo scopo destinate dal decreto di cui al primo periodo del comma 4. Commi 6 e 7, identici. C) ARTICOLO 2 (Deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti). 1. Per garantire maggiori coerenza, trasparenza ed efficacia al sostegno pubblico all’editoria, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, la previsione di misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici e dell’emittenza radiofonica e tele4
visiva locale, l’innovazione del sistema distributivo, il finanziamento di progetti innovativi nel campo dell’editoria presentati da imprese di nuova costituzione, nonché la previsione di misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editrici già costituite. 2. Identico: a) con riferimento ai destinatari dei contributi, parziale ridefinizione della platea dei beneficiari, ammettendo al finanziamento le imprese editrici che, in ambito commerciale, esercitano unicamente un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale, costituite: 1) identico; 2) come enti senza fini di lucro ovvero come imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia interamente detenuto da tali enti; 3) per un periodo di cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, come imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro; b) identica; c) identica; d) identica; e) identico: 1) graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute, comunque non inferiore al 30 per cento delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20 per cento delle copie distribuite per la vendita per le testate nazionali, prevedendo più scaglioni cui corrispondono quote diversificate di rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta; 2 e 3) identici; 4) previsione di una riduzione per le imprese che superano, nei confronti del proprio personale, dei propri collaboratori e amministratori, il limite massimo retributivo di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89 (240.000 euro annui, ndr); 5) identico; f) identica; g) identica; h) identica; i) identica; l) identica; m) identica; n) incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici nonché sulle emittenti televisive
e radiofoniche locali, analogiche o digitali, riconoscendo un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative. 3. Identico. 4. Identico. 5. Identico: a) identicO b) identico: 1) identico; 2) identico; 3) numero dei componenti, da stabilire nel numero massimo di sessanta consiglieri, di cui due terzi giornalisti professionisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, e un terzo pubblicisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, purché titolari di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani; 6. Identico. 7. Identico. 8. Identico. D) ARTICOLO 3 1. Identico: a) identica; b) identica; c) identico: «7-bis. Il contributo è erogato in due rate annuali. La prima rata è versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma pari al 50 per cento del contributo calcolato come previsto dal presente decreto. La seconda rata, a saldo, è versata entro il termine di conclusione del procedimento. All’atto dei pagamenti, l’impresa deve essere in regola con le attestazioni rilasciate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e con i versamenti dei contributi previdenziali e non deve risultare inadempiente in esito alla verifica di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602». 2. Identico. 3. Identico. 4. Identico: a) identica; b) identica; c) all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «3-bis. Per “quotidiano on line” si intende quella testata giornalistica: a) regolarmente registrata presso una cancelleria di tribunale; b) il cui direttore responsabile sia iscritto all’Ordine dei giornalisti, nell’elenco dei pubblicisti ovvero dei professionisti; c) che pubblichi i propri contenuti giorNotiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 5
nalistici prevalentemente on line; d) che non sia esclusivamente una mera trasposizione telematica di una testata cartacea; e) che produca principalmente informazione; f) che abbia una frequenza di aggiornamento almeno quotidiana; g) che non si configuri esclusivamente come aggregatore di notizie». E) ARTICOLO 4 Identico F) ARTICOLO 5 Identico G) ARTICOLO 6 (Modifica alla legge 3 febbraio 1963, n. 69). 1. All’articolo 1, quinto comma, della legge 3 febbraio 1963, n. 69, dopo le parole: «ciascuna regione» sono inserite le seguenti: «e provincia autonoma». H) ARTICOLO 7 (Modifiche alla legge 15 maggio 1954, n. 237, e alla legge 27 dicembre 1997, n. 449). 1. All’articolo 2, primo comma, della legge 15 maggio 1954, n. 237, le parole: «La Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzata» sono sostituite dalle seguenti: «La Presidenza del Consiglio dei ministri, le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni sono autorizzati». 2. Al comma 24 dell’articolo 55 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le parole: «la Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzata» sono sostituite dalle seguenti: «la Presidenza del Consiglio dei ministri, le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni sono autorizzati, nell’ambito delle risorse già destinate a questo scopo nel bilancio degli enti interessati,». I) ARTICOLO 8 Identico. L) ARTICOLO 9 (Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale). 1. All’articolo 49 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: «1-bis. L’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ha durata decennale ed è preceduto, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, della legge 28 dicembre 2015, n. 220, da Notiziario USPI n° 9/2016
una consultazione pubblica sugli obblighi del servizio medesimo. 1-ter. Il limite massimo retributivo di 240.000 euro annui, di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, si applica rispettivamente agli amministratori, al personale dipendente, ai collaboratori e ai consulenti del soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, la cui prestazione professionale non sia stabilita da tariffe regolamentate. 1-quater. Ai fini del rispetto del limite di cui al comma 1-ter non si applicano le esclusioni di cui all’articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 1-quinquies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è affidato in concessione il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ed è approvato l’annesso schema di convenzione. Lo schema di decreto e l’annesso schema di convenzione sono trasmessi per il parere, unitamente ad una relazione del Ministro dello sviluppo economico sull’esito della consultazione di cui al comma 1-bis, alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Il parere è reso entro trenta giorni dalla data di trasmissione, decorsi i quali il decreto può comunque essere adottato, con l’annesso schema di convenzione. Il decreto e l’annesso schema di convenzione sono sottoposti ai competenti organi di controllo e successivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 1-sexies. Sino alla data di entrata in vigore del decreto che dispone il nuovo affidamento del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, e comunque per un periodo non superiore a novanta giorni dalla data di scadenza del rapporto concessorio, continuano a trovare applicazione, ad ogni effetto, la concessione e la relativa convenzione già in atto. 1-septies. Il Ministero dello sviluppo economico provvede, sulla base dello schema di convenzione annesso al decreto di cui al comma 1-quinquies, alla stipulazione della convenzione con la società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale». M) ARTICOLO 10 1. Identico. 2. Identico. 3. Identico. 4. Le risorse di cui all’articolo 28 della
legge 5 agosto 1981, n. 416, confluiscono nel Fondo di cui all’articolo 1 nell’esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 1, comma 5, al netto di quelle occorrenti per l’erogazione dei benefìci già maturati alla data di entrata in vigore del medesimo regolamento. ******* I COMMENTI DEGLI ALTRI L’USPI ha, a più riprese, commentato, suggerito, proposto emendamenti al DDL Editoria, sia alla Camera sia al Senato. I nostri associati conoscono bene la posizione dell’USPI, tramite tutto quello che è stato pubblicato, nei mesi, sul Notiziario USPI e sul nostro sito (articoli, audizioni, testi…). Vediamo, ora, che ne pensano altri attori del comparto: I POLITICI I commenti di Antonello Giacomelli e Luca Lotti “Siamo molto soddisfatti dell’approvazione in Senato del DDL delega sull’editoria con importanti novità. Ora tempi rapidi per l’approvazione definitiva alla Camera e per i decreti delegati”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria Luca Lotti e il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni Antonello Giacomelli commentano il via libera del Senato alla riforma dell’editoria. Roberto Cociancich (relatore al Senato):”Il Senato ha migliorato il testo, è un primo passo per gettare le basi per il rilancio del comparto”. “La nuova legge sull’editoria approvata oggi non solo garantirà risorse e una riorganizzazione normativa necessaria per il settore, ma getta anche le basi per avviare una riforma complessiva del sistema delle comunicazioni dando così una prospettiva alle imprese che vivono una situazione di crisi”. “Dopo un lunga e fruttuosa discussione, che ha visto tutte le componenti della filiera coinvolte anche su sollecitazione degli editori – ha sottolineato l’esponente PD – siamo arrivati a una sintesi ottimale, seppur perfettibile. E’ un primo passo per gettare le basi per il rilancio del comparto. Con l’ampliamento della platea dei destinatari del sostegno pubblico a radio e tv locali, la reintroduzione della distinzione tra testate nazionali e locali nel rapporto tra venduto e distribuito, uno dei criteri per accedere ai contributi (20% per le nazionali, 30% per le locali), la riduzione a dieci anni della durata della concessione del servizio pubblico e il tetto agli stipendi per dirigenti 6 5
