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Edizione N. 10 - Ottobre

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L’AGCOM e il diritto d’autore su internet, pagina 9 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 13

neretto A volte basta poco Distribuzione e contributi i nodi più intricati

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al 5 ottobre l’editoria è in fermento, ma non si tratta, per una volta, di problemi legati alle note vicende che tanto ci affliggono, quotidianamente, sui giornali. Si tratta, invece, di una decisa iniziativa del sottosegretario Bonaiuti finalizzata alla riforma dell’intero settore. Non sembra una grandissima novità, diranno gli operatori più esperti, perché più volte nel corso degli ultimi decenni sono stati varati tavoli di vario tipo con lo stesso obbiettivo. La novità, in questo caso, è che la riforma non solo viene definita necessaria ma anche urgente. La prima riunione è stata seguita da una seconda plenaria, nella quale sono stati composti alcuni tavoli separati sui vari argomenti. Nella settimana dal 17 al 21 ottobre le prime riunioni di tutte le commissioni. Si tratta di uno sforzo notevole per le associazioni di settore e per il dipartimento editoria su questioni che, in molti casi, sono insolute da molti anni e sulle quali sarà estremamente difficile trovare sollecitamente degli accordi. Leggerete nel notiziario i punti principali del progetto di riforma e i contributi dell’USPI ma possiamo fin da ora prevedere che i nodi più resistenti riguarderanno la distribuzione e la tematica dei contributi diretti.

L’iniziativa del Sottosegretario con delega all’editoria e del Capo del DIE

BONAIUTI – GRANDE E I 10 PUNTI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA In una lunga ed affollata riunione il Sottosegretario Bonaiuti e il Capo Dipartimento Elisa Grande hanno colloquiato con le parti sociali del settore L’ANTEFATTO Il 13 luglio scorso, durante l’Audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati (vedi Notiziario USPI n. 9 settembre 2011), avente ad oggetto la riforma delle leggi sull’editoria, la riforma dell’Ordine dei Giornalisti e l’equo compenso nel lavoro giornalistico autonomo, il Sottosegretario Paolo Bonaiuti presentò una lista di dieci possibili punti di discussione su cui poter intervenire per la riforma del settore. In quell’Audizione, i punti furono appena accennati, e il Sottosegretario si riservò di approfondire gli aspetti, chiedendo collaborazione e suggerimenti al Parlamento ed alle parti sociali. Ripercorriamo, brevemente, gli argomenti evidenziati nel discorso di Bonaiuti, riportando (sotto il titolo dell’argomento), in corsivo, le parole testuali del Sottosegretario:

1) Ripensamento del sistema distributivo e dell’aliquota IVA per i prodotti non editoriali che vengono venduti nelle edicole. “Innanzitutto, occorre ripensare al funzionamento del sistema distributivo; bisogna, infatti, evitare che prodotti senza alcun contenuto editoriale, sempliceCi troviamo a vivere un periodo storico drammati5 2 mente in quanto registrati come prodotti co per le finanze dello Stato, per le

“Come la circolazione del denaro è avvantaggiosa perché accresce il numero delle azioni degli uomini sulle cose, così la circolazione dei fogli periodici aumenta il numero delle azioni della mente umana, dalle quali dipende la perfezione delle idee e de’ costumi. Se le cose scritte possono cangiare le direzioni del costume, ciò devesi sperare da’ fogli periodici”. Cesare Beccaria Il Caffè (1764 - 1766)

Ultim’ora LE TARIFFE POSTALI ROC ANCHE PER IL NO-PROFIT Trovato l’Accordo Poste-USPI e mondo no-profit con la mediazione del Dipartimento Editoria. Serve, però, una modifica legislativa. Nella riunione di martedì 18 scorso del “Tavolo tecnico” per la soluzione delle tariffe postali delle Onlus, è stato trovato l’Accordo tra Poste, Dipartimento, USPI e rappresentanti delle maggiori Onlus per permettere di applicare la Tariffa ROC anche alle spedizioni dei periodici del no-profit senza le limitazioni previste dalla legge (titolo oneroso e 50% di abbonamenti pagati), penalizzanti per tutte le associa8

IL DOCUMENTO USPI PRESENTATO AL TAVOLO TECNICO PER L’EDITORIA Come illustrato nell’articolo di apertura di questo Notiziario (vedi sopra), nella seduta di insediamento del Tavolo tecnico per gli interventi nel settore editoriale, il Sottosegretario Bonaiuti ha chiesto alle Associazioni di categoria di presentare un primo documento di discussione sui punti che il Sottosegretario ha posto all’attenzione degli operatori del settore e suscettibili di variazione e miglioramenti. Questo che segue è il documento presentato dall’USPI: OGGETTO: TAVOLO PER GLI INTERVENTI

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 47° - MENSILE - 11 NUMERI - 10 ottobre 2011 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma

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A volte basta poco 1

aziende e per i cittadini. Non c’è da aspettarsi nulla di positivo riguardo ai contributi per l’editoria, anche perché veramente i soldi non ci sono. Tuttavia, pur in un momento come questo, alcuni interventi utili per tutti possono essere messi in atto senza esborso di denaro, ma solo con uno sforzo di intelligenza costruttiva. Prendiamo ad esempio la vicenda incredibile delle tariffe postali per le onlus, resa più complicata da interventi legislativi ispirati a buoni principi ma rimasti lettera morta per la mancanza di fondi. In una delle riunioni tenute a Palazzo Chigi, l’USPI ha rappresentato nuovamente la possibilità di risolvere provvisoriamente il problema con una norma di una riga, destinata a parificare il trattamento postale delle onlus a quello dei giornali commerciali. Una riga, non serve di più. Eppure questo problema ce lo siamo trascinato per più di un anno mentre Poste Italiane, su pressanti richieste dell’USPI, continuava a proporre tariffe “sperimentali” per abbassare le tariffe e salvaguardare il più possibile i volumi di spedizioni. Basta poco, serve soltanto ragionare e avere la concreta volontà di dare risposte soprattutto all’editoria debole. Su tante altre questioni sarà possibile trovare soluzioni senza chiedere il sostegno pubblico. Viene da pensare alla definizione più opportuna di prodotto editoriale, alla vicenda delle rassegne stampa, aggravata da un comportamento non sempre impeccabile anche dei siti delle pubbliche amministrazioni, all’incentivazione dei prodotti editoriali on-line.., ma la lista sarà destinata ad allungarsi nel corso dei lavori dei tavoli. I nodi veri saranno, come scrivevamo, la distribuzione e la vendita dei prodotti editoriali e i contributi diretti. Nel corso degli anni, ogni intervento sulla distribuzione ha avuto scarsa fortuna per l’impossibilità delle parti interessate di trovare un accordo anche marginale. Troppi interessi configgenti in gioco per pensare che questo tentativo possa avere miglior sorte. Ci proveremo, senza dubbio. Sui contributi diretti il problema riguarda la ristrettezza dei fondi e il venir meno del diritto soggettivo delle testate ad ottenere l’intero contributo. Il tentativo di restringere l’ambito degli aventi diritto introducendo criteri più stringenti (occupazione e copie vendute) potrà rivelarsi perfino inutile, trovando un settore decimato dalla 2

crisi e dalla scarsità del fondo. Non è sbagliato premiare i giornali seri e non è sbagliato allontanare i finti giornali, per carità. Si tratta di non arrivare indirettamente a premiare i giornali più grandi e strutturati e a colpire i più piccoli, incapaci per definizione di sostenere costi elevati di produzione. L’USPI ha recentemente firmato un accordo sul lavoro dipendente con la FNSI per ridurre i costi del lavoro giornalistico per i periodici locali e no profit, proprio perché i costi erano storicamente troppo elevati per le possibilità della piccola editoria. Facciamo il possibile, nella speranza che serva e che basti. Il problema sarà come utilizzare, da ora in poi, le scarse risorse a disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Qualcuno propone di farla finita con i contributi diretti e finalizzare tutto al sostegno delle imprese. E’ un’opinione come le altre che, però, ha il difetto di non nominare mai il settore che più di tutti dovrebbe essere sostenuto: la piccola impresa. Noi crediamo che sia necessario superare questo periodo nero mantenendo ferma, o perfezionando, la normativa sull’intervento pubblico, nell’attesa di tempi migliori. Non sarà utile né necessario stravolgere l’impianto ordinamentale, basterà trovare qualche piccolo accorgimento per selezionare gli aventi diritto. Le risorse saranno scarse, è vero, ma il sistema resterà in vigore. Ne riparleremo, dopo aver provato a convincere il governo che basterebbe veramente poco a promuovere una riforma utile.

