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Edizione N. 11 - Novembre

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USPI e Google per la ”Digital News Iniziative” (pagina 11) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 12) Legge di stabilità 2016 – A.S. 2111- 2112

Riforma delle norme sull’editoria e sul finanziamento pubblico

IVA AGEVOLATA AL 4% AI QUOTIDIANI E AI PERIODICI ON LINE?

INIZIATO L’ESAME DEL PROVVEDIMENTO IN COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di includere nel disegno di legge di stabilità 2016 una norma che prevede l’estensione dell’aliquota Iva del 4% ai quotidiani e ai periodici diffusi elettronicamente – Perplessità della 14ª Commissione Politiche Europee del Senato per la possibile procedura d’infrazione UE “Una misura importante, in grado di dare una spinta significativa alla modernizzazione di tutto il sistema editoriale”. Così si era espresso il Presidente della FIEG, Maurizio Costa, che ha esternato grande apprezzamento per la decisione del Governo di includere nel disegno di legge di stabilità l’estensione ai quotidiani e ai periodici diffusi elettronicamente dell’aliquota Iva del 4%. “Sarà il lettore-consumatore il primo destinatario dell’agevolazione, che potrà usufruire di una tassazione ridotta sul proprio abbonamento digitale a giornali e servizi di informazione.” - ha ribadito Costa - “Attendiamo, ovviamente, la conclusione dell’iter parlamentare della legge di stabilità e un testo definitivo. Manifestiamo fin d’ora 2

Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione – La Commissione avvierà audizioni informali E’ iniziato alla Camera dei deputati, presso la VII Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione, l’esame, in sede consultiva, dei provvedimenti congiunti A.C. 3317 Coscia e A.C. 3345 Pannarale, riguardanti l’ istituzione del “Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione” e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria. Segnaliamo che alla Proposta di legge n.3317, pubblicata integralmente sul e numero 10/ottobre 2015 di questo Notiziario, è stata abbinata la Proposta di legge n. 3345 (a firma Pannarale e altri) sullo stesso tema. La Proposta di legge n. 3345 è pubblicata integralmente nel prosieguo dell’articolo. Riportiamo, di seguito, il resoconto dei lavori della Commissione. LAVORI IN COMMISSIONE

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La ricerca del Prof. Jetter, analizzata dalla psichiatra Erica Poli e pubblicata su “ilfattoquotidiano.it”

“Considero il giornale un servizio pubblico, come i trasporti pubblici e l’acquedotto. Non manderò nelle vostre case acqua inquinata”.

IL TERRORISMO E L’USO DEI MEDIA Enzo Biagi Pianaccio di Lizzano in Belvedere, 9 agosto 1920 – Milano, 6 novembre 2007

La Torre Eiffel illuminata con i colori della bandiera francese (foto tratta da: paris-historic-walks.blogspot.com)

“La stampa dovrebbe offrire informazioni chiare, non terrorizzanti, non apocalittiche”

Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 51° - MENSILE - 11 NUMERI - 11 novembre 2015 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma

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IVA AGEVOLATA AL 4% AI QUOTIDIANI E AI PERIODICI ON LINE? 1

la nostra soddisfazione per l’adozione di una misura che asseconda la trasformazione dei modi di consumo dei prodotti editoriali promuovendo la lettura, soprattutto dei più giovani, e che potrà favorire gli editori nella delicata transizione tecnologica, contribuendo a salvaguardare il giornalismo professionale e il brand giornale”. IL TESTO DELLA NORMA ATTO SENATO 2111 Capo III EFFICIENTAMENTO DELLA SPESA DEI MINISTERI E DELLE SOCIETÀ PUBBLICHE ARTICOLO 33 (Riduzione delle spese e interventi correttivi dei Ministeri e delle società pubbliche) Comma 33. All’articolo 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) la parola: «libri» è sostituita dalle seguenti: «giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici»; b) dopo le parole: «codice ISBN» sono inserite le seguenti: «o ISSN».

MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE 2015 148ª Seduta (pomeridiana) (Rapporto alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame congiunto. Rapporto favorevole con condizione e osservazioni) “La 14a Commissione, esaminati lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2016 e per il triennio 2016-2018, limitatamente a quanto di competenza, e le parti corrispondenti del disegno di legge di stabilità 2016… formula, per quanto di competenza, un rapporto favorevole, con la condizione e le osservazioni di seguito riportate. CONDIZIONE 1. L’articolo 33, comma 33, estende l’aliquota IVA super–ridotta al 4 per cento, già prevista per la fornitura di e-book con l’articolo 1, comma 667 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, alla fornitura di altri prodotti editoriali quali i giornali, i notiziari quotidiani, i dispacci delle agenzie di stampa, e i periodici online.

ITER AL SENATO L’approvazione della misura IVA agevolata per la vendita di periodici telematici non è, però, così scontata. Si è messo di traverso il parere alla Legge di stabilità 2016 della 14ª Commissione Politiche Europee del Senato, che ha rilevato come la riduzione dell’aliquota IVA appaia di dubbia compatibilità con il vigente diritto dell’Unione europea e sottolineato che, sempre con riferimento al tema specifico dell’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, nelle sentenze del 5 marzo 2015 relative al Lussemburgo e alla Francia, la Corte di giustizia ha ritenuto, come risulta dall’articolo 98, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva IVA, sia esclusa ogni possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta ai «servizi forniti per via elettronica», come è, secondo la Corte, la fornitura di libri elettronici. La Commissione teme, in sostanza, una procedura di infrazione europea, già paventata per l’IVA sugli e-book. IL PARERE DELLA COMMISSIONE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA (14ª) 2

Rossana Boldi, Presidente 14ma Commissione Politiche europee del Senato

Per tali prodotti, quindi, l’aliquota IVA si riduce dal 22 al 4 percento, con una perdita di gettito per l’erario, stimata dal Governo, in 7,2 milioni di euro.

La riduzione dell’aliquota IVA appare di dubbia compatibilità con il vigente diritto dell’Unione europea.

in questo numero IVA agevolata al 4% ai quotidiani e periodici on line? (pagine 1, 2, 6, 10) Riforma editoria: iniziato l’esame del provvedimento in Commissione Cultura della Camera (pagine 1, 4, 5, 6, 10) Il terrorismo e l’uso dei media (pagine 1, 7) Le quote associative USPI per l’anno 2016 (pagina 3) Web vs Carta (o viceversa): La discussione prosegue (pagine 8, 9, 10) USPI e GOOGLE: Digital News Iniziative, aperto il bando per l’innovazione (pagine 11, 12) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 12) Notizie dall’INPGI: Circolare n. 7 del 6/11/2015 (pagine 13, 14) L’Eco della Stampa (pagina 15) Biblioteca USPI: “GRANDI UOMINI, PICCOLI PADRI” di Maurizio Quilici (pagina 15) Teatro: “E’ TUTTO PASSATO”, Atto unico di Fabio Salvati (pagina 16) Convenzione USPI-SDA per i pacchi (pagina 16)

Invero, l’articolo 99 della direttiva 2006/112/CE, in materia di IVA, dispone che le aliquote ridotte sono fissate ad una percentuale della base imponibile che non può essere inferiore al 5 per cento.

stizia ha ritenuto che, come risulta dall’articolo 98, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva IVA, è esclusa ogni possibilità di applicare un’aliquota IVA ridotta ai «servizi forniti per via elettronica», come è, secondo la Corte, la fornitura di libri elettronici.

Inoltre, l’articolo 110 della direttiva, anche come interpretato dalla Corte di giustizia, consente aliquote ridotte inferiori al minimo prescritto dall’articolo 99 (ossia “superridotte”, come quella al 4 per cento), con riferimento solo a quelle in vigore al 1° gennaio 1991. Inoltre, con riferimento al tema specifico dell’applicazione di un’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri elettronici, nelle sentenze del 5 marzo 2015 relative al Lussemburgo e alla Francia, la Corte di giu-

Quindi, a prescindere dalla pur dubbia compatibilità con l’ordinamento europeo dell’articolo 1, comma 667, della legge n. 190 del 2014 (che opera in via interpretativa sul numero 18) della Tabella A, parte II, del DPR n. 633/1972), appare di dubbia compatibilità con esso anche l’articolo 33, comma 33, del disegno di legge di stabilità in esame, sia nella misura in cui prevede l’assoggettamento ad aliquota IVA super ridotta al 4 percento sia nella 6 Notiziario USPI n° 11/2015


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Le quote associative usPi

per l’anno 2016 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2016 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura. Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2016 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti: Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge) da da da da da

1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su

€ € € € €

315,00 750,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00

“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie

€ €

100,00 170,00

Soci corrispondenti - IL SOCIO CORRISPONDENTE è una persona fisica che, “condividendo le finalità dell’USPI, si interessa a vario titolo di editoria e comunicazione”. € 100,00 Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI € 210,00 - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI € 320,00 ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581

ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.


