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La “Dichiarazione dei diritti internet” (pagina 7) Deposito Legale e convenzioni USPI (pagina 16) La Presidenza del Consiglio ha convocato le Associazioni del settore

ATTENZIONE!

PRESENTATE LE LINEE GUIDA DELLA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’EDITORIA

RIGUARDA SOLTANTO GLI ASSOCIATI CHE HANNO RICEVUTO RICHIESTE DI RIMBORSI TARIFFARI POSTALI DA PARTE DI POSTE ITALIANE SPA

Il Governo ha annunciato la presentazione di una Legge Delega, compatibilmente prima della sosta estiva – Prevista l’istituzione di un Fondo unico per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione che sostituirà i contributi diretti - Conferme sulle risorse 2014 del contributo diretto all’Editoria per importi almeno pari a quelli 2013

Si va, quindi, verso il progetto di un Disegno di legge delega per la riforma dei sostegni al settore editoriale. Il Governo si è impegnato a presentare il provvedimento prima della pausa estiva, compatibilmente con gli altri impegni assunti. LE PAROLE DI LOTTI In realtà, il Sottosegretario con delega all’editoria, Luca Lotti, già a maggio aveva annunciato alcune proposte di riforma, sottolineando come il sistema dei contributi a pioggia non funziona più e ribadendo la necessità di riorganizzare criteri e metodologia per aiutare il settore: “Per l’editoria è un momento difficile, come in altre situazioni e in altre realtà”. Così si era espresso Lotti. “Una settimana fa abbiamo fatto un Tavolo dove abbiamo voluto mettere insieme tutti gli attori: dagli editori agli edicolanti ai distributori. Perché – aveva aggiunto – il governo è convinto che solo tutti assieme si possa provare ad uscire da 2

“L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È grazie all’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, … o un bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione. L’istruzione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo‘’.

BOZZA DI LETTERA DI CONTESTAZIONE DELLA RICHIESTA DI RIMBORSI TARIFFARI POSTALI DA PARTE DI POSTE ITALIANE SPA Sul sito www.uspi.it - AREA SOCI - è pubblicata una bozza di contestazione alle richieste, pervenute da parte di Poste Italiane, di adeguamento delle tariffe postali pagate dal 2010 al 2015. La bozza dovrà essere personalizzata con le date e gli indirizzi, e – chiaramente – è modificabile secondo le proprie esigenze. Inviarla a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo di partenza vedere il mittente, non uguale per tutti). La lettera di contestazione delle somme richieste preclude alle Poste l’ipotetica tesi di “accettazione tacita del debito” da parte dell’ editore. Per accedere all’AREA SOCI è necessario essere in regola con le quote 2015.

La “strana” coppia

PAPA FRANCESCO E UMBERTO ECO Tutt’e due hanno espresso preoccupazione per un uso compulsivo di internet e dei social network, soprattutto per le giovani generazioni, per la mancanza di “pensare in profondità” ed il pericolo di farsi cannibalizzare da un flusso di informazioni spesso di dubbia provenienza

Nelson Mandela (18 luglio 1918, 5 dicembre 2013)

Papa Francesco (a sin.) e Umberto Eco (a destra): preoccupazione comune per l’uso dei network

L’abbiamo definita la “strana” coppia,

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 9 settembre 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma

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PRESENTATE LE LINEE GUIDA DELLA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’EDITORIA questa situazione di crisi”.

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“E’ chiaro che dobbiamo cambiare un po’ tutti; il sistema di contributo a pioggia non può funzionare e non funziona” aveva continuato il sottosegretario sottolineando che “non regge più quello che era un modello che fino a dieci anni fa funzionava”. “Quindi – aveva concluso – noi abbiamo già detto che vogliamo riorganizzare anche la metodologia, vogliamo riorganizzare i criteri tramite i quali dare una mano al settore e lo faremo con l’aiuto di tutti gli attori al tavolo”. (ANSA, 25 maggio 2015) PRIMA RIUNIONE DEL TAVOLO PER L’EDITORIA Al Tavolo di confronto con tutta la filiera editoriale, svoltosi il 28 aprile scorso (vedi “Notiziario USPI n. 5 – maggio 2015), il Governo ha recepito tutte le varie e complesse istanze del settore, rimandando ad un nuovo incontro per la presentazione delle posizioni e proposte governative sul tema della riforma.

Palazzo Chigi, sede del Governo, Roma LA RIUNIONE DEL 17 LUGLIO 2015 Un confronto positivo, anche se non privo di elementi da approfondire, quello avvenuto venerdì 17 luglio, in via della Mercede sede del Dipartimento informazione ed editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri - tra l’USPI, le associazioni del settore rappresentative dei giornali, quotidiani e periodici, a stampa e on line, il Consigliere Roberto Marino, Capo del Dipartimento e il dott. Antonio Funiciello, in rappresentanza del sottosegretario con delega all’Informazione e l’Editoria, Luca Lotti.

necessitando di deleghe al governo. Annualmente, tale Fondo sarà ripartito dal Sottosegretario all’editoria, tra contributi ed altre agevolazioni. Probabilmente, nel DDL delega troveranno posto anche le norme per l’IVA al 4% per le riviste online e per le agevolazioni per incentivare gli ulteriori investimenti pubblicitari sui periodici locali. Questi ultimi due sostegni, sopra accennati, non potranno rientrare stabilmente nel “Fondo unico” e avranno la necessità di trovare adeguate coperture finanziarie autonome. I CONTRIBUTI DIRETTI I contributi diretti non spariranno, come chiedeva il Movimento 5 stelle, ma subiranno modifiche e restrizioni. Riguardo ai requisiti di accesso, verrà confermato (anzi, rafforzato) l’attuale impianto normativo rispetto ai singoli beneficiari, mentre si opererà una forte “ripulitura” delle norme “ad personam”.

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Presentate le linee guida della riforma delle leggi sull’editoria (pagine 1, 2, 4, 5) Bozza di lettera di contestazione a Poste Italiane SpA (pagina 1) Papa Francesco e Umberto Eco (pagine 1, 6) Le quote associative USPI per l’anno 2016 (pagina 3) La risposta delle edicole al governo sulla riforma del comparto editoria (pagina 5) Ecco la “Dichiarazione dei diritti in internet” (pagine 7, 8, 9, 10) Notizie: Editoria e Comunicazione (pagine 10, 11) Notizie dall’INPGI (pagine 12, 13)

L’anzianità dell’editore sarà ridotta a 2 anni, aumentando così – in previsione – il numero degli aventi diritto.

Notiziario fiscale e del lavoro (pagine 14, 15, 16)

Una condizione imprescindibile di accesso ai contributi sarà il passaggio al digitale, nel senso che verranno valorizzati i costi legati alla pubblicazione telematica.

L’Eco della Stampa (pagina 15)

Rispetto al calcolo dei contributi, questo sarà legato alle copie vendute, eliminando in toto il requisito della diffusione.

Convenzione USPI-SDA per la spedizione di pacchi (pagina 16)

L’ipotesi è quella di dividere le testate in scaglioni per quantità di copie vendute, rimodulando il calcolo dei costi fissi per le testate più piccole ed introducendo una quota variabile maggiorata per le testate che hanno maggior vendita al pubblico.

In ogni caso, sarà rigido il meccanismo di calcolo del tetto rimborsabile: non potrà essere più alto di una percentuale dei ricavi (non più fino al 70%, come ora).

Deposito Legale e convenzioni USPi (pagina 16)

La procedura di erogazione dei contributi verrà prevista in due tranche: - una anticipazione a maggio ed - il saldo a dicembre.

IL FONDO UNICO Il Consigliere Marino ha illustrato l’intenzione di istituire, tramite un Disegno di legge delega, il “Fondo unico per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione”, che sostituirà il Fondo ordinario e il Fondo straordinario per l’editoria, per la durata di 5 anni. Tale norma sarà applicabile da subito, non

in questo numero

Occorrerà, quindi, anticipare la presentazione della documentazione.

Luca Lotti, Sottosegretario all’editoria

ALTRI PROVVEDIMENTI I rappresentanti del Governo hanno confermato che riguardo a tutte le altre problematiche del settore, quali la modernizzazione della rete di vendita; i prepen4 Notiziario USPI n° 9/2015


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Le quote associative usPi

per l’anno 2016 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2016 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2016 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

315,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€ €

100,00 170,00

Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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PRESENTATE LE LINEE GUIDA DELLA RIFORMA DELLE LEGGI SULL’EDITORIA 2

sionamenti dei giornalisti; gli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari; il sostegno alle startup… verrà proposta una delega al Governo. Al contrario, per quanto riguarda il riconoscimento del diritto d’autore sulle Rassegne stampa, il Governo non ritiene di intervenire legislativamente, ma si impegnerà in un’opera di “moral suasion” (per coloro che non sono “inglesisti” per forza, da Wikipedia: “si potrebbe genericamente considerare come una sorta di potere intrinseco che può essere esercitato da un’autorità, che in un certo campo ha obblighi di vigilanza e garanzia, al fine di indurre i soggetti vigilati ad un comportamento moralmente e socialmente corretto, non ricorrendo direttamente a quei poteri che la legge le mette a disposizione per l’esercizio delle sue funzioni , ovvero basandosi sull’autorevolezza del proprio status di autorità super partes, nonché sull’importanza del proprio ruolo”). L’IMPEGNO SUI CONTRIBUTI ARRETRATI Difronte ai i tagli ex post dei contributi 2013 e per i colpevoli ritardi nella formale approvazione di quelli 2014, rappresentanti del Governo hanno ribadito con forza, durante l’incontro, l’impegno preso che prevede risorse certamente almeno non inferiori allo stanziamento 2013 e, inoltre, l’annuncio che, anche per il 2015, i criteri e le modalità previste saranno, in attesa dell’entrata in vigore degli effetti della riforma, gli stessi attualmente in vigore per il contributo diretto. LE CONSIDERAZIONI E PROPOSTE USPI Positivo il giudizio espresso della nostra Unione sulla riunione e sulle Antonio Funiciello, intenzioni del collaboratore Governo.

