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Internet e copyright, le tesi di Calabrò, pagina 7 Deposito legale e Convenzioni USPI, pagina 15
Legge 12/11/2011, n. 183 e Legge 12/11/2011, n. 184
LEGGE DI STABILITA’ E BILANCIO 2012, RIDOTTI I TAGLI ALL’EDITORIA Nonostante l’incremento, il Fondo per l’editoria, comprensivo dei contributi diretti ex lege 250/90, resta altamente insufficiente a coprire le necessità del settore – Le tariffe postali del no-profit che fine hanno fatto?
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ul Supplemento Ordinario n. 234 alla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre 2011 sono stati pubblicati la Legge di stabilità 2012 (legge 12 novembre 2011, n. 183) e il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 (Legge 12 novembre 2011, n. 184). Le norme ivi previste entreranno in vigore dal 1° gennaio 2012. Riassumiamo tutte le novità introdotte dalle due leggi finanziarie, iniziando, però, da una mancanza (peraltro inattesa): LE TARIFFE POSTALI PER IL SETTORE NO-PROFIT
Su forte sollecitazione dell’USPI
PROROGA DELLA TARIFFA “POSTA TARGET DAY” PER GLI EDITORI NO-PROFIT In vigore fino al 31.12.2011 In attesa della modifica normativa necessaria a permettere alle associazioni no-profit di accedere direttamente alla Tariffa Postale ROC (in base all’accordo trovato con Poste Italiane al Tavolo Tecnico presso la Presidenza del Consiglio), l’USPI ha sollecitato, con insistenza, la proroga da parte di Poste Italiane SpA dell’iniziativa sperimentale “Posta Target Day“, scaduta il 31 ottobre scorso, per gli editori no-profit. L’ufficialità della proroga fino al 31 dicembre 2011 è arrivata tramite l’email di Poste, a firma del Responsabile dr. Massimo Curcio, che di seguito riportiamo: Oggetto: att.ne Avv.Vetere: proroga iniziativa sperimentale PTDay “Egregio Avvocato, come anticipato per le vie brevi, l’iniziativa sperimentale in oggetto è stata prorogata al 31 dicembre per consentire di acquisire ulteriori dati utili alla valutazione finale della specifica configurazione di servizio sottoposta a test.
Nella legge di stabilità (ex Finanziaria) non ha trovato posto la norma che parificava le tariffe postali degli enti no-profit a quelle delle società commerciali, senza le limitazioni previste dalla legge 46/2004 penalizzanti per tutte le associazioni senza Raccomando come sempre agli associati di questa fini di lucro. spettabile Associazione, il puntuale rispetto dei E’ un’assenza sconcertante, perché (come pubblica2 5 requisiti tecnici alla base della stessa. to sul precedente numero di ottobre
Nella squadra del Governo Monti due personalità ben note agli editori
“Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”.
PASSERA ALLO SVILUPPO, CATRICALA’ SOTTOSEGRETARIO
Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821) Giuramento del Governo. Corrado Passera e Antonio Catricalà (a dx)
A far parte del nuovo Esecutivo, il neo premier Mario Monti ha chiamato due tecnici che i nostri associati conoscono bene per aver già operato nel settore dell’editoria. Si tratta di Corrado Passera, ex amministratore delegato di Poste Italiane dal 1998 al 2002, e Antonio Catricalà, ex Capo di Gabinetto al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, Segretario 5
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 47° - MENSILE - 11 NUMERI - 11 novembre 2011 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
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PROROGA DELLA TARIFFA “POSTA TARGET DAY” PER GLI EDITORI NO-PROFIT 1
Mi auguro che la proficua collaborazione da tempo avviata tra le nostre due realtà, possa consolidarsi ed aprire ulteriori fronti di interazione sempre nello spirito della miglior soddisfazione delle esigenze da voi rappresentate”.
in questo numero Legge di stabilità e bilancio 2012, ridotti i tagli all’editoria (pagina 1, 5, 6)
2 CONDIZIONI DI ACCESSO ALLA SPERIMENTAZIONE Proroga della tariffa PTDay per gli editori noA far data dalla sottoscrizione del Modulo profit (pagine 1, 2, 7) di Adesione ovvero dalla sua successiva presentazione e sino al 31/12/2011 possono Passera allo sviluppo, Catricalà Sottosegretario aderire a “Postatarget Day” i clienti che si (pagine 1, 5) impegnino a: 1. spedire, sino al 31/12/2011, stesso e per Le quote associative USPI per l’anno 2012 Ricordiamo che per accedere a PTDay la sperimentazione, almeno 100.000 invii (pagina 3) occorre spedire fino al 31/12/2011 100.000 di Postatarget Creative, pre-lavorati seconinvii di “Posta Target Creative”, prelavorado quanto riportato nella scheda Convenzione USPI-CISCO Var Group (pagina ti secondo le modalità dei prodotti di Direct “Confezionamento e prelavorazione dei 4) Mailing; spedire almeno il 70% nel medesiprodotti di Direct Mailing” pubblicata sul mo macrobacino di accettazione; postalizsito www.poste.it. Audizione del Presidente dell’AGCOM, zare solo il martedì e mercoledì. Al riguardo si precisa che, per i clienti che Corrado Calabrò (pagine 7, 8, 10, 11, 12) abbiano già sottoscritto FORMATI E DIMENSIONI un Contratto / Carmelo Garofalo “Una vita per il giornalismo” Convenzione per la (pagina 9) Formato gamma Postatarget, tali volumi devono essere Di Biagio (FLI): Grave ritardo nella convocaDIMENSIONI Tutti Compatto Extra-formato incrementali rispetto zione della CTE (pagina 12) agli invii Postatarget pianificati nel periodo INPGI, Circolari n. 7/2011 e 9/2011 (pagiMin Max Max di vigenza del ne13, 14, 15) Contratto/Convenzione L lunghezza (mm) 140 353 450 in essere; Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 2. spedire almeno il 15) 70% degli invii di cui H altezza 90 250 450 sopra nel medesimo Periodici associati all’USPI – 438° elenco macrobacino di accet(pagina 16) S spessore 0,15 20 100 tazione Sul sito www.uspi.it è riportata Convenzione USPI-SDA (pagina 16) la lista dei centri abiliP peso (g) 3 100 200 tati all’accettazione, con relativo macroPer l’adesione all’offerta PTDay è necesbacino di appartenenza (Nord/Centro/Sud); gato, nella scheda tecnica standard del sersario rivolgersi al proprio “account” 3. postalizzare gli invii obbligatoriamente il vizio PostaTarget Creative. (referente di Poste Italiane). martedì ed il mercoledì; 4. postalizzare gli invii solo dopo la preno3 OBIETTIVI DI QUALITÀ CONDIZIONI TECNICHE ED ECONOtazione della spedizione sul sito PS on line Gli obiettivi di qualità per il recapito preveMICHE RELATIVE ALLA SPERIMENe la successiva conferma da parte dei Centri dono la consegna degli invii oggetto della TAZIONE “POSTATARGET DAY” di Accettazione di Poste del giorno di sperimentazione: (Documento di Poste Italiane S.p.A.). postalizzazione. In ogni caso saranno accettati da Poste i soli - entro 8 giorni lavorativi successivi alla 1 CARATTERISTICHE DELLA SPEinvii che rispettino i requisiti previsti nel data di postalizzazione (J+8) per l’85% RIMENTAZIONE presente documento e, per quanto non derodegli invii; 7 “Postatarget Day” è una sperimentazione valida sino al 31/12/2011 che ha la finalità di verificare le possibili ottimizzazioni del TARIFFE POSTATARGET DAY processo operativo, con particolare riferimento all’utilizzo della rete di trasporto e di Volumi recapito, riducendo i costi di lavorazione. Formato Peso Nello specifico, l’obiettivo perseguito è fino a 1 Mln pz 1 - 3 Mln pz 3 - 6 Mln pz Oltre 6 Mln pz quello di verificare quanto la combinazione tra livelli di servizio inferiori allo standard e la concentrazione territoriale delle spedi0 - 50 gr €€0,18 € 0,17 € 0,15 € 0,14 zioni, unitamente al massimo impiego degli Compatto strumenti di pianificazione ed alla postaliz51 - 100 gr € 0,20 € 0,19 €€0,18 € 0,17 zazione di quantitativi rilevanti nei giorni della settimana di minor affollamento della rete, consente il raggiungimento di efficienExtraformato 0 - 200 gr € 0,23 € 0,22 € 0,20 € 0,19 ze produttive. 2
Notiziario USPI n° 11/2011
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Le quote associative usPi
per l’anno 2012 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2012 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2012 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENzIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
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PROROGATA LA CONVENzIONE TRA USPI E CISCO VAR GROUP USPI e CISCO/VAR GROUP hanno ritenuto utile rinnovare la "Convenzione" già stipulata fra le parti, in data 27 giugno 2011, la scadenza viene così prorogata al 31 dicembre 2011 confermando tutte le condizioni in precedenza concordate. Ciò permetterà di offrire ancora agli associati USPI, a condizioni economiche vantaggiose, soluzioni professionali per una connettività wireless di qualità e per l'utilizzo di un tablet. Apparati per la copertura WiFi di ambienti ufficio e/o magazzino, offerti a condizioni riservate per i Soci USPI, così suddivisi: 1) Pacchetto BASE per la copertura WiFi di un ambiente di lavoro; 2) Pacchetto AVANzATO per la copertura WiFi di un ambiente di lavoro eterogeneo; 3) Pacchetto PREMIUM per la copertura WiFi di un ambiente di lavoro eterogeneo o strutturato in modo complesso. Nell'offerta sono compresi anche un Tablet ed opzioni di Finanziamento Cisco Capital a tasso 0%.