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INIZIATO L’ESAME DEL PROVVEDIMENTO IN COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA CAMERA DEI DEPUTATI XVII LEGISLATURA

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Cultura, scienza e istruzione (VII) SEDE REFERENTE Mercoledì 4 novembre 2015. — Presidenza della presidente Flavia PICCOLI NARDELLI. La seduta comincia alle 14.20. Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria. C. 3317 Coscia e C. 3345 Pannarale. (Esame e rinvio). La Commissione inizia l’esame dei provvedimenti. Flavia PICCOLI NARDELLI, presidente, poiché non vi sono obiezioni, accoglie la richiesta di attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso. Roberto RAMPI (PD), relatore, ricorda che è passato circa un mese, da quando, il 7 ottobre scorso, l’Assemblea della Camera ha respinto, dopo un lungo e travagliato iter parlamentare, il progetto di legge Brescia e altri C. 1990, che prevedeva l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria. Purtroppo, in occasione della discussione di quella proposta di legge – che era in quota opposizione – prima in VII Commissione e, successivamente, in Aula, non si è raggiunta un’intesa tra i gruppi sul testo da proporre all’attenzione dell’Assemblea, in particolare per la richiesta, del tutto legittima, del Movimento 5 Stelle di portare in discussione il testo iniziale del progetto di legge a prima firma Brescia. Ciò è avvenuto nonostante il Partito democratico avesse annunciato che stava per presentare – anche in base ad un’intensa interlocuzione con il Governo – una propria iniziativa legislativa in materia che, senza eliminare i contributi pubblici all’editoria, li razionalizzasse, ridisegnando il quadro normativo in questo ambito. Osserva quindi che la proposta di legge Coscia C. 3317 – cui si è aggiunta quella 4

della collega Pannarale C. 3345 – si è resa necessaria soprattutto alla luce della grave crisi del settore, che ha visto una costante diminuzione delle vendite di prodotti editoriali e gravissimi problemi occupazionali. D’altronde, non sfugge che il tema dell’editoria si lega alla libertà d’informazione – a tutela del nostro sistema democratico – sia come diritto di cronaca sia come libertà di essere informati. Rileva dunque che la disciplina che il Partito democratico propone con la proposta di legge C. 3317 – che andrà esaminata congiuntamente a quella della collega Pannarale C. 3345, auspicando una convergenza verso un testo comune – intende migliorare gli strumenti a sostegno dell’editoria sia cartacea, sia on line – e in particolare digitale – anche attraverso l’attribuzione di deleghe in materia al Governo. Rimandando alla lettura della relazione illustrativa delle due proposte di legge all’ordine del giorno, per avere piena cognizione dei presupposti che le caratterizzano, svolge sintetiche considerazioni sull’articolato del progetto di legge C. 3317, del quale è cofirmatario. Maria COSCIA (PD) conferma che lo spirito con il quale il Partito democratico ha presentato la sua proposta di legge e si accinge ad esaminare congiuntamente a quella a prima firma Pannarale è quello di permettere che circa un anno di lavoro parlamentare sul tema dei contributi pubblici all’editoria trovi uno sbocco positivo, a tutela del diritto all’informazione quale tutela essenziale per la nostra democrazia. Osserva quindi che, oltre a voler intervenire per tentare di contrastare la crisi del settore, che ha portato – secondo dati del 2013 – ad una riduzione di circa il 26 per cento degli introiti pubblicitari per l’editoria cartacea, si intende offrire una nuova prospettiva del settore editoriale, che permetta la trasparenza dello stesso e il pluralismo dell’informazione. Ricorda, poi, la propensione limitata degli italiani verso la lettura, che va incentivata anche attraverso l’innovazione tecnologica

e l’accesso all’editoria on line. Entrando nel dettaglio della proposta di legge C. 3317 a sua prima firma osserva come il Fondo di sostegno all’editoria vada stabilizzato e non soppresso, garantendo una certezza e trasparenza di risorse assegnate. Descrive poi, sinteticamente, i 5 articoli della predetta proposta di legge, rilevando, come osservato dal relatore, che esso può essere suddiviso in tre parti, concernenti: - il Fondo per il pluralismo e l’innovazione tecnologica; - le due deleghe che vengono attribuite al Governo rispettivamente, per la revisione del sistema del sostegno pubblico all’editoria, e per la ridefinizione dell’accesso ai prepensionamenti per i giornalisti nonché per la razionalizzazione della composizione e delle attribuzioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti; - la previsione dell’immediata operatività, rispetto all’emanazione dei decreti legislativi, di alcune disposizioni che anticipano aspetti della riforma relativi alla disciplina dei contributi. Giuseppe BRESCIA (M5S) riservandosi di intervenire in seguito sul merito delle due proposte di legge, osserva, sul metodo, che sarebbe opportuno svolgere audizioni su questi nuovi testi degli studiosi del settore già ascoltati nella seconda fase di audizioni svoltesi nel corso dell’esame della proposta di legge C. 1990. Ritiene, infatti, importante ascoltare le opinioni di coloro che, non appartenendo ad associazioni di categoria direttamente interessate dalle misure che si vorrebbero introdurre, possano offrire valutazioni indipendenti. Annalisa PANNARALE (S.I.) conviene sull’opportunità di ascoltare soggetti qualificati. Evidenzia poi che l’esame dei provvedimenti non deve essere caratterizzato dalla fretta, bensì dalla volontà di raggiungere ottimi risultati. Ciò in virtù dell’importanza dei temi in discussione, che attengono al pluralismo dell’informazione, al tema dell’innovazioNotiziario USPI n° 11/2015


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ne e alla tutela e stabilizzazione di lavoratori addetti a questo settore. Dopo aver ricordato che scopo del presente lavoro legislativo è quello sia di realizzare un adeguamento del sistema, sia quello di eliminare alcune opacità, auspica la convergenza di tutta la Commissione su un testo condiviso da maggioranza e opposizione. Flavia PICCOLI NARDELLI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame dei provvedimenti in titolo ad altra seduta. La seduta termina alle 14.40. LA PROPOSTA DI LEGGE A.C. 3345 d’iniziativa dei deputati PANNARALE, GIANCARLO GIORDANO, PAGLIA, FRANCO BORDO, COSTANTINO, DURANTI, RICCIATTI, MELILLA Istituzione del Fondo per il diritto all’informazione, per il finanziamento pubblico dell’editoria Presentata il 5 ottobre 2015

1. Le risorse del Fondo sono destinate ai seguenti soggetti: a) cooperative giornalistiche editrici di giornali e di periodici, costituite da almeno un anno, o agenzie di informazione radiofonica costituite nella forma di cooperative di giornalisti, che abbiano acquisito, nell’anno di riferimento dei contributi, entrate pubblicitarie non superiori al 30 per cento dei costi complessivi dell’impresa risultanti dal bilancio dell’anno medesimo;

i) imprese radiofoniche che risultino essere organi di forze politiche rappresentate in almeno un ramo del Parlamento o nel Parlamento europeo nella legislatura in corso o nelle due legislature precedenti e che trasmettano quotidianamente propri programmi informativi concernenti avvenimenti e questioni di carattere politico, economico, sociale, sindacale o religioso per almeno il 40 per cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le ore 20;

b) piccole e medie imprese editrici di giornali quotidiani e periodici la cui maggioranza del capitale sia detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi scopo di lucro e che abbiano i requisiti di cui alla lettera a).

l) imprese, associazioni ed enti che editano periodici per non vedenti e per ipovedenti, prodotti con caratteri tipografici normali, su nastro magnetico, braille e supporti informatici, in misura proporzionale alla diffusione e al numero delle uscite delle relative testate;

Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, per accedere alle risorse del Fondo, le imprese di cui alla presente legge devono costituirsi nella forma di società cooperativa ai sensi della lettera a); c) imprese editrici di quotidiani espressioni di minoranze linguistiche;

ARTICOLO 1 1. La presente legge è volta a garantire i princìpi della libertà e del diritto all’informazione ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione e delle pronunce della Corte costituzionale, che ha riconosciuto la necessità di garantire il massimo di pluralismo quale imperativo costituzionale, al fine di assicurare, attraverso una molteplicità di voci concorrenti, il diritto del cittadino a essere informato e a informarsi. 2. Ai fini di cui al comma 1 del presente articolo è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri il Fondo per il diritto all’informazione, di seguito denominato «Fondo», nel quale confluiscono, fino a un massimo di 600 milioni di euro, le risorse dello Stato indirizzate al sostegno dell’editoria, anche radiofonica e digitale, quotidiana e periodica, nonché quota parte delle risorse derivanti dalle disposizioni di cui agli articoli 3 e 4. 3. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico e acquisiti i pareri delle Commissioni parlamentari competenti, nonché delle organizzazioni sindacali più rappresentative del settore dell’editoria, sono definiti i criteri e le modalità per la ripartizione delle risorse del Fondo. ARTICOLO 2 Notiziario USPI n° 11/2015

d) imprese editoriali di nuova costituzione che presentino progetti editoriali innovativi, utilizzando prioritariamente le nuove tecnologie; e) imprese editoriali di nuova costituzione che presentino progetti editoriali multiculturali, in grado di favorire e incentivare l’integrazione tra diverse culture; f) imprese, costituite nella forma di società cooperativa il cui oggetto sociale sia costituito esclusivamente dall’edizione di quotidiani o periodici, editrici di quotidiani o periodici organi di forze politiche che risultino rappresentate in almeno un ramo del Parlamento italiano o nel Parlamento europeo nella legislatura in corso o in una delle due legislature precedenti; g) iniziative editoriali telematiche attive o in fase progettuale, che siano state sottoposte alla valutazione della Commissione di cui al decreto del Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria – Presidenza del Consiglio dei ministri 20 aprile 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2015; h) imprese radiofoniche che abbiano svolto e svolgano attività di informazione di interesse generale, che trasmettano quotidianamente propri programmi informativi concernenti avvenimenti e questioni di carattere politico, economico, sociale, sindacale o religioso per almeno il 30 per cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e le ore 20;

m) associazioni dei consumatori, a condizione che risultino iscritte nell’elenco istituito dall’articolo 137 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 2. I soggetti di cui al comma 1 devono essere registrati presso i competenti tribunali e devono garantire un’attività informativa indipendente, in grado di assicurare il pluralismo dell’informazione. 3. Oltre ai requisiti di cui ai commi 1 e 2, i soggetti beneficiari delle risorse del Fondo: a) devono essere composti esclusivamente da giornalisti, poligrafici e grafici editoriali, con prevalenza di giornalisti, e devono avere la maggioranza dei soci dipendenti della cooperativa con contratto di lavoro a tempo indeterminato, mantenendo il requisito della prevalenza dei giornalisti. Devono inoltre essere in possesso del requisito della mutualità prevalente per l’esercizio al quale è riferita l’erogazione dei contributi; b) devono aver adottato con norma statutaria il divieto di distribuzione degli utili nell’esercizio di riscossione dei contributi e nei dieci esercizi successivi; c) devono applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento; d) se costituiti in forma di impresa devono aver impiegato, in tutto l’anno al quale è riferita l’erogazione del contributo, almeno cinque dipendenti, con prevalenza di giornalisti, regolarmente assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato; e) se costituiti nelle forme di cui alle lettere a), b), c) e f) del comma 1, devono dimostrare che la testata sia venduta, per le testate nazionali, nella misura di almeno il 30 per cento delle copie distribuite e, per le testate locali, nella misura di 6 5