CARMELO GAROFALO 70 ANNI DI GIORNALISMO Il 19 ottobre scorso, nell’auditorium della “Gazzetta del Sud”, a Messina, l’Associazione Stampa Siciliana ha conferito al Prof. Carmelo Garofalo un riconoscimento alla carriera per i suoi 70 anni di iscrizione all’Ordine dei giornalisti professionisti. Il Prof. Garofalo, da anni Vice Presidente della nostra Unione, ha iniziato l’attività giornalistica a soli 12 anni, come cronista sportivo alla “Gazzetta di Messina”. Nel 1941 diventa giornalista professionista, ottenendo rapidamente la carica di Vice Direttore dei quotidiani “Il Giornale dell’Isola e “L’Eco del Mattino”. Oggi è editore e direttore de “L’Eco del Sud” e dell’emittente TV “Telenews”. In occasione di questo felice evento, il Segretario Generale dell’USPI,Vetere, ha inviato all’amico Garofalo il seguente messaggio augurale:

in questo numero Bonaiuti-Grande e i 10 punti per il rilancio dell’editoria (pagine 1, 5, 6) A volte basta poco (pagine 1, 2) Il documento USPI presentato al Tavolo Tecnico (pagine 1, 6, 7, 8) Le Tariffe postali ROC anche per il no-profit (pagine 1, 8) Carmelo Garofalo, 70 anni di giornalismo (pagina 2) Le quote associative USPI, anno 2012 (pagina 3) Quale futuro per il pluralismo dell’informazione? (pagina 8) L’AGCOM e la tutela del diritto d’autore su internet (pagine 9, 10, 11, 12, 13) P. Antonio Spataro nuovo direttore de “La Civiltà Cattolica” (pagina 9) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 13) Protocollo d’intesa tra AGCOM Dipartimento (pagina 14) Biblioteca USPI (pagina 15)

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Periodici associati USPI – 437° elenco (pagina 16)

«Carissimo Prof. Garofalo, apprendiamo con gioia l’assegnazione del riconoscimento alla carriera conf e r i t o dall’Associazione siciliana della Stampa, per la tua ininterrotta attività di giornalista e per i 70 anni di iscrizione all’ordine dei giornalisti professionisti. Da molti anni, con la tua professionalità e la tua contagiosa esuberanza, sei anche Vice Presidente e Consigliere Nazionale della nostra Unione. In questa importante circostanza, gli Amici dell’USPI si congratulano con te per questo riconoscimento alla carriera di giornalista, insieme alla quale vogliamo ricordare anche la tua carriera di direttore ed editore. Augurandoti ancora mille altre future soddisfazioni, ti salutiamo con affetto». Notiziario USPI n° 10/2011


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Le quote associative usPi

per l’anno 2012 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2012 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.

Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2012 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:

Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)

da da da da da

€ € € € €

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie

€

100,00

- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

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170,00

€ €

210,00 320,00

Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI

Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.

PER FACILITARE IL VERSAMENTO DELLE qUOTE IN qUESTO NUMERO E’ INSERITO UN MODULO DI C.C.P.


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PROROGATA LA CONVENzIONE TRA USPI E CISCO VAR GROUP USPI e CISCO/VAR GROUP hanno ritenuto utile rinnovare la "Convenzione" già stipulata fra le parti, in data 27 giugno 2011, la scadenza viene così prorogata al 31 dicembre 2011 confermando tutte le condizioni in precedenza concordate. Ciò permetterà di offrire ancora agli associati USPI, a condizioni economiche vantaggiose, soluzioni professionali per una connettività wireless di qualità e per l'utilizzo di un tablet. Apparati per la copertura WiFi di ambienti ufficio e/o magazzino, offerti a condizioni riservate per i Soci USPI, così suddivisi: 1) Pacchetto BASE per la copertura WiFi di un ambiente di lavoro; 2) Pacchetto AVANzATO per la copertura WiFi di un ambiente di lavoro eterogeneo; 3) Pacchetto PREMIUM per la copertura WiFi di un ambiente di lavoro eterogeneo o strutturato in modo complesso. Nell'offerta sono compresi anche un Tablet ed opzioni di Finanziamento Cisco Capital a tasso 0%.

30 giugno 2011

La fruizione dei contenuti online sta radicalmente cambiando lo scenario dell’editoria spinto anche dalla diffusione di nuovi dispositivi mobili dei lettori e dalla sempre maggiore disponibilità di accessi wireless aziendali e pubblici. E la tua Azienda è pronta a cogliere queste opportunità?

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Notiziario USPI n° 10/2011


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BONAIUTI – GRANDE E I 10 PUNTI PER IL RILANCIO DELL’EDITORIA 1

editoriali, arrivino nelle edicole e possano usufruire delle tutele stabilite dalla parità di trattamento, come ha rilevato di recente anche l’antitrust. Questo è un grosso problema”. 2) Informatizzazione del sistema distributivo e della vendita (codice a barre). “Occorre, poi, provvedere all’informatizzazione del sistema distributivo. A questo proposito abbiamo fatto uno studio sul sistema a barre, che ci potrebbe costare sui 15-20 milioni. Ciò nonostante, l’avrei fatto immediatamente, solo che attualmente mancano i fondi. È chiaro, però, che il sistema a barre ci permette una chiarezza e un’obiettività finora sconosciute”. 3) Revisione delle modalità commerciali di remunerazione per i vari soggetti addetti alla vendita. “Un altro punto riguarda la revisione delle modalità commerciali di remunerazione per i vari soggetti addetti alla vendita. Anche questo aspetto è stato segnalato dall’antitrust”. 4) Intervento normativo per tutelare il diritto d’autore nell’era multimediale. “Occorre, inoltre, un intervento normativo che tuteli il diritto d’autore, anche se sappiamo che nell’era multimediale credo sia difficilissimo porre un freno alla rete, semmai fosse utile, perché essa è l’espressione stessa di libertà e della forza tumultuosa della società civile”. 5) Riforma dei criteri per le convenzioni con le agenzie di stampa in base anche alle esigenze degli uffici statali e con un occhio al fatturato e ai numeri occupazionali delle agenzie. “Bisogna, ancora, prevedere la riforma dei criteri per la stipulazione delle convenzioni con le agenzie di stampa. Infatti - scusate se è una mia fissazione - i parametri devono essere riferiti all’occupazione. In altri termini, il parametro numero uno è che chi occupa il numero maggiore di giornalisti con un contratto regolare ha diritto a chiedere di più; viceversa, chi ricorre al lavoro nero, ha diritto a chiedere di meno, anzi non ha nessun diritto. Quindi, i parametri devono essere riferiti all’occupazione, ai fabbisogni dichiarati dalle amministrazioni pubbliche, alla dimensione organizzativa e al fatturato concreto, magari anche verificato”. 6) Recepire il principio comunitario in Notiziario USPI n° 10/2011

materia della liberalizzazione delle tariffe postali che fissano tetti massimi. “Occorrerebbe, inoltre, recepire il principio comunitario in materia di liberalizzazione delle tariffe postali agevolate, che prevede la possibilità di fissare delle tariffe massime in campi particolari come quello dell’informazione”. 7) Riforma dei contributi all’editoria (legge 250 del 90) con riduzione della platea dei soggetti destinatari e introduzione di parametri che leghino gli aiuti ai livelli occupazionali effettivi salvaguardando, con una formula da stabilire, i giornali politici. Per gli altri giornali e per le cooperative il contributo sarà legato al numero delle copie vedute. “Bisognerebbe operare una riforma dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, in cui si preveda la riduzione della platea dei soggetti beneficiari e destinatari di contributi perché parametrati ai costi come diritti soggettivi e ai livelli occupazionali effettivi. Per questo - se mi perdonate - do il mio appoggio entusiasta alla questione dei precari. Del resto, finché non mettiamo ordine in una giungla di quel tipo e non salviamo l’occupazione, non adempiamo a uno dei compiti assegnatici dai nostri cittadini, che debbono essere il nostro riferimento continuo. Non possiamo pensare… di vedere persone che fanno un’intera pagina in una zona che, se cadono durante una situazione concitata, vanno all’ospedale a spese loro, senza nessun contributo previdenziale. Dobbiamo intervenire per tutelarli, anche perché - ripeto - si tratta perlopiù di donne e giovani. Per tutte le altre categorie e cooperative, dobbiamo mettere la previsione, forse, - ne possiamo parlare - di un contributo a copia venduta”. 8) Reintroduzione del credito agevolato. “Se ritenete opportuno, si può parlare anche del credito agevolato, finalizzandolo all’innovazione. È certo, però, che questo richiede tempi di ripresa, al di là della crisi economica”. 9) Studio di alcune forme di incentivo per i giornali on line. “Si potrebbe, poi, pensare all’introduzione di forme di incentivo per i giornali visibili da tutti on line, legando, però, anche questa misura ai parametri di occupazione. Si potrebbero, cioè, porre due principi - quello dell’occupazione e quello dell’effettiva visibilità delle testate e del numero di copie

vendute, se si tratta di cartaceo, o di visibilità e di accesso ai siti, se si tratta di rete come parametri fondamentali per la riforma”. 10) Individuazione di criteri per l’accesso alla pubblicità istituzionale. “L’ultimo punto riguarda i criteri per consentire un accesso più facile anche alla pubblicità istituzionale. Finora abbiamo posto solo limiti a questo, sempre nell’intento di salvaguardare l’occupazione, anche da parte di quei giornali e radio non certificati dall’ADS (Accertamenti diffusione stampa). Anche questo non è un problema da poco. Peraltro, anche stando sull’altra sponda del fiume - al Governo - rispetto alla Camera, non ci possiamo non porre questi problemi”. LA RIUNIONE PLENARIA Il 5 ottobre scorso, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, il Sottosegretario Paolo Bonaiuti e il Capo del Dipartimento Elisa Grande hanno convocato la prima riunione del “Tavolo Tecnico per l’editoria”, invitando all’incontro i rappresentanti degli editori, dei distributori, degli edicolanti, dei giornalisti, delle cooperative e del commercio. In tale occasione sono stati ufficialmente presentati i 10 punti di discussione per la riforma delle leggi sull’editoria, con la sottolineata e reiterata premessa che i Fondi a disposizione sono molti, molto esigui. ECCO I 10 PUNTI: 1) Ripensamento delle regole di funzionamento del sistema distributivo. Bisogna evitare, infatti, che prodotti senza alcun contenuto editoriale, semplicemente in quanto registrati come prodotti editoriali, possano usufruire delle tutele stabilite dalla parità di trattamento. 2) Informatizzazione del sistema distributivo e di vendita della carta stampata. 3) Revisione delle modalità commerciali di remunerazione per i vari soggetti addetti alla vendita. 4) Intervento normativo volto a tutelare più efficacemente il diritto d’autore nell’era multimediale. 5) Riforma dei criteri per la stipula delle convenzioni con le agenzie di stampa, prevedendo parametri fissati per legge riferiti all’occupazione, ai fabbisogni dichiarati dalle amministrazioni, alla dimensione organizzativa e al fatturato. 6) Recepimento del principio comunitario in materia di liberalizzazione 6 5