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 6
SI’ DEL SENATO ALLA RIFORMA DELL’EDITORIA. INTRODOTTI MODIFICHE E ARTICOLI AGGIUNTIVI 5
e personale della Rai a 240mila euro, in Senato abbiamo contribuito a migliorare il testo”. “L’adeguamento del fondo per l’editoria è il punto centrale della riforma – aggiunge il relatore – che in futuro sarà alimentato non solo da risorse statali, destinate al sostegno dell’editoria quotidiana e periodica, ma anche quelle per le emittenti locali. Il testo delega il governo a ridefinire l’intera disciplina, partendo dai beneficiari. Tra questi potranno esserci le cooperative giornalistiche ed enti senza fini di lucro, ma non i giornali di partito. L’auspicio, ora, è che la Camera dia al più presto l’ok definitivo come, si spera, sia altrettanto per l’iter dei regolamenti dei decreti attuativi”, ha concluso Cociancich. (Ansa) LA FNSI “Il via libera del Senato al DDL di riforma dell’editoria rappresenta un passo in avanti importante e decisivo per la messa a punto di interventi necessari al rilancio del settore”. Lo hanno affermato, in una nota, il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. “Vanno ringraziati i senatori, a cominciare dal relatore Roberto Cociancich, che in questi mesi hanno ascoltato e fatto proprie le istanze più importanti avanzate dal sindacato dei giornalisti. È adesso auspicabile che la Camera dei deputati, nella piena autonomia che le è propria, giunga all’approvazione definitiva della proposta di legge, recependo le modifiche approntate dal Senato, nel più breve tempo possibile, per consentire al governo di mettere a punto i necessari regolamenti che dovranno definire le modalità – e stanziare le risorse – per chiudere la fase di lunga ristrutturazione del settore avviata dalle aziende editoriali e gettare le basi per un rilancio incentrato sulla valorizzazione del lavoro regolare e sulla lotta al precariato dilagante”. “Restano sul tappeto le problematiche legate alle concentrazioni editoriali e al superamento di norme antitrust concepite in stagioni lontane: l’augurio – hanno concluso i vertici della Federazione nazionale della stampa – è che vengano presto messe al centro del confronto parlamentare e tradotte in norme di legge in linea con gli indirizzi generali definiti dell’Unione europea”. LA FIEG 6
“Esprimiamo apprezzamento al Governo e al Parlamento per aver accolto l’appello degli editori ad approvare, nella prima seduta del Senato alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, il disegno di legge sull’editoria che contiene alcuni interventi di riforma necessari per il settore che recepiscono il lavoro del Tavolo per l’editoria“. È quanto ha dichiarato il Presidente della Fieg, Maurizio Costa, dopo l’approvazione da parte del Senato del provvedimento. “La radicalità della crisi del settore impone, dopo la lunga e approfondita discussione che ha coinvolto tutte le componenti della filiera e il Parlamento, un rapido avvio nell’attuazione delle misure previste.” “Ora è necessario che la Camera in tempi rapidi – ha affermato Costa – approvi definitivamente il disegno di legge e che il Governo proceda subito dopo all’emanazione dei decreti legislativi previsti.” “Innanzitutto i provvedimenti in materia di incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, misura utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari per la stampa quotidiana e periodica.” “Altrettanto urgente l’attuazione delle misure volte alla progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali per affrontate e superare la difficile situazione delle edicole”. “Occorre poi, nel modificare i requisiti di accesso ai prepensionamenti, fare salvi i piani già presentati al Ministero del lavoro e, nel rivedere la procedura per il riconoscimento degli stati di crisi ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali, mantenere la specificità del settore editoriale”. L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI
maggioranza non abbiano ritenuto di inserire due norme che, a parole, tutti definivano di buonsenso: la prima: prevedere che gli editori dovessero documentare di aver retribuito i giornalisti. la seconda proposta “riguardava il registro degli editori”: l’emendamento proposto dall’Odg “riguardava l’obbligo, per accedere ai finanziamenti, di dichiarare tutte, nessuna esclusa, le partecipazione azionarie, dirette o indirette, nei vari settori dell’economia non solo nazionale. Perché non è stato accettato? E’ uno dei misteri di questo percorso parlamentare”. Quanto all’Ordine, “correggendo una decisione della Camera, il Senato – ha continuato Iacopino – ha previsto l’obbligo di una posizione Inpgi sia per i professionisti sia per i pubblicisti come pre condizione per poter essere eletti Consiglieri nazionali. Non si capisce se governo e maggioranza considerino di serie B il lavoro dei Consigli regionali. Infatti, la richiesta posizione Inpgi non è prevista per essere eletti consiglieri regionali. Il ruolo degli Ordini regionali è fondamentale”, ha ribadito Iacopino, convinto che “la Camera dovrà provvedere. A meno che l’ansia di corrispondere agli editori le provvidenze, anche in vista della scadenza referendaria, non stimoli a violare la Costituzione con una norma che provocherà, se confermata, danni e inevitabili ricorsi”. GLI EDICOLANTI Solo parziale la soddisfazione dello SNAG, associazione di rappresentanza delle edicole. Per il presidente della stessa, Armando Abbiati, non è un provvedimento esente da imperfezioni, ma l’approvazione a Palazzo Madama si configura già come un segnale importante. Occorre ricordare che lo SNAG non aveva richiesto alcuna modifica al testo già approvato dalla Camera.
“Una lettura superficiale, condizionata da evidenti interessi personali, porta molti a commentare l’approvazione da parte del Senato del DDL sull’editoria come se ci fossero solo luci, che ci sono, ma non permanessero ombre preoccupanti”. E’ il giudizio di Enzo Iacopino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ripreso da Ansa, che si chiede “perché mai il governo e la
L'Aula del Senato Notiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 7
LEGGE SUL CYBERBULLISMO PASSA ALLA CAMERA E TORNA IN SENATO 1
Stiamo parlando dell’articolo 1, comma 2 -bis., che recitava: “Ai fini della presente legge, con il termine «cyber bullismo» si intende qualunque comportamento o atto rientrante fra quelli indicati al comma 2 e perpetrato attraverso l’utilizzo della rete telefonica, della rete internet, della messaggistica istantanea, di social network o altre piattaforme telematiche. Per cyber bullismo si intendono, inoltre, la realizzazione, la pubblicazione e la diffusione on line attraverso la rete internet, chat-room, blog o forum, di immagini, registrazioni audio o video o altri contenuti multimediali effettuate allo scopo di offendere l’onore, il decoro e la reputazione di una o più vittime, nonché il furto di identità e la sostituzione di persona operate mediante mezzi informatici e rete telematica al fine di acquisire e manipolare dati personali, nonché pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima”. In tal modo, il reato di “cyberbullismo “ si sarebbe sovrastrutturato ai già codificati reati di “ingiuria”, “diffamazione” e “diffamazione a mezzo stampa”, articoli 594 e 595 e seguenti del codice penale L’USPI ha diffuso subito una nota di allerta del citato pericolo normativo, chiedendo l’abrogazione di tale distorsione degli istituti penalistici. Ecco il testo della nota, a firma del Segretario Generale Francesco Saverio
Vetere: Rilievi USPI SUL DDL 3139 “Quest’Unione ritiene di condividere pienamente gli scopi che hanno ispirato la proposizione del DDL in oggetto, anche alla luce di fatti sconcertanti verificatesi negli ultimi mesi che hanno suscitato profondo sconcerto nell’opinione pubblica e hanno rafforzato la convinzione diffusa della necessità di una regolamentazione precisa e stringente, in particolare dei mezzi di comunicazione digitali e dei social network. Dobbiamo rilevare, altresì, che accanto alla necessità assoluta della tutela degli utenti (soprattutto di quelli che si appalesano più deboli per varie ragioni) sia indispensabile porsi l’obiettivo della piena tutela della libertà di stampa, riconosciuta tra i valori fondamentali della nostra Costituzione. Per questo, riteniamo che l’emanazione di normative destinate ad incidere sulla libertà di stampa debba essere accompagnata da una grande attenzione a coniugare e ad equilibrare meccanismi di tutela con l’espressione del libero pensiero, senza rischiare di comprimerlo. In particolare, nel DDL in esame, è presente una norma che non solo introduce un’aggravante a reati già previsti dal Codice Penale, ma determina una vera e propria distorsione degli istituti penalistici, arrivando a configurare come “cyberbullismo”
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata.
Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2016).
la lesione dell’onore e della reputazione già tutelate dagli artt. 594 e 595 del Codice Penale. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che istituti secolari del nostro ordinamento giuridico come ingiuria e la diffamazione, quest’ultima con l’aggravante dell’esser commessa a mezzo della stampa, vengono rinominati e snaturati in una nuova configurazione molto più aggressiva della precedente sul libero pensiero. Con il risultato, in ipotesi, di generare disorientamento da parte di tutti gli attori del sistema: giornalisti, editori, avvocati, magistrati... e con il rischio di generare un numero indefinibile di questioni giudiziarie. Gli strumenti della tradizione sono perfettamente idonei, per come elaborati dalla dottrina e dalla giurisprudenza a tutelare tutti senza bisogno di novelle legislative disordinate e caotiche, destinate a spaventare i giornalisti, ad esempio, ed a comprimere di conseguenza la libertà di stampa. Per questo, l’USPI chiede che, in generale, il DDL in oggetto venga accompagnato da una più lunga e informata riflessione, e che, in ogni caso, venga espunto dall’articolo 1, comma 2-bis, il periodo: “pubblicare informazioni lesive dell’onore, del decoro e della reputazione della vittima”. Nella seduta assembleare del 15 settembre scorso, su proposta distinta degli Onorevoli ASCANI Anna (PD), MARAZZITI Mario (DES-CD), PALMIERI Antonio (FI-PDL), e FERRARESI Vittorio (M5S), la Camera dei deputati ha approvato l’abrogazione del secondo periodo del comma 2-bis. l’anno (luglio - settembre 2016); Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel primo semestre dell’anno (gennaio - giugno 2016).
ENTRO IL MESE DI SETTEMBRE ENTRO IL MESE DI OTTOBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale nel: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 2° trimestre dell’anno (aprile - giugno 2016). Notiziario USPI n° 9/2016
Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre del-
Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. 7
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 8
Per risparmiare carta e superare i costi di distribuzione
LA CONVENzIONE USPI – EDITAB Pubblicazione digitale dei periodici associati su tablet e smartphone, su google play e su apple store Il 3 agosto scorso, l’USPI ha sottoscritto una Convenzione con la Editab s.r.l.s. che permetterà agli editori iscritti alla nostra Unione di utilizzare la web application Editab per la pubblicazione e la distribuzione di contenuti editoriali, anche multimediali, su tablet e smartphone, sia in piattaforma IOS che Android. Editab è, come detto, una web application: si usa direttamente da internet, senza bisogno di scaricare alcun software. Il grafico dell’editore può comporre la versione digitale di qualsiasi rivista, con i testi e le immagini di cui dispone, potendo anche aggiungere materiale audio e video. La pubblicazione della rivista avverrà su google play e su apple store, dove i lettori potranno scaricare la APP gratuitamente o dietro compenso di un corrispettivo. Questo servizio è offerto alle testate iscritte all’USPI a prezzi che prevedono una scontistica del 50% su tutte le voci di costo del listino normalmente praticato da Editab ai suoi clienti. Per ulteriori informazioni: vedi il nostro sito www.uspi.it ed il sito www.editab.it, a cui rimandiamo anche per un’eventuale prova gratuita. Riportiamo il testo della Convenzione, che resterà in vigore fino al 2019, con i relativi costi per i soci USPI: ACCORDO QUADRO PER LA FORNITURA DI WEB APPLICATION PER LA PUBBLICAZIONE DI PERIODICI SU TABLET TRA USPI - Unione Stampa Periodica Italiana – C.F. 80188110581, con sede in V.le B. Bardanzellu n. 95 - 00155 Roma, in persona del legale rapp.te sig. Francesco Saverio Vetere, d’ora in avanti “USPI” E EDITAB Srls - CF e PI 13853411000, in persona del legale rapp.te sig. Andrea Leonardi, d’ora in avanti “Editab” PREMESSO CHE: - USPI è un’associazione di Editori che ritengono strategico ed economicamente vantaggioso utilizzare i tablet e gli 8
smartphone per diffondere i propri contenuti editoriali ed hanno valutato che EdiTab è uno strumento adeguato alle proprie necessità. - Editab è proprietaria della web appliction EdiTab con la quale è possibile la creazione, la gestione di contenuti editoriali, anche multimediali (testi, foto, audio, video), e la loro pubblicazione e distribuzione su tablet e smartphone (piattaforme iOS e Android). EdiTab è una piattaforma di semplice utilizzo e le istruzioni sono presenti sul sito www.editab.it.
Editab si rende inoltre disponibile a: - fornire agli editori associati USPI, la progettazione grafica delle testate e dei template (pagine mastro) in modo che gli operatori degli editori possano inserire immediatamente i vari contenuti (testi, foto, audio, video); - affiancare gli operatori nella fase preparatoria delle testate con una consulenza specifica per ridurre i tempi di start up del trasferimento su tablet delle testate. Tali attività saranno remunerate come previsto nel successivo Art. 4. ARTICOLO 3 - COSTI L’uso della web application Editab è gratuita ma la pubblicazione è sottoposta ai seguenti costi in parte di competenza di terzi (Apple Store e GooglePlay). 1. Rivista (pubblicazioni in genere) a pagamento:
ARTICOLO 1 – NATURA DELLE PREMESSE La premessa costituisce parte integrante del presente contratto ARTICOLO 2 – OGGETTO DELL’ACCORDO QUADRO Editab affida a USPI la piattaforma EdiTab affinché possa diffonderla tra i propri associati utilizzando gli strumenti di comunicazione in suo possesso: house organ, e-mail, convegni ecc.. Ciascun editore, socio di USPI, potrà provarla gratuitamente a tempo indeterminato: a titolo oneroso per gli Editori sarà la sola pubblicazione e i servizi accessori necessari ad essa, secondo le modalità previste nel successivo Art. 3. L’accordo quadro permetterà agli editori di utilizzare l’applicazione Editab da qualsiasi postazione collegata al web (quindi da qualsiasi parte del mondo) utilizzando le risorse umane già disponibili: non sono richieste particolari competenze se non quelle normalmente a disposizione dei grafici editoriali: capacità di gestire foto, testi, immagini e video in modo da poterli poi assemblare con l’applicazione Editab. Una volta creato il periodico internamente, l’Editore potrà provvedere direttamente alla pubblicazione su un’edicola online che avrà la denominazione da egli stesso prescelta (normalmente il nome della testata). L’edicola sarà disponibile su web (Apple Store e GooglePlay) e, il potenziale lettore, potrà scaricare, quanto di suo interesse, pagando il corrispettivo o, se questa sarà la scelta dell’editore, gratuitamente.