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Notiziario USPI n° 11/2011
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LEGGE DI STABILITA’ E BILANCIO 2012, RIDOTTI I TAGLI ALL’EDITORIA 1
di questo Notiziario) nella riunione del Tavolo Tecnico del 18 ottobre scorso, davanti ai rappresentanti dell’USPI, di Poste Italiane e di numerose associazioni, il Dipartimento Editoria della Presidenza del Consiglio aveva preso impegno di presentare, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, un emendamento in tal senso, nel primo provvedimento utile. Questo proprio per accelerare i tempi per la risoluzione di questo annoso e gravoso problema che si trascina dall’aprile 2010. Non si sa in quale cassetto delle due Istituzioni l’emendamento sia stato dimenticato, certo è, però, che il “delitto mediatico”, denunciato da tempo e con forza dal quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana “Avvenire”, si sta ancora perpetrando. Speriamo, ora, nella sensibilità del nuovo Governo Monti, anche perché la norma, concordata tra le parti sociali, che permetterà agli editori no-profit di accedere alla c.d. “Tariffa ROC” è senza oneri aggiuntivi da parte dello Stato. RIDOTTI I TAGLI AL FONDO DI SOSTEGNO ALL’EDITORIA Una parziale buona notizia riguarda l’ambito degli stanziamenti a favore dell’editoria. La Legge di stabilità, nella tabella C (vedi pagina 6), incrementa il Fondo per il sostegno all’editoria (missione Comunicazioni – programma Sostegno all’editoria, Cap. 2183) per gli importi di 19.550.727 euro per l’anno 2012, di 16.257.524 euro per
l’anno 2013 e di 12.920.019 per l’anno 2014. Ma, attenzione!, è improprio parlare di aumento del Fondo, perché si tratta, in realtà di una riduzione dei tagli precedentemente fissati per il comparto. In sostanza, il Dipartimento Editoria si trova a gestire un Fondo di 56.319.000 euro per il 2012 (compresi i contributi diretti imputabili all’anno 2011); cioè meno della metà della somma necessaria per far compiutamente fronte agli impegni previsti. PUBBLICITA’ ISTITUZIONALE Nel Bilancio di previsione (Legge 184/2011) Il Ministro dell’economia delle finanze viene autorizzato ad apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per finanziare le spese sostenute dalle Amministrazioni statali e dagli Enti pubblici non territoriali per la pubblicità istituzionale. Tali Enti sono tenuti a destinare alla pubblicità sui giornali quotidiani e periodici una quota non inferiore al 70 per cento delle spese per la pubblicità previste nei propri bilanci.
RIFORMA DEGLI ORDINI PROFESSIONALI ED ELIMINAZIONE DELLE TARIFFE MINIME La Legge 183/2011 prevede che entro la fine del 2012 venga approvata, con decreto del Presidente della Repubblica, la riforma degli Ordini professionali. Viene anche liberalizzata la determinazione del compenso spettante al libero professionista, tramite l’eliminazione delle tariffe minime professionali. Si consente la costituzione di società per l’esercizio delle attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico. A disciplinare criteri e modalità affinché l’esecuzione dell’incarico professionale conferito alla società sia eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti di legge per svolgere la prestazione professionale richiesta sarà un Regolamento del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
TELEVISIONI LOCALI ED ESPROPRIO DELLE FREQUENZE Non va meglio alle TV locali. La Legge di stabilità, ai commi 7 e 8 dell’articolo 33, prevede che l’extragettito della vendita delle frequenze della banda 800 MHZ, ammontante a circa 1,6 miliardi di euro,
CONTRATTI DI APPRENDISTATO Allo scopo di incentivare l’occupazione giovanile, sui contratti di apprendistato stipulati dal 1° gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2016, è riconosciuto uno sgravio contributivo del 100 per cento per i datori di lavoro che impiegano fino a 9 addetti.
PASSERA ALLO SVILUPPO, CATRICALA’ SOTTOSEGRETARIO 1
generale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e, fino alla attuale ultima nomina, Presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato. CORRADO PASSERA Ministro dello sviluppo Infrastrutture e Trasporti
Economico,
Nato a Como, il 30 dicembre 1954, consegue la laurea alla Bocconi di Milano e il master in Business Administration a Philadelphia (USA). Nel 1980 entra nella società di consulenza manageriale McKinsey, dove rimane per cinque anni. Successivamente diventa direttore generale della CIR di Carlo De Benedetti e poi direttore generale della Mondadori (1991), e del Gruppo L’Espresso, e del Gruppo Olivetti (con la Notiziario USPI n° 11/2011
vada ripartito tra l’ammortamento dei titoli di Stato (850 milioni) ed a finanziare vari ministeri (750 milioni). Pertanto alle TV non va nulla più rispetto ai 240 milioni, previsti dalla legge di stabilità dello scorso anno (Legge 220/2010) a titolo di indennizzo per l’esproprio delle frequenze.
quale crea Omnitel e Infostrada). Nel 1998 il Governo lo nomina Amministratore Delegato delle Poste Italiane, che sotto la sua gestione entrano nei servizi finanziari con la costituzione di Banco Posta. Nel 2002, Passera va a ricoprire la carica di Amministratore Delegato di Banca Intesa ed è tra gli artefici del processo di integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo. Lo stesso giorno della cerimonia di giuramento del nuovo Governo, una nota di Intesa Sanpaolo informa che Corrado Passera ha abbandonato la direzione del Gruppo. ANTONIO CATRICALA’ Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Sposato, due figlie, Catricalà nasce a
Catanzaro, il 7 febbraio 1952. Si laurea in giurisprudenza a Roma - La Sapienza, dove è stato allievo e assistente di Pietro Rescigno. A ventiquattro anni vince il concorso in magistratura ordinaria. Nel 1982 vince il concorso per consigliere del Consiglio di Stato, di cui, successivamente, sarà anche Presidente di sezione (2006). Catricalà svolge molte funzioni pubbliche: collabora con l’Ufficio legislativo della PCM Capo di Gabinetto al Ministero PP.TT. e consigliere giuridico nei Ministeri. E’ anche Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Segretario generale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Il 9 marzo 2005, viene nominato Presidente dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM); incarico che sarebbe terminato a marzo 2012, ma dal quale si è dimesso per accettare il suo nuovo ruolo governativo nel Governo Monti. E’ Cavaliere di Gran Croce, Grande Ufficiale e Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. 5
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Notiziario USPI n° 11/2011
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Diritto d’autore e Internet, Audizione al Senato del Presidente AGCOM, Calabrò
“La tutela del copyright va coniugata con la libertà di espressione e d’informazione”
dialogando dialogando Tutela del diritto d’autore e libertà di espressione su Internet: problema ancora aperto. Sullo scorso numero di questo Notiziario, abbiamo pubblicato il Regolamento, approvato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, di “tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica”. Torniamo sull’argomento, così vivo ed attuale, riportando - in ampia sintesi - le osservazioni e le spiegazioni che il Presidente dell’Autorità, Corrado Calabrò, ha illustrato sul tema dell’emanando Regolamento, nella Audizione svolta presso le Commissioni Riunite VII e VIII del Senato il 21 luglio di quest’anno. Ricordiamo, da ultimo, che lo schema di
Regolamento, predisposto dall’Autorità è stato sottoposto a consultazione pubblica e notificato alla Commissione europea e al WIPO (l’organismo internazionale di tutela dei diritti d’autore, con sede a Ginevra) per le legittime osservazioni di respiro internazionale. Tutte le consultazioni dovrebbero concludersi entro novembre di quest’anno. “Onorevoli Presidenti, Onorevoli Senatori, l’audizione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, da parte degli Uffici di presidenza di codeste Commissioni riunite cade in un momento di assoluta attualità. Abbiamo infatti approvato il giorno 6 di questo mese un nuovo schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica (delibera n. 398/11/CONS), che abbiamo messo di nuovo in consultazione pubblica. Ma il più appropriato ed elevato confronto è certamente quello col Parlamento, che ha
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entro 10 giorni lavorativi successivi alla data di postalizzazione (J+10) per il 99% degli invii. Gli obiettivi di qualità si riferiscono esclusivamente agli indirizzi utili come definiti nella scheda tecnica standard del servizio PostaTarget Creative. 4 FORMATI E DIMENSIONI
Possono accedere alla sperimentazione “Postatarget Day” esclusivamente gli invii che rispettano i seguenti formati (vedi tabella a pagina 2). Il passaggio da un formato all’altro avviene quando anche una sola delle dimensioni supera il valore massimo consentito. 5. PREZZI (vedi tabella a pagina 2). 6 MODALITÀ DI AFFRANCATURA E PAGAMENTO Le modalità di affrancatura prevista per gli Notiziario USPI n° 11/2011
invii di Postatarget Day è la seguente: - SMA (Senza Materiale Affrancatura). 7 ACCETTAZIONE E CONTROLLI Ad integrazione di quanto previsto nella scheda tecnica standard del servizio PostaTarget Creative, i specifica che il cliente dovrà sempre programmare, almeno cinque giorni prima della postalizzazione, le spedizioni oggetto della sperimentazione utilizzando il Servizio Prenotazione Spedizioni attivo su www.poste.it, al fine di ottimizzare le attività dell’intero processo produttivo di Poste. Per ciascuna spedizione il cliente dovrà comunicare in via preventiva a Poste Italiane il numero di pezzi da spedire per ciascun CAP di destinazione concordando, di volta in volta, con Poste il layout grafico degli invii, le loro modalità di confezionamento e prelavorazione. In ogni caso la postalizzazione dovrà avvenire previa conferma da parte di Poste, tramite i propri centri di accettazione, del