alla PCM

L’USPI ha richiesto, con forza ed urgenza, che nel Disegno di legge governativo venga inserita una norma che prescriva il superamento della discriminazione tariffaria postale per le associazioni senza fine di lucro non onlus (categoriali, culturali, sociali, territoriali…) e la soluzione per i rimborsi richiesti da Poste Italiane a tali editori (vedi, per così dire,… tutti i precedenti Notiziari) ; ed ha condiviso la deci4

sione di trovare un accordo con Poste per scongiurare il pericolo della consegna postale a giorni alterni in molti comuni italiani affinché il servizio universale sia garantito. L’USPI, apprezzando la previsione quinquennale della vigenza del Fondo, ha sottolineato la necessità che lo stanziamento annuale di alimentazione del suddetto Fondo sia certo, stabile e congruo per coprire tutti i progetti in itinere. E’ stata, infine, ribadita la necessità di prevedere nell’istituendo Fondo anche sostegni e agevolazioni per l’innovazione tecnologica delle piccole e medie imprese editoriali cartacee e online. COMUNICATO CONGIUNTO A seguito della riunione del 17 luglio scorso, L’USPI e le altre associazioni del settore hanno diramato un Comunicato congiunto, che di seguito riportiamo: RIFORMA DELL’EDITORIA: INCONTRO CON IL GOVERNO DELLE ASSOCIAZIONI DELL’EDITORIA COOPERATIVA E NON PROFIT, USPI, ANSO E ANES Il Governo accelera sulla Riforma dell’editoria: annunciata la presentazione di una Legge Delega entro la sosta estiva. Confermate le risorse 2014 del contributo diretto all’Editoria per importi almeno pari a quelli 2013. Un confronto positivo, anche se non privo di elementi da chiarire, quello avvenuto Venerdì 17 luglio, in via della Mercede, tra le Associazioni dell’Editoria rappresentative dei giornali, quotidiani e periodici, a stampa e on line: USPI, Alleanza delle Cooperative Comunicazione, File, Fisc, Anso, e Anes, il Consigliere Roberto Marino, Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il dott. Antonio Funiciello, in rappresentanza del sottosegretario con Delega all’Informazione e l’Editoria, Luca Lotti. Le Associazioni ritengono di grande importanza la volontà espressa, nell’incontro, da parte del Governo di procedere con tempi certi nell’iter di un disegno di Legge delega, che dovrebbe essere messo a punto e deliberato dal Consiglio dei Ministri prima della pausa estiva, che indichi le coordinate principali e gli elementi di riferimento della Riforma.

Elementi sulla base dei quali si possano, poi, approfondire nell’iter di discussione parlamentare e nel confronto con le realtà datoriali e sociali, gli elementi di contenuto specifico e gli aspetti tecnici conseguenti per pervenire all’approvazione di questa parte della Riforma, relativa ai giornali su carta e online entro la fine del 2015. Le Associazioni ritengono poi importante sottolineare la scelta del Governo di inserire nella proposta del Disegno di legge delega la nascita immediata del Fondo per il pluralismo e la libertà dell’informazione. La costituzione del Fondo rappresenterebbe, infatti, una scelta di straordinaria importanza nell’affermazione della volontà del Governo e del Parlamento di promuovere e tutelare, a fronte di regole certe, selettive e trasparenti, il pluralismo dell’informazione: una conferma della scelta di non considerare, quindi, il mercato Roberto Marino, come l’unico regolaCapo dipartimento tore di questo fondaeditoria mentale principio (ABIEVENTI.IT Costituzionale.

Foto by Merlo)

Le Associazioni ritengono, però, necessario sottolineare su questo punto anche la convinzione che il Fondo potrà svolgere pienamente le funzioni di salvaguardia e promozione del pluralismo e di accompagnamento dei processi di innovazione delle imprese editoriali e di sostegno a nuove start up nel settore solo in quanto sarà dotato, già dalla legge di stabilità 2016, della dotazione di risorse adeguate, certamente superiori alle disponibilità attuali. Apprezzamento si esprime poi, per la scelta del Governo di prevedere una durata di cinque anni al Fondo, per consentire un periodo sufficientemente ampio di programmazione e verifica. Le Associazioni ritengono meritevole di particolare attenzione, invece, la proposta anticipata dai rappresentanti del Governo nell’incontro, di prevedere una gestione diretta da parte del Dipartimento alla Presidenza del Consiglio della destinazione delle risorse da verificare annualmente tra le varie voci che andrebbero a confluire nel Fondo stesso. Una delega forte all’Esecutivo che, però, dovrà necessariamente essere accompagnata da elementi formali e sostanziali di monitoraggio, consultazione e verifica di coerenza con quanto la Riforma prevederà nel dettaglio e che si auspica vorrà assumeNotiziario USPI n° 9/2015


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re come regola il più ampio confronto anche con le realtà datoriali e sindacali del settore. Le Associazioni sottolineano con favore il fatto che il Governo intenda inserire all’interno del disegno di legge delega una serie di temi che riprendono proposte da esse indicate nel corso del confronto delle scorse settimane. A partire dalla necessità condivisa di considerare un intervento della Riforma che tenda a sostenere complessivamente sia i giornali cartacei, favorendo i processi di innovazione e di valorizzazione delle versioni digitali dei giornali a stampa, sia di quelli online per i quali dovranno essere definite specifiche regole che ne sostengano la dimensione professionale e qualitativa nella produzione di informazioni al servizio del pluralismo territoriale. Si sottolinea, invece, la necessità che altri temi, come quelli connessi al sostegno all’informazione ed ai processi di innovazione e di aggregazione riferiti alle emittenti locali radio e televisive e alle agenzie di stampa, o quelli connessi alla componente distributiva dei giornali (distribuzione, edicole), ma anche lo stesso processo di ridefinizione del Canone e del contratto di servizio pubblico con la Rai o la definizione di nuove relazioni fiscali con gli over the top trovino adeguati momenti parlamentari e più ampie occasioni di confronto per garantirne le indispensabili coerenze con la necessità di una Riforma che riguardi l’intera filiera editoriale. Alleanza delle Cooperative Comunicazione, Anso, File, Fisc e Uspi apprezzano poi il fatto che altri interventi annunciati dal Governo su differenti capitoli di spesa si muovono in un’ottica coerente con il sostegno al provvedimento di Riforma. Quattro in particolare, meritano una sottolineatura: - il superamento della discriminazione tariffaria postale per le associazioni senza fine di lucro non onlus (categoriali, culturali, sociali, territoriali…) e la soluzione per i rimborsi richiesti da Poste Italiane a tali editori; - la decisione di trovare un accordo con Poste per scongiurare il pericolo della consegna postale a giorni alterni in molti comuni italiani affinché il servizio universale sia garantito; - la ricerca di nuove forme di defiscalizzazione per la pubblicità locale; - l’ipotesi di portare l’iva al 4% anche per Notiziario USPI n° 9/2015

i giornali online. Le Associazioni ritengono, infine, indispensabile, come più volte affermato nel corso dell’incontro, la formalizzazione con la massima urgenza degli impegni, per altro ribaditi anche in questa occasione dal Governo, per finanziare con risorse adeguate il 2014 per quanto concerne il contributo diretto all’Editoria. Si ribadisce che senza un intervento immediato, molte realtà non arriveranno al traguardo di una Riforma importante ed attesa del comparto editoriale perché costrette a chiudere proprio per i tagli ex post dei contributi 2013 e per i colpevoli ritardi nella formale approvazione di quelli 2014. Situazione non compatibile con le finalità della Riforma di garantire e rafforzare il pluralismo dell’informazione nel Paese. Rispetto a questa situazione le Associazioni prendono atto positivamente ed evidenziano, comunque, il fatto che i rappresentanti del Governo abbiano ribadito con forza, durante l’incontro, l’impegno preso che

La sede del Dipartimento editoria, via della mercede – Roma prevede risorse certamente almeno non inferiori allo stanziamento 2013 e, inoltre, l’annuncio che, anche per il 2015, i criteri e le modalità previste saranno, in attesa dell’entrata in vigore degli effetti della riforma, gli stessi attualmente in vigore per il contributo diretto. Le Associazioni annunciano, infine, che rispetto ad una situazione grave per alcune importanti testate cooperative e non profit determinata dalla mancata indicazione finale dei contributi 2014 continueranno un’azione di mobilitazione vigile nei confronti del Governo e nel rapporto con il Parlamento ed un più ampio lavoro di informazione e sensibilizzazione dei cittadini tramite la campagna “menogiornalimenoliberi”. Alleanza Cooperative Italiane Comunicazione, Anso, File, Fisc, Uspi