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INIZIATO L’ESAME DEL PROVVEDIMENTO IN COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA 5

almeno il 35 per cento delle copie distribuite, intendendo per copie distribuite quelle poste in vendita in edicola o presso punti di vendita non esclusivi, tramite contratti con società di distribuzione esterne, non controllate né collegate all’impresa editrice richiedente il contributo e quelle distribuite in abbonamento a titolo oneroso. Sono escluse le copie diffuse e vendute tramite strillonaggio, quelle oggetto di vendita in blocco, da intendere quale vendita di una pluralità di copie a un unico soggetto, nonché quelle per le quali non sia individuabile il prezzo di vendita. Sono ammesse al calcolo le copie vendute mediante abbonamento sottoscritto da un unico soggetto per una pluralità di copie, qualora tale abbonamento individui specificamente i singoli beneficiari e qualora il prezzo di vendita della singola copia venduta in abbonamento non sia inferiore al 20 per cento del prezzo di copertina. Sono altresì ammesse le copie cedute in connessione con il versamento di quote associative destinate alla sottoscrizione di abbonamenti a prodotti editoriali mediante espressa doppia opzione. Le modalità di certificazione dei dati di distribuzione e di vendita sono individuate con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 1, comma 3. 4. Costituiscono criteri preferenziali nell’attribuzione delle risorse del Fondo: a) le assunzioni a tempo indeterminato di giovani professionisti nel settore della comunicazione e dell’informazione con età inferiore a 35 anni, che determinino un incremento rispetto alla media dei dipendenti dell’anno precedente; b) i processi di ristrutturazione o di riorganizzazione in corso per comprovata crisi aziendale, al fine di sostenere gli oneri derivanti dagli ammortizzatori sociali; c) i progetti formativi nel settore dell’innovazione digitale tecnologica rivolti ai dipendenti dell’azienda, che siano finalizzati all’elaborazione di prodotti editoriali innovativi che concilino nuove tecnologie e trasmissione dei saperi; d) la multimedialità e la fruibilità su dispositivi digitali del progetto editoriale; e) la capacità del progetto editoriale di favorire l’integrazione tra diverse culture e lingue. ARTICOLO 3 6

(Norme antielusione fiscale nell’economia digitale)

IVA AGEVOLATA AL 4% AI QUOTIDIANI E AI PERIODICI ON LINE?

1. Dopo l’articolo 17 del decreto del 2 misura in cui prevede l’assoggetPresidente della Repubblica 26 ottobre tamento ad aliquota diversa dall’ordinaria 1972, n. 633, è inserito il seguente: per i servizi prestati per via elettronica. «Art. 17.1. – (Obbligo di apertura della partita IVA per gli operatori pubblicitari del web). – 1. I soggetti passivi che intendano acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati in siti telematici, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana. 2. Gli spazi pubblicitari in siti telematici e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, servizi di search advertising, visualizzabili nel territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio telematico attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana. La disposizione del presente comma si applica anche nel caso in cui l’operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi o soggetti inserzionisti». ARTICOLO 4 (Contributo di solidarietà a carico degli operatori della filiera pubblicitaria) 1. Il Fondo è altresì alimentato dal gettito derivante annualmente da un contributo di solidarietà tra operatori del settore dell’informazione pari allo 0,2 per cento del reddito complessivo dei soggetti di cui all’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, operanti nella filiera pubblicitaria, quali gli inserzionisti, emittenti radiotelevisive e organi di stampa quotidiana e periodica, i concessionari della raccolta pubblicitaria e tutti quei soggetti che esercitano l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con 10

Resta impregiudicata naturalmente la possibilità che l’ordinamento europeo faccia scelte differenti. A seguito delle sentenze della Corte di giustizia sulla Francia e il Lussemburgo, i Ministri della cultura di Francia, Germania, Italia e Polonia hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta nella quale chiedono che la Commissione europea modifichi la direttiva IVA 2006/112/CE introducendo la possibilità di applicare un’aliquota ridotta anche sui libri elettronici. Al momento, tuttavia la Commissione europea non ha ancora presentato alcuna proposta al riguardo”. LA REPLICA DEGLI EDITORI ”L’estensione dell’aliquota Iva al 4% ai giornali online, prevista dalla Legge di Stabilità all’esame del Parlamento, al pari di quanto già previsto per gli e-book dalla Legge di Stabilità dello scorso anno, anticipa un orientamento dell’Unione Europea sulla materia, sulla base della considerazione che un giornale è un giornale, indipendentemente dal supporto sul quale sia possibile leggerlo”. Lo scrive la Federazione Italiana Editori Giornali in una nota pubblicata sul sito. ”La Fieg in merito ai dubbi sollevati dalla Commissione Politiche europee del Senato sulla compatibilità della misura con l’ordinamento europeo, segnala come nello stesso parere sia indicata la possibilità di scelte differenti in materia da parte dell’Unione sulla base della recente dichiarazione congiunta dei ministri della cultura di Francia, Germania, Italia e Polonia, con la quale tali Paesi chiedono alla Commissione europea di modificare la direttiva UE sull’Iva”. ”Alla presa di posizione dei quattro importanti Paesi della UE – continua la nota – hanno fatto seguito le dichiarazioni del presidente e del vicepresidente della Commissione europea: Jean Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, ha annunciato che, entro il 2016, la Commissione presenterà una proposta che prevederà l’applicazione di aliquote Iva ridotte per la stampa digitale 10 Notiziario USPI n° 11/2015


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IL TERRORISMO E L’USO DEI MEDIA 1

A seguito delle stragi terroristiche perpetrate a Parigi nei giorni scorsi, si è riacceso il dibattito sulle responsabilità dei media e sul loro ruolo fondamentale nel compimento o meno del disegno terroristico. Riportiamo, di seguito, sul tema , un interessante articolo, a firma della dottoressa Erica Poli, psichiatra psicoterapeuta e Counselor, pubblicato su sito “ilfattoquotidiano.it” il 16 novembre scorso e rilanciato da “primaonline.it”. L’articolo si rifà ad una ricerca del professor Michael Jetter, (Universidad EAFIT Colombia, e Istituto per lo Studio del Lavoro - Germania), riportato dal New York Times e in un articolo su The Guardian. “Gli attacchi appena sferrati a Parigi ci riportano all’atmosfera inquietante dell’11 settembre 2001: televisione, giornali, web sintonizzati in una maratona mediatica istante dopo istante. Molti studi criminologici hanno mostrato che atti deliberati di violenza sono in grado di creare un disagio psichico non solo nelle persone coinvolte direttamente, ma anche negli spettatori mediatici che perdura molto più a lungo di quello causato ad esempio da disastri naturali. E questo lo si deve soprattutto all’erosione brutale del senso di sicurezza degli individui che finisce per avere una ricaduta sull’equilibrio psicofisico delle persone e di conseguenza sull’intera società. Ed è esattamente questo che i terroristi vogliono, è questo di cui hanno bisogno per avere potere, visto che, di fatto, militarmente non avrebbero nessuna possibilità di esercitare una supremazia. Il fine ultimo degli atti terroristici infatti non è rappresentato dagli obiettivi che colpiscono: ristoranti, discoteche, aerei, treni, redazioni di giornali, stadi… ma dall’aumentare a dismisura La prima pagina di la paura gene“Le Monde” (14/11/15) Notiziario USPI n° 11/2015

rale fino appunto a renderla terrore. Ed esiste una profonda differenza tra paura e terrore. La paura è infatti una emozione primaria, che ha la precisa funzione di attivare meccanismi di difesa dal pericolo. Il terrore è invece uno stato psichico di paura eccessiva nel quale questi meccanismi di difesa si paralizzano, le nostre abilità di funzionare vengono meno perché siamo di fronte a qualcosa che ci pare non elaborabile, rispetto al quale viviamo l’impotenza e la sensazione di inermità, l’incapacità di intravedere una possibilità o di soluzione o almeno di fuga. L’incapacità di proteggere se stessi produce senso di umiliazione, perdita di speranza, sottomissione. Per questo da sempre chi vuole dominare totalmente l’altro, sa che lo deve terrorizzare, bloccare la possibilità di una reazione intellettuale autonoma: così crea al soggetto soccombente la credenza di non avere più armi. Il terrorismo fa esattamente questo e ottiene i suoi risultati proprio grazie anche alla comunicazione mediatica. Vediamo come la ricerca ha mostrato che la comunicazione apocalittica, sensazionalista o allarmista a l i v e l l o mediatico ha un ruolo nell’incremento degli attacchi. Michael Jetter