competenza legislativa in materia. D’altra parte, è proprio in esecuzione del mandato assegnatoci dalla legge che l’Autorità si è mossa su questo, sul terreno del diritto d’autore. L’occasione odierna è quindi quanto mai opportuna anche per una pacata riflessione su temi più ampi di quelli disciplinati dal nostro schema di regolamento. Un sistema di diritto d’autore appropriato all’era digitale: questo è il punto di arrivo cui tendono, interrogandosi, le Istituzioni di tutto il mondo. Stentando però ancora a trovare soluzioni che siano al tempo stesso efficaci, giuridicamente sostenibili e costituzionalmente corrette. In effetti, la questione è talmente sfaccettata e centripeta che comunque la si affronti si ha sempre la sensazione di un’insoddisfacente aderenza alle variabili in gioco. E’ un problema multiforme, che assume sempre più una valenza sovranazionale – come vado dicendo da anni, proponendo un intervento di quadro dell’ONU – e che solo da poco, grazie anche all’iniziativa dell’eg8 promossa dal presidente francese Sarkozy, ha iniziato a venire allo 8 giorno disponibile per la postalizzazione medesima. 7.1 Centri di accettazione e macro bacini Ad integrazione di quanto previsto nella scheda tecnica standard del servizio PostaTarget Creative, l’impostazione della Postatarget Day, in considerazione dei volumi da gestire, deve essere effettuata presso: - CMP (Centro di Meccanizzazione Postale): senza limiti di peso; - Centri Provinciali: fino ad un massimo di 1.000 Kg per spedizione giornaliera per cliente; La spedizione deve essere sempre accompagnata dalla apposita distinta di accettazione. In appendice si riporta la lista dei centri abilitati all’accettazione con relativo macrobacino di appartenenza. AVVISO AGLI ASSOCIATI Sul sito www.uspi.it – Sezione Comunicati – sono pubblicati: - il Modulo di adesione; - le Condizioni tecniche ed economiche; - la Scheda tecnica; - le Condizioni generali Postatarget; - le Modalità di confezionamento Direct Mailing. 7
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Audizione del Presidente dell’AGCOM, Calabrò 7
scoperto in questa proiezione. Riscrivere le regole della rete coniugando libertà e diritti economici è una sfida ardua, perché la ricerca di un ordine giuridico globale in cui collocare internet, al di là degli ordinamenti dei singoli Stati, è uno dei temi più complessi della cosiddetta globalizzazione giuridica. La dimensione mondiale del fenomeno si confronta infatti con un diritto ancora figlio degli ordinamenti dei singoli Stati; la tutela del copyright va coniugata con la libertà di espressione e d’informazione; l’affermazione di princìpi di legalità e di contrasto alle violazioni si deve integrare con l’incentivo all’innovazione, alla qualità; qualsiasi discriminazione nella fruizione di contenuti non deve minare la neutralità della rete; la remunerazione dei servizi di informazione non può presupporre il ritorno degli investimenti nelle reti che abilitano i servizi. E sullo sfondo c’è un’inarrestabile evoluzione tecnologica che cambia continuamente le categorie e i valori in gioco. Ma il quadro giuridico ha visto un significativo aggiornamento con l’emanazione delle direttive europee, in particolare della direttiva 2000/31/CE, recepita con decreto legislativo n. 70/2003. “L’AUTORITà
NON HA LA BENCHé MINIMA
PROPENSIONE A DIVENTARE LO SCERIFFO DI INTERNET, COME qUALCUNO HA PAVENTATO; Né qUESTO SAREBBE SEMPLICEMENTE POSSIBILE”
In questo contesto europeo gli Stati non possono più esimersi dall’affrontare il tema. Come ho sottolineato nell’ultima Relazione dell’Autorità in Parlamento, il diritto alla libera circolazione del pensiero nelle nuove forme della tecnologia è indubbiamente un principio fondamentale per la società d’oggi, ma esso non può e non deve strangolare i diritti patrimoniali sulle opere dell’ingegno. Internet è un’autostrada, non è il pilota dell’automobile. Non è ontologicamente orientato: di per sé non è né il bene né il male. La rete è un “bene comune” che va salvaguardato e regolato per coglierne i benefici e arginarne le esternalità negative. Non sono dell’avviso che internet crei “nuovi” diritti, né tantomeno che imponga di discriminare tra diritti di serie a e di serie b. La rete eleva i diritti fondamentali della persona e dell’impresa ad un livello di maggiore potenzialità e complessità. A tutti gli stakeholder spetta contribuire alla difficile ricerca di un percorso equilibrato di convivenza che consenta il raggiungimento di un equilibrio sostenibile a livello di sistema. Affinché l’industria creativa abbia ancora incentivo ad investire e affinché tutti i con8
sumatori possano goderne i prodotti con la più ampia libertà di fruizione e al costo più basso possibile. È un fatto, non un’opinione, che le possibilità di utilizzazione dei nuovi strumenti “INTERNET è UN’AUTOSTRADA, NON è IL PILOTA DELL’AUTOMOBILE. NON è ONTOLOGICAMENTE ORIENTATO: DI PER Sé NON è Né IL BENE Né IL MALE”.
digitali insidiano, grazie alla semplicità di produzione e consumo di un file “piratato”, il diritto alla remunerazione dei creatori e dei fornitori di contenuti, ivi inclusi i giornali. Non sorprende quindi che alla base dell’Agenda digitale del commissario Kroes, tra le azioni prioritarie per la creazione di un mercato unico digitale, vi sia la protezione del diritto d’autore on line (azione n.6), completata da altre azioni volte a promuovere un mercato legale per la distribuzione di contenuti digitali (azioni n.1, 4 e 5). Iniziative cui si aggiungono le attività della DG mercato interno del Commissario Barnier. Il ruolo dell’AGCOM, quale organo istituzionalmente deputato alla vigilanza e alla tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, è stato via via rafforzato da successive attribuzioni della legge, in particolare, come ho detto, in recepimento di direttive europee. Tuttavia, pur poggiando –come dirò- su alcuni saldi fondamenti giuridici, ci stiamo muovendo con cautela, seguendo un approccio puntuale, proporzionato e trasparente, nella consapevolezza che si tratta non solo di un inseguimento per codificare una trasformazione repentina, complessa e mutante, ma anche che le soluzioni di volta in volta trovate non potranno rappresentare un ottimo assoluto, ma solo un ragionevole equilibrio tra istanze diverse, anche di natura opposta, continuamente messe in discussione. Proprio questo orientamento di principio mi aveva indotto a valutare – anche in questa sede - come eccessivamente rigide e preclusive le norme contenute nella prima versione del decreto Romani che faceva obbligo ai fornitori di servizi di media audiovisivi di astenersi dal trasmettere, su qualsiasi piattaforma, programmi oggetto di diritti di proprietà intellettuale di terzi senza il consenso dei titolari, e demandava all’AGCOM l’adozione delle disposizioni regolamentari necessarie per renderne effettiva l’osservanza. L’Autorità non ha la benché minima propensione a diventare lo sceriffo di internet, come qualcuno ha paventato; né questo sarebbe semplicemente possibile. L’AGCOM intende al contrario utilizzare tutto il suo expertise nel tentativo di affrontare innovativamente in maniera organica ed
efficace il tema del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica. Nel muoverci su questo terreno, ancora solo pioneristicamente esplorato, l’ago magnetico che ha orientato il nostro progetto d’azione è stato il bilanciamento tra una rete libera e aperta e la protezione della proprietà intellettuale. Lo schema di regolamento approvato lo scorso 6 luglio è stato aperto a una nuova consultazione per 60 giorni, sottoponendolo, così, a un processo valutativo approfondito, articolato e realmente aperto a tutti i contributi e a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo, della cultura e del lavoro, che ben riflette la delicatezza e l’importanza del tema. Malgrado ciò, l’adozione di tale schema è stata preceduta da una vigilia carica come non mai di tensione, cui la rete ha dato voce amplificandola in un fiume di commenti, cinguettii, grida di allarme, iniziative. Più megafono che piattaforma di discussione, se vogliamo essere obiettivi. Lo schema elaborato dall’AGCOM sta riscuotendo all’estero vastissimi consensi e viene tenuto a raffronto, come un possibile modello, nei progetti all’esame in vari Stati europei (in particolare Francia, Olanda, Gran Bretagna), presso la Commissione europea e negli Stati Uniti. Un’ultima considerazione prima di passare alla descrizione succinta del regolamento. L’Italia ha due primati negativi: agli ultimi posti del ranking dei Paesi europei sul fronte dell’accesso ad internet, e ai primi posti a livello mondiale per la pirateria. Sono dati che fanno riflettere. La descrizione del regolamento Come dicevo, la soluzione proposta dall’Agcom rappresenta una soluzione mediana tra la libertà della rete e il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale che, attraverso la rete, vengono utilizzati. Da un lato sono state scartate logiche invasive del tipo di quelle adottate in Francia con la legge Hadopi 2 che - rivolgendosi all’utente finale e alle applicazioni peer-to-peer - si stanno rilevando al tempo stesso intrusive e poco efficaci; dall’altro rifiutiamo di accettare il principio che internet sia una sorta di “zona franca” , dove i contenuti possono essere impunentemente saccheggiati. Riteniamo, con il testo posto a consultazione il 6 luglio, di aver fugato molte ombre, a volte ingigantite da incubi generati dal sonno della ragione; incubi che non avevano alcuna o poca attinenza col nostro testo. “L’ITALIA HA DUE PRIMATI NEGATIVI: AGLI ULTIMI POSTI DEL RANKING DEI PAESI EUROPEI SUL FRONTE DELL’ACCESSO AD INTERNET, E AI PRIMI POSTI A LIVELLO MONDIALE PER LA PIRATERIA.”
