u
i sp
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 1
CONVENZIONE USPI-BDO ITALIA, per la certificazione costi acquisto carta 2011, pagina 4 e su www.uspi.it AC 5025 all’esame delle Commissioni riunite VI (Finanze) e X (Attività produttive)
DL LIBERALIZZAZIONI ALLA CAMERA: LA VENDITA DELLA STAMPA IN EDICOLA E LE NOVITÀ PER PROFESSIONI E SOCIETA’
E
’ ripreso l’iter del dl sulle liberalizzazioni che, dopo essere stato approvato al Senato, è ora all’esame delle Commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera. Il provvedimento dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 24 marzo, per questo le Commissioni saranno costrette a lavorare in tempi molto stretti ed non è esclusa la possibilità che il Governo ponga la fiducia sul testo uscito dal Senato. Il provvedimento si componeva, nel testo originario, di 98 articoli ma si è arricchito, nel corso dell’esame al Senato, di altri contenuti, giungendo a contare ben 119 articoli, i quali intervengono su ambito piuttosto ampio di materie: concorrenza, infrastrutture e armonizzazione con la disciplina europea. LIBERALIZZAZIONE DEL SISTEMA DI VENDITA DELLA STAMPA QUOTIDIANA E PERIODICA Il governo, riprendendo alcune considerazioni già espresse dall’ Antitrust, ha inserito nel provvedimento in esame l’articolo 39, concernente alcune forme di liberalizzazione per la vendita della stampa in edicola.
Modifiche alla delibera N. 666/08/CONS del 26/11/2008
AGCOM, COMUNICAZIONE ANNUALE PER LE IMPRESE RICHIEDENTI I CONTRIBUTI ALL’EDITORIA
Scadenza 30 aprile 2012
C
on la delibera n. 44/12/CONS, pubblicata sulla G.U. n. 43 del 21/02/2012, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, al fine di poter effettuare in tempi utili l’attività di raccolta e verifica delle dichiarazioni rese al ROC, nonché di dar corso agli adempimenti previsti da apposito Protocollo d’intesa stipulato con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha ritenuto necessario prevedere un congruo termine per la trasmissione della comunicazione annuale 2012 – relativa all’anno 2011 – in capo alle imprese iscritte richiedenti i contributi all’editoria modificando, quindi, la delibera 666/08/CONS recante “Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli Operatori di Comunicazioni”. Le imprese editrici di testate che accedono ai contributi di cui all’art. 3, commi 2, 2-bis, 2-ter e 2quater della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonché quelli di cui all’art. 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, effettuano la comunicazione annuale 2012 - relativa all’anno 2011 - entro il 30 aprile 2012. Le informazioni richieste devono essere aggiornate al 31 dicembre 2011.
L’ulteriore novità prevista dalla nuova delibera Ricordiamo che l’Antitrust, nella sua indagine cono- dell’AGCOM è rappresentata dall’invio di una ultescitiva del 2009, aveva sottolineato la necessità di riore dichiarazione (già prevista dalla delibera n. rivedere i criteri di remunerazione dei 8 2 421/11/CONS) con la quale, gli editori
Contributi diretti della Legge 250/90 “Definire la libertà di stampa come la libertà di parlare e di dire ciò che si vuole fa il paio col fatto di spacciare la libertà in generale come la libertà di fare ciò che si vuole. Siffatto parlare appartiene alla rozzezza e alla superficialità”. Friedrich Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (1821)
NUOVI FONDI E NUOVI CRITERI A fine marzo le novità sulle nuove regole di assegnazione
Il Presidente Napolitano con il Sottosegretario Peluffo all’inaugurazione della “domus mazziniana” di Pisa
«II pluralismo dell’informazione si difende con prodotti editoriali letti dal pubblico e per i finanziamenti dell’anno prossimo ci orienteremo sulle copie effettivamente vendute» ha dichiarato, da Pisa, il sottosegretario Peluffo, riferendosi ai contributi 2012. Peluffo, che era nella città toscana il 12 marzo scorso per inaugurare la restaurata “domus 9
Unione Stampa Periodica Italiana - ANNO 48° - MENSILE - 11 NUMERI - 3 marzo 2012 Spedizione in abbonamento postale articolo 1, comma 1, del DL 24/12/2003 n. 353, convertito in L 27/2/04 n. 46 - DCB di Roma
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 2
DL LIBERALIZZAZIONI ALLA CAMERA: LA VENDITA DELLA STAMPA IN EDICOLA E LE NOVITÀ PER PROFESSIONI E SOCIETA’ 1
distributori e dei rivenditori con meccanismi che garantiscano la fornitura delle singole edicole e l’equilibrio economico dei distributori indipendenti, salvaguardando, in ogni caso, il principio della “parità di trattamento”, applicandola alle testate giornalistiche in senso stretto: questo eviterebbe - secondo l’Autorità - comportamenti opportunistici di presunti editori che sfruttano l’obbligo di garantire il servizio di distribuzione alle testate che lo richiedono, per imporre la commercializzazione di prodotti il cui contenuto editoriale è del tutto marginale, se non assente. Nell’articolo 39 vengono anche introdotte norme per creare concorrenza nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori e nell’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore ex lege 22 aprile 1941, n. 633. «Art. 39. - (Liberalizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica e disposizioni in materia di diritti connessi al diritto d’autore). 1. All’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, dopo la lettera d) sono aggiunte le seguenti: “d-bis) gli edicolanti possono vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto secondo la vigente normativa; d-ter) gli edicolanti possono praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore; d-quater) fermi restando gli obblighi previsti per gli edicolanti a garanzia del pluralismo informativo, la ingiustificata mancata fornitura, ovvero la fornitura ingiustificata per eccesso o difetto, rispetto alla domanda da parte del distributore costituiscono casi di pratica commerciale sleale ai fini dell’applicazione delle vigenti disposizioni in materia; d-quinquies) le clausole contrattuali fra distributori ed edicolanti, contrarie alle disposizioni del presente articolo, sono nulle per contrasto con norma imperativa di legge e non viziano il contratto cui accedono”. 2. Al fine di favorire la creazione di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, median2
te lo sviluppo del pluralismo competitivo e consentendo maggiori economicità di gestione nonché l’effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti, l’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in qualunque forma attuata, è libera. 3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e previo parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, sono individuati, nell’interesse dei titolari aventi diritto, i requisiti minimi necessari ad un razionale e corretto sviluppo del mercato degli intermediari di tali diritti connessi». ***** Mentre le Commissioni riunite esaminavano il decreto liberalizzazioni, in Aula alla Camera, durante l’esame del “ decreto semplificazioni”, il Governo è stato battuto (413 sì e 77 no) su un Ordine del giorno che impegna il Governo ad autorizzare il titolare del punto vendita esclusivo alla vendita dei giornali e periodici tramite pubblici esercizi o esercizi commerciali da lui incaricati, limitatamente nell’area di localizzazione dell’edicola stessa.
Ordine del Giorno 9/4940-A/108 presentato da GIANCARLO MAZZUCA , martedì 13 marzo 2012, seduta n. 603 “ La Camera, premesso che: nella direttiva Bolkestein è prevista la liberalizzazione e la semplificazione della vendita di quotidiani e di giornali, consentendo l’apertura tramite una semplice comunicazione e derogando alle norme sulle distanze e la popolazione servita, contenute nel decreto legislativo n. 170 del 2001; le edicole sono il terminale di un sistema complesso che parte dalle case editrici, passa poi attraverso le varie catene che provvedono alla distribuzione e finisce poi per arrivare alle 38.000 edicole, sparse sull’intero territorio, e ai 4.000 punti di vendita non esclusivi; la Federazione italiana editori giornali (FIEG) e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, hanno chiesto la ridefinizione delle norme sulla distribuzione nell’ambito più generale della riforma dell’editoria,
in questo numero DL Liberalizzazioni alla Camera (pagine 1, 2, 5, 6) AGCOM, Comunicazione Annuale per le imprese richiedenti i contributi (pagine 1, 8, 9) Nuovi fondi e nuovi criteri (pagina 1, 9) Assemblea USPI dell’anno 2012 (pagina 3) Ferruccio Sepe è il nuovo Capo Dipartimento Editoria (pagina 6) Le quote associative USPI anno 2012 (pagina 7) Il ricordo di Mons. Cacciami (pagine 10, 11, 15) La “Carta di Firenze” (pagine 12, 14) Circolare INPGI n. 3 (pagine 13, 14) Deposito legale e Convenzioni USPI (pagina 15) Periodici associati USPI – 442° elenco (pagina 16) Convenzione USPI-SDA (pagina 16)
impegna il Governo a modificare il decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170, nel senso di consentire al titolare di autorizzazione per un punto vendita esclusivo di giornali e quotidiani e dei prodotti editoriali ad essi connessi e nell’ambito dell’area di localizzazione dell’edicola stessa la vendita tramite pubblici esercizi o esercizi commerciali da lui incaricati” (9/4940 A/108. Mazzuca, Marinello, Mazzoni). ***** Riassumiamo, ora, le altre norme contenute del decreto legge “liberalizzazioni” che riguardano, anche indirettamente, il settore dell’editoria: PROFESSIONI Nell’ambito delle misure generali di liberalizzazione, l’articolo 9 interviene sulla disciplina delle professioni regolamentate, con particolare riferimento all’abrogazione delle tariffe e alla regolamentazione del tirocinio. Il comma 1 abroga le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico, tra queste anche quella dei giornalisti. Il comma 2 prevede che, nel caso di liquidazione da parte di un organo 5 Notiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 3
AVVISO DI CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA U.S.P.I. DELL’ANNO 2012 Ai sensi degli articoli 7 e 8 dello Statuto, l’Assemblea Generale Ordinaria dei soci dell’Unione Stampa Periodica Italiana (U.S.P.I.) è convocata per giovedì 19 aprile 2012, alle ore 14 in prima ed alle ore 15 in seconda convocazione, presso la sede sociale in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, con il seguente:
ORDINE DEL GIORNO 1. Insediamento della Presidenza e della Segreteria; 2. Relazione del Presidente; 3. Relazione del Segretario Generale; 4. Relazione del Collegio dei Revisori dei Conti; 5. Approvazione del rendiconto esercizio 2011; 6. Approvazione esercizio preventivo 2012; 7. Varie ed eventuali. In base all’articolo 7 dello Statuto hanno diritto di voto tutti i soci ordinari di cui all’articolo 3 in regola con il pagamento delle quote sociali. Ai soci di cui al punto 1) di tale articolo spettano tre voti per ciascuna testata, mentre ai rappresentanti delle Associazioni o Gruppi di cui al punto 2) spetta un solo voto. Hanno diritto inoltre ad esprimere un voto gli iscritti all’U.S.P.I. a titolo personale di cui all’art. 30 (norma transitoria). Ogni socio che non possa partecipare personalmente all’Assemblea può farsi rappresentare, ad ogni effetto, da persona, anche non iscritta all’USPI, munita di apposita delega. Nessun socio o delegato può essere portatore di più di dieci deleghe. Per la partecipazione all’Assemblea, i soci che ancora non lo avessero fatto, dovranno mettersi in regola con la quota associativa per il 2012. Il rendiconto 2011 ed il preventivo 2012 saranno a disposizione dei soci che li volessero esaminare presso la sede sociale dell’USPI, in Viale B. Bardanzellu n. 95 in Roma, dalle ore 12 del 26 marzo, alle ore 12 del 17 aprile c.a. Il presente annuncio è da considerarsi quale “avviso” secondo quanto stabilito dall’articolo 8, primo comma, dello Statuto. Roma, 9 gennaio 2012 IL PRESIDENTE (Mons. Antonio Barbierato)
-- - -- -- - - --- - - -- - - ------------------- ----------- - - - - -DELEGA Il sottoscritto........................................................................................................................................................................................ nella sua qualità di (1).......................................................................................................................................................................... delega il Sig ......................................................................................................................................................................................... a rappresentarlo all’Assemblea dei soci dell’USPI del 19 aprile 2012 a Roma per l’approvazione dei bilanci consuntivo 2011 e preventivo 2012. ................................... (data)
................................................. (firma)
(1) Indicare la qualità di editore e titolo del periodico, ovvero di suo rappresentante (punto 1 art. 3 dello Statuto) nel qual caso è necessario indicare anche la testata, ovvero la qualità di socio a titolo personale (art. 30 dello Statuto, norma transitoria).
