u
i sp
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 1
Il ricordo di don Fornara, Bonomo e Siboni (pagina 16) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 10)
Assegnata alla VII Commissione Cultura della Camera
Chiesta l’introduzione di un emendamento nella Legge di stabilità 2016
PRESENTATA LA PROPOSTA DI LEGGE DI RIFORMA DELLE NORME SULL’EDITORIA E SUL FINANZIAMENTO PUBBLICO
L’USPI INSISTE CON IL GOVERNO PER IL SUPERAMENTO DELLA DISCRIMINAZIONE TARIFFARIA POSTALE PER LE ASSOCIAZIONI NON ONLUS
Nasce il “ Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione” che ingloberà tutte le voci di spesa pubblica nel settore – Fissati i criteri guida per l’accesso ai contributi pubblici diretti e la loro entità, che saranno operativi subito dopo l’approvazione del provvedimento – Molte deleghe al Governo per: la ridefinizione della disciplina dei contributi; il sostegno agli investimenti delle imprese editoriali; l’innovazione del sistema distributivo; il finanziamento di progetti innovativi; il sostegno alla ristrutturazione delle imprese editoriali già costituite. Il 22 settembre scorso, il Partito Democratico ha presentato in commissione Cultura, alla Camera, la Proposta di Legge sull’editoria, prima firmataria l’On. Maria Coscia (con altri 20 deputati). Il provvedimento è stato già assegnato alla VII Commissione Cultura della Camera, dopo che la stessa Commissione aveva dato mandato al relatore a riferire negativamente, in Aula, sulla proposta del M5S di abolizione del finanziamento pubblico all’editoria (A.C. 1990, On.Brescia).
Il nostro Segretario Generale, Vetere, ha scritto al Sottosegretario Lotti, proponendo un emendamento urgente e chiedendo un incontro illustrativo La vicenda è ormai nota a tutti… basta andarsi a rileggere molti precedenti numeri di questo Notiziario. Ma la soluzione non è stata ancora trovata. Parliamo, per chi ancora non lo sa, delle tariffe postali delle associazioni senza fine di lucro, che non sono qualificate come onlus (e assimilate) dalla normativa sulla spedizione postale dei periodici, ex DL 353/03, conv. in L. 46/04 e successive modificazioni. In base ad una interpretazione di Poste Italiane del 2014, avallata da una frettolosa conferma da parte del Dipartimento editoria della Presidenza del Consiglio, tali associazioni hanno subìto aumenti tariffari spropositati, passando dalla “Tariffa ROC” (applicata, ormai a quasi tutti gli editori) alla tariffa del “Regime libero”, onerosa per più di un terzo della prima. Oltretutto chiedendo gli arretrati dal 2010…
Il Governo, presente in Commissione con il sottosegretario all’editoria Luca Lotti, ha preso atto della presentazione della PdL, che va nel senso auspicato Ed allora, il Segretario Generale USPI, Vetere, ha dallo stesso Governo. 4 preso di nuovo carta e penna – come si 2
“E qual è mai il giornale che scrive per il fine che in teoria gli sarebbe primario cioè informare o non invece per quello di influenzare in una direzione”.
POSTE SOSPENDE LA DISTRIBUZIONE A GIORNI ALTERNI DI GIORNALI E PERIODICI Viene rimandata al 31 dicembre l’entrata in vigore del cosiddetto Piano Poste che prevede la consegna postale a giorni alterni per la sola distribuzione dei prodotti editoriali - Sarà convocato un tavolo di concertazione
Don Lorenzo Milani, priore di Barbiana “Esperienze pastorali” (1958)
“Il complesso delle Poste Italiane all’EUR - ROMA” di Luigi T. - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons
Il recapito della posta a giorni alterni, nei Comuni interessati dalla Fase1 del nuovo modello di recapito a giorni alterni, è iniziato il 5 ottobre scorso. Ma non per quotidiani e periodici! 11
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 10 ottobre 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 2
L’USPI INSISTE CON IL GOVERNO... 1
diceva una volta – ed ha scritto al Sottosegretario con delega all’editoria, Luca Lotti, ed al suo più stretto collaboratore in materia, Antonio Funicello. Come leggerete, nella lettera, oltre a denunciare la suddetta discriminazione tariffaria postale e ad illustrare brevemente i termini della questione (peraltro già ben conosciuti dai rappresentanti del Governo), l’USPI suggerisce un emendamento, nella Legge di stabilità (o in altro provvedimento urgente) che reinstauri la “parità di trattamento” e di dignità tra tutte le testate, anche a livello postale. Lotti e i suoi collaboratori hanno sempre mostrato sensibilità su questo tema e promesso di risolverlo. Sarebbe opportuno farlo in questo momento nel quale le associazioni si preparano alla campagna associativa per il prossimo anno, ed ottenere una tariffa di spedizione “equa” vorrebbe dir loro raggiungere e fidelizzare molti più associati. Neppure Poste Italiane, ipotizziamo, dovrebbe fare barricate contro un simile provvedimento.
Presentata la Proposta di Legge di riforma delle norme sull’editoria (pagine 1, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10)
ROMA Ill.mo Dott. Antonio Funiciello Presidenza del Consiglio – Editoria ROMA OGGETTO: Discriminazione tariffaria postale per le associazioni Roberto Marino, Capo senza fine di lucro dipartimento editoria (non onlus) (ABIEVENTI.IT Foto by “Illustrissimo Sig. Sottosegretario,
Merlo)
come già quest’Unione ha avuto modo di rappresentarLe più volte, permane una ingiustificata differenziazione tra le tariffe postali applicate ai grandi editori “profit” ed alle “Onlus” (ed assimilate) e quelle che Poste Italiane richiede alle pubblicazioni edite da centinaia di associazioni senza fine di lucro (associazioni in generale, culturali, sociali, rappresentative di interessi e studi di nicchia, sindacali, di categoria, politiche…) non ricomprese nello specifico elenco dettato dal DL 353/03, conv. in L. 46/04: Onlus, Ong, Promozione sociale, religiose… . Per evidenziare tale discriminazione, citiamo un esempio concreto:
A fronte di un mino-
Antonio Funiciello, re introito tariffario, collaboratore alla PCM Poste avrebbe un
sostanzioso vantaggio economico dal certo incremento delle quantità di spedizione e recapito, visto che le associazioni citate hanno drasticamente ridotto (se non azzerato) il numero dei periodici spediti. Sempre che Poste abbia ancora a cuore questa “mission”, comunque ancora retribuita dallo Stato con il “Servizio universale” (nel quale, ricordiamo, rientra anche il recapito di quotidiani e periodici). A giorni inizierà l’esame, da parte del Parlamento, della Legge di stabilità 2016. Sarà un banco di prova per tutti… Ecco il testo della missiva indirizzata a Lotti: Ill.mo On. Dr. LUCA LOTTI Sottosegretario di Stato Presidenza del Consiglio dei Ministri 2
- un grande editore “profit” (Panorama, l’Espresso, il Sole24ore…), per un peso della rivista fino a 200 grammi, paga una tariffa media di 0, 2069 euro a copia ( c.d. “Tariffa ROC”); ed altrettanto dicasi per le Onlus; - una semplice associazione senza fine di lucro, anche con piccole tirature, alle stesse condizioni, paga una tariffa di 0,3109 euro (c.d. “Regime Libero”). La situazione, come può constatare, è diventata insostenibile per i piccoli editori associativi e sta mettendo in crisi la sopravvivenza di centinaia di piccoli periodici, soprattutto ora che si stanno programmando campagne associative per il prossimo Luca Lotti, anno.
Sottosegretario all’editoria
in questo numero
L’USPI ha sempre
L’USPI insiste con il Governo per il superamento della discriminazione tariffaria postale per le Associazioni non Onlus (pagine 1, 2, 4) POSTE sospende la distribuzione a giorni alterni di giornali e periodici (pagine 1, 11, 12) Le quote associative USPI per l’anno 2016 (pagina 3) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 10) Ma quante volte suona ‘sto postino? (pagina 12) NOTIZIE Editoria Comunicazione (pagina 13)
e
Notizie dall’INPGI - Circolare n. 6 del 9/09/2015 (pagine 14, 15) L’Eco della Stampa (pagina 15) I veri amici restano: il ricordo di don Fornara, Bonomo e Siboni (pagina 16) sostenuto la “parità di trattamento” e di dignità tra tutte le testate, anche a livello postale, ricordando che nel Protocollo d’ “Intesa sugli interventi a sostegno dell’editoria” del 6 agosto 2013, firmato dalla PCM e gli editori, si prospetta l’impegno del Governo “ a favorire, per il prossimo triennio, la prosecuzione dell’attuale regime tariffario concordato con Poste Italiane nella misura stabilita dal vigente decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, anche contemplando ulteriori alleggerimenti delle tariffe per le imprese editoriali minori e no- profit (lettera m.)”. E’ chiaro a tutti che né il legislatore nel 2004, né il Governo attuale o i precedenti, né Poste Italiane abbiano mai 4 Notiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 3
LE qUOTE ASSOCIATIvE USPI
per l’anno 2016 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2016 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2016 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
315,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€ €
100,00 170,00
Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 4
L’USPI INSISTE CON IL GOVERNO...