E’ vero, il compito che la legge ci assegna è certamente difficile e delicato, ma non più di quello attribuitoci in altre materia sensibili che toccano diritti di libertà, 10 Notiziario USPI n° 11/2011
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CARMELO GAROFALO “Una vita per il giornalismo”
Una cerimonia importante è stata celebrata in omaggio alla carriera per il giornalista prof. Carmelo Garofalo, nell’anniversario dei suoi 70 anni di iscrizione all’Ordine dei giornalisti professionisti che risale al lontano 18 ottobre 1941. L’evento è stato organizzato da Giuseppe Gulletta segretario provinciale dell’Assostampa martedì 18 ottobre 2011 nell’auditorium della “Gazzetta del Sud” in sinergia con il presidente nazionale il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti Enzo Jacopino e del presidente il Consiglio dell’Ordine giornalisti di Sicilia Vittorio Corradino. Quella del prof. Garofalo è stata una carriera intensa iniziata 80 anni fa, all’età di 12 anni, ancora con i calzoncini corti come reporter sportivo, del settimanale “Politica e Commercio” per proseguire qualche anno dopo al quotidiano del tempo “Gazzetta di Messina” diretto da Ivanoe Fossani che intuì subito la passione giornalistica di Carmelo Garofalo, allora studente del ginnasio liceo “Maurolico”, che ben seppe coniugare gli studi con l’impegno al giornale. Corrispondente e inviato speciale di quotidiani nazionali e regionali, dal Littoriale (oggi Corriere dello Sport), alla Gazzetta dello Sport, al Resto del Carlino che qualche anno fa gli ha conferito il “Carlino d’Oro” per oltre 60 anni di collaborazione, il Secolo XIX, il Messaggero, il Gazzettino, il Giornale di Sicilia, La Sicilia, L’Ora ed altri. Su “Cronache parlamentari siciliane” la rivista ufficiale dell’Assemblea Regionale, è stato scritto di Garofalo quale “ giornalista che a Messina negli anni quaranta aveva monopolizzato la stampa italiana” . Carmelo Garofalo è direttore ed editore de “L’Eco del Sud” , il più antico periodico interregionale associato all’USPI, che quest’anno compie 66 anni di ininterrotta e continuativa pubblicazione stampata e che da diversi anni è anche in versione on line con aggiornamenti quotidiani. Per la prestigiosa carriera giornalistica, nei lunghi anni di operoso lavoro, gli sono stati conferiti autorevoli riconoscimenti quali, insieme a Giovanni Spadolini il Premio Internazionale “La Madonnina” a Milano nel 1961, il “Carlino d’oro” per oltre 60 anni di collaborazione col noto Notiziario USPI n° 11/2011
Assostampa, Ordine nazionale dei Giornalisti, Ordine dei Giornalisti di Sicilia hanno celebrato nell’auditorium della “Gazzetta del Sud” i suoi 70 anni di iscrizione all’Ordine dei giornalisti professionisti quotidiano di Bologna, l’Oscar del Successo consegnatagli nel 1988, dal sottosegretario di Stato on. Zarro, numerose medaglie d’oro tra cui quella dell’Associazione della Stampa Estera, la Stella d’oro dell’Unione Cattolica Stampa Italiana, qualche anno fa la Medaglia Federiciana della Regione e la medaglia d’Onore dell’Unione Stampa Periodica Italiana nel 2009 . La serata in onore al decano dei giornalisti si è vivacemente svolta nell’auditorium del quotidiano della città dello stretto gremito di amici, conoscenti, esponenti del mondo politico ed accademico in cui Garofalo operò tra l’altro come docente nell’Università di Messina e direttore dell’Istituto superiore di giornalismo nell’Università di Palermo, ed alla presenza del Prefetto Francesco Alecci , il Questore Carmelo Gugliotta , alte cariche militari e colleghi giornalisti cui Carmelo Garofalo per molti fu una guida formativa . Al giornalismo, Garofalo che quest’anno, per grazia di Dio come tiene a dire, compie 94 anni, ha dedicato tutta la sua vita, una professione svolta sempre in rispetto della dignità altrui, il “suo credo è stato un giornalismo autentico, senza padrini e senza padroni, voce libera, espressione soltanto dell’uomo, responsabilmente impegnato nell’informazione”. Corradini , presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ha inteso evidenziare che “Tutta la Sicilia apprezza Carmelo Garofalo, che impersonifica il giornalista con le scarpe logore, perché sempre alla ricerca delle notizie. Da quando ha iniziato a scrivere per la carta stampata la nostra professione è cambiata profondamente. Il professore non è andato al passo con i tempi, ma li ha superati, perché non ha perso interesse ed entusiasmo, neppure negli anni dei cambiamenti tecnologici, tanto che ancora oggi cura una testata online. I giovani dovrebbero prendere esempio da lui, che ha saputo affermarsi. Spesso i cronisti sono costretti a ritagliarsi lo spazio che altri poteri vorrebbero negargli e la discussa approvazione di una “legge bavaglio”, che sembra fortunatamente essersi al momento arenata, ne è la
dimostrazione” Jacopino presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, in una riflessione ha sottolineato l’assenza oggi di una vera scuola di giornalismo, “dove sono oggi i giornalisti come Garofalo?!”, la mancanza di maestri nelle redazioni che come Garofalo si occupavano della formazione dei giovani che si accostavano a questo mestiere. Tra le tante attestazioni di stima, quella del presidente della fondazione Bonino-Pulejo, e direttore della “Gazzetta del Sud” Nino Calarco intervenuto anche a nome del presidente della “Ses” Gianni Morgante , “Carmelo è stato il nostro maestro ed è il numero uno del giornalismo messinese, anche perché ancora oggi la sua scrittura denota la sanità mentale di un giovane. Non posso quindi che salutarlo con un “Ad maiora”.” Nel corso dell’incontro sono stati letti i messaggi augurali pervenuti dal Capo dello Stato,che ha espresso “fervidi auguri a Garofalo per il traguardo raggiunto ed il costante impegno professionale”, dagli Organi sociali e dal Segretario generale avv. Francesco Saverio Vetere dell’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) (vedi Notiziario USPI n. 10, ottobre 2010 n.d.r.) dall’Associazione Giornalisti Europei (AGE), dall’Unione Stampa Cattolica Italiana (UCSI). Il prof. Garofalo ha rivolto al pubblico alcune riflessioni sul suo percorso professionale e di vita con l’entusiasmo e la sagacità che sempre lo hanno caratterizzato e sul finire della cerimonia gli sono stati e consegnati diversi riconoscimenti alla carriera quali la targa dall’Assostampa che dedica:” Per essere stato antesignano dell’associazionismo sindacale della stampa nell’Italia Repubblicana”, quella del Consiglio nazionale dell’Ordine che così recita: “Ottant’anni di giornalismo militante” ed i “settant’anni da giornalista professionista al servizio di un’informazione responsabile nel rispetto della verità e della dignità altrui” e la targa dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia che ha impresso le parole “A Carmelo Garofalo. Una vita per il giornalismo”. L’incontro si è concluso in un lungo applauso che i presenti riuniti in un brindisi augurale hanno affettuosamente rivolto a Carmelo Garofalo. (Mimma Cucinotta) 9
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Audizione del Presidente dell’AGCOM, Calabrò 8
come ad esempio, il compito in materia di par condicio: un campo nel quale l’Autorità è riuscita ad adottare decisioni equilibrate e ben ponderate che hanno garantito il pluralismo reggendo al vaglio giurisdizionale. Per non parlare del bilanciamento tra diritto di cronaca e diritti sportivi in esclusiva , competenza che la legge ci assegna, in base al decreto “Melandri”, in un campo nel quale ci viene riconosciuto da più parti di aver bene operato riducendo la conflittualità che prima caratterizzava questo settore, sottoposto a soli accordi volontari tra la Lega Calcio e le emittenti radiotelevisive. Un intervento per la tutela di diritti di proprietà intellettuale non può avere un contenuto esclusivamente repressivo, ma deve contenere anche una fase propositiva, diretta a suscitare iniziative mirate all’allargamento delle aree dell’ utilizzo “legale” e alla maturazione di una cultura del rispetto del diritto d’autore. Le misure poste a consultazione si caratterizzano quindi per un azione innovativa che da un lato punta a favorire l’offerta legale di contenuti accessibili ai cittadini, dall’altro prevede azioni di enforcement per la rapida eliminazione dalla rete dei contenuti inseriti in violazione del copyright, nel rispetto tuttavia della libertà di espressione e senza alcuna inibizione all’accesso ai siti internet. Secondo un’indagine della FAPAV, le motivazioni per le quali si scelgono soluzioni di consumo “illegale” sono concentrate in due aree concettuali: il risparmio rispetto all’acquisto e la comodità di anticipare i tempi rispetto all’offerta “legale”. Oggi ci sono ostacoli strutturali – veri e propri “colli di bottiglia” - allo sviluppo di un’offerta ampia di contenuti “legali” rappresentati, principalmente, dalle modalità di vendita ed acquisto dei diritti e dalle “finestre di programmazione”. Sotto il primo profilo , la prassi della cessione in esclusiva dei diritti di distribuzione consente ad uno stesso soggetto di sfruttare un medesimo contenuto sull’intera filiera (VOD, pay-per-view, pay-tv, free-to-air), con la conseguenza di impedire che essi siano offerti da altri fornitori, su altre piattaforme. In alcuni casi i prodotti pregiati (come le serie TV) sono resi del tutto indisponibili online per via di accordi di distribuzione a favore dei canali tradizionali. Vi sono poi le politiche degli operatori di creare i cosiddetti walled garden che puntano a determinare situazioni di monopolio sul possesso e la messa a disposizione di determinati contenuti. Sotto il secondo profilo, vi è la criticità rappresentata dalle “finestre di distribuzione” tra cinema, home video e le piattaforme 10