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 4
CONVENZIONE USPI-BDO ITALIA Per la certificazione dei costi per l’acquisto carta anno 2011 La certificazione deve pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri entro il 30 giugno 2012 In data 16 gennaio 2012, l’USPI ha sottoscritto una importante Convenzione con la BDO ITALIA SpA, Società di Revisione e organizzazione contabile, iscritta all’Albo speciale delle società di revisione autorizzate dalla CONSOB, per la certificazione dei costi per l’acquisto della carta utilizzata nell’esercizio 2011 dalle Aziende editoriali iscritte all’USPI al fine di ottenere il credito di imposta (10%) sull’acquisto carta, come previsto dall’articolo 1, comma 40, della legge 13 dicembre 2010 n. 220 (Legge di stabilità per l’anno 2011) che ha destinato 30 milioni di euro per questa finalità, e dalla Circolare applicativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri (su G.U. del 16/1/2012 n. 12). Tutta la normativa, le disposizioni attuative, le circolari della Presidenza del Consiglio e la modulistica sono state pubblicate sul precedente numero (gennaio 2012) di questo Notiziario, consultabile nell’Area Soci del nostro sito. La Convenzione USPI-BDO SpA riguarda i corrispettivi previsti dalla Società di Revisione per la certificazione dei costi sostenuti per l’acquisto carta, determinati per gli associati USPI sul valore di acquisto della carta della Società richiedente la certificazione, e non (come solitamente viene applicato) in funzione del tempo per l’espletamento dell’incarico e delle qualifiche del personale impiegato.
Per attivare questa vantaggiosa convenzione, la BDO SpA richiederà all’editore un certificato di iscrizione all’USPI. La società “BDO Italia“ costituita nel 1965, fa parte dell’organizzazione internazionale BDO Member Firms operante nei cinque continenti. E’ registrata presso l’U.S.P.C.A.O.B (Public Company Accounting Oversight Board). Dal 1980 è iscritta all’Albo speciale delle società di revisione autorizzate dalla CONSOB. Essa svolge la sua attività in Italia attraverso 14 uffici (Milano, Roma, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Firenze, Genova, Napoli, Padova, Palermo, Pescara, Torino e Verona) cui fanno capo oltre 200 dipendenti e professionisti, laureati in materie economiche e diplomati in ragioneria. Tutti gli amministratori ed i dirigenti sono iscritti nel Registro dei Revisori Contabili e negli albi professionali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili. Sul sito www.uspi.it (Convenzioni) e riportato integralmente il testo della Convenzione con lo schema dei corrispettivi previsti. L’elenco degli uffici e dei responsabili BDO cui poter far riferimento è invece pubblicato sul sito della Società all’indirizzo: www.bdo.it/ita/dovesiamo.aspx?I=italiano.
CONTATTI L’ufficio centrale di Milano é il punto di riferimento per ogni incarico in Italia o all’estero e per ogni informazione circa i nostri servizi e la nostra organizzazione. I numeri di telefono, fax, e-mail sono i seguenti: Tel +39 0229062098 Fax +39 026575867 E-mail milano@bdo.it I nostri partner sono contattabili agli indirizzi e-mail: Paolo Scelsi: paolo.scelsi@bdo.it Sergio Amendola: sergio.amendola@bdo.it Bruno Anzani: bruno.anzani@bdo.it Antonio Campanaro: antonio.campanaro@bdo.it Vincenzo Capaccio: vincenzo.capaccio@bdo.it Felice Duca: felice.duca@bdo.it Filippo Genna: filippo.genna@bdo.it Alessandro Gigliarano: alessandro.gigliarano@bdo.it Alfonso Iorio: alfonso.iorio@bdo.it Vittorio Leone: vittorio.leone@bdo.it Luigi Riccetti: luigi.riccetti@bdo.it Giovanni Romanò: giovanni.romano@bdo.it Francesca Scelsi: francesca.scelsi@bdo.it Maurizio Vanoli: maurizio.vanoli@bdo.it Eugenio Vicari: eugenio.vicari@bdo.it
CONVENZIONE USPI-BANCA PROSSIMA PER GLI EDITORI NO-PROFIT USPI e Banca Prossima - banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al terzo settore – hanno avviato una importante partnership per offrire servizi bancari su misura a vantaggio dei soci USPI appartenenti al settore no-profit. Sul sito dell’USPI è pubblicata tutta l’offerta di Banca Prossima sia per quanto concerne le condizioni di conto corrente, sia quelle per i finanziamenti. APERTURA DI C/C 1) OPZIONE A Pensata per soddisfare tutte le esigenze bancarie di organizzazioni no-profit che utilizzano intensamente il conto corrente 4
Unione Stampa Periodica Italiana
(es. per la raccolta fondi), in quanto i costi sono azzerati;
menti delle Organizzazioni no-profit associate a USPI.
2) OPZIONE B Studiata per soddisfare le principali esigenze bancarie delle organizzazioni no-profit con una normale operatività bancaria ma che necessitano comunque di un conto corrente semplice, completo e offerto a condizioni vantaggiose.
2) FINANZIAMENTO A RIMBORSO RATEALE (ACS) PER “RAFFORZAMENTO DELLA SOSTENIBILITA’ ECONOMICO PATRIMONIALE” Finanziamento chirografario a medio lungo termine dedicato al rafforzamento della sostenibilità economico-gestionale delle Organizzazioni no-profit associate a USPI ripristino di liquidità per spese di investimento sostenute negli ultimi 24 mesi; - trasformazione di indebitamento a breve termine connesso ad investimenti effettuati negli ultimi 24 mesi e non finanziati a medio termine.
AREA FINANZIAMENTI 1) FINANZIAMENTO A RIMBORSO RATEALE (ACS) PER “INVESTIMENTI” Finanziamento chirografario a medio lungo termine dedicato a sostenere gli investi-
Notiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 5
DL LIBERALIZZAZIONI ALLA CAMERA: LA VENDITA DELLA STAMPA IN EDICOLA E LE NOVITÀ PER PROFESSIONI E SOCIETA’ 2
giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del Ministro vigilante, rinviando ad un decreto del Ministro della giustizia la definizione dei parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe, in modo da salvaguardare l’equilibrio finanziario, anche di lungo periodo, delle casse previdenziali professionali. Il comma 3 reca una norma transitoria relativa alle tariffe vigenti alla data di entrata in vigore del decreto-legge, che continuano ad applicarsi, limitatamente alla liquidazione delle spese giudiziali, sino all’entrata in vigore dei decreti ministeriali di cui al comma 2 e, comunque, non oltre il centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge. Il comma 4 stabilisce che il compenso per le prestazioni professionali è pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. La disposizione vincola il professionista a rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso si prevede che la misura del compenso sia previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, debba essere adeguata all’importanza dell’opera e sia pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. L’ultimo periodo del comma stabilisce che al tirocinante deve essere riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio. Il comma 5 prevede l’abrogazione delle disposizioni vigenti che rinviano alle tariffe, a loro volta abrogate per la determinazione del compenso del professionista. Il comma 6 interviene sulla disciplina del tirocinio previsto per l’accesso alle professioni regolamentate, prevedendo che la durata del predetto tirocinio non possa essere superiore a diciotto mesi e per i primi sei mesi potrà essere svolto, in presenza di un’apposita convenzione quadro, in concomitanza con il corso di studio per il conseNotiziario USPI n° 3/2012
guimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe convenzioni possono essere stipulate per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, all’esito del corso di laurea. Il comma 7 reca alcune abrogazioni di coordinamento relative al comma 5 dell’articolo 3 del decreto-legge n. 138 del 2011, il quale ha stabilito che, fermo restando l’esame di Stato per l’accesso alle professioni, gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Il comma 8 reca la clausola di invarianza finanziaria. L’articolo 9-bis novella le disposizioni della legge di stabilità 2012 (legge n. 183 del 2011) che prevedono la costituzione di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate, secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del Codice civile. In particolare, la lettera a) prevede che, se la società tra professionisti assume la forma cooperativa, essa debba essere costituita da un numero di soci non inferiore a tre. La lettera b) stabilisce che, in ogni caso, i soci professionisti per numero e partecipazione al capitale sociale devono avere la maggioranza dei due terzi nelle deliberazioni e che il venir meno di tale requisito (senza che si ripristinino le condizioni precedenti entro 6 mesi) rappresenta causa di scioglimento della società con obbligo per i consigli dell’ordine (o collegi) di cancellare la società dall’albo. La lettera c) impone di prevedere nell’atto costitutivo la stipula di una polizza di assicurazione per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale. La lettera d) consente al socio professionista di opporre agli altri soci il segreto professionale per le attività a lui affidate. La lettera e) fa salvi i diversi modelli societari già previsti dall’ordinamento e le associazioni professionali. «Art. 9. - (Disposizioni sulle professioni
regolamentate). 1. Sono abrogate le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico. 2. Ferma restando l’abrogazione di cui al comma 1, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del Ministro vigilante, da adottare nel termine di centoventi giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Entro lo stesso termine, con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono anche stabiliti i parametri per oneri e contribuzioni alle casse professionali e agli archivi precedentemente basati sulle tariffe. Il decreto deve salvaguardare l’equilibrio finanziario, anche di lungo periodo, delle casse previdenziali professionali. 3. Le tariffe vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto continuano ad applicarsi, limitatamente alla liquidazione delle spese giudiziali, fino alla data di entrata in vigore dei decreti ministeriali di cui al comma 2 e, comunque, non oltre il centoventesimo giorno dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. 4. Il compenso per le prestazioni professionali è` pattuito, nelle forme previste dall’ordinamento, al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità` dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento fino alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso è` previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Al tirocinante è` riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio. 5. Sono abrogate le disposizioni vigenti che, per la determinazione del compenso del professionista, rinviano alle tariffe di cui al comma 1. 6. La durata del tirocinio previsto per l’accesso alle professioni regolamentate non può essere superiore a diciotto mesi; per i primi sei mesi, il tirocinio può` essere svolto, in presenza di un’apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli 6 5
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 6
DL LIBERALIZZAZIONI ALLA CAMERA: LA VENDITA DELLA STAMPA IN EDICOLA E LE NOVITÀ PER PROFESSIONI E SOCIETA’ 5
nazionali degli ordini e il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica. Analoghe convenzioni possono essere stipulate tra i consigli nazionali degli ordini e il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, all’esito del corso di laurea. Le disposizioni del presente comma non si applicano alle professioni sanitarie, per le quali resta confermata la normativa vigente.