La risposta delle edicole al governo sulla riforma del comparto editoria Riorganizzazione, nuovi prodotti e “ticket cultura” per famiglie e giovani Gli edicolanti rispondono al governo sulla bozza di riforma del settore editoria con una controproposta che prevede una riorganizzazione territoriale delle edicole, il superamento della distinzione tra edicole “esclusive” e non, e l’ informatizzazione della rete di vendita. Snag, Sinagi e Usiagi, inoltre, propongono la creazione di un “ticket cultura” per giovani e famiglie per l’acquisto dei giornali “esclusivamente nelle edicole”, si tratterebbe di un investimento per la crescita del mercato culturale, dicono, da finanziarsi in parte con soldi pubblici, in parte privati, dal mondo editoriale. Proposte per la riforma dell’editoria: 1. Riconoscimento che l’attività di vendita di quotidiani e periodici è un servizio economico di interesse generale soggetto a specifici obblighi di legge e ad una disciplina di settore posta a tutela del pluralismo e dei principi fondamentali in materia di libertà di stampa ed espressione. 2. Programmazione “ragionata” dei punti vendita di giornali basata su criteri qualitativi e su criteri quantitativi o territoriali compatibili con la direttiva Bolkestein. Sul punto osserviamo che la Commissione Europea ha precisato che tra i motivi imperativi di interesse generale vi sono “gli obiettivi di politica culturale, compresa la salvaguardia della libertà di espressione dei vari elementi presenti nella società e, in particolare, dei valori sociali, culturali, religiosi o filosofici o il mantenimento del pluralismo della stampa” e che “i punti vendita editoriali servono un motivo imperativo di interesse generale”. Per programmazione “ragionata” dei punti vendita di giornali basata su criteri qualitativi si intende una forma di programmazione territoriale dei punti vendita, per far sì che vi sia una edicola laddove c’è un bisogno in termini culturali e di promozione della lettura (…) (Fonte:Laura Preite, PRIMAONLINE 14 maggio 2015) Scarica il documento (.pdf): h t t p : / / w w w. p r i m a o n l i n e . i t / w p content/uploads/2015/05/proposte-edicolanti.pdf 5


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PAPA FRANCESCO E UMBERTO ECO 1

ma Papa Francesco (il religioso) e Umberto Eco (il laico), partendo chiaramente da convinzioni e credi differenti, hanno espresso visioni analoghe sullo strapotere di internet e sulla onnipresenza (neanche fossero Dio, verrebbe da pensare…) dei social network e sulla loro funzione diseducativa per il loro uso smodato. Secondo Eco, poi, i giornali hanno uno splendido futuro, nonostante da più parti internet ed i social media vengano accusati di voler rubare spazio all’editoria tradizionale. “Si tornerà all’informazione cartacea”, la sua previsione. Ed allora, ascoltiamoli:

I grandi sapienti del passato, in questo contesto, correrebbero il rischio di vedere soffocata la loro sapienza in mezzo al rumore dispersivo dell’informazione». Si sofferma, infine, sul rischio dei rapporti virtuali ed emozioni artificiali dichiarando che i mezzi che ci permettono di rimanere in contatto con gli altri, sono anche gli stessi che “a volte ci impediscono di prendere contatto diretto con l’angoscia, con il tremore, con la gioia dell’altro e con la complessità della sua esperienza personale. Per questo non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all’opprimente offerta di questi prodotti, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento”. “La vera sapienza, frutto della riflessione, del dialogo e dell’incontro generoso fra le persone, non si acquisisce con una mera accumulazione di dati che finisce per saturare e confondere, in una specie di inquinamento mentale”.

Papa Francesco “Laudato si’ ”

firma

l’Enciclica

PAPA FRANCESCO “I media non favoriscono la capacità di vivere con sapienza” I media “non favoriscono lo sviluppo di una capacità di vivere con sapienza, di pensare in profondità”. A scrivere la frase non è Umberto Eco, bensì Papa Francesco. L’enciclica del Papa affronta il mondo che cambia e mette a fuoco il tema ambientale, ma si occupa anche della sfera digitale, e adotta un tono non inedito. Preoccupato e definitivo nel giudizio, ma anche rispetto alle ultime frasi di Eco, per esempio - non del tutto. Francesco, definito il Papa mediatico chiede, come riporta La Stampa, “uno sforzo affinché tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell’umanità e non in un deterioramento della sua ricchezza più profonda”. Scrive il Papa: «le dinamiche dei media e del mondo digitale, che, quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo di una capacità di vivere con sapienza, di pensare in profondità, di amare con generosità. 6

Francesco, papa decisamente mediatico, chiede dunque “uno sforzo affinché tali mezzi si traducano in un nuovo sviluppo culturale dell’umanità e non in un deterioramento della sua ricchezza più profonda»”. (PRIMAONLINE 16 giugno 2015 FONTE: Lastampa.it 16/06/2015)

va dalla promessa di saperi negati ad altri. Queste false notizie ci sollevano dall’impegno in prima persona di cercare la verità e di impegnarsi contro le ingiustizie del mondo. “Se si è convinti che il mondo è condotto dagli ‘Illuminati’, che cosa posso fare io singolo cittadino? Mi arrendo. Quindi il complotto distoglie dai problemi autentici”, ha detto Eco. “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Quale possibile soluzione? Il parere dell’intellettuale è che i giornali “in questo panorama dovrebbero dedicare almeno due pagine all’analisi critica dei siti” e quindi non farsi cannibalizzare da questo flusso di informazioni spesso di dubbia provenienza. Secondo Eco i giornali hanno uno splendido futuro, nonostante da più parti internet ed i social media vengano accusati di voler rubare spazio all’editoria tradizionale. “Sono sempre fedele a Hegel, che diceva che la lettura del giornale è la preghiera quotidiana dell’uomo moderno. Si tornerà all’informazione cartacea”, la previsione di Eco, portando l’esempio di alcuni colossi della Silicon Valley che “hanno vissuto e trionfato in Internet e

******* UMBERTO ECO “Siamo nell’era di bufale e complotti, i giornali non spariranno” Nell’era di internet proliferano sul web notizie infondate e riletture storiche fantasiose di guerre o eventi particolarmente rilevanti, come l’attentato alle Torri Gemelle. In quest’epoca i giornali cartacei non possono scomparire, e non lo faranno. Ne è convinto il semiologo, filosofo e scrittore Umberto Eco, che a Torino è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Comunicazione e cultura dei media. Viviamo in un’epoca dove si sono fatte largo le sindromi del complotto e del favoleggiamento di oscuri potentati che reggono le sorti del mondo. Il complotto è stato il tema della lectio magistralis di Eco, che ha sottolineato quanto il successo delle bufale in rete deri-

Umberto Eco riceve la laurea “honoris causa” all’Università di Torino hanno comprato dei giornali oltreoceano”. “Questo mi dice che c’è un certo avvenire per il cartaceo“ ha detto lo scrittore. A Torino Eco si laureò nel 1954 in Lettere e Filosofia. Al termine della discussione fioccano lunghi minuti di applausi, ma Eco, con una certa ironia, ha stuzzicato il pubblico: “non c’è più religione, neanche una standing ovation”, e subito la platea di studenti e autorità sono scattati all’impiedi. (FONTE: Andrea Esposito www.editoria.tv - 11 giugno 2015) Notiziario USPI n° 9/2015


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Approvata dalla Commissione di studio sui diritti e i doveri relativi ad Internet e pubblicata il 28 luglio 2015

ECCO LA “DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET” Laura Boldrini, Presidente della Camera: “una carta di portata internazionale rivolta soprattutto ai giovani” La Commissione di studio sui diritti e i doveri relativi ad Internet, istituita il 28 luglio 2014, ha proceduto ad una serie di audizioni di associazioni, esperti e soggetti istituzionali, oltre che a una consultazione pubblica durata cinque mesi. Il risultato del lavoro di un anno è questa Dichiarazione dei Diritti in Internet, approvata dalla Commissione e pubblicata il 28 luglio 2015. Fortemente voluta dalla Presidente della Camera On. Laura Bodrini, che così si era già espressa alla presentazione della relazione annuale dell’Autorità garante della Concorrenza e del mercato: “La mancanza di principi” nel web, aveva detto, “lungi dal garantire una rete libera, favorisce al contrario il prevalere degli interessi dei più forti, se non addirittura abusi derivanti dalle loro posizioni di predominio. Chi parla di preservare Internet

L’impegno della commissione si è sviluppato attraverso 12 sedute e sei cicli di audizioni (sono stati interpellati 46 soggetti). “Questa è una giornata di grande soddisfazione – ha detto Boldrini – dopo un anno esatto di lavoro consegniamo la Carte dei diritti in internet”.

partecipazione democratica. L’accesso e l’utilizzo libero di Internet vanno considerati ormai diritti e, come tali, devono essere trattati anche dal legislatore”. L’impulso che abbiamo voluto dare a questa Commissione”, aveva concluso la Boldrini, “nasce dalla consapevolezza di quanto sia importante dare accesso alla Rete e dare così la possibilità di progredire attraverso la Rete. Internet rappresenta infatti una grandissima risorsa, volano per lo sviluppo economico e uno straordinario mezzo di partecipazione. La rete può essere, tuttavia, anche il luogo in cui si consumano ingiustizie e nuove disuguaglianze, dove i diritti delle persone si scontrano spesso con i grandi poteri politici e commerciali”. (ANSA, 18 giugno 2015). E l’impulso c’è stato davvero.