PDL EDITORIA 1
2
voluto escludere o penalizzare tali Associazioni no profit, con tariffe di spedizione così esose. Il problema è nato, dopo alcuni anni di applicazione delle norme, da una interpretazione letterale del testo legislativo da parte di Poste, che non rispecchia il vero spirito e la vera intenzione politica su cui si fonda tutta la normativa postale, come sopra dimostrato. Confidiamo, quindi, sulla Sua sensibilità e accortezza politica nel dirimere tale discriminazione tariffaria, con l’introduzione, nella Legge di stabilità (o in altro provvedimento urgente) di una norma, che ci permettiamo di suggerire, di siffatto tenore: “All’articolo 1, comma 1, del Decreto Legge n.353/03 convertito e integrato dalla Legge n. 46 del 27/2/04, le parole: ‘le imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)’ sono sostituite dalle parole: ‘gli editori iscritti al Registro degli operatori di comunicazione (ROC)’. Pertanto, anche le associazioni senza fini di lucro non rientranti espressamente nella previsione del comma 3 del citato Decreto Legge 353/2003 accedono alle le tariffe per la spedizione postale individuate con decreto del Ministro dello sviluppo economico 21 ottobre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2010. A tal fine, la sottoscrizione di singole quote associative è titolo valido al rispetto del requisito previsto dall’articolo 2, lettere b) e g) del citato Decreto Legge 353/2003”. Chiediamo, a tal proposito, un incontro con Lei ed i Suoi più stretti collaboratori, per approfondire la tematica in oggetto e per illustrarLe le proposte USPI e le possibili aree di intervento a tutele e sostegno dell’editoria medio-piccola”. Con ossequi, Avv. Francesco Saverio Vetere
Palazzo Chigi, Sala Verde: abituale luogo d’incontro tra governo e parti sociali 4
UN PO’ DI STORIA L’Abolizione dei finanziamenti all’editoria E’ necessario fare un passo indietro di un anno per capire l’evolversi della questione dei finanziamenti pubblici all’editoria e la maturazione di questo nuovo testo in discussione presso la Commissione Cultura, che ha provocato una forte contrapposizione soprattutto tra i Democratici e i Cinque Stelle. Il Movimento Cinque Stelle, il 15 settembre 2014, aveva presentato una Proposta di Legge (A. C. 1990) per abolire del tutto i finanziamenti pubblici. Dopo un anno di discussioni, approfondimenti ed audizioni informali di tutte le parti sociali (anche l’USPI è stata audìta, presentando un documento di sostegno e riforma dei contributi pubblici – vedi “Notiziario USPI” n. 11/ novembre 2014), il provvedimento è arrivato in Aula alla Camera dei deputati, con il parere sfavorevole della Commissione Cultura. Il deputato Pd Roberto Rampi è intervenuto in qualità di relatore ha spiegato alla Camera che la maggioranza della
Onorevole Roberto Rampi (PD) Commissione “è contraria all’abolizione tout court delle norme attuali”, anche se tutti i membri sono d’accordo sulla necessità di grandi cambiamenti in nel comparto dell’editoria. “Revisione radicale del sistema”. Secondo il deputato Pd bisogna fare tesoro “delle modifiche introdotte nel 2010 mai entrate in normativa primaria”. Si tratta di un regolamento che ha disposto la semplificazione della documentazione per accedere ai contributi, e ha incluso alcuni requisiti per l’accesso ai contributi, per esempio: una percentuale minima di copie vendute su quelle distribuite; nuove modalità di calcolo per i contributi diretti, riferite all’effettiva distribuzione della testata; parametri connessi all’occupazione professionale. “Il sostegno all’editoria”, ha sottolineato Rampi, “è ancora largamente presente e
diffuso nei paesi dell’Unione Europea, dove raggiunge nel complesso un livello notevolmente superiore a quello vigente in Italia”. In merito alla destinazione del contributo, Rampi ha spiegato che “i grandi giornali non sono più destinatari di alcun contributo diretto e le 220 testate beneficiarie di contributi pubblici, cooperative di giornalisti e quotidiani e periodici editi da imprese facenti capo a fondazioni o enti morali, rappresentano quantitativamente una realtà minoritaria rispetto all’insieme delle testate operanti sul mercato. Inoltre nell’ambito dei 220 beneficiari dei contributi, i giornali di partito erano 11”. I deputati Cinque Stelle, dal canto loro, hanno commentato aspramente i lavori alla Camera. Il deputato, e membro della commissione Cultura, Giuseppe Brescia ha annunciato che nei prossimi giorni il gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera presenterà una proposta di legge per abolire l’ordine dei giornalisti. In Aula, il M5S ha affermato che “Il giornalismo non potrà mai essere controllore del potere finché il potere controlla il giornalismo”, ed ha parlato di caduta dell’“ultimo velo sul sodalizio malato che in Italia lega stampa e politica: i partiti hanno fatto ‘outing’ e non voteranno per l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria”. Nella loro critica i 5 Stelle fanno riferimento sia al fatto che il PD ha presentato la sua proposta all’ultimo secondo, dopo più di un anno di lavori in commissione, che alle ultime stime sulla libertà di stampa in Italia. Già lo scorso maggio avevamo parlato della graduatoria di Freedom House, secondo cui l’Italia è la pecora nera d’Europa. Per questo motivo, sostengono i 5 Stelle, il finanziamento pubblico non tutela la libertà di informazione. Al termine della discussione alla Camera, M. Teresa Amici, Sottosegretaria alle Riforme, ha dichiarato che in ogni caso “il Governo si rimetterà alle decisioni dell’Aula”. La sottosegretaria ha poi spiegato che “la necessità di voler riformare il settore, già presente nelle parole del sottosegretario Lotti, è la testimonianza di una decisione di merito per trovare una soluzione, che passi per la costituzione di un fondo per rimettere ordine e superare la frammentarietà”. Il 7 ottobre scorso, l’Assemblea della Camera ha bocciato la proposta di legge targata M5S. E’ stato infatti approvato un emendamento di Notiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 5
SEL, con il parere favorevole del governo, interamente soppressivo del primo articolo della PdL 5 Stelle, che appunto prevedeva di eliminare il finanziamento al settore. I voti a favore dell’emendamento soppressivo sono stati 301, i contrari 115, gli astenuti 12. Contro l’emendamento di SEL, oltre a M5S, ha votato anche la Lega. La riunione del 17 luglio 2015 Come riportato sull’ ultimo numero di questo Notiziario, il 17 luglio scorso, la Presidenza del Consiglio ha convocato le Associazioni di categoria per illustrare le linee giuda della riforma delle leggi sull’editoria. Un confronto positivo, anticipatore del futuro testo di riforma delle leggi sull’editoria, tra l’USPI, le associazioni del settore rappresentative dei giornali, quotidiani e periodici, a stampa e on line, il Consigliere Roberto Marino, Capo del Dipartimento e il dott. Antonio Funiciello, in rappresentanza del sottosegretario con delega all’Informazione e l’Editoria, Luca Lotti. Il Fondo unico Il Consigliere Marino ha illustrato l’intenzione di istituire, tramite un Disegno di legge delega, il “Fondo unico per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione”, che sostituirà il Fondo ordinario e il Fondo straordinario per l’editoria, per la durata di 5 anni. Annualmente, tale Fondo sarà ripartito dal Sottosegretario all’editoria, tra contributi ed altre agevolazioni. Probabilmente, nel DDL delega troveranno posto anche altre norme, come ad esempio per le agevolazioni per incentivare gli ulteriori investimenti pubblicitari sui periodici locali. Tali ulteriori sostegni non potranno rientrare stabilmente nel “Fondo unico” e avranno la necessità di trovare adeguate coperture finanziarie autonome. I contributi diretti Marino ha sottolineato che i contributi diretti non spariranno, come chiedeva il Movimento 5 stelle, ma subiranno modifiche e restrizioni. Riguardo ai requisiti di accesso, verrà confermato (anzi, rafforzato) l’attuale impianto normativo rispetto ai singoli beneficiari, mentre si opererà una forte “ripulitura” delle norme “ad personam”. L’anzianità dell’editore sarà ridotta a 2 anni, aumentando così – in previsione – il numero degli aventi diritto. Una condizione imprescindibile di accesso ai contributi sarà il passaggio al digitale, nel senso che verranno valorizzati i costi legati alla pubblicazione telematica. Rispetto al calcolo dei contributi, questo sarà legato alle copie vendute, eliminando Notiziario USPI n° 10/2015
Articolo 1 Comma 261 - legge 27 dicembre 2013, n. 147. In vigore dal 1 gennaio 2014 261. E’ istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il “Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria” con la dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2014, 40 milioni di euro per l’anno 2015 e 30 milioni di euro per l’anno 2016, destinato ad incentivare, in conformità con il regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo agli aiuti di importanza minore (de minimis), gli investimenti delle imprese editoriali, anche di nuova costituzione, orientati all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di giovani professionisti qualificati nel campo dei nuovi media ed a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega per l’informazione, la comunicazione e l’editoria, da adottare entro il 31 marzo di ciascun anno del triennio, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro dello sviluppo economico ed il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nel settore delle imprese editrici e delle agenzie di stampa, è definita, previa ricognizione annuale delle specifiche esigenze di sostegno delle imprese, la ripartizione delle risorse del predetto Fondo. in toto il requisito della diffusione. In ogni caso, sarà rigido il meccanismo di calcolo del tetto rimborsabile: non potrà essere più alto di una percentuale dei ricavi (non più fino al 70%, come ora). La procedura di erogazione dei contributi verrà prevista in due tranche: una anticipazione a maggio ed il saldo a dicembre. Altri provvedimenti I rappresentanti del Governo hanno confermato che riguardo a tutte le altre problematiche del settore, quali la modernizzazione della rete di vendita; i prepensionamenti dei giornalisti; gli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari; il sostegno alle startup… verrà proposta una delega al Governo. Le considerazioni e proposte USPI Positivo il giudizio espresso della nostra Unione sulla riunione e sulle intenzioni del Governo. L’USPI ha richiesto, con forza ed urgenza –
vedi anche altro articolo di prima pagina che nel Disegno di legge governativo venga inserita una norma che prescriva il superamento della discriminazione tariffaria postale per le associazioni senza fine di lucro non onlus (categoriali, culturali, sociali, territoriali…) e la soluzione per i rimborsi richiesti da Poste Italiane a tali editori (vedi, per così dire,… tutti i precedenti Notiziari) ; ed ha condiviso la decisione di trovare un accordo con Poste per scongiurare il pericolo della consegna postale a giorni alterni in molti comuni italiani affinché il servizio universale sia garantito. L’USPI, apprezzando la previsione quinquennale della vigenza del Fondo, ha sottolineato la necessità che lo stanziamento annuale di alimentazione del suddetto Fondo sia certo, stabile e congruo per coprire tutti i progetti in itinere. E’ stata, infine, ribadita la necessità di prevedere nell’istituendo Fondo anche sostegni e agevolazioni per l’innovazione tecnologica delle piccole e medie imprese editoriali cartacee e online. ******* Fin qui, gli antefatti. Il Governo, quindi, aveva intenzione di presentare un disegno di legge sulla materia in questione, trasformatosi, poi, in una “Proposta di legge”, firmata da 21 deputati e depositata il 22 settembre scorso. Riportiamo, ora, il testo presentato alla Camera e, come già detto, assegnato all’esame, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera. A seguire, pubblichiamo anche la relazione illustrativa che accompagna la proposta di legge. CAMERA DEI DEPUTATI N. 3317 PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI COSCIA, ed altri 21 Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria Presentata il 22 settembre 2015 ARTICOLO 1 (Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione) 1. Al fine di assicurare l’attuazione dei princìpi costituzionali in materia di libertà e di pluralismo dell’informazione a livello nazionale e locale, nonché di incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e lo sviluppo di nuove imprese editori ali anche nel campo dell’informazione 6 5