derivanti dalla responsabilità civile per i danni causati ai clienti dai singoli soci professionisti nell’esercizio dell’attività professionale”; d) al comma 7, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il socio professionista può` opporre agli altri soci il segreto concernente le attività professionali a lui affidate”; e) al comma 9, le parole: “salvi i diversi modelli societari ed associativi” sono sostituite dalle seguenti: “salve le associazioni professionali, nonché i diversi modelli societari”». *****
7. All’articolo 3, comma 5, del decretolegge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’alinea, nel primo periodo, dopo la parola: “regolamentate” sono inserite le seguenti: “secondo i princıpi della riduzione e dell’accorpamento, su base volontaria, fra professioni che svolgono attività` similari”; b) alla lettera c), il secondo, terzo e quarto periodo sono soppressi; c) la lettera d) è abrogata.
SOCIETÀ SEMPLIFICATA RESPONSABILITÀ LIMITATA
8. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». «Art. 9-bis. - (Società` tra professionisti). 1. All’articolo 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183, sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le società cooperative di professionisti sono costituite da un numero di soci non inferiore a tre”; b) al comma 4, lettera b), è` aggiunto, in fine, il seguente periodo: “In ogni caso il numero dei soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci; il venir meno di tale condizione costituisce causa di scioglimento della società` e il consiglio dell’ordine o collegio professionale presso il quale è iscritta la società procede alla cancellazione della stessa dall’albo, salvo che la società non abbia provveduto a ristabilire la prevalenza dei soci professionisti nel termine perentorio di sei mesi”; c) al comma 4, dopo la lettera c), è inserita la seguente: “c-bis) la stipula di polizza di assicurazione per la copertura dei rischi 6
A
L’articolo 3, modificato nel corso dell’esame al Senato, introduce nel capo VII del titolo V del libro V del Codice civile, relativo alle società a responsabilità limitata, un nuovo articolo 2463-bis, il quale prevede, al primo comma, la nuova figura della società semplificata a responsabilità limitata, che può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione. Il secondo comma stabilisce che l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico secondo un modello standard da definire con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, e deve indicare: 1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio; 2) la denominazione sociale contenente l’indicazione di società semplificata a responsabilità limitata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie; 3) l’ammontare del capitale sociale, pari almeno ad 1 euro e inferiore all’importo di 10.000 euro previsto per la società a responsabilità limitata ordinaria, sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione; al riguardo la norma specifica che il conferimento del capitale deve farsi in denaro e essere versato all’organo amministrativo; 4) alcuni requisiti previsti dalla disciplina per la società a responsabilità limitata, vale a dire l’attività che costituisce l’oggetto sociale, la quota di partecipazione di ciascun socio, le norme relative al funzionamento della società, indicando quelle concernenti l’amministrazione, la rappresen-
FERRUCCIO SEPE È IL NUOVO CAPO DIPARTIMENTO EDITORIA Cambio al vertice del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Cons. Ferruccio Sepe è stato nominato nuovo Capo Dipartimento, in sostituzione della Cons. Elisa Grande. Sepe, nato a Napoli il 13 dicembre 1955, laureato in giurisprudenza, una carriera nella Pubblica Amministrazione e alla Presidenza del Consiglio, dal 2008 ricopriva la carica di Capo dell’Ufficio per il bilancio e per il riscontro di regolarità amministrativo-contabile della Presidenza del Consiglio, ed è già stato Direttore dell’Ufficio per il sostegno all’editoria e ai prodotti editoriali nel 2006. La dott.ssa Grande è stata chiamata a ricoprire il ruolo già rivestito da Sepe all’Ufficio Bilancio della PCM. Al dott. Sepe vanno la stima e gli auguri dell’USPI per un proficuo lavoro nel nuovo incarico, ben consapevole della sua esperienza in un settore che ha l’assoluta necessità di essere supportato e riformato, in un momento così forte di crisi e cambiamento, a tutela del pluralismo e della editoria medio-piccola.
tanza, le persone cui è affidata l’amministrazione e l’eventuale soggetto incaricato di effettuare la revisione legale dei conti; 5) il luogo e la data di sottoscrizione; 6) gli amministratori, i quali devono essere scelti tra i soci. Ai sensi del terzo comma del nuovo articolo 2463-bis, la denominazione di società a responsabilità limitata semplificata, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico. Il quarto comma introduce il divieto di cessione delle quote a soci non aventi i requisiti di età, prevedendo in tali casi la nullità dell’atto. A tale riguardo evidenzia l’opportunità di specificare che tale nullità non si applica nel caso di cessioni mortis causa, in considerazione delle conseguenze improprie che avrebbe l’estensione della causa di nullità a tale tipologia di cessioni. Per quanto non espressamente previsto dall’articolo, il quinto comma reca un rinvio generale alla disciplina della società a responsabilità limitata ordinaria (di cui al citato capo VII del titolo V del libro V del Codice civile). Notiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 7
Le quote associative usPi
per l’anno 2012 L’invito ai Soci a rinnovare al più presto l’iscrizione all’USPI per l’anno 2012 risponde alla doverosa esigenza di assicurare all’Unione le entrate necessarie non soltanto a fronteggiare i continui ed evidenti aumenti dei costi, ma soprattutto a potenziare i servizi gratuiti resi alla generalità dei Soci. I periodici e gli editori iscritti sanno infatti assai bene che l’USPI offre al Socio un consistente pacchetto di servizi gratuiti che comprende, tra l’altro: - la consulenza editoriale e l’assistenza amministrativa per pratiche pubbliche; - l’aggiornamento professionale mensile tramite questo Notiziario; - la rappresentanza e la tutela in seno alle Commissioni ministeriali; - il filo diretto telefonico, per email o fax, per la consulenza fiscale, postale, legislativa, legale, pubblicitaria e internet; - congressi, convegni e stages di qualificazione professionale; - convenzioni esclusive per i soci USPI; - la tessera, bollino annuale e “disco stampa” per autovettura.
Le quote associative fissate dal Consiglio Nazionale dell’USPI per il 2012 e comprensive della spedizione in abbonamento postale del “Notiziario USPI” (pari a 33 €) sono le seguenti:
Per le testate (secondo la tiratura dichiarata): (Per le TESTATE ON LINE il criterio della tiratura è sostituito da quello del numero degli utenti potenziali a cui la testata si rivolge)
da da da da da
€ € € € €
1 a 10.000 copie 10.001 a 50.000 copie 50.001 a 100.000 copie 100.001 a 200.000 copie 200.001 copie in su
270,00 700,00 1.300,00 2.600,00 3.800,00
“Una tantum” (oltre la quota di iscrizione) per le testate che si associano per la prima volta: - Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata sia fino a 10.000 copie
€
100,00
- Per le testate la cui tiratura (o potenziale utenza) dichiarata superi le 10.000 copie
€
170,00
€ €
210,00 320,00
Rinnovo della quota per i soci singoli ex art. 30 dello Statuto: - se direttori, condirettori, redattori capo, redattori o collaboratori di periodici associati all’USPI - stesse categorie ma che operano per periodici non associati all’USPI
Soci benemeriti L’USPI accoglie nel suo seno, su deliberazione del Consiglio Nazionale: - Soci benemeriti, e cioè persone od enti che mediante attività o donazioni abbiano contribuito allo sviluppo dell’USPI e, attraverso esse, abbiano favorito il progresso della stampa periodica. ***** Il versamento della quota associativa può essere effettuato a mezzo bonifico bancario presso la Banca Popolare di Milano, Agenzia 6, Via Franceschini n. 58 - Roma, CODICE IBAN: IT 96 U 05584 03206 000000004977, ovvero tramite assegno bancario, barrato e non trasferibile spedito con assicurata convenzionale, o con versamento su conto corrente postale numero 27433002 intestato all’USPI. C.F. dell’USPI: 80188110581
ATTENZIONE Al fine di evitare errate registrazioni, si raccomanda vivamente agli associati che, nell’effettuare il versamento postale o il bonifico bancario, vengano chiaramente indicati, possibilmente a stampatello nella causale, il titolo della testata ovvero - se la quota si riferisce ad un iscritto individuale - il nome e cognome del socio.