Laura Boldrini, Presidente della Camera come uno spazio libero e senza regole commette un errore. Le regole già ci sono ma sono dettate da potenti soggetti economici o da Stati poco interessati ai diritti dei loro cittadini. Basti pensare alla smisurata influenza esercitata dai giganti della comunicazione, i cosiddetti Over The Top e non solo, al loro immenso potere commerciale: entrano nelle nostre vite, in modo apparentemente inoffensivo, ma con lo scopo di perseguire i propri interessi”. “Questo è uno dei temi dei quali si è occupata la Commissione per i diritti e i doveri in Internet istituita qui alla Camera.”, aveva aggiunto, “Si tratta della prima volta che in sede parlamentare si istituisce una Commissione ad hoc su questi argomenti ed è una iniziativa che abbiamo fortemente voluto e promosso perché Internet è non solo un mezzo di comunicazione, ma anche e soprattutto come potente strumento di Notiziario USPI n° 9/2015

La “Dichiarazione dei diritti in internet” è ormai, con i suoi 14 articoli, un atto compiuto che definisce una materia che è sempre più “una dimensione della nostra vita, della nostra esistenza. E lo sarà sempre di più”. Una sorta di Carta costituzionale che ha visto, nella sua definizione, la partecipazione attiva dei cittadini e che è “rivolta ai giovani. Per questo ci auguriamo, grazie all’impegno del ministro dell’Istruzione Giannini, una sua diffusione nelle scuole”. Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, presentando a Montecitorio il lavoro della commissione di studio, presieduta da Stefano Rodotà, che ha redatto la Dichiarazione. Un lavoro, durato un anno, e al quale hanno preso parte (a titolo completamente gratuito, ha fatto notare Boldrini) deputati di ogni schieramento ed esperti del settore.

Per la prima volta poi, ha evidenziato la presidente, “per un atto di natura parlamentare abbiamo fatto una consultazione pubblica. Abbiamo dato la parola ai cittadini, è un fatto che non ha precedenti”. Ancora: “E’ la prima volta che un Parlamento produce una Carta di portata internazionale e di spirito costituzionale”. Il prossimo obiettivo, ha annunciato Boldrini, “sarà quello di lavorare ad una mozione unitaria che abbia come oggetto questa Dichiarazione e che impegni il governo a promuovere i principi della Dichiarazione stessa in sede nazionale e internazionale”. (askanews, 28 luglio 2015) Ecco il prezioso documento: DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET Questo documento costituisce il nuovo testo della Dichiarazione elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet a seguito della consultazione pubblica, delle audizioni svolte e della riunione della stessa Commissione del 14 luglio 2015. Preambolo Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza. Ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica. Ha modificato l’organizzazione del lavoro. Ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera. Internet deve essere 8 7


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ECCO LA “DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET” 7

considerata come una risorsa globale e che risponde al criterio della universalità. L’Unione europea è oggi la regione del mondo dove è più elevata la tutela costituzionale dei dati personali, esplicitamente riconosciuta dall’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali, che costituisce il riferimento necessario per una specificazione dei principi riguardanti il funzionamento di Internet, anche in una prospettiva globale. Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di

dimensione della Rete. 3. Il riconoscimento dei diritti in Internet deve essere fondato sul pieno rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza e della diversità di ogni persona, che costituiscono i principi in base ai quali si effettua il bilanciamento con altri diritti. ARTICOLO 2 (Diritto di accesso) 1. L’accesso ad Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale. 2. Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.

ogni persona. La garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale. Internet si configura come uno spazio sempre più importante per l’autorganizzazione delle persone e dei gruppi e come uno strumento essenziale per promuovere la partecipazione individuale e collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza sostanziale. I principi riguardanti Internet tengono conto anche del suo configurarsi come uno spazio economico che rende possibili innovazione, corretta competizione e crescita in un contesto democratico. Una Dichiarazione dei diritti di Internet è strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale. ARTICOLO 1 (Riconoscimento e garanzia dei diritti) 1. Sono garantiti in Internet i diritti fondamentali di ogni persona riconosciuti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni nazionali e dalle dichiarazioni internazionali in materia. 2. Tali diritti devono essere interpretati in modo da assicurarne l’effettività nella 8

3. Il diritto fondamentale di accesso a Internet deve essere assicurato nei suoi presupposti sostanziali e non solo come possibilità di collegamento alla Rete. 4. L’accesso comprende la libertà di scelta per quanto riguarda dispositivi, sistemi operativi e applicazioni anche distribuite. 5. Le Istituzioni pubbliche garantiscono i necessari interventi per il superamento di ogni forma di divario digitale tra cui quelli determinati dal genere, dalle condizioni economiche oltre che da situazioni di vulnerabilità personale e disabilità. ARTICOLO 3 (Diritto alla conoscenza e all’educazione in rete) 1. Le istituzioni pubbliche assicurano la creazione, l’uso e la diffusione della conoscenza in rete intesa come bene accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto. 2. Debbono essere presi in considerazione i diritti derivanti dal riconoscimento degli interessi morali e materiali legati alla produzione di conoscenze. 3. Ogni persona ha diritto ad essere posta in condizione di acquisire e di aggiornare le capacità necessarie ad utilizzare Internet in modo consapevole per l’esercizio dei propri diritti e delle proprie libertà fondamentali. 4. Le Istituzioni pubbliche promuovono, in particolare attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione, l’educazione all’uso consapevole di Internet e intervengono per rimuovere ogni forma di ritardo

culturale che precluda o limiti l’utilizzo di Internet da parte delle persone. ARTICOLO 4 (Neutralità della rete) 1. Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone. 2. Il diritto ad un accesso neutrale ad Internet nella sua interezza è condizione necessaria per l’effettività dei diritti fondamentali della persona. 3. L’uso consapevole di Internet è fondamentale garanzia per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita individuale e collettiva, il riequilibrio democratico delle differenze di potere sulla Rete tra attori economici, Istituzioni e cittadini, la prevenzione delle discriminazioni e dei comportamenti a rischio e di quelli lesivi delle libertà altrui. ARTICOLO 5 (Tutela dei dati personali) 1. Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati che la riguardano, per garantire il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza. 2. Tali dati sono quelli che consentono di risalire all’identità di una persona e comprendono anche i dati dei dispositivi e quanto da essi generato e le loro ulteriori acquisizioni e elaborazioni, come quelle legate alla produzione di profili 3. Ogni persona ha diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano, di ottenerne la rettifica e la cancellazione per motivi legittimi 4. I dati devono esser trattati rispettando i principi di necessità, finalità, pertinenza, proporzionalità e, in ogni caso, prevale il diritto di ogni persona all’autodeterminazione informativa. 5. I dati possono essere raccolti e trattati con il consenso effettivamente informato della persona interessata o in base a altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Il consenso è in via di principio revocabile. Per il trattamento di dati sensibili la legge può prevedere che il consenso della persona interessata debba essere accompagnato da specifiche autorizzazioni. Notiziario USPI n° 9/2015


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6. Il consenso non può costituire una base legale per il trattamento quando vi sia un significativo squilibrio di potere tra la persona interessata e il soggetto che effettua il trattamento. 7. Sono vietati l’accesso e il trattamento dei dati con finalità anche indirettamente discriminatorie. ARTICOLO 6 (Diritto all’autodeterminazione informativa) 1. Ogni persona ha diritto di accedere ai propri dati, quale che sia il soggetto che li detiene e il luogo dove sono conservati, per chiederne l’integrazione, la rettifica, la cancellazione secondo le modalità previste dalla legge. Ogni persona ha diritto di conoscere le modalità tecniche di trattamento dei dati che la riguardano. 2. La raccolta e la conservazione dei dati devono essere limitate al tempo necessario, rispettando in ogni caso i principi di finalità e di proporzionalità e il diritto all’autodeterminazione della persona interessata.

delle persone interessate, che in ogni caso possono opporsi alla costruzione e alla diffusione di profili che le riguardano. 4. Ogni persona ha diritto di fornire solo i dati strettamente necessari per l’adempimento di obblighi previsti dalla legge, per la fornitura di beni e servizi, per l’accesso alle piattaforme che operano in Internet. 5. L’attribuzione e la gestione dell’Identità digitale da parte delle Istituzioni Pubbliche devono essere accompagnate da adeguate garanzie, in particolare in termini di sicurezza. ARTICOLO 10 (Protezione dell’anonimato) 1. Ogni persona può accedere alla rete e comunicare elettronicamente usando strumenti anche di natura tecnica che proteggano l’anonimato ed evitino la raccolta di dati personali, in particolare per esercitare le libertà civili e politiche senza subire discriminazioni o censure.

ARTICOLO 8 (Trattamenti automatizzati) 1. Nessun atto, provvedimento giudiziario o amministrativo, decisione comunque destinata ad incidere in maniera significativa nella sfera delle persone possono essere fondati unicamente su un trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la personalità dell’interessato. ARTICOLO 9 (Diritto all’identità) 1. Ogni persona ha diritto alla rappresentazione integrale e aggiornata delle proprie identità in Rete. 2. La definizione dell’identità riguarda la libera costruzione della personalità e non può essere sottratta all’intervento e alla conoscenza dell’interessato. 3. L’uso di algoritmi e di tecniche probabilistiche deve essere portato a conoscenza Notiziario USPI n° 9/2015

3. Se la richiesta di cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque può impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per garantire l’interesse pubblico all’informazione. ARTICOLO 12 (Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme) 1. I responsabili delle piattaforme digitali sono tenuti a comportarsi con lealtà e correttezza nei confronti di utenti, fornitori e concorrenti. 2. Ogni persona ha il diritto di ricevere informazioni chiare e semplificate sul funzionamento della piattaforma, a non veder modificate in modo arbitrario le condizioni contrattuali, a non subire comportamenti che possono determinare difficoltà o discriminazioni nell’accesso. Ogni persona deve in ogni caso essere informata del mutamento delle condizioni contrattuali.

