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Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 14) Privacy e giornalismo, l’aggiornamento obbligatorio di un articolo online (pagina 14) Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 255 del 31 ottobre 2016
L’USPI ha inviato un documento riepilogativo alla Presidenza del Consiglio dei ministri
LA RIFORMA DELL’EDITORIA E’ LEGGE: LA N. 198/2016
RICHIESTE E PROPOSTE IN MERITO AI DECRETI ATTUATIVI DELLA PCM, PREVISTI DALLA LEGGE 26 OTTOBRE 2016, N. 198
Entrata in vigore il 15 novembre 2016 L’attenzione ora si sposta sui decreti attuativi della Presidenza del Consiglio, da emanarsi entro 6 mesi - L’USPI sta portando il suo contributo all’emanazione di questi decreti, chiedendo una particolare attenzione alla stampa mediopiccola, locale, cartacea ed online, per il rilancio del settore ancora in forte sofferenza economica Il titolo è “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e le deleghe al governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti”. Si tratta della nuova legge di riforma degli aiuti e sovvenzioni al settore dell’editoria che il Parlamento ha definitivamente approvato, il 3 ottobre scorso in terza lettura, con 275 sì e 80 no.
Destinatari il Sottosegretario Lotti, il portavoce Funiciello ed il Capo Dipartimento Marino In previsione dell’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla Legge 198/2016 di riforma delle leggi sull’editoria e sui contributi statali al settore (VEDI ARTICOLO A LATO), che la nuova legge pone in capo agli uffici della Presidenza del Consiglio – Dipartimento Editoria, la nostra Unione ha fatto prevenire ai citati uffici un dettagliato documento con le richieste USPI per a sostenere l’imprenditoria debole, per consentire la progressiva uscita dalla crisi del settore e, di conseguenza, incentivare l’occupazione e la pluralità delle fonti informative. “In particolare - ha sostenuto l’USPI nel suo documento - è importante che tali decreti prendano atto delle peculiarità del settore dell’editoria online, che ha ormai assunto una grande importanza dal punto di vista dell’impatto sociale sul territorio, ma che ancora soffre una dimensione economica tale da non permettere di determinarne la stabilità e la capacità di produrre occupazione stabile”.
In questo articolo, non entreremo nel merito della legge che l’USPI ha contribuito fortemente a stilare, Ecco il testo completo delle proposte USPI: tramite documenti, proposte e considerazioni, culminate in ben tre Audizioni informali presso le compeRICHIESTE E PROPOSTE USPI IN MERITO tenti Commissioni permanenti della Camera 2 5 AGLI EMANANDI DECRETI
All’esame della I Commissione Affari Costituzionali
“I giornali dissero che Pat Garrett mi aveva rintracciato, mi aveva steso: i fuorilegge muoiono sempre. Solo un fesso crede a quello che legge sui giornali”. (Pat Garrett & Billy the Kid, Billy 1 )
Bob Dylan cantautore, compositore, poeta, attore, pittore, Premio Nobel per la Letteratura 2016 (nato il 24 maggio 1941 a Duluth, Minnesota - USA)
LA LEGGE SUL CYBERBULLISMO RIPARTE DAL SENATO
Campagna del MIUR - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca contro il cyberbullismo
L’intento è quello di ripristinare l’originaria impostazione del disegno di legge, come approvato in prima lettura e poi, predisporre un nuovo disegno di legge, nel quale far confluire le ulteriori disposizioni introdotte in seconda lettura dall’altro ramo del Parlamento
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 52° - MENSILE - 11 NUMERI - 11 novembre/dicembre 2016 Spedizione in abbonamento postale - 70% - DCB di Roma
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RICHIESTE E PROPOSTE IN MERITO AI DECRETI ATTUATIVI DELLA PCM, PREVISTI DALLA LEGGE 26 OTTOBRE 2016, N. 198 1
ATTUATIVI DELLA PCM, PREVISTI DALLA LEGGE 26 OTTOBRE 2016, N. 198, “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria…” PREMESSA Viva soddisfazione per la rapida approvazione della legge di riforma del sostegno pubblico all’editoria cartacea e telematica è stata espressa da questa Unione. Una legge per il settore era attesa da anni. Finalmente, la Legge 198/2016 rappresenta un concreto tentativo di intervenire a sostegno di un comparto che ha visto ulteriormente acuirsi una crisi talmente grave da metterne in discussione la stessa sopravvivenza. Stiamo parlando della piccola e media editoria, che ha subito una radicale diminuzione del numero delle testate edite, a differenza della grande editoria che ha, invece, visto ridursi del numero delle copie vendute ed i ricavi pubblicitari, senza però che venisse mai minacciata la sopravvivenza dei giornali. Questa crisi è stata generata da alcuni fattori, come la crisi generale dell’economia, ma anche dalla progressiva, drastica riduzione, di anno in anno, dell’intervento pubblico sul settore. Risultava, perciò, quanto mai opportuno e urgente un intervento legislativo che si proponesse di intervenire nuovamente a sostegno dei settori editoriali più deboli. Ora l’auspicio è che sia rapida l’emanazione dei previsti decreti attuativi, per dare forma compiuta alla riforma. L’impegno primario del governo sarà quello di reperire risorse sufficienti per perseguire gli obiettivi della nuova legge.
Per tali motivi, l’USPI sostiene che i decreti attuativi previsti dalla legge dovranno essere finalizzati a rendere effettivo lo scopo normativo che mira a sostenere l’imprenditoria debole, per consentire la progressiva uscita dalla crisi del settore e, di conseguenza, incentivare l’occupazione e la pluralità delle fonti informative. In particolare, è importante che tali decreti prendano atto delle peculiarità del settore dell’editoria online, che ha ormai assunto una grande importanza dal punto di vista dell’impatto sociale sul territorio, ma che ancora soffre una dimensione economica tale da non permettere di determinarne la stabilità e la capacità di produrre occupazione stabile. L’editoria telematica, inoltre, presenta la caratteristica di essere totalmente priva del requisito principale dei giornali cartacei, ovvero la capacità di creare i propri ricavi dalla vendita del prodotto editoriale. I giornali online non sono mai (od in minima parte) in vendita e traggono i propri profitti esclusivamente dalla vendita di pubblicità. ALCUNI RILIEVI ESTRATTI DALLA Legge 198/2016 1. ARTICOLO 2, PUNTO 2, LETTERA e): 1) graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute… Applicare al comparto dei giornali online il criterio delle copie annue vendute significa, a parere di questa Unione, escludere totalmente questo settore dalla possibilità di percepire i contributi statali. Sarà, quindi, a nostro avviso, necessario ricercare un criterio diverso per tali giornali, criterio che potrebbe essere trovato nella produzione redazionale media degli ultimi due anni di attività. Tale direttiva, inoltre, garantirebbe la destinazione dei contributi a testate online presenti seriamente sul territorio e di provata longevità. Si tratta, in massima parte, da un punto di vista economico, di micro-imprese che necessitano di stanziamenti estremamente ridotti, ma che potrebbero essere sufficienti per migliorare la qualità della testata e per strutturare la redazione in modo più complesso, assumendo grafici e giornalisti. 2. ARTICOLO 2, PUNTO 2, LETTERA d): 1) riduzione a due anni dell’anzianità di costituzione dell’impresa editrice e di edizione della testata;
Il Sottosegretario con delega all'editoria, Luca Lotti 2
L’USPI propone che, nel caso in cui una
in questo numero La riforma dell’editoria è legge: la n. 198/2016 (pagine 1, 5, 6, 7, 8, 9, 10) Richieste e proposte USPI in merito ai decreti attuativi della PCM, previsti dalla legge previsti dalla legge 26 ottobre 2016, n. 198 (pagine 1, 2, 4) La legge sul cyberbullismo riparte dal Senato (pagine 1, 10, 11) Le quote associative USPI per l’anno 2017 (pagina 3) Studio Mediobanca, focus sull’editoria 2011/2016 - Analisi dei maggiori operatori del settore editoriale italiano (pagina 12) Dati Audiweb, più di 29 milioni gli italiani online. Cresce il tempo di navigazione da mobile, soprattutto per le donne (pagina 13) Privacy e giornalismo, l’aggiornamento di un articolo online deve essere subito visibile (pagine 14, 15, 16) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 14) L’Eco della Stampa (pagina 15) Convenzione USPI-SDA (pagina 16) società di capitali si trasformi in cooperativa di giornalisti od in Ente no-profit per accedere ai contributi statali, l’anzianità richiesta per l’accesso alle sovvenzioni pubbliche venga riferita solamente all’anzianità della testata. Questo criterio potrebbe far riferimento, in particolare, alle testate online, al fine di premiare testate che nel corso degli anni hanno svolto con serietà ed impegno una vera funzione informativa e non paragonarle a testate che potrebbero nascere ora, appositamente per accedere ai contributi. Questa direttiva potrebbe essere prevista solo per i primi due anni di applicazione della nuova legge. 3. ARTICOLO 2, PUNTO 2, LETTERA n): “incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici…” Per quanto riguarda l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, l’USPI rileva che una analoga disposizione, anche se limitata alle c.d. Aree depresse, esiste già nell’Art. 61, 4 Notiziario USPI n° 11/2016
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Le quote associative usPi
per l’anno 2017 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2017 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2017 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
€ € € € €
320,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€ €
100,00 170,00
Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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comma 13, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Finanziaria 2003). Alla citata norma è stata data pratica attuazione con la Deliberazione del CIPE 25 luglio 2003 recante “Concessioni di agevolazioni per investimenti in campagne pubblicitarie localizzate” (Deliberazione CIPE n. 53/2003), che correttamente ha individuato i requisiti di accesso e le peculiarità di evidenza e serietà del media su cui proporre pubblicità, tramite l’articolo 1, primo comma, che, di seguito, riproduciamo: “…attraverso mezzi locali certificati, tra i quali emittenti televisive locali iscritte all’Auditel, emittenti radiofoniche locali iscritte ad Audiradio, quotidiani locali iscritti ad Audipress e/o ADS, giornali periodici iscritti all’USPI...”. La richiesta dell’USPI è quella di riproporre integralmente il testo della Delibera CIPE. 4. ARTICOLO 2, PUNTO 2, LETTERA e), NUMERO 2: 2) valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale dell’offerta e del modello imprenditoriale, anche mediante la previsione di un aumento delle relative quote di rimborso, e previsione di criteri di calcolo specifici per le testate telematiche che producano contenuti informativi originali, tenendo conto del numero dei giornalisti, dell’aggiornamento dei contenuti e del numero effettivo di utenti unici raggiunti; L’USPI ritiene che il criterio dell’ “utente unico” sia un po’ riduttivo ed improprio perché a livello annuale una quota di utenti unici si ripete e quindi verrebbe erroneamente calcolato una sola volta (come se considerassimo il sig. Rossi che compra il giornale “X” ogni giorno, una volta sola per tutto l’anno) o se si considera che un server vale 1 anche se serve centinaia di computer (un’azienda, un comune, etc). Tale criterio valutativo potrebbe essere affiancato da quello delle “pagine viste”. Il mix tra questi due coefficienti potrebbe essere più equilibrato nel dare un valore alla testata. CONSIDERAZIONI NELL’ACCERTAMENTO DELLA DIFFUSIONE DELLE TESTATE TELEMATICHE Per quanto attiene l’accertamento dei contatti e visite dei giornali on-line, quest’Unione rileva che esistono svariate 4
Società che offrono questo tipo di servizio. Si tratta di società di diritto privato, portatrici di interessi e scelte personali. Potrebbero, quindi, trovarsi, in ipotesi, in condizione di non terzietà rispetto alla funzione pubblica di accertamento dei dati, per ragioni economiche o strategiche sul piano industriale. E’ necessario quindi, ad avviso dell’USPI, che qualunque scelta sia fatta, sia almeno contemporaneamente prevista la possibilità di controllo di un Ente Pubblico sull’operato della società prescelta. L’USPI propone, pertanto, la previsione di un intervento dell’AGCOM, nella fase istruttoria o in una fase di controllo successivo riguardo l’operato della società privata. 5. CONTRIBUTI EX ARTICOLO 3, COMMA 3, LEGGE 250/90: “alle imprese editrici di periodici che risultino esercitate da cooperative, fondazioni o enti morali, ovvero da società la maggioranza del capitale sociale delle quali sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali che non abbiano scopo di lucro, sono corrisposte annualmente 0,2 euro per copia stampata fino a 30.000 copie di tiratura media…” IN CORRELAZIONE CON L’ARTICOLO 2, COMMA 2, LETTERA a), punti 2) e 3): “2) come enti senza fini di lucro ovvero come imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia interamente detenuto da tali enti; 3) per un periodo di cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, come imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro”; Per incentivare le pubblicazioni on line e non discriminarle da quelle cartacee, l’USPI propone che per quelle testate, in regola con i requisiti soggettivi dell’editore, che siano pubblicate solamente on line, il requisito della tiratura come parametro del contributo sia sostituito da un contributo forfettario per l’affitto del server (per chiarezza, paragonato alla tipografia), di entità simile al contributo per il cartaceo. Quest’Unione prospetta l’ipotesi che a tale contributo possa concorrere la testata telematica che, oltre a tutti i requisiti di legge,
dimostri un aggiornamento, costante e rispettoso della periodicità dichiarata in Tribunale, per almeno i due anni precedenti la richiesta di contributo. L’USPI, inoltre, sostiene la necessità di abrogare l’interpretazione, ormai obsoleta, secondo la quale, per accedere ai contributi del comma 3, art. 3, della L.250/90, la testata dovesse essere già editata nel 1998 e 1999. 6. ARTICOLO 2, PUNTO 5, LETTERA a): a) incremento, nella direzione di un allineamento con la disciplina generale del sistema pensionistico, dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata… L’USPI richiede che una quota percentuale del Fondo che si andrà a creare per ottemperare agli obblighi espressi su prepensionamenti e ammortizzatori sociali sia destinata alla medio-piccola editoria. 7. ARTICOLO 8 Nuove disposizioni per la vendita dei giornali
Palazzo Chigi, Roma - sede del Governo La nostra Unione considera di fondamentale importanza, per la piccola e media editoria che si propone attraverso il canale delle edicole e dei punti alternativi di vendita, l’aver ribadito ed anzi rafforzato il principio della “parità di trattamento” nella vendita delle pubblicazioni regolari in occasione della loro prima immissione nel mercato. Solo tale principio, già presente da anni nella legislazione di settore, mette al riparo la piccola e media editoria dal sopruso dei grandi editori e delle agenzie di distribuzione. Quest’Unione è fin d’ora disponibile a fornire qualsiasi delucidazione o integrazione, anche tramite la partecipazione ad un incontro con i vertici del Dipartimento Editoria ad oggetto le proposte sopra esposte. IL SEGRETARIO GENERALE Francesco Saverio Vetere LA VICE SEGRETARIO GENERALE Sara Cipriani Notiziario USPI n° 11/2016
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dei deputati e del Senato della repubblica. Ai nostri associati basterà consultare molti dei precedenti numeri di questo Notiziario, per ripercorrere l’iter formativo – legislativo che ha portato alla definitiva stesura del testo di legge. Ci sarà modo di riprendere l’analisi dei singoli provvedimenti inseriti in questa legge, al momento dell’emanazione dei previsti decreti attuativi che la Presidenza del Consiglio dovrà emanare entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge. Prima di riportare il testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, però, riteniamo importante ricordare agli editori che già percepiscono i contributi della Legge 250/1990 (e successive modificazioni ed integrazioni) quella parte di norme, contenute nella Legge in esame, che si applicano già a partire dal 2016 per i contributi 2015. LE DISPOSIZIONI DI IMMEDIATA ATTUAZIONE Le seguenti disposizioni assumono valore già a partire dai contributi relativi all’esercizio 2016: 1) Il primo comma dell’articolo 3 della legge modifica l’articolo 2 del decreto legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito con modificazioni, dalla legge16 luglio 2012, n. 103. In particolare, la lettera a) modifica il comma 2 che nella previgente stesura prevedeva: “A decorrere dai contributi relativi all’anno 2012, per le imprese di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 2-quater, della legge 7agosto 1990, n. 250, per le imprese di cui all’articolo 153, commi 2 e 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonché per le imprese di cui all’articolo 20, comma 3-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificazioni, il contributo, che non può comunque superare quello riferito all’anno 2010, è così calcolato…” . Nella nuova stesura la norma prevede che: “A decorrere dai contributi relativi all’anno 2016, per le imprese di cui all’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 2-quater, della legge 7 agosto 1990, n. 250, per le imprese di cui all’articolo 153, commi 2 e 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonché per le imprese di cui all’articolo 20, comma 3ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e successive modificaNotiziario USPI n° 11/2016
zioni, il contributo, che non può comunque superare il 50 per cento dell’ammontare complessivo dei proventi dell’impresa editrici, riferiti alla testata per cui è chiesto il contributo, è così calcolato”. Gli effetti della modifica legislativa sono potenzialmente di grande impatto su molte imprese editrici, in quanto, in sostanza, il contributo, a partire dal 2016, non potrà essere superiore al 50 per cento dei ricavi direttamente riferibili alla testata per la quale è richiesto il contributo. 2) La lettera b) sopprime il secondo capoverso del comma 4 dell’articolo 2 della previgente legge che prevedeva che: “Il presente articolo non si applica ai contributi di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 250. Le risorse complessivamente destinabili a tali contributi sono pari al 5 per cento dell’importo stanziato, per i contributi diretti alla stampa, sul pertinente capitolo del bilancio del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri”. L’immediato effetto di questa norma è che già a partire dalla ripartizione dei contributi relativi al 2016 le imprese editrici di periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali o da soggetti da questi controllati non saranno più sottoposti alla partecipazione in una quota ridotta al cinque per cento delle risorse complessivamente destinabili a tali tipo di contributi. In altri termini, questo tipo di soggetti parteciperà alla ripartizione delle somme alla stregua di tutti gli altri soggetti. 3) La lettera c) introduce la seguente previsione: “Il contributo è erogato in due rate annuali. La prima rata è erogata in due rate annuali. La prima rata è versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma pari al 50 per cento del contributo calcolato come previsto dal presente decreto. La seconda rata, a saldo, è versata entro il termine per la conclusione del procedimento. In altri termini, viene ripristinato il meccanismo dell’acconto che verrà erogato in ragione del cinquanta per cento di quello attribuito per l’anno precedente; la materiale erogazione è subordinata al rilascio della regolarità della posizione da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e dal puntuale pagamento degli oneri previdenziali. Inoltre, nell’ipotesi di mancato pagamento di cartelle esattoriali scadute, troverà applicazione il blocco del pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni.