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 8
AGCOM, COMUNICAZIONE ANNUALE PER LE IMPRESE RICHIEDENTI I CONTRIBUTI ALL’EDITORIA Scadenza 30 aprile 2012 1
richiedenti i contributi comunicano, attraverso il modello 12/4/ROC, le eventuali situazioni di collegamento ai sensi dell’art. 2359 c.c. con altri soggetti iscritti al ROC in qualità di editori di giornali quotidiani, periodici o riviste o di soggetti esercenti l’editoria elettronica in essere nel corso dell’anno di riferimento ovvero l’assenza delle stesse. Ricordiamo che i soggetti iscritti al ROC, che non beneficiano dei contributi ex lege 250/90, trasmettono la comunicazione annuale entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio per le società di capitali e le cooperative ed entro il 31 luglio per gli altri soggetti. Segnaliamo, infine, che l’articolo 1 della Delibera dell’Autorità, che di seguito riportiamo, prevede che, i certificati concernenti la regolare iscrizione al Registro sono rilasciati, al titolare o al legale rappresentante dell’impresa richiedente, sulla base del modello 17/ROC. Le certificazioni di iscrizione sono utilizzabili solo nei rapporti tra privati e non sono prodotte agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi, i quali possono, previa compilazione di un’apposita istanza, avere accesso diretto in consultazione ai dati del Registro o richiedere la stipula di un’apposita convenzione per l’accesso ai servizi web del Registro. DELIBERA N. 44/12/CONS MODIFICHE ALLA DELIBERA N. 666/08/CONS DEL 26 NOVEMBRE 2008 L’AUTORITÀ NELLA sua riunione di Consiglio del 25 gennaio 2012; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo” ed, in particolare, l’articolo 1, comma 6, lettera a), numeri 5 e 6; VISTA la legge 5 agosto 1981, n. 416, recante “Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria”; VISTA la legge 7 agosto 1990, n. 250, recante “Provvidenze per l’editoria e riapertura dei termini, a favore delle imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli utili di cui all’articolo 9, comma 2, della legge 25 febbraio 1987, n. 67, per l’accesso ai benefici di cui all’articolo 11 della legge stessa”; VISTO il D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, 8
recante “Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa; VISTO il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”; VISTA la legge 27 febbraio 2009, n. 14, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti”; VISTO l’articolo 5 del D.P.R. 25 novembre 2010, n. 223, ove si dispone, al comma 3, che “il Dipartimento per l’informazione e l’editoria provvede a richiedere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni relativamente alle imprese richiedenti i contributi, oltre alla regolarità dell’iscrizione al Registro degli Operatori di comunicazione (ROC), l’attestazione di conformità degli assetti societari alla normativa vigente, nonché l’attestazione dell’assenza di situazioni di controllo e/o collegamento per gli effetti di cui all’articolo 3, commi 11-ter e 13, della legge 7 agosto 1990, n. 250, e dell’articolo 1, comma 574, della legge 23 dicembre 2005, n. 266”; VISTA la legge 12 novembre 2011, n. 183, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012)” e, in particolare, l’articolo 15, recante “Norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive e divieto di introdurre, nel recepimento di direttive dell’Unione europea, adempimenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle direttive stesse”, che, al comma 1, lettera a), dispone la modifica dell’articolo 40 del citato D.P.R. n. 445 del 2000; VISTA la delibera n. 666/08/CONS, del 26 novembre 2008, recante “Regolamento per l’organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione”; VISTA la delibera n. 283/11/CONS, del 18 maggio 2011, recante “Modifiche ed integrazioni al regolamento di tenuta del Registro degli operatori di comunicazione. Misure applicative dell’articolo 5 del D.P.R. n. 223 del 25 novembre 2010”; VISTA la delibera n. 421/11/CONS, del 22 luglio 2011, recante “Modifiche ed integrazioni alla delibera n. 283/11/CONS”; VISTO il Protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, stipulato in data 20 settembre 2011 e reso disponibile sul sito istituzionale dell’Autorità; CONSIDERATA la necessità, in applica-
zione dell’articolo 15 della citata legge n. 183 del 2011, di procedere all’integrazione della modulistica finalizzata alla tenuta del Registro degli operatori di comunicazione, apponendo sul modello 17/ROC (relativo alla certificazione dell’iscrizione al Registro), ai sensi dell’articolo 40, comma 2, del D.P.R. n. 445 del 2000, come da ultimo modificato, la locuzione: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”; CONSIDERATA, pertanto, la necessità di modificare l’articolo 14 dell’allegato A alla delibera n. 666/08/CONS; CONSIDERATA l’opportunità che, in linea con quanto previsto all’articolo 43 del D.P.R. n. 445 del 2000, il Servizio Ispettivo e Registro dell’Autorità si doti di efficienti sistemi di cooperazione applicativa in ambito SPC, che consentano la condivisione dei dati e delle informazioni con altre pubbliche amministrazioni e con privati gestori di pubblici servizi; RITENUTO che il suddetto sistema di cooperazione, di cui al considerando che precede, dovrebbe essere preordinato, in un’ottica generale di semplificazione amministrativa, ad una efficiente acquisizione d’ufficio da parte di altre P.A. e dei privati gestori di pubblici servizi delle informazioni dichiarate al Registro, ovvero ad un riscontro automatizzato di queste ultime con altre basi di dati pubbliche; CONSIDERATO che, sulla base dell’articolo 5, comma 3, del D.P.R. n. 223 del 2010, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria richiede l’attestazione di conformità degli assetti societari alla normativa vigente, nonché l’attestazione dell’assenza di situazioni di controllo o collegamento ai sensi dell’articolo 2359 c.c., così come previsto dalla legge n. 250 del 1990; RITENUTO necessario prevedere un congruo termine per la trasmissione della comunicazione annuale 2012 – relativa all’anno 2011 – in capo alle imprese iscritte richiedenti i contributi all’editoria, che consenta di effettuare l’attività di raccolta e verifica delle dichiarazioni rese al Registro degli operatori di comunicazione, nonché di dar corso agli adempimenti previsti da apposito Protocollo d’intesa stipulato, in data 20 settembre 2011, con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria; RITENUTO opportuno, pertanto, fissare il predetto termine al 30 aprile 2012, così da rendere effettiva la valutazione delle esiNotiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 9
genze sopra evidenziate; RITENUTO che il termine suindicato risponde, altresì, alle esigenze degli operatori, in quanto agli stessi è richiesta la comunicazione di dati relativi ad assetti già definiti (al 31 dicembre 2011) e che, nella generalità dei casi, si tratta solamente di confermare o aggiornare dati già presenti nel sistema telematico del Registro; CONSIDERATA, da ultimo, la necessità di prevedere, al fine di una semplificata gestione elettronica dei dati ed in ossequio a quanto previsto dall’articolo 16, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante “Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”, convertito in legge 28 gennaio 2009, n. 2, che l’invio della specifica modulistica per la comunicazione annuale 2012 relativa all’anno 2011 avvenga a mezzo PEC; UDITA la relazione dei Commissari relatori Michele Lauria e Antonio Martusciello ai sensi dell’articolo 29 del Regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Autorità; DELIBERA Articolo 1 Modifica al Regolamento del Registro degli operatori di comunicazione – Allegato A alla delibera n. 666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni 1. L’articolo 14 dell’allegato A alla delibera n. 666/08/CONS è sostituito dal seguente: “Articolo 14 Certificazioni di iscrizione 1. I certificati concernenti la regolare iscrizione al Registro sono rilasciati, al titolare o al legale rappresentante dell’impresa richiedente, sulla base del modello 17/ROC. 2. Le certificazioni di iscrizione sono utilizzabili solo nei rapporti tra privati e non sono prodotte agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi. Ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 445/2000, gli organi della pubblica amministrazione ed i privati gestori di pubblici servizi possono, previa compilazione di un’apposita istanza, avere accesso diretto in consultazione ai dati del Registro o richiedere la stipula di un’apposita convenzione per l’accesso ai servizi web del Registro in cooperazione applicativa SPC. 3. L’attribuzione del numero di iscrizione nel Registro può essere comprovata mediante dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi di legge. Tale dato è direttamente verificabile sul sito www.roc.agcom.it dove è pubblicato ai sensi dell’art. 19 del presente Regolamento.” Notiziario USPI n° 3/2012
2. Nel modello 17/ROC, di cui all’allegato D alla delibera n. 666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni, all’interno dell’area denominata “Spazio riservato all’ufficio”, dopo le parole “Risulta iscritto regolarmente al Registro degli Operatori di Comunicazione al n.___”, è apposta la seguente dicitura: “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi”. Articolo 2 Termine per le comunicazioni annuali delle imprese richiedenti i contributi 1. Nell’ambito della comunicazione annuale 2012 relativa all’anno 2011, le imprese che abbiano richiesto i contributi ai sensi dell’articolo 3, commi 2, 2-bis, 2ter, 2-quater e dell’articolo 4 della legge 7 agosto 1990, n. 250, nonché quelli di cui all’articolo 153, commi 2 e 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, comunicano le dichiarazioni supplementari di cui all’allegato B alla delibera n. 666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni, ad esclusione di quelle indicate al successivo comma 2, lettere a, b e c del presente articolo, aggiornate al 31 dicembre 2011 tramite il portale www.roc.agcom.it. 2. Entro il 30 aprile 2012, le imprese che abbiano richiesto i contributi per l’anno 2011 di cui al punto 1 del presente articolo, inviano all’Autorità a mezzo PEC all’indirizzo agcom@cert.agcom.it: a. le informazioni, aggiornate al 31 dicembre 2011, relative alla composizione degli organi amministrativi delle persone giuridiche eventualmente presenti nella propria catena partecipativa (modelli 4/ROC); b. limitatamente agli editori, le informazioni, aggiornate al 31 dicembre 2011, relative alla composizione degli organi amministrativi del proprietario della testata e delle persone giuridiche presenti nella catena partecipativa di quest’ultimo (modelli 4/ROC); c. le dichiarazioni relative alle situazioni di controllo o collegamento ai sensi dell’articolo 2359 c.c. in essere nel corso dell’anno 2011, ovvero l’assenza delle stesse (modelli 12/1/ROC, 12/2/ROC, 12/3/ROC e 12/4/ROC). 3. Le dichiarazioni del controllante di cui all’articolo 8 dell’Allegato A alla delibera n. 666/08/CONS e successive modifiche ed integrazioni sono trasmesse telematicamente al sistema informativo automatizzato del Registro degli operatori di comunicazione, entro trenta giorni decorrenti dal fatto o dal negozio giuridico che determina l’acquisizione del controllo, attraverso la compilazione dei
modelli12/1/ROC, 12/2/ROC e 12/3/ROC disponibili sul sito www.roc.agcom.it. 4. Per l’anno 2012, la comunicazione annuale delle imprese che abbiano richiesto i contributi di cui al punto 1 del presente articolo, si intende effettuata il giorno in cui viene completato e trasmesso l’ultimo adempimento prescritto.