- Costo per la realizzazione dell’edicola per singola testata: 600 € (una tantum) - Costo di manutenzione e aggiornamento software: 200€/anno - Costo di pubblicazione: 50 €/numero - Costo per ogni copia venduta: 0,1 €/copia Riteniamo opportuno proporre l’utilizzazione di Apple Store e Google Play per la vendita online poiché, in cambio del 30% dei ricavi, forniscono entrambi il servizio di gestione automatica dei pagamenti e della fatturazione. Il 70% dei ricavi di competenza dell’Editore vengono immediatamente versati su un apposito conto. 2. Riviste (pubblicazioni in genere) gratuite (free press): - Realizzazione di “App edicola” per una rivista: 1.000€ - Costo di pubblicazione: 300 €/numero (*) (*) Per un massimo di 3000 €/anno. Tale importo comprende anche gli aggiornamenti del software. Notiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 9
La pubblicazione sugli store Android ed Apple è necessaria la preparazione di un kit grafico che comprende le schermate, le icone e gli sfondi per la vetrina della APP a partire dai loghi e dalle scelte grafiche fornite dall’editore. Qualora l’editore voglia affidare ad Editab la realizzazione di questi elementi grafici, il costo complessivo per tale attività sarà di 200€. ARTICOLO 4 - INTERVENTI ECCEDENTI L’eventuale progettazione grafica delle testate e dei template (pagine mastro) e l’eventuale consulenza specifica per ridurre i tempi di start up del trasferimento su tablet delle testate, saranno oggetto di specifici accordi commerciali tra il Editab ed l’Editore Socio della USPI. ARTICOLO 5 – DECORRENZA, DURATA E RECESSO DALL’ACCORDO Questo accordo è effettivo a decorrere dalla data di stipula e avrà validità per 3 (tre) anni trascorsi i quali si intenderà rinnovato tacitamente per un eguale periodo. Nel caso in cui una parte non intendesse rinnovare il contratto per il triennio successivo dovrà far pervenire esplicita comunicazione scritta tramite raccomandata A/R o posta elettronica certificata presso il recapito dell’altra parte, almeno tre mesi prima della scadenza dell’annualità in corso. ARTICOLO 6 - COPYRIGHT E PROPRIETÀ L’applicazione Editab risiede su web. Non esiste pertanto alcuna fornitura di software da parte della Editab. USPI potrà utilizzare e far utilizzare l’applicazione liberamente ai suoi associati. Editab resta di esclusiva proprietà di Editab. ARTICOLO 7 - LIMITAZIONE DI RESPONSABILITÀ a) Ciascun Editore mantiene la piena titolarità dei dati pubblicati, assumendo ogni responsabilità in ordine al loro contenuto, con espresso esonero di Editab da ogni responsabilità ed onere d’accertamento e/o controllo al riguardo. Editab, pertanto, declina ogni responsabilità sui dati pubblicati (con “dati” si intende, a titolo d’esempio non esaustivo: fotografie, loghi, marchi, immagini, testi, filmati, file audio, documenti, grafici, schemi, progetti, ecc.), siano anch’essi sensibili o personali. b) Gli associati USPI utilizzano i servizi a proprio rischio. Editab non è responsabile nei confronti di alcuna parte per controversie legali/civili o amministrative, danni indiretti, specifici, incidentali, punitivi, Notiziario USPI n° 9/2016
cauzionali o consequenziali (a titolo esemplificativo ma non esclusivo: danni in caso d’impossibilità di utilizzo o accesso ai servizi, perdita o corruzione di dati, di profitti, di clientela, interruzioni dell’attività o simili), causati dall’utilizzo o dall’impossibilità di utilizzare i servizi e basati su qualsiasi ipotesi di responsabilità inclusa la violazione di contratto, la negligenza, o altro, anche nel caso il cui Editab sia stata avvisata della possibilità di tali danni e nel caso in cui una clausola prevista dal presente contratto non abbia posto rimedio. c) Editab non può essere ritenuto responsabile per brevi malfunzionamenti dei servizi, causati da problemi tecnici su macchinari, server, router, reti telematiche ecc. di società terze. d) Editab non può essere ritenuto responsabile per brevi malfunzionamenti dell’applicazione Editab dovuti a manutenzione e aggiornamento. e) Non sono attribuibili a Editab malfunzionamenti dei servizi, perdite di dati, diffusione accidentale di dati personali o sensibili, e qualsiasi altro tipo di danno verificatosi a seguito di attacchi da parte di pirati informatici, ladri, hacker, cracker, virus ecc.. f) Editab non assume alcuna responsabilità per disservizi, interruzioni dei servizi e/o danni imputabili a causa di forza maggiore quali incidenti, incendi, esplosioni, scioperi, serrate, terremoti, disastri, alluvioni, sommosse, ed altri eventi di difficile o impossibile previsione che impedissero, in tutto o in parte, di adempiere nei tempi o nei modi concordati ai termini di contratto. g) Editab non è responsabile del malfunzionamento dei servizi a causa di non conformità e/o obsolescenza degli apparecchi dei quali gli associati USPI o terze parti sono dotati. h) Qualora una limitazione, esclusione, restrizione o altra disposizione contenuta in questo contratto sia giudicata nulla per un qualsivoglia motivo da parte di un Foro competente e Editab diventi di conseguen-
za responsabile per perdita o danno, tale responsabilità, in sede contrattuale, civile o altro, non potrà eccedere il prezzo di listino applicato da Editab per il tipo di servizio venduto. ARTICOLO 8 – FORO COMPETENTE Per qualsiasi controversia nascente dal presente contratto è competente esclusivamente il Foro di Roma. ARTICOLO 9 - INFORMATIVA SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI I dati personali richiesti e raccolti durante le comunicazioni tra le parti, in rispetto della Legge sulla Privacy (n. 675 del 1996) e del Dlgs (n.196 del 2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”): a) vengono raccolti e trattati elettronicamente e/o meccanicamente con lo scopo di: i. attivare e mantenere nei confronti dei soci USPI le procedure per l’esecuzione dei servizi richiesti; ii. mantenere un privato archivio clienti; iii. mantenere un pubblico archivio lavori (che potrà mostrare: screenshot dell’applicazione, URL, ragione sociale di USPI); b) sono obbligatori per fornire al meglio i servizi richiesti; c) se non forniti non permetteranno l’espletamento dei servizi richiesti; d) saranno trattati da incaricati di Editab circa l’espletamento dei servizi richiesti e di quanto indicato alla lettera a); e) potranno essere comunicati a terzi soggetti delegati all’espletamento delle attività necessarie solo per l’esecuzione del contratto stipulato, ma in nessun altro caso ceduti, venduti o barattati. Titolare al trattamento dei dati personali è il Sig. Andrea Leonardi via delle Acacie 172 00171 Roma. USPI gode di tutti i diritti in base alle Leggi, ai D. lgs. citati, e alla Legge in vigore in Italia all’atto della firma. Roma, 03/08/2016 9
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 10
DISCORSO DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI, 9 giugno 2005
“UNA sTAMPA INfORMATA, PREPARATA, ARTICOLATA, PLURALIsTICA è sTATA PER LE NAZIONI EUROPEE UN fATTORE EssENZIALE DI svILUPPO DELLA DEMOCRAZIA, DELLA COsCIENZA CIvILE. NON POTRà ChE EssERE LO sTEssO PER L’UNIONE EUROPEA. ALL’EUROPA, PER CREsCERE, sERvE PIù INfORMAZIONE, PIù DIbATTITO sUI TEMI EUROPEI E MONDIALI”.
dialogando dialogando Vogliamo rendere omaggio all’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, deceduto il 16 settembre 2016, all’età di 95 anni. E vogliamo farlo, riportando due suoi interventi in tema di libertà di stampa, pluralismo e globalizzazione dell’informazione. Antifascista, iscritto al Partito d’Azione, poi Banchiere centrale e uomo politico, nato a Livorno il 9 dicembre 1920, Ciampi ha conseguito la laurea in Lettere e il diploma della Scuola Normale di Pisa nel 1941, e la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Pisa nel 1946. Nel 1960 è stato chiamato all’amministrazione centrale della Banca d’Italia, presso il Servizio Studi, e nell’ottobre 1979 è stato nominato Governatore della Banca d’Italia e presidente dell’Ufficio Italiano Cambi, funzioni che ha assolto fino al 28 aprile 1993. Dall’aprile 1993 al maggio 1994 è stato Presidente del Consiglio. Poi, Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica, nel governo Prodi (dall’aprile 1996 all’ottobre 1998) e nel governo D’Alema (dall’ottobre 1998 al maggio 1999). Come Ministro del Tesoro e del Bilancio del governo Prodi e del governo D’Alema, Ciampi ha dato un contributo determinante al raggiungimento dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht, permettendo così la partecipazione dell’Italia alla moneta unica europea, sin dalla sua creazione. Tra i provvedimenti più significativi di questo periodo si ricorda la manovra correttiva della politica di bilancio varata nel settembre del 1996 dal governo Prodi, che ha consentito un abbattimento di oltre 4 punti percentuali del rapporto indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni rispetto al prodotto interno lordo, il parametro di Maastricht di più arduo conseguimento per il nostro Paese. Il 13 maggio del 1999 è stato eletto, in prima votazione, decimo Presidente della Repubblica Italiana. Ciampi si dimise dalla carica il 15 maggio 2006, stesso 10
Intervento dell’allora Presidente della Repubblica alla cerimonia di consegna dei Premi “Saint Vincent di Giornalismo” - 40^ edizione giorno in cui il suo successore (nominato da lui stesso senatore a vita pochi mesi prima) Giorgio Napolitano prestò giuramento. In quanto presidente emerito della Repubblica, da quella data, Ciampi è stato senatore di diritto e a vita. ********* INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI ALLA CERIMONIA DI CONSEGNA DELLA 40^ EDIZIONE DEI PREMI “SAINT-VINCENT DI GIORNALISMO” Palazzo del Quirinale, 9 giugno 2005 …prima di tutto voglio ringraziare i tre presidenti per le parole che hanno detto, non solo per la cortesia nei miei confronti, ma per il contenuto di quanto hanno detto entrando specificamente nei problemi della società italiana. Voi sapete con quanta attenzione e partecipazione io segua i problemi dell’informazione. Non a caso il mio unico messaggio al Parlamento, inviato nel luglio del 2002, fu dedicato al pluralismo dell’informazione, alla libertà dell’informazione, alla importanza dell’informazione sia attraverso i mezzi radiotelevisivi, che attraverso la carta stampata. E quel messaggio rimarrà l’unico, vero messaggio del mio settennato. E’ stato ricordato, che ricorre oggi il 40° compleanno di questo premio: auguri quindi per coloro che lo hanno istituito e che tengono in vita, auguri per tutti coloro che gli danno contenuto, auguri per tutti coloro che sono stati negli anni riconosciuti meritevoli di questo premio. Avete raggiunto con questi quarant’anni un traguardo importante in un momento in cui c’è un particolare bisogno di informazione, di riflessione, di elementi di conoscenza per capire un mondo sempre più complesso. Vediamo ogni giorno tanti giornalisti in prima linea che rischiano di persona per
informarci, per trasmetterci immagini, spesso terribili. Ho in mente i funerali del giornalista libanese assassinato di recente, con tanti giovani che mostravano in alto una penna, simbolo della libertà di espressione. E’ il rischio al quale si espose Walter Tobagi, che avete ricordato qualche giorno fa con la stessa commozione di quando fu barbaramente assassinato. E come potremmo non essere turbati da immagini e informazioni che giungono da tante parti del mondo, vicine e lontane? Come potremmo non associarci tutti al vostro appello per la liberazione della giornalista francese Aubenas e di Clementina Cantoni, ancora in mano ai rapitori, entrambe espressioni di quella generosità di cittadini che vogliono partecipare attivamente al miglioramento dell’umanità? In occasione del 2 giugno, nel mio messaggio agli italiani, ho voluto ricordare che in un momento così complesso, nel quale non solo la nostra economia, ma il nostro stesso modello di vita è esposto al confronto con altre civiltà, altri modelli di vita, è sbagliato guardare solo al cortile di casa. Ancor più sbagliato lo è concentrare energie in dispute e polemiche - che spesso durano quanto la fiammata di un fiammifero - sottraggono energie, distraggono da un impegno straordinario quale quello necessario per la difesa del nostro modello di civiltà, per il rilancio della nostra economia, per il nostro progresso civile e materiale. C’è bisogno, molto più che in passato, di una apertura internazionale, di una informazione attenta di ciò che accade in Paesi lontani. L’ampliamento dell’orizzonte della stampa e della comunicazione è un bisogno vitale per aiutare imprese e individui ad orientarsi, e poi a sapere competere rinnovandosi, innovando, rendendo sempre più rispondente alle nuove esigenze del mondo globale il nostro modello di vita non solamente alla nostra economia, ma proprio alla nostra società. La qualità e la tempestività dell’informazione sono fattori determinanti Notiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 11
di competitività del sistema.