Come detto, tutte le novità sinora esaminate trovano applicazione già a partire dai contributi relativi al 2016. 4) Inoltre, in relazione alla tempistica di presentazione della documentazione istruttoria alla domanda di contributi, tutta la documentazione (con la sola esclusione del bilancio e delle relazioni di certificazione inerenti lo stesso, il prospetto dei costi di testata, i pagamenti e la diffusione) relativa al 2016 dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2017, unitamente alla domanda di contributi. Questa circostanza, chiaramente, comporta la necessità di attivare con tempestività delle nuove procedure in modo da garantire il rispetto delle nuove scadenze la cui violazione determina la decadenza dal diritto ai benefici. ********** LEGGE 26 ottobre 2016, n. 198 Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. (16G00211) (GU n.255 del 31-10-2016 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/11/2016 Articolo 1 Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione 1. Al fine di assicurare la piena attuazione dei principi di cui all’articolo 21 della Costituzione, in materia di diritti, libertà, indipendenza e pluralismo dell’informazione, nonché di incentivare l’innovazione dell’offerta informativa e dei processi di distribuzione e di vendita, la capacità delle imprese del settore di investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel tempo, nonché lo sviluppo di nuove imprese editrici anche nel campo dell’informazione digitale, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’articolo 10, comma 1, della presente legge, di seguito denominato «Fondo». 2. Nel Fondo confluiscono: a) le risorse statali destinate alle diverse forme di sostegno all’editoria 6 5
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quotidiana e periodica, anche digitale, comprese le risorse disponibili del Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria, di cui all’articolo 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147; b) le risorse statali destinate all’emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale, iscritte nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 1, comma 162, della legge 28 dicembre 2015, n. 208; c) una quota, fino ad un importo massimo di 100 milioni di euro in ragione d’anno per il periodo 2016-2018, delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione, di cui all’articolo 1, comma 160, primo periodo, lettera b), della legge 28 dicembre 2015, n. 208, come sostituita dall’articolo 10, comma 1, della presente legge; d) le somme derivanti dal gettito annuale di un contributo di solidarietà pari allo 0,1 per cento del reddito complessivo dei seguenti soggetti passivi dell’imposta di cui all’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917: 1) concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali; 2) società operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta, in tale caso calcolandosi il reddito complessivo con riguardo alla parte proporzionalmente corrispondente, rispetto all’ammontare dei ricavi totali, allo specifico ammontare dei ricavi derivanti da tale attività; 3) altri soggetti che esercitino l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto di terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete internet. 3. Le somme di cui al comma 2, lettera d), sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate al Fondo. 4. Il Fondo è annualmente ripartito tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico, per gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze. Le somme non impegnate 6
in ciascun esercizio possono esserlo in quello successivo. Le risorse di cui alle lettere c) e d) del comma 2 sono comunque ripartite al 50 per cento tra le due amministrazioni; i criteri di ripartizione delle risorse di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma 2 tengono conto delle proporzioni esistenti tra le risorse destinate al sostegno dell’editoria quotidiana e periodica e quelle destinate all’emittenza radiofonica e televisiva a livello locale. Il decreto di cui al primo periodo può prevedere che una determinata percentuale del Fondo sia destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l’innovazione dell’offerta informativa nel campo dell’informazione digitale attuando obiettivi di convergenza multimediale. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione di tali finanziamenti; lo schema di tale decreto è trasmesso alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto può comunque essere adottato. Il Presidente del Consiglio dei ministri, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente il testo alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Presidente del Consiglio dei ministri entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può comunque essere adottato. 5. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico, sono stabiliti i soggetti beneficiari, i requisiti di ammissione, le modalità, i termini e le procedure per l’erogazione di un contributo per il sostegno delle spese sostenute per l’utilizzo di servizi di telefonia e di connessione dati in luogo delle riduzioni tariffarie di cui all’articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, all’articolo 11 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, agli articoli 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e
all’articolo 23, comma 3, della legge 6 agosto 1990, n. 223. Sullo schema del regolamento di cui al primo periodo è acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, da esprimere entro sessanta giorni dalla ricezione. Decorso tale termine il regolamento è comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle disposizioni regolamentari di cui al primo periodo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, alla cui ricognizione si procede in sede di adozione delle medesime disposizioni regolamentari. Con il medesimo regolamento sono altresì stabilite procedure amministrative semplificate ai fini della riduzione dei tempi di conclusione dei provvedimenti di liquidazione delle agevolazioni previste dal citato articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge n. 416 del 1981, anche relativamente agli anni pregressi. Il contributo di cui al primo periodo del presente comma è concesso nel limite delle risorse allo scopo destinate dal decreto di cui al primo periodo del comma 4. 6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è annualmente stabilita la destinazione delle risorse ai diversi interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. 7. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio negli stati di previsione interessati, anche nel conto dei residui. Articolo 2 Deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti 1. Per garantire maggiori coerenza, trasparenza ed efficacia al sostegno pubblico all’editoria, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, la previsione di misure per il sostegno agli investimenti delle imprese editrici e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, l’innovazione del sistema distributivo, il finanziamento di progetti innovativi nel campo dell’editoria presentati da imprese di nuova costituzione, nonché la previsione di misure a sostegno di processi di ristrutturazione e di riorNotiziario USPI n° 11/2016
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ganizzazione delle imprese editrici già costituite. 2. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a) con riferimento ai destinatari dei contributi, parziale ridefinizione della platea dei beneficiari, ammettendo al finanziamento le imprese editrici che, in ambito commerciale, esercitano unicamente un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale, costituite: 1) come cooperative giornalistiche, individuando per le stesse criteri in ordine alla compagine societaria e alla concentrazione delle quote in capo a ciascun socio; 2) come enti senza fini di lucro ovvero come imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia interamente detenuto da tali enti; 3) per un periodo di cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, come imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro; b) mantenimento dei contributi, con la possibilità di definire criteri specifici inerenti sia ai requisiti di accesso, sia ai meccanismi di calcolo dei contributi stessi: 1) per le imprese editrici di quotidiani e periodici espressione delle minoranze linguistiche; 2) per le imprese e gli enti che editano periodici per non vedenti e per ipovedenti, prodotti con caratteri tipografici normali o braille, su nastro magnetico o su supporti informatici, in misura proporzionale alla diffusione e al numero delle uscite delle relative testate; 3) per le associazioni dei consumatori, a condizione che risultino iscritte nell’elenco istituito dall’articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; 4) per le imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani in lingua italiana editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero; c) esclusione dai contributi: 1) degli organi di informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, dei periodici specialistici a carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico; 2) di tutte le imprese editrici di quotidiani e periodici facenti capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in mercati regolamentati; d) con riferimento ai requisiti per accedere ai contributi: 1) riduzione a due anni dell’anzianità di costituzione dell’impresa editrice e di edizione della testata; 2) regolare adempimento degli obblighi derivanti dal rispetto e dall’applicazione del contratto collettivo di lavoro, nazionale o Notiziario USPI n° 11/2016
territoriale, stipulato tra le organizzazioni o le associazioni sindacali dei lavoratori dell’informazione e delle telecomunicazioni e le associazioni dei relativi datori di lavoro, comparativamente più rappresentative; 3) edizione in formato digitale dinamico e multimediale della testata per la quale si richiede il contributo, anche eventualmente in parallelo con l’edizione su carta; 4) obbligo per l’impresa di dare evidenza, nell’edizione, del contributo ottenuto nonché di tutti gli ulteriori finanziamenti ricevuti a qualunque titolo; 5) obbligo per l’impresa di adottare misure idonee a contrastare qualsiasi forma di pubblicità lesiva dell’immagine e del corpo della donna; e) con riferimento ai criteri di calcolo del contributo: 1) graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute, comunque non inferiore al 30 per cento delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20 per cento delle copie distribuite per la vendita per le testate nazionali, prevedendo più scaglioni cui corrispondono quote diversificate di rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta; 2) valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale dell’offerta e del modello imprenditoriale, anche mediante la previsione di un aumento delle relative quote di rimborso, e previsione di criteri di calcolo specifici per le testate telematiche che producano contenuti informativi originali, tenendo conto del numero dei giornalisti, dell’aggiornamento dei contenuti e del numero effettivo di utenti unici raggiunti; 3) previsione di criteri premiali per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori di età inferiore a 35 anni, nonché per l’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, e per azioni di formazione e aggiornamento del personale; 4) previsione di una riduzione per le imprese che superano, nei confronti del proprio personale, dei propri collaboratori e amministratori, il limite massimo retributivo di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89; 5) previsione di limiti massimi al contributo erogabile, in relazione all’incidenza percentuale del contributo sul totale dei ricavi dell’impresa e comunque nella misura massima del 50 per cento di tali ricavi; f) previsione di requisiti di accesso e di regole di erogazione dei contributi diretti quanto più possibile omogenei e uniformi per le diverse tipologie di imprese destinatarie; g) revisione e semplificazione del proce-