NUOVI FONDI E NUOVI CRITERI 1
mazziniana”, ha aggiunto che «la valutazione del presidente del consiglio e mia è che è necessario ripensare ai meccanismi per risparmi di spesa in linea con nuovi criteri di trasparenza del sistema e maggiore efficacia nel premiare chi industrialmente è riuscito a stare meglio sul mercato e quindi fa prodotti editoriali letti». Operazione per cui, secondo Peluffo, «ci dovremmo muovere, ma se ne parlerà prima in Parlamento, verso una maggiore selettività dal punto di vista industriale aprendo le prospettive all’ordine». Dunque il primo passo è stata la predisposizione di un decreto (già firmato dal sottosegretario Antonio Catricalà) che trasferisce 50 milioni di euro dal fondo per le emergenze, il cosiddetto fondo Letta, a quello per l’editoria, soldi che sommati ai 23 milioni recuperati da Peluffo e ai 47 già esistenti, riportano l’ammontare del fondo a circa 120 milioni di euro. Il sottosegretario, poi, rispondendo ad una interrogazione parlamentare alla Camera dei deputati, ha così ribadito: “Per quanto riguarda la proposta di riforma del sistema di contributi vigente, il Governo ha in corso di elaborazione ipotesi di intervento finalizzate all’individuazione di criteri di accesso più rigorosi, e alla definizione di modalità di calcolo del contributo commisurate a parametri più cogenti, oggettivi e controllabili. Saranno inoltre indicati criteri di risparmio e selettività industriali, favorendo l’adozione di tecnologie digitali e modalità di diffusione on line. Sarà mia cura raccogliere quanto prima le valutazioni delle competenti commissioni parlamentari”. Quindi, a fine marzo al Consiglio dei ministri verrà presentato un decreto legge che riformerà i criteri di assegnazione. Il finanziamento pubblico sarà calcolato al 70 per cento sulle vendite reali in edicola e al 30 per cento sui costi di gestione. Il decreto legge fisserà i punti di partenza, poi un disegno di legge delega dovrà occuparsi della riforma del settore, perché, ha spiegato Peluffo, «non vogliamo limitarci a fotografare il mercato attuale, ma vogliamo cercare di aprire il settore a nuovi operatori». La riforma dovrebbe entrare a regime nel 2014. 9
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 10
Mons. Giuseppe Cacciami, tra i fondatori della FISC e dell’Agenzia SIR, è morto sabato 17 marzo 2012
cacciaMi: il settimanale diocesano “è il luogo in cui la concretezza della vita misura ogni giorno i concetti e le teorie nel confronto con la fatica e la speranza della gente”
dialogando dialogando Questa rubrica è listata a lutto, per la morte di Mons. Giuseppe Cacciami (ma lui, non avido di titoli, preferiva essere chiamato “don”), avvenuta sabato 17 marzo scorso. Cacciami è stato elemento di spicco e “pietra angolare” per tutto il mondo dei settimanali diocesani e dell’informazione cattolica in generale. Anche se non ha mai ricoperto cariche sociali, Cacciami è sempre stato un fedele e leale amico della nostra Unione, condividendo per molti anni gli ideali e le battaglie per la dignità e il progresso della piccola editoria, come scrisse nelle “Testimonianze”, pubblicate nell’introduzione al libro celebrativo dei quarant’anni dell’USPI: “USPI 1953-1993 Un lungo difficile cammino”. Ricordiamo le sue parole: “Va scritto a caratteri di scatola, senza trionfalismo ma con obiettivo rigore, che il far parte , con altre componenti, dell’USPI, è stato per la FISC (la Federazione dei settimanali cattolici- n.d.r.) una sinergia importantissima e forse insostituibile per affrontare ad armi pari, nelle sedi adeguate, la dura dialettica sui diritti e doveri, nel contesto pubblico, della stampa, oggi. Gli obiettivi raggiunti – anche se non definitivi- sono di rilievo e per certi aspetti gratificanti, in questa lunga e serrata lotta comune, che continua”. “Per la FISC - sottolineava Cacciami – il consolidato riconoscimento, a livello pubblico, del ruolo civile, sociale e morale del giornale locale, si accompagna alla soddisfazione di aver contribuito a dare all’USPI il suo apporto di esperienza, di dignità, di afflato ideale. E dall’USPI ci è venuto il ricco e stimolante apporto di un fronte più ampio, di rigorosa capacità di documentazione e di analisi e, insieme, di coraggioso slancio civile”. Per ricordare la sua passione per il giornalismo “di strada” (come poi verrà di 10
moda), concepito ed attuato come missione più che come mestiere, riportiamo un suo articolo scritto per il 40mo anno della FISC; il ricordo di due suoi amici: il direttore dell’Agenzia giornalistica SIR, Paolo Bustaffa, e l’attuale Presidente della FISC, Francesco Zanotti; ed una breve biografia. Il cordoglio dell’USPI va ai familiari e a tutti gli amici della FISC, e in particolare a quelli della “Stampa Diocesana Novarese”. Il ricordo di don Giuseppe Cacciami resterà vivo nei nostri cuori, insieme a quello di don Bartolo Fornara. Sarebbe bello poterli vedere, ora, conversare di nuovo insieme, come tanto tempo fa. «Il territorio è il valore umano, sociale e culturale dentro il quale il settimanale diocesano “si costruisce” e “costruisce”. Non delimitato dall’ombra del campanile è il luogo in cui la concretezza della vita misura ogni giorno i concetti e le teorie nel confronto con la fatica e la speranza della gente. Per questo motivo la cultura del territorio, che ispira e sostiene da 40 anni l’esperienza dei settimanali della Fisc e da 20 anni quella del Sir, non ha avuto timore di confrontarsi con la globalizzazione, le diversità, le nuove tecnologie. Come altre ha avuto momenti difficili ma questa cultura è uscita rafforzata dalla prova perché è la nutrita dalla saggezza della gente. I settimanali diocesani hanno sempre accompagnato e alimentato l’apertura della coscienza popolare perché sono espressione di un’esperienza - la Chiesa - che è nello stesso tempo locale, nazionale e universale. Nello stesso modo hanno saputo tenere vivo e fecondo il rapporto tra la memoria,
l’impegno e il progetto. Un giornalismo serio, non afflosciato sui gossip e gli scoop ma ben diritto nell’ascoltare e raccontare la vita delle persone e delle comunità. Questo esercizio professionale consente anche oggi di essere presenza critica nei confronti dell’informazione globalizzata e di aiutare i lettori a separare la finzione dalla realtà e il marginale dall’essenziale, lo spettacolo dal fatto. Con i suoi mezzi poveri continua ad avere la forza e l’intelligenza di stare a testa alta senza orgoglio ma senza complesso di inferiorità. Non per nulla anche in ambienti giornalistici qualificati si afferma che una professionalità seria nasce e cresce nelle redazioni dei giornali del territorio. Guai se venisse meno questa voce. Sarebbe un silenzio che priverebbe la Chiesa e la società di uno straordinario contributo di pensiero e di esperienze concrete per la costruzione del bene comune. La storia insegna e apre vie al futuro. Fin dall’inizio della loro esperienza – per alcuni si parla di oltre 100 anni - i settimanali, ad esempio, si sono fatti “portavoce” della dottrina sociale della Chiesa sostenendo iniziative sociali ma anche promuovendo cultura politica, motivando nella gente la fiducia verso le istituzioni e incoraggiando i laici ad impegnarsi in esse per testimoniare il Vangelo. Nondimeno sul piano culturale il contributo dei settimanali è stato fondamentale per la capacità di offrire le chiavi di lettura di temi complessi come quelli della vita, della famiglia, dell’educazione, della pace. La vita, anche per i media cattolici, è fatta di stagioni che sono unite dal filo rosso della speranza. Alcune si sono chiuse altre si stanno aprendo. I settimanali diocesani e con essi la Fisc e il Sir hanno ancora un compito da svolgere e non dovranno essere le difficoltà, anche “interne”, a spegnere entusiasmi, idee, progetti e iniziative. Si deve andare avanti con fiducia con il passo di una Chiesa che a Verona ha testimoniato la sua popolarità, la sua bellezza, la sua passione per l’umanità. Si deve andare avanti con fiducia anche per offrire un contributo all’informazione che sta vivendo un tempo di credibilità debole. Proprio a questo riguardo si colloca un altro aspetto di estrema importanza perché la fiducia del lettore nel settimanale diocesano non è fine a se stessa ma offre indicazioni utili a ridurre la distanza esistente oggi tra la gente e i grandi media». Notiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 11
IL RICORDO DI… È morto sabato il “padre” del Servizio Informazione Religiosa Alle 19 di sabato è morto, all’età di 87 anni, mons. Giuseppe Cacciami, presidente del Sir, Servizio Informazione Religiosa, già presidente della Federazione italiana settimanali cattolici, figura di spicco dell’Unione internazionale della stampa cattolica. Venerdì sera avevo tenuto le sue mani nelle mie. Ma forse era lui a tenere le mie mani nelle sue. Le mani di un prete ordinato nel 1947. Le mani sante di un prete. Le mani di un prete giornalista che ha dedicato tutta la sua vita alla comunicazione. Negli ultimi otto anni, quando un improvviso e imprevisto male aveva minato la sua fortissima fibra, reagiva alle domande sulla sua salute con una battuta diventata proverbiale: “Si lotta”. Ha sempre lottato per la Verità, don Giuseppe Cacciami. Con la sua intelligenza, la sua passione, il suo amore per i settimanali cattolici locali, per l’agenzia Sir nata dall’esperienza Fisc grazie alla sua intuizione condivisa e sostenuta dall’allora mons. Camillo Ruini, per il quotidiano Avvenire e per ogni iniziativa che riguardasse la comunicazione. Una lotta che lo ha visto, come l’apostolo Paolo, sempre e ovunque pronto a prendere la parola con la forza e la chiarezza che venivano da una fede vissuta e pensata ogni giorno, con grinta. I suoi “spilli”, sul settimanale diocesano di Novara, rimangono, a questo riguardo, una testimonianza e un’eredità da raccogliere e continuare. Il suo sconfinato amore per la Chiesa lo ha portato a vivere il giornalismo come forma alta di carità intellettuale nei grandi dibattiti culturali e, nello stesso tempo, come servizio umile alla gente per accompagnarla nella ricerca di significati, di speranza, di Verità. Un maestro che non è mai salito in cattedra, consapevole come è sempre stato che un giornale è un “luogo altro” e spesso più difficile della cattedra. Ma lui, uomo della montagna, uomo della Resistenza e uomo della Ricostruzione, non temeva le imprese più ardue. Un “padre” che in tutta la sua vita non si è mai stancato di far crescere, con l’autorevolezza di chi non risparmia alcuna fatica a se stesso, generazioni di giornalisti. Un padre e un maestro la cui ultima tenerissima stretta di mano è il segno indelebile di un amore infinito. PAOLO BUSTAFFA – DIRETTORE SIR Notiziario USPI n° 3/2012