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 6
PDL EDITORIA 5
digitale, è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di seguito denominato «Fondo ». 2. Il Fondo ha durata quinquennale e ad esso affluiscono le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria quotidiana e periodica anche digitale, comprese le risorse del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria di cui all’articolo 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (VEDI BOX A PAGINA 5). ARTICOLO 2 (Finalità del Fondo) 1. Il Fondo è ripartito annualmente, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Sottosegretario di Stato delegato, tra le finalità indicate all’articolo 3 ed è volto alla definizione di un quadro coerente di misure orientate a favorire la pluralità e l’indipendenza dell’informazione, l’innovazione dell’offerta informativa, in particolare nel campo digitale, nonché la capacità delle imprese di investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo. ARTICOLO 3 (Deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria) 1. Per garantire maggiori coerenza ed efficacia al sostegno pubblico all’editoria, in un contesto di perdurante crisi del settore e di ridefinizione delle strutture, dei processi e dei modelli imprenditoriali che producono e diffondono informazione arricchendo il panorama dell’informazione pluralista e indipendente, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, la previsione di misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editoriali, l’innovazione del sistema distributivo, il finanziamento di progetti innovativi nel campo dell’editoria presentati da imprese di nuova costituzione, nonché misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editoriali già costituite. 2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) con riferimento ai destinatari dei contributi, parziale ridefinizione della platea dei 6
beneficiari ammettendo al finanziamento: 1) le sole imprese editrici di quotidiani e periodici che, in possesso degli altri requisiti di legge, esercitano un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale, che concorre a garantire il diritto dei cittadini a essere informati da una pluralità di fonti al fine di esercitare in modo libero e consapevole i diritti civili e politici sanciti dalla Costituzione; 2) le sole imprese editrici costituite come cooperative giornalistiche, individuando per le stesse criteri in ordine alla compagine societaria e alla concentrazione delle quote in capo a ciascun socio, gli enti senza fini di lucro e, per un periodo di tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le imprese editrici di quotidiani la cui maggioranza del capitale è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi fini di lucro, prevedendo esplicite eccezioni per particolari tipologie di pubblicazioni; b) mantenimento del finanziamento degli organi di stampa espressione delle minoranze linguistiche secondo la disciplina vigente; c) esclusione dal finanziamento degli organi di informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, dei periodici specialistici a carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico e, comunque, delle pubblicazioni che non contribuiscono in modo prevalente e significativo alla funzione informativa di carattere generale in materia politica, economica o sociale; d) con riferimento ai requisiti per accedere ai contributi: 1) riduzione a due anni dell’anzianità di costituzione dell’impresa come cooperativa giornalistica e di edizione della testata; 2) edizione in formato digitale dinamico e multimediale della testata per la quale si richiede il contributo, anche eventualmente in parallelo con l’edizione in formato cartaceo, come condizione necessaria per ricevere i finanziamenti; e) con riferimento ai criteri di calcolo del contributo: 1) superamento della distinzione tra testata nazionale e testata locale; 2) graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute, prevedendo più scaglioni cui corrispondono quote diversificate di rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta; 3) valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale dell’offerta e del modello imprenditoriale, anche mediante la previsione di un aumento delle relative
quote di rimborso; 4) previsione di criteri che collegano l’entità del contributo anche alle politiche occupazionali e all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro; 5) previsione di limiti massimi al contributo liquidabile, in relazione all’incidenza percentuale del contributo sul totale dei ricavi dell’impresa nella misura massima del 50 per cento; f) previsione di requisiti di accesso e di regole di liquidazione dei contributi diretti quanto il più possibile omogenei e uniformi per le diverse tipologie di imprese destinatarie; g) revisione e semplificazione del procedimento amministrativo per l’erogazione dei contributi a sostegno dell’editoria, anche con riferimento agli apporti istruttori demandati ad autorità ed enti esterni alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini dello snellimento dell’istruttoria e della possibilità di liquidare i contributi con una tempistica più efficace per le imprese; h) introduzione di incentivi agli investimenti in innovazione digitale dinamica e multimediale, anche attraverso la previsione di modalità volte a favorire investimenti strutturali in piattaforme digitali avanzate, comuni a più imprese editoriali, autonome e indipendenti; i) assegnazione di finanziamenti a progetti innovativi presentati da imprese editoriali di nuova costituzione, mediante bandi indetti annualmente; l) con riferimento allo stadio finale del canale distributivo rappresentato dalle edicole, in considerazione della rilevanza operativa in termini di servizio di prossimità per i consumatori e di copertura territoriale per gli editori, nonché dei livelli occupazionali diretti del settore: 1) attuazione del processo di progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, favorendo l’adeguamento della rete alle mutate condizioni e mitigando gli effetti negativi di breve termine; 2) promozione, di concerto con le regioni, di un regime di piena liberalizzazione degli orari di apertura dei punti di vendita e rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità di ampliare l’assortimento dei punti di vendita all’intermediazione di altri beni e servizi, con lo scopo di accrescerne le fonti di ricavo potenziale; 3) promozione di iniziative di concentrazione strategica dei punti di vendita, al fine di creare le condizioni per lo sviluppo di nuove formule imprenditoriali commerciali; 4) completamento dell’informatizzazione delle strutture, al fine di connettere i punti di vendita e di costituire una nuova rete Notiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 7
integrata capillare nel territorio; m) iniziative volte a promuovere la lettura dei quotidiani on line nelle scuole di ogni ordine e grado mediante la previsione di agevolazioni e di accordi con gli editori; n) incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, riconoscendo un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, nel rispetto della procedura di cui all’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 4. Al fine di rendere l’accesso ai prepensionamenti per i giornalisti più uniforme alla normativa generale in materia, nonché di razionalizzare la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto la ridefinizione della disciplina dei requisiti e dei criteri per il ricorso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata di cui all’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, e la revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. 5. Nell’esercizio della delega di cui al comma 4, il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi: a) ridefinizione dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata previsti dall’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, e revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editoriali ai fini dell’accesso ai prepensionamenti; b) razionalizzazione delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e riduzione del numero dei componenti fino a un massimo di diciotto consiglieri, di cui due terzi giornalisti professionisti e un terzo pubblicisti. 6. I decreti legislativi di cui al comma 4 del presente articolo sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Consiglio Notiziario USPI n° 10/2015
nazionale dell’Ordine dei giornalisti, nel rispetto della procedura di cui all’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 7. Gli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 4, corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché su di essi siano espressi, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere adottati anche in mancanza dei pareri. Qualora il termine per l’espressione dei pareri parlamentari di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 4 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, cor-
medesimo, »; b) al comma 4, il secondo periodo è soppresso; c) dopo il comma 7 è inserito il seguente: « 7-bis. Il contributo è erogato in due rate annuali. La prima rata è versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma pari al 30 per cento del contributo erogato all’impresa nell’anno precedente a quello per il quale si richiede il contributo. La seconda rata, a saldo, è liquidata entro il termine di conclusione del procedimento. All’atto dei pagamenti, l’impresa deve essere in regola con le attestazioni rilasciate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e con i versamenti dei contributi previdenziali e non deve risultare inadempiente in esito alla verifica di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 ». 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dai contributi relativi all’anno 2015.
1. All’articolo 2 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, sono apportate le seguenti modificazioni:
3. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2015, le domande per l’ammissione al sostegno pubblico all’editoria, sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa editoriale, sono presentate, per via telematica e con firma digitale, dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, secondo le modalità pubblicate nel sito internet istituzionale del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le domande devono essere corredate dei documenti istruttori o delle dichiarazioni sostitutive attestanti: l’assetto societario, il numero dei giornalisti dipendenti associati, la mutualità prevalente, il divieto di distribuzione degli utili, l’anzianità di costituzione e di edizione della testata, la periodicità e il numero delle uscite, l’insussistenza di situazioni di collegamento o di controllo previste dall’articolo 3, comma 11-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dall’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, l’iscrizione al registro delle imprese, gli estremi delle posizioni contributive presso istituti previdenziali, la proprietà o la gestione della testata. Le imprese editoriali devono inoltre far pervenire nel medesimo termine un campione di numeri della testata edita.