dimento amministrativo per l’erogazione dei contributi a sostegno dell’editoria, anche con riferimento agli apporti istruttori demandati ad autorità ed enti esterni alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini dello snellimento dell’istruttoria e della possibilità di erogare i contributi con una tempistica più efficace per le imprese; h) introduzione di incentivi agli investimenti in innovazione digitale dinamica e multimediale, anche attraverso la previsione di modalità volte a favorire investimenti strutturali in piattaforme digitali avanzate, comuni a piu’ imprese editrici, autonome e indipendenti; i) assegnazione di finanziamenti a progetti innovativi presentati da imprese editrici di nuova costituzione, mediante bandi indetti annualmente; l) con riferimento alla rete di vendita: 1) attuazione del processo di progressiva liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, favorendo l’adeguamento della rete alle mutate condizioni, mitigando gli effetti negativi di breve termine, assicurando agli operatori parità di condizioni, ferma restando l’applicazione dell’articolo 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192, anche al fine di migliorare la reale possibilità di fornitura adeguata alle esigenze dell’utenza del territorio e con divieto di sospensioni arbitrarie delle consegne, e garantendo in tutti i punti di vendita il pluralismo delle testate presenti anche mediante l’introduzione, tenuto conto della sussistenza di motivi imperativi di interesse generale, di parametri qualitativi per l’esercizio dell’attività, nonché di una disciplina della distribuzione territoriale dei prodotti editoriali volta ad assicurare a tali punti di vendita l’accesso alle forniture, senza il loro condizionamento a servizi o prestazioni aggiuntive; 2) promozione, di concerto con le regioni, di un regime di piena liberalizzazione degli orari di apertura dei punti di vendita e rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità di ampliare l’assortimento e l’intermediazione di altri beni e servizi, con lo scopo di accrescerne le fonti di ricavo potenziale, nel rispetto delle norme e delle prescrizioni tecniche poste a tutela di esigenze di salute pubblica, ordine pubblico e acquisizione di gettito erariale; 3) promozione di sinergie strategiche tra i punti di vendita, al fine di creare le condizioni per lo sviluppo di nuove formule imprenditoriali e commerciali; 4) completamento in maniera condivisa e unitaria dell’informatizzazione delle strutture, al fine di connettere i punti di vendita e di costituire una nuova rete integrata capillare nel territorio; m) con riferimento ai canali di vendita telematici, previsione che 8 7
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escluda la discriminazione on line/off line in materia di prodotti editoriali vendibili nonché la limitazione dell’impresa editoriale nella propria autonomia di definizione di contenuti, prezzi, formule commerciali e modalità di pagamento; n) incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, riconoscendo un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative. 3. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, nel rispetto della procedura di cui all’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 4. Al fine di rendere l’accesso ai prepensionamenti per i giornalisti progressivamente conforme alla normativa generale del sistema pensionistico, nonché di razionalizzare la composizione e le attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per il ricorso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata di cui all’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, e la revisione della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. 5. Nell’esercizio della delega di cui al comma 4, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: a) incremento, nella direzione di un allineamento con la disciplina generale del sistema pensionistico, dei requisiti di anzianità anagrafica e contributiva per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata previsti dall’articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416, prevedendo, in ogni caso, il divieto di mantenere un rapporto lavorativo con il giornalista che abbia ottenuto il trattamento pensionistico, e revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici ai fini dell’accesso agli ammortizzatori 8
sociali e ai prepensionamenti; b) riordino e razionalizzazione delle norme concernenti il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti nei seguenti ambiti: 1) competenze in materia di formazione; 2) procedimenti nelle materie di cui all’articolo 62 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, prevedendo, in particolare, l’eliminazione della facoltà di cumulo delle impugnative dei provvedimenti dei consigli regionali dell’Ordine dinanzi al Consiglio nazionale con quelle giurisdizionali, stabilendo la loro natura alternativa, ferma restando la possibilità di proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel caso di impugnativa dinanzi al Consiglio nazionale dell’Ordine; 3) numero dei componenti, da stabilire nel numero massimo di sessanta consiglieri, di cui due terzi giornalisti professionisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, e un terzo pubblicisti, tra i quali almeno un rappresentante delle minoranze linguistiche riconosciute, purché titolari di una posizione previdenziale attiva presso l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani; 4) adeguamento del sistema elettorale, garantendo la massima rappresentatività territoriale. 6. I decreti legislativi di cui al comma 4 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell’economia e delle finanze, nonché, per l’ipotesi di cui alla lettera b) del comma 5, di concerto con il Ministro della giustizia e sentito il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, nel rispetto della procedura di cui all’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 7. All’attuazione della delega di cui al comma 1 si provvede nel limite delle risorse disponibili sul Fondo. Dall’attuazione della delega di cui al comma 4 non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. 8. Gli schemi dei decreti legislativi di cui ai commi 1 e 4, corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché su di essi siano espressi, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, i
pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono essere adottati anche in mancanza dei pareri. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e di motivazione. Le Commissioni parlamentari esprimono il proprio parere entro venti giorni dalla trasmissione, decorsi i quali i decreti sono adottati. Articolo 3 Nuove disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici 1. All’articolo 2 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 2, alinea, le parole: «il contributo, che non può comunque superare quello riferito all’anno 2010,» sono sostituite dalle seguenti: «il contributo, che non può comunque superare il 50 per cento dell’ammontare complessivo dei proventi dell’impresa editrice, riferiti alla testata per cui e’ chiesto il contributo, al netto del contributo medesimo,»; b) al comma 4, il secondo periodo è soppresso; c) dopo il comma 7 è inserito il seguente: «7-bis. Il contributo è erogato in due rate annuali. La prima rata è versata entro il 30 maggio mediante anticipo di una somma pari al 50 per cento del contributo calcolato come previsto dal presente decreto. La seconda rata, a saldo, è versata entro il termine di conclusione del procedimento. All’atto dei pagamenti, l’impresa deve essere in regola con le attestazioni rilasciate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e con i versamenti dei contributi previdenziali e non deve risultare inadempiente in esito alla verifica di cui all’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602». 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dai contributi relativi all’anno 2016. 3. A decorrere dai contributi relativi all’anno 2016, le domande per l’ammissione al sostegno pubblico all’editoria, sottoscritte dal legale rappresentante dell’impresa editrice, sono presentate, per via telematica, dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, secondo le modalità pubblicate nel sito Notiziario USPI n° 11/2016
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internet istituzionale del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le domande devono essere corredate dei documenti istruttori o delle dichiarazioni sostitutive attestanti: l’assetto societario, il numero dei giornalisti dipendenti associati, la mutualità prevalente, il divieto di distribuzione degli utili, l’anzianità di costituzione e di edizione della testata, la periodicità e il numero delle uscite, l’insussistenza di situazioni di collegamento o di controllo previste dall’articolo 3, comma 11-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dall’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, l’iscrizione nel registro delle imprese, gli estremi delle posizioni contributive presso istituti previdenziali, la proprietà o la gestione della testata. Le imprese editrici devono inoltre far pervenire nel medesimo termine un campione di numeri della testata edita. Entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di riferimento del contributo, le imprese editrici richiedenti devono produrre il bilancio di esercizio, corredato della nota integrativa e degli annessi verbali, e i prospetti dei costi e delle vendite; tale documentazione deve essere certificata da soggetti iscritti nel Registro dei revisori legali, istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. 4. A decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge: a) il comma 7-bis dell’articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio 2012, n. 103, è abrogato; b) all’articolo 1, comma 3, della legge 7 marzo 2001, n. 62, dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Il prodotto editoriale è identificato dalla testata, intesa come il titolo del giornale, della rivista o di altra pubblicazione periodica, avente una funzione e una capacità distintiva nella misura in cui individua una pubblicazione.»; c) all’articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, è aggiunto, in fine, il seguente comma: «3-bis. Per “quotidiano on line” si intende quella testata giornalistica: a) regolarmente registrata presso una cancelleria di tribunale; b) il cui direttore responsabile sia iscritto all’Ordine dei giornalisti, nell’elenco dei pubblicisti ovvero dei professionisti; c) che pubblichi i propri contenuti giornalistici prevalentemente on line; d) che non sia esclusivamente una mera trasposizione telematica di una testata cartacea; Notiziario USPI n° 11/2016
e) che produca principalmente informazione; f) che abbia una frequenza di aggiornamento almeno quotidiana; g) che non si configuri esclusivamente come aggregatore di notizie». Articolo 4 Proroga dei termini per l’equo compenso 1. Il comma 4 dell’articolo 2 della legge 31 dicembre 2012, n. 233, è sostituito dal seguente: «4. La Commissione dura in carica fino all’approvazione della delibera che definisce l’equo compenso e al completamento di tutti gli altri adempimenti previsti dal comma 3». Articolo 5 Esercizio della professione di giornalista 1. L’articolo 45 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, è sostituito dal seguente: «Art. 45. (Esercizio della professione). - 1. Nessuno può assumere il titolo ne’ esercitare la professione di giornalista, se non è iscritto nell’elenco dei professionisti ovvero in quello dei pubblicisti dell’albo istituito presso l’Ordine regionale o interregionale competente. La violazione della disposizione del primo periodo è punita a norma degli articoli 348 e 498 del codice penale, ove il fatto non costituisca un reato più grave». Articolo 6 Modifica alla legge 3 febbraio 1963, n. 69 1. All’articolo 1, quinto comma, della legge 3 febbraio 1963, n. 69, dopo le parole: «ciascuna regione» sono inserite le seguenti: «e provincia autonoma». Articolo 7 Modifiche alla legge 15 maggio 1954, n. 237, e alla legge 27 dicembre 1997, n. 449 1. All’articolo 2, primo comma, della legge 15 maggio 1954, n. 237, le parole: «La Presidenza del Consiglio dei Ministri è autorizzata» sono sostituite dalle seguenti: «La Presidenza del Consiglio dei ministri, le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni sono autorizzati». 2. Al comma 24 dell’articolo 55 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le parole: «la Presidenza del Consiglio dei ministri è autorizzata» sono sostituite dalle seguenti: «la Presidenza del Consiglio dei ministri, le regioni, le province, le città metropolitane e i comuni sono autorizzati, nell’ambito delle risorse già destinate a questo scopo nel bilancio degli enti interessati,». Articolo 8 Nuove disposizioni per la vendita dei giornali 1. A decorrere dal 1° gennaio 2017, i punti di vendita esclusivi assicurano la parità