Le sue consegne Don Giuseppe Cacciami, un gigante. Così mi sento di ricordarlo alla notizia della sua morte arrivata pochissimi minuti fa. Ci appariva un gigante, a noi che da pivelli ci affacciavamo alla Fisc e al mondo del giornalismo. A lui, che per tanti anni è stato il presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), dopo essere stato tra i fondatori, guardavamo con tanta sana invidia per quella sua straordinaria capacità di utilizzare la parola che rendeva ogni suo discorso e ogni suo scritto un momento di altissima scuola per tutti noi novizi di Fisc e di giornali diocesani. Una passione immensa per la Chiesa, il mondo dei mass media e dei nostri giornali, che ha saputo trasmettere a generazioni di direttori. Ha saputo maneggiare con maestria gli strumenti della comunicazione sociale con le tecniche proprie che richiedono, senza mai indietreggiare sui principi che sempre ha difeso con quel suo particolare piglio che lo distingueva. Ricordo l’ultimo nostro incontro, qualche giorno dopo il Natale 2010. Con il direttore del Sir, Paolo Bustaffa, ero andato a trovarlo, nella sua casa di famiglia, vicino al Monte Rosa. Mi diede le consegne del lavoro da proseguire nella Fisc, le stesse che avevano in mente loro, i fondatori della nostra Federazione. Tre obiettivi su tutto: mettere insieme le professionalità, le competenze, le esperienze di gente tanto diversa, lungo tutta l’Italia. Secondo, fare opinione pubblica nella Chiesa e, infine, cercare di farla anche nel Paese. Tre impegni che restano stampati nelle nostre menti e nei nostri cuori e che, nel suo ricordo affettuoso, cercheremo di non smentire. FRANCESCO ZANOTTI - PRESIDENTE FISC MONS. GIUSEPPE CACCIAMI Testimone e maestro Nota biografica Si è spento la sera di sabato 17 marzo, all’età di 87 anni, mons. Giuseppe Cacciami. Era ricoverato da alcune settimane presso la clinica de “I Cedri” di Fara Novarese, dopo l’aggravarsi del suo stato di salute. Da otto anni viveva con la sua famiglia dopo essersi ritirato da ogni incarico perché colpito da un male improvviso. 60 anni da protagonista. Mons. Cacciami era stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1947 nella cattedrale di Novara da mons. Leone Ossola, il vescovo della Liberazione della città, artefice della mediazione per il passaggio indolore dall’occupazione tedesca all’arrivo delle truppe partigiane il 25 aprile 1945. Un segno anche questo, per il giovane che, da seminarista, aveva già avuto modo di impegnarsi nella Resistenza. In questi quasi 60 anni di sacerdozio mons. Cacciami è stato protagonista attivo soprat-
tutto nel campo del giornalismo e degli interventi di carattere sociale con particolare attenzione ai giovani. Giovane sacerdote ha iniziato il suo ministero pastorale nella sua Valsesia, prima a Grignasco e quindi cappellano a Valmaggiore di Quarona. Consegue la licenza in Teologia alla Facoltà Teologica di Milano nel 1955 e supera il biennio di laurea in Teologia. Negli anni 1958-1963 frequenta i corsi di giornalismo e cinema all’Università internazionale Pro Deo e quelli di filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Passione giornalistica. Intanto, nel 1953 arriva a Verbania, che diventerà la sua città di adozione, come vicerettore della Famiglia Studenti di Intra – una struttura di ospitalità per giovani – e assistente di G.S. Sono gli anni in cui diventa attivo protagonista della vita sociale verbanese anche iniziando una fruttuosa collaborazione con il settimanale diocesano fino a propiziare la nascita di una testata tutta dedicata a quel territorio, secondo la singolare caratteristica novarese che vede il giornale cattolico disseminato nella diocesi con nove testate “localizzate” e diverse. È “Il Verbano” che inizia a interpretare la zona che dai monti si affaccia sull’alto Lago Maggiore. Per volontà del vescovo Placido Maria Cambiaghi, desideroso di dare nuovo impulso alla stampa cattolica, Cacciami diventa direttore responsabile della catena dei settimanali diocesani nel 1964. Inizia il fecondo periodo condotto con la stretta collaborazione di don Germano Zaccheo, condirettore, divenuto vescovo di Casale Monferrato, e don Bartolo Fornara, amministratore dell’editrice che diventerà all’inizio degli anni ‘80 la Stampa diocesana novarese, poi subentrato allo stesso Cacciami alla direzione responsabile nel 2001. Attivo in campo sociale. Contemporaneamente all’attività giornalistica don Giuseppe non manca iniziative in campo sociale che lo portano alla riedificazione, all’ampliamento della Famiglia Studenti (di cui diventa direttore nel 1968) e infine alla sua trasformazione, mutate le necessità della città, ne “Il Chiostro”, centro di ospitalità per servizi non solo pastorali ma anche luogo di accoglienza per anziani e per gruppi, ristorante per lavoratori, riconosciuto centro di iniziative culturali per la città. Una città che, da un punto di vista più strettamente ecclesiale, lo vede, dal 1975 al 2001, dapprima come vicario foraneo di Intra, poi vicario territoriale del Verbano. Fisc e Sir. Sono anche gli anni in cui Cacciami (diplomato in giornalismo e critica cinematografica) promuove la stampa cattolica a livello nazionale e internazionale, facendole acquisire maggiore 15 11
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 12
Approvato dall’Ordine dei Giornalisti
LA “CARTA DI FIRENZE” Regole di condotta dei giornalisti, con possibili procedimenti disciplinari ordinistici o sindacali Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato la carta deontologica scritta a Firenze dai colleghi free lance, collaboratori e precari di tutta Italia. La carta è uno strumento deontologico innovativo per disciplinare modelli virtuosi di collaborazione tra giornalisti e cooperazione con editori per cementare ancora la fiducia tra stampa e lettori. Regola, condotte e comportamenti che potranno diventare anche oggetto di procedimento disciplinare ordinistico o sindacale in caso di violazione. “Un passo importante – ha detto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino – che rappresenta uno dei cardini dell’azione a tutela dei colleghi in difficoltà. Un dovere morale da parte di chi per troppi anni è stato a guardare e ha accettato senza muovere un dito lo sfruttamento indiscriminato ai danni di colleghi”. “Abbiamo dedicato la carta di Firenze alla memoria di Pierpaolo Faggiano – ha detto il coordinatore del gruppo di lavoro sul Precariato dell’Odg, Fabrizio Morviducci – il ringraziamento va a tutto il Consiglio che ha recepito la richiesta di aiuto di tanti colleghi. Un grande ringraziamento personale va a tutti i colleghi del gruppo di lavoro”. La carta deontologica , ha spiegato l’Ordine nazionale, sancisce princìpi importanti, come la pari dignità tra colleghi e il diritto a non essere discriminati o sfruttati. Dall’1 gennaio dunque gli ordini regionali avranno la facoltà, o d’ufficio o su istanza di aprire procedimenti disciplinari a carico dei propri iscritti per violazione della Carta di Firenze. I rappresentanti dell’Ungp, il comparto sindacale della Federazione Nazionale della Stampa che dà voce ai giornalisti pensionati, con una dichiarazione molto dura si sono pronunciati in modo contrario all’entrata in vigore della Carta che, a loro dire, non risolve i problemi dei precari nelle redazioni, anzi se è possibile ne peggiora la posizione. Secondo l’Ungp la Carta non fa altro che «introdurre i carabinieri in redazione» e promuovere « il ricorso alla delazione come forma estrema di etica professionale». CARTA DI FIRENZE Art. 1– Politiche attive contro la precarietà L’Ordine dei Giornalisti e la Fnsi, alla luce di 12
quanto esposto in premessa, nell’ambito delle loro competenze, vigileranno affinché: - sia garantita a tutti i giornalisti, siano essi lavoratori dipendenti o autonomi, un’equa retribuzione che permetta al giornalista e ai suoi familiari un’esistenza libera e dignitosa, secondo quanto previsto dal dettato costituzionale; - venga posto un freno allo sfruttamento e alla precarietà, favorendo quelle condizioni tese ad assicurare un futuro professionale e personale ai tanti giornalisti oggi privi di tutele e garantire nel contempo un futuro alla buona e corretta informazione nel nostro Paese; - vengano favoriti percorsi di regolarizzazione contrattuale e avviamento verso contratti a tempo indeterminato ed equi, e realizzate le condizioni per promuovere evoluzioni di carriera e progressioni professionali; - vengano correttamente applicate le norme contrattuali sui trattamenti economici; - siano valorizzate, in caso di nuove assunzioni, le professionalità già operanti in azienda e quelle dei colleghi già iscritti nelle liste di disoccupazione; - vengano rispettati i limiti di legge e di contratto previsti per l’impego di stagisti o tirocinanti; - sia favorito il percorso di adesione alle casse previdenziali e di assistenza sanitaria e previdenza complementare della categoria, in modo da garantire le necessarie tutele sociali ed economiche anche a chi non è inquadrato come lavoratore dipendente. Il direttore responsabile deve promuove il rispetto di questi principi. Art. 2 – Collaborazione tra giornalisti Le forme di collaborazione e solidarietà tra giornalisti devono riguardare tutte le tipologie di lavoro giornalistico (stampa, radio, TV, web, uffici stampa, etc.). Il direttore responsabile che rifiuti immotivatamente di riconoscere la compiuta pratica, è soggetto a procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 48 della Legge 69/1963 e dell’art. 43 del D.P.R. 115/1965. La richiesta di una prestazione giornalistica cui corrisponda un compenso incongruo in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione, lede non solo la dignità professionale ma pregiudica anche la qualità l’indipendenza dell’informazione, essenza del ruolo sociale del giornalista.