Onorevoli Parlamentari,
Certo, non tocca solo a voi giornalisti. Gli editori devono fare la loro parte, devono investire, soprattutto immettendo molti giovani nel mondo dell’informazione, facendoli viaggiare, formandoli all’estero; in Europa e non solo in Europa. E deve fare la sua parte anche il servizio pubblico radiotelevisivo, che è essenziale per il ruolo che svolge nell’informazione da tutto il mondo. Una stampa informata, preparata, articolata, pluralistica è stata per le Nazioni europee un fattore essenziale di sviluppo della democrazia, della coscienza civile. Non potrà che essere lo stesso per l’Unione Europea. All’Europa, per crescere, serve più informazione, più dibattito sui temi europei e mondiali.
la garanzia del pluralismo e dell’imparzialità dell’informazione costituisce strumento essenziale per la realizzazione di una democrazia compiuta; si tratta di una necessità avvertita dalle forze politiche, dal mondo della cultura, dalla società civile.
Per tutti questi motivi sono davvero contento di stringere la mano ai vincitori di questo premio così prestigioso, e di consegnare le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica a tanti giornalisti e giornaliste che questa visione internazionale l’hanno da sempre. E’ difficile citare fra coloro che premierò, ma non posso non ricordare, anche per motivi di egoismo generazionale, personalità che vedo qui davanti, come Alberto Giovannini e come Igor Man. Voglio citare in particolare uno dei premiati, Joaquín Navarro Vals, per tanti anni al fianco di un uomo straordinario che ha segnato la storia del mondo contemporaneo: Giovanni Paolo II. Non si è ancora spenta in tutti noi la commozione per la sua scomparsa. Non si spegnerà mai la nostra gratitudine per la sua opera di pace, per la promozione della dignità di ogni essere umano, per la sua eroica testimonianza della forza dello spirito sulla fragilità del corpo. Oggi voglio solo ricordare che Giovanni Paolo II ha dato al mondo un esempio straordinario di comunicazione moderna, aprendo un dialogo con i giovani, che ha varcato le differenze di generazione, le differenze fra costumi, etnie, religioni. Rinnovo il mio saluto a tutti voi, i miei rallegramenti a tutti i premiati. E mi raccomando: la spina dorsale e la schiena sempre diritta. ********** MESSAGGIO ALLE CAMERE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CARLO AZEGLIO CIAMPI IN MATERIA DI PLURALISMO E IMPARZIALITA’ DELL’INFORMAZIONE Palazzo del Quirinale, 23 luglio 2002 Notiziario USPI n° 9/2016
Il principio fondamentale del pluralismo, sancito dalla Costituzione e dalle norme dell’Unione Europea, è accolto in leggi dello Stato e sviluppato in importanti sentenze della Corte Costituzionale. Il tema investe l’intero sistema delle comunicazioni, dalla stampa quotidiana e periodica alla radiotelediffusione e richiede un’attenta riflessione sugli apparati di comunicazione anche alla luce delle più recenti innovazioni tecnologiche e della conseguente diffusione del sistema digitale. Il mondo appare sempre più un insieme di mezzi e di reti interconnesse, che abbracciano l’editoria giornalistica, la radiotelevisione, le telecomunicazioni. Per quanto riguarda il settore della stampa, la legge 5 agosto 1981, n. 416, fissa limiti precisi alle concentrazioni e detta norme puntuali per la loro eliminazione ove esse vengano a costituirCarlo Azelio Ciampi s i . Secondo attorniato da giornalisti i dati forniti dal Presidente della Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella sua Relazione annuale sull’attività svolta, presentata il 12 luglio scorso, i limiti posti dalla legge alle concentrazioni in materia di stampa risultano rispettati. Per quanto concerne l’emittenza televisiva, dopo la sentenza n. 826 del 1988, nella quale la Corte Costituzionale affermava che il pluralismo “non potrebbe in ogni caso considerarsi realizzato dal concorso tra un polo pubblico e un polo privato”, il Parlamento approvò la legge 6 agosto 1990, n. 223, per disciplinare il sistema radiotelevisivo pubblico e privato. Si tratta della prima legge organica che, nel suo articolo 1, dopo aver affermato il preminente interesse generale della diffusione di programmi radiofonici e televisivi, definisce i principi fondamentali del sistema: “il pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni, tendenze politiche, sociali, culturali e religiose, nel rispetto della libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione”.