di trattamento nella vendita delle pubblicazioni regolari in occasione della loro prima immissione nel mercato. Per pubblicazioni regolari si intendono quelle che hanno già effettuato la registrazione presso il tribunale, che sono diffuse al pubblico con periodicità regolare, che rispettano tutti gli obblighi previsti dalla legge 8 febbraio 1948, n. 47, e che recano stampati sul prodotto e in posizione visibile la data e la periodicità effettiva, il codice a barre e la data di prima immissione nel mercato. 2. Le imprese di distribuzione, nell’adempimento degli obblighi di cui all’articolo 16, primo comma, della legge 5 agosto 1981, n. 416, si adeguano alle disposizioni di cui al comma 1, primo periodo, del presente articolo. Articolo 9 Procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale 1. All’articolo 49 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: «1-bis. L’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ha durata decennale ed è preceduto, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, della legge 28 dicembre 2015, n. 220, da una consultazione pubblica sugli obblighi del servizio medesimo. 1-ter. Il limite massimo retributivo di 240.000 euro annui, di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, si applica rispettivamente agli amministratori, al personale dipendente, ai collaboratori e ai consulenti del soggetto affidatario della concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, la cui prestazione professionale non sia stabilita da tariffe regolamentate. 1-quater. Ai fini del rispetto del limite di cui al comma 1-ter non si applicano le esclusioni di cui all’articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 1-quinquies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, è affidato in concessione il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale ed è approvato l’annesso schema di convenzione. Lo schema di decreto e l’annesso schema di convenzione sono trasmessi per il parere, unitamente ad una relazione del Ministro dello sviluppo econo10 9
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LA LEGGE SUL CYBERBULLISMO RIPARTE DAL SENATO 1
(ATTO SENATO 1261-B) Elena FERRARA ed altri - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI Martedì 25 ottobre 2016 (432ª Seduta) Il relatore PALERMO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) riferisce sulle modifiche apportate dalla Camera dei deputati al disegno di legge in titolo: “Nel definire le finalità dell’intervento legislativo, l’articolo 1 introduce la prevenzione e il contrasto del fenomeno del bullismo, oltre che del cyberbullismo, con particolare attenzione alla strategia da adottare verso i minori - sia autori che vittime di illeciti privilegiando azioni di carattere formativo ed educativo rivolte anche a soggetti minori di 21 anni che frequentano le istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado. Il medesimo articolo reca una puntuale definizione dei fenomeni: il bullismo è l’aggressione o la molestia ripetuta, da parte di singoli o più persone, nei confronti di una o più vittime, allo scopo di ingenerare in essi timore, ansia, isolamento o emarginazione. Sono manifestazioni di bullismo gli atti
vessatori, le pressioni e violenze fisiche e psicologiche, l’istigazione al suicidio o all’autolesionismo, minacce o ricatti, furti o danneggiamenti, offese e derisioni per ragioni di lingua, etnia, religione, orientamento sessuale, aspetto fisico, opinione politica, disabilità o altre condizioni personali o sociali della vittima. Per cyberbullismo si intende qualunque comportamento o atto rientrante fra i predetti e perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti telematici o informatici. Anche la procedura tesa a tutelare la dignità della vittima di cyberbullismo, di cui all’articolo 2 del provvedimento, è stata oggetto di modifiche sostanziali. Nella versione originaria il minore ultraquattordicenne che avesse subito atti di cyberbullismo (o un soggetto esercente responsabilità sullo stesso) poteva adire il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet, al fine di ottenere l’oscuramento o la rimozione dei propri dati personali diffusi nella rete. Nella versione approvata dalla Camera dei deputati si prevede, invece, la possibilità per chiunque, anche minore di età, sia vittima di cyberbullismo, nonché per il genitore del minore (o per chi ne eserciti le funzioni), di chiedere ai gestori dei siti Internet o dei social media la rimozione o l’oscura-
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mico sull’esito della consultazione di cui al comma 1-bis, alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Il parere è reso entro trenta giorni dalla data di trasmissione, decorsi i quali il decreto può comunque essere adottato, con l’annesso schema di convenzione. Il decreto e l’annesso schema di convenzione sono sottoposti ai competenti organi di controllo e successivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 1-sexies. Sino alla data di entrata in vigore del decreto che dispone il nuovo affidamento del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, e comunque per un periodo non superiore a novanta giorni dalla data di scadenza del rapporto concessorio, continuano a trovare applicazione, ad ogni effetto, la concessione e la relativa convenzione già in atto. 1-septies. Il Ministero dello sviluppo eco10
nomico provvede, sulla base dello schema di convenzione annesso al decreto di cui al comma 1-quinquies, alla stipulazione della convenzione con la società concessionaria del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale». Articolo 10 Norme di coordinamento 1. All’articolo 1, comma 160, primo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, la lettera b) è sostituita dalla seguente: «b) al finanziamento, fino ad un importo massimo di 100 milioni di euro in ragione d’anno, del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze». 2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità di
mento dei contenuti specifici rientranti nelle condotte di cyberbullismo. Se non si provvede entro 48 ore, l’interessato può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali che interviene direttamente entro le successive 48 ore. Specifici obblighi sono posti in capo ai gestori dei siti, che devono dotarsi, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, di procedure per il recepimento e la gestione
delle richieste di oscuramento, rimozione o blocco dei dati; analoghi obblighi riguardano la comunicazione di tali procedure sulla home page degli stessi siti. All’articolo 3, che dispone l’istituzione, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, la Camera dei deputati ha
versamento del contributo di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d). 3. In sede di prima applicazione, per l’esercizio finanziario 2016,le risorse di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a) e b), sono mantenute nel bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico ai fini dell’esecuzione degli interventi già programmati a valere su di esse. 4. Le risorse di cui all’articolo 28 della legge 5 agosto 1981, n. 416, confluiscono nel Fondo di cui all’articolo 1 nell’esercizio finanziario successivo a quello di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 1, comma 5, al netto di quelle occorrenti per l’erogazione dei benefici già maturati alla data di entrata in vigore del medesimo regolamento. Data a Roma, addi’ 26 ottobre 2016 MATTARELLA Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri Visto, il Guardasigilli: Orlando Notiziario USPI n° 11/2016
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introdotto il coinvolgimento di associazioni attive nel contrasto del cyberbullismo e di esperti dotati di specifiche competenze in campo psicologico, pedagogico e delle comunicazioni sociali telematiche. Ha disposto, inoltre, che alla Presidenza del Consiglio sia affidato il compito di attivare, sui principali media, campagne informative periodiche di prevenzione e sensibilizzazione su tali fenomeni. Obblighi di relazione annuale alle Camere sulle attività svolte dal citato tavolo tecnico sono, infine, attribuiti al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. L’articolo 4 è dedicato alle scuole. In particolare, nel prevedere l’adozione da parte del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca di linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo negli istituti scolastici, la Camera dei deputati ha incluso la possibilità di avvalersi della collaborazione della polizia postale, nonché l’obbligo di aggiornare tali linee con cadenza biennale. È stata introdotta, inoltre, la figura del docente con funzioni di referente, che potrà coordinare le diverse iniziative di prevenzione e contrasto dei fenomeni, anche collaborando con la polizia postale e le associazioni giovanili presenti sul territorio. Con il nuovo comma 6, si è aggiunta la previsione di progetti di sostegno dei minori vittime di atti di bullismo e cyberbullismo, nonché di iniziative rieducative - anche attraverso attività riparatorie o di utilità sociale - dei minori autori degli atti, adottati dai servizi sociali territoriali. L’articolo 5, aggiunto nel corso dell’esame presso l’altro ramo del Parlamento, affida al dirigente scolastico il compito di informare le famiglie dei minori coinvolti in atti di bullismo e, se necessario, convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni e percorsi rieducativi per l’autore. È previsto, inoltre, l’aggiornamento degli attuali regolamenti scolastici con i necessari riferimenti a bullismo e cyberbullismo e relative sanzioni disciplinari. Infine, con l’articolo 8, aggiunto dalla Camera dei deputati, è rafforzata l’attuale aggravante per gli atti persecutori online. La modifica apportata all’articolo 612-bis del codice penale comporta per lo stalking informatico o telematico la reclusione da 1 a 6 anni; analoga pena è prevista se il reato è commesso con scambio di identità, divulgazione di dati sensibili, di immagini o informazioni private carpiti con l’inganno o con minacce, diffusione di registrazioni di fatti di violenza o minaccia. Attraverso una Notiziario USPI n° 11/2016
novella all’articolo 240 del codice penale, si prevede la confisca obbligatoria dei beni e degli strumenti informatici e telematici utilizzati per la commissione del reato”. ********** Mercoledì 26 ottobre 2016 (433ª Seduta ) Ha inizio la discussione generale. Il senatore MAZZONI (AL-A) formula valutazioni critiche sul disegno di legge in titolo. Infatti, mentre il testo approvato in prima lettura riguardava esclusivamente i minori vittime o responsabili di atti di cyberbullismo ed era orientato alla sensibilizzazione dei giovani e delle loro famiglie e alla prevenzione del disagio degli adolescenti, quello approvato dalla Camera dei deputati amplia la sfera dei destinatari della norma e le fattispecie sanzionate. A suo avviso, la scelta operata dall’altro ramo del Parlamento rischia di rendere le misure sostanzialmente inapplicabili, anche perché suscettibili di accrescere in modo indiscriminato il contenzioso a carico del Garante della privacy, senza prevedere ulteriori risorse e dotazioni di personale per lo svolgimento dei controlli. Nota, inoltre, che i comportamenti attraverso cui si esplica il fenomeno del bullismo sono in buona parte già perseguibili come reati di diffamazione, violenza privata o stalking. Osserva, quindi, che il comma 2 dell’articolo 1, tra i diversi atti e comportamenti vessatori, fa riferimento alla rivelazione dell’orientamento sessuale, ma non dell’atto sessuale in sé. In tal modo, sarebbe preclusa la possibilità di chiedere al Garante la rimozione dei contenuti diffamatori per alcuni dei più gravi episodi accaduti recentemente, con il coinvolgimento di vittime minorenni e maggiorenni, che hanno colpito in modo particolare l’opinione pubblica. Ritiene del tutto insufficiente lo stanziamento di 220.000 euro per le attività di contrasto del cyberbullismo, in quanto significherebbe destinare a ogni scuola, per le attività di formazione, soltanto 5 euro. Un’ulteriore criticità è l’inserimento del nuovo articolo 8, che modifica l’articolo 612-bis del codice penale, prevedendo la reclusione da uno a sei anni per atti persecutori attraverso strumenti informatici o telematici. Ravvisa il rischio, infatti, di un uso strumentale di tale norma, ai danni di blogger o giornalisti che - anche a fini di satira - pubblichino informazioni giudicate lesive dell’onore e della reputazione di qualsiasi soggetto.