Ai fini della determinazione dell’adeguatezza dei compensi relativi a prestazioni di natura giornalistica, i consigli regionali dell’Ordine dei Giornalisti adottano e rendono pubblici criteri e parametri di riferimento. Gli iscritti all’Ordine sono tenuti a non accettare corrispettivi inadeguati o indecorosi per il lavoro giornalistico prestato. In conformità all’articolo 2 della legge 69/1963, Ordine dei giornalisti e Fnsi ribadiscono che tutti i giornalisti, senza distinzione di ruolo o incarico o posizione gerarchica attribuita, hanno pari dignità e sono tenuti alla solidarietà e al rispetto reciproco. Tutti i giornalisti sono tenuti a segnalare ai Consigli regionali situazioni di esercizio abusivo della professione e di mancato rispetto della dignità professionale. Tutti gli iscritti all’ordine devo vigilare affinché non si verifichino situazioni di incompatibilità ai sensi della legge 150/2000. Il giornalista degli Uffici stampa istituzionali non può assumere collaborazioni, incarichi o responsabilità che possano comunque inficiare la sua funzione di imparziale ed attendibile operatore dell’informazione. Gli iscritti all’Ordine che rivestano a qualunque titolo ruoli di coordinamento del lavoro giornalistico sono tenuti a:
a) non impiegare quei colleghi le cui condizioni lavorative prevedano compensi inadeguati; b) garantire il diritto a giorno di riposo, ferie, orari di lavoro compatibili con i contratti di riferimento della categoria; c) vigilare affinché a seguito del cambio delle gerarchie redazionali non ci siano ripercussioni dal punto di vista economico, morale e della dignità professionale per tutti i colleghi; d) impegnarsi affinché il lavoro commissionato sia retribuito anche se non pubblicato o trasmesso; e) vigilare sul rispetto del diritto di firma e del diritto d’autore; f) vigilare affinché i giornalisti titolari di un trattamento pensionistico Inpgi a qualunque titolo maturato non vengano nuovamente impiegati dal medesimo datore di lavoro con forme di lavoro autonomo ed inseriti nel ciclo produttivo nelle medesime condizioni e/o per l’espletamento delle medesime prestazioni che svolgevano in virtù del precedente rapporto; g) vigilare che non si verifichino situazioni di incompatibilità ai sensi della legge 150/2000. Art. 3 – Osservatorio sulla dignità professionale Al fine di garantire la corretta applicazione dei principi stabiliti in questa Carta, l’Ordine dei Giornalisti e la Fnsi 14 Notiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 13
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI SERVIZIO CONTRIBUTI E VIGILANZA AREA CONTRIBUTI
Circolare n. 3 del 1/02/2012 Prot. n. 4557/U A TUTTE LE AZIENDE E LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ISCRITTE Loro Sedi ALLA F.N.S.I. Roma ALLA F.I.E.G. Roma e Milano ALLA AERANTI CORALLO Ancona ALL’UNIONE STAMPA PERIODICA ITALIANA Roma AGLI UFFICI DI CORRISPONDENZA INPGI Loro Sedi ALLA CASAGIT Roma OGGETTO: DETERMINAZIONE, PER L’ANNO 2012, DELLE RETRIBUZIONI CONVENZIONALI PER I GIORNALISTI OPERANTI ALL’ESTERO IN PAESI NON CONVENZIONATI, DI CUI ALL’ART. 4 – COMMA 1 – DEL D.L. 31/07/1987, N. 317 (LEGGE N. 398/87). Con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, del 24 gennaio 2012 (G.U. 30 gennaio 2012, n° 24), sono state fissate le retribuzioni convenzionali di cui agli articoli 1 e 4 del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n.398, da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti per l’assicurazione obbligatoria a favore dei giornalisti operanti nei Paesi extracomunitari non legati all’Italia da accordi di sicurezza sociale. Per l’anno 2012, i valori retributivi sono i seguenti: (vedi tabella a lato). Si ricorda che i valori convenzionali mensili, nel caso di instaurazioni, di risoluzioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da o per l’estero, avvenuti nel corso del mese, sono divisibili in ragione di 26 giornate. La contribuzione deve essere riferita alle retriNotiziario USPI n° 3/2012
buzioni convenzionali in ragione di dodici mensilità. Ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione convenzionale da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi, deve essere preventivamente determinato - dividendolo per dodici - il trattamento retributivo spettante secondo la normativa di legge e/o contrattuale italiana. Si ricorda, altresì, che la disciplina relativa all’imponibile previdenziale sulla base delle retribuzioni convenzionali non riguarda i giornalisti operanti nell’ambito dei Paesi comunitari (Unione Europea). Si ricorda che, oltre all’Italia, fanno parte dell’Unione Europea i seguenti Stati: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Spagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Svezia, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. La suddetta disciplina non riguarda, inoltre, i giornalisti impiegati nei Paesi dello spazio SEE (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), in Svizzera, in Turchia e nei seguenti Paesi extracomunitari legati all’Italia da accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale: Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Repubblica di Corea, Israele, Jersey e Isole del Canale, Croazia, ex-Jugoslavia (Repubblica Serba, Repubblica del Montenegro, Repubblica di Macedonia e Repubblica di Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino, Tunisia, Uruguay, Stati Uniti d’America, Venezuela e Vaticano.
che impronta la legislazione italiana - al fine di garantire la continuità nella tutela previdenziale - la predetta normativa deve intendersi applicabile anche nei confronti dei lavoratori extracomunitari, titolari di un regolare contratto di lavoro in Italia, che vengono inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario con il quale non è stata stipulata alcuna convenzione di Sicurezza sociale. Pertanto, anche nei confronti dei giornalisti comunitari e/o extracomunitari assicurati presso l’INPGI, l’obbligo contributivo – nei casi di invio in Paesi extracomunitari – sarà assolto sulla base delle retribuzioni convenzionali di cui all’art. 4 della citata legge n. 398/98. Le aziende che per il mese di gennaio 2012 hanno operato sulla base del valore convenzionale del 2011, possono regolarizzare tale periodo contributivo con la denuncia del mese di febbraio (scadenza il 16/03/2012) senza aggravio di oneri aggiuntivi. Ai fini della compilazione della denuncia DASM per il mese di febbraio 2012, le aziende interessate dovranno indicare gli importi arretrati, separatamente dalla retribuzione corrente, quale retribuzione arretrata <nuova retribuzione> mese di riferimento <gennaio 2012>, tipologia arretrato <differenza retributiva>, aliquota <competenza>. F.to Il Vice Direttore Generale (Dott.ssa Maria I. Iorio) DECRETO 24 gennaio 2012 Determinazione, per l’anno 2012, delle retribuzioni convenzionali di cui all’art. 4, comma 1, del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398. (12A00884) (GU n. 24 del 30-1-2012 ) IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI di concerto con 14
Si informa, infine, che la Direzione Generale per le Politiche Previdenziali ed Assicurative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con nota n. 3409 del 9 novembre 2011, ha comunicato che le disposizioni di cui al sopracitato D.L. n. 317/87, convertito con modificazioni, dalla legge n. 398/87, pur riferendosi ai soli Retribuzione Nazionale lavoratori italiani - ai Anno sensi dell’art. 18 del Da A Trattato UE che vieta ogni discrimi0 3.547,41 nazione effettuata in base alla nazionalità - trova applicazione 3.547,42 4.804,13 anche ai cittadini comunitari. 2012
Con la stessa nota, il Ministero comunica che, in applicazione del principio di parità di trattamento
Fascia
Retribuzione convenzionale
I
3.547,41
II
4.804,13
4.804,14
6.060,85
III
6.060,85
6.060,86
7.317,57
IV
7.317,57
7.317,58
in poi
V
8.574,30
13
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 14
Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI - Notizie dall’INPGI 13
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE Visti gli articoli 1 e 4 del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, concernenti le assicurazioni sociali obbligatorie per i lavoratori italiani operanti all’estero ed il sistema di determinazione delle relative contribuzioni secondo retribuzioni convenzionali da fissare annualmente, con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro, con riferimento, e comunque in misura non inferiore, ai contratti collettivi nazionali di categoria raggruppati per settori omogenei; Visto l’art. 51, comma 8-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che prevede l’utilizzazione, anche ai fini fiscali, delle retribuzioni convenzionali di cui al decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, per la determinazione del reddito di lavoro dipendente prestato all’estero; Considerato che l’art. 36, comma 2, della legge 21 novembre 2000, n. 342, nel modificare l’art. 4, comma 1, del decreto-legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, indica anche il Ministro delle finanze quale autorità concertante; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, con il quale e’ stato istituito il Ministero dell’economia e delle finanze che ha unificato il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica con il Ministero delle finanze; Visto l’art. 4 della legge 30 dicembre 1991, n. 426, concernente modalità per la determinazione delle basi retributive al fine del computo dell’indennità ordinaria di disoccupazione per i lavoratori italiani rimpatriati; Visto l’art. 12, comma 8, della legge 30 aprile 1969, n. 153, come modificato dall’art. 6 del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314 che, per la determinazione del reddito da lavoro dipendente ai fini contributivi, conferma le disposizioni in materia di retribuzioni convenzionali previste per determinate categorie di lavoratori; Visto il decreto ministeriale 3 dicembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 24 dicembre 2010, relativo alla determinazione delle predette retribuzioni convenzionali dal periodo di paga in corso al 1° gennaio 2011 e fino a tutto il periodo di paga in corso al 31 dicembre 2011; Esaminati i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per le diverse categorie, raggruppati per settori di riscontrata omogeneità; Tenuto conto delle proposte formulate 14
dalle parti interessate; Ritenuta la necessità di provvedere, per l’anno 2012 alla determinazione delle retribuzioni in questione; Viste le risultanze della Conferenza di servizi, convocata ai sensi dell’art. 14 della legge n. 241 del 1990, svoltasi il 9 novembre 2011;
Decreta: Art. 1 - Retribuzioni convenzionali A decorrere dal periodo di paga in corso dal 1° gennaio 2012 e fino a tutto il periodo di paga in corso al 31 dicembre 2012, le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti per le assicurazioni obbligatorie dei lavoratori italiani operanti all’estero ai sensi del decretolegge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398, nonché per il calcolo delle imposte sul reddito da lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 51, comma 8-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono stabilite nella misura risultante, per ciascun settore, dalle unite tabelle, che costituiscono parte integrante del presente decreto. Art. 2 - Fasce di retribuzione Per i lavoratori per i quali sono previste fasce di retribuzione, la retribuzione convenzionale imponibile è determinata sulla base del raffronto con la fascia di retribuzione nazionale corrispondente, di cui alle tabelle citate all’art. 1. Art. 3 - Frazionabilità delle retribuzioni