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I 10 PUNTI 5

IL DOCUMENTO USPI PRESENTATO AL TAVOLO TECNICO PER L’EDITORIA

delle tariffe postali agevolate che prevede la possibilità di fissare delle tariffe NEL SETTORE EDITORIALE massime in particolari campi, come quello 1 Gentile dr.ssa, dell’informazione. a seguito della Sua richiesta, inviamo le Estensione della norma che ha consentito prime proposte USPI per la riforma del setl’accordo poste-editori anche alle onlus, in tore editoriale, seguendo i 10 punti evidenmodo da consentire l’individuazione di ziati dal Sottosegretario On. Bonaiuti: tariffe sostenibili anche per le pubblicazioni delle onlus. 7) Riforma dei contributi di cui alla legge n. 1) PRODOTTI SENZA ALCUN CON250 del 1990, prevedendo contributi paraTENUTO EDITORIALE NEL SISTEmetrati agli effettivi livelli occupazionali ed MA DISTRIBUTIVO alle copie effettivamente vendute. A nostro avviso, non è semplice trovare 8) Reintroduzione del credito agevolato soluzioni a questo problema, per tutta una finalizzato all’innovazione con una sempliserie di motivi. ficazione delle procedure di concessione. Il primo è che il Registro Stampa del 9) Previsione di forme di incentivo per i Tribunale Civile, dove si registra la testata, giornali accessibili a tutti on-line, parameed il ROC, dove si registra l’editore, effettrate al livello occupazionale. tuano tale registrazione in via preventiva, 10) Individuazione di criteri per consentire altrimenti l’editore potrebbe essere accusaun più facile accesso alla pubblicità istituzioto di stampa clandestina. nale, anche da parte dei giornali e delle radio Pertanto nessuna delle due istituzioni ha la che non sono certificati ads o audiradio. benché minima possibilità di verificare la forma ed il contenuto della “Testata” che va Questo incontro, durato 4 ore, è stato un ad inserire nei propri registri. primo passo di conoscenza del Governo Si avverte, pertanto, l’urgenza di una defidelle problematiche del settore ed ogni nizione di “prodotto editoriale”, più specifiAssociazione di categoria ha evidenziato i ca e stringente di quella di cui all’articolo 1 punti critici maggiormente avvertiti. della Legge 62/2001. Il Segretario Generale dell’USPI, Vetere, ha Ai fini, poi, del pagamento corretto sottolineato principalmente due esigenze: dell’IVA sulla cessione dei prodotti editola necessità che il Governo abbia un contatriali, sarebbe compito del Ministero to quotidiano con il settore e il problema dell’Economia proporre eventualmente una del finanziamento dei contributi diretti. specifica (o modifica) del concetto di “supAnche nel settore postale, al di là delle porti integrativi e altri beni funzionalmente tariffe applicate (su cui si dovrebbe aprire connessi” al prodotto editoriale (Regime un confronto a parte), Vetere ha evidenziaIVA editoria *vedi allegato). E’ chiarissimo to la necessità di favorire la crescita dei anche che la vendita di “giocattoli” o altro competitori postali, in modo da incentivare accompagnati da un prodotto editoriale la concorrenza al di sotto delle tariffe masminimo, unicamente finalizzato a favorirne sime ministeriali. l’accesso nel canale edicole, concreta una Occorre sempre ricordare, ha concluso evidente truffa ai danni dello Stato. Deve Vetere, che il settore editoriale è di diretta essere, evidentemente, compito della competenza costituzionale e spesso si Guardia di Finanza accertare e perseguire dimentica (o si fa finta di farlo) che esiste questi comportamenti. anche un’editoria non commerciale (il noprofit). 3) REMUNERAZIONE DEI SOGGETE’ fondamentale, secondo l’USPI, arrivare TI ADDETTI ALLA VENDITA ad una nuova definizione di “prodotto ediA nostro avviso la soluzione di tale probletoriale” che superi e specifichi quella intromatica deve essere demandata alle parti sotdotta dall’articolo 1 della Legge 62/2001. toscriventi l’ “Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici”, I CONTRIBUTI DELLE ASSOCIAfirmato (e da rinnovare) dalle Associazioni ZIONI DI CATEGORIA di editori, distributori, giornalai. A seguito di questa prima riunione, che breSarebbe, invece, importante introdurre vemente abbiamo qui riassunto, la regole deontologiche di comportamento Presidenza del Consiglio, a breve giro di nella distribuzione e vendita della stampa fax, ha chiesto alle Associazioni intervenuquotidiana e periodica, da parte delle te all’incontro, entro l’arco di due giorni, di Autorità competenti (Parlamento, presentare delle memorie scritte. AGCOM, AGCM). Il documento USPI, necessariamente il primo di una serie dato il tempo concesso, 4) PORRE DEI LIMITI ALLA PUBBLIè pubblicato a pagina 1 di questo Notiziario CAZIONE DELLE RASSEGNE STAM(in basso). 6

PA SUI SITI INTERNET DELLE ISTITUZIONI Al fine di evitare che - seppur involontariamente - le stesse Istituzioni rechino danno agli Editori mettendo a disposizione (in chiaro, sui loro siti internet) gli articoli delle rispettive rassegne stampa, USPI suggerisce la realizzazione di una “circolare” del Dipartimento dell’Informazione e dell’Editoria. La finalità di questa circolare potrebbe essere quella di richiamare l’attenzione delle Istituzioni sull’opportunità di limitare l’accesso di terzi agli articoli di stampa delle proprie rassegne, o eliminando tali contenuti dalle pagine web “pubbliche” oppure consentendo la consultazione con password limitatamente a certe categorie di utenti. La prassi di pubblicare in chiaro sul sito internet di numerose Istituzioni dello Stato la propria rassegna stampa, non danneggia solo le testate a carattere nazionale, ma anche la stampa locale e persino quella specializzata. Infatti – ad imitazione delle principali Istituzioni – sono sempre più numerosi Comuni, Provincie e Aziende Municipalizzate che ritengono normale prassi quella di pubblicare sul proprio sito (ovviamente in chiaro) le rispettive rassegne stampa con articoli dalla stampa locale e (nel caso di rassegne di aziende municipalizzate) anche specializzata. Il contenuto di una eventuale “circolare” del DIE è molto probabile che sarebbe poi gradualmente recepito sia da quelle Istituzioni che non dipendono dal DIE e sia da quelle Istituzioni che per loro natura hanno carattere d’indipendenza (Camera e Senato ad es). Nota. L’introduzione sui siti delle Istituzioni di pagine web contenenti la rassegna stampa è solitamente stata una “idea” delle società che gestivano i loro siti web. La loro eliminazione (o regolazione con password ) non implicherebbe alcun effetto negativo secondario , mentre si cesserebbe finalmente di danneggiare involontariamente gli Editori 6) TARIFFE POSTALI PER LE ORGANIZZAZIONI NO-PROFIT All’articolato che gentilmente avete posto alla nostra attenzione: «Semplificazione nel settore dell’editoria Art. (tariffe postali applicabili alle pubblicazioni delle associazioni ed organizzazioni non lucrative) In considerazione della specificità del settore, a decorrere dal 1° novembre 2011 e fino Notiziario USPI n° 10/2011


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al 31 dicembre 2012, per le spedizioni delle pubblicazioni effettuate dalle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro così come individuate dall’articolo 3 comma 2 del decreto legge 24 dicembre 2033, n. 353, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46 non si applica l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, e le tariffe massime applicabili sono determinate, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto». Suggeriamo le seguenti modifiche (evidenziate in neretto sottolineato): «Semplificazione nel settore dell’editoria Art. (tariffe postali applicabili alle pubblicazioni delle associazioni ed organizzazioni non lucrative) 1. In considerazione della specificità del settore, a decorrere dal 1° novembre 2011 e fino al 31 dicembre 2012, per le spedizioni delle pubblicazioni effettuate dalle associazioni ed organizzazioni senza fini di lucro così come individuate dall’articolo 1 comma 2 del decreto legge 24 dicembre 2033, n. 353, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46 e agli esclusi dall’accesso alle tariffe agevolate a norma di quanto previsto dall’articolo 2, comma undecies, del decreto legge n. 40/2010, convertito in Legge n.73/2010 non si applica l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46, e le tariffe massime applicabili sono determinate, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da adottare entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 2. Le tariffe massime, come previste dal comma precedente, e quelle previste nel decreto interministeriale del 21 ottobre 2010 qualora le associazioni senza fine di lucro accedano alle tariffe ivi determinate, si applicano ai soggetti di cui al comma 1 senza il rispetto dei requisiti Notiziario USPI n° 10/2011

previsti all’articolo 2, lett, b), g) ed h) della legge 27 febbraio 2004, n.46».

zioni di cui all’art. 2 lett. b), g) ed h) della citata legge n. 46/2004».

ILLUSTRAZIONE DELLE MODIFICHE APPORTATE: - Comma 1: A parte la correzione del refuso della citazione dell’articolo 1 (non articolo 3), comma 2, del DL 353/2003, si vuole reintrodurre nella previsione postale del “noprofit” anche quei soggetti, quali le associazioni di categoria, i sindacati, i movimenti politici, gli ordini professionali…, che erano stati esclusi dal DL 40/2010, convertito nella legge 73/2010. E’ una integrazione, a nostro avviso, necessaria perché in mancanza di essa i soggetti editori sopra citati rimarrebbero gli unici a scontare la “Tariffa piena”.