ARTICOLO 7 (Diritto all’inviolabilità dei sistemi, dei dispositivi e domicili informatici). 1. I sistemi e i dispositivi informatici di ogni persona e la libertà e la segretezza delle sue informazioni e comunicazioni elettroniche sono inviolabili. Deroghe sono possibili nei soli casi e modi stabiliti dalla legge e con l’autorizzazione motivata dell’autorità giudiziaria.

libertà di ricerca e il diritto dell’opinione pubblica a essere informata, che costituiscono condizioni necessarie per il funzionamento di una società democratica. Tale diritto può essere esercitato dalle persone note o alle quali sono affidate funzioni pubbliche solo se i dati che le riguardano non hanno alcun rilievo in relazione all’attività svolta o alle funzioni pubbliche esercitate.

La presentazione della “Dichiarazione dei diritti in internet”, presso la Camera 2. Limitazioni possono essere previste solo quando siano giustificate dall’esigenza di tutelare rilevanti interessi pubblici e risultino necessarie, proporzionate, fondate sulla legge e nel rispetto dei caratteri propri di una società democratica. 3. Nei casi di violazione della dignità e dei diritti fondamentali, nonché negli altri casi previsti dalla legge, l’autorità giudiziaria, con provvedimento motivato, può disporre l’identificazione dell’autore della comunicazione. ARTICOLO 11 (Diritto all’oblio) 1. Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza pubblica. 2. Il diritto all’oblio non può limitare la

In questo caso ha diritto di interrompere il rapporto, di avere copia dei dati che la riguardano in forma interoperabile, di ottenere la cancellazione dalla piattaforma dei dati che la riguardano. 3. Le piattaforme che operano in Internet, qualora si presentino come servizi essenziali per la vita e l’attività delle persone, assicurano, anche nel rispetto del principio di concorrenza, condizioni per una adeguata interoperabilità, in presenza di parità di condizioni contrattuali, delle loro principali tecnologie, funzioni e dati verso altre piattaforme. ARTICOLO 13 (Sicurezza in rete) 1. La sicurezza in Rete deve essere garantita come interesse pubblico, attraverso l’integrità delle infrastrutture e la loro tutela da attacchi, e come interesse delle singole persone. 2. Non sono ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero. Deve essere garantita la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza. 10 9


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LA “DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET” ARTICOLO 14 (Governo della rete)

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1. Ogni persona ha diritto di vedere riconosciuti i propri diritti in Rete sia a livello nazionale che internazionale. 2. Internet richiede regole conformi alla sua dimensione universale e sovranazionale, volte alla piena attuazione dei principi e diritti prima indicati, per garantire il suo carattere aperto e democratico, impedire ogni forma di discriminazione e evitare che la sua disciplina dipenda dal potere esercitato da soggetti dotati di maggiore forza economica. 3. Le regole riguardanti la Rete devono tenere conto dei diversi livelli territoriali (sovranazionale, nazionale, regionale), delle opportunità offerte da forme di autoregolamentazione conformi ai principi indicati, della necessità di salvaguardare la capacità di innovazione anche attraverso la concorrenza, della molteplicità di soggetti che operano in Rete, promuovendone il coinvolgimento in forme che garantiscano la partecipazione diffusa di tutti gli interessati. Le istituzioni pubbliche adottano strumenti adeguati per garantire questa forma di partecipazione. 4. In ogni caso, l’innovazione normativa in materia di Internet è sottoposta a valutazione di impatto sull’ecosistema digitale. 5. La gestione della Rete deve assicurare il rispetto del principio di trasparenza, la responsabilità delle decisioni, l’accessibilità alle informazioni pubbliche, la rappresentanza dei soggetti interessati. 6. L’accesso e il riutilizzo dei dati generati e detenuti dal settore pubblico debbono essere garantiti. 7. La costituzione di autorità nazionali e sovranazionali è indispensabile per garantire effettivamente il rispetto dei criteri indicati, anche attraverso una valutazione di conformità delle nuove norme ai principi di questa Dichiarazione.

Notizie editoria e Comunicazione Il digitale domina la scena, ma per l’editoria nel 2020 la stampa continuerà a essere la principale fonte di guadagno (INFOGRAFICA) L’istituto di ricerca Ovum ha pubblicato in questi giorni il nuovo ‘Digital Consumer Publishing Forecast’ nel quale analizza il futuro del settore dell’editoria nei prossimi cinque anni. L’analista Charlotte Miller sul sito

Negli Stati Uniti, i livelli di digitalizzazione sono pari al 42% per i libri, al 24% per le riviste e al 17% per i quotidiani, e tra cinque anni cresceranno al 63%, 47% e 24%. Entrambi i mercati sono in testa al trend globale, che vede il settore libri generare il 17% dei ricavi digitali, rispetto al 14% delle riviste e l’8% dei quotidiani. Dal 2020, globalmente, vedremo un incremento nelle quote di guadagno digitale fino al 35% per i libri, al 31% per le riviste e al 15% per i quotidiani.

TheMediaBriefing.com si è soffermata su alcuni punti chiave del report, concentrandosi in particolare sulla stampa e su quale sarà da qui al 2020 il suo peso in termini di guadagni per i bilanci degli editori. Sembra strano, ma guardando ai prossimi cinque anni la stampa sopravviverà eccome. Anzi, la sua sopravvivenza sarebbe, stando a quanto dice il report, quasi sottovalutata. Il digitale domina indubbiamente le scene del settore, con gli editori che cercano di trasformare il loro business per raggiungere un’audience di lettori ultraconnessi, ma la sua crescita non è così rapida come si potrebbe pensare. A livello aggregato, combinando i guadagni provenienti dai giornali, dai libri e dalle riviste su più di 50 mercati nel mondo, si stima che nel 2020 solo il 24% dei ricavi verrà dal digitale, partendo dall’attuale 14%, con una crescita annua del 13% che raggiungerà i 74 miliardi di dollari nel 2020, partendo dai 41 del 2015. Dunque le rotative non cesseranno presto di funzionare, neanche in America e in Gran Bretagna, dove la transizione verso il digitale è più rapida. Anche in questi due mercati, infatti, il digitale terrà una quota minoritaria del guadagno globale nel 2020, rispettivamente il 42% e 37%. La stampa resterà la prima scelta dei consumatori nel 2020 Tra i vari segmenti nel settore editoriale, è quello del libro che guida la transizione

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verso i guadagni digitali. In Gran Bretagna, oggi il settore libro genera il 20% dei guadagni dal digitale, rispetto al 16% delle riviste e il 14% dei quotidiani, e queste quote saliranno rispettivamente al 63%, 32% e 26% nel 2020.

Nel 2020 i lettori pur scegliendo gli eBook, continueranno a preferire giornali e riviste stampati In ogni caso però dati alla mano, anche in America nel mercato dei libri – il settore editoriale più digitalizzato – la stampa continuerà a contare per oltre un terzo dei guadagni nel 2020.

Tra cinque anni i lettori continueranno a comprare i libri stampati, ma li integreranno con le letture digitali, continuando però a scegliere la stampa per le occasioni speciali, cominciando dai regali, per i quali il digitale non può certamente competere. La stampa, dunque, resisterà sui libri, le riviste e i quotidiani ma, con qualche importante eccezione come l’India, essa continuerà progressivamente a diminuire il suo peso in quasi tutte le categorie e quasi in tutti i mercati. La sfida per gli editori, allora, conclude la Miller, sarà quella di massimizzare i guadagni dalla stampa cercando nel contempo di accrescere quelli dal digitale il più rapidamente possibile, innovando la propria offerta per meglio rispondere alle domande in evoluzione dei consumatori. Ma gli editori saranno davvero così rapidi Notiziario USPI n° 9/2015


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ad ‘uccidere’ il loro business storico? (Primaonline, 14 luglio 2015) ******* ESTERO Il Papa crea il ministero della comunicazione Sarà guidato da Dario Edoardo Viganò – Vi confluiranno tutti i mezzi e le attività come sala stampa, Osservatore Romano, Centro Tv, Internet e Radio Vaticana (Avvenire) Papa Francesco ha creato con un “Motu Proprio” un nuovo dicastero della Curia Romana: è la Segreteria per la Comunicazione, organismo nel quale – si afferma – “confluiranno nei tempi stabiliti” Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Sala Stampa della Santa Sede, Servizio Internet Vaticano, Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, L’Osservatore Romano, Tipografia Vaticana, Servizio Fotografico, Libreria Editrice Vaticana. A dirigere la nuova struttura, Papa Francesco ha chiamato mons. Dario Edoardo Viganò, direttore del Ctv, che sarà coadiuvato dal segretario, mons. Lucio Adrian Ruiz, capo ufficio del Servizio