Il Prof. Michael Jetter ha analizzato più di 60000 attacchi terroristici tra il 1970 e il 2012 come riportato dal New York Times e in un articolo su The Guardian, rilevando come i gruppi terroristici abbiano sempre cercato di usare i media per promuovere i loro ordini del giorno: immagini di decapitazioni filmate dall’Isis e diffuse su internet hanno trasformato il gruppo in “un marchio globale temuto” e sollevato interrogativi angosciosi su quanto a queste organizzazioni dovrebbe essere dato “l’ossigeno della pubblicità”. Jetter ha rilevato che le missioni suicide ricevono molta più copertura mediatica, il che potrebbe spiegare la loro crescente popolarità tra i gruppi terroristici. Addirittura l’attenzione dei media dedicata a un attacco terroristico può essere predittiva sia del rischio di un altro attacco nel paese colpito entro sette giorni, sia di un intervallo di tempo più ridotto rispetto all’attacco successivo. Non possiamo negare che i terroristi hanno

bisogno di copertura mediatica per diffondere il loro messaggio, c r e a r e paura, per reclutare seguaci e Erica Francesca Poli, che usano i autrice dell’articolo media a loro favore. Per assurdo se la notizia di un attacco terroristico venisse comunicata senza clamore, senza sensazionalismo, senza special e trasmissioni dedicate i terroristi avrebbero perso il loro scopo di agire. E dunque che fare? Smettere di dare notizie? Utopistico. La questione da porre riguarda come i media internazionali comunicano. Per chi si occupa di psiche è noto che le immagini hanno un impatto sul subconscio e che le parole altrettanto creano un’immagine mentale che si sedimenta dentro la psiche, evocando le angosce interne di ognuno di noi. I media dunque, che lo si voglia o no, giocano un ruolo fondamentale nel compimento del disegno terroristico. Potrebbero giocarlo anche al contrario dando informazioni il più possibili chiare, non terrorizzanti, non apocalittiche e favorenti la mentalizzazione. “Mentalizzare” in questo caso significa parlare non solo ad esempio dell’Isis, ma anche delle altre fazioni in campo, senza le quali avrebbe già trionfato e che invece combattono vittoriosamente contro i terroristi. Se si vuole affrontare il discorso psicologico sulla paura, bisogna che i media si prendano delle forti responsabilità: dalla paura si passa al terrore quando manca la conoscenza. In quanto medico la metafora della malattia mi pare calzante: immaginate se un medico si limitasse a dire al suo paziente che ha un cancro e che si tratta di una malattia mortale, senza informarlo delle cure esistenti, e di tutte le risorse di cui si dispone, senza incoraggiarlo ma spaventandolo. Forse non si può non parlare della follia e del pericolo degli atti terroristici, ma come lo si fa può fare la differenza anche sul potere che altrimenti si finisce per dare al terrorismo stesso”. Erica Poli, Psichiatra, Psicoterapeuta e Counselor http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/15 /attentati-parigi-quando-i-terroristi-sfruttano-i-media/2221573/ 7


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Opinioni a confronto WeB vs caRta (o viceveRsa): La DiscussioNe PRoseGue

dialogando dialogando A volte si leggono considerazioni e previsioni a dir poco “oltranzistiche”. Il giornale sul web cancellerà quello su carta… Oppure, la rivista cartacea resisterà e troverà nuovi sviluppi… Chi vincerà la guerra tra la tecnologia e la tradizione? O, forse, ci sarà un armistizio? Nessuno più mette in discussione le potenzialità espresse (ma, soprattutto, quelle ancora inespresse) del web. La discussione, ora, si sta spostando sulla sostenibilità economico - finanziaria dell’online. La visibilità, i costi (certamente inferiori), i ricavi degli abbonamenti (ancora pochi) e della pubblicità (scarsi) confrontati tra una rivista telematica ed una cartacea. Opinioni a confronto, dicevamo. Ed allora, Vi proponiamo alcuni contributi sul tema, contrastanti fra loro, che mostrano a quale minuto di gioco è arrivata la partita. La speranza è che a vincere sia sempre l’editoria. James Murdoch sfogliare un giornale cartaceo a colazione sarà presto un vezzo di qualche bizzarro nostalgico. E sull’informazione digitale: non è il futuro, è il presente Maria Corbi, La Stampa 20/10/2015 – James Murdoch, figlio di Rupert, Ceo di 21st Century Fox, spiega a Firenze davanti a 800 studenti di liceo arrivati da tutta Italia l’informazione nell’era della editoria digitale: «Qualcuno si ostina a dire che è il futuro, ma è il presente». E sul giudizio (o pregiudizio) che la qualità sia ancora da cercare nella carta o comunque nei grandi brand dell’informazione non ha dubbi: «In un ambiente digitale ognuno deve guadagnarsi la fiducia, non basta il brand. E questo significa che i fruitori hanno molto potere. Mentre nella carta stampata sono l’editore, il direttore, che controllano tutto, in un formato digitale è l’utente che decide cosa è importante e cosa no». 8

La sfida? È quella dei contenuti di qualità. Il giovane Murdoch risponde alle domande del direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana e sottolinea come sia «fondamentale che questa generazione alleni il senso critico per essere libera».

James Murdoch

Per lui non ci sono dubbi, sfogliare un giornale cartaceo a colazione sarà presto un vezzo di qualche bizzarro nostalgico. Tutti gli altri useranno gli smartphone. «L’approccio tradizionale del giornalismo è congelato nel passato e manca di efficienza. Troppi costi». E poi ci sono i social network. La domanda è se stanno distruggendo l’informazione di qualità. «Questa idea di lavorare in collettività è una realtà molto importante per divulgare informazioni. Il fatto che ci sia così tanta informazione crea più pressione sulla qualità e sulla autenticità ». Perché la sfida dei grandi giornali, in tutto il mondo, è catturare i giovanissimi: «La realtà è che i marchi di buona informazione del passato oggi non sono più autentici per i ragazzi », spiega James Murdoch. «Negli Stati Uniti non ci sono teenager che leggono il New York Times». I giovani, assicura, «non sono interessati ad avere sermoni. Vogliono qualcuno che dia loro la storia da un punto di vista diverso. La politica interna di cui sono ossessionati i giornalisti non ha per loro nessuno interesse». (Primaonline.it, 20 ottobre 2015) ******* Gli italiani si informano con web e app Il rapporto Newsruption: i costi dell’editoria online otto volte inferiori alla stampa. Editori digitali più efficienti perché limitano il “peso del costo del personale”. Il rapporto fotografa il cambiamento del mondo dell’informazione negli ultimi 10 anni Gli italiani scelgono prevalentemente Web

e App per informarsi, abbandonano la carta e ogni giorno segnalano 1 milione di volte gli articoli di loro interesse sui social network: questi sono i risultati più rappresentativi di Newsruption, il rapporto presentato oggi da Burson-Marsteller e Human Highway, che analizza e presenta il cambiamento che il digitale ha prodotto nel modo d’informarsi degli italiani negli ultimi dieci anni e dell’emergere di un nuovo sistema dell’informazione di attualità, guidato da nuovi soggetti e nuove abitudini di interazione con la notizia. L‘analisi di Newsruption consente anche di tracciare il profilo di consumo dell’informazione degli italiani, sempre più attivi sul Web e sulle App, e delle loro abitudini rispetto al mondo delle news: la condivisione è ormai entrata a far parte della quotidianità con una crescita importante negli ultimi 2 anni (+185% dal 2013 al 2015). Il fenomeno, segnato da un volume di 30 milioni di condivisioni mensili, si sviluppa a partire dai 100mila articoli di attualità prodotti dalle cento principali testate d’informazione online. Il 55% delle condivisioni sui social network è relativo ad articoli pubblicati sui siti Web dei quotidiani cartacei. La ricerca del 2015 è stata eseguita su un campione di 1.600 individui maggiorenni, utenti abituali di Internet, e i dati dichiarati nelle interviste sono stati arricchiti dall’analisi di 800mila articoli pubblicati da gennaio 2014 a giugno 2015 sulle 100 principali testate online italiane, classificati sulla base del loro contenuto (analisi semantica) e della loro popolarità sociale (il numero di condivisioni su Facebook, Twitter, LinkedIn e Google Plus). Newsruption è nato dalla volontà di Burson-Marsteller e Human Highway di analizzare il mutamento dei comportamenti di ricerca e fruizione dell’informazione di attualità generati dalla trasformazione digitale in atto nel nostro paese. L’analisi di Newsruption parte dalla progressiva perdita del rito quotidiano della lettura dei giornali di carta ed esamina l’offerta informativa online per approfondire la nuova dinamica di produzione e distribuzione delle notizie. I risultati indicano come poco meno della metà della popolazione connessa a Internet Notiziario USPI n° 11/2015


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produca la domanda d’informazione che si riversa online ogni giorno: milioni di individui ricavano dal Web (12,2 milioni) e dalle App sui dispositivi mobili (4,7 milioni) le informazioni che cercano mentre tra gli stessi utenti Internet si rileva un segmento di dimensioni più ridotte (il 17,6%) che legge abitualmente i quotidiani in formato cartaceo.

proprio comportamento, grazie a una modalità di partecipazione più attiva e più critica, molto diversa rispetto a quello precedente. È diventata decisiva l’espressione del proprio modo di leggere la realtà: si condivide sui Social Network per dare voce alla propria opinione su un tema o per enfatizzare un tema a cui si è particolarmente legati.

Le persone che hanno fatto esperienza di lettura dell’informazione di attualità sia su Carta che online – inteso come Web e App – mostrano una decisa preferenza per i prodotti digitali rispetto alla carta. Di fronte alla possibilità di scegliere su quale canale leggere le notizie, la scelta va infatti nel 75% dei casi all’online (Web o App) e solo nel 16,2% dei casi al supporto cartaceo. Il Web prevale sulle App ed è in crescita rispetto al confronto con lo stesso dato di due anni fa mentre la quota di preferenza verso la carta rispetto al formato digitale rimane costante, intorno a una persona su sei.

Tra i quattro social network più utilizzati nella condivisione dell’informazione online la quota principale è di Facebook con il 96%. Lo spazio che rimane è quasi tutto di Twitter e solo qualche punto decimale è riservato a Google+ (in calo) e a LinkedIn (in crescita).