7) CONTRIBUTI L. 250/90: OCCUPAZIONE E COPIE VENDUTE Condividiamo in toto la proposta di paramentare i contributi agli effettivi livelli occupazionali, mentre ci pare fin troppo restrittiva la proposta di paramentare i contributi alle sole copie vendute. Così facendo andremmo a supportare con il sostegno pubblico (che per definizione e destinazione è indirizzato verso i soggetti ritenuti più deboli), una pubblicazione che già conta di un proprio sostegno: quello della vendita. Riteniamo, pertanto, più equo prevedere una proporzione tra copie distribuite e copie vendute.

- Comma 2: Il comma è ritenuto necessario per ribadire e dare forza di legge ad una previsione che, in maniera implicita, è già contenuta nel DL 353/03, conv. in Legge 46/04, all’articolo 2 (“Prodotti editoriali esclusi dalle agevolazioni postali”). Per poterla applicare, Poste Italiane ha però ritenuto necessario un intervento legislativo – interpretativo da parte del Governo o del Parlamento. Con tale comma si conferma che per accedere alle agevolazioni postali, quindi sia alla “tariffa no-profit” sia alla “tariffa ROC” (onlus con pubblicità), le associazioni senza fini di lucro non debbano rispettare i requisiti del titolo oneroso (prezzo per copia e/o abbonamento) e del 50% degli abbonamenti stipulati a titolo oneroso direttamente dai destinatari.

Da ogni tipo di taglio devono essere, comunque, esclusi i soggetti di cui al comma 3, dell’articolo 2, della legge 250/90 e le piccole cooperative di giornalisti che editano testate locali. Tali soggetti, infatti, non reggerebbero ad ulteriori tagli, con effetti tragici anche sotto il profilo dell’occupazione.

PROPOSTA IN SUBORDINE Qualora non si ritenesse doveroso prevedere un decreto ad hoc per le tariffe no-profit, si può prevedere un articolo che consenta alle onlus (e associazioni equiparate) di accedere direttamente alla “tariffa ROC”, con le esenzioni del precedentemente citato comma 2. Ad esempio: «1. Le tariffe postali previste nel decreto interministeriale in data 21 ottobre 2010 sono estese – verificata l’incapienza finanziaria delle somme di cui all’art. 2, comma 2 undecies del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, nella legge 22 maggio 2010, n. 73 – alle testate periodiche edite dai soggetti di cui all’art. 1 comma 2 del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito in legge 27 febbraio 2004, n. 46 e agli esclusi dall’accesso alle tariffe agevolate a norma di quanto previsto dal menzionato art. 2 comma undecies del decreto legge n. 40/2010. 2. Le disposizioni di cui al punto 1 sono previste senza l’applicazione delle condi-

8) REINTRODUZIONE DEL CREDITO AGEVOLATO Si tratta, certamente, di un intento lodevole da perseguire. Sarà importante, a tutela del pluralismo, prevedere una percentuale del fondo riservata ai piccoli e medi editori (come è stato già fatto in passato) per evitare che il credito agevolato sia appannaggio dei soli grandi giornali. Si potrebbe pensare ad un articolato di tale forma: “Il 10 per cento del Fondo è destinato agli editori che, nell’anno precedente la richiesta del credito, abbiano avuto un fatturato inferiore ai 3 milioni di euro”. 9) PREVISIONE DI FORME DI INCENTIVO PER I GIORNALI ACCESSIBILI A TUTTI ON-LINE PARAMETRATE AL LIVELLO OCCUPAZIONALE Piuttosto che prevedere forme di incentivo per i periodici on-line accessibili a tutti, si ritiene opportuno auspicare l’applicazione dell’aliquota IVA del 4%, in luogo dell’attuale, oggi fissata al 21%, alle vendite dei prodotti editoriali effettuate in rete, realizzando in tal modo, anche da un punto di vista fiscale oltre che normativo, l’equiparazione tra il prodotto editoriale cartaceo e quello elettronico dettata dalla Legge 62 del 2001. Questo provvedimento darebbe certamente un grande impulso alla nascita ed allo sviluppo di pubblicazioni rivolte al mercato dell’on-line, oggi potenzialmente in forte espansione grazie alla sempre più 8 7


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I Forum sulla comunicazione, a Busto Arsizio

“qUALE FUTURO PER IL PLURALISMO DELL’INFORMAzIONE?” Il Convegno organizzato dall’associazione Enrico Dell’Acqua in collaborazione con l’USPI Il 3 ottobre scorso, presso la Sala Tramogge, Tecnocity, di Busto Arsizio, si è svolto un importante Convegno dal titolo “Quale futuro per il pluralismo dell’informazione?”, che ha visto protagonisti esponenti del mondo politico, del giornalismo, dell’editoria e delle Istituzioni. L’onere dell’organizzazione dell’evento è ricaduta sulle robuste spalle del dr. Sergio Colombo, Consigliere Nazionale e membro di Giunta dell’USPI e Segretario Generale dell’Associazione Enrico Dell’Acqua, che ringraziamo. Relatori del Convegno sono stati: il Sen. Luigi Vimercati, il dr. Paolo Perucchini (FNSI) e il dr. Claudio Mazza (FISC). Durante l’incontro sono stati proclamati i vincitori del Premio Giornalistico intitolato ad Enrico Dell’Acqua (1851-1910), detto “il principe mercante”, pioniere dell’esportazione italiana. Le conclusioni e le prospettive emerse dal Convegno sono state sottolineate dal Segretario Generale dell’USPI, Avv. Francesco Saverio Vetere (nella foto) che, di seguito, sintetizziamo: “Cari amici, mi preme, prima di ogni cosa, ringraziare l’amico Sergio Colombo per questo convegno, interessante, denso di contenuti di qualità e bene organizzato. Spero che l’esperienza possa ripetersi e, magari, diventare un appuntamento abituale per gli operatori dell’editoria. Abbiamo parlato molto, come è giusto, dei supporti editoriali. Abbiamo parlato dei giornali di carta, di internet, dei tablet, dei telefonini, di tutto ciò che sta arricchendo l’offerta di comunicazione. Tanti temi e tante problematiche aperte, ma io vorrei concentrarmi sul contenuto dei giornali, sulla sostanza dell’informazione. Soprattutto vorrei riflettere insieme a voi su un tema che è stato posto alla nostra attenzione proprio oggi: Il dovere dei giornalisti di essere obbiettivi ed equidistanti in ordine, in particolare, agli schieramenti politici. Come è noto, in Italia, il giornalista non è colui il quale viene assunto da un’impresa editoriale e riceve la tessera dall’editore. Giornalista è colui che è iscritto in un albo (Pubblicisti o Professionisti) e sostiene valutazioni ed esami per esservi iscritto. Si tratta di un sistema che dà la prevalenza alla funzione pubblica del giornalista. Può essere condiviso o meno, ma questo è il model8

governo per la riforma dell’editoria. Se riusciremo a far passare questo messaggio avremo fatto un lavoro importantissimo per il miglioramento dell’informazione nella direzione della verità e dell’utilità per i cittadini. Se il governo non comprenderà tutto questo, sarà in pericolo tutto il sistema e sarà inutile inventarsi tablet e I-pad per portare in giro menzogne con le quali “formare” intere generazioni”.

lo attuale e bisogna tenerne conto quando si discute sui diritti e sui doveri degli operatori dell’informazione. Nella nostra storia sono sempre esistiti giornali di partito e, in generale, di tendenza. Gloriose testate sono nate (e per fortuna esistono ancora) per sostenere idee, gruppi politici e istituzioni confessionali. Il problema, a mio avviso, non è LE TARIFFE POSTALI ROC questo, anche perché le cose sono chiare. Chi compra l’Unità, per fare un esempio, si ANCHE PER IL NO-PROFIT aspetta di trovare oggi un giornale che zioni senza fine di lucro. sostiene un partito preciso e lo compra, in 1 Il Dipartimento si è fatto carico di proporalcuni casi, proprio per questo. Tutto è chiare, nell’emanando “decreto sviluppo”, un ro e dichiarato, non c’è nessuno scandalo. emendamento ad hoc. Il problema non sta nei giornali di destra o Tale emendamento dovrebbe reintrodurre di sinistra. Il problema sta nella distinzione, nel concetto postale del “no profit” anche questa sì pericolosa, tra gli editori “puri” e quelle associazioni escluse dalla legge quelli che non lo sono. Editore puro è colui 73/2010 (sindacati, associazioni di categoche esercita l’impresa editoriale senza altra ria, ordini, associazioni combattentistiche). finalità che vendere il giornale. Per otteneIl Tavolo tecnico resta aperto per cercare re questo risultato dovrà curarsi di fare del la possibilità di individuare una tariffa suo meglio per renderlo interessante e utile specifica per i periodici le Onlus e per le per i lettori. L’editore non puro è quello stampe promozionali. che, gestendo altre imprese, banche, gruppi finanziari e lobbistici, fa un giornale per Maggiori informazioni e notizie sul prosusarlo come mezzo per la promozione simo numero di questo Notiziario. degli altri interessi. Non si curerà di fare un’informazione utile ai lettori, ma cercherà di farla utile rispetto ai propri interessi, sacrificando, in qualche caso, la verità e IL DOCUMENTO USPI la funzione pubblica dei giornalisti. Questo è il vero problema, anche se è presente in tutti i paesi del mondo e non è una elevata diffusione di nuovi mezzi 7 peculiarità italiana. di fruizione idonei (quali tablet, telefonini Quale può essere la risposta più efficace dei di nuova generazione e pc portatili) ed alla governi al pericolo del dilagare di un’inforcresciuta velocità e capacità di trasmissione mazione piegata agli interessi di gruppi di della rete di comunicazione in banda larga, potere? che permette oramai di “scaricare” quantità Certamente niente di repressivo, ci mandi dati molto elevate in brevissimo tempo. cherebbe altro. L’unica risposta possibile è Detto forte impulso non potrà che avere il pluralismo. I governi dovranno promuocome ricaduta una crescita del livello occuvere la piccola e media editoria, l’informapazionale nelle aziende del settore, oltre zione locale e di nicchia su ogni mezzo. La che un non trascurabile incremento degli crescita del numero degli editori puri serve investimenti in tutta la filiera del comparto a riequilibrare l’informazione e a renderla e nei settori attinenti. plurale e credibile. Con questo spirito l’USPI si appresta a dire LA SEGRETERIA GENERALE la sua nelle commissioni promosse dal Notiziario USPI n° 10/2011