Per tali motivi, ho ritenuto che tutte le realtà, che, in diversi modi fino ad oggi si sono occupate della comunicazione, vengano accorpate in un nuovo Dicastero della Curia Romana, che sarà denominato Segreteria per la Comunicazione. In tal modo il sistema comunicativo della Santa Sede risponderà sempre meglio alle esigenze della missione della Chiesa. Pertanto, dopo aver esaminato relazioni e studi, e ricevuto di recente lo studio di fattibilità, sentito il parere unanime del Consiglio dei Cardinali, istituisco la Segreteria per la Comunicazione e stabilisco quanto segue: Articolo 1 Nel Dicastero, secondo quanto presentato dalla Commissione dei Media Vaticani, istituita il 30 Aprile 2015, confluiranno nei tempi stabiliti, i seguenti Organismi: Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; Sala Stampa della Santa Sede; Servizio Internet Vaticano; Radio Vaticana; Centro Televisivo Vaticano; L’Osservatore Romano; Tipografia Vaticana; Servizio Fotografico; Libreria Editrice Vaticana. Articolo 2 Tali organismi, dalla data di pubblicazione del presente Motu Proprio, dovranno proseguire nelle attività proprie, attenendosi, però, alle indicazioni date dalla Segreteria per la Comunicazione. Articolo 3 Il nuovo Dicastero, in accordo con la Segreteria di Stato, assumerà il sito web istituzionale della Santa Sede: www.vatican.va e il servizio Twitter del Sommo Pontefice: @pontifex

mons. Dario Edoardo Viganò, Direttore della Segreteria per la Comunicazione Internet Vaticano. Il direttore generale sarà Paolo Nusiner, direttore generale di Avvenire, Nuova Editoriale Italiana, e vicedirettore Giacomo Ghisani, responsabile delle Relazioni Internazionali e Affari Legali della Radio Vaticana e membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano. Il comunicato: L’attuale contesto comunicativo, caratterizzato dalla presenza e dallo sviluppo dei media digitali, dai fattori della convergenza e dell’interattività, richiede un ripensamento del sistema informativo della Santa Sede e impegna ad una riorganizzazione che, valorizzando quanto nella storia si è sviluppato all’interno dell’assetto della comunicazione della Sede Apostolica, proceda decisamente verso una integrazione e gestione unitaria. Notiziario USPI n° 9/2015

Articolo 4 La Segreteria per la Comunicazione inizierà le proprie funzioni in data 29 giugno 2015, avendo come sede provvisoria Palazzo Pio, Piazza Pia, 3, 00120 Città del Vaticano. Tutto ciò che ho deliberato con questa Lettera Apostolica, in forma di Motu Proprio, prescrivo che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, e stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul quotidiano L’Osservatore Romano e successivamente negli Acta Apostolicae Sedis. 27 giugno 2015 http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/-IlP a p a - c re a - l a - S e g re t e r i a - p e r- l e Comunicazioni.aspx ******* Le suore leggono più dei preti. Ma anche in Vaticano l’editoria è in crisi

Le suore leggono di più dei preti. Lo afferma in una intervista all’Osservatore Romano don Giuseppe Costa, direttore della Lev, la Libreria Editrice Vaticana. “Dai tabulati delle vendite dei libri - spiega - emerge un dato evidente: le religiose leggono più dei sacerdoti”. Ma gli effetti della crisi, sottolinea don Costa, “si fanno sentire a ogni livello e gli acquisti in libreria sono diventati meno frequenti per tutti, anche tra i religiosi”. Il Centro editoriale dehoniano in un comunicato ha reso noto che a dicembre chiuderanno riviste storiche quali ‘Il Regno’, ‘Settimana’ e ‘Musica e assemblea’. Da qui don Costa propone di istituire un bonus lettura per sacerdoti e suore. “In passato la frequentazione delle librerie da parte dei religiosi era più regolare”, precisa il direttore della Lev. Oggi “dobbiamo fare i conti con gli effetti collaterali dell’impoverimento della classe media, e i tagli che un sacerdote è costretto a fare vanno a incidere anche sulla cultura. Come accade per l’aggiornamento professionale di altre categorie, dovrebbe essere istituito un bonus lettura, un assegno mensile per i religiosi”, ribadisce don Costa. Consacrati laici, sacerdoti e suore, magari in una maniera ridotta a causa dei budget sempre più risicati, frequentano le librerie con scelte diversificate. Ed è interessante vedere come cambiano gli acquisti a seconda del target. “Le religiose ? - afferma don Costa - sono le prime a scegliere i documenti che vengono diffusi dai dicasteri; un dato che vale soprattutto per le suore che sono a più stretto contatto con le parrocchie e che vivono da vicino i tanti problemi delle famiglie nella società di oggi”. I sacerdoti, invece - ovviamente con le dovute eccezioni - sembrano frequentare con meno regolarità le librerie. “L’affluenza maggiore - continua il direttore dell’Editrice Vaticana - si registra nei momenti liturgici forti. Tra i sacerdoti c’è anche chi acquista volumi per se’. Il fatto è che a volte il prete non ha altre entrate. Da qui la necessità di un progetto culturale di ampio respiro che possa incentivare concretamente la lettura”. Più in generale, la curiosità intellettuale maggiore si registra tra le suore, che spesso acquistano volumi sulla meditazione cristiana legata alla lectio divina. “Quando il tema coinvolge la vita spirituale - sottolinea don Costa - le religiose di maggior spessore intellettuale leggono autori capaci di aiutarle ad approfondire il loro dialogo con Dio”. (AGI 19 Luglio 2015) 11


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Not L’Inpgi si dota di un Codice Etico e di un Regolamento sulla Trasparenza Al fine di garantire il permanere dei livelli di eccellenza nella costante attività di presidio e monitoraggio interno sui temi dell’etica e della trasparenza nell’esercizio dell’azione amministrativa e gestionale dell’INPGI, il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, nella seduta dell’ 8 maggio 2015, ha deliberato l’adozione di un apposito Codice Etico e di un Regolamento sulla Trasparenza, volti a codificare e disciplinare gli aspetti connessi a tali materie. In particolare, il Codice Etico fissa - in chiave strutturale e prospettica - i principi essenziali ai quali l’intero impianto normativo e regolamentare dell’ordinamento interno dell’ente deve ispirarsi e conformarsi, declinando in tale contesto i valori fondanti della missione istituzionale espressi nell’ambito della legislazione generale e in armonia con gli stessi. In tale ottica si pone anche il Regolamento sulla Trasparenza approvato, che – integrando quanto già previsto in materia di esercizio del diritto di accesso agli atti dei procedimenti dell’ente ed estendendone significativamente l’ambito – contribuisce a rendere ancora più chiari e fruibili i dati e le informazioni riferite alla struttura organizzativa e ai processi amministrativi gestiti, in una visione moderna e allargata di maggiore partecipazione e consapevolezza delle tematiche rilevanti che determinano la corretta ed efficace azione dell’Inpgi nonché di semplificazione delle forme e delle modalità di interazione tra gli iscritti e l’ente. In questo contesto, sarà peraltro realizzata una revisione del sito istituzionale, presso il quale sarà possibile fruire – in una apposita sezione “INPGI Trasparente” di prossima realizzazione - di un’offerta estremamente più ampia e dettagliata delle informazioni riferite a tali ambiti tematici. Su questi temi, peraltro, si è registrato negli ultimi anni un significativo intervento del Legislatore che ha assunto una serie di provvedimenti orientati a riformare il regime normativo afferente la materia della trasparenza e delle misure di prevenzione della corruzione nell’ambito della generalità delle pubbliche amministrazioni. Pur non rientrando gli enti e le casse di previdenza privati nella platea dei destinatari diretti di tali provvedimenti, l’orientamento descritto ha favorito le condizioni per una seria riflessione su questi temi che si è este12

sa nell’ambito dell’Adepp e che è culminata con l’elaborazione, ad opera dell’Associazione, di apposite linee-guida che hanno ottenuto, tra l’altro, l’apprezzamento di soggetti vigilanti. La decisione del Consiglio di Amministrazione, pertanto, è espressione di una scelta particolarmente lungimirante volta a regolamentare – nell’ambito dei propri poteri di autonomia riconosciuti dal Dlgs. 509/1994 e dal Dlgs. n. 103/1996 – le questioni afferenti il sistema di governance e disciplina interna per garantire, in una dimensione evolutiva, adeguati livelli di trasparenza dell’azione amministrativa in adesione ai principi di fondo individuati dal Legislatore per la generalità delle pubbliche amministrazioni. ******* Giornalisti: aumenta dello 0,50% l’aliquota contributiva. Sale l’età pensionabile. La manovra approvata dall’Inpgi (ANSA) Incremento dello “0,50%” dell’aliquota contributiva a carico del giornalista, dal primo gennaio 2016, innalzamento dell’età pensionabile per il trattamento di vecchiaia per gli uomini a 66 anni già dal prossimo anno, mentre per le donne, progressivamente, arriverà ai 66 anni nel 2020. E’ quanto previsto dalla manovra approvata dall’Inpgi, in base alla quale per la prestazione previdenziale di anzianità ci vorranno “almeno 62 anni di età”, e fino al 31 dicembre 2021 sarà possibile accedervi “con almeno 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica”. La manovra, che prevede l’innalzamento dello 0,53% del contributo a carico dell’azienda dal primo gennaio 2016, è stata varata dall’Inpgi, Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, per mettere in sicurezza i conti dell’Ente, e dovrà essere approvata dai Ministeri vigilanti per entrare in vigore. La Cassa presieduta da Andrea Camporese ha poi varato la delibera di recepimento della Legge di stabilità, che stabilisce la concessione di sgravi contributivi per l’assunzione di giornalisti a tempo indeterminato. Fra gli altri capitoli, l’introduzione di un contributo di solidarietà, “per 5 anni, dall’approvazione della delibera, alle pensioni che rientrano nelle fasce fino a 30.000 euro (0,5%), da 30.000 a 60.000 euro (1%) e da 60.000 a 91.251,15 (1,5%), garantendo, in