distributive, le quali, come oggi dimensionate, stimolano oggettivamente lo sviluppo della “pirateria”: il rilascio ritardato di un’opera su internet fa sì che il contenuto “legale” sia disponibile svariati mesi dopo la prima uscita sui canali distributivi , rendendo appetibile la “copia pirata” che incentiva il consumo illegale. L’avvento delle nuove tecnologie e l’interoperabilità delle piattaforme trasmissive dovrebbero invece far ripensare tutto il sistema dei diritti in esclusiva e della distribuzione tradizionale in un’ottica innovativa e “convergente”. Un’offerta online basata su un catalogo ampio a prezzi accessibili – con la possibilità di scegliere quasi contemporaneamente se vedere un film nuovo al cinema oppure a casa – potrebbe rappresentare il mezzo principale per disinnescare le insidie al diritto d’autore che provengono dall’evoluzione delle tecniche di comunicazione elettronica, mentre l’assenza di un’offerta “legale” sul mercato favorisce la domanda di contenuti audiovisivi che viene soddisfatta dal mercato “pirata”. Anche l’educazione alla legalità può contribuire alla diffusione di un corretto utilizzo di internet. Recenti studi dimostrano che la maggior parte degli utenti che utilizzano la “L’IMPORTANzA DI UNA CAPILLARE CAMPAGNA D’INFORMAzIONE AI FRUITORI DEL SERVIzIO SUI RISCHI GENERATI DALLA PIRATERIA, CHE DIA ALTRESì CONSAPEVOLEzzA DEL FATTO CHE LA PIRATERIA è UN REATO SANCITO DALLA LEGGE ITALIANA”.
rete per accedere a contenuti coperti da copyright non sarebbe, in realtà, consapevole di commettere un illecito. Massimamente i giovani, che hanno maggiore familiarità con internet rispetto alle altre generazioni. Da qui l’importanza di una capillare campagna d’informazione – sui mass media ma anche a livello scolastico – e di avvertimenti anche online ai fruitori del servizio sui rischi generati dalla pirateria, che diano altresì consapevolezza del fatto che la pirateria è un reato sancito dalla legge italiana. Tra le altre azioni “positive” previste vi è anche l’elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici, così come la creazione di un osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti. Azioni che saranno sviluppate con il concorso di tutte le categorie interessate e delle associazioni dei consumatori attraverso l’istituzione di un Tavolo tecnico che supporterà l’azione dell’Autorità nella tutela del diritto d’autore on line. Lo sviluppo di un’offerta legale innesta un
circolo virtuoso, ma da sola non risolve il problema. Nella seconda parte dello schema sono previste quindi le procedure di enforcement a tutela del diritto d’autore, che si articolano in due fasi: una relativa al cosiddetto notice and take down che si svolge dinanzi al gestore del sito; la seconda dinanzi all’Autorità che si pone come garante della correttezza del funzionamento di un sistema che oggi è attuato solo su base volontaria. Nella prima fase il gestore del sito, ricevuta la richiesta dal titolare del diritto, può rimuovere lui stesso il contenuto illegale. Accanto a questo meccanismo abbiamo introdotto, innovando rispetto a quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei, anche la procedura della contro-notifica. Questa prevede che il soggetto che ha caricato il contenuto asseritamente illegale (uploader) riceva dal gestore del sito l’avviso di notifica della rimozione, cosa che lo mette in condizione, se lo ritiene, di fare opposizione alla rimozione di tale contenuto (counter notice). Si tratta di un’innovazione significativa, che può controbilanciare l’iniziativa opposta, qualora abusiva o erronea. Il coinvolgimento dell’uploader è stato particolarmente apprezzato dai consumatori, perché oggi, se il gestore del sito rimuove il contenuto su richiesta di una parte, non vi è possibilità di replica, nel rapporto diretto tra le parti. Qualora l’esito della procedura davanti al gestore non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà rivolgersi entro 7 giorni all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente contraddittorio della durata di 10 giorni -che consente anche la possibilità di un adeguamento spontaneo senza alcuna conseguenza sul piano sanzionatorio- potrà impartire nei successivi 20 giorni (prorogabili di altri 15 in casi complessi) un ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino a seconda di quale delle richieste rivolte all’Autorità risulti fondata. In caso di mancato rispetto dell’ordine impartito, l’Autorità potrà irrogare le sanzioni amministrative pecuniarie previste dalla legge 31 luglio 1997, n. 249. La procedura dinanzi all’Autorità è alternativa e non sostitutiva della via giudiziaria e si blocca se una delle parti decide di ricorrere al giudice. Oltre al fatto che così l’alternativa è rimessa alla parte, con tale meccanismo si scongiura il rischio di sovrapposizione tra pronunce giudiziarie ed amministrative, riconoscendo la preminenza della sede giudiziaria. Peraltro, le decisioni in materia di diritto d’autore potranno essere impugnate dinanzi al TAR del Lazio, come tutti i provvedimenti dell’Agcom. Le diverse fasi del procedimento delineato dall’Autorità consentono dunque di risolvere le questioni bonariamente, senza arrivare Notiziario USPI n° 11/2011
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alla lite giudiziaria e, in tal senso, presentano numerose analogie con le procedure di risoluzione extragiudiziaria delle controversie tra utenti e tra utenti ed operatori, che sia la legge 249 del 1997 sia il Codice delle comunicazioni elettroniche affidano all’Autorità nei settori di propria competenza, sulla base delle direttive europee. Le norme sulla risoluzione extragiudiziaria delle controversie hanno superato il vaglio della Corte Costituzionale, che ha riconosciuto che il tentativo obbligatorio di conciliazione “è finalizzato ad assicurare l’interesse generale al soddisfacimento più immediato delle situazioni sostanziali realizzato attraverso la composizione preventiva della lite rispetto a quello conseguito attraverso il processo” e che “ l’istituto in esame costituisce uno strumento volto ad assicurare un più ”elevato livello di protezione dei consumatori e promuovere la fiducia dei consumatori”, in linea peraltro con le indicazioni di cui alla raccomandazione della Commissione CE del 4 aprile 2011 (Sui principi applicabili agli organi extragiudiziali che partecipano alla risoluzione consensuale delle controversie in materia di consumo”). Anche la Corte di Giustizia , pronunciandosi sull’interpretazione del principio della tutela giurisdizionale effettiva rispetto alla normativa italiana, si è espressa nel senso che “le disposizioni nazionali di cui trattasi hanno ad oggetto una definizione più spedita e meno onerosa delle controversie in materia di comunicazioni elettroniche, nonché un decongestionamento dei tribunali e perseguono quindi legittimi obiettivi di interesse generale”. La nostra procedura è più garantista, addirittura più delle procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di telecomunicazioni, procedure riconosciute pienamente conformi ai principi costituzionali, sulla giurisdizione e in linea con il diritto comunitario secondo una recentissima pronuncia della Corte di giustizia dell’Unione europea. Tornando allo schema di regolamento, nel caso di siti esteri – uno dei punti più controversi emersi dalla consultazione – si è previsto che, qualora in esito all’attività istruttoria svolta, l’Agcom chieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in violazione del diritto d’autore e il sito non ottemperi alla richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di competenza. La magistratura, con recenti sentenze, si è mossa proprio su questo binario. Sulla base del decreto legislativo n. 70 del 2003, ch’è diretto a regolamentare specificamente l’attività su internet, ha ritenuto legittima la richiesta della parte lesa al prestatore del servizio di rimuovere i contenuti illegali una volta che questi vengano identificati come tali. Notiziario USPI n° 11/2011
“ABBIAMO RICERCATO CON TENACE IMPEGNO UN RAGIONEVOLE PUNTO DI INCONTRO TRA POSIzIONI RA LORO DISTANTI: L’ASSOLUTA LIBERTà DELLA RETE E LA TRASPOSIzIONE AD INTERNET , SIC ET SIMPLICITER, DELLA STRUMENTAzIONE GIURIDICA ORMAI DATATA DEL DIRITTO D’AUTORE”.