La successiva legge 31 luglio 1997, n. 249, ha istituito l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e ha dettato norme con le quali ha precorso, con lungimiranza, il tema della cosiddetta “convergenza multimediale”, tra telecomunicazioni e radiotelevisione, attribuendo all’Autorità indipendente competenza su entrambi i settori. Dato essenziale della normativa in vigore è il divieto di posizioni dominanti, considerate di per sé ostacoli oggettivi all’effettivo esplicarsi del pluralismo. La giurisprudenza costituzionale, sviluppatasi nell’arco di un quarto di secolo, ha trovato la sua sintesi nella sentenza n. 420 del 1994, nella quale la Corte ha richiamato il vincolo, imposto dalla Costituzione al legislatore, di assicurare il pluralismo delle voci, espressione della libera manifestazione del pensiero, e di garantire, in tal modo, il fondamentale diritto del cittadino all’informazione. Questi principi hanno avuto conferma nell’aprile scorso nella sentenza n. 155 del 2002 della stessa Corte che, richiamando i punti essenziali delle precedenti decisioni, ha ribadito l’imperativo costituzionale, secondo cui il diritto di informazione garantito dall’art. 21 della Costituzione deve essere “qualificato e caratterizzato, tra l’altro, sia dal pluralismo delle fonti cui attingere conoscenze e notizie - così da porre il cittadino in condizione di compiere le proprie valutazioni avendo presenti punti di vista e orientamenti culturali e politici differenti - sia dall’obiettività e dall’imparzialità dei dati forniti, sia infine dalla completezza, dalla correttezza e dalla continuità dell’attività di informazione erogata”. Tale sentenza è particolarmente significativa là dove pone in rilievo che la sola presenza dell’emittenza privata (cosiddetto pluralismo “esterno”) non è sufficiente a garantire la completezza e l’obiettività della comunicazione politica, ove non concorrano ulteriori misure “sostanzialmente ispirate al principio della parità di accesso delle forze politiche” (cosiddetto pluralismo “interno”). I principi e i valori del pluralismo e dell’imparzialità dell’informazione nel settore delle comunicazioni elettroniche sono stati richiamati e hanno trovato sistemazione organica in quattro recenti Direttive del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, che dovranno essere recepite dai Paesi membri entro il luglio del 2003. Il contenuto di queste Direttive è in sintonia con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che, nel secondo comma dell’articolo 11, sancisce espressamente il rispetto del pluralismo e la libertà dei media. Nelle premesse di tali Direttive sono indicate le finalità di una politica 12 11
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 12
dialogando dialogando 11
comune europea in materia di informazione. Viene, in particolare, definito il concetto di libertà di espressione, precisando che questa “comprende la libertà di opinione e la libertà di trasmettere informazioni e idee, nonché la libertà dei mezzi di comunicazione di massa e il loro pluralismo”. In particolare, nella Direttiva denominata “Direttiva quadro”: - viene specificato che “la politica audiovisiva e la regolamentazione dei contenuti perseguono obiettivi di interesse generale, quali la libertà di espressione, il pluralismo dei mezzi di informazione, l’imparzialità, la diversità culturale e linguistica, l’inclusione sociale, la protezione dei consumatori e la tutela dei minori”; si fa obbligo agli Stati membri di “garantire l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione in modo da assicurare l’imparzialità delle loro decisioni”; - è riservato grande spazio all’assetto del mercato e all’esigenza di assicurare un regime concorrenziale… Nel volgere di pochi anni anche l’Italia disporrà delle nuove possibilità che l’evoluzione della tecnologia mette a disposizione dell’emittenza radiotelevisiva. Questo sviluppo produrrà un allargamento delle occasioni di mercato e rappresenterà un freno alla costituzione o al rafforzamento di posizioni dominanti, pur nella necessaria considerazione delle dimensioni richieste dalle esigenze della competizione nell’ambito del più ampio mercato europeo e mondiale. La legge 20 marzo 2001, n. 66, prevede, in proposito, che “le trasmissioni televisive dei programmi e dei servizi multimediali su frequenze terrestri devono essere irradiate esclusivamente in tecnica digitale entro l’anno 2006”. E, tuttavia, il pluralismo e l’imparzialità dell’informazione non potranno essere conseguenza automatica del progresso tecnologico. Saranno, quindi, necessarie nuove politiche pubbliche per guidare questo imponente processo di trasformazione. E’ questo un problema comune a tutti i paesi europei, oggetto di vivaci dibattiti e di proposte innovative… Onorevoli Parlamentari, la prospettiva della nuova realtà tecnologica, il quadro normativo offerto dalle recenti Direttive comunitarie e le chiare indicazioni della Corte Costituzionale richiedono l’emanazione di una legge di sistema, intesa a regolare l’intera materia delle comunicazioni, delle radio-telediffusioni, dell’editoria di giornali e periodici e dei rapporti tra 12
questi mezzi. Nel redigere tale legge occorrerà tenere presente, per quanto riguarda la radiotelevisione, il ruolo centrale del servizio pubblico. Il trattato di Amsterdam, che vincola tutti i paesi dell’Unione Europea, muove dal presupposto “che il sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri è direttamente collegato alle esigenze democratiche, sociali e culturali di ogni società, nonché all’esigenza di preservare il pluralismo dei mezzi di comunicazione”. Nell’atteso testo normativo dovrà trovare coerente sistemazione la disciplina della tutela dei minori, troppo spesso non tenuta nella dovuta considerazione nelle programmazioni delle emittenti televisive. E’ fondamentale, inoltre, che la nuova legge sia conforme al Titolo V della Costituzione, che all’articolo 117 ha assegnato alle Regioni un preciso ruolo nella comunicazione, considerando questa materia ricompresa nella legislazione concorrente insieme a quella della promozione e dell’organizzazione di attività culturali, che ne costituisce un logico corollario. Secondo la riforma costituzionale, spetta allo Stato di determinare i principi fondamentali in dette materie, mentre alle Regioni è conferito il compito di sviluppare una legislazione che valorizzi il criterio dell’articolazione territoriale della comunicazione come espressione delle identità e delle culture locali. Nella definizione di tali principi fondamentali, lo Stato svolge la sua essenziale funzione di salvaguardia dell’unità della Nazione e della identità culturale italiana. Essi costituiscono la più valida cornice, entro la quale trova esplicazione il pluralismo culturale, ricchezza inestimabile del nostro Paese, sorgente di libera formazione della pubblica opinione. La cultura - questo è mio convincimento profondo - è il fulcro della nostra identità nazionale; identità che ha le sue radici nella formazione della lingua italiana e che, negli ultimi due secoli, si è sviluppata in una continuità di ideali e di valori dal Risorgimento alla Resistenza, alla Costituzione repubblicana. Nel preparare la nuova legge, va considerato che il pluralismo e l’imparzialità dell’informazione, così come lo spazio da riservare nei mezzi di comunicazione alla dialettica delle opinioni, sono fattori indispensabili di bilanciamento dei diritti della maggioranza e dell’opposizione: questo tanto più in un sistema come quello italiano, passato dopo mezzo secolo di rappresentanza proporzionale alla scelta maggioritaria. Quando si parla di “statuto” delle opposizioni e delle minoranze in un sistema maggioritario, le soluzioni più efficaci vanno ricercate anzitutto nel quadro di un adeguato assetto della comunicazione, che consenta l’equilibrio dei flussi di informazione e
di opinione. Anche a tal fine, la vigilanza del Parlamento, in coordinamento con l’Autorità di garanzia, potrebbe estendersi all’intero circuito mediatico, pubblico e privato, allo scopo di rendere uniforme ed omogeneo il principio della “par condicio”. Parametri di ogni riforma devono, in ogni caso, essere i concetti di pluralismo e di imparzialità, diretti alla formazione di una opinione pubblica critica e consapevole, in grado di esercitare responsabilmente i diritti della cittadinanza democratica… Riassumo le considerazioni fin qui svolte, dalle quali emergono alcuni obiettivi essenziali: - specificazione normativa - tenendo conto delle variazioni introdotte dalle innovazioni tecnologiche in continua evoluzione - dei principi contenuti nella legislazione vigente e nella giurisprudenza della Corte Costituzionale; - attuazione delle Direttive comunitarie che l’Italia dovrà recepire entro il luglio del 2003; - definizione di un quadro normativo per l’attivazione della competenza concorrente delle Regioni nel settore delle comunicazioni, secondo quanto previsto dall’articolo 117 del nuovo Titolo V della Costituzione; - perseguimento dello scopo fondamentale di meglio garantire, attraverso il pluralismo e l’imparzialità dell’informazione, i diritti fondamentali dell’opposizione e delle minoranze... Onorevoli Parlamentari, ho voluto sottoporre ai rappresentanti eletti della Nazione queste riflessioni, perché avverto che sta a noi tutti provvedere per il presente e, al tempo stesso, guardare al futuro, prefigurando e preparando con lungimiranza un sistema di valori e di regole che salvaguardi e sostenga la vita e l’azione delle nuove generazioni.Lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e delle reti di comunicazione è qualcosa di più di un avanzamento tecnico: configura un salto di qualità; muta il contesto nel quale si esplica la vita culturale e politica dei popoli; apre straordinarie possibilità di conoscenza, di nuovi servizi, di partecipazione, di crescita individuale e collettiva.Dobbiamo vivere questo momento di transizione con consapevolezza e fiducia. Un processo di innovazione affidato alle forze della società, promosso e accompagnato dall’azione pubblica in una appropriata cornice normativa, è la base per una nuova stagione di sviluppo morale e materiale della Nazione.E’ questa una sfida che coinvolge tutte le istituzioni: saper tradurre l’innovazione in una grande opportunità di formazione per i cittadini… Non c’è democrazia senza pluralismo e imparzialità dell’informazione: sono fiducioso che l’azione del Parlamento saprà convergere verso la realizzazione piena di questo principio. Notiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 13