Il senatore MALAN (FI-PdL XVII) si associa alle considerazioni del senatore Mazzoni. Ritiene che il provvedimento abbia una finalità essenzialmente punitiva e lascia all’autorità giudiziaria un eccessivo margine di discrezionalità nella valutazione della ammissibilità dei contenuti. Peraltro, a suo avviso, anche l’ampliamento delle condotte perseguibili alle offese e derisioni per qualsiasi condizione personale e sociale, senza ulteriori precisazioni che delimitino l’ambito di applicazione della norma, potrebbe determinare difformità di giudizio e una conseguente situazione di incertezza. Sottolinea, infine, il rischio di una strumentalizzazione - a danno degli autori di satira - della norma che prevede la reclusione fino a sei anni, in particolare a fronte della pena attualmente prevista per il reato di diffamazione a mezzo stampa. ********** Giovedì 3 novembre 2016 (434ª Seduta) Prosegue l’esame, sospeso nella seduta del 26 ottobre. La PRESIDENTE dichiara chiusa la
discussione generale. Il relatore PALERMO (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) ricorda che, nel corso della discussione, è stata avanzata la proposta di enucleare, dal testo trasmesso dalla Camera dei deputati, le norme originariamente approvate dal Senato. Si potrebbe, poi, predisporre un nuovo disegno di legge, nel quale far confluire le ulteriori disposizioni sul bullismo introdotte in seconda lettura dall’altro ramo del Parlamento. Anticipa, pertanto, la presentazione di alcuni emendamenti, volti essenzialmente a ripristinare l’originaria impostazione del disegno di legge. ********** Martedì 15 novembre 2016 (438ª Seduta) La PRESIDENTE avverte che sono stati presentati emendamenti, pubblicati in allegato. Propone, quindi, di fissare alle ore 13 di mercoledì 23 novembre il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti agli emendamenti del relatore. 11
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Uno studio MBRES – Ufficio Studi Mediobanca, del 23 novembre 2016
FOCUS SULL’EDITORIA (2011-2016) Analisi dei maggiori operatori del settore editoriale italiano In cinque anni i grandi gruppi editoriali italiani hanno perso il 32% dei ricavi, 4.500 posti di lavoro e i quotidiani bruciato un milione di copie - Bene solo Cairo ed Espresso, in ripresa Mondadori In cinque anni, dal 2011 al 2015, i principali nove gruppi editoriali italiani hanno perso il 32,6% del fatturato (-1,8 miliardi), cumulato perdite nette per due miliardi e ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità, scendendo a 13mila dipendenti totali. Lo afferma una ricerca dell’ufficio studi Mediobanca (Focus R&S sull’editoria (2011-2016) – Analisi dei maggiori operatori del settore editoriale italiano) sul settore, con un trend nel taglio dei dipendenti che starebbe proseguendo anche quest’anno. LE VENDITE In cinque anni le vendite di quotidiani sono scese di un milione di copie: da 2,8 a 1,8 milioni totali (-34%). La situazione particolare è molto differenziata comunque rispetto al dato aggregato: Cairo Editore e L’Espresso sono in utile nel quinquennio 2011-15 e Mondadori è vista tornare a un risultato positivo quest’anno. Nei primi nove mesi del 2016 è proseguita, ma in maniera meno accentuata, la flessione delle vendite con il fatturato aggregato in calo complessivamente del 3,5% (era diminuito del 4,2% nell’intero esercizio 2015). LA REDDITIVITA’ OPERATIVA La redditività operativa del settore editoriale resta inferiore a quella della manifattura italiana, ma è migliorata rispetto al dato negativo del 2014 (0,1% il risultato prima degli oneri finanziari, Ebit, sul fatturato 2015), soprattutto per la forte azione di contenimento dei costi (-8,9% nel 2015 rispetto al 2014). Secondo la ricerca condotta sui bilanci societari, nel 2015 Cairo Editore, Itedi e L’Espresso primeggiano per redditività operativa mentre Il Sole 24 Ore e Class sono nettamente in coda. La struttura finanziaria è solida a livello aggregato (nel 2015 i mezzi propri sono in
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media 1,5 volte i debiti finanziari), ma molto differenziata fra i singoli gruppi: Cairo Editore non ha debiti finanziari e Rcs un’esposizione di oltre 5 volte superiore ai mezzi propri. Caltagirone Editore segna una liquidità oltre 4 volte l’esposizione finanziaria. Aggregando le ultime trimestrali, l’ufficio studi Mediobanca segnala che il gruppo Cairo Communication è l’unico ad aumentare i ricavi (+1,9%) mentre la flessione sfiora il 10% per Class Editori e l’8%-9% per Monrif e Il Sole 24 Ore. La redditività industriale permane positiva per Mondadori, Espresso e Cairo Communication, con il dato peggiore in valore assoluto de Il Sole 24 Ore, con un Ebit negativo per 45 milioni nel 2016, quasi raddoppiato rispetto ai -25 milioni dei primi nove mesi 2015, che si riflette in un risultato netto negativo per 62 milioni. Anche Rcs chiude in perdita il periodo per 1 7 milioni, ma i n
miglioramento rispetto ai -126 milioni del periodo a raffronto. Analizzando i dati finanziari, gli estensori della ricerca specificano che dal punto di vista contabile il possibile aumento di capitale de Il Sole 24 Ore potrebbe essere di almeno 60 milioni anche se tenendo conto di altri parametri, come la liquidità, si potrebbe salire fino a quota 100 milioni. NEL MONDO Nel 2015 il giro d’affari mondiale dell’industria dei quotidiani si è attestato a 168 miliardi di dollari: -1,2% rispetto al 2014 e -4,3% rispetto al 2011. Lo afferma una stima della World association of newspapers and news publishers citata da una ricerca dell’ufficio studi di Mediobanca. Secondo la stima nel 2015 i quotidiani stampati hanno raggiunto 2,7 miliardi di persone nel mondo (soprattutto grazie alla crescita di diffusione in Cina e India), oltre a
1,3 miliardi di lettori di quotidiani digitali. In alcuni Paesi sviluppati come Stati Uniti, Australia, Canada e Regno Unito, il numero dei lettori digitali ha superato quello dei lettori cartacei. A fare da traino a questa tendenza è anche la forte crescita del mercato dei mobile devices (smartphones e tablets): si stima che oggi circa il 30% della popolazione mondiale possegga uno smartphone. IN EUROPA Nel 2015 i nove principali gruppi editoriali italiani hanno accusato un calo dei ricavi del 4,2%, contro una limatura dello 0,2% delle società simili in Francia e dello 0,1% in Gran Bretagna. Batte di gran lunga tutti l’editoria tedesca, che l’anno scorso ha registrato un aumento del fatturato complessivo del 7,6%. Lo afferma la consueta ricerca dell’ufficio studi di Mediobanca sul settore, secondo la quale nel periodo 2011-2015 gli investimenti del comparto in Italia si sono più che dimezzati a un totale di 35 miliardi (-55%). Italia fanalino di coda anche per produttività: in valore aggiunto pro capite segna una media di 88mila euro, ultima dietro la Francia (94mila), la Germania (95mila) e la Gran Bretagna (138mila euro per dipendente). Secondo gli estensori della ricerca, non dovrebbe far esplodere il trend di perdita di posti di lavoro, in quanto i ‘tagli’ sono in corso da tempo e in gran parte sarebbero già stati attuati. Un elemento che sta minando la base ricavi di tutti gli editori europei rimane ovviamente la concorrenza degli ‘over the top’ Internet: secondo lo studio, Google nel 2105 ha raccolto pubblicità sul digitale per 62 miliardi attraverso Google Search e YouTube, seguita da Facebook con quasi 16 miliardi e le cinesi Baidu e Tencent rispettivamente a 9 e 2,5 miliardi di raccolta. (ANSA) www.mbres.it, Milano, 23/11/2016 Notiziario USPI n° 11/2016