Non si chiede all’operatore di telecomunicazioni di esercitare un controllo preventivo sui contenuti o di attribuire all’ISP una responsabilità ex ante di tipo editoriale, ma, una volta reso edotto dell’illiceità dei contenuti, la mancata rimozione ex post determina una responsabilità nella contraffazione dei diritti di proprietà intellettuale che giustifica l’ordine all’inibizione del contenuto. La Direttiva 2000/31/CE (Direttiva sul commercio elettronico), recepita col decreto legislativo n. 70, è chiara nell’affermare la possibilità per gli Stati membri di richiedere al prestatore di servizi “di adempiere al dovere di diligenza che è ragionevole attendersi da loro ed è previsto dal diritto nazionale, al fine di individuare e prevenire taluni tipi di attività illecite” (48° considerando). Inoltre, la stessa Direttiva afferma la non responsabilità del prestatore di servizi a condizione ch’egli non sia effettivamente al corrente del fatto che l’attività è illecita e che, non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per rimuovere il contenuto o disabilitarne l’accesso. La direttiva lascia, altresì, espressamente “impregiudicata la possibilità per un organo giurisdizionale o per un’autorità amministrativa, in conformità agli ordinamenti giuridici degli Stati membri, di esigere che il prestatore ponga fine ad una violazione o la impedisca nonché la possibilità, per gli Stati membri, di definire procedure per la rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell’accesso alle medesime”. Ci siamo mossi, dunque, sulla base ben salda di direttive europee, nel testo recepito dalla legge nazionale, individuando una procedura contenente misure proporzionate, non velleitarie, praticabili, non comportanti alcuna inibizione amministrativa all’accesso a siti internet, e tuttavia -riteniamo e auspichiamo- in grado di ridurre il fenomeno della pirateria digitale ad una dimensione per così dire “fisiologica”. Può sorgere qualche perplessità – e la preoccupazione è anche nostra sull’adeguatezza numerica del gruppo di funzionari che l’Autorità potrà adibire a tale specifica attività di vigilanza rispetto all’entità del fenomeno. Ma si è constatato in altri campi –ad esempio nei diritti e nella cronaca sportiva, nella diffusione dei sondaggi demoscopici , per non parlare della par condicio- che l’esposizione alle sanzioni pecuniarie amministrative irrogabili dall’Autorità esercita un’efficace deterrenza. L’uso di internet, che ha provocato una grande trasformazione nel modo di fruire
degli strumenti di conoscenza, si è rivelato un potente mezzo al servizio della libertà di informazione e perciò della democrazia. Nei Paesi del Nord-Africa e del MedioOriente Twitter e Facebook hanno fatto da detonatore, o quanto meno da propagatore istantaneo della rivolta contro regimi autoritari. I social network si rivelano ineguagliabili per fare degli individui gruppo. A torto o a ragione (dipende dalle situazioni) l’informazione su internet oggi viene ritenuta più credibile di quella dei telegiornali e dei giornali. Tali cambiamenti meritano sicuramente grande attenzione e postulano un profondo ripensamento degli strumenti giuridici –e anche culturali- con i quali si sono fino ad oggi affrontati i problemi della tutela della proprietà intellettuale. Ma in attesa che tali strumenti siano messi a punto, che fare? Lasciare senza tutela i contenuti culturali e le attività imprenditoriali? L’ipotesi può formare oggetto di workshop universitari, ma non è accettabile da un’Autorità amministrativa investita di un compito che non abbiamo chiesto, ma al quale non possiamo e non vogliamo sottrarci. È un compito che le direttive e le leggi vigenti ci hanno attribuito e la legge –per un principio cardine del nostro ordinamento- “va osservata e fatta osservare”. Basandoci sull’esperienza acquisita in tema di diritto di cronaca – materia nella quale l’Autorità ha bilanciato il valore delle opere acquistate in esclusiva con i diritti e la libertà d’informare e di essere informati, conseguendo ampi consensi per il suo operato – noi abbiamo previsto un sistema di fair use che si fonda sulle eccezioni previste dalla legge sul diritto d’autore, laddove giustificate da ragioni precise e compatibili con gli interessi dei titolari dei diritti (artt. 65 e 70 della legge 633/1941). Nello schema di regolamento ne abbiamo declinato i criteri prevedendo che le eccezioni si applicano: a) all’uso didattico e scientifico; b) al diritto di cronaca, commento, critica e discussione nei limiti dello scopo informativo e dell’attualità; c) in caso di assenza della finalità commerciale e dello scopo di lucro; d) in relazione alla occasionalità della diffusione, della quantità e qualità del contenuto diffuso rispetto all’opera integrale, che non pregiudichi il normale sfruttamento economico dell’opera. Viene con ciò riconosciuta, proprio sul piano concettuale, una deroga a criteri troppo rigidi, i cui riflessi a livello di ordinamento generale dovranno essere attentamente valutati e monitorati, ma che corrisponde ad un’esigenza reale e diffusamente sentita di distinguere nettamente l’uso amatoriale dallo sfruttamento dell’opera. Con ciò credo risulti chiaramente dimostrato che la procedura ipotizzata 12 11
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Audizione del Presidente dell’AGCOM, Calabrò 11
dall’Agcom non limita la libertà di informazione e di espressione – come paventato – ma assicura piena garanzia dei diritti di cronaca, d’informazione e d’espressione del pensiero. Ci è di conforto, sotto questo aspetto, la positiva considerazione dei consumatori e anche di parecchi che prima avevano pesantemente criticato l’azione dell’Agcom, e che, dopo l’emanazione dello schema di regolamento, hanno riconosciuto che ora si può guardare con più fiducia al testo. Nel quadro della generale valutazione positiva riportata all’estero dal nostro approccio, esso ha ricevuto anche una specifica considerazione da parte del Governo statunitense, ch’è tra i più convinti sostenitori di un più vasto e libero accesso ad internet, nel rispetto, però, della proprietà intellettuale. A parte, poi, gli apprezzamenti dei sostenitori della proprietà intellettuale e dell’industria (rilevanti soprattutto per la fiducia che manifestano nella praticabilità dei rimedi prefigurati), anche la stampa, nella sua maggioranza, ha riconosciuto che l’azione dell’Agcom è misurata ed equilibrata. Abbiamo ricercato con tenace impegno un ragionevole punto di incontro tra posizioni tra loro distanti: l’assoluta libertà della rete e la trasposizione ad internet , sic et simpliciter, della strumentazione giuridica ormai datata del diritto d’autore. Ciononostante, pur nella consapevolezza che il nostro intervento ha posto un tassello importante, sappiamo di essere ancora lontani da una trattazione esaustiva dell’argomento. Vari sono i nodi ancora irrisolti, che solo il legislatore attraverso una approfondita riflessione può contribuire a sciogliere. Innanzitutto le norme primarie, pur esistenti, sulle quali fonda l’intervento dell’Autorità, necessiterebbero di una visione legislativa d’insieme. L’elencazione, poi, delle eccezioni all’applicazione del diritto d’autore dovrebbe essere inclusiva di tutte le potenzialità che il digitale offre. L’Autorità ha effettuato uno sforzo di declinazione del cosiddetto fair use utilizzando fondamentalmente la legge sul diritto d’autore, che inevitabilmente risente dei molti anni trascorsi e che è stata concepita con riferimento ad una dimensione prevalentemente cartacea. Inoltre è opportuna una riflessione ampia sulle diverse responsabilità dei soggetti coinvolti nella diffusione dei contenuti. Il riferimento è in primo luogo agli internet service provider (isp) che trasportano sulle proprie reti i contenuti fino all’accesso dei singoli fruitori. E’ fuori di dubbio che questa sia la cerniera più importante del mec12
canismo di diffusione dei contenuti. La giurisprudenza sempre più consolidata che ho citato ne riconosce una responsabilità successiva ad un accertamento di illegalità dei contenuti trasportati. Si tratta di un’efficace applicazione del concetto di safe harbour che è alla base del sistema statunitense. Come vogliono le direttive comunitarie, gli ISP non sono responsabili ex ante del traffico, ma lo diventano ex post qualora un’autorità qualificata (l’autorità giudiziaria o l’autorità amministrativa avente funzione di vigilanza) accerti la violazione del diritto d’autore nei contenuti diramati sulle loro reti e li renda edotti della violazione in atto, chiedendo loro di rimuoverli. L’inazione dopo il richiamo configura il favoreggiamento di reato ed integra quindi, a sua volta, un reato. E’ da valutare se, nell’interesse di tutte le parti coinvolte, una richiesta di inibizione all’accesso del contenuto da parte anche dell’Autorità amministrativa preposta possa essere più rapida e in compenso, laddove eseguita, valga a evitare (o almeno ad attenuare) la ricaduta in “MA
qUESTO NON PUò COSTITUIRE UNA GIU-
STIFICAzIONE PER NON FARE. CHE IL PRINCIPIO DELLA RETE LIBERA SI RISOLVA IN UN “FAR
WEB”, NON è UN ESITO DEGNO DI UN
PAESE
CHE CREDA NEL DIRITTO ANzICHé NELLA SOPRAFFAzIONE DEL PIù SVELTO E DEL PIù SPREGIUDICATO”.