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Delibera 398/11/CONS. del 6 luglio 2011

L’AGCOM E LA TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SU INTERNET Approvato dall’Autorità il Regolamento di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, la cui emanazione, però, slitta a novembre Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella riunione del 6 luglio scorso, ha approvato uno “schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Tale schema è stato sottoposto a consultazione pubblica, notificato alla Commissione europea per le legittime osservazioni ed inviato anche al WIPO (l’organismo di tutela dei diritti d’autore a Ginevra) per un parere di respiro internazionale. Secondo quanto affermato in un comunicato stampa della stessa AGCOM, lo schema del provvedimento si divide in due parti. La prima è relativa alle misure da sviluppare per favorire l’offerta legale e la promozione effettiva dell’accesso ai contenuti da parte degli utenti, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi: - promozione dell’offerta legale tramite l’individuazione di misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla riduzione delle barriere normative; - elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici; - promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi contenuti; - promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium; - individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza; realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti; - osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali. La seconda parte dello schema di regolamento contiene una serie di misure a Notiziario USPI n° 10/2011

tutela del diritto d’autore e si articola in due fasi: una relativa al procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento dinanzi all’Autorità. Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, accogliendo la richiesta rivoltagli (notice and take down). Nella seconda fase, qualora l’esito della procedura di notice and take down non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di quale delle richieste rivoltegli risulti fondata. - La procedura dinanzi all’Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti. Inoltre, come tutti i provvedimenti dell’Agcom, anche le decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnati dinanzi al TAR del Lazio. - La procedura non riguarda (sulla base del principio del “fair use”): - i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro; - l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; - l’uso didattico e scientifico; - la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa. - La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell’accesso a siti internet ed è presidiata dalle seguenti garanzie: - non si rivolge all’utente finale, né interviene sulle applicazioni “peer-to-peer”; - non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca, commenti, e discussione o di diffusione a fini didattici e scientifici, nonché ogni uso non lesivo del normale sfruttamento dei contenuti; 10

PADRE ANTONIO SPADARO NUOVO DIRETTORE DE “LA CIVILTA’ CATTOLICA” Padre Antonio Spadaro S.I. è il nuovo direttore de “La Civiltà Cattolica” nominato l’8 settembre scorso dal padre generale della compagnia di Gesù, in sostituzione di padre Gian Paolo Salvini S.I. che è stato alla guida della testata dal luglio 1985. Padre Spadaro ha assunto la responsabilità del periodico dei gesuiti a partire dal quaderno uscito il 15 ottobre scorso . Spadaro nasce a Messina il 6 luglio del 1966 e dopo la Laurea in Filosofia (1988) entra nel noviziato della Compagnia di Gesù di Genova. E’ ordinato sacerdote nel 1996 e pronuncia i voti solenni nella Compagnia di Gesù il 24 maggio 2007 presso la Chiesa del Gesù di Roma. Nel 1998 consegue la licenza in Teologia Fondamentale, nel 1999 il Diploma in Comunicazioni Sociali (Pontificia Università Urbaniana – Roma), e nel 2000 il Dottorato in Teologia (Pontificia Università Gregoriana - Roma). Padre Spataro completa la formazione nella Compagnia di Gesù negli Stati Uniti, nella Provincia dei gesuiti di Chicago, presso il Milford Spiritual Center, Milford (Ohio) nel 2002/2003. Dal 1994, Padre Spadaro collabora, con saggi e articoli, a “La Civiltà Cattolica”, e dal 1998 fa stabilmente parte della redazione del periodico. Spadaro è anche autore di saggi in volume e numerosi libri tra i quali ricordiamo volentieri “web 2.0 Reti di relazione” (Milano, Paoline, anno 2010). A Padre Antonio Spadaro vanno le congratulazioni e i più affettuosi auguri della nostra Unione per un proficuo lavoro nella onerosa carica di direttore responsabile. A Padre Gian Paolo Salvini, che comunque continuerà a scrivere per la rivista più antica d’Italia (“La Civiltà Cattolica” esce ininterrottamente dal 1850), i nostri ringraziamenti per l’attenzione e la partecipazione che ha sempre mostrato alle attività e alle esigenze dell’USPI che si vanta di averlo avuto anche nei propri organi sociali. 9


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L’AGCOM E LA TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SU INTERNET 9

non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte, prevedendo in tal senso tempi adeguati nell’interesse di tutte le parti coinvolte; - inoltre, differentemente da quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica. Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l’Agcom richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza. Pubblichiamo, di seguito, il testo completo del Regolamento approvato dall’Autorità: ALLEGATO A ALLA DELIBERA N. 398/11/CONS DEL 6 LUGLIO 2011 SCHEMA DI REGOLAMENTO IN MATERIA DI TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAzIONE ELETTRONICA CAPO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente Regolamento si intendono per: a. “Autorità”: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, istituita dall’art. 1, comma 1, della legge 31 luglio 1997, n. 249; b. “Legge sul diritto d’autore”: la legge 22 aprile 1941, n. 633 recante “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”;

f. “programma”: una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell’ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media, la cui forma ed il cui contenuto sono comparabili alla forma ed al contenuto della radiodiffusione televisiva. Non si considerano programmi le trasmissioni meramente ripetitive o consistenti in immagini fisse; g. “fornitore di servizi di media audiovisivi o radiofonici”: la persona fisica o giuridica cui è riconducibile la responsabilità editoriale della scelta del contenuto del servizio di media audiovisivo e/o radiofonico e ne determina le modalità di organizzazione in un palinsesto cronologico o in un catalogo nel caso di servizi a 2 398/11/CONS richiesta; sono escluse dalla definizione di “fornitore di servizi di media” le persone fisiche o giuridiche che si occupano unicamente della trasmissione di programmi per i quali la responsabilità editoriale incombe a terzi; h. “prestatore di servizi”: il fornitore di servizi di mere conduit, di caching o di hosting, come definito agli articoli 14, 15 e 16 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70; i. “gestore del sito internet”: il soggetto che sulla rete internet presiede alla gestione di contenuti, anche caricati da terzi, e all’organizzazione dei medesimi anche attraverso un loro sfruttamento economico; j. “fornitori di servizi”: i soggetti di cui alle lettere f), g) e h), del presente comma;

d. “Decreto sul commercio elettronico”: il decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, recante “Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno”;

k. “reti di comunicazione elettronica”: i sistemi di trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse, a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto, compresa internet, le reti utilizzate per la diffusione circolare dei programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente elettrica, nella misura in cui siano utilizzati per trasmettere i segnali, le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;

e. “servizio di media audiovisivo o radiofonico”: un servizio quale quello definito dall’articolo 2, comma 1, lett. a), del Testo unico;

l. “contenuto”: ogni contenuto sonoro, audiovisivo, giornalistico ed editoriale coperto da copyright diffuso su reti di comunicazione elettronica;

c. “Testo unico”: il “Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici” approvato con decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44;

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m. “titolare del diritto”: ogni soggetto titolare di diritto o licenza di sfruttamento o di utilizzo esclusivo con riferimento al contenuto di cui alla lett. l), legittimato alla segnalazione in proprio o attraverso associazioni di gestione collettiva o di categoria; n. “uploader”: ogni persona fisica o giuridica che rende disponibile al pubblico contenuti su reti di comunicazione elettronica; o. “Direzione”: la Direzione contenuti audiovisivi e multimediali dell’Autorità; p. “organo collegiale”: la Commissione per i servizi e prodotti dell’Autorità che ai sensi dell’articolo 1, comma 6, lett. b), n. 4-bis, come aggiunto dall’art. 11, comma 2, della legge n. 248/2000 esercita le funzioni di vigilanza e accertamento ai sensi dell’art. 182-bis della legge n. 633/41 e quelle di cui agli articoli 14, 15 e 16 del decreto legislativo n. 70/2003. Articolo 2 Finalità e ambito di applicazione 1. Il presente regolamento disciplina le attività dell’Autorità in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e, in particolare, quelle finalizzate allo sviluppo dell’offerta legale di contenuti e della loro corretta fruizione nonché quelle relative alla vigilanza, accertamento e cessazione delle violazioni del diritto d’autore, comunque realizzate, poste in essere sulle reti di comunicazione elettronica, fatte salve le eccezioni di cui agli articoli 65 e 70 della Legge sul diritto d’autore. 2. Nell’espletamento delle attività di cui al comma 1, l’Autorità opera nel rispetto dei diritti e delle libertà di espressione del pensiero, di cronaca, di commento, critica e discussione. 3. L’Autorità promuove l’adozione da parte dei fornitori dei servizi di codici di condotta sul rispetto del diritto d’autore nell’ambito delle attività del Tavolo tecnico di cui al capo II. 4. Sono esclusi dall’ambito di applicazione del presente regolamento le applicazioni con le quali gli utenti possono scambiare contenuti direttamente con altri utenti attraverso reti di comunicazione elettronica. CAPO II PROMOzIONE E SVILUPPO DELL’OFFERTA LEGALE E TAVOLO TECNICO Articolo 3 Sviluppo e promozione dell’offerta legale 1. L’Autorità promuove la massima diffusioNotiziario USPI n° 10/2011