ogni caso, sottolinea l’Ente, “l’erogazione del trattamento minimo Inps”, oggi pari a circa 6.000 euro lordi annui. La riforma, spiega Camporese, “appare inevitabile sul piano del rispetto delle norme di legge e della tutela stessa degli interessi degli iscritti”, poiché la crisi del settore “ha subito una fortissima accelerazione nell’ultimo triennio con un indice di perdita di posti di lavoro sei volte superiore a quello registrato nel Paese”. Il presidente dell’Inpgi dichiara ancora che “un neo assunto, a parità di contribuzione con il sistema generale, riceverà un assegno di pensione superiore del 28″, nonostante l’intervento varato”, mentre “un disoccupato, nonostante la limatura dell’assegno, riceverà una integrazione al reddito doppia rispetto al sistema generale”. Infine, “il contributo straordinario e temporaneo richiesto ai pensionati, circa 20 euro al mese per una pensione di 60 mila euro, si colloca in un contesto generale di sacrificio a sostegno del destino complessivo della categoria”. (ANSA, 27 luglio 2015) ******* Inpgi 2: copertura sanitaria per freelance e Co.co.co. L’assistenza ai collaboratori è un segnale storico, afferma Casagit (AGI) Un particolare profilo di assistenza sanitaria, senza alcun onere economico a carico del singolo giornalista, dedicato agli iscritti all’Inpgi 2 e finanziato con una quota dei proventi della gestione del patrimonio della Gestione separata Inpgi. Lo ha deciso all’unanimità il Comitato amministratore dell’Inpgi 2 con una delibera che, perché sia poi pienamente operativa, come previsto dalla legge verrà inviata per la relativa approvazione ai Ministeri vigilanti. Per sottolineare l’importanza del provvedimento, alla riunione del Comitato amministratore è intervenuto anche il segretario generale della Federazione della stampa, Raffaele Lorusso, che ha espresso nel suo intervento l’impegno del sindacato dei giornalisti, d’intesa con Inpgi, Casagit e Fondo pensione complementare, sul fronte della creazione di tutele e forme di welfare a favore dei giornalisti freelance e parasubordinati, fino ad oggi sprovvisti di strumenti di sostegno al reddito e alla professione. Per la prima volta, quindi, non appena la Notiziario USPI n° 9/2015


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PGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI delibera di oggi verrà approvata dai ministeri vigilanti (Lavoro ed Economia), i freelance e i parasubordinati avranno una copertura gratuita per far fronte alle esigenze sanitarie, che sarà definita con una apposita convenzione da sottoscrivere fra Inpgi e Casagit, che abbia condizioni di favore rispetto a quelle offerte dal mercato delle polizze sanitarie private. Beneficiari, su base di adesione volontaria e completamente gratuita, saranno gli iscritti all’Inpgi 2 che abbiano un’attività giornalistica non dipendente in atto, con un reddito medio annuo complessivo nell’ultimo triennio compreso fra un minimo di tremila e un massimo di 25mila euro. Potranno avere la copertura sanitaria anche coloro che oltre ad essere iscritti all’Inpgi 2 risultano iscritti pure alla Gestione principale Inpgi, ma che non vi abbiamo accumulato più di 12 contributi mensili nell’ultimo quinquennio. La decisione di finanziare l’assistenza sanitaria di una fascia consistente di colleghi finora sprovvisti di forme di sostegno è stata possibile, dopo venti anni di vita della Gestione separata Inpgi, grazie all’andamento positivo della gestione patrimoniale, che in questi anni ha permesso di accumulare le risorse necessarie per assicurare una solidità prospettica del fondo, condizione già richiamata in passato dai ministeri vigilanti come necessaria, in altre occasioni in cui il Comitato amministratore ha espresso la volontà e l’urgenza di porre in essere forme di welfare a sostegno di freelance e parasubordinati. La decisione di oggi – rileva Massimo Marciano, consigliere d’amministrazione Inpgi e membro del Comitato amministratore della Gestione separata – si aggiunge, nel percorso di creazione di tutele per i giornalisti non dipendenti, alla precedente delibera con la quale, in attuazione di un’intesa sottoscritta da Fnsi e Fieg in occasione del rinnovo contrattuale dell’anno scorso, il Comitato amministratore ha previsto la copertura assicurativa per gli infortuni professionali dei giornalisti iscritti all’Inpgi 2 titolari di una rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Anche questa delibera è in attesa di approvazione da parte dei ministeri vigilanti. (AGI, 15 luglio 2015) Giornalisti: Casagit, assistenza collaboratori segnale storico (ANSA) E’ “un altro importante passo di Notiziario USPI n° 9/2015

inclusione quello che oggi annuncia l’Inpgi, l’Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani. Garantire anche alla popolazione dei collaboratori di giornali, radio, Tv, uffici stampa e web un’assistenza sanitaria di categoria, attraverso la Casagit, la Cassa di Assistenza dei Giornalisti Italiani, rappresenterà la concretizzazione di un disegno già tentato con l’ultimo rinnovo contrattuale”. A sottolinearlo, in una nota, i due istituti di categoria. “Vorrà dire fotografare e comprendere, con garanzie concrete, quel mondo molto variegato di collaboratori – si legge nella nota – che rappresentano una risorsa importante per la quasi totalità degli organi di informazione. Una popolazione che resta purtroppo senza le tutele del contratto pieno ma potrà finalmente ampliare il proprio welfare”. Secondo il presidente Casagit Daniele Cerrato “è un segnale di portata storica che riconosce la realtà di una professione che sta attraversando, come tutto il mondo dell’editoria, un momento di profonda crisi e trasformazione. Un passaggio rilevante che pur non sostituendo il valore di una contrattualizzazione stabile ne disegna possibili prospettive. La nostra speranza è che questo ambizioso disegno, nato dalla stretta collaborazione tra i due enti dei Giornalisti italiani, possa incontrare le approvazioni Ministeriali previste per Legge e realizzarsi pienamente al più presto. Alle colleghe e ai colleghi iscritti alla Gestione Separata dell’Inpgi, compresi nell’iniziativa, vogliamo poter dare il benvenuto in Casagit convinti come siamo che l’assistenza sanitaria sia ormai un elemento importante di tutela del reddito e di sicurezza per il futuro”. (ANSA, 15 luglio 2015) ******* Nasce la Fondazione di studi sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi” Fnsi, Cnog, Inpgi e Casagit uniti in un nuovo progetto comune

Federazione Nazionale della Stampa Italiana Raffaele Lorusso, il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Vincenzo Iacopino, il Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani Andrea Camporese ed il Presidente della Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa Sanitaria dei Giornalisti Italiani Daniele Cerrato. La Fondazione, che avrà sede a Roma in Via Valenziani n.10/12, provvederà a raccogliere e mettere a disposizione di studiosi e ricercatori tutta la documentazione sulla vita e sulla storia del giornalismo italiano, attraverso la sistematizzazione della documentazione archivistica degli enti di categoria, raccolta dalla fine del 1800 ad oggi. La stessa realizzerà i suoi scopi mediante la raccolta, la catalogazione e la digitalizzazione della documentazione proveniente sia dagli enti costitutori che da conferimenti e donazioni di enti o soggetti privati; essa inoltre svolgerà attività di ricerca e promozione di studi sul ruolo sociale del giornalismo, organizzerà convegni, dibattiti e pubblicazioni e tra i suoi scopi istituzionali ci sarà anche l’istituzione di borse di studio e di ricerca. La Fondazione si avvarrà della collaborazione dell’Università degli studi Roma “La Sapienza” e di altre Istituzioni universitarie. Come atto necessario ai fini della costituzione, il Notaio ha provveduto alla nomina del Consiglio di amministrazione composto, per ora, dai legali rappresentanti dei quattro organismi fondatori. Il passo successivo – subito dopo il riconoscimento della personalità giuridica di Fondazione da parte della Prefettura di Roma – sarà la convocazione della prima riunione del Consiglio di amministrazione in cui verrà eletto, con voto unanime, il Presidente della Fondazione che per quattro anni (a titolo gratuito e senza alcun compenso) guiderà il nuovo Ente di categoria, contestualmente sarà anche nominato il Comitato scientifico che affiancherà il Consiglio di amministrazione nelle attività che la Fondazione vorrà intraprendere.

E’ stata costituita la Fondazione di studi sul giornalismo italiano intitolata a “Paolo Murialdi” (giornalista, scrittore e docente universitario di storia del giornalismo e di scienze della comunicazione), grazie alla sinergia di tutti gli Enti di categoria. Erano infatti presenti davanti al Notaio: il neo eletto Segretario generale della 13


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Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro - Notiz DURC: Circolari IRCOLARI INPS e INAIL ISTRUZIONI OPERATIVE IN MATERIA DI DOCUMENTO UNICO DI REGOLARITA’ CONTRIBUTIVA Facciamo seguito al precedente Notiziario USPI n. 7/8 – luglio/agosto per rendere noto che l’Inps, con la circolare n. 126 del 26 giugno 2015, e l’Inail, con la circolare n. 61 del 26 giugno 2015, in ottemperanza del decreto e della circolare ministeriale sulla semplificazione in tema di documento unico di regolarità contributiva (Durc), forniscono le indicazioni operative per accedere al nuovo servizio Durc on line che permette alle imprese di controllare in tempo reale la regolarità attraverso modalità telematiche con la semplice indicazione del codice fiscale del soggetto da verificare.

di uno degli Enti interessati fornisca immediatamente un esito positivo, lo stesso resta cristallizzato anche qualora la verifica effettuata dagli altri Enti abbia evidenziato una situazione di irregolarità. In tal caso, i sistemi restano in attesa dell’esito dell’invito a regolarizzare effettuato da questi ultimi e il Durc che sarà emesso, non oltre il termine di 30 giorni dalla richiesta, attesterà la regolarità solo qualora il soggetto abbia provveduto alla regolarizzazione. L’Ente, presso il quale la richiesta di verifica tramite il codice fiscale è stata inserita, provvederà a comunicare al richiedente, esclusivamente tramite PEC, che il Durc, in formato pdf, è disponibile sul sistema. Il Durc non contiene né l’indicazione del richiedente, né della motivazione della richiesta, ma soltanto elementi riconducibi-

Di seguito segnaliamo i principali contenuti delle circolari degli Enti previdenziali preposti al rilascio del Durc, evidenziando le novità e gli approfondimenti intervenuti rispetto ai contenuti dei provvedimenti ministeriali appena emanati in materia.