a) al comma 2, alinea, le parole: « il contributo, che non può comunque superare quello riferito all’anno 2010, » sono sostituite dalle seguenti: « il contributo, che non può comunque superare il 50 per cento dell’ammontare complessivo dei ricavi dell’impresa editrice, riferiti alla testata per cui si chiede il contributo, al netto del contributo
Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, le imprese editoriali richiedenti il contributo devono produrre il bilancio di esercizio, corredato della nota integrativa e degli annessi verbali, i prospetti dei costi e delle vendite; tale documentazione deve essere certificata da soggetti iscritti 8
Maria Teresa Amici, Sottosegretario alle Riforme redate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione. Le Commissioni parlamentari competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono comunque essere adottati. ARTICOLO 4 (Nuove disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici)
7
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 8
PDL EDITORIA 7
nel registro dei revisori legali, istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. 4. A decorrere dal 1o gennaio 2016, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 7-bis dell’articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, è abrogato; b) all’articolo 1, comma 3, della legge 7 marzo 2001, n. 62, dopo il primo periodo è inserito il seguente: « Il prodotto editoriale è identificato dalla testata intesa come il titolo del giornale, della rivista o di altra pubblicazione periodica, avente una funzione e una capacità distintiva nella misura in cui individua una pubblicazione ». ARTICOLO 5 (Nuove disposizioni per la vendita dei giornali) 1. A decorrere dal 1o gennaio 2016, i punti di vendita esclusivi assicurano la parità di trattamento nella vendita delle pubblicazioni regolari in occasione della loro prima immissione nel mercato. Per pubblicazioni regolari si intendono quelle che hanno già effettuato la registrazione presso il tribunale, che sono diffuse al pubblico con periodicità regolare, che rispettano tutti gli obblighi previsti dalla legge 8 febbraio 1948, n. 47, e che recano stampati sul prodotto e in posizione visibile la data e la periodicità effettiva, il codice a barre e la data di prima immissione nel mercato. ******* RELAZIONE ILLUSTRATIVA PREMESSA Onorevoli colleghi! — La persistenza della congiuntura economica avversa che ha caratterizzato gli ultimi anni, da un lato, e la rapida trasformazione del mercato dei media, dall’altro, hanno portato l’intero sistema editoriale italiano a una crisi profonda, che deve essere affrontata con azioni di sistema. I dati più recenti relativi all’editoria quotidiana e periodica lo testimoniano chiaramente. La riduzione costante delle copie vendute (pari al 22 per cento nell’ultimo quinquennio) e la caduta degli investimenti pubblicitari (-26,1 per cento per i quotidiani e -22,3 per cento per i periodici nel primo trimestre 2013) sono i fattori principali che hanno determinato il generale peggiora8
mento dei risultati di bilancio delle imprese editoriali. Queste tendenze si innestano in un contesto nazionale cronicamente affetto dalla scarsa propensione alla lettura e all’acquisto di giornali cartacei. Per le motivazioni indicate, si impone oggi un intervento normativo più articolato e complessivo che, tenendo conto delle misure straordinarie già messe in campo (si pensi al Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, istituito con la legge n. 147 del 2013 – legge di stabilità 2014 – con durata triennale, che ha previsto strumenti di sostegno indiretto alle imprese, quali incentivi alla nuova occupazione qualificata, incentivi agli investimenti per l’innovazione, sostegno alle ristrutturazioni aziendali, incentivi alle start up innovative editoriali), affronti più in profondità il versante del sostegno diretto, cioè del sostegno alla piccola editoria, meno strutturata industrialmente ma più presente nelle realtà territoriali locali, con testate che costituiscono spesso la voce alternativa rispetto a quella dei giornali nazionali e che sono quindi concreta espressione di quel pluralismo dell’informazione che trova esplicita tutela nella Costituzione. Sino a questo momento, il contributo pubblico diretto è stato generalmente toccato da interventi di « manutenzione », pur importanti e rivelatisi efficaci nel garantire maggior rigore nella distribuzione delle risorse destinate annualmente a questa finalità, ma che non hanno tuttavia inciso nell’impostazione di fondo del sistema. La presente proposta di legge si pone quindi l’obiettivo, da realizzare poi attraverso l’emanazione dei decreti legislativi, di ridefinire, in un quadro di regole coerente e semplificato, la disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici attraverso la previsione di misure orientate a favorire la pluralità e l’indipendenza dell’informazione, l’innovazione dell’offerta informativa, in particolare nel campo digitale, il sostegno agli investimenti delle imprese editoriali e alla loro capacità di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo, il finanziamento di progetti innovativi nel campo dell’editoria presentati da imprese di nuova costituzione, nonché misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editoriali già costituite. La presente proposta di legge si articola in tre parti: - l’istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione; - le deleghe al Governo per la revisione del
sistema del sostegno pubblico all’editoria nonché per la ridefinizione dell’accesso ai prepensionamenti per i giornalisti e la razionalizzazione della composizione e delle attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; - l’immediata operatività rispetto all’emanazione dei decreti legislativi di alcune disposizioni che anticipano aspetti della riforma relativi alla disciplina dei contributi. Tanto premesso, si illustrano in dettaglio le disposizioni contenute nella proposta di legge. ARTICOLO 1 l’articolo 1 è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, volto a garantire l’attuazione dei princìpi costituzionali in materia di libertà e di pluralismo dell’informazione a livello nazionale e locale, nonché a incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e lo sviluppo di nuove imprese editoriali anche nel campo dell’informazione digitale. Il Fondo ha durata quinquennale (dal 2016 al 2020) al fine di consentire, alla scadenza di tale periodo, l’eventuale adeguamento dei criteri e delle regole ai mutamenti, anche tecnologici, intervenuti nel settore editoriale. Al Fondo affluiscono le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria quotidiana e periodica, sia quelle che gravano sui capitoli di bilancio destinate alla contribuzione diretta, sia le risorse del Fondo straordinario per il sostegno all’editoria di cui all’articolo 1, comma 261, della legge di stabilità 2014, per interventi più strutturali e orientati all’innovazione tecnologica e digitale e all’ingresso di soggetti di nuova costituzione. Uno dei punti della riforma è infatti quello di rendere più efficace il sostegno pubblico all’editoria, garantendo la certezza delle risorse destinate al settore dell’editoria per un determinato periodo. ARTICOLO 2 L’articolo 2 stabilisce che le risorse assegnate al Fondo siano annualmente ripartite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Sottosegretario di Stato delegato per le diverse finalità. In questo modo il Fondo si configura come uno strumento flessibile all’interno di un quadro coerente di misure a sostegno dell’editoria già definite. ARTICOLO 3 L’articolo 3 reca le deleghe al Governo stabilendo i relativi princìpi e criteri direttivi. Il comma 1 reca una delega che ha come oggetto, oltre alla ridefinizione della disciNotiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 9
plina dei contributi diretti alle imprese editoriali, la previsione di misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editoriali, l’innovazione del sistema distributivo, il finanziamento di progetti innovativi nel campo dell’editoria presentati da imprese di nuova costituzione, nonché misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editoriali già costituite. Al comma 2 sono indicati i princìpi e criteri direttivi della delega. Per quanto concerne la revisione della disciplina dei contributi, resta sostanzialmente confermato l’attuale impianto che vede come destinatari dei contributi le imprese editrici costituite come cooperative giornalistiche e gli enti senza fini di lucro, fatte salve esplicite eccezioni per particolari tipologie di pubblicazioni; inoltre, per le cooperative giornalistiche, il Governo è delegato a individuare criteri in ordine alla compagine societaria e alla concentrazione delle quote in capo a ciascun socio. È altresì previsto che siano ammesse al finanziamento le sole imprese editrici che, in possesso degli altri requisiti di legge, esercitino un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale, che concorra a garantire il diritto dei cittadini a essere informati da una pluralità di fonti al fine di esercitare in modo libero e consapevole i diritti civili e politici sanciti dalla Costituzione. Viene, quindi, indicato come ulteriore criterio direttivo di delega l’esclusione dal finanziamento degli organi di informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, dei periodici specialistici a carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico e, comunque, di quelli che non contribuiscono in modo prevalente e significativo alla funzione informativa di carattere generale in materia politica, economica e sociale. Con riferimento ai requisiti per accedere ai contributi, la delega prevede, da un lato, la rimozione del limite temporale di anzianità di cinque anni di costituzione dell’impresa sotto forma di cooperativa e di edizione della testata per accedere ai contributi e la sua riduzione a due anni e, dall’altro, l’introduzione del passaggio all’edizione in formato digitale della testata, anche eventualmente in parallelo con l’edizione in formato cartaceo, come condizione necessaria per ricevere i finanziamenti. Per quanto riguarda i criteri direttivi di calcolo del contributo, la delega prevede il superamento dell’attuale distinzione tra testata nazionale e testata locale e una graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute, con una valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale dell’offerta e del modello imprenditoriale, anche mediante la previsione di un aumento delle relative Notiziario USPI n° 10/2015
quote di rimborso. Nell’esercizio della delega si deve inoltre tenere conto di limiti massimi al contributo sia in termini assoluti che in termini di incidenza percentuale del contributo sul totale dei ricavi dell’impresa nella misura massima del 50 per cento. Un altro criterio direttivo di delega al Governo è la previsione di requisiti e di regole per l’accesso ai contributi diretti quanto più possibile omogenei e uniformi per le diverse tipologie di imprese destinatarie dei contributi, eliminando, laddove non strettamente necessario, riserve, eccezioni e discipline speciali nonché la semplificazione e lo snellimento del procedimento amministrativo per l’erogazione dei contributi. Per quanto concerne gli investimenti in innovazione digitale, la delega prevede che il Governo introduca specifici incentivi anche attraverso la previsione di modalità volte a favorire investimenti strutturali in piattaforme digitali avanzate, comuni a più imprese editoriali, autonome e indipendenti. Nei decreti legislativi delegati deve, inoltre, essere garantito l’ingresso agli outsider mediante la previsione di finanziamenti, da assegnare con bandi annuali, a progetti