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ne dell’offerta legale di contenuti accessibili agli utenti, incoraggia lo sviluppo e la promozione di offerte commerciali innovative e competitive e la creazione di un mercato aperto dell’accesso ai contenuti a tutela degli utenti e della concorrenza. 2. Ai fini di cui al comma 1, l’Autorità predispone un’apposita sezione sul proprio sito internet per promuovere la conoscibilità e l’accesso ai servizi che consentono la fruizione legale di contenuti protetti dal diritto d’autore. 3. Ai fini dello sviluppo delle attività di cui al presente articolo, l’Autorità si avvale del Tavolo tecnico sul diritto d’autore istituito presso la Direzione. Articolo 4 Costituzione e compiti del Tavolo tecnico 1. Impregiudicata la competenza di altri organismi istituiti sulla materia presso altre amministrazioni dello Stato, il Tavolo tecnico sul diritto d’autore ha il compito di agevolare il raggiungimento di accordi tra produttori, distributori, fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, fornitori di servizi della società dell’informazione e di proporre soluzioni all’organo collegiale ed è composto da: a) rappresentanti dei consumatori, associazioni, produttori, distributori, fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, fornitori di servizi della società dell’informazione anche per mezzo delle proprie associazioni di categoria che hanno presentato richiesta di adesione entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente delibera, nel numero massimo di due rappresentanti per ciascun soggetto; b) rappresentanti della Società italiana degli autori ed editori (SIAE), del Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore presso il Ministero per i beni e le attività culturali, del Comitato tecnico contro la pirateria digitale e multimediale istituito presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri, della Polizia postale, della Guardia di finanza; c) rappresentanti dell’Autorità come individuati con separata determina del Segretario generale su proposta del Direttore della Direzione. 2. Il Tavolo tecnico elabora soluzioni ai fini del raggiungimento dei seguenti obiettivi: a) promozione dell’offerta legale tramite l’individuazione delle misure di sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni idonee alla rimozione delle barriere normative e commerciali; b) adeguamento delle condizioni contratNotiziario USPI n° 10/2011

tuali dei fornitori di servizi alle procedure di cui agli articoli 6 e 7; c) predisposizione di codici di condotta dei fornitori di servizi; d) promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione delle finestre di distribuzione; e) promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di distribuzione dei contenuti digitali in ordine alle nuove modalità di fruizione favorendo l’accesso ai contenuti premium; f) individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi collettivi di licenza; g) realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella fruizione dei contenuti; h) creazione di un osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e la riduzione dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali. Articolo 5 Modalità di funzionamento del Tavolo tecnico 1. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente delibera il Tavolo tecnico è istituito con separata delibera del Consiglio, definendone la pianificazione, l’articolazione e il monitoraggio delle attività. Il Tavolo opera anche attraverso appositi Tavoli tematici, costituiti al suo interno, finalizzati alla trattazione di aspetti e problemi caratterizzati da specificità ed autonomia. 2. Il Tavolo tecnico si avvale di una segreteria costituita all’interno della Direzione, alla quale sono affidati i compiti di organizzare le riunioni e gli incontri, curare la documentazione, attivare le ricerche bibliografiche, analizzare processi e procedure, nonché collaborare alla predisposizione degli atti. 3. I lavori del Tavolo tecnico sono pubblici ed ai risultati viene data la massima diffusione.

CAPO III MISURE A TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE Sezione I Il procedimento dinanzi al fornitore di servizi Articolo 6 Procedura di notifica di violazione del diritto d’autore (notice and take-down) 1. qualora un soggetto legittimato ritenga che uno specifico contenuto violi un diritto

d’autore o di copyright di cui è titolare e che non sia stato diffuso nei limiti delle eccezioni di cui agli articoli 65 e 70 della Legge sul diritto d’autore, può inviare, anche attraverso organismi associativi, una richiesta di rimozione del contenuto al gestore del sito su cui lo stesso è disponibile o al fornitore del servizio di media audiovisivo o radiofonico che lo abbia messo a disposizione del pubblico secondo la procedura di cui alla presente Sezione, salvo che questi non abbia già adottato un’apposita procedura finalizzata alla rimozione di contenuti o programmi diffusi in violazione del diritto d’autore (notice and take-down). La segnalazione va trasmessa utilizzando il modulo redatto secondo il facsimile di cui all’allegato 1 al presente regolamento e reso disponibile sul sito dell’Autorità, al quale poter accedere attraverso un link messo a disposizione sul sito del gestore del sito o del fornitore del servizio di media audiovisivo o radiofonico. 2. Nei casi in cui il contenuto oggetto della segnalazione sia stato caricato da terzi, il soggetto a cui sia stata trasmessa la richiesta di cui al comma 1, ove possibile, ne dà notizia all’uploader, il quale ha la facoltà di presentare le proprie controdeduzioni. 3. Trascorsi quattro giorni dalla richiesta di cui al comma 1, senza che il contenuto sia stato rimosso, il soggetto segnalante di cui al comma 1 può trasmettere la richiesta all’Autorità che provvede secondo quanto previsto alla Sezione II del presente Capo, impregiudicato il diritto di rivolgersi all’Autorità giudiziaria. Articolo 7 Opposizione alla rimozione selettiva (counter notice) 1. Nei casi in cui il contenuto sia stato caricato da terzi, l’uploader, ove ritenga che esso sia stato rimosso ingiustificatamente, può presentare opposizione alla rimozione del contenuto utilizzando il modulo redatto secondo il facsimile di cui all’allegato 2 al presente regolamento e reso disponibile in un’apposita pagina web del gestore del sito o del fornitore del servizio di media audiovisivo o radiofonico. 2. Il soggetto a cui sia stata trasmessa l’opposizione, ove possibile, ne dà notizia al segnalante di cui all’articolo 6, che ha la facoltà di presentare le proprie controdeduzioni. 3. Il gestore del sito o il fornitore del servizio di media audiovisivo o radiofonico, se del caso, provvede al ripristino del contenuto segnalato entro quattro giorni dall’opposizione di cui al comma 1, ferma restando la possibilità per il segnalante di cui all’articolo 6 di trasmettere una richiesta di rimozione all’Autorità che 12 11


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L’AGCOM E LA TUTELA DEL DIRITTO D’AUTORE SU INTERNET 11

provvede secondo quanto previsto alla Sezione II del presente Capo, impregiudicato il diritto di rivolgersi all’Autorità giudiziaria. Sezione II Il procedimento dinanzi all’Autorità Articolo 8 Segnalazione all’Autorità 1. In caso di mancata rimozione del contenuto ai sensi dell’articolo 6, il titolare del diritto d’autore o di copyright, entro sette giorni dalla scadenza del termine di cui all’articolo 6, comma 3, anche attraverso organismi associativi, può investire della questione l’Autorità, inviando una circostanziata segnalazione, utilizzando, a pena di inammissibilità, il facsimile di cui all’allegato 3 al presente regolamento e reso 7 398/11/CONS disponibile sul sito internet dell’Autorità alla sezione dedicata alla tutela del diritto d’autore. 2. In caso di mancato ripristino del contenuto ai sensi dell’articolo 7, l’uploader, entro sette giorni dalla scadenza del termine di cui all’articolo 7, comma 3, può investire della questione l’Autorità, inviando una circostanziata segnalazione, utilizzando, a pena di inammissibilità, il facsimile di cui all’allegato 4 al presente regolamento e reso disponibile sul sito internet dell’Autorità alla sezione dedicata alla tutela del diritto d’autore. 3. Il deferimento della questione all’Autorità non può essere promosso qualora non si sia conclusa la procedura dinanzi al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo o radiofonico di cui alla Sezione I del presente Capo nei termini ivi indicati o se per il medesimo oggetto e tra le stesse parti sia stata già adita l’Autorità giudiziaria. 4. qualora nel corso del procedimento di cui alla presente Sezione sia adita l’Autorità giudiziaria, la parte che l’ha adita ne informa tempestivamente l’Autorità, che archivia gli atti. Articolo 9 Attività istruttoria 1. Ricevuta la segnalazione di cui all’articolo 8, la Direzione ne verifica la completezza ai fini dell’ammissibilità, l’avvenuto esperimento della procedura di cui alla Sezione I del presente Capo ai fini della procedibilità e che non siano decorsi i termini di decadenza di cui all’articolo 8, commi 1 e 2. 2. qualora non sia soddisfatto anche uno solo dei requisiti di cui al comma prece12

dente, la Direzione dispone l’archiviazione in via amministrativa della segnalazione. 3. Soddisfatti i requisiti di cui al comma 1 del presente articolo, la Direzione, analizzati tutti gli elementi utili acquisiti compatibilmente con la celerità della procedura, ove ravvisi la fondatezza della pretesa sulla base di una prima e sommaria cognizione dei fatti oggetto della segnalazione e ove non risultino soddisfatte le eccezioni di cui agli articoli 65 o 70 della Legge sul diritto d’autore secondo i criteri di cui all’articolo 10, notifica l’avvio del procedimento al gestore del sito o al fornitore di servizi di media audiovisivo o radiofonico. 4. La comunicazione di avvio del procedimento istruttorio contiene una sommaria esposizione dei fatti, l’indicazione della violazione accertata, dell’ufficio competente e del responsabile del procedimento al quale è possibile presentare eventuali scritti difensivi attraverso l’invio all’indirizzo di posta certificata dell’Autorità entro il termine di quarantotto ore dalla ricezione della comunicazione di avvio e, infine, del termine di conclusione del procedimento istruttorio. 5. qualora sia necessario acquisire ulteriori elementi di valutazione, la Direzione può chiedere ai sensi dell’articolo 1, comma 30, della legge 31 luglio 1997, n. 249, ai soggetti che ne siano in possesso, informazioni e documenti utili all’istruttoria da produrre nel termine di 5 giorni dalla richiesta. 6. Ove la Direzione accerti l’infondatezza della segnalazione, dispone l’archiviazione del procedimento istruttorio. Articolo 10 Criteri di valutazione delle eccezioni degli articoli 65 e 70 della legge n. 633/41 1. Le eccezioni di cui all’articolo 9, comma 3, sono valutate dall’Autorità tenendo conto dei seguenti criteri: a) l’uso didattico e scientifico; b) l’esercizio del diritto di cronaca, di commento, di critica e di discussione nei limiti dello scopo informativo e dell’attualità; c) l’assenza della finalità commerciale e dello scopo di lucro; d) l’occasionalità della diffusione, la quantità e qualità del contenuto diffuso rispetto all’opera integrale che non pregiudichi il normale sfruttamento economico dell’opera. 2. L’impiego di contenuti protetti per le