Analizzando invece in assoluto i mezzi di informazione, è la TV a confermare il proprio ruolo dominante: quasi metà delle persone ricorda di aver appreso una notizia rilevante da questo mezzo. La variazione più significativa riguarda Facebook, con un forte incremento negli ultimi 4 anni, che raggiunge il 12,5%: Facebook da solo mostra di avere una capacità informativa paragonabile a quella di tutto il sistema dei quotidiani online, stabile al 13,4% da quattro anni. Un altro elemento significativo descritto da Newsruption riguarda la nuova dinamica di distribuzione dell’informazione trasformata dall’online e dai social network. La vita della singola notizia non termina con la vita del quotidiano: una volta pubblicata sul Web, la notizia è libera di diffondersi al di fuori del suo contenitore originario che può essere la carta, la radio o la TV. Con la diffusione dei Social Network e degli Smartphone la condivisione è diventata infatti un fenomeno di massa e ha trasformato l’incontro con l’informazione in un evento spesso casuale, che avviene mentre si svolgono altre attività e si seguono altri interessi, a conferma di come gli utenti siano sempre più multitasking. I fruitori dei servizi online sono esposti a un continuo sottofondo e spesso questo processo non avviene più con la mediazione di una testata ma direttamente con l’articolo, del quale si può anche non conoscere con precisione l’autore, la fonte, la data di pubblicazione e, ovviamente, l’affidabilità. Gli utenti online hanno quindi cambiato il Notiziario USPI n° 11/2015

Newsruption ha anche messo in luce il tema dei costi e le differenze strutturali tra l’editoria tradizionale e quella online. Tra il 2007 e il 2010 si è verificato il fenomeno che ha visto la nascita di un significativo numero di editori puri digitali, alcuni dei quali si sono rivelati dei casi di successo negli anni successivi e oggi sono a pieno titolo compresi nell’insieme delle venti maggiori testate d’informazione online. L’emergere di questi soggetti ha mostrato come sia possibile costruire un prodotto d’informazione digitale caratterizzato da costi di struttura e servizi molto più contenuti di quelli delle testate di Gianfranco origine tradizionale. Mazzone Mentre gli editori tradizionali hanno reagito alla crisi ponendosi il problema di come supplire al calo dei ricavi con diverse soluzioni, non sempre legate alla mission editoriale, i nuovi editori digitali hanno configurato un sistema di produzione più snello, più efficiente e senza il peso dell’eredità dell’epoca cartacea, in particolare il peso del costo del personale. Considerando le voci di produzione, di distribuzione e di redazione, si trova che il costo necessario per servire il bisogno informativo di un lettore cartaceo (costo di lettura di un quotidiano cartaceo) è otto volte superiore al costo che un editore online deve prevedere per offrire la visita al proprio sito Web d’informazione da un lettore digitale. Se si limita il ragionamento al solo mezzo digitale si nota che gli editori tradizionali che offrono informazione sul Web operano a un costo per visita più che doppio rispetto ai nuovi editori puramente digitali. “L’obiettivo di questa ricerca è stato quello di comprendere le nuove dinamiche del-

l’informazione per rendere il flusso di comunicazione più efficace.” - ha commentato Gianfranco Mazzone, Managing Director di Burson Marsteller Italia “Abbiamo infatti voluto analizzare il cambiamento della fruizione dell’informazione, di cui possiamo offrire una lettura grazie al nostro privilegiato punto di vista. Sempre più il digitale occupa uno spazio importante nelle vite di tutti noi ed è diventato sempre più strategico avere un approccio che tenga conto dei cambimaenti. Newsruption ha confermato come il digitale stia influenzando il sistema editoriale, ma soprattutto, ha evidenziato come gli utenti siano pronti a seguire il cambiamento culturale, e come dimostra il fenomeno delle condivisioni, vogliano essere sempre più attori in prima persona nel viverlo.” ha concluso Mazzone. “Per capire quanto l’online abbia trasformato il nostro rapporto con l’informazione basta pensare ai riti quotidiani che eravamo soliti seguire dieci anni fa: il percorso del mattino passava dall’edicola, il tempo della lettura era ben ritagliato nel corso della giornata e la nostra domanda d’informazione si dirigeva verso i soggetti di cui ci fidavamo. Dieci anni fa cercavamo noi le notizie, oggi sono loro a trovarci: ci inseguono, ci precedono sul monitor del nostro smartphone, compaiono dietro ogni angolo della giornata e ci tengono aggiornati a nostra insaputa. A fine giornata ci accorgiamo di essere stati informati da un nuovo “sistema dell’informazione”, un flusso pervasivo e continuo, alimentato anche dalle relazioni che abbiamo costruito sui social network” ha dichiarato Giacomo Fusina, Country Manager di Human Highway. (Primaonline.it, 29 ottobre 2015) ******* Il giornale online più scaricato dai giovani spiega perché il digitale non salverà l’editoria L’esperienza di Lidia Gattini, Presidente Mandragola Editrice Leggo con interesse la dichiarazione di intenti contenuta nel Disegno di legge AC n. 3317 “Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione del sostegno pubblico all’editoria” e, in particolare, un’affermazione condivisibile: “L’opportunità costituita dal-

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l’evoluzione tecnologica e dall’avanzata del digitale in ogni caso non può non essere colta dalle imprese editoriali, dato che la maggior parte degli utenti e la quasi totalità dei giovani si sta indirizzando verso diversi modi di accesso e fruizione delle notizie, anche paralleli (si pensi ai social network)”. Ho la fortuna di rappresentare una Cooperativa, Mandragola Editrice, che ha sempre creduto nell’innovazione e che, in virtù del proprio target di lettori, i giovani, ha investito gioco forza nella multimedialità. Mi sorge spontanea una domanda: se la quasi totalità dei giovani si sta indirizzando alla fruizione delle notizie sui social non dovremo “marcare la differenza” tra giornale “vero” e blog senza giornalisti”, magari educandoli alla fruizione consapevole? Ma questo non è centrale nella discussione, anche se si tratta dei cittadini del futuro, perciò torno all’innovazione. Le proposte contenute nel Disegno di legge, contengono interessanti (anche se non ancora definiti) incentivi economici per aiutare le nostre imprese nel passaggio al digitale, dando quasi per scontato che sia la nostra ancora di salvezza. Tutti noi sappiamo, però, che le copie vendute online anche nelle grandi imprese editoriali, generano una percentuale di fatturato irrisoria rispetto a quelle cartacee. L’informazione online è oggi garantita dai ricavi generati dalla carta, nonostante questi ultimi siano in continua contrazione. E domani? La tendenziale diminuzione della diffusione delle copie, e i conseguenti minori ricavi di vendita e advertising, metterà le nostre aziende nella condizione di dover gestire un sistema sempre più complesso online-offline con risorse drammaticamente più esigue.

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negli Stati membri e Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione, ha riconosciuto la necessità di misure urgenti per allineare le aliquote Iva applicate alla stampa, concedendo agli Stati membri la possibilità di modificare la propria legislazione nazionale sulla stampa digitale”. “In tale quadro - conclude la nota - l’Iva al 4% a giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa e periodici online – 10

La perdita dei ricavi sulla carta non è e non potrà essere compensata dalla pubblicità su web. La componente advertising su internet sarà verosimilmente una risorsa percentualmente inferiore a quella sinora garantita dalla carta. Ad esempio, il mensile da noi editato, Zai.net, risulta ai primi posti fra le riviste più scaricate nel settore adolescenti; nonostante questo, il fatturato delle vendite online è irrisorio, meno dell’1% sul complessivo. Decisamente meglio, ma ancora esigui, sono i ricavi relativi alla pubblicità online e ai servizi multimediali (il 5% del fatturato). Da un punto di vista economico puntare su un accesso completamente gratuito alla lettura dell’edizione multimediale del giornale significa fare affidamento esclusivamente sulla pubblicità. Questo modello attualmente non garantisce alcuna sostenibilità. E in prospettiva? Le ipotesi più ottimistiche prevedono un costante aumento della quota di investimento pubblicitario sulla rete, ma ci vorrà molto tempo prima che possa arrivare a garantire un volume sufficiente a coprire, anche solo parzialmente, costi editoriali e d’impresa significativi. Perché il digital affonda i media e la pubblicità? E qui vorrei rifarmi a una ricerca australiana di PwC con le previsioni fino al 2018 aggiornate da cui si evince che le aziende non investono in pubblicità. Preferiscono fare comunicazione in proprio. E tagliare i budget per i media tradizionali. Con i social e il digital salta la mediazione dei giornali. I media tradizionali sono alle prese con la frammentazione dell’audience, a causa di social media e digitale, e assistono alla contrazione del proprio lettorato. Un solo esempio delle insidie per i giornaquanto mai auspicabile per dare una spinta significativa alla modernizzazione dell’intero sistema editoriale – costituisce unicamente una anticipazione, da parte del legi6 slatore italiano, del legislatore europeo”. LA V COMMISSIONE BILANCIO DEL SENATO Segnaliamo, da ultimo, che in data 13 novembre scorso, la V Commissione Bilancio del Senato ha respinto tutti gli emendamenti proposti al comma 33 dell’articolo 33 della Legge di stabilità 2016, mantenendo il testo originario.

li: il 69% delle aziende sta spostando la spesa di marketing dall’acquisto di pubblicità a comunicazione fatta in proprio. E una fetta dal 20 al 30 % del budget per la comunicazione viene investito nella costruzione di canali informativi di proprietà delle aziende/società. Insomma, non si comprano spazi sui giornali. Senza andare oltre Oceano, ce ne siamo accorti tutti quando inserzionisti storici e persino Enti locali hanno dirottato alcuni investimenti di comunicazione sui canali social o sulle loro pagine fan, con un risparmio di risorse e un risultato tangibile e immediato. A mio parere, bisogna tenere distinti giornalismo e modello di business. Perché se è vero che il secondo è in crisi, il primo sta vivendo un grande momento di espressione e di circolazione attraverso i diversi supporti e le diverse piattaforme che oggi sono disponibili: nonostante la progressione di Internet i contenuti forniti dai media tradizionali sono ancora insostituibili. Le notizie originali sono ancora in massima parte prodotte e fatte circolare dalle testate storiche. Non solo, ma la discussione che avviene su web, blog e media sociali, è alimentata in percentuale altissima dalle più consolidate fonti di informazione: l’80% dei link fa riferimento a media tradizionali. Il social “non è un nemico anzi ci aiuta a diffondere i nostri contenuti”. Impegnarsi in questa vera rivoluzione digitale nella quale i contenuti devono essere già pensati per divenire digitali, ha però costi editoriali e d’impresa significativi, ed è qui che la nuova Legge ci dovrebbe sostenere finanziando, ad esempio, piattaforme comuni, premiando le reti virtuose fra le nostre imprese, non genericamente riconoscendo “più soldi a chi già vende di più”. Lidia Gattini, Presidente Mandragola Editrice (#Menogiornalimenoliberi, 20 ottobre 2015)

COMMISSIONE CULTURA riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, comprese le reti elettroniche. 2. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinate le modalità di attuazione della disposizione di cui al comma 1, garantendo l’assenza di oneri per il bilancio dello Stato. Notiziario USPI n° 11/2015