Onorevole Giuseppe Brescia (M5S) innovativi presentati da imprese editoriali di nuova costituzione. Con riferimento allo stadio finale della filiera, cioè il canale distributivo rappresentato dalle edicole, il Governo è delegato a dare attuazione al processo di progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali in conformità ai seguenti princìpi e criteri direttivi: - favorire l’adeguamento della rete alle mutate condizioni, mitigando gli effetti negativi di breve termine; - promuovere, di concerto con le regioni, un regime di piena liberalizzazione degli orari di apertura dei punti vendita e la rimozione degli ostacoli che attualmente limitano la possibilità di ampliare l’assortimento dei punti vendita all’intermediazione di altri beni e servizi; - portare a completamento l’informatizzazione delle strutture, con lo scopo di connettere i punti vendita e formare così una nuova rete integrata capillare sul territorio. Tra gli altri criteri cui il Governo deve attenersi nell’esercizio della delega, vi è la previsione di iniziative volte a promuovere la
lettura dei quotidiani on line nelle scuole mediante agevolazioni e accordi con gli editori. Infine il Governo è delegato ad adottare misure di sostegno indiretto all’editoria, mediante la previsione di incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, con particolare riguardo agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative. Il comma 4 dell’articolo 3 stabilisce ulteriori deleghe al Governo volte a rendere l’accesso ai prepensionamenti per i giornalisti più uniforme alla normativa generale in materia e a razionalizzare la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Nell’esercizio della delega il Governo deve: a) ridefinire i requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l’accesso ai trattamenti di vecchiaia anticipata e delle procedure per il riconoscimento dello stato di crisi delle imprese editrici ai fini dell’accesso ai prepensionamenti; b) razionalizzare le competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e ridurne il numero dei componenti. ARTICOLI 4 E 5 Con i successivi articoli 4 e 5 viene disposta l’applicazione anticipata rispetto alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di alcune disposizioni per il riordino dei contributi attraverso la modificazione di norme vigenti e la previsione di nuove norme. Si prevede che, a decorrere dai contributi relativi all’anno 2015, diventi operativo il limite massimo al contributo in termini di incidenza percentuale del contributo stesso sul totale dei ricavi dell’impresa previsto tra i criteri direttivi della delega; pertanto già a partire dai contributi per l’anno 2015, che si erogano nel 2016, il contributo all’editoria non potrà superare il 50 per cento dell’ammontare complessivo dei ricavi dell’impresa editrice, riferiti alla testata per cui si chiede il contributo, al netto del contributo medesimo. Inoltre, sempre a decorrere dai contributi relativi all’anno 2015, viene rimossa la riserva del 5 per cento dell’importo stanziato per i contributi diretti, prevista dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge n. 63 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 103 del 2012, per le imprese editrici di periodici esercitate da cooperative, fondazioni o enti morali senza fini di lucro (imprese di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 250); in virtù di tale soppressione, quindi, la suddetta categoria di imprese concorrerà nella ripartizione generale delle risorse 10 9
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 10
PDL EDITORIA 9
da destinare ai contributi per il 2015. Vengono altresì dettate nuove disposizioni in materia procedimentale, che saranno operative già a decorrere dai contributi relativi all’anno 2015, aventi la finalità di anticipare la tempistica nei pagamenti dei contributi alle imprese editrici. In particolare viene previsto che, alla data di presentazione della domanda di contributo (dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo), le imprese producano una parte dei documenti Onorevole Maria Coscia (PD) i s t r u t t o r i comprovanti il possesso dei requisiti di ammissione al contributo, sulla base dei quali l’ufficio provvede alla liquidazione in anticipo di una somma pari al 30 per cento del contributo erogato all’impresa nell’anno precedente a quello per il quale si richiede il contributo; viene invece confermata la data del 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo per la presen-
tazione degli altri documenti e certificati, relativi al bilancio di esercizio e ai prospetti dei costi e delle vendite, all’esito del cui esame sarà effettuato il pagamento del saldo, entro il termine di conclusione del procedimento. È stabilito che, al momento dei pagamenti delle due rate di contributo, le imprese devono risultare in regola con le attestazioni rilasciate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con i versamenti dei contributi previdenziali e non essere inadempienti all’esito della verifica di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Vengono introdotte alcune modificazioni con decorrenza dal 1o gennaio 2016, riguardanti: a) l’abrogazione del comma 7-bis dell’articolo 1 del citato decreto-legge n. 63 del 2012 che prevede la possibilità, per le cooperative che subentrano al contratto di cessione in uso della testata ovvero che acquistano la testata beneficiaria dei contributi entro il 2011, di prescindere dal requisito temporale di anzianità dei cinque anni ai fini dell’ammissione al contributo. Tale abrogazione è motivata, da un lato, dalla circostanza che con la riforma il termine di anzianità è ridotto a due anni e quindi la disposizione contenuta nel comma 7-bis ha meno ragione di essere e, dall’altro, risponde all’esigenza di evitare che attraverso la costituzione della nuova
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI OTTOBRE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre del10
l’anno (luglio - settembre 2015); Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel primo semestre dell’anno (gennaio - giugno 2015).
impresa, subentrata nell’edizione della testata, come soggetto nuovo e del tutto distinto rispetto alla precedente impresa, possano in qualche modo essere eluse situazioni patologiche riguardanti la precedente impresa, con conseguente pregiudizio della possibilità di eventuali rivalse nei confronti della nuova impresa laddove venissero accertate ipotesi di indebita percezione dei contributi e quindi somme da recuperare da parte dell’amministrazione; b) la definizione di prodotto editoriale da intendere, in conformità a quanto sancito dal Consiglio di Stato (sezione III) nella sentenza n. 4665 del 2013, come prodotto identificativo della testata intesa come il titolo del giornale, della rivista o di altra pubblicazione periodica, avente una funzione e una capacità distintiva nella misura in cui individua una pubblicazione. Infine l’articolo 5 introduce, con decorrenza dal 1o gennaio 2016, nuove disposizioni per la vendita dei giornali concernenti l’applicazione del principio della parità di trattamento per i punti di vendita esclusivi; in particolare si limita la parità di trattamento alle sole pubblicazioni regolari in occasione della loro prima immissione nel mercato.
RISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2015); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, NON sono tenuti ad effettuare alcuna consegna Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.
ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLU-
GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 11
POSTE SOSPENDE LA DISTRIBUZIONE A GIORNI ALTERNI DI GIORNALI E PERIODICI 1
Con una mail del 2 ottobre 2015, Poste Italiane ha annunciato all’USPI che garantirà, fino al 31 dicembre 2015, la continuità del servizio di consegna quotidiana dei soli prodotti editoriali nei Comuni interessati dalla Fase1 del nuovo modello di recapito a giorni alterni. COMUNICAZIONE DI POSTE ITALIANE 2/10/2015 “Gent. mi, vista l’urgenza Vi anticipo il testo della comunicazione che Poste Italiane trasmetterà nei prossimi giorni agli editori sull’inizio della Fase1 dei giorni alterni.” Vincenzo Pompa , il Responsabile “Con riferimento alla nostra nota del 3 agosto u.s., si comunica che, in relazione all’avvio di un tavolo tecnico di confronto presso la Presidenza del Consiglio, e tenuto conto delle osservazioni espresse dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Poste Italiane garantirà, fino al 31 dicembre 2015, la continuità del servizio di consegna quotidiana dei soli prodotti editoriali nei Comuni interessati dalla Fase1 del nuovo modello di recapito a giorni alterni; in assenza di nuovi accordi tra tutte le parti interessate, la fornitura del servizio, fino alla fine dell’anno in corso, avverrà alle condizioni operative ed economiche attualmente vigenti. L’impegno di Poste Italiane è volto a facilitare una tempestiva soluzione di sistema, anche attraverso la definizione di un nuovo sistema tariffario nazionale per i prodotti editoriali, efficiente e sostenibile nel tempo”. LA MARCIA AGCOM
INDIETRO
DELL’
Comunicato stampa Roma, 25 giugno 2015 L’attuazione del recapito a giorni alterni (secondo lo schema bisettimanale, lunedìmercoledì-venerdì-martedì-giovedì) avverrà in tre fasi successive che saranno avviate rispettivamente il 1° ottobre 2015, il 1° aprile 2016 e non prima del mese di febbraio 2017. La prima fase coinvolgerà una ristretta fascia di popolazione (pari allo 0,6% della popolazione nazionale) fino al massimo del 25% nella fase conclusiva. Dopo la prima fase, nel caso in cui si verifichino criticità, l’Autorità ha il potere di intervenire inibendo l’ulteriore prosecuzione del recapito a giorni alterni o stabiNotiziario USPI n° 10/2015