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE Circolare n. 6 del 5/09/2016 Oggetto: •Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2016; •Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. 1. Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2016 Si comunica che il 30 settembre p.v. scade il termine previsto per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2016. Si ricorda che sono tenuti al versamento del contributo minimo annuale tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel corso dell’anno 2016 abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma. In base a quanto disposto dall’art. 3 del vigente Regolamento della Gestione separata INPGI, per i giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale fino a cinque anni, il contributo minimo è ridotto al 50%. A tal fine, l’anzianità deve essere valutata alla data del 30 settembre 2016, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale (elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti). Per l’anno 2016 potranno, quindi, versare il contributo minimo in misura ridotta gli assicurati che risultino iscritti all’Ordine dei giornalisti con decorrenza successiva al 30 settembre 2011. Si ricorda, inoltre, che l’art. 18, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito in legge n. 111/2011) prevede che, per gli iscritti che risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto, la contribuzione dovuta sia fissata ad una aliquota non inferiore al 50% di quella ordinaria. Di conseguenza, per i giornalisti che alla data del 30 settembre 2016 risultino già pensionati il contributo soggettivo minimo dovuto sarà pari al 50% di quello ordinario. Si precisa che l’eventuale titolarità di trattamenti pensionistici a favore dei superstiti (pensioni di reversibilità e/o indiretta) e gli assegni previsti a favore dei ciechi e degli invalidi civili non danno luogo alla riduzione del contributo minimo. Gli importi dovuti per l’anno 2016 - tenuto conto che l’indice dei prezzi al consumo (indice FOI) per l’anno 2015 risulta invariato - sono i seguenti: vedi TABELLA a fianco: (* )Contributo di maternità Il Comitato Amministratore della Gestione Notiziario USPI n° 9/2016
separata con delibera n. 9 del 19/07/2016, in ottemperanza al dettato normativo delineato dall’art. 83 del Decreto legislativo 26/03/2001, n. 151, al fine di garantire l’equilibrio della gestione di maternità, ha confermato la misura del relativo contributo annuale in 40,00 euro. Tuttavia, la predetta delibera è tuttora al vaglio dei Ministeri vigilanti per la prescritta approvazione di legge. Di conseguenza, nelle more dell’approvazione ministeriale, il contributo di maternità 40,00 euro sopra indicato deve intendersi versato a titolo provvisorio, salvo conguaglio. Il pagamento dei predetti contributi dovrà essere eseguito con il Modello F24/Accise, reperibile sul sito dell’INPGI ed in quello dell’Agenzia delle Entrate (nella sezione modelli di versamento), che dovrà essere compilato indicando, quale contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del giornalista interessato (non è ammesso il versamento da parte di soggetti diversi) ed utilizzando i seguenti codici: • Ente = P • Provincia = (lasciare vuoto) • Codice tributo = G001 • Codice identificativo = 22222 • Mese = 01 • Anno di riferimento = 2016. Qualora il giornalista non si trovasse nelle condizioni di poter utilizzare la predetta forma di pagamento potrà effettuare il versamento mediate bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI, acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. In questo caso è indispensabile che nella causale del versamento sia indicato “AC 2016 seguito dal numero di posizione ANNNNN (lettera A seguita da 5 cifre) ovvero dal proprio codice fiscale”.
TIPO CONTRIBUTO
Contributo minimo ordinario
Si ricorda che non sono tenuti al versamento del contributo minimo i giornalisti che abbiano svolto l’attività esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, l’interessato deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/692). Si evidenzia, inoltre, che i giornalisti iscritti alla Gestione separata che - alla data del 30/09/2016 - non abbiano svolto alcuna forma di attività giornalistica autonoma e che entro la fine del 2016 presumono di non svolgere alcuna attività giornalistica, sono esentati (previa comunicazione scritta di cessata attività, modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/473) dal versamento del contributo minimo. Si ricorda che, questi ultimi, se interessati ad ottenere la copertura contributiva nell’anno 2016 - pur in assenza di svolgimento di prestazioni professionali - possono eseguire ugualmente il versamento dei contributi minimi. Coloro i quali non provvederanno a versare il contributo minimo nei termini previsti, in fase di invio di comunicazione reddituale per l’anno 2016 (da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio 2017), in alternativa alla sospensione annuale, potranno scegliere di versare comunque il contributo minimo e procedere al pagamento dello stesso entro i termini previsti per la contribuzione a saldo. Si fa presente, tuttavia, che i contributi minimi pagati oltre la scadenza del 30 settembre 2016 dovranno essere maggiorati della sanzione per ritardato pagamento prevista dall’articolo 7 del vigente regolamento della Gestione Separata. 15 Contributo minimo Contributo minimo ridotto per i ridotto per i giornalisti giornalisti con meno di 5 anni titolari di di anzianità trattamento professionale pensionistico diretto
Contributo Soggettivo
208,68
104,34
104,34
Contributo Integrativo
41,74
20,87
41,74
Contributo di maternità (*)
40,00
40,00
40,00
290,42
165,21
18608
Totale contributo minimo 2016
13
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 14
GIORNALISMO, APERTO IL BANDO DELLA IV EDIzIONE DEL PREMIO OMAR DEDICATO ALLE MALATTIE E AI TUMORI RARI C’è tempo fino al 30 settembre per pubblicare servizi candidabili, e fino al 14 ottobre per inviare le candidature. La cerimonia di premiazione si terrà il 30 novembre a Roma PRESSO la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato della Repubblica ‘Giovanni Spadolini’ Torna l’appuntamento annuale con la buona informazione nell’ambito delle malattie e dei tumori rari. E’ stato infatti aperta ufficialmente oggi la IV Edizione del Premio Giornalistico OMaR dedicato alle malattie e ai tumori rari, promosso da Osservatorio Malattie Rare in partnership con Telethon, Orphanet, Centro Nazionale Malattie Rare - ISS e Uniamo FIMR Onlus. Da oggi è infatti possibile inviare, seguendo le modalità indicate nel bando pubblicato integralmente sul sito www.premiomalattierare.it, le candidature di articoli e servizi audio video editi dal 1 gennaio 2015 al 30 settembre 2016. Per inviare le candidature c’è tempo fino al 14 ottobre 2016, salvo proroghe. La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 30 Novembre 2016 presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, Sala degli Atti parlamentari, Piazza della Minerva 38 - Roma. Come nelle passate edizioni oltre ai due Premi Assoluti (stampa/web ed Audio/Video), dell’ammontare di 3.500 euro ciascuno (comprensivi degli oneri fiscali), è prevista anche l’assegnazione di Premi Speciali dedicati a tematiche particolari ed offerti da specifici sponsor: la lista dei premi speciali in palio e degli sponsor della IV edizione sarà resa nota a settembre. I Premi giornalistici Assoluti e Speciali, in linea con gli obiettivi principali dell’iniziativa, sono riservati ad articoli e servizi giornalistici in lingua italiana pubblicati su testate regolarmente registrate presso il Tribunale competente, ad esclusione delle pubblicazioni che fanno capo agli organizzatori del Premio, oltre che, ovviamente, articoli o servizi a firma dei membri della Giuria. Come già nella precedente edizione anche quest’anno sarà possibile segnalare, per l’assegnazione delle Menzioni Speciali, anche tesi scolastiche sulle malattie rare; house organ di associazioni, URP, IRCCS e altri Enti di Ricerca e Cura; specifiche campagne di informazione o pubblicitarie non commerciali; video informativi (sono esclusi i servizi video giornalistici); libri e opuscoli ed altri veicoli di informazione e sensibilizzazione dedicati al tema delle malattie e dei tumori rari. Sono stati richiesti i patrocini di: Eurordis - Rare Disease Europe, Senato della Repubblica Italiana, Ordine dei Giornalisti - Consiglio Nazionale dell’OdG, CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche, UNAMSI - Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione, Comunicazione Pubblica - Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, FIEG - Federazione Italiana Editori Giornali, ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online, FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, USPI - Unione Stampa Periodica Italiana, EUPATI - Accademia Italiana del Pazienti, Centro di Documentazione Giornalistica. Il regolamento completo della IV Edizione del Premio Omar è disponibile a questo link: www.premiomalattierare.it/regolamento. Per informazioni: info@osservatoriomalattierare.it. 14