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USPI e GOOGLE: la partnership per i soggetti che svolgono un ruolo attivo nel settore dell’informazione online in tutta l’Europa

DIGITAL NEWS INIZIATIVE, APERTO IL BANDO PER L’INNOVAZIONE Il fondo per l’innovazione è finanziato da google con 150 milioni di euro in 3 anni - Dal 3 novembre, tutte le informazioni sul nostro sito E’ partita la DNI – Digital News Initiative di Google, cui l’USPI aveva aderito in partnership insieme ad altre organizzazioni europee che operano nel campo dell’informazione. E, quindi, stato aperto il bando della prima sessione di presentazione di progetti relativi a nuove iniziative riguardanti le news digitali che vorranno concorrere all’assegnazione di un finanziamento del DNI Innovation Fund, il fondo finanziato da Google. Il termine di questa prima sessione di presentazione di progetti è stata fissata al 4 dicembre p.v. Ricordiamo che per ogni anno ci saranno 2 sessioni e che per costituire il Fondo della Digital News Initiative Google ha stanziato 150 milioni di euro in 3 anni quale finanziamento a fondo perduto. La comunicazione di Google con le informazioni essenziali sul tema “Digital News Initiative: si apre il bando per il Fondo per l’Innovazione da 150 milioni di euro Ad aprile abbiamo lanciato la Digital News Initiative, una partnership con undici organizzazioni europee che operano nel campo dell’informazione, volta a supportare il giornalismo di alta qualità attraverso la tecnologia e l’innovazione. L’iniziativa è aperta a qualunque organizzazione che operi nel settore dell’informazione digitale in Europa, grande o piccola, affermata o nuova arrivata, e da quando è stata lanciata più di 120 organizzazioni hanno deciso di aderire. Oggi siamo molto lieti di annunciare che si apre il bando per presentare progetti per il DNI Innovation Fund e la nostra speranza è che la partecipazione aumenti ulteriormente. Il Fondo ha un obiettivo molto ambizioso: dare vita a nuovi modi di pensare, che possono avere origine ovunque nell’ecosistema dell’informazione, per dare alle organizzazioni di qualsiasi dimensione la possibilità di provare qualcosa di nuovo. A questo scopo abbiamo stanziato 150 milioni di euro che, nel corso dei prossimi tre anni, saranno resi disponibili sotto forma di finanziamenti a fondo perduto. Notiziario USPI n° 11/2015

Ogni anno ci saranno almeno due sessioni nelle quali sarà possibile presentare progetti per il finanziamento. La prima ha inizio oggi e si chiuderà il 4 dicembre. La prossima inizierà nella primavera del 2016; i dettagli verranno annunciati sul sito della Digital News Initiative. Ecco una veloce panoramica di come funziona il Fondo. Progetti Siamo alla ricerca di progetti che propongano un nuovo modo di pensare nell’ambito del giornalismo digitale, che supportino lo sviluppo di nuovi modelli di business o anche che cambino le abitudini degli utenti per quanto riguarda le news digitali. I progetti possono avere un forte carattere sperimentale, ma devono avere degli obiettivi ben definiti e una componente digitale significativa. Non è necessario usare alcun prodotto di Google. Avranno successo i progetti caratterizzati da innovazione e impatto positivo sulla produzione di giornalismo digitale originale e sulla sostenibilità futura del settore. Idoneità Il Fondo è aperto a editori affermati, realtà attive esclusivamente online, nuove startup, partnership collaborative e singoli individui residenti nei paesi della UE e EFTA. Finanziamenti Sono disponibili tre categorie di finanziamenti: Prototipi: categoria aperta ad organizzazioni e individui che rientrano nei criteri di idoneità e che richiedono un finanziamento fino a €50.000. Questi progetti devono essere in fase davvero iniziale, con idee ancora da mettere in pratica e presupposti ancora da dimostrare. Questi progetti verranno valutati più rapidamente degli altri progetti e ne finanzieremo il 100% del costo totale.

coprono fino al 70% del costo totale del progetto. Progetti di grandi dimensioni: categoria aperta alle organizzazioni che rientrano nei criteri di idoneità e che richiedono un finanziamento superiore a €300.000. Accetteremo richieste di finanziamento che coprono fino al 70% del costo totale del progetto. Il finanziamento ha un limite massimo di 1 milione di euro. Sono possibili eccezioni al limite massimo di 1 milione di euro per progetti di grandi dimensioni che siano collaborativi (ad esempio progetti internazionali, che coinvolgano un intero settore o che coinvolgano più organizzazioni) oppure che apportino benefici significativi all’intero ecosistema dell’informazione. Come candidarsi Il sito della Digital News Initiative contiene tutti i dettagli, tra cui i criteri di idoneità, i termini e le condizioni e i moduli per presentare la domanda di finanziamento. Le richieste di partecipazione dovranno essere in inglese; la prima sessione si chiude il 4 dicembre 2015. Governance Abbiamo svolto ricerche approfondite per assicurarci che il processo di candidatura e di selezione sia trasparente e aperto a tutti. La riservatezza è fondamentale: i progetti non dovranno condividere dati sensibili per il business o informazioni altamente riservate. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito della Digital News Initiative. La prima selezione dei progetti sarà affidata a un Project team formato da professionisti del settore e da membri dello staff di Google, che esamineranno tutte le candidature per valutarle dal punto di vista di idoenità, innovazione e impatto. Il Project team farà raccomandazioni al Council del Fondo per il finanziamento di Prototipi e progetti di medie dimensioni. Il Council del Fondo avrà il compito di supervisionare il processo di selezione e includerà 13 membri (il tredicesimo verrà annunciato attraverso il sito dell’iniziativa). Il Council voterà i Progetti di grandi dimensioni. Assegneremo i primi finanziamenti all’inizio del 2016. http://googleitalia.blogspot.de/2015/10/dig ital-news-initiative-si-apre-il.html * * * * * * * *

Progetti di medie dimensioni: categoria aperta alle organizzazioni che rientrano nei criteri di idoneità e che richiedono un finanziamento fino a €300.000. Accetteremo richieste di finanziamento che

Riportiamo quanto già pubblicato su sito www.uspi.it, il 4 maggio scorso: L’U.S.P.I. Unione Stampa

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Periodica Italiana ha aderito alla Digital News Initiative (DNI), la partnership proposta da Google ai soggetti che svolgono un ruolo attivo nel settore dell’informazione online in tutta l’Europa. Il 28 aprile u.s. Google ha annunciato la “Digital News Initiative”, un programma che ha lo scopo di supportare il giornalismo di qualità in Europa attraverso la tecnologia e l’innovazione, mettendo a disposizione di questa iniziativa un budget di 150 milioni di euro in tre anni. L’obiettivo di DNI è quello di favorire lo sviluppo di un ecosistema di informazione sostenibile e promuovere l’innovazione nel campo del giornalismo digitale attraverso la collaborazione e il dialogo costanti tra i settori della tecnologia e dell’informazione. DNI cercherà di estendere la propria attività ad altri editori europei e tutti i player coinvolti nel settore dell’informazione digitale europea potranno prendere parte a uno o tutti i suoi elementi. Carlo D’Asaro Biondo, Presidente Strategic Relationships di Google in Europa, ha dichiarato: “Internet offre opportunità immense per creare e diffondere grande giornalismo, tuttavia ci sono anche questioni legittime su come il giornalismo di alta qualità possa esse sostenuto nell’era digitale. Attraverso la Digital News Initiative Google lavorerà a fianco di editori e organizzazioni che si occupano di giornalismo per contribuire a sviluppare modelli più sostenibili per l’informazione. E’ solo l’inizio del percorso

e invitiamo altri a unirsi a noi.” DNI si concentrerà su tre aree principali: 1. Sviluppo prodotto: Google e gli editori istituiranno un “gruppo di lavoro sul prodotto” in grado di alimentare un dialogo costante per esplorare lo sviluppo di prodotti legati all’incremento dei ricavi, del traffico e del coinvolgimento dei lettori. Il gruppo di lavoro sul prodotto sarà un piccolo organismo costituito da editori europei, grandi e piccoli, che rappresenteranno le priorità del settore dell’informazione e fungeranno da punto di contatto nel dialogo su pubblicità, video, apps, comprensione dei dati, contenuti a pagamento e Google News. Google e i partner fondatori hanno già cominciato ad esplorare una serie di idee legate al prodotto e si aspettano ulteriori proposte con la crescita di DNI. L’obiettivo è che questo dialogo porti a sviluppi di prodotto in grado di beneficiare l’eco-sistema dell’informazione nel suo complesso. 2. Supporto all’innovazione: Google supporterà e stimolerà l’innovazione nel giornalismo digitale nei prossimi tre anni. In questo arco di tempo, Google metterà a disposizione 150 milioni di Euro per progetti in grado di dimostrare un nuovo approccio al giornalismo digitale. Chiunque lavori all’innovazione dell’informazione online potrà farne richiesta, inclusi editori riconosciuti, testate solo online e

DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata.

RISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relative supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (luglio - settembre 2015); Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale, nel mese di novembre, NON devono effettuare alcuna consegna.

ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE ENTRO IL MESE DI DICEMBRE Gli editori con sede principale in LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEZIA IGULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE - che pubblicano QUOTIDIANI, PLU12

Gli editori di: QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI e SETTIMANALI

start up tecnologiche legate al mondo dell’informazione. La DNI stabilirà criteri e modalità con un advisory group composto da editori e organizzazioni esperte nella gestione di award in ambito giornalistico. Le richieste saranno valutate in base al loro grado di innovazione, fattibilità e impatto potenziale. 3. Formazione & Ricerca: Google investirà in formazione e nello sviluppo di nuove risorse per giornalisti e redazioni in Europa. Nello specifico: - persone dedicate per lavorare con le redazioni sulle competenze digitali - partnerships formative con organizzazioni giornalistiche tra cui lo European Journalism Centre, WAN-IFRA, GEN, il Centro per il Giornalismo Investigativo e Hacks/Hackers, un’organizzazione che mette insieme giornalisti ed esperti di tecnologia - risorse online e strumenti avanzati per i giornalisti. Google finanzierà ricerche sullo scenario media, tra cui all’inizio: - una versione ampliata del Digital News Report del Reuters Institute che analizzi le modalità di fruizione delle notizie e il comportamento dei lettori in Europa, in 20 paesi; - Borse di studio per la ricerca accademica sul giornalismo computazionale, tra cui data journalism, crowdsourcing e analisi dati; - estensione all’Europa del programma Google Journalism Fellowships. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Google dedicato all’argomento: https://www.digitalnewsinitiative.com/

con sede principale in: LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite nel 3 trimestre dell’anno (luglio-settembre 2015) - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effetuare alcuna consegna. GLI INDIRIZZI - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. Notiziario USPI n° 11/2015


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO ENTRATE CONTRIBUTIVE

Circolare n. 7 del 6/11/2015 OGGETTO: Esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato nel corso del 2015 ai sensi dell’articolo unico, commi 118 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190. Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, l’art. 1, comma 118 e seguenti, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (di seguito, anche “Legge di stabilità 2015”) ha introdotto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro in relazione alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato con decorrenza nell’anno 2015. Il Consiglio di Amministrazione dell’INPGI in data 27 luglio 2015 ha deliberato di riconoscere le predette agevolazioni contributive anche nei casi di assunzione di giornalisti assicurati presso questo Istituto. A seguito delle osservazioni formulate dai Ministeri vigilanti, il Consiglio di Amministrazione dell’INPGI, con atto n. 52 del 15/10/2015, ha nuovamente deliberato in materia, recependo le condizioni poste dai Ministeri vigilanti. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con nota n. MA004.A007.11433 PG-L-71 prot. 15483 del 16/10/2015, ha definitivamente approvato la predetta delibera n. 52 del 15/10/2015. L’esonero contributivo spetta a tutti i datori di lavoro privati a condizione che, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore non sia stato occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, con contratto a tempo indeterminato. Inoltre, allo scopo di evitare un improprio utilizzo del beneficio, è esclusa l’applicazione dell’esonero medesimo nei casi in cui, nell’arco dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il lavoratore assunto abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo. Notiziario USPI n° 11/2015

La misura dell’esonero è pari all’ammontare dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di un importo pari a euro 8.060,00 su base annua.

dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori, nonché dei requisiti introdotti dall’art. 1, comma 118, della Legge di stabilità 2015.

L’applicazione del predetto beneficio non determina nei confronti del giornalista alcuna riduzione della misura delle prestazioni previdenziali ed assistenziali.

La fruizione dell’esonero contributivo di cui si tratta è, quindi, subordinata al rispetto delle condizioni fissate dall’art. 1, commi 1175 e 1176, della legge n. 296/2006, da parte del datore di lavoro che assume, di seguito elencate:

Il beneficio riguarda le nuove assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2015. Saranno riesaminate d’ufficio anche le richieste di sgravio contributivo pervenute per le assunzioni effettuate dal 1/01/2015 ad oggi, ancorché riferite alle agevolazioni di cui al DPCM 30/09/2014. L’esonero contributivo è fruibile anche da parte dei datori di lavoro che intendano stabilizzare giornalisti già presenti in azienda, che procedano con la trasformazione di un contratto di lavoro a termine o di una collaborazione coordinata e continuativa in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La sua durata è pari a trentasei mesi a partire dalla data di assunzione o di trasformazione a tempo indeterminato. 1. DATORI DI LAVORO BENEFICIARI DELL’ESONERO CONTRIBUTIVO Come già evidenziato, l’incentivo in oggetto è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati. L’esonero contributivo in oggetto non si applica nei confronti della pubblica amministrazione, individuabile assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione recati dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001. 2. RAPPORTI DI LAVORO INCENTIVATI L’esonero contributivo riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ancorché in regime di part-time, a prescindere dalla contrattazione collettiva applicata e dallo stutus professionale del giornalista (professionista, pubblicista o praticante). Il beneficio è applicabile anche ai rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro ai sensi della legge n. 142/2001. 3. CONDIZIONI PER IL DIRITTO ALL’ESONERO CONTRIBUTIVO Il diritto alla fruizione dell’incentivo è finalizzato a favorire l’assunzione e risulta subordinato al rispetto dei principi generali di cui alla legge n. 92 del 2012, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e

- regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro; - rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative. La fruizione del diritto all’esonero contributivo triennale è subordinata alla sussistenza, alla data dell’assunzione, delle seguenti altre condizioni: a) il giornalista, nel corso dei sei mesi precedenti l’assunzione, non risulti occupato, presso qualsiasi datore di lavoro, in forza di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (art. 1, comma 118, secondo periodo, legge n. 190/2014); b) il giornalista, nel corso dei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della Legge di stabilità 2015 (1.10.2014 31.12.2014), non abbia avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con il datore di lavoro richiedente l’incentivo ovvero con società da questi controllate o a questi collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c., nonché facenti capo, ancorché per interposta persona, al datore di lavoro medesimo (art. 1, comma 118, quarto periodo, legge n. 190/2014); c) il giornalista non deve avere avuto un precedente rapporto di lavoro agevolato, ai sensi della Legge di stabilità 2015, con lo stesso datore di lavoro che assume. Difatti, in forza delle previsioni di cui al secondo periodo del più volte citato comma 118, ”L’esonero di cui al presente comma … non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio … sia già stato usufruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato”. 4. COMPATIBILITA’ CON ALTRE FORME DI INCENTIVO 14 13


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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 13

ALL’OCCUPAZIONE L’esonero contributivo triennale introdotto dalla Legge di stabilità 2015 non è cumulabile con “altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente”. Come previsto dalla suddetta delibera INPGI n. 52 del 15/10/2015, le domande di autorizzazione alla fruizione delle agevolazioni contributive di cui al D.P.C.M. 30/09/2014, presentate all’Istituto in relazione alle assunzioni con rapporto di lavoro a tempo indeterminato effettuate nel corso dell’anno 2015 (comprese quelle autorizzate in via provvisoria), che non potranno essere autorizzate in via definitiva, saranno valutate d’ufficio in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 1, comma 118, della legge n. 190/2014. In presenza dei requisiti previsti ed illustrati nella presente circolare - in luogo delle agevolazioni di cui al DPCM 30/09/2014 sarà, quindi, autorizzato l’esonero contributivo in oggetto. Con riferimento alle assunzioni con contratto a tempo determinato avvenute nel corso del 2015, per le quali è stata presentata domanda di sgravio ai sensi del predetto D.P.C.M. 30/09/2014 e che - in base a quanto segnalato dal Dipartimento per l’Editoria e l’Informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - difficilmente troveranno accoglimento per mancanza di finanziamento, si comunica che, in caso di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il 31/12/2015, il datore di lavoro, in presenza degli altri requisiti, potrà avanzare domanda di esonero contributivo. 5. ASSETTO E MISURA DELL’INCENTIVO L’esonero contributivo introdotto dalla legge di stabilità 2015 è pari ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con eccezione delle seguenti forme di contribuzione INPGI: •i premi per l’assicurazione contro gli infortuni; •il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza integrativa e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla legge n. 166/91; •il contributo, ove dovuto, al Fondo per gli ammortizzatori sociali, limitatamente alla quota base dello 0,50% a carico del datore di lavoro di cui alla circolare INPGI n. 9 del 2/09/2009. Rientra, invece, nell’esonero l’ulteriore quota dell’1% di cui alla circolare INPGI n. 5 del 17/10/2014; •il contributo, ove dovuto, al Fondo integrativo contrattuale “ex fissa” e la relativa 14

addizionale. La durata del predetto esonero contributivo è stabilita dalla legge in un triennio e decorre dalla data di assunzione del giornalista, che deve intervenire nell’arco dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. L’esonero non può comunque essere superiore alla misura massima di 8.060,00 euro su base annua. In relazione ai rapporti di lavoro part-time (di tipo orizzontale, verticale ovvero misto), la misura della predetta soglia massima va adeguata in diminuzione sulla base della durata dello specifico orario ridotto di lavoro in rapporto a quella ordinaria stabilita dalla legge ovvero dai contratti collettivi di lavoro. Si precisa che i rapporti di lavoro instaurati ai sensi dell’art. 2 e/o dell’art. 12 del CNLG, ai fini dell’esonero contributivo in oggetto, sono equiparati ai rapporti di lavoro a tempo pieno. Di conseguenza, il datore di lavoro non deve procedere all’adeguamento in riduzione in ragione dell’orario di lavoro. Allo scopo di agevolare l’applicazione dell’incentivo, la soglia massima di esonero contributivo è riferita al periodo di paga mensile ed è pari a euro 671,66 (€ 8.060,00 / 12) e, per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 22,08 (€ 8.060,00 / 365 gg.) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. L’esonero va applicato in relazione alla misura dei contributi a carico del datore di lavoro, fatte salve le contribuzioni sopra indicate, fino al limite della predetta soglia mensile, opportunamente adeguata in caso di rapporti di lavoro part-time. La contribuzione eccedente la predetta soglia mensile potrà formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima pari a euro 8.060,00 su base annua. Ad esempio, qualora nei primi tre mesi del rapporto agevolato l’importo dei contributi a carico del datore di lavoro sia pari ad euro 500,00 mensili e nel corso del quarto mese (ad es. dicembre), assuma il valore di euro 900,00, il datore di lavoro potrà comunque fruire dell’esonero per l’intero ammontare dei contributi previdenziali del quarto mese, dal momento che l’eccedenza (euro 228,34 = 900,00-671,66) è inferiore rispetto all’importo dell’esonero non fruito nei tre mesi precedenti (euro 514,98 = 171,66 x 3).