lendo particolari condizioni volte a salvaguardare la regolarità del servizio. Agcom richiederà a P.I. di formulare una proposta specifica e migliorativa che sarà trattata nell’ambito di un tavolo con MISE e Dipartimento per l’editoria della PCDM. La delibera adottata dovrà essere comunicata alla Commissione europea. ******* DELIBERA N. 395/15/CONS 25 giugno 2015 AUTORIZZAZIONE ALL’ATTUAZIONE DI UN MODELLO DI RECAPITO A GIORNI ALTERNI DEGLI INVII POSTALI RIENTRANTI NEL SERVIZIO UNIVERSALE Sintesi della proposta di Poste Italiane …Secondo quanto rappresentato da Poste Italiane, i soli servizi che, a seguito dell’implementazione del nuovo modello di recapito, potrebbero subire ritardi rispetto ai tempi di spedizione previsti come standard qualitativo sono la posta prioritaria e i quotidiani, che hanno entrambi un obiettivo in “J+1” (recapito entro il giorno lavorativo successivo a quello di inoltro nelle rete postale)… Editori La FIEG osserva che la normativa nazionale di recepimento della direttiva europea 97/67/CE dovrebbe essere interpretata dall’Autorità, in fase attuativa, coerentemente con la disciplina europea che, con riguardo alla frequenza dei servizi di recapito e raccolta degli invii postali, fissa un criterio di eccezionalità per la concessione di deroghe alla fornitura per cinque giorni a settimana. Pertanto, le “situazioni particolari” richiamate dal legislatore nazionale andrebbero individuate non sulla base di un confronto, ancorché in ambito nazionale, ma sulla base del generale criterio di eccezionalità fissato dalla direttiva. Le valutazioni dell’Autorità sulla proposta di Poste Italiane …L’analisi dei volumi di quotidiani recapitati nei Comuni potenzialmente interessati evidenzia che l’impatto dell’implementazione del recapito a giorni alterni sui prodotti editoriali periodici quotidiani è contenuto. Infatti, in tali Comuni: - il numero medio di quotidiani distribuiti è pari a circa 12,7 copie giornaliere per Comune;
- circa il 72% dei Comuni riceve giornalmente un numero di copie di quotidiani pari o inferiore a 10; - circa il 67% dei Comuni riceve un numero di copie di quotidiani pari o inferiore a 5; - ogni 198 residenti viene consegnata una sola copia di un quotidiano. Le osservazioni acquisite dagli editori durante la consultazione e le valutazioni dell’Autorità Gli editori hanno espresso la propria contrarietà all’avvio del recapito a giorni alterni, … non essendo presenti sul mercato nazionale altri operatori postali in grado di assicurare la copertura territoriale richiesta da un servizio di consegna a domicilio… Non esistono, quindi, alternative al servizio di spedizione di prodotti editoriali offerto da Poste Italiane. Gli effetti che il nuovo modello di recapito produrrebbe sul mercato degli abbonamenti di quotidiani e periodici sarebbero, ad avviso degli editori, dirompenti. Verrebbero compromessi gravemente, infatti, sia gli interessi degli editori - che non solo perderebbero molti dei loro lettori, ma vedrebbero anche notevolmente ridotto il loro valore pubblicitario - sia il diritto all’informazione degli abbonati, trattandosi, per lo più, di aree remote del Paese, in cui anche le rivendite di periodici e la connettività Internet sono carenti. Si sottolineano, inoltre, le criticità legate all’esecuzione dei contratti in essere tra editori e abbonati: le inadempienze produrrebbero inevitabilmente un enorme contenzioso per risarcimento danni, promosso sia dagli editori, sia dagli abbonati. Le valutazioni dell’Autorità Il legislatore, in uno scenario di contenimento della spesa pubblica, ha previsto una sensibile riduzione del valore massimo dell’onere del servizio postale universale e ha introdotto previsioni volte ad assicurare la sostenibilità del servizio universale a fronte della crescente contrazione dei volumi postali e del conseguente aumento dei costi di fornitura. L’esigenza di un bilanciamento induce a ricercare soluzioni per perseguire gli obiettivi di coesione sociale e territoriale. Le caratteristiche specifiche del tema si colgono con immediatezza se si considera la tipologia di prodotto che è veicolato attraverso il servizio postale: il quotidiano è mezzo di accesso all’informazione e l’informazione deve essere fornita con immediatezza. L’informazione veicolata dal quotidiano deve essere tempestiva, le notizie diffuse devono essere attuali. La tutela del pluralismo dell’informazione deve garantire un’offerta editoriale che non solo 12 11
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 12
POSTE SOSPENDE LA DISTRIBUZIONE A GIORNI ALTERNI DI GIORNALI E PERIODICI 11
sia pienamente fruibile da parte dei cittadini ma che fornisca un prodotto valido e utile. L’utente lettore ha dunque esigenze che si traducono nel divieto di ogni ingiustificata discriminazione e non in un obbligo assoluto di uniformità delle prestazioni. Un servizio universale imperniato su un modello di recapito a giorni alterni si tradurrebbe nella distribuzione e nella fruizione da parte del lettore di un prodotto privo di qualsiasi utilità informativa. In questo quadro generale, appare condivisibile la posizione espressa da Poste Italiane i, nella quale si auspica, nell’ambito della più ampia riflessione in corso sulle misure di sostegno pubblico all’editoria, la costituzione di un tavolo tecnico che, attraverso il coinvolgimento di tutte le imprese interessate, approfondisca la tematica della sostenibilità del modello logistico-operativo ed economico della consegna postale degli invii editoriali, in vista dell’individuazione di soluzioni di sistema innovative. In tale quadro l’Autorità ha deciso di richiedere a Poste italiane di formulare entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione della presente delibera un’offerta che integri/completi la distribuzione dei quotidiani e dei periodici settimanali effettuata attraverso il recapito a giorni alterni nelle aree interessate. L’offerta dovrà essere equa e ragionevole, improntata ai criteri di sostenibilità e in ogni caso coerente con il principio di abbordabilità del prezzo per gli utenti finali. Articolo 3 (Autorizzazione del modello di recapito a giorni alterni) …4. L’Autorità può inibire o condizionare all’introduzione di misure correttive l’attuazione delle fasi successive alla prima al fine di accogliere eventuali rilievi della Commissione europea, al fine di adattare il processo graduale alle proposte che dovessero maturare nelle apposite sedi circa la consegna dei periodici, nonché al fine di porre rimedio ad eventuali criticità rilevate nel processo di monitoraggio. Sotto questo profilo, particolare attenzione sarà dedicata al riscontro: a) dell’impatto sull’utenza e della regolare fruizione del servizio universale, ivi incluse le spedizioni di prodotti editoriali; b) della realizzazione dei risparmi di costo attesi. 12
Poste Italiane migliora il servizio in città (dove ha concorrenza) e snobba i piccoli centri (senza alternative distributive)
MA QUANTE VOLTE SUONA ‘STO POSTINO? Nelle grandi città, il recapito di pacchi e posta prioritaria arriverà fino al sabato pomeriggio Si è persino abusato nel richiamare il titolo di un famoso film (“Il postino suona sempre due volte”) per esporre quello che sta succedendo nella distribuzione postale dal 5 ottobre scorso (vedi a fianco). Il postino (o portalettere, come si chiama ora) suonerà due volte o una, o addirittura una volta sì ed una no, alla porta di casa? Dipende da dove si abita. Nelle grandi città il postino potrà bussare più volte al giorno mentre nelle piccole la consegna della corrispondenza sarà solo a giorni alterni. A fronte del declino continuo dei ricavi della corrispondenza, Poste tende ad incrementare la quota di mercato dei pacchi. Infatti, secondo un accordo quadro tra Poste e sindacati appena siglato, nelle aree ad alta densità il recapito sarà distinto tra ordinario e prioritario e di pacchi. Il recapito di posta normale sarà dal lunedì al venerdì mentre quello di pacchi e posta prioritaria arriverà fino al sabato pomeriggio. Poste: recapiti anche di pomeriggio e il sabato. Ma in città Poste italiane si riorganizza su un modello di distribuzione postale più flessibile ed efficiente puntando, a fronte del declino continuo dei ricavi della corrispondenza (6,5% tendenziale nel primo semestre 2015, -11,6% i volumi) a incrementare la quota di mercato dei pacchi. Il piano prevede la possibilità di trasferire il personale se necessario a livello provinciale ma esclude la possibilità di ricorrere a licenziamenti collettivi. Il servizio si differenzierà sia nei tempi di consegna sia nei costi. Nelle grandi città le consegne potranno arrivare in momenti diversi della giornata, compreso il pomeriggio, mentre nei comuni a più bassa intensità abitativa la corrispondenza arriverà solo a giorni alterni, come previsto da una delibera dell’Agcom. Cambiano anche, dal primo ottobre, i prezzi dei francobolli con quella della posta ordinaria che passa da 80 centesimi a 95 (con consegna della corrispondenza in quattro giorni) e la posta prioritaria che costerà 2,80 euro (con consegna il giorno successivo alla spedizione). I ricavi di Poste italiane dipendono sempre di meno dai servizi postali e commerciali (1,9 miliardi su 4,3 complessivi nel primo semestre 2015) e sempre di più da quelli
finanziari (2,35 miliardi) anche a causa della crescita esponenziale dell’uso della mail e dei social network. Il nuovo modello di recapito – spiega un comunicato di Poste – ”introduce un assetto organizzativo che individua tre aree differenziate per intensità di volumi postali e con una specifica modalità di servizio”. Per le Aree metropolitane con elevata “densità postale” e forte pressione competitiva, è prevista la creazione di una rete dedicata al recapito al destinatario. Nei Capoluoghi di provincia e nelle aree extraurbane non regolate il servizio di recapito sarà svolto a giorni alterni che assicurerà prevalentemente il recapito quotidiano di alcuni prodotti, mentre le Aree extraurbane regolate (circa 5.300 comuni) avranno il recapito solo a giorni alterni. (www.blitzquotidiano.it – 7/9/2015) ******* Intanto, in provincia la situazione diviene esplosiva…. Chiude l’ufficio postale, sindaco del Catanzarese si incatena davanti l’ingresso: «Sprechi sono altri» Non accetta la decisione di Poste Italiane di lasciare aperto l’ufficio per tre giorni a settimana. SORBO SAN BASILE (CZ) - Si è incatenato per manifestare contro la decisione di Poste Italiane di rimodulare, cioè ridurre a soli tre giorni settimanali, l’apertura dell’ufficio postale del proprio comune. E’ la protesta attuata da Luigi Riccelli sindaco di Sorbo San Basile. “Siamo persone non numeri”, “L’ufficio postale non si tocca” e “Gli sprechi sono altri” sono alcune delle scritte impresse su striscioni affissi davanti all’ingresso dell’ufficio postale. Solidarietà al sindaco è stata espressa dalla Cgil che, in una nota, evidenzia: «La decisione di Poste Italiane mette in grave rischio la tenuta sociale nei piccoli comuni già abbandonati a se stessi e che rischiano lo spopolamento». «La Cgil – afferma il segretario generale di Catanzaro, Giuseppe Valentino –aspetta risposte, dato che l’azienda è una partecipata del Ministero delle Finanze». (www.ilquotidianoweb.it - 07/9/2015) Notiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 13
Notizie editoria e Comunicazione La Camera ha approvato la legge di riforma del processo penale Il tema spinoso delle intercettazioni sui giornali rinviato a una legge delega. In allarme il sindacato dei giornalisti
E’ in allarme il sindacato dei giornalisti, però. Secondo Raffaele Lorusso, segretario Fnsi, val la pena di ricordare che non tutte le notizie di rilievo sono quelle penalmente rilevanti . Primaonline, 23 settembre 2015
Intercettazioni e non solo. Al termine di una tumultuosa giornata di confronto parlamentare, il 22 settembre scorso,la Camera ha approvato, con 278 voti favorevoli e 156 contrari, la riforma del processo penale.