Notiziario USPI n° 9/2016
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 15
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 13
2. Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. Come noto, l’art. 86, comma 2, del D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni ed il relativo decreto attuativo (DM 25/05/2001, pubblicato nella G.U. 14 giugno 2001, n. 136) prevede che per i lavoratori non dipendenti che rivestono la carica di sindaci, di presidenti di provincia, di presidenti di comunità montane, di unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, di assessori provinciali e di assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, di presidenti dei consigli provinciali, di presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi in cui il comune abbia attuato nei loro confronti un effettivo decentramento di funzioni e di presidenti delle aziende anche consortili fino all’approvazione della riforma in materia di servizi pubblici locali, gli enti locali versano quote forfetarie annuali, da pagare mensilmente, a favore delle forme pensionistiche presso le quali i predetti soggetti erano iscritti o continuano ad essere iscritti alla data di conferimento del mandato. Si precisa che – a seguito del pronunciamento di alcune sezioni regionali della Corte dei conti (per prima quella della Basilicata, seguita poi, da Lombardia, Liguria e Piemonte), nonché del conforme parere reso dal Ministero dell’Interno in data 9/04/2014 (parere n.15900/TU/086 del 9 aprile 2014) – “l’art. 86, secondo comma, TUEL può trovare applicazione solo quando il lavoratore autonomo che ricopre una
delle cariche previste dal primo comma si astenga del tutto dall’attività lavorativa; circostanza che il lavoratore autonomo ha l’onere di comprovare rilasciando all’ente locale un’attestazione in cui dichiara la sospensione dell’attività in costanza di espletamento del mandato amministrativo, nonché notificando la medesima dichiarazione all’ente previdenziale”. Di conseguenza, il giornalista che in ragione della carica di Amministratore locale non abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale dovrà provvedere autonomamente ed a proprio carico al versamento della contribuzione dovuta alla Gestione previdenziale separata dell’INPGI. Nei casi in cui, invece, il giornalista per l’espletamento della carica di amministratore abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale, il versamento della contribuzione minima annuale dovuta alla Gestione separata dell’INPGI, come indicata al precedente punto 1), è posto a carico dell’Amministrazione locale. A tal fine, le Amministrazioni interessate potranno effettuare - entro il 30 settembre 2016 - il versamento delle quote contributive dovute mediante bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI ed acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. Al fine di una corretta imputazione dei versamenti effettuati è indispensabile che nella causale del bonifico siano indicati i seguenti dati del giornalista: “2016 - Nome e Cognome - data di nascita – Dlgs 267/2000”. In ogni caso, al fine di evitare disguidi, si chiede di inviare - anche a mezzo fax
068578264 - una comunicazione di avvenuto versamento, con i dati identificativi del giornalista interessato. Per il versamento del contributo in oggetto, Le Amministrazioni interessate – in alternativa al bonifico bancario - potranno utilizzare anche il Modello F24-EP sul quale dovranno: • nel campo “Sezione” indicare il valore “P” che identifica l’INPGI; • nel campo “Codice tributo/causale” indicare la “G267”; • nel campo “Codice” non indicare nulla; • nel campo “Estremi identificativi” indicare il codice: “22222” • nel campo “Riferimento A” indicare: “0001”; • nel campo “Riferimento B” indicare “2016” • nel campo “Importi a debito versati” indicare l’importo versato. Nel caso in cui per il pagamento sia utilizzato il modello F24-EP è necessario che l’Amministrazione interessata comunichi all’INPGI (Fax 06 8578264) il nominativo del giornalista per il quale si è provveduto al versamento. Si ricorda che i giornalisti per i quali l’Amministrazione locale abbia provveduto al versamento della contribuzione minima ancorché abbiano sospeso l’attività professionale - sono, comunque, tenuti all’invio della comunicazione reddituale all’INPGI, da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio di ogni anno, ed al pagamento - entro i termini previsti - delle contribuzioni a saldo, connesse all’eventuale reddito professionale conseguito in periodi dell’anno diversi da quelli oggetto di sospensione dell’attività.
IL N° 1 NELLA RASSEGNA DA STAMPA E SITI WEB L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. è il leader italiano nell’industria del media monitoring ed è tra i più importanti operatori europei. Da oltre 100 anni il nostro Gruppo è il partner naturale per chi opera nella comunicazione e nel marketing, in qualsiasi struttura pubblica o privata, e abbia l’esigenza di monitorare l’immagine della propria organizzazione e dei competitor sui media tradizionali e digitali.
RASSEGNE RADIO E TV, CON UN CLICK IL SOCIAL MEDIA MONITORING SU MISURA
ECO STAMPA by L’ECO DELLA STAMPA
ECO VIDEO by L’ECO DELLA STAMPA
ECO SMM SOCIAL MEDIA MONITORING by L’ECO DELLA STAMPA
L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. www.ecostampa.it Tel 02 748113.1 Fax 02 748113.444 info@ecostampa.it
Notiziario USPI n° 9/2016
MEDIA ANALYSIS, PER CAPIRE E PER FARE
ECO ANALYSIS by L’ECO DELLA STAMPA
15
settembre_nuovo notiziario.qxd 30/09/2016 08:51 Pagina 16
Il cordoglio dell’USPI
IL RICORDO DELL’AMICO ENRICO MAsCILLI MIGLIORINI Direttore scientifico del Corso USPI per operatori editoriali dal 1988 al 1999 - Fu preside della Facoltà di Sociologia dell’Università di Urbino e, assieme a Carlo Bo, fra i fondatori della Scuola di giornalismo di Urbino Martedì 23 agosto Enrico Mascilli Migliorini se ne è andato, a 94 anni, nella sua abitazione di Napoli. Docente universitario e giornalista di spicco, ha diretto per molti anni la redazione Rai di Napoli. Nella sua lunga e importante carriera ha diretto le sedi Rai di Cosenza, Firenze ed Ancona. Nato a Roma nel 1922 da una famiglia di origini calabresi e insieme romane, aveva presto scoperto il ruolo cruciale del giornalismo come strumento di confronto, tanto da curare durante la Resistenza l’edizione clandestina del “Veneto liberale” a Venezia, per poi diventare direttore a Udine del “Messaggero Veneto”. Nel 1949 aveva lasciato Udine per Napoli per entrare nella redazione del Giornale, fondato nel 1943 da Benedetto Croce. Nel 1960 era arrivato a guidare la redazione giornalistica della Rai, fino a rivestire il ruolo di responsabile dei servizi giornalistici per l’ Italia meridionale.
NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
Mascilli Migliorini al XV Congresso Nazionale USPI (1996) Direttore delle sedi Rai di Cosenza, Ancona e Firenze, nel 1967 sceglierà di dedicarsi all’ insegnamento universitario, diventando a Urbino il primo preside del corso di laurea e poi della facoltà di sociologia. E sempre qui, insieme a Carlo Bo fonderà la Scuola di giornalismo di Urbino. Fu fondatore e direttore della rivista “Sociologia della comunicazione”. Costante era stata la sua riflessione sulla pervasività dei mezzi di comunicazione di massa e sul rapporto tra società e politica, come testimoniano i suoi saggi “La comunicazione nell’ indagine sociologica” (Carocci 1990) e “Comunicazione e spettacolo. Le nuove frontiere del giornalismo
radiotelevisivo “ (Quattroventi 1994). Ne “La comunicazione istantanea” (Guida editore, 1987) aveva analizzato la diversa copertura mediatica del sisma di Messina del 28 dicembre 1908, con le prime notizie apparse solo il giorno dopo e il terremoto dell’ Irpinia del 23 novembre 1980, annunciato dal Tg a pochi minuti dall’ evento, con tanto di prime immagini del disastro, capaci di risvegliare le coscienze del paese, di mettere in moto una maratona di solidarietà che fece sentire tutti partecipi di quel disastro. Aveva compreso la forza dirompente del mezzo televisivo, capace di influenzare l’ immaginario collettivo, di dettare mode, tendenze, di costruire bisogni e modelli. Era stato, del resto, uno dei primi a prevedere l’ avvento dei social network, sottolineandone però le troppe contraddizioni. Fino al punto di prenderne le distanze. “Per quello che sta accadendo - sottolineava Migliorini - tramonta la galassia Gutenberg. Abbandoniamo la dimensione spazio e si afferma quella tempo. Quindi la comunicazione ce l’ abbiamo in casa. Ma abbiamo bruciato la riflessione, e gli strumenti di Mc Luhan ci provocano nevrosi e ansia. Non possediamo nessuna difesa. Non me la sono sentita di scriverlo, ma così stiamo abbreviando i tempi della consapevolezza” (tratto da: Il quotidiano del Sud). Alla famiglia le più vive condoglianze del Segretario Generale Vetere, a nome di tutta l’USPI, e soprattutto degli associati he ne hanno potuto apprezzare gli insegnamenti e le competenze.
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU WWW.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
E’ STATA
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 9 settembre/ottobre 2016 è stato stampato il 29 settembre 2016
16
Notiziario USPI n° 9/2016