Per quanto non previsto nella presente circolare, in merito alle condizioni di accesso al beneficio, si rimanda alle disposizioni generali illustrate dall’INPS alla genericità dei datori di lavoro con circolare n. 17 del 29 gennaio 2015 e con circolare n. 178 del 3 novembre 2015. 6. ESPOSIZIONE NELLA DENUNCIA CONTRIBUTIVA MENSILE DASM I datori di lavoro possono usufruire dell’esonero contributivo solo dopo aver ricevuto la relativa autorizzazione da parte dell’INPGI. Nel provvedimento di autorizzazione allo sgravio l’Istituto indicherà i codici di qualifica da inserire nella denuncia contributiva mensile (DASM) ai fini del calcolo della esatta contribuzione dovuta. La domanda di esonero contributivo deve essere prodotta entro e non oltre 30 giorni dalla data di assunzione o trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. A tal fine, dovrà essere utilizzato il modello SGRV.1, disponibile nella sezione modulistica del sito internet dell’Istituto. Sono esonerati dalla presentazione della domanda di esonero contributivo i datori di lavoro che hanno già richiesto l’applicazione delle agevolazioni di cui al DPCM 30/09/2014. Ai fini della predisposizione delle denunce contributive mensili è necessario procedere all’aggiornamento della versione procedura DASM, disponibile – entro il 30 novembre 2015 - nel sito internet dell’Istituto, nella sezione “Notizie per le aziende”. Per la corretta compilazione delle denunce contributive, all’interno della sezione DASM riferita alle retribuzioni mensili, per ogni giornalista interessato, dovranno essere valorizzati i campi relativi alla data di inizio e di fine del diritto all’esonero contributivo. Nella sezione “Notizie per le aziende software DASM” del sito internet dell’Istituto, sempre entro il 30/11/2015, saranno dettagliatamente indicate le modalità di compilazione della denuncia contributiva mensile DASM, con particolare riguardo all’esposizione del beneficio mensile, al recupero delle somme eventualmente spettanti per il periodo gennaio - ottobre 2015 e per l’effettuazione del conguaglio riferito ad eventuali eccedenze mensili non utilizzate. IL DIRIGENTE: Augusto Moriga Modulo Richiesta Sgravi contributivi SGRV.1.pdf.: http://www.inpgi.it/sites/default/files/Modu lo%20Richiesta%20Sgravi%20contributivi%20-%20SGRV.1.pdf Notiziario USPI n° 11/2015


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BIBLIOTECA USPI GRANDI UOMINI, PICCOLI PADRI Galileo, Rousseau, Manzoni, Tolstoj, Einstein, Chaplin e i figli di Maurizio Quilici (Fazi Editore 2015 , pagine 239, euro 16,50) Genio e paternità, due parole che, insieme, sono naturalmente portatrici di vicende esistenziali complesse. Un binomio che non è difficile immaginare inconciliabile, ma per quanto la fantasia possa esercitarsi liberamente non si arriva ad ipotizzare nel dettaglio quanto funesta può essere la convivenza con la propria prole per uomini che hanno fatto la storia della letteratura, della filosofia, della scienza. Benvenuto quindi ‘Grandi uomini, piccoli padri’, il libro in cui con maniacale determinazione e giusto distacco Maurizio Quilici mette a nudo le biografie di non grandi ma grandissime menti, nel loro rapporto con i figli, troppo spesso vittime innocenti dell’eccesso di genialità. Un lavoro enorme di ricerca che l’autore ha la capacità di riassumere con verve giornalistica in sei vite condensate in mini-saggi che sono come indagini processuali. Sei capitoli dedicati rispettivamente a Galileo, Rousseau, Manzoni, Tolstoj, Einstein e

Charlie Chaplin. Storie pesanti narrate con leggerezza per mettere a fuoco la vita di geni assoluti, uomini noti a tutti per le loro opere, la loro arte, le loro scoperte, che hanno segnato e accompagnato la storia dell’umanità eppure, come si scopre nel libro di Quilici, assolutamente misteriosi se si va a indagare il lato privato della loro esistenza. Misteriosi nel senso che nel rapporto con i figli hanno spesso tenuto atteggiamenti palesemente contradditori rispetto alle loro teorie, pure caparbiamente inseguite negli scritti e nella vita pubblica. Così, senza voler entrare troppo nei dettagli del volume che da questo punto di vista è una scoperta, basti pensare ad uno dei protagonisti, quel Jean-Jacques Rousseau, padre della pedagogia, che ebbe ben cinque figli da Thérèse, donna di umili origini disprezzata e sposata solo dopo molti anni. Tutti e cinque i bambini, senza esclusione, furono abbandonati per sua volontà appena nati all’Ospizio dei Trovatelli per finire tra gli orfani. Senza mai cercarli, senza rimpianti. Questo era Rousseau, lo stesso uomo che nell’Emilio aveva scritto: “Colui che non può compiere i doveri di padre non ha neppure il diritto di diventarlo. Non ci sono né povertà, né lavori, né rispetto umano che lo dispensino dal nutrire i suoi bambini e dall’educarli lui stesso”. Ma, viene da chiedersi, un piccolo padre può dirsi in ogni caso un grande uomo? Questo libro mette alcuni grandi della storia dell’umanità, lontana e recente, sotto una lente particolare: quella della paternità.

Un esame che riserva molte sorprese e ridimensiona alcuni geni, senza nulla togliere alla grandezza della loro mente e delle loro opere, riportandoli a una statura umana, molto umana, fatta di assenze e debolezze. Maurizio Quilici, nato nel 1946, si è laureato alla “Sapienza” di Roma in Giurisprudenza con una tesi in Medicina criminologica e psichiatria forense sugli effetti criminogeni della deprivazione paterna. Nella stessa Università ha conseguito Master di II livello in Diritto Minorile, perfezionandosi quindi in Mediazione Familiare presso la Pontificia Facoltà di

Scienze dell’Educazione. Giornalista professionista, è stato Caporedattore dell’Agenzia ANSA. Per alcuni anni ha collaborato con la Società italiana di psicologia. Nel 1988 ha fondato l’ISP, Istituto di studi sulla paternità, di cui è Presidente. È autore di numerosi articoli e saggi sulla paternità, fra i quali Il padre ombra (Giardini, 1988), per il quale ha ricevuto un Premio della Cultura dalla Presidenza del Consiglio, Onora il padre e la madre (Bompiani, 2001), Storia della paternità (Fazi, 2010). (ANSA) - ROMA, 4 NOV) 16

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Notiziario USPI n° 11/2015

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******* TEATRO

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E’ TUTTO PASSATO ATTO UNICO di Fabio Salvati (Teatro Arvalia, Roma) Presentato da l’Albero della neve, con le scene di Riccardo Polimeni, lo spettacolo vede in scena Rita Pasqualoni, Alessandro Bevilacqua, Elena Salvati e la regia di Daniela Coppola. Lo spettacolo ci porta per mano in una struttura riabilitativa per traumatizzati gravi, la Casa del risveglio. Qui troviamo un infermiere energico e un po’ saccente che ritiene di sapere tutto dei suoi malati; lui ha in pugno il reparto e considera i ricoverati come un suo patrimonio. Di loro sa tutto, assiste di quando in quando ai tentativi più o meno malinconici di svegliarli dal loro torpore assoluto. Ma in realtà di loro conosce soltanto un breve segmento del loro destino: nessuno è mai venuto poi a dirgli se il tale si è poi risvegliato, se il tal altro ha cessato di vivere, o se è stato ricoverato altrove. Ma questo gli basta a sentirsi interprete ed esegeta esclusivo di quelle povere vite. Una mattina sopraggiunge una signora di mezza età: è timida e

NOTIzIARIO Uspi Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 (anche fax) Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Via della Navigazione Interna, 89 35027 Noventa Padovana (PD)

imbarazzata, tutta incartata nella sua identità di borghese immanente. Ha ricevuto un incarico che le pesa vistosamente: tentare la carta disperata del risveglio di una sua antichissima fiamma ricoverata in quella struttura (scopriremo che si tratta di un vigile del fuoco rimasto in coma dopo un incidente rovinoso all’epoca del terremoto dell’Aquila). Il compito è superiore alle sue forze: la donna è chiaramente abbrutita da decenni di convenzioni e conformismi e non tarda ad accorgersi che l’impresa è più grande di lei (con grande e maligna soddisfazione dell’infermiere). Ma, giorno dopo giorno, quell’appuntamento diventa una specie di irrinunciabile momento di pienezza nell’evidente vuoto della sua esistenza. Arriva perfino a convincersi a gettare la spugna, lasciando credere all’ineffabile infermiere che non tornerà più sui suoi passi. Poi un giorno al capezzale di quell’uomo allettato (che non si vedrà mai) compare una giovane misteriosa e le due donne si troveranno a misurarsi al capezzale dello stesso uomo con i reciproci imbarazzi. La giovane è una reduce del terremoto: nel crollo totale della casa ha perso la madre, l’unico suo affetto in vita. La ragazza comincerà un suo racconto: è tanto che cerca quell’uomo, quel pompiere che l’aveva sottratta dalle macerie e tenuta con sé i primi giorni dopo la disgrazia. Poi non ne aveva saputo più niente e aveva continuato a inseguirlo per quattro lunghi

anni. Di lui aveva solo saputo che aveva avuto un grave incidente e nulla più. Non è una parente e non le spettano notizie. Ma aveva qualcosa da dire a quell’uomo, qualcosa che ora ha 4 anni e che chiede insistentemente del padre. Il racconto della giovane (che si rivolge direttamente al paziente, come in un tentativo di risveglio) si svolge davanti alla donna più grande e all’infermiere, e lascia una coda di turbamento infinito in tutti. Il giorno dopo, alla donna di mezza età, ormai completamente recuperata sul piano della comunicativa, porterà sorprese a non finire: il suo antico amore non è più lì, la notte ha portato un p i c c o l o segno di risveglio e il personale sanitario ha provveduto a trasferirlo altrove. Dove ? Nessuno lo sa. L’infermiere non lo sa e a lui piace pensare che è tutto passato. Ma c’è un’ultima sorpresa per la donna di mezza età: vicino al letto qualcuno ha lasciato un cesto ripieno di antichi ricordi della loro comune infanzia. Che siano serviti anche questi per tentare di risvegliare la coscienza dell’uomo ? Nelle stanze confinanti c’è il reparto Alzheimer…… (www.romadailynews.it. 29/10/2015)

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Il n. 11 novembre 2015 è stato stampato il 26 novembre 2015

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Notiziario USPI n° 11/2015


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