finalità di cui al precedente comma è accompagnato dalle informazioni relative alla paternità dell’opera, ove reperibili. Articolo 11 Avvio del procedimento e adeguamento spontaneo 1. qualora non sia stata disposta l’archiviazione in via amministrativa ai sensi dell’articolo 9, comma 6, la Direzione, entro dieci giorni dall’avvio del procedimento istruttorio, trasmette al destinatario della comunicazione di avvio del procedimento le risultanze istruttorie, nelle quali è fatta menzione della possibilità di procedere all’adeguamento spontaneo entro il termine di quarantotto ore dalla notifica delle medesime, con l’avviso che, in caso di mancato adeguamento, la Direzione trasmetterà gli atti all’organo collegiale per l’adozione dei provvedimenti di sua competenza, ai sensi dei successivi articoli 13 e 14. 2. Le risultanze istruttorie di cui al comma 1 sono notificate all’indirizzo di posta elettronica indicato nella segnalazione di cui all’articolo 8. Ove il destinatario delle risultanze istruttorie si determini all’adeguamento, ne darà comunicazione alla Direzione contestualmente e comunque non oltre le quarantotto ore. 9 . A seguito dell’intervenuto adeguamento, la Direzione provvede all’archiviazione in via amministrativa e periodicamente trasmette all’organo collegiale un’informativa relativa ai procedimenti archiviati ai sensi del presente comma. 4. In caso di mancato adeguamento spontaneo o di mancata comunicazione ai sensi del comma 2, la Direzione trasmette gli atti all’organo collegiale ai sensi dell’articolo 12. 5. Il termine per l’adozione del provvedimento finale è di venti giorni decorrenti dalla notifica delle risultanze istruttorie di cui al comma 1. I termini sono sospesi per non più di quindici giorni nel caso in cui sia necessario svolgere ulteriori approfondimenti istruttori di cui al precedente comma. Articolo 12 Conclusione dell’istruttoria e comunicazione dei provvedimenti 1. La Direzione trasmette all’organo collegiale la proposta per l’adozione del provvedimento finale, unitamente alla dettagliata relazione relativa all’istruttoria. 2. L’organo collegiale, esaminata la relazione e valutata la proposta della Direzione, adotta i provvedimenti di cui agli articoli 13 e 14, ovvero dispone l’archiviazione del procedimento. 3. qualora ritenga necessari ulteriori approfondimenti istruttori, l’organo collegiale trasmette gli atti alla Direzione speciNotiziario USPI n° 10/2011


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ficando la natura ed il tipo di approfondimenti da svolgere. La richiesta di approfondimenti determina la proroga di quindici giorni del termine di cui all’articolo 11, comma 5. Articolo 13 Provvedimenti nei confronti di soggetti localizzati in Italia 1. L’organo collegiale può ordinare ai gestori di siti i cui nomi di dominio siano stati registrati da un soggetto residente o stabilito in Italia,la rimozione selettiva dei contenuti oggetto di segnalazione che siano stati diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore; 2. L’organo collegiale può ordinare ai fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici soggetti alla giurisdizione italiana la cessazione della trasmissione o della ritrasmissione di programmi audiovisivi diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore. 3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, l’organo collegiale può altresì ordinare di dare evidenza di tale circostanza con le modalità all’uopo individuate in presenza di reiterata violazione accertata dall’Autorità. Articolo 14 Provvedimenti dell’Autorità nei confronti di soggetti localizzati all’estero

1. L’organo collegiale può adottare nei confronti dei gestori di siti i cui nomi di dominio siano stati registrati da un soggetto non residente o non stabilito in Italia e che diffondano contenuti in violazione del diritto d’autore, la cui fruizione è destinata al pubblico italiano, i seguenti provvedimenti:

a) richiamare i gestori dei siti al rispetto della Legge sul diritto d’autore; b) ove la violazione persista nonostante il richiamo di cui alla lettera a) oltre quindici giorni dal richiamo medesimo, richiedere la rimozione selettiva dei contenuti oggetto di segnalazione che siano stati diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore; c) ove la violazione persista nonostante la richiesta di rimozione di cui alla lettera b) nei termini ivi indicati, segnalare il caso all’Autorità giudiziaria per gli adempimenti di competenza. 2. L’organo collegiale può ordinare al fornitore di servizi di media audiovisivi o radiofonici attivo in Italia la cessazione della trasmissione o della ritrasmissione di programmi audiovisivi diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore.

Capo IV

Attività di vigilanza Articolo 15 Vigilanza 1. L’Autorità vigila sul rispetto delle disposizioni del presente regolamento e verifica la concreta attuazione dei provvedimenti di cui agli articoli 13 e 14. 2. qualora il soggetto destinatario delle misure di cui all’articolo 13 non ottemperi all’ordine si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249. 3. Ai sensi dell’articolo 1, comma 26, della legge 31 luglio 1997, n. 249, i ricorsi avverso i provvedimenti dell’Autorità rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. La competenza di primo grado è attribuita in via esclusiva e inderogabile al Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Articolo 16 Disposizioni finali 1. I fornitori di servizi adeguano le proprie condizioni contrattuali alle prescrizioni del presente Regolamento e rendono edotti i propri utenti della possibilità che vengano attuate le procedure di cui agli articoli 6 e 7 del Regolamento stesso.

DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI OTTOBRE Gli editori di: qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI con sede principale in: VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3° trimestre dell’anno (luglio-settembre 2011). Gli editori di: qUATTORDICINALI, qUINDICINALI, MENSILI e ALTRA PERIODICITA’ con sede in: LAzIO, ABRUzzO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, Notiziario USPI n° 10/2011

SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 1° semestre dell’anno (gennaio – giugno 2011). ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE Gli editori di: qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEzIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (lugliosettembre 2011). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre non devono effettuare alcuna consegna. Rammentiamo, infine, che per il deposito delle copie presso le Biblioteche regionali e provinciali la cadenza stabilita dalla legge è ogni 60 giorni.

Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la dicitura “esemplari fuori commercio per il deposito legale, agli effetti della legge 15 aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del DPR 252/06) ed essere accompagnato da un elenco, in duplice copia, del contenuto del pacco con l’indicazione della ragione sociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un numero di fax di riferimento), il nome della testata, l’indicazione delle eventuali diverse edizioni locali e il numero di edizione di ogni singolo esemplare consegnato. Per i quotidiani, vanno indicati gli eventuali giorni di sciopero, a giustificazione delle eventuali relative mancanze. GLI INDIRIzzI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. “Ufficio Giornali” per quotidiani, plurisettimanali e settimanali. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. “Ufficio Giornali” per i quotidiani, “Ufficio Periodici” per tutti gli altri periodici. 13


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Notizie dal Dipartimento Informazione ed Editoria

PROTOCOLLO D’INTESA TRA AGCOM E DIPARTIMENTO Il 13 ottobre scorso tra il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DIE) e l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) è stato siglato un protocollo d’intesa, a seguito dell’entrata in vigore del DPR del 25 novembre 2010, n. 223, recante il regolamento di semplificazione e riordino dei contributi all’editoria ed in particolare dell’art. 5 comma 3 del predetto regolamento che stabilisce che il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria richieda all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni l’attestazione della conformità degli assetti societari alla normativa vigente, nonché l’assenza di situazioni di controllo e/o collegamenti delle imprese richiedenti i contributi, ai sensi della legge n. 250 del 1990 e successive modificazioni. PROTOCOLLO D’INTESA RELATIVO AI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI E LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO PER L’INFORMAZIONE E L’EDITORIA L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, istitutiva dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e, in particolare, l’articolo 1, comma 6, lettera a), numeri 5 e 6, ai sensi dei quali l’Autorità cura la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione; VISTA la legge 5 agosto 1981, n. 416, recante “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria” e successive modifiche ed integrazioni; VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 250, recante “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui ali ‘articolo 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67, per l ‘accesso ai benefici di cui all’articolo 11 della legge stessa” e successive modifiche ed integrazioni ed, in particolare, l’articolo 3; VISTA la legge 7 marzo 2001, n. 62, recante “Nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modifiche ed integrazioni”; VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 25 novembre 2010, n. 223, 14

relativo al Regolamento recante semplificazione e riordino dell’erogazione dei contributi all’editoria ed, in particolare, l’articolo 5, comma 3, ove è previsto che “il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a richiedere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativamente alle imprese richiedenti i contributi, oltre alla regolarità dell’iscrizione al Registro degli Operatori di comunicazione (ROC), l’attestazione di conformità degli assetti societari alla normativa vigente, nonché l’attestazione dell’assenza di situazioni di controllo e/o collegamento per gli effetti di cui all’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dell’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266”, nonché l’articolo 6, comma 2, ai sensi del quale “Annualmente il Dipartimento per l’informazione e l’editoria trasmette alla Guardia di finanza l’elenco dei soggetti ammessi al contributo ed i relativi importi erogati ai fini dello sviluppo di eventuali accertamenti e controlli, anche a campione”; RITENUTO opportuno definire concertate forme di permanente collaborazione tra i competenti Uffici dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (di seguito denominata “AGCOM”) e della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria (di seguito denominato “DIE”) in applicazione del D.P.R. 25 novembre 2010, n.223; CONVENGONO QUANTO SEGUE Articolo 1 (Attività di cui all’art. 5, comma 3, del D.P.R. 25 novembre 2010 n. 223) 1. Il Servizio Ispettivo e Registro dell’ AGCOM, ricevuto l’elenco dei soggetti richiedenti i contributi dal DIE, svolge gli adempimenti connessi all’applicazione dell’articolo 5, comma 3, del D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223, di norma, entro il 30 novembre di ciascun anno. 2. Gli adempimenti in parola sono svolti sulla base dei dati presenti nella banca dati del Registro degli operatori di comunicazione. Articolo 2 (Verifiche e scambio di informazioni) 1. Il Servizio Ispettivo e Registro dell’AGCOM può avviare attività di verifica, anche di natura ispettiva avvalendosi del Nucleo Speciale per la Radiodiffusione