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Dati Audiweb, settembre 2016
PIU’ DI 29 MILIONI GLI ITALIANI ONLINE. CRESCE IL TEMPO DI NAVIGAzIONE DA MOBILE, SOPRATTUTTO PER LE DONNE Motori di ricerca, portali generalisti e social i siti più consultati Nel mese di settembre 2016 hanno navigato almeno una volta dai device rilevati 29,5 milioni di italiani dai due anni in su. La total digital audience nel giorno medio è rappresentata da 22,8 milioni di utenti, online per 2 ore e 13 minuti. Lo dicono i dati Audiweb, diffusi il 16 novembre Più in dettaglio, hanno navigato da mobile (smartphone e/o tablet) nel giorno medio circa 20 milioni di utenti unici (il 45,2%
degli italiani tra i 18 e i 74 anni), mentre l’accesso a internet da computer si attesta a 10,6 milioni di utenti (il 19,3% degli italiani dai 2 anni in su). Dai dati demografici emerge che a settembre hanno navigato almeno una volta nel giorno medio il 40,3% degli uomini dai due anni in su (11 milioni) e il 42,3% delle donne (11,8 milioni), il 55,9% dei 1824enni (2,3 milioni), il 60% dei 25-34enni (4,2 milioni) e circa il 61% dei 35-54enni (11,2 milioni). Internet è da mobile nel giorno medio per il 47,9% delle donne (10,7 milioni tra i 18-74 anni), il 42,4% degli uomini (9,2 milioni tra i 18-74 anni) e per circa il 56% dei 2554enni. Continua ancora la preferenza delle donne per la fruizione di internet da mobile, a cui dedicano in media 2 ore e 10 minuti al gior-
no, contro 1 ora e 42 minuti in media degli uomini. Dai dati di consumo sulla fruizione mensile, emerge che il 93,4% degli utenti online ha consultato siti o applicazioni di ricerca (sotto-categoria “Search”, con 27,5 milioni di utenti unici), il 90,3% almeno uno tra i portali generalisti (sotto-categoria “General Interest Portals & Communities”, con 26,6 milioni di utenti), l’87,4% i siti che offrono servizi e tool online (sotto-categoria “Internet tools / web services” con 25,8 milioni di utenti), l’87,3% i social network (“Member Communities”, con 25,7 milioni di utenti). Tra le categorie di siti dedicati all’intrattenimento, la categoria Video/Movies raggiunge l’82% degli utenti online, con 24,2 milioni di utenti, così come raggiungono valori molto rilevanti le categorie di siti e applicazioni dedicati alla messaggistica “in m o b i l i t à ” , Cellular/Paging con il 75,7% degli utenti, all’ecommerce con il 73,6% degli utenti (21,7 milioni), e alle news (categoria Current Events & Global News), con il 68,4% degli utenti (20,2 milioni). ********** NOTA METODOLOGICA Completamente integrata alla rilevazione dell’audience da pc, la nuova ricerca Audiweb Mobile è basata su un modello di rilevazione ‘user centric’ che integra i dati di navigazione da device mobili (smartphone e tablet) con i dati della fruizione PC. L’estensione del sistema di rile-
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vazione ha richiesto un importante ampliamento del panel e la conseguente evoluzione della metodologia alla base del sistema di rilevazione. In particolare, al panel PC già esistente, composto da oltre 40.000 panelisti, sono stati aggiunti un nuovo panel per la misurazione delle navigazioni e dell’utilizzo di applicazioni da smartphone, composto da circa 3000 panelisti (1.500 per il sistema operativo Android e 1500 per iOS), e il panel per i tablet, composto da circa 1000 panelisti (Android e iOS). I due
nuovi panel utilizzano meter-software per la rilevazione automatica delle navigazioni degli utenti. Il risultato finale è rappresentato dal nastro di pianificazione, Audiweb Database: un file respondent level, che contiene i dati elementari di navigazione e i profili socio demografici degli utenti online, con un dettaglio per giorni della settimana, fasce orarie di 3 ore, proponendo le metriche già usate per l’audience da pc: utenti unici,
reach %, pagine viste e tempo speso. L’universo di riferimento della mobile audience: - 18/74enni; - possessori di smartphone/tablet con sistemi operativi Android o iOS; - che dichiarano di navigare in Internet da smartphone/tablet. L’universo di riferimento della total digital audience: - individui con età 2-74+, ad esclusione dei dati “Mobile” che sono rilevati per i soli 18-74enni. (da: primaonline.it, 16 novembre 2016) 13
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Provvedimento del Garante della privacy n. 5515910
GIORNALISMO, L’AGGIORNAMENTO DI UN ARTICOLO ONLINE DEVE ESSERE SUBITO VISIBILE Non basta una postilla alla fine, ma occorre una nota accanto o sotto il titolo L’aggiornamento di un articolo pubblicato on line deve essere immediatamente visibile al lettore, sia nel titolo sia nel contenuto dell’anteprima (la cosiddetta preview). Non è sufficiente apporre una postilla alla fine dell’articolo. Solo così può dirsi effettiva la tutela garantita alla persona che chiede di aggiornare i dati a veder riconosciuta la sua attuale identità sociale. IL FATTO Lo ha affermato il Garante privacy nell’accogliere parzialmente il ricorso di un uomo che, coinvolto in una vicenda giudiziaria quando rivestiva un ruolo pubblico, era stato poi scagionato e la sua posizione processuale archiviata. L’uomo si era rivolto all’Autorità insoddisfatto dalle modalità adottate dal quotidiano che si era limitato ad inserire una breve nota alla fine di due articoli dei quali aveva chiesto l’aggiornamento. La presenza in rete di queste “vecchie” informazioni – secondo il ricorrente arrecava un pregiudizio alla sua reputazione, personale e professionale, non corrispondendo a quanto realmente avvenuto, come dimostrato dalla successiva archiviazione del procedimento penale a suo carico. LA DECISIONE L’Autorità, ritenendo comunque lecito il trattamento dei dati contenuti negli articoli mantenuti on line nell’archivio storico del
quotidiano, ha rilevato tuttavia che il diritto della persona di ottenere l’aggiornamento delle informazioni che lo riguardano deve essere comunque garantito qualora eventi successivi abbiano modificato quanto riportato, incidendo in modo significativo sul suo profilo e sulla sua immagine. L’aggiornamento, inoltre, per salvaguardare l’attuale identità sociale della persona deve essere effettivo e non limitato ad una postilla poco visibile. Non giudicando quindi adeguate le modalità scelte dall’editore, il Garante ha chiesto di rendere visibile, sia nel titolo sia nelle preview, l’esistenza di sviluppi della vicenda: mediante, ad esempio, una nota accanto o sotto il titolo dell’articolo (www.editoria.tv 21/11/2016)
Ivan Zambardino,
********** GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI PROVVEDIMENTO [doc. web n. 5515910]: Aggiornamento e deindicizzazione di articoli relativi a fatti di cronaca pubblicati su quotidiani online e blog (Registro dei provvedimenti n. 358 del 15 settembre 2016)
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata.
RISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio - settembre 2016); Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale, nel mese di novembre, NON devono effettuare alcuna consegna.
ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA IGULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLU14
Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI
IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI VISTA la segnalazione con la quale XY, in relazione alla diffusione di alcuni articoli pubblicati tra il 2013 e 2014 e tuttora reperibili negli archivi storici, concernenti una vicenda giudiziaria riguardante il medesimo e in relazione alla quale l’Autorità giudiziaria ha disposto l’archiviazione con decreto del 26/09/2014 (in atti), ha tra le altre cose chiesto (non avendo ottenuto dagli editori un idoneo riscontro) la sottrazione all’indicizzazione da parte dei motori di ricerca generalisti di tali articoli nonché l’integrazione e l’aggiornamento delle notizie secondo gli sviluppi dell’indagine; RILEVATO che il segnalante ha fatto riferimento, tra gli altri, agli articoli reperibili in: - http://bari.repubblica.it/...; - http://ricerca.repubblica.it/...; - http://bastacasta.altervista.org/...; - http://www.dagospia.com/...; - https://osserbari.files.wordpress.com/...; - https://osserbari.wordpress.com/...; CONSIDERATO che all’esito delle verifiche effettuate, l’articolo da ultimo menzionato, reperibile al link https://osserbari.wordpress.com/..., già contiene un’integrazione richiesta dal segnalante, con particolare riferimento all’aggiornamento della notizia alla luce degli sviluppi processuali sopra rappresentati; con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3 trimestre dell’anno (luglio-settembre 2016) - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effetuare alcuna consegna. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 11/2016
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VISTA la richiesta di informazioni inviata al Gruppo editoriale l’Espresso e a Dagospia s.r.l.; VISTA la memoria di risposta con la quale il Gruppo editoriale L’Espresso ha sostenuto: - di aver provveduto a disabilitare l’accesso a tali articoli mediante interrogazione dei comuni motori di ricerca attraverso la compilazione del file “robots.txt” previsto dal “Robots Exclusion Protocol” ed ha richiesto l’aggiornamento di tale procedura a seguito della segnalazione (non avendo la stessa in prima battuta dato gli esiti attesi); - per quanto concerne la possibilità di dar corso al blocco e all’aggiornamento della notizia, ritiene di non accogliere la richiesta sostenendo la piena liceità del trattamento dei dati dell’interessato svolto attraverso gli articoli in questione. Ciò in quanto tale trattamento sarebbe «lecito ab origine in quanto espressione del diritto di cronaca» e «lecito attualmente in quanto il trattamento è ora effettuato non per finalità giornalistiche ma a fini documentaristici nell’ambito di un archivio reso liberamente consultabile con lo strumento più rapido ed agevole, la rete internet»; l’aggiornamento invece richiederebbe una attività di verifica che esula dalle competenze dalla società; VISTO che Dagospia s.r.l. non ha fornito riscontro alle richieste di informazione dell’Autorità; RITENUTO di dover dichiarare fondata nel caso di specie la richiesta di aggiornamento degli URL sopra citati; RILEVATO, infatti, che al fine di contemperare i diritti della persona (in particolare il diritto alla riservatezza e all’identità personale) con la libertà di manifestazione del pensiero, la disciplina in materia di protezione dei dati personali prevede specifiche garanzie e cautele nel caso di trattamenti effettuati per tali finalità, confermando la
loro liceità, anche laddove essi si svolgano senza il consenso degli interessati, purché avvengano nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità delle persone alle quali si riferiscono i dati trattati (cfr. artt. 136 e s. e art. 102, comma 2, lett. a), del Codice, nonché artt. 1, comma 1, e 3, comma 1, codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi storici (pubblicato in G. U. n. 80 del 5 aprile 2001); RILEVATO che il trattamento dei dati personali del segnalante, a suo tempo effettuato in modo lecito per finalità giornalistiche, nel rispetto del principio dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico, rientra ora, attraverso la reperibilità dei medesimi dati negli articoli
pubblicati quale parte integrante degli archivi storici dei quotidiani resi disponibili on-line sui siti Internet degli editori, tra i trattamenti effettuati al fine di concretizzare e favorire la libera manifestazione del pensiero e, in particolare, la cronaca e la critica anche storica; rilevato che, alla luce di ciò, l’attuale trattamento può essere effettuato senza il consenso degli interessati (cfr. art. 136 e s. del Codice), è compatibile con i diversi scopi per i quali i dati sono stati in precedenza raccolti o trattati e può essere effettuato in termini generali anche oltre il periodo di tempo necessario per conseguire tali diversi scopi (cfr. art. 99 del Codice); RILEVATO, tuttavia, che deve essere valutata la questione concernente le richieste
dell’interessato volte ad ottenere l’aggiornamento/integrazione delle notizie pubblicate negli articoli oggetto di segnalazione; visto che a questo riguardo, come indispensabile corollario della riconosciuta liceità della conservazione degli articoli di cronaca a suo tempo pubblicati, negli archivi storici dei quotidiani, va garantito il diritto (pienamente compreso fra le posizioni giuridiche azionabili ai sensi dell’art. 7 del Codice) dell’interessato ad ottenere l’aggiornamento/integrazione dei dati personali che lo riguardano quando eventi e sviluppi successivi abbiano modificato le situazioni oggetto di cronaca giornalistica (seppure a suo tempo corretta) incidendo significativamente sul profilo dell’interessato che da tali rappresentazioni può emergere; RITENUTO che in questa prospettiva debbono essere richiamate le conclusioni cui è pervenuta la Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 5525/2012) che, giudicando su analoga fattispecie, ha statuito che «a salvaguardia dell’attuale identità sociale del soggetto (occorra) garantire al medesimo la contestualizzazione e l’aggiornamento della notizia già di cronaca che lo riguarda, e cioè il collegamento della notizia ad altre informazioni successivamente pubblicate, concernenti l’evoluzione della vicenda, che possano completare o financo radicalmente mutare il quadro evincentesi dalla notizia originaria, a fortiori se trattasi di fatti oggetto di vicenda giudiziaria, che costituisce anzi emblematico e paradigmatico esempio al riguardo». Se, pertanto, una vicenda ha registrato una successiva evoluzione, «dall’informazione in ordine a quest’ultima non può invero prescindersi, giacché altrimenti la notizia, originariamente completa e vera, diviene non aggiornata, risultando quindi parziale e non esatta, e pertanto sostanzialmente non vera»; 16
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Notiziario USPI n° 11/2016
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GIORNALISMO... 15
RITENUTO, pertanto, che, visti gli sviluppi indicati nella segnalazione e riportati nelle premesse dell’odierno provvedimento, le predette richieste di integrazione/aggiornamento formulate dal segnalante debbano essere accolte e che pertanto gli editori debbano provvedere a predisporre idonee misure nell’ambito dell’archivio storico, idonee a segnalare (ad esempio, a margine dei singoli articoli o in nota agli stessi) l’esistenza del seguito o dello sviluppo della notizia in modo da assicurare all’interessato il rispetto del diritto all’identità personale, risultante dalla compiuta visione dei fatti che lo hanno visto protagonista (anche se solo in parte oggetto di cronaca giornalistica), e ad ogni lettore di ottenere un’informazione attendibile e completa; RITENUTO che il Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. e Dagospia s.r.l. dovranno attuare tali misure entro trenta giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento; RILEVATO, inoltre, che, con riferimento alla richiesta di deindicizzazione, gli articoli rinvenibili ai link http:// bari.repubblica.it/... e http://ricerca.repubblica.it/... non risultano reperibili attraverso una ricerca effettuata tramite i comuni motori di ricerca, mentre l’articolo rinvenibile al link http://www.dagospia.com/...
risulta al contrario tuttora reperibile; CONSIDERATA la sopravvenuta archiviazione del procedimento giudiziario nei confronti del segnalante, disposta con decreto del 26/09/2014 (come documentato dal medesimo segnalante); RITENUTO, pertanto, di dover prescrivere a Dagospia s.r.l. di provvedere, nel termine di trenta giorni dalla ricezione del presente provvedimento, alla deindicizzazione del citato url; RILEVATO che, in caso di inosservanza del presente provvedimento, si renderà applicabile la sanzione amministrativa di cui all’articolo 162, comma 2-ter, del Codice; TUTTO CIÒ PREMESSO IL GARANTE
vedere altresì alla deindicizzazione dell’url indicato nella segnalazione e riportato in premessa, entro trenta giorni dalla ricezione del presente provvedimento, dando notizia entro la medesima data all’interessato dell’avvenuto adempimento; 3) ai sensi dell’art. 157 del Codice, invita, altresì, entro 30 giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento, a comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione a quanto ivi prescritto e di fornire comunque riscontro adeguatamente documentato. Si ricorda che il mancato riscontro alla richiesta ai sensi dell’art. 157 è punito con la sanzione amministrativa di cui all’art. 164 del Codice.
1) ai sensi degli articoli 154, comma 1, lett. c) e 143, comma 1, lett. b) e 144 del Codice, prescrive al Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A. e a Dagospia s.r.l., di adottare misure idonee a segnalare l’esistenza degli sviluppi delle notizie relative al segnalante, secondo le indicazioni dallo stesso formulate e riportate in premessa, entro trenta giorni dalla ricezione del presente provvedimento, dando notizia entro la medesima data all’interessato dell’avvenuto adempimento;
Roma, 15 settembre 2016
2) ai sensi degli articoli 154, comma 1, lett. c) e 143, comma 1, lett. b) e 144 del Codice, prescrive a Dagospia s.r.l. di prov-
IL PRESIDENTE Soro IL RELATORE Califano IL SEGRETARIO GENERALE Busia
Ai sensi degli artt. 152 del Codice e 10 del d. lg. n. 150/2011, avverso il presente provvedimento può essere proposta opposizione all’autorità giudiziaria ordinaria, con ricorso depositato al tribunale ordinario del luogo ove ha la residenza il titolare del trattamento dei dati, entro il termine di trenta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso, ovvero di sessanta giorni se il ricorrente risiede all’estero.
NOtIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Editoriale: Sara Cipriani Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)
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Il n. 11 novembre/dicembre 2016 è stato stampato il 25 novembre 2016
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Notiziario USPI n° 11/2016