FNSI, Intercettazioni, il segretario Lorusso invita al dialogo: “Meglio rinunciare alla scorciatoia della legge delega”
In attesa del passaggio al Senato, l’attenzione si accentra sul capitolo più spinoso, quello che riguarda la pubblicazione delle intercettazioni sui giornali (regolamentazione rinviata a una legge delega che verrà), ma intanto sono diverse le novità introdotte dal ddl del governo. Si va dalla estinzione del reato quando l’imputato ripara interamente in danno, formula valida però solo per i reati a querela, all’ampliamento dei diritti della parte offesa, che avrà diritto di conoscere lo stato di un procedimento sei mesi dopo la sua denuncia. Crescono le pene per il per furto in abitazione (sarà da 3 a 6 anni), per furto aggravato (da 2 a 6 anni), rapina (da 4 a 10 anni). Aumentano anche le pene per il voto di scambio politico-mafioso, che dagli attuali 4-10 anni passerà a 6-12.
“La delega al governo sulle intercettazioni rappresenta una minaccia per il diritto di cronaca” - afferma Raffaele Lorusso, segretario generale della FNSI. “Nel prendere atto della volontà di non limitare la libertà di stampa e il diritto di cronaca, annunciata dall’onorevole Walter Verini dice Lorusso - è auspicabile che vengano adottati atti consequenziali. Non si Raffaele Lorusso tratta di invocare l’impunità e neanche di giustificare eventuali abusi, ma di prendere atto che la rilevanza pubblica di una notizia prescinde dalla rilevanza penale della stessa”.
Sulla riforma delle intercettazioni – non dello strumento in sé, ma della possibilità di pubblicarle sui giornali – il dibattito parlamentare si è arroventato con i grillini a gridare a una nuova legge-bavaglio e tutti gli altri a negare che qualche nuovo limite alla pubblicabilità sia un provvedimento così estremo.
*******
Nella legge, comunque, si stabilisce solo una delega al governo. I contenuti verranno in seguito. Unica Andrea Orlando certezza, è caduta l’ipotesi di una udienza di «selezione» per discernere tra intercettazioni penalmente rilevanti e non. Resta una procedura di selezione che dovrà tenere conto del principio del contraddittorio. «Nessuna delega in bianco», ha tenuto a precisare il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. «Nessun bavaglio all’informazione né tantomeno ostacoli alle indagini». Notiziario USPI n° 10/2015
———
Posizione dominante, Google risponde a muso duro all’Ue: Accuse infondate (Sole24ore.it) Mettetevi comodi, perché la telenovela che vede contrapposti Commissione Europea e Google è ancora lunga. Chi si aspettava un mea culpa da parte del colosso di Mountain View, circa le accuse arrivate da Bruxelles ad aprile scorso relative a ipotetiche azioni anticoncorrenziali, è rimasto deluso. Google non solo non accetta i rimproveri formulati dall’Antitrust Ue, ma attacca. E lo ha fatto con un post sul suo blog ufficiale, a firma di Kent Walker (Senior Vice President & General Counsel Google) dal titolo abbastanza chiaro: «Migliorare la qualità non è anti-concorrenziale». «Accuse infondate» «Google si è sempre impegnata per migliorare i propri servizi, creando nuovi modi per fornire risposte migliori e mostrare annunci più utili» è scritto nel post ufficiale, nel quale Google dichiara di aver preso «seriamente le questioni sollevate nella
comunicazione degli addebiti della Commissione Europea, secondo cui le nostre innovazioni sarebbero anticoncorrenziali». Ma allo stesso tempo ritiene «che tali affermazioni non siano corrette».
Ken Walker (foto: Pianetacellulare)
Secondo Google, le accuse della Commissione Europea sostengono che «mostrando gli annunci a pagamento dei commercianti, Google devii il traffico da altri servizi di shopping comparativo. Ma la comunicazione non supporta tale affermazione, non tiene in considerazione i significativi vantaggi per consumatori e inserzionisti e non indica una chiara base giuridica per collegare tali affermazioni alla soluzione proposta». «La nostra risposta – è scritto nel post a firma di Ken Walker – fornisce prove e dati che dimostrano l’infondatezza delle questioni sollevate nella comunicazione. Abbiamo utilizzato analisi di traffico per replicare alle affermazioni secondo cui i nostri annunci e i nostri risultati organici specializzati avrebbero leso la concorrenza impedendo agli aggregatori di shopping di arrivare ai consumatori. Nella nostra risposta – ribadiscono da Google – dimostriamo che la comunicazione non è corretta perché non considera l’impatto di servizi di shopping online come Amazon ed eBay, che si sono ritagliati una fetta di traffico molto più grossa rispetto agli annunci di Google Shopping». La difesa di Mountain View, insomma, è chiara: «Google Shopping non è anticoncorrenziale. Al contrario, mostrare annunci basandosi sui dati strutturati forniti dai commercianti migliora chiaramente la qualità degli annunci e rende più semplice per i consumatori trovare ciò che stanno cercando». E ancora: «I dati degli utenti e degli inserzionisti confermano l’apprezzamento per questi formati. Non si tratta di “favorire”, ma di dare ai nostri clienti e inserzionisti ciò che trovano più utile». La soluzione individuata dall’Ue, invece, viene bocciata senza appello, perché «danneggerebbe la qualità e la pertinenza dei nostri risultati». «Il nostro motore di ricerca – è scritto – è progettato per fornire i risultati più pertinenti e gli annunci più utili per ogni query». Come reagiranno, adesso, da Bruxelles? Difficile dirlo. Ma pensare a una mediazione, visti i presupposti, sembra impossibile. (Sole24ore.it) 13
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 14
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE
Circolare n. 6 del 9/09/2015 Oggetto: • Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2015; • Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. 1. Gestione Separata INPGI - Versamento contributi minimi 2015 (Si ricorda) che il 30 settembre (è scaduto) il termine previsto per il pagamento dei contributi minimi per l’anno 2015. Si ricorda che sono tenuti al versamento del contributo minimo annuale tutti i giornalisti iscritti alla Gestione separata che nel corso dell’anno 2015 abbiano svolto attività giornalistica in forma autonoma. In base a quanto disposto dall’art. 3 del vigente Regolamento della Gestione separata INPGI, per i giornalisti con un’anzianità di iscrizione all’Ordine professionale fino a cinque anni, il contributo minimo è ridotto al 50%. A tal fine, l’anzianità deve essere valutata alla data del 30 settembre 2015, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale (elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti). Per l’anno 2015 potranno, quindi, versare il contributo minimo in misura ridotta gli assicurati che risultino iscritti all’Ordine dei giornalisti con decorrenza successiva al 30 settembre 2010. Si ricorda, inoltre, che l’art. 18, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito in legge n. 111/2011) prevede che, per gli iscritti che risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto, la contribuzione dovuta sia fissata ad una aliquota non inferiore al 50% di quella ordinaria. Di conseguenza, per i giornalisti che alla data del 30 settembre 2015 risultino già
TIPO CONTRIBUTO
pensionati il contributo soggettivo minimo dovuto sarà pari al 50% di quello ordinario. Si precisa che l’eventuale titolarità di trattamenti pensionistici a favore dei superstiti (pensioni di reversibilità e/o indiretta) e gli assegni previsti a favore dei ciechi e degli invalidi civili non danno luogo alla riduzione del contributo minimo. Gli importi dovuti per l’anno 2015 - tenuto conto della variazione dei prezzi al consumo (indice FOI) accertata per l’anno 2014 dall’Istat, pari allo 0,2% - sono i seguenti: VEDI TABELLA NOTA (*) Il Comitato Amministratore della Gestione separata con delibera n. 4 del 6/05/2015, in ottemperanza al dettato normativo delineato dall’art. 83 del Decreto legislativo 26/03/2001, n. 151, al fine di garantire l’equilibrio della gestione di maternità, ha fissato la misura del relativo contributo annuale in 40,00 euro. Tuttavia, la predetta delibera è tuttora al vaglio dei Ministeri vigilanti per la prescritta approvazione di legge. Di conseguenza, nelle more dell’approvazione ministeriale, il contributo di maternità di 20,00 euro sopra indicato deve intendersi versato a titolo provvisorio, salvo conguaglio. Il pagamento dei predetti contributi dovrà essere eseguito con il Modello F24/Accise, reperibile sul sito dell’INPGI ed in quello dell’Agenzia delle Entrate (nella sezione modelli di versamento), che dovrà essere compilato indicando, quale contribuente, i dati anagrafici ed il codice fiscale del giornalista interessato (non è ammesso il versamento da parte di soggetti diversi) ed utilizzando i seguenti codici: Ente = P Provincia = (lasciare vuoto) Codice tributo = G001 Codice identificativo = 22222 Mese = 01
Contributo minimo ordinario
Anno di riferimento = 2015. Qualora il giornalista non si trovasse nelle condizioni di poter utilizzare la predetta forma di pagamento potrà effettuare il versamento mediate bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI, acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. In questo caso è indispensabile che nella causale del versamento sia indicato “AC 2015 seguito dal numero di posizione ANNNNN (lettera A seguita da 5 cifre) ovvero dal proprio codice fiscale”. Si ricorda che non sono tenuti al versamento del contributo minimo i giornalisti che abbiano svolto l’attività esclusivamente nell’ambito di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. Infatti, per questi ultimi, gli adempimenti contributivi sono interamente a carico del committente. In tal caso, tuttavia, l’interessato deve necessariamente comunicare all’INPGI le modalità con cui svolge la professione (modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/692). Si evidenzia, inoltre, che i giornalisti iscritti alla Gestione separata che - alla data del 30/09/2015 - non abbiano svolto alcuna forma di attività giornalistica autonoma e che entro la fine del 2015 presumono di non svolgere alcuna attività giornalistica, sono esentati (previa comunicazione scritta di cessata attività, modulo: http://www.inpgi.it/?q=node/473) dal versamento del contributo minimo. Si ricorda che, questi ultimi, se interessati ad ottenere la copertura contributiva nell’anno 2015 - pur in assenza di svolgimento di prestazioni professionali - possono eseguire ugualmente il versamento dei contributi minimi. 2. Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore
Contributo minimo ridotto per i giornalisti con meno di 5 anni di anzianità professionale
Contributo minimo ridotto per i giornalisti titolari di trattamento pensionistico diretto
Contributo soggettivo
208,68
104,34
104,34
Contributo integrativo
41,74
20,87
41,74
Contributo di maternità (*)
20,00
20,00
20,00
270,42
145,21
166,08
Totale contributo minimo 2015
14
Notiziario USPI n° 10/2015
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 15
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs. 267/2000 - Adempimenti contributivi. Come noto, l’art. 86, comma 2, del D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni ed il relativo decreto attuativo (DM 25/05/2001, pubblicato nella G.U. 14 giugno 2001, n. 136) prevede che per i lavoratori non dipendenti che rivestono la carica di sindaci, di presidenti di provincia, di presidenti di comunità montane, di unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, di assessori provinciali e di assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, di presidenti dei consigli provinciali, di presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi in cui il comune abbia attuato nei loro confronti un effettivo decentramento di funzioni e di presidenti delle aziende anche consortili fino all’approvazione della riforma in materia di servizi pubblici locali, gli enti locali versano quote forfetarie annuali, da pagare mensilmente, a favore delle forme pensionistiche presso le quali i predetti soggetti erano iscritti o continuano ad essere iscritti alla data di conferimento del mandato. Si precisa che – a seguito del pronunciamento di alcune sezioni regionali della Corte dei conti (per prima quella della Basilicata, seguita poi, da Lombardia, Liguria e Piemonte), nonché del conforme parere reso dal Ministero dell’Interno in data 9/04/2014 (parere n.15900/TU/086 del 9 aprile 2014) – “l’art. 86, secondo comma, TUEL può trovare applicazione solo quando il lavoratore autonomo che ricopre una delle cariche previste dal primo comma si astenga del tutto dall’attività lavorativa; cir-
costanza che il lavoratore autonomo ha l’onere di comprovare rilasciando all’ente locale un’attestazione in cui dichiara la sospensione dell’attività in costanza di espletamento del mandato amministrativo, nonché notificando la medesima dichiarazione all’ente previdenziale”. Di conseguenza, il giornalista che in ragione della carica di Amministratore locale non abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale dovrà provvedere autonomamente ed a proprio carico al versamento della contribuzione dovuta alla Gestione previdenziale separata dell’INPGI. Nei casi in cui, invece, il giornalista per l’espletamento della carica di amministratore abbia sospeso lo svolgimento dell’attività professionale, il versamento della contribuzione minima annuale dovuta alla Gestione separata dell’INPGI, come indicata al precedente punto 1), è posto a carico dell’Amministrazione locale. A tal fine, le Amministrazioni interessate potranno effettuare - entro il 30 settembre 2015 - il versamento delle quote contributive dovute mediante bonifico bancario, sul conto intestato all’INPGI ed acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. Al fine di una corretta imputazione dei versamenti effettuati è indispensabile che nella causale del bonifico siano indicati i seguenti dati del giornalista:“2015 - Nome e Cognome - data di nascita – Dlgs 267/2000”. In ogni caso, al fine di evitare disguidi, si chiede di inviare - anche a mezzo fax
068578264 - una comunicazione di avvenuto versamento, con i dati identificativi del giornalista interessato. Per il versamento del contributo in oggetto, Le Amministrazioni interessate – in alternativa al bonifico bancario - potranno utilizzare anche il Modello F24-EP sul quale dovranno: •nel campo “Sezione” indicare il valore “P” che identifica l’INPGI; •nel campo “Codice tributo/causale” indicare la “G267”; •nel campo “Codice” non indicare nulla; •nel campo “Estremi identificativi” indicare il codice: “22222” •nel campo “Riferimento A” indicare: “0001”; •nel campo “Riferimento B” indicare “2015” •nel campo “Importi a debito versati” indicare l’importo versato. Nel caso in cui per il pagamento sia utilizzato il modello F24-EP è necessario che l’Amministrazione interessata comunichi all’INPGI (Fax 06 8578264) il nominativo del giornalista per il quale si è provveduto al versamento. Si ricorda che i giornalisti per i quali l’Amministrazione locale abbia provveduto al versamento della contribuzione minima ancorché abbiano sospeso l’attività professionale - sono, comunque, tenuti all’invio della comunicazione reddituale all’INPGI, da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio di ogni anno, ed al pagamento - entro i termini previsti - delle contribuzioni a saldo, connesse all’eventuale reddito professionale conseguito in periodi dell’anno diversi da quelli oggetto di sospensione dell’attività.
IL N° 1 NELLA RASSEGNA DA STAMPA E SITI WEB L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. è il leader italiano nell’industria del media monitoring ed è tra i più importanti operatori europei. Da oltre 100 anni il nostro Gruppo è il partner naturale per chi opera nella comunicazione e nel marketing, in qualsiasi struttura pubblica o privata, e abbia l’esigenza di monitorare l’immagine della propria organizzazione e dei competitor sui media tradizionali e digitali.
RASSEGNE RADIO E TV, CON UN CLICK IL SOCIAL MEDIA MONITORING SU MISURA
ECO STAMPA by L’ECO DELLA STAMPA
ECO VIDEO by L’ECO DELLA STAMPA
ECO SMM SOCIAL MEDIA MONITORING by L’ECO DELLA STAMPA
L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. www.ecostampa.it Tel 02 748113.1 Fax 02 748113.444 info@ecostampa.it
Notiziario USPI n° 10/2015
MEDIA ANALYSIS, PER CAPIRE E PER FARE
ECO ANALYSIS by L’ECO DELLA STAMPA
15
ottobre_nuovo notiziario.qxd 15/10/2015 11:01 Pagina 16
I VERI AMICI RESTANO… A dieci anni dalla scomparsa, ricordiamo gli amici che ci hanno lasciato, con le condoglianze pubblicate sul Notiziario di ottobre 2005. Perché i veri amici restano. DON FORNARA CI HA LASCIATO Il 9 agosto u.s., per un improvviso malore, è venuto a mancare don Bartolo Fornara, direttore responsabile di nove settimanali cattolici piemontesi ed amministratore delegato dell’editrice “Stampa diocesana novarese”. Don Bartolo, 71 anni, era stato ordinato prete nel 1957 e dal ‘68 al ‘71 fu parroco di Matesco. Nel 1972 era tornato a Borgomanero ove era stato nominato direttore de “L’Informatore” e amministratore della stampa diocesana. A lui si deve l’unificazione di tutte le testate della diocesi che rispecchiano realtà territoriali diverse che vanno dalle risaie della bassa novarese alle montagne della Val d’Ossola. Questa unificazione fu architettata da Don Fornara che oltre ad essere giornalista ed editore di grande intelligenza creativa, come Consigliere nazionale dell’USPI, fu sempre vicino alla Segreteria generale e alle sue politiche categoriali. Con la dolorosa perdita viene meno un grande campione della Stampa periodica italiana. All’editrice “Stampa diocesana novarese” giungano i fervidi sentimenti di partecipazione e cordoglio
NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
dell’USPI. ADDIO ALL’AVV. BONOMO VICE PRESIDENTE DELL’USPI Un altro triste lutto ha colpito il vertice dell’USPI con la morte del Vice Presidente, Aldo Bonomo, Consigliere nazionale dell’Unione dal 2000, confermato nel 2001 ed eletto Vice Presidente nel 2004. Protagonista delle battaglie per la liberalizzazione dell’etere e per l’affermazione della tv commerciale in Italia, l’avv. Bonomo è stato l’uomo che ha “inventato” il diritto di trasmissione televisiva. Nel luglio ‘96 diventa Presidente della Fininvest. La sua eccezionale esperienza del diritto delle comunicazioni lo porta, cinque anni or sono, a seguire – pur tra i suoi mille impegni - con generosità e simpatia le politiche dell’USPI, assicurando alla Segreteria Generale le sue consulenze preziose. Anche recentemente importante è stata la sua sapienza editoriale favorevole all’adesione dell’USPI al contratto FIEG per la distribuzione in rete. Ai familiari e alla presidenza Fininvest giunga il cordoglio grato e commosso dell’USPI che trovò nel Vice
Presidente Bonomo un amico autorevole e un giurista insostituibile. LA SCOMPARSA DI GIANMARIO SIBONI L’improvvisa ed imprevedibile scomparsa di Gianmario Siboni, a soli 49 anni, addolora profondamente i molti soci dell’USPI che lo conobbero e gli vollero bene. Così il Segretario Generale Vetere ha dato la triste notizia ai Consiglieri Nazionali: «Cari amici, è con profondo rammarico che sono costretto a comunicarVi la scomparsa di Gianmario Siboni, consigliere nazionale e componente della Giunta Esecutiva. L’amico Gianmario era stato colto da un attacco cardiaco in settembre, al ritorno dallo Stage di Urbino, al quale aveva dato il solito fondamentale contributo. Gianmario lascia la moglie e due giovani figli. Era un editore pieno di idee che da poco aveva creato un quindicinale locale, “Il Ponentino”, di grande successo. Durante lo Stage di Urbino gli avevo fatto molti e sentiti complimenti per la dedizione all’USPI e per il senso di appartenenza e di servizio che aveva sempre dimostrato. Gentile e generoso, era un esempio, senza volerlo essere mai. In questo momento mi conforta pensare che abbia saputo della stima e dell’affetto che l’USPI provava per lui»,
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
E’ STATA
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 10 ottobre 2015 è stato stampato il 14 ottobre 2015
16
Notiziario USPI n° 10/2015