sede penale. Ciò richiama direttamente il tema dei siti localizzati all’estero. Il problema della giurisdizione competente limita fortemente la possibilità di intervento sulla fonte dei contenuti in violazione. Pertanto un intervento sugli ISP è la sola strada efficacemente percorribile. Questi gli aspetti che ci permettiamo di segnalare all’attenzione del legislatore: non una riforma organica del diritto d’autore, che rischierebbe di vedere la luce in un mondo post-digitale, ma un intervento di razionalizzazione e di collegamento tra le norme esistenti che definisca meglio alcuni dei temi aperti e chiarisca senza incertezza in che misura l’azione amministrativa possa essere un valido strumento di intervento, corredato dalle necessarie garanzie, al fine di realizzare un’azione rapida, incisiva e ben calibrata. Dalla consultazione pubblica potranno emergere ulteriori considerazioni da sottoporre alla valutazione del Parlamento. Conclusioni Combattere una battaglia con armi inadeguate conduce ad una sconfitta sicura, per di più con dispiego di energie, e, al contempo, avvalora il mantenimento di posizioni di retroguardia chiuse alla compren-
sione del fenomeno da contrastare. Sono sempre stato convinto che non si possa usare una mentalità ottocentesca, che andava bene per il cartaceo, per regolare, con giudizi di valore tipo vintage, un fenomeno, quale quello della pirateria digitale, in vertiginosa evoluzione tecnologica. Ma questo non può costituire una giustificazione per non fare. Che il principio della rete libera si risolva in un Far web, non è un esito degno di un Paese che creda nel diritto anziché nella sopraffazione del più svelto e del più spregiudicato. Noi stiamo facendo la nostra parte, mettendoci alla prova. Ci permettiamo di auspicare tuttavia, nel contempo, che anche il Parlamento nella sua sovranità affronti le principali questioni aperte che si collocano oltre l’orizzonte dell’azione amministrativa. Solo in questo modo internet potrà integrare e far convergere – realmente e per tutti diversi media, ampliando a dismisura le loro possibilità. Non ne segnerà la fine, ma ne aumenterà il valore.
DI BIAGIO (FLI): GRAVE RITARDO NELLA CONVOCAzIONE DELLA COMMISSIONE PER EROGAzIONE CONTRIBUTI EDITORIA Convocare subito la commissione tecnica per l’editoria per procedere all’erogazione dei contributi previsti nella finanziaria 2010. E’ quanto chiede il deputato di Fli Aldo Di Biagio in una lettera al capo dipartimento dell’Editoria Elisa Grande. «La liquidazione dei contributi previsti dalla finanziaria 2010 - si legge nella missiva - avviene alla chiusura della contabilità dell’esercizio finanziario annuale, previa riunione della commissione tecnica per l’editoria, che viene convocata con congruo anticipo per il rilascio delle delibere, relative ai decreti attuativi inerenti l’erogazione. Tale commissione non è stata ancora convocata per l’anno in corso, sebbene la chiusura della contabilità per l’esercizio finanziario 2011 sia prevista per il 30 novembre prossimo». I tempi tecnici per consentire alla commissione di lavorare e formulare gli ordini di erogazione entro il 30 novembre ne richiederebbero la convocazione immediata - prosegue Di Biagio -. L’attuale ritardo nella convocazione rappresenta un’anomalia e determina una situazione di criticità: la tarda o mancata delibera da parte della Commissione comporterebbe, infatti, la non elargizione dei contributi già previsti con esiti deleteri per moltissime testate italiane, sia quelle pubblicate e distribuite in Italia che quelle distribuite oltre confine». (Ansa)
Notiziario USPI n° 11/2011
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Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA - AREA CONTRIBUTI
Circolare n. 7 del 2/09/2011 Prot. 31765/U Oggetto: Iscritti alla Gestione separata INPGI che ricoprono cariche di Amministratore Locale ex art. 81 e 86 del D.lgs 267/2000 - Adempimenti contributivi. Come noto, l’art. 86, comma 2, del D.Lgs. 18-8-2000 n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni ed il relativo decreto attuativo (DM 25/05/2001, Pubblicato nella Gazz. Uff. 14 giugno 2001, n. 136) prevede che “per i lavoratori non dipendenti che rivestono la carica di sindaci, di presidenti di provincia, di presidenti di comunità montane, di unioni di comuni e di consorzi fra enti locali, di assessori provinciali e di assessori dei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, di presidenti dei consigli provinciali, di presidenti dei consigli circoscrizionali nei casi in cui il comune abbia attuato nei loro confronti un effettivo decentramento di funzioni e di presidenti delle aziende anche consortili fino all’approvazione della riforma in materia di servizi pubblici locali, gli enti locali versano quote forfetarie annuali, da pagare mensilmente, a favore delle forme pensionistiche presso le quali i predetti soggetti erano iscritti o continuano ad essere iscritti alla data di conferimento del mandato”. Al fine di consentire alle Amministrazioni interessate di procedere al versamento della contribuzione dovuta per i propri amministratori iscritti presso la Gestione separata
TIPO CONTRIBUTO
dell’INPGI, si riportano (vedi tabella nella pagina) gli importi forfetari dovuti per l’anno 2011: Si ricorda che la scadenza dei versamenti in questione è fissata per il 30/09/2011. L’anzianità professionale utile alla determinazione dell’eventuale contributo ridotto, deve essere valutata alla data del 30 settembre 2011, prendendo a riferimento la data di iscrizione all’Albo professionale (elenco professionisti, registro praticanti e/o elenco pubblicisti). Al riguardo, il giornalista interessato avrà cura di comunicare all’Amministrazione locale di appartenenza la data di iscrizione all’Albo. Le Amministrazioni interessate potranno effettuare il versamento delle quote contributive dovute mediante bonifico bancario, sul conto acceso presso l’Agenzia 11 di Roma della BANCA POPOLARE DI SONDRIO, IBAN: IT 24 W 05696 03200 000020000X28. Al fine di una corretta imputazione dei versamenti effettuati è indispensabile che nella causale del bonifico siano indicati i seguenti dati del giornalista: “2011 - Nome e Cognome - data di nascita – Dlgs 267/2000”. In ogni caso, al fine di evitare disguidi, si chiede di inviare - anche a mezzo fax 068578264 - una comunicazione di avvenuto versamento, con i dati identificativi del giornalista interessato. Si ricorda, infine, che i giornalisti interessati sono, comunque, tenuti all’invio della comunicazione reddituale all’INPGI, da effettuarsi in via telematica entro il 31 luglio di ogni anno, ed al pagamento - entro i termini previsti - delle contribuzioni a saldo, connesse all’eventuale reddito professionale conseguito. Gli Uffici INPGI resteranno, in ogni caso, a disposizione per ogni eventuale chiari-
Più di 5 anni di anzianità professionale
Meno di 5 anni di anzianità professionale
Contributo Soggettivo
200,00
79,53
Contributo Integrativo
40,00
20,00
Contributo di maternità
32,98
32,98
Totale contributo minimo 2011
272,98
132,51
Notiziario USPI n° 11/2011
mento dovesse rendersi necessario: - Coordinatore dell’Area Contributi: Augusto Moriga – e-mail: augusto.moriga@inpgi.it; - Settore Iscrizioni - Gestione Separata: Emma Pignatelli – e-mail: emma.pignatelli@inpgi.it; - Settore Accertamento e Riscossione – Gest. Separata: Luisa Cosentino – email: luisa.cosentino@inpgi.it; - Settore Recupero Crediti - Gest. Separata: Gianluca Piccione – e-mail: gianluca.piccione@inpgi.it; Il Vice Direttore Generale (Dott.ssa Maria I. Iorio) SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA - AREA CONTRIBUTI
Circolare n. 9 del 10/11/2011 Prot. n. 41031/U OGGETTO: Approvazione da parte dei Ministeri vigilanti della delibera del Consiglio di Amministrazione INPGI n. 58 del 15/07/2011, concernente l’aumento dell’aliquota contributiva IVS. Con atto n. 58 approvato nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 15/07/2011, tenuto conto - ai sensi del D.lgs. 509/94 - delle determinazioni assunte dalle parti sociali nell’accordo sottoscritto il 13 luglio 2011 dalla FIEG e dalla FNSI, l’INPGI ha fissato l’aliquota contributiva per l’assicurazione invalidità, vecchiaia e superstiti posta a carico del datore di lavoro nelle seguenti misure: - 21,28 per cento della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2012; - 22,28 per cento della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2014; - 23,28 per cento della retribuzione imponibile, a decorrere dal 1 gennaio 2016. L’aumento previsto a decorrere dal 1° gennaio 2016 troverà applicazione solo previa verifica dei risultati del bilancio tecnicoattuariale, da effettuare entro e non oltre il 30/06/2015. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con nota n. 36/0003294/MA004.A007/PG-L-52,53,54 dell’8 novembre 2011 ha approvato la suddetta delibera. Pertanto, fermo restando l’applicazione del contributo IVS aggiuntivo dell’1% di cui all’art.3-ter del D.L. 19/09/1992 15 13
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ALIqUOTE TIPO DI CONTRIBUzIONE I.V.S.