e l’Editoria della Guardia di Finanza, sulle dichiarazioni rese al Registro degli operatori di comunicazione dai soggetti presenti nell’elenco inviato dal DIE, specie in relazione alle dichiarazioni riguardanti l’attestazione dell’assenza di situazioni di controllo e/o collegamento tra i soggetti iscritti al Registro presenti nel predetto elenco. 2. Al fine di individuare le fattispecie suscettibili di eventuale verifica ispettiva, il Servizio Ispettivo e Registro dell’AGCOM concorda con il DIE, in apposite riunioni periodiche, la formazione del campione anche tenendo conto di segnalazioni qualificate, notizie stampa, atti di sindacato ispettivo parlamentare nonché della eventuale ricorrenza di sedi, soci o amministratori tra le imprese editrici. 3. L’AGCOM ed il DlE, per una più proficua attività di collaborazione, realizzano un interscambio di dati e notizie utili allo svolgimento dei rispettivi compiti. 4. Le attività di verifica di cui sopra non riguardano i controlli previsti all’art. 6, comma 2, del D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223, svolti autonomamente dal DIE in collaborazione con la Guardia di Finanza. Articolo 3 (Referenti) 1. Responsabili del coordinamento e della tenuta dei rapporti, nonché degli aspetti di carattere operativo e dì stretta attuazione del contenuto del presente Protocollo sono : - per il Dipartimento, il Direttore dell’Ufficio per il sostegno all’editoria; - per l’Autorità, il Direttore del Servizio lspettivo e Registro e/o il suo Vicario. Articolo 4 (Durata, integrazioni e modifiche) 1. Il presente Protocollo d’intesa potrà essere integrato e modificato di comune accordo tra le parti firmatarie, anche per tener conto di nuove disposizioni normative o di ulteriori aspetti che potranno emergere nel corso della collaborazione, nonché dell’eventuale esigenza di precisare strumenti e modalità inerenti alla collaborazione stessa. 2. La durata del presente Protocollo d’intesa è di tre anni a decorrere dalla data di sottoscrizione e potrà essere rinnovato previo accordo delle parti. 3. Il presente protocollo d’intesa non prevede oneri a carico di entrambe le Amministrazioni. Notiziario USPI n° 10/2011


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BIBLIOTECA USPI COME ELIMINARE I GIORNALISTI (senza finire in prima pagina) di Gabriele Bojano Mursia Editore S.p.A., Milano 2011, pagine 202 Come eliminare i giornalisti (senza finire in prima pagina) di Gabriele Bojano è un vero e proprio manuale di autodifesa contro i tipi umani che animano, e a volte infestano, le redazioni italiane. Scritto da un addetto ai lavori - Bojano è caposervizio al Corriere del Mezzogiorno – edito da Mursia (pagg. 202, euro 12,00; prefazione di Maurizio Costanzo) il pamphlet mette alla berlina i tic della categoria che dovrebbe essere il “cane da guardia della democrazia”. Cinquanta le categorie umane passate a fil di spada con ironia, a volte bonaria a volte feroce, e per ciascuna dei consigli semiseri per liberarsene senza spargimento di sangue. Castigare i cattivi costumi ridendo è l’obiettivo di questo libro che, come scrive l’autore nella prefazione è solo «un gioco» senza pretese statistiche, ma c’è, sicuramente, la voglia di dissacrare una categoria incline al delirio di onnipotenza e poco dotata di capacità autocritica. Bojano non si chiama fuori e ammette che, in “trent’anni di carriera”, qualche difetto specifico della categoria gli si è cucito addosso, certo non quello della mancanza di autoironia.

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La rassegna stampa tempestiva e affidabile

La dissacrante galleria di ritratti composta da Bojano non dimentica nessuno e spazia dal giornalista Hulk, geniale ed estroverso ma pronto a sterminare chiunque leda i suoi privilegi, al giornalista televisivo descamisado che, con buona pace del bon ton, insiste per andare in onda senza giacca; si passa dal reporter talent scout riconoscibile dal giro di ragazze bellocce alle quali propina improbabili consigli per fare carriera (Farò di te una nuova Fallaci! È la sua frase preferita) al collega perennemente imboscato che esibisce patologie da Enciclopedia medica. Irresistibile il giornalista Award, sempre pronto a ritirare (o a consegnare) premi alla carriera fedele al motto: oggi a me domani a te, per non parlare del tipo Welcome, pronto a ogni forma di servilismo per fare carriera. E per mettere alla prova il senso of humour del colleghi, a fine del volume un test a punti: rispondere con sincerità alle domande consentirà al giornalista di scoprire a quale delle cinquanta tipologie descritte appartiene (in allegato, le domande e le risposte). L’autore Gabriele Bojano è nato a Salerno, dove vive e lavora. Laureato in Giurisprudenza, giornalista professionista, è stato un pioniere dell’emittenza radiofonica privata nel Sud e ha collaborato con «Il Giornale di Napoli», «Roma», «Il Mattino», «Il Giornale» e «Libero». Autore di un libro gastrocomico, Penna all’arrabbiata, ha scritto sceneggiature cinematografiche, spettacoli di cabaret e ha lavorato come capo Ufficio Stampa per il Giffoni Film Festival e per altre manifestazioni di rilievo nazionale. Attualmente è vicecaposervizio del «Corriere del Mezzogiorno».

LIBERTA’ E AUTORITA’ NELLLE DEMOCRAZIE CONTEMPORANEE Percorsi di ricerca Nicola Antonetti (a cura di) Rubettino Università Soveria Mannelli, (Catanzaro) 2008 Pagine 310, euro 18,00 Libertà e autorità sono termini che godono di un vastissimo uso pubblico su cui la riflessione politica occidentale si applica da oltre due millenni. I significati di ciascuno di questi due termini si sono evoluti e trasformati e sono stati oggetto di ripetute e contrastanti interpretazioni : notoriamente, anche la parola democrazia è stata ed è pronunciata in una straordinaria quantità di accezioni. Questo dato del tutto evidente agli studiosi del pensiero politico ha impegnato gli autori del volume da un lato a misurare le variazioni semantiche dei suddetti termini in relazione a vari contesti storici e sociali contemporanei, dall’ altro a verificare la persistenza di un loro significato originario e ideale al quale devono la loro fortuna nel lessico politico.Nei saggi del volume si analizzano le riflessioni sviluppate tra Otto e Novecento, in dibattiti culturali particolarmente significativi su una problematica politica e istituzionale molto complessa e tuttora in svolgimento. Il libro contiene anche saggi, di Mario Tesini, Francesco Raschi, Giovanni Dessì, Matteo Truffelli, Sergio Manghi ed Emanuele Castelli.

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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (4 37° elenco) Via Giovanni Prati, 3 10121 Torino Direttore: Stefano Manca Editore: Acti Torino Periodicità: bimestrale Materia trattata: periodico d’informazione, campeggio, turistica

iL GaZZettiNo iLLustRato Di caLLiaNDRo GiusePPe

NotaRiLia Rivista scieNtiFica Di DiRitto civiLe coMMeRciaLe

Castello 3727 30122 Venezia Direttore: Yuri Calliandro Editore: Giuseppe Calliandro Periodicità: mensile Materia trattata: attualità, cultura

Piazza San Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma Direttore: Nunzio Bevilacqua Editore: Il Cigno Galileo Galilei Edizioni S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: giuridica

casa DeL FaNciuLLo

itaLia caRitas

PaRtout DaNs Le MoNDe

Vicolo Santonini, 12 35123 Padova Direttore: Mons. Antonio Barbierato Editore: Associazione Casa del Fanciullo Onlus Periodicità: semestrale Materia trattata: attività relative della Associazione Casa del Fanciullo

Via Aurelia, 796 00165 Roma Direttore: Ferruccio Ferrante Editore: Caritas Italiana Periodicità: mensile Materia trattata: sociale

Via S. Maria in Cosmedin, 5 00153 Roma Direttore: Bruno Secondin Editore: Tipografia Vicis Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: professionale

eNRosaDiRa – iNRosaDoRa MaGaZiNe DeLLe DoLoMiti

LaZio oPiNioNi

RoMa iN&out

Via degli Ontani, 31 01018 Valentano (VT) Direttore: Sergio Torta Periodicità: mensile Materia trattata: cultura e approfondimento

Via E. Filiberto, 217 00185 Roma Direttore: Giorgio Mastrostefano Editore: Roma In&Out S.r.l. Unipersonale Periodicità: settimanale Materia trattata: sport, calcio roma e lazio

acti caMPeGGio

Via Cesio Basso, 16 00136 Roma Direttore: Antonio Signorini Editore: Antonio Signorini Periodicità: semestrale Materia trattata: turismo, cultura, sport

NOTIzIARIO

Uspi

Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)

CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER E’ STATA

RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.

“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.

Il n. 10 ottobre 2011 è stato stampato il 24 ottobre 2011

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Notiziario USPI n° 10/2011


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