A questo proposito, l’Inps ha realizzato un’apposita funzionalità sul proprio portale per rendere operativo il processo di delega e consentire a tutti i soggetti delegati di accedere al servizio Durc on line. VERIFICA DI REGOLARITÀ L’ambito oggettivo della verifica è costituito dai pagamenti scaduti fino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente la stessa e l’attestazione di regolarità ricevuta (Durc) ha validità di 120 giorni dalla data della prima richiesta che ne ha originato l’esito. In caso di richiesta di verifica per un soggetto per il quale risulti già presente un Durc on line in corso di validità la procedura rinvierà allo stesso documento e resterà inibita per tutto il periodo la possibilità di attivare per lo stesso codice fiscale una nuova interrogazione dai portali Inps e Inail. Qualora la verifica effettuata negli archivi 14

PROCEDURA DURC ON LINE Il nuovo servizio è il risultato di una complessa interazione tra i portali e archivi di Inps, Inail e Casse Edili. Il flusso operativo prevede che l’utente, in possesso delle credenziali, possa accedere al portale Inps oppure Inail, selezionare il servizio Durc on line e scegliere una delle seguenti funzionalità: ˗ consultazione regolarità: se è presente un documento di regolarità in corso di validità il sistema propone all’utente la possibilità di visualizzarlo e scaricarlo; ˗ richiesta regolarità: per inserire il codice fiscale del soggetto da sottoporre a verifica e la casella PEC per comunicare l’esito della stessa; ˗ lista richieste: per controllare lo stato della richiesta inoltrata che può dare esito di regolarità, non regolarità oppure evidenziare una fase di elaborazione/verifica. (ASSOGRAFICINFORMA, Numero 13 Anno XXII, 23 luglio 2015)

SOGGETTI ABILITATI Oltre alle amministrazioni, stazioni appaltanti e a banche/intermediari può effettuare la verifica di regolarità l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega, chiunque vi abbia interesse.

Durc sono effettuate utilizzando il nuovo servizio.

li alla posizione del soggetto da verificare. Ciascuno degli Enti che rilevi un’eventuale situazione di irregolarità trasmette mediante PEC all’interessato, o al soggetto da esso delegato, l’invito a regolarizzare entro un termine di 15 giorni con l’indicazione analitica delle cause che hanno determinato l’irregolarità stessa; in ogni caso l’intero procedimento dovrà concludersi entro 30 giorni. Il documento di irregolarità denominato “verifica regolarità contributiva” indica la data, gli importi a debito e le irregolarità riferite a ciascuna gestione previdenziale ed è comunicato al soggetto che ha effettuato la prima richiesta e ai soggetti le cui richieste sono state “accodate”. Laddove la richiesta provenga da una Pubblica Amministrazione, ove ne ricorrano i presupposti, l’esito di irregolarità comporterà l’obbligo dell’attivazione dell’intervento sostitutivo. REGOLARITÀ E BENEFICI CONTRIBUTIVI A partire dal 1° luglio 2015, le verifiche della regolarità ai fini della fruizione dei benefici contributivi per i quali è richiesto il

******* Sentenza n. 8237 del 22 aprile 2015 SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SUL LICENZIAMENTO PER MANCATO SUPERAMENTO DEL PERIODO DI PROVA Rendiamo noto che la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8237 del 22 aprile 2015, ha dichiarato illegittimo il licenziamento per mancato superamento del periodo di prova del lavoratore che abbia già prestato, in altri periodi, le stesse attività alle dipendenze del datore di lavoro ovvero di un’altra società appaltatrice presso l’azienda che lo ha licenziato. A tal proposito, la Corte ha dichiarato nullo il patto di prova poiché il datore sarebbe già dovuto essere pienamente a conoscenza delle attitudini professionali del lavoratore, avendo lo stesso già svolto le medesime attività presso l’azienda, seppur per ragione sociale diversa. I giudici della Quarta sezione Lavoro, infatti, hanno chiarito che la ripetizione del patto di prova in due successivi contratti tra le parti è ammissibile purché risponda alle finalità di attuare un esperimento mediante Notiziario USPI n° 9/2015


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avoro - Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro il quale sia il datore di lavoro che il lavoratore possono verificare la reciproca convenienza del contratto, potendo intervenire nel tempo molteplici fattori, attinenti non solo alle capacità professionali, ma anche alle abitudini di vita o a problemi di salute. (ASSOGRAFICINFORMA, Numero 13 Anno XXII, 23 luglio 2015) ******* MEMORANDUM DI SETTEMBRE 2015

FASI: VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI Scade il termine per il versamento dei contributi relativi al terzo trimestre 2015.

Trattamento di fine rapporto TFR DI GIUGNO 2015

INPS: UNIEMENS Scade il termine relativo all’obbligo dell’invio all’Inps dei dati retributivi e contributivi riferiti al mese di luglio (Uniemens). Mercoledì 16 settembre

AGOSTO

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Indice prezzi al consumo: 107,3 Coefficiente: 0,960280 Montante capitale e 1,00960280

rivalutazione:

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Giovedì 20 agosto

INPS: VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI Scade il termine entro cui versare:

(ASSOGRAFICINFORMA, Numero 13 Anno XXII, 23 luglio 2015) *******

INPS: VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI scade il termine entro cui versare: ˗ i contributi per i lavoratori dipendenti relativi al mese di luglio 2015; ˗ i contributi calcolati sui compensi pagati nel mese di luglio 2015 per la gestione separata. INAIL: AUTOLIQUIDAZIONE 2015 Scade il termine entro cui versare la terza rata Inail, per le aziende che avessero optato per il versamento rateale dell’ autoliquidazione Inail. Il coefficiente, comunicato dall’Inail, per la terza rata è 0,00669452. ENASARCO: VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI Scade il termine entro cui versare i contributi relativi al secondo trimestre 2015. Lunedì 31 agosto

˗ i contributi per i lavoratori dipendenti relativi al mese di agosto 2015; ˗ i contributi calcolati sui compensi pagati nel mese di agosto 2015 per la gestione separata; ˗ i contributi per i lavoratori dipendenti relativi al mese di luglio 2015 per la gestione separata per le aziende che hanno chiesto ed ottenuto il differimento; ˗ contributi calcolati sui compensi pagati nel mese di luglio 2015 per la gestione separata, per le aziende che hanno chiesto ed ottenuto il differimento. Mercoledì 30 settembre

INPS: NUOVI LIVELLI REDDITUALI DELL’ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE L’Inps, con la circolare n. 109 del 27 maggio 2015 ha pubblicato, in osservanza della Legge n. 153 del 13 maggio 1988, i nuovi livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare, per il periodo 1° luglio 2015 - 30 giugno 2016. Tale rivalutazione annuale è avvenuta sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo tra il 2013 e il 2014, che l’Istat ha determinato pari al 0,2%.

INPS: UNIEMENS Scade il termine relativo all’obbligo dell’invio all’Inps dei dati retributivi e contributivi riferiti al mese di agosto (Uniemens).

Circolare n. 109 del 27 maggio 2015 Allegati n.1 OGGETTO:

(ASSOGRAFICINFORMA, Numero 13 Anno XXII, 23 luglio 2015)

Corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare. Nuovi livelli reddituali 16

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Notiziario USPI n° 9/2015

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Notiziario fiscale e del lavoro - Notiziario fiscale e del lavoro 15

per il periodo 1° luglio 2015-30 giugno 2016 SOMMARIO: A decorrere dal 1° luglio 2015 sono stati rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei. La legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’ISTAT, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente. In base ai calcoli effettuati dall’ISTAT, la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo tra l’anno 2013 e l’anno 2014 è risultata pari allo 0,2%.

Si allegano pertanto le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonché i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016, alle diverse tipologie di nuclei familiari. Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione. Le Sedi sono invitate a portare a conoscenza dei datori di lavoro, delle relative associazioni di categoria, dei consulenti del lavoro e degli Enti di Patronato, con ogni possibile sollecitudine, il contenuto della presente circolare, che dovrà essere distribuita unitamente alle tabelle allegate. TABELLE ALLEGATE: http://www.inps.it/bussola/visualizzadoc.as px?sVirtuAlURL=/Circolari/../CircolariZI P/Circolare numero 109 del 27-052015_Allegato n 1.xls

In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito in vigore per il periodo 1° luglio 2014 – 30 giugno 2015 con il predetto indice.

NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

DePosito LeGaLe e coNveNZioNi usPi In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale”, ENTRO IL MESE DI SETTEMBRE Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale nel: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 2° trimestre dell’anno (aprile - giugno 2015). Gli editori di: QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio - giugno 2015). Ricordiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

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Il n. 9 settembre 2015 è stato stampato il 7 agosto 2015

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Notiziario USPI n° 9/2015

Edizione N. 9 - Settembre  

Notiziario USPI Edizione Settembre 2015

Edizione N. 9 - Settembre  

Notiziario USPI Edizione Settembre 2015

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