DATORE DI LAVORO
GIORNALISTA
21.28%
8.69%
NOTE
1.61%
Sono esclusi i soli dipendenti della Pubblica Amministrazione ai quali è garantita la stabilità d’impiego (tempo indetermi)nato di ruolo
Mobilità
0.30%
Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81, anche con meno di 15 dipendenti.
F.do Garanzia TFR e crediti di lavoro
0.30%
(vedi circolari INPGI n. 1 e n. 2 del 2007)
Assegno Nucleo Familiare
0.05%
Sono esclusi i dipendenti della Pubblica Amministrazione, per i quali l’Assegno per il Nucleo Familiare è posto a carico del datore di lavoro
Sub-Totale
23.54%
Disoccupazione
Contributo di solidarietà
Fondo Integrativo
Contributo per Ammortizzatori sociali
10.00%
Calcolato su eventuali contribuzioni a favore dei Fondi integrativi assistenziali e previdenziali a carico del Datore di Lavoro
1.50%
Dovuto soltanto ai giornalisti professionisti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato regolato dal CNLG FIEG/FNSI.
0.50%
0.10%
Dovuto dalle Aziende soggette alle procedure di CIGS di cui alla legge n. 416/81, anche con meno di 15 dipendenti (vedi Circolare INPGI n. 9 del 2/09/2009).
5,00 €
q.ta fissa mensile dovuta soltanto in caso di applicazione del CNLG FIEG/FNSI - Non dovuto per i rapporti di lavoro ex Artt. 2, 12 e 36 del predetto CNLG, se la retribuzione è inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi
Contributo di perequazione
Contributo Infortuni
14
8.69%
11,88 €
q.ta fissa mensile dovuta da tutti i giornalisti iscritti, a prescindere dal CCNL applicato. Ridotta a 6,00 euro per rapporti di lavoro ex Artt. 2 e 12 CNLG con retribuzione inferiore al minimo contrattuale di redattore + 30 mesi
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DEPOSITO LEGALE E CONVENzIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI NOVEMBRE Gli editori di: qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LIGURIA, VENETO, FRIULI VENEzIA GIULIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA, UMBRIA, MARCHE sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (lugliosettembre 2011). - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di novembre NON devono effettuare alcuna consegna. ENTRO IL MESE DI DICEMBRE - Gli editori di: qUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati; con sede principale in: LAzIO, ABRUzzO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, SARDEGNA sono tenuti ad effet-
u
La rassegna stampa tempestiva e affidabile
tuare la consegna delle copie distribuite al pubblico nel 3° trimestre dell’anno (lugliosettembre 2011) - Gli editori di periodici con cadenza superiore al settimanale nel mese di dicembre NON devono effettuare alcuna consegna.
Periodici” per tutti gli altri periodici. - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Via Tripoli 36/44, 50122 Firenze. “Ufficio Giornali” per i quotidiani, “Ufficio Periodici” per tutti gli altri periodici.
Ricordiamo agli editori che si siano già INPGI, Circolare n. 9/2011 avvalsi delle Convenzioni USPI per le precedenti spedizioni alle Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze che 13 n. 384, convertito in legge n. non è necessario allegare a questo deposi438/92, a decorrere dal periodo di paga to un ulteriore certificato di iscrizione riferito al mese di gennaio 2012 dovranno all’USPI. essere applicate le suddette aliquote contributive. Rammentiamo, infine, che per il deposito Per comodità, si riportano, di seguito, le alidelle copie presso le Biblioteche regionali e quote contributive INPGI in vigore a decorprovinciali la cadenza stabilita dalla legge è rere dal 1/01/2012 (vedi tabella a pag. 14). ogni 60 giorni. Con l’occasione, si ricorda che in base Il plico contenente le copie per il deposito all’art.12, comma 9, della legge 30/04/1969 legale deve essere confezionato e riportare n.153, come da ultimo modificato dall’art.6 la dicitura “esemplari fuori commercio per il del decreto legislativo 2/09/1997 n. 314, deposito legale, agli effetti della legge 15 “le gratifiche annuali e periodiche, i aprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, del conguagli di retribuzione spettanti a DPR 252/06) ed essere accompagnato da un seguito di norma di legge o di contratto elenco, in duplice copia, del contenuto del aventi effetto retroattivo e i premi di propacco con l’indicazione della ragione sociale duzione sono in ogni caso assoggettati a dell’editore (compreso l’indirizzo e/o un contribuzione nel mese di corresponnumero di fax di riferimento), il nome della sione”. Di conseguenza, tali elementi di testata, l’indicazione delle eventuali diverse retribuzione, in deroga al principio generaedizioni locali e il numero di edizione di ogni le di competenza, devono essere assoggetsingolo esemplare consegnato. tate a contribuzione unitamente alla retribuGLI INDIRIzzI zione riferita al mese in cui sono corrisposte, anche ai fini del contributo aggiuntivo dell’1% di cui all’art.3 ter della legge n. - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. 438/92. “Ufficio Giornali” per quotidiani, pluriIl Vice Direttore Generale settimanali e settimanali, “Ufficio (Dr.ssa Maria I. Iorio)
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L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633
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PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (4 38° elenco) L’aGRicoLtoRe RaveNNate
FaRe eLettRoNica
Viale della Lirica, 61 48124 Ravenna Direttore: Enrico Gambi Editore. Unione Provinciale degli Agricoltori di Ravenna Periodicità: quindicinale Materia trattata: agricoltura, informazioni assistenziali, sindacali, tecniche
Via Cadorna, 27/31 20032 Cormano (MI) Direttore: Antonio Cirella Editore: Inware Edizioni S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: elettronica
iL coMaNDaNte MaRK
FeRMeNto – PuBBLicaZioNe quiNDiciNaLe
iPcM – international Paint&coating Magazine Via Paolo Sarpi, 22 20031 Cesano Maderno (MI) Direttore: Alessia Venturi Editore: Eos MKTG&Communication S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: trattamenti di superficie
RoMe iN tHe HeaRt
Piazza Duomo, 12 72100 Brindisi Direttore: Angelo Sconosciuto Editore: Arcidiocesi Brindisi-Ostuni Periodicità: mensile Materia trattata: sociale e religiosa
Via Appia Antica, 91 00179 Roma Direttore: Giampiero Calabrò Editore: Ass. Roma nel cuore Periodicità: mensile Materia trattata: guida sul patrimonio artistico e storico della città sul turismo d’arte, ecc.
12 Mesi
GuiDa coMuNaLe
sacRo cuoRe
Viale Duca degli Abruzzi, 163 25124 Brescia Direttore: Roberto Barucco Editore: Sale’s Solutions Periodicità: mensile Materia trattata: attualità, economia, inchieste, opinioni e cultura da Brescia e dal mondo
Viale Regione Siciliana Nord Ovest, 131 90135 Palermo Direttore: Luigi Perollo Editore: Target Direct Marketing S.r.l. Periodicità: bimestrale Materia trattata: arte, storia, cultura
Via Matteotti, 25 40129 Bologna Direttore: Ferdinando Colombo Editore: Associazione Opera Salesiana del Sacro Cuore Periodicità: mensile Materia trattata: religiosa
Via Solari, 12 20144 Milano Direttore: Giovanni Bono Editore: Edizioni IF S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: fumetti
NOTIzIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER E’ STATA
RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU WWW.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 11 novembre 2011 è stato stampato il 25 novembre 2011
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