Su richiesta di questa Direzione Generale, l’Ufficio Legislativo ha fornito un’interpretazione in ordine alla applicabilità, in favore dei cittadini extracomunitari, della previsione dei cui al D.L. n. 387/87, convertito con modificazioni, dalla legge n. 398/87. Pur riferendosi tale normativa solo ai lavoratori italiani, per quanto riguarda i cittadini comunitari, il problema è stato risolto in senso positivo, dall’art. 18 del Trattato UE (ex articolo 12 del TCE) che vieta ogni discriminazione effettuata in base alla nazionalità: “Nel campo di applicazione dei trattati, e senza pregiudizio delle disposizioni particolari dagli stessi previste, è vietata ogni discriminazione effettuata in base alla nazionalità”. L’interpretazione dell’Ufficio Legislativo, consente ora, di colmare una lacuna nell’attuazione di quel principio di parità di trattamento che impronta la legislazione italiana, garantendo la continuità nella tutela previdenziale anche a quei lavoratori extracomunitari titolari di un regolare contratto di lavoro in Italia che, in numero sempre maggiore, vengono inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario con il quale non è stata stipulata alcuna convenzione di Sicurezza sociale. Pertanto, per tali lavoratori, l’obbligo contributivo verrà assolto sulla base delle retribuzioni convenzionali di cui all’art. 4 della citata Legge n. 398/87. Codesto Istituto vorrà, quindi, provvedere all’attuazione di quanto rappresentato. IL DIRETTORE GENERALE (Dottor Edoardo Gambacciani)
LA “CARTA DI FIRENZE”
I valori convenzionali individuati nelle 12 promuovono la costituzione di un tabelle, in caso di assunzioni, risoluzioni “Osservatorio permanente sulle condizioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da o professionali dei giornalisti” legato alle preper l’estero, nel corso del mese, sono divisenti e future dinamiche dell’informazione, sibili in ragione di ventisei giornate. anche in rapporto alle innovazioni tecnologiche. Art. 4 - Trattamento di disoccupazione L’Osservatorio ha il compito di vigilare sulper i lavoratori rimpatriati l’effettiva applicazione della presente carta, di avanzare proposte di aggiornamento Sulle retribuzioni convenzionali di cui nonché di segnalare quelle condizioni di all’art. 1 va liquidato il trattamento ordinasfruttamento della professione che ledano rio di disoccupazione in favore dei lavorala dignità e la credibilità dei giornalisti tori italiani rimpatriati. anche nei confronti dell’opinione pubblica. MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI Oggetto: Interpretazione legge 3 ottobre 1987, n. 398
Art. 4 – Sanzioni La violazione di queste regole, applicative dell’art. 2 della Legge 69/1963, comporta l’avvio di un procedimento disciplinare ai sensi del Titolo III citata legge. Notiziario USPI n° 3/2012
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 15
DEPOSITO LEGALE E CONVENZIONI USPI In base agli accordi sottoscritti dall’USPI con le Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze per il “deposito legale” dei prodotti editoriali presso gli Archivi Nazionali (DPR 252/06), gli editori associati USPI possono effettuare la consegna in forma cumulativa delle copie diffuse al pubblico, a scadenze differenziate per Regioni e per periodicità della testata. ENTRO IL MESE DI MARZO Gli editori con sede principale in LAZIO, ABRUZZO, MOLISE, CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA e SARDEGNA - che pubblicano QUOTIDIANI, PLURISETTIMANALI (meno di 5 uscite a settimana) e SETTIMANALI e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie distribuite alpubblico nel 4° trimestre dell’anno (ottobre-dicembre 2011); - che pubblicano QUATTORDICINALI, QUINDICINALI, MENSILI e di ALTRA PERIODICITA’ e relativi supplementi e allegati, sono tenuti ad effettuare la consegna delle copie dei periodici distribuite al pubblico nel 2° semestre dell’anno (luglio-dicembre 2011). ENTRO IL MESE DI APRILE Gli editori con sede principale in VALLE D’AOSTA, PIEMONTE, LOMBARDIA, TRENTINO ALTO ADIGE, - che pubblicano QUOTIDIANI, PLU-
u
La rassegna stampa tempestiva e affidabile
dialogando dialogando
RISETTIMANALI (meno di 5 uscite a 11 visibilità, peso, capacità di iniziasettimana) e SETTIMANALI e relative tiva e prestigio. A metà degli anni ’70 colsupplementi e allegati, sono tenuti ad labora alla nascita della Federazione italiaeffettuare la consegna delle copie distrina settimanali cattolici (Fisc) di cui è subibuite al pubblico nel 1° trimestre delto vicepresidente, per diventarne presidente l’anno (gennaio - marzo 2012); dal 1980 fino al 1986. Nel 1989 è fondatore e primo presidente dell’agenzia giornali- che pubblicano QUATTORDICINALI, stica Sir. Successivamente diventa presiQUINDICINALI, MENSILI e di dente nazionale del Consis. In quegli stessi ALTRA PERIODICITA’ nel mese di anni è vicepresidente della Federation interaprile NON devono effettuare alcuna nationale de la presse d’église, quindi consegna. diventa membro della Commissione Cei per le Comunicazioni sociali, membro del Ricordiamo la necessità di allegare a queGruppo di lavoro per la promozione del sta prima spedizione annuale un certificasostegno economico della Chiesa to di iscrizione all’USPI per l’anno 2011. italiana e consigliere nel Cda di Rammentiamo, infine, che per il deposito “Avvenire”. Nel 1992 è ufficialmente delle copie presso le Biblioteche regionanominato monsignore. Nel 1997 è nominali e provinciali la cadenza stabilita dalla to membro del Forum permanente della Cei legge è ogni 60 giorni. per il Progetto culturale. Il plico contenente le copie per il deposito legale deve essere confezionato e riportare la Intelligenza fuori del comune. Nel nuovo dicitura “esemplari fuori commercio per il secolo l’età e la salute lo portano progressideposito legale, agli effetti della legge 15 vamente a diminuire gli impegni e l’attiaprile 2004, n. 106” (articolo 7, comma 3, vità. Resta alla direzione dei settimanali del DPR 252/06) ed essere accompagnato da diocesani novaresi, continuando a scrivere un elenco, in duplice copia, del contenuto settimanalmente quella che è stata la sua del pacco con l’indicazione della ragione storica e apprezzatissima rubrica: “Gli spilsociale dell’editore (compreso l’indirizzo e/o li”. Poi l’aggravarsi dello stato di salute gli un numero di fax di riferimento), il nome impedisce anche questo appuntamento setdella testata, l’indicazione delle eventuali timanale con i lettori. Lascia Verbania e diverse edizioni locali e il numero di ediziotorna in famiglia nella natia Grignasco. ne di ogni singolo esemplare consegnato. Mons. Cacciami, di cordialità ed intelligenza davvero fuori dal comune, ha saputo racGLI INDIRIZZI cogliere apprezzamenti e riconoscimenti - Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, anche in campo civile ed anche provenienti Viale Castro Pretorio 105, 00185 Roma. da ambienti culturalmente lontani, con i - Biblioteca Nazionale Centrale di quali ha sempre saputo mantenere un rapFirenze, Via Tripoli 36/44, 50122 porto franco e dialettico, ma anche amicheFirenze. vole e rispettoso.
® Leader in Media Intelligence
u
La rassegna passata in rassegna
USPI
Le news radio e tv a disposizione t con un click
L’Eco della Stampa è in Europa tra i più importanti operatori nell’industria u Per provare i nostri servizi, contattateci del Media Monitoring. u Tel 02 748113.1 u Fax 02 748113.444 Essere un partner affidabile per u info@ecostampa.it chi - in qualsiasi struttura pubblica o privata - operi nell’area della Nominativo comunicazione o del marketing è da oltre 100 anni la nostra mission. Azienda/Ente Anche grazie ai servizi de L’Eco Telefono della Stampa ogni giorno migliaia di E-mail nostri Clienti accrescono l’efficacia delle loro Direzioni Marketing e L’ECO DELLA STAMPA S.p.A. Comunicazione, disponendo di maggiori risorse interne da dedicare Via G. Compagnoni 28, 20129 Milano alle attività con più alto valore www.ecostampa.it aggiunto.
L’inserzione sopra riportata costituisce un servizio senza corrispettivo, ai sensi dell’art.3, terzo comma, del DPR 26/10/72 n.633
Notiziario USPI n° 3/2012
15
notiziario uspi 2012_nuovo notiziario.qxd 03/11/2017 11:35 Pagina 16
PERIODICI ASSOCIATI ALL’USPI (4 42° elenco) BENESSERE
OPERAIO LIGURE
SANIFICAMBIENTE
Corso 3 Novembre, 162 38122 Trento Direttore: Walter Filagrana Editore: Fondazione Trentina per la ricerca sui tumori Periodicità: quadrimestrale Materia trattata: periodico di informazione sulla salute della persona
Vico Falamonica, 1 – 3 scala DS 16123 Genova Direttore: Dott. Torti Adriano Editore: Federazione Operaia Cattolica Ligure Periodicità: mensile Materia trattata: vita associativa, formazione cristiana, cultura, economia, politica
Via Assiano, 7/B 20019 Settimo Milanese (MI) Direttore: Mauro Leva Editore: Kiter S.r.l. Periodicità: trimestrale Materia trattata: informazione tecnica
COACHING TIME
OPIFICIUM
SENTIERI DIGITALI
Via Michelangelo Peroglio, 16 00144 Roma Direttore: Giovanna Giuffredi Editore: Giovanna Giuffredi Periodicità: mensile Materia trattata: coaching, sviluppo personale e organizzativo
Via di San Basilio, 72 00187 Roma Direttore: Giuseppe Jogna Editore: Consiglio Nazionale – Ente di previdenza dei periti industriali e dei periti laureati Periodicità: bimestrale Materia trattata: tecnica, professionale e previdenziale
Via E. L. Cerva, 87/A 00143 Roma Direttore: Francesco Chiappetta Editore: SI-IES Istituto Europeo Servizi S.r.l. Periodicità: settimanale Materia trattata: creatività e tecnologie per la comunicazione d’impresa, innovazione
GREGORIANUM
ORIENTALIA
TECNOPLAST
Piazza della Pilotta, 4 00187 Roma Direttore: Sergio Bastianel Editore: G&B Press Periodicità: trimestrale Materia trattata: teologia e filosofia
Piazza della Pilotta, 4 00187 Roma Direttore: Michele Simone Editore: G&B Press Periodicità: trimestrale Materia trattata: vicino oriente antico
Via Garbiera, 1 20021 Bollate (MI) Direttore: Riccardo Ampollini Editore: Tecnoedizioni S.r.l. Periodicità: mensile Materia trattata: mercato, attrezzature e materiali del settore materie plastiche
NOTIzIARIO
Uspi
Mensile - 11 numeri Organo del direttivo nazionale dell’Associazione di categoria dei piccoli e medi editori Registro Stampa del tribunale di Roma n. 14861 del 16/12/1972 Proprietario e Editore: Unione Stampa Periodica Italiana Viale Battista Bardanzellu, 95 - 00155 ROMA Telefono: 06.40.71.388 - 06.40.65.941 Fax 06.40.66.859 - 06.406.59.41 Sito internet: www.uspi.it E-mail: uspi@uspi.it Iscrizione al R.O.C. n. 1672 (già RNS n. 3314 del 18.7.1991) Direttore: Francesco Saverio Vetere Direttore Responsabile: Vittorio Volpi Grafica e impaginazione: Rita L’Abbate Tipografia: MEDIAGRAF SpA. Stabilimento di Roma Via Leonardo da Vinci, 8 00015 Monterotondo (RM)
CONVENZIONE USPI-SDA EXPRESS COURIER E’ STATA
RINNOVATA LA CONVENZIONE TRA USPI E SDA EXPRESS COURIER PER LA SPEDIZIONE DI PACCHI, A CONDIZIONI VANTAGGIOSE, RISERVATE AGLI ASSOCIATI ALLA NOSTRA UNIONE. NUOVI SERVIZI ACCESSORI. TUTTE LE INFORMAZIONI SU www.USPI.IT, SEZIONE “CONVENZIONI”.
“I nostri pacchi possono viaggiare con SDA”.
Il n. 3 marzo 2012 è stato stampato il 22 marzo 2012
16
Notiziario USPI n° 3/2012